<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473</id><updated>2009-11-08T16:16:29.658+01:00</updated><title type='text'>Basket City</title><subtitle type='html'>we are basketball lovers</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>95</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-8661680062671293602</id><published>2009-11-04T22:55:00.003+01:00</published><updated>2009-11-04T23:55:38.968+01:00</updated><title type='text'>L'importanza di chiamarsi Morrison</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nba.com/media/act_adam_morrison.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 240px;" src="http://www.nba.com/media/act_adam_morrison.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Se vi capita di trovarvi, per nascita o semplicemente per lavoro, negli Stati Uniti e fate Morrison di cognome, tranquilli. Ci sono ampie probabilità che abbiate successo. Ovviamente, come per tutti negli USA, la durata del medesimo, una volta raggiunto, dipende da voi, dalla vostra abilità, dal vostro fisico, dalla vostra mente, da voi stessi insomma.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'apripista di questa tendenza è stato indubbiamente &lt;strong&gt;James Douglas "Jim" Morrison&lt;/strong&gt;, nato a Melbourne (ma quella della Florida) nell'Anno Domini 1943. Il primo dei Morrison era un cantante, nonché compositore di testi di un certo livello - diciamo giusto una spanna sotto quel Bob Dylan che in America si studia nelle scuole tra i poeti contemporanei - transitato da Florida State e da UCLA senza tuttavia portare a casa una laurea. Il figlio dell'Ammiraglio George S. Morrison tuttavia, insieme ai compagni di squadra Manzarek, Krieger e Densmore (a completare il quintetto mettiamoci Albert Hoffmann, e William Blake come Head Coach), si è ritagliato un posto di tutto rispetto nella storia. Del rock, ok, ma non solo di quello.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Quindi tocca allo scozzese &lt;strong&gt; Grant Morrison&lt;/strong&gt;, autore di fumetti principalmente per la DC Comics, non so se vi dice niente il nome "Batman". Se la risposta è no, benvenuti sul Pianeta Terra, terzo del sistema solare, eccetera. Eisner Award 2006, per le statistiche, nonché, a quanto pare, unico autore di fumetti ad avere un alter ego nel mondo delle nuvole parlanti, i cui diritti sono peraltro detenuti dalla DC Comics di cui sopra.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Se vi siete chiesti il perché di questo lungo preambolo, il motivo vero per cui ne stiamo parlando qui è il terzo capitolo della saga, quell'&lt;strong&gt;Adam Morrison&lt;/strong&gt; dal look vintage che più vintage non si può, attualmente in forza (?) ai Los Angeles Lakers, che come si evince dalla colonna a destra del presente pezzo, sono i campioni NBA in carica. La storia di Adam è talmente singolare da meritare di essere raccontata qui, nonostante non sia un giocatore che in gialloviola sposti alcun equilibrio. Nel corso della sua carriera NCAA a Gonzaga (&lt;em&gt;Alma Mater &lt;/em&gt;di John Stockton, nel caso ve lo foste dimenticati), durante la stagione 2005-2006, il suo rendimento era tale che secondo alcune accreditate giurie di addetti ai lavori poteva essere considerato alla pari di Sua Maestà JJ Redick, uno che nel basket collegiale le onde le ha fatte per davvero. E in effetti il giorno del draft il suo nome venne fuori per terzo, dopo i soli Bargnani e Aldridge. Grazie soprattutto ai 28.1 per allacciata, che avevano fatto gridare più d'uno al redivivo Larry Bird. A posteriori, magari non era il caso, ma vai a saperlo. E poi, a sceglierlo era stato un certo Michael Jordan, roba che te la metti anche nel biglietto da visita. In sovrannumero, aggiungete che questo qua si fa le punture di insulina nell'addome quando non è in campo, perché a 13 anni gli è stato diagnosticato il diabete. Per un periodo, durante la sua stagione da &lt;em&gt;rookie&lt;/em&gt;, era anche in testa ai ranking ufficiali. Poi, un po' la difesa, un po' le triple che non sempre entravano, ha perso posizioni ed è comunque entrato nel secondo quintetto di fine stagione. La fortuna, poi, ha preso a voltargli a poco a poco le spalle, nel senso che la sua seconda stagione NBA non è neanche iniziata, a causa della rottura del crociato anteriore quando mancavano dieci giorni alla prima palla a due. Al ritorno nei campi dei pro, l'anno dopo, lo spazio era diminuito, fin quasi ad azzerarsi. Così, quando ai Lakers mancava una contropartita per equilibrare lo scambio Brown-Radmanovic, ecco che il terzo dei Morrison celebri se ne va in gialloviola. Così, nel suo curriculum, può anche mettere "parte del roster dei Los Angeles Lakers campioni NBA 2009". La sfiga sta nel fatto che, essendo stato tagliato prima dei playoff, l'anello di campione non dovrebbero averglielo dato. Segnali confortanti sono venuti dalla Summer League, anche se in campionato pare essere tornato in fondo a tutte le rotazioni di Coach Zen. Ma in fondo, anche così ha avuto ben più di un quarto d'ora di celebrità...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-8661680062671293602?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/8661680062671293602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=8661680062671293602&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8661680062671293602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8661680062671293602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/11/limportanza-di-chiamarsi-morrison.html' title='L&apos;importanza di chiamarsi Morrison'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-2264823812719253503</id><published>2009-10-29T18:36:00.004+01:00</published><updated>2009-10-29T22:20:34.093+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>La mia prima volta...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SunTSLmA2dI/AAAAAAAAACs/ChulTAXooiI/s1600-h/P1010801.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SunTSLmA2dI/AAAAAAAAACs/ChulTAXooiI/s320/P1010801.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398077937683585490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;b&gt;AVVISO IMPORTANTE:&lt;/b&gt; questo è uno di quei post sboroni scritti da &lt;i&gt;"uno di quelli che sono andati là a vivere per un pò, hanno visto una partita e lo vogliono far sapere a tutti...che pena..."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;b&gt;20 ottobre 2009, New York City, Madison Square Garden:&lt;/b&gt; perdo ufficialmente la mia verginità nei confronti della Lega assistendo alla mia prima partita live, Knicks-Celtics. Solo preseason? Dettagli…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Essendo un occasionale (molto occasionale) frequentatore di palazzetti dello sport italici rimango spiazzato dall’effetto che fa stare dentro a “the world’s most famous arena” (sempre modesti…), avendo pagato una cifra degna di nota ero munito di seggiolino molto vicino al canestro (5-6 metri dietro al tabellone) e noto subito che se guardo il campo sembra tutto raccolto e piccolino, quasi fossimo in un back yard qualunque, ma quando alzo gli occhi mi rendo conto che sono sul fondo del secchio e l’immagine fa tremare le gambe…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Arrivato con un anticipo mostruoso (la tensione…) vedo che in campo c’è Big Baby Davis che si scalda, penso: “Beh, non sarebbe male avvicinarmi un po’ e fare un paio di foto…” ecco più mi avvicino timidamente più mi rendo conto che non ci sono barriere tra me ed il campo e che nessuno mi ferma (?!?)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Mentre sono impegnato a fare un paio di foto a Davis mi avvicina una coppia di ragazzi di Boston, abbonati ai Celtics che salutano (e vengono calorosamente ricambiati) Big Baby e iniziano a urlare “’Sheed! ‘Sheed!”…già perché io – ormai completamente rincoglionito – non mi ero accorto che nel frattempo era entrato in campo Rasheed Wallace (uno dei miei all-time favourites) che stava tranquillamente facendo horse a 5 metri da me!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Se vi piace il basket veder tirare quello lì nel riscaldamento è una benedizione…praticamente tira il 95% senza sforzo (e va bene che non è marcato ma questo è un 2.10 abbondante…non so se mi spiego…), la cosa devastante (una delle tante…) è l’altezza da cui parte il pallone quando tira, roba che non è semplicemente contestabile…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Chiedo ai miei due nuovi amichetti ultras dei Celitici se è prevista un’apparizione del Garnett ma – ahimè – mi dicono che LUI non scende mai in campo prima della presentazione delle squadre…merda…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Meanwhile si fa vedere anche qualche Knick ma niente Danilo per ora…il palazzo si riempie lentamente (molto, troppo lentamente…) poi le squadre scendono in campo per gli ultimi dieci minuti di warm up e KG5 saluta il pubblico del MSG con una schiacciata degna di un più nobile turno di playoff…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Arriva il momento – molto americano – dell’esecuzione dell’inno nazionale: una bambina che onestamente non mi fa impazzire per come canta, ma che in quel contesto alla fine funziona…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Si spengono le luci ed iniziano le presentazioni delle squadre: piccola delusione, fanno molto più effetto viste in tv che dal vivo, primo perché non sai mai se guardare il mega plasma sopra la tua testa o il campo, secondo perché “bello per carità ma quando cazzo inizia la partita?!”&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Si alza la palla a due e come per magia tre ore e quaranta minuti (3 h e 40 min.!!!) volano via…e mi rimangono in mente un urlo di Garnett che ancora non mi fa dormire la notte per la paura ed “una Danilovic” del Gallo (finta direzionale direttamente dal palleggio e tiro da tre) più la netta sensazione che questo sia un altro sport rispetto al nostro basket…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Valutazioni random:&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Gallinari:&lt;/b&gt; Tecnicamente sono convinto che sia il numero 1 dei Knicks e vederlo dal vivo mi ha confermato come sia la cosa che più mi ricorda Toni Kukoc, purtroppo anche in difesa…lo hanno ingrossato tanto – credo per i problemi alla schiena – ma questo lo rende ancora più lento di quanto già non fosse. In attacco non ha problemi contro (quasi) nessuno anche a questo livello, in difesa sono cazzi…e qua la difesa conta tanto. Nel primo tempo ha avuto vita difficile perché marcato da ‘Sheed poi si è sbloccato ed ha fatto bene anche quando attaccava contro Pierce…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;David Lee:&lt;/b&gt; Mi ha onestamente impressionato, non è un giocatore spettacolare né di particolare talento ma è sempre al posto giusto e quello che deve fare – sgomitare sotto canestro, prendere rimbalzi e tirare dentro un raggio di quattro/cinque metri – lo fa benone…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Nate Robinson:&lt;/b&gt; non lo capisco…velocissimo e di un atletismo fuori da ogni paragone…ma onestamente non lo vorrei mai in una mia squadra perché non costruisce mai gioco (e dovrebbe essere un play)…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Al Harrington:&lt;/b&gt; grandissimo talento. Ha giocato praticamente da solo per tutto il primo tempo tenendo NY a galla…e aspettando che Gallinari e Lee iniziassero a giocare…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Garnett:&lt;/b&gt; brutte notizie per noi tifosi gialloviola…se lui sta bene i Celtics sono da titolo. Con Wallace hanno fatto vedere momenti di difesa al limite dell’annullamento dell’avversario…è qualcosa di più del semplice leader della squadra…intimidatorio per tutti, pubblico compreso.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Wallace:&lt;/b&gt; Gioca nella sua situazione ideale, come durante il suo primo anno a Detroit: minuti di qualità in una squadra fondata sulla miglior difesa della Lega e con uno (KG), due (PP) e forse tre (Allen e Rondo) uomini che in attacco vengono prima di lui (ma NON sono più importanti). Come quell’anno a Motown non deve essere l’eroe tutte le sere ma solo quando ne ha voglia…ah, quell’anno ha vinto il titolo…sarà un caso?!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;Rondo:&lt;/b&gt; Il giocatore che più mi ha sorpreso…forte in attacco e solido in difesa (ruba tutto quello che gli capita vicino), velocissimo e sempre attento alla squadra. Iperprotetto da Garnett, si sente assolutamente a suo agio nel ruolo chiave di play…come ho detto ai miei amici in Italia: per essere Tony Parker gli manca solo Eva Longoria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Bene. Bravi. Ma iniziamo la stagione vera chè sarebbe anche ora…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;em&gt;Update:&lt;/em&gt; La stagione è effettivamente iniziata con una vittoria senza gloria dei Lakers nel derby (dopo la cerimonia di consegna degli anelli) e soprattutto con buone (buonissime?!?) prestazioni degli italiani... Bargnani DEVE andare all'All-Star Game quest'anno...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-2264823812719253503?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/2264823812719253503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=2264823812719253503&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2264823812719253503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2264823812719253503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/10/la-mia-prima-volta.html' title='La mia prima volta...'/><author><name>sasha</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10277322772188597845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14958961888570769799'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SunTSLmA2dI/AAAAAAAAACs/ChulTAXooiI/s72-c/P1010801.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-2670355769470494541</id><published>2009-08-27T19:35:00.002+02:00</published><updated>2009-10-29T22:20:34.094+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>Welcome to the Sunny California</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SpbGYUJFqkI/AAAAAAAAACk/QGlpXaj0Vhs/s1600-h/3635967483_908e359653.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SpbGYUJFqkI/AAAAAAAAACk/QGlpXaj0Vhs/s320/3635967483_908e359653.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374701326339254850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Due o tre cose (vabbè facciamo quattro) sull’estate losangelina…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;1) Sono tifoso dei Lakers. Da sempre. Da quando a metà degli anni Ottanta mi feci comprare una canotta giallo-viola che avevo visto in vetrina in uno di quei negozi del lungo mare di Rimini, uno di quelli cui passi di fronte per andare in spiaggia. Ero piccolo (tipo 7-8 anni), non avevo la minima idea di cosa rappresentasse quella maglia, ma mi piaceva ed i miei me la comprarono. C’era sù un numero. Il 32.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Capirete quindi che il giungo del 2009 avrebbe dovuto rappresentare una goduria non indifferente per il sottoscritto: un titolo vinto dopo un periodo di magra, con una squadra rinnovata e abbastanza giovane, il primo dell’era Bryant “gone solo”...insomma roba grossa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Vi è mai capitato di assaporare la sensazione – piuttosto amarognola – di non riuscire a godervi una cosa fino in fondo, perchè sembra sempre esserci qualcos’altro che ve la rovina? Ecco, a me è successo guardando la parata celebrativa dei Lakers, lo scorso giugno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Dopo tutte le discussioni sul fare o meno la parata stessa (il “Governator”- come ha recentemente mostrato in un video su Twitter, dove con un coltello di 30 cm. “illustra” i tagli della sua amministrazione ai californiani - non aveva i fondi, il Comune di LA anche meno e la parata costa un milione di usd tondi-tondi), quando finalmente si riesce ad organizzare qualcosa arriva il patatràc...almeno per me.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Va bene che Howard è il centro più forte (anche perchè è l’unico rimasto, insieme al cinese) della Lega, va bene Hedo il turco e Lewis...ma non c’era Garnett...ecco il problema: questo titolo per me è un “titolino”, uno di quelli che tutti ricorderanno come “sì avete vinto, ma se arrivava in finale Boston...”. Ed è la verità, con KG Boston sarebbe tornata – verosimilmente – in finale e sarebbe stato un altro discorso. In caso di vittoria sarebbe stato un Titolo e non un titolino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;2) Bryant è sempre Bryant: Dando un’occhiata alle immagini della parata stessa noto subito che c’è un’altra cosa che non va: una maglietta, quella di Bryant per essere precisi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Non c’è niente da fare, ci sono persone che non riescono a smentirsi mai...”sei così stupido da non accorgerti nemmeno che hai vinto!” dice Harvey Keitel a George Clooney in “Dal Tramonto all’Alba”...un concetto che sembra andare a genio per il Mamba...non che lo ritenga uno stupido, ma una persona che non riesce a godersi quello che ottiene perchè costantemente tormentato da manie persecutorie quello sì.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;La maglia in questione aveva due difetti, che poi sono sostanzialmente uno, lo stesso: il sentirsi diverso, fuori dal gruppo. La stampa sul petto del 24 era un disegno di una mano – quella di Bryant – in graffiti style con 4 anelli di campione NBA alle dita, da questo due considerazioni: 1) Nessun altro (tranne Fisher) ha partecipato alle quattro cavalcate vincenti dei gialloviola dal 2000 a qua; 2) Tutti gli altri (Da Fish compreso) avevano la maglia celebrativa della squadra, la squadra appunto, un concetto che a Kobe rimane proprio indigesto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;Ora...io capisco che Bryant si sia tolto una scimmia enorme dalla spalla vincendo questo titolo, ma non mi sembra questo il modo adatto a celebrare, in fondo quando giocava senza Gasol e Odom (o senza Ariza) non è poi che avesse tanto da festeggiare...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;Se passi gli ultimi tre-quattro anni a dichiarare ai quattro venti di essere un giocatore cambiato, un uomo squadra, non più un solista, che dopo quello che è successo in un hotel di Eagle in Colorado tutto sarà &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;diverso ed alla prima occasione ti metti una maglia che dice “bravi tutti ma io un pò di più” poi le critiche te le cerchi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;3) La Nike ha perso il senso della misura: Probabilmente la colpa è anche – almeno in parte – della Nike che quest’estate non ne ha indovinata una: prima la maglia celebrativa del titolo di MVP della regular season per James (fatta uscire all’indomani della sortita di quest’ultimo dai playoff con tanto di figura da bamboccio che se ne va senza salutare “perchè il pallone è mio e si gioca come dico io!”), poi la storia del video sequestrato ai giornalisti in una palestra dell’Ohio (sì, quello del tipo del college che stampa la bimane su LBJ...) ed infine questa maglietta tanto di buon gusto...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;4) Goodbye Trevor, Welcome Ron-Ron: A concludere l’opera è arrivato il botto di mercato – e speriamo che sia l’unico “botto” della stagione di LA – l’acquisto di Ron “cojones” Artest, praticamente come mettere Gattuso e Poulsen (o un israeliano ed un palestinese) nello stesso spogliatoio e dirgli “mi raccomando comportatevi bene, ovviamente per il bene della squadra!”...un’operazione stile “Oasis” insomma (che fanno dischi e concerti quando i Gallagher Bros. riescono a non prendersi a manate per almeno mezz’ora)...io già sento lo “swoosh” nell’aria (che non è il logo della Nike ma il rumore del destro di Artest al primo comportamento da fighetta di Bryant)...Che poi c’era davvero bisogno di questo scambio? Ron è un grandissimo difensore ed un giocatore troppo spesso sottovalutato in attacco (dove ha messo in bacheca anche cifre notevoli in carriera), ma metterlo in un ambiente come quello di Hollywood a me sembra un pò pericoloso. Tra l’altro sacrificando Ariza che è stato protagonista di una grande stagione (soprattutto in difesa) e che è anche molto più giovane (Artest è un ’79 mentre Ariza un ’85) ed in teoria più futuribile...Mah, solo a Los Angeles...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-ascii-theme-font:minor-latin;mso-fareast-font-family:Calibri;mso-fareast-theme-font: minor-latin;mso-hansi-theme-font:minor-latin;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-theme-font:minor-bidi;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US; mso-bidi-language:AR-SAfont-family:&amp;quot;;font-size:11.0pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-2670355769470494541?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/2670355769470494541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=2670355769470494541&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2670355769470494541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2670355769470494541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/08/welcome-to-sunny-california.html' title='Welcome to the Sunny California'/><author><name>sasha</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10277322772188597845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14958961888570769799'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HKluXwL76wM/SpbGYUJFqkI/AAAAAAAAACk/QGlpXaj0Vhs/s72-c/3635967483_908e359653.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-7353178319346544225</id><published>2009-06-26T22:14:00.004+02:00</published><updated>2009-10-29T22:21:15.276+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Gente che viene, gente che resta, gente che va...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;...ovvero, la stagione 2009-2010 in pillole.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gente che viene.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Ovvero, la Pallacanestro Varese. La permanenza in purgatorio - la comunque avvincente LegaDue - dura solo un anno, grazie al Pillastrini, ai Grandi Vecchi che sono rimasti, al sempre ben accetto Fattore C. Anche perché Veroli è stata avversaria tosta, capace di battere i biancorossi sia in finale di Coppa Italia di Legadue sia nello scontro diretto dell'andata, trasformando in un &lt;em&gt;must-be-win&lt;/em&gt; l'ultima di campionato, che i ragazzi del Pilla hanno portato in cascina con un 81-70 sudato ma meritato, di fronte ad un PalaWhirlpool che sembrava quello dei tempi di Poz &amp;amp; Menego. Bentornata, Varese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche Daniel Hackett viene, a giocare in Italia, però. Non credo ci sia rimasto benissimo della mancata chiamata al draft NBA, chissà perché oramai che c'era non ha deciso di fare l'ultimo anno di college. Comunque sia, la Benetton Treviso è un gran bel posto per crescere. Per lui e Motiejunas. Non sapete chi sia il secondo? Lo scoprirete tra poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gente che resta.&lt;/strong&gt; La Nazionale Italiana. Resta, nel senso che resta al palo. Niente qualificazione agli Europei di Polonia nell'&lt;em&gt;additional round &lt;/em&gt;di agosto, se la giocheranno dopodomani Francia e Belgio (inutile che vi dica chi è favorito), e salvo sorprese che non paiono dietro l'angolo, niente mondiali il prossimo anno. Resta fermo tutto il movimento del basket italiano, perché era anche grazie alle imprese degli azzurri di una decina di anni fa se oggi abbiamo Bargnani, Belinelli, Gallinari eccetera. Peccato che non siano bastati. Pare difficile che resti Recalcati, ma non ce ne stupiremmo poi molto. Non sempre le disfatte sono colpa del generale, a volte sono anche le truppe a non comportarsi nel modo dovuto. Ad esempio sottovalutando un girone di qualificazione agli Europei che pareva ampiamente alla portata dei nostri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gente che va.&lt;/strong&gt; "&lt;a href="http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Basket/Usa/25-08-2009/beasley-ricoverato-501126442935.shtml"&gt;Houston? Abbiamo un problema...", &lt;/a&gt;oltre che un classico del cinema, pare essere diventata una realtà per Michael Beasley, passato dall'essere una delle stelline emergenti dei Miami Heat ad un maniaco depressivo nel breve volgere di una &lt;em&gt;offseason&lt;/em&gt;. No (further) comment. Anzi, uno si. &lt;em&gt;La vita è 'na mmerda, fratello. Soprattutto se per guadagnatte da campa' devi gioca' a basket. Aripijete!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche Belinelli va, destinazione Toronto Raptors: meglio così, finalmente vedremo quale siano le sue reali potenzialità in chiave NBA. Va anche Ettore Messina, che si avvicina un po' all'Oceano Atlantico, da Mosca a Madrid, sempre con la vittoria dell'Eurolega in testa. Non sarebbe male un coach &lt;em&gt;galactico&lt;/em&gt; in nazionale, anche se a quanto pare in caso di partenza di Recalcati ci toccherebbe Pianigiani, uno che di italiani se ne intende. Anche Allen Iverson va, anche se ancora non si sa dove, a regalare i suoi ultimi sprazzi di classe: non oso pensare a cosa accadrebbe se si decidesse ad andare in una certa cittadina della Florida...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infine, anche la Fortitudo Bologna va. E questo, checché ne pensino i virtussini, è un peccato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono solo pillole, peraltro ovviamente a bocce ferme: non resta che mettersi seduti e vedere cosa hanno in serbo per noi gli dèi del basket.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-7353178319346544225?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/7353178319346544225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=7353178319346544225&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/7353178319346544225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/7353178319346544225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/gente-che-viene-gente-che-resta-gente.html' title='Gente che viene, gente che resta, gente che va...'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-5717924405839629123</id><published>2009-06-15T22:40:00.005+02:00</published><updated>2009-06-15T23:43:14.905+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>NBA Finals Game 5: Orlando Magic 86 - LA Lakers 99</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La stagione NBA 2008-2009 è finita ieri notte. Dopo 105 partite, delle quali 81 vinte, i Los Angeles Lakers sono campioni per la quindicesima volta della loro storia (ma se proprio vogliamo essere pignoli, per la DECIMA volta da quando la franchigia si è spostata in California).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riguardando indietro alla stagione appena trascorsa, salta agli occhi come questo titolo fosse nell'aria. Lo scorso anno, ci vollero i Boston Celtics più affamati di vittorie di sempre, per aver ragione della Banda Bryant in sei gare.  In questa stagione, la loro supremazia nella Western Conference è stata, a conti fatti, nettissima (undici vittorie di vantaggio sulla seconda in Regular Season, 44-8 il record contro le squadre della Conference). Kobe Bryant, uno che ha già tre anelli alle dita, e quando ci sarà la cerimonia di premiazione di questa stagione si infilerà il quarto, ha dimostrato a tutti gli scettici che si sbagliavano nei suoi confronti. Un po' come fece Valentino Rossi quando passò alla Yamaha, per dimostrare a tutti che lui era il numero uno e non lo era perché aveva la moto migliore. Kobe inseguiva un obiettivo ben preciso dall'addio di Shaq O'Neal alla franchigia losangelina: far vedere a tutto il mondo che lui sarebbe stato in grado di brillare di luce propria, di non vivere una carriera "alla Scottie Pippen", di non essere solo e soltanto il miglior secondo violino possibile, ma di poter guidare dei Lakers costruiti attorno a lui alla vittoria. E in questi anni ci ha provato in tutti i modi. Fino a quando, con l'arrivo di Gasol, i pezzi del puzzle hanno cominciato ad andare al loro posto. Bryant è il giocatore offensivamente più completo e devastante della Lega dai tempi in cui il 23 in rossonero ha deciso di dedicarsi ad altro. Aveva solo bisogno di non avere tutta la pressione della difesa su di sé. Ed ecco arrivare un lungo in grado di portare in cascina un 20+10 quasi ogni sera (Pau Gasol).  Ecco che il quintetto viene completato con un play d'esperienza (l'eterno Derek Fisher), un centro giovane e con ampi margini di miglioramento(Bynum) e un'ala in grado di portare tanta intensità sui due lati del campo (Ariza). Aggiungiamo un sesto uomo di lusso (Lamar Odom), un buon cambio per il play (Farmar), un paio di tiratori (Walton e Vujacic) e l'alchimia, se ci pensiamo un po', è perfetta.  Non a caso il Mastro Alchimista è al suo decimo anello, con buona pace di Red Auerbach, da non molto tempo passato a miglior vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In tutto questo, gli Orlando Magic hanno potuto recitare poco più che il ruolo della comparsa. Troppo giovani, troppo inesperti, forse anche troppo contenti di essere arrivati fin lì, contro ogni pronostico, e di aver fatto meglio degli strabilianti Magic di Hardaway-Anderson-Scott-Grant-O'Neal. L'aver vinto una partita soltanto è forse un po' pochino per loro, considerando come si sono svolte le gare 2, 3 e 4. Ma non si diventa campioni NBA per caso, lo sappiamo tutti. E inoltre, a parziale discolpa dei ragazzi di Van Gundy, c'è anche il fatto di aver perso per strada Jameer Nelson, uno che era appena arrivato all'All-Star Game, smentendo sul suo conto tante persone, compreso l'estensore del presente pezzo.  In gara-5, tra l'altro, si è replicato in parte il copione di gara-1:  Lakers che sovrastano Orlando a rimbalzo (47-36 il conto per i gialloviola), e Orlando che perde una delle sue armi migliori per potersela giocare. Però partono benino lo stesso, i Magic, tenendo botta, andando avanti anche 19-10 con cinque minuti da giocare nel primo quarto, e 34-28 in apertura di secondo periodo. Ma Los Angeles non molla, non può mollare, e in meno di quattro minuti confeziona il sorpasso, sul 42-40 grazie alla tripla di Ariza. Il parziale che decide la stagione NBA è di 12-0 (o, se preferite, di 24-6), ed è proprio questo. I Lakers vanno in corsia di sorpasso, e senza voltarsi indietro arrivano al traguardo. Bryant ne mette 15 nel primo tempo e 15 nel secondo, conditi da 5 assist (quasi tutti nel parziale di cui sopra), 6 rimbalzi, e già che c'è anche 4 stoppate. Come non dargli il titolo di MVP delle Finals, ora che per l'ennesima volta ha relegato tutti, compagni ed avversari, al mero ruolo di comprimari?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-5717924405839629123?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/5717924405839629123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=5717924405839629123&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5717924405839629123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5717924405839629123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/nba-finals-game-5-orlando-magic-86-la.html' title='NBA Finals Game 5: Orlando Magic 86 - LA Lakers 99'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-5349575496443987483</id><published>2009-06-13T10:23:00.004+02:00</published><updated>2009-06-13T11:06:52.756+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>NBA Finals Game 4: Orlando Magic 91 - LA Lakers 99 (OT)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ecco, a questo punto possiamo affermarlo con convinzione. Questa serie delle Finals ha un padrone, e sono i Los Angeles Lakers. Andando a vincere gara-4 in Florida, i gialloviola si sono procurati 3 match-point, dei quali gli ultimi due casalinghi, che è obiettivamente la miglior situazione nella quale si sarebbero potuti trovare dopo quattro partite di finale, contro questi Magic. Che peraltro, in gara 4 hanno palesato nuovamente quei difetti di intensità e inesperienza dai quali per ovvi motivi non possono liberarsi da un giorno all'altro, per di più contro una squadra scafata come questi Lakers. Inesperienza, innanzitutto: sull'87-84 con 11 secondi da giocare alla fine del terzo quarto, Dwight Howard ha fatto 0-2 ai liberi, e nell'azione successiva i Magic non hanno fatto fallo per mandare qualcuno dei Lakers in lunetta, ma hanno permesso a Fisher di segnare la tripla del pareggio. Inoltre, stavolta è stato il francese Mickael Pietrus a sbagliare il tiro che avrebbe potuto dare la vittoria a Orlando e pareggiare la serie. Nell'overtime, poi, dopo la tripla di Rashard Lewis in apertura, i Magic hanno totalizzato UN punto in 4'34", e i Lakers si sono portati a casa la seconda partita che avrebbero potuto anche perdere in questa serie. Dopo gara-1, in effetti, regna un buon equilibrio, in questa serie, ma è un equilibrio che i losangelini girano quasi sempre a loro favore grazie alle giocate dei loro uomini migliori. Non è un caso, infatti, se Bryant (32 punti e 8 assist), dopo aver tirato maluccio nei tempi regolamentari (9-26) ha aggiustato la mira nell'overtime, segnando i primi due canestri dei Lakers, quelli che li hanno riportati avanti proprio dopo la tripla di Lewis. Non è un caso neanche che gli altri otto punti gialloviola vengano da Fisher e Gasol. Nelle finali NBA, si sa, a fare la differenza sono spesso le piccole cose. Come, e non è la prima volta, il rapporto tra recuperi e palle perse, impietoso per i Magic:  LA 8-7, Orlando 4-17. E queste piccole cose, spesso, vanificano il gran lavoro dei singoli. Come Dwight Howard, responsabile di 7 dei 17 turnover biancoblu, ma anche protagonista di una gara su livelli mostruosi, con 16 punti, 21 rimbalzi e 9 stoppate. O come Turkoglu, 25 punti con 8-13 dal campo, compresi i canestri che avevano illuso la Amway Arena portando i Magic sull'87-82 con un minuto e mezzo da giocare.  Sulla sponda Lakers, invece, oltre ai 32 di Kobe, ce ne sono 16 a testa di Ariza e Gasol (di cui, come detto, 5 nell'overtime, dove si è anche beccato un fallo antisportivo da Pietrus, che onestamente meriterebbe la squalifica per gara-5), 12 da Fisher, che dopo aver fatto 0-5 da tre nei primi 47 minuti e mezzo di gara, ha deciso di mettere la prima tripla della sua partita a meno di 5 secondi dalla sirena, e la seconda nei supplementari. I Lakers hanno poi tenuto botta a rimbalzo, nonostante Superman (39-41 il confronto sotto i tabelloni), grazie ai 10 di Gasol, ai 9 di Ariza, ai 7 di Bryant e ai 5 di Odom (per lui anche 9 punti), che hanno in qualche modo supplito all'inconsistenza di Baby Bynum in queste finali, in chiara difficoltà nel cercare anche solo di limitare Dwight Howard. Per Andrew, che ha sin qui 6 punti e 4 rimbalzi di media nelle Finals, solo 15 minuti in campo e 5 falli spesi. Ma i Lakers sono una squadra, e lo stanno dimostrando proprio contro i Magic, che hanno fatto del gioco di squadra la loro ragion d'essere, e soprattutto il motivo per cui sono arrivati alle finali. Nonostante non riescano a superare i gialloviola, ma onestamente non si può fargliene una colpa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-5349575496443987483?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/5349575496443987483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=5349575496443987483&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5349575496443987483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5349575496443987483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/nba-finals-game-4-orlando-magic-91-la.html' title='NBA Finals Game 4: Orlando Magic 91 - LA Lakers 99 (OT)'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-7557153350585230812</id><published>2009-06-10T16:18:00.005+02:00</published><updated>2009-06-13T11:06:52.756+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>NBA Finals Game 3: Orlando Magic 108 - LA Lakers 104</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Meglio di così non si poteva, chiaramente se siete tifosi degli Orlando Magic. Perché è successo che i Magic sono riusciti a fare bene praticamente tutto quello che nelle prime due partite non era riuscito loro: hanno tirato con percentuali alte dal campo (62.5%, che tra l'altro è un record per una finale NBA), hanno alternato efficacemente il gioco sotto canestro (Howard 21 e 14 rimbalzi, Turkoglu 18) a quello sugli esterni (20 punti con 8-12 dal campo per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Skip to my Lou&lt;/span&gt;, al secolo Rafer Alston), hanno battuto i gialloviola sia a rimbalzo che nel rapporto recuperi-palle perse. Ora, se dopo tutto questo popò di roba, i Magic l'hanno spuntata solo nel finale, mettendo la partita in ghiacciaia praticamente a due decimi di secondo dalla sirena dell'ultimo quarto, ci sono almeno due cose che saltano all'occhio.&lt;br /&gt;La prima è che anche i Lakers hanno fatto anche loro un partitone. Per la terza volta sopra i 100 punti in tre gare di finale,Bryant e Gasol efficacissimi in attacco, una buona prova anche da Odom, Fisher, Farmar e Ariza, che però deve smetterla di pensare di essere un tiratore da tre. La seconda, che è la logica conseguenza della prima, è che LA è una squadra tosta, tostissima, perché con qualche scelta più oculata offensivamente forse saremmo qui a parlare di serie ormai compromessa. In ogni caso, stavolta sono i Magic ad aver compiuto la missione, e ad aver ribaltato alcuni dettami fin qui emersi dalle due gare losangeline:  ora sono i Lakers a dover registrare la difesa, a dover lottare di più a rimbalzo (se Gasol e Bynum ne totalizzano 7 in due anche nelle prossime uscite, non c'è speranza, caro coach Zen), e in entrambi i casi c'è un disperato bisogno di Baby Bynum, sin qui quasi ininfluente nella serie. C'è da aspettarsi un Kobe in versione "giorni migliori" in almeno una delle due gare che restano in Florida. Del resto, è proprio in Florida che è successo l'unico "semi-miracolo" delle NBA Finals in formato 2-3-2, ovvero vincere il titolo dopo aver perso le prime due gare, anche se non dei Magic stiamo parlando ma dei Miami Heat versione 2006, tutt'altra squadra a livello di esperienza nel roster, e - impressione personale di chi scrive - anche a livello di talento. Oggi come oggi, l'ago della bilancia pende talmente tanto a favore dei Lakers che solo loro possono perdere questo titolo. Ma in fondo, dopo le prime due gare, si diceva lo stesso dei Dallas Mavericks.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-7557153350585230812?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/7557153350585230812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=7557153350585230812&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/7557153350585230812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/7557153350585230812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/nba-finals-game-3-orlando-magic-108-la.html' title='NBA Finals Game 3: Orlando Magic 108 - LA Lakers 104'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-4039962410840881823</id><published>2009-06-09T23:21:00.003+02:00</published><updated>2009-06-10T00:11:03.812+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>NBA Finals Game 2: LA Lakers 101 - Orlando Magic 96 (OT)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stavolta, va detto, c'è mancato meno del previsto. Nel senso che Orlando, come detto in precedenza, non è stata la bruttura vista in buona parte di Gara-1, tutt'altro. Anzi, i Magic sono andati ad un alley-oop sbagliato da Courtney Lee dal ribaltare il fattore campo delle Finals. Opinabile e ancora inspiegata la decisione per cui l'ultimo tiro di una gara delle Finali debba essere affidato ad un rookie, che peraltro era stato in campo 11 minuti totali, e che - sia detto senza offesa - non è sembrato sin qui esattamente Magic Johnson. Soprattutto quando in campo hai un certo Hedo Turkoglu. Ma così è la vita, l'azione era congegnata bene, la palla non è entrata. Si è andati all'overtime, dove Pau Gasol ha messo 7 dei 13 punti totali dei Lakers, che hanno fatto valere ancora una volta la maggiore esperienza in situazioni del genere, contro Orlando che è riuscita a mettere la testa avanti solo all'inizio del supplementare, grazie al gioco da 3 punti di Superman, giusto prima di subire il 7-0 che ha chiuso il discorso del capitolo 2 delle Finals. E dire che stavolta Orlando aveva fatto del suo meglio, tirando quasi il 42 % dal campo, vincendo 44-35 la sfida a rimbalzo, trovando un Rashard Lewis in giornata di grazia (34, 11 rimbalzi, 7 assist, 6-12 da tre), coinvolgendo al meglio Dwight Howard (17 punti e 16 rimbalzi per lui, ma anche 7 palle perse)  e Turkoglu (22 e 6 rimbalzi, anche lui però con 5 turnover). Però ancora una volta sono state le piccole cose, a fare la differenza. Come appunto le 20 palle perse dei Magic con solo 5 recuperi, contro il 12 e 12 dei gialloviola. Che hanno trovato un gran Kobe (ma non superlativo come in gara-1, per lui 29 punti, 8 assist e 7 palle perse) ma soprattutto un gran Pau Gasol, che al di là dei 7 punti del supplementare ha messo insieme una doppia doppia di gran livello (24 e 10, con 10-11 dalla lunetta), e un redivivo Lamar Odom (19 punti con 8-9 dal campo e 8 rimbalzi).&lt;br /&gt;Ora la serie si sposta a Orlando. Coach Van Gundy non ha tantissimo tempo per registrare le cose che non vanno, a cominciare dalla difesa, che nelle prime due gare ha concesso un po' troppo a LA (100.5 punti di media con il 46% dal campo è un discorso pesante per delle gare di finale NBA), proseguendo con l'apporto delle guardie, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in primis&lt;/span&gt; Alston e Nelson che in queste due gare non è che abbiano fatto proprio le onde. Orlando ha dei piccoli margini per fare un pochino meglio, LA sembra una macchina oliata alla perfezione. Se i Magic innalzano di un altro gradino il livello del proprio gioco, tutto può ancora succedere. Altrimenti il destino di questa serie pare scritto a chiare lettere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-4039962410840881823?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/4039962410840881823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=4039962410840881823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4039962410840881823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4039962410840881823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/nba-finals-game-1-la-lakers-101-orlando.html' title='NBA Finals Game 2: LA Lakers 101 - Orlando Magic 96 (OT)'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-899697691750106692</id><published>2009-06-05T21:54:00.004+02:00</published><updated>2009-06-06T15:23:54.862+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>NBA Finals Game 1: LA Lakers 100 - Orlando Magic 75</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Archiviata un'edizione dei playoff in cui quasi niente di quello che era scritto è sembrato avverarsi, soprattutto ad Est, ieri notte ha avuto inizio l'atto finale della stagione NBA, le Finals. Un po' come quando per Alex di Jack Frusciante arriva giugno: è il mese della resa dei conti, il mese dove le emozioni sono più forti, dove tutti i nodi vengono al pettine.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di tutti i protagonisti annunciati, dai Celtics che cercavano il Back-to-back, a LeBron James che cercava la definitiva consacrazione, a Dwyane Wade che cercava di tornare al top con gli Heat, alla fine, l'unico che ha saputo restare al top è stato quel signore a cui ancora nessuno, anche per quest'anno, è riuscito a sfilare lo scettro di vero numero uno della Lega, al di là delle antipatie, al di là degli awards di giornalisti e sponsor: mr. Kobe Bryant. I Lakers sono in finale, da favoriti. Il che, se parametrato con le aspettative di inizio stagione, dove si partiva da una finale persa 4-2 contro La Rediviva Boston, significa "missione compiuta". In questa sede merita tuttavia un elogio grande così Chauncey Billups, che ha visto affondare al primo turno i suoi ex compagni di squadra in un 4-0 contro i Cavs mentre lui prendeva per mano i Denver Nuggets e li portava dove non arrivavano da tanto, tantissimo tempo, alle finali di Conference, dove lui invece è presente ininterrottamente dal 2003. Chapeau. Ma torniamo a noi.&lt;br /&gt;Ora, per entrare un secondo nel "fatto agonistico", le cose da rilevare sono sostanzialmente queste: che il Black Mamba di cui sopra fosse in effetti immarcabile per i Magic, lo si poteva immaginare, e infatti il suo fatturato parla di 40 punti con 8 rimbalzi e altrettanti assist. Quello che magari era più difficile da immaginare a priori era che Orlando arrivasse alle Finals con le polveri bagnate, bagnatissime, nonostante il rientro di Jameer Nelson:  tirando sotto il 30% dal campo si perde 4-0, contro questi Lakers qua. Peraltro, se in una squadra hai Dwight Howard e prendi 14 rimbalzi in meno dei tuoi avversari, beh, anche questo è un problema non di poco conto. In effetti, a coach Van Gundy giravano a velocità vorticosa, su quest'aspetto, tanto da evidenziarlo anche in conferenza stampa. Peraltro, i Magic che sono arrivati in finale meritatamente, giocando da squadra, hanno subito non solo il sopracitato Bryant (e va bè, direbbe uno), ma anche il "collettivo LA", con cinque giocatori tra i 9 e i 16 punti (Gasol, Odom, Fisher, Bynum e Walton). E dire che il primo quarto e l'inizio del secondo avevano illuso un po' tutti i tifosi dei Magic, con Orlando capace di chiudere i primi 12 minuti sul +2 ed arrivare al + 5 più volte in apertura di seconda frazione. Ed è stato lì che il sonnecchiante KB24 è salito in cattedra e ha sentito l'odore del sangue. Sul 33-28 Magic, con 8'32" da giocare, LA chiama time out. Kobe ha fino a quel momento 6 punti e 2 assist. I Lakers rientrano sul parquet e piazzano un 10-0 quasi tutto di marca Bryant (6 punti e un assist per Walton, oltre a due rimbalzi). I Magic non avrebbero più messo il naso avanti, mr. Black Mamba non si sarebbe più fermato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se ne riparla in gara-2, perché i Magic non potranno essere così brutti per tutta la serie e perché i Lakers non sono una squadra capace di grande costanza. Però, il primo sangue è del 24, con buona pace di chi non si arrende al fatto che sia lui il numero 1 del dopo-Jordan.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-899697691750106692?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/899697691750106692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=899697691750106692&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/899697691750106692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/899697691750106692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/06/nba-finals-game-1-la-lakers-100-orlando.html' title='NBA Finals Game 1: LA Lakers 100 - Orlando Magic 75'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-8842930746386610106</id><published>2009-04-18T15:40:00.003+02:00</published><updated>2009-06-06T14:37:32.859+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>"At least it settles in the final location" (Western conference 2009)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non è (e non poteva essere altrimenti) un caso se il titolo di questo primo pezzo è tratto da un pezzo dei Red Hot Chili Peppers.  Se per caso negli ultimi vent'anni foste stati su Urano, vi informo che sono attualmente una delle rock band più famose al mondo, e che hanno scritto tra le altre una canzone intitolata "Magic Johnson", che è uno che vent'anni fa aveva appena finito di dire la sua, lasciando per un po' il palcoscenico ai Bad Boys di Detroit, prima che il Mastro di Cerimonia col 23 in rossonero (tra l'altro appena eletto nella &lt;em&gt;Hall of Fame&lt;/em&gt;, e sai che sforzo a scrutinare le schede) si posizionasse davanti al leggìo, ma questa è un'altra storia. Il fatto è che stanotte cominciano i playoff, e nella Western Conference i favoriti d'obbligo sono ancora i gialloviola del Black Mamba. Dopo questa lunga e abbastanza inutile intro vi spiego il perché e il percome nel dettaglio, con inclusi i miei pronostici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lakers-Jazz: 4-2 &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come l'anno scorso, visto che i valori in campo sono più o meno quelli.  Nel senso che Utah ha sempre un Deron Williams di troppo, LA ha Bynum che non si sa se sta bene, se sta male, se ci sarà sempre o solo a part-time, ma nel complesso i gialloviola di Coach Zen sembrano un tantino troppo in palla per questi Jazz.  Anche perché, alle brutte, hanno sempre l'opzione offensiva "diamola a quello con l'8... pardon, il 24, e stiamo a vedere che combina." Il tutto condito con la sconfitta alle Finals dello scorso giugno, cosa che - come diceva un vecchio pezzo hip hop italiano - &lt;em&gt;se non ti sbrega, ti rende mega&lt;/em&gt;. E in effetti i Lakers potrebbero essere carichi come molle, e con un fianco scoperto in meno da offrire, dopo la partenza di Chavo... ari-pardon, Vlado Radmanovic.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Nuggets-Hornets: 3-4&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Posey e Chandler sono stati stranamente sottotono un po' tutto l'anno, ma restano comunque i valori aggiunti che potrebbero permettere a NO di ribaltare il fattore campo.  Però Denver è tosta, tanto tosta che - dato via Iverson per Billups - ha scalato la Western fino ad ottenere un'inaspettata seconda piazza che alzi la mano chi l'avrebbe mai detto il giorno della trade. Però questi sono i fatti, e a quelli bisogna arrendersi.  Serie bellissima, molto aperta: gli Hornets quest'anno hanno vinto meno gare del previsto anche per qualche infortunio di troppo. Se stanno tutti bene, sono ancora un po' più forti dei Nuggets, che hanno trovato in Chris Andersen una delle più grandi sorprese stagionali&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Spurs-Mavs: 4-3&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dallas non la vedo benone quest'anno (ma il perché per esteso vi verrà spiegato &lt;em&gt;off-season&lt;/em&gt;, in un pezzo a parte), anche se alla fine hanno vinto 50 partite, arrivando davanti non ad una ma a tre squadre che per me gli erano superiori, ovvero Suns, Hornets e Jazz. San Antonio la vincerebbe in discesa se avesse Ginobili, che però fa da contraltare a Garnett e sarà &lt;em&gt;out for season&lt;/em&gt;, precludendo con ogni probabilità al caraibico la scalata al suo quarto anello. Però per questa edizione dei Mavs possono bastare, sempre che non ne sottovalutino il talento, perché tra Terry, Kidd, Nowitzki e Josh Howard bisogna mettersi in testa che c'è poco da scherzare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Blazers-Rockets: 4-3&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo ribadisco anche quest'anno:  Houston, QUESTA Houston targata Yao Ming, NON può vincere una serie playoff. Però può andarci vicina, perché non c'è T-Mac e perché i Blazers sono ancora tanto giovani. Ma Portland non ha niente da perdere, ha in Oden un giocatore in lentissima ma costante crescita, e in Brandon Roy una stella assoluta, che i Rockets faranno fatica a contenere. D'altra parte, anche Portland non ha un rimedio contro Scola, anche perché, se lo avesse, questa serie potremmo anche non disputarla. Occhio casomai a Ron Artest, che con la sua intensità sui due lati del campo, è l'unico che può spostare gli equilibri di questa serie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-8842930746386610106?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/8842930746386610106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=8842930746386610106&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8842930746386610106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8842930746386610106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/04/at-least-it-settles-in-final-location.html' title='&quot;At least it settles in the final location&quot; (Western conference 2009)'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-2927486163936078603</id><published>2009-04-18T15:18:00.003+02:00</published><updated>2009-04-18T15:39:38.514+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>No KG? No Party! (ovvero i playoffs '09 a Est)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;Si parte con i playoffs ’09, diamo un’occhiata alla Eastern Conferance e proviamo a fare qualche pronostico…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Cleveland Cava&lt;/span&gt;&lt;span lang="FR" style="mso-ansi-language: FR"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;liers Vs. Detroit Pistons:&lt;/span&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Dopo l’anno della consacrazione assoluta – con una regular season dominata ai 28p/7r/7a – LBJ si trova di fronte un avversario che si potrebbe rivelare più ostico di quello che dicono i numeri (assolutamente impietosi se paragonati a quelli delle ultime stagioni). In molti – tra quelli bravi…- dicono che il Prescelto abbia finalmente una squadra attorno a sé, la realtà - secondo me – è che si ritrova a giocare con gente che faticherebbe in un’Eurolega di prima fascia ma yournextMVP è oggettivamente di un altro mondo. Per Motown la trade Billups-Iverson è stata la seconda disgrazia più devastante dell’anno (catastrofica sì, ma mai quanto i dati dell’&lt;i&gt;automotive industry&lt;/i&gt;), e questa serie di primo turno non parrebbe l’occasione migliore per tirar su l’umore della gente del Michigan…meglio sperare nel miracolo di Marchionne che in quello di ‘Sheed ora come ora…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;i&gt;Final Score: Cleveland Cavaliers 4-1&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Boston&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; Celtics Vs. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Chicago&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; Bulls:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;La news che tutti gli amanti di questo giochino non volevano sentire è arrivata – anche se ancora sembra più un rumor – il “buon” Garnett sarebbe &lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;out for the season&lt;/span&gt;…allora, tentando di calmare l’euforia che si sprigiona dentro il corpo di questo vecchio tifoso giallo-viola (evvai con la sportività!), non stiamo parlando di “cotiche” perché senza il loro sciamano i campioni in carica rischiano con chiunque nei playoffs, Bulls compresi. Beh magari Allen &amp;amp; Pierce – insieme al fattore campo che a Boston conta sempre un po’ di più del normale – per abbattere i Tori, che vengono da una stagione molto deludente, potrebbero bastare ma non diamo niente di scontato, soprattutto per un eventuale second round.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;i&gt;Final Score: Boston Celtics 4-2&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Orlando&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; Magic Vs. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Philadelphia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; ‘76ers:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;Sembravano poter strappare il secondo posto nel ranking ai Celtics, questi Orlando Magic, ma un finale di regular season da suicidio di massa li mette di fronte ad una di quelle squadre che vorresti evitare sempre volentieri. Howard è l’unico vero centro rimasto in questa Lega ed il giocatore fisicamente più dominante da quando il titolo apparteneva di diritto a Shaq, rimane il dubbio che sia più un atleta superdotato che un giocatore di pallacanestro fatto e finito (O’Neal era un’altra cosa da questo punto di vista). Lewis e soprattutto Turkoglu (anche se viene da un infortunio) sono stati protagonisti di una stagione più che buona (per Hedo ben oltre le più rosee aspettative) e con il fattore campo non dovrebbero esserci grosse sorprese per l’esito di questa sfida ma Miller e Iguodala – con Young – non sono per niente un bel cliente in questo periodo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;i&gt;Final Score: Orlando Magic 4-3&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Atlanta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; Hawks Vs. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Miami&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; Heat:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;Dopo la scorsa stagione che cosa ti può capitare di peggio, caro Dwyane? Che i Cavs finiscano la stagione con il primo record assoluto! La sindrome di Drexler (o di Wilkins, o di Ewing…) – quella di giocare nel "Jordan Kingdom" - continua a mietere le sue vittime…una stagione imbarazzante (in termini positivi) di Wade rischia di chiudersi con un pugno di mosche. Ovviamente non si parla di titolo qui, ma di premi individuali e gratificazioni varie: tipo passare almeno un turno di playoffs o vincere l’MVP della regular season che sarebbe a dir poco meritato (&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: italic"&gt;shame on you&lt;/span&gt; LBJ!). Venendo a questa serie Atlanta è una brutta bestia (chiedere ai bianco-verdi) ma se l’O’Neal di II° classe, Super Mario e il Beasley dell’ultimo scorcio di stagione fanno il loro dovere – considerando il Wade di cui sopra – scommetterei il mio dollaro sulla franchigia della Florida. Anche perché ci vuole un po’ di giustizia a questo mondo. Ci vuole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" align="justify"&gt;&lt;i&gt;Final Score: Miami Heat 4-2&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-2927486163936078603?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/2927486163936078603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=2927486163936078603&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2927486163936078603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2927486163936078603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/04/no-kg-no-party-ovvero-i-playoffs-09-est.html' title='No KG? No Party! (ovvero i playoffs &apos;09 a Est)'/><author><name>sasha</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10277322772188597845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14958961888570769799'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-4583532395524711989</id><published>2009-04-09T19:42:00.005+02:00</published><updated>2009-04-09T23:31:31.656+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>North Carolina - Michigan State 89-72</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La forma breve del racconto della finale NCAA 2009 è condensabile nella frase che segue i due punti:  UNC impiega 9 minuti e 45 secondi esatti per scappare sul +20 (33-13) e Michigan State non la riprende più.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ovviamente c'è anche dell'altro di cui parlare, per raccontare a dovere una finale dal pronostico che inizialmente tutti volevano più serrato, e che si è invece rivelato coincidente con quanto detto a inizio stagione, ovvero che quest'anno i Tar Heels erano un paio di piste avanti alla concorrenza.  A &lt;em&gt;tutta&lt;/em&gt; la concorrenza. Tanto da stabilire anche qualche record NCAA che non sarà facilissimo da battere.  A cominciare dal primo: +21 a metà gara è il massimo dello scarto della storia delle finali collegiali.  Così come 55 punti sono il massimo segnato nei primi venti minuti dell'atto conclusivo della stagione.  Inoltre, Ty Lawson (vero MVP delle Final Four a detta di chi scrive) ha fissato il nuovo limite per i recuperi in questa partita, fermandosi a quota 8 (tutti nei primi 25 minuti, peraltro).  L'impostazione della gara da parte degli Spartans di Tom Izzo era, prevedibilmente, l'unica possibile:  Tyler Hansbrough è il &lt;em&gt;no.1 public enemy&lt;/em&gt;, quindi va contenuto in tutti i modi, sperando che gli altri non esagerino e che i nostri siano in serata buona.  Piano riuscito (in parte) in un punto su tre, ovvero il contenimento dell'ala di UNC (alla fine, per lui, raddoppiato praticamente a ogni possesso, 18 punti e 7 rimbalzi).  Il guaio è che i Tar Heels di coach Williams non erano solo Hansbrough.  Così Wayne Ellington (alla fine nominato Most Outstanding Player delle Final Four) ne mette 17 (dei suoi 19 totali) nel primo tempo, Ed Davis è presente e reattivo (11 punti e 8 rimbalzi per lui), Ty Lawson capisce che il tiro va e viene e ne prende pochini (3-10 dal campo, ma anche 15-18 dalla lunetta per 21 punti totali, miglior realizzatore della serata) ma domina la partita in altro modo (oltre ai già citati 8 recuperi, per lui 6 assist, 4 rimbalzi e UNA sola palla persa in 37 minuti in cabina di regia).  Inoltre, gli Spartans non sono in modalità &lt;em&gt;unstoppable&lt;/em&gt;, anzi. Raymar Morgan, dominatore di UConn in semifinale, è praticamente un fantasma (4 punti e 1 rimbalzo, 5 falli in 19 minuti);  Kalin Lucas, la stellina della squadra, segna la maggior parte dei suoi 14 punti quando la gara è ormai impossibile da ribaltare; Allen è irritante nel suo intestardirsi a sbagliare tiri da tre;  l'ultimo ad alzare bandiera bianca è la vera sorpresa degli Spartans di questo torneo NCAA 2009, Goran Suton.  Per lui 17 punti e 11 rimbalzi, con 7-10 dal campo e 3-4 da tre. Praticamente una specie di Mehmet Okur in maglia biancoverde. E scusate se è poco.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Miglior giocatore Wayne Ellington, dicevamo.  Premio singolare, se si pensa che nel secondo tempo della finale il numero 22 dei Tar Heels ha portato a casa un misero 0-3 dal campo con 2 punti totali, sparendo letteralmente dalla partita, mentre il compagno di reparto Ty Lawson saliva in cattedra. Se poi ne vogliamo fare un discorso anche meramente statistico, Lawson è stato il miglior marcatore della gara sia in semifinale sia in finale.  Ma si sa, questa UNC era una squadra con tre stelle, e un roster profondissimo: c'era, volendo, l'imbarazzo della scelta.  Una squadra già molto &lt;em&gt;NBA ready&lt;/em&gt; che ha giocato la finale del torneo NCAA contro una buonissima squadra di college. Anche nel secondo tempo, quando UNC ha avuto una fase di calo, lo svantaggio degli Spartans non è mai sceso sotto le 13 lunghezze, nonostante la percentuale dal campo di UNC fosse scesa sensibilmente, rispetto al 53% del primo tempo (a fine gara sarà il 46%, contro il 40% di MS).  Come ha detto Travis Walton, guardia di Michigan State, tra i suoi avversari "c'erano sei potenziali scelte da primo giro, o da inizio secondo giro del draft. Probabilmente questi potrebbero battere anche qualche squadra NBA." E non può essere un caso se hanno vinto tutte le gare con almeno dodici punti di scarto, dal primo turno alla finale.  Roy Williams pareggia il conto con Dean Smith portando a casa il suo secondo titolo per North Carolina, quinto della storia Tar Heels, che li pone al terzo posto a pari merito con Indiana tra le squadre con più titoli NCAA vinti. Il cielo non è un limite, se il suo colore è il &lt;em&gt;Carolina Blue&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-4583532395524711989?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/4583532395524711989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=4583532395524711989&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4583532395524711989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4583532395524711989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/04/north-carolina-michigan-state-89-72.html' title='North Carolina - Michigan State 89-72'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-4535008419910768259</id><published>2009-04-06T19:30:00.004+02:00</published><updated>2009-04-06T22:16:07.814+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>Final Four 2009 - le semifinali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Michigan State - Connecticut 82-73&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;UConn aveva la testa di serie numero 1, Michigan State la 2. Ma quando si arriva a questo punto, a volte, queste differenze, presunte o reali che siano, valgono poco o niente. Conta la determinazione, conta un po' anche la fortuna, conta l'abitudine a questi livelli, e conta, più di ogni altra cosa, la voglia. Soprattutto in una sfida come questa, dove oltre a due grandi squadre, c'erano di fronte due grandi coach, come Jim Calhoun (2 titoli NCAA) e Tom Izzo (5 Final Four, 1 titolo). Così gli Spartans di oggi, al cospetto dello Spartan più illustre di ieri (Earvin Magic Johnson), si portano a casa la gara grazie alla serata decisamente nera di AJ Price (5-20 dal campo per lui) e alla panchina inaspettatamente corta degli Huskies (solo Kemba Walker ha giocato 20 minuti, ma ha tirato 1-5 dal campo e 3-9 dalla lunetta, perdendo anche 4 palloni). Bene ma non benissimo tutti gli altri, da Stanley Robinson (15 punti e 13 rimbalzi, ma anche 5 palle perse) a Jeff Adrien (13 e 7 rimbalzi), ad Hasheem Thabeet (17 punti, ma solo 6 rimbalzi e 2 stoppate). Nonostante tutto, però, UConn è riuscita a stare in partita fino all'ultimo, rimontando fino al -4 con un minuto e mezzo da giocare. Ma Michigan State, appunto, aveva quel qualcosa in più che gli ha permesso di fare l'allungo decisivo. Grazie soprattutto a Kalin Lucas, vera anima di questa squadra con 21 punti e 5 assist, ad un Raymar Morgan in grande spolvero (18 punti, 9 rimbalzi, 5 recuperi) e all'incredibile contributo dato dal &lt;em&gt;freshman&lt;/em&gt; Korie Lucious, autore di 11 punti in soli 9 minuti sul parquet! Il bilancio delle panchine ha fatto la differenza, insomma: 33 punti e 14 rimbalzi per gli Spartans contro i 13 punti e 6 rimbalzi degli Huskies. Davanti a 72456 spettatori in gran parte tifosi Spartans (Detroit è in Michigan, vale la pena ricordarlo), va in finale la squadra di casa. Tom Izzo ci riprova, insomma, ma per la finale ci sarà bisogno anche di Goran Suton, che ha sofferto molto Thabeet. E UNC non è seconda a nessuno in quanto a lunghezza della panchina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;North Carolina - Villanova 83-69&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;I Tar Heels hanno affrontato - e vinto bene - una partita dalle mille insidie. In primo luogo perché è dall'inizio dell'anno che tutti vanno ripetendo che sono la squadra più forte e più completa del college basket, e a un roster di ventenni questa è una cosa che non può non mettere pressione; in secondo luogo perché Villanova arrivava a Detroit in forma smagliante, con un percorso fatto di vittime illustri e neanche troppo da perdere, tutto sommato; infine, perché era chiaro che i Wildcats erano l'unica cosa che somigliasse vagamente ad una &lt;em&gt;Cinderella&lt;/em&gt;, e quindi tutto il tifo dei non-Tar Heels sarebbe stato tutto per loro. E invece North Carolina ha vinto questa partita, l'ha condotta con autorità e portata in porto nel migliore dei modi. Avanti di nove già alla fine del primo tempo (ma erano stati anche a +17 sul 40-23), i Tar Heels hanno difeso alla grande, tenendo Villanova al di sotto del 33% dal campo, e chiudendo sul +14 con la possibilità di far respirare i titolari per qualche minuto. Se proprio vogliamo trovare un paio di nei a questa partita di UNC, infatti, dobbiamo appellarci alla scarsa produttività offensiva delle riserve (5 punti totali, tutti di Ed Davis), ben compensata però da una certa solidità difensiva (12 rimbalzi); ma ancor di più ai tanti tiri liberi sbagliati (15 su 37 totali, meno del 60% dalla lunetta), soprattutto da un Ty Lawson al quale, sinceramente, non c'è proprio altro da imputare, visto che a referto ha messo 22 punti, 7 rimbalzi e 8 assist. Ai quali c'è da aggiungere l'ordinario fatturato di Tyler Hansbrough, 18 punti, 11 rimbalzi e 4 recuperi, e la gran prova di Wayne Ellington (20 punti con 5-7 da tre e 9 rimbalzi). Per Villanova, che il prossimo anno dovrà reinventare il quintetto, composto da tre &lt;em&gt;senior&lt;/em&gt; e due &lt;em&gt;junior&lt;/em&gt;, Scottie Reynolds, l'uomo del canestro vincente contro Pittsburgh, aveva le polveri piuttosto bagnate (per lui 6-18 dal campo) ma è stato comunque il miglior marcatore dei suoi a quota 17. Bene Reggie Redding (15 punti con 5-9 dal campo) e Dante Cunningham (12 e 12 rimbalzi, di cui ben 7 offensivi), meno bene la riserva Corey Fisher (13 punti con altrettanti errori al tiro, in parte compensati dai 7 rimbalzi), molto sottotono Dwayne Anderson (11 rimbalzi ma 2-12 dal campo per soli 6 punti complessivi). UNC giocherà la sua seconda finale in cinque anni, contro un'avversaria che in stagione regolare ha asfaltato con un incredibile +35 (a dicembre, proprio a Detroit, 98-63 il finale). Ma in NCAA, si sa, &lt;em&gt;it's never over until it's over&lt;/em&gt;. Chiedere ai Memphis Tigers dello scorso anno, per informazioni al riguardo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-4535008419910768259?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/4535008419910768259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=4535008419910768259&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4535008419910768259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4535008419910768259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/04/final-four-2009-le-semifinali.html' title='Final Four 2009 - le semifinali'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-796635941149109882</id><published>2009-04-03T21:59:00.003+02:00</published><updated>2009-04-06T22:15:37.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NIT, ovvero L'antipasto delle Final Four</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre tutti gli occhi d'America sono puntati sulle Final Four, e sulle sfide Villanova-North Carolina e Connecticut-Michigan State, in questi giorni al Madison Square Garden si sono disputate le Final Four del torneo NIT, che sarebbe il più antico torneo nazionale dell'NCAA (la prima edizione si è svolta nel 1938, un anno prima del primo torneo NCAA vero e proprio) ma che da diversi anni ormai è visto un po' come il "torneo di consolazione", per le non ammesse al tabellone principale dell'NCAA. Questo, tuttavia, di solito fa di questo torneo una notevole attrattiva, per la presenza di team blasonati che magari, per un motivo o per un altro, hanno avuto una stagione così così.  Non a caso, il torneo è stato vinto per ben SEI volte dagli idoli di casa, i Red Storm di St. John's, dove in molti &lt;em&gt;brotha &lt;/em&gt;non vanno a giocare perché c'è troppa, veramente TROPPA pressione mediatica. I &lt;em&gt;johnnies,&lt;/em&gt; peraltro, quest'anno erano assenti sia dalla Big Dance che dall'NIT, causa stagione da 16-18 ed eliminazione con asfaltata da Marquette al secondo turno del torneo della Big East. In ogni caso, a rinfoltire il tabellone del torneo c'erano squadroni tipo Kentucky, Florida, Georgetown, Notre Dame, Auburn e quella Davidson di Stephen Curry che lo scorso anno fu la regina delle &lt;em&gt;Cinderellas&lt;/em&gt; al torneo NCAA. Nonostante ciò, il pubblico del MSG ha visto arrivare la sola Notre Dame, delle squadre già citate, alle Final Four.  Fuori Kentucky ai quarti, stesso punto di Florida e Auburn. Fuori al secondo turno una Davidson che ha pagato le polveri bagnate del succitato Curry, che però resta discreto per il piano di sopra. Fuori addirittura al primo turno una Georgetown decisamente lontana parente di quella che ha dominato le due regular season scorse della Big East, arrivando alle Final Four NCAA nel 2007. All'atto finale, infatti, oltre a Notre Dame sono arrivate San Diego State (unica delle teste di serie numero 1 a farcela), Baylor e Penn State.  Proprio quest'ultima, poi, è riuscita ad aggiudicarsi il torneo, eliminando in semifinale proprio Notre Dame (con buona pace di Luke Harangody, che comunque ha disputato una stagione stellare a 23.3 punti e 11.8 rimbalzi), e sconfiggendo in finale per 69-63 Baylor, che grazie all'ispiratissima coppia Jerrels-Dunn (in due, 48 punti con 15-23 cal campo) ha fatto fuori con un break nel secondo tempo San Diego State. I Nittany Lions di Penn State, che fino ad oggi avevano vinto solo una volta la Atlantic-10, si aggiudicano il torneo grazie soprattutto a Jamelle Cornley (miglior realizzatore e rimbalzista dei suoi, a quota 18 e 7), nominato poi MVP delle Final Four, anche se il Madison Square Garden semivuoto (poco più di 10000 spettatori) non è stata la migliore delle cornici possibili. Non escluderei di rivedere Cornley in Europa, visto che la sua carriera NCAA si è appena conclusa - nel migliore dei modi, considerando che giocava a Penn State. Ah, anche Jerrels è un nome da mettere in qualche taccuino, già che ci siamo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-796635941149109882?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/796635941149109882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=796635941149109882&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/796635941149109882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/796635941149109882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/04/nit-ovvero-lantipasto-delle-final-four.html' title='NIT, ovvero L&apos;antipasto delle Final Four'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-1062133015425143980</id><published>2009-03-29T18:16:00.006+02:00</published><updated>2009-04-06T22:15:37.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NCAA 2009: Elite 8</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le quattro gare che caratterizzano le Elite 8 sono per certi versi le partite più importanti della stagione, per i giocatori che in esse si sfidano. Vincere significa approdare all'evento sportivo dell'anno negli USA, dopo il Superbowl. Perdere, anche se non comporta un automatico ritorno all'anonimato, significa essere andati a Roma e non aver visto il Papa, come si dice dalle mie parti. Ma ovviamente in una partita c'è una vincente e una perdente, è la dura legge del basket. Vediamo nel dettaglio cosa è successo gara per gara.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Connecticut Huskies-Missouri Tigers 82-75 (West Regional)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora una volta, Missouri non riesce ad approdare alle Final Four, e UConn è la prima delle squadre a staccare il biglietto per Detroit. Gli Huskies di coach Calhoun giocano una gran partita sul piano offensivo (51% dal campo, sporcato solo dal 6-17 di AJ Price), sovrastano i Tigers a rimbalzo (45-26 il conto finale sotto le plance) e dimostrano di meritare l'accesso alle Final Four, al di là di un regional tutto sommato abbordabile. Finalmente convincente anche Kemba Walker (from Rice High School, Bronx NY), che dopo un avvio di stagione decisamente promettente sembrava essersi un po' perso, e che pareggia il suo &lt;em&gt;career high &lt;/em&gt;in NCAA a quota 23 punti. A Missouri è mancato un po' l'apporto di DeMarre Carroll, fermo a quota 12 senza essersi guadagnato neanche un viaggio dalla lunetta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pittsburgh Panthers - Villanova Wildcats 76-78 (East Regional)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ancora una volta, Pittsburgh si ferma prima di quanto si sarebbe potuto pensare, ma che i Wildcats fossero tosti lo si era già capito nei giorni scorsi. Il "derby" della Big East va ai ragazzi di coach Jay Wright, che dimostra che il suo (secondo) titolo di &lt;em&gt;Big East Coach Of The Year&lt;/em&gt; non era proprio campato in aria. La terza vittima illustre dei suoi ragazzi, infatti, gioca una gran gara (Sam Young 28 e 7 rimbalzi, DaJuan Blair 20 e 10 con 9-9 dal campo) ma Villanova non li lascia scappare (34-32 il vantaggio per Pittsburgh a fine primo tempo) e alla fine Scottie Reynolds, al limite dell'infrazione di passi, trova il canestro che vale il viaggio a Detroit. Pittsburgh chiude l'anno con 31 vittorie e solo 5 sconfitte, dopo aver occupato ripetutamente il primo posto nel ranking NCAA durante l'anno. Villanova però li ha battuti due volte. E chi li ferma più, questi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Louisville Cardinals - Michigan State Spartans 52-64 (Midwest Regional)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che bellezza, questo sport. La magia del torneo NCAA sta proprio tutta qui, nella sua totale, completa, strabiliante imprevedibilità. Avevo appena finito di scrivere che Louisville faceva sul serio, che la scoppola rifilata ad Arizona era un monito per gli avversari, ed ecco che mestamente, i campioni della Big East di quest'anno, numero uno del ranking NCAA all'inizio del torneo, escono contro Michigan State al termine di una prova incolore, dove hanno retto per poco più di un tempo, e quando gli Spartans hanno fatto il primo tentativo di fuga non sono stati in grado di riprenderli. Tra l'altro, giocando una pallacanestro decisamente poco "pitiniana": solo 7 recuperi e 12 palle perse da Michigan State, che ha tirato con il 46% dal campo, vincendo anche la sfida a rimbalzo per 35 a 27. Mattatore della serata, ancora Goran Suton, che dopo l'ottima prova contro Kansas, si conferma vera sorpresa di questa seconda parte di torneo, con 19 punti e 10 rimbalzi. Adesso agli Spartans di coach Izzo (per lui quinto viaggio all'atto finale in 14 anni a East Lansing), padroni di casa a Detroit, tocca Connecticut, una da prendere con le molle (due apparizioni alle Final Four e due vittorie), anche se potrebbe essere distratta da pensieri extra-cestistici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;North Carolina Tar Heels - Oklahoma Sooners 72-60 (South Regional)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella partita sicuramente più attesa delle quattro, se non altro per il confronto Hansbrough-Griffin, a spuntarla è la Favorita, quella che da inizio anno gioca con i favori del pronostico, ovvero North Carolina e il suo collettivo al servizio di una stellina. Oklahoma aveva dalla sua lo strapotere fisico del suo numero 23, che non a caso anche contro UNC ne ha messi a referto 23 con 9-12 dal campo e 16 rimbalzi, ma a parte questo, ha avuto un timido contributo da Willie Warren, in ombra contro Syracuse (per lui alla fine 18 punti) e poco da tutti gli altri. North Carolina, invece, ha avuto sì un Hansbrough sottotono (per lui subito due falli, solo 26 minuti in campo con 8 punti e 6 rimbalzi), ma aveva dalla sua un collettivo di ben altro livello rispetto a quello degli avversari. E infatti, a sopperire alle mancanze di &lt;em&gt;Mr. Naismith 2008&lt;/em&gt; ci hanno pensato Ty Lawson (19 punti, 5 rimbalzi e 5 assist), Danny Green (18 punti) e Deon Thompson (10 punti). Adesso per i Tar Heels c'è probabilmente la squadra più in forma del momento, quella Villanova che ha tutta l'intenzione di continuare a fare l'ammazzagrandi. Ma UNC (per loro diciottesimo viaggio alle Final Four, record NCAA) ci è già andata vicina lo scorso anno, e quest'anno non ha nessuna voglia di fare sconti, ora che il gioco si fa duro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-1062133015425143980?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/1062133015425143980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=1062133015425143980&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/1062133015425143980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/1062133015425143980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/03/ncaa-2009-elite-8.html' title='NCAA 2009: Elite 8'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-3430949266199832133</id><published>2009-03-28T23:12:00.007+01:00</published><updated>2009-03-29T18:14:55.033+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NCAA 2009: sweet 16</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Decisamente, questo è il punto del torneo NCAA dove tradizionalmente il livello si innalza, e di parecchio. Anche quest'anno non ha fatto eccezione: in questo terzo turno si sono viste alcune dipartite clamorose, alcune squadre gettare giù la maschera, altre abdicare. Vediamo nel dettaglio cosa è successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;East regional&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Pittsburgh vince per la terza volta di fila senza stravincere, anche se stavolta davanti c'era un avversario di livello sicuramente superiore ai precedenti. I Panthers contro Xavier hanno attaccato malissimo (33.8% dal campo, 63.2% dalla lunetta) ma hanno difeso egregiamente, lasciando ai Buccaneers solo il 32.8% dal campo, e solo diciotto punti in 20 minuti nel secondo tempo, rimontando un gap che dopo la prima metà era di otto punti e vincendo alla fine 60-55 grazie ai 10 punti e 17 rimbalzi di Blair. Delle quattro top seeded, Pitt è sicuramente quella che ha impressionato di meno, fin qui. Ma in tutto l'anno hanno perso solo quattro partite: mai sottovalutarli. Nell'altro match, Villanova dimostra che meriterebbe di andare di diritto alle Final Four per il cammino sin qui avuto nel torneo: dopo il ventello rifilato a UCLA, i Wildcats ne hanno anche per i Duke Blue Devils di Coach K. 77-54 il risultato finale con cui se ne vanno a casa i vincitori della ACC, che reggono l'onda solo per un tempo, per poi venire spazzati via da una squadra che li ha tenuti al 26.7% dal campo e che non ha neanche avuto bisogno di prestazioni mostruose dai singoli. Sinceramente impressionanti, e sarà interessantissimo il "derby" tra due squadre della Big East che vale un posto alle Final Four.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Midwest regional&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Louisville stavolta impressiona, contro la &lt;em&gt;Cinderella &lt;/em&gt;Arizona, rifilandogli 39 punti di scarto, che di solito è un punteggio da primo turno, facendo giocare almeno 10 minuti ai primi otto della rotazione, mandando tutta la squadra a referto (cinque in doppia cifra), tirando il 57.6% dal campo contro il 38% di Arizona. Il risultato finale di questa gara a senso unico è 103-64, per il commento invece bastano tre parole: fa-sul-serio. Abdica Kansas, vittima di una Michigan State che è arrivata al torneo NCAA con buone credenziali e lo sta portando avanti ottimamente, a dimostrazione che la testa di serie numero 2 non era proprio proprio un'assurdità. I Jayhawks tirano meglio degli Spartans, prendono più rimbalzi ma perdono 19 palloni e concedono 13 recuperi a Michigan State, che chiude il primo tempo sotto di sette punti ma alla fine la spunta 67-62 grazie alla buona vena di Goran Suton, che sceglie indubbiamente un buon giorno per ritoccare il suo &lt;em&gt;season high&lt;/em&gt; a quota 20 punti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;South regional &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Era scritto nelle stelle che Tyler Hansbrough e Blake Griffin, sicuramente i giocatori più importanti del college basket di quest'anno, dovessero incontrarsi, e così sarà. UNC fatica poco o niente contro Gonzaga, battuta 98-77 facendo giocare tutta la squadra, tirando il 53% dal campo e prendendo 40 rimbalzi contro i 28 di Gonzaga. Il fatturato di &lt;em&gt;Mr. Naismith 2008&lt;/em&gt;? 24 e 10. Faticano un po' di più i Sooners contro Syracuse, anche se i 13 punti di vantaggio finali sono gli stessi che Oklahoma aveva messo tra sé e i suoi avversari dopo la prima metà della partita. Gli Orange vengono abbattuti dalle bombe di Tony Crocker, uno che nelle dieci partite precedenti era andato in doppia cifra solo una volta, e che con un 6-11 da tre e 28 punti complessivi ha dato quel valore aggiunto alla solita, mostruosa, prova di Griffin (30 e 14), sicuramente il più impressionante nei primi tre turni dal punto di vista statistico (30.3 punti, 14.7 rimbalzi e il 78.7% dal campo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;West regional&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Connecticut fa fuori anche Purdue grazie alla solita, impressionante, batteria di rimbalzisti (Thabeet 15, Robinson 11) e alla testardaggine dei Boilermakers nello sbagliare tiri da tre (6-23 alla fine). Jeff Adrien non era in serata (solo 8 punti e 6 rimbalzi con 3-13 dal campo) per lui, ma non è che se ne siano accorti in moltissimi. C'è la spada di Damocle dell'indagine NCAA sul reclutamento degli Huskies, ma intanto questi avanzano, e a sorpresa a sfidarli non ci saranno i Memphis Tigers. I ragazzi di John Calipari, infatti, non saranno alle Final Four quest'anno. Orfani di Derrick Rose e Chris Douglas-Roberts, i Tigers hanno ancora una volta un grande contributo dal freshman Tyreke Evans (33, 5 rimbalzi e 4 assist) e da Robert Dozier (19 e 16 rimbalzi), ma già a fine primo tempo sono sotto di 13 contro Missouri, in una partita a punteggio altissimo (102-91 il finale) dove questi altri Tigers mandano tutto il quintetto in doppia cifra e approfittano anche della scarsa precisione di Memphis dalla lunetta per approdare alle &lt;em&gt;Elite 8&lt;/em&gt;, loro massimo storico pareggiato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-3430949266199832133?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/3430949266199832133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=3430949266199832133&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/3430949266199832133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/3430949266199832133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/03/ncaa-2009-sweet-16.html' title='NCAA 2009: sweet 16'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-6050964632974598151</id><published>2009-03-22T23:12:00.010+01:00</published><updated>2009-03-29T18:13:30.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NCAA 2009: secondo turno</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: verdana;" align="justify"&gt;Di solito, si dice che nel torneo NCAA il momento più difficile sia il primo turno, soprattutto per le squadre ben attrezzate, e che una volta superato quello, la strada si faccia più in discesa. Ovviamente, però, in un torneo dove TUTTE le partite sono "dentro o fuori", l'insidia è sempre dietro l'angolo. Anche perché si gioca a ritmo serrato: sono appena terminati i tornei di conference, il primo turno è stato appena archiviato e subito si torna in campo. A volte, la concentrazione fa la differenza, anche se in certe partite il dislivello tecnico tra le formazioni è risultato quasi imbarazzante.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: verdana;"&gt;&lt;strong&gt;East regional&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: verdana;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Per la seconda volta consecutiva, Pittsburgh vince ma non stravince e soprattutto non convince appieno, anche se si vedono i segni di miglioramento rispetto al match d'apertura. Solo sul piano offensivo, però, perché Oklahoma State ne manda cinque in doppia cifra, e stavolta a cavare le castagne dal fuoco a Pitt ci pensa Sam Young (32, 8 rimbalzi e 3 stoppate). Duke doma Texas non senza qualche patema d'animo, ufficializzando la dipartita di Greg Paulus (per lui solo 2 minuti in campo) ma mandandone altri 4 in doppia cifra. Villanova interrompe il viaggio di UCLA: per i Bruins, quest'anno niente atto finale per la prima volta dal 2005. Peraltro perdendo di 20, e concedendo 89 punti ai Wildcats. Ben Howland si farà tante domande sui propri giocatori, nei prossimi giorni. Xavier vince contro Wisconsin concedendogli un imbarazzante 28.6% dal campo ma perdendo ben 14 palloni, nella partita sicuramente meno interessante del regional.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Midwest regional&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;Louisville batte Siena, come da pronostico, anche se non la domina, anzi, deve fare un monumento alla sua batteria dei lunghi (Samuels 13 + 8 e 5 stoppate, Williams 24 e 15 rimbalzi, Clark 12 e 12 rimbalzi).  Arizona batte abbastanza nettamente Cleveland State nella sfida tra le due sorprese del primo turno.  Kansas approda alle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sweet 16&lt;/span&gt; senza troppe difficoltà contro Dayton, tenuta a 43 punti.  Nella sfida per noi più interessante, quella tra USC e Michigan State, gli Spartans battono i Trojans (sic!) in una partita in equilibrio fino all'ultimo minuto, dove Taj Gibson, evidentemente provato per la super prestazione contro Boston College, chiude con tre punti, zero rimbalzi e cinque stoppate in 23 minuti di gioco. Daniel Hackett gioca tutti e 40 i minuti e chiude con 13 punti, 5 assist, 3 rimbalzi e 3 recuperi. Lo rivedremo il prossimo anno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;South regional&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: verdana;"&gt;North Carolina supera LSU 84-70 grazie agli esterni. La sensazione è che Tyler Hansbrough si sia risparmiato molto, in questi due turni, e che la cosa vada a tutto svantaggio degli avversari. Gonzaga nel finale regala un brusco risveglio a Western Kentucky, che pure aveva giocato una gran bella partita, e che se A.J. Slaughter non si fa tentare dalle sirene del professionismo, anche il prossimo anno può fare bene. Oklahoma vince di 10 contro Michigan grazie ancora una volta a Griffin (33 e 17 rimbalzi), che però non si è affatto risparmiato in questi primi due turni e questo potrebbe andare a vantaggio degli avversari che troverà d'ora in poi. A cominciare da Syracuse, che torna alle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sweet 16 &lt;/span&gt;dopo quattro anni di assenza grazie alla vittoria tutto sommato agevole contro Arizona State, attaccata con un divino 55.3 % dal campo e con un Eric Devendorf che negli ultimi tempi pare avere ritrovato una vena di un certo livello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;West regional&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Connecticut dà un'asfaltatina anche a Texas A&amp;amp;M (92-66) grazie a un su, e in questi primi due turni è stata la squadra sicuramente più convincente tra le quattro teste di serie numero 1.  Purdue, dopo un gran primo tempo, si complica la vita contro Washington, ma alla fine la spunta 76-74 grazie anche alla doppia stoppata di JaJuan Johnson (per noi, il nome più brutto del torneo NCAA), che arriva nell'ultima azione dopo che il succitato Johnson ne aveva messi 22 a referto. Memphis devasta Maryland (+20 a fine primo tempo) tirando il 58.5% dal campo e vince la sua trentatreesima gara su 36 sin qui disputate, e scusate del poco.  Nell'ultima partita disputata ieri notte, Marquette e Missouri danno vita a un avvincente testa a testa, dove i Tigers provano la fuga e i Golden Eagles li riprendono nel secondo tempo grazie al trentello di Jerel McNeal (anche questo, segnatevelo per il draft). Sul 79 pari, però, Marquette perde un po' di lucidità e Missouri avanza alle &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: verdana;"&gt;Sweet 16 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;dopo sei anni di assenza dal torneo NCAA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-6050964632974598151?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/6050964632974598151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=6050964632974598151&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/6050964632974598151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/6050964632974598151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/03/ncaa-2009-secondo-turno.html' title='NCAA 2009: secondo turno'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-4878893123455701334</id><published>2009-03-21T23:06:00.007+01:00</published><updated>2009-03-29T18:13:30.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NCAA 2009: primo turno</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ok, anche per quest'anno bisognava rompere il ghiaccio. Il primo turno, si sa, è quello più scivoloso, quello che presenta le maggiori insidie, se si pensa che sotto gli occhi di tutti gli USA questi ragazzi che hanno in media vent'anni si giocano un futuro da professionisti in partite a eliminazione diretta. Spunti ce ne sarebbero a iosa, come sempre, ma ci si può fare un'idea di quanto successo anche semplicemente leggendo un breve report di quanto successo nei quattro Regionals in cui è diviso il tabellone. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div face="verdana"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;East regional &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Salta subito Florida State contro Wisconsin, testa di serie numero 5, e poco ci è mancato che non saltasse anche UCLA, con Eric Maynor di VCU che sbaglia il tiro del sorpasso sulla sirena. Pittsburgh non devasta East Tennessee State, anzi, gli fa fare un figurone.  Viene da chiedersi cosa sarebbe successo senza la gran vena di DeJuan Blair (27 e 16 per lui). Oklahoma State supera Tennessee al termine di una gara equilibrata, come prevedibile. Duke è tosta, e lo si era capito nel torneo ACC, e vince mandandone sei in doppia cifra.  Senza troppi patemi, passano il turno Villanova, Texas e Xavier.  L'impressione è che se arrivano in fondo Pittsburgh e Duke ne vien fuori un partitone. &lt;em&gt;Interessante.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: verdana;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Midwest regional&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo è il regional maggiormente seguito, senza dubbio. C'è Louisville di Rick Pitino, che la settimana scorsa ha vinto per la prima volta la Big East contro un'estenuata Syracuse, e si è portata a casa il numero 1 nel ranking nazionale in extremis. I Cardinals si sbarazzano di Morehead State premendo appena sul gas in apertura di seconda frazione. Ma oltre a loro, qua c'è Kansas campione in carica, che batte North Dakota State grazie alla buona vena della coppia Collins-Aldrich e nonostante Ben Woodside (37 punti) non si sia arreso fino all'ultimo. Segnatevi quest'ultimo nome: potrebbe essere buono per il draft per chi cerca un play realizzatore. Qui c'è anche USC, che (anche lei per la prima volta) ha vinto la Pac-10 grazie ai tiri liberi di Daniel Hackett nel finale.  Per i Trojans, vittoria agevole con upset contro Boston College:  Hackett non gioca un partitone (6 punti, 6 rimbalzi e 6 assist) ma Taj Gibson fa 10-10 dal campo, e la partita ha poca storia.  Wake Forest a sorpresa esce contro Cleveland State e Utah fa la stessa fine contro Arizona.  Al secondo turno anche Siena (dopo due overtime contro Ohio State), Dayton (eliminata la favorita West Virginia) e Michigan State. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Sorprendente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;South regional &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;UNC asfalta Radford, e va bè. Tyler Hansbrough si riposa venti minuti: avversari preoccupati. L'upset massima è l'uscita di Illinois contro Western Kentucky.  Per il resto tutto secondo pronostici, tranne Michigan che riesce nell'impresa di eliminare Clemson.  Non saranno i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fab Five&lt;/span&gt;, ma per un ateneo reduce da anni sinceramente buietti è già qualcosa.  LSU elimina Butler grazie soprattutto al trentello di Marcus Thornton; Gonzaga si sbarazza di Akron, Arizona State di Temple, Oklahoma di Morgan State col "solito" Blake Griffin, che fattura 28 punti e 13 rimbalzi con 11-12 dal campo. Syracuse, sempre più la squadra di Johnny Flynn (che qualcuno ha un po' frettolosamente definito "il Chris Paul del college basketball"), gioca una partita bruttarella ma elimina Stephen F. Austin nella sagra dell'errore da tre (4-37 complessivo delle due squadre). Le prime tre hanno una marcia in più, questo pare chiaro. Cosa non è chiaro è chi la spunterà.  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di gran livello&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;West regional &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Connecticut vince di 56 contro Chattanooga: al di là del risultato del primo turno, questi sono tosti, ma già si sapeva. Le uniche mezze sorprese di questo regional sono l'uscita al primo turno di California (contro Maryland, non proprio l'ultima arrivata) e di BYU contro Texas A&amp;amp;M.  Per il resto, Purdue fa una fatica cane ma batte Northern Iowa, Washington ne fa un po' meno per aver ragione di Mississippi State, Memphis e Missouri fanno praticamente lo stesso eliminando rispettivamente CSU Northridge e Cornell.  La partita più avvincente di questo primo turno è stata sicuramente quella che ha visto Marquette battere Utah State per 58-57 grazie praticamente al solo Lazar Hayward.  Qui ce ne sono due (UConn e Memphis) che ne hanno più delle altre, un po' lo si sapeva ma il primo turno pare confermarlo.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;Prevedibile&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-4878893123455701334?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/4878893123455701334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=4878893123455701334&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4878893123455701334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4878893123455701334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/03/ncaa-2009-primo-turno.html' title='NCAA 2009: primo turno'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-5478776882611177815</id><published>2009-03-06T00:04:00.004+01:00</published><updated>2009-03-29T18:13:30.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>Notizie dal pianeta NCAA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I tornei di conference sono prossimi alla fine. Marzo è iniziato, tra una decina di giorni scoppierà la &lt;em&gt;bracketmania&lt;/em&gt; negli USA. Ora, non volendo fare un articolo fotocopia di quello dell'anno scorso, mi limiterò ad alcune constatazioni di carattere generale, incentrate sulla stagione in corso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima di queste considerazioni è che si pensava, alla vigilia, a un'annata NCAA con una sola Signora e Padrona, ovvero North Carolina. E quando dico "si pensava" non mi riferivo tanto a me, che ne capisco appena, quanto a chi di questo sport ne sa, ne scrive e ci campa pure. E invece, se la memoria non mi inganna, al primo posto del ranking si sono alternate in cinque squadre, ovvero ben più della media, segno di una stagione ben più equilibrata di quanto si sarebbe mai potuto immaginare. Oltre ai Tar Heels, infatti, abbiamo visto in testa al ranking Pittsburgh, Duke, Connecticut e Oklahoma. Tutto questo aspettando LA partita, North Carolina - Duke che è in programma per domenica 8 marzo, e che potrebbe dire molto delle sorti del ranking di fine stagione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La seconda considerazione riguarda la Big East, da tutti additata come la conference di gran lunga di più alto livello di tutte le 32 che compongono la &lt;em&gt;Division I&lt;/em&gt; della NCAA. Poco o niente da obiettare, per carità. Attualmente, infatti, sono ben sei le squadre che figurano nei ranking, sulle sedici che compongono la conference. Ma forse forse ci sarebbe da spendere una parolina anche sulla ACC, dove - oltre a North Carolina e Duke - ci sono altre tre squadre nelle prime 25 d'America, sulle 12 totali. Magari questo è anche un pochino in relazione con il fatto che UNC non è LA padrona incontrastata della NCAA, visto che tutte e tre le partite perse dai Tar Heels fin qui sono state contro altre squadre della Atlantic Coast. Tyler Hansbrough ha avuto qualche problemino fisico e le cifre ne hanno risentito, ma se sta bene sappiamo un po' tutti quello che è in grado di combinare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La terza e, per il momento, ultima considerazione riguarda due personaggi che spesso sono citati nei miei articoli sulla NCAA. Per quanto riguarda il primo, tanto di cappello a mr. Jim Boeheim, sempre più una leggenda vivente, alla guida degli Orange di Syracuse dal 1976, mai una stagione sotto il 50% di vittorie, quest'anno ha già raggiunto (per la trentunesima volta in 33 anni, dodicesima consecutiva) la quota delle 20 vittorie. Nient'altro da aggiungere, se non che ci sarà un motivo per cui il palazzetto in cui giocano gli Orange è &lt;em&gt;già adesso&lt;/em&gt; intitolato a lui. Il secondo è il pesarese Daniel Hackett e i suoi Trojans di USC: la loro stagione non è stata semplice, e l'aver perso sei delle ultime sette partite potrebbe pregiudicargli l'accesso al torneo NCAA. Personalmente, Daniel sta facendo bene, anche se la sua crescita è lenta, ma costante. Non so che ne sarà di lui a marzo, non so che ne sarà di lui a giugno (anche se credo che si farà comunque un altro anno di college), quello che mi interessa è che sia in forma per il barrage che vale l'accesso agli Europei. Perché un backcourt con lui e "Rocky" (?) Belinelli, l'Italia non lo vedeva da tempo, e la posta in gioco è davvero alta, stavolta...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-5478776882611177815?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/5478776882611177815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=5478776882611177815&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5478776882611177815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/5478776882611177815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/03/i-tornei-di-conference-sono-prossimi.html' title='Notizie dal pianeta NCAA'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-2434973112208365371</id><published>2009-02-16T21:44:00.003+01:00</published><updated>2009-02-16T22:53:43.983+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>Scattered notes from Phoenix, AZ</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il periodo dell'All-star weekend è stato, anche quest'anno, abbondante di quei movimenti che danno un'ultima bella scossa ai roster delle squadre NBA prima della volata finale. L'All-star game, poi, già di per sé regala sempre argomenti di cui discettare. Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;In questi giorni, alcune trade sono passate sottotraccia, forse perché considerate "movimenti minori", ma che a ben guardare forse non lo sono, o almeno non del tutto. Eccezion fatta, ovviamente, per la trade che ha mandato ai Toronto Raptors &lt;em&gt;the Matrix&lt;/em&gt;, al secolo Shawn Marion, in confezione regalo con Marcus Banks (alzi una mano chi ricorda un partitone da parte di questo giocatore senza guardare prima su Google), in cambio di Jamario Moon e - soprattutto - di Jermaine O'Neal. Scusate l'impertinenza, ma sapere che ci sono insieme un Wade e un O'Neal in maglia Miami Heat evoca dolci ricordi in chi scrive. Magari i fasti non potranno essere quelli del passato (anche se tecnicamente gli Heat vanno a colmare una lacuna, quella del pivot, che li angustiava in modo abbastanza serio da un paio di annetti a questa parte, non perdendo troppo all'ala piccola, vista la crescita di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;B-Easy &lt;/span&gt;Michael Beasley e la presenza di Moon), ma sognare non costa niente. E poi, proprio l'All-star game di ieri ci ha insegnato che, a volte, ricostruire le "strane coppie" è sinonimo di vittoria.  Come spiegare, altrimenti, Kobe e Shaq che fanno MVP in società per la Partita delle Stelle, con tanto di foto celebrative a fine partita dove sono entrambi sorridenti?&lt;br /&gt;L'All-star game ci consegna, a noi che prendiamo appunti sparsi, un Kevin Durant alieno nella partita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rookies vs. Sophomores&lt;/span&gt; (dove peraltro il già citato Beasley ha messo in chiaro due o tre cosette a quelli che lo guardavano con malcelata diffidenza, e dove mancava immeritatamente Belinelli). Ci consegna una serie di p&lt;span style="font-style: italic;"&gt;layer movement&lt;/span&gt;, nei giorni precedenti, che non hanno fatto titoloni come quello di Marion e O'Neal - a proposito, chissà che ne pensa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;the Matrix&lt;/span&gt;, arrivato in cambio di un O'Neal e ripartito in cambio di un O'Neal? Magari pensa a ragione che gli Heat l'hanno un po' preso in giro, come quando una ragazza si fa vedere in giro con il suo ex per far ingelosire il fidanzato... - ma che potrebbero far felici alcuni tifosi. Il mio socio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in primis&lt;/span&gt;, che immagino già in brodo di giuggiole alla vista della canotta gialloviola di Adam Morrison, per giunta in cambio dell'Inutile Vlado...&lt;br /&gt;E i tifosi dei Magic, che non hanno più Keith Bogans da UK, che per chi scrive è stato da sempre oggetto misterioso, e lo vedono giochicchiare benino in maglia Bucks, cosa penseranno? La speranza lecita sarebbe quella di un aumento del minutaggio di JJ Redick, che però per il momento non c'è stato. In pratica, come rimetterci una guardia (vi prego, non ditemi che Tyronn Lue è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ancora&lt;/span&gt; un giocatore da NBA, ammesso e non concesso che lo sia mai stato) e vivere felici e contenti. Già si aveva la sensazione che al backcourt dei Magic mancasse un centesimo per fare una lira, ma ora? Come minimo ne mancano due...&lt;br /&gt;Sempre per la serie "Appunti sparsi da Phoenix", come non citare i fischi a chiunque indossasse una canotta Spurs e gravitasse nei paraggi del parquet? Beh, in Italia avevamo i fischi contro la Juventus, oltreoceano ci sono gli Speroni, che in questi anni non è che abbiano mai avuto grossi conflitti con i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;referees&lt;/span&gt;, e ne sanno qualcosa proprio i Suns. Ovvero, la favola del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fair play&lt;/span&gt; dei tifosi USA giunge al capolinea.&lt;br /&gt;Infine, ma ahinoi non si tratta di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dulcis in fundo&lt;/span&gt;, a Phoenix c'è stata la consacrazione pressoché ufficiale del declino di Jason Kidd (non convocato né tantomeno votato dai fan) e di Allen Iverson (in quintetto a furor di popolo, apparso poco convinto e mai in partita), quelli che tutti noi che amiamo il basket speravamo non fossero reali ma piuttosto dettati da situazioni contingenti delle rispettive squadre:  resta la speranza che le loro carriere possano essere coronate da un titolo che meriterebbero ampiamente, ma che, purtroppo, appare sempre più distante. Ora si riparte, la stagione NBA (e anche quella collegiale, ma ne riparleremo) entra nel vivo: in testa alle conference ci sono sempre Celtics e Lakers, ma di qui a giugno deve ancora passare un sacco di acqua sotto i ponti. Stiamo a vedere, e già che ci siamo, godiamoci anche le azioni in ascesa dei tre Italiani d'America...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-2434973112208365371?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/2434973112208365371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=2434973112208365371&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2434973112208365371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2434973112208365371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/02/il-periodo-dellall-star-weekend-e-stato.html' title='Scattered notes from Phoenix, AZ'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-6897489391727638543</id><published>2009-01-16T15:19:00.010+01:00</published><updated>2009-02-16T22:53:43.983+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>The Hawk Is Howling</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;   Dall'ultima serie di playoff vinta dagli Atlanta Hawks sono ormai trascorsi dieci anni. Dal trasferimento della franchigia da St. Louis, trentuno, senza apparizioni alle NBA Finals. Dall'ultimo titolo, targato appunto St. Louis Hawks, cinquant'anni. Come se non bastasse, nelle otto stagioni precedenti alla scorsa, la media partite vinte è stata di circa 27 su 82, in pratica una partita su tre.&lt;br /&gt;L'idea che gli Atlanta Hawks fossero una squadra senza futuro prende corpo tra trade incredibili (memorabile, su tutte, quella che portò all'approdo e immediata ripartenza di Rasheed Wallace, che dopo una sola partita giocata ad Atlanta se ne andò ai Detroit Pistons, dove sappiamo un po' tutti quello che ha combinato), scelte scellerate al draft (2000: DerMarr Johnson, visto brevemente anche alla Benetton Treviso; 2001: Pau Gasol, scelto e subito ceduto ai Grizzlies in cambio di Abdur-Rahim; 2006: Shelden Williams, scelto al posto di Brandon Roy), e una gestione societaria quanto meno allucinante, che dava l'idea di voler fare di tutto per attaccarsi addosso l'etichetta di "nuovi Paper Clips", ovvero di franchigia perdente per antonomasia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;   Fino a quando, un po' per caso e un po' per una ritrovata pianificazione, gli Hawks dello scorso anno hanno ricominciato ad essere una squadra NBA. Nel modo più semplice possibile, ovvero mettendo in piedi un quintetto con un centro solido (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Al Horford&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;, a sorpresa il migliore dei Florida Gators approdati in NBA dopo i due titoli consecutivi in NCAA), un'ala forte atletica, intimidatrice e incredibilmente atletica (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Josh Smith&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;), un'ala piccola dalle buone percentuali e discreto rimbalzista (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Marvin Williams&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;), una guardia con tanti punti nelle mani e al contempo in grado di creare gioco (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Joe Johnson&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;), a cui a stagione in corso è stato aggiunto l'ultimo tassello, ovvero un play valido e di grande esperienza anche ad alti livelli (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-family: verdana;"&gt;Mike Bibby&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;). Così gli Atlanta Hawks in versione 2008 acciuffano l'ultimo posto disponibile per i playoff, e questo sarebbe già di per sé un buonissimo risultato, ma il fatto è che al primo turno di playoff fanno anche vedere i sorci verdi ai Boston Celtics, poi campioni NBA, mettendo in mostra momenti di bel gioco, spregiudicatezza e freschezza agonistica. Il quintetto appena citato, infatti, ha un'età media al di sotto dei 26 anni, il che porta soprattutto a due considerazioni: la prima è che i margini di miglioramento ci sono e sembrano anche piuttosto importanti; la seconda è che, con qualche innesto a livello di panchina - che ad oggi appare un po' corta  con  i soli Ronald Murray, Mo Evans e Zaza Pachulia a dare un minimo di apporto alla causa - questi potrebbero diventare una delle squadre più pericolose della Eastern Conference nei prossimi anni.&lt;br /&gt;   Ad oggi, mentre scriviamo questo pezzo, gli Hawks occupano il quarto posto nella Eastern, a sorpresa anche davanti a una squadra come i Detroit Pistons, che negli ultimi sei anni sono sempre arrivati almeno alle finali di conference.  Ovviamente, dopo tante stagioni derelitte, non ci sono obiettivi dichiarati, ma la speranza - malcelata ma realistica - è quella di tornare a vincere una serie playoff, la prima da quando non c'è più Lenny Wilkens in panchina, e perché no, vincerne due, cosa che, incredibile ma vero, nella storia degli Atlanta Hawks non è mai successa. Quando si è giovani e si ha talento, è bene non porre limiti alla provvidenza, anche se Josh Childress, il sesto uomo di Atlanta nella scorsa annata, quest'estate non si era mostrato troppo fiducioso nei confronti del progetto di rinascita degli Hawks, preferendo le sirene (e gli euro) del campionato greco alla possibilità concreta di tornare a far gridare le aquile. Che però potrebbero farcela anche senza di lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-6897489391727638543?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/6897489391727638543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=6897489391727638543&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/6897489391727638543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/6897489391727638543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/01/hawk-is-howling.html' title='The Hawk Is Howling'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-4432555855235100421</id><published>2009-01-06T22:19:00.019+01:00</published><updated>2009-01-08T00:45:22.300+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NCAA'/><title type='text'>NCAA 2009: si parte</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Si parte, anche quest'anno. Cominciano in questi giorni i tornei di conference, preludio alla tradizionale &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;big dance&lt;/span&gt; marzolina, evento centrale di ogni anno cestistico. Ai nastri di partenza, al solito, oltre trecento college divisi in 32 conference si contenderanno il titolo della Division I, la "porta del cielo" che mena i migliori ai dorati approdi della pallacanestro professionistica, sia essa NBA o altro. Già, perché la peculiarità del college basket americano, fucina di talenti inesauribile, è quella di NON essere sport professionistico.&lt;br /&gt;Vediamo, per quanto successo finora, di capirci qualcosa, in questo intricato mondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;I superfavoriti: North Carolina Tar Heels &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Hanno perso la prima contro Boston College, decisamente a sorpresa, ma restano i veri favoriti di questa stagione: Tyler Hansbrough è stato il giocatore dell'anno appena trascorso secondo un po' tutti, interrompendo la striscia di quattro Blue Devils negli ultimi nove anni ad aggiudicarsi questa riconoscenza, e già per questo a Chapel Hill è in odore di monumento (per la cronaca, il conto dei "Naismith player of the year" attualmente è 7-3 per Duke). Il loro status di superfavoriti però non deriva solo dall'avere Hansbrough, che peraltro in stagione sta viaggiando a 23 punti e 7 rimbalzi di media, ma anche dall'avere un contorno decisamente all'altezza. Ty Lawson e Wayne Ellington erano già buoni lo scorso anno, e quest'anno stanno facendo anche meglio. In doppia cifra ci vanno in sei, e per l'NCAA questo è tanta roba, fidatevi. Lo scorso anno si fermarono contro Kansas, poi campione. Quest'anno resta da capire chi potrebbe fare lo stesso.&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold;font-family:verdana;" &gt;The rising star: Pittsburgh Panthers&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Una premessa è d'obbligo. Vada come vada, la stagione di Pittsburgh è già adesso da considerarsi un successo. Ci sono infatti voluti 60 anni per arrivare al numero uno del ranking collegiale, peraltro giocando in quella che è unanimemente riconosciuta come la conference più "tosta" della NCAA, la Big East, che con ogni probabilità anche quest'anno manderà sette-otto squadre alla &lt;em&gt;March Madness&lt;/em&gt;. La rinascita dell'ateneo, iniziata da Ben "Four-land" Howland, attualmente impegnato a riportare il titolo nelle terre dell'orsetto (UCLA), in queste sei stagioni sotto coach Dixon, ha raggiunto livelli tali da considerare Pitt una delle "potenze" della Big East, con buona pace di Georgetown, Syracuse, Connecticut, St. John's e compagnia cantante. Se il prestigio di un ateneo si misura nel numero di stelle NBA che da questo provengono, ecco, diciamo che ancora siamo un po' indietro. Ma chissà che Sam Young o DeJuan Blair non riescano a colmare anche questa lacuna. Magari dopo essersi tolti qualche soddisfazione al college.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;I rivali per antonomasia: Duke Blue Devils&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Non ce ne vogliano le altre: questi qua hanno un punto in più perché hanno i migliori tifosi dell'NCAA, i &lt;em&gt;Cameron Crazies&lt;/em&gt;. Inoltre, hanno Coach K, al secolo Mike Krzyzewski, che peraltro sarebbe quello che alle olimpiadi di Pechino ha guidato la truppa che ha rimesso l'oro al collo dei giocatori a stelle e strisce. Non ha neanche dovuto metterci troppo del suo, ma questa è un'altra storia. Fatto sta che Duke va sempre presa in considerazione nel lotto delle favorite, tanto più se la favorita indiscussa è UNC, anche perché Durham e Chapel Hill non è che siano così distanti, e storicamente da qua sono passati in parecchini che poi hanno fatto bene anche al piano di sopra. Rotazione infinita o quasi (in nove giocano almeno 13 minuti a partita), la stella è Kyle Singler, che guida la squadra in punti (16.5), rimbalzi (7.8), assist (3.7) e recuperi (2.2). Preoccupante è magari l'involuzione di Greg Paulus, guardia protagonista negli ultimi due anni e con cifre in caduta libera in questo anno da senior. Obbligatorio tenerli d'occhio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;I campioni in carica: Kansas Jayhawks&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Lo ammettiamo: siamo sempre affascinati dalle squadre che riescono a fare Back-to-back in NCAA, perché oggettivamente sono quelle che dimostrano di avere quel qualcosa in più rispetto alle altre. Chi ci è riuscito finora ha un posto prenotato nella storia di questo sport, come i Florida Gators di Billy Donovan di cui abbiamo parlato tempo fa. Ma quando due giocatori ti vanno via al primo round del draft 2008 (Brandon Rush e Darrell Arthur) e altri due se ne vanno al secondo (l'MVP delle Final Four Mario Chalmers e Darnell Jackson), diventa difficile anche solo &lt;em&gt;pensare&lt;/em&gt; di ripetersi. Quest'anno infatti sono 10-3 al momento in cui scriviamo, con Cole Aldrich e Sherron Collins a guidare la truppa, ovvero due che l'anno scorso c'erano ma non facevano le onde. Difficile, anzi facciamo impossibile pronosticare loro un lungo viaggio nel tabellone NCAA. Non scontato neanche l'approdo, anche se ad oggi occuperebbero un ipotetico trentasettesimo posto nei ranking NCAA.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Gli "scuornati": Memphis Tigers&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Se l'anno scorso la truppa di Calipari avesse vinto la finale contro Kansas, buttata via in modo quasi indegno, avrebbe stabilito il record di vittorie in una stagione NCAA, oltre a portare a casa il primo titolo nella storia dell'ateneo. Così non è stato, e le ripercussioni, psicologiche e non, si dovrebbero vedere nel corso di questa stagione. Derrick Rose se n'è andato con la prima chiamata assoluta del draft, seguito da Joey Dorsey e Chris Douglas-Roberts, entrambi chiamati al secondo giro, per motivi che non sono del tutto scollegati da quella finale persa. Anche loro, ad oggi, sono 10-3 come Kansas, quindi per il record di vittorie facciamo che se ne riparla più avanti che per quest'anno oramai siamo andati. Facciamo che anche per il titolo NCAA se ne riparla in altro momento, anche se qui l'accesso al tabellone non dovrebbe essere impresa proibitiva, visto anche che Robert Dozier e Shawn Taggart sono entrambi in crescita e il freshman Tyreke (ma chi glieli dà 'sti nomi?) Evans è un giocatore buono, anzi buonissimo, già oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;I sempre presenti: UCLA Bruins&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Ben Howland ci proverà anche quest'anno, questo è ovvio. La decima posizione nel ranking, peraltro, invita ad un cauto ottimismo. Anche la profondità di rotazione (in dieci sono in doppia cifra alla voce "minuti giocati", scusate del poco) è un fattore, anche se magari la qualità è un pochino scesa, essendosene andati Westbrook, Kevin Love e Mbah-a-Moute, tutti ovviamente in NBA. Restano Darren Collison, Josh Shipp e un manipolo di freshmen dai nomi impronunciabili, ad alimentare le speranze dei tifosi del Pauley Pavillion. Impossibile escludere la quarta partecipazione consecutiva alle Final Four perché "Four-land" è uno che insegna a difendere forte, e di conseguenza, essendo un po' meno attesi quest'anno, altrettanto impossibile escludere che i Bruins, sulla scia di quanto fatto dai Celtics, si riportino il titolo a casa. Ma saremmo nel novero delle Grandi Imprese dello Sport, senza dubbio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Quelle che seguiamo con attenzione: Syracuse Orange e USC Trojans&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;I &lt;strong&gt;Syracuse Orange&lt;/strong&gt; sono da ormai più di dieci anni la "squadra del cuore" di chi scrive, che ancora ricorda a memoria il quintetto che coach Boeheim portò a un passo dall'impresa nelle final four 1996. Per la cronaca, era Lazarus Sims, Jason Cipolla, Todd Burgan, John Wallace, Otis Hill. Oggi gli Orange di Jim Boeheim, che siede sul pino di Syracuse dal 1969 e fa parte della Basketball Hall of Fame dal 2005, sono una squadra che si basa principalmente sull'estro di Johnny Flynn e di "the guy from Oak Hill Academy", al secolo Eric Devendorf, che però è reduce da un grave infortunio che gli farà ripetere la stagione da Junior. La rotazione è essenzialmente di nove giocatori, di cui cinque in doppia cifra per punti e due sopra i 7.5 rimbalzi a partita. Materiale ce ne sarebbe, resta da vedere quanto questi qua credano nei propri mezzi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Seguire i &lt;strong&gt;Trojans di USC&lt;/strong&gt;, invece, &lt;em&gt;alma mater&lt;/em&gt; di un certo O.J. Mayo, che in NBA sta dicendo la sua senza troppi timori reverenziali, per chi scrive è obbligatorio per almeno due motivi. Il primo, ovviamente, è Daniel Hackett da Pesaro, che quest'anno sta crescendo in punti (10.9), rimbalzi (4.3), assist (6.0), percentuale dal campo (45.2%), da tre (40 %), dalla lunetta (84.1%), recuperi (2.1), ma purtroppo anche nelle palle perse (4.1, ahinoi un po' troppe). Presto dovrebbe avere anche le chiavi della Nazionale Azzurra, e noi siamo qui a sperare che Danielino metta in mostra tutta la maturità che sta facendo vedere in NCAA. Il secondo motivo è l'atleta brutale che si è iscritto quest'anno a USC, DeMar DeRozan, uno che ha i mezzi fisici per fare i propri comodi più o meno contro chiunque su questa terra, fatta eccezione forse per LeBron James, ma che non ha ancora finito di imparare a giocare. Se lo fa entro l'anno, sono cavoli amari per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Buttiamo un occhio anche su:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Wake Forest&lt;/strong&gt;, che ne ha quattro in squadra che sanno fare tutto, e al momento sono 13-0 e numero 4 del ranking. Chiedere a Indiana che è tornata con un -25 a casa qualche giorno fa per sapere se questi sono forti o se di bufala trattasi. &lt;strong&gt;Louisville&lt;/strong&gt;, perché c'è Rick Pitino e quindi non si scherza, ma anche perché ce ne sono tre che sanno il fatto loro. Non sono partiti benissimo, ma il coach e il gioco espresso gli garantiscono anche adesso un posto nel ranking. &lt;strong&gt;Oklahoma&lt;/strong&gt;, perché Blake Griffin è forte come pochi altri in NCAA (vi bastano 22 punti, 14 rimbalzi e il 66% dal campo?). Peraltro, il tipo, qui, non è proprio solo soletto, e non dev'essere del tutto un caso se i Sooners sono al sesto posto del ranking mentre scriviamo. &lt;strong&gt;Connecticut&lt;/strong&gt;, perché se la Big East ha nove squadre nelle prime venticinque d'America non può essere un caso, e dietro Pittsburgh vengono questi qua, attualmente al numero 5, con un centro (Hasheem Thabeet) che fa paura anche ai parenti stretti: sette piedi e tre (o due metri e venti abbondanti, se preferite), 14 punti, 10.7 rimbalzi e 3.7 stoppate in 30 minuti scarsi sul parquet. Fate voi. Per ora a battere questi sono riusciti solo quelli di &lt;strong&gt;Georgetown&lt;/strong&gt;, che giocano in dieci e storicamente coi pivot sanno come fare. Ne hanno perse due di fila contro Pittsburgh e Notre Dame e probabilmente scenderanno di qualche posizione rispetto alla numero 9 che occupano ad oggi, ma restano tipi da prendere con le molle, anche se Jessie Sapp non ha fatto per ora il salto di qualità che ci si attendeva da lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-4432555855235100421?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/4432555855235100421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=4432555855235100421&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4432555855235100421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/4432555855235100421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2009/01/ncaa-2009-si-parte.html' title='NCAA 2009: si parte'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-8771152677145699266</id><published>2008-12-09T14:03:00.007+01:00</published><updated>2009-01-06T23:04:29.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Vincenzo Esposito, in arte El Diablo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_6qggHybr9nE/SUAoR9DiyHI/AAAAAAAAAAo/mXN7FPH7ANU/s1600-h/08.09.24_Vincenzo_Esposito_04.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278263052190533746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_6qggHybr9nE/SUAoR9DiyHI/AAAAAAAAAAo/mXN7FPH7ANU/s400/08.09.24_Vincenzo_Esposito_04.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nello sport, come nella vita, ci sono dei traguardi che sono superabili e altri che non lo sono, perché sono irripetibili. Un po' come il primo bacio, o la prima volta: ce ne saranno di migliori, ma non saranno mai uguali. Facendo un esempio sportivo, Matteo Paro ha il primato - ovviamente insuperabile - di essere stato il primo calciatore a segnare un gol in serie B con la maglia della Juventus.&lt;br /&gt;Nello sport che interessa a noi, invece, due sono essenzialmente i primati "insuperabili" per i nostri connazionali: il primo italiano ad essere sceso in campo su un parquet NBA (Stefano Rusconi, maglia Phoenix Suns, 12 novembre 1995. Per la cronaca, per lui un minuto in campo e due falli a referto); e soprattutto il primo italiano ad aver segnato un punto nella Lega per antonomasia. La data è il 15 novembre 1995, la partita vede opposti i Toronto Raptors di Vincenzo Esposito e gli Houston Rockets, peraltro bicampioni uscenti, delle leggende viventi Olajuwon, Drexler, Horry e Cassell. Vincenzino nostro, detto &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;El Diablo&lt;/span&gt; per il temperamento che mette in campo ancora oggi, sbaglia tre conclusioni dal campo - forse tradito dall'emozione del debutto - ma segna un tiro libero. Negli annali del basket italiano, Esposito sarà per sempre il primo italiano ad aver segnato un punto in NBA. Nonché il primo ad essere andato in doppia cifra.&lt;br /&gt;Ora, fortunatamente per lui e per noi (altrimenti l'articolo sarebbe già finito) la sua carriera non si limita solo a questo, altrimenti saremmo qui a chiederci come ha fatto ad arrivarci, in NBA, peraltro in un periodo in cui gli europei non erano i colonizzatori di oggigiorno, anzi - con l'eccezione di Drazen Petrovic, Toni Kukoc e pochi altri - erano scarsamente considerati e poco utilizzati. Poi, sempre nel 1995-96 Sabonis, e l'anno dopo Danilovic, fecero capire agli &lt;em&gt;amerikanski&lt;/em&gt; che non c'erano esattamente solo loro, a saper trattare la palla a spicchi. Ma questa è un'altra storia. La carriera di Vincenzo Esposito ha un prima e un dopo. Il prima è stato quello che indubbiamente gli ha regalato le soddisfazioni più grandi dal punto di vista sportivo. Trafila alle giovanili della Juve Caserta, cresciuto vedendo un certo Oscar Schmidt, per gli amici &lt;em&gt;Mao Santa&lt;/em&gt;, uno che detiene tanti di quei primati del basket mondiale che se ci mettiamo a scriverli tutti finisce lo spazio per quest'articolo. Mettiamo che crescere all'ombra di &lt;em&gt;Mao Santa&lt;/em&gt; sia servito a qualcosa, Vincenzino comincia a infilare canestri su canestri senza fermarsi più, fino a che la banda di coach Marcelletti arriva a scucire dalle gloriose canotte dell'Olimpia Milano lo scudetto 1991, per giunta in quel di Assago.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Esposito resta altri due anni a Caserta, prima di spiccare definitivamente il volo. E dove va uno che vuole la consacrazione definitiva in Italia, se non a Basket City, o Bologna per i non addetti ai lavori? La sponda è quella Fortitudo, le medie stagionali veleggiano sopra i 24 a partita, e non è che non ci fosse con chi dividere i palloni. Da lì, come detto, verso i Toronto Raptors, per un solo anno, per motivi che dopo vedremo. Al ritorno, sei-stagioni-sei da ventellista e spiccioli, con tre titoli consecutivi di miglior realizzatore del campionato con la maglia di Imola. Quanto basta per farne il quarto realizzatore di ogni epoca del campionato italiano. Qualche breve parentesi in Spagna, e adesso ancora ventelli su ventelli, in B1, ancora una volta in Emilia, con la maglia arancionera dello Sporting Club Gira, un tempo seconda squadra di Bologna, adesso trasferitasi ad Ozzano. Insieme al compagno di mille battaglie Cristiano Fazzi da Reggio Calabria, non ha ancora perso il gusto di giocare, di divertirsi con questo sport, di essere - sempre e comunque - protagonista. Come quella volta al Madison Square Garden, dove si narra che Spike Lee lo insultasse da bordo campo, e lui per tutta risposta ne mise 17 in 21 minuti sul parquet. L'ultimo rilevamento parla di 32 punti a referto con il 50% dal campo, con tanti saluti alla carta d'identità che dice 39 primavere. Il Gira torna alla vittoria dopo un inizio di campionato così così.&lt;br /&gt;Ora, come potevamo lasciarci scappare l'opportunità di intervistare un simile campione? Sentite cosa ci dice... Ne sono venute fuori delle belle...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1. Primi flash della tua carriera: gli anni a Caserta. Al terzo tentativo, finalmente, arriva il meritato scudetto. Cosa ti porti dentro degli anni alla Juve?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Tanto se non tutto o quasi. A Caserta sono cresciuto come ragazzo, uomo e giocatore. La maggior parte dei ricordi sono legati alla Juve Caserta. Dagli anni delle giovanili, agli esordi in prima squadra, fino allo scudetto. Il sogno di ogni ragazzo è poter vincere con la squadra della propria città.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;2. Il passaggio alla Fortitudo di Scariolo, la tua definitiva consacrazione a superstar del basket italiano ed europeo. Bologna era l'ambiente giusto per un giocatore del tuo temperamento?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;La situazione perfetta. Ambiente caldo, tifo passionale e intenditore di Basket, atmosfera da Derby. Tutto quello che era necessario per il salto di qualità a 24 anni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;3. Parliamo ora di quella, famosissima, stagione 1995-96. La NBA, i Toronto Raptors, undici anni prima di Bargnani. Cosa ha funzionato e cosa no, in quell'anno?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;La mia destinazione, forse quella più adatta a me per tanti motivi era Cleveland. La cosa con i Cavs era già fatta ma purtroppo lo sciopero di oltre due mesi bloccò il tutto. Così le uniche franchigie che potevano firmare giocatori erano Toronto e Vancouver. Toronto non era il massimo per due motivi: un allenatore che non amava rischiare sui rookie, ed una squadra totalmente nuova in un paese ancora a zero conoscenza di basket. Ma era la NBA vera e con un po' di sacrifici le mie belle soddisfazioni me le sono poi tolte. Con il top ovviamente a New York!!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;4. Pensi mai di essere nato con qualche anno di anticipo, per sfondare oltreoceano? Di fatto, l'NBA è diventata una multinazionale solo negli ultimi 5-6 anni...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Sicuramente la NBA di oggi è molto più aperta verso i non americani. Livello tecnico più basso e motivi di marketing-merchandising hanno aperto le porte a tanti giocatori extra USA. Io mi sono preso le mie belle soddisfazioni ed ho deciso di tornare. Nessun rimpianto!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;5. Ma Bargnani (e gli altri) ti hanno mai chiamato per avere qualche dritta? E del loro rendimento negli USA che ne pensi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Mai sentiti, anche perché sono molto più giovani di me. Hanno tutti le capacità per fare bene, a patto di trovarsi nel posto giusto. Per Bargnani e Gallinari credo non ci saranno grossi problemi. Per Beli credo sia meglio cambiare aria!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;6. E com'è stato tornare in Europa, al termine di quella stagione?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Decisi di tornare di mia spontanea volontà nonostante avessi tre anni di contratto garantito. Ero soddisfatto di cosa avevo fatto negli ultimi tre mesi e la NBA non mi interessava più. L'Italia, la famiglia, gli amici ed un buon contratto erano molto meglio. Purtroppo a Pesaro pensavano che dagli USA fosse arrivato Superman. Ma quello esiste solo nei fumetti e il Basket è uno sport di squadra. Squadra che Pesaro aveva messo insieme in maniera abbastanza scadente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;7. Come definiresti il tuo rapporto con la maglia azzurra? E come giudichi lo stato di salute della nostra Nazionale, e della nostra pallacanestro in generale?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;La situazione del Basket italiano attuale sicuramente non è delle migliori. Pochi talenti, troppi stranieri, troppi soldi ai pochi giocatori decenti in circolazione, e Nazionale allo sbando. In Nazionale non ho mai avuto modo di esprimermi al mio meglio, fatta eccezione per gli Europei del '95. Ambiente troppo finto e troppo politico e politicamente gestito dalle società di vertice. Non certo il mio ambiente ideale!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;8. Domanda d'obbligo: qual è l'avversario più tosto che hai incontrato? E il compagno più forte che hai avuto?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Direi Danilovic come avversario e Shackleford come compagno! Ma la lista di quelli super sarebbe enorme: da Myers a Gentile, da Richardson a Oscar etc,etc. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;9. Il presente alla Gira: teoricamente, siete una squadra forte, nella categoria. Perché questo inizio di campionato un po' difficoltoso?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli infortuni, la squadra nuova, e i giovani ancora non prontissimi ci hanno un pò frenato. Ma credo che faremo bene, anche se non siamo assolutamente da promozione!!&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;&lt;strong&gt;10. Come sogni di chiudere la carriera (non ti chiedo "quando" perché spero sia il più tardi possibile)? E hai già pensato a cosa farai "da grande"?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Sto molto bene al Gira. Vicino casa, buon contratto, società seria e con buone persone. Finché mi diverto ed il fisico tiene tiriamo avanti, magari ancora al Gira. In futuro, fare lo scout internazionale per la NBA o il General Manager sarebbe l'ideale. Vedremo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-8771152677145699266?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/8771152677145699266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=8771152677145699266&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8771152677145699266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/8771152677145699266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2008/12/vincenzo-esposito-in-arte-el-diablo.html' title='Vincenzo Esposito, in arte El Diablo'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_6qggHybr9nE/SUAoR9DiyHI/AAAAAAAAAAo/mXN7FPH7ANU/s72-c/08.09.24_Vincenzo_Esposito_04.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-2025406244920175177</id><published>2008-11-15T12:56:00.008+01:00</published><updated>2008-11-15T13:37:18.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>Le ragioni del Cuore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;William Shakespeare non conosceva l'NBA, questo è storicamente dimostrato. Non conosceva proprio la pallacanestro, a dirla tutta, essendo nato più o meno trecento anni prima di James Naismith che di questo sport è stato l'inventore. Eppure c'è una sua frase che sintetizza alla perfezione la situazione di due dei giocatori NBA preferiti da chi scrive: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://basketball-lovers.blogspot.com/2006/12/jason-kidd-whos-triple-double-machine.html"&gt;Jason Kidd&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" href="http://basketball-lovers.blogspot.com/2006/12/allen-iverson-is-always-answer.html"&gt;Allen Iverson&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"C'è una marea nelle cose degli uomini che, colta al flusso, mena alla fortuna; negletta, tutto il viaggio della vita s'incaglia su fondali di miserie."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ci sono tanti motivi per sperare che una squadra vinca un titolo NBA in un determinato anno. Il primo, il più scontato, è che quella è la squadra del tuo cuore, come per me sono i Miami Heat e per il mio socio i LA Lakers.  Ma ci sono delle annate in cui ti immagini da subito che ci vorrebbe un miracolo di quelli grossi, perché i tuoi restino in pista. Roba che è successa solo agli Houston Rockets di Hakeem e Clyde The Glide, a memoria di chi scrive. E allora tra gli altri motivi per cui sperare che una squadra diversa dalla tua possa farcela, c'è la simpatia e la stima verso questo o quell'altro giocatore che non sono arrivati a coronare la propria carriera con un meritato titolo. Così lo scorso anno, mentre gli Heat naufragavano in fondo alla classifica NBA, non nascosi la speranza di vedere i Mavs campioni della Lega, a coronamento della carriera di Kidd, che è vero che non ha poi vinto (e anzi i suoi playoff sono andati maluccio, se vogliamo usare un forte eufemismo), ma comunque in estate si è consolato con la seconda medaglia d'oro olimpica della sua carriera, che tutto sommato scusate se è poco. Naufragati gli Heat, usciti in malo modo (e siamo ancora nel campo degli eufemismi) i Dallas Mavs, era logico sperare che almeno Garnett potesse farcela, e poi così è stato. Sportivamente, siamo stati contenti per KG.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quest'anno, le ragioni del cuore vedono nell'ordine che gli Heat sono in risalita ma probabilmente per arrivare in fondo manca ancora qualcosa, se non altro un po' di esperienza. Vedono che i Mavs sono una squadra in inspiegabile declino, relegati sul fondo di una Western conference che peraltro pare anche meno dura di qualche anno fa. E qualche giorno fa è successo un fatto nuovo, che spinge le ragioni del cuore verso i Detroit Pistons, gli arcirivali di quando a Miami c'erano Jason Williams, Shaq O'Neal e gli altri e lì si lottava per il titolo per davvero. Ai Pistons è andato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;the answer&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;, al secolo Allen Iverson. Anni: 33; presenze all'Ultimo Ballo: finora una (Finals 2001: Lakers-Sixers 4-1); anelli al dito, di conseguenza: zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Potrà starvi antipatico, AI, per i suoi modi di fare, per la sua etica lavorativa a volte non impeccabile, per tutto quello che volete. Però la sua interpretazione del gioco con l'arancia, con il fisico che si ritrova, sta esattamente a metà tra il sorprendente e il commovente. Potete persino pensare, di lui come di Jason Kidd, che sia un giocatore ormai avviatosi nel viale del tramonto. Io fossi in voi  aspetterei, ché non si sa mai, perché se Detroit è quella che mentre scriviamo sta sbancando la California (vittorie, nell'ordine, a Sacramento, Golden State e LA sponda Lakers) potrebbe essere un tantinello presto per chiamarli fuori dalla lotta a Est, visto e considerato che a Boston manca all'appello "The Next Mr. Clutch" James Posey e che in Ohio il cast di supporto di King James  a Cleveland è sempre quello che è. Per quanto riguarda me, non posso  proprio farne a meno: quest'anno le ragioni del cuore mi dicono "let's go Pistons!"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-2025406244920175177?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/2025406244920175177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=2025406244920175177&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2025406244920175177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/2025406244920175177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2008/11/le-ragioni-del-cuore.html' title='Le ragioni del Cuore'/><author><name>Rob</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14793365268958376381</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04361721029241452814'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37885473.post-690805932203454997</id><published>2008-11-10T10:53:00.005+01:00</published><updated>2008-11-15T13:06:55.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NBA'/><title type='text'>A SEASON IN PREVIEW</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;strong&gt;WESTERN&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;CONFERENCE&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora...sui &lt;strong&gt;Lakers&lt;/strong&gt; non possiamo ancora dare un giudizio veritiero causa un calendario che possiamo definire benevolo senza troppa paura di sbagliare.&lt;br /&gt;Onestamente 4 partite – di cui 2 “derby” - sono troppo poco per poter intuire il peso specifico della squadra. Comunque siamo abbastanza convinti che la chiave sia sempre la stessa: &lt;strong&gt;Odom&lt;/strong&gt;, se rimane a Hollywood deve adattarsi a partire come sesto uomo tattico perché nei primi cinque lui – Gasol – Bynum mi sembra un po' troppo &lt;em&gt;showtime&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Io credo che non finirà la stagione con questa maglia, a meno che le nuove &lt;em&gt;twin&lt;/em&gt; &lt;em&gt;towers&lt;/em&gt; gialloviola facciano faville e si decida di non rompere gli equilibri. Resta la pecca – secondo me – di aver lasciato partire &lt;strong&gt;Turiaf&lt;/strong&gt;, uno tosto che in mezzo a quell'area avrebbe fatto ancora comodo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Houston&lt;/strong&gt; non mi convince più – e detto da me che sono un fanatico di Scola è qualcosa di importante – perché sono almeno due anni che punto su di loro e puntualmente mi deludono.&lt;br /&gt;C'è &lt;strong&gt;Ron&lt;/strong&gt;–&lt;strong&gt;Ron&lt;/strong&gt; in più adesso, c'è il migliore dei Barry Bros., ma c'è anche la schiena di T-Mac, la cronica incapacità di essere determinante e vincente di Yao e un'attitudine non proprio da &lt;em&gt;killer&lt;/em&gt; della squadra nelle partite “calde”.&lt;br /&gt;Chi per me farà il botto, ancora meglio dello scorso anno, saranno gli &lt;strong&gt;Hornets&lt;/strong&gt;: Chris &lt;strong&gt;Paul&lt;/strong&gt; ha numeri paragonabili a quelli di LBJ ma la gente lo caga di meno perché non arriva con l'ombelico al ferro per schiacciare.&lt;br /&gt;Chandler con il suo “3” si trova divinamente e adesso ai West e Stojakovic si è aggiunto James &lt;strong&gt;Posey&lt;/strong&gt; (se cercate uno con tendenza a vincere da fine aprile in poi, il suo è il cell. che vi serve).&lt;br /&gt;Un accenno sul discorso &lt;strong&gt;Spurs&lt;/strong&gt;: non li vedo più al massimo livello, soprattutto perché adesso non dipendono da Duncan o da Parker ma da &lt;strong&gt;Ginobili&lt;/strong&gt; e questo li rende meno affidabili visto che Emanuel si infortuna solo a guardarlo. Continuano a non ringiovanire la squadra con la speranza di una &lt;em&gt;last&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dance&lt;/em&gt; ma l'impressione è che ormai se ne sia andato a dormire anche il DJ della festa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;EASTERN CONFERENCE:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Iniziamo con la prima della classe, i campioni in carica di &lt;strong&gt;Boston&lt;/strong&gt;: hanno sicuramente acquisito più esperienza, ma allo stesso tempo avranno meno fame di vittorie. La squadra è praticamente la stessa ma con una defezione che potrebbe rivelarsi fatale nella &lt;em&gt;post&lt;/em&gt; &lt;em&gt;season&lt;/em&gt;, quella di Posey appunto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cleveland&lt;/strong&gt; arriverà quasi sicuramente in finale di &lt;em&gt;conference&lt;/em&gt;, ma da lì in poi dipenderà più dagli eventuali &lt;em&gt;opponents&lt;/em&gt; che dal &lt;strong&gt;Prescelto&lt;/strong&gt; e soci. Potrebbero arrivare alle &lt;em&gt;Finals&lt;/em&gt; se i Celtics si ammorbidissero un po' o se i nuovi Pistons fallisero.&lt;br /&gt;Già...i nuovi &lt;strong&gt;Pistons&lt;/strong&gt; di Allen &lt;strong&gt;Iverson&lt;/strong&gt;. Tre/quattro anni fa dopo una trade così gli avremmo consegnato l'anello a prescindere, adesso le cose sono molto meno scontate perché AI ha dimostrato di essere allergico come pochi alle situazioni che prevedono lo &lt;em&gt;stage&lt;/em&gt; &lt;em&gt;sharing&lt;/em&gt; e perché inserirlo al posto di Billups è molto complicato: o si fa sedere &lt;strong&gt;Stuckey&lt;/strong&gt; (con un bello &lt;em&gt;ciao&lt;/em&gt; &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; al rinnovamento) o lo si fa giocare da point guard incasinando tutto il resto della squadra (come si può togliere Rip &lt;strong&gt;Hamilton&lt;/strong&gt;, o Tayshaun &lt;strong&gt;Prince&lt;/strong&gt; se si sposta quest'ultimo in ala piccola?!?).&lt;br /&gt;Io rimango dell'idea che se devo far recapitare il pallone a uno tra Hamilton, Prince e Wallace quel pallone lo faccio portare a Stuckey e mai (MAI) a Allen I. Come quarta forza ci metto gli &lt;strong&gt;Hawks&lt;/strong&gt; – che ancora devono perdere una partita – ma che sono troppo belli, giovani e divertenti per essere anche vincenti, però dopo l'ultima edizione dei &lt;em&gt;playoffs&lt;/em&gt; non si può mai dire...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Italians do it better...sort of:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Partiamo dal “veterano” &lt;strong&gt;Bargnani&lt;/strong&gt;: due anni fa, al momento dell'esordio, ero convinto che il Mago sarebbe diventato più forte di Nowitzki e un sicuro &lt;em&gt;all&lt;/em&gt;-&lt;em&gt;star&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Adesso sono più dell'idea che Andrea sia – e continuerà ad essere – un gran giocatore che non diventerà mai un grandissimo perché assolutamente incostante.&lt;br /&gt;Un giocatore che può fare 20+10 contro chiunque e la sera dopo sparire del tutto, questo è e questo sarà anche in futuro Bargnani, anche perché ormai il “rodaggio” dovrebbe essere finito e di attenuanti ulteriori non ne vedo (magari solo il &lt;em&gt;coach&lt;/em&gt; più incapace della Lega, ma rimarrebbe comunque la mancanza di forza mentale e la costanza).&lt;br /&gt;Marco &lt;strong&gt;Belinelli&lt;/strong&gt; non ha molta scelta: 1) o se ne va (magari con una &lt;em&gt;trade&lt;/em&gt; che qualcuno ritiene praticamente già fatta con una squadra della &lt;em&gt;eastern&lt;/em&gt; &lt;em&gt;conference&lt;/em&gt; allenata da un omino che ama le rotazioni folli); 2) o rimane a sprecare gli anni migliori della sua carriera a rimirare l'isola di &lt;strong&gt;Alcatraz&lt;/strong&gt; dal Golden Gate (oh...bello per carità, ma c'è sempre tempo una volta smesso con la “canotta e i braghini”), ché tanto di giocare con &lt;strong&gt;Nelson&lt;/strong&gt; non se ne parla.&lt;br /&gt;Per &lt;strong&gt;Gallinari&lt;/strong&gt; il discorso è diverso: ha avuto una botta di &lt;strong&gt;culo&lt;/strong&gt; clamorosa trovando un &lt;em&gt;coach&lt;/em&gt; che lo conosce come se fosse suo figlio e che quindi lo terrà sempre in considerazione – a differenza di quanto è capitato a Belinelli – quindi, avendo sicuramente le capacità per stare in quella Lega, bisognerà solo aspettare che passino i malanni, anche se la sua schiena inizia ad avere tempi di recupero sospetti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37885473-690805932203454997?l=basketball-lovers.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/feeds/690805932203454997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37885473&amp;postID=690805932203454997&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/690805932203454997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37885473/posts/default/690805932203454997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://basketball-lovers.blogspot.com/2008/11/season-in-preview.html' title='A SEASON IN PREVIEW'/><author><name>sasha</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10277322772188597845</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14958961888570769799'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>