tag:blogger.com,1999:blog-73452361129643705682008-07-07T12:05:24.995+02:00&nbsp;... ACME DEL PENSIEROMorganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comBlogger456125tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-18759481986450574172008-07-07T12:02:00.001+02:002008-07-07T12:05:25.025+02:00La Spagna innovatrice, noi italiani torniamo indietroPorto mio figlio a scuola e sui muri non ci sono croci con un uomo morto. Mio zio sul letto malato da tempo chiede a noi famigliari che gli spieghiamo con quali modalità può morire “dolcemente” di sua volontà. I funerali di stato di un grande intellettuale non sono cattolici, ma laici e con una cerimonia che si ispira alla Costituzione. Non esistono più giuramenti ufficiali sulla Bibbia e il riconoscimento dei matrimoni omosessuali è consuetudine da molti anni. La ricerca biomedica nelle università è fra le eccellenze nel mondo, senza impedimenti oscurantisti religiosi e con grande libertà di scienza. Il divorzio di alcuni miei amici è stato siglato con una certa velocità, sono sereni ora e consapevoli di poter vivere le loro giornate senza tornare di continuo a quel brutto periodo che li ha condizionati. L’educazione civica nelle scuole è fondamentale e insegnata con serietà.<br /><br />Vi sembra un paese fantascientifico? No, potrebbe essere il futuro della Spagna, paese che in tema di laicità sta trovando <span style="font-weight: bold;">una sua</span> <span style="font-weight: bold;">precisa connotazione storica e politica</span>.<br />I socialisti spagnoli sono progressisti veri, in Italia ci si limita ad annunci, troppa paura di incontrare le spade vaticane.<br />Perché, che piaccia o meno, il nostro paese è ancora schiavo di gruppi di poteri cattolici che non intendono certo mollare la presa su privilegi e consuetudini acquisiti nel tempo. <br />Ma non perdiamo del tutto la speranza. La maggior parte dei giovani dichiara apertamente che qualcosa oramai deve essere fatto per mutare lo stato delle cose. Non sono pochi gli invasati e i sudditi morali; <span style="font-weight: bold;">sono sempre di più gli altri</span>. Bisogna soltanto essere pazienti e lavorare assieme per rendere la laicità un bene collettivo condiviso.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-79998399180211854882008-07-05T12:49:00.000+02:002008-07-05T12:51:34.152+02:00Prospettive e futuro pensatoIl 2 luglio scorso ho tentato di spiegarvi alcuni cambiamenti in atto che mi coinvolgono. Sto pensando a come continuare a scrivere su Acme del Pensiero con argomenti che mi interessino e che siano in qualche modo utili. Sì, ho deciso di non abbandonare il blog. Vi ringrazio per il sostegno sia nei commenti sia nelle numerose mail che mi sono arrivate, alcune di queste ultime davvero belle.<br />Una delle notizie di questi giorni è che la Bibbia farà la comparsa in televisione in tutte le sue parti, avvierà la lettura Benedetto XVI il prossimo cinque ottobre. Così mi è venuta l’idea di trattare l’argomento Bibbia e tentare di interrogarmi su di essa da curioso e da laico, da ignorante e da non cristiano. Nessuna pretesa di verità da parte mia, come è ovvio, semplici opinioni.<br />Un modo per confrontarsi e per riflettere sul libro più celebre nel mondo.<br />Perché se è vero che per i cristiani la Bibbia è fondamentale, oltre che parola di dio, per un non credente è un testo nel quale trovare domande interessanti e curiosità inaspettate.<br /><br />Non solo di testi sacri vorrei parlare, ci sono tematiche sociali e politiche che ho a cuore, proverò nel tempo a spiegarvi il mio punto di vista. Dopo anni in città, ritornare in provincia è scioccante: la lentezza che qui respiro mi sembra leggerezza, il silenzio che ascolto mi appare assordante.<br />I discorsi che mediamente la gente fa qui sono differenti da Roma, la presenza della Lega Nord influisce sul contesto sociale, una certa mentalità pone due temi come il lavoro e l’immigrazione davanti a qualsiasi altro concetto.<br />Desidero assorbire quanto più possibile. Discernere eventuali costanti e diversità di vedute, osservare da curioso se e in quale modo il Veneto mi appare lontano da ciò che ho respirato in questi ultimi anni in Italia a Gorizia, a Firenze e a Roma.<br />Forse potrà essere un approccio per chiarire le idee a me in primis, prima di ripartire da queste terre verso nuove avventure che mi aspettano e che auspico. Forse potrà essere interessante anche per voi tutto questo.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-76349182504890414702008-07-04T14:32:00.001+02:002008-07-04T14:35:05.400+02:00La Carfagna e il settantenne più bello d'ItaliaUna showgirl inizia a fare politica due anni fa circa e si ritrova nel 2008 Ministro delle Pari Opportunità. Ora si insinua che ci sia del tenero fra il premier e la signorina in questione, o che ci sia stato almeno, ecco la spiegazione della conquista del ruolo di prestigio fra gli alti gangli del potere.<br />Non mi ispira la Carfagna, per diversi motivi, e non intendo certo dare credito alle insinuazioni prima di leggere – se potremo – le intercettazioni.<br />Certo è che non è una bella politica quella che stiamo osservando da qualche anno. I nostri rappresentanti non sembrano interessati ai cittadini, per nulla.<br /><br />Poi si dice che le intercettazioni sono un problema degli italiani. Ma io dico, essendo signor nessuno, posso temere una intercettazione? Il timore è invece dei potenti che, come è probabile, hanno comunicato attraverso il cellulare cose poco nobili, se non di peggio.<br />Si pensa ad una legge che blocchi i processi che sono definiti meno gravi. Non vi pare incredibile? Da cittadino pretendo che tutti i processi siano gestiti celermente, non soltanto quelli più gravi. Certo un terrorista fa paura, ma non fa altrettanto paura uno scippatore o un rapinatore?<br />Non comprendo le ragioni di un Governo che trasforma significati e parole a proprio vantaggio pensando che la popolazione sia semplicemente idiota.<br /><br />Appare chiaro che qualcuno teme con intensità le intercettazioni e che qualche processo sia conveniente rimandarlo. Sono questi i veri problemi degli italiani?<br />Puoi essere solo amico o nemico di Berlusconi, non ci sono vie di mezzo con lui.<br />E non è male ricordare che qualche anno fa Mr Arcore amava Di Pietro perché lo riteneva uno in grado di dare una grande scossa al paese dal punto di vista giudiziario, ora lo tratta a pesci in faccia. I tempi cambiano.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-742816545972798832008-07-03T13:00:00.002+02:002008-07-03T13:03:22.173+02:00Gramos e primi risultati con il libro di fiabeIl 30 giugno 2007, circa un anno fa, lanciavo la prima iniziativa a favore di <span style="font-weight: bold;">Gramos</span>, il ragazzino kosovaro colpito da una malattia rara. Di strada ne è stata fatta, fra gioie e dubbi, speranze e difficoltà.<br />Molti si sono uniti alle splendide iniziative successive, abbiamo insieme alleviato i dolori di Gramos.<br />In quel periodo stavo rileggendo “<span style="font-style: italic;">Morte a credito</span>” di Céline e le vicende di Ferdinand non mi donavano certo fiducia verso il genere umano.<br />Mi dicevo: - Se nessuno fa nulla, Gramos non solo avrà più difficoltà, ma forse morirà -. Poi pensavo che di bimbi ce ne sarebbero a milioni da sostenere e al medesimo tempo mi convincevo che <span style="font-weight: bold;">da qualche parte</span> bisognava iniziare invece di invocare le sciagure umane e l’indifferenza della gente.<br /><br />Gramos ha ricevuto aiuto concreto e affetto, la sua vita non è cambiata, ma<span style="font-weight: bold;"> "addolcita"</span> per un periodo. Vale qualcosa questo? <span style="font-weight: bold;">Sì secondo me</span>. Inoltre, alcune persone si sono conosciute meglio e altri si sono interessati alla tematica delle malattie rare, magari prima non la consideravano a sufficienza.<br />Abbiamo fatto il primo bonifico all’Associazione SOS Infanzia nel Mondo con i proventi ricavati dalla vendita del libro di fiabe. La cifra è di <span style="font-weight: bold;">1000 euro</span> (mille euro).<br /><br />BONIFICO EFFETTUATO IL: 10/06/2008 09.49.33<br />Banca: BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI RIANO SCRL<br />Filiale: RIANO<br />Coordinate: X 08787 39350 000000003383<br />DATI BONIFICO<br />Importo: 1.000,00 EUR Commissioni: 1,00 EUR<br />Valuta Beneficiario: 10.06.2008<br />Riferimenti: 99162/ 589 C.R.O.: 11257191602<br /><br />Per qualsiasi informazione potete contattare Miriam: <span style="font-weight: bold;">sosinfanzianelmondo@tiscali.it</span><br />Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente le persone coinvolte in questa nobile causa e gli amici di Roma con cui ho condiviso tempo vicino ai senzatetto e idee per aiutare Gramos.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-15976677979449645532008-07-02T17:34:00.001+02:002008-07-02T17:38:43.679+02:00Cambio di vita e Acme del PensieroTento oggi di spiegarvi l’ultimo periodo, così bizzarro e inaspettato. Cose personali, lo so, non c’è altro modo di farvi comprendere per quale ragione <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Acme del Pensiero</span> o chiuderà oppure dovrà mutare in altra forma. Non intendo esplicitarvi i motivi, sarebbe complesso e non so se ho voglia di metterli in parola qui, <span style="font-weight: bold;">ma non vivo più a Roma</span>. Non potrò più raccontarvi le mie esperienze da quel punto di vista particolare, non sarò più a contatto con i senzatetto e la povertà che là incontravo.<br />Alcuni conoscono questo mio <span style="font-weight: bold;">cambio di vita</span>, molti altri cadranno interamente dalle nuvole. Ripeto, è stato tutto inaspettato, accadimenti e scelte in pochissimo tempo. Non ho avuto ancora il tempo materiale per salutare tutte le persone care che mi hanno fatto compagnia in questi tre anni nella Capitale, conto tuttavia di tornarci presto per qualche giorno e incontrare chi ancora non conosceva la mia nuova situazione.<span style=""> </span> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Roma è una città che mi ha permesso di aprire gli occhi su numerose tematiche. I romani mi hanno insegnato a prendere la vita con maggiore<span style="font-weight: bold;"> schiettezza e leggerezza</span>, non che mi mancasse la prima, ma di sicuro quando un contesto sociale ne è colmo ci si adegua e ci si migliora con più celerità. Mi vengono alla mente alcuni pregiudizi con cui sono cresciuto nella profonda Polentonia del Nordest, sorrido. È proprio vero che chi ha esperienza diretta può comprendere, gli altri arrancano fra banali giudizi grossolani e leggende. Visitare <st1:personname productid="la Capitale" st="on">la Capitale</st1:personname> per alcuni giorni non è come viverci per tre anni.<br />E vivere nel centro della città non è come frequentare Via Tiburtina o Centocelle.<br />Ho avuto spesso occasione di incontrare i romani di basso censo, semplici e meravigliosi nelle idee e nei comportamenti. Se penso alla spocchia del fiorentino medio (dove ho vissuto per circa tre anni) e gli affianco la gentilezza del romano medio, comprendo con facilità <span style="font-weight: bold;">quanto un particolare tessuto sociale possa condizionare</span> la quotidianità di una persona. </p> <p class="MsoNormal">Mi sovvengono alla mente la signora di un bar che ci offre da pranzare gratis facendoci abbuffare e godendo nel vederci contenti, al signore che si prodiga per aiutare un anziano in modi incredibili. Penso ai suoni e al rumore dei mercati rionali, e alla tranquillità verso le sette di sera a Villa Gordiani, un<span style=""> </span>parco poco lontano da casa mia. Avrei mille pensieri nostalgici su Roma e i romani, non riuscirebbero a descrivere completamente le mie sensazioni ora.<span style=""> </span></p> <p class="MsoNormal">Nonostante i cambiamenti e i pensieri nostalgici, <span style="font-weight: bold;">ho di fronte sfide importanti</span>, una in particolare. Una sfida che mi costringe a raccogliere costanza e concentrazione. Forse un giorno ve ne parlerò. </p> <p class="MsoNormal">Domani vi parlo di Gramos. </p>Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-85642346375453620662008-06-24T16:11:00.002+02:002008-06-24T16:13:51.339+02:00L'intimità del silenzioPer qualche giorno il blog rimane in silenzio. Appena mi ripiglio da questi ultimi momenti personali concitanti e incasinati, torno qui con le parole.<br />Nel frattempo siate sereni, se potete.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-87336191295612126522008-06-20T09:30:00.002+02:002008-06-20T09:33:34.599+02:00Cappotto di legno prima di un nuovo risveglio?Non so se avete sentito la canzone “<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Cappotto di legno</span>” di Lucariello e Bosso, dedicata al tema della camorra. C’è chi sostiene che l’Arte sia in grado di fare poco contro tali poteri, <span style="font-weight: bold;">non ne sono così sicuro</span>. Parlarne e non parlarne sono cose diverse.<br />Il vantaggio dell’Arte è che riesce a diffondersi con più forza e soprattutto fra categorie che magari non sono abituate a leggere riviste di settore o saggi critici sull’argomento. La forza dell’Arte è indiscutibile.<br />Basterebbe, soltanto per citare un esempio, curiosare fra le vicende del futurismo per comprendere quanto un artista o un gruppo di artisti abbiano condizionato la politica e la società.<br /><br />Non voglio affiancare temi lontanissimi, ogni fase storica necessita di contesti e accorti giudizi, però, nonostante la nostra consueta sfiducia italica verso le istituzioni e il tessuto sociale, ho come la sensazione che vi sia un <span style="font-weight: bold;">timido risveglio</span>, un tentativo, forse ancora grossolano e confuso, di fare emergere ragioni e verità, oltre alle ingiustizie che attanagliano interi settori del paese.<br />Ciò non nega lo stato omertoso ancora tanto diffuso fra le nostre genti, è bene tuttavia segnalare con sincerità piccoli atti di ribellione, semplici tentativi di risveglio appunto.<br /><br />Gomorra ha venduto più di un milione di copie soltanto in Italia, è stato tradotto in più di trenta paesi, un caso isolato o forse un qualcosa di nuovo che sta emergendo?<br />Da qualche tempo sono iscritto al social network <span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);">Facebook</span>, il link lo vedete in alto a destra, lì Saviano ha una sua pagina ufficiale, migliaia di contatti. Ho avuto modo nel tempo di leggere molti commenti che i giovani gli lasciano: centinaia e centinaia di persone che gli scrivono di avere letto il libro, di avere conosciuto meglio una situazione che magari conoscevano poco, insomma nuove consapevolezze. <span style="font-weight: bold;">Non è poco</span>.<br /><br />Sono solito non avere grande fiducia nella serietà del popolo italiano, Leopardi ci aveva già avvisato molto tempo fa, tuttavia sono incredibilmente convinto che nel nostro paese vi siano minoranze fantastiche, consapevoli e concrete, visionarie e creative. <span style="font-weight: bold;">A quelle guardo con fiducia e con speranza</span>. Il futuro del nostro paese dipende da loro, non dalla massa di gente che s’accontenta di vedere Maria de Filippi alla televisione o che fa a gara col vicino per avere un’auto più bella o il vestito all’ultima moda.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-89761859530138012262008-06-19T16:06:00.002+02:002008-06-19T16:09:37.949+02:00Un amico omosessuale e io mi incazzoPensieri, appunti, guizzi. Vi dico che cosa mi gira per la testa. In modo confuso. Magari qualcuno di voi ci pensa. Con più tranquillità e tirando conclusioni migliori delle mie.<br />Mi chiama un amico omosessuale che non sentivo da tempo, ha una storia da qualche anno, mi dice: - Morgan, tu che già sei stato all’estero e soprattutto hai cambiato spesso città, secondo te, io e il mio compagno possiamo rimanere in questo paesino di merda?<br />Vivono in una realtà provinciale, difficile dal punto di vista omosessuale, non nella stessa casa, <span style="font-weight: bold;">vorrebbero</span>. Troppe pressioni, troppe bugie, finzioni quotidiane. Poi a telefono piange, mi racconta cose: sospetti, parole dure, sorrisini idioti.<br /><br />Allora penso che viviamo davvero in un paese preistorico, nel quale due persone che si amano sono costrette a fingere, a chiamare le cose con nomi diversi da quelli che meriterebbero: “Un amico”, non “il mio compagno”. Sarebbe una vergogna per le due famiglie, cattoliche in modo pesante, presenti in parrocchia con ruoli precisi e di prima linea.<br />Chiusure d’ignoranza, <span style="font-weight: bold;">paure senza fondamenta</span>. Quasi gli omosessuali fossero malati, deviati, da evitare. Così mi incazzo, come mi accade poche volte, mi incazzo perché penso che tanta gente sia realmente stupida, dentro, nell’Essere. E vorrei andare da qualcuno che penso a cantargliele, a fargli capire quanto è idiota. Ma non serve. <span style="font-weight: bold;">Lo so</span>.<br /><br />C’è un Ministero che si chiama delle pari opportunità, ripetiamo ad alta voce, pari opportunità, e a rappresentarlo c’è una ex velinatetteall’ariaoraredenta che nega <span style="font-weight: bold;">diritti sacrosanti</span>, maledetta chiesa, maledetta.<br />Dopo avere parlato con il mio amico sento il sangue alle vene, non sono nero, <span style="font-weight: bold;">di più</span>. Oltre che inerme, che cosa posso fare per cambiare un popolo che vive di paure e di genuflessioni?<br /><span style="font-weight: bold;">Maledetta chiesa</span>. Ma sparirà un giorno questa grande ipocrisia, sparirà. Con o senza dio.<br />E finalmente due persone che si amano potranno legarsi giuridicamente, curarsi l’un l’altro come due eterosessuali. Quanta pazienza con i dinosauri.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-18046596646565690152008-06-18T14:34:00.002+02:002008-06-18T14:39:55.915+02:00Senza Rigoni Stern siamo più soliNon sono trascorsi molti mesi da quando ci ha lasciato Luigi Meneghello, ora <span style="font-weight: bold;">Mario Rigoni Stern</span> ha esalato l’ultimo respiro.<br />Quando ieri ho sentito la notizia, ho avuto una sensazione stordita, di finto distacco, ma tremendamente dispiaciuta.<br />Ho un ricordo di lui nitido, personale, che conservo come uno dei momenti più belli che mi è capitato di vivere vicino ad un grande della letteratura. <span style="font-weight: bold;">Un ricordo semplice, umano, coinvolto</span>. Che mi ha cambiato, che mi ha fatto capire.<br /><br />Di Meneghello ho già <a href="http://acmedelpensiero.blogspot.com/2007/11/sensazioni-vicentine-pensando.html" target="_blanck">parlato</a>, Mario Rigoni Stern mi porta con la mente all’altopiano di Asiago, a poco più di venti chilometri dal mio borgo natio.<br />Un uomo, <span style="font-weight: bold;">nei valori</span>, di altri tempi; un vicentino vero, una vicentinità oramai oggi quasi inesistente.<br />Ha desiderato una cerimonia in forma privata, non voleva onori e chiasso, nel suo stile.<br /><br />Ho imparato attraverso i suoi libri a osservare le piante e gli animali con occhi diversi, ho riscoperto le mie origini materne <span style="font-weight: bold;">con nuova linfa</span>, ho capito quanto le vicende della vita siano profondamente connesse con la natura.<br />Un altro grande vicentino se n’è andato.<br />Il primo libro di Rigoni Stern che ho letto è stato “L’anno della vittoria”, nel 1991, avevo quattordici anni.<br /><br />“Chi aveva iniziativa, o chi voleva, trovava di che occupare le sue giornate, e non c’erano orari fissi e feste, anche se il guadagno era speso quasi tutto solo per mangiare”.<br /><br />Incrocio con facilità i temi trattati da Rigoni Stern e le storie di vita dei miei nonni materni. Le guerre, la fame, le violenze, il fascismo, la disperazione e la solitudine.<br /><span style="font-weight: bold;">Il potere della letteratura</span>, come dico sempre. Ciao Mario.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-29260891388230491412008-06-17T11:41:00.001+02:002008-06-17T11:45:39.846+02:00Mettersi in discussione, Berlusconi esempio modelloQualche tempo fa un senzatetto mi dice: - Inutile pensarci, non capirò mai certe cose -. Sfiduciato.<br />Quella sera mi sono segnato la frase sul cellulare, ci ho pensato. <span style="font-weight: bold;">Non mi convince</span>. È facile ritenere che di fronte a certe tematiche, in particolare alcune, non sia semplice avanzare nella conoscenza e che ci sia la parvenza di non giungere mai a destinazione. Ai dubbi di chi riflette, peraltro con intensità o forza a volte, soltanto con una presa di posizione volitiva e fiduciosa si può verosimilmente credere di procedere, di comprendere, di levare i veli dell’ignoranza.<br /><br />“I problemi della vita sono insolubili, alla superficie, e si possono risolvere solo in profondità. Nelle dimensioni della superficie essi sono insolubili”<br />Ludwig Wittgenstein<br /><br />C’è un pensiero di Wittgenstein che mi ha sempre incuriosito, <span style="font-weight: bold;">e che condivido</span>.<br /><br />“Se io sono infelice e so che la mia infelicità riflette il grosso divario fra me stesso e la vita così com’è, non ho risolto nulla. Resterò sul cammino sbagliato, e non troverò mai la strada per uscire dal caos delle mie emozioni e dei miei pensieri, fintanto che non avrò raggiunto l’intuizione suprema e cruciale che la colpa di quel divario non è della vita così come essa è, <span style="font-weight: bold;">ma</span> di me stesso così come io sono”<br /><br />Accade, non solo fra i senzatetto, che si attribuiscono colpe agli accidenti della vita o agli altri, non considerando con sufficienza il nostro io. <span style="font-weight: bold;">Accade troppe volte per taluni</span>.<br />E io sono solito dubitare di chi non confessa mai degli errori personali. Sento odore di bruciato quando incontro persone simili.<br /><br />Stamattina leggo sul giornale che Mr Mafioso di Arcore si è scagliato nuovamente contro i pm, definendoli di estrema sinistra. È stato presentato un emendamento che<span style="font-weight: bold; font-style: italic;"> congela </span>per un anno i processi meno gravi (in uno è coinvolto pure lui). Nel processo Mills l’incantatore di serpenti è accusato di corruzione, bene ricordarlo, avrebbe corrotto il teste in due processi milanesi. <br />Mr mafioso ha avuto nella sua vita sette prescrizioni, che, sia chiaro, non vuole dire innocente. <br />Mi chiedo che cosa significhi “<span style="font-weight: bold;">Stato di diritto</span>” per lui. Vorrebbe il reato di clandestinità – persone povere che subiscono inermi enormi vicissitudini – e lui, in tutta tranquillità, tenta di schivare i processi. <span style="font-weight: bold;">Impone legge agli altri mentre lui vorrebbe evitarla.</span><br />Nessun pentimento, nessun errore, la colpa è degli altri, sempre.<br /><br />Quel buffone non è e non sarà mai un modello per il nostro paese, rovina decenni di democrazia che, per quanto debole e in itinere, ha significato morti e tragedie, oltre a sviluppo e benessere rispetto a tempi lontani.<br />Non è inutile pensare a certe cose, come ha sostenuto il senzatetto,<span style="font-weight: bold;"> è necessario pensare</span>, indagare, capire, tentare in ogni caso. Per comprendere chi ci rappresenta anche, non solo i misteri dell’universo.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-76399014757787497852008-06-16T14:11:00.002+02:002008-06-16T14:17:20.372+02:00Usiamo le reti per quei poveracci degli scafi...<p class="MsoNormal">Clandestini braccati con le reti dei tonni. <span style="font-weight: bold;">Disarmante</span> soffermarsi sulle conquiste della scienza contemporanea o sulle parole colme di solidarietà dei religiosi, sugli alti teoremi di ingegneria politica di taluni o sui proclami di altri, e al medesimo tempo sentire notizie simili.<br />Perché i flussi di immigrazione nascono da un disagio, non da un vezzo regale. <span style="font-weight: bold;">La povertà spinge a muoversi.</span><br />Per ritrovare dignità nei propri luoghi i paesi poveri hanno bisogno di istruzione, di capitale umano, di cultura. <span style="font-weight: bold;">Questo si deve portare loro.</span><br />Tempo addietro mi chiedevo come non fosse un’idea praticabile adottare da parte di uno stato europeo un paese africano, per esempio. <span style="font-style: italic;">Adottare</span> nel senso che l’Italia potrebbe fornire mezzi e conoscenza per sviluppare le scuole in Sudan o in Eritrea. </p> <p class="MsoNormal">Abbiamo, <span style="font-weight: bold;">consapevolmente</span>, rovinato noi occidentali numerose nazioni povere con le nostre becere economie di conquista e sfruttamento. Non sarebbe male ripagare il danno con azioni volte <span style="font-weight: bold;">alla miglioria seria</span>, non alla facile solidarietà. <span style=""> </span><br />Invece di spendere denaro pubblico per bloccare Roma e accogliere un immane numero di delegati americani, oltre al presidente Bush, perché non costruire una piccola scuola in una città africana?<br /><span style="font-weight: bold;">I paradossi della politica sono questi</span>, per me insopportabili.<br />La FAO della Capitale o la casta degli ambasciatori, solo due esempi fra i molti, godono di mille privilegi e si spreca un’enorme quantità di soldi, e poi sono i primi a fare proclami senza futuro.<br />Inutile fare esimie analisi storiche o politiche se poi tutto rimane <span style="font-weight: bold;">allo stesso modo.</span> </p> <p class="MsoNormal">Portiamo scuole in Africa, formiamo i loro giovani, creiamo programmi di scambio universitari anche con quei paesi, aiutiamo quei popoli a comprendere meglio la loro storia e la loro identità. Serve lo sviluppo di idee concrete <span style="font-weight: bold;">con basi culturali</span>. </p> <p class="MsoNormal">Ho pensato che abbiamo circa mille rappresentanti fra Camera dei Deputati e Senato, con uno stipendio ottimo. Diano il buon esempio.<br />Ognuno doni 1.000 euro, 1000 per 1000 fa un milione di euro. Possiamo tranquillamente con tale cifra pensare ad un progetto scolastico che vada dalle elementari alle medie inferiori da sviluppare in una cittadina del Burundi o del Malawi. </p> <p class="MsoNormal">Il Ministero degli Esteri dovrebbe pensare a idee simili, <span style="font-weight: bold;">non solo</span> ai protocolli inutili di Bush che lascia nel frattempo le sue basi di guerra con testate nucleari nel nostro paese, alla faccia del nostro referendum che ha eliminato per anni il problema delle scorie che vorrei tanto depositare, se decidessero davvero di costruire quelle maledette centrali, o ad Arcore nella villa di Mr Mafioso o eventualmente a casa di Casini, lui, che ama il nucleare.<br /></p><p class="MsoNormal">Tanto, chi se ne frega, le scorie si portano come al solito in Africa. </p>Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-3219443150808632262008-06-15T16:15:00.003+02:002008-06-15T16:20:58.333+02:00Il blog Acme del Pensiero fra dubbi e paroleNel raccontarvi vicende di <span style="font-weight: bold;">povertà estrema</span> tento, fra le altre cose, di esplicitare mondi che mi sono vicini, non dentro di me. Io non sono un senzatetto, non lo sono mai stato. Ho sempre ritenuto che le esperienze dirette siano <span style="font-weight: bold;">fondamentali</span> per descrivere, calarsi invece nei panni di un altro, con condizioni e situazioni diverse dalle nostre, è un’altra cosa.<br />Se fra voi c’è qualcuno che ha letto per esempio “<span style="font-style: italic;">Cristo si è fermato a Eboli</span>” di Carlo Levi può comprendere bene che cosa intendo dire. Intellettuale, pittore, antifascista, Levi trascorse alcuni anni confinato in un paese della Lucania e attraverso il suo celebre libro cercò di sondare le vite dei contadini di allora, <span style="font-weight: bold;">in modo certosino</span>, avvicinandosi con gentilezza ad esistenze e culture popolari, credenze e simboli. <br />Ricordo un passo in cui Levi spiega che i contadini<span style="font-weight: bold;"> non</span> capiscono lo Stato, non usano lo stesso linguaggio, lo Stato è dall’altra parte, e unica via per sedare le sue perfidie è la rassegnazione. Un po’ ciò che accade ai senzatetto che incontro. Si sentono rassegnati e dall’altra parte.<br /><br />Mi chiedo perciò a volte <span style="font-weight: bold;">quanto</span> io riesca a <span style="font-style: italic;">rispettare</span> quelle vite <span style="font-weight: bold;">attraverso l’uso della parola</span>. Se non faccio un ostentato uso di sicurezza parlando delle loro vicende, se mi illudo di consegnare fatti credendo di riuscire a descrivere con intelligenza e delicatezza ciò che non mi appartiene.<br />E mi è capitato in passato di volere chiudere questo blog poiché mi ritenevo non all’altezza, non abbastanza umile.<br />Fa parte del mio carattere: sono estroverso, mi espongo, mi ci ficco nelle situazioni, ma questo <span style="font-weight: bold;">non significa</span> che io sia troppo sicuro di ciò che sto facendo, anche nella scrittura.<br />Mi sembra spesso di liquidare vite difficilissime in uno stupido e banale post. Mi pare di rubare momenti, parole, vicissitudini di poveri per dare in qualche modo significato ai miei momenti, alle mie parole, alle mie vicissitudini.<br />Se osservo così il mio raccontarvi vicende di povertà, avrei già deciso: chiuderei senza alcun dubbio il blog.<br />Meglio il silenzio che il non rispetto verso la densità delle loro esistenze.<br /><br />Ma non c’è solo <span style="font-weight: bold;">un lato</span> della medaglia. C’è chi mi ha scritto che grazie a questo blog idiota si è avvicinato al mondo dei senzatetto. C’è chi attraverso mail dolcissime mi ha detto di avere deciso di fare volontariato. Ci sono persone che hanno avuto modo di conoscermi di più e sono state contente di leggermi. C’è chi dopo anni mi ha riscoperto e ora ci sentiamo e ci vediamo. C’è anche chi stava per fare una donazione, non sapeva verso chi, ha letto qualche rigo nel mio blog e gli è venuta l’idea di comperare coperte e donarle in una stazione ai senzatetto.<br />Io non so, in conclusione, se <span style="font-weight: bold;">è giusto rubare momenti a dei poveri </span>e usarli in questo blog per portarli in parola, non lo so davvero, e la cosa mi mette a volte a disagio con me stesso, con i miei parametri di giudizio, ciononostante so al medesimo tempo che grazie a queste mie parole grossolane e forse un po’ irrispettose sono accadute cose piacevoli e di solidarietà vera.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-88991416068555703382008-06-13T08:19:00.001+02:002008-06-13T08:23:42.984+02:00La dolcezza della Morte“La morte di ogni uomo mi diminuisce perché io sono coinvolto nell’umanità. Perciò non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te”<br />John Donne<br /><br />Tengo sempre presente queste frasi di Donne <span style="font-weight: bold;">quando penso alla morte</span>. Non so se vi è mai capitato di pensare con serietà agli attimi prima del “passaggio” o magari avete vissuto quel momento…<br />Il respiro che si fa affannoso, i pensieri che scorrono con celerità da una cosa all’altra, senza ordine, confusi. Non è mia intenzione portarvi ansia oggi, ma desidero farvi riflettere su quanto sia importante la vita e ciò che le concerne <span style="font-weight: bold;">se pensate per qualche attimo </span>a ciò che vi ho citato.<br />Perché per capire il bene abbiamo bisogno del male e per capire la vita dobbiamo riflettere sulla morte, gli opposti si nutrono a vicenda nel processo di conoscenza.<br /><br />Ieri sera, mentre facevo volontariato con i senzatetto, ho avuto modo di parlare brevemente con un ragazzo marocchino. Era triste, deluso, per motivi con facilità intuibili, aveva alzato un po’ il gomito pure. Mi dice che la morte gli sembra <span style="font-weight: bold;">più dolce</span> quando pensa alla sua condizione e alla famiglia lontana in Marocco. Mi spiega che ha provato negli ultimi tempi a pensare ai momenti prima della morte e che gli sembravano dolci, appunto, nonostante il respiro affannoso.<br />È riuscito con il suo italiano grossolano a semplificare dei concetti non facili.<br /><br />Ci ho pensato stanotte prima di dormire. Ho pensato a lui lontano da casa, senza lavoro, infelice e a quei momenti prima del trapasso.<br />Poi stamattina mi chiama una persona e mi dice che è morto un amico comune. Un amico che non sentivo da qualche anno, al quale ero legato in passato. A quei momenti di prima ho dato un nome, un cognome, un volto. <span style="font-weight: bold;">Bizzarra coincidenza</span>.<br /><br />Fra qualche ora devo fare una telefonata durissima, devo chiamare i genitori del mio amico, li conoscevo bene e li ho incontrati non di rado. <br />Non è la prima volta che vivo situazioni simili purtroppo, tuttavia mi capita sempre di fare scattare dentro di me <span style="font-weight: bold;">un insolito e incomprensibile</span> <span style="font-weight: bold;">distacco</span>, quasi una naturale difesa dalle emozioni.<br />Quel ragazzo marocchino ieri mi ha detto: «Anche se muoio, tutti dimenticano dopo, ci vuole solo tempo». Non so se il tempo fa dimenticare, ma di sicuro il tempo aiuta a capire meglio le cose e a farle inquadrare meglio nella nostra vita.<br />Credo che citerò il tempo ai genitori del mio amico. Sì. Con delicatezza.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-60366198238437587762008-06-12T12:02:00.006+02:002008-06-12T14:48:27.816+02:00La politica inutile e l'eterno ritorno dell'ugualeLa speranza per molti che fanno volontariato con i senzatetto è di vedere un giorno <span style="font-weight: bold;">la scomparsa</span> di tale fenomeno.<br />Chimere probabilmente ingenue, ma fondamentali per spingere il singolo volontario ogni settimana a confrontarsi con vicissitudini, sfoghi, litigi, emarginazione.<br />Ieri sera, vicino alla stazione Termini, osservando la moltitudine di senzatetto <span style="font-weight: bold;">che si sono precipitati contro di noi </span>per conquistare un pezzo di pizza, pensavo che le istituzioni si disinteressino della povertà, punto. <span style="font-weight: bold;">Costi sociali, maggiore insicurezza, meno diritti. </span><br /><br />Per circa una settimana, dopo gli annunci trionfalistici di Alemanno sulla <span style="font-style: italic;">tolleranza zero</span>, abbiamo visto <span style="font-weight: bold;">un’invasione delle forze dell’ordine nei dintorni della stazione</span>. Tempo dell’operazione: una settimana circa. Ora sono tutti spariti, tutto è tornato come prima, non era mai cambiato nulla in realtà.<br />Queste sono istituzioni serie? Ma che idea balzana di Stato possiedono questi buffoni della politica?<br /><br />Questo blog, nel suo piccolo, ha sostenuto con forza <span style="font-weight: bold;">l’inutilità di fare gli sceriffi</span>, non serve a nulla.<br />Mi piacerebbe un giorno vedere presso la stazione Termini un team di professionisti, finanziati dal comune di Roma, che si occupi dei senzatetto: avvocati che spieghino la loro situazione da regolari o da clandestini, interpreti, psicologi, medici, figure professionali che facciano da ponte fra domanda e offerta di lavoro. <span style="font-weight: bold;">Questo è ciò che immagino in uno Stato moderno. </span><br />E poi le associazioni di volontariato come la nostra che aiutino per il servizio d’ordine, organizzando le file, chiacchierando con loro per stemperare gli umori negativi, facendo capire l’opportunità seria che sta tentando di offrire il nostro paese.<br /><br />I vantaggi sarebbero innumerevoli: si avrebbe la possibilità di raccogliere dati su tantissime persone fuori dalla legalità, potrebbero essere compiute stime e statistiche accurate della povertà italiana emarginata, confrontandosi con loro lo Stato potrebbe levare veli d’ignoranza e comprendere con più attenzione i problemi delle proprie città, ci sarebbero meno tensioni fra istituzioni e poveri, si riuscirebbe a fare entrare nel mondo del lavoro molta gente che giunge nel nostro paese colma di speranze, più sicurezza, meno malattie, più igiene, più informazione.<br /><br />Ma io dico, possibile che non si riesca a migliorare la vita di migliaia di persone con progetti che sono <span style="font-weight: bold;">assolutamente attuabili</span> usando un pizzico con delicatezza i propri neuroni?<br />E invece i buffoni della politica pensano agli sgomberi e ai reati di clandestinità, da una parte, dall’altra parte si riempiono la bocca con fratellanza e sorellanza e non muovono un dito eccetto mille conferenze e seminari sui diritti di questo e di quello, soluzioni zero, idee zero, proposte quasi zero.<br /><br />Segnalazione: non potete perdere assolutamente la <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/la-forchettina-vincitrice-del-primo.html" target="_blank">Forchettina vincitrice</a> del primo mese su Cuocopittore.<br /><br />E segnalo pure un <a href="http://www.canisciolti.info/articoli_dettaglio.php?id=14745" target="_blank">articolo</a> che parla di Alfano, neoministro della Giustizia. Ieri ero fra il pubblico di Matrix, l'ho ascoltato con attenzione. Era convinto delle balle che raccontava...<br /><br />Oggi sono in vena di segnalazioni, guardate questo video interessante...<br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G-kpAJ35On0&hl=it"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/G-kpAJ35On0&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object>Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-25841063991311554242008-06-11T15:11:00.004+02:002008-06-11T15:17:43.412+02:00Profilattico sì, profilattico no?Riprendo l’argomento di ieri, ho visto che molti vogliono parlarne e <span style="font-weight: bold;">confrontarsi</span>. Voglio dire alcune cose, anche sulla base di questa parte di un commento: “Il profilattico non garantisce la protezione dal papilloma virus, e così dalle altre malattie trasmissibili per semplice contatto di mucose”.<br /><span style="font-weight: bold;">Vero, verissimo</span>. Però, c’è un però.<br /><br />Non possiamo essere certi al 100% di nulla, neppure dell’efficacia della pillola. Ciononostante dobbiamo, credo, pensare a modi intelligenti, ripeto, intelligenti che vadano <span style="font-weight: bold;">ad ostacolare la diffusione delle malattie</span>, che sono molte. Non c’è solo l’AIDS come tanti pensano.<br />Comprendo – chiamo sempre le cose con il loro nome – che quando sei lì, la passione è accesa, la brama di “incontrarsi” fisicamente con il partner è massima, non si ragiona, o si ragiona male o poco, la razionalità dona spazi impulsivi all’istinto, non v’è dubbio. Ma pensare solo al presente e non al futuro sarebbe deleterio, per numerosi motivi: gravidanze indesiderate e malattie trasmissibili.<br /><span style="font-weight: bold;">Ci vuole consapevolezza. </span><br /><br />Dico una cosa cruda, scusate la poca delicatezza, ma non saprei dirlo in altri modi. Qualcuno mi ha detto in passato: «Vabeh, lo facciamo senza, poi, quando sto per… insomma quello, allora lo mettiamo». <span style="font-weight: bold;">Ecco un altro errore incredibile</span>, pensare che sia solo il climax dell’atto il problema, argomento gravidanza insomma, e il resto santo cielo? <span style="font-weight: bold;">E il resto?<br /><br /></span>Non voglio buttare ai quattro venti i miei passati intimi, ne ho vissute di tutti i colori pure io, in positivo e in negativo, e mi è capitato di sentire e dire cose assurde che poi, ripensandoci, mi sono detto: «Ma sei proprio un deficiente!», dicendolo a me stesso.<br />Per fortuna oggi ho più consapevolezza su questi argomenti, sono stato costretto ad informarmi… ricordo ancora con grande precisione il giorno in cui vidi il risultato di un test HIV ed era negativo. <span style="font-weight: bold;">Sembravo scemo</span> da quanto avevo stampato in faccia un sorriso smagliante.<br />Credo che a qualcuno di voi sia accaduta la medesima cosa.<br /><br />Io ho una sensazione: nel nostro paese non siamo ancora riusciti a discernere con responsabilità e serenità l’atto sessuale e la procreazione. Che, sia chiaro, possono e devono coincidere quando c’è un’intenzione volitiva, ma <span style="font-weight: bold;">il più delle volte</span> l’amore fisico non contempla l’altra tematica.<br />Che cosa ne pensate? Io provo a buttare un’idea sul meme <span style="font-weight: bold;">domani</span> raccogliendo gli spunti dei commenti. <br /><br />Desidero ringraziare Laura e Lory per <a href="http://lauraetlory.splinder.com/post/17433837/Premio+Blog" target="_blank">questo premio</a>. Lusingato.<br /><br />Comunicazione di servizio: tempo fa vi avevo detto che seguivo un ragazzino di seconda media facendogli ripetizioni. Ecco, <span style="font-weight: bold;">è stato promosso!</span> Sono felice, il mio piccolo contributo è servito e ho avuto le emozioni pari a quelle della famiglia per la soddisfazione del risultato.<br />Applauso ad Ettore, grazie! :)Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-26040356721390791502008-06-10T11:20:00.006+02:002008-06-10T18:42:05.181+02:00Io lo faccio senza profilattico, questione di estetica...Argomento spinoso, chiamerò le cose con il loro nome, come al solito.<br />- Sai Morgan, io non lo metto il preservativo, <span style="font-weight: bold;">è più bello</span>! – mi dice un amico poco tempo fa, sentito tuttavia più volte da altri.<br />- Quindi fammi capire, per vivere una cosa più… bella, tu rischi di buttare in giro per esempio il <a href="http://isd.olografix.org/faq/faq_malattie13.htm" target="_blank">papilloma</a> e non ti preoccupi di questo?<br />Lui: - Papi che…?<br /><br />Perché il problema è questo, <span style="font-weight: bold;">l’ignoranza</span>. I maschi italiani non sono per nulla informati sui rischi delle malattie trasmissibili sessualmente, come se il problema fosse solo evitare una gravidanza.<br />- Poi io sto attento, ci mancherebbe, – sostiene con forza lui, – tanto io la conosco bene lei…<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Che cosa significa?</span> La conoscenza interpersonale non ha nulla a che fare con la conoscenza dello stato di salute di una persona.<br />Scagli la prima pietra chi si sente immune e perfetto in questo argomento, ma il nostro paese non fa nulla o quasi per aiutare i giovani, le famiglie sono nella maggior parte dei casi ignoranti a riguardo, la scuola fa pochissimo.<br /><span style="font-weight: bold;">La contraccezione è ormai una necessità civica</span>, unico modo per liberare le proprie pulsioni sessuali senza devastare la quotidianità o in alcuni casi la vita di un’altra persona.<br /><br />A complicare le cose nel nostro paese esiste la santissima e verginissima chiesa, teologi illuminati dettano da secoli i modi in cui dovrebbe un maschio usare il proprio pene e una donna usare la propria vagina.<br />Poi, come sappiamo tutti, gli eroi cattolici che giungono al matrimonio vergini sono sempre meno (è proprio il caso di dire: <span style="font-weight: bold;">grazie a dio</span>), tutti gli altri si arrangiano. In una grande danza generale d’ipocrisia che non trova ragioni serie e di buon senso per trattare l’argomento sessuale come un qualcosa di sporco o da evitare in toto.<br />Internet è un potentissimo mezzo che arriva fra i tasti della tastiera di <span style="font-weight: bold;">milioni di giovani e giovanissimi</span>, e non solo. Perché non inventiamo <span style="font-weight: bold;">un meme </span>che possa trattare l’argomento delle malattie trasmissibili sessualmente?<br />Proviamo a fare informazione seria attraverso un sistema leggero e che potrebbe diffondersi come un virus nella rete?<br /><br />Chiedo aiuto anche alle seguenti persone che so essere super creativi:<br /><a href="http://vorreiessereunbaol.blogspot.com/" target="_blank">Baol</a>, <a href="http://365albe.blogspot.com/" target="_blank">Simone</a>, <a href="http://cimari.blogspot.com/" target="_blank">Artemisia</a>, <a href="http://balenebianche.splinder.com/" target="_blank">Sabrina</a>, <a href="http://blabla-sonia.blogspot.com/" target="_blank">Sonia</a>, <a href="http://alessios4.blogspot.com/" target="_blank">Alessio</a>, <a href="http://cassettoideelibere.blogspot.com/" target="_blank">Assunta</a>, <a href="http://fotosensibile.blogspot.com/" target="_blank">Lophelia</a>, <a href="http://granepadane.blogspot.com/" target="_blank">Bhuidhe</a>, <a href="http://lauraetlory.splinder.com/" target="_blank">Laura e Lory</a>, <a href="http://odelance.blogspot.com/" target="_blank">Daniela</a>, <a href="http://singlepersceltaltrui.blogspot.com/" target="_blank">la Single più amata</a>, e l’immancabile <a href="http://zefirina.blogspot.com/" target="_blank">Zefirina</a>.<br />I primi che mi vengono in mente, ce ne sarebbero molti altri, come è ovvio.<br /><br />Segnalazione: la <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/forchettina-n4.html" target="_blank">forchettina n.4</a><br /><br />Segnalazione: la <a href="http://acmedelblog.blogspot.com/2008/06/lezione-1312-dodici-caratteristiche-del.html" target="_blank">curiosità</a> del blogger di successo.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-38346295576640902732008-06-09T12:55:00.003+02:002008-06-09T14:15:51.214+02:00Rom e dintorniIeri ero alla <a href="http://www.flickr.com/photos/7188863@N07/" target="_blank">manifestazione</a> a favore dei diritti dei Rom. <span style="font-weight: bold;">Tema complesso</span>, facile cadere nel baratro di giudizi precipitosi, paure e quant’altro.<br />Vi lascio una prospettiva, seppure non definitiva.<br />Sono moltissimi anni che la questione Rom viene affrontata timidamente o per nulla, eccetto rarissimi casi. Nel frattempo molti di loro sono italianissimi, <span style="font-weight: bold;">nati in Italia intendo</span>. E come in tanti paesi il ricongiungimento famigliare è una cosa semplice e spesso praticata.<br />Dobbiamo metterci in testa che in molti casi abbiamo a che fare con cittadini italiani e a loro vanno garantiti gli stessi diritti. Qualcuno potrebbe subito dire: - <span style="font-weight: bold;">Anche i doveri</span>! -.<br />Certo, nessun dubbio.<br /><br />E allora aiutiamoli a portare i figli a scuola, portiamo loro la cultura e l’alfabetizzazione. Soltanto attraverso mezzi culturali possiamo tentare di percepire un cambiamento significativo nel giro di una generazione.<br />Se vogliamo meno ignoranza nel nostro paese, sia per i Rom che per tutti gli altri, <span style="font-weight: bold;">è necessario investire in cultura. </span><br />Fare spedizioni di sgombero, espulsioni e simili <span style="font-weight: bold;">non</span> risolve il problema, molti sono italiani e continueranno a vivere di sopravvivenza senza dare loro la possibilità di percepire tenori migliori e orgoglio di essere e sentirsi italiani.<br /><br />Per coloro che invece italiani non sono, dobbiamo riflettere su <span style="font-weight: bold;">una integrazione gestita con serietà</span>.<br />Pensiamo leggi che possano essere utilizzate con severità e ordine, ma senza ledere diritti e dignità. Diritti intendo la piena consapevolezza di essere tutelati dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; dignità intendo la piena consapevolezza che la miglioria è un obiettivo sociale da condividere in modo partecipativo e sostenendo le cause dei più deboli ed emarginati.<br /><br />Io non voglio che un Rom sia preso a calci in culo perché la vita l’ha portato per diversi motivi sul nostro territorio, <span style="font-weight: bold;">voglio invece</span> che gli sia spiegato con gruppi di lavoro organizzati quali sono le nostre leggi e i rischi che corre nel non considerarle. Aiutarlo a parlare la nostra lingua, fornirgli la possibilità di vedere i suoi figli a scuola e fargli capire che noi accettiamo una certa solidarietà a patto che in cambio faccia di tutto per non vivere in una baracca senza lavorare vivendo ahimè di espedienti spesso illegali.<br /><br />Se immagino il mio e il nostro paese fra vent’anni desidero pensarlo come un <span style="font-weight: bold;">faro di democrazia sociale</span>, non come un paese che ha fatto espulsioni a raffica senza permettersi il lusso di concepire strade alternative basate sull’integrazione e il rispetto delle diversità.<br />In conclusione: le leggi sulla sicurezza recenti mi fanno vomitare l’anima. Chiara la mia posizione?<br /><br />Segnalazione: la <a href="http://acmedelblog.blogspot.com/2008/06/lezione-1311-dodici-caratteristiche-del.html" target="_blank">concentrazione</a> del blogger di successo.<br /><br />Segnalazione: Cuocopittore <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/cuocopittore-fa-rima-con-inventore.html" target="_blank">inventore</a>.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-18045316636134814612008-06-08T14:16:00.002+02:002008-06-08T14:20:23.294+02:00Sui diritti omosessuali e la nostra societàAndrò nel pomeriggio alla <span style="font-weight: bold;">manifestazione a favore dei Rom</span>, vi dirò domani, nel frattempo vi racconto brevemente la mia partecipazione ieri al <span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);">Gay Pride</span>. Un corteo colorito, simpatico, forse a volte eccessivo per taluni, tuttavia io credo che ognuno trova i modi e le forme che ritiene opportune. Ho partecipato in compagnia di amici perché appoggio <span style="font-weight: bold;">quei diritti </span>che da troppo tempo sono negati nel nostro paese.<br />Ho amici omosessuali, con loro spesso ho avuto la possibilità di parlare, di comprendere, di andare oltre i facili giudizi. Mi sono messo nelle loro scarpe, almeno ci ho provato, non è facile essere omosessuale nella società italiana.<br /><br />Capisco che certe esagerazioni possano non essere condivisibili, però donare la possibilità di <span style="font-weight: bold;">unirsi legalmente sulla base di un sincero sentimento</span> lo trovo non soltanto auspicabile, bensì dovuto in una società davvero democratica. Ritengo che una minoranza debba trovare ragioni giuridiche di unione di necessità, non permetterlo è un <span style="font-weight: bold;">razzismo moralista di cattivo gusto</span>, frutto di ignoranza e di non conoscenza della tematica.<br /><br />Poi, possiamo riflettere con calma su altre questioni come l’adozione di bambini, approvata in altri paesi, da parte di omosessuali, magari <span style="font-weight: bold;">più delicato </span>come tema, ma se due persone si vogliono bene, desiderano progettare assieme, condividere spazi e tempi, comperare assieme casa e vivere una quotidianità sentimentale come gli eterosessuali, perché lo Stato glielo deve negare? Quale ragione razionale potrebbe ostacolare tali azioni?<br /><br />Ieri ho avuto modo di incontrare la splendida <a href="http://zefirina.blogspot.com/" target="_blank">Zefirina</a>, potete vedere <a href="http://www.flickr.com/photos/7188863@N07/" target="_blank">alcune foto</a> della giornata, lei rappresenta quello che si definirebbe “<span style="font-style: italic;">mamma progressista</span>”, di ampie vedute e lontana dall’ignoranza così ahimè diffusa nel nostro paese. Se fra qualche anno sarò un “padre progressista” al medesimo modo mi sentirò fiero di fronte ai miei futuri figli. <span style="font-weight: bold;">Brava Zefirina! </span><br /><br />Perché, diciamocelo con franchezza, chi continua a sostenere unicamente il senso usuale di famiglia costituita da donna e uomo ha una visione <span style="font-weight: bold;">che si fonda sulla paura</span>, non sulla libertà dell’amore che dovrebbe essere invece il nucleo di una società davvero persuasa che ognuno debba provare sentimenti in totale indipendenza e consapevolezza.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-25755833152386828762008-06-06T12:08:00.003+02:002008-06-06T12:52:17.263+02:00Il giudizio che nasconde, la realtà che insegnaAppuntamento ieri sera alla stazione Termini, ore nove. Arrivo con dieci minuti di anticipo, prima di fare volontariato con i senzatetto, voglio osservare. Devo scrivere alcune cose in questo periodo, devo osservare.<br />Vi porto lì con me, <span style="font-weight: bold;">ci provo</span>. Vedo una signora distinta che passa vicino ad un’altra signora seduta per terra, ubriaca. Uno sguardo celere fra le due. Vicine geograficamente, lontane nelle anime, lontanissime. Anzi di più. Quella benestante ha la faccia di chi pensa: «Che merda questa stazione, guarda che gentaccia!». Lo sguardo dell’altra invece è umiliante, soffre ed è confusa, si vede.<br /><br />Arriva una mamma, porta con sé il bimbo, piccolissimo, avrà non più di due mesi. Lascia l’auto, non capisco per quale ragione, ma chiede ad un altro signore che è vicino se gliela può guardare per pochi minuti. Lei si allontana verso la stazione, lui, dopo venti secondi, se ne va. Bravo, dico, veramente bravo. Un senzatetto assiste alla scena, come me. Si siede sul cofano dell’automobile. Torna la mamma e il senzatetto le dice: «A signò, er cretino se n’è andato subito, ja guardavo io l’auto!».<br />Lei, fra lo stupore e l’imbarazzo, stringe istintivamente il bimbo al petto con le braccia, ringrazia di fretta, salta in auto, lui si sposta, e se ne va. Io penso: «<span style="font-weight: bold;">Geniale</span>», e sorrido.<br /><br />Perché sono queste le cose che tanta gente non comprende. Il distacco morale e fisico che spesso si tiene dal senzatetto è illusorio, perché in un modo o in un altro quel mondo si ripresenta di fronte a noi, <span style="font-weight: bold;">in forme che a volte stupiscono. </span><br />Non sono certo dell’idea che dobbiamo accettare tutto il mondo dei senzatetto, c’è droga e alcol, violenza e sporcizia estrema, ognuno giudica secondo i propri parametri, ma annullare la “<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">categoria</span>” con rabbia e fastidio è segno di debolezza. Così la penso io.<br /><br />Ieri c’era una ragazza ubriaca vicino a dove si distribuivano i pasti, appoggiata al muro, birra in mano, gonna svolazzante, ahimè credo invitante per qualche balordo. Ho scambiato con lei qualche battuta. «Quello è una testa di cazzo, bastardo!». Ce l’ha a morte con qualcuno. Non insisto, dico: «Hai fame? Lo prendi un piatto di pasta?».<br />«No, niente, quello è un bastardo!» replica guardandomi e ributta la testa verso il basso fissando la birra.<br />Quando vedo una ragazza così giovane, non aveva più di ventidue o ventitre anni, ubriaca e arrabbiata, ridotta in quel modo, mi dico che la psiche umana è vulnerabilissima. L’essere umano cade. Si rialza male. E poi cade ancora. Tanti sono in caduta libera perennemente, purtroppo.<br /><br />Segnalazione: la <a href="http://acmedelblog.blogspot.com/2008/06/lezione-1310-dodici-caratteristiche-del.html" target="_blank">perseveranza</a> del blogger su Acme del Blog.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-63971974329269458452008-06-05T11:35:00.004+02:002008-06-05T12:54:09.922+02:00Il limite invalicabileIeri vi accennavo l’amore fra i senzatetto e il riscoprirsi una volta che una coppia si è lasciata. Conosco da pochi mesi un uomo e una donna, <span style="font-weight: bold;">entrambi senza fissa dimora</span>, che dormono in un parco. Mi è capitato di conoscerli andando un giorno a fare la spesa. Poche battute all’inizio. Ora, quando vado in quel supermercato, passo sempre per il parco e li trovo nel tardo pomeriggio sulla medesima panchina.<br /><br />Pochi giorni fa ho incontrato solo lei, mi saluta e comincia a raccontarmi di lui che se n’è andato, <span style="font-weight: bold;">infastidito per quale ragione?</span> Perché lei si era “permessa” di trattenersi per un caffè in un bar con un vecchio amico. Discussioni, vecchi rancori, parole grosse, si sono lasciati malamente.<br />Lei: «Vorrà dire che ora penserò a me stessa senza nessuno che mi limiti nel fare le cose».<br /><br />Stare in coppia contempla compromessi, <span style="font-weight: bold;">sempre</span>. Voluti magari per quieto vivere, ma così è. Con il passare del tempo possono magari piacere poco, ma sia per abitudine che per non creare tensioni cadiamo verso il compromesso con più facilità, senza quasi accorgercene.<br />Il problema giace sulla linea del limite invalicabile, <span style="font-weight: bold;">dove ci snaturiamo</span>, dove riteniamo che non siamo più noi stessi, tutto per compiacere o sostenere la causa di chi ci sta vicino. Non è facile individuare il<span style="font-weight: bold;"> luogo preciso</span> di tale linea.<br />C’è chi, per digerire meglio certi compromessi, mette in atto tradimenti, quasi come vittoria contro il partner ufficiale. C’è chi trascorre tempo al bar con amici ubriacandosi. Gli esempi sarebbero numerosi.<br /><br />E fra i senzatetto accade <span style="font-weight: bold;">esattamente</span> la medesima cosa. Senza distinzioni quindi fra benestanti e poveri, perché i sentimenti sono i sentimenti, al pari delle finzioni.<br />Anzi ritengo che il denaro e il potere possano complicare ancor più le situazioni, possano portare avanti rapporti già morenti o fare nascere fin da subito relazioni che si basino su convenienze, magari camuffate da dolcezza e romanticismo.<br />Come individuare la linea del limite invalicabile?<br />Come non farsi avvicinare da persone false od opportuniste?<br /><br />Segnalazione: l'<a href="http://acmedelblog.blogspot.com/2008/06/lezione-139-dodici-caratteristiche-del.html" target="_blank">originalità</a> del blogger di successo.<br /><br />Segnalazione: la <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/la-maledizione-del-caschetto.html" target="_blank">maledizione del caschetto</a> su Cuocopittore.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-55065522864975625592008-06-04T14:28:00.001+02:002008-06-04T14:31:27.580+02:00Dietro di noi chi c'è...Post personale, ma mi servirà domani per allargare il discorso. Essere tornato single dopo più di tre anni mi ha permesso di riscoprirmi. Riscoprire cose che avevo accantonato, persone che avevo senza cattiveria o motivi precisi allontanato. <span style="font-weight: bold;">Riscoprire, appunto. </span><br />Perché accade che ci si ritrova diversi e non lo si vedeva prima. Che l’amore è un bellissimo dono, altresì un vincolo. Stretto fra le sue dinamiche si rischia di vedere poco, o male. A volte, non sempre, com’è ovvio.<br />Di amori ce ne sono di incredibili, di deboli, di illusori, di pensati, di sperati. Capita che tutto si amalgami, <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">stranamente</span>.<br />Quando si scinde e si discerne, allora si vede, <span style="font-weight: bold;">con consapevolezza</span>.<br />E vedere non significa vedere i fatti, ma comprenderli, andare oltre. L’amore può essere usato come arma o come ricatto, magari palesato con dolcezza e intelligenza, ma pur sempre un mezzo perfido. Dipende da chi, da quando, da come.<br />Fra i senzatetto, domani ve ne parlo maggiormente, vi sono amori. Amori che si basano molto sulla condivisione di sofferenze, un appoggiare la spalla sull’altro nelle difficoltà. Il romanticismo che esplode nella partecipazione alle vicissitudini altrui.<br /><br />Che cosa strana l’amore. <span style="font-weight: bold;">E si scopre e si riscopre</span>, con modi e idee diversi magari, nel tempo.<br />Siamo abituati a pensare che in una coppia vi sia amore, invece stanotte mi chiedevo quante coppie si illudano di viverlo. La dura realtà.<br />Sulla base di finzioni e convenienze si instaurano rapporti più o meno sinceri. Per tante ragioni.<br />Stanotte osservavo una coppia, lui più giovane, lei quasi quarant’anni. Vicino alla motocicletta di lui effusioni e abbracci. Lui coinvolto, lei furba, appena abbracciati, nel momento in cui si trovava lontana col viso dagli occhi di lui, il sorriso spariva, l’entusiasmo diveniva serietà. Mi sono chiesto quante volte ho subito forse in passato un abbraccio simile.<br />Non si sa davvero mai chi abbiamo vicino. Domani vi spiego perché vi ho scritto queste cose.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-6908765609579289282008-06-03T13:46:00.006+02:002008-06-03T19:56:59.308+02:00La creatività come base della vitaSe non avete letto il post di ieri, <span style="font-weight: bold;">cominciate da lì</span>, altrimenti non comprendete ciò che voglio dirvi oggi.<br /><span style="font-weight: bold;">Creatività</span>, si diceva. E si parlava di esaminare la propria vita con intensità e se bastasse fare ciò che ci piace per essere sereni e felici.<br />Con il trascorrere degli anni ho avuto modo di parlare ovviamente con molte persone e ho tentato spesso di osservarle, di andare oltre la superficie, provando a intendere se fossero sereni o meno. Per una ragione semplice. <span style="font-weight: bold;">Mi interessano gli esseri umani e mi piacerebbe accumulare modi e comportamenti per sentirmi sereno</span>.<br />Non in maniera grossolana o casuale, ma con ordine e razionalità. E, continuo con i dettagli, non certo per vivere codificando tutto, ma <span style="font-weight: bold;">accumulando</span> impressioni, idee, sensazioni consapevolmente.<br />In un secondo momento, lasciare che tutto questo emerga con naturalezza, senza schemi, con istinto direi. Un respirare per poi espirare. Spero di avere reso l’idea.<br /><br />I risultati mi danno ragione, <span style="font-weight: bold;">almeno nel mio caso</span>. Pur fra difficoltà e dubbi, porto con me a livello interiore una serenità sincera che mi permette di affrontare i problemi senza panico, con calma e con sempre maggior capacità di reagire positivamente.<br />Uno degli elementi che ho osservato nelle persone serene è la <span style="font-weight: bold;">creatività </span>appunto. L’abilità di rendere le proprie giornate creative.<br />Non intendo essere artisti o fare comunque arte, quanto esprimere le proprie voci interne sotto forma di qualcosa di tangibile ogni giorno, sia esso un piccolo regalo ad una persona che stimiamo o un modo efficace per compiere il nostro lavoro con più rapidità o eleganza.<br />Perché se si acquisisce l’intento di rendere ogni giorno la nostra vita creativa allora sì, l<span style="font-weight: bold;">a persona si sente meglio, più serena, più utile, più soddisfatta</span>. E se fatto con costanza appaga, cavolo se appaga, nonostante i problemi, le tragedie, i dolori, la solitudine. Magari non ci fa sorridere in un momento difficile, ma di sicuro ci fa scendere una lacrima in meno a fine giornata. Non è poco.<br /><br />Comincio a pensare da qualche mese che questo <span style="font-weight: bold;">manca totalmente</span> ai senzatetto. Hanno, per una serie di motivi immaginabili, abbandonato la creatività, anche nelle più piccole cose. Non la cercano e li demotiva, oltre, come è ovvio, stare male per la mancanza di lavoro, di affetti e quant’altro.<br />Basta poco per “<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">accenderli</span>”. Fai vedere loro che raccogli i bicchieri di plastica che molti altri hanno buttato a terra e c’è il senzatetto che ti emula soddisfatto e ti aiuta a porli nel cestino. Chiedi informazioni ad un rumeno che non parla la lingua italiana e qualche connazionale si adopera per collaborare sentendosi bene. Potrei fare mille esempi. <span style="font-weight: bold;">La creatività ogni giorno</span>.<br />Non solo per i senzatetto, per ognuno di noi.<br />Oggi per esempio io voglio ringraziare una persona per una cosa particolare, <span style="font-weight: bold;">lo farò</span>.<br />Scusate se vi faccio questi discorsi da due giorni, ma giungerò a spiegarmi meglio con calma. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito.<br />Che cosa pensate della creatività per come ho tentato di citarla?<br /><br />Aggiornamento: il blogger imprenditore di successo su <a href="http://acmedelblog.blogspot.com/2008/06/lezione-138-dodici-caratteristiche-del.html" target="_blank">Acme del Blog</a>.<br /><br />Aggiornamento: la <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/forchettina-n3.html" target="_blank">Forchettina n.3</a> di Cuocopittore.Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-50899964329907203482008-06-02T13:22:00.004+02:002008-06-02T14:19:07.768+02:00La vita che si fa e che si pensa<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Q4jkqvPynzo/SEPYQGMjveI/AAAAAAAAAzI/zUg-ctZ9SfY/s1600-h/questionmark.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_Q4jkqvPynzo/SEPYQGMjveI/AAAAAAAAAzI/zUg-ctZ9SfY/s200/questionmark.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207243365223218658" border="0" /></a>«Questa è la mia strada, dov’è la vostra?... <span style="font-weight: bold; font-style: italic;">La strada</span> – questa non esiste».<br />[<span style="font-style: italic;">Così parlò Zarathustra</span> di F. Nietzsche]<br /><br />Non di rado ho pensato a questo argomento. Essere eclettici, come io sono, mi diverte e mi appassiona, ma può divenire anche un limite, così lontani da un percorso lineare, tranquillo, pensato in modo esclusivo. Comunque non preoccupatevi, non penso di cambiare a breve termine.<br />Oggi vi parlo di questa tematica perché pensando ai senzatetto che incontro alla stazione Termini mi soffermo sulla loro ricerca di lavoro sperata. <span style="font-weight: bold;">Non cercano di necessità un’unica professione</span>, bensì tutta una serie di possibilità che possa loro dare nuova linfa, oltre che ricompense economiche.<br />Altri invece hanno avuto la fortuna di avere una vocazione particolare o qualcosa di simile. Beati loro.<br /><br />E poi, diciamocelo, se uno fa davvero quello che gli piace, è più sereno e felice? Non so.<br />Io penso che sia semplicemente una questione di vivere <span style="font-weight: bold;">con intensità</span> la vita. Se uno cerca di esaminarla con profondità, ognuno con i propri limiti e virtù, tenta di porsi di fronte alle possibilità con più o meno intensità, ripeto.<br />Chi vive senza pensare la vita, vive – scusate il bisticcio di parole – meno intensamente. Di sicuro a livello intellettuale. Meno curioso, meno riflessivo, meno pronto ad affrontarsi per quello che si è.<br />Da un lato è apprezzabile capire che cosa è importante nella vita, ne è un esempio <a href="http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/05/elogio-della-semplicit-di-fronte-alla.html" target="_blank">questa lettera</a>, dall’altro lato sarebbe interessante comprendere<span style="font-weight: bold;"> che cosa fare nella vita</span>, se c’è qualcosa in cui investendo le nostre energie siamo migliori, bravi, soddisfatti maggiormente.<br />Domani riprendo il discorso da dove lo lascio.<br />Vi parlerò della <span style="font-weight: bold;">creatività</span>, perché, dal mio punto di vista, dobbiamo partire da lì.<br /><br />Aggiornamento: <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/day-after.html" target="_blank">the day after</a> di CuocopittoreMorganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-3052108091349899922008-05-31T12:37:00.005+02:002008-06-01T16:47:17.932+02:00Pianti per un morto e indifferenza per uno sterminio continuo<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_Q4jkqvPynzo/SEEqkmMjvXI/AAAAAAAAAyQ/DDC80HLSi5I/s1600-h/monkey.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_Q4jkqvPynzo/SEEqkmMjvXI/AAAAAAAAAyQ/DDC80HLSi5I/s320/monkey.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206489452433882482" border="0" /></a>Pochi minuti fa ho letto un articolo disarmante sul <a href="http://www.guardian.co.uk/science/2008/may/31/ethicsofscience.animalwelfare" target="_blank">Guardian</a>. Guardate la foto, guardatela bene. Atteggiamento scientifico <span style="font-weight: bold;">machiavellico</span>, chi se ne frega del <span style="font-style: italic;">mezzo</span>, l’importante è il <span style="font-style: italic;">fine</span>, salvare vite umane. Chi conosce la lingua inglese, legga; gli altri possono intuire dalla fotografia, facile immaginare di che cosa stiamo parlando.<br />La scienza oggi può essere diversa, <span style="font-weight: bold;">più matura e consapevole</span>. Si possono fare passi in avanti anche senza torturare animali.<br />Senza se e senza ma. Sono animalista? Sì. Da tempo.<br />Da quando anni fa sono diventato vegetariano – mi concedo rarissime eccezioni, non è fondamentale la perfezione, ma la condotta nella maggior parte dei casi, almeno secondo me – ho iniziato a interessarmi a tutto ciò che gira attorno la vita degli animali. E ahimè ho scoperto come noi esseri umani possiamo diventare crudeli <span style="font-weight: bold;">grazie a giustificazioni bizzarre</span>.<br /><br />Basterebbe una seria informazione per comprendere con facilità quanto sia grave la situazione nel rapporto fra la nostra scienza e i compagni di vita che ci tollerano da millenni.<br />Esiste una difesa della specie <span style="font-weight: bold;">in verità frutto di ignoranza</span>. I primati sono simili a noi nel DNA con percentuali del 99% e ancora li riteniamo inferiori. Stupidità e ignoranza.<br />Lo so che per chi mangia carne sono discorsi idioti i miei, come pensavo io circa dieci anni fa quando qualcuno mi diceva che era vegetariano o vegan, ma il passo della consapevolezza è breve, davvero breve. <span style="font-weight: bold;">E si chiama informazione</span>.<br /><br />Ricordo che ero solito mangiare carne in abbondanza – con un padre sardo secondo voi… - e gustavo deliziato l’agnello o i fegatini, l’occhio di capretto e il tonno, il salmone e la selvaggina.<br />Non c’è nulla d’impossibile nei cambiamenti, basta volerlo, su ogni cosa. <span style="font-weight: bold;">Basta volerlo</span>. Ma alla base c’è, ripeto, l’informazione seria. Senza quella non si va da nessuna parte.<br />Come negli animali da laboratorio, un crimine moderno che non sembra diminuire, anzi è sempre più giustificato. <br /><br />Se qualcuno vuole tentare un primo e timido passo verso la consapevolezza legga questi:<br /><br />“Liberazione animale” di Peter Singer.<br />“Gabbie vuote” di Tom Regan.<br /><br />Se avete qualche ora a disposizione per leggere, provate ad acquistare quei due libri, non sarete più li stessi poi, <span style="font-weight: bold;">io vi ho avvisato…<br /><br /></span><span>Aggiornamento: Cuocopittore ci ha <a href="http://cuocopittore.blogspot.com/2008/06/gran-gal-con-il-sommo-e-gli-esimi.html" target="_blank">sconvolto</a>!</span><span style="font-weight: bold;"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-weight: bold;"></span></span><br /></span>Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-76570078472555807292008-05-30T11:49:00.002+02:002008-05-30T11:51:32.976+02:00Fra le verità e le opinioni e i fattiOre 2.33, la scorsa notte, rincaso. Lo spazio che mi separa dalla casa dove ho trascorso un paio d’ore in compagnia di amiche e la mia dimora è di circa un quarto d’ora a piedi. Cammino e arrivo nei pressi di Largo Preneste. <span style="font-weight: bold;">Lì c’è un gruppo di ragazzi, teste rasate, magliette nere</span>.<br />Sono ubriachi e parlano con un tono alto di voce, li sento avvicinandomi da lontano.<br />Discutono di qualcuno, capisco che questo qualcuno è straniero perché lo imitano scimmiottando il suo modo di parlare e con la lingua italiana grossolana. Non è semplice ironia, ma perfidia.<br />Passo loro vicino, mi scrutano, tiro dritto senza guardarli. Non per timore, semplicemente perché so che una semplice occhiata potrebbe fare nascere negli ubriachi commenti, parole e quant’altro. Non ho voglia di noie, ho sonno e sono stanco. <br /><br />Ne parlavo anche ieri sera con le amiche, c’è nell’aria una sorta <span style="font-weight: bold;">di bizzarra legittimazione ad essere violenti nel linguaggio</span>,<span style="font-style: italic;"> in primis</span>. Legittimazione nel senso che la vittoria di Alemanno a Roma ha in qualche modo scatenato taluni atteggiamenti. Un’impressione, sia chiaro, nessuna certezza. Ma si vede in giro, si percepisce.<br />La città mi sembra più politicizzata: i fatti del Pigneto e dell’università La Sapienza sono esempi illuminanti.<br /><br />Poi, sento invece il papa che dice di «provare gioia per il nuovo clima politico». «Rapporti più sereni fra forze politiche e istituzioni» e altre cose simili.<br />Mi chiedo dove viva e che cosa veda durante le sue giornate. Io ho impressioni assai diverse. Relativismo?Morganhttp://www.blogger.com/profile/01657108657578246284noreply@blogger.com