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Posta un commento su: Partito del Sud - Blog

"Un'altro scippo alla nostra terra . Milano candidata a sede del Segretariato economico per l'Unione per il Mediterraneo."

1 commento -

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Anonimo Nello Russo ha detto...

Dunque se le cose stanno così, l’Italia è davvero un paese spaccato ed impigliato nelle maglie dei politicanti imbelli, senza scrupoli e senza altri interessi, se non quelli riconducibili solo alla sfera degli affari personali o rivolti a garantire le sacche di potere dei lanzichenecchi, cavalieri dell’equilibrio del nord, che viene fatto passare per gli scandali al sud dove impennano le discariche, i rifiuti, i termovalorizzatori, i rigassificatori e persino le centrali nucleari. O ancora al sud dove il connubio tra la politica ed il malaffare compie la sua opera globale del sacco del territorio, mediante la rovina dell’ambiente, il disastro della sanità, la violenza su ogni luogo vivibile delle splendide regioni meridionali.
Ma soprattutto dove questo connubio provoca paradossalmente una controtendenza, che, rispetto al fenomeno della cattiva gestione degli enti pubblici e dei loro organismi di sottogoverno, sta cristallizzando nell’opinione pubblica un profondo disinteresse verso lo sfascio del sistema amministrativo e che nel contempo da manforte al culto della personalità di uno o più politici, che fin’ora hanno saputo solo mettere in mostra le loro qualità divinatorie, improprie e devianti. La storia di questi giorni in Sicilia segna il tempo dell’ineluttabilità di un radicale cambiamento della politica, del suo agire e del suo essere anche categoria intellettuale e morale. Pontificare in Sicilia i vari Lombardo, Cuffaro, Micciché e Romano, tanto per fare solo un esempio di uomini, che dal servizio della politica sono giunti all’anticamera delle inchieste giudiziarie o peggio ancora hanno varcato la soglia di una prima condanna, non può non costituire un momento di aberrante sublimazione dell’opera irriverente di costoro e di altri come loro, che non temono il confronto con la giustizia e con quella parte sana della società, che reclama inutilmente la verità sulle stragi di mafia e su quelle cosiddette di stato, che reclama giustizia per ogni evento delittuoso, che non tollera più la disoccupazione e lo sfruttamento fisico e salariale nel lavoro, o l'impoverimento del territorio.
In Sicilia la questione della moralizzazione della politica e della pubblica amministrazione, la questione della gestione degli appalti pubblici, degli investimenti produttivi e degli ammortizzatori sociali e dunque la questione più complessa del riscatto sociale del lavoro, sono temi ancora legati alle logiche spartitorie, che limitano l'attenzione verso lo sviluppo ingegneristico della genetica mafiosa, che si radica in ogni luogo della vita pubblica della Sicilia, nel totale abbandono della pratica salottiera dei dibattiti televisivi, dove si consumano solo futili e ridondanti performance di politici ed esperti dei quali si può bene fare a meno.

Nel frattempo, rispetto a questa generale problematica, solo pochi soggetti, siano essi istituzionali o rappresentanti della società civile, dimostrano di volere compiere, ancora con abnegazione, un atto di resistenza, per arginare la ramificazione di tutti quegli interessi, politici ed economici, dei quali si nutre la casta, che vengono strategicamente coltivati per ridurre quegli spazi di libertà e di azione, che sono necessari per ripristinare la democrazia attiva. Del resto, sebbene più volte richiamato anche dal Parlamento Europeo, l'attuale Governo italiano resta sordo e prosegue nella prassi della decretazione d'urgenza, scavalcando in tal modo il Parlamento, dove tuttavia non sembra che vengano esercitati i poteri di controllo e di direzione, per apparire piuttosto come scenario di burlesche beghe di cortile.

28/7/2009
Nello Russo

28 luglio 2009 alle ore 21:10

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