tag:blogger.com,1999:blog-32024336199793038642008-05-16T14:13:40.826-07:00la scienza marcia e la menzogna globalecorradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comBlogger74125tag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-58920388467874521442008-05-12T22:47:00.000-07:002008-05-15T11:06:43.768-07:00DOCENTI COLLABORAZIONISTIVi riporto la discussione avvenuta con un mio collega, docente di storia e filosofia. Non importa quale sia la scuola, quale sia la città, non importa il nome, non importa quanto tempo fa sia successo, quello che importa è il fatto, ed il fatto vi assicuro non è isolato (altrimenti vivremmo in un mondo diverso). Non ricordo a memoria tutte le parole (non ho certo registrato il discorso) ma il senso della conversazione e delle varie frasi lo ricordo bene, ce l’ho impresso a fuoco nella memoria.<br /><br /><b>Io: </b>“Non è vero che Kissinger e la CIA hanno elaborato ed organizzato il piano che ha permesso il colpo di stato fascista di Pinochet in Cile nel 1973?”<br /><b>Professore di storia: </b>“Beh, sì, insomma, si può dire …”<br /><b>Io: </b>“Come si può dire? Ci sono documenti ben precisi, documenti governativi, federali, è scritto nero su bianco su documenti cui è stato tolto il segreto di stato di recente”<br /><b>Professore di storia: </b>“Beh, sì, ci saranno quei documenti?”<br /><b>Io: </b>“Ci saranno, vuoi negarne l’esistenza?”<br /><b>Professore di storia: </b>“Ci sono, va bene, ci sono, e allora dove vuoi arrivare?”<br /><b>Io: </b>“Che se come professori sappiamo l’esistenza di questi documenti così importanti dovremmo parlarne agli alunni. Non ti sembra?”<br /><b>Professore di storia: </b>“No, non mi sembra.”<br /><b>Io: </b>“Come non ti sembra, qui non stiamo parlando di interpretazioni dei fatti, che possono essere soggettive, opinabili, qui parliamo dei fatti stessi, di fatti di cui la gente è tenuta all’oscuro, e che avrebbe il diritto da sapere.”<br /><b>Professore di storia: </b>“Non mi sembra sia il caso di dire certe cose, è un po’ troppo.”<br /><b>Io: </b>“Cosa è troppo, è troppo raccontare la verità?”<br /><b>Professore di storia: </b>“Non mi sembra il caso di fare affermazioni che non sono confermate da ciò che gli alunni trovano scritto nei loro libri di testo.”<br /><b>Io: </b>“Vuoi dire che non possiamo raccontare un fatto oggettivo e provato solo perché un libro di testo non ne parla? Cos’è, censura preventiva?”<br /><b>Professore di storia: </b>“Te lo dico ancora una volta, io non me la sento di fare certe affermazioni se non trovano riscontro sui testi che hanno in mano gli alunni.”<br /><br /><b>Commento</b><br /><br />Probabilmente questa discussione si potrebbe commentare da sola, ma è il caso di fare rilevare che gli stessi docenti che (per mancanza di coraggio, per inerzia, per ignavia) tacciono su alcuni degli avvenimenti più cruciali della storia moderna sono quelli che poi organizzano conferenze per ricordare le vittime del nazi-fascismo, che dicono (a parole, vuote parole) che non bisogna dimenticare l’orrore dei regimi totalitari altrimenti si rischia che certe cose si verifichino di nuovo … che ipocrisia!corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-85977283997813404822008-05-07T22:44:00.000-07:002008-05-07T22:51:34.388-07:00Agenti, infiltrati, provocatori: il Papa a Messina e l’agente “Mimmo”Circa 20 anni fa il papa Giovanni Paolo II si degnò di visitare la mia città natale (Messina) per presiedere a non mi ricordo più quale cerimonia di beatificazione o santificazione. In quell’occasione la città estasiata per l’onore concessole innalzò una statua al Dio vivente (chiedo scusa, al Papa vivente) e furono spesi alcuni miliardi (di lire) per abbellire e rimettere in sesto la città … o meglio, quelle quattro strade intorno al centro di Messina lungo le quali il Pontefice sarebbe passato in trionfo sulla sua super-blindata papa-mobile. Insomma un’operazione di lifting concentrata sulla zona della città attraversata dal Pontefice, e che non sfiorava nemmeno lontanamente la periferia degradata, la zona delle baracche dove i liquami della fogna circolavano fra casa e casa.<br /><br />In quell’occasione io ed altri miei coetanei eravamo alquanto nauseati dalla cappa di bigottismo che era calata sulla città e dallo squallido spreco di risorse economiche per abbellire un angolino di città mentre i poveri, gli umili e i diseredati (quelli a cui 2000 anni Gesù prestava la sua attenzione) continuavano a vivere emarginati nei loro quartieri ghetto, fra miseria, disoccupazione, sporcizia e mancanza di servizi.<br /><br />Decidemmo quindi di fare un gesto oltremodo blasfemo, distribuire un volantino che denunciava la totale mancanza di laicità nell’amministrazione comunale e l’assurdo spreco di risorse per quell’ipocrita operazione di lifting. Altro gesto terribilmente rivoluzionario e sovversivo da noi organizzato fu l’esposizione provocatoria di uno striscione sul quale era scritta una frase che ricordava l’essenza del cristianesimo originale “Papa Gesù era con i poveri, e tu?”.<br /><br />Avuto sentore di queste operazioni al limite del terrorismo le locali “forze di pulizia” decisero di utilizzare un agente che si infiltrò nel nostro gruppo per raccogliere informazioni, ma non solo.<br />Bisogna dire che l’attenzione da parte di Digos e dei servizi segreti a quella nostra banale azione di “resistenza civile e laica” ebbe dei connotati irreali, quasi comici, proprio in vista del fatto che l’infiltrato riferiva in quasi in tempo reali sulle nostre reali intenzioni. Ciò non ostante ci furono visite intimidatorie delle forze dell’ordine presso certi palazzi che si affacciavano sul percorso del Papa per impedire che da quei balconi sventolasse lo striscione incriminato; bisogna immaginare quindi che se un gruppo di cittadini fosse riuscito a mostrare quello striscione che ricordava al Papa la povertà di Gesù Cristo ne sarebbe andato del buon nome del questore.<br /><br />In quei giorni oltre ad avere visibilmente i telefoni sotto controllo (come del resto è sempre accaduto a tutte le persone impegnate in attività politiche di denuncia del marciume governativo) ci siamo accorti di essere persino pedinati; mi viene da ridere al pensiero che qualcuno potesse pensare seriamente che stessimo preparando chissà quale attentato a “sua santità”, anche perché la Digos locale ci conosceva da tempo, aveva sicuramente tracciato i nostri profili psicologici, e sapeva perfettamente (anche grazie alle informazioni dell’infiltrato) che non volevamo fare niente di più che esprimere il nostro dissenso con un volantino ed uno striscione.<br /><br />A questo punto entra in scena però l’azione oscura dell’infiltrato Mimmo che una sera ci manifestò la sua grandiosa trovata rivoluzionaria. Il nostro gruppo si trovava in vicinanza della statua eretta al Papa Giovanni Paolo II quando l’agente Mimmo ci suggerì di imbrattarla con la vernice, e siccome i negozi erano già chiusi, per rincarare la dose suggerì di rubare la vernice da qualche negozio scassinandolo.<br /><br />Che idea luminosa! Bravo! È così che si fa!<br />Ma sì, che mente raffinata! Che fine strategia! E pensavi pure che ti avremmo seguito vero?<br />Oh, che bravi difensori della patria questi uomini dei servizi segreti, che uomini prodi e valorosi! Istigare dei ragazzi di 20 anni a commettere degli atti illegali per poi farli arrestare, veramente un’azione eroica non c’è che dire!<br /><br />Come avrete capito l’agente Mimmo era un po’ maldestro (a quanto pare anche gli agenti segreti in Italia vengono assunti in base alle solite logiche clientelari, almeno quelli incaricati di compiti non troppo importanti) e di conseguenza fu ben presto smascherato.<br /><br />Mi ricordo ancora la divertente risposta ad una mia domanda il giorno che tutti nodi vennero al pettine: “Scusa, ma tu lo conosci Bakunin?”<br />“No, non l’ho mai incontrato” ha risposto il poco informato (e male istruito) agente segreto.<br /><br /><br /><b>Epilogo</b><br /><br />L’agente Mimmo (chiaramente il suo nome, il suo cognome ed il suo documento di identità erano uno più falso dell’altro) fu denunciato per istigazione a delinquere. Ovviamente essendo “Mimmo” ben noto alle forze dell’ordine (fu notato un suo fin troppo sospetto andirivieni dai locali della questura) pur essendoci una decina di testimoni la denuncia fu insabbiata dalla solerte magistratura.<br /><br /><br /><b>Commento</b><br /><br />Se l’apparato repressivo dello stato mette in piedi questa enorme mobilitazione per “prevenire” un volantinaggio (che c’è comunque stato) e l’esposizione di uno striscione (che in alcuni punti è stato comunque visibile) immaginatevi quello che fanno quotidianamente questi simpatici signori per il bene comune, pagati coi soldi delle nostre tasse ovviamente.corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-82950171618430430092008-05-07T22:42:00.000-07:002008-05-07T22:44:04.101-07:00OMICIDIO TERRORISTICO COME POLITICA DI STATO BRITANNICAOMICIDIO TERRORISTICO COME POLITICA DI STATO BRITANNICA<br /><br />Dal libro di W. G Tarpley “La fabbrica del terrore Made in USA” Arianna Editrice, 2007, pag 123-125<br /><br />Nell’aprile del 2003, la Gran Bretagna fu scossa da uno dei più grossi scanda­li dell’intelligence segreta di tutto il dopoguerra. Il commissario della Polizia Metropolitana John Stevens, il più eminente ed esperto funzionario di polizia in Gran Bretagna, consegnò la terza parte del suo rapporto, che documentava il co­ordinamento, da parte di un ramo speciale dell’intelligence dell’esercito britanni­co, degli assassinii di una trentina di cattolici nell’Irlanda del Nord, negli anni 1989-1990. Stevens aveva iniziato la sua indagine già nel 1989, ma il rapporto fu pubblicato solo nel 2003, dopo due rinvii nel corso del 2002.L’Indagine di Stevens si concentrava sulla Force Research Unit (FRU) dei Servizi segreti dell’esercito britannico, che lavorò in collusione affinché gruppi paramilitari protestanti lealisti uccidessero dei cattolici.<br /><br />Un’aggravante fu che il capo del FRU a1 tempo in cui erano stati commessi questi omicidi, nel 1989-­90, era un ufficiale dell’esercito, di nome Gordon Kerr. Fino al febbraio del 2003 Kerr era l’addetto militare britannico a Pechino, una delle più alte cariche militari per un ufficiale britannico, John Stevens confermò che, in quello stesso febbraio del 2003, stava preparando dei documenti per il Direttore dei Pubblici Procedimenti Giudiziari (DPP), relativi al procedimento nei confron­ti di Kerr. A quel punto Kerr, fino allora un comandante di brigata dell’eserci­to, fu spostato in Kuwait e stava prestando servizio in Iraq quando uscì il rapporto di Stevens (BBC, 17/04/03). ­Questo rapporto rappresentava, nelle parole del suo autore, «la più ampia indagine condotta nel Regno Unito» con 9.256 dichiarazioni registrate, 10.391 documenti raccolti (più di un milione di pagine) e 16194 documenti e reper­ti probatori sequestrati. All’aprile del 2003 l’indagine di Stevens aveva già gene­rato 144 arresti e 94 sentenze di condanna (Stevens, 17), Le scoperte di Stevens si concentravano sulla collusione nell’omicidio Finucane e in altri omicidi. «La collusione è provata in molti modi e va dalla volontaria mancata conservazione delle registrazioni, all’assenza di responsabilità, all’occultamento delle conoscenze di intelligence e delle prove, fino all’estremo degli agenti coinvolti in omi­cidi» (Stevens, 18).<br /><br />Era evidente a tutti che Kerr e il suo FRU non avrebbero mai potuto commet­tere tali atrocità da soli, ma avrebbero avuto bisogno di «ordini dai più alti livel­li», ossia dall’Ufficio del primo ministro Margaret Thatcher. Resta da vedere se l’indagine di Stevens implichi la Thatcher. La stampa inglese era concentrata sul fatto che il principale agente segreto di Kerr del FRU, che doveva coordinare la “Ulster Defence Association” (UDA) nel mandato di almeno 30 omicidi, era un certo Brian Nelson. Nelson, sotto la direzione di Kerr, aveva cospirato per diven­tare il capo dell’intelligence della UDA. Nel gennaio del 1990, il team di Stevens identificò Nelson come sospettato-chiave e pianificò di arrestare lui e altri in un’imboscata all’alba. Gli ufficiali andarono al loro quartier generale, sede delle indagini, alcune ore prima del momento stabilito per gli arresti pianificati per sco­prire che nei loro uffici era scoppiato un incendio, che gli allarmi antincendio, i telefoni e gli allarmi anti intrusione sensibili al calore non funzionavano e che mol­te cartelle erano andate distrutte. Era un palese incendio doloso.<br /><br />Per concludere la storia, Brian Nelson, la settimana prima che uscisse la ter­za parte del rapporto Stevens morì, secondo alcuni per un’emorragia cerebrale. L’indagine di Stevens era iniziata nel 1989, partendo dall’omicidio dell’avvoca­to cattolico di punta Pat Finucane. La famiglia di Finucane aveva sempre affer­mato con insistenza che le forze di sicurezza erano coinvolte nel suo omicidio e aveva respinto il rapporto di Stevens come inadeguato. La vedova di Finucane, Geraldine, chiese un’indagine giudiziaria completa come unico modo per trat­tare la questione. Alex Maskey, il sindaco di Belfast, commento così il rappor­to Stevens: «Questo non riguarda elementi canaglia all’ interno del sistema britannico, ma uno stato di polizia approvato dalle sfere più alte».<br /><br />L’indagine di Stevens non cadde nel vuoto. Era stata stimolata dall’opera dell’autore cinematografico e scrittore Sean McPhilemy, il cui libro, Tbe Com­mittee: Political Assassination in Northern Ireland era apparso nel 1998. McPhi­lemy aveva documentato in modo sistematico la collusione omicida fra gover­no britannico, esercito britannico, polizia distrettuale reale dell'Ulster (RUC), squadroni della morte paramilitari lealisti e rispettati cittadini protestanti nella pianificazione e attuazione di omicidi paramilitari repubblicani e cattolici.<br /><br />I ruoli della RUC, del suo Special Branch, della Force Research Unit e dell’agente dell’esercito britannico Brian Nelson nell’omicidio del legale per i diritti umani Pat Finuacane e di altri, furono rivelati nel libro di McPhilemy. McPhilemy fornì anche prove che coinvolgevano in queste operazioni commandi della British Domestic Intelligenze (MI5) e dei Secret Air Service (SAS). Nonostante tali rivelazioni, gli articolisti continuano a indicare l’Irlanda del Nord come principale esempio di violenza spontanea, suscitata da motivazioni religiose, che richiede una forza di polizia coloniale per mantenere l’ordine.corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-8616043690023350962008-05-02T00:19:00.001-07:002008-05-02T00:19:29.232-07:00La fede, la ragione, le religioni e la statisticaLa fede, la ragione, le religioni e la statistica<br /><br />Quante sono le religioni praticate attualmente nel mondo? Cento? Forse cento se teniamo conto solo delle religioni cristiana, ebraica, buddista, scintoista, induista, musulmana, hare krishna … se aggiungiamo poi qualche decina di culti vagamente denominati “animisti”ancora diffusi fra i popoli cosiddetti “primitivi”, e qualche altra decina di culti minori (dai raeliani ai jainisti, passando per i rastafariani).<br /><br />Ma se analizziamo in dettaglio le grandi religioni scopriamo che i cristiani in realtà si suddividono in cattolici, protestanti, valdesi, battisti, anabattisti, testimoni di Geova, Mormoni … e non so quanti ne ho dimenticati; d’altronde c’è una sola maniera per accettare tutti i dogmi di un Papa ma sono quasi infinite le maniere in cui se ne possono rifiutare alcuni.<br />Diverse sono le scuole buddiste, fra i musulmani ci sono sciiti e sunniti e così via dicendo, e scusatemi se non sono al corrente di tute le suddivisioni dell’ebraismo o dello scintoismo … buon divertimento a chi vuole contare tutte le possibili religioni praticate al giorno d’oggi.<br />Se poi pensiamo a quella che è stata la storia dell’uomo (per non parlare della preistoria di cui possiamo solo intuire qualcosa) c’è un’altra lunga serie di religioni da aggiungere: egiziana, greca, romana, etrusca, azteca, maya, sumera, assira, ittita, fenicia …<br /><br />Insomma parlare di 200 culti diversi sembra un’approssimazione per difetto, anche perché non abbiamo modo di contare e catalogare tutte le religioni praticate dagli uomini nelle lunghe epoche che hanno preceduto l’invenzione della scrittura. <br /><br />Religione bene, qualcosa a cui ti dicono di credere per fede e non per ragione (fanno eccezione il buddismo originale che è in realtà una filosofia impregnata di spiritualismo e, per altri versi, la chiesa di scientology, che dice di fondarsi su osservazioni razionali, anche se non mi convince per niente). Non c’è nessuna ragione razionale per credere in una religione, devi credere per fede, ed ammesso (e non concesso) che esista un’unica vera religione non c’è nessuna ragione per sceglierne una fra le cento attuali o fra le mille mai esistite.<br />Se quindi l’uomo dovesse immaginare che la religione abbia una sua validità e che solo una sia quella vera, dal punto di vista statistico la probabilità di fare la scelta giusta è (ad essere buoni) dell’ 1%.<br /><br />Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che la stragrande maggioranza dei cattolici ha genitori cattolici, la stragrande maggioranza dei musulmani ha genitori islamici e così via dicendo, è facile vedere che la religione per lo più non la si sceglie, ma la si tramanda di padre in figlio come la ricetta della pasta al forno, del cous-cous e della paella. <br /><br />In campo religioso quindi non solo è altamente improbabile fare la scelta giusta, ma è rarissimo persino fare una scelta di qualsiasi tipo; d’altronde anche la si facesse non potrebbe mai essere una scelta razionale perché la religione si abbraccia per fede. <br /><br />Intendiamoci, non sono contrario alla spiritualità ed alla “religiosità” in un senso più ampio, anzi, più passa il tempo e più mi allontano dalle visioni aride e puramente materialiste della realtà, ma non riuscirò mai a credere per fede in una religione dogmatica. <br /><br />Ma adesso ammettiamo per un attimo che esista un Dio che ci abbia creati e che vorrebbe essere adorato secondo il culto X, l’unico vero e giusto.<br />Allora io avrei alcune domande un po’ fastidiose per questo divino padre: <br /><br /><br />1) Se vuoi essere adorato secondo il culto X perché non me lo fai sapere personalmente?<br />Non hai il tempo o la forza per fare un piccolo miracolo tutto per me per farmi sapere con certezza qual è l’unica e vera religione? Sei riuscito a creare la razza umana ed ora non riesci nemmeno a fare pubblicità alla Tua Unica e Vera Religione? Dai un piccolo sforzo, mandami un messaggio dall’alto dei cieli e cerca di essere chiaro e convincente!<br />Però un consiglio, alla prossime creature che vorrai generare e dotare di spirito e di libero arbitrio fornisci un libretto d’istruzione personale, uno per ognuno da allegare al corpo alla nascita, un bel libro in tante copie quante sono le persone da creare, con tutte le istruzioni per il culto, per la vita, le ricompense, le punizioni, tutto quello che serve sapere insomma; e visto che ti trovi magari scrivi a quelle creature anche due righe sul senso della vita (sai com’è, io ci ho messo 40 anni per cominciare a capire quale fosse). <br /><br />2) Se ci hai dotato di intelletto e raziocinio perché mai dovremmo abbracciare per fede una religione irrazionale? Non avresti potuto seguire uno schema meno contraddittorio nella tua benedetta creazione? Un po’ di divina coerenza non dispiacerebbe, grazie! <br /><br />3) Ed infine, se proprio hai creato il male per metterci alla prova come qualcuno dice, non avresti potuto scegliere un male minore? Io non mi sognerei mai di mettere alla prova i miei figli arrostendoli vivi con la bomba atomica o torturandoli a morte, capisco benissimo che qualcuno deve pure essere libero di scegliere il male, ma tu che sei Dio non potresti fare a meno che chi sceglie il male sconti da solo le sue colpe invece che farcele piangere a noi?<br />E visto che ci siamo, la prossima volta non potresti creare un mondo in cui tutti prendano l’energia dal sole come le piante? C’era proprio bisogno di creare gli animali che mangiano le povere piante e poi i carnivori che mangiano gli erbivori? … e poverini anche i carnivori, che non sono cattivi, e che se non uccidono muoiono di fame, che un gran brutto modo di morire! <br /><br />Per quanto sia difficile da digerire la storia della vita sorta per caso 4 miliardi di anni fa ed evolutasi per caso (e selezione naturale) bisogna pur dire che è difficile credere di essere stati creati da una divinità buona ed onnipotente. <br /><br />Se fosse davvero buona bisogna ammettere che non sembra proprio né onnipotente né perfetta, se poi fosse onnipotente … oddio! Allora siamo proprio messi male e senza speranza perché un Dio onnipotente che orchestra tutto questo sembra proprio desideroso di seminare malvagità, confusione, dolore, angoscia, e preferirei decisamente farne a meno. <br /><br /> Se la nascita della vita sulla terra (e della vita umana in particolare) è frutto anche di un qualche gesto intenzionale creativo tale opera deve essere stata portata avanti da una sorta di demiurgo che forse non è nemmeno riuscito a tenere sotto controllo l’evoluzione della sua creazione, o forse è addirittura dovuto soccombere di fronte a ben più potenti forze malvagie: mi permetta caro creatore, qui sulla terra sta andando tutto a puttane, se le sta a cuore la sua creazione operata sul terzo pianeta del sistema solare si affretti a tornare da queste parti ed a correggere almeno i difetti più grossi, ce ne sarebbe urgente bisogno.corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-66550465109288937262008-04-17T00:18:00.001-07:002008-04-17T00:43:53.260-07:00Espianto o pena di morte: scoprite la differenza<div align="justify">Recentemente una giuria di "persone umane" vestite di toga si sono arrogate il diritto di decidere che "l'iniezione letale non è una tortura e non è quindi in contrasto con la costituzione degli USA".</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Certo, come non è in contrasto con la costituzione degli USA la tortura per estorcere confessioni nel carcere militare di Guantanamo, come non è in contrasto con la costituzione il Patricot Act che ha sospeso la garanzia del rispetto dei più elementari diritti civili (si può essere arrestati per mesi sulla base di semplici sospetti e senza potere nemmeno incontrare il proprio avvocato).</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Queste persone che hanno perso il cuore barattandolo coi soldi ed il potere, queste anime perse che hanno letteralmente fatto un patto col diavolo, hanno deciso che si può continuare ad uccidere con tre iniezioni letali (non è una sola!), la prima che stordisce (anestetico), la seconda che ti paralizza, e la terza che fa arrestare il cuore.</div><div align="justify">Ho visto le loro facce in televisione, la faccia di queste persone sembrava realmente mostruosa, inumana, sembravano le facce di un gruppo riunito per un'adunanza satanica: ha qualcosa di mostruoso la soddisfazione che si leggeva nei loro occhi quando hanno emesso quel verdetto che legittima la crudeltà, la sofferenza e la morte .</div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Io come tante altre persone sospetto che la sostanza paralizzante non avrebbe senso di esistere se l'anestesia fosse realmente profonda e la morte indolore. Come non sospettare infatti che la sostanza paralizzante serva a nascondere all'esterno i segni dell'agonia del condannato? </strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify">Oh, certo, si parlerà di "contrazioni involontarie del corpo in una fase in cui il cervello è incosciente", peccato che noi del funzionamento del cervello sappiamo così poco, peccato che non possiamo e non potremo mai intervistare un condannato a morte ucciso dall'iniezione letale per domandargli quello che ha provato esattamente. Che le contrazioni siano involontarie sono solo supposizioni.</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Come non vedere il parallelismo, per non dire la singolare coincidenza con ciò che avviene durante l'<strong><a href="http://scienzamarcia.blogspot.com/search/label/trapianti">espianto degli organi</a></strong>, quando la procedura prevede la somministrazione di una sostanza paralizzante? In quel caso è noto che il corpo dell'espiantato (detto "donatore" con una distorsione cinica del linguaggio) si muove con gran foga quando viene aperto dal bisturi, situazione che ha condotto all'utilizzo della sostanza paralizzante durante l'espianto degli organi.</div><div align="justify"> </div><div align="justify">Ovviamente la medicina ortodossa spiega che quei movimenti sono "contrazioni involontarie" in una fase di incoscienza vero? Al solito, oltre al più che legittimo e forte sospetto che ciò non sia vero bisogna dire che nessuna delle persone morte dopo l'espianto potrà mai tornare indietro a raccontare le sue sofferenze: anche in questo caso, come per l'iniezione letale, l'unico testimone esistente viene sistematicamente eliminato. </div><div align="justify"></div><div align="justify"><strong></strong></div><div align="justify"><strong><span style="font-size:130%;color:#ff0000;"></span></strong> </div><div align="justify"><strong><span style="font-size:130%;color:#ff0000;"></span></strong> </div><div align="justify"><strong><span style="font-size:130%;color:#ff0000;">E' questo il delitto perfetto!?</span></strong></div><div align="justify"><strong></strong></div><div align="justify"><strong></strong></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"></span> </div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Riporto dal sito <strong><a href="http://www.nessunotocchicaino.it/archivio_news/200704.php?iddocumento=9315604&mover=0">nessuno tocchi caino</a></strong></span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"></span> </div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">24 aprile 2007: uno Studio scientifico condotto negli Stati Uniti su esecuzioni praticate in due stati Usa negli ultimi 20 anni, ha sollevato ulteriori dubbi sulla capacità dell’iniezione letale di procurare la morte nella maniera voluta. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Public Library of Science Journal, PLoS Medicine, esamina 41 iniezioni letali praticate in California e Nord Carolina. La ricerca ha evidenziato che il sodio tiopentale, il barbiturico che serve a far perdere conoscenza, è stato somministrato in quantità fissa, senza tenere conto delle caratteristiche del detenuto, come il peso corporeo o eventuali patologie. Se non addormentato completamente – dicono i ricercatori – il detenuto potrebbe avvertire una sensazione di soffocamento indotta dalla seconda sostanza, il bromuro di pancuronium, una sostanza paralizzante. Infine arriva il cloruro di potassio, che provoca l'arresto cardiaco: a questo punto il condannato potrebbe sentire la sensazione di star bruciando.La ricerca - guidata dal chirurgo oncologo Leonidas Koniaris, della University of Miami Miller School of Medicine – ha preso in esame esecuzioni della California e Nord Carolina dal momento che questi due stati rendono disponibile la più ampia documentazione sulle iniezioni letali. 'E' possibile - ha detto Koniaris al Washington Post - che queste persone siano torturate e che noi non possiamo vederlo, perche' sono paralizzate. Non sono sicuro che una societa' civile debba fare una cosa del genere'. Le conclusioni 'sono state per noi sconvolgenti', ha aggiunto Teresa Zimmers, un altro membro del team: 'Ci sono limitate ricerche scientifiche dietro questo protocollo e l'immagine dell'iniezione letale come di un metodo umano di giustiziare qualcuno, e' completamente sbagliata'.I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista medica insieme a un editoriale nel quale i responsabili della rivista spiegano che non e' loro intento quello di migliorare il protocollo, bensi' suggerire la necessita' di abolire del tutto la pena di morte. </span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"></span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">(Fonti: ANSA, Los Angeles Times, 24/04/2007) </span></div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-59715972936177047622008-04-13T06:09:00.000-07:002008-04-13T06:13:23.565-07:00Un esempio etologico di indottrinamento scientifico<div align="justify">Questa è una storia persino divertente nella narrazione che ne fa il suo protagonista, anche se le riflessioni su tali vicende sono molto amare. Si tratta della narrazione di una spedizione fra i ghiacci del Canada settentrionale raccontata dal naturalista FBUarley Mowat nel suo libro “Mai gridare al lupo” (scritto nel 1963 ed edito in Italia nel 1984 dalla Longanesi & C).<br /><br />Lo scopo della spedizione, patrocinata dal governo canadese, è di dimostrare la nocività dei lupi, accusati di compiere stragi immense fra i caribù (le renne selvatiche). Durante quella spedizione Mowat impara a conoscere e ad amare il lupo artico e scopre che esso attacca solo per fame e unicamente le bestie vecchie e malate senza compiere inutili stragi. Ancora una volta il colpevole dello sterminio indiscriminato degli animali (in questo caso i caribù) è l’uomo cacciatore. Citando le parole del libro:<br /><br /><span style="font-family:times new roman;"><span style="font-family:verdana;">“Come lei forse ha sentito dire [parla il responsabile della spedizione di Mowat], il mio predecessore fornì al ministro una spiegazione di questa situazione. Vi si sosteneva che c’erano meno caribù perché i cacciatori erano cresciuti a tal punto di superare il numero dei caribù di cinque a uno. Il ministro, in tutta buona fede, lesse questa ingannevole dichiarazione alla Camera dei Comuni e fu prontamente zittito al grido di ‘Bugiardo’ e ‘Lupofilo’! Tre giorni dopo, il mio predecessore si ritirò a vita privata”</span><br /></span><br />Come forse avrete capito alla fine il naturalista scoprirà che i lupi si cibano di topi e altri roditori e ogni tanto dei caribù vecchi e malati che sul lupo sono state montate leggende di brutalità e violenza non corrispondenti al vero, che i caribù sono stati sterminati dai cacciatori. Per altro in Canada non si può parlare male dello “sport nazionale” (la caccia) anche perché ci sono in gioco interessi economici (chi fabbrica e vende armi e munizioni) ... Voglio chiudere con un’altra citazione dallo stesso libro in cui l’autore narra di quello che legge su un manuale a proposito del lupo:<br /><br /><span style="font-family:verdana;">Il capitolo si chiudeva con le seguenti succinte osservazioni: <em>Il lupo è un selvaggio spietato assassino, è uno degli animali più temuti e odiati dall’uomo, e a buon motivo</em>. Il motivo non era spiegato ...</span><br /><br />Come illustra questa storia chi vuole fare circolare la propria “verità” (per quanto falsa essa sia) non ha mai troppe difficoltà a farlo se detiene un potere politico, economico o di informazione. È ben noto d’altronde che questi tre poteri s’intersecano fin troppo spesso, che sono legati fra di loro e che spesso sono addirittura detenuti dalle stesse persone; si può bene immaginare quanto sia facile usare la cosiddetta scienza per fini ben poco scientifici e ben poco meritori.<br /><br />E sottolineo “cosiddetta scienza” perché troppe volte quello che è spacciato per scientifico in realtà di scientifico ha ben poco. Il vero metodo scientifico (a prescindere dalla sua intrinseca limitatezza) è fondato sull’uso del dubbio, sul concetto che ogni scoperta della scienza non è assoluta ma relativa, rivedibile, mentre ormai la parola “scientifico” viene utilizzata nel linguaggio comune come sinonimo di “vero, certo, sicuro”; un’affermazione scientifica dovrebbe essere un’affermazione fatta con cautela, esplicitando il margine di errore dell’affermazione stessa, dovrebbe essere un’affermazione per sua natura rivedibile e correggibile. L’uso corrente, e distorto, della parola scienza e degli aggettivi da essa derivata, mi porta a credere che fin troppo spesso essa venga usata per mascherare truffe e menzogne, di conseguenza invito tutti a diffidare di chiunque faccia un uso troppa facile di tali termini (come fanno purtroppo moltissimi giornalisti). Del resto per “informare” il mondo di una falsa “teoria” basta essere un fisico, un chimico, un medico, un biologo, o anche solo un giornalista “famoso”, basta scrivere un libro sponsorizzato dal governo, andare a fare una conferenza stampa a braccetto di qualche ministro, oppure avere dalla propria parte il potere politico ed economico che permette di ottenere lo spazio desiderato su giornali e telegiornali. E le masse ingenue crederanno alla menzogna, come hanno sempre fatto.<br /><br />Quella che risulta da tali macchinazioni è una scienza falsa, una scienza marcia, ma poche persone hanno le conoscenze necessarie per rendersene conto, ancora di meno forse hanno l’abitudine di interrogarsi se le “notizie scientifiche” diramate dai mass-media contengono verità o falsificazioni. Questa ripeto non è scienza, è qualcosa che non usa il metodo scientifico, qualcosa che non è neanche una forma di conoscenza ma solo un mezzo di dominio. Non vorrei essere frainteso, esiste la scienza vera e propria, seria e rigorosa, ma è sempre più difficile trovarla, la scienza moderna è sempre più contaminata, sempre meno pura, ed è sempre più difficile per il profano distinguere la scienza vera da quello che la cultura ufficiale (protetta dai vari poteri forti) spaccia per sapere scientifico.<br /><br />Per di più la scienza vera, il corretto operare scientifico non ha come scopo quello di fornire verità, ma di trovare delle interpretazioni funzionali la cui validità è sempre relativa. La vera scienza non fornisce verità assolute, ma solo interpretazioni, e non sempre è facile scegliere fra le migliori interpretazioni di uno stesso fenomeno fisico, chimico, biologico, naturale. Spesso addirittura non esistono modelli matematici e teorie scientifiche adeguate a rappresentare e descrivere un fenomeno, ed uno scienziato onesto dovrebbe in simili casi ammettere i limiti del proprio sapere. Purtroppo per interessi di prestigio o di soldi, o per la presunzione di volere a tutti i costi costruire un modello matematico o statistico che descriva il fenomeno, capita altrettanto spesso che si costruisca una “teoria” cosiddetta scientifica che ha delle basi così fragili da avere ben poca utilità pratica (se non quella di un regalare al suo “scopritore” un articolo sul giornale o un finanziamento del ministero).<br /><br />I tentativi di incanalare in definizioni ed etichette psichiatriche o psicoanalitiche i comportamenti umani così detti “devianti”, solo per fare un esempio, rappresentano una tale semplificazione della complessità esistenziale dell’essere umano che non hanno portato a sostanziali progressi nella conoscenza della nostra mente e non sono serviti a migliorare la nostra capacità di intervento sulla sofferenza psichica e sul disagio esistenziale. Vi siete mai chiesti per esempio quale sarebbe la prova scientifica dell’esistenza del complesso di Edipo?<br /><br />Nessuno scienziato ben cosciente dei limiti del metodo scientifico e delle sue contraddizioni potrebbe assicurare che nell’ambito dell’analisi dei sistemi complessi “tutto è riconducibile a modelli matematici e teorie scientifiche”; se ci sono molte difficoltà a realizzare una simile ambiziosa impresa persino nell’ambito della “scienza esatta per eccellenza” (la fisica), ancora più inapplicabile è una simile idea agli ambiti ben più complessi della medicina, della biologia, o dello studio del comportamento. Purtroppo nella nostra società non solo molte persone credono che tutto sia riconducibile a modelli matematici e teorie scientifiche, ma persino molti scienziati ignoranti, o peggio disonesti, sbandierano un tale insulso dogma, un dogma che serve appositamente a inventare certezze inesistenti, “verità scientifiche” che non sono né vere né scientifiche. “Verità” fasulle che probabilmente fanno vendere qualche bel prodotto commerciale o che consentono a qualche presunto “luminare” di fare, dall’alto della sua cattedra, discorsi tanto altisonanti quanto vuoti e infarciti di pregiudizi.</div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-42541284097162077502008-04-12T14:05:00.000-07:002008-04-12T14:11:55.399-07:00La manipolazione delle opinioni<div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Per questo scritto sono debitore all’ottimo lavoro del <strong><a href="http://thedoctorwithin.com/">dottor Tim O’Shea</a></strong> che ho qui sintetizzato ed in parte rielaborato, aggiungendo alcune considerazioni personali, alcuni brani tratti da un articolo di “Le Monde diplomatique”, ed ulteriori informazioni desunte dai miei studi e le mie letture.</span><br /><br /><strong>La manipolazione delle opinioni</strong></div><strong></strong><div align="justify"><br />Sin dagli anni ’50 sono sorti gli istituti di “ricerca delle motivazioni”, finanziati dalle grandi catene di negozi, col compito di studiare il comportamento del “cittadino comune” e spingerlo, senza che se ne rendesse conto, all’acquisto dei vari prodotti.<br />Secondo la rivista Sales Management, “nel 1956, fabbricanti come Goodyear o General Motors hanno speso 12 milioni di dollari per finanziare questo tipo di ricerca [1]”.<br />Il risultato di tante ricerche sono i supermercati a cui ormai siamo tutti abituati, con un’enorme scelta di prodotti esposti su mille scaffali in un tripudio di colori e di forme. “Nelle drogherie che hanno commessi, gli acquisti impulsivi sono all’incirca la metà. In presenza di un venditore, il cliente riflette a ciò che gli serve davvero [2]”. È stato dimostrato, per mezzo di cineprese che registrano i battiti delle palpebre, che i clienti dei supermercati si trovano in uno stato vicino al primo stadio dell’ipnosi: in questo stato calano le resistenze razionali ed è più facile essere guidati dall’impulso di comprare.<br /></div><div align="justify">Importantissima in questo contesto è ovviamente l’attenzione ai bambini. Come afferma candidamente uno degli esperti del settore Clyde Miller [3]: “Certo ci vuole tempo ma, se volete restare in affari abbastanza a lungo, pensate a ciò che può significare in termini di profitti per la vostra azienda riuscire a condizionare un milione o dieci milioni di bambini che diventeranno adulti ammaestrati ad acquistare il vostro prodotto, così come i soldati sono addestrati a marciare quando sentono l’ordine avanti, march!”.<br />L’area giochi nei supermercati non è certo un mezzo per facilitare la vita ai genitori, quanto un modo per condizionare i futuri adulti (gli attuali bambini) a riconoscere emotivamente in certi negozi una gioiosa atmosfera che ricorda loro i bei momenti dell’infanzia: si instilla così nei futuri clienti un’attrazione emotiva verso quei luoghi con le ovvie ricadute in termini di acquisiti e quindi di profitti.<br />Perfino la scelta della musica è finalizzata al profitto: musica lenta per rallentare i clienti che passano più tempo nel supermercato (più resti nel negozio e più consumi), musiche ritmate nei fast food, dove bisogna rapidamente liberare il posto per un altro consumatore. Dietro le pubblicità ci sono studi raffinati su rapporto psicologico-emotivo fra un certo suono, una certa musica e un certo prodotto, onde ottenere la migliore valorizzazione del prodotto; da pochi anni le ricerche si stanno spostando anche sul piano olfattivo per realizzare qualcosa di analogo con gli odori sintetici. Come afferma Aurélie Duclos ricercatrice di marketing olfattivo “Gli odori restano impressi nel cervello umano molto a lungo, spiega, sono stoccati a livello del sistema limbico, sotto forma di emozioni legate al contesto nel quale hanno impressionato il soggetto. Se, in seguito, uno di questi odori viene ripercepito, esso riporta le persone al contesto vissuto precedentemente”.<br />Per farla breve, una volta entrati in un supermercato moderno, tecnologico e raffinato, veniamo inconsapevolmente trasformati in qualcosa che si trova a metà strada fra le cavie ed i robot telecomandati. A dire il vero fin qui si tratta solo di manipolazione degli impulsi e non della vera e propria manipolazione delle opinioni, ma forse ora siete preparati al peggio, e quello che segue non vi stupirà.<br /></div><div align="justify">C’è da immaginare che in un mondo dominato dalle potenze economiche e dalle logiche commerciali sia possibile inculcare nella gente comune delle precise opinioni tramite un migliaio di brevi messaggi ogni giorno veicolati dai mass media, ed in effetti questo è un processo che avviene costantemente sotto i nostri occhi: la società occidentale è uno specchio fedele di quanto viene proposto dai mass media, dalla pubblicità imperante, dai film di Hollywood. Se le opinioni della gente non sono frutto di un ragionamento autonomo ma di un processo di manipolazione attuato dai potentati economici e politici c’è da immaginarsi che anche certe ‘verità scientifiche’ divulgate nell’ultimo secolo e che servono a vendere qualche prodotto commerciale (come i farmaci ad esempio) sia tanto più false quanto più sono condivise. Allora invece che di “verità scientifica” si dovrebbe parlare di “luogo comune”, un luogo comune costruito coi soldi della propaganda con lo scopo di ricavare molti più soldi di quanti ne sono stati spesi per la campagna pubblicitaria.<br /></div><div align="justify">Vi sembra pazzesco pensare che affermazioni come “le nostre democrazie garantiscono la libertà”, “l’esercito serve per la difesa della pace”, “i medicinali ridanno la salute”, “la vaccinazione rende immuni”, “tutti i farmaci vengono testati accuratamente”, “il fluoro protegge i tuoi denti dalla carie”, possano essere state instillate nell’opinione pubblica da un’accurata campagna di propaganda? Allora fra le vostre letture mancano di sicuro “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” di Aldous Huxley [4]. Nella società descritta nel libro “Il mondo nuovo” la verità era qualsiasi messaggio venisse ascoltato decine di volte al giorno per tutti i giorni. Pensate per un attimo a quante volte al giorno passano messaggi che, direttamente o indirettamente, facciano credere che le nostre democrazie garantiscono la libertà, che i farmaci di sintesi chimica ridiano la salute, che i nostri eserciti svolgano missioni di pace, che i vaccini siano indispensabili per difenderci dalle infezioni. Messaggi ascoltati o letti ripetutamente da ciascuno di noi ogni giorno per decine di anni sono diventati nella nostra società delle verità incontrovertibili, ma in realtà spesso sono delle vere e proprie illusioni, costruite con una spesa complessiva di svariati miliardi (in vista ovviamente di profitti ancora maggiori).<br /></div><div align="justify">Un libro che raccoglie dati sulla manipolazione dell’opinione pubblica è “Fidatevi di noi, siamo esperti” (“Trust Us We’re Experts”, edizioni Tarcher/Penguin). Gli autori Stauber e Rampton fanno risalire le origini della manipolazione scientifica delle coscienze all’inizio del 1900 descrivendo il lavoro di persone come Edward L. Bernays, l’uomo di maggiore importanza delle agenzie di Pubbliche Relazioni (PR) fino agli anni ’40.<br />Ai tempi della prima guerra mondiale Bernays ricevette il primo incarico da parte del “Consiglio per l’Informazione al Pubblico” che gli chiese di organizzare una campagna per fare accettare la guerra al popolo americano; in quell’occasione egli coniò il famoso slogan: “Fare il Mondo Sicuro per la Democrazia”. In seguito si occupò di pubblicizzare il fumo delle sigarette fra le donne organizzando la “Fiaccolata della Brigata della Libertà” nella quale le suffragette marciavano in parata fumando; la tossica abitudine del fumo veniva così trasformata paradossalmente in un simbolo della liberazione delle donne [5]; disgraziatamente l’idea funzionò (come tutte le altre del resto). Voi forse pensate che la colazione con la pancetta sia un’usanza anglosassone, un’usanza sviluppatasi in quei paesi per motivi storici e culturali? Ebbene è anche questa un’opera del grande stratega Bernays che rese popolare l’idea di fare colazione con la pancetta.<br />Sempre Bernays curò la propaganda per l’AMA (Associazione dei Medici Americani!), preoccupandosi fra l’altro di far credere all’opinione pubblica che le sigarette facessero bene alla salute. Bernays e i suoi colleghi elaborarono ed applicarono il concetto che si poteva manipolare la coscienza e l’opinione delle masse per mezzo di messaggi ripetuti centinaia di volte. I suoi lavori furono di grande aiuto ai nazisti, in oparticolar modo a Josef Goebbels, ministro per la propaganda di Hitler, che studiò i principi di Edward Bernays.<br /></div><div align="justify">Bernays descriveva il pubblico come “un gregge che ha bisogno di essere guidato”, ed il lavoro suo e dei suoi colleghi mirò sempre a controllare le masse senza che esse lo sapessero; le aziende di Pubbliche Relazioni attengono i migliori successi con chi non sospetta di essere manipolato. Questi occulti persuasori pretendevano persino di svolgere un compito meritorio per lo sviluppo della democrazia, il loro pensiero era che la gente comune non fosse in grado di fare un uso corretto della democrazia e che ci volesse qualcuno che indirizzasse i pensieri di tali persone.<br />Bernays scriveva testualmente nel suo libro “Propaganda”: “Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone.”<br />Ben presto le grandi aziende cominciarono a servirsi regolarmente delle loro consulenze di questi squallidi manipolatori delle coscienze: Philip Morris, Union Carbide, Monsanto, DuPont, Shell Oil, Procter & Gamble, General Motors, Pfizer, Dow Chemical, Ciba Geigy, Standard Oil, Boeing, Eli Lilly, Goodyear, l’industria del tabacco e l’industria del piombo.<br />Da allora in poi le agenzie di Pubbliche Relazioni hanno creato i luoghi comuni in cui tutti credono manipolando le opinioni della gente rispetto a ogni questione che abbia anche il più remoto valore commerciale, instillando in noi la fiducia nella scienza e nella medicina e minimizzando i danni subiti dall’ambiente a causa della crescente tecnologizzazione.<br /></div><div align="justify">Uno dei modi migliori escogitati da Bernays per creare credibilità per un prodotto o un’immagine è quello di fare svolgere la propaganda ad entità apparentemente indipendenti, ma occultamente manovrate. Prendiamo quello che fece Bernays per dare una buona immagine della Genarl Motors. Se la General Motors avesse dichiarato che il riscaldamento del globo terrestre è un’invenzione di alcuni amanti della natura, la gente avrebbe ovviamente avuto dei sospetti sulla sincerità di tale affermazione, dato che la General Motors costruisce automobili. Bernays allora creò in incognito un istituto di ricerca apparentemente indipendente e dal nome che ispira fiducia come “Alleanza per il Clima del Globo” affidando ad esso la stesura di un rapporto pseudo-scientifico nel quale si affermava che il riscaldamento del globo in realtà era una storia inventata.<br />Dopo il successo di questa iniziativa Bernays mise su decine e decine di istituti e fondazioni, tutti apparentemente indipendenti ma in realtà finanziati occultamente dalle aziende i cui prodotti venivano valutati per verificarne la qualità. I nomi erano altisonanti e accattivanti come Fondazione per la Ricerca sulle Temperature, Centro per la Qualità dei Prodotti, Consiglio Americano sulla Scienza e la Salute, Alleanza per il Clima del Globo, Alleanza per dei Cibi Migliori.<br />Da questi istituti parte un flusso senza fine di “comunicati stampa” che annunciano il risultato di pseudo “scoperte” ad ogni radio e giornale della nazione (vedi il libro di J. Robbins “Reclamando la nostra salute”). Molti di questi resoconti preconfezionati vengono riportati dai mass-media come se fossero delle vere e proprie notizie, anche perché essi vengono preparati di proposito, dai soliti manipolatori di coscienze, con il formato delle notizie. In tal modo il giornalista può risparmiare tempo ed evitare di fare ricerche per conto proprio (specialmente se si tratta di argomenti di cui conosce molto poco), ossia evitando di svolgere il proprio mestiere. Basta fare un copia e incolla, ritagliare qualche stralcio senza alcuna revisione, aggiungere il sottotitolo ed il lavoro è già pronto. Notizie finte fatte e comunicate al grande pubblico all’istante, scritte da società di Pubbliche Relazioni.<br /></div><div align="justify">Tutto questo succede quotidianamente dagli anni ’20, quando l’idea dei comunicati stampa fu inventata per la prima volta da Ivy Lee (vedi libro citato di Stauber, pag 22). Alcune volte circa metà degli articoli che compaiono in una copia del Wall St. Journal sono basati solo su tali comunicati stampa delle PR.<br />Ecco un esempio ripreso dal libro di Stauber. Nel 1922, la General Motors scoprì che aggiungendo piombo alla benzina le automobili sviluppavano più cavalli vapore. Quando c’era qualche faccenda riguardo alla salute, la GM pagava il Dipartimento delle Miniere per fare qualche “test” fasullo e pubblicare delle ricerche falsificate che “provavano” che l’inalazione di piombo non era dannosa.<br />Qui entra in gioco Charles Kettering, il fondatore del Sloan-Kettering Memorial Institute per la ricerca medica, famoso in tutto il mondo, ma anche un dirigente della General Motors. Il Kettering institute pubblicò dei rapporti che dichiarano che il piombo esiste naturalmente nel corpo il quale possiede la capacità di eliminare bassi livelli di contaminazione da tale metallo pesante. Associandosi con la “Fondazione per l’Igiene industriale” e con il gigante delle Pubbliche Relazioni Hill & Knowlton, Sloane Kettering contrastò per anni tutte le ricerche “anti-piombo” (Stauber pag 92). Dopo 60 anni non fu più possibile nascondere la tossicità del piombo, e la benzina al piombo fu gradualmente eliminata verso la fine degli anni ’80, ma durante quei 60 anni, si stima che solo negli Usa 30 milioni di tonnellate di piombo sotto forma di vapori furono riversate nell’aria dai gas di scarico dei veicoli a motore.<br /></div><div align="justify">Ivy Lee e Edward Bernays misero a punto strategie sempre più efficaci per convincere e manipolare l’opinione pubblica: puntare sull’immagine e non sulla motivazione razionale (vedi la pubblicità odierna che è tutta basata su questo concetto), instillare nelle persone l’idea che la tecnologia è in se stessa una religione, e che in ogni campo le decisioni importanti dovrebbero essere lasciate agli esperti (tanto, come abbiamo visto, gli esperti li sfornano gli enti manovrati dalle aziende interessate). Per portare avanti la propaganda bisogna ottenere approvazione da persone celebri, dalle chiese, da personaggi sportivi, dall’uomo della strada, da chiunque non abbia alcuna esperienza sull’argomento in questione. Se bisogna minimizzare uno scandalo, bisogna indicare i benefici di quanto è appena successo ed evitare le argomentazioni morali. Il buon imbonitore deve parlare in maniera brillante usando parole positive che emozionano e se nasconde qualcosa, non deve parlare con lingua fluente, ma fermarsi per un po’ e distrarre chi ascolta.<br /></div><div align="justify">Le società di Pubbliche Relazioni arrivano persino a collegare, nei loro comunicati stampa, i nomi di famosi scienziati a ricerche che quegli scienziati non hanno nemmeno visto (Stauber, pag 201). Quella che viene fuori da queste manipolazioni e che viene diffusa dagli organi di (dis)informazione è la scienza al contrario, la parodia della scienza. La scienza vera parte con ipotesi di cui non è per niente sicura, la scienza sicura non ha “verità”da dimostrare ma solo tanti dubbi da analizzare, ogni ipotesi va verificata con l’esperimento e rigettata se e quando non si rivela corretta. La pseudo-scienza delle compagnie di Relazioni Pubbliche e degli “enti scientifici” creati da esse (coi soldi delle multinazionali) parte dalle conclusioni (gli OGM fanno bene, le medicine fanno bene, i vaccini difendono dalle infezioni, i prodotti chimici che abbiamo in casa non sono tossici) e fa di tutto, fino ad inventare dati e conclusioni, perché tali conclusioni appaiano “verificate”. Stauber documenta che la sponsorizzazione industriale della ricerca universitaria è in aumento (pag 206) e questo non ha nulla a che fare con la ricerca di conoscenza. E mentre gli scienziati si lamentano che la ricerca è semplicemente diventata un’altra merce, qualcosa da comprare e vendere [6], le compagnie di Relazioni Pubbliche si oppongono a qualsiasi ricerca che cerchi di proteggere la salute pubblica o l’ambiente.<br />La maggior parte delle volte che i mass media riportano dei concetti negativi associati alla scienza, come truffa, imbroglio, frode, o quando parlano di “scienza spazzatura”, è in un contesto in cui si vuole screditare il lavoro degli scienziati più onesti e responsabili, quelli che cercano di difendere l’ambiente e la nostra salute; ovviamente si tratta del lavoro delle agenzie di Pubbliche Relazioni che hanno creato la notizia, con tanto di commento incorporato, tramite la consueta produzione di comunicati stampa costruiti ad hoc. Stauber riporta con ironia che gli auto-proclamatisi smascheratori della scienza spazzatura (che è poi nel linguaggio delle Pubbliche Relazioni la scienza responsabile le cui conclusioni non piacciono alle multinazionali) di solito non sono scienziati essi stessi (pag 255).<br />Quando queste agenzie attaccano i gruppi ambientalisti e le persone della medicina alternativa, usano parole negative come scandalo, scienza spazzatura, allarmante, irresponsabile, fobia, allarmista; ad esse si contrappongono le parole positive utilizzate riguardo alle industrie che distruggono l’ambiente ed alle lobby medico-farmaceutiche: scienza autentica, ragionevole, responsabile.<br />Il linguaggio infatti è un sottile mezzo di controllo, e imporre nell’uso comune una certa parola, una certa espressione, un particolare modo di dire significa anche orientare il modo in cui la gente percepisce e giudica certi fenomeni. Provate a pensare quanto sarebbe differente il mondo se non fossimo abituati a dire “quello è pazzo”, o “quello è malato di mente” ma piuttosto “quell’uomo sfugge ai soliti schemi” oppure “quella persona non riesco a comprenderla”. Le parole e le espressioni che abitualmente utilizziamo contengono spesso in sé una sfumatura di giudizio (positivo o negativo), ed essere forzati ad utilizzarle per adeguarci all’uso comune è una delle tante subdole forme di indottrinamento.<br /></div><div align="justify">I nostri governanti, i nostri uomini di potere, sanno bene queste cose, e se non le sanno loro le sanno di sicuro le agenzie di pubbliche relazioni cui essi si affidano. Come abbiamo già visto si tratta di un percorso iniziato quasi un secolo fa ma che adesso è così perfezionato e rodato che pochi se ne riescono ad accorgere.<br />Per capire quale possa essere l’uso strumentale e politico delle parole pensiamo a come è stato stravolto l’uso di certi termini e come sia stata cambiata la loro “destinazione d’uso”.<br />Riforma. Una volta questa era una parola tanto cara alla sinistra, al movimento operaio, ai contadini, che auspicavano una riforma della legge elettorale per dare a tutti il diritto di voto, una riforma dell’orario di lavoro per portarlo a otto ore al giorno, una riforma agraria con la ridistribuzione delle terre e la fine della servitù della gleba. Adesso la parola riforma si usa per la “riforma delle pensioni” che peggiora di volta in volta la condizione economica dei pensionati presenti e futuri, per la “riforma della scuola”, che da 30 anni a questa parte significa peggiorare la qualità della scuola, escludere dall’istruzione superiore i ceti più poveri, ritornare alla creazione di una scuola suddivisa per classi sociali, la “riforma elettorale” che col maggioritario tende a spazzare i pochi partiti che assumono ancora delle posizioni di opposizione più o meno coerente per appiattirli su uno dei due pseudo-fronti che si contendono l’elettorato: la sinistra liberale e la destra liberale anch’essa (valla a capire la differenza).<br />Democrazia. A prescindere dal fatto che la parola in sé non mi piace troppo visto l’origine e i precedenti (la parola deriva dal greco e indicava in origine l’ordinamento politico delle città stato schiaviste e spesso imperialiste sul modello di Atene, città che nel mondo greco avevo un ruolo analogo a quello degli USA odierni), una volta era una parola utilizzata dalla sinistra, dal movimento operaio e contadino per chiedere uguali diritti per tutti, l’accesso al voto per tutti, la stessa garanzia di giustizia per tutti. Ma a partire dall’inizio del 1900 la parola cominciò ad essere trasformata, come abbiamo visto, e si cominciò a usarla in contesti del tipo “rendere il mondo sicuro per la democrazia” quando si voleva che gli USA entrassero in guerra per espandere la loro sfera di influenza (curiosamente nello stesso periodo in cui questo slogan veniva utilizzato dal governo gli uomini appartenenti alla minoranza negre degli USA venivano sfruttati, torturati, massacrati nella quasi totale apatia delle istituzioni “democratiche”). Da allora assistemmo ad una continua escalation del valore di questa parola che fu sulle bocche di molti dei governi più guerrafondai e repressivi, e che è stata utilizzata soprattutto dagli USA per giustificare le decine di guerre che essi hanno intrapreso nell’ultimo secolo in tutto il mondo. Ormai la parola democrazia è un velo dietro il quale si nasconde l’aggressività dei prepotenti, l’accettazione della legge del più forte<br />Libertà. Sembra la gemella della parola democrazia, una volta veniva utilizzata per indicare la libertà dei sudditi di scrivere, leggere, pensare quello che volevano, di associarsi liberamente, di fare politica e di chiedere delle riforme (nel senso positivo che questa parola aveva un tempo), mentre adesso la si utilizza per indicare la libertà dei potenti di fare quello che vogliono senza ulteriori restrizioni, la libertà di vendere veleni su tutta la faccia della terra, di licenziare senza giusta causa, di fare guerra a chi si vuole; le sue derivazioni (liberismo, liberalismo, neo-liberismo, liberale) indicano le forme di economia più disumane che il mondo moderno abbia mai sperimentato. In Italia la parola libertà viene utilizzata per indicare le formazioni politiche che più di ogni altre hanno attuato un governo repressivo.<br />Sicuramente queste parole continuano a mantenere un significato differente presso quelle minoranze che vorrebbero conservare per esse il significato originario, e che quando chiedono libertà e democrazia non intendono l’assoggettamento all’impero USA ma la sua sostituzione con un mondo realmente libero di popoli che possano auto-determinare il proprio destino. E, per colmo dell’ironia, è proprio grazie al fatto che ancora persiste un uso positivo di queste parole che l’ipocrisia dei potenti si regge in piedi; se smettessimo di chiedere libertà e democrazia, ma rivendicassimo l’abolizione del potere dell’uomo sull’uomo, tali parole rimaste in bocca solo ai potenti, si svelerebbero forse in tutta la loro crudele menzogna.<br /></div><div align="justify">Per finire due considerazioni sulla cosiddetta “recensione autorevole” (peer review), considerazioni valide soprattutto in ambito medico-farmacologico.<br />Per avere accesso ai finanziamenti i ricercatori devono pubblicare articoli sui migliori giornali scientifici, come JAMA, New England Journal, British Medical Journal, i quali sottopongono ogni articolo pubblicato (in mezzo a tutti quei coloratissimi inserti pubblicitari di farmaci e intere pagine di propaganda delle case farmaceutiche) alla revisione e al controllo di “esperti” con ottime credenziali. In teoria in questo modo possiamo essere certi che i dati e le conclusioni della ricerca sono stati interamente verificati e sono attendibili.<br />Tutti quei giornali però, se vogliono sopravvivere, devono sottostare ad una regola valida anche per qualsiasi altra rivista che si può trovare in edicola: non contrastare i propri inserzionisti. Come credere che quei giornali siano obiettivi, scientifici e incorruttibili vedendo tutte quelle intere pagine di pubblicità di prodotti farmaceutici (la cui pubblicazione significa qualche bel miliardo di introito)? Pubblicherà mai una di queste “riviste specializzate” una ricerca seria ed autorevole che getta una cattiva luce su un farmaco pubblicizzato nella pagina centrale della stessa rivista?<br />C’è poi il conflitto di interessi. Tutti i giornali che trattano gli argomenti della medicina devono avere un requisito formale: qualsiasi legame finanziario fra l’autore e un’azienda produttrice deve essere reso noto nell’articolo. Uno studio fatto nel 1997 su 142 giornali medici non ha trovato nemmeno un riferimento di tali legami. (Wall St. Journal, 2 Feb 99) Uno studio del 1998 fatto sul New England Journal of Medicine ha rilevato che il 96% degli articoli controllati col metodo della “recensione autorevole” avevano legami finanziari con il farmaco studiato nell’articolo (Stelfox,1998).<br />Come se non bastasse tutto questo c’è il vero e proprio acquisto dello spazio del giornale. Una società farmaceutica può semplicemente pagare 100.000 dollari a un giornale per far stampare un articolo ad essa favorevole (Stauber, p 204).<br />Nel 1987, il New England Journal pubblicò un articolo riguardo alla ricerca del dottor R. Slutsky che copriva un periodo di sette anni. In tale periodo il Dr. Slutsky pubblicò 137 articoli su diversi giornali che fanno le revisioni autorevoli. Il New England Journal scoprì che in almeno 60 di questi 137, c’erano evidenze di considerevoli frodi scientifiche e travisamenti: venivano persino riportati risultati di esperimenti mai fatti, di esami mai eseguiti, di analisi statistiche mai fatte. Dati fasulli come questi vengono poi spesso citati da altri ricercatori su altre riviste, e poi vengono citati ancora da altri di modo che l’errore si ingigantisce.<br /></div><div align="justify">Tutto questo non si comprende appieno se non si fa riferimento alla maniera scientifica con cui i mezzi di comunicazione di massa diffondono non-notizie: servizi di primo piano sulle condizioni del tempo (che mai fanno sospettare le reali cause delle modificazioni climatiche), servizi di primo piano sulla vita private dei personaggi famosi, sulle cerimonie dei capi di stato, sui pettegolezzi del giorno, sulla moda di quest’anno e sui menù delle feste, ore ed ore di servizi sulle partite di calcio o su altre notizie sportive (le non-notizie per antonomasia). Non-notizie alle quali si aggiungono notizie filtrate, ingigantite e spesso create ad arte che servono solo a generare paura: paura di malattie create dal nostro sistema di vita e dalla nostra alimentazione che vengono presentate come terribili epidemie, paura di malattie virali che si risolvono da sole stando qualche giorno al calduccio nel letto (come l’influenza), paura di conflitti e di atti terroristici (che sono quasi sempre causati o finanziati, direttamente o indirettamente, dai nostri governi occidentali e dai loro servizi segreti). Paure dalle quali solo Loro, i Potenti che accudiscono e curano il nostro bel mondo possono liberarci con pillole per fare la guerra dentro i nostri corpi e bombe per fare la guerra nel mondo che c’è fuori. E come condimento, inframezzato ad ogni notizia (stupida o fasulla) c’è uno spot commerciale realizzato secondo i dettami della scienza della manipolazione delle menti. Ma no, penserete voi, delle notizie importanti si riescono ancora a conoscere dai telegiornali, ed è vero per certi versi, ma solo nella versione che piace a chi governa, e così della guerra si ascolta solo che è giusta e che serve a far trionfare il bene sul male, della medicina si sente solo dire che tramite i nuovi farmaci è in grado di affrontare e vincere qualsiasi malattia, dell’economia che nonostante i sacrifici e la precarizzazione del lavoro in un futuro (ma quando arriverà mai questo futuro?) le cose andranno meglio. Dibattiti? Ah sì, vero ci sono anche quelli, i dibattiti fra un pensiero “di sinistra” e uno “di destra” che quasi sempre sono due sfumature leggermente differenti nell’interpretazione e nell’attuazione dello stesso disegno di globalizzazione liberista: ricordo ancora una campagna elettorale nella quale il leader della destra diceva “noi siamo liberali” ed il leader della “sinistra” diceva “i veri liberali siamo noi” (da quando il liberalismo fa parte del patrimonio culturale della sinistra? C’era un tempo in cui la sinistra era nettamente schierata contro il liberalismo, ossia contro l’assenza di regole che fanno del sistema vigente un capitalismo selvaggio).<br /></div><div align="justify">E per chiudere il cerchio di quest’analisi c’è il continuo peggioramento del livello di cultura nelle nostre “avanzate” civiltà occidentali: persone che dopo qualche anno dalla fine della scuola non riescono più a leggere (analfabetismo di ritorno), alunni di 15 anni che leggono ancora balbettando e che non ricordano le tabelline. I grafici che mostrano i livelli di ingresso nelle capacità e nelle conoscenze dei nostri ragazzi misurati anno per anno con gli stessi identici test mostrano un andamento in costante discesa. Una causa di questo andamento può essere puramente biologica, dovuta ai veleni come il fluoro, l’alluminio e il mercurio che vengono somministrati anche ai bambini (tramite dentifrici al fluoro, otturazioni dentali in amalgama, vaccini contenenti mercurio e alluminio, cibi cucinati con pentole in alluminio) e agli effetti collaterali di alcuni vaccini: tutte queste cose possono causare danni neurologici e quindi ritardo mentale e persino autismo.<br />Ma la causa forse più importante è il fatto che la cultura non è più un valore per le nostre famiglie (d’altronde non lo è per i nostri mezzi di comunicazione di massa, e le nostre famiglie si adeguano), la scuola viene sempre più privata di valore, viene considerata una merce e sottoposta a provvedimenti di privatizzazione (come se il sapere fosse qualcosa da vendere e da comprare al pari di una saponetta), le risorse per il sistema scolastico diminuiscono, i ragazzi abituati al mondo dei computer, dei videogame e delle televisioni, e alimentati con cibi che li rendono irrequieti (coca cola, cioccolato e cibi zuccherati) non hanno più la pazienza di leggere un testo, di ascoltare il docente, di studiare, non hanno più la voglia di sforzarsi a comprendere ragionamenti complessi.<br />Per altro (per quanto io non sogni una scuola selettiva/repressiva) bisogna ricordare come sia sempre più difficile bocciare uno studente che non sa (specie alle scuole elementari): lo studente con carenze a volte gravi nelle conoscenze ed abilità di base (leggere e far di conto) viene promosso quasi automaticamente alla classe successiva e sarà per lui sempre più difficile recuperare le lacune pregresse. Insomma nella scuola si premia sempre di più l’ignoranza ed il lassismo e si spaccia tutto questo per progresso ed integrazione. Tutto ciò alla lunga produce un esercito di consumatori obbedienti, sempre meno capaci di operare un confronto critico, sempre più succube ai messaggi artefatti creati apposta per loro dai manipolatori di opinioni. Il mondo nuovo di Aldous Huxley non è più fantascienza, è realtà.<br /></div><div align="justify">Qualcuno forse ancora si chiederà come possano i grandi potentati economici livellare l’informazione, qualcuno penserà che essendoci vari giornali di varie tendenze politiche (almeno nostri paesi occidentali) ci sia sempre qualcuno che possa svelare le menzogne dei potenti: qualcuno penserà che da noi c’è la libertà di stampa e di informazione che ci protegge da simili macchinazioni. Purtroppo la storia del giornalismo racconta un’altra amara verità.<br />Come spiegano Noam Chomsky e Edward S. Herman nel loro libro “La fabbrica del consenso” (Marco Tropea editore) nel campo del giornalismo le cose sono radicalmente cambiate nel corso degli ultimi due secoli. Se un tempo i costi di gestione di un giornale erano relativamente accessibili, e quindi affrontabili anche da un’organizzazione sindacale che voleva diffondere le proprie idee fra i lavoratori o da un’organizzazione politica di opposizione che voleva diffondere il proprio punto di vista sulle malefatte del governo di turno, il progresso industriale ha fatto sì che si potessero costruire tipografie più rapide, che permettevano tirature più elevate e alla fine permettevano anche di ottenere prezzi più bassi, ma i costi di avvio di un impianto moderno erano proibitivi per sindacati, organizzazioni operaie, movimenti di opposizione. I giornali che proponevano un’altra visione del mondo divennero quindi pian piano meno competitivi sul piano economico (costavano di più degli altri) e sempre più difficili da mandare avanti. Le cose peggiorarono quando fu introdotta la pubblicità come mezzo di sostentamento del giornale stesso. Ovviamente raccoglieva più pubblicità (e quindi più soldi) un giornale indirizzato alle classi medio alte (che sosteneva le posizioni del governo) letto quindi da quella gente che aveva i soldi per comprare; più difficile che un qualsiasi industriale o commerciante decidesse di pubblicare un annuncio pubblicitario sul giornale del partito operaio o del sindacato, letto da persone che avevano ben pochi soldi da spendere per comprare ciò che si intendeva reclamizzare. E se proprio qualche pubblicità arrivava pure a questi ultimi giornali si era automaticamente soggetti al ricatto: “non ti permettere di scrivere questo se no ritiro la mia pubblicità dal tuo giornale”. Chi commissiona una pubblicità non appartiene certo alla classe operaia e non ha nessun interesse che si critichi a fondo il sistema socio-economico che a lui garantisce ampi benefici.<br />In questo modo gran parte dei giornali che veramente facevano un’opera di opposizione e di controinformazione pian piano chiudevano da soli, senza necessità che il governo si scomodasse a chiuderli con la forza. I giornali che restavano erano tutti più o meno omologati, con un separazione artificiale fra “progressisti” e “conservatori”, ovvero fra due visioni differenti dello stesso sistema sociale di sfruttamento, due diverse versioni comode a chi gestisce il potere del capitalismo del governo degli imprenditori e dei capitalisti. È questa la nostra odierna “libertà di stampa” una sorta di “libertà condizionata”, siamo liberi di scrivere quello che vogliamo su un giornalino di quattro fogli letto da qualche centinaio (o al massimo qualche migliaio) di persone ma ci è impossibile scrivere su un qualsiasi quotidiano a larga diffusione un articolo che critichi realmente il fondamento della società in cui viviamo, che smascheri realmente le menzogne dei moderno sistema globalizzato. Anche in certi giornali cosiddetti di opposizione la critica è sempre parziale, sempre interna al sistema, mirata a riforme e non a cambiamenti.<br /><br />NOTE:<br />1) Citato in Vance Packard, La Persuasion clandestine, Calmann-Lévy, Parigi, 1989, pp. 288, Fr. 124.<br />2) Come sopra.<br />3) Questa e le successive citazioni sono tratte dall’articolo di Frank Mazoyer “Sedotti e consumati” apparso su “Le Monde diplomatique”, gennaio 2001.<br />4) Il primo è un romanzo di “fantascienza” che descrive una società verticistica in cui ogni attività umana è standardizzata, il secondo è un saggio che descrive come le “fantasie” del primo libro si fossero realizzate nel volgere di qualche decennio dalla sua pubblicazione.<br />5) Più in là nel tempo qualcun altro realizzò un simile squallido obiettivo con le pilloele anticoncezionali.<br />6) Crossen C., Tainted Truth: The Manipulation of Fact in America 1996. </div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-48542035609189554842008-04-10T23:49:00.000-07:002008-04-11T01:29:57.207-07:00Espianti criminali: un altro "morto cerebrale" che si risveglia dal coma<div align="justify"><span style="font-family:times new roman;"><strong>Non diamo spazio alla morte, lottiamo per la vita! La dichiarazione affrettata di "morte cerebrale" non ha validità scientifica, le testimonianze di "morti cerebrali" che si risvegliano si susseguono, dimostrando la falsità del concetto stesso di "morte cerebrale", un'invenzione mortale per permettere il crescere del business dei trapianti.</strong></span></div><div align="justify"> </div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">DA: </span><a href="http://www.msnbc.msn.com/id/23775873/from/ET/"><span style="font-family:times new roman;">http://www.msnbc.msn.com/id/23775873/from/ET/</span></a></div><div align="justify"><br /><span style="font-family:times new roman;">Di Mike Celizik col contributo di </span><a href="http://www.todayshow.com/"><span style="font-family:times new roman;">www.todayshow.com</span></a><span style="font-family:times new roman;"> </span></div><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Scritto il 24 marzo 2008 alle 10.23 a.m.<br /></div></span><div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Tradotto dalla Lega Nazionale Contro la Predazione diOrgani e la Morte a Cuore Battente </span><a href="http://www.antipredazione.org/"><span style="font-family:times new roman;">www.antipredazione.org</span></a></div><div align="justify"><strong></strong></div><div align="justify"><strong></strong></div><div align="justify"><strong>____________</strong></div><div align="justify"> </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>Dichiarato morto, l'uomo si risveglia. I medici non riescono a capire come il 21enne Zack Dunlap si sia ripreso dopo l’incidente.</strong><br /></div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">Zack Dunlap non ricorda molto del giorno in cui “morì” ma ricorda bene di aver sentito un medico dichiarare che lui era un “morto cerebrale” e ricorda di essersi sentito incredibilmente infuriato. “Per fortuna che non mi potevo alzare per fare quello che avevo voglia di fare”, dice il ragazzo dell’Oklahoma con un filo di voce in un’apparizione esclusiva lunedì durante il programma Today dagli studi televisivi di New York. E cosa gli avrebbe fatto, ha chiesto la giornalista Natalie Morales del Today, a chi ha seguito il miracoloso recupero a partire dall’incidente con la sua quad bike ATV (Nov. 17) che gli procurò un terribile trauma cranico. </div><div align="justify"><br />“Probabilmente saremmo volati insieme fuori sfondando la finestra” dice il 21enne con un sorriso. Ha superato mesi di riabilitazione e sta ancora migliorando ma ha ancora problemi con la memoria e gli stati emotivi. “Mi sento abbastanza bene ma è molto dura” ha detto, con tutta l’eccitazione di un ragazzo che è a New York in onda su una rete nazionale. Sto meglio, ha confermato, ma tutto il processo è frustrante.“Non ho pazienza” ha detto tranquillamente. Era accompagnato dai suoi genitori, Pam e Doug Dunlap, e sua sorella minore, Kacy, che erano più che felici di attendere il suo recupero. </div><div align="justify"><br />“Sta procedendo straordinariamente bene” ha detto Pam Dunlap “Ha ancora molti problemi di memoria. Serve molto tempo al cervello per guarire dopo un trauma cranico come quello. Potrebbe volerci un anno o più, prima che riprenda completamente, ma va comunque bene, non mi interessa il tempo che sarà necessario; siamo solo grati e felici di averlo qui.” </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>“Non c’era attività”<br /></strong>I medici non hanno alcuna spiegazione sul perché Dunlap sia vivo. Stava guidando la sua moto ATV truccata con degli amici quel fatidico sabato, a meno di una settimana dal giorno del Ringraziamento. Prese parte ad una parata quel mattino, improvvisando impennate e impressionando la folla, poi sono usciti di pista con le loro quad bikes. Lui non aveva il casco. Dunlap si trovava dietro ai suoi amici in una strada principale appena fuori Davidson, Okla., non molto distante da casa sua nella cittadina di Frederick vicino al confine con lo stato del Texas. Accelerò con la sua quad bike per raggiungerli, facendo un altra impennata sulle ruote posteriori;<br />quando riabbassò le ruote anteriori, vide che stava per scontrarsi con la moto di un amico ferma poco oltre sulla via. Dunlap cercò di sterzare ma la sua moto si capovolse e lui volò via battendo prima la testa e finendo a faccia in giù sull'asfalto. Rimase immobile non rispondendo neanche ai suoi amici che chiamarono subito il 911.</div><div align="justify"></div><div align="justify">Portato prima in un ospedale locale fu poi trasportato in elicottero a 50 miglia di distanza allo United Regional Health care System a Wichita Falls in Texas dove era presente un’unità traumatica in grado di trattare i seri danni riportati al suo cervello. Ma 36 ore dopo l’incidente i medici eseguirono una PET scan del suo cervello e informarono i genitori, assieme a tutti gli altri membri della famiglia presenti in ospedale, che il sangue non affluiva più al cervello di Zack il quale era in stato di “morte cerebrale”. I medici mostrarono la radiografia del cervello di Zac ai suoi genitori e Doug Dunlap ha detto alla Morales “Non c’era la minima attività cerebrale. Il sangue non circolava affatto.” </div><div align="justify"> </div><div align="justify"><strong>“Dissero che era in morte-cerebrale”</strong></div><div align="justify">I genitori disperati erano di fronte alla terribile decisione di lasciare il proprio figlio collegato ai macchinari che lo tenevano in vita o di staccare la spina e lasciare che il corpo seguisse il suo cervello nella morte. “Non lo volevamo come un vegetale” disse Doug Dunlap “Non sapevamo cosa gli sarebbe capitato. Dicevano che era in morte cerebrale e che non era più vivo, quindi ci stavamo preparando al peggio”.</div><div align="justify">Zack aveva dichiarato sulla sua patente che voleva essere un donatore di organi, così genitori diedero il permesso ai medici di mantenere il suo corpo vivo per consentire l’espianto. “Zack è sempre stato un generoso. Ha sempre voluto assicurarsi che tutti avessero quello di cui avevano bisogno”. Doug Dunlap continua “Non voleva arrendersi e anche noi non volevamo che i suoi organi si arrendessero e così fu”.</div><div align="justify"><br />La decisione era presa, c'era solo da attendere diverse ore affinché una squadra per l'espianto arrivasse in elicottero. La famiglia passò il tempo dicendogli addio. In questo tempo con lui, la nonna di Zack, Naomi, pregò. La sua richiesta era semplice “solo un miracolo” ha detto alla Morales. “Era troppo giovane perché Dio se lo riprendesse”. Circa quattro ore dopo i medici dichiararono Zack morto, un infermiere iniziò la preparazione di Dunlap. I suoi cugini, Dan e Christy Coffin, entrambi infermieri, erano nella stanza. Qualcosa nell’aspetto di Zack fece pensare loro che non era proprio morto come dicevano i medici. Su un intuizione, Dan tirò fuori il suo coltello a serramanico e fece scorrere la lama sulla pianta di un piede di Zack. </div><div align="justify"><br /></div><div align="justify"><strong>“Nostro figlio è ancora vivo!”<br /></strong>Il piede si ritrasse ma un altro infermiere disse che si trattava di un riflesso condizionato, poi Dan Coffin ficcò un'unghia della mano sotto una delle unghie di Zack. Zack spostò di colpo il braccio verso il suo corpo, e questo, l’altro infermiere era d’accordo, non era un riflesso condizionato, era un segno di vita. “Passammo dal totale abbattimento a ‘Oh mio Dio, nostro figlio è ancora vivo!’” dice sua madre “Questa fu una sensazione meravigliosa. Siamo passati dall’emozione più terribile che un genitore possa provare al massimo della felicità. Ci sentivamo molto cauti perché non eravamo sicuri di quale sarebbe stata la prognosi, ma il solo sentire che era tornato con noi è qualcosa che ricorderemo per sempre.”</div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><div align="justify">I medici avvisarono la famiglia del fatto che Zack aveva subito un profondo danno a livello cerebrale che avrebbe potuto impedire il suo ritorno ad una normale vita attiva, ma cinque giorni dopo aprì gli occhi e 48 giorni dopo l’incidente uscì dal centro riabilitativo e tornò a casa dove l’intero paese gli diede un benvenuto degno di un eroe. Sta ancora lavorando per recuperare la memoria e controllare le sue emozioni e vorrebbe tornare a svolgere il suo lavoro di magazziniere. Vorrebbe anche riavere la sua patente. “Sto aspettando di guidare dal giorno in cui sono uscito dalla riabilitazione” dice. Alla richiesta della Morales, Zack ha tirato fuori il coltello dalla tasca dei suoi pantaloni che suo cugino aveva usato per provare che era ancora in vita. Dan Coffin glielo ha lasciato come regalo e come ricordo. “Mi rende grato il fatto che loro non si siano arresi” dice Zack, giocherellando col coltello che ha in mano “Non lasciate che i buoni muoiano giovani.”</div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-39492266167024816902008-04-09T01:57:00.000-07:002008-04-09T11:42:11.467-07:00Coincidenze? Davvero solo coincidenze?Solo coincidenze? Giudicate voi. La goccia rossa di sangue presente nelle prime due è identica, il simbolo analogo presente nella terza è leggermente diverso, però sorge un sospetto, anche perchè i colori usati sono proprio il rosso ed il bianco ...<br />Ulteriori informazioni le potete trovare su diversi siti, fra i quali consiglio il blog ilnautilus nel quale ad esempio potete leggere l'articolo <a href="http://ilnautilus.blogspot.com/2008/02/connessioni-tra-kkk-e.html"><strong>Connessioni tra KKK e massoneria/Illuminati/NWO</strong></a><strong>, </strong>e quello di freenfo dove potete trovare questo articolo dal titolo <strong><a href="http://freenfo.blogspot.com/2008/02/life-is-now.html">Life is now</a></strong><br /><br />NB: la prima immagine è il simbolo del kkk, la seconda non ha bisogno di spiegazioni, l'ultima è presa dalla copertina di un libro apparso in edicola allegato al giornale l'unità. Ricordo che Walter Veltroni quando era a capo di questo giornale partecipava alle riunioni del gruppo <strong><a href="http://novoordo.blogspot.com/2007/06/il-gruppo-bilderberg.html">Bildeberg</a></strong>.<br /><br /><br /><a href="http://bp0.blogger.com/_tqwYO9EccKI/R_yFSOua_iI/AAAAAAAAAEM/T863mCe2TI4/s1600-h/KKK-symbol.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187167419060911650" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqwYO9EccKI/R_yFSOua_iI/AAAAAAAAAEM/T863mCe2TI4/s320/KKK-symbol.jpg" border="0" /></a><br /><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187167504960257586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_tqwYO9EccKI/R_yFXOua_jI/AAAAAAAAAEU/n6LWqV-qPtg/s320/vodafone.gif" border="0" /><br /><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187167994586529362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_tqwYO9EccKI/R_yFzuua_lI/AAAAAAAAAEk/Ko-P4Xm5OfE/s320/unitaNWO.jpg" border="0" /><br /><br /><div></div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-60377509173664457062008-04-08T10:07:00.000-07:002008-04-08T23:17:43.771-07:00La storia è indecente<p align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Piccola premessa: spero in seguito di ampliare ed esporre in maniera più precisa e sistematica queste riflessioni.<br /></span></p><p align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Questo articolo è un poco la continuazione del precedente: </span><a href="http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/04/poveri-noi-che-non-vediamo-il-male.html"><strong><span style="font-family:times new roman;">Poveri noi che non vediamo il male!</span></strong></a><span style="font-family:times new roman;"><strong> </strong>e dell'altro articolo sull'indottrinamento scolastico: <strong><a href="http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/come-ottenere-lobbedienza-parte-1-la.html">Come ottenere l'obbedienza</a></strong></span></p><p align="justify">La storia è indecente, a tutti i livelli, ed in tutti i sensi.<br />È indecente la storia dell’uomo, perchè è una storia per lo più fatta di sopraffazioni, violenze, torture, guerre, schiavitù, sacrifici umani, sacrifici di animali, sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’animale, sfruttamento ed abuso dell’uomo sulla natura.<br /><br />È indecente la <i>storia</i> che ci raccontano nei libri di scuola e nei testi universitari perché tutta questa indecenze, atrocità, oscenità, sono messe in secondo piano, nascoste sotto la generica parola “guerra” o “conquista”, nascoste dietro la fredda analisi della “ragion di stato” dei vari regnanti.<br /><br />È indecente ciò che ci insegnano anche perché viene dimenticata, o nel migliore dei casi relegata ad una minuscola appendice, la storia di quelle civiltà <b>matriarcali</b> dove presumibilmente (della storia antica si danno poche certezze) i rapporti umani erano regolati su una base diversa.<br />D’altronde quante persone uscendo dalla scuola o finendo il ciclo di studi universitari sono a conoscenza dell’esistenza di culture pacifiche come quelle dei Nuer (Africa), degli Hunza (altipiani del Pakistan), degli Hopi (Nuovo Messico), popoli per i quali non hanno senso la logica del dominio e della sopraffazione?<br />Il modo di intendere la vita ed i rapporti sociali degli Indiani Hopi è semplicemente fantastico, basti pensare che i giochi dei bambini non sono improntati alla simulazione della lotta e della guerra, come avviene invece regolarmente da noi.<br /><br />La storia è indecente per come viene raccontata: pensate solo a come viene raccontata nei libri di testo quella lunga parte della storia (si parla di circa 1.000 anni) in cui gran parte dei lavori erano eseguiti da schiavi, speso trattati peggio delle bestie. Mille anni di schiavismo e nei libri si parla di alleanze, di sovrani, di monarchie, di strutture di governo, di edifici, di alimentazioni … e poi sì, due o tre paginette sullo schiavismo, magari due paginette asettiche, prive di commenti su quell’orrendo crimine contro l’umanità. Altro che due pagine ci vorrebbero, ma ci vorrebbero continue sottolineature ad ogni pagina di quei libri di storia, per ricordare che sempre durante quei mille anni il mondo si resse sul lavoro degli schiavi.<br /><br />Pensate un poco a come nei nostri orrendi libri di storia si parli delle città stato dell’antica Grecia come di “fulgidi esempi di democrazia partecipativa” e di come certi governanti ateniesi ci vengano presentati come esempi di grandi statisti.<br />La realtà è che mille uomini liberi in Atene potevano anche votare “democraticamente” su come gestire la loro città-stato, ma nel frattempo centomila schiavi lavoravano per loro curvando le schiene nei campi e accudivano alle case dei loro padroni. Poi di tanto in tanto, questi uomini “democratici”, queste persone che si dovrebbero denominare sfruttatori, per voglia di una maggiore potenza, ricchezza, o forse solo per noia, o ancor meglio per il gusto del sangue e della violenza, o forse perché burattini al soldo di ancora più orrendi burattinai, decidevano di intraprendere delle guerre di conquista, per aggiungere sangue al sangue, violenza alla violenza, brutalità alla brutalità, morte alla morte. In fondo l’Atene di 2.500 anni fa era democratica più o meno come gli Stati Uniti d’America ai nostri giorni.</p><p align="justify">Ed è il caso di riflettere (nessun libro di storia mai lo sottolinea) che queste persone avevano già la proprietà di terre lavorate da schiavi, avevano già la servitù personale, cosa avrebbero potuto desiderare di più? Eppure si innescavano continuamente delle guerre: era solo la volontà di avere maggiore ricchezza? Solo il desiderio maniacale del ricco di essere più ricco? Solo il desiderio folle e distorto di un ricco che pur di raddoppiare la propria ricchezza e potenza è pronto a rischiare la propria posizione con una guerra? Davvero gli uomini sono così stolti? Davvero i ricchi ed i potenti sono tutti così avventati? Come mai ricchi di Sparta e ricchi di Atene non si sono messi d’accordo per sfruttare in pace i loro schiavi e godersi i loro beni materiali?<br />Non viene il sospetto che ci sia qualcos’altro che manovra dietro le quinte della storia? </p><p align="justify">E Sparta, Sparta non vi ricordate come fosse organizzata? Con gli uomini “liberi”, appartenenti alla casta più alta, che venivano indottrinati sin da piccoli per diventare delle spietate macchine da guerra, con in testa solo gli ideali della patria e della spada, destinati sin da piccoli ad un futuro di sangue, morte, violenza, distruzione, e quindi votati molto spesso ad una fine barbara, trucidati dalla lama nemica. A che pro appartenere alla classe dei liberi allora, quale grande vantaggio? Certo, forse gli schiavi spartani se la passavano peggio, anche perché venivano trattati peggio che nelle altre città stato, ma quello che voglio sottolineare è che gli uomini liberi di sparta, i maschi guerrieri, fossero manipolati, indottrinati, e che alla fine conducessero una ben misera esistenza.<br />Forse qualcuno che tirava le fila di tutto questo, qualcuno al vertice di una piramide di comando e che in guerra non ci andava mai, poteva avere qualche guadagno da tutto questo, ma che guadagno era poi? Quando una guerra con Atene si vinceva ed una si perdeva, una si vinceva e l’altra si perdeva, perché insistere a fare guerre, solo per stupidità? Ci vogliono davvero fare credere che l’uomo sia così stupido da non capire mai? È possibile invece che il guadagno di qualche manovratore non fosse di tipo economico ma di ben altro tipo? Che qualcuno si divertisse a giocare con gli esseri umani per godere nell’usarli come burattini, nel disporre dei loro destini come un dio (un dio malvagio) nel vederli soffrire, nel vederli essere ridotti in schiavitù, nel vederli combattere fra di loro, nel vederli morire in guerra nei campi di battaglia? </p><p align="justify">Di sicuro non voglio più sentire odi a “trecento valorosi” guerrieri spartani che combatterono fino alla morte per la propria “patria” ovvero per il loro stato fondato sullo sfruttamento della schiavitù e sull’esercizio della guerra e della violenza; vorrei si dicesse di quei poveri ragazzi (sì, perché i migliori guerrieri sono i maschi nel fiore degli anni, dai 20 ai 30 anni) che morirono per una guerra senza senso a causa di un’ossessione inculcata nelle loro menti sin da quando erano piccoli, che morirono per un’ideale disprezzabile, che morirono di una morte atroce senza che ce ne fosse alcun bisogno. </p><p align="justify">Quando chiedo ai miei alunni di dare un giudizio sulle città stato dell'antica Grecia sento dire frasi di questo tenore : "é grazie alle città-stato che ci sono stati grandi sviluppi nel pensiero, nella filosofia, quindi possiamo considerarla un'esperienza storica positiva". A questo punto ricordo loro che Platone giustificava la schiavitù affermando che grazie ad essa i membri della sua classe potevano (essendo liberi da altre occupazioni) dedicarsi a tempo pieno allo studio della filosofia e delle altre branche del sapere, ricordo che Platone non solo giustificò la schiavitù, ma anche l'oligarchia, la struttura piramidale del potere, e che non disse mai una parola contro la guerra. In genere dopo queste precisazioni la "democrazia" dell'antica greca perde molto del suo antico fascino.<br /><br />Pensate un poco a come si svolgessero le guerre della storia, in particolare pensate alla sorte che toccava ai poli vinte, alle città conquistate, specie se dopo un lungo assedio. Qual’era la ricompensa per gli uomini di un esercito antico dopo la vittoria? La possibilità di depredare il popolo vinto, di razziare le sue ricchezze, di rubare le sue scorte di cibo, di violentare le sue donne, di potere esercitare all’occasione la violenza e la sopraffazione su uomini che sono alla loro mercé. Queste caratteristiche fondamentali di molte guerre antiche non sono ancora una volta sottolineate dai libri di testo, altrimenti lo studente si formerebbe una coscienza pacifista, altrimenti lo studente capirebbe quanto sia rivoltante ed esecrabile la guerra. E invece no, sui libri si parla di sovrani e di alleanze, di asettiche guerre, di costumi, usanze ed edifici, di arte e di commercio. In realtà ad aprirmi gli occhi sulla storia antica e su come realmente fossero condotte le guerre sono stati non i libri di storia, ma i molti romanzi storici che ho letto, alcuni dei quali ricostruivano fedelmente le atrocità delle guerre.<br /><br />Sapete come si combatte una guerra di assedio? Avete idea di quello che vuol dire sopravvivere in una città assediata in cui settimana dopo settimana diminuiscono le scorte di cibo, di acqua, e tutto intorno alla città vedete solo uomini armati determinati a saccheggiare la città come bottino di guerra? Avete idea che significhi morire di fame per non cedere al nemico, per non soffrire di una fine peggiore, passati a fil di spada, torturati, violentati? Avete idea di cosa significhi per una città essere conquistata dopo un lungo assedio, quando gli assedianti incattiviti dopo un lungo guerreggiare riversano sulla popolazione vinta tutto il loro furore represso, i loro istinti più bestiali? Sapete come fosse frequente uccidere tutti maschi adulti ed utilizzare tutte le donne ed i bambini come schiavi? Sapete come fosse frequente uccidere pure tutti i bambini assediati? Sapete che dopo ogni assedio le donne venivano regolarmente violentate? Sapete che spesso le donne violentate venissero dopo uccise? </p><p align="justify">Questa è la realtà della guerra antica, se la gente la conoscesse per davvero odierebbe la guerra, se gli studenti la conoscessero davvero odierebbero la guerra. Se le persone di questo mondo non odiano abbastanza la guerra è proprio perché i libri di testo delle scuole cono fatti in modo che ciò non avvenga, perché qualcuno ha orientato, censurato, filtrato le cose che debbono finire nelle menti degli allievi. </p><p align="justify">Sapete quanti Galli uccise Cesare nella sua campagna bellica? <strong>Un milione</strong>! Ah che grande statista quel Cesare, che fece crocifiggere tutte le persone dell'esercito di Spartaco che erano sopravvissute alla battaglia, un grand'uomo, e che cuore!<br /><br />Sapete infine come nel Vecchio <a href="http://www.blogger.com/”http://www.utopia.it”"><strong>Testamento</strong></a> il Dio di Israele (che razza di Dio nazionalistico è mai questo) inciti gli ebrei alla guerra contro i Cananei allo scopo di depredarli della terra su cui vivono? Come Mosé (il sant’uomo!) inciti allo sterminio dei Cananei, alla distruzione delle loro città, all’uccisione dei loro uomini, alla violenza carnale sulle loro donne?<br />Non lo sapevate? A scuola non ve l’hanno insegnato? Cominciate a sospettare il perché? </p>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-49486726114572371122008-04-05T07:07:00.000-07:002008-04-05T07:38:24.048-07:00Pedofilia, satanismo e Nuovo Ordine Mondiale<div align="justify"><span style="font-family:times new roman;">Riporto l'inizio di un articolo molto interessante e decisamente terrificante; mi dispiace ma certe cose vanno lette, vanno discusse e vanno denunciate. </span><br /><span style="font-family:times new roman;"></span><br /><span style="font-family:times new roman;">Qualcuno forse non crederà a ciò che leggerà, ma conoscendo il <strong><a href="http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/storia-di-una-cavia-del-progetto-di.html">programma mkultra</a></strong> portato avanti negli USA non ci si deve stupire. Io personalmente prima ancora di leggere questo articolo avevo sospettato qualcosa del genere perchè no vedevo altra seria motivazione a quell'enorme numero di bambini e adolescenti scomparsi. Per altro uno dei fini di queste manovre potrebbe essere quello di spingere all'uso contro i rapimenti e le sparizioni dell'<strong><a href="http://freenfo.blogspot.com/2008/04/id-card-messa-da-parte-in-favore.html">impianto del microchip</a></strong>, spacciato così per uno strumento utile alla sicurezza personale (l'impianto è cancerogeno, serve a controllare e possibilmente a manipolare le persone)</span><br /><span style="font-family:times new roman;"></span><br /><span style="font-family:times new roman;">Vi ricordate quando in Belgio è esploso il caso del pedofilo di Marcinel? Vi ricordate come le indagini fossero arrivate a toccare le persone più in vista delle istituzioni, i piani alti della politica? Rileggendo quelle cronache ho avuto il sentore che la famiglia reale fosse in qualche modo coinvolta (quanto meno sembra si sia data da fare per soffocare gli scandali). Potrebbe realmente esserci un nesso fra pedofilia, massoneria o altre logge segrete, pedofilia, satanismo (consiglio il sito <a href="http://ilnautilus.blogspot.com/"><strong>il nautilus</strong></a> per approfondimenti su questi temi).</span><br /><span style="font-family:Times New Roman;"></span><br /><span style="font-family:Times New Roman;">Per ulteriori approfondimenti su queste tematiche consiglio anche la lettura del libro <strong><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__trance_formation_of_america.php">Trance Formation of America</a></strong>.</span><br /><br />_______________<br /><br /><a class="fonttitle"><strong>Orrori sui bambini e imperialismo satanico</strong></a><br /><br /><a class="fontrosso">di Giuseppe Cosco</a><br /><br />Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell'ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell'Interno nel 1996 sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine.<br /><br />Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: “Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti”. Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava: “Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi” e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi “desaparecidos” tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national biography: missing person”.<br /><br />Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: “La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un ‘santone’ che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. ...La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti”.<br /><br />Ciò che più lascia sconcertati di questa sètta è che, secondo Ted Gunderson, dirigente dell’FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, è, a quanto scrive la rivista “Nexus. New Times”, n. 23 (edizione italiana), la sua affermazione: “La mia conferenza relativa ai ‘bambini scomparsi’ documenta che i Finders (Scopritori, ndt) di Washington, DC, sono un’organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un’operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di bambini”. Egli, commenta Uri Dowbenko, autore dell’articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della sètta Finders deve essere chiuso per il motivo che è “un affare interno della CIA”.<br /><br />Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di “Nexus”: “Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che “esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno”“.<br /><br />L’avvocato John W. DeCamp, nel suo agghiacciante libro-denuncia: “The Franklin Cover-up”, che tratta di pedofilia nelle alte sfere del potere, scrive: “Le droghe non rappresentano il livello più profondo del male sponsorizzato dal governo; io ritengo che il livello più infimo dell’Inferno sia riservato a quelli che hanno evocato e attuato il ‘Monarch Project’. ‘Monarch’ fa riferimento a giovani che in America sono stati vittime di esperimenti di controllo mentale eseguiti da agenzie del governo USA come la CIA oppure agenzie di intelligence militare”. Il giornalista investigativo Anton Chaitkin, più volte citato nel libro di John W. DeCamp, spiega che questi esperimenti sono all’origine di una “produzione di un’orda di bambini la cui anima viene frantumata, il cui scopo sarebbe spiare, prostituirsi, uccidere e suicidarsi” (“Nexus”, n.23, cit.).<br /><br />Jean Dagorno, docente di Analisi storiosociologica del quarto arrondissment dell’ “Ecole Superieur” di Parigi, eletto come indipendente a Bruxelles e famoso a livello mondiale per aver fatto esplodere la “bomba” Echelon (nella sua ormai famosa interrogazione sull’esistenza di un sistema di controllo delle comunicazioni, telefoni, fax, cellulari, ecc.) ha recentemente pubblicato un altro articolo-dinamite. Il professore sulla rivista francese “Etudes Storiosociologues (XV, nouvelle sèrie, page 14 et seguentes), nel suo saggio dal titolo: “Pourquoi moi?”, denuncia che i serial killer potrebbero essere il risultato di incredibili esperimenti e di ciò accusa la CIA. A sostegno della sua inquietante tesi si chiede, tra l’altro: “Cosa faceva, nel 1959 Aldous Huxley, in compagnia dell’antropologa Margaret Mead e del lisergico Timothy Leary, nella cella di Charles Manson, il prototipo dei serial killer, lo pseudosatanista che avrebbe confessato la torbida verità nascondendola nell’autoaccusa di aver partecipato ai riti di The Process? Cos’era, infatti, The Process se non una setta organizzata dalla Cia, per reclutare i soggetti più labili sui quali sperimentare le “terapie” di Huxley, della Mead e di Leary?”.<br /><br />Secondo Dagorno queste particolari terapie venivano effettuate iniettando, nei soggetti cavia, le sostanze dalle quali, venti anni dopo, si sarebbero ricavati i principi attivi degli psicofarmaci di terza generazione. Oggi gli psicofarmaci sono le medicine più consumate nel mondo. Ebbene la grave accusa consiste nell’ipotesi che gli psicofarmaci, in soggetti particolari, inibirebbero ogni tipo di freni morali trasformandoli in serial killer. Se Dagorno dovesse avere ancora ragione, come per Echelon, sarebbe davvero terribile.<br /><br /><strong><a href="http://www.nwo.it/orrori.html">leggi qui tutto l'articolo</a></strong></div>corradohttp://www.blogger.com/profile/16556707994773626673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-3202433619979303864.post-90043242053997035452008-04-04T02:24:00.000-07:002008-04-05T07:37:41.465-07:00Adolescenti come cavie: parte la campagna per l'inutile vaccinazione contro il Papilloma Virus<div align="justify">diffondo questo comunicato stampa di AEDfemminismo / Bergamo, che si collega conq uanto già riportato <strong><a href="http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/02/i-vaccini-per-ridurre-la-popolazione-la.html">in questo articolo</a></strong>.<br /><br />_______________________<br /><br /><strong>8 marzo 2008 </strong><br /><strong>CI VOLEVANO LE DONNE EMANCIPATE AL GOVERNO E UN MINISTRO FEMMINA PER USARE LE MINORENNI COME CAVIE E FONTE DI PROFITTI VACCINO ANTI PAPILLOMA HPV </strong><br /><br />Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a trasmissione sessuale.<br /><br />L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non, Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione. Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase “Se tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”. Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo, sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale. Allarmismo del tutto ingiustificato.<br /><br />Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile. In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi.<br /><br />Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni (macchie) trattabili. Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni ed è un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi. Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio (Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo). “Se le mamme volessero sapere quanto dura l'immunità, e se fra qualche anno si dovrà fare un richiamo o se l'essersi vaccinati non porrà altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto candidamente che per nessuna di queste domande c'è risposta” (Dr. G. Remuzzi immunologo). Cosa c'è nel vaccino? Il virus vivo (papilloma) geneticamente modificato. Chiarito questo non c'è logica nella direttiva Ministeriale.<br /><br />Perché produrre un danno immediato alle bambine di 11/12 anni che non fanno sesso, per evitare una ipotetica malattia fra 20/30/40anni con un vaccino sperimentale che ha copertura non garantita e di soli 5 anni? Nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008, la Ministra Livia Turco, scrive: “l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio”. Ma i rischi non li enuncia, li omette con sapiente rimozione. Ha ricordato che “Alla base dell'età... c'è la volontà di facilitare l'offerta anche a bambine che altrimenti non avrebbero accesso per ragioni sociali, agganciandosi alla frequentazione della scuola dell'obbligo...”(24.11.07). Quindi scelta strumentale e classista.<br /><br />Turco ammette: “è un'offerta ...a uso controllato per sorvegliare attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino”. Quindi è rischiosa sperimentazione di massa sulle bambine cavie. Turco propone: “particolare cautela di somministrazione nell'età fertile” perché “i dati attualmente disponibili non sono sufficienti...”. Quindi si dovrà considerare il Ministero e la Turco responsabili penalmente di eventuali morti intrauterine o anomalie congenite da vaccino di donne rimaste gravide a sorpresa, dopo essere state vaccinate. Turco precisa: “Saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma virus ad altre categorie di giovani donne...”.<br /><br />Negli Stati Uniti, che sono stati i primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006 - solo 5 Stati dei 50 lo raccomandano. Dopo le violente polemiche esplose nel Texas, giungon