[Image] Di Ivan Esposito Da quando è cominciata l'avventura di MAIPIUSOLI, il gruppo d'acquisto meridionalista, le obiezioni ricevute sono state sostanzialmente due. Una sciocca, e l'altra pure.La prima è quella integralista, quella per cui nessun prodotto, nel mondo globalizzato, può essere definito realmente meridionale. Metti la mozzarella di bufala campana, ad esempio: più Sud di così! E invece non ti sei accorto - sostengono sicuri gli integralisti - che il laccetto di plastica che sigilla la busta è stato fatto in un'altra parte del mondo. Come si fa, con un laccetto simile, a definire l'oro bianco un prodotto del Sud?La seconda la definirei mondialista. Arriva in genere dalla sinistra di paese, da chi spiegandoti il presente e il futuro cerca disperatamente di nascondere un provincialissimo complesso d'inferiorità, senza riuscirci.I mondialisti inorridiscono davanti ad un'iniziativa protezionistica come (loro ritengono sia) MAIPIUSOLI. Che figura ci facciamo con quelli del Nord, che hanno successo senza ricorrere a simili mezzucci?!Ai primi è facile rispondere. Nessuno sta cercando l'impresa o il prodotto meridionale puro. La purezza - in senso etnico - lasciamola alla follia nazista e alle tragicomiche discendenze celtiche. Il nostro gruppo d'acquisto sceglie i prodotti sulla base di una semplice addizione. Sommiamo le tipologie di soggetti che ricevono valore aggiunto dalle imprese produttrici. Un'impresa che funziona infatti distribuisce ricchezza a favore di:a. chi ci mette i soldi, proprietari e risparmiatori, pagando loro dividendi e interessi o incrementando il valore delle quote;b. chi ci lavora: stipendi, contributi ecc.c. le Istituzioni, soprattutto le Regioni col federalismo fiscale;d. il sistema di imprese del territorio: l'indotto dei fornitori;e. la comunità in senso ampio, con sponsorizzazioni e progetti di responsabilità sociale.Tra un'impresa che ha nel Mezzogiorno queste cinque tipologie di percettori e un'altra che ne ha quattro, preferiamo la prima. Quella che ne ha quattro è sempre meglio di una che ne ha tre e così via.Sommiamo le tipologie e non gli importi poiché dà più garanzie di continuità e di investimenti una proprietà meridionale di quante possa fornirne un mega stabilimento con tanti dipendenti che rispondono ad interessi e strategie altre. Inseguire i grandi numeri in termini di posti di lavoro è stata una delle ragioni del fallimento delle politiche meridionaliste del Novecento, dall'Ilva di Bagnoli ai contratti d'area.Veniamo ai mondialisti. Questi valutano le cose al di fuori del tempo e dello spazio. Non considerano cioè l'impatto del federalismo fiscale di prossima attuazione in Italia, nel 2011. Se lo facessero, saprebbero che inviare risorse dal Sud al Nord sottoforma di acquisti, e contemporaneamente ricevere molto meno dallo Stato per i servizi pubblici (sanità, scuola, trasporti etc.), non è sostenibile. Significa avere più uscite e meno entrate.Quanto alla presunta contrapposizione di iniziative come MAIPIUSOLI verso il Nord, essa semplicemente non esiste. Un sud più povero è un sud che compra meno prodotti settentrionali, comunque. Ci siano o meno iniziative come la nostra. Al contrario, un Mezzogiorno con un sistema di imprese salde e autonome - autonome dalla spesa pubblica e dalla monocommittenza dei grandi gruppi industriali e distributivi che oggi alimenta tante piccole ditte contoterziste, come per la pasta e le conserve di pomodoro - richiede un minore intervento perequativo dello Stato e mantiene la volontà di acquistare tanti ottimi prodotti tipici settentrionali. MAIPIUSOLI dice agli italiani del Nord: pagate meno tasse, mangiate più mozzarella e tornate più spesso a visitarci. Altro che razzisti alla rovescia! .
postato da NON MI ARRENDO alle 11:41 il 27 gen 2011
"MAIPIUSOLI: il gruppo d'acquisto meridionalista più forte di obiezioni e pregiudizi"
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