tag:blogger.com,1999:blog-67562977721449857102008-05-15T23:16:48.945+02:00Prima Pagina NewsBlogAndrea Pretenoreply@blogger.comBlogger151125tag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-24596137494404749802008-05-15T22:44:00.004+02:002008-05-15T23:16:48.973+02:00Il futuro di Walter<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCyn606jZVI/AAAAAAAAASA/NFLKGEgD0eA/s1600-h/veltrons.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200716298784564562" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCyn606jZVI/AAAAAAAAASA/NFLKGEgD0eA/s200/veltrons.bmp" border="0" /></a>Siamo a una svolta. Vera o presunta l'apertura di Berlusconi segna comunque una svolta. Per l'Italia. E soprattutto per Veltroni. Alle prese con problemi noti a tutti. Dalla batosta elettorale Walter Veltroni è uscito più che azzoppato. Si pensava a un pareggio ci si è ritrovati a fondo. Con il solo Di Pietro ad aumentare entrate e dichiararsi, nonostante la sconfitta del centro sinistra, più che soddisfatto. In molti, tra quelli rimasti, alzeranno la voce nei prossimi giorni. Il discorso del Cavaliere è una nuova possibilità per tutti. Di dialogo e quindi riavvicinamento a destra per qualcuno o di nuovo azzardo antiberlusconiano sempre per questo qualcuno. Di maggior potere di opposizione e prenotazione del domani per qualcun altro.<br /></div><div align="justify">Casini non resta in disparte. Di Pietro ha già fatto sentire il suo qualcosa di "contro Berlusconi". Veltroni annuisce ma stenta. Il leader del PD non può permettersi ulteriori passi falsi. Segnerebbero sicuramente la sua fine politica. Berlusconi ha lanciato l'invito anche per questo. Per creare maggior confusione in un centrosinistra già in preda alla più gelida confusione. Ci sono veri e propri cecchini già appostati. E questa situazione non può che giovare al centrodestra. Già forte. Già sicuro di numeri e affidabilità. E nel frattempo l'opposizione la fa il Papa. Contro una politica eccessivamente di chiusura su immigrazione. </div><div align="justify">È un momento difficile per il Partito Democratico. Di notti non proprio tranquille per Veltroni. Berlusconi amico o ultimo nemico?</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-74923044838380693552008-05-15T12:09:00.014+02:002008-05-15T12:42:42.394+02:00Dialogo&Riforme -parte prima-<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCwPR06jZUI/AAAAAAAAAR4/AXA9axltCxw/s1600-h/berlu.bmp"><em><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200548468642506050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px" height="153" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCwPR06jZUI/AAAAAAAAAR4/AXA9axltCxw/s200/berlu.bmp" width="201" border="0" /></em></a><em>«Non ci sono stati attacchi pregiudiziali da parte dell'opposizione, si è parlato soprattutto di contenuti. Finalmente siamo una democrazia bipolare. </em><em>E così funziona e deve funzionare una democrazia matura e compiuta. </em><em>Sì alle critiche, no agli attacchi personali» . - </em><em>Silvio Berlusconi -</em></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">Si parlava fin dall'inizio di Veltrusconi. Di un sistema a due. Di inciuci e (im)possibili alleanze. Ci siamo. E l'apertura da parte del Cavaliere è qualcosa di veramente nuovo. Qualcosa che lascia ben sperare per il futuro politico italiano. Possibile? Si vedrà nei fatti come giustamente qualcuno ha risposto a Berlusconi. Ma ci siamo. La definisce democrazia bipolare e soprattutto matura Berlusconi, quella uscita dalle urne. Non ci sono estremi, solo voci forti e a volte stonate ma ben vengano. Se parte integrante del dialogo politico e fonte di controproposta attiva e seria. Sembra davvero esser giunto il momento del dialogo. Apre il neo Premier, risponde il leader dell'opposizione. Un assist per Veltroni. O una trappola? Come in tanti, conoscendo Berlusconi, sottolineano. Difficile da capire. Fatto sta che gli incontri ci saranno, periodici e in forma continuativa tra maggioranza e PD. A partire da subito, non c'è tempo da perdere. </div><div align="justify">Leggendo i discorsi di Berlusconi alla Camera e Senato sembra davvero esser cambiato qualcosa. Nei fatti. Talmente strano per l'Italia che puzza quasi di bruciato. Ma sono rischi da dover correre. </div><div align="justify">In questo scenario spaventa solo la guerra interna al centrosinistra. La linea dalemiana. La possibile delegittimazione e sfiducia a Veltroni, rotto dalle tante botte prese. E ritrovarsi nuovamente in una guerra totale sarebbe davvero un peccato. Un'altra occasione persa per l'Italia.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-69656814808289521492008-05-13T23:05:00.005+02:002008-05-14T00:47:17.018+02:00La Spagna e i mali altrui - parte seconda -<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;">scrive rojarosevt nel commento al primo post "La Spagna e i mali altrui":</span></div><div align="justify"><span style="font-family:Trebuchet MS;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:Trebuchet MS;"></span></div><div align="justify"></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"><em>erasmus ed anche un po' di attività politica nei giovani socialisti di valencia.</em></span></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"><em>2 esempi valencia: alicante 140 km in treno è considerata la linea più lenta di tutta la spagna ( come mi confermarono alcuni amici,che mi dissero che era follia farsela in treno), ci si impiega 2 ore. viterbo- roma 85 km in treno ci si impiega 1 ora e 50. in spagna se dicono che una opera pubblica va fatta entro il giorno x , stai sicuro che è così, e soprattutto non c'è il simpatico giochetto della lievitazone dei preventivi.</em></span></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"><em>Hanno un sistema di welfare moderno, le università sono ottime, è un paese giovane e dinamico, le città anche se governate dalla destra non son governate dai palazzinari. </em></span></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"><em>Altri esempi. Se in spagna dicono in tutta questa area sorgerà il campus universitario , stai sicuro che è così, non come in italia che dove dovrebbero nascere facoltà o case dello studente ci fanno crescere i centri commerciali, non è un caso che appena finita la triennale è molto probabile che la specialistica la farò in spagna, oppure vi andrò a cercare fortuna.</em></span></div><div align="justify"><em></em></div><div align="justify"><em></em></div><div align="justify"></div><div align="justify"><em></em></div><div align="justify"></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Rojarosevt, ti chiamo così perchè non avendo il nome ti parlo per nick. Una volta letto dei 5 mesi a Valencia immaginavo fosse erasmus. Ti dico un paio di cose. Anch'io ho fatto l' erasmus, e l'ho fatto per un intero anno, non 5 mesi. Non posso certo dire di conoscere il Portogallo, paese ben più piccolo della Spagna. Un'esperienza molto bella, molto profonda, a tratti estrema. A quasi tre anni di distanza da questa esperienza e dopo una ripartenza proprio per il "paradiso" spagnolo comincio a rendermi conto di tante cose. Posso definirmi uno partito in cerca di fortuna proprio come dici te. Tanti miti son crollati e tutto e ripeto tutto ha cambiato drammaticamente dimensione. I tempi sono diversi, la gente è diversa. Non c'è quella leggerezza d'avventuriero in avanscoperta. Dove tutti ti sembrano amici e rimpiangi l'esser nato altrove e soprattutto detesti il tempo che passa. Qui in Spagna non ho neanche più l'università come protezione. Una corazza. Io ti auguro tutta la fortuna, se avrai davvero il coraggio di partire. E la forza per resistere. Il problema Rojarosevt non è il paragone, non possono esistere paragoni. Il problema non è un treno che in situazioni e paesaggi completamente diversi ci mette 1 ora, perchè ti invito a fare un giro per esempio in Galizia per vedere come cambiano le cose. Ma è questione di paesaggi, non sono colpe o demeriti (anche, a volte). No, dove sei stato tu non è la linea più lenta di tutta la Spagna. Ma con questo non voglio in nessun modo giustificare carenze e scandali italiani, sono tra i primi a scagliarmi contro il mio paese "malato". Ma attenzione. Attenzione ai sogni, alle visioni distorte. Alle piccole parentesi ingannevoli. Partiamo dall'Italia con l'idea che troveremo sicuramente qualcosa di migliore. È nella nostra natura. Siamo un caso unico. Uno spagnolo con il cazzo ti dirà che è peggio di te. Noi italiani troviamo sempre e comunque il modo di dirlo. E crederlo. E lo diciamo a tutti e ne andiamo anche fieri. Dimenticando tante cose. Troppe cose. La Spagna negli ultimi anni è stata protagonista, per meriti, di un boom incredibile. Numeri da capogiro. Ma non sarà sempre così. La Spagna è un paese che amo. Amo una spagnola quindi più di così che dire?! Ma sono realista. Il più possibile. E sono qui da normale cittadino. Non come studente o militante temporaneo socialista nel paese di Zapatero. E la Spagna ha i problemi penso di ogni paese. Con l'aggravante (non sempre è un bene!) di essere un paese molto giovane. Non sempre sinonimo di freschezza e velocità. Tante divisioni, tanti problemi di sviluppo, apertura, emancipazione. È un popolo con un orgoglio folle. Chiuso nelle proprie convinzioni. E una informazione che reputo a dir poco indecente. E lascia stare la faziosità, lascia stare le posizioni e il dire contro. Perchè quando un quotidiano, di destra o sinistra scrive falsità sono falsità. E anche qui capita spesso. Capita spesso di nascondere i problemi con un sesto posto di Alonso. Attenzione perchè queste cose sono indice di un qualcosa che non va. La Spagna ha un livello di corruzione a livello amministrativo regionale da brividi. Arrestano un sindaco al mese. Anche se lo dicono dopo le notizie sportive o a seconda del tg e dello schieramento. Si parla di quello che succede fuori dal paese per due minuti massimo (e sempre in negativo). Con un servizio massimo. El Pais non pubblica i commenti che dicono qualcosa contro la sua idea o più moderati. Questi sono particolari da non sottovalutare. Campanello d'allarme di un qualcosa che davvero non va poi così alla grande. Guardiamo ogni cosa, non solo le feste e le bandiere. La Spagna è un paese che ha tanto da offrire e tante cose che non vanno. Come ogni paese. L'Italia e noi italiani dobbiamo solo, se vogliamo affrontare e risolvere come abbiamo sempre fatto, smetterla di metterci in una categoria sempre e comunque inferiore. Rispetto agli altri. Rispetto a paesi che non ci sono superiori in niente. Una cosa dovremmo imparare dai nostri fratelli spagnoli, l'amore per noi stessi e il nostro paese. In questo gli spagnoli sono imbattibili. Magari non farci confondere dal fanatismo, questo no. </span></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Io da amico, da italiano, da giovane, ti auguro tutta la fortuna possibile. Non sono tempi bellissimi. Tante le cose che dovrebbero cambiare. Tanta fortuna e il coraggio di valutare ogni cosa. Il bello e il brutto. Non guardare le piccole realtà con soli occhi socialisti. Zapatero è forte, l'ho scritto più volte proprio qui, ma anche molto molto abile. E la politica è politica in ogni luogo. Con le sue ragioni e le sue illusioni. </span></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Andrea</span></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"><span style="font-family:georgia;"></span></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it"><span style="font-family:georgia;">primapaginanews@libero.it</span></a></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-23887821678628426102008-05-13T10:59:00.004+02:002008-05-13T11:13:26.403+02:00La Spagna e i mali altrui<div align="justify">Da un po di tempo il quotidiano El Pais ha cominciato una battaglia dura e patetica contro l'Italia. I motivi li sapranno loro. Una linea talmente estrema e antiberlusconiana che Santoro e Travaglio a confronto sembrano dilettanti. Notizie nella maggior parte dei casi false. Inventate da un trio di giornalisti tra i quali spunta un nome italiano, Laura Lucchini. Non sono scemi gli spagnoli. E notizie aperte a commenti esterni dei lettori. Commenti naturalmente non del tutto liberi. Passano solo quelli che dicono che l'Italia è un paese del terzomondo e Spagna caputmundi. È la linea di un paese decisamente chiuso e ignorante. Che mi ha sorpreso soprattutto per l'idea che noi italiani abbiamo dei nostri fratellini iberici. Spagna sempre vista come una sorta di isola felice. Quello che noi italiani non siamo. Io più passa il tempo e più mi tengo stretto i miei mali.</div><div align="justify">Questa settimana è il turno dell'Italia xenofoba che caccia fuori il nemico. Adesso si può dire tutto dell'Italia ma non certo della sua xenofobia. In Spagna le arie, nonostante Zapatero, sono e rimangono arie brutte in termini di integrazione e socializzazione con il fuori confine. Con chi il sangue non ce l'ha spagnolo. Basta vedere un qualche servizio dalla capitale o da Barcellona. Qui la gente alla prima cazzata ti viene a prendere a casa e ti sbatte nel mediterraneo. Giusto? Sbagliato? Non giudico. Ma uno spagnolo che mi dice italiano sei un razzista xenofobo mi fa sorridere. Amaro. Ci sarebbe da scrivere pagine e pagine su questo argomento. Mi limito per oggi a dirvi, chiedervi, se un paese è libero quando fa questo tipo di informazione. Questa è la Spagna della libertà e dei diritti? Falsità e censura preventiva? Provate a scrivere un commento contro la notizia "santoriantravagliana" estrema, molto più estrema, di El Pais. Primo quotidiano spagnolo. Quotidiano che ha selezionato commenti del tipo quando sbattono fuori dall'Europa questa Italia terzomondista? Questa è l'informazione che Beppe Grillo fiero posta sul suo blog? Mi tengo stretto il Corriere della Sera e l'Unità (ben più realista del Pais). </div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"> </div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-61881637015442845152008-05-12T11:43:00.005+02:002008-05-12T12:44:26.091+02:00L'Italia dei comici e dei giornalisti vittima<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCgcck6jZTI/AAAAAAAAARw/X5VOkKWUuoU/s1600-h/travaglio.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199437047070418226" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="192" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SCgcck6jZTI/AAAAAAAAARw/X5VOkKWUuoU/s200/travaglio.jpg" width="164" border="0" /></a>È uno strato. Pesante. Bello spesso e dai confini, dalle forme chiare. Ben delineate. Comincia a mancare di originalità. E si sa il mercato prima o poi ti punisce. Un libro vende fino a quando spacca come novità, si lavora di passa parola e si mette in una posizione di piacere per forza. Questo strato conserva soprattutto l'ultimo particolare d'obbligo. Chi si sente fuori e in un qualche modo vittima incompresa di un sistema folle ascolta i vari Luttazzi, Guzzanti, Travaglio, vere e proprie icone di una sinistra che sinistra non è. Senza pensare troppo che il vaffanculo io lo devo pagare, loro con questo vaffanculo si riempiono tasche e fanno carriera.<br /></div><div align="justify"></div><div align="justify">È il paradosso. Io piango per il mio Paese e osservo il mio Paese negli occhi di chi lavora. Di chi studia. Di chi è obbligato a fare valigia e andare altrove per trovare, o almeno cercare e aver possibilità di farlo, una posizione. Non sentirsi una merda. E sono tanti. Ne ho conosciuti tanti purtroppo. Talenti italiani all'estero. Chi professore, chi assistente, chi giornalista, chi semplice impiegato, eccetera. Tanti.</div><div align="justify">Questo sono il vero volto dell'Italia che soffre. Questa è l'Italia. O tutta quella gente che si fa le sue ore su ore su ore di lavoro. Con un contratto a tempo determinato se va bene. Ragazzi che hanno studiato e costretti a saltare da uno stage non retribuito all'altro. Questa è l'Italia. E nelle loro parole c'è la storia. La verità. Loro dovrebbero andare in televisione. Avrebbero sicuramente molte più cose da dire di Travaglio. Di tutta questa ciurma di paraculi con appoggi politici a sparare a tempo debito. Vittime in carriera. Vittime dall'articoletto pronto e dai cinema pieni. </div><div align="justify">La maggior parte di chi scrive di operai e opina addirittura sugli operai e la loro situazione non è mai entrata un solo giorno in fabbrica. La osserva (se va bene) dal suo studio in una qualche storica via del giornalismo italiano. Trova e si coccola chi lo mette li e scrive. Scrive (se va bene), se no fotte qua e la e narra la sua storia. Nella sua ignoranza scrive. Si studia le carte o le fonti che gli passano ed ecco i vari Travaglio e company. Vi siete mai chiesti perchè questa gente ripete alla fine sempre la stessa storia? Si specializzano in demonizzazione. Niente di più facile. Ma fuori da quel discorso costruito sono nulla. A volte vanno in televisione e alla semplice domanda di strada (sempre meno, roba da Pasolini) , di vita cominciano a borbottare idee, balbettare e lavorare di immaginazione per poi concludere sempre nel loro campo: è tutta colpa di... in un Paese dove... Fino a quando c'è...</div><div align="justify">E si cibano della disperazione della gente. Della gente che per rabbia e insoddisfazione vuole sentirsi dire certe cose, si aggrappa al personaggio che lo fa sentire in un gruppo (mai solo eh!?) di privilegiati. Autentiche guide spirituali dalle tasche piene. Ci si sente importanti a firmare fogli che non serviranno a niente (per legge), a mandare a fanculo tutto e tutti ed eccoci qua. Con euro in meno per viaggi, cibo, magliette e cappellini. E a osannare chi invece torna a casa con euro in più e tanti per i tanti che sono accorsi all'evento. Della gente che in un mondo di silenzio e chiusura si sente qualcosa per poter scrivere su un blog di questo qualcuno. C'è il mio nome li a dire questo (e non su un blog normale eh, e di bei blog ce ne sono tanti davvero!..su quello di...). E lo si dice ad amici, parenti, ci sono nomi che si ripetono e si ripetono e si ripetono alle ore più assurde. E poi a uno (con un nome naturalmente) che ti fa scrivere senza filtri non compri l'ultimo dvd? Ed ecco il mercato...</div><div align="justify">Tutto sulla disperazione della gente. C'è un bisogno fottuto di sentirsi qualcosa o qualcuno. Non sei niente a lavoro, non sei niente in una scuola o una università. Diventi qualcosa in rete. Ti senti qualcosa se condividi il concetto che Berlusconi è un mafioso. O Veltroni un topo gigio. Ormai si chiamano così. L'analisi è questa. Testa d'asfalto, topo gigio, per Travaglio a destra tutti mafiosi, queste sono le analisi ma fa parte del gioco. La violenta semplicità alla portata di tutti. Ai diversi livelli. Parli così per questa gente, per la massa, parli cosà per chi devi far sentire superiore anche solo con il linguaggio. Allora Topo Gigio lo trasformi in un qualche modo, gli dai forma per essere alla portata del professore e del colto che ha bisogno di termini e definizioni. Ma la sostanza rimane la stessa. La violenta semplicità. Un professore mica lo va a chiamare psiconano, ha bisogno di termini e se gli spari un qualcosa in latino ti compra pure il libro che puntualmente il comico o giornalista di turno (ormai i soliti) ha pubblicato giusto la settimana prima del fuoco. Pensate al picco di vendite di Travaglio nei prossimi giorni. È un modo tutto onesto di far carriera. Pensate al valore delle sue prossime comparsate. Dei suoi prossimi monologhi. Violenza. Andate a guardarvi i video, son tutti su youtube. L'applauso fiero e di rivolta, di branco, scatta sempre all'offesa. Poco importa se poi questo non mi presenta la fonte, non mi fa vedere un qualcosina di tangibile giusto così anche per ricordo della serata. Dopo Schifani cosa ci sarà un'ameba? La muffa? No questa no perchè importante. E in una battuta preparata ti fa sentire qualcosa in più. A te che la capisci. In molti un qualche dubbio sarà pure balenato. Muffa...utile? Ma si passiamo per ignoranti? No. Bravo Travaglio. Grillo parla per la strada. Vaffanculo lo capiscono bene o male tutti. Travaglio parla per chi conosce i meriti delle muffe. Io sono un perito chimico biologico quindi l'ho capita al volo. Per mia fortuna. Ma alla base c'è la stessa inculata. Io capisco, urlo, batto le mani, loro si riempiono le tasche e il loro borsone di fama e celebrità e fanno carriera. Tanto se poi Schifani o chi per lui denuncia (magari dirà Travaglio!) si parlerà di regime e marcia su viale Mazzini.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-90649138865880714192008-05-11T12:44:00.002+02:002008-05-11T13:10:49.856+02:00I monologhi di Travaglio<div align="justify">Ma la sinistra ha davvero bisogno di uno come Marco Travaglio? I suoi monologhi stanno diventando giorno dopo giorno, gettone televisivo dopo gettone un qualcosa di insopportabile e ripetitivo. Con quell'aria da intellettuale saccente. Il suo archivio. La sua voce continua, senza pausa. Monologhi. Sempre monologhi. E gli argomenti, sempre gli stessi. Accendi la televisione e Travaglio ti parlerà o di conflitto di interessi, o di mafiosi sempre nel centrodestra, Mangano, Dell'Utri, ormai i suoi monologhi sono prevedibili, lenti. E la sua faccia sempre più da scolaretto da trenta e lode all'università. Basta. Basta. </div><div align="justify">Ripeto, la sinistra, visto che si parla di quello strato che io reputo dannoso e forse la vera causa di tanti mali che stanno appunto a sinistra, ha davvero bisogno di personaggi del genere?</div><div align="justify">Io reputo Marco Travaglio una persona intelligente (eccome!) ma davvero pesante. In ogni senso. Travaglio va all'evento culturale e parla solo. Va nelle trasmissioni e parla solo. Si abbassano le luci come a teatro. Per oscurare quello che sta attorno perchè lui deve essere solo. Lui e i suoi monologhi. </div><div align="justify">Senza contraddittorio, senza prove tangibili, senza numeri. Una serie di fonti, un lavoro sottile di lingua. E ormai è la stessa sinistra, era ora!, a mettere un qualche freno. </div><div align="justify">Perchè a curriculum la parola "epurato" manca a Travaglio. E fa gola a tutti. Ha portato tantissima fortuna a molti. E lui è alla disperata ricerca di questo splendido status. Alza i toni Travaglio, tanto è solo!, e tira in ballo muffe e batteri che verranno dopo Schifani, seconda carica dello Stato. Anzi le muffe no che sono utili afferma l'intellettuale. Questa l'ultima analisi profonda di Marco Travaglio. E subito a casa a vedere se mi censurano così passo un paio d'annetti a sfornare libri e riempire teatri e passare da vittima del sistema dittatorialberlusconiano. Con la sinistra fuori dal Parlamento, il Partito Democratico allo sbando questi intellettuali pensano bene di fare così. Pensare al bene del paese e sparare. Sparare per poi attendere l'intervento di qualcuno e gridare allo scandalo. Cazzo ormai in questo paese dittatoriale non si può più neanche sparare. </div><div align="justify">E la sinistra dopo silenzi e sconfitte pesantissime finalmente interviene. Prima Santoro che poveretto dopo puntate dedicate a Beppe Grillo e ospiti non tanto a sorpresa e dalle posizione ben chiare (Travaglio sempre presente) viene richiamato. Travaglio ieri ha affermato che stanno facendo di tutto per tagliare Santoro. E proprio Travaglio. Tutti si dissociano dalle sparate dell'intellettuale e addirittura la Finocchiaro, presidente dei senatori del PD, arriva a definire l'intervento qualcosa di inaccettabile. Attento Travaglio che stavolta ti silura la sinistra. E io personalmente lo spero. Perchè la sinistra ha bisogno di idee e progetti, di abbassare lo sguardo a livello strada e tornare a sentire i bisogni veri della gente che dei tuoi monologhi non sa proprio che farne. Roba da università e pochi elevati cervelli. Che a quanto pare sono in netta minoranza, per fortuna, in Italia. </div><div align="justify">La Finocchiaro definisce l'accaduto inaccettabile. Poche sono le parole da aggiungere. Poche sono le parole da aggiungere. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-56532539783107621422008-05-10T17:25:00.002+02:002008-05-10T17:44:06.283+02:00Governo Berlusconi inesperto?<div align="justify">Sto leggendo con grande attenzione in questi giorni le reazioni dei vari quotidiani al nuovo governo Berlusconi. Chi si. Chi no. Naturalmente. Nessuna novità e ben vengano critiche e dubbi.</div><div align="justify">Ma una cosa mi fa sorridere. Durante la campagna elettorale si è parlato a più riprese e su tutti i giornali, trasmissioni di Italia vecchia. Di Italia in mano agli over 50 se non 60 e 70. E sempre si è parlato di questo tema in modo molto critico. Negativo.</div><div align="justify">Ci sono stati paragoni sempre da me ritenuti idioti. Negli ultimi tempi il paragone continuo con la Spagna. Come se in Spagna fossero tutte rose e fiori e felicità. La Spagna è sempre stata per l'italiano come una sorellina più fortunata. Di e per cosa non si sa. E allora viva il governo dei giovani spagnoli. Viva il governo delle donne. Viva Zapatero. Eccetera.</div><div align="justify">D'accordo. Su molti inviti posso anche, nel mio piccolo, essere d'accordo. Quindi avanti i giovani. Avanti i volti nuovi. </div><div align="justify">Ecco. Ma in Italia la contraddizione è quasi d'obbligo. Quindi ricerchiamo in altre vicine realtà il meglio (ritenuto da noi meglio) per poi scagliarci contro. Non l'Italia in mano ai soliti per poi dire che i nuovi non hanno esperienza. Addirittura li chiamiamo, come fa il Corriere, incompetenti.</div><div align="justify">Ma perchè i ministri trentenni socialisti spagnoli che competenze hanno?</div><div align="justify">Zapatero stesso, se lo guardiamo con nostra visione italiana, che esperienza ha? Sarebbe in Italia definito un primo ministro incompetente. Sarebbe definito uno non all'altezza. </div><div align="justify">Zapatero ha ricoperto ruoli da militante socialista. Cresciuto come militante socialista negli anni del postfranchismo. Responsabilità all'interno del partito socialista per poi presentarsi come nuovo modello da seguire e votato. In Italia sarebbe etichettato incompetente.</div><div align="justify">Idem per vari ministri spagnoli. Quelli che in tanti sognano. Che bella la Spagna. Molti con esperienze solo di partito o a livello regionale. Anche perchè un trentenne difficile possa avere esperienze importantissime.</div><div align="justify">Sarebbero anche loro definiti incompetenti. </div><div align="justify">E non è un discorso di destra o sinistra. Se Veltroni avesse presentato un gruppo giovane e dinamico l'articolo sarebbe stato differente? Possibile ma per motivi strettamente politici di favore. Non certo per convinzione. </div><div align="justify">Quindi la cosa è una e solo una: Novità significa anche investimento. Fiducia. Un trentenne è incompetente. In Spagna questa "incompetenza" ha fatto molto bene in questi anni. Vedremo se saprà confermarsi. In Italia questi "incompetenti" sono già un fallimento. Siamo davvero un paese strano.</div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-14899977280729815022008-05-03T11:43:00.003+02:002008-05-03T12:06:28.285+02:00Caos redditi<div align="justify">Redditi on-line. Dati fuori controllo. E di oggi la notizia che addirittura scivolano in rete numeri sballati, dichiarazioni false, dichiarazioni ritoccate. Un vero e proprio caos insomma. </div><div align="justify">Se volevi sapere il reddito del tuo vicino di casa, del tuo ex vicino di banco delle medie, superiori. Eccolo a portata di click. </div><div align="justify">Il mercato è su EMule. Digiti il codice, scaricabile comodamente dal sito dell'Agenzia e ormai in tutta la rete, e ti escono tutti i dati che vuoi. Ordinati per parti, ordine alfabetico, generi. Tutto.</div><div align="justify">Vista così sullo schermo in effetti non è piacevole. Cognome Nome, nascita e reddito. Tremendo. </div><div align="justify">Tremendo soprattutto quello che può scatenare tutto ciò. Perchè in questi casi non va vista la cosa dal punto di vista legale, civile. Ma pensare sempre al marcio e al negativo. E queste sono informazioni che possono davvero creare col tempo problemi. Personali, professionali e di sicurezza. Ci sono ragazzi giovanissimi con cifre abbastanza alte. Ci sono padri, madri. È davvero così importante ai fini democratici sparare in rete tutte queste informazioni?</div><div align="justify">E adesso in rete ormai è il delirio. C'è chi mette insieme i milionari, gli artisti, i giornalisti. Ormai trovi tutte le informazioni divise per generi o come preferisci.</div><div align="justify">Questo era il risultato prevedibile. E non si poteva non immaginare.</div><div align="justify">Questa non è democrazia o trasparenza. </div><div align="justify">Ma quello che lascia pensare e non poco sono i sondaggi. Un giro panoramico ieri per i principali quotidiani dava vincitore il fronte del "è giusto". La maggior parte dei lettori dice si. Dati su internet. Con l'eccezione della Gazzetta dello Sport. Davvero imbarazzante.</div><div align="justify">Visco denunciato. Spiegazioni lunedi. Ma il problema è un altro. Adesso è Visco sotto accusa ma qualche giorno fa, il giorno del fattaccio sui giornali si scriveva una cosa penso importante, Passata troppo presto in secondo piano. Romano Prodi. L'ex primo ministro consigliava la pubblicazione dopo le elezioni del passato aprile. Non siamo dinanzi quindi a una follia di una sola persona. Ma una domanda non può non sorgere spontanea: perchè? Perchè questa pubblicazione improvvisa post elettorale? Studiata a tavolino tempo prima. Perchè? A quale scopo reale? </div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-37595755065031417602008-05-02T13:27:00.003+02:002008-05-02T13:52:38.197+02:00Il Curriculum dei "grandi" italiani?<div align="justify">Vi siete mai chiesti almeno una volta, ma questo personaggio chi è? Da dove viene? Potrebbe essere informazione gradita a molti sapere il cammino dei tanti paladini della buona civiltà in Italia. Magari uno stimolo per i più giovani a seguire il corretto cammino. Una dose di ottimismo. </div><div align="justify">O leggere il Curriculum Vitae della ragazza che nella semplice rete locale legge le news del giorno o fa l'inviata dalla piazza o dal comune. </div><div align="justify">Anche in questo caso in italia siamo una eccezione. Non si sa quasi niente di chi ci dice tutto. Ci sono fenomeni che escono, nascono dal nulla e si impongono senza neanche presentarsi.</div><div align="justify">Della maggior parte non sappiamo neanche se sono laureati o no. Non conosciamo gli studi, la formazione e soprattutto. Soprattutto. Soprattutto. E ripeto soprattutto perchè ben più importanti di un libro: le esperienze. Quelle vere. Non i viaggi da uno studiolo all'altro. Forse i tabulati telefonici potrebbero dirci qualcosa. Ma non conosciamo neanche quelli. Secondo voi è indice questo fenomeno di un qualcosa che non va?</div><div align="justify">Perchè, per esempio, se digito semplicemente CV e nome di un personaggio pubblico spagnolo, otto volte su dieci mi esce un quadro abbastanza completo del personaggio. Addirittura i Master, le esperienze di lavoro, le collaborazioni. La maggior parte delle volte è tutto li. A portata d'occhio. So per esempio che la conduttrice di un notiziario galego è laureata, ha fatto master a Madrid, ha collaborato per anni con riviste a livello regionale. Locale. Ha scritto libri per l'università. Collaborato con professori universitari della capitale spagnola. Fatto stage e dopo quasi due anni di notiziario alle sei del mattino è arrivata a condurre quello dell'ora di punta. Una catena televisiva non nazionale ma autonomo regionale di Galizia. Provate a vedere chi è quella che vi legge le notizie ogni mezzogiorno nella tv di casa vostra. Anche a livello locale. Io non ho trovato nulla. Nemmeno una semplice informazione. Forse perchè non ha da dire nulla? Non lo so. Non possiamo saperlo. In Italia di solito chi può dire qualcosa tende a manifestarsi bene. Il silenzio in Italia è indice sempre di un qualcosa di distorto. Che ormai è costume. Quindi normale. </div><div align="justify">Ma queste piccolezze, questi dettagli sono indice di un qualcosa che non funziona. E non si possono cambiare le grandi cose senza prima passare dalle piccole. Dalle minuscole. </div><div align="justify">Non ci sono paesi migliori e paesi peggiori. Ci sono tante differenze. Che si vedono proprio dai dettagli. Quelli piccoli. Non le piazze piene e le offese. Ma anche il rumore può essere un buon modo per non cambiare nulla. Perchè dietro il rumore la maggior parte delle volte si nasconde il nulla. Solo meccanismi da capire e rispettare. In silenzio. E che a tutti, o quasi tutti, alla fine vanno bene. </div><div align="justify">Questa Italia, nel profondo, va bene alla maggior parte degli italiani. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-88961949297185699362008-05-02T11:47:00.005+02:002008-05-02T12:17:06.400+02:00Gran Bretagna, crollano i labour<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBrpVJw7NEI/AAAAAAAAARo/fOWWTo2O2vA/s1600-h/gbrown.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195721669732938818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 137px; CURSOR: hand; HEIGHT: 177px" height="223" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBrpVJw7NEI/AAAAAAAAARo/fOWWTo2O2vA/s200/gbrown.jpg" width="162" border="0" /></a>Walter Veltroni parlava di un vento nuovo. Forte. In tutto il mondo. Una rivoluzione. Lui doveva farne parte. Si ritrova all'opposizione, in crisi e la sinistra addirittura fuori dal Parlamento. Italia a "centro"destra. Nettamente. Conservatorismo e "estremismo" regional popolare. La Lega Nord. La stessa Italia dei Valori. In Gran Bretagna il partito laburista di Brown, il successore di Blair rischia di diventare il terzo partito inglese. Un crollo impressionante e con un solo precedente, negli anni sessanta. Esulta David Cameron che definisce il risultato elettorale come un voto contro Brown e il suo governo e soprattutto un positivo voto di fiducia nei confronti del Partito Conservatore.<br /></div><div align="justify">Ci sarà a questo punto un rimpasto di governo, una riflessione interna al partito ma che dire? La prima prova di Gordon Brown nel dopoBlair è un disastro. E mancano ancora i risultati della capitale, Londra. Una disfatta. </div><div align="justify">E ci stiamo avvicinando all'appuntamento dell'anno. Le presidenziali americane. I due democratici Obama Clinton ancora in lotta. McCain in attesa della grande sfida. Una sfida pericolosa. Con i conservatori, anche in questo caso, in vantaggio.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-72019939070116547212008-05-01T00:52:00.002+02:002008-05-01T01:21:47.287+02:00Di redditi, Grillo e di Italia<div align="justify">Riprendo il discorso da un intervento di un visitatore (commento a "Italiani scandalizzati"). Lo spettacolo. Gli italiani è vero, da un pò di tempo hanno imboccato la facile via della spettacolarizzazione di ogni evento. Soprattutto il negativo. Addirittura il macabro. Ci vogliamo sempre mettere dentro la testa. E vogliamo farlo a modo nostro. Fino in fondo. E più rumore si fa meglio è. Se cade qualcuno? Meglio ancora. È un paese del tutto è reality e tutto è sapere. La morbosa curiosità che alla fine non porta a nulla ma che ci rende più vivi. Vi immaginate oggi tutti al leggere la notizia dei redditi online? Deve essere scoppiato il finimondo. Ma a quale scopo? Non si sa. Sapere. Io non so voi ma non sono neanche riuscito a entrare nel sito dell'Agenzia. E vi immaginate tutti a cercare il reddito di tutti? Dal giornalista al politico, dal proprio medico all'amico. E le critiche ai numeri. La furia del curiosare l'altrui cifra. Deve esser stato uno spettacolo inquietante. Le dichiarazioni dell'avvocato e gli altri avvocati. Quanto dichiara questo? E lo stronzo della porta accanto? E quel mafioso del vicino? Spettacolo. Curiosità morbosa. Il proprio superiore. Il capoturno con i suoi premi e premiuncoli e io a farmi un culo quadro di notte. Beppe Grillo ha urlato isterico: è follia. Perchè c'era anche e forse soprattutto la sua di dichiarazione. Di paladino della giustizia e dei poveracci italiani. Sparato li in tutte le sue interminabili cifre. E andatevi a leggere i commenti. Fate un salto a beppegrillo.it . Oltre duemila commenti e non certo simpatici. La maggior parte scandalizzati. Hai organizzato il VDay spendendo una miseria in confronto a quanto prendi all'anno. E l'hai pure detto in piazza. Si è scatenato il delirio. Come delirio si deve essere scatenato nelle vite normali delle persone più normali. Voi immaginate nelle competizioni d'ufficio. Tra come dicevo avvocati e professionisti in genere. Tra amici. E conoscenti. Una tragicommedia all'italiana. Ancora una volta. Perchè a quanto sembra dal servizio del Corriere, non è poi così vero che in tutto il mondo la pratica usata sia questa del marca il nome e ti dirò chi e quanto è. Ci sono restrizioni. Delibere. Ci sono confini da non poter superare. C'è la gogna per chi non paga. Nome cognome e marchio "evasore". Ma il gioco della dichiarazione è cosa, a quanto pare, tutta nostra. Il saluto di Visco. Personaggio unico di un governo speriamo unico nella storia repubblicana futura. Lui prima di far valigia ha voluto salutare così. Una dedica all'Italia intera. </div><div align="justify">Un nuovo spettacolo tutto da vivere. Sembrano divertirsi i poveri. Perchè appunto prendono l'iniziativa come uno spassoso passatempo. Guarda quanto dichiara Giletti. È un nome d'arte? No. Guarda Timperi allora. E la Cuccarini? E Feltri? Guarda il salumiere. Come si chiama? I poveri, a leggere anche i commenti da Grillo, sembrano davvero i più tranquilli. Magari qualcuno, leggendo sta fame, mi fa un'offerta scrive una "grillina". </div><div align="justify">Sembra davvero un nuovo capitolo di una triste quanto paradossale storia tutta italiana. Tutto bloccato dal garante. Questione di privacy. Forse il gioco è già finito. E io manco sono riuscito a entrare nel sito. Forse fuori uso dalle troppe entrate. </div><div align="justify">Che dire? Applausi.</div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-44297709787784815472008-04-30T17:07:00.004+02:002008-04-30T17:35:00.501+02:00Redditi on-line: Beppe Grillo nel panico<div align="justify"><a href="http://bp2.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBiONZw7NDI/AAAAAAAAARg/wsqTA-2SOLA/s1600-h/beppe-grillo-v-day.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195058531077403698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="148" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBiONZw7NDI/AAAAAAAAARg/wsqTA-2SOLA/s200/beppe-grillo-v-day.jpg" width="205" border="0" /></a>Sappiamo tutto. Ma proprio tutto di tutti. Giusto? Sbagliato? Una operazione improvvisa che puzza e non poco. Il garante dichiara la sua estraneità ai fatti. Il garante non è stato informato della decisione. Nel sito dell' Agenzia delle entrate si potevano vedere belli e puliti i redditi di ogni italiano. Succede in tutto il mondo dice Visco. Ma scoppia la polemica. E il più polemico e oggi non con solita sicurezza il comico genovese. Beppe Grillo è furioso. Ma di chi è questa idea? </div><div align="justify">E si rivolge ai grillini. Scrivere una mail a Tremonti, prossimo ministro dell'economia e incazzati dichiaratevi incazzati. Così non si può. Risposta dei grillini fredda. Qualcosa si è rotto? No caro Beppe questa volta sbagli. Prima dici di pubblicare tutto e che la trasparenza è internet e i cittadini devono sapere. E adesso? Perchè tutta questa preoccupazione per la propria dichiarazione dei redditi? Perchè definire una trasparente operazione proprio della tua amata rete "una follia"? Dichiarazione pubblicata dal Corriere. È un vero colpo a sorpresa, uno schiaffo del potere informativo al comico di Genova. Vday? Beccati questa!<br />E addirittura c'è chi sul sito di Grillo invita a togliere il post dello stesso Grillo. Una rivoluzione. Il perfetto Grillo ripreso dai propri fans. </div><div align="justify">Ma siamo in Italia, non dimentichiamolo e leggere il post sui grillini e il popolo del vaffa proprio qui su PrimaPagina. </div><div align="justify">Il sito dell'Agenzia entrate è stato bloccato. Ma ormai sembra essere davvero troppo tardi.</div><div align="justify"> </div><div align="justify"></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-66669841235309066992008-04-30T13:02:00.003+02:002008-04-30T13:34:57.709+02:00La crisi delle sinistre -parte terza-<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBhWy5w7NCI/AAAAAAAAARY/EW9UtXV15rI/s1600-h/dalema2.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194997602671342626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 147px" height="146" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBhWy5w7NCI/AAAAAAAAARY/EW9UtXV15rI/s200/dalema2.bmp" width="201" border="0" /></a>Gianfranco Fini Presidente della Camera. Discorso applauditissimo e risultato storico. Questa la ultima ora di oggi. Ma torniamo alla giornata di ieri. Walter Veltroni ammette le sconfitte. Non una. Molte e una peggiore dell'altra. Molti cominciano a chiedere la sua testa. Subito. Cambiano i nomi (dei partiti), cambiano gli equilibri ma la voglia di poltrone d'onore rimane sempre la stessa. </div><div align="justify">Walter Veltroni dicevo ammette le sconfitte e a sorpresa chiama i suoi a rapporto. Avanti con la battaglia ma il prossimo autunno congresso per decidere il da farsi. Terremoto. Alcuni colti di sorpresa si nascondono, come fanno ormai da mesi attendendo tempi migliori, altri si fanno sentire. D'Alema. Non se ne parla neanche tuona l'ex premier, l'ex segretario, l'ex ministro degli Esteri. Oggi peso pesante assai pericoloso per Veltroni. L'onda diessina di ritorno.</div><div align="justify">E si può ben capire e quasi comprendere la posizione di D'Alema. Veltroni oggi probabilmente rischierebbe di rimanere alla guida del Piddì. Se invece le bufere si susseguono con tale intensità no. Perchè si sa la politica consuma. Soprattutto quella degli insuccessi. Ti bruci dal giorno alla notte o dalla notte al giorno. O basta solo un po di tempo. Ed è questo quello che deve succedere a Veltroni. Già ferito si attendono mesi e probabili insuccessi per ammazzarlo del tutto. E a questo punto non ci sarà bisogno di impegni, voti e strategie di mercato. </div><div align="justify">D'Alema è un politico di sinistra con la S maiuscola. </div><div align="justify">Oggi è lui a rispondere alle domande del dopo discorso di Fini. E parla da leader. Parla da leader di sinistra. E il richiamo all'antifascismo? Si domanda con il suo sorriso ormai storico. Vuole rilanciarsi D'Alema. Sempre sul chi va la. Lui e altri pesi ex DS. I pesi che hanno affossato Rutelli. Non a caso. </div><div align="justify">La situazione, come si ripete da ormai post e post è delicata. Non grave perchè per ripartire, visti i numeri del centrodestra, c'è tempo. Limitiamoci a una delicata situazione nel centrosinistra.</div><div align="justify">Ma quali scenari aprirebbe un D'Alema 2...3...4? A che punto siamo? Questo dipende da tanti fattori. Le manovre in zona rosso riformatrice saranno fondamentali per capirci qualcosa. Per capire gli appoggi e soprattutto i tempi. Veltroni cerca e cercherà di salvarsi ma la sinistra di potere, partitica, non ha mai perdonato e mai perdonerà certi scivoloni. Specialmente se attesi da tanto tempo. Quasi dal principio dei pidemocratici tempi.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-37988846278907315482008-04-29T11:04:00.005+02:002008-04-29T11:38:05.545+02:00La crisi delle sinistre - parte seconda -<div align="justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBbqtpw7M_I/AAAAAAAAARE/AzVM36uWJ-g/s1600-h/rutelli_veltroni.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194597290244518898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBbqtpw7M_I/AAAAAAAAARE/AzVM36uWJ-g/s200/rutelli_veltroni.jpg" border="0" /></a>Alemanno non era solo con i suoi fedeli a festeggiare la storica vittoria di Roma. Non c'erano solo i taxisti strombazzanti per le strade capitoline. Scene di altri tempi. Immagini da film neorealista. Mancava il bianco e nero e le biciclette. Roma è caduta. La Roma veltroniana. La Roma rutelliana. E a godere non sono sicuramente solo i berlusconiani o alleanza nazional fedeli. Perchè ieri è morto un progetto importante. Il Partito Democratico. Attenzione ancora manca sepoltura ma in tanti, lato sinistra soprattutto, sperano e attendono. E una scritta ieri riassumeva i fattacci degli ultimi mesi. Le primarie e la caduta del governo Prodi, la Sinistra fuori dal Parlamento e Roma alla destra: Walter Santo Subito.<br /></div><div align="justify">In effetti se pensiamo ai risultati un qualche pensiero non può non venire. Ha fatto più danni Veltroni in questi mesi che tanta sinistra ammuffita in sessantanni. Ed è soprattutto la destra a non crederlo. Tanta battaglia, tante delusioni, compromessi con diavoli e acqua santa. Non era meglio metterlo prima Veltroni? Lui in un paio di mesi ci ha risolto tutto. Ma questo risultato non era prevedibile? No, una disfatta simile no, neanche ai peggiori gufi pessimisti. Perchè va bene fare fuori Veltroni, va bene Prodi ormai alla frutta ma ritrovarsi in queste condizioni e chi se lo poteva immaginare? Ma i problemi arrivano adesso. Magari Roma si riprende tra un po di annetti ma come si esce, subito, da questa penosa situazione? Alemanno non festeggiava solo con i sui fedeli perchè c'è una parte di sinistra e centrosinistra che attendeva questo momento. D'Alema ha assistito da grande stratega e classico uomo di sinistra in disparte. E che dire di Fassino? Ve lo ricordate? Tutti a tempo debito spariti dalla circolazione. Il silenzio premia. Soprattutto in momenti tragici. Si può sempre poi dire ve l'avevo detto io... </div><div align="justify">Già Rutelli ieri sera cercava affannosamente il modo per poter scendere dal barcone. Lasciato solo dal PD tuonava lo sconfitto. Naturalmente. Fosse stata vittoria invece si sarebbe parlato di rivincita del PD e tutti abbracciati a cantare sotto ar colosseo (e attenzione a non aggrapparsi alla provincia di Roma!). Qualche peso sta già mollando la presa. Obbligato per rimanere a galla. Perchè in politica la scialuppa te la devi prendere subito. E non c'è pietà neanche per donne o bambini. E un'orchestrina che suona la puoi anche trovare ma il direttore tranquillo è già in salvo. </div><div align="justify">Il Pd si gioca il suo futuro adesso. C'è chi chiede la testa di Veltroni. Per chi? D'Alema? Lui sarebbe entusiasta forse ma cambierebbero un po di cose. E così rimane la carta opposizione. Il dialogo aperto con un altra anima silenziosa, Casini. Già si parlava nei giorni scorsi di grande alleanza tra le due realtà rimaste in Parlamento. Ma il Partito Democratico non diventerebbe così un po troppo democratico...cristiano? Alla faccia di chi si presentava agli italiani come lo Zapatero d'Italia. E alla faccia del laicismo e riformismo e avanti così. </div><div align="justify">No. La situazione non è delle più facili. E fino ad oggi Veltroni ha giocato solo. Forse perchè tutti attendevano questo momento. Ma da ieri più correnti cominceranno a dare contro al ferito Walter. E da ieri proprio il ferito Walter corre il rischio di ritrovarsi pure isolato. Correnti massimaliste (nel senso di D'Alema), correnti più teo per un ulteriore passo al centro. E che dire della sinistra quella incazzata? Anche loro cominceranno a spingere. E non certo per tenere in piedi il baraccone PD. Proprio quel baraccone che per la prima volta nella storia gli ha lasciati fuori dal Parlamento.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-48940966460668788702008-04-28T18:30:00.002+02:002008-04-28T18:36:53.000+02:00Roma: Alemanno sindaco e sinistra a picco<div align="justify">L'ultima speranza a sinistra si chiamava Roma. Capitale di quel paese perso malamente nelle ultime elezioni. La sinistra perde anche Roma. È un risultato storico. In positivo, per il centrodestra, in negativo per il centrosinistra. E adesso? Sarà colpa ancora una volta dell'ignoranza e della dittatura?</div><div align="justify">Mancava un tassello, Roma. Adesso si può partire con la riflessione seria, si spera, a sinistra. Non ci sono più scuse. Roma poteva diventare un appiglio. Roma ha scelto di cambiare. Dopo anni di sinistra. Dopo anni di Veltroni. </div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-45737109373010020632008-04-28T12:00:00.003+02:002008-04-28T12:22:18.812+02:00Gli italiani scandalizzati<div align="justify">C'è una cosa che non capisco di questo paese. Lo scandalizzarsi dinanzi a fatti che ben si conoscono e di cui a volte, molte, troppe volte si fa parte. Esce il nuovo libro del duo Stella-Rizzo. Quelli della Casta. E stavolta il titolo è ben più desolante: <em>la deriva</em>. Dell'Italia naturalmente.</div><div align="justify">Grande successo assicurato. Tanti gli italiani che correranno in libreria a comprarlo. E poi si ritroveranno magari a leggerlo. La maggior parte finirà al secondo capitolo e comincerà a criticare. Giustamente. Se ne parlerà con gli amici e tutti e dico tutti in Italia avranno, entro il prossimo autunno, letto la deriva. Come con la Casta.</div><div align="justify">Ma dove si nasconde la novità? Cosa ci dice di nuovo questo libro? Niente. Parla di una realtà che chi non conosce? L'Italia dei favori, dei potenti, dei politici, dei paraculi, lecchini e chi più ne ha..più spenda. Perchè il problema sta proprio nel quanto ci costa tutto questo. E non a caso siamo in fondo alla classifica europea in fatto di spese e consumi. Il baraccone in un modo o nell'altro va tenuto su no?</div><div align="justify">E allora a leggere "la deriva". Perchè? Non basta forse fare un giro in ufficio pubblico? In una università? Per le strade di questo paese? E perchè starsene li a leggere pagine e pagine non più di scandalo italiano. Ma di quotidianità italiana. Chi escluso? I poveri subito messi da parte. Perchè o sei così o fai ben poco. Voglia studiare, impegnarti, credere. Passa il più furbo e ti piglia tutto. Ma è una novità? Sembra di si. O siamo davvero un paese di ipocriti e pure patetici. Ci infiliamo e ci facciamo infilare, mangiamo e poi abbiamo pure il coraggio di andare a leggere "La deriva".</div><div align="justify">Un articolo sul Corriere presenta il nuovo lavoro. E si presentano i due autori con un nuovo scandaletto: <em>Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta». </em></div><div align="justify">Ma và. E si può andare avanti e i due giornalisti vanno avanti. Leggere la "deriva" per scandalizzarsi. Ma di cosa? In altri tempi c'era chi diceva chi è senza peccato scagli la prima pietra. E chi la scaglia in Italia? Nessuno. Perchè in Italia si chiacchiera e ci si scandalizza. Delle proprie chiacchiere. Chi scaglia la prima pietra in Italia? Chi può scagliarla? E quindi fermiamoci allo scandalo e in silenzio, perchè se no sta male, speriamo domani di rientrare anche noi nel club delle scodellatrici. O chiamiamo chi può farci entrare. Naturalmente dopo aver letto "La deriva".</div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-47936962749314982262008-04-26T10:50:00.004+02:002008-04-26T11:38:22.557+02:00Grillo, grillini e l'Italia del semplice "vaffa"<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBL3TJw7M-I/AAAAAAAAAQ8/D2oV6Bwegxw/s1600-h/grillo.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193485228722303970" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBL3TJw7M-I/AAAAAAAAAQ8/D2oV6Bwegxw/s200/grillo.jpg" border="0" /></a>Siamo sicuri sia questa la strada giusta? Io seguo e ho sempre seguito Beppe Grillo nelle sue iniziative, l'ho sempre ascoltato, mi sono anche, più di una volta, lasciato prendere da quel linguaggio tanto popolare tanto popolare e incazzato da sembrare vero. E ho sempre pensato all'informazione in Italia come a un qualcosa di marcio. E lo è. Una casta che sta riducendo il paese a poltiglia. Ignorare per meglio lavorare. Alle spalle. È talmente chiara la situazione. Con i tanti che "scrivono" a una sola voce. Scrivono tutti e scrivono tutti allo stesso modo. Linea editoriale? Pensiero? No. Regole del gioco. O ci stai o sei fuori. Ma è così solo in Italia? No. E davvero la folla, molti giovani e giovanissimi, che mandano a fanculo tutto e tutti sono migliori? Sono davvero diversi? No. Sono (siamo) vittime di un sistema macabro, che si, in Italia, probabilmente raggiunge livelli di squallore senza paragone. Perchè sono (siamo) presi per culo, e davvero, da tutti. Ma attenzione, perchè sono (siamo) quelli che poi a loro volta prendono per culo. Basta dargli un pochino di potere. E già la voce basta diventa violenza, anche gratuita e il vedere e il sentirsi un gruppo fa credere di essere il vero. La verità assoluta. No, non vuole essere questa una sempliciotta indagine sociologica, anche se siamo società e alla fine guardandoci bene non siamo poi così diversi l'uno dall'altro. Io più passa il tempo e più mi rendo conto, o mi convinco (anch'io!) che in Italia chi non è "mafioso" è perchè o non ha potuto o non è riuscito a esserlo. Tutti, o quasi, chiamiamo il potente, quello che ci può dare almeno il la. Tutti, o quasi, bussiamo alla porta di chi è "casta" per poter prendere parte anche noi alla cena di gala. Perchè se non fai così sei invisibile. Completamente invisibile. E il sistema è talmente perverso da non concedere eroismi di nessun tipo. L'invisibile è invisibile. E pure coglione. E questo sistema crea e ha creato questa situazione. La situazione attuale. Dalla politica all'informazione passando per il semplice impiegato. Con la differenza che in Italia non possiamo far leva neanche sull'orgoglio, perchè la maggior parte degli italiani dinanzi a un guadagno seppur minimo sono pronti a sputtanare tutto e a vendere un proprio ideale. A svendere il proprio paese. Questo forse ci rende differenti dalle altre realtà. Ci rende in un qualche modo unici. Perchè noi "l'Italia è una merda" lo scriviamo senza grossi problemi, senza neanche andare a fare un giro fuori per vedere se poi è davvero tutta questa merda. E allo stesso tempo però siamo un popolo di incazzati neri. Perchè forse la cosa un po nel profondo ci infastidisce. L'Italia è una contraddizione. A morte i leccaculo per poi presentarsi a natale con l'agendina o la penna (nel migliore dei casi) per appunto leccare il culo. Italia alla malora per colpa proprio di questa gente per poi essere noi stessi, e se non tutti quasi tutti così. Siamo contraddizione. E la tragedia è che alcuni personaggi, il potere in primis, su queste contraddizioni ci gioca. Chi forse è distaccato più di tutti. Gioca sulla rabbia latente di noi tutti italiani. Che pensiamo con un vaffanculo di cambiare qualcosa. Per poi il giorno dopo rimetterci in fila. In silenzio e discreti perchè certe cose non si devono far vedere o non bisogna parlarne. </div><div align="justify">Dicono che ogni popolo ha il paese e i governatori, anche i comici, che si merita. Siamo davvero sicuri che questa non sia l'Italia degli italiani?<br /></div><div align="justify"></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-40389329499534640962008-04-24T11:29:00.002+02:002008-04-24T11:54:17.815+02:00Industriali all'attacco<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBBYi5w7M9I/AAAAAAAAAQ0/piaoGbnCRHg/s1600-h/marce2.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192747727003005906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_rReW55w5aCg/SBBYi5w7M9I/AAAAAAAAAQ0/piaoGbnCRHg/s200/marce2.jpg" border="0" /></a>Del nuovo governo si sa tutto e si sa niente. Ministri, ministeri, deleghe, di tutto di più. Come nella migliore tradizione. Unico dato positivo il numero di questi ministri. Che diminuirà forse. Sicuramente non aumenterà. L'Italia per una volta non tenterà di superare il record che a lei stessa appartiene. Il numero di ministri e segretari e sottosegretari. Una barzelletta a livello europeo e mondiale.<br /></div><div align="justify">Tace più o meno la politica, almeno quella ufficiale. Urlano gli industriali. Alle prese in questi giorni con un vero e proprio delirio dalla definizione complicata. Bene del paese? Interessi di casta? Interessi politici? O tutto questo?</div><div align="justify">Montezemolo attacca duramente il sindacato. In parte a ragione ma con toni e modi che fanno pensare. Ed è lo stesso centrodestra a mettere freno. È tutto dire.</div><div align="justify">Passano due giorni e anche la successora prende in mano microfono e spara. Stessi toni. Stesse argomentazioni. È giunto il momento della resa dei conti? Sembra di si. Gli industriali non aspettavano altro. Si dice entusiasta la Marcegaglia dell'assenza della sinistra radicale in Parlamento. Bene. E adesso sindacato tranquillo e contratti da rivedere. </div><div align="justify">Può essere la ricetta giusta per la ripresa dell'Italia. Perchè no. Ma i modi di Confindustria non sono certo dei più promettenti. Se dialogo si vuole forse è il caso non di attaccare ma di fermarsi e discutere. Consapevoli, gli industriali, del vento che gira dalla loro. </div><div align="justify">Ieri Berlusconi al Quirinale. Ancora attesa sui nomi. Solo indiscrezioni che riempiono solo le pagine depresse dei giornali. Ancora attesa. Ancora attesa. Anche se Berlusconi sembra essere intenzionato a partire alla grande e Alitalia, Putin lo confermano. I ministri solo equilibri da trovare e che si troveranno. </div><div align="justify">Ancora attesa...</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">primapaginanews@libero.it</div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-83258354463537483152008-04-20T11:17:00.003+02:002008-04-20T11:43:48.532+02:00La politica di Montezemolo<div align="justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAsPqY_rEjI/AAAAAAAAAQs/s5uaNmWXyd0/s1600-h/monte.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191260216413065778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="155" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAsPqY_rEjI/AAAAAAAAAQs/s5uaNmWXyd0/s200/monte.jpg" width="189" border="0" /></a>Non è più capo di Confindustria Montezemolo. E l'altro giorno c'è stato il passaggio di consegne. Passaggio che forse meritava un pò più di rispetto per la successora, completamente messa in ombra da quei discorsi tanto politici tanto politici del boss della Ferrari. Lo sapeva bene Montezemolo della pericolosità di certe affermazioni. Del peso mediatico. Ha voluto rubare la scena. Ha sparato sui sindacati. Come una furia. Parole dure. Durissime. Parole politiche. Da politico. Non è una novità è vero, gli industriali in Italia hanno sempre avuto un potere enorme. Ma qui non si parla più di industria. Non si parla di recessione. Di crisi. E di soluzioni alla crisi. Si fa politica. A una settimana neanche dalle elezioni. Politiche. E fa il politico uno che la politica non dovrebbe farla. Getta benzina sul fuoco uno che dovrebbe solo nell'occasione salutare e ringraziare e presentare un nuovo presidente di Confindustria. Perchè la benzina poi brucia. E lui, Montezemolo, rimarrà al centro di questo incendio. Ci sono i tempi giusti e quelli sbagliati. I tempi giusti e quelli volutamente sbagliati. Montezemolo ha optato per la seconda opzione. Perchè? Non è tanto ingenuo l'ex presidente degli industriali. Anzi. In più di una occasione si è parlato di lui come possibile leader di una nuova forza politica. E dopo la sparata dell'altro giorno forse si continuerà a parlare di lui chissà, come ipotetico ministro? Lo sa benissimo Montezemolo. Chi è lui e chi c'è al governo adesso e chi e come hanno perso le elezioni a sinistra. Sparare sui sindacati. Forse con qualche ragione. Non ha tutti i torti Montezemolo e sarebbe un ennesimo errore a sinistra condannare e basta le sue parole. Ì problemi dei sindacati sono molti e tutti ben visibili. I personaggi che ruotano attorno al mondo sindacale sono molte volte più che ambigui e criticabili. La politica del sindacato è chiara. Non ha tutti i torti Montezemolo. Ma cosa vuole creare con questo attacco? Una vendetta come hanno detto da più parti? No, non è così ingenuo ripetiamo. E proprio nella reazione di una parte politica si può intravedere l'importanza di quell'attacco. Non è passato in secondo piano e paradossalmente le critiche non sono arrivate da sinistra. Bensì dalla Lega. Perchè questo spirito improvviso di protezione? Proprio la Lega. Non è tempo di scontri affermano i vertici del carroccio. Per poi attaccare puntualmente Berlusconi con un subito ministri e a noi il Viminale. La gente ci ha votato e noi dobbiamo portare sicurezza in questo far west Italia. Le manovre politiche di questi giorni sono importanti. Qualcosa può morire e qualcosa può nascere. Montezemolo che aveva inoltre salutato la vittoria netta di Berlusconi con un "era ora! Adesso il paese è governabile!". Montezemolo che il giorno del suo addio decide di scrivere come un proemio ad un nuovo inizio. Di che tipo? Sarà già in Spagna a seguire le performance di Raikkonen sulla sua amata Ferrari? Sarà rimasto a Roma? A Bologna?</div><div align="justify">Per la cronaca il nuovo presidente di Confindustria è una donna e si chiama Emma Marcegaglia (nella foto). </div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-53201945723374491102008-04-19T10:35:00.004+02:002008-04-19T11:40:08.903+02:00La crisi delle sinistre -parte prima-<div align="justify">Dovrebbe essere una. Sono tante. E alla fine nessuna. Sinistra. Tutte in crisi nera. Dalla più estrema e vera, senza pass per il Parlamento, a quella più rivolta al centro, enigmatica e con una percentuale al di sotto delle aspettative. Si parlava di pareggio. Di recupero e addirittura sorpasso. Ci saranno anni di Berlusconi. Vittorioso in maniera netta e quasi preoccupante.</div><div align="justify">Tante sinistre. Tutte fuori. Chi fisicamente e concretamente. Chi fuori dai giochi. Alla ricerca di una posizione forte. Il governo ombra che prima o poi Veltroni dovrà spiegare. </div><div align="justify">E la domanda che circola ossessiva in queste giornate di triste riflessione: che fare?</div><div align="justify">Ci provano i blog, sempre più numerosi e ormai presi in considerazione anche da partiti e movimenti, a dare idee e spunti di riflessione. Vera voce del popolo che scrive. E soprattutto mezzo alla portata di tutti (anche se siamo davanti solo a Grecia e Bulgaria in tema di uso e consumo). Angolo in cui poter riflettere. Lo fanno i politici, sempre tramite blog. E veri protagonisti della reale politica. Si interrogano i giornali, soprattutto quelli più a sinistra. L'Unità con i suoi editoriali, Il Manifesto. Tutti. Che fare?</div><div align="justify">C'è tanto da fare. E il tempo c'è e ci sarà. Aspettiamo Roma e ripartiamo. Tanti scrivono di socialismo. Alcuni, quelli più duri, di comunismo. Tanti insistono sul partito democratico. Le varie correnti di una sinistra stanca. Ormai messa all'angolo in più di un paese europeo. Sinistra con mali comuni. Con storie non proprio diverse. Smarrita in questo tempo di cambiamenti netti e profondi. A livello economico, a livello anche geografico ma soprattutto a livello sociale. Sinistra che non si è fatta interprete di questi cambiamenti. Continuando a parlare e a credere in un linguaggio vecchio. Oggi che tutto deve a tutti i costi essere nuovo. E gli operai si incazzano e vanno con la Lega. E la classe media si incazza e va con Lega, Berlusconi o va con nessuno. La sinistra perde il contatto. Con la realtà. E perde, malamente, le elezioni. Non entra in Parlamento. È un momento drammatico per la nostra politica. </div><div align="justify">Il PD paga il fallimento prodiano? Troppo semplice come conclusione. Forse l'italiano ha capito fin dall'inizio che proprio dietro il Pd c'era il fallimento prodiano. I protagonisti del fallimento prodiano. Chi in silenzio. Chi con una maschera. Chi con nuovo trucco. Chi defilato in attesa di certezze. Ma la gente a quanto pare non è scema. Ed è stanca. Una stanchezza rischiosa. Da non sottovalutare. Perchè può sembrare paradossale ma oggi l'ordine sociale e la speranza di ordine sociale e ritorno alla normalità ce l'ha in mano Silvio Berlusconi. Se fallisce anche lui sono guai. La gente gli ha messo, esasperata, il paese nelle mani. Perchè avrebbe potuto benissimo, la gente, mettere la croce su Veltroni e Sinistra. Così non è stato. E attenzione a cominciare la riflessione dai soliti temi ormai vecchi pure questi di dittatura, matite che sole mettono la x su PdL e ignoranza. Perchè una riflessione di questo tipo, a sinistra, porterebbe solo alla riconferma di quanto avvenuto la settimana scorsa. Non ci saranno nuove possibilità senza un iniziale bagno di umiltà della sinistra italiana. L'estrema e la riformatrice. Non ci sarà domani senza prima una pausa e uno spogliarsi di quelle opportune giustificazioni di sempre. Abbiamo perso perchè Berlusconi ha in mano tutto. Abbiamo perso perchè l'Italia non è democratica. No. Abbiamo perso perchè la gente non ci ha votato. Punto. E abbiamo perso perchè manca una vera classe politica nuova e attenta a sinistra. Ci si nasconde dietro le solite frasi per poi ritirarsi come vecchi saggi in un esilio e in un silenzio patetico. Per finire poi con l'accusare Berlusconi. Di cosa? Per gridare allo scandalo. Pensiamo davvero che dicendo Berlusconi è un mafioso. Andando da Santoro a ripetere sempre le stesse cose, da Mangano al conflitto d'interesse si possa vincere? È così che la sinistra pensa di vincere? E le idee? Le frasi che vuole sentirsi dire chi non arriva a fine mese? Chi in questa società spietata è messo fuori, solo perchè o non troppo intelligente o sfortunato o impotente, o non sa fare bene i conti di come fottere più degli altri. Dov'è la sinistra? A parlare di Berlusconi? Cosa interessa all'emarginato, al precario, al ferito, a chi si fa un culo così in fabbrica rischiando pure di farsi ammazzare, al medio che vede sempre più lontana la possibilità di concludere qualcosa della propria vita, cosa interessa del giardiniere mafioso di Berlusconi? Cosa interessa della stampa, dell'informazione e della par condicio? Delle belle frasi tirate fuori al momento giusto per cercare a parole di rendere giustiza a cosa? Dell'operaio sopravvissuto alla strage di Torino candidato? Dov'è la sinistra? A fare discorsi da salotto. Gli intellettuali che scimmiottano prima uno poi l'altro alla tv o su youtube. E una volta superato il limite riempiono palazzetti urlando di essere vittima del sistema Berlusconi. Di avere la bocca a forza sigillata dalla dittatura. Spariscono dalle televisioni attendendo l'atteso ritorno con cifre da capogiro a contratto. Forse la sinistra deve partire proprio da qui. Dal mettere da parte queste favolette e questi figli di puttana dai discorsini vittimistici a orologeria. I cervelli che gridano allo scandalo per riempirsi le tasche. Forse bisogna partire proprio da qui. Senza grandi discorsi su ideali o filosofie economico politiche. Che la gente, la maggior parte della gente neanche capisce. E corre a dare il voto, esasperata, al prototipo dell'incazzato con senso e "poca cultura" Bossi.</div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><div align="justify"> </div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-46478069078660921822008-04-17T12:14:00.003+02:002008-04-17T12:37:21.356+02:00PD e il terremoto Prodi<div align="justify"><a href="http://bp2.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAcniqvjjtI/AAAAAAAAAQk/tkh8FF7f9Pw/s1600-h/prodiveltrons.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190160572110573266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAcniqvjjtI/AAAAAAAAAQk/tkh8FF7f9Pw/s200/prodiveltrons.bmp" border="0" /></a>Walter Veltroni deve aver passato una brutta giornata ieri. Non bastava la mazzata elezioni. Adesso i colpi arrivano anche dall'interno. Cosa questa che può provocare un vero e proprio terremoto nel Partito Democratico. Una lettera. Spedita da Prodi tempo fa proprio a Walter Veltroni. Custodita amaramente e gelosamente in cassetto per non destabilizzare la già delicata corsa al voto di aprile. Oggetto della lettera le dimissioni da Presidente del partito. Autore Romano Prodi. Una lettera quindi di un peso notevole. Passano i giorni e tutto splende sotto il cielo azzurro del PD. Nessun problema. Guardiamo al domani e viviamo felici e vogliamoci bene. Il problema è che il domani è arrivato. E Veltroni si ritrova non più con qualche nuvoletta ma con una vera e propria tempesta. Una bufera.<br /></div><div align="justify">Sconfitto nettamente alle urne. Ripetiamo il nettamente. Accuse da ogni lato. Sinistra. Responsabilità di aver ucciso una parte politica importante. Accuse dall'arcobaleno (a proposito di meteo), accuse dai socialisti. Piovono pietre su Veltroni. </div><div align="justify">E allora guardiamo al dopodomani. Cerca di alzare la testa Walter. Berlusconi parte malissimo afferma l'ex sindaco della capitale. E noi faremo un governo ombra. Non molleremo. Grazie a chi ci ha votato. Al pensionato che è tornato a sognare grazie alle parole di Veltroni. Insomma, una batosta dura da digerire ma pensiamo a noi. Romano Prodi a questo punto rende pubbliche le sue dimissioni. Nuova tegola sulla già livida testa di Walter. Un vero cazzottone. E attenzione, non a giochi fatti, non a situazione stabile. Nel bel mezzo di una pioggia battente arriva la tempesta oceanica. Da New York. </div><div align="justify">E salta fuori la lettera inviata a Veltroni. E salta fuori della scelta di vita. E salta fuori della volontà di consegnare responsabilità alle nuove generazioni. </div><div align="justify">Ma perchè proprio ieri? </div><div align="justify">Dicevamo del momento delicato. A Roma tra pochi giorni si giocherà quella che il Riformista definisce una finale di Champions. Perchè questa mossa adesso?</div><div align="justify">Aprire un dibattito interno alla successione di Romano proprio adesso. A due giorni dalla disfatta. A pochi giorni dall'unica speranza rimasta a centrosinistra: Roma.</div><div align="justify">La situazione è critica. E qualcosa sembra davvero essere saltato. Forse tutto previsto. Forse tutto studiato. Fatto sta che il terremoto sembra aver allargato le sue tremende onde verso centro. Nessuno a questo punto escluso. E la situazione potrebbe anche peggiorare.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-40026310766681322392008-04-16T14:35:00.004+02:002008-04-16T15:04:38.905+02:00Il Cavaliere riempie anche la giornata spagnola<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAX4eavjjsI/AAAAAAAAAQc/qr-HVIQyJu0/s1600-h/silvio2.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189827347072913090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px" height="171" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAX4eavjjsI/AAAAAAAAAQc/qr-HVIQyJu0/s200/silvio2.jpg" width="209" border="0" /></a>Diavolo di un Cavaliere verrebbe da dire. In un modo o nell'altro riesce sempre a mettersi nel bel mezzo. Sempre da protagonista. La cronaca. Intervistato da una giornalista spagnola che gli chiede opinioni sul governo rosa di Zapatero, Berlusconi risponde a modo tutto suo e con il sorriso che ormai noi italiani solo possiamo capire e forse accettare. O odiare. Dipende dai punti di vista. Ma con sorriso berlusconiano risponde: nove donne? Se l'è cercata lui (Zapatero), adesso dovrà sopportarle tutte...sarà dura dominarle..<br /></div><div align="justify"> </div><div align="justify">Il linguaggio fa parte sicuramente di una italianità tutta ma proprio tutta nazionalpopolare. Forse difficile da capire in terra iberica (che problemi con il machismo ne ha da non poter fare certo scuola di diritti a nessuno). Fatto sta che casca il mondo. </div><div align="justify">La portavoce per i rapporti del Partito Socialista punta il dito su Berlusconi definendo le sue parole inappropriate e poco rispettose. ???.</div><div align="justify">E in un furore femministico moraleggiante afferma che le italiane, come le spagnole, hanno le carte in regola per governare. E chi lo mette in dubbio ci viene da dire.</div><div align="justify">Lo stesso Berlusconi subito dopo aggiunge che le donne in politica sono stupende. </div><div align="justify">Adesso, io non sono un berlusconiano e penso di averlo già dimostrato. Apprezzo il personaggio. Unico e inimitabile. Ma un paese che alla battuta di un politico reagisce così: o lo fa per prendere la situazione a pretesto e farsi ancora un po di pubblicità. Zapatero in questo è molto abile. Lo assicuro. Anche perchè ha la faccia buona. O sono scemi. Io a questa seconda conclusione neanche voglio arrivarci perchè non è proprio così. Anzi. Ma spingere la responsabile ai rapporti con l'estero, un ministro a prendersi minuti si crede preziosi del proprio tempo a rispondere a certe parole è cosa "normale"? Io ho qualche dubbio. Quindi opto, cominciando un pochino a conoscere l'andazzo spagnolo, per la prima ipotesi. Prendere la palla al balzo per promuoversi paladini della giustizia. Quattro anni fa in modo ossessivo con i gay. Oggi con le donne. Ma ce n'è davvero bisogno?<br />Ma fatto sta che a quanto pare non bastano i tempi italiani. Anche in Spagna non trovano niente di meglio da fare che andare a dietro a Berlusconi. Lo fanno ormai da settimane. Non si capisce bene con quale intento. </div><div align="justify">E non solo. Non solo televisione e El Pais. El Mundo addirittura attiva un sondaggio in prima pagina con la domanda: Sei d'accordo con Berlusconi: il governo di Zapatero è troppo "rosa"?</div><div align="justify">Naturalmente dal lato El Mundo la risposta è un si al 75%. Diavolo di un Silvio. E furbetti spagnoli.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify">AP</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-58844980001157433802008-04-16T10:20:00.004+02:002008-04-16T10:46:01.688+02:00Roma, si va al ballottaggio<div align="justify"><a href="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAW7T6vjjrI/AAAAAAAAAQU/CGww8ev2fAs/s1600-h/rutelli.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189760096474992306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="183" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_rReW55w5aCg/SAW7T6vjjrI/AAAAAAAAAQU/CGww8ev2fAs/s200/rutelli.bmp" width="177" border="0" /></a>I guai in casa centrosinistra sembrano non finire. Dopo il fallimento politico a livello nazionale, le mazzate regionali, vedi Sicilia, e i dubbi cittadini, vedi Roma. Anche nella capitale il rischio di sconfitta finale c'è. Qui a dire il vero un qualche margine ancora resiste per la sinistra. Ma sicuri non si può certo stare.<br />A Roma si andrà al ballottaggio. Tra Rutelli, volto noto, e Alemanno. Berlusconi è ottimista (tanto per cambiare). Possiamo vincere tuona il Cavaliere. E per Veltroni sarebbe davvero la disfatta. Uno di quei cazzottoni che ti lasciano per circa un annetto fuori gioco prima di poter dire anche solo una parola. E attenzione, non aggrappiamoci allo stato dittatoriale italiano e cose del genere. L'Italia non ha creduto in Veltroni. Punto. Se poi, come cerca di fare qualcuno anche nei commenti in questo piccolo, minuscolo angolo di informazione, vogliamo addirittura scaricare la responsabilità su livelli culturali più bassi. Allora prepariamoci a stare ai box per parecchi anni. Perchè vuol dire che proprio la lezione non si è capita. E l'Italia, grazie al Signore o chi per lui, non è fatta di soli intellettuali di superior piano.<br />Ma torniamo a noi. Roma al ballottaggio si diceva. Rutelli in vantaggio ma Alemanno a ruota. E i voti di Udc e Destra a questo punto? La sinistra rischia davvero grosso. Storace si riunirà con i vertici di partito per decidere ma sembra scontato l'appoggio ad Alemanno. Più indecisa la parte Udc, ma sembra indifferenza e chiusura strategica. A giochi fatti vediamo cosa mettono sul piatto i nostri ex alleati. Un compromesso si troverà. </div><div align="justify">Sinistra uscita sanguinante anche in altre zone di Italia. A Brescia i Ds perdono il turno dopo dieci anni di potere. Illy sconfitto in Friuli. Sempre a livello regionale Finocchiaro distrutta in Sicilia.</div><div align="justify">A questo punto Roma sarebbe davvero il colpo del ko.</div><br /><div align="justify"></div><br /><div align="justify">AP</div><br /><div align="justify"></div><br /><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div><br /><div align="justify"><br /></div><br /><div align="justify"></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-49389204575632549172008-04-16T09:59:00.002+02:002008-04-16T10:15:37.375+02:00Alitalia, resterà italiana?<div align="justify">A voto concluso e senza ulteriori parole da aggiungere, i numeri parlano chiaro, si torna alla vita di sempre. Quella lasciata venerdi scorso prima del turno elettorale. </div><div align="justify">Ai discorsi soliti. Alitalia. Quello che manca, oltre alla ormai famigerata cordata invisibile, sono numeri certi. Ovvero, quanto può campare ancora la compagnia di bandiera?</div><div align="justify">Le versioni sono tante. Le hanno sparate tutte. Da un mese a un anno. Passando addirittura per i conti in risalita. Davvero sconcertante. Quanto tempo c'è davvero a disposizione?</div><div align="justify">Perchè è sui tempi che si gioca la partita. Abbiamo ancora una mezzoretta per cercare di recuperare? O siamo ormai in zona Cesarini? O allo scadere dei tempi di recupero? Ormai la risposta ha colori politici. No buon senso. </div><div align="justify">Berlusconi assicura, da neopremier, la presenza della cordata italiana. Ma ancora generalità e informazioni a riguardo mancano. Si parla di un incontro con le parti sociali. Le stesse parti sociali riaprono la porta a Spinetta e la sua AirFrance-Klm. Si attendono notizie. Certe.</div><div align="justify">Berlusconi ha vinto. Ha stravinto. Berlusconi ha puntato molto su Alitalia nel suo percorso pre elettorale. Destabilizzando, a ragione si saprà, le trattative più concrete con i francesi. A Berlusconi ora l'impegno e il dovere di fare chiarezza e magari risolvere una volta per tutte la questione. Di parole se ne sono dette anche troppe. Berlusconi in primis. E per quanto riguarda l'azione e le scelte adesso non ci sono davvero più alibi. </div><div align="justify"> </div><div align="justify">AP</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="mailto:primapaginanews@libero.it">primapaginanews@libero.it</a></div>Andrea Pretenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6756297772144985710.post-4953337980905282442008-04-15T12:19:00.004+02:002008-04-15T13:14:40.592+02:00...a proposito di estero e dell'erba del vicino<div align="justify">È arrivato un commento proprio su questo blog. E mi sono arrivate una decina di mail di italiani all'estero. Anzi. La maggior parte italiani desiderosi di estero.</div><div align="justify">Aspettavo il momento per commentare, io, la situazione estera. Non sono un inviato o un professionista in terra straniera da più di quarantanni, ma alla mia età, 27, sono alla seconda esperienza in altro paese. E non esperienza vacanziera di quindici giorni tra Ibiza e Costa Azzurra. In Italia abbiamo la mania, triste mania, e mi ci metto dentro anch'io, di guardare fuori dal nostro paese come a paradisi inesplorati di immenso valore sociale e politico.</div><div align="justify">Tutto va meglio. Fuori dall'Italia. Tutto è più libero. Fuori dall'Italia. Soprattutto la Spagna in questi ultimi anni è cresciuta smisuratamente nell'ideale dell'italiano medio. Il paese delle libertà e delle feste. Ecco, lasciando stare tori e merengues, che comunque sono un decimo, una regione e neanche tutta (andate a fare olè a Barcellona!..i miei occhi hanno visto due ragazzi in aeroporto prendersi uno schiaffone da un poliziotto catalano) di Spagna, e lasciando stare el flamenco andiamo al sodo e parliamo di cose serie e reali. </div><div align="justify">El Pais nell'ultima settimana ha commentato a modo suo la situazione italiana. E lo ha fatto in modo furbo. Sporco ma senza sporcarsi le mani. Ha lasciato scrivere articoli a tale Lucchini di una superficialità sconvolgente. Più che articoli di politica sembravano dichiarazioni da lotta universitaria. I fogli che ti danno alla fine delle lezioni universitarie. Mancava solo l'urlo anarchia e poi eravamo al completo. E ha lasciato aperto tali articoli a commenti della gente.</div><div align="justify">Ora, la Spagna è un paese vastissimo geograficamente. Grande e pieno di gente. Di italiani soprattutto. Possibile 240 commenti a senso unico? Quasi tutti (per non farla proprio sporca sporca) dicevano Italia merda e voglio andare in Spagna. Spagna caput mundi insomma. In grande stile iberico. Possibile neanche un italiano a dire no?..no. E allora ho provato a commentare anch'io. Perchè no? E dire, guardate che la realtà non è proprio così. Ma gli spagnoli son furbi. Le lasciano dire agli italiani le cose. Selezionando però. La voce solo di alcuni italiani. Che ingenui si fanno prendere letteralmente per culo. Tornando al mio commento, invio uno giorno sabato. Niente. Sarà un errore del pc. Che sta per personal computer. Invio un commento lunedi mattina. Niente. La linea sarà difettosa. Invio l'ultimo commento ieri sera. Niente. I miei tre commenti un pochino più equilibrati e di cinque righe mancano. E sia ben chiaro non voglio accusare El Pais di niente. Saranno stati problemi tecnici.</div><div align="justify">Scrivo direttamente in redazione. Tra l'altro ho anche mail preferenziali, visto il lavoro che sto facendo qui in Spagna. Nessuna risposta. Ma pubblicano la mail, ricostruita ad articolo di due studentesse erasmus a Salamanca. Con il titolo, minaccioso: Manifestazione degli italiani a Salamanca contro il ritorno di Berlusconi. Nella foto due ragazze con un cartello scritto a penna. Nell'indifferenza generale della gente. Ma lasciando stare i problemi tecnici del mio pc che non mi hanno perm