tag:blogger.com,1999:blog-70150212007-04-16T14:24:36.999+01:00Language gamesIl giro della Parola in ottanta Mondi (languageplayer@yahoo.it)Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comBlogger149125tag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1164909492947488162006-11-30T17:56:00.000Z2006-11-30T17:58:12.983Zwww.coltisbagli.it<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.flickr.com/121/305055815_f84df54095.jpg"><img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://static.flickr.com/121/305055815_f84df54095.jpg" alt="" border="0" /></a>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1155809338121212542006-08-17T11:06:00.000+01:002006-08-17T11:08:58.143+01:00RitorniNon si può tornare indietro.Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1123861886756958982005-08-12T16:50:00.000+01:002005-08-12T16:57:29.050+01:00Come pollicino.....<span style="font-family:verdana;">In cammino,<br />sempre in cammino,</span><br /><span style="font-family:verdana;"><a href="http://ciclinfelici.blog.tiscali.it/rg2137452/"><strong>come Pollicino</strong></a>...</span>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114857703993179622005-04-30T11:35:00.000+01:002005-04-30T11:41:43.993+01:00giocatore.splinder.comCome dire, da Player a Giocatore, il vecchio principio d'identità parmenideo "L'essere è".....<br /><br />Insomma, da oggi sono "giocatore": mi trovate al link qui sopra, senza grandi cambiamenti.<br />Intanto, la bella notizia della pubblicazione dell'ultima uscita pubblica da "Player":<br />il racconto "<a href="http://www.sacripante.it/003/contrappunti/13.asp"><span style="color:#ff9900;">Accordi"</span></a>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114784332551643872005-04-29T15:13:00.000+01:002005-04-29T15:42:30.313+01:0029 di 29: sipario<em>“</em>Ho aperto per caso questa stanza: dedicata impropriamente ai giochi linguistici. Al centro della stanza c'è un "Parola liberatrice": la osservo senza comprenderla. Il rumore di fondo è un'onda rosa, è un antirumore che annulla tutto i rumori e toglie il sonno.”<br /><br /><div align="justify">Nel maggio dell’anno scorso iniziavo, con queste parole, a far parlare un personaggio chiamato “Player”; quasi un anno prima avevo iniziato a tenere regolarmente un blog sulla piattaforma di Tiscali intitolato “<strong><a href="http://maestro.blog.tiscali.it/">Colti Sbagli</a></strong>” (che è un anagramma, appunto, di Tiscali Blog).<br />Col passare dei mesi, il mio blog “principale” ampliava i confini del raccontare e dell’esprimere quel che vedo, che faccio, che penso. Ed ampliava, al contempo, i suoi quattro lettori oltre la cerchia degli amici e dei familiari. Ammaliato dalle possibilità espressive date dalla gestione di una “maschera” fatta d’un materiale a densità differentemente variabile rispetto alla mia abituale (le abitudini che ci rivestono come abiti), ho “creato” Player: ho preso dei pezzi della mia formazione, alcuni tratti del mio carattere ed altri da quel grande eccentrico di Wittgenstein per andare qua e là tra i blog (pochissimi, invero) a pontificare sulla morale e la scrittura. Ho cercato di coltivare l’insoddisfazione nei confronti di me stesso (e dell’immagine di me stesso riflessa nel mio blog “pubblico”) come combustibile per l’espressività della scrittura di Player (che poi è una scrittura “alla Player”, poiché la maschera che mi sono costruito non è un’identità ma una <strong><span style="color:#ffff33;">modalità d’espressione</span></strong>).</div><div align="justify"></div><div align="justify"><br />Ma mentre Matteo (io?) preseguiva e prosegue serafico e imperturbabile nell’esposizione delle sue “osservazioni sul mondo al tempo dei blog”, sospese tra aspirazione elzeviristica e libertà ludolinguistica, Player giocava (per definizione) con molta più interattività e gusto con i suoi lettori. Ecco, la fortuna di questa voce sono stati, come è facile capire, i suoi lettori: chi l’ha contraddetto, chi l’ha elogiato, chi l’ha blandito, chi l’ha sbeffeggiato, chi l’ha coccolato, chi lo ha valorizzato e promosso, chi lo ha stanato dall’anonimato leggero, “di piuma”, coinvolgendolo in bellissime corrispondenze e-mail. Ho avuto la fortuna di avere lettori davvero fantastici per le noiose battute che ho fatto recitare al mio buon Player nell’arco di questo suo anno di vita. La ricchezza ed il vero divertimento di questa esperienza comunicativa siete stati voi che vi ritrovate, qui ed ora, come in appuntamento sul calendario virtuale delle vostre quotidiane peregrinazioni in rete, a salutare il topos letterario dello “s-mascheramento”. Quante volte l’avrò detto: velarsi per svelarsi meglio (sarà mica il dis-velamento dell’Essere?). Che altro dire…..che fine farà Player? Beh, è un personaggio e un po’ mi ci sono affezionato (conatus se servandi, si potrebbe dire….) quindi emigrerà su un’altra piattaforma, sotto altro nome (<strong><span style="color:#ffff33;">a partire da domani qui si troverà il nuovo link</span></strong>) per continuare a dire le solite cose, le solite citazioni, i soliti “giochi linguistici”, con e senza trucco. </div><div align="justify"></div><div align="justify"><br />Titoli di coda (da leggere sorridendo e, mi raccomando, ascoltando “<strong><a href="http://www.redhotjazz.com/Songs/Louie/lao/whenyoursmiling.ram">When your smiling</a></strong>” cantata da Louis Armstrong, che a Matteo piace tanto….) :</div><div align="justify"></div><div align="justify">un grazie di cuore ad Alessandra, a Bleusouris, ad Untitled_io, a Demetrio, a Mauro, ad Elisabetta (che mi ha “scoperto” per prima), a Matisse, a Max, alla SignoraFranca (alla quale ho fatto da Sparring Partner), a Macramé, a Malemele, Ecate, Dadaumpa, Insolitacommedia, a Mitì, a Effe, Aganda, grazie a tutti quelli che ora dimentico e che mi perdoneranno, grazie anche a chi non mi perdonerà e grazie anche tutti i miei confratelli “<em>Anonymous said</em>” che sono passati di qua.<br /><br />Arrivederci, da Player ed anche da Matteo: “<em>Dica loro che ho avuto un blog meraviglioso</em>”</div><div align="justify"></div><div align="justify"></div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114701121022796842005-04-28T16:07:00.000+01:002005-04-28T16:12:01.023+01:0028 di 29"Avevamo vent’anni e oltre il ponte<br />oltre il ponte ch’è in mano nemica<br />vedevam l’altra riva, la vita<br />tutto il bene del mondo oltre il ponte.<br />Tutto il male avevamo di fronte<br />tutto il bene avevamo nel cuore<br />a vent’anni la vita è oltre il ponte<br />oltre il fuoco comincia l’amore."<br /><br /><div align="justify">Molte volte ho pensato a cosa avrei fatto, cosa sarei stato in altri tempi. Mi sono specchiato, scappando a gambe levate, nelle vite dei miei antenati, a partire dai miei nonni. Ho sacro rispetto per il passato che mi ha generato.</div><div align="justify"> </div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114618106700538902005-04-27T17:00:00.000+01:002005-04-27T17:08:26.703+01:0027 di 29<div align="justify">La nascita e la persistenza della voce che si chiama “Player”, è stata determinata proprio da un movimento siffatto: tutto quello che non trovava spazio nell’alter ego, sia nella sua forma blogghistica sia nella sua vita in 3D, ha trovato spazio in questo personaggio, che pure m’appartiene come “partizione” della personalità. Non è che il sostrato di Player sia diverso dal mio, o dal quello del suo Jakyll: no, i valori, le inclinazioni, le paure, i pregiudizi (ecco, soprattutto i pre-giudizi) sono gli stessi. Quel che cambia è l’espressività, i modi d’espressione di questi pregiudizi. Io potrei vestirmi da Player, parlare con il suo accento, imitarne la camminata sghemba, le spalle strette in giacche strette, lo sguardo insofferente. Ma è il concetto stesso di “vita quotidiana” che è inapplicabile a Player. Spesso ho usato la similitudine letteraria di Jekyll ed Hyde perché è un’immagine molto potente di un tema ancestrale, in letteratura e nella vita: il tema del “<strong><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=33&isbn=8806170996&amp;DB=104">doppio</a></strong>”. Come si vede, Player è condannato ad un uso smodato di virgolette, praticando in continuazione ed ossessivamente la differenza tra uso e menzione di un segno. Tutti questi nostri blog camminano costantemene sul filo dell’inaridimento espressivo, impegnati come sono in una giostra di linguaggi e meta-linguaggi, e meta-meta linguaggi. Il mio blog di Player è un blog “alla Player”, un parlare “in maschera” (un cantare in maschera, che è una modalità del cantante lirico).... </div><div align="justify"> </div><div align="justify">(tratto <a href="http://conoscersi.blogspot.com/">dall'intervista doppia </a>curata da <a href="http://elisamori.altervista.org/sito/index.htm">Elisabetta</a>)</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Il concetto da studiare è, dunque, quello di "<strong>identità liquida</strong>": nessun blog firmato con nomecognome è meno fittizio di quelli anonimi, dal punto di vista identitario.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114511050927269992005-04-26T11:22:00.000+01:002005-04-26T11:24:10.926+01:0026 di 29<div align="justify">Domenica 29 Agosto 2004 ore 17:55:36<br />Nel viaggio di ritorno da Andalo ci siamo fermati a Rovereto per visitare il <a href="http://www.mart.trento.it/" target="_blank">MART</a>. Purtroppo non so esprimere a parole l’impressione fortissima e tutto quello che significa per me trovarmi a poter contemplare un Sironi, o un Carrà, o un Balla, o un Depero. Oppure già solo il godere del pensiero architettonico del museo stesso. Ci sono io, a naso in su. </div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114422196932700452005-04-25T10:42:00.000+01:002005-04-25T10:43:16.933+01:0025 di 29L’idea è questa: trattare la distanza temporale come una distanza geografica, e le distanze geografiche come un distanza temporale. Che vuol dire? Pare ovvio, una distanza geografica, due punti su una mappa, equivalgono ad una quantità di tempo che s’impiega (mezzi diversi, tempi diversi) per andare da un punto all’altro. Ed una quantità di tempo, che ci distanzia dal nostro passato (è l’infanzia? è l’adolescenza? è l’ultimo sorriso regalato?) talvolta è uno spazio geografico, come una città immaginata del nostro passato e pure compresente. Immagino l’incidenza della luce alle due del pomeriggio estivo, in quella strada, di quella città, di quell’anno particolare. Ed è la stessa luce che, la rendo immagine stringendo le palpepre, credo ci sia anche adesso. Ma, “tutto è cambiato, non abito più là”.<br /><br />Una delle più famose e, apparentemente, “leggere” canzoni di Gino Paoli, “La gatta” (1961), contiene nell’inciso, in un rapido passaggio di accordi minori (Lam/Sim7), questa esatta esemplificazione del “ricordare” come <strong>trasferimento-assimiliazione della dimensione temporale in quella geografica</strong>: “Ora non abito più là/tutto è cambiato, non abito più là”. La luce nelle strade è sempre la stessa, ma la geografia, ora, mi allarga un bel sorriso capace di abbracciare, per intero, tutto il mio passato e tutta la mia bio-geografia.<br /><a href="http://www.ginopaoli.it/musica/discografia/33/01.html" target="_blank">Gino Paoli (Album Ricordi - 1961)</a>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114337884532928062005-04-24T11:10:00.000+01:002005-04-24T11:24:04.676+01:0024 di 29"Everybody wants to be a cat, because a cat's the only cat who knows where it's at. Everybody's pickin' up on that feline beat,'cause everything else is obsolete. Now a square with a horn, can make you wish you weren't born,ever'time he plays;and with a square in the act, he can set music back to the caveman days.........."<br /><br />Everybody wants to be a cat (<a href="http://www.fiorenzozeni.com/sounds/dixneyland/ev%27rybody%20wants%20to%20be%20a%20cat.rm">versione 1, file ram</a>)<br />Everybody wants to be a cat (<a href="http://www.saxontheroad.com/audio/hepcats/Rantin_Ravin_MisBehavin/EverybodyWantsToBeACat.mp3">versione 2, file mp3</a>)Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114253797518485562005-04-23T11:52:00.000+01:002005-04-23T11:56:37.520+01:0023 di 29<div align="justify">"In fondo tutto ciò che esisteva nel reale si situava all'interno di un universo differenziato, mentre quello virtuale è un universo integrato. Di certo qui le care vecchie contraddizioni fra realtà e immaginazione, vero e falso, e via dicendo, vengono in certo modo sublimate dentro uno spazio di iper-realtà che ingloba tutto, ivi compreso un qualcosa che sembrava essenziale come il rapporto fra soggetto e oggetto. Voglio dire che nella dimensione virtuale non c'è più né soggetto né oggetto, ma entrambi, in via di principio, sono elementi interattivi"</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Jean Baudrillard<br />Intervista, "<a href="http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=23&amp;tab=bio">Il virtuale ha assorbito il reale</a>" (Parigi, 11/02/1999) </div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114185444863333322005-04-22T16:46:00.000+01:002005-04-22T18:28:14.286+01:0022 di 29<div align="justify">"Entrare in città ed entrare nell'acciaieria erano una cosa sola. Il treno bucava una specie di ventre ferroso che l'odore di ferro in polvere del treno diventava, di colpo, un niente in mezzo alla nuvola scura, fumo e ferro, della <a href="http://www.gianfrancogiovagnoli.it/Lineedimare%20Pagine/Piombino%203.htm">fabbrica</a>. Prima del velluto verde della littorina, ho fatto in tempo a premere le ginocchia scoperte della mia infanzia contro le panche di legno del treno, spinto a fine corsa verso il promontorio..."</div><div align="justify"></div><div align="justify"><br />Ecco, questo è l'inizio di un ricordo molto lontano, di quando ero piccolo.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114090900711361212005-04-21T14:36:00.000+01:002005-04-21T15:22:41.053+01:0021 di 29Un certo grado di deformità fisica è una vera e propria benedizione per ogni scrittore. Sempre preferibile ad una deformità morale, quasi inevitabile. Penso ai <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&amp;isbn=8845917142">ritratti di Pericoli</a>.<br /><br />Il mio appuntamento col capo delle 15.00 è stato spostato alle 18.00 (perché io non conto niente, nonostante le mie abilità). In realtà, anche non contare niente è una vera e propria benedizione. Occorrerebbe far ruotare le nostre vite, come in una rivoluzione copernicana che rendesse, per tutti, desiderabile il "non contare niente". Invece è tutto un affannarsi al contrario.Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1114014295809617422005-04-20T17:19:00.000+01:002005-04-20T17:28:03.913+01:0020 di 29"Ma qualche volta è così<br />che qualcuno è tornato sotto certe carezze…<br />…e poi la strada inghiotte subito gli amanti,<br />per piazze e ponti ciascuno se ne va,<br />e se vuoi, laggiù li vedi ancora danzanti<br />che più che gente sembrano foulards…"<br /><br />Qualcuno mi ha detto, componendo involontariamente un po' di poesia:<br />"La tua creatura mi sembra ormai<br />completamente debilitata.<br />Un'agonia lunga e immeritata...."<br /><br />Come darle torto? Un'altra amica mi ha detto: "Ed io sono anche mamma".<br />La qual cosa mi ha dato la definitiva certezza che io le persone non sono proprio capace a capirle. Cioé, io mi lagnavo d'essere persona condannata a capire gli altri. Ma non era vero.Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113895159844951442005-04-19T08:14:00.000+01:002005-04-19T08:19:19.846+01:0019 di 29<div align="justify">"Il teatro ha recitato sulla mia faccia i personaggi che voleva lui e non volevo io…più lieve e superficiale, invece, il cinema ha detto: Per favore silenzio, si gira:«Sono tuo, tu sei mia…»."</div><div align="justify"> </div><div align="justify">La musica mp3 nelle nostre orecchie è già, impropriamente, un esempio di "realtà accresciuta": consente un certo effetto cinema, costituendo la banda sonora dei nostri spostamenti urbani. Ognuno si sceglie la "colonna sonora" della sua vita da associare, momento per momento, alle azioni quotidiane. E le solleva, solo un po', dal loro crudo iper-realismo donandole la leggerezza del cinema.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113813637304511462005-04-18T09:35:00.000+01:002005-04-18T09:40:37.303+01:0018 di 29<div align="justify">Il Bene che fai tu è come un gesto luminoso nella notte, la scia che si disegna e ti disegna.<br /></div><div align="justify">E questo accade perché lo sguardo di Dio su di te ha un "tempo d'esposizione" molto lungo: Lui ti fotografa lasciando aperto l'otturatore per un tempo pari alla tua vita intera. In movimento.<br /><br />E il Bene che fai tu è come un gesto luminoso nella notte.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113731319732840272005-04-17T10:37:00.000+01:002005-04-17T17:56:13.483+01:0017 di 29<div align="justify">Credo di aver capito che dovrei far ruotare completamente le mie teorie sul mezzo: Player è stato interprete di un certo "savonarolismo" nei confronti dei blog tutti: mi divertivo a fargli lanciare invettive contro il depauperamento dell'esperienza del reale causata della rete. Penso, invece, che risultati di ricerca più fruttuosi potrebbe darli il dirigermi nella direzione opposta, che è quella della cosiddetta "augmented reality", o "realtà accresciuta". Mi sbilancio con un titolo tutto da approfondire: "I blog come social augmented reality". Che ne dite?</div><div align="justify"></div><div align="justify">A margine: stamani ho letto sull'ultimo numero dell'inserto D di Repubblica (sì, lo confesso, mi capita di sfogliare pure quell'inserto immondo), un'intervista ad una blogger (a me ignota) ma pare famosissima. Insomma, l'intervista mi ha sconcertato. Il suo blog, invece, mi ha messo addosso un po' d'angoscia e di tristezza, a causa della mia solita ingenuità disarmata.</div><div align="justify">Spero mi passi presto. </div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113645688077092942005-04-16T10:57:00.000+01:002005-04-16T11:01:28.080+01:0016 di 29Dice di me più di quanto io possa calcolare il fatto di ritenere un "ascolto necessario" il brano <a href="http://www.redhotjazz.com/songs/waller/theminordrag.ram"><strong>The Minor Drag</strong> (file ram)</a> suonato da Fats Waller?<br /><br />(((Forse dovrei dedicarmi di più ad altri conti alla rovescia: tipo quello per il rinnovo del mio contratto di lavoro; magari avrò molto più tempo libero per i blog, da disoccupato....)))Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113555625628150502005-04-15T09:56:00.000+01:002005-04-15T10:00:25.630+01:0015 di 29Questa canzone è dedicata ad AM, perché il leone possa stare ancora lontano dalla tua strada.<br /><br />Un’ altra vita per noi<br />oltre il basilico e le fragranza<br />e la sua barbarica baldanza,<br />un’ altra vita per noi<br />oltre il dialetto che hanno i santi,<br />arcano come certi amanti…<br />un’ altra vita verrà, e un’ altra vita sarà<br />oltre le lune e gli uragani e le tue mani<br />sopra le mie mani…<br /><br />Quando il leone starà<br />ad aspettarti sulla tua strada<br />e mezzogiorno, ti guardi intorno…<br />neanche il Signore non c’è…<br />è seduto a pranzo con i suoi amici<br />e la sua bici non ti presterà…<br />ma un’ altra vita verrà,<br />e un’ altra vita sarà<br />oltre le lune e gli uragani e le tue mani<br />sopra le mie mani…Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113497185874298082005-04-14T17:42:00.000+01:002005-04-14T17:46:25.876+01:0014 di 29<div align="justify">A metà agnizione, a Pollicino cadevano mollichine grandi come pagnotte:</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><em>"E perché l’Ente eccellente, che è Bene, permette le tenebre, le grette streghe, le venete megere, le sere fredde, le vere belve? Ebbene gente, fece le stelle e le sfere, Egle e Messere e dette le bellezze dell’Eden (perse pel Serpente) e mette Legge e fece Sé Terrestre (nel Presepe), </em></div><div align="justify"><em>per.... render belle le enne-sere eterne. The End"</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify">Ma erano troppo gustose per tenerle in serbo.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113409928799387312005-04-13T17:26:00.000+01:002005-04-13T17:45:51.450+01:0013 di 29<div align="justify">Occorre iniziare a lasciare tracce che conducano al mio buon Jekyll, l'altra maschera ancipite (che bella parola: "ancipite") del mio Autore Reale. Una cosa potrebbe essere citare la <strong>poesia metasemantica</strong>: quella magistralmente condotta dal compianto Fosco Maraini, e mirabilmente musicata da Bollani (<strong><a href="http://www.stefanobollani.com/music/gnosi.zip">Gnacche. file zip</a></strong>), oppure quella imitata maldestramente da <a href="http://www.repubblica.it/2003/g/rubriche/lessicoenuvole/8luglio/8luglio.html">ignoti</a></div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113324837056305222005-04-12T17:52:00.000+01:002005-04-12T17:53:57.056+01:0012 di 29La sensazione che vorrei esprimere ed esplorare è quella della <strong>extra-territorialità comunicativa della vita in 3D</strong> (tempo biologico sociale Vs. tempo socio-connesso)Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113233922064155652005-04-11T16:36:00.000+01:002005-04-11T16:38:42.066+01:0011 di 29Inutile dirvi che, mancando solo 18 giorni-post, <strong><a href="http://www.netdisaster.com/go.php?mode=flood&destruction=massive&amp;lang=en&amp;url=http://sprachspiele.blogspot.com/">questo blog è con l'acqua alla gola</a></strong>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113150304011197992005-04-10T17:22:00.000+01:002005-04-10T17:25:04.013+01:0010 di 29<div align="justify">Notizie preoccupanti: ancora la strana sensazione di preoccuparsi e partecipare profondamente del dolore di chi non si conosce. Dovrebbe avvenire così per tutti, perché il dolore è sempre compresente mentre si pensa ad altro, si guarda ad altro, ci si affaccenda in altro. Tu non lo sai, e chi non conosci sta male. Ma qui è diverso.</div>Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-7015021.post-1113066107838767942005-04-09T17:59:00.000+01:002005-04-09T18:03:09.376+01:009 di 29Questa è della serie (come dice Max) da "capire dopo":<br />"......cambia il grado di consapevolezza sulla natura fittizia di ogni identità....."Playerhttp://www.blogger.com/profile/17865775779587151130noreply@blogger.com