tag:blogger.com,1999:blog-39890085277177050062009-04-24T22:56:42.767+02:00Nei nostri sogni esiste un altro mondo...pensieri in libertà sulla sinistra, l'inter e i sogni di una rivoluzione...........ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.comBlogger243125tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-88956941595753950962009-03-11T09:44:00.001+01:002009-03-11T09:45:53.749+01:00Ma mi faccia il piacere....<a href="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/Sbd56dziOPI/AAAAAAAABLs/A_-_8NhDxE8/s1600-h/pd+abbiamo+inventato+il+precariato.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311848330846943474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/Sbd56dziOPI/AAAAAAAABLs/A_-_8NhDxE8/s320/pd+abbiamo+inventato+il+precariato.jpg" border="0" /></a>Segretario Franceschini che senso ha chiedere il salario minimo garantito quando siete i grandi sostenitori della flessibilità e della legge 30 ? Dov’é la coerenza ?<br /><div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-8895694159575395096?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-89149791209874209732009-03-10T17:47:00.002+01:002009-03-10T17:55:29.726+01:00Parla come mangi....<div align="justify"><em><strong>Traduzione dal politichese all'italiano</strong></em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Giulio Tremonti</span></strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Non possiamo salvare i banchieri che hanno rubato.</strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><em>Il bello del fare il ministro è che puoi sparare tutte le sciocchezze più ovvie della terra, parte il dibattito e nessuno ti risponde con la cosa più altrettanto ovvia: ma che cavolo dici, hai scoperto l'acqua calda!</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Silvio Berlusconi</span></strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>La crisi è pesante ma non tragica, è dannoso per l'interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica.</strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><em>Persino i media, dunque persino le mie aziende, si stanno accorgendo che ho preso in giro tutti.</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>C'è una distonia completa fra quello che dicono i media e il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini.</strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><em>Questa storia dei media la devo pensare meglio perché così come me l'avete scritta non ci casca nemmeno Emilio Fede fra un po'. Io devo apparire super party. La settimana prossima proponiamo una formula più accattivante... definiamoli una "setta" contro di me... la Media Setta!</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Chi ha delle azioni e non ha bisogno di fare cassa immediatamente si deve più o meno tranquillamente tenere le azioni nel cassetto e aspettare che passi questa crisi.</strong></div><div align="justify"><strong></strong> </div><div align="justify"><em>Dopo questa, ora devo pensare a una stronzata anche su chi per pagare il mutuo, mangiare la sera e far andare i figli a scuola deve aspettare che passi la crisi.</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Non c'è quindi motivo che queste famiglie riducano il loro stile di vita, aumentando la profondità della crisi.</strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><em>Eccola, l'ho trovata la battuta anche su queste rompiscatole di famiglie egocentriche che vogliono sempre tutta l'attenzione per loro.</em></div><div align="justify"> </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Pietro Ciucci</span></strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Non sarà con l'apertura dei cantieri che inizieranno le ricadute del ponte ma già prima si avranno i segnali positivi di questo progetto.</strong></div><div align="justify"><strong></strong> </div><div align="justify"><em>A quelli che dicono che il ponte richiede talmente tanti miliardi che è solo propaganda, a quelli che dicono che con quei soldi si sostituirebbero tutti i treni dei pendolari ridotti a cessi, a quelli che dicono che i cantieri partiranno solo fra sei anni io rispondo: già da domani daremo da mangiare a schiere di ingegneri, geologi, architetti, povera gente che da anni non arriva alla fine del Mose.</em></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-8914979120987420973?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-59516114049159771452009-03-09T12:53:00.002+01:002009-03-09T12:55:40.023+01:00Da Valpreda ai rumeni, fino ai mostri che abbiamo dentro<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SbUDosIkocI/AAAAAAAABLk/SdyduoKeM4Y/s1600-h/Sbatti+il+mostro.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311155333130133954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 143px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SbUDosIkocI/AAAAAAAABLk/SdyduoKeM4Y/s200/Sbatti+il+mostro.jpg" border="0" /></a>La vicenda dei due rumeni, Loyos e Racz, accusati di essere gli autori dello stupro della Caffarella e, almeno finora, rimasti in carcere seppure risultati negativi al test del Dna, ricorda analoghi abbagli precedenti, collettivamente proposti da investigatori frettolosi e giornalisti compiacenti all’opinione pubblica. Per citarne due, la strage di Erba e il caso dei due fratellini di Gravina, dove si sono vendute per ricostruzioni acclarate congetture poi rivelatesi errate e viziate da odiosi pregiudizi. Vorrei ricordare anche un altro caso: Pietro Valpreda, l’anarchico prontamente riconosciuto da un tassista ed indicato come l’autore della strage di Piazza Fontana. “La furia della bestia umana”, “Il mostro è un comunista anarchico”, scrissero i giornali. Era un errore. Da parte del tassista, Cornelio Rolandi (probabilmente in buona fede e forse vittima di suggestioni che lo condussero al riconoscimento) e di molti altri, per i quali invece non si può ammettere neppure la scusante della buona fede. Non è il caso di aprire la pagina su Piazza Fontana, ci porterebbe lontano. Ma è però opportuno ricordare un filo comune a molti, troppi casi che hanno colpito l’Italia, in ambito storico o semplicemente di cronaca nera: accanto a misteri che restano irrisolti negli anni, spesso facendosi più oscuri col tempo, abbiamo spesso delle prime “soluzioni certe”, vendute dalle istituzioni (con la fattiva collaborazione di organi di stampa dotati dell’indipendenza intellettuale di uno zerbino) come brillante risultato di indagini celeri ed esemplari. Gli anarchici colpevoli per Piazza Fontana e Pinelli suicida perché schiantato da gravi indizi a suo carico. Pelosi che uccide Pasolini per sottrarsi ad un tentativo di violenza. Il semplice cedimento strutturale che abbatte l’aereo nel cielo di Ustica. Il sasso (poi una legittima difesa, poi una legittima difesa aiutata da un sasso…) che toglie la vita a Carlo Giuliani. Il maldestro tentativo di rapina o rapimento durante il quale vengono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. E la lista potrebbe proseguire: tutto subito chiaro, spesso con un mostro da sbattere in prima pagina, quasi sempre non da solo, ma assieme ad una “categoria”. Gli anarchici con Valpreda e Pinelli; gli extracomunitari e i benificiari dell’indulto con Azouz; i rumeni assieme ai due arrestati per la Caffarella; i rom, quando non si trova di meglio… Fa un certo effetto capire da dove nascano certe reazioni. Innati richiami sapientemente stimolati ci indicano dei mostri, sempre nei panni “dell’altro”, per esorcizzare quelli veri, che abbiamo dentro di noi. La battaglia contro questi mostri della nostra coscienza è davvero un’emergenza che varrebbe la pena di affrontare, a differenza di tante altre frettolosamente (e colpevolmente) indicate come prioritarie. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-5951611404915977145?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-40416981740440113232009-03-03T16:29:00.003+01:002009-03-03T16:37:23.660+01:00Parla come mangi....<div align="justify"><br /><strong><span style="color:#ff0000;">Renato Brunetta</span></strong></div><strong><span style="color:#ff0000;"></span></strong><div align="justify"><br /><strong>Abbiamo liberato il paese dal ricatto di minoranze politicizzate.</strong></div><strong><div align="justify"><br /></strong><em>Senza Rifondazione Comunista finalmente c’è una maggioranza non politicizzata anche all’opposizione. A meno che qualche fesso creda che il Pd faccia politica.</em></div><em><p align="justify"><br /></em><strong><span style="color:#ff0000;">Maurizio Sacconi</span></strong></p><p align="justify"><strong>La protesta virtuale per esempio s potrà fare con una fascia al braccio e comunque trattenendo lo stipendio del lavoratore.</strong></p><p align="justify"><em>Certo che se riusciamo a fregare gli italiani con questa stronzata dello sciopero virtuale… dopo non ci ferma più nessuno. Potremmo inventare lo sciopero virtuoso: il premio al più bravo scioperante d’Italia (chi non sciopera per almeno 40 anni), oppure lo sciopero in tanga per le belle lavoratrici a progetto, lo sciopero con la fascia del milan per i tifosi metalmeccanici… sto pensando anche al supersciopero: il lavoratore per protestare meglio quel giorno lavora il doppio e per dispetto dona tutto lo stipendio del mese all’azienda…</em></p><p align="justify"><br /><strong><span style="color:#ff0000;">Raffaele Bonanni</span></strong></p><p align="justify"><strong>Alt, intanto abbiamo ottenuto che la riforma si limiti al sistema dei trasporti. In ogni sistema democratico la maggioranza più uno è il criterio per stabilire qual è l’opinione prevalente. Mi riconosco molto nella posizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini.</strong></p><p align="justify"><em>Sacconi ci ha perfino concesso la grazia di limitare per ora la riforma solo ai trasporti; per gli altri settori ci ha promesso che aspetta che la gente va al mare… In ogni caso il Governo può stare tranquillo sulla mia fedeltà. Io sto sempre con le maggioranze più uno. Come Fini devo ogni tanto devo recitare la parte del rompipalle, fa parte della fiction, che vuoi… ma alla fine siamo tutti sulla stessa banca. </em></p><p align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Pierferdinando Casini</span></strong></p><p align="justify"><strong>Bisogna salvaguardare sempre il diritto di sciopero ma anche tutelare gli utenti, i cittadini, i pendolari.</strong> </p><p align="justify"><em>Su questa storia non so che cavolo dire di preciso. Non vorrei urtare la sensibilità di qualche colluso precario del mio partito che sciopera per farsi riassumere nelle liste europee.</em></p><p align="justify"><br /><strong><span style="color:#ff0000;">Pier Luigi Bersani</span></strong></p><p align="justify"><strong>Tuttavia noi siamo pronti a discutere. Per esempio la soglia del referendum mi pare un po’ alta.</strong></p><p align="justify"><em>Come ha detto sopra Brunetta confermo che sulla riforma dello sciopero siamo pronti a votare a favore. Ovviamente non ce ne voglia Sacconi se saremo costretti a presentare piccoli emendamentini per recitare la pupazzata dell’opposizione.</em></p><p align="justify"><br /><strong><span style="color:#ff0000;">Silvio Berlusconi</span></strong></p><p align="justify"><strong>Sulla Costituzione serve un chiarimento.</strong></p><p align="justify"><em>Essendo ispirata ai soviet va aggiornata… Va introdotto finalmente il diritto di shopping.</em></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-4041698174044011323?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-77222156681000882422009-02-24T18:10:00.004+01:002009-02-24T18:20:59.210+01:00Parla come mangi....<div align="justify"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SaQr64wlBGI/AAAAAAAABLc/sehQ0ZutKoQ/s1600-h/veltroni.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5306414551617832034" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 136px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SaQr64wlBGI/AAAAAAAABLc/sehQ0ZutKoQ/s200/veltroni.jpg" border="0" /></a><strong><em>Traduzione dal politichese all'italiano </em></strong><br /></div><div align="justify"><strong><em></em></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Dario Franceschini</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Sono stato descritto come debole, dilettante, un signor nessuno e così mi hanno consigliato di fare un discorso ricco di calore, in grado di portare l'Assemblea all'emotività.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Persino chi mi ha proposto come segretario pensa di me che sono un dilettante e mi ha consigliato: buttala sull'ottimismo che funziona sempre quando non si sa che cazzo dire</em>.</div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Già so cosa diranno i giornali. Il mio è stato un discorso troppo di sinistra, troppo moderato, ma non mi interessa. Ho detto cose democratiche.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Lo so che i giornali diranno che non ho detto un cazzo. Lo penso anch'io. Però l'ho detto in modo democratico ed educato.</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Dobbiamo capire i nostri errori ed avere l'orgoglio delle cose belle.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Eppure io mica l'ho capito quali sono gli errori che abbiamo fatto. Sui pacs abbiamo detto sì e anche no. Sul testamento biologico siamo contrari e anche favorevoli. Sulla laicità siamo pluralisti. Sulla Vigilanza Rai abbiamo spartito tutto con la destra. Ci devo pensare bene a questa storia degli errori…Per ora voglio pensare alle cose belle: le rose, l'amatriciana, i tramonti, una cascatella…</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Io non l'ho chiesto volevo rifiutare. Ma poi sarebbe sembrata una fuga.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Spero che Bersani o la Finocchiaro quando diventano segretari veri si ricordino di me che sono stato l'unico bioccolone ad accettare questa messa in scena.</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Arturo Parisi</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Bisogna ricominciare dalla politica non solo dai personalismi, ricominciare dalla democrazia.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Lo sappiamo tutti che il Pd non è né partito né democratico. Quindi dobbiamo onestamente chiederci con forza: ma che minchiata è?</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Anna Finocchiaro</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>La scelta di tornare alla sovranità dell'assemblea è stata una scelta politica contro anche una rappresentazione di noi che viene data dai media: noi siamo capaci di affrontare questo momento in piena democrazia e senza isteria.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Queste primarie hanno rotto. Maledetto a chi gli sono venute in mente la prima volta. Ora rompono pure questi trentenni isterici che vorrebbero il volto nuovo. Magari il loro. Io sarei da buttare? La gioventù sono matti. La gioventù non li capisco più.</em> </div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Pierluigi Bersani</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>L'assemblea ha fatto la scelta giusta, quella che corrisponde ai problemi che abbiamo, che non si sarebbero risolti aprendo i gazebi ma soltanto con una approfondita discussione congressuale che le primarie avrebbero di fatto cancellato.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Se fossi stato eletto io mi avrebbero trombato subito dopo la batosta delle europee. Lo sanno tutti che questo segretario non servirà a niente. Quindi almeno datemi atto di aver fatto risparmiare al partito i soldi per gazebo e primarie.</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Francesco Rutelli</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Così rischiamo l'estinzione</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Bello questo mio pensiero. Quasi quasi lo metto nella mia raccolta di poesie "Ossi di Sé".</em></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong><span style="color:#ff0000;">Walter Veltroni</span></strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Dario è la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfide che penso potranno vedere per il Pd quei successi che merita. A lui voglio dare un abbraccio e rivolgere il più caloroso e affettuoso augurio di buon lavoro.</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><em>Non ho detto niente per l'ultima volta, ma quanto l'ho detto bene</em></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-7722215668100088242?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-26700605976062633362009-02-11T16:25:00.004+01:002009-02-11T16:40:15.551+01:00Pensierini/1<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SZLvlGQ1bkI/AAAAAAAABLU/z5XrLinqWdA/s1600-h/veltroni.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301563131983916610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 136px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SZLvlGQ1bkI/AAAAAAAABLU/z5XrLinqWdA/s200/veltroni.jpg" border="0" /></a><strong>Kavaliere 1<br /></strong>E così il losco figuro che una maggioranza di italiani rincoglioniti dalla visione quotidiana di grandi fratelli e schifezze analoghe ha eletto a capo del governo, servendosi senza alcuno scrupolo dello straziante caso Englaro, ha ignobilmente buttato il tutto in politica. Con la complicità dei media asserviti ora abbiamo due partiti. Il partito della vita, fatto da Berlusconi, dai suoi partiti, dalle sue Tv, dal Vaticano e il partito della morte, fatto dai "comunisti", quelli di oggi e quelli di ieri, e dalla magistratura. Eccolo finalmente il bipartitismo targato Berlusconi, senza le tanto agognate (dal Pd) regole condivise ma in conpenso farcito di colpi bassi. Eccola la democrazia targata Vaticano, con il bigottismo elevato a regola valida erga omnes.<br /></div><div align="justify"><br /><strong>Kavaliere 2<br /></strong>Fa un decreto legge, ma Napolitano non lo firma. Allora fa un disegno di legge fotocopia del decreto legge e lo porta in Parlamento, dove verrà votato - oltre che dai berlusclones - anche da Di Pietro e dai teodem del Pd. Il disegno di legge è anticostituzionale? E allora lui cambierà la Costituzione. Un romanzo di fantascienza politica non avrebbe potuto inventarsi niente di peggio.<br /></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>Difensori della vita a targhe alterne</strong></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">Si sono visti i difensori della vita fare numeri da circo davanti a telecamere compiacenti in difesa - dicono loro - della vita. Non li abbiamo visti davanti all'ambasciata israeliana fare analoghi numeri da circo quando venivano assassinate 1.300 persone a Gaza. Ma chi se ne frega? Quelli sono arabi.</div><div align="justify"><br /><strong>Assenza di valori<br /></strong>A Nettuno qualche giorno fa tre ragazzi italianissimi, "normali" e "di buona famiglia", per scacciare la noia hanno dato fuoco a un migrante indiano riducendolo in fin di vita. Maroni ha subito dichiarato che non è razzismo, ma violenza generata da assenza di valori. Il sindaco di Nettuno, del Pd, ha subito dichiarato che non è razzismo, ma violenza generata da assenza di valori. Molti cittadini di Nettuno si sono subito tranquillizzati: non è razzismo, ma violenza generata da assenza di valori. Tutto sommato, sembra di capire che i tre giovani delinquenti per bene siano anche loro un po' vittime.</div><div align="justify"><br /><strong>Guidonia e Nettuno<br /></strong>A Guidonia qualche giorno fa una ragazza italiana è stata vittima di uno stupro collettivo da parte di un branco di delinquenti romeni. Un nutrito gruppo di "buoni" cittadini si è subito mobilitato e ha cercato di linciare i colpevoli. A Nettuno non c'è stata nessuna mobilitazione di "buoni" cittadini per linciare i colpevoli. Come mai?</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-2670060597606263336?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-60379764140372862982009-02-04T13:34:00.011+01:002009-02-04T13:57:17.993+01:00Pensierini......<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SYmOwodIL0I/AAAAAAAABLM/g2ThVHgWIp8/s1600-h/Senza+nome.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298923402722553666" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 166px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SYmOwodIL0I/AAAAAAAABLM/g2ThVHgWIp8/s200/Senza+nome.bmp" border="0" /></a>RpS è l'acronimo della nuova formazione politica nata dalla scissione del Prc. Significa Rifondazione per la Scissione. Pardon! Rifondazione per la Sinistra (quella senza aggettivi compromettenti).<br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">La camera ha approvato la legge elettorale con lo sbarramento al 4%. Le dichiarazioni di Veltroni e la proposta in aula alla Camera dell’ordine del giorno ’salva Vendola’ rendono finalmente chiaro che la scissione di Rifondazione Comunista e’ stata decisa in accordo con i vertici del Partito Democratico che infatti oggi se ne fa garante. Da un lato Veltroni sostiene di aver concordato con Giordano la soglia di sbarramento al 4% e dall’altra il Pd permette con il suo odg agli scissionisti di presentarsi alle elezioni senza dover raccogliere le firme al fine di togliere voti a Rifondazione Comunista. La scissione di Vendola si rivela per quello che e’: un’ operazione fatta su commissione del Pd per cercare di distruggere Rifondazione Comunista e creare una sinistra addomesticata che faccia da copertura al centrismo di Veltroni. Questo chiarisce bene come il problema che abbiamo dinnanzi non e’ unire la sinistra oppure no, ma e’ fare una sinistra subalterna al Pd o una sinistra in grado di avere un suo progetto e una sua autonomia strategica.</div><div align="justify"></div><div align="justify">Vendola è certamente un innovatore. Nel nome dell'unità della sinistra fa una scissione nel maggiore partito della sinistra, con motivazioni - fra l'altro - assolutamente incomprensibili ai comuni mortali. Non vorremmo che l'ineffabile Niki continuasse su questa strada. Ad esempio, nel nome della difesa dell'ambiente dire sì alla Tav e agli inceneritori, oppure nel nome della difesa dei beni comuni dire sì ad altre privatizzazioni, oppure nel nome della trasparenza dire no alle commissioni di inchiesta sulle connivenze fra politica e affari. Siamo maligni? Mica tanto. Risulta che alcuni "vendoliani", qua e là per l'Italia, stiano già seguendo con entusiasmo questi nuovi percorsi di "innovazione".Una cosa è certa. Di questi tempi non c'è limite al peggio.</div><div align="justify"><br />Il governo insiste nel chiedere al Brasile l'estradizione dell'ex Br Cesare Battisti, minacciando -comicamente - pesanti ritorsioni contro il gigante dell'America latina nel caso la richiesta non venga accolta. Senza voler entrare nel merito della vicenda individuale del personaggio, ci limitiamo a ricordare che il governo attuale, così come tutti i governi precedenti, non ha mai minacciato la benché minima ritorsione contro il Giappone per non avere estradato il fascista Delfo Zorzi, uno degli autori della strage di Piazza Fontana.</div><div align="justify"><br />Nella speranza di evitare un'altra batosta alle prossime elezioni, Veltroni tenta di rifare il giochino del voto utile. Chissà quanti a sinistra ci ricascheranno. </div><div align="justify"> </div><div align="justify"> </div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">Dopo l'approvazione della legge elettorale con lo sbarramento al 4% concordata con Berlusconi e Di Pietro anche per le elezioni amministrative, Dario Franceschini del Pd ha dichiarato: "L'introduzione della soglia di sbarramento al 4% per le elezioni europee non è fatta contro nessuno, anzi … ".</div><div align="justify"><br />Enrico Letta del Pd ha dichiarato che è "sbagliato dare l'idea che siamo quelli che andiamo a pietire da Berlusconi un aiuto per essere più forti nel voto utile" (Repubblica del 2 febbraio). Ma no! E pensare che noi credevamo che il Pd fosse andato da Berlusconi a pietire un aiuto per essere più forti nel voto utile. E la maggioranza degli elettori di sinistra che pensano che il Pd sia andato da Berlusconi a pietire un aiuto per essere più forti nel voto utile. Come mai queste opposte valutazioni?<br /><br />Olmert ha dichiarato che Israele risponderà in modo «sproporzionato» a qualsiasi ulteriore attacco da parte di Hamas contro i civili israeliani (Corriere delle Sera del 2 febbraio). Ma no! E pensare che noi continuiamo a credere che l'azione di Israele a Gaza sia stata, come minimo, sproporzionata. E tutto il mondo, con la sola eccezione dei sempre-pronti-a-servire, che ha pensato che l'azione di Israele a Gaza sia stata sproporzionata. Come mai queste opposte valutazioni?</div><div align="justify"><br />Dopo essersi segnalato alle cronache per avere disinvoltamente affermato non più di un mese fa che il comunismo è "indicibile", e cioè che non è più possibile dirsi comunisti (o ammettere di essere comunisti? o confessare di essere comunisti?), Bertinotti in una recente intervista sull'Unità afferma, altrettanto disinvoltamente, che la sinistra non esiste più. La Cgil? L'Onda? Il suo ex partito?<br /><br />Da oltre un mese, tutto il mondo parla e discute di Gaza. Da oltre un mese, i vari antiberlusconiani di destra - Grillo, Travaglio, Di Pietro, ecc. - continuano a tacere. Chi tace acconsente?</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-6037976414037286298?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-74059107581390440222009-01-25T23:34:00.004+01:002009-01-25T23:57:46.267+01:00Siamo le utopie possibili !!!!<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SXztrTu0O-I/AAAAAAAABLE/O5UetvJgvi8/s1600-h/gol+adri.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5295368590167653346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SXztrTu0O-I/AAAAAAAABLE/O5UetvJgvi8/s200/gol+adri.jpg" border="0" /></a>Nonostante siamo primi in classifica, agli ottavi di Champions, in semifinale di coppa Italia ed abbiamo vinto la supercoppa italiana, l'Inter di Mourinho nè mi piane nè mi convince. Con "fenomeni" come Solari e Cesar, Maniche e Gonzalez, nonché qualche ragazzino, l'Inter di Mancini vinceva a mani basse partite come quella con la sampdoria. L'Inter di Mourinho fatica a vincerle persino con una squadra a cui mancava tutta la difesa e il suo uomo di maggior talento come Antonio Cassano. Era disperante vedere una manovra tanto involuta e prevedibile. Tutti portano palla, nessuno la gioca di prima, nessuno va in sovrapposizione, alcuni (Muntari, Mancini) sono talmente confusionari da indisporre persino i compagni, su altri (Maicon, Adriano) tutti si limitano ad appoggiare la palla, dicendo "pensaci tu". I pochi che cercano di giocare "di squadra" (Stankovic, Cambiasso) si rendono presto conto che è uno sforzo inutile. Si va a sbattere a imbuto contro la difesa schierata, si sbagliano cross elementari, nessuno sa conquistarsi un calcio di punizione dal limite....... ma essere interista e di sinistra, oggi, ha tante analogie.... l'inter in nome del cambiamento ha cacciato Roberto Mancini, con cui avevamo un gioco e abbiamo vinto due scudetti, per prendere Mourinho che come gioco certamente non è all'altezza di Mancio, a sinistra dopo che "sinistrati" hanno reso inutile e dannosa la sinistra ora sparano sentenze e ingiurie per giustificare la loro scelta di divenire i portaborse del PD..... Dobbiamo soffrire..... ma siamo l'Internazionale, e siamo comunisti..... siamo le uniche utopie possibili!!!</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-7405910758139044022?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-27958830218268748362009-01-20T20:15:00.003+01:002009-01-20T20:17:45.561+01:00La sinistra o sarà sociale, oppure sarà inutile e dannosa!<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SXYjE-z1FrI/AAAAAAAABKw/66OflwCjdko/s1600-h/gap-cb.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293456980507432626" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SXYjE-z1FrI/AAAAAAAABKw/66OflwCjdko/s200/gap-cb.jpg" border="0" /></a>In una crisi spaventosa che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie, con tantissimi lavoratori che vivono il dramma della disoccupazione, di precari che si ritrovano senza ammortizzatori sociali, c'è ancora chi specula con la complicità del governo sui prodotti di prima necessità.<br />Diminuisce il costo del grano, della benzina, ed aumenta ancora il costo del pane e della pasta.Per anni ci hanno detto che il problema dell'Italia era la microcriminalità, avevano ragione, c'è una microcriminalità quotidiana che i ricchi impongono ai poveri. E' la speculazione dei vampiri che arriva fin dentro i piatti di casa.Giorni fa sono passato a trovare dei compagni che stanno rimettendo a posto le serrande arrugginite di una sede di rifondazione a Roma, la sede a Casalbertone, in via Orero, guardandole riflettevo sulle tante parole di sempre, sulle modalità di azione politica che sembra diventata in qualche modo dello stesso colore, riflettevo della rarefazione del nostro insediamento storico, della solitudine sociale che contraddistingue i nostri giorni, della rabbia che cresce. Più la città diventa povera più s'incattivisce, i commenti di quello che qualcuno ancora chiama il popolo della sinistra sono senza appello per chi pensa di risolvere lo scarto che si è prodotto dall'alto della politica. Sconfitti nella sconfitta, ci rimane di osare la speranza, ci serve di mettere le mani avanti per provare a camminare a tastoni. Noi siamo cresciuti pensando che il conflitto sociale si sviluppasse come il moto ondoso del mare, abbiamo sperato che un giorno una di queste onde ci portasse oltre gli scogli, abbiamo creduto che la storia almeno su questo, prima o poi ci avesse dato ragione, invece anche questo non sembra vero, il mare è diventato uno stagno, nessuna onda ma una calma piatta in cui crescono lente ed inesorabili le alghe della xenofobia e della miseria mentre aumenta la superbia dei padroni. Sotto le insegne del neoliberismo diffuso, abbiamo tutti visto cambiare di colore i terreni nei quali siamo cresciuti politicamente, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, ovunque. Penso che la sfida più grande per noi oggi sia quella di far riprendere il moto ondoso, disattivando la guerra tra poveri, determinando le condizioni affinchè un'organizzazione adeguata per questo scopo acquisti legittimità sociale. Questa sconfitta ci dice che noi "sinistra" dovremmo essere più sociali di quanto siamo stati e che occorre lavorare perchè il sociale diventi più politico, dovremmo saper parlare più semplicemente e saper ascoltare la semplicità, dovremmo soprattutto radicarci, capire il significato di una nuova militanza sociale che si legittima nel quotidiano, dovremmo fare innanzitutto e poi parlare. Mutualismo, conflitto, democrazia terreni intrecciati su cui muoversi, per concepire un'organizzazione politica che nel suo funzionamento diventi utili socialmente. Nel futuro prossimo in Europa aumenteranno i disoccupati, il costo della vita crescerà per effetto della speculazione e della dittatura monetaria della BCE. Affronteremo questa crisi economica senza precedenti con un sistema paese paragonabile in Europa a quello del Messico con gli Usa. La tendenza verso lo stato sociale minimo continuerà per effetto indiretto del patto di stabilità e della recessione, così come aumenterà il conflitto tra la forza lavoro mobile e quella garantita, una dinamica sulla quale la deriva autoritaria e xenofoba rischia di crescere ancora. I segnali di un governo autoritario della povertà arrivano da tempo, sono decenni che crescono in Europa i tassi d'incarcerazione rispetto al restringimento dello stato sociale e alla crescita strutturale della disoccupazione. Non siamo ancora al sistema americano della colpevolizzazione della miseria ma cominciamo ad assomigliargli sempre di più.La sfida per uscire da sinistra alla crisi neoliberista è enorme, soprattutto perchè la crisi verrà fatta pagare a chi rema, e non da chi regge il timone.Pensare in questo quadro di ottenere risultati con una politica riformatrice che si pone prima il tema del governo senza riflettere su come modificare i rapporti di forza è secondo me un errore. Ci vorrà tempo, energia e sudore. La riscoperta moderna di pratiche di solidarietà da utilizzare come alternativa concreta, utile, da contrapporre alla guerra tra poveri e all'egoismo sociale della destra è secondo me una strada feconda. Con il gruppo di acquisto popolare infatti si ribalta la logica della coperta corta, non conta se sei clandestino o italiano, più si è meglio è, perchè meglio si contratta il prezzo con il produttore, e questo aspetto sommato al fatto che si riesce a saltare l'intera filiera di distribuzione può determinare semplicemente il fatto che il risparmio mensile aumenti in rapporto con la qualità del cibo che si mangia. A Campobasso, da tre mesi stiamo distribuendo due volte a settimana il pane a 1 euro al Kg e la pasta a 70 centesimi al Kg. Il GAP di Campobasso è già riuscito in poco tempo a produrre iniziative concrete, riuscendo a far portare il pane in alcuni centri commerciali ad un euro al kg, e aprendo una vertenza con panificatori e comune sui prezzi. Far vivere la nostra diversità nel quotidiano, essere presenti nelle strade tutti i giorni, ridislocare la nostra militanza politica in militanza sociale sono per me i terreni su cui investire sui cui la sinistra può tornare ad essere utile alla sua gente. Penso infatti che una sinistra, se rinascerà, lo farà dal basso, lentamente, la sinistra o è sociale o semplicemente non è. Chi in questi mesi si è attivato con i GAP si è accorto di quanti pensionati prendono il pane per congelarlo per tirare avanti tutta la settimana, di quanti ci hanno ringraziato perchè siamo gli unici che su questo terreno provano a dare risposte solidali, cercando di tenere alta la dignità di chi compera e del lavoratore che produce. Ed è per questo che non abbiamo dato il pane gratis, perchè pensiamo che quello che conta oggi è riattivare la solidarietà tra pari, tra chi vive la stessa condizione, perchè è la solidarietà l'unico strumento che i padroni non ci possono togliere.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-2795883021826874836?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-63837217909173518642008-12-30T11:28:00.005+01:002008-12-30T11:32:36.673+01:00Fermiamo il massacro !<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SVn4FiXI2lI/AAAAAAAABKo/H-xm83eqi0I/s1600-h/siamo+tutti+palestinesi.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285528411702876754" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 311px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SVn4FiXI2lI/AAAAAAAABKo/H-xm83eqi0I/s320/siamo+tutti+palestinesi.gif" border="0" /></a><br /><br />Un Popolo dovrebbe aver imparato il valore di una vita umana, specie se gli è stata rubata sei milioni di volte. Un Popolo dovrebbe aver imparato il peso dell’ingiustizia, specie se lo ha dovuto portare per una decina d'anni.<br /><br />Un Popolo dovrebbe aver imparato il valore della tolleranza, specie se ha conosciuto per secoli il suo opposto.<br /><br />(sono solo cinque righe, ma susciteranno molte polemiche. Io non credo che le vittime di ieri siano i carnefici di oggi: le vittime di ieri volano nel vento. Ma credo che i carnefici di oggi non abbiano imparato nulla dalle vittime di ieri.)</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-6383721790917351864?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-16673697077711370542008-12-23T18:36:00.005+01:002008-12-30T11:32:51.894+01:00Identitari....<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SVEiWHR6a3I/AAAAAAAABKg/9jUaeY34TjY/s1600-h/DSCN6189.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283041601188948850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SVEiWHR6a3I/AAAAAAAABKg/9jUaeY34TjY/s200/DSCN6189.JPG" border="0" /></a>Parto dal presupposto che il mondo è sottosopra, che tutto è sbagliato, che le persone sbagliate sono al potere e le persone sbagliate sono escluse dal potere. Sabato e domenica sono stato a Bilbao per partecipare alla manifestazione indetta dalla sinistra basca contro la decisione del parlamento europeo di mettere nella lista delle "formazioni terroristiche" la sinistra indipendentisctica basca quando ricevo una telefonata in cui mi si dice che su tutti i quotidiani molisani c'è una lunga lettera, <a href="http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=14038&amp;goback_link=index.php">pubblicata a pagamento,</a> del consigliere regionale del Prc Mauro Natalini, il quale annuncia di non rinnovare la tessera di Rifondazione ed aderire al progetto politico de "La Sinistra". Chiaro che ognuno è libero di far ciò che ritiene più consono con le proprie idee e pensiero, quello che trovo assolutamente inqualificabili sono le argomentazioni. Per anni mi sono sentito dire soprattutto da Mauro che il sottoscritto " voleva scioglire il partito nel movimento" oppure che bisognava fermare con ogni mezzo "la deriva movimentista che non aveva nulla a che fare con la storia comunista". Oggi, Mauro sceglie di andar via da Rifondazione accusando coloro che vogliono tenere in vita una forza politica, che nella sua pratica, ha scelto che il sostantivo e l'aggettivo non possono essere cose separate, cioè che non può esserci rifondazione senza il comunismo e viceversa, e che per attualizzare questo pensiero, bisogna far si che si riprenda un cammino che sia fatto di lotte e conflitto sociale, insomma un cammino in movimento. Ma quello che proprio non riesco a comprendere è la litania su una parola a lungo argomentata da Mauro, che a me era sempre sembrata inoffensiva, ma da qualche tempo viene usata con un’ accezione negativa: “identità”. Il Piccolo Larousse dice che si tratta dell’insieme di qualità che fanno sì che una persona sia quello che è e non qualche altro. In fin dei conti io sono io per la mia storia, per quello che penso e per come mi comporto; chi mi conosce mi accetta, più o meno, proprio in base alla mia identità. Questo non mi impedisce di interagire con le altre persone, al contrario: più è coerente la mia storia, più i miei comportamenti corrispondono alle mie parole, maggiormente la mia identità viene riconosciuta e accettata. Interagendo posso modificare alcuni miei giudizi, migliorare, o peggiorare, alcuni comportamenti ma non cambierò per questo la mia identità. Solo se ho coscienza della mia identità, perché sono quello che sono e non altro, saprò valutare e rispettare l’identità di altre persone. Penso sia sano e normale che anche un partito abbia una propria identità. Eppure leggo e sento parlare di “nicchie di identità”, di “chiusura identitaria”, simbolistica, settaria… Perfino di “ghetto”. Non comprendo. Come moltissime persone riconoscono, il crollo dei consensi, non solo elettorali, del Prc ha danneggiato l’intera sinistra: per ricostruire una coscienza di sinistra occorre rafforzare la nostra identità anziché umiliarla (sì, tanti compagne e compagni della base del partito si sentono proprio così: umiliati). Gli uomini e le donne devono sapere con chiarezza chi siamo, e chi sono loro, per ritrovare la fiducia e la volontà di realizzare dei progetti comuni. Non credo che in questi anni si sia deteriorato tanto il rapporto con i movimenti e gli altri partiti della sinistra a livello orizzontale, di base, quanto quello tra la base e i vertici del partito, o in molti casi tra la base e i suoi rappresentanti istituzionali. Allora il problema, io credo, non è quello di “superare” il partito quanto quello di rivedere la sua democrazia interna, gli strumenti che possono permettere una vera comunicazione, non solo dal centro alla periferia (per non dire dall’alto verso il basso) ma soprattutto nel senso contrario e circolare. Si tratta, io credo, di riorganizzare le informazioni e comunicare meglio e di più; di mettere in rete i conflitti sociali, e i risultati dove e come si raggiungono; di non lasciare inascoltate ed isolate tante esperienze importanti di giovani, di donne, di cittadini. Una comunicazione a senso unico, a lungo andare, rende sordi. Mi domando: serve inventarsi nuovi partiti se non sappiamo far vivere e far crescere nel modo migliore gli strumenti che abbiamo? Ho vissuto la stagione che ha visto fiorire i Forum Sociali, quando Rifondazione partecipava con coerenza e convinzione. Poi l’attenzione è stata rivolta maggiormente alle istituzioni, è venuta a mancare in molti casi la presenza attiva dei compagni e delle compagne, la bilancia non ha più ritrovato il suo equilibrio e il piatto dei Forum Sociali, dove si praticava l’unità della sinistra, si è svuotato. Nel viaggio verso il governo, alcuni movimenti si sono visti usare come un tram e si sono sentiti traditi. Oggi, in presenza di una società che scopriamo ogni giorno più triste, più egoista, che usa il denaro come unico metro di giudizio, sembra che non ci siano le forze per contrastare questa deriva reazionaria. Ecco perchè credo che il paradosso che il mondo è sottosopra cade a pennello. Qualcuno vuol distruggere quell'anomalia politica chiamata Rifondazione Comunista, per costruire un "nuovo partito" che sappia avere la benedizione dei potentati economici e le pacche sulle spalle dai "compagni e amici" del Pd. Io penso che se vogliamo davvero ricominciare un percorso a sinistra, proprio perché sono convinto che sia giusto e necessario fare unità, proprio perché abbiamo imparato che l’unità nasce dalla pratica quotidiana dell’agire concreto, affrontando insieme i problemi là dove si presentano, costruendo reti, partendo da contenuti precisi e non da campagne pubblicitarie; ebbene, oggi penso che sia essenziale una Rifondazione con gambe forti per camminare, orecchie per ascoltare e un cuore grande. Ma quest’ultimo, ne sono sicuro, non manca. Abbiamo superato tante traversate nel deserto, supereremo anche questa.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-1667369707771137054?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-61320002107721562842008-12-17T19:11:00.002+01:002008-12-17T19:13:03.089+01:00Il bipolarismo e il presidenzialismo finiscono in manette !<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SUlBFcFdnmI/AAAAAAAABKA/bpf1vpRVs_A/s1600-h/veltrusconi.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280823599762873954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 148px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SUlBFcFdnmI/AAAAAAAABKA/bpf1vpRVs_A/s200/veltrusconi.jpg" border="0" /></a>Il bipolarismo coatto e il presidenzialismo stanno finendo in manette. La questione morale è infatti strettamente legata al sistema dell’elezione diretta di sindaci e presidenti. Dando poteri spropositati all’esecutivo e rendendo coreografici e privi di potere i consigli ecco che la politica si riduce al governo degli affari e la cosa pubblica saccheggiata a fini privati o di lobby. La sinistra non può giocare più a fare lo struzzo. E’ il momento soprattutto per Rifondazione Comunista di ripensare la nostra collocazione in Comuni, Province e Regioni. La nostra priorità è smontare il presidenzialismo e il bipolarismo coatto restituendo poteri e capacità di controllo e indirizzo alle assemblee elettive. Questione democratica e questione morale si tengono insieme. Il PD è ormai dentro una fase involutiva gravissima la rincorsa al centro lo sta portando direttamente nelle braccia del partito degli affari. A questa tendenza, clamorosamente evidenziata dalle inchieste in corso, si somma la balcanizzazione di questo partito ormai in mano a potentati e cacicchi locali. Mai come oggi la questione morale è una questione politica, perché sta dietro alle scelte di cementificazione del territorio da un lato e di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi dall’altro. Appare evidente che non si può più proporre in modo pedissequo alleanze di centrosinistra connotate dal cesarismo di sindaci e presidenti o si avvia un coinvolgimento trasparente e partecipato o altrimenti il centrosinistra è destinato a produrre disaffezione per la politica e con essa la sua sconfitta storica.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-6132000210772156284?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-49125851734756536422008-12-03T14:05:00.002+01:002008-12-03T14:08:37.818+01:00Nel silenzio generale il governo privatizza l'acqua<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/STaEwaFzKPI/AAAAAAAAA7Y/cUT0upV5Edc/s1600-h/acqua+bene+comune.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275549980683348210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/STaEwaFzKPI/AAAAAAAAA7Y/cUT0upV5Edc/s200/acqua+bene+comune.jpg" border="0" /></a><em>“Ferma restando la proprietà pubblica delle reti (idriche ndr), la loro gestione può essere affidata a soggetti privati</em>”. È il 6 agosto 2008, il governo Berlusconi, approvando la legge di conversione n°133 “<em>recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria</em>”, sancisce di fatto la privatizzazione dell'acqua pubblica. O meglio ancora, introduce la possibilità per gli enti privati, che ne assumeranno l'incarico, di gestire e controllare beni primari di servizio pubblico. L'acqua su tutte. Cambiano le parole, si nascondono i significati, ma la sostanza non cambia: l'acqua in Italia è stata privatizzata. Da diritto acquisito diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato. Lo stesso sistema che solo nell'ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni.Il decreto legge n°133, voluto fortemente dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parla chiaro: si interviene “<em>al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni</em>”. Eppure, dopo un rapido sguardo alle esperienze cosiddette “pilota” in Italia, sorgono non pochi dubbi proprio sulle garanzie di accesso al servizio.In città come Arezzo, comune che ha sposato il progetto di privatizzazione dell'acqua già da diversi anni, si è assistito a un processo rapido e febbrile di innalzamento vertiginoso dei costi delle tariffe (+ 300%). Personalmente ritengo che l’art. 23 bis del ddl 133 è andato ben oltre le competenze statali. L’idea di razionalizzazione del servizio che la norma propone non è materia che compete alla legislazione nazionale. Dobbiamo chiederci se sia opportuno, in un momento di crisi come questa, affidare a società per azioni i servizi pubblici locali. Che potrebbe succedere se il gestore dell’acqua fallisse?. Inoltre, l’art 23 bis è in evidente violazione delle norme dell’Unione Europea e dei principi costituzionali. Tra l’altro il trattato di Lisbona stabilisce che per i servizi di interesse generale debbano prevalere i principi di coesione sociale e non gli interessi economici e di profitto.<br />Il consiglio regionale nella seduta del 20 settembre 2006 approvò in merito alla modifica della legge sull’istituzione dell’azienda speciale “Molise Acque” un emendamento proposto dal sottoscritto all’art.1 della legge regionale n. 28/06 che recita testualmente: “ <em>L’acqua è una risorsa primaria essenziale alla vita. La disponibilità e l’accesso universale all’acqua sono obiettivi da perseguire in quanto garanzia di un diritto inalienabile. La conservazione della risorsa acqua va perseguita anche a beneficio delle generazioni future, che hanno diritto ad un ecosistema equilibrato. In funzione del preminente interesse generale per un servizio pubblico essenziale, con situazioni di monopolio naturale (art. 43 della Costituzione), la Regione Molise si prefigge la gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato e la promozione della partecipazione popolare alla stessa</em>.”<br />E’ importante, quindi, che la Giunta Regionale ed il Consiglio Regionale del Molise, se intendono rispettare ed attuare i principi sanciti dalle legge regionale 28/06, che presentino urgentemente ricorso di incostituzionalità e di violazione dei principi comunitari alla legge 133/08.<br />Nella primavera del 2007 più di quattrocentocinquantamila mila (7.000 in Molise) firme furono raccolte a sostegno della legge d'iniziativa popolare che vede come primo punto il riconoscimento dell'acqua come “diritto inalienabile ed inviolabile della persona”. Ma la sensazione forte è che la straordinaria raccolta firme sia già stata oscurata. Con un semplice colpo di spugna. Seguendo il manuale del “buon governo” che approva leggi impopolari e antidemocratiche proprio quando imperversa l'afa estiva e l'attenzione della stampa è rivolta altrove. Opporsi istituzionalmente e socialmente al dispositivo della legge 133 è un dovere morale e civile di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di un bene comune come l’acqua.<br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-4912585173475653642?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-50535450034628271732008-11-25T19:03:00.004+01:002008-11-25T19:22:36.081+01:00C'è bisogno di opposizione....<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSxA1nSLM_I/AAAAAAAAA7Q/dMw1QzI7Oqk/s1600-h/binbi+sotto+le+macerie...JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272660553566467058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSxA1nSLM_I/AAAAAAAAA7Q/dMw1QzI7Oqk/s200/binbi+sotto+le+macerie...JPG" border="0" /></a> Lo scorso fine settimana è stata funestata da tragici avvenimenti. Prima la morte di quattro operai, poi la morte del grande Sandro Curzi e infine il crollo di una scuola con uno studente morto in Piemonte. Ma vi sembra un paese normale questo? Un paese dove chi si reca ogni giorno a lavorare in fabbrica o in cantiere muore, e perfino chi va a scuola a studiare rischia la vita. E i politici che fanno? Niente come al solito!!! Ma è mai possibile? Berlusconi e Veltroni oggi ,come se nulla fosse successo, facevano uno (Berlusconi) il suo demenziale comizio in Abruzzo e l'altro (Veltroni) ancora proposte di collaborazione (cioè inciucio) con la maggioranza. Guardate non fatemi dire tutto quello che penso perchè altrimenti non riuscirei più a contenermi... Così stanotte, mentre coloro che dovevano amministrare, vigilare e controllare, dormiranno sonni tranquilli, ci saranno un padre e una madre che si abbandoneranno alla disperazione, che ripenseranno ai bei momenti vissuti col proprio figlio, un figlio che frequantava la quarta ginnasio morto per il crollo di una scuola, per l'incuria dell'amministrazione pubblica e dei politici. E il popolo che sopporta sempre... che viene umiliato, preso in giro, che piange i suoi cari. Ecco che si precipitano sul luogo il Ministro dell'Istruzione (del PDL) e la presidente della Regione Piemonte (del PD) a dire che queste cose non devono più accadere. Brave! Che intuito! Ma perchè non spiegano invece come mai il Ministero dell'Istruzione e la Regione Piemonte non si sono premurati di inviare gli ispettori, di controllare le strutture, di garantire la sicurezza. A chi tocca farlo? Eh a chi tocca? Proprio a loro toccava.... e' semplicemente vergognoso!!! Del resto anche la sentenza <a href="http://www.italodisabato.org/2007/07/una-sentenza-gi-scritta.html">emessa dal tribunale di larino </a>afferma che il crollo della scuola "Jovine" a San Giuliano di Puglia si è trattato solo di una tragica fatalità...Certo, cari compagni, che le strutture delle scuole private (palazzi d'epoca e monumenti storici) non cadono mai a pezzi. Chissà come mai? Sono sempre i figli della povera gente a rimetterci. I figli dei ricchi e dei privilegiati vanno in strutture sicure e lo stato che fa? Invece di finanziare le scuole pubbliche che cadono sulla testa degli studenti finanzia le scuole private... CHE VERGOGNA. Compagni, sto cercando di trattenermi nello sfogo ma a fatica!!! Avete sentitito voi una parola di Veltroni sulla necessità di sospendere i finanziamenti alle scuole private per finanziare le strutture fatiscenti di quelle pubbliche? No, perchè bisogna stare con il RICCO MA ANCHE IL POVERO, CON LA SCUOLA PUBBLICA MA ANCHE PRIVATA, CON L'OPERAIO MA ANCHE CON LA CONFINDUSTRIA. Questo davvero non è un paese normale. Compagni, ora più che mai c'è bisogno di noi. Per dirla con uno slogan di vera opposizione in questo paese c'è ne bisogno come il pane!</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-5053545003462827173?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-9271774608880882412008-11-24T20:19:00.003+01:002008-11-24T20:30:01.169+01:00Salutate la capolista!!!<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSsAqxy1VOI/AAAAAAAAA7I/FXBuQMJ3u1A/s1600-h/muntari+juve.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272308523688350946" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSsAqxy1VOI/AAAAAAAAA7I/FXBuQMJ3u1A/s200/muntari+juve.jpg" border="0" /></a>16 tiri contro 5, 6 nitide occasioni da gol contro 1, sono l'emblema di una partita dominata. Amauri e Del Piero non pervenuti, Nedved assente, Legrottaglie più volte irriso, centrocampo avversario nel quale si è salvato solo il generoso Sissoko. La supremazia è stata evidente. Anche Ranieri ha ammesso la sconfitta, bel gesto in un paese dove ancora si contano le schede elettorali di due anni fa. Ora tocca a Camoranesi spiegarci i perché di questa sconfitta, casomai in una seduta di brainstorming con Amauri, Iaquinta, Molinaro, De Paola, l'uccellino di Del Piero, la mosca atomica Giovinco, lo spirito di Moggi, Galliani e l'informatore di Cobolli&amp;Gigli. Loro di numeri se ne intendono.<br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><div align="justify">Il rigore concesso al Torino, contro il Bilan, è abbastanza generoso. Ma ci vuole proprio una bella faccia da culo per <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/11/24/galliani.shtml">rilasciare quelle dichiarazioni </a>(l'arbitro ci ha derubati) dopo che la domenica precedente il Bilan aveva battuto 1-0 il Chievo con un rigore inesistente concesso a Kakà (senza parlare di Siena, Napoli e Sampdoria). Ma al Bilan, si sa, tutto è ad immagine e somiglianza del suo presidente. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-927177460888088241?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-24432135668994638962008-11-20T13:49:00.002+01:002008-11-20T13:51:03.478+01:00Siamo l'INTERNAZIONALE !<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSVdBg-6LmI/AAAAAAAAA7A/E11Ku_Lc4qU/s1600-h/inter+campus.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270721219522080354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SSVdBg-6LmI/AAAAAAAAA7A/E11Ku_Lc4qU/s200/inter+campus.jpg" border="0" /></a>L'Inter ha compiuto cento anni. Di solito, in questi casi, si ricevono regali. L'Inter invece ha deciso di farli. Attraverso Intercampus. Un'iniziativa nata una decina d'anni fa, tenuta sottotraccia per tutto questo tempo, ora pubblicizzata. Anche attraverso un documentario, Petites Historias das Crianças, curato da Gabriele Salvatores, Fabio Scamoni e Guido Lazzarini su idea di Carlotta Moratti, prodotto da Red House. Ma cos'è Intercampus? Un progetto nato per iniziativa di Massimo Moretti, all'epoca, una decina d'anni fa, dirigente della prima squadra. Moretti adotta una bimba brasiliana con seri handicap, in famiglia sono tutti felici di poter fare qualcosa per una persona meno fortunata, ma si pongono anche il problema se non sia possibile fare qualcosa di più. E a Moretti balena l'idea di organizzare delle scuole di calcio, non per cercare giovani talenti, ma per offrire socializzazione e integrazione. Ne parla con il suo quasi omologo Massimo Moratti, il presidente, il quale afferma «abbiamo trovato l'intesa in una decina di minuti». A quel punto Moretti lascia i suoi incarichi con la prima squadra e si dedica con entusiasmo alla nuova iniziativa. Nasce così il primo Intercampus in Brasile. Ma in concreto, come è andata l'organizzazione di una cosa del genere? «C'è stato una specie di incontro nelle favelas per avere un centro sportivo - dice Moretti - l'idea era quella di non strappare i ragazzi dalle famiglie, allora bisognava fare qualcosa». E l'idea si concretizza: l'Inter fornisce magliette originali (non bisogna dimenticare che Ronaldo era all'Inter), palloni e allenatori che devono formare operatori locali. Le difficoltà ci sono, il «capo» della favela, messo al corrente dell'iniziativa, perché non si può fare altrimenti, afferma che saranno loro a gestire le magliette dandole ai ragazzini quando dovranno usarle perché altrimenti potrebbero essere rubate o potrebbero venderle, visto che sono poveri e quelle magliette hanno un valore.Moretti però resiste, preferisce correre quel rischio, sapendo che per quei ragazzini quella maglia vale molto di più dei soldi che potrebbero racimolare, inoltre tiene il pallino in mano senza cederlo al boss. La maglietta rappresenta uno status, dà appartenenza, permette di vivere un'esperienza felice in una realtà profondamente degradata. E vince la scommessa, alla fine tutti hanno ancora la maglietta dell'Inter tranne una quota davvero trascurabile. E' il primo passo che insegna molte cose. Tanto per cominciare che l'Inter è una realtà conosciuta ovunque, che il suo nome e il calcio aprono molte porte, che bimbi sfortunati hanno qualcuno che offre loro una possibilità. Le richieste di partecipazione aumentano a tal punto che Intercampus ricatta benevolmente i ragazzini: in una realtà dove l'abbandono scolastico è spaventoso, solo chi frequenta regolarmente la scuola potrà partecipare al progetto, e negli anni successivi dovranno anche ottenere buoni voti. Moretti racconta anche l'episodio di un ragazzino particolarmente violento che riempiva di botte la madre. Refrattario a qualsiasi tentativo di ravvedimento. Solo la minaccia di non frequentare più Intercampus lo spinge a cambiare ateggiamento. Aneddoti, comunque significativi. Nel corso degli anni si aggiungono molte altre realtà: Bosnia, Iran, Cina, Bulgaria, Colombia, Kosovo (progetto speciale), Libano, Romania, Camerun, Polonia, Slovenia, Cuba, Argentina, Messico sino al Paraguay e alla Bolivia che hanno iniziato quest'anno. C'è anche un Intercampus al momento sospeso: quello congiunto tra Israele e Palestina, un progetto di gemellaggio tra i ragazzini delle due comunità. Anche questa una storia. I responsabili di Intercampus, che si muovono come piccoli diplomatici in piena autonomia, arrivano in Israele e prendono contatto con le autorità locali, a Gerico. Nessun problema. I problemi sorgono invece in Palestina, a Nablus, dove il sindaco è uno dei più stretti collaboratori di Arafat. Il responsabile dell'ambasciata italiana snobba questi scriteriati che parlano di calcio per i bambini e praticamente neppure li riceve. Il sindaco crede si tratti di qualcosa di stravagante, dice che non ha intenzione di affidare i bimbi della sua città a persone che dormono in hotel a cinque stelle in Israele, che arrivano da loro solo per fare bella figura e gettare fumo negli occhi. La risposta di Intercampus è semplice: i loro allenatori staranno lì, disposti anche a dormire in tenda nel territorio di Nablus. La situazione si stempera: Moretti spiega per esteso il progetto davanti a un'assemblea. Alla fine le reazioni sono vivaci, lui non capisce una parolea di arabo, gli sembra che siano risentiti, invece sono entusiasti: la cosa si farà. Ma il sindaco pone una condizione, vuole gli allenatori più bravi perché quando incontreranno i bimbi israeliani i suoi dovranno vincere. Tempo dopo, purtroppo, il progetto deve essere sospeso perché non sussistono più le condizioni di sicurezza, per i bimbi e per gli operatori. 10mila ragazzini, tra gli otto e i quattordici anni partecipano annualmente al progetto Intercampus, con iniziative analoghe e modalità diversificate in base ai diversi paesi. In Cina per esempio è molto forte anche la presenza femminile, in Romania si è puntato sui bimbi degli orfanotrofi, considerai i paria dei paria, trasformati così in bimbi che hanno un ruolo e un'identità. C'è anche il rimpianto per quanti vanno fuori quota e non possono più partecipare, ma resta l'iniziativa, incalzata da un'infinità di richieste e sollecitazioni anche da parte delle Nazioni Unite. Moretti e i suoi però si muovono con i piedi di piombo, decidono di intervenire in una realtà solo quando esiste un progetto specifico e la possibilità di farlo camminare, quasi sempre trovando collaborazione in associazioni non governative che operano sul territorio. Forse i regali migliori sono davvero quelli che si fanno. L'Inter l'ha fatto, fedele alla vocazione internazionale che addirittura ha dato il nome alla squadra.</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Novembre-2008/art63.html">il manifesto</a></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-2443213566899463896?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-86289455631518221922008-11-15T16:34:00.004+01:002008-11-15T16:51:01.034+01:00Hanno la faccia come il culo/15<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR7vUIsfrbI/AAAAAAAAA64/gDHYWh8Alus/s1600-h/di+pietro.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268911743280590258" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR7vUIsfrbI/AAAAAAAAA64/gDHYWh8Alus/s200/di+pietro.bmp" border="0" /></a>Antonio Di Pietro ex ministro ed esponente della maggioranza di centrosinistra dal 2006 al 2008 si è opposto con tutte le sue forze (e con successo) alla richiesta della sinistra di istituire una commissione parlamentare di inchiesta (com'era previsto nel programma dell'Unione) che facesse chiarezza sul comportamento di polizia e carabinieri durante i tragici giorni del G8 a Genova nel luglio 2001. L'opposizione di Di Pietro fu quella decisiva: impedì che la commissione fosse formata. Di Pietro sosteneva che non c'era bisogno di nessuna iniziativa parlamentare perché bisognava avere fiducia nella magistratura, che avrebbe chiarito ogni ombra. Bene: ieri Di Pietro - dopo la vergognosa sentenza che manda assolti i vertici della polizia - senza neanche scusarsi per il disastro combinato negli anni scorsi con il suo atteggiamento da uomo di ferro della magistratura e della polizia, ha chiesto lui una commissione inchiesta, sapendo benissimo che il centrodestra non la concederà, e ora ha i numeri per non concederla, e che il rischio di una inchiesta del Parlamento non esiste. Perché nel biennio 2006-2008, quando il centrosinistra aveva i numeri per imporre questa commissione, Di Pietro si oppose così strenuamente?<br /></div><div align="justify">Ora, a distanza di poco più di un anno, Di Pietro si ravvede su quella decisione non può che denotare un livello di ipocrisia e opportunismo politico oppure di conclamata deficienza politica.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-8628945563151822192?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-83117506296498627612008-11-14T16:36:00.003+01:002008-11-14T16:41:06.256+01:00Anche se vi credete assolti....<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR2b-2OK0DI/AAAAAAAAA6w/x4efCb-QNSM/s1600-h/disoccupate+le+strade+dai+sogni.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268538643102486578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 183px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR2b-2OK0DI/AAAAAAAAA6w/x4efCb-QNSM/s200/disoccupate+le+strade+dai+sogni.bmp" border="0" /></a>Dopo che la politica ha legittimato i vertici della polizia, responsabili delle mattanze a Genova nel luglio 2001, con le promozioni degli imputati e il rifiuto della commissione d’inchiesta, il tribunale di Genova, con la sentenza emessa nella tarda serata di giovedì 13 novembre, li ha assolti anche dalle responsabilità penali ed ha legittimato l’immunità delle forze dell’ordine da qualsiasi reato. Il tribunale di Genova ha sentenziato che chi spacca una vetrina è stato punito con dieci anni di carcere (nel processo a 25 manifestanti, concluso in primo grado nel dicembre scorso), mentre i maltrattamenti e le torture sui detenuti a Balzaneto, la mattanza alla Diaz non hanno responsabili e mandanti .<br />Se la sentenza di luglio, relativa alle violenze e torture compiute dalle forze dell’ordine nei confronti di centinaia di giovani inermi all’interno della caserma di Bolzaneto, era sembrata un vero e proprio colpo di spugna, la sentenza riguardante la sanguinosa irruzione delle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz riesce a fare perfino di peggio assumendo il carattere di una vera e propria amnistia.<br />Nonostante nel corso del processo siano state dimostrate in maniera incontrovertibile le responsabilità degli agenti, sia per quanto riguarda le violenze gratuite nei confronti dei giovani che dormivano all’interno della scuola Diaz, sia in merito alla falsificazione delle prove consistenti in bombe molotov, picconi e spranghe portati sul posto dagli stessi poliziotti al fine di giustificare con l’inganno il proprio operato, la sentenza emessa dal Tribunale di Genova è di quelle da lasciare basito chiunque sia stato in grado di percepire la gravità degli accadimenti.<br />Mi piacerebbe sentir dire, da quei politici che un giorno sì e l’altro pure, disquisiscono di giustizia avendo in testa soltanto le immunità castali da una parte e la lotta alla microdelinquenza dall’altra, cosa pensano di questa vergognosa sentenza. Ma la politica, non da oggi, su Genova tace, e anche quando ha parlato non ha mai capito, e quando ha capito ha voluto archiviare, il valore paradigmatico che quei due scempi della Diaz e di Bolzaneto avevano e hanno per le sorti del nostro stato di diritto. Forza bruta contro legalità. Eccezione contro regola. Sospensione dei diritti fondamentali in uno spazio affrancato da ogni garanzia e ogni convenzione.<br />A Genova non fu questione di un po’ d’eccesso nella repressione di un movimento. A Genova fu sospeso lo stato di diritto, anzi, fu sperimentato che sospendere lo stato di diritto è possibile, senza che il potere politico sia chiamato a risponderne e senza che ne paghi alcuna conseguenza. Immunità per tutte le alte cariche dello Stato, conquistata sul campo molto prima che in parlamento.<br />Alla luce di questa sentenza che ha “graziato” i responsabili dei gravissimi fatti di sangue (ancora più gravi in quanto compiuti da coloro che dovrebbero far rispettare la legge) accaduti durante il G8 di Genova del 2001, non mi stupisce più di tanto constatare come il poliziotto Spaccarotella, responsabile dell’assassinio di Gabriele Sandri, avvenuto un anno fa all’interno del parcheggio di un autogrill, nonostante l’imputazione di omicidio non sia stato sospeso dal servizio e neppure abbia subito alcun procedimento disciplinare. Non resta che prendere coscienza del fatto che le forze dell’ordine, anche quando sbagliano, rispetto alla legge continuano a rimanere “più uguali” rispetti a tutti gli altri.<br />“Disoccupate le strade dai sogni ed arruolatevi nella polizia” cosi cantava Claudio Lolli dopo le giornate del marzo bolognese del 1977. E’ questo quello che ci vuole dire la sentenza di Genova. Ma si sbagliano se pensano di aver calpestato la nostra testardaggine per la verità e la giustizia. Le tragiche giornate del luglio 2001 rimarranno impresse dentro di noi. Lo schifo per questo potere ancora di più.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-8311750629649862761?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-12860921650247440442008-11-14T14:48:00.003+01:002008-11-14T14:56:50.801+01:00Lor Signori togati....<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR2DkxmZmjI/AAAAAAAAA6g/-TOMqIaOHlM/s1600-h/scritta+murale+carlo+giuliani.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268511806906276402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 125px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SR2DkxmZmjI/AAAAAAAAA6g/-TOMqIaOHlM/s320/scritta+murale+carlo+giuliani.jpg" border="0" /></a>Questi signori togati che hanno assolto i responsabili del massacro alla scuola Diaz a Genova somigliano sempre più al politico descritto da De Andrè nella Domenica delle Salme”<br />"<em><strong>il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni</strong></em>"<br />ma forse è più utile un'altra citazione, sempre di De Andrè:<br />"<em><strong>Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni</strong></em>" </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-1286092165024744044?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-45873369959768353402008-11-07T15:20:00.004+01:002008-11-07T15:26:59.091+01:00Obana ha vinto!. Bene, ma ora smettiamola a credere alla favole!<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SRRP-mD772I/AAAAAAAAA6Q/hxwXcOPgl0U/s1600-h/obana.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265921801090494306" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SRRP-mD772I/AAAAAAAAA6Q/hxwXcOPgl0U/s200/obana.jpg" border="0" /></a>La cosa che più sorprende all'indomani della vittoria di Obama è l'entusiasmo e la speranza che questo fatto ha risvegliato in milioni di cittadini, non solo americani. Anche in Europa molte persone sono convinte che l'arrivo del primo afro-americano alla Casa Bianca significherà cambiamento reale e uscita dalla crisi. Anche nella nostra piccola regione c'è chi come i consiglieri regionali Petraroia e Natalini che affermano e credono che l'elezione di Obama sia l'inizio di una vera rivoluzione. Personalmente penso che, purtroppo non sarà così. Non certo per fare il guastafeste, ma fra amici bisogna essere sinceri fino in fondo.<br />Sia chiaro, il fatto che gli americani abbiamo fatto fuori l'associazione a delinquere chiamata Partito Repubblicano con a capo Bush, Cheeney e Rumsfield non può che essere un fatto positivo. Questa è gente che aveva come propria bibbia un testo, Il PNAC (Progetto per un nuovo secolo amercicano), in cui si dice apertamente che gli Stati Uniti stavano vedendo diminuire la propria influenza nel mondo e che serviva un evento di grande impatto sull'opinione pubblica per poter avere il via libera per fare guerre strategiche per il dominio politico e l'appovvigionamento energetico in tutto il mondo. L'11 settembre 2001 successe ciò che auspicavano, proprio sotto la presidenza Bush...<br />Per analizzare il fenomeno Obama però bisogna andare oltre l'immaginario da commedia americana creato dai media americani ed europei, cioè quello del Cliff Robinson (vi ricordate la serie Tv "I Robinson"?) simpatico e affermato dottore che si prende cura della propria famiglia in modo aperto e moderno. Insieme a Arnold ha rappresentato l'accettazione del nero nelle case di milioni di americani senza però andare a scalfire il senso di colpa del bianco. La rappresentazione non conflittuale di un conflitto che tutt'ora è presente nella società americana.<br />Obama è un po' questo, l'uomo che serviva a rappresentare il cambiamento (anche per la sua pelle che diventa elemento visibile e inconfondibile di cambiamento): figlio di un nero keniota e di una bianca, buono studente nelle migliori facoltà americane che ce l'ha fatta nonostante non provenisse da famiglia ricca, passato di lotta per i diritti dei neri e uomo nuovo all'interno del Partito Democratico, quindi poco implicato nelle dinamiche dell'aristocrazia democratica rappresentata invece dall'altra commedia che i democratici avevano preparato, quella di Hillary Clinton donna in carriera che vuole superare il marito, la prima donna alla Casa Bianca.<br />Donna o nero, in ogni caso i democratici volevano rappresentare la novità con un cambiamento molto visibile, anche a occhio nudo e dai più disattenti.<br />Ha vinto la commedia con protagonista Obama, il nero che lotta ma rassicura.<br />Detto questo il fenomeno Obama va letto politicamente in una duplice lettura: da una parte ha avuto il grande merito di interpretare la volontà di cambiamento del popolo americano, specialmente a poche settimane dal più grosso disastro economico della storia di Wall Street. Ha avuto il grosso vantaggio che il disastro è avvenuto con i Repubblicani al governo (e non è un caso visto che hanno drenato ogni goccia di soldi pubblici per le guerre) e l'ha saputo sfruttare. Ha messo in piedi una squadra per la propaganda fatta per lo più da giovani volontari ed ha ingaggiato i migliori esperti di marketing politico. E' riuscito ad entrare nel cuore della gente, dei neri, dei latinos ma anche dei bianchi (il 43% ha votato per lui) tanto che è riuscito a portare alle urne il 66% degli aventi diritto (Kennedy si era fermato al 63%). Con un capillare e innovativo uso di internet è riuscito a farsi finanziare da centinaia di migliaia di sostenitori, anche con pochi dollari.<br />Insomma, ha stravinto ed è stato bravo.<br />Ma cosa ha permesso tutto ciò? 650 milioni di dollari di finanziamenti privati che gli hanno permesso di mettere in pratica le sue idee nel migliore dei modi. E senza badare a spese.<br />Da dove arrivano questi soldi? Molti da Wall Street tanto che lui ne ha ricevuti più di Mc Cain. E allora qualcosa inizia a non tornare: perché Wall Street dovrebbe dare soldi a uno che dice di voler abbozzare politiche sociali, aumentare le tasse ai ricchi e regolarizzare la posizione degli immigrati? Semplice, perché lo farà in termini minimi e in modo propagandistico (nell'ultima settimana di campagna elettorale oltre a giurare alta fedeltà al liberismo ha ridimensionato i suoi progetti sociali). Wall Street ha bisogno di soldi pubblici oltre ai 700 miliardi del piano Paulsen che ha già sfilato dalle tasche dei cittadini ma nelle file dei Repubblicani ci sono personaggi che per ideologia plurisecolare sono contrari al minimo accenno di ingresso dello stato nell'economia. E allora chi meglio di un democratico sa aprire le casse dello Stato?<br />E poi c'è la questione guerre. La guerra in Iraq a detta di molti Generali è persa o quantomeno in fase stagnante, insomma un pantano. Ma i Repubblicani laggiù hanno grossi interessi legati alla Exxon e alla Halliburton, le multinazionali di famiglia e quindi per Mc Cain un disimpegno dall'Iraq sarebbe stato più difficile. L'asse strategico dell'energia in questi anni si è spostato nella zona del Caspio (la guerra russo-georgiana ne è esempio lampante) e delle ex Repubbliche sovietiche proprio ai confini dell'Afghanistan. L'alternativa Obama infatti è quella del disimpegno irakeno per un potenziamento afghano a cui anche l'Italia sarà chiamata a contribuire con più uomini e mezzi. Intanto guardiamo se manterrà la promessa di togliere l'embargo dopo l'ennesima votazione dell'Onu favorevole a Cuba. Insomma, fra amici bisogna essere sinceri. Ha vinto Obama, bene. Ora per sperare in un futuro migliore mettiamoci tutti in gioco e smettiamo di pensare che la speranza sia riposta in un bravo attore che recita nel medesimo palco, finanziato dal solito produttore. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-4587336995976835340?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-14699214349334750072008-11-01T21:20:00.000+01:002008-11-01T21:21:45.994+01:00Oggi... come ieri...<a href="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQy6JmAocUI/AAAAAAAAA6A/yBiH_IYpXqA/s1600-h/cossiga.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263786738474053954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 292px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQy6JmAocUI/AAAAAAAAA6A/yBiH_IYpXqA/s400/cossiga.jpg" border="0" /></a><br /><div align="center"><strong><span style="font-size:180%;color:#ff0000;">KOSSIGA BOIA!!!<br /></span></strong></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-1469921434933475007?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-50897795564559418442008-10-27T16:46:00.002+01:002008-10-27T16:47:55.741+01:00Non è che l'inizio<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQXii9rvWjI/AAAAAAAAA54/7i19-dyJ0Sw/s1600-h/gap-cb.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261860829953743410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQXii9rvWjI/AAAAAAAAA54/7i19-dyJ0Sw/s200/gap-cb.jpg" border="0" /></a>"Non si arriva a fine mese", è proprio il caso di dirlo vedendo il successo dell'iniziativa tenuta sabato scorso da Rifondazione Comunista a Campobasso dove abbiamo distribuito 400 Kg. di pane ad un euro al kg contro il carovita trovando piena sintonia con tanti cittadini.<br />La crisi che stiamo vivendo è la conseguenza delle politiche neoliberiste fatte di precarietà e bassi salari, di liberalizzazioni e privatizzazioni, di aggressioni ai beni comuni e abbattimento del welfare e scuola pubblica. Questi lunghi anni di neoliberismo hanno devastato le nostre città, i nostri quartieri sono franati socialmente così come la nostra presenza. Ed è nei quartieri che aumenta l'ansia e la paura, questo avviene perché l'impoverimento generalizzato viene vissuto come solitudine, come colpa soggettiva, una colpa che ti incattivisce contro chi sta nel gradino sotto al tuo. Un processo d'impoverimento che in questi anni non ha incontrato la politica e l'agire collettivo come risposta, così la povertà oltre che una colpa è diventata invisibile. La sinistra, diciamocela tutta, ha saputo solo praticare la politica della riduzione del danno in questi anni, consentendo così ad una cultura autoritaria di sedimentarsi e di divenire egemonica. Siamo stati lontani dagli echi e dalla sofferenza quotidiana del nostro popolo che da tempo non arriva a fine mese. In questo quadro i risultati non verranno da una politica "riformatrice" che si pone prima il tema del governo "contro Berlusconi" senza riflettere fino in fondo su come modificare già da subito i rapporti di forza con i poteri forti e prospettare un'uscita a sinistra dal la crisi economica. Dobbiamo ritornare in strada, ed affrontare un lavoro lungo che si pone il problema di ricostruire un'opposizione di sinistra in una relazione nella quotidianità, con il vissuto ed i bisogni delle persone. Possiamo fare questo investendo in una nuova forma dell'agire politico, intrecciando vertenzialità, mutualismo, e nuove forme di democrazia che investono anche il nodo della rappresentanza. Bisogna ricominciare a sperimentare che la lotta, il conflitto cambia le nostre vite qui e ora. A partire dalla campagna contro il caro vita occorre unificare l'autunno, per questo la nostra mobilitazione non deve essere vissuta come episodica ma permanente. La nostra proposta politica è quella di rovesciare le politiche neoliberiste e chiedere ai governi, a partire dal nostro di rispondere alla dilagante povertà con misure sociali: adeguamento di salari e pensioni all'inflazione reale, paniere popolare calmierato con prezzi politici per i beni di prima necessità, riduzione generalizzata delle tariffe, lotta alla precarietà, potenziamento del welfare e difesa della scuola pubblica. Questa è secondo noi la ricetta per uscire dalla crisi, perché se il popolo risparmia sul pane, è difficile far ripartire l'economia! Stiamo provando a costruire i GAP (Gruppi di Acquisto Popolari), a partire dai quartieri popolari, con uno sforzo umano ed organizzativo enorme, una nuova forma di lotta che ci pare vincente pur tra mille difficoltà. Noi avanziamo una piattaforma politica in cui vengono coinvolti non solo il governo, ma anche le istituzioni locali che su questo terreno possono fare molto. Vogliamo aprire una vertenza costruendo al tempo stesso un nuovo mutualismo in grado di rinsaldare i legami sociali e produrre nuova militanza sociale. Nella relazione politica e sociale con gli uomini e con le donne che ci aiutano nella distribuzione si ricostruisce la lotta di classe, settimana dopo settimana, questo è il senso vero per un partito di sinistra, tornare ad essere utile alla gente e non chiudersi in sterili, noiosi, inutili e dannosi dibattiti solo sui cambi di casacca di personaggi che oggi sono del centro sinistra e domani del centro destra (e viceversa). I GAP che stiamo sperimento a Campobasso, partiti sabato scorso con 400 kg di pane e che replicheremo sabato 8 novembre con 1 tonnellata di pane, hanno l’ambizioso scopo di creare le “borse della spesa popolari”, distribuendo con lo stesso meccanismo pane, latte, e pasta, e lanciando al tempo stesso iniziative contro il rincaro delle tariffe, degli affitti, dei prezzi per i biglietti dei pandolari, dei libri di testo ecc. . Questo popolo che da tempo sa che non si arriva a fine mese e che vive questa condizione in assoluta solitudine ha oggi la possibilità concreta di riprendere voce mettendosi insieme. Il GAP, parola nobile presa in prestito da una sigla resistente è una riscoperta di una pratica di solidarietà fra pari, vecchia e dignitosa come la storia del movimento operaio. Solidarietà quindi, e non carità, perchè rispettare la dignità è importante. Nasce e si sperimenta così, un nuovo mutualismo vertenziale da utilizzare come alternativa concreta, utile. Da domani dovremo quindi attrezzarci per proseguire su questa direzione, non è che l'inizio...<br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-5089779556455941844?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-83002401290259977802008-10-23T17:52:00.006+02:002008-10-24T13:47:08.455+02:00BUONI COME IL PANE !!<div align="center"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQG1ZSnGglI/AAAAAAAAA5w/C4Y3OHfjNmg/s1600-h/bonicomerpane+copy.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260685285842649682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 147px; CURSOR: hand; HEIGHT: 169px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SQG1ZSnGglI/AAAAAAAAA5w/C4Y3OHfjNmg/s200/bonicomerpane+copy.jpg" border="0" /></a>I prezzi dei generi alimentari ed in particolare del pane<br />hanno subito nell’ultimo periodo rincari inaccettabili.<br />Il Governo Berlusconi è complice di questa situazione perché non fa nulla<br />per bloccare queste speculazioni.<br />Chiediamo la fine dei rincari ed il ribasso di prezzi e tariffe<br />attraverso l’istituzione di panieri calmierati.<br />Al tempo stesso ci stiamo organizzando concretamente<br />per abbattere i prezzi attraverso i<br /><strong><span style="color:#ff0000;">Gruppi di Acquisto Popolare (GAP) </span></strong><strong><span style="color:#ff0000;"></span></strong><br /><br /></div><p><strong><span style="color:#ff0000;"></p></span></strong><div align="center"><strong><span style="font-size:130%;"></span></strong></div><br /><div align="center"><span style="font-size:130%;">Sabato 25 ottobre dalle ore 9,30 </span></div><br /><br /><div align="center"><span style="font-size:130%;">sarà possibile acquistare il pane al prezzo calmierato di </span></div><div align="center"><span style="font-size:130%;"><br /><strong><span style="font-size:180%;">1 euro al Kg</span>. </strong></span></div><div align="center"><span style="font-size:130%;"><strong><br /></strong>presso il presidio contro il carovita<br />che Rifondazione Comunista organizza<br />nei pressi del parco comunale<br />di via XXIV Maggio a Campobasso<br /></span><br /><br /><strong><span style="font-family:lucida grande;font-size:130%;color:#ff0000;">RESISTI AL CAROVITA ENTRA NEI GAP</span></strong></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-8300240129025997780?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-31216721980729279232008-10-22T17:27:00.002+02:002008-10-22T17:45:37.171+02:00Berlusconi e l'opposizione...<div align="justify"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SP9KbSbwSwI/AAAAAAAAA5g/7WyfV1rDRFA/s1600-h/pdveltronisordilavoratojj9.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260004722457201410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SP9KbSbwSwI/AAAAAAAAA5g/7WyfV1rDRFA/s200/pdveltronisordilavoratojj9.jpg" border="0" /></a>Ponte sullo stretto, Tav, crisi Usa, riforma della giustizia, nucleare, governo, polizia nelle università occupate. Parla di tutto Berlusconi, spaziando da un argomento all'altro. Il premier è carico, forte del continuo aumento di fiducia nei confronti dell'esecutivo, un consenso che lui stesso definisce "quasi imbarazzante". Qualche giorno fa, alludendo ad una strategia di radicale trasformazione del paese, Berlusconi rispondeva così alle domande dei giornalisti. A questo punto verrebbe da chiedersi se Licio Gelli non sia il più grande veggente della storia del nostro paese. Le sue “predizioni” contenute nel “piano di rinascita democratica” lo collocherebbero poco dietro i pastorelli di Fatima a cui si mostrò la Madonna per fare delle confidenze sul destino tragico del pianeta. In fin dei conti si diventa solo ciò che si è. Tuttavia la formazione del regime non sarebbe comprensibile senza considerarlo come l’atto finale di un costante processo di cessione di territorio partecipativo democratico. Senza segnalare l’arretramento e la trasformazione culturale subiti dalla sinistra nel paese negli ultimi anni. Senza consideralo, in definitiva, come il modello di una prassi politica e di un’ideologia assecondata e imitata da chi invece avrebbe dovuto combatterla. La trasformazione autoritaria delle istituzioni è figlia: tanto del revisionismo di destra che ha reinterpretato e neutralizzato senso e significato della cultura democratica sorta dalla resistenza; sia della rimozione dell’appostamento critico nei confronti della realtà maturato negli anni della contestazione del 68; che del revisionismo di sinistra il quale in virtù di una insostenibile idea di un capitalismo dal volto umano, si è votato alla mistica del mercato finendo, in nome di una svolta risultata incomprensibile alla propria base elettorale per consegnare paese ed istituzioni nelle mani di Berlusconi. Il vuoto pneumatico che segna l’egemonia culturale dei vincitori materializza la forma più insignificante ma anche la più subdola capacità di eversione con cui il populismo mediatico si innalza al ruolo d’ideologia statutaria del regime corredata ora, dopo la riforma Gelmini, da tanto di principi educativi e vademecum disciplinare-formativo. E’ il risultato più raffinato che discende dall’ indiscriminato e costante uso dell’informazione come arma di seduzione e formazione di consenso (di pasoliniana memoria) che la simbologia dell’imprenditore che opera al di là del bene e del male, ha conseguito in ogni dove del paese. Qualche anno fa, proprio quando si allargava la forbice della rappresentanza fra mondo della politica e paese reale e si lanciava il progetto di fare piazza pulita dell’antagonismo culminato con la repressione avvenuta in occasione del G8 di Genova, qualcuno si è sforzato di spiegarci come in Italia non si potesse parlare di regime ma tant’è. Come il più semplice dei calcoli aritmetici, si faceva strada ineluttabile, un senso della “cittadinanza” basato sulla decostruzione puntuale delle relazioni democratiche a cui faceva eco un epidemico sentimento di sfiducia nutrito dalla gente nei confronti delle istituzioni. Così si è creato un vuoto. Un vuoto di cui l’indulto ha rappresentato lo psicodramma mimato di fronte al paese da una classe politica alla ricerca della sospensione dello stato di diritto per sé e per quel sottobosco di procacciatori di consenso che capillarmente invadono il paese stravolgendo senso e significato della legalità. In questo senso il lodo Alfano conclude il medesimo processo facendo dell’immunità conseguita dal cavaliere il frutto velenoso contenuto nel progetto di trasformazione delle regole che presiedono alla formazione della rappresentanza democratica parlamentare. Il cosiddetto porcellum, la creazione del duopolio PDL-PD, l’eliminazione delle preferenze nelle modalità d’espressione del voto, l’innalzamento dello sbarramento al 5 e all’ 8% rispettivamente alla camera e al senato, le liste bloccate dalle segreterie di partito, l’appello bipartisan al “voto utile” non sarebbero stati possibili se tutto ciò non fosse stato preventivamente concordato e caparbiamente ricercato. E oggi che assistiamo alla sconfitta “epocale” d’ogni cultura democratica maturata nella luminosità di anni di battaglie civili e politiche combattute in nome e per conto dell’allargamento della costituzione materiale del paese, mi chiedo: è questo il senso finale del tanto vagheggiato riformismo e della tanto ricercata normalizzazione del paese ? E dopo la riforma della giustizia, in queste condizioni d’emergenza democratica, conosceremo l’inedito volto di un Berlusconi che si ergerà a paladino della questione morale ? Qualcuno imbrigliato nella ragnatela della “riforma delle istituzioni” ordita da Berlusconi ed avvocati, rimarrà con un piede nella tagliola vittima di accordi non rispettati? L’opposizione parlamentare ha perso e continuerà a perdere quando agli occhi della sua gente finisce per assomigliare troppo al nemico perpetuando quel senso di solitudine, di scoramento che oramai da anni campeggia fra tutti quei cittadini, lavoratori, studenti, precari, disoccupati, immigrati, donne e uomini, insomma fra tutti quei soggetti ed individui che nel corso di questi anni, proprio lì nel basso della società, hanno subito e subiscono un devastante processo di capillare annichilimento dei propri diritti e delle proprie condizioni materiali di vita. Il paese reale assomiglia ora e ogni giorno di più, alla vittima sacrificale offerta all’efficiente macchina di distruzione dei capisaldi del diritto costituzionale dietro cui si nascondono alchimie di alleanze forti che spianano la strada alla paurosa regressione civile, culturale, sociale ed economica della nazione.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-3121672198072927923?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-3989008527717705006.post-2649105077015398802008-10-13T15:41:00.003+02:002008-10-13T15:52:08.583+02:00E' stata proprio una bella giornata<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SPNSVGN2OUI/AAAAAAAAA5Y/YS-T-riKwNo/s1600-h/roma+11+ottobre.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256635712470923586" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DhnkqcjwBiM/SPNSVGN2OUI/AAAAAAAAA5Y/YS-T-riKwNo/s200/roma+11+ottobre.jpg" border="0" /></a>Sabato 11 ottobre a Roma c'è stata stata una manifestazione grande, oltre ogni previsione. L'inizio di una nuova riscossa. Una manifestazione su cui, tuttavia, sono necessarie alcune riflessioni. Andavano bene tutte quelle bandiere rosse con falce e martello, la riaffermazione della necessità di ripartire, innanzitutto; la riaffermazione dell'opposizione radicale alla destra dentro un quadro di classe, che mette al centro la contestazione delle politiche liberiste e confindustriali e la necessità di un'alternativa imperniata sul rilancio delle politiche sociali, su un nuovo ruolo del pubblico nell'economia, sulla redistribuzione delle ricchezze, sul soddisfacimento dei bisogni popolari. Un'opposizione che, come tale, è alternativa a quella del Pd. Dentro questo quadro, la necessità della costruzione di un blocco sociale alternativo lungo un percorso che ne determini i contenuti politici e programmatici. E' su questo percorso, e non prima di esso, che si deve verificare e si può determinare, concretamente, l'unità dei comunisti e della sinistra più generale.Già!, ma costruire un percorso significa, in primo luogo, costruire delle lotte. E' di qui che occorre partire. Nella consapevolezza che la costruzione di contenuti radicali non consiste nel declamare dieci, cento, mille volte la parola 'comunismo' o la porola "unita della sinistra". Non vorrei essere, su questo, frainteso; ma attivando dieci, cento, mille lotte quotidiane piccole e grandi nelle scuole, nei luoghi di lavoro, sui territori; accendendo dieci, cento, mille fuochi nella prateria.Percorrendo il lungo corteo, ho notato la stridente discrepanza non tra le sigle, che pure c'era (Prc, Pdci, costituenti della sinistra e dei comunisti, Pcl, ecc. ecc.); ma tra esse, cioè realtà esprimentisi in modi politicamente e ideologicamente autoreferenziali, e gli spezzoni del corteo che esprimevano realtà concrete di lotta e di movimento: i precari della scuola, i comitati napoletani di lotta contro le discariche, i No Tav, i No Dal Molin. Ma, in particolare, mi ha impressionato il foltissimo spezzone di Action: centinaia e centinaia di immigrati, donne islamiche col velo, occupanti di case, famiglie intere di borgatari, un' umanità composita di nuovo proletariato urbano derelitto e e relegato ai margini, che tanto sarebbe piaciuto a Pasolini. Esprimevano essi stessi, nella loro stessa fisicità, la rappresentazione vera dell' opposizione e dell'alternativa sociale, coi loro slogan crudi e perentori, che parlavano di occupazioni di case, maledivano banche e banchieri, reclamavano pane, lavoro e dignità per tutti e tutte. Un'umanità senza voce, che si riprende la voce. Come ripianare questa discrepanza? E' su questo che il Prc deve interrogarsi; è di qui che deve ripartire. Colmare questa distanza è il compito prioritario. Si metta, dunque, almeno per un bel po', il silenziatore alle dispute ideologiche astratte. Si smetta per un bel po' di disquisire di costituenti e rapporti tra ceti e militanze politiche. E ci si immerga nei movimenti reali per insegnare; ma, soprattutto, per imparare. Si capisca che il precipitare della crisi economica e sociale può portare ad esplosioni imprevedibili. E che, per questo, occorre avere visioni di lungo respiro, ma anche capacità di immergersi nell'immediatezza. Che la realtà quotidiana non ha i tempi della politica politicante. E che occorre alzare il tiro, aprendosi a ogni sperimentazione, a ogni tipo e ogni forma di lotta, connettendosi ai grandi e ai piccoli bisogni popolari, siano essi collettivi, di piccoli gruppi e finanche individuali. Avendo ben presente che in una società frantumata, parcellizzata, nella quale non esistono più i fronti sociali omogenei e, soprattutto, non esistendo quasi più gli ammortizzatori sociali che ti permettano la spalmatura sui tempi propizi per la soluzione dei problemi e di agire in una logica di compatibilità con i tempi della programmazione politica e con i rapporti di classe, tu devi essere, oggi, in grado di dare risposte immediate a bisogni immediati. Di qui l'importanza giustamente data dal partito alla necessità di un nuovo mutualismo, il quale deve, tuttavia, includere non solo forme di solidarietà, ma anche di spalleggiamento e supporto attivo ad iniziative di lotta e di disobbedienza, anche microterritoriali e micronumeriche, anche individuali. Per capirci: se uno decide di non pagare più il mutuo o di autoridursi l'affitto o di ribellarsi a una qualunque ingiustizia subita, alla lesione di un proprio diritto, deve sapere di non essere solo nella sua scelta disperata; ma di poter contare su una rete di protezione politica e sociale, che supporti e dia prospettive di successo alla sua ribellione. Se così non sarà, non avremo prospettiva politica. E non ci sarà costituente o coordinamento che tenga. Insieme con il rilancio e la ricostruzione del partito, vanno ricostruite le forme di organizzazione e di intervento politico in sintonia con le nuove necessità di esplicazione del conflitto sociale. E' necessario un partito che non giunga spiazzato, politicamente e organizzativamente, all'appuntamento con l'esplosione sociale dei nuovi proletariati metropolitani; ma che, anzi, ne solleciti la nascita e la proliferazione. L'esperienza di Action va fatta propria, estesa e generalizzata. Sarà nel solco di questa sfida che si determineranno le forme e i contenuti del processo di una nuova rifondazione comunista. Se si sbaglia questa volta, non avremo più prove d'appello, almeno per un'intera generazione. E chi, a sinistra, sarà della partita, sarà il benvenuto tra noi. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3989008527717705006-264910507701539880?l=www.italodisabato.org'/></div>ikarohttp://www.blogger.com/profile/13628225485284229480noreply@blogger.com1