tag:blogger.com,1999:blog-90981359644403453132009-07-14T22:06:43.803+02:00Il blog del Giloil Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.comBlogger212125tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-6449997455491301822009-07-14T20:50:00.006+02:002009-07-14T22:06:43.812+02:00Oggi sìOggi me lo sento. È da stamattina quando mi sono svegliato, anzi da prima, è da quando sono passato da Montignoso che me lo sento. È che oggi sono in forma, oggi è un giorno speciale, di quei giorni che non vengono spesso, come le eclissi di sole, che le puoi quasi contare (come dicevano quelli, temporibus illis). Oggi era la giornata buona. Oggi ero ispirato. Oggi avrei scritto un gran post. Uno come ne scrivevo una volta. Anzi, uno come non ne ho mai scritti. Anzi, uno come non ne sono mai stati scritti. Un post che avrebbe lasciato il segno, un post che avrebbe fatto la storia. I posteri avrebbero parlato di questo post, e non solo per assonanza con loro medesimi. Oggi era la volta buona. Oggi sì. Senonché...<br /><a href="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SlzUDrAgwlI/AAAAAAAAAyE/sz5VMOsA6Ec/s1600-h/sciopero.jpg"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 276px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358390816213615186" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SlzUDrAgwlI/AAAAAAAAAyE/sz5VMOsA6Ec/s400/sciopero.jpg" /></a><br />Oggi <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/polemiche-intercettazioni/sciopero-dei-blog/sciopero-dei-blog.html">sciopero</a>, sissignori. Altro che.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-644999745549130182?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-11198423670345130372009-07-08T19:32:00.005+02:002009-07-10T19:53:15.914+02:00Comunicazione di servizioNo, perché magari voialtri che non ci siete in mezzo non lo sapete. Probabilmente voi avete sentito quello che se ne dice in giro, avete preso per buone le verità della televisione (eppure lo sapevate...) e pensate che sia tutto a posto, che funzioni tutto o quasi. E con una probabilità solo lievemente inferiore non ve ne frega neanche granché. Però io ve lo dico lo stesso. Io non so cos'è successo realmente con la rumenta di Napoli, col terremoto dell'Aquila e con tutte le altre emergenze che qualcuno sostiene di aver risolto: magari là è tutto a posto, glielo auguro, ma qua molto semplicemente<br /><div align="center"><strong>non è a posto una sega.</strong></div>Qua continuano a sopprimere treni a caso, oggi questo domani quello dopodomani entrambi, e, quel che è peggio, non lo dicono. Quelli che non sopprimono sono in ritardo, le coincidenze invece chissà perché spaccano sempre il secondo. E naturalmente hanno tolto anche gli autobus sostitutivi: se è tutto a posto non servono, no?<br />Certo, è successo un gran <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/30/treno-esplode-in-stazione-terrore-viareggio.html">casino</a>, nessuno lo nega. E, per carità, a noi che possiamo raccontarla ci è andata di lusso. Ci mancherebbe. E comunque nessuno si aspettava che dopo un giorno fosse di nuovo tutto a posto, ovvio, ci vuole tempo: tutto sacrosanto. Però cazzo <strong>ditelo</strong>. Non venite a dire che è quasi tutto quasi regolare. E se sopprimete un treno, perché vi tocca sopprimerlo, ditelo <em>prima</em>, non <em>dopo</em>. Ditelo chiaro, questo treno c'è, quello no, e uno si organizza. Se no, con buona pace del mio beneamato Responsabile Tecnico, anche questa settimana altro che straordinari. E a proposito, voi, cari lavoratori che avete fatto <a href="http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=4578a2cf51142210VgnVCM1000003f16f90aRCRD">sciopero</a> lunedì, aggiungendo casino al casino come se ce ne fosse stato bisogno, io capisco e appoggio voi e le vostre ragioni ma cavolo trovatevi un altro modo per farle valere, o almeno un altro momento. Perché se per tornare a casa dal lavoro ci devo mettere tre ore e mezza, poi può anche succedere che mi dimentico della mia unione ai lavoratori di tutto il mondo e scrivo post come questo. Per lo meno.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-1119842367034513037?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com6tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-36283762720636471922009-07-01T21:15:00.003+02:002009-07-01T21:21:07.275+02:00Hamburgeresse flaggateBreve ma significativo dialogo intercorso qualche tempo fa tra il sottoscritto e la gentile commessa palesemente extracomunitaria di un noto fast food:<br /><br /><blockquote><p>Io: <em>Un hamburger.</em><br />Lei: <em>Una?</em><br />Io: <em>Sì, uno.</em><br /></p></blockquote>Lì per lì non ci ho neanche pensato su, ma poi, appena arrivato a addentare il cetriolo (momento topico), di colpo mi sono chiesto: <em>Ma chi l'ha detto che "hamburger" è maschile?</em><br />Intendiamoci, non è per far polemica né per cambiare il mondo, qualcuno ha stabilito che "hamburger" è maschile e io lo accetto. E poi, suvvia, obiettivamente l'hamburger è maschile, si vede anche a occhio nudo. Ma su qualche altra parola un legittimo dubbio potrebbe benissimo sorgere.<br />Ad esempio, non molti giorni fa in ufficio è nata e si è sviluppata oltre lo stretto necessario una fervida discussione che aveva come argomento fondamentale il seguente interrogativo amletico: scrivere "il flag" o scrivere "la flag"? Risolutivo in merito è stato il parere degli ignoti autori di un noto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flag">sito</a>, ma converrete che il dubbio è più che giustificato: se la traduzione letterale italiana di un termine straniero è femminile, perché mai (se non per vile abitudine o peggio per un diktat imposto da una qualche autoproclamata autorità) il termine stesso dev'essere maschile?<br />Chi è che stabilisce che una tal parola che un bel giorno suo malgrado entra nel patrio vocabolario debba per forza e per sempre e per chiunque essere maschile o essere femminile? Sarà una persona sola o una commissione appositamente nominata? Se, com'è auspicabile visto il rilievo della questione, sono in diversi a decidere, m'immagino le riunioni interminabili, le discussioni, i faldoni di documenti portati da ognuna delle parti a sostegno della propria tesi, i ricorsi, gli appelli, i reciproci insulti, le risse... Finché, dopo una lunga serie di fumate nere, esce uno sfinito portavoce della fazione vincitrice che annuncia a giornalisti e curiosi vari: <em>Signore e signori, "hamburger" è maschile.</em><br />E tutti se ne tornano a casa contenti.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-3628376272063647192?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-11036385366043838532009-06-25T21:20:00.005+02:002009-06-25T21:27:27.177+02:00Permettete una riflessione?Benissimo. Allora, se tanto mi dà tanto, permetterete senz'altro anche una rifrazione. E anche più d'una, già che ci siamo. E allora eccovele qua:<br /><a href="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SkPOjcHMOjI/AAAAAAAAAxM/kGFRIhTlhfw/s1600-h/rifrazioni.jpg"><img style="WIDTH: 346px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351347890483378738" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SkPOjcHMOjI/AAAAAAAAAxM/kGFRIhTlhfw/s400/rifrazioni.jpg" /></a><br />In memoria di un bar onesto. Che, proprio perché era tale, ha chiuso.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-1103638536604383853?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-50324772904946021692009-06-19T23:40:00.004+02:002009-06-19T23:46:25.256+02:00Il dibattito è aperto<div align="left">Ma secondo voi, voi che ve ne intendete, voi che avete studiato, voi che siete persone dotate di una cultura non ordinaria, di un gusto sopraffino e di una profondità di analisi invidiabile,<br /><a href="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SjwGJcIsSDI/AAAAAAAAAtQ/uReb3BHF1Z8/s1600-h/ponte.jpg"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 357px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349157216650545202" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SjwGJcIsSDI/AAAAAAAAAtQ/uReb3BHF1Z8/s400/ponte.jpg" /></a><br />ma secondo voi, dicevo, che cosa avrà voluto dirci l'Artista con questa fotografia? quale messaggio avrà voluto trasmetterci? quale insegnamento avrà voluto indicarci? quale visione del mondo avrà voluto prospettarci? quali emozioni avrà voluto scatenare nel profondo dei nostri animi? quali sentimenti avrà voluto risvegliare nei nostri cuori e/o nelle nostre menti? quali sensazioni avrà desiderato che provassimo, noi con lui, lui con noi?</div><div align="left">Ma soprattutto, <strong>perché?</strong></div><div align="left">Suvvia, stimato uditorio, dite la vostra.</div><div align="right"><span style="font-size:78%;">A nome dell'Artista si ringrazia chi ha fornito l'apparecchio, l'opera e l'occasione.</span> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-5032477290494602169?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-20629658829365035922009-06-13T11:32:00.005+02:002009-06-13T19:45:19.164+02:00Tra un batuffolo e l'altroPeccato che non ho più tempo. Oddio, a essere onesti negli ultimi tempi non è neanche solo questione di tempo. È anche che non ne ho nemmeno quella gran voglia. Cos'è successo? A me niente, è quello il problema. Non direttamente, almeno. Qualcosa di riflesso, niente di più. Niente di male, è vero, ma neanche niente di particolarmente bene. Passa il tempo, ma è tutta tara, tutto imballaggio. Che detta così ha anche un senso, ci sono decine di giorni normali che fanno da imballaggio a pochi giorni speciali sparsi qua è là come granelli di pepe in una balla di cotone (come diceva quello), li preservano e li rendono effettivamente speciali, ma qua la proporzione è andata un po' a puttane, il cotone ha preso brutalmente il sopravvento. E oltretutto, dicevo, tutto 'sto cotone non mi lascia neanche il tempo per scrivere post con dignitosa frequenza su questo sempre valido blog. Insomma, ve ne sarete accorti, ai miei tempi scrivevo decisamente più spesso. Erano sempre le solite cazzate, ovvio, ma almeno non c'era da aspettare una settimana tra una e l'altra. E dire che gli spunti non mancherebbero. Per dire, solo nell'ultima settimana e leggendo le notizie pubblicate su un solo <a href="http://www.wired.it/">sito</a>, e anche tralasciando le questioni politico-elettorali, si scopre che:<br /><ol><li>Nel 2048 non ci saranno più pesci, ma solo meduse, alghe e vermi (e quindi conviene fare una bella scorta di scatolette di tonno, fingendo di credere davvero che dentro alle scatolette di tonno ci sia ancora qualcosa di diverso da meduse, alghe eccetera).</li><li>Hanno fatto il campionato mondiale dei programmatori, non mi hanno invitato, e così ha vinto un cinese.</li><li>Hanno creato un elemento chimico nuovo, e qui bisogna dire che se ne sentiva la mancanza. Han preso un atomo di zinco, uno di piombo, li hanno incollati insieme o roba del genere, e gli è venuto fuori quest'aggeggione qua. Questo ha numero atomico 112, pesa 277 volte più dell'idrogeno, insomma è un bulaccone notevole. E ora devono dargli un nome. Personalmente trovo che "Gilio" gli stia benissimo, e gli dia anche quel tocco di grazia, di finezza, di leggiadria che in tutta onestà mi pare che gli manchi. Per sostenere la candidatura forse potete cliccare <a href="mailto:secretariat@iupac.org">qui</a>.</li><li>Un tizio ha perso un occhio e allora ha pensato bene di sostituirlo con una telecamera, che trasmette all'esterno quello che vede lui. Così la prossima volta in treno quella che gli si siede di fronte ha la certezza assoluta che lui le sta guardando le tette, e non rimane col dubbio.</li><li>Ma soprattutto, dice che nel 2008 c'erano 133 milioni di blog ma solo 7,4 milioni di questi erano stati aggiornati negli ultimi 3 mesi. Insomma, siamo rimasti in pochi, dice. Di conseguenza, ancora una volta sono in minoranza. È passata la moda, dice. Di conseguenza, ancora una volta sono fuori moda. Anche qua niente di nuovo, certo: ci sono abituato. Però in questo caso onestamente non posso dire che l'essere (come direbbe qualcuno) in un sottoinsieme mi dispiaccia. E quindi, come vedete, vado avanti.</li></ol><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-2062965882936503592?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com6tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-31709413771925054862009-06-06T15:59:00.004+02:002009-06-06T16:03:24.687+02:00Biglietteria creativa<div><div>Perché magari poi uno pensa di aver visto tutto, e invece scopre sempre (quasi sempre) che non è vero.<br />Gli eventi a sostegno di questa affermazione non mancano. Prendiamo un esempio a caso. Forza, proponete voi. Una cosa qualunque. La prima che vi viene in mente. Non siate timidi. Come? Non ho sentito. Potreste parlare un po' più forte? Come dice quel signore laggiù? I reni? E che ne so io dei reni? Ah, no, mi scusi, ho capito male: i treni. E va bene, come volete, per stavolta parliamo dei treni.<br />Effettivamente sui treni un minimo d'esperienza ce l'ho, sono diversi anni ormai che li uso, ed è sempre (quasi sempre) un piacere. Eppure riescono ancora a sorprendermi. E non parlo solo dei treni in sé e per sé, del materiale rotabile o delle rotaie, ma anche degli accessori. Tipo i biglietti. I biglietti dei treni. Sapevo che c'erano i biglietti fatti in biglietteria, quelli piccini fatti dalla macchinetta, quelli a fasce chilometriche... Ho scoperto che ci sono anche i biglietti componibili.<br />Guardate qua:<br /><a href="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sip2YcNTrHI/AAAAAAAAAsQ/d-KLj3y2g_4/s1600-h/1-fronte.jpg"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 254px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344214070089460850" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sip2YcNTrHI/AAAAAAAAAsQ/d-KLj3y2g_4/s400/1-fronte.jpg" /></a><br />E anche qua, già che ci siete:<br /><a href="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sip2n3eQmuI/AAAAAAAAAsY/MFytxY3JAwU/s1600-h/2-retro.jpg"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 256px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344214335106357986" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sip2n3eQmuI/AAAAAAAAAsY/MFytxY3JAwU/s400/2-retro.jpg" /></a><br />Chiaro il concetto, no? Uno prende un biglietto vuoto, ci scrive "con penna ad inchiostro indelebile" (guai alle Replay, furbastri) partenza e destinazione, calcola la distanza e il conseguente prezzo, incolla di qua e di là gli appositi tagliandi fino al raggiungimento dell'importo prestabilito, li convalida tutti (!) mediante le apposite obliteratrici e, se non ha ancora perso il treno, parte. Altrimenti resta lì a rimirare il puzzle che ha appena finito di comporre, aspettando che trascorrano le 6 ore dalla convalida, grato alla vita di avergli regalato una sorpresa anche oggi. </div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-3170941377192505486?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com3tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-68923531251285989612009-05-30T11:50:00.002+02:002009-05-30T11:54:09.997+02:00Grafemi a casoEro qua a leggere <a href="http://beyondthehorizon.splinder.com/post/20642398/Di+accenti+e+cause+prime">questo post qua</a>, che è uno di quei post che avrei voluto scrivere io anche un po' meno bene, e già che ci sono coglierei l'occasione per consigliarvi la lettura di tutto il blog da cui il medesimo è tratto, denso di spunti interessanti in confezioni non banali, mica come 'sta robaccia qui.<br />E insomma, ero a leggere e pensavo che in effetti anche alle mie latitudini funziona proprio così, che lo spezzino si stempera nel sarzanese prendendo un po' d'aria pura dalle colline della bassa Lunigiana, poi, beh, oltre c'è il carrarino, ma quello fa storia a sé, e non serve scomodare Tito Livio per rendersene conto. In ogni caso nell'andamento dei dialetti c'è storia e geografia, spazio e tempo, ma la funzione <em>dialetto(x, y, z, t)</em> è continua lungo tutte le direzioni spaziotemporali, i dialetti si dissolvono l'uno nell'altro, non ce ne sono di salti bruschi. I salti ci sono per le lingue ufficiali, standardizzate, artificiose, quelle della televisione appunto. Alla televisione tedesca parlano in tedesco, pochi cazzi. Ma sul territorio, sul campo, un tale andamento costante a tratti con discontinuità così nette te lo scordi. Nel parlato.<br />Ma nello scritto? Non parlo di ciò che uno scrive, ma proprio dei mezzi, dei segni, che usa per scriverlo. E lì la questione cambia, uno scrive coi caratteri normali, questi qua, latini o come si chiamano; un altro usa i suoi ideogrammi; uno usa quei segni arabi, un altro quelli ebraici; però quelli sono. Si sceglie un insieme di simboli e poi si compongono le parole pescando sempre da lì, non è che si mischiano. Se vai un po' più in là, a un certo punto passi un confine e da lì in poi si usano degli altri segni. C'è da dire che quei segni lì sono adatti a rappresentare la lingua di plastica di cui sopra, coi dialetti cannano brutalmente (provate a scrivere <em>messciua</em> e poi rileggetelo) e degli accenti non ne parliamo. Ma insomma qui le lettere sono quelle, là sono quelle altre. Nello spazio.<br />Ma nel tempo? Lì l'evoluzione c'è, ed è graduale, mi pare. Prendi uno di quei libroni medievali e non riconosci neanche che son lettere. Poi inizia la stampa e lì, per ovvie ragioni, si standardizza il tutto, ma mica più di tanto. Prendi un vecchio libro e ci trovi quelle s che sembrano degli integrali, e ci trovi le i col tettuccio sopra e le j tra 2 vocali; poi pian piano, con continuità, si estinguono. E lo stesso immagino sia avvenuto e stia avvenendo col giapponese, per dire, anche se non ne so neanche una sillaba. Non so chi è che decide tutto, non io, ma pian piano succede, gli alfabeti cambiano. E gli stili pure: stiamo liberandoci dalla dittatura del Times New Roman ma ci siamo ancora dentro, poco da fare.<br />Come che sia, millenni di evoluzione continua hanno portato fin qui. A questi segni qui. Che uso per scrivere dei post come questo. Fate un po' voi.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-6892353125128598961?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com5tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-32510397751980484342009-05-23T16:00:00.005+02:002009-05-23T16:15:10.166+02:00Ao'<div><div>Ieri ho utilizzato 30000 dei punti <a href="http://catalogocartaviaggio.trenitalia.com/">Cartaviaggio</a> accumulati durante l'anno per portare la mia nuova macchinetta fotografica fino a Roma. E quindi oggi volevo mostrare anche a voi stimati lettori la meta della mia gitarella, con un'immagine che riassumesse in sé tutte le mille e mille meraviglie storiche e culturali di cui è ricca la Città Eterna.</div><div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/ShgDxdEnuKI/AAAAAAAAArw/KJtrglkySA4/s1600-h/Termini.jpg"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339021506400204962" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/ShgDxdEnuKI/AAAAAAAAArw/KJtrglkySA4/s400/Termini.jpg" /></a></div><div>Contenti?</div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-3251039775198048434?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com7tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-62745861948468906412009-05-16T12:23:00.001+02:002009-05-16T12:26:27.554+02:00Vi informo che...<div>...ho comprato la macchina fotografica.</div><div>E quindi la uso.</div><a href="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sg6Ug9eJbfI/AAAAAAAAAqA/EVYd6Og2R_s/s1600-h/IMG_0034.JPG"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336365902458351090" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sg6Ug9eJbfI/AAAAAAAAAqA/EVYd6Og2R_s/s400/IMG_0034.JPG" /></a><br /><div>Così.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-6274586194846890641?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com11tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-16070660512911200932009-05-10T12:25:00.001+02:002009-05-10T12:28:46.426+02:00Scusi, ha mica visto un BU22HWX?Ieri mi è arrivata la valigia. No, non è che ho comprato su eBay una valigia usata comprensiva di cadavere, semplicemente mi è arrivata la <em>mia</em> valigia. Me l'ha riportata il simpatico corriere pisano che avevo già avuto modo di conoscere poche settimane fa. E sì perché, nonostante non mi si possa certo definire un frequent flyer, negli ultimi tempi ho avuto modo di prendere qualche aereo, tutti voletti da meno di un'ora ciascuno, diciamo che più che miglia ho accumulato piedi, ma con una particolarità: negli ultimi 3 viaggi mi hanno perso la valigia per 3 volte. La prima volta le hanno fatto vedere anche un po' di mondo, l'hanno portata fino a Cagliari Elmas. L'ultima volta conteneva anche i generi di prima necessità che avevo dovuto ricomprare a causa del secondo smarrimento. Insomma, per farla breve, un casino.<br />Tutto ciò per dire che cosa? Questo: che non ho mai sentito di nessuno a cui abbiano perso la valigia in treno. Onore al treno, quindi. E milioni di altri post sui treni, quanto meno per riconoscenza. Si inizia con questo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-1607066051291120093?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com3tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-40946616554304178202009-04-29T21:03:00.002+02:002009-04-29T21:07:40.072+02:00Leggi legali<blockquote>AVVISO AI VIAGGIATORI<br />Chi viaggia sui treni senza biglietto o con il biglietto non convalidato incorre in una multa di importo minimo di 50 € o, nelle regioni dove prevista, di importo minimo a norma di legge.</blockquote>Questo, testualmente, il contenuto della parte iniziale ed essenziale di un cartello comparso, negli ultimi tempi, nei vestiboli di numerosi convogli tra quelli che percorrono ogni giorno le nostre benemerite strade ferrate. Ma ciò che in questa sede interessa, per una volta, non è tanto la mera questione ferroviaria quanto piuttosto l'ultima parte del messaggio. Cosa dice? Dice che se tu violi la legge non acquistando o non convalidando il biglietto loro ti fanno sì una multa, ma te la fanno a norma di legge.<br />Qui, proprio qui cari signori, qui nel miasmatico vestibolo di un barcollante treno regionale, siamo di fronte ad una brillante applicazione pratica del caro vecchio principio di legalità. Ebbene sì, nientepopodimenoché. Qui si afferma che il controllore non può stabilire <em>ad personam</em> l'importo della multa, neanche dietro corresponsione di favori sessuali di qualsivoglia natura (siete avvertiti), ma deve attenersi strettamente alle norme in vigore in quel momento in quel luogo. Altrimenti infrange la legge, andando incontro a sua volta a sanzioni che si auspica siano stabilite per legge (in caso contrario si entra in un cul de sac, che non è mai piacevole).<br />Poi, essendo il treno un mezzo che per sua natura si suppone in moto da un luogo all'altro, si potrebbe discutere sulla reale applicabilità di una norma basata sulla regione in cui ci si trova al momento del controllo, o più efficacemente, alla vista del controllore, si potrebbe valutare se sia conveniente pagare subito la multa o temporeggiare finché il treno non varchi il confine di una regione meno esosa. Non senza notare che comunque la norma non stabilisce limiti superiori all'importo della multa, demandando tale potere alla funzione giurisdizionale incarnata dal controllore. Di conseguenza, forse non è il caso di farlo incazzare fingendo di cercare il biglietto fino in Molise. Pensateci.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-4094661655430417820?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-41229958043493197172009-04-22T20:46:00.001+02:002009-04-22T20:49:59.755+02:00Sette&TrentaIn questi giorni ho fatto il <a href="http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb852546ff19c30/4_730_2009%20modelli%20aggiornati.pdf">730</a>. Non è che abbia granché da dichiarare e ciononostante suppongo che mi arresteranno 10 minuti dopo che l'avrò presentato, perché chissà cosa ci ho scritto in quel 730, ma non è questo il punto. E' che fare il 730 mi piace. Mi dà soddisfazione. Non che mi diverto a pagare le tasse, intendiamoci, però mi piace proprio la fase di compilazione del modello. Perché nel modello 730 c'è tutto. Tutte le entrate e tutte le uscite che uno (uno normale) può avere, lì ci sono. Ordinate, incasellate, precise. In 4 paginette c'è un posto per ogni cosa e ogni cosa va al suo posto. Certo, per riempire quelle 4 paginette ci sono 84 pagine di istruzioni, ma seguendole correttamente tutto torna. Ci sono i quadri e dentro i quadri i righi e dentro i righi le colonne e le caselle e i riquadri e i campi... C'è il posto per scrivere quanto hai preso e quanto hai dato e quanto hai dato in meno e quanto hai preso in più e viceversa e non solo, e tutto già predisposto. C'è un ordine superiore che si manifesta nel 730.<br />E poi combacia tutto. Non solo nei riferimenti interni al 730 stesso ma anche nei punti dove si rimanda a altri moduli. Ad esempio, tu leggi nelle istruzioni "Indicare nella colonna 2 l'importo risultante dal punto 77 del CUD 2009 ovvero, in presenza di più CUD, la somma degli importi indicati nei punti 77 dei CUD 2009 per i quali risulta compilato anche il punto 78". Ebbene, tu lo leggi e, reso scettico da quel minimo di esperienza sulle cose della vita che hai accumulato fino a quel giorno, controlli il CUD pronto a non trovare alcuna traccia di un qualunque punto 77. E invece no, il punto 77 c'è e contiene un numero che, anche a logica, potrebbe entrare proprio nella colonna 2 che stai compilando. E allora, con la gioia negli occhi e la pace nel cuore, ricopi il contenuto del punto 77 nella colonna 2 (arrotondandolo opportunamente), sorridi e passi oltre. Alla fine due belle firmettine per destinare l'otto e il cinque per mille ai meno peggio, una leccata alla relativa busta (unico vero difetto del 730: la colla della busta ha un sapore pessimo. Ma glielo perdoniamo), e anche per quest'anno il mio dovere di contribuente l'ho finito. Purtroppo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-4122995804349319717?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-36271645100185857802009-04-16T21:20:00.002+02:002009-04-16T21:23:51.440+02:00Camaiore Lido - CapezzanoGià ci passo un sacco di tempo, in treno. Un po' perché la tratta non è breve e un po' perché i posti in cui fermarsi non sono pochi. Ma sulla distanza da percorrere c'è poco da discutere, quella è, e d'altra parte, via, in certe stazioni non si può non fermare. Certo, si potrebbe almeno evitare di peggiorare ulteriormente la situazione. E invece.<br />E invece da Pasqua hanno deciso di cambiare gli orari, hanno messo tanti bei trenini, tutti allo stesso minuto, una meraviglia. E però si sono fatti un po' prendere la mano. E il treno che prendo io al mattino (e al mattino <em>presto</em>), che già era stato anticipato di 4 minuti a dicembre, l'hanno ulteriormente anticipato di altri 3. E sono quei 3 minuti che possono fare (e spesso faranno) la differenza tra prenderlo e perderlo. Ma almeno, direte, si arriverà 3 minuti prima. E invece no. Si parte 3 minuti prima per fare una fermata in più. E dove? A Camaiore Lido - Capezzano.<br />Ora, se non siete di queste parti probabilmente non conoscete la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Camaiore_Lido">stazione di Camaiore Lido - Capezzano</a>. In realtà anche se siete di queste parti forse avrete la fortuna di non conoscerla. Non vi perdete molto, credetemi. Sono due binari immersi nel nulla, sotto un cavalcavia, con una costruzione sigillata a fianco. Qualche casetta di qua e di là, ma nulla che giustifichi una stazione. In effetti più che di stazione si dovrebbe parlare di fermata, ma non è questo il punto. A parte i tecnicismi, resta il fatto che a Camaiore Lido - Capezzano saliranno e scenderanno sì e no 15 persone al giorno, compresi i capitreno (o capotreni? boh) che devono controllare che tutta la gente che doveva scendere sia scesa e quella che doveva salire sia salita. Un compito non impossibile, a Camaiore Lido - Capezzano, tuttaltro.<br />E io mi devo svegliare 3 minuti prima, o meglio rischiare di perdere il treno, per far scendere e risalire il controllore (e tipicamente solo lui) a Camaiore Lido - Capezzano? E no, cavolo, non è giusto. Niente contro gli abitanti di Camaiore Lido né contro quelli di Capezzano, per carità, loro hanno tutto il diritto di chiedere che i treni fermino nella loro stazioncina. Ma ci dev'essere anche un'autorità superiore che dice no, caro abitante di Camaiore Lido - Capezzano, tu ti fai 4 chilometri e il trenino lo vai a prendere a Viareggio, perché non si può far fermare i treni sotto casa di chiunque.<br />E' che questa autorità superiore probabilmente abita a Camaiore Lido e/o a Capezzano, e così si spiega tutto. E quindi, in mancanza di una sollevazione popolare, o almeno di un referendum abrogativo della stazione di Camaiore Lido - Capezzano, che mi vedrebbe tra i primi firmatari, lasciatemi almeno il sacrosanto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ius_murmurandi">diritto di mugugno</a>.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-3627164510018585780?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-16288187153188795682009-04-10T20:41:00.004+02:002009-04-10T21:47:40.055+02:00In un giorno d'ottobre, in terra boliviana<em>Evento n. 1.</em> Stamattina a colazione ho mangiato una fetta di panettone (la penultima della scorta, per l'esattezza: domani l'ultima, e si noti la precisione).<br /><em>Evento n. 2.</em> Oggi a pranzo ho mangiato una fetta di colomba (la prima dell'anno, per l'esattezza: ma solo per l'esattezza).<br />E niente, partendo dalla coincidenza temporale tra questi due eventi e avendone voglia e sapendoci un po' fare credo che si potrebbe scrivere un bel post. Un post sul tempo e sui suoi passaggi, sulla sua ciclica linearità, sulla sua esistenza, natura e misura, sulla simultaneità, volendo anche sulla relatività. Un post sulle stagioni, appunto.<br />Oppure, volendo volare lievemente più bassi, un post sulle feste comandate e sui loro simboli e significati pagani, sulla necessità dei riti, sulle convenzioni sociali, sulla standardizzazione dei prodotti dolciari da forno a lievitazione naturale e soprattutto del loro unico impasto.<br />Un post di un certo livello, in ogni caso. Ma, come ormai ampiamente dimostrato, non è questo il luogo adatto per un tale post. E quindi vi beccate questo qua. Brutto, inutile e con un titolo che non c'entra niente. Così imparate.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-1628818715318879568?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com9tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-6264772790621696612009-04-05T20:53:00.002+02:002009-04-05T20:58:33.918+02:00Standardizzazione mancata<div align="left">Ormai forse è tardi, ormai non c'è più niente da fare, ormai è andata così e così sarà per sempre. Non resta che rassegnarsi. Però dispiace. Perché sarebbe bastato così poco, allora. Certo, bisognava pensarci per tempo. Bisognava individuare il problema prima che si manifestasse in tutta la sua irreversibile evidenza. Non era facile, lo so, ma si poteva fare. Bastava parlarsi, mettersi d'accordo, sedersi intorno a un tavolo e arrivare a una conclusione condivisa. In questo caso forse una soluzione di compromesso non sarebbe stata accettabile, no, questa era una di quelle situazioni in cui o si sta di qua o si sta di là: però sono convinto che a quel tempo con un po' di buona volontà ci se la potesse fare.</div><div align="left">Si prendeva un bel tavolo, qualche sedia comoda, bottiglie d'acqua in abbondanza, e si mettevano da una parte i produttori di telecomandi e telefoni e dall'altra i produttori di calcolatrici e tastiere. Due contro due. Si stabilivano le regole, tipo che l'ultimo che rimane in piedi vince, come si fa tra persone civili. E attorno a quel tavolo si decideva una volta per tutte se i numeri andavano scritti dappertutto come sui telecomandi e sui telefoni, ovvero</div><div align="center">1 2 3<br />4 5 6<br />7 8 9</div><div align="left">o se andavano scritti dappertutto come sulle calcolatrici e sui tastierini numerici delle tastiere, ovvero</div><div align="center">7 8 9<br />4 5 6<br />1 2 3</div><div align="left">E una volta presa una decisione però non se ne discuteva più, tutti si adeguavano, e gli utenti erano felici. I numeri sarebbero stati scritti tutti nello stesso modo, in tutti gli apparecchi di tutto il mondo. E invece no. Non se ne è fatto niente. Si è persa un'occasione storica di dialogo tra fazioni differenti. Si è persa un'opportunità difficilmente replicabile per unificare due visioni del mondo radicalmente antitetiche. E ora, e probabilmente per sempre, i telecomandi e i telefoni avranno i tasti messi al contrario delle calcolatrici e dei tastierini numerici. Solo perché quei signori quel giorno non si sono seduti attorno a quel tavolo. Bella roba.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-626477279062169661?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com6tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-64182798416299009892009-03-28T16:34:00.002+01:002009-03-28T17:12:11.061+01:00Sono un coglione.Ho appena finito di guardare <em>Shining</em>. Ce l'avevo lì pronto da un po' e non l'avevo mai visto, non senza qualche buona ragione. Oggi, dato che è brutto tempo, mi son detto "quasi quasi mi guardo un film", e poi mi sono aggiunto "e già che ci sono quasi quasi attingo alla produzione del Genio", e così ho fatto. Gran bel film, intendiamoci, il Genio è sempre lui: ma non ci voleva. Sono uno sensibile, sapete. E già dormo poco per banali questioni di orari, ci mancano anche gli horror. E mi voglio vedere la prossima volta che mi ritrovo in un qualunque corridoio di un qualunque albergo. E di gemelle per un po' non ne voglio sapere, fossero anche le Kessler. E per scegliere il prossimo film altro che registi, si va in ordine alfabetico, ve lo dico io. E dopo <em>Shining</em> cosa c'è? <em>Shrek terzo</em>. Manco a farlo apposta.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-6418279841629900989?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com9tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-70090857065787519082009-03-11T19:26:00.002+01:002009-03-11T19:59:27.219+01:00Chimmi pigghi, puu culu?Alcuni/e dei/lle miei/e più affezionati/e e attenti/e lettori/rici sostengono che su questo blog la percentuale di post aventi come argomento, o comunque pretesto, il treno o in generale il vasto settore del trasporto pubblico su ferro sia divenuta negli ultimi tempi un po' troppo elevata. Trattasi di critica accettabile e a prima vista condivisibile: ma ditemi voi come si fa a non scriverne. Il treno, la ferrovia, le Ferrovie (quelle dello Stato, Ferrovie per antonomasia) costituiscono una ricchissima miniera di argomenti per post, quasi a ogni viaggio si potrebbe trovare un nuovo spunto di ispirazione, e se il mio gentile pubblico considerasse che faccio almeno 10 viaggi ogni settimana potrebbe facilmente calcolare il numero di post di argomento ferroviario che in realtà gli vengono risparmiati. Ma a volte proprio non si può.<br />Per esempio.<br />Oggi sono salito su una carrozza sottoposta di recente a blandi interventi di restyling. In particolare, le fodere in tessuto dei sedili, sia degli schienali che delle sedute, erano state da poco sostituite con altre belle nuove. E si vedeva. Da ognuna delle due sezioni in tessuto di ogni sedile fuoriusciva infatti una piccola etichetta bianca. Era proprio cucita alla stoffa, un po' come le normali etichette dei vestiti; senonché era rivolta verso l'esterno, in modo tale che tutti i passeggeri ne potessero leggere e apprezzare il contenuto. E qual era il messaggio scrupolosamente apposto su ciascuno di tali cartellini? Era il seguente:<br /><em><blockquote><em>ANTIBATTERICO</em><br /><em>ANTIMACCHIA</em><br /></blockquote></em>Ora, a meno che tra il mio fedele e attento pubblico vi sia qualche alto dirigente delle Ferrovie, immagino che voi tutti conosciate i treni, e i treni regionali in particolare, e i loro sedili, e le disgustose condizioni igienico-estetiche in cui versa la maggior parte di essi. E costoro ci mettono delle etichette in cui certificano che quei sedili, pezzati più di mucche olandesi e contenenti un numero di esseri viventi per centimetro quadrato maggiore di quello presente in un ettaro di lussureggiante foresta pluviale, sono invece antibatterici e antimacchia. E lo ripetono in ogni elemento imbottito di ogni sedile, giacché, com'è noto, qualunque cosa ripetuta un numero sufficiente di volte diventa automaticamente vera.<br />E io non dovrei neanche scriverci un post sopra?<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-7009085706578751908?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com6tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-48052001972893456872009-03-05T20:40:00.002+01:002009-03-05T20:46:27.571+01:00MeravigliosamensaAnche alla mia ormai veneranda età la vita riesce ancora a riservarmi delle sorprese. Certe cose che non ritenevo possibili accadono invece di tanto in tanto inaspettatamente, lasciando in me un senso di fanciullesco stupore e di fremente attesa del prossimo episodio tale da farmi nuovamente provare una simile sensazione di meraviglia.<br />Ad esempio, proprio ieri.<br />Era l'ora di pranzo, mi trovavo in mensa, un'onesta ma comunissima mensa priva di qualsivoglia velleità culinaria, e mi apprestavo a scegliere la pietanza che avrebbe costituito il mio secondo. Di fronte a me, tra gli altri, un invitante vascone ricolmo di nutriente spezzatino con patate. Conservavo ancora ben impresso nella memoria quanto accadutomi due giorni prima, ovvero lo scorso lunedì: al cospetto di un analogo vascone di spezzatino al pomodoro ero stato avvertito dai miei solerti colleghi della sospetta somiglianza tra i succulenti bocconi che componevano il medesimo e gli appetitosi cubetti di carne che, opportunamente infilzati in un apposito stecco ligneo, erano stati serviti sotto forma di spiedini il giovedì della settimana precedente. Incurante dei loro saggi consigli avevo preso una porzione di quello spezzatino, salvo poi rendermi conto quando ormai era troppo tardi che ognuno di quei brandelli di carni animali presentava, al centro, un foro perfettamente compatibile con quello prodotto dallo stecco di uno spiedino. Non serviva un anatomopatologo per rendersene conto, una volta seduto al tavolo: ma a quel punto, come si suol dire, chi ha avuto ha avuto.<br />E così si arriva a ieri. All'invitante vascone ricolmo di nutriente spezzatino con patate. Questa volta, pensiamo io e i miei colleghi, non può essere lui. Questa volta è diverso. Deve. Non è possibile che oggi, mercoledì, ci sia lo stesso spezzatino di lunedì, ovvero gli stessi spiedini di venerdì. No, cribbio, non può essere.<br />Poteva, invece.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-4805200197289345687?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com5tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-3966154097199740122009-03-03T20:34:00.003+01:002009-03-03T20:46:58.177+01:00Marciume<a href="http://2.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sa2I11cf0iI/AAAAAAAAApA/5qQ-A3NR7w4/s1600-h/cambio.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309049994200732194" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 198px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/Sa2I11cf0iI/AAAAAAAAApA/5qQ-A3NR7w4/s200/cambio.jpg" border="0" /></a>Retromarcia, prima, seconda, prima, seconda, terza, quarta, terza, quarta, quinta, quarta, quinta, terza, quarta, seconda.<br />Ci stavo riflettendo proprio stamattina: salvo (rari) casi di forza maggiore, tutti i giorni, tutte le mattine, nel viaggio di andata, metto le stesse marce negli stessi punti. O quasi. Sì, ci sarà qualche metro di differenza in base alle condizioni atmosferiche e al traffico, ma i punti dove si cambia sono più o meno quelli, e le marce che si mettono sono più o meno quelle, c'è poco da fare. Come su un circuito di Formula 1, ma con la Panda e alle 8 del mattino. Il viaggio di ritorno, sì, è un pochino più vario, ma l'andata la potrei quasi automatizzare.<br /><em>E allora?</em>, obietterete.<br />Niente, così, per dire. <div>Però non lo so mica se è tanto un bel lavoro.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-396615409719974012?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-24818742997378380812009-02-24T20:04:00.001+01:002009-02-24T20:08:32.125+01:00Nel blu dipinto di...Quest'oggi, in treno, mi sono seduto in una carrozza di quelle con i seggiolini interamente rivestiti di stoffa blu, poggiatesta compresi. Avete presente? Ecco, quelle lì. No, perché come saprete a volte i poggiatesta li fanno di un materiale diverso da quello del resto del seggiolino, tipicamente gomma, spesso nera; invece quelli lì erano blu e di stoffa.<br />E niente, mi chiedevo se fare i poggiatesta di stoffa blu anziché di gomma potesse avere una sua utilità. Sì perché è evidente che la gomma è molto più igienica, volendo si disinfetta in un attimo; sfoderare un seggiolino di un treno, lavare il rivestimento in lavatrice a 90° e magari scoprire che si è ristretto e va bene per i trenini Rivarossi non è piacevole. Eppure li fanno di stoffa, anche i poggiatesta. E allora, già che ci sono, usiamoli.<br />In effetti probabilmente, senza troppa fatica, si potrebbe dedurre una statistica sul tasso di utilizzo dei diversi posti di una carrozza basandosi unicamente sul colore dei poggiatesta.<br />Assumendo che la pulizia delle teste dei passeggeri sia una variabile casuale con distribuzione uniforme, ovvero indipendente dal posto che essi occupano (ipotesi accettabile, mi pare), si deduce che più il colore di un poggiatesta tende al marrone e più quel posto è gettonato. Un poggiatesta di colore simile all'originale blu indica d'altronde un posto snobbato dalla maggioranza dei viaggiatori. Facile, no? Facile e affidabile.<br />Poi, non so a cosa potrebbe servire una statistica del genere, ma ne fanno mai tante, le Ferrovie, di cose inutili... Bisogna che la propongo, magari apprezzano e mi regalano una traversina.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-2481874299737838081?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-78181926868741332172009-02-16T21:07:00.002+01:002009-02-16T21:50:27.070+01:00Non solo post e...Parlando in assoluto, non è che i viareggini siano proprio la razza che preferisco, non fosse altro per quanto se la menano con quel benedetto carnevale; ma in tutta onestà qualcosa di positivo bisogna riconoscerglielo. Qualcosa di buono riescono a produrlo persino loro. A Viareggio, per esempio, prima di arrivare alla stazione, sul lato destro della ferrovia c'è un ipermercato. E fin qui nulla di eccezionale, anzi. Di ipermercati è pieno il mondo, non c'è certo bisogno di andare fino a Viareggio per trovarne uno. Solo che <em>quell'</em>ipermercato, quello di Viareggio, ha una particolarità. Quell'ipermercato è l'unico ipermercato che io abbia mai visto che si chiama proprio così: <strong>Ipermercato</strong>. C'è proprio l'insegna, bella grossa, con scritto IPERMERCATO, e dopo un'attenta analisi compiuta in prima persona qualche tempo fa sono in grado di confermarvelo: trattasi proprio di un ipermercato.<br />E niente, mi sembra una manifestazione di grande onestà intellettuale chiamare <em>Ipermercato</em> un ipermercato. Sarebbe come chiamare <em>Panificio</em> un panificio, o <em>Verduraio</em> un verduraio. Semplice, lineare, chiaro, diretto, onesto, sincero. Invece spesso capita di trovare, sui negozi delle nostre città, insegne assai meno veritiere e più enigmatiche, quando non ipocrite.<br />Ad esempio: <em>Non solo pane</em>. Va bene, non vendi solo pane, ne prendo atto e me ne compiaccio, ma potrei, di grazia, sapere <em>cos'altro</em> vendi? Pizza, focaccia, farinata, panigacci, taralli al sesamo, tulipani, <em>cosa?</em> Tu scrivilo e poi io, se voglio, entro e compro. O entro e rubo, se mi va. Ma se non so cosa c'è dentro non entro, punto.<br />Oppure: <em>Frutta, verdura e...</em>, coi puntini. Ora, io capisco che il neon sia un gas nobile e perciò prezioso, ma perdinci pensaci <em>prima</em> di progettare l'insegna, non a metà! O se hai esaurito il budget proprio quando sei arrivato alla <em>e</em>, dammi retta, butta via i puntini, sposta quella cazzo di <em>e</em>, e scrivi un banale ma veritiero <em>Frutta e verdura</em>, che tanto la gente che ha da comprare i cavolfiori viene lo stesso da te, con o senza puntini. Quintali di ricerche di mercato lo dimostrano senza ombra di dubbio. E anche se un giorno ti capiterà di vendere funghi nessuno ti farà notare l'incongruenza. Promesso.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-7818192686874133217?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-64267691509038704562009-02-07T14:47:00.001+01:002009-02-07T14:53:07.438+01:00UNI EN 13450:2003 - Aggregati per massicciate per ferroviePer non perdere l'abitudine, anche domenica scorsa, di mattina presto, sono andato alla stazione e ho preso il treno. Domenica, però, ne ho preso un altro. Anziché quello che parte dal binario 2, ho preso quello sul binario 3. E in effetti non è la stessissima cosa.<br />Comunque, ho preso il treno, ho chiesto se un posto che era libero era davvero libero ("E libero di fare cosa?", volevo chiedere: ma mi sa che su questo ci scriverò un altro post), dicevo, mi sono seduto e sono andato. La linea che quel treno percorreva era (ed è) costellata di gallerie. Gallerie lunghe, corte, in rettilineo, in curva, a binario semplice, a binario doppio, di pietra, di cemento... gallerie per tutti i gusti, insomma. Poco prima di una di queste, il tizio che era seduto di fronte a me, che già da diverso tempo dava segni di nervosismo, si alza e si dirige verso l'estremità della carrozza. Lui entra in bagno, e dopo un po' il treno entra in galleria. Una galleria lunghetta, la più lunga di tutta la linea, roba di circa 8 chilometri. Insomma, appena dopo la fine della galleria (saranno passati 10 minuti), il tizio esce dal bagno e torna a sedermisi davanti, tranquillo e soddisfatto.<br />Ora, tutti sanno che è severamente vietato usare il bagno del treno durante le fermate nelle stazioni, per palesi motivi igienici, nonché visivi e olfattivi, riguardanti i passeggeri che, in quella stazione, attenderanno i treni successivi. Ma in fondo in stazione ci piove, e l'acqua, si sa, pian piano lava. Poi ci sono milioni di microrganismi vegetali e animali che, nutrendosi dei prodotti di scarto di altri esseri viventi tra cui gli umani, provvedono a loro insaputa a ripulire il binario e a mantenere in movimento la catena alimentare. Basta dargli tempo.<br />Sì, ma in galleria?<br />In galleria non ci piove, e su questo non ci piove <span style="font-size:78%;">(scusate...)</span>. In galleria non ci arriva neanche il sole. Dubito quindi che nel bel mezzo di una galleria di 8 km ci sia tutto quel pullulio di forme di vita disposte a biodegradare i nostri escrementi.<br />E allora?<br />E allora resteranno semplicemente lì. Dopo un po' seccheranno, perché di aria in galleria ce ne transita parecchia, ma resteranno dove il Caso ha voluto che cadessero. Mimetizzandosi coi sassi che formano la massicciata (ballast si dovrebbero chiamare, in gergo).<br />Ora, quella galleria ha più di un secolo di vita. In un secolo chissà quanti treni ci sono passati, con chissà quanti passeggeri. Chissà quanti di essi avranno fatto uso del bagno e non solo per rapide questioni, diciamo, idrauliche ma per qualcosa di più solido. In sostanza, chissà quanti dei sassi di quel ballast non saranno esattamente dei veri e propri sassi. E c'è di più. Sono convinto che dall'analisi di quei reperti un archeologo di un certo livello potrebbe ricavare un monte di utili informazioni sulle abitudini alimentari dei viaggiatori nelle varie epoche. Basterebbe entrare in galleria a piedi, accovacciarsi tra una rotaia e l'altra e mettersi a cercare. Se poi passa un treno nessun problema. Basta sdraiarsi a terra e lasciarselo passare sopra. Sperando che nessun passeggero di quel treno faccia uso del bagno proprio in corrispondenza dell'archeologo. Mica per altro, si perderebbe per sempre un reperto preziosissimo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-6426769150903870456?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-27503567756336462472009-02-03T20:37:00.003+01:002009-02-03T20:51:42.547+01:00Pi EsseSapevo - l'ho sempre saputo - che i lettori di questo blog, per il fatto stesso di essere tali, avevano un qualcosa in più, non erano gente qualunque come può essere un qualunque lettore di un qualunque blog di un qualunque Internet ma erano su un altro livello, quasi una razza a parte, degli eletti o roba del genere. Lo so, ne sono sempre stato fermamente convinto, ma ogni tanto può anche essere utile ricevere conferme pratiche alle proprie ferme convinzioni.<br /><div>E l'ho avuta, la conferma. Altroché.</div><div>Come senz'altro ricorderete <span style="font-size:78%;">(o no?)</span>, nel precedente post si discettava in merito ai vantaggi di un eventuale sistema di numerazione del denaro contante che prevedesse l'uso di tagli che iniziano col 3. Ebbene, guardate un po' cosa non ho ricevuto da uno di voi esimi lettori, un artista contemporaneo di eccelso livello che per qualche sua strana ragione (son strani, 'sti geni) preferisce l'anonimato:</div><div></div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SYie6UezzII/AAAAAAAAAns/aKmlkvhHj_w/s1600-h/30euro.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298659686368922754" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 219px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SYie6UezzII/AAAAAAAAAns/aKmlkvhHj_w/s400/30euro.bmp" border="0" /></a><br /><div>Non ho parole. <span style="font-size:78%;">Per fortuna.</span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-2750356775633646247?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-9098135964440345313.post-9663174516733206712009-01-31T18:36:00.003+01:002009-01-31T18:38:09.454+01:00Falso come una banconota da 3 euro? Non più.Ci sono gli euro, no? Pochi ma ci sono. Bene. E di euro ce ne sono di tanti tipi, mica ce n'è uno solo. Ci sono quelli da 1 centesimo, 2 centesimi, 5 centesimi, 10 centesimi, 20 centesimi, 50 centesimi, e così via. Mi hanno raccontato che esistono anche i 100 euro, i 200 euro e i 500 euro, e mi fido.<br />Ma non è questo il punto. Non è il caso di dare la colpa all'euro, stavolta. Un tempo c'erano le lire, e anche allora c'erano le 100, le 200, le 500, le 1000, le 2000, le 5000 eccetera.<br />Insomma, passano gli anni ma i soldi, quei pochi che ci sono, iniziano sempre con l'1, col 2 e col 5. Tutti.<br />Ma perché?<br />E' evidente che la distribuzione sarebbe meno irregolare se esistessero quelli che iniziano col 3 anziché quelli col 2. Qualunque matematico professionista (se leggesse questo blog) saprebbe confermarvelo mediante rigorose dimostrazioni, ma anch'io, nel mio piccolo, ci arrivo. Cioè, si vede anche a occhio nudo che il tutto sarebbe assai più regolare se ci fossero i pezzi da 1, quelli da 2 no, da 3 sì, da 4 no e da 5 sì. E così via: 10 sì, 20 no, 30 sì... Tutto molto armonico.<br />E invece no: ci sono quelli col 2, che sono subito lì vicino a quelli con l'1, e non quelli col 3. Almeno, per par condicio, ci fossero anche quelli col 4. Neanche a parlarne.<br />Mica giusto. <a href="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SYSMQ7DWpyI/AAAAAAAAAng/f4haKeEw1kY/s1600-h/Passerella.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297513284052100898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_LSZzLoM0_VQ/SYSMQ7DWpyI/AAAAAAAAAng/f4haKeEw1kY/s200/Passerella.jpg" border="0" /></a><br />Bisogna farci qualcosa. Quasi quasi vado, compro una cartuccia nuova e mi metto a stampare le banconote da 3 euro. Nel frattempo si accettano suggerimenti per le immagini da mettere sulla nuova banconota. Sul lato B, è noto, ci vuole un ponte, e pensavo di cavarmela con la famosa passerella della stazione di Sarzana, che chi non è pratico può vedere mirabilmente ritratta qua accanto in tutto il suo splendore; ma sul lato A?<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9098135964440345313-966317451673320671?l=ilblogdelgilo.blogspot.com'/></div>il Gilohttp://www.blogger.com/profile/13240963961469716254noreply@blogger.com5