tag:blogger.com,1999:blog-66822423460313850462008-05-07T23:33:54.118+02:00italia mia blogErcolehttp://www.blogger.com/profile/07624336130332596024noreply@blogger.comBlogger87125tag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-35145101205994836592008-05-05T12:58:00.001+02:002008-05-05T13:00:43.505+02:00Sir Pick-Up<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SB7ozGsVAII/AAAAAAAAAIo/JVH1DxiMF8g/s1600-h/XENON1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196846984699641986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SB7ozGsVAII/AAAAAAAAAIo/JVH1DxiMF8g/s320/XENON1.JPG" border="0" /></a><br /><div>GIULIANOVA LIDO – La Tata, colosso automobilistico Indiano, neo proprietario di storici marchi come Land Rover e Jaguar, lancia sul nostro mercato, il suo nuovo Pick-Up, già visto in anteprima al Motorshow di Bologna nello scorso Dicembre. Lo Xenon, questo il nome del veicolo, è disponibile con un nuovo 2200 Dicor Turbodiesel Common Rail da 140 cv, in varianti di trazione 4x2 o 4x4, in varianti di carrozzeria a singola o doppia cabina. Il nuovo mezzo Tata per il lavoro e il tempo libero, è molto più moderno ed europeo nelle forme, del vecchio Pick-Up, che era stato uno dei primi mezzi della casa Indiana ad arrivare in Italia. Il frontale, massiccio, risulta aggraziato e piacevole grazie al design della mascherina e dei fari, mentre il posteriore, dove vi è l’ampio cassone, presenta dei fari dal taglio nuovo (su due livelli con il terzo stop incastonato nel portellone). Salendo a bordo (il veicolo è alto da terra, nota positiva per chi deve affrontare un fuoristrada duro e puro) troviamo un abitacolo lineare, confortevole e spazioso (sia nella configurazione a 2 posti secchi che in quella a 4 posti e 5 porte). Lineare è infatti la plancia, ridisegnata rispetto al precedente pick-up (nuovi comandi clima, autoradio in posizione rialzata, cambio con pomello color alluminio, ampio cassetto portaoggetti, quadro strumenti elegante con le bordature cromate del contachilometri e del contagiri). Ed ora il consueto momento test drive. Lo Xenon guidato è stato il 2200 Dicor 140 cv Doppia Cabina 4x4 da 21230 €. Il restyling che da poco meno di 2 anni a questa parte Tata ha riservato a tutti i modelli della sua gamma, ha portato alla nascita del nuovo pick-up, lo Xenon. Questo veicolo, sia usabile come mezzo da lavoro, che come fuoristrada o mezzo da tempo libero, presenta tutti i canoni del Tata Style: lineare come mezzo, confortevole e robusto, senza fronzoli né sciccoserie varie nell’abitacolo, con un motore elastico e sempre pronto ad ogni sollecitudine, e con prestazioni di tutto rispetto, rispetto sia alla mole del veicolo provato (2 tonnellate di peso per 5 metri e 12 cm di lunghezza), sia all’uso fuoristradistico, assicurato dalla trazione integrale con le ridotte. Infine i prezzi: si va dai 14572 € del 2200 Dicor 4x2 Cabina Singola ai 19480 € del 2200 Dicor 4x4 Cabina Doppia (Diesel).<br /><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-50237548547822347322008-05-01T17:59:00.001+02:002008-05-01T18:03:06.115+02:00Attico su quattro ruote<a href="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBnps2sVAGI/AAAAAAAAAIY/Eow2CLn9O6w/s1600-h/GRANDVOYAGER1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195440601953534050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBnps2sVAGI/AAAAAAAAAIY/Eow2CLn9O6w/s320/GRANDVOYAGER1.JPG" border="0" /></a><br /><div>MOSCIANO SANT’ANGELO – Per tutti gli americani e da qualche anno, anche per molti europei, è sinonimo di monovolume. Lei, la Chrysler Voyager, si rinnova profondamente. Ora infatti, con la nuova generazione, rimane solo la versione Grand Voyager, mentre la versione “normale”, sarà sostituita a breve dal monovolume della Dodge, il Dodge Journey. La nuova serie della vettura americana è proposta solo in motorizzazione Turbodiesel Common Rail (2800 CRD da 163 cv) negli allestimenti Touring e Limited. Guardando attentamente la vettura e facendo dei paragoni con la serie precedente, nulla è più uguale rispetto a prima. Alla linea avvolgente e bombata della vecchia Voyager, si sostituisce una vettura più massiccia e spigolosa, più lunga della precedente (adesso la nuova serie misura 5.13 m ed è larga quasi 2 metri). Di nuova progettazione ovviamente sono sia il frontale (centrale la grande mascherina grigliata e incorniciata da due grandi e avvolgenti fari semitrapezoidali) che il posteriore (enorme come il resto della vettura è il portellone incorniciato da 2 bei fari verticali rettangolari). Accomodandosi a bordo, si capisce perché il nuovo Voyager ha come suffisso Grand: perché lo spazio a bordo è immenso, oserei dire persino esagerato. Infatti il passeggero ha a disposizione 7 poltrone comode, che grazie all’innovativo sistema Stow n’ Go (valido per la seconda e la terza fila di sedili), queste due file possono essere fatte scomparire nel pavimento assicurando una capacità di carico pressoché illimitata. In più nulla è lasciato al caso per la cura dei particolari e l’eleganza degli interni: sedili comodi e morbidi; avanzata tecnologia (sistema dvd con schermi a scomparsa nel tetto oppure navigatore cartografico con schermo a colori); consolle centrale classica ma nello stesso tempo all’avanguardia (navigatore, clima bizona e autoradio cd, sono i fiori all’occhiello che la parte centrale della plancia può offrire); cambio automatico a 6 marce vicino al volante in posizione rialzata: molto comodo e pratico da usare; quadro strumenti elegante e sportivo grazie al fondo bianco. E ora il test drive. Il Chrysler Grand Voyager guidato è stato il 2800 CRD 163 cv Limited da 46636 €. Dopo il Motorshow a Bologna, dove era la regina dello Stand Chrysler Group, la Grand Voyager finalmente è arrivata anche nelle concessionarie, dove si può far ammirare in tutta la sua imponenza ed eleganza. La nuova generazione è di rottura rispetto al passato (più lunga e più larga delle generazioni precedenti), con una forma più squadrata, un muso più importante. Su strada il comportamento del maxi monovolume è eccellente, grazie a tanti fattori cominciando dal confort eccelso che questa vettura garantisce, continuando con potenza e brillantezza del propulsore diesel che spinge senza fatica un auto dal peso non indifferente (quasi 2200 kg), e concludendo con l’immenso spazio a bordo, che ogni passeggero può sfruttare come meglio crede, facendo diventare il Grand Voyager una seconda casa su cui non solo viaggiare, ma anche vivere la giornata nelle pause dal lavoro. Infine i due prezzi: il 2800 CRD 163 cv Touring costa 39290 €, il 2800 CRD 163 cv Limited costa 45720 € (entrambi hanno di serie il Filtro Antiparticolato) (Diesel).<br /><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-33781393237110046692008-04-28T07:38:00.001+02:002008-04-28T07:49:19.952+02:00Ciao Piccolina !<a href="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBVlVmsVADI/AAAAAAAAAIA/rtz-PYjk-Eo/s1600-h/I101.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194169167079866418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBVlVmsVADI/AAAAAAAAAIA/rtz-PYjk-Eo/s320/I101.JPG" border="0" /></a><br /><div>GIULIANOVA - Dopo 10 anni di onorata carriera, l’Atos va in pensione sostituita dalla nuova utilitaria di casa Hyundai: la I10. La nuova piccolina coreana, è proposta con due motori 1100, un benzina da 66 cv e un diesel da 75 cv, negli allestimenti Base, Style, Active. La nuova entry level car di Hyundai, non abbandona l’impostazione stilistica dell’Atos (piccola ma spaziosa monovolume), ma ne modernizza il design e rende le linee più aggraziate al gusto europeo. Lineare il frontale con i nuovi fari e la bella mascherina cromata, bello il posteriore compatto con i fari a palpebra dal disegno particolare. Entrando a bordo della I10 ci si trova davanti a un abitacolo spazioso seppur l’auto sia lunga poco meno di 3,60 m, grazie appunto alla conformazione da monovolume ereditata dalla Atos. La cura dei dettagli è aumentata rispetto alla Atos, e a beneficiarne ne è stata sicuramente la plancia, totalmente ridisegnata. Moderna ne risulta quindi la consolle centrale con la radio in posizione rialzata rispetto alle manopole della climatizzazione, e il quadro strumenti semplice ma completo. Ed ora le sensazioni di guida. La I10 provata è stata la 1100 Style da 10336 €. Nel 1997 la Hyundai si fece in Italia con una vetturetta chiamata Atos, che aveva una linea da simpatica scatoletta. Quest’auto ebbe un successo incredibile nei 10 anni che seguirono. Oggi dopo 10 anni di successi, la casa coreana dall’H argentata, ha deciso di sostituirla con la I10, che partendo da alcuni dettami della Atos li ha ammodernati rendendo il prodotto ancora più europeo. Il comportamento stradale della I10 è quello di una utilitaria compatta da città, con qualche vezzo per viaggi fuori dai percorsi cittadini, grazie alla media potenza del 1100 da 66 cv e alla spinta che questo propulsore sa dare alla piccolina made in Corea. E coda di articolo ecco il listino prezzi. I benzina vanno da 8790 € della 1100 Base ai 10690 € della 1100 Active; per i diesel si va da 11290 € della 1100 CRDI Style ai 12190 € della 1100 CRDI Active.<br /><br />Bruno Allevi </div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-50028310292374167972008-04-25T15:14:00.001+02:002008-04-25T15:16:28.410+02:00Intelligenza Famigliare<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBHZomsU__I/AAAAAAAAAHg/fkUb_L0ByTA/s1600-h/I30SW1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193171136939360242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SBHZomsU__I/AAAAAAAAAHg/fkUb_L0ByTA/s320/I30SW1.JPG" border="0" /></a><br /><div>GIULIANOVA LIDO – La gamma I30 si amplia con una proposta che segna un gradito ritorno nella gamma Hyundai. Infatti a essere commercializzata in questi giorni sul mercato italiano è la I30 Station Wagon. La vettura che riporta a listino la station nella casa coreana, è proposta con un 1600 benzina da 122 cv e un 1600 diesel common rail da 90 e 115 cv, negli allestimenti Base, Active, Dynamic. Esteriormente la nuova I30 SW, si differenzia dalla berlina solo per la diversa conformazione della parte posteriore, dove abbiamo una forma più rettangolare rispetto alla rotondità posteriore della berlina. Il resto del corpo vettura è interamente ripreso dalla berlina, già molto apprezzata sul mercato per la bellezza del design e la semplicità delle forme. Accomodandosi nell’abitacolo della nuova famigliare coreana, ci si presenta uno spazio maggiore rispetto alla berlina, grazie appunto alla linea più allungata e al bagagliaio più ampio. Per quanto riguarda invece la plancia, tutto è ripreso dalla I30: autoradio con lettore cd in posizione rialzata; comandi clima centrali, quadro strumenti sempre retroilluminato dall’elegante blu elettrico. Ed ora la prova su strada. La I30 SW guidata è stata la 1600 Benzina 122 cv Active da 16650 €. Con quest’auto la Hyundai segna il suo ritorno nel mercato delle famigliari, dopo l’esperienza della Lantra SW. La nuova I30 SW, mixa il design europeo della berlina (ormai sul mercato da circa 10 mesi), con la praticità e l’ampiezza di carico e modulabilità che le station sanno offrire, facendola sicuramente preferire a famiglie numerose o a persone che hanno bisogno di spazio. Su strada il veicolo si presenta facile da guidare e da manovrare (sterzo preciso con servosterzo), il motore è brillante, potente (ha 122 cv, non male per un 1600) e silenziosissimo (ai semafori può sembrare di avere l’auto spenta) garantendo consumi equilibrati e rispetto per l’ambiente (Euro 4). Infine i prezzi: per i Benzina si va dai 14890 € della 1600 Base ai 15990 € della 1600 Active; per i Diesel si va dai 15990 € della 1600 CRDI 90 cv Base ai 20290 € della 1600 CRDI 115 cv Dynamic.<br /><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-2897297240154739242008-04-21T11:50:00.001+02:002008-04-21T11:52:08.660+02:001 Cabrio e via in spiaggia<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SAxjtXfGUPI/AAAAAAAAAHI/YRCgPxYmP1I/s1600-h/1CABRIO1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191634101501055218" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SAxjtXfGUPI/AAAAAAAAAHI/YRCgPxYmP1I/s320/1CABRIO1.JPG" border="0" /></a><br /><div>ALBA ADRIATICA – Dopo il restyling della berlina e l’introduzione a fine 2007 della sportivissima coupè, in concomitanza con l’entrata della primavera, la Bmw scopre la Serie 1 presentando sul mercato italiano la 1 Cabrio. La nuova scoperta tedesca viene equipaggiata con 4 propulsori benzina (118 da 143 cv, 120 da da 170 cv, 125 da 218 cv, 135 da 306 cv) e un diesel (120d da 177 cv), negli allestimenti Eletta, Attiva, Futura, MSport. Gli ingegneri della casa bavarese nel concepire esteticamente questa nuova cabrio, hanno levato la capote rigida alla 1 coupè e hanno messo su un tetto in tela a comando elettrico, molto funzionale e bello da vedere. Sia anteriormente che posteriormente i dettami stilistici della Serie 1 e in particolare della 1 coupè, sono presenti (stessi fari anteriori e posteriori e stessa mascherina a doppio scudo in pieno Bmw Style). Entrando a bordo della 1 cabrio, si ritrovano tutti i dettagli stilistici che rendono questa vettura una degna BMW: sellerie in pelle morbida al tatto e confortevoli; plancia sportiva ma con elegante linearità (consolle centrale completa di tutto ciò che si può desiderare, quadro strumenti sempre ben leggibile); posto guida sportivo con pedaliera sportiva (presenta i 3 pedali ravvicinati); spazio a disposizione dei passeggeri posteriori e ampio bagagliaio. Ed ora il momento del test drive. La Bmw Serie 1 Cabrio guidata è stata la 120 Futura da 41590 €. Come già detto in apertura di pezzo, la Bmw cala il tris: dopo la 1 Restyling e la 1 Coupè, ecco arrivare la 1 Cabrio, pronta per aprirsi all’estate sulle più belle spiagge italiane. Rispetto alla 1 Coupè, la 1 Cabrio, presenta la stessa linea, ma ovviamente invece di un tetto rigido, ha un tetto in tela ad apertura elettrica, che in circa 22 secondi, fa risplendere il sole nell’abitacolo e fa sventolare i capelli ai passeggeri. Su strada, la versione provata equipaggiata con il 2000 benzina da 170 cv, è molto briosa e potente, scattante e veloce, ed è, difficile da trovare, molto silenziosa sia in configurazione capote abbassata che in configurazione capote alzata, senza quindi avvertire la fastidiosa presenza di vortici d’aria o di fruscii aerodinamici. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 31550 € della 118 Eletta ai 46450 € della 135 MSport; per i diesel si va dai 35200 € della 120d Eletta ai 37700 € della 120d Futura.<br /><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-61716914880751747072008-04-16T14:40:00.001+02:002008-04-16T18:04:38.397+02:00Prove tecniche (di Repubblica teocratica). Come chiamarla altrimenti?<a href="http://bp3.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/SAXm0lX6djI/AAAAAAAAAT4/EUQRicBRGTU/s1600-h/125195213_4d601ddbdf.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189807936674362930" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/SAXm0lX6djI/AAAAAAAAAT4/EUQRicBRGTU/s400/125195213_4d601ddbdf.jpg" border="0" target="_blank" /></a><br /><span style="font-size:78%;">immagine di </span><a href="http://www.flickr.com/photos/hidden_vice/" target="_blank"><span style="font-size:78%;">hidden_side</span></a><span style="font-size:78%;">.</span><br /><div align="justify"><br />Si, lo so, un paio di utenti hanno detto che io scriverei nei post sempre le stesso cose (come se il fatto di ripeterle le rendesse false) ma, questa volta, mi limito a narrare la mia esperienza di voto del giorno 13 aprile, che si potrebbe riassumere in poche parole: "l'uomo che morde il cane".</div><div align="justify">Sono andato al mio seggio, che peraltro era senza fila. Sono entrato e <strong>con calma ghandiana</strong> e <strong>con la massima cortesia possibile</strong>, prima di votare, ho chiesto un colloquio personale con il presidente di seggio. Ottenuto il colloquio, ho fatto notare al presidente che nel seggio v'era un crocifisso che, oltre tutte le considerazioni personali possibili, è stato ritenuto fuori luogo dalla <strong>sentenza della Corte di Appello di Perugia del 10 aprile 2006</strong> in quanto questa sostiene "<em>l’opportunità che la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore</em>" e la sentenza era stata redatta proprio in conseguenza ad un caso di crocifissi presenti nei seggi elettorali. Oltre a questa fonte, ho citato anche la <strong>sentenza 439/2000 della Corte di Cassazione</strong>, secondo cui le circolari fasciste del ministro Rocco del 1924 e del 1926, che prescrivevano la presenza del crocifisso nelle scuole elementari e medie, sono incompatibili con l'attuale assetto costituzionale (fra le varie cose non più basato sulla religione di stato) e da ritenersi tacitamente abrogate. Infine, ho citato anche la <strong>sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale</strong> che (fra le varie cose) elegge la laicità a "<em>principio supremo dell'ordinamento costituzionale</em>", quindi anteponendolo anche ad altri principi quali il lavoro e l'uguaglianza perchè solo in un contesto laico gli altri diritti possono trovare accoglimento e possibilità di esplicazione.</div><div align="justify">Ho consegnato al presidente di seggio una copia di ognuna di queste fonti giuridiche e, essendo queste molto corpose (una decina di pagine ciascuna), stavo iniziando a riassumerne <strong>con calma e cortesia</strong> i contenuti quando sono stato fermato, dato che il presidente si è qualificato come un avvocato e quindi già a conoscenza della dottrina giurisprudenziale in materia. Nonostante le sue conoscenze in materia, però, ha preferito non rimuovere il crocifisso. A quel punto, <strong>nella più totale calma e tranquillità</strong>, prendo atto della risposta e chiedo che venga messa a verbale una breve dichiarazione in cui affermo che, nonostante le indicazioni delle chiare fonti giuridiche precedentemente citate, il presidente di seggio non ha accolto la mia richiesta. A questo punto il presidente di seggio si rifiuta anche di mettere a verbale la dichiarazione. Io gli faccio notare <strong>con la massima pacatezza</strong> che, ai sensi <strong>dell'art. 104 comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 1957</strong> (noto anche come regolamento per il seggio elettorale), il presidente <strong>è tenuto</strong> a verbalizzare dichiarazioni, pena la reclusione da 2 a 5 anni e una multa che va da 1.032,91 a 2.065,83 euro. A quel punto il presidente mi fa accomodare in un angolo del seggio dicendomi di attendere perchè stava chiamando la polizia: io ho atteso e, una volta giunta la polizia, ho citato <strong>quietamente</strong> quelle fonti giuridiche (consegnando anche a loro una copia), ho fatto presente che il presidente non voleva verbalizzare una mia dichiarazione ma ho anche esplicitato di non voler fermarmi troppo sulla questione perchè, avendo un treno improrogabile dopo solo mezz'ora, volevo votare in fretta. I poliziotti mi hanno accompagnato fuori dal seggio (<strong>non ho assolutamente fatto resistenza</strong>) e posto questioni del tipo:</div><br /><div align="justify">"ci sono tanti problemi, perchè ti viene in mente una cosa del genere?",</div><br /><div align="justify">"perchè lo fai?",</div><br /><div align="justify">"l'Italia è un paese cattolico" e affini.</div><br /><div align="justify"></div><div align="justify">Io ho <strong>educatamente</strong> risposto alle diverse domande dicendo che rispettare la legge è un dovere civico, che se ci sono grandi problemi irrisolvibili non vuol dire che si debbano ignorare quelli "piccoli" e risolvibili, che l'Italia non è un paese cattolico ma laico e affini; in ultima istanza hanno detto che la questione del crocifisso compete ai responsabili di partito (???) (che però erano sparpagliati per la città e non erano reperibili) e ai "superiori" ma io ho risposto (<strong>con la massima volontà di chiarirmi</strong>) che, al di sopra di sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale, non c'è nessuno, al massimo ci sarebbe il re ma, non essendo più in monarchia, il caso non si pone. Dopo qualche minuto di <strong>dialogo pacatissimo</strong> e <strong>dai toni addirittura amichevoli</strong>, mi hanno detto di attendere lì perche volevano chiamare la Digos.</div><div align="justify">E' arrivato l'ispettore della Digos e ha esordito chiedendo cosa fosse accaduto, io ho rispiegato senza problemi il tutto nei minimi dettagli e senza considerazioni personali di sorta. Terminato il tutto, il dottore m'ha detto che:</div><div align="justify"></div><br /><div align="justify">"in Italia ci sono tanti problemi" e io ho risposto <strong>educatamente</strong> che se ci sono problemi grandi non vuol dire che quelli "piccoli" (anche se per me piccoli non sono, dato che si trattava di una liberta fondamentale) vadano ignorati/non risolti;</div><br /><div align="justify">m'ha detto che "se vai negli Emirati Arabi e chiedi di togliere un Maometto ti tagliano la testa" e io ho risposto <strong>ancor più educatamente</strong> che spesso nell'ambito mediorientale la religione è compenetrata con la politica fino al punto che il peccato coincide con il reato, ma questo non è il caso dell'Italia che, invece, è uno stato laico per legge;</div><br /><div align="justify">m'ha detto che "anche in Francia ci sono i crocifissi nelle scuole" e io ho risposto <strong>nella più totale tranquillità</strong> che la cosa mia sembra strana dato che il Francia vige la c.d. "legge del velo" secondo cui le donne non possono portare veli legati alla religione (qualunque religione), quindi figuriamoci se ci sono i crocifissi nelle aule scolastiche e, in qualunque caso, la Francia non è l'Italia, in cui vige una certa giurisprudenza;</div><br /><div align="justify">dopo questa risposta m'ha detto che "quelle sono solo sentenze e non è legge", al che io ho fatto <strong>cortesemente</strong> notare che, se mi condannassero in via definitiva a 12 anni di carcere per omicidio, il parlamento non dovrebbe approvare una legge in cui c'è scritto "Ringo De Palma deve scontare 12 anni di carcere", ma la sentenza va applicata senza che nessun altro atto legislativo o meno debba essere prodotto; ho preso parola e gli ho detto che, se il presidente di seggio non vuole togliere il crocifisso, almeno verbalizzi la mia dichiarazione, dato che è tenuto a farlo e rischia quella pena carceriaria e pecuniaria di cui sopra. Cosa m'ha risposto l'ispettore?</div><br /><div align="justify">"Se non vuole farti verbalizzare una dichiarazione tu lo denunci, fai un processo e avrai ragione", al che io "ma io non ho tempo per una denuncia o un processo, devo partire fra mezz'ora".</div><br /><div align="justify"></div><div align="justify">Dopo quest'ultimo scambio di battute, mi ha chiesto "dove studi?" e io "a Forlì" e lui "me lo immaginavo".</div><br /><div align="justify">A questo punto, giocata la sua ultima carta e avendo io un treno che stava per partire e un voto da esprimere, ho dovuto "annullare" il tutto, dichiarando <strong>esplicitamente</strong> la mia intenzione di votare con o senza il crocifisso (sapete com'è, <a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com/2008/03/contro-lastensionismo.html" target="_blank">io credo nel valore anche del singolo voto</a>), in un minuto ho ri-favorito i documenti, sono entrato il cabina, ho votato, depositato la scheda e sono fuggito verso Forlì. E' da notare che all'uscita dalla cabina, il presidente di seggio ha insistito perchè io mi riprendessi i fogli delle sentenze. Repulsione pura.</div><div align="justify">Diverse ore dopo la Digos ha telefonato al numero di casa della mia residenza e ha parlato con i miei genitori, descrivendomi (da quel che ho potuto capire) come una specie di terrorista cretino, oltre che attaccabrighe. Ho inoltre saputo di essere stato segnalato dalla stessa Digos per quello che avrei fatto. Sono un pò ignorante su queste cose, quindi ho cercato su Wikipedia e ho letto che "<em>con la sigla DIGOS (acronimo di <strong>D</strong>ivisione <strong>i</strong>nvestigazioni <strong>g</strong>enerali e <strong>o</strong>perazioni <strong>s</strong>peciali) si indica una divisione operativa della Polizia di Stato </em>[...]. <em>Gli uffici della Digos svolgono attività investigativa ed informativa finalizzata a <strong>contrastare l'eversione dell'ordine democratico</strong> (attività antiterrorismo)</em>".</div><div align="justify">Io punterei all' "<em>eversione dell'ordine democratico</em>"? Non fumo, non bevo, non gioco d'azzardo, non dò fuoco ai seggi elettorali, non compio blitz nelle prefetture e non ho mai preso parte nemmeno a occupazioni e, per quanto io ne sappia, la mia attività "eversiva" si limita al massimo a una decina di scioperi compiuti durante tutto l'arco delle scuole superiori e alla conoscenza di leggi che, puntualmente, vengono calpestate nell'indifferenza e nell'appiattimento di chi, invece, dovrebbe farle rispettare. Ho capito, <strong>e qui non nascondo una lieve punta di ironia</strong>, che la legge va rispettata ma, far rispettare la legge, è diventato un reato.</div><div align="justify">Spero solo che la segnalazione presso la Digos non mi impedisca di partecipare a concorsi in magistratura, dato che è un "sogno nel cassetto" che coltivo da un pò.</div><br /><br /><div align="justify"></div><br /><br /><div align="justify"></div>--<br /><div align="justify">P.S: uno dei tanti paradossi dell'accaduto è che l'ispettore della digos, invece di parlare con me di argomentazioni personali, avrebbe dovuto mettere sotto torchio il presidente di seggio: lui si che non ha rispettato la legge e ha, magari involontariamente, puntato all' "<em>eversione dell'ordine democratico</em>" (dato che si è rifiutato di mettere a verbale la dichiarazione).</div><div align="justify"> </div><div align="justify">altri post su <a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com/">http://vivalacostituzione.blogspot.com</a> </div><br /><script language="Javascript" src="http://pub.oxado.com/insert_ad?pub=132932" type="text/javascript"></script>RingoDePalmahttp://www.blogger.com/profile/10387952466590153077noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-31735662357262654242008-04-15T21:31:00.001+02:002008-04-15T21:32:30.140+02:00La prima berlina non si scorda mai<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SAUCw28vuFI/AAAAAAAAAGo/SMPDuQ9mmE4/s1600-h/AVENGER1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189557184021641298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/SAUCw28vuFI/AAAAAAAAAGo/SMPDuQ9mmE4/s320/AVENGER1.JPG" border="0" /></a><br /><div>MOSCIANO SANT’ANGELO – L’ampliamento boom della gamma Dodge continua. Dopo aver provveduto ad affiancare la Viper con la Nitro, la Caliber, ora tocca alla Avenger ampliare la nutrita gamma della casa americana. Questa berlina muscolosa è equipaggiata solo con un 2000 Turbodiesel CRD da 140 cv, nell’allestimento SXT. Esteticamente la nuova Avenger rispecchia i dettami stilistici delle vetture di casa Dodge: linee tese, corpo vettura muscoloso e sportivo, in linea con lo stile sportivo e cattivo del marchio americano. Affascinante il frontale con la caratteristica mascherina Dodge cromata e i fari rettangolari molto ampi. Sportivo e slanciato è il posteriore con una coda classica da berlina impreziosita dai fari dal design moderno e da un muscoloso paraurti, presente anche nell’anteriore. Salendo a bordo dell’Avenger si sale su una berlina di gran classe. Ampio spazio a bordo, lusso dei particolari (maniglie di aperture interne delle portiere cromate, cerchi cromati del quadro strumenti) e dei materiali interni (plastiche morbide al tatto e sellerie in raffinate pelli), plancia e consolle sportiva e completa di ogni ritrovato tecnologico, quadro strumenti sportivo e completo di computer di bordo digitale. Ed ora il momento del test drive della vettura made in USA. La Avenger guidata è stata la 2000 CRD SXT da 26936 €. La prima berlina europea della Dodge, si presenta come una vettura molto USA nelle linee muscolose, ma adatta al pubblico europeo per l’eleganza e la sinuosità delle forme, e soprattutto per il propulsore europeo che monta. Infatti l’Avenger è equipaggiata con il 2000 TDI da 140 cv di origine Volkswagen che la rende assai brillante su strada, molto silenziosa e scattante. L’auto è poi molto confortevole e facile da guidare sia nei percorsi autostradali che in quelli misti che in città, denotando l’uso molteplice che se ne può fare. Infine l’unico prezzo, molto competitivo: l’unica versione presente, la 2000 TDI 140 cv SXT si porta via con appena 26260 €.<br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-80032109517045858682008-04-07T12:38:00.002+02:002008-04-08T10:53:37.118+02:00Si viaggiare<a href="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R_n6Lc0rHHI/AAAAAAAAAGg/xl54M6e4648/s1600-h/H1WAGON1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186451520516463730" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R_n6Lc0rHHI/AAAAAAAAAGg/xl54M6e4648/s320/H1WAGON1.JPG" border="0" /></a>GIULIANOVA LIDO – Il 2008 sarà per Hyundai, nota casa automobilistica coreana, un anno pieno di novità e rinnovamenti per la gamma prodotti sul mercato italiano. La prima novità ad arrivare nelle concessionarie è la nuova monovolume, pronta a sostituire la Trajet. Quest’auto è l’H1 Wagon, disponibile solo con un Diesel 2500 CRDI da 170 cv, nell’allestimento Active. Esternamente il nuovo H1, che è disponibile anche come veicolo commerciale a 3 o a 6 posti, si discosta in tutto e per tutto dalla Trajet, di cui prende il posto. Infatti presenta un corpo vettura molto imponente, massiccio e importante. In più ha dimensioni non proprio da monovolume, bensi da “autobus” (5,15 m di lunghezza e 1,92 m di larghezza), che lo rendono uno fra i più spaziosi monovolumi presenti sul mercato. L’anteriore rispecchia la muscolosità del mezzo con una pronunciata mascherina e soprattutto con due fari enormi, che fanno da elegante cornice alla mascherina stessa, mentre nel posteriore la parte del leone la fa il portellone (anch’esso enorme come tutta la vettura). Salendo a bordo della nuova creazione made in Corea, si rimane allibiti per quanto spazio vi sia a disposizione dei passeggeri (8 posti su 8 poltrone, con abbondante spazio a disposizione, si vede raramente su una monovolume). La cura dei dettagli nell’abitacolo è in linea con le direttive Hyundai: linearità e un tocco di eleganza. Lineare è infatti la plancia e la consolle, dove trova alloggiamento anche il cambio, mentre, come sempre nelle vetture della casa dell’H argentata, il quadro strumenti è elegantemente retroilluminato e ben leggibile in ogni momento. Ed ora il momento delle sensazioni di guida. L’H1 Wagon guidato è stato il 2500 CRDI Active 170 cv da 26880 €. La nuova vettura per famiglie della casa coreana si pone ai vertici della categoria sia per quanto riguarda il motore (2500 CRDI da 170 cv) sia per le dimensioni (oltre 5 metri) e anche per lo spazio a bordo (immenso anche per 8 persone). Su strada l’H1, che ricordiamo è disponibile anche in configurazione veicolo commerciale, si comporta egregiamente, garantendo confort e facilità di guida (seppur abbia dimensioni importanti). Il motore è molto brillante e potente, e assicura al veicolo coreano molta spinta, non essendo sottodimensionato rispetto all’imponente mole del veicolo (2200 kg di massa a vuoto). Infine l’unico prezzo: 25990 € del 2500 CRDI 170 cv Active (diesel).<br /><br /><br />Bruno AlleviBRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-1789059590599726962008-04-01T14:59:00.002+02:002008-04-08T10:52:59.512+02:00Aria nuova in città<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/R_Iyjs0rHDI/AAAAAAAAAGA/AUoH_O4TWwc/s1600-h/AGILA1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184261709965761586" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/R_Iyjs0rHDI/AAAAAAAAAGA/AUoH_O4TWwc/s320/AGILA1.JPG" border="0" /></a>ASCOLI PICENO – La Opel prosegue nel suo rinnovamento della gamma, presentando in questi giorni sul mercato italiano, la nuova Agila. La piccolina della casa tedesca viene spinta da 2 propulsori benzina (1000 da 65 cv, 1200 da 86 cv) e da un motore diesel 1300 CDTI da 75 cv, negli allestimenti Base ed Enjoy. Esternamente la nuova Agila spartisce con la serie precedente solo il nome. Tutto il resto è infatti cambiato. Adesso presenta un corpo vettura al passo con i tempi, una linea più sinuosa e giovanile di prima, oserei dire sexy. Molto carino il nuovo frontale con gli ampi fari e particolare è il posteriore leggermente convesso con i fari verticali che seguono la convessità del portellone. Accomodandosi dentro la nuova utilitaria Opel, si trova uno spazio maggiore rispetto a prima, ma soprattutto una cura dei dettagli e una maggiore qualità dei materiali, che prima non vi erano. Nuovo il disegno della plancia, con una consolle centrale completa pressoché di tutto (c’è anche il cambio in posizione finale in consolle) e un quadro strumenti che vede il contagiri separato dal tachimetro e dalle spie (il quadro principale è dietro il volante mentre il contagiri è leggermente spostato in alto a destra). Ed ora il momento del test drive. L’Opel Agila provata è stata la 1000 Enjoy da 12506 €. La nuova generazione dell’Agila si presenta in questi giorni sul nostro mercato, forte di uno straordinario successo di vendite della precedente serie. Rispetto alla generazione che l’ha preceduta non ha nulla a cui spartire se non il nome. Nuove linee meno spigolose, più convessità e sinuosità delle forme, miste a una accentuata cura dell’abitacolo interno, sono le doti che la nuova tedesca presenta. L’auto su strada si presenta molto maneggevole, facile da guidare, innesti precisi al cambio, praticità e facilità per le manovre e i parcheggi, buona visibilità sia anteriore che posteriore. Il comportamento del 1000 3 cilindri da 65 cv, stesso motore della precedente serie, è buono. Infatti la rumorosità iniziale tipica dei motori a 3 cilindri, viene ben presto assopita, e questo propulsore garantisce alla vettura made in Opel, una brillantezza che in una utilitaria non guasta mai, e soprattutto consumi minimi ed rispetto per la natura (è EURO 4). Infine i prezzi. Per i benzina si va dai 10200 € della 1000 Base ai 13400 € della 1200 Enjoy Automatica. Per i diesel unico prezzo: 14450 € della 1300 CDTI Enjoy.<br /><div><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-55086357088382216552008-03-27T09:27:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.513+02:00Neverending Space<a href="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R-taw80rHAI/AAAAAAAAAFo/6eN_uZvGXYo/s1600-h/KANGOO1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182335593227164674" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R-taw80rHAI/AAAAAAAAAFo/6eN_uZvGXYo/s320/KANGOO1.JPG" border="0" /></a>COLLI DEL TRONTO – Una fra le prime MPV uscite sul mercato, si rinnova in maniera netta e profonda. Questa vettura è la Renault Kangoo. La spaziosa francesina si presenta sul mercato italiano con 2 motorizzazioni (un benzina 1600 da 106 cv e un diesel 1500 DCI da 68, 86, 103 e 106 cv), negli allestimenti Base e Dynamique. Rispetto alla vettura lanciata sul mercato italiano nel lontano 1997, la nuova Kangoo ricorda il modello che sostituisce ma con tante succulente novità. Infatti è più lunga di 17 cm rispetto alla generazione precede, e presenta un design delle linee e delle forme tutto nuovo rispetto a prima. Molto grazioso e fumettistico il frontale bombato con i grandi fari a goccia, squadrato e di congiungimento al passato il portellone posteriore con gli ormai storici fari verticali rettangolari a fare da cornice. Salendo a bordo l’impostazione di veicolo molto spazioso si è modificata grazie a quei 17 cm di cui la nuova Kangoo beneficia. Adesso la francesina per famiglie ha uno spazio ancora maggiore rispetto a prima, un abitacolo ancor più luminoso grazie alle vetrature maggiorate, e una modulabiltà interna da record. Moderna la plancia con l’elegante consolle centrale che adesso ospita anche il cambio, ben leggibile il quadro strumenti a 3 cerchi intersecanti, particolare la leva del freno a mano a forma di cloche. Ed ora il test drive. La Renault Kangoo guidata è stata la 1500 DCI 106 cv Dynamique da 20953 €. Dopo la presentazione a metà anni ’90 e un restyling a cavallo di millennio, la Kangoo si presenta sul mercato con un look più giovane e accattivante della precedente serie, rinnovandosi dove serviva, lasciando inalterata l’impostazione di auto per famiglia che da sempre l’ha contraddistinta. Su strada la versione provata, equipaggiata con il top di gamma per la motorizzazione a gasolio (1500 DCI da 105 cv), è l’auto giusta per la famiglia: brillante, potente, per nulla sottopotenziata, capace di caricare ogni cosa, e dai consumi contenuti (19 km con un litro di gasolio). Se poi è stata scelta come nuova auto da parte della famiglia più famosa d’America (i Simpson), si capisce come la nuova Kangoo sia destinata a bissare il successo della precedente generazione. Infine il listino. Per i benzina unico prezzo: 16900 € della 1600 Dynamique; per i diesel invece si parte dai 16200 € della 1500 DCI Base 68 cv a 18950 € della 1500 DCI Dynamique 103 cv.<br /><div><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-17446961792986954592008-03-24T11:19:00.003+01:002008-04-08T10:52:59.514+02:00Un tuffo nell'oceano<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R-eASs0rG9I/AAAAAAAAAFQ/gK_0cThovo0/s1600-h/SPLASH1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181250955071134674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R-eASs0rG9I/AAAAAAAAAFQ/gK_0cThovo0/s320/SPLASH1.JPG" border="0" /></a> ASCOLI PICENO – Il progetto Opel – Suzuki di costruire una piccola utilitaria in comune va avanti. Infatti, dopo le prime generazioni di Agila e Wagon R, ecco che nascono la nuova Agila e <?xml:namespace prefix = st1 /><st1:personname productid="la Suzuki Splash." st="on"><st1:personname productid="la Suzuki" st="on">la Suzuki</st1:personname> Splash.</st1:personname> In questo articolo sarà analizzata la piccola Suzukina. L’utilitaria giapponese è equipaggiata con 2 benzina (1000 da 65 cv, 1200 da 86 cv) e un turbodiesel 1300 da 75 cv, negli allestimenti L, GLS, GLS Safety Pack. Esteticamente rispetto alla “cubica” Wagon R, di cui prende il posto, <st1:personname productid="la Splash" st="on">la Splash</st1:personname> è tutt’altra autovettura. Linee sinuose e giovanili, pochi spigoli mantenendo dimensioni compatte e spazio da monovolume. Molto personale il frontale con i grandi fari dal design molto particolare, e assai dinamico è il posteriore con la coda leggermente convessa e i grandi fari verticali che seguono la convessità del portellone. Salendo a bordo della nuova Splash, molte cose non sono più come prima. Infatti la semplicità e la spartanità degli interni della Wagon R, qui diventano eleganza, completezza e gusto dei dettagli. Raffinata e moderna la consolle centrale, che vede anche l’inserimento in posizione molto comoda, del cambio. Curioso il contagiri in sommità di plancia separato dal resto del quadro strumenti (funzionale e ben leggibile). Ed ora il test drive. <st1:personname productid="la Splash" st="on">La Splash</st1:personname> guidata è stata la 1300 DDIS 75 cv GLS da 13700 €. <st1:personname productid="la Suzuki" st="on">La Suzuki</st1:personname>, torna a ripresentarsi nel settore delle utilitarie, dopo i non felicissimi risultati ottenuti con <st1:personname productid="la Alto" st="on">la Alto</st1:personname> e <st1:personname productid="la Wagon R." st="on"><st1:personname productid="la Wagon" st="on">la Wagon</st1:personname> R.</st1:personname> E per rientrare alla grande in questo settore sempre ben nutrito, dà vita alla Splash, una piccola monovolume dalle linee moderne, che di sicuro attirerà i giovani e le signore, grazie a un mix fra piacevolezza delle forme e praticità d’uso. Il comportamento stradale della gemella giapponese nella nuova Opel Agila (presentata anch’essa in questi giorni), è ottimo grazie all’adozione del piccolo ma brillante 1300 diesel Multijet di origine Fiat da 75 cv, che garantisce (e chi possiede un auto del gruppo Fiat o Opel su cui è montato questo piccolo propulsore lo sa) bassi consumi, brillantezza e poca rumorosità. Infine i prezzi. Per le versioni benzina si va dai 9800 € della <st1:metricconverter productid="1000 L" st="on">1000 L</st1:metricconverter> ai 12500 € della 1200 GLS Safety Pack; per le versioni diesel si parte dai 13200 € della 1300 DDIS GLS ai 14500 € della 1300 DDIS GLS Safety Pack con Filtro Antiparticolato. <p class="MsoNormal"><?xml:namespace prefix = o /><o:p></o:p></p><p class="MsoNormal"><o:p></o:p></p><p class="MsoNormal">Bruno Allevi</p>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-36128549188563815882008-03-17T16:01:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.515+02:00Io sono Ammiraglia<a href="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R96IIACmBkI/AAAAAAAAAE4/iOIOg7IZGfk/s1600-h/SERIE71.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5178726292553860674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R96IIACmBkI/AAAAAAAAAE4/iOIOg7IZGfk/s320/SERIE71.JPG" border="0" /></a><br /><div>TERAMO – Nel settore delle ammiraglie extralusso, poche sono le auto che hanno fatto storia. E l’auto di cui parlerò in quest’articolo, è la storia dell’ammiraglia: la Bmw Serie 7. La berlinona tedesca è spinta da 4 motori a benzina (3000 da 258 cv, 4000 da 306 cv, 5000 da 367 cv e 6000 da 445 cv) e da 2 diesel (3000 da 231 cv e 4500 da 329 cv), negli allestimenti Eletta, Attiva, Futura, Eccelsa. Nell’ammirare estasiati il profilo e l’estetica della mega Bmw, non si può rimanere a bocca aperta davanti a tanta maestosità, bellezza, ed imponenza. L’insieme delle linee che denotano il corpo vettura danno slancio e anche un piglio sportivo a un auto, che in casa Bmw è sinonimo di ammiraglia da molti decenni. Importante l’anteriore con gli ampi fari che incorniciano degnamente la mascherina doppio scudata, che designa ogni Bmw. Slanciata e sportiva la coda con gli ampi fari dal design sportivo ed elegante allo stesso tempo. Entrando a bordo della Serie 7, non è possibile non rimanere letteralmente disorientati e un po’ spaesati davanti a un abitacolo, che a lusso, eleganza e tecnologia non ha pari in altre autovetture al mondo. I sedili, morbidissimi sono costruiti con pelli raffinate e pregiate, cosiccome sono pregiati i materiali usati per il rivestimento delle portiere, del cielo e gli inserti sulla plancia (radica a gogò). Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, sono molte le cose da dire e da descrivere. Si può partire dal sistema IDrive che controlla molte delle applicazioni tecnologiche della vettura per poi proseguire al sistema di regolazione elettrica dei sedili (è situato sul lato del bracciolo centrale e non come solito a sinistra del sedile), e concludendo con la lineare eleganza della plancia dove sono presenti tutti i più moderni ritrovati che la tecnologia automobilistica può offrire (dal cambio automatico con comandi al volante all’accensione elettronica mediante il pulsante start-stop, per proseguire con il clima automatico anteriore e posteriore e finire con il navigatore satellitare con lo schermo a colori). E ora le sensazioni di guida. La Serie 7 guidata è stata la 730d Futura da 83900 €. L’auto oggetto dell’articolo, è una delle più longeve ammiraglie delle storia dell’automobilismo moderno, ed ha saputo aggiornarsi costantemente per rimanere al passo con i tempi e restare una delle regine incontrastate del segmento. Questo aggiornamento ha portato ad avere, nell’ultima Serie 7, un concentrato tecnologico e una ricerca dell’eleganza e del lusso mai raggiunte prima. Cosa si può dire del suo comportamento su strada? Semplicemente da sogno. E’ un salotto viaggiante assolutamente insonorizzato e con una maneggevolezza di guida oserei dire disarmante (ha la facilità di guida di una utilitaria sebbene sia lunga oltre 5 metri). Il 3000 diesel che equipaggia l’ammiraglia tedesca da me provata, è molto brillante e spinge senza fatica questa vettura, senza essere per nulla sottopotenziato rispetto alla mastodontica massa del veicolo (2 tonnellate), facendo anche risparmiare sui costi di gestione. Infine i prezzi: per i benzina si va dai 75100 € della 730 Eletta ai 133700 € della 760 Eccelsa Limousine; per i diesel si va dai 70400 € della 730d Eletta ai 110700 € della 745d Eccelsa.<br /><br /><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-65036830381398204992008-03-13T11:45:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.516+02:00Tu chiamale se vuoi.....emozioni<a href="http://bp0.blogger.com/_wH4843LRrtE/R9kGCwCmBhI/AAAAAAAAAEg/RTGcMe20RoE/s1600-h/Z41.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177175890964383250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_wH4843LRrtE/R9kGCwCmBhI/AAAAAAAAAEg/RTGcMe20RoE/s320/Z41.JPG" border="0" /></a> TERAMO - In attesa della bella stagione, anche il mondo delle auto si apre come i fiori in primavera. E fra le prime ad aprirsi ai primi caldi e ai timidi soli primaverili è la Bmw Z4. La spider bavarese (disponibile anche nella variante di carrozzeria coupè), è equipaggiata con 4 motorizzazioni benzina (2000 da 150 cv, 2500 da 177 e 218 cv, 3000 da 265 cv e 3200 da 343 cv). Guardando la Z4 non si può non rimanere colpiti dalla particolarità della linea, che la discosta dalle altre spider presenti sul mercato italiano. La Z4 presenta un cofano allungato contrapposto a una coda piccola e tronca, linee e nervature tese lungo i fianchi dell’auto (particolari gli indicatori di direzione incastonati nei loghi BMW), un assetto sportivo che fa da subito denotare la dote di sportiva mangiasfalto che la spider bavarese incarna. Salendo a bordo, ci si ritrova in un abitacolo studiato esclusivamente per accogliere 2 persone, in linea con il Dna delle spider sportive. Nullo è lo spazio dietro ai sedili sportivi dal design accattivante (come su ogni sportiva di razza sono anatomici e performanti), sportivissima e elegante (con gli inserti in alluminio) la consolle centrale, che in linea con il BMW Style è molto lineare e senza troppi orpelli inutili. Il posto guida della Z4, poi, rispecchia in pieno le doti sportive della bavarese tutto pepe: basso, guida quasi distesa, volante sportivo a 3 razze, leva del cambio corta, pedaliera ravvicinata. Ed ora il test drive. La Z4 provata è stata la 2000 150 cv da 35150 €. La Z4 degna figlia della Z3 e anche della mai dimenticata Z1 di inizio anni ’90, è una spider molto particolare nella linea e anche ricercata da chi voglia possedere un auto importante, bella da vedere, e soprattutto divertente da guidare. Infatti su strada la Z4, non risulta essere una di quelle sportive difficili da guidare, senza confort alcuno, ma anzi, ha un confort egregio e si lascia guidare in maniera tranquilla (se non si pigia a fondo sull’acceleratore). Se poi pensiamo che è utilizzabile tutto l’anno grazie alla capote in tela robusta e bella da guardare, si capisce come possa essere sfruttata in ogni momento, con ogni clima, dando sempre lo stesso risultato: emozioni al volante in tutta sicurezza. Infine i prezzi con i distinguo fra Spider e Coupè. Per la Coupè 2 sono i prezzi: 42500 € della 3000 da 265 cv e 60800 € della 3200 da 343 cv (Benzina). Per la Spider si va invece dai 32800 della 2000 da 150 cv ai 62350 € della 3200 da 343 cv (Benzina).<br /><br /><br />Bruno AlleviBRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-14988495515534532382008-03-10T13:27:00.003+01:002008-04-08T10:52:59.516+02:00La Prima Volta<a href="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R9UpagCmBeI/AAAAAAAAAEI/UstRcX21Pcw/s1600-h/CLIOSW1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176088881986405858" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R9UpagCmBeI/AAAAAAAAAEI/UstRcX21Pcw/s320/CLIOSW1.JPG" border="0" /></a>SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ma dai, ma davvero! Ecco cosa si può dire nel vedere l’ultima nata in casa Renault: la Clio Sportour, ovvero la versione station wagon della piccola francesina. La famigliare transalpina è equipaggiata con 2 motori a benzina (1200 da 75, 78 e 100 cv e un 1600 da 111 cv) e un propulsore gasolio 1500 DCI da 68, 86, 103 e 106 cv, negli allestimenti Base e Dynamique. Esteticamente si parla di una novità assoluta per la piccola francese. Per creare la Sportour gli ingegneri Renault hanno allungato la Clio di 21 cm (399 cm la Berlina, 420 cm la station) creando un auto dalle linee moderne e slanciate. Le maggiori differenziazioni rispetto alla vettura lanciata ormai 3 anni fa, sono ovviamente nella coda, allungata che presenta un design dei fari e del portellone differente rispetto alla berlina. Mentre nell’anteriore non vi sono modifiche (stesso disegno di fari e mascherina della Clio berlina). Salendo a bordo troviamo ovviamente uno spazio aumentato rispetto alla versione da cui deriva. Spazio che non è relegato solo al bagagliaio ma anche a bordo. Per quanto riguarda poi il design interno e la cura dei dettagli troviamo il marchio distintivo Renault di plance lineari ed eleganti, con consolle centrali complete e quadri strumenti dalla buona lettura e ben retroilluminati. Ed ora le sensazioni di guida. La Clio Sportour provata è stata la 1500 DCI 85 cv Dynamique da 19881 €. E’ stata la regina del Motorshow di Bologna dello scorso Dicembre, dove ha destato molte curiosità, per essere una novità assoluta rispetto al modello da cui deriva. E la Clio Station Wagon, non ha deluso le attese, presentandosi con una linea moderna e sportiva, distaccandosi di poco dalla berlina, aumentandone lo spazio a bordo. Su strada l’auto è facile da guidare, silenziosa e grintosa grazie alle prestazioni dell’ottimo 1500 DCI da 85 cv, parsimonioso e brioso, che risulta essere il giusto motore per quest’auto, a causa di un carico maggiore da sopportare e di un peso maggiore rispetto la berlina. Infine i prezzi: si va dai 13000 € della 1200 Base 75 cv ai 17900 € della 1600 Dynamique Proactive (Cambio Automatico) (Benzina); si va dai 14500 € della 1500 DCI Base 68 cv ai 19700 € della 1500 DCI Dynamique 103 cv (Diesel).<br /><div>Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-45444582401606909242008-03-07T23:00:00.000+01:002008-03-08T00:00:26.395+01:00L'evasione fiscale in Italia è ancora un reato?<object height="480" width="640"> <param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QEtMHR3eqJ8"> <embed src="http://www.youtube.com/v/QEtMHR3eqJ8" type="application/x-shockwave-flash" height="350" width="425"></embed> </object><br /><br /><div style="text-align: justify;">"Ogni anno, in Italia, <span style="font-weight: bold;">decine di VIP evadono (o hanno evaso) il fisco</span>. Pagare le tasse è importante, perchè queste contribuiscono ai servizi che anche tu usi: scuole, sanità, autostrade, ricerca scientifica, sicurezza. Tu puoi aiutarli a smettere facendo centro con noi: <span style="font-weight: bold;">boicottali</span> e risolleverai, seppur in minima parte, le casse dello Stato. Quasi dimenticavo: anche big Luciano è stato un evasore".<br />Perchè <span style="font-weight: bold;">Valentino Rossi</span>, che ha evaso circa 100 milioni di euro, <span style="font-weight: bold;">ne dovrà ripagare solo 20 e a rate???</span> Perchè a suo tempo anche <span style="font-weight: bold;">Luciano Pavarotti </span>evase e pagò in ritardo e <span style="font-weight: bold;">con un forte sconto???</span> Evadere tanto o evadere poco non fa troppa differenza, dato che si tratta sempre di un reato. Ma se chi evade ha stipendi di milioni/miliardi di euro, almeno dovrebbe pagare tutto il conto, non andrà certamente in fallimento (100evasi-20darestituire=guadagno netto di 80 milioni di euro). <span style="font-weight: bold;">La legalità è inutile se è utilizzata a targhe alterne</span>, come è inutile alzare a soglia degli studi di settore (quelli utilizzati per scovare l'evasione fiscale) se, una volta acchiappati i rei, gli si fa lo sconto.<br />Voi cosa ne pensate?<br /><br /></div><br /><br /><script type="text/javascript" language="Javascript" src="http://pub.oxado.com/insert_ad?pub=158170"></script>RingoDePalmahttp://www.blogger.com/profile/10387952466590153077noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-31383420629912510772008-03-03T13:51:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.517+02:00LA PEPERINA VENUTA DA MOLTO LONTANO<a href="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R8v0wRGpTNI/AAAAAAAAAD4/PipFIgzA5gQ/s1600-h/PICANTO1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173497707027320018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_wH4843LRrtE/R8v0wRGpTNI/AAAAAAAAAD4/PipFIgzA5gQ/s320/PICANTO1.JPG" border="0" /></a> ALBA ADRIATICA – L’auto che ha fatto conoscere e apprezzare Kia in Italia, si rifà il trucco. La Picanto, la giovane e frizzante utilitaria coreana, è stata infatti fatta oggetto di un lieve maquillage. La piccola coreana è equipaggiata con 2 benzina (1000 da 62 cv, 1100 da 65 cv), 2 Bifuel Benzina + GPL (1000 da 62 cv, 1100 da 65 cv) e 1 diesel 1100 CRDI da 75 cv, negli allestimenti Town, Life, Trendy, Hot. Per quanto riguarda l’esterno, il maquillage ha riguardato soltanto il design dei fari (quelli anteriori ora sono tondeggianti, prima erano rettangolari; quelli posteriori sono a sporgenza), mentre il resto del corpo vettura, compatto e grazioso, è rimasto immutato, sottolineando il successo del design di questa utilitaria. Entrando a bordo, ci si trova dinanzi a una vettura spaziosa, nonostante le dimensioni molto compatte, con una consolle lineare ed elegante, e un quadro strumenti completo di tutto, e una qualità dei materiali usati molto buona. Ed ora il test drive. La Picanto guidata è stata la 1000 Town da 10040 €. La Picanto, l’auto che ha fatto conoscere e ha dato grande successo alla Kia in Italia, si ringiovanisce, diventando ancor più sbarazzina e giovanile di prima, grazie a un muso divertente (belli i fari tondeggianti, quasi da cartone animato), e a ritocchi estetici mirati. Su strada, una delle auto preferite dai neopatentati e dalle signore come utilitaria da città, si mostra grintosa e brillante, grazie a un 1000 benzina da 62 cv, che, come anche il 1100 da 65 cv, è disponibile anche nella doppia alimentazione Bifuel (Benzina + GPL). Questa novità, entrata in commercio con il restyling, è molto importante, perché rende ancor più appetibile la Picanto, dando anche una mano all’ecologia e una al portafoglio (costi di carburante dimezzati rispetto alla benzina). Infine i prezzi: si va dai 9500 € della 1000 Town ai 12550 € della 1100 Hot (Benzina); si va dai 12350 € della 1000 Life ai 13350 € della 1100 Trendy (Bifuel); si va dagli 11750 € della 1100 CRDI Life ai 12950 € della 1100 CRDI Trendy (Diesel).<br /><br /><br />Bruno AlleviBRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-81194439202706271962008-03-02T18:04:00.001+01:002008-03-02T19:22:32.398+01:00PD: Partito Deplorevole (o Deludente).<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/R64Q1luioYI/AAAAAAAAAOY/6dSvyiDEI_4/s1600-h/pd.jpg"><img style="cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/R64Q1luioYI/AAAAAAAAAOY/6dSvyiDEI_4/s320/pd.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165084335486968194" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;">Qualche sera fa ho avuto un colloquio con due miei cari amici riguardo la figura di <span style="font-weight: bold;">Walter Veltroni</span> e la sua presenza nel mondo politico come segretario del partito democratico. I miei amici hanno affermato speranzosi che il PD sarebbe attualmente un partito vuoto e, in quanto tale, va "riempito" e bene, cioè <span style="font-weight: bold;">con elementi e politiche valenti</span>.<br /></div><div style="text-align: justify;">Premetto che alle scorse <span style="font-weight: bold;">politiche</span> ho votato DS perchè lo ritenevo un partito discreto e almeno vagamente laico. Diversa fu la mia scelta riguardo le amministrative.<br /></div><div style="text-align: justify;">Io non sono dello stesso avviso dei miei amici. Secondo me Veltroni <span style="font-weight: bold;">non è l'homo novus della "sinistra" italiana</span> (ammesso che il PD sia considerabile sinistra) ma solo un 55enne che ha fatto overdose di retorica kennediana. Ma lasciate che argomenti la mia tesi:<br /></div><ol style="text-align: justify;"><li>da <span style="font-weight: bold;">vicepresidente del consiglio dei ministri</span> (anno 1996) ha assistito silenzioso alla "grande riforma condivisa" (parole stranamente già note) del reato di abuso d'ufficio (legge n°234/1997). La conseguenza di ciò fu: la fine prematura della vicenda <span style="font-weight: bold;">Affittopoli</span> (in cui era coinvolto D'Alema), l'assoluzione di due ex presidenti del CONI <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Pescante">Mario Pescante</a> e Bruno Gattai (rei di aver assunto circa 1000 persone senza concorso) e il proscioglimento dello stesso <span style="font-weight: bold;">Romano Prodi</span> accusato di abuso d'ufficio quando era presidente dell'IRI.</li><li>Durante la sua vicepresidenza (1997) non ha battuto ciglio davanti alla legge n°249 che, da un lato indiceva una gara pubblica per l'assegnazione delle frequenze televisive necessarie a trasmettere su scala nazionale ma, dall'altro lato, <span style="font-weight: bold;">dava la possiblità di concedere continue proroghe per il passaggio al digitale (cioè permise a Rete4 di continuare a trasmettere abusivamente</span>), il tutto in violazione delle sentenze n°59 del 1960, n°148 del 1981, n°420 del 1994 della Corte Costituzionale. Ciò permise lo sviluppo in Italia di un sostanziale monopolio dell'informazione che ci ha imbarbariti, resi superficiali e ignoranti di ciò che accade (<a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com/2007/10/la-tv-che-non-vorremmo.html">leggi un post sull'incostituzionalità dell'attuale assetto televisivo</a>).</li><li>Sempre durante la sua vicepresidenza (1998) <span style="font-weight: bold;">ha assistito "attento" all'approvazione di una legge poi risultata incostituzionale</span> avente come oggetto l'introduzione del principio del giusto processo (riforma dell'art. 513 del Codice di Procedura Penale). <span style="font-weight: bold;">Non potendo essere promulgata come legge per via della sua incostituzionalità, la si inserì nella Costituzione all'art. 111</span>. La conseguenza è riassumibile nella frase del celebre ex procuratore Giancarlo Caselli "Il parlamento ha abrogato la mafia per legge", affermazione motivata dal fatto che questo cambiamento delle regole del gioco durante il gioco ha annullato centinaia di sentenze riguardanti Mani Pulite e vicende di mafia.</li><li>da <span style="font-weight: bold;">sindaco di Roma</span>, dal 2005, ha permesso che il c.d. "complesso Marini", cioè l'insieme dei palazzi che sono sedi di governo, ministeri e altro, si indebitasse per l'ICI (quindi col Comune) per una somma pari a 1.708.389 € e, invece di esigere la somma e <span style="font-weight: bold;">fermare le speculazioni edilizie della casta politica</span>, ha pensato bene di spalmare il debito in comode rate da riscuotere fino al 2009.<br /></li></ol><div style="text-align: justify;">Dopo questa piccola digressione sul segretario del "nuovo" partito, <span style="font-weight: bold;">passiamo a qualche accenno degli esponenti di spicco</span>, quegli assi infallibili che sono delle vere e proprie macchine da voto, professionisti limpidi e adamantini al servizio del paese (si immagini una colonna sonora alla Capitan America):<span style="font-weight: bold;"><br /></span><ol><li><span style="font-weight: bold;">Anna Finocchiaro</span>: ex magistrato, affermò nel 2006 che la candidatura di Andreotti a presidente del Senato era da evitare non perchè costui sia stato in strettissimi rapporti con la mafia fino al 1980 (sentenza della Corte di Cassazione del 15 ottobre 2004) e quindi sia una mafioso, ma perchè "l'età depone a suo sfavore"!!!</li><li><span style="font-weight: bold;">Nicola Violante</span>: anche lui ex magistrato, nel 2003 si vantò in Parlamento del fatto che l'Ulivo già dal 1996 aveva assicurato Silvio Berlusconi sull'intoccabilità del conflitto d'interessi, ed infatti hanno mantenuto la promessa.</li><li><span style="font-weight: bold;">Paola Binetti:</span> ha lavorato per diversi enti scientifici e non, tutti direttamente riconducibili all'Opus Dei (una specie di "setta" mafiosa cattolica), razzista e omofoba per vocazione (<a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com/search/label/laicit%C3%A0">leggi dei post sull'argomento</a>).</li><li><span style="font-weight: bold;">Enzo Carra: </span>ha una glorioso passato legato al Mani Pulite (storia antica per molti) e, per "false o reticenti dichiarazioni al pm", s'è beccato una condanna definitiva a 1 anno e 4 mesi.</li><li><span style="font-weight: bold;">Piero Fassino & Massimo D'alema:</span> il premiato duetto ha cercato di scalare, con la complicità di decine di nomi importanti del mondo della finanza e della politica, la Banca Nazionale del Lavoro utilizzando come ariete l'Unipol (<a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com/2007/11/clementina-facci-sognare.html">leggi un post dettagliato sull'argomento</a>). Quando il g.u.p. Clementina Forleo ha chiesto al Parlamento l'autorizzazione a procedere per utilizzare le intercettazioni a carico dei due parlamentari, questi hanno starnazzato per settimane che "non si possono formulare richieste come se fossero accuse", facendo finta di ignorare che all'interno della richiesta di autorizzazione a procedere è inclusa la motivazione, e quindi i reati ipotizzati.</li><li><span style="font-weight: bold;">Giuliano Amato:</span> il decreto che già nel lontano 1980 salvò Mediaset dalla normale applicazione della legge è opera sua, era il braccio destro di Craxi e questi lo definiva "un cravattaro venduto". Nel 1992 - 1993, per stroncare sul nascere l'inchiesta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite">Mani Pulite</a>, ha scritto una riforma della giustizia (per fortuna mai interamente approvata) così estrema da far sembrare quella Castelli o Mastella una passeggiata. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3LpMLx9YjBY">Vedi un video di marco Travaglio sull'argomento</a>.</li></ol>E questi sono solo i primi nomi che mi vengono in mente!<br />Insomma, nè lui nè il PD sono niente di nuovo, <span style="font-weight: bold;">non hanno assolutamente la coscienza pulita</span> e, a meno che in giro non circoli un clone di Veltroni, quello che egli ha fatto/lasciato correre tutte le cose precedentemente dette, era davvero lui. Uno così, che dopo 20 e più anni di politica stantia e di giochi di potere <span style="font-weight: bold;">dice</span> di voler cambiare (e finora non ha agito) <span style="font-weight: bold;">non si chiama riformatore o innovatore.<br /></span>Semplicemente <span style="font-weight: bold;">voltagabbana</span>.<br /><br /><br />--<br />Dedicato a Peppe e a Irene, perchè "chi si adegua alle situazioni, le crea".<br /><br />altri post su <a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com">http://vivalacostituzione.blogspot.com</a><br /></div><br /><br /><script type="text/javascript" language="Javascript" src="http://pub.oxado.com/insert_ad?pub=158170"></script>RingoDePalmahttp://www.blogger.com/profile/10387952466590153077noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-86756664841783601012008-03-01T10:53:00.002+01:002008-03-01T10:57:39.262+01:00Facile trovare un 'buon impiego' in Europa?Nelle città tanto lavoro, ma quasi sei su dieci di quelli che ci vivono dicono che è difficile ottenere un posto “di qualità”. Il confronto in un'indagine dell'Unione europea su 75 centri urbani. Bene i centri del Nord Europa, male il Sud. Le città italiane agli ultimi posti. E l’Ue, per favorire la mobilità, organizza gli European Job Days dal 24 al 29 settembre.<br /><br />Sono il luogo delle contraddizioni e delle occasioni. Gi spazi dove si sperimenta quel che sarà la nuova società, tra tensioni e opportunità. Locali e globali. Le città del Vecchio continente, anche per il lavoro, sono il centro d'attrazione, i luoghi dove ce n'è di più, ma non sempre si tratta di una “buona occupazione”. Tanto che un buon posto nei centri urbani europei, rischia di essere una merce davvero rara. Sì perché, se in qualche città il mercato del lavoro appare dinamico e di qualità, in molte altre le opportunità non sono per nulla allettanti. Almeno a sentire chi ci vive. Almeno a vedere l’indagine realizzata dall’Unione europea che ha ascoltato 38 mila cittadini europei di 75 centri urbani.<br /><br />E’ vero che Parigi e Londra da sole riescono a mettere insieme più di quattro milioni di posti di lavoro. E’ vero che Berlino, Madrid, Roma, Amburgo e Barcellona non sono da meno. Però è anche purtroppo vero che il 56 per cento degli europei ritiene che sia difficile o molto difficile trovare un buon impiego nella propria città. A confronto, quelli che sono soddisfatti sono molti di meno (poco più della metà). Senza contare poi che per sette su dieci di loro è molto problematico mettere le mani su un alloggio che abbia dei prezzi ragionevoli.<br /><br />La mappa europea della buona occupazione sembra ricalcare una fisionomia già conosciuta. Con i migliori risultati assegnati ai centri del Nord Europa e i dati meno confortanti legati alle città del sud. In testa a tutti ci sono Praga, Dublino e Copenhagen. In queste tre città, quasi il 70 per cento afferma che è agevole scovare un buon impiego presso le imprese. Le seguono Bratislava e Helsinki. Confortanti anche le risposte date dai londinesi e, poco sotto, dai parigini (vedi classifica).<br /><br />E le italiane? Se si esclude Verona che guadagna l’11° posto con il 48 per cento dei lavoratori che ritengono non sia complesso entrare in azienda con un buon posto, per il resto le cose non vanno molto bene. Bologna si ritrova al 23° posto, ma tra le ultime venti in Europa ci sono ben quattro italiane. Con Roma in 63esima posizione dove tre intervistati su quattro amettono di dovere fare i conti con un mercato del lavoro molto difficile. Ancor più preoccupanti le risposte date a Napoli e Palermo rispettivamente penultima e terz’ultima nella speciale classifica (vedi la tabella con le 20 città peggiori).<br /><br />Quanto alle condizioni abitative, le capitali sono quelle dove ci sono maggiori difficoltà. Tra le tredici città dove ci sono i maggiori ostacoli nell’accesso al mercato, nove sono capitali. Quelli che stanno peggio di tutti sono i parigini. Per il 95 per cento di loro è difficile o molto difficile trovare un alloggio a prezzi accessibili. Complicato trovare un’abitazione anche a Dublino, Lussemburgo, Bucarest, Bratislava, Monaco, Stoccolma e Roma. Così come a Londra, Bologna, Lisbona e Amsterdam. Molto meglio le cose vanno invece a Lipsia, Dortmund, Berlino, Oviedo e Manchester.<br /><br />Intanto l'Unione Europa ha lanciato, per l’ultima settimana di settembre, gli European Job Days, più di 500 eventi organizzati in tutta Europa con l'obiettivo di mettere in contatto le imprese e i gli uomini e le donne alla ricerca di un lavoro e favorire la mobilità dei lavoratori al di là dei confini nazionali. Gli eventi culmineranno con l’incontro del 29 settembre a Bruxelles dove più di 60 grandi imprese europee. Ci sono già anche le offerte di imprese come la Ibm Belgio, PriceWaterhouseCoopers Luxembourg, Deloitte, Dhl , Club Med, ONE4EU e Unique Call Team (vedi link). Ad aprire i lavori ci sarà il commissario per l'occupazione Vladimir Spidla e ai workshop verrà illustrato come sfruttare al meglio le proprie competenze all’interno di un curriculum, come trovare uno stage o un lavoro nell’Unione europea o come migliorare il proprio percorso professionale al di là dei confini nazionali. Anche questa è un'occasione da non perdere.<br /><br /><script src="http://gmodules.com/ig/ifr?url=http://hosting.gmodules.com/ig/gadgets/file/109907677226893817428/imb_5117259567794079.xml&synd=open&w=468&h=60&title=&border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23ffffff&output=js"></script>.::Cosmicstudent::.http://www.blogger.com/profile/06740810144118426796noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-48998754459793533182008-02-29T20:04:00.002+01:002008-02-29T20:07:38.571+01:00Offerta di impiego all'Istituto Italiano di Cultura di San FranciscoL’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco bandisce una selezione per 1 posto di impiegato a tempo determinato da adibire a mansioni di segreteria e assistente al Direttore.<br /><br />Si richiedono:<br />- perfetta conoscenza scritta e orale delle lingue italiana ed inglese;<br />- diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equivalente;<br />- esperienza amministrativo-contabile;<br />- regolare e comprovabile permesso di residenza e lavoro negli Stati Uniti se non cittadino statunitense.<br /><br />Il contratto avra’ durata di sei mesi con orario di lavoro dal Lunedi al Venerdi dalle ore 9.00 alle ore 17.00.<br /><br />Le domande dovranno essere redatte esclusivamente secondo lo schema allegato e corredate di curriculum vitae, e dovranno pervenire entro le ore 12:00 pm del decimo giorno dalla data di detto avviso. Le domande pervenute oltre tale termine non verranno prese in considerazione.<br /><br />La prova di selezione sarà costituita da un colloquio attitudinale in lingua italiana ed inglese, una prova pratica di conoscenza informatica e di contabilità.<br />Tutti i candidati sono pregati di presentarsi il giorno 12 Marzo 2008 alle ore 9.00 presso l’Istituto Italiano di Cultura, 425 Washington Street Suite 200, secondo piano, San Francisco, California, muniti di documento di riconoscimento con fotografia, salvo eventuali comunicazioni che dovessero pervenire da questo Istituto.<br />Solo i candidati che si presenteranno alle ore 9.00 del 12 marzo 2008 se provvisti dei requisiti richiesti verranno ammessi al colloquio.<br /><br />Si prega di voler specificare il proprio recapito telefonico e indirizzo di posta elettronica a cui poter inoltrare eventuali comunicazioni al riguardo.<br /><br /><br />Il Direttore<br />Onofrio Speciale<br /><br />Prot. 148 , San Francisco, 26 Febbraio 2008<br /><br /><em>-----------------------------------------------</em><br /><em>In English</em><br /><br />The Istituto Italiano di Cultura of San Francisco has one opening for a temporary position in the area of administration and accounting.<br /><br />The position requires:<br />- fluency in Italian and English, both written and spoken;<br />- Italian high school diploma or the equivalent (preference will be given to those with a related professional degree or demonstrated experience in administration and accounting);<br />- proof of legal permit to reside and work in the US, if not a US citizen.<br /><br />The contract is for six months. Hours are Monday through Friday, 9:00 am to 5:00 pm.<br /><br />Applications must be submitted in the attached format (in Italian), along with a resume, before or by 12:00 pm on the 10th day after the date of this announcement.<br />Applications received after this deadline will not be taken into consideration.<br /><br />The selection process will comprise an interview (conducted in Italian and English) and a test for computer proficiency.<br /><br /><br /><br />Onofrio Speciale, Director<br /><br />Prot. 48, San Francisco, January 18, 2008Ercolehttp://www.blogger.com/profile/07624336130332596024noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-45467169910126280912008-02-27T23:11:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.518+02:00DISEGNATA DAL VENTO<a href="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R8XgPG43Z_I/AAAAAAAAADY/FX51282z1EM/s1600-h/GT1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171786297256667122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_wH4843LRrtE/R8XgPG43Z_I/AAAAAAAAADY/FX51282z1EM/s320/GT1.JPG" border="0" /></a> GIULIANOVA LIDO – La Opel, nota casa tedesca, si lancia nel mercato delle sportive, con un prodotto molto particolare e affascinate. Quest’auto, che richiama la tradizione sportiva Opel degli anni ’60, è la GT. La GT monta un solo motore a benzina (2000 Turbo da 264 cv) in allestimento unico. Esteticamente gli ingegneri GM (la GT deriva dalla Pontiac Solstice), si presenta come una spider 2 posti secchi dalla linea molto particolare. Infatti il corpo vettura è da sportiva purosangue: linee filanti miste a nervature muscolose e tese, minima l’altezza da terra. Di grande impatto sono sia l’anteriore, con un frontale “cattivo” (fari a palpebra che guardano aggressivi la strada) che il posteriore, slanciato e “nervoso” (belli i fari alti, sportivissimi il doppio cupolino frangivento e il doppio terminale di scarico rettangolare). Salendo a bordo, la grinta e la sportività espresse nell’estetica esteriore, sono qui confermate e amplificate, con un tocco di eleganza. Le doti sportive dell’abitacolo risiedono sicuramente in una configurazione dei sedili di impronta corsaiola: sportivi, performanti, anatomici; in una posizione di guida quasi distesa (l’altezza interna dell’auto in configurazione capote chiusa è minima); lo spazio a bordo è pressoché inesistente (2 posti secchi, nemmeno un po’ di spazio dietro ai sedili per appoggiarci qualcosa di poco ingombrante); la leva del cambio piccola; il quadro strumenti a fondo bianco dal design aggressivo (2 tunnel, uno per il tachimetro e uno per il contagiri). Per l’eleganza le note liete risiedono nella cura dei materiali usati per i sedili sportivi (pelle morbida al tatto) e nella completa consolle centrale di un bel colore nero lucido. Ed ora il momento del test drive. La GT provata è stata la 2000 Turbo da 33358 €. Per Opel quest’auto segna il ritorno nel mercato delle spider sportive (Bmw Z4 su tutte), con un prodotto, molto particolare e affascinante, che sicuramente conquisterà i gusti degli automobilisti europei. L’auto su strada si comporta da sportiva purosangue, garantendo prestazioni al top (il 2000 Turbo da 264 cv fa sentire la sua voce in maniera equilibrata), e soprattutto facendo divertire chi si mette al volante di questa vettura. Infine il listino prezzi: l’unica versione disponibile, la 2000 Turbo da 264 cv costa 31400 € (benzina).<br /><br /><br />Bruno AlleviBRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-20749252933960149252008-02-21T15:24:00.003+01:002008-04-08T10:52:59.519+02:00MODUS VIVENDI<a href="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/R72Jq243Z8I/AAAAAAAAADA/vD6hSHh1pk0/s1600-h/MODUS1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169439316672735170" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_wH4843LRrtE/R72Jq243Z8I/AAAAAAAAADA/vD6hSHh1pk0/s320/MODUS1.JPG" border="0" /></a>COLLI DEL TRONTO – La Renault Modus, la piccola monovolume di successo della casa francese, si rinnova profondamente. La vettura transalpina è adesso equipaggiata con un 2 benzina (1200 da 75, 79 e 100 cv e un 1600 da 112 cv) e un diesel 1500 DCI da 68, 86, 103 e 105 cv, negli allestimenti Base e Dynamique, nelle varianti di carrozzeria Modus e Gran Modus (novità assoluta). Esteticamente la Modus ha subito un maquillage rinfrescante nei punti nevralgici: l’anteriore e il posteriore. Nuovi sono il design del muso e dei fari anteriori e altrettanto inediti sono i fari posteriori. In più con la nuova Modus fa la sua comparsa la Gran Modus, ovvero una Modus con circa 16 cm in più dalla Modus Classica, che permettono di avere un auto ancor più comoda e sfruttabile. Internamente nulla è rimasto immutato. Buona la cura dei dettagli, estremamente chiaro il quadro strumenti digitale centrale, facile da usare la lineare consolle centrale, ben sfruttabile lo spazio a bordo che diventa ancora maggiore se si sceglie la Gran Modus. E ora il test drive. La Modus guidata è stata la Gran Modus 1200 TCE 100 cv da 17121 €. La vettura testata è la vera novità del restyling Modus. Infatti la Gran Modus, beneficiando del restyling stilistico della Modus, è lunga di ben 16 cm rispetto alla Modus. Questo allungamento del corpo vettura, rende la già spaziosa monovolume francese, ancora più spaziosa e sfruttabile. Il comfort e la qualità dei dettagli e buono. Il motore (il 1200 TCE Turbo da 100 cv) è molto brillante, potente, elastico ed anche parco nei consumi. Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra Modus e Gran Modus. Per la Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 16900 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI Base 68 cv ai 18850 € della 1500 DCI Dynamique 106 cv. Per la Gran Modus ecco il listino: per i benzina si va dai 13300 € della 1200 Base 75 cv ai 17500 € della 1600 Dynamique Automatica, per i diesel si va dai 14950 € della 1500 DCI 68 cv Base ai 19450 € della 1500 DCI 103 cv Dynamique.<br /><div><br /><br />Bruno Allevi</div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-32911011963741214342008-02-18T20:26:00.004+01:002008-02-18T20:32:34.712+01:00Gli interessi primari della classe dirigente italiana.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/R7ncpluiobI/AAAAAAAAAOs/vGqnmQxzr2g/s1600-h/telejato.jpg"><img style="cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_4zJ-B14Zn4o/R7ncpluiobI/AAAAAAAAAOs/vGqnmQxzr2g/s400/telejato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168404654444421554" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;">Circa un paio di settimane fa il sig. <span style="font-weight: bold;">Pino Maniaci</span>, giornalista e direttore di <a href="http://www.telejato.it/">Telejato</a> (un'emittente privata di Partinico - Palermo -), ha ricevuto dei gravi atti intimidatori. <span style="font-weight: bold;">Telejato</span> è un'emittente da tempo agguerrita nei confronti della mafia e del malaffare. Maniaci è stato pestato e quasi strozzato - secondo la sua testimonianza - dal figlio del boss locale, <a href="http://www.cittanuove-corleone.it/Mafia,%20i%20boss%20volevano%20posare%20Provenzano.html"><span style="font-weight: bold;">Vito Vitale</span></a>, che nel frattempo sta scontando con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/41_bis">regime 41 bis</a> una condanna per mafia. Senza dubbio una vittima della giustizia ad orologeria (Vitale).<br />Tranne qualche isolata e tenue presa di posizione, la nostra classe dirigente <span style="font-weight: bold;">quasi <span style="font-style: italic;">in toto</span></span> non ha proferito verbo sull'accaduto. Certo, in un <span style="font-weight: bold;">paese che non ha attenzione</span> e in cui la mafia convive da tempo con le istituzioni, la cosa non dovrebbe destare scalpore. E in effetti non è questo "dettaglio" a fare scalpore ma il fatto che i <span style="font-weight: bold;">brahmini</span> della politica da un pò di mesi, per "far colpo" in occasione del sessantennio, citano ogni due minuti la Costituzione non "onorandola" ma <span style="font-weight: bold;">come orpello retorico</span>, per questioni marginali o situazioni irrilevanti.<br />Questi grandi sapienti non ignorano ma, che è peggio, <span style="font-weight: bold;">fanno finta di ignorare i nostri diritti</span>. I Rutelli, i Fassino, i Bondi e gli altri simili che <span style="font-weight: bold;">fanno a gara</span> per aggiudicarsi il posto al sempre apparecchiato "tavolo delle riforme condivise", che discutono da mesi sul <span style="font-style: italic;">modus fottendi </span>degli italiani (la legge elettorale), oltre a nascondersi dietro una foglia di fico in casi come questi, fanno finta di ignorare alcuni basilari principi di cui gode anche il signor Maniaci, ad esempio l'art. 2 della Costituzione<br /><br /></div><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">"la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo [...]"</span><br /></div><div style="text-align: justify;"><br />e fra questi credo che sia incluso il diritto a non essere pestato per regolare i conti per conto di un mafioso. Oppure, contro la mafia che ha agito, l'art. 18<br /><br /></div><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">"[...] Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare"</span><br /></div><div style="text-align: justify;"><br />o, valutando la situazione nel complesso, il sempre attuale ed orfano l'articolo 21<br /><br /></div><div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">"Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".</span><br /></div><div style="text-align: justify;"><br />Cari politici siete ricchi, potenti, nel corso degli anni avete distrutto il codice penale e il codice di procedura penale al punto che i processi penali (e non) sono una via crucis interminabile, <span style="font-weight: bold;">almeno abbiate la bontà di recitare per bene la vostra parte</span>. Poichè è impossibile scrostarvi dai vostri vertici di potere, almeno fingete di essere affranti, mostratevi vicini alle vittime dei boss con cui molti di voi sono contigui.<br /><span style="font-weight: bold;">Cosa vi costa?</span> Un telegramma all'ANSA (non scomodatevi a contattare i diretti interessati), 5 secondi di comparsata ai tg collaborazionisti, qualche frase preconfezionata ed è fatta, almeno ci fate contenti. In ogni caso il signor <a href="http://www.telejato.it/">Maniaci</a>, i <a href="http://www.pinomasciari.it/">Pino Masciari</a> e gli altri nostri amici, con o senza di voi, continuano il loro lavoro.<br /><br /><br />--<br />Dedicato, se non lo si fosse capito, ai Maniaci che vivono per l'Italia.<br />altri post su <a href="http://vivalacostituzione.blogspot.com">http://vivalacostituzione.blogspot.com</a><br /><br /><br /><br /></div><br /><br /><SCRIPT TYPE="text/javascript" LANGUAGE="Javascript" SRC="http://pub.oxado.com/insert_ad?pub=151065"></SCRIPT>RingoDePalmahttp://www.blogger.com/profile/10387952466590153077noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-76747404624526661732008-02-18T14:39:00.002+01:002008-04-08T10:52:59.520+02:00MOLTO FAMIGLIARE QUESTA STATION<a href="http://bp0.blogger.com/_wH4843LRrtE/R7mMAm43Z7I/AAAAAAAAAC4/FhSnE5AAspU/s1600-h/FABIASW1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168315989451302834" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_wH4843LRrtE/R7mMAm43Z7I/AAAAAAAAAC4/FhSnE5AAspU/s320/FABIASW1.JPG" border="0" /></a>GIULIANOVA LIDO – Nell’attesa di vedere in commercio la nuova Superb, in casa Skoda viene presentata la nuova versione station della piccola Fabia. La nuova famigliare ceca è equipaggiata con 3 propulsori a benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv, 1600 da 105 cv), 2 propulsori Bi-Fuel GPL+Benzina (1200 da 60 e 70 cv, 1400 da 86 cv), 2 motori diesel (1400 TDI da 70 e 80 cv, 1900 TDI da 105 cv), negli allestimenti Base, Style, Sport, Comfort. Esternamente, la nuova Fabia SW presenta una linea molto più aggraziata, europea ed affascinante della station che va a sostituire. Infatti il corpo vettura è molto più affusolato e filante di prima, con molti spigoli in meno rispetto alla precedente serie. L’anteriore è identico a quello della Fabia berlina e della Roomster, mentre la coda posteriore è slanciata con i bei fari ovoidali, dal design moderno. Accomodandosi a bordo, si nota uno spazio maggiorato rispetto alla versione berlina, grazie appunto alla coda e al bagagliaio. Per quanto riguarda le finiture e la qualità dei componenti, esse sono molto buone, in linea con i passi in avanti fatti dalla casa ceca in fatto di qualità negli ultimi tempi. Elegante e lineare la consolle in Volkswagen style (la Skoda fa parte del gruppo Volkswagen), facile da leggere e completo di tutto il quadro strumenti. Ed ora il test drive. La Skoda Fabia SW guidata è stata la 1400 TDI 70 cv Style da 15295 €. La nuova Fabia SW arriva a circa 10 mesi dalla berlina (Maggio la presentazione della berlina, Febbraio la SW), aggiungendo alla praticità della berlina la spaziosità e la molteplicità d’uso delle station wagon. Su strada l’auto denota una guidabilità e un confort molto buoni, una brillantezza e una potenza di tutto rispetto (il 1400 TDI da 70 cv, il motore base a gasolio, non è per nulla sottodimensionato ed è un ottimo compromesso per chi non ha bisogno di auto dalle potenze elevate). Infine i prezzi: per i benzina si va dai 10610 € della 1200 Base da 60 cv ai 16740 € della 1600 Comfort Automatica; per i BiFuel (Benzina+GPL) si va dai 12260 € della 1200 Base da 60 cv ai 16790 € della 1400 Comfort; per i Diesel si va dai 13210 € della 1400 TDI 70 cv Base ai 18520 € della 1900 TDI 105 cv Comfort con Filtro Antiparticolato.<br /><div><br /><br />Bruno Allevi<br /></div>BRUNOhttp://www.blogger.com/profile/02321952590696904188noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-12085569751840491732008-02-12T19:11:00.000+01:002008-02-12T22:22:13.274+01:00Continuano gli attacchi alla legge 194 sull' aborto terapeuticoLa regione Lombardia ha abbassato il limite per cui è possibile effettuare l'aborto terapeutico da 24 a 22 settimane. Questo è solo l'ultimo della lunga scia di attacchi contro la legge 194, portati avanti da un variegato gruppo di personalità tra cui il giornalista Giuliano Ferrara(per altro promotore di una campagna a favore di una moratoria dell'aborto), il capo della CEI cardinal Bagnasco, il Pontefice e ora anche Roberto Formigoni, che dalle parole è passato direttamente ai fatti. La legge 194 consente l'interruzione volontaria della gravidanza fino al novantesimo giorno dal concepimento, eccetto per i casi in cui sussista pericolo di vita per la madre o in cui il nascituro sia affetto da patologie o malformazioni, per i quali è consentito un massimo di 24 settimane. Ora, la questione dell'aborto pone sicuramente dei grossi problemi morali, tuttavia c'è da ricordare che la legge 194 venne rattificata a suo tempo tramite un processo referendario. Proporre sue modifiche o, peggio, limitarne l'efficacia senza prima ricorrere ad un nuovo referendum mi pare estremamente arrogante, così come mi sembra arrogante cercare di imporre ad altri il proprio punto di vista su un problema delicato come questo. Personalmente ritengo che la decisione di portare a termine o meno la gravidanza debba essere presa solo ed esclusivamente dalla diretta interessata, visto che sarà lei a farsi carico del nascituro. Permettere ad una donna di abortire non vuol dire costringere tutte le donne a farne ricorso, il libero arbitrio rimane e la decisione sarebbe lasciata alla coscienza di ogni singola persona. Al contrario proibirlo significherebbe obbligare una persona a far nascere un bambino non voluto, magari concepito in seguito ad una violenza, o ad abbandonarsi alle mani di sedicenti medici/macellai per ricorrere ad un aborto clandestino, pratica che negli anni passati ha portato decine e decine di donne ad una morte prematura.<br /><script src="http://gmodules.com/ig/ifr?url=http://hosting.gmodules.com/ig/gadgets/file/109907677226893817428/imb_5117259567794079.xml&synd=open&w=468&h=60&title=&border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23ffffff&output=js"></script>.::Cosmicstudent::.http://www.blogger.com/profile/06740810144118426796noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6682242346031385046.post-61307129968162071482008-02-07T04:42:00.000+01:002008-02-07T04:50:08.386+01:00Dal Comites di San Francisco: Borse di studio - fondazione Cariplo<strong>Master</strong><br />Sono disponibili 4 borse di studio, erogate dalla Fondazione Cariplo, per il Master universitario on line in "Traduzione specialistica verso l'italiano" attivato dalle Universita' di Bari, Genova e Pisa, in collaborazione con il Consorzio ICoN. I termini di presentazione delle domande si chiudono il 20 febbraio.<br />Informazioni dettagliate sulla struttura del corso, sulle modalita' di partecipazione e di iscrizione sono disponibili alla pagina:<br /><a title="http://www.mastertraduzionespecialistica.it/" href="http://www.mastertraduzionespecialistica.it/" target="_blank" rel="nofollow">http://www.mastertraduzionespecialistica.it</a><br />Per ogni richiesta e' possibile contattare la Segreteria didattica del Master:<br />e-mail "<a title="http://us.f307.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=" href="http://us.f307.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=info@mastericon.it" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="mailto:info@mastericon.it">info@mastericon.it</a>" telefono +39 050 2212 698 fax +39 050 2212 697<br /><br /><strong>Corso di laurea</strong><br />E' ancora possibile presentare domanda per ottenere una delle 74 borse di studio messe a disposizione per l'immatricolazione al corso di laurea in Lingua e cultura italiana per stranieri e italiani residenti all'estero, erogato dal Consorzio ICoN per conto delle Universita' italiane convenzionate.<br />Per ogni richiesta e' possibile contattare la Segreteria didattica del corso di laurea:<br />e-mail <a title="http://us.f307.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=" href="http://us.f307.mail.yahoo.com/ym/Compose?To=infodidattica@italicon.it" target="_blank" rel="nofollow" ymailto="mailto:infodidattica@italicon.it">infodidattica@italicon.it</a> telefono +39 050 2212 690 fax +39 050 2212 677<br />Con i migliori saluti,<br />Mirko Tavoni Presidente del Consorzio ICoNErcolehttp://www.blogger.com/profile/07624336130332596024noreply@blogger.com