tag:blogger.com,1999:blog-4997254462851259932009-06-30T19:56:42.389+02:00Movimento As.sur.do.Questo blog si propone di offrire una riflessione problematica, per la maggior parte con un taglio filosofico, sugli aspetti più importanti dell'attuale società occidentale. Politica, cultura, pubblicità, immaginario, arte, scienza, visti sotto un'ottica genuinamente critica.Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.comBlogger206125tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-3579824386572021272009-06-28T15:50:00.000+02:002009-06-28T15:55:46.403+02:00Mazzarò<div style="TEXT-ALIGN: justify">Non siamo d'accordo con la visione di chi col concetto di signoraggio vorrebbe definire l'attività bancaria in genere. Resta comunque il fatto che, in un paese come l'Italia, le banche (insieme anche ad alcune industrie appartenenti alla passata rivoluzione industriale, vedi Fiat) tengono le redini dello stato e delle istituzioni, con pochi margini di autonomia di quest'ultimi rispetto a una politica meno "amerikana". Il video che qui presentiamo mostra, con una visione sintetica ed efficace, sottolineata da una bella canzone di Caparezza, di come gran parte del patrimonio industriale del paese sia stato svenduto alle banche, in prima subordinazione italiane e, in seconda subordinazione, americane, in particolare Goldman Sachs, etc. La cosiddetta privatizzazione dell'Italia, iniziata negli anni Novanta ad opera di personaggi come Prodi, Draghi, Ciampi, etc (a questo proposito si cerchi su internet la parola "panfilo Britannia", e se ne scopriranno delle belle) sta portando ai risultati che sappiamo. La crisi in Italia è iniziata molto prima che in altri paesi europei per via proprio di quelle privatizzazioni che hanno impoverito fortemente il paese devastando il suo tessuto industriale e rendendolo così dipendente da i padroni dell'emisfero occidentale, gli Usa, poichè le principali banche italiane alla fin fine sono subordinate proprio alle banche "amerikane". Un paese senza industria, o con un'industria incapace di proporsi, è un paese servo; è un paese che può solo subire l'influenza esterna di altri paesi. Ma tale dipendenza non solo è economica , ma anche politica e culturale. La devastazione infatti si manifesta in diverse forme e su tutti i piani. Purtroppo tutto questo il video che vi proponiamo non lo dice. Si limita solo a parlare di banche<span style="font-size:85%;">1 </span>e nulla più di questo. Perciò pecca di astrattismo e la sua "verità" è solo una mezza verità. Comunque, buona visione a tutti.<br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8ZdU1VsuKTE&hl=it&fs=1&"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/8ZdU1VsuKTE&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br /><br />Note.<br />1 - Riguardo le banche si potrebbe muovere un'altra critica al video e, in genere, a chi parla di "signoraggio". La banca non è qualcosa di neutro, ma è sempre un' istituzione legata agli interessi di un certo paese. Se fosse qualcosa di neutro, alla maniera dell'impero negriano, avremmo davvero frainteso la realtà capitalistica, che non è mai neutra, nel senso di a-nazionale. Infatti, la neutralità di cui si parla è un concetto che occulta i reali rapporti di dominio. In realtà, le banche sono, come la politica, degli strumenti di cui si serve un certo paese dominante per favorire il suo dominio su altri paesi. Perciò la loro azione dipende dal paese in cui si trovano. E tutto ciò dipende in ultima analisi da come si dispone questo paese nello scacchiere internazionale. Se quest'ultimo è un paese in cui la politica ha un piccolissimo margine di autonomia, e le banche sono subordinate a quelle del paese dominante, allora avremmo la situazione dell'Italia, dove l'apparato finanziario, legato ad una certa industria desueta, funziona da idrovora di ricchezza a favore del paese dominante: le principali banche italiane, infatti, sono legate fortemente agli interessi delle banche americane le quali, succhiando ricchezza dall'Italia, tramite appunto le nostre banche "nazionali", la trasferiscono nel loro paese. In Italia perciò le banche si comportano da parassite della ricchezza, dato che se da una parte portano via ricchezza e la trasferiscono altrove, dall'altra parte questa ricchezza viene investita in industrie ormai incapaci di porsi efficacemente per una reale politica di autonomia. Un paese che invece vuole attuare una politica di autonomia sullo scacchiere internazionale, le banche funzionano diversamente; cercano infatti di utilizzare la ricchezza in maniera da favorire l'apparato industriale nazionale più avanzato, quello più moderno. Ma tutto ciò dipende dalla forza dell'azione politica sia interna che esterna. Ne riparleremo.</div><div style="TEXT-ALIGN: justify"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-357982438657202127?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-17552770941079726562009-06-22T17:52:00.004+02:002009-06-22T22:11:38.334+02:00"Comunismo e Comunità" numero 3<div align="center"><a href="http://www.comunitarismo.it/4copertina3.jpg"><img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 287px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350181202147023554" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7ZAO3XOzaS8/Sj-pdPXyGsI/AAAAAAAAABk/0RcHvF7eQGc/s400/copertina3.jpg" /> Indice</a></div><div align="center"> </div><div align="center"></div><div align="left">Chi fosse interessato può chiederne una copia via mail a <a href="mailto:movimento.assurdo@hotmail.it">noi</a> oppure direttamente ai ragazzi di <a href="http://www.comunitarismo.it/">Comunitarismo</a>.</div><div align="left">Buona lettura a tutti!</div><div align="left"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-1755277094107972656?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-47681650151962545892009-06-17T20:32:00.004+02:002009-06-17T20:39:30.521+02:00Prima presentazione sabato 20 Giugno<a href="http://2.bp.blogspot.com/_7ZAO3XOzaS8/Sjk2vZ954rI/AAAAAAAAAAs/S4lGz2iEIgs/s1600-h/cim%C3%B2.jpg"><img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 283px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348366220531458738" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7ZAO3XOzaS8/Sjk2vZ954rI/AAAAAAAAAAs/S4lGz2iEIgs/s400/cim%C3%B2.jpg" /></a>Come vedete sabato 20 giugno siete tutti invitati a Milano, allo spazio <a href="http://www.ligera.it/">Ligera</a>, dove alle 22 circa ci sarà la presentazione del libro <a href="http://movimentoassurdo.blogspot.com/2009/05/una-giornata-samarcanda.html">"Una giornata a Samarcanda"</a>. Non sarà la solita noiosa discussione da intellettuali e soprattutto dopo si potrà chiacchierare, ascoltare buona musica e bere.<br />Fate girare la voce...<br />Buona lotta!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-4768165015196254589?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-42712095912014416902009-06-05T11:25:00.003+02:002009-06-05T11:29:33.821+02:00Aria di sconfitte elettoraliDa <a href="http://www.ilbuio.org/index.php?articolo=9_074.txt">Il Buio</a>:<br /><br />E' tempo di elezioni ed, immancabilmente, i vari partitini della sinistra lanciano appelli alla mobilitazione elettorale: sono a rischio di estinzione causa l'astensionismo dei tanti disgustati dalle tante nefandezze che questa banda di infami sono stati capaci di collezionare nella loro, per fortuna conclusa, “esperienza” parlamentare.<br />Possiamo già immaginare i comizi del dopo-elezioni, quando (si spera) dovranno giustificare le sconfitte: “non abbiamo avuto abbastanza spazio nei media”, “le nostre idee non hanno potuto raggiungere le masse”, ecc…<br />La politica, in definitiva, per questi “compagni”, si riduce ad essere uno spazio pubblicitario da rivendicare; la rivoluzione ci sarà, insomma, quando si riuscirà a coniare uno spot elettorale che davvero riesca a coinvolgere le masse proletarie tipo “fai la rivoluzione e vinci un milione”, oppure ”se prendiamo il potere telefonate a 5 cent verso tutti per sempre”...<br /><br /><strong>Ma tutto si riduce alla propaganda?</strong><br />La domanda è più che mai legittima se guardiamo a quello che sta accadendo in questi giorni: il presidente del consiglio, colto con le mani nel sacco, organizza festini con ragazzine, minorenni e no; il medesimo viene praticamente condannato per corruzione (non direttamente, si intende, non essendo processabile).<br />Contestualmente il leader della “sinistra” Franceschini denuncia la grave situazione di degrado che sta vivendo la città di Palermo invasa dalla spazzatura, come Napoli qualche tempo fa, dichiarando che questa situazione viene fatta passare sotto silenzio dai media nazionali perché, al contrario della città campana, l'amministrazione della città e della regione è sotto la responsabilità del centro-destra.<br /><br /><strong>Dunque?</strong><br />I risultati, in ogni caso, sono sotto gli occhi di tutti quelli minimamente informati: il consenso popolare nei confronti di Berlusconi fatica a calare, anzi, secondo le dichiarazioni dello stesso premier, i sondaggi sono sempre di più favorevoli alla compagine governativa nonostante tutto.<br /><br /><strong>“L'equivoco”</strong><br />La maggior parte del “popolo di sinistra” giustifica le proprie sconfitte denunciando lo strapotere mediatico di Berlusconi: secondo loro la manipolazione televisiva è lo strumento attraverso il quale il governo riesce a far presa sull'opinione pubblica, ad indirizzarla verso un consenso che altrimenti non avrebbe motivo di essere. Lo stesso tipo di argomentazioni si possono ritrovare nei dibattiti del cosiddetto “movimento antagonista”.<br />Certamente la propaganda ha una sua importanza e ci mancherebbe: sarebbe contraddittorio affermare il contrario, soprattutto da parte di una redazione che, per sua natura, ha tra i suoi scopi (per noi non certamente ultimi…) anche quello di fare un minimo di controinformazione, agitazione e, per l'appunto, propaganda. Ma tutto si muove solo e unicamente in virtù di quello che gridano gli strilloni dei giornali? Se funzionasse così noi, grazie alla propaganda della chiesa, saremmo ancora servi della gleba. se il mondo si muovesse così semplicemente non si spiegherebbe nemmeno l'alternanza tra i governi di centro-destra e quelli di centro-sinistra che ha caratterizzato l'ultimo decennio politico.<br />La cosa che un buon marxista, o un sedicente tale, dovrebbe sapere è che il populista Berlusconi ha la capacità di rappresentare gli interessi di più frazioni di classi sociali, dalla piccola e media impresa del nord, al lavoratore autonomo, dal proletario spaventato dalla crisi, dalla disoccupazione e dalla concorrenza dell'immigrazione, all'impiegato statale fino alla famiglia che carica di debiti ha acquistato la casa. Un partito “interclassista” di democristiana memoria è il PDL e su questo terreno il PD cerca di esserne concorrente.<br /><br /><strong>Che fare?</strong><br />Partecipare alle elezioni? Come ci propongono i vari partituccoli della sinistra cosiddetta “estrema”? E a che scopo?<br />Non sarebbe più produttivo cercare di incidere le contraddizioni che la nostra società in crisi economica e, inevitabilmente, morale si trova a dover affrontare?<br />Metterla sul piano dello scontro oppure accodarsi al carrozzone di coloro i quali in nome della lotta di classe puntano ad un seggio europeo per mettere il culo al caldo?<br />Noi, per quanto ci rigurda, non andremo certamente a votare.<br /><br />Anna K<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-4271209591201441690?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-1053424104263689532009-05-28T12:30:00.000+02:002009-05-28T12:30:38.985+02:00Lo spettacolo acquaDal sito de <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/giornata-acqua/giornata-acqua/giornata-acqua.html">'La Repubblica'</a>:<br /><br />Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite, dal 2030 metà della popolazione mondiale potrebbe essere al di sotto della soglia minima rispetto al fabbisogno giornaliero di acqua. Una ragione in più per dare valore alla Giornata mondiale dell'acqua, istituita dall'Onu nel 1992, all'interno delle direttive dell'agenda 21, risultato della conferenza di Rio de Janeiro. Ma a Istanbul, dove si è concluso oggi il World Water Forum, i rappresentanti degli Stati non sono riusciti a raggiungere un accordo su un documento comune. In tanti chiedevano che si affermasse un "diritto all'acqua". Ma la dichiarazione finale è più generica: si afferma che l'accesso all'acqua è un bisogno fondamentale umano.<br />Il testo del documento enumera un certo numero di impegni per meglio gestire la richiesta di acqua e per favorire l'accesso ai servizi igienico-sanitari di cui 2,5 miliardi di persone sono ancora del tutto prive, o ancora lottare contro l'inquinamento dei corsi d'acqua, come delle falde del sottosuolo. "E' un documento importante - conclude il ministro turco dell'Ambiente Veysel Eroglu - che servirà da riferimento a livello governativo".<br /><br /><br />Qual è la differenza tra un diritto e un bisogno fondamentale? Il primo ha in sé un aspetto coercitivo nei confronti del potere centrale mentre il secondo è un mero termine biologico-esistenziale. Un bisogno può essere non soddisfatto anche se fondamentale e nessuno avrà nulla di oggettivo con cui motivare il suo dissenso.<br />Questa definizione dell'acqua data ad Istanbul è esemplare: è la preminenza dell'economico su qualsiasi altro aspetto della vita umana. Se l'acqua non è dovuta a qualcuno chi la possiede non avrà nessun vincolo e potrà farci quello che desidera, molto spesso il suo unico fine sarà solamente il proprio utile. Inoltre è gravissimo che questa 'privatizzazione' avviene proprio quando ormai è indiscusso che l'acqua diverrà in molti luoghi del mondo dimenticato più cara del petrolio. In pratica si sta decidendo dietro le nostre spalle una privatizzazione globale dell'acqua, evento che assume senso solo nella logica della trovata imprenditoriale, ossia della previsione di bilancio.<br />Perchè i tanti movimenti per la vita che ci assillano in ogni dove non protestano? Ci sono vite e vite...<br /><br />P.s. E' dato per assodato che il Movimento As.Sur.Do. ritiene ogni movimento per la vita uno squallido spettacolo all'occidentale.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-105342410426368953?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-91551070813915274572009-05-20T12:07:00.001+02:002009-05-20T12:09:54.198+02:00Nuovo linkNuova recensione per <a href="http://movimentoassurdo.blogspot.com/2009/05/una-giornata-samarcanda.html">"Una giornata a Samarcanda"</a>:<br /><br /><a href="http://www.recensionilibri.org/2009/05/una-giornata-a-samarcanda.html">http://www.recensionilibri.org/2009/05/una-giornata-a-samarcanda.html</a><br /><br />Saluti a tutti!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-9155107081391527457?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-33550960369592401242009-05-12T15:00:00.004+02:002009-05-12T19:29:23.990+02:00Alla faccia di San Obama!Una notizia che è passata sottovoce per non disturbare la nuova icona mediatica celebrata in questi tempi come Il Modello indiscutibile e indiscusso di pace, benevolenza e fraternità. Gli as.sur.disti., che vivono profondamente l'as.sur.do. esistenzialmente e, soprattutto, politicamente, non possono che gridare a tutto il mondo: Obama, santo subito!<br /><br /><br />KABUL (Reuters) - Gridando "Morte all'America"centinaia di studenti si sono riversati oggi nelle strade di Kabul per protestare contro gli attacchi aerei americani che la scorsa settimana secondo le autorità afghane hanno ucciso oltre 100 civili.<br /><div class="ygrp-content">L'esercito Usa ha ammesso che nelle incursioni aeree avvenute durante la settimana sono morti alcuni civili. Ma non ha detto esattamente quanti e ha accusato i talebani di sparare dai tetti di case abitate da civili usandoli come scudi umani.<br />Il presidente afghano Hamid Karzai ha posto ufficialmente il bilancio dei morti nei due villaggi della provincia di Farah colpiti dagli attacchi a quota 130.<br />Se il bilancio fosse confermato <span style="FONT-WEIGHT: bold">si tratterebbe del più sanguinoso episodio di cui sono stati vittime civili afghani dal 2001,</span> anno in cui le forze Usa hanno invaso l'Afghanistan per rovesciare i talebani.<br />Le morti di Farah hanno riacceso la rabbia degli afghani, esausti degli attacchi aerei, in un argomento che rischia di minare pericolosamente le relazioni tra Kabul e Washington.<br />Karzai ha chiesto agli Usa la fine degli attacchi aerei, <span style="FONT-WEIGHT: bold">un cambio di strategia che esperti militari ritengono altamente improbabile.</span><br />Gli studenti in protesta hanno emesso un comunicato chiedendo che i militari responsabili del "massacro" siano perseguiti.<br />"Da una parte la nostra gente è stanca degli attacchi suicidi dei talebani. Dall'altre, il massacro di civili da parte delle forze Usa è un crimine che non può essere dimenticato"<wbr>, si legge nella nota. </div><div class="ygrp-content"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-3355096036959240124?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-15354457669353007092009-05-11T21:16:00.002+02:002009-05-11T21:24:12.704+02:00LinksRingraziando gli amici delle <a href="http://cpr.splinder.com/">Comunità Comuniste</a> e di <a href="http://www.comunitarismo.it/">Comunitarismo</a> vi lasciamo due links in riferimento al libro <a href="http://movimentoassurdo.blogspot.com/2009/05/una-giornata-samarcanda.html">"Una giornata a Samarcanda"</a>:<br /><br /><a href="http://cpr.splinder.com/post/20511655/Una+giornata+a+Samarcanda">http://cpr.splinder.com/post/20511655/Una+giornata+a+Samarcanda</a><br /><br /><a href="http://comu.forumattivo.com/cultura-teoria-filosofia-politica-f7/una-giornata-a-samarcanda-t835.htm#3083" target="_blank">http://comu.forumattivo.com/cultura-teoria-filosofia-politica-f7/una-giornata-a-samarcanda-t835.htm#3083</a><br /><br />Buona lotta!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-1535445766935300709?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-9563219978739721982009-05-04T15:54:00.006+02:002009-05-04T16:41:36.227+02:00Una giornata a SamarcandaFinalmente eccolo amici del Movimento As.Sur.Do.!<br /><br /><p><a href="http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_samarcanda.htm"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331975665943204594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 191px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7ZAO3XOzaS8/Sf77nj-SUvI/AAAAAAAAAAk/8-wGBICOTgA/s400/samarcanda_cover_1.jpg" border="0" /></a></p><p><br />Quella di Cimò è poesia di protesta; non è neppure insofferenza o semplice reazione. Per nulla scevra alla filosofia, spinta e alimentata dalla necessità di comunicazione, si ispira a una concreta e stimolante volontà - e dunque voglia - di adeguamento tra arte, pensiero e società moderna. Le parole di Cimò seguono linee gestuali dall’andamento costruttivo e preciso. Parlano il linguaggio delle arti classiche e di quelle recenti, conferendo al segno tutta l’efficacia trainante del monito che in lungo e in largo percorre la Ricerca. (Paolo West)</p><br />Per ulteriori informazioni:<br /><a href="http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_samarcanda.htm">http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_samarcanda.htm</a><br /><br />Per contattare direttamente l'autore:<br /><a href="mailto:isda21@hotmail.com">isda21@hotmail.com</a><br /><br /><br />Un ringraziamento particolare a tutti gli as.sur.disti. che mi sono stati sempre vicini con i loro insensati gesti, le loro incomprensibili parole e tutti i loro gratuiti incitamenti. Un particolare grazie di tutto cuore a R. ed E.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-956321997873972198?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-88020653424681148962009-05-01T11:22:00.002+02:002009-05-01T11:25:01.946+02:00МОЙ МАЙ (Il mio maggio)<div><div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_t2xX3V6wEwo/Sfnj4Qbqg0I/AAAAAAAAAD8/WRmRiO43fOU/s1600-h/706bg.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330542189592871746" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 320px; cursor: pointer; height: 255px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_t2xX3V6wEwo/Sfnj4Qbqg0I/AAAAAAAAAD8/WRmRiO43fOU/s320/706bg.jpg" border="0" /></a><span style="font-family: verdana;">Buon primo maggio, compagni! Che la lotta sia con voi!</span><br /></div><br /><div style="text-align: justify; font-family: verdana;"><br /></div><span style="font-family: verdana;">A tutti,</span><br /><div style="text-align: justify; font-family: verdana;">a quanti, spossati dalle macchine,<br />si sono riversati per le strade,<br />a tutti,<br />alle schiene sfinite dalla terra<br />e che invocano una festa,<br />il primo maggio!<br />Al primo fra tutti i maggi<br />andiamo incontro, compagni,<br />con la voce affratellata nel canto.<br />E' mio il mondo con le sue primavere.<br />Sciogliti in sole, neve!<br />Io sono operaio,<br />è mio questo maggio!<br />Io sono contadino,<br />questo maggio è mio!<br /><br />A tutti,<br />a quelli che, scatenata l'ira delle trincee,<br />si sono appostati in agguati omicidi,<br />a tutti,<br />a quelli dalle corazzate<br />sui fratelli<br />hanno puntato le torri coi cannoni,<br />il primo maggio!<br />Al primo fra tutti i maggi<br />andiamo incontro,<br />allacciando<br />le mani disgiunte dalla guerra.<br />Taci, ululato del fucile!<br />Chètati, abbaiare della mitragliatrice!<br />Sono marinaio,<br />è mio questo maggio!<br />Sono soldato,<br />questo maggio è mio!<br /><br />A tutte<br />le case,<br />le piazze,<br />le strade,<br />strette dall'inverno di ghiaccio,<br />a tutte<br />le fameliche<br />steppe,<br />alle foreste,<br />alle messi,<br />il primo maggio!<br />Salutate<br />il primo fra tutti i maggi<br />con una piena<br />di fertilità, di primavere,<br />di uomini!<br />Verde dei campi, canta!<br />urlo delle sirene, innalzati!<br />Sono il ferro,<br />è mio questo maggio!<br />Sono la terra,<br />questo maggio è mio!<br /><br />(Vladimir Majakovskij, 1922)<br /></div><div style="text-align: justify;"> </div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-8802065342468114896?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com3tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-26720135933562483772009-04-29T13:48:00.003+02:002009-04-29T13:52:24.507+02:00Arrivano le europee!<a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_28/emanuele_filiberto_candidato_Udc_095a4ddc-33eb-11de-8558-00144f02aabc.shtml">Emanuele Filiberto e Magdi 'Cristiano' Allam candidati per l'UDC alle europee</a>: quando lo spettacolo si chiama fede, o meglio ancora religione!<br /><br />Pace e bene compagni as.sur.disti:)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-2672013593356248377?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-23602488840846445892009-04-21T14:53:00.001+02:002009-04-23T11:40:39.277+02:00Vergogna, vergogna e ancora vergogna!<div style="TEXT-ALIGN: justify">La nazione serva più sciocca del pianeta, insieme a tutta quell'accozzaglia di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0">tagliagole</span> al seguito dell'Impero del Bene, hanno abbandonato ieri la conferenza di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1">Durban</span> <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2">poiché</span> nel documento programmatico vi era presente una piccolissima, ma proprio piccolissima critica all'<span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3">apartheid</span> di Israele nei confronti dei palestinesi. E Israele, la seconda potenza terroristica più forte del pianeta, ringrazia.<br />L'unico savio in cotanto clamore è <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4">Ahmadinejad</span>, il quale, a proposito della decisione di alcuni paesi - tra i più servili della storia occidentale - di abbandonare l'aula per via della sua presenza "intollerante", ha espresso le seguenti <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5">savissime</span> parole (che <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_6">occorrerebbe</span> <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7">scolpire</span> dentro il parlamento di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8">DuxHell</span> a futura memoria): "Coloro che che proclamano la <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9">libertà</span> di parola non sono stati nemmeno pronti a tollerare una voce di opposizione alla conferenza che era stata organizzata da loro stessi". E qui <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10">Ahmadenejad</span> coglie proprio la contraddizione più grossa dell'Occidente moderno, e cioè: quando sono "gli altri" a essere antidemocratici subito succede il finimondo, si alzano clamori per la dignità umana, per la Democrazia (questa metafisica!) e per la libertà incondizionata dei cani, dei gatti e dei panda. Se poi, invece, è qualche Paese occidentale a essere antidemocratico (per Israele questa definizione è davvero eufemistica, <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_11">poiché</span> è un caso a parte, insieme all'Impero del Bene) tutto va bene, <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_12">perché</span> la libertà e la democrazia è sempre dalla parte de "noi <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13">artri</span>", mentre dalla parte di "quei <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14">artri</span>" c'è sempre il torto e il male (il complesso della Matrigna di "<span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15">Biancaneve</span> e i <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_16">sette nani</span>"?).<br />Ma prima di concludere il post e rimandarvi agli articoli, una piccola nota. Per servilismo e <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17">baciapilismo</span> l'Italia si è davvero distinta in questo frangente; infatti, a quanto pare, alla fine del discorso del presidente iraniano, la maggioranza dei parlamentari europei "è rimasta al proprio posto, lodando addirittura il presidente per non aver interrotto il discorso".<br />Il giornale "Libero" riporta questa notizia come se volesse far emergere la distinzione "morale"dell'Italia rispetto agli altri paesi i quali non sono riusciti a far "così bene" (come l'Italia) la parte dei garanti della "grande democrazia" israeliana e americana. A questo proposito ci sentiamo di chiederci: forse è questo l'ennesima conferma nel mondo della "creatività italiana" (una specie di morale creativa)? Forse questo è un nuovo marchio "made in <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18">Italy</span>" da esportare in tutto il mondo insieme a <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19">Gucci</span> e Dolce&Gabbana? O forse è l'ennesimo episodio di quel "primato morale e civile <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20">deli</span> italiani" di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21">giobertiana</span> memoria?<br />"Ai posteri l'ardua sentenza", disse il Manzoni. Ma per ora noi ci sentiamo di concludere con un bel <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22">pernacchio</span> alla <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23">Totò</span>.<br /><br />Movimento As.Sur.do.<br /><br />Articoli:</div><div style="TEXT-ALIGN: justify"><a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/104636">Sul discorso di Ahmedinejad</a>.<br /><a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/103970">Sulla conferenza di Durban</a>.<br /><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=3.0.3234586146">Sulle dichiarazioni frattiniane</a> (notate qui l'uso notevole del termine "antisraeliano").</div><div style="TEXT-ALIGN: justify"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-2360248884084644589?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-19045413289394286882009-04-14T14:32:00.002+02:002009-04-14T14:51:55.109+02:00Articolo sullo spettacolare nell'arteUn interessante articolo da "Il Giornale". Si parla dell'arte contemporanea come un arte dedita solo a vuote trasgressioni utili solo per fare denaro. Pensiamo che l'artista intervistato in questo articolo forse abbia ragione quando dice che la vuotezza dell'arte di oggi non è altro che il riflesso dell'assenza nel mondo sociale di valori condivisi.<br />Tuttavia questo è solo un effetto superficiale. Dietro tutto questo si nasconde qualcos'altro.<br />E questo qualcos' altro è quel meccanismo inerente al fenomeno dell'arte per cui e attraverso cui l'arte diviene sempre più un gioco fine a se stesso, staccato completamente dalla sua "radice" sociale; un gioco, per così dire, che si autoalimenta solo di se stesso, regolato solo da sue leggi che lo portano a divenire un mondo sempre più chiuso e autoreferenziale coi suoi sacerdoti, i suoi riti e i suoi dogmi. Ecco allora come l'arte diviene sempre più un arte che si rivolge solo agli "specialisti", e cioè agli artisti stessi. L'art pour l'art.<br />Tuttavia questa referenzialità della sfera artistica, non è propria solo di essa. Altri campi si trovano nella sua stessa condizione. Pensiamo ad esempio a quello politico, referenziale anch'esso in massimo grado, dove l'unico momento di "contatto" con la realtà sociale è rappresentato dalle elezioni.<br />Ma ora vi lascio all'articolo, di cui pubblico solo il pezzo centrale. Il resto lo potete leggere <u><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=342830">qui</a>.</u><br />Buona lettura!<br />***<br /><br /><br />Che cosa intende con «arte di regime»?<br />«Arte di regime non in senso ideologico, ma in senso economico, perché oggi, e rispondo alla sua prima domanda, l’arte nasce dalla comunicazione e dal denaro. Guardi che cosa ha fatto Saatchi che, da un giorno all’altro, si è inventato paladino di artisti che, come Damien Hirst, affettano gli animali o fanno anche di peggio. Noi abbiamo Cattelan con le sue provocazioni esaltate dai media, come l’asino impagliato e Vanessa Beecroft con i suoi recenti extracomunitari che hanno sostituito le modelle nude dipinte. Gli artisti portati dal mercato cavalcano un’arte spettacolare, pruriginosa, falsamente trasgressiva, applaudita da tutti quelli che contano, dai media ai direttori dei musei fino ai critici. Una volta l’avanguardia veniva fischiata, oggi quella che viene spacciata per tale, riceve solo elogi e quotazioni abnormi sul mercato».<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-1904541328939428688?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-6272608813006804962009-04-08T14:13:00.010+02:002009-04-14T14:51:44.945+02:00Bufale da Dux Hell<h1 style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-size:100%;"><span style="FONT-WEIGHT: normal">Il parlamento europeo condanna tutti i totalitarismi</span><br /></span></h1><div style="TEXT-ALIGN: justify">"Ricordando che l'integrazione europea ha avuto inizio proprio per rispondere alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannide nazista che ha originato l'Olocausto e l'espansione dei regimi comunisti totalitari nell'Europa centrale e orientale, il Parlamento condanna tutti i totalitarismi e chiede di mantenere vive le memorie del passato".<br />(fonte:<a href="http://www.europarl.it/view/it/press-release/pr-2009/pr-2009-April/pr-2009-Apr-13.html"> www.europarl.it)</a><br /><br /><br />Considerazioni:<br />1- Chi ha originato la prima guerra mondiale? Il comunismo?<br />2-Vogliamo mantenere vive le memorie del passato? E allora ricordiamoci anche ogni tanto della devastazione colonialista perpetrata dalle potenze capitalistiche europee nei confronti di popoli inermi. Ricordiamoci anche del massacro dei russi ( e non solo degli ebrei). Ricordiamoci per un momento per merito di chi l'Europa è stata liberata dal regime nazista. Un ipotesi: forse sono stati proprio i "regimi" comunisti?<br />3- Ricordiamoci inoltre che il regime nazista era totalmente capitalista. Che lo vogliate o no.<br />4 - Ci fate schifo.<br /><br />Movimento As.Sur.do.</div><div style="TEXT-ALIGN: justify"></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-627260881300680496?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-71200566163335701362009-04-05T13:42:00.003+02:002009-04-14T14:01:58.904+02:00Come in realtà la pensava MarxMi ricollego con questo brevissimo post al commento a un post di qualche settimana fa, dove si affermava che per Marx l'incremento delle forze produttive era subordinato alla crescita della borghesia nazionale e progressista nei confronti della classe feudale.<br />In realtà bisognerebbe dire che per Marx senza incremento delle forze produttive non ci potrà essere alcun comunismo, poichè solo il loro incremento potrebbe potenzialmente portare all'affrancamento dell'individuo umano in tutte le direzioni. Per Marx infatti c'è contraddizione tra chi si professa per la liberazione "umana" e poi si pone contro l'incremento delle forze produttive.<br />Ma lasciamo la parola al Moro:<br /><br /><div style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#000000;">“Giustamente, per il suo tempo, Ricardo considera il modo di produzione capitalistico come il più vantaggioso per la produzione in generale, come il più vantaggioso per la produzione della ricchezza. Egli vuole <em>la produzione per la produzione</em>, e questo a ragione. Se si volesse sostenere, come hanno fatto degli avversari sentimentali di Ricardo, che la produzione in quanto tale non è il fine, si dimenticherebbe allora che produzione per la produzione non vuol dire altro che sviluppo delle forze produttive umane, quindi <em>sviluppo della ricchezza della natura umana come fine in sé.</em> </span><br /><span style="font-family:Times New Roman;font-size:130%;color:#000000;">Se si contrappone a questo fine, come Sismondi, il bene dei singoli, allora si afferma che lo sviluppo della specie deve essere <em>impedito</em> per assicurare il bene dei singoli e che quindi, per esempio, non dovrebbe essere fatta nessuna guerra in cui i singoli in ogni caso si rovinano…Non si comprende che questo sviluppo delle capacità della specie <em>uomo</em>, benché si compia dapprima a spese del maggior numero di individui e di tutte le classi umane, spezza infine questo antagonismo e coincide con lo sviluppo del singolo individuo, che quindi il più alto sviluppo dell’individualità viene ottenuto solo attraverso un processo storico nel quale gli individui vengono sacrificati, astrazion fatta dalla sterilità di tali considerazioni edificanti, giacché i vantaggi della specie nel regno umano, come in quello animale e vegetale, si ottengono sempre a spese dei vantaggi degli individui che in pari tempo costituiscono la forza di questi privilegiati”. </span><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-7120056616333570136?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com7tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-29331463212990684182009-03-29T16:30:00.004+02:002009-03-29T17:12:10.751+02:00La società del controlloUn interessante saggio breve di Gilles Deleuze, che descrive molto bene il passaggio dalla vecchia "società della disciplina" a quella odierna del "controllo", basata sulla "formazione permanente" e sul controllo costante e continuo degli "individui-cifra".<br />Buona lettura.<br /><br />Il saggio si trova qui: <a href="http://www.marxists.org/italiano/sezione/filosofia/deleuze/societa-controllo.htm">http://www.marxists.org/italiano/sezione/filosofia/deleuze/societa-controllo.htm</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-2933146321299068418?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com7tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-82953564706543287592009-03-23T10:02:00.003+01:002009-03-24T14:00:32.325+01:00La nostra situazione<div style="TEXT-ALIGN: justify">Pubblichiamo qui un commento pervenutoci da un nostro lettore riguardante l'ultimo post da noi pubblicato. E' un commento molto critico, forse un pò "cattivo", che noi volentieri pubblichiamo perchè può esserci di aiuto nell'elaborare un analisi più realista della situazione storica in cui viviamo.<br />Ringraziamo vivamente il nostro lettore, e lo salutiamo con un "Viva la dialettica!", grazie alla quale il pensiero umano non perirà mai totalmente nella morta gora dello spettacolo globalizzato del "politicamente corretto".<br />In nome della dialettica perciò pubblichiamo questo post critico.<br />Buona lettura!<br /><br />***<br /><br />Sono molto scettico riguardo questa affermazione, che la ritengo anzi molto reazionaria: "la rivoluzione o è totale altrimenti non è".<br />A questo proposito vorrei richiamare alla mente l'opinione che ebbe Marx riguardante la posizione che doveva prendere il proletariato in relazione alla guerra del 1848. Marx infatti in questo frangente storico poteva considerarsi "patriottico", dato che era per la guerra rivoluzionaria contro quei popoli europei che, nei fatti, si dimostravano controrivoluzionari, e precisamente gli slavi e in particolare i russi (infatti, la potenza russa governata dallo zar, era stata la guida di tutta quell'accozzaglia politica favorevole alla Restaurazione). Il punto è questo: non si può nemmeno minimamente pensare a un cambiamento “totale” se prima non lo si pensa in relazione a un cambiamento anche parziale della situazione politica e economica del paese in cui si vive. E il paese in cui NOI VIVIAMO è L'Italia.<br />A questo proposito, siccome la rivoluzione "totale" è roba da far ridere i polli, almeno in questo preciso frangente storico, sarebbe perlomeno preferibile cercare di favorire , in Italia, una politica capace di attuare un miglioramento delle condizioni economiche e sociali (materiali in primis) della stragrande maggioranza della popolazione.<br />Al momento non vedo governanti capaci di attuare questo.<br />Giustamente, nel post precedente, è stato rilevato che il bipolarismo è solo uno sporco gioco di specchi che copre il vero gioco dei dominanti italiani, che appartengono, aggiungo io, ai settori più arretrati e reazionari dell'economia e della finanza.<br />Sono proprio questi che lo spettacolo mediatico copre, con continui rinvii di riflessi e sporchi giochi ideologici.<br />Lenin scrisse una volta: "Non si può essere marxisti senza nutrire il più profondo rispetto per i grandi rivoluzionari borghesi che avevano il diritto storico di parlare in tutto il mondo a nome della "patria" borghese, la quale elevò alla vita civile, attraverso la lotta contro il feudalesimo, decine di milioni di uomini delle nuove nazioni".<br />Probabilmente, se Lenin fosse vissuto in quei tempi, avrebbe agito e pensato come Marx, e cioè favorendo quei gruppi che perseguivano interessi "positivi", e che portavano il più grande beneficio possibile per la stragrande maggioranza della popolazione. Questo come obiettivo di primo corso. E poi?<br />Poi c'era la rivoluzione. Ma questo è un altro paio di maniche.<br />Ora, il punto è questo. Debord è stato un grande intellettuale. Ma , purtroppo, non era né onniveggente né onnisciente: anche lui è vissuto in un periodo storico determinato e, di conseguenza, ragionava con delle lenti "storiche". Per esempio, il suo grande capolavoro, "la società dello spettacolo", fu scritto alla fine degli anni 60 (ma abbozzi di questo scritto erano stati scritti anche prima; ma qui non aggiungo altro, perchè in questo blog ci sono persone che conoscono molto meglio di me la biografia e il pensiero debordiano), in un periodo di relativa crescita "materiale", e di diffuso benessere sociale: un tempo in cui era possibile anche “pensare” a una rivoluzione, a un cambiamento notevole delle condizioni economiche, sociali e politiche dell'Europa in generale. Forse questo storicamente sarebbe stato possibile. Ma qui non voglio espormi, e non voglio soprattutto fare lo “snob”, dicendo, col pensiero davvero troppo comodo del postero, che ci si illudeva di poter fare la rivoluzione.<br />Non voglio giudicare.<br />Comunque, al di là di questo aspetto, quello che voglio dire è che le condizioni storiche da allora sono cambiate di molto, e che oggi bisognerebbe un pò ritornare coi "piedi per terra", cercando almeno di portare avanti un'analisi seria della situazione attuale partendo dall'Italia per poi estenderla a tutta Europa. Il primo obiettivo è cercare di favorire quei gruppi economici, politici e ideologici capaci di portare avanti davvero un miglioramento (in primis economico) della stragrande maggioranza della popolazione. Questo bisognerebbe fare. Attualmente, sono consapevole che gruppi di questo genere in Italia mancano. Allora bisogna agire, cercando di favorire la loro nascita. Intanto, ecco dei punti essenziali che un gruppo rivoluzionario serio dovrebbe perseguire nella sua linea strategica:</div><div style="TEXT-ALIGN: justify"><br />1 - Favorire il consolidamento sociale attraverso un aumento di stipendio dei lavoratori dipendenti (almeno del doppio) e attraverso una politica di sgravamento fiscale per le imprese e per i lavoratori autonomi. Questo favorirebbe molto la formazione di un blocco sociale.<br /><br />2 - Favorire una politica economica strategica dando carburante alle imprese strategiche di punta (settori avanzati dell'informatica, biotecnologia, robotica, nanotecnologia, etc). Politica, questa, atta a conquistare posizioni di influenza a livello dell'economia globale.<br /><br />3 - Questo punto però può essere attuato solamente combattendo ogni politica che favorisce i settori più desueti dell'economia (appartenenti al settori ormai saturi della passata rivoluzione industriale) e soprattutto cercando di subordinare la finanza all'industria (e non viceversa, come sta avvenendo tuttora in Italia, dove la Grande Finanza governa su tutto e sta portando il paese alla rovina).<br /><br />4 - Ma questi due ultimi punti possono essere favoriti soltanto attraverso un progressivo affrancamento dal paese attualmente egemone nella sfera occidentale, e cioè gli USA. A questo proposito, una bella strategia di politica estera che curi bene i "propri affari", e che badi ai propri interessi nazionali, sarebbe il massimo, ma con i politici che abbiamo tuttora (centrodestra e centrosinistra), sostanzialmente sempre proni ai voleri di Israele e degli USA, non possiamo aspettarci niente di tutto questo. Questo punto può essere riassunto con la parola INDIPENDENZA.<br />(Aggiungo in nota a questo punto che sarebbe anche opportuno cercare di allontanarsi dalla NATO (=USA) , il che comporta in prima analisi lo scioglimento di ogni patto che giustifichi la presenza di basi militari americane o della NATO (questo non fa differenza) sul suolo dell’Italia).<br /><br />Questi sono solo alcuni punti, di stretto interesse, che un vero rivoluzionario dovrebbe perseguire, almeno come primo obiettivo. Solo dopo si può pensare a qualcosa di "più in là", come per esempio a una "rivoluzione fuori dal capitale"; ma questo solo dopo aver risolto ( non dico completamente, ma almeno per la stragrande maggioranza della popolazione) il problema più strettamente “materiale”.<br />Attenzione amici miei, che se la situazione non viene presa in tempo, non ci sarà non solo posto per una “rivoluzione contro il capitale”, ma anche per una politica molto più “tradeunionistica” (che poi tradeunionistica non lo è affatto) di diffuso miglioramento delle condizioni materiali. Ci sarà posto solo per un casino generalizzato, diffuso a doc dai dominanti, al fine di poter coprire ancora meglio la divisione della torta e lasciare a noi solo “belle idee” prive di vera presa nel “reale”, e qualche briciola che potremmo ottenere solo a costo di scannarci a vicenda, con tanti bei saluti all’idea di “fratellanza e libertà”.<br /><br />E per finire, per non dimenticare quello che in realtà ha detto Marx, ma che in nome del quale si sono dette tante minchionate, riporto più sotto alcune sue frasi prese da "L'ideologia tedesca", testo chiave per comprendere ciò che ne pensava Marx sui filosofi dell'Uomo, dell'Unico etc.<br /><br />"...questo sviluppo delle forze produttive (atto al rivoluzionamento pratico delle cose, <span style="FONT-STYLE: italic">nota mia</span>) è un presupposto pratico assolutamente necessario anche perchè senza di esso si generalizzerebbe soltanto la <span style="FONT-STYLE: italic">miseria</span> e quindi col bisogno ricomincerebbe anche il conflitto per il necessario e ritornerebbe per forza tutta la vecchia merda...".<br /><br />Ora, qui, io non vorrei essere frainteso. Preciso dunque che non sono per lo" sviluppo" delle "forze produttive" senza sè e senza ma, alla maniera di chi credeva che tramite di esse si instaurasse quasi in automatico il "comunismo". Per favore, non mi si appiccichi questa etichetta! Quello che voglio dire utilizzando quella citazione di Marx è che, con il venir meno delle possibilità materiali non si produce nulla di rivoluzionario, poichè così "si generalizzerebbe soltanto la miseria...", e quindi, aggiungo io, le lotte di quartiere tra i dominati: tra italiani e stranieri prima (tanto per applicarci al nostro tempo), e poi tra italiani e italiani, tra lavoratori autonomi e lavoratori salariati, etc etc. Questa è la "vecchia merda" che potrebbe ritornare! Col solo risultato che i dominati, e cioè noi, scannandoci a vicenda come cani intorno all'osso da spolpare, lasceremmo via libera ai dominanti attuali di <span style="FONT-STYLE: italic">fare il loro gioco</span>, riducendoci sempre di più i nostri spazi, la nostra libertà, e, soprattutto, la nostra <span style="FONT-STYLE: italic">sicurezza sociale </span>(che non è la sicurezza di cui parlano i signori della Lega, questi lusingatori dei bei tempi del "sciur padron dalle belle braghe bianche", ma è quella effettiva, quella basale per vivere e non per sopravvivere precariamente).<br />E con questo concludo.<br /><br />Saluti da uno che vi segue sempre e che vi considera delle persone intelligenti.<br />Grazie per l’attenzione.<br />Un vostro lettore. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-8295356470654328759?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-68338551119869743892009-03-19T14:25:00.000+01:002009-03-19T14:25:53.558+01:00Sessantotto, bipolarismo e l’unica possibilitàIl post di oggi cercherà di approfondire il tema del bipolarismo e per farlo faremo ancora appello all’anticoncetto di <em>unica possibilità</em> servendoci insieme dell’analisi dell’evento storico del sessantotto.<br />Dobbiamo subito renderci conto che il <em>bipolarismo</em> è in fondo la vittoria secolare della <em>politica-spettacolo</em>, ossia di quella forma di politica inumana che altro non è se non falsa coscienza, ideologia, che non solo domina la società capitalistica, ma guida persino le stesse forme di opposizione e contestazione al sistema al fine di <em>immobilizzare</em> ogni reale lotta al capitale. È per questo che, secondo noi, una politica che voglia circoscriversi come autentica deve avere come proprio fine quello di fuoriuscire da qualsiasi schema partitico e addirittura vedere coscientemente nella forma-partito la propria negazione. Nel Novecento i partiti e i sindacati dei lavoratori hanno assunto posizioni sempre più riformiste, finalizzate a cogestire il progresso economico e a sottoscrivere un compromesso sociale con lo Stato e il capitale, compromesso che ha portato i paladini del proletariato ad una facile poltrona e che ha svilito ogni possibile antagonismo integrandolo in sé e rendendolo partecipe di fittizie vittorie. Ma ogni azione che settorializza la lotta contro il capitale mantiene inalterato lo status quo e consente alle sinistre di proclamarsi rappresentanti del proletariato e unici legittimi eredi della sua coscienza rivoluzionaria riproducendo in scala consenso e diffondendo l’ideale dell’<em>inesistenza partecipativa</em>. Capiamoci chiaramente utilizzando un possente ideale situazionista: <em>la rivoluzione o è totale altrimenti non è</em>. Bisogna denunciare le false illusioni di chi credeva e di chi tuttora crede ancora possibile cambiare il mondo e il modo di vivere soltanto per il fatto di lottare contro la politica, la cultura, la morale del potere capitalistico. Questa era e permane una stolta mentalità da beneficienza borghese. Di fatto bisogna porsi questa semplice domanda: che senso ha combattere un solo aspetto del capitale se il dominio reale di esso si manifesta ormai al di là di qualsiasi frammentazione del potere?<br />Nel post precedente affermavamo che «in questa fase perennemente as.sur.da. la molteplicità verrà comunque difesa da tutti i dominanti che rischiano l’esclusione dal gioco della dominazione ma allo stesso tempo ciò avrà il dialettico fine di celare la sua ‘morte’» e ciò lo rendono palese, a nostro avviso, tutti quei partiti extraparlamentari che ora protestano contro la soglia per le europee, tra cui soprattutto gli ectoplasmi della sinistra radicale. Ciò fa parte della dialettica dell’unica possibilità, della quale il bipolarismo è una figura. L’unica possibilità è la fine di ogni possibile scelta al di fuori del campo della merce, campo nel quale possiamo ritrovare pure il concetto moderno di voto. Ma il fatto più importante, quello che circoscrive e definisce la situazione attuale e sul quale è necessario concentrare la nostra attenzione, è che oggi e qui l’unica possibilità viene a coincidere sia con la dissoluzione-coincidenza di destra e sinistra sia con il conseguente poderoso affermarsi del <em>capitalismo assoluto</em>. È ora di comprendersi e destabilizzarsi profondamente: il capitalismo ha storicamente dimostrato che la borghesia è stata all’interno del suo processo dialettico solo un medium spazio-temporale, un <em>corpo</em> politico-sociale, in cui incarnarsi per prendere il sopravvento nell’Occidente. Se si prende come esempio il ’68 ci si accorge immediatamente che la borghesia non è il capitale nella sua totalità ed anzi essa è dialetticamente sottomessa ad esso. Di fatto il ’68 fu la reazione della piccola e media borghesia a quel diffuso <em>malessere</em> causato da una modernizzazione del ciclo produttivo che aveva ridotto sempre più i margini di autonomia, indipendenza e originalità di vita, a favore di una crescente standardizzazione dei modelli e dei comportamenti sociali. La lotta del ’68 si rivelò in linea con i bisogni di un’emergente società consumistica e soprattutto con quella <em>voglia di rivincita</em> delle fasce intermedie che il progresso economico aveva completamente trasformato, come affermano Debord e Sanguinetti, nella «piccola borghesia urbana di lavoratori autonomi, <em>divenuti salariati</em>». Ecco cha allora quella battaglia manichea si trasforma nella vittoria del capitale avviando il processo di radicamento nel reale del consumismo di massa, ossia di quello spettacolo giunto a un tale livello di accumulazione nel quale ogni dove diviene sia luogo di concreto consumo di merci sia luogo di possibile creazione di nuovi desideri. Il feticismo della merce raggiunge quindi una tale capacità operativa da riuscire ad esternarsi ed invadere qualsiasi spazio, persona, legame, ecc. Il mondo si trasforma così interamente in un ciclo di produzione di desideri artificiali, espropriando gli individui della propria vita e alienandoli alla falsità della merce-spettacolo.<br />La generazione del Sessantotto ha trasformato l'impegno in riflusso e la rivolta collettiva in affermazione individuale, la rivoluzione in arrampicata sociale, la libertà nella propria egoistica liberazione da qualsiasi limite, coercizione, responsabilità e dovere. È questo un utile esempio per comprendere la pericolosità di intendere la lotta come la possibilità di trasformare la società a propria immagine. Di fatto la propria immagine è l’immagine sempre di altro, l’immagine che lo spettacolo dà di sé attraverso il proprio racconto autoreferenziale e che nell’individuo si incarna come modo di vivere, pensare e pensarsi. Inoltre considerare la propria immagine come la migliore, la più giusta, ci sembra alquanto un grave errore intellettuale da cultura metafisica e duale, ossia la medesima cultura semplificante dello spettacolo stesso. In ciò il ’68 è stato una forma di <em>spettacolo della critica</em> e non critica dello spettacolo.<br />Vorremmo concludere per ora con una semplice esortazione: nello spettacolo ogni uomo vive come una cosa e l’arte della politica si esercita come consumo di uomini e di vite; dunque è giunta l’ora che il Nulla torni a creare e per far ciò esso deve inevitabilmente liberarsi dal giogo del silenzio spettacolare e cominciare a scrivere il proprio linguaggio. La rivoluzione sarà impossibile, mito, religione, finché non verrà riscritta. Il fallimento del ’68 e l’ergersi imperioso del bipolarismo sono il parziale fallimento del linguaggio marxista, linguaggio che ‘ha fatto il suo tempo’ pur rimanendo così attuale al punto che essere rivoluzionari, uomini dialettici, o persino as.sur.disti., significa diventare inattuali e incomunicabili. Paradossale? Sicuramente parà-doxa…<br /><br />Movimento As.Sur.Do.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-6833855111986974389?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com7tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-76836019379279525782009-03-04T18:00:00.003+01:002009-03-04T18:06:31.376+01:00L'unica possibilitàQuesto post nasce dalla speranza di poter risolvere il problema di fondo espresso dall’amico D. nel suo <a href="http://movimentoassurdo.blogspot.com/2009/02/la-situazione-attuale_14.html">commento</a>. Crediamo che il problema sia in realtà un malinteso causato dal fraintendimento di un aspetto dello spettacolo da noi espresso. Giustamente D. ci faceva notare che «la realtà è ogni giorno sempre più complicata piuttosto che semplice» invertendo così la visuale del <a href="http://movimentoassurdo.blogspot.com/2009/02/razzismo-storico-e-razzismo-mediatico.html">nostro articolo</a> precedente. Allora dove sta l’equivoco? Noi parlavamo, ma forse non l’abbiamo espresso chiaramente, di un solo aspetto dello spettacolare e di fatto non pensavamo, e non pensiamo, che lo spettacolo sia solamente semplificazione. A causa di ciò giustamente D. faceva notare l’aspetto complicante dello spettacolo ma senza vedere tra i due, o comunque senza mai accennare, né coincidenza né convivenza. <em>Eppure lo spettacolo è nella sua insensatezza sia semplificazione sia complicazione.</em> Per sua sfortuna, e nostra fortuna, esso non può evitare di essere dialettico e quindi per noi comprensibile. Ciò non significa che questa attività disvelante sia semplice e che lo spettacolo sia banale. Chi ha letto Hegel sa bene che la filosofia non può fare a meno di un linguaggio articolato perché la realtà stessa è complessa e perché il linguaggio, essendo pubblico, non è in sé filosofico: per questo Hegel ha scritto il suo linguaggio e mediante esso ha inciso la sua realtà nella e dalla realtà stessa. Ciò non vuol dire che noi siamo degli Hegel, cosa in sé impossibile ed infattibile, ma implica che dovrete impegnarvi con noi a comprendere e comprenderci.<br />Vorremmo allora oggi approfondire il concetto spettacolare di <em>unica possibilità</em> di modo da completare sia il nostro vecchio intervento e conciliarci dialetticamente con D. Proviamo a far ciò analizzando un esempio attuale del manifestarsi dell’unica possibilità nel particolare campo del politico. Secondo voi in cosa consiste il tanto acclamato <em>bipolarismo</em>?<br />Dando per scontato che i lettori conoscano in cosa il bipolarismo consista o che comunque ne abbiano sentito parlare abbondantemente prima delle scorse elezioni e che ne sentiranno parlare molto anche per le imminenti europee, noi vorremmo semplicemente estrarre dalla sua facciata political correct l’immagine di spettacolo che da esso si emana evitando qualsiasi forma di contemplazione.<br />Il bipolarismo, in quanto prodotto dello spettacolo, ha il doppio fine sia di allontanare fra loro gli spettatori sia di annullare ogni alterità, sia essa oppositiva o conservativa (lo spettacolo in quanto riproduzione continua di <em>novità</em> non può coabitare con la conservazione e deve far ciò paradossalmente proprio per <em>conservarsi all’infinito</em>), e perché ciò si realizzi deve passare attraverso la fase manichea della falsità semplificante, che a sua volta ha come unico scopo quello di dissolversi, mediante una propria estraniazione, nell’unica possibilità. Il bipolarismo serve dunque come medium perché sia sempre maggiormente affermata e diffusa la staticizzazione del e nel reale attraverso una falsa dicotomia ideologica e demagogica. Ogni pseudopossibilità proposta dalla merce, immagine alienata ed alienante dello spettacolo, e il bipolarismo stesso è una forma di merce, deve essere incanalata nel flusso omologante dell’unica possibilità. Per questo motivo nello scorso post noi affermammo che «persino le categorie del vero e del falso non sussistono più, essi si sono infatti fusi tra loro per formare <em>l’unica possibilità</em>. Il reale viene quindi ad espressione in questo semplice ossimoro divenendo simulacro di se stesso e trasformandosi all’istante in completamente logico nella sua perenne illogicità spettacolarizzata».<br />In questa fase perennemente as.sur.da. la molteplicità verrà comunque difesa da tutti i dominanti che rischiano l’esclusione dal gioco della dominazione ma allo stesso tempo ciò avrà il dialettico fine di celare la sua ‘morte’. Annichilire la molteplicità e la differenza significa negare in principio qualsiasi tentativo della totalità di fuoriuscire dalla prigione della separazione, e rinforzare nell’uomo l’automatismo insignificante della non-vita. L'unica possibilità è quindi il manifestarsi nel reale di un'unità indefinita che è mediazione per la separazione la quale, contemporaneamente, diviene a sua volta mediazione per questa unità che si riflette come falsa unità, falsità non cosciente ma puramente dialettica. L'unica possibilità è quindi il vivere nella perenne tensione contraddittoria dello spettacolo, che è un in-esistere privo di senso e progettualità.<br />Se allora prendiamo quello che D. affermava, ossia che «la complicatezza stessa e disorientante, invero, è una particolarizzazione dello spettacolare che crea, alimenta e rinnova possibilità di non-vita. Semplice a mio vedere perché riconducibile a quella matrice, semplice non perché in unità, ma piuttosto uniformante, omologante […] perché come giustamente analizzato essa risulta la sola cosa permessa, la sola cosa che potrebbe sussistere, un’unità separata, quantitativa più che qualitativa», e lo aggiungiamo al non-concetto di unica possibilità, ecco un’<em>istantanea in fieri</em> dello spettacolo, istantanea in fieri perché anche noi viviamo della sua as.sur.dità. e solo in questa as.sur.dità. noi possiamo trovare la strada per ribellarci: guardare lo spettacolo e coglierlo per ciò che è e ciò che non è significa allora viverlo totalmente coscientemente <em>in absurdum</em> (forse il proletariato di Marx doveva scappare nel mondo metafisico delle idee per liberarsi e finalmente essere?). Dobbiamo osare di essere uomini dialettici e perciò as.sur.disti.<br />Quando sentirete parlare del bipolarismo nei prossimi periodi di crisi globale leggete e rileggete con calma il seguente passo.<br />«Uniamoci […] per garantire i deboli dall’oppressione, frenare gli ambiziosi e assicurare a ciascuno il possesso di ciò che gli appartiene: istituiamo ordinamenti di giustizia e di pace, cui tutti siano obbligati a conformarsi, che non faccian distinzione di persona, e che riparino in qualche modo i capricci della fortuna, sottomettendo ugualmente il potente e il debole ad obblighi reciproci. In una parola, invece di volger le nostre forze contro noi stessi, raccogliamole in un potere supremo, che ci governi secondo leggi sagge, che protegga e difenda tutti membri dell’associazione, respinga i nemici comuni, e ci mantenga in eterna concordia»; questo Rousseau immaginava, nel suo <em>Discorso sopra l’origine e i fondamenti della diseguaglianza fra gli uomini </em>del 1754, fosse stato detto per convincere il volgo ignorante ad abbandonare lo stato di natura. Voi direte: e allora? La retorica, come lo spettacolo, richiama all’unità, ma in realtà il patto sociale, tanto quanto la merce e il bipolarismo, ha il fine di mantenere le differenze economico-sociali, e noi oggi diremmo soprattutto la separazione che è alla base di tutto questo profondo vuoto che ci ingloba in sé.<br />Dobbiamo far nostro il travaglio del concetto perché ignorare, ed ignorarsi, eguagliano la totalità a nulla.<br /><br />Movimento As.Sur.Do.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-7683601937927952578?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com3tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-22237258163237568872009-02-19T21:15:00.000+01:002009-02-19T21:17:20.769+01:00Interludio musicalePrima di rispondere approfonditamente all'amico D. ci prendiamo un post di pausa e cosa meglio c'è di un po' di sana musica e poesia?! Copio ed incollo dal loro stesso <a href="http://www.myspace.com/apuamater">sito</a> la presentazione che un gruppo particolare, e proprio per questo molto interessante, dà di sé: gli Apuamater.<br /><br />"L' intento primo che anima la compagine degli Apuamater è quello di contribuire a creare un'idea contemporanea di folk apuano, anche in considerazione del fatto che Carrara è priva di una tradizione musicale vera e propria. Il primo album 'Un cavatore, un partigiano, un vagabondo, un marinaio' (Sanarecords 2005) è registrato con strumenti acustici in una soffitta con una trentina di 'amici' di Davide Giromini tra cui Carlo Monni, les Anarchistes, Massimiliano Larocca, i Delsangre, Pardo Fornaciari e molti altri musicisti e attori tra Carrara e Firenze. Il disco è un viaggio che parte dalle cave di Carrara e i cavatori per narrare della resistenza sulle apuane, passando per il G8 di Genova e sfociare nel mare con Corto Maltese e l'affare Dreyfus. Folk, dunque; apuano, dal momento che i rappresentanti del gruppo vivono dislocati all'ombra dei monti che al territorio danno il nome; d'azzardo, perché con la loro musica gli Apuamater tentano un difficile connubio dei generi più disparati, dal new folk russo ad uno sgangherato pseudo-jazz tutto nostrano. Nel 2006 arriva 'Delirio e castigo' (Corasong 2006). I testi, ancora di Giromini e Rapisarda, sono inquiete riflessioni sull'anima, la solitudine, l'isolamento e la follia dell'uomo. I recitativi che fanno da filo conduttore sono della regista fiorentina Virginia Martini. Innumerevoli le citazioni e le interpretazioni personali: da Dostoievskij a Checov, da Shakespeare a Fenoglio, fino a Fellini, a Gianni Nebbiosi ed al suo brano 'E qualcuno poi disse', canzone conosciuta grazie all'Amleto in foggiano dell'attore-regista Gaetano Ventriglia, cantata da Marco Rovelli, inseparabile amico e compagno, il tutto a formare un vero e proprio concept album sulla pazzia e la solitaria condizione dell'uomo, con lo sfondo di un nuovo folk, psicologico e psichedelico, pur sempre acustico; insomma, folk apuano d'azzardo. Nel 2008 gli Apuamater diventano Cyberfolk e approdano a '2076: il ritorno di Kristo' (Corasong 2008). Una storia laica e fantastica di un Cristo che torna nel 2076 per liberare l'uomo dall'alienazione mediatica. Gli strumenti acusici degli Apuamater vengono 'plastificati' dai Plug-in del computer in un intenso lavoro di Gabriele Dascoli, il bassista. Nel Cyberfolk etica ed estetica si fondono con sperimentazione e disgusto. Gli Apuamater hanno condiviso il palco con: Stormy-six, Ivan Della Mea, Yo-Yo Mundi, Claudio Lolli, Carlo Monni, Gang, Alessio Lega, Massimiliano Larocca, Del Sangre, Andrea Parodi ed un loro brano è stato rieseguito nel secondo album de Les anarchistes dagli stessi insieme al Parto delle nuvole pesanti. Il 9-1-2009 gli Apuater vincono il primo premio Franco Fanigliuolo".<br /><br />E qui di sotto la recensione del loro ultimo lavoro:<br /><br />"Un disco molto particolare quello degli Apuamater. Particolare nelle musiche, un misto di rock, folk, elettronica e suggestioni etniche con una tensione progressiva che ricorda i bei tempi del prog italiano. E particolare nel tema, un concept che ruota intorno all'avvento sulla Terra di una futuribile figura messianica, un Kristo piuttosto partigiano e forse troppo focalizzato sulla cronaca per dare messaggi universali.<br />La cura nella scrittura dei brani ed i testi colmi di immagini affascinanti e riferimenti più o meno oscuri rendono '2076: il ritorno di Kristo' interessante anche dopo molti ascolti. La cosa che colpisce di più è l'eclettismo del tutto. Un disco che passa dal citare Ken Shiro al dare consigli a Lindo, dalle ipotesi sul passato di San Pietro come zelota alla morte di Carlo Giuliani non lesina certo spunti.<br />Sebbene molti temi dovrebbero essere affrontati con più raziocinio e meno cipiglio punk-ferrettiano il numero di pezzi azzeccati e piacevoli fa passare il resto in secondo piano. Se vi piacciono le sperimentazioni, le tendenze progressive, i testi intrisi di riferimenti che chiedono di essere approfonditi, questa è una delle vostre poche occasioni dell'anno".<br /><br />Un saluto e a Davide Giromini... e buona lotta a tutti dal Movimento As.Sur.Do.!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-2223725816323756887?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-62037788660220060182009-02-14T19:54:00.002+01:002009-02-14T20:05:34.965+01:00La situazione attuale<meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"><title></title><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Pubblichiamo più sotto un commento pervenutoci da un nostro lettore, riguardante l'ultimo post da noi pubblicato. La sua analisi è più o meno in linea con le nostre idee anche se, e questo lo faremo i prossimi giorni, ci permettiamo di dissentire almeno su alcuni aspetti.</p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il commento di D. è vivo e intelligente. Ci fa anzi molto piacere che tra i nostri lettori ci siano persone che ragionano, e che hanno almeno compreso un pochino in che razza di mondo viviamo.</p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Buona lotta! ***
<br /></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">
<br /></span></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Commento di D.</span>
<br /></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Totalmente d'accordo sull'analisi dell'argomento in sé. Vorrei però esporre una certa visuale come su alcune terminologie e visualizzazioni impiegate, poiché credo vi possano essere molteplici critiche da diversi angoli visuali, cosa per cui ho scelto di scrivere per favorire un'ulteriore possibile riflessione, credo ben accetta, quand'anche forse sia soltanto per ribadire un fatto noto. Reputo comunque utile sia "squadrarsi" sia contribuire rispetto ai nauti digitali che spesso arrivano in lidi molto normali come questo. Grazie per l'attenzione avuta fin ora. Desidero riflettere su questa proposizione: "La realtà è ogni giorno sempre più semplificata e molti particolari (ricordiamoci che sulla particolarità si basa la differenziazione, un aspetto da cui il reale stesso prende forma e sostanza ma che l’Occidente non riesce proprio ad accettare) spariscono e se compaiono hanno solo la funzione giudicante e legittimante. Ciò che non è detto dai media non esiste. Ciò che non rispecchia il pensiero omologato e omologante dei media non esiste. Persino le categorie del vero e del falso non sussistono più, essi si sono infatti fusi tra loro per formare l’unica possibilità" Certamente concordo ma partirei invertendo/sostituendo i termini. Difatti, a mio valutare, la realtà è ogni giorno sempre più complicata piuttosto che semplice. Possiamo prendere a considerazione il fatto del federalismo bossista. E'l'esempio dello stato centrale che illude di fornire autonomie mentre favorisce la propria diramazione in capillari altrimenti più difficilmente raggiungibili( credo sia uno stadio che apra gli occhi sulla capacità dello spettacolo integrato in grado di implementare il controllo della forma centrale che sta tornando a farsi percepire...).Alzando gli occhi vediamo che tal servizio è stato reso più alla finta unione europa più che allo stato italiano. Ecco quindi che la complicatezza stessa e disorientante, invero è una particolarizzazione dello spettacolare che crea, alimenta e rinnova possibilità di non vita Semplice a mio vedere perché riconducibile a quella matrice, semplice non perché in unità, ma piuttosto uniformante, omologante (ricordo con forza alle volta la Frae di Debord sulla pazzia come mezzo per fuggire a tale situazione ed alla droga come mezzo per adeguarvisi ) perché come giustamente analizzato essa risulta la sola cosa permessa, la sola cosa che potrebbe sussistere, un unità separata, quantitativa più che qualitativa. E' per me utile ricordarsi la battaglia tra i vari spettacolari, non voluta né sperata, ma che porterà o sfocerà là dove la dinamica dello spettacolo stesso esige; allo spettacolare integrato mondiale; di cui le varie battaglie o quei famosi regolamenti di conti risultano essere più che battaglie fittizie come aderenti a quella matrice che è ormai la realtà. Scrivevo appunto sussistere qualche riga prima perché come fatto notare, il particolare reale, vero, quello che c'è e sì esiste, ebbene quello preso lì in considerazione non sussiste intendendolo così non ammesso dalla logica spettacolare, che anzi però trova in esso protezione e fortuna, probabilmente nutrendosene per perpetuare la sua logica di necessità agli occhi del volgo tramite varie discriminazioni ed incriminazioni della realtà vera di cui scrivevamo in termini diversi, oppure cercando in questo stato limbo gli impulsi che, se alimentanti a dovere potranno determinare la nascita di spettacoli nuovi là dove si sarà suscitata l'esigenza di merce nuova. Ciò perché lo spettacolo è ci ha circondato, dall’interno e dall’esterno. Ha delle brecce, sicuramente maggiori nel foro interno di ognuno, ma l’addestramento procede ed il programma avanza. Il mondo nuovo con l’uomo nuovo, termini che sono sulla bocca di molti, giusto per comprendere a che stadio ormai ci avviamo, forse.</p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"> Vivi saluti D. </p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-6203778866022006018?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Raffaele Caponehttp://www.blogger.com/profile/11128041634003703818noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-41884004083841343152009-02-02T19:55:00.001+01:002009-02-02T19:56:18.097+01:00Razzismo storico e razzismo mediaticoA causa di problemi informatici pubblichiamo solo ora il seguente post. Ce ne scusiamo e vi auguriamo buona lettura.<br /><br /><br />Opporsi alla politica di Israele non è essere antisemiti.<br />Quotidianamente, invece, i media filtrano il messaggio opposto al precedente. Ma nessuno può identificare un tipo di politica a un popolo, ossia generalizzare al punto di confondere due piani che possono sì tra loro intersecarsi in certi punti ma mai coincidere completamente. Il singolare concreto così verrebbe di fatto a perdersi e ad annullarsi in un universale ipotetico. Una generalizzazione di tal portata è un atto intellettivo meschino, falsificante e completamente spettacolare. Sarebbe comodo, per esempio, per chi studia ed analizza l’Italia, ma totalmente fuorviante ed errato, affermare che in questo paese tutta la popolazione è oggi di destra o persino solamente berlusconiana; ciò sarebbe per il ricercatore un enorme risparmio di tempo ed energie ma una semplificazione così non è mai stata vera e non lo è tuttora. Essa non è per nulla comprensiva e puzza al quanto di facile ideologia. Ma dove sta di preciso il problema? Oggi i media si basano per l’appunto su queste massime massificanti e appiattenti. La realtà è ogni giorno sempre più semplificata e molti particolari (ricordiamoci che sulla particolarità si basa la differenziazione, un aspetto da cui il reale stesso prende forma e sostanza ma che l’Occidente non riesce proprio ad accettare) spariscono e se compaiono hanno solo la funzione giudicante e legittimante. Ciò che non è detto dai media non esiste. Ciò che non rispecchia il pensiero omologato e omologante dei media non esiste. Persino le categorie del vero e del falso non sussistono più, essi si sono infatti fusi tra loro per formare <em>l’unica possibilità</em>. Il reale viene quindi ad espressione in questo semplice ossimoro divenendo simulacro di se stesso e trasformandosi all’istante in completamente logico nella sua perenne illogicità spettacolarizzata. Ritornando all’esempio di Israele questo evento si manifesta mediante quel <em>razzismo mediatico</em> in cui chi si oppone a questa forma di politica non può avere visibilità o se ce l’ha è solo perché gli spettatori vedano l’umiliazione del ‘fuoriprogramma’ incarnato in esso e abbiano lo sguardo ben sviato dal tempo presente mediante questa vittima sacrificale ‘irrazionale’ e per l’appunto antisemita.<br /><br />Una memoria o è totale altrimenti non è una memoria.<br />Mentre nella sfera del singolo la memoria sarà sempre inficiata da una proprio limitatezza, limitatezza causata dal fatto che il singolo inevitabilmente e strutturalmente entra in contatto con il mondo tramite una percezione sempre circoscritta e in cui l’attenzione gioca un ruolo alquanto decisivo nella selezione dei dati, nella sfera pubblica se ciò avviene bisogna sincerarsi che non si celi una scelta ideologica dietro questo fatto. In campo storico l’attenzione si trasforma troppo facilmente in imparzialità militante o ignoranza. La parzialità non può far parte di una commemorazione pubblica perché se no perderebbe quel significato che gli appartiene e sarebbe alquanto scorretta nella propria arbitrarietà. È per questo motivo che ‘La giornata della Memoria’, ossia il giorno del ricordo dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è in totale contraddizione con sé medesima. Rinchiudere nel concetto di <em>sterminio</em> solamente la componente ebraica tra coloro che ne sono stati vittime è un insolente misconoscimento della realtà e degli avvenimenti, quindi la sua attuale negazione storico-intellettuale. Dimenticarsi degli <em>altri</em> è compiere sia un giudizio sia stilare una scala di valori in cui certi individui sono inferiori ad altri. Se qualcuno nega questo aspetto allora dichiara che mentre gli ebrei non meritavano di stare nei lager nazisti gli <em>altri</em> magari sì. Chiamatela come volete questa scelta discriminatoria, per noi è una forma di <em>razzismo storico</em>.<br /><br />Movimento As.Sur.Do.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-4188400408384134315?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-86547632132884085092009-01-20T23:38:00.002+01:002009-01-20T23:46:31.986+01:00Critica della poesiaD'accordo il regno dei borghesi io lo odio<br />Il regno dei questurini e dei preti<br />Ma odio anche di più<br />Chi come me non li odia<br />Con tutte le sue forze.<br /><br />Sputo in faccia a quell'uomo più piccolo del vero<br />Che a tutte le mie poesie non preferisce questa <em>Critica della poesia</em>.<br /><br /><br />Paul Elurd, Parigi 1932.<br /><br /><br />Non ce ne vogliate se vi annoiamo con vecchie poesie. Forse domani ci capirete, ma non ora, ora è troppo tardi e un nuovo giorno capitale si avvicina.<br />Buona lotta dal Movimento As.Sur.Do.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-8654763213288408509?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com8tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-64946693627853512812009-01-07T12:30:00.001+01:002009-01-07T12:34:46.591+01:00Congedo (Caffé)Un vecchio adagio<br />suona:<br />tutte le strade<br />portano a Roma.<br />Ma ciò non vale<br />per Montparnasse.<br />Lo posso giurare.<br />E così Remo<br />e Romolo,<br />nonché Romolo e Remo,<br />verranno alla <em>Rotonde</em><br />e al <em>Dome</em>.<br />Da cento strade<br />arrivano<br />al caffé,<br />nuotano<br />sul fiume del <em>boulevard</em>.<br />E anch'io nuoto:<br />«<em>Garçon,</em><br /><em>un grog</em><br /><em>américain!</em>»<br />Dapprima<br />parole<br />e labbra<br />e mascelle<br />risuonano confuse in un brusìo.<br />Ma ecco<br />a poco a poco<br />cominciano a scandirsi<br />a plasmarsi<br />in frase<br />le parole.<br />«L’altra sera<br />è passato<br />Majakovskij<br />e zoppicava –<br />non l’avete visto?» –<br />«E con chi era?» –<br />«Con Nikolaj Nikolaic». –<br />«Ma quale Nikolaj?» –<br />«Eh, già, il granduca!»<br />«Il granduca?<br />Ma state scherzando!<br />Un tipo così tozzo,<br />pelato<br />come un ginocchio…<br />È un cekista<br />mandato<br />a far saltare…» –<br />«Chi?» –<br />«Il Bois-de-Boulogne.<br />Miska – gli han detto – parti, tocca a te.»<br />Ma subito ribatte<br />un altro: «Voi mentite<br />per la gola!<br />E poi lui non si chiama<br />Miska, ma Pavel.<br />Sì, Pavlusa –<br />ci siamo conosciuti.<br />E c’era<br />anche sua moglie,<br />la principessa,<br />una sui trent’anni,<br />una brunetta…» –<br />«Moglie di chi?<br />Di Majakovskij? Ma<br />non è sposato.» –<br />«È sposato, vi dico –<br />E con l’imperatrice.» –<br />«Con chi?<br />Ma se l’han fucilata…» –<br />«Anche lui<br />ci crede, adesso…<br />Fatemi il favore!<br />Majakovskij stesso la salvò<br />per un trilione!<br />E poi<br />è ringiovanita!»<br />Altra voce sensata:<br />«Ma no,<br />voi vi sbagliate –<br />Majakovskij è un poeta.» –<br />«Ma certo, –<br />intervengono due ben informati, –<br />alla fine<br />del millenovecentodiciassette<br />a Mosca,<br />la Ceka aveva confiscato<br />Nekrasov e tutto intero<br />l’aveva poi ceduto a Majakovskij.<br />Secondo voi poteva<br />esser tutta farina del suo sacco?!<br />Tutto copiato –<br />interi versi,<br />virgole comprese,<br />gli rubò.<br />Si è beccato Nekrasov<br />e se lo vende –<br />cento bei rubli<br />al giorno.»<br />Dove siete,<br />mezzane?<br />Orsù Agaf’ja!<br />Qui offresi<br />uno straordinario fidanzato.<br />S’è mai visto<br />che un uomo<br />con quella biografia<br />resti scapolo<br />e invecchi senza moglie?!<br />Parigi,<br />capitale<br />di secoli<br />come puoi sopportare<br />queste ciance di emigranti?<br />Scrollati<br />dalle orecchie<br />le loro dicerie.<br />Quale provincia! –<br />C’è da soffocare. –<br />E ho lasciato il caffè<br />rimuginando –<br />maledetta faccenda!<br />Ho sputato –<br />che razza di scalogna!<br />Non tutti<br />hanno le orecchie<br />otturate –<br />qualcuno potrebbe anche<br />bersela questa storia!<br />Dunque, lettori,<br />se mai vi diranno<br />che Majakovskij ha stretto<br />amicizia con Churchill<br />oppure che<br />ha sposato<br />una zia di Calvin Coolidge,<br />vi prego, ve ne prego,<br />non gli credete.<br /><br /><br />Vladimir Majakovskij, Parigi 1925.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-6494669362785351281?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-499725446285125993.post-41726286525071577592009-01-03T13:30:00.002+01:002009-06-22T22:11:58.056+02:00"Comunismo e Comunità" numero 2<a href="http://img267.imageshack.us/img267/6114/1copiaaa5.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 365px; CURSOR: hand; HEIGHT: 469px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://img267.imageshack.us/img267/6114/1copiaaa5.jpg" border="0" /></a><br /><div><div><a href="http://www.comunitarismo.it/settembre2008.htm">Qui il link per l'indice.</a></div><div></div><div>Buona lettura a tutti!</div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/499725446285125993-4172628652507157759?l=movimentoassurdo.blogspot.com'/></div>Alessandro Ettore Cimòhttp://www.blogger.com/profile/11544391788115375059noreply@blogger.com0