<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157</id><updated>2010-01-03T13:20:25.563+01:00</updated><title type='text'>Realismo Energetico</title><subtitle type='html'>Il blog sull'energia dell'Istituto Bruno Leoni.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>385</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-4671232654746999437</id><published>2009-05-06T10:37:00.002+02:00</published><updated>2009-05-06T10:40:12.257+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chicago'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giannino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IBL'/><title type='text'>Migrazione</title><content type='html'>RealismoEnergetico si trasferisce su &lt;a href="http://www.chicago-blog.it/"&gt;Chicago-Blog&lt;/a&gt;, il nuovo blog dell'Istituto Bruno Leoni diretto da Oscar Giannino. Ringrazio tutti quelli che mi e ci hanno seguito su RE e vi do appuntamento a &lt;a href="http://www.chicago-blog.it/"&gt;Chicago&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-4671232654746999437?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/4671232654746999437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=4671232654746999437' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4671232654746999437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4671232654746999437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/05/migrazione.html' title='Migrazione'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-6602310133145207718</id><published>2009-04-19T15:53:00.001+02:00</published><updated>2009-04-19T16:40:35.071+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Privatizzazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi pubblici locali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iride'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vincenzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liberalizzazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiamparino'/><title type='text'>Iride. Il paradosso della contendibilità incontendibile</title><content type='html'>La tensione tra il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e quello di Genova, Marta Vincenzi, sul controllo pubblico di "Irenia" - il gruppo che dovrebbe nascere dalla fusione di Iride ed Enìa - ha ormai ampiamente superato i livelli di guardia, nonostante qualche cauto tentativo di ricucire. Ieri, sulla &lt;em&gt;Stampa&lt;/em&gt; Luca Fornovo e Beppe Minello &lt;a href="http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/economia/200904articoli/10208girata.asp"&gt;hanno accreditato&lt;/a&gt; le indiscrezioni &lt;a href="http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=32730"&gt;diffuse da &lt;em&gt;Quotidiano Energia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, secondo cui la Mole sarebbe pronta a rompere l'alleanza con la Lanterna. Oggetto del contendere, la clausola sul mantenimento del 51 per cento della nuova compagnia in mani pubbliche, che Vincenzi vuole nello statuto, mentre secondo Chiamparino è garantita a sufficienza dai patti parasociali e che, nel lungo termine, rischia di essere più un ostacolo che un elemento di vantaggio. L'esito della vicenda dipende essenzialmente da due variabili: una di natura politica (Vincenzi avrebbe ceduto al diktat di Rifondazione e Italia dei Valori, ma lo stesso Chiamparino avrebbe problemi con l'ala sinistra della sua maggioranza), l'altra strategica. Infatti, per rompere il primo cittadino torinese deve anzitutto ottenere una revisione dello statuto di Fsu (la joint venture paritaria dei due comuni che ha il 58 per cento di Iride e avrà il 36 per cento di Irenia), e poi tessere un rapporto con gli enti locali emiliani azionisti di Enìa, che avranno il 23,6 per cento di Irenia. Se entrambi questi tasselli fossero sistemati, la manovra di Vincenzi finirebbe per ritorcersi contro di lei, e sarebbe una dimostrazione di grande dilettantismo, &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7849"&gt;come ho sostenuto sul &lt;em&gt;Secolo XIX&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. All'attacco di Chiamparino, Vincenzi replica oggi con &lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2009/04/19/1202230208223-vicenzi-iride-torino-provoca-nessun-divorzio.shtml"&gt;un'intervista a Gilda Ferrari del &lt;em&gt;Secolo XIX&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e alcune dichiarazioni &lt;a href="http://rassegnastampa.comune.torino.it/orazionet/Rassegne/COMUNE%20TORINO/04/93031059.pdf"&gt;alla &lt;em&gt;Stampa&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/Iride-Enia.shtml?uuid=ea78a7e2-2cdd-11de-8ade-a399689276a9&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;al &lt;em&gt;Sole 24 Ore&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, da cui traspare la debolezza del suo gioco. Da un lato, infatti, dice che la pretesa che il 51 per cento del gruppo resti pubblico "non toglie nulla alla contendibilità" - dichiarazione assurda, perché se lo statuto impone che il pacchetto di maggioranza dell'azienda sia posseduto da attori pubblici, non c'è spazio alcuno per un mutamento dei rapporti di forza che non passi per le stanze della politica. Dall'altro, ribadisce che la questione della contendibilità riguarda solo il servizio, che "dovrà essere messo a gara", mentre è per lei essenziale che le reti "dovranno rigorosamente restare in mano pubblica". Questa è un'affermazione surreale non solo perché è discutibile che la proprietà pubblica delle reti sia un elemento di garanzia e non di immobilismo, ma anche e soprattutto perché la pubblicità delle reti è un obbligo di legge imposto a chiare lettere dal disegno di legge 112 del 2008, art. 23 bis, comma 5, che fa piazza pulita dei (remoti) dubbi in merito lasciati dalla normativa precedente (me ne sono occupato con Federico Testa &lt;a href="http://mobile.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=7724"&gt;in questo articolo sul &lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://mobile.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=7724"&gt;Sole 24 Ore&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;e, più ampiamente, sulla rivista &lt;a href="http://www.rivista-utilities.com/arretrati/mdu1-2009.php"&gt;&lt;em&gt;Management delle Utilities&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;). &lt;/em&gt;Vincenzi sostiene, correttamente, che le nuove disposizioni entreranno in vigore solo allo scadere delle concessioni vigenti, che avverrà nel prossimo paio di anni, ma sarebbe ridicolo pensare che un attore privato potesse subentrare (anche ammesso che gli attuali proprietari delle reti, che nel caso di Iride ed Enìa sono a controllo pubblico e lo saranno per un po' a prescindere dall'introduzione della clausola nello statuto) sapendo che non farebbe neppure in tempo a concludere il deal, che dovrebbe immediatamente cedere le reti agli enti locali interessati. E, in ogni caso, se si tratta di un problema di gestione della transizione, non si capisce perché i patti parasociali, che in merito sono ahimé chiarissimi, non possano bastare. La posizione della Vincenzi è, dunque, fragile e incomprensibile, ma soprattutto rischia di pregiudicare una futuribile evoluzione nella direzione della concorrenza e del mercato, cristalizzando gli assetti proprietari e trasformando sempre più queste operazioni di fusione, teoricamente necessarie a conseguire delle efficienze e delle sinergie, in semplici e inutili (ai fini industriali) operazioni di somma. Cioè: cambiare tutto perché ciascun ente locale mantenga il controllo diretto sui pezzetti di suo interesse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-6602310133145207718?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/6602310133145207718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=6602310133145207718' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/6602310133145207718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/6602310133145207718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/iride-il-paradosso-della-contendibilita.html' title='Iride. Il paradosso della contendibilità incontendibile'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-3547153599212418584</id><published>2009-04-19T15:43:00.002+02:00</published><updated>2009-04-19T15:47:58.945+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mariani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambientalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><title type='text'>Se i ghiacciai non si sciolgono abbastanza, riciclate le foto</title><content type='html'>Le foto costano, l'allarmismo è gratis. La soluzione razionale per l'ecologista socialmente impegnato ma col braccino corto, è economizzare sulle prime, &lt;a href="http://wattsupwiththat.com/2009/04/17/the-antarctic-wilkins-ice-shelf-collapse-media-recycles-photos-and-storylines-from-previous-years/"&gt;come dimostra il blog Watts Up With That&lt;/a&gt;. Anche noi, nel nostro piccolo, avevamo sgamato il &lt;em&gt;Corriere della sera&lt;/em&gt;, con un divertente &lt;a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_55_Mariani.pdf"&gt;Focus di Luigi Mariani&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-3547153599212418584?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/3547153599212418584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=3547153599212418584' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3547153599212418584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3547153599212418584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/se-i-ghiacciai-non-si-sciolgono.html' title='Se i ghiacciai non si sciolgono abbastanza, riciclate le foto'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-9213198115248625525</id><published>2009-04-17T18:52:00.003+02:00</published><updated>2009-04-17T19:08:15.883+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iride'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Genova'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='a2a'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vincenzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='acea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chiamparino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><title type='text'>Vincenzi-Chiamparino 1-0. Perde il mercato</title><content type='html'>La fusione tra Iride ed Enìa darà vita all'ennesimo carrozzone pubblico. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, &lt;a href="http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=32730"&gt;ha ceduto&lt;/a&gt; alle pressioni del primo cittadino genovese, Marta Vincenzi, che vuole inserire a tutti i costi nello statuto del nuovo gruppo (e non solo nei patti parasociali che legano i due principali azionisti) una clausola secondo cui il 51 per cento del capitale deve restare in mani pubbliche. Chiamparino aveva più volte sottolineato come fosse interesse della società crescere e crescere bene, e che coerentemente i comuni avrebbero dovuto comportarsi da azionisti disposti a diluire il proprio controllo, pur di partecipare a un'impresa più solida e più forte. Purtroppo, Vincenzi e la sua maggioranza si sono impuntati, e adesso alcune voci (riferite da &lt;em&gt;Quotidiano Energia&lt;/em&gt;) raccontano che Torino avrebbe solo apparentemente gettato la spugna, essendo in realtà pronta a mandare tutto all'aria per, si direbbe se fosse un matrimonio, incompatibilità caratteriale. Le tensioni tra i due comuni arrivano al termine di un'esperienza non proprio di successo, visto che Iride ha avuto seri problemi di governance, e si aggiungono al disastro di A2A e al terremoto dentro Acea, che hanno spinto molti - tra gli altri, &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1001055.html"&gt;Carlo Scarpa&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=71497"&gt;Goffredo Galeazzi&lt;/a&gt; - a denunciare il ritorno del "neosocialismo municipale", che per la verità non se ne era mai andato. Il problema è che non solo la partecipazione degli enti pubblici all'azionariato delle &lt;em&gt;utilities&lt;/em&gt; crea enormi problemi, se non altro potenziali, visto il ruolo che tali enti hanno nella regolazione dei monopoli tecnici che, non di rado, sono verticalmente integrati nelle municipalizzate stesse, ma anche, a questo punto, attuali. Se i comuni non volessero esercitare in modo pesante e invasivo il loro peso - come hanno fatto Roma con Acea, e Milano-Brescia con A2A - non avrebbero motivo di mettere a repentaglio operazioni industriali che tutti ritengono, teoricamente almeno, utili e sensate. Il problema è che i comuni non vogliono solo i dividendi (cosa pure tutt'altro che limpida), ma pretendono di disporre liberamente delle nomine sulle poltrone che contano (e che sono ben retribuite) e, presumibilmente, delle strategie aziendali. Se gli attori giocano col guinzaglio, al tempo stesso subendo abusi e godendo di privilegi da parte dei loro azionisti, come si può credere o pretendere che la concorrenza funzioni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-9213198115248625525?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/9213198115248625525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=9213198115248625525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/9213198115248625525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/9213198115248625525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/vincenzi-chiamparino-1-0-perde-il.html' title='Vincenzi-Chiamparino 1-0. Perde il mercato'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-439469853634855856</id><published>2009-04-16T18:38:00.003+02:00</published><updated>2009-04-16T18:45:07.309+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RWE'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Indipendenza energetica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turkmenistan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pipeline'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gas'/><title type='text'>RWE in Turkmenistan</title><content type='html'>Se n’era parlato più diffusamente &lt;a href="http://germanynews.ilcannocchiale.it/post/2096204.html"&gt;qui&lt;/a&gt;. Ora RWE, il secondo colosso energetico più grande di Germania e partner del progetto per la costruzione della &lt;i style=""&gt;pipeline&lt;/i&gt; Nabucco, tenta di accelerare i tempi dell’affrancamento turkmeno dalla Russia. Con &lt;a href="http://www.tagesschau.de/wirtschaft/rwe106.html"&gt;l’intesa raggiunta oggi&lt;/a&gt; ad Ashgabat, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ai tedeschi sono stati accordati i diritti per l’esplorazione dei giacimenti di gas nel Mar Caspio. Tra le possibilità allo studio anche un gasdotto che giunga in Europa proprio via Mar Caspio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-439469853634855856?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/439469853634855856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=439469853634855856' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/439469853634855856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/439469853634855856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/rwe-in-turkmenistan.html' title='RWE in Turkmenistan'/><author><name>Giovanni Boggero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08190657537464430141</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07792448202332899242'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-3630731046052181573</id><published>2009-04-16T14:51:00.002+02:00</published><updated>2009-04-16T15:02:40.616+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bursik'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ue'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><title type='text'>Soldi soldi soldi</title><content type='html'>La leadership europea sul clima? Questione di soldi. "L'Ue è leader del dibattito internazionale - &lt;a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gEv8KInj72J-KL3fj9IusFNuVG8g"&gt;ha detto il ministro dell'Ambiente ceco&lt;/a&gt;, Martin Bursik, in qualità di presidente di turno al termine di una riunione coi colleghi provenienti dagli altri Stati membri - Vogliamo tener duro e offrire una posizione di leadership anche agli Usa". Aggiungendo: "senza un pacchetto finanziario, difficilmente avremo successo a Copenhagen... Senza soldi non si va da nessuna parte. No money, no deal". Non risultano prese di distanza da alcuno dei suoi colleghi, né quelli ritenuti meno sensibili alla questione ambientale, né coloro che invece la bandiera verde la sventolano in ogni occasione. Nell'ingenuo candore di Bursik c'è una grande verità, che però raramente viene a galla in tutta la sua crudezza. Quando si dice clima, si intende soldi; e quando si dice politiche climatiche, si intende redistribuzione delle risorse. Il nodo essenziale da sciogliere è dunque se le politiche che si vogliono adottare siano (a) utili e (b) efficienti. Poiché c'è una grande evidenza che, almeno per quel che riguarda l'Europa, non siano né l'una né l'altra cosa, sarebbe opportuno partire da qui per immaginare una strategia più sensata ed efficace. Altrimenti, resta il sospetto - più del sospetto, in verità - che l'interesse per il futuro del pianeta sia inferiore a quello per il grasso che cola dalle politiche del clima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eWIgYWGcB1E&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eWIgYWGcB1E&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-3630731046052181573?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/3630731046052181573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=3630731046052181573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3630731046052181573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3630731046052181573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/soldi-soldi-soldi.html' title='Soldi soldi soldi'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-8735841097190592457</id><published>2009-04-13T11:03:00.004+02:00</published><updated>2009-04-13T11:19:16.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bush'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aspenia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Obama'/><title type='text'>George W. Obama / Spot the differences</title><content type='html'>&lt;a href="http://img147.imageshack.us/img147/3425/georgeobamalc2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 233px" alt="" src="http://img147.imageshack.us/img147/3425/georgeobamalc2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;Si moltiplicano gli elementi di continuità tra George W. Bush, su politica estera, guerra al terrorismo, ambiente e clima. Oltre, naturalmente, al Piano Geithner, che è la prosecuzione del Piano Paulson con altri mezzi. Comunque, &lt;a href="http://www.aspeninstitute.it/aspen/?q=ar/menotti_060409"&gt;questo articolo di Roberto Menotti&lt;/a&gt; mi ha spinto a scrivere &lt;a href="http://www.aspeninstitute.it/aspen/?q=ar/Stagnaro_090409"&gt;questo&lt;/a&gt;, dove sviluppo alcune riflessioni disordinate che avevo avviato su questo blog, e in particolare &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama-anche-sul-clima.html"&gt;qui&lt;/a&gt;. Le somiglianze tra l'ex presidente e il nuovo inquilino della Casa Bianca - al netto di differenze che naturalmente ci sono e nessuno vuole negare, per esempio nella retorica o sui temi "eticamente sensibili" - stanno tra l'altro divenendo oggetto di una vasta letteratura. Ne aveva scritto, in relazione alla guerra al terrorismo, &lt;a href="http://www.camilloblog.it/archivio/2009/02/24/george-w-obama/"&gt;Christian Rocca&lt;/a&gt;, mentre &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/1966"&gt;Giuliano Ferrara&lt;/a&gt; aveva riscontrato vari punti di contatto all'indomani del discorso di Obama a Baghdad. Ulteriori elementi li ha evidenziati &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/03/06/AR2009030601328.html"&gt;Jackson Diehl&lt;/a&gt; sul &lt;em&gt;Washington Post&lt;/em&gt;, ma il vero "pezzo forte" è, IMHO, l'analisi di &lt;a href="http://www.foreignpolicy.com/story/cms.php?story_id=4588&amp;amp;page=0"&gt;Christian Brose&lt;/a&gt;, senior editor della rivista &lt;em&gt;Foreign Policy &lt;/em&gt;(che ospita l'intervento) e, soprattutto, ex speech-writer di Condoleeza Rice. Unite i puntini e vedete voi se chiamarle coincidenze.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-8735841097190592457?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/8735841097190592457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=8735841097190592457' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8735841097190592457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8735841097190592457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/george-w-obama-spot-differences.html' title='George W. Obama / Spot the differences'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-2951382607510620065</id><published>2009-04-08T18:03:00.013+02:00</published><updated>2009-04-12T14:03:56.239+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambientalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NDR'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rinnovabili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rosenkranz'/><title type='text'>2/ Venti di passione (tedeschi)</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/SdzMQ7ohcCI/AAAAAAAAACk/ZmNcfGs7LXM/s1600-h/0,6992,7061727-render-U3-,00.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322353450902712354" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 116px; height: 156px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/SdzMQ7ohcCI/AAAAAAAAACk/ZmNcfGs7LXM/s320/0,6992,7061727-render-U3-,00.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Girovagando sul web abbiamo scoperto che in Germania- come altrove d’altronde- esistono numerose associazioni di cittadini che protestano vibratamente contro l’installazione di turbine eoliche. In Baviera, ad esempio &lt;a href="http://nature2000.tripod.com/naturstrom/Landesverband_Gegenwind_Bayern.htm" target="_blank"&gt;ne è nata una&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;Gegenwind für Mensch und Natur&lt;/em&gt;) con lo scopo conclamato di chiedere al governo regionale di rinunciare al folle disegno volto a ricoprire l’intera superficie del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Land&lt;/span&gt; con impianti eolici, nonché di fissare per legge la distanza che le turbine (ormai sempre più alte, rispetto a quelle di prima generazione) dovranno mantenere dalle abitazioni e dagli edifici pubblici. Se guardate &lt;a href="http://www.wind-watch.org/video/slagschaduw.wmv" target="_blank"&gt;questo video&lt;/a&gt;, l’effetto che si ha nell’avere una pala rotante di fronte a casa non è davvero dei migliori. Ma di qui in poi, come nel caso dei rifiuti o del nucleare, entriamo nel campo della libera negoziazione e degli indennizzi. Carlo Lottieri lo ha spiegato tempo fa &lt;a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_89_Lottieri.pdf" target="_blank"&gt;in un suo brillantissimo paper&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Tornando all’eolico. In &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-4764178276204874627" target="_blank"&gt;questo eccellente servizio del NDR&lt;/a&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Norddeutscher-Rundfunk&lt;/span&gt;) si ragiona sul fatto che, con il venir meno dell’atomo, verranno improvvisamente a mancare 20.000 megawatt e la Germania dovrà quindi concentrare i propri sforzi non tanto sul solare (che come ha spiegato Chicco Testa, &lt;a href="http://www.polena.net/download/settimana0910.pdf" target="_blank"&gt;rispondendo&lt;/a&gt; ad un delirante editoriale di Dacia Maraini, è prodotto in quantità risibili in Germania), ma sull’energia generata dal vento (potenza installata sinora: 32.000 Megawatt). Date le forti opposizioni della cittadinanza alla costruzione di impianti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;onshore&lt;/span&gt;, si punta tutto sui mega-parchi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;offshore&lt;/span&gt; di cui si è detto in passato. Paradossalmente, però, le zone della Germania del Nord nelle quali si trova e si troverà il maggior numero di turbine sono le aree che meno abbisognano di energia, la quale dovrà quindi essere trasportata verso Sud (in Nord-Reno Westfalia e giù fino alla Baviera) attraverso la rete. Rete che tuttavia deve essere ammodernata per sostenere il passaggio di quantità così ingenti di energia. RWE, colosso tedesco del settore, lo sta facendo. Ma la sollevazione popolare contro il potenziamento di una linea che passa vicino alle case e le cui conseguenze per la salute non sono ben chiare, è alta. I dimostranti chiedono che la rete sia interrata, in modo che i rumori vengano il più possibile limitati. Ancora una volta: ambientalismo contro ambientalismo. Gerd Rosenkranz, ecologista tedesco di primo piano, se ne è accorto ed ammette: “&lt;em&gt;Per noi è davvero difficile. Il conflitto tra ambiente e difesa della natura è palese&lt;/em&gt;”. Ma poi ricompare la solita vena allarmista: “&lt;em&gt;D’altro canto, se non si fa così, l’acqua potrebbe presto raggiungere Berlino&lt;/em&gt;…”. Insomma, se si dice sì all’eolico, allora bisogna anche concedere che la rete sia potenziata. E conseguentemente fare spallucce dinanzi ai timori della popolazione.&lt;br /&gt;Quando poi il vento non batte, le cose si complicano ulteriormente, come il documentario mostra in maniera palmare. Ci sono giorni, in particolar modo d’inverno e d’estate, in cui in Germania c’è calma piatta e solo l’1% della potenza istallata è effettivamente attiva… Ecco perché è necessario proseguire sulla via del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mix energetico&lt;/span&gt;, come chiedono i liberali e i democristiani.&lt;br /&gt;Negli ultimi tre o quattro minuti del &lt;em&gt;reportage&lt;/em&gt; si mostra infine la riunione di un gruppuscolo di cittadini, capitanati (non sgranate gli occhi!) da un politico locale dei Verdi. Di che si parla? Dei problemi arrecati alla cittadinanza dalle centrali eoliche. Non mi va di replicare quanto detto sopra. Le difficoltà riscontrate sono più o meno le stesse. Conclude Rosenkranz: “&lt;em&gt;E’ vero. La costa, là sul Mare del Nord era molto più affascinante, quando non c’erano le turbine&lt;/em&gt;”...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-2951382607510620065?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/2951382607510620065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=2951382607510620065' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/2951382607510620065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/2951382607510620065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/2-venti-di-passione-tedeschi.html' title='2/ Venti di passione (tedeschi)'/><author><name>Giovanni Boggero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08190657537464430141</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07792448202332899242'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/SdzMQ7ohcCI/AAAAAAAAACk/ZmNcfGs7LXM/s72-c/0,6992,7061727-render-U3-,00.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-8800722953437654367</id><published>2009-04-08T12:04:00.004+02:00</published><updated>2009-04-08T12:09:11.521+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aspenia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='popolazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crescita economica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Julian Simon'/><title type='text'>Siamo troppi?</title><content type='html'>Gran parte delle discussioni sui temi ambientali in generale e climatici in particolare, finiscono per infilarsi - più o meno esplicitamente - nel vicolo cieco della sovrappopolazione. In fin dei conti, due sono i motivi per cui le emissioni di gas serra sono quelle che sono: "troppi" esseri umani consumano "troppo". Tra i due termini dell'equazione c'è una relazione biunivoca: siamo troppi proprio perché lo sviluppo tecnologico ci ha consentito di consumare "troppo" e dunque crescere e moltiplicarci, e consumiamo troppo perché siamo sei miliardi e passa anziché tre o due o uno, o dovunque vogliate mettere l'asticella. Del tema si occupa l'ultimo numero della rivista &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.aspeninstitute.it/aspen/?q=sp/ultimo_numero"&gt;Aspenia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, che ospita anche un &lt;a href="http://www.aspeninstitute.it/aspen/files/055-063%20Carlo%20Stagnaro%20n.%2044.pdf"&gt;mio pezzo&lt;/a&gt; nel quale cerco di spiegare perché la "sovrappopolazione" non è una minaccia, ma è un concetto impreciso che nasconde l'ansia di controllo. Non può esserci crescita, senza crescita demografica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-8800722953437654367?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/8800722953437654367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=8800722953437654367' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8800722953437654367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8800722953437654367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/siamo-troppi.html' title='Siamo troppi?'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-6362535289405769303</id><published>2009-04-05T15:39:00.006+02:00</published><updated>2009-04-05T16:16:49.073+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Usa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Legambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bush'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roberto della seta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ue'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sarkozy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='green deal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>I senatori e il clima. Risposta a Della Seta</title><content type='html'>Qualche giorno fa, ho &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/clima-il-senato-vota-il-buonsenso.html"&gt;commentato positivamente&lt;/a&gt; la notizia che il Senato aveva approvato una &lt;a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=404347"&gt;mozione&lt;/a&gt; proposta da diversi senatori del Pdl, tra cui i presidenti di tre commissioni, che invita alla moderazione sulla politica climatica. La mozione, sostanzialmente, chiede al governo italiano di impegnarsi in Europa e in ogni altra sede rilevante perché le politiche climatiche (a) riconoscano gli aspetti di incertezza scientifica, (b) considerino lo sforzo di adattamento ai mutamenti del clima prioritario rispetto a quello di mitigazione dei cambiamenti climatici stessi, (c) abbandonino la strada radicale ed estremista imboccata con le scelte europee e (d) in particolare vengano totalmente ripensate in relazione agli obiettivi sui biocarburanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mio post &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/clima-il-senato-vota-il-buonsenso.html?showComment=1238772900000#c1601385538451043549"&gt;ha risposto&lt;/a&gt;, tra gli altri, il senatore del Pd, ed ex presidente di Legambiente, &lt;a href="http://www.robertodellaseta.it/"&gt;Roberto Della Seta&lt;/a&gt;, autore di una &lt;a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=320531"&gt;contromozione&lt;/a&gt; sul clima che è stata discussa (e sconfitta) contestualmente a quella votata dal Senato. Della Seta solleva, essenzialmente, tre punti: (1) La mozione del Pdl è "negazionista"; (2) in ogni caso si inserisce contromano sull'autostrada politica che ha portato molti governi, di sinistra e di destra, dalla Francia di Sarkozy agli Usa di Obama, ad abbracciare la "green revolution"; (3) infine, nell'attuale congiuntura economica gli investimenti verdi possono rappresentare uno dei tasselli per uscire dalla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercherò di spiegare perché non mi trovo d'accordo, concentrandomi principalmente su (2) e (3). Velocemente, invece, su (1): sebbene la mozione del Pdl sia ispirata chiaramente alla convinzione che le "prove" dell'effetto antropogenico sul riscaldamento globale siano insufficienti, non mi sembra che le sue parole possano essere definite "negazioniste". I senatori Pdl, e se è per questo neppure io, non negano che esista un fenomeno di aumento delle temperature, né che le emissioni di origine antropica possano parteciparvi. Negano che il fenomeno sia pienamente compreso e sottolineano che non è né scontato, né acquisito che la componente umana sia dominante rispetto a quella dovuta a cause naturali. Anche &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/clima-il-senato-vota-il-buonsenso.html?showComment=1238662440000#c7502091680406182234"&gt;in risposta a un altro commento&lt;/a&gt; allo stesso post, per un quadro ragionevolmente completo e molto divulgativo della questione segnalo il libro di Guido Visconti, uno dei massimi esperti italiani di clima, &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788874930760/visconti-guido/clima-estremo-introduzione"&gt;&lt;em&gt;Clima estremo. Un'introduzione al tempo che ci aspetta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;Per un'analisi più ampia, che tocchi anche gli aspetti politici ed economici della questione, suggerisco invece la lettura dell'agile libretto di Nigel Lawson, &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978889539913.html"&gt;Nessuna emergenza clima. Uno sguardo freddo sul riscaldamento globale&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che riguarda (2) e (3), si tratta di questioni distinte ma complementari. Anzitutto, è vero che le &lt;em&gt;dichiarazioni &lt;/em&gt;della maggior parte dei leader politici occidentali, dal presidente americano ai suoi colleghi europei, siano in larga misura allarmistiche sul clima e favorevoli a promuovere massicci investimenti in questa direzione, e in particolare sulla ristrutturazione verde dei nostri sistemi energetici. La stessa politica europea del 20-20-20, su cui il governo italiano ha fatto una forte opposizione anche se non sempre efficace, si ispira a tale convinzione. Tuttavia, la distanza tra le parole e i fatti è abbastanza clamorosa. Per esempio, l'Ue finora ha prodotto più promesse che fatti, visto che le sue politiche non sembrano aver determinato una particolare riduzione delle emissioni dei 27 Stati membri. Unica, significativa eccezione è stato il 2008, anno in cui si è registrato, nei settori coperti dal mercato europeo dei fumi, una grande contrazione, dovuta però in larga misura agli effetti della crisi economica, che ha fatto crollare consumi di energia e produzione industriale. All'atto pratico, l'Italia si è trovata tutt'altro che isolata quando, a dicembre 2008, ha posto il problema della politica europea: perfino la Germania ne ha, seppure sotto traccia, fiancheggiato le posizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motivo è direttamente riconducibile a (3), &lt;a href="http://www.washingtontimes.com/news/2009/feb/01/lessons-from-europe/"&gt;come abbiamo evidenziato&lt;/a&gt; sul &lt;em&gt;Washington Times &lt;/em&gt;con Gabriel Calzada e Iain Murray: rifondare i nostri sistemi energetici sulle fonti rinnovabili non è un investimento, ma un costo. Se così non fosse, non servirebbero architetture di incentivi tanto complesse e costose come quelle adottate in Europa. Negli stessi Stati Uniti, sotto la retorica ambientalista di Obama si celano obiettivi men che ambiziosi: vale a dire, il semplice raddoppio della produzione rinnovabile (esattamente &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama.html"&gt;lo stesso obiettivo&lt;/a&gt; raggiunto dall'odiato George W. Bush). In altri casi, la patina verde nasconde una mera politica industriale, come nel caso del salvataggio delle Big 3 di Detroit. La realtà può essere sconfortante, ma il "green deal" difficilmente potrà produrre benefici economici (se non a livello locale: la &lt;em&gt;politica industriale &lt;/em&gt;tedesca, attraverso gli obiettivi europei, scarica sui consumatori europei i costi necessari a sostenere l'industria verde nazionale, e in ogni caso è difficilmente replicabile, semplicemente perché quella nicchia è già presidiata da Berlino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al che, uno obietta: non contano i benefici economici, perché l'obiettivo è anzitutto ambientale. Forse. Ma se è così, perché allora non lo si dice chiaramente, evitando di illudere i cittadini? E, una volta acquisito questo, perché non si dice chiaramente anche che le politiche europee, &lt;em&gt;in assenza di analoghi sforzi da parte almeno di Usa e paesi Bric&lt;/em&gt;, non produrranno alcun beneficio ambientale anche se fossero vere le tesi più allarmiste sul clima?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-6362535289405769303?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/6362535289405769303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=6362535289405769303' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/6362535289405769303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/6362535289405769303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/i-senatori-e-il-clima-risposta-della.html' title='I senatori e il clima. Risposta a Della Seta'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-9204418877272958979</id><published>2009-04-04T10:57:00.006+02:00</published><updated>2009-04-05T15:38:38.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antitrust'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liberalizzazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cdp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tesoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indice delle liberalizzazioni'/><title type='text'>Cdp/F2I/Terna. Cambia tutto per non cambiare nulla?</title><content type='html'>Il fondo per le infrastrutture creato dal governo di Romano Prodi, F2I, comincia a muoversi seriamente. Già da tempo in lizza per acquisire Enel Rete Gas, la società guidata da Vito Gamberale &lt;a href="http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL353678920090403"&gt;punterebbe a una quota del 70 per cento&lt;/a&gt;, forse addirittura &lt;a href="http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=32374"&gt;dell'80 per cento&lt;/a&gt;. La trattativa col maggior operatore elettrico italiano, in esclusiva, dovrebbe concludersi il 24 aprile. Credo ci siano pochi dubbi sul suo esito, anche se - vista la situazione debitoria - il gruppo di Fulvio Conti ha tutto l'interesse a tirare la corda fino quasi al punto di rottura, allo scopo di massimizzare il valore di cessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di per sé, comunque, la cosa non sarebbe particolarmente preoccupante, anche se si inserisce in un &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7724"&gt;contesto poco chiaro&lt;/a&gt; e destinato a grandi evoluzioni, nell'ambito del quale un F2I aggressivo potrebbe giocare un ruolo molto preoccupante, come &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=4702"&gt;avevo scritto&lt;/a&gt; fin dalla creazione del fondo. Il problema diviene più complesso, però, se si considera l'ancora irrisolta situazione di Cdp, uno degli sponsor di F2I, e azionista sia di Enel, sia di Terna, di cui &lt;a href="http://www.consob.it/"&gt;detiene&lt;/a&gt;, rispettivamente, il 10,35 per cento e il 30 per cento. La quota di Cdp in Enel è destinata inoltre ad aumentare, come conseguenza della ricapitalizzazione del gruppo per un valore di &lt;a href="http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%7BEA62BE23-FAB1-48FF-92E4-45F9CE8FCB7F%7D"&gt;8 miliardi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'attuale assetti azionario, grava la &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/01/cdp_enel_130107.shtml?uuid=73e6b01e-a2e8-11db-a0bc-00000e251029&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;decisione dell'Autorità Antitrust&lt;/a&gt;, confermata dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato, di costringere Cdp a uscire da Enel (o da Terna) per disinnescare l'evidente confitto di interessi. Infatti, la liberalizzazione del mercato elettrico italiano ruota attorno la scelta (corretta) di imporre la separazione proprietaria tra la rete nazionale di trasmissione dell'elettricità, di cui proprietà e gestione sono affidate a Terna, e gli operatori dei mercati liberalizzati a monte e a valle, tra i quali Enel è quello tuttora dominante, nonostante la sua quota di mercato si sia notevolmente ridotta in questi anni e si possa ormai parlare di un mercato ragionevolmente liberalizzato, come rilevato anche nelle analisi specifiche del nostro &lt;a href="http://www.liberalizzazioni.it/"&gt;Indice delle liberalizzazioni&lt;/a&gt;. L'uscita dovrà concretizzarsi entro 24 mesi dalla decisione definitiva del Consiglio di Stato, vale a dire entro il luglio 2009. Cioè, dopodomani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, la situazione è la seguente: Cdp è, contemporaneamente, azionista rilevante di Terna e di Enel, ed è costretta a cedere l'una o l'altra per questioni di corretto funzionamento della competizione. Tuttavia, per decisione &lt;em&gt;politica&lt;/em&gt;, la necessaria ricapitalizzazione di Enel avverrà proprio per opera della Cdp, allo scopo di evitare che la quota di proprietà pubblica (Tesoro + Cdp, oggi congiuntamento al 30 per cento) scenda sotto la soglia di blocco rendendo scalabile il gruppo (anche se lo sarebbe difficilmente per ragioni di dimensioni). Quale potrebbe essere la via d'uscita? Evidentemente, poiché esiste un fondo, F2I, dedicato proprio alle infrastrutture, e formalmente autonomo da Cdp, che pure ne è socio, il pacchetto di Terna in mano alla Cdp potrebbe essere trasferito a F2I, col risultato di cambiare (formalmente) tutto per non cambiare (sostanzialmente) nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alternativa pratica, purtroppo, non sembra migliore (sebbene sia forse più probabile). In omaggio alla "mission" della Cdp, la "banca del governo" potrebbe liberarsi del pacchetto che detiene in Enel, cedendolo al Tesoro. Anche in questo caso, la forma sarebbe salva, ma la sostanza resterebbe immutata: l'elemento davvero fermo, infatti, è che, qualunque cosa accada e in qualunque condizione, lo Stato non rinuncerà al controllo della maggior impresa elettrica del paese, così come non rinuncerà al controllo delle altre compagnie della cui compagine azionaria fa parte, come Eni e Finmeccanica. E ciò a dispetto del fatto che ci sono molti modi, più o meno puliti, in cui un governo può interferire con le scelte strategiche di aziende e azionisti, &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7774"&gt;con o senza la golden share&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualunque cosa accada, ammesso che sia una soluzione accettabile dall'Antitrust, ci troveremmo di fronte all'ennesima presa in giro e all'ennesimo tentativo di difendere a ogni costo il controllo pubblico sul mercato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-9204418877272958979?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/9204418877272958979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=9204418877272958979' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/9204418877272958979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/9204418877272958979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/cdpf2iterna-cambia-tutto-per-non.html' title='Cdp/F2I/Terna. Cambia tutto per non cambiare nulla?'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-2072369721481804489</id><published>2009-04-03T08:48:00.011+02:00</published><updated>2009-04-03T10:44:43.570+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cap and trade'/><title type='text'>C'era una volta il cap &amp; trade</title><content type='html'>Sono passati dodici anni da quando il Senato americano approvò all'unanimità la risoluzione Byrd-Hagel che sanciva il no alla ratifica di qualsiasi accordo per la riduzione delle emissioni che non avesse coinvolto anche i Paesi in via di sviluppo. Da allora, nonostante le apparenze, non molto sembra essere cambiato. Martedì scorso, il Senato ha infatti approvato a larghissima maggioranza (89 favorevoli, 48 democratici ed 41 repubblicani, ed 8 contrari) &lt;a href="http://thune.senate.gov/public/index.cfm?FuseAction=PressReleases.Detail&amp;amp;PressRelease_id=72cbb2cd-cee4-4ba8-896e-1fe429892e2f"&gt;un emendamento &lt;/a&gt;al bilancio federale in base al quale qualsiasi provvedimento legislativo relativo volto a limitare le emissioni di gas-serra non dovrà comportare alcun incremento di prezzo per l'elettricità o per la benzina. Il che equivale a dire che nessun provvedimento potrà essere adottato. Il cap&amp;amp;trade in versione americana sembra essere &lt;a href="http://sciencepolicy.colorado.edu/prometheus/the-thune-amendment-5096"&gt;morto prima di nascere&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-2072369721481804489?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/2072369721481804489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=2072369721481804489' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/2072369721481804489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/2072369721481804489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/cera-una-volta-il-cap-trade.html' title='C&apos;era una volta il cap &amp; trade'/><author><name>Francesco Ramella</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01904509022850513341</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='16054683093945778811'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-4491822016162604732</id><published>2009-04-02T10:17:00.004+02:00</published><updated>2009-04-04T10:47:23.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='possa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ue'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='d&apos;alì'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cursi'/><title type='text'>Clima. Il Senato vota il buonsenso</title><content type='html'>Il Senato ha approvato ieri una &lt;a href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=16&amp;amp;id=404347&amp;amp;tipodoc=sindisp"&gt;mozione&lt;/a&gt; presentata, tra gli altri, da Guido Possa, Antonio D'Alì e Cesare Cursi (presidenti delle Commissioni, rispettivamente, Istruzione, Ambiente e Industria) sui cambiamenti climatici. E' stata presentata anche, senza successo, una &lt;a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=320531"&gt;contromozione&lt;/a&gt;, firmata da Roberto della Seta e altri. Cosa dice la mozione? Essenzialmente tre cose: che la scienza del clima è assai più incerta e complessa di come viene presentata nei documenti dell'Unione europea; che l'obiettivo strategico di contenere l'aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi è del tutto al di là delle possibilità di intervento di Bruxelles; che le politiche climatiche dell'Ue rischiano di avere un significativo impatto in termini di costi, ai danni soprattutto dei consumatori, delle fasce deboli della società e della competitività delle nostre imprese. In considerazione di tutto ciò, il governo viene esortato ad assumere una posizione realista sia in sede comunitaria, sia nell'ambito delle negoziazioni internazionali sul clima. Non c'è nulla di stratosferico in queste parole, a meno che non si voglia considerare stratosferico il comune buonsenso. Semmai, si tratta - finalmente e coraggiosamente - della presa di coscienza che il clima, per quanto possa rappresentare un problema nel lungo termine, non può essere oggi la priorità della politica europea, e che soprattutto esso non può essere considerato una variabile indipendente. Le reazioni incredule e rabbiose dei &lt;a href="http://www.climalteranti.it/?p=139"&gt;professionisti dell'allarmismo&lt;/a&gt; non fanno altro che confermare la bontà di quanto fatto da questa pattuglia di senatori. Ora, il governo italiano ha la legittimazione e l'autorità per avversare con forza la follia comunitaria: avrà il coraggio?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-4491822016162604732?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/4491822016162604732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=4491822016162604732' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4491822016162604732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4491822016162604732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/04/clima-il-senato-vota-il-buonsenso.html' title='Clima. Il Senato vota il buonsenso'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-7638215857020767307</id><published>2009-03-29T09:48:00.002+02:00</published><updated>2009-03-29T10:04:14.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mario sechi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bush'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IBL'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='andy revkin'/><title type='text'>George W. Obama. Anche sul clima</title><content type='html'>Dopo &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama.html"&gt;le rinnovabili&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.agi.it/news/notizie/200903282206-cro-rt11157-art.html"&gt;il clima&lt;/a&gt;. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha scritto al premier italiano, Silvio Berlusconi, per chiedere la riattivazione del "Major economies forum" sul clima a margine del G8 di luglio, alla Maddalena. L'idea è buona, ma non è originale: come ricorda, tra gli altri, &lt;a href="http://dotearth.blogs.nytimes.com/2009/03/28/obama-creates-forum-on-energy-climate/?hp"&gt;Andy Revkin sul &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (anche &lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/03/29/us/politics/29forum.html?_r=1"&gt;qui&lt;/a&gt;), si tratta della prosecuzione dell'iniziativa bushiana. L'ex inquilino della Casa Bianca &lt;a href="http://georgewbush-whitehouse.archives.gov/news/releases/2007/09/20070927.html"&gt;chiamò a Washington&lt;/a&gt; i rappresentanti dei sedici paesi maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra, per individuare una "road map" tecnologica verso il contenimento della CO2. Il meeting, che ebbe un follow up a &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=6245"&gt;Honolulu&lt;/a&gt; e poi ancora a &lt;a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=obama-starts-climate-chan"&gt;Washington&lt;/a&gt;, è a sua volta figlio legittimo della &lt;a href="http://www.google.com/url?sa=U&amp;amp;start=1&amp;amp;q=http://www.asiapacificpartnership.org/&amp;amp;ei=QSrPSfPuJImHsAay7KGiCA&amp;amp;sig2=fvkIfKukxe_LiP0PaMEDuA&amp;amp;usg=AFQjCNFADHwbcwrN_GYxj5fEGYWuUfx-AA"&gt;Asia Pacific Partnership on Clean Development and Climate&lt;/a&gt;, di cui &lt;a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_28_Stagnaro_Sechi.pdf"&gt;mi ero occupato&lt;/a&gt; assieme a &lt;a href="http://www.google.com/url?sa=U&amp;amp;start=1&amp;amp;q=http://www.mariosechi.net/&amp;amp;ei=pCrPSY-3BsyC_Ab2oujaCQ&amp;amp;sig2=PHXOtcHFEysvOKQW7Cp3kw&amp;amp;usg=AFQjCNGPc1ncLGLz6SjUEe_u5u-j7j-0RA"&gt;Mario Sechi&lt;/a&gt;. Ironicamente, le organizzazioni ambientaliste e diversi rappresentanti dei paesi europei (e della stessa Commissione) avevano ferocemente criticato la mossa di Bush, vedendovi una sorta di "anti Kyoto" e, soprattutto, intuendo (in un certo senso correttamente) la delegittimazione che avrebbe investito le pletoriche adunate internazionali promosse dalle Nazioni unite. Ora Obama, che del clima ha fatto uno dei suoi punti di presunta distinzione rispetto all'amministrazione repubblicana, non solo segue le orme di Bush, ma addirittura ne adotta gli strumenti. Delle due l'una: Obama non è il redentore, oppure Bush, almeno sul clima, non era così male come dicevano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-7638215857020767307?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/7638215857020767307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=7638215857020767307' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/7638215857020767307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/7638215857020767307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama-anche-sul-clima.html' title='George W. Obama. Anche sul clima'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-5758874594915267916</id><published>2009-03-28T15:09:00.005+01:00</published><updated>2009-03-29T09:45:26.635+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambientalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Earth Our'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wwf'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lato oscuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Energia'/><title type='text'>23 ore di luce</title><content type='html'>&lt;strong&gt;UPDATE: &lt;/strong&gt;Anche per quel che riguarda la giornata di ieri, dai &lt;a href="http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=DK5qSRA7M0U%3d&amp;amp;tabid=435&amp;amp;mid=3072"&gt;dati di Terna&lt;/a&gt; non emerge alcun successo dell'iniziativa. I consumi hanno sostanzialmente seguito le previsioni del gestore della rete, e probabilmente la manifestazione ha interessato qualche cittadino sparso e pochi enti pubblici. No pasaràn!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le forze dell'oscurità tornano alla carica. Oggi &lt;a href="http://www.unita.it/news/83405/spegni_la_luce_learth_hour_unora_di_buio_per_salvare_la_terra"&gt;il Wwf chiede a cittadini e istituzioni di spegnere la luce per un'ora&lt;/a&gt;, dalle 20,30 alle 21,30. E', in grande, lo stesso principio della manifestazione promossa, nel nostro paese, dalla trasmissione Caterpillar, "M'illumino di meno", &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/02/contro-le-forze-delloscurita.html"&gt;di cui mi ero già occupato&lt;/a&gt; a suo tempo. Il principio e il messaggio sono, naturalmente, gli stessi, quindi non voglio ripetermi. Voglio però dire che queste richieste sono quanto di più anti-umano possa esistere. L'uomo è fatto per la luce; e durante i secoli della sua storia, il genere umano ha cercato di combattere l'oscurità inventando la luce e portandola dove prima non poteva arrivare. Aprire le braccia e il cuore al buio è una libera scelta di ciascuno, ma non può e non deve diventare imperativo politico. In fin dei conti, ciò non potrebbe neppure accadere, perché se qualcuno può essere disposto a fare un sacrificio tutto sommato modesto - spegnere occasionalmente le lampadine per un'ora ma, suppongo, non staccare il frigorifero o disattivare il riscaldamento - gli stessi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forza_(Guerre_Stellari)#Lato_Oscuro:_Filosofia_dei_Sith"&gt;sith&lt;/a&gt; ecologisti non si spingono oltre. Intanto, perché nessuno li seguirebbe. Nonostante i &lt;a href="http://milluminodimeno.blog.rai.it/2009/02/13/clima-buio-in-italia-e-nel-mondo-contro-febbre-pianetaansa/"&gt;successi dichiarati&lt;/a&gt;, perfino i &lt;a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm"&gt;10 minuti dello scorso 13 febbraio&lt;/a&gt; non hanno avuto alcun effetto discernibile. Infatti, &lt;a href="http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/dati_esercizio/dati_giornalieri/confronto/tabid/435/Default.aspx"&gt;come dimostrano i dati di Terna&lt;/a&gt;, il consumo registrato a quell'ora è stato superiore a quanto previsto dal gestore della rete (hat tip: Francesco Pieri). Il che significa che, quanto meno, non c'è alcuna ragione di cantare vittoria (per loro, io per quel che mi riguarda osservo con gioia i dati secondo cui la gente apprezza la magia dell'elettricità). E poi, non si spingono oltre perché non possono spingersi oltre. Perché la grandissima conquista della modernità è quella di consentire a tutti (nel mondo sviluppato, almeno: e il dramma sono quei due miliardi di esseri umani che non hanno accesso alla corrente) di poter liberamente decidere di estendere la luce sull'intero arco delle ventiquattr'ore. Alla loro ora di penombra, noi possiamo rispondere con 23 ore di luce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-5758874594915267916?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/5758874594915267916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=5758874594915267916' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5758874594915267916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5758874594915267916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/23-ore-di-luce.html' title='23 ore di luce'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-8452496979597778019</id><published>2009-03-27T11:45:00.002+01:00</published><updated>2009-03-27T12:04:34.350+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sileo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prezzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='investimenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>Dove va il petrolio?</title><content type='html'>I prezzi del greggio continuano a tenere, e anzi non mancano le spinte rialziste, che ieri hanno portato il Wti oltre i 54 dollari al barile. Crescono, &lt;a href="http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=32112"&gt;dato ancor più rilevante&lt;/a&gt;, i futures con scadenza al 2010, a indicare che i mercati stanno davvero vedendo la fine della crisi, o qualcosa del genere (il che, naturalmente, non significa che non possano sbagliarsi). Lo stesso Centro studi di Confindustria, che in questi mesi non si è distinto per ottimismo, prevede un prezzo in crescita, da una media di 44 dollari nel 2009 a una media di 53 dollari nel 2010 (anche questi dati potranno essere smentiti dai fatti). Se comunque le cose andassero davvero così, allora sarebbe il momento di porsi seriamente la questione dell'approvvigionamento, e dei nodi strutturali che, l'anno scorso, ci hanno portato a un soffio dai 150 dollari. E' vero che quella quota stratosferica scontava, probabilmente, una significativa componente speculativa, ma la speculazione non nasce nell'iperuranio finanziario senza radicarsi su una condizione debole dei fondamentali. Condizione che difficilmente potrà risolversi se, come sembra, le compagnie continuano a tagliare investimenti (nonostante vi siano, anche qui, segnali positivi: a conti fatti, la riduzione degli investimenti potrebbe essere meno vasta del previsto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB123808291973348921.html"&gt;recente analisi del Cera&lt;/a&gt;, per esempio, afferma che circa metà dell'aumento della capacità produttiva previsto prima della crisi (7,6 milioni di barili al giorno, rispetto a una previsione di crescita da 94,5 a 109 milioni di barili/giorno nel 2014) potrebbe essere messa a repentaglio. Credo che all'interno di questa stima rientri la produzione da unconventional, che è il vero convitato di pietra di tutti questi dibattiti (compreso quello sulle implicazioni ambientali), e che è potenzialmente in maggiore difficoltà. La stessa stima del Cera potrebbe, tuttavia, essere pessimistica, e il punto di equilibrio potrebbe assestarsi da qualche parte tra i 101,4 temuti e i 109 sperati. Lo suggeriscono, per esempio, le &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/a13d5fc8-085c-11de-8a33-0000779fd2ac.html"&gt;indicazioni contrarie di altre società&lt;/a&gt;, altrettanto autorevoli, che, pur non eccedendo nell'ottimismo, lasciano intendere che la riduzione degli investimenti, specie da parte delle compagnie nazionali, potrebbe non essere così drammatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo, all'uscita della crisi ci aspetta un ritorno di fiamma della domanda, dovuto non solo al riallinearsi su valori "normali" della produzione industriale, ma anche alla ripresa della crescita del mondo in via di sviluppo. Simbolo di questo fenomeno, &lt;a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=70847"&gt;come ha osservato Antonio Sileo&lt;/a&gt; sulla &lt;em&gt;Staffetta&lt;/em&gt;, è la Tata Nano, che - a dispetto di tutti i problemi organizzativi e del momento non entusiasmante in cui si affaccia sul mercato - promette di condurre alla motorizzazione di massa delle economie emergenti. Ciò non toglie che nel lungo termine il petrolio tornerà abbondante, ma accresce il rischio di una rapida risalita dei prezzi nel breve termine. Non c'è nulla, nell'immediato, che si possa fare per impedirlo. Ma sapere che ciò avverrà, è il primo passo per uscirne sani e salvi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-8452496979597778019?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/8452496979597778019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=8452496979597778019' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8452496979597778019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8452496979597778019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/dove-va-il-petrolio.html' title='Dove va il petrolio?'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-4614654256176479358</id><published>2009-03-26T13:08:00.003+01:00</published><updated>2009-03-26T13:34:47.786+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alitalia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finmeccanica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autostrade'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Unione Europea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='telecom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='golden share'/><title type='text'>Bye bye golden share</title><content type='html'>In un periodo in cui il liberismo se la passa male, finalmente una buona notizia: la Corte di giustizia europea ha &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200903articoli/42258girata.as"&gt;condannato l'Italia&lt;/a&gt; a circoscrivere sostanzialmente i poteri che la "&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/golden-share-azioni-definizione.shtml?uuid=a30934a0-19ee-11de-b1e2-5d56434cd0c1&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;golden share&lt;/a&gt;" assegna al governo in Enel, Eni, Finmeccanica e Telecom. Nel mirino del massimo organismo della giustizia comunitaria, è entrata in particolare la vaghezza con cui sono descritte le condizioni che consentono il ricorso all'azione dorata, tra cui il diritto di opporsi nei confronti di soci che assumessero una partecipazione rilevante (oltre il 5 per cento) e il diritto di veto su delibere di scioglimento delle società e di trasferimento, fusione e scissione dell'azienda. L'Europa non chiede l'abbandono di questo strumento, ma solo l'individuazione di chiari limiti al suo utilizzo, che può essere giustificato solo in presenza di seri motivi di interesse generale, difesa, sicurezza e sanità pubblica. Ora, non bisogna farsi troppe illusioni: anche se l'Italia dovrà adeguare la sua normativa alle nuove indicazioni, ci sono molti modi in cui un governo può interferire con la vita delle aziende anche senza ricorrere formalmente ad armi come la golden share - lo dimostrano, tra gli altri, i recenti casi di &lt;a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_39_Stagnaro.pdf"&gt;Autostrade/Abertis&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=4967"&gt;Telecom Italia col mancato ingresso della "cordata tex-mex"&lt;/a&gt;, in cui gli investimenti stranieri sono stati bloccati attraverso forme di "mobbing", per non dire la mostruosa &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?ID=7685&amp;amp;level1=2166&amp;amp;codice=9"&gt;vicenda Alitalia&lt;/a&gt;. E tuttavia, il fatto che i poteri concessi dalla legge vengano smussati e che gli spazi di manovra dell'esecutivo a tutela degli assetti proprietari esistenti vengano ristretti, apre un piccolo spiraglio di libertà economica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-4614654256176479358?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/4614654256176479358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=4614654256176479358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4614654256176479358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/4614654256176479358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/bye-bye-golden-share.html' title='Bye bye golden share'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-3392486341297140387</id><published>2009-03-23T10:07:00.003+01:00</published><updated>2009-03-23T10:20:00.273+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prezzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suncor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='petrocanada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>Le sabbie canadesi e l'economia globale</title><content type='html'>Il mondo dell'energia comincia a muoversi, e sul serio. E' di oggi l'annuncio della &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/d1890c78-177e-11de-8c9d-0000779fd2ac.html"&gt;fusione tra le compagnie canadesi Suncor e Petrocanada&lt;/a&gt;, di fatto un'acquisizione della seconda da parte della prima che manterrà un pacchetto di controllo del 60 per cento del nuovo gruppo. L'operazione dà due indicazioni: (1) per le dimensioni, è un merger molto impegnativo (vale quasi 14 miliardi di dollari, ed è il più importante merger dal 2006, quando Statoil acquisì Norsk Hydro per 29 miliardi), il che indica che, per gli strateghi di Suncor, siamo nei dintorni del punto più basso della borsa; (2) entrambe le compagnie operano nelle sabbie petrolifere del Canada con progetti che sono ritenuti profittevoli col barile a non meno di 40 dollari, e in alcuni casi (secondo quanto riferisce il Ft, secondo me con una qualche sopravvalutazione) addirittura 100 dollari. Ora, questo suggerisce che l'aspettativa delle aziende sia, nel medio termine, un petrolo in crescita, come è lecito supporre, e soprattutto che adesso sia il momento di agire. Assieme ad altri indizi - a partire dalle quotazioni del greggio, che, anche al netto del recente ricupero, di fatto si sono stabilizzate da metà dicembre al di sopra dei 35/40 dollari - questo parrebbe indicare che, forse, si comincia a vedere la luce fuori dal tunnel. (Prezzi del petrolio stabili o in crescita indicano attese sulla domanda stabile o in crescita, che a loro volta sottendono un outlook non negativo sul futuro dell'economia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-3392486341297140387?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/3392486341297140387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=3392486341297140387' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3392486341297140387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/3392486341297140387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/le-sabbie-canadesi-e-leconomia-globale.html' title='Le sabbie canadesi e l&apos;economia globale'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-323689948272302069</id><published>2009-03-17T23:51:00.009+01:00</published><updated>2009-03-18T00:15:13.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambientalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><title type='text'>Tra turbine e pescatori</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/ScAtd9IYu5I/AAAAAAAAACE/1LvcTNnPHVw/s1600-h/HBKIlBfh_48ecc9ec360e_Pxgen_r_700xA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314297552946379666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 151px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/ScAtd9IYu5I/AAAAAAAAACE/1LvcTNnPHVw/s320/HBKIlBfh_48ecc9ec360e_Pxgen_r_700xA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Torniamo a parlare di eolico. Se la Germania potrà fregiarsi di aver raggiunto anche solo &lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/venti-di-passione-tedeschi.html"&gt;il più modesto di questi target &lt;/a&gt;negli anni venturi, lo dovrà anche, se non in massima parte, alla costruzione dei cosiddetti &lt;em&gt;Windparks&lt;/em&gt; nel mare del Nord e nel mar Baltico. Nel prossimo decennio dovrebbero infatti sorgerne 21 per un totale di circa 1500 turbine. Ma il BSH (l’ente federale per la navigazione e l’idrografia) è alle prese con altre settanta richieste di autorizzazione. Bene così? Niente affatto. In un articolo comparso sul settimanale &lt;em&gt;Die Zeit&lt;/em&gt; l’altro giorno, si legge che, con le difficoltà attuali delle banche tedesche, vi sarebbe il rischio che molti di questi progetti non partano o partano in ritardo. E questo anche in ragione del fatto che i costi sarebbero lievitati molto nell'ultimo periodo. Di qui la richiesta della lobby dell’eolico di una concessione di aiuti più generosa, dato il periodo di vacche magre. Come se non bastasse, proprio in questi giorni il telegiornale nazionale dell’emittente televisiva ZDF ha mandato in onda un servizio che non aiuta molto la causa. I pescatori (di granchi per la precisione) facenti capo a svariati porti tedeschi, per via delle esternalità negative cagionate da questi impianti, vedono pesantemente minacciato il loro lavoro. Dagli ambienti dell’industria eolica si fa sapere che si comprendono certamente le ragioni dei pescatori, ma che il fine superiore della difesa del clima impone a tutti di non guardare al proprio orticello, bensì al bene comune. Un pescatore pare non aver gradito l’arroganza machiavellica dei salvatori del pianeta e si è così rivolto al tribunale amministrativo di Oldenburg. Vi informeremo quanto prima sull’esito del suo esposto. Ma non è finita qui, perché la costruzione di altri parchi (quello di Butendiek, ad esempio) rischia di danneggiare un'altra categoria di parchi, ovvero le aree protette. Nel dicembre del 2004 il BSH ha infatti rigettato la richiesta per l’installazione di turbine nel Mare del Nord proprio in ragione della tutela del patrimonio zoologico marino. Senza contare gli innumerevoli problemi destati dalla collisione di stormi di uccelli con le turbine. Tutte complicazioni fatte presenti anche da gruppi ecologisti (Nabu e WWF in testa), i quali chiedono controlli più rigidi sul rilascio dei permessi. Ambientalismo contro ambientalismo. Qual è quello originale?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-323689948272302069?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/323689948272302069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=323689948272302069' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/323689948272302069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/323689948272302069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/tra-turbine-e-pescatori.html' title='Tra turbine e pescatori'/><author><name>Giovanni Boggero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08190657537464430141</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07792448202332899242'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/ScAtd9IYu5I/AAAAAAAAACE/1LvcTNnPHVw/s72-c/HBKIlBfh_48ecc9ec360e_Pxgen_r_700xA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-8809399480215026930</id><published>2009-03-16T16:05:00.003+01:00</published><updated>2009-03-16T16:08:48.994+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='opec'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>All'Opec, all'Opec / 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/02/allopec-allopec.html"&gt;Come previsto&lt;/a&gt;, l'Opec &lt;a href="http://www.opec.org/opecna/Press%20Releases/2009/pr042009.htm"&gt;temporeggia&lt;/a&gt;. Non potrebbe fare altrimenti, e questa non è una buona notizia, anche se - emerge abbastanza chiaramente dal comunicato dell'Organizzazione - si cominciano a intravvedere i primi segnali di rallentamento nella corsa verso il peggio. Forse, se anche non è ancora giunto il momento della ripresa, le cose non sembrano destinate a compromettersi ulteriormente in maniera drastica. Naturalmente, tutto può succedere, ma si colgono i primi segnali di cambiamento del vento, nella misura in cui gli andamenti petroliferi possono fornire informazioni utili a comprendere quello che accade all'economia in generale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-8809399480215026930?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/8809399480215026930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=8809399480215026930' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8809399480215026930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/8809399480215026930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/allopec-allopec-2.html' title='All&apos;Opec, all&apos;Opec / 2'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-5352764887191778344</id><published>2009-03-16T09:31:00.003+01:00</published><updated>2009-03-16T10:02:03.496+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambientalismo socialista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vaclav Klaus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Clima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='IBL'/><title type='text'>Oggi Klaus a Milano</title><content type='html'>&lt;div&gt;Vaclav Klaus, presidente della Repubblica ceca e autore di &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.brunoleoni.it/e-commerce.aspx?ID=7677&amp;amp;level1=2220"&gt;Pianeta blu, non verde&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, sarà oggi a Milano per &lt;a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000002227&amp;amp;level1=2167"&gt;presentare il suo libro&lt;/a&gt;, a partire dalle 18,00 presso Palazzo Clerici. Le posizioni di Klaus, che per semplicità si possono definire come sanamente scettiche, riflettono non solo la preoccupazione per un processo di pericolosa ideologizzazione del dibattito sull'ambiente, nell'ambito del quale le questioni climatiche sono sempre più un paravento per l'adozione di politiche pericolosamente costose. C'è, al fondo, l'esperienza dell'uomo Vaclav Klaus che ha vissuto, subito e sofferto il comunismo: alcuni elementi di quella dittatura, il presidente ceco li rivede nelle attuali politiche ambientali. Non significa, ovviamente, che l'Europa voglia sostituire la falce e il martello col sole che ride: significa, piuttosto, che il controllo delle emissioni, con la creazione della gigantesca burocrazia che a esso dovrebbe sovrintendere, implica anche la pianificazione della produzione e del consumo energetico, e tramite essa dell'economia tutta. Non bisogna fasciarsi la testa prima che sia rotta, anche perchè, per ora, siamo su un piano quantitativamente (ma non qualitativamente) diverso. Ma sbattere la testa sul muro non è il modo migliore per mantenerla integra. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-5352764887191778344?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/5352764887191778344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=5352764887191778344' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5352764887191778344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5352764887191778344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/oggi-klaus-milano.html' title='Oggi Klaus a Milano'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-5352925418870420221</id><published>2009-03-11T16:22:00.002+01:00</published><updated>2009-03-11T16:30:34.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gian turci'/><title type='text'>Ciao Gian</title><content type='html'>Ieri sera, se n'è andato &lt;a href="http://www.forcesitaly.org/Portale_News/index.php"&gt;Gian Turci&lt;/a&gt;. In silenzio, senza avvertire nessuno, senza stare male. Si è semplicemente spento. E' una grande perdita, per tutti. Ma lo è soprattutto per me. Non voglio fare retorica vuota: non voglio dire che Gian avrebbe salvato il mondo. Non l'avrebbe fatto. Non ci sarebbe riuscito. Gian apparteneva a quella rara e ammirevole categoria di persone che sono disposti a reggere contro tutto. Persone che si spezzano, piuttosto che piegarsi. Persono che possono essere sconfitte, ma non sottomesse. Gian è stato, per me, due cose. E' stato un amico, un compagno di strada per tanto tempo e in tante battaglie. Ed è stato una persona - non trovo una parola migliore - onesta: uno di quelli che puoi anche odiarli per quello che pensano, maledirli per quello che dicono, ma di cui non puoi negare la profondissima onestà intellettuale. Tant'è che, nella vita, Gian ha perso. La sua battaglia per i diritti civili e contro la barbarie del fascismo antifumo è stata una battaglia di testimonianza. Ha agitato la bandiera fino all'ultimo, sapendo di essere solo e in terra ostile. E' scappato dal suo paese d'adozione, il Canada, ed è venuto nel suo paese natale, l'Italia, per sfuggire alla persecuzione antitabagista: ha trovato gli stessi mostri - mostri ideologici, mostri proibizionisti, mostri dell'intolleranza - ad attenderlo. Ma vale per Gian quello che Giovannino Guareschi diceva di sé: non muoio neanche se mi ammazzano. Se l'immenso lavoro di documentazione che Gian ha fatto, solo e ostinato, sul sito di &lt;a href="http://www.forcesitaly.org/Portale_News/index.php"&gt;Forces Italiana&lt;/a&gt; resterà, così come resteranno i semi e la consapevolezza che Gian ha piantato nel cuore e nel cervello di tanti di noi, me compreso. A Gian non sarebbe piaciuto un ricordo melenso e drammatico: Gian, nonostante la rabbia che sempre si portava dietro per la rapida fine delle libertà che tanto amava, è sempre stato una persona allegra. Prendete il sigaro più prezioso, la marca di sigarette più ricercata o il tabacco più raffinato, e fumateli pensando a lui. Uno sbuffo di fumo lo raggiungerà dove si trova adesso. Lì, si può fumare in pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-5352925418870420221?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/5352925418870420221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=5352925418870420221' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5352925418870420221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5352925418870420221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/ciao-gian.html' title='Ciao Gian'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-5778781694566097312</id><published>2009-03-10T12:09:00.002+01:00</published><updated>2009-03-10T12:20:33.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='chu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bush'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bryce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rinnovabili'/><title type='text'>George W. Obama</title><content type='html'>Qualche giorno fa scrivevo su &lt;a href="http://www.energiaspiegata.it/2009/02/barak-obama-dalle-promesse-elettorali-alla-realta/"&gt;EnergiaSpiegata.it&lt;/a&gt; dello iato tra l'Obama della fede e l'Obama della storia. Il primo stravolgerà il sistema energetico americano, affrancando gli Usa dalla dipendenza dal petrolio mediorientale e abbattendo le emissioni. Il secondo, più realisticamente, si impegna a raddoppiare il contributo delle fonti rinnovabili - in particolare, eolico, solare e geotermico - al fabbisogno americano. Questo obiettivo, &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB123186438560377643.html"&gt;anticipato dal segretario all'Energia&lt;/a&gt;, Steven Chu, è stato rilanciato dallo stesso presidente, durante la sua ultima &lt;a href="http://www.google.com/url?sa=U&amp;amp;start=6&amp;amp;q=http://www.whitehouse.gov/the_press_office/remarks-of-president-barack-obama-address-to-joint-session-of-congress/&amp;amp;ei=70u2SZf4HJWV_gbB37S4Cw&amp;amp;sig2=G1fcTmXrGZla88Gzm4o6Yg&amp;amp;usg=AFQjCNEeW3NqZhm7Eyq9niXsMNs8wVEXCA"&gt;audizione al Congresso&lt;/a&gt;. A differenza della rivoluzione verde, questo è un obiettivo realistico e, tutto sommato, non particolarmente sfidante. Al punto che, &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB123621221496034823.html?mod=most_emailed_day"&gt;come ha scritto Robert Bryce&lt;/a&gt; sul &lt;em&gt;Wall Street Journal &lt;/em&gt;(e poi &lt;a href="http://www.energytribune.com/articles.cfm?aid=1406"&gt;ancora su &lt;em&gt;Energy Tribune&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), non è nulla di più di quanto si è visto sotto il regno del vituperato George W. Bish (in parte giustamente, ma credo che il giudizio su di lui alla fine sarà meno impietoso). Nei tre anni 2005-2007, la produzione di elettricità da sole e vento è quasi raddoppiata. A questo punto, gli obamisti devono risolvere una questione: Obama è un falso messia, oppure anche Bush si merita la qualifica da profeta?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-5778781694566097312?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/5778781694566097312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=5778781694566097312' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5778781694566097312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/5778781694566097312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/george-w-obama.html' title='George W. Obama'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-7545473820580634285</id><published>2009-03-06T07:38:00.004+01:00</published><updated>2009-03-06T09:07:55.418+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sussidi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biocarburanti'/><title type='text'>Trasparenza energetica</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ogj.com/display_article/354709/7/ARTCL/none/none/1/Editorial:-Energy-transparency/"&gt;L'editoriale dell'&lt;em&gt;Oil &amp;amp; Gas Journal&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;(subscription required) di questa settimana dice una cosa molto giusta: il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, può fare tutto quello che vuole, per promuovere le fonti energetiche che gli garbano di più. Dovrebbe, però, avere l'onestà di dichiarare di fronte ai consumatori quanto spende e come, e in che misura ciò incide - di volta in volta - sulla bolletta, sulle tariffe energetiche, o sul bilancio dello Stato. Un aspetto importante è evidenziare il rendimento energetico della spesa pubblica. Secondo un &lt;a href="http://www.eia.doe.gov/oiaf/servicerpt/subsidy2/pdf/execsum.pdf"&gt;rapporto del 2007 dell'Energy Information Administration&lt;/a&gt;, la spesa in incentivi quell'anno fu poco al di sotto degli 11 miliardi di dollari. Di questi, una grossa fetta andò al credito di imposta sulle fonti rinnovabili (2,37 miliardi) e nell'esenzione fiscale per i combustibili derivati da alcol (2,99 miliardi). Petrolio e gas, sovente accusati di godere di benefici ingiustificati, beneficiarono di poco più di 1,5 miliardi di dollari. Questo, naturalmente, non significa che tale sussidio fosse giustificato: vuol solo dire che era relativamente basso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per quanto riguarda le dimensioni. E sul rendimento? Nel 2007, prosegue l'O&amp;amp;GJ, i 3,2 miliardi di dollari spesi per incentivare i biocarburanti consentirono la produzione di 550 mila miliardi di Btu di energia: cioè, 5,82 dollari per milione di Btu. Nel 1981, anno in cui i sussidi per oil &amp;amp; gas raggiunsero il loro picco storico a quasi 11 miliardi di dollari reali del 2007 (si sarebbero poi drasticamente ridotti, per fortuna), essi consentirono la produzione di energia per 38,1 milioni di miliardi di Btu, cioè ebbero una resa di 29 centesimi di dollari per MBtu. In altre parole, i contribuenti americani - nell'anno della follia petrolifera - furono chiamati a spendere, per unità di energia generata, venti volte meno che nel 2007 sui soli biocarburanti. E il 2007, pur essendo stato un anno molto favorevole, offriva un piatto molto meno ricco di quello che i programmi dell'amministrazione Bush, e oggi dell'amministrazione Obama, lasciano intendere per il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate quello che volete, ma che almeno la gente sappia quanto paga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-7545473820580634285?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/7545473820580634285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=7545473820580634285' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/7545473820580634285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/7545473820580634285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/trasparenza-energetica.html' title='Trasparenza energetica'/><author><name>Carlo Stagnaro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06167719537683019882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12806419054144754295'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-514169134501186157.post-1744729457176721168</id><published>2009-03-04T15:10:00.013+01:00</published><updated>2009-03-13T12:54:19.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sussidi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Klusmann'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='feed-in-law'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='claudia kemfert'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eolico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rinnovabili'/><title type='text'>Venti di passione (tedeschi)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/Sa6MxCrzNpI/AAAAAAAAAB8/HUft7cPgRlQ/s1600-h/0,6994,5954574-render-L2-,00.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309335784878454418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 236px; CURSOR: hand; HEIGHT: 176px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/Sa6MxCrzNpI/AAAAAAAAAB8/HUft7cPgRlQ/s320/0,6994,5954574-render-L2-,00.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Beh, scusatemi, ma &lt;a href="http://www.france24.com/en/20081112-report-germany-wind-power-nuclear-power-development"&gt;questo servizio&lt;/a&gt; confezionato da &lt;em&gt;France 24 International&lt;/em&gt; lo trovo davvero un po’ comico. Non tanto in sé, ma per quello che sostengono gli intervistati. Andiamo con ordine.&lt;br /&gt;Entro il 2020, anno nel quale le emissioni di gas serra dovranno essere ridotte del 40 per cento rispetto al 1990, la Germania prevede infatti di basare la propria produzione di energia elettrica per il 30 per cento sulle rinnovabili, per ora ferme al 14 per cento del totale. Come? Investendo tutto in turbine a vento, fonte non troppo costosa (tra i tre-quattro cent per kWh, secondo le stime più ottimistiche) e resa abbastanza competitiva rispetto ai combustibili fossili dalle cosiddette &lt;em&gt;feed-in-law&lt;/em&gt; dei primi anni Novanta, le quali hanno garantito ai produttori da eolico (stessa cosa dicasi per il solare) la certezza di una tariffa fissa agevolata (e quindi superiore ai prezzi di mercato) per ogni kWh venduto alla rete.&lt;br /&gt;-Ora, in questo magnifico e commovente servizio, l’immarcescibile Bärbel Höhn (Verdi) vuole convincerci che no, i cittadini tedeschi in questi anni non hanno pagato bollette più care, perché “&lt;em&gt;le energie alternative hanno ridotto i costi per il consumatore&lt;/em&gt;”. Stupefacente. Se il buon senso da solo non basta, sarebbe sufficiente leggersi Wikipedia alla voce &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Feed-in_Tariff"&gt;Feed-in_tariff&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;-In secondo luogo, mi pare assai paradossale che la si meni continuamente con questa storia della concorrenzialità del vento (che conta oggi per circa il 6,5% della produzione totale di energia elettrica tedesca). Se l’energia eolica è competitiva, piace, costa poco e fa la fortuna dei consumatori, perché diavolo ci si dovrebbe preoccupare così tanto? Il mercato saprà approfittarne. Diamo tempo al tempo.&lt;br /&gt;-In ultima istanza un problema di numeri, date e credibilità. Claudia Kemfert, economista del dipartimento energia dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW), assicura che nel 2020 l’intera quantità di energia prodotta da rinnovabili potrà aggirarsi intorno al 20-25% del totale. Secondo &lt;a href="http://www.heute.de/ZDFheute/inhalt/6/0,3672,7529094,00.html"&gt;i calcoli&lt;/a&gt; di Björn Klusmann, direttore dell’associazione federale per le energie alternative, si potrebbe invece arrivare fino al 47%. Ora, qualcuno può spiegarci a che cosa siano dovute queste differenze (30-20/25-47) a dir poco abissali nelle previsioni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/514169134501186157-1744729457176721168?l=realismoenergetico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/feeds/1744729457176721168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=514169134501186157&amp;postID=1744729457176721168' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/1744729457176721168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/514169134501186157/posts/default/1744729457176721168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://realismoenergetico.blogspot.com/2009/03/venti-di-passione-tedeschi.html' title='Venti di passione (tedeschi)'/><author><name>Giovanni Boggero</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08190657537464430141</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07792448202332899242'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_VVPA0ip0yAo/Sa6MxCrzNpI/AAAAAAAAAB8/HUft7cPgRlQ/s72-c/0,6994,5954574-render-L2-,00.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>16</thr:total></entry></feed>