Google apps
Main menu

Posta un commento su: Partito del Sud - Blog

"La secessione dal Nord la faccia pure il Sud"

4 commenti -

1 – 4 di 4
Anonimo Gianfranco Lillo ha detto...

Lino Patruno parla apertamente e senza mezzi termini di SECESSIONE del Sud, impedita da, parole sue, COLLABORAZIONISTI meridionali al servizio dei poteri del Nord.

Quei collaborazionisti che vogliono "cambiare tutto perchè tutto rimanga uguale". ...Finalmente mi sento meno solo, senza essere più l'unico "pazzo del villaggio".
Di tanto ne prendano atto gli immobilisti, i rinunciatari e quanti si prefiggono un percorso indolore che, per essere raggiunto, ha bisogno di due secoli di tempo.

Chi possiede i mercati, pur di non perderli, è disposto a difenderli anche a costo di stermini di massa.
Pensate veramente che il Nord possa permettersi di perdere un mercato di 20.000.000 di consumatori senza prima averlo difeso con le unghie e con i denti e utilizzando qualsiasi mezzo, lecito o illecito, pacifico o violento?

La perdita di 20.000.000 di consumatori, farebbe sprofondare il sistema produttivo padano in una crisi dalla quale non ne uscirebbe più e determinerebbe il crollo sociale e di una economia che per vivere e fare affari ha bisogno della colonia Sud e dei suoi 20.000.000 di consumatori;

Chi pensa che il Nord possa lasciare decidere autonomamente e pacificamente il Sud sul suo destino, è fuori dalla grazia di dio;

chi pensa che il Nord possa rinunciare al mercato protetto del Sud decretando la sua autodistruzione economica, non si rende conto della realtà;

chi pensa che la libertà di un popolo si conquisti con referendum e riforme, è un sognatore...l'istituto referendario è buono solo quando si deve decire dove collocare la fontana del villaggio...prova ne è il NUCLEARE e i vari referendum sul finanziamento pubblico ai partiti;

chi crede nel riformismo, basti dire che da un trentennio sono nate solo controriforme, annullando conquiste che costarono lacrime e sangue alla gente;

chi crede nel "federalismo", quale soluzione a tutti i mali, deve prendere atto che le leggi contro la nuclearizzazione, varate da PUGLIA,BASILICATA e CAMPANIA, nate dal principio del federalismo e dell'autonomia dei territori, sono state impugnate dallo Stato italiano perchè non funzionali agli interessi del Nord, evidenziando che il Sud deve esistere solo in funzione del Nord e dei suoi interessi, producendo energia da inviare al sistema industriale e civile della parte forte,la PADANIA, facendo ricadere sulla genete del Sud i rischi e i costi (in termini di degrado del territorio, mancato sviluppo, pericolo ambientale e salute pubblica) dell'intera operazione, conferendo i soli benefici ai padroni del Nord, accollando al Sud i soli rischi e costi che nel tempo deriveranno.

Perchè il Nord continui nella sua corsa verso lo sviluppo, ha necessariamente bisogno di un Sud assistito, incapace di sviluppare un proprio sistema produttivo, per evitare un dualismo concorrenziale fra Nord e Sud, ed ha bisogno, soprattutto, dei 20.000.000 di consumatori incapaci di produrre, ai quali dare impiego pubblico e assistenzialismo, per produrre redditi da consumare in prodotti padani, rimandando al Nord quanto avuto, con i dovuti interessi, perchè il Nord continui a sviluppare industria, finanza, scuole, ospedali, ferrovie ad alta velocità, metropolitane, servizi sociali avanzati, mentre il Sud...solo e sempre COLONIA.
...E c'è chi ancora si illude di sedersi ad un tavolo e fare richiesta di libertà, come se si trattasse di un permesso per cure parentali o per acquistare un biglietto ferroviario.

7 febbraio 2010 alle ore 13:59

Anonimo Anonimo ha detto...

ma ricolfi non parla di crociata del nord contro il sud, ma di problematiche trasversali all'Italia intera. Esistono regioni virtuose al sud, come regioni "viziose" al nord. Si tratta di capire come poi operano le amministrazioni locali, premiare quelle più rispettose e cercare di rendere più consapevoli quelle mal gestite.

15 febbraio 2010 alle ore 18:01

Anonimo Anonimo ha detto...

Nella mappa in cui anche la Sardegna viene riportata tra le regioni del sud in caso di secessione.
Voglio ricordare che la Sardegna per cultura,storia e posizione geografica NON E' ITALIA.Quindi non rinuncerà mai alle sue aspirazioni di indipendenza aderendo ad una nuova entità geopolitica.

5 dicembre 2010 alle ore 19:47

Blogger gennaro ha detto...

La secessione del sud si rende necessaria per i buoni interessi del sud e non per dimostrare al nord,noi del sud non abbiamo niente da dimostrare a questo nord e non portiamo rancore a nessuno per i nostri gap,tralatro tutti derivanti dalla unificazione di 150 anni fa.
Prima sedotti e poi abbandonati,hanno fatto la loro fortuna con la pelle dei meridionali emigrati al nord e quando non sono serviti piu' ci hanno buttato come scarpe vecchie sostituendoci con gli extracomunitari ma come ci stanno insegnando i popoli del nord africa,"è finita la zezzenella",il sud è giovane,ben informato dai mezzi di comunicazione moderni,ben istruito ma sopratutto sono giovani che non hanno remore a sacrificarsi al lavoro con grande volonta ad emergere a costo anche di partire dalla loro terra e affetti,ma non basta,noi e il nostro sud avevamo una nazione forte di 850 anni di storia,una nostra bandiera,religione,lingua e per fortuna tradizioni con usi e costumi,pertanto è piu' facile che il sud vada per la sua strada che il nord,visto che qualcuno dovrà anche pagare le loro pensioni ad una popolazione vecchia che ha pensato solo di arricchirsi e non a fare figli.
Che Dio ci assisti e ci renda liberi presto,vivo solo per questo.
Auguri a tutti noi.
Gennaro Pica

5 marzo 2011 alle ore 20:01

Puoi utilizzare alcuni tag HTML, ad esempio <b>, <i>, <a>

Questo blog non consente commenti anonimi.

La moderazione dei commenti è stata attivata. Tutti i commenti devono essere approvati dall'autore del blog.

Ti verrà chiesto di eseguire l'accesso dopo aver inviato il commento.
Dimostra di non essere un robot