<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082</id><updated>2009-12-14T09:08:44.510+01:00</updated><title type='text'>lavoroesalute news</title><subtitle type='html'>pagine online del periodico cartaceo, Cronaca, commenti e mobilitazioni politiche e sindacali  Redazione: info@lavoroesalute.org</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>679</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4406352886298112181</id><published>2009-12-14T09:06:00.001+01:00</published><updated>2009-12-14T09:08:44.671+01:00</updated><title type='text'>Decreto dei ministeri del Lavoro e delle Finanze per il 2010. L'aumento delle pensioni è fissato allo 0,7%</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SyXyYejF0fI/AAAAAAAABbk/3xXutBp_g20/s1600-h/pensioni.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 210px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415000629313917426" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SyXyYejF0fI/AAAAAAAABbk/3xXutBp_g20/s320/pensioni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Elemosina ai pensionati: 19 centesimi al giorno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ministri delle Finanze e del Lavoro hanno emesso il 19 novembre un decreto congiunto che, sulla base del rilevamento Istat sul costo della vita per l'anno 2009, stabilisce gli importi pensionistici per l'anno 2010. Tale decreto fissa nello 0,1% la restituzione da parte dei pensionati di quanto ricevuto per l'aumento del costo della vita in quanto nel 2008 è risultato inferiore a quello preso a base per la rivalutazione del 2009. Ne consegue che la rata di pensione di gennaio sarà inferiore a quella di dicembre dato che gli Enti recupereranno quanto in più erogato nel corso del 2009, che equivale per una pensione di 1000 euro al mese a 13 euro.&lt;br /&gt;Il decreto, sempre sulla base dei dati rilevati dall'Istat sulle variazioni del costo della vita nel 2009, fissa un aumento dello 0,7% degli importi pensionistici per l'anno 2010. L'aumento di una pensione al minimo sarà di 3,2 euro al mese. Le pensioni erogate dal fondo lavoratori dipendenti, che chiude con un avanzo di esercizio di 6 miliardi e 128 milioni di euro ed il cui importo medio annuo è pari a 10381 euro, aumenteranno di € 5,58 al mese. Le pensioni erogate dal fondo dei lavoratori parasubordinati (i precari), in attivo di 7 miliardi e quattrocentotrentotto milioni ed il cui importo medio annuo è di euro 1160 aumenteranno di 54 centesimi al mese. Le pensioni erogate dal fondo dirigenti di azienda, in passivo di 3 miliardi e 475 milioni, il cui importo medio annuo è di € 43.377 aumenteranno di 23 euro al mese.&lt;br /&gt;La grande stampa e le reti Tv hanno "archiviato" i pensionati, gli anziani ed i loro problemi, parlano d'altro!&lt;br /&gt;Eppure tutti i rilevamenti statistici indicano che un numero crescente precipita nella povertà e vi trascina la famiglia. Lo scandalo, perché di scandalo si tratta, è il negare l'aumento del costo della vita nel 2009 e che pensioni e salari non avrebbero perso potere di acquisto. E' il Cnel a dichiarare nel mese di giugno che, rispetto allo 0.5 di inflazione rilevata dall'Istat, per un pensionato con una pensione di 655 euro al mese l'inflazione ha inciso del 2,6%.&lt;br /&gt;Vi è poi da rilevare l'iniquità del sistema di perequazione automatica delle pensioni in quanto lascia completamente sganciate le pensioni dagli aumenti contrattuali; in quanto si basa su un paniere di prodotti che non tengono conto di consumi (vitto, assistenza, medicine, cure etc.) propri degli anziani; in quanto la pensione viene rivalutata con un anno di ritardo; in quanto la perequazione percentuale degli importi pensionistici sancisce che per chi percepisce una pensione minima il costo della vita aumenta di meno, rispetto a chi percepisce una pensione medio-alta: nel 2010 ad un dirigente di azienda viene riconosciuto un aumento per la crescita del costo della vita di 23 al mese, ad un pensionato al minimo di 3,2 euro al mese, ad un precario di 54 centesimi al mese. Ma lo schiaffo ai pensionati è ancora più cocente a fronte di un avanzo crescente dell'Inps di diversi miliardi di euro ogni anno e che fa esclamare al Ministro del Tesoro «…se non ci fosse l'Inps...» in quanto l'avanzo, come da anni avviene per l'Inail, viene utilizzato dal Tesoro per finanziare la guerra in Afghanistan, grandi opere pubbliche che quasi sempre devastano l'ambiente e la spesa corrente.&lt;br /&gt;E' sconfortante rilevare che di fronte al decreto del ministero del Lavoro e del Tesoro non vi siano reazioni. Non risultano nemmeno interrogazioni parlamentari. Gli stessi sindacati dei pensionati si limitano ad informare le loro strutture di base per metterle in grado di spiegare agli iscritti il motivo della diminuzione della rata di pensione di gennaio. I tre sindacati dei pensionati hanno dal 2008 presentato al governo una piattaforma relativa alla detassazione delle pensioni, ad un diverso sistema di rivalutazione delle pensioni, sulla non autosufficienza ma per ora sono stati ignorati.&lt;br /&gt;Ricordo con nostalgia le grandi lotte e manifestazioni dei pensionati per l'aumento delle pensioni e dei salari, per il lavoro, per la democrazia. I pensionati sono intimiditi da una campagna che li accusa di essere dei "privilegiati" nei confronti dei figli e nipoti disoccupati e precari. Si sono esercitati a demolire la figura dell'anziano la destra, la Confindustria, economisti ed esponenti di spicco del Partito democratico che in questi mesi di crisi continuano ad accusare i pensionati di essere dei privilegiati dato che riscuotono l'intero importo della pensione quando i disoccupati ed i cassaintegrati crescono in modo esponenziale. Di fronte ad un evidente e documentato impoverimento degli anziani e ad un decreto che fissa in 12 centesimi al giorno la rivalutazione delle pensioni minime (458 al mese), e di 19 centesimi al giorno per le pensioni medie del fondo lavoratori dipendenti e di 2 centesimi per la pensione media dei parasubordinati indignarsi non basta. Occorre che pensionati e lavoratori si facciano sentire, che urlino il loro sdegno e la loro rabbia, che il Pd se c'è batta un colpo ma anche i sindacati dei pensionati e la confederazioni sindacali dovrebbero reagire.&lt;br /&gt;E' bene ricordare a tutti che i pensionati hanno lavorato una vita intera, spesso in ambienti malsani e rischiando la vita; che hanno versato una quota consistente di salario (33%) per poter contare su una pensione decente, che hanno con sacrificio cresciuto le famiglie e fatto studiare i figli, che hanno pagato le tasse fino all'ultimo centesimo; che molti di loro hanno lottato (scioperato-manifestato) non solo per loro, ma per i diritti di tutti e sono riusciti a strappare condizioni occupazionali, salariali, sociali che oggi vengono pesantemente rimesse in discussione. Non si può offenderli con una elemosina di qualche centesimo al mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sante Moretti&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Liber&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;a&lt;/span&gt;zione &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;13/12/2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4406352886298112181?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4406352886298112181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4406352886298112181&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4406352886298112181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4406352886298112181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/12/decreto-dei-ministeri-del-lavoro-e.html' title='Decreto dei ministeri del Lavoro e delle Finanze per il 2010. L&apos;aumento delle pensioni è fissato allo 0,7%'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SyXyYejF0fI/AAAAAAAABbk/3xXutBp_g20/s72-c/pensioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5592951886711537548</id><published>2009-12-07T14:53:00.002+01:00</published><updated>2009-12-07T14:57:17.062+01:00</updated><title type='text'>Una grandissima assemblea al Teatro Brancaccio fonda il percorso di costruzione della FDS e, subito dopo, un milione di manifestanti a Roma</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONJPG/200912/ALTE/giIPRI0cds0120091206.JPEG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 512px; DISPLAY: block; HEIGHT: 371px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200912/ALTE/giIPRI0cds0120091206.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONJPG/200912/ALTE/giIPRI0DSE0120091206.JPEG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 512px; DISPLAY: block; HEIGHT: 380px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200912/ALTE/giIPRI0DSE0120091206.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Avanti tutta! La partenza sociale e politica del 5 dicembre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 dicembre è stata proprio una bella giornata! Al mattino, in un teatro Brancaccio strapieno, è nata la Federazione della Sinistra. Al pomeriggio un mare di persone, soprattutto giovani, ha invaso le strade di Roma per dire che non ne può più del governo Berlusconi.&lt;br /&gt;La mia opinione è che le due cose assieme possono essere la chiave di volta su cui lavorare per ridare una speranza al popolo della sinistra.&lt;br /&gt;Andiamo con ordine! La sinistra di alternativa, che fino a due anni fa poteva contare su un consenso elettorale del 12 per cento, è stata spazzata via per due motivi. Perché partecipando al governo Prodi ha deluso le aspettative dei suoi elettori e perché la sua classe dirigente non è risultata credibile, poiché in questi anni ha prodotto solo abbandoni, scissioni e frammentazioni.&lt;br /&gt;Che cosa è la Federazione della Sinistra se non il tentativo di capovolgere questa situazione?&lt;br /&gt;Da un lato, infatti, è stato elaborato un documento politico che definisce con chiarezza che la Federazione si muove su un piano di autonomia dal Pd, non si riconosce in un sistema bipolare e ritiene che ciò che serve in questo paese non sia una sinistra che guarda al centro, ma una sinistra che faccia opposizione dura al Governo e alla Confindustria. Dall’altro lato, finalmente, la Federazione unisce, getta le basi per la ricostruzione di una sinistra che abbia una massa critica minimamente significativa. Il contrario delle scissioni di tutti questi anni. E se lavoriamo bene sono certo che questo può essere l’inizio di un ben pià vasto processo riaggregativo. E’ innegabile che tutte le scissioni che ha subito Rifondazione Comunista siano fallite: hanno indebolito il Prc, ma non hanno costruito nulla di significativo, anzi. Allora io dico: una parte di quelle forze si stanno già rimettendo assieme nella Federazione, c’è posto anche per tutti gli altri! Facciamo della Federazione la Linke italiana! Possibile che i nostri avversari riescano ad unire tutto per tenere in mano il potere e noi ci sbricioliamo in mille gruppetti? Oggi al Brancaccio abbiamo gettato le fondamenta di questo straordinario progetto riaggregativo, facciamolo vivere nelle lotte e in tutti i territori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo l’altro fatto positivo è la straordinaria manifestazione contro Berlusconi, organizzata spontaneamente dal popolo della rete. Questo successo, politico e di partecipazione, ci dice tante cose sulle quali dovremo soffermarci. Intanto faccio due brevi riflessioni, e vorrei sentire anche il vostro parere. La prima riguarda questa straordinaria opportunità che è la rete, cioè la possibilità di comunicare, di relazionarsi alla pari, dove tutti possono prendere la parola, dove non si subisce una informazione, ma dove la si crea, insieme. Dobbiamo puntare decisamente su questo mondo. I giovani ormai attingono da lì non solo le informazioni, ma, nella rete, come si è visto oggi, creano potenti momenti di organizzazione e di mobilitazione. La sinistra, a partire da Rifondazione comunista, è rimasta indietro, dobbiamo lavorare per recuperare terreno.&lt;br /&gt;La seconda riflessione riguarda il fatto che, nonostante tutte le batoste e le delusioni, in questo paese c’è una strardinaria disponibilità alla lotta.&lt;br /&gt;C’è un popolo che non si rassegna. E questa è la grande opportunità che abbiamo: riconnetterci con quel popolo! Impresa non facile per quello che è successo in questi anni, ma non impossibile. In ogni caso dobbiamo provarci. Per spiegarmi con una metafora: la manifestazione di oggi è l’acqua dove il pesce della Federazione deve nuotare. Certo, abbiamo dei concorrenti, come l’Italia dei Valori. Insidiosi perché oggi appaiono come i più coerenti e perché godono della grancassa mediatica. Ma non dobbiamo spaventarci più di tanto. Anche Di Pietro dovrà sciogliere tanti nodi se vorrà essere credibile con questo popolo che oggi lo appoggia. Sta a noi, con la nostra presenza contendere questo spazio e far emergere le contraddizioni dell’Italia dei Valori. A partire dal fatto che mentre la piazza di oggi era piena di giovani precari, il partito di Di Pietro in Europa fa parte del gruppo dei liberali che, in questi anni, è stato la punta più avanzata nel precarizzare il lavoro. Infatti all’indomani delle recenti elezioni tedesche Di Pietro non si è complimentato con il successo della Die Linke, ma con i Liberali tedeschi, cioè con quel partito che critica da destra la Merkel perchè troppo poco liberista. E non ci siamo dimenticati che se non è stata istituita una commissione di inchiesta per far luce sul G8 di Genova è stato per il mancato sostegno dell’Italia dei Valori.&lt;br /&gt;Detto questo il 5 dicembre è stata una gran bella giornata, abbiamo messo assieme una proposta unitaria per la sinistra e abbiamo fatto una grande manifestazione contro Berlusconi, con tante, tante bandiere rosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Claudio Grassi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5592951886711537548?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5592951886711537548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5592951886711537548&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5592951886711537548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5592951886711537548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/12/una-grandissima-assemblea-al-teatro.html' title='Una grandissima assemblea al Teatro Brancaccio fonda il percorso di costruzione della FDS e, subito dopo, un milione di manifestanti a Roma'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-695335546309967535</id><published>2009-12-04T15:37:00.005+01:00</published><updated>2009-12-04T17:33:10.993+01:00</updated><title type='text'>Non solo giustizia giusta. Riprendiamoci i diritti, al lavoro, ai beni comuni, alla libera stampa, alla democrazia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/NBDgif1.gif"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 653px; DISPLAY: block; HEIGHT: 349px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.lernesto.it/dati/ContentManager/images/Locandine/NBDgif1.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.comunistinmovimento.it/images/5silvio.gif"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.prctorino.it/News/OggettiMM/no_b_day_lancio.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-695335546309967535?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/695335546309967535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=695335546309967535&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/695335546309967535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/695335546309967535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/12/non-solo-giustizia-giusta-riprendiamoci.html' title='Non solo giustizia giusta. Riprendiamoci i diritti, al lavoro, ai beni comuni, alla libera stampa, alla democrazia'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-6300243455755509410</id><published>2009-12-04T15:33:00.001+01:00</published><updated>2009-12-04T15:36:39.331+01:00</updated><title type='text'>riprende il cammino della sinistra anticapitalista</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.prctorino.it/news/OggettiMM/Senza_titolo.png"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 421px; DISPLAY: block; HEIGHT: 482px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.prctorino.it/news/OggettiMM/Senza_titolo.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://www.prctorino.it/news/OggettiMM/Senza_titolo.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-6300243455755509410?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/6300243455755509410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=6300243455755509410&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6300243455755509410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6300243455755509410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/12/riprende-il-cammino-della-sinistra.html' title='riprende il cammino della sinistra anticapitalista'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4431794930061963869</id><published>2009-12-03T18:18:00.005+01:00</published><updated>2009-12-03T18:28:27.982+01:00</updated><title type='text'>Il vero problema per il mondo del lavoro è certamente questo governo confindustriale ma, anche l'esistenza di un Partito Democonfindustria</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/Sxf0krStV4I/AAAAAAAABbc/9JRREeR8ya0/s1600-h/appuntamentofiscale_01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 233px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411062388242601858" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/Sxf0krStV4I/AAAAAAAABbc/9JRREeR8ya0/s400/appuntamentofiscale_01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Gli ambigui risvolti del "contratto unico"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I datori di lavoro, in caso di necessità, godono di ampia facoltà di licenziamento, come dimostra il calo dell'occupazione. Ora con proposte più o meno sofistificate si vuole tornare all'abolizione della "giusta causa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra trascorso un secolo dalle esternazioni di Giulio Tremonti sull’importanza del “posto fisso” . Le politiche del governo continuano a privilegiare la precarietà, a partire dai settori pubblici. Un merito, però, va sicuramente riconosciuto all’inquieto ministro dell’Economia: aver contribuito a stimolare una riflessione sulle conseguenze della massiccia dose di flessibilità (precarietà) introdotta, nel nostro paese, nel corso degli ultimi anni. Infatti sono tornati di grande attualità temi quali gli ammortizzatori sociali, il salario minimo, le partite Iva e, in particolare, il cosiddetto “contratto unico”. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il tema è stato oggetto di commenti, ai quali rinviamo, sulle pagine di questa rivista. Personalmente, ho cercato di dimostrare che il nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato comporterebbe, in realtà, un notevole arretramento, in termini di diritti e tutele; e innanzitutto una sostanziale “moratoria” sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul campo vi è la proposta di Tito Boeri che ha già alimentato un ampio e controverso confronto; e vi è il più preoccupante, a mio parere, disegno di legge presentato al Senato da Pietro Ichino. In questa sede, tralasciando qualsiasi tipo di considerazione di carattere politico - e nel rispetto della necessaria sintesi - mi limiterò a evidenziare quali sono gli elementi di merito che, a mio giudizio, rendono la proposta Ichino (ddl nr. 1481/09 - “Per la transizione a un regime di flexsecurity”), addirittura peggiore della soluzione (tenacemente) suggerita da Boeri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo dato (comune) è rappresentato dall’assunto secondo il quale il dualismo esistente tra gli insider e gli outsider si risolve - a favore dei secondi - attraverso il ridimensionamento delle presunte posizioni di rendita godute da alcune fasce di lavoratori. In verità, già questo primo elemento presenta, per le motivazioni addotte a sostegno, un carattere strumentale e fazioso. Infatti, se, come motiva Ichino, la “rendita di posizione” di cui godrebbero alcune categorie di lavoratori - naturalmente, è scontato che il riferimento è all’art. 18 della legge 300/70 - fosse realmente responsabile della cattiva allocazione dei lavoratori, il problema, a ben vedere, non si porrebbe affatto. E’ noto a tutti, infatti, che i datori di lavoro, in caso di necessità, godono di ampia facoltà di licenziamento. I dati relativi al calo dell’occupazione realizzatasi nel corso degli ultimi mesi - ben oltre quanto previsto, rispetto alla frenata della produzione - lo confermano in modo inequivocabile e, direi, drammatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente, il motivo reale (inconfessabile) della critica delle cosiddette posizioni di rendita è da ricercare, invece, nella mai sopita speranza di ridurre i lavoratori a veri e propri “ostaggi” (appunto, flessibili) privi di qualsivoglia difesa contro licenziamenti (anche) arbitrari e senza giusta causa. La seconda motivazione appare più “raffinata”, ma non per questo meno funzionale al disegno teso a superare la tutela offerta dall’ art. 18. Infatti, è sin troppo semplice - direi, scontato - rilevare che i giovani in procinto di entrare nel mercato del lavoro preferirebbero il modello di flexsecurity proposto da Ichino, piuttosto che restare “prigionieri” di una miriade di tipologie contrattuali “atipiche”, che ne comprometterebbero il futuro lavorativo e la stabilità sociale. E’ evidente, invece, che gli stessi giovani - se richiestogli, dalla stessa indagine - gradirebbero patire meno precarietà e beneficiare di migliori tutele; proprio quelle che Ichino considera posizioni di rendita da smantellare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro elemento che accomuna il “contratto di transizione” di Ichino al contratto unico di Boeri, è la durata del periodo di prova, esteso (per tutti) a sei mesi. Inoltre entrambi prevedono la parificazione della contribuzione previdenziale dei lavoratori subordinati e dei collaboratori autonomi continuativi, o “a progetto”, ma differiscono sulla durata del cosiddetto “inserimento”. A fronte dei tre anni previsti da Boeri - propedeutici alla “stabilizzazione” - il Ddl indica una misura da “Guinness World Records”: la fase di inserimento prevista da Ichino si estende, infatti, ai primi venti anni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta prevede che all’atto dell’eventuale cessazione del rapporto di lavoro - in conseguenza di un licenziamento per motivi economici o organizzativi, anche qui, senza possibilità di far valere l’obbligo della “giusta causa” - al lavoratore spetti un’indennità pari a tanti dodicesimi della retribuzione lorda goduta nell’ultimo anno di lavoro, quanti sono gli anni di anzianità di servizio in azienda. Il datore di lavoro è obbligato al rispetto di un preavviso non inferiore a un periodo pari a tanti mesi quanti sono gli anni di anzianità di servizio del lavoratore, con un massimo di dodici mesi. All’atto del preavviso, al lavoratore è concessa la facoltà di cessare immediatamente il rapporto, con conseguente godimento della suddetta indennità economica, oppure, in alternativa, continuare la prestazione lavorativa fino al compimento del periodo di preavviso. Anche qui, quella che dall’autore viene configurata come un’opzione a favore del lavoratore, si rivela, in realtà, una soluzione addirittura peggiorativa rispetto alla proposta Boeri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto per averne un’idea, un lavoratore con tre anni di anzianità di servizio, licenziato in regime di “contratto unico”, avrebbe titolo - all’atto della risoluzione contrattuale - a un’indennità economica pari a sei mensilità di retribuzione. Lo stesso lavoratore, in applicazione della tipologia contrattuale prevista dalla proposta Ichino, potrebbe optare per la cessazione immediata del rapporto di lavoro - con godimento di un’indennità pari a tre mensilità - oppure per la prosecuzione della prestazione lavorativa per ulteriori tre mesi. All’atto della risoluzione formale del rapporto, nulla più gli sarebbe dovuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l’altro, di là dalle migliori intenzioni, appare evidente che l’ipotesi di un periodo di preavviso “lavorato” così lungo - che, credo, finirebbe per rappresentare l’opzione di maggioranza - per un licenziamento comunque “revocabile”, in qualsiasi momento, in modo unilaterale dal datore di lavoro, rappresenterebbe una sorta di “spada di Damocle” periodicamente sospesa sul capo dei lavoratori interessati. Si tratterebbe, inoltre, di un forte elemento di pressione e condizionamento delle scelte dei lavoratori; soprattutto rispetto alla libertà d’iscrizione a un’organizzazione sindacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente, il suddetto disegno di legge prevede (anche) il “contratto di ricollocazione al lavoro” che, per dirla con l’autore, introdurrebbe un’assicurazione contro la disoccupazione di livello scandinavo. In sostanza, al lavoratore licenziato sarebbe corrisposto - attraverso un’Agenzia “paritetica”, finanziata dalle imprese sottoscrittrici dei contratti di transizione e da eventuali contributi regionali e del Fondo sociale europeo - un “trattamento complementare”, a scalare nel tempo, dal 90 al 60 per cento dell’ultima retribuzione, con un limite massimo di quattro anni.&lt;br /&gt;Su questo punto, di là dalla naturale condivisione di un’ipotesi che concorra a stimolare l’opportuna riforma delle cosiddette “politiche passive del lavoro” in linea con gli standard europei, permane la naturale ritrosia alla costituzione dell’ennesimo Ente bilaterale “di scopo” che, a mio parere, contribuirebbe a determinare un’ulteriore “perdita d’identità” del sindacato confederale italiano; almeno così come lo abbiamo conosciuto fino a qualche anno fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, per concludere, credo che sarebbe una vera iattura se, considerate le premesse, la posizione ufficiale del maggior partito di opposizione - rispetto alle tematiche del lavoro - dovesse rivelarsi ufficialmente convergente con la riforma proposta da Ichino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Renato Fioretti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Collaboratore redazione di lavoro e Salute&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4431794930061963869?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4431794930061963869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4431794930061963869&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4431794930061963869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4431794930061963869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/12/il-vero-problema-per-il-mondo-del.html' title='Il vero problema per il mondo del lavoro è certamente questo governo confindustriale ma, anche l&apos;esistenza di un Partito Democonfindustria'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/Sxf0krStV4I/AAAAAAAABbc/9JRREeR8ya0/s72-c/appuntamentofiscale_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1609385279536604564</id><published>2009-11-30T18:00:00.004+01:00</published><updated>2009-12-01T12:55:27.674+01:00</updated><title type='text'>L'informazione sociale online di Rifondazione Comunista</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxQDql6m0_I/AAAAAAAABbU/VImUf7zL67I/s1600/DONNA+PRC.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 324px; FLOAT: left; HEIGHT: 165px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409953082646123506" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxQDql6m0_I/AAAAAAAABbU/VImUf7zL67I/s400/DONNA+PRC.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;CONTROLACRISI.ORG - Notizie, Conflitti, Lotte...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È nato ControLaCrisi.org (&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;http://www.controlacrisi.org/&lt;/a&gt;), uno spazio di informazione in tempo reale a cura del Partito della Rifondazione Comunista.&lt;br /&gt;ControLaCrisi.org è uno strumento realizzato per rispondere all'esigenza, espressa da molti, di essere informati "bene" e "subito".&lt;br /&gt;Con la combinazione di nuove tecnologie e programmi informatici è stato possibile racchiudere in questo strumento le funzioni di aggregatore avanzato di notizie (in grado di importare per intero testi e foto), social network e servizio di newsletter automatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni ora tutte le notizie provenienti dalle diverse fonti di informazione del web (ansa, adnkronos, repubblica, corriere, carta, ilsole24ore, cgil, fiom, rdb, etc.) vengono filtrate attraverso alcune parole chiave (crisi, conflitti, scioperi, licenziamenti, lavoro, welfare, etc.), selezionate e pubblicate contemporaneamente sul sito (&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/"&gt;http://www.controlacrisi.org/&lt;/a&gt;), sulla pagina di Facebook “CONTROLACRISI" e nella newsletter che tutti gli iscritti riceveranno ogni sera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1609385279536604564?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1609385279536604564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1609385279536604564&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1609385279536604564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1609385279536604564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/linfromazione-sociale-online-di.html' title='L&apos;informazione sociale online di Rifondazione Comunista'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxQDql6m0_I/AAAAAAAABbU/VImUf7zL67I/s72-c/DONNA+PRC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4700252448772242671</id><published>2009-11-29T12:36:00.003+01:00</published><updated>2009-11-29T13:47:40.912+01:00</updated><title type='text'>La cultura invasiva della destra sociale, fatta di luoghi comuni, egoismi, sentimenti di pancia in perfetto connubio con la violenza dei leghisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxJtV7lztqI/AAAAAAAABbM/a4QHnQcBCnk/s1600/giIPOL00550320090815.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409506325966337698" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxJtV7lztqI/AAAAAAAABbM/a4QHnQcBCnk/s400/giIPOL00550320090815.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;La finta logica della destra sofista&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" H ai un cane - sì - ed il cane ha dei cuccioli - sì - quindi il cane è un padre ed è tuo, ergo è tuo padre ed i cuccioli sono tuoi fratelli": riadattamento dal dialogo platonico Eutidemo che Bertrand Russell cita, per intero, nella sua Storia della filosofia occidentale, a proposito dei sofisti. Bene i nostri baldi politici di destra sono, ora, i novelli sofisti.&lt;br /&gt;Nella storia della filosofia, i sofisti - sapientissimi - rappresentano un caso emblematico. Svillaneggiati e criticati già al loro apparire, nel V secolo avanti cristo, in Grecia, avevano portato nelle città stato della Grecia alcuni comportamenti scandalosi, mai prima possibili. Lasciamo da parte le cause del loro apparire, e vediamo gli effetti culturali. Questi dotti si facevano pagare - scandalo - per insegnare ai figli delle classi abbienti, aristocratici e demos, che avevano soldi per poterselo permettere: soldi in cambio del sapere, altro scandalo, ovvero, come avere ragione dei loro interlocutori in pubblico o come convincere un'assemblea di cittadini. Tutto ciò indipendentemente dalla verità del loro dire. Non era importante cosa dicessero, ma come e quando.&lt;br /&gt;Luoghi comuni al momento giusto, sbriciolare ed infarinare un discorso usandolo alla bisogna, utilitaristicamente. Ironia, derisione, vendette terminologiche, ripetitività debordante di una frase o di un concetto. Basti vedere come tali pratiche siano usate dai vari Brunetta - il campione della ripetizione infinita di brevi frasi - Ghedini, Lupi, Tremonti ed in primis Berlusconi, per capire cosa voglia dire avere ripreso e rianimato il discorrere sofista.&lt;br /&gt;Russell li identifica come meccanici del linguaggio. Smontano e rimontano senza sosta frasi ad effetto. Naturalmente i moderni sofisti sono aiutati dai moderni mezzi di informazione, la televisione in testa e dalle inquadrature ad hoc. Ad esempio. Quando parla un politico di campo avverso, si scuote la testa e si ride, inquadrati da un regista compiacente, mente l'altro parla. Ciò produce un chiaro effetto di denigrazione. Ma è sull'eloquio che vogliamo appuntare la nostra analisi. Non importa cosa si dice ma quando e come. Bene. Se Berlusconi, anni 73, passa le notti con prostitute e da tempo lo si scrive sui giornali, basta rovesciare la frittata e denunciare, ripetutamente ad ogni momento, l'accanimento della stampa verso il felice gaudente. Quindi non è l'atto riprovevole che resta in mente a chi ascolta tali discussioni, in televisione e sui giornali, ma diviene errore dirlo con forza, diviene sbagliato.&lt;br /&gt;Tremonti afferma, dopo decenni di inneggiamenti e di ubriacatura della flessibilità, che il posto fisso è l'unico adatto per i lavoratori in Italia. Non importa se ciò corrisponde ad una evoluzione storica di un pensiero economico, ma trova il suo significato nell'impatto sorprendente, nel risultato inaspettato che provoca nel mondo dell'economia e della politica italiana. I fini sono sempre tendenti ad impressionare, sorprendere, senza altro aggiungere. Le case in Abruzzo? Ma eccole. Non sono per tutti e non le ha costruite il governo ma la Provincia di Trento? Eccole comunque. «Io avevo promesso case - sempre Berlusconi - queste sono case, quindi le mie promesse sono state assolte». A Messina tutto smotta, morti e feriti: d'ora in avanti basta con case abusive! Come proclama niente male ed anche come autodenuncia di reato.&lt;br /&gt;Cosa passa dopo quelle parole? Mi pare evidente che sia la denuncia di intenti verso il futuro. I tempi della vita sono sempre risolti sofisticamente. Cosa sono il passato ed il presente di fronte ad un futuro radioso, sempre prospettato come tale? «Non hai più ciò che hai perso, e perciò hai ciò che non hai perso. Ma non hai perso le corna e perciò sei cornuto» (Ludovico Geymonat, "Il pensiero scientifico"). Quindi puoi promettere continuamente ciò che non hai ancora fatto, dato che non lo hai fatto. E ciò che non hai fatto non lo puoi perdere e perciò sei sempre al posto giusto promettendolo, promettendo ciò che non hai ancora/mai fatto.&lt;br /&gt;Questa è lo stato della destra sofista in Italia, con Berlusconi a fare da traino. Come lo si combatte? Evidentemente non seguendolo sulla stessa strada, ma impostando storicamente un modo alternativo, giusto - la verità - del fare politica. Ma se non si scende sul terreno dei fatti - che sono notoriamente duri, Levi Bruhl, Durkheim - non si può sperare di vincere i maestri moderno-sofisti. Sono troppo bravi. La vita reale però è altra e va ricollegata, ricucita socialmente. Altrimenti vince sempre l'individualismo libero e distruttivo. Non toccherà certo a me? O almeno lo spero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tiziano Tussi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;26/11/2009&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4700252448772242671?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4700252448772242671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4700252448772242671&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4700252448772242671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4700252448772242671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/la-cultura-invasiva-della-destra.html' title='La cultura invasiva della destra sociale, fatta di luoghi comuni, egoismi, sentimenti di pancia in perfetto connubio con la violenza dei leghisti'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SxJtV7lztqI/AAAAAAAABbM/a4QHnQcBCnk/s72-c/giIPOL00550320090815.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-76517456100242340</id><published>2009-11-22T17:33:00.009+01:00</published><updated>2009-11-22T19:31:12.254+01:00</updated><title type='text'>Per una giustizia giusta contro chi procura morte tra i lavoratori, consapevolmente, per i propri profitti</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SwmBzZJ4GLI/AAAAAAAABbE/57v7Za2a_bc/s1600/volantino+corteo+nazionale+10+dicembre.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 438px; DISPLAY: block; HEIGHT: 564px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406995547560614066" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SwmBzZJ4GLI/AAAAAAAABbE/57v7Za2a_bc/s400/volantino+corteo+nazionale+10+dicembre.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;BASTA MORTI SUL LAVORO!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Basta amianto! &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Basta morti sul lavoro, da lavoro, da inquinamento!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Giustizia per i morti per il profitto dei padroni !&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Diritti per tutti i lavoratori esposti all´amianto!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Tutela riconoscimento e cura delle malattie professionali !&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Elezione diretta e più poteri agli rls, che devono essere tutelati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Postazioni ispettive interne ai posti di lavoro - controllate dai lavoratori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Corsia preferenziale per i processi sulle morti sul lavoro e sulla salute esicurezza sui posti di lavoro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&gt; Riconoscimento e sostegno ai familiari e alle loro associazioni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via il governo del peggioramento del testo unico che riduce i controlli e le sanzioni ai padroni&lt;br /&gt;responsabili di morti e infortuni, Basta precarietà e disoccupazione che uccidono!&lt;br /&gt;Torino 10 dicembre 2009 ore 9,00 tribunale processo Eternit Manifestazione Nazionale&lt;br /&gt;Partecipano e sono invitati a partecipare: lavoratori, delegati e RLS di tutte le org. sindacali, associazioni familiari, ispettori e tecnici della prevenzione, medici e giuristi impegnati, associazioni immigrati, comitati per la salute e l'ambiente, forze politiche e sociali interessate, giornalisti, artisti ...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per adesioni: Rete Nazionale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:bastamortesullavoro@gmail.com"&gt;bastamortesullavoro@gmail.com&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-76517456100242340?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/76517456100242340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=76517456100242340&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/76517456100242340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/76517456100242340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/fatelo-girare-tutti-i-vostri-contatti.html' title='Per una giustizia giusta contro chi procura morte tra i lavoratori, consapevolmente, per i propri profitti'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SwmBzZJ4GLI/AAAAAAAABbE/57v7Za2a_bc/s72-c/volantino+corteo+nazionale+10+dicembre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-6638637547056454825</id><published>2009-11-20T14:55:00.004+01:00</published><updated>2009-11-20T15:18:27.546+01:00</updated><title type='text'>Rifondazione: non solo giustizia, in piazza per il lavoro, l'acqua pubblica, l'ambiente, nucleare</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/nobday.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 365px; DISPLAY: block; HEIGHT: 465px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/nobday.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/nobday.jpg"&gt;&lt;/a&gt;-------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;In difesa della Costituzione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Domenico Gallo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione in programma per il 5 dicembre, convocata attraverso una straordinaria mobilitazione politica dal basso, è frutto della crescente consapevolezza che siamo precipitati in un tempo politico drammatico in cui è messa in gioco la sopravvivenza della Costituzione, cioè della nostra patria, in quanto la Costituzione è la patria dell'ordinamento politico.&lt;br /&gt;Non possiamo non vedere che questo luogo politico, la Repubblica democratica con il suo patrimonio di beni pubblici repubblicani, è stato invaso da un esercito di occupazione che si sta impegnando con la massima solerzia a smantellare tutti (proprio tutti) i beni pubblici repubblicani. Non si tratta soltanto della seconda parte della Costituzione che viene contestata e delegittimata ogni giorno con gli attacchi ai giudici, alla corte Costituzionale ed al presidente della Repubblica (quando si mette di traverso), ma anche della prima parte, con l'attacco ai beni fondamentali della vita, come l'acqua, ed ai fondamenti della dignità umana e dell'eguaglianza, fino alla riesumazione strisciante delle leggi razziali.&lt;br /&gt;Quando le truppe tedesche hanno invaso l'Italia, tutte le forze vive, tutti i patrioti, si sono opposti ed hanno unito i loro sforzi creando il Comitato di Liberazione Nazionale, nel quale sono confluite forze e culture diverse (dai comunisti ai badogliani), che hanno messo da parte le loro divergenze per perseguire l'obiettivo comune della salvezza della patria.&lt;br /&gt;In questa contingenza storica, di nuovo un pericolo mortale minaccia la patria-Costituzione. Come avvenne con la Resistenza, ora come allora, occorre chiamare a raccolta tutte le energie spirituali, tutte le culture, tutte le forze politiche e tutti gli uomini di buona volontà, che riconoscono nella Costituzione la loro patria, ad agire con fermezza.&lt;br /&gt;Di fronte a questa esigenza, tutte le forze politiche, che riconoscono valore ai beni pubblici repubblicani, devono mettere da parte le differenze (non cancellarle) ed impegnarsi in una fortissima unità d'azione per scacciare l'esercito di occupazione che dilaga nel territorio della patria. Non esistono alternative all'unità.&lt;br /&gt;L'unità è imposta dalla legge elettorale che, attraverso lo strumento del premio di maggioranza impone che un solo esercito possa sfidare le forze di occupazione.&lt;br /&gt;Anche se le radici del malessere della democrazia italiana vengono da lontano, è stato lo sciagurato scioglimento dell'Unione, nel 2008, a determinare questo disastro. Lo scioglimento dell'Unione è stato come lo sbandamento dell'esercito italiano l'8 settembre: ha tolto di mezzo il principale ostacolo all'occupazione della patria da parte dell'esercito invasore.&lt;br /&gt;Se la posta in gioco è la sopravvivenza della democrazia repubblicana, cioè della patria, allora tutte le forze si devono coalizzare, tutte le energie devono essere chiamate a raccolta. Non si può dire, come irresponsabilmente si è fatto nel 2008: questo sì, questo no.&lt;br /&gt;Solo una forte mobilitazione popolare dal basso può ricomporre l'unità delle forze democratiche intorno ai valori supremi della Costituzione per rovesciare la corsa verso l'abisso e riaprire il futuro alla speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;il manifesto del 20/11/2009&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-6638637547056454825?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/6638637547056454825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=6638637547056454825&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6638637547056454825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6638637547056454825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/rifondazione-non-solo-giustizia-in.html' title='Rifondazione: non solo giustizia, in piazza per il lavoro, l&apos;acqua pubblica, l&apos;ambiente, nucleare'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7243984814549736127</id><published>2009-11-14T14:21:00.003+01:00</published><updated>2009-11-14T14:27:35.665+01:00</updated><title type='text'>Risponde Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista</title><content type='html'>&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 364px; DISPLAY: block; HEIGHT: 354px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.rifondazione.it/fr/img/091109berlusconiday.jpg" /&gt;&lt;strong&gt;La politica - oggi come mai - è molto lontana dai problemi della gente. Discute dei propri guai, dei processi di Berlusconi, del modo migliore di controllare i giudici o i media. O di come adeguarsi a questo andazzo dando l'impressione di fare un'«opposizione responsabile». Chi, come noi, è fuori dal «giro giusto», fa parte di un altro mondo, è invisibile. Bene, se questa è la situazione, sarà meglio che cominciamo a discutere insieme su come si va avanti, come ci si confronta, organizza, mette insieme. E perché farlo. Tra noi, tra persone che fanno i conti ogni giorni con le conseguenze della crisi economica, con il lavoro che manca per i figli e per i padri, con le pensioni dei nonni ormai ridotte – quando va bene - a ultimo «ammortizzatore sociale» familiare. Non per consolarci con i guai comuni, ma per trovare la forza, le ragioni, i modi, di diventare soggetto collettivo. Di uscire dalla solitudine forzata, in cui magari ognuno si sente «padrone in casa sua», ma appena fuori dalla porta torna ad essere una preda. Dei poteri forti, delle imprese, delle faine con due gambe. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il "No-Berlusconi Day" può diventare il No Berlusconi di sempre?&lt;br /&gt;Per inviare domande è necessario iscriversi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rifondazione.it/fr/index.php"&gt;http://www.rifondazione.it/fr/index.php&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7243984814549736127?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7243984814549736127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7243984814549736127&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7243984814549736127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7243984814549736127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/risponde-paolo-ferrero-segretario-di.html' title='Risponde Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1947189903358737290</id><published>2009-11-11T14:28:00.001+01:00</published><updated>2009-11-11T19:11:12.383+01:00</updated><title type='text'>La liberazione da regimi certamente oppressivi coincise con la vittoria del capitalismo più selvaggio</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Apicella/apicella10Novembre2009.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 624px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Apicella/apicella10Novembre2009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ottantanove, un passaggio ambiguo e pericoloso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pubblichiamo stralci di un articolo dell'ex eurodeputata di Rifondazione comunista già uscito nell'ultimo numero della rivista "Nuvole" (www.nuvole.it).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luciana Castellina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei concedermi - e me ne scuso - una breve nota autobiografica. Mi è necessaria affinché, chi di quei tempi antichi che sono ormai gli anni a cavallo fra i '60 e i '70 non può avere memoria (o ha scelto di non averla), non sia spinto a pensare che io sia una incallita ortodossa conservatrice comunista. Perché dico che l''89 non è la data di una gioiosa rivoluzione libertaria, ma un passaggio assai più ambiguo e gravido di conseguenze, non tutte meravigliose.&lt;br /&gt;Insomma: per sgomberare il campo da possibili equivoci voglio ricordare che io, assieme ad altri, dal Pci fui, nel '69, radiata anche perché ritenevo che il sistema sovietico fosse ormai irriformabile e non più difendibile.&lt;br /&gt;Vent'anni dopo, nell'‘89, era ancora più chiaro che, se il comunismo poteva avere ancora un futuro (come noi pensavamo), non era certo in continuità con l'esperienza sovietica. Una rottura era dunque indispensabile, ma non una qualsiasi. In merito più che mai necessaria appariva una riflessione critica di tutte le forze che a quella storia si erano ispirate se volevano avere ancora un ruolo. Che invece non ci fu.&lt;br /&gt;Se insisto nel dire - e oggi, ad altri vent'anni di distanza è ancora più evidente - che in quell'autunno dell'‘89, vi fu certo liberazione da regimi diventati oppressivi, ma non una risolutiva liberazione, è perché il crollo del Muro si verificò in un preciso contesto: non per la vittoria di forze animatrici di un positivo cambiamento, ma come riconquista da parte di un Occidente che proprio in quegli anni, con Reagan, Thatcher e Kohl, aveva avviato una drammatica svolta reazionaria.&lt;br /&gt;Al dissolversi del vecchio sistema si fece strada il capitalismo più selvaggio e ogni forma di aggregazione nella società civile, espressione di qualche valore collettivo, venne cancellata, lasciando sul terreno solo ripiegamento individuale, egoismi, prepotenza, quando non peggio. Anche qui da noi, la morte del socialismo sovietico è stata vissuta come rinuncia ad ogni ipotesi di cambiamento. Persino un liberal democratico come Bobbio, che certo comunista non era, ebbe - lucidamente - a preoccuparsene.&lt;br /&gt;Non era scontato che andasse così. Voglio dire che c'erano altri scenari possibili e che a quel risultato si è invece arrivati perché si era nel frattempo consumata una storica sconfitta della sinistra a livello mondiale, e il 1989 è una data che ci ricorda anche questo. Se il Pci avesse operato la rottura che poi operò nel 1981 con il sistema sovietico quando noi lo avevamo chiesto, in quegli anni '60 in cui i rapporti di forza stavano cambiando a favore delle forze di rinnovamento in tutti i continenti, sarebbe stata ancora possibile una uscita "da sinistra" dall'esperienza sovietica, non la capitolazione al vecchio che invece c'è stata.&lt;br /&gt;Già all'inizio degli anni '80 il mondo era cambiato, alla fine del decennio era ulteriormente peggiorato.&lt;br /&gt;Nel terzo mondo i paesi di nuova indipendenza, che avevano cercato di sottrarsi al neocapitalismo, erano ormai largamente finiti nelle mani di corrotte cosche "compradore", affossate quasi ovunque le grandi speranze che avevano animato i movimenti di liberazione che li avevano portati all'indipendenza.&lt;br /&gt;Il solo paese che aveva ostinatamente cercato di seguire un modello diverso da quello imposto dalla burocrazia moscovita, la Jugoslavia, si trovava - morto Tito - alla vigilia di un conflitto interno che l'avrebbe dilaniata. Sotterrata, anche, l'illusione accesa dallo schieramento di Bandung di cui Belgrado era stata animatrice e che per qualche decennio aveva realmente contribuito a limitare l'arroganza delle due grandi potenze.&lt;br /&gt;Il movimento operaio, in Occidente, era costretto a una linea difensiva per impedire che le conquiste dei decenni precedenti fossero rimangiate (e infatti lo furono). Il '68, appariva ormai addomesticato dalla rivoluzione passiva che i ceti dominanti erano riusciti a effettuare, integrando quanto in quello straordinario movimento c'era di indolore e cancellando ogni suo segno alternativo.&lt;br /&gt;La leadership socialdemocratica europea - Brandt, Palme, Foot, Kreisky - che aveva coraggiosamente puntato a rimuovere la cortina di ferro col dialogo anziché con la minaccia militare, ovunque ormai scomparsa dalla scena, espulse dall'o.d.g. le proposte di denuclearizzazione almeno della fascia centrale europea.&lt;br /&gt;In Italia, si collocava un Pci che prima aveva troppo tardato a prendere atto della crisi sovietica, e poi aveva accantonato il tentativo cui Berlinguer, prima della sua morte improvvisa e inaspettata, aveva lavorato: l'idea di non trarre «dall'esaurimento della spinta propulsiva della Rivoluzione d'ottobre» conclusioni liquidatorie di ogni ipotesi alternativa, ma anzi, l'indicazione di una possibile "terza via", ipotesi sulla quale aveva del resto intrecciato un fruttuoso scambio anche con settori importanti della socialdemocrazia. Proprio dalla caduta del Muro, il Pci, il più grande partito comunista dell'Occidente, ancora forte di quasi due milioni di iscritti e di quasi un terzo dei voti, prendeva spunto per proporre il proprio scioglimento, accingendosi ad una frettolosa abiura. Laddove, proprio in Italia, a differenza di altri paesi, sarebbe stato invece possibile un altro tipo di svolta: perché la rottura con l'Urss si era ormai consumata da tempo e la critica ai sistemi che aveva generato era non più patrimonio di piccole minoranze (come per molti versi era stato, vent'anni prima, all'epoca della radiazione del gruppo de Il Manifesto ), bensì di una larga maggioranza di iscritti al partito e di elettori. Avrebbe potuto essere l'occasione, finalmente, per una riflessione critica sulla propria storia che così non c'è stata. Complessivamente nessuno sforzo serio fu compiuto per riflettere criticamente su cosa era accaduto, per trarre forza in vista di un più adeguato tentativo di cambiare il mondo, ma solo qualche ristagno nostalgico e, altrimenti, la resa a un pensiero unico che indicava il capitalismo come solo orizzonte della storia. Per me e molti altri la data dell'‘89 è anche data di questo lutto.&lt;br /&gt;E' un discorso che non vale solo per i comunisti, del resto. Per il modo come il Muro è caduto era chiaro che un impatto ci sarebbe stato, alla lunga, anche sull'altra corrente del movimento operaio, la socialdemocrazia. La cui crisi, sempre più accentuata, ne è oggi palese testimonianza. Perché è la legittimità stessa di ogni idea di sinistra che è stata messa in discussione. Non solo: anche se i partiti socialdemocratici erano stati sempre molto ostili al blocco sovietico bisogna ben dire che le loro conquiste sociali sono state strappate in Europa anche grazie al fatto che la borghesia era stata costretta a dei compromessi. Perché c'era una società che, con tutti i suoi difetti, aveva però spazzato via il feudalesimo e la reazione. Senza il vento dell'est quelle conquiste sarebbero state impensabili. E' tutta la sinistra, insomma, che da quel tipo di crollo dell'Urss ha sofferto (...).&lt;br /&gt;Se nel nostro pezzo d'Europa ci fosse stata una sinistra più forte e lungimirante, essa avrebbe potuto cogliere l'occasione dello scioglimento dei due blocchi politico-militari per dare nuova forza al soggetto Europa, così riequilibrando i rapporti di forza nel mondo. E invece la sua debolezza finì solo per avallare una resa incondizionata al blocco atlantico, lasciando tutti alla mercè del dominio incontrastato degli Stati Uniti. La guerra contro l'Iraq, la catastrofe palestinese, e infine l'Afghanistan sono lì a provarlo. Quanto alle vecchie "democrazie popolari", sono tornate allo status vassallo di protettorato a dipendenza del capitalismo occidentale, riservato tra le due guerre all'Europa centrale e balcanica.&lt;br /&gt;L'esempio forse più illuminante di come malamente hanno proceduto le cose è quello dell'unificazione della Germania, che pure era stata sogno legittimo del popolo tedesco. A 20 anni da quell'evento, una inchiesta pubblicata sul settimanale Spiegel ci dice che il 57% dei cittadini della ex Repubblica Democratica Tedesca hanno nostalgia di quel regime. Che francamente non era davvero bello. Vuol dire dunque che l'integrazione è stata solo conquista, e che l'ovest è arrivato come un rullo compressore, cancellando ogni cosa, anche i diritti sociali che lì erano stati sanciti e oggi vengono rimpianti.&lt;br /&gt;Se insisto ancor oggi a sottolineare le occasioni mancate dell'‘89, e i guasti che il non averle colte ha provocato, è perché nell'agiografica euforia con cui viene ora celebrato il ventennale della caduta del Muro anche da una bella fetta della stessa sinistra, c'è qualcosa di anche più pericoloso: lo spensierato seppellimento di tutto il XX secolo, come se si fosse trattato solo di un cumulo di orrori, da dimenticare. Senza alcun rispetto storico per quanto di eroico e coraggioso, e non solo di tragico, c'è stato nei grandi tentativi, pur sconfitti, del Novecento. Non solo: una riduzione gretta del concetto di libertà e democrazia, arretrato persino rispetto alla Rivoluzione Francese, che assieme alla parola liberté aveva pur collocato le altre due significative espressioni: egalité e fraternité , ormai considerate puerili e controproducenti obiettivi. Il mercato, infatti, non le può sopportare. Io non credo che andremo da nessuna parte se, invece, su quel secolo non torneremo a riflettere, perché si tratta di una storia piena di ombre, ma anche di esperienze straordinarie. Buttare tutto nel cestino significa incenerire anche ogni velleità di cambiamento, di futuro. In quelle settimane di precipitosa accelerazione della storia che culminò con la fiumana umana che attraversava festosa la porta di Brandenburgo, a Berlino c'ero anch'io. Certo partecipe di quella gioia, come si è contenti ogni volta che un ostacolo al cambiamento viene abbattuto. Ma la libertà vera, quella per cui in tanti che credono che un "altro mondo" sia possibile si battono, quella non ha trionfato. Per questo l'‘89 non è una festa, è un passaggio contraddittorio e difficile. Un'occasione per riflettere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;http://www.liberazione.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10/11/2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1947189903358737290?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1947189903358737290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1947189903358737290&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1947189903358737290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1947189903358737290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/la-liberazione-da-regimi-certamente.html' title='La liberazione da regimi certamente oppressivi coincise con la vittoria del capitalismo più selvaggio'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7706063765203282862</id><published>2009-11-08T16:03:00.004+01:00</published><updated>2009-11-08T16:07:21.075+01:00</updated><title type='text'>Dati fuori dal mondo reale, i poteri economici e finanziari mettono parole farneticanti nella bocca di Berlusconi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Apicella/apicella8novembre2009.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 604px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Apicella/apicella8novembre2009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ripresa effimera&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Parigi l'Ocse ci ha informati che il superindice dell'economia (una sorta di termometro) rileva «forti segnali di crescita in Italia, Francia, Gran Bretagna e Cina». A palazzo Chigi, Berlusconi come una molla ha rilanciato il dato Ocse e i suoi fedeli hanno calcato la mano, sostenendo che la sinistra dovrebbe vergognarsi di spargere allarmismo e riconoscere la bontà dell'azione di governo che sta portando l'Italia fuori delle secche della crisi.&lt;br /&gt;Nessun dubbio che i dati Ocse siano positivi. Ma l'organizzazione parigina dice anche: stiamo attenti. E chiede di leggere i dati con cautela perché - è la sintesi - potrebbero nascondere non tanto una forte crescita, ma una crescita modesta rispetto al potenziale di lungo termine. Come dire: non c'è solo «un miglioramento dell'attività economica», ma più verosimilmente un attenuarsi del sentiero di crescita. Insomma, l'economia torna a salire, ma a livelli infimi. E non a caso, l'Italia tornerà - se tutto va bene - agli stessi livelli del Pil del 2007 soltanto nel 2013.&lt;br /&gt;Sostiene l'Ocse che «una ripresa è chiaramente visibile negli Stati uniti». Vero: lo conferma il dato positivo del Pil nel terzo trimestre. Ma non tutto fila liscio e la conferma è arrivata ieri: in ottobre sono stati distrutti altri 190 mila posti di lavoro e le persone in cerca di occupazione sono ulteriormente aumentate, toccando quota 15,7 milioni, 558 mila in più in un solo mese. Il comunicato diffuso dal dipartimento al lavoro ci dice che dall'inizio della recessione (dicembre 2007) sono stati distrutti 8,2 milioni di posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è salito al 10,2%.&lt;br /&gt;Alcuni giorni fa, dagli Usa avevamo anche saputo che la produttività sta salendo a ritmi pazzeschi, mentre i salari stanno diminuendo. Bene per i profitti, malissimo per l'economia. Non solo per gli effetti sociali, ma anche per quelli più economici: la crescente disoccupazione e la riduzione dei salari, stanno portando a una contrazione della domanda, esaltata solo da quella dei consumi di «lusso». Anche gli investimenti ristagnano: perché quando la domanda di consumi è bassa, la produttività in crescita e la capacità produttiva inutilizzata a livelli storicamente molto alti, le imprese non sentono il bisogno di investire.&lt;br /&gt;Noriel Roubini, l'unico economista ad aver previsto la crisi, nei giorni scorsi con un saggio (pubblicato in Italia da, Sole 24 ore) ha messo in guardia da questo tipo di ripresa e dalle follie finanziarie che stanno gonfiando nuove bolle speculative. Il messaggio è chiaro: senza una ripresa dell'economia reale, questa (ripresa) sarà effimera, di breve durata. Ma come fare per consolidarla, senza ripercorrere il vecchio modello di sviluppo che inevitabilmente condurrà a nuove crisi? Per Keynes certe decisioni di investimento non possono essere lasciate in mano al capitale privato. Senza essere così «estremisti» e pretendere la socializzazione dei mezzi di produzione, di spazio per la mano pubblica ce n'è in abbondanza. Per favorire la ripresa dell'accumulazione privata, sostituirla, se assente (anziché tagliare risorse come per la banda larga) e stimolare i consumi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di&lt;strong&gt; Galapagos&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;su il manifesto del 07/11/2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7706063765203282862?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7706063765203282862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7706063765203282862&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7706063765203282862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7706063765203282862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/dati-fuori-dal-mondo-reale-i-poteri.html' title='Dati fuori dal mondo reale, i poteri economici e finanziari mettono parole farneticanti nella bocca di Berlusconi'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5127143946641493458</id><published>2009-11-08T15:39:00.003+01:00</published><updated>2009-11-08T15:50:55.881+01:00</updated><title type='text'>"TRUFFA TAV"  Anche la Corte dei Conti, dal punto di vista delle proprie competenze, con le ragioni dei cittadini NOTAV</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaX10wMdI/AAAAAAAABak/p_OBOV2xccE/s1600-h/notav1_100.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 100px; FLOAT: left; HEIGHT: 100px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401744906197676498" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaX10wMdI/AAAAAAAABak/p_OBOV2xccE/s400/notav1_100.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;TAV: SINTESI DELLE IRREGOLARITA' RISCONTRATE DALLA CORTE CONTI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sezione centrale di controllo Corte dei Conti ha effettuato un controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità. Le risultanze sono sintetizzabili in 10 punti:&lt;br /&gt;1) L’analisi critica della Corte si sofferma sul mancato rapporto tra l’entità e la durata degli investimenti e quelle dei beni acquisiti attraverso il pertinente indebitamento. Non di rado la lunghezza dei debiti collide con i tempi di obsolescenza dei beni acquisiti.&lt;br /&gt;2) Il meccanismo studiato e realizzato non risponde ai canoni di ragionevolezza ed economicità.&lt;br /&gt;3) I contratti si basavano su stime di flussi e di ritorni economici dell’opera non solo aleatori, ma anche irrealistici e sostanzialmente inesistenti.&lt;br /&gt;4) Contemporaneamente si è verificata una rilevante sottostima dei costi dell’opera.&lt;br /&gt;5) La Corte dei Conti ha verificato che chi assume le decisioni non ne porta le responsabilità e chi&lt;br /&gt;eredita le responsabilità, non ha competenze né in materia istruttoria, né di vigilanza ed&lt;br /&gt;ingerenza.Manca un’azione costante di verifica sull’operato dei manager pubblici, dai quali si ereditano gli effetti delle decisioni, con il risultato che gravi errori da questi commessi non vengono valutati sotto il profilo di una ipotetica responsabilità sociale.&lt;br /&gt;6) Quel che è più grave, queste operazioni pregiudicano l’equità intergenerazionale, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali. Sotto questo profilo la vicenda in esame è paradigmatica delle patologiche tendenze – della finanza pubblica – a scaricare sulle generazioni future oneri relativi ad investimenti, la cui eventuale utilità è beneficiata soltanto da chi li pone in essere, accrescendo il debito pubblico, in contrasto con i canoni comunitari.&lt;br /&gt;7) In passato sono state operate scelte senza che fossero garantiti dibattito pubblico e confronto&lt;br /&gt;trasparente fra opzioni, costi e benefìci, accompagnate dall’uso disinvolto di scorciatoie procedurali, in contesti che appaiono oggi palesemente inquinati.&lt;br /&gt;8) La Corte sottolinea, altresì, l’esigenza di un raccordo trasparente tra le scritture patrimoniali dello Stato e delle Società partecipate, al fine di evitare la dispersione improduttiva di consistenti risorse pubbliche.&lt;br /&gt;9) Le istruttorie dovrebbero essere caratterizzate da un preventivo studio delle alternative possibili, delle tecniche di valutazione adottate per le scelte effettuate, dei risultati attesi e dei possibili margini di scostamento e non apodittiche o ripetitive di tessuti normativi criptici.&lt;br /&gt;10) Nella fondamentale prospettiva dell’equità intergenerazionale, in base alla quale i soggetti che beneficiano dell’investimento dovrebbero essere anche quelli chiamati a ripagarne i correlati debiti, la Corte raccomanda che la scelta delle modalità degli investimenti sia ispirata ai&lt;br /&gt;principi–guida dell’efficacia dell’efficienza.&lt;br /&gt;In parte detti debiti riguardano investimenti relativi alla rete tradizionale, in parte afferiscono alla operazione Alta Velocità e sono conseguenti all’abbandono precoce del project finance, promosso dalla ormai disciolta Società Infrastrutture.2002.&lt;br /&gt;L’analisi della Corte ha messo in evidenza come sia stata posta in essere una sorta di cosmesi contabile al bilancio FF.SS., accollando all’Erario una consistente tranche del debito della holding, al fine di migliorarne indirettamente il conto economico.&lt;br /&gt;Elementi di forte rischio emergono dai rapporti negoziali attivi e soprattutto passivi ereditati&lt;br /&gt;dallo Stato poichè complesse clausole finanziarie penalizzano spesso la parte pubblica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5127143946641493458?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5127143946641493458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5127143946641493458&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5127143946641493458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5127143946641493458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/truffa-tav-anche-la-corte-dei-conti-dal.html' title='&quot;TRUFFA TAV&quot;  Anche la Corte dei Conti, dal punto di vista delle proprie competenze, con le ragioni dei cittadini NOTAV'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaX10wMdI/AAAAAAAABak/p_OBOV2xccE/s72-c/notav1_100.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-3416425119160260013</id><published>2009-11-03T08:54:00.007+01:00</published><updated>2009-11-08T15:48:26.608+01:00</updated><title type='text'>Curioso e inquietante, è la stessa proposta di Ichino (parte Marino), Treu (parte Franceschini) e Letta (Bersani) del PD</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaKAhfvuI/AAAAAAAABac/oo44Zlm2tno/s1600-h/s301867180509_1155.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 100px; FLOAT: left; HEIGHT: 100px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401744668551528162" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaKAhfvuI/AAAAAAAABac/oo44Zlm2tno/s400/s301867180509_1155.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;“Contratto unico”: l’alternativa al “Posto fisso” di Tremonti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima esternazione di Tremonti, inventore della “finanza creativa” e artefice dell’ultimo condono, quello, per intenderci, che, grazie al c.d. scudo fiscale, consentirà (anche) il rientro di capitali “sporchi” - in forma anonima e con una ridicola imposizione fiscale di appena il cinque per cento - è quella del “posto fisso”.&lt;br /&gt;Naturalmente, le affermazioni dello stesso ministro che, appena qualche mese fa, invitava i disoccupati ad “andare a quel paese”, cercando di ridimensionare e ridicolizzare le ultime rilevazioni Istat - al fine disconoscere ed esorcizzare lo stato comatoso dell’occupazione - hanno destato sorpresa e suscitato l’interesse di molti.&lt;br /&gt;Personalmente, non sono tra questi!&lt;br /&gt;Non lo sono perché, all’abituale scetticismo circa le improvvise “conversioni” alle esigenze del benessere individuale e collettivo dei lavoratori - soprattutto se operate da noti interpreti e rappresentanti dell’ultra-liberismo e del c.d. libero mercato - associo la convinzione che, ancora una volta, siamo di fronte ad un “effetto annuncio”.&lt;br /&gt;Siamo, a mio parere, all’ennesima riproposizione di un tema “caldo”, qual è la garanzia del posto di lavoro, strumentalmente utilizzato per suscitare un coinvolgimento mediatico e, contemporaneamente, riproporre l’antico gioco “delle tre carte”; attraverso le quali, si distrae l’attenzione dell’interlocutore di turno, si produce interesse per un “particolare” e, alla fine, vince sempre il banco!&lt;br /&gt;In effetti, il sospetto che si tratti dell’ennesima rappresentazione di un gioco delle parti - già brillantemente interpretato dagli stessi attori, sebbene a ruoli invertiti - è abbastanza fondato; basti rilevare che, se Brunetta e Sacconi si sono immediatamente “dissociati” dalle parole di Tremonti, il capo indiscusso della coalizione di governo, ha, addirittura, dichiarato di condividere l’ipotesi del ministro del Tesoro. A rischio di smentire, in modo clamoroso, il frutto delle politiche neo-liberiste che, nel corso dei governi Berlusconi, hanno ridotto la “flessibilità” a sinonimo di “precarietà”!&lt;br /&gt;In questa sede, però, non è mia intenzione dedicare altra attenzione alla sortita di Tremonti; m’interessa approfondire un tema recuperato, nell’occasione, da Tito Boeri.&lt;br /&gt;Si tratta dell’ennesima riproposizione, in alternativa al “posto fisso”, del c.d. “Contratto unico”.&lt;br /&gt;Naturalmente, prima di esporre i motivi di dissenso, è opportuno evidenziare, in estrema sintesi, le principali caratteristiche della proposta Boeri.&lt;br /&gt;Reputo (anche) utile rilevare che, curiosamente, una soluzione sostanzialmente identica, era stata avanzata, oltre che da Pietro Ichino - autorevole consulente di Ignazio Marino - anche da Tiziano Treu (sostenitore di Franceschini) e da Enrico Letta (sponsor di Bersani). E’ evidente, quindi, che il “contratto unico” riscuote il consenso dell’intero Pd!&lt;br /&gt;In pratica, la proposta prevede l’introduzione di una nuova tipologia contrattuale.&lt;br /&gt;Un (nuovo) contratto di lavoro a tempo indeterminato, che sostituirebbe l’attuale, caratterizzato da tre distinte “fasi”.&lt;br /&gt;La prima, costituita da un “periodo di prova”, della durata (per tutti) di sei mesi;&lt;br /&gt;la seconda, rappresentata da un periodo di c.d. “inserimento”, della durata di trenta mesi e, infine, la “stabilizzazione”, alla scadenza del triennio.&lt;br /&gt;La prima considerazione da fare è che, in effetti, con la formula del contratto unico, il rapporto di lavoro “a tempo indeterminato” - così come oggi concepito - si realizzerebbe (probabilmente) soltanto al compimento dei trentasei mesi.&lt;br /&gt;Il condizionale è d’obbligo, perché nulla garantisce il lavoratore circa la possibilità che, al compimento della fase di inserimento, il datore di lavoro decida di “stabilizzare” il rapporto!&lt;br /&gt;Procedendo per punti, assunto che - come a tutti noto - durante il periodo di prova il datore di lavoro può rescindere il contratto in qualsiasi momento, in modo unilaterale e senza alcun obbligo nei confronti del lavoratore, è opportuno rilevare che un periodo uguale per tutti e così lungo, appare assolutamente ingiustificato.&lt;br /&gt;Dal punto di vista dell’uniformità, perché sono inspiegabili i motivi per i quali la durata della “prova” di un usciere, o di un commesso, debba essere uguale a quella prevista per un tecnico informatico, o per un dirigente.&lt;br /&gt;Sulla durata - pari a quella attualmente prevista per i dirigenti - si pone un altro tipo di considerazione.&lt;br /&gt;In effetti, se la motivazione è rappresentata dalla necessità di consentire al datore di lavoro di meglio valutare e approfondire le capacità tecnico-professionali del lavoratore, l’allungamento del periodo di prova - con conseguente “dilatazione” del periodo durante il quale è possibile la rescissione unilaterale del rapporto di lavoro - appare, a mio parere, strumentale.&lt;br /&gt;Infatti, considerata la molteplicità di tipologie contrattuali al momento disponibili, a partire dal contratto a termine “riformato” - che è stato sostanzialmente liberalizzato e non richiede più, come per il passato, una “causale” oggettiva - anche il datore di lavoro più esigente dispone (già) di ampia discrezionalità e tempi di verifica; consentendo, contemporaneamente, la regolare instaurazione del rapporto di lavoro subito dopo il superamento dei periodi di prova (sufficientemente ampi, a mio avviso) previsti dalle attuali norme contrattuali.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda, invece, il periodo di inserimento, è appena il caso di sottolineare che esso corrisponde, in sostanza, a una vera e propria “moratoria” rispetto all’applicazione dell’art. 18 dello Statuto e dell’art. 8 della legge 108/90!&lt;br /&gt;Infatti, l’ipotesi di riforma, così tenacemente sostenuta da Boeri, Ichino e &amp;amp;, prevede che nel corso dei trenta mesi di “inserimento”, il lavoratore ha titolo a opporsi al solo licenziamento di tipo “discriminatorio”; nulla potendo obiettare a un licenziamento senza “giusta causa” o “giustificato motivo soggettivo”!&lt;br /&gt;Rispetto a questo secondo punto, credo sia noto a tutti - in primis ai sostenitori della nuova tipologia contrattuale - che, a un lavoratore licenziato, risulta sempre difficilissimo, se non impossibile, superare l’onere della prova della natura “discriminatoria” (motivi religiosi, sessuali, razziali, ecc) del provvedimento adottato dal proprio datore di lavoro.&lt;br /&gt;Resterebbe la (magra) consolazione, al lavoratore licenziato, di percepire un indennizzo monetario, commisurato alla durata del rapporto di lavoro interrotto.&lt;br /&gt;Alla scadenza delle prime due fasi, per (finalmente) concludere, in modo positivo, l’iter del contratto unico - dopo tre anni di “soggezione” e “speranza” - il lavoratore potrebbe solo sperare nella disponibilità del datore di lavoro ad assumerlo, questa volta effettivamente, a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;In definitiva, considerati i principali aspetti della proposta in discussione, appare del tutto condivisibile la posizione di coloro che ritengono il contratto unico assolutamente inadeguato, ma, soprattutto, ingiusto, a risolvere il c.d. “dualismo” esistente tra i lavoratori che “godono” di garanzie e tutele e quanti, invece, ne sono privi o lo sono in modo insufficiente.&lt;br /&gt;Ritengo, infatti, che per superare le disparità, oggi esistenti tra gli “insider” e gli “outsider” - come amano definire i lavoratori, i sostenitori della riforma - debbano essere perseguite altre soluzioni, piuttosto che uniformare “per difetto” i diritti e le tutele.&lt;br /&gt;Un altro motivo di critica, nella valutazione complessiva del contratto unico, è relativo ai ricorrenti riferimenti che, i sostenitori della proposta, fanno a provvedimenti adottati alcuni anni or sono nella vicina Francia.&lt;br /&gt;E’, difatti, frequente il ricorso alle (pseudo) similitudini che accomunerebbero il contratto unico al Contratto di nuova assunzione (Cne) e al Contratto di prima assunzione (Cpe) introdotti, rispettivamente, nel 2005 e nel 2006.&lt;br /&gt;In realtà, la nostra nuova tipologia contrattuale sarebbe, addirittura, peggiorativa rispetto ai due nuovi contratti di lavoro che, appena introdotti in Francia, produssero comunque le proteste di milioni di lavoratori e studenti.&lt;br /&gt;Questo perché, anche se i tre provvedimenti sono simili nel prevedere - dopo il periodo di prova - una successiva fase di “inserimento” (in Italia), o di “consolidamento” (in Francia) e la facoltà dei datori di lavoro di rescindere in qualsiasi momento il rapporto di lavoro, presentano, in effetti, notevoli differenze.&lt;br /&gt;Infatti, il Cpe può essere utilizzato da tutte le imprese del settore privato - escluse le stagionali e quelle con meno di venti dipendenti - per l’assunzione di giovani al di sotto dei ventisei anni. Il Cne, invece, è riservato alle c.d. “piccole imprese” (fino a venti addetti) ed è rivolto a lavoratori di qualsiasi età.&lt;br /&gt;E’ evidente, quindi, che il contratto unico - rivolto a tutti i lavoratori, di ogni età, di qualunque settore produttivo e senza alcun limite dimensionale delle aziende - non presenta nessuna similitudine, né con il Cpe, né con il Cne. Anzi, ne rappresenta una sorta di “effetto cumulo” delle specifiche negatività.&lt;br /&gt;Tra l’altro, non è secondario rilevare che i due contratti introdotti in Francia, a differenza della proposta italiana, hanno una durata massima di ventiquattro mesi!&lt;br /&gt;In definitiva, in aggiunta a tutto quanto (di peggio) c’è da temere dal Berlusconi IV, se questa del contratto unico, tanto nella versione Ichino, quanto in quella Boeri, dovesse continuare a rappresentare l’ipotesi di riforma del mercato del lavoro prospettata dal Pd, ci sarebbero, evidentemente, gravi motivi di preoccupazione per il futuro dei lavoratori italiani!&lt;br /&gt;Per concludere, con un’esortazione di carattere politico rispetto alla sortita di Tremonti sul “posto fisso”: per dimostrare che le sue non sono state “parole dal sen fuggite”, si renda promotore di un ampio confronto (rappresentanze sindacali - forze politiche - giuristi - economisti) che rivitalizzi una riflessione sulle (nefaste) conseguenze delle politiche del lavoro adottate dai governi Berlusconi che, agli obiettivi di Lisbona - che restano un miraggio - hanno sacrificato diritti e tutele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Renato Fioretti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Collaboratore redazione Lavoro e salute&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-3416425119160260013?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/3416425119160260013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=3416425119160260013&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3416425119160260013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3416425119160260013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/11/e-curioso-e-inquietante-che-e-la-stessa.html' title='Curioso e inquietante, è la stessa proposta di Ichino (parte Marino), Treu (parte Franceschini) e Letta (Bersani) del PD'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/SvbaKAhfvuI/AAAAAAAABac/oo44Zlm2tno/s72-c/s301867180509_1155.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-3876982073206582864</id><published>2009-10-28T15:18:00.007+01:00</published><updated>2009-11-08T15:46:07.832+01:00</updated><title type='text'>Da domani, ogni due settimane, il giovedì, ospiteremo un inserto speciale, intitolato "Le lotte raccontate da chi le fa".</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRI00040120091028.JPEG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 367px; FLOAT: left; HEIGHT: 512px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRI00040120091028.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;LOTTE DI CHI LOTTA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il quotidiano Liberazione prova ad offrire visibilità al racconto, interamente oscurato dalla quasi totalità dei media, delle mobilitazioni, delle pratiche sociali - più diffuse nel Paese di quanto non si voglia far credere - che si oppongono allo stato di cose esistente, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei territori. Prenderanno parola, direttamente, i protagonisti e le protagoniste di queste battaglie che rivelano una reattività e una creatività sociale straordinarie, forse inaspettate, in un contesto dove lo spazio pubblico pare annichilito e la politica sequestrata, svilita nel circuito autoreferenziale, sordo e separato, dei palazzi del potere. Con questa iniziativa intendiamo mostrare come la partecipazione diretta, l'agire collettivo sia il più efficace antidoto alla spoliazione della democrazia, alla passivizzazione di cui si nutrono tutte le avventure reazionarie.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/"&gt;http://www.liberazione.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-3876982073206582864?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRI00040120091028.JPEG' title='Da domani, ogni due settimane, il giovedì, ospiteremo un inserto speciale, intitolato &quot;Le lotte raccontate da chi le fa&quot;.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/3876982073206582864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=3876982073206582864&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3876982073206582864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/3876982073206582864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/da-domani-ogni-due-settimane-il-giovedi.html' title='Da domani, ogni due settimane, il giovedì, ospiteremo un inserto speciale, intitolato &quot;Le lotte raccontate da chi le fa&quot;.'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5469548302074514586</id><published>2009-10-26T12:53:00.003+01:00</published><updated>2009-10-26T13:09:16.686+01:00</updated><title type='text'>Un meccanismo di delega subordinata a prescindere dalle scelte politiche del PD, così assunte col metodo del "grande fratello"</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lastampa.it/multimedia/torino/17783_album/00gf_torino.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 87px" alt="" src="http://www.lastampa.it/multimedia/torino/17783_album/00gf_torino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;Le Primarie del PD sono un’esperienza di democrazia diretta?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero le primarie del Pd sono un’esperienza di democrazia diretta? Con una fraseologia ultrademocratica (la trita retorica del «decidi tu», il flebile mito della generazione internet come rivoluzionaria novità contro gli ammuffiti militanti) si sta in realtà celebrando il rito triste che annuncia il trionfo di partiti elettorali a spiccata dominanza mediatica. Solo grazie alla completa corruzione semantica delle parole che da tempo deforma il dibattito pubblico, è possibile spacciare per democrazia diretta quella che a tutti gli effetti è solo una manifestazione di politica opaca che archivia il vetusto partito degli iscritti e impone una carnevalata a uso e consumo dei media. Le primarie del Pd sono lo spirito di questo (brutto) tempo per cui non ha più senso essere «parte» e occorre diluire ogni appartenenza nel mare indistinto di una opinione pubblica che fa la coda nei gazebo e poi irretita sparisce per sempre dallo spazio pubblico. Le primarie non sono affatto un rilancio della partecipazione politica che sollecita il ritorno di soggetti che discutono con passione e mutano opinioni dopo il confronto aspro. Piuttosto esse sono un ulteriore momento del declino politico italiano che assegna a un elettore irrelato il compito di tifare nel gioco competitivo che restringe la grande funzione storica dei partiti a quella minimale di esprimere un capo. La logica che le ispira è più quella della delega assoluta che non quella della partecipazione consapevole di molti a definire un progetto di società. Le primarie nascono infatti dall’idea che, per quanto riguardi i soggetti politici strutturati, la partecipazione non avvenga dentro i canali di partito, intesi quali durevoli luoghi di identità e di appartenenza (secondo lo spirito dell’articolo 49 della Costituzione), ma si insinui a intermittenza dal di fuori e dietro forti sollecitazioni mediatiche. Quando il partito non ha più confini organizzativi solidi diventa così aleatorio da disperdersi nella leggerezza dell’opinione pubblica che cancella differenze, conflitti. Se in luogo degli iscritti decidono gli elettori, non cresce la democrazia diretta ma il populismo oggi trionfante. Che dopo il militante e l’iscritto sia giunto ormai il tempo dell’elettore sembra essere nel senso delle (brutte) cose di oggi, ma i partiti non sono stati creati solo per seguire la corrente dominante. Il maggior partito d’opposizione ha già svolto un congresso al quale ha partecipato circa mezzo milione di iscritti. Un evento politico di tutto rispetto nelle sue dimensioni (al traumatico congresso che portò allo scioglimento del Pci presero parte circa 300 mila iscritti). Sul versante qualitativo uno scenario inquietante: ovunque le sale quasi deserte nel momento del dibattito e della presentazione delle mozioni si sono magicamente riempite all’atto del voto. Sono gli inconvenienti dei partiti cartello, ossia di formazioni flaccide in cui declina l’iscritto che si mobilita per incentivi simbolico-identitari e si afferma il cacciatore di status e di benefici materiali elargiti dalle cariche elettive che controllano le risorse pubbliche. Non saranno certo le primarie il correttivo di questo essiccamento valoriale e funzionale dei partiti, divenuti spettrali oligarchie attorniate da media e clientele. Occorrerebbero un’ideologia attorno a fini non negoziabili, una cultura politica a ridosso di una idea di democrazia e un radicamento negli interessi sociali della postmodernità, non certo una estemporanea fioritura di gazebo. Le primarie sono invece il ritrovato di un partito molto liquido che talvolta appare come un docile braccio collaterale di agenzie mediatiche in grado di dettare la linea, di indicare la leadership più gradita. Dopo che gli iscritti hanno mostrato di non apprezzare affatto il loro segretario in carica, la parola passa agli elettori che potrebbero imporre agli iscritti di conservare comunque un leader che non è di loro gradimento. Non solo sono possibili infiltrazioni esterne (persino negli Usa la destra si è mobilitata nelle primarie aperte per sostenere la Clinton contro l’ascesa di Obama), ma il peso preponderante nella selezione della leadership è assunto dai media che sono più influenti degli stessi dirigenti nelle opzioni degli elettori estranei alle vicende organizzative. Scagliare gli elettori contro gli iscritti rientra in un populismo pervasivo che odia la funzione parziale e identitaria dei partiti. In una democrazia rappresentativa il partito politico è appunto solo una parte, e non l’intero. Proprio per questo il metodo democratico nella vita dei partiti riguarda gli iscritti, i militanti, quanti cioè si riconoscono in una appartenenza comune (fino ad accollarsene la responsabilità in termini di contributi finanziari e di azione quotidiana) e non certo gli elettori indifferenziati. Affidare agli elettori in quanto tali (e in più senza leggi, procedure certe) il compito di nominare il segretario di un partito (che non svolge peraltro una funzione istituzionale ma un compito organizzativo di raccordo tra parti di società e potere) non è affatto una epifania della democrazia diretta. Le primarie del 25 ottobre, al di là delle ansiogene aspettative di rivincita che le animano, non sono un buon segnale per la democrazia. Chi ha perso in maniera così trasparente la fiducia degli iscritti (dei suoi iscritti) potrebbe in teoria riacquistare i gradi di comando grazie al voto di elettori indistinti. Ma davvero il popolo delle primarie può imporre agli iscritti di tenersi per forza un leader sconfitto in un regolare confronto congressuale? Anche se le primarie confermeranno le risultanze congressuali, il problema spinoso della loro funzione deviante resta. Partiti ridotti a mere macchine elettorali sono l’esatto contrario dell’affresco dell’articolo 49 della Costituzione, che disegna il ruolo dei soggetti della mediazione collocandoli con un piede nella società e con un altro nelle istituzioni della rappresentanza. Ma anche per la carta, come per i partiti, non corrono tempi buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Prospero&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5469548302074514586?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5469548302074514586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5469548302074514586&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5469548302074514586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5469548302074514586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/un-meccanismo-di-delega-subordinata.html' title='Un meccanismo di delega subordinata a prescindere dalle scelte politiche del PD, così assunte col metodo del &quot;grande fratello&quot;'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4897271101061753819</id><published>2009-10-24T18:51:00.004+02:00</published><updated>2009-10-24T19:00:55.467+02:00</updated><title type='text'>Le esigenze personali, familiari e sociali di milioni di lavoratori scontano da decenni Il costo umano della flessibilità, ora ascoltiamo impietriti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.asca.it/upload/copertina/berlusca%20tremon.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 247px; FLOAT: left; HEIGHT: 163px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.asca.it/upload/copertina/berlusca%20tremon.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:180%;"&gt;Il “Posto fisso” di Tremonti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;All’epoca dei primi governi guidati da Berlusconi, chiunque avesse seguito con attenzione le “performance” dei diversi componenti l’Esecutivo, non avrebbe potuto non rilevarne la grande dose di approssimazione e puro dilettantismo (politico) che ne caratterizzava l’azione quotidiana.&lt;br /&gt;Grazie alle (ormai) mitiche gaffe di Berlusconi e agli “incidenti di percorso” che contrassegnavano le ricorrenti esternazioni dei suoi ministri - da Fini, che riteneva Mussolini la personalità politica più importante del XX secolo, a Scajola, che definiva (letteralmente) Marco Biagi un “rompiscatole” - era facile ironizzare, e perfino sorridere, rispetto ai nuovi protagonisti delle vicende politiche italiane.&lt;br /&gt;Oggi non è più tempo di spensieratezze! Il panorama politico, offerto dal Berlusconi IV, rende indispensabile “monitorare” con particolare considerazione - e maggiore preoccupazione - le mosse degli attuali interpreti.&lt;br /&gt;In questo senso - tralasciando quella che appare (strumentalmente, a mio parere) come la “conversione” di Fini ad antichi “valori” della sinistra; laicità, testamento biologico, riforme condivise, diritto di voto agli extracomunitari, ecc - sono eclatanti alcune recenti prese di posizione di Giulio Tremonti.&lt;br /&gt;L’ultima, in ordine di tempo, è relativa all’esaltazione del “posto fisso”! Intendendo, per esso, il sostanziale disconoscimento di tutto quanto prodotto, da Berlusconi e &amp;amp;, in tema di occupazione e di riforma dei meccanismi di accesso al lavoro.&lt;br /&gt;A prima vista - secondo alcuni osservatori - considerato il carattere “ultra-liberista” che il titolare del Ministero del Tesoro e delle Finanze ha sempre cercato di accreditare alle sue opzioni politiche, si tratta di una vera e propria rivoluzione “copernicana”.&lt;br /&gt;A mio avviso, la questione è, invece, molto più semplice di quanto appaia e in perfetta sintonia con una serie di “mosse studiate a tavolino”. Personalmente, ho la sensazione che, all’improvviso, il Paese che fu dei poeti e dei navigatori - assunto che di santi continua a sfornarne - sia diventato (anche) la patria dei “giocolieri” e dei “funamboli”.&lt;br /&gt;Infatti, considero l’ultima esternazione di Tremonti, una semplice variante del famigerato gioco “delle tre carte”, che ha reso celebri nel mondo intere generazioni di miei abili concittadini.&lt;br /&gt;In effetti, sono convinto che anche le più recenti dichiarazioni del ministro - lo stesso che si esaltava attraverso la teorizzazione della c.d. “finanza creativa” e (oggi) si erge a paladino d’iniqui provvedimenti, quali l’ultimo condono omnibus, mascherato da ennesimo “scudo fiscale” - rientrino in un abile “gioco di squadra”, teso a confondere l’opinione pubblica, carpirne la buona fede e, in sostanza, alterare la realtà.&lt;br /&gt;Non è un caso, infatti, che anche questa volta - come già successo in altre occasioni, a ruoli invertiti - le impreviste “esternazioni” di Tremonti siano state seguite da numerosi “distinguo”; da Sacconi a Brunetta.&lt;br /&gt;Altrettanto scontate - dal mio punto di vista - le dichiarazioni, a sostegno di Tremonti, rilasciate dal Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;In effetti, a qualsiasi persona dotata di buon senso, oltre che di sufficiente memoria, dovrebbe risultare per lo meno strana un’inversione di rotta così radicale da parte di soggetti - nell’occasione, Berlusconi e Tremonti - che, nel corso della loro (purtroppo) già lunga storia politica, hanno sempre manifestato una fede assoluta e incondizionata nei confronti del liberismo “più spinto”, del famoso “libero mercato” e della “flessibilità” del lavoro come occasione di crescita professionale (sic!) e “motore” della piena occupazione.&lt;br /&gt;Con queste premesse, con il ricordo ancora netto delle contrapposizioni sorte nel corso dell’ultima campagna elettorale - tra tutti i berluscones e i rappresentanti della sinistra c.d. “antagonista” - rispetto ai guasti prodotti dalla flessibilità quale sinonimo di precarietà, è oggettivamente difficile credere all’improvvisa “conversione” - alle esigenze personali, familiari e sociali di milioni di lavoratori che scontano “Il costo umano della flessibilità” - di coloro che, fino a ieri, erigevano a “Totem” l’opera di Sacconi, Biagi e &amp;amp; (Legge 30/03 e Decreto legislativo 276/03)!&lt;br /&gt;Personalmente, sono convinto che si tratti di un’altra “bufala”; il classico “effetto annuncio” da affidare ai ripetitori mediatici cui, purtroppo, troppi italiani ancora soggiacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Renato Fioretti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;collaboratore redazionale di Lavoro e Salute&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4897271101061753819?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4897271101061753819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4897271101061753819&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4897271101061753819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4897271101061753819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/le-esigenze-personali-familiari-e.html' title='Le esigenze personali, familiari e sociali di milioni di lavoratori scontano da decenni Il costo umano della flessibilità, ora ascoltiamo impietriti'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-4520616055157886684</id><published>2009-10-24T12:53:00.003+02:00</published><updated>2009-10-24T12:56:42.300+02:00</updated><title type='text'>Nei luoghi di lavoro e di studio cresce la ribellione contro la destra e complici vari nei media e nel PD</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRI0cds0120091024.JPEG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 512px; DISPLAY: block; HEIGHT: 315px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRI0cds0120091024.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Venerdi’ 23 ottobre, è sceso in piazza a Roma, il popolo dei sindacati di base, in maniera unitaria e partecipe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Patto di Base, che è stato creato per confrontare i vari percorsi sindacali, è composto da cub-rdb, confed. cobas, sdl, e con la giornata di oggi si rende protagonista nella lotta al governo Berlusconi e alle sue politiche padronali, di sfruttamento e di restringimento di diritti. Da notare anche la partecipazione dello slai cobas , e di altre esperienze sindacali di base.&lt;br /&gt;Uno sciopero generale che ha l’indubitabile merito di porre dal basso e con prassi vertenziale, le ragioni di chi vede peggiorare ogni giorno che passa, il proprio quotidiano di vita, fino a rendere impossibile programmare il proprio futuro, personale e collettivo. Una manifestazione che ha portato in piazza, chi la crisi padronale non è disponibile a pagarla, per nessun motivo.&lt;br /&gt;Son di altri le responsabilità di questa crisi, che mette in evidenza la debolezza del sistema economico di tipo capitalistico, osannato dai vari centrodestra e centrosinistra, come unico sistema possibile e concreto, e senza alternativa alcuna. A queste tesi manipolatorie, e portatrici di precariato,disoccupazione e sfruttamento, hanno risposto ben oltre centomila compagni e compagne , che hanno colorato di rosso, le vie di Roma.&lt;br /&gt;Ricercatori, insegnanti, operai, studenti dell’onda, precari, disoccupati, immigrati con e senza permesso, hanno animato un corteo, partito da piazza della Repubblica e terminato a piazza San Giovanni, dove sul palco attrezzato su un tir, si sono alternati i vari sindacati di base.&lt;br /&gt;Dalla sicilia, dalla sardegna,dal nord-est al nord-ovest, dalle regioni centrali alle regioni meridionali, il coro era univoco, e di comprensione della grave fase economico-politica, che attraversa l’intero Paese.&lt;br /&gt;Dal palco, è risuonata forte, la denuncia di una grave situazione economica, che i poteri forti economici tentano di scaricare sui lavoratori e l’urgenza di programmare lotte e vertenze generalizzate per rispondere con forza a chi , leggi governo Berlusconi, cerca di rubare il nostro futuro.&lt;br /&gt;Una esperienza che promette bene, che unifica i percorsi del sindacato di base e che rilancia il costruire un sindacato che esprima i bisogni e le politiche di una classe, che prende in mano il proprio agire ed il proprio futuro. Un sindacato, che rifiuta nettamente svendite e raggiri delle necessità dei lavoratori, e che è in grado, di dare voce a chi di voce in capitolo, ne ha sempre di meno.&lt;br /&gt;Il conflitto e le vertenze, le lotte quotidiane, ripartono in avanti, e ci son tanti motivi per pensare, che di strada ne faranno tanta. La Confindustria ed il governo Berlusconi, han trovato chi mette in discussione tutto il loro operato.&lt;br /&gt;Le trovate pubblicitarie di manipolazione," del posto fisso", alla Tremonti, da queste parti di credito non ne hanno nessuno. L’opposizione sociale , che esprimono i cobas, non fa sconti di nessun tipo.&lt;br /&gt;Ci si poteva augurare di più?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Enrico Biso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-4520616055157886684?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/4520616055157886684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=4520616055157886684&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4520616055157886684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/4520616055157886684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/nei-luoghi-di-lavoro-e-di-studio-cresce.html' title='Nei luoghi di lavoro e di studio cresce la ribellione contro la destra e complici vari nei media e nel PD'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-7008781310917578140</id><published>2009-10-21T13:49:00.003+02:00</published><updated>2009-10-21T13:54:48.598+02:00</updated><title type='text'>SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE 23 OTTOBRE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA - ore 10 P.zza della Repubblica</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONPDF/2009/10/21/RM2110-PRI01-1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 420px; CURSOR: hand; HEIGHT: 610px" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONPDF/2009/10/21/RM2110-PRI01-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;A CHI LO SCUDO FISCALE E &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;A CHI &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;IL TAGLIO SALARIALE !&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato lo scudo fiscale. L’operazione consentirà, a tutti coloro che hanno occultato al Fisco capitali mobiliari ed immobiliari, di rimetterli in circolazione nel Paese, avendo assicurato l’anonimato e pagando un’aliquota dell’1% per 5 anni. Siamo davanti al peggior condono fiscale mai visto, che crea un buco di bilancio di oltre 100 miliardi di euro rispetto al gettito che sarebbe arrivato ad aliquota ordinaria. Un buco di risorse indirettamente sottratte a tutti quei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che pagano regolarmente le tasse!&lt;br /&gt;Lo scudo è, anche, un’amnistia per reati gravi, per i quali i nostri codici prevedono la reclusione fino a sei anni: falso in bilancio, distruzione di scritture contabili, uso di false comunicazioni sociali, sono solo alcuni dei comportamenti illeciti connessi all’evasione fiscale sui quali calerà definitivamente il silenzio, grazie all’anonimato che la legge ha imposto per gli intermediari che invieranno le dichiarazioni di adesione allo scudo. Garanzia all’anonimato per chi evade, mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati, che hanno sulle loro spalle quasi l’intero gettito fiscale del nostro Paese, hanno nomi e cognomi conosciuti da tutti ! L’ennesima legge che premia i grandi evasori, quelli che si sono arricchiti con le speculazioni finanziarie, quelli che hanno sottratto grandi risorse allo stato sociale, quelli che hanno impoverito il Paese sottoponendo i ceti sociali più deboli ad una pressione fiscale, diretta ed indiretta, enorme. E, intanto, per uscire dalla crisi economica, il Governo non stanzia le risorse per il rinnovo dei contratti ed opera tagli draconiani ai bilanci della pubblica amministrazione per utilizzare questo “tesoretto” a sostegno degli imprenditori e delle banche (gli stessi soggetti responsabili dell’esportazione dei capitali all’estero). Nel frattempo avanza la “controriforma” di Brunetta che, attraverso una falsa meritocrazia, introduce per legge l’esclusione dal salario accessorio per una fascia vastissima di lavoratori pubblici. E Confindustria, senza vergogna, invoca azioni punitive contro i dipendenti pubblici. Nessuno fermerà questo scempio e nessuno dirà basta a questo stato di cose, se all’indignazione non facciamo seguire concrete azioni di lotta.&lt;br /&gt;La RdB rivolge a tutti i lavoratori un invito a firmare contro lo scudo fiscale, un motivo in più per aderire allo SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE 23 OTTOBRE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA - ore 10 P.zza della Repubblica&lt;br /&gt;Contro lo scudo fiscale, proteggi i tuoi diritti, difendi il tuo salario, rispetta la tua dignità.&lt;br /&gt;RdB PI è contro lo scudo fiscale e denuncia la destrutturazione dell’apparato fiscale che contrasta l’evasione in Italia. Riorganizzazione degli uffici, centralizzazione delle verifiche, abbandono del presidio territoriale, taglio ai salari, blocco delle carriere, campagne mediatiche contro i fannulloni: queste sono alcune delle tessere di un mosaico che disegna servizi pubblici meno efficienti per i cittadini, pressione fiscale più pesante per lavoratori dipendenti e pensionati, Stato Sociale più debole.&lt;br /&gt;Scudo fiscale, che cos’è? Si tratta di una norma approvata in Parlamento il 2 ottobre 2009, grazie alla quale, nel più completo anonimato, si potranno rimpatriare o regolarizzare capitali detenuti irregolarmente all’estero.&lt;br /&gt;Su quali beni si può usare lo scudo? Beneficiano dello scudo i beni materiali e immateriali: contanti, azioni, bond, polizze, yacht, immobili e opere d’arte su cui non sono mai state pagate le tasse in Italia.&lt;br /&gt;Chi sono i soggetti interessati? Lo scudo fiscale può essere utilizzato da persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate.&lt;br /&gt;Quanto si paga con lo scudo fiscale? Lo scudo costa il 5% del capitale rimpatriato e assicura un’immunità di 5 anni. Rientreranno in Italia circa 300 miliardi di euro, che daranno un gettito di 15 miliardi. Applicando agli stessi capitali l’aliquota normale, il gettito sarebbe stato di circa 120 miliardi: lo scudo genera un buco di bilancio di oltre 100 miliardi.&lt;br /&gt;Lo scudo fiscale è anche una sanatoria per reati penali? Sì. Anche reati che prevedevano fino a 6 anni di reclusione sono protetti dallo scudo. Ecco qualche esempio: dichiarazione fraudolenta o infedele con uso di fatture false; occultamento o distruzione di documenti contabili; falsità materiale e ideologica; falsità in registri, in scrittura privata, uso di atto falso; uso di false comunicazioni sociali anche in danno alle società.&lt;br /&gt;Perché lo scudo fiscale garantisce agli evasori l’anonimato? Il rimpatrio avviene attraverso intermediari come banche e Poste Italiane, che garantiscono l’anonimato del soggetto interessato. Per agevolare l’accesso allo scudo, gli intermediari non devono più segnalare le operazioni sospette.&lt;br /&gt;Lo scudo fiscale consente, quindi, il rientro dei capitali illeciti ed è un’offesa all’onestà di chi paga le tasse e alla professionalità dei lavoratori pubblici. Lo scudo premia gli evasori che possono riportare in Italia capitali illegali occultati al fisco pagando un’imposta dell’1% annuo con l’assicurazione dell’anonimato. Permette di "lavare" i capitali frutto di attività illecite ed è un invito ad evadere le tasse in attesa del prossimo condono. Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori del Ministero dell’Economia e delle Finanze a firmare questo appello a difesa del fisco e dei diritti di tutti i lavoratori pubblici. Le firme raccolte saranno inviate alla Presidenza del Consiglio, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia e Finanze. I Lavoratori del pubblico impiego le porteranno in corteo a Roma, in occasione dello sciopero dei lavoratori pubblici il 23 ottobre 200&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;RdB - &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Coordinamento Nazionale Ministero dell’Economia e delle Finanze&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-7008781310917578140?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/7008781310917578140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=7008781310917578140&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7008781310917578140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/7008781310917578140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/sciopero-generale-del-sindacalismo-di.html' title='SCIOPERO GENERALE DEL SINDACALISMO DI BASE 23 OTTOBRE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA - ore 10 P.zza della Repubblica'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-6759552484164652844</id><published>2009-10-19T11:10:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T11:19:04.495+02:00</updated><title type='text'>Governo, confindustria, cisl e uil vogliono riportare al medioevo le condizioni dei lavoratori. E non solo loro!</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Lavoro%20e%20economia/sciopbolfiom.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Lavoro%20e%20economia/sciopbolfiom.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;UN GOLPE SINDACALE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Giorgio Cremaschi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il rinnovo del contratto dei metalmeccanici firmato da Federmeccanica, Fim e Uilm, è un vero e proprio golpe sindacale. Come definire diversamente, infatti, la violazione brutale delle più elementariregole di democrazia con la sopraffazione della maggioranza da parte della minoranza? Fim eUilm da sole rappresentano a malapena un terzo dei metalmeccanici. La Fiom da sola ha raccolto,tra iscritti e voti, un consenso tra il 55 e il 60% della categoria. Nel 2008 è stato firmato un contrattonazionale che prevedeva la durata della parte normativa fino alla fine del 2010. Eppure Fim e Uilmhanno unilateralmente disdettato il contratto in vigore, per applicare il nuovo sistema derivante dall'accordo,anch'esso separato, del 15 aprile. Nella sostanza Fim e Uilm hanno preteso di cambiarele regole del gioco nel corso della partita, senza il consenso dei giocatori più importanti e senzaverificare con tutti se si era d'accordo. La Fiom ha semplicemente rivendicato il proprio buon dirittoa rinnovare il contratto sulla base delle regole ancora in vigore.Ma nessun golpe riesce da parte di una minoranza, se dietro di essa non c'è un potere forte che laadopera e sostiene per i propri fini. Non sono i sindacati che fanno gli accordi separati, ma i padroni.La Federmeccanica, dopo due rinnovi separati, aveva deciso per due volte di seguito di fareintese unitarie. Ora ha di nuovo cambiato idea. Perché? Sono gli stessi contenuti dell'accordo chelo chiariscono.Fim e Uilm hanno infatti accettato di svalutare il valore del lavoro dei metalmeccanici attraverso lariduzione del salario del nazionale. L'aumento è ridicolo e offensivo, 15 euro netti per un operaio diterzo livello per tutto il 2010. La durata triennale non è accompagnata da alcuna garanzia rispettoall'inflazione, mentre si abbandona una conquista storica dei vecchi contratti, la rivalutazione delvalore punto. Tale conquista, che aveva migliorato il sistema del 23 luglio, faceva sì che ad ognirinnovo contrattuale si trattasse su una base più alta del rinnovo precedente. Ora, cancellato questomeccanismo, ci si predispone ad un andamento opposto: cioè che ogni contratto dia meno soldidi quello prima. A tutto questo si aggiunge la piena accettazione dell'intesa confederale separatadel 15 aprile 2009. Quella che dà il via alle deroghe al contratto nazionale, che riduce le libertà dicontrattazione e i diritti individuali. Già ora il testo firmato parla di conciliazione e arbitrato e limital'autonomia di contrattazione in fabbrica. Alla faccia di chi sosteneva che bisognava fare menocontratto nazionale per avere più accordi aziendali. Fim, Uilm e Federmeccanica, per non sbagliarsi,limitano tutti e due.La Fiom ha chiesto il blocco dei licenziamenti e della chiusura delle fabbriche. Fim, Uilm e Federmeccanicahanno trovato una soluzione della crisi più lungimirante: l'istituzione di un ente bilateraleche raccoglierà fondi con la promessa di dare, fra tre anni, qualche contributo a qualche lavoratoreparticolarmente disagiato. Una risposta diffusa e tempestiva, quando centinaia di migliaia dilavoratori rischiano ora il salario e il posto. Ma l'importante è istituire un nuovo carrozzone, con ilquale alimentare la collaborazione tra sindacato e imprese.Potremmo andare avanti nello scoprire piccole e grandi porcherie nell'accordo, dal part-time selvaggioal peggioramento dei diritti per i contratti a termine, ma la sostanza è sempre quella. LaFedermeccanica e la Confindustria hanno deciso di svalutare il lavoro passando per la complicità -direbbe il ministro Sacconi - di Fim e Uilm. Pensano di farcela, anche se sanno benissimo che inun referendum normale la grande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori travolgerebbe il loroaccordo sotto una valanga di no. Pensano di farcela perché danno per scontato che nella società enella politica italiana sia oramai un luogo comune accettato da tutti che i lavoratori siano cittadini diserie B, per i quali non valgono le regole della democrazia. Si può fare un golpe contro un contrattoe la democrazia sindacale e presentare il tutto come un'evoluzione delle relazioni industriali.La rivoluzione francese cominciò perché il sovrano faceva votare per "stati" e non per persone.Così aristocrazia e clero, pur essendo una ristretta minoranza, vincevano sempre contro il popolo,che aveva un solo voto contro i loro due. Oggi si vorrebbe far votare i contratti per sindacati. Siconta la somma delle sigle e si dice "qui c'è la maggioranza". Anche se la grande maggioranzadelle lavoratrici e dei lavoratori sta da un'altra parte. I francesi fecero la rivoluzione perché non accettavanoquel sistema medievale di decisioni. Oggi è al medioevo che si vogliono riportare i lavoratori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E non solo loro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-6759552484164652844?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/6759552484164652844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=6759552484164652844&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6759552484164652844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/6759552484164652844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/governo-confindustria-cisl-e-uil.html' title='Governo, confindustria, cisl e uil vogliono riportare al medioevo le condizioni dei lavoratori. E non solo loro!'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-30705793250114694</id><published>2009-10-15T15:24:00.003+02:00</published><updated>2009-10-15T15:47:27.845+02:00</updated><title type='text'>Complotto, comunisti, sentenze pilotate, persecuzione giudiziaria, stampa in mano alla sinistra, lui è legittimato dal popolo...........</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_0949.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 450px; CURSOR: hand; HEIGHT: 403px" alt="" src="http://www.arcoiris.tv/images/vignetta/mauro_biani/mauro_biani_0949.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;Il delirio del Cavaliere dimezzato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/category/cattivi-maestri-il-blog-di-angelo-dorsi/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarò rapido. Ma non posso rinunciare ad esternare il mio pensiero: povero Cav, quasi fa pena, nel suo delirio ormai fuori controllo. Altro che la camomilla consigliatagli da Casini! Qui siamo davanti a un caso da camicia di forza. Persa la sicurezza, il nostro ostenta sicumera; non avendo più autorevolezza alcuna – in nessun campo –, ritiene di poterla sostituire con l’autoritarismo; non essendo in grado di articolare ragionamenti, accresce il livello sonoro della sua vocina nasale, che dunque risulta vieppiù sgradevole; gesticola, smania, gli occhi gli diventan piccini piccini, il collo si gonfia… E minaccia, minaccia, minaccia. E insulta, insulta, insulta. E si loda: e, conseguentemente, si sbroda. La sua autoreferenzialità che sino a ieri appariva patetica, oggi è invece da ricovero coatto; e il livello degli argomenti se vogliamo chiamarli tali, è precipitato assai sotto la soglia zero. Altro che “discorsi da Bar Sport”, come si diceva: qui siamo al trivio, come peraltro i comportamenti provano, in assoluta coerenza, tra il dire e il fare.Ma, dicevo, ora ho un momento di debolezza. Provo quasi una tenerezza per quest’uomo sul viale del tramonto. Certo, è pericoloso, come un ubriaco. Dopo la brutta sbornia (di quelle cattive, non scelte: come se gli avessero fatto trangugiare qualcosa che gli ha fatto un gran male…) causata dalla sentenza della Corte sul famigerato Lodo architettato dai suoi legulei, e la sentenza che obbliga la sua Fininvest a sganciare 750 milioni di euro, per l’affaire Mondadori, ha vaneggiato per giorni. E come gli ubriachi in stato di decomposizione mentale, o semplicemente come i matti che si aggirano asserendo di esser Napoleone questo, Garibaldi quello, o Gesù Cristo in persona, così il Cavaliere dimezzato, ha sparato le sue farneticazioni. Non solo è il migliore presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni (poteva dire dell’Italia unita, no?), ma anche il più perseguitato della nostra storia nazionale. Anzi, ripensandoci: il più perseguitato nel mondo, di tutti i tempi. E, intanto, il livore produceva in modo quasi naturale, battute pesanti, grevi insinuazioni, autentiche bestemmie costituzionali. Ma anche belle gaffes, come quella che ci ha rivelato quanto gli costa pagare giudici (voleva dire avvocati, ma il lapsus è assai rivelatore: ah, vecchio, caro Freud!). E, mentre continuava a dichiararsi indispensabile alla nazione, e dunque proprio per questo perseguitato da toghe rosse, giornali comunisti, marea giustizialista, accadeva un altro piccolo evento: il Premio Nobel per la pace a Barak Obama. Ma come? Non c’era forse un Comitato che chiedeva il Premio, sì, proprio quello, per Silvio? (“Meno male che Silvio c’è”, ha provato a spiritoseggiare davanti agli attoniti telecronisti il nostro, riprendendo il ritornello di una delle tante canzoncine fabbricate per osannarlo; ma su You Tube potete trovarne delle migliori, a cominciare da quella ad hoc per il Nobel…a questo punto, ahimè!, mancato). E come hanno osato assegnarlo a Barak invece che a Silvio? A un “abbronzato”, poi!? Che ha pure trent’anni meno di lui! Incredibile. Chissà che travasi di bile, povero Cav. Che cumulo di amarezza, per questa incomprensione da parte di qualcuno nel mondo. E quante escort gli saranno occorse per superare questo momento difficile. Sì, mi sento solidale al pover’uomo. Che, addirittura, ora viene soccorso dalla figliola Marina. Che ripete, come una scimmietta ammaestrata, le parole paterne: complotto, comunisti, sentenze pilotate, persecuzione giudiziaria, stampa in mano alla sinistra, lui è legittimato dal popolo. Si è persino spinta – udite, udite! – a dichiarare che quando sente Antonio Di Pietro parlare, lei “si vergogna di essere italiana”. Fa bene. Se gli italiani fossero tutti come Silvio e Marina (talis pater, talis filia), sarebbero molti altri, dalle Alpi al Lilibeo, a vergognarsi di condividere la cittadinanza con loro. A cominciare da chi scrive.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Angelo d'Orsi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(12 ottobre 2009)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;da Micromegaonline&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-30705793250114694?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/30705793250114694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=30705793250114694&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/30705793250114694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/30705793250114694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/complotto-comunisti-sentenze-pilotate.html' title='Complotto, comunisti, sentenze pilotate, persecuzione giudiziaria, stampa in mano alla sinistra, lui è legittimato dal popolo...........'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-2159620698120159174</id><published>2009-10-15T15:17:00.003+02:00</published><updated>2009-10-15T15:23:50.136+02:00</updated><title type='text'>Il nuovo accordo separato completa l'operazione reazionaria avviata da imprenditori, governo, Cisl e Uil con la controriforma del sistema contrattuale</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Lavoro%20e%20economia/operaivoltanosc.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 294px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://www.esserecomunisti.it/dati/ContentManager/images/Lavoro%20e%20economia/operaivoltanosc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000099;"&gt;I contratti separati sfidano la Cgil&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nuova, profonda ferita alla democrazia italiana si sta aprendo in queste ore, con la ormai certa firma dell'accordo separato che cancella il contratto nazionale dei metalmeccanici. Fim-Cisl e Uilm, in rappresentanza di una minoranza di tute blu, si apprestano a varare con Federmeccanica un testo contestato dalla Fiom e pretendono di imporlo alla totalità dei lavoratori. Senza neanche aver chiesto loro un'opinione sulla decisione unilaterale di cancellare il vecchio, condiviso contratto che avrebbe dovuto restare valido per altri due anni. Senza neanche sottoporre a referendum il nuovo testo partorito dall'accordo separato. Un modo per dire: i padroni del lavoro e della vita dei meccanici siamo noi, Fim e Uilm. È la dittatura della minoranza, la cancellazione di ogni regola su cui si fondava la zoppicante rappresentanza democratica dei lavoratori.Sono passati quarant'anni dall'autunno caldo e dalla firma - pochi giorni dopo la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 - del più bel contratto dei metalmeccanici, frutto di una stagione di lotte che costruirono, con il contratto, l'unità sindacale, lasciandosi alle spalle gli anni bui segnati dall'egemonia padronale sui sindacati divisi e deboli. Nacquero i consigli di fabbrica con i delegati eletti dai lavoratori nei gruppi omogenei e non più nominati dalle sigle sindacali. Nacque la Flm, durò poco più di un decennio, spazzata via insieme ai consigli da una nuova stagione di restaurazione. Oggi le Rsu assomigliano più ai membri di commissione interna degli anni Cinquanta che ai delegati degli anni Settanta. Ma con il nuovo accordo separato, che completa l'operazione avviata da imprenditori, governo, Cisl e Uil con la controriforma del sistema contrattuale, si chiude anche questa stagione di democrazia zoppicante.Odio ideologico? Irrefrenabile desiderio di normalizzare ciò che nel mondo del lavoro non obbedisce ai richiami alla complicità? Cecità? Forse tutte queste cose. Non siamo nel '62, quando la reazione a un accordo separato firmato alla Fiat dalla Uil portò all'assedio della sede torinese di quel sindacato e ai durissimi scontri di piazza Statuto. Siamo nel 2009, certo, e alla Uil si è aggiunta la Cisl. Ma chi si appresta a infliggere il nuovo vulnus alla democrazia deve mettere in conto una reazione forte, magari non politicamente corretta. O è proprio lo scontro che si cerca, dopo averci sfiniti con i richiami alla moderazione, alla collaborazione, alla fine del conflitto? E chi avrà il coraggio di accusare di irresponsabilità quelle centinaia di migliaia di lavoratori, e non solo la Fiom, che rifiuteranno di beccarsi in silenzio l'ultimo schiaffone e di rispettare regole imposte per decreto? A meno che la notte non abbia portato buoni consigli: agli imprenditori che paventano una stagione di conflitto permanente, a Cisl e Uil finalmente convertite alla democrazia sulla via di Damasco. Ci piace sognare, non sarebbe il primo sogno infranto contro il muro della realtà.In questo clima avvelenato, con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che accusa di delinquenza comune la Fiom, rimediando così l'ovvia querela del segretario dei metalmeccanici Cgil Gianni Rinaldini, la confederazione di Epifani deve scegliere: prendere atto che la vecchia unità sindacale è stata uccisa dalla controriforma del sistema contrattuale e dal prossimo accordo separato imposto alle tute blu, e che ci vorrà tempo per ricostruire rapporti e unità, magari imposto dal basso come avvenne nel '69; oppure anteporre, nella logica della «riduzione del danno», il primato di un'astratta quanto improbabile unità con Cisl e Uil ai contenuti, alla democrazia sindacale, al rapporto con i lavoratori, pensando che qualche marcia per il lavoro in Lombardia con chi (la Cisl) si batte per restaurare le gabbie salariali spazzate via nell'autunnno caldo, possa far risbocciare l'amore. Alla vigilia del congresso, una scelta è inevitabile.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Loris Campetti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;su il manifesto del 15/10/2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-2159620698120159174?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/2159620698120159174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=2159620698120159174&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2159620698120159174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/2159620698120159174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/il-nuovo-accordo-separato-completa.html' title='Il nuovo accordo separato completa l&apos;operazione reazionaria avviata da imprenditori, governo, Cisl e Uil con la controriforma del sistema contrattuale'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-5293090567069114661</id><published>2009-10-11T12:49:00.005+02:00</published><updated>2009-10-11T19:33:24.205+02:00</updated><title type='text'>Sono gli stessi giornali che piangono lacrime di coccodrillo contro l'informazione negata da questo governo</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRP00020220091010.JPEG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 512px; DISPLAY: block; HEIGHT: 223px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.liberazione.it/GONJPG/200910/ALTE/giIPRP00020220091010.JPEG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000066;"&gt;Quei cortei operai oscurati dalla "libera stampa"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Neppure la più scrupolosa ricerca vi consentirà di scovare, nei giornali di ieri, (ivi compresi quelli di area riformista) la più labile traccia dello sciopero generale dei metalmeccanici. Dell'evento si sono occupati solo Liberazione e qualche altro foglio della sinistra-sinistra. La rimozione totale compiuta da testate come La Repubblica e l'Unità della mobilitazione intrapresa, in condizioni di straordinaria difficoltà, dalla più grande categoria di lavoratori dell'industria è lì a dimostrare due cose, entrambe inquietanti. La prima è che la rivendicazione di un'informazione libera e indipendente, risuonata con forza sabato scorso in una piazza del Popolo gremita soffre di clamorose amnesie da cui è afflitta una parte cospicua di coloro che quella mobilitazione hanno sostenuto e persino promosso. La seconda è che il Pd vive la scesa in campo delle tute blu per lo meno con imbarazzo, considerandosi esso - nel suo insieme e nelle parti - assai più vicino alle tesi e alla pratica collaborazionista della Cisl e della Uil, vale a dire ad un sindacalismo che ha bandito dai propri "fondamentali" i concetti di democrazia e di autonomia. Queste elementari constatazioni spiegano molte cose del contorto mondo della politica italiana. In queste ore ci sentiamo sollevati e persino euforici per la sentenza con la quale la Consulta, cancellando il lodo Alfano, ha salvato la Costituzione e la democrazia da una vulnerazione grave e forse irreversibile. Sentiamo indebolita la protervia di cui Berlusconi fa quotidiano sfoggio. Sicchè l'arrogante sbocco di superbia da lui esibito dopo lo smacco incassato pare più la spia di un sentimento di paura che non di sicurezza. Eppure, proprio in questo momento di massima debolezza personale del caudillo di Arcore, emerge, sconfortante, lo stato di paralisi delle forze che dovrebbero innescare un processo di cambiamento. Tutto ciò che avviene si svolge nei santuari e nelle foresterie del potere. Tutti a dire che il governo non deve cadere. Da non crederci! Tutti: dal Pdl al Pd. Sì, anche il Pd, terrorizzato dal rischio di una contesa elettorale da cui teme di uscire con le ossa rotte. Non conta che il Paese sia allo stremo, non contano i tre milioni di persone in stato di povertà assoluta, i disoccupati a reddito zero e senza prospettive, non bastano la latitanza di una qualsiasi strategia di contrasto alla crisi, una legge finanziaria evanescente e atti di politica fiscale banditeschi.&lt;br /&gt;Prevalgono il misero calcolo di bottega, il riflesso conservativo dettato dalla consapevolezza del proprio stato confusionale, dell'inconsistenza di una proposta davvero alternativa, capace di parlare alle classi subalterne e suscitare il coinvolgimento delle energie vitali del Paese. Prevale il puro controcanto polemico, la giaculatoria mediatica, dove tutto si risolve nel sembrare, piuttosto che essere, opposizione. Interclassismo ideologico e bipolarismo politico formano la camicia di forza nella quale si avvita senza prospettive la crisi culturale e politica del mai nato partito democratico. In questa grottesca situazione - dove tutto ciò che si muove, si compone e si scompone, è avulso dalla dinamica sociale - potrebbe essere proprio Berlusconi a coltivare l'idea salvifica delle elezioni anticipate, dell'appello diretto al popolo, dal quale egli ritiene di avere ricevuto un mandato assoluto. Il suo istinto gli dice una cosa vera, al di là del delirio onnipotente che ne descrive la patologia, e cioè che qualcosa di molto profondo si è innestato nella società italiana, nella nervatura della società civile, nel senso comune. Egli ne è l'espressione più corrotta e manigolda, ma attinge ad un brodo di coltura, di disinformazione, di assuefazione che è stato preparato, coltivato, nutrito con meticolosa, scientifica perseveranza, complice una sinistra condannatasi all'eutanasia. E' quello che con una scorciatoia letteraria chiamiamo "berlusconismo", osso da rosicchiare ben più duro del fondatore di Forza Italia perché destinato a sopravvivergli, deriva culturale profonda da indagare e contrastare con minore approssimazione di quanto colpevolmente non si faccia. Di questo torbido patrimonio di consenso Berlusconi potrebbe servirsi, trasformando le elezioni in un plebiscito, dal quale egli sente di poter uscire persino irrobustito, forte di un potere personale mai visto se non nel ventennio fascista. E allora? Allora la cosa peggiore è l'immobilismo, l'indifferente abulia di forze talmente poco alternative che ristagnano nel brodo di un liberismo (temperato?), incapaci di guardare persino a quel pezzo del mondo del lavoro ancora capace di iniziativa, di antagonismo sociale, di reattività politica e morale. E qui torniamo ai grandi cortei operai di oggi, trattati - lo ripetiamo - col malcelato disinteresse che si riserva ai fatti più marginali. Temiamo che la stessa sorte toccherà ai migranti, i quali il 17 ottobre manifesteranno per chiedere che l'art. 3 della Costituzione - quello in base al quale il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo - valga anche per loro. Ecco, finché l'opposizione non comprenderà che queste sono le risorse su cui far leva, Berlusconi e gli scalpitanti pretendenti al suo trono potranno dormire sonni tranquilli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dino Greco&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Direttore di &lt;strong&gt;Liber&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;a&lt;/span&gt;zione&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;10/10/2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-5293090567069114661?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/5293090567069114661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=5293090567069114661&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5293090567069114661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/5293090567069114661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/sono-gli-stessi-che-piangono-lacrime-di.html' title='Sono gli stessi giornali che piangono lacrime di coccodrillo contro l&apos;informazione negata da questo governo'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-9146234726165418195</id><published>2009-10-11T12:44:00.002+02:00</published><updated>2009-10-11T12:49:26.084+02:00</updated><title type='text'>Il Nobel della Pace a Obama?</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/vignettadelgiorno/vignetta_20091010.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 310px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/vignettadelgiorno/vignetta_20091010.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#000066;"&gt;Un premio di consolazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Atilio Borón &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un’insolita decisione, il Comitato Nobel di Norvegia ha messo fine alla ricerca durata sette mesi tra i 250 pretendenti al Premio Nobel della Pace, conferendolo a Barack Obama. La decisione del Comitato norvegese ha provocato le più diverse reazioni a livello internazionale: dallo stupore ad una risata fragorosa. Le dichiarazioni del presidente di questo organismo, Thorbjorn Jagland, è stupefacente: “E’ importante per il Comitato dare un riconoscimento alle persone che lottano e idealiste, ma non possiamo fare questo tutti gli anni. Talvolta dobbiamo addentrarci nel regno della realpolitik. In fin dei conti è sempre un misto di idealismo e realpolitik ciò che può cambiare il mondo”. Il problema con Obama sta nel fatto che il suo idealismo si pone sul piano della retorica, dal momento che nel mondo della realpolitik le sue iniziative non potrebbero essere più in contrasto con la ricerca della pace.&lt;br /&gt;Secondo Robert Higgs, specialista in bilanci militari dell’Indipendent Institute di Oakland, California, il modo con cui Washington elabora il bilancio della difesa nasconde sistematicamente il suo reale ammontare. Nell’analizzare le cifre sottoposte al Congresso da George W. Bush per l’anno fiscale 2007-2008, Higgs conclude che esse rappresentano poco più della metà della cifra che sarebbe stata effettivamente stanziata, e che arriverebbe addirittura a superare la barriera, impensabile fino allora, di un bilione di dollari. Vale a dire di un milione di milioni di dollari. E ciò avviene perché, secondo Higgs, alla somma inizialmente assegnata al Pentagono occorre aggiungere le spese relative alla difesa fatte fuori dal Pentagono, i fondi straordinari richiesti dalle guerre di Iraq e Afghanistan, gli interessi accumulati attraverso l’indebitamento in cui incorre la Casa Bianca nell’affrontare tali spese e quelle che hanno origine dall’assistenza medica e psicologica dei 33.000 uomini e donne che sono stati feriti nel corso delle guerre degli Stati Uniti e che richiedono un grosso stanziamento all’Amministrazione Nazionale dei Veterani. Obama non ha fatto assolutamente nulla per contenere questa infernale macchina di morte e distruzione, e quando per bocca della sua Segretaria di Stato denuncia le “spese sproporzionate in armamenti”, invece di riferirsi alla trave nei suoi occhi, oggetto delle sue critiche è la pagliuzza Venezuela bolivariana!&lt;br /&gt;Obama ha aumentato i bilancio per la guerra in Afghanistan nello stesso momento in cui prevede di aumentare il numero dei soldati dispiegati in quel paese; le sue truppe continuano ad occupare l’Iraq; non ci sono segnali di revisione della decisione di George Bush Jr. di attivare la Quarta Flotta; fa passi avanti un trattato ancora segreto per dislocare sette basi nordamericane in Colombia, e si parla di altre cinque che verrebbero ad aggiungersi, e in questo modo Obama partecipa alla preparazione (o si rende complice) di una nuova scalata bellicista contro l’America Latina; mantiene il suo ambasciatore a Tegucigalpa, quando praticamente tutti gli altri se ne sono andati, e in tal modo spalleggia i golpisti honduregni; conserva il blocco contro Cuba e non manifesta alcun turbamento di fronte all’ingiusta reclusione dei cinque lottatori antiterroristi incarcerati negli Stati Uniti. E’ chiaro, il Comitato norvegese periodicamente assume decisioni deliranti – non si sa se causate dalla sua ignoranza degli avvenimenti mondiali, da pressioni opportunistiche oppure dalle delizie dell’acquavite norvegese, il che si traduce in iniziative così assurde come quest’ultima. Ma, se a suo tempo è stato concesso il Premio Nobel della Pace a Henry Kissinger, correttamente definito da Gore Vidal come il maggiore criminale di guerra che se ne vada tranquillamente per il mondo, perché avrebbero dovuto negarlo a Obama, soprattutto dopo lo sgarbo subito ad opera di Lula a Copenhagen? La realpolitik esigeva che si riparasse immediatamente a questo errore. Perché, dopotutto, come ha dichiarato lo stesso Presidente degli Stati Uniti nell’apprendere del suo premio, ciò rappresenta “la riaffermazione della leadership nordamericana in nome delle aspirazioni dei popoli di tutte le nazioni”. Così, in un improvviso attacco di “realismo”, i compari del Comitato hanno aggiunto il loro granello di sabbia al rafforzamento della declinante egemonia statunitense nel sistema internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.rebelion.org/"&gt;www.rebelion.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Traduzione di Mauro Gemma per &lt;a href="http://www.lernesto.it/"&gt;http://www.lernesto.it/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Atilio Borón è Titolare di Teoria Politica e Sociale alla Facoltà di Scienze Sociali di Buenos Aires, Argentina. Insignito nel 2009 all’Avana del Premio Internazionale José Martí, collabora a numerose testate di vari paesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-9146234726165418195?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/9146234726165418195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=9146234726165418195&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9146234726165418195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/9146234726165418195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/il-nobel-della-pace-obama.html' title='Il Nobel della Pace a Obama?'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37361082.post-1540786950262659965</id><published>2009-10-10T13:21:00.003+02:00</published><updated>2009-10-10T13:29:01.561+02:00</updated><title type='text'>“Il mistero di Sindona”, di Nick Tosches, prefazione Gianni Barbacetto, Alet Editore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/StBv8dGQo0I/AAAAAAAABaM/kAXP1oMYY_o/s1600-h/berlusconi_quirinale.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 120px; FLOAT: left; HEIGHT: 124px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390931838356202306" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/StBv8dGQo0I/AAAAAAAABaM/kAXP1oMYY_o/s400/berlusconi_quirinale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Sindona, Gelli, Luigi Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Il mistero Sindona” riappare in versione “non censurata”. Negli anni di Craxi un editore di fede socialista aveva sfumato nomi e intrighi per non urtare il primo ministro che aveva regalato la diretta Tv a Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;La classe dirigente di una Milano ancora “capitale morale” d’Italia è distratta e già poco incline a interrogarsi sull’odore dei soldi che scorrono silenziosamente sotto i suoi occhi. La business community è efficiente ma sbadata. Sospettosa, invidiosa e maldicente nei confronti dei nuovi arrivati, degli outsider diversi dagli uomini con le radici saldamente piantate nel potere dell’industria e della finanza del Nord. Si chiamassero Michele Sindona o, più tardi, Salvatore Ligresti, oppure Silvio Berlusconi, i nuovi arrivati sono dapprima trattati con sufficienza. Ma basta poco a farli accettare: il potere, i soldi e gli intrecci con la politica vincono ogni resistenza. Così gli outsider conquistano Milano, sempre pronta a dimenticare – in nome del potere e dei dané – non solo lo stile, ma anche la decenza.&lt;br /&gt;C’erano il Sessantotto, i fermenti sociali, le bombe nere, poi il terrorismo rosso. Chi ha occhi per la silenziosa penetrazione dei soldi sporchi nella finanza italiana? Chi ha voglia di vedere l’illegalità che si mangia la politica? Così nessuno ha niente da ridire neppure del curioso successo della sindoniana Interfinanziaria S.p.a., sede a Milano, ma – lo racconterà poi una relazione di minoranza della Commissione parlamentare antimafia – venti sportelli nella depressa provincia di Agrigento che riescono a far affluire ben quattro miliardi e mezzo di lire nelle casse della società. Come? Promettendo un tasso d’interesse più che doppio di quello praticato dalle altre banche e scatenando una caccia ai depositi realizzata da promotori finanziari d’ec&amp;shy;ce&amp;shy;zione: i parenti dei mafiosi locali, assunti come ricercatori di clienti.&lt;br /&gt;Senza conseguenze perfino il segnale lanciato dall’ambasciatore Roberto Gaja, che nel 1975 rifiuta di partecipare a New York a una manifestazione di italoamericani in onore di Sindona, spiegandone le ragioni in un rapporto di fuoco inviato al Ministero degli esteri a Roma. Resta inascoltato, come ricorda la sentenza di Palermo nel processo per mafia al più tenace dei suoi sostenitori politici, Giulio Andreotti, dove è scritto che “il collegamento di Sindona con la mafia italoamericana era ben presente anche all’ambasciatore italiano negli Stati Uniti”.&lt;br /&gt;Senza risultato, nei primi anni Settanta, anche il durissimo rapporto della Banca d’Italia che conclude un’ispezione agli istituti di Sindona: “Irregolare, alterata o omessa registrazione di fatti di gestione; tenuta di una seconda contabilità economica riservata; riserva obbligatoria inferiore al dovuto” e “altre numerose irregolarità nel settore valutario”. Gli ispettori propongono già allora il commissariamento della Banca Unione e la liquidazione coatta della Banca Privata Finanziaria. Invece interviene la politica: Giulio Andreotti, in quel momento presidente del Consiglio, induce il governatore di Bankitalia Guido Carli a non intervenire; e resta ferma anche la magistratura (andreottiana) del Palazzaccio romano.&lt;br /&gt;Sindona può continuare i suoi giochi di prestigio. Il preferito consiste nell’utilizzare i soldi dei clienti per finanziare le società del gruppo, per fare acquisizioni (come nel caso della Franklin Bank), o per altre operazioni illegali: i capitali sono parcheggiati in “depositi fiduciari” presso banche estere compiacenti e poi riversati in società estere controllate da Sindona.&lt;br /&gt;In nome dell’anticomunismo tutto è possibile. Anche l’al&amp;shy;leanza con Cosa nostra: proprio in questo libro Sindona dice a Nick Tosches che gli Alleati, al momento dello sbarco in Sicilia, si servirono di Lucky Luciano e della mafia “per procurarsi l’aiuto necessario a sconfiggere il nemico comune”. “Il fine giustificava i mezzi”, commenta Sindona, pur esibendo un filo di distacco. Il distacco cade quando si tratta dei propri fini e dei propri mezzi. Nell’estate più calda della crisi sindoniana, il 2 agosto del 1979, il bancarottiere scompare da New York. Si fa vivo un fumettistico “Gruppo proletario di eversione per una giustizia migliore”. Comunica di avere rapito Sindona. In realtà il bancarottiere compie, fino al 16 ottobre, un rocambolesco giro da New York all’Europa, con tappa ad Atene e approdo in Sicilia. A gestire questo strano viaggio è una composita fauna di personaggi: alcuni appartengono al mondo della massoneria, altri al mondo della mafia, altri ancora a entrambi. Sindona è nelle mani di Joseph Miceli Crimi, esperto di riti esoterici e chirurgie plastiche, di John Gambino, boss di Cosa nostra americana, e di Vincenzo e Rosario Spatola, boss di Cosa nostra siciliana.&lt;br /&gt;Sul “rapimento” di Sindona indagano due magistrati milanesi, Giuliano Turone e Gherardo Colombo, due segugi che contemporaneamente svolgono l’inchiesta sull’assassinio di Giorgio Ambrosoli. Scopriranno che, dietro le quinte del finto sequestro, si muove la strana compagnia massonico-mafiosa e che, dietro il killer arrivato dall’America, c’è Sindona come mandante. Ma, a sorpresa, indagando sugli amici e sostenitori del bancarottiere, faranno una scoperta inaspettata: durante una perquisizione nell’azienda di Licio Gelli, la Giole di Castiglion Fibocchi, il 17 marzo 1981 trovano gli elenchi degli iscritti alla loggia P2. Così appare finalmente chiaro il livello dei rapporti e delle connessioni che sostengono Sindona e il grado d’inquinamento delle istituzioni. Un terremoto istituzionale, una ferita ancora non del tutto rimarginata.&lt;br /&gt;Molti anni dopo l’ultimo, misterioso viaggio in Sicilia di Sindona, un uomo di Cosa nostra, Marino Mannoia, racconterà che il bancarottiere aveva trascorso una parte del suo “rapimento” siciliano in una villa messa a disposizione dagli Spatola. E riferirà le confidenze che aveva ricevuto dal capo dei capi, Stefano Bontate: «Come Gelli faceva investimenti per conto di Calò, Riina, Madonia e altri dello schieramento corleonese, Sindona faceva investimenti finanziari per conto di Bontate e Inzerillo». Un altro “uomo d’onore”, Gaspare Mutolo, aggiungerà: «A Sindona erano state affidate ingenti somme di denaro da parte dei principali esponenti di Cosa nostra». Ed elenca: Pippo Calò, Stefano Bontate, Salvatore Inzerillo, Totò Riina. Dunque Sindona era diventato consulente prezioso anche della mafia palermitana di Bontate e dei suoi alleati negli Stati Uniti, che insieme avevano fatto fare a Cosa nostra il grande salto imprenditoriale ed erano diventati monopolisti del traffico dell’eroina raffinata in Sicilia e venduta in America, nel più grande mercato del mondo.&lt;br /&gt;Eppure, alla domanda diretta di Nick Tosches su quali fossero le banche usate dalla mafia, Sindona si assolve, tirando invece un colpo mancino a un giovane compagno di loggia. Risponde: «In Sicilia, il Banco di Sicilia, a volte. A Milano, la piccola Banca Rasini in piazza Mercanti». Sindona non può sapere ciò che succederà nei decenni seguenti: il figlio del direttore generale della Rasini, come lui iscritto alla P2, dopo aver fatto i suoi primi affari con i soldi della Rasini, farà una grande carriera imprenditoriale e poi politica. Ma questa è un’altra storia.&lt;br /&gt;(ndr\1970: Luigi Berlusconi, procuratore della Banca Rasini perfeziona l’acquisto di una quota di una banca di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Bank Nassau che ha per consiglieri di amministrazione Gelli, Sindona, Roberto Calvi e monsignor Marcinkus, direttore dello Ior, banca vaticana).&lt;br /&gt;Sindona è un caso perfetto dell’uomo di potere italiano, nutrito dell’ideologia, opportunamente semplificata, del Principe. Machiavelli assume come suo modello il duca Cesare Borgia, che aveva fatto dell’omicidio, della strage e dell’inganno la via per raggiungere il potere. In altre culture tutto ciò appare insostenibile, tanto che – come ricorda Roberto Scarpinato nel suo Il ritorno del Principe (scritto con Saverio Lodato) – Adam Smith “rimase agghiacciato dall’ammirazione tributata da Machiavelli a Borgia per il massacro dei suoi rivali a tradimento”. In culture diverse da quella italiana, “vincere slealmente e contro le regole è considerato oggi, a differenza che in Italia, disonorevole, e quindi meritevole di disprezzo sociale. Anche in quei Paesi sono esistiti ed esistono personaggi come i Borgia. Il punto è che costoro sono stati superati dall’evoluzione storica e civile, sicché oggi non godono di alcun consenso e sono costretti a operare nell’ombra.&lt;br /&gt;“La differenza dell’Italia rispetto agli Stati Uniti e altri Paesi europei, quali l’Inghilterra, la Francia, la Germania, sembra essere l’irredimibilità di significative componenti delle sue classi dirigenti, incapaci – a differenza delle classi dirigenti di quei paesi – di transitare da una fase di accumulazione violenta e predatoria a una fase nella quale il potere sociale ed economico acquisito in passato si stabilizza e si legalizza dando vita a un ordine che rispecchia valori sociali consolidati”.&lt;br /&gt;Sono passati alcuni decenni dall’avventura tragica raccontata in questo libro. Ma l’Italia, strage dopo strage, omicidio dopo omicidio, crac dopo crac, sembra essere restata il Paese dell’eterno machiavellismo, il Paese di Sindona.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;di Gianni Barbacetto&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;7/10/2009&lt;br /&gt;--------------------&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gianni Barbacetto è tra i fondatori e poi direttore del settimanale Società Civile. Collaboratore del Mondo, Europeo, Diario, Anno Zero di Santoro e Blu Notte di Lucarelli. Fra i suoi libri (con Marco Travaglio e Peter Gomez) “Mani sporche, così destra e sinistra hanno mangiato l’Italia”. “Il guastafeste 2, ecc. Ha curato il “Dossier Dell’Utri”. Bibliografia essenziale Corrado Stajano, Un eroe borghese, Einaudi, Torino 1991 Sindona. Atti d’accusa dei giudici di Milano, Editori Riuniti, Roma 1986 Sergio Flamigni, Trame atlantiche. Storia della Loggia massonica segreta P2, Kaos edizioni, Milano 1996 Saverio Lodato, Roberto Scarpinato, Il ritorno del Principe, Chiarelettere, Milano 2008 Lombard, Soldi Truccati. I segreti del sistema Sindona, Feltrinelli, Milano 1980 Giuseppe De Lutiis, Storia dei servizi segreti in Italia, Editori Riuniti, Roma 1991 Giovanni Pellegrino, Proposta di relazione, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, XII legislatura, Roma 1995 &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37361082-1540786950262659965?l=newslavoroesalute.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/feeds/1540786950262659965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=37361082&amp;postID=1540786950262659965&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1540786950262659965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37361082/posts/default/1540786950262659965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://newslavoroesalute.blogspot.com/2009/10/il-mistero-di-sindona-di-nick-tosches.html' title='“Il mistero di Sindona”, di Nick Tosches, prefazione Gianni Barbacetto, Alet Editore'/><author><name>Franco Cilenti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16804956679102839806</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='07443495103397433712'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9427QG77Dpo/StBv8dGQo0I/AAAAAAAABaM/kAXP1oMYY_o/s72-c/berlusconi_quirinale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>