<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627</id><updated>2009-02-21T09:23:53.375+01:00</updated><title type='text'>Testa di Pinguino</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/index_blog.html'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4296106452346644585</id><published>2007-06-24T19:08:00.000+02:00</published><updated>2007-06-26T22:56:06.096+02:00</updated><title type='text'>16 - Frapposizione</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un mese dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dal cantiere per la costruzione di un nuovo depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano fermi in quella posizione da un mese, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutte le troupe televisive erano nuovamente all’opera, intente a disputarsi con ogni mezzo il personaggio del momento. Al centro dei riflettori, il neo vicedirettore esecutivo della “Grandi opere ambientali rischiose” rispondeva alle domande con la consueta sicurezza. I poveri abiti da manifestante arrabbiato erano stati sostituiti da un completo grigio polveri-sottili, mentre gli anfibi da corteo avevano lasciato il posto a costose scarpe in opossum, linde come appena indossate, malgrado avessero calpestato la sabbia umida e la bava verde di un gabbiano stramazzato privo di vita a poca distanza. Con gli eleganti mocassini il giovane girò delicatamente il cadavere dell’uccello, in modo che la sua triste sorte fosse ripresa chiaramente dalle telecamere. Contemporaneamente attaccò con misurata ma decisa foga tutta la categoria degli ambientalisti, la cui scriteriata azione non solo aveva causato una perdita di milioni di euro alla sua compagnia, ma aveva in definitiva danneggiato lo stesso ambiente che professavano voler difendere. In un capolavoro di diplomazia, lasciò intendere senza dirlo che sarebbe stato un bene vedere quei facinorosi condannati almeno all’ergastolo. Le sue parole di vibrante protesta toccarono gli animi degli spettatori in profondità. Il giorno dopo le azioni della multinazionale raggiunsero il massimo storico, mentre due dei più attivi tra i manifestanti furono trovati morti nella propria cella, ufficialmente per essersi suicidati trattenendo il respiro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le disavventure giudiziarie degli ambientalisti non interessavano tuttavia i due investigatori. Ancora chiuso nell’incomunicabilità più assoluta, il Miope tornò a rimpiangere AnnaPaolaMariaTeresa, ed il dolore per averla perduta, dopo molti anni in cui non ci aveva più pensato, ridiventò acuto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo le difficoltà iniziali, lui e la studentessa avevano continuato a frequentarsi clandestinamente per diverse settimane. Grazie al suo aiuto, anch’egli stava diventando molto bravo negli studi; le sue barriere coralline adesso prendevano forme assai migliori, tanto che AnnaPaolaMariaTeresa era sicura che sarebbero state apprezzate anche da orde di turisti feroci se fossero state prodotte ed installate nei mari del Sud.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ma no, ma a chi vuoi che possano piacere? Sono assai poca cosa rispetto alle tue&lt;/i&gt;”— si schermiva allora il Miope, cui comunque i complimenti di AnnaPaolaMariaTeresa facevano immenso piacere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non sottovalutarti. Io sono certa che le tue barriere farebbero un successone. Centinaia di impiegati soprappeso e parrucchiere divorziate pagherebbero fior di quattrini per una vacanza che consentisse di nuotarvi vicino. Ne farebbero sicuramente scempio per procurarsi un souvenir da mostrare agli amici.&lt;/i&gt;” ribatteva ogni volta la studentessa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di pari passo con l’abilità nella soluzione degli esercizi, cresceva la profondità dei sentimenti che il Miope provava per AnnaPaolaMariaTeresa. Sempre più spesso si sorprendeva ad osservarne il bel profilo mentre lei era concentrata sui libri e non lo guardava, sognando ad occhi aperti di carezzarle i capelli, senza per questo comprometterne le complicate acconciature.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto di lei gli sembrava meraviglioso. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meravigliosi i denti, talmente bianchi che per osservarli a lungo era indispensabile la protezione di lenti da saldatore, pena danni irreparabili alla vista.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meraviglioso il rene sinistro, al cui paragone le illustrazioni dei libri di biologia studiati alle superiori sembravano pallide imitazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meraviglioso infine il seno, che solo una volta aveva avuto la sfacciataggine di sbirciare, provando un’emozione così forte da dover ricorrere ad un defibrillatore ricavato dalla batteria della mietitrebbia per riportare il proprio organismo alla normalità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciliegina sulla torta, ad AnnaPaolaMariaTeresa l’Astigmatico stava simpatico. Non appena tornato dalle esercitazioni nelle grotte, il Miope lo aveva invitato a passare la mattina insieme a loro e si era creata un’armonia tale che, di comune accordo, i due amici avevano deciso di chiederle di giocare insieme a loro a ‘Chi fa lo screanzato finisce al commissariato’.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per l’occasione il Miope aveva creato un ruolo apposito, la moglie del vice-direttore della banca. Tuttavia AnnaPaolaMariaTeresa, con l’abituale modestia, aveva rifiutato l’altisonante personaggio, accontentandosi di impersonare il bancone di macelleria. Si era rivelata comunque un avversario formidabile, malgrado l’inesperienza, perdendo dall’Astigmatico per appena ventisette grammi di broccoli. Era stata comunque una serata memorabile, conclusa con la promessa che, appena fatto l’esame, si sarebbero ritrovati per altre partite.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado il suo trasporto stesse raggiungendo livelli preoccupanti, il Miope non aveva ancora nemmeno sfiorato la mano di AnnaPaolaMariaTeresa. Molte volte, al momento di salutarsi prima di raggiungere la madre, AnnaPaolaMariaTeresa si fermava a guardarlo come in attesa di qualcosa, ma il Miope aveva sempre troppa paura per avvicinarla. Rimaneva a guardarla andar via con un semplice saluto e con un profondo senso di perdita in fondo al cuore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ogni sera si riprometteva di  trovare il coraggio di rivelarle i sentimenti ma poi la paura di un rifiuto o peggio di rendersi ridicolo nei suoi confronti lo bloccava. Si stava letteralmente struggendo per lei e fu l’Astigmatico una volta ancora a dargli l’idea giusta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Devi stare particolarmente attento a non confondere il piano di carico degli autoarticolati con il pavimento delle funivie a campata unica&lt;/i&gt;” gli aveva detto durante un pomeriggio triste in cui AnnaPaolaMariaTeresa era a casa ammalata. Il Miope aveva trovato l’idea geniale: le avrebbe parlato subito dopo l’esame; l’eccitazione e la gioia per la prova superata gli avrebbero sicuramente dato il coraggio di guardarla negli occhi e parlarle con il cuore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno dopo, a soli tre giorni all’esame di barriere coralline, AnnaPaolaMariaTeresa con una nuova lettera lo aveva avvisato che stava ancora male e che non sarebbe pertanto andata a studiare con lui per paura di peggiorare e dover così saltare l’esame, dandogli comunque appuntamento al fatidico giorno. Il Miope era rimasto dispiaciuto, ma la consapevolezza di quello che stava per fare gli aveva consentito di tirare avanti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Durante quei tre interminabili giorni non era riuscito a studiare nemmeno un minuto--grazie ad AnnaPaolaMariaTeresa era comunque preparatissimo--poiché non aveva fatto altro che pensare a quello che le avrebbe detto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era immaginato la scena migliaia di volte; talora la salvava con sprezzo della vita dopo che un commando di pompieri sovversivi aveva invaso l’aula per prendere gli studenti in ostaggio; altre volte riusciva invece a sollevarla da una voragine scavata sotto la cattedra da formiche giganti, rese cieche dall’inquinamento del sottosuolo. Ogni variante della storia si concludeva con AnnaPaolaMariaTeresa tra le sue braccia che lo guardava con occhi pieni d'amore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado la grande varietà e vividezza della sue fantasie, non riusciva comunque a decidersi su cosa dirle davvero. L’Astigmatico gli aveva proposto tante alternative, ma nessuna lo rendeva davvero tranquillo; temeva che al momento della verità gli sarebbero morte le parole in gola.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dilaniato da paura ed indecisione, si era infine risolto per un approccio indiretto. Si era rinchiuso in camera, smettendo di mangiare e di dormire. Per interminabili ore aveva continuato a percorrere la stanza avanti e indietro, immaginandosi un esploratore polare intrappolato in une terribile tormenta. Era avanzato ed avanzato, urlando improperi terribili agli stremati cani che non riuscivano più a trainare la slitta con efficacia, ma l’ispirazione non voleva saperne di visitarlo. Aveva tentato dapprima una lunga lettera nella quale spiegare ad AnnaPaolaMariaTeresa i suoi sentimenti. Ne erano venute fuori ventisette pagine fittissime che spaziavano dalla descrizione del suo primo orologio al resoconto dettagliato di come si fosse fatto la cacca addosso il primo giorno alle elementari. Rileggendola tuttavia l’aveva trovata talmente brutta da andare su tutte le furie. Per sfogarsi aveva appallottolato la carta ed aveva cercato di farla mangiare ad uno dei cani, che tuttavia aveva reagito morsicandolo ad entrambe le mani. Mortificato e deluso, aveva provato allora a realizzare un quadro da donare alla studentessa. Si era messo di buona lena ed aveva composto un vivace acquerello rappresentante un husky travolto da un camion che trasportava mangime per gatti. Il risultato era stato assai soddisfacente, il che aveva contribuito a calmargli i nervi, ma nel complesso lo aveva reputato inadeguato allo scopo. Forse AnnaPaolaMariaTeresa non avrebbe capito l’ardita metafora. Erano nel frattempo trascorsi tre giorni e due notti. Solo un’ultima notte lo separava dall’esame e dall’incontro con la ragazza. Deciso a non mollare, aveva imboccato l’ultima strada rimastagli, scrivendole una breve composizione in rima.  La stesura aveva richiesto diverse ore di continui ripensamenti che erano sfociati in pochi chiari versi:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Se piove&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;e non hai l’ombrello&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;cosa dire a chi ha perduto anche le alcove&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;è un pesante fardello&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;come il postino che ha smarrito le chiavi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;senza conoscere l'ora&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;o la polvere degli avi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;qualora&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;la cenere buca il tappeto persiano&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno successivo si era alzato di buon’ora, si era messo in tasca il foglietto con la propria composiione e si era recato all’università con lo stomaco sottosopra. Il caso aveva deciso che lui fosse uno dei primi a sostenere l’orale, mentre AnnaPaolaMariaTeresa non sarebbe stata interrogata prima della metà del pomeriggio. In effetti la studentessa non era presente tra gli studenti in aula e non era ancora arrivata nemmeno quando era giunto il turno del Miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sentendo il professore chiamarlo si era alzato con assoluta indifferenza, coprendo il tragitto tra la terza fila di banchi e la cattedra nel tempo peggiore di tutti i tempi, stabilendo allora un record negativo che avrebbe resistito per ben dodici anni. Durante l’esame non aveva palesato nessun nervosismo; aveva risposto a tutte le domande con tranquillità e correttezza, tanto da meritarsi alla fine un bel ventisei. Ironia della sorte, nella prima occasione in cui un esame si era svolto in modo pressoché perfetto, non riusciva a provare alcuna gioia. Era ben consapevole di come il vero esame fosse quello che lo attendeva nel pomeriggio, quando sarebbe andato da AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo ore di angosciosa attesa, finalmente era arrivato il momento della sessione pomeridiana, ma AnnaPaolaMariaTeresa non era ancora arrivata, e solo pochi istanti prima dell’appello finalmente si era presentata in aula.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado avesse confidato al Miope come agli esami non volesse mai nessuno della famiglia, questa volta era a fianco della madre, la quale sfoggiava un giroscopio di nuova concezione che le consentiva dei movimenti molto più fluidi. Alle loro spalle c’erano un piccolo ometto dall’aria decisamente spaurita, abbigliato in un vecchio completo da palombaro ed un giovane uomo dall’aspetto aristocratico. L’ometto aveva una certa rassomiglianza con AnnaPaolaMariaTeresa ed il Miope aveva immaginato fosse suo padre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giovane uomo insieme a loro il Miope invece non lo aveva mai visto prima, ma dai mugolii di Luisella e Mariella aveva capito trattarsi niente di meno che di Vladimiro Etereo Balconi, primogenito e principale erede dei potentissimi conti. Guardandosi intorno in modo sprezzante, quest’ultimo si era andato a sedere in prima fila, tra AnnaPaolaMariaTeresa e la madre, ma solo dopo che il padre della ragazza ebbe provveduto a pulirgli il sedile.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Durante tutto questo frangente AnnaPaolaMariaTeresa, i cui capelli avevano per l’occasione la foggia di un polmone danneggiato dalla pleurite, non si era voltata nemmeno una volta a cercare il Miope. Dopo pochi minuti la studentessa era stata chiamata a sostenere l’esame, superato in maniera esemplare; aveva risposto a tutte le domande con una precisione ed una sicurezza tale che alla fine nemmeno il trenta e lode era sembrato renderle giustizia. Tutta l’aula, ad eccezione del Miope, si era prodotta in un lunghissimo applauso, mentre il dragamine, parcheggiato appena fuori dall’aula, in segno di giubilo aveva aperto il fuoco contro un’ambulanza di passaggio. Non appena una seconda ambulanza era arrivata a soccorrere i superstiti, AnnaPaolaMariaTeresa ed il suo seguito avevano lasciato l’aula.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel dirigersi verso l’uscita la ragazza era passata a meno di un metro dal Miope, fianco a fianco con Vladimiro Etereo Balconi. Sembrava completamente rapita dalle stupide e melense parole che il nobile le rivolgeva e non lo aveva degnato neppure di uno sguardo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La reazione del Miope era stata di gelida e totale indifferenza; era rimasto pietrificato sulla sedia, al punto che quella volta gli inservienti non erano riusciti a staccarlo neppure ricorrendo ad una piccola carica di nitroglicerina ed erano stati costretti a lasciarlo nell’aula per tutta la notte.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Solo al mattino successivo si era alzato, trascinandosi penosamente fino a casa, ove era sprofondato in uno stato di coma profondo nel quale tutte le sue attività vitali, ad eccezione della secrezione di forfora, erano rimaste completamente inattive.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era ripreso solo dopo molte ore, con l’unico desiderio di cancellare per sempre AnnaPaolaMariaTeresa dalla sua mente. Aveva preso il foglietto con la sua poesia e lo aveva strappato in mille pezzi. Dopodiché aveva recuperato i pezzetti di carta e gli aveva dato fuoco. Poiché rimaneva comunque la cenere della carta, si accingeva ad aprire il rubinetto del gas e far saltare l’intero palazzo per maggiore sicurezza, quando aveva sentito bussare alla porta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infastidito per l’interruzione era andato ad aprire in malo modo, trovandosi davanti AnnaPaolaMariaTeresa. La ragazza, i cui capelli avevano la forma di un carrello della spesa, era entrata in un lampo, dicendogli semplicemente “&lt;i&gt;Abbracciami, ti prego&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sorpreso oltremodo dall’apparizione, il Miope l’aveva cinta tra le braccia e subito AnnaPaolaMariaTeresa era scoppiata in un pianto dirotto. Egli aveva cercato in tutti i modi di interrompere le sue lacrime; aveva consumato due intere confezioni di fazzolettini, aveva tentato di asciugarle il viso inzuppando tutte le lenzuola che aveva in casa, ma solo collegandola allo scarico della lavastoviglie con un tubo di fortuna era riuscito infine ad arginare il torrente che sgorgava dai suoi occhi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un pò rassicurata dalla certezza che in città esisteva un ottimo trattamento per le acque di scarico, AnnaPaolaMariaTeresa era riuscita con molte difficoltà a rivelare al Miope il motivo della sua grande infelicità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;I miei genitori si stanno separando. Tra una settimana ci sarà la causa di divorzio e sicuramente io ed il nostro pinzer nano saremo affidati a mia madre. E’ una donna terribile e prepotente, non mi lascia nessuna libertà. Mi ha costretta a fidanzarmi con quello spregevole individuo che hai visto all’esame. Io speravo tanto di poterti incontrare e festeggiare insieme ma lei non ha voluto correre rischi ed è venuta di persona. Adesso sono disperata; quando dovrò vivere solo con lei sarò una reclusa, la mia unica speranza sarebbe di venire affidata a mio padre;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Tre mesi fa ha comprato una piccola fattoria in Argentina per noi due ed il pinzer, ove potremmo vivere senza che quella brutta strega possa mai trovarci, ma non abbiamo nessuna speranza di venire affidati a lui. Non so davvero come fare.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva detto tutto questo in modo assai frammentario, interrotta da continui singhiozzi e solo dopo diverse ore, ormai a notte fonda, si era un po’ tranquillizzata, cadendo in un sonno agitato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope l’aveva tenuta abbracciata stretta fino al mattino; malgrado fosse alla seconda notte consecutiva passata in bianco, era perfettamente lucido. Adesso sentiva di avere un compito da svolgere a tutti i costi: salvare AnnaPaolaMariaTeresa dal suo infelice destino. Di buon mattino aveva riaccompagnato la ragazza a casa, facendo ben attenzione a non avvicinarsi troppo ed essere scorto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al momento di congedarsi, la ragazza gli aveva rivolto un triste e dolcissimo sorriso di ringraziamento, prima di varcare il grande cancello della sua villa e scomparire dietro di esso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope non aveva perso neppure un istante; si era fiondato a casa dell’Astigmatico e gli aveva rivelato l’intera storia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico aveva dato ancora una volta prova del suo sangue freddo e della capacità di usare il cervello anche nelle situazioni più difficili.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non sarà mai possibile realizzare un elicottero perfettamente ellittico&lt;/i&gt;” aveva detto, passando immediatamente all’azione. Il Miope era rimasto stupito di come problemi apparentemente insolubili venissero affrontati con tale semplicità e naturalezza dall’amico.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a name="correzione_effettuata_fino_a_qua"&gt;&lt;/a&gt; Secondo l’Astigmatico l’unica soluzione era fare in modo che AnnaPaolaMariaTeresa fosse affidata al padre. I due amici avevano stabilito allora che avrebbero dovuto in qualche modo raccogliere informazioni sul conto della madre della studentessa, informazioni talmente negative ed infamanti che non le sarebbe stato mai concesso l’affidamento della figlia e del Pinzer nano.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano immediatamente iniziato a pedinare la sofisticata signora armati di macchina  fotografica, telecamera e registratore a nastro. L’avevano seguita nei suoi innumerevoli spostamenti attraverso la città; nelle boutique del centro come nei saloni di bellezza, dai campi da golf alle piattaforme di trivellazione, fino alle mostre neo-realistiche di capodogli impagliati. Malgrado la difficoltà nel tenere il passo degli spostamenti del dragamine, i due studenti erano riusciti a non perdere di vista l’obiettivo nemmeno un minuto per cinque interi giorni. Purtroppo la madre di AnnaPaolaMariaTeresa aveva fatto solo ed esclusivamente quello che una ricca ed annoiata signora fa di solito, senza stravaganze o stranezze che avrebbero potuto in qualche modo danneggiarla nella causa di affidamento. Delusi ma non scoraggiati, i due neo-detective avevano deciso di tentare il tutto per tutto: l’indomani l’Astigmatico avrebbe cercato di introdursi nella villa travestito da tecnico dell’intonaco per un ultimo tentativo di scoprire qualcosa di utile. Si erano appostati tra i cespugli di fronte al cancello d’ingresso nell’attesa paziente che i padroni di casa uscissero. Il primo a lasciare la villa era stato il padre, seguito a breve distanza da AnnaPaolaMariaTeresa e la madre, dirette all’Università.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pochi minuti dopo l’astigmatico era entrato in azione. Sfruttando vecchie nozioni di “&lt;i&gt;Vendita di prodotti costosissimi e superflui a persone incapaci d’intendere e di volere&lt;/i&gt;” risalenti al terzo anno di Accademia, era riuscito a convincere la governante rimasta nella villa che l’intonaco della camera matrimoniale era pericolosamente danneggiato ed andava sistemato con la massima urgenza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Grazie a tale stratagemma si era fatto accompagnare nella lussuosa camera padronale, ove si era messo subito al lavoro. Aveva frugato in tutti i cassetti di tutti gli armadi, ancora una volta senza ricavare nulla.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le sue ricerche erano state improvvisamente interrotte dal rombo del dragamine che annunciava l’inatteso ritorno della padrona di casa con diverse ore di anticipo. L’Astigmatico si era nascosto immediatamente dentro l’armadio da dove aveva potuto udire la donna rimproverare aspramente la governante per avere cucinato il pavone con poco sale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Subito dopo si era recata in camera da letto parlando al pinzer che portava in braccio. “&lt;i&gt;Guarda che bellissimo geranio del precambriano che ho trovato dal fruttivendolo. Vale una fortuna e mezza. Adesso io vado a farmi una doccia, tu resta qui e sorveglialo, mi raccomando.&lt;/i&gt;”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con grande prontezza di spirito, non appena aveva sentito l’acqua della doccia, l’Astigmatico era saltato fuori dal suo nascondiglio per spezzare irreparabilmente il preziosissimo geranio, lasciando quel che ne rimaneva accanto all’esterrefatto cane. Subito dopo era ritornato nell’armadio, accendendo la telecamera e restando in paziente attesa. La madre di AnnaPaolaMariaTeresa non aveva tardato ad uscire dalla doccia. Appena aveva visto il disastro sotto le zampe dell’amato pinzer nano aveva perso completamente il controllo. Si era messa ad urlare contro il cagnolino improperi talmente offensivi e terribili che quest’ultimo aveva riportato danni serissimi al proprio equilibrio psico-fisico, il tutto sotto l’occhio attento della telecamera dell’Astigmatico. Terminata la prima parte della sfuriata, la donna si era recata in garage con l’intenzione dichiarata di prendere la motosega ed impartire al pinzer un po’ di educazione. Mentre questa scendeva precipitosamente le scale ed il piccolo cane cercava penosamente di strisciare fino al telefono per chiamare il dottor Kluzer per un sostegno psicologico immediato, l’Astigmatico era uscito dall’armadio, aveva afferrato la bestiola e si era calato fuori dalla finestra, correndo a perdifiato fuori dalla villa per raggiungere il Miope in attesa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’indomani una copia dell’agghiacciante filmato era stata recapitata alla donna, insieme ad una lapidaria lettera d’accompagnamento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Signora, come vede Lei è in nostro potere. Se non vuole che una copia di questo video venga recapitata a tutti i giornali, alla Croce Rossa ed alla Zecca dello Stato, rinunci alla potestà di AnnaPaolaMariaTeresa e del pinzer nano.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con le spalle al muro e presa completamente alla sprovvista, alla donna non era restato altro che accettare le condizioni impostele.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’udienza si era tenuta davanti al giudice Coperchio ed era durata pochissimo.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Rinuncia all’affidamento del suo cane e di sua figlia?” aveva chiesto senza troppi preamboli il giudice, sulla base di un accordo precedentemente redatto dai due amici e controfirmato dalla donna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Rinuncio” aveva risposto quest’ultima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sua figlia è in aula in questo momento? Può indicarla alla giuria?” malgrado non si trattasse di un processo e in aula non ci fosse nessuno ad eccezione dei diretti interessati, tantomeno una giuria, il giudice Coperchio non riusciva a fare a meno di qualche gesto teatrale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna si era allora girata verso AnnaPaolaMariaTeresa con un lampo negli occhi, ma la presenza alle sue spalle del Biondo e dell’Astigmatico intenti a sventolare platealmente la cassetta girata nella sua camera da letto l’avevano costretta a più miti consigli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo sguardo era comunque bastato al giudice Coperchio come assenso ed era passato allora ad elencare le condizioni della separazione e gli obblighi imposti alla donna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La più restrittiva, pensata dall’Astigmatico, era che non avrebbe potuto avvicinarsi alla figlia fino al compimento del cinquantaquattresimo anno di età, circostanza nella quale avrebbe potuto telefonarle per gli auguri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non era comunque persona da subire una sconfitta senza reagire. Immediatamente dopo il  termine del divorzio, quando il giudice Coperchio si era un po’ fatto prendere la mano pronunciando la frase “l’udienza è finita, andate in pace”, la donna aveva iniziato a pensare una feroce controffensiva legale per riottenere quanto considerava suo di diritto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per sua sfortuna, tuttavia, l’ex marito, AnnaPaolaMariaTeresa ed il pinzer non avevano perso un solo istante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno dopo il Miope e l’Astigmatico avevano accompagnato l’intera famiglia all’aeroporto. Suo padre ed il pinzer avevano oltrepassato per primi il cancello d’imbarco, ringraziando a lungo i due ragazzi per averli liberati dalla schiavitù familiare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico aveva salutato allora AnnaPaolaMariaTeresa con un commosso abbraccio e si era allontanato borbottando qualcosa circa l’acquisto di un ricambio per il suo satellite geostazionario al duty free.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Erano rimasti soli il Miope ed AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La ragazza aveva iniziato immediatamente a piangere a dirotto, abbracciandolo stretto ed anche il Miope non era riuscito a trattenere amare lacrime d’addio. La scena era talmente straziante che anche tutti gli addetti ai metal detector erano scoppiati in pianto, danneggiando con le loro lacrime la sofisticata attrezzatura e causando un ritardo di due ore a tutti i voli intercontinentali, cosa che gli era in seguito costata il licenziamento per giusta causa. Dopo un tempo interminabile, quando ormai il suo aereo era pronto sulla pista e solo una vergognosa pantomima del pinzer, intento a fingere di avere dimenticato al check in le pillole per il mal d’aria, ne bloccava il decollo, AnnaPaolaMariaTeresa si era staccata infine dall’abbraccio del miope.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non ti dimenticherò per almeno dodici anni e tre mesi&lt;/i&gt;” gli aveva infine detto, ancora in lacrime.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ed io per 712 settimane&lt;/i&gt;” aveva risposto il Miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si erano scambiati allora un lungo bacio, il primo ed unico della loro sfortunata storia, dopodiché AnnaPaolaMariaTeresa si era voltata scomparendo per sempre dalla sua vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Egli era rimasto a guardare a lungo la pista, fin quando un cargo di una multinazionale di banane non aveva sbagliato manovra, schiantandosi vicino al terminal ed ostruendogli la visuale. Solo a quel punto aveva raggiunto l’Astigmatico per tornare a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur dispiaciuto per il dolore inconsolabile dell’amico, l’Astigmatico si sentiva fiducioso per il futuro: lui ed il Miope avevano trovato un mestiere.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-4296106452346644585?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/4296106452346644585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4296106452346644585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4296106452346644585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4296106452346644585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/16-frapposizione_24.html' title='16 - Frapposizione'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-2633762857721872751</id><published>2007-06-17T23:45:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T23:51:00.235+02:00</updated><title type='text'>15 - Interludio</title><content type='html'>&lt;p style="widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Cinquanta giorni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Arrampicato sullo scoglio di fronte alla baia che nemmeno i resti del depuratore marino riuscivano a deturpare fino in fondo, l'ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Era fermo in quella posizione da una settimana, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura prossima al suo riparo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; widows: 0; orphans: 0;" align="left"&gt;La quiete era durata molto poco; decine di persone indossanti le tute con l'effigie della Grandi Opere Ambientali Rischiose si muovevano freneticamente sulla spiaggia, impegnati in poco chiare attività. Si davano da fare con grande impegno e la loro dedizione alla ditta riportò Bolzoni ai bei tempi, quando anche lui credeva di poter contare su dipendenti fidati.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Qualsiasi dipendente dell’azienda Bolzoni sarebbe stato pronto a giurare che se in ditta c’era un dipendente soddisfatto del suo lavoro, quello era l’Antonazzi. Alcuni, nel corso dell’annuale indagine condotta dal solerte ufficio del personale, furono costretti a sottoporsi alla macchina della verità, e di fronte alla domanda “chi è secondo te il dipendente più soddisfatto della nostra ditta?”, tutti risposero senza esitazioni: “Antonazzi”. Molte più resistenze causò invece la domanda: “hai mai acquistato il primo numero della serie ‘Cofani rari’, in edicola con una riproduzione del baule posteriore della Lancia Pigreco?”, ma l’ufficio del personale grazie all’elettroshock ottenne tutte le risposte che cercava.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Gli ultimi eventi non avevano fatto altro che rafforzare questa convinzione. Prima il licenziamento della foca Bice, con la conseguente promozione dell’Antonazzi a foca, nonché a responsabile del dipartimento “ricerca e sviluppo”, settore “automazione sanitaria”, reparto “tecnologie telecinetiche”. In seguito il brevetto del sistema “Niagara” gli era valso l’ulteriore promozione a foca monaca, tanto che anche i trichechi del settore dirigenziale iniziavano a guardarlo inquieti, timorosi per la sua repentina ascesa nell’organigramma.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Nessuno avrebbe mai potuto sospettare neppure vagamente che dentro di sé, nell’intimo della credenza a due ante in cui era solito chiudersi per lavorare, Antonazzi era in realtà profondamente insoddisfatto e assetato di vendetta. Anzi, le promozioni e i riconoscimenti non facevano altro che renderlo più furibondo e livido di rabbia impotente.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Anche quel momento, appena entrato in ufficio, subito abbassò le persiane e chiuse la porta a doppia mandata, guardandosi sospettoso attorno. Si assicurò che la vite canadese fosse arrampicata al muro opposto da dove non poteva spiarlo, e si chiuse nella sua credenza, portandosi le dita alle tempie per concentrarsi ed escogitare nuove forme di sabotaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Non era un sentimento nuovo, ma fin dalla sua assunzione Antonazzi aveva covato odio e rancore verso Ottonello Bolzoni: fin dai primi mesi di lavoro, quando ancora era assegnato al ruolo di correttore di bozze per i libretti di istruzioni degli accessori sanitari, non aveva mancato di attentare alla solidità aziendale mediante sottilissimi gesti di dissenso.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;A quei tempi la sua protesta si concretizzava in ardite e rischiosissime contraffazioni dei libretti di istruzioni. Era solito concentrarsi sui verbi intransitivi, e sostituire un passato remoto posto in un punto cruciale delle istruzioni, con un trapassato remoto al passivo. Oppure cambiava un ausiliario fondamentale per la comprensione dell’intero libretto, in modo da gettare nel panico il lettore.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ricordava ancora con un fremito misto di piacere e di terrore quella volta in cui sulle istruzioni di un bidè a risonanza aveva cambiato un “sarebbe dovuto essere” in “avrebbe dovuto essere”, causando un’inchiesta degli affari interni a caccia dell’autore del sabotaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il vespaio suscitato lo aveva costretto a restare tranquillo per qualche mese e a cambiare la sua strategia per non attirare ulteriormente l’attenzione della direzione sui libretti di istruzioni che passavano dalle sue mani.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Decise allora di adottare un altro mezzo di sabotaggio. Con i proventi degli straordinari notturni, pagò di tasca propria per far pubblicare delle offerte di lavoro a nome Bolzoni per le posizioni più improbabili.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il primo esperimento fu un modesto annuncio, giusto per saggiare il terreno.&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;SPECIALISTA MACCHINE SPECIALI &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;E' ricercato da prestigiosa multinazionale leader a livello mondiale nel suo settore. Ci si rivolge ad una persona con un'esperienza maturata nel settore specifico, dotata di forte orientamento ai risultati e capace di operare in contesti fortemente competitivi, priva di titoli di studio con corso legale e non intestataria di immobili adibiti ad uso box.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;E' richiesta una forte motivazione al lavoro di inserimento dati sotto dettatura senza l’ausilio di mezzi come &lt;ctrl-c&gt; e &lt;ctrl-v&gt;. Inquadramento con contratto di apprendistato.&lt;/ctrl-v&gt;&lt;/ctrl-c&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’ufficio del personale fu invaso di curricula inattesi e inspiegabili che ne bloccarono l’attività per diversi giorni, cose che fece capire all’Antonazzi di essere sulla strada giusta. Fremeva di adrenalina per l'ardire del suo gesto, senza riuscire a nascondere un senso di colpa elettrizzante e dolcemente trasgressivo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Lasciò passare più di un mese, e poi esaurì gli ultimi risparmi pubblicando su diverse testate nazionali un altro annuncio messo a punto in lunghe settimane di bozze e di cesellature notturne.&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;RESPONSABILE SETTORE INTIMO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Siamo una multinazionale leader nella Grande Distribuzione Organizzata (non food), presente sul mercato con un'insegna storica e riconosciuta. In un contesto di crescente potenziamento delle nostre strutture, cerchiamo una persona grintosa ed intraprendente, che conosca le logiche della GD e DO locali, che sappia rapportarsi efficacemente con lo scenario di vendita. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;L'obiettivo della posizione è: &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;sviluppare  le linee intimo in seta, cercando nuove opportunità di  business; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;fotocopiare  i report di vendita dei prodotti di competenza;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;coordinare  eventuali attività relative all'idraulica degli iniettori  common rail aziendali;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;fare  benchmark sulla concorrenza che sponsorizza le previsioni del tempo  in prima serata del colonnello Tempestoni.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Requisito fondamentale è l’aver maturato alcuni anni di esperienza nel campo delle tecnologie innovative di saldatura su sistemi di movimentazione interna. È gradita la residenza nella zona nord di Torino o in qualsiasi altra città purchè in prossimità di un cementificio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Tempo due giorni e l’ufficio del personale fu completamente congestionato dalla mole di curricula ricevuti, costringendo lo stesso Ottonello Bolzoni a smistare personalmente la posta in ingresso. Bolzoni il quale, furibondo per la situazione creatasi, umiliò di fronte a tutti i dipendenti il capo del personale per aver lasciato che qualcuno facesse stampare un simile annuncio destabilizzante, dandogli pubblicamente durante una causa caffè del “non euclideo”.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Antonazzi dovette reprimere dei veri e propri fremiti di eccitazione di fronte al successo del suo piano, e chiese un anticipo sul TFR in contanti e banconote non segnate, per poter finanziare una nuova inserzione ancor più devastante.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Furono questa volta necessari solo pochi giorni di macchinazione e poi su Repubblica, Corriere della Sera e Uomini e Camion, campeggiò la nuova offerta di lavoro a nome dell’ignara azienda Bolzoni.&lt;/p&gt; &lt;p lang="en-GB"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;KEY ACCOUNT MANAGER BUYER MONOMANDATARIO MULTISERVICE&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Il/la candidato/a ideale ha un'età compresa tra i 20 e i 21 anni e possiede almeno 2 lauree in materie umanistiche ma non speleologiche; proviene da un'esperienza di produzione/manifattura e di gestione di progetti in aziende produttrici di componenti in metallo per sedie da ufficio e particolari da montaggio. È in grado di operare sul campo ed è abituato/a a organizzare il proprio lavoro per obiettivi. Infine il/la candidato/a ha delle ottime attitudini relazionali, motivato/a, capacità di lavorare con ed attraverso il team proattivamente e con metodo. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Conosce inoltre il significato della parola “proattivamente”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Mission: l’obiettivo è di fornire al cliente/i un servizio e prodotto/i qualitativamente elevati attraverso lo svolgimento organizzato e tempestivo delle proprie mansioni. La posizione prevede attività operative,  predisposizione al contatto con il cliente, interesse per la ristorazione, la nutrizione/u e il ciclo di sintesi proteica in genere.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;È necessaria l'auto propria (metallizzata) per il raggiungimento della sede aziendale.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Costituirà elemento di preferenza l’appartenenza alle categorie protette e/o al regno vegetale o un grado di stretta parentela con un’otaria.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’impatto dell’annuncio fu devastante e mise in ginocchio l’intero processo produttivo dell’azienda Bolzoni. Ottonello, in preda al panico si rivolse ad una notissima Accademia che ogni anno sfornava la crema dei manager destinati alla grande industria. Venne inviato in suo soccorso il ragionier Ringhiera, notissimo esaminatore e forgiatore di rampanti squali d’azienda.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ringhiera capì subito che c’era un solo modo di uscirne, ed era il vecchio ma sempre attuale “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Fu così che Bolzoni, invece di ribellarsi alla macchinazione, rispose ai curricula ricevuti e nel giro di pochissimi giorni completò le formalità per l’assunzione di molti candidati, fra cui cinque appartenenti alle categorie protette, alcuni trichechi come dirigenti e la foca Bice, che venne messa a capo di Antonazzi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Una terribile depressione colse proprio l’Antonazzi, solo in minima parte placata dall’assunzione, in seguito a un ricorso, anche della vite canadese che gli risultò subito simpatica e che sarebbe poi divenuta sua fedele compagna d’ufficio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il suo piano si era ritorto contro di lui, e questo gli causò una enorme frustrazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Abbandonò ovviamente la pista delle false offerte di lavoro e per mesi non riuscì più ad escogitare alcun sabotaggio a causa dello smacco subito.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Solo negli ultimi tempi Antonazzi aveva ritrovato la verve di un tempo. Aveva iniziato con dei post-it fuorvianti appiccicati sulle scrivanie dei colleghi, tipo “Ricordarsi di compilare modulo Q7”, oppure “Conquistare il fondo e crossare teso”.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;La confusione generata dai suoi post-it lo rincuorò, e allora colpì a livello più diffuso, affiggendo nottetempo il cartello “In questa sala non è consentito consumare la merenda” all’interno di una sala riunioni. Il management ne rimase disorientato. Significava che in altre sale riunioni si poteva scroccare una merenda? E dove? In seguitò subentrò la morbosa tentazione del proibito, e insospettabili dirigenti trascorrevano importanti riunioni addentando di nascosto pane e marmellata.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello Bolzoni in quel momento aveva appena terminato di richiamare un manager pluridecorato sorpreso in riunione con un cestino contenente un sandwich e una gazzosa, e stava pensando che doveva porre fine a quegli atti di sabotaggio. Giusto quel mattino aveva trovato in mensa il cartello “Zona a carattere alluvionale”, che avrebbe potuto generare una tragedia in pausa pranzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Mentre cercava sull’agenda il numero di emergenza del ragionier Ringhiera per chiedergli un nuovo intervento risolutivo, improvvisamente gli squillò il telefono. Rispose allegro, dicendosi che sicuramente si trattava di Clotilde che lo chiamava per raccontargli qualche nuovo e gustosissimo aneddoto sullo zio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;La voce dall’altra parte, con sua grande sorpresa, non era affatto quella di Clotilde.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Ragazzo mio, prendi nota. In un sistema Galileiano correttamente funzionante non dovresti essere costretto a spostarti rispetto al sistema di riferimento per defecare.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni rimase allibito.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Prego?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Figlio mio, Newton ci ha riportato alla giustizia della gravitazione anglosassone.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Scusi?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Pronto? Figliolo?”  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Figliolo? Ma chi…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Oh, mi scusi, devo aver sbagliato numero!”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’Esa-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior riattaccò bruscamente, imbarazzato per il suo errore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Dall’altra parte Bolzoni sollevò le spalle. Un bizzarro personaggio, fissato con la dinamica e la fisica, indubbiamente.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ritornò a cercare il numero del ragionier Ringhiera, quando Clotilde irruppe nel suo ufficio, con al seguito Elettroforesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Caro, avremmo bisogno di più spazio in casa.” – esordì senza troppi convenevoli.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Più spazio?” Bolzoni si illuminò “Vuoi dire che… Cioè tu… Noi…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Ma cosa dici? No, non sono incinta! È per Elettroforesi. Non possiamo lasciarlo in quella misera dependance con solo tre stanze, un bagno e un solo campo di pelota basca, ti pare?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni guardò il barboncino che lo fissava con sguardo sprezzante e altezzoso.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“E dove pensi di…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“La tua taverna. Mi sembra l’ideale. Certo dovremo fare un po’ di spazio.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni si sentì mancare. La sua taverna?!?!? Quello era il luogo in cui conservava tutti i cimeli della sua collezione di oggetti smarriti. Il busto in terracotta di Lincoln, il cratere originale di Krakatoa, un videoregistratore contenente due scoiattoli, quattro stuzzicadenti disposti a pentagono, l’urlo di Munch originale registrato su cassetta, e centinaia di altri cimeli inestimabili…&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;E Clotilde voleva “fare un po’ di spazio”?&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello Bolzoni guardò con occhi carichi di odio il barboncino Elettroforesi, che invece lo ignorava, tutto intento a cotonarsi la permanente bianchissima.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Mi raccomando, caro, non fare tardi a cena, stasera. Ci sono i vicini ospiti da noi.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Clotilde scomparve con il suo odioso barboncino.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello si lasciò cadere sulla poltrona.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Si era reso conto che se n’era andata senza raccontargli nessun aneddoto sullo zio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Non poteva finire così. Non poteva.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-2633762857721872751?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/2633762857721872751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=2633762857721872751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2633762857721872751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2633762857721872751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/15-interludio.html' title='15 - Interludio'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-1570883023926076645</id><published>2007-06-11T23:29:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T23:36:14.325+02:00</updated><title type='text'>E poi?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, cosa possiamo dire noi semplici, avventurosi e talora rimpianti autori (nel seguito semplici, avventurosi e talora rimpianti autori) a te che per la prima volta ti avvicini a questo romanzo a dir poco polifunzionale?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ti starai forse chiedendo, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, “il font che compare sul mio monitor è fedele a quello originale?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;O forse la tua domanda, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, è: “se mi compro un SUV le donne mi apprezzeranno di più a dispetto della mia avversione per la fascia equatoriale?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma non è questo il punto, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cosa vogliamo da te, che cosa ci aspettiamo?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Facciamo un’ipotesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’ipotesi è:  tu, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, sei anche un editore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Molto bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Benissimo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Noi ci aspettiamo da te, in ordine di preferenza, che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ci mandi un bonifico da 42 milioni  di euro e noi non ti disturbiamo mai più;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti piace quello che hai letto,  vuoi pubblicare il resto, e ce lo comunichi inviando una mail a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti facciamo così pena che  decidi di mandarci una cassa di birra;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Facciamo un’altra ipotesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’altra ipotesi è:  tu, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, non sei un editore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che schifo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In questo caso noi ci aspetteremmo da te, sempre in ordine di preferenza, che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ci mandi un bonifico da 36 milioni  di euro e noi non ti disturbiamo mai più;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti piace quello che hai letto e ci  mandi una mail con consigli/suggerimenti/incoraggiamenti a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;non ti piace quello che hai letto  e ci mandi una mail con insulti/minacce/imprecazioni a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;sei comunque curioso di sapere  come va a finire e di tanto in tanto torni a visitare  www.testadipinguino.com&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-1570883023926076645?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/1570883023926076645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=1570883023926076645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1570883023926076645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1570883023926076645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/epoi.html' title='E poi?'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-5552692143022082750</id><published>2007-06-10T19:36:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:37:26.193+02:00</updated><title type='text'>14 - Intermezzo</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Dieci giorni dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dai resti del depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano fermi in quella posizione da dieci giorni, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Terminate le interviste di rito, tutti gli ambientalisti erano stati trascinati in caserma. I poliziotti avevano usato la mano pesante con tutto il gruppo di eco-terroristi, malmenati e spinti nelle camionette a suon di calci. Avevano tuttavia risparmiato il loro giovane capo, fatto salire su una berlina scura e tratto furtivamente verso la sede della “Grandi opere ambientali rischiose”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era questa la potente multinazionale produttrice dei depuratori serie “Impatto”, della quale faceva parte l’installazione appena distrutta. L’unità di crisi della multinazionale, riunita al centoventesimo piano in seduta ad oltranza dopo i fatti della baia, aveva riconosciuto nel giovane eco-terrorista una persona notevole. Nei suoi occhi brillavano ambizione ed amore per il potere, le due virtù più alte riconosciute dai rarefatti membri del consiglio di amministrazione. Una persona da annoverare tra le proprie fila piuttosto che come nemico, in definitiva. Il paladino dell’ambiente ferito venne dunque condotto, tramite sei distinti ascensori, fino alla sommità del grattacielo, alla soglia delle stanze supreme di comando. Ad ogni cambio di ascensore egli incontrò reception sempre più imponenti e lussuose, presidiate da segretarie la cui avvenenza era inversamente proporzionale al calore del sorriso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al 120° piano, ad un soffio appena dal centro nevralgico del potere, la sala d’attesa aveva le dimensioni di un hangar per dirigibili. La sua ampiezza era tale da esser dotata di un regolare servizio tranviario, attraverso il quale spostarsi fino alla sala del supremo consiglio direttivo. Di fronte alle imponenti porte di sequoia secolare, la segretaria massima del consiglio direttivo, già top model ed ex vice miss universo, era intenta a licenziare sei tranvieri del servizio interno di trasporto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insensibile alle suppliche disperate, con voce di ghiaccio rinfacciava loro la giusta causa di licenziamento: aver effettuato l’orario ridotto del sabato nella giornata del 25 dicembre, malgrado si trattasse di un giorno infrasettimanale non riconosciuto come festivo dal regolamento interno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando vide il giovanotto avvicinarsi, la bella e severa donna abbandonò momentaneamente la propria scrivania e, senza una parola, lo introdusse al cospetto dei potenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quanto accadeva al cospetto degli importanti dirigenti non interessava tuttavia ai due investigatori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico scosse debolmente la testa, il Miope finse di avere qualcosa nell’occhio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La situazione di stallo non accennava a sbloccarsi, il silenzio li avvolgeva come un ruvido mantello donato dalla Croce Rossa alle vittime di un’alluvione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“E pensare che ne abbiamo passate tante insieme, a partire dall’incontro/scontro con Luisella e Mariella” rifletteva amaramente il Miope, rifugiandosi ancora nei ricordi di tempi più felici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo il drammatico scontro con le due studentesse, la loro posizione nel mondo universitario era mutata. Pur rimanendo figure marginali ed incomprensibili alla maggior parte degli altri studenti, giorno dopo giorno il rispetto di cui godevano era andato impercettibilmente aumentando. Nessuno li additava più con sorrisetti o gomitate complici, ed anzi molti si rivolgevano loro con amichevoli saluti. Soprattutto per il Miope si trattava di una grande ed insperata soddisfazione; quelle stesse persone che fino a pochi mesi prima gli incutevano solo soggezione, adesso gli mostravano una parvenza di ammirazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Agli albori del quarto anno di università una vera e propria tempesta di eventi stava per investire la sua vita.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le prime avvisaglie del nuovo ordine di cose le aveva avute in un piovoso pomeriggio di ottobre, mentre in biblioteca cercava disperatamente di concentrarsi su un esercizio di “Costruzione di barriere coralline”.&lt;span style="color:#993366;"&gt; &lt;/span&gt;Aveva provato differenti soluzioni senza riuscire a venirne a capo, nonostante il rendimento scolastico fosse decisamente migliorato negli ultimi tempi&lt;span style="color:#993366;"&gt;.&lt;/span&gt; Col passare delle ore il suo nervosismo aumentava, e ad ogni soluzione errata si lanciava in una sequenza scomposta di improperi ai danni del professore, del governo e delle matite senza punta. Nel momento in cui la sua agitazione stava per degenerare fatalmente, era infatti intento a prendere a calci il portaombrelli della biblioteca, si era andata a sedere accanto a lui AnnaPaolaMariaTeresa, una giovane studentessa trasferitasi di recente da un’altra università.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao&lt;/i&gt;”–aveva detto al miope con voce appena udibile—“&lt;i&gt;se vuoi possiamo studiare insieme, sto preparando anche io questo esame&lt;/i&gt;”. Nel dirlo aveva distolto lo sguardo, arrossendo visibilmente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto talmente sorpreso dall’accaduto da rimanere a bocca spalancata per sette minuti e ventitré secondi, tempo nel quale una famigliola di mosche era riuscita a costruirsi una graziosa casetta tra le sue tonsille (che purtroppo era stata spazzata via quella sera stessa dagli oli esausti contenuti in un panino comprato all’Ipertensione Arteriosa).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Allo scadere esatto del tempo, il miope finalmente aveva realizzato che una graziosa ragazza gli aveva spontaneamente rivolto delle parole gentili.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con uno sforzo immane era riuscito a balbettare alcune sconnesse parole di risposta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Si…va bene….come no? Mi piacerebbe molto, anzi tanto, no no, che dico mai, un sacco proprio….sempre se ti va….se non ti disturba..no no, che dico mai? sempre se non ti disturba…?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Va bene, allora&lt;/i&gt;”– aveva risposto la studentessa in un soffio, evitando il suo sguardo—“&lt;i&gt;io adesso devo tornare a casa, i miei genitori non vogliono che faccia tardi. Possiamo vederci qui domani mattina. Ciao, allora.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao allora&lt;/i&gt;” aveva risposto semplicemente il Miope, tenendo duro fino a quando la ragazza non era uscita dalla Biblioteca, per poi svenire sul tavolo, ove era rimasto fino all’orario di chiusura con un sorriso idiota stampato sul viso. Solo quando gli inservienti lo avevano svegliato delicatamente, infilandogli una mano nella presa di corrente più vicina, finalmente si era destato, dirigendosi verso casa dopo una veloce cena all’Ipertensione arteriosa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ogni suo pensiero era rivolto ad AnnaPaolaMariaTeresa, chiedendosi di continuo se quanto accadutogli non fosse frutto di un sogno ad occhi aperti o peggio di un delirio che preannunciava qualche grave malattia. Per sincerarsene, prima di tornare a casa era passato dal pronto soccorso dell’università, chiedendo di essere sottoposto ad una Tac al cervello. Purtroppo per lui, i tempi di attesa per tale esame erano lunghissimi e non c’era possibilità alcuna di saltare la fila. Si era dovuto pertanto accontentare di un consulto alla vicina clinica veterinaria, ove il dottore di turno, dopo avergli controllato la lucentezza del pelo sulla schiena ed avergli somministrato trecento millilitri di vermifugo, lo aveva rassicurato sul suo stato di salute.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con la scienza medica a garantirgli di non essere vittima di allucinazioni, la sua agitazione era cresciuta se possibile ancora di più: una bella ragazza lo aveva davvero invitato a studiare con lei.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur essendo molto più tranquillo e sicuro di un tempo, i rapporti con le ragazze erano per lui un terreno ancora completamente inesplorato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico, che invece era decisamente a suo agio con l’altro sesso, aveva intuito qualcosa di questo problema e cercava assai discretamente di farlo familiarizzare con alcune sue amiche. Con la scusa di andare a visitare la mostra dell’azienda elettrica sui &lt;i&gt;Salvavita a resistenza progressiva&lt;/i&gt;, aveva organizzato diverse uscite in quattro, che effettivamente avevano portato alcuni progressi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre al primo appuntamento il miope aveva infatti finto di essere un sordomuto privo della milza per evitare ogni tipo di conversazione, verbale e non verbale, nei successivi incontri le cose erano andate meglio. Alle dodicesima visita, quando ormai gli addetti alla mostra li guardavano con sospetto, scambiandoli per spie dell’&lt;i&gt;Azienda municipalizzata del Gas&lt;/i&gt;, il miope aveva addirittura salutato entrambe le amiche con una lievissimo bacio sulle guance. L’Astigmatico era assai contento della piega che stavano prendendo gli eventi, ed era fiducioso che, nel breve volgere di un altro centinaio di giri per l’esposizione, avrebbe potuto lasciare l’amico da solo con una delle ragazze.&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con la comparsa di AnnaPaolaMariaTeresa le cose erano però improvvisamente precipitate; il Miope non si sentiva assolutamente pronto ad affrontare da solo l’imprevisto appuntamento, tanto più che l’Astigmatico sarebbe stato lontano per due settimane, impegnato in esercitazioni dentro irraggiungibili grotte carsiche.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il pensiero di trovarsi da solo insieme a lei lo riempiva di una paura indicibile. Moltissime volte era stato sul punto di rinunciare all’appuntamento fissato, ma ogni volta il ricordo del suo viso mentre gli chiedeva di studiare insieme gli restituiva un po’ di coraggio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;AnnaPaolaMariaTeresa era davvero una ragazza molto bella, con lunghi capelli ingegnosamente acconciati in terrazzamenti pensili che un complicato sistema di condutture irrigava continuamente di balsamo profumato alle rose. Nonostante la non comune bellezza, tale da far scomparire completamente Luisella e Mariella, era tuttavia molto schiva e timida. Durante le lezioni sedeva sempre in disparte, limitandosi a prendere appunti in silenzio e ad andar via subito dopo la fine, quando sua madre andava a prenderla a bordo di un lussuoso dragamine, sicuro indizio di una invidiabile posizione economica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le parole scambiate in biblioteca con il Miope erano in assoluto le prime rivolte ad un altro studente, e di questo egli provava un grande orgoglio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quella notte non aveva praticamente chiuso occhio, fantasticando di continuo sull’appuntamento del giorno dopo, con l’unico risultato di innervosirsi ancora di più.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La tensione aveva raggiunto l’apice intorno alle otto di mattina, quando attendeva l’autobus per l’università insieme ad un nutrito gruppo di altri studenti. Non aveva mai provato in vita sua una simile paura, neppure prima degli esami; eppure c’era in lui un sentimento di speranzosa attesa che non sentiva più da quando, a sette anni, aveva passato la notte della vigilia di Natale insonne, sperando di vedere Babbo Natale portargli il tronco di baobab che gli aveva chiesto come dono. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu così che, senza quasi rendersene conto, alle nove in punto si era trovato davanti alla biblioteca di facoltà. Nel varcare la porta era riuscito a mantenere un certo contegno e solo un lieve strato di sudore che sgorgava dalle ascelle fin sul pavimento, raggiungendo i venti centimetri di altezza, tradiva la sua agitazione. Preceduto dal lieve sciabordio del laghetto di sudore contro le gambe delle sedie, si era diretto verso il fondo della sala, ove AnnaPaolaMariaTeresa era solita fermarsi a studiare. Con un tuffo al cuore si era accorto che il suo posto era vuoto. Un misto atroce di sollievo e delusione lo aveva attraversato da capo a piedi, generando nel laghetto un’onda anomala che aveva travolto diversi studenti seduti sulle sedie più basse dell’aula. In preda a questi due stati d’animo contrastanti stava per andar via, quando si era sentito gentilmente sfiorare la spalla.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Scusami per il ritardo&lt;/i&gt;”— gli aveva detto AnnaPaolaMariaTeresa, bellissima in un elegante tailleur in neoprene sfoderato—“&lt;i&gt;a causa di uno sciopero delle macellerie il traffico è impazzito.&lt;/i&gt;”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il miope non aveva trovato nulla di strano nella scusa, malgrado avesse sentito alla radio che lo sciopero era stato revocato in seguito ad un accordo tra il Governo ed i sindacati di settore, che liberalizzava la vendita della carne degli sciatori travolti da slavine.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’unica cosa che riusciva a vedere era la ragazza davanti a lui; tutto il resto era come scomparso dal suo campo visivo, come quando in un film copiato illegalmente da Internet l’immagine diventa grigio scuro e non si riesce a capire se la squadra delle forze speciali si salva dalla banda di agenti mono-mandatari divenuti zombies che ha invaso il loro perimetro difensivo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao, sono contento di vederti&lt;/i&gt;” era riuscito a dirle, graffiandosi la gola per lo sforzo “&lt;i&gt;accomodati pure&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;AnnaPaolaMariaTeresa aveva accettato l’invito e si era seduta, con movenze eleganti ed aggraziate, sulla sedia di fronte al miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per molti minuti erano rimasti senza parlare, in preda al più assoluto imbarazzo. Il Miope picchiettava nervosamente sul tavolo con la matita mentre AnnaPaolaMariaTeresa si lisciava continuamente i capelli, quel giorno acconciati in una graziosa siepe a forma di scolapasta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stata infine la studentessa a rompere il ghiaccio, con una brillante trovata.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ti ho portato la soluzione dell’esercizio di ieri&lt;/i&gt;” aveva detto al Miope che, assai sollevato, si era messo subito a guardarlo insieme a lei.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con grande stupore, il Miope aveva scoperto che AnnaPaolaMariaTeresa possedeva un talento naturale nella realizzazione di barriere coralline, abilità che molti anni dopo le avrebbe fatto vincere quattro edizioni consecutive del prestigioso premio ‘Pesce Palla’.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano passato in rassegna gli aspetti più complessi del difficile esercizio e molti dei dubbi del Miope erano stati magistralmente chiariti dalla sapienza della ragazza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti intenti ad inventare nuove ardite strutture coralline, non si erano resi conto che le tredici, orario in cui abitualmente AnnaPaolaMariaTeresa lasciava le aule per raggiungere sua madre, erano passate da un pezzo&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’idillio era stato bruscamente rotto poco dopo, quando in tutta la Biblioteca era risuonata una voce gelida.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;AnnaPaolaMariaTeresa, vieni via.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;i&gt;I—M—M—E—D—I—A—T—A—M—E—N—T—E&lt;/i&gt;” &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era sua madre, una elegantissima signora dalla postura talmente rigida da ricorrere ad un giroscopio per riuscire a voltare la testa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel vederla AnnaPaolaMariaTeresa era divenuta pallida come un cadavere; aveva raccolto in tutta fretta le sue cose e le si era avviata dietro, senza nemmeno un cenno di saluto verso il Miope. Era talmente terrorizzata, mentre camminava seguendo l’austera genitrice ed un Pinzer Nano che quest’ultima portava in braccio, che il perfetto scolapasta nei suoi capelli si era disfatto. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto una volta ancora paralizzato sulla sedia, tanto che, all’orario di chiusura, gli inservienti avevano dovuto stavolta ricorrere ad un paranco per buttarlo fuori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo l’episodio, per nove giorni AnnaPaolaMariaTeresa non si era fatta viva all’Università, evento che lo aveva gettato nella disperazione più cupa. Ogni mattina fissava incantato la porta di ingresso dell’aula, ben dopo l’inizio delle lezioni, sperando di veder comparire la meravigliosa testolina di AnnaPaolaMariaTeresa, agghindata in qualche nuova ed ardita acconciatura.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Col passare dei giorni la delusione si faceva però sempre più grande, ed il ricordo del sorriso della bella studentessa assomigliava sempre più ad un bel sogno ormai finito.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il corso di questi pensieri era stato bruscamente interrotto quando una donna vestita da cameriera lo aveva furtivamente avvicinato, consegnandogli un biglietto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto a lungo a fissarlo prima di leggerlo: si trattava di una breve lettera di AnnaPaolaMariaTeresa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao, vorrei scusarmi per quanto accaduto in Biblioteca. Mia madre non vuole che io frequenti ragazzi che lei non conosce, e per questo mi ha messo in punizione. E’ una donna molto severa, non mi consente nemmeno di lavarmi i denti con il triclorato di ammonio.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Domani potrò tornare a frequentare le lezioni e mi farebbe tanto piacere studiare di nuovo insieme, sempre che tu non sia arrabbiato. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Dovremo però fare molta attenzione a non farci scoprire, ho dovuto promettere tramite regolare atto notarile che non ci rivedremo mai più.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope aveva letto la lettera centosedici volte di fila, poi aveva respirato profondamente e la aveva riletta altre cinque volte al contrario. Infine la aveva tradotta in Armeno e Greco antico per sincerarsi che ci fosse scritto davvero quello che c’era scritto. Dopo sei ore di studio, era infine arrivato alla conclusione che AnnaPaolaMariaTeresa voleva incontrarlo. Una gioia immensa lo aveva avviluppato, il cuore aveva preso a battergli all’impazzata, i suoi globuli rossi si erano agitati fino ad occludere interamente un’arteria periferica, mentre le piastrine si erano disposte a formare uno scolapasta presso il ventricolo sinistro.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le ore che lo separavano dall’appuntamento del giorno dopo gli erano sembrate interminabili, ma finalmente il tanto atteso momento era arrivato. Si era presentato in Biblioteca con tre ore di anticipo, scegliendo il banchetto più nascosto di tutti, incastrato tra il distributore di gelati e la mietitrebbia, ove si era messo ad aspettare l’arrivo di AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ella era arrivata in perfetto orario, ed era andata subito a sederglisi accanto, con un bellissimo sorriso. I suoi capelli quel giorno erano acconciati a forma di “Manuale del Geometra”. Il Miope non aveva mai visto niente di più bello. Questa volta l’imbarazzo nel vedersi era stato davvero minimo. Avevano ripreso subito a studiare nel punto ove erano stati interrotti, con il tacito accordo di non fare alcun cenno alla madre ed al suo stravagante comportamento.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-5552692143022082750?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/5552692143022082750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=5552692143022082750' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/5552692143022082750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/5552692143022082750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/14-intermezzo.html' title='14 - Intermezzo'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-6290479065688481981</id><published>2007-06-10T19:35:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:36:01.351+02:00</updated><title type='text'>13 - Albori</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Quattro mesi prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;un’idea risolutiva. Chiamò a sé il capocarpentiere e gli chiese di costruirgli un bagno improvvisato sopra la passerella difesa dai merli. Questo lo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia stava compiendo il quarto giro attorno al parco, guardandosi attorno con fare circospetto. Temeva di essere seguito da Guildstern, ma quella di Guildstern era una lunghissima storia, e in quel momento non aveva tempo da perdere per badare a lui.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quel parco era il luogo prestabilito per l’appuntamento con il suo sconosciuto collega, un tale agente Cip, che era rimasto privo del suo compagno di missione. La voce romanzata che circolava alle macchinette del caffè della sede centrale di Londra era che l’agente Bebopalula era rimasto eroicamente vittima in uno scontro a fuoco contro nove uomini del controspionaggio italiano, fra i quali 3 ex ninja, 1 ex lottatore di wrestling e 2 giocatori di bridge tuttora in attività. Probabilmente la verità era lievemente diversa, ma da sempre le figure eroiche sono un esempio fondamentale per le nuove generazioni, per cui nessuno era interessato a come fossero realmente andate le cose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’unica cosa importante era che, visto il peso strategico della missione Catarifrangente, l’agente Tettoia era stato immediatamente inviato in Italia a sostituirlo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quel momento, da dietro una siepe stava sorridendo elegantemente, osservando le goffe movenze dell’agente Cip, mentre cercava di sfuggire alle percosse di un uomo in tuta da meccanico che lo malmenava utilizzando una chiave inglese del 23.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A detta di tutti l’agente Tettoia era uno dei migliori agenti dei Servizi Segreti di Sua Maestà, e della cosa lui era ben consapevole, infatti era stato proprio lui a mettere in giro questa voce, vantandosi di missioni ai limiti del possibile. In particolare aveva messo in giro la voce che era stata opera sua la famosissima operazione Fronteretro. Tale missione, in realtà da lui inventata, era diventata ormai oggetto di insegnamento e caso di studio nella Reale Accademia di Spionaggio. Secondo la fandonia da lui stesso escogitata, con una brillantissima manomissione notturna di alcune cartine geografiche dislocate in posizioni strategiche, la Gran Bretagna si era impossessata delle isole Far Oer, della rete ferroviaria Norvegese e di una numerosissima mandria di mucche frisoni non marchiate, che in quel momento si trovavano al pascolo in Olanda, ignare di tutto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia si era ovviamente assunto i meriti di quell’eroico blitz da lui stesso inventato, ed era stato insignito di numerose medaglie, tre delle quali poi regalate al contadino olandese padrone delle mucche, per comprare il suo silenzio ed evitare uno scandalo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel frattempo dall’altra parte del parco pubblico, un enorme tizio barbuto in salopette blu, stava cercando di infilare l’agente Cip dentro una buca delle lettere (benché privo dell’apposito francobollo), coprendolo nel frattempo di terribili insulti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia rimase a spiare la scena e questa volta si lasciò andare a una sommessa risatina.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pensò che una goliardata del genere era proprio quello che ci voleva per tirargli su il morale, visto che l’ultimo periodo professionale non gli aveva riservato grosse soddisfazioni. Qualcuno nelle alte sfere stava forse cercando di metterlo alla prova, non riusciva a spiegarsi in altro modo gli ultimi lavori che gli erano stati affidati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un mese prima era stato inviato urgentemente in Kamchatka, con l’incomprensibile incarico di difenderlo da un eventuale attacco da parte delle armate gialle dislocate in Jacuzia, pericolo che si era poi rivelato del tutto infondato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In seguito aveva trascorso due settimane lungo viale dei Giardini, con la bizzarra missione di impedire che qualcuno, travestito da fiasco di vino, passasse di lì cercando di vendere case per costruire alberghi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando poi lo avevano spedito travestito da cavallo ad impedire uno scacco matto praticamente fatto, aveva finalmente capito che qualche burlone aveva deciso di sfruttarlo per vincere con l’inganno nei suoi giochi da tavolo preferiti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Strinse il pugno violentemente, pensando che se solo avesse avuto fra le mani l’autore di quei tiri mancini…  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però questa volta era stato destinato alla missione Catarifrangente, e questo era il segno di un ritorno alla normalità. Sorrise rilassato e attraversò il prato che lo separava dall’agente Cip.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dall’altra parte del parco, intanto, l’agente Cip si stava disperatamente arrampicando su un albero per sfuggire a un tipetto tarchiato in tuta blu che lo inseguiva con una motosega. Mentre si arrampicava si produceva in una serie di improperi che fecero fuggire le anziane signore scandalizzate per la sua blasfemia. In realtà non potevano sapere che l’oggetto dei suoi insulti non era il padreterno, ma la stramaledetta macchina chiamata C.R.I.S.T.O., che aveva generato una parola d’ordine delle sue per la procedura di contatto con l’agente che doveva sostituire il defunto Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il luogo prestabilito era l’ingresso del parco. Secondo le istruzioni ricevute, lì avrebbe trovato ad attenderlo un agente travestito da meccanico, al quale avrebbe dovuto presentarsi con la parola d’ordine “Dovrei restituirle il tanga di sua moglie”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo non aveva reso indolore la sua ultima mezz’ora, trascorsa a sfuggire a nerboruti tizi in salopette che non avevano preso per nulla bene la frase con cui li aveva avvicinati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo alcuni minuti, il tizio in tuta blu e motosega abbandonò l’assedio, consentendogli di scendere dall’albero, ancora pesto e malconcio per i precedenti approcci.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ai piedi dell’albero trovò quell’uomo alto e imponente, ma tarchiato e tozzo, un uomo sottile e minuto ma al tempo stesso pingue e corpulento, con una folta chioma leonina sul cranio pelato e lucente, con una sontuosa barba sul viso perfettamente rasato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma, un uomo indescrivibile e mimetico, una figura dalla fisionomia del tutto inafferrabile, che sfuggirebbe a qualsiasi identikit, a ogni identificazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’uomo ideale per fare la spia, si disse… E proprio in quel momento quello parlò con una voce stentorea, appena udibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La funzione primaria del naso non è quella di bisettrice della faccia.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip sobbalzò. Quella era la seconda metà della parola d’ordine generata dal C.R.I.S.T.O., impossibile sbagliarsi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lui balbettò: “Dovrei… Dovrei restituirle il tanga di sua moglie”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sono lieto di fare la sua conoscenza, agente Cip. Mi preme farle notare che non è sempre indice di professionalità l’arrampicarsi sugli alberi con la giacca lacerata e il volto coperto di svariati lividi e tumefazioni. Mi permetta di suggerirle un atteggiamento più di basso profilo, forse meno eclatante, ma più profittevole al fine di non attirare l’attenzione dei passanti durante lo svolgimento di un’operazione segreta.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip trasalì… Riconobbe subito l’eloquio pomposo e sprezzante dell’odiato agente Tettoia che non aveva mai incontrato di persona, ma che gli era ben noto… Il famoso e borioso agente Tettoia, pieno di sé fino all’inverosimile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo, era stato lui a condurre la missione Fronteretro, la magistrale operazione che gli avevano fatto addirittura studiare nel corso di ammissione, l’uomo citato ad esempio per tutte le nuove leve.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciononostante, era talmente antipatico che aveva fatto pressioni sull’imbianchino da lui posto a capo dei servizi segreti per quella faccenda del Kamchatka, e per un altro paio di scherzetti in concomitanza con alcune serate fra amici passate attorno al Monopoli o agli scacchi. L’agente Cip deglutì rumorosamente, sudando copiosamente e vistosamente in imbarazzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma… Secondo la procedura lei doveva essere… essere vestito da meccanico…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia ridacchiò, inarcando le folte sopracciglia completamente glabre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non tergiverserei oltre su queste formalità burocratiche. Spesso l’attenersi rigidamente a schemi comportamentali predefiniti nuoce alla reattività mentale e limita la capacità di adattamento all’ambiente esterno, spesso mutevole e difficilmente inquadrabile.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In seguito, con un giro di parole, l’agente Tettoia fece capire all’agente Cip che potevano darsi del tu, e lo guidò sulla sua automobile, nella cui autoradio inserirono l’audiocassetta lasciata dall’agente Bebopalula prima di morire.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’auto in dotazione all’agente Tettoia era ricolma di congegni sperimentali dei servizi segreti, alcuni dei quali di dubbia utilità. Infatti quando l’agente Cip premette il tasto “play” dell’autoradio, un guantone da boxe venne proiettato da una molla fuori dal cruscotto e lo colpì in pieno volto. Dopo alcune difficoltà e parecchi tentativi a vuoto, finalmente la pressione sull’accendisigari e lo sblocco del freno a mano fecero partire l’autoradio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il messaggio era molto confuso, il rumore di fondo era un ronzio incomprensibile che sembrava la sovrapposizione fra il rombo di una volkswagen in folle, il beccheggio di un catamarano e la sigla di coda delle previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La voce era quella di una donna misteriosa che sembrava parlare da un apparecchio telefonico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Catarifrangente è il nome in codice di un merlo indiano addestrato, il quale custodisce un segreto di vitale importanza per tutti noi. Dovete recuperarlo vivo e vegeto. Siete attesi all’albergo &lt;i&gt;il Crepaccio&lt;/i&gt;, dove troverete le istruzioni per rintracciare Catarifrangente. Mi raccomando, guardatevi dai Procioni e non approfittate del frigobar in camera addebitando la consumazione sul conto dei Servizi Segreti di Sua Maestà. Vi teniamo d’occhio”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il messaggio li lasciò sconcertati. L’agente Tettoia mise in moto e una scossa elettrica fece sobbalzare l’agente Cip, che valutò seriamente l’ipotesi di recarsi all’albergo su un comodo taxi privo di congegni diabolici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fortunatamente raggiunsero in fretta l’albergo &lt;i&gt;il Crepaccio&lt;/i&gt;, costruito ai margini di un precipizio in zona soggetta a bradisismi, fatto che ne faceva il luogo ideale per un tranquillo weekend lontano dalla folla. Il custode li accolse affilando la sua ascia e roteando gli occhi, poi li accompagnò alle loro stanze, consigliando vivamente di non mettere bagagli pesanti a nord, perché la faglia tettonica tendeva a cedere in quella direzione. Il custode era in realtà l’architetto che aveva progettato l’albergo. Subito dopo averne ultimato la costruzione era stato accusato di concorso esterno in arredamento di interni, per aver disposto la mobilia delle stanze esclusivamente su balconi, terrazze e cornicioni. Fu costretto a patteggiare e a riportare l’arredamento dentro le stanze, e la cosa lo rese particolarmente nervoso, irascibile e a tratti inquietante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per quel motivo l’agente Tettoia si chiuse immediatamente a chiave nella sua stanza. A dire il vero non era solo per quello, ma anche per cercare di tenere alla larga Guildstern che in quel periodo si era fatto molto invadente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Guildstern era comparso nella sua vita attorno ai 12 anni di età, era il suo amico immaginario, cosa che – lui credeva – capitava a tutti i ragazzini, no? Quando infine si era reso conto che non tutti i suoi compagni di scuola giocavano a ping-pong (per giunta perdendo regolarmente) con un amico immaginario, aveva capito che forse poteva sfruttare quella stranezza a suo favore. Fu così che alla visita per il servizio militare insistette per presentare allo psicologo il suo amico Guildstern. Lo strizzacervelli abbozzò un sorriso, sollevando appena gli occhi dal suo foglio e limitandosi a chiedere taglia e numero di scarpe di Guildstern per la sua uniforme. Così si era ritrovato in Irlanda del Nord a fare doppi turni di guardia, dato che Guildstern gli aveva giustamente fatto notare che in quel pasticcio ce lo aveva cacciato lui e quindi lui si doveva sorbire anche i suoi turni. Nemmeno il fatto che scarpe e divisa fossero di 4 misure troppo grandi per lui, smossero l’amico immaginario dalla sua decisione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I rapporti fra loro si incrinarono profondamente quando Guildstern venne promosso caporale e lui invece rimase soldato semplice. Fu in quel momento che il suo amico immaginario si trasformò nel suo nemico immaginario, che lui cercava di evitare in tutti i modi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era quello l’unico punto debole dell’inattaccabile agente Tettoia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma questo nessuno lo sapeva.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E infatti nella stanza confinante l’agente Cip, oltre ai postumi di svariati traumi dovuti ai congegni dell’automobile sperimentale, stava ancora smaltendo il nervosismo e il senso di soggezione per il fatto di dover lavorare con l’odioso ma pur sempre leggendario agente Tettoia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre passeggiava in cerchio pensando al da farsi, squillò il telefono. Si tolse la scarpa e rispose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Prendi nota, figliolo, se mai dovessi presenziare a uno sbarco di alieni, cerca di non accoglierli in canottiera o con frasi contenenti la parola olomorfismo”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Papà? Sei tu? Come dici?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ci avevi mai pensato, ragazzo? Il Triceratopo forse non si sarebbe estinto se avesse avuto un pollice opponibile invece di un inutile naso corazzato”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi il Penta-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior riattaccò, lasciandolo completamente disorientato come suo solito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip, in preda allo sconforto, pensò che forse aveva sbagliato a entrare nei servizi segreti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Forse poteva tornare a vivere con suo padre e mettersi a collezionare le paranoie che lui scartava o che non usava più.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;O forse poteva ricominciare a lavorare part-time come faceva ai tempi dell’università, quando per cercare di emanciparsi dal padre e non sentirsi un figlio di papà mantenuto, aveva lavorato come moribondo sostitutivo presso i maggiori ospedali di Londra.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Interveniva solo nei casi più drammatici in cui un giovane scompariva improvvisamente in fatalità imprevedibili e orripilanti tipo paracadute difettosi, pianoforti precipitati in strada, coccodrilli fuoriusciti dal water, eruzioni di tombini e analoghe sventure. In questi casi le famiglie difficilmente riuscivano ad accettare l’improvvisa morte del congiunto e a farsene una ragione, quindi lui, completamente fasciato e bendato in modo da essere irriconoscibile, impersonava il defunto, fingendosi ancora degente in qualche asettica sala di rianimazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Simulava perfettamente il coma durante il solo orario di visita, cosa che quindi lo impegnava per non più di due o tre ore al giorno, per la durata di un paio di settimane; di norma dopo questo lasso di tempo i famigliari si abituavano all’idea della tragedia, e lui poteva inscenare l’improvviso peggioramento e il decesso, venendo sostituito dal vero cadavere e terminando così il suo lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva così scoperto che la maggioranza dei ricoverati nei reparti di rianimazione erano in realtà dei moribondi sostitutivi come lui. Spesso alla fine dell’orario di visita si rialzavano in 5 o 6, sbendandosi e rivestendosi, scambiandosi salaci battute a sfondo mortuario, esempio di humor nero tipicamente inglese.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ripensò con nostalgia a quel periodo, terminato solo a causa di un brutto raffreddore, che lo fece scoppiare in una raffica di 27 starnuti consecutivi e intrattenibili mentre la madre lo accudiva credendolo il figlio in coma per aver inavvertitamente ingoiato un termosifone. L’imprevedibile evento costrinse il primario di neurochirurgia a lobotomizzare d’urgenza la signora che gridava al miracolo per il risveglio del figlio, prima che potesse suscitare uno vespaio accorgendosi che quello non era suo figlio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ovviamente lo licenziarono, ma chissà… Forse lo avrebbero ripreso a lavorare, magari anche come riserva o sostituzione temporanea.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre pensava a queste cose udì un rumore, ed una busta fece capolino sotto la porta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si alzò e fece per afferrarla, ma scomparì subito. Aprì immediatamente la porta e dall’altra parte c’era l’odioso agente Tettoia che stava già aprendo la busta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Se mi è concesso puntualizzare, sottolineerei che non è l’ideale lasciare che una busta contenente istruzioni direttamente attinenti a un’operazione segreta rimanga troppo a lungo infilata sotto una porta, in quanto è universalmente noto che le buste infilate sotto le porte contengono sempre informazioni importanti e solitamente riservate, e che pertanto potrebbero attirare l’attenzione di occhi indiscreti.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche quella volta lo aveva umiliato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-6290479065688481981?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/6290479065688481981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=6290479065688481981' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/6290479065688481981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/6290479065688481981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/13-albori.html' title='13 - Albori'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-7029902737298026242</id><published>2007-06-10T19:34:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T23:44:40.299+02:00</updated><title type='text'>12 - Anticipazione</title><content type='html'>Dieci mesi prima della resa dei conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrampicato sullo scoglio di fronte alla baia che nemmeno il depuratore marino riusciva a deturpare fino in fondo, l'ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Era fermo in quella posizione da una settimana, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura in prossimità dell’enorme depuratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione sulla spiaggia sembrava giunta ad uno stallo. Gli ambientalisti e i poliziotti stavano trattando con le televisioni locali per l'impostazione dei servizi giornalistici. Si era infatti in prossimità dell'atteso momento dello sgombero e da 48 ore circa i rappresentanti delle forze dell'ordine e dei manifestanti non riuscivano a trovare un accordo. Le riprese effettuate da destra erano in controluce e non consentivano ad alcune fra le ambientaliste più sexy di offrire alle telecamere il loro profilo migliore. D'altra parte le riprese effettuate da sinistra inquadravano solo marginalmente le scritte pubblicitarie sugli scudi antisommossa dei poliziotti, offerti dalla prestigiosa ditta “Ing. Soppalco ed Eredi”, e la cosa non era ovviamente accettabile. La mediazione venne resa ancor più difficile dalle divisioni interne fra i manifestanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Ambientalisti-Non-Violenti-Assolutamente-Non-Violenti, minacciavano di andarsene a manifestare altrove, se la frangia degli Ambientalisti-Non-Violenti-Ma-Tolleranti-La-Violenza-Altrui-Causata-Dalla-Polizia non si fosse subito dissociata dei Violenti-Aggregatisi-Agli-Ambientalisti-Tanto-Per Spaccare-Qualcosa. Come spesso capitava, l'ago della bilancia era rappresentato dagli Ambientalisti-Non-Volenti-Intolleranti-La-Violenza-Ma-Facili-Da-Provocare-Dopo-La-Terza-Birra, e soprattutto dai più numerosi, gli Ambientalisti-Non-Violenti-Ma-Se-Ci-Sono-Anche-I-Violenti-Il-Corteo-Fa-Più-Scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le televisioni si sforzavano di promettere a tutti quanti adeguate inquadrature e almeno 35 secondi di audio ad ognuna delle parti, ma la trattativa sembrava ancora in alto mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello guardava tutto con distacco, perchè i suoi pensieri correvano sempre alla bella Clotilde, e ai tempi andati della primavera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Clotilde Candelabri quella sembrava proprio una normalissima giornata primaverile, del tutto routinaria. Aveva passato la tarda mattinata e il pomeriggio dedicandosi al giardinaggio, hobby che nella loro tenuta di 12000 metri quadri era decisamente impegnativo. Prima aveva potato Anodo e Catodo, i suoi 2 cipressi preferiti, con tutta la delicatezza di una madre, maneggiando cesoie, motosega e bazooka con estrema delicatezza. Poi era salita sul suo caterpillar personale e aveva dissodato l’aiuola dei ciclamini cercando di limitare al minimo indispensabile l’utilizzo delle mine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora stava maneggiando sapientemente il lanciafiamme per sagomare la siepe attorno alla cancellata della loro villa, cosa che la rilassava sempre, consentendole di perdersi nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto meditava sui bizzarri scherzi del destino che svolta dopo svolta l’avevano guidata fino all’imprevedibile e travolgente matrimonio con Ottonello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di essere figlia di Ebenezer Candelabri, fondatore della omonima industria Candelabri produttrice di asciugamani in carta e accessori sanitari, non aveva minimamente influenzato la sua adolescenza e il suo periodo universitario, fatto salvo l’autista in marsina che la accompagnava a scuola tutti i giorni e la guardia del corpo che malmenava ogni docente che osasse attribuirle una valutazione inferiore all’eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi sogni e le sue ambizioni erano lontani anni luce dalla carriera imprenditoriale nell’ambito dei sanitari, motivo per cui si era iscritta al corso universitario di Discipline Artistiche, indirizzo “Sceneggiatura, Dizione e Avanti veloce”. La giovane Clotilde, dopo aver conquistato l’ammirazione dell’intero corpo docente per la sua rivoluzionaria tesi sulle “Nuove prospettive per le forme visive di narrativa dopo Tom &amp; Jerry”, decise di tuffarsi nell’avventuroso mondo dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentò prima con il cinema, e in un anno di notti insonni e immani sacrifici, riuscì a girare un film di esordio autoprodotto eccezionale. Sfortunatamente, essendo lei una giovane regista sconosciuta, le case di distribuzione fecero uscire il film a ferragosto. Il titolo del film, che per una sventurata coincidenza era “Chiusura estiva”, fece sì che la prima andasse completamente deserta. Il disastroso esordio fece sparire immediatamente il film dalle sale, e l’insuccesso la gettò in una terribile depressione che la costrinse a entrare in analisi dal professor Klutzer, luminare svizzero seguace delle tecniche di ipnosi di Freud e della marcatura a uomo di Beckenbauer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor Klutzer la sottopose a una terapia innovativa che consisteva nel sedersi ogni sei ore a fissare l’oblò della lavatrice dopo avervi chiuso un gatto con una parrucca ottocentesca, due foto di Martin Scorsese ed aver azionato il programma “centrifuga forte per colorati stingenti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento ebbe successo e Clotilde si riprese, decisa più che mai a ritentare la strada dell’arte. Questa volta provò con la regia teatrale, ed ebbe l’onore di poter mettere in scena la sua opera alla Scala di Milano, ancora piena di impalcature ed aperta appositamente per lei. Purtroppo però, il dramma in 3 atti da lei scritto e diretto, dall’ambiguo titolo “Lavori di ristrutturazione", fu un altro clamoroso fallimento e la prima andò nuovamente deserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tracollo fu vistoso e il secondo ciclo di trattamenti del professor Klutzer fu ancora più intensivo. Esso prevedeva due sessioni quotidiane di biliardo ermetico. Ogni volta che la nove finiva in buca d’angolo Clotilde doveva recitare una poesia a scelta di Ungaretti, ad eccezione di “Soldati”, recitabile esclusivamente se la palla numero sette colpiva la palla numero quattro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde si riprese faticosamente e gettò ogni residua stilla di energia in quella che sarebbe stata la sua ultima chance; le affidarono l’organizzazione di un grandioso musical itinerante. Lo spettacolo aveva tutte le carte in regola per sfondare, ma sfortunatamente esordì in India in piena stagione monsonica, e il titolo "Sospeso per pioggia" venne nuovamente frainteso e causò il record negativo di pubblico degli ultimi 12 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arresto del professor Klutzer, in realtà un ferroviere di Zurigo ricercato per il furto di sei vagoni del Bernina Express, salvò la giovane Clotilde da un nuovo ciclo di terapie illegali. Fu così costretta ad accettare la realtà e a ripiegare sulla conduzione dell’industria lasciatale in eredità dal padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde sorrise, pensando che ormai nulla di tutto ciò era più importante, da quando Ottonello era al suo fianco. Diede un ultimo colpo di lanciafiamme alla siepe e si fermò ad osservare il marito che cercava con bonaria pazienza di insegnare alla loro pianta di ficus una canzone tipica lussemburghese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello era di ottimo umore. Era così di buon umore che aveva appena promosso il fedele Antonazzi dal grado di foca a quello di foca monaca, garantendogli così una carriera davvero fulminante, se si pensava che solo pochi anni prima era un misero campione di salto in alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonazzi se lo meritava, aveva appena brevettato un congegno che avrebbe rivoluzionato il mercato degli accessori sanitari per giovani e dinamiche aziende. L’ispirazione era arrivata dall’ultimo rapporto Istat sull’analisi della produttività dei dipendenti. In particolare una equipe di luminari aveva dimostrato che il maggior fattore di tensione sul posto di lavoro era causato dall’angoscia legata al doversi recare in bagno. Il peggior incubo di un lavoratore che si recava al bagno era costituito dal pericolo di emettere rumori sgradevoli che potessero essere uditi dai colleghi di ufficio, coprendolo di vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni d’oro dell’industria italiana, per ovviare al problema i dirigenti erano soliti intonare canzonette nostalgiche del ventennio fascista; gli operai invece cantavano a squarciagola l’internazionale socialista e bandiera rossa. L’evoluzione dei processi industriali e il progressivo spostamento della domanda dai beni di consumo ai servizi, portarono alla formazione di una predominante classe media impiegatizia, priva di valori sociali e di fede politica incerta, che al bagno era solita cantare i successi dei Ricchi e Poveri, politicamente neutri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo condusse all’introduzione delle recenti norme in fatto di par condicio sul luogo di lavoro, norme che avevano tassativamente vietato ogni tipo manifestazione canora a sfondo politico nei bagni, e avevano proclamato la pena di morte per chi fosse sorpreso a cantare successi dei Ricchi e Poveri al di fuori delle mura domestiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro di vite legislativo fece sì che tutti, indipendentemente dall’inquadramento, avessero come unico modo di nascondere gli eventuali rumori compromettenti, quello di azionare in continuazione lo sciacquone durante la permanenza ai servizi, causando un consumo idrico incalcolabile per tutte le maggiori aziende italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco che l’Antonazzi aveva pescato il coniglio dal cilindro: il sistema “Niagara”, un altoparlante collegato alla tavoletta del water, che emetteva rumore di sciacquone a tutto volume appena qualcuno di sedeva sulla tazza, coprendo ogni possibile rumore molesto (esclusi quelli non convenzionali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia del brevetto, ricevuta per telefono dallo stesso Antonazzi, aveva rasserenato Ottonello, nonostante il pomeriggio non fosse stato dei più facili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva infatti ricevuto la visita di suo figlio Ma-Nuele. Lo aveva fatto accomodare in salotto e gli aveva offerto cortesemente da bere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi una birra, figliolo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non posso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E perché mai?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sono alcolizzato, papà, ricordi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah, quello…” – Ottonello Bolzoni era sempre nervoso in presenza dei figli, e spesso incorreva in gaffes imbarazzanti. Il figlio era diventato alcolizzato a sei anni in seguito a una rarissima forma di intossicazione da Tavernello, dalla quale non era più uscito completamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che ti succede, figliolo? Ti vedo agitato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho preso una multa, non ci voleva.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma-Nuele cercò di cambiare discorso. Era stata una vicenda piuttosto fastidiosa. Aveva preso un panzerotto per pranzo, presso la panetteria di Osvaldo, famoso nel quartiere per le sue ricette innovative e per non aver mai appreso l’uso del registratore di cassa. Subito dopo aver mangiato era uscito dalla panetteria, dove aveva incrociato un solerte agente della Guardia di Finanza in vena di contravvenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finanziere gli chiese di esibirgli lo scontrino per ciò che aveva acquistato nella panetteria. Ma-Nuele negò di aver comprato alcunché, ma l’altro si diceva sicuro di averlo visto mangiare un panzerotto oltre la vetrina. E di averlo fatto anche con una certa ingordigia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma lei non può dimostrarlo” – aveva sorriso Ma-Nuele, sicuro che quello avrebbe posto fine alla fastidiosa ingerenza dell’uomo, e invece il puntiglioso finanziere diede vita a uno spettacolare colpo di scena, estraendo dalla divisa un regolare mandato di perquisizione del suo tratto esofageo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ispezione del piloro, il ritrovamento di tracce di mozzarella, pomodoro e poliuretano espanso, riconducibili all’inconfondibile ricetta dei panzerotti di Osvaldo, lo incastrarono. La susseguente contravvenzione lo aveva messo di pessimo umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma-Nuele aveva così deciso di passare a fare visita al padre, per cercare di infastidirlo e deprimerlo, cosa che lo metteva sempre di buon umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quella sera il sorriso del padre sembrava inscalfibile. Da quando si era risposato con Clotilde, era improvvisamente diventato allegro e sereno, e la cosa non gli andava affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, Clotilde. Ma-Nuele la stava fissando mentre lei saltellava per il soggiorno come impazzita, chiedendosi che diavolo avesse da festeggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho vinto! Ho vinto!” – continuava a ripetere Clotilde saltellando dappertutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che succede, cara?” – Ottonello, sorridente le si fece incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna spiegò confusamente al marito ciò che era accaduto: anche quella sera, come tutti i giorni, stava assistendo alla sua trasmissione preferita, le previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni, e dopo tanto tempo aveva tentato la fortuna al gioco telefonico in cui Tempestoni invitava il pubblico da casa a indovinare il logaritmo in base neperiana della percentuale di umidità relativa prevista per il giorno dopo a Conegliano Veneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Clotilde aveva sentito il telefono che squillava dall’altra parte, e subito dopo la voce profonda del colonnello in persona che chiedeva il più classico e televisivo dei “Ciao, chi sei? Da dove chiami? Hai delle quaglie?”, le era sembrato tutto un sogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piena trance, senza rendersi conto di ciò che le stava capitando, aveva risposto del tutto a caso alla domanda: “4,673 periodico.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde terminò il suo racconto tutto a fatica, ancora trafelata per l’emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E cosa hai vinto, cara?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei esitò… In effetti nella concitazione del momento, lo shock per l’emozione provata era stata tale che non ricordava assolutamente in cosa consistesse il premio. Ricordava solo che glielo avrebbero recapitato entro 3 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in quel momento suonarono insistentemente alla porta. Clotilde corse ad aprire. Un uomo pallidissimo e con la bocca spalancata le si parò di fronte. Reggeva in braccio un barboncino bianco bellissimo nella sua perfetta permanente vaporosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde abbracciò il barboncino, e l’uomo si voltò immediatamente, allontanandosi barcollando. Aveva un coltello da cucina piantato nella schiena, ma questo non attirò l’attenzione dell’allegra famigliola intenta a festeggiare l’arrivo del barboncino, giustamente accolto come il premio del gioco televisivo del colonnello Tempestoni, in enorme anticipo rispetto alle previsioni di consegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo risalì a fatica sul suo furgone nero e mise in moto, fece una curva e poi crollò esanime sul volante, sbandando e finendo la propria corsa contro un albero a lato strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il simpatico cagnolino corse nel giardino e si piazzò esattamente a metà strada fra i due cipressi Anodo e Catodo, guardandoli indeciso, forse per scegliere il primo territorio da segnare nella sua nuova casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel momento, nonostante il cielo completamente privo di nuvole, un fulmine si abbatté su Anodo e Catodo, producendo un arco voltaico spettacolare fra le cime dei 2 cipressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde provò un brivido freddo, quel piccolo incidente sembrava voler preannunciare sventure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello invece osservò affascinato l’arco voltaico e chinandosi sul barboncino fra i due cadaveri fumanti di Anodo e Catodo, lo sollevò e proclamò con voce solenne: “Tu ti chiamerai Elettroforesi!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde sentì un sobbalzo al cuore. Le previsioni di Piera si stavano avverando, un misto di terrore e di eccitazione le fece tremare la voce mentre sorridendo cercava di sdrammatizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ottonello, ti ho… ti ho mai raccontato di quella volta che… che mio zio è stato denunciato per il dirottamento di un tram?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello corse ridendo ad abbracciarla, ma questa volta fra loro non c’era solo spensierata ilarità, ma anche un inquietante barboncino. E come se non bastasse alle loro spalle, sulla soglia della casa, c’era Ma-Nuele che li fissava pieno di livore; rimase a guardarli torvo per lunghissimi istanti, finché la consueta apertura serale della soprastante diga Enel delle 19.13, lo trascinò via scaraventandolo nella siepe potata di fresco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-7029902737298026242?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/7029902737298026242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=7029902737298026242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/7029902737298026242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/7029902737298026242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/12-anticipazione.html' title='12 - Anticipazione'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-3931641071983946531</id><published>2007-06-10T19:00:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:05:35.464+02:00</updated><title type='text'>11 - Genesi</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Molti molti anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;I suoi uomini non riuscivano ad organizzarsi e spesso si ostacolavano. Per fortuna al comandante venne&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il contrammiraglio logaritmico Megabyte stava compiendo il suo consueto giro d’ispezione mattutina nella base della Legione Forestale Anfibia. Dopo una lunga ed onorata carriera nei marines, da dieci anni era al comando di questa nuova unità d’elite, voluta fortemente dallo stato maggiore italiano dopo alcuni tragici fallimenti dei propri reparti di punta, culminati nell’incresciosa vicenda delle patate pentagonali. Si trattava di un ardito esperimento agricolo compiuto da un contadino semianalfabeta ed alcolizzato nei primi anni ottanta in provincia di Catanzaro. Stanco delle solite patate dalla forma completamente irregolare, questi si era messo in testa di coltivare tuberi aventi esattamente cinque lati, che sarebbero stati assai più semplici da sbucciare e tagliare, per la gioia di massaie e casalinghe. Dopo alcuni anni di tentativi infruttuosi, era finalmente riuscito ad ottenere un buon risultato impiegando degli speciali stampi ricavati dallo sterco dei maiali. Era arrivato alla soluzione in modo completamente casuale, una notte che si era ritirato a casa talmente ubriaco da scambiare la gabbia dei maiali per la sua camera da letto. Al risveglio si era ritrovato ricoperto di vario materiale di origine organica, tra cui un mirabile pentagono che, indurito e stemperato dal sole, si presentava come lo stampo perfetto. Per diversi giorni era ritornato trepidante nella gabbia dei maiali sperando di ottenere altri stampi, ma il miracolo non si ripeté. Dopo un mese di vana attesa aveva quasi deciso di rinunciare, quando gli venne un’intuizione geniale: i maiali non gli davano altri pentagoni perché non avevano nessuna istruzione. Ingaggiò lo stesso giorno il professore di matematica del vicino istituto tecnico che, per tre intere settimane, ogni pomeriggio insegnò ai maiali le basi della geometria euclidea. Il costo dell’operazione fu alto, ma venne ripagato dalla produzione in serie di perfetti stampi nel giro di pochi mesi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al successivo raccolto il contadino poté così vendere le patate di nuova concezione nei mercati locali, ed il successo fu così grande che ben prestò dovette quadruplicare la produzione annua, rifornendo anche molti dei supermercati della zona. Purtroppo per lui, l’interesse per le patate pentagonali andava ben oltre l’aspetto alimentare. L’insolita forma di tali tuberi, aventi tutti la stessa dimensione, insinuò infatti il sospetto che ci potesse essere qualcosa di sovrannaturale dietro la loro comparsa. Malgrado il contadino si affannasse a ribadire che il merito era tutto dei maiali, dimenticandosi del tutto del professore di matematica, verso il quale provava segretamente invidia ed astio a causa della sua aria di saputello, la gente vedeva negli ortaggi l’annuncio di una nuova era di pace e prosperità. Grazie al passaparola esse si diffusero rapidamente ed assursero in breve a simbolo di speranza e riscatto sociale. La fede nelle patate ben presto distolse molta gente dalle normali occupazioni: i consumi crollarono, l’assenteismo dagli uffici aumentò esponenzialmente e persino soap-operas e reality-show in tutto il circondario del catanzarese registrarono indici di gradimento in caduta libera. In alcune scuole ed uffici comunali si arrivò persino a sostituire il crocifisso con la patata pentagonale. La situazione era potenzialmente esplosiva: se il culto della patata si fosse esteso oltre i limitati confini della loro zona di produzione, si sarebbe rischiato un nuovo ordine nel quale i poteri consolidati non avrebbero più contato nulla. Da sempre, tuttavia, il primo interesse del potere è quello di preservarsi all’infinito e per questo il Parlamento istituì nella massima segretezza un’unità di crisi formata da ministri, produttori tv, iscritti alla massoneria e piloti di mongolfiere che avrebbe dovuto seguire l’evolversi della vicenda con la massima attenzione. Malgrado molti sforzi, la situazione sfuggì tuttavia al loro controllo ed il culto della patata continuò a diffondersi incontrollatamente, fin quando non rimase alternativa che un intervento radicale. La prassi in casi simili voleva che le autorità centrali subappaltassero il lavoro alla malavita locale, che avrebbe potuto risolvere il tutto in modo assai discreto e privo di clamore. Per l’occasione si decise tuttavia di procedere in modo diverso, sfruttando l’evento come una formidabile promozione per le forze armate, da tempo in crisi di popolarità e soprattutto di finanziamenti. Venne stabilito di ingaggiare una banda di cento ex analisti-programmatori, rimasti disoccupati dopo il crollo della new-economy che, travestiti da terroristi di una non meglio precisata organizzazione eversiva, avrebbero dovuto inscenare un tentativo di invasione dell’Italia. In base al piano essi sarebbero dovuti sbarcare sulle coste del tirreno a bordo di pedalò corazzati per poi risalire verso l’interno distruggendo tutto quanto incontrato lungo il cammino. Proprio quando la marcia li avrebbe condotti senza nessuna resistenza a transitare per il campo del contadino, sarebbero entrati in scena in una mirabile &lt;span style="text-decoration: none;"&gt;azione congiunta i reparti speciali di esercito e marina &lt;/span&gt;che, in diretta televisiva a reti unificate, avrebbero salvato la penisola da questa terrificante minaccia, annientando il poderoso esercito nemico. Incidentalmente, durante la battaglia tutte le piante di patate sarebbero state spazzate via da un micidiale composto sperimentale di napalm, nitroglicerina e sughi pronti al pesto che avrebbe reso il terreno sterile per centinaia di anni, cancellando per sempre il culto della patata a cinque lati.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto era stato pianificato nei minimi dettagli: nessuno si sarebbe fatto davvero male ma, nella malaugurata ipotesi, le famiglie dei caduti avrebbero ricevuto come risarcimento uno sconto vitalizio del 5% su tutte le telefonate intercontinentali, gentilmente offerto dalla società di telecomunicazioni principale sponsor dell’evento. Tutta l’operazione era stata pianificata nel più piccolo dettaglio. Si era pensato finanche ai maiali, che sarebbero stati destinati ad un campo di lavoro e rieducazione ove avrebbero dimenticato tutte le nozioni apprese di geometria, per tornare a dedicarsi con il consueto entusiasmo alla produzione di salsicce e cotechini.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’operazione iniziò sotto i migliori auspici, i pedalò raggiunsero la costa senza intoppi e la marcia iniziò spedita. Proprio quando i finti invasori erano a pochi chilometri dall’obiettivo, accadde però l’imponderabile. Tra gli analisti programmatori scoppiò una furibonda lite, generata da una banale discussione su chi fosse il più bravo a scrivere software di briscola elettronica. Dalle parole si passò ben presto ai fatti ed iniziò così un’indecorosa rissa che tenne impegnato il gruppo per diverse ore, facendo passare la missione vera e propria in secondo piano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ignari dell’accaduto, all’ora stabilita i reparti speciali entrarono regolarmente in azione, riversando una potenza di fuoco terrificante sulle ignare e disarmate patate, che caddero senza riuscire ad organizzare alcuna resistenza significativa. In base ai dati delle diverse società di rilevazione, una percentuale oscillante tra il 73 ed il 91 per cento dei telespettatori poté assistere in prime-time alla strage dei tuberi, evento che provocò una colossale ondata di sdegno e proteste anche di natura legale. Pur avendo debellato la minaccia delle patate, l’esercitò uscì dalla vicenda in pezzi. Tutto lo Stato Maggiore venne degradato, i reparti speciali vennero sciolti, mentre gli analisti programmatori vennero assunti in blocco da una primaria società di consulenza, che li licenziò dopo una sola settimana a causa di un repentino ed imprevedibile mutamento del mercato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu proprio dopo quei terribili giorni che la Legione Forestale Anfibia vide la luce, affidata alle sapienti mani del contrammiraglio &lt;i&gt;Megabyte&lt;/i&gt;, strappato ai marines in cambio della torre di Pisa più svariati milioni di Euro. Grazie alla sua condotta inflessibile ed autoritaria, la Legione si guadagnò sul campo fama e rispetto, tanto che divenne uno dei migliori corpi d’elite del mondo, qualificandosi spesso per il prestigiosissimo campionato mondiale delle teste di cuoio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A tutto questo pensava soddisfatto e pieno di orgoglio il contrammiraglio logaritmico al termine dell’ispezione quando, come da abitudine, andava a rinfrescarsi nel luccicante bagno ufficiali, unica concessione al lusso in una vita altrimenti del tutto spartana. Una brutta sorpresa lo attendeva però quella mattina: il prezioso lavandino in roccia vulcanica era scomparso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al suo posto trovò una pozza d’acqua ed un biglietto con un inquietante messaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;Non avete capito, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Non potete continuare su questa strada, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;C’è un limite e voi lo avete superato, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Adesso la nostra pazienza è finita, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Se non la smettete di distruggere le altre creature di questo pianeta, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Pagherete un prezzo altissimo, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Il vostro preziosissimo lavandino lo abbiamo preso senza nessuno sforzo, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Possiamo spazzarvi via facilmente, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Tenete a mente questo avvertimento, non ce ne saranno altri, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;E poi non dite che non vi abbiamo avvisato.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un brivido di terrore salì lungo la schiena del militare: i procioni si erano introdotti nella sua inviolabile base, irridendolo platealmente. Non c’erano dubbi, quello era il loro tipico stile canzonatorio. Molte volte aveva ricevuto rapporti sull’accresciuta pericolosità dei procioni, ma li aveva sempre liquidati come sciocchezze.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Il giorno che una di quelle stupide bestie dimostrerà di saper distinguere tra la propria coda ed un accumulatore al piombo mi ritirerò a pescare trote nelle montagne rocciose”&lt;/i&gt; aveva addirittura dichiarato durante una puntata del più seguito talk show del venerdì sera. Se la notizia dell’accaduto si fosse diffusa, sarebbe divenuto lo zimbello delle forze armate e di tutta quella gente che lo aveva visto in tv e che lo fermava continuamente per chiedergli autografi, raccomandazioni per i propri figli e consigli sulla cottura della crostata di albicocche. Doveva assolutamente ritrovare il lavandino prima che qualcuno ne notasse lo scomparsa. Poi avrebbe potuto fare i conti con quelle bestiacce una volta per tutte. Tuttavia egli era un personaggio troppo conosciuto per effettuare delle ricerche senza dare nell’occhio oltre che, anche se detestava ammetterlo, ormai troppo vecchio per quel genere di operazioni. Quello che ci voleva era una persona fidata, dai nervi d’acciaio e dalla discrezione assoluta, e lui aveva nella Legione un soldato del genere. Fece immediatamente chiamare la zia dell’Astigmatico, arruolatasi da appena due anni ma già molte volte distintasi per la propria abilità in battaglia e l’obbedienza assoluta al corpo. Ella proveniva da una famiglia molto povera e, a differenza della sorella che si spaccava la schiena per quattro soldi in un ristorante cinese nell’attesa di un uomo che la portasse via ricoprendola di soldi, non aveva nessuna intenzione di guardare i ricchi dall’altro lato della strada. Per questo si era arruolata: nella Legione avrebbe ottenuto denaro e potere a profusione, bastava seguire le semplici regole della vita militare, per la quale aveva scoperto di possedere un naturale talento.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le bastò uno sguardo scambiato con il contrammiraglio per rendersi conto della estrema gravità della situazione. Senza indugiare un solo minuto, si mise alla ricerca del lavandino, astutamente travestita da venditrice di ghiacciai morenici.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La sua indagine iniziò dai bassifondi della città. I rapporti dei servizi segreti dimostravano infatti uno stretto legame tra i procioni e la feccia della società; alcolizzati, barboni, prostitute e mendicanti erano tutti legati in qualche misterioso modo agli orsetti e toccava a lei sfruttare questo collegamento per raggiungere il lavandino. Con la scusa di presentare il proprio campionario di seracchi, creste e sfasciumi morenici, trascorse un’intera settimana tra i reietti della società. Lusingò, corruppe, offrì denaro ed alcol, all’occorrenza minacciò e picchiò senza pietà, ed infine ottenne l’informazione cercata: l’accesso al misterioso regno dei procioni era una botola nascosta nelle cucine del ristorante “&lt;i&gt;Al calamaro isoscele&lt;/i&gt;”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Due sere più tardi, approfittando della confusione per il ricevimento offerto dai conti &lt;i&gt;Balconi&lt;/i&gt; dopo la recita scolastica nella quale il loro secondogenito recitava il ruolo della lampada alogena, la soldatessa si intrufolò furtivamente nelle cucine del ristorante. Cercò a lungo la botola, che riuscì ad individuare dopo molte ore e solo grazie all’occhio addestrato in centinaia di missioni ad alto rischio, sotto il criptico cartello “Pulire attentamente la coda prima di attraversare la botola”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Attenta a non farsi notare dagli indaffarati cuochi e camerieri, con il cuore in gola varcò il passaggio. Si ritrovò in un buio tunnel che scendeva velocemente verso l’ignoto. Pur terrorizzata, impedì alle proprie paure di avere il sopravvento, e con la fida pistola d’ordinanza in pugno iniziò la discesa. Camminò per molte ore nel buio, senza mai incontrare segno di vita, e continuò a scendere anche quando stanchezza e sfinimento iniziarono a piegare le gambe ed indebolire la volontà. Dopo due giorni ininterrotti di cammino, improvvisamente la discesa finì e lo stretto tunnel lasciò il posto ad un’ampia caverna ben illuminata, attraversata da un fiume cristallino che formava un laghetto. Esattamente al centro del lago era posta una piattaforma con sopra il lavandino del bagno ufficiale. Non ebbe nemmeno il tempo di rallegrarsi per la propria bravura e fortuna, che si ritrovò circondata da centinaia di procioni che la fissavano senza emettere un suono.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La stavano evidentemente aspettando.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Seguici, giovane creatura&lt;/i&gt;” le disse Dieci-Segretarie, il capo della guardia dei procioni.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Senza palesare nessuna emozione, la zia dell’Astigmatico si lasciò scortare da un piccolo drappello di orsetti nella sala delle udienze, ove il senato dei procioni al completo era in attesa del suo arrivo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Benvenuta, giovane creatura&lt;/i&gt;”, l’accolse Agente-Pluridecorato, il senatore più anziano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Benvenuta? Come osi dire tale falsità dopo tutto quello che avete fatto, misero topo?&lt;/i&gt;” rispose lei con voce carica d’odio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;La giovane creatura si riferisce probabilmente al suo lavandino&lt;/i&gt;” disse allora Panettiere-Veloce, un giovane senatore alla sua destra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non solo al lavandino, schifoso. Credi forse che non sappiamo che ci volete uccidere tutti? Credi che ce ne staremo con le mani in mano mentre vi alleate con quei maledetti traditori amici vostri per attaccare l’umanità intera?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Quanto inutile astio nelle tue parole, giovane creatura&lt;/i&gt;” rispose Vecchia-Utilitaria, un canuto e rispettabile orsetto seduto al centro dell’emiciclo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E’ tipico della tua razza un comportamento di violenza fisica e verbale, non giustificato e non necessario, giovane creatura.&lt;/i&gt;” continuò.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Smettetela di chiamarmi giovane creatura, sono un sergente della Legione&lt;/i&gt;.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ha si, la Legione, l’Esercito, le bombe….. noi non abbiamo nulla di simile, giovane creatura.&lt;/i&gt;” ­- la interruppe Kit-Viva-Voce - “&lt;i&gt;eppure viviamo in pace ed in armonia da migliaia di anni. Ti sei mai chiesta se c’è un senso in tutto questo, giovane creatura?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Incredibilmente, l’atteggiamento di calma assoluta dei procioni e la loro mancanza di ostilità placò tutta la furia della Zia dell’ Astigmatico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Certo che c’è un senso, la Legione ci difende dai nemici e ci aiuta a mantenere la pace. Inoltre in essa io ho trovato onore e rispetto, ed un giorno mi darà tutte le cose che adesso non posso avere&lt;/i&gt;” rispose allora, con molto più trasporto e sincerità di quanto avrebbe dovuto di fronte a dei nemici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E quali sono queste cose, giovane creatura?&lt;/i&gt;” chiese cortesemente Piccola-Cameriera, una giovane orsetta con uno sbarazzino nastro rosa legato alla coda.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Be, innanzitutto potrei comprarmi il robot multi funzione StraziaVerdure che tutte le famiglie ricche possiedono&lt;/i&gt;” rispose la Zia dell’Astigmatico, cui l’atmosfera rilassata aveva ormai tolto ogni residuo di ostilità.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Poi potrei fare l’abbonamento premium ad una clinica di chirurgia estetica che mi garantirebbe ben sette liposuzioni e due interventi maggiori ogni anno; rimarrei sempre giovane e desiderabile. Infine potrei permettermi la super crociera intorno al mondo in una suite da 150 metri quadri con piscina e base missilistica privata. Tutto il meglio, insomma. E per avere questo sono disposta a tutto. &lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Mia giovane creatura&lt;/i&gt;” rispose Due-Magazzinieri, un robusto procione seduto poco sopra di lei – “&lt;i&gt;hai mai pensato al vero prezzo di queste cose che voi umani desiderate con tanta avidità? Ad esempio, per un singolo robot StraziaVerdure occorrono 1000 ore di lavoro di operai della vostra stessa razza che devono prima assemblarne tutte le parti e poi sacrificare la propria mano sinistra per testarne il corretto funzionamento. Ti sembra giusto questo dolore in cambio di un bene del tutto superfluo?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ma io, veramente&lt;/i&gt;” cercò di ribattere la soldatessa, assai confusa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E cosa mi dici dell’abbonamento premium, giovane creatura?&lt;/i&gt;” –incalzò Lungo-Autoarticolato – “&lt;i&gt;lo sai cosa c’è dietro l’industria della bellezza? Soltanto paura; chi vi governa non vuole esseri felici, perché la felicità genera rilassatezza e la rilassatezza abbatte le differenze tra umano ed umano. La paura invece scopre i vostri nervi, vi rende iperattivi e giustifica in definitiva le profonde disuguaglianze nel vostro mondo come necessarie per la vostra stessa sopravvivenza. Non dovete sentirvi né belli né appagati né in pace con voi stessi, ma sempre non adeguati, troppo magri, troppo grassi, troppo vecchi. Questo è il motore che spinge la vostra società.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;La vostra razza è incapace di visione oggettiva delle cose, giovane creatura&lt;/i&gt;”-- continuò Stock-Option “-- &lt;i&gt;vi comportate come se foste l’unica forma di vita su questo pianeta, arrogandovi il diritto di definirvi il prodotto finale dell’evoluzione. Non sapete forse che i dinosauri hanno regnato incontrastati per milioni di anni prima di averne abbastanza e trasferirsi in un’altra galassia? Voi umani non durerete nemmeno la metà della metà della metà. E poi tutte le vostre assurde teorie di poter distruggere il pianeta con le vostre stupide opere. Non fermerete certamente la vita, semplicemente riuscirete a rendere la Terra inadatta alla vostra specie. Altre creature intelligenti si adatteranno all’ambiente&lt;/i&gt; &lt;i&gt;quando spazzatura e fumi pestilenziali vi avranno definitivamente seppellito&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Io, io…non sapevo…..davvero non..&lt;/i&gt;” riuscì soltanto a dire la Zia dell’Astigmatico, ormai sull’orlo delle lacrime.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Purtroppo per lei, quello era solo l’inizio. Uno alla volta, tutti e trecento i senatori presero la parola, demolendo con logica inappuntabile moltissime abitudini e tradizioni secolari del genere umano. Fecero la fine dello &lt;i&gt;StraziaVerdure&lt;/i&gt;, tra le altre cose, il gioco del calcio, la televisione, il vetro smerigliato, le previsioni meteo del colonnello Tempestoni, le scale a chiocciola, i pagamenti a rate, lo schiaccianoci, ed un elenco lunghissimo di altre attività e beni di consumo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al termine della requisitoria, la Zia dell’Astigmatico si sentiva come se un treno le fosse passato sopra. Ciononostante provava un gran senso di liberazione. I procioni le avevano aperto gli occhi: per tutta la vita aveva inseguito falsi ideali ed ascoltato falsi profeti. Tra gli uomini c’erano odio ed avidità sopra ogni altra cosa, tra i procioni vi erano armonia e rispetto. Giurò solennemente che mai più avrebbe dubitato delle buone intenzioni degli orsetti, e che soprattutto si sarebbe impegnata per cambiare la società degli umani.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non appena congedatasi dai procioni ritornò alla base della Legione, ove svergognò pubblicamente il contrammiraglio Megabyte rivelando la storia del lavandino con dovizia di particolari imbarazzanti suggeritile dai procioni. Subito dopo lasciò per sempre la Legione, impegnandosi anima e corpo nel sociale e nella difesa della natura. Ingaggiò da quel giorno epiche battaglie in difesa dei diritti dei lombrichi, dei piranha vegetariani e soprattutto delle cornacchie. Queste ultime erano all’epoca pericolosamente minacciate dalle multinazionali dell’abbigliamento sportivo, intenzionate ad usarne il piumaggio per produrre boxer tecnici ad alto assorbimento di sudore, che gli atleti avrebbero potuto mostrare alle telecamere subito dopo la fine dei loro incontri senza imbarazzanti macchie. La crociata in difesa dei volatili si rivelò assai ardua, ma le diede anche enormi soddisfazioni, sino a farle recitare un ruolo involontario nell’eredità Mirtarelli e ad “ottenere” l’affidamento di Schienale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Costante ed inscalfibile, tra gli alti e bassi delle sue battaglie, rimasero in tutti quegli anni la sua ammirazione e la cieca fiducia nella bontà dei procioni, mai neppure per un secondo messa in dubbio. Persino nei giorni più bui, quando ogni speranza nell’avvenire le sembrava perduta, le bastava ritornare col pensiero agli ultimi minuti trascorsi con i procioni per sentirsi subito sollevata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli orsetti, subito dopo il suo giuramento, le avevano infatti conferito un grandissimo onore e pesante responsabilità allo stesso tempo. Prima di congedarsi Agente-Pluridecorato le aveva infatti detto: “&lt;i&gt;Giovane creatura, noi leggiamo nel tuo cuore purezza e bontà. Quando tornerai nel tuo mondo, adesso che i tuoi occhi sono stati aperti e le pastoie delle menzogne spezzate, avvertirai tutto il peso dell’ingiustizia dei tuoi simili. Saranno anni terribili, di dolore e sconfitte, lacrime e fiction insulse, ma non dovrai perdere la speranza. Un giorno le cose cambieranno. Quando i tempi diverranno maturi, la grande nazione dei procioni si muoverà per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Un segretissimo Piano è in atto da diversi anni&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; Generazioni di procioni hanno agito nell’ombra per gettare le fondamenta del Piano e molti orsetti sono in questo stesso momento nel mondo degli uomini in rischiose operazioni a contorno.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dietro solenne giuramento di segretezza, i dettagli del Piano le furono allora rivelati e venne congedata con parole di gran conforto&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Abbi fede in noi, giovane creatura. Abbi sempre fede e speranza, e va in pace.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-3931641071983946531?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/3931641071983946531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=3931641071983946531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3931641071983946531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3931641071983946531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/11-genesi.html' title='11 - Genesi'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-1676967844853089504</id><published>2007-05-07T18:14:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:15:58.704+02:00</updated><title type='text'>10 - Inizio</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un anno prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="-moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;vittima di una forte dissenteria  che lo costringeva a dividersi tra gli spalti ed il bagno. Questo noceva gravemente alla strategia di difesa poichè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il ristorante “Al calamaro isoscele” aveva vinto l’ultima edizione del premio Tempestoni per la cucina creativa. “Innovazione, tradizione e mascarpone” era stato il tema del concorso indetto da Artemide Tempestoni, zia dell’omonimo colonnello, nonché famosissima cuoca partenopea.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma questo non era importante agli occhi dei servizi segreti di Sua Maestà. Tutto quello che poterono notare gli agenti Cip e Bebopalula quando entrarono, fu un piacevole posticino dall’atmosfera familiare e confortevole. Il cameriere li accolse gentilmente, sorridendo bonariamente a quei due bizzarri signori che volevano cenare alle 3 del pomeriggio, e che si guardavano attorno con aria circospetta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip iniziò a sfogliare la carta dei vini, mentre l’agente Bebopalula posò finalmente il suo elmo prussiano sul tavolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Subito dopo di loro entrò una donna alta e magra, avvolta in un impermeabile scuro. Aveva i capelli raccolti ed enormi occhiali scuri, che non tolse nemmeno quando si sedette al tavolo a fianco al loro. Mentre camminava dalla porta al tavolo rimase nascosta dietro un giornale aperto alla rovescia, sbirciandoli di nascosto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Quella donna è sospetta.” – sentenziò sottovoce l’agente Bebopalula.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Come dici?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Chi diavolo cenerebbe alle 3 di pomeriggio?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Noi ad esempio.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula non sembrava convinto. Nel frattempo si avvicinò il cameriere per le ordinazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Signori, avete deciso?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula sorrise. – “Ci consiglia qualcosa?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Mah… Come primo, pensavo che potremmo portarvi… un primo.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si guardarono positivamente impressionati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Interessante…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma sì, azzardiamo.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Potreste assaggiare i nostri famosi estratti conto in crema di asparagi.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“E di contorno, cosa suggerisce?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il cameriere esitò un attimo prima di rispondere.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non so, volete magari provare… un contorno?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La logica ferrea del cameriere stupì di nuovo i due agenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non è una brutta idea. Ad esempio?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Le patate alla davanzale sono davvero delicate.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Bene.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando il cameriere si allontanò notarono che la donna stava origliando la loro conversazione. Aveva all’orecchio un cornetto acustico delle dimensioni di un grammofono, e li osservava con un binocolo, nonostante fosse seduta al tavolo di fianco al loro.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Quella donna non mi convince.” – sussurrò l’agente Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sei troppo sospettoso.” – lo liquidò l’agente Cip.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La vita mi ha fatto diventare così.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per qualche attimo si perse nei suoi ricordi che lo rabbuiavano sempre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bebopalula aveva ormai 45 anni, e da 3 faceva l’agente segreto, per una congiuntura che a dire il vero non aveva ancora ben compreso. Prima aveva sempre ricercato lavori che gli consentissero di colmare la sua cronica solitudine per la quale non si dava spiegazioni. Non solo non aveva mai trovato l’anima gemella, ma neppure dei veri amici.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo psichiatra a cui una volta si era rivolto insisteva nel dire che questo era dovuto alla sua innata scontrosità e che dare del “misero e insignificante batrace” a qualsiasi interlocutore durante una conversazione, non lo avrebbe aiutato nell’allacciare relazioni solide. Ma in fondo quello psichiatra era solo un misero e insignificante batrace, e non aveva mancato di esternarglielo durante la sua prima e unica seduta di analisi. Lui era in realtà convinto che fosse colpa di sua madre, che quando era bambino, respingeva ogni suo tentativo di abbraccio gridandogli “vattene via, misero e insignificante batrace!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva riversato sul lavoro il suo bisogno di contatti umani. Aveva iniziato come stuntman, sperando di essere coinvolto in scene di esplosioni, salti nel vuoto, annegamenti, in cui lui potesse salvare qualcuno abbracciandolo. Lo fecero esordire in una scena di un western in cui doveva gettarsi da un cavallo selvaggio in corsa, abbracciare la bella protagonista e rotolare insieme a lei in un prato fiorito, proprio un attimo prima che un treno in corsa la travolgesse.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il suo sogno stava per realizzarsi, ma per un gravissimo ritardo di trentasei millesimi del colpo di ciak, il tuffo da cavallo si concluse invece in un volo perfetto fra la locomotiva e il vagone letto del vecchio treno a vapore, in un mucchio di letame ai lati della ferrovia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La ripresa venne talmente bene che lo scritturarono per altri 12 film, nei quali avrebbe sempre dovuto ripetere la medesima scena. Non fu facile costringere gli sceneggiatori di film come “Ben Hur”, “Alien”, “Profumo di donna” e “La liceale nella classe dei ripetenti” a inserire nella loro trama una scena in cui un cowboy si lanciava da cavallo, passando miracolosamente illeso fra la locomotiva e il vagone letto di un vecchio treno a vapore, per finire in un mucchio di letame, ma l’agente Bebopalula aveva davanti a sé un futuro professionale assicurato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma dopo anni di onorata attività (e una nomination all’Oscar per il miglior tuffo nel letame, nel film “Il cielo sopra Berlino”, scena purtroppo sfuggita ai meno attenti), le proteste dei familiari di tutte le belle protagoniste che durante le riprese vennero travolte da treni in corsa, lo costrinsero ad ascoltare la voce della sua coscienza e cambiare lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il suo bisogno di tenerezza e di contatto umano lo spinse prima a lavorare come abbracciatore di manichini con carenze affettive, poi come mendicante interinale in metropolitana durante i periodi di feste natalizie, nelle quale i mendicanti veri non erano sufficienti a coprire tutta la domanda.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma la tristezza che gli infondeva quel lavoro, sebbene meno traumatizzante del doversi lanciare in un mucchio di letame, lo convinse a cambiare nuovamente, per iniziare a lavorare come pony express per la consegna delle pizze.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu proprio grazie a un incontro casuale mentre consegnava pizze alla sede londinese dei Servizi Segreti di Sua Maestà che divenne l’agente Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo lo trascinò ben presto in un gorgo senza uscita: spiare la gente per lavoro lo rese di giorno in giorno più diffidente, solitario e scontroso, ma ormai si era rassegnato alla sua natura.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il corso dei suoi tristi pensieri venne interrotto dallo squillo di un telefono, e l’agente Cip nella miglior tradizione spionistica si tolse la scarpa e rispose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ricordati sempre figliolo. Al mondo ci sono 2 tipi di persone: quelli che disegnano graffiti spray sulla schiena dei delfini e quelli che per una bella siepe ben curata sarebbero disposti a dar via tutti i loro infissi in alluminio!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Riagganciarono subito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Chi era?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Nulla.” – Rispose l’agente Cip, chiedendosi quale strana paranoia avesse indossato quel giorno suo padre, il Quadri-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si rimise la scarpa e cercò abilmente di cambiare discorso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Cambiamo discorso, ti va?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Tu stai cercando di cambiare discorso, misero e insignificante batrace.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non cambiare discorso, stavo cercando di chiederti come mai ti trovi in Italia. A Londra mi hanno detto che eri già qui per un'altra missione e ti hanno dirottato sul caso Catarifrangente.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula esitò un attimo, non si fidava di quell’uomo. Dopotutto era una maledetta spia, anche se suo collega.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Beh, diciamo che ero qui come servizio di scorta al ministro Bourbon. Il ministro era qui in Italia per alcuni incontri diplomatici e per il tagliando della sua Alfasud.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Il ministro Bourbon, capisco…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip annuì. Il ministro Bourbon aveva suscitato scalpore nel Regno Unito per la sua ultima proposta di legge in materia fiscale. Il decreto sottoposto al governo prevedeva l’annullamento dell’obsoleta dichiarazione dei redditi, sostituita dalla più moderna pratica della delazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ogni contribuente aveva a disposizione fino a 10 moduli di Delazione dei Redditi, con i quali poteva dichiarare l’imponibile delle 10 persone da lui più odiate. Questo, opportunamente ponderato da un voluminoso calcolatore di progettazione giapponese, avrebbe fornito con un approssimazione inferiore al 3% il corretto reddito di ciascuno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’opinione pubblica inglese si era spaccata: chi lo riteneva un genio per aver escogitato l’unico modo per aggirare la piaga dell’evasione fiscale, e chi invece si augurava di poter passare un quarto d’ora con l’onorevole Bourbon in un corridoio deserto della metropolitana londinese (non sorvegliato da telecamere), in possesso di una mazza da baseball.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nulla di strano che gli assegnassero un servizio di sicurezza speciale durante la sua visita a Napoli, si disse l’agente Cip.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Tu &lt;i&gt;credi &lt;/i&gt;di capire, misero e insignificante batrace che non sei altro…” – sorrise l’agente Bebopalula, mentre il cameriere serviva i primi piatti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Mmmmmh…” – commentò l’agente Cip di fronte agli estratti conto in crema d’asparagi. – “Hanno un &lt;i&gt;bell&lt;/i&gt;’aspetto…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quel momento notarono che la donna al tavolo di fianco stava puntando verso di loro un enorme microfono direzionale, collegato a un vecchio e rumoroso registratore a bobina.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ti dico che quella donna è sospetta.” – disse l’agente Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma sembra una così brava persona…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Temo che sia un’agente del controspionaggio italiano… Non hanno digerito il nostro intervento, il loro stato maggiore teme di perdere il bassista dei Dik-Dik…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Come?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Nulla, nulla…” – si affrettò a dissimulare l’agente Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Stai diventando paranoico.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre l’agente Bebopalula osservava torvo la donna, picchiettando con le dita sull’elmo prussiano appoggiato al tavolo, l’agente Cip cercava di nascondere il suo nervosismo picchiettando con le dita sull’elmo prussiano. Stava pensando che l’operazione Catarifrangente era il suo primo incarico veramente importante. Per onestà intellettuale, dopo l’assunzione aveva deciso di non interferire più con l’imbianchino che lui stesso aveva posto a capo dei Servizi Segreti di Sua Maestà. Beh, certo, a parte quella volta in cui fece pressioni per far spedire in Kamchatka l’odioso agente Tettoia, al solo scopo di favorirlo durante un’importante partita di Risiko.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Inoltre l’imbianchino era presto caduto in preda a un vero e proprio delirio di onnipotenza, ed aveva iniziato a dirigere i Servizi Segreti ignorando il fatto che era stato &lt;i&gt;lui &lt;/i&gt;a metterlo lì. Anzi, sembrava non mancare un’occasione per dimostrare la sua indipendenza, e quasi per ripicca lo destinava sempre a missioni insignificanti. L’ultima delle quali era stata nella piccola regione autonoma caucasica dell’Artritistan, dove il suo compito era di inscenare riprovevoli ma innocui attentati contro i membri del governo. Questo avrebbe alimentato la strategia della tensione, consentendo l’instaurarsi di uno stato di repressione poliziesca che avrebbe fatto piazza pulita degli oppositori del regime. Per cui aveva passato l’ultimo semestre a dare schiaffoni sul collo ai sottosegretari scappando subito via, a scrivere insulti sui muri dei ministeri, a tempestare il presidente del consiglio di telefonate a base di pernacchie, o addirittura a defecare nel baule della limousine presidenziale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Così dopo tanta gavetta, ora faticava a nascondere l’emozione per essere stato assegnato alla missione Catarifrangente, e non sopportava il tergiversare dell’agente Bebopalula, tutto intento a gustarsi le sue patate alla davanzale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Credo sia giunto il momento di rivelarmi qualcosa di più sulla missione Catarifrangente, no?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ssshhh!” – lo zittì l’agente Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna del tavolo a fianco, in maniera sempre più sfacciata li stava fotografando ripetutamente con un teleobiettivo da mezzo metro di distanza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Dobbiamo impedire che questa donna riveli la nostra presenza qui…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma… Ma sei sicuro che lei sia…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Un’agente dei servizi italiani? Senza ombra di dubbio. Ha un distintivo con la scritta Sismi sull’impermeabile.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip spalancò esterrefatto la bocca.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“E ora… Ora…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ora dovremo metterla fuori gioco.” – L’agente Bebopalula estrasse dalla giacca due flute di champagne, sotto lo sguardo nervoso dell’agente Cip. Il kit-champagne era una delle armi segrete più terribili date loro in dotazione. Con un gesto elegante chiamò il cameriere e chiese di portare uno dei due bicchieri alla donna, dicendo che era lui ad offrirglielo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna accettò lusingata, lei e Bebopalula incrociarono sguardi complici e lussuriosi, sollevando i calici e brindando idealmente con un sorriso a distanza. Ma subito dopo aver assaggiato lo champagne, la donna si irrigidì e stramazzò immediatamente al suolo, costringendo il cameriere a scavalcarla per portare il conto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“L’hai… L’hai…” – balbettò l’agente Cip.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Uccisa? Certo. Ormai sapeva troppo.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sfortunatamente, in un eccesso di entusiasmo, l’agente Bebopalula sollevò il suo calice e festeggiò l’eliminazione della loro pedinatrice bevendo un paio di avide sorsate. Immediatamente si irrigidì e crollò a terra, costringendo il cameriere ad evitarlo mentre ritirava i soldi del conto più una lauta mancia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip incredulo si gettò su di lui, ma ormai era troppo tardi per salvarlo dal letale effetto dello champagne avvelenato. Cercò di scuoterlo per avere qualche informazione sulla missione Catarifrangente, prima che fosse troppo tardi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula roteò gli occhi e balbettò qualcosa di incomprensibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Trova… Catarifra… Catarifrangente… Ma… guardati dai… dai Pro…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Dai Pro?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Dai… dai Procioni… lasciami… lasciami finire…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“I Procioni????”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula stramazzò al suolo, ma con uno sforzo enorme riuscì a parlare di nuovo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La… La mia… tasca… de… destra…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip si precipitò a frugare nella tasca destra di Bebopalula e vi trovò un foglietto spiegazzato, lo aprì nervosamente e vi lesse il messaggio: GUARDA NELLA MIA TASCA SINISTRA, MISERO E INSIGNIFICANTE BATRACE.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lanciò uno sguardo spazientito al moribondo che ribattè sollevando le spalle e balbettando.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Mo… Motivi di… sicu… rezza…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip frugò nell’altra tasca e vi trovò una piccola audiocassetta. Si guardò attorno circospetto, se la mise in tasca e dopo aver scavalcato l’agente Bebopalula e la donna uscì dal ristorante pieno di tensione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era rimasto solo ad affrontare la pericolosissima missione Catarifrangente.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-1676967844853089504?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/1676967844853089504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=1676967844853089504' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1676967844853089504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1676967844853089504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/10-inizio.html' title='10 - Inizio'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4983889735850596845</id><published>2007-05-07T18:12:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:13:29.202+02:00</updated><title type='text'>9 - Debutto</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Quattro giorni dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Affacciati sulla baia un tempo dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. Erano fermi in quella posizione da quattro giorni, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Il capo degli ambientalisti, un giovane di circa vent’anni, era nel frattempo intento a spiegare ai giornalisti le modalità e le ragioni del loro gesto di protesta. Ascoltava con grande attenzione le domande degli inviati speciali e si prendeva una breve pausa prima di rispondere, consapevole di avere milioni di occhi addosso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;A dispetto della giovane età, mostrava grande sicurezza e tranquillità e non si scompose nemmeno di fronte ai quesiti più complessi sul piano etico e morale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Rispose senz’alcun imbarazzo alla domanda “Lei preferisce radere prima la guancia sinistra o la destra?” posta dall’inviato del telegiornale nazionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non palesò problemi di sorta nemmeno quando un’avvenente ed aggressiva cronista di una tv locale gli chiese a bruciapelo: “Non teme che l’abbigliamento dimesso dei suoi compagni possa pregiudicare il consenso popolare alla vostra protesta?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Molte donne rimasero affascinate da quel bel giovane così sicuro ed impegnato su temi di grande importanza sociale, come testimoniato da un sondaggio sponsorizzato poche ore dopo da una marca emergente di bagnoschiuma. Il 97% delle ragazze single consumatrici abituali di cereali dichiarò che vedeva nell’ambientalista il marito ideale. Il 78% delle loro madri dichiarò invece che il giovane ribelle rappresentava il figlio che avrebbero sempre voluto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un altro sondaggio, promosso dalla seconda azienda distributrice di tosaerba per fatturato lordo (ma prima nel settore dei tosaerba a lama ricurva da 5 mm non in acciaio) appurò contemporaneamente come il 45% dei loro rispettivi padri e mariti preferisse bere una birra con gli amici piuttosto che sottoporsi ad un esame endoscopico delle vie urinarie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Tutto quel clamore mass-mediatico non disturbava però i due investigatori privati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope calciò debolmente una pietra, l’Astigmatico tracciò un semicerchio sulla sabbia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Piuttosto che affrontare le amarezze del presente, egli continuava a tornare al passato, quando non conosceva il Miope ed ancora era impegnato con gli studi impostigli dai genitori. Dopo 13 anni di accademia, alla soglia della maggiore età, egli era arrivato alla vigilia dei temutissimi esami di fine corso, che avrebbero dovuto coronare nel migliore dei modi un invidiabile percorso scolastico. In tutti quegli anni si era stabilmente mantenuto tra gli allievi migliori e nei precedenti esami intermedi aveva riportato risultati davvero brillanti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La disputa di periodici esami di sbarramento era uno dei cardini del metodo dell’accademia, e la loro difficoltà estrema era motivata da un’oggettiva necessità. Tutti gli studenti freschi di diploma sarebbero stati destinati, per inalienabile ed incontestabile diritto, a posti di comando supremo, saltando completamente la gavetta dei livelli inferiori. In qualunque posto avessero deciso di mettere a frutto le abilità apprese, si fosse trattato di un seggio parlamentare, della presidenza di un’azienda o della direzione di una grossa industria, essi si sarebbero trovati a capo di centinaia di dipendenti pronti a battere la fiacca. Tutto questo senza l’indispensabile dose di cinismo e cattiveria che solo una lenta e faticosa scalata al potere può infondere.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La disabitudine al comando avrebbe potuto facilmente comportare delle grosse difficoltà una volta usciti dal mondo ovattato dell’accademia, com’era già successo nei primi anni di vita del glorioso istituto, quando il metodo d’insegnamento non era stato ancora perfezionato. Si erano allora registrati fenomeni assai spiacevoli di gestione errata del comando, con eccessi in opposte direzioni.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Particolarmente drammatico era stato quanto accadde alla classe del 54, i cui migliori allievi erano andati a dirigere due grosse aziende tessili.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per pura coincidenza, i dipendenti di entrambe le fabbriche avevano iniziato uno sciopero selvaggio pressoché contemporaneamente, in segno di protesta contro i turni di 13 ore giornaliere alla metà della paga minima contrattuale, aggravate dall’obbligo di regalare a rotazione ad ogni dirigente un arazzo di gran valore. Non a caso, tale innovativa strategia di gestione del personale veniva insegnata al settimo anno di accademia. Purtroppo i due allievi, dimostratosi assai validi in teoria, non avevano saputo mettere in pratica altrettanto bene quanto imparato. Il primo aveva reagito allo sciopero in modo fin troppo duro, condannando a morte un dipendente ogni dieci e facendo filmare le esecuzioni da una televisione locale. Per sua fortuna aveva avuto la prontezza di spirito di vendere gli spazi pubblicitari della diretta a prezzi astronomici, garantendo all’azienda un fatturato record. Questa mossa gli aveva permesso, dopo tre anni passati ai Caraibi a stipendio raddoppiato, di tornare al vertice dell’azienda quando le acque si erano calmate. Molto peggio era andata al suo collega, il quale, spaventato da un’iniziativa nemmeno contemplata nei libri di testo, aveva reagito in modo diametralmente opposto. Per cercare di ammorbidire i propri dipendenti, aveva diminuito loro ulteriormente lo stipendio, ma aveva costretto tutti i dirigenti, se compreso, a recarsi al lavoro vestiti da suonatori di mandolino. Nei suoi piani questa strategia avrebbe molto rasserenato il clima aziendale, ed in effetti per qualche giorno lo sciopero era stato sospeso. Quando tuttavia i dipendenti avevano scoperto che il costo dei mandolini sarebbe stato detratto dalla loro paga, erano andati su tutte le furie, iniziando una protesta durissima che solo l’intervento delle forze dell’ordine era riuscito a sedare. L’episodio era costato caro al dirigente, che da quel giorno dovette accontentarsi dell’umiliante ruolo di consulente strategico, con l’unico benefit di un panfilo aziendale di 37 metri.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ambo gli episodi avevano segnato una svolta nella gestione dell’accademia, i cui piani di studio erano stati rivisti in maniera drastica, al fine di evitare nel futuro il ripetersi di situazioni analoghe. In particolare si era deciso, per evitare agli allievi l’impatto traumatico con l’esercizio del potere una volta conclusi gli studi, di costruire il percorso entro l’accademia sul modello della progressione di carriera all’interno di un’azienda.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti gli allievi al quinto anno di frequenza sarebbero stati equiparati ad infimi impiegati e negli anni restanti avrebbero studiato per arrivare fino alla presidenza. Le capacità apprese sarebbero state periodicamente verificate durante gli esami di fine anno. Per arrivare al diploma ciascun allievo doveva sostenere una serie di prove assai difficili, a partire dal quinto anno stesso, al termine del quale aleggiava lo spettro del terribile esame di ‘&lt;i&gt;Diventare capoufficio a spese di un collega più bravo e dotato&lt;/i&gt;’.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In questa prova ciascun allievo doveva dimostrarsi abile ad ingraziarsi il diretto superiore, appropriandosi dei meriti di un proprio collega, più bravo e scrupoloso, e guadagnando la promozione a sue spese. Pur non indispensabile ai fini della promozione, ottenere il licenziamento del collega per giusta causa garantiva la lode. Questo era sicuramente il primo grosso ostacolo nella carriera scolastica dentro l’accademia, ma non era certamente il solo, visto che ad ogni anno un esame simile appurava i progressi degli allievi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nessuno degli esami intermedi era tuttavia paragonabile alla prova di fine corso. Essa aveva la durata di una settimana e simulava un caso reale di vita aziendale, nel quale gli allievi, ormai giunti alle soglie della presidenza, dovevano affrontare una situazione assai complessa. Si trattava di un cambio repentino di scadenze in un progetto di vitale importanza per l’azienda, la cui data di consegna veniva anticipata di due anni senza alcun preavviso. Nella sola settimana rimasta prima del termine occorreva sobbarcarsi una mole di lavoro terrificante, dimostrando al presidente la propria capacità di gestire lo stress e la propria dedizione al lavoro. Il penultimo giorno, dopo novantasei ore difilate trascorse in ufficio senza dormire e nutrendosi esclusivamente dei prodotti forniti dal distributore automatico nella saletta caffè, le cose peggioravano ulteriormente. Accadeva infatti che il dottore commercialista Ringhiera, unico impiegato dell’ufficio paghe in seguito a drastiche riduzioni di personale e figura centrale nel progetto in corso, avanzasse la richiesta di mezz’ora di permesso. Tale permesso gli sarebbe servito per presenziare al funerale della moglie, travolta da un treno merci mentre prestava soccorso volontario ai bambini malati di tubercolosi in un orfanotrofio sventrato da una fuga di gas.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Compito degli esaminandi era quello di convincere il ragioniere a rimanere al proprio posto, con tutti i mezzi possibili, ad eccezione di gratifiche o aumenti di stipendio, il ricorso ai quali avrebbe pregiudicato la valutazione finale. Molto ben visti dalla commissione erano invece i richiami all’etica lavorativa ed al senso di responsabilità. Il massimo dei voti si poteva ottenere soltanto con un’energica lavata di testa, che facesse provare al ragioniere così tanta vergogna per se stesso da spingerlo a chiedere scusa in lacrime, senza per questo evitare un richiamo scritto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa sarebbe stata la fatica finale dell’Astigmatico, ed essa veniva vissuta dai genitori senza alcun patema d’animo. I risultati precedenti erano infatti stati talmente positivi da indurli a ritenere l’esame finale quasi una formalità.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nell’animo dell’Astigmatico invece qualcosa si era negli anni logorato, fino a raggiungere il punto di rottura. Questo avvenne proprio al momento cruciale, mentre il ragioniere Ringhiera gli compariva davanti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Mi spiace tanto, ma io dovrei assentarmi per non più di trenta minuti&lt;/i&gt;” aveva udito il ragioniere implorare a lui e ad un altro studente che impersonava il secondo vicepresidente. Dopo che il ragioniere ebbe formulato la richiesta passarono una trentina di secondi di silenzio assoluto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tra i due studenti impegnati nell’esame era senz’altro l’Astigmatico quello più brillante e dotato. Era quindi naturale che tutti si aspettassero che fosse proprio lui il primo a parlare. Poiché tuttavia non si decideva a profferire parola, era stato il suo collega a rimproverare aspramente il ragioniere, cavandosela anche piuttosto bene. Tra i parenti che assistevano all’esame, l’Astigmatico aveva visto i genitori dare i primi segni di nervosismo; di fronte al suo assoluto mutismo, con la scena ormai rubata, la madre aveva iniziato a fargli impercettibili gesti per invitarlo ad intervenire.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E parla, di qualcosa, testa di rapa&lt;/i&gt;” si era sentito distintamente a metà dell’esame.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico sulle prime non aveva dato segno di aver udito, rimanendo a lungo in silenzio, ma infine aveva parlato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non è più possibile ignorare la necessità di una terapia psicologica di sostegno per gli addetti al carotaggio oceanico. &lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La sua uscita era stata seguita dallo sbalordimento generale, talmente forte da interrompere l’esame per diversi minuti. Anche se la prova era stata infine ripresa e conclusa regolarmente, l’Astigmatico non aveva spiccicato più parola fino alla fine. Questo comportamento aveva causato un forte imbarazzo nella commissione che, dopo molte ore di riunione e solo in considerazione dell’eccellente cammino scolastico precedente, lo aveva promosso con il minimo dei voti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto questo però lo aveva lasciato del tutto indifferente. Aveva ormai deciso di cercare la propria forza per la via più difficile, senza il riparo di una scrivania da dirigente e rinunciando alle squallide scorciatoie che gli erano state insegnate. Indifferente alle minacce di lasciarlo senza un soldo da parte dei genitori, aveva abbandonato la strada tracciata e si era iscritto alla facoltà di Speleologia umanistica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color:#800000;"&gt;Quelli che seguirono erano stati per lui anni molto duri, nei quali le difficoltà di una vita lontana dall’ombrello protettivo della ricchezza familiare lo avevano costretto a privazioni alle quali non era avvezzo. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stato proprio in quei terribili anni che aveva sviluppato e perfezionato il suo caratteristico linguaggio, come forma estrema di ribellione agli insegnamenti dell’Accademia e di rifiuto totale della società che aveva partorito una simile aberrazione del modello scolastico. Aveva gradualmente diminuito le frasi comunemente riconosciute di senso compiuto, fino ad eliminarle completamente nel giro di sei mesi dall’esame di fine corso. L’utilizzo esclusivo del nuovo linguaggio non era stato affatto facile, ma non gli aveva impedito di riuscire a comunicare, almeno per le necessità basilari di sopravvivenza. Ad esempio, quando doveva comprare il pane, usava sempre l’espressione: “Nelle forme cubiche si riflettono i lati oscuri della personalità”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando sul tram doveva pronunciare la frase di rito “Scende alla prossima?” si avvaleva invece della formula “Non ritiene di dover prendere posizione di fronte all’indifferenza generalizzata nei confronti degli sport minori?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo una fase iniziale piena di occhiatacce e commenti allibiti, era poco alla volta giunto a farsi comprendere, senza più rischiare ogni volta di essere malmenato.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-4983889735850596845?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/4983889735850596845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4983889735850596845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4983889735850596845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4983889735850596845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/9-debutto.html' title='9 - Debutto'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-3674445319097545699</id><published>2007-05-07T18:10:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:11:21.290+02:00</updated><title type='text'>8 - Preliminare</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Un ridotto numero di anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Arrampicato allo scoglio di fronte alla baia che nemmeno il depuratore marino riusciva a deturpare fino in fondo, l’ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era fermo in quella posizione da due giorni, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura in prossimità dell’enorme depuratore.     &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quel momento un gruppo di archeologi di fama locale stava esaminando la spiaggia, cercando preziosi reperti artistici che avrebbero potuto sconvolgere interamente la storia dell’arte.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Secondo le voci messe in giro in mattinata da Enrico Cornice, stimato imbianchino nonché noto sciacallo di oggetti smarriti, su quella spiaggia si potevano infatti rintracciare le prove che i Normanni avevano attraversato un loro breve periodo postmoderno, dando vita ad opere scultoree degne di Andy Warhol. Ben presto il gruppo di archeologi si scontrò con una squadra di paleontologi, attirati sulla spiaggia dalle dichiarazioni rese alla TV dalla moglie di Enrico Cornice, durante la conferenza stampa per commentare sdegnata la sua espulsione dalla commissione per l’edilizia fognaria sostenibile. Secondo la donna, infatti, sulla spiaggia si potevano trovare resti fossili che dimostravano senza ombra di dubbio che i rettili del cretaceo inferiore erano in grado di produrre artigianalmente cinturini di orologio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo scontro fra i due gruppi di studiosi ebbe attimi di tensione elevatissima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli attriti fra archeologi e paleontologi erano infatti ben noti fin dai tempi di una sfortunata convention in cui un luminare in storia del precambriano, ubriaco per un eccesso di cocktail aromatizzati alla formaldeide, aveva raccontato la famosissima barzelletta sulla differenza fra un archeologo e un modulo per la constatazione amichevole di sinistro. Ovviamente la cosa non era stata presa bene e l’incidente diplomatico aveva causato una frattura insanabile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma nemmeno il gustoso scontro verbale fra i due schieramenti, chiaramente udibile anche dallo scoglio su cui si trovava, Ottonello non riusciva a distrarsi dai suoi pensieri cupi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E pensare che per Ottonello Bolzoni il colpo di fulmine con la bella Clotilde Candelabri era stato un raggio di luce in un’esistenza grigia e solitaria, votata al lavoro e alla carriera di imprenditore fattosi da sé.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La sua vita era stata infatti tanto generosa di ricchezze quanto arida di gioie sentimentali.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ottonello si era sposato troppo giovane con una donna molto più anziana di lui, una apprendista cantante lirica che poteva fregiarsi di aver interpretato la cassapanca di Madama Butterfly e la cuoca di bordo del Titanic in una ardita trasposizione in chiave postmoderna dell’Aida. La donna, spesso preda di crisi depressive dovute ai suoi insuccessi professionali, un bel giorno era fuggita con un promettente baritono che interpretava l’ambito ruolo del resto della divisione intera per 7 nell’ouverture del Rigoletto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’incomunicabilità fra il Bolzoni e la prima moglie risaliva proprio ai tempi della nascita dei loro figli. Al momento del parto gemellare gli era stata diagnosticata una brutta congiuntivite. Bolzoni, di famiglia povera e di scarsa istruzione, aveva male interpretato la diagnosi e si era autoconvinto di soffrire di una ossessione per le congiunzioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco perché i 2 gemelli erano stati battezzati E-Loisa e Ma-Nuele. A nulla era servita l’opposizione della moglie e le sue minacce di cantare per intero la struggente aria “Il mio amor m’attende nel reparto frigo” di fronte all’ostetrica. Anche al momento del battesimo, Ottonello Bolzoni era stato irremovibile e persino l’esorcismo praticatogli dallo scandalizzato parroco del paese era servito solo a liberargli il naso e anche la gola e a far guadagnare inspiegabilmente 3 punti percentuali all’indice Nikkei.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando poi, guardando una puntata di “Trentatrè”, il settimanale di medicina del TG2, Bolzoni aveva scoperto che la congiuntivite probabilmente era invece alla base di quel fastidioso bruciore agli occhi che lo affliggeva da mesi, ormai il danno anagrafico era fatto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La moglie era scappata con il promettente baritono, mentre i figli crescevano portandosi sulle spalle il peso di due nomi difficili e di un’infanzia senza la presenza materna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ottonello aveva tentato di sfuggire al dolore, riversando ogni sua energia sul lavoro, e trascurando di conseguenza la prole. La sua piccola e insignificante azienda di accessori da bagno, grazie al sudore della fronte e alle innumerevoli notti trascorse in negozio, dopo cinque anni era rimasta una piccola e insignificante azienda di accessori da bagno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Allora Bolzoni aveva stretto un paio di accordi con le famiglie Fumagalli e Longoni, note esponenti delle cosche mafiose della Brianza, e improvvisamente il suo business aveva iniziato a crescere in modo esponenziale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infatti la mafia brianzola, per distinguersi da quella meridionale, al posto della classica immersione in un pilone di cemento, era solita annegare i propri rivali in vasche da bagno smaltate. Inutile dire che la benemerita ed elegante usanza aveva dato al suo giro d’affari un impulso irresistibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi era arrivata la ricchezza, l’espansione della sua azienda a multinazionale, ed infine Clotilde, con la sua ventata di felicità, ma ciononostante l’atmosfera famigliare non aveva mai smesso di incupirlo. Un bel giorno lo aveva addirittura sfiorato il sospetto che i due figli avuti dal primo matrimonio lo avessero preso in antipatia. Anche quella mattina infatti era giunta puntuale la solita telefonata minatoria.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La voce dall’altra parte della cornetta era camuffata, probabilmente con un fazzoletto davanti alla bocca, oppure più semplicemente mediante una carota in un orecchio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Guardati le spalle dai rinoceronti”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto? Chi parla?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Soprattutto la domenica. Eh eh.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bolzoni aveva sempre cercato di ignorare il fatto che nonostante il camuffamento quella voce gli ricordava decisamente quella del figlio Ma-Nuele. Il fatto poi che il numero del chiamante fosse proprio quello del figlio gli appariva come una banale coincidenza e nulla di più, insinuandogli solo un flebile dubbio. Si chiedeva se fosse mai possibile che tutto ciò fosse causato da quel nome infelice, per cui probabilmente non lo aveva mai perdonato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Chi era, caro?” – Gli aveva chiesto quella mattina Clotilde Candelabri, fino a poco tempo prima sua acerrima rivale ed ora sua adorata sposa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Niente, cara… Niente. Hanno sbagliato numero.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pochi minuti dopo un’altra telefonata aveva interrotto la colazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Fossi in te non aprirei quel contenitore criogenico sotto il piedistallo del busto di Lenin.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto? Come dice?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Le tue scapole potrebbero non essere amichevoli come vogliono farti credere…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi dall’altra parte avevano riagganciato. Nello stesso istante sua figlia E-Loisa aveva riappeso il telefono in salotto sorridendogli a un paio di metri da lui, lo aveva salutato con una smorfia infastidita ed era uscita di casa per recarsi al lavoro. Ottonello Bolzoni per un attimo aveva pensato che fosse stata proprio lei a minacciarlo, chiedendosi se per una banale questione anagrafica si potesse provare tutto quell’astio nei confronti di un padre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quello che lui non sapeva era che in realtà la figlia E-Loisa non aveva nulla contro il bizzarro nome scelto dal padre, anzi, era da sempre invidiosa perché il fratello era stato battezzato con una congiunzione assai meno banale della sua, e sarebbe stato per lei molto più equo se Bolzoni lo avesse chiamato E-Manuele, e non Ma-Nuele. Oppure se avesse chiamato lei Ma-Riangela.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non avrebbe mai perdonato al padre un gesto così iniquo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma in quel momento Ottonello Bolzoni era un uomo felice e innamorato, e tutte quelle piccole rogne familiari gli apparivano come insignificanti dettagli, spazzati via da un solo battito di ciglia dall’angelo che si trovava in soggiorno e che era prepotentemente entrato nella sua vita a cavallo di un’onda anomala.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel soggiorno, intanto Clotilde Candelabri si stava facendo leggere i tarocchi da Piera, la sua maga di fiducia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Clotilde era enormemente superstiziosa. Per anni aveva condotto gli affari dell’industria di sanitari Candelabri (ereditata dal lungimirante padre), basando ogni sua decisione non su considerazioni finanziarie, ma su ogni sorta di vaticinio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Prima di ogni appuntamento, consiglio di amministrazione o insignificante riunione che fosse, la Candelabri era solita scrutare nei fondi di caffè, leggere interiora di pollo, unire i puntini dall’1 al 33, e a volte anche consultare in modo improprio le macchie di Rorschach, oppure le previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo approccio, per quanto poco razionale, aveva portato l’industria Candelabri a primeggiare nel settore, fino a giungere a confrontarsi, ironia della sorte, proprio con la ditta Bolzoni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Clotilde ora sorrideva al ricordo di tutti gli scontri finanziariamente sanguinosi avuti con l’amato Ottonello, allora odiato rivale. Lotta senza esclusioni di colpi: furti di brevetti, campagne di marketing, pubblicità irriverenti, mine antiuomo nella mensa del rivale e addirittura attentati ai progettisti a base di puntine sulle sedie.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il “Sistema No-Touch” e tutto il putiferio che era seguito al suo successo commerciale sembrava ora solo un pallido ricordo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La bella donna quella mattina osservava rapita e con un pizzico di inquietudine i movimenti fluidi con cui Piera scopriva i tarocchi. Alcune sue amiche avevano sollevato dubbi sull’effettiva competenza di Piera come maga. Anche Clotilde non sapeva come valutare il fatto che il suo mazzo di carte non fosse esattamente tradizionale, e che in esso comparissero tarocchi per lo meno insoliti. Oltre al Matto, alla Fortuna, al Bagatto, facevano spesso capolino sul tavolo anche carte come il Lattaio o l’Ablativo Assoluto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo incrinava in parte la credibilità della maga, ma Clotilde non pareva preoccuparsi della cosa. La veridicità delle previsioni era del tutto secondaria, l’importante era avere una certezza a cui afferrarsi. Aveva in fondo un grande bisogno di conferme. Problema che si trascinava dietro fin da quando aveva vent’anni, e viveva nell’angoscia di non essere ammessa alle finali del concorso “Pantene Protagonist” per la ragazza con la chioma più folta e lucente grazie alla Provitamina V.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo smacco subito per 3 anni consecutivi le aveva lasciato molte insicurezze latenti, che sfociavano a volte in insospettabili reazioni nervose, tipo il riflesso condizionato di recitare un salmo in risposta alla richiesta di esibire il biglietto da parte di un controllore delle FS, oppure l’irresistibile impulso di annodare le cravatte degli impiegati del catasto nelle immediate vicinanze di un rogito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Nella Ruota del Contrabbasso, scorgo il turbine dell’amore intrecciarsi con la Casa della Fortuna e il Paracadutista in Bastoni parla chiaro.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Clotilde aveva guardato ansiosa Piera, in attesa della sua rivelazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Un barboncino entrerà nella tua vita e se ti lascerai condurre dai dolci strappi del suo guinzaglio, scoprirai un nuovo amore nascosto nelle pieghe delle avversità.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Un nuovo amore? Ma io ora ho Ottonello!” – aveva sorriso Clotilde un po’ inquieta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La Fortuna è uscita dai Cancelli e fa oscillare gli Arcani. Il Tettuccio Apribile nella Casa di Spade non lascia dubbi. L’Elettroforesi entrerà nella tua vita.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Elettroforesi?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Un giorno non lontano capirai. Per oggi è tutto. Il pieno di gasolio, grazie.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La bizzarra Piera se ne era andata veloce imitando con la bocca il rumore sordo di una Fiat Tipo diesel, cosa che forse avrebbe dovuto suscitare qualche dubbio in Clotilde, invece la donna aveva sentito un tremito insolito  e inquietante percorrerle la schiena, proprio come se qualcuno le avesse sfiorato la spina dorsale con un flauto traverso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era voltata di scatto e in effetti aveva sorpreso Ottonello mentre le sfiorava la schiena con il suo flauto traverso, uno dei suoi scherzi preferiti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ottonello… Piera ha detto che…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non ti preoccupare, cara. Non importa ciò che dice quella donna. Se n’è andata senza pagare il pieno, non devi fidarti di lei.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ottonello, se tu non fossi qui con me…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sarò sempre qui.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Davvero?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Prima di conoscerti, sognavo di essere effigiato su un francobollo, ritratto di spalle, mentre urinavo su un sempreverde. Ora tutte queste cose mi sembrano così insignificanti!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ooohhhh… Sei così romantico, tesoro!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Adoro la tua quinta vertebra cervicale.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Piera dice che avremo un barboncino.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sarebbe meraviglioso. Potrò decidere io il nome?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Nemmeno per sogno!” – aveva urlato la donna, terrorizzata dall’idea che il Bolzoni potesse ripetere l’exploit dei nomi appioppati ai figli. – “ Ma potrai insegnargli a guidare quando sarà grande.” – aveva aggiunto dolcemente per stemperare la delusione negli occhi dell’amato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Grazie, amore.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Caro, ti ho mai raccontato di quando mio zio fu arrestato per aver falsificato ernie al disco?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano riso insieme, abbandonandosi ad un lungo e romantico bacio, interrotto solo dall’inondazione della sala da pranzo che avveniva puntuale ogni giorno alle 10.26, all’apertura della diga Enel soprastante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma non c’era piena che potesse essere più travolgente del loro amore, battezzato pochi mesi prima dalla regina delle onde giganti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;O almeno, così credevano quella mattina…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-3674445319097545699?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/3674445319097545699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=3674445319097545699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3674445319097545699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3674445319097545699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/8-preliminare.html' title='8 - Preliminare'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4673724058712660759</id><published>2007-05-07T18:09:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:10:18.114+02:00</updated><title type='text'>7 - Preambolo</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Due giorni dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify"&gt;Affacciati sulla baia un tempo dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno Miope e magro, l’altro Astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify"&gt;Erano fermi in quella posizione da due giorni, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In essa un gruppo di ambientalisti festeggiava la distruzione del depuratore, rilasciando interviste ad un gruppo di giornalisti. La polizia attendeva cortesemente in disparte che le televisioni terminassero le loro riprese prima di arrestare gli ambientalisti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-top: 0.42cm; margin-bottom: 0.11cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt; Nel frattempo le acque di scarico si riversavano in mare senza più essere trattate, colorando l’acqua di un preoccupante verde acido e liberando nell’aria un odore capace di far arricciare il naso ad un alligatore di fogna di quarta generazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify"&gt;Tutto questo tuttavia non preoccupava minimamente i due.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il Miope tirò su col naso, l’Astigmatico si limitò a corrugare il padiglione auricolare destro.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Eppure quest’ultimo era turbato. Pensieri vorticosi si rincorrevano nella sua testa senza giungere a formare le strane frasi del suo linguaggio. Sentiva con grande amarezza come l’attuale valanga di eventi che rischiava di travolgerli fosse stata originata tanti anni prima dalla caduta di piccole pietre, alcune delle quali incautamente smosse da lui stesso. Era stato lui a scambiare le cornacchie, pensava, ricordandosi di quando, chiuso nella sua nuova gabbia, Schienale osservava l’ambiente circostante colmo di astio e di rancore. Il volatile viveva a quel tempo in una piccola stanza di diciotto metri quadri, priva di ogni confort, anche quelli più elementari. Ancora peggio, la stanza era a sua disposizione solo venti minuti al giorno, in coincidenza con la serie televisiva preferita della zia dell’Astigmatico, le previsioni del tempo del colonnello Tempestoni. Al di fuori di quella breve parentesi era confinato in gabbia, costretto a sorbirsi la compagnia della vecchiaccia, intenta perennemente a raccontargli confuse storie della sua gioventù. Le sue preferite, ed anche quelle che mandavano Schienale letteralmente in bestia, erano di quando militava nella fantomatica Legione Forestale Anfibia, un corpo d’elite della marina militare. Aveva partecipato, almeno a quanto sosteneva -Schienale era assai scettico al riguardo- ad innumerevoli missioni ad alto rischio. Ad esempio amava raccontare come, dopo due anni di servizio, un contrammiraglio logaritmico avesse notato le sue qualità, assegnandole un compito d’importanza planetaria: il recupero del sifone del bagno ufficiali, trafugato da un commando di procioni e custodito nel punto più remoto del loro regno. Sottoposto a questo crudele trattamento, Schienale rifletteva amaramente sull’ingiustizia della vita. Solo pochi mesi prima viveva in un lussuoso appartamento regalatogli dall’amato padrone, con maggiordomo, pista da bowling e finanche un fast-food con tanto di cuoco e cameriere aperto 24 ore su 24. Il ricordo dei perduti agi non faceva che peggiorare il suo già pessimo umore, e soprattutto le prime settimane della nuova vita erano state terribili. Aveva cercato nei primi tempi di liberarsi in ogni modo della vecchia strega, intuendo come la sua salute non fosse delle migliori. Il suo primo tentativo era stato quello di fingersi posseduto da un demonio che lo costringeva a ripetere continuamente la tabellina del 5 in latino. La vecchia si era spaventata moltissimo nell’udire quelle misteriose parole, abilmente scandite con voce cavernosa, ma dopo un po’ vi si era abituata, non prestandovi più attenzione. Schienale tuttavia non si era dato per vinto, escogitando molte altre forme di terrorismo psicologico, alcune delle quali davvero ingegnose. Il suo capolavoro, che lo aveva portato vicinissimo al successo, lo aveva realizzato un giorno che la zia dell’Astigmatico aveva incautamente lasciato un rotolo di nastro da imballaggio vicino alla sua gabbia. Impiegandolo con grande maestria, Schienale aveva approntato una fasciatura strettissima, che gli aveva compresso le piume al punto da ridurre le sue dimensioni a quelle di un cardellino. Il travestimento era completato mirabilmente dalla sua capacità di parlare senza alcun accento il cardellinese, che i suoi genitori, fissati con le lingue straniere, gli avevano fatto studiare da piccolo. La vecchia signora era naturalmente rimasta stupefatta nell’entrare in camera e trovare in gabbia un cardellino al posto della sua cornacchia, tanto che aveva girato e rigirato intorno alla gabbia, squadrandolo da ogni angolo. Durante tale indagine Schienale era rimasto immobile, canticchiando sommessamente un motivo molto in voga tra i cardellini adolescenti. Solo quando la zia dell’Astigmatico si era attaccata con la faccia alla gabbia, trovandosi a meno di 5 cm di distanza dal suo becco, aveva rotto la fasciatura, lasciando che le sue piume liberate quadruplicassero repentinamente la sua stazza. Contemporaneamente aveva pronunciato con tutto il fiato che aveva in gola una terribile bestemmia, in seguito sanzionata con l’inibizione per cinque anni da chiese, conventi e monasteri, insieme all’obbligo di recarsi in questura ogni domenica durante gli orari delle Sante Messe. Spaventata oltre ogni dire dall’evento, la zia dell’Astigmatico si era accasciata a terra, vittima di un infarto. Per lunghi minuti Schienale aveva esultato, convinto di essersene finalmente liberato. Purtroppo per lui la donna si era ripresa abbastanza da riuscire a telefonare al nipote, che era sopraggiunto in pochi minuti per portarla in ospedale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Beffa delle beffe, durante la degenza ella aveva incaricato il nipote di accudirlo durante la degenza ospedaliera.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L’Astigmatico, l’artefice primo delle sue disgrazie, colui che aveva messo un impostore al suo posto e che lo aveva condannato all’attuale schiavitù, era divenuto così il suo carceriere. Erano state tre settimane interminabili, tanto più che, fin dal primo momento, Schienale si era convinto di essere stato rovinato da un idiota senza speranza. Emblematico era stato in tal senso il loro primo contatto. L’investigatore si era presentato a mezzogiorno in punto con una zuppa di farro piselli e tegole in salamoia, pietanza che aveva riproposto a Schienale per 21 giorni consecutivi, approfittandone per smaltire una partita di 3 tonnellate ricevuta in pagamento di un vecchio caso. A dir la verità, il farro non era di grande qualità, ma le tegole ed i piselli legavano molto bene, e la zuppa era nel complesso assai gradevole. Tuttavia Schienale era ben deciso a non dare alcuna soddisfazione al suo aguzzino. Non appena l’Astigmatico gli aveva porto la scodella, aveva preso un’enorme boccata di zuppa, sputandola violentemente contro l’investigatore. Pur essendo stato colpito in pieno, l’ Astigmatico non aveva dato alcun segno di essersene accorto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;i&gt;Molti esegeti sono del tutto privi di talento; si aggrappano ai lavori altrui, al punto di appropriarsene, attribuendogli significati inesistenti o ignoti agli autori stessi”&lt;/i&gt;, si era limitato a commentare, né maggior successo avevano ottenuto i successivi sputi di protesta, seguiti rispettivamente dai seguenti commenti:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;i&gt;La metropolitana è del 27% più rapida di un elettrotram su percorsi inferiori ai due chilometri”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“&lt;i&gt;Il possesso di una lavastoviglie a display retro illuminato non è più un punto d’arrivo, quanto piuttosto di partenza per la maggior parte delle famiglie”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Scoraggiato dalla totale assenza di reazione, Schienale si era rassegnato a mangiare le sue zuppe in silenzio, limitandosi allo sputo di qualche chicco di farro isolato, di tanto in tanto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La cornacchia si sarebbe però molto stupita nel conoscere la storia dietro l’apparente incongruenza di quelle strane frasi. L’Astigmatico era nato in una famiglia divenuta assai facoltosa grazie ad un fiorente commercio di sottotetti per formicai, avviato da suo nonno e portato al successo da suo padre. La grande e repentina ricchezza aveva purtroppo stravolto l’equilibrio mentale dei genitori, entrambi di bassa estrazione sociale e privi di titoli di studio&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;. &lt;/span&gt;In particolare aveva cambiato la madre, che grazie al matrimonio aveva riscattato una misera giovinezza trascorsa decorando ad acquerello cozze e vongole in un ristorante cinese.&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;Il potere del denaro l’aveva trasformata in una donna ambiziosissima, eternamente assetata di altri soldi, divenuti la ragione principale della sua vita. Lucenti cabriolet e sottovesti provenienti dalle sfilate parigine l’avevano al contempo convinta di essere una donna assai raffinata, perfettamente a suo agio in ogni evento mondano. Ciononostante, nel profondo della sua anima rimaneva una punta di insicurezza, che nessun estratto conto a sedici zeri riusciva a cancellare completamente. In ricorrenti incubi le capitava di recarsi al ricevimento per la nuova piscina senza colesterolo dei conti Balconi, indossando solo il misero abitino usato della prima comunione. Nel sonno camminava tra due ali di nobili a cinque anni di garanzia, anelando disperatamente al loro riconoscimento, ottenendo però solo qualche risatina cortese che sottintendeva il terribile giudizio, appena sussurrato ma per lei evidentissimo, di “pezzente arricchita”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;La madre dell’Astigmatico si svegliava da questi incubi in un bagno di sudore, e solo detergendosi con uno speciale accappatoio interamente realizzato con banconote da cinquanta euro riacquistava un pò di serenità. Per questo motivo aveva deciso che il suo unico figlio non si sarebbe mai dovuto trovare in simili situazioni: avrebbe studiato come a lei non era stato possibile, meritando appieno la posizione sociale già garantita dalla loro ricchezza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Dalla tenera età di 5 anni l’Astigmatico era stato costretto a frequentare una prestigiosa accademia, rigorosamente a numero chiuso, insieme alla crema della società, tra cui spiccavano cinque figli di primari, tre di parlamentari ed addirittura due di cardinali.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;L’accademia era contraddistinta da rigore e severità assolute, poiché si riteneva che solo con il culto della disciplina si potessero adeguatamente formare i futuri potenti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Le giornate erano dedicate per intero allo studio, senza nessuna possibilità di giocare, come la tenera età degli studenti avrebbe invece richiesto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il giorno più duro di tutti era il martedì, nel quale si affrontavano materie assai ostiche, secondo l’orario seguente:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;08:00 – 10:00 Fioretto;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;10:00 – 11:30 Tecniche di licenziamento;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;11:30 – 12:30 Cravatte Regimental abbinate al pomello del cambio;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;14:00 – 15:00 Evasione fiscale, trucchi e suggerimenti;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;16:00 – 17:00 Come divenire arroganti e sprezzanti nei confronti dei sottoposti;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;17:00 – 18:30 La megalomania è un diritto di nascita ma anche un dovere;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ansioso di compiacere i genitori, l’Astigmatico si era applicato agli studi con grande impegno, rientrando per cinque anni consecutivi tra i migliori tre studenti del proprio corso. Man mano che progrediva negli studi, tuttavia, si sviluppava in lui un forte senso di estraneità verso l’ambiente che lo circondava. Cresciuto ed educato come un essere semidivino, non si riteneva davvero tale, iniziando a sospettare che forse la sua condizione non era poi così invidiabile e gettando le basi di una decisa ribellione alla strada per lui già tracciata&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-4673724058712660759?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/4673724058712660759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4673724058712660759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4673724058712660759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4673724058712660759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/7-preambolo.html' title='7 - Preambolo'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4182896099858444509</id><published>2007-05-07T18:07:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:09:25.585+02:00</updated><title type='text'>6 - Incipit</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Alcuni anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il castello era in fiamme. I nemici lo stavano assediando. Il comandante della guarnigione non riusciva coordinare bene le difese perchè&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’uomo una volta noto come Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot era ritto in piedi fuori dalla sacrestia della cattedrale napoletana in cui si stava celebrando un insignificante matrimonio, e come spesso gli capitava stava pensando a quanto tempo prezioso aveva perso nella sua vita per il semplice fatto di chiamarsi Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot. In realtà aveva iniziato anni prima a riflettere sulla cosa, era per questo che almeno quando pensava a se stesso preferiva chiamarsi molto più semplicemente con il nome di fantasia di Sir Stanley Oliver Wintermayer-Chesterton.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E diceva fra sé e sé: “caro Sir Stanley Oliver Wintermayer-Chesterton, quanto tempo avresti risparmiato se ti chiamassi semplicemente Lollo o Gilberto o Paracarro. Ah… come vorrei avere un nome breve…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un nome breve. Magari in codice, tipo 007.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stato questo il motivo che lo aveva spinto a entrare nei servizi segreti di Sua Maestà subito dopo la laurea conseguita in “Cosmologia non applicabile”, con una tesi che dimostrava la totale inutilità di spendere 8 miliardi di sterline per una missione spaziale che avesse l’obiettivo di mandare su Marte una sonda contenente una lavastoviglie, tre stecche da biliardo e un panettone privato dei canditi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I servizi segreti avevano considerato con estrema attenzione il suo curriculum universitario. Il suo ramo di studi non era da sottovalutare: a volte era essenziale la competenza di qualcuno che potesse dire, di fronte ad un progetto patentemente idiota, “questo è un progetto patentemente idiota”, ma che potesse farlo con cognizione di causa, dimostrandolo con rigorose formule e non per banale buonsenso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa riflessione venne attentamente soppesata insieme a molte altre e dopo 3 minuti l’addetto alla preselezione dei candidati per il servizio segreto fece espellere Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot dall’ufficio dei colloqui, intimandogli di non avvicinarsi mai più a meno di un miglio dall’edificio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot non si diede per vinto e implorò suo padre di dargli un piccolo aiuto sulla strada verso la professione da lui sognata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Papà, domani sarà il mio compleanno.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Questo lo dici tu.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma papà, è il calendario che lo dice.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Tutti i calendari mentono, lo fanno per rendermi più vecchio, convincermi a morire e impossessarsi della mia eredità e del mio maglione verde. Oggi è semplicemente il terzo giorno del mese di germinale, chiaro?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Suo padre, il Quadri-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior, era particolarmente eccentrico e viveva collezionando paranoie rare. Alcuni fra i suoi più fedeli servitori erano costantemente in giro per il mondo, vagando fra ospedali psichiatrici, case di cura e consigli di amministrazione pieni di manager di successo, per studiare nuove forme di paranoia particolarmente originali e insolite, da documentare nei minimi dettagli e riferire al loro padrone, che poi le sperimentava su di sé. Lui amava parlarne come del suo “guardaroba mentale”, e ogni mattino, appena svegliato, vi curiosava per decidere quale paranoia indossare quel giorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sfortunatamente per il figlio, quel mattino il padre aveva scelto una rara forma di insofferenza cronometrica giacobina, che gli rendeva insopportabili tutti gli strumenti di misurazione temporale con i relativi sistemi di riferimento, a meno che non fossero ispirati alla rivoluzione francese.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot cercò di non farsi prendere dal panico e disse fra sé “stai calmo, caro Sir Stanley Oliver Wintermayer-Chesterton, cerca di sfruttare la sua paranoia odierna a tuo vantaggio, o almeno di convincerlo a scendere dai tuoi piedi.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quella di salire sui piedi dell’interlocutore durante una discussione era un’altra delle piccole e innocenti manie di suo padre, a cui tutta la servitù si era adeguata, indossando oltre a livrea e marsina anche scarpe anti-infortunistiche rinforzate, come quelle in uso nei cantieri edili.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Papà, vorrei che tu mi regalassi i servizi segreti di Sua Maestà.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Quando?” – gli chiese sospettoso il padre, incrociando le mani dietro al schiena e sollevandosi sulle punte dei piedi, causandogli svariate microfratture al metatarso e un dolore lancinante che Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot dissimulò abilmente intonando un canto popolare tirolese, per non irritare lo scorbutico genitore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La domanda del padre era chiaramente un trabocchetto. Qualsiasi riferimento temporale lo avrebbe fatto infuriare nella sua paranoia odierna, per cui rispose senza esitazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“No, grazie, dopo devo assistere a un ghigliottinamento, e ho già il mio compasso.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il padre sorrise soddisfatto e andò a prendere il libretto degli assegni e gliene firmò uno con molti zeri, riuscendo nell’ardua impresa di farlo senza mai scendere dai piedi del figlio. Ebbe solo un leggero fremito al momento di doverne compilare la data, ma Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot glielo sfilò abilmente di mano prima che in un eccesso di paranoia lo stracciasse.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’arrivo del maggiordomo Jarvis fu poi provvidenziale, perché suo padre salì sui piedi del maggiordomo, lasciando Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot libero di recarsi di nuovo alla sede dei servizi segreti di Sua Maestà, dove effettuò l’acquisto lasciando anche svariate mance.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo stile aristocratico di Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot gli impediva di agire in modo troppo volgare e sfrontato, così nominò a capo dei servizi segreti un imbianchino di passaggio, limitandosi a dargli alcuni “suggerimenti operativi” per la buona conduzione della struttura.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo zelante addetto alla preselezione dei candidati venne mandato immediatamente nello Yemen in missione sotto copertura, travestito da odalisca nell’harem del perfido emiro Yussuf.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Come suo sostituto ad interim per quel pomeriggio venne nominato un pappagallo opportunamente addestrato per ripetere solamente la frase “Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot le faccio i miei più sinceri complimenti, lei è il benvenuto nelle fila dei servizi segreti di Sua Maestà. Looooooooooooreto!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’ammissione fu quindi tale da non creare scandali e antipatiche voci di favoritismi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Finalmente, una volta nei servizi segreti, a Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot venne assegnato un nome in codice. Per sua sfortuna, il C.R.I.S.T.O., ovvero il Calcolatore Riservato alle Informazioni Segrete Tantopiù Oltrechè, a causa di un momentaneo sovraccarico della rete elettrica, gli assegnò il nome in codice di Sir Stanley Oliver Wintermayer-Chesterton, cosa che gli sembrò in un primo momento gustosamente ironica, in un secondo momento ironicamente fastidiosa e in un terzo momento fastidiosamente insopportabile, tanto che dovette trattenere un fremito di rabbia che per poco non gli spettinò tutte le sopracciglia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Riconquistata la calma, Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot telefonò all’imbianchino da lui messo a capo dei servizi segreti e gli suggerì di sostituire temporaneamente il  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;C.R.I.S.T.O. (acronimo che peraltro non lo convinceva fino in fondo) con il solito pappagallo, nel frattempo opportunamente addestrato per attribuirgli il nome in codice di “Oskar”, particolarmente breve e accattivante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per un errore del dipartimento ornitologico dei servizi segreti, al posto del pappagallo addestrato, all’interno del C.R.I.S.T.O. venne nascosto un comunissimo passerotto, il quale al momento dell’assegnazione del nome in codice a Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot, emise un altrettanto comunissimo “Cip”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ci fu un momento di perplessità, ma poi si disse “beh, in fondo, breve è breve…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Così in quel momento l’uomo in bombetta, ombrello e completo nero che stava in piedi fuori dalla sacrestia della cattedrale napoletana, era noto ai servizi segreti di Sua Maestà, non più come Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot, ma semplicemente come “agente Cip”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si trovava in Italia per una missione ancora non precisata, dal nome in codice “Catarifrangente”. Un nome così idiota che solo il C.R.I.S.T.O. o un pappagallo potevano averlo generato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un altro uomo dei servizi doveva fornirgli i segretissimi dettagli della missione, l’agente Bebopalula, attualmente a Napoli, sotto copertura come testimone di matrimonio di una coppia non meglio identificata. La scelta della copertura non si rivelò delle più brillanti, anche perché gli sposi per tutta la cerimonia continuarono a chiedersi chi fosse quel tizio che si stava spacciando come loro testimone. I mormorii di sorpresa crebbero durante l’omelia e si trasformarono in sommessi insulti fra i membri delle due famiglie. Ciascuna accusava l’altra di aver introdotto quel bizzarro signore (che peraltro sfoggiava un vistoso e lucente elmo prussiano) spacciandolo come testimone, mentre non figurava nell’elenco degli invitati. La tensione divenne insopportabile quando al momento dello scambio degli anelli l’agente Bebopalula non seppe resistere alla tentazione di strappare il microfono al sacerdote e intonare “My way”, sfoggiando la sua perfetta imitazione di Frank Sinatra che allietava sempre le cene aziendali dei servizi segreti a Londra.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu così che il tranquillo matrimonio napoletano si infiammò, sfociando in un tentativo di linciaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ecco perché l’agente Cip si trovava presso l’uscita posteriore della sacrestia, nella quale l’agente Bebopalula era attualmente asserragliato. L’assedio però stava per volgere al peggio. Una odiosa cugina zitella dello sposo suggerì di “stanare quel bastardo” usando il turibolo di incenso come lacrimogeno. Don Carmelo intanto stava addestrando gli zii della sposa ad usare l’enorme cero pasquale della cattedrale a mo’ di ariete, per sfondare la porta della sacrestia. Il clima bellico spinse il nonno della sposa, ex generale in pensione, a organizzare tutti i maggiorenni maschi in formazione serrata su file di 4 persone, dando vita a una parata militare perfettamente sincronizzata al passo dell’oca, aperta dal chierichetto che teneva alta sopra la testa la pesante croce di legno. Della confusione stava intanto approfittando Pasquale, lo zio megalomane dello sposo, che impadronitosi del vino e delle ostie stava distribuendo la comunione. Non soddisfatto, in un rapidissimo climax mistico, alcuni minuti dopo iniziò a battezzare i bambini più piccoli.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Proprio mentre lo zio Pasquale si aggirava con uno strano sorrisetto attorno alla vecchia bisnonna, chiedendo in giro dove fossero finiti l’olio e i paramenti per l’estrema unzione, l’agente Cip decise che era il momento di intervenire con decisione e sprezzo del pericolo per tirare fuori dai guai il suo collega. Così posò la mano sulla maniglia ed aprì la porta posteriore della sacrestia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Esci.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Bebopalula rimase un attimo sorpreso per l’inattesa semplicità della soluzione escogitata dall’agente Cip, poi sorrise e lo seguì, proprio mentre l’incenso iniziava a riempire di fumo lacrimogeno la sacrestia e la porta veniva scossa dai primi sordi assalti portati a colpi di cero pasquale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Perché porti un elmo prussiano?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“I Prussiani non meritavano di perdere la guerra di Crimea.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La risposta spiazzò l’agente Cip, che decise di non indagare oltre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Cosa sai dell’operazione Catarifrangente?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non posso parlartene. Ho avuto ordini precisi in merito.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Che tipo di ordini?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Precisi, l’ho già detto.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si ricordò in quel momento che l’agente Bebopalula era stato assunto quel famoso venerdì in cui si accavallarono un’agitazione dei postini, un’inchiesta del fisco e un’indulto papale con proclamazione di cinque beati, due dei quali saltimbanchi. Nella confusione che ne conseguì, per un banale errore di trascrizione di un messo, venne aumentata per decreto ministeriale la temperatura ascellare dei sessantenni di quattro gradi, causando un’ondata di improvvise febbri fulminanti. Ne venne colpito anche il capo dell’ufficio del personale, il quale in preda al delirio, aveva inviato in missione segreta l’agente Bebopalula, fino a 5 minuti prima cameriere del bar che gli stava portando il caffè in ufficio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip decise allora di metterla giù pesante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non c’è tempo da perdere.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Giusto, dobbiamo andare a cena.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“A cena? Ma sono le 3 di pomeriggio…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Già. Quelli del controspionaggio non si aspettano che noi andiamo a cena a quest’ora.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“E poi cosa faremo?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pagheremo il conto.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip provò l’impulsivo desiderio di utilizzare il suo ombrello di ordinanza contro la nuca dell’agente Bebopalula, ma poi si trattenne, pensando che ne aveva bisogno per compiere la missione. Dell’ombrello, ovviamente, non della nuca.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Così seguì l’uomo con l’elmo prussiano mentre entrava nel ristorante dall’altra parte della strada.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-4182896099858444509?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/4182896099858444509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4182896099858444509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4182896099858444509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4182896099858444509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/6-incipit.html' title='6 - Incipit'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4014875560310786987</id><published>2007-05-07T18:01:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T18:07:16.660+02:00</updated><title type='text'>5 - Ouverture</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Tre ore dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Erano fermi in quella posizione da tre ore, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La marea crescente aveva ricoperto di alghe l’intestino del ragioniere ed una grossa conchiglia era finita accanto al cinturino dell’orologio. La vista d’insieme ricordava una pregiata composizione artistica e trasse in inganno Enrico Cornice, un imbianchino che nel tempo libero perlustrava le spiagge in cerca di oggetti preziosi smarriti dai bagnanti. Convinto di aver messo le mani su un’opera di grande valore, di quelle mostrate durante i servizi dei telegiornali e di cui non capiva assolutamente nulla, raccolse delicatamente i resti del ragioniere e se ne tornò tutto contento verso casa. Era l’anniversario di matrimonio e già assaporava la sorpresa di sua moglie, una gelosissima donna di mezz’età maniaca delle televendite d’arte. Si presentò alla consorte con un sorrisetto che nelle sue intenzioni doveva garbatamente alludere al fatto che quell’anno non avesse badato a spese per festeggiare degnamente la ricorrenza. Le urla della donna alla vista del regalo furono talmente forti e cariche di epiteti non ripetibili da costringere il sindaco a radiarla dalla commissione per l’edilizia fognaria sostenibile ed arrivarono distintamente alle orecchie dei due investigatori privati. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tuttavia nessuno dei due ci prestò caso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope si limitò a tossire discretamente, L’Astigmatico si soffiò educatamente il naso. Nulla di più. Il silenzio continuava a regnare ed a dividerli. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Eppure le cose un tempo erano state molto diverse, rifletteva il Miope, ritornando col pensiero ai primi anni della loro amicizia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo la prima serata trascorsa insieme, i due avevano iniziato a frequentarsi con una certa assiduità. Spesso si incontravano all’università, ove quasi sempre era il Miope a recarsi a seguire le lezioni dell’Astigmatico. In altri tempi egli avrebbe provato un forte senso di colpa nel saltare le proprie lezioni, ma la sensazione di avere finalmente trovato un vero amico gli faceva dimenticare completamente le angosce di ingegneria.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo tre mesi dal primo memorabile incontro, si era deciso ad invitare l’Astigmatico ad una partita di &lt;i&gt;‘chi fa lo screanzato finisce al commissariato’&lt;/i&gt;, un gioco di società da lui stesso inventato, che fino a quel momento non aveva mai mostrato a nessuno. Si trattava di un gioco molto complesso, per vincere il quale occorreva essere un fine stratega e possedere un grande intuito. Per facilitarne l’apprendimento, il Miope ne aveva anche realizzato il manuale, un poderoso volume di cinque kg per millenovecento pagine complessive.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In estrema sintesi, una partita si svolgeva con la partecipazione da un minimo di due fino ad un massimo di ventinove giocatori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I primi due giocatori –obbligatori– impersonavano rispettivamente il ruolo dello screanzato e del commissario. Altri concorrenti potevano scegliere tra un ampio ventaglio di possibilità, comprendente le figure dell’appuntato, dello scippatore, del tubo catodico e del bancone di macelleria. Solo in presenza di giocatori molto in gamba si potevano inoltre assegnare due ruoli jolly, l’astronauta ed il cardiofrequenzimetro. Poiché mai nessuno al di fuori del Miope e dell’Astigmatico ebbe modo di cimentarsi nel gioco, a parte una sola occasione in cui giocarono in tre, purtroppo tali ruoli rimasero eternamente non assegnati.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo scopo ultimo era di guadagnare il maggior quantitativo di broccoli surgelati, al termine di una serie di prove a difficoltà crescente. La partita iniziava sempre con il commissario intento a scolarsi un paio di bicchierini al bar, in pieno orario lavorativo. Lo screanzato passava casualmente di fronte ai tavolini del locale, rivolgendo un volgare apprezzamento nei confronti di due ragazze ivi sedute. Il commissario, non tollerando cotanta maleducazione, lanciava allora contro lo screanzato il proprio pesante orologio da taschino. Se riusciva a centrarlo vinceva la prova, a meno che lo screanzato non indovinasse l’istante esatto di impatto contro la sua fronte, con uno scarto massimo di tre millesimi di secondo. In questo caso la prova sarebbe andata a lui, con il conseguente guadagno del primo kg bi broccoli.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le ripetute partite avevano contributo molto a cementare la fiducia reciproca dei due studenti, oltre a far lievitare notevolmente il costo dei broccoli nel vicino supermercato, per via della grande ed improvvisa richiesta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’episodio che tuttavia aveva definitivamente consacrato la loro amicizia, era stato un epico incontro con Luisella e Mariella. Il fatto era avvenuto intorno alle 11 di un mercoledì come tanti. L’Astigmatico si trovava occasionalmente ad ingegneria ed in compagnia del Miope percorreva il viottolo di accesso alle aule. Nella direzione opposta arrivavano le due studentesse, seguite dal consueto stuolo di pretendenti-senza-speranza, spasimanti-con-minima-speranza ed amici-dei-pretendenti-categoricamente-senza-speranza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’umore delle due studentesse era quel giorno particolarmente nero, visto che entrambe erano appena state bocciate all’esame di ‘&lt;i&gt;Fisica inutile&lt;/i&gt;’. Quella particolare disposizione d’animo aumentava esponenzialmente la loro acidità, tanto che uno starnuto di Luisella, mal contenuto dal fazzoletto, aveva completamente liquefatto la portiera di un automobile parcheggiata lungo il loro cammino. Non appena le aveva scorte, il Miope aveva iniziato a sudare ed a tremare visibilmente, cercando disperatamente di arrampicarsi su un palo della luce per non essere visto a sua volta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva appena iniziato a salire quando la mano dell’Astigmatico lo aveva afferrato vigorosamente, spingendolo nuovamente sulla strada.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;In altre parole è il significato ultimo del trascendente che sfugge, pur se nella lavatrice non sempre si trova consolazione&lt;/i&gt;” gli aveva detto, come un padre avrebbe fatto con il proprio bambino impaurito davanti ad un pericolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Senti, lo so che ti sembrerò uno stupido, ma non voglio incontrarle. Mi fanno paura, tutti loro, ma soprattutto quelle due. In loro presenza divento un idiota completo, un burattino senza rispetto di se stesso, un fantoccio, un…&lt;/i&gt;”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Alquanto, ma pur sempre nel senso&lt;/i&gt;”, aveva troncato L’Astigmatico, con un tono così sicuro che incredibilmente il Miope aveva sentito la propria agitazione calmarsi lievemente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Erano nel frattempo giunti a pochi metri dal gruppetto degli altri studenti, che avevano ormai notato la loro presenza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciaooo&lt;/i&gt;” aveva salutato Mariella, con lo stesso calore di un cucciolo di tirannosauro intento a divorare il fratello.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E’ un po’ che non ti vediamo a lezione. Che ti è successo, stai sperimentando forse una cura contro il vomito in aula?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Oppure vediamo, fammi indovinare&lt;/i&gt;” aveva continuato Luisella “&lt;i&gt;ti sei trovato una fidanzata?&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il drappello al loro seguito aveva fatto eco con grasse risate, mentre il Miope rimaneva come impietrito.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In sua vece aveva però parlato L’Astigmatico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E’ giunto il tempo, tutti i segni lo annunciano, scalate le montagne ma non fidate delle antiche geometrie&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ma senti un po’&lt;/i&gt;” aveva risposto Luisella “&lt;i&gt;e che vuol dire, scusa?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Senti e menti, menti disturbate di donne che si sono estraniate, i venti piegano i rami del ciliegio&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non capisco, vuoi dire che noi siamo estraniate? O che siamo disturbate? Ma come ti permetti?&lt;/i&gt;” aveva detto Mariella piccata ma con una lieve sfumatura di insicurezza nella voce, appena avvertibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Emm, forse il mio amico intende solo farvi presente che a volte magari, come dire, senza troppi giri di parole, ovvero, in altri termini….”&lt;/i&gt; Aveva tentato di intervenire il Miope, con un’audacia inaudita, ma perdendosi a metà della frase.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ha si, chiaro chiaro. Senti, ma cosa fate voi due insieme, i cabarettisti? O forse vi esibite al circo insieme al cane parlante Vassilj Ulianov Ilic? Certo che quella povera bestia ne deve fare di sforzi per capirvi”&lt;/i&gt; aveva detto allora Luisella, rinfrancata.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’intervento del Miope aveva riportato l’inerzia dello scontro verbale dalla loro parte.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Cani sani in tre vani (più servizi), vanamente svaniscono tra i gerani”&lt;/i&gt; aveva però ribattuto l’ Astigmatico con grande prontezza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E quattro vani (con angolo cottura) non invano si stemperano sul divano” &lt;/i&gt;aveva aggiunto il Miope, cui la vicinanza dell’Astigmatico ed il desiderio di riscatto per l’infelice uscita di poco prima avevano fornito un coraggio insospettabile fino a quel momento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La doppia battuta aveva lasciato momentaneamente senza fiato Luisella e Mariella, incapaci di trovare una risposta adeguata in tempi brevi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stata l’esitazione fatale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Si formano i dotti dell’ortopedia tra vetuste colonne”&lt;/i&gt; aveva affondato infatti L’Astigmatico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;E non lo si dica mai, a meno che”&lt;/i&gt; aveva completato il Miope.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;A meno…”&lt;/i&gt; aveva tentato di ribattere Mariella, ma troppo debolmente, prestando il fianco all’attacco decisivo che era stato portato con una rapida sequenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Meno? O forse mano?” &lt;/i&gt;aveva iniziato l’ Miope.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Una mano lava l’altra” &lt;/i&gt;aveva continuato il Miope.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;L’altra è sempre più bella e giovane, ma non è la madre dei tuoi figli.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Le figliate dell’anatra selvatica non saranno mai usate dai pubblicitari.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Gli slogan possono dare la fortuna, ma possono anche toglierla.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non sono prudente, lo dico con molta cautela.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non mi piace lo zucchero, lo dico con molta dolcezza.”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La velocissima alternanza di battute tra L’Astigmatico ed il Miope aveva chiuso alle due ragazze ogni possibilità di risposta. Non era restato loro che dichiarare, in tono assai meno altezzoso del solito, di non avere nulla da dire a due completi imbecilli, ed allontanarsi un po’ troppo velocemente. Ciliegina sulla torta, un membro del corteo, tale Carmelo Prendisole, appena promosso al ruolo di amico-di-amici-dei-pretendenti-categoricamente-senza-speranza-senza-speranza-nemmeno-di-uno-sguardo, si era voltato a salutare i due amici con un gran sorriso.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-4014875560310786987?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/4014875560310786987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4014875560310786987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4014875560310786987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4014875560310786987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/5-ouverture.html' title='5 - Ouverture'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-2208347422432573041</id><published>2007-05-07T17:58:00.001+02:00</published><updated>2007-05-07T17:58:56.260+02:00</updated><title type='text'>4 - Premessa</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un numero non eccessivo di anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Arrampicato allo scoglio di fronte alla baia che nemmeno il depuratore marino riusciva a deturpare fino in fondo, l’ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era fermo in quella posizione da quaranta minuti, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura in prossimità dell’enorme depuratore.     &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Abilmente nascosto dietro un mucchio di rifiuti si aggirava un uomo, la cui andatura sospetta tradiva il suo inquadramento come vice aiuto addetto al controllo del rispetto dei parametri ambientali del settore G3 del depuratore. L’uomo si aggirava attorno al grande tubo di scappamento del depuratore, ricavato mettendo in serie alcune centinaia di marmitte catalitiche invendute ed i filtri di una ventina di cappe da cucina. Il vice aiuto addetto stava chiaramente versando nel grande collettore del balsamo al timo selvatico ed eucalipto, per far rientrare nelle norme di legge i fumi di scarico di sua competenza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Osservando i ghirigori composti dai fumi tossici mentre salivano al cielo, Ottonello non poteva fare a meno di pensare che spesso la vita seguiva vie tortuose come quei ricci di gas venefici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche l’inizio della sua storia d’amore con Clotilde aveva seguito percorsi talmente tortuosi da fargli quasi credere ad un intervento divino, soprattutto per le modalità con cui si erano incontrati durante una mostra di onde anomale nella sala dei concerti per bassotuba del palazzo reale, straordinariamente allestita per fare posto all’onda gigante prelevata da uno tsunami originale ed esposta in una teca di cristallo antifurto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Clotilde Candelabri era da sempre appassionata di onde anomale e da tempo aspettava quella mostra con trepidazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ottonello Bolzoni invece stava cercando l’ufficio smarriti delle FS, essendo un fanatico di quelle aste in cui a volte si potevano acquistare oggetti originalissimi dimenticati in treno da passeggeri distratti, tipo una protesi in legno o una catapulta romana di epoca augustea. A causa di un’errata indicazione a un semaforo si era trovato anch’egli alla mostra e fu lì che aveva incrociato di nuovo dopo molto tempo l’acerrima nemica Candelabri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciò che Ottonello non sapeva e che era stata proprio una coincidenza di origine non terrena a farli incontrare. Una coincidenza che era costata molto all’arcangelo Piergianni, che ricevendo quell’incarico non poteva certo immaginare che sarebbe stata la sua ultima missione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Beh, una missione difficile, senz’altro, ma non era la prima volta che si trovava a dover affrontare le sarcastiche manie del Destino, e non era per lui una novità dover piegare lo stanco e prevedibile susseguirsi dei giorni al volere delle bizzarre idee del suo datore di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fra l’altro la missione gli era stata assegnata pochi giorni prima della prevista partenza per le ferie già prenotate sulla banchisa polare, e il capo gli aveva fatto capire che dall’esito del suo lavoro dipendeva la firma sul foglio ferie, non una banale formalità burocratica, come le altre volte.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era molto tempo che non veniva destinato a un incarico del genere e si sentiva elettrizzato. Mentre percorreva i lunghi corridoi che conducevano all’armeria dove avrebbe ritirato l’attrezzatura, gli era sembrato di fare un tuffo nel passato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ah! I bei tempi in cui si appostava nei parchi pubblici, appollaiato sugli alberi, con arco e frecce, pronto a scoccare il dardo nel momento giusto. Di solito l’attimo decisivo coincideva con il passaggio dell’avvenente ragazza in pantaloncini da corsa, tutta presa nella sua attività ginnica anticellulite e rassodante, proprio davanti alla panchina su cui il giovane studente stava leggendo il suo libro di fantascienza, consapevole che solo in un lontano futuro popolato di astronavi a propulsione fotonica e androidi creati a immagine dell’uomo, anche lui forse avrebbe potuto sperimentare quella strana cosa che il pluribocciato Mario Sedile descriveva durante le pause fra Latino e Fisica utilizzando l’oscuro termine “limonare”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quello era l’attimo in cui scoccare il dardo fatidico, che doveva trafiggere in un unico colpo entrambi i cuori dei due giovani, scatenando il fuoco dell’amore. Era un lavoro difficile, che richiedeva mano ferma e precisione assoluta. Non si aveva un secondo colpo a disposizione, e l’allora allievo cupido Piergianni, al terzo anno di apprendistato, aveva più volte sperimentato sulla sua pelle l’ebbrezza del centro perfetto così come l’onta del colpo sbagliato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il suo peggior fallimento era avvenuto all’inaugurazione della tournee del circo russo a Lecce, dove a causa del suo clamoroso errore di mira, Boris l’uomo proiettile e Vassilj Ulianov Ilic il cane parlante sui pattini a rotelle si erano resi protagonisti di una scandalosa fuga d’amore, culminata con un matrimonio lampo al consolato locale, poi invalidato per un vizio di forma, dovuto al fatto che Boris nel momento del fatidico “sì”, indossava un casco protettivo non omologato e privo del sottostante colbacco.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’allora angelo semplice Piergianni, ancora agli inizi della sua carriera, si trovava in realtà a Lecce per far scoccare la scintilla dell’amore fra Rosanna e Ippolito, due quarantenni delusi dalla vita e senza altra speranza se non quella di sposare il primo idiota di passaggio per riuscire poi a ridurlo sul lastrico con un divorzio ben calibrato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La missione, all’apparenza di ordinaria amministrazione, si era tramutata in cocente fallimento a causa del numero della famiglia Pugacioff, divertentissimi clown cosacchi fra i quali brillava Oleg, protagonista di una esilarante pernacchia all’indirizzo del fratello Igor, preceduta da uno scoppiettante susseguirsi di spinte, cadute, boccacce e addirittura una gustosissima martellata sul piede. L’irresistibile esibizione aveva fatto inopinatamente scoppiare a ridere l’angelo semplice Piergianni proprio nell’attimo fatidico dello scoccare della freccia. Per lui erano stati attimi di terrore vissuti al rallentatore. Gli era sembrato di poter scorgere nella traiettoria evidentemente errata del suo dardo la deviazione improvvisamente imboccata dalla sua carriera. Addio sogni di promozione all’ambito ruolo di capo-cupido regionale, addio patentino di angelo istruttore. Aveva seguito con il fiato sospeso il percorso della freccia che aveva trapassato il petto del cane parlante Vassilj Ulianov Ilic, per poi infilzare al volo il cuore dell’uomo proiettile Boris, che aveva avuto la malaugurata idea di farsi sparare dal suo cannone (residuato della gloriosa industria bellica sovietica) proprio in quell’istante, con discutibile tempismo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sul futuro dell’angelo semplice Piergianni sembrava calato un cupo sipario nero. Probabilmente lo avrebbero mandato all’uscita del purgatorio ad accogliere i promossi in paradiso con le classiche collane di fiori Hawaiane, suonando l’ukulele.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Invece la magnanimità dei suoi superiori e uno sciopero a oltranza degli angeli annunciatori di gravidanze a sfondo divino, capitanato dall’irriducibile sindacalista Gabriele, avevano innescato una serie di conseguenze che avrebbero consentito a Piergianni di mantenere il suo posto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Entrando nell’armeria della sezione “cupido”, l’ormai attempato arcangelo Piergianni stava assaporando tutti quei ricordi con una punta di nostalgia. Da quanto tempo non partiva per una missione d’amore sul campo... Da quanto tempo le sue giornate trascorrevano monotone dietro la scrivania dalla quale gestiva gli approvvigionamenti di piume per le truppe angeliche aviotrasportate… Da quanto tempo il suo talento di giovane cupido era stato sacrificato alla carriera e all’inevitabile sfociare nella burocrazia…&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per quello aveva fatto domanda scritta per tornare nei ranghi della sezione operativa, ed ecco finalmente giunto il momento tanto atteso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Respirò a fondo l’odore stantio dell’armeria, ed ebbe la sensazione che nulla fosse cambiato dai suoi tempi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Piergianni… Quanto tempo!”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Già, caro Ermanno, ti ricordi?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Come mai da queste parti, Piergianni? Sei stato degradato?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’addetto all’armeria non gli era mai andato a genio. Piergianni aveva ignorato la sua domanda, portandosi una banana all’orecchio e fingendo di parlare al cellulare con il suo agente di cambio, intimandogli di comprare quei futures sulle pannocchie abbrustolite di cui avevano parlato in mattinata.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi con aria di superiorità aveva finto di riattaccare, riponendo la banana nella giacca, e rivolgendosi quasi infastidito all’addetto all’armeria.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Presto Ermanno, dammi l’arco e la freccia. Mi è stata affidata una missione importantissima e non ho tempo da perdere.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Caro Piergianni, ormai l’arco e la freccia non si usano più da almeno dieci anni.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ermanno aveva estratto dal bancone un fucile di precisione con mirino telescopico e un proiettile dirompente dum-dum all’uranio impoverito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Piergianni era rimasto allibito di fronte a tanta tecnologia. La sezione cupido aveva fatto passi da gigante da quando lui era stato promosso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva soppesato la lucente arma, passandosi fra le dita il proiettile pieno di amore e di isotopi radioattivi, per poi salutare Ermanno con una smorfia infastidita, augurandogli a bassa voce un’ispezione fiscale accurata che svelasse il suo commercio illegale di triglie eccedenti i limiti di sagoma, e con la sua arma in pugno si era avviato verso la sala dei concerti per bassotuba, in pieno centro cittadino.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’obiettivo era una insolita mostra di onde anomale, dove per una improbabilissima coincidenza, voluta direttamente dal suo principale in persona, si trovavano le due ignare vittime del fatale amore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si trattava di una missione di categoria A++ secondo i rating standard del Paradiso, in gergo anche definita “triplo Axel con sgommata” per renderne visivamente il grado di difficoltà. Una di quelle missioni che il suo principale amava tanto, perché gli consentivano di affermare il suo senso di potere sui destini di quei miserabili burattini umani. I due futuri amanti erano infatti due acerrimi nemici, separati dal crudele mondo degli affari e della finanza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mai avrebbero nemmeno lontanamente immaginato l’ipotesi di poter restare per più di cinque minuti nella stessa stanza con il rivale, senza che il fatto sfociasse in un procedimento penale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’arcangelo Piergianni li aveva osservati a lungo, avvolto nel suo classico impermeabile scuro che nascondeva le voluminose e imbarazzanti ali piumate. Per superare i controlli all’ingresso dell’esposizione di onde anomale senza dare nell’occhio si era camuffato da sostituto d’imposta, ottenendo ovviamente di non essere avvicinato da nessuno, eccetto un fastidioso ragazzino occhialuto non soggetto a IRPEF che aveva rischiato di far saltare il suo travestimento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva studiato brevemente il comportamento dei due ignari innamorati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna, una signora elegante con monocolo e un sobrio copricapo a forma di vaso di gerani, stava osservando ammirata la teca di cristallo in cui era conservato un esemplare di onda gigante giapponese. Ostentava grande competenza e cultura sull’argomento e non smetteva di scambiare opinioni con gli altri spettatori, pronunciando sovente e con grande enfasi la parola “organolettico”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dall’altra parte della sala si aggirava l’uomo, decisamente più eccentrico della donna nel suo miglior completo da scriba egizio. Lo stravagante personaggio importunava un po’ tutti chiedendo insistentemente se era già stata messa all’asta la polena del veliero “Florindo Durban”, dimenticata mesi prima in un vagone letto dell’espresso Milano-Taranto, nonchè pezzo di valore inestimabile per la sua collezione. Gli sguardi increduli e infastiditi al suo indirizzo si sprecavano e alcuni uomini della sicurezza iniziavano già a guardarlo scambiandosi occhiate di intesa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’arcangelo Piergianni aveva aspettato con pazienza e professionalità il suo momento, abilmente appostato fra l’uscita di sicurezza e una scultura raffigurante un Pinguino De Longhi. Con tutta calma aveva estratto dal soprabito il fucile di precisione, lo aveva posizionato sulla scultura del Pinguino De Longhi accostando l’occhio al mirino telescopico. Quest’ultimo forse superfluo, dato che l’uomo e la donna si trovavano a meno di due metri di distanza, ma il contratto con lo sponsor Ikon-Zeiss gli imponeva di utilizzarlo comunque.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Forse era stato per questo che vista dal mirino la scena risultava decisamente troppo ingrandita e l’arcangelo Piergianni ne era rimasto confuso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quel momento Ottonello Bolzoni e Clotilde Candelabri si erano scontrati in modo fortuito, e nell’attimo di voltarsi istintivamente per scusarsi, si erano riconosciuti con enorme sorpresa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Lei?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Lei?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sarebbero rimaste le uniche parole scambiate fra i due, pronunciate da volti basiti e sconvolti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era quello l’istante di perfetto allineamento, ma il vecchio cupido in quel momento era distratto da un neo del Bolzoni che nel mirino telescopico gli appariva come il cratere lunare Tycho, cosa che lo stava portando a cercare tracce del monolito nero che guardava sempre volentieri ad ogni replica del film “2001, Odissea nello spazio”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stata l’esitazione decisiva. Quando di colpo si era reso conto che l’allineamento dei suoi bersagli era perfetto, aveva sparato precipitosamente. Il proiettile all’uranio impoverito, messaggero di amore, aveva trafitto il cuore di Clotilde, e subito dopo quello di Ottonello, con straordinaria precisione. Ma purtroppo era finito di rimbalzo sulla teca in cristallo di boemia che conservava l’onda anomala in esposizione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stato il disastro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’onda, liberata, era crollata con tutta la sua violenza, radendo al suolo la sala dei concerti per bassotuba.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo stesso arcangelo Piergianni era rimasto vittima dell’incidente, travolto dalla polena del “Florindo Durban” (che, alla faccia dell’ilarità generale, come sosteneva Bolzoni era davvero all’asta in una sala attigua). Insieme a lui avevano trovato la morte molti altri visitatori, fra cui – magra consolazione – anche il fastidioso ragazzino occhialuto non soggetto a IRPEF.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ottonello e Clotilde invece stavano scivolando in cima all’onda gigante, teneramente abbracciati, miracolosamente in equilibrio sulla cresta di schiuma bianca, come sorretti da un invisibile surf fatto d’amore. Sarebbero rimasti così, stretti e in silenzio, ciascuno con lo sguardo perso negli occhi dell’amato, mentre l’onda li conduceva lontano dalla città, verso un atollo adatto a viaggi di nozze ed esperimenti nucleari francesi, dove la loro passione avrebbe finalmente potuto ardere in tutto il suo calore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma tutto questo Ottonello non poteva saperlo, per lui quello sarebbe sempre rimasto il misterioso castello di coincidenze che gli aveva regalato una felicità intensa ma effimera, anche se il prezzo da pagare era stato rinunciare alla polena del “Florindo Durban”, cosa che ancora oggi lo faceva fremere di rabbia impotente.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-2208347422432573041?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/2208347422432573041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=2208347422432573041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2208347422432573041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2208347422432573041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/4-premessa.html' title='4 - Premessa'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-34022516225973961</id><published>2007-05-07T17:55:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T17:56:32.913+02:00</updated><title type='text'>3 - Introduzione</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Quaranta minuti dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Erano fermi in quella posizione da quaranta minuti, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Gli orsi avevano nel frattempo terminato la loro pausa ed erano ritornati al lavoro allo zoo. Il pranzo a base di ragioniere crudo li aveva messi di buon umore e si erano allontanati ributtando a mare i pesci catturati quel giorno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;"&gt;Dell’impiegato rimanevano sulla spiaggia solo un breve tratto dell’intestino crasso ed il cinturino dell’orologio, a testimonianza di un’esistenza triste, terminata nel disinteresse e nella solitudine generali. La sua sventurata fine non era tuttavia nei pensieri dei due investigatori.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A dispetto del gelo che li avvolgeva in quelle difficili ore, la loro amicizia aveva origini antiche, risalendo ai tempi degli studi universitari.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo i primi due anni di università alla facoltà di Ingegneria dei Sistemi Orbitali, il Miope si era reso conto in modo chiaro di non essere tagliato per le materie tecniche. Il suo bilancio parlava di soli tre esami trascritti sul libretto universitario, tutti ottenuti con gran fatica, voti bassi ed umilianti preghiere all’austero professore di turno. Non era propriamente uno studente svogliato, anzi passava molte ore sui libri. Per una serie di cause, tuttavia, la sua carriera universitaria stentava alquanto, tanto da far seriamente pensare ai genitori di smettere di pagargli la costosa retta. La prima di tali cause era senz’altro una profonda insicurezza: anche se interrogato su argomenti che aveva studiato fino alla nausea, all’esame gli capitava spesso di fare scena muta, o peggio. Terrificante era stato in tal senso il suo esordio in sede d’esame, quando si era presentato al primo appello di “&lt;i&gt;Termodinamica dei divani ad angolo&lt;/i&gt;”. Aveva scelto di iniziare con quella materia poiché da tanti anni aveva in soggiorno un mastodontico divano di tale foggia. Le innumerevoli volte in cui ci si era seduto gli davano l’illusione di conoscere praticamente tutto quello che c’era da sapere sull’argomento, in barba alle complicate formule dei libri di testo. Per tale motivo si era presentato all’esame in uno stato d’animo abbastanza tranquillo, se non con una punta di superiorità nei confronti delle altre matricole sedute in trepidante attesa del professore e del suo stuolo di assistenti. Tutta la sua baldanza era tuttavia andata in frantumi quando nell’aula era risuonata la prima domanda fatta al malcapitato di turno, che recitava all’incirca così: “&lt;i&gt;supposto che all’istante t1 il gatto della vicina si trovi a 10 millimetri dal bordo di una seduta larga 85 cm e che ad un successivo istante t2 il postino suoni alla porta esercitando una forza pari a 10 newton sul campanello, si calcoli nell’intervallo t2-t1 la variazione di entropia dell’intero sistema&lt;/i&gt;”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La difficoltà inaudita della domanda aveva fatto calare il gelo nell’intera aula, infondendo nel Miope un terrore incontrollabile. Le sue pulsazioni cardiache erano aumentate fino a raggiungere i 715 battiti al minuto, frequenza alla quale aveva vomitato la colazione sulla testa di un collega butterato e soprappeso seduto nella fila sottostante. La scena aveva attirato l’attenzione dell’intera aula, suscitando sguardi oscillanti tra il disprezzo e la pietà, che lo avevano costretto a fuggire precipitosamente a capo chino. Dall’incidente aveva tratto comunque giovamento lo sfortunato studente afflitto da obesità patologica, al quale l’acidità del cibo semi-digerito misto a bile aveva guarito completamente l’acne. Il ribrezzo provato aveva inoltre mutato radicalmente il suo rapporto con il cibo, rendendolo estremamente parco a tavola. Questo gli aveva consentito di ritornare rapidamente al peso forma, che aveva mantenuto sino alla morte, avvenuta nuotando nella riviera romagnola per aver accidentalmente ingerito un pellicano ricoperto di petrolio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per il Miope quel giorno aveva segnato invece l’inizio di un incubo. La vergogna provata gli aveva fatto promettere a se stesso che mai più si sarebbe trovato in una situazione simile ed aveva iniziato a studiare con grande impegno ed abnegazione.&lt;span style="color:#0000ff;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il suo iter di preparazione aveva assunto da allora connotati ben definiti. Sei mesi prima dell’esame, al riparo nella sua camera singola da studente fuori sede, leggeva i libri di testo pieno di speranza e con la sicurezza che l’impegno sarebbe stato premiato da un ottimo voto. A tre mesi di distanza, un lieve nervosismo iniziava ad attanagliarlo, provocando episodici fenomeni di sonnambulismo. A 30 giorni dall’appello, il nervosismo si trasformava in avvisaglie di panico e la concentrazione scompariva dopo pochissimi minuti, sostituita talora da allucinazioni audio visive nelle quali conduceva in battaglia un esercito di . L’ultima settimana era infine un incubo ad occhi aperti. Non riusciva più a mangiare né a bere, soffriva di emicranie lancinanti e non dormiva più di due ore consecutive. Questa situazione si rifletteva anche nei rapporti con gli altri studenti, verso la maggior parte dei quali si sentiva in grande soggezione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In particolare, più di tutte temeva Luisella e Mariella, le uniche studentesse del terzo anno dell’intera facoltà, che lo facevano spesso oggetto di crudeli battutine, tra l’ilarità generale. Non erano particolarmente belle, né molto simpatiche. Erano anzi talmente acide che la loro saliva era furtivamente usata come solvente per metalli pesanti nel laboratorio di chimica inorganica. Pur tuttavia erano le uniche donne del corso e questo le equiparava a stelle del cinema.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Stuoli di ingegneri in erba, sgomitavano per un loro sorriso, iniziando in tal modo il lungo processo che li avrebbe portati un giorno, manager affermati e capi d’azienda, a prendersi la rivincita su un’adolescenza passata ai margini, sovrastati e spesso umiliati dal fascino dei coetanei belli e muscolosi..  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In questo modo il Miope si era trascinato stancamente per tre lunghi anni, finché un pomeriggio di Aprile in cui si sentiva particolarmente triste, aveva saltato la prevista lezione di “&lt;i&gt;Meccanica dello stendipanni&lt;/i&gt;” e se n’era andato in giro senza meta per l’Università. Il lungo girovagare lo aveva condotto presso le aule della facoltà di “&lt;i&gt;Speleologia umanistica&lt;/i&gt;”, dove era stato attirato dal titolo di un seminario dedicato ai rapporti tra gli incidenti nelle grotte carsiche ed i costi eccessivi dei conti correnti bancari.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era accomodato come suo costume nell’ultima fila di un’aula comunque poco affollata, ove un piccolo e rotondetto professore teneva lezione con grande energia e partecipazione. Durante un complicato passaggio, teso a dimostrare la correlazione tra la rottura dei moschettoni per discese in corda doppia ed i rincari sul costo dei bonifici, l’attenzione del Miope era stata catturata da un curioso fuoriprogramma. Qualche fila davanti a lui se ne stava in completo isolamento un robusto studente dalla folta capigliatura rossa che non sembrava affatto interessato alla lezione. Aveva in testa un cappello da marinaio, realizzato con un foglio strappato dal suo blocco per appunti e portava degli occhiali di foggia antiquata per correggere un discreto astigmatismo. Di tanto in tanto scattava sull’attenti, con gran trambusto, presumibilmente per salutare qualche invisibile ufficiale di passaggio. Non appena l’ufficiale si allontanava, l’Astigmatico tornava alla sua occupazione principale, che sembrava quella di motorista. Aveva infatti dispiegato sul suo banco una decina di grosse sveglie a lancetta, che consultava continuamente per tenere d’occhio lo stato dei motori. Era inoltre assai bravo ad imitare il rumore degli stessi motori. In tutta l’aula si udiva distintamente un sommesso brusio di sottofondo, che suonava all’incirca così:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“&lt;i&gt;tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu” &lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“ &lt;i&gt;wroooom “    &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“&lt;i&gt;tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu” &lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“ &lt;i&gt;wroooom “    &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“&lt;i&gt;tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu” &lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“ &lt;i&gt;wroooom “    &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="fr-FR"&gt;“&lt;i&gt;tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu” &lt;/i&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“ &lt;i&gt;wroooom “    &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;huuuu huuuu huuuu “&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’ultimo suono era la sirena della nave, usata per allontanare i delfini dalla chiglia (l’Astigmatico aveva evidentemente un forte rispetto per la natura e gli animali) ed era in verità abbastanza forte da sovrastare abbondantemente la voce del professore, che tuttavia sembrava esservi abituato. Ogni volta, infatti, interrompeva pazientemente la lezione, riprendendo solo quando i delfini tornavano a distanza di sicurezza. Non altrettanto bene reagivano gli altri studenti, che continuavano ad intimare all’Astigmatico di fare silenzio. Durante una brutta tempesta, infine, quando grosse onde si schiantavano a prua, con un frastuono tale da rendere impossibile anche udire le parole del vicino di banco, uno studente della prima fila si era alzato piazzandoglisi davanti e chiedendogli bruscamente di lasciare l’aula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per tutta risposta quest’ultimo si era messo sull’attenti urlando a squarciagola:  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Signore, lo scafo ha riportato seri danni. La stiva è semi-allagata. Con tutto il rispetto, Signore, tra mezz’ora tutti noi saremo pasto per i pesci, ma io mi rifiuto di lasciare il mio posto&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Affonderò insieme alla nave, Signore.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di fronte a tale abnegazione e senso del dovere, lo studente della prima fila non aveva potuto che battere in ritirata; da quel momento nessuno aveva più osato interrompere l’Astigmatico, fino al completo inabissamento del natante, che era avvenuto esattamente trenta minuti più tardi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope aveva provato immediatamente una forte simpatia per quello strano personaggio. Da sempre ammirava e prediligeva gli ultimi della classe, gli esclusi da ogni giro o compagnia; istintivamente legava con i ciccioni e con le ragazze con i foruncoli e l’apparecchio per i denti che nessun altro degnava di uno sguardo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al termine della lezione, con la scusa banale del chiedere cilindrata e cavalli vapore della nave da poco affondata, aveva avvicinato l’Astigmatico ed aveva iniziato a rivolgergli qualche frase di circostanza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano parlato a lungo finché, giunta l’ora di cena, avevano deciso di andare a mangiare qualcosa all’“&lt;i&gt;Ipertensione arteriosa&lt;/i&gt;”, una rosticceria poco distante dall’Università, molto frequentata dagli studenti per via dei bassi prezzi. Per il Miope si trattava della prima volta in compagnia di qualcuno, visto che solitamente vi si recava sempre in prossimità dell’orario di chiusura, quando minori erano le probabilità di incontrarvi studenti che conoscesse. In compagnia dell’Astigmatico si sentiva invece stranamente a suo agio; aveva l’inspiegabile sensazione che il suo nuovo amico avrebbe potuto proteggerlo, persino nella malaugurata ipotesi di incappare in Luisella e Mariella.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In realtà le due studentesse non erano alla rosticceria quella sera, ma, anche se ci fossero state, ben difficilmente avrebbero trovato modo di interrompere la discussione in corso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; “&lt;i&gt;Ingegneria non è che mi piaccia molto”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;come se fosse, nel senso di non assicurare troppo poggiando su basi non solide”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;in effetti non mi piace per niente, sai?”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;talora si scoprono zone d’ombra laddove in precedenza cantanti folk hanno smarrito ogni poesia”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;spesso penso di mollare tutto, però non so cos’altro fare”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;la notte sembra più lunga quando c’è sciopero degli impiegati pubblici”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;magari potrei arruolarmi in polizia”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;huuuu huuuu huuuu“&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;già potrei farlo”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“ &lt;i&gt;i galli continueranno a cantare purchè gli astronauti non si rifiutino di effettuare la raccolta differenziata”&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche se ancora non se ne rendevano conto, era nata una grande amicizia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-34022516225973961?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/34022516225973961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=34022516225973961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/34022516225973961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/34022516225973961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/3-introduzione.html' title='3 - Introduzione'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-3780707889810138867</id><published>2007-05-07T17:28:00.001+02:00</published><updated>2007-05-07T17:28:39.898+02:00</updated><title type='text'>2 - Antefatto</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center"&gt;&lt;i&gt;Un abbondante numero di anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Arrampicato allo scoglio di fronte alla baia che nemmeno il depuratore marino riusciva a deturpare fino in fondo, l’ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Il suo vestito era stropicciato e rovinato e il suo volto era privo di espressione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era fermo in quella posizione da alcuni minuti, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura in prossimità dell’enorme depuratore.     &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ai margini della scena, un venditore clandestino di bombe di profondità stava contabilizzando in partita doppia i buoni pasto con i quali gli orsi dello zoo avevano pagato i suoi ordigni illegali. Quel noioso lavoro di registrazione contabile si era reso necessario dopo il giro di vite sulle normative che regolavano in nome della trasparenza la vendita clandestina di materiale bellico a scopi di pesca di frodo. E ciò che rendeva più fastidioso questo eccesso di burocrazia, era il fatto che ben si sapeva che dietro tutto ciò c’era la lobby delle foche, sempre più subdole e politicamente influenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E Ottonello sapeva bene quanto potessero essere ingegnose le foche, non per nulla ne aveva assunta  personalmente una ai tempi in cui rastrellava il mercato alla ricerca dei migliori cervelli per il suo dipartimento di ricerca e sviluppo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto era cominciato parecchio tempo prima, quando la rivalità con l’industria Candelabri aveva raggiunto apici inimmaginabili.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quei giorni l’industria Candelabri, produttrice – nonostante il nome fuorviante – di asciugamani in carta e di svariati accessori per i bagni aziendali di ditte giovani e dinamiche, stava attraversando una congiuntura economica del tutto particolare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’incredibile successo seguito al lancio del “sistema Houdini”, fiore all’occhiello dell’ingegneria sanitaria, aveva spostato gli equilibri di quella nicchia di mercato apparentemente stabili da molto tempo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La concorrenza aveva cercato invano di imitare il sistema che consentiva, grazie a una fotocellula a raggi infrarossi, di automatizzare l’apertura del cestino per gli assorbenti femminili senza dover toccare o sfiorare nulla, semplicemente avvicinando la mano al rilevatore ammiccante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutte le ricerche di mercato indicavano infatti che l’esigenza femminile di igiene era ai massimi storici; la moderna psicologia diceva che l’assorbente era il simbolo del retaggio di inferiorità femminile nella società maschilista, odiato ammennicolo e archetipo della sofferenza mensile della donna. Pertanto era lì che si combatteva la battaglia decisiva del settore. Come dicevano i maggiori sociologi e filosofi del tempo: consenti alla donna di non sfiorare l’immondo cuscinetto di ovatta e avrai vinto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per questo l’azienda Bolzoni, anni prima balzata in cima a tutti gli indici di gradimento grazie al fortunato e futurista slogan della sua campagna pubblicitaria “Bolzoni è meglio”, da alcuni giudicato troppo ardito e innovativo, si era trovata improvvisamente in un momento difficile. Si doveva a tutti i costi sfidare il “sistema Houdini” senza però poterne violare il brevetto depositato dai rivali. Ottonello Bolzoni, livido di rabbia e frustrazione, aveva costretto il suo dipartimento “ricerca e sviluppo” del settore “automazione sanitaria”, reparto “tecnologie telecinetiche” a raddoppiare gli orari di lavoro, per riuscire a sfornare in tempi brevi un prodotto competitivo. Gli sforzi profusi furono enormi, anche considerando il fatto che il dipartimento in questione era composto solo dall’ex sedicente campione di salto in alto Antonazzi, dalla foca Bice e da una rigogliosa pianta di vite canadese. Antonazzi in realtà era solito trascorrere le giornate a curare la vite canadese e a raccontarle nostalgico sempre la vecchia storia di come in gioventù, quando era all’apice della carriera e del successo, campione europeo di salto in alto, il CIO aveva deciso di radiarlo dall’albo e di espellerlo con infamia da ogni competizione. Le pressioni esercitate dai Valdesi e dagli Avventisti del Settimo Giorno si erano dimostrate insostenibili per il Comitato Olimpico: gli alti prelati avevano denunciato come oltraggiosa e sconveniente per la morale la tecnica di salto adottata per la prima volta da Antonazzi, anche noto come “Rotopelvi” per il movimento basculante del suo bacino durante il salto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questa la triste storia che Antonazzi raccontava ogni giorno alla florida vite canadese, lasciando alla foca Bice tutto l’onere della ricerca e sviluppo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto ciò, unito ai rigidi vincoli legali posti dal marchio registrato dalla Candelabri, aveva prodotto come unico risultato del dipartimento, il prototipo “star trek”. La foca Bice, da sempre segretamente innamorata del dottor McCoy dell’astronave Enterprise, si era liberamente ispirata al ben noto teletrasporto per un meccanismo di sicuro effetto. Un sofisticato rivelatore di onde sonore faceva in modo che con un semplice colpo di tosse il sistema si attivasse e mediante un depressurizzatore a ioni di Cesio, aspirasse l’assorbente direttamente dalla mutanda della signora.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’idea era sicuramente straordinaria, purtuttavia il prototipo manteneva alcuni problemi strutturali che ne limitavano la funzionalità. Il depressurizzatore, per sviluppare la necessaria forza aspirante, occupava all’incirca la volumetria di una betoniera. Inoltre gli ioni di Cesio erano malvisti nel settore perché non tutti ne approvavano l’effetto cancerogeno. Questi particolari – niente che secondo l’aggressivo marketing della Bolzoni non si potesse superare con un bello spot a base di musica rock, giovane donna in abiti succinti, una bicicletta e la partecipazione straordinaria di Paolo Limiti – non avevano impedito la realizzazione del progetto pilota presso una dinamica e giovane azienda. Il test del prodotto però si era trasformato in tragedia quando la signora delle pulizie aveva deciso di recarsi al lavoro nonostante una brutta faringite per non suscitare il rancore del proprio principale; la donna temeva infatti che non le venisse rinnovato il contratto semestrale come stagista a progetto presso l’impresa di pulizia, come concesso dalle nuove normative in materia di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E così la donna, durante la pulizia del bagno, era stata vittima di un violento attacco di tosse che aveva mandato fuori scala il rilevatore. Gli ioni di Cesio fuoriusciti dal sistema “star trek” in sovraccarico avevano tinto di un gradevole bagliore fluorescente l’ala est della giovane e dinamica azienda, consentendo peraltro di risparmiare per parecchie settimane sull’illuminazione notturna del quartiere. Ma l’inconveniente più grave era stato determinato dall’eccessiva depressurizzazione che aveva aspirato la signora delle pulizie all’interno del raccoglitore differenziato di assorbenti usati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Risultato: un vero e proprio putiferio legale. Bolzoni aveva dovuto risarcire alla povera donna svariati miliardi di lire, in quanto la commissione di inchiesta aveva appurato che la vittima, nel momento dell’incidente non era in periodo mestruale, pertanto il malfunzionamento del prototipo “star trek” era stato considerato gravissimo anche in Cassazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A ciò era seguita la causa intentata dalla casa produttrice dell’omonima serie televisiva, che ovviamente chiedeva danni di immagine considerevoli per l’utilizzo improprio e così sfortunato del nome.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto ciò aveva portato l’azienda Bolzoni sull’orlo del fallimento, e determinato il licenziamento in tronco della foca Bice, capro espiatorio dato in pasto ai giornalisti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna delle pulizie, benchè coperta di denaro, non aveva riavuto la felicità: il trauma per l’incidente subito le aveva infatti lasciato strascichi psicologici che nessun assegno a nove zeri avrebbe potuto sanare, e nei mesi seguenti si ostinò a tossire e starnutire solo in idiomi non indoeuropei, terrorizzata all’idea che un tradizionale colpo di tosse potesse di nuovo proiettarla in una buia e umida voragine non accogliente benchè di ovatta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La giovane e dinamica azienda era invece stata ricoperta da una colata di cemento e piombo per calmare la fastidiosa fluorescenza generata dal Cesio, il cui tempo di decadimento secondo fonti ben informate avrebbe riportato la situazione alla normalità sicuramente non in tempo per il weekend.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nella confusione che ne era seguita, l’Antonazzi aveva saputo approfittare brillantemente della situazione e sfruttando il posto lasciato vacante da Bice aveva ottenuto la promozione a foca, dopo un serrato ballottaggio con la vite canadese, svantaggiata dalla sua scarsa loquacità durante i colloqui con l’ufficio del personale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In seguito a questa vicenda Ottonello Bolzoni e Clotilde Candelabri erano diventati acerrimi nemici, avevano accantonato ogni lealtà e correttezza per lasciare posto solo ad un freddo odio a sfondo finanziario.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur di non rischiare di vedersi i due avevano iniziato a negarsi ad ogni festa, convention, o occasione mondana in cui fosse elevato il rischio di dover incrociare l’altro, spesso abusando di certificati medici fasulli rilasciati – per una inspiegabile coincidenza – dallo stesso medico privo di qualsiasi senso morale, tale professor Kluzer, dal torbido passato e dall’incerto futuro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il viso di Ottonello, aggrappato allo scoglio, fu percorso da un debole sorriso al ricordo di quei tempi lontani. L’amore doveva ancora fargli visita, ma a breve distanza l’avrebbe seguito anche il barboncino “Elettroforesi”, portandosi via tutto e coinvolgendolo in vicende più grandi di lui, ma che in confronto al perduto amore non potevano che sembrargli insignificanti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-3780707889810138867?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/3780707889810138867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=3780707889810138867' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3780707889810138867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3780707889810138867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/2-antefatto.html' title='2 - Antefatto'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-357036832455043202</id><published>2007-05-07T17:23:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T19:48:08.588+02:00</updated><title type='text'>1 - Prologo</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Alcuni minuti dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano fermi in quella posizione da alcuni minuti, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In essa, un gruppo di orsi polari impiegati al vicino zoo, approfittando della pausa pranzo, era intento a pescare di frodo con bombe di profondità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ad intervalli regolari sorde esplosioni rompevano la quiete della baia, segnando inesorabilmente la sorte di decine di pesci. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Proprio dopo una delle raccolte migliori, un ragioniere impiegato presso lo stesso zoo si avvicinò al gruppetto di orsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Buongiorno a Lorsignori”, esordì nel tono pomposo che tanto amava sfoderare nei momenti importanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi permetterei, se questo non arreca disturbo alla Loro” _ la lettera maiuscola si udiva chiaramente dal cambiamento di tono, ottenuto ripiegando la lingua su se stessa tre volte _ ”attività, di far Loro notare come esistano metodi molto migliori di procurarsi il pesce”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrr” disse allora uno degli orsi più grossi il che potrebbe essere tradotto all'incirca così: “che vuole quello?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrr”gli rispose un altro orso, il capo a giudicare dalla deferenza con cui veniva trattato: “lasciamolo finire di parlare prima di mangiarcelo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrr” convennero tutti gli altri orsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oooh, molto bene”__disse il contabile, ingannato dalla propria pessima conoscenza dell'orsesco __”Farò Loro un ragionamento semplice semplice. Per acquistare le bombe necessarie a pescare, Lorsignori possono usare soltanto i buoni pasto forniti dallo zoo, non prevedendo il Loro contratto alcuna retribuzione monetaria”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrr” osservarono diversi orsi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Esattamente, esattamente. Il controvalore dei buoni pasto non copre tutta la spesa, e così Lorsignori sono costretti a vendere di contrabbando grossi blocchi di ghiaccio ai leoni marini che dispongono invece di ampia liquidità”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrr” esclamarono allora rabbiosamente diversi orsi, sentendo parlare dei loro acerrimi rivali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Giustissimo”_riprese il ragioniere_” Come risultato, la zona de leoni marini diventa sempre più magnificente, mentre la Loro gabbia sta diventando squallida. Non vorrebbero Lorsignori ritornare ad avere la gabbia più bella dello zoo?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Grrrrr” commentò più di un plantigrado, incuriosito dalla piega che stava prendendo il discorso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Devono sapere Lorsignori che questa situazione, oltre ad accrescere la boria dei leoni marini, causa allo zoo un grosso danno di immagine, poiché molti visitatori si indignano per le condizioni nelle quali vi trovate”_______________________________________ il ragioniere fece una lunga pausa per aumentare l'interesse_____________________________________________un'altra lunga pausa______________________________________________________e qui si accorse di avere un po' esagerato, e riprese immediatamente a parlare. “Ebbene, io dico che si può trovare una soluzione a questo stato di cose. Il pesce, anziché pescarlo con bombe o dinamite, lo fornirà Loro la pescheria 'Da Peppino'. In cambio Lorsignori dovranno  sottoscrivere un contrattino con un impegno davvero minimo, irrisorio direi. Per i prossimi dieci anni, Loro dovranno unicamente presenziare ai compleanni dell'adorato figlio di Peppino, travestiti da clown. Dovranno inoltre prestarsi ad occasioni speciali quali prima comunione, cresima, maturità e, ma questo solo potenzialmente, addio al celibato dello stesso adorato fanciullo”_______________________________________________”Mi dicano, non è forse un affarone quello che vi sto proponendo?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il commento degli orsi, “Grrrrr”, non scoraggiò il contabile. “Ah, ma certo, ma certo, capisco. Lorsignori non vogliono far brutta figura con i loro amici allo zoo. Ebbene, abbiamo pensato anche a questo. Peppino farà in modo di consegnar&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="background: rgb(0, 255, 255) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;L&lt;/span&gt;oro dei pesci con delle ferite simulate ad arte, che ingannerebbero chiunque, in modo che nessuno possa dubitare che &lt;span style="background: rgb(0, 255, 255) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;L&lt;/span&gt;orsignori non abbiano pescato da se medesimi il proprio pasto”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gli orsi si riunirono allora in un fitto cerchio attorno al proprio capo, che disse loro “Grrrrr”, ossia “Che razza di imbroglione, Peppino è suo cognato, me lo ha detto il pellicano della gabbia 7. Mi ha anche detto che quel figlio di lontra gli deve un sacco di soldi. E’ chiaro che vuole usare il nostro lavoro per estinguere il debito &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il commento dell'intero gruppo fu unanime: “Grrrrr”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Senza più aggiungere altro, gli orsi circondarono allora il ragioniere e lo divorarono con gusto, gettandone i resti a mare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tutto questo complesso incrocio di destini passava solo di sfuggita nei pensieri dei due investigatori, che pure in altri tempi avrebbero potuto trarne ottime occasioni di lavoro e guadagno. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il primo grosso caso risolto da loro era stata l’intricatissima disputa per “l’eredità Mirtarelli”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il commendator Mirtarelli, un eccentrico magnate del petrolio, aveva deciso di lasciare un fantastico patrimonio al primo erede che fosse stato capace di insegnare a Schienale, la sua amatissima cornacchia, un intero canto della Divina Commedia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alla lettura del testamento, tra i potenziali eredi si era scatenato un putiferio, ma alla fine tutti erano stati costretti a fare buon viso a cattiva sorte ed a turni prestabiliti parenti di ogni ordine e grado avevano iniziato a recarsi presso l’appartamento signorile del volatile, nel tentativo di svolgere l'ingrato compito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Purtroppo per loro, Schienale aveva un carattere davvero pessimo e non voleva saperne di collaborare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Viziata e boriosa, la cornacchia aveva frustrato tutti i tentativi degli eredi Mirtarelli, tanto che a sei mesi dall'apertura del testamento, ancora nessuno era riuscito ad ottenere l'eredità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Una delle più attive ed intraprendenti in tutti quei mesi era stata Gennarina Mirtarelli, giovanissima nipote del magnate. Incurante degli sguardi sprezzanti che la cornacchia le riservava, aveva provato davvero di tutto per insegnarle a  recitare il V canto dell'inferno. Si era avvalsa allo scopo di un team di psicoterapeuti, di un coach professionista e finanche di un domatore di tigri, ma nessuno aveva ottenuto  il minimo progresso. Amareggiata e delusa dall'ennesimo fallimento, uscendo dalla casa di Schienale, un giorno si era ritrovata a fissare un enorme cartello pubblicitario riportante lo slogan “Dove e  perché, sai com'è”, e le foto del miope e dell'astigmatico. Osservando le facce dei due investigatori, le era balenata un'idea per intascare l'eredità e senza perdere nemmeno un minuto aveva telefonato all'agenzia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Pronto”. Era stato il Miope a rispondere, l’Astigmatico non gradiva le conversazioni telefoniche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Buongiorno, sono Gennarina Mirtarelli, ho un problema, la cornacchia non collabora, i soldi non li posso avere, domani forse pioverà” lo stress accumulato aveva un po' leso il suo sistema nervoso, e adesso riusciva a formulare frasi solo a scatti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chiaro, come possiamo aiutarla?”, aveva risposto tranquillamente il Miope, abituato a ben più complicate forme espressive dopo anni di frequentazione dell'Astigmatico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La cornacchia deve sparire, voi la rapite, voi la uccidete, noi impugniamo il testamento e forse domani non pioverà più”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma così facendo, con ogni probabilità i soldi dovranno esser divisi tra tutti gli eredi” aveva ribattuto il Miope, che conosceva benissimo la vicenda, seguita quasi quotidianamente dai giornali e dalle tv.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si, lo so, ma meglio dividere che niente, mi accontento, non sopporto la pioggia”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi ascolti, ho un'idea migliore, anche se un po' rischiosa. Passi a trovarci al più presto, ne discuteremo di persona.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il miope aveva avuto un'intuizione geniale: per uno strano scherzo del destino, anche la zia dell'astigmatico possedeva una cornacchia. A differenza di Schienale, questa era però molto educata ed a modo, tanto che spesso serviva il tè alle amiche della sua padrona seguendo alla perfezione il complesso cerimoniale della migliore tradizione inglese. Era inoltre appassionata di letteratura e spesso si dilettava a scrivere delle avventure immaginarie di Gaspare, un giovane botanico omosessuale che talvolta frequentava il salotto della zia dell’Astigmatico. Leggere i racconti scritti dal volatile all’insaputa di Gaspare, era uno dei maggiori divertimenti dell’anziana signora, che attendeva sempre con impazienza nuovi capitoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Una cornacchia del genere non avrebbe nessuna difficoltà ad imparare e recitare un solo semplice canto di Dante, non crede?” aveva chiesto il miope alla giovane Mirtarelli, precipitatasi a rotta di collo  nel suo ufficio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si, ma non è Schienale, io a Schienale devo insegnare, Schienale deve recitare, c'è una commissione apposita che deve certificarlo, temo che potrebbe addirittura nevicare”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In tutta onestà, lei saprebbe distinguere una cornacchia da un'altra? Guardi questa foto”__il miope aveva estratto da un cassetto una foto della cornacchia della zia dell'Astigmatico presa durante il ricevimento di un matrimonio di lontani parenti__”Mi sa dire chi è?”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Schienale, Schienale, è quella stramaledetta schifosa cornacchia” aveva allora urlato la ragazza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Cosa le dicevo? Non c'è verso, nemmeno lei, che pure vede quel pennuto quasi tutti i giorni, è in grado di distinguerlo da un altro esemplare della stessa razza”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma, ma, ma, ma...”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi ascolti, tutto quello che ci occorre è che lei trovi il modo di far entrare me ed il mio collega nell'appartamento di Schienale, e noi provvederemo allo ‘scambio’”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un modo ci sarebbe, il portiere di notte, mi adora, potrei distrarlo, voi potreste entrare”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Benissimo. Lei deve solo dirmi cosa vuole che ne facciamo di Schienale quando tutto sarà finito”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fatene quel che ritenete opportuno, non ne voglio mai più sentire parlare. Vi aspetto stanotte, questo è l'indirizzo” aveva allora detto la giovane, porgendo un biglietto da visita fatto stampare da Schienale quando ancora il suo vecchio padrone era in vita.  Subito dopo era uscita, visibilmente più rilassata di qualche ora prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il Miope non aveva perso tempo ed aveva immediatamente chiamato l’Astigmatico, chiedendogli di rapire entro sera la cornacchia letterata e portarla all’agenzia, spiegandogli il motivo del gesto con voce carica di eccitazione ed aspettativa. Benché il collega fosse stato sulle prime un po’ restio a procurare un dolore alla zia, la prospettiva di guadagnare finalmente una bella somma e rimettersi in carreggiata lo avevano presto convinto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Con la seconda cornacchia nelle loro mani, come previsto dal Miope, tutta l'operazione era poi filata liscia. La scambio era stato effettuato nottetempo e due soli giorni dopo Gennarina Mirtarelli aveva convocato l'apposita commissione, innanzi alla quale il V canto dell'Inferno era stato recitato alla perfezione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Era stato così che la giovane aveva ottenuto l'eredità, l'agenzia era stata profumatamente pagata, mentre la cornacchia letterata aveva condotto da quel giorno una vita piena di lussi impersonando Schienale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quest’ultimo era stato invece regalato alla zia dell'Astigmatico, spacciandolo come regalo di consolazione dopo la "misteriosa fuga" della propria cornacchia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il vertiginoso assegno pagato dalla giovane Mirtarelli aveva consentito all'agenzia di ingrandirsi, e da quel giorno, complice una campagna pubblicitaria martellante, il lavoro non era mai più mancato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Col passare degli anni i due si erano andati specializzando in un settore specifico: le cause di divorzio, in particolare quelle laddove le coppie in via di separazione rivendicavano il possesso del cagnolino di casa. Ingaggiare i due voleva dire vittoria pressoché sicura per una delle parti: essi avrebbero rivoltato la vita dell'altra parte come un guanto, trovandone perversioni ed atrocità tali che nessuna giuria avrebbe mai potuto affidarle l’indifesa creatura. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dopo anni di lavoro ed innumerevoli notti passate strisciando nei bidoni della spazzatura alla ricerca dei più turpi segreti degli uomini, erano diventati più che fratelli. Riuscivano sempre ad intendersi con un semplice sguardo, facendo fronte comune a tutti gli ostacoli. La loro comprensione reciproca era una sorta di piccolo miracolo all’interno del genere maschile, abitualmente restio ad aprirsi verso individui dello stesso sesso (ed anche del sesso opposto, secondo l’opinione della maggior parte delle donne, di eminenti terapeuti e del colonnello Tempestoni, conduttore delle previsioni meteo in prima serata). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tuttavia, una cliente ed un barboncino dal nome “Elettroforesi” li avevano adesso condotti alle spalle del depuratore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-357036832455043202?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/357036832455043202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=357036832455043202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/357036832455043202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/357036832455043202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/prologo.html' title='1 - Prologo'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-3813017448465690511</id><published>2007-05-06T23:44:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T17:57:39.242+02:00</updated><title type='text'>Testa di Pinguino</title><content type='html'>Si ricomincia, il vecchio è &lt;a href="http://www.testadipinguino.com/old/"&gt;old&lt;/a&gt;!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8829231604370391627-3813017448465690511?l=www.testadipinguino.com%2Findex_blog.html'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/3813017448465690511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=3813017448465690511' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3813017448465690511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/3813017448465690511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/05/testa-di-pinguino.html' title='Testa di Pinguino'/><author><name>testadipinguino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10443663257226065977</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='11876416110786349412'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>