tag:blogger.com,1999:blog-63120892008-06-08T23:45:27.605+02:00Mamma per SbagliolaValenoreply@blogger.comBlogger426125tag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-45091045930758123252008-06-06T00:31:00.002+02:002008-06-06T00:43:35.354+02:00In questi giorni si tiene in Germania la fiera più importante per il lavoro che faccio.<br />E' una cosa gigantesca.<br />Dura 15 giorni e sono qualcosa come 170mila metri quadri di macchine, tecnologie e applicazioni.<br />Chiaro che ci si deve andare, e mezzo ufficio è stato in trasferta. Me compresa.<br />Io sono tornata un giorno prima.<br />Ho dovuto spiegare in ufficio l'esigenza pressante che richiedeva il mio anticipo: la recita di fine anno di Giacomo e Davide.<br />Che dico che anche se sei socio del posto in cui lavori, un po' di coraggio a superare l'imbarazzo nel dichiarare questo motivo ci vuole.<br />Nessuno commenta, ma tu lo senti nel breve silenzio di alcuni il pensiero sospeso che questa qui è un po' matta, oppure un po' troppo chioccia. O forse non è reale e te lo crei tu dentro quel pensiero degli altri, perchè ti senti un po' sciocca, perchè ti senti un po' in colpa a sottrarre tempo al lavoro quando tutti gli altri no.<br /><br />Ma poco importa. Con quel sottile alone di "che scema che sono" mi son presa di prima mattina due treni e un taxi per raggiungere uno sperduto aroporto e poi un aereo.<br />E oggi ero lì.<br />Piango sempre alle recite.<br />Mi commuovo a prescindere da che figlio sia in scena, cioè piango anche per i bambini degli altri.<br />Ormai è così risaputo che oggi fuori dal teatro alcune mamme che non conosco mi hanno chiesto "hai pianto anche stavolta?" e io "si, temo di si" (ma come fai a saperlo?).<br /><br />E' che ci lavorano sopra praticamente tutto l'anno e per un anno intero sull'argomento c'è l'embargo. Non possiamo saperne niente e non potrei trovare un altro segreto che i bambini sappiano tenere così bene e così a lungo.<br />Costruiscono tutto in modo da far invidia al più scafato dei marketing manager: stuzzicare l'aspettativa, coinvolgerti nei costumi senza dirti le parti, procurarti l'invito disegnato dalle loro manine, lasciarsi scappare una parola e poi confabulare sottovoce ridacchiando.<br /><br />Un anno a costruire uno spettacolo per te, solo per te.<br />E vuoi non esserci?<br /><br />Perchè diciamolo chiaramente (e mi perdonino qui i miei figli se più grandi capiterà loro di leggere questo post) a me dello spettacolo in sè non è che mi freghi molto. Lo sappiamo bene che son cose di bambini e certo non la prima alla Scala.<br />Insomma, noiose.<br />E quei musini lì che si impapinano, possono al massimo suscitare un po' di tenerezza.<br /><br />Ma quello che mi commuove sempre, ogni volta, è lo sforzo e il lavoro che fanno e poi son lì sul palco a fartelo vedere.<br />Tutto dedicato a te.<br /><br />Sulla scena ce la mettono tutta, con risultati devo dire più che egregi (e qui ci sta un bravo alle maestre). Sono coordinati nei balletti anche se le movenze immature stridono col ritmo, si ricordano le parole e le dicono a voce alte, fieri, anche se il tono di voce è innaturale quanto la peggior recitazione in una telenovelas degli anni 80.<br /><br />Ce la mettono tutta. E soprattutto, credono in quello che stanno facendo, con una convinzione che finisce sempre per avere effetti terapeutici sul mio spirito corrotto di adulta.<br /><br />Nei loro sguardi e nei loro movimenti cogli tutta l'esitazione e l'umiltà ingenua, come se sapessero dentro che sono solo bambini e che quel loro spettacolo certo non è come high school musical o i film che affascinano i grandi.<br />Lo sanno che noi pensiamo che son solo bambini, lo sanno che siam lì solo per loro.<br />Ma se ne fregano e ti danno il loro meglio.<br />E allora come fai a non commuoverti?<br /><br />E ti cercano. La prima cosa che fanno è cercarti in platea. Sia Giacomo che Davide hanno saputo dirmi l'esatto momento in cui ci hanno visti.<br />"Mamma nel balletto no, poi quando ho fatto l'esploratore ero troppo emozionato, mi tremavano le gambe, mamma, ma nell'ultima scena ti ho vista"<br />E io so esattamente quando mi hanno vista. Bravi a continuare a recitare senza mostrarlo, ma nei loro occhi è passato un sorriso.<br /><br />Adoro vedere i bambini nelle recite. Viene fuori come sono. Un modo indiretto per imparare a conoscerli. E c'è da stupirsi. La bambina tutta timidina quando ti saluta nel cortile della scuola che se ne esce con una voce forte e un ancheggiare sexy mentre fa la strega cattiva, il compagno grassoccio e insignificante che ti spara un assolo nel coro con una grinta ritmata dal corpo rapito di musica, e quello che ti rifiuti di invitare a casa perchè indomabile che non sbaglia una battuta e perfettamente coordinato riempie la scena.<br />Li guardi e te li immagini da grandi: questo sarà un leader, questa farà sbiancare il padre nel periodo dell'adolescenza, questo conquisterà gli altri in silenzio ma con fermo garbo....<br /><br />Giacomo e Davide sono buffi sul palcoscenico.<br />E come un pediatra che non riesce a curare l'influenza dei propri figli, io non so dire cosa diventeranno.<br />Non hanno sbagliato una battuta, ma la loro voce era un po' timida. Soprattutto, quello che mi ha colpito di più, entrambi fanno una faccina da palcoscenico, che non vedo mai in nessuna altra occasione. Solo alle recite.<br />Hanno un sorriso sotto i baffi, come un "ma dai che tutto questo non è vero e mi fa ridere", oppure come un "non sono bravo ma sto al gioco", oppure "ussignur che vergogna, io son timido", oppure "è ridicolo ma devo farlo".<br />Non so decifrarlo e, siccome sono mammapersbaglio, non ho portato la macchina fotografica o la videocamera per immortalarlo.<br /><br />Ma ce l'ho dentro e mi aiuta a capirli.<br />Sono contenta di essere tornata prima.<br />Non mi sento più sciocca.<br />Mi aspettavano e io avevo bisogno di loro.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-89342366783880535752008-05-25T19:37:00.002+02:002008-05-25T19:46:25.529+02:00<strong>Marta's sleepover</strong><br /><strong></strong><br />Ore 21.55, SMS di mamma<br /><em>Ciao cucciola della mamma. Buonanotte e tanti bacini belli. Domani mandami un msg quando sei sveglia. Ti adoro. Pciù.</em><br /><br />Ore 22.31, SMS di risposta di Marta<br /><em>Notte.</em><br /><br />Ore 9.31 della mattina dopo, SMS di mamma<br /><em>Buongiorno topolina. Ti sei divertita? A che ora devo venire a prenderti? Va bene verso le 10.30? Pciù.</em><br /><br />Ore 9.33, SMS di Marta<br /><em>Anke più tardi.</em><br /><br /><br />Evvabbè :)laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-7099317694292180822008-05-23T22:57:00.002+02:002008-05-23T23:14:17.640+02:00No, no, no.<br />Non sono proprio d'accordo e più cresco come adulta e come mamma e più me ne convinco.<br /><br />Non credo nei castighi, non credo nelle punizioni.<br />Di più, le ritengo una cazzata colossale e inutile.<br /><br />Il perchè si dipana semplice e cristallino nei racconti dei miei figli.<br /><br />Perchè è un grande errore non ascoltare la voce dei bambini. La loro logica è dismessa da noi adulti tronfi di sapere. Ma se ci fermiamo un attimo ad ascoltare, e con un tergicristallo facciamo fuori la merda accumulata sul nostro cervello, se ci accucciamo sulle ginocchia alla loro altezza, e ascoltiamo, perdio da pari a pari, vien fuori tutto, e tanto vero.<br />Vero semplice chè ti stupisci a non averlo pensato prima tu di loro.<br /><br />E' tutto lì, nei racconti dei ragazzi.<br />I miei raccontano ben poco, devo dire. In Inghilterra, dove ogni cosa che fa un bambino viene sviscerata all'inverosimile e fin troppo, un giorno mi dissero che i figli che raccontano poco sono più sereni.<br />Chissà se è così.<br />Per quanto mi riguarda, credo valga anche l'opposto e come madre sinceramente mi sono rassegnata a prendere quello che viene. Voglio dire, c'è altro che un genitore può fare?<br />Alla fine, come con un amante, a un figlio non puoi strappare parole che non gli vengono, azioni che non gli si smuovono.<br /><br />E qui in fondo sta tutto il succo del mio non credere nei castighi.<br /><br />I racconti che arrivano a casa, incisi tra parentesi con noncuranza tra i gesti casalinghi, lasciati cadere qui e lì tra un <em>uhmmm </em>e un<em> a tavola! </em>sono di B. che, minacciata di perdere la settimana di vacanza con le compagne di danza, finge di aver perso il quaderno di geografia e storia perchè indietro con i riassunti e spaventata dalle possibili conseguenze; di C. che non racconta un'insufficienza ben sapendo che la madre due giorni dopo farà il colloquio con la prof e tutto verrà fuori; di F. che ha paura che il padre medico dall'approccio scientifico lo cazzi per un distinto in scienze invece che un ottimo.<br /><br />I pensieri logici dei bambini mi fanno sempre ricordare che Haistein è stato rimandato in matematica più di una volta e che un essere umano non può eccellere in tutto.<br /><br />E' così lampante, che un bambino smette di accettarlo con serenità solo quando arriva il rompiballe dell'adulto a dirgli che non è vero.<br />Se ascolti il bambino, prima di rompergli le balle con la tua merda nel cervello, ti accorgi che lui lo sa già che non può essere bravo proprio in tutto e non se ne fa un gran problema.<br /><br />Noi genitori siamo così ossessionati dalle bugie dei nostri figli che mi viene da ridere. Ci incaponiamo in questa speranza così infantile che loro possano essere meglio di noi e mentire di meno, ma è chiaro che non lo saranno.<br /><br />Eccerto che le mamme di B., C. e F. se leggessero questo post sghignazzerebbero alla grande, sapendo i segreti dei miei bimbi e le loro bugie a me nascoste.<br /><br />Ma non credo nei castighi e nelle punizioni.<br /><br />Mi aspetto bugie dai miei figli, eccome, son mica scema.<br />Ma vorrei per quanto mi sarà umanamente possibile, che quelle bugie fossero il frutto di un sano e rispettabilissimo desiderio di affermazione di indipendenza, anche acerbo e immaturo.<br />Non il frutto della paura di una punizione, di perdere qualcosa a cui si tiene.<br />Perchè allora tutto si ridurrebbe ad un economico scambio emozionale che mi farebbe orrore.<br /><br />Il castigo colpevolizza.<br />E dietro la colpevolizzazione si cela la richiesta che l'altra persona cambi.<br />E l'intimità è distrutta.<br /><br />A ben pensarci, dare un castigo ai tuoi figli è come mettere il muso a tuo marito. Ok, gli metti il muso, gli mostri tutto il distacco possibile. E poi? Lui comincerà a fare il cagnolino e rigare dritto secondo la strada che pensa di dover seguire per farti contenta e poi? Dopo quanto scivolerà indietro attratto dalla calamita della sua natura? Una, due, tre, cinque settimane?<br /><br />Vorrei poter trasmettere ai miei figli tutta la meraviglia che provo quando li guardo e tutto il rispetto che sento per le loro personalità.<br /><br />Il mio ruolo in fondo in fondo a ben guardare, è solo quello di un argine.<br />Non servo più a niente, spesso dico loro scherzando, perchè vanno in gita e si allacciano gli scarponi da montagna da soli e vien fuori dai racconti che la bistecca che taglio ancora a pezzettini a casa, in gita se la son tagliata da soli (evvabbè, son patetica...).<br />E loro ridono e si, mamma non serve più a niente ah ah ah.<br /><br />Loro non lo sanno ed è giusto così, che son solo un argine di contenimento che per quanto può (e anche quando crede di non potercela fare) deve limitare la forza delle rapide entro confini non dannosi.<br />Ma non posso, nè voglio deviarne il corso.<br /><br />C'è una sottile linea di demarcazione tra l'esprimere noi stessi con passione e colpevolizzare qualcuno.<br />Lasciamo fuori i bambini da questo meccanismo del cazzo.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-3083334424746909402008-05-21T22:20:00.002+02:002008-05-21T22:24:04.492+02:00Esser gemelli, mi sono accorta in questi 8 anni, è una gran bella fortuna, e ci metterei ore a descrivere perchè.<br /><br />Però, quando alla vigilia della gita scolastica di tre giorni, uno si ammala e non parte e l'altro non si ammala e parte, è una gran sfiga :(laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-83730835601982687612008-05-14T23:14:00.001+02:002008-05-14T23:18:42.880+02:00Sono tornata a casa stasera stanca morta e con la testa pesante - chè oggi è stato uno di quei giorni che sono riuscita a lavorare come un treno - e ho fatto tre espressioni con le frazioni, le graffe, le quadre e le tonde, col più e il meno e, novità dell'ultima ora, con il per e il diviso (non vengono mai alla prima 'ste cazzo di espressioni).<br /><br />Ho cucinato la cena, ho fatto vari pistolotti sull'importanza di essere responsabili anche senza ricevere sberle (causando lacrime comunque, il che mi ha fatto pensare che una sberla sarebbe stata più efficace) e ho ripassato talmente tante proprietà di geometria da non ricordarmene neanche una.<br />Tutta una serie di assi, bisettrici, linee che tagliano, punti che si incontrano con nomi poco socievoli, coincidenze, congruenze, vertici, cateti evattelapesca.<br /><br />A volte ad essere madre raggiungi un tale grado di sfiancamento che tutto quello che succede oltre lo accogli come un esercizio estetico, dove ti compiacci ad assorbire ancora una fatica e a riuscirci.<br /><br />Marta mi ha lasciato con questo dilemma, prima di andarsene a letto.<br /><br />"Mamma, sono preoccupata per R."<br />"Perchè sei preoccupata per R.?"<br />"Sta peggiorando a scuola, ha preson insuff. in scienze.<br />E non lo dice a sua madre.<br />Dice che si fa rinterrogare, ma la prof di geografia le ha detto che non la interroga di nuovo e vedrai che neanche quella di scienze lo farà. Io gliel'ho detto, mamma, che non può fregarsene così e che quella di scienze poi la valuta nell'insieme, visto che è anche quella di mate e di geometria, e lei sta peggiorando anche in quelle materie"<br />"Marta, forse è meglio che tu ci vada cauta a dare consigli alle amiche.<br />Infatti una buona regola è darli solo se te li chiedono. Altrimenti ci pensa la sua mamma"<br />"Si, ma alla sua mamma R. dice un po' di bugie"<br /><br />Ora capita che Marta sia veramente amica di R. e mi viene il dubbio di cosa consigliare a mia figlia, se dirle di interferire o di farsi i fatti suoi.<br />E poi capita anche che io sia amica della mamma di R.<br />E mi viene il dubbio se consigliarmi di spifferarle tutto o farmi i fatti miei.<br /><br />Sopra tutto, ho la certezza di essere inappagata, perchè avevo un sacco di cose da risolvere stasera e non ne ho avuto il tempo.<br /><br />Sono stanca, triste e me ne vado a nanna.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-50478607651151244312008-05-08T00:17:00.002+02:002008-05-08T00:21:07.442+02:00Otto anni fa e poco più quando ho partorito Giacomo e Davide (cosidetti dai più - fatto che mi irrita sempre - "i gemelli") di parto naturale su un cesareo (un dolore che non sto a dirvi) invocavo il bisturi urlando ad ogni contrazione con una codardia che tutt'oggi mi fa abbassare gli occhi quando passo per la via dell'ospedale, perchè son certa che ancora potrebbero riconoscermi come quella là, quella matta che urlava non li voglio, non li voglio più, fatemi tornare a casa eccetera eccetera.<br /><br />Ma quando tutto è finito, sapevo di aver provato qualcosa di sensazionale. C'è una specie di stregoneria nel modo in cui il tuo corpo prende il sopravvento su di te quando partorisci e una specie di magia nell'istante esatto che tu donna capisci che ti devi arrendere e fidare di quello che sei, anche se in quel preciso momento quello che sei sembra essere un veleno che ti corrode le viscere dentro tanto ti fai male.<br /><br />Per questo, quando i bimbi erano fuori, io con i tremori tipici del dopo parto ho pensato "non avrò mai più paura di niente".<br />Non perchè ce l'avevo fatta a superare il dolore, che quello è una cazzata. Piuttosto perchè affidandomi per disperazione alla forza della natura ha funzionato tutto, me nonostante.<br />Da allora posso fidarmi del mio corpo ad occhi bendati, perchè so che può spingersi oltre quello che io credo sia il mio limite.<br />E insieme so che esiste una armonia rara da ripetersi che ha a che fare con l'istinto e col sentire ogni tua fibra accordata senza bisogno di capire esattamente come sia successo.<br /><br />Va da sè che quel senso di potenza sovrannaturale si è pian piano sfumato negli anni e che ho finito per aver paura di moltissime cose, alcune addirittura idiote, fantasmi che non spaventerebbero neppure "i gemelli".<br /><br />Però a volte, quel movimento fluido, quell'armonia sintonica tra me testa e me gesti fa di nuovo capolino, in momenti sorprendenti.<br /><br />Oggi è stata una giornata di merda.<br />Non una di quelle in cui ti senti brutta o grassa. Una di quelle in cui ti senti inadeguata e insipida, che è obiettivamente peggio di essere brutta o grassa. Di quelle che tutti intorno a te ti sembrano così tanto più intelligenti e tu sciatta e banale. Inutile, infatti.<br /><br />Ma la sera a casa c'è stato un piccolo incidente, una insufficienza "dimenticata" per un mese.<br />Di fronte al musino di "uno dei due gemelli" con già le lacrime giù a goccioloni per la sgridata che si aspettava, è arrivata come un'onda lunga l'armonia tra la mia mente e il suo corpo.<br />D'istante ho capito cosa dovevo fare, che non potevo sgridare un'insufficienza in un bimbo che porta a casa sempre bei voti, nè la sua bugia.<br />Come mi ha detto lui tra i singhiozzi, tutti i suoi compagni hanno paura della sgridata per un'insufficienza e per questo piangeva.<br /><br />L'avevo portato in un'altra stanza per fargli una bella ramazina, ma diotiringrazio quell'intuizione che mi ha fatto esitare e ha dato a lui una pausa preziosa per potersi spiegare.<br />E a me il tempo di dirgli che sbagliare spesso significa non aver capito e che non sarà mica 'sto dramma, basta che qualcuno glielo rispieghi.<br /><br />Io dubito spesso, forse troppo spesso, di essere una brava minimanager o una brava marketing manager o una brava imprenditrice. Dubito spesso di me in generale.<br />Poi arrivano casulamente amplessi come questo, quando d'istinto faccio esattamente la cosa giusta.<br />Quella potenza, quella mancanza di paura fa capolino. E consola un poco.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-29310502463646268112008-05-06T22:14:00.004+02:002008-05-06T22:28:44.429+02:00Qualche anno fa si è svolta questa conversazione. <div><br /></div><div>"Mamma, tu da grande che lavoro vuoi fare?"</div><div>"Tesoro, mamma è già grande e di lavoro mette insieme persone a parlare di cose che a loro interessano. Si chiamano convegni o fiere"</div><div>"No, mamma, io intendevo di lavoro vero"</div><div><em>Ah.</em></div><div><em></em> </div><div>"Ma dimmi tu, Davide, di lavoro da grande cosa vorresti fare?"</div><div><br /></div><div><em>(Da dietro intervenne Giacomo con un laconico quanto geniale "io voglio fare il pensionato" - ma questo è un inciso)</em></div><div><br />Davide: "Io l'inventore".<br />Da allora Davide ha immaginato di inventare il robot che fa tutto così mamma non deve più cucinare e la macchina su due ruote a tanti piani così ci sarà meno traffico eccetera eccetera.</div><div><br /></div><div>Ma qui, signori e signore, sono orgogliosa di presentarvi la sua prima vera invenzione costruita con le sue manine: il <strong>trasportino</strong>.</div><div><br /><br /></div><div></div><br /><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197361794948468146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SCC9BAUXDbI/AAAAAAAAACs/0ieJo9VaJk8/s320/trasportino.jpg" border="0" /><br /><br />Trattasi di aggeggio che può supportare i commensali intorno al tavolo da ping pong in campagna a passarsi le vivande quando al fresco del patio non se la dovessero sentire di sporgersi per allungare il pane o il ketchup.<br /><div>Viaggia a velocità ultrasonica e necessita di perizia nella spinta, chè se no ti ritrovi con la ciotola rovesciata e il trasportino conficcato nei denti del dirimpettaio. </div><br /><div>Detto questo, funziona, e chi volesse comprare il brevetto può rivolgersi direttamente a me, che sarei la madre dell'inventore e che, fino al raggiungimento della sua (dell'inventore) maggiore età, ne cura gli interessi.</div><div> </div><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197363263827283394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SCC-WgUXDcI/AAAAAAAAAC0/_v9UBAFMIZk/s320/funziona.jpg" border="0" /><br /><div></div><br /><div></div>laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-26856771668920781182008-05-01T23:43:00.002+02:002008-05-01T23:46:55.384+02:00"Mamma, ma perchè i bambini possono fare il ponte e tu no?<br />Io non voglio fare il picnic domani, voglio aspettare sabato che ci sei anche tu"<br /><br />Davide, ti adoro.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-44997857021561387052008-04-24T22:22:00.002+02:002008-04-24T22:59:39.787+02:00<a href="http://bp3.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SBDsWgUXDaI/AAAAAAAAACk/axGSvWNP-5Y/s1600-h/goldrake.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192910241734790562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SBDsWgUXDaI/AAAAAAAAACk/axGSvWNP-5Y/s320/goldrake.JPG" border="0" /></a><br /><div><strong>Amarcord</strong></div><br /><div><strong></strong></div>Non so bene come sia cominciato.<br />Sono andati in gita oggi, in una specie di oasi naturale/palude nel pavese e sono tornati con un sacco di nomi di animali, tipo barbagianni, tipo armadillo, che un conto è pronunciarli e un conto è dare loro una forma, per una come me che solo da pochi mesi sa cosa sia un gatto.<br /><br />Aspettando le pizze da asporto abbiamo cominciato a digitare su google immagini e ad ogni immagine una storia che mi ha insegnato la differenza tra un animale e un componente della famiglia di Barbapapà, perchè forse c'è stato un giorno che io tutte le cose che imparano oggi loro le sapevo, ma ho una memoria ridicola e sto ristudiando (e la cosa è assai eccitante, devo dire).<br /><br />Fatto sta, che non so per quale collegamento di idee siamo finiti a googolare la parola "carosello" e atterrati <a href="http://www.mondocarosello.com/html/ferrero_1975.html">qui</a> e poi <a href="http://www.mondocarosello.com/html/dom_bairo_1972.html">qui</a> e poi <a href="http://www.mondocarosello.com/html/lagostina_1976.html">qui</a>.<br /><br />Tra Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due e il Gigante che ci pensa lui non saprei decidere cosa mi abbia fatto sentire meglio.<br /><br />Pescando da non so dove cantavo le sigle a memoria e loro ridevano e ridevano.<br />Ancora mamma, ancora mamma.<br /><br />E poi, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=hHsm7woybrM">questo</a>.<br /><br />Se non fosse che sono adulta potrei giurare sulla testa dei miei figli che tra il 1978 e oggi, così , strada facendo, qualcuno mi ha sostituito, che questa madre di tre bimbi non è la stessa persona cresciuta, ma qualcuna di più capace messa al suo posto per fare quanto necessario, cucire una pezza dove non potevo arrivare. Non è possibile che sia io.<br /><br />"Mamma, possiamo guardarne un altro?"<br />"No, è ora di andare a nanna"<br />"Domani mamma?"<br />"Certo che si, domani si"<br />"Mamma?"<br />"Dimmi tesoro"<br />"Mamma, la televisione ai tuoi tempi era molto più bella, mamma"<br />"Buonanotte amore ."laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-84503620197713939052008-04-20T23:04:00.002+02:002008-04-20T23:08:31.642+02:00Non ho tempo di scrivere, non ho tempo di scrivere.<br /><br />Ma se lo avessi i prossimi post sarebbero su:<br /><br />1. genitori e sport: quando siamo in tribuna a guardare il minivolley, o il minicalcio, o il miniquelloche vuoi tu ci rendiamo conto di quanto riusciamo a renderci ridicoli o dobbiamo proprio aspettare che siano i nostri figli a farcelo notare?<br /><br />2. donne chiacchierone: chi ha la parlantina si ricordi sempre che potrebbe star rubando tempo a chi non ne ha<br /><br />3. punti neri sulla faccia o nelle orecchie: negli adulti e negli adolescenti per me sono un segno che non ci si guarda allo specchio (fatto alquanto grave) o che chi ti vuol bene non ti si avvicina abbastanzalaValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-88398383977579163412008-04-19T21:57:00.002+02:002008-04-19T22:05:00.053+02:00<a href="http://bp0.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SApOsZLbAlI/AAAAAAAAACc/iwIMTXfr72g/s1600-h/omino.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191048045077922386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_w0h32aPTMLE/SApOsZLbAlI/AAAAAAAAACc/iwIMTXfr72g/s320/omino.jpg" border="0" /></a><br /><div>Questo portacoltelli è semplicemente geniale.</div><div>Non mi serve, ma lo voglio.</div><div> </div><div>(Grazie <a href="http://lestellefilanti.blogspot.com/">kika</a>)</div>laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-54895912716859964562008-04-16T22:08:00.003+02:002008-04-16T22:57:22.798+02:00Aiutare i figli coi compiti, diciamocelo, è una gran noia.<br />Per questo fin dall'inizio io me la sono svicolata.<br />Ad abituarli a fare i compiti da soli si finisce per far un gran bel figurone, come genitori.<br />"Signora, suo figlio è davvero autonomo", "Signora, sua figlia è davvero responsabile".<br />In realtà sapessero che dietro a quel risultato tanto c'è della mia voglia di evitare la noia.<br /><br />Capita però, e lì non è che si possa svicolare, che ti chiedano aiuto.<br />E così allora scatta la molla eroico-assistenziale-autocompiacimentale che ti fa rispondere in tono amamibile e rassicurante "ma certo tesoro porta i libri qui in cucina che ti aiuto mentre preparo la cena".<br />E finisci che ti diverti, a fare la geometria. Infatti li capisci tutti i problemi e ne assapori i passaggi logici con un senso di pace. Ti dai della scema per aver dannato allora e pensi che finalmente si, ce la fai a pagare il conto, tiè tiè.<br /><br />All'apice di questo senso di riscatto, ridicolo e immaturo, ma che pur dà la sua bella soddisfazione, mi trovo davanti al prossimo esercizio:<br /><br /><em>Un triangolo rettangolo con un angolo acuto ampio 30° e un pentagono regolare hanno lo stesso perimetro. Calcola le misure dell'ipotenusa e del cateto minore del triangolo rettangolo sapendo che il lato del pentagono e il cateto maggiore del triangolo rettangolo sono lunghi rispettivamente 26,5 cm e 48,5 cm.</em><br /><br />Procediamo coi dati, calcoliamo il perimetro e poi ci blocchiamo.<br />Abbiamo un perimetro ed un cateto maggiore e dobbiamo trovare 'sta benedetta ipotenusa.<br /><br />Son sempre stata una chiavica nelle materie scientifiche. Infatti ho una laurea in lettere. Philip è laureato in lettere classiche quindi più in là di chiamare gli angoli del triangolo alfa, beta e gamma, arriva solo a consultare internet senza risultato.<br />Il mio senso di potenza sbiadisce. Tre amichette consultate al telefono brancolano nel buio.<br />E' sera, la cena cuoce, a Marta viene lo sconforto.<br /><br />"Bè, tesoro, abbiamo ancora una possibilità"<br />"E quale mamma?"<br />"<a href="http://www.twitter.com/">Twitter</a>"<br />"Twiche?"<br />"Niente, tesoro, ci pensa mamma"<br /><br /><a href="http://www.twitter.com/lavale3"><span style="color:#cc0000;">lavale3</span></a> ha il perimetro di un triangolo rettangolo e il cateto maggiore<br /><span style="color:#cc0000;">lavale3</span> deve trovare l'ipotenusa. come si fa? veloci che la cena e' quasi pronta<br /><a href="http://www.montag.it/blog/"><span style="color:#cc0000;">mschwarz</span></a> @lavale3: sei sicura che sia il perimetro e non l'area?<br /><span style="color:#cc0000;">lavale3</span> perimetro, perimetro. un angolo del triangolo e' 30 gradi, ma non credo che serva<br /><span style="color:#cc0000;">mschwarz</span> lavale3: certo che cambia, perche' vuol dire che il terzo angolo e' 60, quindi il triangolo rettangolo e' meta' di un triangolo equilatero.<br /><span style="color:#cc0000;">mschwarz</span> quindi il cateto minore e' meta' dell'ipotenusa<br /><span style="color:#cc0000;">mschwarz</span> quindi catetomag+ip+ip/2=perimetro<br /><span style="color:#cc0000;">lavale3</span> @mschwarz sei un genio. Marta ti abbraccia :)<br /><span style="color:#cc0000;">mschwarz</span> @lavale3: un abbraccio a voi. Alla prossima.<br /><br />Così, dedicato a tutti quelli che mi guardano come se fossi un po' toccata perchè mi piace stare on line.<br />(Grazie Marco)laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-50801882853236450802008-04-10T21:36:00.002+02:002008-04-10T21:39:35.663+02:00Davide<br /><br />"mamma, mamma!" mi corre incontro con occhio illuminato<br />"che c'è tesoro? dimmi"<br />"ma non potremmo essere la famiglia che riesce a mettere insieme mitologia, scienza e religione?"<br />"uhmmm... si amore, adesso ci pensiamo e ci organizziamo"laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-16265957028323895182008-04-08T22:55:00.001+02:002008-04-08T22:58:26.473+02:00<div align="center"><a href="http://bp2.blogger.com/_w0h32aPTMLE/R_vb1d4gtzI/AAAAAAAAACE/cWPzWidW3xw/s1600-h/bruco.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186981107448461106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_w0h32aPTMLE/R_vb1d4gtzI/AAAAAAAAACE/cWPzWidW3xw/s320/bruco.JPG" border="0" /></a>Come mi ha insegnato la mia amica <a href="http://www.angelaesiste.blogspot.com/">Angela</a></div><div align="center"> la felicità non è uno stato d'animo, è una scelta<br /><br /></div>laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-29872000562057500112008-04-03T22:13:00.002+02:002008-04-03T22:31:42.435+02:00"Mamma, non ne posso più"<br />"Di cosa non ne puoi più?"<br />"Dei maschi, mamma"<br /><em>Eh, sai che novità...</em><br />"E perchè?"<br />"Perchè prendono sempre a calci la mia cartella. Non posso andare in bagno al cambio dell'ora se no la prendono a calci. Mi hanno rotto la riga lunga contro il muro con un calcio l'altro giorno. E X e Y fanno la stessa strada mia per tornare a casa e danno i calci alla cartella facendola cadere dal carrellino e poi scappano ridendo"<br />"Giura".<br />"Si e poi l'altra mattina mi hanno strappato la mia tavola col disegno del progetto scuola-ferrovia"<br />"E tu che hai fatto?"<br />"Niente, mamma. Cosa vuoi che faccia? Scappano via subito ridendo"<br />"Marta, cosa vuoi che ti dica? E' normale. Hai presente cosa fate voi ragazze che vi divertite a riempire il diario di sticker e di dediche e di ritagli di attori di High School Musical o di gattini e cagnolini? Ecco, l'equivalente di queste scematine qui, nei maschi è dare calci a cartelle e stuzzicare le bambine"<br />"Ma mamma, quello che facciamo nei nostri diari non sono scemate, quelle dei maschi invece si"<br />"Bè, oddio....dipende dai punti di vista...vabbè...senti Marta, nessuno ha il diritto di maltrattare le tue cose o peggio ancora di farti sentire a disagio, quindi quello che devi fare è guardarli con sguardo assassino e dire <em>se lo fai di nuovo ti tiro un calcio nelle palle</em>"<br />"Ma davvero mamma posso dire una cosa del genere?"<br />"Si. Però, dopo che l'hai detta, se lo fanno di nuovo, devi tirarglielo per davvero. Pensi che potresti farlo?"<br />"Si mamma"<br /><br />Mi risponde con uno sguardo così determinato e crudele che sento sia meglio edulcorare un po'...<br />"Ooh, ma senza esagerare eh?"<br />"Tranquilla mamma, non li sterilizzo" mi risponde.<br /><br />Ho fatto bene o son stata diseducativa?laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-24610688294746567562008-04-02T22:58:00.001+02:002008-04-02T22:59:22.421+02:00Mi debilitano, i faccia a faccia con me stesso.<br />Specie quando ha ragione l'altro.<br /><br /><em>Diego De Silva, Non avevo capito niente</em>laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-39139656248881103532008-04-01T22:11:00.003+02:002008-04-01T23:15:09.012+02:00<strong>Memento</strong><br /><br />Finalmente mia mamma e mio papà sono riusciti a trovare l'unico negozio probabilmente in tutta la Lombardia che sa taroccare le chiavi della nostra porta blindata, si proprio quelle che ci vuole la tesserina e che si, io l'ho persa.<br />(Ormai ci vuole una password per tutto. Come disse una volta <a href="http://www.rosco-66.blogspot.com/">mio cugino</a>, c'è una sottile preoccupazione all'idea di doversi ritrovare un giorno a digitare il PIN per far l'amore con la propria moglie)<br /><br />Oggi ho fatto scivolare tre chiavi in un anello e l'ho consegnato ufficialmente a Marta.<br />Ecco lì che mia figlia ha le sue chiavi di casa.<br /><br />E si lo so che adesso dalle dita potrebbe partirmi un post sdolcinato, di quelli che ricordano le sue forme in miniatura e, prima ancora di vederle, delle nostre paure a dire ai miei che ero incinta senza essere sposati e le loro lacrime di felicità e della spinale e di Philip che ha visto la mia pancia aperta mentre mi facevano il cesareo e dei giorni e giorni io e lei in Inghilterra senza sapere dove sbattere la testa e dio che noia ma non posso dirlo a nessuno, anzi aspetta che lo comincio a dire, tò nessuno mi accusa e tutti dicono che si finalmente che bello poterlo urlare tutti insieme che noia che è spingere una carozzina, e delle volte che mi lasciavo pettinare i capelli, quasi pomeriggi interi a fare da manichino alla sua pazienza di parrucchiera praticante mentre adesso se li fa da sola con la piastra, lisci lisci e trendy, e se la coda non le viene perfetta scaglia la spazzola con frustrazione e di quando ero malata e lei aveva tre anni e per consolarmi mi ha offerto il suo ciuccio, e...<br />Nonnò, non scrivo niente di tutto questo.<br /><br />Sarebbe di certo partito il post sdolcinato, se non fosse per il suo sguardo (suo di Marta) a tavola stasera.<br />Io ho fatto una specie di piccolo annuncio pubblico/familiare per:<br />1. farla sentire un po' importante<br />2 (vero scopo dell'azione). assicurarmi che capisse bene che NON DEVE PERDERLE<br />e lei mi ha guardato con uno sguardo così di femminile superiorità che dio tremo per i suoi futuri spasimanti dicendomi "mamma, quanto la fai lunga, sono solo delle chiavi".<br /><br />A quel punto il post che mi si stava formando nella testa mentre vivevo mi si è congelato tutto.<br />Eccerto che sciocca ridicola sentimentale che sono.<br />Si, però che palle questi figli pragmatici che ti tolgono tutto il gusto di riassaporare la vita e complimentarti per dove sei arrivata senza fare danni (apparenti).<br /><br />Ho riso molto e le ho dato ragione.<br />Poi ho avuto un moto inconsulto e le ho detto "va bene, io la smetto di fare la sentimentale, però tu fammi un piacere. Guardati bene intorno. Guarda i piatti gialli, guarda papà come è adesso, guarda questa tovaglia a scacchi, e i tuoi fratelli davanti a te e le loro guance paffute di bambini, guarda la mamma e questa carbonara che hai mangiato stasera.<br />Hai guardato?<br />Bene, adesso RICORDATELO.<br />Fammi il piacere di ricordartela bene questa sera e poi ne riparliamo quando darai le chiavi di casa ai tuoi figli"<br /><br />Lei ha fatto un risolino.<br />Io anche.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-17223078345697172008-03-25T22:49:00.002+01:002008-03-25T23:38:42.828+01:00E' un gran peccato che gli uomini arrivino fino ad un certo punto e poi di arrochino e smettano di spiegarsi.<br />Perfino a loro stessi.<br />Un doppio coito interrotto.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-27083262700311145662008-03-18T23:25:00.002+01:002008-03-18T23:38:20.463+01:00La mia giornata tipo comincia ll'incirca alle 630 quando suona la sveglia.<br />Che ignoro.<br />Quella è la sveglia di Philip.<br />Io riesco a massimo a rotolare un po' nel letto più vuoto e mi riaddormento fino alle 710 quando l'occhio miope intravede il fantasma inglese che porta in camera il mio tè.<br />Il mio tè si presenta in una mug con sopra un piattino da caffè messo all'apposta per garantirmi ancora un quarto d'ora di nanna. Sopra al piattino tre biscotti.<br /><br />Ho il metabolismo lento la mattina. Posso stare su fino all'una la notte di tutti i giorni feriali in fila, ma la mattina sbadiglio fino a circa le 11.30. Inutile resistere o cercare di migliorarmi.<br /><br />Verso le 725 inforco gli occhiali e allungo i braccio verso il tè. Sorseggio. Poi dichiaro "potete aprire la porta" e a quel punto entra la gatta, salta sul letto, si mette a pancia in su e fa le fusa. La coccolo.<br />Per una che non ama gli animali, anzi ne ha paura in generale (per ignoranza) e specialmente i gatti le incutono il terrore ancestrale dei graffi, starmene lì sotto alle coperte, mezza nuda e senza mutande, totalmente vulnerabile, è cosa di cui mi complimento in segreto ogni giorno, chè proprio non mi riconosco, chè proprio è il caso di dirlo, cosa non si fa per i figli.<br />Poi, quando la gatta switchia mood e si acquatta pronta all'agguato, io urlo aiutooo, qualcuno a caso arriva e si chiudono le porte.<br /><br />Mi alzo e mi metto i calzettoni (sempre per paura degli agguati alle gambe nude e indifese).<br />Vado nella cameretta e sveglio Giacomo e Davide, che ci vuole circa 10 minuti di grattini, pastrugni, assalto di un formicaio, minaccie, pernacchie sul collo, pizzicotti sui sederi, solletico, impasto la pizza con la pancia, adesso arriva papà e poi lo sentite eccetera eccetera.<br />Si alzano e si dirigono in cucina.<br />Litigano sul gusto dello yogurt, gli apro la bottiglia del latte, vado a fare la doccia.<br />Mamma mi metti le calze, hai otto anni perdio, dai vieni qui, mamma mi fai i fiocchi alle scarpe, mamma hai mica visto la mia cartella (come MICA???? santiddio!!), mi firmi la verifica, mamma hai mica un gogno, quello per fare gli angoli, lo devo portare oggi (come MICA??? io viaggio con i go-gno-me-tri, si dice gognometro, ogni giorno in tasca per ogni evenienza, secondo te, VEROOO????), mamma mi scrivi sul diario che mangio in bianco oggi, ho fatto la cacca molla, hai fatto la cacca molla? e quando? ieri pomeriggio, ma quanto molla? molla mamma, e perchè non me lo hai detto? dovè il mio grembiule? bambini è tardi si esce così come siete. Usciamo.<br /><br />Arriviamo. Bacino. Chi ci viene a prendere mamma? Buona giornata tesoro.<br />Mi rimetto in macchina, un'ora almeno di traffico per fare 15 km. Arrivo in ufficio e qui può variare dallo stato produttivo scatenato del tipo mi ha infuso lo spirito santo, non mi scalfisce niente e vado avanti come un treno, alla irrascibilità più incontrollabile se mi sfiori ti urlo. Dipende dai giorni.<br />In mezzo ci sono, a seconda, dall'una alle tre telefonate di mia mamma (chediolabenedica1567volteognigiorno), quella mia al pediatra, una di Philip, una di Glenda, una al maneggio per prenotare la lezione di cavallo di Marta, la mamma dell'amichetto che invita, la banca, il commecialista.<br />Non tutte insieme eh? Ma almeno due o tre a scelta al giorno.<br /><br />La giornata scivola via, in genere nella più totale confusione della mia piccola testa che insegue la sua to do list con tale ansia e disperazione da non riuscire spesso neanche a stabilire delle priorità.<br /><br />Poi arriva la fase recupero figli.<br />Adesso che Marta è più indipendente e torna da pallavolo o catechismo da sola, sembra più semplice, ma si aggiungono complicazioni.<br />Ha le chiavi di casa? per esempio.<br />Gli alri due sono al rugby o dalla nonna o mi sono dimenticata dove siano ma per fortuna ho il tempo del rientro da Milano per ricordarmi.<br /><br />A casa non transigo sul bicchiere di aperitivo praticamente ancora col cappotto addosso e poi preparo la cena.<br />Come è andata la scuola? Sono caduta da cavallo. Ho preso ottimo. Rebecca non è più mia amica. Avete fatto i compiti? Aspetta che controllo. Come controlli? ADESSO? I compiti sono una tua responsabilità, non puoi arrivare all'ora di cena senza sapere. Mamma posso una caramella? No certo che non puoi, si mangia fra poco. Il mio compagno mi ha detto che sono grasso. Tesoro, non lo sei, se lo fossi non credi che mamma e papà si preoccuperebbero e farebbero qualcosa? La prossima volta che il tuo compagno te lo dice rispondigli "si, è vero, sono un po' cicciotto, ma non prendo in giro i miei amici come fai tu". Va bene mamma. Ti amo tesoro, e sei bellissimo. Cosa si magia stasera? Pollo arrosto. Non mi piace il pollo. Mamma, abbiamo mangiato il pollo oggi a scuola. Occaxxo.<br />Ceniamo.<br />Sparecchiate e mettete i piatti in lavastoviglie. Ho mal di pancia. No, non hai mal di pancia, sparecchia. Sono stanca. Anche io, sparecchia. Posso una coccola in braccio? Si, ma prima sparecchia. Sparecchiano.<br />Mamma mi fai tu? come? mi lavi i denti? No. Mamma mi metti il pigiama? No. Mi aiuti a fare la cartella? No. Ok, dai, voi fate e io sto con voi e vi do una mano.<br />Nel mezzo io e Philip che cerchiamo di avere una conversazione adulta su come è andata la giornata, sui programmi di domani, sulle elezioni che incombono.<br />Vanno a letto. Ma scherziamo??? questa camera fa schifo. Fuori dal letto e mettete in ordine. Mettono in ordine. Vanno a letto.<br />Pipì, denti, pigiama, cartella, ordine, tutto sotto controllo.<br />Sono esausta.<br />Chiuso le porte dopo i bacini ed è quiete.<br /><br />Da sotto la panca del corridoio esce una macchia nera che corre cone una furia, così veloce che riesce perfino a fare una parabolica sul muro. La gatta che finora ha sonnecchiato vuole giocare. Merda. Gioco un po' col sonaglino poi mi vedo dall'alto e mi dico, anzi, le dico, mafavvan son stanca.<br />Coi sensi di colpa mi metto sul divano e accend il pc, la gatta si rassegna, io mi rilasso facendo le mie cose.<br /><br />Questa è la mia giornata tipo, presa a campione, s'intende.<br /><br />La mia percezione di me mi fa credere che sono una mamma che ascolta, che partecipa, che si interessa, che non lascia correre ma ferma il tempo per sottolineare le cose importanti. Ci provo almeno.<br />Tento anche ogni giorno di essere vagamente presentabile, con un filo di trucco, una doccia, dei vestiti comodi ma decentemente professionali, di evitare il reggiseno bianco sotto la maglia nera, per intenderci.<br />E metto la crema antirughe, perfino, e quella sulle mani.<br /><br />Mamma, dice Giacomo, ho fatto un tema su di te e ho preso distinto. Urca, che cosa hai detto della mamma? Aspetta che prendo il quaderno arancione e te lo leggo...<br /><br /><span style="color:#ff0000;">Descrivo la mia mamma</span><br />Mia mamma si chiama Valentina, ha un viso ovale, ma poco ovale.<br />Ha un colorito roseo - giallognolo <em>(la maestra, chediolabenedica, ha tracciato una riga con la penna rossa su "giallognolo").<br /></em>Ha due occhi castani che al sole diventano chiari, la loro forma è ovale come il viso.<br />Il suo sguardo è scrutatore, i suoi occhi di falco. <em>(secondo me qui c'è una reminescenza gormita)</em><br />Ha i capeli lisci. La loro forma è liscia. I suoi capelli sono abbastanza lunghi, ma non lunghissimi, però di lunghezza media.<br />La sua abitudine è quella di bere il tè alle 16.30 ogni giorno. <em>(basita, mi cade la mascella)</em><br />Di solito veste jeans e una maglietta vecchia. <em>(basita, sono evidentemente incompresa)<br /></em>Il suo difetto è che dorme sempre. <em>(io ti disconosco)<br /></em>Il suo pregio è quello che se le chiedo una cosa lei mi risponde sempre di si. <em>(mi sa che urge colloquio con la maestra)<br /></em><br />Eccomi qui, vista dagli occhi di mio figlio. Tra il disconoscerlo, mandarlo di persona dalla maestra a rettificare o ridere, scelgo di ridere fino alle lacrime.<br />Anche perchè, due pagine prima sul quaderno arancione leggo<br /><br /><span style="color:#ff0000;">Il mio compagno di banco</span><br />Il mio compagno di banco ha una forma del viso tondo.<br />Il suo colorito è roseo.<br />Ha una faccia d'angelo però, quando esce la maestra o lui esce da scuola, gli spuntano due corna rosse, una coda a forma di freccia e un tridente.<br />Ha una bocca abbastanza piccola con due paletti che escono fuori come Topo Gigio.<br /><br />e un po' mi consolo.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-27923107257146336882008-03-17T23:07:00.002+01:002008-03-17T23:12:44.231+01:00Le donne di 41 anni non sanno ancora dirla tutta fuori dai denti come quelle di 50 anni, che ormai chi se ne frega. <br />Non creano imbarazzo alle figlie nei negozi, non parlano ancora a voce troppo alta commentando sulla commessa svampita mentre escono col sacchetto in mano lasciando aperta la porta "così magari il freddo le schiarisce il cervello".<br /><br />Le donne di 41 anni cominciano a sorridere sommesse e timide delle loro quasi certezze.<br /><br />Le donne di 41 anni sanno scegliere. Decidono che dopo una cena, quando ti telefonano per ringraziarti e commentano "spero che anche tuo marito sia stato bene, ...è così silenzioso...", se ti telefonano e dicono così allora sai che non le rivedrai mai più, perchè se alla nostra età non capisci l'intelligenza dietro al silenzio, non sai guardare. <br /><br />A 41 anni non ti interessano più le telefonate di auguri per l'8 marzo, ti fanno pena come quelle del giorno dell'epifania. "Abbracadabra!!!...no, niente. Resti sempre la solita befana!!" <em>(sms, n.d.r.) </em> Ahah, che ridere.<br /><br />A 41 anni vuoi sdraiarti sui cuscini orientali dell'hammam, sorseggiando il tè dalle caraffe d'argento, appoggiare le spalle, chiudere gli occhi e sentire il brusio erotico delle altre donne mezze nude negli accappatoi. E godere, si godere della sensualità lesbica che lascia fuori tutto. <br />Il brusio dei racconti eterni di chi vede e sente le mille vite lasciate scorrere via senza approfittarne. Oppure approfittandone, e allora poco importa, rimarrà un segreto, di donna che sa sentire oltre, dove tu uomo, mi spiace non prendertela, non arrivi. <br />Non farne un fatto personale, quello che sentiamo è un mondo così nostro che forse non esiste neanche. <br />E'che noi siamo complesse e poi bambine e poi con un colpo di coda che, credimi, stupisce anche noi, lucide come un chirurgo. E' d'un tratto siamo capaci di decidere.<br /><br />A 41 anni non abbiamo più voglia di lamentarci, perchè sappiamo che quello che crediamo ci manchi, se lo avessimo, vorremmo poi qualcos'altro. <br />Ma ugualmente dentro abbiamo molti sogni. <br />Tanti possiamo ormai solo contemplarli, ma li teniamo lo stesso perchè ci siamo affezionate, romantiche come le eroine di un romanzo ottocentesco. <br />Altri ci ostiniamo a seguirli perchè sappiamo che c'è ancora tempo. <br /><br />A 41 anni non vuoi, davvero non vuoi, pettegolezzi. Davvero ti annoiano come ripetere le tabelline con i tuoi figli la domenica pomeriggio. <br />Non vuoi sapere la rava e la fava delle tue amiche. <br />Le tue amiche, le vuoi intuire. Perchè c'è poco da spiegare. <br />Vuoi uno sguardo complice e vuoi sperare di saperlo cogliere e delicata reagire facendo la cosa giusta, quella che aiuta. <br />Intuire, e tanto ti basta per sentirti più forte.<br /><br />A 41 anni sai dentro vedere già le conseguenze. <br />E questo ci basti. Anche se non protegge noi, i nostri figli, i nostri amanti o i nostri capi dall'errore.<br /><br />Siamo donne che sperimentano senza punti di riferimento. Non ci riconosciamo nelle nostre madri e quindi quasi non abbiamo storia. Eppure giocoliere tra pannolini, contratti, tensioni emotive premestruo, sappiamo ridere di noi e dribbliamo con grazia verso un pseudo equilibrio. Così tanto più stabile quanto più ci mettiamo in discussione.<br /><br />Siamo un ricamo delicato, a 41 anni, e più ci penso più mi sento così forte che ho paura che le tette sfondino il reggiseno.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-62575049955553993392008-01-26T23:10:00.000+01:002008-01-26T23:13:34.075+01:00Al solito sono arrivata al loro compleanno prima di aver pensato alla festa.<br /><br />Così ieri gli ho detto che potevano invitare tre amichetti a testa per giocare oggi pomeriggio.<br />E stamattina ho comprato l'impasto fresco per torta al limone della Buit**i. Lo versi, lo cuoci, lo cospargi di zucchero a velo, lo mangi.<br /><br />"mamma, sei una mamma meravigliosa"<br />"ussignur, e che cosa ho fatto per meritarmi tanto?"<br />"hai fatto una torta buonissima oggi e una festa bellissima"<br /><br />Devo avere qualche santo in paradiso che mi protegge.<br /><br />Ora, stanno guardando Robocop.<br /><a href="http://bp1.blogger.com/_w0h32aPTMLE/R5uwOt1a_UI/AAAAAAAAAB8/vLSLVg4rAuQ/s1600-h/robocop2.JPG"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_w0h32aPTMLE/R5uwOt1a_UI/AAAAAAAAAB8/vLSLVg4rAuQ/s320/robocop2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159911564951354690" /></a>laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-51940582593336850072008-01-26T00:24:00.000+01:002008-01-26T00:29:40.770+01:00Vorrei parlare del ginecologo che li ha fatti uscire, ma mi sa che l'ho già fatto.<br />E di quando volevo buttarmi giù dalla finestra e mi ha trattenuto la paura che dal terzo piano mi sarei fatta solo male?<br />Credo invece di non aver mai scritto di quando avevano solo pochi mesi e gattonavano. Lavoravo part time a quei tempi e quando arrivavo a casa alle due, dalla porta del salotto spuntavano i loro due musi, uno sopra l'altro da dietro lo stipite come nei cartoni animati e poi....vvvvffff....un ammasso di gambe e braccia veloci come due gattini curiosi. In fretta mi dovevo sedere per terra alla fine del corridoio e parare l'irruenza del loro assalto.<br />Vorrei dire ancora e ancora del modo solo suo con cui Davide arrotola il piumone nel letto o la copertina del salotto, tra le mani e poi si strucia il tessuto morbido tra le labbra. Lo chiama strofinino, a volte mi chiama e lo struscia sulle mie di labbra e mi dice "mamma, senti questo, è proprio uno strofinino di qualità". D'altra parte aveva solo due mesi e già con le ditina lunghe quanto una mia falange accarezzava il bordo di raso della coperta trapuntata del lettino.<br />Neanche ho scritto di Giacomo che certi giorni si siede a tavola e non mangia il pane. So allora che qualcuno a scuola gli ha detto che è grasso e so che a quel qualcuno vorrei spaccare la faccia.<br />O di quando ometto si ostina a portare i sacchetti pesanti della spesa su per le scale. O di quanto ingenuo bugiardo e opportunista possa essere allo stesso tempo.<br />Non ho detto che ad ogni mio abbraccio con Philip, arriva uno dei due ad interrompere. Scivola tra noi e pretende di fare il prosciutto del sandwich.<br />Nè che quando io per scherzo esclamo che ormai sanno fare tutto da soli e che non servo più a niente scatenano una rivolta e urlano concitati che no, mamma, tu servi, servi a farci le coccole, e i fiocchi alle scarpe e....e poi non trovano più niente da dire perchè nel loro mondo pratico di bambini è proprio vero che servo sempre meno. E allora coprono l'imbarazzo dei puntini di sospensione con un abbraccio.<br />Ho scritto di certo di quando pitturavo a uno l'unghia del ditone del piede con lo smalto rosso per essere sicura di non confonderli. Era il mio terrore l'idea di averli partoriti con un nome e scambiarglielo strada facendo. Ciononostante ci son stati episodi di due supposte di glicerina una dietro l'altra nello stesso sedere e di biberon doppio a uno mentre l'altro gridava di fame e io pensavo che avesse le coliche dopo il latte.<br />Non so se ho scritto di quando Davide è caduto in piscina che avrà avuto due anni e per poco annegava, mentre della macchina che lo ha investito si, me lo ricordo bene di averne scritto.<br />Giacomo non si è mai messo veramente nei guai, a parte quella volta che è caduto dal letto a castello, dal pian alto del letto a castello, intendo. Di testa. Un bernoccolo grande come un uovo sodo con tutti i capelli radi sopra. E io che, giovane e ancora non ansiosa, neanche l'ho portato al pronto soccorso. Ancora oggi ha il segno. Ha anche un altro segno in testa. Lì i capelli non crescono proprio più. Una cicatrice di quando ha sbattuto contro la testata del letto di ferro battuto mentre saltava sul materasso. Era la prima volta che mi capitava di dove far fronte ad una ferita alla testa. Non sapevo sanguinasse così tanto e ad un certo punto, direi al terzo asciugamano inzaccherato di sangue, mi è preso un attacco di panico. <br />Ah, no, mi viene in mente che in un'altra occasione mi ha fatto prendere un gran colpo. Alla corsa campestre, quando aveva 5 anni. Un formicaio di bambini, il colpo della pistola, lui inciampa, cade, e viene travolto. Il formicaio procede e diventa uno stormo, lui e la sua tuta da ginnastica un puntino sdraiato e fermo sul prato. Qualche graffio e abbiamo tagliato il traguardo insieme, ultimi.<br />Il che mi fa ricordare di quando Davide impazzito di gioia per la neve si è precipitato sulla slitta rossa col numero 1 sul davanti prima che potessimo spiegargli come funzionavano i freni, che doveva tirare su le due maniglie gialle. Un istante dopo e si era schiantato contro le transenne di ferro a fine pista. La slitta schizzata via, la sua tuta blu immobile. Io avevo gli scarponi da sci e ricordo benissimo il rumore della neve che schiacciavo, quello che fa venire i brividi come il gesso sulla lavagna, e che mentre correvo verso di lui pensavo che ero come il gatto con gli stivali. <br />Lo stesso Davide alla gita dell'asilo, porgeva di fronte ad un gradino la mano per aiutare piccola Emma, splendida creatura che, con la mia piena benedizione (perchè di fronte a tanta bellezza e grazia non potevo che piegarmi), che gli aveva rapito i sensi. Un gesto goffo e breve come solo vedi nei bambini, eppure così caldo e protettivo da commuovermi fino alle lacrime. <br />Oggi se chiedi a Davide se ha la fidanzata, lui ti risponde "no, ho solo ex".<br />Ieri mi ha chiesto di comprargli un quadernino dove poter scrivere le cose che non capisce a scuola così gliele spieghiamo noi a casa. Era teso per certe divisioni che non gli venivano. Si tratta di quando il dividendo è inferiore al divisore, tipo 853:9. In macchina andando a scuola ne abbiamo fatte due, o meglio, le ha fatte lui e sono venute. Le sa fare. Io mi sono interrogata sulla scena di me che cerco di risolvere le sue paure in macchina, cioè sull'assurdità di considerare il tempo-macchina-tragitto-a-scuola un tempo-qualità-nell'-educazione-dei-figli. Ho paura della risposta quindi sorvolo.<br /><br />Credo che potrei scrivere all'infinito, stasera. Un ricordo trascina l'altro.<br />Stasera il bacino della buonanotte a entrambi è stato l'ultimo bacino dei 7 anni. <br /><br />8 anni fa, fra mezz'ora esatta, partorivo il primo.<br />"E adesso cosa faccio? Spingo o dormo?<br />"Spinga signora"<br />"Ma non mi va, non sento nessuno stimolo..."<br />"Lei spinga lo stesso"<br />"Ok, spingo"<br /><br />Buon compleanno, tesori grandi.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-67570366740921074242008-01-23T22:33:00.000+01:002008-01-23T22:36:36.301+01:00In questi anni di blog mi sono accorta con stupore che non troppo spesso ma nemmeno così di rado capitano lettori davvero giovani. Dico io, le storie di una quarantenne lette da ventenni o poco più o poco meno?<br />Roba da matti. A stento me la spiego.<br /><br />A volte sono arrivati messaggi di ragazze che hanno dichiarato di volere una vita cosi. A quelli mi è venuto da urlare "ma che dici??? vai, viaggia, sperimenta, godi, fai cazzate, ora. A questa vita qui ci penserai dopo"<br /><br />A volte sono arrivati messaggi di critica, a questa quarantenne qui che sembra non <em>maturare </em>mai. A quelli mi è venuto da urlare "ma che dici???" e basta.<br />Un giovane che si sente già equilibrato mi spaventa più delle unghie di Trilli quando vuole giocare.<br /><br />Poi, a questo post <a href="http://lavale.blogspot.com/2007/12/non-riesco-non-farmi-intenerire-dagli.html">qui</a>, a distanza di giorni, è arrivato questo commento, che riporto perchè... si spiega da solo il perchè. <br /><br /><em>toc toc è permesso? Intervento un pò vecchiotto, ma vorrei lasciare un commento... Vorrei semplicemente dire che non sono mai stata una persona particolarmente ribelle, non rispondo alla "legge" dello spirito di contraddizione che dicono abbiano tutti gli adolescenti. Non sono cresciuta velocemente come fanno i "ragazzini d'oggi", a 14anni non mi vestivo da bratz, non avevo un ragazzo, nè tentavo d'imitare le modelle o le veline, eppure ora ho solo 19 anni. Già, 19 anni e sono al secondo anno d'università, non commetto cattive azioni, sono garbata, cerco d'essere gentile e disponibile con tutti, credo nel valore di un sorriso donato ad altri, amo e sono amata un unico ragazzo, lotto per le mie passioni e m'impegno il più possibile in ciò che faccio, per me prima di tutto, ma anche per dare soddisfazioni a mia madre...Si sa che lo si fa anche per quello. E' bello sentirsi dire brava da un proprio genitore, anche alla mia età, in cui si desidera l'indipendenza(ma non la mancanza d'affetto)e per questo si è considerati ingiustamente "ribelli". Mia madre non è contenta di me, forse perchè sente che mi sto allontanando, ma non posso evitare di farlo. Mi chiama nemica e mitratta come tale da mesi tra alti e bassi, afferma di non amarmi, ma di voler fare semplicemente il suo dovere nei miei confronti...<br />Non so che fare, non so cos'ho sbagliato. La mia comprensione non è mai stata notata e se volessi rassicuarla mi scaccerebbe o mi ascolterebbe per poi dimenticare ancora e ancora...<br />Non tutti i genitori sono come lei, ma volevo semplicemente concludere che è vero, siete stati giovani anche voi, avete tagliato il cordone ombelicale ad un certo punto e per quanto sia difficile acettarlo dobbiamo farlo anche noi. <br />Ciò che penso sia fondamentale è il dialogo, quello vero, quello in cui una volta discusso con raziocinio entrambe le parti riescano a ricordarsi le parole e le motivazioni dell'altro. Magari è difficile aspettarselo da un adolescente, ma voi che siete adulti, provateci un pò anche per i vostri figli. <br />Essere genitori è di certo una cosa stupenda, ma dev'esserlo sempre, anche quando ci si sacrifica per le creature che avete deciso di mettere al mondo e d'allevare. Per quanto sia difficile crederlo in alcuni momenti, per loro siete e sarete sempre importanti, a volte lo sanno, altre volte meno. <br />Sappiate che il potere che un genitore ha sull'animo ed il cuore di un figlio difficilmente può averlo qualcun altro. <br />Attenti a ciò che dite e fate.<br />Corazzatevi di verità ed amore di fronte alle loro bugie.<br />Daniela</em><br /><br />Grazie Daniela, prometto che cercherò di farlo quando verrà il momento.laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-26357581127478455682008-01-21T22:47:00.000+01:002008-01-21T23:28:55.757+01:00Mi son detta che non avrei dovuto farlo, perchè non sopporto le madri che fanno i compiti ai figli. Proprio non esiste. <br />Poi mi son detta che invece avrei dovuto farlo, perchè non sopporto che mia figlia debba sacrificare lo sport per la scuola, non a 10 anni, perdio.<br /><br />Oggi è il giorno di rientro per Marta, che quindi arriva a casa alle 5. Alle 6 ha pallavolo. La prof di italiano assegna un altro testo, oltre a quello che già avevano, per domani. Marta si era portata un po' avanti perchè lo sa che il lunedì non ha tanto tempo per studiare, ma questo nuovo compito che si accavalla al primo testo e si aggiunge alle altre materie per domani, la stronca. Quando arrivo a casa mi accoglie furibonda e spaventata. Non ce la farà mai, se ne accorge anche lei.<br /><br />Questa prima media è un vero shock e lei sembra tenere botta niente male, quindi quando vacilla come stasera mi viene la rabbia anche a me.<br /><br />Chiedo il permesso a Philip, che risponde perentorio che certo, procedete pure, chè in questo caso si tratta solo di mancanza di tempo, non di mancanza di capacità.<br /><br />Ed eccole lì, mamma e figlia, sul tavolo della cucina, ognuna con un testo da sviluppare, la raccolta delle idee, la scaletta, lo svolgimento. Abbiamo finito, copiatura in bella copia compresa, alle 10.30.<br /><br />Testo 1 - Descrivi quello che vedi dalla finestra della tua stanza<br /><em>La finestra della mia camera è molto grande e ha una maniglia di ferro ancora originale con un motivo floreale e un pomello d'ottone, come si usava all'inizio del '900.<br />Sul davanzale ci sono due vasi di ciclamini. I fiori non profumano ma hanno dei bei colori accesi, rosa e bianco, che mi fanno sentire allegra anche quando piove. Nella terra di un vaso è piantata anche una girandola colorata che la mamma mi ha regalato quando ero piccola. Ora i colori sono sbiaditi, ma funziona ancora e quando c'è vento fa un rumore sommesso. Se apro la finestra e guardo in su, vedo il tetto della casa, perchè abitiamo all'ultimo piano. E' in pendenza e ricoperto di legno scuro. Dal tetto scendono le grondaie, storte e arruginite.<br />La strada sotto è silenziosa e un po' buia. Si distinguono le macchine parcheggiate e, poichè domani c'è il lavaggio strada, un lato è tutto vuoto. Vedo una signora che frettolosa cammina sul marciapiede con una borsa della spesa. Forse sta tornando a casa e va veloce perchè deve ancora cucinare la cena. Di fronte a me c'è una casa marrone chiaro, con tante finestre ma senza balconi. E' un vecchio mulino che adesso è stato trasformato in tanti appartamenti. La vista che mi piace di più dalla mia camera è quella dei due grandi pini che stanno nel giardino del condominio di fronte. Sono più alti del mio palazzo e d'inverno hanno i rami cascanti. Forse sono un po' stanchi.<br />Oltre i pini, si intravede l'incrocio dove c'è la chiesa e il negozio di A., la cartolaia dove compriamo tutto quello che mi serve per la scuola. La luce lì è calda e arancione.</em><br /><br />Testo 2 - Itinerario dei sensi al parco<br /><em>ITINERARIO DELLA VISTA<br />Il panorama del parco è molto vario, ma trovandomi nel prato imbiancato dalla brina del mattino dove posso notare il gigantesco tavolo marrone con la sua corrispondente sedia, ho uno scenario ben chiaro, se non fosse per la nebbia. Subito davanti a me c'è un lungo prato fronteggiato da alberi molto alti, i cui rami formano un triangolo, quasi grigio a causa del sottile strato di ghiaccio che li ricopre. Fra di essi, dall'altra parte della strada, posso distinguere un palazzo bianco, largo ed imponente, un po' nascosto dalla luce fioca. Se sposto il mio sguardo verso sinistra vedo delle case malmesse, di colore rosso mattone appunto perchè non dipinte. Sono costruite su una parte più in alto di quella in cui io mi fermo a contemplare. Danno l'impressione che cadano giù in picchiata a causa dell'assenza di recinzioni. Poi c'è la strada nera e asfaltata che molti ciclisti percorrono. Ruotando ancora intorno a me c'è il retro del centro ippico dove ci sono i box, dalle cui porte si possono osservare le teste dei cavalli e alcune fare il ballo dell'orso. Di fianco c'è la sede dell'amministrazione parco. Dopodichè c'è un piccolo prato segnato da un cerchio al centro, disegnato dai cavalli. Infine c'è tutto un lato costituito da alberi come quelli descritti all'inizio.<br />ITINERARIO DELL'UDITO<br />Da quel piccolo prato posso sentire il cinguettio degli uccelli, il frusciare del fiume che scorre lì vicino e il nitrire e il camminare dei cavalli al maneggio.<br />ITINERARIO DELL'OLFATTO<br />Vicino al tavolo posso percepire il tanfo che emana il letame e il terreno, ma anche la fragranza della freschezza di questa mattina.<br />ITINERARIO DEL GUSTO<br />Stare lì, nel parco, mi ricorda anche i pic-nic che faccio con la mia famiglia nei quali mangio il buon pane fatto in casa da papà.<br />ITINERARIO DEL TATTO<br />Tutto quello che urto, tocco o sfioro è freddo a causa del maltempo.</em><br /><br />Allora....chi ha scritto cosa?<br />Ce la faremo domani a non farci beccare dalla prof?laValenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6312089.post-43611329030132464172008-01-18T22:47:00.000+01:002008-01-18T22:49:35.199+01:00Conversazioni mattutine.<br /><br />"Bimbiiii, mettersi le scarpe che tra due minuti si esceee...mi pettino e si esce"<br />"Mamma, perchè usi il phon che hai i capelli asciutti?"<br />"Perchè, guardami, son tutti ritti sulla testa...se vado al lavoro così mi chiederanno <em>ooh, ma pensi di essere in un ufficio o al circo</em>?"<br />"E' vero mamma, sembri un pagliaccio"<br />"Oohhhlà, fatto, che dici Giacomo, meglio?"<br />"Mhmmm, mamma, così ti chiederanno <em>ma pensi di essere in ufficio o a una sfilata di moda</em>?"<br /><br />"Someone needs to tell mummy off for not emptying her gym baaaag..!!"<br />"Mamma, ma vai in palestra?"<br />"Si, mi sono iscritta di nuovo ieri"<br />"Ma io non voglio che vai in palestra"<br />"Epperchè Giacomo non vuoi che vada in palestra?"<br />"Perchè tu sei già bella così"<br />"Che amore grande che sei...ma io non vado in palestra per essere bella, vado per tenermi un po' in forma, sai...come tu che vai a rugby...per fare un po' di sport e sentirmi bene..."<br />"Ma io non voglio che tu vai in palestra"<br />"Epperchè non vuoi che io vada in palestra?"<br />"Perchè ci sono un sacco di uomini in palestra"<br /><br />Mi piace un sacco quando Giacomo mi fa la corte.laValenoreply@blogger.com