tag:blogger.com,1999:blog-33139632151402348162009-06-19T06:17:36.239+02:00Siti MedievaliItalia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.orgBlogger36125tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-24223088036689292172009-06-19T06:09:00.003+02:002009-06-19T06:17:36.249+02:00Il Medioevo in Terra di Lavoro<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.medioevoterradilavoro.org/images/logo_sito_con_sfondo_nero_chiaro.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 163px; height: 415px;" src="http://www.medioevoterradilavoro.org/images/logo_sito_con_sfondo_nero_chiaro.jpg" alt="" border="0" /></a><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Il Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro è l'evoluzione del Gruppo di Ricerca sull'insediamento medioevale, la cultura materiale ed artistica dell'area tra le sorgenti del Volturno e Capua.</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Ha sede principale in Raviscanina (CE), piazza Santa Croce, e dispone di un'aula didattica, biblioteca, foresteria con 10 posti letto, cucina, auditorium.</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Si propone lo studio dell'insediamento fortificato, della topografia e toponomastica alto medioevale, della storia ed archeologia dell'antica Terra di Lavoro e delle aree limitrofe. Studia anche in particolare la spiritualità cristiana e monastica, l'iconografia e le stratificate devozioni nelle quali affonda le radici l'identità culturale degli abitanti dell'alta Terra di Lavoro.</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Ha per simbolo il castello e San Michele Arcangelo, che sintetizzano un'epoca ferrea, ma intrisa di spiritualità</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Si propone altresì il censimento e l'edizione di castelli, torri, borghi, abbazie, chiese, cappelle e romitori, al fine di assicurarne la conoscenza, il restauro e la valorizzazione.</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Effettua corsi di avvicinamento e perfezionamento allo studio dei monumenti medioevali, al rilievo e restituzione grafica e fotografica.</span></span><br /><span class="ff2 fc3 fs10"><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Nel sito, di recente pubblicazione e quindi ancora in fase di sviluppo, tutte le attività del Centro, i progetti, le pubblicazioni: <a href="http://www.medioevoterradilavoro.org">www.medioevoterradilavoro.org</a>.</span></span><br /><br /></div><span class="ff2 fc0 fs10"> </span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-2422308803668929217?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-60356610015469214332009-05-20T12:20:00.003+02:002009-05-20T12:35:39.202+02:00Palermo nel Medioevo<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.palermonelmedioevo.com/aggiornamento/Foto%20e%20miniature/DSC_0081.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 323px; height: 228px;" src="http://www.palermonelmedioevo.com/aggiornamento/Foto%20e%20miniature/DSC_0081.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="color: rgb(192, 192, 192);font-family:arial;font-size:100%;" ><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Questo sito parla di tutto ciò che riguarda Palermo i suoi comuni in età medievale; naturalmente il sito sarà costantemente aggiornato.</span><br /><br /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Consultando le sue pagine potrete conoscere la storia in generale di Palermo o di ogni singolo monumento, il tutto correlato da una fantastica fotogallery.</span><br /><br /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Storia, monumenti, shop, download, guest-book, mappe e una sintetica cronologia completano l'offerta di questo portale, davvero ricco e aperto alla collaborazione di tutti gli appassionati di medioevo e di questa splendida provincia siciliana.</span><br /><br /><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Una visita è davvero consigliata: </span><a style="color: rgb(0, 0, 0);" href="http://www.palermonelmedioevo.com/">www.palermonelmedioevo.com</a><span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span><br /></span></div><div style="text-align: justify;"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-6035661001546921433?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-489437907931366672009-03-22T10:27:00.005+01:002009-03-22T10:49:33.296+01:00Il Mercato delle Gaite<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/ScYGWHyK_9I/AAAAAAAAAY0/yVaRvOs_qYE/s1600-h/gaite.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 278px; height: 156px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/ScYGWHyK_9I/AAAAAAAAAY0/yVaRvOs_qYE/s320/gaite.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315943387273822162" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;"><span style="color: rgb(153, 0, 0);">Il portale ufficiale della Rievocazione Storica Medievale in Bevagna</span>.</span><br /><br /></span><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il Mercato delle Gaite trae ispirazione dall'antica divisione di Bevagna in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l'organizzazione amministrativa della città in epoca medievale</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore attinenza storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">A tal scopo, fin dal 1983 un gruppo di studiosi esamina accuratamente lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono tratte le informazioni necessarie alla ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale.</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Per dieci giorni, quindi, alla fine di giugno Bevagna fa un tuffo, in questo remoto passato: le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono i loro battenti e riprendono le attività e le strade si popolano di bevanati che in abiti d'epoca vivono la quotidianità dei loro avi mangiando, lavorando, giocando proprio come loro.</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un interpretazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva nel medioevo. Lo spirito di competizione è alla base della animata manifestazione e si concretizza nella partecipazione a quattro gare: gara del mercato, gara dei mestieri gara gastronomica, gara sportiva di tiro con l'arco. Con un complesso sistema a punti, assegnati da professori esperti nei diversi campi e chiamati a giudicare la attinenza storica, l'ultimo giorno della manifestazione si decreta il vincitore che riceve in dono il palio della vittoria. Il forte spirito di appartenenza alla propria gaita rende le competizioni molto interessanti e stimola un contunuo miglioramento delle proposte delle gaite nei vari settori con evidente vantaggio delle qualità generale della manifestazione</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il Mercato delle Gaite è oggi annoverato tra le più importanti manifestazioni storiche dell'umbria e fa parte della Associazione Regionale Manifestazioni Storiche.</span></span><br /></div><span style="font-size:100%;"><br /></span><div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);font-size:100%;" ><span style="font-family:times new roman;">La Storia</span></span><br /></div><div face="times new roman" class="content"><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Dal longobardo Watha (guardia) deriva la denominazione di guaita o gaita con cui vengono indicati i quattro quartieri nei quali era divisa Bevagna e il territorio circostante.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Tale divisione è attestata anche negli Statuti comunali giunti fino a noi nella redazione del XVI secolo. Sulla base di tale testo prende vita la festa nei suoi momenti più rappresentativi e suggestivi nei quali riprendono corpo le antiche magistrature cittadine, la vita sociale e le attività economiche del paese.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La magistratura cittadina ha come suo vertice il Podestà: egli resta in carica due mesi e viene scelto in città distanti da Bevagna almeno 16 migli. Giunge in città tre giorni prima della nomina ed entra da Porta S.Vincenzo, recando con se due cavalli, un pavese ed una ballistam de osso; è accompagnato da due notai, ad maleficia e ad extraordinaria, da un giudice, da otto armigeri e dai familiares.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Davanti alla chiesa di S. Vincenzo dona un palio di velluto di seta rosso; giunto nella piazza maggiore assiste alla lettura dello Statuto al quale giura fedeltà. Il Podestà amministra la città insieme ai quattro consoli eletti, di cui si hanno notizia a partire dal 1187, i quali restano in carica due mesi. Consigli ristretti sono: La Cernita - formata da otto uomini - e H. Bussolo, i cui componenti sono addetti alla conservazione del bussolo delle votazioni.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Tra gli ufficiali ricordiamo il Camerario, addetto alla tenuta dei libri contabili e il Cancelliere, notaio incaricato della stesura dei verbali dei consigli. Ricordiamo infine che il podestà nomina otto baiuli addetti alla esecuzione dei pignoramenti, citazioni, ambasciate, i quali non possono andare singolarmente ma devono indossare un caputeum del valore di otto soldi e portare le insegne del Comune.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Sempre dagli statuti si ricavano preziose notizie circa l'economia cittadina, le modalità e le tecniche di produzione dei principali prodotti locali, il funzionamento dei forni, dei mulini, l'organizazione di alcune botteghe, le modalità di vendita di determinate merci. Dettagliate indicazioni regolano infine i pesi e le misure adottati nel territorio di Bevagna. Privilegiati punti di vendita sono le trasanne poste nella piazza maggiore, nelle quali si potevano vendere pane, frutta, spezie, sale e pesce, seguendo precise norme igieniche. Il vino era venduto in vasi sigillati dal Camerario; secondo la capacità essi si chiamavano pitictum, mezzeto e foglietta.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La macellazione degli animali avveniva in appositi casalini: gli animali venivano scuoiati fino alla testa e appesi; le pelli potevano essere tenute ad asciugare per la strada solo di martedì, giorno del mercato. Il banco di vendita della macelleria non aveva parametri; la bilancia, regolata e sigillata dal Comune, doveva essere posta un palmo al di sopra del banco così da essere bene in vista. Le carni di scrofa, pecore, becchi, capre, castrati, montoni dovevano essere vendute in luoghi distanti dal macello, quelle di animali morti per cause naturali fuori dalle porte cittadine.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">I mulini del comune si trovavano nei pressi della porta malvicinorum; la loro organizazione interna, il lavoro del conduttore, i compiti dei garzoni erano minuziosamente regolamentati dallo Statuto. Nei mulini erano conservate le misure del coppulo, che doveva essere legato alla catena del mulino, dei mezzenghi di legno, ferrati ed aggiustati secondo le misure del comune e sigillati con lo stemma di Bevagna, e del quartengo. Lo statuto termina con un elenco dettagliato di merci vendute a Bevagna, tra le quali si riconoscono prodotti locali e d'importazione.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La festa, che si articola nell'ultima settimana di Giugno, vive il suo momento più significativo nei giorni del mercato, che dalla piazza principale si sviluppa lungo i due corsi fino a diramarsi all'interno dei quattro quartieri. Pur nel rispetto sostanziale dei dati offerti dalle conoscenze storiche, ogni gaita ha saputo dare al proprio mercato una fisionomia autonoma e, per certi versi, caratterizzante. Così si va da allestimenti apparentemente poveri nei quali si offrono esclusivamente prodotti locali, a soluzioni più articolate, nelle quali si dà spazio anche all'intervento di artigiani esterni. Le strade si popolano di banchi e si animano del rumore delle botteghe nelle quali il visitatore può trovare stoffe, oggetti in cuoio, vimini, cordami, carta, ferro battuto, rame candele lavorate a mano ed ancora formaggio, pesce, pane appena sfornato, focacce.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Come completamente essenziale del mercato è stata concepita la realizzazione di alcuni mestieri medievali, secondo le antiche tecniche di lavorazione e di produzione. Anche nella scelta dei mestieri le gaite si caratterizzano per interpretazioni autonome, ispirate sia ad una rigorosa fedeltà alla realtà economica della Bevagna medievale (forno, tele, lavorazione del ferro), sia ad una lettura più libera, ma altrettanto fedele nella riproduzione delle tecniche e degli strumenti di produzione. Tali botteghe rimangono aperte per l'intera settimana, contribuendo a creare quel clima di fervore che culminerà nei giorni del mercato.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Altri appuntamenti fondamentali scandiscono le giornate della festa a partire dalla cerimonia di apertura del "Mercato delle Gaite", nella quale l'intero paese si ritrova nella piazza in una cornice festosa e originale; la gara di tiro con l'arco, che si svolge sempre in piazza, le taverne dove, in un atmosfera resa fortemente aggregante da accurate coreografie, si ha la possibilità di gustare cibi tratti da antichi ricettari e godere di sapori insoliti e per lo più dimenticati. Si moltiplicano inoltre le iniziative che fanno da corredo a questa festa con l'organizazione di incontri-studio su temi inerenti non solo la cultura e la religiosità medievale, ma anche la musica, la danza e il teatro. Inoltre, la necessità sempre più sentita di non relegare la festa ad una sola settimana, ma di riviverne lo spirito per tutto l'anno, ha fatto sì che varie, iniziative, già realizzate o solamente in cantiere, impegnino le gaite in altri appuntamenti.</span></p><p style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"><span style="font-size:100%;">Le Gaite</span></p><p style="font-weight: bold;"><span style="font-size:100%;">Gaita San Giorgio</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La gaita S.Giorgio si estende tra la piazza maggiore e la Porta S.Vincenzo, a destra della via Flaminia, attuale Corso Matteotti. Molto vasta, ma poco popolosa, era occupata da tre grandi conventi: quello dei domenicani con l'annessa chiesa, fatta costruire dal beato Giacomo Bianconi, il monastero S.Margherita e quello detto "del Monte".</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Notevoli anche le presenze archeologiche, tra le quali indichiamo i resti di una domus romana e di un edificio forse termale. Il nome S.Giorgio deriva da un oratorio donato dal Comune nel 1291 al beato Giacomo, che vi costruì la bella chiesa di S.Domenico.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La gaita vanta al suo interno un gruppo di giovani, i "Novus Ignis", che hanno voluto indirizzare la loro passione per la musica nell'approfondimento di musiche del XIII e XIV secolo. Oltre a questi, la gaita ha da poco dato vita ad un coro, grazie all'aiuto del Monastero di S.Margherita e ad un gruppo di danzatrici medievali.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Tra i vari mestieri realizzati ricordiamo la lavorazione del ferro, la zecca e la liuteria. La lavorazione del ferro necessita di pochi strumenti: l'incudine, il martello e una fucina alimentata da un mantice azionato dal ragazzo di bottega. Insostituibile è invece la mano del fabbro che, con gesti sicuri ed esperti, forgia il ferro incandescente per creare oggetti di pregio o semplici utensili. Il martello che batte sull'incudine ritma la vita della bottega e si avverte lontano nelle strade, diventando perfino strumento musicale nelle molteplici animazioni sceniche oragnizate dalla gaita per allietare il mercato.</span></p> <p><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.gaitasangiorgio.it/">Sito Ufficiale</a><br /></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight: bold;">Gaita San Giovanni</span><br /></span></p><div style="text-align: justify;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Procedendo dalla piazza verso l'antica porta S.Vincenzo, a sinistra della flaminia - decumano della Mevania Romana - si incontra la gaita S.Giovanni, la più vasta e popolosa della città e ricca di insigni monumenti di età romana. La denominazione deriva dall'oratorio di S.Giovanni Battista ceduto nel 1275 ai frati minori di S.Francesco, che vi costruirono l'omonima chiesa.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">L'orientamento della gaita S.Giovanni nei diversi allestimenti è di privilegiare momenti di grande spettacolarità, connotati da una componente tecnica piuttosto sofisticata, come è possibile vedere nelle attività artigianali proposte.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Fase centrale della lavorazione della carta è la riduzione in poltiglia degli stracci, già sminuzzati e messi a macerare nella calce, mediante la "pila idraulica a magli multipli"; tale poltiglia viene quindi colata compatta in fogli che vengono torchiati, asciugati ed infine trattati con un collante di origine animale.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Il prodotto, finito e selezionato, veniva commercializzato in risme presso un utenza qualificata. La complessità del ciclo di lavorazione ha richiesto grande impegno nella ricostruzione dei macchinari di lavoro.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Altrettanto impegnativa è stata la riproduzione della lavorazione del vetro. La materia prima, sabbia bianca fine, o ciottoli di fiume, viene combinata con un fondente derivato dalla combustione di arbusti marini; la pasta vetrosa, così ottenuta, viene fusa in appositi crogioli. La lavorazione prosegue con il raffreddamento della materia fusa, che viene prelevata con l'estremità di una canna bucata e roteata in aria, affinchè la pasta vi si attacchi intorno, a questo punto, soffiando nella canna, si modella nella forma desiderata l'oggetto, che viene messo a temperare in un'altra camera del forno fusorio.</span></p> <p><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.gaitasangiovanni.it/">Sito Ufficiale</a><br /></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight: bold;">Gaita San Pietro</span><br /></span></p><div style="text-align: justify;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">La gaita S.Pietro si trova, procedendo dalla piazza maggiore verso la Porta S. Agostino, a destra della via Flaminia, attuale corso Amendola. Si tratta del quartiere meno esteso della città, tanto che nel XVI secolo, per ovviare alle difficoltà che si incontravano nel reperire il numero di rappresentanti da inviare al Consiglio Generale, si decise di estenderla fino alla Porta Guelfa, ingoblando un settore della S.Giovanni.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Deriva il proprio nome dalla chiesa di S.Pietro di cui non si ha più traccia, ma che sorgeva nei pressi del convento di S.Agostino. Interessanti sono le chiese di S.Agostino, fondata nel 1316 con l'annesso convento, e quella di S.Filippo, fatta costruire nel 1720 dalla Congregazione dei Filippini. Le indicazioni che vengono dalla toponomastica hanno aiutato ad individuare nel fornaio il mestiere principale del quartiere: la zona detta "delle fornare" conserva infatti, oltre che al nome, anche nella sua successione di porte ad arco, il ricordo degli antichi forni che vi si affacciavano. La gaita è partita da questo dato per realizzare il primo dei propri mestieri, che ha permesso ai bevanati di ritrovare quelle fragranze e quelle atmosfere che, in realtà, erano vive fino a pochi decenni fa.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Sulla piazza principale della gaita si affaccia anche la bottega dello speziale, che ripropone un bell'interno medievale, corredata dai laboratori della distilleria e dell'erboristeria.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Interessante anche il laboratorio per la lavorazione della cera, dove vengono prodotte candele realizzate secondo le norme dettate dagli statuti comunali: si parte dalla preparazione dello stoppino di canapa, per arrivare alla realizzazione della candela. Questa è ottenuta attraverso successive colate di cera fusa, candele per uso religioso oppure per successive immersioni nel sego candele per l'uso quotidiano. Le candele così ottenute venivano arrotondate e lisciate tramite immersione in acqua tiepida e successiva pressione tra due tavolette di legno.</span></p> <p><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.gaitasanpietro.com/">Sito Ufficiale</a><br /></span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight: bold;">Gaita Santa Maria</span><br /></span></p><div style="text-align: justify;"></div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Davanti alla gaita S.Pietro si apre la S.Maria, uno dei quartieri più popolosi della città. Essa prende il nome della chiesa di S.Maria filiorum comitis, fatta costruire dal conte Rainaldo d'Antignano e nota fin dal 1198. La gaita è caratterizata da un'edilizia curata e abbastanza ben conservata, con case del '300 e del '400 e belle case private. Priva di monumenti di particolare importanza, conserva l'impianto della cinta romana in blocchetti di travertino del I sec. A.C. Bello anche il torrione quattrocentesco di Pt. Molini, così denominato dai mulini a grano e a olio esistenti fin dal medioevo, attivati dalle acque del Clitunno.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nelle scelte relative all'organizazione della festa, la gaita S.Maria ha preferito attenersi con fedeltà rigorosa ai dati storici ed economici locali: così nella realizzazione dei mestieri è partita dalla lavorazione della canapa per giungere alla produzione di tele e dei resistenti cordami. La coltivazione della canapa, diffusa in tutta la pianura, costituiva infatti una delle voci più importanti dell'economia locale; essa veniva venduta nel cosiddetto forum canape, posto a porta intule supra, usque ad portam Sanctii Vincentii.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Pregiate erano le tele che qui si producevano per essere poi imbiancate nelle acque dell'Attone. Gli steli di canapa vengono messi a macerare così da permettere la separazione delle fibre dalla parte legnose, segue la battitura e, infine, la pettinatura delle fibre, che sono così pronte per essere lavorate da esperte filatrici. Da grandi telai escono quindi le tele pregiate che, in un ambiente estremamente suggestivo, vengono tinte da giovani donne. A completamento del mestiere è stata poi realizzata la lavorazione della lana, anch'essa seguita in tutte le sue fasi, dalla tosatura e scardazzatura fino alla filatura.</span></p> <span style="font-size:100%;"><a href="http://www.gaitasantamaria.it/">Sito Ufficiale</a><br /></span> </div><span style="font-size:100%;"><br /><span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" >Visita il </span><a style="font-family: times new roman; font-weight: bold;" href="http://www.ilmercatodellegaite.it/">sito ufficiale del Mercato delle Gaite</a><span style="font-family:times new roman;">.</span></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-48943790793136667?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-13603232387826530082009-02-15T09:14:00.002+01:002009-02-15T09:28:52.534+01:00Società Italiana degli Storici Medievisti<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sismed.net/immagini/bozza1_18.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 218px; height: 40px;" src="http://www.sismed.net/immagini/bozza1_18.jpg" alt="" border="0" /></a><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sismed.net/immagini/bozza1_29.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 218px; height: 40px;" src="http://www.sismed.net/immagini/bozza1_29.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">Online da pochi mesi, il sito della SISMED è stato realizzato per offrire uno strumento di informazione e di condivisione di esperienze non solo per i soci, per i quali è previsto un accesso ad alcune aree riservate, ma anche per tutti coloro che hanno interesse alla promozione dello studio e della conoscenza del medioevo. Il sito è curato da un Comitato di Redazione composto dai seguenti soci: Ivana Ait, Giuliana Albini, Giulia Barone, Enrico Basso, Anna Benvenuti, Alfio Cortonesi, Paolo Delogu, Rolando Dondarini, Isabella Gagliardi, Roberto Greci, Tiziana Lazzari, Pinuccia Simbula, Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi.</span></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">La SISMED – Società Italiana degli Storici Medievisti, è una associazione privata, costituita il 12 maggio 2006, che riunisce studiosi professionali della storia e della civiltà del Medioevo, in gran parte, ma non esclusivamente, docenti e ricercatori universitari. La sua finalità statutaria è la promozione dello studio e della conoscenza del medioevo, sia nelle istituzioni di insegnamento che nella comunicazione sociale. Tale finalità si fonda sulla consapevolezza che nell’età medievale sono state vissute esperienze, politiche, religiose, artistiche, che costituiscono aspetti essenziali dell’eredità culturale italiana ed europea, la cui conoscenza deve essere pertanto salvaguardata e diffusa.</span></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">I soci della SISMED lavorano al recupero ed allo studio del patrimonio storico-documentario conservato negli archivi, nelle biblioteche e nelle collezioni antiquarie, e si impegnano per la salvaguardia e la valorizzazione dell’enorme lascito dell’epoca medievale nel territorio e nel paesaggio italiano. Sostengono lo studio del medioevo nelle istituzioni scolastiche ed universitarie e organizzano conferenze, dibattiti e altre manifestazioni culturali miranti a comunicare anche ad un pubblico non specialistico una immagine corretta e aggiornata dell’età medievale. Grazie alle competenze dei soci la SISMED può offrire un servizio di consulenza professionale per ogni domanda relativa all’età medievale, e può assicurare qualificata assistenza culturale agli enti di promozione turistica e territoriale. La SISMED si affianca ad analoghe associazioni di studiosi del medioevo esistenti in diversi paesi europei ed extraeuropei, con le quali ha rapporti continuativi di informazione e collaborazione.<br /><br />>> <a href="http://www.sismed.net">Vai al sito </a>!<br /></span></span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-1360323238782653008?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-76831580944138283422008-12-24T07:31:00.010+01:002008-12-24T08:23:46.634+01:00La Via Carolingia<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.viacarolingia.it/mappe_percorsi/img/mappa.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 195px;" src="http://www.viacarolingia.it/mappe_percorsi/img/mappa.gif" alt="" border="0" /></a><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Il progetto della <span style="font-weight: bold;">Via Carolingia</span> è nato per rispondere al bisogno di ricercare e trasmettere il senso di appartenenza ad una comunità più grande, quale è l'Europa, seguendo il percorso del viaggio (da Aquisgrana a Roma) e delle tappe che Carlo Magno effettuò nell'autunno dell'800 per recarsi a Roma, dove papa Leone III incoronò il sovrano carolingio Imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800. Recuperare quindi ma anche salvaguardare, valorizzare e gestire i contesti paesaggistici e culturali interessati dal tragitto per la fruizione turistica e culturale del territorio.</span> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><br /></span><span style="font-size:100%;">La <span style="font-weight: bold;">Via Carolingia</span> si pone come un segno tangibile della comunità culturale europea e costituisce un momento importante in grado di sottolineare efficacemente l'impegno per la ricerca delle origini comuni e per la fattiva cooperazione tra i diversi Paesi che anima questa fase di progressiva unità dell'Europa, per la costruzione dell'identità europea.</span><br /><span style="font-size:100%;"><br /></span><span style="font-size:100%;">Il progetto, inoltre, anche con l’ottenimento dell’<a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/riconoscimenti.html" title="Vai alla pagina Riconoscimenti">ufficialità da parte del Consiglio d’Europa</a>, si pone l’obiettivo di promuovere il percorso carolingio come itinerario culturale che, creando un collegamento ideale fra i Comuni Italiani, Svizzeri, Belgi, Francesi e Tedeschi che si trovano lungo il tracciato, ne promuova e ne valorizzi gli aspetti turistici oltre a quelli di rilevante patrimonio culturale e paesaggistico.<br /><br /></span><span style="font-size:100%;">L'età carolingia costituì un importante momento contraddistinto da un grande sforzo politico, sociale, religioso, economico e culturale teso a delimitare in modo nuovo gli equilibri politico-istituzionali che si erano fino ad allora delineati in conseguenza del collasso delle istituzioni tardo-romane.</span><br /><span style="font-size:100%;"><br /></span><span style="font-size:100%;">La capacità dei carolingi fu quella di costruire un progetto complesso e articolato che poggiava i suoi cardini sulle strutture religiose e su quelle statali nuovamente ricostruite per dare uniformità e coerenza di gestione ai frammenti territoriali che Carlo Magno aveva unificato grazie a rapide campagne militari.<br /><br /></span><span style="font-size:100%;">La figura di Carlo Magno, a cui fu conferito nell'anno 800, con il rango imperiale, il titolo di “rex patriae Europae”, viene proposta quindi come guida di questo percorso alla riscoperta delle radici dell'Europa; non a caso proprio colui che cercò di plasmare il suo impero in senso unitario e nella cui volontà si possono cogliere i primordi degli elementi fondanti il nostro moderno concetto di Europa.<br /></span><span style="font-size:100%;"><br />Tra storia e paesaggi nell'Italia dell'800 d.c. alla ricerca delle radici Europee<br /></span><br /><span style="font-size:100%;">Ripercorrere dopo 1200 anni l'itinerario che Carlo Magno utilizzò tra l'VIII e il IX secolo per recarsi a Roma, è un modo di viaggiare non solo in uno spazio geografico, ma anche in un tempo comune. Ritrovare la rete di strade e sentieri calpestati dalla corte regia carolingia è impresa ardua e di difficile realizzazione. Partendo dalle scarse fonti storiche disponibili si possono ipotizzare diverse opzioni confrontando fra loro vari fattori: le vie di comunicazione usate abitualmente in quei tempi, gli insediamenti urbani e la loro importanza all'epoca, gli interessi "politici" dell'Imperatore. Rimangono anche così numerose lacune, integrate con la scelta di valorizzare due aspetti del nostro territorio: i beni considerati minori del nostro immenso patrimonio culturale e le zone poste sotto tutela ambientale per il loro rilevante valore paesaggistico.<br /><br />Questo secondo aspetto si int</span><span style="font-size:100%;">egra alla perfezione con l'esigenza di ritrovare un percorso così lontano nel tempo. Se strade e città sono profondamente cambiate nel corso dei secoli, non è stato così per i paesaggi naturali; certo una palude potrà essere stata bonificata, un bosco avrà ceduto il posto alla cultura agricola, ma l'essenza del paesaggio ambientale è ciò che è necessariamente mutato meno. Trovati questi punti cardinali del percorso, la scelta definitiva sulle strade da percorrere per collegarli fra loro si è posata, dove possibile, sulla viabilità minore per favorire l'utenza ciclistica. Infatti per cogliere appieno l'emozione di un viaggio così particolare, il mezzo più appropriato è la bicicletta, lenta e a volte faticosa, così come era lento il procedere delle cose prima dell'avvento del motore.</span><br /><span style="font-size:100%;"><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.viacarolingia.it/img/logo_viacarolingia.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 151px; height: 151px;" src="http://www.viacarolingia.it/img/logo_viacarolingia.gif" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;">I Comuni aderenti al progetto “<span style="font-weight: bold;">La Via Carolingia</span>”:<br /><br /></span></div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><div style="text-align: justify;"><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Bergamo</strong>: <a href="http://www.comune.bergamo.it/" title="Vai al sito">www.comune.bergamo.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/bergamo.pdf">La scheda di approfondimento del comune (bergamo.pdf 620 Kb)</a><br /></span> </div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune<strong> Fara in Sabina</strong> (RI): <a href="http://www.comune.farainsabina.ri.it/" title="Vai al sito">www.comune.farainsabina.ri.it</a></span><br /></div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/fara_in_sabina.pdf">La scheda di approfondimento del comune (fara_in_sabina.pdf 410 Kb)</a><br /></span> </div><div style="text-align: justify;"><br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Provincia <strong>Mantova</strong>: <a href="http://www.provincia.mantova.it/" title="Vai al sito">www.provincia.mantova.it</a></span><br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" ><strong><br />Comune Mantova</strong>: <a href="http://www.comune.mantova.it/" title="Vai al sito">www.comune.mantova.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/mantova.pdf">La scheda di approfondimento del comune (mantova.pdf 250 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Mentana</strong> (RM): <a href="http://www.comune.mentana.rm.it/" title="Vai al sito">www.comune.mentana.rm.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/mentana.pdf">La scheda di approfondimento del comune (mentana.pdf 70 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Provincia <strong>Modena</strong>: <a href="http://www.provincia.modena.it/" title="Vai al sito">www.provincia.modena.it</a></span><br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Montecorsaro</strong> (MC): <a href="http://www.comune.montecosaro.mc.it/" title="Vai al sito">www.comune.montecosaro.mc.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/montecosaro.pdf">La scheda di approfondimento del comune (montecosaro.pdf 110 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Nocera Umbra </strong>(PG): <a href="http://www.comune.noceraumbra.pg.it/" title="Vai al sito">www.comune.noceraumbra.pg.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/nocera_umbra.pdf">La scheda di approfondimento del comune (nocera_umbra.pdf 124 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Sant’Elpidio a Mare </strong>(AP): <a href="http://www.santelpidioamare.it/" title="Vai al sito">www.santelpidioamare.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/santelpidio.pdf">La scheda di approfondimento del comune (santelpidio.pdf 64 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Spello</strong> (PG): <a href="http://www.comune.spello.pg.it/" title="Vai al sito">www.comune.spello.pg.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/spello.pdf">La scheda di approfondimento del comune (spello.pdf 84 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <br /><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" >Comune <strong>Torgiano</strong> (PG): <a href="http://www.comune.torgiano.pg.it/" title="Vai al sito">www.comune.torgiano.pg.it</a></span><br /> </div><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="icopdf"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.viacarolingia.it/via_carolingia/download/torgiano.pdf">La scheda di approfondimento del comune (torgiano.pdf 60 Kb)</a></span></div><div style="text-align: justify;"> <span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;"><br />Vai al sito: </span><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.viacarolingia.it/">www.viacarolingia.it</a></span><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-7683158094413828342?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-58839755913440302552008-11-09T12:48:00.014+01:002008-11-09T13:22:44.460+01:00Italia Langobardorum<div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SRbT1VJ1RZI/AAAAAAAAAVU/j61rmJax8lE/s1600-h/Santa+Maria+In+Valle+detaglio.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 241px; height: 286px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SRbT1VJ1RZI/AAAAAAAAAVU/j61rmJax8lE/s320/Santa+Maria+In+Valle+detaglio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266629727421285778" border="0" /></a></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >E’ un “Sito seriale”, costituito dall’insieme dei beni artistico-monumentali “unici ed eccezionali” relativi al periodo di massimo fulgore della cultura e dell’arte dei Longobardi, custoditi in 7 luoghi, dal Nord al Centro-Sud d’Italia.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Per il suo straordinario valore, nel 2008 il “Sito seriale” di “Italia Langobardorum” è stato ufficialmente candidato dal Governo italiano per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Si tratta della candidatura più articolata e complessa mai proposta all’UNESCO.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-family:times new roman;font-size:100%;" >Nella sua originalissima costruzione a “rete-di-reti” – determinata dalla adozione di uno specifico Piano di Gestione – il Sito seriale “Italia Langobardorum” da un lato rappresenta una inedita proposta turistico-culturale e, dall’altro lato, assume la veste di strumento complesso di sviluppo non soltanto per i Territori direttamente coinvolti nella candidatura (quelli in cui esiste il Patrimonio artistico-monumentali di assoluta valenza) ma per tutti i luoghi di matrice storica longobarda.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >La candidatura prevede inoltre la costruzione di "Itinerari longobardi" lungo percorsi regionali (i Territori dei Ducati di riferimento dei Luoghi inseriti nella candidatura UNESCO), nazionali (riferiti ad altri centri significativi di matrice longobarda) ed europei (direttrici del “Corridoio geoculturale”).</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Nonostante la divergenza di opinioni sulla datazione di alcuni monumenti o le diverse interpretazioni che si possono ancora registrare su taluni particolari aspetti, è ormai opinione condivisa che i Longobardi, nell’arte, nella cultura scritta e nel diritto, recuperarono, continuarono e rinnovarono l’antichità romana classica e post classica, anticipando quella renovatio tradizionalmente attribuita all’età carolingia. Ben prima della scuola di corte di Carlo Magno, infatti, i Longobardi seppero assimilare le forme dell’antico, caricandolo di nuovi significati e di una forte componente innovativa.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >In particolare, il recupero della cultura architettonica e decorativa romana e bizantina - sostenuta da una forte attività creatrice ispirata dalla conversione al cristianesimo, ma fondata sempre sulla conservazione della propria entità etnica - dette luogo tra la fine del VII e l’VIII sec. ad una fioritura artistica che si sviluppò nel nord, nel centro e nel sud dell’Italia e si diffuse dalle corti urbane ad una larga parte dei territori italiani.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Nelle manifestazioni monumentali di questa tarda età longobarda, le cui eccellenze si presentano con questa candidatura, si può cogliere la complessità del processo avviato dai Longobardi, ed ereditato dall’impero di Carlo Magno, che trasformò la cultura antica, individuando alti momenti di sintesi, ma anche di differenziazione rispetto a quella del mondo mediterraneo, proiettandola verso l’Europa.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >I beni inseriti nella candidatura del Sito “Italia Langobardorum”. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)" rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato tra le numerose testimonianze diffuse nel territorio nazionale e, nel loro insieme, rispecchiano l’universalità della cultura longobarda al suo apice.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Nel portale, che sarà costantemente implementato, troveranno posto anche documenti, itinerari, link, bibliografie, eventi, contributi scientifici.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Visita il sito</span>: <a href="http://www.italialangobardorum.it/">www.italialangobardorum.it</a>.</span></div><div> </div><div style="text-align: justify;"> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-5883975591344030255?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-80580586697141331552008-09-25T08:58:00.007+02:002008-09-25T09:04:45.837+02:00Officina di Studi Medievali<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.officinastudimedievali.it/imgs/header.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.officinastudimedievali.it/imgs/header.png" alt="" border="0" /></a><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" ><strong>L'Officina di Studi Medievali (OSM)</strong> da quasi trent'anni è attiva a Palermo (Italia), con una intensa proiezione nazionale ed internazionale. Fondata nel 1980 da un gruppo di studiosi ed appassionati del Medioevo in larga parte dell'Università di Palermo, l'OSM è una associazione culturale no-profit impegnata su varie direttrici di ricerca nell'ambito della medievistica, con una impostazione programmatica multidisciplinare ed interdisciplinare. Ha sede all'interno del duecentesco complesso monumentale della Basilica di San Francesco d'Assisi, in pieno antico Centro Storico di Palermo, gestito dalla Provincia di Sicilia dei Frati Minori Conventuali (OFMConv.) con i quali, sin dalla sua fondazione, l'OSM ha stabilito una intensa e attiva collaborazione. Prezioso il patrimonio della Biblioteca Francescana diretta dal P. Diego Ciccarelli, che possiede oltre 45.000 volumi con manoscritti, incunaboli e numerosissimi libri antichi di raro pregio e valore e che, pur nella piena e reciproca autonomia, si integra con la <strong>Biblioteca</strong> dell'OSM con comuni progetti fomativi e di diffusione della "cultura del libro". L'OSM è guidata da un <strong>Ufficio di Presidenza</strong> (eletto dall'Assemblea dei Soci): Presidente è Alessandro Musco e componenti sono Armando Bisanti, Diego Ciccarelli, Maria Rita Lo Forte, Patrizia Spallino.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">È coordinata da un </span><strong style="font-family: times new roman;">Comitato scientifico</strong><span style="font-family:times new roman;">, composto da: Filippo Burgarella, Antonino Buttitta, Paolo Emilio Carapezza, Federico Doglio, Fernando Domínguez Reboiras, Salvatore Fodale, Claudio Leonardi, Andrea Romano, Pasquale Smiraglia, Salvatore Tramontana, Pere Villalba Varneda, Oleg Voskoboynikov, Agostino Ziino. Il </span><strong style="font-family: times new roman;">Comitato</strong><span style="font-family:times new roman;"> si avvale anche della consulenza e della collaborazione di numerosi studiosi italiani e stranieri. L'OSM è animata da un nutrito gruppo di soci, quali collaboratori stabili delle attività culturali, formative e di promozione scientifica, della gestione della Biblioteca, delle iniziative editoriali, dei servizi amministrativi, della logistica.</span></span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">L'area di studio di interesse dell'OSM, che ha sempre operato in stretta sinergia con l'Ateneo di Palermo ed in particolare con la Facoltà di Lettere e Filosofia, è costituita dal Medioevo inteso nel senso più lato e inclusivo, con proiezioni sulle sue radici nelle culture antiche e sui suoi lasciti alle culture moderne. Le principali aree di ricerca che l'OSM ha coltivato e progressivamente arricchito nel corso degli anni sono la tradizione metafisica, la storia delle idee e dei saperi medievali nella pluralità delle loro diramazioni, l'intersezione delle tradizioni culturali in epoca medievale soprattutto nell'area mediterranea (mondo arabo ed islamico, ebraico, latino e cristiano, greco e bizantino etc.), la storia della letteratura mediolatina, gli studi paleografici e diplomatici, gli studi storici. Attualmente il lavoro scientifico dell'OSM è organizzato attraverso vari </span><em style="font-family: times new roman;">laboratori</em><span style="font-family: times new roman;"> che hanno lo scopo di coordinare, per aree tematiche di interesse omogeneo, i soci e tutti i collaboratori. I </span><em style="font-family: times new roman;">laboratori</em><span style="font-family: times new roman;"> operativi, per i quali indichiamo anche i coordinatori, sono:</span></span></div></div></div><div style="font-family: times new roman;"> </div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><ul style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><li><span style="font-size:100%;"><strong>Byzantina</strong><br />si occupa di Civiltà Bizantina in senso lato (Filippo Burgarella, Univ. della Calabria) ed Oriente Cristiano (Rosanna Gambino, Univ. di Palermo);</span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>Federiciana</strong><br />impegnato a studiare il contesto storico e culturale mediterraneo che dal periodo normanno-svevo si spinge fino a tutto il sec. XIV (Oleg Voskoboynikov, Univ. di Mosca)</span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>Franciscana</strong><br />si occupa di studi francescani ad ampio raggio (Luca Parisoli, Univ. Della Calabria e Paris-Nanterre)</span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>OSM<em>IL</em> - Itinera Lulliana</strong><br />organizzato da un gruppo di ricerca sull'opera e il pensiero di Raimondo Lullo e sulle tradizioni del "lullismo" (Jordi Gaya Esterlich, Univ. Di Palma de Mallorca, Marta Romano, Univ. di Palermo)</span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>OSM<em>OR</em> - Orientalistica</strong><br />vi fanno capo gli studiosi dell'area orientalistica (<em>Ebraismo:</em> Luciana Pepi, Univ. Di Palermo; <em>Cultura araba e islamica:</em> Giuseppe Roccaro e Patrizia Spallino, Univ. di Palermo; <em>Indologia:</em><a href="http://www.officinastudimedievali.it/it/corsi.htm">corsi di lingua e cultura araba ed ebraica</a>, sia di livello base sia di livello superiore Maria Lucilla Vassallo, Univ. di Palermo) e si occupa anche di curare annualmente </span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>Traditio</strong><br />è incentrato sulla tradizione dei saperi medievali, con particolare attenzione all'area latina, che si esprime in letteratura, poesia, teatro, filosofia, teologia, musica etc. (Armando Bisanti e Pietro Palmeri, Univ. di Palermo)</span></li><li><span style="font-size:100%;"><strong>Vivarium</strong><br />è dedicato agli studi di Paleografia, Diplomatica, Cultura del libro, Biblioteconomia, Restauro della carta e del libro (Carolina Miceli, Univ. di Palermo)</span></li></ul><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Ciascun <em>laboratorio</em> promuove ed utilizza collaborazioni nazionali ed internazionali con università, dipartimenti, associazioni, fondazioni, singoli studiosi e ricercatori grazie anche ad accordi formali, convenzioni, contratti di ricerca, progetti (Erasmus, Socrates), programmi dell'Unione Europea e altro ancora.</span></p><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Tali <em>laboratori,</em> pur nella loro autonomia e specificità settoriale, non sono concepiti come dei compartimenti tra loro non comunicanti, bensì come dei momenti operativi animati da una comune strategia di interazione reciproca e di ricerca sinergica.</span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.officinastudimedievali.it/">Vai al sito.</a></span><br /></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-8058058669714133155?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-29314809511459857722008-09-10T12:37:00.002+02:002008-09-10T12:46:54.428+02:00Festa Medievale di Malmantile<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.festamedioevalemalmantile.it/immagini/locandinainhome.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 282px;" src="http://www.festamedioevalemalmantile.it/immagini/locandinainhome.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Le manifestazioni di successo nascono spesso in modo casuale. Questo è stato il caso della </span><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.festamedioevalemalmantile.it/">Festa Medievale di Malmantile</a><span style="font-family:times new roman;">. Tutto ebbe origine nell’estate 1993 per opera di un gruppo di ragazzi e ragazze di Malmantile, volontari della locale sezione di Misericordia, tutti di età compresa fra i 16 e i 24 anni.</span></span><br /></div><div id="contenutocentraleinterno" style="font-family:times new roman;"><div style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><br />Questi giovani, ispirandosi alle antiche mura che si trovano sulla sommità di Malmantile, pensarono di organizzare una manifestazione capace di ricreare l’ambiente tipico del borgo medievale. Il ricavato di tale manifestazione sarebbe stato interamente devoluto alla sezione di Misericordia di Malmantile, che li avrebbe impiegati per la costruzione di una nuova sede. </span><div> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"> L’impresa si presentava difficile, poiché a Malmantile non vi era alcuna struttura capace di garantire supporto organizzativo e finanziario all’idea. Ma i ragazzi della Misericordia non si arresero, forti del sostegno pressoché unanime che la gente del paese manifestò per l’iniziativa.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"> Per vari mesi i giovani lavorarono alacremente per costruire le strutture necessarie. A fronte dello sforzo prodotto da questi ragazzi, tutto il paese si mobilitò offrendo collaborazione di ogni genere. Molte famiglie residenti all’interno delle mura misero di fatto le loro case a disposizione per i lavori della festa. Le cuoche del paese si dissero pronte a cucinare i loro piatti migliori. Chiunque fosse stato capace in materia di taglio e cucito si fece avanti per realizzare gli abiti. Ciascuno nel paese volle contribuire offrendo beni materiali di varia natura.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"> Lavorando in sintonia, forti di quella compattezza che solo nei piccoli paesi si può trovare, i ragazzi riuscirono a essere pronti per le date stabilite: 21 e 22 maggio 1994. Quei giorni hanno cambiato per sempre la storia di Malmantile.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nel portale anche informazioni sul Borgo medievale che conserva ancora in modo eccellente le sue mura originarie.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"> Il centro nasce probabilmente come forte militare della Repubblica fiorentina per controllare la strada che portava a Pisa. La cinta muraria, risale infatti al 1424 e pare che lo stesso <strong>Filippo Brunelleschi</strong> (1337- 1446) abbia supervisionato i lavori per la sua realizzazione. Di questa oggi è conservata tutta la parte di pietrame sfuso mentre rimane visibile solo una piccola parte delle mura difensive a sporgere. Le mura sono completate da torri quadrate poste ai quattro angoli, più due torri rompi-tratta senza lato interno poste al centro dei lati maggiori.</span></p> </div><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Website: <a href="http://www.festamedioevalemalmantile.it">www.festamedioevalemalmantile.it</a>.</span></span><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-2931480951145985772?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-72387703372729492482008-08-08T12:39:00.005+02:002008-08-08T12:50:40.472+02:00Volterra A.D. 1398<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SJwj9hZwEyI/AAAAAAAAAPk/Jo7aL7f8ndY/s1600-h/volterra.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SJwj9hZwEyI/AAAAAAAAAPk/Jo7aL7f8ndY/s320/volterra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232096406943044386" border="0" /></a><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Questo è il portale ufficale di un importante evento</span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" > medievale giunto, nel 2008, alla sua XI edizione.</span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" > In quest'occasione <strong>l'ubicazione della festa</strong> sarà diversa dagli anni precedenti, permettendo di <strong>ritrovare il medioevo</strong> in luoghi poco conosciuti, ma ricchi di fascino e storia.</span></div><div> </div><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><strong>Focosi destrieri, audaci cavalieri, nobili, dame, artigiani </strong>e<strong> mercanti, popolani </strong>e<strong> contadini, sbandieratori </strong>e<strong> balestrieri, musici </strong>e<strong> giullari</strong> faranno rivivere come per incanto il misterioso e magico <strong>medioevo di Volterra</strong>.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Saranno allestiti <strong>spettacoli ed eventi di notevole impatto</strong>, rimanendo fedeli alla tradizione <strong>decennale della manifestazione</strong> che prevede la rievocazione di una giornata di festa nella <strong>Volterra del XIV secolo</strong>.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Il clou della manifestazione sarà la "</span><span style="color: rgb(128, 0, 0);font-size:100%;" ><strong>Giornata di Festa nell'Anno Domini 1398</strong></span><span style="font-size:100%;">", che si svolgerà <strong>Domenica 17 e Domenica 24 Agosto</strong>, dall'alba al tramonto.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">In quell'occasione sarà <strong>ricostruita una città medievale del 1398</strong> con <strong>spettacoli, eventi, mercati, artigiani, musici, giocolieri, popolani e nobili</strong>: un'occasione veramente unica per immergersi, quasi per incanto nella <strong>magica atmosfera del Medioevo</strong>, in una delle più <strong>belle città della toscana</strong>.</span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Nel sito diverse sezioni offrono una panoramica completa della manifestazione con link, immagini, mappe e contatti.</span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Website: <a href="http://www.volterra1398.it/">www.volterra1398.it<br /></a></span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-7238770337272949248?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-58007793758297910092008-07-19T19:36:00.008+02:002008-07-19T19:48:54.446+02:00Giornate Medioevali nell'antico Castello di Poggio<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.giornatemedioevali.it/images/sf_home2.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 305px; height: 81px;" src="http://www.giornatemedioevali.it/images/sf_home2.gif" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span class="Stile5" style="font-family:times new roman;"><em>"...Per tre giorni continovi lo popolo de lo borgo, castello, contado et delle ubertose campagne de lo fiero castrum podii medii se disfideranno ne li giochi et governeranno le taberne co lo santo broccale de madonna filomena, per lo conforto de li voti stomaci et de le gole arse...</em>"</span></span><br /></div><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span class="Stile5" style="font-family:times new roman;"> </span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span class="Stile5" style="font-family:times new roman;"> Questo è quello che offre “<strong>Castrum Podii Medii</strong>”, ovvero Poggio di Mezzo nel suo antico nome; un salto nel passato per il terzo fine-settimana di luglio che vedranno il grazioso castello vestito come un borgo dei tempi passati, con le esibizioni degli antichi giochi, sbandieratori, duellanti, artigiani e antiche musiche che sapranno far rivivere i giorni che furono.<br /><br /></span></span><span style="font-size:100%;"><span class="Stile5" style="font-family:times new roman;"> Rievocare il “medioevo” sarà per la frazione di Poggio di Otricoli infatti un modo singolare per valorizzare le proprie radici storiche, le bellezze architettoniche perfettamente conservate, e lo stupendo paesaggio naturale ed agricolo in cui è immerso.<br /><br /></span></span><span style="font-size:100%;"><span class="Stile5" style="font-family:times new roman;"> Per questo le “Giornate Medioevali”, dalle ore 20,00 e fino a notte inoltrata, metteranno in scena antichi usi e costumi del borgo con le aperture dei tradizionali forni, la cantina dei vini, la birreria, la taverna dei sapori e la “particolare” hostaria di Filomena in un contesto senza eccessi, ma con la consapevolezza di esprimere quella quotidianità e spontaneità che per quasi dieci secoli hanno contraddistinto questo piccolo borgo con un nome ambizioso “<strong>Poggio di Mezzo</strong>”.<br /><br /></span></span><div class="Stile9" align="center"><span style="font-size:100%;">Ente Promotore "Castrum Podii Medii"</span><br /></div> <div align="center"><p class="Stile5"> <img src="http://www.giornatemedioevali.it/images/logo_ass.gif" height="100" width="132" /><strong><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;"> “Castrum Podii Medii”</span></span></strong><span style="font-size:100%;"> <span style="font-family:times new roman;"> Associazione di Promozione Sociale ai sensi della L. n. 383/2000</span> <span style="font-family:times new roman;"> Strada Vecchia, 31 – 05030 Poggio di Otricoli (TR)</span><span style="font-family:times new roman;"><br />Claudio Petrucci - presidente - 3283651016</span><span style="font-family:times new roman;"><a href="mailto:%20info@giornatemedioevali.it"><br /></a><a href="http://www.giornatemedioevali.it/">www.giornatemedioevali.it</a><br /><a href="mailto:info@giornatemedioevali.it">info@giornatemedioevali.it</a></span></span></p></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-5800779375829791009?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org1tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-60996213875210541812008-07-17T19:28:00.004+02:002008-07-17T19:42:56.466+02:00Centro Europeo di Ricerche Medievali<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SH-EGdeYktI/AAAAAAAAANY/31CPKv8CREU/s1600-h/Immagine+1.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 289px; height: 203px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SH-EGdeYktI/AAAAAAAAANY/31CPKv8CREU/s320/Immagine+1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5224039339299214034" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il </span><span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" >CERM</span><span style="font-family:times new roman;"> (Centro Europeo di Ricerche Medievali) riunisce dal maggio del 2005 un gruppo di studiosi di storia della società medievale che operano nell'Università di Trieste. Sulla base di una lunga esperienza universitaria, il Centro promuove la ricerca e la sua diffusione in tutti i settori della storia medievale, con un forte interesse alle realtà dell'Italia nord-orientale e con una volontà di comparazione con altre realtà italiane ed europee.</span><br /><br /></span><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il </span><strong style="font-family: times new roman;">CERM</strong><span style="font-family:times new roman;"> sostiene la ricerca con assegni e borse di studio, organizza incontri e convegni e produce una propria collana di pubblicazioni. Segue con attenzione critica le iniziative di cultura e di edizione promosse nella Regione Friuli-Venezia Giulia nell’ambito della medievistica, elabora propri strumenti di ricerca innovativa e di corretta divulgazione.</span></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br /><br />L’ambizione del <strong>CERM</strong> è di divenire, in collaborazione con le istituzioni universitarie ed altri centri di ricerca, un punto di riferimento importante e un luogo di raccordo per le forze vive che operano nei campi della storia sociale, culturale, economica, politica e religiosa del Medioevo e per quanti si sentono impegnati nella ricerca, nell’insegnamento e nella comunicazione corrente e aggiornata delle conoscenze.</span><br /><br /><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><strong>Cariche sociali</strong></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Prof. Paolo Cammarosano </span> <span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Presidente)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Prof. Donata Degrassi </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Vicepresidente)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Dott. Michele Zacchigna </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Tesoriere)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Dott. Massimo Sbarbaro </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Segretario)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Dott.ssa Marialuisa Bottazzi </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Consigliere)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Dott. Fabio Mezzone </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Consigliere)</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />Dott.ssa Miriam Davide </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >(Consigliere)</span><br /><br /><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><strong>CERM</strong></span><span style="font-size:100%;"> </span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><strong>Centro Europeo Ricerche Medievali</strong></span><br /><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Viale Miramare, 317/2</span><span style="font-size:100%;"></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><br />34136 TRIESTE (Italia)</span><br /><br /><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><a href="http://http/">http:www.cerm-ts.org</a></span><br /><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><a href="mailto:info@cerm-ts.org">info@cerm-ts.org</a></span><span style="text-decoration: underline;"><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><a href="mailto:segreteria@cerm-ts.org">segreteria@cerm-ts.org</a></span><span style="text-decoration: underline;"><br /></span><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" ><a href="mailto:redazione@cerm-ts.org">redazione@cerm-ts.org</a></span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-6099621387521054181?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-46440278105185985912008-07-14T08:26:00.005+02:002008-07-14T09:00:37.962+02:00Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale di Crecchio<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SHr45If1lVI/AAAAAAAAANI/YBG3UI9d1Sk/s1600-h/Immagine+2.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_uRad4Zm6dA0/SHr45If1lVI/AAAAAAAAANI/YBG3UI9d1Sk/s320/Immagine+2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222760378306762066" border="0" /></a><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >Dalla scoperta del sito archeologico al suo scavo esaustivo, dal restauro dei pezzi alla loro esposizione in una mostra di eccezionale successo, fino a giungere al coronamento di un sogno durato dieci anni: la nascita del Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale. È questa, in estrema sintesi, l'emozionante avventura vissuta, nel piccolo borgo abruzzese di Crecchio, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione fra istituzioni e volontariato, da un gruppo di appassionati e archeologi uniti dal medesimo obiettivo: tutelare e valorizzare una briciola dell'immenso patrimonio archeologico del nostro paese.</span></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Grazie alla lungimiranza dei funzionari della Soprintendenza archeologica per l'Abruzzo e all'impiego dei volontari della locale sede Archeoclub, i tesori archeologici della villa romano-bizantina di <b>Vassarella - Casino Vezzani</b> sono tornati alla luce dopo secoli e sono ora oggetto di meraviglia per migliaia di visitatori nelle teche del museo loro dedicato.<br /><br /></span><span style="font-size:100%;"> Questo eccellente progetto di valorizzazione di un sito archeologico rappresenta un modello esemplare, ampiamente collaudato e sperimentato, di collaborazione fra istituzioni e volontariato, peraltro perfettamente esportabile anche in ambiti diversi. Il suo successo è stato reso possibile dall'entusiasmo e dalla convinzione di <b>Andrea R. Staffa</b>, archeologo della Soprintendenza e responsabile dello scavo, con il pieno e convinto appoggio della soprintendente <b>Maria Rita Sanzi Di Mino</b>, e di <b>Rocco Valentini</b>, presidente dell'Archeoclub di Crecchio. Fondamentale si è rivelato l'impegno dei volontari, giovani soprattutto, che hanno lavorato fianco a fianco degli "addetti ai lavori", collaborando con loro a tutte le fasi del progetto, dallo scavo alla musealizzazione dei reperti, curandone persino il restauro insieme ai restauratori della soprintendenza.<br /></span><span style="font-size:100%;"><br />Anche l'allestimento della mostra, prima, e del museo, in versione definitiva, è stato realizzato dagli stessi volontari di Archeoclub sotto la guida di <b>Walter Pellegrini</b>, architetto della Soprintendenza di Chieti, e sempre di Andrea R. Staffa per l'aspetto scientifico. E sono sempre loro, i volontari, autentici protagonisti di questa emozionante avventura, che curano, grazie a un'apposita convenzione con il <b>Ministero per i beni Culturali</b> (il più importante esempio di collaborazione operativa finora effettuato fra Stato, enti locali e volontariato) la gestione del neonato <b>Museo Archeologico dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale di Crecchio</b>.</span><span style="font-size:100%;"><i><br />(testo di Giovanni Lattanzi)</i></span></div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </p><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nel sito del Museo numerose sezioni dedicate alla storia dei luoghi, al periodo altomedievale, ai bizantini, la visita virtuale alla struttura ospitata nel bellissmo Castello Ducale, tutte le informazioni utili e interessanti approfondimenti storici.<br /><a href="http://h1.ath.cx/muvi/mubiz/index.html">Vai al sito</a><br /></span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-4644027810518598591?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-44203825321226496102008-06-17T07:16:00.003+02:002008-06-17T07:26:18.072+02:00Itinerari Culturali del Medioevo Pugliese<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.iccd.beniculturali.it/medioevopugliese/getImage.php?id=92"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.iccd.beniculturali.it/medioevopugliese/getImage.php?id=92" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">Il progetto “</span><em style="font-family: times new roman;">Itinerari culturali del medioevo pugliese</em><span style="font-family: times new roman;">” (Settore di Intervento II – Risorse culturali. Sottoasse II. Patrimonio Culturale) – </span><em style="font-family: times new roman;">Diffusione dei risultati catalografici e di ricognizione sul patrimonio culturale</em><span style="font-family: times new roman;"> - si inserisce in una serie di iniziative finalizzate alla realizzazione di un portale regionale destinato all’utenza interessata al turismo culturale in Puglia. La catalogazione informatizzata dei beni culturali svolta ad opera delle soprintendenze territoriali, secondo le indicazioni e gli standard catalografici elaborati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) ha sviluppato nel tempo delle metodologie che ben si prestano alla conoscenza sistematica del territorio e delle sue risorse ed alla loro valorizzazione.</span> </span></div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">La banca dati dei beni culturali pugliesi ha fornito gli elementi necessari alla realizzazione di un progetto articolato in tre componenti: </span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><strong>Castelli. </strong><em>Dai monumenti federiciani alla vita di corte tra medioevo ed età moderna </em></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><strong>Mosaici tra tardoantico e medioevo.</strong> <em>La rilettura delle cattedrali alla luce delle nuove ricerche, dei </em><em>restauri, degli scavi archeologici;</em></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;"><strong>Aspetti specifici della presenza bizantina nella Regione Puglia.</strong> <em>La civiltà rupestre nell’area ionico-salentina</em></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">I tre tematismi sono in piena sintonia con quanto previsto nei Complementi di Programmazione della Regione Puglia, Asse II – Risorse Culturali, che ha individuato nell<strong>’Itinerario normanno-svevo-angioino</strong>, nell<strong>’habitat rupestre</strong> e nel <strong>sistema archeologico regionale</strong> tre punte di eccellenza su cui puntare per incrementare la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali in Puglia. </span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">La capillare diffusione del patrimonio architettonico regionale con i suoi castelli e le sue cattedrali, simboli del potere temporale e di quello religioso, è realtà ben nota, come la consuetudine dell’utilizzo di grotte e cavità naturali come abitazioni e rifugio per l’uomo, che ha determinato il nascere ed il consolidarsi di quel fenomeno comunemente definito “civiltà rupestre”, che caratterizza soprattutto l’epoca medievale in cui l’habitat rupestre costituì una forma di insediamento privilegiata. Il progetto si propone di fornire all’utenza una mappatura completa delle più significative emergenze relative ai tre grandi temi prescelti.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;"><a href="http://www.iccd.beniculturali.it/medioevopugliese/">Vai al sito</a>.</span><br /></span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-4420382532122649610?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-19172648840784879392008-05-29T21:41:00.002+02:002008-05-29T21:54:37.744+02:00Feste Medioevali di Brisighella<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.festemedioevali.org/img/festemedioevali.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.festemedioevali.org/img/festemedioevali.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il portale ufficiale di questa importamte manifestazione giunta quest'anno alla XXIX edizione. Nel sito il ricchissimo programma del 2008 con tutte le informazioni utili, archivi, immagini.</span></span></div><div> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="testo11"><span style="font-size:100%;"><strong>La Spada di Luce </strong>sarà il titolo della <strong>ventinovesima edizione</strong> delle <strong>Feste Medioevali di Brisighella</strong> che si svolgerà nelle giornate di <span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: normal;">sabato 5</span> e <strong style="font-weight: normal; color: rgb(255, 0, 0);">domenica<span style="color: rgb(255, 0, 0);"> 6 Luglio</span>, </strong>per poi proseguire nelle giornate<strong></strong>di<strong> <span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: normal;">venerdì 11, sabato 12 e Domenica 13 Luglio 2008</span></strong>.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="testo11"><span style="font-size:100%;"><strong style="font-weight: normal;">I misteri che circondano il mondo degli Ordini Monastici Cavallereschi</strong>, che nel periodo delle Crociate difendevano i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa ed i luoghi sacri alla Cristianità, riempiono ancor oggi le pagine di romanzi e saggi, ricchi di spunti intriganti ed appassionanti per storici, studiosi, curiosi e gente comune.<span style="font-weight: bold;"><br /></span></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="testo11"><strong>Le Feste Medioevali</strong> raccontano di un viaggio che parte dalle testimonianze storiche, risalenti al <strong>secolo XI,</strong> circa lo stato economico-sociale dell’Europa e del Mondo dell’Islam, per scoprire il contributo che questi importanti ordini religiosi militari apportarono, contribuendo a traghettare finalmente l’Europa fuori dal periodo delle invasioni barbariche, il più cupo della sua storia, e riconsegnandole il primato in fatto di tradizione, cultura e scienza.</p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="testo11"> Fra le tante tematiche le Feste Medioevali si soffermeranno sulle storie, <strong>leggende e misteri</strong> che avvolgono <strong>i Cavalieri dell’Ordine del Tempio</strong> (Templari) ed i <strong>Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale</strong> di San Giovanni di Gerusalemme o Ospitalieri (da cui discendono i Cavalieri di Malta).</p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="testo11"><span style="font-size:100%;">Tra gli eventi in programma non mancheranno <strong>spettacoli, mostre, performance di teatro, danza musica ed intrattenimento</strong>, <strong>tavole rotonde e momenti di forte coinvolgimento</strong> che prenderanno spunto dai <strong>contenuti storici, artistici e culturali</strong> della società basso medioevale nel periodo delle crociate e degli ordini monastici cavallereschi.</span></p><p face="times new roman" style="text-align: justify;" class="testo11"><span style="font-size:100%;"> La pittoresca cornice di uno dei borghi più belli d’Italia, nelle giornate medioevali,<strong></strong>assume<strong> un fascino fuori dal tempo e dallo spazio</strong>, animato da personaggi enigmatici e da leggendarie storie e misteri, che si aggireranno per le strade, le vie e le piazze cittadine.<br /></span></p><p face="times new roman" style="text-align: justify;" class="testo11"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.festemedioevali.org">Visita il sito</a>.<br /></span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-1917264884078487939?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-10169056732010468602008-05-01T07:48:00.004+02:002008-05-01T07:55:58.129+02:00Medievale.it<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.medievale.it/img/title_site.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 282px; height: 119px;" src="http://www.medievale.it/img/title_site.gif" alt="" border="0" /></a> <span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Medievale.it è una iniziativa senza fini di lucro il cui scopo è quello di divulgare liberamente la cultura medievale. L'iniziativa nasce nel 1999, e rappresenta uno dei primissimi progetti di divulgazione della cultura medievale. Il motore trainante è stato, ed è ancora, solo ed esclusivamente la passione. Medievale.it oggi vuole essere un punto d'incontro virtuale per studiosi e appassionati di storia medievale.<br /><br /></span></span></div><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Il </span><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.medievale.it/default.asp" class="body_testo">Portale Medievale.it</a><span style="font-family:times new roman;">, ricco di </span><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.medievale.it/default.asp?CodOp=ART" class="body_testo">articoli</a><span style="font-family:times new roman;"> suddivisi in diverse </span><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.medievale.it/default.asp?CodOp=RUB" class="body_testo">sezioni tematiche</a><span style="font-family:times new roman;">, cercherà di dare visibilità e priorità ai lavori che non hanno avuto opportunità di pubblicazione.</span></span><br /></div><span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" class="f_testo" ><p> Il <a href="http://lnx.medievale.it/" class="body_testo">Blog di Attualità Medievale</a> rappresenta un contenitore di news ed eventi nell'ambito della ricerca e della cultura medievale. </p> <p>Sia il Portale che il Blog sono concepiti per stimolare la collaborazione e la partecipazione attiva degli appassionati. Gli utenti del Portale e del Blog possono arricchirne i contenuti, inviando i loro lavori o attraverso l'uso dei commenti e del voto.</p><p>Il nuovo Portale è stato completamente rivisto nell’aspetto grafico. Anche dal punto di vista delle funzionalità le cose sono completamente cambiate. </p></span></div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;">Oltre alla offerta di articoli e contenuti storici, oggi il Portale presenta diversi nuovi servizi.<br /></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;"> Medievale.it vuole essere un vero e proprio punto d’incontro virtuale per studiosi, appassionati di storia ed operatori del mondo medievale.<br /></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;"> Agli studiosi mettiamo a disposizione i nostri spazi, per pubblicare i loro lavori.<br /></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;"> Nella sezione "Link", webmasrter ed appassionati possono segnalare i loro siti o i siti che reputano meritori.<br />La sezione "Libri" presenta una raccolta di testi segnalati dalla redazione.<br /></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;"> Gli appasisonati possono partecipare attivamente anche attraverso l’uso del commento e del voto, che consente di arricchire i lavori pubblicati e di condividere le impressioni.<br /></span></p><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;" ><span style="font-size:100%;"> Nella sezione "Stampa" puoi inviarci i tuoi comunicati, Medievale.it può aiutarti a diffondere le tue iniziative.</span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-1016905673201046860?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-83513036744938954482008-04-26T19:02:00.002+02:002008-04-26T19:09:52.420+02:00Lo Studium aretino del '200<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.unisi.it/tdtc/studium/copertina.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 255px; height: 345px;" src="http://www.unisi.it/tdtc/studium/copertina.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:100%;" >Il sito </span><span style="font-family: arial;font-size:100%;" ><i>Lo Studium aretino del ‘200</i>, realizzato con il finanziamento della Provincia e del Comune di di Arezzo da un gruppo di lavoro della Facoltà di Lettere e Filosofia coordinato da </span><span style="font-weight: bold; font-family: arial;font-size:100%;" >Francesco Stella</span><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >, presenta una guida elettronica all’università aretina medievale al centro di un percorso storico-culturale che collega le istituzioni scolastiche altomedievali alla rifondazione della Facoltà nel 1969. L’indagine su quella che fu una delle prime università medievali europee è inserita nel contesto della storia della città nel XIII secolo e dello sviluppo culturale che portò Arezzo ad essere uno dei centri più avanzati dell’epoca nell’arte, nelle scienze mediche, nel diritto e soprattutto nelle discipline letterarie e civili come retorica e grammatica.<br /><br /></span></div><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;"> </span></span><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;"> Il sito, strutturato come esposizione virtuale di materiali documentari e primo strumento di esplorazione scientifica, propone una sintesi delle ricerche più aggiornate, presentate nel febbraio 2005 alle celebrazioni del 750esimo anniversario degli Statuti, con un’edizione degli Statuti stessi e una riproduzione ingrandibile della pergamena originaria, e contiene i testi definitivi delle relazioni con video esemplificativi degli interventi di tutti i relatori. Ogni capitolo è corredato da riproduzioni dei documenti originali di questa storia, accompagnati da una trascrizione dei passi principali: pergamene dell’Archivio di Stato di Arezzo, dell’Archivio di Stato di Firenze e dell’Archivio Capitolare di Arezzo; manoscritti di biblioteche di Firenze, Roma, Genova, Siviglia e Ginevra con i testi delle prime raccolte di lettere, ancora inedite, dei maestri dello </span><i style="font-family: arial;">Studium </i><span style="font-family:arial;">come Bonfiglio d’Arezzo o Mino da Colle.</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;"> </span></span><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;"> Accanto a materiali d’archivio e ricerche recenti il sito propone anticipazioni di prime edizioni di testi dello </span><i style="font-family: arial;">Studium</i><span style="font-family:arial;">, un censimento delle lettere di Mino da Colle - frutto di un progetto finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze - e una bibliografia ragionata sui testi relativi all’Arezzo medievale estratta dal repertorio </span><i style="font-family: arial;">Medioevo Latino</i><span style="font-family:arial;">.</span> </span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;">In sottofondo, musiche dal concerto di canti medievali tenuto dal gruppo <a href="http://www.animamundiconsort.net/">Anima Mundi</a> in occasione dei festeggiamenti, e in conclusione una scelta della nutrita rassegna stampa relativa alle celebrazioni del febbraio 2005, con un estratto dalla trasmissione dedicata all’argomento da Pierluigi Rossi di Teletruria.</span></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:arial;"><a href="http://www.unisi.it/tdtc/studium/">Vai al sito</a>.</span></span><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-8351303674493895448?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-53599773149260759032008-04-15T09:32:00.002+02:002008-04-15T09:37:01.367+02:00I luoghi di Borgo San Donnino<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://fidenza.ponziettore.it/images/Fidenza%20La%20rocca%20Tav.%2015%20ridotto.JPG"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 345px; height: 246px;" src="http://fidenza.ponziettore.it/images/Fidenza%20La%20rocca%20Tav.%2015%20ridotto.JPG" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;">I luoghi di Borgo San Donnino</span></span><br /><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;"></span></span><span style="display: block;" id="formatbar_Buttons"><span class="on down" style="display: block;" id="formatbar_CreateLink" title="Link" onmouseover="ButtonHoverOn(this);" onmouseout="ButtonHoverOff(this);" onmouseup="" onmousedown="CheckFormatting(event);FormatbarButton('richeditorframe', this, 8);ButtonMouseDown(this);"></span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;">Il sito è interamente dedicato alla rivisitazione del luoghi e della storia di Fidenza (Borgo San Donnino) con particolare accento alle testimonianze artistiche ed architettoniche d’epoca romana e medievali ed alle vicissitudini del tessuto urbano nel XIX e nel XX secolo. Il sito si avvale principalmente del patrimonio iconografico costituito da dipinti e disegni del pittore Ettore Ponzi 1908-1992 in parte pubblicati in quaderni e volumi di storia e folklore locale. <a href="http://fidenza.ponziettore.it">Vai al sito</a>.</span></span><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-5359977314926075903?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-9123793423070288502008-04-02T08:47:00.003+02:002008-04-02T08:55:13.180+02:00Rete Museale Alto Medioevo in Lombardia<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.altomedioevolombardo.it/html/images/barra.gif"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.altomedioevolombardo.it/html/images/barra.gif" alt="" border="0" /></a><span style="font-family: times new roman;font-size:100%;" >La Lombardia é l’unica regione italiana ad aver mantenuto nel suo nome il ricordo di uno dei popoli germanici che si avvicendarono nella nostra penisola alla fine dell’impero romano. Il territorio lombardo, infatti, ha ricoperto nell’altomedioevo un ruolo di primaria importanza. Le sue cittá hanno svolto funzioni direttive, come sedi imperiali, regie e ducali. Le testimonianze archeologiche, architettoniche e artistiche altomedievali sono assai ricche e varie, anche se spesso poco note al pubblico.</span><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;" id="corpo-colonna2" class="iframe1"><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nel marzo 2004, i Musei Civici di Bergamo, Como, Milano, Pavia e Sesto Calende hanno costituito una rete regionale dedicata all'Alto Medioevo in Lombardia (fine V - inizi del sec. XI), alla quale dal 2007 partecipano anche i Musei Civici di Lecco. I principali obiettivi della Rete sono:</span></p><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><ul style="text-align: justify; font-family: times new roman;" class="txt"><li><span style="font-size:100%;">la valorizzazione e la promozione dei musei e dei siti;</span></li><li><span style="font-size:100%;">il censimento delle testimonianze;</span></li><li><span style="font-size:100%;">la progettazione di percorsi turistici e culturali;</span></li><li><span style="font-size:100%;">lo scambio di conoscenze e l’ideazione di iniziative comuni legate a didattica, conservazione, schedatura dei materiali e progetti di studio;</span></li><li><span style="font-size:100%;">l’aggiornamento sulle tematiche storiche del periodo considerato.</span></li></ul><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> <span style="font-size:100%;">Pur nella eterogeneità dei manufatti raccolti nelle collezioni, i Musei di Bergamo, Como, Lecco, Milano, Pavia e Sesto Calende trovano un comune denominatore nello stretto legame con il proprio territorio. </span></div><div id="corpo-colonna2" class="iframe1"><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Queste cittá furono sedi regie e ducali o parte di importanti distretti guidati da alti funzionari, e si affermarono nel primo medioevo come veri e propri gangli vitali dell’ Italia Settentrionale. Non a caso, a partire dalla fine del XIX secolo, le appassionate ricerche di eruditi e antiquari, storici e archeologi concentrarono la propria attenzione sul periodo compreso tra tarda antichitá e alto medioevo.</span></p><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Parallelamente agli studi emerse chiaramente la volontá di conservare e valorizzare il patrimonio dei rinvenimenti che trovó una collocazione ideale nei Musei Civici. A queste prime collezioni in anni recenti vennero ad aggiungersi altri oggetti preziosi recuperati o scavati a cura della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia.</span></p><div style="font-family: times new roman; text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nelle pagine che seguono viene proposta una selezione di manufatti scelti tra più significativi di ogni museo, al fine di proporre un campionario di oggetti d’ uso comune, di preziosi ornamenti, di gioielli e arredi liturgici utile a ricostruire la cultura e l’ immagine di un’ epoca.</span></p><div style="text-align: justify;" id="corpo-colonna2" class="iframe1"><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Gli anglosassoni definiscono ancora l'altomedioevo “Dark Ages”, secoli bui, un periodo lontano da noi, di cui si conosce ancora poco.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Gli itinerari proposti intendono offrire una prima sintetica guida per scoprire le tracce di ciò che é noto di questo affascinante periodo sui territori di Bergamo, Como, Lecco, Milano, Pavia e Sesto Calende. </span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">E' in ogni caso un'evidenza rarefatta, di quella che é stata definita “un'Atlantide sommersa”. Accanto a complessi monumentali di grande fama,le testimonianze note sono frammentarie: materiali reimpiegati in edifici dell' epoca medievale, porzioni di strutture emerse nel corso di scavi archeologici, visibili spesso attraverso vetri o grate, e talora solo il ricordo di edifici e villaggi sepolti.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">I nostri itinerari sono suggestioni che si desidera proporre al visitatore, il quale su questa base potrá costruirsi anche un percorso personalizzato, più adeguato alle sue esigenze e ai suoi interessi.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Si raccomanda di verificare le condizioni di accesso ai monumenti e ai siti, spesso legate a specifiche necessitá degli enti proprietari.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.altomedioevolombardo.it/">Vai al sito</a><span style="font-family: times new roman;">.</span><br /></span></p> </div> </div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-912379342307028850?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-3759003940178459062008-03-13T11:42:00.002+01:002008-03-13T11:48:33.337+01:00Miles Templi<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.milestempli.it/Immagini/milestempli.png"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.milestempli.it/Immagini/milestempli.png" alt="" border="0" /></a><span style="font-family: arial;font-size:100%;" class="Stile15" >La Compagnia di Ricerca Storica “<a href="http://www.milestempli.it/"><strong><u>Miles </u></strong><strong><u> Templi</u></strong></a>“ nasce come parte integrante dell’ <a href="http://www.demiurgo-art.it/"><strong><u>Associazione Artistica </u></strong><u style="font-weight: bold;">DEMIUR</u><span style="font-weight: bold;">GO</span></a>. Accomuna un gruppo di artisti aventi la passione per il medioevo ed in particolare per la storia dell’Ordine Templare. La data di nascita ufficiale è tra i primi mesi del 2007, anno in cui entra a far parte del <strong>C.E.R.S.</strong> (Consorzio Europeo di Rievocazione Storica) con cui condivide le finalità. </span><span style="font-family: arial;font-size:100%;" > Aspetto immutabile del Gruppo è l’accuratezza e la filologicità dei materiali e mezzi utilizzati. Fondamentale è la ricerca storica, su vari livelli di attendibilità di fonti, che prevede viaggi didattici e stage, in loco, presso musei e scavi archeologici. L’approfondimento delle tecniche di offesa e strategie militari, la vita da campo e la cucina, lo studio degli abiti civili e militari, non meno la pratica diretta su campo.</span><span style="font-size:100%;"><br /></span></div><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Attualmente si rievoca il periodo storico a cavallo tra il 1200 ed il 1300, in cui l’Ordine del Tempio nel suo zenit si apprestava al non lontano declino.</span><span style="font-size:100%;"><br /><br /></span><span style="font-family: arial;font-size:100%;" class="Stile15" >La Compagnia si occupa di:</span><span style="font-size:100%;"><br /></span><div style="font-family: arial; text-align: justify;" id="apDiv18"> <ul><ul><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Rievocare avvenimenti storici relativi al periodo stabilito</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Allestimento di un campo medievale</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Animazione spettacoli storici</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Cortei storici e scherma medievale</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Scuola di combattimento</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Visite animate e laboratori didattici</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Mercatino medievale</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Esposizione di armi e armature a scopo didattico</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Allestimento di mostre storiche</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Ricerche e pubblicazioni a tema storico costruttivo</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Regia rievocazioni storiche</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Documentari storici</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Consulenza allestimento costumi, armi ed oggettistica storica</span></li><li class="style1"><span style="font-size:100%;">Consulenza per produzioni cinematografiche e teatrali.</span></li></ul></ul> </div><span style="font-family: arial;font-size:100%;" >Nel sito potete trovare inoltre un'area link, gli eventi della Compagnia, lo statuto e le finalità.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-375900394017845906?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-9916533971040536982008-03-06T19:00:00.003+01:002008-03-06T19:04:30.495+01:00Catalogo dei manoscritti delle biblioteche del Veneto<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/immagini/logo_nbm.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/immagini/logo_nbm.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><strong style="font-family: arial;">Nuova Biblioteca Manoscritta</strong><span style="font-family: arial;"> [</span><acronym style="font-family: arial;" title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym><span style="font-family: arial;">] è il </span><a style="font-family: arial;" accesskey="c" href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/catalogo.html" title="Catalogo"><span class="accesskey">c</span>atalogo in linea</a><span style="font-family: arial;"> del progetto di catalogazione dei manoscritti delle biblioteche venete e il software per la loro descrizione. </span><strong style="font-family: arial;"><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym></strong><span style="font-family: arial;"> contiene informazioni sulle biblioteche partecipanti al progetto e materiali per lo studio e la ricerca sui manoscritti. </span><strong style="font-family: arial;"><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym></strong><span style="font-family: arial;"> è un progetto promosso e finanziato dalla </span><a style="font-family: arial;" title="Regione del Veneto" href="http://www.regione.veneto.it/" accesskey="r"><span class="accesskey">R</span>egione del Veneto</a><span style="font-family: arial;">, in collaborazione con i </span><a style="font-family: arial;" title="Musei Civici Veneziani" href="http://www.museiciviciveneziani.it/" accesskey="z">Musei Civici Vene<span class="accesskey">z</span>iani</a><span style="font-family: arial;">.</span></span><br /><br /></div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"> A partire dal settembre 2003 la Regione del Veneto ha avviato un progetto di catalogazione dei manoscritti conservati nelle biblioteche venete, con lo scopo di pubblicarne il catalogo in linea. Tale progetto si affianca alle iniziative di catalogazione già avviate, che hanno come ambito i codici medievali, i cui cataloghi cartacei sono destinati a confluire in forma elettronica nell'unica banca dati dei manoscritti del Veneto.<br />Il progetto prevede inoltre di incoraggiare la pubblicazione in rete di materiali per lo studio dei manoscritti già esistenti (vecchi cataloghi cartacei, saggi e studi di difficile reperibilità, ecc.).<br />L'obiettivo è creare un catalogo che, attraverso norme condivise di catalogazione, si presenti omogeneo e liberamente accessibile.<br />A tal fine è stato predisposto un coordinamento del progetto che si occupa degli aspetti scientifici e organizzativi e della revisione delle schede catalografiche.<br />Le biblioteche hanno un ruolo di compartecipazione al progetto, individuando i fondi da catalogare e il personale addetto alla catalogazione, affiancando la Regione del Veneto, cui spetta la promozione e l'onere finanziario. </span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Per il numero elevato di manoscritti, in buona parte di epoca moderna, si è preferito un modello di catalogazione sommario che rendesse conto dei dati essenziali della descrizione materiale e testuale e permettesse al tempo stesso un agile lavoro di schedatura e tempi rapidi di pubblicazione.<br />Per il primo anno di progetto, dall'ottobre 2003 al dicembre 2004, la catalogazione è stata effettuata con il software Manus, distribuito dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico (<acronym title="Istituto Centrale per il Catalogo Unico">ICCU</acronym>). Manus è un programma che permette una catalogazione in rete locale e prevede l'invio all'<acronym title="Istituto Centrale per il Catalogo Unico">ICCU</acronym><br />Per il secondo anno di progetto 2004-2005 la Regione del Veneto ha affidato al gruppo di coordinamento il compito di elaborare un nuovo software di catalogazione che prevedesse una catalogazione in rete dei manoscritti, al fine di condividere dati comuni e avere strumenti di gestione per le revisioni.</span> dei dati prodotti per la loro pubblicazione. La revisione delle schede da parte del gruppo di coordinamento ha messo in evidenza le difficoltà di ottenere omogeneità a partire da catalogazioni isolate.</p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nuova Biblioteca Manoscritta è il software di catalogazione sviluppato per il progetto e al contempo una banca dati in linea per l'accesso al catalogo. La catalogazione su <acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> avviene via internet e necessita solo di un collegamento alla rete e di un browser per accedere al software. La struttura di <acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> è stata pensata per rendere condivisibili tra tutti i catalogatori i dati relativi ai nomi, ai titoli identificati e la bibliografia. <acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> conterrà tutte le catalogazioni già effettuate con Manus, verso il quale è possibile l'esportazione dei dati.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> è in linea dal giugno 2005, il riversamento delle schede da Manus si concluderà prevedibilmente entro giugno 2006. La catalogazione in <acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> è iniziata da settembre 2005.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="coordinamento"><span style="font-size:100%;">Coordinamento</span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">L'attività di coordinamento del progetto è affidata alla Biblioteca del Museo Correr, sulla base di una convenzione tra Regione del Veneto e Comune di Venezia, Direzione centrale Beni e Attività culturali.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Il gruppo di coordinamento è formato da Paolo Eleuteri dell'Università Ca' Foscari di Venezia, direttore scientifico del progetto, da Barbara Vanin e Francesco Bernardi, e si avvale della collaborazione di Alessia Giachery. Il coordinamento opera in stretto contatto con Lorena Dal Poz, Giulio Negretto, Antonella Gasparotti dell'Ufficio Cooperazione bibliotecaria della Regione Veneto.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Compito primario del coordinamento è l'indirizzo scientifico del progetto e l'elaborazione della scheda di descrizione. Offre una costante consulenza scientifica e tecnica alle biblioteche e alla Regione del Veneto, effettua sopralluoghi preliminari nelle biblioteche, organizza incontri tecnici, predispone materiali per lo studio e la catalogazione dei manoscritti. Il coordinamento gestisce gli accessi alle aree riservate di NBM e si occupa del controllo, della revisione e della pubblicazione di tutte le schede catalografiche prodotte dalle biblioteche.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Il coordinamento ha ideato ed elaborato Nuova Biblioteca Manoscritta.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="referenti-catalogatori"><span style="font-size:100%;">Referenti e catalogatori</span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Referenti per la Regione del Veneto</em>: Angelo Tabaro (segretario regionale Cultura), Fausta Bressani (dirigente Beni Culturali), Massimo Canella (dirigente Servizio Beni Librari e Archivistici e Musei), Giulio Negretto (Ufficio Cooperazione bibliotecaria, responsabile del servizio), Lorena dal Poz (Ufficio Sovrintendenza Beni librari, referente del progetto), Antonetta Gasparotti (Ufficio Sovrintendenza Beni librari).</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Referenti per il Comune di Venezia</em>: Giandomenico Romanelli (direttore centrale Beni e Attività culturali), Sonia Guetta Finzi (dirigente Beni e Attività culturali), Piero Lucchi (Biblioteca Museo Correr, responsabile del servizio), Barbara Vanin (Biblioteca del Museo Correr, referente del progetto), Francesco Bernardi (Biblioteca del Museo Correr), Marzio Ceselin (Sviluppo Organizzativo e Sistemi Informativi, dirigente vicario), Giampiero Bontae (Sistemi Informativi, responsabile del servizio).</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Referenti per il coordinamento</em>: Paolo Eleuteri (direttore scientifico), Barbara Vanin (referente del progetto e referente scientifico), Francesco Bernardi (referente tecnico e scientifico), Alessia Giachery (referente scientifico).</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Referenti e responsabili delle biblioteche</em>: Riccardo Battocchio, Giuseppe Benetton, Bruna Burato, Agostino Contò, Renata Del Sal, Marialisa Freguggia, Cristina Garbujo, Mattea Gazzola, Giovanni Grazioli, Piero Lucchi, Gilda Mantovani, Michela Marangoni, Girolamo Marcello, Carla Marcon, Giacomo Masato, Sergio Merlo, Laura Minelle, Angela Munari, Giuseppe Pagotto, Barbara Poli, Adele Scarpari, Francesco Selmin, Rino Sgarbossa.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Catalogatori</em>: Valeria Beldon, Silvia Bello, Federica Benedetti, Giorgia Bisio, Elena Boaga, Bruna Burato, Stefania Cavinato, Mara Colpo, Elena De Mattia, Cristina Fazzini, Mattea Gazzola, Alessia Giachery, Marco Girardi, Leonardo Granata, Sara Legnaro, Michela Marangoni, Lara Marozin, Katia Mazzucco, Sergio Merlo, Laura Minelle, Chiara Miotto, Marina Molin Pradel, Valentina Nonnoi, Chiara Pasqua Di Bisceglie, Susanna Polloni, Silvia Rizzi, Sabrina Salis, Roberta Sarzetto, Adele Scarpari, Alessia Scarparolo, Laura Secco, Mauro Vigato, Cristina Zanardi, Cristina Zanatta.</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="a_proposito"><span style="font-size:100%;">A proposito di <acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym></span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Nuova Biblioteca Manoscritta è un software per la catalogazione di manoscritti che utilizza i browser per immettere direttamente via Internet le schede nel catalogo.<br /><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> consente una catalogazione partecipata a più biblioteche o archivi che lavorano sulla stessa banca dati.<br />Questa soluzione ha il vantaggio di facilitare il recupero di informazioni già strutturate e soprattutto di offrire la possibilità ai revisori di intervenire sulle notizie, facilitando il lavoro in un catalogo aperto e quindi sempre migliorabile.<br /> Il software comprende un modulo riservato di inserimento dei dati per i catalogatori e uno di interrogazione per il pubblico.<br /><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> si compone di un database di tipo relazionale (su MySQL, il database opensource più usato al mondo) e di una web application (realizzata utilizzando tecnologia Java/Jsp che sfrutta i servizi del web server Tomcat). La server side application (database MySQL e servlet) è installata su piattaforma Unix.<br />La client application invece è accessibile tramite un semplice web browser su ogni piattaforma. Ne risulta un sistema assolutamente flessibile ed adattabile a qualunque configurazione hardware e software.<br />Nuova Biblioteca Manoscritta è quindi un sistema centrale di raccolta delle informazioni sul patrimonio manoscritto accessibile dall'intero mondo web.<br /><br /><acronym title="Nuova Biblioteca Manoscritta">NBM</acronym> è stato sviluppato da Idoru <acronym title="Società a Responsabilità Limitata">srl</acronym> su incarico della direzione centrale Beni e Attività culturali del Comune di Venezia, è ospitato su server del Comune di Venezia, grazie a un accordo con i Sistemi Informativi. La proprietà del software è della Regione del Veneto. </span> </p><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="caratteristiche"><span style="font-size:100%;">Caratteristiche</span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><ul style="font-family: arial; text-align: justify;"><li><span style="font-size:100%;">Accesso attraverso login e password all'area riservata di catalogazione e di amministrazione</span></li><li><span style="font-size:100%;">profili differenziati per catalogatori, bibliotecari, revisori e amministratori</span></li><li><span style="font-size:100%;">area di catalogazione per la descrizione dei manoscritti</span></li><li><span style="font-size:100%;">scheda conforme al modello della Guida a una descrizione uniforme dei manoscritti e al loro censimento dell'<acronym title="Istituto Centrale per il Catalogo Unico">ICCU</acronym></span></li><li><span style="font-size:100%;">legami tra manoscritti per tipologie di stessa legatura, scrittura, miniatore, etc.</span></li><li><span style="font-size:100%;">rinvii tra i nomi per la forma accettata, variante e alternativa</span></li><li><span style="font-size:100%;">campo lingua, argomento, contenuto e genere letterario (ricercabili dal catalogo)</span></li><li><span style="font-size:100%;">descrizione interna articolata su più livelli, con la possibilità di dare titoli d'insieme</span></li><li><span style="font-size:100%;">maschera di inserimento corredata da anteprima della scheda del manoscritto via via compilata</span></li><li><span style="font-size:100%;">condivisione delle liste dei fondi, nomi, luoghi, titoli, bibliografia, antiche biblioteche, argomento</span></li><li><span style="font-size:100%;">gestione delle liste condivise con la sola possibilità di inserimento (per i catalogatori)</span></li><li><span style="font-size:100%;">gestione dei manoscritti secondo gli stati: in lavorazione, completato, corretto (per i catalogatori)</span></li><li><span style="font-size:100%;">gestione dei manoscritti secondo gli stati: da rivedere, pubblicato (per i revisori)</span></li><li><span style="font-size:100%;">gestione delle liste condivise con possibilità di intervenire in cancellazione e modifica (per i revisori)</span></li><li><span style="font-size:100%;">strumenti per la comunicazione delle revisioni al catalogatore</span></li><li><span style="font-size:100%;">procedura per la pubblicazione in <acronym title="Online Public Access Catalogue">OPAC</acronym> (per i revisori)</span></li><li><span style="font-size:100%;">strumenti di amministrazione per la gestione degli utenti che hanno accesso all'area riservata</span></li><li><span style="font-size:100%;">strumenti di ricerca (<acronym title="Online Public Access Catalogue">OPAC</acronym>) sulla base dati, per parola, per campi e per liste</span></li><li><span style="font-size:100%;">banca dati diversa per il catalogo (<acronym title="Online Public Access Catalogue">OPAC</acronym>) e per la catalogazione per permettere aggiornamenti successivi delle schede</span></li><li><span style="font-size:100%;">forum per i catalogatori, gli amministratori e gli utenti che si siano liberamente registrati</span></li><li><span style="font-size:100%;">importazione dei dati da Manus attraverso il formato <acronym title="Extensible Markup Language">XML</acronym></span></li><li><span style="font-size:100%;">esportazione dei dati verso Manus attraverso il formato <acronym title="Extensible Markup Language">XML</acronym></span></li></ul><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="crediti"><span style="font-size:100%;">Crediti</span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><em>Committente</em> <br /> Regione del Veneto - Giunta regionale<br /> in convenzione con il Comune di Venezia - Direzione centrale Beni e Attività culturali<br /><br /><em>Ideazione e progettazione</em> <br /> Francesco Bernardi<br /> Paolo Eleuteri<br /> Barbara Vanin<br /><br /><em>Sviluppo</em> <br /> Idoru <acronym title="Società a Responsabilità Limitata">srl</acronym> - Padova<br /> Paolo Giacomello (coordinamento)<br /> Simone Vincenzi (sviluppo)<br /><br /><em>Soluzioni tecniche per lo sviluppo e grafica</em> <br /> Francesco Bernardi<br /><br /><em>Testi</em> <br /> Francesco Bernardi<br /> Paolo Eleuteri<br /> Barbara Vanin<br /><br /><em>Hosting</em> <br /> Comune di Venezia - Sistemi Informativi<br /> presso Venis <acronym title="Società per azioni">spa</acronym></span> </p><div style="text-align: justify;"> </div><h3 style="font-family: arial; text-align: justify;" id="bibliografia"><span style="font-size:100%;">Bibliografia</span></h3><div style="text-align: justify;"> </div><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;">P. Eleuteri, B. Vanin, </span><em style="font-family: arial;">Il catalogo on line dei manoscritti delle biblioteche del Veneto</em><span style="font-family: arial;">, in </span><em style="font-family: arial;">Gazette du livre médiéval</em><span style="font-family: arial;">, 47 (2005), 31-38 [anche in </span><a style="font-family: arial;" title="Articolo Eleuteri-Vanin, Gazette du livre médiéval, versione online" href="http://www.palaeographia.org/glm/glm.htm?art=eleuteri">versione online</a><span style="font-family: arial;">]</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;"> F. Bernardi, B. Vanin, </span><em style="font-family: arial;">La catalogazione dei manoscritti moderni, un progetto regionale</em><span style="font-family: arial;">, in: </span><em style="font-family: arial;">Tutelare e Cooperare: politiche e iniziative regionali per la valorizzazione del patrimonio librario e lo sviluppo delle biblioteche</em><span style="font-family: arial;">, Verona 2006, 21-24 [</span><a style="font-family: arial;" title="Articolo VII Giornata delle biblioteche del Veneto" href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/Catalogazione_dei_manoscritti_moderni-Giornata_delle_Biblioteche-Verona_2005.pdf">scarica articolo</a><span style="font-family: arial;"> - 71KB - pdf]</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;"> B. Vanin, P. Eleuteri, </span><em style="font-family: arial;">Nuova Biblioteca Manoscritta. Catalogo in linea dei manoscritti delle biblioteche del Veneto</em><span style="font-family: arial;">, in </span><em style="font-family: arial;">Bollettino dei Musei Civici Veneziani</em><span style="font-family: arial;">, III serie, 1 (2006), 113-117</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;"> F. Bernardi, B. Vanin</span><em style="font-family: arial;">, Catalogo dei codici della Biblioteca di Emmanuele Cicogna: digitalizzazione e pubblicazione online</em><span style="font-family: arial;"> in </span><em style="font-family: arial;">Bollettino dei Musei Civici Veneziani</em><span style="font-family: arial;">, III serie, 2 (2007), 147-149 [</span><a style="font-family: arial;" title="Articolo Bernardi-Vanin, Bollettino Musei civici veneziani, 2007" href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it/digitalizzazione_cataloghi_cicogna-Bollettino_musei_civici_veneziani.pdf">scarica articolo</a><span style="font-family: arial;"> - 73KB - pd<a href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it">f]</a></span></span></div><p style="font-family: arial;"> </p> <a href="http://www.nuovabibliotecamanoscritta.it"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: arial;">Vai al sito</span></span></a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-991653397104053698?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-34765088450625345012008-02-14T09:13:00.004+01:002008-02-14T09:28:24.356+01:00L'Assedio di Tortona<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.assedioditortona.it/images/top_assedio.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 428px; height: 40px;" src="http://www.assedioditortona.it/images/top_assedio.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">È stato inaugurato da pochissimo un nuovo portale medievale (infatti alcune parti sono ancora in costruzione). Il sito presenta un ricco panorama di notizie sull'assedio di Tortona che le truppe imperali di Federico I Barbarossa posero alla città piemontese nel febbraio del 1155. Tale evento sarà rievocato per la prima volta il 17 e 18 maggio 2008.</span></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">Ecco un breve riassunto delle vicende storiche:</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">I tortonesi furono presi di sorpresa: le cisterne dell’acqua non erano completamente piene ed i milanesi erano riusciti a mandare solo una parte delle loro truppe nella città. Iniziò un durissimo assedio; la città allora era divisa in due parti: la città bassa, nata sull’antica centuriazione romana e sviluppatasi lungo la via Emilia, non era difendibile e fu subito abbandonata, ma la città alta, che sorgeva sull’impervio acropoli oggi chiamato “Castello” , era una vera e propria fortezza naturale. In questa rocca si trovavano la basilica vescovile, il vescovado ed il palazzo comunale. L’unico lato assaltabile era quello della “Porta d’oro”, verso Sarezzano, dove il dislivello era minore. Purtroppo però le cisterne dell’acqua non erano colme e nella rocca non vi erano fonti, che invece abbondavano appena al di fuori. Quotidianamente vi furono assalti alle mura e contrattacchi, mentre macchine da guerra imperiali, soprattutto mangani, cercavano di danneggiare le mura. I tortonesi ed i milanesi si difendevano bene e difficilmente gli imperiali sarebbero riusciti a penetrare in città, ma la primavera fu particolarmente asciutta e priva di piogge. Le cisterne si svuotarono, anche il vino finì, e si iniziarono battaglie cruentissime quotidiane attorno alle fonti fuori le mura. Alla fine , su suggerimento dei pavesi, tutte le fonti furono avvelenate con cadaveri e carcasse animali. La situazione nella città si fece tragica. Il vescovo di Tortona, Oberto, forse tramite un “Prete Fliscus”, della famiglia dei Fieschi, ottenne l’intervento dell’abate Bruno di Chiaravalle di Bagnolo. Questi ammorbidì le posizione dell’Imperatore, che permise ai tortonesi ed ai milanesi di uscire dalla rocca portando con se’ quello che potevano. Era il giorno 19 Aprile. L’Imperatore aveva rilasciato delle garanzie circa la non totale distruzione della città, ma dopo la sua partenza i pavesi la dettero completamente a fuoco e distrussero le mura. Il cronista narra che l’Abate di Chiaravalle mori per questa violazione dei patti. L’esilio dei tortonesi durò poco, già a maggio i milanesi inviarono ingenti truppe per permettere il ritorno dei cittadini e la ricostruzione delle mura, che avvenne anche con l’aiuto finanziario della città meneghina. Alla fine dell’estate del 1155 la città era stata ricostruita più bella e grande di prima.</span></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">Nel portale si trovano tutte le informazioni per partecipare a questa iniziativa:</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><a style="font-family: times new roman;" href="http://www.assedioditortona.it">www.assedioditortona.it</a></span><br /><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family: times new roman;">Tra le varie sezioni del portale si segnalano infine:</span></span><br /></div><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.assedioditortona.it/assedio.html">L'assedio di Tortona</a> - <a href="http://www.assedioditortona.it/assedio1.html">Avvenimenti Particolari</a> - <a href="http://www.assedioditortona.it/assedio2.html">I Cavalieri e le Dame</a> - <a href="http://www.assedioditortona.it/assedio3.html">Storia e Letteratura</a></span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-3476508845062534501?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-83525880247417907262008-01-30T20:54:00.000+01:002008-01-30T21:06:14.036+01:00Centro Studi Romei<span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Centro Studi Romei</span> </span><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><span style="font-size:100%;">Fondato nel 1985 e diretto da Renato Stopani, il Centro Studi Romei ha sede in Firenze presso la Basilica di San Miniato al Monte. Il Centro realizza monografie, pubblicazioni periodiche (in particolare la rivista <a href="http://www.centrostudiromei.eu/rivista_de_strata_francigena.html">"De Strata Francigena"</a>), mostre e convegni di studio sulle vie di pellegrinaggio nel Medioevo. Il Centro cura la "Bibliografia del pellegrinaggio medievale" su data-base Tinlib, che attualmente conta oltre 3900 titoli. Ciò che distingue il Centro da altre strutture analoghe è la peculiare attenzione agli itinerari di pellegrinaggio.</span></p><p face="times new roman" style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.centrostudiromei.eu/jpg/Logstra2.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.centrostudiromei.eu/jpg/Logstra2.jpg" alt="" border="0" /></a></p><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;">Si tratta della pubblicazione periodica del <a href="http://www.centrostudiromei.eu/centro_studi_romei.html">Centro Studi Romei</a>, apprezzata in Italia e all'estero per la serietà dei suoi studi e per i qualificati collaboratori di cui si avvale. Esce semestralmente e pubblica saggi di approfondimento e di sviluppo delle tematiche legate agli itinerari delle <i>peregrinationes maiores</i>, nonché studi e ricerche sui diversi aspetti della storia del pellegrinaggio e della viabilità medievale. Il Centro Studi Romei produce anche quaderni monografici.</p><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;">Si può richiedere al Centro Studi Romei - preferibilmente via e-mail - una <b>estrazione bibliografica mirata</b> dal data-base Tinlib (<b>Copyright IFNET Srl Firenze</b>) su temi inerenti le attività del Centro stesso, per Parola Chiave o Soggetto, per Area geografica o per Autore, lasciando un messaggio nell'apposita casella di e-mail. Alcuni esempi: ospedali medievali in Emilia, ordini militari e ospitalieri in Toscana, valichi alpini medievali, navigazione medievale, etc.<br /> Entro pochi giorni, vi verrà inviato un file in formato testo contenente quanto richiesto.<br />Ciò che chiediamo in cambio è la <b>citazione della fonte e del detentore del Copyright</b>, nonché una copia dell'eventuale pubblicazione (anche soltanto su floppy disk, qualora si tratti di tesi di laurea), che provvederemo a registrare sullo stesso data-base. Per le stesse esigenze di completezza del data-base e della nostra documentazione, saremo lieti di ricevere qualsiasi tipo di materiale (anche mimeografico o in append di e-mail), attinente i campi della nostra ricerca. Esso verrà registrato nel data-base e recensito o segnalato nel primo volume successivo, di regola in quello miscellaneo o, se attinente al tema, in quello monografico.</p><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;">Infine nel sito anche un ricco elenco di risorse in Rete e la<span style="font-size:100%;"> </span><span style="font-size:100%;">Bibliografia tematica di Fabrizio Vanni.</span></p><p style="font-family: times new roman; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Vai al sito: <a href="http://www.centrostudiromei.eu">www.centrostudiromei.eu</a><br /></span> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-8352588024741790726?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-75605962514567277282008-01-24T07:57:00.000+01:002008-01-24T08:01:45.156+01:00www.scaligeri.com<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.scaligeri.com/uploads/images/contenuti/Fabio_Francesco_Scaligeri.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 278px; height: 205px;" src="http://www.scaligeri.com/uploads/images/contenuti/Fabio_Francesco_Scaligeri.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.scaligeri.com//">WWW.SCALIGERI.COM</a> ha uno scopo molto ambizioso: promuovere la Memoria Storica, l’Identità Culturale e la Conoscenza del Territorio Veneto nell’ambito del periodo storico che va dal 1267 al 1387 e si identifica con la Signoria Scaligera.</span></div><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Questo portale vorrebbe divenire un “contenitore” di informazioni riguardanti quel periodo del Basso Medioevo in cui nacque, regnò e decadde la Signoria degli Scaligeri. </span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">I nostri intenti sono:</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">1) comunicare, diffondere notizie sulla storia veneta al tempo della Signoria Scaligera<br />2) favorire il libero scambio di informazioni, ricerche e di notizie inerenti a questo periodo<br />3) promuovere iniziative culturali che possano accrescere la conoscenza del Basso Medioevo del Nord Italia e in special modo del periodo scaligero<br />4) incoraggiare il turismo culturale nel territorio scaligero, cercando di risvegliare la curiosità non solo dei turisti stranieri, ma anche degli stessi cittadini italiani </span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.scaligeri.com//">WWW.SCALIGERI.COM</a> non è un sito dedicato solo ad un pubblico di “addetti ai lavori”, ma un enorme raccoglitore virtuale dove chiunque può aggiungere le proprie informazioni, ricerche o considerazioni partecipando alla costruzione e all’ arricchimento continuo del sito. E’ chiaro quindi che <a href="http://www.scaligeri.com//">WWW.SCALIGERI.COM</a>, essendo un sito per tutti, avrà tante chiavi di lettura a seconda dei vari livelli di ricerca: ci potranno essere articoli e ricerche estremamente specifici oppure semplici spazi dedicati a chi voglia soddisfare delle curiosità storiche.</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Per questo motivo utilizzeremo un linguaggio chiaro e schematico; eventuali citazioni in latino saranno tradotte in italiano, e avremo cura di arricchire le nostre pagine con fotografie ed illustrazioni pertinenti gli argomenti trattati.</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Solo in Italia (senza contare i paesi del Nord Europa dove il concetto di ricerca storica e di rievocazione è molto più diffuso e sviluppato) esistono centinaia di siti web più o meno interessanti che si occupano di “Medioevo”: Romani, Celti, Templari, Crociati, Milizie Comunali, Compagnie di ventura, ecc…</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Allora perché creare un altro sito sul Medioevo?</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Noi crediamo nel detto “PARVUM OPTIMUM EST” , OSSIA “POCO MA BUONO”, QUINDI PREFERIAMO LIMITARE IL NOSTRO CAMPO DI RICERCA E APPROFONDIMENTO AD UN LASSO DI TEMPO BEN CORCOSTANZIATO (poco più di cento anni); INOLTRE E’ UN DATO DI FATTO CHE ATTUALMENTE NON ESISTE UN SITO WEB CHE TRATTI IL PERIODO SCALIGERO NEI SUOI VARI ASPETTI storico - sociale - artistico - militare. </span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Quando si parla di XIV secolo, soprattutto nei testi più facilmente reperibili in una qualsiasi libreria, molto spesso la parte riservata alla dominazione e all’espansione della Signoria Scaligera è limitata a poche pagine. Eppure le fortificazioni, i castelli, le rocche e le cinte murarie costruite per ordine degli Scaligeri e dei loro alleati costellano un territorio enorme, che non si limita alla sola splendida città di Verona, ma comprende città come Vicenza, Padova, Treviso, Mantova, Este, Feltre ed arriva fino a Parma e Lucca.</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Come abbiamo detto poco più su, tra le varie “rubriche” di cui <a href="http://www.scaligeri.com//">WWW.SCALIGERI.COM</a> tratterà, ne esiste una legata al territorio scaligero e alle sue ricchezze. Questo perché è bello parlare di storia, ma è ancor più bello poterla “toccare con mano”. Noi italiani abbiamo la grande fortuna di essere circondati da un vero e proprio “tesoro” fatto di castelli, chiese, abbazie, musei e splendidi monumenti artistici, ma spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.</span></p><p style="font-family: arial; text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Ci piacerebbe segnalare ai fruitori di <a href="http://www.scaligeri.com//">WWW.SCALIGERI.COM</a> tutte le località in cui è possibile riscoprire ciò che gli Scaligeri ci hanno lasciato, un’eredità affascinante che identifica la storia di un Popolo e una Regione, il Veneto.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">I nostri nomi sono Fabio Carlo e Francesco e siamo due amici con una passione comune: la storia medioevale e in special modo la storia della signoria scaligera.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Come molte persone, sin da bambini nutriamo un particolare attaccamento al mondo medioevale, una passione che abbiamo coltivato per anni, ma che purtroppo non riusciva a trovare un ambiente adatto in cui potersi confrontare ed esprimere appieno. </span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Ci siamo conosciuti poco più di 2 anni fa presso una scuola di scherma medioevale di Verona. Facendo delle ricerche personali per approfondire la nostra conoscenza sul periodo scaligero ci siamo resi conto che entrambi avevamo un grande interesse per la storia medioevale, e soprattutto per le vicende belliche che caratterizzarono il nord Italia nel XIV secolo, ed eravamo rimasti affascinati dalla storia trecentesca di Verona.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Oltre all’apprendimento ed esercizio della scherma medioevale come disciplina sportiva, abbiamo trovato nella rievocazione storica un modo originale per rivivere le gesta dei nostri avi. Attraverso la scherma e la rievocazione siamo entrati in contatto con numerosi gruppi e compagnie di rievocazione storica italiani e abbiamo iniziato ad appassionarsi al mondo del living history e reenactment.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">Col tempo ci siamo resi conto che per “rievocare” un periodo storico è necessario conoscere bene la storia, i personaggi e le dinamiche sociali che lo caratterizzarono. Ma per conoscere la storia, soprattutto di un periodo così lontano, è necessario non smettere mai di studiare, interfacciarsi con dei ricercatori e confrontarsi con molta umiltà e riconoscenza con chi ha maggiori conoscenze.</span></p><p style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;">E’ così, che ci siamo decisi a creare <a href="http://www.scaligeri.com//">http://www.scaligeri.com//</a>, all’inizio forse un po’ spaventati dall’incredibile mole di lavoro che ci attendeva, ma consapevoli di fare un lavoro utile a tutti coloro che nutrono le nostre stesse passioni. Questo sito è stato creato con la speranza di diventare il “punto d’incontro” di tutti coloro che si avvicinano alla rievocazione storica e di tutti gli esperti, ricercatori, studenti ed appassionati di storia medioevale in genere interessati al periodo che va dal 1277 al 1387.</span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-7560596251456727728?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-30274771963943853712007-12-31T09:32:00.000+01:002007-12-31T09:40:37.470+01:00Millenario della Cattedrale di Sarsina<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cattedralesarsina.it/home/templates/cattedrale_sarsina/images/header.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.cattedralesarsina.it/home/templates/cattedrale_sarsina/images/header.jpg" alt="" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">La </span><strong style="font-family: times new roman;">Diocesi di Cesena-Sarsina</strong><span style="font-family:times new roman;"> si prepara a celebrare il Millenario della </span><strong style="font-family: times new roman;">Cattedrale di Sarsina</strong><span style="font-family:times new roman;"> dedicando a tale evento un intero </span><strong style="font-family: times new roman;">anno giubilare</strong><span style="font-family:times new roman;">, dal 25 Marzo 2008 alla Pentecoste del 2009, con particolari manifestazioni ecclesiali. Contestualmente l'Amministrazione Comunale, di concerto con gli Enti istituzionali presenti sul territorio regionale e provinciale, propone nell'arco dell'intero anno giubilare una serie di eventi culturali che pongono in risalto il carattere storico-artistico della Basilica Cattedrale, dell'intera Città e del territorio circostante sin oltre i confini comunali. </span></span><br /></div><div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:times new roman;">Gli obiettivi che ci si è proposti sono conseguiti attraverso le seguenti iniziative e interventi: </span></span></div><ul style="text-align: justify;font-family:times new roman;"><li><span style="font-size:100%;">convegni;</span></li><li><span style="font-size:100%;">mostre;</span></li><li><span style="font-size:100%;">eventi culturali;</span></li><li><span style="font-size:100%;">conferenze;</span></li><li><span style="font-size:100%;">pubblicazioni;</span></li><li><span style="font-size:100%;">percorsi storico-naturalistici;</span></li><li><span style="font-size:100%;">restauri;</span></li><li><span style="font-size:100%;">iniziative didattiche;</span></li><li><span style="font-size:100%;">accoglienza.</span></li></ul><div style="text-align: justify;"> <span style="font-size:100%;"><span class="article_seperator" style="font-family:times new roman;"> </span></span> </div><div> </div><div style="text-align: justify;">Ha accompagnato nelle alterne vicende la vita di decine di generazioni sarsinati. Come loro più che farla, la storia, l’ha nel bene e nel male subita: è il destino delle piccole realtà. E’ la <strong>Cattedrale di Sarsina</strong>, cuore pulsante della piccola città, vera e propria "Domus" cittadina. Se la sua imponente architettura non sfugge al visitatore, lo può il ricordo dei suoi costruttori, che la edificarono grande a fronte di una esigua popolazione, e quello dei suoi vescovi che nei secoli si sono costantemente impegnati a renderla sempre più decorosa e accogliente. Essa si erge sull'<strong>antico foro</strong>, luogo di incontro, di scambio e di dialogo, a cornice della <strong>tomba di Vicinio</strong> come a volerne perpetuare nel tempo la sua presenza evangelizzatrice, prima come "semplice cristiano" e poi come Pastore.<br /><br />Purtroppo, di essa non possediamo più documenti che ne attestino la data di edificazione, ma i recenti restauri hanno permesso di collocarne l’edificazione intorno all’anno mille. A noi, oggi, la possibilità di celebrarne simbolicamente a livello ecclesiale e civile i mille anni della sua storia, lasciandoci da lei raccontare il suo passato di fede e d’arte, riappropriandoci di quei segni di pietra, cicatrici illeggibili di antiche ed eleganti forme cancellate dal tempo e dall’uomo. Tale occasione risulta essere il 50° anniversario dell’inizio del <strong>grande restauro</strong> della Cattedrale avvenuto nel marzo del 1958. Queste celebrazioni straordinarie, oltre ad essere importanti ai fini pastorali, sono una favorevole occasione per approfondire le poche informazioni possedute sull’edificazione e le mutazioni morfologiche della Cattedrale lungo i secoli, e per indagarne di nuove.<br /><br />La Diocesi di Cesena-Sarsina si prepara a celebrare questo evento dedicando ad esso un intero <strong>anno giubilare</strong>, dal <span style="color: rgb(255, 0, 0);">25 Marzo 2008</span> alla Pentecoste del 2009, con particolari manifestazioni ecclesiali. Contestualmente l’Amministrazione comunale, di concerto con gli Enti istituzionali presenti sul territorio regionale e provinciale, propone nell’arco dell’intero anno giubilare una serie di <strong>eventi culturali</strong> che pongono in risalto il carattere storico-artistico della Basilica Cattedrale, dell’intera Città e del territorio circostante sin oltre i confini comunali.<br /><br />Nel sito oltre a tutte le informazioni storiche e artistiche sulla basilica, si può trovare il programma di tutte le iniziative messe in cantiere per questo millenario.<br /><a href="http://www.cattedralesarsina.it"><br />>> vai al sito</a><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-3027477196394385371?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0tag:blogger.com,1999:blog-3313963215140234816.post-16348686768166286452007-12-08T18:18:00.000+01:002007-12-08T18:23:56.811+01:00Progetto RAPHAEL<div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"><span style="font-size:100%;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/immagini/testa.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.cantusfractus.org/raph_1/immagini/testa.jpg" alt="" border="0" /></a>Il progetto RAPHAEL è nato nel 2002 come Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale. Il suo nome è un acronimo derivato dal titolo inglese del programma di ricerca:<br /><br /><i><u>R</u>hytmic <u>A</u>nd <u>P</u>roportional <u>H</u>idden or <u>A</u>ctual <u>EL</u>ements in plainchant</i><br /><br /><a name="progetto">Il progetto</a>, cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e promosso dalle Università di Lecce, Padova, Pavia e Parma in collaborazione con la Fondazione Guido d'Arezzo intende indagare e divulgare, nella pluralità dei suoi aspetti e con il supporto delle tecnologie informatiche, un <i>corpus</i> musicale di primaria importanza per la conoscenza della musica italiana ed europea dei secoli dal XIV al XVIII: il cosiddetto <a href="http://www.cantusfractus.org/index.html">canto fratto</a>.<br /><br />Il comitato scientifico del Progetto, composto dai professori <a href="http://www.artemusica.unipd.it/document/personal/lovato1.htm" target="_blank">Antonio Lovato</a> (Università di Padova), <a href="http://www2.unipr.it/%7Emusica/curluisi.html" target="_blank">Francesco Luisi</a> (Università di Parma), <a href="http://musicologia.unipv.it/organizzazione/personale/curricula/zappala.html%22" target="_blank">Pietro Zappalà</a> (Università di Pavia) e <a href="http://bbcc.unile.it/bbcc/Gozzi%20Marco/Gozzi.html" target="_blank">Marco Gozzi</a> (coordinatore nazionale, Università di Lecce), ha deciso di dedicare la prima fase del progetto al censimento e alla riproduzione dei <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/kyriali.htm">Kyriali</a> italiani.<br /><br />La ricerca fornisce dunque in questo sito la mappatura e la riproduzione integrale dei pezzi appartenenti ai Kyriali italiani derivati da manoscritti ed edizioni, repertorio assai interessante non solo per i gregorianisti, ma anche per chi si occupa di polifonia sacra dal XIV al XVII secolo.<br /><br />Il sito permette di sfogliare i Kyriali (nelle due sezioni dei <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/manoscritti.htm">manoscritti</a> e delle <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/edizioni.htm">edizioni</a>), come anche di ricercare qualsiasi componimento (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) con riferimento ai <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/repertori.htm">repertori</a>, attraverso la pagina di <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/database.htm">ricerca nei Kyriali</a>.<br /></span> (Elementi ritmici e proporzionali, nascosti o palesi, nel canto piano). </div><h5 style="text-align: justify; font-family: times new roman;"><span style="font-size:100%;">COS'È IL CANTO FRATTO </span></h5><div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"> </div><div style="text-align: justify; font-family: times new roman;" class="canto"><span style="font-size:100%;"> Il canto fratto è un tipo di canto cristiano liturgico eseguito con valori proporzionali: al contrario del cosiddetto gregoriano il cantus fractus possiede spesso una notazione con elementi mensurali, che indica con precisione il valore delle note.<br /><br />Si tratta di un repertorio assai diffuso in tutta Europa e testimoniato da numerosi libri liturgici sia manoscritti sia a stampa, dal XIV al XX secolo, che riguarda soprattutto tre forme di canto liturgico: i Credo, gli inni e le sequenze. Nel Settecento il fenomeno dilaga e interessa tutti i canti dell'Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei).<br /><br />A questo repertorio, completamente trascurato dalla ricerca musicologica e dagli esecutori, un consorzio di Università italiane ha dedicato quattro anni di ricerca attraverso un Progetto interuniversitario di rilevante interesse nazionale (PRIN), cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: il Progetto <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/progetto.htm">RAPHAEL</a>.<br /><br />Dopo quattro anni di ricerca si è pensato di rendere fruibili a tutti gli studiosi e gli appassionati di canto liturgico le riproduzioni dei Kyriali sinora fotografati, realizzando il progetto.<br /></span> <h5><span style="font-size:100%;">KYRIALI ITALIANI </span></h5><span style="font-size:100%;"> Il sito permette di sfogliare i Kyriali (nelle due sezioni dei <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/manoscritti.htm">manoscritti</a> e delle <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/edizioni.htm">edizioni</a>), come anche di ricercare qualsiasi componimento (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus) con riferimento ai <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/repertori.htm">repertori</a>, attraverso la pagina di <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/database.htm">ricerca nei Kyriali</a>.<br /></span> <h5><span style="font-size:100%;">ASCOLTI ED ESEMPI </span></h5><span style="font-size:100%;"> Il canto cristiano liturgico conosce molto presto esecuzioni con valori proporzionali, soprattutto per quanto riguarda i testi metrici (inni e poi sequenze), ma nei primi anni del Trecento compare in Francia meridionale un nuovo tipo di repertorio che si diffonde rapidamente in Italia e poi in tutta Europa: in questo periodo si compongono infatti dei Credo con notazione mensurale, i più importanti dei quali sono il cosiddetto <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/ascolti/credocardinalis1v.htm">Credo Cardinalis</a> e il cosiddetto <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/ascolti/credoregis.htm">Credo Regis</a> o Apostolorum. Il primo è il più tipico esempio di canto fratto, citato spesso dai teorici musicali come prototipo del genere, tramandato da moltissimi testimoni a partire dal Trecento.<br /><br />Per ascoltare alcuni esempi di canto fratto, visita la pagina degli <a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/ascolti.htm">ascolti</a>. </span></div><div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"> </div><div style="text-align: justify; font-family: times new roman;" id="colonna-dx"> <div class="mondo"><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.mondoaperto.org/" target="_blank" border="0"> <img src="http://www.cantusfractus.org/raph_1/immagini/bannerwhite.gif" /></a></span> </div> <span style="font-size:100%;"></span> <div class="kyriali"> <h3><span style="font-size:100%;">PROGETTO KYRIALI ITALIANI</span></h3> <div class="edizioni"> <h3><span style="font-size:100%;"> LE EDIZIONI </span></h3> <span style="font-size:100%;"><a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/edizioni.htm"><img src="http://www.cantusfractus.org/raph_1/immagini/miniatura_ed.jpg" alt="vai alla sezione Edizioni" /></a></span> </div> <div class="manoscritti"> <h3><span style="font-size:100%;"> I MANOSCRITTI </span></h3> <span style="font-size:100%;"><a href="http://www.cantusfractus.org/raph_1/manoscritti.htm"><img src="http://www.cantusfractus.org/raph_1/immagini/miniatura_ms.jpg" alt="vai alla sezione Manoscritti" /></a></span> </div> </div> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3313963215140234816-1634868676816628645?l=sitimedievali.blogspot.com'/></div>Italia Medievalehttp://www.blogger.com/profile/18167904232959442706info@italiamedievale.org0