tag:blogger.com,1999:blog-67689869157995810222008-09-06T23:55:21.767+02:00econonviolenzaIncendiare e abbattere foreste, inquinare l'acqua e l'aria, crescere e moltiplicarci ancora, cementificare e asfaltare senza tregua, aumentare senza soluzione di continuità i nostri rifiuti urbani e industriali, significa violentare l'ecosistema oltre le sue capacità di rigenerazione. Questa è la violenza che dobbiamo fermare se non vogliamo violentarci per conquistare le poche risorse rimaste. Fabrizio ArgonautaArgohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comBlogger50125tag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-65182641162794875992008-04-25T12:06:00.004+02:002008-04-25T12:12:55.945+02:00“NO KID”<a href="http://bp2.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/SBGtVkpZajI/AAAAAAAAAKk/DjKXJj7frF4/s1600-h/no-children.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193122431461059122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/SBGtVkpZajI/AAAAAAAAAKk/DjKXJj7frF4/s400/no-children.jpg" border="0" /></a> Sottotitolo: <strong>“Quaranta ragioni per non avere figli”</strong><br /><br />Così si intitola il nuovo libro di Corinne Maier (già autrice di: Buongiorno pigrizia). Si legge sulla controcopertina:<br /><br />Futuri genitori, simpatizzanti demografi, ossessionati dalla tettarella e dal biberon, “No Kid, Quaranta ragioni per non avere figli” mira semplicemente a demoralizzarvi, nel senso che vi farà perdere la morale. In questo panphlet politicamente scorretto, Corinne Maier aggredisce uno dei tabù più intoccabili della nostra società: il bambino. Stanca dei discorsi conformisti e della copiosa letteratura a sostegno delle gioie della maternità e di una radiosa paternità, l’autrice ribelle di “Buongiorno pigrizia” sfodera 40 buone ragioni per non soccombere alla tentazione del parto. Libro caustico e di salute pubblica. “No Kid” rallegrerà anche tutti quei milioni di padri e di madri che temono di ammettere pubblicamente che “l’inferno sono i figli!”. Corinne Maier osa scrivere quello che la maggior parte dei genitori pensa sottovoce … quando la loro progenie è stata, finalmente, messa aletto.<br /><br />Per chi da anni predica inascoltato che siamo troppi e che la natalità va contenuta, vi assicuro che questa novità editoriale della Bompiani è una salutare boccata di ossigeno, in questa mammista provincia vaticana retorica e conformista.<br /><br />Buona lettura per , 13.50 euri ben spesi. Leggetelo, promuovetelo, regalateloArgohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-44818483617229377402008-04-01T14:37:00.002+02:002008-04-01T14:39:48.850+02:00IL GOLPE OLIGARCHICO<a href="http://www.dreamstime.com/berlusconi-portrait-rimage4468762-resi242116"><img alt="Berlusconi portrait" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_243/12044823257V9bhD.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: F. Argonauta Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br />Cari naviganti,<br />devo confessare che queste elezioni mi stanno deprimendo oltremodo. Le ritengo incostituzionali per la semplice ragione che in una democrazia dovrebbe governare il popolo eleggendo i suoi rappresentanti. Purtroppo, a causa della legge elettorale in vigore, ad eleggere i rappresentanti del popolo non sarà il popolo stesso ma pochi capipartito. Non siamo più dunque in democrazia ma in oligarchia anticostituzionale. Non so se mi recherò alle urne, ma se ci andrò sarà per mettere a verbale, tramite il presidente di seggio, che mi rifiuto di votare per la ragione di cui sopra.<br /><br />Io farò così, voi fate come vi pare. Ci rileggiamo a scrutini avvenuti per commentare il colpo di Stato, la presa del potere da parte dei capipartito che avranno nominato loro portaborse, leccacolletti, amici, mogli e amanti.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-82018053188707843232008-03-18T11:09:00.001+01:002008-03-18T11:12:46.830+01:00“L’INCONTROLLATA CRESCITA DELLA POPOLAZIONE INTACCA LA QUALITA’ DELLA VITA DEGLI EGIZIANI”<a href="http://www.dreamstime.com/cairo-rimage1573923-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_101/1164594980T074jc.jpg" alt="Cairo" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Marafona738 | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Non lo dico io ma <a href="http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/03_marzo/17/egitto_mubarak_manca_il_pane_controlliamo_le_nascite,14317062.html">lo ha detto ieri il presidente egiziano Hosni Mubarak</a> che, resosi conto dell’impennata del prezzo del pane, arriva finalmente a dichiarare a chiare lettere che l’aumento della popolazione è un vero e proprio dramma. Peccato che tale consapevolezza non sia patrimonio di altri politici, non sia patrimonio dei capi delle religioni monoteiste, non sia patrimonio degli economisti.<br /><br />Che l’aumento della popolazione derivi da alti tassi di natalità, come in Egitto e nei paesi in via di sviluppo, oppure da una massiccia immigrazione, come da noi in Italia così come nei paesi sviluppati, non fa alcuna differenza ai fini di un impoverimento generale. Arrestare la crescita della popolazione a livello mondiale come locale dovrebbe essere messo in testa alle priorità della politica. Dico dovrebbe perché da noi i politici (meglio: i politicanti a fine di lucro) continuano ad ammorbarci con incentivi alla natalità e l'aperturismo a milioni di immigrati.<br /><br />Sarà un massacro se non adotteremo anche noi la consapevolezza dimostrata da Mubarak e non agiremo di conseguenza. Una atroce guerra tra poveri.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-75585285479208539992008-03-16T20:55:00.003+01:002008-03-16T21:02:08.280+01:00NUOVA DISCIPLINA OLIMPICA: TIRO AL TIBETANO<a href="http://www.dreamstime.com/smiling-little-lama-rimage3740688-resi242116"><img alt="Smiling Little Lama" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_213/1196312296RhrLv4.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Knighterrant Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Questo è un appello accorato agli atleti italiani che si apprestano a partecipare alle olimpiadi cinesi:<br /><br />NON PARTECIPATE!<br />BOICOTTATE I GIOCHI DELLA MORTE!!!<br /><br />Il boicottaggio dei giochi da parte degli atleti è la migliore risposta dato che sui politici, tutti presi dal salvaguardare gli interessi economici a scapito dei diritti umani, non possiamo contare.<br /><br /><strong>Il vero atleta è un messaggero di pace</strong> e come tale in verità non può collaborare in caso di violazione dei diritti umani fondamentali. La caccia al tibetano non può divenire la nuova disciplina olimpica, bisogna opporsi in ogni modo al genocidio culturale e fisico in atto.<br /><br />Confido solo più nella consapevolezza dei singoli atleti di meritare la medaglia d’oro dei diritti umani qualora decidano per la non partecipazione. Un modo originale ma del tutto onorevole di entrare nella storia delle olimpiadi.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-48527829777337593472008-03-15T13:30:00.001+01:002008-03-15T13:32:37.073+01:00VIVA LO SPORT, SE ECONONVIOLENTO<a href="http://www.dreamstime.com/sunset-silhouette-rimage583476-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_47/1142640144Mf21b4.jpg" alt="Sunset silhouette" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Dicus63 | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br /><p></p><p>Con il petrolio che macina record su record ogni giorno e fa aumentare tutte le derrate alimentari, così come ogni materia prima, è giunto il momento di riconsiderare anche lo sport. Esso ha da sempre valenze educative indiscusse che se vogliono essere implementate nel terzo millennio urge una radicale riconsiderazione dello sport stesso.<br /><br />Con la crisi energetica in corso, quale valenza educativa può mai avere uno sport che ‘sciupa’ per ragioni ludiche energie che servirebbero per contenere l’aumento del costo del pane? Quale educazione deriva da sport come le formula 1/2/3 …, i rally, le gare di of shore, le gare di moto o cart, così come qualsiasi altro sport altamente energivoro? Tali sport nelle condizioni date sono solo più sport diseducativi che inducono a sciupare energia preziosa e a rischiare la vita propria e altrui sulle strade.</p><p>Viva gli sport ad energia umana! Solo questi mantengono oggi, anzi la incrementano, la loro valenza educativa. Viva il calcio, l’atletica, ciclismo e alpinismo. Viva gli scacchi, il nuoto e il tiro con l’arco. VIVA LO SPORT ECONONVIOLENTO!</p>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-88376346533522842512008-03-11T12:24:00.005+01:002008-03-12T08:11:14.920+01:00AMBIENTE – DEMOGRAFIA – ENERGIA<strong>Di Guido DALLA CASA</strong><br /><strong></strong><br /><strong><span style="font-size:130%;">Premesse</span></strong><br />Si usa chiamare “ambiente” un complesso di:<br />- venti milioni di specie di esseri senzienti,<br />- innumerevoli ecosistemi che si possono considerare pure esseri senzienti,<br />- sostanze in continuo scambio e movimento,<br />- relazioni fra tutti gli elementi interni al complesso.<br />Il termine è fortemente fuorviante, non esiste alcun “ambiente”. Probabilmente il concetto deriva dal fatto di sottintendere “ambiente dell’uomo”, cioè è impregnato dal fortissimo antropocentrismo proprio della cultura occidentale. In sostanza si usa chiamare “ambiente” un Organismo Totale vivente-senziente, come se fosse un “contorno” di alcune sue cellule (la nostra specie). Cercheremo di cambiare un po’ le parole, anche senza sacrificare la chiarezza espositiva. Invece che parlare di ambiente, parleremo di Ecosistema, cioè la Totalità terrestre ci cui la nostra specie fa parte.<br /><br /><strong><span style="font-size:130%;">L’Ecosistema</span></strong><br /><a href="http://www.dreamstime.com/recycle-rimage3095295-resi242116"><img alt="Recycle" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_182/1189013660f89tls.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Rcmathiraj Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />L’Ecosistema è il Complesso di cui facciamo parte, come un tipo di cellule fa parte di un organismo. La buona salute dell’Ecosistema è il primo valore che dovrebbe guidare le nostre azioni, e non solo perché da essa dipendono la nostra sopravvivenza e la nostra salute psicofisica, assieme a quella di tutti gli altri esseri senzienti.<br />Useremo come sinonimo anche la Terra, intendendo con tale termine la pellicola di circa trenta chilometri di spessore che avvolge il Pianeta (Biosfera, idrosfera, atmosfera, litosfera).<br />Se consideriamo tempi non-astronomici o non-geologici, la Terra funziona come un essere vivente, cioè riesce a mantenersi in situazione stazionaria, essendo dotata di capacità omeostatica: è in grado di autocorreggere le variazioni non troppo drastiche mantenendo i valori al suo interno (o nei suoi sottosistemi) entro campi di variabilità piuttosto ristretti, tali da tenere in buona salute il Complesso dei Viventi. Riceve energia dal Sole e la restituisce allo spazio cosmico a temperatura più bassa, in modo conforme al secondo principio della termodinamica. Questo fluire di energia di origine solare la mantiene in vita.<br />La questione, di tipo metafisico, se la Terra sia vivente, o senziente, o fino a che punto sia cosciente, è molto interessante, ma non rilevante agli effetti del comportamento necessario a mantenere in buona salute l’Ecosistema, cioè a conservarne la situazione stazionaria.<br />Tutti i processi all’interno del Sistema avvengono per cicli, dove ogni ciclo è tale da ripristinare la situazione stazionaria: cioè non ci sono processi che prelevano qualcosa di fisso e restituiscono qualcos’altro che si accumula: in altre parole non esistono “risorse” e “rifiuti”.<br />L’Ecosistema si può suddividere, per comodità di studio, in sottosistemi, che spesso si indicano come tanti ecosistemi (parziali): occorre però ricordare che queste suddivisioni non sono reali ma servono soltanto per rendere gestibile lo studio.<br />Se vogliamo fare un accenno anche a questioni etiche, è evidente che tutti gli esseri senzienti, e fra questi sono compresi anche gli ecosistemi, le specie, le culture umane e non-umane, hanno diritto a forme di autorealizzazione, e quindi ad una vita libera e naturale.<br /><br /><strong><span style="font-size:130%;">Demografia</span></strong><br /><a href="http://www.dreamstime.com/crowded-planet-rimage1249786-resi242116"><img alt="Crowded Planet" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_85/1158581370i9778W.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Magiclight Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Le specie animali e vegetali che fanno parte degli ecosistemi mantengono il numero dei propri componenti entro termini numerici abbastanza ristretti, almeno su tempi non troppo lunghi e mediando le piccole oscillazioni. L’umanità è una specie animale, abbastanza facilmente classificabile, che ovviamente non può sfuggire a questa regola, altrimenti si avrebbero danni irreparabili per tutto l’Ecosistema.<br />Un particolare modello culturale umano ha iniziato, da circa due secoli, a funzionare non più su cicli, come il resto della Natura, ma prelevando qualcosa di fisso (le risorse) e scaricando pure qualcosa di fisso (i rifiuti): procede cioè in modo incompatibile con il funzionamento generale della Terra. Inoltre pretende di continuare a far crescere a tempo indefinito il numero degli individui e la quantità di materia-energia che fluisce attraverso i suoi processi. Tale modello ha invaso tutto il Pianeta distruggendo le altre culture umane, la maggior parte delle quali funzionava in modo conforme all’ecosistema di cui faceva parte.<br /><br />Il numero massimo di umani che la Terra può sostenere dipende dal tipo di alimentazione medio e dalla quantità di consumi.<br />Gli studi relativi al numero di umani che la Terra può supportare, in funzione delle grandezze sopraddette, sono molto scarsi, cosa assai sorprendente, data l’importanza del problema. Comunque:<br />- uno studio dell’Università Cornell, di circa trent’anni fa, poneva un limite superiore di circa due miliardi di individui;<br />- dei dodici scenari studiati nel famoso rapporto del Club di Roma I limiti dello sviluppo, gli unici due che portavano ad una situazione vitale senza l’impazzimento dei diagrammi e quindi senza un collasso del sistema richiedevano come condizione necessaria e non sufficiente la stabilizzazione della popolazione mondiale entro il 1975, il che significa un limite massimo di popolazione di tre-quattro miliardi di umani, con un livello di consumi inferiore a quello medio attuale;<br />- nel libro Assalto al pianeta di Pignatti-Trezza (Bollati Boringhieri, 2000) è indicato un valore massimo di circa un miliardo e mezzo di umani;<br />- la popolazione umana quando è cominciato l’impiego dei combustibili fossili, cioè al momento in cui si è iniziata la rottura della condizione stazionaria del Pianeta, almeno sul piano energetico, era di circa un miliardo di persone.<br /><br />Si noti che nelle considerazioni sopra esposte non si è parlato dei diritti alla vita di tutti gli altri esseri senzienti: questi ragionamenti valgono anche se si parte da un punto di vista antropocentrico.<br />Per quanto riguarda l’alimentazione, uno sguardo anche sommario a qualche ecosistema naturale fa rilevare che il rapporto numerico fra i predatori e gli erbivori è di uno a mille, o uno a diecimila, o giù di lì. Più carne si mangia, più basso deve essere il numero. Tra l’altro siamo quasi-uguali a gorilla, oranghi, scimpanzé e bonobo, che mangiano frutta, verdura, tuberi e qualche insetto. Solo gli scimpanzé ogni tanto, ma molto raramente, mangiano carne di babbuino.<br />Calare di numero, abbassare i consumi, funzionare su cicli chiusi che si alimentano a vicenda, essere quasi-vegetariani sono quindi opzioni indispensabili per consentire la vita della Terra, e quindi anche la nostra.<br /><br />A questo punto sorge spontanea una domanda: come facciamo a vivere oggi su questa Terra in quasi-sette miliardi? La risposta è immediata: in questo periodo non siamo affatto in situazione stazionaria, siamo in un transitorio in cui l’umanità vive “divorando” la Terra, cioè a spese dell’Organismo di cui fa parte. Questo transitorio non può durare a lungo.<br /><br /><strong><span style="font-size:130%;">Energia</span></strong><br /><a href="http://www.dreamstime.com/energy-rimage3163200-resi242116"><img alt="Energy" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_185/11897801970Ew4BH.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Shoresnapper Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Da quanto detto sembra evidente che l’unica energia che possiamo lecitamente utilizzare è quella di origine solare diretta. Se consideriamo i gravi danni di natura estetica-spirituale delle energie eolica, idroelettrica e fotovoltaica, pure di origine solare, risulta evidente che l’unica energia che si può utilizzare è quella solare-termica, senza esagerare per non introdurre disturbi eccessivi negli ecosistemi locali.<br />Il fatto è che Il problema energetico viene normalmente impostato come la ricerca del modo meno dannoso per produrre l’energia necessaria a coprire il fabbisogno mondiale dei prossimi anni, assumendo detto fabbisogno come una variabile indipendente, una necessità da soddisfare ad ogni costo. Ciò equivale a dire che il modo di vivere di tutto il mondo sarà quello della civiltà industriale sempre-crescente, considerata a priori come desiderabile.<br />Bastano poche considerazioni quantitative per accorgersi che, se impostato in questo modo, il problema diventa comunque insolubile nel giro di pochi decenni: anche se fosse risolvibile, la produzione di simili quantità di energia porterebbe tali catastrofiche conseguenze sul Pianeta da causare comunque l’arresto del processo.<br />Ma dove va a finire tutta questa energia? Ad alimentare altri consumi, costruzione di impianti, scomparsa di risorse e accumulo di rifiuti. Strade, macchine, città, al posto di paludi, foreste e praterie. Se saltasse fuori la famosa fusione nucleare, cosa potrebbe più arrestare questo processo? Di energia ce n’è anche troppa.<br />La causa del problema è la crescita di tutti i consumi, non solo quelli energetici. Senza toccare questo tabù, la questione è insolubile: si può solo guadagnare tempo, che è comunque un risultato di grande utilità, perché può consentire di arrivare ai tempi lunghi necessari per il cambiamento dei fondamenti culturali.<br />Solo come esempio, facciamo un piccolo esercizio: supponiamo che la produzione industriale e i consumi di energia aumentino con legge esponenziale con un tempo di raddoppio di venti anni.<br />Facciamo poi l’ipotesi di ottenere un risultato eccezionale, cioè di diminuire il consumo di energia per unità di prodotto del 50%: ciò significa consumare metà dell’energia per ottenere la stessa produzione industriale. In tal caso per venti anni il consumo energetico resta lo stesso, e poi riprende a salire con un nuovo rapporto rispetto al prodotto industriale, ma con lo stesso andamento di prima. Abbiamo soltanto guadagnato venti anni per ritrovarci con gli stessi problemi. La vera causa dei guai è il tabù della crescita. Si noti che non abbiamo preso in considerazione il fatto che anche tutte le industrie che fabbricano i componenti relativi al mercato dell’energia hanno fatto i loro bravi piani di espansione e forse si troverebbero in difficoltà in quei vent’anni, in cui dovrebbero chiudere.<br />I vari protocolli dei convegni internazionali, pur animati dalle migliori intenzioni, non potranno mai essere rispettati. Se diminuiscono le emissioni di anidride carbonica, crescerà qualche altro inquinamento o qualche altro guaio se non vogliamo fermare la crescita! Siccome nessun governo parlerà mai in tal senso, quegli impegni non potranno essere rispettati anche se vengono presi in buona fede. E’ infatti evidente che un governo che non inneggia allo ”sviluppo economico” non resta in carica neanche un’ora.<br />Il problema energetico non consiste nella ricerca delle fonti più opportune per soddisfare i fabbisogni imposti dal modello ma è uno dei segni dell’impossibilità di persistenza nel tempo del modello industriale sempre-crescente.<br /><br /><span style="font-size:130%;"><strong>Crescita e sviluppo</strong></span><br /><a href="http://www.dreamstime.com/oil-refinery-rimage1248615-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_84/1158556392D9p27P.jpg" alt="Oil refinery" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Tashka | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Vediamo che significato si dà di solito al termine sviluppo, soprattutto nel linguaggio corrente e nei mezzi di comunicazione di massa.<br />Il concetto espresso con questa parola è di norma l’aumento del fluire dei beni materiali attraverso il processo produrre-vendere-consumare. E’ evidente che, con questo significato, lo sviluppo richiede l’aumento dei consumi. In altre parole, il termine sviluppo significa oggi la crescita economica, come dimostra anche la traduzione inglese più frequente (growth). Gli abituali indicatori dello sviluppo sono sostanzialmente quantitativi.<br />Le discussioni sulla differenza fra crescita e sviluppo hanno senz’altro un significato profondo, ma di fatto i due termini sono impiegati come sinonimi da tutto il mondo economico, industriale, politico e sindacale.<br />La crescita economica è una terribile patologia dell’Ecosistema, una gravissima malattia della Terra.<br /><br />Ma cosa può succedere? Proviamo a formulare qualche ipotesi:<br /><br />- Lo sviluppo economico prosegue ad oltranza: in tal caso si arriva ad un mondo terribilmente degradato, con gli ecosistemi naturali scomparsi, migliaia di specie estinte o degenerate, le foreste distrutte, l’atmosfera irrespirabile, fino a manifestazioni macroscopiche di impossibilità di vita;<br /><br />- Lo sviluppo economico prosegue fino a un punto “di collasso”, dopo il quale si ha la rinascita di culture umane con valori diversi da quelli attuali;<br /><br />- Lo sviluppo economico si arresta gradualmente per la progressiva quasi-scomparsa della filosofia che ne costituisce il fondamento (il materialismo).<br /><br />L’ipotesi più pessimista sembra la prima, quella più probabile la seconda; resta la speranza che si verifichi la terza.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-26062305642804937502008-03-07T19:45:00.002+01:002008-03-07T19:50:43.477+01:00L'8 MARZO di GAIA<a href="http://www.dreamstime.com/eye-rimage1376230-resi242116"><img alt="Eye" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_91/1161044192Nb62hs.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: 26kot Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />24.000 donne ogni anno muoiono di parto. Molte di più sono le donne (quasi sempre bambine) che ogni anno subiscono mutilazioni genitali. Ancora di più le stuprate, le violentate, le schiavizzate, quelle sposate con la forza e con altrettanta forza ingravidate. La follia maschilista ancora così diffusa su questo nostro pianeta deve essere arrestata. Arrestare questa pazzia criminale significa anche salvare la Grande Madre Terra perché le donne potranno essere liberate dalla procreazione forzata che per sovrappopolazione sta sterminando l’ecosistema e la speranza in un futuro migliore per tutti gli esseri viventi. L’8 marzo è dunque innanzitutto il giorno di Gaia.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-26743800132914257192008-03-01T11:12:00.004+01:002008-03-01T11:30:12.297+01:00“LA TERRA IN BILICO”<a href="http://bp3.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R8ksq06ZfOI/AAAAAAAAAKc/EgRD9xGtTxQ/s1600-h/al-gore-an-inconvenient-truth.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172714761281436898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R8ksq06ZfOI/AAAAAAAAAKc/EgRD9xGtTxQ/s400/al-gore-an-inconvenient-truth.jpg" border="0" /></a><br />Al Gore, premio nobel per la pace 2007, nel suo libro “Una scomoda verità” accennò appena all’origine di tutte le crisi planetarie: la sovrappopolazione. Nel suo nuovo libro “La terra in bilico” (Saggi Bompiani, 21 euri) ha invece deciso di dare spazio al problema dei problemi, un intero capitolo intitolato “Stabilizzazione della popolazione mondiale”.<br /><br />Per non violare i diritti d’autore non vi trascriverò i passaggi più importanti, solo 2 righe, le prime 2 righe, 2 righe che da sole bastano a riconoscere nella battaglia ambientalista di Al Gore la consapevolezza fondamentale che per ignoranza o dolo non si riscontra negli ambientalisti italiani. Ecco le 2 righe:<br /><br /><span style="font-size:130%;"><strong>“Per sanare l’ambiente, nessun traguardo è di importanza più cruciale della stabilizzazione della popolazione umana”.</strong><br /></span><br />Parole da scolpire nel marmo, da tatuare sul palmo della mano dei politici e dei capi religiosi che continuano ad ammorbarci con incentivi alla natalità, con avversione verso gli anticoncezionali e la salute sessuale e riproduttiva in genere, con la loro cultura maschilista che non lascia libere le donne di disporre del proprio corpo e della propria fecondità senza interferire indegnamente.<br /><br />Pare chiaro ed evidente che la pace, per la quale Gore ha avuto il premio nobel, non si potrà mantenere senza tutelare l’ambiente e dunque senza stabilizzare la popolazione, a livello globale quanto locale.<br /><a href="http://bp3.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R8ksH06ZfNI/AAAAAAAAAKU/t0b4XfFMtbo/s1600-h/al-gore-an-inconvenient-truth.jpg"></a><br /><br /><div></div>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-11898109256695093002008-02-26T15:30:00.002+01:002008-02-26T15:35:01.313+01:00NUOVI E PIU’ DRAMMATICI SINTOMI DEL COLLASSO<a href="http://www.dreamstime.com/feed-the-world-rimage1820864-resi242116"><img alt="Feed the World" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_115/1169606797B6rbHE.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Jgroup Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br /> L’ONU sta valutando di razionare gli aiuti alimentari alle popolazioni che nel mondo sono allo stremo. Ecco un sintomo evidente del collasso che il pianeta sta per affrontare. La causa denunciata è l’aumento dei prezzi di tutte le derrate alimentari che gli stessi analisti dell’ONU addebitano a cause quali l’aumento della popolazione mondiale, la crisi idrica e la maggiore frequenza di carestie.<br /><br />Sappiamo tutti, perché tutti lo viviamo, che assistiamo ad una preoccupante impennata dei prezzi dei cibi a cominciare dal pane e la tendenza non lascia spazio ad ottimismo. E’ dunque sempre più evidente che se non si agisce sul controllo demografico lo sterminio sarà di massa e sempre più atroce.<br /><br />I politici e i capi spirituali che si oppongono alla diffusione capillare della salute sessuale e riproduttiva si rendono responsabili dell’atrocità dello stermino per fame in atto nel mondo, che pare travolgerà sempre più persone non solo più nei paesi in via di sviluppo.<br /><br />In fine va ricordato che in occasione di cambio di millennio le Nazioni Unite hanno depennato il controllo demografico dagli obiettivi da perseguire , ed ora se ne vedono i risultati!Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-25218069599872568182008-02-20T18:35:00.005+01:002008-02-20T18:45:55.429+01:00CON LA PREGHIERA DI DIFFONDERE(Fonte: Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS)<br /><br /><br /><p><a href="http://bp2.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R7xlEArc4DI/AAAAAAAAAKM/LhrjtUkrhlE/s1600-h/Mastella.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169117591890616370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R7xlEArc4DI/AAAAAAAAAKM/LhrjtUkrhlE/s400/Mastella.bmp" border="0" /></a>Potete essere di destra o di sinistra, ma se queste cose sono vere...<br />Siamo messi tutti male!!!<br /><br />Il Ministro della Giustizia, <strong>Clemente Mastella</strong> e sua moglie <strong>Sandra Lonardo</strong> hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.<br /><br />L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama 'Il Campanile', con sede a Roma, in Largo Arenula 34.<br />Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula.<br /><br />Dice ad esempio il primo:<br /><em>'Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno<br />tutte nella spazzatura!'</em>.<br />A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?<br />Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. <strong>Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro</strong>. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che farà?</p><p>Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un Giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma.<br />E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, Opinionista e anche segretario del partito.<br />Ma è sempre lui, penserete!<br />Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni Antidemocratiche.<br /><br />Ma andiamo avanti.<br />Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte.<br />Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.<br />Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di Amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.<br /><br />Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!<br />Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur.<br /><br />Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del Giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato <strong>Luigi De Magistris</strong>, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why<br />Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.<br /><br />Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!<br /><br />Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.<br />Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio Del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del Ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.<br /><br />Ma torniamo un attimo agli spostamenti.<br />La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza.<br />E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.<br /><br />La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del Giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiederete? Due giovani immobiliaristi d'assalto:<br />Pellegrino ed Elio Mastella.</p>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-13220216900969225962008-02-10T09:42:00.001+01:002008-02-10T09:46:21.543+01:00AMERI CANI<strong>Se siete troppo sensibili non guardate questa proiezione di immagini che testimonia le mostruosità ancora in atto in Vietnam in seguito all’uso di armi chimiche.</strong><br /><br /><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/InlR1LeGu4E&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/InlR1LeGu4E&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br /><br />Invece di iniziare nove guerre per la conquista delle fonti energetiche e dunque del mondo, gli americani dovrebbero impegnarsi a sanare le ferite ancora sanguinanti delle loro guerre passate. <br /><br />Siamo qui ad augurarci che le prossime elezioni statunitensi siano utili a fermare l’orrore che i guerrafondai a stelle e strisce stanno ancora attuando e programmando. <strong>Obama potrebbe e dovrebbe essere il pacificatore.</strong> La speranza è sempre l’ultima a morire, nonostante le atrocità della nostra natura umana.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-45633233342740641372008-02-04T17:19:00.001+01:002008-04-17T23:56:29.208+02:00DOPO LA FINE DELL’ERA DEGLI IPERMERCATIVERSO UN NUOVO MODELLO DI AMBIENTE URBANO INTEGRATO E ACCESSIBILE<br /><a href="http://www.avoe.org/IPERMERCATI_press.pdf">International Workshop - 6 Febbraio 2008 ore 15, Università di Ferrara - Facoltà di Ingegneria<br /></a><br />Mentre la Provincia di Bologna sta per varare un piano che prevede 24 nuovi ipermercati, negli Stati Uniti CNN/Money e Herald Tribune annunciano LA FINE DELL’ERA DEGLI IPERMERCATI. Nel 2007 è stato aperto 1 solo ipermercato periferico in tutti gli Stati Uniti e nel 2008 non ce ne sarà nessuno! Mentre le città italiane rischiano di essere impoverite dall’apertura di una serie di “scatoloni” commerciali circondati da immensi parcheggi, questo modello vecchio di più di 50 anni ha terminato il suo ciclo economico e urbanistico. CNN/Money ha parlato di “Morte di un’icona americana” sostenendo che: “Il centro commerciale periferico sta facendo la fine del Drive-in e dello Stereo-otto. Cosa lo sostituirà?”. L’Herald Tribune ha parlato di “Specie a rischio di estinzione”. La fine dell’era degli ipermercati periferici, degli shopping malls, dei supercenters, è dovuta alla presa di coscienza dell’enorme danno ambientale, sociale ed economico causato da tale strutture:<br /><br />- gli enormi flussi di traffico generati;<br />- l’alto tasso d’inquinamento;<br />- lo spreco di territorio e di risorse necessarie per mantenere in vita enormi aree cementate;<br />- il parallelo impoverimento delle strutture commerciali diffuse nelle città con il conseguente aumento del tasso di delinquenza legato alla desertificazione delle strade.<br /><br />Oggi è finalmente possibile affrancarsi dalla schiavitù di un modello basato esclusivamente sul petrolio e sull’automobile. Con il prezzo del greggio che ha raggiunto i 98$ al barile e si avvia a superare i 100$, questa alternativa diventa una priorità politica. Nonostante la propaganda che cerca di diffondere il modello dell’ipermercato come unica possibilità nell’epoca dell’economia globale, è facile riscontrare come, proprio nel mondo globale, gli abitanti delle città più grandi e attraenti- Parigi, New York, San Francisco, Londra, Roma, Madrid - vivono all’interno di quartieri urbani integrati, fanno la spesa quotidianamente in piccoli negozi al dettaglio, in mercati tradizionali o in mini-market che arricchiscono la vita e la sicurezza delle strade e delle piazze. Inoltre l’esperienza americana e il fallimento dei “PETROL-SLUMS” - i sobborghi periferici che dipendono per la loro sopravvivenza dal petrolio - ci dimostra come siamo entrati in una nuova fase di sviluppo in cui molti grandi centri commerciali periferici vengono demoliti e trasformati in nuovi quartieri urbani integrati: Mizner Park in Florida, Mashpee Commons nel Maryland, The Crossing, Eastgate nel Tennessee, Redmonton in California, etc.<br /><br />ore 15.15<br />I NUOVI QUARTIERI URBANI AMERICANI<br />DAGLI SCATOLONI PERIFERICI NASCONO CENTRI INTEGRATI<br />Gabriele Tagliaventi<br /><br />ore 16.00<br />IL COMMERCIO DIFFUSO CHIAVE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE<br />LAVALUTAZIONE DEL RISCHIO PETROLIO - CASI DI STUDIO<br />Alessandro Bucci<br /><br />ore 16.45<br />PERCHÈ DEMOLIRE UN IPERMERCATO PER GENERARE CITTA' EFFICIENTI E SICURE<br />CASI DI STUDIO<br />Donatella Diolaiti<br /><br />ore 17.30<br />Dibattito<br />NUOVE PROSPETTIVE PER LE CITTÀ ITALIANE<br />Chairman: Alberto GuzzonArgohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-70118446591107839992008-01-31T12:08:00.000+01:002008-01-31T15:21:45.687+01:00SULL’URBANIZZAZIONE E L’IMPENETRABILITA’ DEI CORPI<a href="http://www.dreamstime.com/high-density-housing-rimage840176-resi242116"><img alt="High-Density Housing" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_64/11494894527N4vf4.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Joegough </strong><br /><strong>Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Nell’arco della vita delle attuali persone anziane in Italia abbiamo costruito oltre ogni buon senso. Il nostro territorio è in gran parte montuoso e dunque l’espansione palazzinara non ha fatto altro che occupare quelle che erano zone agricole produttive. Questa tendenza deve arrestarsi per la semplice ragione che altrimenti presto avremo impermeabilizzato, inquinato, cementificato, asfaltato, occupato tutto il territorio che non potrà più produrre cibo, produzione che già da decenni non è più in grado di sostenere la popolazione residente in Italia. In passato e ancora per un po’ questo deficit alimentare viene compensato con l’importazione di ogni sorta di derrata alimentare dall’estero, ma cosa accadrà quando i carburanti avranno raggiunto prezzi esosi a causa dell’esaurimento delle fonti energetiche a cominciare dal petrolio? Accadrà che il deficit di produzione alimentare svelerà a pieno la sua drammaticità: le derrate alimentari prima cominceranno a scarseggiare e dunque ad avere prezzi sempre più irraggiungibili dalla gran parte della popolazione, per poi divenire talmente scarse che solo pochi benestanti potranno permettersi pasti ogni giorno.<br /><br />Cosa potremmo fare per invertire questa tendenza apparentemente ineluttabile? Cosa per alimentare gli abitanti delle grandi città italiane in caso di grave crisi energetica?<br /><br />- RIDURRE, o almeno stabilizzare, popolazione e consumi.<br />Se la popolazione residente sul territorio italiano continuerà ad aumentare di alcune centinaia di migliaia d’unità l’anno e con essa i consumi non c’é soluzione. Faremo la fine delle colonie di batteri in coltura che si moltiplicano esponenzialmente fino all’autodistruzione per esaurimento di spazio e risorse<br /><br />- ARRESTARE la folle trasformazione del territorio agricolo in urbano<br />Ciò che serve è una moratoria sulla trasformazione del territorio agricolo in edificabile con la sola eccezione delle pertinenze agricole<br /><br />- TUTELARE e SOSTENERE l’agricoltura nel raggio di una ventina di Km intorno ai grandi centri urbani<br />In caso di grave emergenza energetica, sempre più prossima, l’unica speranza per l’enorme popolazione urbana di sostentarsi è di avere nel raggio di pochi Km la possibilità di trovare derrate alimentari. E’ dunque un imperativo fare in modo che la campagna che forma un anello intorno ai centri urbani non venga abbandonata alla speculazione edilizia ma sostenuta quale investimento strategico per la sopravvivenza futura<br /><br />- INTRODURRE forme di AGRICOLTURA URBANA<br />Nelle nostre città esistono spazi, minimi ma non trascurabili, per la reintroduzione di alcune forme di agricoltura. Parchi, giardini ma anche balconi e terrazze possono produrre alimenti. Persino aree industriali abbandonate, adeguatamente bonificate, possono diventare polmoni verdi capaci di produrre alimenti sia vegetali che animali.<br /><br />Ancora una volta è solo questione di volontà politica, assai scarsa nel nostro paese, che temo non voglia darci alcuna speranza.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-6613637042492806452008-01-24T23:04:00.000+01:002008-01-24T23:28:37.844+01:00LA CASTA, QUELLA VERA, QUELLA SACERDOTALE<a href="http://www.dreamstime.com/golden-bishop-rimage2533964-resi242116"><img alt="Golden bishop" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_153/1180857674ewe8Yl.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: F. Argonauta | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br />Oggi tutti parlano della casta dei politici, ma anche dei magistrati, dei giornalisti, dei professori universitari e così via. La casta delle caste è invece la casta sacerdotale. Così oggi il sommo Benedetto:<br />_<br /><strong>Papa accusa secolarismo occidentale</strong><br /><em>Presenta segni che non possono non preoccuparci</em><br />(ANSA) - ROMA, 24 GEN - 'Il secolarismo occidentale forse piu' subdolo di quello marxista presenta segni che non possono non preoccuparci' dice il Papa. Benedetto XVI nel discorso ai vescovi sloveni sottolinea 'la ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della natalita', e ancora al calo della pratica religiosa con una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata'.<br />_<br /><br />Uno che vive nel lusso più sfrenato insieme agli altolocati della sua casta, sommersi d’ogni bene pure materiale, e che si distinguono per essere tra i maggiori responsabili del disastro causato dalla sovrappopolazione e che pure basta guardarlo in faccia quando sogghigna per comprendere chi si tiene da lui e dei suoi compari lontano, come fa a rilasciare dichiarazioni così smaccatamente surreali? Dico io: c’è un limite a tutto, anche a questo papa.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-21021663229995864192008-01-24T10:36:00.000+01:002008-01-24T13:41:54.916+01:008 OTTIME RAGIONI PER ARRESTARE LA CRESCITA DEMOGRAFICA ITALIANA<a href="http://www.dreamstime.com/8-ball-rimage2971291-resi242116"><img alt="8-ball" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_176/1187350330F2liV5.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Jasenka | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br />Nel biliardo la palla n° 8 è quella che fa vinvere o perdere la partita. Vi invito a riflettere.<br /><br />1. <strong>ACQUA</strong> — Siamo portati a pensare che la penuria d’acqua sia un problema di Paesi altri dal nostro ma sono ormai anni che il fiume Po tocca in estate i minimi idrometrici mentre alcune zone del nostro meridione soffrono la siccità da ancora più tempo. Le temperature estive come quelle invernali sono in costante crescita ed i ghiacciai anche delle Alpi — che sono la riserva idrica alpina per la pianura Padana popolata da decine di milioni di abitanti per i quali la disponibilità d’acqua è una necessità primaria — si stanno drammaticamente riducendo. I cambiamenti climatici portano con sé una variazione del regime delle precipitazioni, mentre la popolazione continua ad aumentare accrescendo le esigenze e riducendo le disponibilità idriche pro-capite. Due tendenze che non tarderanno a rendere drammatiche le crisi idriche già ricorrenti su tutto il territorio italiano.<br /><br />2. <strong>ARIA</strong> — La concentrazione massima consentita di polveri sottili nell’aria delle nostre città è superata costantemente e la miscela di veleni che respiriamo è per lo più causato dalle industrie, dagli impianti di riscaldamento e dal parco veicoli circolanti. La pianura Padana vista dal satellite è come un catino colmo di veleni mentre la sua popolazione continua ad aumentare accrescendo in modo direttamente proporzionale le emissioni industriali, quelle degli impianti di riscaldamento e quelle del parco veicoli circolanti. Non possiamo qui tacere sul grave fatto che l’Italia pur avendo sottoscritto il trattato di Kyoto sulla riduzione delle emissioni in atmosfera le ha aumentate anno dopo anno invece di ridurle. Vorremmo che i sostenitori della crescita spiegassero come l’aggiunta ogni quinquennio di una nuova metropoli delle dimensioni di Milano dovrebbe aiutare a migliorare la situazione.<br /><br />3. <strong>ENERGIA</strong> — Energeticamente parlando l’Italia è un Paese ricco solo di sole e con la crisi energetica mondiale all’orizzonte risulta facile comprendere che non è possibile alcun piano energetico rassicurante a popolazione stabile, figuriamoci a popolazione crescente! Anche riuscendo ipoteticamente a contenere l’impiego pro capite d’energia, l’aumento degli utilizzatori inevitabilmente vanificherebbe ogni sforzo aumentando la richiesta e l’impiego energetici complessivi.<br /><br />4. <strong>GIUTIZIA</strong> — Lo sfacelo del sistema giudiziario italiano è regolarmente raccontato nei dettagli ad ogni apertura di anno giudiziario per voce della stessa magistratura e sappiamo che i crimini aumentano con l’aumentare della popolazione, specie di quella giunta disperata clandestinamente. Con l’aumentare della popolazione la crisi della giustizia diverrà una disfatta ed il rischio vero è quello di perdere la pacifica convivenza.<br /><br />5. <strong>LAVORO</strong> — Il combinato disposto dell’automazione e della delocalizzazione industriale verso paesi esteri riduce i posti di lavoro mentre contemporaneamente l’aumentare della popolazione dimorante in Italia aumenta il numero di lavoratori disoccupati così come di quelli schiavizzati. Interessante a proposito notare come la creazione di posti di lavoro aumenti col tempo il numero assoluto dei disoccupati. Anche se sembra un paradosso, pensate ad una città con un tasso di disoccupazione per esempio del 10% nella quale un nuovo insediamento industriale riducesse della metà la disoccupazione (5%). Si da il caso però che la mobilità di chi è in cerca di lavoro porterà in città (urbanizzazione) molte persone sino a ricondurre la disoccupazione al 10% ma sarà un 10% su di un numero totale maggiore e dunque i disoccupati saranno aumentati in numero assoluto rispetto al passato. Il famoso esercito di riserva a disposizione dei condottieri d’industria.<br /><br />6. <strong>LIBERTÀ</strong> — Assumendo il principio liberale che prevede un limite alle libertà personali solo quando infrangono le libertà altrui diviene intuitivo comprendere che le libertà personali di ognuno sono inversamente proporzionali al numero delle persone coinvolte in uno spazio dato. In altre parole, e per fare un esempio su tutti, pensate alla mobilità urbana: semafori, divieti, sanzioni, restrizioni, limitazioni d’ogni tipo — tutte cose che restringono la libertà personale di movimento — esistono perché le strade sono sovraffollate e le restrizioni aumentano con l’aumentare dei veicoli circolanti. Più siamo e minori sono le libertà di ognuno, in ogni campo.<br /><br />7. <strong>PAESAGGIO</strong> — “L’occhio vuole la sua parte”. Su questo motto si fonda buona parte della nostra industria turistica. Peccato che nell’ultimo mezzo secolo siamo talmente cresciuti in numero e desiderio di disponibilità materiali che abbiamo scientificamente lavorato alla distruzione del Bel Paese. È come se stessimo segando il ramo sul quale siamo seduti. Gli scricchiolii e le oscillazioni che sentiamo sono il chiaro segnale del danno che abbiamo già apportato. Ogni ulteriore colpo di sega è un evidente segno di autolesionismo acefalo. Non resta che smettere di segare, ovvero di crescere.<br /><br />8. <strong>RIFIUTI</strong> — Quella dei rifiuti solidi urbani, specie nel Sud, è una conclamata emergenza nazionale. Non vogliamo qui entrare nel merito della diatriba termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no. Riduzione degli imballaggi sì o riduzione degli imballaggi no. Noi vogliamo qui semplicemente segnalare che l’aumento del numero di individui presenti sul nostro territorio, con i propri desideri e le proprie necessità, annullerà i benefici di ogni soluzione adottata a prescindere dal suo grado d’efficienza o dalle sue controindicazioni. Agli attuali tassi di crescita della popolazione dimorante in Italia non si scorge una soluzione al costante aumento dei rifiuti. Non a caso il napoletano, che ha un tasso record in Italia di abitanti per chilometro quadrato, è il luogo dove il problema si manifesta più drammaticamente.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-59482356001669052692008-01-18T13:58:00.000+01:002008-01-18T14:54:22.051+01:00NAVI OSPEDALE PER ARRESTARE LA MATTANZA<a href="http://bp0.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R5CisHWKfsI/AAAAAAAAAKE/iAdxI9GcaMw/s1600-h/Canale+di+Sicilia.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156800452109172418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_TfrqBvfa0pU/R5CisHWKfsI/AAAAAAAAAKE/iAdxI9GcaMw/s400/Canale+di+Sicilia.jpg" border="0" /></a><br /><div>La notizia di due giorni fa è che ci sono 1000 (mille) morti all’anno nel canale di Sicilia tra le decine di migliaia di schiavi che affrontano la traversata dalla sponda sud a quella nord del Mediterraneo nelle mani di schiavisti senza scrupoli. E’ ora di dire "BASTA!".<br /><br />Serve SUBITO monitorare con i satelliti la sponda sud del Mediterraneo, individuare così le carrette del mare in partenza in modo da poter essere tempestivamente soccorse da navi ospedale che assistano con acqua, cibo e medicinali gli schiavi e arrestino gli schiavisti. I primi devono essere ricondotti al porto di partenza, i secondi a scontare la pena per traffico di schiavi.<br /><br />Per i politici non attuare queste semplici azioni di contrasto radicale al moderno traffico di schiavi significa esserne conniventi.</div>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-6723851162222434592008-01-16T19:12:00.000+01:002008-01-21T10:02:08.523+01:00SOLIDARIETA’ AI PROFESSORI DE LA SAPIENZA<a href="http://www.dreamstime.com/evolution-rimage3159913-resi242116"><img alt="Evolution" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_184/1189699362xH00t9.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Kamphi | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br />L’indignazione che provo in queste ore è dovuta alla volgare levata di scudi in difesa del monarca assoluto dello Stato straniero del Vaticano e contro i professori de la Sapienza che semplicemente e legittimamente hanno espresso un parere laico e nonviolento rivolgendosi al loro superiore.<br />Pubblico dunque volentieri e <strong>chiedo a tutti di diffondere questa lettera del prof. Massimo Grossi indirizzata al ministro dell’Università Fabio Mussi:<br /></strong><br /><em>Caro ministro Mussi,<br />sono Massimo Grossi, professore associato di Analisi Matematica dell'Università di Roma "La Sapienza", e le scrivo a titolo personale come membro della comunità scientifica dell'università. Non sono tra i firmatari del famoso appello contro la visita del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico perché purtroppo non ne ero a conoscenza (lo avrei sicuramente sottoscritto).<br /><br />Caro ministro, le scrivo non per aggiungere altre parole a una vicenda nota, ma per trascriverle una dichiarazione di agenzia di M. Gasparri (AN):<br /><br /><strong>"Dopo lo sconcio della Sapienza di Roma ci attendiamo che vengano assunte iniziative per allontanare dall'ateneo i professori ancora in servizio che hanno firmato quel vergognoso manifesto. Questa dimostrazione di intolleranza non può restare priva di conseguenze. M. Gasparri (AN)".</strong><br /><br />Caro ministro, difenda i miei colleghi da questi indegni attacchi. In questo modo difenderà un po' anche me.<br /><br />Grazie in anticipo,<br />Massimo Grossi</em><br /><br /><p>_<br />Sapete bene che non sono solo gli ex fascisti come Gasparri a comportarsi in queste ore in modo così scomposto e deprecabile. <strong><span style="font-size:130%;">Ripubblicate nei vostri siti e blog questa lettera per fermare la nuova caccia alle streghe della quale non sentiamo proprio il bisogno.</span></strong> </p>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-922339376134907062008-01-15T12:20:00.000+01:002008-01-15T17:01:20.810+01:00MORATORIA DELL'ABORTO O DIRITTO DI OGNI VITA SENZIENTE?<em>di Francesco Pullia, Luca Pardi, Jolanda Casigliani, Guido Biancardi, Claudia Sterzi, Alessandro Rosasco, Lucio Berté</em><br /><br /><a href="http://www.dreamstime.com/nature-is-watching-rimage3632581-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_207/1195134741pxy0q8.jpg" alt="Nature is watching" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Scops | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />In questi giorni le cronache sono state occupate dall'ipocrita e mistificatoria proposta di moratoria dell'aborto di Giuliano Ferrara sposata immediatamente dalle gerarchie vaticane. Questo genere di campagne, che i radicali conoscono bene, sono generalmente lanciate in nome di un generico principio di difesa della vita che rappresenta nella sua forma più violenta e intollerante, il nucleo della cultura dominante, d'ispirazione cattolica, segnata dall'antropocentrismo secondo cui la difesa della vita si esaurisce unicamente nella sfera umana, in senso specista, e sarebbe inerente solo a questa. Ogni altra possibile considerazione riguardante i diritti degli altri esseri senzienti viene giudicata con ironica superiorità come manifestazione di un estremismo ecologista irrazionale e romantico.<br /><br />Al contrario noi pensiamo che sia giunto il momento di rivendicare la lungimiranza di una visione olistica che intenda l'uomo come parte integrante e integrata dell'ecosistema terrestre in piena ed ineludibile interdipendenza con tutte le altre forme viventi. In quest'ottica, la feticistica sacralizzazione di un grumo di cellule invocata con forza dai falsi difensori della vita, deve essere radicalmente rigettata perché teoreticamente, eticamente, scientificamente inaccettabile. Ad essa va contrapposta la promozione dei diritti di tutti gli esseri che con l'uomo condividono le sorti di questo pianeta.<br /><br />E dato che il primo aspetto di violazione dei diritti animali è costituito dalle diverse forme di allevamento intensivo industriale, riteniamo giusta oltre che utile una moratoria proprio su questo tipo di allevamenti.<br /><br />Giusta perché le condizioni di vita degli animali negli allevamenti intensivi sono semplicemente simili a quelle dei condannati ad essere sterminati nei lager o nei gulag dei regimi totalitari. Utile perché tale moratoria sarebbe un segno nella direzione del ritorno graduale dell'uomo verso un'alimentazione decisamente più equilibrata, meno dispendiosa in termini di spreco di ingenti risorse che potrebbero essere altrimenti e meglio destinate, autenticamente nonviolenta, cioè non basata su rapporti di (pre)dominio, sofferenza, annientamento.<br /><br />Si tenga ben presente che la Fao, quindi certamente non “un'organizzazione animalista”, ha indicato nel quantitativo abnorme del metano prodotto proprio dagli allevamenti intensivi uno dei fattori dell'inquinamento e del degrado climatico.<br /><br />Il settore zootecnico mondiale sta aumentando vertiginosamente con un ritmo più elevato di ogni altra attività rurale costituendo circa il 40 per cento della produzione agricola complessiva. Se continueremo così la produzione di carne raggiungerà nel 2050 circa 465 milioni di tonnellate, mentre quella di latte supererà tranquillamente 1043 milioni di tonnellate. Le stime mostrano che oggi la biomassa dei vertebrati terrestri (mammiferi, uccelli e rettili) è costituita solo per il 2% da biomassa selvatica, il restante 98% è costituito per un terzo dalla biomassa umana e per due terzi dalla biomassa di animali allevati intensivamente (bovini, ovini, suini ecc).<br /><br /><strong>Se si tiene conto anche dell'incidenza dell'aumento della popolazione umana nel mondo non è difficile azzardare previsioni pessimistiche anche in termini di gravità di danni ambientali.</strong><br /><br />Inutile nascondere che politiche inappropriate e una gestione inadeguata del bestiame hanno sensibilmente contribuito all'avanzamento della desertificazione e ad un aumento di morti da sterminio per fame e per sete. Lo sfruttamento eccessivo dei pascoli su larga scala interferisce con il ciclo dell'acqua, riducendo il rifornimento delle falde, senza considerare, poi, la notevole quantità destinata alla produzione di foraggi.<br /><br />L'obiettivo primario degli allevamenti intensivi consiste nella riduzione di tempi e costi di produzione con l'accelerazione al massimo della crescita degli animali, a scapito, in primo luogo, delle condizioni di salute loro e di chi è indotto a consumarne la carne.<br /><br />Dermatiti, zoppie, rotture delle zampe, infezioni, asciti e altre gravi malattie o malformazioni sono la realtà quotidiana nelle odierne Treblinke industriali, nelle quali polli, bovini, suini, ovini vengono unicamente considerati prodotti e non esseri viventi e senzienti come noi, soggetti, come noi, a soffrire.<br /><br />I polli, ad esempio, sono sottoposti ad una esasperata selezione genetica allo scopo di accelerarne la crescita e di svilupparne il petto, la parte maggiormente richiesta dai consumatori.<br /><br />Spesso la selezione comporta uno sviluppo deforme degli organi, come un intestino tre volte più lungo del normale. Negli allevamenti intensivi i volatili sono stravolti geneticamente e trasformati in macchine da carne. Quanto detto sui polli vale, amplificato, per tutte le altre specie. Si consideri, inoltre, l'indebito ricorso ad estrogeni e antibiotici per gonfiare muscoli e ottenere maggiore peso e carni più tenere. Le sostanze restano, poi, residuali costituendo un rischio per la salute umana.<br /><br />Le crisi sanitarie ricorrenti negli allevamenti intensivi sono testimoniante dai frequenti allarmi per l'”impazzimento” delle mucche o per influenze aviarie. In realtà divoriamo gli altri animali non per effettiva necessità ma per esercitare predominio su di loro.<br /><br /><strong>A meno che non si voglia essere compartecipi di quello che giustamente Jeremy Rifkin ha chiamato ecocidio dobbiamo imporre una drastica svolta.</strong><br /><br />La nostra non è una posizione ideologica ma dettata dal buonsenso e dalla consapevolezza che, come ha affermato il filosofo Theodor W. Adorno, Auschwitz inizia ogniqualvolta qualcuno, dinanzi ad un mattatoio o ad una macelleria, pensa che si tratti soltanto di animali.<br />Quel soltanto è, invece, la cruna dell'ago attraverso cui passa e si compie anche il nostro destino. Se non ci si renderà conto del legame che in questo pianeta lega tutto e/a tutti, se non si acquisterà una responsabilità per e dell'altro da e di noi, non avremo scampo. Lungi dall'essere catastrofisti, vogliamo lanciare un preoccupato e preoccupante segnale.<br /><br />E non è finita. Chiediamo che, proprio in segno di rispetto della scienza, si fermino le inutili crudeltà della sperimentazione, medica e cosmetica, sugli animali e della vivisezione. Grazie all'evoluzione della ricerca scientifica è oggi possibile affermare, senza timore di alcuna smentita, la validità di metodi di sperimentazione sostitutivi e non invasivi.<br /><br />La prestigiosa rivista “Nature” ha confermato che ormai abbiamo la possibilità e l'opportunità di ricominciare da zero, sviluppando test, davvero predittivi, basati su evidenze reali ed ha dimostrato ampiamente che la maggioranza degli esperimenti condotti su animali sovrastima o sottostima la tossicita' delle sostanze chimiche nell'uomo. Eppure si insiste pervicacemente su questa barbarie per inerzia o, peggio, per squallidi interessi commerciali, carrieristici e per ottenere l'erogazione di finanziamenti statali. Sappiamo benissimo che c'è in gioco un incalcolabile giro di affari in cui, tra l'altro, rientra anche il traffico clandestino di animali.<br /><br />Crediamo, quindi, che sia giunto il momento di attuare davvero una politica per e della vita impostata non sulle menzogne ma sul rispetto e sul superamento della sofferenza per e di tutti. <strong>Occorre una rivoluzione culturale. La nonviolenza è il suo cardine.</strong>Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-90703090297407824852008-01-14T17:16:00.000+01:002008-01-14T17:53:06.085+01:00PREPARIAMOCI, IL FUTURO E’ FATTO DI PASSATO<a href="http://www.dreamstime.com/time-sundial-gold-cricket--rimage1803980-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_114/116933224016fB04.jpg" alt="Time sundial gold cricket " border="0"></a><br><strong>© Photographer: F. Argonauta | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />La fine dell’era del petrolio a 4 soldi, durata un paio di secoli, ci ricondurrà ad uno stile di vita più simile a quello del passato remoto. Sapremo affrontare la transizione che ha già avuto inizio? Tralasciando le proposte politiche (già accennate in altri post) ora voglio soffermarmi sulle scelte che ognuno di noi può attuare al fine di sopportare meglio una transizione economica e sociale ineludibile.<br /><br />1) Se avete dei risparmi in banca ritirateli in tempo. In caso di collasso è meglio aver messo anzitempo i propri soldi (meglio se monete d’oro che non si svalutano) sotto una mattonella piuttosto che trovarsi nell’elenco senza speranza dei creditori di una banca fallita. E’ recentemente cominciato a capitare a Londra, non solo in Argentina<br /> <br />2) Se siete cittadini cominciate pure a pensare di riorganizzare la vostra vita in modo da allontanarvi il più possibile da ogni grande città. Le grandi città, insegnano le grandi crisi belliche del passato, sono luoghi invivibili mentre chi abita la campagna in un modo o nell’altro più facilmente riesce a sostentarsi<br /><br />3) Cominciamo da subito, e nei limiti del possibile di ognuno, a ridurre i nostri consumi. Una riduzione graduale dei consumi è assai meno drammatica del passare repentinamente dal consumismo alle inevitabili ristrettezze che la crisi energetica dovuta alla sovrappopolazione indubbiamente comporta.<br /><br />Già lo so: qualcuno mi darà del catastrofista, ma poco me ne importa, chi ha orecchie per intendere intenda. Con questi semplici accorgimenti (semplici se programmati e attuati per tempo) si può perseguire l’econonviolenza in un periodo di collasso economico e sociale. La prospettiva, dati alla mano, è inequivocabilmente questa. Meglio non farsi trovare impreparati.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-43251192041922481722008-01-10T20:51:00.000+01:002008-01-10T21:33:11.104+01:00USA e RIUSA<a href="http://www.dreamstime.com/throwing-trash-sign-rimage2595320-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_155/11817783814TY5iE.jpg" alt="Throwing trash sign" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Mikessssss | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />L’anno nuovo è cominciato con Napoli che affoga nei propri rifiuti (da una quindicina d’anni) infangando tutta Italia, ma solo ora scoppia la rivolta popolare di chi non ne può più. In risposta a questa insurrezione non del tutto nonviolenta (mi si passi l’eufemismo) se ne sono sentite di tutte. C’è persino qualche stranito che chiede le dimissioni di Bassolino, manco fossimo in un paese civile! In un paese civile i Bassolini neanche vengono eletti e dunque possiamo dire che i veri responsabili sono gli elettori di questi figuri. Ma non è neanche così (o non solo). A monte ci sono le industrie, il nostro sistema economico e la sovrappopolazione, ma nessuno pare se ne sia accorto ;) <br /><br />Lo sapevi che a distanza di 6 mesi in casa nostra rimane solo un misero 1% circa di quanto acquistiamo e vi portiamo? <strong>A cosa pensi possa condurre la follia dell’usa e getta se non a morire nei nostri rifiuti?</strong> Eppure si sono sentite un sacco di ECOBALLE: più discariche, più inceneritori, più raccolta differenziata! E’ un coro all’unisono, neanche uno che non dica che servono più discariche, più inceneritori, più raccolta differenziata. <strong>Sono tutte BALLE se non cambiamo il nostro modo di vivere e consumare.</strong><br /><br />Agli attuali ritmi produciamo ormai al giorno oltre 1,5 Kg pro capite di rifiuti (oltre a quelli industriali) e in Italia i produttori di rifiuti aumentano di alcune centinaia di migliaia l’anno. Soluzioni che non siano ECOBALLE? Sì, subito:<br /><br />1 Passare dall’usa e getta all’USA E RIUSA<br />2 Passare dalla crescita alla decrescita di popolazione e consumi <br />3 Tassare pesantemente i consumi non vitali<br />4 Incentivare le industrie che riducono gli imballaggi e costringerle a riprendersi i loro prodotti a fine vita<br /><br />Il resto sono BALLE, che se va bene spostano il problema agli attuali bambini. L’econonviolenza è il solo buon sensoArgohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-27202372207650357102008-01-06T11:09:00.000+01:002008-01-06T12:17:47.586+01:00100 DOLLARI AL BARILE<a href="http://www.dreamstime.com/-rimage1035233-resi242116"><img alt="" src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_74/115432151350bu63.jpg" border="0" /></a><br /><strong>© Photographer: Agency: Dreamstime.com</strong><br /><strong></strong><br />Finalmente ci siamo: quella dei 100 dollari al barile di petrolio si prevedeva fosse la soglia psicologica oltre la quale il nostro sistema economico e politico avrebbe compreso che c’è, non un’emergenza energetica, ma un collasso strutturale del sistema. Semplicemente la produzione non riesce più soddisfare la domanda e sempre meno in futuro ci riuscirà. Ormai lo sappiamo: i carburanti per muoverci e per scaldarci, i generi alimentari di prima necessità come pane e acqua così come tutte le materie prime aumenteranno di prezzo in modo direttamente proporzionale all’aumento del costo dell’energia.<br /><br />Le massime autorità politiche ed economiche (quelle note) ora si sperticano in considerazioni che persone come il sottoscritto, e altri prima di me, vanno dicendo da anni o decenni e cioè che non può perdurare la crescita infinita in un mondo finito, ma si guardano bene dal fornire soluzioni credibili. La formidabile crisi che ci apprestiamo a sopportare si può attenuare solo adottando alcune misure improcrastinabili. In ordine di importanza<br /><br />1) <strong>CONTENIMENTO DELLA POPOLAZIONE</strong><br />Salute sessuale e riproduttiva, genitorialità consapevole e governo delle migrazioni<br /><br />2) <strong>CONTENIMENTO DEI CONSUMI</strong><br />Risparmio, recupero, riciclo<br /><br />3) <strong>RECUPERO DELLA SOVRANITA’ MONETARIA</strong><br />Proprietà pubblica delle banche centrali e conseguente politica monetaria favorevole al contenimento dell’inflazione e all’estinzione del debito pubblico<br /><br />Peccato che da destra come da sinistra, dai potentati finanziari come da quelli burocratici giungano indicazioni opposte che spingono inesorabilmente all’aumento della popolazione e dei consumi come alla tutela dei privilegi per una ristrettissima cerchia di finanzieri a scapito del popolo sovrano al quale è stata tolta la sovranità monetaria. Il collasso non tarderà e la nonviolenza diviene la sola speranza possibile di evitare il peggio.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-85629947518226996202007-12-31T00:00:00.000+01:002007-12-31T00:05:00.112+01:00NON C’E’ PACE A CAPODANNO<a href="http://www.dreamstime.com/-rimage1430634-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_94/1162051376Hgba15.jpg" alt="" border="0"></a><br><strong>© Photographer: | Agency: Dreamstime.com</strong><br /><br />Quella dei botti è una tradizione che non condivido. C’è proprio bisogno di svenarsi per inquinare futilmente in questa maniera? Il giro d’affari è spaventoso e il grosso dei fuochi illegali (tanti, nonostante l'impegno pubblicizzato delle forze dell’ordine) proviene dalla Cina, famosa per essi come noi lo siamo per la pasta. Facciamo un veloce bilancio di questa pessima abitudine. All’attivo possiamo forse mettere (per coloro che ne godono) una certa dose di adrenalina che entra in circolo facendo esplodere una piccola bomba, e forse possiamo anche mettere la fugace piacevolezza visiva di un’esplosione di colori pirotecnici. Tra le negatività però troviamo: costi elevati, inquinamento, disturbo della quiete pubblica, finanziamento del mercato illecito, disturbo di ogni specie animale. Morti e feriti spesso, troppo spesso, bambini.<br /><br />Quanto sarebbe bello poter festeggiare l’anno nuovo senza questa forma di violenza? Ma soprattutto: perché certi disturbatori cominciano a sparare con 24 o 48 ore d’anticipo? Hanno forse bisogno di fare spazio a nuovi arrivi nella loro personalissima Santa Barbara in cantina?<br /><br /><strong>Un capodanno econonviolento è certamente un capodanno senza botti.</strong> <br /><br />Felice 2008 a te e alle persone che ami.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-66620958545967839662007-12-22T20:15:00.000+01:002007-12-22T20:17:34.927+01:00BUON DE-NATALE A TUTTI!Buone feste a tutti i naviganti! Ma soprattutto un buon denatale! L’augurio migliore che possiamo scambiarci è l’augurio che la popolazione mondiale e italiana decresca, che ci sia acqua, cibo e lavoro per tutti, che non ci si debba trovare a combattere per le poche risorse rimaste. Affinché le future generazioni possano disporre di un pianeta e di un’Italia vivibili bisogna che siano numericamente contenute e ciò dipende solo da noi. La prossima volta che incontrate una persona che non ha figli e non ne vuole avere ringraziatelo perché è persona preziosa in questo mondo sovrappopolato. Egli non mette al mondo concorrenti dei figli che gli altri fanno. Un buon de-Natale a tutti, quindi, ma <strong>una standing ovation per chi fa l’amore ma non per questo si moltiplica come i conigli, anzi non si moltiplica affatto.</strong> Se una differenza c’è tra gli esseri umani e gli altri animali sta nella capacità di distinguere tra sesso e procreazione, siate dunque sempre più umani: per amore delle presenti e future generazioni.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-46683532930201366072007-12-20T12:44:00.001+01:002007-12-30T19:40:36.974+01:00BOIA DI MEZZO MONDO IN IMBARAZZO<a href="http://www.dreamstime.com/-rimage3880237-resi242116"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_219/1198138958XQC2A3.jpg" alt="" border="0"></a><br><strong>© Photographer: Fabrizio Argonauta | Agency: Dreamstime.com</strong> Nella foto: la Mole Antonelliana di Torino la sera del 18/12/2007 illuminata a festa contro la pena di morte per onorare la moratoria adottata dalle Nazioni Unite.</span><br /><span style="font-size:85%;"></span><br />L’altro ieri l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato la risoluzione per la moratoria, e poi l’abolizione, della pena capitale. E’ stato un momento storico di nonviolenza che passerà alla storia come nella storia dell’umanità c’è l’abolizione della schiavitù. Di tanto in tanto ci si può ancora sentir fieri d’essere italiani, perché l’Italia è stata in prima fila nel combattere per ottenere questo risultato. Tra gli italiani ce ne sono alcuni che più di altri si sono distinti per impegno: i radicali di Pannella e più precisamente l’Associazione <a href="http://www.nessunotocchicaino.it/">Nessuno Tocchi Caino</a>. Con loro mi sono modestamente impegnato in raccolte firme per sostenere la moratoria, dunque questi sono per me giorni di particolare soddisfazione.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6768986915799581022.post-44480698206994446102007-12-19T20:04:00.000+01:002007-12-19T22:48:58.226+01:00"L'Insostenibile Leggerezza...della Conferenza di Bali!"Con questo post sui deludenti risultati del summit di Bali anche Maurizio Morabito inizia la sua collaborazione con il blog econonviolenza.<br />Scrive Maurizio:<br />-<br /><em>E’ terminata sabato scorso, dopo ben 13 giorni, la conferenza delle Nazioni Unite per il dopo-Kyoto. Che sia stata fatta a Bali a Dicembre (temp.: fra 23 e 33C. Nuvoloso, qualche probabilità di pioggia), la dice lunga sulle priorità dei conferenzieri.<br /><br />E' stata una vergogna su tutti i fronti: per chi non crede al Cambiamento Climatico, perché e’ stato uno sperpero immane di denaro "per niente".<br /><br />E per chi ci crede, perché a parte non dare alcun esempio su come (caspita) dovremmo affrontare questa emergenza, ha generato colossali e inutili quantità di CO2 visti i grandi numeri di delegati, giornalisti e altri "addetti".<br /><br />Anzi, e’ di questi giorni la notizia che gli impianti di aria condizionata usati senza posa a Bali (ma perché, erano obbligatorie giacche e camicie???), hanno usato gli inquinantissimi idrofluorocarburi, quelli per intenderci responsabili per il buco dell’ozono (e 48mila volte peggio della CO2 in termini di effetto serra).</em><br /><em></em><br /><a href="http://www.smh.com.au/articles/2007/12/17/1197740183601.html"><em>http://www.smh.com.au/articles/2007/12/17/1197740183601.html</em></a><br /><em></em><br /><em>I problemi della scarsezza delle risorse saranno forse stati discussi ma certo non esperiti dagli astanti. Così come l'anno scorso a Nairobi, questi "turisti climatici" non si sono negati nessun lusso.<br />Addirittura, Al Gore e il capo dell’IPCC Rajenda Pachauri hanno pensato bene di andare di persona prima a Oslo a prendersi il Nobel, e poi a Bali, giusto per emettere un po’ più di CO2 del solito.<br /><br />Anche il Segretario Generale Ban Ki-Moon non ha potuto fare a meno di visitare Bali. Si vede che Skype e le webcam all'ONU ancora non funzionano.<br /><br />Il risultato del negoziato, poi, e’ stato il solito annuncio annacquato, dove si promettono nuovi negoziati. Difficile capire quali parti del testo approvato non avrebbero potuto trovare d’accordo tutti i partecipanti settimane se non mesi prima di Bali. Ma tant’é: appuntamento per il carrozzone a Poznan, in Polonia, dall’1 al 12 dicembre 2008. Dove si spera almeno che l’aria condizionata sia messa al minimo.</em><br /><em></em><br /><a href="http://unfccc.int/meetings/unfccc_calendar/items/2655.php?year=2008"><em>http://unfccc.int/meetings/unfccc_calendar/items/2655.php?year=2008</em></a><br /><em></em><br /><em>Nel frattempo, il mondo girerà e si riscalderà o raffredderà come gli pare.<br /><br />Insomma, forse non e’ vero che “il Re e’ nudo” come dicono tanti scettici: ma speriamo che qualcuno fra i non-scettici osi presto dire che il Re, come evidente, sta comunque indossando degli abiti proprio<br />sbagliati.</em><br /><em>-</em><br />Da parte mia posso aggiungere che non mi risulta la conferenza abbia trattato di contenimento della crescita demografica. In definitiva una conferenza più dannosa che utile.Argohttp://www.blogger.com/profile/07133634681065595215noreply@blogger.com