tag:blogger.com,1999:blog-8077815238238502402.post-8764108310943802072008-07-13T15:46:00.027+02:002008-07-14T18:08:59.070+02:00Oriki Music<a href="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoLlykU2xI/AAAAAAAAA1U/jOSm5qfu6Hs/s1600-h/dance01.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222499461746711314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoLlykU2xI/AAAAAAAAA1U/jOSm5qfu6Hs/s400/dance01.jpg" border="0" /></a>Grégoire de Villanova è un dj parigino che colleziona vecchi LP. La sua passione è il groove bollente del sud del mondo, soprattutto Brasile, Centro America e – naturalmente – Africa. Assieme ad altri esperti e maniacali collezionisti, come T. Endo, G. Counsel, Miles Cleret e G. Gretz, è tra coloro che contribuiscono a ricostruire l’incredibile storia della musica africana degli anni immediatamente successivi all’indipendenza, durante i quali l’Africa, e con lei la sua musica, ha vissuto il sogno della ricostruzione della propria identità culturale e socio-economica, basato su una entusiastica speranza nel futuro.<br /><br />Nel 1999 Greg ha fondato <a href="http://www.diasporarecords.com/" target="_blank">Diaspora Records</a>, un sito specializzato in musica brasiliana, africana, latino americana e funky-soul in cui vende un’incredibile quantità di dischi rari. I prezzi non sono modici, ma questa è la legge della domanda e dell’offerta.<br /><br /><a href="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoRzMkPydI/AAAAAAAAA1c/teG8PqJjNiE/s1600-h/oriki.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222506289133767122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoRzMkPydI/AAAAAAAAA1c/teG8PqJjNiE/s400/oriki.jpg" border="0" /></a>Finalmente, nel 2006, sulle orme della Popular African Music di Gretz, della Soundway di Cleret e della Analog Africa di Ben Rdjab, è nata la sua etichetta indipendente, la <a href="http://www.myspace.com/orikimusic" target="_blank">Oriki Music</a>, che ad oggi ha pubblicato cinque raccolte elettrizzanti di artisti senegalesi, maliani e burkinabe. La prima ad uscire fu l’Orchestra Baobab, seguita da Djelimady Tounkara, Moussa Doumbia, Amadou Balake e Kante Manfila con Sory Bamba. L’intento di Greg è di “far ascoltare artisti conosciuti anche in Europa, ma pubblicando la musica registrata prima che lo divenissero, vecchi dischi non ancora influenzati dalle esigenze del mercato occidentale”.<br /><span id="fullpost"><br /><b>Orchestra Baobab - A Night at Club Baobab</b><br /><br /><a href="http://bp0.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4KLooFI/AAAAAAAAA1k/Id4DzrJ8h-s/s1600-h/orikibaobab.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222507473904640082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4KLooFI/AAAAAAAAA1k/Id4DzrJ8h-s/s400/orikibaobab.jpg" border="0" /></a>“A night at Club Baobab” raccoglie 13 brani di una delle più rappresentative orchestre senegalesi dell’epoca, registrati tra il 1972 e il 78, prima che la World Circuit publicasse, nel 1982, Pirate’s Choice. L’Orchestra Baobab nacque da una costola della Star Band nel 1970, sull’onda del movimento culturale della negritudine del primo presidente senegalese, scrittore e poeta, Leopold Sedar Senghor. Rispetto ai gruppi urbani del decennio precedente, che suonavano essenzialmente salsa in versione wolof, la maggior etnia senegalese, i Baobab seguirono l’esempio delle orchestre guineiane e maliane, introducendo sempre più nel loro sound elementi dell’intera tradizione senegalese, non solo wolof, ma anche malinke, toucouleur e creola.<br /><br />I Baobab erano musicisti di grande spessore, e molti di loro sono tuttora nell’organico dell’orchestra, come la chitarra del togolese Barthelemy Atisso, tra le più eclettiche e coraggiose della scena musicale del West Africa, il sax e le congas dei malinke Issa Cissoko e Mountaga Koite, e naturalmente le voci di Rudy Gomis, dalla Guinea Bissau, di Balla Sidibe, dalla Casamance, e del toucouleur Medoune Diallo.<br /><br />Fino ai primi anni 80, epoca in cui esplose il mbalax degli Etoile di Youssou N’Dour e dei Diamono di Omar Pene, i Baobab suonarono in pianta stabile al Club Baobab di Dakar, mentre i loro principali competitori, la Star Band, suonava al club Miami. Ma grazie all’eterogeneità e al coraggio dei suoi componenti il sound dei Baobab era davvero unico, e i brani del disco della Oriki, che gli rendono merito solo in parte, vanno dal romanticismo del primo son montuno di Jin Ma Jin Ma e Jolanda, ai tradizionali malinke come Djarabi e Seeri Koko o toucouleur come Liti Liti, fino allo splendido senefunky Kelen ati Leen, cantato da Medoune Diallo.<br /><br /><b>Djelimady Tounkara - Allo Bamako</b><br /><br /><a href="http://bp2.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4I2qWRI/AAAAAAAAA1s/J_k1tABCoS4/s1600-h/orikiallo.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222507473548237074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4I2qWRI/AAAAAAAAA1s/J_k1tABCoS4/s400/orikiallo.jpg" border="0" /></a>La Rail Band, icona della moderna musica del Mali, suona tutt’ora in pianta stabile al Buffet dela gare di Bamako, il bar della stazione ferroviaria. Fondata alla fine degli anni sessanta dal sassofonista Tidiane Kone, è dalla Rail Band che uscirono le star internazionali Salif Keita e Mory Kante.<br /><br />Lo splendido Allo Bamako, il mio preferito tra tutti gli album usciti dal cilindro di Oriki music fino ad ora, raccoglie alcuni brani registrati tra il 1978 e il 79 ad Abidjan, in Costa d’Avorio, che in quel periodo era assieme a Lagos una delle capitali dell’industria discografica africana. Molti artisti dell’Africa francofona che puntavano a una visibilità internazionale passarono per gli studi di registrazione di Abidjan, accadde a Salif Keita, a Mory Kante, a Youssou N’Dour, ai congolesi Sam Mangwana e Tabu Ley Rochereau e molti altri.<br /><br />In Costa d’Avorio vive una minoranza etnica malinke, che durante gli anni 60 e 70 si gonfiò dell’immigrazione dal limitrofo Mali. La tournée della Rail Band ad Abidjan fu dunque preceduta da una grande aspettativa.<br /><br />Mory Kante aveva avviato la sua carriera da solista, Tidiane Kone si era trasferito in Benin e suonava con la Orchestra Polyrythmo, e il leader della Rail Band, che per l’occasione era divenuta Super Rail Band International, era allora Djelimady Tounkara, autentico gigante della chitarra malinke e tra i fondatori dello stile moderno. Djelimady è forse l’unico maliano che, per fama, tecnica e originalità, può essere citato assieme ai grandi chitarristi della Guinea Conakry come Sekou “Bembeya” Diabate dei Bembeya Jazz e Sekou “le Docteur” Diabate dei Balladins. Rispetto ai guineiani, il cui stile prende molto dalla tecnica della kora e del balafon, la sua ritmica si arricchisce delle strutture asimettriche del n’goni, il liuto di origine bambara. I suoi soli alla chitarra sono ispirati, trascinanti, imprevedibili, psichedelici e venati di blues.<br /><br />Seconda chitarra della Rail Band era allora il grande Djeli Moussa Kouyate, al basso c’era Issa Tounkara, fratello di Djelimady, mentre all’organo troviamo niente meno che Cheick Tidiane Seck. Gli altri musicisti non sono noti. Quella straordinaria formazione registrò ad Abidjan un LP intitolato Affair Social, di cui l'intera track list (4 brani) è in Allo Bamako. In quel periodo Djelimady registrò anche un EP con il fantomatico Trio Manding du Mali, assieme a Issa, Djelimoussa, la cantante Sadio Kouyate e l’organista ghaniano Ernest Horny. La traccia 1, Maliguindo, è una perla tratta da quell’EP. Il resto della track list è accreditata a Djelimady Tounkara e la Rail Band du Mali, e il sound si diversifica dalla consuetidine per il groove tirato e orientato al funky.<br /><br /><b>Moussa Doumbia - Keleya</b><br /><br /><a href="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4T2qnQI/AAAAAAAAA10/Bnx0NUp5iio/s1600-h/orikikeleya.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222507476501044482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4T2qnQI/AAAAAAAAA10/Bnx0NUp5iio/s400/orikikeleya.jpg" border="0" /></a>Durante gli anni 70 l’industria discografica di Abidjan prosperava, e poteva permettersi di produrre e assorbire anche artisti meno famosi. Uno di questi fu il maliano Moussa Doumbia, di etnia dioula, che cominciò a suonare musica dal vivo nei night club della capitale della Costa d’Avorio a partire dal 1974.<br /><br />Sassofonista, cantante e autore della sua musica, Moussa suonava una miscela di funky e ritmi tradizionali come nessun altro nell’area mandinga, una strada artistica analoga a quella dei colleghi più famosi dell’Africa anglofona, come Fela Kuti ed Ebo Taylor. Egli registrò alcuni dischi per la neonata Société Ivorienne du Disque, ma non riuscì ad ottenere il successo internazionale che cercava, probabilmente perché cantava in dioula. Moussa conobbe una tiepida notorietà tra il pubblico afro-dance di Parigi, Londra e New York solo a partire dagli anni ’90.<br /><br />Keleya è una raccolta di brani funky, alcuni davvero irresistibili, pubblicati ad Abidjan tra il 1974 e il 78. Il suo sassofono sporco e nervoso è accompagnato da musicisti di spessore, tra cui la chitarra ritmica di Francis Kingsley e l’organo di Cheick Muhammad Smith, famoso per il suo solo in Mandjou di Salif Keita. Nella track list di Keleya spiccano una versione tiratissima di Samba, il grande successo guineiano reso famoso da Miryam Makeba, e la versione lunga oltre 10 minuti di Keleya, ma è solo una questione di gusti personali.<br /><br /><b>Amadou Balake - Senor Eclectico</b><br /><br /><a href="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4YU2tRI/AAAAAAAAA18/4g3d2H3RyH4/s1600-h/orikisenor.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222507477701408018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 308px; CURSOR: hand; HEIGHT: 294px" height="288" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4YU2tRI/AAAAAAAAA18/4g3d2H3RyH4/s400/orikisenor.jpg" width="308" border="0" /></a>Il burkinabe Amadou Balake è noto come uno dei cantanti solisti degli Africando, il gruppo creato da Boncana Maiga che più di ogni altro rappresenta l’anima della salsa africana. Ma la sua carriera solista iniziò nei primi anni 60 è attraversò i confini tra paesi e generi musicali.<br /><br />Lasciò il Burkina Faso dove suonava come percussionista un genere locale chiamato gumbe, perché a causa dell’arretratezza economica non offriva ai musicisti alcuna possibilità al di fuori del loro ruolo nella società tradizionale. Si trasferì prima a Bamako e poi ad Abidjan, dovè suono per un certo tempo i bongos con il gruppo vocale femminile dei Moune de Rivel. Cominciò a cantare al Don Camilo night club al suo ritorno ad Ougadougou, capitale del Burkina, accompagnato da una serie di band dai nomi insoliti: i Cinq Consuls, les Dieux e i Super Volta.<br /><br />Senor Eclectico raccoglie brani dalle sue registrazioni di quel periodo, tratte dai suoi primi singoli registrati per ll Club Voltaique du Disque dai fratelli Oudraogo e costituiti da melodie tradizionali malinke, dioula e mossi, e dal suo primo LP, dalle stesse sonorità, registrato ad Accra, in Ghana. Grazie a quelle prime registrazioni Balake ottenne una certa notorietà, e fu finalmente chiamato a lavorare per una delle migliori etichette basate in Costa d’Avorio, la Sacodisc, che distribuiva i suoi prodotti anche in Europa e negli Stati Uniti.<br /><br />I tre brani (4, 5 e 9) più eccitanti di Senor Eclectico provengono da due album – Taximan e Bar Konon Mousso Bar - registrati in Nigeria nella seconda metà degli anni 70 e prodotti e distribuiti anche negli States dalla Sacodisc. La band che accompagna Balake è formata da musicisti burkinabe e nigeriani, e il loro sound e puro afrofunk e afrobeat nella sua forma più radicale, a dimostrare l’appropriatezza del titolo dato da Villanova a questa compilation.<br /><br />Grazie al successo dei dischi prodotti dalla Sacodisc, Amadou Balake ebbe nel 1979 l’opportunità di registrare un disco di salsa a New York, assieme al gambiano Laba Sosseh e ad alcuni musicisti latino-americani. Uno di quei brani, Yamba, fa anch’esso parte di Senor Eclectico. Da allora in poi Amadou Balake divenne una delle star della salsa africana.<br /><br /><b>Kante Manfila & Sorry Bamba - Clash Mandingue</b><br /><br /><a href="http://bp1.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4UDYi4I/AAAAAAAAA2E/zxyxG2gezj8/s1600-h/orikiclash.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222507476554386306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="303" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_gI1r1HWib7U/SHoS4UDYi4I/AAAAAAAAA2E/zxyxG2gezj8/s400/orikiclash.jpg" width="310" border="0" /></a>L’ultimo disco uscito per la Oriki Music rappresenta un documento storico. Si tratta di oscure registrazioni di due dei principali artisti della scena musicale maliana degli anni 70, effettuate nel 1968, prima che entrambi diventassero famosi.<br /><br />Il chitarrista guineiano Kante Manfila entrò nell’organico dei Les Ambassadeurs du Motel di Salif Keita a partire dal 1971, e da allora è conosciuto come uno dei chitarristi più creativi dell’area mandengue. Il trombettista e flautista Sorry Bamba, originario di Mopti e di etnia Dogon, divenne bandleader dell’Orchestre Kanaga de Mopti, una delle storiche orchestre regionali del Mali. Entrambi ebbero in seguito una brillante carriera solistica.<br /><br />Il loro incontro ad Abidjan, alla fine degli anni ’60, fu causato dall’esilio forzato a cui furono entrambi sottoposti a causa dell’autoritarismo dei loro rispettivi governi. Durante quegli anni Manfila e Bamba registrarono assieme alcune antologie di musica africana per un’etichetta locale, dalle quali è tratto questo Clash Mandingue. In quel periodo – negli anni 60 - la musica in voga era quella afro-cubana, appena venata di sonorità tradizionali africane, e Clash Mandingue non fa eccezione. Tra i ben 23 brani di questa raccolta troviamo salsa, boogaloo – la musica che gli immigrati latino-americani suonavano a New York – pachanga, ma anche rock mandingo, kwela sudafricano e persino sega delle isole della Reunion. Musica vecchia e per amatori, ma nella quale le doti artistiche di Manfila Kante e Sorry Bamba sono già ben riconoscibili.<br /><br /><br />I dischi della Oriki Music sono autentiche scoperte. Le copertine sono brutte, le note sintetiche ed essenziali, le registrazioni hanno all'origine degli evidenti limiti tecnici, ma l'atmosfera è straordinaria. Senza il lavoro di Gregoire, Miles, Gunter e altri, questa musica sarebbe rimasta sepolta per sempre nei ricordi degli allora giovani africani, e a noi sarebbe per sempre mancato un pezzo di quella storia che ci appassiona e ci coinvolge.<br /><br /><i>ASCOLTA LA MUSICA DI ORIKI (SELEZIONE)</i><br /><p style="visibility:visible;"><embed src="http://assets.myflashfetish.com/swf/mp3/mff-pill.swf" quality="high" wmode="transparent" flashvars="myid=10891949&path=2008/07/13&mycolor=EE7253&mycolor2=F2CE5A&mycolor3=FAEE96&autoplay=false&rand=0&f=4&vol=100&pat=0" width="220" height="70" name="myflashfetish" align="middle"type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" border="0" /></embed></p><br /><b><u>ALBUM:</b></u><br /><br />Autore: Orchestra Baobab<br />Titolo: A night at Club Baobab<br />Anno: 2006<br />Label: Oriki Music<br /><br />Autore: Djelimady Tounkara<br />Titolo: Allo Bamako<br />Anno: 2007<br />Label: Oriki Music<br /><br />Autore: Moussa Doumbia<br />Titolo: Keleya<br />Anno: 2007<br />Label: Oriki Music<br /><br />Autore: Amadou Balake<br />Titolo: Senor Eclectico<br />Anno: 2008<br />Label: Oriki Music<br /><br />Autore: Kante Manfila & Sorry Bamba<br />Titolo: Clash Mandingue<br />Anno: 2008<br />Label: Oriki Music<br /><br /><b><u>Brani:</b></u><br /><br /><b>A Night at Club Baobab</b><br /><br />01 Jin Ma Jin Ma<br />02 Diarabi<br />03 Souleymane<br />04 Cabral<br />05 Saf Mana Dem<br />06 Kelen Ati Leen<br />07 Liti Liti<br />08 Seeri Koko<br />09 Wango<br />10 Fuutu Toro<br />11 On Verra (Ce Soir)<br />12 Sey<br />13 Yolanda<br /><br /><b>Allo Bamako</b><br /><br />01 Marigoundo<br />02 Affair Social<br />03 Djiguiya<br />04 Yobalema<br />05 Deniyeleba<br />06 Nama<br />07 Wasso<br />08 Ma Awaba<br /><br /><b>Keleya</b><br /><br />01 Femme D'aujourd'hui<br />02 Samba<br />03 Mokholou<br />04 Keleya (Original 45 Version)<br />05 Djoliba<br />06 Wanri<br />07 Black & White<br />08 Yeye Mousso<br />09 Faux Marabout<br />10 Nambara<br />11 Keleya (Alternative Lp Version)<br />12 Femme Senegal<br /><br /><b>Senor Eclectico</b><br /><br />01 Djeli Fama<br />02 Doro Magni<br />03 Yamba<br />04 Aminata du Thè<br />05 Wayisjelequejele<br />06 Warba<br />07 Ligda Remba<br />08 Naaba Kougri<br />09 Super Bar Konon Mousso<br />10 Kambele-ba<br />11 Dounia Mokolou<br />12 Mousso Be Torola<br />13 Fanta<br /><br /><b>Clash Mandingue</b><br /><br />01 Air Afrique<br />02 Super Bara Serah<br />03 Keleya<br />04 Makoura<br />05 Soufiana<br />06 Serre<br />07 N'Diarabi Bedonna<br />08 N'na<br />09 Bravo Mimos<br />10 Ladji<br />11 Diyabanale<br />12 Tira Kaba<br />13 Mobakan<br />14 Keleya Magni<br />15 Fara N'mossela<br />16 Djantou Madjila<br />17 Mosso Gnouma<br />18 Djeli Mango<br />19 Kadji Maiga<br />20 Takoulata<br />21 Tie Gbanan<br />22 Mamou<br />23 Kelai Magni<br /><br /></span>GMnoreply@blogger.com