<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953</id><updated>2009-11-02T11:00:43.345+01:00</updated><title type='text'>DIRITTO INTERNAZIONALE</title><subtitle type='html'>a-beta</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.diritto-internazionale.com'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Marino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03163240578239552603</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>238</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-5513647092911916212</id><published>2009-11-02T10:50:00.001+01:00</published><updated>2009-11-02T10:52:32.776+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cuba, quell'embargo è immorale &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di Fabio Amato&lt;br /&gt;su Liberazione&lt;br /&gt;del 01/11/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 18mo anno consecutivo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto agli Stati Uniti di porre fine all'embargo commerciale nei confronti di Cuba. Questa volta il voto ha ottenuto l'approvazione di 187 paesi, ovvero la quasi totalità della comunità internazionale. Contro la risoluzione hanno votato solo Stati Uniti, Israele e Palau, mentre Micronesia e Isole Marshall si sono astenute. Il voto contro l'embargo ha ottenuto nel corso degli anni un sostegno crescente: dai 59 paesi che votarono per la sua abolizione nel 1992, si è passati a 179 nel 2004, 182 nel 2005, 184 nel 2007 e 185 lo scorso anno. Tutte le nazioni del mondo quindi, tranne quella dell'impero e il suo scudiero più fidato (e ben ripagato), chiedono la fine di un blocco economico che continua nonostante sia cambiato il mondo e quel contesto di guerra fredda dove l'embargo era nato. Ingiustificato e illegale a quel tempo, dopo la baia dei porci, risulta davvero ancora più immorale oggi. Un embargo che viola la legalità internazionale e che danneggia per milioni di dollari l'economia dell'isola caraibica. Pensate solo se il nostro paese subisse un analoga rappresaglia. Solo la faccia tosta della ambasciatrice Usa all'Onu, insieme a qualche pennivendolo nostrano, può dire che l'embargo non abbia conseguenze nell'economia di Cuba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante l'alternarsi di presidenti alla Casa Bianca, volenterose e importanti dichiarazioni di voler dare vita ad un nuovo inizio, l'embargo rimane lì. C'è da chiedersi il perché, nonostante roboanti discorsi. Il perché è molto semplice. L'embargo a Cuba rimane come monito. Al cortile di casa. Un monito per dire attenti. Chiunque osi sfidare l'egemonia degli Usa nella regione sa a cosa potrà andare incontro. Per questo, rimane. Lo sa bene Manuel Zelaya, presidente dell'Honduras, che ha subìto un colpo di stato per aver osato mettere in discussione l'allineamento del suo paese agli Stati Uniti e, al contrario, aver cercato di unirsi al moto che sta scuotendo l'intero continente latino americano. Aveva osato, Zelaya, di unirsi all'Alba, l'alternativa bolivariana per l'america latina, ovvero a Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua. A paesi che cercano di emanciparsi dal controllo del potente vicino di casa, alla sua imposizione di politiche commerciali liberiste, allo strozzinaggio della banca mondiale e del fondo monetario internazionale, alla sudditanza delle multinazionali e alla rapina delle proprie risorse. Questa è stata la colpa per la quale gli oligarchi del suo paese, insieme ai militari, al bene placito delle gerarchie cattoliche e dell'amministrazione statunitense, hanno dato vita al colpo di stato che lo ha rimosso dal suo incarico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è il disegno di riforme costituzionali da lui sostenuto la causa del colpo di stato, come qualcuno si ostina a scrivere. Questo è stato il pretesto, la scusa per dare una lezione. La vera colpa di Zelaya è stata quella di disobbedire a Washington. Per questa ragione è stato rimosso. Se non ci sono riusciti completamente, e se ora sono costretti a trovare una via d'uscita politica e negoziale (che non è affatto scontata) non è grazie a Hillary Clinton, né alle mediazioni successive dell'amministrazione Usa, che proprio ieri ha firmato l'accordo con la Colombia per l'uso di sette nuove basi militari. E' stato grazie all'imponente mobilitazione popolare che ha difeso il suo presidente e le idee di riforme sociali da lui incarnate. E' stato grazie al fatto che questa volta l'america latina è esistita come soggetto politico. &lt;br /&gt;Tutti i paesi del subcontinente hanno difeso senza esitazioni il presidente legittimo e condannato l'azione golpista. Non come nel '73, quando a difendere il Cile di Allende dal colpo di stato si trovò solo Cuba. I governi dell'america latina in movimento, dal Brasile alla Bolivia, dall'Ecuador al Venezuela, ora sono uniti nel tentare di costruire un'alternativa al neoliberismo reale nel subcontinente, e nel difendere Zelaya e l'Honduras dall'ingerenza imperialista. Come sono solidali con Cuba e uniti nel richiedere all'amministrazione Usa e ad Obama un passo reale e indubbio come prova della sua finora solo dichiarata volontà di un nuovo inizio: come disse Cristina Kirschner «la fine dell'embargo contro Cuba non può essere un punto di arrivo di un percorso ma una precondizione» per iniziare a costruire relazioni di mutuo rispetto nel Continente. Solo allora, forse, potremo dire che non esiste più il cortile di casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-5513647092911916212?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/5513647092911916212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=5513647092911916212' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5513647092911916212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5513647092911916212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/11/cuba-quellembargo-e-immorale-di-fabio.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-7363791071623103859</id><published>2009-10-23T16:59:00.001+02:00</published><updated>2009-10-23T17:29:38.789+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dal Financial Times&lt;br /&gt;UK economy shrinks in third quarter&lt;br /&gt;By Daniel Pimlott, Economics Reporter&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Published: October 23 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The UK economy shrank by 0.4 per cent in the third quarter, indicating that the deepest recession in a generation is not yet over.&lt;br /&gt;From a peak in the first quarter of 2008, the economy has now contracted by 5.9 per cent, the Office for National Statistics reported. The recession has now lasted for six quarters, the longest downturn since the second world war and on a par with that of 1979-81.&lt;br /&gt;The data are a big shock after economists had expected growth to return in the quarter, with the average forecast predicting a 0.2 per cent rise in output. The Treasury forecast at the time of the Budget in April that growth would return in the fourth quarter, but the Bank of England had expected 0.1 per cent growth in the third quarter.&lt;br /&gt;However, a sharp 0.7 per cent contraction in industrial production, combined with a further 0.2 per cent decline in services output, put paid to hopes that the recession might be over.&lt;br /&gt;John Philpott, chief economist at the Chartered Institute of Personnel and Development, said the figures made “the recession look more like a depression”.&lt;br /&gt;Alistair Darling, chancellor, said on Friday: “I’ve always been clear that growth will return at the turn of year, as my Budget forecast confirmed.&lt;br /&gt;“We’re facing the worst global financial crisis and recession in 60 years. We’ve always said that we remain cautious as a result of the high degree of economic uncertainty.”&lt;br /&gt;In a pointed remark aimed at the opposition Conservative party, which has argued for sharper action to reduce the budget deficit, Mr Darling said that removing fiscal stimulus now would be &lt;br /&gt;”madness”.&lt;br /&gt;George Osborne, the shadow chancellor, said the data showed that the UK needed a change of economic direction to get the country working again.&lt;br /&gt;“There are many millions of people who will be deeply concerned to see that Britain is still in recession six months after France and Germany came out of recession. It destroys the myth that Britain was better prepared,” he told Sky News.&lt;br /&gt;Sterling fell more than 1 per cent after the data were released and gilt yields dropped as expectations grew that the Bank of England would be forced to increase the quantitative easing &lt;br /&gt;programme of buying government bonds. The FTSE 100 rose nearly 1.5 per cent.&lt;br /&gt;The UK GDP numbers were in sharp contrast to fresh figures from the eurozone that showed private sector economic activity grew at its fastest pace for almost two years this month.&lt;br /&gt;The fresh turn in the economy will raise fears that the UK may be facing a deeper and more prolonged downturn. The economies of France, Germany and Japan started growing again in the second quarter and the US looks likely to have started growing again in the third quarter.&lt;br /&gt;The figures will also put pressure on the Bank of England to increase its £175bn QE programme, and on the government to offer fresh measures to boost the economy in its pre-Budget report, due within the next few weeks.&lt;br /&gt;“The fact that the economy is still contracting despite the huge amount of policy stimulus supports our view that the recovery will be a long, slow process,” said Vicky Redwood of Capital Economics.&lt;br /&gt;“The economy now looks unlikely to grow by more than 1 per cent at best next year. Similarly, with a huge amount of slack still building, we continue to think that deflation is a key risk.”&lt;br /&gt;Business groups expressed disappointment that modest signs of improving confidence in the manufacturing and service sectors were not reflected across the economy. “This reinforces the CBI’s view that recovery, when it comes, will be fragile and volatile,” John Cridland, deputy director-general of the employers’ organisation, said.&lt;br /&gt;Declines in distribution, hotels and restaurants made the largest contribution to the fall in growth.&lt;br /&gt;The sharp fall in industrial output, which was deeper than the 0.5 per cent decline seen in the second quarter, came amid a particularly rapid 3.5 per cent contraction in mining and quarrying.&lt;br /&gt;Construction also showed an accelerated decline in the third quarter, with output falling 1.1 per cent compared with a 0.8 per cent drop in the second quarter.&lt;br /&gt;Much of the decline came from a sharp fall in distribution and from wholesale, which some economists took as a sign that destocking might have been more of a drag than expected.&lt;br /&gt;“The primary culprit still seems to be firms destocking, which shows up in distribution from the output side of the accounts. This recession has seen the sharpest destocking ever seen in a &lt;br /&gt;recession,” said Karen Ward, economist at HSBC.&lt;br /&gt;One of the main risks to recovery is that as over-indebted individuals, businesses and banks – and, ultimately, the government – seek to reduce debt levels, the fall in demand may mean that growth will not return at a fast enough pace to reduce unemployment.&lt;br /&gt;The National Institute for Economic and Social Research expects that although growth may be stronger for the next few quarters, there will be intermittent quarters of expansion and &lt;br /&gt;contraction for some time to come.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-7363791071623103859?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/7363791071623103859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=7363791071623103859' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7363791071623103859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7363791071623103859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/dal-financial-times-uk-economy-shrinks.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-4818764659829614731</id><published>2009-10-19T12:49:00.001+02:00</published><updated>2009-10-19T12:50:49.022+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Offensiva Sky: più televisori per tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfida tra Sky e Mediaset è a colpi di promozione nel settore delle tv a pagamento&lt;br /&gt;Schermi a prezzi scontati per contrastare Mediaset&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAOLO FESTUCCIA (La Stampa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO&lt;br /&gt;La notizia rimbalza da Tunisi, dove in queste ore l’amministratore delegato di Sky, Tom Mockridge ha riunito a porte chiuse i massimi esponenti della pay-tv con ottocento persone tra venditori e installatori al seguito. La parola d’ordine è aggredire il mercato. Di sterilizzare non solo, quello che in casa Sky è stato considerato un colpo a freddo, cioè l’innalzamento dell’Iva dal 10 al 20% ma anche di contendere all’avversario (cioè a Mediaset) l’intero mercato della tv a pagamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima mossa, infatti, è certamente di grande impatto: con sei euro mensili, Sky darà a tutti gli abbonati (nuovi e vecchi clienti) la possibilità di avere un televisore nuovo, ad alta definizione. Insomma, la campagna d’avvio per la «grande guerra» agli operatori del settore sta per cominciare. Già lo scorso 7 luglio il figlio di Murdoch, James, a margine della presentazione del rapporto Agcom sull’andamento del sistema televisivo in Italia - confortato dai risultati positivi di bilancio della azienda (Sky 2,6 miliardi di fatturato, Rai 2,7 miliardi e Mediaset 2,5 miliardi) - ammise commentando le cifre che, «questo» sarebbe stato «solo l’inizio». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dire, che, grazie alla liquidità rimasta in cassa - dopo la rinuncia da parte della Rai al rinnovo di partnership proprio con Sky - quei 55 milioni di euro l’anno risparmiati (e che invece, secondo le stime fatte in Vigilanza Rai dal direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi, contribuiranno a un saldo negativo in bilancio all’azienda pubblica di 200 milioni) saranno investiti in Italia per aumentare numero di clienti e quote di mercato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque Sky passa all’offensiva. Contro la Rai, per la quale il presidente del Consiglio ha previsto, ieri l’altro un calo «verticale di abbonamenti» (canone) ma soprattutto, contro Mediaset e la sua offerta a pagamento ma anche contro «l’alleanza» RaiSat e la piattaforma TivùSat. E lo fa con una promozione invasiva. Non solo offrendo con 6 euro mensili in più sull’abbonamento un televisore (Samsung o Sony «Full Hd») ma varando, una serie di offerte commerciali che, con 29 euro mensili (19 euro la quota base più 10 euro la tv), consentiranno a chi si abbona (ma anche a chi è già abbonato) di portare a casa una Tv nuova. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La promozione non sarà totalmente gratuita. Un televisore «full hd», costa dai 500 ai 900 euro. L’offerta prevede: 50 euro di ingresso e poi sei euro mensili per 3 anni. Risultato: 266 euro di spesa suddivisa in 36 mesi (nell’ipotesi di un televisore dal costo di 500 euro si spenderà circa la metà). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfida per la supremazia nel mercato italiano, una torta che vale oltre 8 miliardi di euro è partita: sia nei confronti della Rai, sia e soprattutto nei confronti del competitor privato. La nuova tv sarà dotata di decoder digitale terrestre incorporato, e questo già consentirà all’utente, che ancora dispone della vecchia tv analogica, di non dover ricorrere a un altro decoder eludendo così anche il nodo del criptaggio di alcuni programmi Rai (nel senso che non avrà bisogno di installare un altro decoder con un altro telecomando). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo vero della campagna promozionale, anche se da Sky non trapela nulla, è quello di stimolare da un lato l’opinione pubblica che la pay-tv è sì a pagamento ma anche popolare e dall’altro arrestare anche eventuali inizi di emorragie tra i clienti che guardano di buon occhio l’offerta pre-pagata di Mediaset, certamente più «flessibile» (nel senso che è anche ricaricabile) rispetto a Sky. Mediaset, infatti, con 18 euro offre la carta «Easy pay» che contiene Gallery (Mya, Steel, Joi, Disney Channel, Premium Cinema e Studio Universal) e ancora «Premium Calcio 24», tutto il meglio di Serie A, Champions League e da quest’anno l’esclusiva Europa League, la ex Coppa Uefa. Insomma, un’offerta variegata, e ampia che dimostra come il settore sia fortemente in movimento e, soprattutto, che Mediaset non sta certo a guardare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo sport, con molta probabilità, sarà sempre più al centro delle contese: dal calcio con i mondiali in programma nel 2010 fino alle prossime Olimpiadi. Nel mezzo dello scontro tra i due big privati ci sarà anche la Rai: il servizio pubblico sconta la crisi pubblicitaria, come del resto tutti i media, e un progressivo assottigliamento dei proventi del canone. La guerra, dunque, c’è da scommettere sarà senza esclusioni di colpi. E non è un caso che alla convention di Tunisi organizzata in questo week-end da Sky, tra i corridoi, si parla anche di un nuovo decoder supertecnologico che presto potrebbe invadere le case degli italiani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-4818764659829614731?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/4818764659829614731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=4818764659829614731' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4818764659829614731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4818764659829614731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/offensiva-sky-piu-televisori-per-tutti.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-5933010066333202670</id><published>2009-10-09T19:27:00.000+02:00</published><updated>2009-10-09T19:28:15.003+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sorpresa alla Casa Bianca e in America per la decisione del comitato norvegese&lt;br /&gt;Premiati "gli sforzi straordinari per la diplomazia e la cooperazione tra i popoli"&lt;br /&gt;Il Nobel per la pace a Barack Obama&lt;br /&gt;Il presidente: "Non so se lo merito"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OSLO - "Sono sorpreso, onorato e profondamente commosso, ma non sono sicuro di meritare il premio". Così Barack Obama commenta davanti ai giornalisti la decisione del comitato norvegese di assegnargli il Premio Nobel per la pace 2009. "Accetto questo premio come chiamata all'azione per tutte le nazioni di fronte alle sfide del ventunesimo secolo", ha aggiunto Obama. &lt;br /&gt;Il comitato del Nobel ha attribuito il premio al presidente degli Stati Uniti "per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno decisivo Il presidente del comitato norvegese, Thorbjoern Jagland, ha citato anche "la visione e gli sforzi di Obama per un mondo senza armi nucleari". Jagland, annunciando il premio, ha detto che forse ad alcuni l'assegnazione al presidente americano può essere considerata prematura, ma che per statuto il premio va assegnato a chi ha fatto il massimo per la pace nell'anno precedente. La scelta di Obama è stata fatta all'unanimità. Il premio, che sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre, consiste in una medaglia, un diploma e un assegno da 10 milioni di corone (circa un milione di euro). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colti di sorpresa La decisione ha colto di sorpresa la presidenza e l'America: "Wow!", è stato ad esempio il 'commento' a caldo del portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, svegliato nel cuore della notte da un giornalista della Cbs per dargli la notizia del Nobel a Obama. Anche 'a freddo', i funzionari della presidenza interpellati dalla Cnn si sono detti "sorpresi". Il capo dello staff della Casa Bianca, Rahm Emanuel, ha reagito invece con una battuta: "Oslo batte Copenaghen". Il riferimento è al fatto che la presenza di Obama a Copenaghen per perorare la causa di Chicago quale sede delle Olimpiadi 2016 si era risolta in un fallimento. Rahm ha ribadito che alla Casa Bianca nessuno immaginava che Obama potesse ricevere il prestigioso riconoscimento. Gibbs, cui è toccato il compito di svegliare il presidente per comunicargli la notizia, ha riferito che Obama si è detto "profondamente onorato" e ha aggiunto di &lt;br /&gt;"accettare con umiltà il riconoscimento". &lt;br /&gt;La sorpresa del Paese può essere sintetizzata guardando ai media. L'agenzia di notizie AP ha titolato un pezzo, subito rilanciato dal cliccatissimo portale conservatore, "Drudgereport", "Ha vinto. Ma per cosa?". Il Wall Street Journal invece ha aperto l'edizione on-line con un sintetico giudizio: "Scelta assolutamente bizzarra". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso del presidente. Davanti ai giornalisti, Obama ha così ricostruito il momento dell'annuncio. "Bè, non è proprio il modo in cui pensavo di svegliarmi oggi. Dopo aver avuto la notizia, Malia è entrata e ha detto: papà, hai vinto il Nobel per la Pace ed è il compleanno di Bo (il cane). E poi Sasha ha aggiunto: e sta arrivando un week-end lungo. E' bene avere bambini che mantengano le cose entro un prospettiva", ha scherzato. Per poi analizzare con serietà le conseguenze e le responsabilità connesse al premio: "Non sono sicuro di meritare di essere in compagnia con persone che hanno saputo produrre tali cambiamenti, donne e uomini che hanno ispirato me e il mondo con la lora coraggiosa ricerca della pace. Ma so - ha continuato - che il premio riflette il tipo di mondo che quelle donne e uomini e tutti gli americani vogliono costruire, che dà vita alla promessa dei nostri documenti fondativi. E so anche che nella sua storia il Nobel per la pace non è stato assegnato solo per onorare risultati specifici. E' anche stato usato per enfatizzare una serie di cause. Per questo accetto questo premio, come un incitamento ad agire, un incitamento alle nazioni affinché affrontino le sfide comuni del 21esimo secolo". Obama ha poi citato alcuni dei punti cardine della sua politica, esempi delle motivazioni del comitato del Nobel: l'opposizione alle armi nucleari e l'impegno contro i cambiamenti climatici. Ma, ancora più importante, il richiamo al dialogo tra popoli, culture, religioni: "Le differenze non possono definire il modo in cui ci guardiamo. Dobbiamo cercare un nuovo inizio tra persone di diversa fede, razza, religione, basato su un mutuo rispetto e un mutuo interesse". Un esempio di stabilizzazione necessaria resta, per Obama, il conflitto israele-palestinese: "Hanno il diritto di vivere in pace nei loro Stati". Il presidente ha poi elencato le difficoltà domestiche, dalla crisi economica all'istruzione alla sanità, alle guerre che vedono impegnati migliaia di americani. "Questo premio non riguarda solo gli sforzi della mia amministrazione, ma gli sforzi coraggiosi di tanta gente nel mondo. Per questo va diviso con chiunque nel mondo lotti per la giustizia e la dignità". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le motivazioni Tornando alle motivazioni, la commissione ha riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e lavorare per la pace nel mondo. "Obama ha fatto molte cose - ha detto Jagland durante la conferenza stampa a Oslo - ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Molto di rado una persona è stata capace di dare speranza in un mondo migliore e di catturare l'attenzione del mondo quanto è riuscito a Obama", si legge in una nota della commissione. &lt;br /&gt;Rispondendo alle domande dei giornalisti, Jagland ha ammesso che l'ambiziosa agenda del presidente Usa deve fare i conti con l'impasse in Afghanistan, con la crisi nucleare iraniana e con lo stallo in Medio Oriente, ma ha anche evidenziato il grande successo dell'unanimità raggiunta in Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla risoluzione per un mondo libero dalle armi atomiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I precedenti Usa Obama è il terzo esponente di spicco del partito democratico americano a vincere il Nobel per la pace dopo l'ex vicepresidente Al Gore nel 2007 e Jimmy Carter nel 2002. Obama è inoltre il quarto presidente Usa (il terzo in carica) insignito del Nobel. Prima di lui lo ottennero Theodore Roosevelt (l'unico repubblicano) nel 1906, Woodrow Wilson nel 1919 e Jimmy Carter che lo ottenne nel 2002, a 22 anni dalla fine del suo mandato alla Casa Bianca. Obama ha battuto invece ogni record di rapidità nell'ottenere il premio a 10 mesi dall'insediamento. &lt;br /&gt;(9 ottobre 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-5933010066333202670?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/5933010066333202670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=5933010066333202670' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5933010066333202670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5933010066333202670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/sorpresa-alla-casa-bianca-e-in-america.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-708590014464591714</id><published>2009-10-07T10:40:00.002+02:00</published><updated>2009-10-07T10:43:13.308+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rivoluzione digitale: su internet tutti i documenti federali, compresi atti amministrativi, leggi e regolamenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Obama mette online la banca dati dello Stat&lt;/span&gt;o&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce il Federal Register 2.0. "Così gli elettori potranno vigilare"&lt;br /&gt;dal corrispondente di Repubblica FEDERICO RAMPINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEW YORK - Arriva al cuore del potere dello Stato la rivoluzione digitale di Barack Obama. Il presidente impone il salto nel XXI secolo per tutti i documenti federali degli Stati Uniti. A cominciare dal "deposito" di atti più importante per l'interesse del cittadino americano: il Federal Register. E' un'istituzione che compie 73 anni, un archivio fondamentale della vita pubblica negli Stati Uniti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì dentro sono custodite le tracce di tutti gli atti amministrativi, le decisioni delle authority federali, e anche le proposte di riforma delle leggi e dei regolamenti. D'ora in avanti questa immensa banca-dati del potere statale avrà una nuova dimensione elettronica. Tutti i cittadini potranno accedere all'archivio degli atti della pubblica amministrazione online. Una svolta battezzata dalla Casa Bianca "Federal Register 2.0". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trasformazione è affidata a due uffici, il Government Printing Office (un equivalente del nostro Poligrafico dello Stato) e la National Archives and Records Administration. A guidare il progetto c'è un braccio della Casa Bianca, la task force di Obama dedicata alla "Open Government Initiative". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federal Register 2.0 ha già una finestra aperta, attivata immediatamente e accessibile sul sito www. GPO. gov. Un modo per accrescere il controllo degli elettori sui meccanismi più intimi della macchina del potere statale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questo lancio - ha detto Aneesh Chopra che è il guru tecnologico della Casa Bianca - realizza la promessa del presidente di coinvolgere più direttamente gli americani nelle attività del governo. Introdurremo innovazioni innumerevoli per assicurare che ogni voce sia ascoltata sui problemi che stanno a cuore ai cittadini". Un impegno a sviluppare anche la dimensione interattiva di questo progetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le operazioni tecniche che accompagnano questo cantiere c'è l'adozione del formato Xml per tutte le pubblicazioni ufficiali, in modo da facilitare la loro versione digitale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In passato - spiega il direttore del Federal Register Ray Mosley - questo archivio nazionale era pensato e rivolto soprattutto ai legislatori e agli esperti, ora sarà possibile personalizzarlo in una infinità varietà di modi. Saranno gli utenti, non il governo, a decidere che uso farne". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'archivio federale risolve anche un problema di voluminosità. L'ultima edizione dei suoi aggiornamenti l'anno scorso era arrivata a contenere 32.000 documenti di 80.000 pagine. Il formato digitale consentirà di compattarlo e al tempo stesso creare degli strumenti di accesso selettivo e motori di ricerca per semplificare la raccolta delle notizie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Federal Register 2.0" è l'ultimo passo fatto dall'Amministrazione Obama in una serie di sforzi dedicati a rendere più trasparente l'azione di governo, e utilizzare le potenzialità delle nuove tecnologie per arricchire il dialogo con gli elettori. E' una promessa cruciale da mantenere per questo presidente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama non può dimenticare che la sua vittoria elettorale nel novembre scorso fu facilitata dall'irruzione di nuove generazioni nell'arena politica, e di nuovi strumenti per organizzare la militanza politica di base, con un ruolo senza precedenti svolto proprio da Internet. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 ottobre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-708590014464591714?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/708590014464591714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=708590014464591714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/708590014464591714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/708590014464591714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/rivoluzione-digitale-su-internet-tutti.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-7745570382555225561</id><published>2009-10-06T08:47:00.000+02:00</published><updated>2009-10-06T08:48:36.870+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L' Italia discrimina immigrati e Rom&lt;br /&gt;Repubblica — 15 settembre 2009 &lt;/span&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - «In molti casi le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi». Non poteva essere più dura la presa di posizione dell' Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, sulle politiche di respingimento in mare. Non solo. In Italia, secondo le Nazioni Unite ci sarebbe «un' abbondante documentazione di trattamenti degradanti nei confronti dei Rom». E mentre per la Farnesina le critiche «non sono evidentemente rivolte all' Italia», il presidente della Camera, Gianfranco Fini invitaa non «avere paura dell' immigrazione, né dubitare sulla possibilità di una vera integrazione». Le politiche migratorie del governo italiano tornano così sul banco degli imputati. Dopo le richieste di chiarimento della Commissione Ue, le critiche dell' Unhcr, del Vaticano e delle organizzazioni umanitarie, è ora la volta dell' Onu. L' Alto Commissario peri diritti umani condanna i respingim e n t i d e g l i i m m i g r a t i «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale». In un discorso previsto per oggi e anticipato a Ginevra, la Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra Libia, Malta e Italia, ad agosto scorso e spiega che «partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d' aiuto, in violazione del diritto internazionale». La Pillay chiede che cessi «la pratica di detenzione obbligatoria dei migranti, la loro criminalizzazione e il loro maltrattamento nel contesto del controllo delle frontiere». E ancora: «In Italia - denuncia l' Onu - vi è abbondante documentazione di discriminazioni e trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom». Discriminazioni diffuse, secondo l' Onu, anche in altri 16 Paesi europei, dall' Ungheria alla Francia, dall' Irlanda al Portogallo. La reazione della Farnesina? «Il richiamo alle violazioni del diritto internazionale - si legge in una nota- nonè evidentemente rivolto all' Italia». Secondo il ministero degli Esteri, infatti «le regole del diritto internazionale costituiscono il caposaldo dell' azione del governo italiano». E poi «l' Italia è il Paese che ha salvato il maggior numero di vite umane nel Mediterraneo». In una relazione consegnata al Comitato del Consiglio d' Europa per la prevenzione della tortura, il governo sostiene inoltre di non adottare respingimenti, ma di applicare le norme contenute nel «protocollo opzionale dell' Onu sul traffico di persone via terra, mare, aria» Le critiche della rappresentante delle Nazioni Unite infiammano la polemica tra maggioranza e opposizione. «Il prestigio dell' Italia - afferma Rosy Bindi (Pd) - è irrimediabilmente sfigurato. Contro il governo parlano i fatti che non si possono nascondere con la propaganda. O qualcuno pensa di tappare la bocca anche all' Onu?». Secondo il candidato segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il governo rischia «figuracce internazionali». Replica il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «L' Italia sta attuando una politica di controllo dell' immigrazione clandestina che rispetta pienamente tutte le norme del diritto internazionale». Sul tema immigrazione, torna intanto Gianfranco Fini: «Pensare alla storia di Nancy Pelosi (l' italoamericana speaker della Camera dei rappresentanti Usa, ndr) dimostra che non occorre avere paura dell' immigrazione, né dubitare sulla possibilità di una vera integrazione». - VLADIMIRO POLCHI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-7745570382555225561?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/7745570382555225561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=7745570382555225561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7745570382555225561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7745570382555225561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/l-italia-discrimina-immigrati-e-rom.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-2361670611234227511</id><published>2009-10-01T17:34:00.000+02:00</published><updated>2009-10-01T17:36:20.456+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nucleare, svolta nel negoziato&lt;br /&gt;faccia a faccia tra Usa e Iran&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;dall'inviato di Repubblica VINCENZO NIGRO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tavolo a Ginevra&lt;br /&gt;GINEVRA - Sono positivi i primi segnali che arrivano dai colloqui fra il gruppo dei "5+1" con l'Iran. Questa mattina dopo la sessione plenaria in cui la delegazione iraniana ha incontrato i 5+1 (i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania), il negoziatore iraniano Sade Jalili si è riunito assieme ai suoi colleghi con la delegazione americana guidata dall'ambasciatore William Burns. Dai tempi della rivoluzione iraniana del 1979 questo è l'incontro bilaterale più importante che americani ed iraniani siano mai riusciti ad organizzare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo pomeriggio si era capito che rispetto alle dichiarazioni della vigilia, l'Iran è arrivato a Ginevra con un atteggiamento negoziale possibilista. Il negoziatore Jalili nel suo discorso introduttivo ha affrontato il tema nucleare per rivendicare il diritto del suo paese all'energia atomica ma comunque accettando di discutere la questione e non rifiutando di farlo come Teheran aveva minacciato alla vigilia dei negoziati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un diplomatico occidentale ha detto ad Al Jazeera che "gli iraniani si sono mostrati morbidi dopo che noi abbiamo detto chiaramente che non eravamo venuti a Ginevra per ascoltare le loro idee sui problemi del mondo, ma che abbiamo due quesiti a cui esigiamo una risposta: se l'Iran vuole discutere del programma nucleare e se è disponibile per un'ispezione immediata del nuovo impianto di Qom". La risposta di Jalili non sarebbe stata una chiusura netta, anche se è vero che gli iraniani sono maestri nel negoziato e soprattutto nella tattica del rinvio di qualsiasi decisione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 3 ore di discussione gli inviati hanno sospeso i colloqui per il pranzo e per permettere l'incontro Usa-Iran. Secondo Cristina Gallach, portavoce del "ministro degli Esteri" Ue Javier Solana, "la discussione si è svolta in un clima positivo e corretto". Le delegazioni si sono lasciate la porta aperta a qualsiasi sviluppo: il summit potrebbe continuare anche con altri incontri bilaterali e soprattutto tutte le delegazioni hanno mantenuto per stanotte le prenotazioni degli alberghi di Ginevra, in previsione del fatto che il negoziato possa terminare con un breakfast domattina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro segnale interessante è arrivato da Washington, dove ieri sera il ministro degli Esteri iraniano si era spostato da New York. Secondo l'agenzia iraniana Irna, nella capitale Usa Manoucher Mottaki ha incontrato due deputati della Commissione esteri per discutere proprio della possibilità del nucleare. Il ministro aveva accompagnato a New York il presidente Ahmadinejad ed era rimasto negli Usa per altri incontri a margine dell'assemblea generale dell'Onu. Gli Usa gli hanno concesso un visto per visitare anche Washington con la scusa di un incontro con i diplomatici dell'ambasciata pachistana che rappresenta gli interessi iraniani negli Usa. Ma il vero motivo di questa tappa a Washington è stato l'incontro con i due deputati americani, la prima riunione fra un ministro iraniano e due congressmen dai tempi dell'amministrazione Clinton. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, prima di partire per Ginevra, il capo-negoziatore Jalili (che alla vigilia del nuovo governo era stato dato anche come possibile ministro degli Esteri) aveva detto di essere pronto a "creare un clima positivo". Lo stesso presidente Ahmadinejad, dopo aver ripetuto con forza che "l'Iran non tratterà sul suo diritto all'energia nucleare", aveva avanzato proposte per ricevere dall'estero l'uranio arricchito necessario per il programma nazionale. Una proposta a cui la Francia ha detto di essere "piuttosto favorevole": il ministro degli Esteri di Parigi Bernard Kouchner ne ha parlato in queste ore con i dirigenti russi che ha incontrato a Mosca. L'anno scorso il presidente iraniano Ahmadinejad aveva rifiutato completamente l'idea che l'uranio arricchito potesse essere fornito all'Iran dall'estero, la stessa proposta che sarebbe disposto a prendere in considerazione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(1 ottobre 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-2361670611234227511?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/2361670611234227511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=2361670611234227511' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2361670611234227511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2361670611234227511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/nucleare-svolta-nel-negoziato-faccia.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-5288016813733384438</id><published>2009-10-01T17:31:00.001+02:00</published><updated>2009-10-01T17:31:48.840+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Super Mario e la sfida di Francoforte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASSIMO GIANNINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario Draghi candidato dal Wall Street Journal alla guida della Banca centrale europea è un grande riconoscimento politico per l’Italia. E soprattutto un importante risarcimento morale per la Banca d’Italia. Dopo gli Anni di Fango, quando i furbetti del quartierino entravano a Palazzo Koch dagli ingressi secondari per non farsi vedere, Via Nazionale torna finalmente agli onori del mondo. Se lo merita l’istituzione, per quello che ha sempre rappresentato nella travagliata storia repubblicana. E se lo merita anche l’attuale governatore, per come ha saputo ridarle lustro, e riprofilarla all’insegna degli unici valori che contano per una banca centrale: l’autorevolezza, la responsabilità, l’indipendenza. &lt;br /&gt;Auguriamo a «Super Mario» di vincere la sfida di Francoforte. Lo standing internazionale non gli manca: è riconosciuto da tutti, fin dai primi anni ‘90, quando Business Week lo definiva (già allora) «l’uomo più potente d’Italia». I tempi coincidono: il mandato di Trichet alla Bce scade a fine 2011, quello di Draghi in Banca d’Italia nel gennaio 2012. Chi ha filo da tessere, tesserà. Il governo italiano, di qui alla scadenza, saprà lavorare per una soluzione così prestigiosa per la nazione? Una volta tanto, crediamo di sì. Per una ragione molto semplice, anche se assai provinciale. Draghi alla Bce, per parecchi politicanti di casa nostra, sarebbe un magnifico promoveatur ut amoveatur. In questa stagione di sedicenti «complotti giudoplutomassonici» e di farneticanti «congiure dei Poteri Forti» (evocate dai Berlusconi, i Tremonti e i Brunetta) il centrodestra guarda al governatore come a una pericolosa «minaccia». &lt;br /&gt;È lui, suo malgrado, l’eterno candidato a guidare da premier un ipotetico «governo tecnicoistituzionale», o a gestire un superministero dell’Economia in un ipotetico «governo di salute pubblica». Per questo, nella logica assurda ed asfittica del Palazzo, è molto meglio un Draghi a Francoforte che un Draghi a Roma. Così, l’interesse becero della politica coincide con l’interesse superiore del Paese. È magra, ma almeno stavolta è una consolazione. &lt;br /&gt;m.giannini@repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-5288016813733384438?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/5288016813733384438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=5288016813733384438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5288016813733384438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5288016813733384438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/10/super-mario-e-la-sfida-di-francoforte.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-2095761741262163490</id><published>2009-09-16T14:51:00.001+02:00</published><updated>2009-09-16T14:52:18.325+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="categoria" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; border-top-width: 3px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;dl style="margin-top: 0px; margin-right: 20px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; "&gt;&lt;dt style="text-align: justify;margin-top: 3px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 14px; font-weight: bold; text-transform: uppercase; width: 300px; float: left; "&gt;ECONOMIA&lt;/dt&gt;&lt;dd style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; width: 140px; "&gt;&lt;div class="addons" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 14px; color: rgb(0, 0, 0); width: 140px; "&gt;&lt;div class="mobile" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="http://splash.repubblica.it/?ref=articoloheader" title="Abbonati a Repubblica Gold" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 6px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 13px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px -597px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; font-size: 13px; line-height: 18px; float: left; width: 500px; "&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;Seduta positiva anche in Asia, solo Shanghai in lieve calo per realizzi&lt;/h3&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800; "&gt;Borse ancora in rialzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;sull'"effetto Bernanke"&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;Dopo il nuovo discorso ottimistico del presidente della Fed i mercati europei iniziano il pomeriggio con guadagni superiori al punto percentuale&lt;/h2&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/borsa-sett/b-set16/afp_16720881_37520.jpg" width="230" alt="Borse ancora in rialzo sull'&amp;quot;effetto Bernanke&amp;quot;" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;ROMA &lt;/b&gt;- Partenza positiva per le Borse europee, sulla scia dei guadagni registrati ieri a Wall Street e in Asia stamane, ad eccezione di Shangai vittima di realizzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulle prime rilevazioni, Milano sale dello 0,65%, Francoforte dello 0,42%, Parigi dello 0,50, Amsterdam dell'1,03, Bruxelles dello 0,77, Londra dello 0,63 e Madrid dello 0,68. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guadagni fra l'1 e quasi il 2% per piazze asiatiche, poco meno l'India (0,71), mentre Sydney ha fatto un balzo di 2,42%. Unica eccezione Shanghai che ha perso lo 0,77. Bene anche il Giappone con lo 0,52%: i guadagni di Tokyo hanno tuttavia frenato sul finale, sulla cautela degli investitori per il nuovo governo che verrà presentato dal primo ministro Yukio Hatoyama, che assumerà oggi l'incarico. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ottimismo sulle prospettive di rilancio dell'economia globale è stato scaturito anche dalle parole ieri del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, secondo il quale, un anno dopo il fallimento di Lehman Brothers, la recessione è probabilmente finita. Questo ha fatto chiudere a Wall Street in positivo una giornata in cui la Borsa americana era apparsa assai poco reattiva a vari dati favorevoli sull'economia Usa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul mercato valutario riprende la salita dell'euro, che arriva a sfiorare la soglia degli 1,47 dollari e segna così il nuovo top per il 2009. Tra le commodities, il petrolio resta forte in prossimità dei 71 dollari mentre l'oro vola su nuovi massimi dell'anno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Superano il punto percentuale di guadagno&lt;/b&gt; i mercati europei all'inizio del pomeriggio, confortati anche dai future Usa in rialzo. Meglio di tutti va Bruxelles con l'1,8%, seguita da Londra con quasi l'1,5. Piazza Affari ha superato l'1,2 e nel paniere delle blue chip il miglior titolo è Tenaris con un guadagno di oltre il 4,5%, seguita da Buzzi e Impregilo con il 3,5. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="ad-box" style="margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.001em; "&gt;16 settembre 2009&lt;/i&gt;) &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-2095761741262163490?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/2095761741262163490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=2095761741262163490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2095761741262163490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2095761741262163490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/09/economia-seduta-positiva-anche-in-asia.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-699451651658502687</id><published>2009-09-13T12:06:00.001+02:00</published><updated>2009-09-13T12:06:49.284+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:#231F20;letter-spacing:-.7pt;font-weight:normal"&gt;Oltre la crisi? Cinque spie della nuova fiducia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;h2 style="text-align: justify;margin-top: 2.4pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;font-family:Georgia;color:#535A5B;letter-spacing:-.7pt; font-weight:normal"&gt;Dal commercio internazionale a Wall Street. E anche la cassa integrazione rallenta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 14.25pt; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646; border:none windowtext 1.0pt;mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;MILANO&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646"&gt;— Fosse solo per il miglioramento della produzio ne industriale italiana sarebbe presto per osare parlare di se gnali di speranza, sprazzi se non di bel tempo stabile alme no di giornate migliori all’oriz zonte nel barometro dell’econo mia. Eppure, verrebbe da dire a un anno dal crac Lehman. In una doppietta che non ci riusci va da tempo fuori dalle vasche e dalle medaglie tricolore della Pellegrini ieri è arrivato anche il superindice Ocse di luglio a certificare per l’Italia il miglior balzo all’interno dell’area (+2,7% su mese e +8% su anno per l’Italia contro un +1,5% su mese e 1,9 su anno per tutti i Paesi Ocse). Poi c’è il segnale — delicatissimo, certo, da pren dere con le pinze a maggior ra gione prima di un autunno cal do — della cassa integrazione che in agosto, dati Inps, è cala ta del 40,6% rispetto al luglio. Anche se sarebbe un errore di menticare che l’uso dell’am­mortizzatore sociale rispetto a un anno prima rimane impres sionante (+ 526,5%).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 14.25pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;Uscendo dai confini naziona li i segnali continuano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family: inherit;color:#464646"&gt;. Sembra un percorso per chi è in cerca di numeri fiduciosi: lo sapeva te che le navi che trasportano sulle rotte mondiali del com mercio abiti, meccanica, tecno logia, giocattoli e container pie ni di merce sono tornate a viag giare ai livelli del 2006 (Baltic Dry Index)? O che l’indice Dow Jones di Wall Street negli ulti mi sei mesi è salito del 38,4% facendo guadagnare chi ha avu to il fegato di puntare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 14.25pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;C’è anche il colosso Cina&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit; color:#464646"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family: inherit;color:#464646"&gt;a proiettare segni di reazione con una produzione industria le che in agosto rispetto all’an no precedente, quindi in una fa se appena pre-Lehman, è salita del 12,3%. Chiaro che non si può e non si deve dimenticare che se quella economia del 2008 era all’apice di una bolla e di un baratro, ora questi nume ri sono anche il risultato del «doping» degli aiuti statali. Non si tratta di costruirsi ad hoc un iter ottimistico che po trebbe addirittura risultare ne gativo. O di credere, meno che mai, al potere taumaturgico dei numeri. Se non altro la crisi ha insegnato questo. Anche perché sarebbe esercizio fin troppo facile cercare altri indici di segno opposto. Si tratta di provare a interrogarsi sui giu sti contrappesi da usare per da re un quadro equilibrato. Il paradigma di tutto questo sembra essere la Cig: vero che su base annua l’esplosione fa impressione e la situazione ri mane non solo complessa ma anche delicata. Ma è anche ve ro che il conteggio viene fatto sulle ore autorizzate e che quel le effettivamente usate dalle aziende, il cosiddetto tiraggio, è di poco superiore al 60%. Co me dire: gli accordi sono stati fatti con una maglia abbastan za larga, giustificata dall’incer tezza della situazione. E per concludere: negativa è negati va. Ma un tantino meno. Come il movimento dei con tainer: sono ancora vive le im magini e le fotografie dei porti desolati, senza movimento merci, e dei portuali con le braccia incrociate solo pochi mesi fa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 14.25pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;D’altra parte ancora a luglio&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:9.5pt;font-family:inherit;color:#464646"&gt;la contrazione dei traffici tra Asia ed Europa rispetto allo stesso mese del 2008 è stata del 17% secondo i dati dell’asso ciazione europea che riunisce gli operatori dello shipping. Ma rispetto all’inizio dell’anno il miglioramento c'è stato: +33%. Trend confermato anche dall’indice Baltico che misura il movimento delle merci a livel lo mondiale (petrolio e liquidi esclusi) e che in sei mesi, tra al ti e bassi, è salito del 24,6% pur restando molto distante dai pic chi del 2007. Cosa fare di que sti segnali? Pericoloso giunge re a conclusioni. Anche se è sta to lo stesso John Maynard Key nes a occupare un capitolo del la sua opera principale, la «Teo ria generale», per affrontare il tema della fiducia e riflettere sulle maggiori possibilità di far cela per un imprenditore «otti mista » rispetto a un collega «pessimista».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="footnotes" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:14.25pt; vertical-align:baseline;border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; color: rgb(70, 70, 70); font-weight: bold; "&gt;Massimo Sideri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; color: rgb(204, 32, 38); "&gt;12 settembre 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-699451651658502687?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/699451651658502687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=699451651658502687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/699451651658502687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/699451651658502687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/09/oltre-la-crisi-cinque-spie-della-nuova.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-3638711593933612681</id><published>2009-09-07T14:48:00.002+02:00</published><updated>2009-09-07T14:51:06.128+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Palatino, fantasy; color: rgb(120, 122, 122); font-size: 14px; line-height: 21px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Battaglia di carta a San Francisco&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;em style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: italic; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;Contributo di Marco Gambaro, pubblicato oggi sulla pagina opinioni del Corriere della Sera&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;Nonostante la crisi dei quotidiani &lt;/strong&gt;statunitensi venga letta soprattutto in relazione alla disponibilità gratuita delle notizie su Internet e allo sviluppo della rete come mezzo pubblicitario, molte battaglie si giocano ancora sui terreni tradizionali.  Sia Wall Street Journal che New York Times hanno annunciato di voler aprire delle edizioni locali nella regione di San Francisco dove il Chronicle, che nel 2008 ha perso 50 milioni di dollari, è candidato alla vendita o alla chiusura e intanto ha ridotto la copertura redazionale.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;Se effettivamente chiudesse&lt;/strong&gt; la Baia resterebbe senza quotidiani a pagamento visto che l'Examiner è passato qualche tempo fa alla distribuzione gratuita. La Baia rappresenta l'area fuori dalla città di origine dove sia il Journal che il Nyt vendono il maggior numero di copie, rispettivamente 98 mila e 49 mila giornaliere. Con l'aggiunta di un po' di pagine locali potrebbero intercettare lettori e inserzionisti pubblicitari, sfruttando le economie di scala della loro edizione nazionale per la quale i costi fissi sono già spesati. &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;La notizia va inquadrata &lt;/strong&gt;nell'organizzazione del mercato dei quotidiani Usa che è fortemente radicato nella dimensione locale e dove i quotidiani nazionali sono una rarità. Dopo un lungo percorso di consolidamento sono rimasti circa 1.400 quotidiani che nella quasi totalità sono monopolisti nella città di edizione. Solo le grandi metropoli hanno più di una testata e a differenza del mercato italiano ed europeo quasi nessun giornale cerca lettori e raccoglie pubblicità fuori dalla sua città.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;Del resto i quotidiani &lt;/strong&gt;hanno abbandonato da tempo l'idea di competere per la pubblicità nazionale, che viene intercettata soprattutto da televisione e periodici, mentre si concentrano su quella locale che rappresenta oltre l'80% della loro raccolta.  Il calo dei lettori e della pubblicità mette in crisi le testate più deboli e chi ha le spalle più larghe cerca di sfruttare i propri punti di forza, in questo caso il marchio e le grandi redazioni nazionali, anche modificando il modo tradizionale di fare i giornali. La Baia potrebbe costituire il laboratorio di una riorganizzazione dell'industria dei quotidiani.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: Georgia, Palatino, serif; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;strong style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: bold; font-style: inherit; font-size: 14px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;Marco Gambaro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-3638711593933612681?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/3638711593933612681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=3638711593933612681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/3638711593933612681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/3638711593933612681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/09/battaglia-di-carta-san-francisco.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-4908501044001933779</id><published>2009-09-04T16:35:00.002+02:00</published><updated>2009-09-04T16:38:21.230+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 3.75pt; margin-left: 0cm; line-height: 12pt; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt; font-family:Arial;color:#5B5B5B;text-transform:uppercase;font-weight:normal"&gt;TRA I RISCHI IL RITIRO PREMATURO DEI PIANI DI STIMOLO E LE TENSIONI NEL SETTORE FINANZIARIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h1 style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="font-size:26.5pt; font-family:Georgia;color:#231F20;letter-spacing:-.75pt;font-weight:normal"&gt;Fmi: ripresa lenta, d'accordo sulle stime&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;h2 style="text-align: justify;margin-top: 2.4pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 10.8pt; margin-left: 0cm; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:#535A5B;letter-spacing:-.75pt;font-weight: normal"&gt;Il direttore generale Strauss-Kahn: la disoccupazione aumenterà anche nel 2010. In Usa ai massimi dal 1983&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;h6 style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 16.8pt; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;font-family:Georgia;color:#2668AD; font-weight:normal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 15.75pt; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:Georgia;color:#464646"&gt;NEW YORK&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:Georgia; color:#464646"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:Georgia;color:#464646"&gt;- La curva è a U e non a V. Cioè la ripresa economica mondiale c'è, ma è lenta e non ci sarà un rimbalzo immediato, dopo l'Ocse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:Georgia; color:#464646"&gt;&lt;u&gt;,&lt;/u&gt; e il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:Georgia;color:#464646"&gt;, anche il Fondo monetario internazionale (Fmi) è d'accordo sulla lentezza della ripresa. «L'economia globale sembra emergere dalla peggiore crisi economica dei nostri tempi. La ripresa, comunque, sarà relativamente lenta», ha affermato il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn. I rischi che gravano sulla ripresa economica, che sarà «fragile», stanno diminuendo. Fra i rischi menzionati da Strauss-Kahn figurano la disoccupazione, che continuerà ad aumentare fino al prossimo anno, il ritiro «prematuro» dei piani di stimolo e le persistenti tensioni nel settore finanziario. Strauss-Kahn ha quindi esortato i governi ad attuare le riforme normative necessarie, evitando di tirare il freno sulla scia del miglioramento dei mercati finanziari. «Gli sforzi riformatori non stanno procedendo con la velocità necessaria per affrontare i problemi sorti dalla crisi» ha detto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:inherit;color:#464646;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;DISOCCUPAZIONE&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;font-family:inherit;color:#464646"&gt;- In linea con il timore di Strauss-Kahn sulla disoccupazione, il dato sui senza lavoro negli Stati Uniti in agosto è salito al 9,7%, contro il 9,5% previsto dagli analisti, il livello più alto dal giugno 1983. A luglio la disoccupazione in Usa era stata del 9,4%. Il numero di disoccupati è aumentato quindi di 466 mila unità a 14,9 milioni di persone.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:inherit"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="footnotes" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:15.75pt; vertical-align:baseline;border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-size:130%;color:#464646;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; color: rgb(204, 32, 38); "&gt;04 settembre 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-4908501044001933779?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/4908501044001933779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=4908501044001933779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4908501044001933779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4908501044001933779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/09/tra-i-rischi-il-ritiro-prematuro-dei.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-4890095158447820462</id><published>2009-09-04T16:02:00.001+02:00</published><updated>2009-09-04T16:07:44.821+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 2.25pt; margin-right: 15pt; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222;text-transform:uppercase"&gt;ECONOMIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 15pt; margin-left: 36pt; margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3 style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:10.5pt"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, fantasy; font-size: 12px; font-weight: normal; color: rgb(0, 56, 107); "&gt;Tokyo registra due nuovi record negativi, l'aumento del tasso di disoccupazione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;font-family:Arial;color:#00386B;font-weight:normal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e il calo dell'inflazione.  &lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h1 style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:22.5pt"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, fantasy; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); "&gt;Economia giapponese a pezzi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:20.5pt;font-family:Arial;color:#00386B"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;mai così male dalla II Guerra&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;h2 style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 2.25pt; margin-left: 0cm; line-height: 10.5pt; "&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;font-family:Arial; color:#00386B;font-weight:normal"&gt;I senza lavoro a luglio saliti di 1,03 milioni. In totale sono 3,59 milioni. Deflazione -2,2%&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 13.5pt; "&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;TOKYO -&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;; color:#222222"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;Brutti segnali per l'economia giapponese che registra due record negativi in contemporanea, l'aumento del tasso di disoccupazione e il calo dell'inflazione. Dati preoccupanti che non rappresentano un buon viatico per il premier Taro Aso a due giorni dalle elezioni legislative.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Disoccupazione.&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;Il tasso di disoccupazione in Giappone è salito del 5,7% a luglio, sorpassando il precedente massimo storico del 5,5% dell'aprile 2003. A giugno la disoccupazione si era attestata al 5,4%. E' il dato peggiore dalla Seconda guerra mondiale. Il numero di disoccupati sale di 1,03 milioni a luglio, portando il totale a 3,59 milioni di unità. E' il nono mese consecutivo che la disoccupazione cresce in Giappone. L'indebolimento del mercato del lavoro incide anche sulla spesa delle famiglie che a luglio arretra del 2%, dopo il +0,2% di giugno.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli economisti in media si aspettavano un tasso che potesse eguagliare il precedente record del 5,5%, ma il numero dei disoccupati è salito di ben 1,03 milioni di unità (+40,2%) rispetto all'anno precedente, a quota 3,59 milioni, per una riduzione della forza lavoro dello 0,5%, a 66,28 milioni di persone. In calo da 43 di giugno a 42 di luglio (12 mesi fa erano a 89) i posti di lavoro disponibili ogni 100 persone in cerca di occupazione: un nuovo minimo storico, in base al consueto rapporto del ministero del Lavoro, aggiornato per il terzo mese di fila.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Inflazione.&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;A luglio i prezzi al consumo core, quelli con l'esclusione dei cibi freschi (frutta, verdura e pesce), arretrano del 2,2% annuale, la discesa più forte da quando è iniziata la serie statistica. I prezzi al consumo con l'esclusione dei beni alimentari e del petrolio scendono dell'0,9% annuale, il massimo dal luglio 2002 e i prezzo al consumo core a Tokyo ad agosto arretrano dell'1,9%.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;Toyota.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;; color:#222222"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;Cattive notizie anche dall'auto. La produzione mondiale di Toyota nel primo semestre del 2009 segna, includendo i marchi Daihatsu e Hino, un crollo del 37,8% su base annua, a 3,61 milioni di pezzi. Lo si legge in una nota del colosso automobilistico di Nagoya, secondo cui soltanto in Giappone gli impianti del gruppo hanno costruito veicoli per 1,79 milioni di unità, il 41,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. La componente estera, invece, si attesta a 1,81 milioni di veicoli (-33,5%).&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Borsa.&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;Nonostante le cattive notizie la borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo. Il Nikkei ha segnato un guadagno dello 0,57%, mostrando un incremento del 2,89% in una settimana e del 18,90% da inizio anno. Il Topix è salito dello 0,53% a 969,31 punti.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;line-height: 13.5pt; "&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;color:#222222"&gt;(&lt;i&gt;28 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-4890095158447820462?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/4890095158447820462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=4890095158447820462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4890095158447820462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4890095158447820462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/09/economia-tokyo-registra-due-nuovi.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-1670635918260873736</id><published>2009-08-21T11:43:00.000+02:00</published><updated>2009-08-21T11:44:20.341+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I cinque eritrei che si sono salvati raccontano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Da una barca ci hanno lanciato dell'acqua, poi sono spariti"&lt;/div&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800; "&gt;"Avvistati da almeno dieci navi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ma nessuno si è fermato a salvarci"&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="txt12" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.02em; "&gt;dall' inviato  di Repubblica FRANCESCO VIVIANO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 230px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/racconto-viviano/afp_16522297_56480.jpg" width="230" alt="&amp;quot;Avvistati da almeno dieci navi ma nessuno si è fermato a salvarci&amp;quot;" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; display: block; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); font: normal normal normal 11px/13px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;I primi soccorsi a Lampedusa&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;LAMPEDUSA -&lt;/b&gt; "Quando abbiamo visto quel peschereccio avvicinarsi pensavamo di avercela fatta. A bordo molti erano già morti, ma in tanti, almeno una trentina, eravamo ancora vivi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Eravamo stremati, stanchi, disperati, ma gli uomini di quel peschereccio, quando l'imbarcazione si è avvicinata, ci hanno dato soltanto un paio di bottiglie d'acqua e qualcosa da mangiare. Poi sono spariti, se ne sono andati via". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hampton, 17 anni, eritreo, è il più giovane dei cinque sopravvissuti all'ultima strage del mare nel canale di Sicilia. È in infermeria del centro di accoglienza di Lampedusa insieme agli altri tre uomini e una donna, tutti eritrei, cristiani. Tutti partiti più di venti giorni fa dalle coste libiche insieme ad altri 73 connazionali. Compagni di viaggio morti per gli stenti della fame, della sete, per le ustioni del sole e dei vapori della benzina. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Racconta Hampton: "Non credevamo a quello che stava accadendo, gli uomini di quel peschereccio hanno visto che stavamo morendo, ma non ci hanno portato a bordo. Non erano italiani, parlavano inglese. Speravamo che magari dessero l'allarme, che segnalassero la nostra posizione a qualcuno, invece siamo rimasti in mare per altri giorni e tutti gli altri che erano ancora vivi, tranne noi cinque, sono morti. Con noi Dio è stato buono, ma tutti gli altri, non ci sono più, sono morti e noi li abbiamo buttati in mare, come quelli di prima". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hampton è il meno grave di tutti, ma nessuno dei sopravvissuti rischia di morire. "Se la caveranno" dice una dottoressa dell'istituto nazionale migrazione e povertà che assiste gli extracomunitari ricoverati nel pronto soccorso del centro di accoglienza dell'isola. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Titti è l'unica delle trenta donne sopravvissute a questa strage. Con lei c'erano anche altri tre suoi familiari, due cugini ed un fratello che si erano imbarcati sul gommone della morte sperando di raggiungere l'Italia. Parla con difficoltà in dialetto Tigrino, la lingua della regione eritrea vicino ad Asmara, ad ascoltarla c'è un suo connazionale che lavora per "Save the children" nel centro di accoglienza di Lampedusa. "Sono arrivata in Libia alcuni mesi fa - dice Titti - è stato un viaggio faticoso e pieno di insidie e pericoli. Solo la forza della disperazione, la speranza di arrivare in Italia mi ha fatto superare tutte le difficoltà". &lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Titti racconta che è stata per un paio di mesi a lavorare, "come una schiava", nelle case dei libici. "Con me - prosegue Titti - c'erano altre mie amiche ed altri connazionali, tutti in cerca di fortuna, tutti con la speranza di raggiungere l'Italia dove da anni vivono altri nostri parenti ed amici". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Titti smette poi di parlare, le spuntano le lacrime agli occhi, i ricordi di quei giorni vissuti in mare in balia delle onde e delle intemperie del giorno e della notte. È stremata e piena di ustioni in varie parti del corpo, ma a tarda sera riesce a prendere sonno e ad addormentarsi. Hampton è più loquace, ha ancora forze nonostante tutto ed ha voglia di raccontare quello che ha vissuto insieme altri atri. "Quando i trafficanti, dopo alcune settimane che ci tenevano prigionieri in dei capannoni, hanno stabilito che potevamo partire, ci hanno portato su una spiaggia. Lì c'era già un gommone pronto con delle taniche di benzina a bordo. Erano poche ed uno di noi lo ha fatto notare: "come faremo a raggiungere Lampedusa con questo carburante?". Loro ridevano, dicevano che potevamo andare anche in America, ma non era così e dopo qualche giorno, il motore si è fermato. Avevamo visto di notte le luci delle piattaforme petrolifere che i trafficanti ci avevano detto di raggiungere perché quella era la strada giusta. Ma non potevamo navigare, eravamo come rami che galleggiano nei fiumi. Il gommone andava avanti e indietro, girava attorno a se stesso. Di giorno era un inferno, il sole e l'acqua salata martoriava le nostre carni, la notte c'era freddo e non avevamo nulla per riscaldarci. Pregavamo e speravamo. Poi quel peschereccio che pensavamo ci potesse salvare e che invece se n'è andato via. Abbiamo incontrato altre barche o altre navi, almeno dieci, non li distinguevamo bene da lontano. Forse ci hanno anche visto, io e i pochi ancora con qualche energia gridavamo, sventolavamo le nostre magliette. Tutto inutile. Nessuno ci ha mai avvicinato e così cominciavamo a morire". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A bordo non c'erano bambini, ed i primi che hanno finito di vivere sono state le donne. "Erano le più deboli, tentavamo di darci aiuto l'uno con l'altro, ma non potevamo fare nulla, non avevamo più niente, molti avevano cominciato a bere acqua di mare e sono stati i primi a morire. Li abbiamo dovuti buttare in mare, uno dopo l'altro, non c'era altro da fare ed è stata una cosa dolorosa anche se Dio ci perdonerà di questo". Poi, ieri mattina, dal mare è spuntata una nave grigia, era quella della guardia di finanza che in questi ultimi mesi ha soccorso altri extracomunitari in mare riportandoli però subito in Libia, senza sapere da dove venivano. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma questa volta in quel gommone c'erano dei fantasmi, dei moribondi, ed il "respingimento" non è stato possibile. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; "&gt;&lt;span class="date" style="text-align: justify;margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; width: 200px; "&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.02em; "&gt;21 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-1670635918260873736?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/1670635918260873736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=1670635918260873736' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/1670635918260873736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/1670635918260873736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/i-cinque-eritrei-che-si-sono-salvati.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-6222596532509179074</id><published>2009-08-17T11:04:00.002+02:00</published><updated>2009-08-17T11:06:54.716+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Comune della città-simbolo di Barack Obama è in bancarotta&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non è un caso isolato: tutta la finanza locale Usa è al collasso&lt;/div&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800; "&gt;Oggi Chicago "chiude" per crisi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giorno di stop ai servizi pubblici&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="txt12" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.001em; "&gt;dal   corrispondente del quotidiano "la Repubblica"FEDERICO RAMPINI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 230px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/chicago-chiude/chicago-chiude/econ_16493459_45250.jpg" width="230" alt="Oggi Chicago &amp;quot;chiude&amp;quot; per crisi Giorno di stop ai servizi pubblici" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; display: block; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); font: normal normal normal 11px/13px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;Chicago&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;NEW YORK - &lt;/b&gt;Oggi è vietato ammalarsi a Chicago. Guai ad avere bisogno di un certificato, o di qualsiasi altro servizio municipale. La spazzatura resterà a fermentare sui marciapiedi nell'afa estiva: è sospesa anche la nettezza urbana. La città di Barack Obama non ha più soldi nelle sue casse. Il sindaco Richard Daley, democratico, ha dovuto ricorrere a misure estreme. Fra cui tre giorni di vacanze forzate, a casa senza stipendio, per i dipendenti municipali. Il Comune annuncia che farà del suo meglio per garantire i servizi d'emergenza - le volanti della polizia, le ambulanze e i vigili del fuoco - ma è meglio non immaginare cosa succederà oggi a chi finisce in una "E. R." (emergency room, o pronto soccorso) col personale ai minimi e tutti gli altri reparti ospedalieri chiusi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sospensione di ogni servizio pubblico oggi provocherà disagi gravi ma farà risparmiare solo 8,3 milioni di dollari di stipendi, un'inezia rispetto alla voragine di perdite della città. Perciò Daley ha già preannunciato altri sacrifici e tagli ai servizi essenziali: tutti gli impiegati comunali dovranno prendersi molti giorni di riposo non remunerato, compresi gli insegnanti alla riapertura delle scuole. Ne risentirà anche la sicurezza: per mancanza di fondi viene sospeso il celebre piano del sindaco per ritirare le troppi armi in circolazione ricomprandole ai privati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pazienza se è un duro colpo per l'immagine della città-vetrina di Obama, quella in cui il presidente si fece le ossa come militante politico di quartiere, proprio nelle lotte per migliorare la qualità dei servizi sociali. Invecchia precocemente anche il mito della "rinascita di Chicago", vantata dai magazine come città-modello capace di schivare lo choc della recessione; la metropoli elegante e raffinata che continua a investire nell'architettura moderna (ieri Frank Lloyd Wright, oggi Renzo Piano) per lucidare il proprio glamour turistico internazionale. &lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto vero, fino a poco tempo fa. Ora la bancarotta della finanza locale contagia anche la metropoli più ricca e cosmopolita del Mid-West, stremata per il crollo delle entrate. Come tutte le città americane anche l'amministrazione locale di Chicago dipende in modo prevalente dall'imposta sulla casa e da qualche tassa sui consumi: le voci di gettito su cui la recessione ha avuto un impatto catastrofico. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La "chisura per bancarotta" di Chicago fa scalpore perché è la città del presidente, ma non è un caso isolato. In Pennsylvania 255 impiegati pubblici sono stati licenziati in tronco - dieci giorni di preavviso e zero liquidazione - con una motivazione secca: "Mancanza di fondi". Oggi si fermeranno per sciopero il metrò e gli autobus di San Francisco, dopo l'aut aut della città agli autoferrotranvieri: o accettano una riduzione del 7% degli stipendi o scattano i licenziamenti collettivi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il caso della California è uno dei più drammatici. Dal 2 luglio lo Stato più grande e più ricco degli Usa (se fosse indipendente avrebbe un Pil superiore all'Italia e farebbe parte del G8) sta pagando tutti i suoi fornitori e creditori con delle cambiali, pezzi di carta di cui bisogna fidarsi: sono quasi due miliardi di dollari di "promesse future", perché in cassa non ci sono i fondi. E' con rinvii e sotterfugi di questo genere che il governatore Arnold Schwarzenegger ha tamponato provvisoriamente un buco di 24 miliardi di dollari nel suo bilancio. Tutti i servizi essenziali sono vittime dei tagli. Oltre 500 milioni di dollari sono stati tolti all'assistenza sanitaria per i più bisognosi. Le carceri dovranno liberare fino a 43.000 detenuti entro il prossimo biennio. E non è detto che siano solo i condannati per reati minori a uscire in libertà. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Di questo passo - dice la presidente dell'assemblea legislativa californiana, Karen Bass - dovremo semplicemente aprire le porte delle prigioni". Soffre perfino quello che è stato per decenni il fiore all'occhiello del "modello California": il suo sistema universitario, capace di attirare nei campus da Berkeley a Ucla l'élite scientifica e il meglio degli studenti da tutto il mondo. Oggi le varie facoltà del sistema statale University of California subiscono riduzioni dal 20% al 30% dei loro stanziamenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'università California State Fullerton ha inviato una lettera a tutti gli iscritti che inizia così: "Caro studente, come sai la California attraversa una drammatica crisi di bilancio. Pertanto siamo spiacenti di dover cancellare diversi corsi ai quali ti eri iscritto". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Professori e ricercatori sono costretti anche qui a prendersi delle vacanze non pagate, un modo elegante per mascherare delle riduzioni nette di stipendio. In America e nel mondo intero si ha l'impressione che l'Amministrazione Obama abbia risposto alla recessione con un poderoso aumento dell'intervento statale: la misura più nota è la maximanovra di spesa pubblica da 787 miliardi di dollari varata dal Congresso a fine gennaio. A livello locale però sta accadendo il contrario. Gli Stati e le municipalità sono costretti a ridurre crudelmente le spese più essenziali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ragione? A differenza del governo federale di Washington, la quasi totalità degli Stati (fa eccezione solo il Vermont) adottarono a fine anni Settanta delle costituzioni che proibiscono i deficit. La possibilità di indebitarsi è circoscritta entro limiti rigidi. Con due effetti pericolosi. Da una parte a livello locale la spesa pubblica non agisce affatto per attutire la recessione, ma al contrario contribuisce ad aggravarla. Inoltre si depaupera ulteriormente la qualità dei servizi e delle infrastrutture pubbliche, già in decadenza da decenni. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;17 agosto 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="bottom-mobile" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 115px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 245px; float: left; "&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-6222596532509179074?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/6222596532509179074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=6222596532509179074' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6222596532509179074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6222596532509179074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/il-comune-della-citta-simbolo-di-barack.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-5901112353666429518</id><published>2009-08-11T15:22:00.001+02:00</published><updated>2009-08-11T15:23:00.003+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="label-carta" style="float: left; background-image: url(http://espresso.repubblica.it/images/b_espresso.gif); background-repeat: no-repeat; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-left: 18px; height: 15px; background-position: 0% 0%; "&gt;&lt;span class="text" style="float: left; background-color: transparent; font: normal normal bold 12px/15px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; text-transform: uppercase; padding-top: 1px; padding-right: 3px; padding-bottom: 0px; padding-left: 5px; height: 14px; background-image: url(http://espresso.repubblica.it/images/sf_b_espresso.png); background-repeat: repeat-x; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-position: 0% 0%; "&gt;ECONOMIA&lt;/span&gt;&lt;em style="float: left; height: 15px; width: 15px; background-image: url(http://espresso.repubblica.it/images/b_espresso.png); background-repeat: no-repeat; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; background-position: 0% 0%; "&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal bold 24px/22px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;C'è una luce in fondo al tunnel&lt;/h1&gt;&lt;div class="firma" style="text-align: justify;display: block; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 2px; padding-left: 0px; font: normal normal bold 12px/15px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(51, 51, 51); font-style: italic; text-decoration: none; "&gt;di Mariaveronica Orrigoni e Luca Piana&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La produzione non scende più. Le vendite di auto sono ripartite. Ma c'è il macigno del debito pubblico. E l'incubo disoccupazione. Cosa fare? Ecco le ricette di dieci economisti&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="clearleft" style="text-align: justify;clear: left; line-height: 0; height: 20px; "&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="float: left; width: 500px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; "&gt;&lt;div class="didascalia" style="float: left; margin-top: 3px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 11px/12px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;div class="border1" style="float: left; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(102, 102, 102); border-right-color: rgb(102, 102, 102); border-bottom-color: rgb(102, 102, 102); border-left-color: rgb(102, 102, 102); margin-bottom: 3px; "&gt;&lt;div class="border2" style="text-align: justify;float: left; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(255, 255, 255); border-right-color: rgb(255, 255, 255); border-bottom-color: rgb(255, 255, 255); border-left-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;img src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2009/08/07/jpg_2106432.jpg" border="0" style="border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-width: initial; border-color: initial; max-width: 480px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="clear" style="clear: both; line-height: 0; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ripresa si sta affacciando sullo scenario economico globale... Fino a poche settimane fa un'affermazione tanto netta avrebbe scatenato scongiuri di ogni genere. Negli ultimi giorni di luglio, invece, la Confindustria ha abbandonato ogni scaramanzia per presentare così un convegno che il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, officerà a settembre. Fiducia? Temerarietà? La presa di posizione riflette in realtà i battiti di vita che l'economia ha fatto percepire di questi tempi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più della produzione industriale, che ha smesso di scendere a precipizio come accadeva da metà del 2008 (vedere il grafico a pagina 110), un'idea concreta la possono fornire alcuni fattori ancora episodici. In Italia a luglio le vendite di auto sono cresciute del 6,2 per cento rispetto a un anno prima. Un recupero grazie al quale appaiono ora a portata di mano le previsioni della Fiat: nel 2009, ha calcolato Torino, il mercato italiano dovrebbe arretrare del 5 per cento, un calo sopportabile rispetto alla voragine di inizio anno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel mondo, invece, hanno destato sensazione le Borse, vicine ai massimi dal novembre scorso, e l'aumento dei prezzi delle materie prime, che nel pieno della recessione erano crollati a livelli minimi, riflettendo una domanda ridotta al lumicino: "C'è la luce alla fine del tunnel, almeno potenzialmente", ha commentato l'economista Nouriel Roubini, noto per essere stato fra i primi a prefigurare la crisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema è che altri indicatori mostrano invece la gravità della botta inferta dalla recessione. A giugno i consumi di energia elettrica sono diminuiti del 7,6 per cento rispetto a 12 mesi prima, lo stesso trend di inizio anno: segno che l'industria italiana continua a marciare a passo ridotto. A luglio, poi, l'inflazione è scesa a zero su base annua, il livello più basso dal 1959: le famiglie, quando possono, risparmiano.&lt;/div&gt;&lt;div class="clearleft" style="clear: left; line-height: 0; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per analizzare le prospettive della ripresa e comprendere i rischi che rimangono, 'L'espresso' ha raccolto il parere di dieci economisti. Ne è emerso un giudizio complessivo di grande prudenza, che riflette il timore dei macigni che la recessione può ancora scaricare: un forte aumento dei disoccupati e l'esplosione del debito pubblico. Ma non manca chi sottolinea la vitalità di una larga fetta dell'industria italiana e spera negli effetti contagiosi di un ritorno della fiducia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;strong&gt;IL SEMESTRE SABBATICO.&lt;/strong&gt; "I consumatori non hanno ancora sentito la vera durezza della recessione; è come se questa avesse concesso loro un semestre sabbatico". Fedele De Novellis, del centro studi Ref, descrive così i fattori che hanno attutito gli effetti della crisi sulla vita di molte famiglie: il crollo del prezzo dei carburanti; l'esplosione del deficit pubblico, salito a luglio a 53,6 miliardi di euro (più del doppio rispetto a un anno prima), che riflette le minori tasse pagate da autonomi e imprese; la decisione di molte aziende di non licenziare subito la manodopera, ricorrendo alla cassa integrazione. Ora, però, i prezzi della benzina sono tornati a correre, il deficit pubblico si allarga e l'occupazione va ad adeguarsi a un livello produttivo un quinto più basso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;strong&gt;L'ESTATE STA FINENDO.&lt;/strong&gt; A fine marzo l'Istat ha contato 200 mila posti bruciati: un numero contenuto, se si pensa ai crolli in Spagna e negli Stati Uniti. Dopo le ferie, però, la situazione potrebbe diventare nera. "Non tutti danno per scontato uno choc occupazionale: se gli imprenditori inizieranno a percepire un clima di maggiore fiducia potrebbero licenziare meno del previsto", dice Roberto Perotti della Bocconi. Se tagli saranno, a soffrire sarà però l'industria e sul destino di molte fabbriche grava un'alta incertezza, osserva Gregorio De Felice dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo: "l'impennata della cassa integrazione potrebbe preannunciare la mancata riapertura di diverse aziende, soprattutto le meno grandi", dice l'economista, secondo il quale il governo dovrebbe darsi l'obiettivo di aumentare la competitività delle piccole imprese. Come? Facendo piazza pulita di quei vantaggi fiscali e legislativi che consentono loro di fare a meno di un processo di riorganizzazione".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="data" style="text-align: justify;display: block; padding-top: 15px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 12px/14px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102); "&gt;(07 agosto 2009)&lt;/div&gt;&lt;div class="paging" style="padding-top: 3px; padding-right: 5px; padding-bottom: 5px; padding-left: 5px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(222, 222, 188); border-right-color: rgb(222, 222, 188); border-bottom-color: rgb(222, 222, 188); border-left-color: rgb(222, 222, 188); width: 488px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-5901112353666429518?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/5901112353666429518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=5901112353666429518' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5901112353666429518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/5901112353666429518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/economia-ce-una-luce-in-fondo-al-tunnel.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-4724147332993279963</id><published>2009-08-10T17:06:00.001+02:00</published><updated>2009-08-10T17:08:43.032+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; "&gt;&lt;table class="boxArticle" style="text-align: justify;border-collapse: collapse; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; "&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="vertical-align: top; "&gt;&lt;td class="bigTitle article" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 6px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; color: rgb(8, 82, 110); font-size: 34px; font-family: 'Times New Roman'; line-height: 36px; "&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Dal sole 24 ore online&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 34px; font-weight: normal; "&gt;Industria, migliora la fiducia&lt;br /&gt;in Italia e Gran Bretagna&lt;/h1&gt;&lt;h3 class="firmaAutore" style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 4px; margin-left: 0pt; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 15px; font-weight: normal; color: rgb(102, 102, 102); font-family: 'Times New Roman'; line-height: 30px; "&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="vertical-align: top; "&gt;&lt;td class="separator_article" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; background-image: url(http://www.ilsole24ore.com/img2007/separator_article.gif); background-repeat: repeat-x; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; height: 1px !important; font-size: 1px; line-height: 1px; background-position: 50% 0%; "&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="vertical-align: top; "&gt;&lt;td class="headArticle" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div class="headArticleIcons" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; float: right; vertical-align: middle; font-family: Arial; font-size: 10px; color: rgb(133, 133, 133); line-height: 10px; text-transform: uppercase; "&gt; &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="vertical-align: top; "&gt;&lt;td style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div class="ArticleSx" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; width: 330px; "&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;img width="324" src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/Economia%20e%20Lavoro/2009/08/industria-manifatturiera-324x230.jpg?uuid=bf977456-858c-11de-8cd6-e5070ea39ac5" alt="" style="border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="hSpace15" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; height: 15px; font-size: 15px; line-height: 15px; background-color: transparent; clear: both; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;table style="border-collapse: collapse; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(200, 200, 200); border-right-color: rgb(200, 200, 200); border-bottom-color: rgb(200, 200, 200); border-left-color: rgb(200, 200, 200); width: 324px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; "&gt;&lt;/table&gt;&lt;div id="correlatisearch" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="bodyArticle" class="bodyArticle" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 3px; font-size: 16px; line-height: 25px; color: rgb(64, 64, 65); font-family: Georgia, 'Times New Roman'; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:130%;color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; line-height: 15px;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L'indagine, che ha preso in esame 3.700 industrie continentali (ma anche 1.800 nei paesi Bric, con il Brasile a guidare il drappello), rileva che dal minimo toccato a gennaio con un indice - basato sulle aspettative delle imprese - ruzzolato a -10,2 si è passati al +28 di luglio, «il livello più alto da gennaio 2008». I paesi con i picchi attualmente più positivi sono la Gran Bretagna con 53,8 e l'Italia con 48,9. «La Gran Bretagna e l'Italia potrebbero aver aperto la strada all'ottimismo, ma il fatto che così tanti paesi vicini hanno messo a segno oscillazioni dai 30 ai 40 punti deve essere di buon augurio per il futuro», spiega Alan Buckle, numero uno globale per l'advisory a Kpmg. Ma attenzione: dalla dalla stessa ricerca emerge che le industrie manifatturiere europee prevedono ancora tagli negli investimenti e questo fa capire, sottolinea Buckle, che «non ci siamo ancora allontanati con decisione dal punto più basso del ciclo economico». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La settimana scorsa era stato l'Ocse a sostenere che l'Italia e la Francia sarebbero i paesi europei (stando al superindice di giugno messo a punto dall'organizzazione internazionale con base a Parigi, anticipatore dei prossimi sei mesi di ciclo economico) che hanno maggiori chance di ripresa. Secondo altri dati publicati sull'Economist, forniti da Markit e dallo statunitense Institute for Supply Management (Ism), invece, mettendo a confronto i livelli di luglio con quelli dello scorso dicembre, il manifatturiero vedrebbe nelle migliori posizioni in Europa sempre la Gran Bretagna (tornata oltre quota 50, ovvero in fase di espansione) seguita da Francia, Spagna e Germania. Complessivamente, a livello mondiale davanti a tutti c'è la Cina, seguita proprio dal Regno Unito, poi da Giappone e Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Italia - secondo questi dati, ottenuti da interviste ai manager degli acquisti - sarebbe il fanalino di coda dei paesi maggiormente sviluppati con un indice in risalita intorno a 45. Il belpaese è sorpassato dalla Spagna, che a dicembre aveva toccato il fondo inabissandosi sotto quota 30 ma adesso sembrerebbe reagire meglio. Quanto alla Gran Bretagna, la Banca d'Inghilterra a metà settimana aveva comunque avvertito che la recessione oltre Manica appare «più profonda del previsto». Insomma, un quadro ancora non definito, seppure con venature di ottimismo che fino a qualche mese fa erano ancora meno evidenti. &lt;span id="U21024206683703nC" style="font-weight: bold; "&gt;(Al.An.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="Articolo_Margin_Top" style="margin-top: 15px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;table class="optionArticle" width="100%" style="text-align: justify;border-collapse: collapse; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; "&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="vertical-align: top; "&gt;&lt;td colspan="3" class="headArticle" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; font-size: 12px; color: rgb(134, 134, 134); "&gt;&lt;div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; font-family: Arial; font-size: 10px; color: rgb(133, 133, 133); line-height: 10px; text-transform: uppercase; "&gt;10 AGOSTO 2009&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-4724147332993279963?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/4724147332993279963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=4724147332993279963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4724147332993279963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/4724147332993279963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/dal-sole-24-ore-online-industria.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-474095740512617009</id><published>2009-08-06T23:53:00.001+02:00</published><updated>2009-08-06T23:53:54.468+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(34, 34, 34); font-size: 13px; line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: normal; font-style: inherit; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-transform: none; line-height: 14px; color: rgb(0, 56, 107); "&gt;SOCIAL NETWORK&lt;/h2&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: normal; font-style: inherit; font-size: 27px; vertical-align: baseline; text-transform: none; line-height: 30px; color: rgb(0, 56, 107); "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Twitter sotto l'attacco dei pirati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;servizio in tilt in tutto il mondo&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: normal; font-style: inherit; font-size: 12px; vertical-align: baseline; text-transform: none; line-height: 14px; color: rgb(0, 56, 107); "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il popolare servizio di microblogging è fuori uso in tutto il mondo a causa di un attacco "denial of service" da parte di pirati informatici. L'annuncio è stato dato dalla stessa compagnia sul suo blog. problemi anche per Facebook: si indaga&lt;/div&gt;&lt;span class="txt12" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 12px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: block; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.001em; "&gt;dal nostro inviato ANGELO AQUARO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; width: 230px; "&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/tecnologia/twitter/twitter-tilt/este_06171626_21170.jpg" width="230" alt="Twitter sotto l'attacco dei pirati servizio in tilt in tutto il mondo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;NEW YORK&lt;/b&gt; - La resa è arrivata da Biz Stone in persona, il fondatore del social network più famoso del momento: siamo sotto attacco. Di più: sotto attacco come le banche online, come i servizi internet delle carte di credito. Twitter, la comunità web più in espansione del mondo, milioni di utenti collegati tra loro attraverso i telefonini e il web, i mezzi di comunicazione che hanno stravolto la nostra epoca, è andato in tilt, collassato per ore, afflosciandosi su stesso. In un post lanciato dallo stesso Biz, la resa è raccontata tra ironia e amarezza: "In questa mattina di giovedì, che sembrava tranquilla e felice, Twitter è finito sotto attacco. Attacchi di questo tipo sono vere e proprie iniziative dolose, orchestrate per rendere inutilizzabili servizi come le banche online, i sistemi di pagamento via web e, appunto, i sistemi di comunicazioni come Twitter. Ma noi ci difenderemo". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Twitter si difenderà, ma intanto l'attacco arriva proprio nel giorno in cui il social network è stato scelto dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per lanciare l'offensiva finale della grande battaglia per la riforma della sanità. E la sfida al social network arriva proprio all'indomani della notizia dell'addio dello cyberzar degli Usa, Melissa Hathaway, la donna che aveva già lavorato con George W. Bush e che proprio per questo la nuova amministrazione aveva già intenzione di sostituire. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello lanciato dagli hacker è stato un attacco in piena regola, che ha costretto i gestori del network a sospendere il servizio. Dagli Stati Uniti al Brasile all'Europa il servizio elettronico è andato in tilt lasciando senza comunicazione milioni di utenti. A chi ha cercato di collegarsi via web è andata ancora peggio: il server ha rifiutato l'accesso costringendo a riavviare i computer per il pericolo di infezioni. &lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Twitter è solo l'ultima vittima di una serie di attacchi informatici che nelle ultime settimane hanno terrorizzato il mondo di internet negli Usa. Anche la Casa Bianca, La Federal Reserve e il New York Stock Exchange sono stati obiettivo degli hacker. L'attacco colpisce il social network più in crescita e più alla moda del momento: anche la casa Bianca usa i suoi canali per comunicare con il pubblico più giovane e nei giorni scorsi ha fatto il giro del mondo la notizia della Quinta Sinfonia di Beethoven lanciata via Twitter dalla National Orchestra. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I responsabili del servizio hanno dovuto riconoscere di essere oggetto di un attacco rivelando al contempo anche la vulnerabilità di un sistema a cui milioni di persone affidano le proprie informazioni. Subito sul web si sono moltiplicati gli alert e gli inviti a non procedere con gli acquisti e le comunicazioni elettroniche che utilizzano questo servizio. Proprio l'ecommerce è stato uno dei volani principali del successo di Twitter. "Non potremo riprendere prima di aver assicurato la sicurezza ai nostri utenti", hanno specificato dall'ufficio newyorchese &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notizia ha fatto subito il giro della blogosfera, lanciata per prima dal sito online di Wired e di Repubblica, annunciata come Breaking News, ultim'ora, dal canale tv Cnbc, per riversarsi poi su tutti i media. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 14px; "&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.001em; "&gt;6 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-474095740512617009?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/474095740512617009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=474095740512617009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/474095740512617009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/474095740512617009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/social-network-twitter-sotto-lattacco.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-7107241312167062802</id><published>2009-08-06T15:02:00.000+02:00</published><updated>2009-08-06T15:03:28.515+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;le compagnie devono provvedere al danno subito dai passeggeri per il disservizio&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sentenza del giudice di pace di Catania è il primo esempio di applicazione della normativa comunitaria&lt;/div&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800; "&gt;Aeroporti e voli cancellati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;i passeggeri vanno risarciti&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 230px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/risarcimento-aerei/risarcimento-aerei/foto_16398517_50240.jpg" width="230" alt="Aeroporti e voli cancellati i passeggeri vanno risarciti" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; display: block; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); font: normal normal normal 11px/13px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;Lunghe attese per l'imbarco&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;CATANIA -&lt;/b&gt; Se il volo viene cancellato si può chiedere il risarcimento per il danno subito. Lo ha stabilito il giudice di pace di Catania che ha accolto la domanda di risarcimento di un passeggero. L'uomo, che doveva tornare a Catania con i voli Pisa-Roma e Roma-Catania, giunto all'aeroporto di Pisa ha, invece, scoperto che il volo era stato cancellato. Così è iniziata una vera e propria Odissea in quanto, dopo circa tre ore di attesa senza informazioni e assistenza, il passeggero è stato portato a Roma a bordo di un pullman, arrivando a Fiumicino all'una e mezza di notte. Alle tre, dopo aver atteso oltre un'ora, è stato trasportato in albergo, per essere successivamente ritrasferito, dopo poche ore, a Fiumicino con successivo imbarco sul volo Roma-Catania delle ore 8.55. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vicenda è stata resa nota dalla Confconsumatori che in un comunicato sottolinea come si tratti "di una delle primissime sentenze in Italia che riconoscono il diritto del passeggero ad avere corrisposta la cosiddetta 'compensazione pecuniaria' e l'ulteriore risarcimento dei danni subiti, così come previsto dal Regolamento comunitario n. 261/2004, entrato in vigore nel febbraio del 2005". &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A nulla sono servite le memorie presentate dalla compagnia aerea. Infatti, nel corso del giudizio, la compagnia ha eccepito che la cancellazione del volo era avvenuta per motivi tecnici, causa non imputabile, che comporta, dunque, l'esclusione della compensazione pecuniaria. Tuttavia, il Giudice ha osservato che, sulla base della documentazione agli atti, anche altri voli con la stessa avaria non erano stati cancellati e conseguentemente non ha ritenuto sussistere la causa di forza maggiore esimente di responsabilità. Inoltre, non è stata fornita al passeggero l'adeguata assistenza prevista sempre dal regolamento comunitario. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Giudice ha, perciò, condannato la compagnia aerea al pagamento della somma di 250 euro, quale compensazione pecuniaria, e di 550 euro a titolo di risarcimento danno patrimoniale ed esistenziale, oltre, ovviamente, al risarcimento per le spese del giudizio. &lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; "&gt;&lt;span class="date" style="margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; width: 200px; "&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.02em; "&gt;6 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-7107241312167062802?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/7107241312167062802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=7107241312167062802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7107241312167062802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/7107241312167062802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/le-compagnie-devono-provvedere-al-danno.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-3587225853697010269</id><published>2009-08-06T14:40:00.001+02:00</published><updated>2009-08-06T14:42:23.006+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center" style="text-align: justify;"&gt;dal quotidiano online El Mundo&lt;/p&gt;&lt;p align="center" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="titular" style="border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: dotted; border-bottom-color: rgb(231, 234, 234); overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; position: relative !important; float: left; width: 640px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;div class="antetitulo" style="text-align: justify;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-weight: bold; font-size: 12px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; color: rgb(218, 146, 8); padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; text-transform: uppercase; "&gt;MÍNIMO HISTÓRICO&lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 30px; letter-spacing: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; line-height: 1.1em; color: rgb(17, 105, 153); float: left; clear: left; width: 460px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-weight: normal; "&gt;El Banco Central Europeo mantiene los tipos en el 1% por tercer mes consecutivo&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="tamano" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; padding-top: 10px; width: 460px; float: left; "&gt;&lt;div class="superior" style="padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; width: 450px; height: 20px; margin-bottom: 10px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;div class="fechayhora" style="text-align: justify;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; padding-top: 2px; float: left; color: rgb(102, 102, 102); border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 1px; border-left-width: 1px; border-top-style: solid; border-right-style: solid; border-bottom-style: solid; border-left-style: solid; border-top-color: rgb(224, 224, 224); border-right-color: rgb(224, 224, 224); border-bottom-color: rgb(224, 224, 224); border-left-color: rgb(224, 224, 224); padding-right: 5px; padding-bottom: 2px; padding-left: 5px; "&gt;&lt;strong style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Actualizado&lt;/strong&gt; jueves 06/08/2009 13:51&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="firma" style="text-align: justify;font-size: 11px; font-weight: bold; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 15px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; color: rgb(153, 153, 153); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font: normal normal bold 11px/normal Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Efe | Europa Press&lt;/div&gt;&lt;p class="entradilla" style="text-align: justify;line-height: 1.4em; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-size: 13px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;span class="localizacion" style="font-size: 11px; font-weight: normal; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Fráncfort&lt;/span&gt;.- El Banco Central Europeo (BCE) ha decidido mantener los tipos básicos de interés en la zona del euro en el 1%, su mínimo histórico, para impulsar la economía.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;line-height: 1.4em; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;De este modo, el BCE cumplió con los pronósticos de los expertos y analistas tras haber asegurado en varias ocasiones que los tipos están en "niveles adecuados" después de haber realizado el pasado mayo un recorte de 25 puntos básicos que dejó el precio del dinero el nivel más bajo de su historia.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;line-height: 1.4em; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Desde octubre del año pasado, la entidad monetaria ha bajado el precio del dinero en 4,25 puntos porcentuales debido a la recesión económica que sufre la euro zona, la peor desde el final de la Segunda Guerra Mundial en 1945.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;line-height: 1.4em; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Además de bajar los tipos, el BCE ha inyectado liquidez con otras herramientas menos comunes para facilitar a los bancos comerciales la concesión de créditos a las empresas y a los hogares. Así, el organismo monetario decidió comprar bonos garantizados, conocidos en España como cédulas hipotecarias y territoriales, por 60.000 millones de euros&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;line-height: 1.4em; padding-top: 5px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;Hasta ahora, el BCE ha adquirido bonos de este tipo por un valor 4.915 millones de euros. Por ello, los mercados financieros descartan que el organismo presidido por Jean-Claude Trichet vaya a ampliar este tipo de medidas no convencionales.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-3587225853697010269?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/3587225853697010269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=3587225853697010269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/3587225853697010269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/3587225853697010269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/dal-quotidiano-online-el-mundo-minimo.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-8791513329398884452</id><published>2009-08-06T14:35:00.002+02:00</published><updated>2009-08-06T14:38:25.987+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Times New Roman';font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="titologir" style="text-align: justify;font-family: Georgia, Rekha; font-size: 36px; line-height: 36px; text-decoration: none; color: rgb(0, 82, 138); margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-bottom: 12px; "&gt;Produzione industriale in rosso&lt;/div&gt;&lt;table align="right" id="imgesterna" cellpadding="0" cellspacing="0" width="300" style="text-align: justify;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="padding-left: 8px; "&gt;&lt;img src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/economia/200908images/industria01g.jpg" border="0" width="300" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table id="strumenti" cellpadding="0" cellspacing="0" width="280" style="text-align: justify;padding-right: 12px; "&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="2" bgcolor="#ECECEC"&gt;&lt;img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" height="2" border="0" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="35"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="right"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="catenaccio" style="text-align: justify;font-family: Georgia, Rekha; font-size: 18px; text-decoration: none; color: black; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-weight: normal; padding-top: 12px; padding-bottom: 12px; "&gt;Nei primi sei mesi dell’anno si registra una calo del 21,9% rispetto allo stesso periodo del 2008&lt;/div&gt;&lt;div class="articologirata" style="font-family: Georgia, Rekha; font-size: 13px; text-decoration: none; color: rgb(64, 65, 64); margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; line-height: 20px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ROMA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È sempre "profondo rosso" per la produzione industriale che a giugno registra un nuovo, marcato, calo. In particolare, ha comunicato l’Istat, il decremento è stato dell’1,2% destagionalizzato su base mensile e del 21,9% su base annua mentre il risultato grezzo rispetto allo stesso mese del 2008 ha segnato una diminuzione del 19,7%. Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie registrano tutti variazioni congiunturali negative: -2,7% per l’energia, -2,3% per i beni strumentali, -2,0% per i beni intermedi e -1,0% per i beni di consumo (-2,6% per i beni durevoli, -0,9% per i beni non durevoli). In particolare, poi, la produzione di autoveicoli a giugno, corretta per i giorni lavorativi, è stata pari a -35,2% ripsetto allo stesso periodo del 2008 (il dato grezzo è stato pari a -31,9%).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non solo è stato inferiore alle attese, ma il dato sulla produzione industriale diffuso oggi dall’Istat potrebbe riflettersi anche sul Pil. Proprio domani, l’istituto di statistica fornirà le stime sul secondo trimestre. E se inizialmente gli economisti si attendevano una contrazione congiunturale dello 0,7% e del 6,1% su base tendenziale, ora non sono più pronti a scommetterci. Secondo gli analisti interpellati da Reuters, infatti, il dato di oggi sulla produzione alza delle ombre sulle stime del Pil. In particolare, Ken Wattret di Bnp Paribas si dice sorpreso dai dati sulla produzione mentre, a suo giudizio, «il Pil del secondo trimestre sarà molto meno debole di quello del primo trimestre, ma potrebbe disattendere le attese, risultando probabilmente peggiore rispetto al consensus». Più rassicurante Laura Cavallaro di Aletti, secondo la quale nonostante il dato sulla produzione sia più basso delle attese, «la tendenza resta quella di una stabilizzazione nei prossimi mesi e di una graduale ripresa». Le speranze comunque si concentrano sul terzo trimestre visto che, proprio dalla ricostituzione delle scorte, potrebbe arrivare un input nei mesi di luglio e di agosto: per Paolo Pizzoli di Ing Financial Markets, verso la fine dell’anno insomma si potrà tirare il fiato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grido d’allarme dei sindacati. «Siamo in una situazione di stasi. I dati sulla produzione industriale sono seriamente preoccupanti», ha dichiarato Susanna Camusso, segretario confederale Cgil. «I problemi sono seri - continua Camusso - abbiamo visto quelli sull’occupazione, ora sulla produzione industriale. Se si guardano i dati disaggregati, la diminuzione per l’energia, i beni strumentali, i beni di consumo, significa che non ci sono buone prospettive di investimento». Per Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, «meno 1,2% non è un bel dato. Sono necessarie politiche di investimento. Si capisce che la ripresa sarà molto lenta». Infine, Domenico Proietti segretario confederale Uil rilancia: «La proposta della Uil di usare la leva fiscale, riducendo le tasse sulle prossime tredicesime, potrebbe essere buona per favorire la ripresa dei consumi».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;dal quotidiano La Stampa online&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-8791513329398884452?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/8791513329398884452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=8791513329398884452' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/8791513329398884452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/8791513329398884452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/produzione-industriale-in-rosso-nei.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-6626159201156542606</id><published>2009-08-06T14:30:00.002+02:00</published><updated>2009-08-06T14:33:17.158+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 11px; color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="categoria" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; border-top-width: 3px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;dl style="margin-top: 0px; margin-right: 20px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; "&gt;&lt;dt style="text-align: justify;margin-top: 3px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 14px; font-weight: bold; text-transform: uppercase; width: 300px; float: left; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11px; font-weight: normal; text-transform: none; "&gt;&lt;div class="categoria" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; border-top-width: 3px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;dl style="margin-top: 0px; margin-right: 20px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; "&gt;&lt;dt style="margin-top: 3px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 14px; font-weight: bold; text-transform: uppercase; width: 300px; float: left; "&gt;ECONOMIA&lt;/dt&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-transform: uppercase; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;div class="categoria" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; border-top-width: 3px; border-top-style: solid; border-top-color: rgb(102, 102, 102); "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Da repubblica online&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/dl&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; text-transform: uppercase;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;dl style="margin-top: 0px; margin-right: 20px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; "&gt;&lt;dd style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; width: 140px; "&gt;&lt;div class="addons" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 14px; color: rgb(0, 0, 0); width: 140px; "&gt;&lt;div class="mobile" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="http://splash.repubblica.it/?ref=articoloheader" title="Abbonati a Repubblica Gold" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 6px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 13px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px -597px; "&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="inviamail" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="mailto:?subject=Articolo%20di%20Repubblica.it%20&amp;amp;body=http%3A//www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-editoria/crisi-news-corp/crisi-news-corp.html" class="send" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 18px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px 4px; "&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="inviaprint" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="javascript:window.print();" title="Avvia la stampa di questa articolo" style="margin-top: 0px; margin-right: 8px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 16px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px -196px; "&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="decreasefont" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="javascript:increaseFontSize();" style="margin-top: 3px; margin-right: 8px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 16px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px -1000px; "&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="increasefont" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;a href="javascript:decreaseFontSize();" style="margin-top: 3px; margin-right: 8px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 16px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; background-image: url(http://www.repubblica.it/sharedfiles/images/ico_addons.gif); background-repeat: no-repeat; line-height: 20px; float: right; background-position: 0px -1200px; "&gt;   &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; font-size: 13px; line-height: 18px; float: left; width: 500px; "&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;Male il quarto trimestre fiscale per l'impero mediatico di Rupert Murdoch&lt;br /&gt;Giro d'affari giù dell'11% a 7,6 miliardi di dollari. Le tv scendono del 27%&lt;/h3&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Conti in rosso per Rupert Murdoch&lt;br /&gt;News corp perde 203 mln di dollari&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;E il magnate australiano rilancia l'idea delle news via internet a pagamento dal 2010&lt;br /&gt;"Un'industria che regala i suoi contenuti cannibalizza il buon giornalismo"&lt;/h2&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-editoria/crisi-news-corp/ap_16425201_48290.jpg" width="230" alt="Conti in rosso per Rupert Murdoch News corp perde 203 mln di dollari" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; display: block; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); font: normal normal normal 11px/13px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-align: left; "&gt;Rupert Murdoch&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;NEW YORK -&lt;/b&gt; Brutte notizie per l'impero mediatico di Rupert Murdoch. Nel quarto trimestre fiscale, News Corp registra una perdita netta di 203 milioni di dollari, la solida performance delle divisioni di trasmissioni via cavo (+39%) è stata annullata dal crollo delle entrate pubblicitarie. Un anno prima il gruppo, che controlla tra gli altri il Wall Street Journal e le emittenti televisive Fox, aveva registrato un utile di 1,13 miliardi di dollari. Il giro d'affari è calato dell'11% a 7,6 miliardi di dollari, mentre le entrate del settore tv, inclusa Fox, scendono del 27%. Il gruppo si aspetta una modesta ripresa nei prossimi mesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda Sky Italia, nel quarto trimestre fiscale la piattaforma digitale ha riportato utili per 155 milioni di dollari, in calo di 57 milioni rispetto ai 212 milioni dell'anno scorso. Per l'intero anno fiscale Sky ha registrato profitti per 393 milioni di dollari, in calo di 26 milioni dai 419 milioni dell'anno scorso. Rupert Murdoch, amministratore delegato del gruppo, nel corso della conference call per commentare i risultati si è detto "non preoccupato". Il numero di abbonati è cresciuto di 235.000 unità nel corso dei 12 mesi, portando il totale alla fine del quarto trimestre a 4,8 milioni. Negli ultimi tre mesi dell'anno la crescita del giro d'affari è stata ridotta dallo slittamento dei dati relativi agli introiti derivati dai programmi calcistici, che in parte saranno iscritti nel bilancio del primo trimestre fiscale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati del gruppo per l'intero anno fiscale 2009 sono stati comunque in linea con le previsioni, che la società aveva rivisto per due volte al ribasso a causa del perdurare della crisi economica e della recessione globale. Rupert Murdoch è tornato sull'idea di rendere a pagamento tutti i siti di news del gruppo. L'accesso al Wall Street Journal è già in parte gratuito e in parte a pagamento. Il magnate australiano non è sceso nel dettaglio dell'operazione ma ha detto che questa misura potrebbe essere introdotta a metà del 2010. "Un'industria che regala i suoi contenuti - dice - sta cannibalizzando la sua capacità di fare buon giornalismo". &lt;br /&gt;&lt;div class="ad-box" style="margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Murdoch ha anche detto che potrebbe rompere l'alleanza con Amazon sul lettore digitale Kindle, se non si arriverà ad una rinegoziazione degli accordi. Il tycoon si è detto scontento delle relazioni tra Kindle e i lettori online dei suoi giornali, lasciando anche trapelare la possibilità di un accordo tra News Corp e Sony. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.001em; "&gt;6 agosto 2009&lt;/i&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/dt&gt;&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-6626159201156542606?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/6626159201156542606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=6626159201156542606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6626159201156542606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6626159201156542606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/economia-da-repubblica-online-male-il.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-6394143506275996036</id><published>2009-08-03T15:12:00.005+02:00</published><updated>2009-08-03T15:21:52.975+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;/p&gt;&lt;h1 style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:24.0pt"&gt;&lt;span style="font-weight:normal;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Da Le Monde&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;h1 style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;line-height:24.0pt"&gt;&lt;span style="font-weight:normal;color:black;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Bruno Le Maire : les producteurs "rembourseront moins de 500 millions d'euros"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="firstline" style="margin-top:0cm;text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span class="dropcap"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=" color: rgb(153, 0, 0); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;té s'annonce chaud dans les vergers. Les producteurs français de fruits et légumes vont devoir rembourser les aides publiques versées par l'Etat entre 1992 et 2002, soit plusieurs centaines de millions d'euros, a affirmé lundi 3 août le ministre de l'agriculture dans&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;a href="http://www.leparisien.fr/economie/les-agriculteurs-sommes-de-rendre-500-meur-03-08-2009-597130.php" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#003366;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Le Parisien&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;. Bruxelles estime que ces aides ont faussé la concurrence dans l'UE.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; "Il est certain que nous devrons engager une &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;procédure de remboursements auprès des producteurs"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, a déclaré Bruno Le Maire dans un entretien au quotidien francilien.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"Je ne veux pas exposer la France à une condamnation qui l'obligerait à rembourser une somme plus conséquente dans cinq ou dix ans"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, a-t-il expliqué.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="firstline" style="margin-top:0cm;text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Fin janvier, la Commission européenne a demandé à la France de récupérer les aides publiques versées pendant dix ans, de 1992 à 2002, à ses producteurs de fruits et légumes, estimant qu'elles avaient faussé la concurrence dans l'UE. Selon le gouvernement, la facture totale réclamée par Bruxelles serait en fait de l'ordre de 500 millions d'euros, en comptant les intérêts. Mais les producteurs&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"rembourseront moins de 500 millions d'euros"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, a affirmé à le ministre, qui conteste ce montant. Son prédécesseur, Michel Barnier&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, avait d'ailleurs déposé un recours en ce sens début avril devant la Cour de justice européenne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;La question du recouvrement est d'autant plus délicate que de nombreux exploitants ont abandonné leur activité, certains sont morts et d'autres sont dans l'incapacité de payer vu le contexte économique. Le ministre a assuré en tous les cas qu'il n'y aurait&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"pas de recouvrement effectif avant plusieurs mois"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Le 28 janvier, la Commission européenne avait demandé à Paris de récupérer plus de 330 millions d'euros d'aides publiques versées entre 1992 et 2002 à ses producteurs de fruits et légumes. L'exécutif européen avait ouvert une enquête à ce sujet en 2005.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Les producteurs, qui subissent de plein fouet la baisse des prix des fruits et légumes, refusent de s'acquitter de la facture. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;François Lafitte, président de la Fédération des comités économiques (Fédécom), qui représente les exploitants, a estimé que&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"cela serait la ruine de la profession"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"LES AGRICULTEURS NE PEUVENT PAS REMBOURSER DANS L'IMMÉDIAT"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Cette aide&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"nous a permis de faire face à la concurrence, notamment espagnole et portugaise. Tout le monde connaissait le système, y compris la Commission européenne"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, a-t-il ajouté.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"Dans un contexte difficile pour les producteurs, il est dangereux de jouer la provocation"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, a averti de son côté Jean-Bernard Bayard&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;, secrétaire adjoint de la FNSEA, principal syndicat agricole. Selon lui,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"les agriculteurs ne peuvent pas rembourser dans l'immédiat"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=" color: rgb(34, 34, 34); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Les fonds contestés sont des aides octroyées par la France pendant dix ans entre 1992 et 2002 pour des&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"plans de campagne"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;. Concrètement, des fonds publics payés par l'Office national interprofessionnel des fruits, des légumes et de l'horticulture pour financer des actions destinées à faire face à des situations de crise dans le marché des fruits et légumes. Les destinataires finaux des aides étaient des organisations départementales de producteurs de fruits et légumes.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align:justify;line-height:16.5pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;3 agosto 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-6394143506275996036?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/6394143506275996036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=6394143506275996036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6394143506275996036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6394143506275996036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/08/da-le-monde-bruno-le-maire-les_8724.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-2067502981985643541</id><published>2009-07-26T15:30:00.001+02:00</published><updated>2009-07-26T15:32:46.050+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 13px; color: rgb(34, 34, 34); line-height: 18px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt; periti: con test agli ultrasuoni più frequenti la tragedia si sarebbe evitata&lt;br /&gt;E altre aziende di trasporto ferroviario annunciano l'addio ai carri Gatx&lt;/h2&gt;&lt;h1 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 27px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 30px; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Manutenzioni, Trenitalia "licenzia" Cima&lt;br /&gt;Stop ai contratti con la società mantovana&lt;/b&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; color: rgb(0, 56, 107); line-height: 14px; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="txt12" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.02em; "&gt;di FRANCA SELVATICI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="multimedia" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: inline; float: left; width: 230px; "&gt;&lt;div class="fotosxb" style="margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 230px; "&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/viareggio-treno-3/via-cima/agf_16177694_34580.jpg" width="230" alt="Manutenzioni, Trenitalia &amp;quot;licenzia&amp;quot; Cima Stop ai contratti con la società mantovana" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; " /&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; display: block; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: rgb(204, 204, 204); font: normal normal normal 11px/13px Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); text-align: left; "&gt;La stazione di Viareggio&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;FIRENZE&lt;/b&gt; - Una sorta di effetto domino si sta propagando sul fronte della sicurezza dei trasporti ferroviari. Dopo aver sospeso la circolazione dei carri di proprietà della società Gatx, ieri Trenitalia ha sospeso anche il contratto di manutenzione con la Cima di Mantova, l'azienda che il 2 marzo aveva eseguito per conto di Gatx la revisione dei carrelli del vagone cisterna deragliato lunedì notte a Viareggio, e che lavora per le Ferrovie dal 1945. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sempre ieri si è appreso che Sbb Cargo Italia, società ferroviaria di trasporto merci e filiale italiana delle ferrovie federali svizzere, ha sospeso i propri trasporti merci con carri cisterna della Gatx, che peraltro ha annunciato il controllo e la sostituzione di tutti gli assi dei vagoni simili a quello coinvolto nel disastro di Viareggio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La polizia ferroviaria ha intanto acquisito la documentazione completa del vagone cisterna sotto sequestro, mentre il primo dei consulenti nominato dalla procura di Lucca, il professor Paolo Toni dell'università di Firenze, ha avviato gli esami preliminari sul carrello che si è spezzato. E' confermata la presenza di una vasta fenditura, o cricca, che aveva raggiunto circa l'80% della sezione della parte terminale dell'assile, detta fusello. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Sicuramente era lì da molto tempo e avrebbe potuto essere vista con gli ultrasuoni", afferma il professor Giorgio Diana, docente del Politecnico di Milano e direttore di un laboratorio all'avanguardia nella analisi della propagazione di queste fenditure nei metalli. Le cosiddette "rotture a fatica" degli assili sono rarissime, precisa. Personalmente ricorda di averne viste due (una fu rilevata il 26 marzo 2004 dopo il deragliamento di tre carrozze passeggeri sulla linea Chiasso Milano). Ma per evitarle è cruciale eseguire controlli periodici con gli ultrasuoni, tanto più frequenti quanto più gli assili sono vecchi e quanto più il carro viene utilizzato. Alcuni tecnici fanno presente che sul materiale di vecchia geometria la ricerca di cricche è talvolta più complessa perché esistono "zone d'ombra", e che da tempo è stata segnalata la necessità di rendere più frequenti i controlli oppure di sostituire gli assili. Con il rischio, altrimenti, di assistere a un crescendo di questi incidenti. &lt;/div&gt;&lt;div id="adv180x150m" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 10px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: right; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; display: block; "&gt;&lt;span class="date" style="text-align: justify;margin-top: 20px; margin-right: 0px; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; float: left; width: 200px; "&gt;(&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; word-spacing: -0.02em; "&gt;4 luglio 2009&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-2067502981985643541?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/2067502981985643541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=2067502981985643541' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2067502981985643541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/2067502981985643541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/07/periti-con-test-agli-ultrasuoni-piu.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4121953.post-6127871246390908376</id><published>2009-07-25T01:11:00.002+02:00</published><updated>2009-07-25T01:14:25.252+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;strong&gt;¿Adiós al antiamericanismo?&lt;br /&gt;El magnetismo de Obama y el nuevo escenario internacional entierran años de antipatía hacia Estados Unidos.- Las primeras encuestas reflejan una renovada confianza en el país norteamericano.-¿Presenciaremos el paso del antiamericanismo crecido de la era Bush a una nueva luna de miel con EE UU?&lt;br /&gt;FERNANDO PEINADO ALCARAZ - Madrid - 24/07/2009&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Dos días después de los atentados del 11 de septiembre, el diario Le Monde publicó un editorial titulado Todos somos estadounidenses. Durante los siguientes siete años un titular así habría provocado una avalancha de cartas al director. Ahora, el carismático Barack Obama tiene la oportunidad de aprovechar su inmensa popularidad para rescatar de las cenizas la imagen de su país. Las primeras encuestas reflejan un rápido descenso del antiamericanismo, pero ¿asistiremos en los próximos años a una nueva fascinación por el país de las barras y estrellas?&lt;br /&gt;Los asesores de Obama han proclamado con entusiasmo que "el antiamericanismo ya no está de moda", y un sondeo del centro de investigación Pew publicado ayer, les da la razón. Aunque los países musulmanes aún se muestran escépticos, en la mayor parte del mundo los encuestados expresaron una opinión favorable sobre EE UU, con mejoras notables en Europa. Mientras que en 2008 sólo veían con buenos ojos a EE UU el 42% de los franceses, el 33% de los españoles y el 31% de los alemanes, en 2009 estas cifras han ascendido al 75%, 58% y 64% respectivamente.&lt;br /&gt;Los analistas, sin embargo, son prudentes respecto a la posibilidad de que Obama suponga el inicio de una nueva edad dorada para el americanismo. Responden que Bush junior no era el único culpable de la mala reputación del país. Aunque el rechazo hacia EE UU alcanzó máximos históricos con el presidente cowboy, antes de la llegada de éste a la Casa Blanca ya se observaba en las encuestas un declive de la imagen nacional en el exterior. En nuestra percepción de EE UU entran en juego otros factores: prejuicios más o menos infundados y alimentados por la distancia y el desconocimiento, el deseo de preservar nuestra identidad cultural o el recelo ante su enorme poder. Y es que todos los imperios, y el estadounidense no es una excepción, han despertado odios y recelos.&lt;br /&gt;El ascenso de los otros&lt;br /&gt;Ahora bien, el relevo en el Despacho Oval no es el único cambio de magnitud que afecta a la imagen estadounidense. En la primera mitad del siglo XXI presenciaremos el fin de la indiscutible hegemonía de EE UU, un hecho que por mucho que les duela a los neoconservadores, puede ser la oportunidad perfecta para recuperar el atractivo perdido. En el nuevo escenario, la imagen de EE UU se contrapone a la de potencias tan poco respetuosas de la democracia y los derechos humanos como China o Rusia. Al mismo tiempo, disminuirá la presencia de lo americano en nuestras vidas, no como consecuencia del declive de EE UU, sino debido al "ascenso de los otros", como ha sido denominado por Fareed Zakaria, director del semanario estadounidense Newsweek y autor de El mundo después de USA (Espasa Calpe, 2009). "Miren alrededor", escribe Zakaria en su libro, "el edificio más alto del mundo se levanta en Taipei, y pronto lo hará en Dubai. La empresa más grande del mundo es china, la mayor refinería se construye en India, el mayor avión comercial es europeo, el mayor fondo de inversión tiene su sede en Abu Dabi y la mayor industria cinematográfica ya no es Hollywood, sino Bollywood".&lt;br /&gt;Zakaria resalta que hace diez años estos rankings habrían sido liderados indudablemente por EE UU. Su diagnóstico es el siguiente: "Mientras nosotros nos preguntábamos por qué nos odian, ellos han evolucionado y se han comenzado a interesar por otras partes más dinámicas del mundo. Hemos pasado de un mundo antiamericano a un mundo post-americano".&lt;br /&gt;El poder inteligente&lt;br /&gt;El cambio de paradigma es una oportunidad para repensar el tipo de liderazgo que el mundo espera de EE UU. El guión de la nueva obra colectiva ya no le entrega el papel de sheriff arrogante, que tan fielmente encarnó George W. Bush. A diferencia de su predecesor, Obama es consciente del fin de ciclo. "El mundo ha cambiado y debemos cambiar con él", dijo en su discurso de toma de posesión. Su estrategia recibe el nombre de smart power.&lt;br /&gt;El poder inteligente (también llamado soft power, poder blando) es el término que han puesto de moda el equipo de Obama y su secretaria de Estado, Hillary Clinton. Fue acuñado por el catedrático de Harvard, Joseph Nye y se refiere a un liderazgo basado en el poder de atracción de los valores. Hay tres maneras de ejercer el poder, según Nye: "La primera consiste en amenazar a los demás con palos; la segunda en pagarles con zanahorias; la tercera en atraerles o invitarles para que quieran lo que tú tienes. Si lo consigues, no necesitarás ni los palos ni las zanahorias".&lt;br /&gt;Y los primeros afectados por la imagen más benévola de EE UU han sido Hugo Chávez, en Venezuela, Mahmud Ahmadineyad en Irán, el terrorista Bin Laden y todos los rentistas del antiamericanismo rampante de los últimos años, que lo usaron ante su público para sostener su popularidad.&lt;br /&gt;Una relación de amor-odio&lt;br /&gt;En 2006, la imagen estadounidense había tocado suelo cuando fueron reveladas imágenes de vejaciones a los presos de la cárcel de Abu-Ghraib. Sólo el 23% de los españoles tenía una opinión positiva de EE UU, según el centro Pew. La presencia estadounidense en Irak llegó a ser considerada una amenaza más grave para la paz mundial que la presidencia de Ahmadineyad en Irán o el conflicto entre Israel y Palestina.&lt;br /&gt;Eran los peores momentos para la relación entre EE UU y la opinión pública mundial. Un desencanto que había comenzado en la segunda mitad del siglo XX, con la guerra de Vietnam y el patrocinio de EE UU a las dictaduras latinoamericanas. Hasta entonces había predominado la imagen de EE UU como el país que liberó a Europa del nazismo, un modelo de éxito democrático y una tierra de promesas e igualdad de oportunidades para quienes emigraban.&lt;br /&gt;Sin embargo, ya en ese período idílico hacen su aparición los prejuicios que han dominado la relación de amor-odio entre EE UU y el resto del mundo. "Desde la independencia en el siglo XVIII, Europa miró a EE UU con aires de superioridad cultural", afirma Nancy Snow, que trabajó para el Departamento de Estado en los noventa, dedicada a la promoción de la imagen del país, "el estereotipo del estadounidense como bruto e ignorante se percibe en la literatura de la época y, aunque con menos fuerza, pervive aún hoy".&lt;br /&gt;En los últimas tres décadas confluye un nuevo elemento que deteriora aún más la reputación estadounidense, según Andrew Kohut, presidente del Centro Pew. "La globalización ha sido percibida como una americanización" opina Kohut. Los sondeos atestiguan esa relación conflictiva de los consumidores. Los encuestados confiesan su fascinación por las películas, series de televisión y música estadounidense, pero cuando se les pregunta si están contentos con que las ideas y costumbres de EE UU se extiendan en su país, la mayoría contesta que no. Sólo al 16% de los españoles, al 18% de los franceses o al 10% de los argentinos le entusiasma el American Way of Life.&lt;br /&gt;Miedo a defraudar&lt;br /&gt;En cualquier caso, son factores secundarios en la marea de antiamericanismo de los últimos ocho años, generada por las tropelías de Bush. Los expertos en antiamericanismo distinguen entre quienes sienten rechazo por el país debido a lo que hace y aquellos que lo odian por lo que es. El cambio tan rápido reflejado en las encuestas se ha producido en el primer grupo.&lt;br /&gt;Parte del camino ya estaba andado antes de que Obama fuera investido presidente. Su mera elección ya suponía una reafirmación de los valores fundamentales estadounidenses. "La idea de que un negro, con un segundo nombre de origen musulmán pudiera llegar a ser presidente del país ya restauraba de por sí gran parte de la confianza en Estados Unidos", opina Nye. Obama, sin duda, con su origen multiétnico y su magistral oratoria, es la principal pieza en la estrategia de imagen de EE UU.&lt;br /&gt;Su problema, sin embargo, radica en que ha creado tantas expectativas que su equipo de comunicación tiene miedo a defraudar. En especial a 1.200 millones de musulmanes que en su mayoría responsabiliza a EE UU del sufrimiento de los palestinos. El cambio de estilo debería ir acompañado de acciones concretas.&lt;br /&gt;Después del discurso que pronunció en El Cairo el mundo musulmán está esperando a que ejerza una presión real sobre los israelíes", advierte Norman Birnbaum, catedrático emérito de la Universidad de Georgetown. "Si EE UU quiere vincular su imagen a los valores de la democracia, habrá que ver si seguirá manteniendo su alianza con regímenes como Arabia Saudí que no son, en ningún modo, ejemplares en su respeto de los derechos humanos".&lt;br /&gt;Conquistar a los líderes de opinión&lt;br /&gt;Pero la política es sólo una vertiente de la maquinaria de marketing estadounidense. Estados Unidos es uno de los países que más recursos invierte para mejorar su imagen exterior. A Obama y Clinton les acompañan en esta labor una legión de 1.050 funcionarios repartidos por todo el mundo al servicio de la Secretaría de Estado de Diplomacía Pública. Disponen de un presupuesto de 350 millones de euros para destinar a programas culturales, becas académicas o programas de visitas internacionales, algunos con décadas de antigüedad. Gracias a estos intercambios, EE UU se ha asegurado la fidelidad de políticos, periodistas y profesores de universidad de todo el mundo. El ex presidente argentino, Raúl Alfonsín, el jefe de la diplomacia europea, Javier Solana, o la ex primera ministra de Pakistán, Benazir Bhutto, son algunos de los líderes mundiales que en su juventud pasaron por las aulas universitarias de EE UU.&lt;br /&gt;Uno de los españoles que se encargó de promover estos acercamientos en la primera mitad de los años ochenta fue Juan Luis Manfredi. "Mi trabajo consistía en organizar viajes a Estados Unidos para políticos españoles. La mayoría no había estado nunca en el país. Es lógico; en aquella época se viajaba poco, pero ese desconocimiento creaba unos prejuicios antiamericanos muy fuertes. Les ofrecíamos la posibilidad de que ellos mismos se planificaran el viaje, ya fuera asistir a una clase de Harvard, conocer a un juez del Supremo o visitar una de las cárceles del sur donde los presos todavía llevaban grilletes".&lt;br /&gt;Esta estrategia tarda en dar sus frutos, pero según Manfredi contribuyó a reducir el arraigado antiamericanismo de la izquierda española, por la colaboración entre EE UU y el régimen de Franco, justo en el momento en que Felipe González llegó al poder: "Hoy, 25 años después, no creo que haya voces significativas en el PSOE que tengan una imagen negativa de Estados Unidos como país o sistema político".&lt;br /&gt;Por supuesto, además de ganarse a los líderes de opinión, una estrategia de marketing eficaz debe enamorar a las masas. Con el fin de la guerra fría, y de la necesidad de vender "el mundo libre" en el exterior, fue puesta en cuestión la necesidad de sostener medios de comunicación públicos como Voice of America (VOA). La estrategia de Bush tras el 11-S volvió a darles sentido. Había que "explicar Estados Unidos al mundo". EE UU actuaba correctamente pero el mundo no lo entendía.&lt;br /&gt;Con esa filosofía lanzó y financió Al Hurra (La Libre), un canal de noticias 24 horas en árabe que ha sido un fracaso bochornoso. Pretendía desbancar a Al Yazira como principal canal de noticias en árabe, aportando información favorable al Gobierno de EE UU en su guerra contra el terror. El resultado: cuatro años después del inicio de sus emisiones, sólo un 2% de la audiencia árabe reconocía informarse por medio de Al Hurra frente al 54% por Al Yazira.&lt;br /&gt;A buen seguro que Obama seguirá confiando en estos medios, en esta ocasión con un mensaje renovado, y ¿cómo no?, el Departamento de Estado también está presente en las nuevas redes sociales, con más de 6.000 seguidores en Twitter y más de 8.000 en Facebook. Obama, que fue el primero en usar Twitter en campaña, tiene 1,7 millones de seguidores en Twitter y 6,4 millones en Facebook. Washington también ha lanzado su propia red social, ExchangesConnect, con más de 11.900 usuarios, que es utilizado por los beneficiarios del programa Fulbright y otras becas para estudiar en Estados Unidos para mantener el contacto.&lt;br /&gt;Son éstos los instrumentos con los que el país norteamericano tratará de reconquistar los corazones del mundo. Suele decirse que Estados Unidos es la tierra de las oportunidades, ahora es el turno de Obama para demostrar que no sabe desaprovechar una de las grandes.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4121953-6127871246390908376?l=www.diritto-internazionale.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/6127871246390908376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=4121953&amp;postID=6127871246390908376' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6127871246390908376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4121953/posts/default/6127871246390908376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.diritto-internazionale.com/2009/07/adios-al-antiamericanismo-el-magnetismo.html' title=''/><author><name>Mary</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14967264316437835508</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05510457980488367354'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>