[Image]Fonte: SettimopoterePreciso, chiaro, esaustivo: Pino Aprile quando descrive il Sud è così. Dati, nomi, numeri infilati in un grande affresco storico, che affonda le proprie radici in 150 anni di storia, ma che diventa tremendamente attuale nei "corsi e ricorsi" della storia e della politica italiane. Questo era Terroni. Un best seller: 250mila copie vendute. Un saggio, pubblicato nel 2010, che descrive con chiara lucidità e infiammata invettiva, gli eventi che hanno portato gli abitanti del Meridione a diventare Terroni: cittadini di serie B, reclusi, isolati. Pochi giorni fa, è stato pubblicato il seguito, "Giù al Sud. Perché i terroni salveranno l'Italia" (Edizioni Piemme). L'abbiamo intervistato per farci raccontare in che modo ci riusciranno e cosa - ma soprattutto se - è cambiato qualcosa nel modo di gestire la realtà italiana. "Giù al Sud. Perché i terroni salveranno l'Italia". Cosa devono aspettarsi i lettori di Pino Aprile dalla nuova opera? Più che dalla prospettiva storica di "Terroni", “Giù al Sud” già dal titolo sembra tradire uno sguardo maggiormente rivolto al futuro.È il racconto di come emerga, in quali forme (iniziative culturali, politiche, imprenditoriali) la crescente consapevolezza della propria storia negata, della condizione di minorità imposta ai meridionali 150 anni fa e mantenuta, da 150 anni, con una legislazione squilibrata a sfavore del Mezzogiorno, ridotto a colonia dell’economia del Nord. Negli ultimi anni, la compressione dei diritti e delle capacità del Sud, sempre meno disposto a subire, è tornata ai metodi (stragi a parte) di fine Ottocento, ricorrendo al furto sistematico delle risorse del Sud e alle “giustificazioni” razziste, spudoratamente usate da un partito di governo, la Lega Nord, e dai suoi sciagurati ministri.Perché i terroni salveranno l'Italia?Perché sono gli unici che hanno interesse a farlo. Al Nord conviene tentare di continuare così: scarica la crisi sulle classi meno abbienti e sul Sud. Ogni cambiamento di questo dis-equilibrio, comportando una più equa distribuzione delle risorse, ridurrebbe i privilegi del Nord e dei più ricchi e andrebbe a vantaggio dei più poveri e del Sud. Con un esempio: si salvano la Cassa integrazione e le pensioni di anzianità (benefici geograficamente concentrati a Nord), niente per i disoccupati-mai-occupati o gl’indigenti, le ragazze madri, le famiglie numerose...In un post del tuo blog, dal significativo titolo "Il futuro sottotraccia", leggiamo: «Non so dire come sarà, e nemmeno se ce la farà ad essere, ma qualcosa sta accadendo. Ed è qualcosa di nuovo. Forse di decisivo. Non so nemmeno se i protagonisti se ne rendano conto: si muovono quasi ognuno per conto proprio, ma nella stessa direzione. Se non si disperderanno prima, sono destinati a incontrarsi e divenire un popolo in marcia. Ne incontro molti di questi ragazzi, studenti, giovani professionisti, nei miei giri terronici in Meridione[...]: c’è una generazione di meridionali che non vuole più andarsene e, dopo aver conosciuto mondo, vuol saperne di più del Sud e viverci». Il nuovo libro parla anche di loro?Parla soprattutto di loro, di quel che fanno, nell’assoluto disinteresse della stampa: non c’è un quotidiano nazionale meridionale; le reti nazionali sono tutte al Nord e quelle pubbliche controllate da un imprenditore del Nord, in forza del suo ruolo pubblico: primo ministro. Ma, nel silenzio, un esercito di giovani in gamba, magari ignorandosi fra loro, stanno costruendo qualcosa che potrebbe ribaltare gli equilibri. I distratti se ne accorgeranno troppo tardi; e proveranno a fermarli. La partita si giocherà allora: potrebbe spezzare l’Italia in due.Leggi la seconda parte dell'intervista: quiLeggi la terza parte dell'intervista: qui Fonte: Settimopotere .
postato da NON MI ARRENDO alle 12:32 il 8 nov 2011
"«Solo i Terroni possono salvare l'Italia», intervista a Pino Aprile - Parte I"
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