tag:blogger.com,1999:blog-51007953224483088462008-07-22T14:48:26.711+01:00Negróre.com - Blog-considerazioniParaohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comBlogger88125tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-36407123793232052282008-07-15T10:07:00.002+01:002008-07-15T10:23:37.913+01:00DuttilitàSono a un bivio.<br />Questa mattina ho preso una decisione importante per <em>Il giorno dopo</em>: cambiare metodo di "avanzamento" della prima stesura. Non è stata una decisione semplice, perché da sempre ho la convinzione che i romanzi fluiscono verso valle in modo più <em>naturale</em> quando scritti capitolo dopo capitolo. E sono certo che il lettore se ne giova, anche se non lo percepisce in modo conscio. Così ho sempre fatto. Non ho mai tollerato il metodo che usa Martin, ad esempio (no, non ce l'ho con lui questa volta, tranquilli; semplicemente è l'unico scrittore di cui so per certo che affronta la prima stesura in questo modo. A lui si adatterà, a me no...).<br />Ma devo combattere con ogni mezzo l'assedio della vita: ho troppe cose da seguire, troppe emozioni da gestire, troppo per riuscire a scrivere con la stessa serenità e assiduità d'un tempo. La mia vita, semplicemente, è cambiata. Non sono più un giovane di belle speranze, sono un adulto, con tutto ciò che ne consegue nel bene e nel male.<br />Di conseguenza ho deciso di affrontare un fronte d'azione alla volta, <em>mio malgrado</em>. Così eviterò di dover ogni volta rileggere il capitolo precedente (che male non fa, in un certo senso, ma spesso mi porta via molto, troppo tempo). Non dovrò star lì a riannodare tutte le pennellate dell'affresco psicologico proprio di un personaggio (e sono tanti).<br />Lo svantaggio è il grosso rischio di rendere eterogenea la narrazione, di dipingere un grande quadro a settori, senza riuscire a far collimare in modo armonico i bordi di tali settori (anche se, a dir il vero, esistono quadri moderni così dipinti e di grande impatto e bellezza). Dovrò lavorare sodo in fase di revisione, aggiungendo, limando, nel tentativo di costruire quell'invisibile rete di riferimenti e rimandi che s'intreccia tra un fronte d'azione e l'altro, rete che dal mio punto di vista è lo scheletro che tiene in piedi <em>il senso</em> del romanzo, ovvero sia ciò che unisce tutte le sue parti.<br />I vantaggi, però, sono molteplici. Maggiore rapidità d'esecuzione. Maggiore coerenza interna ai singoli fronti d'azione fin dalla prima stesura - e, quindi, minor difficoltà da affrontare durante la revisione. Maggiore controllo sull'evoluzione dei personaggi con minore energie spese. E via dicendo...<br /><br />Quello che mi viene richiesto da <em>Il giorno dopo</em>, insomma, è duttilità. È una parola che m'ero dimenticato, forse sedendomi un po'. C'era voglia di fare bene e in tempi accettabili. Impossibile. Scrivere non è mai così. Ogni romanzo è una storia a sé stante. Ogni romanzo richiede la capacità di adattarsi a esso, perché pretendere che la storia si plasmi sul proprio metodo di scrittura è violentarla, costringerla in una direzione che magari non le è congeniale. È lo scrittore che deve assecondare la storia, non viceversa.<br />Ma questa duttilità costa fatica e decisioni amare, a volte.<br /><br />Forse sto esagerando, parlando d'amarezza. Già, forse qualcuno lo pensa. Eppure è il mio modo di vivere la scrittura: intenso, passionale, quasi esistenziale. Cambiare rotta all'improvviso è difficile.<br />Un giorno vi farò l'elenco delle decisioni più dure che abbia preso in materia. Le ricordo <em>molto</em> bene ancora oggi. Quella appena illustrata è soltanto l'ultima di una lunga serie.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-28885847418272291772008-07-10T09:00:00.003+01:002008-07-10T09:00:00.917+01:00Pietà a buon mercatoDi recente Uberto Ceretoli (autore de "Il Sigillo del Vento", che ho acquistato, ma non ancora letto) ha letto e "recensito" il mio <em>La Rocca dei Silenzi</em>. Oggi riflettevo sulla sua frase di chiusura, che cito: «Da leggere se volete qualcosa di spietato».<br /><br />Lo scrittore è - in minuscolo - un Creatore (non voglio suonare blasfemo; mi scusi chiunque si senta offeso). E quando si crea, la pietà è cosa buona, che aiuta a creare meglio (non a caso è religiosamente considerato un <em>dono</em>).<br /><em>Ciò detto, in che modo la pietà dello scrittore influisce su un romanzo?</em> La risposta è semplice: la pietà dello scrittore fa piazza pulita dei giudizi morali sui personaggi, anche quando quelli sono malvagi.<br /><em>Di conseguenza, seconda domanda, cosa implica aver scritto un romanzo "spietato"?</em> Implica includere nel testo giudizi sugli stessi personaggi a cui si è dato la vita.<br /><br /><em>La Rocca dei Silenzi</em> è un romanzo spietato, dunque? No. È, piuttosto, un romanzo onesto, che preferisce raccontare da spettatore, piuttosto che puntare il dito da giudice.<br />L'esempio che voglio utilizzare riguarda forse la scena più discussa dell'intero romanzo: il rito di <em>resurrezione</em> che l'Elfa Leshà si è guadagnata partecipando alla spedizione. È una scena cruda, che alcuni hanno definito "crudele" (tra i quali uno degli stessi personaggi: Lhoss'm). In primo luogo mi preme precisare - un'altra volta - che non c'è godimento quando si scrivono simili scene. Anzi, c'è sofferenza. Se vi fosse godimento, non ci sarebbero nemmeno le premesse per affrontare questo discorso: avrei fallito in partenza, sarei uno scrittore <em>spietato</em>.<br />E oggi sono qui per sottolineare che, dopo attenta riflessione, sono giunto alla conclusione che non c'è spietatezza in me. Ciò che mi anima è un altro principio: l'assunzione di responsabilità per le proprie azioni, che include l'accettazione delle conseguenze.<br />Quella scena, apparentemente crudele nel suo esito, è l'esempio perfetto per illustrare ciò in cui credo e ho sempre creduto (anche se via via più fortemente, nel corso degli anni). Nulla è a caso. Le decisioni che prendiamo non sono né giuste, né sbagliate. Sono nostre decisioni e come tali vanno rispettate. A patto che si sia pronti ad affrontare ciò che le segue, senza appellarsi alla sfortuna, alla crudeltà della vita, al caso...<br /><em>Nulla è a caso.</em><br />Leshà Essenal, l'Elfa de <em>La Rocca dei Silenzi</em>, era stata avvertita. Di più, Moenias en'Dhat e Thal Dom Djèw avevano tentato di farla ragionare, ben sapendo cosa significasse chiedere una resurrezione. Nel pieno uso delle sue facoltà mentali, Elfa adulta, Leshà ha deciso di non ascoltarli. Poi è semplicemente accaduto ciò che era molto più probabile accadesse. Ed è stato, va detto, molto duro narrarlo: il Creatore ha dovuto accettare le <em>amarissime </em>conseguenze dell'aver donato il libero arbitrio alle proprie creature.<br /><br />È spietatezza questa? Forse; io non lo credo affatto. O forse, mera supposizione, non ho mai guardato alla Fantasy come a una favola, bensì come alla miglior occasione (il miglior mezzo) concessami per comprendere la realtà. Ciò che io ricerco come lettore, ciò a cui ambisco come scrittore, è il parlare del <em>mondo reale </em>e di mondi possibili, non peggiori o migliori, ma in linea di massima <em>veri</em>.<br />Non può esistere trattamento di favore per i personaggi, nemmeno per uno di loro, pena lo svilimento dell'opera stessa, la distorsione del suo senso. Non può esistere la gentilezza, se non tra i personaggi stessi. Ma il flusso di emozioni che passa da creatore a creature, certo esistente, deve mantenersi su due livelli ben distinti, per amor di verità.<br />Quando lo scrittore annulla questa distinzione, consciamente o meno, l'opera viene tradita.<br />Confondere la spietatezza con l'amore per la verità è facile: la differenza a volte è sottilissima. Eppure questo è l'unico modo valido che io conosca di scrivere: nella verità, sapendo che nulla è a caso. E, certo, accettandone le conseguenze.<br />Ripeto: non m'è piaciuto scrivere quella scena, ma era mio preciso dovere farlo. Per rispetto, e nei miei confronti e nei confronti del lettore. Non c'è stato un grammo di soddisfazione nell'affrontare le conseguenze e ho dovuto stringere i denti per mantenermi <em>saldo</em> "nella penna".<br /><br />Ecco come termina la scena in cui il monito di Moenias en'Dhat e di Thal Dom Djèw cade nel vuoto e la decisione presa fa scattare il conto alla rovescia delle terribili conseguenze.<br /><br />“ «Il gioco vale la candela.» [Leshà, ndAndrea]<br /> <em>Una candela spenta o che si spegnerà, giovane Elfa,</em> rifletté Thal Dom, mentre il suo umore piombava in un abisso di amarezza. ”<br /><br />L'amarezza di Thal Dom era la mia amarezza. Far accadere qualcosa di diverso era tradire il senso dell'opera, le sue premesse. Rendendo lieta una delle scene finali, avrei distrutto una di quelle dei capitoli iniziali. Un legame sottilissimo, forse impercettibile, ma <em>esistente</em>.<br />Ignorare la realtà, infarcendo i miei romanzi di <em>pietà a buon mercato</em>, non mi gioverebbe. Mi distruggerebbe, piuttosto, rendendomi tutto fuorché uno scrittore.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-31505272790379181712008-07-09T10:09:00.003+01:002008-07-09T10:28:42.052+01:00Amare, viaggiare, daffare.Mentre tutti s'interrogano su dove sta andando il Fantasy, il qui scrivente, che da autore potrebbe pure intervenire nella discussione, se ne resta immobile, interrogandosi su dove sta andando lui.<br /><br />Esistono vari aspetti da valutare: il mercato e, di conseguenza, il lato commerciale. I sottogeneri (a patto che esistano davvero e non sia un'allucinazione collettiva, cosa che io sono propenso a pensare). Le classi degli editori e degli scrittori (malfattori o benefattori; adulti, giovanissimi o postumi). Le tematiche, i cliché, la grammatica e la sintassi italiana, l'uso di termini propri o impropri al contesto.<br />La mia impressione è che tutto questo sia un ribollire fine a se stesso, che finirà col far evaporare tutta l'acqua, anziché cuocere la pasta.<br />La pasta, mi chiedo io, chi la butterà? E si ricorderà di salare l'acqua?<br /><br />Tutto molto bello, il dibattito fin troppo spesso acceso sul "fantasy italiano". Ma la verità è che bisogna sfornare romanzi di valore inconfutabile, a prescindere dal sottogenere, dall'età e dai termini utilizzati. Romanzi con più livelli di lettura, che intrattengono e nel contempo fanno riflettere, che raccolgano consensi anche tra i lettori che di Fantasy hanno letto soltanto "Il Signore degli Anelli", perché è un capolavoro e lo meritava.<br />Sono dell'avviso, cioè, che o si conquisteranno territori abitati da lettori che sono <em>molto</em> selettivi quando guardano al Fantastico in senso lato o l'acqua evaporerà.<br /><br />E no, non sto affatto pensando a me. La mia strada è chiara ed è destinata a non dare frutti in questo senso. Una mia scelta, precisa, priva di compromessi (da sempre). La mia produzione ha ora una direzione stabilita e una meta precisa. Ciò non toglie che abbia anche - nel cassetto - spunti e canovacci per opere che potrebbero strizzare l'occhio a un pubblico molto più vasto.<br />A questo punto, però, la domanda è una sola: cosa vuole Andrea? Cosa sta cercando?<br />Conosco già da tempo la risposta e va nella sopraccitata direzione, tutt'altro che commerciale, tutt'altro che alla <em>omnibus</em>. Esistono sempre i casi letterari, ma nascono in zone d'ombra, non in zone che la gente illumina a giorno con la propria ignoranza (circa il genere Fantasy) e con idee preconfezionate, nient'affatto frutto d'esperienza personale. In una luce simile si può soltanto produrre ciò che la luce può rischiarare. Non c'è spazio per forme alternative d'esistenza, come le tenebre, l'ombra, il chiaroscuro, la luce filtrata...<br /><br />Personalmente non intervengo più (di tanto). Seguo con interesse i singoli autori italiani, ne acquisto le opere e tento di leggerle integralmente. Per il resto, ragazzi, scrivo e basta.<br />A me, come autore, cosa serve tutto il resto?<br /><br />So quello che mi serve: amare, viaggiare e darmi un gran daffare. Tutte cose che viste dal mondo di un lettore equivalgono al silenzio, fino all'eventuale pubblicazione dell'ultimo frutto del daffare.<br />Amen.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1267188720210584562008-06-20T09:58:00.002+01:002008-06-20T10:07:31.526+01:00L'assenzaL'assenza non è ingiustificata.<br />È da un po' di tempo che le sto tentando tutte, per raggiungere un buon ritmo di scrittura. L'ultima è una Giannone-trovata: alzarsi all'alba e scrivere <em>prima</em> di recarsi in ufficio. Ho sempre pensato che fosse impossibile per me, invece non lo è. Lo sto facendo da un paio di settimane, anche se ho sgarrato in due occasioni e stamani mi sono alzato alle sei, anziché alle cinque.<br />Il fatto è, molto sempicemente, che alla sera non ho più la forza per concentrarmi a dovere: sono stanco e produco lentamente e malamente. Spero questa sia la strada... e spero <em>vivamente </em>di prendere il ritmo giusto, perché per ora è molto faticoso - ma soddisfacente, perché i risultati si vedono.<br /><br />Sto iniziando il Capitolo XIX e per ora mi pare la qualità non stia scemando. Anzi, mi attendono grandi passaggi, che da anni agogno di scrivere: uno dei migliori stimoli per scrivere bene.<br /><br />Parlando di letture, sto affrontando due italiani contemporaneamente: Milena Debenedetti e Marco Davide. Il secondo, in particolare, mi sta piacendo molto. Ma è presto per parlarne, sono pochi giorni che l'ho iniziato (il che, ai miei ritmi di mezz'ora alla volta, significa qualche decina di pagine). Il solito bradipo della lettura... se solo riuscissi a staccare la mente dall'analisi del testo! Cheppalle...Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-13323438747628850772008-05-29T16:42:00.004+01:002008-05-29T16:50:31.792+01:00Ricordate?Ricordate questa blog-considerazione? <a href="http://www.negrore.com/blog/2008/04/una-riflessione-sulle-elezioni.html" target="_blank">Clicca qui!</a><br />Ebbene, avete letto di recente i giornali?<br />D'accordo, ora capite perché m'indignavo per l'ascesa al potere di simili ideali. Anche se primariamente xenofobi, come voi stessi avete puntualizzato, cos'hanno ingenerato?<br /><br />L'Itlia è un Paese fatto anche da persone rozze, meschine e vigliacche, il cui striscante razzismo si alimenta del potere altrui. Combatterò con tutte le mie forze gli imbecilli e gli ignoranti. Tanto per dimostrarvi che i miei non erano timori, ma amare certezze.<br /><br />Cosa fate questo fine settimana? Vi pestate allegramente, tra estremisti? Linciate qualcuno perché è diverso dall'italiano medio (che a me fa pure un po' tristezza, eh...)? Appiccate il fuoco a qualche campo Rom?<br />Ebbene, io me ne vado a Berlino, a conoscere un po' di un altro popolo, felice di poter visitare ciò che un tempo era diviso in due e oggi, invece, simbolicamente procede unito.<br />Ho il diritto di credere e lottare per un mondo migliore.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-22492415453763883682008-05-21T20:13:00.000+01:002008-05-21T19:12:43.799+01:00Il giorno dopo - Capitolo XVINuova blog-considerazione deviata: Capitolo XVI ultimato.<br /><br />Nuova, fresca considerazione nel mio Diario.<br /><br />Leggete e tornate a commentare qui, se vi aggrada.<br /><a href="http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm#210508">http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm</a>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-23718893491127920762008-05-13T16:47:00.003+01:002008-05-13T16:50:03.609+01:00Intervista per "Fabbricanti di universi"Vi segnalo una mia nuova intervista (per quello che può valere l'intervista di un autore <em>fermo</em> dal marzo del 2005...). Il fatto è che un'intervista non si rifiuta mai. Spero che, quando mi verrà proposta la prossima, avrò <em>finalmente</em> qualcosa da dire su un mio nuovo romanzo edito. Vedremo...<br /><br />Intanto, eccola qui:<br /><a href="http://www.fabbricantidiuniversi.it/world-building/dangelo.htm">http://www.fabbricantidiuniversi.it/world-building/dangelo.htm</a>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8347559553256644892008-05-09T12:49:00.004+01:002008-05-09T13:00:20.988+01:00Intervista a Steven EriksonA chi non l'avesse ancora letta, suggerisco quest'intervista di Jeff VanderMeer al mio scrittore contemporaneo preferito, Steven Erikson.<br />È un'intervista molto intima, in certi momenti, e tocca ferite ancora abbondantemente sanguinanti in me. Mi è piaciuta molto.<br /><br />Nel contempo ho capito perché sono così affine all'autore canadese, di sensibilità parlando: guardo al mondo col suo stesso spirito. E soffro di ciò che vedo proprio come lui descrive (moltissimi di noi, io voglio credere la maggior parte, soffrono di ciò che vedono; ma anche la sofferenza è un aspetto della nostra vita piuttosto soggettivo, ecco perché dico che il mio modo è molto simile al suo - anche e soprattutto come <em>reazione</em> alla sofferenza). Spesso, per l'appunto, ho queste cadute d'umore che mi fanno scrivere in modo cupo, violento, con uno stile quasi spezzato e con una foga che quando sono sereno non ho.<br />La profondità della tenebra che nasconde l'animo umano era inimmaginabile, finché non hanno cominciato a mostrarcela (soltanto in parte).<br /><br />Leggetelo qui: <a href="http://clarkesworldmagazine.com/erikson_interview.html">http://clarkesworldmagazine.com/erikson_interview.html</a> (in inglese)Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-19664607411838225102008-04-29T15:55:00.000+01:002008-04-29T18:03:53.201+01:00La bellezza che ci circonda<a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Piazza_CorneliaRomana-757283.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Piazza_CorneliaRomana-757197.jpg" border="0" /></a> <div></div><p align="center"><span style="font-size:78%;">Piazza Cornelia Romana - Trieste, aprile 2008</span></p><div></div><div>Ripensando alle ultime foto scattate, ho iniziato a riflettere sul mio viaggio in Sudamerica e sul fatto che da sempre sono capace di vedere bellezza là dove guardi, semplicemente perché è una mia inclinazione. Sono fortunato, nulla più. Non mi ritengo "bravo" o "artistico" per questo, solo fortunato. Questo ha prodotto, in passato, una traduzione della realtà nel "sense of wonder" che le mie descrizioni hanno trasmesso a più d'un lettore.<br />Ho un certo modo di guardare alle cose: mi soffermo sempre sui particolari. È una cosa che ogni volta mi ricorda un po' il sacchetto di "American Beauty" che gira su se stesso, danzando nell'aria. I particolari sono tutto, in un certo senso (e, per chi mi ha letto, sa che è difficile raggiungere il giusto equilibrio con i particolari... credo di eccedere a volte!). I particolari donano profondità.</div><div> </div><div>Ebbene, la foto qui sopra non è né più né meno che un angolo della piazzetta che dista pochi passi dal portone di casa mia (<em>nostra</em>, ossia dei due "xenofolli" di due considerazioni fa).<br />Non è bellissima?<br />Bisogna solo aver voglia di guardare con attenzione, in fondo. Basta regalarsi il tempo di gironzolare un po' una notte, anziché rincasare subito. Quindici minuti, mezz'ora. Camminare un po', fermarsi e scattare alcune foto, giocando con il mondo che ci circonda. Molto, molto semplice. Quasi troppo. Quasi, perché questo è ciò che c'è stato dato di proposito... se soltanto sapessimo riconoscerlo e sfruttarlo a dovere ogni santo giorno della nostra vita.</div><div> </div><div>Il mondo è qui per noi tutti, senza distinzione di alcun tipo. In armonia, viviamolo!<br />In un modo o nell'altro, con un po' d'astuzia, si riesce a catturarne la bellezza.<br />E viverlo davvero.</div>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-74423448314675744402008-04-28T19:57:00.004+01:002008-04-28T20:31:14.015+01:00Magia!« <em>Rodarred, l'antica capitale della Provincia AEana, era una città costituita di punte: una foresta di pini, e al di sopra delle guglie dei pini, una più aerea foresta di torri. [...] </em>»<br /><br /><div align="right"><em>Ursula K. Le Guin</em></div><div align="right"><span style="font-size:85%;"><em>I reietti dell'altro pianeta</em></span></div><div align="right"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="left">Questa è magia!</div><div align="left"></div><div align="left"><br />Ero venuto qui soltanto per dirvi questo. Per omaggiare la donna che per me resta la più grande scrittrice vivente del fantastico. Poi, m'è venuto in mente che invece potevamo fare un gioco.</div><div align="left">Vi va? Daiii! Per favore! Sarei felice se partecipaste, <em>tutti!</em></div><div align="left"></div><div align="left">Il brano qui sopra (rileggetelo dopo!) è l'inizio di un capitolo. Le due parti sottostanti sono la sua continuazione. Le tre parti, cioè, sono un paragrafo unico.</div><div align="left">Bene, detto ciò, io le ho divise così.<br />In tre.<br />C'è un perché. Anzi, un doppio perché: uno più evidente e uno più profondo. Sono sicuro, però, che è la <em>mia personalissima visione </em>della scrittura - che mi ha portato a definire quest'esempio "magia!". Per scoprirlo, vorrei che voi tentaste di dare una spiegazione dei perché, senza che io ve lo dica. **</div><div align="left"></div><div align="left"><br />Ora leggete i tre brani, partendo da quello qui sopra. Aspetto la vostra spiegazione <em>con ansia</em>.</div><div align="left"></div><div align="left"><br />E due...</div><div align="left"></div><div align="left"><br />« <em>[...] Le strade erano scure e strette, muschiose, spesso nebbiose, al di sotto degli alberi. Soltanto dai sette ponti che attraversavano il fiume si poteva alzare lo sguardo e vedere la cima delle torri. Alcune di esse erano alte cento metri e più, altre erano dei semplici germogli, come se fossero case normali andate a seme. Alcune erano fatte di pietra, altra di porcellana, di mosaico, fogli di vetro colorato, coperture di rame, stagno, oro, ornate in modo incredibile, delicate, luccicanti. </em>»</div><div align="left"></div><div align="left"><br />...e tre!</div><div align="left"></div><div align="left"><br />« <em>[...] In queste strade affascinanti e allucinanti aveva sede l'urrasiano Consiglio dei Governi Mondiali fin dall'inizio dei suoi trecento anni d'esistenza. Anche molte ambasciate e consolati presso il Consiglio e l'A-Io si raggruppavano a Rodarred, a meno di un'ora da Nio Esseia, sede nazionale del governo.</em>»</div><div align="left"></div><div align="left"><br />Ecco fatto.<br />Giocate, vi prego!</div><div align="left"></div><div align="left"></div><div align="left"><br />Un sorriso,<br />Andrea<br /><br />** (In seguito, se vorrete, in un'altra considerazione - "post"... bleah! - facciamo il gioco contrario: le suddividerete voi a vostro piacimento e spiegherete il perché.)</div>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-18056282830278609032008-04-21T14:06:00.007+01:002008-04-22T08:11:27.110+01:00Il vero silenzio<div align="center"><a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Il_silenzio-727789.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Il_silenzio-727703.jpg" border="0" /></a> <span style="font-size:78%;">La Gran Sabana</span></div><div align="center"></div><div align="left">Una delle cose che mi hanno colpito profondamente della Gran Sabana è il suo silenzio. Il <em>vero</em> silenzio, quello possibile e umanamente godibile. In quei luoghi incontaminati, il mio pensiero è corso spesso al concetto di "inquinamento acustico", in un modo talmente repentino, quasi violento, che ho provato compassione per noi, uomini civilizzati.<br /><br />Guidare la macchina noleggiata era una meraviglia, circondati su ogni lato da lande sterminate, che sembravano venir inghiottite dalle fauci di foschia dell'orizzonte. E mi sembrava quasi un delitto ogniqualvolta accendevo il motore: inquinante, rumoroso... in una parola <em>blasfemo</em> in un luogo oggettivamente sacro - uno dei pochi che non abbiamo ancora distrutto.<br />Quando mi sono fermato per scattare la foto soprastante, oltre ad altre, ho subito notato il silenzio che penetrava dai finestrini abbassati (per godere degli oltre 30° esterni, mentre in Italia una perturbazione aveva portato la temperatura a -10° e a Trieste Bora a oltre 100 Km/h...).<br />Respirando aria pulita e odorando natura tropicale, per la prima volta ho capito cosa sia il silenzio: una cosa meravigliosa, quasi soffocante nella sua soverchiante purezza. Una presenza incombente e totalizzante.<br /><br />Bizzarro, però, perché il silenzio <em>non era</em> silenzio.<br /><br />Osservando quel panorama, mi sono accorto di cosa abbisogni l'uomo, quando parla di silenzio.<br />Ai nostri piedi e a perdita d'occhio, la negretta e io avevamo macchie densissime di vegetazione tropicale (perlopiù palme), tra le cui fronde vivevano allegramente <em>milioni</em> di uccelli. Il loro canto echeggiava, ripetuto, allegro, a tratti quasi roboante.<br />Eppure il mio orecchio, e la mia anima, percepivano <em>silenzio!</em><br /><br />Mi è chiaro, ora, ciò di cui abbisognamo e ciò che, in pratica, drammaticamente <em>non abbiamo</em> se non in qualche valle sperduta tra le numerose, sorprendenti montagne della nostra penisola.<br />Abbisognamo dell'assenza del rumore dell'Uomo, quel sottile, disgregante e inaridente chiacchiericcio di oggetti inanimati e meccanici. Quel sordo rumore che passeggiando in Carso, sopra Trieste, io sento in sottofondo, come una maledizione che mi segue. Quel rumore sottile e irritante che mia sorella, non più tardi di ieri, ha definito "che pace!" in un parco di Portogruaro e che io, per l'ennesima volta da quando sono tornato, considero un goffo tentativo di nasconderci la verità da soli: siamo prigionieri del chiasso, produttori di rumore e schiavi del nostro stesso male (chi di noi può rinunciare a tutti gli oggetti che quel chiacchiericcio producono? Pochi, molto pochi - e io non sono tra loro).<br /><br />Chi ha udito il vero silenzio sa che non esistono più le frasi come "tenterò di dimenticarmi del lavoro" o un più sano "tenterò di rilassarmi". Nel <em>vero</em> silenzio ci si dimentica di qualsiasia cosa spiacevole e ci si rilassa <em>naturalmente, all'istante</em>.<br />Meraviglioso averlo vissuto.<br />Triste non poterlo rivivere qui, da Uomini in terra.</div>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-15186758117687547402008-04-15T08:00:00.000+01:002008-04-15T15:50:30.562+01:00Una riflessione sulle elezioni<div align="center"> </div><div align="center"><a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Nosotros-765705.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Nosotros-765621.jpg" border="0" /></a><span style="font-size:78%;"> Questa è la mia risposta a tutti gli italiani che hanno votato Lega Nord.</span></div><br /><div align="center"><span style="font-size:78%;"></span></div><div align="center"><span style="font-size:78%;"></span></div><div align="center"><span style="font-size:78%;">Fine della sintesi.</span></div>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-89222249736787945972008-04-14T11:03:00.003+01:002008-04-14T11:33:37.840+01:00Un passo verso la crescita professionaleIeri, leggendo on-line Locus Magazine, la rivista più conosciuta negli Stati Uniti (e, credo, nel mondo) che si occupa di fantascienza, fantasy, horror e derive di genere fantastico, ho notato un punto debole di noi autori italiani.<br />Sarà l'ambiente rissoso, sarà la nicchia in cui siamo (ancora) relegati, ma ritengo che il nostro atteggiamento dovrebbe essere più maturo e consapevole.<br /><br />Mi spiego.<br />Gli autori d'oltremanica e d'oltreoceano, forti di un ambiente considerato degno - perché il genere all'estero è visto come letteratura, non come narrativa di serie B -, si occupano di tematiche interessanti, scrivendo articoli che non riguardano soltanto la scrittura (quasi mai banali), ma la vita in generale (che è il centro attorno al quale gravita qualsiasi scritto che meriti l'appellativo di "letteratura").<br />La mia impressione è che in Italia, invece, finora ci si sia occupati troppo di questioni secondarie, come quella delle vendite e della visibilità, che, seppur importanti, sono secondarie rispetto allo spessore degli autori che vogliono vendere e conquistarsi visibilità (almeno, a me sembra così). Troppe energie sono state spese in una direzione sbagliata, partecipando o addirittura iniziando diatribe sterili che fanno male al movimento - tutto tempo letteralmente sprecato.<br /><br />Il mio è un appello: <i>cambiamo totalmente registro, ragazzi!</i><br />Personalmente sono reo della colpa sopra evidenziata, nonostante abbia contemporaneamente portato avanti, e con forza, un dialogo anche costruttivo con i lettori e gli stessi autori (prima con "Un nuovo mondo", poi tentando di rispondere sempre con trasparenza e riflettendo nei miei interventi sui forum, ad esempio).<br />È da un po' di tempo che seguo con regolarità giornaliera i blog di molti autori (grazie a un RSS reader, altrimenti sarebbe improponibile...). Lo spessore c'è tutto: molti scrivono considerazioni che meritano attenzione e più d'una volta sono intervenuto direttamente. Lo stesso faccio con alcuni lettori che palesano una cultura del fantastico degna di nota. Non disdegno nessuno, se non chi parla male sistematicamente: troppo facile.<br />Cosa propongo, in sostanza, non è soltanto di evitare e non alimentare le diatribe che regolarmente spuntano in rete. Propongo di essere attivi, d'impegnarsi nel dire la propria sulla scrittura e guardando alla vita, in modo profondo, serio, trasmettendo i perché della nostra attività e favorendo un dialogo finalmente <i>maturo</i>.<br />Chi mi segue da un po' sa che l'ho sempre fatto, per un semplice motivo: per me scrivere è un'attività dannatamente seria, senza la quale non sono capace di vivere bene. E, sia chiaro, continuo a credere che sia il caso di difendersi in certi casi, perché ignorare non è sufficiente. Mentre noi ignoriamo, i detrattori e chi sputa sul fantasy italiano non si ferma. Ma tenterò di soprassedere <i>sempre</i> in futuro: lo prometto!<br />Dobbiamo essere attivi. Noi non abbiamo una rivista di riferimento come Locus Magazine, ma possiamo sempre "creare movimento" tra noi, frequentando i nostri blog, attirando sempre più lettori e non chiudendoci a riccio, guardando all'autore vicino con senso di fratellanza e comunanza, realmente aperti, senza pensare soltanto al proprio piccolo orticello.<br /><br />Insomma, diamoci da fare per primi, senza star lì a pensare a quante cose ingiuste vengono scritte e dette su di noi.<br />Siete d'accordo? E volete agire in questo senso?<br />Prossimamente voglio farvi una piccola sorpresa, cari autori italiani... il tempo è tiranno, ma non cederò!<br /><br /><br />Un sorriso,<br />Andrea<br /><br />P.S.: in ogni caso, occasioni per esprimerci ci sono. La prima che mi viene in mente è proporre nostri articoli (se qualcuno non l'ha già fatto) a riviste come Terre di Confine, di ottima fattura e curata da un sacco di gente appassionata, o come quella di Yavin4: gente volenterosa non manca.<br />In un certo senso "il movimento siamo noi", ma dobbiamo muoverci!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-13734563678312642302008-04-06T13:14:00.004+01:002008-04-06T13:19:13.013+01:00Il giorno dopo - Capitolo XVNuova blog-considerazione deviata: Capitolo XV ultimato.<br /><br />Nuova considerazione nel mio Diario. A considerazioni sul capitolo ho aggiunto altre questioni, che forse meriterebbero una trattazione più estesa. Ma d'ora in avanti mi sono imposto di non perdere tempi in chiacchiere e di scrivere il più possibile. Discutiamone insieme, se volete, a partire da qui.<br />Leggete e tornate a commentare qui, se vi aggrada.<br /><a href="http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm#060408">http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm</a>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-28188939159630523502008-04-03T08:04:00.005+01:002008-04-03T10:20:35.970+01:00Il fantasy italiano è nato morto, molti credono.Non sono tra questi ferventi credenti.<br /><br />Oggi Fantasy Magazine pubblica le nuove uscite comunicate dalle case editrici italiane che si occupano (anche) di fantasy. I primi due titoli sono di Asengard e Armenia ed entrambi hanno suscitato il mio interesse.<br />Il romanzo di Mariangela Cerrino non pare particolarmente originale leggendo la quarta di copertina, anzi! Tuttavia l'autrice è una donna colta - oltreché estremamente garbata e gentile - ed è una garanzia per quanto concerne la qualità della prosa. La Signora Cerrino è indubitabilmente brava: sento di poter mettere la mano sul fuoco <em>prima</em> di leggere una sola riga del suo romanzo. Ciò che m'incuriosisce di questa sua nuova opera, dunque, è che va in una direzione molto classica, cosa che lei - a mia memoria - non ha mai sperimentato.<br />Il romanzo di Solomon Troy Cassini (un nome d'arte, direi - forse mi sbaglio, ma non credo, data anche la natura della casa editrice), invece, mi pare piuttosto originale sulla carta. L'ambientazione lo è al di là di ogni dubbio: il mondo reale a noi vicino (Austria - <em>molto </em>vicino a dove vivo, Trieste) infarcito di elementi fantasy (passaggio verso altri mondi). In questo caso si dovrà verificare la qualità del testo, poiché l'autore non lo conosco, né ho mai letto nulla di suo. Ma, anche in questo caso, sommando gli elementi a disposizione, la quarta di copertina ha suscitato il mio interesse.<br /><br />Vogliamo aggiungere a questo il recente passato?<br />Abbiamo un Riccardo Coltri, che scrive attingendo a piene mani alla mitologia italica. Abbiamo un Luca Tarenzi, che scrive narrativa fantastica molto vicina a Gaiman. Abbiamo Michele Giannone, che affronta con successo ambientazioni di difficile resa come un matriarcato. Abbiamo Fabiana Redivo che ha scritto in tempi record una saga di sei romanzi che attinge alla cultura classica che le è propria e che strizza l'occhio a David Eddings. Infine, abbiamo un Andrea D'Angelo che scrive romanzi d'ambientazione puramente fantasy che però guardano esplicitamente al mondo reale. E <em>tutti</em>, includendomi, capaci di una buona prosa.<br />Grande varietà di temi e di approcci.<br />Infatti abbiamo - ma non li ho letti e quindi non posso giudicare -, autori nuovi e prolifici, come quelli pubblicati da Asengard, da Fabbri, da Fanucci. Li cito a memoria: Uberto Ceretoli, Ester Manzini, Marco Davide, Antonia Romagnoli, Laura Iuorio. Per i più giovani abbiamo Licia Troisi, Francesco Falconi, Fabio Cicolani, Silvana De Mari.<br /><br />Insomma, a me sembra che pensare puro sfruttamento commerciale di pessima qualità questo fiorire d'autori sia pessimismo (e fastidio) allo stato puro. Siamo proprio sicuri che da tutto questo, se ancora non c'è la qualità sperata e agognata, non ne verrà? Davvero non vedere che questo ribollire, questo crescente entusiasmo degli autori stessi, che infine hanno possibilità concrete di esprimersi pubblicamente e, quindi, di <em>crescere</em> professionalmente... insomma, <em>non vedere </em>che tutto questo è soltanto l'inizio di qualcosa a me sembra non soltanto miope, ma ottusamente cocciuto.<br /><br />Da quando sono stato edito, fin dalla mia prima, controversa (e unica) apparizione all'Italcon, ho sempre sostenuto che buoni autori esistono: basta cercarli seriamente e dare loro fiducia. Mi è sempre stato risposto che è come cercare un ago in un pagliaio, anche dal mio stesso editore. Non ero d'accordo e non lo sono tuttora. Come non sono d'accordo col disfattismo che ha regnato fino a un po' di tempo fa.<br />Un nuovo regno si sta affacciando ed è fatto da persone che cominciano a guardare con interesse al fantasy italiano, anche <em>dopo</em> averlo provato. Che siano tutti dei decerebrati incapaci di giudicare quanto leggono?<br />Personalmente guardo in avanti, <em>sempre</em>. Chi vuole guardare al passato, piangendo sul latte versato, faccia pure: è suo inalienabile diritto farlo, ma mi dispiace per lui.<br /><br />Sto dicendo che si <em>devono</em> leggere autori italiani? Assolutamente no! Non si legge ciò che non si vuole leggere. La scelta dei libri e degli autori è una delle poche cose che questa società ci lascia ancora la libertà di fare (anche se, in un certo senso, alcuni davvero bravi sono quasi introvabili ed è poco democratico - e molto prono a una logica capitalistica, che ha vantaggi <em>E</em> svantaggi).<br />Tutti liberi, insomma. Ma che il Regno dei Disfattisti sappia che la Lega dei Volenterosi sta avanzando, forse con un esercito ancora debole, ma avanza e conquista territorio.<br /><br />Il bambino sembrava morto, poi ha cominciato a piangere.<br />E' vivo. Lo dico da tempo: è vivo e cresce sano!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-18904242090337301162008-03-27T16:47:00.006+01:002008-03-27T16:57:51.441+01:00Dove sono stato?<div align="center"> </div><div align="center"><em>Qui!</em></div><div align="center"> </div><div align="center"><a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/AbismoYo-721900.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/AbismoYo-721874.jpg" border="0" /></a><span style="font-size:78%;">El Abismo (y Yo)</span><br /></div>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-31230603926727051372008-02-28T13:54:00.006+01:002008-03-27T16:54:46.153+01:00Miss VenezuelaCari ragazzi,<br /><br />parto per il Sudamerica. Esco dall'Europa per la prima volta. Sorvolerò un oceano e atterrerò su un altro pianeta, completamente diverso da quello che mi ha sempre circondato. E' quasi come andare sulla Luna, a ben pensarci.<br />Starò in Venezuela per un mese. Tanto, poco. Meraviglioso in qualsiasi modo la si pensi.<br />Attendevo questo momento da una vita, sempre sognando la Patagonia. Nella mia ignoranza crassa non sapevo dell'esistenza di altri luoghi d'incontaminata bellezza, che fanno sentire l'uomo per quello che è: il centro di qualcosa, ma un centro praticamente insignificante.<br />Non so cosa sarà di me dopo questo viaggio. Certo è che mi cambierà - oltreché, come tutti i viaggi, arricchirà (e poi ci si chiede perché il viaggio nel fantasy è tanto sfruttato: è una delle cose più belle della vita!). <em>Quanto</em> mi cambierà è da vedersi, ma so fin d'ora che è un viaggio fondamentale per la mia esistenza, per il mio modo di guardare al mondo, per ciò che sto scrivendo (il cui piccolo indizio è contenuto nella colonna sonora di qualche blog-considerazione fa).<br /><br />Così, in compagnia della "mia" Miss Venezuela, guidato e condotto per mano in luoghi incantevoli, affronterò una volta di più e con più forza il sentimento che negli ultimi anni mi spinge alla scrittura: la multirazzialità, la fratellanza, l'evoluzione dell'essere umano in direzione dell'uguaglianza.<br />Se esiste un perché, un fine inintellegibile, in tutto quello che mi è accaduto negli ultimi tre anni, allora lo identificherei con una sola espressione: <em>crescita interiore</em>. Banale, direte voi. Non la pensereste alla stessa maniera se sapeste - quindi soprassiedo.<br /><br />Di recente ho riscontrato come le persone abbiano di me un'immagine completamente distorta e che, invece, la stragrande maggioranza di quelle che mi hanno conosciuto di persona, approfondendo un po', han finito per volermi bene. Non so perché mi sta succedendo questo, ma lo considero un dono, qualcosa che <em>non devo e non posso sperperare</em>. Sono grato, molto grato. Dal dolore, la gioia. E la tolleranza, una migliore comprensione. Un po' nebuloso, ma la vita è così: sempre poco chiara, finché non si abbatte su di te come un acquazzone, lasciandoti fradicio a filosofeggiare.<br />Insomma, parte un Andrea, ne tornerà un altro. Migliore, spero. Sicuramente più ricco.<br /><br />In questo momento della mia vita sono felice - oltreché emozionato al limite della paura.<br />In fondo, mi dico, sto per vivere il mio fantasy in prima persona... <em>il mio viaggio</em>.<br /><br /><br />Ciao ragazzi, a presto.<br />Un sorriso,<br />AndreaParaohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-77145805243450239932008-02-19T14:22:00.003+01:002008-02-19T14:54:30.974+01:00NauseaÈ da tempo che ho detto basta alla nausea. Purtroppo ogni volta c'è qualcuno che fa breccia in me, strappandomi alla tana in cui me ne sto al calduccio. Ebbene, lo scrivo qui a chiare lettere: nessuno, <em>mai più</em>, mi strapperà al calduccio della mia tana!<br /><br />Non m'interessa Fantasy Magazine.<br />Non m'interessa Fantasy Gamberi.<br />Non m'interessa chi parteggia per l'uno o per l'altro.<br />Non m'interessa schierarmi o battermi ancora.<br />Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia.<br />Non m'interessa l'opinione altrui quando infarcita di maleducazione.<br />Non m'interessa cosa pensano i lettori di me.<br />Non m'interessa cosa pensano gli scrittori di me.<br />Non m'interessa cosa pensa l'editore di me.<br />Non m'interessa alcunché oltre alla mia vita e a quella dei miei cari.<br /><br />Il resto è un di più, perché già così faccio molta fatica a star dietro a questa gran stronza che è la vita.<br /><br />Quindi che Fantasy Magazine faccia da sé.<br />Che i Fantasy Gamberi facciano da sé.<br />Che i parteggiatori parteggino per chi gli pare.<br />Che io me ne resti fuori.<br />Che l'ipocrisia si arrovelli su se stessa.<br />Che la maleducazione crei attorno a sé il mondo che semina.<br />Che i lettori pensino a loro stessi.<br />Che gli scrittori facciano altrettanto.<br />Che il mio editore si limiti a giudicare i miei scritti.<br />E che la mia vita possa finalmente procedere fluidamente, in compagnia dei cari.<br /><br />Nell'ultimo anno ho <em>imparato </em>qualcosa.<br />Ho visto come può finire una vita cara: distrutta pezzo a pezzo, consumata, umiliata, straziata. Spesso il cerchio si chiude in un modo che è vano descrivere - come ho appena fatto. Bisogna essere presenti per capirne le infinite sfumature di dolore e assoluzione.<br />Accrescitivo: era la vita che mi ha dato vita.<br /><br />Questo significa una cosa sola: chiunque venga qui in pace, entri.<br /><em>Tutti</em> gli altri si tengano alla larga da me.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-30299260652413158032008-02-08T16:46:00.000+01:002008-02-08T17:16:28.301+01:00Concorso Fantasy Magazine annullatoApprendo ora, leggendo il forum di Fantasy Magazine, che il concorso è stato annullato.<br />Per non ingenerare confusione, preferisco riportare le testuali parole di Franco Clun: «<em>Saranno resi i 20 euro d'iscrizione a tutti i partecipanti del concorso. Ci riserviamo comunque di scegliere fra le migliori opere e di proporre contratti di pubblicazione. Stiamo decidendo se proclamare comunque un vincitore.<br />Le schede, con un po' di pazienza, saranno comunque inviate a chi ne farà richiesta.</em>»<br /><br />Ho abbandonato il forum da un po'. Lo leggo di tanto in tanto, ma la mia ormai cronica mancanza di tempo libero necessitava di soluzioni estreme, mio malgrado. Detto questo, mi preme sottolineare qui in casa mia ciò che è il "mio sguardo" sul concorso in oggetto.<br /><br />Sono stato contattato da Franco Clun all'inizio e ho accettato di leggere e valutare i tre finalisti. Esatto, avete letto bene: tre. Allora fu una decisione sofferta, perché, come Franz sa bene, avevo già problemi di tempo.<br />In seguito i finalisti sono stati portati a dieci, a qualche mese di distanza. Lo appresi direttamente dal forum e mi chiesi se intervenire direttamente e "tirarmene fuori": leggere dieci romanzi, per me che sono un <em>bradipo-lettore</em>, è cosa molto impegnativa da farsi in tempi accettabili.<br />Poi il tempo è passato e, per motivi che comprendo, la casa editrice è infine giunta a questa decisione - immagino sofferta.<br /><br />Ora, mi preme sottolineare che con un tale ritardo e, soprattutto, con una simile mole di valutazioni in più (7), non avrei accettato di leggere e valutare i finalisti. Mi sembra giusto esternarlo, anche se a concorso annullato potrei tenere la tacita decisione per me. Anche perché è il caso di sottolineare una volta di più la mia indipendenza e il fatto che il mio nome - per quel poco che vale - non può essere usato a piacimento, cambiando le regole del gioco in corso.<br />Sebbene ritenga al limite dell'isterismo gli interventi di protesta di alcuni utenti del forum e partecipanti al concorso, ho riscontrato anch'io una pessima gestione delle comunicazioni da parte della Delos Books. Una cosa che scrivo col cuore pesante, perché considero Franz un amico e ne stimo il lavoro.<br />Cosa che comunico ufficialmente qui, oltre tutto: per mesi non ho sentito nessuno, non sono stato aggiornato, tanto quanto voi. E ho deciso di comunicare la mia decisione allo stesso modo: per conto mio, senza tener conto degli altri.<br /><br />Ad ogni modo, ragazzi, <em>io non avrei valutato le vostre opere finaliste</em>. Dieci sono troppe ed è inutile nascondersi dietro un dito: non ho tutto questo tempo, dal momento che non riesco nemmeno a leggere e scrivere ciò che mi preme. Sarebbe stata anche una decisione ragionata e a vostro favore: dopo aver atteso così tanto, perché costringervi ad attendere ancora di più per permettermi di leggere bradipamente i manoscritti?<br />Accolgo l'annullamento del concorso con sollievo, dunque, e vorrei far presente a tutti il lato <em>estremamente</em> positivo della decisione: non c'è più il vincitore soltanto che raggiungerà la pubblicazione, bensì, volendo interpretare le parole di Franco Clun, tutti coloro i quali la Delos Books riterrà degni - e aver allargato la rosa dei finalisti da tre a dieci a me fa pensare che i meritori, su oltre 100 romanzi, non fossero pochi.<br /><br />Insomma, buona fortuna a tutti!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-27507055032171661772008-02-06T16:28:00.000+01:002008-02-06T16:34:52.006+01:00I migliori romanzi italiani di fantasyQuesta classifica è la mia visione dello stato attuale, precisando che mi mancano parecchi autori nostrani. La aggiornerò di volta in volta, man mano che leggerò.<br />Dal migliore al peggiore. E, per una volta tanto, gioco d'anticipo: includo anche i miei... pur essendo un'operazione difficile.<br /><br />Zeferina - Riccardo Coltri<br />La Rocca dei Silenzi - Andrea D'Angelo<br />Pentar - Luca Tarenzi<br />La Fortezza - Andrea D'Angelo<br />Il segreto di Krune - Michele Giannone<br />L'arcimago Lork - Andrea D'Angelo<br />La pietra degli elementi - Fabiana Redivo<br />Il libro dell'Impero - Adalberto Cersosimo<br />Amazon - Gianluigi Zuddas<br />Il seme perduto - Fabiana Redivo<br />La setta degli assasini - Licia Troisi<br />Il figlio delle tempeste - Fabiana Redivo<br />Le sette gemme - Andrea D'Angelo<br />L'eterno sogno - Daniele Bonfanti<br />La lama nera - Dario de Judicibus<br />Il segno dei ribelli - Rossella Romano<br />Estasia - Francesco Falconi<br />Nihal della Terra del Vento - Licia Troisi<br />Il respiro delle montagne - Ornella Lepre<br /><br />La classifica è stata buttata giù al volo, quindi può essere che ripensi a certe posizioni. I miei romanzi sono in posizioni alte, ma è piuttosto ovvio: amo ciò che scrivo. La loro posizione è più che altro dovuta a una (vaga) riflessione sulla tecnica e sull'originalità e potenza dell'affresco. Ed ecco che, in tutta sincerità, <em>La Rocca dei Silenzi </em>lo considero secondo al solo, piccolo Zeferina, che è troppo originale e ben scritto per metterlo al di sotto. Poi, al mio esercizio di sincerità, sovrapponete il vostro, senza patemi d'animo. Ma dovevo collocarmi, per dire come la penso in generale. Credo, a tutt'oggi, che tra gli autori italiani recenti un romanzo come <em>La Rocca dei Silenzi</em> non sia stato scritto. Attendo con grande ansia soprattutto Riccardo Coltri e Michele Giannone, il primo reo di non avermi ancora fatto godere con un romanzo lungo, il secondo che m'è parso racchiudere in sé il potenziale maggiore. C'è poi il bravissimo Luca Tarenzi, molto originale, che però si cimenta con un fantasy un po' fuori dalle righe, alla Gaiman, che io non bramo di leggere. Ma ha stoffa da vendere. Naturalmente, ricordando la sua prosa deliziosamente scorrevole, attendo al varco Fabiana Redivo (di cui non ho letto colpevolmente la seconda trilogia) e i nuovi progetti di Licia Troisi (che si è molto migliorata tecnicamente con la seconda trilogia, di cui ho letto il primo romanzo) e Francesco Falconi (che nel finale del suo Estasia m'è parso in piena forma e la cui fantasia è fuori discussione).<br /><br />Prossimamente devo leggere un bel po' di romanzi italiani: Uberto Ceretoli ed Ester Manzini della Asengard, devo terminare Fabrizio Valenza, affrontare Sergio Valzania e Morgan Fairy (pseudonimo di Angela P. Fassio). Mi incuriosisce un trittico di autrici: Milena Debenedetti, Laura Iuorio e Antonia Romagnoli - considerando che nel fantastico i miei autori preferiti sono <i>autrici</i>, immagino per una questione di sensibilità affine, ne sono attratto ancora di più. <i>E così via...</i> In linea di massima qualsiasi esordiente italiano (e non) mi attira.<br />Ci sono, poi, tanti giovani di belle speranze - alcuni davvero promettenti - che mi piacerebbe trovare in libreria (e sarei felice di spingere più in basso, in classifica, tutti i miei romanzi!).<br /><br />E' il momento giusto.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-13508896135567167962008-01-31T12:26:00.000+01:002008-01-31T14:00:01.833+01:00UtopiaVerrà mai il giorno in cui nessun politico si permetterà di parlare in mio nome?<br /><br />In base a cosa i Signori della Politica si arrogano il diritto di parlare a nome di maggioranze assolute, quando non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa pensino loro stessi (dal momento che si contraddicono di continuo)?<br /><br />[Daniele Silvestri]<br /><em>Il mio nemico non ha divisa</em><br /><em>Ama le armi ma non le usa</em><br /><em>Nella fondina tiene le carte visa</em><br /><em>E quando uccide non chiede scusa</em><br /><em></em><br /><em>Il mio nemico non ha nome</em><br /><em>Non ha nemmeno religione</em><br /><em>E il potere non lo logora</em><br /><em>E il potere non lo logora</em><br /><em></em><br />Come dicevamo a suo tempo, i miei amici e io, le prossime elezioni “<em>andemo tuti a Premantura!</em>”.<br /><em>Premantura</em> è la punta dell'Istria, in territorio croato, ed è un piccolo angolo paradisiaco a un'ora e mezza da Trieste.<br />Per il ponte del 2 giugno di solito siamo sempre lì. Il primo mare dell'anno, il sole, i colori della terra libera e selvaggia di un parco nazionale. Speriamo che ci siano le elezioni <em>proprio</em> in quel periodo: sarebbe una bella soddisfazione tuffarsi in acque cristalline mentre gli italiani s'illudessero, ancora una volta, che il loro voto cambierà le cose.<br />Non mi applicherò più in questo esercizio di democrazia, nonostante il voto sia un diritto conquistato col sangue, storicamente. È nel contempo orribile e terribile che questa classe politica l'abbia svilito tanto da farlo apparire come un sondaggio sulla capacità d'illudersi di un intero popolo. Alla fine si sa quale percentuale crede ancora a questi cialtroni (quando va bene).<br /><br />In questi momenti, leggendo un simile profluvio di dichiarazioni meschine, contornate da molte volgarità diverse, mi chiedo perché mai voglio ancora scrivere fantasy, parlando di ideali e valori. Mi chiedo, insomma, se abbia ancora senso.<br />L'unica cosa che ha valore ai miei occhi, ormai, della nostra società parlando, è la famiglia.<br />Ah, sì, e Premantura, naturalmente!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-84241017458756695982008-01-27T15:18:00.000+01:002008-01-28T13:39:01.667+01:00Lo spirito de Il giorno dopoIeri ho trovato la colonna sonora che mi aiuterà molto nella scrittura de <em>Il giorno dopo</em>.<br />Si tratta di qualcosa che ho scoperto per puro caso, ma che calza a pennello. Appena l'ho sentita, infatti, ho capito che dovevo usarla.<br /><br />Lo spirito che mi anima, quando scrivo, è diverso a seconda del romanzo. L'ultimo mio scritto è <em>La Rocca dei Silenzi</em>, e ripensando a ciò che mi animava allora capisco quanto sono cambiato negli ultimi tre anni. Tre anni di silenzio, di sofferenze e gioie, di turbamento e serenità. L'Andrea che si riproporrà agli editori sarà molto diverso. Non necessariamente nel risultato scritto, anche se esperienza m'insegna che la mia personale evoluzione si vedrà chiaramente, perché io scrivo spinto dall'animo, con un impulso letterario genuino. Il che non significa, ancora, che questo si traduca in letteratura.<br /><br />Ebbene, lo spirito alla base di questo mio nuovo scritto è chiaro: ascoltate, se ne avete modo, <em>Millennium - Tribal Wisdom and the Modern World</em> di Hans Zimmer. Solo quella musica può spiegarvi, a grandi linee, cosa mi anima durante la stesura de <em>Il giorno dopo</em> e cosa, fin dalla revisione de <em>La Rocca dei Silenzi,</em> ho pian piano maturato.<br /><br />Come ho detto in altra considerazione,<em> I Silenzi</em> sono romanzi volti al presente, pur se fantastici, e proiettati, aggiungerei, verso un ideale concreto, anche se probabilmente utopico. Probabilmente, sì, non <em>sicuramente</em>. Mi infastidisce l'idea che un sogno non possa avverarsi. Altrimenti si chiamerebbe "illusione". E questo non spetta a me giudicarlo, né ad altri.<br />Lo spirito è quello di Millennium, il procedere è quello del bradipo. In un certo senso sento che questo è il passo giusto: scrivere vivendo. Non c'è altra soluzione, ormai. La mia vita è cambiata e ha preso una direzione ben precisa, quasi impossibile da spiegare.<br />E in quella direzione vado, vivendo, amando, scrivendo.<br /><br />Per ascoltare qualche decina di secondi per brano, giusto per farsi un'idea, vi rimando alla pagina di Amazon.com: <a href="http://www.amazon.com/Millennium-Tribal-Wisdom-Television-Documentary/dp/B00000HYCV/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=music&qid=1201523594&sr=1-1" target="_blank">http://www.amazon.com/Millennium</a>Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-7992524114406195842008-01-17T17:57:00.000+01:002008-01-24T11:39:40.209+01:00Classifica dei peggiori 10 autori fantasyBene, affronto questa spinosa questione.<br />Chi mettere tra i peggiori? E secondo che criteri? Questo non è il momento di dirlo.<br />Basti la mia personalissima classifica: dal peggiore al migliore dei peggiori.<br /><br />David Eddings<br />Richard Awilson<br />Ornella Lepre<br />Licia Troisi (romanzo d'esordio)<br />Nancy Varian Berberick<br />Anne McAffrey<br />H.P.Lovecraft (il suo fantasy)<br />Terry Goodkind<br />Harry Turtledove<br />Anselm Audley<br /><br />Il piatto è servito.Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-33941859191413199902008-01-11T13:38:00.000+01:002008-01-11T19:03:46.418+01:00Classifica dei migliori 10 autori fantasySecondo il mio personalissimo gusto, ovviamente.<br />E rigidamente in ordine di preferenza.<br /><br />Ursula K. Le Guin<br />John R. R. Tolkien<br />Steven Erikson<br />Celia S. Friedman<br />Robin Hobb<br />Michael Scott Rohan<br />Glen Cook<br />David Gemmell<br />China Mieville<br />George R. R. Martin<br /><br />Non ho letto ancora nulla di alcuni autori che sono certo potrebbero inserirsi in questa classifica in continuo divenire: Robert Jordan, Tad Williams (introvabile, se non a cifre oltremodo esose), Paul Edwin Zimmer (mi manca il primo romanzo della sua trilogia), Greg Keyes (attendo l'uscita del quarto), Scott Bakker (devo ordinarlo) e Scott Lynch (ce l'ho!), Fritz Leiber (ce l'ho!), Jack Vance (ho Lionesse!). Questi sono quelli che, a naso, mi sembrano i migliori candidati a sconvolgere la classifica nel prossimo futuro.<br /><br />Ho dovuto escludere autori come Raymond E. Feist, Weis & Hickman, Neil Gaiman, Michael Moorcock, Roger Zelazny, Poul Anderson e altri, che ora non ricordo più (ma che prima ho scartato... :).<br /><br />In questi giorni sto leggendo Ursula K. Le Guin, "I reietti dell'altro pianeta", che mi mancava e che so a priori essere un capolavoro. In ogni caso, già dalle prime cinquanta pagine lo si capisce.<br />Tra gli italiani m'incuriosiscono i romanzi della Asengard e l'ultima italiana edita da Fanucci. Leggere, leggere, leggere...<br /><br />E intanto continuo per la mia strada, felice di avere l'imbarazzo della scelta in tutti i sensi.<br /><br />Prosit!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-88204990715801858892008-01-07T15:55:00.001+01:002008-01-07T17:59:23.620+01:002008Buon Anno a tutti.<br />Che il 2008 sia per voi un anno di crescita interiore.<br /><br />Questa è una piccola blog-considerazione personale. Così, tanto per segnalare il mio rientro dalla Germania, dal mondo fatato delle montagne e dei boschi di conifere innevati, dei riposi e del sereno stare insieme.<br />Ho buoni propositi, per il 2008. A differenza di molti, credo che fare il punto della situazione all'inizio dell'anno - o alla fine - sia una cosa giusta. Certo, dev'essere un atteggiamento propositivo che preceda un serio impegno.<br />Non vi parlerò dei miei buoni propositi. Troppe volte ho detto e poi non mantenuto, per cause di forza maggiore o per pura, dannata accidia. Quello che posso dire e in un certo senso promettere, però, è il mio serio impegno a progredire, non soltanto di scrittura parlando.<br />I progetti sono molti e tutti piuttosto impegnativi. Spero di riuscire a realizzarne i due terzi. Già così sarei felice.<br />Spero la mia fede mi sorregga e sostenga. Spero che ciò che ho vissuto durante l'anno passato dia finalmente frutti positivi, porti a una solida maturazione interiore, faccia emergere infine la chiara certezza che a qualcosa sia valso.<br />In realtà, tale certezza l'ho già percepita in me. Quanto mi manca, ora, per darmene prova inconfutabile, è applicare l'esperienza a una impegnata, appassionata concretezza.<br /><br />Quindi, di nuovo, che il 2008 vi porti crescita interiore.<br />Null'altro conta, a conti fatti.<br /><br />Auguri di cuore a tutti voi.<br />Un sorriso,<br />Andrea<br /><br />P.S.: controllate le ultime discussioni, ho risposto ai vostri cari messaggi con molto ritardo... ma ho risposto!Paraohttp://www.blogger.com/profile/08976834091428022652noreply@blogger.com