<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><entry xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5546080474386393813.post-6866031374802597665</id><published>2007-12-17T15:09:00.001+01:00</published><updated>2007-12-17T15:09:48.073+01:00</updated><title type='text'>Agire il Conflitto Generazionale da sinistra, nella società, nella Sinistra</title><content type='html'>Si è aperto un conflitto tra generazioni agito, forse per la prima volta, dalla generazione precedente su quella successiva. Questa settimana passa dalle lettere rivolte al IlVenerdì: un padre accusa una figlia, non sua, di “aver avuto troppo”. Qualche settimana fa Panorama usava l’intera copertina per accusare la “Generazione degenerata”, quella dei ventenni, descritti come alcolizzati, dediti a rapporti sessuali frugali e di gruppo, drogati, psicolabili, writers (usato come sinonimo di Pericolosi Devastatori) e se qualcuno vuole aggiungere: prego. All’elenco aggiungerei i vari Porta a Porta sul “caso Garlasco” di turno, in cui i protagonisti siedono rigorosamente nel pubblico. Si rivolge loro qualche domanda, mai che possano esprimere pensieri articolati. L’amnesia del conduttore rispetto alle vicende del figlio non è fatto secondario. Così per una generazione intera si può usare l’aggettivo di: degenerata, e al contempo dire, “chiaramente eccetto mio figlio e i miei nipoti”. Il meccanismo, mi si passi la similitudine forzata, è quella usata per i migranti “tutti delinquenti! tranne il mio portinaio”. Per fugare ambiguità dico da subito che non parlo dell’alveo della politica in cui lo scontro tra generazioni ha il suo portavoce in Enrico Letta. Di certo non manca anche tra chi fa politica, soprattutto a sinistra, ma è riflesso di un vuoto di comunicazione tra generazioni che attraversa la società come delle febbri sottocutanee. &lt;br /&gt;Sicuro è che la mia generazione, al pari della società, è una generazione sciolta, frantumata o come ha detto Niki Vendola con una “frattura multipla”. Vive di una comunicazione veloce sullo schermo di un cellulare o tra i battiti di una chat. Viviamo l’incorporeità delle relazioni vissute per buona parte attraverso i mezzi di comunicazione. Perdiamo la percezione delle conseguenze del nostro corpo in contatto con quello degl’altri ed intanto filmiamo tutto con la webcam. Forse è la necessità di poterci riconoscere, ritrovarci. Fermare, filmare, immortalare pezzi di noi stessi nel tempo. Questo vale non soltanto per le efferatezze di cui i giornali parlano ma anche per le migliaia di filmati, che sono la stragrande maggioranza, rintracciabili su YouTube. Abbiamo bisogno di raccontarci per non perderci, per questa ragione viviamo flussi di coscienza sui blog. È la generazione in bilico permanente segnata da una Precarietà che diventa il “vivere alla giornata”. In cui si perde la percezione della continuazione del tempo. Precarietà intesa non soltanto come quella del lavoro ma che diventa sinonimo di frettolosità, tempestività. Abbiamo identità precarie in continua definizione. Siamo la generazione in cui l’identità di ognuno perde punti di riferimento dati una volta per tutte. È una ricerca dell’identità che non ha mai fine.  &lt;br /&gt;Noi che oggi stiamo in quella sinistra che ambisce alla ricostruzione di una e complessa identità collettiva. In quella sinistra che oggi si unisce dovremmo avere l’ambizione di ricostruire le sinapsi nella frantumazione della società altrimenti l’unità è confinata solo tra chi fa politica nei partiti, ad oggi, solo una minoranza. Ho vissuto sia gli “Stati Generali” di Milano sia l’Assemblea della sinistra sentendomi testimone, insieme a pochi altri, di una generazione politica che qualche tempo fa animava il movimento pacifista e contro la globalizzazione e che oggi sta sui territori a riappropriarsi di pezzi della propria esistenza. Credo, che dovremmo tornare ad agire noi, da sinistra, il conflitto generazionale. Pena: lasciarlo alla destra. Basta dare un’occhiata ai siti web dei movimenti studenteschi neofascisti in cui lo scontro con la generazione precedente viene piegato a scontro con la generazione del Sessantotto-Settantasette, ovvero: nuova generazione contro generazione dei “professori comunisti”. Penso al conflitto generazionale inteso come: riconoscimento di una differenza portatrice di uno sguardo sul mondo, una lettura delle cose che accadono differente solamente perché è quella di chi oggi vive nel presente la sua storia. Conflitto generazionale come “agire la differenza”, insieme ad altre differenze, per scongiurare la Sinistra come soggetto neutro senza sessualità e senza età.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Stanzione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5546080474386393813-6866031374802597665?l=stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com/feeds/6866031374802597665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5546080474386393813&amp;postID=6866031374802597665' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5546080474386393813/posts/default/6866031374802597665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5546080474386393813/posts/default/6866031374802597665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stoptheviolenceagainsthewomen.blogspot.com/2007/12/agire-il-conflitto-generazionale-da.html' title='Agire il Conflitto Generazionale da sinistra, nella società, nella Sinistra'/><author><name>daniele licheri</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05123082463033298593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12090210144692170709'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry>