<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><entry xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5546080474386393813.post-8928447072096577312</id><published>2007-11-22T11:12:00.000+01:00</published><updated>2007-11-24T15:00:57.980+01:00</updated><title type='text'>Siamo colpevoli, a volte conniventi: parliamone qui, in questo Blog</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Proposta agli uomini della sinistra. Confrontiamoci, in tanti, a partire dai leader, sulla guerra civile in corso contro le donne.&lt;br /&gt;Per prendercene la responsabilità come genere maschile. E cominciare a disarmare convivenze, conflitti,odi, amori."&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una violenza di massa, una guerra civile consumata fuori dal campo visivo dei media, delle istituzioni. Una violenza di cui non possiamo conoscere la precisione delle sue dimensioni ma di cui non possiamo non conoscere le vittime perché esse abitano con noi, ci rispondono al telefono di un qualsiasi call-center, curano le nostre nonne, sono le nostre nonne e madri. Il 24 novembre il movimento delle donne scenderà in piazza a Roma per sovvertire la coazione a ripetere della quotidianità della violenza contro il proprio genere. Contemporaneamente qualche giorno prima il governo ha impacchettato la tolleranza zero facendo di ogni crimine lo stesso degl’altri. Viene violentata una donna e si parla di migrazioni ed espulsioni. Seviziate bambine nelle aule scolastiche e si discute di bullismo. Processati padre e fratelli della ragazza uccisa a Brescia e l’argomento è solo l’islam. Mai che si abbia il coraggio di dire che tutti sono: uomini e che noi siamo uomini e che tra noi e loro c’è un tratto distintivo comune. Eppure ci sembra che la violenza contro le donne venga scritta, raccontata, fotografata, citata negli interventi pubblici come un terribile eccidio incorporeo. In cui del colpevole non si parla mai. È come stare nel paese di Orano di Camus in cui la peste può cogliere all’improvviso ma non sai chi la cagionata. Forse, la manifestazione di fine novembre, è l’occasione, per assumersi collettivamente la responsabilità della guerra contro le donne come genere maschile tutto. Siamo colpevoli, a volte, conniventi. Qualcuno potrebbe tirarsi fuori, dirci che le colpe di qualcuno non possono essere generalizzate. Vero, ma fermiamoci un attimo a pensare. Come è possibile un fenomeno così di massa di una violenza ad un’unica direzione degli uomini contro donne? Come è possibile un’epidemia di raptus che attesta la violenza di genere nelle prime cause di morte in Europa? La politica fino ad ora ha saputo dare unicamente “soluzioni biografiche a contraddizioni sistemiche” con l’effetto che viene colpito uno e giustificati, diseducati tutti gli altri. Ora noi che stiamo a sinistra dovremmo avere la capacità di avere altre risposte, diverse. Chi si dichiara alternativo a questo mondo, di sinistra, semplicemente “compagno” ha il dovere non soltanto di produrre strumenti legislativi adeguati ma di mettere in campo fin da ora una cultura alternativa dei rapporti fra i generi ed informare di sé vite pubbliche e vite private. Ma qui dobbiamo avere il coraggio di dirci che se è vero che i nostri discorsi tengono conto di questo obiettivo non ne abbiamo mai discusso approfonditamente, sistematicamente. Corriamo il rischio anche noi di affrontare il nesso patriarcato-violenza individualmente. Però il tempo stringe, la guerra continua. La sinistra degli uomini è terribilmente indietro. Per questa ragione facciamo la proposta dell’apertura di un’agorà di discussione virtuale in cui invitiamo nella giornata del 24 novembre ad intervenire tutti gli uomini della sinistra per incominciare a disarmare convivenze, conflitti, amori, odi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I commenti qui sono liberi chiunque può intervenire,dunque fatevi sotto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Licheri &amp; Luca Stanzione (Tratto da "Liberazione" 22/11/07)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5546080474386393813-8928447072096577312?l=stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com/feeds/8928447072096577312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5546080474386393813&amp;postID=8928447072096577312' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5546080474386393813/posts/default/8928447072096577312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5546080474386393813/posts/default/8928447072096577312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com/2007/11/siamo-colpevoli-volte-conniventi.html' title='Siamo colpevoli, a volte conniventi: parliamone qui, in questo Blog'/><author><name>daniele licheri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05123082463033298593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12090210144692170709'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry>