tag:blogger.com,1999:blog-32902817854607291472009-07-06T14:27:08.016+02:00Indagini, misteri, segreti e dintorni (www.1922lasegretissima.com)Certe informazioni possono far fallire un'azienda, portare alla rovina una famiglia, un'intera nazione.
Quante di queste informazioni sono reali o frutto di fantasia?
Quando conviene distruggerle o divulgarle?Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.comBlogger200125tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-44638351048414110372009-06-20T16:38:00.003+02:002009-06-20T16:39:57.464+02:00Brigate Rosse: la questura di Roma lancia un appello<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sjz0fZt06_I/AAAAAAAAAtE/0iz0lDQOSoA/s1600-h/fallico.jpg"><img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 157px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349419277725527026" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sjz0fZt06_I/AAAAAAAAAtE/0iz0lDQOSoA/s200/fallico.jpg" /></a><br /><div>La Digos di Roma è a caccia di un magazzino, un box, o un garage che potrebbe essere stato a disposizione di Luigi Fallico, uno degli arrestati <a href="http://www.poliziadistato.it/articolo/15592">nell'operazione antiterrorismo</a> condotta giovedi scorso dalla questura di Roma, accusato di banda armata, associazione eversiva ed armi.<br />Si cerca un locale la cui serratura coincida con le chiavi sequestrate proprio al brigatista al momento dell'arresto. Nel covo potrebbero essere nascoste armi, esplosivo o altro materiale collegato all'attività del gruppo eversivo. Gli investigatori stanno cercando ovunque, soprattutto nella zona Tiburtina - Casal Bruciato - e nella parte est della città dove viveva Luigi Fallico, conosciuto come il "corniciaio" per via dell'attività che svolgeva. La Digos capitolina lancia un appello: "Chi avesse notato Luigi Fallico entrare o uscire da un garage, box o altro locale, o comunque, potesse fornire informazioni in merito, è pregato di contattare la Digos della questura di Roma" a questo numero: 06-46862885.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-4463835104841411037?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-71818783411741540252009-06-11T11:21:00.004+02:002009-06-11T11:24:43.995+02:00Terrorismo "Volevano colpire al G8 in Sardegna"<a href="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SjDMyGQTf-I/AAAAAAAAAs8/EwkuM3EAdTI/s1600-h/armi1.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345997918733303778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SjDMyGQTf-I/AAAAAAAAAs8/EwkuM3EAdTI/s200/armi1.jpg" border="0" /></a><br /><br /><div align="justify">ROMA - Avrebbero progettato anche un attentato in occasione del G8 che si sarebbe dovuto tenere all'Isola della Maddalena (poi spostato all'Aquila in seguito al terremoto), le persone arrestate nell'ambito dell'operazione antiterrorismo condotta dalla magistratura romana. La circostanza sarebbe emersa da una serie di intercettazioni alle quali sono stati sottoposti gli indagati. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo, banda armata e detenzione di armi. Dagli accertamenti è emerso che ROMA - Avrebbero progettato anche un attentato in occasione del G8 che si sarebbe dovuto tenere all'Isola della Maddalena (poi spostato all'Aquila in seguito al terremoto), le persone arrestate nell'ambito dell'operazione antiterrorismo condotta dalla magistratura romana. La circostanza sarebbe emersa da una serie di intercettazioni alle quali sono stati sottoposti gli indagati. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo, banda armata e detenzione di armi. Dagli accertamenti è emerso che Luigi Fallico avrebbe contattato numerosi esponenti, alcuni dei quali già coinvolti come fiancheggiatori delle nuove Brigate rosse, nel suo progetto di ripristino della lotta armata. Tra i fiancheggiatori contattati, anche uno coinvolto nelle indagini sull'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, ucciso in via Salaria il 20 maggio 1999. I milanesi coinvolti nell'inchiesta dei Pm Pietro Saviotti ed Erminio Amelio avrebbero avuto legami con alcuni esponenti legati alle Brigate rosse e fatti arrestare negli scorsi anni dal pm Ilda Boccassini.Sono sei complessivamente gli arresti, cinque in carcere e uno ai domiciliari, eseguiti dalla Digos di Roma nell'ambito dell'operazione antiterrorismo disposta dalla Procura della Repubblica. Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, c'é Luigi Fallico, ex brigatista della prima generazione che, accusato dagli inquirenti di riannodare le fila della lotta armata. Fallico, negli anni '80, era comparso marginalmente in alcune inchieste su gruppi satelliti che ruotavano intorno alla brigate rosse. Nell'operazione sono coinvolti esponenti genovesi, di Milano e un sardo. Quest'ultimo è stato bloccato a Roma dove era arrivato per incontrare Fallico. L'operazione è scattata dopo due anni di indagini fatte dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti e dal sostituto Erminio Amelio. Ai domiciliari è finita una persona anziana, perché trovata in possesso di alcune armi. Nel corso delle perquisizioni sarebbe stata scoperta anche una bomba.avrebbe contattato numerosi esponenti, alcuni dei quali già coinvolti come fiancheggiatori delle nuove Brigate rosse, nel suo progetto di ripristino della lotta armata. Tra i fiancheggiatori contattati, anche uno coinvolto nelle indagini sull'omicidio del giuslavorista Massimo D'Antona, ucciso in via Salaria il 20 maggio 1999. I milanesi coinvolti nell'inchiesta dei Pm Pietro Saviotti ed Erminio Amelio avrebbero avuto legami con alcuni esponenti legati alle Brigate rosse e fatti arrestare negli scorsi anni dal pm Ilda Boccassini.Sono sei complessivamente gli arresti, cinque in carcere e uno ai domiciliari, eseguiti dalla Digos di Roma nell'ambito dell'operazione antiterrorismo disposta dalla Procura della Repubblica. Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, c'é Luigi Fallico, ex brigatista della prima generazione che, accusato dagli inquirenti di riannodare le fila della lotta armata. Fallico, negli anni '80, era comparso marginalmente in alcune inchieste su gruppi satelliti che ruotavano intorno alla brigate rosse. Nell'operazione sono coinvolti esponenti genovesi, di Milano e un sardo. Quest'ultimo è stato bloccato a Roma dove era arrivato per incontrare Fallico. L'operazione è scattata dopo due anni di indagini fatte dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti e dal sostituto Erminio Amelio. Ai domiciliari è finita una persona anziana, perché trovata in possesso di alcune armi. Nel corso delle perquisizioni sarebbe stata scoperta anche una bomba. (Ansa)</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-7181878341174154025?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-76425686242221299492009-05-21T11:51:00.006+02:002009-05-21T16:42:20.901+02:00VIA POMA<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/ShUkJyDR8YI/AAAAAAAAAs0/sZ0HbG2z_PQ/s1600-h/Vanacore.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338212683790545282" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/ShUkJyDR8YI/AAAAAAAAAs0/sZ0HbG2z_PQ/s200/Vanacore.JPG" border="0" /></a><br /><br />ESCLUSIVO: DOPO 19 ANNI, UN’ALTRA PISTA NEL DELITTO DI SIMONETTA CESARONI<br /><br /><div align="justify">Clamoroso, c’è un nuovo indagato: è Pietro Vanacore!<br />Due strane telefonate, un’agendina dimenticata, forse un’inedita ipotesi d’indagine da percorrere. Così torna sotto accusa proprio il portiere dello stabile. Perché?<br /><br /><br /><br />C’è un altro indagato per il delitto di via Poma. Un altro fascicolo aperto lo scorso 20 ottobre e un altro presunto colpevole. Non è un nome nuovo,anzi: è un nome che ritorna da un passato che sembrava dimenticato. Si tratta di Pietrino Vanacore, il portiere dello stabile dove Simonetta Cesaroni venne uccisa con 29 colpi di tagliacarte. Arrestato tre giorni dopo quel 7 agosto del 1990, Pietrino Vanacore venne prosciolto dall’accusa di omicidio volontario e rimandato a casa dopo 26 giorni di carcere. Due anni dopo rientrò nel fattaccio come indiziato di favoreggiamento nei confronti di Federico Valle, nipote di un inquilino dello stabile. E oggi, a distanzadi quasi 19 anni, la procura di Roma lo indaga ancora, e con l’accusa di omicidio volontario. Attenzione però: la nuova «pista Vanacore» non distoglie l’attenzione degli inquirenti da colui che finora risultava essere l’unico sospettato, Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta entrato nell’inchiesta nel 2007 dopo una perizia eseguita dagli esperti del Ris sul reggiseno e sul corpetto della ragazza. Il suo Dna, estrapolato da una traccia di saliva ritrovata dopo 17anni, ha fatto riaprire l’inchiesta. Con consulenze e perizie sono statiriletti gli indizi e i reperti trovati sulla scena del delitto. Sono state riprese in mano e analizzate le foto di quel morso sul seno sinistro di Simonetta, dato «in concomitanza alla commissione dell’omicidio». Quel segno sarebbe compatibile con l’arcata dentaria di Busco, almeno secondo ilconfronto fatto attraverso un calco eseguito presso l’Istituto di Medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma lo scorso dicembre. Appena due mesi prima, come Oggi è in grado di rivelare in esclusiva, ipubblici ministeri Roberto Cavallone e Ilaria Calò avevano firmato larichiesta di autorizzazione alla riapertura delle indagini su PietrinoVanacore. Richiesta che fu autorizzata dal giudice, nel più stretto riserbo,24 ore dopo perché «a fronte delle indagini di natura scientifica», èscritto a pagina quattro del documento che Oggi ha potuto visionare, «cheappaiono indicare in Busco Raniero il presumibile autore materiale delfatto, vi sono altri elementi che sembrano deporre per l’intervento diqualcun altro, contestualmente o immediatamente dopo il fatto, che volontariamente o inconsapevolmente abbia in qualche modo inquinato la scenadel crimine». Quindi, due fascicoli e due indagati, Busco e Vanacore. Per entrambi l’accusa di omicidio volontario. E anche nel caso dell’ex portiere siprosegue a indagare nel silenzio. Con intercettazioni e perquisizioni. Nell’appartamento dove Pietrino Vanacore vive insieme alla seconda moglieGiuseppa De Luca i carabinieri sono arrivati a fine ottobre. Una visita chenon è passata inosservata a Monacizzo, un piccolo centro in provincia diTaranto, con poco più di 200 abitanti, una chiesa, un bar e una sola via che porta direttamente al mare, distante un paio di chilometri. I militari hanno cercato e sequestrato un’agenda, poi restituita. Ancora un’agenda. Come quella rossa tascabile con la scritta «Lavazza» dimenticata accantoalla borsetta di Simonetta. Quell’agendina apparteneva a Vanacore ma venne ritrovata sulla scrivania dove la ragazza lavorava, accanto al telefono coni tasti sporchi di sangue. I magistrati romani ipotizzano che il portiere sia entrato nell’appartamentoprima dell’arrivo di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, e della polizia.Avrebbe quindi cercato di contattare l’avvocato Francesco Caracciolo di Sarno, presidente dell’associazione italiana Ostelli della Gioventù epresidente del Comitato Lazio: «Sappare verosimile ritenere che possaessere stato proprio il portiere, dopo aver trovato e toccato il cadavere achiamare il Caracciolo per comunicare l’accaduto o per chiedere aiuto oconsiglio». In queste sei pagine i pm Cavallone e Calò riportano nomi noti ma maiemersi, fanno precisi riferimenti a nuove dichiarazioni. Anche a quelle fornite da Anita Baldi, funzionario Aiag (Associazione italiana alberghidella gioventù) e cioè che era stato «l’avvocato Caracciolo a insistereperché Simonetta si recasse di pomeriggio a lavorare in via Poma».</div><div align="justify">CORTINA FUMOGENA Non solo. I pm Cavallone e Calò indicano alcune intercettazionitelefoniche e ambientali su Mario Macinati, che all’epoca gestiva la tenutadi Tarano di proprietà dell’avvocato Caracciolo. Secondo i magistrati cisarebbe un tentativo del legale di non essere coinvolto. E soprattutto cisarebbero due chiamate effettuate da quel telefono sporco di sangue, partitedall’appartamento di via Poma, la prima alle 20.30, l’altra alle 23 circa,orari in cui non era stato ancora ufficialmente scoperto il cadavere diSimonetta Cesaroni.Insomma una richiesta di indagini che contiene elementi nuovi, forsedestinati ad avere ulteriori sviluppi. Antonio De Vita, il legale che difende Vanacore fin dal 1990, ne sembra convinto. «Quella dei magistrati inquesto caso può essere stata una mossa tattica o strategica», dice a Oggi,«per coprire con una cortina fumogena l’attività d’indagine nei confronti dialtre persone, per creare un po’ di confusione e non scoprire la direttriced’attacco». Ma le due telefonate in questione? «E perché avrebbe dovutofarle Vanacore?», risponde De Vita: «Ci sono due chiamate per rintracciare l’avvocato Caracciolo. È lui che dovrebbe chiarire e spiegare». Mentre si stanno tirando le fila dell’inchiesta resta in silenzio Pietrino Vanacore. «Non ha reagito più di tanto a questa nuova accusa», raccontal¹avvocato De Vita: «L’ha presa come uno di quegli eventi naturali che affliggono la sua esistenza. È quasi rassegnato. Il mio assistito è semprefermo sulla sua posizione: da quell’agosto 1990 continua a dichiararsiestraneo ai fatti, ed è una posizione che io condivido pienamente». L’ex portiere di via Poma si era avvalso della facoltà di non rispondere dopo iprimi interrogatori, lunghi e faticosi di 19 anni fa, dopo quellecontraddizioni che pagò con il carcere. Messo alla gogna con l’accusa diaver ucciso, poi di aver aiutato l’assassino, su quel portiere è sempre ecomunque rimasto un sospetto, quello di sapere e di voler tacere. Di volerproteggere qualcuno. È stato prosciolto, indagato, intercettato. Anche dopol¹ultima perquisizione. Le sue lamentele, le sue accuse sono statetrascritte. Tutte. E oggi quell’uomo, che ha sempre avuto paura di essereancora coinvolto, compare in un nuovo fascicolo. Con la stessa pesanteaccusa di vent’anni fa, quella di omicidio volontario.</div><div align="justify">(Raffaella Fanelli)<br /><br />IL FIGLIO DI PIETRINO: “HANNO DISTRUTTO MIO PADRE”<br />Le nuove indagini su Pietrino Vanacore sono partite lo scorso ottobre nel massimo riserbo. E se resta in silenzio il portiere di via Poma, il figlio, Mario Vanacore, ricorda quel 7 agosto del 1990. Quel giorno c’era anche lui in quello stabile, con la moglie Donatella e la figlia di pochi mesi. Aveva raggiunto il padre a Roma prima di partire per le vacanze. Anche Mario Vanacore, in passato, è stato indagato per l’omicidio di Simonetta Cesaroni e, lo scorso anno, è stato nuovamente sentito come persona informata dei fatti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Non solo. Ha preferito non sottoporsi all’esame di un’impronta palmare, un’impronta ritrovata nell’appartamento di Via Poma che successivi esami hanno dimostrato appartenere al fidanzato di Paola Cesaroni, Antonello Barone.<br />Rintracciamo Mario Vanacore a Torino, dove vive. Sorride divertito dall’inseguimento, dalle telefonate e dalle scuse che abbiamo trovato per riuscire ad incontrarlo. E a convincerlo a parlare. “Sono passati vent’anni… e tutte le volte che un giornalista ha parlato della mia famiglia l’ha fatto per massacrarci, per accusarci. Hanno distrutto mio padre, lo hanno fatto a pezzi … Condannato senza un processo”.<br />Un processo che potrebbe esserci. Lei sa delle nuove indagini su suo padre?<br />“Di che parla? Di Busco… ”.<br />Mario Vanacore sorride. Pensa a uno scherzo. Lo guardiamo in cerca di qualcosa, non sappiamo neanche cosa. Un gesto, un sussulto, un’emozione. Ma niente.<br />“Mio padre ha pagato per indagini sbagliate, mal condotte. Aveva tanti progetti, voleva comprare una casa, ma quei risparmi sono serviti a pagare gli avvocati, il suo e quello della mia matrigna. Fortunatamente i condomini di Via Poma hanno fatto una colletta e lo hanno aiutato. Questo perché credevano nella sua innocenza”.<br />Anche lei è stato indagato. Nel ‘93, quando Federico Valle venne accusato dell’omicidio e suo padre di favoreggiamento. Contro di lei alcune perizie che le attribuirono quelle tracce di sangue sulla tastiera del telefono.<br />“Non lo so… Non so niente di quelle tracce di sangue”.<br />L’assassino di Simonetta potrebbe essere un mancino. Lei ha la mano destra minorata, quindi usa soprattutto la sinistra.<br />“Sì, uso la sinistra. Sono stato indagato per questo. Anche se bisogna ricordare che quel giorno ero appena arrivato da Torino”.<br />Quando è stato sentito l’ultima volta?<br />“Non ricordo, un anno, forse due anni fa. Quando è stata riaperta l’inchiesta. Sono stato convocato qui a Torino, dai carabinieri. Mi sono avvalso della facoltà di non rispondere”.<br />Perché?<br />“Perché ho chiesto all’avvocato e mi ha detto di fare così”.<br />Chi ha ucciso Simonetta Cesaroni ha lasciato il segno di un morso sul seno sinistro della ragazza. Le è stato chiesto il calco dei denti?<br />“Assolutamente no. Non ho i denti accavallati come dicono loro”.<br />Lei ha conosciuto Federico Valle?<br />“No, Valle no. Ho conosciuto quelli portati con me in commissariato quella notte”.<br />Quel pomeriggio ha visto qualcuno uscire dalla scala B?<br />“No.. Non me lo ricordo più, è passato tanto tempo”.<br />Giuseppa De Luca, la seconda moglie di suo padre, disse di aver visto uscire un uomo con un sacchetto in mano, sul lato sinistro.<br />“Disse di aver visto un uomo alto, con un cappello con visiera, camminava con la testa un po’ abbassata, era di spalle”.<br />Cosa si aspetta da questa nuova inchiesta che ha coinvolto Raniero Busco?<br />“Spero che finalmente si arrivi alla verità. Che finalmente venga trovato il vero colpevole. Non uno a caso. Ma il vero colpevole”. </div><div align="justify">( Raffaella Fanelli per il settimanale OGGI del 20.05.2009)<br /><br /><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-7642568624222129949?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-65355709510520150542009-05-18T08:08:00.002+02:002009-05-18T08:11:40.817+02:00INTERNET: LA FINE DELLA DEMOCRAZIA NEL WEB<a href="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/ShD8BDXcfEI/AAAAAAAAAss/4YYz9KG6U0I/s1600-h/internet-explorer.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337042653447748674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/ShD8BDXcfEI/AAAAAAAAAss/4YYz9KG6U0I/s200/internet-explorer.jpg" border="0" /></a><br /><br /><div align="justify"><br />A tutti quanti mi criticavano, pochi mesi fa, quando sostenevo che ci troviamo in presenza di un REGIME FASCISTA.....Questo testo non l'ho scritto io, mi è stato democraticamente inviato e democraticamente lo condivido con voi.DDL 773 - Emendamento - art. 50-bisL’attacco finale alla democrazia è iniziato! Si sferra il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato, che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“.Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa anche del Presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la Democrazia!Si potrebbe anche leggere questa nota esplicativa su Wikipedia che spiega DEMOCRAZIA, tanto per rinfrescarmi la memoria mi è stato utile.http://it.wikipedia.org/wiki/DemocraziaIl presupposto della costituzione democratica è la libertà, tanto che si dice che solo con questa costituzione è possibile godere della libertà, che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della libertà è che le stesse persone in parte siano comandate e in parte comandino. [...]Questi dunque sono i caratteri comuni a tutte le democrazie, e da quella che unanimemente si concorda essere la giustizia secondo i canoni democratici (cioè che tutti abbiano lo stesso secondo il numero) deriva quella che più di ogni altra sembra essere democrazia e governo di popolo. L’uguaglianza consiste nel fatto che non comandino più i poveri dei ricchi, che non siano sovrani i primi soltanto, ma tutti secondo rapporti numerici di uguaglianza. E questo sarebbe l’unico modo per ritenere realizzate l’uguaglianza e la libertà nella costituzione.(Aristotele, Politica, in C. A. Viano (a cura di), Politica e Costituzione di Atene di Aristotele, U.T.E.T., Torino, 1992, pp. 273-274) </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-6535570951052015054?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-12456520519127857652009-05-13T22:21:00.001+02:002009-05-13T22:23:48.122+02:00SODA CAUSTICA AL BAR: E' GRAVE CAPO PROCURA FROSINONE<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sgsr51wg10I/AAAAAAAAAsk/mrL_RUKkbB0/s1600-h/gerunda.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335406456233580354" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sgsr51wg10I/AAAAAAAAAsk/mrL_RUKkbB0/s200/gerunda.jpg" border="0" /></a><br /><br /><div align="justify">ROMA - Dopo aver preso un cappuccino ha chiesto un bicchiere d'acqua e le e' stata servita per sbaglio della soda caustica in un bar di Frosinone dove ogni mattina fa colazione. E' la brutta avventura capitata stamani al procuratore capo della Procura di Frosinone, Margherita Gerunda, 70 anni, ora ricoverata in gravi condizioni nel policlinico Gemelli di Roma. La donna, che si e' sentita male con forti bruciori allo stomaco, avrebbe subito gravi danni all'esofago. Il contenuto della bottiglia dalla quale e' stato versato il liquido bevuto dal magistrato, con tutta probabilita' soda caustica, sara' ora esaminato dagli ispettori della Asl di Frosinone.I titolari del bar si sono chiusi nel silenzio, ma in una nota affidata al loro avvocato Nicola Ottaviani hanno espresso ''profonda solidarieta' personale ed umana'' al magistrato sottolineando che ''una combinazione di una serie di elementi imprevedibili ed assolutamente eccezionali ha generato un assurdo incidente che contrista e addolora''.Auguri di pronta guarigione sono stati espressi dal Csm al procuratore di Frosinone da parte del vice presidente Nicola Mancino, aprendo la riunione pomeridiana del plenum. Gerunda, ligure di nascita, e' procuratore capo della Procura della Repubblica di Frosinone dal 23 marzo del 2004. Laureatasi a Genova nel 1963, due anni dopo ha fatto il suo ingresso in magistratura. La sua prima destinazione e' stata la Pretura penale di Torino dove e' rimasta per due anni prima di approdare alla procura della Repubblica del capoluogo piemontese. Nel 1970 e' stata trasferita alla Procura di Roma dove ha lavorato per 20 anni. Negli anni '90 e' stata sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Roma con delega sui procedimenti che riguardano il tribunale dei minori.Si e' occupata, tra le altre cose, di omicidi, sequestri di persona, terrorismo, criminalita' organizzata e spaccio internazionale di stupefacenti. E' stata, inoltre, consulente di commissioni bicamerali parlamentari, come quella per Telekom Serbia e docente all'Accademia superiore del Ministero dell'Interno, alla Scuola superiore della Pubblica Amministrazione e alla Scuola allievi Carabinieri.Non e' la prima volta che nel Lazio si verificano casi di intossicazione da parte di persone che hanno bevuto una sostanza tossica scambiata per acqua minerale. Il 18 maggio del 2003 Mariella Milani, giornalista del Tg2, rimase ustionata all'apparato digerente dopo avere bevuto un sorso di soda caustica, che le era stata servita, come acqua, in un ristorante a Fregene, vicino a Roma. Sempre a Frosinone, invece, nel maggio del 1994 la moglie del titolare di un bar subi' gravi ustioni alla gola per avere bevuto da una bottiglia d'acqua minerale sigillata e prelevata dal deposito del locale del marito. Preoccupazione e' stata espressa dal Codacons che spiega di aver piu' volte denunciato il problema dal 2002 per casi verificatasi in vari bar e ristoranti. (Ansa)</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1245652051912785765?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-82752992026108029522009-04-22T16:18:00.002+02:002009-04-22T16:24:50.107+02:00Stalking è legge<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Se8nXVi2K2I/AAAAAAAAAsI/PwpPm4uJVQs/s1600-h/stalking.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327520166076361570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Se8nXVi2K2I/AAAAAAAAAsI/PwpPm4uJVQs/s200/stalking.jpg" border="0" /></a><br />Roma - Sì al reato di stalking nel codice penale, pene più severe per chi commette uno stupro e gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale. Sono queste alcune norme contenute nel decreto legge sulla sicurezza che ha avuto oggi l’ok definitivo del Senato.<br />Atti persecutori (Stalking) Viene punito - salvo che il fatto non costituisca un reato più grave - con il carcere da sei mesi a quattro anni chiunque minaccia o molesta qualcuno in modo da causare ’un perdurante e grave stato di ansia o di paurà o da far temere per la propria incolumità, per quella di un familiare o di qualcuno con cui si ha una relazione affettiva. Il reato è aggravato se commesso da un ex o da qualcuno con cui la vittima abbia avuto una relazione reclusione da uno a sei anni se il reato è commesso in danno di minore, donna incinta o di una persona disabile. Si procede su querela della persona offesa che deve denunciare i fatti entro sei mesi. Il magistrato può procedere d’ufficio in ogni caso in cui la vittima sia un minore o una persona con disabilità.<br />Autorità di pubblica sicurezza<br />La norma contenuta nel decreto ’anticipà la possibilità di intervento del questore. Fino a quando non presenta la denuncia di stalking, la vittima può rivolgersi alle forze dell’ordine e chiedere l’intervento del questore che verificate le informazioni, ammonire il soggetto e adottare eventuali provvedimenti in materia di armi e munizioni.<br />Divieto di avvicinarsi alla vittima il giudice prescrive all’imputato nei luoghi abitualmente frequentati dalla vittima o di mantenere comunque una determinata distanza da essa, può anche stabilire che l’imputato non si avvicini alle persone vicine o comunque legate alla vittima ed impedirgli di comunicare in qualunque modo con queste.<br />Numero verde<br /> viene istituito un numero verde presso il dipartimento per le pari opportunità a favore delle vittime di stalking, attivo ventiquattro ore su ventiquattro per fornire un servizio di prima assistenza psicologica e giuridica alle vittime e per comunicare, nei casi di urgenza, e su richiesta della vittima, i reati segnalati. Le forze dell’ordine e i presidi sanitari che ricevono notizia del reato di stalking hanno l’obbligo di fornire alla vittima tutte le informazioni su centri antiviolenza e provvedono direttamente a mettere in contatto la vittima che lo richieda con essi.<br />Custodia cautelare in carecere per alcune fattispecie di delitti in materia sessuale: violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, atti sessuali con un minorenne, induzione alla prostituzione minorile, pornografia minorile.<br />Ergastolo<br />Prevista la pena dell’ergastolo nel caso in cui sia cagionata la morte della vittima della violenza sessuale, di atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, stalking. Viene previsto l’arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo. Giro di vite sui benefici penitenziari per chi è condannato per delitti a sfondo sessuale.<br />Gratuito patrocinio<br /> le vittime del reato di violenza sessuale possono essere ammesse al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito che la legge prevede.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-8275299202610802952?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-56169294919336914592009-04-22T15:05:00.002+02:002009-04-22T15:07:22.187+02:00INDAGINI ILLEGALI: CONSULTA,NORMA IN PARTE ILLEGITTIMA<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Se8WP3DbYpI/AAAAAAAAAsA/_bpyL5ZXGUk/s1600-h/corte.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Se8WP3DbYpI/AAAAAAAAAsA/_bpyL5ZXGUk/s200/corte.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327501345934762642" /></a><br />ROMA - E' in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha così accolto parzialmente la questione sollevata dal gip di Milano Giuseppe Gennari nell'ambito del procedimento che vede imputati, tra gli altri, l'ex capo della Security di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli.<br />La norma bocciata dalla Corte riguarda la nuova formulazione dell'art. 240 del codice di procedura penale modificato dal decreto, poi convertito in legge nel novembre del 2006 con voto bipartisan, con cui il governo Prodi intervenne all'indomani dell'arresto, tra gli altri, di Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom, dell'investigatore privato Emanuele Cipriani e dell'ex capo della sicurezza informatica Fabio Ghioni.<br />La norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazione telefoniche, telematiche, etc) in un'udienza camerale celebrata dal gip che pero' avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto. La Corte - si legge in una nota di Palazzo della Consulta - ha dichiarato l'illegittimita' dell'art 240 del codice di procedura penale in due punti: i commi 4 e 5, nella parte in cui non prevedono l'applicazione delle stesse regole fissate per l'incidente probatorio (art.401,commi 1 e 2) durante l'udienza per la distruzione dei documenti; il comma 6, ''nella parte in cui non dice che il divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti nella redazione del verbale'' di distruzione ''non si estende alle circostanze inerenti la formazione, l'acquisizione e la raccolta degli stessi documenti, supporti e atti''. (Ansa)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-5616929491933691459?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-87484568234925305432009-04-18T17:38:00.002+02:002009-04-18T17:41:52.755+02:00VIA POMA: CHIUSA INDAGINE, RISCHIO PROCESSO EX FIDANZATO<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sen0a5YR0AI/AAAAAAAAAr4/KQC_vTUpzsU/s1600-h/via+poma.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 172px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sen0a5YR0AI/AAAAAAAAAr4/KQC_vTUpzsU/s200/via+poma.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326056777258749954" /></a><br />ROMA - La procura di Roma ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, l'impiegata uccisa con 30 coltellate il 7 agosto 1990, ed ha depositato gli atti. Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, indagato per omicidio volontario, rischia ora di finire sotto processo.<br />A firmare l'avviso di chiusura indagine sono stati il procuratore della repubblica Giovanni Ferrara ed il titolare degli accertamenti, il sostituto Ilaria Calo'. Alla base dell'iniziativa della magistratura gli esiti peritali compiuti, ultimo dei quali ha stabilito che il morso trovato sul seno sinistro di Simonetta, e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell'omicidio, e' compatibile con l'arcata dentale di Busco.<br /> L'accertamento tecnico, svolto da due medici legali e da due chirurghi dentisti, e' consistito nella sovrapposizione dell'impronta dei denti dell'indagato con le immagini del morso. Per la procura contro Busco c'e' inoltre anche l'analisi del Dna estrapolato da una traccia di sangue commisto trovata sulla porta dell'appartamento dove fu massacrata Simonetta. Secondo gli esperti il test ''non permette di escludere ne' di confermare la presenza del materiale genetico di Raniero Busco''. <br />L'ex fidanzato di Simonetta fini' al centro dell'inchiesta a 17 anni dal delitto in seguito alla scoperta di una traccia di saliva sul corpetto che indossava la Cesaroni. Anche l'alibi di Busco, per la procura, non e' considerato sufficiente. L'uomo sostenne che al momento del delitto si trovava in compagnia di un amico ma questi nego' affermando che quel giorno era al funerale di una parente a Frosinone.<br />''Ho comunicato a Raniero Busco il ricevimento dell'avviso di chiusura indagine. Non ha accolto bene la notizia. Lui si e' sempre proclamato innocente''. Cosi' l'avvocato Paolo Loria, difensore di Busco commenta la decisione della procura di Roma di depositare gli atti. <br />Procedura, questa, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio dell'indagato. ''Adesso esamineremo le perizie - ha aggiunto Loria - tutte le risultanze istruttorie. Quindi valuteremo quali problematiche si prospettano per la difesa anche perche' non e' sicuro che si arrivi ad un processo''. (Ansa)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-8748456823492530543?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-13078570638553804752009-04-16T00:39:00.001+02:002009-04-16T00:41:54.571+02:00ALLARME FURTI NELLE CHIESE<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SeZiZYXKyjI/AAAAAAAAArw/3NZu97I1Tis/s1600-h/furti+in+chiesa.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SeZiZYXKyjI/AAAAAAAAArw/3NZu97I1Tis/s200/furti+in+chiesa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325051797588068914" /></a><br />Preoccupati. Minacciati. Vittime di furti che si ripetono di notte, ma anche di giorno, nei momenti e nei luoghi più impensabili. Costretti a mediare tra la loro funzione, quella per eccellenza votata all'accoglienza e alla comprensione, e la necessità di tutelare se stessi, la loro comunità e i beni di cui sono circondati. Hanno paura i preti di Roma. Bersaglio sempre più indifeso di ladri e malintenzionati. Alcuni di loro, dopo vari episodi cruenti che si sono verificati nelle parrocchie, si sono rivolti agli investigatori privati. «Cercano un po' di sicurezza dopo aver subito numerosi furti - racconta Bernardo Ferro, titolare dell'agenzia "La segretissima" - E così si sono rivolti a noi». Quattro i casi trattati lo scorso anno, in crescita a partire dallo scorso Natale in questi quattro mesi del 2009. La richiesta: installare microcamere nelle chiese, puntate soprattutto verso le cassette delle offerte, bersaglio prediletto dai disperati, o verso reliquie e icone sacre, dall'alto valore religioso e artistico. Una tecnica che funziona: come ha dimostrato il caso della chiesa di Sant'Erasmo a Castel Goffredo, in provincia di Mantova: da sei mesi era finita nel mirino dei ladri, che scassinavano le cassette delle offerte destinate ai poveri della comunità. Il parroco, stanco dei furti subiti, dopo innumerevoli avvertimenti ha incastrato il professionista dello scasso riprendendolo con una telecamera e fotocopiando le banconote delle offerte. A Roma molti ci hanno pensato, qualcuno è passato all'azione. «Abbiamo ricevuto l'incarico di installare microcamere da una parrocchia vicino a via dell'Olmata e da un'altra nei pressi del parco della Caffarella - racconta l'investigatore Ferro - Perché i preti non sanno più come difendersi. Qualcuno lo ha fatto più che altro per scoraggiare eventuali futuri avventori dopo essere stati vittime di vari furti, uno di seguito all'altro». Un fenomeno, quello dei ladri nelle chiese, che si sta intensificando in questi ultimi mesi nella Capitale. Una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce indistintamente dal centro alla periferia. Erano state sottratte il 18 marzo scorso. Duecento reliquie di santi trafugate dalla cattedrale della diocesi di Porto Santa Rufina alla Storta. I resti dei religiosi, tra cui quelle di Ignazio di Loyola e Ippolito, erano contenuti in reliquari di legno e argento e in teche del prezioso metallo. Sono stati recuperati dai carabinieri del reparto operativo Tutela patrimonio culturale e dai militari della compagnia Cassia l'8 aprile scorso dopo 20 giorni di intenso lavoro investigativo. Per un'operazione di recupero andata a buon fine, altri furti sono rimasti invece avvolti nel mistero. Come quello di un'ostensorio d'oro con ostie consacrate rubato la notte del 23 marzo nella chiesa Madonna di Pompei nell'omonima piazza alla Magliana. Ma tra le sparizioni più sconcertanti, la più famosa resta quella, ancora insoluta, del Bambinello dell'Ara Coeli nel 1994. Un furto misterioso. I ladri, entrati indisturbati nel convento annesso alla chiesa alle spalle del Vittoriano, hanno prelevato la sacra statuetta per poi sparire senza lasciare traccia. L'opera resta ancora tra quelle più ricercate dalle forze dell'ordine. Un altro caso, questa volta a lieto fine, risale all'ottobre del 2004. Un ostensorio del '500 del valore di oltre un miliardo di vecchie lire trafugato dalla chiesa di Santa Maria in via Lata. Un pezzo unico in oro massiccio decorato da topazi, diamanti e ametiste, custodito in un armadietto della sacrestia. Un colpo studiato nei minimi particolari: l'originale è stato sostituito con una copia praticamente identica. Ma i ladri sono stati scoperti il giorno dopo dagli agenti del commissariato Trevi. E l'ostensorio recuperato dopo 72 ore dai carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale. Altro furto un paio d'anni prima nella chiesa di Santa Maria dell'Anima. Cinque tele del '700 di scuola Fiamminga sottratte dalla sacrestia dell'antico luogo di culto in pieno centro, a piazza Navona. Il valore delle opere d'arte, recuperate dai carabinieri del comando provinciale di Roma, si aggirava intorno ai 750 mila euro. <br />(Viviana Spinella- IL TEMPO)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1307857063855380475?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-20279167406688406282009-04-07T17:18:00.001+02:002009-04-07T17:20:17.623+02:00"Così posso prevedere i terremoti In Abruzzo ci sono 5 apparecchi"<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sdtu50onhwI/AAAAAAAAAro/uNMn3F9_bAw/s1600-h/este_06082231_22460.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sdtu50onhwI/AAAAAAAAAro/uNMn3F9_bAw/s200/este_06082231_22460.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321969324328978178" /></a><br />Giampaolo Giuliani, il tecnico denunciato per procurato allarme dopo aver previsto che un terremoto di grande entità avrebbe potuto colpire la zona di L'Aquila, era stato intervistato il 24 marzo anche dal blog DonneDemocratiche.it . Nell'intervista, dopo aver raccontato com'è nato il suo apparecchio, aveva corretto la sua prima previsione, dicendo: "Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini". <br />In un'altra intervista, rilasciata ad una tv locale, ora visibile su You Tube e sul sito di Repubblica.it, era stato più determinato e aveva detto che una rete di "precursori" potrebbe garantire una capacità predittiva di grande rilevanza umana e sociale. <br />Sulle sue dichiarazioni, che in queste ore fanno il giro dei mezzi di informazione, si sta scatenando una polemica, se è vero che l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce oggi in un comunicato ufficiale: "Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili." <br />Nell'intervista a DonneDemocratiche, Giuliani specifica che il suo "precursore sismico" arriva ad anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. <br />La tecnica è basata sullo studio del "comportamento" dell'elemento chimico chiamato Radon. Ecco il racconto di Giuliani: "Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l'Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon. Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l'aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L'Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell'evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon" <br />Dopo aver fornito elementi utili sulle caratteristiche del Radon, Giuliani dice che il suo apparecchio non si trova nel campo della teoria, me ne esistono già cinque esemplari:" "I 5 Precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell'INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a più di 3 metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile." <br />Poi Giuliani entra nel merito degli allarmi che si sono verificati in Abruzzo e della sua previsione: "I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (punto più vicino al Sole, in inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch'essa vicina. L'attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l'effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti. Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo." <br />Ma evidentemente il metodo non è ancora accettato uniformemente. Giuliani descrive così l'atteggiamento della comunità scientifica: "Mi osserva con interesse ... una parte mi da fiducia, come dimostra anche il Direttore dell'INFN che mi ha messo a disposizione un locale per ospitare uno dei 5 Precursori sismici; una parte è un po' più cauta e scettica."<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-2027916740668840628?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-38774546386930489052009-03-26T22:58:00.001+01:002009-03-26T23:00:38.436+01:00Le intercettazioni che inguaiano quel furbetto di Pecoraro Scanio<a href="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Scv6zpj27gI/AAAAAAAAArg/fOi1iCcwJV8/s1600-h/pecoraro.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 194px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Scv6zpj27gI/AAAAAAAAArg/fOi1iCcwJV8/s200/pecoraro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317619550277529090" /></a><br />Voli privati in elicottero mai pagati, speculazioni edilizie con annessi condoni, bollette del telefono «omaggio» per il ministro. L'informativa dei carabinieri sull'inchiesta che vede l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio indagato per associazione per delinquere, corruzione e truffa, è decisamente poco lusinghiera nel descrivere quanto sarebbe avvenuto al dicastero dell'Ambiente quando il leader Verde era ministro.<br />Ad avviare l'indagine fu il pm potentino Henry John Woodcock ma il fascicolo, trasmesso al sostituto della procura di Roma Sergio Colaiocco è finito al Tribunale dei ministri. Che il marzo scorso ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della legge Boato (che limita l'uso di intercettazioni che vedono coinvolti parlamentari) tanto da sospendere il procedimento per inviare gli atti alla Corte costituzionale.<br />Le intercettazioni riguardano i componenti dello staff di Pecoraro Scanio e gli imprenditori indagati, su tutti il titolare dell'agenzia di viaggi Visetur, Mattia Fella. Ma non mancano le risposte imbarazzate di collaboratori dell'ex ministro, interrogati dal colonnello Sergio De Caprio (noto come «Ultimo» che, da capo del Crimor, arrestò nel 1993 Totò Riina) per rendere conto di quanto «ascoltato» spiando i telefoni.<br /><br />C'è l'ex segretario che mette nero su bianco la «nomea» dell'ex ministro, «che non mette mano facilmente al portafoglio». C'è il vecchio editore della rivista dei Verdi che spiega di aver pagato per anni la bolletta del cellulare al ministro, e il nuovo editore che ammette di aver rilevato l'onere, come «cortesia».<br />C'è soprattutto la storia, tutta da chiarire, del progetto di speculazione edilizia che, secondo gli inquirenti, Pecoraro Scanio e Fella avrebbero messo in piedi su un'amena collina con vista sul lago di Bolsena. Poco preoccupati, a detta dei carabinieri, del fatto che i terreni fossero agricoli, non edificabili, e ottimisti anzi di poter metter su un agriturismo di 30 stanze (con piscina ed eliporto) da far condonare come fosse un «annesso agricolo», un capanno per gli attrezzi.<br /><br />Poi ci sono i voli. «Usa l'elicottero pure per fa' Napoli-Roma», si sfoga con un altro collaboratore il suo segretario. Raccontando agli inquirenti in che modo l'ex ministro aveva pensato di rimborsare, con incarichi e contratti di servizio, la Visetur di Fella che l'avrebbe scarrozzato - privatamente - in elicottero per un conto di 120mila euro. Un modo per aggirare la stretta sui voli di Stato, ma senza pagare di tasca propria.<br />LE INTERCETTAZIONI CHE INGUAIANO L'EX MINISTRO...<br />Il sospetto degli inquirenti è che ci sia uno scambio di favori tra l'imprenditore e il politico. Il primo è Mattia Fella, titolare della società «Visetur» e fornitore dei servizi di «business travel» al ministero dell'Ambiente. Il politico, appunto, è l'ex titolare di quel dicastero, Alfonso Pecoraro Scanio, esponente di spicco dei Verdi. L'informativa dei carabinieri si apre con l'interrogatorio di Renato Mazzocchi, capo della segreteria dell'allora ministro. Da Mazzocchi gli inquirenti vogliono conferme sull'ipotesi che Pecoraro volesse «saldare» il conto di una serie di voli privati e altri servizi richiesti a Fella e utilizzati privatamente, concedendo in cambio, come risarcimento alla Visetur (di Fella) contratti e convenzioni con il ministero e con l'Apat, l'agenzia per l'Ambiente.<br />Mazzocchi: «... doveva essere, questa convenzione con l'Apat, a risarcimento di questo debito creato, di questo saldo, di questi elicotteri mai pagati». Pm: «La prospettiva sarebbe stata quella non per il Pecoraro di metter mano al portafogli e di pagarli personalmente, ma piuttosto quella di far ottenere a Fella - diciamo così - una forma di recupero alternativo attraverso una convenzione, la stipulazione di un contratto». M: «Era un contentino, una stanza di compensazione: "a fronte di un lavoro io ti do tot, e prendilo come risarcimento per il debito creato"». Pm: «Il mio debito personale, però». M: «Personale».<br />«USA L'ELICOTTERO PURE PER FA' ROMA-NAPOLI»...<br />La vicenda riguardava in pratica un «contenzioso» aperto tra Fella e Pecoraro. Il primo aveva fatto viaggiare più volte il ministro con «comodi» voli privati. E a un certo punto, visto che nessuno all'Ambiente si era preoccupato di saldare il dovuto, aveva presentato il conto direttamente al ministro: 120mila euro. Per spiegare come funzionava il sistema, i carabinieri riportano l'intercettazione di una chiacchierata tra Mazzocchi e Luciana della segreteria del ministero «nella quale commentano l'atteggiamento del Fella che - caduto il governo - dopo quasi due anni di spese sostenute per le esigenze personali del ministro, si presenta per chiedere il conto.<br /><br />Viene ribadito - continuano i carabinieri - che sarebbe stata stipulata una convenzione a favore della Visetur da parte del ministero, ovvero dell'Apat, per l'affidamento alla stessa società di un adeguato numero di ore di elicottero per un importo corrispondente alle spese sostenute da Fella nell'interesse personale del ministro».<br />Mazzocchi: «Usa l'elicottero pure per fa' Napoli-Roma». Luciana: «Ecco. Allora dico, ma pensi che non so ...». M: «Guarda, sarà dimagrito dieci chili ieri quando Mattia gli ha portato il conto. Lui tutto s'aspettava tranne che ...». L: «Ma chi lo paga sto conto?». M: «E non l'hai capito? Quando s'è visto arrivare il conto a lui personalmente, dice "ah, be', allora qui bisogna fare un bel contratto con l'Apat"».<br />Il dettaglio, osserva l'informativa, viene confermato da altre intercettazioni. In una, per esempio, tra lo stesso Fella e il suo socio Cosimo Ventruti, nella quale quest'ultimo conferma di aver saputo che il ministro sta dando indicazioni perché la convenzione vada in porto.<br />Ventruti: «Ieri sono stato con Alfonso (...) l'ho lasciato alle 8 perché doveva incontrarsi con la Francescato (...) e questa settimana praticamente Alessandro e Giancarlo (Nardi e Viglione, rispettivamente componente e presidente del Cda di Apat, ndr) hanno avuto praticamente l'ordine (ride) di fare questa cosa qua da ... elicotteri». Fella: «Tu dici che la faranno?». V: «Alfonso gli ha proprio detto "Sì, la dovete fare"». Fella però è scettico. Il debito cresce, e non è stata mai saldata nemmeno la fattura per l'organizzazione dell'accoglienza, curata dalla Visetur, per gli ospiti di un convegno sull'ambiente di qualche mese prima. F: «Ma manco la fattura quella del congresso ...». V: «Anche la fattura gli ho detto ... per favore fammi pagare sta fattura perché mi hai rotto il caz ...». F: «Cioè avranno fatto impicci, imbrogli con tutti, e a noi manco le cose che abbiamo fatto ci pagano».<br />VOLO PRIVATO PER MONTECARLO <br />Il 15 febbraio del 2008, mentre la Visetur è in attesa della famosa convenzione, Fella ha l'occasione per «vendicarsi». Quando il segretario di Pecoraro Scanio, Giuseppe Di Duca, lo chiama per chiedergli di risolvere un «problema logistico» che riguarda un viaggio del ministro. Di Duca: «Senti, Alfonso dovrebbe partecipare il giorno 21 ... quindi partire la sera del 20 per Montecarlo, ma per poter essere lì a un orario utile non ci sono voli che gli consentano di arrivare a un orario decente. Lui ha una riunione alle cinque (...) tra cambiamenti e quant'altro, gli servirebbe un volo Roma-Nizza». Fella: «Un volo privato oppure di linea?». DD: «No, privato ... di linea ho fatto tutte le verifiche, c'è alle 17.15 ma per lui è impossibile prendere quel volo». F: «Ma deve stare un giorno, quando deve stare?». DD: «Deve essere a Montecarlo la mattina del 21, quindi la sera del 20 massimo dev'essere in hotel». F: «E non può fare tutto in un giorno?». DD: «No ...». F: «Perché sennò potevamo fare con un elicottero che lo portava lì la mattina, lo aspettava e poi se ne tornava».<br />Ma Fella, appena chiude la conversazione con Di Duca, chiama il socio Ventruti. F: «M'hanno chiamato per chiedere l'elicottero per il ministro». Ventruti: «Ah, ah». F: «Sarà la prima volta che dovrò dirgli di no, diglielo a Viglione. È Giuseppe, il segretario, perché deve andare a Montecarlo, di qua, di là, ma io a sto punto se non ho il contratto firmato gli dico di no». V: «Mo' chiamo subito Alessandro (Nardi, ndr)». A quel punto Nardi e Viglione, vertici dell'Apat, intercettati, mostrano insofferenza verso l'idea di farsi carico, con la convenzione-«imbroglio» (così la definisce Viglione), dei debiti del ministro verso Fella.<br />«E IL SUO MAGGIORDOMO ORA PRENOTA PER NIZZA ...» Nardi: «Il signorino ha fatto ordinare dal (...), il maggiordomo (...) che prende il (...), fa anche rima, un elicottero per andare a Nizza (...). Dall'altra parte, Fella ha chiamato Ventruti: "questo scherzo ci costa più di 10-12mila euro. Quindi o Alfonso ci fa fare qualcosa o io non lo metto proprio in mezzo questo elicottero"». Viglione capisce l'antifona e mette le mani avanti: «Io, Giancarlo Viglione, in mezzo agli imbrogli non c'è (...) non mettete in mezzo l'Apat perché Viglione le cose non le fa».<br />«NON METTE MANO AL PORTAFOGLI» <br />Ancora Mazzocchi, interrogato da Woodcock, racconta di come gli elicotteri «venivano addebitati personalmente sul conto del ministro», ma che Pecoraro non li pagava, tanto che Fella «si lamentava che questi elicotteri non erano mai stati pagati da nessuno (...). Il ministro Pecoraro non mette mano facilmente al portafoglio ... c'è questa nomea, non solo nomea, ma è verificato personalmente da me in qualità di segretario particolare, sia per le piccole spese quali il pagamento di un caffè, e in questo caso anche per le grandi spese, il pagamento degli elicotteri utilizzati da lui».<br />I carabinieri raccontano poi di un presunto affare immobiliare che riguarda l'ex ministro e Fella. Sul lago di Bolsena. «Aderendo e sostenendo un progetto del ministro, Fella provvede ad acquistare 18 ettari a Grotte di Castro (Vt) per porre in essere una speculazione edilizia per realizzare un complesso residenziale con eliporto e ville per civile abitazione dichiarandole falsamente come ricoveri per attrezzi agricoli». Le indagini portano a interrogare Leonardo Ercoli, uno studente universitario al quale l'ex ministro, dopo averlo conosciuto a un convegno, aveva affidato il compito di contattare i proprietari di quei terreni.<br />LA «SPECULAZIONE EDILIZIA» DEL LEADER AMBIENTALISTA... <br />Pm: «Sono suoli edificabili?». Ercoli: «No, è tutta zona agricola». Pm: «Come si fa a costruire su una zona agricola?». E: «Il colono fa una casa, si chiama ricovero per attrezzi agricoli, e poi la condona con il tempo. A Bolsena hanno fatto tutti così». Pm: «Il ministro voleva fare la casa in quest'ottica?». E: «In quest'ottica, sì, perché effettivamente è una zona bella». (...) Pm: «Il ministro non ha manifestato perplessità che era un po' brutto il fatto di costruirsi una casa come ricovero attrezzi e poi di farsi il condono?». E: «Inizialmente no (...) ora mi sembra che il ministro si è tirato indietro e non vuole più questa casa». Pm: «Lei ha notato questo voltagabbana?». E: «Certo, sicuro». Pm: «Ma il ministro diceva "sarebbe bello farmi questa casa" all'inizio?». E: «All'inizio voleva farla, certo, diceva "sarebbe bello, una bella zona". Poi è tornato indietro, e ha detto "io non c'entro niente con questa cosa"».<br />Il pm ritiene che la retromarcia di Pecoraro sia dovuta alle prime indiscrezioni sulle indagini in corso. Ercoli racconta anche che «un giorno, se vuole la verità, sono venuti insieme a Bolsena, Fella e il ministro, con l'elicottero, e mi hanno chiamato e detto "siamo qui, possiamo vedere i terreni?". Siamo andati a vederli e da lì è cominciata questa compravendita».<br />Woodcock chiede ancora conto del «trucchetto» del capanno agricolo per aggirare la non edificabilità dei terreni, Ercoli replica «non volevo mica la villa di Oxford», ma il pm ribatte: «Ma se addirittura c'è una telefonata in cui Pecoraro Scanio voleva l'elisuperficie». Ercoli: «Voleva anche l'elisuperficie, sì». Pm: «Mi faccia, capire, voleva l'elisuperficie sulla casetta degli attrezzi?». E: «Ascolti, questa cosa parte così: dovevano fare una struttura ricettiva, un agriturismo, una cosa di 30 camere più o meno, con piscina, 4-5 casette, e un'elisuperficie che avrebbe probabilmente trasportato il ministro da Roma fino a lì».<br />Il pm vuol probabilmente capire se Pecoraro voleva davvero la casa per sé, così domanda: «Nelle due occasioni in cui Alfonso Pecoraro Scanio è venuto su quei terreni diceva non so, "la mia casa la vorrei qua, la vorrei lì, guarda che bella esposizione ..."?». Ercoli: «Sì. Con l'esposizione sì, si era un po' individuato (...) inizialmente era un pezzo alto ... si vede tutto il lago».<br />IL TELEFONINO DEL MINISTRO E LA BOLLETTA MISTERIOSA<br />«Altra vicenda rilevante e sintomatica dei meccanismi di dare-avere a cui partecipava il ministro Pecoraro Scanio e della utilizzazione della funzione pubblica per il sostegno di spese e di interessi privati - osservano i carabinieri del Noe - è quella relativa all'uso dei telefonini cellulari da parte del ministro e di altri appartenenti al partito dei Verdi». In pratica Woodcock scopre che alcuni cellulari, tra cui uno in uso al ministro, dal 2003 vengono pagati prima da una cooperativa editoriale vicina ai Verdi e poi da un'altra società editrice privata, la «undicidue», che pubblica «Notizie Verdi», organo del partito.<br />E così il pm chiama Carlo Pangia, l'editore, e gli chiede spiegazioni. Pm: «Può darsi che lei non se ne sia reso conto, può darsi che siano mesi che paga le bollette di Pecoraro senza neanche saperlo». Pangia: «Senza saperlo. È possibile» (...). Pm: «Certo, se uno caccia un migliaio di euro di telefono, insomma, nel corso di un anno, due, tre, sette, otto, nove mesi, insomma, Agnelli non se ne sarebbe accorto, bontà sua, però voglio dire, magari ...».<br />Pangia a quel punto ricostruisce e ricorda di aver «ereditato» il compito del pagamento di quelle utenze da un'altra società editrice, il cui titolare «non aveva più la possibilità di sostenerne il costo», 7-800 euro a bimestre per la sola sim di Pecoraro. E perché comincia a pagarla Pangia? «Una gentilezza nei riguardi di una persona con cui ho dei rapporti», spiega l'editore al pm, escludendo che gliel'abbia chiesto lo stesso ministro. Ed escludendo di aver avuto in cambio prebende.<br />Il pm sbotta: «Quindi mi sono imbattuto in una serie di benefattori unici. Si pagano 7-800 euro a bimestre per il telefono del ministro pur non avendo con lui nessun rapporto imprenditoriale. Cioè uno si è alzato la mattina e ha improvvisamente deciso di pagare (...) è una cosa un po' strana a credersi che un cristiano per 3-4 anni si paga una bolletta di 7-800 euro a bimestre così, gratis et amore dei, senza alcuna forma di ritorno ... insomma ...».<br />Poi salta fuori che la società di Pangia ha avuto una commessa con il ministero dell'Ambiente per una serie di pubblicazioni, per circa 100mila euro, e il pm commenta: «È una combinazione strana il fatto che lei ha una commessa di 100mila euro, guardacaso con il ministero dell'Ambiente, sulla base tra l'altro neanche di un appalto, di una gara, ma di una licitazione con preventivo, e poi decide di accollarsi 7-800 euro a bimestre del ministro Pecoraro».<br />QUELLA RACCOMANDAZIONE DEL PG CHE INDAGAVA SULLE SPIGOLE DI SPECIALE<br />Il 22 dicembre 2007 l'indagato Mattia Fella viene intercettato dai carabinieri mentre parla con Angelo Canale. Ovvero, col vice procuratore generale della Corte dei conti che in quelle ore sta per rinviare a giudizio il generale Roberto Speciale, per la storia del pesce trasportato in montagna con un aereo della Guardia di finanza. Canale s'informa per una cosa che gli sta molto a cuore.<br />Canale: «Senti, ti volevo dire, Mattia ... poi magari ne parliamo un attimo ... per quella cosa di febbraio (...). Senti, per il resto tutto a posto, senti tu con Pecoraro Scanio sei sempre in buoni rapporti?». Fella: «Buonissimi, come no, certo, assolutamente sì». C: «Potrebbe ... adesso non c'è bisogno di niente, ma tu sai che mio fratello sta là, no?». F: «No, non lo sapevo». C: «Allora, mio fratello è un dirigente che a suo tempo fu chiamato dal (...) funzionario della Corte, ha avuto il contratto di dirigente, alla direzione generale del Personale». F: «Sì ...». C: «Non dovrebbero esserci problemi, però siccome a suo tempo fu chiamato dagli altri ...». F: «Sì ...». C: «La preoccupazione che ... siccome li stanno facendo fuori quelli diciamo del precedente, legati al precedente ...».<br />F: «Sì, sì, sì». C: «Allora lui per il momento sta tranquillo alla direzione del personale ...». F: «Ma, comunque, intanto voglio dire ... glielo presentiamo così ... per dire anche a Peppe, ti ricordi, Peppe Leoni» (...). C: «Capisci? là c'è mio fratello ...». F: «No, no. Era guarda ... assolutamente, fortunatamente c'è proprio un rapporto di amicizia, glielo presentiamo subito, ma proprio sono sicuro che ...». C: «Ma poi, Sergio, mio fratello, un ragazzo in gamba, ex ufficiale dei carabinieri, insomma ...». F: «No, no, ma poi veramente lui pe' ste cose, se è una persona valida, tutto quanto». C: «No, quello sai, quello a suo tempo, io quando ero capo di gabinetto, chiesi un favore al capo di gabinetto di Matteoli e se lo prese con sé, hai capito?». F: «Certo, certo ...». Poi il discorso scivola su Speciale. Fella dice di conoscere bene il generale, Canale risponde: «ma tu lo sai che sto per rinviarlo a giudizio?». <br />Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica - Il Giornale -<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-3877454638693048905?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-9121903794874052092009-03-17T15:23:00.002+01:002009-05-03T10:32:31.695+02:00La "Segretissima di Roma" su SKY<a href="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sf1WbCkHYeI/AAAAAAAAAsQ/JyFZJkYyIlw/s1600-h/Spy-Tv.png"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331512556421341666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 158px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sf1WbCkHYeI/AAAAAAAAAsQ/JyFZJkYyIlw/s200/Spy-Tv.png" border="0" /></a><br /><div><a href="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sb-yhT7vFMI/AAAAAAAAArY/EQ-uBcUGuYs/s1600-h/spytv.jpg"></a><br />La Segretissima di Roma, diretta da Bernardo Ferro, sbarca sul satellite con un intervista in esclusiva per SPY-TV canale 881 di SKY.<br />L'intervista verrà trasmessa dal 17 Marzo dalle ore 10.40 in fasce intervallate nell'arco della giornata.<br />Ringraziamo SPY_TV per aver premiato la nostra serietà e professionalità dandoci l'opportunità di informare i telespettatori sulle attività di un agenzia investigativa.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-912190379487405209?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-29699526662213430782009-03-16T19:01:00.004+01:002009-03-16T19:03:20.763+01:00Bollette killer: questa è l’Italia... un anziano si suicida. La notizia passa in sordina.<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sb6UFOCw-MI/AAAAAAAAArQ/YLnFXSYC35c/s1600-h/Telecom-Italia-Tests-IPTV-Service-In-4-Major-Cities-2.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/Sb6UFOCw-MI/AAAAAAAAArQ/YLnFXSYC35c/s200/Telecom-Italia-Tests-IPTV-Service-In-4-Major-Cities-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313847427733715138" /></a><br />E’ una notizia che blocca il respiro. Una di quelle notizie che ti fanno raggelare. No, niente stupri, almeno stavolta...<br />Anche se di violenza - e tanta - si può parlare, anche in questo caso. Un anziano abitante di Savona, si è tolto la vita. Di per se, è già una brutta notizia. L’aggravante. L’anziano signore si è tolto la vita, dopo essersi visto riconsegnare una "cartella pazza" di 1.200 euro, relativa ad una bolletta Telecom per la quale, l’anziano signore peraltro, era già ricorso a suo tempo, al Giudice di Pace. Enzo Pescio - questo il nome del malcapitato ed ormai defunto signore - non ce l’ha fatta. Non credeva ai suoi occhi quando si è visto recapitare nuovamente la notifica di pagamento lui, che il telefono lo usava con tale parsimonia da ricevere normalmente, bollette che non superavano i 50 euro a bimestre, così come ora affranti, confermano i due figli. Non ha retto. Malgrado le rassicurazioni dei parenti. Malgrado la possibilità di ricorrere nuovamente in giudizio. E’ uscito di casa con il suo fucile da caccia. Ha percorso il tratto che lo ha portato al vicino bosco nella zona del Santuario di Savona. Ha rivolto l’arma contro se stesso. Click! Ha sparato. Un’altra vittima innocente di un Sistema che non solo non guarda in faccia nessuno, bensì si rende oppressore ed omicida, persino quando sono le stesse aziende di servizi a generare errori. Errori che possono - in special modo nell’attuale situazione economica italiana - generare panico. Disperazione. Morte. Come un carrarmato impazzito, il Sistema procede. Ad ogni costo. Non cerca soluzioni atte a sostenere i deboli. Non da tregua né garanzie. Perseguita i perseguitati. Disonora gli anziani. Che ancor oggi, vivono come una infamia, persino un errore a loro danno. Nel frattempo, i messaggi che arrivano alla Massa, sempre più caotici ed indistinguibili, fanno si che una notizia scabrosa come questa, passi sottobanco, in una breve di agenzia. Il Sistema parla. Parla. E parla. Fonda le sue basi sulla demagogia, sempre più spesso. Poi, all’atto pratico, permette alle sue particelle - noi tutti esseri umani - di imbracciare un fucile e spararsi per porre fine allo scempio che opera dietro le quinte, ove la realtà è ben peggiore. Semmai peggiore possa essere, rispetto a ciò che ci viene confermata da ogni dove. Un suicida oggi, fa meno notizia di una velina che sposi il calciatore di turno. Meno ancora, di una ballottare fra maggiornaza ed opposizione, nel trito e ritrito palcoscenico di una politica troppo pervasa da se stessa, per poter pensare davvero al motivo fondamentale della propria esistenza.<br />Una bolletta errata. Un click disperato. Una vita in meno. <br />E andiamo avanti, che il carrozzone non può permettersi di fermare la sua corsa...<br />Emilia Urso Anfuso<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-2969952666221343078?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-16940531161698039622009-03-10T09:39:00.001+01:002009-03-10T09:42:12.708+01:00GB: FOTOGRAFA DI VOGUE SOSPETTATA DI ESSERE UNA SPIA RUSSA<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SbYnuIWzbVI/AAAAAAAAArI/XxpJlRPBaxE/s1600-h/spia.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SbYnuIWzbVI/AAAAAAAAArI/XxpJlRPBaxE/s200/spia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311476484000673106" /></a><br />Spunta da ex documenti segreti declassificati dagli Archivi nazionali britannici di Kew la storia di una affascinante fotografa di moda americana, Lee Miller, sospettata dai servizi di intelligence di Londra di spiare per i russi.<br />Nonostante le sue simpatie comuniste, la donna divento' una famosa reporter di guerra per la rivista americana 'Vogue', arrivando perfino a farsi ritrarre nella vasca da bagno di Hitler.<br />Quando l'MI5 inizio' a indagare su di lei, riportano alcuni quotidiani britannici, la Miller era gia' una professionista famosa e una musa per Picasso, oltre ad essere stata la donna del pittore surrealista Man Ray.<br />Arrivata in Gran Bretagna nel 1939, Elisabeth Miller Eloui, questo il suo vero nome, lavorava per Vogue per 8 sterline alla settimana. Il dossier che la riguarda contiene informazioni sulla Miller fino agli anni Cinquanta.<br />Nel frattempo la fotografa si era sposata con Roland Penrose, aveva avuto un figlio, e si era stabilita a Chiddingly, nel Sussex, dove e' morta nel 1977. (Il Tempo)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1694053116169803962?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-31208023894251501532009-03-01T10:41:00.001+01:002009-03-01T10:43:05.126+01:00INCONTRI A LUCI ROSSE IN VILLE VICINO ROMA, RISCHIO AIDS<a href="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SapYivIHtZI/AAAAAAAAArA/kEQxOEdkmgA/s1600-h/HIV-Test.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 147px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SapYivIHtZI/AAAAAAAAArA/kEQxOEdkmgA/s200/HIV-Test.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308152464598873490" /></a><br />ROMA - I carabinieri del Comando provinciale di Roma, d'intesa con la procura di Velletri (Roma), hanno invitato coloro che hanno avuto rapporti sessuali con persone contattate tramite il sito 'eroticgessica.com' a sottoporsi ad accertamenti sanitari. Tali rapporti - secondo quanto si legge in un comunicato dei carabinieri - potrebbero essere avvenuti in ville della zona Appia e Castelli Romani, alla periferia della Capitale. Il sito internet risulta gestito da una coppia romana. Sulla vicenda vi è riserbo da parte degli inquirenti. L'appello è solo l'ultimo anello di un'indagine che lo scorso anno portò all'arresto di un transessuale e di due agenti della polizia penitenziaria e del loro giro di trans e squillo. Gli accertamenti svolti in seguito hanno permesso ai carabinieri di accertare che tra i frequentatori di una villa luogo di appuntamenti vi era una persona sieropositiva: per il rischio di contagio per l'Hiv, hanno ritenuto utile invitare chiunque abbia avuto rapporti sessuali, specie non protetti, a sottoporsi ad accertamenti medici. I tre arrestati, scoprirono i carabinieri della compagnia di Velletri e di Castel Gandolfo, gestivano una casa a luce rosse ed un giro di prostituzione in una villetta dei Castelli romani. Per loro scattarono le accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione. Gli investigatori dell'Arma misero fine a un giro d'affari di migliaia di euro e soprattutto misero fine al via vai di uomini che frequentavano la villetta. Per arrivare a frequentare la villa dei Castelli romani bastava cliccare sul sito internet "eroticgessica", e si poteva così partecipare agli incontri che avvenivano tra uomini e transessuali o tra uomini e prostitute. I nomi in codice dei due agenti della polizia penitenziaria arrestati erano "Ivano" e "Gessica". I carabinieri nell'ottobre del 2008 si finsero clienti e presero accordi per partecipare ad una festa con "Luana", il transessuale complice dei due agenti. Quella sera scattò il blitz, il club fu chiuso e i tre finirono in manette. (Ansa)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-3120802389425150153?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-27248341466839916232009-02-21T15:59:00.003+01:002009-02-26T13:16:29.825+01:00Ronde affidate a vigilantes con i cani<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SaaIDC54H6I/AAAAAAAAAq4/iOFAJcs2WnU/s1600-h/LUIGI+CARTA.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SaaIDC54H6I/AAAAAAAAAq4/iOFAJcs2WnU/s200/LUIGI+CARTA.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307078796803317666" /></a><br /><br />Per prevenire i fatti dell'Appio Latino, dove due giovanissimi, lei 14 anni e lui 16, hanno subito la violenza cieca di due belve la sera di San Valentino. Ronde soft alla periferia della Capitale. Dove le forze dell'ordine non riescono a pattugliare vie e parchi, dove le divise dei poliziotti di quartiere e dei militari mandati dal Governo non si sono mai viste. Dove le donne non si sentono sicure al calar della sera. Le hanno chieste alcuni membri dei comitati di quartiere Infernetto e Mostacciano, preoccupati per gli ultimi, efferati, fatti di cronaca.<br />Ma anche per l'aumento di rapine, ingressi e furti nelle proprietà private. Per la sorveglianza si sono rivolti alle unità cinofile di vigilantes privati, in attesa che il decreto anti-stupri, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, legalizzi l'intervento sul territorio da parte di ex agenti di polizia e carabinieri. Ronde notturne, dalle 8 di sera fino alle 5 di mattina. Con un vigilantes, affiancato da un cane addestrato al guinzaglio, a pattugliare vie, piazze, e stazionare vicino ad abitazioni private. «È un'attività innovativa - racconta Luigi Congedo, responsabile della K9 Service - che forniamo ai cittadini. Prima eravamo attivi solo per aziende e residence, subentrando con i nostri operatori ai custodi che terminano il turno».<br />Ora invece questi sorveglianti armati solo di cani addestrati potrebbero aggirarsi nei quartieri periferici e residenziali della Capitale. «Non siamo armati - precisa Congedo - Ma la nostra presenza funziona come prevenzione e deterrenza». Aggressioni, furti e rapine i reati specifici: «In caso di tentato furto l'intervento del cane cerca di scoraggiare il ladro, mentre l'operatore si preoccupa subito di avvertire le forze dell'ordine. Se si verificano aggressioni ai cittadini, il vigilantes interviene solo quando c'è una reale situazione di pericolosità dell'operatore o del cliente». Ma spesso non si arriva a tanto: basta solo la sorveglianza e la presenza fisica per scoraggiare malintenzionati.<br />Ma se i cittadini le invocano, sulle ronde frena la presidente del Comitato di quartiere Infernetto Adriana Bordoni: «Non siamo d'accordo con questi tipi di interventi - spiega - ma chiediamo una maggiore presenza delle forze dell'ordine. C'è qualche volante che percorre le nostre strade, ma hanno pochi uomini, non possono presenziare case e negozi di un quartiere che conta più di 40 mila abitanti e è in continua espansione».<br />La presenza di insediamenti abusivi è stata debitamente segnalata alle forze dell'ordine: a via Umberto Giordano, in un terreno di due ettari pieno di rovi e boscaglie, dove la provincia dovrebbe costruire un liceo. A Mostacciano, invece, «la preoccupazione, dopo i fatti della Caffarella c'è, e non parlo solo a nome mio. C'è, un po' dappertutto», ci confida una residente del posto. Il Comitato di Quartiere al momento non è stato ricostituito, ma i cittadini reclamano più sicurezza. «Si sono verificati scippi e furti, anche in pieno giorno». Mentre qualcuno segnala «baracche di cartone e di plastica vicinissime alle nostre case, nei pressi di via don Pasquino Borghi». Viviana Spinella (Il Tempo)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-2724834146683991623?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-35770607993295208152009-02-11T16:16:00.002+01:002009-02-11T16:17:56.907+01:00Se il nonno è in ansia e fa pedinare il nipote<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SZLr7Z0jroI/AAAAAAAAAqo/Ab8lmZUHrmA/s1600-h/5274-981194.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 140px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SZLr7Z0jroI/AAAAAAAAAqo/Ab8lmZUHrmA/s200/5274-981194.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301559117144632962" /></a><br />Sono i nonni ad essere sempre più preoccupati della vita segreta dei loro nipoti. Trascorrono con loro i pomeriggi dopo la scuola, mentre i genitori sono a lavoro. Notano i cambiamenti dei ragazzini, subiscono i malumori e l'irascibilità dei loro atteggiamenti. Quattordicenni chiusi in se stessi.<br />E proiettati in un mondo che i familiari conoscono solo attraverso il racconto di tv e giornali. Senza più dialogo, l'unica soluzione è rivolgersi a qualcuno, a chi è in grado di seguire il nipote senza farsi scoprire. Riferire su dove va la notte quando non rientra e con chi è stato tutto quel tempo. E, soprattutto, se beve e fa uso di stupefacenti. <br />Cresce a Roma il numero di chi si rivolge a un investigatore privato per indagini su minori e droga. Dopo l'adulterio, è il campo che più impegna gli Sherlock Holmes di casa nostra. E i nonni hanno superato i genitori nelle richieste di intervento.<br />Le agenzie sponsorizzano servizi creati ad hoc, che spiegano rischi e pericoli fin nei minimi dettagli. «Difesa minori e antidroga», si legge in un volantino pubblicitario: «un servizio per tutti quei genitori che pensano che il proprio figlio possa correre pericoli di vario genere o essere entrato in loschi giri di droga». Tra gli annunci, c'è chi propone un «servizio di osservazione specifica e mirata con riferimento ai fenomeni di devianza giovanile e sui comportamenti sospetti (droghe, amicizie deviate)». Un investigatore privato, più esplicito, scrive nel proprio sito internet: «I tuoi figli tornano tardi? Temi che si possano drogare? Prevenire significa risparmiare molto ed evita problemi futuri con la legge e nel lavoro. Hai dubbi sulle amicizie e sulle persone che frequentano i tuoi figli? Ricordati che la droga e la delinquenza sono pronte ad approfittare della debolezza dei giovani». Ma quanto è diffuso questo fenomeno? «Abbiamo registrato un aumento di richieste di investigazioni direi del 400 per cento negli ultimi due anni», spiega Miriam Tomponzi, titolare della «Miriam Tomponzi Investigations». «Con un incremento soprattutto nel periodo estivo, subito dopo la chiusura delle scuole» spiega Bernardo Ferro, titolare dell'agenzia «La segretissima». I figli pedinati hanno dai 12 ai 16 anni. Spesso ci sono cambiamenti improvvisi nei loro comportamenti alla base della scelta del genitore. Altre volte, invece, basta la paura di chi teme i pericoli dell'esterno. E tra i nonni l'intenzione è quella di voler essere certi di un reale pericolo nella vita del nipote prima di segnalarlo ai genitori: «Tra alcol e droghe, e con tutto quello che si vede in tv, la preoccupazione è inevitabile», spiegano gli investigatori. «Gli anziani poi non vogliono far dispiacere inutilmente i loro figli». E spesso le indagini investigative confermano i timori dei committenti: «Ne ho fascicoli pieni - continua Bernardo Ferro - Tante altre volte, invece, i sospetti non trovavano alcun riscontro». E ci vogliono almeno tre sabati notte di seguito per consegnare le prove, con appostamenti che cominciano dal pomeriggio e finiscono all'alba, quando i ragazzi rientrano a casa. Con operatori giovani, ventenni, infiltrati nelle discoteche per non destare sospetti, ed altri, più grandi, che effettuano pedinamenti ad ampio raggio. «Dopo Milano, e Napoli per altri versi, a Roma c'è l'emergenza droga più forte, sia nelle scuole private del centro che in quelle pubbliche delle periferie - spiega Miriam Tomponzi - Per non parlare dei locali, dove troviamo questi ragazzini deglutire, insieme, pasticche e bevande a base di taurina».<br />Viviana Spinella (Il Tempo)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-3577060799329520815?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-19841272415806948632009-02-08T19:20:00.003+01:002009-02-08T19:30:20.939+01:00Caso Englaro:La lettera del capo dello Stato Giorgio Napolitano al premier Silvio Berlusconi<a href="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SY8iy2YerGI/AAAAAAAAAqg/2Osrw9BS7uE/s1600-h/eluana.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 152px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SY8iy2YerGI/AAAAAAAAAqg/2Osrw9BS7uE/s200/eluana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300493543425354850" /></a><br />Questo è il testo della lettera che il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “precedentemente alla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in relazione al caso Englaro”: “Signor presidente, lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del governo rispetto a una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale. Io non posso peraltro, nell’esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti. <br />I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche. Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell’incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell’ordinamento giuridico vigente. <br />Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge – piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica - appare soluzione inappropriata. <br />Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità e urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso”.<br />“Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente. <br />Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto a oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell’articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo. Desta inoltre gravi perplessità l’adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo.<br />Ricordo infine che il potere del presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall’articolo 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali<br />dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori (si indicano nel poscritto i più significativi esempi in tal senso). Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga a evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare”.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1984127241580694863?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-10129037126395558312009-01-14T09:31:00.001+01:002009-01-14T09:33:38.152+01:00TERRORISMO: BATTISTI, PER BRASILE E' RIFUGIATO POLITICO<a href="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SW2jKlFEHWI/AAAAAAAAAoY/mA1toExDGhg/s1600-h/cesare+battisti.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 193px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SW2jKlFEHWI/AAAAAAAAAoY/mA1toExDGhg/s200/cesare+battisti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291064539377573218" /></a><br />RIO DE JANEIRO - Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo condannato all'ergastolo in Italia per quattro omicidi tra il 1977 e il 1979, la cui estradizione era stata chiesta tempo fa dall'Italia a Brasilia. Battisti, 52 anni, si trova agli arresti in un carcere della capitale brasiliana dal marzo dell'anno scorso. ''E' tradizione del Brasile considerare di concedere lo status di rifugiato politico ogni volta che riteniamo che esiste un fondato timore di persecuzione politica contro un cittadino'', ha spiegato Pedro Abromovay, segretario agli affari legislativi del ministero della giustizia. L'annuncio e' arrivato tramite un comunicato diffuso nella notte dal ministro della Giustizia, Tarso Genro, che si e' cosi' pronunciato in modo opposto a quanto deciso dal Conare (Comitato Nazionale per i Rifugiati), che nel novembre scorso aveva respinto per tre voti contro due la richiesta di asilo politico formulata da Battisti. La nota ricorda che la decisione riguardante ''lo scrittore italiano Cesare Battisti'' e' stata presa sulla base ''dello statuto dei rifugiati del 1951 e della legge 9.474 del 1997'', che prevedono quali ragioni valide per la concessione dello status di rifugiato ''il fondato timore di persecuzione per motivi di razza... o di opinione politica''. La nota segnala tra l'altro che Battisti e' stato condannato solo dopo la sua fuga in Francia nel 1981, sulla base di accuse non fondate su prove certe, ma della testimonianza del pentito Pietro Mutti. Qualche giorno fa, in un'intervista al settimanale brasiliano Epoca, Battisti aveva detto di essere sicuro di ''finire morto'' nel caso di un rientro in Italia, dichiarandosi ''certo che se tornassi, finirei vittima di una vendetta. Nel 2004 ho sofferto in Brasile - aveva precisato - un tentativo di sequestro da parte dei servizi segreti paralleli italiani''. In dichiarazioni apparse ieri sul quotidiano Estado de S.Paulo, Genro aveva ricordato che stava ''cercando informazioni sul tipo di punizione che hanno sofferto gli apparati illegali di repressione che agirono in Italia in quel periodo, e che erano legati alla mafia e alla Cia. Devo conoscere questo perche', se questi apparati sono ancora intatti, c'e' un rischio per Battisti''. Genro aveva subito dopo aggiunto che nel caso di un sospetto fondato che una persona possa soffrire qualsiasi tipo di persecuzione in patria in relazione a fatti collegati alla propria azione politica, ''questa persona deve essere considerata rifugiata''. Il ministro ha informato della sua decisione nella tarda serata di ieri il presidente Luis Inacio Lula da Silva, hanno ricordato gli on-line brasiliani subito dopo la pubblicazione della nota, precisando che ''la concessione di tale status non passa dalla Presidenza della Repubblica'', ed e' pertanto ''responsabilita' del ministero della Giustizia''. Ora, ricordano i media, il Tribunale supremo federale del Brasile (Stf) dovra' archiviare la richiesta di estradizione avanzata da Roma.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1012903712639555831?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-73649027416068362502008-12-18T22:43:00.001+01:002008-12-18T22:45:53.430+01:00Iran: occhio per occhio, per davvero<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SUrEU6ndydI/AAAAAAAAAoQ/eF9bNG9cHgM/s1600-h/cecata.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 138px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SUrEU6ndydI/AAAAAAAAAoQ/eF9bNG9cHgM/s200/cecata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281249376656542162" /></a><br />Era una giovane bella e indipendente, tecnico diplomato, iscritta all'universita' della capitale iraniana ed operante in un laboratorio medico, attivita' con la quale si manteneva. Aveva rifiutato diverse proposte di matrimonio, nell'attesa di incontrare il vero amore, ma l'ultimo spasimante rifiutato non ne voleva sapere di rassegnarsi e continuava a seguirla ovunque. Per tale ragione gli disse di essere gia' impegnata, esortandolo a continuare la sua vita, dato che non c'erano speranze per loro. <br />La reazione del giovane e' stata tirarle dell'acido sul viso. Anche a causa di un intervento intempestivo e inadeguato, la giovane si e' ritrovata cieca. La sua storia commosse l'opinione pubblica iraniana e lo stesso primo ministro dell'epoca, Khatami, il quale ha pagato di tasca propria le cure, disponendo che lo Stato si accollasse le altre spese per sostenere la giovane, non piu' in grado di mantenersi, anche con cure all'estero. <br />Mentre era in Spagna, in un appartamento pagato dallo Stato, per effettuare varie operazioni nella speranza di riprendere la vista almeno all'occhio destro, il meno danneggiato, il governo del nuovo presidente, Ahmadinejad, le ha tagliato i fondi. Ospitata in una struttura di volontariato spagnola, la ragazza si e' accorta presto di essere in mezzo a drogati, alcolizzati e prostitute. Non si sa se sia stato in questo ambiente che ha contratto un'infezione che ha vanificato ogni speranza di guarigione. <br />E' a questo punto che la giovane, ritornata in patria, ha chiesto l'applicazione della legge del taglione - prevista dal diritto del suo Paese - per il suo aggressore. Insomma, occhio per occhio, la giovane chiede che chi le ha tolto la vista perda la sua 'legalmente'. <br />Nonostante l'intercessione di alcune alte cariche dello Stato perche' la ragazza rinunciasse alla sua richiesta, accontentandosi di un risarcimento pecuniario (e cio' al fine di evitare critiche e danni d'immagine all'Iran, mentre si starebbe cercando di mitigare le pene), la giovane non ha desistito ed un tribunale di Teheran ha deciso che all'uomo vengano versate cinque gocce di acido solforico in ogni occhio, con venti giorni di tempo per presentare ricorso. Il condannato sostiene che la ragazza potrebbe avere ancora un barlume di vista e che - se lui la perdera' - occorrerebbe fare in modo che anche a lei venga eliminata del tutto. Il padre del condannato si dice d'accordo con la sentenza del tribunale: se la vittima di suo figlio ha perso la vista, e' giusto che anch'egli vada incontro alla stessa sorte. Secondo il Washington Post, il caso ha scosso l'opinione pubblica iraniana, generando pareri contrastanti: in Iran le violenze contro le donne sono diffuse e c'e' chi ritiene che una punizione cosi' drastica potrebbe prevenire in futuro casi analoghi, mentre altri non sono convinti del valore di deterrenza della pena. Lo stesso medico spagnolo che ha avuto in cura la giovane, intervistato dal quotidiano USA, ha ammesso di essere stato scioccato dalla notizia che una sua ex paziente aveva chiesto una pena cosi' sanguinaria per il torto subito, ma ha anche ammesso di non saper dire cosa avrebbe provato se si fosse trattato di sua figlia. Da parte nostra possiamo fare le seguenti riflessioni. In primis, molte esperienze (ad es con la pena di morte) dimostrano che una pena crudele non ha valore deterrente. Chi commette delitti efferati volontariamente ha motivazioni o pulsioni tali da non fermarsi facilmente di fronte alla prospettiva della legge del taglione, e quest'ultima serve solo come 'vendetta' o come risarcimento morale (a seconda di come la si voglia vedere) per la vittima e i suoi parenti o per la societa'. E' ovviamente pienamente comprensibile lo stato d'animo della giovane, condannata per tutta la vita alla cecita' ed alla perdita del suo lavoro, per svolgere il quale gli occhi le erano indispensabili, tanto piu' che la ragazza non ha cercato subito la vendetta, ma ha assunto un atteggiamento costruttivo e coraggioso, cercando di minimizzare il danno, e solo di fronte ad un esito infausto ha chiesto che al suo aguzzino fosse riservato lo stesso trattamento. <br />Tale scelta e' anche piu' comprensibile considerando che siamo in uno Stato, l'Iran, in cui i risarcimenti 'in natura' sono all'ordine del giorno, ben tollerati, anzi sanciti e imposti dalle autorita' giudiziarie e politiche. Pensiamo alla pena di morte (inflitta anche a persone minori all'epoca del fatto), comminata per molte fattispecie di reato, alla lapidazione per le adultere, etc <br />E proprio considerando questo, sorge spontanea una terza considerazione, e una domanda: come mai le autorita' che fino a ieri hanno impiccato giovani e meno giovani, diventano improvvisamente possibiliste riguardo all'attenuazione delle pene e preoccupate per una reputazione nel campo dei diritti umani che il Paese in realta' non ha? Sara' che tanta insolita apertura e' motivata dal fatto che la vittima fosse una donna, una donna con un lavoro ed una indipendenza, una giovane che con il suo 'no' ad un matrimonio non d'amore ha inteso manifestare il suo diritto di scelta? Una pretesa che forse fa pensare a qualcuno che in fondo se la sia andata a cercare, e che sia un po' troppo, adesso, chiedere che la legge del taglione sia applicata anche al suo aggressore. (Tara Fernandez )<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-7364902741606836250?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com1tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-5071170578328862962008-12-14T18:54:00.002+01:002008-12-14T18:56:54.164+01:00VIOLENTO' E BRUCIO' VIVA BIMBA, SI UCCIDE IN CARCERE<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SUVInVn0tuI/AAAAAAAAAoI/M3lyazGsQVU/s1600-h/eb1026a713f8a5f4a43bda7c4540b105.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 126px; height: 172px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SUVInVn0tuI/AAAAAAAAAoI/M3lyazGsQVU/s200/eb1026a713f8a5f4a43bda7c4540b105.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279705978818049762" /></a><br />LECCE - Si è suicidato la notte scorsa nel carcere di Lecce Vincenzo Coratella, di 27 anni, uno degli autori dell'omicidio di Graziella Mansi, la bimba di otto anni violentata e bruciata viva il 19 agosto 2000 in un bosco nei pressi di Castel del Monte, località alla periferia di Andria (Bari). Coratella stava scontando la condanna definitiva all'ergastolo. Secondo le prime notizie, il giovane si è impiccato in cella utilizzando la cintura di un accappatoio che aveva legato ad una branda. A scoprire il corpo senza vita di Coratella sarebbe stato stamani un agente di polizia penitenziaria. Per l'omicidio di Graziella Mansi sono state condannate con sentenza definitiva cinque persone. A Pasquale Tortora, di 28 anni, giudicato con rito abbreviato, sono stati inflitti 30 anni di carcere. Quattro gli ergastoli, inflitti a Giuseppe Di Bari e Vincenzo Coratella, entrambi di 27 anni, Domenico Margiotta, di 25, e Michele Zagaria, di 29 anni. Secondo quanto accertato nel processo, fu Tortora ad adescare la bimba, portandola in un bosco col pretesto di farle vedere una cucciolata e poi consegnandola ai suoi complici, dei quali, una volta arrestato, rivelò i nomi agli investigatori. Gli investigatori stanno accertando le cause all'origine del suicidio e per il momento non formulano alcuna ipotesi. Coratella si sarebbe tolto la vita nel corso della notte; dell'accaduto si sono accorti stamane gli agenti di polizia penitenziaria. La vicenda legata all'omicidio della piccola Graziella Mansi, nell'agosto di otto anni fa, fece molto scalpore per l'efferatezza con cui si svolse. Secondo quanto fu accertato, la piccola, che aveva otto anni, fu sequestrata ai piedi di Castel Del Monte mentre riempiva un secchio d'acqua a una fontanella pubblica. Ad adescarla - fu accertato - fu Tortora che la condusse in un bosco li' vicino con la scusa di farle vedere una cucciolata. Qui Graziella fu presa in consegna dagli altri imputati che prima tentarono di violentarla poi la bruciarono viva dopo averla distesa su un tappeto di foglie secche. Al processo, che si concluse nel novembre del 2004 con il pronunciamento della Corte di Cassazione, si costituirono parte civile i famigliari della bambina e il Comune di Andria, dove la piccola Graziella viveva.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-507117057832886296?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-77941366008181695862008-12-04T20:26:00.002+01:002008-12-04T20:33:41.114+01:00DE MAGISTRIS: GUERRA PROCURE, NAPOLITANO CHIEDE GLI ATTI<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/STgvfocbilI/AAAAAAAAAoA/pI5Jdp91eVo/s1600-h/de+magistris.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 143px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/STgvfocbilI/AAAAAAAAAoA/pI5Jdp91eVo/s200/de+magistris.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276019183943649874" /></a><br />ROMA - L'iniziativa assunta dalla Procura generale di Catanzaro a seguito del sequestro di suoi atti processuali disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno, si legge in un comunicato diffuso dal Quirinale, "ha introdotto elementi di ulteriore, grave preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali, configurando un aperto, aspro contrasto tra Uffici giudiziari. Pertanto - prosegue la nota - il segretario generale della presidenza della Repubblica, che aveva già richiesto - su incarico del capo dello Stato nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia - ogni utile informazione sulla vicenda al Procuratore generale di Salerno, ha rivolto analoga richiesta al Procuratore generale di Catanzaro".<br />Napolitano ha chiesto al Pg di Salerno gli atti, in merito al caso De Magistris. Secondo il capo dello Stato si tratta di una vicenda senza precedenti che ha gravi implicazioni istituzionali.<br />Sette magistrati della Procura di Salerno, fra cui il procuratore capo Apicella, sono indagati dalla Procura generale di Catanzaro che ha bloccato con un provvedimento di sequestro, gli atti che erano stati sequestrati dalla Procura di Salerno. Il provvedimento di sequestro e' stato firmato dal procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, e dai sostituti Garbati, De Lorenzo e Curcio. <br />''La Procura generale di Catanzaro ha sempre operato nella legalita' e nell'autonomia e non poteva rimanere ferma davanti ad un'offesa. Si trattava del rispetto dell'ordine giudiziario'', ha spiegato il Pg Jannelli. <br />I magistrati di Salerno sono indagati nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura generale di Catanzaro relativa al sequestro della documentazione delle indagini Why Not e Poseidone eseguito martedi' scorso dai magistrati campani a Catanzaro. <br />Al momento non si sono apprese le ipotesi di accusa nei confronti dei magistrati di Salerno. Oltre al sequestro degli atti delle due inchieste, i pm della Procura di Salerno hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei confronti di magistrati della Procura generale e della Procura di Catanzaro. L'inchiesta della Procura di Salerno e' scaturita dalle denunce fatte dall'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, circa l'avocazione dell'inchiesta Why Not da parte della Procura generale.<br />''A Catanzaro oggi e' accaduto che i magistrati della Procura generale hanno reagito ad un atto, proveniente dalla Procura di Salerno, finalizzato alla destabilizzazione e all'eversione dell'istituzione dello Stato''. Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. ''C'e' stato un attacco inaudito - ha proseguito Jannelli - all'esercizio giurisdizionale cosi' come non era mai accaduto nella storia. Si e' cercato di espropriare un processo in corso a questa Procura''.<br />"Se si entra nella mia Procura e si commettono dei reati è ovvio che noi siamo competenti a intervenire". Lo ha detto il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, circa il provvedimento di sequestro degli atti delle inchieste Why Not e Poseidone sequestrati dalla Procura di Salerno. "Nei nostri uffici - ha aggiunto - è stato commesso un abuso e una interruzione dell'attività di un pubblico ufficio. Il provvedimento adottato oggi è la conseguenza di quanto accaduto nella nostra Procura. Noi abbiamo agito sempre nella legalità e non potevamo rimanere fermi davanti ad una offesa di questo genere. Ne andava del rispetto dell'ordine giudiziario".<br />"Non vorrei che su di me ci fosse l'ombra del sospetto". Se un'eventualità del genere dovesse accadere "non esiterei ad andarmene". E' il vice presidente del Csm Nicola Mancino a dirlo, dopo la pubblicazione di notizie di stampa su un suo possibile coinvolgimento nell'inchiesta della Procura di Salerno sul tentativo di delegittimare l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris.<br /> "Se una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia, non esiterei a togliere l'incomodo - ha aggiunto Mancino - ho sempre operato al servizio delle Istituzioni". <br />''Sento il bisogno di confessarvi che vivo uno stato di amarezza dopo la lettura di notizie di stampa secondo cui la Procura di Salerno avrebbe aperto un fascicolo a mio carico''. Il vice presidente Nicola Mancino ha messo a nudo il suo stato d'animo con i consiglieri del Csm. E sempre in modo diretto si e' detto pronto a farsi da parte: ''E' giusto non avere alcuna ombra di sospetto: se ne sorgesse qualcuno non avrei esitazione a togliere l'incomodo''; un concetto ribadito poco dopo: ''il giorno in cui una campagna di stampa dovesse incidere sulla mia autonomia di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, so qual e' il mio dovere''. ''Sono stato e resto al servizio delle istituzioni'' ha assicurato il vice presidente che ha ricordato il suo impegno da presidente del Senato e da ministro dell'Interno per il mantenimento di ''corretti rapporti politici nel rispetto delle culture e degli schieramenti diversi''; e l' obiettivo che sta perseguendo al Csm ''di conciliare politica e magistratura''. Quindi un richiamo alle parole del Capo dello Stato, che di nuovo ''recentemente ha sottolineato la necessita' del dialogo, anche nella diversita'; purche', io aggiungo, ci sia buona fede''.<br />La procura di Catanzaro, che ha iscritto nel registro degli indagati i sette magistrati della procura di Salerno, potrebbe essere tenuta a 'spogliarsi' dell'inchiesta in questione (art. 11 codice procedura penale) e a trasmettere gli atti alla procura di Napoli. Competente ad indagare sulle 'toghe' di Salerno e' infatti l'autorita' giudiziaria partenopea. Ma la questione rischia di farsi ingarbugliata anche sotto questo profilo e non e' escluso che Catanzaro (o Napoli in seconda battuta) trasmetta le carte a Roma. A Napoli, infatti, si trova ora Luigi De Magistris, in qualita' di giudice al tribunale del riesame, dopo il trasferimento che gli e' stato inflitto nei mesi scorsi dal Csm. Ebbene - e' il ragionamento fatto in queste ore da piu' parti - se le contestazioni ai sette magistrati di Salerno saranno considerate unicamente in relazione alle perquisizioni sui colleghi calabresi, allora la competenza dell'indagine avviata da Catanzaro spettera' a Napoli, perche' sotto questo profilo De Magistris non risulta persona offesa dalle perquisizioni ne' indagato. Diversamente, se sara' valutato anche il fatto che De Magistris e' parte offesa e denunciate nel procedimento connesso a quello che ha portato alla perquisizione degli uffici giudiziari di Catanzaro, allora competente ad indagare sulle 'toghe' di Salerno dovrebbe essere la procura di Roma.<br />''Oggi siamo sgomenti e preoccupati per quanto sta accadendo. Cio' che e' in gioco e' la credibilita' della funzione giudiziaria''. Lo sottolineano il presidente dell' Anm Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini, che chiedono a ''tutti'' ''il rigoroso rispetto delle regole''.<br />''Ci sara' tempo per una compiuta valutazione del merito delle singole vicende sulla base della conoscenza degli atti e delle loro motivazioni'' dicono Palamara e Cascini. Ma ''in questo delicato momento non possiamo che chiedere a tutti il massimo senso delle istituzioni e il rigoroso rispetto delle regole unico fondamento dello svolgimento della funzione giudiziaria''. <br />Quanto sta avvenendo tra le Procure di Catanzaro e Salerno "sono cose che non devono accadere". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, aggiungendo che "su ciò che sta avvenendo nella magistratura credo che il Csm si appresti ad intervenire". "Intendo manifestare piena solidarietà e stima al vicepresidente del Csm Nicola Mancino, cha ha svolto e svolge il suo alto e difficile incarico con equilibrio e senso delle istituzioni, in questo momento in cui é oggetto di una fuga di notizie incontrollata e priva di qualsiasi riscontro", afferma Walter Veltroni segretario del Pd. "L'autorità giudiziaria - aggiunge - svolga fino in fondo il suo lavoro ma lo faccia con equilibrio e in modo da salvaguardare la segretezza delle indagini impedendo così la delegittimazione dell'operato delle persone, delle istituzioni e anche della magistratura. E va sottolineata l'importante solidarietà giunta al vicepresidente Mancino dall'intero Csm". "Per tutti questi motivi - prosegue Veltroni - appare importante e positiva l'iniziativa assunta dal presidente Napolitano, che ha chiesto chiarimenti alla Corte d'Appello di Salerno. Questo al fine di garantire, come è nei suoi compiti istituzionali, il regolare funzionamento dell'attività giudiziaria oggi messo in forse e la totale trasparenza e correttezza delle iniziative della magistratura, specie in presenza di atti d'indagine che presentano, come dice il Quirinale, 'aspetti di eccezionalita', con rilevanti implicazioni di carattere istituzionalé".<br />Atti e informazioni sulla vicenda De Magistris sono stati chiesti dal Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, al Procuratore Generale presso la Corte di appello di Salerno. La richiesta e' stata avanzata su preciso mandato del capo dello Stato, Giorgio Napolitano dopo la decisione di sequestrare atti di inchieste condotte dall'ex pm della procura di Catanzaro De Magistris ora in servizio a Napoli. Questo il comunicato del Quirinale: ''Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, su incarico del Presidente Giorgio Napolitano, ha oggi inviato al Procuratore Generale presso la Corte di appello di Salerno, dott. Lucio Di Pietro, la seguente lettera: 'La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura Generale presso la Corte di appello di Catanzaro e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di quella citta'. Tali atti di indagine, anche per le forme e modalita' di esecuzione, hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione, suscitando inquietanti interrogativi. Inoltre, in una lettera diretta al Capo dello Stato, il Procuratore generale di Catanzaro ha sollevato vive preoccupazioni per l'intervenuto sequestro degli atti del procedimento cosiddetto 'Why Not' pendente dinanzi a quell'ufficio, che ne ha provocato la interruzione. <br />Tenendo conto di tutto cio', il Presidente Napolitano mi ha dato incarico di richiederLe la urgente trasmissione di ogni notizia e - ove possibile - di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti, che - prescindendo da qualsiasi profilo di merito - presenta aspetti di eccezionalita', con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale cui consegue - come ha piu' volte ricordato la Corte costituzionale (tra le altre, con le sentenze e le ordinanze n. 10 del 1997, 393 del 1996, 46 del 1995) - la ''compromissione del bene costituzionale dell'efficienza del processo, che e' aspetto del principio di indefettibilita' della giurisdizione'''<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-7794136600818169586?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-6390738093935864552008-11-05T00:08:00.000+01:002008-11-05T00:10:38.053+01:00“'Ndrangheta, da mafia arcaica a mafia imprenditrice globalizzata”.<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SRDWPPht30I/AAAAAAAAAn4/Ikxkemsg1SE/s1600-h/mafia%2520cruciani.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 128px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SRDWPPht30I/AAAAAAAAAn4/Ikxkemsg1SE/s200/mafia%2520cruciani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264943521750441794" /></a><br />La relazione annuale presentata dalla Commissione parlamentare antimafia fotografa la situazione della più robusta e radicata organizzazione criminale, una grande holding economico-criminale che mantiene come tratto costante il controllo maniacale del territorio e delle strutture sociali ed economiche. Questo il profilo della 'ndrangheta che emerge dalla relazione annuale della commissione Antimafia, firmata dal presidente dell'organismo bicamerale Francesco Forgione approvata all'unanimità dalla Commissione parlamentare Antimafia. La storia degli ultimi decenni, rileva l'Antimafia, ha mutato e segnato il corso di questa evoluzione da mafia arcaica a mafia imprenditrice a centrale finanziaria della globalizzazione con attività al nord e all'estero. <br />Processo favorito da anni di trasformazioni e di interventi per lo sviluppo, segnati da grandi flussi finanziari dello Stato e dell'Unione Europea destinati alla Calabria hanno accompagnato questo salto di qualità. La commissione Antimafia pone quindi l'accento su «i nessi tra le dinamiche del processo di modernizzazione della Calabria e le ragioni del suo mancato sviluppo economico, produttivo, sociale e civile, e in questo doppio processo va individuato il ruolo che la 'ndrangheta ha avuto nel drenare risorse immense aggredendo, attraverso la permeabilità della macchina amministrativa e della politica, la cosa pubblica ed il bene collettivo». Altro aspetto peculiare di questa organizzazione criminale - posto in evidenza dalla relazione annuale - è la crescita e l'espansione «alla maniera di Al Qaeda, con un'analoga struttura tentacolare priva di una direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica, di una vitalità che è quella delle neoplasie, e munita di una ragione sociale di enorme, temibile affidabilità». <br />La 'ndrangheta - prosegue la relazione - «è oggi la più robusta e radicata organizzazione, diffusa nell'intera Calabria e ramificata in tutte le regioni del Centro-Nord, in Europa e in altri Paesi stranieri cruciali per le rotte del narcotraffico. Il contagio delle 'ndrine va da Rosarno all'Australia, da San Luca a Duisburg. Molecole criminali che schizzano, si diffondono e si riproducono nel mondo. Una mafia liquida che si infila dappertutto, riproducendo, in luoghi lontanissimi da quelli in cui è nata, il medesimo antico, elementare ed efficace modello organizzativo. Alla maniera delle grandi catene di fast-food, offre in tutto il mondo, l'identico, riconoscibile, affidabile marchio e lo stesso prodotto criminale». (Dott.ssa Cesira Cruciani)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-639073809393586455?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-55139079488871567712008-10-27T23:56:00.001+01:002008-10-28T00:08:16.554+01:00USA: SVENTATO COMPLOTTO PER UCCIDERE OBAMA<a href="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SQZJx3kNJzI/AAAAAAAAAnw/YXty4ViJQPQ/s1600-h/obama.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SQZJx3kNJzI/AAAAAAAAAnw/YXty4ViJQPQ/s200/obama.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261974335707227954" /></a><br /><br /><div>WASHINGTON - Un brivido per l'America a una settimane dal voto. Le autorita' federali hanno arrestato due giovani neonazisti skinhead nel Sud del paese che, secondo le accuse, preparavano un massacro di persone di colore che doveva concludersi con il tentativo di assassinare Barack Obama, il primo nero nella storia degli Stati Uniti a trovarsi a un passo dalla Casa Bianca. ''Sono accuse serie e le tratteremo come tali'', ha commentato il procuratore distrettuale del Tennessee, Lawrence Laurenzi, che ha diretto le indagini. Il Secret Service, l'agenzia federale che protegge Obama con un plotone di uomini fin dall'anno scorso, ha detto attraverso un portavoce di ''prendere seriamente tutte le minacce contro i candidati presidenziali'', senza rivelare se le misure di sicurezza per il candidato democratico verranno aumentate negli ultimi giorni della campagna, che lo vedranno in mezzo a folle enormi nelle piazze d'America. A finire in manette sono stati Daniel Cowart, 20 anni, del Tennessee e Paul Schlesselman, 18 anni, dell'Arkansas, che vengono definiti dagli investigatori due fanatici delle filosofie del 'Potere Bianco' e della sottocultura skinhead di matrice neonazista. Tramite un amico comune, i due si erano messi in contatto via Internet con i siti frequentati dai supremazisti ariani e avrebbero progettato una rapina a un negozio d'armi, che doveva permettere di attrezzarsi per il loro piano omicida. L'idea, stando all'indagine condotta dall'Atf - gli agenti federali che si occupano di lotta ai traffici di armi ed esplosivi - era quella di ammazzare 88 neri a colpi di arma da fuoco e decapitarne altri 14. I numeri non sono casuali, ma appartengono al simbolismo neonazista. Secondo l'Anti-Defamation League, un'organizzazione di matrice ebraica che si batte contro razzismo e antisemitismo, 88 significa 'Heil Hitler' e viene usato spesso nella letteratura neonazista. La lettera 'H' e' l'ottava dell'alfabeto, da qui 88. Il numero 14 e' legato invece, sempre secondo la Adl, al numero delle parole della frase ''We must secure the existence of our people and a future for white children'' (Dobbiamo assicurare l'esistenza del nostro popolo e un futuro per i bambini bianchi). La frase e' attribuita al supremazista ariano David Lane, protagonista di attentati a sfondo razziale negli anni Ottanta, morto in una prigione americana lo scorso anno mentre scontava l'ergastolo. Compiuta la strage dei 102, sarebbe toccato a Obama. ''I due sospetti - afferma un comunicato diffuso dagli investigatori in Tennessee - hanno affermato che erano pronti a morire durante il loro tentativo'' di assassinare il candidato alla presidenza. I portavoce di Obama, nelle ore successive alla notizia degli arresti, non hanno commentato. Cowart e Schlesselman sono stati condotti di fronte a un giudice a Jackson, in Tennessee, per confermare l'arresto per porto d'armi e ''minacce contro un candidato all'ufficio della presidenza''. I due giovani sono stati trovati in possesso di varie armi, tra cui fucili a canne mozze e una carabina Fasi. L'arresto e' avvenuto nei giorni scorsi ed era stato tenuto fino a ora riservato. Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, stando al capo d'imputazione, i due giovani hanno convinto una ragazza a mettersi alla guida di un auto e a portarli ad eseguire una rapina che doveva servire a preparare la loro strage. La rapina e' poi sfumata e dopo aver abbandonato la ragazza, i due si sono recati ad acquistare corde di nylon e passamontagna. E' a questo punto che gli agenti dell'ufficio dello sceriffo nella contea di Crockett, in Tennessee, li hanno arrestati nelle prime ore del 22 ottobre. Interrogati, i due avrebbero confessato il piano e si sarebbero vantati della loro ideologia neonazista e della volonta' di uccidere Obama, a costo di rimetterci la pelle. Un'udienza per la loro incriminazione formale e' in programma il 30 ottobre a Memphis, in Tennessee, la citta' dove 40 anni fa fu assassinato il leader del movimento dei diritti civili dei neri Martin Luther King.( Marco Bardazzi )</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-5513907948887156771?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0tag:blogger.com,1999:blog-3290281785460729147.post-15601771510757052422008-10-21T17:31:00.005+02:002008-10-21T17:36:58.775+02:00INVESTIGATORI PRIVATI: 7 ARRESTI A FIRENZE<a href="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SP315xfheVI/AAAAAAAAAnY/zPXP9yOvwXQ/s1600-h/lasegretissima.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259630312725510482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_GD68fyFV4t4/SP315xfheVI/AAAAAAAAAnY/zPXP9yOvwXQ/s200/lasegretissima.jpg" border="0" /></a><br />FIRENZE - Sette misure di custodia cautelare e 22 perquisizioni - 20 a Firenze, una a Milano e una a Roma - sono state eseguite dalla squadra mobile di Firenze nell'ambito di un'inchiesta su presunte indagini illegali coordinata dal pm fiorentino Ettore Squillace Greco. Gli arresti, cinque in carcere e due ai domiciliari, riguardano quattro titolari di agenzie di investigazioni private e tre loro collaboratori. Tra i perquisiti, è stato spiegato, figurano anche due poliziotti, due carabinieri e un finanziere. Le ipotesi di reato per le quali si procede sono corruzione, rivelazione di segreti di ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici.<br />Cinque dei sette arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla rivelazione di segreti d'ufficio, alla corruzione di pubblico ufficiale e all'accesso illecito a banche dati. Si tratta di Luigi Martini, 48 anni, di Frosinone ma residente a Carmignano (Prato), titolare della Sia, una delle agenzie di investigazione al centro dell'inchiesta, Carlo Del Bo, 44 anni, di Milano, ex responsabile della security della Gucci, Patrizia Ceramelli, fiorentina, 40 anni, impiegata della Sia, le due sorelle Elena Baldini e Patrizia Baldini, di 45 e 42 anni, due collaboratrici di Martini, che sono agli arresti domiciliari. Gli altri due arrestati sono Silvio Russo, fiorentino, 57 anni, titolare dell'agenzia di investigazioni Kim, e Paolo Ciani, fiorentino, 45 anni, titolare della omonima agenzia di investigazioni, sono accusati di concorso in rivelazione di segreti d'ufficio, corruzione e accesso illecito a banche dati ma non rispondono di associazione per delinquere.<br /><br />INCHIESTA PARTITA SUICIDIO POLIZIOTTO<br /><br />L'inchiesta fiorentina che ha portato a sette arresti di investigatori privati e loro collaboratori nasce, secondo quanto emerso, in seguito al suicidio, nell'ottobre 2006 a Montevarchi, nell'aretino (rpt Montevarchi, nell'aretino), di un poliziotto che prestava servizio alla questura di Firenze. Negli accertamenti svolti dopo la morte del poliziotto, sarebbero emersi suoi rapporti con un investigatore privato. Da lì si sarebbero poi sviluppate le indagini su presunte acquisizioni illegali di informazioni. I due poliziotti e i due carabinieri perquisiti oggi presterebbero servizio a Firenze, mentre il finanziere sarebbe di Latina.<br />L'indagine è coordinata dallo stesso pm Ettore Squillace Greco, titolare dello stralcio fiorentino dell'inchiesta milanese su presunte acquisizioni illegali di informazioni che portò all'arresto dell'ex capo della security di Telecom Giuliano Tavaroli e di Emanuele Cipriani, titolare dell'ex agenzia fiorentina di investigazioni private Polis d'Istinto. Ma si tratta di inchieste distinte. Il suicidio del poliziotto da cui sono scaturiti gli accertamenti avvenne il 18 settembre 2006 (non nell'ottobre di due anni fa come scritto in precedenza), due giorni prima che scattassero gli arresti disposti dalla magistratura di Milano per l'inchiesta che ha coinvolto Tavaroli e Cipriani.<br /><br />INCHIESTA FIRENZE, PERQUISITE SEDI GUCCI<br /><br />Perquisizioni anche in sedi della Gucci per l'inchiesta fiorentina che oggi ha portato all'arresto di sette persone tra investigatori privati e loro collaboratori. Secondo quanto emerso le indagini avrebbero rilevato collegamenti tra un investigatore e un ex responsabile della sicurezza del gruppo, per la creazione di un archivio parallelo ai fini dell'anticontraffazione. (Ansa)<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3290281785460729147-1560177151075705242?l=1922lasegretissima.blogspot.com'/></div>Il direttore della www.1922lasegretissima.comhttp://www.blogger.com/profile/18279327626304753359info@segretissima.com0