tag:blogger.com,1999:blog-41320193205328542642008-09-09T06:34:08.505-07:00MagusCastleDi mondi videoludici e di altri possibili universiJanushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comBlogger62125tag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-49165492879153533032008-09-09T06:07:00.000-07:002008-09-09T06:34:08.519-07:00[360] Rock Band<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ7I3DOkiI/AAAAAAAAA1s/lqpcd386x5U/s1600-h/logo.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ7I3DOkiI/AAAAAAAAA1s/lqpcd386x5U/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244014208266179106" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3LwRBmFI/AAAAAAAAA08/Hv6ltk-_zbA/s1600-h/rock-band-cover-cropped.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3LwRBmFI/AAAAAAAAA08/Hv6ltk-_zbA/s400/rock-band-cover-cropped.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244009859938097234" border="0" /></a><br />Finalmente. Dopo un incomprensibile ritardo dovuto a ragioni oscure ed imperscrutabili, <span style="font-weight: bold;">Eletronic Arts</span> ed <span style="font-weight: bold;">MTV Games</span> si sono decise infine a portare <span style="font-weight: bold;">Rock Band</span> in Europa (anche se, ahinoi, non in Italia..), offrendo così l’opportunità anche ai giocatori del vecchio continente di poter provare con mano il miglior music game dell’anno. Perché diciamolo subito, nonostante l’incremento esorbitante del prezzo degli strumenti avvenuto col cambio dollaro/euro, nonostante i sei mesi di ritardo accumulati dall’uscita americana, il gioco <span style="font-weight: bold;">Harmonix </span>si conferma ancora oggi come il miglior esponente del genere attualmente su piazza, un titolo in grado di mescolare alla perfezione party e music game in un mix esplosivo capace di regalare infinite ore di assoluto divertimento a chi avrà la fortuna di avere amici pronti a seguirlo nella formazione di una squinternata e improbabile band.<br /><span style="font-weight: bold;"><br /><br />Per chi non suona in compagnia del solista vi è la via</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3nylgh_I/AAAAAAAAA1M/yKmuzhiBxOA/s1600-h/rock_band_05-l.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3nylgh_I/AAAAAAAAA1M/yKmuzhiBxOA/s400/rock_band_05-l.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244010341597218802" border="0" /></a> <p> Pur essendo sostanzialmente un’esperienza multiplayer, Rock Band offre comunque dei contenuti pensati esclusivamente per chi volesse optare per un approccio individuale al gioco. La carriera solista infatti prevede, sulla scia di quanto già visto in <span style="font-style: italic;">Guitar Hero</span>, vari pacchetti di brani di crescente difficoltà, al termine dei quali passeremo ad esibirci in una nuova città con relativa inedita scaletta. A differenza del titolo in mano ora a Neversoft però, in Rock Band non avremo solo la carriera di chitarrista da intraprendere, ma anche quella di batterista e di cantante. Soprassedendo sul gameplay della chitarra, che non si discosta da quanto già apprezzato in GH se non per la presenza di un maggior accento riposto sugli assolo, con la possibilità di eseguirli interamente tramite tapping qualora si stesse utilizzando la chitarra ufficiale del gioco, prevedibili novità caratterizzano invece le altre due carriere percorribili dal giocatore. Intraprendere il ruolo di frontman comporterà essenzialmente il riuscire a prendere le giuste note di ogni brano, conformando la nostra voce alla tonalità del pezzo, con le parole a svolgere un ruolo soltanto marginale.</p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3T36FkZI/AAAAAAAAA1E/K5lFg0mAPv8/s1600-h/rock_band-07-l.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3T36FkZI/AAAAAAAAA1E/K5lFg0mAPv8/s400/rock_band-07-l.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244009999428325778" border="0" /></a></p><p>Non un karaoke quindi ma più una prova di intonazione, nella quale saremo coadiuvati da un’interfaccia molto simile a quella ammirata nel Singstar di casa Sony: unica differenza è la presenza di alcuni pezzi strumentali, durante i quali dovremmo battere a tempo sul microfono per riprodurre il suono di un tamburello o aggeggi simili. A fare la parte del leone però nella modalità solista è indubbiamente la batteria, vera new entry del gioco e strumento in grado di divertire pienamente anche in mancanza di compagnia. Dotato di quattro “piatti” e di un pedale per la cassa, la batteria segue spartiti dalla fattezze simili a quelli degli altri strumenti, offendo però un’esperienza decisamente più ritmica e coinvolgente grazie in particolar modo alla maggior rassomiglianza riscontrabile con lo strumento reale e al maggior dinamismo e impegno fisico richiesto. In ultimo va menzionato la presenza di avatar totalmente personalizzabili in ogni minimo dettaglio, dalla corporatura e luogo di nascita fino a vestiti, piercing e tatuaggi acquistabili mediante i soldi guadagnati con i nostri concerti.</p><p style="font-weight: bold;">Alla conquista del mondo</p><p style="font-weight: bold;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ4HcnU9nI/AAAAAAAAA1c/lDww12AavlE/s1600-h/rock_band-2-lg.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ4HcnU9nI/AAAAAAAAA1c/lDww12AavlE/s400/rock_band-2-lg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244010885455083122" border="0" /></a></p> <p>l vero cuore di tutta l’esperienza di Rock Band tuttavia risiede nella modalità World Tour. Qui, in compagnia di altri amici (fino a quattro insieme, con l’ultimo a dedicarsi al basso), una volta creati i propri personaggi e selezionata la città di partenza si passerà al fondare una band al principio sfigatissima, senza neanche mezzo fan e con soldi insufficienti persino ad affittare uno sgangherato pulmino. Iniziando a suonare nei locali più “intimi” e scaldando gli animi del pubblico con esibizioni convincenti però cominceremo ad avere ben presto il nostro seguito di appassionati e i primi guadagni, con l’opportunità anche di cimentarsi in sfida speciali dai premi più disparati, che vanno dall’acquisto del nostro primo bus privato all’assunzione di un tecnico del suono fino ad avere un intero jet al nostro servizio, mediante il quale potremo così andare a suonare nei festival e nei più grandi stadi del mondo. Ogni località avrà poi le sue particolarità, con i Londinesi a richiedere ad esempio una maratona di pezzi tipicamente british per essere conquistati, o serate dedicate al rock anni ’70 e altre ancora invece incentrate sul metal più incalzante. In tutto questo il gioco di squadra tra i membri della band non solo è incoraggiato, ma risulterà a dir poco fondamentale: l’utilizzo appropriato degli Overdrive (l’equivalente dello Star Power di GH) infatti non solo porterà a raggiungere punteggi apparentemente irrealizzabili, ma potrà salvare anche un compagno in difficoltà, riportandolo in pista qualora dovesse sbagliare troppe note, salvaguardando così non solo la sua prestazione ma quella dell’intera band, che di fronte ad una prestazione fallimentare perderà un nutrito gruppo di fan. Tutto questo inoltre è reso ancora più coinvolgente dalla possibilità di avere in scaletta brani scaricati dal Music Store, aggiornato di settimana in settimana con nuovi brani e vecchie glorie del passato: Oasis, Red Hot Chili Peppers, Disturbed, Avenged Sevenfold, Metallica sono solo alcuni nomi di un catalogo a dir poco sterminato, una libreria di brani che annichilisce per varietà e qualità qualsiasi concorrenza. La possibilità di cimentarsi nei propri pezzi preferiti, il grande feeling di gruppo, la perfetta riproduzione del pubblico e dell’atmosfera di un concerto sono tutti elementi che fanno dell’esperienza multiplayer di Rock Band qualcosa di unico, un sogno per tutti coloro che hanno sempre voluto cimentarsi nella creazione di una band ma non hanno mai avuto la voglia, la pazienza o l’opportunità di apprendere un vero strumento.</p><p><span style="font-weight: bold;">Ma quanto mi costi?</span></p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3xAQsmGI/AAAAAAAAA1U/Mxp1o2rPvnM/s1600-h/RockBandStore.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZ3xAQsmGI/AAAAAAAAA1U/Mxp1o2rPvnM/s400/RockBandStore.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244010499886848098" border="0" /></a></p> <p> </p> <p>Snocciolati tutti i punti di forza di Rock Band, è ora di passare alle noti dolenti, che si potrebbero riassumere in un'unica e temutissima parola: il prezzo. Il gioco nella sua versione europea costa davvero uno sproposito. Il prezzo ufficiale di strumenti e gioco infatti si aggira sui 240 euro, una somma con la quale al momento si potrebbe acquistare una console X360: andando a rivolgersi verso negozi specializzati d’oltre manica la spesa può scendere fino a 190 euro circa per il tutto compreso, ma resta sempre una cifra incredibilmente quanto inspiegabilmente lontana dai 160 dollari della versione americana. Inoltre c’è da segnalare come nessuno degli strumenti del gioco sia wireless e di come la chitarra del gioco offra meno solidità e comfort rispetto a quella, per di più senza fili, di Guitar Hero III: ottimi invece microfono e batteria, anche se per ques’ultima è consigliata un po’ di cautela nell’utilizzo del pedale, il quale essendo di plastica potrebbe rompersi se sollecitato con eccessiva foga.</p><p><span style="font-weight: bold;">Commento finale</span><br /></p>Rock Band è il perfezionamento della lunga e gloriosa carriera di Harmonix nell’ambito dei giochi musicali. Dopo aver sfornato i primi due Guitar Hero infatti, questo riuscito connubio tra programmatori e musicisti ha dato la luce a quella che può essere vista come la naturale evoluzione della loro serie precedente, ampliando quanto fatto per la chitarra a tutta un’intera band rock. Il risultato è un music game strepitoso, capace di coinvolgere anche i meno portati alla musica grazie ai diversi livelli di difficoltà presenti e al grande divertimento derivante dal suonare con degli amici. Una realizzazione grafica pregevole, personalizzazione del proprio avatar e una sconfinata libreria di brani tra i quali scegliere sono elementi che non fanno altro che arricchire ulteriormente il valore complessivo di Rock Band, consacrandolo come il migliore esponente del suo genere attualmente sul mercato. Peccato soltanto per il prezzo esorbitante delle periferiche e della mancata pubblicazione qui nel nostro bel paese, due elementi che pregiudicano in larga parte la fruibilità del titolo da parte del grande pubblico nostrano.<br /><br />PRO:<br />- Diversi strumenti da suonare<br />- Incredibilmente divertente con degli amici<br />- Comparto grafico pregevole e personalizzazione del proprio avatar<br />- Varietà di canzoni presenti impareggiabile<br /><br />CONTRO:<br />- Costo esorbitante delle periferiche<br />- Mancata pubblicazione italiana<br /><br />VOTO: <span style="font-weight: bold;"><span style="font-size:180%;">A</span></span>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-37427366128081283312008-09-08T05:53:00.000-07:002008-09-09T06:22:44.600-07:00Un'ondata ci sommergerà...<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZz_knySDI/AAAAAAAAA00/_eK7c_fTKAo/s1600-h/Immagine+044.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_-57otRN4R1M/SMZz_knySDI/AAAAAAAAA00/_eK7c_fTKAo/s400/Immagine+044.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244006352119023666" border="0" /></a><br />...dopo il nulla cosmico di quest'ultimo periodo. Pur non aggiornando il blog da parecchio tempo infatti di cose ne son successe e anche parecchie, dal mio essere presente al Games Convention 2008 di Lipsia come inviato di Nextplay alla recente collaborazione (ovviamente a titolo gratuito) iniziata con una nota rivista del settore, di cui non farò il nome almeno per il momento. Nel mezzo un mare di articoli tra recensioni, anteprime e speciali che non ho pubblicato fin'ora causa pesantezza del mio regale deretano ma che adesso mi pare cosa buona e giusta mettere su questo blog.<br /><br />Quindi preparatevi (se davvero c'è qualcuno che passa da queste parti) ad una ondata di qualità. Eccola che arriva.Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-64725202382920575852008-07-17T06:00:00.000-07:002008-07-17T06:18:51.934-07:00[360] Ninja Gaiden II<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/3368/ninja-gaiden-2.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9Emoho9TI/AAAAAAAAAz0/Q2wwcXV91IU/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223969523277296946" border="0" /></a><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9FnvHBrZI/AAAAAAAAA0M/1TnD7czdFlI/s1600-h/ng2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9FnvHBrZI/AAAAAAAAA0M/1TnD7czdFlI/s400/ng2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223970641736215954" border="0" /></a><br />Nella stanza regna un silenzio surreale. Madido di sudore, aguzzo la vista, allerto tutti i miei sensi pronto a scattare come un felino al primo pericolo, mentre digrigno i denti dalla tensione. E’ un attimo. Da un angolo spunta un nugolo di nemici. Nell’aria inizia una vorticosa danza fatta di arti mozzati e ululati di dolore, mentre quadri scarlatti vengono dipinti sulle pareti. La vittoria sembra mia, ma non è così. Da terra qualcosa mi cinge le gamba, una vittima della mia indiscriminata macelleria ancor respira. Si avvinghia a me. Esplode. Game Over.<br />Ora sono io, seduto sulla sedia di casa mia, ad urlare, a proferire parole indicibili, a maledire il nome di <span style="font-weight: bold;">Itagaki</span> e di tutta la sua cricca. Poi mi calmo, prendo un lungo respiro, e riparto. Perché questo, signori, è<span style="font-weight: bold;"> Ninja Gaiden 2</span>. E se non siete pronti ad impegnarvi come forsennati, a mangiare quintali di polvere prima di riuscire a dominare voi stessi e tutti i segreti dell’arte di un vero ninja, beh allora quello che seguirà non vi piacerà affatto. Per tutti gli altri, affilate pure la katana e tenetevi pronti. Ryu Hayabusa è tornato.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Dov’è la principessa? Ragazzi io senza una principessa da salvare non mi muovo da qua<br /><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9F4sMWytI/AAAAAAAAA0U/f1aSZfgmKaA/s1600-h/ninjagaiden2kz.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9F4sMWytI/AAAAAAAAA0U/f1aSZfgmKaA/s400/ninjagaiden2kz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223970933011040978" border="0" /></a> <p> Il primo Ninja Gaiden fu probabilmente uno dei migliori giochi disponibili per l’originale Xbox, stupendo il pubblico con una grafica al tempo fuori parametro, un sistema di combattimento profondo e appagante e un livello di sfida elevatissimo. Proprio l’estrema difficoltà del gioco risultò il vero spartiacque del titolo, che fu amato alla follia da giocatori più “hardcore”, se così vogliamo chiamarli, ma che fu allo stesso tempo ignorato ed evitato dall’utenza meno appassionata, scoraggiata sin dalle prima battute dall’ostico approccio al gioco. Consci di come questo pregiudicasse la diffusione del titolo a bacini d’utenza più ampi, Itagaki e il suo Team Ninja hanno così deciso di semplificare, almeno all’apparenza, un po’ le cose, presentando sin da subito la possibilità di scegliere un livello di difficoltà più agevole e modificando al contempo alcune meccaniche di gioco. Così, una volta scelto il livello di sfida più adatto alle nostre capacità, ecco che subito veniamo catapultati in mezzo all’azione senza troppi fronzoli, anche perché sulla trama e sui suoi personaggi non è che il gioco ci si soffermi molto. Volendo accennarla un attimo, diciamo che non si sa per quale motivo, probabilmente noia, il solito gruppo di malintenzionati è deciso a distruggere il nostro pianeta evocando l’immancabile megamostro super potente, con noi a dover fermare loro e tutta l’accozzaglia di relativi demoni facendo conto, ovviamente, soltanto sulle nostre forze (una mano in questi casi mai eh). Preparatevi quindi ad affrontare lupi mannari senza museruola a zonzo per Venezia o ninja ed effeminati demoni con base situata dentro la Statua della Libertà. Qualcuno cantava “ci vuole pelo sullo stomaco”.</p><span style="font-weight: bold;">A quanto me lo fai al kilo il ninja? No troppo, dammi q</span><span style="font-weight: bold;">uel cosciotto di demone va<br /><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9GFqVrZWI/AAAAAAAAA0c/fMSc6w0ci7k/s1600-h/ninjagaiden2splash.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9GFqVrZWI/AAAAAAAAA0c/fMSc6w0ci7k/s400/ninjagaiden2splash.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223971155851568482" border="0" /></a> <p> Ma torniamo alle meccaniche di gioco. Pad alla mano, la prima novità che salterà subito all’occhio è l’estrema velocità degli scontri con i nemici, che rispetto al passato adotteranno una condotta molto più aggressiva, optando quindi per un’offesa continua al posto di una tattica più ragionata e attendista. Questa è una strada volutamente intrapresa dallo stesso Itagaki, che ha dichiarato che le continue guardie degli avversari del primo Ninja Gaiden spezzavano troppo l’azione, mentre lui al contrario con questo seguito ha voluto conferire al tutto un fluire assai più snello e adrenalinico. Ma non crediate che per questo il gioco si sia trasformato in uno decerebrato “smanettone”. Anzi, i continui attacchi dei nemici costringeranno il giocatore a fare ben presto la conoscenza di tecniche come la parata, la schivata e il contrattacco, azioni tutti essenziali per avere la meglio sui nutriti gruppi di ninja e demoni che andremo ad affrontare e per aprirsi un varco per portare infine i nostri affondi letali. L’altra rilevante novità di gameplay risiede nella possibilità di amputare gli arti dei nemici, azione non soltanto dall’evidente risvolto scenico (Ninja Gaiden raggiunge livelli di violenza probabilmente unici), ma che al contrario influirà pesantemente anche sulla condotta dei nostri avversari.</p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9FPeUORWI/AAAAAAAAA0E/IJa4FbIqITc/s1600-h/ninjagaiden.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9FPeUORWI/AAAAAAAAA0E/IJa4FbIqITc/s400/ninjagaiden.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223970224911304034" border="0" /></a></p>Un nemico in questo stato infatti sarà paradossalmente ben più pericoloso di uno con braccia e gambe ancora al suo posto: ormai prossimo alla morte infatti egli non si farà scrupoli ad utilizzare le tecniche più folli ed autolesioniste, come l’avvinghiarsi addosso a noi e lasciarsi esplodere in ultimo grande fuoco d’artificio. Grande attenzione quindi dovrà essere dedicata all’eliminazioni di questi simpatici moribondi, che potremmo giustiziare con una decapitazione e truculenze varie premendo semplicemente il tasto Y. Infine, ultimo ma non per questo meno importate, il gioco offre una varietà di armi d’avvero impressionante e la possibilità di migliorarle in brevissimo tempo, tanto da poter raggiungere il livello massimo con la katana (l’arma di base) già dal secondo schema di gioco. Questo ovviamente non farà altro che incentivare il giocatore a provare tutti gli strumenti di distruzione a sua disposizione, ognuno con la sua nutrita serie di combo da padroneggiare e con particolari punti di forze e debolezza. Tra falci, bastoni lunari, artigli affilati, manganelli e altre diavolerie c’è davvero l’imbarazzo della scelta, con Ryu a trasformarsi in men che non si dica in un’autentica macelleria ambulante, con i nemici a prestarsi il più delle volte al ruolo di povere vittime pronte alla mattanza.<br /><span style="font-weight: bold;"><br />Strignilo..zummolo…damme ‘a quattro. T’ho detto damme ‘a qua</span><span style="font-weight: bold;">ttro!<br /><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9GdZDRC6I/AAAAAAAAA0k/qJ2JI7kmu4k/s1600-h/ng2_3.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9GdZDRC6I/AAAAAAAAA0k/qJ2JI7kmu4k/s400/ng2_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223971563527801762" border="0" /></a> <p> Purtroppo però non sono tutte rose, fiori e decapitazioni per Ninja Gaiden 2. Il titolo ha, ahinoi, i suoi difetti, con in particolare un paio a farsi sentire davvero tanto ed ad incidere negativamente un po’ su tutta l’esperienza di gioco. Il più eclatante tra questi è indubbiamente la telecamera e il suo posizionamento, che incredibilmente sarà sempre, e dico sempre, sbagliato, ostinandosi ad inquadrare di tutto tranne che l’azione e i nemici da un’angolatura minimamente accettabile. Il fatto che la telecamera sia posizionabile immediatamente alle spalle di Ryu tramite la pressione del grilletto destro risolve soltanto in minima parte il problema, con il giocatore che a conti fatti dovrà vedersela costantemente con due diversi avversari: quelli presenti di volta in volta su schermo e il folle regista dal gomito sin troppo facile appostato dietro le quinte. E’ difficile esprimere, mantenendosi su toni civili, la frustrazione derivante dal dover affrontare un boss particolarmente ostico mentre la telecamera fa di tutto per nasconderci non solo i suoi attacchi ma persino la sua stessa posizione, con il giocatore quasi ad implorare di ricevere ogni tanto un’immagine accettabile di quanto sta avvenendo sul suo televisore. Altro elemento a discapito del titolo Tecmo è che è frustrante, maledettamente frustrante. Nonostante l’apporto di alcuni accorgimenti inseriti per aiutare il giocatore (citiamo in questo senso i molti save point presenti e il fatto che buona parte della nostra energia ci venga restituita a fine scontro), il gioco presenta ancora passaggi di rara difficoltà, eccedendo spesso in mosse “cheap”, ovvero escamotage apparentemente studiati ad arte per alzare forzatamente il livello di sfida: alcuni esempi a riguardo possono essere talune mosse dei boss finali dal danno a dir poco spropositato, che spesso per di più avverranno sotto forma di prese imparabili e difficilmente evitabili. La frustrazione non deriva quindi soltanto dalla difficoltà in sé e per sé, ma dalla sensazione che a volte si muoia non per propri errori, ma per una commistione di fattori al di là del nostro controllo.</p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9E0KAza3I/AAAAAAAAAz8/0AALmdL0E1o/s1600-h/ninja_gaiden_ii__16.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SH9E0KAza3I/AAAAAAAAAz8/0AALmdL0E1o/s400/ninja_gaiden_ii__16.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223969755604675442" border="0" /></a></p><p>Infine un accenno al comparto grafico. Ninja Gaiden 2 usufruisce probabilmente delle migliori animazioni mai viste in un gioco del suo genere, dando a Ryu un dinamismo e una fluidità impareggiabili e riuscendo nel difficile tentativo di unire la leggiadria e la grazia dei ninja ad una efferata brutalità, creando così un mix distonico ma estremamente riuscito. Per il resto, il Team Ninja ha proseguito imperterrita con la sua scelta grafica di optare, a fronte di un impiego di poligoni sicuramente notevole, per una scarsezza di effetti speciali alquanto anacronistica, che coniugata ad una scelta di texture decisamente monocorde conferiscono al look del gioco un sapore artefatto, finto, quasi di plastica. Il che, come detto, è proprio nello stile di Itagaki e compagni. Apprezzabile o meno, quello che è certo è che il titolo non stupirà come il suo predecessore dal punti di vista tecnico, allontanandosi dalle vette grafiche di queste generazione anche a causa di qualche piccola ed occasionale sbavatura nel framerate.<br /></p><br /><span style="font-weight: bold;">Commento finale</span><br /><br />Ninja Gaiden 2 è esattamente come il suo creatore e padre spirituale Tomonobu Itagaki. O si ama o si odia. A fronte infatti del miglior sistema di combattimento mai realizzato per un action game e ad un livello di sfida sempre ai massimi livelli, abbiamo una gestione della telecamera davvero lacunosa ed irritante ed una certa ripetitività di fondo. C’è chi troverà i vari boss di fine livello estremamente agguerriti e stimolanti e chi invece ne recriminerà l’abuso di tecniche a suo avviso scorrette; di fronte alle difficoltà sempre crescenti alcuni troveranno lo stimolo per superarle, altri getteranno esasperati la spugna. Nonostante il tentativo di avvicinarsi ad un pubblico più variegato, una volta tirate le somme Ninja Gaiden 2 dimostra di essere indirizzato ancora una volta a quelli che avevano già amato alla follia il primo capitolo. Se affrontare decine di volte uno stesso passaggio alla ricerca della giusta strategia non vi spaventa, se siete pronti ad impiegare ore ad imparare tutte le tecniche e le combo indispensabili per avere la meglio sugli avversari più coriacei non vi fa vacillare, allora fatevi avanti. Altrimenti il consiglio è voltare lo sguardo verso un prodotto più accessibile.<br /><br />PRO:<br />-Sistema di combattimento profondo e appagante<br />-Grande varietà di armi e stili di lotta<br />-Buona longevità<br /><br />CONTRO:<br />-Gestione della telecamera da rivedere completamente<br />-Difficoltà non sempre calibrata al meglio<br />-Tecnicamente non all'altezza della sua fama<br /><br />VOTO: <span style="font-weight: bold;"><span style="font-size:180%;">B</span></span>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-32913813333726349622008-07-15T05:42:00.000-07:002008-07-15T06:06:02.711-07:00Il tradimento del millennio - The War is Over<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHyfqYzqM8I/AAAAAAAAAyk/zFUprc-P5BE/s1600-h/final-fantasy-xiii-01.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHyfqYzqM8I/AAAAAAAAAyk/zFUprc-P5BE/s400/final-fantasy-xiii-01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5223225218405381058" border="0" /></a><br />E' da parecchio che non scrivevo qualche cosa appositamente per questo blog. Vuoi lo scazzo, vuoi che è estate e almeno teoricamente dovrei essere fuori a divertirmi, magari in vacanza. Vuoi che in realtà mi ritrovo a casa a scrivere anteprime e recensioni di film e giochi per un sito visitato quanto l'oscuro anfratto di Rosy Bindi. Insomma quello che vi pare, fatto sta che era parecchio che non scrivevo qualcosa. Ma questo andava commentato, cazzo se andava commentato.<br /><br />Ieri Microsoft ha di fatto dato il via all'E3 di Los Angeles con la sua conferenza stampa, che prima del botto finale era stata una roba veramente amarognola. Escluso infatti il lungo filmato di giocato di <span style="font-weight: bold;">Gears of Wars 2</span>, impressionante oltre ogni limite tanto da galvanizzare persino me, una persona alla quale il primo episodio aveva giusto suscitato qualche sbadiglio, per il resto infatti si era visto davvero poca roba. Così abbiamo assistito all'ennesima patetica esibizione di Peter Molyneux, capace di riproporci per l'ennesima volta come l'annuncio del secolo la storia di moglie e figlio in <span style="font-weight: bold;">Fable 2</span> (che palle), a qualche dato su <span style="font-weight: bold;">Rock Band 2</span> e <span style="font-weight: bold;">Guitar Hero World Tour</span>, alle presentazioni di Lips, della nuova dashboard, di orribili avatar personalizzabili, di un gioco ridicolo dove si giraro film spazzatura o qualcosa del genere e altre cazzatine varie capaci di mandare in catalessi un pubblico composto comunque da cadaveri appena scongelati dall'obitorio. Insomma una schifezza di conferenza. Almeno fino a quando il presidente di Square Enix, al secolo Yoichi Wada, è salito sul palco.<br /><br />Ero lì, davanti al PC, col buon Iacopo (divoratore di jrpg di lungo corso) al mio fianco, a dire "no dai, non è possibile, ora annuncia i soliti giochini e se ne va". E infatti eccolo menzionare I<span style="font-weight: bold;">nfinite Undiscovery</span>, <span style="font-weight: bold;">Last Remnant</span> in uscita in inverno (ottimo), mostrare un convincente trailer di <span style="font-weight: bold;">Star Ocean</span> in uscita a primavere 2009 (ben prima di quanto mi aspettassi). Fatto ciò, il giapponese dall'accento improponibile saluta tutti e lascia il palco. Ok, tutto come previsto, dai non era veramente plausibile altrimenti. Ma, colpo di scena (?), eccolo tornare poco dopo sul palco dicendo qualcosa del tipo "aho me so scordato de divve na cosa!". Eccola lì. Già prima che partisse il trailer si era capito. Urla sconnesse in camera: "Non è possibile, NON CI CREDO, CAZZOOOO!". Un sussulto, un tremito, uno scossone di proporzione apocalittiche scuote improvvisamente il mondo di noi poveri nerd. I forum esplodono. E' la fine.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Final Fantasy XIII </span>anche su Xbox 360. In uscita contemporanea in Europa e Nord America con la versione PS3. The War is Over, ma stavolta per davvero.Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-57006031255423258022008-07-13T08:14:00.000-07:002008-07-13T08:42:06.028-07:00[Cinema] Hellboy - The Golden Army<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocCrVrHLI/AAAAAAAAAx8/1Ta-uGTJz2Y/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocCrVrHLI/AAAAAAAAAx8/1Ta-uGTJz2Y/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222517550208457906" border="0" /></a>Un’antica legge incisa su metafisiche quanto incorruttibili tavole della verità recita che esistono due tipi di film a questo mondo. Le pellicole d’autore, opere di ingegno e passione mosse esclusivamente da sincero spirito creativo e amore per l’arte e la sua espressione, e i blockbuster, produzioni ciclopiche ad imperante stampo statunitense animate e caratterizzate da fini ben più materiali, e destinate di conseguenza ad un fugace quanto indiscriminato consumo di massa. Così è scritto. O almeno lo era fino ad oggi. Evidentemente infatti al regista <b style="">Guiller</b><b style="">mo Del Toro </b>(Cronos, Il labirinto del fauno) non piacciono né le regole <span style=""> </span>né le banali classificazioni, e con <b style="">Hellboy – The Golden Army</b><span style=""> </span>realizza un mirabile ibrido, un film capace di far esplodere, grazie anche alle ingenti risorse stanziate per il progetto, tutta la sua visionaria fantasia, dando alla luce un mondo composto da strabilianti mostri e sinistri folletti e pervaso costantemente da una pungente quanto genuina ironia.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocPIlYNBI/AAAAAAAAAyE/Zeku4fnSAH4/s1600-h/2008_hellboy_2_the_golden_army_030.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocPIlYNBI/AAAAAAAAAyE/Zeku4fnSAH4/s400/2008_hellboy_2_the_golden_army_030.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222517764217386002" border="0" /></a><p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Salvato una prima volta il mondo nel film d’esordio, per Hellboy (<b style="">Ron Perla</b><b style="">m</b>) non c’è mai un attimo di tregua. Come se non bastassero infatti le esplosive baruffe con la sua focosa compagna Liz (<b style="">Selma Blair</b>), il nostro improbabile eroe dovrà farsi di nuovo carico della salvezza dell’umanità, minacciata questa volta dall’ira del nobile Nuada (<b style="">Luke Gross</b>), principe elfico intenzionato a porre fine una volta per tutte al dominio dell’uomo sulla terra grazie all’impiego di un inarrestabile esercito di soldati d’oro. Sebbene banale nelle premesse, la trama nel suo svolgimento si rivela ben più complessa di quanto inizialmente appaia, offrendo in particolare dei personaggi dall’inaspettata caratterizzazione psicologica. Ne è un esempio proprio lo stesso principe Nuada, che pur rivestendo l’immancabile ruolo del cattivone di turno resta allo stesso tempo mosso da desideri nobili e facilmente comprensibili, come possono essere quelli di salvare il suo stesso popolo dall’estinzione e il ridare alle creature fantastiche un posto sulla terra, terra che invece è governata, umiliata e impunemente sfregiata dalla razza umana. E ancora, il rapporto simbiotico tra l’efebico antagonista e la sua candida sorella Nuala (<b style="">Anna Walton</b>), i dubbi dello stesso Hellboy sul suo operato, col suo animo ad essere combattuto tra il volere difendere l’umanità ma allo stesso tempo ferito dal disprezzo che quest'ultima non manca di palesare nei suoi confronti. Insomma, pur non discostandosi troppo nello svolgimento dai ritmi e dall’incedere di un classico popcorn movie, la pellicola offre al contempo vari spunti di riflessione, che coniugati ai continui e riusciti siparietti comici donano alla trama una dignità e una statura di tutto rispetto.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocVuX0HQI/AAAAAAAAAyM/gTAP194v47s/s1600-h/hellboy2_3.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocVuX0HQI/AAAAAAAAAyM/gTAP194v47s/s400/hellboy2_3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222517877440257282" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Promosso quindi per quanto riguarda l’intreccio narrativo, altrettanto positivo non può che essere il giudizio sull’impatto visivo e sulle fasi prettamente action. Guillermo del Toro riesce infatti, con una naturalezza a dir poco disarmante, a sposare forza e grazia in un armonioso e incantevole matrimonio, allestendo scene d’azione adrenaliniche e mozzafiato ma allo stesso tempo anche poetiche, rigate da una sottile vena di malinconia e avvolte da un’aura, da una bellezza dal sapore quasi decadente. Menzione particolare poi meritano le creature presenti nel film, che ricalcando un po’ le tonalità da fiaba grottesca già apprezzate nel Labirinto del fauno, stupiscono e ammaliano lo spettatore con le loro forme irregolari eppure piene di fascino, incantevoli e insieme terrificanti. In ultimo non ci si può esimere dal lodare l’ottimo lavoro interpretativo di tutto il cast, con in particolar modo Ron Perlam e <b style="">Dough Jones</b> (alias Abraham) a formare un duo comico davvero irresistibile, al quale si affiancherà in corso d’opera la new entry dell’eccentrico dottor Krauss, animato nella versione originale dalla voce di uno strepitoso <b style="">Seth Macfarlane</b>.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocdLksWrI/AAAAAAAAAyU/GT0L-ddlwuU/s1600-h/large_ENTER+MOVIE-HELLBOY+3+MCT.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHocdLksWrI/AAAAAAAAAyU/GT0L-ddlwuU/s400/large_ENTER+MOVIE-HELLBOY+3+MCT.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222518005537987250" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal"><b style="">Hellboy – The Golden Army</b> è quindi quello che non ti aspetti. Entri nel cinema convinto di trovati davanti il solito action movie estivo tutto effetti speciali e personaggi di plastilina e ne esci invece sorpreso e felice, perché in fin dei conti ti sei appena visto una delle più belle pellicole di questo 2008 e, volendo spingersi oltre, probabilmente anche uno dei più folli, visionari e divertenti film d’azione di tutti i tempi.</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-21774799855337197792008-07-11T09:02:00.000-07:002008-07-13T09:04:19.468-07:00[DVD] La città garbata<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHonW8E_SFI/AAAAAAAAAyc/XDDsx9pop24/s1600-h/2040_locandina+la+citt%C3%A0+garbata.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHonW8E_SFI/AAAAAAAAAyc/XDDsx9pop24/s400/2040_locandina+la+citt%C3%A0+garbata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222529992927168594" border="0" /></a><br /><p>Roma non si è mai caratterizzata come polo industriale, anche se tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 c’è stato un tentativo di dare alla città una dimensione moderna e dinamica. Si trattava di un grande progetto che prevedeva, accanto al polo industriale vero e proprio, la costruzione di abitazione per operai, attigue al cuore dell’industria. Si pensò così di creare un quartiere a misura d’uomo (per usare un termine tanto caro ai nostri giorni), autosufficiente in tutto e per tutto, con infrastrutture (cinema, teatro, ospedale, chiesa, parchi ecc.) atta a soddisfare appieno le esigenze di chi lo abitava. Nacque così la Garbatella, un quartiere dalle umili origini diventato però nel corso del tempo vero e proprio fiore all’occhiello di tutta l’urbanistica romana, ultimo esempio di un altro tipo di edificazione, che contrappone al forsennato sfruttamento di ogni volume la ricerca di un equilibrio tra uomo e natura e il gusto per l’armonia e la bellezza.</p> <p> La Città Garbata è l’appassionato elogio di questo quartiere e della mentalità che esso incarna. Attraverso una accurata ricostruzione storica a fregiandosi delle testimonianza di alcuni abitanti del luogo, il documentario ripercorre la storia di quest’isola felice, iniziando da quando Ernesto Nathan decise di dare a Roma un’impronta più moderna ed europea fino a giungere ai giorni nostri, tempi in qui il quartiere è passato dall’essere un semplice agglomerato di deliziose abitazioni popolari a ritrovo per intellettuali e letterati, nonché posto prediletto per molti registi e cineasti capitolini che qui hanno deciso di girare molte delle loro opere.</p> <p> Rimembrando un tempo in cui le abitazioni venivano costruite in funzione dell’uomo e del suo benessere, e non il contrario, La Città Garbata non è quindi solo una nostalgica rivisitazione di un’epoca ormai tramontata, ma anche un monito per il futuro, l’avvertimento che un’altra strada esiste ed è percorribile. Sperando che qualcuno raccolga l’invito, per ora non ci resta altro da fare che continuare a passeggiare in quest’oasi di pace incastonata nel cuore pulsante della città eterna</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-74553388996418315682008-07-06T13:37:00.000-07:002008-07-13T05:41:43.856-07:00[Cinema] Rogue il solitario<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/3222/rogue-il-solitario.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHn33359RJI/AAAAAAAAAx0/9oz91ebsaGs/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222477782184707218" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHEwu5F1CjI/AAAAAAAAAxc/8JNM2wqGFsE/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHEwu5F1CjI/AAAAAAAAAxc/8JNM2wqGFsE/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220007025256499762" border="0" /></a><p class="MsoNormal">Quando il suo collega viene brutalmente assassinato insieme alla moglie e alla figlia dallo spietato e misterioso killer Rogue (<b style="">Jet Li</b>), l’agente dell’FBI Jack Crawford (<b style="">Jason Statham</b>) giura sulla loro tomba di trovare l’inafferrabile assassino e di vendicare con le sue stesse mani la morte del suo migliore amico. Ma Rogue è come un fantasma, o almeno resta tale fino a quando non ricompare tre anni dopo per infiammare una sanguinosa guerra per il territorio e l’onore tra Chang (<b style="">John Lone</b>), capo della Triade, e il suo rivale Shiro (<b style="">Ryo Ishibashi</b>), il temutissimo boss giapponese della Yakuza. Desideroso di chiudere i conti con Rogue una volta per tutte, Crawford si troverà così nell’occhio del ciclone, ma ben presto tutte le sue convinzioni e certezze sul suo acerrimo nemico andranno dissolte come sabbia nel vento, rivelando una realtà ben aldilà di ogni più fervida immaginazione.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHExlKR89rI/AAAAAAAAAxs/ssiOnTZxZww/s1600-h/2007_war_011.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHExlKR89rI/AAAAAAAAAxs/ssiOnTZxZww/s400/2007_war_011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220007957583689394" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Impossibile negare che le aspettative per Rogue Il Solitario fossero alte, almeno rispetto a quelle che di solito accompagnano l’annuncio di un film del genere. Da una parte infatti abbiamo Jet Li, che negli anni si è scrollato di dosso la riduttiva denominazione di erede di Jackie Chan, dimostrando in film come <i style="">Fearless</i> e <i style="">Hero </i>di essere non soltanto un formidabile atleta e un esperto di arti marziali unico nel suo genere, ma anche un attore capace e preparato. Dall’altra parte della barricata invece c’è il Bruce Willis del nuovo millennio, quel Jason Statham in grado di guadagnarsi in pochissimo tempo uno status quasi di culto per gli appassionati dell’action, stupendo tutti con le sue esuberanti interpretazioni in <i style="">The Transporter</i> o lo strepitoso <i style="">Crank</i>. Dallo scontro/incontro tra questi due pesi massimi era facile aspettarsi qualcosa di epocale, e invece il risultato è un film che difficilmente lascerà un segno, se non come una grande occasione sprecata.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHExFBCRvmI/AAAAAAAAAxk/3LO2MdjErm8/s1600-h/rogue_assassin.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SHExFBCRvmI/AAAAAAAAAxk/3LO2MdjErm8/s400/rogue_assassin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5220007405346209378" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Innanzitutto la regia. L’esordiente <b style="">Philipg G. Atwell</b> sembra far fatica a discernere un lungometraggio dall’ennesimo video di Eminem o 50 Cent, infarcendo la sua pellicola di veloci spostamenti di camera e cambi di inquadrature, donando al tutto l’estetica patinata e il ritmo tipici di un videoclip Se questa impostazione nelle fasi più statiche sembra anche funzionare, nelle scene action invece risulta a dir poco deleteria, col regista a perdersi letteralmente per strada spettacolari coreografie e pregevoli (quanto sparute) tecniche di arti marziali pur di imprimere ovunque la sua griffe, col risultato di vanificare così il lavoro di stuntman e coreografi. Ed è proprio l’azione il grosso tallone d’Achille di tutta la produzione, tanto che a conti fatti è la trama a risultare, con sorpresa di tutti, la cosa migliore della pellicola. Una volta infatti apprezzato l’intento di offrire un intreccio narrativo difforme dai soliti copioni e con un colpo di scena di sicuro effetto, quello che resta è davvero poco, col film a proporre continue e tediose sparatorie, intramezzate qua e là da qualche fugace inseguimento e da scazzottate degne di un qualsiasi film action all’amatriciana, lasciando così nella disperazione più totale chi si aspettava, giustamente, di vedere impegnati al massimo le due già citate star.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Insomma può esistere un action movie con Jet Li senza che questo dia almeno un calcio volante o faccia qualche acrobazia folle delle sue? La risposta, purtroppo, è un si colmo di tristezza e costernazione.</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-83672312806689409932008-07-05T01:35:00.000-07:002008-07-05T07:25:56.532-07:00[360] Bullet Witch<span style="font-style: italic;">2013 D.C. </span> <span style="font-style: italic;">L'umanità è sull'orlo dell'estinzione.</span> <span style="font-style: italic;">Un esercito di terribili mostri appare sulla terra.. </span> <span style="font-style: italic;">Ma quando ormai i pochi superstiti sono pronti ad accettare la fine della civiltà, ecco che appare una donna, vestito di nero e dotata di poteri magici e di un'arma</span><span style="font-style: italic;"> letale.</span> <span style="font-style: italic;">Il s</span><span style="font-style: italic;">uo nome... Alicia.</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG8-jVEheFI/AAAAAAAAAws/owcGWcJRXok/s1600-h/cosbulletwitchtv9.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG8-jVEheFI/AAAAAAAAAws/owcGWcJRXok/s400/cosbulletwitchtv9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219459269818153042" border="0" /></a><br />Prese direttamente dal retro della custodia del gioco, queste le premesse del nuovo gioco dei ragazzi giapponesi di <span style="font-weight: bold;">Cavia</span>, che dopo i due Drakengard pubblicati sotto etichetta Square Enix tornano al genere degli action game con questo <span style="font-weight: bold;">Bullet Witch</span>. Nel gioco saremo ai comadi della ultra sexy Alicia, giovane strega dall'avvenenza a dir poco straripante e dotata di una curiosa scopa-mitragliatore (l'apoteosi del trash) con la quale andremo a crivellare centinaia di demoni, aiutati in questo anche dagli immancabili poteri magici a nostra disposizione. Pur cercando di attirare l'attenzione del giocatore con rivelazioni e colpi di scena, la trama in Bullet Witch ha un ruolo davvero marginale nell'economia del titolo, finendo per essere relegata a brevi cut-scene all'inizio di ogni livello atte a giustificare, almeno nelle intenzioni degli sviluppatori, la nostra presenza in quel luogo e la conseguenza mattanza di zombie e altre mostruosità.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG8-w6wIYEI/AAAAAAAAAw0/XYaOgrXGfbQ/s1600-h/atari_02152007.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG8-w6wIYEI/AAAAAAAAAw0/XYaOgrXGfbQ/s400/atari_02152007.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219459503271469122" border="0" /></a><br />Archiviata la trama come ampiamente dimenticabile, il gioco mostra il meglio (e il peggio di se) una volta che si passa all'azione. Diviso in sei livelli dall'andamento estremamente lineare, Alicia si farà strada tra essi uccidento qualsiasi cosa incontrerà sul proprio cammino, sbloccando man mano il passaggio attraverso l'uccisione di determinati nemici e il conseguente abbattimento di muri invisibili (qui giustificati come barriere psichiche), e ricevendo a fine livello una valutazione e relativi punti esperienza. Eh si, punti esperienza. Bullet Witch infatti offre anche una spruzzatina di elementi rpg e di personalizzazione della nostra streghetta, permettendo con i punti accumulati in combattimento di acquistare abilità o potenziare quelle già in nostro possesso, che vanno da nuove magie a nuove modalità di fuoco per la nostra scopa. L'arma di Alicia pertanto, oltre ad essere una letale mitragliatrice, può essere impiegata dunque anche come shotgun (micidiale negli scontri ravvicinati), come arma anticarro dotata di utilissimo zoom e infine come gatling gun, mitragliatrice dal calibro pesante capace di causare enormi danni al prezzo di un elevato consumo di energia magica.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9GMoo7wBI/AAAAAAAAAw8/XTIJoy-Wu0I/s1600-h/bullet-witch-screenshot-_1.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9GMoo7wBI/AAAAAAAAAw8/XTIJoy-Wu0I/s400/bullet-witch-screenshot-_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219467676027174930" border="0" /></a><br />Già, l'energia magica. Come ogni strega che si rispetti infatti Alicia è in grado di lanciare vari incantesimi, che vanno dall'aggiungere poteri magici alle armi in suo possesso a rose in grado di dilaniare interi gruppi di nemici con le proprie spine fino ad immani tornadi e terrificanti fulmini distruttivi. Sono proprio gli incantesimi ad aggiungere profondità ed un elemento di originalità al gameplay di Bullet Witch, introducendo così situazioni innovative e discretamente appaganti. Grazie ad una fisica abbastanza sviluppata saremo ad esempio in grado di usare l'ambiente come un'arma a nostro favore, lanciando contro i nemici macchine ed enormi camion grazie all'incantesimo Volontà (la classica onda telecinetica), facendo crollare interi palazzi su schieramenti di demoni grazie ad una pioggia di meteoriti o evocare uno stormo di corvi per tormentarli, concedendo al giocatore la possibilità di abbaterli indisturbato e al riparo da rappresaglie.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9G9SUJFUI/AAAAAAAAAxM/5L4POiM4Wko/s1600-h/COS_BulletWitch.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9G9SUJFUI/AAAAAAAAAxM/5L4POiM4Wko/s400/COS_BulletWitch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219468511847978306" border="0" /></a><br />Se quindi sia il sistema di magie che la parte shooter del gioco (gestita come un action in terza persona) offrono sensazioni indubbiamente positive, il titolo Cavia presenta un volto assai meno invitante una volta preso in esame il level design e l'intelligenza artificiale dei nemici. Come già accennato in precedenza, il gioco soffre di una smaccata linearità (che comunque non impedirà di tanto in tanto di perdersi per strada), presentando di fatto una serie di <span style="font-style: italic;">hub</span> da liberare completamente dai nemici prima di poter accedere al prossimo e non riuscendo praticamente mai ad introdurre elementi di novità o di rottura dalla solita routine, con l'unica eccezione rappresentata dai soli 2 boss presenti nel gioco. A peggiorare la situazione inoltre abbiamo una diversificazione dei nemici ridotta ai minimi termini, con tutta l'avventura a presentare giusto una manciata di creature differenti, al quale si accompagna il difetto forse ancora più grave di un'intelligenza artificiale (ma forse sarebbe meglio chiamarla deficienza) davvero imbarazzante, con nemici che spesso andranno ad incastrarsi in muri o altri elementi dello scenario, o che ancora resteranno inspiegabilmente immobili e inoperosi sotto la pioggia dei nostri proiettili.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9JAYvf1yI/AAAAAAAAAxU/hIHL7f0cekU/s1600-h/bullet_witch.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9JAYvf1yI/AAAAAAAAAxU/hIHL7f0cekU/s400/bullet_witch.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219470764136191778" border="0" /></a><br />Tecnicamente Bullet Witch è un gioco discreto, consideranto anche l'anno di uscita (2006). A fronte di ambienti abbastanza spogli e nemici realizzati con un numero non proprio esorbitante di poligoni, abbiamo una piena interazione con lo scenario, esplosioni ed effetti magici/atmosferici altamente spettacolari e coreografici e, cosa più importante, un'eroina la cui sensualità non ha probabilmente rivali nel mondo e nella storia dei videogiochi. Dotata di una figura snella e di lunghe gambe sinuose, vedere ancheggiare Alicia mentre con la sua scopa-mitra porta morte e distruzione sul campo di battaglia è una visione quasi ipnotica, e assistere ai suoi ginnici voltecci e spaccate a mezz'aria è un qualcosa che potrebbe causare più di qualche imbarazzo. Se a questo aggiungiamo una serie di costumi aggiuntivi rilasciati da Cavia e scaricabili gratuitamente, che vanno dalla classica tenuta da studentessa giapponese con immancabile minigonna ad una succinta mise da pseudo segretaria, con tanto di occhialetti, camicetta sbottonata, gonna inguinale, calze a rete e tacchi vertiginosi, beh probabilmente capirete qual'è alla fine la maggior attrazione di questo gioco.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9Gk0jnN0I/AAAAAAAAAxE/RZMq8Sxr2lw/s1600-h/bwgamesblade.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG9Gk0jnN0I/AAAAAAAAAxE/RZMq8Sxr2lw/s400/bwgamesblade.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219468091542943554" border="0" /></a><br />Tirando le somme, <span style="font-weight: bold;">Bullet Witch</span> è un gioco mediocre. Nonostante delle buone idee, il gioco soffre di pesanti problemi di level design e di intelligenza artificiale, che coniugati con una longevità davvero esigua fanno del titolo Cavia un'esperienza destinata a soddisfare solamente una ristretta cerchia di appassionati. Se quindi amate il trash, combattere soldati zombie e adorate le minigonne e le eroine sexy, Bullet Wich potrebbe essere un'esperienza adatta a voi. Se al contrario cercate un gioco solido e curato sotto ogni aspetto, statene assolutamente alla larga. Ma di parecchio.<br /><br />PRO:<br />- Alicia si afferma come una delle eroine più sexy di sempre<br />- Trafficare con le magie è divertente e appagante<br />- Già detto che Alicia è la donna della mia vita?<br /><br />CONTRO:<br />- Level design ai minimi storici<br />- Intelligenza artificiale dei nemici davvero risibile<br />- Gioco estremamente breve e mancanza di extra e modalità multiplayer<br /><br />VOTO: <span style="font-weight: bold;"></span><span style="font-weight: bold;font-size:180%;" >C-</span>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-65552121352513809632008-07-03T12:38:00.000-07:002008-07-05T01:30:07.751-07:00[Anteprima] Street Fighter IV<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/3175/street-fighter-iv.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG8w_I3XO_I/AAAAAAAAAwk/7rtY004TGe8/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219444354415279090" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0rsUzAYEI/AAAAAAAAAwE/OVXSqZKK6IE/s1600-h/image245345_war5x.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0rsUzAYEI/AAAAAAAAAwE/OVXSqZKK6IE/s400/image245345_war5x.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218875583689154626" border="0" /></a><p class="MsoNormal">Diciassette anni. Diciassette lunghissimi anni. Tanto è passato da quando un gioco uscì nella sale arcade di tutto il globo, provocando uno scossone nell’universo videoludico tale da ampliarne forse per la prima volta gli stretti confini, facendo così conoscere questo media anche ai non appassionati e dando di fatto nuova e perfezionata dimensione ad un genere al tempo ancora acerbo, quello dei picchiaduro ad incontro. Era il 1991 e il mondo fece la folgorante conoscenza di <b style="">Street Fighter II</b>. Ora, nel 2008, le cose sono decisamente cambiate. La rivoluzione 3D ha stravolto le carte in tavola e portato sul ring tutta una serie di agguerriti contendenti, che nel corso del tempo hanno finito per offuscare il mito di Street Fighter e i suoi eroi, incapaci di rinnovarsi e finendo così per essere relegati nel glorioso ma anche ingiallito albo delle vecchie glorie. Almeno fino ad adesso. Yoshinori Ono, producer del gioco, e con lui tutta Capcom hanno infatti deciso che era ormai giunta l’ora di ritornare ad occupare il posto che gli spetta, cercando di riprendersi con l’imminente <b style="">Street Fighter IV</b> il titolo di re dei picchiaduro. Ma avranno Ryu e compagni ancora lo smalto dei bei vecchi tempi? Cerchiamo di farcene un’idea insieme.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p><b style="">3D artistico e nuove facce</b></p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0ryFz6stI/AAAAAAAAAwM/jC1xGQ5T6YI/s1600-h/image245349_eptbd.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0ryFz6stI/AAAAAAAAAwM/jC1xGQ5T6YI/s400/image245349_eptbd.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218875682745660114" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><b style=""><o:p></o:p></b>La prima cosa che salta subito all’occhio di <b style="">Street Fighter IV </b>è l’abbandono della grafica 2D e il passaggio ad una meno anacronistica veste poligonale. Convinti di aver infatti raggiunto con il terzo capitolo il vertice per quanto riguarda la resa a due dimensioni, il passaggio alla terza è stato quindi un atto obbligato secondo Capcom, anche se Ono ha tenuto a precisare che questo non comporterà uno snaturamento dei personaggi e del caratteristico look della serie. Grande cura infatti è stata riposta nel dare al gioco un sapore quasi da quadro in movimento, con pennellate e schizzi di inchiostro nero a sottolineare le mosse più spettacolari e con espressioni facciali e movenze in grado di ricreare il feeling caratteristico che ha fatto di questo gioco un prodotto vincente. Ovviamente a giovare di questo pesante restyling non saranno soltanto i dodici “World Warriors” provenienti direttamente da SFII, ma anche cinque nuovi volti che si andranno così ad affiancare ai vari Sagat, Chun-Li e Blanka, infoltendo il cast e portandone il numero a diciassette unità. Le new entry di SFIV sono, in rapida rassegna, un spia americana dotata di letali gadget (<i style="">Crimson Viper</i>), un esperto di Lucha Libre <span style=""> </span>con un conto aperto con Zangief (<i style="">El Fuerte</i>), un lottatore francese affetto da amnesia (<i style="">Abel</i>) e un rubicondo grassone dal look improbabile (<i style="">Rufus</i>). A questi si è aggiunto in extremis <i style="">Seth</i>, un uomo il cui corpo è stato interamente trasformato in una macchina da combattimento e che con molta probabilità ricoprirà il ruolo di nuovo boss finale del gioco. Epurato totalmente quindi il cast di SFIII, scelta giustificata da Ono con la necessità di ritornare ad una schiera di volti più conosciuti al grande pubblico. Pensiero condivisibile, anche se il rammarico per la mancanza di alcuni personaggi indubbiamente validi sicuramente resta.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p><b style="">Ti meno proprio come una volta</b></p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0sEXft0ZI/AAAAAAAAAwU/WStjVmAGRLo/s1600-h/image242249_7phbw.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0sEXft0ZI/AAAAAAAAAwU/WStjVmAGRLo/s400/image242249_7phbw.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218875996730413458" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><b style=""><o:p></o:p></b>Se quindi SFIV ha abbracciato pienamente il 3D per quanto riguarda l’aspetto grafico, dal punto di vista delle meccaniche di combattimento il gioco propone invece un impianto decisamente più in linea con la tradizione, conservando intatto il gameplay in 2D. Riallacciandosi sempre al discorso di continuare quanto iniziato con SFII, Capcom quindi ha deciso di presentare un sistema di gioco sostanzialmente simile a quanto apprezzato da milioni di fan agli albori degli anni novanta, introducendo al contempo qualche immancabile e dovuta novità. Accantonato il sistema di <i style="">parry</i> di SFIII, considerato troppo poco intuitivo ed eccessivamente tecnico, fanno invece il loro debutto le <i style="">Ultra Moves</i> e i <i style="">Focus Attacks</i>. Mentre le prime non dovrebbero essere altro che una versione potenziata delle classiche super, i Focus Attacks introducono un nuovo elemento strategico al gioco,<span style=""> </span>consentendo al giocatore, mediante l’utilizzo della barra <i style="">Revenge </i>(valore che andrà ad incrementarsi con l’aumentare dei colpi subiti), di stordire l’avversario, di perforarne la difesa attraverso un attacco imparabile o di impiegare l’energia accumulata per eseguire una versione potenziata di una mossa speciale. Queste novità, coniugate alla rimozione della parata aerea, sono indirizzate a fissare il baricentro del titolo su un impostazione decisamente tattica, preferendo la pianificazione e il tempismo alla memorizzazione di lunghe combo o movimenti al limite dell’umano, optando quindi per un approccio diametralmente opposto a moltissime produzioni attuali. Più in linea con la concorrenza saranno invece le modalità e le opzioni presenti, che vanno dalla presenza del gioco online alla possibilità di modificare attraverso abiti ed accessori il proprio personaggio, adottando per la versione Arcade un sistema di card personalizzate molto simile a quello utilizzato con successo da Virtua Fighter 5.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p><b style="">Aspettando con trepidazione sul divano..</b></p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0sQOh-yMI/AAAAAAAAAwc/vvJ-YsmwGys/s1600-h/image244159_bmger.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SG0sQOh-yMI/AAAAAAAAAwc/vvJ-YsmwGys/s400/image244159_bmger.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218876200482425026" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><b style=""><o:p></o:p></b>In uscita nelle salegiochi giapponesi il 18 di Luglio, <b style="">Street Fighter IV</b> arriverà anche per le console next gen e PC entro la fine dell’anno. Questa ulteriore attesa sarà però compensata da sostanziali novità per le versioni da casa, che vanno da un introduzione animata e sequenze conclusive per ogni personaggio ad un sicuro ampliamento dei combattenti selezionabili, tra i quali sono già confermati i volti noti di Dan e Fei Long, mentre tra i papabili sono stati fatti i nomi di Sakura, Cammy e Ibuki. Manca poco dunque ormai per sapere se Capcom riuscirà a riprendersi la leadership di quel genere da lei stessa partorito e plasmato con cura, con i primi feedback che non tarderanno ad arrivare non appena il gioco sarà disponibile. Non ci resta che aspettare quindi, e incrociare le dita sperando per il meglio.</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-21700013866327388942008-06-29T07:46:00.000-07:002008-06-30T13:17:47.457-07:00[Cinema] Wanted<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/3099/wanted-scegli-il-tuo-destino.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGk_X1ZmYII/AAAAAAAAAvk/ZiyTY81XbLY/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217771321989423234" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGehHhe8HMI/AAAAAAAAAvE/TGZsP0Mgphs/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGehHhe8HMI/AAAAAAAAAvE/TGZsP0Mgphs/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217315843951303874" border="0" /></a><p class="MsoNormal">Wesley Gibson (<b style="">James McAvoy</b>) è uno sfigato di proporzioni monumentali. Anonimo impiegato in una grande azienda, Wes è vessato sul posto di lavoro dalle angherie della sua dirigente obesa e sguaiata, mentre a casa la sua petulante ragazza si intrattiene in esercizi aerobici a due col collega e presunto migliore amico dell’ipocondriaco fidanzato. Ad arrivare in suo soccorso e a salvarlo da cotanta miseria sarà però niente di meno che l’abbagliante <b style="">Angelina Jolie</b>, che nelle vesti di una tatuatissima killer svelerà a Wes la vera natura del suo io, introducendolo ad una millenaria confraternita di assassini istituita per mantenere, attraverso degli omicidi preventivi, il giusto equilibrio nel mondo. Qui Wes, mediante abbondanti sedute di pugni in faccia e coltellate nello stomaco, verrà istruito alla sacra arte dell’omicidio, con lo scopo di vendicare il padre mai conosciuto ucciso a tradimento da un super killer disertore e seguendo nel mentre le regole dettate da <b style="">Morgan Freeman</b> e il suo mistico telaio del destino. Ma staranno veramente così le cose? E Angelina Jolie ci sta o no? Toccherà al prode Wes svelare questi e altri arcani.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGehN-j1BDI/AAAAAAAAAvM/0s1vDAnrTFk/s1600-h/alg_wanted.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGehN-j1BDI/AAAAAAAAAvM/0s1vDAnrTFk/s400/alg_wanted.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217315954835653682" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Invece di essere rinchiuso in uno shuttle e sparato nel centro del Sole per espiare i crimini commessi con la realizzazione dei <i style="">Guardiani della Notte</i> e relativo seguito diurno, il regista kazako <b style="">Timur Bekmambetov</b> è stato al contrario premiato per quanto realizzato con i due kolossal russi, vedendosi così affidata in premio la trasposizione cinematografica di questa famosa graphic novel firmata dal geniale Mark Millar. Peccato che premesse, personaggi e trama dell’opera originale vengano stravolti senza alcun rispetto né apparente valida motivazione, dando di contro spazio ad una sceneggiatura inedita dalla caratura a dir poco infima, che sparge a piene mani trovate spazianti dal ridicolo al grottesco senza soluzione di continuità. Cancellata quindi con un rapido colpo di spugna l’intelaiatura originale, quello che resta solo in parte è l’azione frenetica e travolgente del comic, portata qui su schermo con coreografie ai confini della realtà ed effetti speciali figli della rivoluzione iconografica scoppiata con Matrix.<br /></p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGeheG83wYI/AAAAAAAAAvU/UiKgmlZlMyw/s1600-h/wanted11_500.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGeheG83wYI/AAAAAAAAAvU/UiKgmlZlMyw/s400/wanted11_500.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217316231966081410" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Peccato però che la pellicola fatichi tremendamente a tenere insieme le fasi action, annaspando senza riposo nel trovare un filo conduttore che possa svegliare dal torpore ogni volta che dalle scazzottate e sparatorie varie si passi ai dialoghi e alla recitazione vera e propria. A conti fatti, una volta assistita alla formidabile scena d’apertura, il film precipita inesorabilmente in una vorticosa spirale di mediocrità, con l’incipit così a segnare non solo il canto del cigno del padre di Wes, ma anche quello di tutta la pellicola nella sua interezza. </p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-43904053969070835242008-06-25T10:09:00.001-07:002008-07-05T05:28:13.152-07:00[360] Dragon Ball Z: Burst Limit<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/3073/dragon-ball-z-burst-limit.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGejSH5NuFI/AAAAAAAAAvc/lHen2kilJKk/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217318225084004434" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKfKcYRi1I/AAAAAAAAAuk/sxBVT1S7I6s/s1600-h/image239007_7rbbf.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKfKcYRi1I/AAAAAAAAAuk/sxBVT1S7I6s/s200/image239007_7rbbf.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215906320213969746" border="0" /></a><br />Anno nuovo e nuovo gioco di Dragon Ball che immancabilmente fa capolino nei negozi di mezzo mondo. Puntuale ormai da ben sette anni, Bandai ci ripropone così l’ennesimo picchiaduro basato sugli apparentemente immortali personaggi partoriti dalla fervida mente del mangaka <span style="font-style: italic;">Akira Toriyama</span>, affidando il compito di far approdare la serie nei rigogliosi lidi della next gen alle sapienti mani dei ragazzi di <span style="font-weight: bold;">Dimps</span>. Il risultato è un ritorno agli stilemi di un picchiaduro più classico, più simile quindi ai vecchi Budokai che alla recente trilogia dei Tenkaichi di origine <span style="font-weight: bold;">Spike</span>, ma nello stesso tempo estremamente fedele all’opera originaria e capace di ricreare con didascalica verosimiglianza i combattimenti e le imprese di Goku e compagni.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Maledetta scimmia Saiyan</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKeSYPAE9I/AAAAAAAAAuE/Y_VDcKMMqW4/s1600-h/image237760_ymut4.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKeSYPAE9I/AAAAAAAAAuE/Y_VDcKMMqW4/s400/image237760_ymut4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215905357028660178" border="0" /></a><br />La modalità principale di questo <span style="font-weight: bold;">Dragon Ball Z Burst Limit</span> è, abbastanza prevedibilmente, l’immancabile Story Mode, elemento imprescindibile per ogni gioco di Dragon Ball che si rispetti. Qui rinominato <span style="font-style: italic;">Z Chronicles</span>, la trama prenderà il via dall’incontro di Goku e Piccolo con il Saiyan Radish e proseguirà attraverso tre saghe, concludendosi con l’epico scontro finale tra il giovane Gohan e lo spietato Cell. Già, proprio con il cyborg mutante creato dalla folle mente del dottor Gero. Fuori dalla trama, e ovviamente dal gioco, resta tutta la saga di Majin Buu e relativi personaggi, una scelta giustificata dai produttori con la difficoltà di inserire nel gioco in tempi stretti elementi complessi come la fusione (o <span style="font-style: italic;">Fusion</span>) tra i vari personaggi ma che in realtà appare davvero ingiustificabile e motivata solamente da precise scelte di marketing (e qui il pensiero va allo scontato seguito). Inoltre, seppur tecnicamente davvero ben realizzate, le scene atte a spiegare lo svolgimento della storia risultano spesso imprecise rispetto all’opera originale e scarsamente esplicative, con il risultato di rendere la trama totalmente incomprensibile a chi non conosca già almeno superficialmente il manga o l’anime. Passando in rapida rassegna le altre modalità, oltre ad un curato Tutorial e a prove di abilità classiche quali un Survival Mode e un Attack Time Mode, abbiamo finalmente la possibilità di sfidare giocatori provenienti da tutto il globo per merito di una modalità online capace di allungare potenzialmente all’infinito la longevità del titolo grazie all’enorme divertimento derivato dall’affrontare un altro avversario umano in combattimenti all’ultimo respiro. Resta giusto un po’ di amaro in bocca per qualche problema di lag che spesso occorre nelle partite e nella mancanza di un Torneo Tenkaichi online che avrebbe reso l’esperienza ancora più godibile, ma anche così il gioco in rete rimane una novità davvero gradita.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">E’ tutto qui quello che sai fare?<br /></span><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKedM0Nn_I/AAAAAAAAAuM/iRXOBuqrrNs/s1600-h/image235605_e143z.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKedM0Nn_I/AAAAAAAAAuM/iRXOBuqrrNs/s400/image235605_e143z.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215905542942072818" border="0" /></a><br />Come già accennato in precedenza, la mancanza della saga di Majin Buu ha portato ad una drastica riduzione dei personaggi giocabili presenti, passati dagli oltre 150 dell’ultimo Tenkaichi ai 21 (trasformazioni escluse) di questo Burst Limit, numero che potrebbe indurre allo sconforto la maggior parte dei fan e che soffre di alcune scelte di cast di difficile comprensione (la presenza degli inutili Saibamen a scapito di Zarbon resta un mistero). A risollevare la situazione però ci pensa finalmente una vera diversificazione del cast, con personaggi dotati tutti di proprie mosse specifiche (seppur i comandi restino comuni per tutti) e di propri punti di forza e debolezza: così, se ad esempio Crilin compensa la sua scarsa potenza combattiva con la possibilità di accecare i nemici col suo Tayoken e colpirli poi indisturbato, Broli di contro paga la sua straripante forza bruta e la supremazia nei colpi energetici con un’evidente lentezza nei movimenti e nel corpo e corpo. Ancora più curato risulta il sistema di combattimento, campo in cui i Dimps avevano affermato di essersi focalizzati più a lungo e i cui risultati sembrano dargli ampiamente ragione. Con due tasti deputati ai colpi ravvicinati, uno ai colpi d’aura e uno alla parata, il gameplay risulta ad una prima prova estremamente intuitivo, permettendo così a chiunque di prendere in mano il pad e divertirsi sin da subito, ma celando sotto questa scorza di apparente semplicità una natura discretamente complessa.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKisGhTzII/AAAAAAAAAu8/GfjTZC2qovI/s1600-h/6250620080213_141029_0_big.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKisGhTzII/AAAAAAAAAu8/GfjTZC2qovI/s400/6250620080213_141029_0_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215910196996721794" border="0" /></a><br />Ecco quindi far la loro apparizione le varie guard breaker, schivate, ultimate guard in grado di prevenire i danni derivanti da un mossa speciale estremamente potente e la possibilità di concatenare attacchi ad inseguimento con tanto di spettacolare teletrasporto. Inoltre, oltre alle varie trasformazioni eseguibili durante il combattimento, il gioco introduce un nuovo elemento denominato Aura Spark: eseguibile solamente previo riempimento l’indicatore del Ki (che qui ricordiamo si riempie automaticamente), una volta in questo stato il nostro personaggio sarà interamente avvolto da una sfavillante inondazione di aura, aumentando di conseguenza potenza di attacco e difesa e garantendo la possibilità di eseguire nuovi e spettacolari attacchi. Infine, probabilmente la novità più eclatante inserita nel gioco è la presenza dei Drama Pieces, scene animate attivate automaticamente durante il combattimento che offrono al giocatore vari bonus e ricreano allo stesso tempo, in maniera ancora più fedele, il feeling del cartone animato citando a più riprese alcune delle frasi e della situazioni più importanti presenti in esso.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKeqt0m9NI/AAAAAAAAAuU/Gd3FTEgKxLw/s1600-h/image235209_mwsqb.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKeqt0m9NI/AAAAAAAAAuU/Gd3FTEgKxLw/s400/image235209_mwsqb.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215905775140402386" border="0" /></a><br />Se dunque il sistema di combattimento di Burst Limit si impone nettamente come il migliore di sempre rispetto agli altri episodi della serie, riuscendo nel difficile tentativo di coniugare l’azione esagerata e iperbolica dell’anime ad un gameplay comunque tecnico e ragionata, restano presenti comunque alcuni difetti, tra i quali vanno menzionati lo scarso bilanciamento di personaggi e mosse speciali, con alcune a risultare davvero troppo potenti ed efficaci, e la mancanza quasi totale di interazione con l’ambiente, pecca questa più scenica che altro ma che certo si fa sentire. Inoltre, l’aver eliminato la necessità di caricare manualmente la barra del Ki in congiunzione alla possibilità di eseguire attacchi energetici senza intaccare la stessa, può consentire lo spam (uso reiterato) di questi attacchi, eventualità che in particolar modo negli scontri online potrebbe risultare decisamente fastidiosa e seccante.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Non credo ai miei occhi…non può essere vero..</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKe2_QmnoI/AAAAAAAAAuc/ABfxvtn-19k/s1600-h/image238996_ray9j.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKe2_QmnoI/AAAAAAAAAuc/ABfxvtn-19k/s400/image238996_ray9j.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215905985979653762" border="0" /></a><br />Tecnicamente, per tutti gli appassionati di questo eterno pezzo di cultura pop che ormai è diventata l’opera di Akira Toriyama, Burst Limit è un titolo assolutamente sbalorditivo. I prestanti muscoli metallici delle console di nuova generazione infatti hanno permesso l’utilizzo di un cel shading che come resa finale supera addirittura, e di gran lunga, l’anime originale (in verità un po’ vecchiotto), sfornando uno spettacolo pirotecnico composto da animazioni estremamente fluide e veloci e personaggi definiti ed espressivi. Vedere Goku in preda alla collera trasformarsi in Super Saiyan e battersi contro Freezer con sullo sfondo un pianeta Namec ormai morente è una visione che non potrà non far scorrere un brivido di nostalgia nei cuori dei fan più sfegatati, i quali si ritroveranno davanti ai loro occhi gli eroi di una vita come mai li avevano visti prima. Unico appunto che si può fare al comparto grafico, oltre alla già menzionata mancanza di interazione con il fondale, è una certa mancanza di dettagli presenti nei vari stage, caratteristica che però era propria anche delle tavole originarie. Parlando del sonoro, a fronte della presenza del duplice doppiaggio inglese-giapponese di ottima fattura, va menzionata purtroppo l’ostinazione con la quale Atari continua a sostituire la colonna sonora giapponese, composta tutti da brani direttamente presi dall’anime e dai vari OAV, con un esiguo mix di brani techno di mediocre fattura che non sempre si sposano bene con l’azione su schermo.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKgoTgfqOI/AAAAAAAAAu0/LmjKr3cFLls/s1600-h/image237738_d6e1e.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGKgoTgfqOI/AAAAAAAAAu0/LmjKr3cFLls/s400/image237738_d6e1e.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215907932740233442" border="0" /></a><br /><span style="font-weight: bold;">Commento finale</span><br /><br />Dragon Ball Z: Burst Limit segna un nuovo inizio per le avventure di Goku, Vegeta e soci nel mondi dei videogiochi, e lo fa partendo indubbiamente con il piede giusto. A fronte di uno Story Mode incompleto e di un parco combattenti sin troppo esiguo abbiamo infatti probabilmente il miglior sistema di combattimento che sia mai stato ideato per un gioco di Dragon Ball, al quale<span style="font-weight: bold;"> </span><span>si</span><span style="font-weight: bold;"> </span><span>accompagna una realizzazione tecnica che supera per definizione e spettacolarità l’opera or</span>iginale e la presenza di una valida modalità online. Se siete alla ricerca di un ennesimo compendio dell’opera di Akira Toriyama quindi Burst Limit potrebbe non fare al caso vostro visto la già esposta esiguità di contenuti. Al contrario invece, qual’ora voi stesse cercando semplicemente il miglior picchiaduro mai realizzato con protagonisti i biondissimi Super Saiyan beh, l’avete trovato.<br /><br />PRO:<br />- Ottima realizzazione tecnica<br />- Sistema di combattimento intuitivo e discretamente tecnico<br />- Possibilità di affrontare avversari online<br /><br />CONTRO:<br />- Story Mode largamente incompleto<br />- Cast di combattenti eccessivamente esiguo<br />- Mancanza di interazione con i fondali<br /><br />VOTO: <span style="font-weight: bold;"><span style="font-size:180%;">B</span></span>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-23996949514322982402008-06-16T09:29:00.000-07:002008-06-30T13:18:53.918-07:00[Cinema] L'incredibile Hulk<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/2960/l-39-incredibile-hulk.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGk_pEUvmFI/AAAAAAAAAvs/9Py5gxyk51Y/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217771618053363794" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXNqZVHyI/AAAAAAAAAtU/sbXQdY7epxg/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXNqZVHyI/AAAAAAAAAtU/sbXQdY7epxg/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212519879702552354" border="0" /></a><p class="MsoNormal">Hulk arrabbiato. Hulk spacca tutto. Hulk tornato! Lasciato a battagliare con milizie governative nel cuore dell’Amazzonia nel finale del film precedente, Bruce Banner e il suo incontrollabile alter ego tornano nuovamente sul grande schermo per riparare ad ogni torno, con in testa il neanche troppo celato obbiettivo di segnare con questa pellicola un nuovo inizio per il verde peso massimo Marvel. L’esordio firmato dalla celebre mano di <b style="">Ang Lee</b> infatti, regista di capolavori quali<i style=""> Brokeback Mountain</i> e <i style="">La tigre e il dragone</i>, seppur stupendo la critica per l’inaspettata cura riposta nell’approfondimento della psicologia dei protagonisti e nell’elaborazione di una trama articolata e ben congegnata, al botteghino non riscontrò certamente il successo sperato, finendo per coprire di poco le spese del film. Memore di tutto ciò, per questo seguito Marvel Studios ha optato quindi per brusco cambio di rotta. Al bando i complessi edipici, scordatevi drammi familiari e conflitti interiori e date il benvenuto a quasi due ore di esplosioni, urla e tante, tantissime botte.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXW9pV-uI/AAAAAAAAAtc/3rPoCZEhIGo/s1600-h/theincrediblehulk_green2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXW9pV-uI/AAAAAAAAAtc/3rPoCZEhIGo/s400/theincrediblehulk_green2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212520039488813794" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">La trama formato Bignami. Bruce Banner (<b style="">Edward Norton</b>) si è rifugiato nelle labirintiche favelas brasiliane, dove si guadagna da vivere in una fabbrica di bibite mentre cerca un sistema per liberarsi una volta per tutte del suo ingombrante ospite. Per via di una banale incidente sul posto di lavoro però verrà immediatamente rintracciato e braccato dalle forze militari americane, guidate dalle retrovia dal generale Ross e capitanate sul campo da un esaltato <b style="">Tim Roth</b>, un reduce di mille battaglie incapace di andarsene placidamente in pensione nei boschi ad uccidere qualche cervo e ideare trappole letali. Barcamenandosi da un buco di sceneggiatura all’altro e impreziosito da qualche dialogo strappa sbadiglio tra il nostro eroe bifronte e Betty Ross (qui interpretata dalla<span style=""> </span>giunonica <b style="">Liv Tyler</b>), il film si trascinerà stancamente fino all’immancabile duello finale e al consueto lieto (non) fine.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXtiMuNYI/AAAAAAAAAts/i5lys9Ruqtk/s1600-h/liv_tyler2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXtiMuNYI/AAAAAAAAAts/i5lys9Ruqtk/s400/liv_tyler2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212520427258000770" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal"><b style="">Louis Leterriere </b>(<i style="">Danny the Dog, Transporter: Extreme</i>) si dimostra ancora una volta regista di cinetica e visionaria immaginazione, dando vita a scene d’azione dall’alto tasso spettacolare e presentandoci un Hulk mai così imponente e combattivo. Se quindi il cineasta francese se la cava alla grande viaggiando ad acceleratore spianato, quando scende il ritmo però sbanda paurosamente, regalandoci (ne avremmo fatto a meno) lunghi momenti di anonimato, caratterizzati da situazioni caricaturali segnate da una sfrontata banalità e personaggi in continua ricerca d’autore. Non è chiaro di chi sia la responsabilità: se della sceneggiatura, del montaggio tanto criticato da Norton (il quale da canto suo fa ben poco per dare spessore al povero Bruce) o dell’uomo dietro la macchina da presa. Fatto sta che, non appena la preziosa magic box degli effetti speciali smette di proiettare il suo caleidoscopico carnevale, il film inevitabilmente sprofondi in un monocorde grigiore dal quale non vi è uscita alcuna.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXkmNvtoI/AAAAAAAAAtk/2k-hqlf03dI/s1600-h/hulk4.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFaXkmNvtoI/AAAAAAAAAtk/2k-hqlf03dI/s400/hulk4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212520273717212802" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">L’incredibile Hulk è quindi il più classico dei popcorn movie, e probabilmente farà la gioia di molti degli appassionati dell’eroe al pistacchio Marvel e di tutti coloro alla ricerca di una pellicola fracassona a scarso contenuto cerebrale ed originale. Per tutti gli altri, il consiglio è di ponderare bene prima di mettere piede su questa giostra.</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-81602797724623924802008-06-14T06:59:00.000-07:002008-06-25T12:50:43.840-07:00[PS3] Haze<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nextplay.it/2933/haze.html/2"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUo1nHddPI/AAAAAAAAAs8/G1a1XkPkfnc/s400/logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212117045249668338" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhKHj2orI/AAAAAAAAAr0/NoDYIKgQhsA/s1600-h/haze_princ.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhKHj2orI/AAAAAAAAAr0/NoDYIKgQhsA/s200/haze_princ.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212108601463055026" border="0" /></a><br /><p class="MsoNormal">Il primo sparatutto in prima persona di <span style="font-style: italic;">Ubisoft</span> e sviluppato da <span style="font-weight: bold;">Free Radicals</span> in esclusiva per PlayStation 3, <b style="">Haze</b>, ruota tutto attorno alle gesta di un mercenario di nome Shane Carpenter. Shane è un soldato esperto che si unisce alla Mantel Global Industries, una società bio-medica con le mani in pasta in loschi affari militari, e come risultato di ciò i membri del team di Mantel hanno accesso ad un farmaco incredibilmente potente chiamato Nectar, capace di garantire ai suoi fruitori forza e velocità fuori dal comune.<br />Inizialmente Shane andrà ad infoltire la schiera di questi super militari, aiutandoli a far strage di innumerevoli nemici nel tentativo di catturare un gruppo di ribelli noto come "The Promise Hand", guidati da un personaggio misterioso denominato "Skincoat". Nel corso del tempo, tuttavia, Shane finirà per rendersi conto che il Nectar ha trasformato i suo alleati in mostri assetati di sangue, e una volta realizzato questo finirà per cambiare fazione e schierarsi proprio con quei ribelli che inizialmente era stato mandato ad affrontare.<br />Questo <i style="">plot twist</i> rende la campagna single player indubbiamente meritevole di essere giocata e terminata, nonostante alcune pecche non certo trascurabili, tra le quali spicca senza ombra di dubbio la scrittura davvero poco ispirata. I vostri compagni, inebriati dal Nectar, si comporteranno per la maggior parte del tempo come dei perfetti idioti, battendosi il petto e sparando frasi degne di un gruppo di hooligans ubriachi, mentre le fasi drammatiche falliscono nel tentativo di toccare le corde più intime del giocatore. La buona notizia è che non dovete passare attraverso queste missioni da solo. Haze offre infatti l’opportunità di affrontare la campagna in modalità cooperativa fino a quattro persone, il che significa che potrete invitare i vostri amici ad affrontare la storia insieme a voi, aumentando e di molto il divertimento complessivo.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhTM-fKQI/AAAAAAAAAr8/zJ4xUIghcHc/s1600-h/haze_4.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhTM-fKQI/AAAAAAAAAr8/zJ4xUIghcHc/s400/haze_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212108757535762690" border="0" /></a><br />Sparare sotto l’effetto del Nectar vi darà la capacità di vedere molto più chiaramente i nemici e di migliorare le abilità fisiche di Shane, come ad esempio conferire ai colpi corpo a corpo una forza a dir poco sovraumana. Tuttavia, come qualsiasi altra droga, è possibile andare in overdose. Prendetene troppo e perderete completamente il controllo, con effetti deleteri sulla vista e sulla capacità di impugnare l’arma, arrivando addirittura al risultato di non riuscire più a discernere tra nemici e compagni. Peccato però che un’idea potenzialmente così interessante sia vanificata dall’implementazione di un intelligenza artificiale di nemici e compagni davvero lacunosa. La maggior parte dei nemici infatti farà ben poco per mettersi al riparo dai nostri colpi, esibendo al contrario un disprezzo della morte piuttosto sfrontato, e ancora peggio faranno i nostri alleati, che spesso e volentieri saranno più di intralcio piuttosto che di aiuto. In tutto questo l’uso e l’abuso del Nectar resterà così più un curioso e originale orpello che un perno sul quale far ruotare il gameplay del gioco. Per il resto, le armi svolgono il loro lavoro più che dignitosamente, offrendo anche qualche simpatica trovata come ad esempio la bomba al Nectar, granata in grado di mandare in overdose tutti i nemici nell’area col simpatico risultato di vederli andare di matto e cominciare a spararsi tra di loro. Meno riuscite senza dubbio sono le sezioni a bordi di veicoli, che pur prendendo palesemente spunto da <b style="">Halo</b>, purtroppo non riescono a raggiungere le stesse vette di divertimento ed immersione del titolo <span style="font-weight: bold;">Bungie</span><span style="font-weight: bold;"> </span>a causa di una fisica dei mezzi non eccelsa e di scelte di design non proprio azzeccate, come ad esempio il dover evitare delle fastidiosissime mine in serie.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhZ1R74wI/AAAAAAAAAsE/8FrXDcrWkSY/s1600-h/haze_18.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhZ1R74wI/AAAAAAAAAsE/8FrXDcrWkSY/s400/haze_18.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212108871433970434" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p><br /><p class="MsoNormal">Insieme alla modalità cooperativa online, Haze ovviamente offre anche una modalità multiplayer che vede impegnati i soldati ribelli contro gli scagnozzi della Mantel.. Ogni fazione ha le sue peculiarità: nei panni di un’unità Mantel si sarà in grado di avvistare i nemici più facilmente grazie ad un’iniezione di Necter, mentre di contro i ribelli potranno fingersi morti o rubare l’arma ad un avversario dopo averlo stordito con un calcio.<br />L'aspetto che deluderà forse maggiormente gli appassionati, una volta entrati nel vivo dell'azione, è quello tecnico: il motore grafico proprietario di Haze non sembra infatti capace di competere con i diretti concorrenti in casa PlayStation 3, assestandosi al di sotto ad esempio di quanto visto in <span style="font-weight: bold;">Resistance,</span> e il fatto di essere renderizzato a una risoluzione inferiore della canonica 720p (si tratta infatti di una ben più modesta 576p, come confermato dal direttore creativo Derek Littlewood) non aiuta a certo a rendere l’impatto grafico particolarmente sbalorditivo; sfocature, aliasing e texture sgranate sono purtroppo difetti abbastanza evidenti del titolo Free Radicals, e la scarsamente inspirata direzione artistica fa davvero ben poco per risollevare la situazione.</p><p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhrYjXMoI/AAAAAAAAAsM/iR96_hj49GM/s1600-h/haze_13.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUhrYjXMoI/AAAAAAAAAsM/iR96_hj49GM/s400/haze_13.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212109172960080514" border="0" /></a></p> <p class="MsoNormal"><br /><o:p><span style="font-weight: bold;">Commento finale</span> </o:p></p> <p class="MsoNormal">Haze è stato indubbiamente vittima dell’enorme hype che il titolo Ubisoft aveva instillato nell’ambiente. Aspettato come la risposta di PS3 ad Halo, lo sparatutto Free Radicals è stato schiacciato da una simile pressione, uscendo infine sconfitto pesantemente nel confronto con il capolavoro Bungie. Fuori da quest’ottica però, e chiudendo un occhio sulla realizzazione tecnica non proprio impeccabile, Haze si dimostra comunque un FPS onesto, dotato di buone idee e capace di divertire, specie grazie all’implementazione di un’ottima modalità cooperativa. Non una pietra miliare quindi, ma un titolo discreto che saprà divertire chi si avvicinerò al titolo privo di preconcetti e aspettative troppo elevate.</p> <p class="MsoNormal">PRO:<br />- Ottima modalità cooperativa<br />- Il Nectar offre spunti interessanti<br />- Pregevoli le differenze tra ribelli e soldati Mantel</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">CONTRO:<br />-Tecnicamente al di sotto degli standart PS3<br />- Intelligenza artificiale di nemici e compagni lacunosa<br />- Campagna corta e afflitta da una sceneggiatura mediocre</p><p class="MsoNormal">VOTO: <span style="font-size:180%;"><span style="font-weight: bold;">C</span></span><br /></p> <span style=""></span>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-134272390035366922008-06-13T07:16:00.000-07:002008-06-30T13:21:15.962-07:00[Cinema] Dante 01<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://film.recensiamo.it/recensione-dante-01.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGlAFIGi2SI/AAAAAAAAAv0/HZKr08W5Vto/s400/logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217772100103887138" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUkhtVHtMI/AAAAAAAAAss/t9EotFmM4O8/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUkhtVHtMI/AAAAAAAAAss/t9EotFmM4O8/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212112305273681090" border="0" /></a>Il cinema francese si sa, si segnala per un certo eclettismo. A differenza dei registi nostrani, ancorati e obbligati dalle circostanze ad orbitare sempre intorno ai medesimi temi, i cari cugini d’oltre alpe si cimentano ormai da diverso tempo in vari generi, spaziando abbastanza agilmente da originali commedie ad action movie dal tipico retrogusto yankee. Con<span style="font-weight: bold;"> Dante 0</span><span style="font-weight: bold;">1</span> il regista <b style="">Marc Caro</b> tenta così di abbattere l’ultima barriera, lo spazio, realizzando un film di fantascienza visionario e pervaso da un inesplicato fervore religioso, dotato di effetti speciali metafisici e intangibili e impreziosito da personaggi monocorde e monosillabici.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUlAji5F3I/AAAAAAAAAs0/uHv020cLoYU/s1600-h/18683692qe5.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUlAji5F3I/AAAAAAAAAs0/uHv020cLoYU/s400/18683692qe5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212112835223033714" border="0" /></a> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal">La trama in poche parole. In una prigione spaziale ai confini del creato, una gaudente comunità di super criminali viene sconvolta dall’arrivo di un misterioso detenuto (<span style="font-weight: bold;">Lamber Wilson</span>) dotato di esoterici poteri, tra i quali spicca in particolare la strabiliante abilità di non proferire mezza parola per tutta la durata del film. Nell’immobilismo generale e tra la costernazione dello sfortunato pubblico in sala, il nostro eroe si barcamenerà tra estrazioni di metafisici “mostri-polpo” dai corpi dei propri compagni e scazzottate con l’immancabile capo branco invidioso e ottuso, per giungere infine all’incomprensibile ma liberatorio finale. E’ difficile capire cosa volesse realizzare il regista con questo suo film: tra continui riferimenti messianici ed elucubrazioni su nanomacchine e libero arbitrio, la pellicola ambisce ad elevarsi ad uno status quasi filosofico, ma alla prova dei fatti risulta avere lo stesso spessore intellettuale di una scimmia sparata nello spazio. Ovvero un’idiozia totale.</p>Janushttp://www.blogger.com/profile/03177047016889684406noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-4132019320532854264.post-21362930136353264412008-06-12T07:07:00.000-07:002008-06-30T13:24:38.634-07:00[Cinema] E venne il giorno<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://film.recensiamo.it/recensione-e-venne-il-giorno.html"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SGlA4JOLz0I/AAAAAAAAAv8/WnJ79Uv8Omo/s400/logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217772976577695554" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUidjD9UWI/AAAAAAAAAsU/glwlIxkNosM/s1600-h/locandina.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUidjD9UWI/AAAAAAAAAsU/glwlIxkNosM/s400/locandina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212110034774610274" border="0" /></a><p class="MsoNormal">Tutto si può dire, tranne che gli Americani siano fortunati nei film. Negli anni hanno dovuto contrastare invasioni di alieni, rispondere ad attacchi terroristici, sopportare la devastazione causata da un’abnorme lucertola radioattiva e fare i conti con un gorilla gigante con il debole per le biondine. E questo solo citando i casi più eclatanti. Ma niente di quanto vissuto in passato poteva preparali per questa nuova, terribile minaccia. All’orizzonte, immobile, impassibile, ecco apparire la nemesi più terrificante. Il nemico più implacabile. Le piante.</p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> Elliot Moore (<span style="font-weight: bold;">Mark Wahlberg</span>), professore con il pallino delle notizie improbabili, è nel mezzo di una sua lezione quando nella scuola piomba una voce sconcertante. Apparentemente, qualcuno o qualcosa è riuscito a sovvertire l’istinto di conservazione intrinseco della nostra specie, inducendo le persone a porre fine alla propria vita nei modi più brutali e truculenti possibili. Come una macchia d’olio, l’onda di suicidi si espande inesorabilmente e senza lasciare scampo, ed Elliot dovrà trovare, insieme alla moglie Alma (<span style="font-weight: bold;">Zooey Desch</span><span style="font-weight: bold;">anel</span>), un modo per sfuggire da questa sorta di imperante e contagiosa follia collettiva. Messi con le spalle al muro, i due coniugi finiranno per piombare nell’America più isolata e bigotta e, nel massimo momento di difficoltà, ritroveranno quell’affiatamento e quel sentimento da lungo tempo sopiti.<p class="MsoNormal"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUjZBGdhvI/AAAAAAAAAsk/mGFRdOTpEhY/s1600-h/story.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_-57otRN4R1M/SFUjZBGdhvI/AAAAAAAAAsk/mGFRdOTpEhY/s400/story.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212111056450455282" border="0" /></a></p><p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p> <p class="MsoNormal"> </p><p class="MsoNormal">Dopo una serie di film decisamente più introspettivi e intimistici, <span style="font-weight: bold;">M. Night Shyamalan</span> (I<span style="font-style: