tag:blogger.com,1999:blog-63120892009-07-07T23:34:39.972+02:00Mamma per SbaglioTre figli, un (gran) marito, un gatto (matto) e tanta voglia di divertirmilaValenoreply@blogger.comBlogger465125tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-8135841258525095932009-07-07T23:03:00.002+02:002009-07-07T23:34:39.982+02:00Marta è in vacanza una settimana in Sardegna, ospite di un'amica.<div><br /><div>I primi due giorni una fontana di sms e mms, a scemare fino a oggi terzo giorno, dove il silenzio ha regnato sovrano. </div><div>Anzi, proprio silenzio dichiarato, nel senso che neanche una risposta alle mie 5 chiamate.</div><div><br /></div><div>Ok, lo ammetto, la domanda "ma ti manca un po' la mamma?" nella telefonata di ieri sera gliela avrei dovuta risparmiare.</div><div>Idiota che non sono altro.</div><div><i>(E la lacrimuccia che mi è spuntata alla sua risposta "no" non gliela confesserò mai)</i></div><div><br /></div><div>E nella telefonata di stasera anche se volevo solo baciarla e strapazzarla, un po' l'ho cazziata, dicendo che insomma, come si sentirebbe lei se io in un mio viaggio di lavoro non le telefonassi per chiederle come era andata la giornata?</div><div><br /></div><div>Che fatica fare la rompiballe. Ogni volta che faccio la mamma rompiballe sento la mia vocina di dodicenne nelle orecchie e i miei occhi rivoltarsi all'insù.</div><div><br /></div><div>Cercando di essere più smart di ieri sera le ho mandato un sms:</div><div><br /></div><div>"Trilli sta facendo amicizia con un gatto bianco e rosso nel giardino :)"</div><div><i>(è cosa molto inusuale, essendo Trilli gatto di città e cuscino sul sofà)</i></div><div><br /></div><div>Lei risponde:</div><div>":) anch'io sto socializzando"</div><div><br /></div><div><i>Socializzando?? E con CHI???</i></div><div><i>No ok, andiamoci soft...:</i></div><div>"Con un gatto?"</div><div><br /></div><div>"No, con persone"</div><div><br /></div><div><i>Persone CHI????</i></div><div><i>No, ok, andiamoci soft... :</i></div><div>"Bianche e rosse?"</div><div><br /></div><div>"Mamma! No!"</div><div><i>Ecco, ho fatto la figura della scema, ma sempre meglio di quella dell'impicciona.</i></div><div><br /></div><div>"Fiuuù! Divertiti Q"</div><div><i>Che voleva essere in realtà: con chi? età? ci sono ragazzini? e te ne piace uno? ce n'è uno carino?</i></div><div><i><br /></i></div><div>In realtà voleva essere solo un "racconta Q", ma pazienza.</div><div><br /></div><div>Mi consola però che quando passo il telefono a Philip sembra che le chiacchiere non finiscano mai. Il papà è il papà e non so dire quanto sia contenta di questo.</div><div>Philip in queste cose è così meglio di me che posso tirare un sospiro di sollievo.</div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-813584125852509593?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-62915882651437072922009-07-06T21:46:00.002+02:002009-07-06T21:48:20.569+02:00Davide, se tu fossi un animale, che animale ti piacerebbe essere?<div><br /></div><div>Un pinguino.</div><div><br /></div><div>Epperchè un pinguino?</div><div><br /></div><div>Perchè il pinguino scivola sul ghiaccio come io scivolo sulla fantasia.</div><div><br /></div><div><i>'Sticazzi </i></div><div><i>(che invidia a volte, amore mio)</i></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-6291588265143707292?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-9541770393455565472009-06-29T23:39:00.002+02:002009-06-29T23:44:24.988+02:00<div><i>E' qui di fondamentale importanza (...) la distinzione tra giochi a somma zero e giochi a somma diversa da zero. </i></div><div><i>Esaminiamo prima la classe della somma zero. Di essa fanno parte tutti quegli innumerevoli giochi in cui la perdita di un giocatore significa la vincita dell'altro. Vincita e perdita, sommate assieme, ammontano perciò a zero. Ogni semplice scommessa si basa su questo principio (...).</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>I giochi a somma diversa da zero invece, come dice già il nome, sono quei giochi in cui vincita e perdita non si pareggiano, nel senso che la loro somma può risultare inferiore o superiore a zero. </i></div><div><i>In altre parole, in uno di questi giochi entrambi i giocatori, oppure tutti se vi partecipano più di due giocatori, possono vincere o perdere. Consideriamo uno sciopero (...).</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>Trasferiamo adesso questa problematica (...) al livello dei rapporti umani.</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>Un rapporto tra partner è un gioco a somma zero o a somma diversa da zero?</i></div><div><i>Per poter rispondere dobbiamo prima chiederci se è vero che le "perdite" di un partner corrispondano alla "vincita" dell'altro.</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>E qui le opinioni son divise. La vincita consistente, per esempio, nel proprio aver ragione e nell'aver dimostrato l'errore (la perdita) del partner si lascia interpretare come il risultato di un gioco a somma zero. E questo succede in molti rapporti, perchè è sufficiente appunto che uno dei due veda la vita come un gioco a somma zero, che lascia aperta solo l'alternativa tra vincita e perdita.</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>Tutto il resto viene da sé, anche se la filosofia dell'altro inizialmente non era orientata in tal senso.</i></div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; ">Si giochi quindi a somma zero a livello relazionale e si stia pur certi che a livello oggettivo tutto andrà lentamente ma sicuramente in rovina.</span></div><div><i><br /></i></div><div><i>I giocatori a somma zero, persistendo accanitamente nell'idea della vincita e del reciproco superamento, facilmente non si avvedono dell'avversario decisivo, di quel terzo che solo in apparenza sorride: la vita, davanti alla quale entrambi sono perdenti.</i></div><div><i><br /></i></div><div><i>Perchè è così difficile rendersi conto che la vita è un gioco a somma diversa da zero? </i></div><div><i>Che si può vincere insieme non appena si smetta di essere ossessionati dall'idea di dover battere il partner per non essere battuti?</i></div><div><i>E che - cosa del tutto inconcepibile per lo scaltro giocatore a somma zero, si può perfino vivere in armonia con l'avversario decisivo, la vita?</i></div><div><br /></div><div>Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-954177039345556547?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-70772578662513345832009-06-20T23:57:00.006+02:002009-06-21T00:10:29.993+02:00<div><div><b>Adolescenza #3</b><div><br /></div><div>Circa un anno e mezzo fa questo cartello è apparso sulla porta della camera di Marta.</div><div><br /></div></div></div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/Sj1cwrXzwvI/AAAAAAAAAH4/khF9T_S0nEI/s1600-h/vietato+maschi.JPG"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/Sj1cwrXzwvI/AAAAAAAAAH4/khF9T_S0nEI/s320/vietato+maschi.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349533923732079346" /></a><div style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="font-size:small;">(preciso, diretto, artistico)</span></div><div><br /><div>Oggi sulla porta della camera di Giacomo e Davide:<div><br /></div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/Sj1cTnJYY8I/AAAAAAAAAHw/1T-KTjXHVwg/s1600-h/vietato+femmine.JPG"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/Sj1cTnJYY8I/AAAAAAAAAHw/1T-KTjXHVwg/s320/vietato+femmine.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349533424381617090" /></a><span class="Apple-style-span" style="color:#000000;"><div style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="font-size:small;">(sconfusionato, monocolore, piratesco)</span></div><div style="text-align: center;"><span class="Apple-style-span" style="font-size:100%;"><span class="Apple-style-span" style="font-size:13px;"><br /></span></span></div></span></div><div><span class="Apple-style-span" style="color:#000000;"><span class="Apple-style-span" style="text-decoration: none;"><span class="Apple-style-span" style="color:#000000;">Si noti però che è scritto a chiare lettere TRANNE LA MAMMA.</span></span></span></div><div><br /></div><div>Gongolo.</div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-7077257866251334583?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-53082422738532025892009-06-15T23:39:00.002+02:002009-06-15T23:44:15.449+02:00<div>Oggi è un giorno che guardi tutti e li vedi come ai raggi x, con le loro meschinità repellenti, i tic scontati e patetici, il qualunquismo dilagante, l'affanno inutile per le cose, la prepotenza dell'essere che non ha meta se non se stesso, o il denaro, l'ostinazione di chi non vuole vedere un passato sepolto dal divenire e lo riveste ostinato di trucco fino a trasformarlo in un'adolescente sguaiata, quasi imbarazzante, la sciocchezza del vecchio che non ragiona più, i ritardi sempre colpa degli altri, i balletti vocali per far intendere e non dire.</div><div><br /></div><div>Quando vedi la vita ai raggi x, ti senti come un fantasma.</div><div><br /></div><div>E poi ti fermi e provi a ribaltare tutto su te stesso. E vale uguale.</div><div> </div><div>Inestetismo ovunque.</div><div><br /></div><div>Oggi è chiaramente un giorno di malumore.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-5308242273853202589?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-25703461908826992092009-06-08T23:46:00.002+02:002009-06-08T23:50:59.163+02:00<div>Cercavo di spiegare a Marta ieri il potere degli esseri umani.</div><div><br /></div><div>E' che abbiamo passato la domenica in una palestra per un torneo di pallavolo. </div><div>E le hanno buscate, sa solo iddio quante ne hanno prese.</div><div><br /></div><div>E' stata solo una stagione di sport "agonistico" e ancora non mi capacito di quanto oggi si faccia sul serio anche e già in categorie Under 12.</div><div><br /></div><div>Che ti domandi davvero se non siamo noi tutti adulti, genitori, dirigenti sportivi, presidenti di società ad aver perso il filo, forse ad aver paura di non riuscire bene.</div><div><br /></div><div>Quando avevo 12 anni ero entrata nella squadretta di agonismo di nuoto. Credo di aver fatto due gare in tutto. Poi mia mamma mi ha fatto smettere e solo qualche tempo fa mi ha raccontato che non sopportava l'idea di passare weekend qui e là in Brianza ad accompagnarmi alle gare.</div><div><br /></div><div>Si, certo, forse è per questo che non ho mai coltivato un animo particolarmente sportivo (e mi è mancato poi nella vita, un po') ma venuta su, son venuta su lo stesso, una vita ce l'ho, degli amici ce li ho, un marito e dei figli ce li ho...insomma non è mica che se non gareggi e svavilli nello sport poi sei menomata, giusto?</div><div><br /></div><div>Eppure, dopo un anno, posso dire che se entri nel mondo dello sport, è un mondo a parte, dove le dinamiche si centrifugano, le proporzioni si deformano e ti ritrovi a pensare che la scelta di una squadra sia un passo che possa influenzare la vita di tua figlia.</div><div><br /></div><div>Poi ti scuoti dicendoti "cos'è, se a 12 anni sembra quasi che mia figlia abbia bisogno di un procuratore, è ora di alzare i tacchi".</div><div><br /></div><div>In tutta questa vicenda dello sport agonistico, ci sono due cose che mi hanno colpita:</div><div><br /></div><div>Cosa 1: i genitori. I genitori dell'agonismo sono la peggio specie sulla terra. Sono dei gormiti assatanati, incoerenti, qualunquisti.</div><div><br /></div><div>Tutti a profondere saggezza sui valori educativi, sull'equilibrio e la serenità dei propri figli, ma poi si ingoiano tre allenamenti alla settimana e due partite di campionato, una il sabato e una la domenica, dimenticandosi che i figli hanno solo 12 anni alla frase magica "squadra di eccellenza".</div><div><br /></div><div>E peggio ancora (Cosa 1/bis) la loro influenza (dei genitori), non solo sui figli, ma, udite udite, sugli adulti, sugli altri genitori.</div><div>Me compresa, che si trova piena di incertezze nel togliere Marta dalla squadra (in fondo, si sa, in questi frangenti, se sei solo a fare una cosa fuori dal branco i casi sono due, o stai sbagliando o sei l'unico a vedere oltre. Però quale delle due non te l'assicura nessuno). </div><div><br /></div><div>Cosa 2: Marta. Che l'altra sera mi ha guardata tra lo stupito e il sicuro di sè e mi ha detto "ma mamma, ma non è che io potrei solo giocare a pallavolo? Voglio dire, mamma, io l'anno prossimo ho gli esami di terza media, se nel weekend ho due partite, quando studio? E poi, mamma, io ho solo 12 anni".</div><div><br /></div><div>Ecco.</div><div>Comunque questo era un altro post.</div><div>Il post vero era sul potere degli esseri umani.</div><div><br /></div><div>Le hanno buscate alla grande, dicevo. </div><div>Ma la questione non è buscarle o meno. Ci sta di perdere.</div><div><br /></div><div>Il punto della mia conversazione con Marta nasceva dalle loro facce in campo mentre perdevano.</div><div>Appena il vento girava storto a tutte e 6 le giocatrici compariva una faccia da madonna penitente, sofferente e vittima e i muscoli si abbandonavano alla sconfitta prima ancora del fischio dell'arbitro per la battuta, chè anche la gomma della metà del loro campo sembrava sciogliersi di rassegnazione.</div><div><br /></div><div>E perdio, sorridete e metteteci della grinta o perlomeno dell'allegria a giocare, vada come vada!</div><div><br /></div><div>Le dinamiche in campo sono davvero curiose, ma in questo anno di sport mi sono accorta di una cosa. Basta che ci sia una sola in campo che non si abbatte per un errore e che cadenza prima ancora del gioco anche solo la postura del corpo con ritmo affidabile, allora tutto il resto della squadra la segue e gioca bene.</div><div><br /></div><div>E' una cosa incredibile.</div><div>Credo che sia quello che chiamano leadership, anche se a me quella parola non piace tanto, è poco umana.</div><div><br /></div><div>E' qualcosa che ha a che fare con l'essere ottimisti e con l'avere entusiasmo (non necessariamente competitivo) e calma (non necessariamente noiosa).</div><div><br /></div><div>Ha a che fare con la capacità innata di tirate su chi hai intorno oppure di trascinarlo giù nella tua miseria.</div><div><br /></div><div>E a ben pensarci, è molto simile a quando tu arrivi in ufficio e prima di aprire la porta fai un gran sospirone sperando che lo spostamento d'aria scacci via tutti i pensieri e a falcate raggiungi la tua scrivania dicendo un allegro ciao. </div><div>C'è sempre un collega che non ti risponde. </div><div>Quello è l'individuo che ti tira giù, da evitare.</div><div><br /></div><div>Di questo parlavo con Marta. Le ho detto di non dimenticarsi mai che ognuno di noi ha un potere umano che può esercitare per influenzare l'ambiente intorno. E che se si riesce a fare in modo che tiri sù invece che trascinare giù, stiamo tutti meglio e facciamo più punti.</div><div><br /></div><div>Così anch'io ho fatto un ripassino ;)</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-2570346190882699209?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-227961446735407682009-06-06T23:29:00.003+02:002009-06-07T00:43:52.713+02:00Entrano in scena dalla porta posteriore.<div><br /><div>Lo capisci solo all'ultimo, dopo che la musica, una marcia tipo dei cartoni animati, parte. </div><div>La porta si apre e sfilano in fila indiana, alzando bene le ginocchia a tempo.</div><div><br /></div><div>Uno dopo l'altro, quello grassoccio ma che studia canto e quando apre la bocca ti scende all'istante la lacrima, quella effervescente che si fa fatica a tenerla e che io adoro dalla prima elementare, quello pieno di allergie con la faccia rossa e secca, quello stronzo che dice le parolacce serie, quella timida timida con gli occhioni grossi che sembra uno scricciolo in perenne pericolo ma che io so dice a Giacomo che è grasso, quella brutta coi capelli stopposi dello stesso colore della pelle del viso che ti chiedi come faccia la madre a vederla carina eppure durante l'intera recita è quella che sorride più di tutti, quella magra come uno stecco, educata e riservata che nelle recite ti fa saltare sulla sedia perchè entra in scena e la voce alta e sicura intona l'espressione del viso, quello basso, estroso, musicista, che prende una nota sul diario un giorno si e uno no ma io sono convinta che non sia capito dalle mestre perchè quando viene a casa nostra si dimostra sensibile, attento, curioso ed educato.</div><div><br /></div><div>Sfilano con le ginocchia alte e un sorriso sotto i baffi.</div><div>A me già pizzicano gli occhi.</div><div><br /></div><div>Si siedono per terra su due file pronti per il saggio di musica.</div><div>(Mi ero dimenticata che la recita d'inglese era preceduta dal saggio di musica)</div><div>Flauto.</div><div>Pifferano piacevolmente.</div><div>Philip ha gli occhi rossi. Di sonno. Si sta per addormentare.</div><div>Io ho gli occhi rossi di commozione. La solita sciocca.</div><div><br /></div><div>E' che quelle ditina lì, su e giù per i buchi, mi sembrano un miracolo di impegno. </div><div>Più ancora mi sembra un miracolo che facciano tutte le stesse cose allo stesso momento, quelle dello stronzo, della timida, dell'allergico, del grassoccio, dell'effervescente eccetera eccetera.</div><div><br /></div><div>Finisce il saggio di musica. Comincia la recita di inglese.</div><div><br /></div><div>Sulla scena vuota entra Giacomo solo.</div><div><br /></div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Dear parents, welcome to our English show</span>.</div><div><br /></div><div>Mi sprofondo nella sedia. Non sapevo che aprisse lo show e d'improvviso mi viene il panico da prestazione. Io non riesco a parlare in pubblico, mi terrorizza, e lui è lì da solo e io m'immedesimo e penso "se fossi io non ce la farei".</div><div><br /></div><div>Lo guardo commossa e dopo un attimo mi accorgo che strizza gli occhi. </div><div>Le braccia gli cadono un po' frustrate. </div><div>La bocca ripete alla mente, senza suono "welcome to our English show".</div><div>Strizza gli occhi di nuovo.</div><div>Silenzio.</div><div><br /></div><div>Guarda il pubblico. Mai guardare uno a uno il pubblico, cazzo.</div><div>Ha gli occhi spersi.</div><div>Non si ricorda.</div><div><br /></div><div>Mi guarda.</div><div>Gli sorrido. Gli dico con la bocca e con le mani "calma, va tutto bene".</div><div>Lui strizza gli occhi ancora, cercando quella frase successiva che non arriva. E stringe i pugni incazzato.</div><div><br /></div><div>Da dietro la casetta di cartone arriva la voce della maestra:</div><div>"this is our...."</div><div><br /></div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">"This is our English show. It's called the Wizard of Oz. Enjoy it!!"</span></div><div><br /></div><div>Fiuuùù.</div><div><br /></div><div>La sua tuba è troppo grande, o almeno quelle degli altri bambini sono più piccole. Sembra un po' che a tenerla sulla testa siano le orecchie. La sua giacca pende un po' da tutte le parti, ma ha un tocco eccentrico oserei dire perfetto per la parte.</div><div><br /></div><div>Lo show comincia e la storia si dipana tra musiche, balletti e canzoni. La parte di Giacomo ha ancora da venire.</div><div><br /></div><div>Fino a questo punto non so ancora come sia andata a finire la storia del panino. Se ne abbia trovato uno in mensa, se ci volesse il prosciutto o meno.</div><div><br /></div><div>Entra in scena. Con un panino (senza prosciutto) in mano.</div><div>Fiuuùù.</div><div><br /></div><div>Si immedesima talmente che gli da un morso e comincia a masticare.</div><div>Mi viene la ridarella.</div><div>Giacomo la mattina si alza, fa colazione, si veste, si lava i denti e poi mi chiede "mamma, cosa c'è per cena?".</div><div>Non è che sia un mangione, è proprio un buongustaio. Adora il cibo, gli piace mangiare, se la pregusta la cena, già dal mattino. Gli mette allegria, il cibo e mangiare.</div><div><br /></div><div>Così con un panino in mano su un palcoscenico...chiaro che non resista.</div><div>Penso "Giacomo no, smetti di mangiare il panino, rischi che quando arriva la tua battuta hai la bocca piena!"</div><div>Lui imperterrito da un altro morso.</div><div>Sta per toccare a lui? Mastica veloce, perdio.</div><div>Terzo morso.</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">"Wizard of Oz, can you help us?"</span><br /></div><div>Silenzio (c'ha il boccone in bocca)</div><div><br /></div><div>Con sguardo pensieroso e con tutta calma finisce di masticare. </div><div><br /></div><div>Poi alza gli occhi e dice "<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">I'm not a wizard, I'm an ordinary man</span>".</div><div>Con totale controllo ridà cervello cuore e coraggio allo spaventapasseri, all'uomo di latta e al leone.</div><div><br /></div><div>Il sipario cala e gli applausi scrosciano.</div><div><br /></div><div>Tutti i genitori uscendo mi sfilano davanti e mi ammiccano con comprensione: due gemelli, due classi diverse, due recite.</div><div><br /></div><div>Io resto. </div><div>Eh, ma c'è un vantaggio. </div><div>Adesso, mentre tutti i genitori della classe di Davide sono fuori ad aspettare di poter entrare, IO SONO DENTRO e posso conquistarmi la prima fila.</div><div>Son soddisfazioni.</div><div><br /></div><div>Per un secondo mi viene male al pensiero di un'altra spifferata + storia di Oz per un totalino di un'altra ora. Chiudo gli occhi e mi ricordo che ognuno di loro è diverso e ha diritto alla mia stessa sorpresa e commozione e trasporto.</div><div>Mi ammorbidisco e scaccio il cinismo.</div><div><br /></div><div>Si riapre la porta posteriore. Riparte la marcia dei cartoni. Risfilano con le ginocchia su. Lo stronzo, il maleducato, la dolce, la timida, il brutto, il secchione, il ciccione, l'adorabile.</div><div>Ognuno con una mamma lì.</div><div><br /></div><div>La classe di Davide suona il flauto molto meglio di quella di Giacomo.</div><div>Però. </div><div>Mi ci vogliono solo due pezzi per accorgermi che Davide fa finta. Le sue ditina impacciate seguono quelle degli altri, ma un secondo dopo, tipo quelli che in chiesa non sanno il mea culpa e muovono solo le labbra.</div><div><br /></div><div>All'inizio mi monta quella rabbia che dice "dopo ti spelo, sciagurato, non hai studiato". </div><div>Poi comincio a sghignazzare dentro. </div><div>E' inutile cercare di piegare la sua natura. Sogna di fare l'inventore, pensa sempre che un'invenzione lo salverà. </div><div>Dopo tutto, lui è quello che a 6 anni ha scritto "io quando piove mi sento come un formaggio".</div><div>Mica noccioline.</div><div><br /></div><div>Poi parte la recita d'inglese.</div><div>Davide da solo sulla scena.</div><div>"Dear parents, welcome to our English show"</div><div>(traggono vantaggio dal bilinguismo, queste maestre...)</div><div><br /></div><div>Si impapina solo una volta e poi fa uno scarecrow perfetto. La paglia al posto giusto.</div><div><br /></div><div>Un'ora dopo, quando sono uscita e sono andata a prenderlo nel backstage lui era accovacciato vicino alla sua cartella, che metteva a posto. Mi ha vista, si è illuminato in un sorriso trionfante e ha cominciato a correre fino ad atterrare tra le mie braccia saltando per essere preso in braccio. Era felice come non mai. Estasiato dal successo della sua recita.</div><div><br /></div><div>"Sei stato bravissimo"</div><div>"Era bella mamma?"</div><div>"Bellissima"</div><div>"Davide, a parte che il flauto tu... qui mi sa che qualcuno poteva studiarlo un po' meglio invece di studiare così bene a come fi ngere bene, eh?"</div><div>"Ma mamma, mi sono perso...lo ha detto la maestra che se ci perdevamo dovevamo fare finta di suonare..."</div><div>"Sissì, ti sei perso ma mi sa che non ti sei mai più ritrovato, però..."</div><div>"Ennò, mamma, effettivamente...."</div><div>"Ma almeno non soffiavi nel flauto, vero?"</div><div>"Certo che no, mamma, sono mica scemo..."</div><div><br /></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-22796144673540768?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-54804730806083697852009-06-05T00:17:00.002+02:002009-06-05T00:42:40.953+02:00Che ore sono?<div>Dev'esser passata mazzanotte.</div><div><br /></div><div>Il tasmania alla fine è la giacca del mio tailleur da 400 e passa euro, regalo di mia mamma di anni fa, quando ancora pensavo che fingermi uomo mi avrebbe aiutato nella carriera.</div><div>Ho cucito l'orlo tirandolo su di 15 cm.</div><div><br /></div><div>Mamma, sembro una femmina.</div><div>Vai benone Giacomo, giuro. Chiedi a tua sorella, che lei è implacabile.</div><div>Le spalle sono un po' grosse, dice Marta.</div><div>Vedi? te l'avevo detto che non sembravi una femmina, dico io.</div><div><br /></div><div>La tuba è pronta. E qui devo solo ringraziare Marta che ha corretto il mio senso della prospettiva dicendomi che dovevo usare il compasso per la tesa (se no sarei ancora lì, probabilmente avvolta nel cartoncino bristol nero con aria interrogativa).</div><div><br /></div><div>Mamma, ma semmai la giacca non la metto.</div><div>Epperchè? La fotocopia dice GIACCA, camicia elegante, gilet. Quindi la devi mettere.</div><div>Ok, mamma. <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">(mi sa che si sente ancora una femmina)</span></div><div>Senti, facciamo che domani porti tutto e poi decidi con la maestra cosa mettere, ok?</div><div>Ok, mamma.</div><div><br /></div><div>Mamma, ridammi la colla.</div><div>Un attimo, Davide.</div><div>Si porta via la colla.</div><div>Scoppia a piangere.</div><div>Mi serve la colla, perchè me l'hai potata via?</div><div>Piange ancor di più.</div><div>Cosa c'è Davide su questa colla?</div><div>Niente.</div><div>Piange.</div><div>Non mi pare proprio niente.</div><div>Piange a singhiozzi.</div><div>Davide, che hai combinao? Di chi è questa colla?</div><div>Mia.</div><div>C'è una bugia qui, l'annuso così intensamente.</div><div>Piange e si dispera ma la bugia sulla colla proprio non gli esce.</div><div>Mezz'ora a parlare, ma niente di niente e il rospo resta dentro.</div><div><br /></div><div>La paglia c'è tutta, nel sacchetto, fuori dal sacchetto.<br /></div><div>I gilet ristretti sulle spalle con le spille da balia.<br /></div><div>Il mio cervello in pappa si domanda se è il caso di fare tutto questo per i figli. </div><div><br /></div><div>Sono stanca, è stata una giornata intensa, piena di cose da fare e di correre di qua e di là.</div><div>Cosa importa se non si sente a suo agio in una giacca troppo lunga?</div><div>E la paglia, se non è ben distribuita sui vestiti?</div><div><br /></div><div>Mi muovo come un automa. Quando ci si sente all'estremo, quasi si gode a lasciarsi travolgere</div><div><br /></div><div>Ah, mamma. La maestra ha detto di portare un panino, chè nella mia scena mangio.</div><div>Deve essere un panino al prosciutto.</div><div><br /></div><div>Il mio cervello si risponde che no, non è il caso, che ho fatto quel che potevo e che domani la faccenda del panino al prosciutto se la risolve la maestra, chè quando è troppo è troppo.</div><div><br /></div><div>Domani si va in scena.</div><div>Merde.</div><div><br /></div><div><br /></div><div><br /></div><div><br /></div><div><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-5480473080608369785?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-34706826323693817052009-05-28T00:09:00.002+02:002009-05-28T00:22:48.682+02:00<div>Giacomo, Davide e Marta hanno 9 anni e 12. Sono andati all'asilo all'età di 2 anni e mezzo, quindi sono nel sistema scolastico rispettivamente da 7 e 9 anni.</div><div><br /></div><div>Questo vuole dire con un calcolo approssimativo circa:</div><div>7 fine anno scolastico x 2 figli = 14<br /></div><div>7 Natali x 2 figli = 14 Natali</div><div>9 fine anno x 1 figlia = 9</div><div>9 Natali x 1 figlia = 9</div><div><br /></div><div>per un totalone di 46 RECITE SCOLASTICHE (escluso saggi vari di danza, premiazioni per miglior giocatore di rugby della stagione, premi del laboratorio di giornalismo, recite di inglese... se le includiamo la cifra si aggira sui 60)</div><div><br /></div><div>Quindi, diciamocelo, dovrei avere una certa esperienza di queste cose.</div><div>Eppure no.</div><div><br /></div><div>Il fine anno scolastico e le sue recite arrivano sempre striscianti alle spalle, si nascondono nelle pieghe delle cartelle, nei calendari di google, nelle pagine spiegazzate dei diari e ti fanno bu quando meno te lo aspetti, tipo la sera prima della recita alle 8 di sera.</div><div><br /></div><div>Oppure si palesano in documenti cartacei con cornicette a tema personalizzate teneramente da tuo figlio che citano:</div><div><br /></div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">The Wizard of Oz</span></div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Carissimi genitori, ecco un'indicazione di ciò che servirà per il nostro saggio di fine anno di inglese e musica (...) ringraziamo per la preziosissima collaborazione..bla bla bla...</span></div><div><br /></div><div>E poi la lista dei personaggi e delle INDICAZIONI.</div><div>Qualche esempio a campione:</div><div><br /></div><div>1. Dorothy - camicetta bianca a mezze maniche, gonnellina rossa, calzine bianche, scarpe rosse, grembiulino con pettorina bianca, cestino (se si trova), 2 nastrini rossi per capelli</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; ">Pensiero: cestino se si trovaaa??? no, perchè invece le scarpe rosse sono in tutti i guardaroba di bambine di 9 anni...</span><br /></div><div><br /></div><div>2. Mago di Oz - vestito elegante con giacca, gilet, pantaloni, camicia e cappelo a cilindro</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Pensiero: sticazzi!</span></div><div><br /></div><div>3. Munchkin - vestiti da folletti. L'importante che siano più o meno uguali tra loro</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Pensiero: in che senso, tra loro chi? son tre sezioni, circa 70 bambini</span><br /></div><div><br /></div><div>4. Scarecrow - camicia a quadri un po' campagnola, pantaloni lunghi, gilet, cappello di paglia, sacchetto con della paglia. Se si riesce, applicare un po' di paglia nelle tasche della camicia e dei pantaloni</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Pensiero: ussignur, povere le mamme che gli capita questo fatto della paglia ovunque</span><br /></div><div><br /></div><div>Distrattamente chiedo: "uhmmm... e voi che fate?"</div><div>Giacomo: "Mago di Oz"</div><div>Davide: "Scarecrow"</div><div><br /></div><div>Che culo.</div><div>Devo solo recuperare un tasmania con gilet taglia 9 anni, anzi 12 per chè Giacomo è grande (quindi nessun vestito fru fru dei suoi compagni di comunione di quest'anno può essere imprestato), fare un cappello a cilindro col cartoncino nero, trebbiare il parco giochi del centro di Monza.<br /></div><div><br /></div><div>Ma c'è tempo, me la caverò. </div><div>Infatti sono orgogliosa di dichiarare che sono già avanti. </div><div>Infatti, lo scorso weekend Marta giocava un piccolo torneo di palavolo nell'oratorio di un quartiere di Monza, in periferia. Per l'occasione, l'oratorio aveva allestito un parcheggio di fortuna in un campo di fianco. </div><div>Ero nera e di malumore mentre l'accompagnavo perchè faceva un caldo boia, perchè c'erano a pranzo amici inglesi che non vedevo da due anni e li ho dovuti lasciare lì tra belle chiacchiere e perchè dopo pranzo il sacrosanto weekend mi piace spaparanzarmi e non stare in piedi sotto la calura a urlare "forza ragazze".</div><div><br /></div><div>Ma il momento che ho svoltato nel parcheggio e HO VISTO, mi si è aperto un sorriso. </div><div>SI!!! </div><div>Spenta la macchina mi sono precipitata fuori, tuffata per terra e a larghe bracciate ho raccolto freneticamente l'erba ingiallita, chè a vedermi da fuori son certa sembrassi un'appartenente ad una setta spiritual-naturalistica. </div><div><br /></div><div>La mia paglia giace ora nel bagagliaio della macchina protetta più della corona ferrea nel Duomo di Monza.</div><div>Un problema risolto.</div><div><br /></div><div>Ma è solo uno.</div><div>Capita che alla recita di inglese-musica si accavalli quella ufficiale della scuola. (Che poi anche quella di inglese-musica è della scuola, mica di un corso a parte o di un laboratorio, ma vabbè..ci vorrebbe un altro post per parlare di questo)</div><div><br /></div><div>La storia di Mosè.</div><div>Mica noccioline.</div><div><br /></div><div>Per questa le indicazioni sono più sintetiche:</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Maglietta, pantaloni, e infradito o sandali di COLORI CALDI.</span></div><div><br /></div><div>Che caz' sono i colori caldi?</div><div>Mamma!!! Il rosso l'arancione il giallo il marrone.</div><div>Ah (bella figura di cacca)</div><div>Eh, ma io le elementari le ho fatte 35 anni fa e poi mica son diventata un'artista, perdio.</div><div><br /></div><div>Tutto sotto controllo. C'è la maglietta rossa e i pantaloncini rossi. Ma le infradito sono gialle. Vanno bene le infradito gialle?</div><div>Non so mamma.</div><div>TE LO DICO IO CHE VANNO BENE!! Faccio con fare ruggente.</div><div>Ok, mamma, vanno bene. Fanno loro con fiducia che mi stringe il cuore.</div><div><br /></div><div>Tutto sotto controllo. Sono un fulmine di guerra, trooopo organizzata.</div><div><br /></div><div>Ieri arriva sms di Philip: "ti sei ricordata vero che hanno anche bisogno di un cordoncino arrotolato verde o giallo per tenere il copricapo?"</div><div><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">(Ussignur, un altro serpentello strisciante fa capolino)</span><br /></div><div><br /></div><div>Nooo!! </div><div>Non mi sono ricordata. Puoi andare tu? </div><div><br /></div><div>Ok, tutto pronto. Domani si va in scena.</div><div><br /></div><div>Stasera Davide fa cadere così questa frase, alle 8 di sera: i pantaloni di colore caldo devono essere lunghi, e anche la maglietta deve essere con le maniche di un caldo colore lunghe.</div><div><br /></div><div>Come lunghi????</div><div>Me lo ha detto la maestra.</div><div>Quando te lo ha detto????</div><div>Oggi</div><div>Oggi a che ora??? <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">(Davide sto per farti del male)</span></div><div>Oggi a scuola.</div><div>Si, e ora sono le 8 di sera. <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">(Ti appendo al lampadario)</span></div><div><br /></div><div>Ancora non è chiaro se lunghi o corti. Diverse telefonate con mamme e l'arcano non si è risolto. Così domani andranno con doppio guardaroba. E speriamo in bene.</div><div><br /></div><div>A un certo punto la frenesia raggiunge il picco (telefonate intrecciate a consultazioni con Philip, colori caldi? ma tutto coordinato? lungo? corto? tinta unita? andrà bene la maglietta con la scritta verticale e grossa, l'unica a maniche lunghe?) e a me quasi viene una crisi di ridere isterico al pensiero delle mamme dei figli che devono fare i folletti vestiti più o meno uguali tra loro. Chissà come è stata la loro vigilia della recita.</div><div><br /></div><div>"E poi raccontatemi, cosa dovete dire nella recita di inglese?" (l'altra recita, fra qualche giorno, nel caso si sia perso il filo del discorso - se si è perso ci si consoli con il fatto che io mi sento di aver perso il filo della vita in serate come questa).</div><div><br /></div><div>Davide attacca e mi sciorina mezza recita con gesti, danze e canti. Io cucino nel frattempo, mi muovo in cucina, annuisco, danzo se è caso con lui, m'immedesimo, dico "qui però non suonare così annoiato, mettici del pathos", "non mangiarti le parole chè gli altri non lo sanno bene l'inglese". E lui racconta e io gli dò retta perchè lo so che per lui è un po' come una prova generale.</div><div><br /></div><div>E poi è il turno di Giacomo. </div><div>"E tu amore che dici nella recita?"</div><div><br /></div><div>Ma nel frattempo la cena è quasi pronta ed è tempo di apparecchiare.</div><div><br /></div><div>Gli dico: "Giacomo apparecchia"</div><div>E lui dice: "Ma ti devo dire la mia parte"</div><div>E io gli dico: "Bè, puoi farlo mentre apparecchi. Guarda la mamma che ha cucinato mentre vi parlava"</div><div>E Giacomo esita e poi dice: "ma non ci riesco"</div><div><br /></div><div>Davide interviene a difesa del fratello: "mamma tu sei multitasking, noi siamo uomini"</div><div><br /></div><div>Il cucchiaio di legno mi cade per le convulsioni dal ridere.</div><div><br /></div><div>Guardo Davide e gli dico: "You are blogged!!!"</div><div>Lui: "No, mamma, ti prego...."</div><div><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-3470682632369381705?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-10563898010571656522009-05-04T23:10:00.005+02:002009-05-04T23:18:51.217+02:00<strong>Milestone #2</strong><br /><em>(2 in una settimana, perdio, abbiate pietà)</em><br /><br /><br /><br /><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332080846676058706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 172px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/Sf9bR4vKYlI/AAAAAAAAAHg/Asj4ULlri6Q/s320/milestone_2.jpg" border="0" /><br /><br /><br /><br /><p>Indossano entrambe un paio di Converse.</p><p>Una a fiorellini rossi con le stringhe allacciate sotto la linguetta, l'altra di velluto blu con una grande asola in bella vista.</p><p>Vero che il libro è parallelo al terreno, vero????</p><br /><p></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-1056389801057165652?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-14290080334253322562009-04-28T22:27:00.002+02:002009-04-28T22:29:49.132+02:00<strong>Milestone #1</strong><br />Stasera ho insegnato a Marta a cucinare gli spaghetti al pomodoro, sugo compreso.<br />Ora, nel silenzio, mi scolo un bicchiere di vino rosso per riprendermi.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-1429008033425332256?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-79808816719899368742009-03-24T22:46:00.002+01:002009-03-24T22:51:56.126+01:00Davide: "mamma, quando da grande farò l'inventore, voglio inventare i prezzi per i poveri"<br /><br />Io: "uuuhmm, mi sembra una bellissima idea... <em>(mica son sicura di averla capita)</em> E come farai, amore, spiegami meglio..."<br /><br />Davide: "bè, mamma, per esempio, prendi un'auto... a chi è povero la farò pagare un euro, a te che sei media la farò pagare 20 euro, a un ricco 100"<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-7980881671989936874?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-73307108512648600782009-03-23T22:51:00.002+01:002009-03-23T22:56:54.278+01:00Esercizio dal libro di testo:<br /><em>Put the flour and the egg in a bowl. Add the milk and salt and mix the mixture with an electric mixer or a whisk until you get a smooth batter.</em><br /><br />Prof di inglese:<br /><em>Ecco, ragazzi, vedete, in americano burro non si scrive butter ma batter</em><br /><br />Vado a parlare con la Preside? O prima con la prof e le spiego che non foss'altro, ma da quando farina sale uova e latte sbattuti fanno il burro?<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-7330710851264860078?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-18832227671074675192009-03-11T22:37:00.002+01:002009-03-11T23:59:07.752+01:00Tre figli malati. Tre su tre. STRIKE.<br />Tre aeresol al giorno x tre figli = 9 aereosol. Al giorno.<br />Che ti domandi come può un qualsiasi pediatra al mondo guardare in faccia una mamma e prescrivere una terapia del genere. <br />Della serie, detto ad un architetto: "perchè non progetti una casa popolare in cui andresti a vivere tu?"<br />Vorrei creare un newsgroup, anzi no, proprio un partito politico: "Mamme contro l'aereosol".<br />Combattiamo unite contro i pediatri del mondo che ci costringono a rompere fialette di vetro da 2ml, sbatterle nella vaschetta goccia a goccia fino approssimativamente 1ml, aggiungere il composto, l'altro composto, chiudere tutto, accendere, sedere il soggetto interessato a respirare con la bocca aperta, mentre è preso da spasmi di tosse.<br />Combattiamo unite. <br />Son 5 giorni di 9 aereosol e la tosse è sempre uguale. <br />Secca, incessante, come una goccia cinese moltiplicata per tre, notte e giorno.<br /><br />Antibiotico, si antibiotico, vai di antibiotico. Son 8 giorni di antibiotico.<br />Figlio 1 l'ha cominciato mercoledì scorso, deve finire stasera.<br />Figlio 2 l'ha cominciato sabato mattina, deve finire sabato sera.<br />Figlio 3 l'ha cominciato domenica sera, deve finire lunedì mattina.<br />Però, assì c'è un però. L'antibiotico non funziona, quindi ce ne vuole uno aggiuntivo, per 5 giorni, ma solo per due figli.<br />Cominciato oggi, deve finire domenica. Attenzione a non sbagliarsi di figlio.<br /><br />Metà di questo avviene mentre io sono in Florida per lavoro. Florida con palme, sole e 25 gradi, per intenderci. Che sempre lavoro è, ma se Philip non mi ha lasciata in questa occasione, credo proprio che il nostro matrimonio durerà per sempre.<br /><br />Attenzione che c'è anche la vaccinazione del papilloma virus. <br />Ce la fa? Non ce la fa? Ce la fa. <br />Come, non puoi accompagnarla? Ehmm...no, non posso. Cioè, sono appena rientrata dopo una settimana via, hai idea delle mail accumulate? Delle cose in sospeso? Del convegno alle porte? Dei colleghi che non sono mamme e che certo capiscono perchè son buoni colleghi, ma tu lo scrupolo te lo fai sempre, che devi rendere come se i tuoi tre figli non stessero tossendo come gocce cinesi da 5 giorni.<br /><br />Quindi per la vaccinazione si delega. Ho scritto deleghe a sufficienza perchè mia madre potesse impossessarsi di tutti i miei averi e di tutti i miei figli, se lo avesse voluto. Così, per sicurezza. Deleghe per uscire da scuola, per rientrare a scuola, per fare la vaccinazione, per stare 20 minuti dopo la vaccinazione, per vedere mia figlia in mutande.<br />Ma.<br />L'informativa. Non ho firmato l'informativa. <br />Dichiaro di essere stato informato (perchè l'informativa è al maschile?) circa le caratteristiche, i benefici e i possibili effetti collaterali... (quali effetti collaterali?). <br />Dichiaro inoltre di aver avuto la possibilità di fare domande in merito alla vaccinazione sopradetta...(vero. la domanda è stata, può venire mia madre invece che me?)<br />Faxa l'informativa, firma l'informativa, rifaxa l'informativa.<br /><br />Ah, dimenticavo, anche Glenda, fedele paladina di questa casa, ingranaggio essenziale della nostra sanità (mentale e igienica) è malata. Ma malata stesa, chè non la vedremo fino alla prossima settimana.<br /><br />In ufficio le deadline si accatastano come nei cartoni i personaggi che corrono, quando il primo frena all'improvviso e tutti gli altri addosso e le stelline e gli uccellini che ruotano sulle teste.<br /><br />E tu non è che vuoi raccontare tutti questi particolari, non vuoi handicap gratuiti. Vorresti, si lo vorresti a volte, un mondo diverso dove abbassare la maschera in ufficio e dire tutto il tuo sgomento perchè senti di non farcela, perchè senti che sarebbe giusto stare a casa quando un musetto bianco bianco ti guarda senza lamentarsi e tu nel dubbio gli infili un termometro che poi dice 39.8.<br />Non ti va proprio di dirlo. Lo sappiamo tutti che domani è un altro giorno e che di febbre non è mai morto nessuno che avesse un antibiotico a portata di mano.<br /><br />Ma a me lo sgomento un po' viene. Un convegno su un piatto e gli occhi lucidi di febbre di mio figlio sull'altro, non c'è storia. Prendetemi pure in giro ma vince Giacomo.<br /><br />Stasera mentre scrivevo qui l'inizio di questo post (accadimento che in realtà ha generato il post) è entrata Trilli, la gatta. Con la sua falcata di quest'ora, tranquilla, rilassata.<br /><br />Io, giuro, ho avuto un pensiero instintuale, le ho chiesto se per piacere poteva chiudere la finestra in cucina chè faceva corrente.<br /><br />Cioè, proprio, ero sul punto di rivolgermi a lei come ad un essere umano componente la nostra famiglia, a cui chiedere un piacere per il bene comune.<br /><br />Il che la dice lunga su come sono messa e su che razza di giornata abbia avuto.<br /><br />Poi, circa a due terzi di questo post, è arrivata Marta in sala. <br />Una specie di fantasma.<br />Tremante.<br />Sleepwalking.<br />Le capita a volte.<br />Non mi fa più paura. Questo non mi fa paura. So che devo abbracciarla e parlare calma, riportarla a letto e mettere la mia mano aperta su tutta la sua guancia.<br /><br />Un tempo la mia mano aperta conteneva tutto il suo profilo dai capelli al mento, tutta la testa. Quando era piccina.<br />Ora la mia mano sembra un contorno a penna su un foglio a quadretti, come si faceva a scuola e poi si dipingevano le unghie.<br /><br />Però l'effetto è lo stesso di 12 anni fa, lei si tranquillizza, io mi tranquillizzo.<br /><br />Io ho paura di molte cose. Ho paura di volare, sono claustrofobica, ho paura (da quando Davide è stato investito da una macchina) dei bimbi che corrono su un marciapiede, ho paura di parlare in pubblico, mi sento inadeguata nelle riunioni in ufficio, ho paura della macchina se non guido io, vado in pappa se mi criticano sul lavoro.<br /><br />Infatti un giorno, candidamente, Marta mi ha detto: "mamma, ma sei una fifona".<br /><br />Si, sono una fifona, ma quando faccio la mamma, quando appoggio la mano su una guancia, anche tra mille dubbi di star facendo bene, io mi sento a casa. <br />E non ho sgomento, non ho paura.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-1883222767107467519?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-24385372339380168312009-01-31T00:22:00.002+01:002009-01-31T00:28:07.711+01:00Non fossi stata madre credo non avrei imparato ad essere paziente. <br /><br />Ma non paziente nel senso catto-vittimistico, paziente nel senso di sapere aspettare. Di sedersi sulla sponda, sola, sola come solo una femmina può sentirsi a volte, e, ancor più, sola come solo una mamma può sentirsi a volte. <br />E trattenere il fiato, sia esso di disperazione o di emozione o una proiezione di un sogno che è lì che si forma ma potrebbe sgretolarsi con un soffio sbagliato. E imporsi di controllare il guizzo dei muscoli o, peggio, il guizzo guitto dell'istinto che non ragiona. Riportare il desiderio per sé in una dimensione più grande, dare a quel desiderio più aria intorno. E aspettare di vedere che effetto farà tutto quell'ossigeno in più.<br />In genere l'effetto è una prospettiva fino ad allora non considerata, che stupisce e <br />inorgoglisce, un effetto quasi tattile di contatto con la vita.<br />Questa è la pazienza che ho imparato.<br />A volte ancora fa un male boia, soprattutto a una come me che per natura travolge ciò che incontra, lo divora e lo assimila nel corpo all'istante, lo accoglie e lo sposa senza tante domande, se mi piace, se lo voglio.<br />Ma oggi so che se aspetto un po' oltre, il male va via e arriva una nuova scoperta. <br />Se non fossi mai stata madre, non mi sarei conosciuta così profondamente capace di essere paziente.<br /><br />Se non fossi mai stata madre, non avrei mai imparato a capovolgere i dati di fatto con realtà opposte altrettanto vivide. E più ancora, di tenere le due, tre o più prospettive insieme. E di giocarci come un ragazzo con le palline nei sotterranei della Circle Line. <br />Se ci fai caso son sempre allegri i ragazzi giocolieri nei metrò. <br />Sugli ambulanti che giocano o suonano nei corridoi del metrò io mi costruisco storie ogni volta che li vedo. Specie su quelli che suonano. Quando mi fermo ad osservarli, più che loro, guardo i passanti. Se ti posizioni con la giusta prospettiva, del tipo grandangolo, c'è da costruirci un romanzo. La musica rimbomba, tu vedi la gente scendere dal metrò distratta, o chiacchierante, incupita, o trascina una valigia. Sono un'entropia senza cadenza. E poi entrano nell'invisibile membrana della musica. Se osservi bene la scena, tutti, nello stesso identico punto, sostituiscono la scansione del passo, tutti, anche se l'espressione in faccia non cambia, le gambe si molleggiano e vanno a ritmo di musica. <br />Che non c'entra niente con il post, o forse si, perchè quel potere lì di mettere a tempo tanti corpi diversi si avvicina molto alla magia di pensare nero e bianco, e di capirlo, anche se fino a un secondo prima credevi che nè l'uno nè l'altro ti appartenessero veramente.<br /><br />Se non avessi avuto figli non credo avrei mai avuto così tanti dubbi e non credo avrei mai imparato ad accettarmi così esitante e insicura, in questo mondo in cui noi donne siamo chiamate da un'aspettativa, che viene da chissà dove, a coincidere con un'immagine tailleurata e dura che così tanto stride con le nostre curve post parto.<br />Quando i miei tre bimbi (bimbi?) a tavola mi offrono candidamente tre diverse risposte ad una stessa domanda (che sommandosi alla mia (risposta) diventano quattro) il mondo si capovolge e io rido e urlo "aspettate, devo fare un reset..". Quando succede così ci vuole del fegato a pronunciare la frase successiva, con quei musini che ti guardano in cerca di verità.<br />E che verità posso darvi io? Quella in cui credevo l'avete appena messa in discussione, perdio.<br /><br />Se non avessi avuto figli chissà cos'altro mi avrebbe portato a sentire così dentro la vita. Sicuramente qualcos'altro, a cui la contingenza non ha dato ossigeno.<br /><br />Ai miei molti amici (strana coincidenza) che non hanno figli mi è capitato spesso di enunciare la mia teoria: "avere figli è come avere un orgasmo: o l'hai provato e sai cos'è, oppure non lo sai". Punto.<br /> <br />E' come avere un animale, cosa che solo di recente ho scoperto. Se non ti capita, semplicemente non ti capita di sondare certe estensioni a cui può arrivare l'animo umano.<br /><br />Tuttavia non va trascurato il fatto che son ben certa di aver vissuto benone senza un gatto per 40anni....<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-2438537233938016831?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-52258601750193574902009-01-27T23:22:00.000+01:002009-01-27T23:23:26.841+01:00Seconda media, ora di inglese.<br /><br />Prof: This is my better friend.<br /><br />Una mano si alza: "scusi Prof., non si dice "This is my best friend"?<br /><br />Prof: Ma certo che no. Vuol dire "questo è il mio migliore amico" e migliore in inglese si dice better.<br /><br />Evvaii!!!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-5225860175019357490?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-37840873587322708102009-01-24T23:50:00.003+01:002009-01-25T00:28:34.359+01:00Potrei raccontarla così:<br /><br /><br />Lei nel letto, io seduta di fianco per il bacino della buona notte.<br /><br />Marta: mamma, stai?<br />Io: certo tesoro <em>(veramente avrei tanta voglia di stravaccarmi sul divano, ma pazienza)</em><br />Marta: ma quanti leggono il tuo blog?<br />Io: non so di preciso. Un tempo erano circa 500 al giorno, oggi pochi, perchè non scrivo più tanto<br />Marta: ma perchè non scrivi più?<br />Io: ohhh....ci sono tanti motivi....no, guarda tesoro, mi sa che la maggior parte dei motivi che ti direi sarebbero scuse idiote. Credo che il motivo vero sia che ora che siete grandi e vi posso parlare come si deve, il mio blog siete voi.<br />Perchè me lo chiedi?<br />Marta: così.<br />Io: così come? <em>(guarda che non ci casco mica, hai detto "mamma stai?", sputa il rospo)</em><br />Marta: così<br />Io: devo indovinare?<br />Lei si nasconde sotto le coperte.<br />Io: che c'è?<br />Lei: niente<br />Io: ok, devo indovinare. Hai letto qualcosa su internet che ti ha lasciato un po' così?<br />Lei: no<br />Io: i tuoi amici hanno un blog e ne vuoi uno anche tu?<br />Lei: no. I miei amici hanno blog stupidi su msn. Io non voglio un blog su msn che loro possano leggere<br />Io: allora cosa vuoi? .....no, eh? mica ne vorrai uno che si chiama figlia per sbaglio??<br />Lei da sotto le coperte comincia a ridere a crepapelle.<br /><em>(Ne vuole uno che si chiama figlia per sbaglio, e adesso che faccio?)</em><br /><em><br /></em>Oppure potrei raccontarla così:<br /><br />Quasi ora di cena...<br />Lei: Mamma, posso accendere il pc?<br />Io (spignattando): Hai fatto i compiti?<br />Lei: Si<br />Io: Ok<br />...............<br /><br />Entro nella sua stanza giusto in tempo per coglierla che se la ride quieta fissando lo schermo.<br />Io: che leggi?<br />Lei: il tuo blog<br />Io: ah.<br /><br />......torno a spignattare, un po' a disagio. <em>Ussignur e adesso che faccio? Che ho scritto di lei? Come la prenderà? Idiota, stava ridendo, chiaro che la sta prendendo bene....</em><br /><br /><br />Torno nella sua stanza<br /><br />Io: Marta, ti devo dire una cosa prima che tu legga il mio blog. Lì ci sono pensieri da grandi, ma i grandi a volte possono essere anche piccoli, voglio dire, lì ci sono anche i miei dubbi, ché magari tu non ti immagini che la mamma possa avere dei dubbi.<br />Cioè, praticamente, voglio dire....il mio blog è nato perchè non sapevo come ricordare tutto nella frenesia di crescervi e a volte, anzi spesso, dirla tutta e metterla giù dura in modo ironico mi faceva sorridere e sdrammatizzare<br />Lei: mamma, hai detto cioè, praticamente e nel senso, sono un euro e 50 (abbiamo stabilito in famiglia multe dai 20 ai 50 cent per parole così, n.d.r.)<br />Io: hai capito cosa intendo?<br />Lei (già girando gli occhi al video per riprendere la lettura): Si<br /><br /><br />Oppure così:<br /><br />Lei: Mamma, mi aiuti ad aprire un blog?<br />Io: Si, domani<br /><br />Il giorno dopo...<br /><br /><br />Lei: Mamma mi apri il blog?<br />Io: ok, dai....vai su blogger.com.................................<br />Io: ok, come lo vuoi chiamare?<br />Lei: -<br />Io: -<br />Lei: -<br />Io:-<br />Lei: -<br />Io: non ci pensare neanche, figlia per sbaglio non esiste<br />Lei: -<br />Io: ma perchè non dici niente?<br />Lei: sto pensando<br />Io: e non potresti pensare a voce alta così magari io traggo ispirazione?<br />Lei: non mi viene di pensare a voce alta<br />Io: che cosa dirà il tuo blog? Vuoi parlare di una cosa specifica? Di cavalli, di pallavolo?<br />Lei: Voglio parlare di me che cresco<br />Io: ok, andiamo su google. Digita "nomi blog"<br />Google: Generatore nomi di BlogWeblog (blog) random name generator.<br />Come Scegliere Il Nome Del Tuo Blog E Dominio: Guida Introduttiva ...<br />Nomi Glitterati <em>(che è 'sta roba?)</em><br />Divieto di sosta<br />Io: divieto di sosta non è male. Andiamo a vedere i cartelli stradali<br />Google: segnaletica verticale. Segnali stradali più frequenti<br />Io: Strada deformata?<br />Lei: Mamma!<br />Io: Divieto di transito?<br />Lei: no<br />Io: Direzione obbligatoria sinistra??<br />Lei: -<br />Io: direzioni consentite destra e sinistra per me è perfetto<br />Lei: no<br />Io: pericolo valanghe?<br />Lei: Si!<br /><em>(diotiringrazio)</em><br />Lei ancora: ma ci vuole un sottotitolo<br /><em>(E pure il sottotitolo ci vuole, mannaggia)</em><br />Io: Mettiamo "valanga" su google e vediamo che succede<br />Google: Protezione Civile - SE SEI TRAVOLTO DA UNA VALANGA:<br />Fai dei movimenti con le braccia come se nuotassi<br /><em>(vai, che c'abbiamo pure il sottotitolo)</em><br /><br />Oppure potrei raccontarla così:<br /><br />Mail alla mia amica: http://pericolovalanghe.blogspot.com/. Questa ragazzina vuole che io la linki dal mio blog. Che devo fare?<br />L'amica: ignorala :)<br />Io: No, guarda, ho bisogno di un consiglio serio. Mia figlia è un martello e ci tiene davvero che io la linki. Oppure era serio il tuo consiglio?<br />L'amica: Era serio, un link è una cosa seria, non si chiede, si merita. Ma che c'entra Marta?<br />Io: Non hai letto il profilo? E' di Marta, il blog. V.<br /><br />Oppure così:<br /><br /><br />Lei: mamma mi linki?<br />Io: non so, ci devo pensare<br />Lei: perchè ci devi pensare?<br />Io: perchè sei una bambina<br /><br />E l'indomani:<br /><br />Lei: mamma, mi hai linkato?<br />Io: ti ho detto che ci devo pensare<br />Lei: vedi qui, questo test su cosa ti fa paura? Ecco, qui mi sono risposta da sola perchè sinceramente mi faceva tristezza che non rispondesse nessuno.<br /><br />E l'indomani:<br /><br />Io: senti, Marta, io ti linko, ma solo se quello che scrivi mi piace, ok? Voglio dire, non linkerei mai nessuno se non mi piacesse quello che scrive, giusto?<br />Lei: giusto<br /><br />La sera vado a curiosare e leggo <a href="http://pericolovalanghe.blogspot.com/2009/01/la-classe-durante-tecnica.html">questo</a>.<br /><br />Eccotelo qui di fianco il link (per quel che vale), amore mio.<br />Divertiti tanto a fare la blogger.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-3784087358732270810?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-19924431730412470742009-01-14T23:02:00.003+01:002009-01-14T23:47:15.427+01:00Sono davvero così piccola cosa.<br /><br /><a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/">http://guerrillaradio.iobloggo.com/</a><br /><br />Diosantissimo, domani cosa faccio?<br />Mi alzo e vado a lavorare? Vado a vendere il mio superfico convegno? Chiamo il bowling per la festa di compleanno di Giacomo e Davide? Incontro l'uomo che venderà la mia casa cosicchè noi potremo avverare il nostro recente sogno? Scrivo la raccomandata per chiarire la situazioni posti auto del condominio? Medio con il genitore fanatico che vuole vestire tutti gli altri genitori della squadra di pallavolo di Marta dello stesso colore (colore della squadra, verde) e creare un piccolo gruppo di ultras per supportare 12 undicenni in un campionato irrisorio? Tiro fuori la carne dal freezer? Vado a comprarmi gli stivali in saldo?<br />Oppure mi metto in modalità standby?<br /><br />Cerchiamo di volerci bene.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-1992443173041247074?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-51789905379300647382009-01-09T22:26:00.006+01:002009-01-09T22:34:02.060+01:00<strong>Preadolescenza #2</strong><br /><br /><strong></strong><br /><br /><a href="http://3.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SWfB53NeBXI/AAAAAAAAAGo/l5KQNQ_lAEM/s1600-h/Kevin.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289409487187084658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SWfB53NeBXI/AAAAAAAAAGo/l5KQNQ_lAEM/s320/Kevin.JPG" border="0" /></a><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Io: "Com'è il libro? Bello?"<br />Lei: -<br />Io: " COM'E' IL LIBRO??"<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-5178990537930064738?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-32966029305233823572009-01-03T00:06:00.002+01:002009-01-03T00:10:04.438+01:00La vita femminile corre su due binari: concretezza e visionarietà, quello che c'è e quello che potrebbe capitare. Le donne tengono il mondo sulle spalle, lo reggono da sotto, lo conservano in ordine e lo fanno funzionare, ma lo mantengono anche aperto al possibile, lasciano aperto l'orizzonte. Ne hanno bisogno per far bene il loro lavoro. E' nell'andirivieni continuo tra queste due sponde, la realtà e il sogno, il mondo reale e quello possibile, il pieno e il vuoto, tra ciò che accade terra-terra e ciò che potrebbe inaspettatamente succedere, tra il conscio e l'inconscio, tra il qui e l'altrove, che si configura quello che qualcuno ha ha definito l' "eccesso" femminile, ciò che non sta dentro nel "già dato" della "normalità" maschile. E' qui che si produce quella femminilità di cui tutte e tutti abbiamo fame e nostalgia, che si fa quello spazio femminile (...)<br /><br />(...) Non è un "altrove" che ci fa essere insofferenti. Non è, insomma, che noi siamo qui, immerse nei problemi e nei guai, e vorremmo fuggire per stare da un'altra parte. Questa è l'idea di "altrove" che sperimentiamo tutti i giorni, quando siamo inchiodate a perdere tempo alle nostre scrivanie e non vediamo l'ora che il tempo mortale finisca per tornare nel flusso della vita.<br />Questa è un'idea di altrove che fa soffrire e che fa ammalare.<br />L'altrove che dico io, invece, illumina il presente, lo fa essere più chiaro, gli restituisce un senso. E' una magia che ci permette di stare meglio in ciò che è, con maggiore consapevolezza (...)<br /><br />(...) Ma tutte le parole hanno più di una faccia, si portano dentro più di un senso. Se "eccesso" è qualcosa che va oltre il limite fissato, vuole dire che fuori da questo limite c'è uno spazio interessante, un "oltre" che vale la pena di visitare, un vuoto preziosissimo (...)<br /><br />Marina Terragni, La scomparsa delle donne<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-3296602930523382357?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-84546813120807177412008-12-16T23:15:00.002+01:002008-12-16T23:18:52.386+01:00<strong>Le mie passioni tutte insieme</strong><br /><strong></strong><br /><em>Cavalco un cavallo veloce</em><br /><em>giocando a pallavolo</em><br /><em>Poi canto coi miei gatti</em><br /><em>Scrivo la campagna</em><br /><em>e prima di dormire, leggo l'amicizia</em><br /><em></em><br />(Marta S.)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-8454681312080717741?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-88209036152484310662008-12-11T23:59:00.002+01:002008-12-12T00:04:34.237+01:0072 post, 116 pagine, 1.451 paragrafi, 4.135 righe, 41.954 parole, 208.616 caratteri spazi esclusi, 249.743 caratteri spazi inclusi.<br /><br />Grazie alla devozione di <a href="http://www.blogsquonk.it/">Sir </a>anche quest'anno il <a href="http://www.blogsquonk.it/PostSottoAlbero2008.pdf">Post sotto l'Albero </a>esiste.<br /><br />Leggete (<a href="http://www.blogsquonk.it/?p=2721">qui c'è la storia</a>) e sorridete.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-8820903615248431066?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-89952660454810930602008-12-10T22:19:00.001+01:002008-12-10T22:21:17.066+01:00Pensieri sfusi:<br /><br />1. Mi imbarazza terribilmente lavorare con gli americani.<br />I casi sono due: o non hanno altro da fare che seguire piccoli progetti, uno alla volta, con un team sovradimensionato o sono dotati di una efficienza, determinazione e concentrazione sovrannaturali<br /><br />2. Chi è quella ragazza dal corpo sottile e le proporzioni adulte che improvvisamente si aggira per il nostro appartamento come se fosse casa sua e assomiglia terribilmente a Marta?<br /><br />3. E' forse successo qualcosa di importante e me lo sono persa, tipo una congiura cosmica, chè tutto sta andando così irrimediabilmente storto?<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-8995266045481093060?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-38889113917763066352008-11-19T22:38:00.002+01:002008-11-19T22:46:14.114+01:00Ho sempre desiderato assomigliare a qualcun altra<br />(in modo inversamente proporzionale alla mia età, suppongo).<br /><br />Mamma - dice Marta tutta eccitata - ho il contatto di Carino Carino.<br />Giura! - dico io - e come mai?<br />L'ho chiesto alla Elena.<br />(Non usare gli articoli coi nomi - penso io.)<br />Ah, perchè è amico di Elena?<br />No, l'ha solo conosciuto alla festa.<br />E come fa ad avere il contatto?<br />Glielo ha dato qualcun altro.<br />E Bea anche lo ha, il suo contatto?(Bea è quella che Marta crede, anzi, sicuramente, sarà la prescelta dopo che Carino Carino lascerà quella di terza D...a Natale)<br />Si, e anche l'altra Bea e non volevano darlo a nessuno, ma io l'ho chiesto e me lo hanno dato.<br /><br />(Urca. Da essere totalmente escluse dal gruppo a essere tra le esclusive dententrici del contatto di Carino Carino non è che se la sia cavata poi malissimo, in due settimane.)<br /><br />Ed era on line stasera?<br />No, mamma, non c'era.<br /><br />Uhmm...<br />Ma ti piace Carino Carino?<br />Ma no mamma, ti pare?<br />Scusa, ma se hai chiesto il suo contatto e poi hai guardato se era on line, magari ti piace un pochino.<br />Ma scherzi, mamma? Magari mi potrebbe piacere un compagno di classe che conosco e so com'è il suo carattere, mica Carino Carino che non gli ho mai rivolto parola.<br /><br />Mai avrei immaginato di pensare "se solo avessi assomigliato un po' a mia figlia".<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-3888911391776306635?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-39436966774001245902008-11-13T23:39:00.006+01:002008-11-13T23:47:41.389+01:00<div><div><div><div><strong>Le delizie del rugby #2</strong></div><br /><div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRytXSHTGPI/AAAAAAAAAGA/xmPQDEZ0opk/s1600-h/rigby+con+pioggia2.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268276279627684082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRytXSHTGPI/AAAAAAAAAGA/xmPQDEZ0opk/s200/rigby+con+pioggia2.JPG" border="0" /></a><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268276566449999378" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRytn-nEThI/AAAAAAAAAGI/giMd9KB2FLU/s200/rugby+con+pioggiA.JPG" border="0" /></div></div></div></div><a href="http://4.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRyt2tbbRNI/AAAAAAAAAGQ/w0pCnRAF9ko/s1600-h/rugbyconpioggia3.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268276819535807698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRyt2tbbRNI/AAAAAAAAAGQ/w0pCnRAF9ko/s200/rugbyconpioggia3.JPG" border="0" /></a><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268277093561258946" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0h32aPTMLE/SRyuGqQL08I/AAAAAAAAAGY/Qip1PPLPq5k/s200/rugby+con+pioggia4.JPG" border="0" /><br /><p>Secondo giorno di pioggia.</p><p>Domani smette, vero?</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6312089-3943696677400124590?l=lavale.blogspot.com'/></div>laValenoreply@blogger.com0