tag:blogger.com,1999:blog-59730585603002829272009-07-07T18:26:34.947+02:00Sacri corridoiFederico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.comBlogger771125tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-55538120533603801022009-07-07T18:24:00.001+02:002009-07-07T18:26:34.959+02:00S.Antonino 2009/Ambrosio: la Chiesa ha il dovere di farsi sentireRivolgo a tutti, fratelli e sorelle, il mio saluto più cordiale. Saluto il vescovo di Parma, l’amico mons. Enrico Solmi. Saluto tutti i sacerdoti e i diaconi. Saluto il sindaco, il prefetto, il questore, tutte le autorità civili e militari che ringrazio per la loro presenza e per la loro amicizia.<br />1. Nel giorno della festa di sant’Antonino, tutta la comunità piacentina si ritrova per onorare il patrono della città e della diocesi. Nel giovane Antonino, che ha confessato la sua fede in Gesù Cristo fino al martirio, Piacenza ha riconosciuto il suo speciale patrono, quasi il garante della sua identità. Nel corso dei molti secoli la nostra comunità ha trovato nella figura e nell’esempio di questo giovane martire la luce che illumina il cammino, la concordia che anima la vita comune, la forza che vince gli ostacoli. E noi, oggi, dopo diciassette secoli, ancora una volta ci rivolgiamo a Lui per sollecitare la sua intercessione e il suo aiuto.<br />2. Vi confesso, cari amici, che sono rimasto sorpreso, appena a conoscenza della mia destinazione a Vescovo di questa amata Chiesa, che il nostro patrono non fosse la figura di un grande vescovo, come sant’Eusebio per la mia diocesi o sant’Ambrogio per Milano o san Petronio per Bologna o san Bernardo degli Uberti per la diocesi di Parma. Qui invece non vi è come patrono un grande vescovo, che pure non manca nella nostra storia: penso al primo vescovo san Vittore, e ancor più, penso a san Savino, che lottò contro il paganesimo e l’eresia ariana e che, secondo la tradizione, ebbe rapporti con sant’Ambrogio di Milano e san Bassiano di Lodi.<br />Qui abbiamo come patrono un giovane. Se sul suo conto poche sono le notizie certe, ciò che conosciamo è prezioso e decisivo: quel giovane ha creduto nel Signore Gesù testimoniando la sua fede fino al martirio.<br />A noi non è giunta neppure una parola del nostro patrono, ma il suo gesto è eloquente: è il gesto di un giovane che afferma il primato del Dio vivo su ogni imperatore di turno, il gesto di un giovane che vuole essere fedele alla verità di Dio ed essere fedele alla propria libertà. Questo gesto sta all’origine della nostra comunità piacentina.<br />La giovane e piccola comunità cristiana piacentina ha ritenuto che questo giovane che ha creduto fino al dono della sua vita meritasse di essere invocato come patrono: in Antonino è ben riconoscibile il segno e la presenza di Gesù che dona la sua vita per noi.<br />Questo pure deve aver pensato il vescovo san Savino, cui si deve il rinvenimento del corpo del nostro patrono: in questo giovane testimone di Gesù Cristo, il vescovo trova il riferimento sicuro per la fede, per la libertà, per la coerenza di vita della comunità cristiana.<br />Sono trascorsi molti secoli da allora. Noi siamo qui, in questa basilica dedicata al santo patrono e che conserva le sue reliquie, per riesprimere la stessa scelta, la stessa fiducia e la stessa invocazione della comunità cristiana di allora che voluto sant’Antonino come patrono. Ne invochiamo la protezione sulla nostra città, sui suoi abitanti, sugli amministratori della polis. Per tutti chiediamo ciò che conta, e cioè la fede, la speranza e la carità, la concordia, la pace e la libertà. Così la comunità cresce cercando il bene di ciascuno e di tutti.<br />2. Possiamo dare un nome preciso a questo bene che invochiamo e che ricerchiamo accogliendo la precisa indicazione nel brano del Vangelo che la liturgia ci ha proposto. Ascoltiamo Gesù che conferisce alle sue parole una solennità particolarmente accentuata: "In verità, in verità, io vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto".<br />L’immagine del chicco di frumento che marcisce nella terra per generare nuove spighe è di grande efficacia e rende prontamente il nucleo del messaggio di Gesù. Questo testo dell’evangelista Giovanni offre una formulazione originale dell’immagine del chicco di grano: se non morisse, resterebbe solo.<br />Gesù è il Figlio unigenito, è unico nella sua natura assolutamente singolare. Ma non vuole restare solo, isolato rispetto agli uomini. Egli è il Figlio e vuole che tutti noi, con Lui, diventiamo figli. Accettando di morire, egli è come il seme che non resta solo, ma porta frutto. Nella sua morte viene generata una moltitudine di figli del Padre, e perciò egli diventa il fratello di molti fratelli. Non a caso nel vangelo di Giovanni Gesù chiama i suoi discepoli "fratelli", soltanto dopo la sua morte, perché proprio questa morte ha infranto le barriere dell’unicità e della solitudine per suscitare la comunione, la condivisione.<br />Questa legge del chicco di grano non vale soltanto per il Figlio di Dio, ma vale per tutti: "chi ama la sua vita la perde". Chi pensa solo alla propria autorealizzazione, ha posto la premessa per fallire l’obiettivo dell’esistenza umana. Chi pensa solo ai propri interessi, si illude e ha già perso in partenza l’orizzonte degno della vita. L’affermazione di Gesù è perentoria: "chi ama la sua vita la perde". Ma è perentoria e senza eccezioni la legge della fecondità del chicco di grano: se non marcisce, non porta alcun frutto. <br />Il senso pieno di queste affermazioni lo troviamo nelle frasi successive: "Se uno mi vuole servire, mi segua (…), se uno serve me, il Padre lo onorerà".<br />Vi è un ‘se’ all’inizio della frase: "se uno mi vuol servire". Ancora una volta troviamo espressa la realtà, come la troviamo nella legge della fecondità del chicco di grano. Il servizio è libero: non può che essere così. Solo nella libertà e nella generosità si afferra la vita e si segue Gesù che è la via, la verità e la vita.<br />A sottolineare questo tratto di libertà e di generosità nel servizio, Giovanni fa ricorso al vocabolario della diaconia, che si contrappone al servizio dello schiavo, un servizio che non è tale, perché imposto. Il discepolo che entra nella logica del servizio, entra nella vita e nella comunione di vita, con Gesù e con il Padre.<br />È espresso così in modo efficace il "tesoro" della verità evangelica: la fede cristiana non è un’idea, non è un’astratta adesione a dei princìpi, ma è una relazione, un incontro, una relazione, un’esperienza di presenza e di comunione che si realizza nella concretezza del servizio.<br />Allora la parola che precisa quel bene verso cui tendere è questa: ‘servizio’. Servizio reso a Gesù, accogliendo in noi il suo sguardo, il suo orizzonte, la sua morte in croce; servizio reso ai fratelli, comunicando loro la gioia di aver incontrato Gesù e di seguirlo là dove egli è, mettendo anche noi il grembiule per lavare i piedi, come egli ha fatto nell’ultima cena.<br />3. Cari amici, può darsi che questa verità appaia ad alcuni come una questione che riguarda i cristiani, i credenti in Gesù Cristo. E così è, certamente. Siamo qui come comunità cristiana per rendere grazie a Dio in questa basilica dedicata a sant’Antonino. Ma proprio in nome di Antonino, che non era un vescovo, ma era un giovane, forse un soldato, oso dire che questa verità non è per qualcuno, ma è per tutti. Oso anche dire che è nell’interesse di tutti riconoscere la fecondità del chicco di grano che marcisce e così porta frutti. È un affare di tutti riconoscere che solo nella libertà, nella generosità, nel servizio si afferra la vita e si dà senso alle vicende della vita.<br />Sono, questi, gli orizzonti imprescindibili della vita umana. Sono, queste, le dimensioni che qualificano la vita e la rendono pienamente umana e profondamente cristiana. Se una certa insensibilità a questi orizzonti si è ormai diffusa anche da noi, se una certa indifferenza a queste dimensioni si è ormai propagata nella convinzione che esse riguardano solo alcuni, allora occorre far valere le ragioni che spingono verso una visione autenticamente umana della vita, soprattutto oggi, anche nella nostra città come nel nostro Paese e nella nostra Europa.<br />Se queste ragioni sembrano sfuggirci, se questa visione dell’esistenza umana ci appare lontana, ciò è dovuto al fatto che siamo immersi in un sistema di pensiero nebbioso che non privilegia più né sapienza, né intelletto, né ricerca del vero e del bene.<br />Ne soffriamo tutti.<br />Ne soffre la politica, perché tende a non essere ricerca del bene comune attraverso il confronto e il dialogo, disposti a rinunce ragionevoli in vista di un bene comune più grande e più condiviso. Essa tende invece a diventare una continua richiesta di singoli e di gruppi di interesse, con un succedersi di veti incrociati, che rende faticoso, intricato, poco trasparente il governo della cosa pubblica.<br />Ne soffre il costume etico, rischiosamente esposto non solo allo scadimento, ma all’inconsistenza, al vuoto. Se si esalta il soggettivismo esasperato, se tutte le posizioni sono equiparate in modo indiscriminato, allora è inevitabile che finisca col prevalere la posizione che suona immediatamente più facile, più piacevole, meno impegnativa. Non si ricerca più una società "buona", verso cui tendere, ma ci si accetta una convivenza fiacca, opaca, senza forma, senza dignità.<br />Ne soffre la cultura, e cioè la visione del mondo e dell’uomo, quasi insensibile alle sollecitazioni della ricerca del significato delle cose, della vita, delle relazioni. E’ soffocante una cultura che si ferma a ciò che appare, dominata da una ragione che vuole essere "misura di tutte le cose", dopo averle appiattite secondo un criterio che risponde solo alla logica dell’utilità e del dominio.<br />Ne soffrono la famiglia e la scuola, per la debolezza e la fragilità psicologica e affettiva delle relazioni familiari e per le difficoltà del compito educativo.<br />Ne soffrono i giovani, come purtroppo vediamo. Si stanno profilando situazioni che hanno caratteristiche quasi inedite, che vanno dalla demotivazione scolastica ai vari casi di relazioni difficili con forme di violenza sugli altri o su se stessi.<br />Se nessuno può stare a guardare, non può certo la nostra Chiesa limitarsi a considerazioni più o meno preoccupate. Per questo intende impegnarsi in questi prossimi anni per la Missione popolare diocesana e per la questione educativa. Questo impegno, lo sottolineo ancora, è per il bene di tutti, sapendo che l’educazione è affare di tutti e che tutti sono chiamati a quel bene grande che ha il nome di ‘servizio’.<br />Sappiamo anche, come afferma san Paolo nella seconda lettura, che "noi abbiamo un tesoro in vasi di creta". San Paolo conosce bene la fragilità umana, le difficoltà, gli ostacoli. Anche a noi non sfuggono, in quanto ne facciamo esperienza quotidiana. Ma Paolo ricorda che il "tesoro" della verità cristiana a noi affidata in "vasi di creta", si trasmette attraverso la nostra povertà e la nostra debolezza, "perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi".<br />Carissimi fratelli, ci rivolgiamo a sant’Antonino, nostro patrono e nostro amico presso il Signore della storia, perché ci aiuti ad affrontare questi impegni con coraggiosa saggezza: a tutti doni la luce della verità, la forza della speranza, la serenità del cuore. Amen.<br />†Gianni Ambrosio<br />Vescovo di Piacenza-Bobbio<br /><br />Le motivazioni del Vescovo<br />nell’accogliere l’Antonino d’oro.<br />Ringrazio di cuore tutti i canonici di questa basilica e in particolare don Giuseppe Basini per questa onorificenza dell’Antonino d’oro 2009. Don Giuseppe, quando è venuto a sottopormi la proposta o la decisione dei canonici, non ha subito ricevuto la mia approvazione. Non l’ha neppure pretesa. Mi ha solo detto: "le lascio la lettera con le motivazioni e poi Lei decida, liberamente". Mi sono consultato e ho accettato.<br />Sono tre i motivi che mi hanno indotto ad accogliere – e con gioia – questo premio.<br />Il primo è sant’Antonino stesso. Parecchi anni fa, avevo preparato un corso sui pellegrinaggi, soprattutto in Terra Santa. Così mi capitò tra le mani l’Itinerarium Antonini Placentini: un prezioso diario di viaggio, purtroppo alquanto ignoto ai piacentini, attributo per secoli ad Antonino, che descrive il viaggio di un pellegrino di Piacenza che, con alcuni compagni, parte dalla nostra città per recarsi in Terrasanta negli anni 560-570. Lo studio più approfondito, in argomento, è quello di una cara professoressa dell’Università Cattolica di Milano, Celestina Milani. Da questo diario ho tratto il mio motto episcopale: vestigia Christi sequentes. Sono le parole con cui questo pellegrino, nelle prime righe, motiva il pellegrinaggio in Terra Santa: per camminare sulle orme di Cristo. A fine luglio, se Dio vorrà, con cento giovani della nostra Chiesa, tornerò in Terra Santa, per lo stesso motivo, camminare sulle orme di Cristo.<br />Il secondo è più personale: questo premio è un segno di affetto nei miei confronti e con grande affetto lo accolgo.<br />Poi vi è un terzo motivo, più ecclesiale, dovuto al legame tra il vescovo e il suo popolo. Non c’è popolo senza vescovo e non c’è vescovo senza popolo. Così questo legame viene descritto da san Giovanni Crisostomo in una sua nota omelia: "Noi siamo un solo corpo e non si separa il capo dal corpo, né il corpo dal capo…" (San Giovanni Crisostomo, Prima dell’esilio, nn.1-3; PG 52,427*-430). Per cui accolgo questo premio come premio dato a me e dunque a tutto il popolo, a tutta la comunità, in particolare a tutti i sacerdoti di questa nostra Chiesa, nella speranza di vivere sempre ciò che san Crisostomo esprime: "noi siamo un solo corpo e non si separa il capo dal corpo, né il corpo dal capo…". Grazie di cuore.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-5553812053360380102?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-6736487081953045722009-07-03T15:56:00.001+02:002009-07-03T15:58:41.717+02:00UFFICIALE/ Corbellini nominato vescovoOggi, 3 luglio, alle ore 12, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile di Piacenza, mons. Gianni Ambrosio ha comunicato che Papa Benedetto XVI ha nominato mons. Giorgio Corbellini presidente dell’Ufficio del Lavoro della Santa Sede elevandolo alla dignità episcopale con il titolo di Vescovo della diocesi storica Able in Spagna.<br />Mons. Giorgio Corbellini, sacerdote della diocesi di Piacenza-Bobbio, in servizio presso la Santa Sede, sarà ordinato Vescovo il 5 settembre prossimo, nel pomeriggio, in San Pietro a Roma.<br />Nel dare l’annuncio della nomina mons. Ambrosio ha sottolineato che si stanno consolidando ulteriormente i rapporti tra la Chiesa locale e la Chiesa universale; da parte sua il vicario generale mons. Lino Ferrari, compagno di studi del neoeletto, ha ricordato il carattere aperto e disponibile di mons. Corbellini (presenti anche altri compagni di studi: mons. Luigi Chiesa, don Serafino Coppellotti e don Giuseppe Frazzani).<br />Come detto l’ordinazione si terrà il 5 settembre, giorno in cui la Chiesa piacentina ha già programmato il convegno di inizio anno pastorale. Quindi i lavori di Pianazze potrebbero essere spostati per facilitare la partecipazione dei piacentini alla celebrazione romana.. <br /><br />Di seguito riportiamo la scheda biografica di mons. Giorgio Corbellini:<br /><br />- E’ nato il 20 aprile 1947 a Viserano di Travo (Piacenza).<br />- Ha frequentato le scuole elementari (1953-1958) a Viserano di Travo, le suole medie inferiori ed il liceo classico (1958-1966) al Seminario Vescovile di Piacenza e il corso filosofico e teologico (1966-1972) al Collegio Alberoni di Piacenza.<br />- Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 10 luglio 1971, da S.E. mons. Enrico Manfredini, Vescovo di Piacenza, nella chiesa parrocchiale di San Lazzaro Alberoni (Piacenza).<br />- E’ stato incardinato nella diocesi di Piacenza (ora Piacenza-Bobbio).<br />- E’ stato vicario parrocchiale nella parrocchia di Sant’Antonino M. a Borgo Val di Taro (Parma, diocesi di Piacenza-.Bobbio) 1971-1981; 1984-1985.<br />- E’ stato insegnante di religione nel 1972-1981 (scuole medie di Borgo Val Taro) e nel 1984 – 1985 (Istituto professionale per il commercio di Borgo Val di taro).<br />- E’ stato inviato a Roma per compiere gli studi universitari in diritto, frequentati presso la Pontificia Università Lateranense (Istituto Utriusque Iuris): 1981- 1985.<br />- Ha frequentato il Corso rotale (1982-1985).<br />- Ha conseguito la laurea in “Utroque Iure” (90/90 summa cum laude) nell’anno accademico 1984/1985, con una tesa relativa al Sinodo Diocesano nel nuovo CIC, pubblicata nella collana giuridica della PUL.<br />- Ha conseguito il titolo di “Avvocato Rotale” (19 novembre 1985) .<br />- Ha collaborato (dal novembre 1981) e collabora tuttora presso la parrocchia di Santa Lucia in Roma: 1981 – 1984; 1985 fino al presente.<br />- Dal settembre 1993 al presente svolge il compito di cappellano delle Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata di Verona (Roma).<br />- Il 1° ottobre 1985 è stato assunto presso la Santa Sede come Addetto di segreteria del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (allora: Pontificia Commissione per l’Interpretazione Autentica del Codice di Diritto Canonico), diventando successivamente Aiutante di studio presso il medesimo Dicastero.<br />- Dal 1° settembre 1992, fino al presente, è Capo dell’Ufficio Giuridico (già: Legale) del Governatorato.<br />- Dall’aprile 1993 è vicesegretario generale del Governatorato (nominato ad “quinquennium”, riconfermato “ad aliud quinquennium” nel giugno 1998; poi il 22 febbraio 2001; ed ancora il 20 febbraio 2006).<br />- Dal 22 febbraio 2005 fino alla fine febbraio 2006 è stato Direttore ad interim dei Servizi Economici del Governatorato.<br />- Dall’anno accademico 1994 – 1995 fino al presente è incaricato dell’insegnamento, presso la PUL (Istituto “Utriusque Iuris), di Ius Civitatis Vaticanae.<br />- E’ stato Difensore del Vincolo deputato presso la Rota Romana, in varie cause.<br />- Dal 1998 è giudice esterno presso il Tribunale di Appello del Vicariato di Roma.<br />- E’ membro di vari organismi della Santa Sede, del Vicariato di Roma e Governatorato (FAS; ORP; Commissione disciplinare SCV; Commissione per il Personale SCV, di cui è presidente).<br />- E’ stato membro supplente permanente del Collegio di Conciliazione ed Arbitrato dell’ULSA (dal 1990 al 1994).<br />- Ha collaborato e collabora all’interno di varie Commissione / Gruppi di studio presso la Segreteria di Stato, l’APSA, il Governatorato ed il Vicariato di Roma alla redazione di testi normativi.<br />- Ha pubblicato alcuni studi e collaborato a varie pubblicazioni scientifiche in materia giuridica (canonica e civile SCV).<br />- E’ stato nominato Cappellano di Sua Santità il 12 gennaio 1990 e Prelato d’onore il 17 novembre 1994.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-673648708195304572?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-33595593054070861882009-07-01T14:45:00.003+02:002009-07-01T14:49:49.717+02:00Vescovi, a giorni la nomina di CorbelliniNelle prossime ore la diocesi di Piacenza-Bobbio donerà alla chiesa universale un nuovo vescovo. Si tratta di monsignor Giorgio Corbellini, 62 anni, di Travo, attualmente vice segretario generale del Governatorato Vaticano. La nomina di Corbellini è attesa per la fine di questa settimana, molto probabilmente venerdì.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-3359559305407086188?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-22197206555217725592009-06-28T18:18:00.001+02:002009-06-28T18:20:20.743+02:00Sant'Antonino 2009/Martedì la giornata del malato<meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><meta name="ProgId" content="Word.Document"><meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CFederico%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><!--[if gte mso 9]><xml> <w:worddocument> <w:view>Normal</w:View> <w:zoom>0</w:Zoom> <w:hyphenationzone>14</w:HyphenationZone> <w:punctuationkerning/> <w:validateagainstschemas/> <w:saveifxmlinvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:ignoremixedcontent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:alwaysshowplaceholdertext>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:compatibility> <w:breakwrappedtables/> <w:snaptogridincell/> <w:wraptextwithpunct/> <w:useasianbreakrules/> <w:dontgrowautofit/> </w:Compatibility> <w:browserlevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><style> <!-- /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> </style><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapedefaults ext="edit" spidmax="1026"> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapelayout ext="edit"> <o:idmap ext="edit" data="1"> </o:shapelayout></xml><![endif]--><p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt;">La Basilica di Sant'Antonino, in collaborazione con<span style=""> </span>l'Ufficio diocesano per la pastorale della salute e con il Vicariato della città, organizza nella basilica del Patrono, il prossimo 30 giugno, martedì, la prima giornata dei malati e degli anziani. Come sottolinea il parroco don Giuseppe Basini,<span style=""> </span>si tratta della prima giornata dei malati e degli anziani promossa in occasione della festa patronale e in tale occasione ci sarà la possibilità di ricevere il sacramento dell'Unzione degli infermi; al termine ai presenti verrà consegnata un'immagine ricordo di Sant'Antonino.</p> <p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt;">Questo il programma: alle 16,30 accoglienza in basilica; alle 17.00 celebrazione eucaristica, con possibilità di ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi, presieduta dal vicario generale monsignor Lino Ferrari; alle 18 rinfresco in piazza sant’Antonino.</p> <p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt;">Per chi avesse problemi di carattere organizzativo e logistico (e per altre informazioni) consigliamo di prendere contatto con Teresio Cerini, segretario dell’Ufficio per la pastorale della salute (cell. 3477266294); per il trasporto dei malati hanno dato la loro disponibilità associazioni di<span style=""> </span>volontariato quali la<span style=""> </span>Pubblica Assistenza 118, Croce Rossa, Croce Bianca Misericordia, UNITALSI, Alpini. </p> <p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt;">Da sottolineare anche che l'accesso alla Basilica per le auto è libero dalle<span style=""> </span>ore 16.00 alle 19.00 passando da via Giordani.</p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-2219720655521772559?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-45949732742369265372009-06-25T17:29:00.001+02:002009-06-25T17:32:13.369+02:00S.Antonino 2009/Lunedì 29 il concerto d'organo di BerzollaIn occasione dell’apertura ufficiale delle Manifestazioni Antoniniane 2009, il grande organo meccanico Giani della Basilica di Sant’Antonino in Piacenza, ospiterà lunedì 29 giugno alle ore 21 il noto organista e compositore piacentino Massimo Berzolla. Il concerto è promosso dalla Basilica di sant’Antonino e patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Piacenza. E’ sponsorizzato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Banca di Piacenza, dalla Camera di Commercio e dal Banco di Credito Cooperativo di Creta. Il programma si aprirà con una composizione dello stesso Berzolla, il “Piccolo requiem per un’anima gentile” (2000) che sarà dedicato alla memoria di Stefano Fugazza persona stimata e amata dalla comunità cittadina e da quella diocesana, già Direttore della Galleria d’Arte Moderna “Ricci Oddi”, purtroppo deceduto recentemente.<br /><br />La serata proseguirà con una delle più significative composizioni del cosiddetto Novecento storico, ovvero la Prima Sonata di Paul Hindemith (1895-1963) scritta nel 1937 in quello stile che spesso viene definito “neoclassico”, ma che nelle mani del compositore tedesco assume un’intensità espressiva del tutto particolare. Di Petr Eben (1929-2007) verranno invece eseguiti i sette movimenti che formano il grande affresco “Mutationes”, composto nel 1980 per uno o due organi, tra le più rappresentative opere del compositore cecoslovacco che fu anche organista e grande improvvisatore. A conclusione della serata il Maestro Berzolla eseguirà la Sesta Sonata di Felix Medelssohn (1809-1847) nel secondo centenario della nascita. Riagganciandosi alla tradizione barocca Mendelssohn costruisce il primo movimento di questa composizione su un tema di Corale: si tratta del Vater Unser (il Padre Nostro) sul quale vengono sviluppate quattro variazioni. Il tema del Corale serve anche come soggetto della Fuga che costituisce il secondo movimento, mentre il Finale è un Lied nel più puro stile mendelssohniano.<br /><br />Massimo Berzolla (1963) si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza nella classe di Luigi Toja e in Composizione sotto la guida di Bruno Bettinelli; si è poi perfezionato in Organo con lo stesso Luigi Toja e con Giuseppe Zanaboni; ha inoltre studiato Direzione d'orchestra con Nicola Samale e, all'Accademia Pescarese, con Gilberto Serembe. È stato per tre decenni organista titolare e direttore di coro della Cattedrale di Piacenza; responsabile per la Musica Sacra della Diocesi di Piacenza-Bobbio, è direttore dell’Istituto di Musica Sacra “San Cristoforo” e si occupa della trascrizione e valorizzazione del prestigioso Fondo Musicale dell'Archivio del Duomo di Piacenza. Particolarmente apprezzato come interprete del repertorio novecentesco, svolge attività concertistica come solista in Italia e all’estero; è attivo inoltre come direttore, collaborando con l’Orchestra Filarmonica Italiana, con il Gruppo Strumentale “V. L. Ciampi”, e, stabilmente, con il Gruppo Strumentale “Ricercare”; numerose sono poi le sue composizioni già eseguite da varie formazioni cameristiche, orchestrali e vocali, che hanno riscosso un notevole consenso di pubblico e di critica e che sono state trasmesse radiofonicamente (RAI-Mediaset); notevole anche la sua attività di arrangiatore, in collaborazione tra gli altri con l’Ensemble Strumentale Scaligero. È fondatore e direttore della Cappella Musicale “Maestro Giovanni”, gruppo vocale da camera con il quale svolge attività concertistica e servizio liturgico, anche in collaborazione con gruppi strumentali. Molto attivo come compositore di musica vocale e strumentale, ha inciso un CD contenente sue opere strumentali per la casa discografica “Millennio”; un doppio CD interamente dedicato a sue composizioni intitolato Ludus è stato inoltre realizzato dall’etichetta Bottega Discantica, che ha anche edito alcuni suoi brani. Ha composto musica per il teatro e il dramma spirituale in musica Giustina - ex ossibus, rappresentato nel settembre 2001. (www.massimoberzolla.it)<br /><br />L’ingresso è libero. Per eventuali informazioni: 339/6727981.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-4594973274236926537?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-54077754296250278102009-06-24T16:15:00.005+02:002009-06-25T17:32:59.108+02:00S.Antonino 2009/ Niente pisarei e liscio ma un'occasione per riflettere<span style="FONT-STYLE: italic">Ci sono feste parrocchiali che non offrono solo pisarei, tortelli, palo della cuccagna e ballo liscio. Sant'Antonino, che è la festa parrocchiale per eccellenza celebrando la devozione al santo patrono della diocesi, è una di queste rarissime eccezioni. "Vogliamo rilanciare la sacralità della festa del patrono" evidenzia il giovane parroco don Giuseppe Basini. Così, pur nel rispetto della tradizione, in questa anticipazione ecco che cosa si troverà accanto alla fiera più importante della provincia. Si inizia con la devozione a Sant'Antonino di coloro che soffrono. Poi le occasioni per fermarsi a riflettere, infine, prima della solenne celebrazione del 4 luglio, la musica ricercata - non urlata - che parla all'anima. "Avremmo senz'altro ottenuto più gente chiamando i Pfm - dice don Giuseppe -, invece abbiamo voluto caratterizzare questa festa in un altro modo".</span><span style="FONT-WEIGHT: bold"><br /><br />Lunedì 29 giugno</span><br />Sant'Antonino patrono dei malati<br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Martedì 30 giugno</span>,<br />Alle 21, in Sant’Ilario, il vescovo emerito di Ivrea, Luigi Bettazzi, uno dei padri conciliari, ricorderà la figura di Helder Camara, l’arcivescovo brasiliano delle favelas. Un incontro che si inserisce sulla scia della missione popolare diocesana.<br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">Venerdì 3 luglio</span><br />In Sant’Ilario alle 21, fede e scienza con lo scienziato piacentino Lucio Rossi, il costruttore dell’acceleratore di particelle del Cern di Ginevra che dovrebbe spiegare l’origine dell’universo.<br /><br /><span style="FONT-WEIGHT: bold">La musica che parla all’anima</span>: Massimo Berzolla, il 29 giugno alle 21 in S. Antonino,<br />Coro Farnesiano, il primo luglio alle 21 sempre in basilica<br />Orchestra giovanile di Taiwan, il 2 luglio alle 21 ancora in basilica.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-5407775429625027810?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-2394887899642453402009-06-20T18:09:00.004+02:002009-06-20T18:18:16.519+02:00Per Sant'Antonino il gemellaggio tra Piacenza e NotoSacricorridoi è in ferie (ad Andalo). Tornerà lunedì 22 luglio con importanti spunti di riflessione, oltre alla preparazione della festa del santo patrono che, sabato 4 luglio, suggellerà il gemellaggio tra la diocesi di Piacenza-Bobbio e quella di Noto.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-239488789964245340?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-37972338468978337292009-06-14T23:53:00.001+02:002009-06-14T23:55:45.119+02:00Sacro Cuore/ Ambrosio: nella Missione avviciniamo i lontani<meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><meta name="ProgId" content="Word.Document"><meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CFederico%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"></o:smarttagtype><o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"></o:smarttagtype><!--[if gte mso 9]><xml> <w:worddocument> <w:view>Normal</w:View> <w:zoom>0</w:Zoom> <w:hyphenationzone>14</w:HyphenationZone> <w:punctuationkerning/> <w:validateagainstschemas/> <w:saveifxmlinvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:ignoremixedcontent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:alwaysshowplaceholdertext>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:compatibility> <w:breakwrappedtables/> <w:snaptogridincell/> <w:wraptextwithpunct/> <w:useasianbreakrules/> <w:dontgrowautofit/> </w:Compatibility> <w:browserlevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"></object> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--><style> <!-- /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} p.MsoFooter, li.MsoFooter, div.MsoFooter {margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; tab-stops:center 240.95pt right 481.9pt; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink {color:#663300; text-decoration:underline; text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed {color:purple; text-decoration:underline; text-underline:single;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} /* List Definitions */ @list l0 {mso-list-id:297420311; mso-list-type:hybrid; mso-list-template-ids:-695450424 466491384 68157465 68157467 68157455 68157465 68157467 68157455 68157465 68157467;} @list l0:level1 {mso-level-tab-stop:45.0pt; mso-level-number-position:left; margin-left:45.0pt; text-indent:-18.0pt;} ol {margin-bottom:0cm;} ul {margin-bottom:0cm;} --> </style><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapedefaults ext="edit" spidmax="2049"> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapelayout ext="edit"> <o:idmap ext="edit" data="1"> </o:shapelayout></xml><![endif]--> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Carissimi confratelli, <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-right: 0.2pt; text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">desidero innanzitutto ringraziarvi per la vostra partecipazione alla “festa del Sacro Cuore”, che è pure festa della fraternità sacerdotale nella nostra diocesi di Piacenza-Bobbio. Desidero poi ringraziarvi per l’accoglienza sempre molto ospitale che mi riservate in occasione delle celebrazioni o delle visite nelle parrocchie. Questi incontri sono per me un’occasione di vicinanza a voi e di condivisione delle vostre fatiche pastorali. Sono pure un motivo di gioia nel vedere il vostro generoso servizio dell’annuncio del Vangelo agli uomini, alle donne, ai giovani che vivono nella nostra realtà diocesana. Vedo infatti la vostra attenzione alla vita della gente e il vostro impegno nel rispettare e rinnovare le tradizioni cristiane del nostro popolo: ringrazio per il vostro servizio che non si sofferma più di tanto sui risultati, ma va ben oltre, essendo spesso vissuto come un atto di amore gratuito e generoso verso il popolo che ci è affidato. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Spero che lo spirito di fraternità e di amicizia possa crescere e far parte del nostro essere sacerdoti che formano il presbiterio diocesano insieme e attorno al Vescovo con le visite che farò a voi e alle unità pastorali a partire dal prossimo autunno. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-left: 45pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"><!--[if !supportLists]--><span style="font-size:16;"><span style="">1.<span style=";font-family:";font-size:7;" > </span></span></span><!--[endif]--><span style="font-size:16;">La Missione popolare e l’Anno sacerdotale<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="margin-left: 27pt; text-align: justify;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Nella riflessione presentata lo scorso anno, sono partito da due fatti importanti che si richiamano e si intrecciano: il Concilio Vaticano II e il Sinodo Diocesano di Piacenza-Bobbio (1987-1991). Questi due eventi sono stati il punto fermo attorno a cui ho raccolto le impressioni dei primi mesi del mio ministero episcopale nella nostra amata Chiesa di Piacenza-Bobbio. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Anche quest’anno la riflessione che vi propongo ruota attorno a due punti. Ma dopo un anno e qualche mese di ministero episcopale, non si tratta più di fatti che riguardano il passato, ma di proposte che riguardano il prossimo futuro e che dovranno diventare esperienze che segnano il cammino della nostra comunità ecclesiale. Le evidenzio subito. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">La prima proposta è la Missione popolare diocesana (MPD) che sta coinvolgendo e coinvolgerà la nostra Chiesa nei prossimi anni. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">La seconda è l’Anno sacerdotale proclamato da <span style="color:black;">Benedetto XVI in occasione dei 150 anni della morte del santo Curato d’Ars. Verrà aperto dal Santo Padre il 19 giugno prossimo, solennità del Sacro Cuore di Gesù e giornata di santificazione sacerdotale e si concluderà fra un anno con un “Incontro Mondiale Sacerdotale” in Piazza San Pietro. Tra gli obiettivi indicati dal Papa vi è quello di “far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea”. Rendiamo grazie al Signore per il dono di quattro <span style=""> </span>ordinazioni sacerdotali proprio nell’apertura dell’Anno sacerdotale :<span style=""> </span>accogliamo con gioia nel nostro presbiterio questi sacerdoti che verranno ordinati sabato prossimo.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style=";font-size:16;color:black;" >Le osservazioni che vi propongo ruotano attorno a questi due progetti che si richiamano e trovano il loro punto di convergenza attorno all’idea della missione, quella popolare diocesana e quella del sacerdote nella Chiesa e nella società.</span><span style="font-size:16;"> Credo che sia opportuno tenere insieme questi aspetti dell’unica ed essenziale missione, connaturale all’essere cristiano. Con il popolo che ci è affidato, vogliamo riscoprire che la missione fa parte del DNA del cristiano. Così siamo sospinti, in quanto pastori delle nostre comunità, a comunicare a tutti la fede, la speranza, la carità perché fiorisca la vita cristiana nelle case dei nostri fedeli, nelle nostre comunità, nell’impegno dei cristiani in tutti gli ambiti dell’umana esistenza. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">2. Il cammino verso la MPD<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Come sappiamo, la MDP era già stata annunciata da mons. Luciano Monari ed affidata al nostro don Luigi Mosconi per l’ispirazione e la progettazione (don Luigi mi ha inviato i saluti da estendere a tutti). Ora, dopo un’ulteriore fase di valutazione e di verifica, stiamo entrando nel vivo della missione. Nei mesi scorsi – aprile e<span style=""> </span>maggio – si sono svolti gli incontri nei sette Vicariati con i sacerdoti e con gli operatori pastorali per la presentazione della MPD da parte di don Luigi Mosconi e di mons. Giuseppe Busani, vicario della pastorale, che hanno incontrato anche gli Uffici pastorali, la Consulta delle aggregazioni laicali e quella dei giovani.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Credo di poter dire – anche in base alle considerazioni di don Luigi e di don Giuseppe – che si sta superando l’iniziale momento di problematicità, forse anche di paura. Ritengo che le difficoltà siano comprensibili per tanti motivi. Ritengo tuttavia che non sia più il caso di soffermarsi sulle difficoltà: le abbiamo prese in considerazione, con molta libertà, durante le riunioni dei Consigli presbiterale e pastorale e nei vari incontri nei Vicariati e nei diversi uffici. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Ciò non significa che gli interrogativi siano scomparsi. Come adattare la proposta di don Luigi Mosconi alla nostra realtà piacentina-bobbiese? Saremo capaci di portare avanti un’iniziativa di così grande coinvolgimento? Come risponderà la gente? Come combinare <st1:personname productid="la MPD" st="on">la MPD</st1:personname> con la pastorale ordinaria? Cosa comporta essere missionari? Anche solo l’accenno a questi interrogativi lascia intendere che è una grande sfida mettere in stato di missione tutta la diocesi. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Ma è cresciuta la disponibilità a lasciarsi coinvolgere in questa sfida. Si va diffondendo con gradualità un ‘sì’ cordiale e convinto alla proposta, anche perché la proposta stessa si sta chiarendo soprattutto a livello di motivazioni, suscitando dunque attenzione e interesse. Forse con Pascal possiamo dire che, oltre ad ascoltare la voce della ragione che pone davanti ai nostri occhi le difficoltà, stiamo anche ascoltando la voce del cuore che pure manifesta le sue buoni ragioni per non lasciarci paralizzare dagli interrogativi e dalle difficoltà. E le ragioni del cuore sono poi quelle più vitali e decisive, ci ricorda Pascal (<span style="color:black;">B. Pascal, <i>Pensieri</i>, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino<span style=""> </span>1967, pagg. 58-59). <o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Sono molto lieto di questo nostro cammino di maturazione che arriva a riconoscere che la MPD è un’opportunità per la nostra Chiesa, in quanto rappresenta un<span style=""> </span>prezioso servizio al Vangelo di Gesù. <span style="color:black;">È </span>provvidenziale avvertire, all’inizio di questo millennio, non solo il dovere, ma anche la consapevolezza gioiosa di consegnare alle generazioni future la ‘vita’ che ci ha generati alla fede e alla vocazione. Siamo così comunicatori e testimoni di Gesù, all’interno di quella lunga storia di cristiani che hanno esperimentato la ricchezza e la bellezza dell’esistenza cristiana nella vita quotidiana. Per cui sono convinto che tutti voi parteciperete alla MPD con apertura, con speranza, con creatività. Spero anche, cammin facendo, con gioia. Ciascuno parteciperà secondo le proprie possibilità e secondo il proprio carisma, ma tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo di simpatia, di preghiera, di azione a questa avventura diocesana della missione popolare. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Ancora una volta, mi permetto di sottolineare – è stata, questa, una sottolineatura che ho espresso in varie occasioni, anche per superare le perplessità di molti – che la MDP non deve essere vista come un evento a sé stante che si aggiunge alle fatiche pastorali ordinarie: deve invece essere intesa e vissuta come un evento straordinario per realizzare la missione di sempre e rivitalizzare così la nostra pastorale ordinaria. Lo straordinario sta nel fatto che tutte le parrocchie e le unità pastorali – con le associazioni e i movimenti, con i religiosi e le religiose – sono chiamate a fare questo cammino insieme e che in questo cammino bisogna cercare di coinvolgere il numero più alto di persone, non solo i battezzati che frequentano abitualmente la Chiesa, ma anche coloro che la frequentano di meno o non la frequentano affatto.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">3. La conversione pastorale<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Il cammino che ci ha portato ad accogliere la proposta della MPD come una sfida impegnativa, ma propizia, anzi provvidenziale, non è certo concluso. Possiamo dire che stiamo rendendoci conto dell’urgenza della cosiddetta ‘conversione pastorale’, anche se l’espressione è forse troppo forte o troppo impegnativa. Infatti la conversione, nella tradizione cristiana, riguarda le persone che, per la grazia di Dio, passano dalla tenebre alla luce, dal peccato alla vita nuova: indica il ritorno a Dio nel senso di un mutamento radicale dei rapporti con Lui, con una trasformazione interiore che coinvolge tutta la persona. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Ma l’espressione, come sappiamo, è stata usata volutamente nei documenti degli Orientamenti pastorali della Cei per il decennio che stiamo concludendo. Merita di essere ripresa qui, pur sapendo che non la si usa in senso proprio: se la conversione è il ritorno a Dio della persona che si lascia trasformare interiormente, così la ‘conversione pastorale’ è il ritorno della pastorale alla sua missione fondamentale, al suo compito primario. La pastorale deve essere missionaria, e cioè deve accordare ogni preminenza al comunicare il Vangelo. È, questa, la condizione di base dell’agire pastorale: la Chiesa è il popolo di Dio inviato dal Signore Gesù nel mondo ad annunciare a tutte le genti il Vangelo di salvezza, a farne trasparire la bellezza e la forza. In questa prospettiva la MPD si presenta come stimolo a questa esigenza di conversione pastorale. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Penso, ad esempio, ai fedeli che dovranno essere coinvolti, motivandoli e preparandoli perché possano essere missionari. Ho potuto constatare con gioia che molti fedeli laici stanno accogliendo con simpatia e con entusiasmo la proposta di coinvolgersi nella MPD. Scoprire che in molti fedeli vi è il desiderio di una ripresa più decisa, più consapevole dell’essenziale dimensione missionaria della vita cristiana è già un segno molto significativo che il cammino della missione è percorribile. Lo Spirito è già all’opera nella nostra Chiesa e le nostre comunità cristiane sono attente alla voce dello Spirito e quindi, grazie a questa attenzione, sono anch’esse all’opera nella missione. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Annunciare e testimoniare Gesù Cristo, cioè essere missionari, non vuol dire dimostrare le nostre capacità, fossero anche straordinarie, ma vuol dire prima di tutto<span style=""> </span>lasciar trasparire attraverso di noi, che siamo come “vasi di creta”<span style="color:black;"> (2Cor 4,7), </span>la vita di Dio, il suo amore, la sua misericordia. Noi siamo annunciatori e testimoni di un’opera che non è nostra, ma è dello Spirito del Signore: quest’opera non cresce per merito nostro, ma per l’azione dello Spirito. Voglio immaginare insieme a voi la carica di rinnovamento per la pastorale ordinaria se la missione venisse assunta da tutti – laici e presbiteri – con entusiasmo e slancio creativo. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Penso poi al linguaggio della nostra predicazione, in particolare all’omelia, che deve permettere di assimilare, di vivere, di esprimere e di trasmettere la verità della fede di sempre nei linguaggi della vita di oggi.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Penso alle nostre celebrazioni che devono lasciar trasparire il mistero pasquale, il grande mistero della fede, aprendo la nostra mente e il nostro cuore alla comprensione gioiosa del dono inestimabile che è la salvezza ottenutaci dal sacrificio di Cristo. Quante persone che non appartengono alla comunità eucaristica hanno accesso al momento più intimo e più dinamico della vita della Chiesa: pensiamo alle celebrazioni dei funerali, dei matrimoni. Sono momenti decisamente importanti in cui la Chiesa offre la parola di Dio e manifesta il suo volto a chi non frequenta regolarmente.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Penso all’impegno di carità che deve mostrarsi nell’interazione tra amore di Dio e amore del prossimo. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Potremmo continuare con le esemplificazioni, ma possono essere sufficienti questi cenni per aiutarci a comprendere il senso della MPD e la ragione della sua urgenza. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">In un contesto in cui non è facile trasmettere la fede da una generazione all’altra, siamo sospinti a riconoscere che proprio il Vangelo di Gesù deve essere comunicato a tutti, invitando tutti a lasciarsi coinvolgere nell’opera di evangelizzazione e diventarne soggetti. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">La nostra Chiesa piacentina-bobbiese è dunque chiamata a mettersi in ascolto di Dio e a fidarsi di Dio, scoprendo il suo disegno di amore e le sue chiamate anche all’interno degli avvenimenti della vita quotidiana, letti con spirito di fede. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Questo ascolto di Dio sollecita la nostra attenzione alle persone e alle famiglie, con un preciso orientamento dinamico: non basta cioè attendere la gente, ma occorre andare a loro e soprattutto entrare nella loro vita concreta e quotidiana, comprese le case in cui abitano, i luoghi in cui lavorano, i linguaggi che adoperano, l’atmosfera culturale che respirano (Convegno ecclesiale di Verona).<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">4. Con gli occhi di Cristo….<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Siamo sospinti, anche grazie al senso della MPD e alle ragioni della sua urgenza, a vedere noi stessi e il nostro impegno pastorale “con gli occhi Cristo”. L’espressione è di Benedetto XVI nel n. 18 dell’enciclica <i style="">Deus caritas est</i>: “Imparo a guardare quest’altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo. Il suo amico è mio amico. Al di là dell’apparenza esteriore dell’altro scorgo la sua interiore attesa di un gesto di amore, di attenzione, che io non faccio arrivare a lui soltanto attraverso le organizzazioni a ciò deputate […]. Io vedo con gli occhi di Cristo e posso dare all’altro ben più che le cose esternamente necessarie: posso donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno. Qui si mostra l’interazione necessaria tra amore di Dio e amore del prossimo, di cui la<i> <a href="http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P103.HTM"><span style="text-decoration: none;color:#000000;" >Prima Lettera di Giovanni</span></a></i> parla con tanta insistenza. Se il contatto con Dio manca del tutto nella mia vita, posso vedere nell’altro sempre soltanto l’altro e non riesco a riconoscere in lui l’immagine divina. Se però nella mia vita tralascio completamente l’attenzione per l’altro, volendo essere solamente « pio » e compiere i miei « doveri religiosi », allora s’inaridisce anche il rapporto con Dio. Allora questo rapporto è soltanto « corretto », ma senza amore. Solo la mia disponibilità ad andare incontro al prossimo, a mostrargli amore, mi rende sensibile anche di fronte a Dio. Solo il servizio al prossimo apre i miei occhi su quello che Dio fa per me e su come Egli mi ama. I santi — pensiamo ad esempio alla beata Teresa di Calcutta — hanno attinto la loro capacità di amare il prossimo, in modo sempre nuovo, dal loro incontro col Signore eucaristico e, reciprocamente questo incontro ha acquisito il suo realismo e la sua profondità proprio nel loro servizio agli altri. Amore di Dio e amore del prossimo sono inseparabili, sono un unico comandamento”.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">5. …vedere l’altro<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Vedere noi stessi e gli altri verso cui si attua il nostro impegno pastorale “con gli occhi di Cristo”, vuol dire intrecciare la MPD e l’Anno sacerdotale. Con gli occhi di Cristo siamo invitati a prestare grande attenzione all’altro, a chi ha bisogno di essere raggiunto dal Vangelo, a chi cerca di nuovo Dio dopo un periodo di indifferenza, a chi si è allontanato dalla Chiesa per i motivi più diversi, a chi frequenta la Chiesa, ma ha bisogno di un più coerente stile di vita cristiana.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Credo che sia molto importante per noi renderci conto dell’attesa di speranza del cuore umano e del grande servizio che offriamo a tutti mostrando le prospettive di senso che emergono dal “sì” della fede cristiana al “ ‘sì’ estremo di Dio all’uomo” (<i style="">Deus caritas est</i>). Anche l’uomo di oggi – come l’uomo di sempre, ma oggi con particolare intensità – ha bisogno di amare e di essere amato. Possiamo donargli lo sguardo di amore di cui egli ha bisogno, ci dice Benedetto XVI. Possiamo aiutarlo ad incontrare il volto agapico del Padre.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Questo è i<span style="color:black;">l mandato missionario di Gesù, che non può lasciarci tranquilli davanti alle attese degli uomini e delle donne del nostro tempo, alle famiglie di oggi, ai ragazzi e ai giovani di oggi. <o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Senza la luce della fede, l’esperienza umana appare oscura. Le grandi questioni del bene e del vero non possono neppure essere sfiorate. Sono convinto che vi è una domanda precisa che emerge dal basso, dal vissuto del nostro popolo ed è rivolta alla Chiesa tutta e ai sacerdoti in particolare: come ritrovare la fiducia e la speranza, come affrontare oggi le questioni vitali del bene e del vero, come esser di aiuto ai figli perché amino la vita, come organizzare la nostra società perché sia società umana.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">La “disputa sull’<i style="">humanum</i>”, come diceva Giovanni Paolo II, caratterizza il nostro tempo e ci interpella profondamente. Possono esserci polemiche anche aspre, come in ogni disputa, ma la questione sull’<i style="">humanum</i> apre varchi importanti per una crescita della sensibilità educativa, morale, sociale e spirituale. Allora attraverso la prossimità all’esistenza delle persone nelle loro esperienze quotidiane, possiamo condividere la sapienza che viene dall’alto e illumina il legame tra le generazioni, i rapporti tra uomo e donna, l’esigenza di socialità, l’impegno per le situazioni di bisogno. Nella grande tradizione di pensiero e di prassi cristiana, possiamo non solo illuminare, ma dare senso pieno a queste esperienze umane fondamentali, aprendole alla novità del Vangelo della Pasqua e alla speranza del Risorto.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">6. …vedere la nostra pastorale <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Vedendo noi stessi e il nostro impegno pastorale “con gli occhi Cristo”, siamo invitati a riflettere sulle nostre attività pastorali. Siamo consapevoli che la maggior parte delle attività pastorali ordinarie già si pongono in un’ottica missionaria. Tuttavia, in vista della MPD, siamo invitati ad una riflessione attenta e forse a una certa sospensione di alcune attività pastorali. Non certo trascurando, abbandonando o anche solo sottovalutando la pastorale ordinaria, ma cercando di rinnovarla dal suo interno. Nella storia della salvezza si può osservare una legge costante: l’interruzione parziale e limitata del compito libera lo spazio del dono. Il ripensamento del nostro modo di fare pastorale può diventare uno spazio lasciato all’opera dello Spirito Santo, al suo soffio creativo. Spesso l’ansia per il raccolto, spegne l’entusiasmo della semina. La fissazione sui nostri schemi può mortificare la novità suscitata dallo Spirito, tagliando le ali all’ispirazione. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Non possiamo dimenticare che, nel postconcilio, l’azione pastorale ha aggiunto molte cose nuove da fare, certamente importanti, ma senza ripensare nella sua interezza e globalità il servizio al Vangelo. Così noi sacerdoti siamo spesso affaticati da un lavoro che ci toglie la pacatezza e la serenità per pregare, per ascoltare, per pensare, per guidare la comunità. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">La MPD e l’Anno sacerdotale possono sollecitarci a ripensare il nostro ministero non nel senso propriamente teologico, ma nel senso concreto che riguarda le forme del suo esercizio. Per esempio, se, come si dice, è finita la parrocchia autonoma, dovrebbe pure essere finito il tempo del parroco isolato. In verità, chi conosce la storia della parrocchia sa che la parrocchia non è mai stata autonoma. Semmai è un certo modo di vivere e di pensare del parroco che ha favorito l’autonomia della parrocchia.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Comunque, dobbiamo sempre più pensare noi stessi dentro il nostro presbiterio e dentro la realtà pastorale in cui operiamo, nella parrocchia, nell’unità pastorale, nella diocesi. Non possiamo ritenere valido solo ciò che viene realizzato da noi o dalla nostra parrocchia; al contrario occorre ritenere importante ciò che possiamo costruire insieme come unità pastorale, come vicariato, come comunità diocesana. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Questo vuol dire che occorre impostare il lavoro pastorale tenendo conto di questo orizzonte più ampio. So bene quanto sia forte il senso di appartenenza al proprio campanile: questo legame non dobbiamo disprezzarlo, anzi lo dobbiamo apprezzare. Ma dobbiamo allargare il nostro orizzonte, anche per non soccombere alla tentazione sempre incombente dell’individualismo e dell’isolamento, e anche dell’autorealizzazione con dedizione anche generosa, ma quasi priva di<span style=""> </span>fede. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Possiamo allargare il nostro orizzonte, avviando, ad esempio, la collaborazione soprattutto nel mondo dei giovani e promuovendo iniziative per formare i loro animatori a livello diocesano e vicariale. Già si sta operando in questa direzione, ma credo che occorra fare di più e in modo più organico.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Se anche grazie alla MPD e all’Anno sacerdotale si arrivasse alla convinzione che il parroco dovrà essere sempre meno l’uomo del fare direttamente e personalmente e sempre più l’uomo della comunione, noi potremmo rendere grazie a Dio. Perché in questo modo l’esercizio del ministero sacerdotale metterebbe in maggior risalto la “presidenza della comunione”, per usare un’espressione teologica. Il ministero del presbitero, più che inglobare e spesso assorbire ogni ministero, diventa suscitatore di vocazioni, di ministeri, di servizi, di carismi. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">7. Verso la corresponsabilità dei laici<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Prendendo spunto da una recente affermazione di Benedetto XVI, direi che, partendo dalla MPD e dall’Anno sacerdotale, il nostro impegno di presbiteri dovrebbe essere questo: favorire il passaggio dalla collaborazione alla corresponsabilità dei fedeli laici, coinvolgendo tutti nella stessa missione. Benedetto XVI, <span style="color:black;"><span style=""> </span>in occasione dell’apertura del Convegno Ecclesiale della diocesi di Roma che aveva per tema “Appartenenza ecclesiale e corresponsabilità pastorale” e che si è tenuto a san Giovanni in Laterano il 26 maggio <st1:metricconverter productid="2009, ha" st="on">2009, ha</st1:metricconverter> affermato che i laici non possono più essere considerati “collaboratori”, ma devono essere visti come “corresponsabili” della missione della Chiesa.<span style=""> </span><o:p></o:p></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style=";font-size:16;color:black;" >Il Papa, richiamando il Concilio Vaticano II che ha voluto “un vero e profondo rinnovamento, nella continuità dell’unico soggetto Chiesa”, ha infatti invitato a riconoscere i laici “realmente ‘corresponsabili’ dell’essere e dell'agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo ed impegnato”. Da qui la necessità di una formazione più attenta alla visione della Chiesa, di una migliore impostazione pastorale capace di promuovere la corresponsabilità dei membri del Popolo di Dio. </span><span style="font-size:16;"><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Per questo, a partire dai diversi carismi, devono nascere nuove e diverse figure di ministeri, di servizi per far emergere il volto missionario delle nostre parrocchie, sia in vista di servizi pastorali/missionari sia in vista di una crescita complessiva di spiritualità e di gratuità. Le due finalità devono essere realizzate insieme: senza servizi pastorali/missionari non c’è Chiesa; senza gratuità e spiritualità non c’è ministero, spontaneo e riconosciuto, nella Chiesa. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Questa è la sfida più difficile della MPD che deve favorire la crescita di un’autentica coscienza ecclesiale. Questa è la sfida più difficile per il futuro della nostra Chiesa, la cura e la formazione di un laicato responsabile, che ha a cuore la missione della Chiesa e sa offrire<i style=""> </i>una vasta e significativa testimonianza nel mondo. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">8.<b style=""> </b>Alla scuola del Vangelo<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><o:p> </o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Abbiamo bisogno di ritrovare lo slancio missionario per la nostra attività pastorale. Ma abbiamo anche bisogno di ritrovare il baricentro della nostra vita cristiana e sacerdotale. Finora non ho fatto alcun cenno all’educazione, ma è facile comprendere quanto essa sia profondamente in gioco. Per diventare missionari con stile evangelico<b style="">, </b>è necessario lasciarci plasmare dallo ‘stile educativo’ di Gesù: occorre diventare tutti discepoli, presbiteri e laici insieme. Tutti siamo responsabili del ‘tesoro’ che è a noi affidato per essere a tutti comunicato. La coscienza stessa della comunità cristiana deve sentirsi fortemente interpellata nei confronti sia dell’educazione alla fede delle generazioni più giovani sia dell’acquisizione dei comportamenti e degli stili di vita che lasciano trasparire la fede. Dobbiamo perciò dedicare tempo per la formazione dei missionari e, insieme, per la formazione di noi stessi come presbiteri missionari: ci poniamo tutti alla scuola del Vangelo per riscoprire di nuovo la novità del Vangelo, per imparare lo stile evangelico, per vivere la spiritualità del discepolo-missionario, per confrontarci non solo a livello pastorale, ma anche a livello spirituale, interiore. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Siamo <i style="">in primis</i> noi sacerdoti ad avere bisogno di questa scuola del Vangelo. Desidero citare un testo di J. Ratzinger che un sacerdote mi ha gentilmente passato. Scriveva l’allora cardinal Ratzinger: “l’apostasia dell’età moderna si fonda sulla caduta della verifica della fede nella vita dei cristiani. Qui sta la grande responsabilità dei cristiani di oggi. Essi dovrebbero essere dei punti di riferimento come di persone che sanno di Dio, dimostrare nella loro vita la fede come verità per diventare così dei segnavia per gli altri” (<i style="">Guardare Cristo</i>, Jaca Book, Milano 2005, p. 31).<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Aiutando i nostri cristiani a diventare “punti di riferimento come di persone che sanno di Dio”, noi sacerdoti ci disponiamo ad accogliere in noi lo Spirito che ci illumina e ci sospinge all’autoeducazione per vivere una fede luminosa nel nostro modo di pensare e nello stile di vita.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Per questo vi invito alla preghiera, personale e comunitaria. Così come vi invito a partecipare a quelle iniziative che stiamo predisponendo per una sincera e vissuta comunione presbiterale. In particolare, come verrà indicato, vi sarà un pellegrinaggio ad Ars per cogliere nella figura del santo Giovanni <span style=""> </span>alcuni aspetti fondamentali del ministero sacerdotale. Vorrei in modo particolare rivolgervi una preghiera: in questo Anno sacerdotale ogni sacerdote partecipi a un corso di Esercizi spirituali, preferibilmente a quello che organizzeremo in diocesi.<span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span></span><span style="font-size:16;"><span style=""> </span></span><span style="font-size:16;"><span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;">Così vivremo la MPD</span><span style="font-size:16;"> come risposta alla chiamata del Signore a essere annunciatori e testimoni della sua opera di salvezza. È necessario vivere in comunione, essere in sintonia, lavorare insieme: lo esige l’azione pastorale e il nostro ministero sacerdotale. Lo esige pure la nostra vita spirituale, il nostro senso di appartenenza al presbiterio e alla Chiesa, il nostro stile di vita, il nostro vissuto relazionale, la nostra quotidiana fatica pastorale: i legami di amicizia e i rapporti di fraternità e di collaborazione sono decisivi per la nostra vita di fede in Gesù Cristo e per il nostro ministero. Anche per questi motivi farò volentieri </span><span style="font-size:16;">visita a voi sacerdoti là dove svolgete il vostro ministero, incontrando voi e i vostri collaboratori/corresponsabili e anche, se già sarà presente, il gruppo dei missionari della unità pastorale. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><span style=""> </span><o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-indent: 27pt;"><span style="font-size:16;"><span style=""> </span><span style=""> </span>+ Gianni Ambrosio<o:p></o:p></span></p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-3797233846897833729?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-41485870705146578122009-06-11T16:00:00.000+02:002009-06-11T16:01:52.784+02:00L'Antonino d'oro al vescovo AmbrosioI Canonici del Capitolo della Basilica di Sant’Antonino, martire, hanno unanimemente deciso di assegnare il premio Antonino d’oro 2009 al nostro vescovo, monsignor Gianni Ambrosio. Nato a Santhià, in provincia di Vercelli, il 23 dicembre 1943 è stato ordinato sacerdote il <a title="7 luglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/7_luglio">7 luglio</a> <a title="1968" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1968">1968</a>. A <a title="Parigi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> nel <a title="1970" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1970">1970</a>, presso l'<a title="Institut Catholique (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Institut_Catholique&action=edit&redlink=1">Institut Catholique</a>, ha conseguito la licenza in scienze sociali e nel 1972, presso l’<a title="École Pratique des Hautes Études (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=%C3%89cole_Pratique_des_Hautes_%C3%89tudes&action=edit&redlink=1">École Pratique des Hautes Études</a> della <a title="Sorbona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sorbona">Sorbona</a>, ha ottenuto il diploma di specializzazione in <a title="Sociologia della religione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sociologia_della_religione">sociologia della religione</a>.<a name="Attivit.C3.A0_pastorale"></a> Dal 1988 al 2001 è stato parroco della parrocchia di san Paolo in <a title="Vercelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vercelli">Vercelli</a> e dal 1993 al 2001 direttore del Corriere Eusebiano, settimanale diocesano di Vercelli, e assistente spirituale delle <a title="Acli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acli">Acli</a>, della <a title="Fuci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fuci">Fuci</a> e dell’<a title="Agesci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agesci">Agesci</a> Vercellesi. Nel <a title="1995" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995">1995</a> ha conseguito la laurea in <a title="Sacra Teologia (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sacra_Teologia&action=edit&redlink=1">Sacra Teologia</a> a Roma presso la <a title="Pontificia Università Lateranense" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pontificia_Universit%C3%A0_Lateranense">Pontificia Università Lateranense</a> Professore ordinario di <a title="Teologia pastorale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teologia_pastorale">Teologia pastorale</a> e <a title="Sociologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sociologia">Sociologia</a> presso la <a title="Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Facolt%C3%A0_teologica_dell%E2%80%99Italia_Settentrionale&action=edit&redlink=1">Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale</a> di <a title="Milano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> fin dal <a title="1974" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1974">1974</a>, è consulente dell'Ufficio Nazionale del Progetto culturale. È Consigliere nazionale del <a title="GRIS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/GRIS">GRIS</a> (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa), membro del Comitato scientifico internazionale del <a title="CESNUR" href="http://it.wikipedia.org/wiki/CESNUR">CESNUR</a> (Centro Studi sulle Nuove Religioni). Nel gennaio <a title="2001" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2001">2001</a>, è stato nominato Assistente ecclesiastico Generale dell'<a title="Università Cattolica del Sacro Cuore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_Cattolica_del_Sacro_Cuore">Università Cattolica del Sacro Cuore</a>. Il <a title="22 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/22_dicembre">22 dicembre</a> <a title="2007" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2007">2007</a> il <a title="Papa Benedetto XVI" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Benedetto_XVI">Papa Benedetto XVI</a> lo ha nominato vescovo della <a title="Diocesi di Piacenza-Bobbio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Piacenza-Bobbio">Diocesi di Piacenza-Bobbio</a>. Il <a title="16 febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/16_febbraio">16 febbraio</a> <a title="2008" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008">2008</a> riceve l’ordinazione episcopale ed inizia il ministero pastorale in diocesi. E’ membro della Commissione Episcopale per il laicato della CEI; membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani; Rappresentante dei vescovi italiani nella Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE). E’ membro del comitato direzionale della Rivista del clero italiano e della rivista “Servizio della Parola”. E’ autore di numerosi volumi ed opere a stampa. La modernità e lo stato del Cristianesimo, le sette religiose, l’anima religiosa dell’Europa, il ruolo dell’Università, il tema dell’integrazione, il Concilio Vaticano II: questi sono alcuni dei temi di attualità sui quali più volte, negli anni, monsignor Ambrosio è intervenuto con i suoi studi.<br /><br />Alla luce di quanto ricordato, l’ onorificenza conferita prima di tutto vuole essere un atto di stima nei confronti di monsignor Ambrosio che, in poco più di un anno, nell’esercizio del suo ministero episcopale, ha ben saputo “amare, custodire, santificare e governare la Chiesa di Piacenza-Bobbio” (cf LG, 20) In particolar perché, in virtù della sua lunga esperienza di ricercatore scientifico e di docente universitario e in profonda comunione con il magistero dell’attuale Pontefice Benedetto XVI, ha saputo richiamare alla nostra Chiesa l’ urgenza e l’importanza di accogliere “la sfida educativa”, perché, come ha affermato, “senza educazione, non é possibile un progetto di vita e non è possibile neppure una società libera e democratica”. <br /><br />In secondo luogo, vuole essere un atto di gratitudine, perché monsignor Ambrosio non si è “risparmiato” le fatiche del ministero che gli è stato affidato, ma con grande generosità e disponibilità ha accolto gli inviti, provenienti dalle varie realtà ecclesiali e cittadine, partecipando a numerosi momenti celebrativi, culturali o aggregativi. Quasi a richiamare a tutti, in particolare a noi presbiteri, l’importanza decisiva di conoscere e di farsi conoscere dalle persone con le quali viviamo e verso le quali siamo tutti “debitori del vangelo” (Rm 1,14)<br /><br />Da ultimo, il conferimento dell’Antonino d’oro, vuole essere un atto d’amicizia perché monsignor Ambrosio possa continuare ad aiutarci, con fiducia e serenità, a camminare “sulle orme di Cristo” (Vestigia Christi sequentes) e a guidare la Chiesa di Piacenza-Bobbio verso “la vetta” della santità. Riprendendo una bella espressione da Lui stesso pronunciata nel primo messaggio inviato alla nostra Chiesa, gli auguriamo di poter “ esercitare con entusiasmo l’officium amoris: così sant’Agostino qualificava il ministero del vescovo, chiamato ad essere, servus Christi e vox Christi”.<br />L’augurio lo sentiamo particolarmente attuale e significativo in questo tempo, bello e impegnativo, che si apre davanti a noi di Missione Popolare Diocesana, nella quale monsignor Ambrosio ha deciso di impegnarsi e di impegnare la nostra Chiesa per i prossimi quattro anni.<br /><br />Il premio Antonino d’oro, giunto alla 23^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal Prevosto di Sant’Antonino don Giuseppe Basini al vescovo Gianni Ambrosio Sabato 4 luglio p.v. nella Basilica Sant’Antonino in Piacenza a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.<br /><br /><br /> I Canonici del Capitolo di Sant’Antonino<br /> <br /><br /><br />Piacenza, 11 giungo 2009<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-4148587070514657812?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-43632499122062047362009-06-11T01:09:00.002+02:002009-06-11T01:13:59.323+02:00Chiesa piacentina missionaria in AbruzzoLa chiesa piacentino-bobbiese nuovamente missionaria. Dopo le missioni in Brasile, dopo la missione popolare si apre, con l'invio del diacono Claudio Fervari, con il benestare del vescovo Gianni Ambrosio, lo scorso 25 maggio, una nuova terra di missione: l’Abruzzo del dopo terremoto. Fervari, 58 anni, di Caorso, sposato, con due figli, è un diacono della diocesi di Piacenza-Bobbio, dunque a tutti gli effetti fa parte del clero diocesano. «La nostra è un’animazione esclusivamente pastorale - spiega - e soprattutto con gli anziani, che sono gli unici rimasti non avendo grandi possibilità di muoversi. Il loro grande nemico è la noia delle tendopoli. Non sanno che cosa fare per passare il tempo. Si sentono persi. Si trovano in una situazione di precarietà estrema. E’ come se vivessero l’esperienza del campeggio, solo che non ci stanno 8 giorni ma 5-6 mesi». Lo sciame sismico in Abruzzo non è ancora finito: «L'altro giorno abbiamo avuto una scossa del terzo grado della Richter. Sembrava che un’auto in retromarcia avesse urtato la nostra roulotte. Invece era il terremoto».<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-4363249912206204736?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-9244879590021691502009-06-07T22:55:00.003+02:002009-06-07T23:00:21.101+02:00Caritas, raccolti 125mila euro per l'Abruzzo<meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><meta name="ProgId" content="Word.Document"><meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CFederico%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><link rel="Edit-Time-Data" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CFederico%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_editdata.mso"><!--[if !mso]> <style> v\:* {behavior:url(#default#VML);} o\:* {behavior:url(#default#VML);} w\:* {behavior:url(#default#VML);} .shape {behavior:url(#default#VML);} </style> <![endif]--><o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"></o:smarttagtype><!--[if gte mso 9]><xml> <o:officedocumentsettings> <o:relyonvml/> <o:allowpng/> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:worddocument> <w:view>Normal</w:View> <w:zoom>0</w:Zoom> <w:hyphenationzone>14</w:HyphenationZone> <w:punctuationkerning/> <w:validateagainstschemas/> <w:saveifxmlinvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:ignoremixedcontent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:alwaysshowplaceholdertext>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:compatibility> <w:breakwrappedtables/> <w:snaptogridincell/> <w:wraptextwithpunct/> <w:useasianbreakrules/> <w:dontgrowautofit/> </w:Compatibility> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"></object> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--><style> <!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:Verdana; panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:536871559 0 0 0 415 0;} @font-face {font-family:Calibri; mso-font-alt:"Century Gothic"; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin-top:0cm; margin-right:0cm; margin-bottom:10.0pt; margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> </style><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapedefaults ext="edit" spidmax="1028"> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <o:shapelayout ext="edit"> <o:idmap ext="edit" data="1"> </o:shapelayout></xml><![endif]--> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b style=""><span style="line-height: 115%;font-size:14;" ></span></b></p>Terremoto ABRUZZO: l’impegno della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio
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<br /><span style="font-weight: bold;">L’EVENTO </span>
<br />All’alba del 6 aprile un sisma di magnitudo Richter 5.8 colpisce la città de L’Aquila ed i centri limitrofi, causando la morte di 298 persone e l’evacuazione di decine di migliaia di persone.
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<br /><span style="font-weight: bold;">CARITAS ITALIANA </span>
<br />Prontamente Caritas Italiana si è Caritas Italiana si è attivata per dare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite. Ha attivato un Centro di Coordinamento nazionale presso la parrocchia San Francesco d'Assisi nel quartiere Pettino, periferia ovest de L'Aquila, consolidato dalla presenza di tre operatori stabili, da cui dipendono tutti gli aiuti della rete Caritas alle popolazioni colpite dal terremoto. Il Centro di coordinamento Caritas ha suddiviso il territorio colpito dal sisma in 9 zone omogenee, "affidate" alle Delegazioni regionali delle Caritas diocesane. I gemellaggi prevedono la condivisione con le comunità locali, grazie all'invio di operatori e volontari che, per un lungo periodo svolgeranno opera di ascolto e assistenza delle persone terremotate, soprattutto delle fasce più fragili (anziani, malati, disabili, minori, migranti).
<br />
<br /><span style="font-weight: bold;">DELEGAZIONE REGIONALE DELLE CARITAS DELL’EMILIA ROMAGNA </span>
<br />Alla Delegazione emiliano romagnola, comprendente tutte le Caritas diocesane della regione, è stata affidata, congiuntamente alla Delegazione Regionale delle Caritas della Puglia, la zona omogenea denominata “L’Aquila Est” e comprendente le parrocchie nella zona Est della città (tra cui Collemaggio, San Giacomo e San Pio X) e due parrocchie della zona montana (Collebrincioni e Aragno). Dopo una visita della delegazione emiliano-romagnola sui luoghi del terremoto allo scopo di prendere contatto con il Coordinamento della Caritas nazionale, il 29 aprile, sono partiti alla volta de L’Aquila i primi volontari della Delegazione per cominciare una presenza stabile a medio-lungo termine nelle zone terremotate. Si tratta di due giovani sposi di Castelnovo Sotto (RE). I gemellaggi sono fondamentali per dare continuità ed efficacia al lavoro di ascolto, aiuto e ricostruzione. Grazie a essi, si crea uno spirito di condivisione e intensa collaborazione tra delegazioni Caritas e comunità terremotate: l’intervento di aiuto non viene calato dall’alto, il territorio diventa protagonista della sua stessa rinascita, il sentimento di comune appartenenza ecclesiale si consolida (esteso anche ad altre pastorali – per i giovani, per la famiglia, ecc. –, che vengono coinvolte nei gemellaggi). Secondo questo spirito sarà anche la presenza dei volontari della Delegazione che saranno insediati nella tendopoli di Gignano e lavoreranno in stretto contatto con il parroco (don Juan de Dios) e con le altre parrocchie gemellate. La loro presenza quotidiana in loco servirà anche a raccogliere le esigenze particolari della popolazione e a “preparare il terreno” per altri volontari e gruppi che già si sono resi disponibili per un periodo di volontariato.
<br />
<br /><span style="font-weight: bold;">CARITAS DIOCESANA DI PIACENZA-BOBBIO </span>
<br />La Caritas diocesana si è resa subito disponibile attraverso l’Area Promozione Mondialità ed Emergenze, raccogliendo, secondo le direttive di Caritas Italiana, le disponibilità di quanti fin dai primi momenti successivi il sisma hanno offerto il proprio aiuto, sotto forma di offerte, un’eventuale presenza o aiuti materiali. La generosità dimostrata dalla comunità piacentina è stata pronta e tangibile.
<br /> La Caritas diocesana partecipa con un suo operatore, Francesco Millione, al Coordinamento Abruzzo della Delegazione Regionale. Inoltre tra le persone che hanno dato la propria disponibilità ha selezionato un volontario, Claudio Fervari, diacono di 58 anni di Caorso, per subentrare ai due giovani reggiani nel campo di Gignano. Infatti il 25 maggio Claudio è partito per L’Aquila, dove rimarrà come referente della Delegazione Regionale per circa un mese. Al termine di questa presenza mensile l'intenzione è quella di trovare almeno una persona che possa fare da riferimento sul posto per 6-7 mesi circa, raccogliendo esigenze delle comunità, coordinando aiuti e volontari e cercando di stendere un progetto per il lungo termine. A livello diocesano allo scopo di organizzare al meglio la possibile presenza animativa nei territori colpiti dal sisma, si è costituito un gruppo di lavoro, che oltre alla Caritas vede la partecipazione dell’Azione Cattolica, della Pastorale Giovanile e dell’AGESCI. Si sta valutando l’elaborazione di una proposta da portare alla comunità piacentina per garantire l’accompagnamento della popolazione abruzzese sfollata nel periodo autunno-inverno, quei mesi cioè dove presumibilmente potrebbe venire meno l’attenzione e la solidarietà della gente tuttora molto evidente a L’Aquila. Infine si è provveduto all’invio dei 125.000 euro raccolti in diocesi nelle settimane successive al sisma e durante la Colletta nazionale indetta, domenica 19 aprile, dalla CEI. Le offerte piacentine si aggiungeranno, assieme a quelle provenienti dalle altre diocesi d’Italia, ai 12 milioni di euro stanziati finora da Caritas Italiana e dalla CEI stessa, in un’ottica di comunione e prossimità con la gente.<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"></p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-924487959002169150?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-55752076465403967112009-06-04T17:02:00.004+02:002009-06-04T17:25:13.481+02:00Fondo anticrisi, già 50 famiglie hanno chiesto aiuto<span style="font-size:130%;">Cari lettori, gli effetti della crisi si fanno vedere. Tanto che sono già una cinquantina le famiglie piacentine che hanno fatto richiesta di entrare tra i destinatari del fondo anticrisi promosso dalla diocesi di Piacenza-Bobbio. Nel mese di maggio - come ha spiegato il direttore Caritas, Giuseppe Chiodaroli - è stata creata la struttura della prima fase per l’ottenimento dei prestiti: l’accesso delle famiglie. I Centri di ascolto Caritas, i Gruppi di volontariato vincenziano, le Conferenze di San Vincenzo, il Centro di ascolto della Caritas diocesana, le Caritas parrocchiali sono i punti ai quali le famiglie devono rivolgersi. Qui i volontari faranno compilare una scheda di richiesta che consentirà di capire se vi siano le condizioni idonee per procedere</span><br /><span style="font-size:130%;">Si tratta di un prestito responsabile, non di una erogazione liberale, che può essere al massimo di tremila euro da rimborsare in 24 mesi ad un tasso di interesse dell’1 per cento, senza altri tipi di costi. Destinatarie sono le famiglie colpite dalla crisi economica. A noi interessa che ci sia la disponibilità a restituire il prestito. Questo è segno di responsabilità e risponde alla finalità anche educativa dell’iniziativa. Che si aggiunge a quella preventiva: fare in modo che queste famiglie colpite dalla crisi non cadano nella fascia della povertà assoluta Ogni domanda verrà sottoposta all’esame di una commissione costituta da sette volontari con competenze tecniche in materia e referenti ognuno per i vicariati in cui è divisa la diocesi. Saranno loro, in un termine massimo di 15 giorni, a passare la richiesta approvata alla banca che dovrà erogare il credito. Il prestito servirà a sostenere le spese mediche, mutuo casa, affitto, spese funerarie, pagamento utenze, istruzione, elettrodomestici o beni di consumo durevoli, acquisto o riparazione del mezzo di trasporto per il raggiungimento del posto di lavoro e via discorrendo. L’unico limite è determinato dai 300mila euro del fondo diocesano raccolti in questi mesi.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-5575207646540396711?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-40433773344311754212009-06-02T00:25:00.002+02:002009-06-02T00:32:55.587+02:00Ambrosio, in Europa si affermi il primato della società civileEcco il testo integrale della relazione che monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, ha tenuto all'assemblea generale della Cei venerdì scorso.<br /><br />Questa relazione intende informare brevemente circa il lavoro realizzato nel corso degli ultimi mesi dalla Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (COM.E.CE.), composta da ventiquattro Vescovi delegati, dopo l’ampia relazione sull’attività svolta nell’ultimo triennio e presentata al Consiglio Episcopale Permanente da S.E. Mons. Giuseppe Merisi, che per due trienni è stato il delegato della CEI. Un cenno verrà fatto anche al lavoro del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (C.C.E.E.).<br /><br />1. Ho potuto rendermi conto di persona – partecipando all’Assemblea Plenaria della COM.E.CE il 18-20 marzo 2009 – della necessaria attenzione dei Vescovi nel seguire il processo di integrazione europea, per rafforzare l’Europa come realtà non soltanto economica e territoriale, ma anche culturale e spirituale. In occasione dell’Assemblea Plenaria è stata inaugurata a Bruxelles la nuova sede della Commissione e sono stati eletti il Presidente (è stato riconfermato il Vescovo di Rotterdam, S.E. Mons. Adrianus van Luyn) e i due Vicepresidenti.<br /><br />In questi mesi si sono moltiplicati gli interventi dell’Unione Europea che hanno sollecitato a diverso titolo l’attenzione dei Vescovi. Ne evidenzio alcuni.<br />Una prima notazione riguarda alcune risoluzioni del Parlamento Europeo che, sebbene non vincolanti per i singoli Paesi, costituiscono una pressione ad allontanarsi dai principi fondanti della nostra società, quasi imponendo un livellamento delle culture, dei valori e dei comportamenti dei diversi popoli.<br />Così lo scorso 14 gennaio è stata approvata la risoluzione annuale sulla “situazione dei diritti fondamentali nell’UE 2004-2007” (2009/19), nella quale, fra l’altro, si invitano gli Stati membri ad adottare iniziative legislative per eliminare le discriminazioni nei confronti delle “coppie in ragione del loro orientamento sessuale”.<br />Nella recentissima risoluzione sui “Diritti umani nel mondo nel 2008 e politica dell’Unione in materia”, se da un lato, grazie anche all’impegno degli Episcopati europei e della CEI, non è stato accolto l’emendamento di condanna delle dichiarazioni pronunciate da Benedetto XVI contro l’uso dei preservativi in occasione della visita in Africa, dall’altro è stato inserito un paragrafo in cui si accoglie con favore la dichiarazione - sostenuta da sessantasei nazioni, fra cui tutti gli Stati membri dell’Unione europea, e presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso mese di dicembre - con la quale “si conferma che la protezione internazionale dei diritti dell'uomo include l'orientamento sessuale e l'identità di genere e si riafferma il principio di non discriminazione, il quale richiede che i diritti umani si applichino allo stesso modo ad ogni essere umano, prescindendo dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere”.<br />Da ultimo, il Parlamento europeo ha approvato una relazione in merito all’azione europea nel settore delle malattie rare (n. A6-0239/2009) in cui, fra l’altro, si raccomanda agli Stati membri dell’Unione di incoraggiare gli sforzi per la prevenzione delle malattie rare anche attraverso “una selezione di embrioni sani precedente l'impianto”. Inoltre, è in corso di elaborazione una proposta di direttiva in materia di “parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”, il cui testo risulta per molti aspetti assai discutibile.<br /><br />2. In questo quadro, anche di fronte alle ormai imminenti elezioni europee (6-7 giugno), si avverte l’esigenza di perseguire quegli obiettivi che possono contribuire all’autentico bene dell’Europa unita e delle nazioni che la compongono. In tale ottica, i Vescovi della COM.E.CE hanno pubblicato il 20 marzo scorso una dichiarazione, dal titolo “Costruire una migliore casa europea”, nella quale viene rinnovato il sostegno al progetto di integrazione europea “come progetto di speranza” per tutti i cittadini. Rispetto a tale progetto, i cristiani “hanno non solamente il diritto, ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente”, in particolare riguardo ad alcuni temi fondamentali, fra i quali il rispetto della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale; il sostegno della famiglia fondata sul matrimonio; la promozione dei diritti sociali dei lavoratori; il sostegno a una governance economica fondata su valori etici; la promozione della giustizia nelle relazioni fra l’Unione Europea e i Paesi in via di sviluppo; l’elaborazione di politiche di assistenza nei confronti dei membri più deboli e bisognosi; la protezione del creato e la promozione della pace nel mondo tramite una politica estera dell’Unione coordinata e coerente.<br />Più in generale, ritengo che difficilmente l’Unione Europea potrà essere considerata la ‘casa degli europei’, se nelle diverse istituzioni europee non si affermerà il primato della società civile. Senza questo primato vi è il rischio che il Parlamento europeo sia considerato come una sorta di superparlamento che si pronuncia in continuazione su tutto, nell’intento di forzare le società civili, assai diverse tra loro, per appiattirle e omologarle. Se non si pratica in modo adeguato il principio di sussidiarietà, se non si considera la peculiarità di ogni tradizione culturale, se non si rispetta la pluralità antropologica e sociale delle società civili europee, il futuro dell’Unione europea risulterà inevitabilmente problematico.<br /><br />3. L’altro principio da sostenere e praticare è quello della solidarietà. In proposito, tra le prossime iniziative della COM.E.CE., si segnalano in particolare le prime “Giornate Sociali Cattoliche per l’Europa”, che si svolgeranno dall’8 all’11 ottobre 2009 a Danzica. Questo incontro vuole essere l’occasione per “ricercare le strade concrete di una solidarietà dell’Europa di fronte all’attuale crisi mondiale”. Si tratta dunque di “incoraggiare il contributo dell’Unione Europea alla costruzione di una civiltà dell’amore, che non escluda nessuno in alcun angolo del globo e che associ le generazioni future” (Manifesto per le Giornate Sociali Cattoliche per l’Europa).<br />La solidarietà, fondata sulla dignità umana e sulla libertà, rappresenta un bene indivisibile, concernente tutti gli esseri umani, sia quelli non ancora nati sia quelli che sono al termine della loro vita, i nostri contemporanei e le generazioni future, i residenti e i migranti, gli Stati grandi e piccoli. La solidarietà “chiede che nelle nostre società i più deboli siano protetti e che la famiglia, unità di base fondata sull’unione di un uomo e di una donna, sia sostenuta e difesa”.<br />4. Mi limito solo ad accennare ai molteplici ambiti di lavoro del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (C.C.E.E.), cui appartengono quali membri le trentatrè Conferenze episcopali attualmente esistenti in Europa, rappresentate dai loro Presidenti. La sede del segretariato è a St. Gallen, in Svizzera.<br />Per l’ambito pastorale, sottolineo in particolare i seminari o convegni sul primo annuncio, sulla pastorale universitaria e sulla scuola cattolica.<br />Per l’ambito socio-culturale, sono state affrontate le questioni dei media, delle migrazioni e dell’ambiente. I membri della commissione “Ambiente” hanno elaborato un programma di lavoro per i prossimi anni che prevede, tra l’altro, la realizzazione del primo “pellegrinaggio europeo per la responsabilità per il creato”<br />Un risalto particolare è stato dato all’insegnamento della religione come una risorsa per l’Europa, con una tavola rotonda tenuta all’inizio di maggio presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo.<br />Ovviamente, per i temi legati al processo dell’unificazione europea, il C.C.E.E. collabora con la COM.E.CE.<br /><br />Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza Bobbio<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-4043377334431175421?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-18191397185042270002009-05-29T11:58:00.002+02:002009-05-29T12:00:48.903+02:00Nomine, dalla Tanzania a San Giuseppe Operaio<span style="font-size:130%;">Comunicato della Cancelleria vescovile</span><br /><span style="font-size:130%;"></span><br /><span style="font-size:130%;">Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 14/05/09 il M. R. Carrà don Luigi, parroco di Trevozzo, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei SS. Nabore e Felice in Albareto, Comune di Ziano Piacentino, Provincia di Piacenza.</span><br /><span style="font-size:130%;">Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 15/05/09 al M. R. Yonas Jamhuri Mlewa, presbitero della diocesi di Singida (Tanzania), è stato conferito l’incarico di collaboratore nel servizio pastorale nella parrocchia di San Giuseppe Operaio in Piacenza.</span><br /><span style="font-size:130%;">Piacenza, dalla Curia Vescovile, 26 maggio 2009</span><br /><span style="font-size:130%;">il Cancelliere Vescoviledon Mario Poggi</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-1819139718504227000?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-7644989248788953812009-05-25T01:14:00.002+02:002009-05-25T01:16:37.160+02:00Il cardinale Ruini al Festival della teologia 2<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/48E8I2O6L8w&hl=it&fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/48E8I2O6L8w&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-764498924878895381?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-91782799712994028952009-05-24T21:52:00.003+02:002009-05-24T22:09:19.071+02:00Padre Caccia: in 50 anni il Signore sempre dalla mia parte<span style="font-size:130%;">Cari lettori, sabato mattina ha celebrato i 50 anni di sacerdozio lo scalabriniano padre Sisto Caccia (78 anni). La chiesa di San Carlo era gremita. «Adesso che cosa vi dico? » ha esordito dal pulpito. Poi: «Il primo uomo che mi è stato messo di fronte quando sono diventato scalabriniano è il migrante: colui che ha più bisogno, che si sposta continuamente, colui che esce da una cultura ed entra in un’altra e quindi vive in una situazione di disagio». «Davanti a me, in questa chiesa, ho tutta la mia storia. Man mano che andavo avanti c’erano giovani che entravano e anziani che insegnavano. Devo dire che il Signore non mi ha mai fatto torto: anche quando mi ha chiesto cose pesanti è sempre stato dalla mia parte».<br />«Se Lallio mi ha generato, gli Scalabriniani sono stati il nido che mi ha formato; poi la chiesa di Piacenza: su 50 anni di sacerdozio 30 anni li ho passati qui. Qui sono stato veramente accolto e mi hanno voluto bene». Ricorda la nomina a vicario episcopale, l’esperienza nella parrocchia di Gossolengo, la beatificazione di Scalabrini, l’Antonino d’oro, l’Angil dal Dom, la nomina a canonico di Sant’Antonino. Dal 1976 al 1980, nominato superiore provinciale, ha poi fissato la sede della provincia scalabriniana a Piacenza e rilanciato la casa madre aggregandovi il seminario, creato un centro studi, promuove la pinacoteca e la biblioteca che oggi sono di diritto tra i gioielli artistici e culturali di Piacenza. Infine, commosso: «Grazie, pregate per me, il Signore è stato grandioso. Io sono un uomo piccolo, non solo di statura, però nella mia vita ho sentito che l’amore di Dio mi ha sempre accolto».<br />fri</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-9178279971299402895?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-26273468308220680192009-05-23T13:03:00.001+02:002009-05-25T01:17:00.654+02:00Il cardinale Ruini al Festival della teologia 1<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HkMKFpJVy-s&hl=it&fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/HkMKFpJVy-s&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-2627346830822068019?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-56827471151851516532009-05-23T00:08:00.002+02:002009-05-23T00:11:01.771+02:00Coro Vallongina in San Pietro per il decennalePer festeggiare i dieci anni di vita, il Coro Vallongina di Alseno -guidato da don Roberto Scotti - ha in programma diversi appuntamenti, il primo dei quali è la Gita di piacere e di lavoro che alla fine di maggio lo vedrà impegnato a Roma per una Tre giorni di cultura e di impegno canoro.<br />I momenti culturali sono quelli soliti, con la visita ai musei vaticani e alle chiese principali dell'Urbe, mentre per gli impegni canori due sono gli appuntamenti che lo attendono: domenica 31 maggio canteranno la messa delle ore 16,00 nella Basilica di San Pietro all'altare della cattedra, mentre il 2 giugno saranno impegnati nella cattedrale di Ostia antica.<br />Si tratta quindi, come spesso accade ai Cori, di abbinare il piacere al dovere, o meglio provare piacere nel rendere il proprio servizio canoro.<br />E momento di grande piacere sarà anche la conclusione: la sera del 2 giugno è prevista la sosta alla villa di Antignano (Livorno) per la cena cantata sulla via del ritorno.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-5682747115185151653?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-48641385415362794102009-05-17T01:14:00.003+02:002009-05-17T01:17:06.313+02:00La missione popolare, una scossa per i piacentini<meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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<br /> La diocesi di Piacenza-Bobbio ha iniziato il suo cammino verso la missione popolare e sta procedendo ormai in modo spedito. La decisione è stata accolta inizialmente, da parte di alcuni, con qualche perplessità, ma ora si va verso un “sì cordiale” da parte di tutti. Si avverte in molti un nuovo “desiderio di una rinnovata spiritualità della pastorale”, di un impegno che “acceleri il ruolo dei laici”, di una comunità in cui tutti siano soggetti attivi.
<br />Queste alcune affermazioni del vicario per la pastorale mons. Giuseppe Busani che questa mattina, sabato 16 maggio, ha introdotto e guidato i lavori dell’ultima assemblea – per quest’anno – del Consiglio pastorale diocesano riunito alla Bellotta di Pontenure per analizzare il progetto della missione popolare diocesana. Si tratta di un impegno che si protrarrà fino alla Pentecoste del 2013 e che proprio in questo periodo viene illustrata ai sacerdoti e agli operatori dei sette vicariati a cura di don Luigi Mosconi, il missionario diocesano da tempo impegnato in Brasile proprio nell’organizzazione di missioni popolari su incarico della Conferenza episcopale brasiliana. E’ stato lo stesso don Mosconi questa mattina ad illustrare i vari aspetti della nuova missione popolare diocesana (è la seconda del suo genere, la prima si è tenuta nel 2000): prima di tutto una sua definizione (un “tempo speciale” che vuol essere un autentico “scossone” per “vivere e testimoniare la gioia e la bellezza del vangelo”), poi gli obiettivi, gli operatori, le modalità e i tempi. La missione si sviluppa in quattro tappe. La prima, che don Mosconi ha definito dell’“innamoramento”, è già in corso e si svilupperà fino al prossimo dicembre; le sue finalità sono: maturare una forte spiritualità missionaria capace di sostenere cambiamenti coraggiosi; creare un clima di simpatia, di accoglienza; coinvolgere il maggior numero possibile di persone; prendere coscienza di tutto il processo missionario. In questa fase occorre divulgare al massimo la proposta nella diocesi, approfittando di tutte le opportunità possibili, dalle celebrazioni ai contatti personali, visite, riunioni, feste patronali, ritiri. Come già detto sono in corso gli incontri nei vicariati, ai primi di settembre alla missione sarà dedicato l’annuale convegno di Pianazze, il mese di ottobre sarà utilizzato per la preparazione di un gruppo di circa cinquanta formatori/formatrici mentre in questo periodo prenderà pure l’avvio la visita pastorale di mons. Ambrosio alle unità pastorali per incontrare i sacerdoti là dove svolgono il loro ministero e per prendere contatto con i singoli operatori. La seconda è la tappa “formativa” e impegnerà la diocesi dal gennaio 2010 al maggio 2011. La sua finalità è la formazione dei missionari e delle missionarie al fine di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nelle numerose attività previste. In questi mesi sono in programma ritiri spirituali per missionari nelle unità pastorali con una particolare attenzione allo studio del vangelo. La terza tappa sarà celebrativa (ottobre 2011 – ottobre 2012). Tra le attività sono previste una settimana di ritiro spirituale popolare, dal sabato alla domenica successiva (nove giorni) in ogni unità pastorale aperto a tutte le persone che vivono nel territorio e la presenza di missionari diocesani (laici e sacerdoti), provenienti da altre unità pastorali e vicariati. Sarà un’esperienza di comunione ecclesiale. Infine la quarta tappa, quella del “passaggio dalla missione popolare alla pastorale ordinaria”. Su questo programma – e soprattutto sulle sue motivazioni – si è soffermato con una relazione dettagliata don Luigi Mosconi; in seguito i membri del consiglio pastorale hanno formulato loro suggerimenti Infine le conclusioni del Vescovo. La missione - sintetizziamo le parole di mons. Ambrosio - deve aiutarci a riscoprire la nostra identità di discepoli di Gesù. E’ un impegno che va affrontato con disponibilità al nuovo e al cambiamento. In questo torna ad avere un ruolo centrale il tema dell’educazione che è stato affrontato nell’anno pastorale che si sta concludendo. Nessuna contraddizione, nell’impegno pastorale, tra tempo ordinario e straordinario (nessuna contrapposizione proprio come avviene per la domenica ed i giorni della settimana). La missione deve essere affrontata con uno stile di vita impostato sull’aiuto reciproco: aiutarci a vicenda nel nome della fiducia, anche tra laici e sacerdoti. Il tutto animato da un dinamismo che deve attraversare ogni realtà ecclesiale. Il Vescovo a questo proposito ha citato il ruolo dei movimenti verso i quali è da evitare ogni forma di contrapposizione. (“Non amo – ha commentato mons. Ambrosio – nemmeno parole come ‘vicini’ e ‘lontani’. Spesso sono stati proprio i lontani ad accogliere Gesù”). Tutte le realtà della diocesi devono lasciarsi coinvolgere e devono collaborare. In chiusura il Vescovo ha parlato della sua visita che lo porterà, da settembre, nelle unità pastorali sia per incontrare i sacerdoti sia per “dare il mandato” agli operatori impegnati nella missione.
<br />
<br />Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
<br /></span><p class="MsoNormal" style="text-indent: 35.45pt;"></p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-4864138541536279410?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-2101832467683811942009-05-16T00:34:00.004+02:002009-05-16T00:41:46.796+02:00Ambrosio: i negozi aperti la domenica non rispettano la socialità dell'uomo<span style="font-family:Arial;font-size:85%;"><span style="font-size:130%;">Tenere i negozi aperti durante le festività. Per il vescovo Gianni Ambrosio non è in gioco solo l’osservanza di un precetto, ma il rispetto della socialità dell’uomo: «Dobbiamo dare il tempo all’uomo di stare con la sua famiglia, di coltivare la sua socialità - osserva Ambrosio -; oggi ci sono in giro cartelli con la scritta “aperto la domenica”, come se tale annuncio fosse la più bella delle pubblicità. Certo, questo non vuol dire che durante le feste non si debba aprire se ci sono occasioni particolari, però c’è modo e modo».<br />Sull'attuale crisi economica c’era chi aveva già previsto tutto nel 1967: papa Paolo VI con l’enciclica Populorum progressio: «Aveva saputo anticipare i rischi di un certo stile di vita. Se questo documento fosse stato considerato non ci troveremo nella situazione di debolezza e sfiducia in cui ci troviamo oggi. Si è invece pensato che il progresso fosse solo di ordine quantitativo. Certo il Pil è importante ma non deve essere sganciato dall’uomo. Se al centro non c’è l’uomo non c’è sviluppo che tenga. Se al centro non c’è l’uomo è impossibile parlare di etica: abbiamo solo delle regole che, non appartenendo all’uomo, prima o poi lo fanno scappare». Il mondo economico mondiale è caduto in una deriva: «Invece di aggredire la vita, oggi assistiamo ad una passività, tutto deve essere regolamentato. Una situazione che inevitabilmente porta alla burocratizzazone e alla desertificazione. Abbandonando l’uomo, stiamo abbandonando ciò che ha fatto grande la nostra civiltà». </span><br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-210183246768381194?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-86215845146325477592009-05-14T17:06:00.000+02:002009-05-14T17:07:57.065+02:00Dallo Tzunami riso per l'UgandaC’è anche Piacenza, tra le 700 piazze italiane che sabato 16 e domenica 17 maggio saranno coinvolte nell’iniziativa “Abbiamo riso per una cosa seria”, promossa dalla Federazione Focsiv cui aderisce, nella nostra città, Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo.<br />Dalle 9 alle 19 di sabato e dalle 9 alle 13 di domenica, presso lo stand sotto i portici di piazza Cavalli, a fronte di un contributo di cinque euro si potrà avere una confezione da 1 kg di riso thai certificato Fairtrade – dunque appartenente al circuito equo e solidale – prodotto in Thailandia nelle zone colpite dallo tzunami.<br />Il ricavato dell’iniziativa permetterà di sostenere il progetto “Taglio e cucito” che Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo porta avanti a Loputuk, in Uganda: un corso di formazione rivolto alle donne, per consentire loro di apprendere non solo le basi per un mestiere che garantisca indipendenza economica, ma anche di acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie potenzialità. Accanto alle lezioni di sartoria, si tengono infatti corsi di educazione alla salute e di alfabetizzazione.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-8621584514632547759?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-24020095838901949262009-05-11T23:10:00.001+02:002009-05-11T23:11:56.253+02:00Dal 5 per mille un aiuto al Duomo di PiacenzaRicordo a tutti che è possibile sostenere la Cattedrale di Piacenza attraverso il 5x1000.<br />5 X MILLE ALL'ASSOCIAZIONE DOMUS JUSTINAE<br />Come fare: chiunque sia tenuto in qualità di contribuente a presentare la dichiarazione dei redditi sulle persone fisiche, mediante i modelli 730, Unico o CUD, deve apporre la propria firma nellapposito riquadro (il primo della sezione 5 per mille, Ass.di promozione sociale).<br />Oltre alla firma, il contribuente deve indicare nellapposito spazio il codice fiscale della nostra associazione n° 91081610338.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-2402009583890194926?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-77502626003530254532009-05-07T16:54:00.002+02:002009-05-07T16:59:10.820+02:00Da settembre il vescovo in visita ai parrociDiocesi di Piacenza-Bobbio<br /> Ufficio stampa<br /><br />Riunione del Consiglio Presbiterale Diocesano<br /><br />Nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile si è riunito questa mattina, giovedì 7 maggio, il Consiglio Presbiterale Diocesano; ha presieduto i lavori il vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha coordinato don Federico Tagliaferri. Questo l’ordine del giorno: comunicazione di vita diocesana a cura del Vicario generale; suggerimenti per la realizzazione della prossima visita del Vescovo alle Unità Pastorali; formazione dei seminaristi: situazione attuale e progetto formativo. Interventi di padre Mario Di Carlo, superiore del Collegio Alberoni, e di don Luigi Bavagnoli, rettore del Seminario urbano e responsabile del Preseminario.<br />Ricco il calendario diocesano richiamato dal vicario generale mons. Lino Ferrari che ha pure ricordato come prosegua senza pause il lavoro del Fondo diocesano di solidarietà (finora sono stati raccolti dalle parrocchie 60 mila euro; complessivamente sono stati raggiunti i 300 mila euro), mentre per i terremotati dell’Abruzzo, attraverso le raccolte nelle parrocchie, sono stati raggiunti i 90 mila euro.<br />Mons. Ferrari ha pure ricordato alcune scadenze: sabato prossimo, 9 maggio, in mattinata, presso i Padri Scalabriniani si riuniscono i referenti della Caritas; nella mattinata di sabato 16 maggio alla Bellotta è convocato il Consiglio Pastorale Diocesano per discutere della Missione popolare; il 22 maggio viene inaugurato il Festival di Teologia dal cardinale Camillo Ruini; il 30 maggio riunione in seminario degli ex allievi; l’11 giugno si tiene la Festa del Sacro Cuore; nella sera dello stesso giorno in cattedrale viene celebrato il Corpus Domini con la tradizionale processione nelle vie del centro storico; il 13 giugno, sabato, in cattedrale alle 17,30, il vescovo mons. Ambrosio ordina quattro sacerdoti (sono tre diaconi del Collegio Alberoni: Adamo Affri, Gianni Bergomi e Matteo Bersani, ed un diacono permanente: Germano Gregori di Lugagnano); dal 15 al 19 giugno il Vescovo guida un pellegrinaggio a Malta sulle orme di San Paolo; il 24 luglio rientra dal Brasile il sacerdote diocesano missionario fidei donum don Mauro Bianchi; il 4 e il 5 settembre alle Pianazze si tiene il convegno pastorale d’inizio anno; il 12 e il 13 settembre forum delle famiglie; il 19 settembre convegno diocesano sulla pastorale della salute; dal 1° al 4 ottobre Piacenza ospiterà un convegno internazionale su San Rocco (il giorno 4, alle 15,30, celebrazione alle 15,30 in cattedrale presieduta dal Vescovo); il 7 e l’8 novembre convegno di studio e iniziative collaterali per ricordare Giuseppe Berti a cento anni dalla nascita e a trenta dalla morte.<br />Mons. Ferrari ha pure ricordato che la CEI sta proponendo un progetto informatizzato per agevolare le teleconferenze (sul tema verranno offerte nei prossimi giorni più ampie informazioni).<br />Si è poi parlato delle imminenti visite del Vescovo alle Unità Pastorali (mons. Ambrosio intende iniziare questo suo nuovo impegno con il prossimo anno pastorale che inizierà a settembre). Ha introdotto il tema lo stesso mons. Ambrosio che ha precisato non trattarsi di una visita pastorale secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, ma semplicemente di un incontro del Capo della Diocesi con i sacerdoti là dove svolgono abitualmente il loro ministero. In tale occasione, sempre in un clima informale, mons. Ambrosio intende anche incontrare gli operatori della pastorale nel contesto della Missione popolare.<br />Nella discussione che ne é seguita (veniva chiesto infatti ai presbiteri di formulare loro suggerimenti) la missione diocesana popolare è tornata più volte. A questo proposito il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha ricordato che proseguono in questi giorni gli incontri di don Luigi Mosconi con i sacerdoti ed i vicariati; sull’argomento si soffermerà il prossimo consiglio pastorale; in ottobre si dovrebbe formare il gruppo incaricato di scegliere i missionari e da gennaio del prossimo anno inizierà il periodo della loro formazione.<br />Nel corso del dibattito diverse le proposte al Vescovo in vista del suo incontro con le Unità Pastorali. Intanto è stato superato il dubbio che potesse essere un’iniziativa destinata a sovrapporsi alla Missione; il Vescovo si muoverà sempre nell’ambito dell’impegno missionario a cui è chiamata la diocesi. Alcuni suggerimenti emersi durante il dibattito: attenzione alla pastorale d’ambiente (sanità, scuola, lavoro, ecc.); particolare attenzione anche ai possibili operatori pastorali da utilizzare nelle parrocchie dove non c’è il parroco residente; rivolgere una particolare attenzione alla spiritualità dei preti; prendere in considerazione la necessità di rivitalizzare ed eventualmente di riorganizzare le Unità pastorali (coabitazione dei sacerdoti, revisione dei confini, ecc.); stimolare la “voglia di comunione e di missione”, ecc..<br />E’ stata poi la volta dell’analisi della formazione dei seminaristi che è partita dalle relazioni del superiore del Collegio Alberoni, padre Di Carlo, e di don Bavagnoli, rettore del seminario vescovile di via Scalabrini e responsabile del Preseminario, ora nella sede del Seminario (prima era a Palazzo Vescovile ed era guidato da don Giuseppe Basini). In quest’ultima struttura, che educa gli aspiranti al Seminario nella vita comunitaria e li prepara all’importante passaggio, sono ospitati cinque giovani.<br />Ampio il dibattito che ha fatto riferimento a tre sostanziali momenti: l’ammissione, l’accompagnamento nel periodo della formazione e la collaborazione con le parrocchie durante gli anni del seminario. Non è mancata l’individuazione di problemi che richiedono un approfondimento (anche per i continui cambiamenti in atto nella nostra società, cambiamenti che non possono non interferire con il processo formativo) e a tale scopo è stato dato mandato al Vescovo di formare una commissione chiamata a formulare il progetto formativo dei seminaristi. Mons. Ambrosio, nel corso del suo intervento, non ha mancato di ringraziare i Padri Vincenziani per il loro impegno nel Collegio Alberoni.<br />Il Consiglio Presbiterale Diocesano tornerà a riunirsi dopo il periodo estivo, quindi nel nuovo anno pastorale.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-7750262600353025453?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-22295598099176319022009-05-04T12:49:00.001+02:002009-05-04T12:51:01.884+02:00Nomine, don Cordani moderatore unità pastorale 1Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano il data 22 aprile 2009 il M. R. Lusignani don Giuseppe è stato nominato rappresentante diocesano presso la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici.<br /><br />Con Atto proprio dell’ordinario diocesano in data 24 aprile 2009 il M. R. Cordani don Giovanni, parroco di Rivergaro (PC) è stato nominato moderatore della nuova Unità Pastorale 1 del Vicariato Bassa e Media Val Trebbia e Val Luretta, inoltre gli è stato conferito l’incarico di gestione del contributo U2 per le parrocchie del Comune di Rivergaro.<br /><br />Piacenza 24 aprile 2009 dalla Curia Vescovile<br /><br />il Cancelliere Vescovile<br />don Mario Poggi<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-2229559809917631902?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-5973058560300282927.post-15658744399373986822009-04-29T23:45:00.002+02:002009-04-30T00:01:51.683+02:00A Sarajevo, la Gerusalemme d'Europa (2)<a href="http://2.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNr_5oDfI/AAAAAAAABMA/x7nPUSNOLO0/s1600-h/DSC_0890.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330236314764185074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNr_5oDfI/AAAAAAAABMA/x7nPUSNOLO0/s320/DSC_0890.JPG" border="0" /></a><br /><div><a href="http://2.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNrvaJpYI/AAAAAAAABL4/Bhb6NhgE25E/s1600-h/DSC_0904.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330236310337201538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNrvaJpYI/AAAAAAAABL4/Bhb6NhgE25E/s320/DSC_0904.JPG" border="0" /></a><br /><br /><div><a href="http://3.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNsBIAFMI/AAAAAAAABMI/3emD7XWrtWY/s1600-h/DSC_0898.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330236315092915394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_BeSG24g_vak/SfjNsBIAFMI/AAAAAAAABMI/3emD7XWrtWY/s320/DSC_0898.JPG" border="0" /></a><br /><br /><br /><div></div></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5973058560300282927-1565874439937398682?l=sacricorridoi.blogspot.com'/></div>Federico Frighihttp://www.blogger.com/profile/13771384363947999939noreply@blogger.com0