tag:blogger.com,1999:blog-90687659158066833982009-07-10T10:48:43.743+02:00SMN BlogIl Blog ufficiale di San Marino Notizie.comRedazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.comBlogger364125tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-6567176887627504292009-07-10T09:37:00.000+02:002009-07-10T09:38:27.211+02:00Questione parcheggi: problema da risolvere subito<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Leo Rondelli</em><br /></span>Ho letto con piacere, su Tribuna del 29 giugno, la notizia che sarà rinegoziata la convenzione con la Simpar. Ci dicono che fra tutte le possibilità è stata scelta la meno onerosa perché le risorse dello Stato devono essere destinate principalmente al sostegno del lavoro e dell’impresa; fin qui siamo tutti d’accordo. Ritengo che altre soluzioni ci possano essere per trovare i finanziamenti necessari, così da poter rientrare al più presto in possesso di questi “benedetti” parcheggi. Già troppo tempo è passato, causando non pochi danni all’economia del nostro Paese, ed in particolare al commercio e al Turismo.<br /><span id="fullpost"><br />Lo Stato potrebbe emettere dei BOT e creare un fondo speciale per delle grosse opere necessarie e urgenti per il Paese oppure, come in questo caso, riappropriarsi dei parcheggi, così intanto non verrebbe pagato più il canone di circa due milioni di euro all’anno alla Simpar.<br />Sarebbe anche ora di ritornare a parlare seriamente di tasse ed evasione fiscale, eliminare tutti quegli sprechi che esistono nella Pubblica amministrazione, ecc. In conclusione, ritengo che esistono tante risorse ma occorre il coraggio di fare delle scelte precise. Se venissero realizzate queste cose(è pura utopia?), il Paese intero ne trarrebbe grossi benefici morali, di giustizia sociale ed economici.<br />Questo è un esempio ed una immagine verso l’esterno che il Paese dovrebbe dare. Probabilmente anche questa volta verrà deciso per il quieto vivere, per non creare troppi fastidi e per non togliere il sonno tranquillo a qualcuno o a molti che siano. Come siamo stati “allevati” dai Governi in questi ultimi 20 anni sarà molto difficile toglierci i vizi, i privilegi e quant’altro non è un diritto. Purtroppo la Politica per il voto, la sedia ed il potere, ha favorito il malcostume, la connivenza fra politica e affari, il clientelismo, ecc. Così sono stati sacrificati, sull’altare degli interessi privati, quei valori che stanno alla base di ogni Società civile e che si rispetti.<br />Per chi ancora non lo sapesse, nel 1990 il Governo, con la convenzione tra l’Ecc. Camera e l’impresa di costruzioni Rosso (riguardo ai parcheggi), ci hanno legato con un cappio una corda al collo, difficile da togliere senza dolore, oltretutto continuamente in rimessa per lo Stato, oltre ad avere il monopolio esclusivo su gran parte del territorio, sono state concesse diverse agevolazioni. Lo Stato deve inoltre supplire al mancato guadagno sic! (vedi sopra) per il reperimento di alcuni parcheggi che già erano dello Stato.<br />Mi piacerebbe sapere (se lo chiedono in tanti) come vengono fatti i controlli sugli introiti derivanti dai parcheggi; chi sono i proprietari? Forse chiedo troppo. Ecco un motivo in più, il perché sarebbero da abolire le società anonime.<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-656717688762750429?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-48848881832700008442009-07-01T12:08:00.000+02:002009-07-01T12:10:05.429+02:00MAIORI FORSAN CUM TIMORE SENTENTIAM IN ME FERTIS QUAM EGO ACCIPIAM<span style="font-style: italic;">di Daniela Tonelli, su La Tribuna Sammarinese</span><br /><br />Qualche tempo fa, ancora una volta toccata dalle insidie di una bestia malefica, mi sono ritrovata da un giorno all’altro senza più riuscire a camminare, con le mani che mi tremavano ogniqualvolta m’impegnassi anche in minime cose, completamente senza forze… questa mia gentile compagna, che da qualche tempo non avevo il piacere di rincontrare, si chiama sclerosi multipla.<br /><span id="fullpost"><br />Ero già in malattia, ma m’illudevo che il pousse’ fosse già in fase di remissione. Invece così non era. Ero agitata, spaventata, piangevo. Non riuscivo neppure a farmi l’iniezione di cortisone che il neurologo mi aveva prescritto da Pesaro il giorno stesso telefonicamente (sono seguita dal Reparto di Neurologia di Pesaro) e, visto che una piccola scorta in giro per casa ce l’ho sempre, anche se avevo la nuova ricetta a Pesaro, presi la mia fialetta adorata e in piena crisi isterica mio marito, Antonio Felici, anche lui con me in malattia ma in grado di guidare, dopo tre telefonate presso la Medicina Fiscale dove la linea risultava sempre occupata, mi accompagnò da un’amica, l’unica in grado di rilassarmi e d’iniettarmi l’”elisir di nuova vita”. Ovviamente a quel punto, cercare di avvisare la medicina fiscale era, francamente, l’ultima delle nostre preoccupazioni. Ma tornati a casa un bel foglietto giallo ci avvertiva del famigerato passaggio. Il giorno successivo, Antonio che conserva bellissimi ricordi legati allo stafilococco aureo ‘infiltrato’ tramite un’ ‘infiltrazione’ fatta in ospedale — il gioco di parole mi piace ed è tristemente azzeccato (lo stafilococco aureo è un tipetto microscopico subdolo e malefico, che adora andarsene a spasso nel nostro corpo dove spesso s’insinua con un’iniezione, scovando ogni buchetto nascosto, causando qualsiasi tipo di male), e per questo ultimamente spesso costretto alla malattia, si è recato personalmente dalla Dottoressa Rossi per giustificare la nostra assenza per quei pochi attimi “fatali”.<br />Si è sentito rispondere con assoluta freddezza “Per ciò che mi riguarda voi potevate anche essere andati a prendere un tè dalla vostra amica”. Ma fa la pasticcera o è un medico? Vista la sua risposta inizio a dubitarne!<br />A quel punto è iniziata l’eccessiva trafila di lettere indirizzate agli “ Egregi Signori” (ma se ci avrebbero mandati direttamente ai Cappuccini, altro che Egregi!), anche dalla Giuseppina Bertozzi, dove ci avvisava che avevano avviato la procedura per la detrazione di parte del nostro stipendio, per dieci giorni (la nostra colpa si era svolta, e sottolineo per necessità, in non più di mezz’ora).<br />Ovviamente ed immediatamente abbiamo ricorso presentando certificato medico già compilato dal 18 maggio tempestivamente ritirato e a me consegnato da mia sorella Tiziana Tonelli, infermiera presso l’ospedale San Salvatore di Pesaro, con la giustificazione scritta per mio marito che, anche se malato, era l’unico in grado di accompagnarmi (viviamo in un posto bellissimo a Faetano, ma molto isolato).<br />Un paio di giorni fa Uberto Tonelli, mio fratello, è venuto a trovarmi e, stupito, trovandomi infastidita, depressa, sotto ansiolitici, mi ha chiesto come mai ci avessero già detratto i soldi dallo stipendio, senza neppure avere preso in esame il ricorso, e senza avvisarci previo invio di raccomandata nella quale, fra l’altro, avrebbero avuto modo di alludere al ricorso da me e mio marito presentato tempestivamente (già, perchè visto come “egregiamente” i signori della medicina fiscale ci avevano, inumanamente e miseramente trattato, insospettiti ci siamo informati direttamente dal nostro Istituto Bancario di come fossero arrivate le nostre buste paga).<br />A Cattolica, una carissima amica a cui ho raccontato il fatto delineandone tutti i particolari, ne è rimasta disgustata. Diversi infermieri ed altre persone, dopo che li informavo del caso mio e di mio marito, allucinati mi confermavano che altri casi anche più vergognosi erano accaduti (mi recavo spesso al Centro Sanitario di Borgo Maggiore o al Pronto Soccorso per quotidiane pere al cor tisone della durata di più un’ora).<br />E a me mentre mi sottoponevo al trattamento, venivano amaramente in mente i casi di malasanità ricevuti qui a San Marino dalla nostra famiglia.<br />Durante l’ultima Risonanza Magnetica a Torre Pedrera il Medico Anestesista, un uomo meraviglioso e veramente umano, che mi aveva sedato, mi aveva consigliato d’immaginarmi durante un lungo viaggio rilassante. Essendo stata quattro volte in Egitto, mi ero “ri-creata” mentre attraversavo la grande oasi di El Fayum, dalla quale raggiungevo le possenti Piramidi, per poi ritrovarmi nella Valle dei Re, nella splendida tomba di Tutmosi III, per finire sul Mar Rosso circondata da pietre millenarie e sabbia, per poi tuffarmi meravigliosamente tra le sfavillanti varietà di pesci e coralli nell’acqua di mare… Qui a San Marino, nonostante tutti gli Infermieri siano veri amici, nonostante al Pronto Soccorso avessi piacevolmente incontrato la Dottoressa Margherita Isola, per un un’ora e più m’immaginavo, l’Ospedale edificato come in quel libro spaventoso e un po’ splatter, mi sembra di Stephen King, su un cimitero indiano: ma per San Marino puntavo su una necropoli villanoviana!! Visto la vicinanza con Verrucchio…<br />E la causa di questi funesti pensieri: in questo caso, deriva dai membri della Medicina Fiscale!!<br /><br />Ve l’avevo preannunciato nel titolo:<br />MAIORI FORSAN CUM TIMORE SENTEN TIAM IN ME FERTIS QUAM EGO ACCIPIAM.<br />FORSE TREMATE PIU VOI NEL PRONUNCIARE QUESTA SENTENZA CHE IO NELL’ASCOLTARLA. GIORDANO BRUNO<br /><br />Comunque, se a qualcuno può interessare, non lo faccio per vittimismo: non è il mio forte come performance, mi alletta più fare la “divina”. Purtroppo, grazie alla premurosa attenzione dei Membri della Medicina Fiscale, sto ancora male... Allora: Dotti, “Egregi” Medici della Medicina Fiscale. PENSATE CHE TREMI PIU’ IO PER LA VOSTRA SENTENZA O TREMATE PIU VOI CHE L’AVETE PRONUNCIATA?<br /><br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-4884888183270000844?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-31783031909432797192009-06-26T15:43:00.000+02:002009-06-26T15:44:28.190+02:00A cosa servono le Giunte di Castello?<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>Di Leo Rondelli</em></span><br />Innanzi tutto voglio complimentarmi con la squadra vincitrice e il suo Capitano e amico Sergio Nanni. Complimenti anche alla squadra guidata dal giovane Federico Cavalli che ha riscosso un inaspettato consenso dalla popolazione. Auspico, per il bene del Borgo e dei suoi abitanti, che questa nuova Giunta di Castello non ripeta ciò che le Giunte hanno fatto fin dagli anni ottanta: non aver portato avanti i programmi enunciati e scritti prima del voto.<br />I programmi elettorali, abbiamo visto tutti, sono sempre vaghi: dicono tutto e non dicono niente.<br /><span id="fullpost"><br />A mio parere occorre seriamente fare un elenco delle cose da fare e una scaletta delle priorità, da promuovere nei prossimi 5 anni, altrimenti come è stato detto e scritto più volte il Borgo piano piano sta morendo.<br />Fra le tante cose da fare, mi permetto di suggerirne due, che ritengo siano le più importanti e prioritarie.<br />La prima: occorre realizzare al più presto il parcheggio multipiano nel campo della fiera (parcheggio funivia) e che sia di proprietà dello Stato. Indispensabile per svariati motivi che è bene ricordare, perché molti, a partire dai politici, hanno la memoria corta e si dimenticano, poi spesso le cose se non sono pensate da loro non hanno tanta strada da percorrere.<br />I vantaggi sarebbero evidenti, oltre a supplire alla carenza cronica di parcheggi in Borgo, si potrebbero liberare dal caos le piazze più belle di San Marino, usate come parcheggio, si potrebbe dare la possibilità a chi vive nel centro storico e lo vuole (questo per chi non ha i garage) di acquistare uno a pagamento dilazionato.<br />Di conseguenza si potrebbe pensare ad un arredo urbano del centro storico dandogli la dignità che il posto richiede, visto che poi siamo entrati nel Patrimonio dell’Unesco.<br />I mercati ed il commercio in generale (che ormai è morto) ne trarrebbero sicuramente grossi benefici e anche lo Stato con la funivia ne trarrebbe economicamente dei vantaggi.<br />Inoltre si potrebbero ricavare degli spazi che nel nostro Borgo mancano, ad esempio una grande sala polifunzionale, ed inserirvi anche dei servizi dello Stato invece di pagare affitti a privati.<br />Se i soldi non ci sono per finanziare quest’opera si potrebbero ricavare dalla vendita dei garage e prelevando ciò che occorre dal fondo pensioni, (sempre meglio che prenderli in banca) e questo sarebbe un investimento sicuro e certamente più redditizio.<br />Qui entrano in ballo le responsabilità delle Giunte, che non sono state capaci in questi lunghi anni di pretendere (coinvolgendo la popolazione) ciò che doveva essere fatto per lo sviluppo e il bene comune dei suoi Cittadini.<br />Una cosa non sono mai riuscito a capire, se sono stati fatti i parcheggi a Dogana, a Serravalle, in Città e ci volevano, perché in Borgo no, oltretutto se ne parla da ormai ben 55 anni.<br />Quello che fa più rabbia e male ai Borghigiani e a me personalmente, è stato il disinteresse dei politici di Borgo (e sono stati tanti), si sono sempre lavati le mani dai problemi del Castello, non hanno portato avanti, salvo casi rarissimi, le richieste legittime che la popolazione e la Giunta avevano fatto.<br />La seconda cosa, è la rotatoria dell’incrocio Boschetti-Cailungo, se ne trarrebbero dei grossi benefici in termini economici, e di sicurezza stradale, inoltre si diminuirebbe il carico sulla rotatoria dell’Agip, meno strada da fare per le tantissime famiglie che abitano nella zona, minor consumi, minor inquinamento e risparmio di tempo. E questo vale anche per la rotatoria bivio Sottomontana per Faetano.<br />Carissima Giunta, non fermarti solo alle piccole quotidianità, necessarie che siano, pensa più in grande. Fatti valere sia dal Governo, che dagli uffici preposti ai servizi.<br />Altrimenti è vero come dicono in molti che le giunte non servono a nulla e i soldi spesi per le elezioni sono soldi sprecati.<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-3178303190943279719?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-44901897727474727972009-06-25T11:09:00.000+02:002009-06-25T11:11:29.013+02:00Tutti i problemi di San Marinodi Luigi Lonfernini, su La Tribuna Sammarinese<br /><br />Una serie di avvenimenti di carattere politico-istituzionale, sociale economico stanno investendo il nostro Paese ma, all’interno, a parte certe critiche di carattere più che altro formale e molto superficiali, pare che il tutto non desti eccessiva rilevanza. Il Paese ha messo insieme: problemi di natura economica dovuti alla situazione che si è venuta a creare con “l’amicha” Italia e con la congiuntura economica estremamente difficile a livello internazionale;<br />politica, con accuse e controaccuse da parte di esponenti di maggioranza e di opposizione sulle responsabilità che sono venute aventi nel tempo (vedi Report); sociale con i rinnovi contrattuali sia nel settore pubblico che in quello privato; politico-giudiziale, con la situazione esplosiva che si è venuta a creare all’interno del Tribunale; politico-istituzionale, con l’avere messo in piedi riforme del tutto sproporzionate alla nostra realtà e conseguentemente con l’avere impoverito le strutture già previste dagli Statuti.<br /><span id="fullpost"><br />Problemi di natura economica: tutti, associazioni di categoria (imprenditori e sindacati dei lavoratori), istituzioni pubbliche e private, chiedono interventi a sostegno dell’economia in generale; vengono individuati i settori che necessitano di assistenza: turistico, imprenditoriale commerciale ed industriale, ma nessuno, dico nessuno, cerca di renderci edotti dove il nostro Stato possa attingere le risorse e quindi con quale senso di responsabilità si affrontano i vari problemi che hanno un contenuto economico.<br />Lo Stato ha due tipi di risorse: le imposte indirette e quelle dirette: le prime sono in netta flessione sia per la crisi che colpito di vari comparti a seguito delle note vicende internazionali sia perché il giochino troppo sfruttato da parte di molte aziende con la compiacenza del potere politico (parte) si è rotto, le seconde in quanto o per effettiva incapacità di produrre reddito o per situazioni contingenti create ad arte, non sono in grado di continuare a dare un gettito alle entrate tributarie; esiste anche il caso delle aziende che operano nel settore finanziario-bancario che, stante la situazione di estrema incertezza, non saranno, con tutta probabilità, in grado di mantenere le posizioni di gettito tributario, privilegiate, per lo Stato, degli scorsi anni.<br /><br />I rinnovi contrattuali ed in particolare nel settore della Pubblica Amministrazione ancora una volta vengono affrontati come se in questo Paese nulla sia cambiato e che pantalone sia ancora in grado di elargire a destra e manca in maniera larga. Se effettivamente esistono situazioni di vero disagio, in un contesto piccolo come il nostro, vanno affrontate non con interventi a pioggia ed in maniera indiscriminata ma mirati ad alleviare i bisogni che nascono da situazioni particolari; situazioni che non si affrontano con la distribuzione indiscriminata della smac card per agevolare i consumi anche di coloro che con il proprio reddito certamente non ne hanno alcun bisogno o con l’aumento degli assegni famigliari che andranno anche ad agevolare nuclei famigliari con un reddito più che sufficiente per mantenere lo stato sociale attuale.<br />Qualcuno si è preoccupato per esaminare la situazione che sta venendo avanti a livello di ammortizzatori sociali? Lo Stato, perdurando la crisi, è nelle condizioni di affrontare una situazione esplosiva che nasce dalla insoddisfazione di centinaia di persone che il nostro sistema economico non sarà in grado di riassorbire nel tessuto produttivo? Con quali risorse il Paese intende far fronte alle varie problematiche del mondo del lavoro subordinato?<br />La crisi nel settore della Giustizia non è e non solo quella relativa alla mancato rinnovo dell’incarico al Magistrato Dirigente, che, tra l’altro, l’attuale ha saputo dimostrare in termini concreti una capacità di lavoro ed una preparazione fuori dal comune, ma sono gli aspetti più degradanti che hanno coinvolto e coinvolgono procedimenti delicati e per i quali le soluzioni possibili, create ad arte sono state e sono quelle di mandarli in prescrizione. Si abbia il coraggio di tornare ai tempi in cui i Capitani Reggenti, quali Rettori dei Tribunali, avevano la capacità Istituzionale di porre fine a querelle che non solo danneggiano la Giustizia, ma creano le condizioni perché il cittadino perda quella fiducia in una istituzione che è fondamentale nella vita civile.<br />A livello istituzionale il degrado è sotto gli occhi di tutti tranne di coloro che, divenuti professionisti della politica, intendono, molte volte, anche senza le competenze necessarie, appropriarsi della vita politico-sociale del Paese. Gli unici che istituzionalmente ancora oggi, in base agli Statuti, rispondono del fatto e del non fatto durante il loro mandato sono i Capitani Reggenti, nonostante siano stati esautorati di ogni potere. Dirigenti di Servizi, politici, vanno esenti da ogni responsabilità: capaci od incapaci, volonterosi o meno restano ai loro posti: è stata costruita una macchina burocratica estremamente pericolosa per un Paese senza risorse materiali e con scarse risorse umane.<br />Si è aperto il dibattito sulla riforma della Pubblica Amministrazione; al Segretario di Stato per gli Affari Interni suggerisco due provvedimenti: i Dirigenti di alcuni servizi essenziali e delicati per la funzione quali: il Comandante della Gendarmeria, il Comandante della Polizia Civile, il Dirigente dell’Ufficio Tributario, il Dirigente del Tribunale Unico, il Dirigente della Banca Centrale, devono essere chiamati con contratto e con una durata predeterminata sottoposti annualmente al sindacato come prevedono in nostri Statuti per alcuni alti Funzionari; per tutti gli altri Dirigenti di Servizi deve essere prevista l’intercambiabilità a scadenze prestabilite. L’altro provvedimento è quello di prevede in Commissioni esterne miste: cittadini sammarinesi e forensi dotati della necessaria competenza, allo scopo di eseguire, periodicamente, nei vari Uffici visite per accertare lo stato in cui si trovano ed il rispetto delle regole proponendo poi, con relazione aperta, le possibili soluzioni in caso di accertata violazione di leggi, di scarsa diligenza o di professionalità.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-4490189772747472797?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-14888509609130330002009-06-24T16:15:00.003+02:002009-06-24T16:20:30.566+02:0028 Luglio ricorrenza “Sacra”di Maurizio Gobbi<br /><br />“L’ultimo quarto di secolo di storia italiana può tranquillamente essere considerato un periodo di riflusso politico. Dopo aver sdoganato i fascisti con la loro elevazione ad una delle massime cariche dello Stato e a quella di primo cittadino della Capitale, si cerca di fare altrettanto con l’ideologia fascista sostenendo che solo l’abbraccio mortale col nazismo ne ha incrinato la credibilità sorvolando sul suo carattere autoritario, antiparlamentare, violento fino al punto di sconfinare nel crimine politico, in definitiva totalitario e liberticida. In questo clima sono progressivamente aumentati i tentativi di sottoporre a revisionismo i giudizi sulla Resistenza, ridimensionandone la portata.<br />Anche da noi negli ultimi tempi si sta facendo strada una proposta provocatoria: <a href="http://www.sanmarinonotizie.com/media/Rassegna%20Stampa/Trib/trib-22-06-09-p4.pdf">quella di togliere dal calendario la festa che ricorda la caduta del fascismo</a>.<br />Deluso dalla piega che hanno assunto gli avvenimenti politici nostrani, mi sono dedicato alla mia passione per gli studi danteschi ( approfitto per un’autopromozione: prossimamente reciterò cinque canti dell’Inferno in cinque piazze sammarinesi) e devo confessare che all’idea di farmi trascinare in un’antipatica schermaglia con l’amico Giuseppe Della Balda anteporrei quella di affinare la mia dimestichezza con garuffe e sfacci, essendo quella del biliardo un’altra mia passione coltivata fin dagli anni giovanili. Tuttavia, sollecitato da alcuni compagni, non ho potuto esimermi dal dire la mia ed eccomi qua.<br /><br /><span id="fullpost"><br /><br />Oggetto del contendere, come dicevamo, l’abolizione del “28 Luglio”, quale “festa dell’odio verso i perdenti ed autoreferenziale dei vincitori”. Allora perché non anche il 25 Marzo? Occorre intanto ribadire che i vincitori di quel lontano 28 Luglio 1943 furono le migliaia di persone in lotta, sul Pianello, per costringere il Consiglio Principe e Sovrano e il governo fascista che lo rappresentava a dimettersi, ponendo termine ad una ventennale dittatura. Non si trattò di uno scontro di fazione simile a quello tra guelfi e ghibellini, dove entrambe le parti godono di pari dignità. Qui lo scontro avvenne tra una minoranza liberticida e il popolo che si riprendeva l’antica libertà ed il paragone con la manifestazione arengaria del 1906 non è certamente fuori luogo.<br />Le forze in campo erano le stesse: da un lato un manipolo di possidenti e burocrati conservatori, dall’altro l’entusiasmo collettivo di una popolazione esasperata da abusi, privilegi, prepotenze.<br />Della Balda sostiene che la pace è un bene imprescindibile ai fini del buon funzionamento degli Stati. Oltre due secoli fa, era il 1795, lo aveva intuito anche Kant che nel breve saggio, intitolato “Per la pace perpetua”, preludeva quasi profeticamente al sorgere di una confederazione di liberi Stati repubblicani e all’audeterminazione dei popoli. Ma la pace a cui Peppino sembra alludere non è quella tra i popoli, bensì la pace sociale, intesa come assenza di conflittualità tra le parti, concetto assai arduo da sostenere in una società rigidamente divisa in classi dove il cassaintegrato e il vip non s’incontrano né allo stadio, né al ristorante e tanto meno al club, della briscola per l’uno Billionaire per l’altro. Capisco che ora il suo ruolo di imprenditore e di presidente del Circolo del Buon Governo locale lo porti su posizioni diverse rispetto a quelle sostenute ai tempi in cui intonava l’Internazionale dei lavoratori ma, come diceva il poeta latino Orazio in una sua satira, “est modus in rebus” c’è una misura in tutte le cose.<br />Ben venga la pacificazione coi vinti, ma all’insegna di una comune memoria condivisa che deve essere quella di una coscienza democratica e antifascista. Con tutto il rispetto per il Corpus Domini e per l’Immacolata Concezione la festa del “28 Luglio” per me, laico e non credente, costituisce un punto di riferimento importante, sacro, oserei dire. In una visione non integralista dello Stato ognuno ha dei valori che fungono da punti di riferimento ideale, nei cui confronti esige lo stesso rispetto che i credenti rivendicano nei confronti delle festività religiose.Perfezionando la propria idea Della Balda arriva a proporre la formazione di un Fondo di solidarietà gestito da un comitato di tre persone il quale si troverà a gestire la somma di circa un milione di euro annui, corrispondenti al pluslavoro di una giornata moltiplicata per i circa 20.000 dipendenti sammarinesi. Alle non poche polemiche per l’istituzione del Secondo Pilastro al Sindacato cadrebbe in testa una tegola non da poco ma credo che l’amico Peppino si stia burlando di noi e i fondo sia rimasto quel socialista intransigente e dottrinario che tutti abbiamo conosciuto.</span><br /><br /><span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-1488850960913033000?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-68808988736690100532009-06-24T09:10:00.001+02:002009-06-24T09:12:42.615+02:00Lettera aperta al Direttore di RTV Carmen Lasorella<em>di Pier Paolo Guardigli - Direttore di SanMarinoNotizie.com</em><br /><br />Egregio Direttore (o, se mi consente, gentile Signora), alcuni Suoi interventi, sia sulla stampa locale che sul sito della RTV, mi suggeriscono alcune riflessioni che vorrei sommessamente sottoporLe. Premetto che suonano come musica alle mie orecchie alcune Sue affermazioni, che per chiarezza e giovamento della ripetizione, estrapolo qui di seguito<br /><span id="fullpost"><br />“La San Marino Rtv, che ha una storia di quasi venti anni e le sue criticità, un bacino di emissione limitato, ma un organico esteso, (non sempre per necessità aziendali) sicuramente dovrà attrezzarsi per nuove sfide”. “Non si può pensare solo all’utenza sammarinese e in un linguaggio per iniziati. I fatti sammarinesi devono essere leggibili dall’esterno e il mondo esterno deve entrare a San Marino”. “L’informazione deve fare la sua parte: la denuncia, la vigilanza, ma deve sostenere anche i processi di trasformazione in atto. Inoltre, i grandi temi: i diritti umani, i cambiamenti sociali, per non parlare degli interrogativi etici e la sfida della solidarietà devono poter entrare nel dibattito anche di questa realtà. Non credo, che ampliare gli orizzonti significhi tradire la sammarinesità”.<br />Da membro del primo CdA della RTV, ruolo che mi ha offerto la grande opportunità di imparare molto e di sedere per alcuni anni a fianco di un grande giornalista a ‘Maestro’ come il Presidente emerito Sergio Zavoli, apprezzo la Sua ammissione di un certo affollamento, non sempre indispensabile, dell’organico aziendale. Mi auguro che sappia mettere ben presto mano a questo delicatissimo problema, ereditato più da una debolezza della politica che non di quella aziendale. Circa la criticità della modestissima estensione del bacino d’utenza, registro come la Sua intenzione di promuovere il satellite (strada che già tentammo di percorrere venti anni fa, ma senza successo) sia una proposta percorribile, oggi ancor più improcrastinabile ed interessante. Auguri.<br />Mi trova inoltre, caro Direttore, assolutamente solidale nell’impresa sisifica di aprire il mio paese al mondo ed il mondo al mio paese, anche attraverso il supporto di un’informazione matura e plurale. Credo che la Sua biografia professionale sia di assoluta garanzia di un successo su questa strada, quindi confido nella Sua capacità di far compiere ad RTV un salto di qualità significativo e tangibile, già nei prossimi mesi. Sebbene, mi permetta, temo che la condizione di monopolio della RTV non giovi affatto al percorso di crescita della pluralità. Comprendo che non è un Suo problema, bensì della politica e delle scelte di governo del paese, tuttavia anche su questa “criticità” auspico di sentire prossimamente un Suo autorevole e proficuo intervento. Oggi il nostro Segretario di Stato all’informazione ha espresso perplessità sull’effettivo pluralismo della carta stampata, dimenticando, ahimé, di esprimersi in merito all’informazione sull’etere: quantomeno sintomatico.<br />Mi permetto di suggerire una Sua maggiore attenzione allo strumento radiofonico. Temo, infatti, che la fruizione del canale televisivo sammarinese sia oggi piuttosto limitato alla fascia oraria dedicata all’informazione, testimoniando come il pubblico locale e limitrofo ritenga questa peculiarità più importante e significativa del resto della programmazione. Verrebbe da pronosticare una Sua intensificazione, da giornalista, di questo aspetto della programmazione, ma credo che saprà correggere questa Sua naturale vocazione. Sono invece persuaso che i nostri due canali radiofonici siano ampiamente sottoutilizzati rispetto al loro straordinario potenziale, e cerco di spiegarLe le ragioni.<br />Apprezzo il lavoro quasi ventennale dell’amico responsabile di quel settore, che già all’epoca delle prime trasmissioni seppe dimostrare la propria competenza e conoscenza dello strumento. Tuttavia trovo che la mancanza di un certo coraggio (lo definirei così) e l’assenza forse di nuovi stimoli professionali conducano ad un sostanziale immobilismo nella programmazione radiofonica. La radio, come sappiamo, ha un bacino d’utenza notevole e produce, per altro, anche interessanti utili pubblicitari. Il suo ascolto è consentito anche nei locali pubblici e nelle attività commerciali e professionali durante il giorno e durante il lavoro. Ha un potenziale straordinario soprattutto nel campo dell’informazione. Ecco, a mio avviso, gentile Direttore, questo “talento” è stato sotterrato, per dirla con la parabole evangelica, anziché essere propriamente investito e fatto crescere e maturare. Penso, ad esempio, alle programmazioni di radio come il canale Tre della Rai, con i suoi formidabili spazi informativi quali Radio Tre Mondo, una rassegna stampa di giornali e periodici stranieri, poi approfondita da ospiti e conduttori; lo storico Prima Pagina, che ogni mattina ci intrattiene con la partecipazione di un celebre giornalista (ogni settimana diverso) che sfoglia appunto le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali per poi commentarli con gli interventi telefonici degli ascoltatori; ma anche a Tabloid, dove sono le pagine interne dei giornali ad avere voce tramite intelligenti e simpatici conduttori, i quali accolgono mail ed sms dagli ascoltatori attenti; oppure al Faccia a Faccia, dove ogni settimana un giornalista diverso propone scambi quotidiani di opinioni sui fatti dell’attualità politica e di cronaca con ospiti illustri; ma pensiamo anche al mitico contenitore culturale di Fahrenheit, il cui coltissimo ed impeccabile conduttore storico (per altro, per pura curiosità, di madre sammarinese….) ci conduce attraverso percorsi librari straordinari; poi a trasmissioni dedicate al cinema, alla sacralità ed al religioso, alla lirica, ai radiodrammi, alla lettura di opere narrative, alla scienza, il tutto condito con ottima musica, non solo di origine ‘colta’.<br />Insomma, una straordinaria varietà di offerte, informative e culturali, sempre utili e talvolta superflue (ma è anche del superfluo che si dovrebbe nutrire la nostra conoscenza, come aveva ben intuito l’ironico Oscar Wilde), tanto per citare solo un canale dell’emittente ‘cugina’ Rai. Ma se volessimo ci sarebbero molti altri esempi, fra i quali uno dei più meritori è senz’altro il canale Radio 24, emittente del Sole 24 Ore, testata com’è noto di proprietà della Confindustria.<br />Ebbene, caro Direttore, con i nostri due canali disponibili, l’uno dedicato opportunamente alla trasmissione in diretta delle sedute del Consiglio Grande e Generale ed a una diffusione musicale di un pop di buona qualità, e l’altro dedicato a programmi di intrattenimento generalista, con forte impronta commerciale, la nostra radio sembra piuttosto scegliere un profilo minore, rinunciando alla missione di offrire un’informazione ragionata, approfondimenti, commenti giornalistici, con il coinvolgimento di altri giornalisti locali e non, contenitori culturali, programmi dedicati ad eventi significativi in ambito artistico, musicale, teatrale, cinematografico, tutti aspetti, per altro, di cui si può rintracciare una certa vitalità delle offerte sammarinesi, anche in ambito associativo e non solo della programmazione istituzionale.<br />Ritengo, infine, che oltre ad una corretta funzione informativa a 360° una programmazione radiofonica più attenta ed approfondita potrebbe assolvere anche a funzioni educative, per la crescita del livello generale dell’informazione sammarinese, stampa e web inclusi, e – perché no – per l’affinamento delle qualità di “radio ascoltatori” dei nostri concittadini, che troverebbero così nuovi spazi di partecipazione diretta.<br />Il mio è solo un modesto (e non richiesto) suggerimento, che le giunge però da un osservatorio privilegiato di un piccolo (che a San Marino poi diventa “micro”) editore, imprenditore della cultura e dell’informazione locali. La ringrazio per la Sua cortese attenzione.<br />Con una grande stima nella Sua persona e la riconoscenza per il Suo impegno nel mio paese, Le giungano i miei distinti saluti e la mia sincera cordialità.<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-6880898873669010053?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-25652104223402557172009-06-19T16:06:00.002+02:002009-06-19T16:21:34.156+02:00Sulla nuova Legge sulle intercettazioni<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Marino Antimo Zanotti</em></span><br />La nostra Carta dei Diritti sancisce la parità del cittadino, stabilendone l’equo trattamento davanti alla legge. Da ieri, 18 giugno 2009, non è più così nella nostra amata Terra della Libertà, avviata a diventare sempre più “terra delle libertà”. La legge sulle intercettazioni telefoniche, approvata in Consiglio Grande e Generale su proposta del Segretario Augusto Casali e sostenuta da governo e Maggioranza consigliare, prevede che NON si possano intercettare né i segretari di stato né i consiglieri della Repubblica Ciò che per il cittadino è consentito viene aborrito per i due soggetti menzionati, essendo giustamente i Capitani Reggenti già esclusi da indagini durante il semestre del loro incarico. Il Famoso “Lodo Alfano” impallidisce al confronto. (ricordiamo che in Italia si “proteggono” dai processi le cinque maggior cariche dello Stato).<br /><span id="fullpost"><br />Ciò che per il cittadino è consentito viene aborrito per i due soggetti menzionati, essendo giustamente i Capitani Reggenti già esclusi da indagini durante il semestre del loro incarico.<br />Il Famoso “Lodo Alfano” impallidisce al confronto. (ricordiamo che in Italia si “proteggono” dai processi le cinque maggior cariche dello Stato).<br />Non so se l’opposizione abbia sollevato forti proteste in merito, dal momento che ne usufruiranno anche i suoi membri; mi è sembrato fossero molto impegnati a seguire la “Frana in Movimento” del PSD, le nuove correnti centrifughe di quel partito, sempre più simile ad una polpetta non amalgamata.<br />Forse qualcuno ora minaccierà un Referendum abrogativo?<br />Forse qualcuno avrà intenzione di rivolgersi a Strasburgo?<br />Ma forse si dirà che non ci sono i numeri (consigliari) sufficienti, si darà la colpa a chi ha ancora una volta rivotato Gatti e co. e si reciterà stucchevolmente il ritornello sulla perdita di credibilità della Politica e la sua distanza dalla gente cosiddetta comune.<br />Ci si dimenticherà molto presto che ogni azione di CASTA allontana sempre più la Gente, delegittimando le Istituzioni.<br />Non è un caso che da tempo ormai la Politica non parli più di Costituzione o, perlomeno, riprenda il discorso colpevolmente non completato della Carta dei Diritti.<br />Ma se domani un consigliere sarà intercettato casualmente (nonostante Alfano) in un’indagine italiana, cosa faremo? Invocheremo ancora una volta una non precisamente definita “sammarinesità”.<br />Convocheremo il Signor Ambasciatore?<br />Oppure, obtorto collo, concederemo alla Magistratura italiana ciò che neghiamo a quella sammarinese?<br />Come cittadino militante al di fuori da ogni partito, mi concedo un minimo di ottimismo e di speranza.<br />Spero che non tutti i consiglieri sammarinesi si identifichino con i deputati italiani, paurosi d’intrusioni nella loro vita privata romana e che non considerino chiusa questa disparità grave.<br />Spero che la stampa sappia toccare le corde giuste di cittadini e politici.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-2565210422340255717?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-35589703689635122502009-06-19T10:20:00.001+02:002009-06-19T10:22:39.534+02:00La parabola dell’asino caduto nel pozzo il giorno di sabato<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Mirko Tomassoni</em></span><br />Diceva Gesù “Se a Voi cade un asino nel pozzo in giorno di sabato (festivo per gli ebrei) lo tirate fuori dal pozzo o lo lasciate morire perché è giorno di sabato? Imparate che è il Sabato per l’Uomo e non l’Uomo per il Sabato!… così pure se Voi che siete cattivi e un vostro figlio vi chiede un pane, non gli darete un sasso o uno scorpione, tanto più il Padre celeste che è buono darà ai suoi figli…!”<se>Parto da questa parabola per esprimere alcune considerazioni, rispetto alla notizia, che in queste ore il Segretario di Stato agli Esteri della Repubblica di San Marino, si appresta a firmare a Strasburgo il “Protocollo n.14 bis” alla Convenzione del Consiglio d’ Europa per la salvaguardia dei diritti dell’ uomo e delle libertà fondamentali.<br /><span id="fullpost"><br />Il botta e risposta apparso recentemente tra il Segretario di Stato e l’ex Console Federico Podeschi, in ordine a vere o presunte discriminazioni nei confronti di quest’ultimo per il suo orientamento sessuale, mi porta ad osservare che nella Convenzione del Consiglio d’ Europa per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (http://www.echr.coe.int/NR/rdonlyres/0D3304D1-F396-414A-A6C1-97B316F9753A/0/ItalianItalien.pdf), all'art.8 comma 1 si dice "Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata...." e al comma 2 "Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica in tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca misura per la sicurezza nazionale....:" Mentre all'art.14 c'è l'articolo che si intitola "Divieto di discriminazione" e parla chiaro anche sul sesso.<br /><br />Come è noto, la querelle tra l’ex Console ed il Segretario agli AAEE, è stata originata dalle dichiarazioni del Pontefice (<l’omosessualità>) a margine della decisione del Vaticano di opporsi in Sede ONU, alla depenalizzazione dell’omosessualità, un’ iniziativa questa proposta dalla Francia con il voto a favore di tutti gli Stati europei. Affermazioni giudicate da Podeschi come incitamento all’odio, alla discriminazione e all’omofobia. Successivamente la diatriba è continuata con un monito rivolto dalla Segreteria di Stato a Podeschi, di non presenziare ad una convocazione del Primo Ministro inglese Gordon Brown, che lo aveva invitato per complimentarsi per la forte attività di sensibilizzazione messa in campo nel Regno Unito dall’Organizzazione di cui Podeschi è Direttore Generale.<br /><br />Ma ciò che mi ha spinto a scrivere queste righe, è l’ultima dichiarazione del Segretario di Stato (<…in un’occasione Podeschi ha attaccato in maniera violenta il Capo di Stato di un altro Paese e, in un’altra occasione ha omesso di seguire le istruzioni impartite dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri. Nel Corpo Diplomatico e Consolare sammarinese vi sono omosessuali che svolgono con competenza e correttezza le proprie mansioni, che non sono affatto discriminati per le loro abitudini sessuali >) : Considerato lo stato di invisibilità in cui sono costretti a vivere tanti concittadini e concittadine sammarinesi omosessuali, per il basso grado di comprensione ed accettazione della società sammarinese, dove ci conosciamo un po’ tutti, a me pare davvero poco elegante, improprio e con parvenze intimidatorie e discriminatorie, questo sconveniente pubblico atto di monitoraggio degli orientamenti sessuali del Corpo Diplomatico Sammarinese. Mi chiedo se ci siano dati o elementi da render pubblici, anche sulla castità o meno di questi funzionari…<br /><br />Io non avrei mai voluto entrare nel merito di questo diverbio Istituzionale, ma credo che tale vicenda, tale storia di un cittadino sammarinese, ha di fatto solo ferito e trafitto un uomo coraggioso, che fortunatamente fa della sua libertà, e non la Libertà di cui si gongola troppo spesso il nostro Paese, il suo punto di forza.<br /><br />Questo Governo ha decretato senza scrupolo e dubbio alcuno che è meglio lasciar morire l’asino e l’uomo insieme, poiché la norma che uccide è meglio dell’amore e della misericordia che fa vivere! Ha decretato che è meglio dare sassi e scorpioni in faccia a chi chiede qualche pane del riconoscimento sociale e qualche diritto a non essere discriminato o penalizzato e punito o addirittura “ucciso” perché ritenuto diverso.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-3558970368963512250?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-69968121273920441782009-06-16T09:59:00.001+02:002009-06-16T10:01:24.053+02:00Rilancio dell'immagine di San Marino. A cosa sono serviti gli investimenti?<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Associazione ECSO - Economia Crescita Sviluppo Opportunità</em></span><br />Visti i continui attacchi da parte della carta stampata e dei media italiani, attraverso i quali si cerca di screditare la Repubblica di San Marino e la sua immagine, ci poniamo una domanda: a cosa sono serviti gli investimenti stanziati a grandi società internazionali per rilanciare l’immagine di San Marino? Non vogliamo mettere in discussione la serietà e le capacità di grandi società di consulenze, ma sappiamo e conosciamo bene il nostro Paese, San Marino ha bisogno di un approccio graduale con lo sviluppo, non possiamo parlare di vincere il mondiale di Formula 1 quando ancora non siamo in grado di accendere l’auto. <br /><span id="fullpost"><br />Servono passaggi basilari, visibilità alla nostro terra in maniera semplice e diretta, utilizzando anche canali di comunicazione allargata e testimonial d’eccezione. Dobbiamo pensare alla Repubblica di San Marino come ad un marchio da esportare nel mondo. Ben venga in Convention and Visitor Boreau, il Tutto Food, ecc.. ma tutto questo non basta. Cerchiamo di veicolare un messaggio forte, un messaggio che dovrà essere seguito da azioni di politica interna e relazione con l’esterno. Servono infrastrutture, autority, un bacino di contenimento dell’acqua, gestione rifiuti speciali, telecomunicazioni, aree industriali destinate all’ampliamento delle nostre grandi imprese e moltissime altre cose.<br />Dopo qualche provocazione fatta alla classe politica abbiamo finalmente letto, con molto piacere, l’opinione del consigliere democristiano Francesco Mussoni apparso su “La voce di Romagna” e riteniamo che i concetti espressi, se applicati, possano essere un buon inizio.<br />Per primi abbiamo rilanciato il concetto di circuito interbancario e percorso museale e siamo pronti ad appoggiare con tutte le nostre forze chiunque abbia voglia di fare sistema e creare qualcosa di concreto per il Paese. Riteniamo che sia maturo il concetto di rivoluzione del fare e non del chiacchierare, non importa di che colore siano le idee, basta che ci siano e servano a qualcosa!<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-6996812127392044178?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-38396733460488778032009-06-15T10:50:00.003+02:002009-06-15T11:39:16.668+02:00Giornalisti mondani e Mondani giornalistiIeri, per puro caso, facendo zapping su Sky, mi sono trovato sintonizzato su un programma che ha immediatamente catturato la mia attenzione: si trattava di una curiosa inchiesta sulla via della cocaina e sulla sua produzione colombiana. Il singolare “giornalista” che con arguzia, intelligenza, equilibrio, correttezza e soprattutto estremo coraggio conduceva l’inchiesta andata in onda nella rubrica “Panorama” della BBC (per me una delle migliori emittenti al mondo, fra quelle che ho avuto modo di vedere e seguire) si chiama Alex James e di professione è musicista. <br /><span id="fullpost"> <br />James, infatti, è l’abile bassista della celebre britpop band “Blur”, e – come è facilmente intuibile – afferma di aver speso in passato almeno un milione di sterline in champagne e cocaina. Ora, mentre comprensibilmente quelli spesi nel petillant vino francese sembrano assai ben investiti, quelli dedicati alla polvere bianca devono fortunatamente avergli dato qualche problema, anche di coscienza, se ha deciso di sospenderne l’uso e dedicargli un’inchiesta dal titolo “Cocaine Diaries” andando personalmente in Colombia a capire alcune cose sull’origine della droga più esclusiva al mondo.<br />Partendo dal presupposto che si stimano almeno 800.000 consumatori abituali di cocaina in Gran Bretagna, James indaga sul traffico, dalla produzione alla distribuzione, rilevando come questo commercio illecito produca, oltre che ricchezze infinte, anche un numero elevatissimo di morti, ancor prima del suo consumo. La Colombia, infatti, uno dei maggiori Paesi produttivi e fornitori dei consumatori statunitensi ed europei, è il centro nevralgico di un “cartello” che gestisce i traffici illeciti ricavando enormi quantità di denaro, con un atteggiamento ancora troppo sommesso da parte del governo di quel Paese. Durante l’inchiesta James intervista il Vice Presidente della Repubblica Colombiana Francisco Santos Calderon, ma soprattutto lascia parlare i “campesinos” coltivatori della foglia, i gestori dei piccoli laboratori nascosti nelle giungla che realizzano la cosiddetta “coca basica”, utile a produrre la più raffinata cocaina che viene poi diffusa nel mondo (l’80% deriva proprio da lì). Poi a Bogotà, dimostrando un coraggio encomiabile, riesce anche ad intervistare un “dealer” locale, il quale poveretto una settimana dopo quella video intervista viene ucciso dai suoi colleghi malavitosi. Riesce ad accompagnare i corpi speciali antidroga dell’esercito colombiano durante una battuta che si svolge in territori impervi, nella quale riesce perfino ad intervistare l’informatore che conduceva quei militari ad un covo di produttori e distributori.<br />Insomma, davvero un’inchiesta meritoria e ben fatta, per la quale James non ha lesinato il suo coraggio, coniugandolo con un mai sottaciuto e gradevole senso dell’ironia, e mai giungendo a conclusioni o commenti personali, lasciando allo spettatore ogni possibile giudizio.<br />Ma ci si chiederà perché questo intervento su un programma televisivo d’inchiesta inglese? Nulla! <br />Mi sembrava molto interessante e soprattutto ben fatto, e quell’occasionale giornalista così mondano mi ha fatto ripensare ai nostri giornalisti professionisti “Mondani” e ad un’altra inchiesta televisiva che ho visto recentemente sul canale italiano RAI (di certo non una delle migliori emittenti al mondo) nella rubrica “Report”: che abisso di differenza, che distanza di stili culturali, che antipodi professionali, che lontananza di atteggiamenti morali, che contrasto fra un modo umile e modesto di svolgere il proprio lavoro (la propria missione?) e l’arroganza di presumere di sapere e capire tutto, sempre "da soli", come mi auguro finiscano certi nostri giornalisti “Mondani”…<br />Il Direttore di SMN<br /> <br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-3839673346048877803?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>idefixidefixbike@gmail.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-73046152656472329402009-06-10T10:04:00.000+02:002009-06-10T10:06:11.942+02:00No alla delega forzata ad una sola lista<em>Lettera di Francesco Giovagnoli al quotidiano l’Informazione</em>:<br />“Spettle Redazione de “l’informazione”, scrivo queste righe sullo spunto offertomi dal titolo del vostro servizio, del 9 giugno 2009, concernente l’esito delle votazioni per il rinnovo della Giunta del Castello di San Marino Città. L’amarezza è venuta anche a me, quale appartenente al folto gruppo degli astensionisti, leggendo titolo e articolo; in particolare ritengo non condivisibile l’affermazione riportata nella parte finale del comunicato stampa della Giunta di Castello uscente.<br /><span id="fullpost"><br />Premesso che non mi ritengo una persona disinteressata alla vita della mia Città e penso di poterlo dimostrare, cosi come per altri simili astensionisti, il consegnare il Castello nelle mani di questi ultimi, se mai fosse materialmente possibile, significherebbe, nientemeno, affidarne l’eventuale sorte non a uno sparuto gruppo di astensionisti ma alla MAGGIORANZA degli elettori iscritti (massima espressione di democrazia).<br />Se poi devo scegliere, preferisco sicuramente essere governato da una maggioranza eletta con i! 20% di voti, ma uscente dalla cernita di una pluralità di liste e di idee diverse, che non daI 48% di un’unica lista (a tal proposito vorrei ricordare che anche nel tanto vituperato “ventennio” si svolsero elezioni con lista unica che, guarda caso, ottenne, addirittura, la vittoria della lista ufficiale “all’unanimità”, ma non per questo si parla di massima espressione democratica o, forse, si sono davvero sbagliati a voler festeggiare il 28 luglio?).<br />Non posso che riaffermare la mia volontà: fino a quando non mi si presenterà una scelta, delle alternative su cui ponderare e decidere, non acòetterò di delegare “forzatamente” quanti si presentano in un’unica proposta, fosse anche la migliore, il tutto, poi, escludendo l’analisi sulla reale utilità e funzionalità delle Giunte, così come sono istituite dalla legge vigente.<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-7304615265647232940?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-52432199601087188142009-06-08T15:10:00.001+02:002009-06-08T15:12:14.058+02:00Lavoro: tavolo tripartito, un brusco stop preventivabile<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Andrea Zafferani (AP)</em></span><br />In tutta onestà, non sono rimasto sorpreso del brusco stop che sembra aver subito il tavolo tripartito. Un tavolo che, a mio parere, è quasi subito diventato un difficile luogo di mediazione fra due parti (Csu e Anis) litigiose, rivendicative, autoreferenziali e non attente ai problemi sistemici che abbiamo di fronte. E un Governo che, dopo aver preferito deresponsabilizzarsi rispetto al contratto di sua competenza (quello della PA), si è fatto prendere in mezzo sino a dover diventare promotore di alcune proposte di sintesi che non stanno in piedi.<br /><span id="fullpost"><br />Il sindacato ha puntato a tutelare il più possibile chi è già dentro al mondo del lavoro, chi è contrattualmente più forte: da qui l’ossessiva importanza data agli aumenti contrattuali, che non sono certamente la priorità in un momento in cui è un privilegio avere un lavoro sicuro ed è bene concentrarsi per tutelare chi il lavoro lo perde o non lo trova.<br />Un'altra parte, l'Anis, in cambio degli aumenti ha cercato di smontare un altro pezzettino dei diritti dei lavoratori, quelli che riguardano i loro tempi di vita, puntando ad inserire una flessibilità d'orario a discrezione dell'azienda (senza quindi alcun potere di dissenso per il singolo lavoratore, nemmeno se, a puro titolo di esempio, iniziare un ora prima la mattina, di fronte ad un asilo nido ancora chiuso, lo portasse a non sapere dove lasciare il proprio bambino).<br />La terza parte, il Governo, ha cercato di mediare senza avere ben chiaro il modello da perseguire, e accompagnando il tutto con una serie di misure (blocco delle tariffe in testa) diseducative, non selettive, molto costose per lo Stato, e assolutamente inutili nel medio termine.<br />Non si è purtroppo ragionato su quali soluzioni dare ai due fondamentali problemi che abbiamo di fronte in questo momento:<br />1) quale economia vogliamo e, quindi, che mercato del lavoro dobbiamo metterle a disposizione;<br />2) come e chi finanzierà gli ammortizzatori sociali necessari per il nuovo mercato del lavoro che avremo.<br />Se vogliamo un’economia competitiva, dinamica, tecnologica, innovativa, se vogliamo attirare investimenti in settori ad alto valore aggiunto, occorre certamente flessibilità in ingresso e in uscita: il modello del tempo indeterminato per tutti è probabilmente finito, un’eccessiva rigidità è negativa, rende meno produttivo il lavoratore, scoraggia le assunzioni delle imprese.<br />La flessibilità però aumenta la produttività, gli stimoli del lavoratore e la sua voglia di mettersi in gioco solo in presenza di due fattori: il rispetto dei suoi tempi di vita, della sua dignità professionale e la sicurezza/fiducia nel futuro.<br />Serve una rete di ammortizzatori sociali capaci di proteggere ogni lavoratore che si trovi in stato di disoccupazione o di non occupazione, garantendogli un reddito legato però alla formazione e alla riqualificazione, anche in azienda, così come succede nelle economie più evolute d'Europa.<br />Ammortizzatori e flessibilità devono andare assieme, affinché gli uni siano complementari all’altra nella creazione di un sistema virtuoso, competitivo e premiante, ma nella coesione e nella serenità sociale: la precarietà che nasce quando la flessibilità prevale sulle tutele, non è mai elemento di competitività e generatore di crescita duratura.<br />Credo che la soluzione stia nella flex-security, un sistema che è costoso nel breve termine (ecco perché destinare agli ammortizzatori una grossa parte degli aumenti contrattuali era per me estremamente saggia in questa fase), ma che può dare grandi risultati e mettere tutti gli attori, anziché uno contro l’altro, tutti dalla stessa parte nella grande sfida della competitività e della crescita economica; io continuerò a battermi su questa strada. Anziché discutere di qualche zero virgola di aumento o di quante ore dare in più di flessibilità, che oltretutto sono materie tipicamente contrattuali e di competenza delle parti sociali, o ancora di quali ulteriori forme contrattuali “creative” inserire (vedi outsourcing interno alle aziende), sarebbe bello che il tavolo unico iniziasse a ragionare su queste questioni “di sistema”. Spero che la pausa serva allo scopo.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-5243219960108718814?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-16368181264229980722009-06-03T11:10:00.001+02:002009-06-03T11:13:11.739+02:00SOS giovani: il sistema ha bisogno di voi<span style="font-family:verdana;"><em><span style="font-size:85%;">di Giacomo Volipinari</span></em><br /></span>“Stavano volgendo al capolinea i famosi anni ‘80, era precisamente il 1988, quando vidi la luce per la prima volta e sempre per la prima volta mi chiesi cosa ospitasse quello splendido palazzo dal quale si poteva e si può tuttora ammirare il tramonto al di la delle colline. Oggi dopo quasi 21 anni, inizio a capire quale sia il motivo dell’esistenza di quella struttura, ma non riesco a capire come possa ospitare certi spiriti ipocriti e inadeguati alla rappresentanza della Nostra Repubblica.<br /><span id="fullpost"><br />Ci troviamo di fronte all’apice dell’inadeguatezza del sistema San Marino, e della politica che lo ha reso possibile insieme ai vari poteri economici.<br />Questa non vuole essere un affermazione per muovere inutili critiche verso il governo in carica, ma verso il “METODO” di concepire la politica che si è sviluppato dalla metà degli anni 80’, volto all’affare, alla politica prima per il politico, per gli imprenditori collegati a quest’ultimo, e per quelle cosiddette associazioni anch’esse non certamente estranee ad esso, poi forse per la Repubblica.<br />Quest’ultima oggi si trova di fronte ad una situazione molto complessa e non sarà certamente una mano di rosa a risolvere i problemi, quello che deve a mio avviso deve cambiare è il mondo descritto nel paragrafo precedente, ovvero il paese ha la necessità di un reale Rinnovamento, e non di quello decantato durante la campagna elettorale delle elezioni 2008, ove non abbiamo assistito ad altro che striscioni e parole al vento; d’altro canto la vecchia politica si basa e si è sempre basato proprio su quest’ultimo fattore.<br />Nessuno di coloro che hanno e stanno portando avanti questo sistema, ha pensato a cosa il paese sarebbe andato incontro, ed oggi dovremmo essere realisti visto che il momento è arrivato, ma non è così, ci si continua a scaricare le responsabilità, senza volgere un minimo pensiero al futuro che verrà lasciato in eredità alle nuove generazioni.<br />Queste ultime purtroppo non hanno avuto la capacità, o forse non si sono nemmeno interessate a questi dettagli, abbagliate dal benessere e dal pressapochismo che non può esentare certamente il “METODO” da tutte le responsabilità. Certo che anche confinare con un paese culturalmente molto arretrato con ci aiuta certamente. Per fortuna non tutta la realtà sammarinese rispecchia questo quadro.In questo delicato momento però, serve l’azione collaborativa proprio dei giovani, visto che i “vecchi” non ne hanno le capacità e le forze e l’unica soluzione oggi è quella di un reale ricambio della classe dirigente politica ed economica, che ponga termine al “METODO” che sino ad oggi ha rovinato l’Antica terra della Libertà, forse perché quest’ultimo termine è stato tradotto in modo distorto ed ingiusto.<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-1636818126422998072?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com3tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-79037437145880930832009-06-01T11:25:00.001+02:002009-06-01T11:27:18.606+02:00Rapina alla Carispdi Peppino Della Balda su La Tribuna Sammarinese<br /><br />Abbiamo più volte avuto l’amarezza di leggere queste notizie ma si trattava sempre della solita banda del “ Taglierino” che sottraeva qualche manciata di spiccioli. Opera di disperati e senza futuro che non fanno danni più di tanto. Questa volta invece non si tratta di taglierino ma di ghigliottina, di garrota, di forca utilizzati da una banda ben più attrezzata ed affatto disperati.<br /> Di una banda abituata a rapine ed assalti di lusso, di quelli che contano di quelli che possono fare molti danni e mettere in ginocchio un paese ed una economia. Se il progetto di questi banditi fosse andato in porto a quest’ora non saremmo qui a valutare se sia o meno necessario un governo di unità nazionale, saremmo nei boschi ad organizzare la resistenza per cacciare l’invasore; rivendicheremo la solidarietà dei nostri compaesani residenti all’estero sempre pronti a difendere la patria in pericolo; faremmo ricorso agli organismi internazionali pér difendere la nostra sovranità e nostra indipendenza.<br /><span id="fullpost"><br />Una banda di così alto lignaggio, abituata a scorribande ben più importanti nel mondo dell’alta finanza, nelle telecomunicazioni, nelle aziende statali i e via dicendo, come tutte le bande, però, ha bisogno di un basi sta nel territorio, un basista che sappia fornire tutte le informazioni necessarie a prevenire le mosse della vittima, a giocar d’anticipo a dotarsi di amicizie potenti e degli strumenti necessari per portare a termine il colpo. Un grimaldello fatto di sottocultura politica, di vocazione al tradimento e al vassallaggio, di utilizzo di “om da poc” come ce ne sono tanti, di persone che considerano San Marino terra di conquista per i loro sporchi affari che però ricevono una bella sbianchettata da organismi istituzionali più o meno ufficiali.<br /><br />L’assalto alla barricata non è riuscito, non è riuscito per il coraggio degli inquisiti barbaramente torturati e sequestrati, non è riuscita per il pentimento di chi in un primo tempo aveva avvallato l’operazione “rapina CARISP”, non è riuscita perché alla fine un briciolo di moralità e etica sopravvive ovunque nonostante i tempi che corrono.<br />Alla fine come nelle crisi, sarà proprio questo tremendo assalto a risvegliare i custodi della terra, i cittadini ingenui e creduloni e consentire una pronta e rapida ripresa dell’intero sistema che deve quanto meno adottare misure straordinarie per difendersi in modo legale, da altri possibili assalti.<br />Se Fabiano da Monte è stato dirottato dalla nebbia ed a causa di questa ha fallito la sua missione, noi dobbiamo contare invece sulla lucidità, sulla trasparenza e rimuovere tutti gli ostacoli che ci sono alla costruzione di una vera difesa dei nostro Stato che merita rispetto e dignità ai pari degli altri Stati indipendentemente dalle dimensioni.<br /><br />Bisogna incominciare con l’allontanare quel nucleo di spie ed informatori che inquina il nostro tessuto, quelle circa i 50 “barbe finte” che a vario titolo si sono infiltrate con l’aiuto dei locali, nelle banche, nelle finanziarie, nelle associazioni, nelle imprese, nelle “consulenze” e perfino nella PA per fare in modo che le informazioni, utili e necessarie, emergano dai comportamenti e dagli organismi dello Stato che devono operare in stretta e proficua collaborazione con enti similari di altri Stati riferendosi ad atti e fatti di assoluta certezza.<br />Dobbiamo dotarci di un nostro “ sistema informativo”, tutto sammarinese, in grado di prevenire nuovi attacchi e nuovi assalti. Anche la politica dovrà avere il coraggio di riformarsi, di riprendere il ruolo che le è stato assegnato: ben amministrare, curare gli interessi collettivi, abbandonare il clientelismo ed il favoritismo, stimolare e recuperare quel sentimento nazionale che si va perdendo, rilanciare la cultura sammarinese, ridisegnare le istituzioni recuperando le vecchie regole per favorire la democrazia e la partecipazione.<br /> Non è un problema di questa o quella coalizione o partito, non ci sono buoni o cattivi da schedare, è solo un problema di pronunciamento attorno ad una sola domanda: Vogliamo che il Paese rimanga libero ed indipendente e che continui nei secoli a difendere i propri cittadini rispettando i dettami della nostra storia e della “ Carta dei Diritti” ? Se a questa risposta uscirà un SI forte e deciso il resto sarà facile e rapida potrà essere al ripresa!<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-7903743714588093083?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-89070742606405686932009-05-25T19:52:00.001+02:002009-05-25T19:55:11.192+02:00Ancora su Report: il j’accuse dell’Avv. Antonio Atria, già amministratore di Sogefin saRiceviamo e molto volentieri pubblichiamo la lettera aperta che Antonio Atria "da Castelvetrano" ci invia a commento di un pessimo modo di fare informazione, del tutto incline ad insinuare e mai propenso ad avvertire l’obbligo del cosiddetto ‘onere della prova’. La diffamazione, spesso, non passa in modo esplicito, ma in modo ben più sottile essa viene sottaciuta e lasciata intendere, come sospetto, come ipotesi, come dubbio, senza il conforto di alcuna dimostrazione. Questo è il giornalismo sensazionalistico che aborriamo e che non aggiunge nulla al patrimonio d’informazione dei cittadini, bensì toglie, sia in termini di dignità delle persone che in quello di credibilità di carriere costruite, con fatica e abnegazione, in anni e anni di serio lavoro. Questo è solo il giornalismo da dare in pasto ai soliti Censori della Morale Pubblica, ai soliti forcaioli, i quali vorrebbero che la democrazia si garantisse non con la partecipazione informata, consapevole e matura, ma più banalmente attraverso i processi mediatici sommari o addirittura per via giudiziaria. All’avvocato Atria vada tutta la nostra incondizionata solidarietà. <br /><br /><span id="fullpost"> <br />Egr. Direttore,<br />dalla improvvida iniziativa di un giornalista dedito al sensazionalismo a tutti i costi, mi vedo costretto ad una difesa che davvero non avrei mai immaginato di dovere sostenere.<br />L'immagine che della mia persona è uscita dalla trasmissione "Report" di domenica 10 maggio scorso, e che mi offende sia come uomo che come professionista, non soltanto è distante dalla realtà - e come tale gravemente lesiva della mia reputazione, tanto da obbligarmi a difendermi nelle opportune sedi giudiziarie - ma è forzata in quanto artatamente creata con l'unico scopo di provocare sensazione.<br />Il giornalista costruisce un assioma che potremmo agevolmente cosi riassumere: "le mafie raggiungono i paradisi fiscali", "San Marino è un paradiso fiscale", "a Castelvetrano in provincia di Trapani (terra di mafia) vive l'Avv. Antonio Atria", "l'Avv. Atria è amministratore di So.Ge.Fin. S.A.", "alla So.Ge.Fin. è stata revocata la abilitazione ad operare". Ergo: "l'Avv. Atria e Sogefin sono contigui alla mafia e per questa ragione operano a San Marino". Ed a nulla serve affrettarsi a precisare come fa "il giornalista" che "Sogefin non è accusata di mafia", essendo chiaro il fine cui tende il servizio e quanto si intendeva alludere ed ingenerare nel pubblico. <br />Ma essendo falsi i presupposti da cui parte il servizio è conseguentemente falsa la conclusione cui il paradigma costruito perviene.<br />Ma vediamo con ordine:<br />E' falso, in primo luogo che io sia mafioso o, anche latamente contiguo alla mafia! <br />Non ho parentele o amicizie con personaggi mafiosi!<br />Non li frequento né li ho mai frequentati!<br />Nemmeno li assisto professionalmente (ammesso che tale circostanza possa mai rappresentare un indizio di contiguità)!<br />Paradossalmente nemmeno vivo a Castelvetrano!<br />Al contrario, come sarebbe facile verificare, ho rapporti personali e professionali con il mondo dell'antimafia, con magistrati, docenti, sociologi, politici che della lotta alla mafia hanno fatto un carattere distintivo della loro vita e che io ho sempre ritenuto un esempio da seguire.<br />L'unica mia "colpa", poiché tale evidentemente "il giornalista" la ritiene (figurarsi se avesse avuto un qualsiasi altro appiglio!!), è esclusivamente di essere nato a Castelvetrano, circostanza che diventa un marchio con cui timbrare a fuoco di infamia tutti coloro che abbiamo avuto la ventura (o sventura) di nascervi.<br />Ma Castelvetrano non è soltanto (e con grande dolore) terra di mafia, ma è al contrario un paese contadino, operoso, dalla storia epica (la vicina Selinunte) sede di riferimento di scuole e licei che hanno formato tanti personaggi illustri, che si sono distinti nella storia per il pensiero e le loro azioni.<br />Penso a Giovanni Gentile, filosofo illustre padre della moderna riforma scolastica; a Gennaro Pardo, pittore moderno che ha caratterizzato la sua epoca. Penso all'ottima scuola di giudici, che da Castelvetrano hanno occupato ed occupano tutt'oggi le cariche più prestigiose della magistratura. Penso ai tanti castelvetranesi onesti che come me vivono con sofferenza il pregiudizio che il luogo di nascita frettolosamente ingenera.<br />Ma non è falso soltanto che io sia mafioso o contiguo, poiché è falso e calunnioso che nella mia attività di consigliere di amministrazione di Sogefin possa aver compiuto alcunché riconducibile o riferibile alla mafia.<br />Per il mio tramite (o soltanto in conseguenza della mia presenza), oltre che in assoluto, la Sogefin non ha mai intrattenuto rapporti con soggetti vicini alla mafia.<br />Come sarebbe facile accertare non ha un solo cliente siciliano (pur cosciente così di perpetuare l'odioso pregiudizio) né comunque riconducibile anche indirettamente ad ambienti mafiosi. Né le ragioni che hanno condotto al suo commissariamento (per quanto contestabili e tuttora sub judice per accertarne la legittimità) hanno mai avuto a che fare con addebiti di qualsiasi natura riconducibili direttamente o soltanto indirettamente a rapporti che hanno anche lontanamente a che fare con la mafia.<br />Devo sottolineare peraltro, e solo per chiarezza e completezza, che in Sogefin ho svolto sin dall'inizio il ruolo di semplice Consigliere di Amministrazione, per il quale ho ricevuto preventivamente il gradimento di Banca Centrale e non mi sono mai occupato delle attività tipiche, non ho mai avuto deleghe né aperto rapporti di qualsivoglia natura a chicchessia. <br />Le stesse operazioni segnalate da Banca Centrale erano state da me, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale, contestate all'Amministratore Delegato che le aveva compiute e gestite, il quale si è dimesso proprio in conseguenza dei nostri addebiti di responsabilità.<br />Daltronde frequento San Marino da tanti anni e nessuno tra le persone, i professionisti e le autorità che conosco (e dai quali forse mi sarei aspettato almeno un cenno di solidarietà) hanno mai avuto da ridire sulla mia persona o soltanto sulla mia provenienza geografica.<br />Ma che eco giornalistica avrebbe potuto avere una notizia che riguardava me e la Sogefin se ci si fosse limitati a riferire la realtà dei fatti?<br />A chi potevano interessare le sorti di una delle tante fiduciarie Sammarinesi, per di più una delle ultime autorizzate ed in fase di start up, indipendente, lontana da logiche di appartenenza?<br />Ecco allora che si monta il caso. Si dice, ma non si dice; si parla di Sogefin parlando della mafia, ma si dice che non è accusata di mafia; si fa menzione di un unico consigliere, guarda caso perché è nato a Castelvetrano, pur guardandosi bene dal dire che è mafioso, consapevoli d'altronde che mafioso non è.<br />Si dice che la società avrebbe avuto "non meglio precisati rapporti" con Giovanni Picciotto, ma non per se stesso, ma perché figlio di tale Francesco, che forse nel 1970 aveva frequentato un boss mafioso. <br />Continuiamo con gli assiomi ed i pregiudizi (dai quali questa volta non si sono sottratti i politici Sammarinesi pensando di dare noi in pasto alla stampa, senza rendersi conto di dare invece se stessi in pasto, offrendo uno spettacolo pessimo per mancanza di dignità ed amor proprio). <br />La Sogefin non intratteneva rapporti di non chiara natura con Giovanni Picciotto. La Sogefin non intratteneva rapporti di nessuna natura con Giovanni Picciotto.<br />Giovanni Picciotto ha i suoi interessi a San Marino (diversi da Sogefin) e so che nell'ambito di questi gode stima di affidabilità e serietà.<br />Ma anche a volere per un attimo dare per vero ciò che vero non è, quale rilevanza tale circostanza potrebbe avere ai fini della questione che ci occupa e tanto clamore ha sollevato. Conosco bene Giovanni Picciotto ed escludo con certezza che sia mafioso o soltanto vicino alla mafia. <br />In tanti anni, né in Sicilia né altrove, lo ho mai visto frequentare nessuno riconoscibile o soltanto riconducibile a fatti di mafia, o compiere alcun gesto o affermato alcunché che manifestasse anche solo un’indole che potesse accomunarlo alla mafia. Conosco meno il padre Francesco. Non mi risulta che sia mafioso, né sia stato mai accusato di mafia. So invece dei rapporti difficili che ci sono sempre stati tra i due.<br />Ma tutto questo cosa ha a che vedere con Sogefin, con San Marino, con i paradisi fiscali e con la mafia? La verità è che non ci può essere addebitato alcunché percé non c'è nessun fatto o atto che possa giustificarlo. La verità è che se fossi nato ad esempio a Milano, o chissà dove, non avrebbero fatto il mio nome come non hanno fatto quello degli altri consiglieri che siciliani non sono. La verità è che ci vuole tanto a costruire, ma pochissimo a demolire con il dubbio ed il sospetto.<br />Non lo accetto! E combatterò con tutte le mie forze e contro chiunque, a tutela della mia onorabilità personale e professionale.<br />Grazie per l'opportunità concessami.<br /><br />Con stima,<br /><br />Antonio Atria<br /><br /><br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-8907074260640568693?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>idefixidefixbike@gmail.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-81559498103432839382009-05-15T11:10:00.001+02:002009-05-15T11:12:25.291+02:00Io tifo Carispdi Francesca Masi su La Tribuna Sammarinese<br /><br />Il mio primo libretto di risparmio lo ricevetti a scuola. Conteneva 50.000 lire ed aveva una copertina in plastica rossa con su stampato “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. Avevo 8 anni, leggevo Topolino e mi sentivo Paperone. All’epoca avevamo un casa in affitto ma qualche anno dopo i miei genitori comprarono un appartamento accendendo un mutuo alla”Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”<br />In terza liceo fui eletta presidente dell’Associazione Studentesca: ci servivano fondi per organizzare il veglione e la “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino” ci diede un milione di lire.<br />La mia prima auto l’ho acquistata coi soldi della borsa di studio della Scuola di Specializzazione e con un assegno della”Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”.<br /><span id="fullpost"><br /><br />Attualmente faccio il medico all’ISS e prescrizioni e certificati si fanno su Carta Azzurra, iniziativa sponsorizzata dalla “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”.<br />Ecco perché voglio bene ad “una banca”. Fa parte della mia storia. E non credo solo della mia.<br />Non sono un economista ma non mi pare che per la legge di mercato, il mercato occidentale, sia reato investire per ricavare profitti; o sia reato essere lungimiranti ed ampliare i propri orizzonti d’affari; o sia reato capire per primi che per garantirsi una piazza finanziaria competitiva occorre superare i confini di uno Stato, straordinariamente sviluppato e produttivo, ma pur sempre di 60 Km2 e 30.000 abitanti. Eppure anche tentare di esistere diventa illecito nella storia secolare della prevaricazione del più grande sul più piccolo, che millenni di civiltà non hanno smorzato, almeno non laddove ci siano dei soldi. Molti soldi.<br />E’ una guerra mediatica. Se è una guerra però si deve combattere. Con armi forse spuntate ma indispensabili: responsabilità e dignità. Nel caso i nostri generali non siano in grado di usarle provino a lasciare il comando dell’esercito agli avvocati della Cassa di Risparmio che, almeno fino a prova contraria, ha la sola colpa di averci garantito stipendi, pensioni e benessere. Personalmente, qualora fossi chiamata in prima linea vorrei poter difendere la mia storia. Io tengo per la Cassa di Risparmio .. .e per la libertà.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-8155949810343283938?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-88863117982126573032009-05-14T15:22:00.004+02:002009-05-14T15:24:37.191+02:00Ma quale collaborazione, è il momento dell'attacco frontaledi MarcoOne<br /><br />L'opposizione, non tutta, si arrampica sulla strada della collaborazione con il governo per difendere San Marino, ma i conti non tornano. Lonfernini è rimasto l'unico uomo politico a capire qualcosa oppure c'è ancora qualche uomo libero di pensare con la propria testa? Nel momento in cui vengono date precise informazioni ai cittadini sammarinesi di un segretario di stato che si è fatto intermediario di una vicenda privata per favorire il passaggio delle quote nelle mani del socio straniero e che sono state così traditi tutti i sammarinesi, visto che si insiste a dire che la Carisp è di tutti, e che addirittura egli sia immischiato in una vicenda finanziaria che ha portato il potere finanziario italiano o una sua parte comunque di rilevanza, ad attaccare il sistema San Marino, mettendoci contro Media, Guardia di Finanza, Banca di Italia e potenti lobbies affaristiche, parte della opposizione si trastulla con richiami all'unità!!<br /><br /><span id="fullpost"><p></p>Qui occorre fare cadere il governo, allontanare le persone chiacchierate e incapaci che si mascherano dietro una presunta ingenuità di verginelli di primo pelo, e ricostituire le forze sane per costruire una nuova San Marino. Per farlo occorre attaccare su tutti i fronti, lavorare duramente per far crollare un castello di stupidaggini costruite su fondamenta di letame.<br />Ci si meraviglia che la Dc ancora non abbia capito che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e che su questa strada si perderanno ancora consensi perchè i cittadini non sono stupidi e capiscono bene.<br />In pochi mesi si è caduti dalla padella alla brace, peggio di così il governo non poteva fare, lasciando nelle mani di un uomo solo il controllo delle operazioni.<br />Non è un caso che le telecamere della RAI siano uscite insieme alla GdF e che alcuni giornali controllati da Sopaf & C. abbiano sostenuto e sostengono l'operazione di distruzione dell'immagine di San Marino. Ma l'immagine è solo un paravento.<br />Infatti, chiunque avesse il controllo della Carisp, avrebbe il controllo su San Marino, avrebbe il potere smisurato di far collassare o meno il nostro sistema finanziario ed economico in soli 5 minuti. Oppure controllarlo per utilizzarlo a proprio piacere. Oppure per far fallire qualche azienda scomoda, piuttosto che altri disegni criminogeni.<br />Che piaccia o meno è nostro sistema e che l'Italia non può giudicare, altrimenti come giustamente scrive R. Faetanini su Tribuna il reato di falso in bilancio...? E, aggiungo, l'attività mafiosa e di evasione fiscale più grande del mondo? Chi è quel paese che è condannato più degli altri per il mancato rispetto della legge? Chi è quel paese che vive sommerso nell'immondizia e che fa delle tangenti il rapporto di lavoro preferito? Esiste un accordo bilaterale fra due stari sovrani che garantisce la nostra sopravivenza.<br />La opposizione dovrebbe preoccuparsi che tale accordo non venga cancellato con uno nuovo penalizzante perchè tutte queste vicende lasciano presagire che lo scopo sia proprio quello: firmare un nuovo accordo nel momento di maggiore debolezza ed essere costretti ad accettare tutto.<br />Saggio sarebbe rimandare tutto a momenti migliori, con un governo nuovo, spendibile che sappia entrare nelle stanze di Roma ma anche in quelle della UE e di Washington con dignità e raccogliere risultati.<br /><br /><em>MArcOne</em><br /><br /><br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-8886311798212657303?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com12tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-52601728938240588642009-05-12T14:30:00.001+02:002009-05-12T14:31:42.738+02:00Umiltà e mea culpadi Mattia Guidi (AP)<br /><br />La puntata di Report è passata, così come l'iniziale bufera giornalistica della carta stampata e dell'informazione in generale. Giunti ad oggi, ci sono due aspetti da cogliere, che evidentemente provengono o da interessi contrapposti o da punti di vista differenti. C'è un'opposizione che non comprende la differenza fra problemi politici e problemi giudiziari e strumentalizza ciò che in questi giorni ha investito<br /><span id="fullpost"><br />la nostra amata Repubblica, un comportamento veramente spregiudicato. Non tengono conto del fatto che tutti siamo amareggiati e tutti siamo colpiti da quello che è capitato. Non comprendono che questo loro modo di agire, che ricorda perfettamente quello dei precedenti governi, non fa altro che peggiorare la nostra posizione pubblica e l'immagine già sbiadita di San Marino soffre ulteriormente. Ma pare che questo a loro non interessi, l'importante è fare polemica e attaccarsi ad ogni appiglio per fendere il governo, non capendo che così colpiscono ulteriormente tutto il Paese.<br />Già la pessima figura che l'On. Stolfi ha fatto di fronte alle telecamere di Report, dovrebbe essere un valido motivo di vergogna per lui e per l'opposizione. E' veramente deprimente notare che nemmeno in situazioni di emergenza, la nostra politica abbia la capacità di essere unita e conforme ad un solo impegno ed obiettivo.<br />In contrapposizione a tutto questo "tam tam" di strumentalizzazioni e polemiche deleterie, c'è un governo che ieri ha convocato l'Ambasciatore d'Italia, c'è un'area politica che propugna la difesa senza mezzi termini della Carisp e del sistema così come oggi lo vediamo. Dicono che i cittadini sammarinesi dovrebbero "voler bene alla banca storica”. Francamente a me un'affermazione simile mi sa di "presa in giro", se permettete io posso voler bene all'Eccellentissma Reggenza ma non ad una banca, che resta un operatore economico. Ma vista la brutta figura che il Segretario Gatti ha voluto fare di fronte alle telecamere della Rai, così accompagnando il collega Stolfi, non mi stupisco più di niente ma insisto a volerne parlare nonostante la recidività della situazione.<br />Il governo annuncia che "esprimerà indignazione all'ambasciatore d'Italia" per ciò che Report ha mandato in onda su Rai Tre. Se la strategia è quella di negare "fino alla morte", questa è la strada. Ma, cari cittadini sammarinesi, quella mostrata da Report, a parte la faziosità, le imprecisioni e le stupidaggini – che pure ci sono state – è la realtà delle cose che non coinvolge tutta l’economia sammarinese ma che non è per niente estranea al nostro Paese. Uno dei punti più bassi di questa vicenda è che “non c'è niente di nuovo sotto il sole”, tutti conosciamo la situazione di San Marino, ma l'aria omertosa che si respira è paragonabile a quella di un quartiere camorristico”.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-5260172893824058864?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-42261922494241023642009-05-11T16:10:00.001+02:002009-05-11T16:12:18.669+02:00San Marino massacrato da Report e dalla vecchia politica<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di Paolo Malpeli</em></span><br />Sono un Cittadino Sammarinese residente, che oggi 11 Maggio 2009, dopo il programma televisivo Report andato in onda la serata del 10 Maggio, è molto arrabbiato, dispiaciuto, costernato, allibito e non riesco a trovare parole per esprimere il mio sentimento. Ieri sera ho assistito ‘impotente’ al massacro del mio Paese, un massacro continuato per due ore e le uniche voci che cercavano, inutilmente, di controbattere, erano nella maggior parte dei casi le stesse che ci hanno portato a questo punto.<br /><span id="fullpost"><br />Mi sento molto impotente e il mio pensiero va alla classe politica che non solo resta muta e inconcludente, ma non riesce neanche a riunire il Consiglio Grande e Generale per discutere della grave situazione senza contrapposizioni di parte. In questo momento i nostri politici dovrebbero comportarsi come ‘’BUONI PADRI DI FAMIGLIA’’, ma la sensazione è che per loro la famiglia sia solo la convenienza.<br />Come può una classe politica che è al potere da decenni riportare alla normalità una situazione venutasi a creare durante i loro mandati e poter ripristinare il buon nome della nostra Repubblica?<br />Cari concittadini, una cosa che non riesco a spiegarmi è come in tutte le elezioni, e ne abbiamo fatte!, siano eletti sempre gli stessi politici e, soprattutto, con un numero di preferenze così elevate. Leggiamo spesso sui giornali delle discussioni, fra fazioni politiche, su nominativi di personaggi italiani che dovrebbero ricoprire importanti incarichi a San Marino e non solo nella Pubblica Amministrazione, ma anche in società o banche private, ma è possibile che non ci siano sammarinesi in grado di ricoprire almeno alcuni di questi posti di prestigio e responsabilità?<br />Tutta la società di San Marino, dai politici, ai sindacati a tutte le associazioni di categoria, non fanno che parlare di giovani che devono crescere e prendere il posto dei vecchi dirigenti e politici, ma ormai stanno diventando vecchi anche i giovani a forza di aspettare, perché non viene data loro nessuna possibilità in qualsiasi ambito, specialmente politico.Sono sicuro che il sentimento di tristezza nel vedere il nostro Paese trattato e considerato come lo hanno mostrato nella trasmissione televisiva è condiviso da molti concittadini e farebbe piacere che i nostri politici si muovessero in fretta, per dimostrare a tutti che il Paese può e deve cambiare in meglio e ritornare a essere la Repubblica di San Marino amata dai nostri vecchi genitori e da noi.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-4226192249424102364?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-41066596438370711512009-05-11T11:34:00.005+02:002009-05-11T15:44:16.317+02:00IO AMO SAN MARINODi Pier Paolo Guardigli – Direttore di SanMarinoNotizie.com<br /><br />Nella catena di controllo della democrazia di un Paese civile la politica ha un suo rilevante potere, ma ce l’ha anche l’informazione. Si afferma che il giornalista deve essere il “cane da guardia” della politica, ovvero fungere da attento osservatore e controllore delle dinamiche politiche. Ma è lecito chiedersi: e chi fa, allora, il cane da guardia dell’informazione? Mi auguro vivamente che nessuno risponda: la magistratura! Poiché in questo caso la catena di controllo (e di comando) finisce tutta nelle mani di un solo organo dello Stato, trasformandosi così da democrazia in magistratocrazia. Peggio sarebbe, poi, se a questa domanda si rispondesse ‘la magistratura’ e poi, per estensione del quesito, si dicesse che a sua volta questa dovrebbe essere controllata dalla politica, innescando così un circuito vizioso senza via d’uscita.<span id="fullpost"><br />Il giornalismo d’inchiesta, perno fondamentale dell’informazione, si basa sul fatto che si debba offrire al lettore (ascoltatore o spettatore che sia) tutta una serie di documenti, di fonti, di testimonianze affinché questi possa farsi una propria, autonoma e fondata opinione sui fatti accaduti e descritti. Diverso, invece, è il giornalismo militante: in questo caso è l’opinione del giornalista (o della testata a cui appartiene) che prevale e le fonti, le testimonianze ed i documenti saranno utilizzati esclusivamente (e con abilità spesso artificiosa) a dimostrare la tesi pregiudizialmente sostenuta.<br /><br />Nella trasmissione Report di ieri abbiamo assistito a questo genere d’informazione, portato per giunta alle estreme conseguenze, nel quale il solo scopo finale era quello di dimostrare una tesi precostituita e faziosa. Direi che ci sono riusciti perfettamente. Gli strumenti sono semplici: travisare non per “informare” ma per “deformare”, usando stratagemmi tecnici (il montaggio), la scelta delle risposte da mandare in onda, un uso ispettivo delle telecamere e (<em>dulcis in fundo</em>) la compiacente collaborazione della Guardia di Finanza e soprattutto della Procura di Forlì: mi chiedo, infatti, chi avesse mobilitato gli operatori di una sola trasmissione televisiva durante l’arresto degli indagati (e ricordo, concetto mai abbastanza ripetuto, che di “indagati” si tratta, e non già di colpevoli: saranno per fortuna altri a giudicare la colpevolezza o l’innocenza degli interessati, non certo le impietose, ideologiche e giustizialiste telecamere di Report).<br /><br />Mi rincresce che molti (tecnici e politici) coinvolti nella trasmissione, e forse blanditi dalla prospettiva di avere un palcoscenico di rilievo internazionale, si siano fatti convincere a concedere un’intervista a chi, qualsiasi cosa essi avessero detto, aveva già formulato le proprie risposte per lo spettatore. Grave ingenuità, che non perdono a persone così esperte e navigate, con altissime responsabilità.<br /><br />Questo mi dà l’agio, oltretutto, di esprimere qui la mia più sincera e sentita solidarietà a tutti gli indagati dalla Procura di Forlì, quelli di ieri e quelli di oggi; questo almeno fino a quando, passati per tutti i diversi gradi di giudizio, non verranno definitivamente dichiarati colpevoli (e nella speranza che la magistratura italiana si attenga a rigidi principi di equità, come ha già saputo fare la Cassazione, non dimentichiamolo!).<br /><br />Non saranno né i giornalisti (o meglio ‘gazzettieri’) “militanti” dallo scandalo facile, né gli inquirenti con bizzarri teoremi precostituiti a farmi cambiare sentimento nei confronti del mio Paese. <strong>Io amo San Marino</strong> e credo che vi siano i presupposti affinché si possa riscattare il nostro plurisecolare buon nome. Ma ci vorrà il tempo, una pazienza certosina, il dominio dei nervi e soprattutto una volontà politica condivisa. Ecco, appunto, ‘condivisa’. E’ qui che si innesca il mio peggior dubbio. Avendo visto come, fra esponenti del governo ed altri dell’opposizione, si sia indugiato con astio in gravissime accuse reciproche, temo che lo spaccamento interno possa divenire l’unica efficacissima arma dell'aggressore esterno per soverchiare il nostro Paese, inondandolo di accuse infamanti (collusione con la mafia, riciclaggio, istigazione all’evasione fiscale, concorrenza sleale e chissà quali altri capi d'accusa).<br /><br />Se il “<em>dìvide et ìmpera</em>”, che i poteri forti della penisola tentano di applicare per annientare uno ‘scomodo’ vicino di casa, avrà ragione e sopravvento, allora possiamo già da oggi dichiararci sconfitti. Ma se in questa terribile aggressione, anzi, vera e propria “guerra fredda” sapremo restare uniti, non facendoci illudere che se ne possa trarre profitti per battaglie politiche interne, se riusciremo a non farci accecare dall’astio politico domestico e soprattutto personale, se sapremo fare fronte comune, allora forse potremo recuperare credibilità, forza e con esse la giusta progettualità per uscire dal vortice in cui ci stanno cacciando.<br /><br />Vedremo chi, fra noi, dimostrerà con i fatti e con le parole di amare San Marino: da parte mia vigilerò soprattutto su questo. Da oggi sarò attento a valutare chi intende lavorare per il mio Paese e chi (per interessi propri, di parte, di casta, di famiglia, di lobby o più biecamente personali o aziendali) si comporterà danneggiando la mia amata Repubblica. Registrerò con attenzione chi, fra noi, ha già pronunciato sentenze di colpevolezza del nostro sistema, senza appello; chi si farà troppo facilmente ammaliare dai deboli teoremi dell’accusa; elencherò gli sciacalli che cercheranno profitti dal massacro della nostra economia, della nostrà comunità, della secolare sovranità. Non tollererò più giochini e giochetti sulla pelle dei sammarinesi, gente onesta, laboriosa, affettuosa, solidale. Fuori da San Marino i traditori della Patria.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-4106659643837071151?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-66309419695095769622009-05-07T15:45:00.001+02:002009-05-07T15:47:51.348+02:00Pediatria a San Marino: situazione insostenibile<span style="font-family:verdana;font-size:85%;"><em>di: Un Gruppo di Genitori</em></span><br />Chi scrive è un gruppo di genitori che usufruisce del servizio pediatrico sammarinese. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati per questo servizio con la speranza che qualcosa cambiasse in meglio. Qualche piccolo passo c’è stato, se pensiamo che nel pomeriggio abbiamo quasi sempre trovato due pediatri per l’ambulatorio delle urgenze, con netta diminuzione dei tempi d’attesa e la possibilità conseguente, da parte del medico, di poter dedicare più tempo a ciascun bambino.<br /><span id="fullpost"><br />Fin qui le cose sembravano migliorate di molto con poco impegno.<br />Dalla fine di giugno si rischierà di tornare alla situazione di prima in considerazione del fatto che anche nei periodi estivi passati i genitori sono stati costretti a lunghe attese in spazi ristretti.<br />Nel servizio pediatrico si sono avvicendati molti medici, alcuni hanno scelto spontaneamente carriere fuori dall’ISS, altri sono stati costretti ad interrompere il loro sevizio perché non compresi all’interno di un organico numericamente misero rispetto alle nuove esigenze della popolazione.<br />Dal prossimo giugno si ripeterà la buona vecchia storia di San Marino, andrà via un altro medico perché l’organico deve essere ridotto indipendentemente dall’esigenza della popolazione. In questo modo i nostri figli saranno nuovamente rimpallati fra un professionista e l’altro.<br />L’associazione “Probimbi” ha cercato di mediare con la direzione generale, riuscendo anche a comunicare con il direttore dott. Pier Paolo Pasini, in merito all’ampliamento dei locali pediatrici. Ma non capiamo come sia possibile ampliare gli spazi e ridurre il personale senza considerare che questo porterà disservizi all’utenza.<br /><br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-6630941969509576962?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-90826094194946874262009-05-05T14:48:00.000+02:002009-05-05T14:49:33.205+02:00Li aspettavamo al varco...di: MarcOne<br /><br />Li aspettavamo al varco...<br />Dopo Asset si sono uditi solo insulti, polemiche, ramanzine e sermoni che nulla hanno portato di buono e di nuovo.<br />Qualche uomo lungimirante aveva perfino agitato il cappio per impiccare qualcuno.<br />Oggi, capita la stessa identica cosa e direttori di giornale già azionisti, così come improbabili governanti ed ex tali, pure loro azionisti dell'imputata banca, corrono in difesa tirando in ballo il buon nome della Repubblica...<br />Delle due l'una: la Repubblica è sempre sovrana e da difendere, sempre oppure ci sono persone che meritano di essere difese ed altre meno...<br /><span id="fullpost"><br />Che spettacolo signori! C'è sempre chi è figlio di un dio minore e c'è sempre chi si sveglia troppo tardi e giunge a conclusioni tardive o piuttosto volutamente tardive, quindi di parte e non obiettive, cioè che non servono alla collettività ma solo ad una parte.<br />Occorre aprire gli occhi e ragionare per il bene del paese.<br />E' incredibile come la classe politica abbia nuovamente fallito nei propri compiti primari e come perseveri nell'errore nonostante i fatti parlino chiaramente ed inequivocabilmente.<br />La necessità di svincolarsi dall'Italia è ormai un tema politico che nonostante lo si sia voluto lasciare sotto il tappeto, come si fa nelle case sporche nascondendo la polvere, è venuto fuori con tutta la sua dirompenza, grazie ad un atteggiamento inconmprensibile della controparte (ex buonvicini ed amici) italiana.<br />Sono finite tutte le lune di miele, gli accordi e le filippiche di Frattini e dei proconsoli che si sono susseguiti e che dai vari pulpiti si sono udite negli ultimi tempi.<br />L'Italia sta aggredendo San Marino con una morsa che di questo passo toglierà ossigeno vitale alla Repubblica e si rende più che mai necessario avere un back-up, una via di uscita, collegandosi in rete con altri sistemi bancari e finanziari di altri paesi, fare sistema con i piccoli stati chidendo alla UE deroghe che garantiscano la sopravvivenza di comunità minuscole che la storia ha già decretate innocue sotto ogni punto di vista.<br />I malviventi e le organizazioni criminali non sono qui, così come non è qui il riciclaggio di denaro sporco, la droga ecc ecc.<br />Ci sono voluti mesi prima di smantellare una per una tutte le accuse di un PM che mette in discussione gli accordi firmati fra due Stati sovrani e la Cassazione lo boccia, mesi e solchi profondi lasciati sulle persone, arrestate con stratagemmi degni dei film contro i quali nessuno ha mosso un dito per difendere i nostri cittadini.<br />Oggi che sulla graticola ci sono anche cittadini italiani che qui hanno operato per anni e che le accuse sono altrettanto pesanti vedremo quale profilo terrà la politica, se ancora sarà genuflessione oppure ci sarà la reazione.<br />I nostri presunti politici si sono accorti solo ora del problema, forse perchè prima facevano battute sui soldi nelle mutande e se la ridevano in vista del cambio di governo.<br />Oggi il nuovo governo ha fallito nuovamente ogni possibile obiettivo che servisse a terminare gli assalti italiani, nonostante si sia svenduto il nostro patrimonio sovrano con accordi penalizzanti e vessatori, nonostante ci si sia piegati e inginocchiati davanti all'Italia, aprendo anche le mutande, la guerra del forte contro i deboli continua, e questo è un grande fallimento per un governo che si diceva difensore degli interessi sammarinesi ed aveva come primo obiettivo il ripristino del rapporto con l'Italia: se questo è il buongiorno dopo la firma degli accordi capestro!! Esiste solo una via per ripristinare la Repubblica ed i suoi assetti: distaccarsi dall'Italia, fare alleanze nuove, nuove politiche, fare rete e sistema con i piccoli stati, andare alla UE e insieme chiedere deroghe in vista di un ingresso ponderato e negoziato non con i vicini, ma direttamente a Bruxelles.Per anni si è rimandata la discussione sull'ingresso nella UE per dedicarsi a fare una porcheria di legge elettorale che consegna in toto il potere nella mani di una maggioranza che per essere tale deve rubare d'ufficio i seggi alla minoranza, ma che razza di democrazia è questa? La classe politica ha fallito ogni suo possibile obiettivo, occorre mandarli a casa subito, una nuova legge elettorale democratica poi tutti al voto per poi mettersi al lavoro per ricostruire il paese.<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-9082609419494687426?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-56198725019903005392009-04-24T10:18:00.000+02:002009-04-24T10:19:30.860+02:00L’altro Islam. L’altra San Marino<em>Di: Giuseppe Della Balda, su: La Tribuna</em><br /><br />Sono rimasto veramente impressionato dalla relazione di Carmen Lasorella svolta recentemente ad un meeting del Lions Club dal titolo: “l’altro islam”. Sono stati molti i messaggi che ci ha inviato ammiccando garbatamente a San Marino ed alle sue potenzialità che spero tutti abbiano recepito. <br />Carmen ci ha parlato di un mondo arabo che pur avendo costruito le sue fortune sul petrolio, oggi ne può fare a meno. Di un mondo arabo che privilegia il fare rispetto al dire, che mentre gli altri parlano loro fanno, che investono su cultura, ricerca, green economy, servizi avanzati, TLC di altissimo contenuto tecnologico, area internet, comunicazione digitale, incentivazione degli investimenti stranieri, regole chiare e certe ed infine: chi sbaglia paga!<span id="fullpost"><br />Il fatto che io sia rimasto impressionato ma anche depresso, deriva dal fatto che mentre la nostra autorevole relatrice ci raccontava le cose vere, quelle che ha visto e l’esperienza che ha avuto e perciò assolutamente credibili, la mia mente ripercorreva i momenti in cui si è realizzato il primo asilo nido in soli 60 giorni, il nuovo ospedale in 24 mesi, l’edilizia sociale in 3 anni, la metanizzazione del territorio in 4 anni il varo della Carta dei diritti senza stravolgere le vecchie istituzioni, la riforma tributaria e la legge bancaria per ammodernare lo stato e prevenire eventuali distorsioni, si garantiva la piena occupazione e si orientavano gli investimenti in funzione delle nostre reali necessità, si progettava e realizzava in tempo reale l’altra San Marino senza copiare da nessuna parte. Ricordi precisi i miei e facilmente documentabili nella concretezza dei fatti.<br />Il brusco arresto di questa capacità realizzatrice con l’avvio di un periodo avventuroso ed incerto, basato su di un petrolio virtuale ma anche limitato nel quale ogni giorno rischiavamo di rimanere annegati, ci ha fatto forse smarrire la strada che è quella di progettare il futuro senza lasciarsi trasportare dalla corrente che normalmente è alimentata da chi soffia più forte sul collo della politica. La maggior parte dei paesi europei non dispone di petrolio che compera dal mondo arabo, eppure questi riescono a progredire ugualmente perché sanno programmare senza essere costantemente in emergenza e senza correre continuamente dietro alle falle che si aprono.<br />I più intelligenti dei paesi arabi sanno già quando il petrolio finirà ed hanno già in mano il carburante sostitutivo: quello della conoscenza che noi invece abbiamo dimenticato,trascurato e perfino disprezzato tanto Windows ci sorregge sempre con la sua meravigliosa applicazione del copia/incolla. In questo modo i cervelli si sono spenti, altri sono stati emarginati, tanti non hanno mai ricevuto le informazioni necessarie per compiere quel virtuoso percorso del conoscere-sapere-decidere che sta alla base di ogni possibile progresso.<br />Troppo tardi per rimediare? Da buon ottimista mi sforzo a dire di no e mi sforzo anche di immaginare l’altra San Marino che è quella che vorrei. La San Marino che voglio non è l’interesse di qualcuno ma il futuro di tutti dove l’amore è un bicchiere di vino che non finisce mai! Questo era il mio personale augurio, di fine anno, ai tanti amici. Questo è in sostanza il mio augurio, sempre on line, rivolto a tutti i sammarinesi, a quelli che vogliono rincominciare a sperare, a progettare, a realizzare e, per dirla con le parole di Antonella Mularoni: “una San Marino che sappia trovare una collocazione internazionale degna della sua lunga storia e dei valori sui quali per secoli si è fondata la coesione della nostra comunità. Ci sono molti giovani sammarinesi bravissimi, attaccati ai nostri valori ed alle nostre tradizioni più belle, che rappresentano la migliore garanzia per il futuro” Bene! Utilizziamo questi valori e queste capacità per fare un progetto dell’ “altra San Marino” adottando una nuova bussola della politica per aiutare tutti coloro che intendono impegnarsi per realizzare questo grande sogno.<br /> Una idea di questo tipo non troverà oppositori ma solo collaboratori convinti e motivati. Ancora grazie a Carmen Lasorella per averci riacceso il lumicino della speranza.<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-5619872501990300539?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-49215137281538764962009-04-22T10:42:00.002+02:002009-04-22T10:44:31.074+02:00Collaborare sì... essere sotto scacco no!<em>Di: Salvatore Marino - SanMarinoOGGI</em><br /><br />Il coinvolgimento della Comunità Europea in tema di lotta al riciclaggio di denaro frutto di attività illecite ha cominciato ad emergere all’inizio degli anni ‘90, con la progressiva realizzazione della libera circolazione dei capitali e alla conseguente presa di coscienza della necessità di perseguire una politica criminale comune al fine di impedire che il completamento del mercato unico potesse compromettere la sicurezza dei cittadini degli Stati membri.<br /><br />Muovendo dalla constatazione che uno dei metodi più efficaci per combattere la criminalità in ogni sua forma consiste nel privare i criminali dei proventi dei reati. Per questo l’8 novembre 1990 gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno firmato la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato.<br /><span id="fullpost"><br />Il documento prevede che gli Stati che aderiscono alla Convenzione si impegnino a prendere tutte le misure necessarie a procedere alla confisca di beni e di strumenti provenienti da reati di riciclaggio, nonché all’adozione delle misure legislative atte a consentire l’impiego di speciali tecniche di investigazione che possano agevolare l’identificazione e il ritrovamento dei proventi.<br />Gli Stati sono inoltre tenuti a collaborare fornendo tutte le informazioni relative all’esistenza, all’ubicazione, alla natura, allo stato giuridico e al valore dei beni suscettibili di confisca. Allo scopo di evitare che coloro che procedono al riciclaggio possano avvantaggiarsi dell’anonimato per svolgere le proprie attività criminose, gli Stati membri ritengono necessario che gli enti creditizi e finanziari procedano all’identificazione dei clienti che eseguono operazioni che superino l’importo di 15.000 euro, nonché di coloro i quali effettuino operazioni di valore inferiore, laddove sussista comunque il sospetto di riciclaggio.<br />Le informazioni fornite dagli enti creditizi e finanziari devono essere inviate alle autorità incaricate della lotta al riciclaggio dello Stato membro in cui è situato l’ente creditizio in questione, e non possono essere utilizzate per scopi che esulano dalla lotta al riciclaggio; gli enti creditizi e finanziari sono inoltre tenuti ad instaurare efficaci procedure di controllo interno tese ad impedire il compimento di azioni legate al riciclaggio.<br /><br />L'AIF DI SAN MARINO A San Marino è stata costituita l’Agenzia Indagini Finanziarie (AIF) che ha come specifico compito vagliare le segnalazioni pervenute e attivare autonomamente controlli. Nell’ambito del Piano d’azione contro la criminalità organizzata varato nell’anno 1997, il Consiglio e la Commissione sono state invitate ad avanzare proposte tese a sviluppare ulteriormente la normativa in tema di confisca dei proventi di reato e relativo riciclaggio. Ciò attraverso l’istituzione di speciali procedure miranti a facilitare l’individuazione e il sequestro dei proventi di reato, la previsione di sanzioni dissuasive a carico di chi non rispetta l’obbligo di rendere note le operazioni finanziarie sospette e l’impiego di strumenti monetari elettronici e di Internet per facilitare la lotta al riciclaggio.<br /><br />È L'ITALIA A SPINGERE Le operazioni di riciclaggio, però, sono quasi sempre attività che implicano movimenti di denaro a livello transnazionale, con passaggi estremamente rapidi di capitali da un paese all’altro. In questo contesto è quindi essenziale che tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie vi sia la massima collaborazione ed un continuo scambio di informazioni. Ed è proprio questo l’obiettivo cui tende l’azione europea su paesi come la Svizzera, Autria, Lussemburgo e la Repubblica di San Marino. Ma ancor di più è l’Italia a 'spingere' affinchè sia più semplice e efficace il rapporto di scambio di informazioni con il Titano.<br />In questo contesto, come per i paesi membri UE, sono previste anche attività formative per gli organi inquirenti, nonché l’obbligo per ciascuno degli Stati di elaborare una guida che indichi in che modo sia possibile ottenere informazioni e precisi il tipo di assistenza che può essere fornita ai fini della lotta al riciclaggio; tali guide dovranno essere ben precisate sotto l’aspetto oggettivo: informazioni richieste a seguito di gravi indizi di riciclaggio e/o evasione fiscale supportati da un minimo di elementi probatori. Oramai è necessaria una regolarizzazione delle informazioni, constatato che sia gli Stati Uniti che La UE hanno ritenuto fondamentale, al fine di riassettare il sistema economico finanziario e far emergere mld di euro sommersi a causa dell’evasione fiscale e riciclaggio di denaro derivante da attività illecita.<br />Evadere è un’attività illecita, pertanto, è giusto perseguire chi evade ed è altrettanto corretto fornire le informazioni necessarie, garantite da un protocollo certo d’intesa. Se ciò non verrà fatto, non solo si potrebbe rischiare la minaccia dall’esclusione dalla white list, ma senza mezzi termini, ci si ritroverebbe invasi da soggetti, non istituzionali che, pur non avendo alcuna autorità si potrebbero impossessare di informazioni sensibili che potrebbero essere utilizzate per fini sconosciuti, insomma, una sorta di “ricatto”.<br /><br />DISPOSIZIONI INTOLLERABILI Non è tollerabile che dipendenti di enti finanziari (es. Cartasì) con una semplice delega da parte dell’Istituto, debbano interrogare la clientela degli Istituti di Credito Sammarinesi, violando le più semplici ed ovvie regole della privacy, giustificando tale violazione nell’identificazione del reale beneficiario. Le domande che stanno ponendo ai titolari di carte di credito emesse a San Marino, sono lesive non solo della professionalità delle banche sammarinesi, che hanno già provveduto all’identificazione della clientela, ma anche dei soggetti “interrogati” che pur di non essere “maltrattati ingiustamente” con domande insinuanti, riconsegnano la carta di credito all’emittente. La domanda che ci si pone è: “Perché non sono state delegate le banche o gli uffici finanziari del Titano ad effettuare tali accertamenti? La Corte di Cassazione italiana non ha sentenziato recentemente che le banche sammarinesi sono assimilabili a quelle italiane? Ed allora perché questo “finto” allarmismo, solo per approfittare di un momento di debolezza nei rapporti fra i due Stati?<br /><br />È bene ricordare a tutti che la Repubblica di San Marino nell’elenco dei paesi denominati “paradisi fiscali” non viene citata e l’Ocse non l’ha inserita tra i paesi che nascondono i proventi da evasione fiscale e che non collaborano con l’Unione Europea (fonte: Italia Oggi e Sole 24ore).<br /></span><span id="fullpost"></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-4921513728153876496?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-9068765915806683398.post-25772870192824126162009-04-20T12:13:00.001+02:002009-04-20T12:13:59.810+02:00Governo e Bcsm devono difendere gli interessi di San Marino<em>Di: Emilio Della Balda – Presidente Banca Commerciale Sammarinese</em><br /><br />La Banca Centrale, venerdì scorso, ha presentato il suo nuovo presidente a tutte le rappresentanze bancarie e finanziarie. Il dottor Bossone ha formulato un saluto improntato alla concretezza manifestando chiaramente gli indirizzi che vuole dare alla Banca Centrale. Ha sostenuto la necessità di uscire da una fase delicata e difficile con un progetto sistemico che preveda il puntuale accoglimento delle direttive internazionali; un adeguato posizionamento nella globalizzazione curando la competitività, la professionalità, la trasparenza e la modernizzazione. Partendo dalla convinzione che un piccolo sistema come il nostro è più fragile di quelli grandi, ha espresso la necessità di migliorare l’organizzazione e le procedure, di fare molta attenzione alla selezione della clientela, di usare rigore e professionalità, con l’obiettivo di riconquistare una reputazione danneggiata da un particolare accanimento mediatico esterno e da episodi negativi del passato.<br /><span id="fullpost"><br />La volontà espressa dal nuovo Presidente di operare con la collaborazione di tutti gli intermediari finanziari è importante anche perché il problema del risparmio, della finanza e del credito ha una rilevanza di sistema e pertanto va assoggettato a continui aggiornamenti e riordini sui quali gli operatori possono dare un qualificato contributo. D’altronde, in questo momento di difficoltà è in gioco il futuro economico e industriale del Paese che non può reggere alle sfide mondiali con un sistema finanziario limitato, localistico e poco efficiente. È sicuro che un mercato finanziario sano alloca capitali, attrae investitori, crea lavoro specializzato e sostiene la crescita. In questi ultimi quattro anni sono stati fatti notevoli passi in avanti attraverso un’imponente normazione dalla quale bisogna muovere per trasformare, con tenacia e intelligenza, la crisi che stiamo subendo in una nuova opportunità per San Marino.<br />Il sistema bancario e finanziario è cresciuto anche per merito di proprietà lungimiranti che hanno saputo rinunciare a dividendi per patrimonializzare le aziende, nonchè per un forte e brillante impegno professionale degli addetti al settore.<br />La Banca Centrale ha il delicato compito di guidare il processo evolutivo allo scopo di creare un centro finanziario di alto livello fondato sul continuo aumento delle professionalità, introducendo servizi innovativi, dando priorità alla formazione dei sammarinesi tramite l’Università e le specializzazioni all’estero, studiando nuovi prodotti non soggetti alla sempre più pesante euroritenuta.<br />È dunque importante che sia il governo, sia la Banca Centrale mettano sempre in primo piano e difendano strenuamente gli interessi di San Marino in tutte le sedi, puntando a strutture internazionalizzate, slegate completamente dall’arretrato sistema bancario italiano che cerca di colonizzarci imponendo la propria inefficienza e costi eccessivi che non si riscontrano in altri stati della UE. Anche se non sarà facile, dovremo rendere popolare e accessibile il progetto di sviluppo del centro finanziario convincendo, con validi argomenti, che è indispensabile uscire in fretta dal localismo con una strategia che rispetti le normative e gli accordi internazionali; che preveda il passaggio di informazioni ufficiali aggregate, precise e affidabili, nel pieno rispetto della riservatezza; che punti ad una libera offerta dei nostri prodotti e servizi finanziari all’estero con buoni livelli di competitività; che valorizzi la presenza della Repubblica nel Fondo Monetario Internazionale; che promuova nelle giuste sedi l’immagine di una San Marino perbene. Va però detto con la massima chiarezza che sviluppare separatamente un progetto finanziario non porterebbe da nessuna parte. E’ pertanto indispensabile che la politica predisponga con urgenza un piano strategico per il Paese nel quale va inserito il progetto bancario e finanziario. E’ la politica che deve definire il sistema San Marino per i prossimi dieci anni; un sistema che funzioni, che punti all’eccellenza, dove si rema tutti nella stessa direzione dell’interesse nazionale. Ciò significa che è anche ora di smontare le vecchie trincee, di abbandonare definitivamente le politiche ideologiche e settarie del secolo scorso, di procedere ad un radicale e generale rinnovamento e di mettere al di sopra di tutto il bene comune.<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9068765915806683398-2577287019282412616?l=sanmarinonotizie.blogspot.com'/></div>Redazionehttp://www.blogger.com/profile/06100319505744392451noreply@blogger.com0