tag:blogger.com,1999:blog-55174402049640344492008-07-26T01:45:06.054+02:00Due ruote nel webMelushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comBlogger101125tag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-4886884726741297532008-07-26T01:38:00.003+02:002008-07-26T01:45:06.068+02:00<div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SIpkL6h_SqI/AAAAAAAAAEU/cWaZjbGFS04/s1600-h/CBF600N.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SIpkL6h_SqI/AAAAAAAAAEU/cWaZjbGFS04/s400/CBF600N.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227100473370036898" border="0" /></a><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Ino</span> e la sua Honda CB 600 F<br /><br /></div>Willyhttp://www.blogger.com/profile/00507569051790621078noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-12662593321672690472008-07-24T00:29:00.002+02:002008-07-24T00:33:21.403+02:00Facciamoci due risate con... Minchia, signor harleysta!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SIexM9Zoi8I/AAAAAAAAAjg/tS54RGDy8gY/s1600-h/Harleysta.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SIexM9Zoi8I/AAAAAAAAAjg/tS54RGDy8gY/s320/Harleysta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226340728785374146" border="0" /></a>Una moto che non frena, che non curva, che non corre. Minchia, signor harleysta, che cancello ti sei comprato. Ti hanno venduto il ferro per oro colato. Due cilindri da 1800 con una manciata di cavalli vapore, donano tanta coppia ma anche tanto torpore. I calci in culo appartengono ad un’era antica, quando queste moto si contavano sulle punte delle dita. Quant’ acqua è passata sotto i ponti e quante innovazioni ci son state ma queste moto restano sempre le stesse, come quando furono inventate. Hanno aggiunto qualche tampone di gomma e qualche equilibratore, ma la resa è sempre quella, la stessa di un trattore. Adesso ci sono eserciti di harleysti, rozzi, incazzati e mal visti. Caschi neri, borchie cromate, pantaloni di pelle, tutto griffato, persino le bretelle. Vorrebbero far credere che son dei duri e camminano sempre in gruppo per sentirsi più sicuri. L’oscurità è il loro momento più appropriato quando con le supertrap svegliano un intero abitato. Il fresco della notte gli è molto congeniale, perché senza di quello son difficili da raffreddare. Con tutto quel cromo che gli hanno buttato addosso i poveri harleysti lavoreranno a più non posso. Passeranno un quarto della loro esistenza a usar olio di gomito con estrema indulgenza. Ma a cosa serve tanto splendore su una motocicletta se poi non cammina e si comporta come una carretta? Che forse quei lustrini sono lì montati per attirare le allodole ed i motociclisti un po’ avventati? Minchia, signor Harleysta lo so, te ne sei fatto una ragione, ti senti un americano come nel film di Albertone. Ma a queste moto l’Italia viene stretta, e far le curve per loro rappresenta una disdetta. Andare su strade larghe sembra una loro inclinazione e se son sempre dritte ti risparmi qualche ruzzolone. Ma si, in fondo in fondo sei un motociclista particolare a cui poco interessa correre, e per nulla piegare. Il sound della tua moto ti ripaga di tutte le torture, dai quintali che devi sostenere e dalle immense calure. I pantaloni di pelle che tu indossi non sono certo un’opzione, ti fanno tanto figo ma ti proteggono da una sicura ustione. Michia signor harleysta, lo so che sei innamorato di questo sound che tiene sveglio un intero abitato. Adesso non contento di tutto questo sei andato persino in Vaticano a far sentire al Papa un po’ del tuo baccano. (vedi articolo dal titolo “ed il Papa si svegliò”) Era notte fonda e tu l’hai svegliato, dalla sua finestra si è accesa una luce ma non si è affacciato, è rimasto a letto a meditare su questa umanità che è proprio da… gettare. Qualcun altro quella sera si è svegliato, non era il Papa ma solo un semplice impiegato, si è accesa la luce ma non è rimasto a letto a meditare, si è semplicemente affacciato mandandovi tutti a ca@@re.<br />Si scherza!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-41046153327357343602008-07-23T17:03:00.005+02:002008-07-23T17:15:34.942+02:00<div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SIdIWMpYGAI/AAAAAAAAAEM/aobYTJq3hEE/s1600-h/dario+bruno.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SIdIWMpYGAI/AAAAAAAAAEM/aobYTJq3hEE/s400/dario+bruno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226225438775842818" border="0" /></a><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Dario</span> e la sua Yamaha R1 con carene VTR racing prima di una pistata.<br /><br /></div>Willyhttp://www.blogger.com/profile/00507569051790621078noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-47701979672074998662008-07-21T02:00:00.004+02:002008-07-21T02:23:01.491+02:00REPOST: Manico, smanettone, fermone. Le tre identità del motociclista.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SIPUoWCN1NI/AAAAAAAAAjY/_nARfRDFXe0/s1600-h/ducati+hypermotard.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SIPUoWCN1NI/AAAAAAAAAjY/_nARfRDFXe0/s320/ducati+hypermotard.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225253782254638290" border="0" /></a><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Il manico</span> è un animale da asfalto; gode di una particolare sensibilità che gli consente di sfruttare fino all’estremo limite le prestazioni e la meccanica del suo mezzo. Il suo campo di battaglia è il misto, meglio se stretto, dove riesce ad esprimere la sua naturale vocazione. Il suo divertimento maggiore è dare la paga a motociclisti con mezzi più performanti e blasonati. Corre dove c’è da correre e rispetta quando può i limiti di velocità. Uno dei suoi maggiori pregi è quello di conoscere a menadito il territorio dove generalmente agisce. Sa esattamente dove frenare, dove aprire, dove trovare il giusto punto di corda, quanto inclinare, quanto osare. Nonostante agli occhi di un inesperto possa sembrare uno spericolato, lui ha sempre la situazione sotto controllo e non effettua mai manovre che possono mettere a rischio l’incolumità altrui. Ama la moto più di qualunque altro motociclista e la considera come parte integrante del suo corpo. Non è portato agli imbellettamenti, ma tiene molto alla sostanza e quindi all’efficienza delle parti meccaniche, pretendendo il meglio dalle sospensioni, dai freni e dalle gomme. Non nutre molta simpatia per le forze dell’ordine e per gli autovelox ma riesce a conviverci senza subire grossi danni.<br /><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"><br /></span></span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Lo smanettone</span> non ama il mezzo di per se, conosce poco la sua meccanica e molto volentieri ne affida la manutenzione alle cure di un meccanico. Le sue moto sono sempre tirate a lucido, potenti, ben assettate e…..rumorose. Non brilla particolarmente per bravura ed ecletticità. Il suo campo di battaglia è qualunque luogo dove si possa spalancare la manetta del gas e scatenare tutta la cavalleria, ma non fa mai le cose per bene. Uno dei luoghi dove preferisce sfoderare le sue velleità corsaiole è il centro urbano e le strade di periferia. Ama inanellare duelli con altri motociclisti, specie se di calibro inferiore, ma quando incontra un manico….. In autostrada non disdegna le puntate al massimo dei giri, ma nei curvoni veloci mostra la corda. Quando l’adrenalina entra in circolo ai livelli massimi è capace di qualunque azione, anche superare un rivale invadendo la corsia opposta in una curva cieca. Per questo alcune volte assaggia il morso dell’asfalto e altre volte……E’ un grande cultore dell’after market con parti speciali in lega leggera, silenziatori aperti, centraline modificate, e gomme a non finire. Non considera la moto come parte integrante del suo corpo ma semplicemente un oggetto su cui farsi notare, sia visivamente che acusticamente. Generalmente non ama i lunghi tragitti come non gradisce avere un passeggero dietro la sua sella. Odia le forze dell’ordine e i limiti di velocità. Gli autovelox sono il suo peggior nemico, mentre non disdegna di adottare sistemi che possano rendere difficoltosa l’identificazione della sua targa.<br /><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;"><br /></span></span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Il fermone</span> non ama ne correre, ne gareggiare. Lui apprezza la moto principalmente come mezzo che gli consente di muoversi liberamente a contatto con la natura. Predilige moto con elevate dosi di coppia motrice che richiedono un moderato uso del cambio. Conosce bene la meccanica della sua moto ma non osa metterci le mani. Cura scrupolosamente la normale manutenzione e molto spesso si diletta nella pulizia e alla lucidatura del suo mezzo. Predilige l’autostrada e il misto veloce ma non si diletta a far strisciare le pedane sull’asfalto. Tiene sotto controllo il contachilometri ma ignora completamente il contagiri. La velocità non lo esalta particolarmente e se deve correre lo fa solo in determinati frangenti. Il tragitto che deve percorrere viene da lui considerato come parte del divertimento e lo centellina chilometro dopo chilometro. Ama le moto che consentono una postura corretta e non disdegna i lunghi percorsi. Le sue moto sono spesso dotate di borse e di sella abbastanza accogliente, anche per il passeggero, con cui ama condividere i piaceri di questa pratica. Quando esce in gruppo lo fa solo ed esclusivamente con motociclisti selezionati che la pensano come lui. Adotta una guida particolarmente responsabile quando ha un passeggero alle spalle. Non è portato ad effettuare modifiche nel suo mezzo, tranne che per migliorarne il confort e la capacità di carico. Tollera le forze dell’ordine poiché non ha nulla da temere, ma alla loro vista prova sempre un pizzico di timore, poiché quando loro vogliono...Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-73888965292012623862008-07-17T11:46:00.002+02:002008-07-17T12:00:30.421+02:00Si scherza un pò... Minchia, signor poliziotto!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SH8YMNdC83I/AAAAAAAAAjQ/O5VekPYJZWE/s1600-h/posto+di+blocco.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SH8YMNdC83I/AAAAAAAAAjQ/O5VekPYJZWE/s320/posto+di+blocco.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223920690822050674" border="0" /></a>Dopo la mia recente separazione, la batosta degli alimenti, le spese di convocazione, mi faccio un giro in moto per scaricare un po di bile e lei che fa, mi punta il suo fucile? Minchia signor poliziotto, in una stradina che manco ci passa un cane e che sono più le buche che il catrame, lei mi contesta 600 eurini che tolgo dalla bocca dei miei bambini. Anche 10 punti dalla patente mi ha levato, proprio oggi che mi sentivo risollevato. Minchia signor poliziotto, con quel laser mi ha fregato! Ma non potrebbe chiudere un’occhio, anzi il suo obiettivo, e dire al suo collega che non sono recidivo, che proprio quel giorno ero un po’ disorientato e che un po’ d’aria in viso mi avrebbe ritemprato. Dopotutto m’ha puntato a duecentoventi su una moto che nemmeno li senti, e per di più ero soprapensiero, preso dalla rabbia e dal desiderio. Minchia signor poliziotto, quando l’ho visto ho subito frenato perché forse andavo un tantino più sparato, mi pare che lago fosse sui trecento, ma glielo giuro che l’ho tenuti solo per un lampo. Il limite è 50, io lo capisco, e 170 in più sono un abbisso, ma caro agente cerchi di capire, non sono moto fatte per soffrire! 100 all’ora io li faccio in una tirata, con la prima marcia sempre ingranata, e se scendo a 50 e infilo la seconda il motore pare che si spenga. Minchia signor poliziotto, mi lasci andare, 600 euri sono tanti e ciò le rate da pagare. Faccia finta che quel raggio ha colpito qualcosa di passaggio, un oggetto non identificato che filava come un dannato. Lei dice che non si può fare? E che anche il mezzo mi verrà sequestrato? Michia signor poliziotto come mi ha incu#@to.<br />Si scherza!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-55455372786527047302008-07-14T11:47:00.002+02:002008-07-14T11:56:02.637+02:00Per ridere un pò... Minchia, signorina "zainetto"!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SHsfx9O11DI/AAAAAAAAAjI/erpz5cThBls/s1600-h/risata.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SHsfx9O11DI/AAAAAAAAAjI/erpz5cThBls/s200/risata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222803135977083954" border="0" /></a>In questa domenica di maggio, che una volta era di primavera, mi sembra già ferragosto tanto il caldo e la gente che c’era. Tutti in coda a 50 all’ora, fra auto, furgoni e camper della malora. E mentre fradicio di sudore maledivo la mia giacca di cordura le mie labbra si screpolavano per il caldo e per l’arsura. Avevo sbagliato tutto quel giorno, pensando al fresco del ritorno. E mentre maledivo l’attimo in cui intrapresi quella missione, una moto tutta verde si affiancò al mio borsone. Nulla da ridire per quel colore troppo sgargiante, ma una cosa mi lasciò di stucco veramente. Una ragazzetta seduta sopra un trespolino, spalmata sulle schiena di quel povero tapino, e la cosa che attirò la mia attenzione fu vedere il suo sedere senza veli né immaginazione. Minchia, signorina zainetto, io sono qui che sudo sotto questo scafandro e lei mi mostra il culo, ma stiamo scherzando? Che lei non senta freddo è questione di gioventù, ma quel culo io lo vedo! Si tiri i pantaloni più su. Capisco che queste cose si vedono anche al mare, ma qui siamo in autostrada e non dovrebbe capitare. Adesso che la moto è dinnanzi a me l’immagine si fa più interessante, e mi accorgo di un altro particolare veramente inquietante. La ragazza è tutta rannicchiata che sembra stia per essere “montata” e sotto il suo sedere, quasi a contatto dei pantaloni, spunta un coso nero……. è lo scarico Termignoni. Minchia, signorina zainetto, ma quel coso sotto le chiappe non le fa nessun effetto? Adesso la strada si fa libera e la colonna comincia a camminare ed anche le nostre moto riprendono a tirare. Lo zainetto si sistema meglio in quella posizione strana, dallo scarico esce un tuono e la moto si allontana. Il suo cavaliere ha aperto la manetta e adesso di adrenalina faranno incetta. Ma prima di schizzare via lei mi lancia un sorrisino. Sembra volesse dire: ti è piaciuto il mio spettacolino?<br />Si scherza!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-63207705449003563582008-07-09T10:29:00.004+02:002008-07-09T10:34:17.225+02:00Guardrail assassino!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SHR3W6TZffI/AAAAAAAAAjA/rRRAjMa5PfU/s1600-h/Guard+rail+spade.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SHR3W6TZffI/AAAAAAAAAjA/rRRAjMa5PfU/s400/Guard+rail+spade.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220929103520693746" border="0" /></a>Sembra che oggi finalmente ci sia una forte sensibilizzazione nei confronti della pericolosità che gli<span style=""> </span>attuali<span style=""> </span>guardrail rappresentano per tutti coloro che viaggiano su due ruote. Un motociclista che ha la disgrazia di andare ad impattare contro una di queste barriere metalliche non ha scampo, in special modo se vi giunge dopo una scivolata. Chi moltissimi anni addietro ha progettato questi guardrail lo ha fatto al solo scopo di salvaguardare l’incolumità di coloro che circolano su quattro ruote e non certo pensando al motociclista, anche in considerazione del fatto che allora le moto erano ancora considerate un mezzo utilitario ed ancora un po lontane dall’essere utilizzate come mezzi per il turismo o atte ad affrontare lunghe percorrenze, così come avviene oggi. Noi motociclisti non pretendiamo che i guardrail vengano costruiti di<span style=""> </span>morbida<span style=""> </span>gomma piuma e nemmeno rivestiti di peluche, ma auspichiamo che nella sua futura riprogettazione si tengano presenti i problemi di chi va su due ruote. Sappiamo tutti benissimo che il pericolo più grande per noi motociclisti è rappresentato dai quei montati scoperti che sostengono le barriere del guardrail. Ebbene, in caso di scivolata il centauro che ci va ad impattare finisce per lasciarci la pelle o<span style=""> </span>ne esce in condizioni pietose. La soluzione è semplice: basta proteggere quei micidiali montanti con una ulteriore barriera che non consenta<span style=""> </span>ad un corpo in scivolata di andarvi ad impattare.<br />Nel mio piccolo, anzi piccolissimo, vorrei dare un contributo alla nostra causa pubblicando un disegno da me realizzato, il quale forse in maniera un po tragica illustra senza alcun commento<span style=""> </span>ciò che rappresentano<span style=""> </span>per noi, gli attuali guardrail!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-61084850844693086582008-07-05T15:51:00.004+02:002008-07-05T18:50:40.340+02:00Non solo due ruote... Il pericolo amianto è cessato?<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SG99BDJIAZI/AAAAAAAAAi0/MuxhwzFLfcM/s1600-h/Amianto.JPG"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SG99BDJIAZI/AAAAAAAAAi0/MuxhwzFLfcM/s200/Amianto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219527950122615186" border="0" /></a><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">(clicca sulle foto per ingrandirle)</span><br />Già negli anni '80 cominciarono a palesarsi dei gravi sospetti derivanti dall’uso dell’amianto. Chi era addetto alle lavorazioni di questo materiale accusava spesso gravi malesseri a livello polmonare. Solo nel 1992 fu emanata una legge, la 297/92, la quale sanciva la cessazione immediata di ogni lavorazione dell’asbesto e inoltre dava istruzioni alle regioni per il suo smaltimento, sensibilizzando anche la popolazione sulla pericolosità di questo materiale. Nel meno che non si dica scoppiò la psicosi dell’amianto e ognuno di noi divenne un “untore” poichè chi fuori, chi dentro, aveva nelle proprie case o nelle proprie ville un manufatto composto da amianto. Cominciarono a proliferare ditte specializzate nello smaltimento del micidiale prodotto, dove pagando cifre esorbitanti, proporzionate al peso stesso del prodotto da smaltire, ci si poteva liberare dello scomodo ingombro ed anche dal rimorso di esser forse stati, a nostra insaputa, propagatori di tumori e di asbestosi.<br />Ricordo che bastava vedere anche un solo frammento del nefasto materiale, abbandonato vicino ad un cassonetto o lungo un marciapiede, che tutti si andava in fibrillazione. Bastava telefonare ai numeri di pronto intervento e nel giro di poco tempo quel materiale veniva circoscritto e subito dopo prelevato. L’amianto era diventato uno dei pericoli più grandi dell’umanità, responsabile della maggior parte dei tumori e delle malattie polmonari che affliggevano l’uomo.<br /><a href="http://bp0.blogger.com/_VNQqhHHangw/R_psSHz0H_I/AAAAAAAAAR0/TZJfvbJ2XRA/s1600-h/Amianto_f.jpg_3.JPG"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_VNQqhHHangw/R_psSHz0H_I/AAAAAAAAAR0/TZJfvbJ2XRA/s200/Amianto_f.jpg_3.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186576979460366322" border="0" /></a>L’asbesto si trovava ovunque: nei sottotetti, sotto i pavimenti, nelle coperture ondulate dei capannoni, nei pannelli di coibentazione, nei cassoni dell’acqua, nelle cisterne. Fiumi di denaro sono stati spesi per la sua eliminazione ma ancor oggi sollevando lo sguardo sui tetti dei palazzi e nei balconi interni delle cucine si possono ancora notare un’infinità di recipienti di riserva dell’acqua fatti ancora con questo materiale, molti dei quali ormai inefficienti. Si dice che finchè non si polverizza e si inala, questo materiale non è per nulla dannoso. E quindi questi cassoni giacciono tranquillamente sui tetti, tanto finchè rimangono sani… Se poi qualcuno volesse procedere alla loro sostituzione con altri i materiale plastico, allora se la dovrà vedere con queste ditte addette allo smaltimento, che chiederanno cifre da capogiro.<br />La soluzione migliore allora diventa quella di dare una bella mancia a chi installa il nuovo recipiente e quest’ultimo provvederà al suo smaltimento ricorrendo ai metodi tradizionali, ovvero la frantumazione sul luogo e l’abbandono in qualche discarica abusiva o in mezzo ad un cumulo di immondizie. Come io stesso ho potuto vedere con i miei occhi, questi cumuli di manufatti di amianto sono anche visti da altri poiché non sono affatto nascosti. E allora mi chiedo: se è vero che l’amianto è così pericoloso (ed io ne sono convinto) perché lasciarlo così esposto nelle discariche abusive, o in mezzo ai luoghi di raccolta dell’immondizia? Se vi è stato qualche incosciente che lo ha gettato in un luogo qualunque, non si deve pensare che quel manufatto altamente pericoloso sia ormai diventato figlio di nessuno e quindi possa essere abbandonato per finire un giorno chissà dove, senza un trattamento speciale di smaltimento!<br /><a href="http://bp2.blogger.com/_VNQqhHHangw/R_pr2nz0H-I/AAAAAAAAARs/oC8PalidpfQ/s1600-h/amianto_f._2.JPG"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_VNQqhHHangw/R_pr2nz0H-I/AAAAAAAAARs/oC8PalidpfQ/s200/amianto_f._2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186576507013963746" border="0" /></a>Come dicevo prima, le ditte specializzate nel trattamento dell’asbesto si fanno pagare care, ma occorre pur trovare un sistema per consentire sia al privato che hai comuni di poter dare “la dovuta sepoltura” a questi materiali senza dover accendere un mutuo per il suo smaltimento. Se anni addietro l’amianto era stato ritenuto altamente cancerogeno penso che non sia cambiato nulla e come lo è stato ieri lo sarà anche oggi. Ed allora perché ormai rimaniamo indifferenti quando ne vediamo un bel cumulo abbandonato proprio accanto al nostro cassonetto dell’immondizia?Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-21286330942923793442008-06-30T12:30:00.009+02:002008-06-30T14:37:40.917+02:00Addio alle zone a traffico limitato (ZTL) di Palermo: ecco dove rivolgersi per il rimborso.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SGi9xWD1pHI/AAAAAAAAAEE/IvBuath8oEs/s1600-h/ztl+cammarata.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SGi9xWD1pHI/AAAAAAAAAEE/IvBuath8oEs/s200/ztl+cammarata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217628823741637746" border="0" /></a>Come ben saprete, in questi giorni il TAR di Palermo ha accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato (<span style="font-weight: bold;">ZTL</span>), annullando così il provvedimento del Comune di Palermo dello scorso 6 maggio che prevedeva due zone (<span style="font-weight: bold;">A e B</span>) dove l'ingresso nelle aree era riservato soltano agli automobilisti muniti di pass. Il provvedimento è stato considerato illeggittimo perchè è stato emesso in assenza di un piano urbano traffico (<span style="font-weight: bold;">PUT</span>) chè è obbligatorio per i comuni con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti. Viene logico da pensare che adesso che le suddete zone sono state dichiarate illeggittime, i circa 290 mila possessori dei pass, chiederanno un <span style="font-weight: bold;">rimborso</span> al Comune di Palermo che ammonta a circa 5 milioni di euro.<br />Alcune associazioni dei consumatori si sono messe a disposizione per raccogliere le richieste di rimborso; di seguito vi segnalo dove inoltrare le vostre <span style="font-weight: bold;">domande di risarcimento</span>:<br /><br /><span class="subHeader"><span class="Stile8"><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);">ADICONSUM</span></span></span><br />Via Notabartolo, 5<br />90141 - Palermo <span style="color: rgb(153, 51, 0);"><br />telefono</span> 091/307761<span style="color: rgb(153, 51, 0);"><br />fax</span> 091/301979<span class="Stile5"><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><br />email </span><a href="mailto:adiconsumsicilia@tiscali.it">adiconsumsicilia@tiscali.it</a><br /></span><p><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);" class="subHeader Stile6">FEDERCONSUMATORI</span><br /> <span class="Stile5"> Via Roma,72<br /> 90133 Palermo<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">telefono </span>091/6173434<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">fax </span>091/6162937<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">email </span><a class="rubrique" href="mailto:federconsumatori_pa@libero.it">federconsumatori_pa@libero.it</a></span></p> <p><span style="color: rgb(0, 153, 0); font-weight: bold;" class="subHeader Stile6 Stile9">UNIONE NAZIONALE<br /> CONSUMATORI </span><br /><span class="Stile5">Comitato Provinciale<br />di Palermo<br />Piazza P.pe Camporeale, 27<br />90138 Palermo<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">telefono</span> 091/6832032<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">cellulare </span>333/4290185<br /><span style="color: rgb(153, 51, 0);">email </span><a href="mailto:concetta.spampinato@alice.it">concetta.spampinato@alice.it</a></span></p> E' possibile anche compilare dei moduli per la richiesta del risarcimento presso il sito <span style="font-weight: bold;">ZTLCONSUMATORI.COM</span> al seguente indirizzo web: <span style="color: rgb(0, 0, 0);">http://www.ztlconsumatori.com/moduloScelta.htm<br /><br /></span>Willyhttp://www.blogger.com/profile/00507569051790621078noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-34877054208754033802008-06-27T00:40:00.008+02:002008-06-30T02:50:11.821+02:00La mia 883!<div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SGgtn5lKS2I/AAAAAAAAAhc/XTZemKIx8BI/s1600-h/la+mia+883R.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SGgtn5lKS2I/AAAAAAAAAhc/XTZemKIx8BI/s320/la+mia+883R.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217470331803552610" border="0" /></a>Così bassa che ti puoi sdraiare sul manto stradale<br /></div><div style="text-align: center;">e quel motore che batte con forza ancestrale.<br /><span style="font-style: italic;"></span>Dinnanzi a te solo un piccolo strumento rotondo<br /><i><span style="color:black;">che manco guardi se attorno gira il mondo. </span></i><i style=""><span style=""><o:p></o:p></span></i> </div><p style="text-align: center;" class="MsoNormal"><i><span style="">Ha qualcosa di magico questa 883, con la sua coppia imponente <span style=""><br /></span>che ti spinge da dietro come la mano buona di un gigante.<span style=""><br /></span>Poca fretta con lei e nessuna velleità corsaiola<o:p></o:p></span><br /><span style="color:black;">dev’essere trattata con calma ed estrema cura.<br /><br />Lungi da lei i frettolosi, i manici e gli smanettoni<br />gli amanti del contagiri gli stanno sui coglioni.<br />E se le curve non le fai con il ginocchio per terra<br />a lei poco importa, non deve scendere in guerra.<br /><br />Ci si diverte con 50 cavalli trotterellando a velocità da passeggio<br />e te ne fotti di chi ti supera a 200 mostrando il suo coraggio.<br />Dietro la visiera del casco rigorosamente aperto<br />compare un sorriso nei confronti di quell’esperto.<br /><br />Lui non ha capito niente del valore della vita<br />e se la gioca alla roulette russa ad ogni sua uscita.<br />La velocità è l’appagamento di ogni sua ambizione<br />ma dalla mia 883 lo vedo come un gran coglione.<br /><br />Il suo motore a quattro, urla come un dannato<br />e lui tutto ingobbito sul manubrio si sente realizzato.<br />Il suo strumento segna appena 10 mila rotazioni<br />ce ne sarebbero ancora 5000 per giungere alle massime prestazioni.<br /><br />Lui giungerà prima di me qualunque sia il suo itinerario<br />e si congratulerà con se per il suo perfetto orario.<br />E racconterà ai suoi amici, ogni due e tre<br />di come superò a 200 all’ora un pirla sull’883.</span></i><i style=""><span style=""><o:p></o:p></span></i></p> <i><span style=""></span></i>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-64777080605514996052008-06-25T09:24:00.003+02:002008-06-27T09:35:34.137+02:00Vittoria! Annullate le ZTL!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SGH0HNU0rKI/AAAAAAAAAD8/n_7648q3VSA/s1600-h/stop+ztl.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SGH0HNU0rKI/AAAAAAAAAD8/n_7648q3VSA/s320/stop+ztl.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215718248145005730" border="0" /></a><div class="quote"><a style="font-weight: bold;" href="http://www.bispensiero.it/" target="_blank">(Fonte: Bispensiero)</a><br /></div><strong><em>Annullate le ZTL a Palermo. Il Tar ha accolto il ricorso!</em></strong> <p align="justify"> Accogliendo le istanze dei cittadini e dell'associazione Bispensiero che ha promosso il ricorso collettivo, il Tar Sicilia ha annullato l'ordinanza del Sindaco che istituiva le ILLEGITTIME ZTL! "Qui non si tratta della sola sospensiva, da tutti attesa. Il TAR ha annullato definitivamente le ZTL decidendo nel merito prima di ogni più rosea aspettativa. Evidentemente si trattava, come avevamo detto, di un provvedimento assolutamente illegittimo, talmente illegittimo e infondato che il TAR non ha esitato a prendere una decisione così forte e così immediata.<br />Adesso Bispensiero lancia una nuova campagna di ricorsi al Giudice di Pace, per il rimborso dei pass e per il risarcimento del danno subito. Ci rivolgiamo in particolare a tutti i commercianti, che abbiamo sostenuto in tutti questi giorni, per il grave danno economico subito, con un calo delle vendite che è giunto fino al 60%.<br />A breve vi forniremo tutte le informazioni necessarie per partecipare alla nostra campagna di ricorsi per il risarcimento del danno e per i rimborsi. </p> <p align="justify"> Stasera Bispensiero invita tutti i cittadini (anche i non residenti) a Piazza Pretoria, per festeggiare la bella notizia, proprio d'avanti il Palazzo delle Aquile, quel palazzo dal quale, tranne qualche rara eccezione, siamo stati completamente abbandonati in maniera "bipartisan". </p> <p align="justify"> Questa, infatti è una vittoria dei cittadini contro la politica dei palazzi, di quei cittadini che eroicamente hanno creduto in una battaglia che molti ritenevano persa in partenza. Abbiamo vinto perchè abbiamo smesso di delegare qualcuno a rappresentare i nostri interessi, abbiamo presentato ricorso e, grazie a Dio, abbiamo fatto tutto da soli! Un grazie speciale, però, lo dobbiamo a Nadia Spallitta per il preziosissimo supporto che sia come consigliera che come avvocato ci ha offerto in questa battaglia. </p>Willyhttp://www.blogger.com/profile/00507569051790621078noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-6927479944061902422008-06-18T11:17:00.003+02:002008-06-18T11:31:27.566+02:00Non denigriamo gli scooter!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SFjVUOnAFXI/AAAAAAAAAgc/H4k8hkyF7vE/s1600-h/gilera+gp+800+2.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SFjVUOnAFXI/AAAAAAAAAgc/H4k8hkyF7vE/s320/gilera+gp+800+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213151112177128818" border="0" /></a><span style="">Anche chiamandoli sputer o plasticoni, loro rappresenteranno il futuro del motociclismo! Ormai la strada è segnata: scooter che somigliano sempre più alle moto, moto che somigliano sempre più agli scooter.<span style=""> </span>Il comune denominatore <span style=""> </span>è quello di giungere ad un mezzo che consenta di poter disporre di un ampio spazio di stivaggio necessario all’inserimento di nuovi sistemi di propulsione che non siano naturalmente nè benzina né gasolio. Metano, idrogeno, elettricità, sistemi ibridi, sono tutte soluzioni che vedono la necessità di avere ampi spazi ove riporre e dove immagazzinar dette fonti di energia, e gli scooter di spazio ne hanno a sufficienza.<span style=""> </span>Il <span style="font-weight: bold;">Gilera GP800</span> è già l’esempio di come potrebbe essere la moto del futuro;<span style=""> </span>l’<span style="font-weight: bold;">Aprilia Mana</span><span style=""> </span>è il primo passo della trasformazione da moto a motoscooter. <span style=""> </span><o:p></o:p>Non vi saranno più scooteristi o motociclisti in senso stretto ma solo moto-scooteristi… e la plastica regnerà da sovrana!<o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-75858321976368061672008-06-13T03:10:00.007+02:002008-06-13T11:05:58.527+02:00Amarcord.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SFHOWn3bkkI/AAAAAAAAAgM/XL__Fwt_uPw/s1600-h/gara+lambretta.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211173131898294850" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SFHOWn3bkkI/AAAAAAAAAgM/XL__Fwt_uPw/s320/gara+lambretta.jpg" border="0" /></a>Agli inizi degli anni '60 ciò che poteva rappresentare la maggiore aspirazione dei motociclisti smanettoni<span style="font-size:78%;"> </span>erano gli scooter elaborati, i<span style="font-size:78%;"> <span style=""> </span></span>cosiddetti pignatoni, ovvero quelle Lambrette o Vespe <span style="font-size:78%;"><span style=""> </span></span>con cilindrate da 200 cc e qualcosa oltre. Erano chiamate pignatoni poiché i loro pistoni, rispetto a quelli originali erano così grossi che assomigliavano a delle pentole. Questi scooter elaborati, che andavano come schegge, con velocità finali di tutto rispetto avevano un grosso handicap: freni,<span style="font-size:78%;"> </span>telaio e sospensioni erano progettati per una velocità massima che poteva superare di poco i 100 Km/h.<span style="font-size:78%;"> </span>Chi procedeva ad un’elaborazione del motore, dai costi non indifferenti,<span style="font-size:78%;"> </span>il più delle volte si ritrovava con la borsa vuota proprio quando veniva il momento di rivedere la parte ciclistica. Accadeva così<span style="font-size:78%;"> </span>che ci si ritrovava con un mezzo dal motore veramente performante<span style="font-size:78%;"> </span>ma potenzialmente pericoloso. Purtroppo più di uno ci lasciò la pelle o finì col farsi veramente male poiché le sfide fra lambrettisti e vespisti o fra stessi lambrettisti e vespisti erano all’ordine del giorno e la posta in gioco a volte prevedeva la cessione del libretto di circolazione. Questo periodo rocambolesco, fatto di scommesse, sfide e<span style="font-size:78%;"> </span>provocazioni, con tanto di conclamati cavalieri pronti a rischiare la pelle e padrini che andavano<span style="font-size:78%;"> </span>a proporre la sfida durò per un bel po’ di anni. Queste sfide che si verificavano generalmente in luoghi poco frequentati, vedevano due tipi di prove:<span style="font-size:78%;"> </span>quella su tratto rettilineo dove i cultori dell’accelerazione e della velocità finale si potevano cimentare; l’altra su percorsi tortuosi ed in salita, dove altrettanti cultori della piega potevano dimostrare la loro determinazione.<span style="font-size:78%;"> </span>Uno dei luoghi preferiti e più gettonati per le gare in salita era <st1:personname st="on" productid="la Monte Pellegrino"><st1:personname st="on" productid="la Monte">la Monte</st1:personname> Pellegrino<span style="font-size:78%;"></span></st1:personname> (Palermo – Sicilia), un percorso fatto di brevi rettifili e tornantini a 180 gradi<span style="font-size:78%;"> </span>che portano<span style="font-size:78%;"> </span>sulla vetta dell’omonimo monte, a circa <st1:metricconverter st="on" productid="600 metri">600 metri</st1:metricconverter> di altitudine.<span style="font-size:78%;"> </span>L’arrivo comunque non era proprio sulla sua cima, ma a meno di metà strada,<span style="font-size:78%;"> </span>(circa <st1:metricconverter st="on" productid="5 chilometri">5 chilometri</st1:metricconverter>) in uno spiazzo<span style="font-size:78%;"> </span>dove sorge<span style="font-size:78%;"> </span>la piccola cappella dedicata a Santa Rosalia, patrona dei Palermitani. Le sfide si effettuavano generalmente alle prime luci dell’alba, mentre il percorso veniva<span style="font-size:78%;"> </span>“piantonato”<span style="font-size:78%;"> </span>dai tifosi dei due duellanti i quali avevano la funzione di bloccare e far mettere da parte l’eventuale automobilista che si trovava a transitare da quelle parti. Un sistema di segnalazione a vista faceva si che un attimo dopo la partenza tutto il tragitto fosse allertato. Nella ricerca spasmodica della leggerezza gli scooter dei duellanti erano ridotti all’osso. I cofani laterali erano le prime cose ad andare via. Ma ciò non bastava! Persino gli scudi anteriori<span style="font-size:78%;"> </span>venivano letteralmente segati, mentre delle piccole pedane venivano saldate<span style="font-size:78%;"> </span>al telaio centrale per sostituire l’intero pianale poggiapiedi. Naturalmente i parafanghi anteriori rappresentavano un inutile sovrappiù, e quindi via anch’essi.<span style="font-size:78%;"> </span>Anche le selle passavano attraverso le cure<span style="font-size:78%;"> </span>degli alleggeritori, trasformandosi in una sorta di tappetino<span style="font-size:78%;"> </span>in gommapiuma<span style="font-size:78%;"> </span>con un rivestimento in similpelle. Detta sella oltre ad eliminare un bel po’ di peso consentiva al conducente di assumere una posizione più aerodinamica<span style="font-size:78%;"> </span>e di abbassare il baricentro dell’intero mezzo. Infine i silenziatori venivano letteralmente aperti in due e svuotati da tutto ciò che vi era all’interno.<span style="font-size:78%;"> </span>Il suono che usciva dallo scarico era metallico, simile a quello di un martello che picchia su una grossa latta. Quello che rimaneva dell’intero scooter era uno scheletro informe dove però spiccava incontrastata la sagoma del motore<span style="font-size:78%;"> </span>e del suo grosso carburatore<span style="font-size:78%;"> </span>che aspirava attraverso un enorme fungo di alluminio. I forti rumori di aspirazione<span style="font-size:78%;"> </span>si accompagnavano al battito metallico del motore in un mix davvero entusiasmante.<span style="font-size:78%;"> </span>L’odore acre del ricino combusto completava lo scenario.<span style="font-size:78%;"> </span>La risonanza che queste gare producevano nell’ambiente motociclistico era notevole. Il vincitore poteva<span style="font-size:78%;"> </span>fregiarsi per lunghi periodi<span style="font-size:78%;"> </span>di una notorietà inaspettata e se quest’ultimo era un meccanico (come spesso accadeva)<span style="font-size:78%;"> </span>tanto meglio... avrebbe visto aumentare i propri clienti in cerca<span style="font-size:78%;"> </span>di una chicca che potesse donare al loro scooter una particolare iniezione di potenza!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-35818387288169970282008-06-10T02:02:00.004+02:002008-07-05T17:44:58.352+02:00Non solo due ruote... Effetti nocivi della telefonia mobile.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SE3FUkRRdyI/AAAAAAAAAgE/uMCf-ZMCWMM/s1600-h/Bus.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SE3FUkRRdyI/AAAAAAAAAgE/uMCf-ZMCWMM/s320/Bus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210037301061711650" border="0" /></a>Perchè si parla così poco degli eventuali effetti nocivi della telefonia mobile sull’essere umano?<br />Si fanno campagne contro il fumo, contro l’alcool, contro le droghe, e nei telegiornali si parla di inquinamento atmosferico, di riscaldamento della terra, di mozzarelle di bufala alla diossina, di vino con l’acido muriatrico etc. etc. e nulla si dice sui danni che i cellulari potrebbero arrecarci, anche se l’effetto lo potremo riscontrare fra una decina d’anni. Attualmente non c’è nulla di veramente certo che possa stabilire una correlazione fra tumori al cervello e microonde. Ma forse tutti non sanno, e questo è un vero guaio, che i telefonini cellulari lavorano ad una frequenza che va dai 900 MHz fino ai 1800 MHz. Tali frequenze rientrano nello spettro elettromagnetico delle microonde. Abbiamo quindi un generatore di microonde che noi appoggiamo all’orecchio a strettissima distanza dal cranio e quindi dal cervello. Le radiazioni di questa lunghezza d’onda vengono assorbite in maniera particolare da quei tessuti che contengono liquidi (vedi funzionamento del forno a microonde). Il riscaldamento di questi tessuti (vedi massa cerebrale) potrebbe costituire un serio pericolo per la nostra salute. Si dice anche che dentro un ambiente particolarmente ristretto, come per esempio l’abitacolo dell’auto le microonde emesse da un telefonino, riflettendo sulle pareti possano diventare ancora più incisive e causare un bombardamento più mirato sia su chi lo utilizza, sia sugli eventuali passeggeri. A questo punto mi chiedo se sia giusto utilizzare un telefonino in un ambiente metallico e particolarmente affollato qual è un mezzo pubblico. Oggi vi sono delle persone che già salgono sull’autobus con il telefonino attaccato all’orecchio e stanno a conversare, magari ad alta voce, allietandoci di discorsi a dir poco demenziali, specie, da parte degli adolescenti, che sembra non riescano più a vivere senza fiatare dentro questo strumento. La cosa bella è che a volte si arrivano a contare diverse persone impegnate a conversare, così, tanto per ammazzare il noioso tempo del tragitto. Telefonate insignificanti che si potrebbero senz’altro fare una volta scesi dal bus, ma a cui il nostro utente telefonista non può sicuramente rinunciare. L’autobus così si trasforma in un forno a microonde alimentato da diversi generatori sparsi lungo la superficie del mezzo, mentre i passeggeri rappresentano l’alimento da cucinare. Mi chiedo a questo punto se non sia giusto sensibilizzare la popolazione a spegnere questo strumento durante il tragitto su un mezzo pubblico, così come si fa quando si va al cinema, al teatro, in chiesa, in una conferenza etc, anche se in questi casi si tratta di una semplice questione di educazione e buon senso. Ma in un luogo pubblico abbastanza ristretto, come quello del bus, oltre a trattarsi di buon senso si tratta anche di salvaguardare la nostra salute, poichè lì siamo sottoposi ad un bombardamento di microonde che nessuno ci ha prescritto e di cui potremmo fare volentieri a meno!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-65325629634549291892008-06-07T03:20:00.010+02:002008-06-07T15:18:56.570+02:00Che goduria questa 883!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SEqKYCBRG9I/AAAAAAAAAfY/7IektYackrg/s1600-h/sfondo+883+sito.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SEqKYCBRG9I/AAAAAAAAAfY/7IektYackrg/s320/sfondo+883+sito.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209128064471079890" border="0" /></a>Dopo oltre 20 anni di moto BMW<span style=""> </span>ho voluto provare qualcosa<span style=""> </span>di diverso. Ho sempre gironzolato attorno al marchio Harley<span style=""> Davidson </span>e grazie ad un gentile concessionario ne ho provate anche diverse, ma ogni qualvolta<span style=""> </span>scendevo dalla sella rimanevo alquanto perplesso ed alla fine mi rendevo conto che non erano moto fatte per me.<span style=""> </span>Vibrazioni, motore, cambio, frizione e sospensioni non avevano nulla a che vedere con quanto offriva <st1:personname productid="la BMW" st="on">la BMW</st1:personname> e con quanto io ero abituato da tempo.<span style=""> </span>E poi quella posizione di guida alquanto inusuale non riusciva a convincermi. Ma con il tempo le cose cambiano, e quando si arriva a 62 anni stando ininterrottamente sulle moto dall’età di 16, <span style=""> </span>le <span style=""> </span>cose cambiano eccome! Le velleità velocistiche calano inesorabilmente, altrettanto dicasi per le esigenze<span style=""> </span>di potenza,<span style=""> </span>le percorrenze stradali annue si dimezzano, le uscite diventano passeggiate fuori porta. Da parte mia è duro ammetterlo, ma ormai è così.<span style=""> </span>La mia BMW R1100R<span style=""> </span>del 2000 cominciava a venirmi troppo grande ed in certe occasioni finiva anche per mettermi in imbarazzo.<span style=""> </span>Era venuto il momento di cambiare registro e cercare qualcosa che potesse soddisfare le mie nuove esigenze. L’occasione si presentò con una XL 883R colore arancio e motore nero opaco, immatricolata nel<span style=""> </span>2007 e<span style=""> </span><span style=""> </span>praticamente nuova di pacca!<span style=""> </span>Apparteneva ad un mio conoscente <span style=""> </span>che nel suo garage ne aveva 4,<span style=""> </span>una più stupenda dell’altra e dove l’833 forse ci stava un po’ stretta.<span style=""> </span>Me la fece provare <span style=""> </span>e me ne innamorai<span style=""> </span>immediatamente. L’indomani era già nel mio box<span style=""> </span>che troneggiava in prima fila fra le altre moto. <span style=""> </span>Ci sono uscito già tre volte e sono state delle vere godurie. Mi sono reso conto che<span style=""> </span>la gratificazione che può avere un motociclista dalla sua moto<span style=""> </span>non si basa solo sulla velocità, sulla potenza o sulla possibilità di piega. <span style=""> </span>Ci si può divertire ed essere felici anche con 50 cavalli, trotterellando a velocità che magari altri possono ritenere da handicappati.<span style=""> </span>Il segreto sta nel motore, nella sua paciosità e nella capacità di infondere sicurezza. <span style=""> </span>Non una coppia motrice<span style=""> </span>che ti arriva da dietro come un calcione nel sedere, ma una spinta potente e progressiva<span style=""> </span>che ti accompagna<span style=""> </span>come la mano di un gigante buono. <span style="">Oggi mi son ritrovato a passeggiare osservando il cielo e il mare cullato<span style=""> </span>dal borbottio asincrono del motore a V stretto. Da oltre mezz’ora viaggiavo ad una velocità quasi costante<span style=""> </span>senza sentire il bisogno di andare oltre. Guardo il contachilometri: segnava 50! </span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-35943652169646121782008-06-04T00:37:00.004+02:002008-06-04T00:55:29.312+02:00Caro benzina. La soluzione più imminente è la moto!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SEXLy0JAigI/AAAAAAAAAd8/T4z5QG_a37s/s1600-h/hondacbf500-1.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SEXLy0JAigI/AAAAAAAAAd8/T4z5QG_a37s/s320/hondacbf500-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207792617974172162" border="0" /></a>I costi della benzina hanno ormai raggiunto livelli inimmaginabili. Qui non si parla più di aumenti annuali, semestrali o trimestrali. Le colonnine<span style=""> </span>dei distributori ormai sono come delle slot machine <span style=""> </span>che aggiornano in tempo reale le oscillazioni di mercato (naturalmente solo quando sono in rialzo).<span style=""> </span>Fra qualche tempo<span style=""> </span>solo i ricconi potranno permettersi il lusso di camminare con le loro auto, mentre tutti i comuni mortali dovranno trovare una soluzione per potere ancora usufruire di un mezzo di circolazione privato. Soluzioni imminenti che possano costituire un’alternativa ai carburanti ancora non se ne vedono, o meglio, ci sono ma rappresentano solo pannicelli caldi che non potranno mai<span style=""> </span>dare <span style=""> </span>una rapida<span style=""> </span>soluzione al problema<span style=""> </span>del caro carburante e dell’inquinamento atmosferico. L’unica soluzione attuabile in questo momento è quella di produrre mezzi che riescano ad effettuare molti chilometri<span style=""> </span>con poco carburante, mezzi che riescano a muoversi agevolmente nel traffico<span style=""> </span>limitando notevolmente i tempi<span style=""> </span>di percorrenza e senza avere grossi problemi di posteggio. <span style=""> </span>Stiamo parlando naturalmente degli scooter e delle moto, <span style=""> </span>quelli che ci aiuteranno<span style=""> </span>a superare questo periodo di transizione fra<span style=""> </span>carburanti tradizionali e nuove fonti di energia.<span style=""> </span>Sembra però che le maggiori case motociclistiche<span style=""> </span>non abbiano ancora afferrato il problema. Esse anzichè<span style=""> </span>spostare la produzione verso mezzi <span style=""> </span>di cilindrata medio bassa, continuano imperterrite a battere la strada delle maxicilindrate e della maxipotenze, sia nel campo delle moto che degli scooter, <span style=""> </span>poiché sembra che solo così le case costruttrici <span style=""> </span>possano dimostrare la propria supremazia<span style=""> </span>tecnologica rispetto ad un altro marchio. Sembra ormai che un progetto, per potere fare cassa, debba essere contraddistinto obbligatoriamente dalla trilogia che vede cilindrata- potenza-velocità come fattori trainanti ed essenziali per gratificare un motociclista.<span style=""> </span>Ma i tempi stringono e presto arriveremo al punto <span style=""> </span>che le nostre cavalcature da 100 cavalli e passa sembreranno delle inutili e voraci macchine mangiasoldi. Le venderemo allora per due lire e forse nessuno le vorrà<span style=""> </span>più nemmeno per quella stessa cifra. E allora cosa fare? Dobbiamo goderci i nostri potenti e amati mezzi fino a quando un giorno qualcuno ci dirà che è venuto il momento di gettare tutto a mare?<span style=""> </span>Dobbiamo continuare a comprare moto da 160 cavalli finchè un giorno dovremo<span style=""> </span>accendere un mutuo per infilare nel serbatoio <st1:metricconverter productid="20 litri" st="on">20 litri</st1:metricconverter> di benzina? Penso invece che noi motociclisti dovremmo essere i primi a dimostrare coscienza e responsabilità <span style=""> </span>cominciando a chiedere ad alta voce che si costruiscano mezzi<span style=""> </span>più economici, anche se tutto ciò andrà a discapito delle nostre vanità e velleità velocistiche!<span style=""> </span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-83645397397003137272008-05-30T12:11:00.004+02:002008-05-30T12:15:08.494+02:00Pass ZTL a Palermo: per i motocicli non servirà.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SD_TGfFfJEI/AAAAAAAAADE/SN4JCSJczh0/s1600-h/TMAX.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_JsCAk8qOdxY/SD_TGfFfJEI/AAAAAAAAADE/SN4JCSJczh0/s320/TMAX.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206111802640770114" border="0" /></a>C'è molta confusione tra i cittadini e soprattutto sono molte le domande che i Palermitani si pongono in questi giorni: "Quali sono i documenti da presentare per richiedere il pass? Dove potrò circolare? Quali requisiti dovrà avere la mia auto? Dove dovrei rivolgermi per questo benedetto <span style="font-style: italic;">(o maledetto)</span> pass?" Sulla rete è facile perdersi tra centinaia di siti che trattano l'argomento, spesso in modo incompleto.<br />L'unico sito che va preso in considerazione, poichè è il sito ufficiale creato dal comune per informare correttamente i cittadini è: <span style="font-weight: bold;">www.passpalermo.it</span><span style="font-size:0;">.</span><br />Uno dei dubbi più diffusi riguarda la <strong>circolazione dei motocicli</strong> all'interno delle zone ztl; bene, è facile leggere tra le FAQ <span style="font-style: italic;">(domande frequenti)</span> del sito www.passpalermo.it che <span style="font-style: italic;">"</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">non è necessario registrare alcun Pass per i motocicli</span><span style="font-style: italic;">, fermo restando l`obbligo di essere in regola con le direttive sulle emissioni dei gas di scarico".<br /></span>Consiglio dunque, a tutti coloro che non hanno ancora le idee chiare di visitare il suddetto sito dove potrete trovare risposte alle vostre domande.<br />Probabilmente però non chiarirete forse il più grande dei dubbi: non saranno un pò troppi i circa <span style="font-weight: bold;">16 milioni di euro</span> che percepirà la <strong>TD Group di Pisa</strong> per la gestione e distribuzione dei pass a Palermo? Non saranno un pò troppi i circa <span style="font-weight: bold;">21 milioni di euro </span>che entreranno nelle casse del comune?<br />Ricordo che i contribuenti saremo noi automobilisti, quindi cerchiamo di tenere gli occhi aperti e controlliamo che facciano un buon lavoro!Willyhttp://www.blogger.com/profile/00507569051790621078noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-41741787752675192192008-05-27T09:11:00.001+02:002008-05-27T09:22:42.940+02:00Perché la donna in moto fa sempre notizia?<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SDu2qGHfeGI/AAAAAAAAAcU/DWpw-tBpQU0/s1600-h/donne+in+moto.JPG"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SDu2qGHfeGI/AAAAAAAAAcU/DWpw-tBpQU0/s320/donne+in+moto.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204954628669536354" border="0" /></a>Tempo addietro, sfogliando una rivista a tiratura regionale la mia attenzione è caduta su un articolo a sfondo motociclistico infarcito di fotografie: sei<span style=""> </span>ragazze motocicliste su tre monsterini,<span style=""> </span>due hornettine e una Ninja, a cui viene dedicato un servizio di ben quattro pagine intitolato: Poveri maschietti: costretti a cedere alle donne anche il titolo di centauri. Le ragazze sono fotografate su una piazzola panoramica a pochi chilometri dalla città, attrezzate e truccate di tutto punto accanto alle loro “potenti cavalcature”, raccontano del come e perchè sono diventate motocicliste.<span style=""> </span>Ma io dico: dove stà la notizia? E dico ancora: ma chi se ne frega? Le donne ormai fanno parte di tutte le missioni spaziali, vanno a fare il servizio di leva, sono dovunque in polizia, finanza, esercito aeronautica, marina, giocano a calcio, fanno pugilato e coltivano gli sport più pesanti ed estremi, e noi ci andiamo ancora a meravigliare<span style=""> </span>se un gruppetto di ragazze si fanno ogni tanto un giretto fuori porta con le loro moticelle. Leggo per finire<span style=""> </span>un trafiletto dell’articolo riportato in grassetto, che mi ha fatto veramente ridere: “Non mancano le sportive come <st1:personname productid="la Ninja" st="on">la Ninja</st1:personname>, rigorosamente verde acido, come le facce degli uomini che non riescono ad abituarsi a mangiare polvere rosa”.<br />Ma dai!!!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-47133987668025676592008-05-21T15:20:00.005+02:002008-05-29T19:15:54.611+02:00Impariamo ad apprezzare i buoni consigli!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SDQmoD28ZiI/AAAAAAAAAcM/TyIMYIQuF9U/s1600-h/bmwr1200r.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202825939192145442" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SDQmoD28ZiI/AAAAAAAAAcM/TyIMYIQuF9U/s320/bmwr1200r.JPG" border="0" /></a>Quando un anziano motociclista si sente in dovere di dare qualche consiglio ad un novellino, nella maggioranza dei casi questi si rabbuia in volto. Puoi parlare di tutto: di centraline modificate, di gomme racing, di scarichi al carbonio, di assetti corsaioli e tutto va liscio come l’olio. Ma appena tocchi il tasto della sicurezza, della prudenza, dell’ergonomia, delle conseguenze provocate da lunghe esposizioni al freddo di sospensioni rigide e di una postura scorretta che a lungo andare potrebbe creare problemi alla colonna vertebrale, allora ecco che si rompe il telefono. L’interlocutore in questo caso si dimostra distratto e oserei dire infastidito, come se colui che gli parla e lo consiglia fosse un borioso professore che sale in cattedra per fare le sue lezioni. Purtroppo oggi basta mettere per la prima volta il sedere sopra la sella di una moto che già ci si sente padroni assoluti del mezzo e di tutti i segreti del motociclismo. Ma il più delle volte questi geni delle due ruote si ritrovano a dover combattere con dei problemi di cui nessuno aveva loro parlato e di cui non ne immaginavano nemmeno l’esistenza. Artrosi reumatica alle ginocchia, schiacciamento delle vertebre lombari, artrosi cervicale, sinusiti e riniti. Il tutto può derivare, come dicevo prima, da una scorretta postura, da sistemi ammortizzanti estremamente rigidi, da selle ridotte all’osso, da abbigliamenti poco adeguati al variare delle temperature, dai ripari aerodinamici con funzioni semplicemente estetiche, da caschi che non riparano dalla sferza dell’aria. Occorre parlare di queste cose, anche se il farlo potrebbe dar fastidio sia all’interlocutore diretto sia alle case che producono moto ed ai loro rivenditori. E’ giusto che tutti i novelli motociclisti siano coscienti di ciò a cui potrebbero andare incontro con un uso scorretto e poco cosciente del loro amato mezzo. Se si desidera andare in moto fino ad età avanzata senza dover appendere il casco al chiodo solo dopo pochi annetti occorre seguire delle regole che non sono state scritte da nessuno ma che un anziano motociclista potrebbe anche ricordare ed elencare. Occorre quindi maggiore umiltà da parte dei novelli motociclisti nell’ascoltare ed apprendere. Avere la fortuna di possedere una moto bella, potente e costosa, non significa obbligatoriamente fare di colui che la possiede un vero motociclista!Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-48943217310425609432008-05-15T22:34:00.007+02:002008-05-29T19:16:05.180+02:00Sgancio di emegenza universale per caschi.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCyrLD28ZhI/AAAAAAAAAcE/Qr1C5mymZMw/s1600-h/Casco+vignetta.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCyrLD28ZhI/AAAAAAAAAcE/Qr1C5mymZMw/s320/Casco+vignetta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200719876208748050" border="0" /></a>Nelle<span style=""> </span>auto il sistema di aggancio e di sgancio delle cinture di sicurezza è azionabile con un criterio <span style=""> </span>facilmente comprensibile, ed in caso di incidente che vede degli occupanti privi di sensi o impossibilitati ad agire, il soccorritore<span style=""> </span>può a colpo sicuro andarli a liberare dalla cintura di sicurezza per estrarli dall’abitacolo. <span style=""> </span>Nei caschi invece il sistema di allaccio è molteplice nei suoi svariati modelli<span style=""> </span>e diventa<span style=""> </span>incomprensibile da azionare se chi presta soccorso non è un motociclista e<span style=""> </span>non <span style=""> </span>ha dimestichezza con questi marchingegni. <o:p></o:p>La mia proposta è la seguente: dotare i caschi di un sistema di sgancio di emergenza universale da azionare solo in caso di soccorso. <span style=""> </span>Molte volte dopo un incidente motociclistico il soccorritore trova grosse difficoltà a sganciare il casco del malcapitato, vuoi perché rimane inerme in una posizione sconveniente affinché il sistema di sgancio sottogola venga individuato ed azionato, vuoi perché lo stesso soccorritore a volte non sa nemmeno cosa deve azionare. A questo punto non si tratta di andare ad uniformare l’aggancio del sottogola - il quale può rimanere vario a seconda di come lo interpreta la casa costruttrice - ma di unificare un sistema che consenta di liberare l’intera fascetta sottogola dai punti che la fissano alla calotta del casco, per l’appunto con un sistema di sgancio esterno. Dovrebbe essere ben visibile e facilmente individuabile, magari posto sul lato destro o sinistro in modo tale che il meccanismo<span style=""> </span>non possa essere azionato accidentalmen<span style="">te.<br />Lancio questa pietra nello stagno e chissà che qualche ondina non raggiunga qualche casa costruttrice<span style=""> </span>di caschi.<o:p></o:p></span> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p> </o:p></span></p><span style=""><span style=""> </span><span style=""></span><o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-63653777645282218052008-05-13T11:03:00.004+02:002008-05-29T19:16:10.616+02:00Il vero nemico delle ginocchia: il freddo!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SClcej28ZgI/AAAAAAAAAb8/UrrWYVjjqj8/s1600-h/Motociclista.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SClcej28ZgI/AAAAAAAAAb8/UrrWYVjjqj8/s320/Motociclista.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199788924867470850" border="0" /></a><span style="">Conosco molti giovani che già soffrono di dolori alle ginocchia e che in inverno sono costretti a ricorrere a pomate e ginocchiere per lenire i fastidi. Nel periodo invernale vedo molti giovani uscire in moto ben bardati e protetti, ma sotto un giubbotto supertecnico, un bellissimo integrale e un protettivo paio di guanti, il più delle volte si intravede un semplice jeans, magari più pesante del solito, ma completamente inadeguato al caso.<span style=""> </span>Cerchiamo quindi di fare in modo che le nostre ginocchia non soffrano mai il freddo. <span style=""> </span>Il segreto? Nessun segreto! Occorre solo un po’ di esperienza. Purtroppo quasi nessun neo motociclista ha tempo da perdere per fare esperienza, mentre i consigli dei più anziani suonano un po’ come delle monotone litanie. <span style=""> </span><span style=""> </span>Qualcuno potrebbe obiettare dicendo:<span style=""> </span>se dopo aver fatto esperienza mi ritrovo già con i dolori? In questo caso allora è meglio ascoltare i consigli di chi già c’è passato. E allora, oltre ad indossare il capo giusto, quello che vi permetterà di stare con gli arti inferiori al calduccio, è sempre consigliabile portarsi dietro <span style=""> </span>(specie quando si va fuori porta, e sempre che abbiate un luogo dove riporli)<span style=""> </span>un capo da aggiungere (una calzamaglia, un sottopantalone di pile, un soprapantalone cerato, delle ginocchiere del tipo Gibaud). Ci si ferma in un bar, si prende qualcosa di caldo, poi si va in bagno, ci si calano le braghe, <span style=""> </span>e si aggiunge un elemento. Basta avere la volontà di farlo! Qualora siamo colti dal freddo e non abbiamo niente da aggiungere consiglio innanzi tutto di abbassare la media velocistica, poi di fermarsi ogni tanto<span style=""> </span>e fare un po’ di movimenti<span style=""> </span>per riattivare la circolazione. Le flessioni sulle gambe sono ottime ma fatelo solo dopo aver scaldato i muscoli. Errato cercare di continuare lo stesso,<span style=""> </span>aumentando addirittura la velocità di crociera, nell’illusione che prima si giungerà alla meta, <span style=""> </span>meno lunghe saranno le sofferenze da sopportare!<o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-60985560142939268802008-05-09T00:52:00.007+02:002008-05-29T19:16:23.566+02:00A cosa serve...<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCQDVwLYmPI/AAAAAAAAAb0/W58jg2OJrFk/s1600-h/motociclista+che+riflette.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCQDVwLYmPI/AAAAAAAAAb0/W58jg2OJrFk/s400/motociclista+che+riflette.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198283542137182450" border="0" /></a><span style="">A cosa serve un parafango posteriore distante <st1:metricconverter productid="50 centimetri" st="on">50 centimetri</st1:metricconverter> dalla ruota?<span style=""> </span>A cosa serve una sella rivestita da un solo centimetro di gommapiuma?<span style=""> </span>A cosa servono le pedane per il passeggero poste a<o:p></o:p></span><st1:metricconverter productid="20 centimetri" st="on"><span style=""> 20 centimetri</span></st1:metricconverter><span style=""> sotto la sella? A cosa serve quella piccola unghia di plastica appiccicata sopra la ruota anteriore? A cosa servono quei silenziatori che passano sotto il sedere di conducente e passeggero? <o:p></o:p></span><span style="">A cosa serve quel microscopico display che ti da mille informazioni se poi sotto la luce del sole non si vede niente? A cosa servono quelle sospensioni rigidissime che garantiscono un’ottima stabilità a 200 Km/h se poi ci cammini sempre in città? <span style=""> </span>A cosa servono quei cupolini che non proteggono dall’aria? A cosa serve una moto con 160 cavalli alla ruota se non puoi nemmeno superare i 130 Km/h?<span style=""> </span><o:p></o:p></span><span style=""><br />Meditate ragazzi, meditate…<o:p></o:p></span> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p> </o:p></span></p><span style=""><o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-6951887938322702072008-05-07T10:23:00.008+02:002008-05-29T19:16:28.986+02:00Moto Guzzi V7 Classic. Il mito è tornato?<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCFrRXWMsGI/AAAAAAAAAbc/nrxRYxyxZCc/s1600-h/Moto+Guzzi+v7+Classic+White.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCFrRXWMsGI/AAAAAAAAAbc/nrxRYxyxZCc/s320/Moto+Guzzi+v7+Classic+White.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197553391031332962" border="0" /></a>Quando fu presentata al motosalone sembrava semplicemente un’esercitazione stilistica sul tema <span style="font-weight: bold;">Guzzi V7</span> e invece questa moto è entrata in produzione e a quanto sembra è già in vendita dai concessionari. <o:p></o:p>La sigla V7 ha sicuramente fatto vibrare le corde delle rimembranze ai vecchi guzzisti, quelli che<span style=""> </span>in passato hanno avuto la fortuna di possederne una o altri che hanno sbavato al solo vederla ma che non avrebbero mai potuto permettersela.<span style=""> </span>Vorrei tranquillizzare questi signori facendo presente che questa moto non ha nulla a che vedere con la vecchia V7 sport, divenuta ormai un mito. <o:p></o:p><span style="">Sotto il bellissimo serbatoio preso pari pari<span style=""> </span>dalla sua antenata poi non v’è più nulla che possa anche lontanamente somigliarci.<span style=""> </span>E’ pur vero che sotto batte un motore a V <span style=""> </span>di 90 gradi frontemarcia, ma nulla a che vedere con il biclindrico che motorizzò le vere V7. Qui siamo dinnanzi ad un aste e bilancieri nato sotto la gestione De Tomaso che non ha mai avuto radicali innovazioni se non quelle atte a migliorarne l’affidabilità, che nelle vecchie versioni V35, V500 e V65 non brillava certo.<span style=""> </span>Adesso siamo giunti ad un 750, peraltro già montato sulle piccole Breva, che non è <span style=""> </span>certo un mostro di potenza, anche se si tratta di un aste e bilancieri.<span style=""> </span>Non so quante V7 Classic potrà vendere <st1:personname productid="la Guzzi" st="on">la Guzzi</st1:personname>, ma non mi sembra una moto che possa fare grandi numeri anche perché il prezzo non mi sembra abbastanza concorrenziale, considerando che si tratta di una piccola Breva mascherata da V7.<span style=""> </span>Prima di mettere in commercio un modello di moto occorre sempre fare alcuni conticini con ciò che offre la concorrenza<span style=""> </span>e con le attuali tendenze dei motociclisti.<span style=""> </span>Purtroppo con la cifra che occorre sborsare per portarsi a casa questa V7<span style=""> </span>la concorrenza offre molto di più in termini di prestazioni, cavalli,<span style=""> </span>coppia e allestimenti, senza bisogno poi di andare a raggiungere cilindrate di 750 cc.<span style=""> </span>Si fa leva, in particolare, <span style=""> </span>sui nostalgici del modello e del <span style=""> </span>mito che rappresenta il marchio? <span style=""> </span>Ma non credo che con questo concetto, considerato il costo di questa moto, si possano fare grandi numeri!<span style=""> </span>Il vero V7 aveva un motore che non finiva mai e non credo che questo<span style=""> </span>del Classic possa esservi paragonato anche lontanamente. 50 cavalli per un 750 sono un po’ riduttivi, specie se l’impostazione della moto induce a farne un uso turistico, invogliando a viaggiare con un passeggero e del bagaglio. <span style=""> </span><o:p></o:p></span><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SCFqgXWMsEI/AAAAAAAAAbM/ROXbssajoi0/s1600-h/Moto+Guzzi+V7+Classic.jpg"> </a>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-35652206204714427082008-05-05T02:01:00.008+02:002008-05-29T19:16:35.392+02:00ZTL. Due tempi non catalizzati, addio?<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SB5OoHWMsBI/AAAAAAAAAaw/75jdaZcmM2Y/s1600-h/vespa+addio.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SB5OoHWMsBI/AAAAAAAAAaw/75jdaZcmM2Y/s320/vespa+addio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196677471106019346" border="0" /></a><span style="">La delibera della giunta comunale di Palermo, per quanto riguarda i motoveicoli ed i ciclomotori, dice che la circolazione nelle zone ZTL è consentita a tutti i motocicli a 4 tempi, (catalizzati e non), purchè in regola con l’emissione dei gas di scarico. Mentre per quanto riguarda i motocicli e ciclomotori con ciclo a 2 tempi non catalizzati l’ordinanza è abbastanza chiara, e così come accade a Milano, Roma, Bologna, Bolzano etc... la circolazione per loro è preclusa. Ma nessuno si è degnato di dirci cosa dobbiamo fare di questi mezzi di locomozione che ancor oggi portano al lavoro e a spasso migliaia e migliaia di cittadini. Li buttiamo a mare? Ce li mettiamo in salotto a mò di scultura? Li vendiamo come ferro vecchio? Li usiamo solo per i raduni? Li dobbiamo mettere sopra un carrello per uscire dai gioghi delle zone ZTL? Per favore, qualcuno ce lo dica! Siamo adulti e vaccinati e sappiamo benissimo che ormai le zone ZTL sono entrate a far parte del sistema. Le più grandi capitali d’Italia le hanno adottate e come tale anche noi dobbiamo allinearci, anche se siamo tutti ben consapevoli che si tratta di un pannicello caldo e che l’inquinamento atmosferico non si combatte permettendo a delle auto considerate altamente inquinanti di circolare dopo aver pagato il dovuto balzello. Le promesse che questi introiti serviranno per migliorare e rendere più confortevole la circolazione con i mezzi pubblici, invogliando il cittadino a servirsene più assiduamente mi lascia un po’ perplesso, così come le piste ciclabili che attraversano zone poco utilizzabili dai ciclisti, ed ancora l’installazione di potenti depuratori d’aria nelle zone a maggiore intensità di traffico. Staremo a vedere che cosa accadrà. Per adesso possiamo beneficiare di una proroga fino all’8 giugno per ottenere i pass, considerato che nemmeno centomila sono i cittadini che fino ad ora sono riusciti a mettersi in regola, su una stima di almeno 400 mila pass da consegnare. In questo periodo di proroga i residenti di mezzi euro 3 non ancora in possesso del pass potranno circolare liberamente nella ZTL A e B, mentre i residenti delle ZTL B senza il possesso del pass potranno circolare liberamente solo nella zona B a patto che i loro mezzi siano almeno euro 1. Una cosa è certa comunque: ci dovremo rassegnare alle zone ZTL e sarebbe alquanto illusorio pensare che una simile ordinanza del sindaco possa essere revocata!</span><span style=""><o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5517440204964034449.post-81747394051343134252008-04-30T09:40:00.005+02:002008-05-29T19:17:38.290+02:00Giubotti airbag per centauri.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SBgiiHWMr_I/AAAAAAAAAag/spfRlJtbW1Y/s1600-h/disegno+Helite.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_xKVcGuLEfRg/SBgiiHWMr_I/AAAAAAAAAag/spfRlJtbW1Y/s320/disegno+Helite.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194940139654918130" border="0" /></a><span style="">Quando ad un motociclista si propone qualcosa che possa migliorare la sua incolumità in caso di incidente,<span style=""> </span>questo subito storce il naso poiché pensa che qualora un giorno dovesse diventare obbligatorio lui si dovrebbe accollare addosso un ulteriore orpello. Ricordo, tanto per fare un esempio, quando una legge sancì l’uso obbligatorio del casco. Si formarono subito schieramenti per il si ed altri per il no. C’era chi lo riteneva indispensabile, chi invece non ne tollerava l’obbligatorietà, nel senso che ognuno era padrone della sua vita, chi ancora asseriva che il suo uso poteva riflettersi negativamente sulle capacità sensoriali di chi lo indossava, altri ancora lo ritenevano un orpello estremamente fastidioso nei mesi più caldi, alcuni addirittura gli accollarono la responsabilità della caduta dei capelli. Oggi per fortuna noi centauri lo indossiamo tutti (o quasi)<span style=""> </span>e quando non lo abbiamo in testa ci sentiamo persino un po’ nudi.<span style=""> </span>Ma il solo casco non basta ad assicurare l’incolumità di un motociclista. <span style=""> </span>Si è pensato così di proteggere anche il corpo inserendo nei giacconi e nei giubbotti delle protezioni antischok<span style=""> </span>inserite nei gomiti e nelle spalle, aggiungendo, per chi volesse ritenersi più sicuro, delle placche snodate a protezione della colonna vertebrale, ed ultimamente anche a protezione del torace. Per ciò che mi consta, non sono molti<span style=""> </span>quelli che le adoperano, i primi per scaramanzia, gli altri per non sentirsi troppo appesantiti e ingombrati nei movimenti.<span style=""> </span>Per l’uso cittadino poi queste protezioni sono tristemente inutilizzate. E questo è un grande errore poiché è proprio nei centri urbani che queste strutture possono rivelarsi determinanti nel mitigare le conseguenze traumatiche di un incidente. Finalmente sembra che un nuovo strumento per la salvaguardia della nostra incolumità sia stato messo a punto con successo: il giubbino airbag.<span style=""> </span>Non starò qui a spiegare come funziona poiché ormai è noto a tutti i motociclisti, ma dirò solamente che questo tipo di protezione, secondo il mio<span style=""> </span>parere, è quanto di meglio sia stato fatto fino ad <span style=""> </span>oggi per la salvaguardia della nostra incolumità. Basti solo dire che<span style=""> </span>il sistema di gonfiaggio del collare, evita al casco (naturalmente integrale e ben allacciato) di assumere quelle torsioni che potrebbero danneggiare le vertebre del collo. E’ questo non mi sembra cosa da poco. Per non parlare poi della possibilità di proteggere il busto immobilizzandolo in un una sorta di morsa che lo rende praticamente invulnerabile sia agli urti che alle<span style=""> </span>torsioni.<span style=""> </span>E sappiamo benissimo noi motociclisti cosa può accadere se una vertebra si sposta dalla sua sede. Ma veniamo al dunque! Sembrerebbe questa la panacea di tutti i mali, un’invenzione che finalmente<span style=""> </span>potrebbe donare maggiore serenità di guida a chi lo indossa, e dare maggiore tranquillità anche a <span style=""> </span>chi in moto non va, ma che vive di apprensione quando un proprio famigliare circola su uno di questi mezzi. E invece se ne parla poco, viene reclamizzato poco, viene ignorata dai mass media. La causa? Forse l’elevato costo, dovuto sicuramente alla complessità della realizzazione, ma anche al fatto che purtroppo chi lo costruisce non vede quei grossi numeri di vendita che poi contribuiscono a rendere il prodotto meno caro. Ma vi è anche un altro fattore che a mio parere potrebbe rallentare la diffusione di questo capo, ed è la tipica mentalità del motociclista italico,<span style=""> </span>scaramantico e invulnerabile. Tenere addosso tutta questa attrezzatura è come ammettere di poter avere un incidente, cosa che può accadere agli altri e non certo a lui. Ma se mettiamo da parte queste congetture e partiamo dal presupposto che il giubbino air bag un giorno diverrà insostituibile come il casco, vorrei lanciare un sasso nello stagno, sperando che qualche piccola ondina possa giungere a lambire la sensibilità dei nostri governanti, considerato anche che il suo uso potrebbe rendere i costi<span style=""> </span>della sanità italiana meno pesanti. Parlo di incentivi che lo Stato potrebbe<span style=""> </span>elargire per l’acquisto dei suddetti giubbini. Dopotutto si danno a iosa per l’acquisto di auto nuove,<span style=""> </span>per i computer, per i decoder, non vedo perché non si potrebbe fare <span style=""> </span>anche per questi capi salvavita. <span style=""> </span>E se un giorno i nostri legislatori dovessero decidere di renderli obbligatori? Che ben vengano!<br /><span style="font-weight: bold;">(Visita il sito www.helite.it)</span><br /><o:p></o:p></span> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p> </o:p></span></p><span style=""><span style=""> </span><o:p></o:p></span>Melushttp://www.blogger.com/profile/00030209872963122798noreply@blogger.com