tag:blogger.com,1999:blog-324011402009-07-03T17:14:54.608+02:00Pianeta SocialePerchè il pianeta sociale è il pianeta in cui vivichisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.comBlogger231125tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-39946080396406040962009-07-01T16:04:00.004+02:002009-07-01T16:34:16.347+02:00Gli adolescenti di oggi<a href="http://pianetasociale.com/uploaded_images/bugno-717740.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 125px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" alt="" src="http://pianetasociale.com/uploaded_images/bugno-717736.jpg" border="0" /></a>Volevano divertirsi. Tutto il mondo sta facendo i conti con la violenza gratuita, brividi di follia che attraversano il cervello dei giovani incapaci di porsi la domanda fondamentale, quella che divide il bene dal male.<br /><div>A Rimini una persona senza dimora viene incendiata, e quattro ragazzi stanno a vedere l'effetto che fa e si divertono, peccato che devono allontanarsi perché arrivano i soccorsi, ma poi ritornano, orgogliosi di aver provocato tutto quel pandemonio, le luci blu, l'ambulanza, la polizia, la gente che guarda sgomenta, alza le spalle, borbotta. Loro no, continuano per giorni a vivere l'euforia di un gesto pazzesco, e non hanno la percezione della follia, del delitto, dell'orrore. Non si pongono la domanda fondamentale, quella che divide il bene dal male:"È lecito bruciare una persona umana?" No, evidentemente no. Anzi, si vantano con le ragazze, parlano al cellulare rievocando l'impresa.<br></br>Credo che i quattro ragazzi "per bene" di Rimini non considerassero il clochard esattamente una "persona umana", ma solo un rifiuto, una carcassa umana, uno sgorbio sulla panchina, brutto da vedere, e dunque, in fin dei conti, da eliminare. Ma c'è di più: il gioco, in questo caso, era facile, perché la vittima era indifesa, addormentata, incapace di reagire, dunque non c'era nessun pericolo. La vigliaccheria si aggiunge alla crudeltà. Questi ragazzi sono cattivi, in questo momento non possiamo liquidare con un sociologismo sbiadito questo episodio come "noia" e "mancanza di valori". Dobbiamo tornare a parlare del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. Questa società deve restituire dignità di persona umana ai più deboli, e i senza dimora, sono lì a testimoniare la nostra fragilità collettiva. Questo non è solo un brutto sogno. E neppure un film. È parte della realtà del nostro tempo.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-3994608039640604096?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-8979276470584962622009-06-29T17:59:00.001+02:002009-06-29T18:07:36.212+02:00Aeroporti per disabiliNapoli da imitare. Un esempio di accessibilità e pari opportunità, presentato come best practice a livello europeo alla conferenza inaugurale della Giornata della disabilità. I rifiuti non c'entrano, stavolta, non c'entrano: quella raccontata a Bruxelles lo scorso dicembre è un'altra storia e parla di Napoli, del suo aeroporto e della società che lo gestisce (Gesac) che per adeguarsi al nuovo regolamento europeo per il trasporto dei passeggeri a ridotta mobilità interpellato direttamente loro, i disabili. Sembrerebbe naturale, e invece così non è: tra i 40 aeroporti italiani, solo a Capodichino si è lavorato fianco a fianco con le associazioni dei disabili.<br />Il progetto, riconosciuto come best practice europea, si chiama appunto Collaudo civico, perché al "decollo" del regolamento ha partecipato anche la società civile. In tutte le fasi: prima, sedendo ai tre tavoli progettuali, poi gestendo il corso rivolto agli assistenti di terra dei passeggeri disabili e, infine, partecipando alle ispezioni e ai controlli di qualità.<br />Ma cos'ha fatto di così speciale la Gesac per meritarsi il plauso dell'Europa? Intanto già dal 27 luglio scorso, l'aeroporto di Napoli era a norma: scalo accessibile dai parcheggi fino a bordo, e possibilità di viaggiare su qualsiasi volo, purché prenotato per tempo. Poi, al posto di un'anonima sala d'aspetto, in un'aerea dello scalo è stata allestita la Sala Amica, raggiungibile direttamente in taxi e auto dotata di tv, bagni attrezzati, poltrone della giusta altezza. L'aeroporto si è inoltre dotato di tre amboulist, cioè ascensori con sollevatori per il trasporto a bordo dei passeggeri in carrozzina, bagni per disabili divisi per sesso e un potenziamento del personale addetto all'assistenza diretta, il cui numero è quasi raddoppiato con un incremento della presenza femminile.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-897927647058496262?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-13842974361932827242009-06-26T18:24:00.000+02:002009-06-26T18:25:26.228+02:00Sviluppi servizio civileC'è un istituto nel nostro Paese alla ricerca di una identità effettivamente riconosciuta: si tratta del servizio civile. Nato per caso e cresciuto in maniera sempre più diffusa, è un'esperienza che coinvolge da oltre trent'anni centinaia di migliaia di giovani soprattutto in organizzazioni del privato sociale. Anche dopo la fine della leva e l'istituzione del Servizio civile nazionale su base volontaria, nonostante i grandi sforzi profusi per la sua promozione e sviluppo, la sensazione è che non esista un riconoscimento condiviso di una istituzione che si fonda sulla difesa della Patria e sui principi costituzionali di solidarietà sociale, e che ha quindi valore per l'identità nazionale e la coesione sociale. Prova evidente ne è l'ancora irrisolto problema dello status giuridico del giovane in servizio civile.<br />E proprio di fronte alle evidenti criticità che oggi attraverso la realizzazione dell'esperienza, e all'unanime richiesta di una riforma, occorre interrogarsi da dove partire. La prima convinzione è che ogni riforma che si proponga di essere di lungo respiro si debba concentrare innanzitutto sui giovani, i veri protagonisti di un servizio civile nazionale: tutto il resto sono strumenti per realizzare gli obiettivi educativi, formativi e di crescita alla cittadinanza attiva e responsabile.<br />L'altra convinzione su cui rifondare il servizio civile è il ruolo svolto dalle organizzazioni della società civile. Si deve cioè riconoscere che il servizio civile è nato, cresciuto, è stato difeso, rigenerato attraverso il servizio civile nazionale proprio da quegli enti del privato sociale che hanno saputo accogliere, offrire un cammino di educazione, di partecipazione, di senso a decine di migliaia di giovani.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-1384297436193282724?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-60500519084246755802009-06-26T17:55:00.001+02:002009-06-26T17:55:47.242+02:00Minori non accompagnatiUomo e africano, è questo il ritratto della maggior parte dei 6.285 immigrati dichiarati idonei a ricevere asilo politico o un altro tipo di protezione umanitaria. Sono i dati relativi al 2007 dello Sprar, l'ente che si occupa dei progetti di aiuto all'integrazione che vede coinvolti 95 enti locali e oltre cento realtà del terzo settore. E per il 2008 i numeri sono già aumentati: a ottobre erano già state accolte nei centri specializzati circa 7mila persone. Imponente l'aumento dei minori non accompagnatati che tocca il 600% in più del 2007. Fondamentale il ruolo del terzo settore. Cooperative e associazioni sono l'interlocutore diretto sul territorio, uno strumento importantissimo per favorire l'integrazione degli immigrati, sia sul lato sociale sia su quello lavorativo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-6050051908424675580?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-68435399334731804232009-06-19T17:19:00.001+02:002009-06-19T17:20:56.815+02:00Bambini di strada<p>Difficile dire quanti siano, in Italia. Certamente migliaia, se si accoglie la definizione estensiva "bambini di strada" elaborata dal comitato coesione sociale del Consiglio d'Europa che sta lavorando al tema in vista dell'Anno europeo della lotta alla povertà, il 2010.<br />Bambino di strada non è solo il minore che ci vive materialmente, come in alcuni Paesi dell'Est, ma anche quello che, per diversi motivi, è fuoriuscito dai percorsi di crescita. Ma chi sono, questi minori, nel nostro Paese? Tutti i bambini che vivono una situazione di emarginazione. Si va dal ragazzino escluso dalla scuola a quello costretto a vivere in una realtà familiare di povertà o disagio; dal minor straniero sfruttato per accattonaggio o prostituzione all'adolescente che entra ed esce dal circuito penale. Ciò che li accomuna è la strada, intesa come non-luogo, non-accoglienza, assenza di futuro.<br />Se da un lato, però, nelle città del Nord il fenomeno riguarda soprattutto ragazzi stranieri non accompagnati, nel Sud ci confrontiamo con sacche di povertà autoctone; un fenomeno grave, perché gli studi dimostrano che l'indigenza e il disagio sono ereditari, si trasmettono di padre in figlio.<br />Se le situazioni sono diverse, lo sono anche le risposte. Si va dalla prima accoglienza alla tutela della salute fisica e psicologica, fino all'inclusione vera e propria, che può tradursi nella conclusione degli studi, nell'avviamento al lavoro o in un percorso protetto di rientro nel Paese d'origine.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-6843539933473180423?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-65918568224490769372009-06-18T18:13:00.002+02:002009-06-18T18:18:58.445+02:00L'asilo nido non è per tutti"Coccolata mediaticamente, ma sistematicamente lasciata sola a fronteggiare difficoltà e nuovi compiti" è la famiglia secondo il Rapporto sulla situazione sociale del paese 2008 pubblicato dal Censis. Una solitudine la cui cartina di tornasole è data dall'assistenza ai suoi membri non autosufficienti. Che siano anziani o neonati, poco importa: a risolvere i loro problemi, sottolinea il Censis, sono sempre le famiglie. Nel primo caso organizzandosi grazie alle badanti, per chi ha famiglia, il discorso non cambia, visto che la capacità ricettiva di nidi e altri servizi continua a non superare l'11%. Ma anche per chi i figli riesce a sistemarli, l'esborso non è irrilevante. Considerando gli asili comunali, scrive il Censis, la spesa media per ciascun bambino è di 600 euro al mese; di questi il 40% sulle spalle della famiglia.<br />A fare le spese di questa carenza strutturale sono soprattutto le donne, che finiscono con il dedicarsi ai figli senza così nemmeno tentare l'inserimento nel mondo del lavoro. Come se non bastasse, un altro aspetto risulta penalizzante: per le famiglie economicamente vulnerabili il nido è troppo oneroso.<br />A ricorrere al nido sono perciò, in misura precedentemente più elevata, le lavoratrici con reddito alto, quelle con mansioni direttive. In pratica, conclude il Censis, tra le madri che lavorano il nido è un servizio utilizzato in modo particolare da quelle con più alto titolo di studio e con collocazione professionale e di reddito più elevata.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-6591856822449076937?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-55081172860032045002009-06-17T12:33:00.001+02:002009-06-17T12:36:16.145+02:00Immigrazione e lavoroGli stranieri titolari d'impresa iscritti alle Camere di commercio italiane sono 290mila, pari al 19.2% degli occupati di nazionalità estera stimati dall'Istat: in pratica, un lavoratore immigrato ogni cinque svolge un'attività autonoma e l'8,4% di tutte le imprese attive iscritte al sistema camerale ha per titolare un cittadino non italiano. È quanto è emerso dal Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2008. Il processo di sviluppo dell'imprenditorialità migrante dunque evidenza una notevole vivacità: tra il 2006 e il 2007 infatti il numero di imprese con titolare straniero è cresciuto del 10.2% e nel periodo 2003-2007 l'incremento complessivo è stato del 65.5%.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-5508117286003204500?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-52186148748086694472009-06-16T12:59:00.001+02:002009-06-16T13:02:02.460+02:00L'energia del futuroMonopolisti che impazzano nel mercato dell'energia, bollette salate e prezzi legati a doppio filo alle sorti del petrolio. Tra gli agricoltori c'è chi ha detto basata. E allora, autarchia: l'energia se la producono da soli. Con il biogas, i pannelli solari o le agro-energie non importa, purché sia verde.I fratelli Corvezzo, ad esempio, producono vino nella marca trevigiana, a Cessalto, da più di 20 anni: spumanti, prosecchi, Cabernet-Sauvignon oltre agli autoctoni Raboso e Refosco. Con oltre 500mila bottiglie l'anno, 14 ettari di vigneto e un agriturismo, di energia ne usano. Da novembre, l'elettricità la fanno in casa, o meglio sul tetto, con 1.800 metri quadriu di pannelli solari sul capannone. La soddisfazione è palpabile, anche se l'investimento non è di quelli che fanno a cuor leggero: un milione e 200mila euro, tanti anche in un settore fiorente come quello viticolo.Per altri, invece, virare sull'energia verde è stata una necessità. Gianenrico Spoldi alleva maiali nell'azienda di famiglia Brugnole, in provincia di Cremona. Un'attività non sempre gradita ai vicini. Soprattutto nel loro paesino di pianura, dove odori e olezzi ristagnano facilmente. All'inizio è stata una guerra: ordinanze, esposti, denunce per le esalazioni dell'allevamento. Urgeva una exit strategy. Quella della famiglia Spoldi è stata geniale: un impianto a biogas che, oltre a produrre energia per l'intera azienda, ha ridotto gli odori. In pratica coprendo la vasca che contiene le deiezioni dei maiali con i teloni che captano il biogas, gli Spoldi hanno preso i canonici "due piccioni con una fava": pace solidale e una riserva di energia gratuita.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-5218614874808669447?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-58396168861276105652009-06-16T09:46:00.001+02:002009-06-16T09:58:50.040+02:00Adozioni bambini cinesi<a href="http://pianetasociale.com/uploaded_images/chinese-children-715976.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 108px" alt="" src="http://pianetasociale.com/uploaded_images/chinese-children-715973.jpg" border="0" /></a>Si è svolto a Palazzo Chigi l'incontro bilaterale tra una delegazione della Repubblica Popolare Cinese, guidata dal viceministro per gli affari civili, signora Jiang Li, e la Commissione per le adozioni internazionali, presieduta dal sottosegretario Giovanardi, per approfondire l'attuazione dell'accordo bilaterale per le adozioni firmato nel 2007. Le delegazioni hanno riconosciuto l'andamento positivo della cooperazione fra Italia e Cina che ha consentito il deposito di numerosi fascicoli. La parte cinese ha assicurato che, in via eccezionale rispetto ai tempi programmati dal sistema, e come segno tangibile di amicizia, fra breve sarà possibile procedere all'abbinamento delle prime 22 coppie italiane a minori cinesi.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-5839616886127610565?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-78158836199597591572009-06-12T17:54:00.001+02:002009-06-12T17:56:41.764+02:00Il G8 per l'ambienteIl fallimento del G8 in Giappone, nel 2007, lascia una grande responsabilità sul governo italiano per il G8 2009 che si terrà, a livello di capi di Stato e di governo, in Sardegna nel luglio 2009.<br />Il governo italiano, quale presidente del G8, avrà l'oppurtunità di facilitare una svolta nel negoziato multilaterale, con un impegno dei leader verso un esito positivo della Conferenza delle Parti in programma alla fine del 2009 a Copenaghen, in Danimarca, per un accordo equo ed efficace, in linea con le indicazioni della comunità scientifica. In particolare, è importante che i governi dei G8 sostengano le proposte per il finanziamento degli interventi di mitigazione, adattamento e trasferimento di tecnologie a favore dei Paesi più poveri espressi in sede Onu.<br />Del resto, la crisi economica obbliga a nuove scelte e deve accelerare il passaggio a un'economia sostenibile. Si deve andare verso un mondo a "Carbonio zero", e i Paesi del G8 hanno molte ragione per agire quali pionieri: essi infatti detengono oltre il 60% della ricchezza mondiale in termini di Pil e il 79% delle spese militari.Sono responsabili di circa il39% delle attuali emissioni mondiali di gas serra e di oltre il 62% delle emissioni storiche accumulate nell'atmosfera mentre rappresantano solo il 13.5% della popolazione mondiale. Mentre la proiezione della crescita delle emissioni è molto significativa in alkcune economie emergenti, la responsabilità storica e la capacità dei Paesi del G8 rimane inalterata.<br />I Paesi più poveri soffrianno gli impatti più forti del cambiamento climatico, rischiando di vanificare gli sforzi finora compiuti dalla comunità internazionale e dai singoli governi e donatori internazionali nella lotta alla povertà. Il <em>Rapporto Stern</em>, pubblicato nel 2007, ha evidenziato come a livello glibale sia economicamente più vantaggiosos agire subito, anche se occorre prepararsi alle conseguenze ormai inevitabili con un'adeguata strategie e azioni di adattamento.<br />Il nuovo accordo sul clima dovrà lanciare la grande sfida della decarbonizzazione del Pianeta attraverso un percorso e tappe stabilite che vedano due passi fondamentali, un obiettivo di medio termine e un oibiettivo di lungo temrine. Attraverso percorsi differenziati in base alla responsabilità storica, tutti i Paesi devono sentirsi coinvolti in questa grande sfida.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-7815883619959759157?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-20853888575710243422009-06-10T18:19:00.002+02:002009-06-10T18:25:49.814+02:00Fondi servizio civile<p>Fra i 20mila e i 30mila avvii nel 2009. 40mila a partire dal 2010. Con questi due impegni il sottosegretario delegato, Carlo Giovanardi mette la parola fine a quella che lui stesso definisce "la fase pionieristica del servizio civile". Ma soprattutto caccia lo spettro di un anno a zero volontari che incominciava ad aggirarsi sempre più minaccioso dopo la sforbiciata della Finanziaria tremontiana, che aveva lasciato sul piatto del fondo nazionale 171 milioni di euro, il 42% in meno rispetto alla stagione precedente.<br />Ma come si arriva ai numeri annunciati dal senatore azzurro? La principale freccia all'arco di Giovanardi è un breve passaggio del decreto anti crisi pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 novembre, che all'articolo 4 ter stabilisce che «dal primo gennaio 2009 cessa a carico dek Fondo nazionale del servizio civile qualsiasi obbligo contributivo...per il periodo di servizio civile prestato dai lavoratori avviati dal primo gennaio 2009». In altre parole si sgrava del 25% del costo-volontario, un'operazione che, sottratti i costi di funzionamento dell'Ufficio nazionale, potrebbe "liberare" almeno 40 milioni di euro.<br />Sul bando 2009 verranno poi destinati anche altri 42 milioni di euro. Pari al residuo del fondo nazionale non impegnato a coprire il finanziamento del bando 2008. In tutto, quindi, 82 milioni di euro. Largamente sufficienti a sostenere i primi tre mesi di servizio di 30mila giovani, che andrebbero a pesare sul bilancio 2009.<br />Ma non è tutto. Ancora Giovanardi: «Altre risorse arriveranno dal fondo indistinto della presidenza del Consiglio». Il sottosegretario non si sbilancia sulle cifre. Ma anche su questo versante è lecito attendersi qualche buona notizia. Poi c'è il capitolo Regioni. Dopo la Lombardia anche la Campania, con due milioni di euro, ha deciso di contribuire al fondo nazionale. Una strada che Giovanardi invita "caldamente" a seguire.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-2085388857571024342?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-50918754091331312912009-06-09T11:05:00.000+02:002009-06-09T11:13:55.410+02:00Distrofia di DuchenneArmi diverse, stesso obiettivo: la distrofia di Duchenne. Si potrebbe riassumere così la scoperta di due farmaci già efficaci contro la malattia nel modello animale, e che colpiscono la stessa proteina, presente nei muscoli, che regola i geni implicati nella crescita e nella salute delle cellule muscolari scheletriche. Il risultato è importante perché mette in luce una correlazione tra due distinte terapie farmacologiche per la distrofia di Duchenne di cui si sta valutando l'efficacia sull'uomo, ed è uno dei traguardi raggiunti anche grazie a Telethon. Si deve infatti a Claudia Colussi dell'Irccs Centro cardiologico Monzino di Milano, che collabora con il laboratorio diretto da Pier Lorenzo Puri dell'Istituto Telethon Dulbecco, e il gruppo di ricerca dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma. Il lavoro è cofinanziatoa Telethon, Parent Project onlus, Association française cocontree myopathie e Muscular Dystrophy Association.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-5091875409133131291?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-5034925808205951122009-05-27T12:42:00.002+02:002009-05-27T12:46:25.116+02:00Lavoro per uscire dalla droga<p>Tanti volontari impegnati nel mantovano a strappare centinaia di giovani dalla trappola della droga e a restituire speranza alle loro famiglie: questo in sintesi il percorso del Centro di solidarietà Arca.<br />All'inizio degli anni 80 a Mantova e provincia esistevano piccoli nuclei di volontari che si occupavano di tossicodipendenti, ma erano autonomi. Non esisteva una struttura organizzata che potesse coordinare gli interventi. Si faceva riferimento al Centro di solidarietà di Reggio Emilia, animato dall'instancabile don Giuseppe Dossetti. Questo incontro fu decisivo: incoraggiò a ricercare l'unità, spronandoci ad aprire un centro di solidarietà. Il sostegno di Dossetti non fu solo morale e spirituale, ma si tradusse nella proposta di un metodo, <em>Progetto uomo</em>. Così a dicembre del 1988 fu avviato da Arca il centro di ascolto <em>Primo incontro</em> che ancora oggi ospita un centinaio di persone, famiglie che hanno già iniziato il programma e nuovi arrivi.<br /><em>Progetto uomo</em> prevede tre fasi: l'accoglienza, la comunità e il reinserimento sociale, momenti che coinvolgono in una sorta di percorso parallelo i tossicodipendenti e le loro famiglie.Si lavora sul cambiamento della persona e sui rapporti familiari. La droga è il sintomo di un malessere più profondo che è la mancanza di un significato per la vita. Il programma interviene a questo livello, così da restituire autonomia, motivazioni e speranza. Sono tre le strutture di Arca: a Romanore, a Ospitaletto di Marcaria e a Marengo.<br />Arca si esprime anche con un'associazione di volontariato, <em>Persona e territorio</em>, che coinvolge circa 200 volontari, una cooperativa per l'inserimento lavorativo degli ex tossicodipendenti e un'associazione, <em>Famiglie insieme</em>, nata per garantire nel tempo un sostegno reciproco.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-503492580820595112?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-28608007123303588132009-05-27T11:57:00.002+02:002009-05-27T11:59:40.973+02:00Viaggio di nozze solidale<p>Un viaggio di nozze sostenibile? Si può, grazie all'associazione <em>Lo spirito del pianeta,</em> socia di Aitr-Associazione italiana turismo responsabile. Tante destinazioni unite a uno scopo solidale: sostenere progetti a favore delle comunità locali. In più la possibilità di una lista nozze equosolidale. </p><p><a href="http://www.lospiritodelpianetaviaggi.org/">http://www.lospiritodelpianetaviaggi.org/</a></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-2860800712330358813?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-76985372551304347352009-05-25T17:01:00.001+02:002009-05-25T17:14:06.895+02:00Lotta all'AidsIn Italia vivono circa 180mila persone con Hiv-Aids, e si stima che circa un quarto di queste non sappia di essere infetta. Sono i dati emersi dal congresso Infezioni da Hiv-Aids: nessuno è lontano. Nel nostro Paese, ogni anno, si registrano 2mila nuovi casi di Aids. Oltre il 60% degli infettati da Hiv giunge tardi alla diagnosi, soprattutto se ha contratto il virus per via sessuale e se è straniero. Il ritardo della diagnosi, sottolinea l'Anlaids, evidenzia una pericolosa mancanza di consapevolezza dei comportamenti a rischio e causa un incremento della mortalità.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-7698537255130434735?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-68580884908730663812009-05-22T16:59:00.001+02:002009-05-22T17:01:30.059+02:00Asilo nido e lavoroNata nel 2003, l'associazione Giardino degli angeli di Senigallia ha in realtà origine una quindicina di anni fa. Allora, il presidente Silvio Pasquini con alcuni amici conobbe un giovane volontario che nelle missioni del Brasile si occupava della rieducazione di adolescenti. "Quel giovane, che era di Jesi, si stabilì a Canavierias e ci fece sapere che sarebbe stato utile costruire una scuola materna per iniziare ad educare i bambini ed evitare il disagio. Al di là dell'aiuto che ognuno poteva dare, nel 2003 cui siamo ritrovati in quattro amici e abbiamo costituito l'associazione, partendo subito a fare: nel novembre 2003 ero a Canavierias alla pose della prima pietra della scuola materna che ha iniziato a funzionare nel settembre dell'anno dopo, ricorda il presidente.<br />Dopo la materna è arrivato il doposcuola, che accoglie un centinaio di bambini che frequentano la scuola pubblica al mattino. A far funzionare la materna e il doposcuola, come le altre iniziative del Giardino degli angeli, c'è l'omonima associazione brasiliana di volontariato.<br />Il Giardino ha in cantiere un nuovo progetto di cooperazione: un corso di formazione professionale alberghiero. L'associazione finora ha realizzato tutte le iniziative senza nessuno aiuto pubblico, ma per questo progetto si è deciso di partecipare a un bando regionale.L'associazione vive del volontariato degli stessi soci: la sede è nei locali della ditta di uno dei fondatori e le spese sono ridotte al lumicino. "Da quando c'è l'associazione si sono aperte davanti a noi strade impensate e incontri che mai avremmo immaginato di fare".<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-6858088490873066381?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-47239960022177426082009-05-20T10:47:00.002+02:002009-05-20T10:51:29.618+02:00Adozioni in Nepal<a href="http://pianetasociale.com/uploaded_images/adozioni-777321.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 99px" alt="" src="http://pianetasociale.com/uploaded_images/adozioni-777318.jpg" border="0" /></a>Era l'ultimo tassello che mancava alla riapertura delle adozioni internazionali in Nepal: il riconoscimento, da parte del governo di Kathmandu, degli enti stranieri autorizzati a operare. Secondo la stampa locale sarebbero infatti 58 gli enti stranieri che hanno ottenuto il via libera. I primi sul podio sono gli Stati Uniti con 32 agenzie accreditate, l'Italia è seconda con 8 enti riconosciuti (Naaa, Ariete, Anpas, Airone, Aipa, International Adoption, Amici Trentini, AiBi). A inizio settembre 2008 il Children Center Welfare Board nepalese aveva messo a punto la lista dei 38 istituti che erano stati giudicati idonei a collaborare con gli enti stranieri per interventi di cooperazione e adozione internazionale.<br /><a href="http://www.ccwb.gov.np/">http://www.ccwb.gov.np/</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-4723996002217742608?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-34081824270344222802009-05-20T10:32:00.000+02:002009-05-20T10:39:43.049+02:00Malattie rare via web<p>Agevolare il dialogo, tra le persone con malattie rare, le associazioni di pazienti, i centri di ricerca e le istituzioni attraverso la condivisione delle informazioni, sfruttando le potenzialità del web. È l'obiettivo della campagna di comunicazione sulle malattie rare e i farmaci orfani "Insieme per non essere rari", promossa dal periodico online "Sanitanews" e dall'Istituto superiore di sanità. La campagna è in programma dall'1 dicembre 2008 all'1 dicembre 2008.</p><p><a href="http://www.sanitanews.it/">www.sanitanews.it</a></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-3408182427034422280?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-88199702766207400642009-05-18T16:14:00.001+02:002009-05-18T16:19:28.445+02:00Asilo nido stranieriSu un punto la partita fra italiani e stranieri è stata pienamente raggiunta. Quella dell'accesso, anzi dell'inaccessibilità, agli asilo nido. In effetti a tutt'oggi solo al 13% dei bambini è garantita l'accoglienza nelle strutture presenti sul nostro territorio. Che fare allora? Inventarsi il nido "fai da te". Una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle comunità di immigrati e che in alcuni casi coinvolge persino bambini italiani.<br />Il viaggio negli asili etnici d'Italia parte dalla capitale: il Piccolo mondo nasce in piena emergenza, da un gruppo di immigrati irregolari filippini che nell'89 aveva occupato l'Hotel Giotto al centro del quartiere Boccea. Nel 90 però, la gestione passa alla Caritas e oggi il Piccolo mondo accoglie 42 bambini di 25 nazionalità diverse. Il 20% è italiano. Si pagano da 0 a 80 euro al mese, in base al reddito, e l'orario va dalle 9 del mattino alle 5 di sera.All'ombra del Colosseo c'è anche Il Munting Tahan "piccola casa" che oggi ospita 45 bimbi di oltre 15 nazionalità diverse, tra essi anche 5 italiani.<br />È un'esperienza tutta al femminile invece il nido Alma Terra di Torino. All'inizio era una specie di baby parking per le volontarie dell'associazione Casa delle donne, poi si è aperto anche ai bambini delle utenti del centro. Dal 2006 è un micro-nido convenzionato, diviso in due strutture, una per la mattina e una per il pomeriggio, otto bambini in tutto di 6 nazionalità diverse.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-8819970276620740064?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-90798793596446506782009-05-14T17:58:00.002+02:002009-05-14T17:59:45.137+02:00Detrazione assistenza invalidiÈ possibile detrarre il 19% dei costi affrontati per assistere persone non autosufficienti anche nel caso in cui queste siano ricoverate presso una struttura diversa dalla propria casa, e quindi quando le prestazioni non vengono erogate al domicilio dell'assistito.<br />È quanto ha messo nero su bianco l'Agenzia delle Entrate risoluzione n.397/E del 22 ottobre, in cui si precisa però che le spese per questo tipo di assistenza e servizi vanno certificate distintamente rispetto a quelle riferibili ad altri eventuali servizi ricevuti presso la struttura ospitante.<br />In effetti, la norma citata dal contribuente si riferisce alla detrazione d'imposta sui corrispettivi pagati a figure assistenziali che prestano attività di sostegno a persone non autosufficienti, definite dalla legge come coloro che non sono in grado a causa delle proprie condizioni fisiche, di compiere i gesti quotidiani che la vita richiede o che hanno bisogno di sorveglianza continua. In pratica, ci si riferisce qui alla comune figura della badante.<br />Il beneficio fiscale. è bene ricordarlo, spetta sia nel caso che la persona non autosufficiente sia il contribuente stesso, sia nel caso che l'assistito sia un famigliare, a carico o non.<br />Nel documento è infine evidenziato che il beneficio può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e che il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro. Per avere diritto alla detrazione, inoltre, occorre essere in possesso di un'idonea documentazione fiscale relativa ai costi sostenuti e, in caso di spese per assistenza familiare, devono risultare codici fiscali e dati anagrafici di chi effettua i pagamenti, di chi assiste e di chi riceve la prestazione.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-9079879359644650678?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>chisivedehttp://www.blogger.com/profile/16893755486210996145noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-74059355606761264102009-05-13T10:34:00.001+02:002009-05-13T10:36:34.532+02:00Cercasi volontari a MIilanoUna serra-laboratorio nel carcere di San Vittore a Milano, un vivaio a San Giuliano Milanese e un progetto nell'hinterland milanese, finanziato dall'Osservatorio nazionale per il volontariato, inserito in Metrobosco con le scuole superiori della provincia e di Milano: è l'Associazione per i Vivai ProNatura, una realtà attiva da una ventina d'anni e che, come spiega lo stesso presidente Franco Rainini, "dopo essere nata come associazione ambientalistica in difesa della biodiversità e della flora autoctona, ha sviluppato un'attività sociale".<br /><strong>Come è nato il lato sociale?</strong><br />"Dal 1997 abbiamo cominciato a sviluppare attività di solidarietà sociale che si sono concretizzate nel 2000 con la costruzione, diretta da noi attraverso un progetto finanziato dal ministero della Giustizia che era in capo a San Vittore, di una serra dentro il carcere. La serra va avanti da otto anni con le detenute che operano in borsa-lavoro. Anche il vivaio funziona come ambito di attività sociale per persone in difficoltà, inserite a loro volta in borsa-lavoro dal Comune di Milano".<br /><strong>Cercate volontari: che cosa fanno in concreto?</strong><br />"I volontari gestiscono il vivaio con i borsisti e fanno tutoring a San Vittore. C'è poi lo spostamento di materiali: infatti, la serra all'interno di San Vittore è minuscola e per funzionare ha bisogno di contenitori, terriccio e piante, ed è importante mantenere un legame funzionale tra serra e vivaio. I volontari fanno tutoring sia per le detenute sia per i borsisti".<br /><strong>Quali competenze devono avere?<br /></strong>"Siamo partiti dall'idea di fare propagazione di piante che in genere non propaga nessuno. Si chiama conservazione "ex situ" delle piante. I semi vengono raccolti dai volontari in natura, per questo occorre avere un minimo di competenza naturalistica, ma non certo essere agronomi. Viviamo dall'apporto dei volontari ed è strategico continuare a cercarli".<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-7405935560676126410?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-2681756165883930492009-05-07T17:59:00.002+02:002009-05-07T18:06:50.008+02:00Disabilità in Giordania<a href="http://pianetasociale.com/uploaded_images/selim-767426.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 123px" alt="" src="http://pianetasociale.com/uploaded_images/selim-767425.jpg" border="0" /></a>Le cose più impensabili capitano nei posti più impensabili. Come a Zarqa, ad esempio. Zarqa è una piccola città giordana a pochi chilometri a nord-est di Amman. In questa povera località industriale esiste uno dei più antichi campi profughi palestinesi creato dalla Croce Rossa nel 1948. A tutt'oggi la comunità di origine palestinese è composta da circa 18mila anime, il cui membro più illustre aveva un nome che ancora oggi evoca terrore: Abu Musab al-Zarqawi.<br />Qui, in un contesto intriso di fondamentalismo, è successo l'impensabile. Il fatto è semplice: un ong creata dalla comunità cattolica latina, lo Our Lady of Peace Centre di Amman, ha incominciato ad occuparsi della cura dei disabili vincendo poco alla volta l'iniziale diffidenza della maggioranza musulmana. La fotografia simbolo di questo piccolo miracolo è quella del vescovo cattolico Selim Sayegh, vicario patriarcale dei latini di Giordania, che spinge un bambino in carrozzina a fianco delle autorità musulmane durante una marcia di sensibilizzazione per i diritti delle persone disabili.<br />In Giordania il numero dei disabili è enorme: si stima che siano 600mila, circa il 10% della popolazione. Lo scopo dell'organizzazione è quello di far crescere la consapevolezza dei problemi dei disabili nel nostro Paese. Il primo obiettivo è quello di veder riconosciuti i diritti di queste persone, e per loro il primo diritto è il diritto alla dignità. L'altro obiettivo è quello di offrire assistenza gratuita a queste persone.<br />Non è ancora chiaro perché vi sia un così alto numero di disabili nel Paese. Una cosa è certa: per una famiglia giordana avere un figlio disabile è una vergogna insostenibile di fronte alla società. I disabili non vengono fatti uscire di casa per non subire l'umiliazione dello scherno da parte del resto della popolazione. Questo isolamento, di fatto, coincide con la privazione della libertà.<br />Il lavoro per entrare e scardinare questa mentalità è lungo e faticoso, ma nonostante l'esiguità delle forze sta iniziando a dar i primi frutti. La gente prende coraggio e decide di scendere in strada spingendo le carrozzine dei propri figli, a volte anche deformi, per far sapere a tutti di aver scoperto il valore unico e grande di quelle persone loro affidate.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-268175616588393049?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-47012611745200252492009-05-05T12:55:00.002+02:002009-05-22T15:08:24.075+02:00Tribunali minoriliDopo più di 70 anni di onorata carriera, i tribunali minorili alzano bandiera bianca. I numeri danno la misura del disagio che una delle più importanti istituzioni al servizio dei minori sta vivendo: solo 29 sedi in tutto il Paese, spesso coincidenti con l'intera regione, con competenze penali, civili, e amministrative in continuo aumento e in fisiologica "collisione" con quelle dei tribunali ordinari e dei giudici tutelari.<br />Ma, insieme al maggior carico di lavoro, è soprattutto l'aumento esponenziale delle competenze a preoccupare i giudici minorili, che hanno lanciato l'allarme: si è enormemente ingigantito il bacino d'utenza; da un lato per l'ingresso di nuove competenze, come quella relativa ai minori stranieri, dall'altro per l'ampliamento di quelle tradizionali: in primis, la gestione delle separazioni delle coppie di fatto con figli. Si tratta ormai della metà di tutti i procedimenti civili aperti davanti al tribunale dei minori. Una materia delicata, in cui è necessario decidere dell'affidamento dei bambini e,dal 2007, anche del mantenimento economico da garantire agli stessi.<br />Ma qui emerge uno dei più cocenti paradossi del sistema giudiziario italiano. Divorzi e separazioni di coppie coniugali sono infatti di competenza del tribunale ordinario. Il tribunale minorile interviene invece per decidere della sorte dei bambini di coppie non sposate.<br />Sempre più pressante, dunque, è la richiesta di un organo unico in grado di farsi carico di tutto il settore, con giudici preparati in modo esclusivo alla materia minorile e una diffusione sul territorio che ne consenta la piena operatività.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-4701261174520025249?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-86995715409187598082009-04-27T17:33:00.001+02:002009-04-27T17:34:23.761+02:00Adozioni bambini russiIl sottosegretario di Stato con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi e il ministro russo per l'Educazione e la scienza, Andrei Pursenko, hanno firmato a Mosca un accordo bilaterale in materia di adozioni di minori. L'intesa permetterà a genitori italiani di adottare bambini russi e a genitori russi di adottare bambini italiani. L'Italia è il primo Paese al mondo con il quale la Federazione Russa ha accettato di firmare l'accorso. Questo permetterà di incrementare i rapporti di collaborazione che dal 2000 hanno permesso l'ingresso in Italia a 3.050 minori russi.<br /><br /><a href="http://www.commissioneadozioni.it/">www.commissioneadozioni.it</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-8699571540918759808?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-32401140.post-77454032261928391282009-04-23T17:59:00.000+02:002009-04-23T18:00:51.554+02:00Donazioni in crisiLotta alla povertà e rispetto dei diritti umani. Sono le due direttrici che segnano da oltre trent'anni l'attività di ActionAid, organizzazione internazionale che opera in più di 40 Paesi, specialmente Asia, Africa, e America Latina. Nel mondo, ActionAid ha lavorato a circa 800 progetti, in sinergia con oltre 2mila organizzazioni locali, coinvolgendo secondo le stime non meno di 13 milioni di persone.Ora che però le Borse mondiali hanno andamenti da montagne russe, è inevitabile che ActionAid debba valutare attentamente la situazione per muoversi con razionalità e prudenza. È comprensibile che una crisi di questa natura, cioè globale, susciti inquietudine in un'organizzazione strutturata come network internazionale. È difficile fare previsioni, pertanto occorre monitorare la situazione e aggiustare il tiro di trimestre in trimestre. Nel frattempo, ActionAid continua la sua attività e per il prossimo anno ha intenzione di insistere ancora sulla lotta alla fame nel mondo con la sua campagna di sensibilizzazione Hunger-FREE-Diamo scacco alla fame.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32401140-7745403226192839128?l=pianetasociale.com%2Findex.html'/></div>soci-alehttp://www.blogger.com/profile/11314310794717896842noreply@blogger.com0