tag:blogger.com,1999:blog-77096575971628798042008-07-19T09:04:22.443+02:00FRECCIA VERDE blog informativo Fronte VerdeFreccia Verdenoreply@blogger.comBlogger64125tag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-45094141793482649582008-07-19T08:57:00.007+02:002008-07-19T09:03:26.421+02:00Il caro-greggio destabilizza l’economia. Verso i 200 euro al barile<strong><span style="font-size:85%;">di Marco Cottignoli</span></strong><br /><div align="justify"><strong><span style="font-size:85%;"></span></strong></div><br /><div align="justify"></div><div align="justify"><span style="font-size:85%;"><a href="http://www.fiscaleweb.com/wp-content/benzina.gif"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.fiscaleweb.com/wp-content/benzina.gif" border="0" /></a>Il rincaro del greggio prosegue ormai incontrastato: destinato a superare i 170 dollari già nei prossimi mesi, il barile sembra lanciatissimo verso i 200 dollari. Preoccupatissimi anche i bookmaker, che hanno pensato di scommettere sulla possibilità che il prezzo del barile supererà entro la fine dell’anno la soglia dei 200 dollari: una eventualità che viene offerta dagli allibratori a 2.75.Il problema dei rifornimenti di benzina sta diventando un problema sempre più oneroso per le famiglie italiane a causa degli ininterrotti aumenti del greggio che ha superato ampiamente la soglia dei 146 dollari. La bolletta energetica italiana questo anno sarà di circa 70 miliardi e per il 2009 si temono ulteriori aumenti. Per tale ragione, a vari livelli, si stanno cercando disparate-disperate soluzioni per fronteggiare il difficile momento.Da parte governativa, Tremonti ha da poco varato la sua Robin Hood tax che innalzerà dal 27% al 33% l’imponibile Ires anche per le compagnie petrolifere. Altri hanno deciso di riempire il serbatoio dell’auto con olio vegetale di scarto, proveniente dalle cucine dei ristoranti e delle case private. La catena dei supermercati Conad, invece, ha inaugurato recentemente nuovi punti di distribuzione carburante, vendendolo anche ad 11 centesimi in meno al litro, diventando uno fra i punti più economici d’Italia e provocando file interminabili di automobilisti, ad ogni ora del giorno e della notte.In neanche tre settimane, il distributore Conad ha stritolato ogni primato, vendendo ben 925 mila litri di carburante, fra gasolio e benzina verde. Si stima che nei distributori di carburanti con il marchio Conad il risparmio per gli automobilisti è stato di 1.800.000 euro. E gli effetti del prezzo offerto ha avuto effetti calmieranti anche presso altri marchi di benzina nelle zone vicine. Tuttavia, nonostante le sbandierate liberalizzazioni del decreto Bersani, è stato praticamente impossibile aprire ad un mercato più concorrenziale, in quanto le Regioni hanno concesso a pochissimi altri nuovi gestori, fuori dal giro delle compagnie petrolifere, di aprire nuovi distributori. Vista la preoccupante situazione, la buona volontà non basta. Le associazioni dei consumatori accusano il cartello del carburante in Italia: perché impone una fra le tariffe di benzina tra le più elevate d´Europa, perché aumenta il prezzo quando c’è maggiore domanda, perché detta condizioni capestro al popolo dei consumatori e perché impone un sistema vischioso che non favorisce la libera concorrenza. Il problema del petrolio è ormai strutturale; ogni altra azione volta a limitare i danni e non a risolvere il danno alla radice sarà inutile.Dal momento che ormai abbiamo già superato il picco di produzione massima del petrolio ed il quantitativo di greggio estratto in tutto il pianeta inizia a poco a poco a diminuire, non intravediamo una facile soluzione né per i nostri soldi né per l’economia mondiale. Il gioco degli ultimi mesi del rialzo continuo del petrolio, è la conferma di tutto questo. In questo contesto rientrano speculazioni, ricatti politici, strategie globali, profitti miliardari ma anche bollette e costi sempre più gravosi per la gente. Ed è ovvio che coloro che conducono questo mercato lo spremeranno fino a quando sarà possibile, perseguendo, senza remora alcuna, il proprio interesse; anche impedendo la diffusione industriale dell’innovazione tecnologica, già esistente, in grado di sostituire il motore a scoppio, vecchio di oltre 130 anni. Pertanto le auto di nuova generazione, come quelle elettriche, rimarranno prototipi fino a quando converrà ai grandi gruppi di potere.Da un articolo che ho trovato per caso in internet, scopro che esiste in commercio l’occorrente per modificare una normale Toyota Prius, per consentirle di percorrere 50 km circa con 1 litro di benzina… Tuttavia per motivi legati a brevetti ed a condizioni commerciali non meglio definite, questo sistema è praticamente impossibile da utilizzare. E così pure per l’auto ad aria compressa, presentata a Roma nel 2001, e poi scomparsa dalla circolazione. Morale: i gruppi influenti del petrolio controllano le società che producono i mezzi di trasporto ed impongono i tipi di motore da utilizzare. In Finlandia, invece, forse meno pressati dalle ingerenze delle lobby, si stanno diffondendo le auto elettriche e per ovviare alla limitata autonomia delle batterie (che fanno con un pieno solo 160 km ma a meno di 1 euro ), stanno creando una intera rete di distribuzione per la sostituzione di batterie al posto delle attuali stazioni di servizio, rendendo, in questa maniera, concorrenziali le auto elettriche rispetto a quelle con motore a scoppio. Risultato? Nessuna perdita di lavoro perché le attuali stazioni di servizio sono riconvertite nell’attività di sostituzione e ricarica delle batterie, un certo risparmio per gli utenti, meno inquinamento. Da noi, invece, una politica poco attenta al bene comune e molto incline a servire i poteri forti, non sta facendo molto per risolvere il problema dell’energia.Come sempre è il sistema dei potentati economici ad imporsi su tutti, grazie alla scia di vantaggi e di guadagni che concede a chi lo favorisce. Questo è l’anarchico mercato globale: che scarica ogni perdita sulle spalle dei consumatori e fa in modo che i grandi poteri occupino ogni spazio di lucro possibile.</span></div><div align="justify"><span style="font-size:85%;color:#666666;"><strong>Marco Cottignoli</strong>, nato a Trieste nel 1968, è giornalista pubblicista e scrittore. Coordinatore regionale Friuli Venezia Giulia del Fronte Verde. Laureato in filosofia con specializzazione in tradizioni popolari. Nel 1988 vince il premio speciale nel concorso nazionale di poesia “Umberto Saba”; è presente nella relativa antologia “Venti poeti per Umberto Saba” (A.C. Exploit des Arts ed.); nel 1998 è finalista nella sezione silloge al Premio internazionale di Poesia “Golfo di Patti” ed è presente nella relativa antologia di poesia; una sua poesia è pubblicata nell’Agenda Poetica 1999 (Nicola Calabria ed.). Sta completando una ricerca sul campo delle tradizioni orali popolari a Trieste.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-48641384294327536632008-07-07T20:37:00.003+02:002008-07-07T20:43:28.181+02:00Arrivano i libri verdi per aiutare l’ambiente<div align="justify"><a href="http://outside-blog.away.com/blog/images/2007/06/19/the_green_book.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://outside-blog.away.com/blog/images/2007/06/19/the_green_book.jpg" border="0" /></a><span style="font-size:85%;">(fonte: <a href="http://blog.panorama.it/libri/2008/07/06/arrivano-i-libri-verdi-per-aiutare-lambiente/"><strong>Panorama</strong></a>) Per dare una sterzata ai cambiamenti climatici, invertire la rotta del riscaldamento globale e salvare il pianeta ciascuno di noi può fare la sua parte, incidendo in maniera significativa. O almeno ne sono convinti gli autori di </span><a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887578104.html" target="_blank"><span style="font-size:85%;"><strong>Green Book</strong></span></a><span style="font-size:85%;">, una sorta di breviario di ecologia domestica, pubblicato in Italia dalle serissime </span><a href="http://www.codiceedizioni.it/catalog.php?folder=3&amp;table=catalog_pubblicazione&amp;filter=novita" target="_blank"><span style="font-size:85%;"><strong>edizioni Codice</strong></span></a><span style="font-size:85%;">. Elizabeth Rogers e Thomas M. Kostigen danno consigli da mettere in pratica facilmente per ogni ambito della vita: dalla casa ai divertimenti, dallo sport allo shopping, dalla bellezza ai viaggi. Peccato che si tratti di suggerimenti chiaramente rivolti a un pubblico americano, con il dichiarato intento di incoraggiare a un uso consapevole delle risorse, ma tarato su comportamenti e consumi di partenza a dir poco sconsiderati. L’imperativo che anima l’intero volume è quello di incoraggiare chi lo legge ad aiutare l’ambiente ma senza dover cambiare lo standard qualitativo della propria vita. Gli americani sono i più fannulloni quando si tratta di aiutare l’ambiente perché la loro ricchezza li ha spinti fino ad oggi ad essere terribilmente spreconi. Gli autori lo sanno e cercano di lavorare ai fianchi per suggerire piccole modifiche alle abitudini promettendo in cambio lo stesso, o quasi, livello di comfort.Per il lettore italiano, più che una collezione di consigli utili, alla fine quello che emerge dal libro è un inquietante ritratto dell’America. Dove “le persone che vivono a 3 km dal proprio ufficio spendono comunque 300 dollari l’anno per andarci e tornare in auto”, dove “in media una casa ha 24 diversi dispositivi elettronici”. Dove un cittadino “getta via circa 6 chili di pollo all’anno”, la spesa pro capite è “quattro volte quella di una persona di qualsiasi altra nazione” e “ogni americano produce in media 2 chili di immondizia al giorno, ovvero, nel corso di una vita, 600 volte il peso medio di un adulto”. Insomma, senza gli americani forse neanche esisterebbe una questione ambientale. Quanto alle soluzioni, alcune lasciano perlomeno perplessi. Un esempio per tutti è l’invito a comprare una moto con motore a quattro tempi per sostituire la propria vecchia due ruote: se lo facesse il 15% di chi acquista una moto nuova “l’energia risparmiata potrebbe tenere accese le luci di Las Vegas per un anno intero”. Alla faccia del risparmio energetico! Soluzioni reali, molto documentate, per un settore molto specifico, le fornisce invece </span><a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884649539.html" target="_blank"><span style="font-size:85%;"><strong>Il computer sostenibile</strong></span></a><span style="font-size:85%;">, scritto da Giovanna Sissa, Responsabile dell’</span><a href="http://www.osservatoriotecnologico.it/default.htm" target="_blank"><span style="font-size:85%;"><strong>Osservatorio tecnologico</strong></span></a><span style="font-size:85%;"> del Ministero dell’Istruzione, ed edito da Franco Angeli. Il libro racconta perché l’e-waste, i rifiuti tecnologici, sono un problema destinato a ingigantirsi e spiega come affrontarlo. Non solo separando i rifiuti elettronici, spesso contenenti materiali pericolosi, dal resto della spazzatura, ma anche allungando la vita dei nostri PC, grazie a un riutilizzo intelligente che ha nel software libero il suo alleato migliore.</span> </div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-7016302553642777962008-06-29T14:01:00.003+02:002008-06-29T14:05:25.682+02:00Manifesto Fronte Verde<a href="http://www.blogger.com/www.fronteverde.net"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217273199390754402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/SGd6VSHaBmI/AAAAAAAAAUA/_GqaY-g890k/s320/controgm.jpg" border="0" /></a>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-19670069618163908152008-06-01T10:12:00.001+02:002008-06-01T10:14:36.621+02:00Chiaiano, ricominciano le proteste. Dalla Ue dubbi sul decreto rifiuti<div align="justify"><span style="font-size:85%;">Tratto da </span><a href="http://www.repubblica.it/" target="_blank"><span style="font-size:85%;">Repubblica</span></a><span style="font-size:85%;"> - NAPOLI - L’Ue ha molti dubbi sul decreto rifiuti, e si prepara a respingerlo. Lo scrive in esclusiva la rivista di banca Etica “Valori”, che specifica anche i punti sui quale Bruxelles si opporrà. Una riunione decisiva in tal senso si è svolta ieri sera alla Direzione Generale Ambiente. Scrive infatti la rivista: “Le obiezioni dell’Ue riguardano soprattutto gli articoli che contengono deroghe: alla Commissione non sono andati giù, in particolare, l’articolo 9 (relativo alle deroghe sulla valutazione di impatto ambientale per i siti che saranno adibiti a discariche) e l’articolo 18 (che prevede un lungo elenco di deroghe alla normativa vigente in materia ambientale, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, urbanistica, paesaggio e beni culturali).I tecnici avrebbero sollevato le loro obiezioni direttamente ai rappresentanti del governo italiano a Bruxelles, indicando i punti critici del decreto. Va detto che il parere della Commissione europea non è vincolante per il governo di un Paese membro. Naturalmente, però, qualora Berlusconi e suoi ministri decidessero di andare avanti e di non ascoltare i rilievi dell’Ue, si aprirebbe una procedura d’infrazione contro l’Italia. E sarebbe la seconda volta: il nostro Paese è già in procedura d’infrazione, e sempre per lo scandalo dei rifiuti”.Non smentisce il portavoce della Commissione, che si trincera dietro un secco “no comment”. Ma è comunque utile ricordare che già all’indomani dell’approvazione del decreto Bruxelles aveva espresso numerosi dubbi.</span><a id="more-20409"></a><span style="font-size:85%;"> Agli eventuali dubbi è pronto a rispondere il ministro Ronchi: “Non c’è nessuna bocciatura - dice - e se ci dovessero essere contestazioni saranno sicuramente marginali e siamo pronti a risolverle”.Chiaiano, torna la protesta. Dopo le parole pronunciate da Berlusconi a Napoli si riaccende la tensione a Chiaiano, quartiere scelto per aprire una discarica da 700 mila tonnellate. Le analisi per verificare l’idoneità della cava ancora non sono concluse ma il premier ieri ha annunciato che a Chiaiano “la discarica si farà. Tutte le nostre relazioni tecniche ci indicano che la cava è adeguata”.Affermazioni che sono detonate come bombe tra la popolazione del quartiere che si prepara a una nuova prova di forza con la polizia dopo gli scontri dei giorni scorsi. Al presidio sulla piazza la voce comune è una sola: “E’ una dittatura. A che servono i rilievi dei tecnici se hanno già deciso?”Domani 5.000 in piazza. Per domani la gente di Chiaiano ha organizzato una manifestazione a cui è annunciata la presenza di cinquemila persone. Davanti al palco allestito per gli oratori, un cartello con una croce nera è appeso ad un balcone. C’è scritto: “Scendiamo tutti in piazza se non vogliamo finire così”.Quaranta roghi di immondizia. Nonostante gli appelli, anche del presidente della Repubblica, continuano i roghi della spazzatura. Oltre quaranta cumuli di immondizia sono stati dati alle fiamme nella notte tra Napoli e provincia, a Casoria, Afragola, Giugliano e Secondigliano.Avellino in corteo per protesta. Anche Avellino dice “no” alle discariche. Stamane circa 500 manifestanti, insieme ad una decina di sindaci della provincia, sono scesi in strada per respingere l’ipotesi di aprire una discarica da 700 mila metri cubi sull’altopiano del Formicoso, tra i comuni di Bisaccia, Vallata e Lacedonia. “L’Irpinia non può diventare la pattumiera della regione”, dicono i manifestanti che hanno concluso la protesta davanti all’impianto di trattamento dei rifiuti di Pianodardine. “Le scelte del governo - osserva un leader del corteo - penalizzerebbero definitivamente il futuro di comunità che molto ha investito su ambiente, zootecnia e prodotti alimentari”.</span> </div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-92117022871212259952008-05-27T14:58:00.002+02:002008-05-27T15:00:23.091+02:00Nucleare, la parola a Carlo Rubbia<div align="justify"><span style="font-size:85%;">In una recente intervista, <strong>Carlo Rubbia</strong> ( premio Nobel per la fisica ) ( come Scajola ) ha dichiarato:“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”." Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.“ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."" Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”."I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.Se è così semplice, perché allora non si fa?“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.<br />(30 marzo 2008 La Repubblica)</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-36883834057394984702008-05-22T10:30:00.000+02:002008-05-22T10:34:24.102+02:00Ambiente: UE, Italia agli ultimi posti per aiuti di Stato "verdi"<div align="justify"><span style="font-size:85%;">Bruxelles, 21 mag. (Adnkronos/Aki) - Italia agli ultimi posti nella Vecchia Europa per gli aiuti in favore dell'ambiente, e con un trend solo in leggero miglioramento rispetto agli inizi del Duemila. E' quanto emerge dall'ultima "pagella" della Commissione europea sugli aiuti di stato dei paesi membri per la protezione ambientale. Nel 2004-06 la spesa media annua per gli aiuti nel settore è stata pari a 72 milioni di euro, poco più elevata dei 67 milioni del 2001-03 (0,0% in termini di Pil), si rileva nello 'Scoreboard Ue'.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-45568313210385527302008-05-05T19:48:00.006+02:002008-05-05T20:13:18.933+02:00Bobby Sands, perdere la vita per conquistare la Libertà<strong><span style="font-size:85%;">di Vincenzo Galizia</span></strong><br /><div><br /><div align="justify"><span style="font-size:85%;"><a href="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/SB9NFdhcsLI/AAAAAAAAATw/ALUsy4fYeIs/s1600-h/sands1.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196957251228446898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/SB9NFdhcsLI/AAAAAAAAATw/ALUsy4fYeIs/s320/sands1.jpg" border="0" /></a>Il 5 maggio 1981, nell’infermeria del carcere di <em>Long Kesh</em>, il ventisettenne patriota irlandese, Robert “Bobby” Sands, moriva, dopo 65 giorni di sciopero della fame. Il piccolo Robert, aveva vissuto i suoi primi anni d’infanzia, insieme alla sua famiglia, in un quartiere protestante, di Belfast Est, dove giocava a rugby con dei ragazzi protestanti, che lo soprannominarono “Bobby”, e dove il piccolo ragazzo cattolico, vedeva nei poliziotti inglesi degli eroi. Successivamente, si trasferirono a Twinbrook, un quartiere cattolico nato intorno alla chiesa di San Luca. Attraverso i racconti di sua madre Rosaleen, il giovane Robert, cominciò ad avere dei dubbi su i suoi presunti “eroi” e a capire la difficile esistenza dei cattolici nell’Irlanda del Nord, ecco come Bobby, la descrive nei suoi diari: <em>“Mia madre mi raccontava le retate di prigionieri politici, gli assalti armati, i morti, o le incursioni all’alba, con l’avvento della televisione però, i racconti di mia madre furono sostituiti dalle immagini. Le mie idee si confusero: i cattivi descritti da lei erano sempre i miei eroi televisivi: i soldati inglesi lottavano per la giustizia e i poliziotti erano invariabilmente bravi ragazzi.</em> <em>Da piccolo io mitizzai le loro gesta e li imitai nei miei giochi infantili. A scuola imparai la storia, ma era sempre storia inglese. Poi cominciai a chiedermi perché non insegnavano mai la storia del mio paese, l’Irlanda”</em>. Nel 1968, cominciò a cambiare qualcosa nella vita di Bobby, il contenuto dei telegiornali mutò e notò come gli “agenti speciali” caricavano la folla per le strade, bastonando e perseguitando gente come loro. Nell’agosto del 1969, la violenza scoppiò nelle strade e il suo quartiere, sembrò colpito da un “uragano” come lui disse. Ritorniamo al suo diario che è molto eloquente su questo periodo: <em>“Arrivarono gli "speciali" seguiti da orde di "orangisti" inferociti, e invadevano le nostre strade, sparavano, incendiavano, saccheggiavano, uccidevano. Non c’era nessuno a difenderci, allora, a parte i "ragazzi" , come mio padre chiamava gli uomini che proteggevano il quartiere con poche armi antiquate. Poco dopo apparvero per le strade strane persone, voci, facce, sotto forma dei soldati britannici. Non li consideravo più gli eroi della mia infanzia.</em>" Ed è qua che Bobby, diciottenne, decise di arruolarsi tra i “<em>provos</em>” (l’ala più estremista dell’IRA). Nel suo diario lo ricorda così: <em>“Con mia sorpresa i miei ex compagni di scuola e i miei vicini divennero i miei camerati e mi aprirono le loro case e i loro cuori. Imparai subito che senza l’appoggio della popolazione i repubblicani non avrebbero mai potuto sopravvivere. Nel ’71 passai il mio ultimo Natale a casa.”</em> Nell’autunno del 1972, poco più che diciannovenne, fu arrestato, condannato a tre anni e mezzo di reclusione per possesso di armi. Nel 1976 quando fu rilasciato, Bobby, era più che mai deciso a battersi per la libertà del suo Paese. Purtroppo sei mesi dopo, ebbe la sfortuna di essere di nuovo catturato, dopo un violento scontro a fuoco. Che nel suo diario lo ricorda così: <em>“Lo choc del mio nuovo arresto fu enorme per i miei familiari, ma soprattutto per mia moglie Geraldine che era incinta di quattro mesi. Fui ritenuto colpevole e condannato ad altri quindici anni. Il giorno dopo in carcere mi denudai e mi sedetti sul pavimento freddo della cella per protesta contro l’inumanità della galera"</em>. Bobby era solo un giovane ragazzo di ventitre anni, quando varcò per la seconda volta l’ingresso del carcere di <em>Maze</em>; era ancora molto giovane ma già portava su di se i segni indelebili delle vessazioni e delle lotte. Cominciò lo sciopero della fame il 1 marzo 1981 e morì 65 giorni dopo nell’infermeria della prigione di <em>Long Kesh</em>. Era il 5 maggio 1981. Dopo di lui altri nove volontari della lotta per la liberazione irlandese lo seguiranno: il 12 maggio muore Francis Hughes, il 21 dello stesso mese Raymond McResh e Patsy O’Hara, l’8 luglio Joe McDonnel, il 1 agosto Martin Hurson e Kevin Lynch, il giorno dopo Kieron Doherty, l’8 agosto Thomas McElwee, il 20 dello stesso mese Micky Devine. Il 3 ottobre, dopo 217 giorni dall’inizio della protesta, lo sciopero della fame cessò: la commozione era divenuta semplice routine, l’indifferenza rischiava di vincere sulla sublimazione. Dopo tre giorni il Governo Inglese decise di accettare, almeno in parte, le richieste dei detenuti. Ecco quello che scrisse sul suo diario in carcere, Bobby Sands, il giorno della festa di San Patrizio, mercoledì 17 marzo, un testamento spirituale lasciato in memoria ai combattenti cattolici irlandesi e al mondo intero, sul tirannico oppressore inglese in Irlanda del Nord. <em>“Oggi è la festa di San Patrizio e come al solito niente di notevole. Sono stato a messa. Con i capelli tagliati stavo meglio. Non conoscevo il prete che ha detto la messa. Gli inservienti distribuivano il cibo a tutti quelli che tornavano da messa.Hanno provato a darmi un piatto pieno. Me l’hanno messo sotto il naso, ma io ho tirato dritto come se non ci fossero. Oggi ho ricevuto due giornali e, piacevole novità, c’era l’Irish News. Ad ogni modo ricevo tutte le notizie dai ragazzi. Ho visto uno dei dottori questa mattina, un tipo sbarbato. Mi sfibra. Il mio peso è di 57,50 Kg. Nessuna lamentela. Il governatore è venuto da me e mi ha detto aspramente: "Vedo che stai leggendo un libro breve. Meglio così, se fosse lungo non ci riusciresti a finirlo". Ecco che gente sono. Maledetti! Non importa. E’ stata una giornata lunga. <a href="http://larkspirit.com/hungerstrikes/funerals/sands_funeral02.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://larkspirit.com/hungerstrikes/funerals/sands_funeral02.jpg" border="0" /></a>Pensavo allo sciopero della fame. La gente dice tante cose del corpo, ma non vi fidate. Io penso che ci sia davvero una specie di lotta. Prima il corpo non accetta la mancanza di cibo e soffre per la tentazione del cibo e per altri fattori che lo tormentano in continuazione. Il corpo reagisce, naturalmente, ma alla fine della giornata tutto ritorna alla considerazione primaria, cioè alla mente. La mente è la cosa più importante. Se non hai una mente forte per resistere a tutto non ce la fai. Ti manca ogni spirito combattivo. Ma da dove ha origine questa forza mentale? Forse dal desiderio di libertà, ma non è proprio certo che venga di lì. Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese mi stanno nel cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.</em></span></div><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><span style="color:#666666;"><strong>Vincenzo Galizia</strong>, nato a Roma nel 1978, Presidente nazionale e fondatore del movimento politico ecologico "Fronte Verde". Da una sua idea è nato il blog di informazione "Freccia Verde" di cui è Direttore politico. Collabora o ha collaborato con numerosi periodici di politica, cultura, ecologia e tradizioni, tra i quali il quotidiano "Linea", il mensile "L'Officina" e "L'Antagonista".</span> </span></div><br /><div align="right"><em><span style="font-size:85%;">Tiochfaid ar là</span></em><br /></div><div align="right"><span style="font-size:85%;">(Il nostro giorno verrà)</span></div></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-38741065590199489262008-05-02T21:24:00.000+02:002008-05-02T21:26:09.703+02:00Fronte Verde Video Manifesti<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ObUcYlB8BCE&hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ObUcYlB8BCE&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-73428526680338364192008-04-30T16:54:00.001+02:002008-04-30T16:56:16.322+02:00Fronte Verde<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HR_h7NnHVL8&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HR_h7NnHVL8&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-2506625477204948042008-04-29T18:51:00.001+02:002008-04-29T18:53:45.102+02:00Fronte Verde: auguri al nuovo Sindaco Alemanno<div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 28.04.08 - "Siamo felici dell'elezione di Gianni Alemanno alla carica di Sindaco di Roma. Alemanno ha un compito molto importante, quello di rappresentare un cambiamento radicale e di innovazione rispetto ai decennali governi di sinistra, che hanno portato Roma a una situazione di degrado e di insicurezza non riscontrabile nelle altre grandi capitali europee." Dichiara Vincenzo Galizia Presidente nazionale del Fronte Verde, che continua "l'elezione di Alemanno è una vittoria anche del Fronte Verde, che lo ha sostenuto con i suoi militanti e simpatizzanti, sin dal primo turno. Confidiamo che il neo Sindaco, non dimentichi le tematiche ecologiche ed ambientali per la salvaguardia della Città Eterna, come il problema dei rifiuti e della discarica di Malagrotta o la riqualificazione del fiume Tevere, dove speriamo prenda in considerazione il nostro Progetto per un Biondo Tevere pulito e navigabile."</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-29851157145699318192008-04-26T11:47:00.000+02:002008-04-26T11:48:14.002+02:00Marco Travaglio al V2day da Torino<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tr58Dyz6XaY&hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tr58Dyz6XaY&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-42040527486946396772008-04-22T13:13:00.001+02:002008-04-22T13:15:28.561+02:00Ballottaggi, Fronte Verde si ad Alemanno no ad Antoniozzi<div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"> "Abbiamo deciso di appoggiare al ballottaggio Gianni Alemanno, perché per Roma può rappresentare un netto cambiamento positivo ed innovativo, dopo i decennali governi di sinistra, con lo stesso Rutelli per otto anni, hanno portato la Città Eterna in uno stato di degrado e di insicurezza." Dichiara Vincenzo Galizia Presidente nazionale del movimento politico ecologico Fronte Verde, in vista del ballottaggio del 27 e 28 aprile a Roma per la carica di Sindaco. "Alemanno, ha già dimostrato come Ministro dell'Agricoltura, di avere a cuore le tematiche ambientali, come con il provvedimento contro gli OGM vietando la commistione tra le sementi transgeniche e quelle convenzionali, a tutela delle biodiversità dell'ambiente naturale, incentivando l'agricoltura tradizionale e biologica, ed un piano nazionale per lo sviluppo della produzione di sementi non ogm." - Galizia conclude - "Confermiamo quindi l'appoggio ad Alemanno, come già fatto al primo turno, schierando nelle file del PdL nostri candidati in diversi municipi e sostenendo la candidatura di Federico Rocca al consiglio comunale. Il Fronte Verde, resta però critico rispetto all'imminente governo Berlusconi, per le sue posizioni sulle tematiche ecologiche ed ambientali, che ci vedono totalmente in disaccordo. Anche per questo al ballottaggio per la Provincia di Roma, non diamo e non daremo, nessuna indicazione di voto."</span> </div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-30780196259841265972008-04-02T23:44:00.001+02:002008-04-02T23:46:31.887+02:00Aderisci al Fronte Verde<div align="center"> </div><div align="center"><a href="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R_P-dSCUpuI/AAAAAAAAATo/yHu-dqjQx-0/s1600-h/300FRONTEVERDE.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184767375044814562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R_P-dSCUpuI/AAAAAAAAATo/yHu-dqjQx-0/s320/300FRONTEVERDE.gif" border="0" /></a><a href="http://www.fronteverde.net/"><strong><span style="font-size:130%;">www.fronteverde.net</span></strong></a> <br /><br /></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-91393482138928810282008-03-27T12:28:00.002+01:002008-03-27T12:32:17.226+01:00Tevere: il Fronte Verde e Federico Rocca (PdL) hanno presentato il progetto "Biondo Tevere"<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R-uFtyCUptI/AAAAAAAAATg/odVkUjdtAC4/s1600-h/sitfronteverdetevere.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182382817792009938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R-uFtyCUptI/AAAAAAAAATg/odVkUjdtAC4/s320/sitfronteverdetevere.jpg" border="0" /></a><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 27.03.08 - Mercoledì 26 marzo dalle ore 11.00 alle ore 13.00 presso il Ponte di Ferro (Marconi-Ostiense) Federico Rocca candidato al Comune di Roma per il "Popolo delle Libertà" e Vincenzo Galizia Presidente nazionale del movimento politico ecologico indipendente "Fronte Verde", hanno presentano il progetto "Biondo Tevere" che attraverso una petizione popolare si propone la salvaguardia del fiume Tevere e dei suoi argini. E' stato inoltre denunciato il degrado e l'abbandono in cui versano le sponde del fiume capitolino come può dimostrare anche l'immagine in allegato che si riferisce al luogo dove si è svolto il sit-in. A poco più di 50 metri da questo punto si trovano sia il comitato di Rutelli che quello del candidato del PD alla Presidenza del XV Municipio Paris. E' strano che ogni giorno nell'entrare ed uscire dai loro comitati nessuno di loro si sia preoccupato di dare un occhiata alle sponde del fiume che sono interamente ricoperte di rifiuti di ogni genere. "Il Tevere da anni subisce enormi danni ecologici ed ambientali, mentre al contrario potrebbe rappresentare una grande risorsa per la città di Roma sia in termini turistici sia come arteria alternativa per la mobilità ma di fatto non si capisce perché questa ipotesi non venga presa in seria considerazione dall'amministrazione capitolina". Dichiarano Vincenzo Galizia e Federico Rocca. Fatto sta che il Tevere versa in condizioni insostenibili e non riscontrabili in nessun altro fiume delle grandi capitali europee, quindi come al solito offriamo un'immagine poco edificante della città, poiché è imbarazzante osservare il barcone di "Batteli di Roma" che carico di studenti o turistici si avvia verso il mare e nel tratto Ostiense-Marconi-Magliana attraversa le sponde del fiume invase da rifiuti e discariche con gli sguardi dei passeggeri che allibiti si chiedono il perché". "Un motivo c'è poiché se il Tevere versa in queste condizioni lo si deve a chi ha governato la città dal 1993 al 2008 e che oggi come se nulla fosse si ripresenta ancora una volta agli elettori, parliamo di Francesco Rutelli e del suo successore che pensa di governare il paese Walter Veltroni, il quale a sua volta non ha fatto altro che fingere di non vedere - concludono Galizia e Rocca - permettendo che sugli argini del Tevere sorgesse una città nascosta fatta di senza tetto, baracche e campi nomadi. "Il nostro impegno è quello di portare il progetto "Biondo Tevere" in consiglio comunale, per questo il Fronte Verde annuncia ufficialmente il sostegno del movimento alla candidatura al Comune di Roma nella liste del Pdl di Federico Rocca". Questo quanto ha dichiarato a margine dell'incontro Vincenzo Galizia. All'iniziativa hanno aderito Manolo Gelsomini candidato PdL nel Municipio V, Roberta Russo candidata PdL Municipio XV, Gianluca Facchini candidato PdL Municipio XVI, Federico Tisi candidato PdL Municipio XVII.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-77253199760879166072008-03-23T20:37:00.004+01:002008-03-23T20:47:34.580+01:00Quando il bene è comune piace agli ambientalisti<strong><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">di Roberto De Giorgi</span></strong><br /><br /><div><div><br /><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><a href="http://www.comune.secli.le.it/upload/img/63_News_riciclaggio1.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.comune.secli.le.it/upload/img/63_News_riciclaggio1.jpg" border="0" /></a>Stefano Montanari ed il Sen Fernando Rossi in Puglia ieri (<em>21 marzo ndr</em>) hanno fatto tappa a Modugno, Bari, Massafra e Taranto. L’incontro di Taranto, organizzato da Peacelink e dagli amici di Beppe Grillo, con la partecipazione straordinaria di TarantoViva che ha presentato alcuni video sui rifiuti in attesa dello scienziatoUna signora uscendo dalla sala della libreria Gilgamesch a Taranto dice " Certo è terribile pensare a come siamo combinati, io vivo a Palagiano e compro latticini e verdure da un contadino. Ora ho saputo che prima.... c’era una discarica"Montanari scuote la platea: " se ci estinguessimo ora, il pianeta terra non avrebbe più l’inquinamento dell’uomo, ma manterrebbe per intero tutto quello che finora è stato immesso nell’aria, nel suolo, nell’acqua".Ci siamo fatti tutto il male possibile. La vicenda della nanoparticelle è iscritta nella storiella italiana, mentre l’Europa fa ricerca, affida incarichi alla dr. Antonietta Gatti ( moglie di Montanari), nel nostro paese questo delicato compito è svolto da un laboratorio privato. Dov’è allora l’interesse comune? E’ emblematica la vicenda di questi coniugi ricercatori chiamati in tutto il mondo, negli scenari di guerra, a partire dal crollo delle torri gemelle per fare analisi sulle polveri sottili, mentre in Italia vengono trattati come terroristi. Ma dov’è va questo Paese o meglio dove è arrivato?L’occasione di Taranto è la presentazione di un libro, un operazione elettorale soft. Gli ambientalisti puri non amano collusioni politiche e spot elettorali. Ma la sostanza c’è, il Bene Comune si vede. Così come l’urgenza di cambiare le regole. Che senso ha, dice lo scienziato, controllare lo sforamento della quantità delle polveri, se non si misura il diametro delle stesse? perchè se sono Pm10 al massimo mi danno un raffreddore, ma se sono nanopolveri mi uccidono. E scorrono le slides che mostrano dove s’annidano questi killer, che raggiungono, attraverso il sangue, tutti i tessuti. Nanopolveri di alluminio, cromo, zinco, ecc. E spunta il caso di quella signora morta di cancro al fegato. Il patologo non si spiegava il referto tumorale ( in genere provocato da un virus). Il laboratorio di Montanari scopre che si trattava di una particella piccolissima di oro sulla quale era cresciuto il granuloma. Andando a ritroso nella storia della donna si scopre che aveva in passato curato un ginocchio con infiltrazioni d’oro. Ecco le dannate nanoparticelle!Sia chiaro le nanoparticelle si formano anche naturalmente dai vulcani, dalle erosioni delle rocce. Ma l’uomo ha aumentato il danno; le case vecchie, gli asfalti vecchi formano il reticolato che si frantuma in polveri. Poi ci sono le ciminiere a<a href="http://www.voceditalia.it/public/foto/2710.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.voceditalia.it/public/foto/2710.jpg" border="0" /></a> carbone, le centrali a turbogas, le acciaierie e gli inceneritori di rifiuti. Non ci facciamo mancare niente. E questi microscopici frammenti ci riempiono fino ad arrivare nella cellula dov’è riposto il Dna. E la cellula non si suicida più (apoptòsi) e replica questo messaggio tumorale all’infinito. Montanari avverte, non dico che c’è il tumore, ma potrebbe esserci. La medicina non è una scienza esatta, qui due + due potrebbe fare quattro.Però la scienza ha il dovere di lanciare l’allarme. Lavorare sul bene comune è soprattutto dare informazione. E vi sono informazioni che vengono da lontano. Plinio il Vecchio aveva parlato dell’amianto, definendolo pericoloso. Ci abbiamo messo migliaia di anni per capirlo. Ma, si sa, ci sono sempre scienziati prezzolati che danno il parere favorevole alle industrie al momento giusto. Così è per l’incenerimento dei rifiuti che non tiene conto del pensiero di Lavoisier ( 2° principio della termodinamica) sulla conservazione della massa. Vale a dire che se brucio una tonnellata di rifiuti questa non sparisce ma si trasforma in una tonnellata di anidride carbonica e 300 kg di cenere, 600 litri di acqua sporca, ecc.Manca a questa classe politica ed imprenditoriale il senso delle cose, della vita e della filosofia. Anassimandro di Mileto, pre-socratico, diceva: "in natura nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma".Chi pensa di arrivare a "rifiuti zero" bruciando i rifiuti, pensa ancora di trovarsi di fronte ad un popolo bue che si puo’ confondere mantenendolo nella disinformazione e distraendolo con le stupidità di questa campagna elettorale. Ma il bene comune oggi la gente sa cos’è e saprà sempre di più come difenderlo.</span></div><br /><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:78%;">tratto da: </span><a href="http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2295"><span style="font-family:lucida grande;font-size:78%;">http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2295</span></a></div></div></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-48614727500974620702008-03-14T21:03:00.009+01:002008-03-17T09:27:19.841+01:00Peace, love and country... Neil Young, l'America che ci piace<strong><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">di Federico Zamboni</span></strong><br /><div><div><div align="justify"><span style="font-size:85%;"></span></div><div align="justify"><span style="font-size:85%;">Di tanto in tanto, se stasera (<em>24 febbraio ndr</em>) avrete avuto la fortuna di trovare posto al Teatro degli Arcimboldi di Milano, per quest’unica apparizione italiana di Neil Young, chiudete pure gli occhi e as</span><a href="http://bp1.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FsGTFNhyI/AAAAAAAAFTM/UDFh0sYPPRk/s1600-h/neilgiovane.bmp"></a><span style="font-size:85%;">saporate l’impressione che il tempo si sia fermato. Che non sia affatto vero che lui abbia ormai 62 anni e che siano passati quasi quattro decenni da Harvest. La voce è ancora la stessa. Le canzoni – come in Prairie Wind, del 2005 – possiedono ancora lo stesso sapore a metà strada tra serenità e malinconia: la serenità di chi conosce il valore di ciò che ha avuto; la malinconia di chi non disconosce il valore di ciò che ha perso. Riaprite gli occhi: osservate quest’uomo che è sopravvissuto ad un aneurisma cerebrale e che non fa nulla per nascondere la sua età; quest’uomo che crede nella magia profonda della musica e che non ha mai fatto confusione tra il divertimento sano e l’intrattenimento prefab</span><a href="http://bp0.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FsPDFNhzI/AAAAAAAAFTU/q86P3rWYt6Y/s1600-h/neilharvest.jpg"></a><span style="font-size:85%;">bricato; quest’uomo che sa (che avverte) quanta storia, quanta tradizione, quanta vita ci sia dentro certi suoni: i singoli brani possono essere nuovi, ma non lo è la terra nella quale sono cresciuti. Neil Young suona i propri pezzi: ma è orgoglioso di imbracciare la chitarra che appartenne ad Hank Williams.«Cerchiamo di rendere omaggio alla vecchia musa, alla musa che <a href="http://i00.rnhh.de/eu/shared-images/rhaps/8/8/9/c/80899ac48460fde8440be3b7d2d2841b_331x411.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand" alt="" src="http://i00.rnhh.de/eu/shared-images/rhaps/8/8/9/c/80899ac48460fde8440be3b7d2d2841b_331x411.jpg" border="0" /></a>esisteva qui prima: a ciò che accadde in passato, che creò le radici che abbiamo ancora oggi».L’America migliore. Che conosceva il lavoro duro e lo rispettava. Che sapeva distinguere tra la lotta per la sopravvivenza e quella per la sopraffazione. L’America di origine contadina: che cercava di sfuggire alla povertà per ottenere un po’ di requie e un po’ di gioia, non per sostituire la sobrietà col lusso sfrenato. </span><a href="http://bp1.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8Fs8TFNh1I/AAAAAAAAFTg/iccFJlo40DA/s1600-h/neilpraide.jpg"></a><span style="font-size:85%;">Neil Young è canadese, ma ha varcato il confine nel 1965 e si è trasferito definitivamente l’anno successivo. Il richiamo del rock. L’entusiasmo, l’ingenuità, i sogni di una generazione che era convinta di poter cambiare il mondo: milioni di ragazzi e ciascuno ha un cuore; e ogni cuore irradia energia; e l’energia si somma insieme e si moltiplica a dismisura; e cresce, e cresce, e cresce. Unita nella stessa corrente. Proiettata nella stessa direzione.Come fai a non vederlo? Si abbatterà sulle mura dell’egoismo e dell’indifferenza e le spazzerà via, una volta per tutte. Basta politicanti, basta affaristi, basta Masters of War. Lo Zio Sam non punterà più il dito per spedirti a morire con la scusa della patria. Sulle banconote non ci sarà più la bestemmia “In God We Trust”. Di</span><a href="http://bp1.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FtOTFNh2I/AAAAAAAAFTo/nWwTGDT_9xs/s1600-h/neil_young_11_05.jpg"></a><span style="font-size:85%;">o non avrà più bisogno di promettere il paradiso o di minacciare l’inferno, per ottenere un po’ di buona volontà dagli esseri umani. Allora, finalmente, il sogno collettivo potrà di nuovo scindersi (sciogliersi) in una miriade di sogni individuali: milioni di ragazzi – e forse anche di adulti, se comprenderanno di essere finalmente liberi come non lo sono mai stati – e ciascuno avrà il suo. Da vivere, da benedire, da cantare. Da offrire, non da imporre.«Io e la mia generazione capiamo quella frase: pace e amore. Noi eravamo così, ma oggi è facile prendere tutto questo in giro. I media sono come il cortile di un liceo: un ragazzo che soffre di una deformazione ai piedi entra e tutti iniziano a prenderlo in giro. Se gli anni Sessanta sono stati sopravvalutati non so proprio cosa si potrebbe dire di altri decenni e di altre generazioni. Davve</span><a href="http://bp1.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FtjTFNh3I/AAAAAAAAFTw/XUqSTeqQfsA/s1600-h/neil_young_portrait.jpg"></a><span style="font-size:85%;">ro sono sopravvalutati? Rispetto a cosa?»La storia, com’è noto, la scrivono i vincitori. E i vincitori hanno le risposte bell’e pronte. «Il punto, Neil, è che avete perso. Volevate cambiare il mondo e non ci siete riusciti. E se non ci siete riusciti significa che non eravate poi così speciali. Ecco, Neil. Significa questo, “sopravvalutati”».Punti di vista. E modi di essere. Ci sono quelli che tifano per la squadra più forte e quelli che si tengono stretta la squadra del cuore, dovunque vada a finire. E figurati, poi, se si rendono conto che il campionato è truccato.Neil Young, per fortuna, appartiene alla seconda specie. Un idealista coi piedi per terra. Uno che non scambia gli ideali per canditi (morbidi-morbid</span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FwMjFNh9I/AAAAAAAAFUg/LIWOCNRdmTA/s1600-h/neil-young-y-03.jpg"></a><span style="font-size:85%;">i, dolci-dolci) e che è pronto a pagare il biglietto anche se non gli garantisci per iscritto l’happy end. Per istinto o per esperienza – e più probabilmente per una robusta miscela di entrambi – sa che l’unica maniera di non avere rimpianti è mantenersi fedeli a ciò in cui si crede. Se c’è da lottare, si lotta. Se c’è da mandare giù qualche (qualche?) boccone amaro, lo si manda <a href="http://thewhiteblog.files.wordpress.com/2007/03/neil_young.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://thewhiteblog.files.wordpress.com/2007/03/neil_young.jpg" border="0" /></a>giù. Ma quando finalmente si vince, nel modo pulito e scintillante di chi ha fatto davvero del suo meglio, senza concedere nemmeno un sissignore agli arbitri, senza dedicare nemmeno una canzone alla moglie (insopportabile) dell’impresario, allora sì che ne è valsa la pena. Allora sì che è festa grande. Neil Young, a tutt’oggi, ha pubblicato all’incirca 40 album da solista. Più i cinque con Crosby, Stil</span><a href="http://bp0.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FuZDFNh5I/AAAAAAAAFUA/0p9cezdYCUc/s1600-h/Crosby_Stills_Nash_and_Young.jpg"></a><span style="font-size:85%;">ls e Nash. Più quello col solo Stephen Stills. Più i tre coi Buffalo Springfield, a inizio carriera. Una produzione vastissima in cui è difficile orizzontarsi anche per gli esperti. Ci sono album annunciati e non usciti; ce ne sono altri che sono apparsi solo in alcuni Paesi, o che sono stati pubblicati in versioni diverse da mercato a mercato. Persino l’accuratissima Discografia illustrata di Stefano Frollano (Coniglio Editore, 2006, pagg. 334, € 21,50) non fa che confermarlo: rileva tutto ma non azzarda tabelle riassuntive, nonostante l’autore si sia imposto, nell’ammirevole tentativo di sbrogliare la matassa</span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FuijFNh6I/AAAAAAAAFUI/BZNeMjHFr4s/s1600-h/neilloibro.jpg"></a><span style="font-size:85%;">, la più puntigliosa e infaticabile delle gimcane tra codici alfanumerici e copertine differenziate a seconda del luogo di uscita, e vinili colorati oppure no, e chissà quanti altri dettagli editoriali più o meno (ir)rilevanti.Bene. In una discografia tanto ampia, e tutt’altro che omogenea, i rischi sono enormi. Rischi sul piano artistico, essendo estremamente difficile spostarsi con la stessa padronanza, e quindi con la stessa efficacia, da un genere all’altro. E rischi sul piano commerciale, visto che il pubblico adora le novità solo in una prima fase – quando ancora non sa chi diavolo sia l’ultimo venuto e, perciò, è ancora disposto a lasciarsi sorprendere – mentre in seguito tende a preferire che le cose rimangano come sono. Rischi che h</span><a href="http://bp1.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8Fu4TFNh7I/AAAAAAAAFUQ/ze8BGRUvjPo/s1600-h/neilnoir.jpg"></a><span style="font-size:85%;">anno seminato, anche tra gli estimatori più attenti, e più duttili, perplessità e controversie: meglio le ballate acustiche o le sfuriate elettriche? Meglio le riflessioni esistenziali o le requisitorie politiche? Meglio, a parità di atmosfere, i brani di Harvest o quelli di Prairie Wind? Meglio l’alleanza una tantum coi Pearl Jam – che lo considerano, e non sono i soli, il padre putativo del grunge – o quella di vecchissima data coi Crazy Horse?«Viene facile – ha scritto un paio d’anni fa Riccardo Bertoncelli sul mensile XL, presentandone gli album più significativi – dire che Young non ha mantenuto tutte le sue promesse, che il futuro dalle parti di Harvest, e di Four Way Street, sembrava più radioso. Però poi uno prende la discografia e deve scervellarsi per far tornare i conti; i dischi interessanti sono più di quelli segnalati qui, limitati dallo spazio.»Lo aveva spiegato lo stesso Young, del resto. Nel documentario Y</span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FvsjFNh8I/AAAAAAAAFUY/mddRBAUEGZw/s1600-h/neilconcert.jpg"></a><span style="font-size:85%;">ear of the Horse, firmato da Jim Jarmusch nel 1997, c’è un momento in cui lui si rivolge al pubblico e lo dice chiaro e tondo: «E’ tutta una sola canzone». Una lunga, interminabile successione di cose avvenute o immaginate, di luci e di ombre, di affermazioni e di negazioni. Affermazioni che magari non bastano a indirizzare gli eventi; negazioni che non bastano quasi mai a scongiurare i disastri. The Needle and the Damage Done: «Sono arrivato in città e ho perso la mia band. Ho visto l’ago prendere un altro uomo. Andato, andato. Il danno fatto. So che alcuni di voi non capiranno, ma ogni tossico è come un sole che tramonta».The Needle and the Damage Done. La canzone scritta – inutilmente – per Danny Whitten, il chitarrista dei Crazy Horse che stava sprofondando nelle sabbie </span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FwsjFNh-I/AAAAAAAAFUo/96V1JoQZP2E/s1600-h/neildisco.jpg"></a><span style="font-size:85%;">mobili della droga. E che sarebbe morto l’anno successivo, anche se non di overdose ma di una fatale miscela di alcol e di valium, dopo il fallimento di un estremo tentativo di coinvolgerlo nella preparazione di Times Fades Away. Danny<a href="http://www.seatwave.com/FileStore/SEASON/IMAGE/neil-young_002381_1_MainPicture.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.seatwave.com/FileStore/SEASON/IMAGE/neil-young_002381_1_MainPicture.jpg" border="0" /></a> Whitten: che era un musicista di talento e che è diventato solo un altro nome sull’elenco, sempre più lungo, dei ragazzi stroncati dagli stupefacenti. Un altro numero per le statistiche. Un dramma individuale che si perde rapidamente, che si svaluta, nel fenomeno di massa. E che va ad alimentare lo stereotipo: il rock e la droga vanno di pari passo. La promessa di entrambi è eccitare; l’esito di entrambi è stordire. Allarghi la coscienza (di cosa?) e cancelli la consapevolezza (di tutto). </span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FxTjFNh_I/AAAAAAAAFUw/okXtjOcPAj0/s1600-h/neilmorto.jpg"></a><span style="font-size:85%;">Alla fine, oltre che una tragedia collettiva, è il più grande favore che si possa fare all’establishment. Tanto di guadagnato, se i ribelli si tolgono di mezzo da soli. Se la repressione diretta – come nel caso dei quattro ragazzi uccisi dalla Guardia Nazionale alla Kent State University il 4 maggio 1970, e poi cantati dallo stesso Neil Young nella celeberrima, durissima Ohio – rimane l’eccezione. Esistono altri strumenti, d’altronde. Non solo le droghe vere e proprie, ma anche degli allucinogeni più subdoli, che rendono altrettanto succubi ma che sono tutt’altro che vietati. E che non hanno nessuna controindicazione apparente. Il successo, la fama, il denaro. I contratti discografici a sei zeri. L’apoteosi dei concerti. La folla a</span><a href="http://bp2.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FxpjFNiAI/AAAAAAAAFU4/GnvN82YDHUU/s1600-h/neilcoun.jpg"></a><span style="font-size:85%;">dorante sotto il palco. Le ragazzine servizievoli nei camerini. Gli introiti supplementari della pubblicità: una bella canzone, un riff trascinante, e il gioco è fatto. Vendite alle stelle. Royalties alle stelle. Alle star.«Cosa pensi – gli ha chiesto recentemente David Fricke, di Rolling Stone – quando vedi la musica dei tuoi contemporanei, Jimi Hendrix e gli Who, comparire negli spot? E’ una guerra persa?»«Non ho perso. Io combattevo solo per me stesso. La mia musica ruota ancora intorno a me e ai miei fan. (...) Alla fine, quando non ci sarò più e il mio pubblico sarà scomparso, tutto ciò che rimarrà è la musica. La gente potrà ascoltarla e ricavarne quello che più desidera.»Il cerchio si chiude. All’inizio le canzoni sono proprietà di chi l</span><a href="http://bp3.blogger.com/_LwFwC1uPVBg/R8FyAzFNiBI/AAAAAAAAFVA/U5Jtx18Yv6M/s1600-h/indiani.jpg"></a><span style="font-size:85%;">e ha scritte. Alla lunga diventano patrimonio pubblico. Parte di una tradizione, di un’identità, che allo stesso tempo si rinnova e si perpetua. Neil Young – lo abbiamo ricordato all’inizio – lo afferma espressamente parlando del country, che è appannaggio della popolazione di razza bianca e di ascendenza europea; ma la sua idea di appartenenza a un ordine superiore trascende qualsiasi comunità umana e si estende all’universo. O, almeno, a quel pezzetto di universo nel quale viviamo.«Gli indiani di base sono pagani ed è questo in cui anch’io credo: nella natura, che sia stato o meno Dio a crearla. Questa è la mia chiesa: quando vado nella foresta, in un grande prato o nell’acqua. Non ho bisogno di alcun predicatore. Ho identificato tutta la mia vita con i cicli lunari, come gli indiani. Se devo registrare aspetto che ci sia la luna.»</span></div><div align="justify"><span style="font-size:85%;"><span style="color:#999999;"><strong>Federico Zamboni</strong>, nato a Milano nel 1958 ma cresciuto a Roma, è giornalista e conduttore radiofonico. Tra il 1979 e il 1981, con lo pseudonimo di Claudio Fossati, ha tenuto una rubrica (quasi) fissa sul quindicinale “Linea”, dedicata a quella che allora si chiamava la “musica giovanile”. Dopo aver smesso di scrivere articoli per circa 15 anni, dedicandosi a tutt’altre cose, ha ripreso a pubblicare regolarmente nel 2000. Prima su “Ideazione.com”, poi sui quotidiani “Linea”, di cui è stato caporedattore fino al maggio scorso, e “Il Secolo d’Italia” dove cura una rubrica del domenicale</span>.</span></div></div></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-90466174118692122832008-03-14T07:30:00.001+01:002008-03-14T07:34:12.758+01:00Elezioni Politiche, presentazione lista civica nazionale "Per il Bene Comune"<div align="justify"><a href="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R9ocUgCEgAI/AAAAAAAAATQ/c8lE9BYPvAo/s1600-h/highres_3415481.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177481860137385986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R9ocUgCEgAI/AAAAAAAAATQ/c8lE9BYPvAo/s320/highres_3415481.jpg" border="0" /></a><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 13.03.08 - Giovedì 13 marzo con inizio alle ore 11.00 si è svolta presso la sala stampa del Senato della Repubblica (Palazzo Madama) la presentazione della lista civica nazionale "Per il Bene Comune". Sono intervenuti nell'ordine: la Coordinatrice nazionale Monia Benini, il candidato Premier dott. Stefano Montanari e il Senatore Fernando Rossi. Ha partecipato alla conferenza Vincenzo Galizia Presidente nazionale del "Fronte Verde", che ha ricordato l'alleanza tra il Fronte Verde e la lista civica guidata da Montanari e Rossi.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-60496302635404482832008-03-12T23:08:00.002+01:002008-03-14T07:32:38.646+01:00Elezioni Politiche, il Fronte Verde per il Bene Comune<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R9hUuQCEf_I/AAAAAAAAATI/2RCtp_he6gE/s1600-h/manif.fv.benecomune.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176980925216751602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R9hUuQCEf_I/AAAAAAAAATI/2RCtp_he6gE/s320/manif.fv.benecomune.jpg" border="0" /></a><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 11.03.08 - “Alle prossime elezioni politiche voteremo Per il Bene Comune” è quanto dichiara il Presidente nazionale del Fronte Verde Vincenzo Galizia. “Abbiamo trovato nel movimento che candida come Premier il dott. Stefano Montanari, la stragrande maggioranza dei punti programmatici in comune, quindi abbiamo deciso di unire le forze con la lista civica di Montanari e del Sen. Fernando Rossi, sostenendola con i nostri dirigenti e militanti. Anche perché, siamo convinti che si deve uscire dall’attuale dittatura democratica, instaurata da i due mega partiti di destra e sinistra. Democrazia formale di un vero e proprio regime, in cui i partiti e la grande finanza negano una partecipazione democratica sostanziale a tutti i cittadini. Sono gli stessi partiti, attraverso le loro clientele, ad assecondare tutte le speculazioni contro l’ambiente e contro la salute dei cittadini, pensate e volute dagli stessi gruppi finanziari che sono proprietari di tv, radio e giornali e che gestiscono le banche, i piani urbanistici delle città, realizzano le centrali a carbone o a gas, fanno gli inceneritori, le TAV, le grandi opere, ecc. Per questo, dobbiamo trovare nella società civile e nella maniera più trasversale possibile, le forze per poter continuare a lottare, per il bene comune."</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-63590535027768602172008-03-07T10:33:00.008+01:002008-03-07T10:53:27.401+01:00Napoli, una discarica per la monnezza e una per Antonio "'o Re"<span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><strong>di Pino Corrias</strong> </span><br /><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><br />(tratto da "<a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><strong>Voglio Scendere</strong></span></a><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">") </span><strong>Vanity Fair</strong>, 5 marzo <a href="http://blogeko.libero.it/media/monnezza.jpg"><strong><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://blogeko.libero.it/media/monnezza.jpg" border="0" /></strong></a>2008 - Non esiste un inceneritore, né un'ecoballa, né un cassonetto dotato di tritarifiuti, in grado di smaltire Antonio Bassolino e il suo inspiegabile sorriso: “Dimettermi sarebbe come disertare”, ha detto alle agenzie dopo il nuovo rinvio a giudizio per lo scandalo planetario della monnezza. E poi: “Non è il momento di abbandonare Napoli e la Campania”. Napoli e la Campania (in effetti) uno come Antonio Bassolino se lo sono votato, coccolato e cresciuto. Per due volte lo hanno eletto sindaco, assecondando con sventata letizia quella gigantesca balla mediatica del Rinascimento napoletano che in dieci anni ha divorato enormi finanziamenti pubblici, moltiplicando assunzioni e clientele, compresi i 20 mila spazzini (4 volte più di Milano) che da allora a oggi si tengono a notevole distanza dai cumuli che imputridiscono sotto al cielo, bevono caffè, allargano le braccia, fanno la solita lagna delle vittime senza colpa e senza scopa. Non contenti lo hanno accettato come Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti mentre le discariche si moltiplicavano in clandestinità e gli inceneritori progettati sparivano nel nulla. Poi addirittura lo hanno votato Governatore dell’intera Regione. Nominandolo ’O Re. Inchinandosi tutti al suo dominio. Ai suoi capricci. Fino al collasso di questi mesi, all’esercito in campo, alle barricate, agli scontri. All’impazzimento di una intera comunità che odia e si odia al tal punto da innescare in proprio la frana che li ha intrappolati e li sommergerà. Di questo pauroso destino Antonio Bassolino è la chiave in quanto primo artefice ed è lo specchio in qualità di ultima vittima. Smaltirlo nella discarica della politica non sarà la soluzione, ma intanto è la premessa.</span></div><div align="justify"><span style="font-size:85%;"><span style="color:#666666;"><strong>Pino Corrias,</strong> nato a<strong> </strong>Savona nel 1955<strong>,</strong> giornalista e scrittore. Ha lavorato come sceneggiatore (Ultimo, Distretto di polizia). Per Raidue ha condotto con Renato Pezzini l’inchiesta in 4 puntate Mani pulite. Oggi è dirigente Rai, si occupa di fiction, ha prodotto La meglio gioventù, regia di Marco Tullio Giordana e De Gasperi, regia di Liliana Cavani. Collabora al quotidiano "La Repubblica" e al settimanale "Vanity Fair".</span> </span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-59531710014315023922008-03-05T13:28:00.002+01:002008-03-05T13:29:46.425+01:00<a href="http://www.fronteverde.net/"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174233703468569122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R86SI5gZEiI/AAAAAAAAATA/mYH4m7WlSmU/s320/pensaltuofuturo.jpg" border="0" /></a>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-66956970027232777902008-03-03T11:57:00.000+01:002008-03-03T11:58:28.706+01:00Fronte Verde sul Tg1<object width="425" height="350"> <param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aCbjwqiPWAc"> </param> <embed src="http://www.youtube.com/v/aCbjwqiPWAc" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"> </embed> </object>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-40530510556738108672008-03-01T10:44:00.005+01:002008-03-27T12:34:59.026+01:00Rifiuti, Bassolino rinviato a giudizio. Vincenzo Galizia: "ora si dimetta!"<div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 29.02.08 - "Bassolino è stato rinviato a giudizio per la questione dei rifiuti. A questo punto si deve dimettere", cosi il Presidente nazionale del Fronte Verde Vincenzo Galizia ha commentato la notizia del rinvio a giudizio del governatore della Campania. "La sinistra tutta ha una grande colpa sulla vicenda campana, è ora che si assumano le loro responsabilità Bassolino per primo", ha concluso Galizia.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-38040271329818856992008-02-25T00:54:00.006+01:002008-03-03T12:01:29.274+01:00Il Giorno del Rifiuto - Beppe Grillo 23-02-08<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GNYqd3Dmo4E"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GNYqd3Dmo4E" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-25569361566129212352008-02-20T12:23:00.000+01:002008-02-20T12:24:24.020+01:00Fronte Verde Roma nuovo sito<div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Roma, 20.02.08 - Le federazioni di Roma Urbe e Roma Provincia del Fronte Verde, comunicano la messa in rete del nuovo sito internet, visitabile al seguente: </span><a href="http://www.fronteverderoma.blogspot.com/" target="_blank"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">www.fronteverderoma.blogspot.com</span></a> </div>Freccia Verdenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7709657597162879804.post-45232943006963597432008-02-18T22:11:00.005+01:002008-02-18T22:15:24.748+01:00Rifiuti, Fiorello: "se non si risolve il problema non votate"<div align="justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R7n01TTtRSI/AAAAAAAAASo/9ays9rvA7B0/s1600-h/300px-Fiorello.jpg"><strong><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168431243937531170" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_zYKc9uOmJAM/R7n01TTtRSI/AAAAAAAAASo/9ays9rvA7B0/s400/300px-Fiorello.jpg" border="0" /></strong></a><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;"><strong>Rosario Fiorello</strong> attacca i politici e invita gli elettori a disertare le urne se non verrà risolto il problema dei rifiuti a Napoli. Il popolare showman si scatena nella prima puntata della nuova edizione di "<strong>Viva Radio2</strong>": </span></div><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">"Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada. Invece di chiedere, devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate".<br />Fiorello incalza: "i politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni e non promettere e basta chiedendo voti". Fiorello si è scagliato anche contro il sistema giudiziario: "Non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perché si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Vogliamo la certezza della pena". </span></div><div align="justify"><span style="font-family:lucida grande;font-size:85%;">Il <strong>Fronte Verde</strong> condivide in toto le posizioni di Fiorello.</span></div>Freccia Verdenoreply@blogger.com