tag:blogger.com,1999:blog-316990322009-06-24T00:49:14.951+02:00Espressioni | webmagazine a cura del Gruppo Volontari Carcere di Lucca | Rivista Carcerewebmagazine a cura del Gruppo Volontari carcere di Luccagianluca testagian.testa@gmail.comBlogger113125tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-21526488754124039882009-05-25T11:03:00.011+02:002009-05-25T11:47:59.108+02:00Seminario di studio: Cittadini consapevoli, cittadini in crescita<div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Convegno-30.05.09-700783.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 181px; height: 400px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Convegno-30.05.09-700779.jpg" alt="" border="0" /></a></div><div style="text-align: center;"><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: justify;"><br /><br />Si terrà <span style="font-weight: bold;">sabato 30 maggio</span>, presso la Sala Accademia I, a Palazzo Ducale, il seminario dal titolo<br /><br /></div><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">CITTADINI CONSAPEVOLI, CITTADINI IN CRESCITA</span><br /></div><br /></div></div></div>a conclusione del corso di formazione<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">V.E.L.O.C.E. - Volontariato ed Educazione alla Legalità: un'Occasione da Cogliere con Entusiasmo</span> - <span style="font-style: italic;">Percorso di formazione alla legalità e ai comportamenti della quotidianità</span>.<br /></div><br />Ed è veramente un grande entusiasmo quello con il quale le persone iscritte hanno partecipato alle lezioni!<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00135-756395.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00135-756387.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><br /><div style="text-align: justify;">Nel corso del modulo formativo è stato affrontato il tema dell'educazione alla legalità da svariati punti di vista: quello del volontariato, dei cittadini e delle istituzioni. Si sono analizzate le normative attuali, si sono descritte modalità nuove di affrontare i conflitti, come quelle della risoluzione nonviolenta e delle pratiche di facilitazione, si è parlato di giustizia riparativa e di mediazione penale.<br /></div><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00147-703394.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00147-703381.JPG" alt="" border="0" /></a><div style="text-align: center;"><br /></div><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><br /></div>Il seminario conclusivo si aprirà <span style="font-weight: bold;">sabato pomeriggio alle ore 14.00 </span>con il saluto del <span style="font-weight: bold;">Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli</span>.<br />La giornata sarà coordinata quindi dall'<span style="font-weight: bold;">Assessore al volontariato della Provincia di Lucca, Valentina Cesarett</span>i, che introdurrà i relatori, tra cui <span style="font-weight: bold;">Ilaria Vietina, Pier Giorgio Licheri e Luca Ruocco</span>, che sono stati tra i numerosi docenti del corso.<br /><div style="text-align: center;"><br /><br /></div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00232-749929.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSC00232-749920.JPG" alt="" border="0" /></a><br />Nella seconda parte del pomeriggio <span style="font-weight: bold;">Massimiliano Andreoni </span>parlerà dell'impegno formativo del Gruppo Volontari Carcere e, dopo il dibattito, <span style="font-weight: bold;">Sergio Mura, Presidente della Delegazione </span>Cesvot<span style="font-weight: bold;"> di Lucca e Silvana Giambastiani, Presidente dell'Associazione Gruppo Volontari Carcere,</span> consegneranno ai corsisti gli attestati di partecipazione.<br /><br /><br /></div><a href="http://www.espressioni.info//Volantino%20seminario%2030%20maggio%202009.pdf">Volantino seminario 30 maggio 2009.pdf</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-2152648875412403988?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-80413840219875859282009-05-24T10:30:00.001+02:002009-05-25T12:09:56.254+02:00Grazia Mannozzi, docente di diritto penale e mediazione penale, al corso di Educazione alla Legalità.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009101-730242.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009101-729925.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"> Sabato 23 maggio si è tenuto il nono incontro del percorso di formazione di Educazione alla Legalità e ai comportamenti della quotidianità, promosso e gestito dal Gruppo Volontari Carcere.<br />Il tema della lezione è stato: <span style="font-weight: bold;">Giustizia riparativa e giustizia penale: alternatività o complementarietà? Problemi e prospettive di pena, riparazione e recupero sociale.</span>, e la lezione è stata condotta dalla professoressa Grazia Mannozzi, professore ordinario di Diritto penale presso il Dipartimento di Diritto pubblico ed internazionale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria, sede di Como. Ha lavorato come esperto per il Consiglio d’Europa.<br />È autrice di numerosi saggi pubblicati anche all’estero, tra cui <i>Razionalità e ‘giustizia’ nella commisurazione della pena</i> (Padova 1996), <i>La giustizia senza spada</i> (Milano 2003) e <i>Mediazione e diritto penale</i> (a cura di, Milano 2004).</div><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009100-721023.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009100-720729.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><br /><div style="text-align: justify;">Si tratta di un tema certamente di grande attualità, tanto che alla lezione hanno partecipato in qualità di uditori, oltre ai corsisti, anche operatori della Casa Circondariale di Lucca e dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Lucca.<br />La professoressa Mannozzi, che già avevamo avuto la fortuna di conoscere nel dicembre 2006, quando la invitammo in qualità di relatrice per un convegno sulla giustizia riparativa, ha di recente pubblicato (2008) il volume <a href="http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842083863"> <b>La corruzione in Italia</b>. Percezione sociale e controllo penale</a>, in collaborazione con <span style="font-weight: bold;">Camillo </span>Davigo.<br />Data la sua approfondita conoscenza dei temi della giustizia riparativa e della mediazione penale, in fase di progettazione del percorso formativo abbiamo pensato di invitarla nuovamente e lei, gentilmente, ha aderito alla nostra richiesta.<br /></div><br /><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009099-780569.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/23052009099-780241.jpg" alt="" border="0" /></a><div style="text-align: justify;"><br />La lezione è stata molto interessante, partecipata ed apprezzata da tutti i corsisti.<br /><br /></div><div style="text-align: center;"><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8041384021987585928?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-68983079161561521292009-05-24T02:44:00.002+02:002009-05-27T02:47:55.239+02:00«Indulto, il 73% non fa più reati»<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ristretti.it/giornale/cop/08/07.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 283px;" src="http://www.ristretti.it/giornale/cop/08/07.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><br /></div><br />MILANO - «L' indulto funziona, ma nessuno ci crede». Parola di Giovanni Torrente, sociologo del diritto all' Università di Torino e Aosta che ieri a un convegno nel carcere «Due Palazzi» di Padova, organizzato da Ristretti Orizzonti, ha presentato i dati di una sua ricerca: il tasso di recidiva dei detenuti che sono ricaduti nei reati è sceso al 27 per cento contro il 68 per cento dell' epoca pre-indulto. Il gruppo di lavoro di Torrente ha studiato sui dati forniti dal Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria, che costituiscono il maggior campionamento disponibile sulla sorte dei 44.944 detenuti che hanno beneficiato della misura. Tra i «rientri» dei detenuti che provenivano dal carcere (27.607) il tasso medio di recidiva è stato di circa il 27 per cento. Tra coloro che invece venivano da misure alternative come semilibertà o l' affidamento ai servizi sociali, la recidiva crolla attorno al 18 %. Per coloro che non avevano mai avuto esperienze carcerarie l' indulto ha fatto calare il tasso di recidiva a nemmeno il 12%. In pratica, nove su dieci che non erano mai andati in carcere prima, dopo l' indulto non sono più rientrati. . Rispetto alla media del 27 per cento, gli stranieri hanno mostrato un tasso di recidiva minore, del 19.80 per cento anche se, ammette il sociologo, la rivelazione degli stranieri è più complicata e il dato va ricontrollato.<br /><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">Corriere della Sera, 24 maggio 2009</span><br /></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-6898307916156152129?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-76031853485108077482009-05-18T11:42:00.008+02:002009-05-25T12:06:39.379+02:00Grande interesse ha suscitato al Forum "Solidarietà nelle differenze" un lavoro sul carcere presentato da uno studente<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/locandina-forum-maggio-721114.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/locandina-forum-maggio-721111.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;">Sabato 16 maggio a Palazzo Ducale si è tenuta la prima delle due giornate del Forum "Solidarietà nelle Differenze", promosso ed organizzato dalla Scuola per la Pace della Provincia di Lucca.<br />Nel corso della mattinata sono stati presentati numerosi lavori preparati da studenti e da intere classi delle scuole della nostra provincia.<br />Uno studente, Marco Rossi, della IV D del Liceo di Scienze Sociali - Istituto "N. Machiavelli" di Lucca ha presentato il lavoro "Vivere dentro", una breve analisi dello stato del nostro sistema penitenziario.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti01-783596.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 159px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti01-783591.jpg" alt="" border="0" /></a></div><br />Questo lavoro è frutto di un incontro che la nostra associazione ha tenuto il 7 gennaio scorso, presso l'istituto Machiavelli, con le classi IV B e IV D e che rientra nei numerosi interventi nelle scuole superiori, iniziati nel corso del 2005 e che ci hanno portato a contatto con oltre 2000 studenti.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ideavision.it/ARCOTT2008/scuola%20media.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 334px; height: 221px;" src="http://www.ideavision.it/ARCOTT2008/scuola%20media.jpg" alt="" border="0" /></a></div>In questa occasione vogliamo ringraziare particolarmente Marco che ha voluto condividere con altri quello che alcuni mesi prima aveva appreso nel corso dell'incontro con i nostri operatori.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://domandeerisposte.blog.kataweb.it/files/2009/01/carcere.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 423px; height: 321px;" src="http://domandeerisposte.blog.kataweb.it/files/2009/01/carcere.jpg" alt="" border="0" /></a></div><br />Qui potete scaricare il file del lavoro presentato al Forum.<br /></div><div style="text-align: left;"><a href="http://www.espressioni.info//vivere%20dentro.ppt">Vivere dentro.ppt</a></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-7603185348510807748?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-43043806827386989112009-05-18T00:31:00.002+02:002009-05-25T12:46:17.810+02:00Innocenti Evasioni<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Innocenti-Evasioni-763866.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 160px; height: 222px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Innocenti-Evasioni-763861.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo volentieri una breve recensione del libro "Innocenti evasioni" a cura di Paola Rauzi e Rosanna Tognon.<br /><br /></div><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: justify;">Le due autrici sono <style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -</style><span style="color: rgb(0, 0, 0);">volontarie</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> dell’Associazione Gruppo</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> Carcere Mario Cuminetti,</span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> nata nel 1985 per svolgere attività culturale fra i detenuti e creare un ponte </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">fra carcere e città. </span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Sono responsabili della biblioteca del V Raggio nel carcere di San Vittore di Milano, hanno curato e seguito questo progetto dall'ideazione alla realizzazione.</span><br /><br /><meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"><title></title><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style> </div><p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0; text-align: justify;"> <span style="font-size:100%;"><i>Questo libro per me è un racconto a episodi della possibilità e della capacità di sfuggire ai binari convenzionali, di affrontare problemi e situazioni con un approccio imprevisto, laterale. Ecco, il termine giusto è proprio questo: approccio laterale – e la lateralità, per me ha sempre rappresentato una metafora del cambiamento e della speranza. </i>(Gianrico Carofiglio)</span></p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;">Come sopravvivere all’interno di un carcere? Con </span><span style="color: rgb(31, 73, 125);"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><b>consapevole ironia</b></span></span><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"> le responsabili della Biblioteca del V raggio a San Vittore, Paola Rauzi e Rosanna Tognon hanno raccolto le testimonianze dei detenuti sulle loro ingegnose (e spesso segrete, o sequestrate) invenzioni carcerarie. </span></span></span> </p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;">Dallo stendino portatile alla macchinetta per tatuaggi, dal fornello a olio all’orto in bottiglia, il manuale illustra </span><span style="color: rgb(31, 73, 125);"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><b>le più sorprendenti tecniche di sopravvivenza in cella - e i migliori modi per sfruttare i piccoli spazi con risparmio e attenzione all'ambiente. </b></span></span></span></span> </p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;">Un libro che è un modo per </span><span style="color: rgb(31, 73, 125);"><span style="font-family:Calibri,sans-serif;"><b>riflettere, senza giudizi morali né accomodanti buonismi, sulla vita e sulla capacità di adattamento dell’uomo nelle condizioni di privazioni più estreme</b></span></span><span style="font-family:Calibri,sans-serif;">. Perché l’acutezza e la fantasia non hanno bisogno di grandi spazi per liberarsi.</span></span></span></p><br /><a href="http://www.espressioni.info//CS_INNOCENTIEVASIONI.doc">Comunicato Stampa INNOCENTI EVASIONI.doc</a></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-4304380682738698911?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-87383062756674419372009-05-17T11:16:00.000+02:002009-05-25T12:09:11.956+02:00CARCERE – Allarme sovraffollamento negli Opg; Corleone: “Vanno chiusi entro tre anni”<div align="justify"><a href="http://www.tempi.it/files/u63/CARCERE2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 308px; height: 274px; text-align: center;" alt="" src="http://www.tempi.it/files/u63/CARCERE2.jpg" border="0" /></a><span>E’ allarme sovraffollamento e fatiscenza negli Opg (Ospedali Psichiatrico Giudiziari) italiani. A lanciare l’allarme è Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze, che ricorda che gli internati di questi centri sono passati da 1200 a 1600 nel giro degli ultimi due mesi<br />“Nelle condizioni attuali – ha dichiarato Corloene – gli Opg ricordano i vecchi manicomi e devono essere assolutamente chiusi. I detenuti di questi istituti dovrebbero essere indirizzati negli appositi servizi psichiatrici territoriali”.<br /><br />Secondo Corloene, la situazione più drammatica ed esplosiva è quella dell’Opg di Reggio Emilia, dove gli internati sono passati in poco tempo da 180 a 280. Molto critica è anche la condizione del centro di Montelupo Fiorentino, dove si trovano 169 internati.<br /><br />Franco Corleone lancia un appello ad Enrico Rossi, assessore alla sanità della Regione Toscana, affinchè si impegni ad attivare un tavolo di confronto con il governo grazie al quale, nell’arco di due o tre anni, si possa arrivare alla chiusura definitiva degli Opg.</span></div><div align="justify"><span></span> </div><div align="justify"></div><div align="right"><strong><em>Redattore Sociale, 15 maggio 2009<br /></em></strong></div><div align="justify"></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8738306275667441937?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-84563776162338022482009-05-16T11:55:00.002+02:002009-05-25T12:12:57.729+02:00CARCERE - Sollicciano esplode, Corleone annuncia lo sciopero della fame<div align="right"><a href="http://www.ladestra.info/public/wordpress2/wp-content/uploads/2009/03/carcere1.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 318px; height: 235px; text-align: center;" alt="" src="http://www.ladestra.info/public/wordpress2/wp-content/uploads/2009/03/carcere1.jpg" border="0" /></a></div><div align="right"> </div><div align="justify"><span><br /><br />Il carcere fiorentino contiene quasi il doppio dei detenuti previsti dalla capienza regolamentare. Il garante dei detenuti del Comune di Firenze lancia una forte protesta nei confronti delle politiche governative<br />“Se il carcere fiorentino di Sollicciano raggiungerà quota mille detenuti comincerò lo sciopero della fame”. Ad annunciarlo è Franco Corleone, garante dei detenuti del Comune di Firenze, in segno di protesta contro le politiche penitenziarie del Governo.<br />“L’istituto penitenziario di Firenze ha una capienza di 483 detenuti ma al momento ve ne sono quasi il doppio, 953 – chiarisce Corleone che, in riferimento alle condizioni degli istituti penitenziari toscani e italiani, parla di “un quadro allarmante che ha superato abbondantemente i livelli di guardia dei carcerati” e invita la Regione Toscana ad assumersi le proprie responsabilità “per richiamare il Governo a politiche diverse e non repressive”.<br />In Toscana il numero complessivo dei detenuti ammonta a 4085, di cui 3914 uomini e 171 donne. La capienza regolamentare, pari a 3279, è però ben al di sotto di questa cifra. “E’ opportuno essere consapevoli – aggiunge Corleone - che il sovraffollamento produce soltanto incattivimento”. </span><br /><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Redattore Sociale, 15 maggio 2009</span><br /></div></div><div align="center"><a href="http://www.ladestra.info/public/wordpress2/wp-content/uploads/2009/03/carcere1.jpg"><span style="font-size:0;"><span style="font-size:0;"><span style="font-family:arial;"></span></span></span></a><span style="font-size:0;"><span style="font-family:arial;"></span></span></div><div align="justify"><span style="font-size:0;"><span style="font-family:arial;"></span></span></div><span style="font-size:0;"><div align="center"></div></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8456377616233802248?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-58276943024254286502009-04-22T05:01:00.000+02:002009-05-04T05:17:58.888+02:00La scuola incontra il mondo del carcere<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0484-749914.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0484-749597.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0488-749527.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0488-749179.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0480-752676.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0480-752345.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0479-752272.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0479-751952.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0489-775963.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0489-775636.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0490-775562.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0490-775245.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0476-707843.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0476-707506.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0474-707432.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0474-707116.JPG" alt="" border="0" /></a> <br /><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"> <br /></p><p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">Lucca, 20 aprile 2009. <br /></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La casa di accoglienza per detenuti ed ex-detenuti, Casa San Francesco diventa improvvisamente rumorosa e affollata. Perché? Sono venuti a farci visita 62 studenti del liceo scientifico/linguistico F. Buonarroti di Pisa, delle classi quarte sezioni C, M ed E, accompagnati da quattro dei loro insegnanti.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Com'è potuto accadere tutto ciò? Una delle insegnanti, Donatella Bouillon, ci ha contattati in associazione più di un mese fa, è venuta a trovarci ed abbiamo organizzato la mattinata.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">I ragazzi avevano già iniziato un percorso di conoscenza sui temi del carcere e della pena, incontrando personale educativo del carcere di Pisa, affrontando questi temi in classe ed intendevano concludere questo piccolo percorso con la visita ad un luogo che accoglie chi si trova ad “incrociare” l'esperienza della detenzione.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La mattinata è corsa via veloce: gli studenti sono stati accolti dai giovani del progetto di servizio civile “Vale la pena”, poi ci siamo trasferiti in una stanza, la più grande della casa, comunque piccola ad accogliere tutta questa folla. Per rompere il ghiaccio è stato proposto agli studenti un piccolo quiz inerente i tempi del carcere e, di seguito, c'è stata una sentita testimonianza di Walid, un giovane tunisino ospite attualmente della casa.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L'atmosfera è stata veramente colma dell'interesse e dell'attenzione degli studenti, che hanno anche fatto domande, a Walid e ai rappresentanti dell'associazione.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Quindi un frugale momento di condivisione di uno “spuntino” di metà mattina, una rapida visita al chiostro adiacente la casa, dove un operatore dell'associazione nostra dirimpettaia, il Ce.I..S. Di Lucca, ha potuto raccontarci che tipo di attività di accoglienza viene svolta nella struttura (dipendenza, HIV e problemi legati alla tratta delle persone), e di nuovo ci siamo rituffati nel salone per aprire un racconto/discussione su cosa è il carcere, come se ne parla spesso e come realmente è, almeno sulla base della nostra esperienza ultra ventennale.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"><title></title><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } --> </style> </p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Alla fine il tempo non è bastato per dire tutto quello che avremmo voluto, per raccontare, per rispondere alle mille domande e ci siamo salutati con l'auspicio e la speranza che questo primo incontro possa continuare attraverso altre modalità, come il nostro sito <span style="color: rgb(0, 0, 128);"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.espressioni.info/">www.espressioni.info</a></u></span></span> e la mail <span style="color: rgb(0, 0, 128);"><span lang="zxx"><u><a href="mailto:gruppovolontaricarcere@gmail.com">gruppovolontaricarcere@gmail.com</a></u></span></span> dove aspettiamo di ricevere e pubblicare i commenti e le impressioni degli studenti.</p> <p></p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Un grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questa mattinata e questa esperienza sicuramente particolare per gli studenti.</p> <p style="margin-bottom: 0cm;" align="right">Massimiliano Andreoni</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-5827694302425428650?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-63869177904036909962009-04-18T05:19:00.001+02:002009-05-04T06:03:20.797+02:00La meglio gioventù<div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.laprovinciakr.it/FotoWeb/2005/18/giovani.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 448px; height: 294px;" src="http://www.laprovinciakr.it/FotoWeb/2005/18/giovani.jpg" alt="" border="0" /></a>Anche la nostra associazione ha partecipato nel corso del 2008 al progetto "La meglio gioventù", del Centro Nazionale per il Volontariato.<br /></div>Il progetto aveva l'obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del volontariato, e due ragazze , Marta e Samantha, hanno contattato la nostra associazione e hanno girato un filmato che, assieme a molti altri girati in Toscana in altre realtà associazionistiche, verrà utilizzato a scopo didattico nelle scuole, per avvicinare ancora di più gli studenti alle realtà del volontariato.<br />Vi presentiamo il filmato che racconta della nostra esperienza e che le ragazze hanno voluto intitolare:<br /><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">La Casa degli Spiriti Forti.</span><br /></div></div><div style="text-align: center;"><br /></div><object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-269009c4c03021a3" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAAO3T1daHheEeH3ZcEQIwEb8J9aBLbF9s7pkMM6Bb1gYLdPmRGAaJtFrApKK4qF-3kmbSwMBUb_0MfukUxp3YMrLEHzK0JuM5OWRwRXsTNGTA51D0uPLdFRhfwCzSOWxCV6re_CYIsHctjzJEv9miDoeVDv5usVU_KIskFFkEJk-sQYp9Sx4iBHBQtknNzqJFi_B9dujrqgbqlaIdJvzuDqjIpVmJLDVSftBqb5Mkstxx%26sigh%3DGpXMNaAExq5W7vJ5WPllqMKuB0Y%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;nogvlm=1&amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D269009c4c03021a3%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DRQtjvGQJK2nNDH6Q_y2lRMqU0sE&amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"><param name="bgcolor" value="#FFFFFF"><embed width="320" height="266" src="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAAO3T1daHheEeH3ZcEQIwEb8J9aBLbF9s7pkMM6Bb1gYLdPmRGAaJtFrApKK4qF-3kmbSwMBUb_0MfukUxp3YMrLEHzK0JuM5OWRwRXsTNGTA51D0uPLdFRhfwCzSOWxCV6re_CYIsHctjzJEv9miDoeVDv5usVU_KIskFFkEJk-sQYp9Sx4iBHBQtknNzqJFi_B9dujrqgbqlaIdJvzuDqjIpVmJLDVSftBqb5Mkstxx%26sigh%3DGpXMNaAExq5W7vJ5WPllqMKuB0Y%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;nogvlm=1&amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D269009c4c03021a3%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DRQtjvGQJK2nNDH6Q_y2lRMqU0sE&amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object><br /><br />A Marta, Samanta e a Giacomo Verde che ha collaborato a creare e montare il contributo filmato un grazie di cuore<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-6386917790403690996?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-28882062137578978262009-04-07T00:04:00.002+02:002009-04-07T00:40:36.194+02:00E' iniziato il nuovo corso di formazione del Gruppo Volontari Carcere di Lucca<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0510-703078.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0510-702817.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0507-702751.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0507-702475.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0505-782170.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0505-781892.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0498-781824.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0498-781145.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0492-721915.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0492-721627.JPG" alt="" border="0" /></a>E' iniziato il 23 marzo scorso il nuovo percorso di formazione promosso dalla nostra associazione e finanziato dal Cesvot.<br />Il corso dal titolo: "V.E.L.O.C.E. - Volontariato ed Educazione alla Legalità: un'Occasione da Cogliere con Entusiasmo - Percorso di formazione alla legalità e ai comportamenti della quotidianità, si pone l'obiettivo di approfondire i temi dell'educazione alla legalità e del possibile intervento del volontariato in questo settore.<br />Al corso sono iscritte 22 persone, e si sono già svolti quattro incontri. Nelle immagini potete vedere l'incontro di apertura, con il saluto di Sergio Mura, Presidente della Delegazione del Cesvot di Lucca, Valentina Cesaretti, Assessore al Volontariato della Provincia di Lucca e, Pier Giorgio Licheri, fondatore e volontario del Gruppo Volontari Carcere, docente del primo incontro.<br />Le lezioni si tengono nell'aula didattica della Cooperativa Sociale Giovani e Comunità, a Pieve San Paolo.<br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-2888206213757897826?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-42694041401318307982009-04-06T23:34:00.002+02:002009-04-07T00:01:04.072+02:00 I diritti ??<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.perlapace.it/k-engine/pic/pic.php?1794-1"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 444px; height: 297px;" src="http://www.perlapace.it/k-engine/pic/pic.php?1794-1" alt="" border="0" /></a> <br /><meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"><title></title><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"> <br /></p><p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il SEAC (Coordinamento Enti ed Associazioni di Volontariato Penitenziario) ha ricevuto questa lettera, scritta da un detenuto, che ritiene doveroso inoltrare alle autorità competenti. La lettera, intitolata “ I diritti??” espone in tutta la sua drammaticità la condizione del carcere di Poggioreale, in cui la persona si trova ristretta. Riteniamo ci sia poco da aggiungere alle parole ed alle situazioni esposte, rispetto alle quali il Volontariato può solo dare voce, come fa da sempre, a chi si trova in carcere, per ribadire che i diritti costituzionali sono ineliminabili, irrinunciabili, imprescindibili così come enunciato dalla Carta Costituzionale per qualsiasi uomo, a qualunque circostanza o situazione sia soggetto. Lo stesso Ministro Alfano, parlando delle carceri, ha dichiarato che “talvolta siamo fuori dal principio costituzionale dell’umanità " riferendosi al sovraffollamento, che è certamente causa di gravissimi problemi che si determinano in qualsiasi istituto con forti eccessi di presenze, ma non l’unica ragione delle condizioni di vita degradanti sotto descritte. Non abbiamo la possibilità diretta di verificare che lo stato delle cose esposte sia realmente come descritto. Auspichiamo quindi un interessamento del Ministro e di tutti i Referenti per competenza e responsabilità istituzionale affinchè l’art. 27 comma 3 della Costituzione “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” sia una pratica reale, un comune progetto di tutti gli attori del mondo dell’esecuzione penale di rendere più umana la condizione di privazione della libertà. <br /></p><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: right;"> <span style="font-weight: bold;">Elisabetta Laganà, Presidente SEAC</span> <br /></div> <br /> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-weight: bold;"> <span style="font-style: italic;"> <br /> <br />Napoli: io, detenuto a Poggioreale, tra violenza topi e degrado </span></span> <br /> <br />Tentato furto. È questa la mia colpa. Una colpa che mi ha portato per 10 mesi nel carcere Poggioreale di Napoli, padiglione Milano. 10 mesi detenuto, non perché condannato, ma perché in attesa di giudizio. Poi, finalmente, l'udienza. La condanna e gli arresti domiciliari. Assurdo? No, a Napoli è normale. D'altra parte i giudici a Napoli stanno rovinati come noi detenuti. Noi non abbiamo le medicine? E loro non c'hanno neanche le penne. Così come è normale che a Napoli esista un posto come Poggioreale. Non un carcere, ma un inferno. Io sono stato rinchiuso in una cella di 5 mq insieme ad altri 9 detenuti. Tutti in attesa di giudizio e diversi anche innocenti. I letti a castello a tre piani occupavano quasi tutto lo spazio. E anche mangiare era un problema, non sapendo dove sederci. Inoltre la nostra era "nà cella rotta" come diciamo a Napoli. Vecchia e rovinata, come la maggior parte di quelle di Poggioreale. Con i muri senza intonaco, i buchi sul pavimento, piena di muffa e ruggine. Anche la finestra non si chiudeva e noi stavamo sempre al freddo. Ma a Poggioreale c'è altro. E quest'altro è la violenza. Gli agenti menano una media di 20 detenuti al giorno. C'è sempre chi prende calci <br />e pugni. Per le botte, a Poggioreale, non c'è un giorno di festa. Anzi il sabato e la domenica è peggio, perché tra gli agenti c'è chi si ubriaca e quella violenza aumenta senza freno e senza controllo. Si viene menati per nulla, anche solo per aver chiesto l'aiuto del medico. È successo a un mio compagno cella. Aveva mal di denti e ha chiesto di poter andare dal medico. Dopo un po' sono arrivati gli agenti e lo hanno fatto uscire dalla cella. Ma non lo hanno portato dal mendico. L'hanno menato e poi l'hanno fatto tornare in cella. Le botte. Quella è stata la cura che gli hanno dato per il mal di denti! Ormai sono abituati così. Il 14 gennaio, per esempio, con un sacerdote stavamo facendo catechismo in una stanzetta del piano terra. Dopo un po', abbiamo sentito le urla di un detenuto che stava nella stanza accanto. Urla che noi sappiamo riconoscere. Erano le urla di chi veniva picchiato. Impauriti, abbiamo chiesto al sacerdote di intervenire. Ma lui ha <br />fatto finta di nulla. Non siamo più andati a catechismo. A Poggioreale, oltre alla violenza, ci sono anche altre forme di repressione. Per esempio quando camminiamo per il corridoio, ci sono degli agenti che ci impongono di stare con le mani dietro la schiena e con lo sguardo a terra. Un'umiliazione che devi subire in silenzio perché sai altrimenti cosa ti può capitare! A Poggioreale ti scoppia la testa e rischi di perde il controllo, anche perché accadono cose assurde. Come quando, poco prima di uscire, sono sceso in infermeria per prendere delle medicine. È successo che, mentre ero lì ad aspettare, ho visto l'infermiere che ha aperto un armadietto e si è trovato di fronte un topo grande come un gatto. Non <br />sapevo cosa pensare. Se c'era un topo nell'infermeria cosa poteva esserci in cucina? Poi c'è la pena per i nostri familiari. Moglie e madri che per fare un colloquio con noi devono aspettare 7 ore. 7 ore per un incontro che dura circa 40 minuti. È brutto sentire che tua moglie si è messa infila fuori dal carcere alle 4 di attina. È brutto sentirle dire che è stata perquisita facendole abbassare anche le mutande. È una cosa vergognosa e ingiusta. Come ingiusto è fare il colloquio in uno stanzone con altre 20 persone che urlano per poter parlare e con l'agente che, appena provi ad abbracciare tuo figlio, ti dice: "stai seduto!". Spesso all'ora d'aria <br />discutiamo di quello che abbiamo letto su Radiocarcere. Ci interroghiamo sulla giustizia e sul carcere. Spesso ci domandiamo: se Poggioreale è illegale, come può insegnarci la legalità? Tentato furto, è la mia colpa. Una colpa che è giusto che io paghi. Ma qual è la colpa di chi può fermare questo degrado, ma non fa nulla? </div><div style="text-align: right; font-weight: bold;"><div style="text-align: justify;"> <br /> <br /> <br /> <br /></div> </div><p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify" lang="en-GB"> <br /></p> <div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-4269404140131830798?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-60020312821903610862009-03-29T12:06:00.001+02:002009-05-25T12:29:28.757+02:00Anche il Gruppo Volontari Carcere ha preso parte al Forum dei diritti<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti02-771656.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 223px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti02-771648.jpg" alt="" border="0" /></a><br />Ieri, 28 Marzo, all'interno del "Forum dei diritti", i ragazzi delle classi terze e quarte del Liceo scientifico "Vallisneri" di Lucca hanno incontrato le associazioni di volontariato. L'iniziativa, organizzata dal gruppo di giovani "Liberamente" - nato dal progetto "Scuola e volontariato" in Toscana (promosso dal Centro Nazionale per il Volontariato, col sostegno del Cesvot) - si è aperta con la proiezione del video "Conoscere per cooperare". Sono poi seguiti, due laboratori, cui hanno partecipato sia gli studenti sia le quindici associazioni coinvolte, che hanno affrontato altrettanti temi (dalla cooperazione ai temi dei diritti).<br /></div><div style="text-align: center;"><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0558-751711.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0558-751395.JPG" alt="" border="0" /></a><br /></div><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;">Queste le associazoni coinvolte al Forum: Emergency, Amnesty International, Manitese, Sant'Egidio, Anfass, Gruppo Volontari Carcere, Arci-Gay, La Luna, Equinozio, Legambiente, Croce Verde, Aido, Gvai, Shalom e Lucca Tuareg.</p><p style="text-align: center;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0553-799793.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0553-799477.JPG" alt="" border="0" /></a></p><p style="text-align: justify;">La nostra associazione ha partecipato al laboratorio "I diritti in carcere", al quale, in due sessioni di due ore ciascuna, hanno partecipato con interesse oltre 60 studenti e studentesse.<br /></p><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-6002031282190361086?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/00197212552648245208noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-16441900548586148312009-03-27T07:12:00.001+01:002009-04-28T14:40:56.221+02:00Se ti conosco non ti evito<h3 class="post-title entry-title"> <a href="http://camper-sicurezza.blogspot.com/2009/03/se-ti-conosco-non-ti-evito.html"><br /></a> </h3> <a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VmJVkIcBRMg/ScogKF_vbrI/AAAAAAAAAEQ/chmb-Nvlz3c/s1600-h/camper.logo.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 397px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VmJVkIcBRMg/ScogKF_vbrI/AAAAAAAAAEQ/chmb-Nvlz3c/s400/camper.logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317097667844599474" border="0" /></a><br /><br />Vi presentiamo questo progetto del quale la nostra associazione, il Gruppo Volontari Carcere, è partner e vi invitiamo al convegno di presentazione che si terrà il 27 marzo 2009 a partire dalle ore 15.00 a Palazzo Ducale a Lucca.<br />Il progetto è promosso dal <a style="font-weight: bold;" href="http://www.centrovolontariato.net/">Centro Nazionale per il Volontariato</a> su finanziamento dell'<span style="font-weight: bold;">Osservatorio nazionale per il volontariato - Ministero della Solidarietà Sociale</span>, si propone di offrire uno spazio (un camper itinerante), mobile, colorato e ben visibile a tutti, cittadini ed istituzioni, per raccogliere le istanze di tutti coloro che vi si vorranno rivolgere, diventando quindi il <span style="font-style: italic;">'Camper Osservatorio itinerante della Sicurezza'.</span><br /><br />Partendo dal presupposto che per promuovere la sicurezza c’è bisogno di una partecipazione attiva della comunità locale, dei cittadini che direttamente si fanno protagonisti di azioni tese al miglioramento del livello di informazione, della qualità urbana, e all’abbassamento dei livelli di conflittualità, il camper diventa un luogo di incontro, di scambio, di festa, per parlare, discutere e capire che cosa realmente fa paura ai cittadini lucchesi e che cosa, al contrario, aiuta la convivenza civile, in un clima di pace e di sicurezza.<br /><br />Il camper, da aprile a dicembre 2009, circolerà per le vie, le piazze della piana di Lucca, a volte annunciato, a volte a sorpresa, ed è a disposizione di tutti, cittadini, gruppi formalizzati ed informali, associazioni, enti, istituzioni e tutti coloro che vorranno collaborare e fare con noi un giro in mezzo alla gente.<br /><br /><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">Programma del convegno di presentazione<br /><br /></span><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);">Lucca, 27 marzo 2009 - ore 15</span><br /><span style="font-weight: bold;">Sala di Rappresentanza</span><br /><span style="font-weight: bold;">Provincia di Lucca</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_VmJVkIcBRMg/ScohyH5_AyI/AAAAAAAAAEg/gMJiDagcWas/s1600-h/banner.convegno.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 182px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_VmJVkIcBRMg/ScohyH5_AyI/AAAAAAAAAEg/gMJiDagcWas/s400/banner.convegno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317099455063720738" border="0" /></a><br /><br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">PROGRAMMA</span><br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">ore 15.00</span><br />Saluto Autorità</span><br /><br /><span style="font-weight: bold;">Stefano Baccelli</span>, Presidente Provincia di Lucca<br /><span style="font-weight: bold;">Angelo Monticelli</span>, Assessore Politiche Sociali Comune di Lucca<br /><span style="font-weight: bold;">Luca Menesini</span>, Assessore Politiche Sociali Comune di Capannori<br /><span style="font-weight: bold;">Valentina Cesaretti</span>, Centro Nazionale per il Volontariato<br /><br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0); font-style: italic;">ore 15.30</span><br /><br />Presentazione della giornata e del progetto<br /><span style="font-style: italic;">“Promuovere un patto per la qualità della convivenza”</span><br /><span style="font-weight: bold;">Mario Regoli</span>, Assessore Politiche Sociali Provincia di Lucca<br /><br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0); font-style: italic;">ore 15.40</span><br /><br /><span style="font-style: italic;">Esperienze e pratiche di costruzione di comunità</span><br />Il contributo del Ce.I.S. a Lucca<br /><span style="font-weight: bold;">Don Bruno Frediani</span>, Ce.I.S. - Gruppo Giovani e Comunità Lucca<br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);">ore 16.20</span><br /><br /><span style="font-style: italic;">Come coniugare senso di sicurezza e gestione dei conflitti</span><br />L'esperienza fiorentina<br /><span style="font-weight: bold;">Giuseppe Maglione</span>, Associazione L'altro diritto<br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);">ore 17.10</span><br /><br /><span style="font-style: italic;">La cultura del pianerottolo</span><br />Un progetto innovativo nei quartieri popolari di Livorno<br /><span style="font-weight: bold;">Cinzia Simoni</span>, Arci Livorno<br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);">ore 17.50</span><br /><br />Presentazione progetto<br /><span style="font-style: italic;">“Se ti conosco non ti evito” (è arrivato un camper carico di...)</span><br /><span style="font-weight: bold;">Massimiliano Andreoni</span>, Centro Nazionale per il Volontariato<br /><br /><span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);">ore 18.20</span><br /><br />Dibattito e conclusioni<br /><span style="font-weight: bold;">Mario Regoli</span>, Assessore Politiche Sociali Provincia di Lucca<br /><br /><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Aperitivo equo e solidale<br /><br /><br /></span><div style="text-align: left;"><p><a href="http://www.centrovolontariato.net/iniziative/2009/camper/index.html#0"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_giallo.gif" width="20" align="absmiddle" border="0" height="20" /> presentazione</a><a href="http://www.centrovolontariato.net/index.htm"><br /> </a><br /> <a href="http://www.centrovolontariato.net/iniziative/2009/camper/index.html#1"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_arancione.gif" width="20" align="absmiddle" border="0" height="20" /> programma</a><br /> <br /> <a href="http://www.centrovolontariato.net/iniziative/2009/camper/depliant_camper_convegno_fronte.pdf"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_arancio.gif" width="20" align="absmiddle" border="0" height="20" /> depliant fronte </a><br /> <br /> <a href="http://www.centrovolontariato.net/iniziative/2009/camper/depliant_camper_convegno_retro.pdf"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_fucsia.gif" width="20" align="absmiddle" border="0" height="20" /> depliant retro </a><br /> <br /> <a href="http://camper-sicurezza.blogspot.com/" target="_blank"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_viola.gif" width="20" align="texttop" border="0" height="20" /> il blog</a><br /> <br /> <a href="http://www.centrovolontariato.net/iniziative/iscrizione.php"><img src="http://www.centrovolontariato.net/img_page/bottone_violetto.gif" width="20" align="absmiddle" border="0" height="20" /> scheda iscrizione</a></p></div><div class="post-footer"><br /></div><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-1644190054858614831?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-32786102605909774962009-03-12T05:54:00.001+01:002009-03-12T05:54:48.794+01:001^ giornata diocesana di riflessione sulle obiezioni di coscienza e sulla nonviolenza<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.giovaniecomunita.it/blog/uploaded_images/1%5E-giornata-diocesana-odc-e-nonviolenza-lato-A-780653.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 199px; height: 400px;" src="http://www.giovaniecomunita.it/blog/uploaded_images/1%5E-giornata-diocesana-odc-e-nonviolenza-lato-A-780636.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><br /><p> <br /> </p><p style="text-align: justify;">La Commissione Giustizia e Pace della diocesi propone una prima giornata diocesana di riflessione sulle obiezioni di coscienza e la nonviolenza. Si svolge sabato 14 marzo dalle 15.30 a Lucca presso la Sala Mario Tobino (Palazzo Ducale). Vuole essere una prima proposta per tornare a parlare di obiezioni, coscienza e nonviolenza per la costruzione della pace. Oltre a varie testimonianze interverrà il prof. Pierluigi Consorti (docente di diritto canonico presso l’Università di Pisa e, nello stesso ateneo, docente nel corso di laurea in Scienze della Pace e direttore del Master in Gestione dei Conflitti Interculturali e Interreligiosi) sul tema: <<il>><br /><br />Il programma:<br />L’incontro si terrà sabato 14 marzo 2009, dalle 15.30 alle 19, presso la Sala Mario Tobino (Palazzo Ducale-Lucca):</il></p><div style="text-align: justify;"> </div><ul style="text-align: justify;"><li>ore 15.30 Saluto dell’Arcivescovo mons. Italo Castellani e del Presidente della Provincia</li><li>ore 16,00 testimonianze di Obiettori di Coscienza e di Volontari del Servizio Civile Nazionale</li><li>ore 17.30 Intervento del Prof. Pierluigi Consorti su «Il Servizio Civile di domani: assistenza sociale o difesa nonviolenta?»</li><li>Seguirà dibattito.</li></ul><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;">L’iniziativa è organizzata dalla Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Lucca in collaborazione con: Provincia di Lucca, Scuola della Pace, Centro Nazionale del Volontariato; gode del patrocinio del Comune di Lucca e del Comune di Capannori.</p><p style="text-align: justify;">Aderiscono: Anffas onlus di Lucca, Arci Servizio Civile Lucca, Caritas diocesana, Ce.I.S Gruppo "Giovani e Comunità", Coordinamento Zonale Misericordie di Lucca, Giovani e Comunità Cooperativa Sociale, Gruppo Volontari Carcere, Gruppo Volontari Accoglienza Immigrati, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; Ufficio Missionario diocesano.<br /><br />Per info: <a href="mailto:giustiziaepace@diocesilucca.it">giustiziaepace@diocesilucca.it</a>; cell. 3392924708.</p><div style="text-align: justify;"> </div><p style="text-align: justify;">Puoi scaricare il <a href="http://www.diocesilucca.it/documenti/giornata_obiezione_2009.pdf">manifesto dell'iniziativa</a>.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-3278610260590977496?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-85991415178968376242009-02-22T23:56:00.004+01:002009-02-23T00:15:38.205+01:00V.E.L.O.C.E. - Corso di formazione su volontariato ed educazione alla legalità<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/locandina-jpg-751843.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/locandina-jpg-751839.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><br /><div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"></span><br /></div><br /><br /><div style="text-align: justify;">Cari amici, finalmente ci siamo, il 23 marzo partirà il corso "V.E.L.O.C.E. - Volontariato ed Educazione alla Legalità: un'Occasione da Cogliere con Entusiasmo" - Percorso di formazione alla legalità e ai comportamenti della quotidianità.<br /><br />Il corso, progettato dalla nostra associazione, si svolgerà grazie al finanziamento del Cesvot, al contributo della Provincia, ed alla collaborazione di tante realtà pubbliche e private del nostro territorio.<br /><br />L’educazione alla legalità ha per oggetto: la natura e funzione delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l'esercizio dei diritti di cittadinanza.<br /><br />Educare alla legalità significa elaborare e diffondere un'autentica cultura dei valori civili. Si tratta di una cultura che intende il diritto come espressione del patto sociale, indispensabile per costruire relazioni consapevoli tra i cittadini e tra questi ultimi e le istituzioni; consente l'acquisizione di una nozione più profonda ed estesa dei diritti di cittadinanza, a partire dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità; aiuta a comprendere come l'organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche; sviluppa la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza, non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette".<br /><br />Il rispetto delle leggi non comporta tuttavia un atteggiamento acritico e passivo, ma nasce dalla consapevolezza che, se ingiuste o non più rispondenti alle esigenze del momento, regole, norme e leggi possono essere modificate.<br /><br />Infatti, educare alla legalità vuol dire in primo luogo praticarla: le regole non devono essere presentate come puri comportamenti obbligatori, ma devono essere vissute con consapevolezza e partecipazione.<br /><br />Per recuperare e per affermare il valore della cultura della legalità, occorre promuovere il concetto di cittadinanza fondato: sulla coscienza di due principi essenziali: quello del "diritto" e quello del "dovere", sul rispetto dell'altro, delle regole e delle leggi.<br /><br />La nostra associazione impegnata da 20 anni sul fronte del carcere e dell’area della giustizia, da sempre si è attivata a favore degli ultimi, ultimi che sovente, soprattutto oggi, sono anche coloro che violano le norme. Con questo corso ci proponiamo di osservare il problema del rispetto della legalità da molteplici punti di vista: quello del detenuto ma anche quello della vittima, quello di chi reclama diritti ma anche quello di coloro che chiedono il rispetto dei doveri, di facilitare la partecipazione responsabile alla vita sociale, sviluppando la concezione del diritto come espressione del patto sociale, valorizzando la nozione di interesse comune.<br /><br /><br />Gli incontri, che prevedono lezioni frontali, lavori di gruppo, simulate, role playing, ecc., saranno condotti da esperti del settore, in grado di fornire tutti i contenuti utili all’approfondimento ed offriranno ai partecipanti l’occasione per condividere esperienze personali particolarmente arricchenti.<br />Per iscriversi è sufficiente scaricare il volantino che trovate qui sotto ed inviare il form di iscrizione al numero di fax 1786003376. Per informazioni telefonare alla segreteria al numero 3491067623.<br /></div><br /><br /><a href="http://www.espressioni.info//Volantino%20V.E.L.O.C.E..pdf">Download volantino e scheda di iscrizione</a><br /><br /><div style="text-align: center;"><br /></div><br /><br /><a href="http://www.espressioni.info//Locandina%20V.E.L.O.C.E..pdf">Download locandina</a><br /><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/volantino-fronte-jpg-790746.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/volantino-fronte-jpg-790740.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/volantino-retro-jpg-725482.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 282px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/volantino-retro-jpg-725477.jpg" alt="" border="0" /></a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8599141517896837624?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-70584589505413128742009-02-14T04:17:00.000+01:002009-02-22T04:20:53.168+01:00Festa annuale del Servizio Civile Nazionale - Un dono che serve<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/un-dono-che-serve-707119.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 292px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/un-dono-che-serve-707116.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"></span><br /></div><br /><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><br /></div><br />La festa annuale del Servizio Civile Nazionale, celebrata quest'anno in coincidenza dell'ottavo della legge istitutiva del Servizio Civile in forma volontaria (n° 64 del 6 marzo 2001), prevede quale prima manifestazione la "Settimana di donazione del sangue dei volontari in Servizio Civile", organizzata dall'UNSC in collaborazione con il Coordinamento CIVIS (Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas, Fratres) e con il Centro Nazionale Sangue dal 2 all'8 marzo, con la visita alle autoemoteche collocate in adiacenza di palazzi Governativi Nazionali e Regionali, con conferenza stampa che si terrà il 26 febbraio, alle ore 12.00, presso Palazzo Chigi e quale seconda manifestazione la promozione del progetto "Amicus" che sarà annunciato con una conferenza stampa, prevista per il 5 marzo p.v. a Palazzo Chigi.<br />Amicus è un progetto pilota che l'UNSC si è aggiudicato, partecipando ad un bando della Commissione Europea, è destinato a 21 volontari italiani che avranno la possibilità di trascorrere 6 mesi in paesi partners europei: Francia, Spagna, Germania, Polonia, Cipro, facendo un'esperienza di servizio civile in un contesto di volontariato europeo.<br />A conclusione delle manifestazioni celebrative, il 28 marzo p.v. dalle ore 10.00 i volontari del Servizio Civile saranno ricevuti in udienza dal S.S. Benedetto XVI.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-7058458950541312874?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-39239813567503218842009-02-13T04:23:00.006+01:002009-02-23T00:34:48.967+01:00Progetto "Uno, nessuno, centomila"<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Logonuovo-2001gr_-782684.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 229px;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Logonuovo-2001gr_-782646.jpg" alt="" border="0" /></a> <br /><div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"></span> <br /></div><div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"></span> <br /></div> <br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Logonuovo-2001gr-752786.jpg"></a><meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"><title></title><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0cm; text-align: justify } P.western { font-family: "Arial", sans-serif; font-weight: bold } P.cjk { font-weight: bold } P.ctl { font-family: "Arial", sans-serif; font-size: 10pt; font-weight: bold } --> </style> <p class="western" align="justify"><span style="font-family:Arial,sans-serif;"><span style="font-size:100%;"><b></b></span></span></p><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"> <br /></div>Il Gruppo Volontari Carcere vuole ringraziare la Fondazione Banca del Monte che nell’anno 2008 ha inteso riconoscere la bontà e le finalità del progetto “Uno, nessuno centomila”, finanziandolo con la somma di 10.000 €. <br />Il progetto si proponeva di incentivare l’apporto di personale educativo al fine di poter riprendere ed implementare ciò che fin qui è stato fatto. Il contributo ci ha permesso di attivare una serie di figure educative capaci di dialogare e di fare da raccordo fra il personale socio-educativo della struttura penitenziaria e quello socio-educativo del territorio di riferimento e di offrire un miglior servizio agli ospiti della Casa di accoglienza San Francesco. <br />L'obiettivo che stiamo cercando di raggiungere è quello di dare sostegno alle buone pratiche e alle politiche di rete educativa volta al sostegno sociale dei detenuti e dei detenuti neoscarcerati italiani e stranieri, al fine di costituire progetti personalizzati di reinserimento sociale sinergici fra le differenti realtà socio-educative che accompagnino i soggetti in carico dalla fase di prima entrata in struttura penitenziaria e che ci contattano tramite lettera, alla fase di uscita sul territorio e reinserimento nel tessuto locale o in quello di provenienza. <br />L’associazione ringrazia la Fondazione per la generosità. </div><div style="text-align: center;"> <br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-3923981356750321884?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-77717488148818943652009-02-01T19:12:00.001+01:002009-02-01T19:14:54.462+01:00Giocattoli, colori e coccole Milano, prove di vita normale<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ristretti.it/areestudio/affetti/bambini/mostra_camera/01.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 320px;" src="http://www.ristretti.it/areestudio/affetti/bambini/mostra_camera/01.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><h3></h3><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;"></span><br /><span style="font-weight: bold;"></span></div><span style="font-weight: bold;">Un giorno dentro l'Icam, l'unica struttura italiana per detenute con figli. L’incubo per le madri è il terzo compleanno dei bimbi e l’addio: «Cerco di non pensarci, ma non ci riesco» </span><br /><div style="text-align: right;"><br /><span style="font-weight: bold;">di Roberto Rizzo</span><br /></div><br />MILANO — Le pareti sono dipinte di giallo, gli arredamenti sono etnici, i giocattoli sparsi ovunque. In cortile, in attesa della bella stagione, sono parcheggiate alcune automobiline a pedali e in un angolo c'è un cavallo a dondolo di plastica. «Tutto è stato studiato per trasmettere ai bambini un ambiente più caldo e familiare possibile», spiega l'ispettore Stefania Conte, una bella ragazza mora che arriva dal Sud Italia. È lei che dirige l'Icam (acronimo che sta per Istituto a custodia attenuata per detenute madri) in via Macedonio Melloni a Milano, zona elegante e semicentrale nella parte est della città. Nato nell'aprile 2007 grazie a un progetto dell'Amministrazione penitenziaria della Lombardia, Provincia e Comune di Milano, l'Icam è l'unica struttura del genere in Italia. Una prigione per madri detenute che non sembra un carcere. Qui gli agenti di polizia penitenziaria (13 tra uomini e donne) vigilano discreti in borghese. Per i corridoi non ci sono sbarre, così come non ce ne sono a chiudere le camere da letto (cinque). L'unica porta che rimane chiusa è quella d'ingresso. Le protezioni sono solo alle finestre, in ferro battuto dai ghirigori tipici dei palazzi d'epoca, come si usa negli appartamenti che sono al pian terreno di un edifico. Più per proteggersi da intrusioni esterne che per impedire la fuga anche se, da aprile 2007 a oggi, un tentativo di evasione, riuscito, c'è stato. Ma dopo 24 ore la fuggitiva è rientrata spontaneamente. Al momento l'Icam ospita otto detenute e 9 bambini (la capienza massima è di 16 detenute e altrettanti piccoli. Il tempo di permanenza medio è di un anno e sei mesi). Cinque sono italiane di etnia rom, poi una tedesca, una romena e una marocchina. «Cerchiamo di fare vivere i bambini e le loro madri come se fossero in una casa normale con una vita normale, cosa che tante di loro non hanno all'esterno», dice l'ispettore Conte. Al mattino la sveglia è alle 8. Entro le 9 i bimbi devono essere pronti, bagno e colazione, per essere portati (da volontari di Telefono Azzurro e altre associazioni) all'asilo nido. «Frequentano tutti la stessa scuola e per ora non ci sono stati problemi d'inserimento. In giugno, alla festa di fine anno, due detenute hanno avuto il permesso di parteciparvi». Mentre i piccoli sono al nido, le madri si dedicano alle faccende domestiche: «Ogni donna si occupa della pulizia della propria stanza e, a turno, delle parti comuni». Che sono la sala tv, la ludoteca, la cucina, i bagni. Tutto è tirato a lucido e l'ambiente profuma di sapone come fosse una pubblicità. Per le detenute c'è anche la possibilità di seguire corsi scolastici o di pasticceria. «Alle 15.30 i bambini rientrano dall'asilo, un'ora dopo c'è la merenda, alle 18 la cena. La sera ogni mamma addormenta il suo bambino e spegne la luce quando crede. L'assistenza medica è garantita tutti i giorni, il pediatra una volta la settimana se non ci sono urgenze. «Sono detenute che si trovano in una situazione privilegiata rispetto al resto d'Italia», dice don Gianfranco, il prete che visita quotidianamente l'Icam insieme a un ministro del culto dei Testimoni di Geova. «Infatti — continua don Gianfranco —, la loro preoccupazione principale non è per i bambini che stanno con loro qui dentro, che nel complesso vivono un'esistenza serena e quasi normale, ma per gli altri figli rimasti fuori». Come Monica, una sinti di 30 anni del campo nomadi di Garbagnate (Milano), reclusa con Jessica di un anno e nove mesi. «Ma io penso agli altri tre miei bambini che ora vivono con i nonni». Monica è all'Icam da un mese, furto in abitazione. «Ma io sono innocente, lo giuro. Pago per mia sorella. Ai miei figli più grandi, che hanno 9 e 8 anni e vengono a trovarmi ogni domenica, ho detto che sono qui per lavorare». Anche se le pareti sono tinte di giallo e i mobili ricordano Paesi lontani, all'Icam la legge è uguale per tutti e lo spettro per ogni madre detenuta è lo stesso che in qualsiasi altro carcere italiano: essere separata dal proprio bambino. Succede, per legge, al compimento del terzo anno d'età del pargolo. La madre rimane dentro a scontare la pena, i piccoli vanno in affido all'esterno. Un trauma che il primo marzo vivrà Sara, in prigione per furto, il marito in carcere a San Vittore, quando festeggerà il terzo compleanno di sua figlia Monica: «Cerco di non pensarci ma ci penso sempre. Siamo qui insieme da un anno e sei mesi. Lei è serena, ma poi? Ogni tanto ho il permesso di mandarla il weekend dai nonni, ai quali verrà affidata. Deve abituarsi. Al contrario dei bimbi che hanno una vita normale, lei i nonni li conosce solo ai colloqui della domenica. Grazie a Dio io uscirò in giugno. Ho sbagliato, ho commesso un reato e sto pagando, ma la legge sa essere davvero molto crudele».<br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">Corriere della Sera, 01.02.2009</span></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-7771748814881894365?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-85390066779249419802009-02-01T19:06:00.003+01:002009-02-23T00:33:02.153+01:00Bambini condannati. Al carcere<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.paceediritti.it/wcm/pace_diritti/sezioni/diritti_europa/articoli_diritti/donne_carcere/donna_madre_carcere.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 182px; height: 135px;" src="http://www.paceediritti.it/wcm/pace_diritti/sezioni/diritti_europa/articoli_diritti/donne_carcere/donna_madre_carcere.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><h3></h3><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><br /></div><span style="font-weight: bold;">Le norme Sono scritte nel regolamento penitenziario, ma gli asili sono pochi 59 in cella con le madri detenute, 36 stanno per nascere.</span> <span style="font-weight: bold;">A 3 anni affidati ai parenti. «Legge non applicata»<br /><br /></span><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">di </span><span style="font-weight: bold;">Roberto Rizzo</span></div></div><h2></h2> <p> <b> <table style="width: 6px; height: 46px;" class="foto-h-left" align="left"> <tbody><tr> <td><br /></td> </tr> <tr> <td><br /></td> </tr> </tbody></table></b></p><div style="text-align: justify;">I più fortunati, si fa per dire, hanno qualche giocattolo, magari anche un lettino vero, invece della branda dove dormire e una parete colorata. Gli altri, i più, sono trattati come gli adulti. Stanno dentro una cella, imparano il linguaggio carcerario («Andare all'aria», «Arriva la matricola» sono frasi che presto diventano familiari), vivono secondo i tempi e i ritmi della prigione. Sono i bambini detenuti negli istituti di pena italiani. Figli di madri finite dentro per reati che sono sempre gli stessi, furto o spaccio di droga. Piccoli che vanno dalla settimana di vita fino ai 3 anni. Poi, il giorno del loro terzo compleanno, spente le candeline, vengono tolti alle mamme (lo prevede la legge) e affidati alla famiglia, se c'è, oppure a qualche comunità che li ospiterà fino a quando la madre non avrà scontato la sua pena. Il numero dei bambini detenuti, incredibile, non è certo: «Al momento dovrebbero essere 70, ma il dato è ufficioso. Quello ufficiale, fornito dal ministero della Giustizia e fermo al 30 giugno 2008, dice che sono 59», spiega Riccardo Arena, un avvocato romano che da sei anni ha abbandonato la professione per dedicarsi al mondo dei detenuti e conduttore di «Radiocarcere», programma di Radio Radicale oltre che rubrica sul quotidiano Il Riformista. «Quei bambini sono pochi per interessare davvero a qualcuno». Lo dice l'ex ministro delle Pari Opportunità Anna Finocchiaro, attuale capogruppo al Senato per il Partito Democratico, che nel 2001 fece approvare una legge a suo nome. Norma che prevede che «le condannate madri di prole di età non superiore ad anni 10, se non esiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti…», abbiano la possibilità di espiare la condanna in strutture che non siano il carcere. Intento lodevole, peccato che, otto anni dopo, la legge Finocchiaro non ha ancora trovato applicazione. E i bimbi rimangono in carcere. Se n'è ricordato anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano quando, recentemente, ha promesso: «Un bambino non può stare in cella. Approveremo una riforma dell'ordinamento carcerario che consenta di far scontare la pena alle mamme in strutture dalle quali non possano scappare ma che non facciano stare in carcere il bambino». Belle parole. Peccato che in tutta Italia di queste strutture ce ne sia soltanto una, a Milano. Nell'attesa, i piccoli carcerati devono accontentarsi del Regolamento penitenziario che all'articolo 19 dice: «Presso gli istituti o sezioni dove sono ospitate madri con bambini sono organizzati, di norma, appositi reparti ostetrici e asili nido. Le camere dove sono ospitate madri con i bambini non devono essere chiuse affinché gli stessi possano spostarsi all'interno del reparto o della sezione. Sono assicurate ai bambini all'interno degli istituti attività ricreative e formative proprie della loro età». Sarà così? Non proprio. «In Italia sono solo sedici gli asili nido allestiti all'interno di istituti di pena — afferma Arena —. Ma siamo sempre dentro un carcere, tra ogni genere di detenute, urla e rumori. Non è certo l'ambiente adatto a dei bimbi, talvolta neonati». Le storie di questi piccoli prigionieri sono tutte uguali. Per esempio, quella denunciata in questi giorni da Maria Grazia Caligaris, consigliere socialista della Regione Sardegna. È la storia di Josephine, una bimba nigeriana di un anno e dieci mesi «ancora dietro alle sbarre con la madre, incinta di 7 mesi e detenuta per droga, nel carcere Buoncammino di Cagliari». «Non solo Josephine deve stare in prigione ma non ha neppure ottenuto il permesso di frequentare l'asilo», aggiunge Caligaris. «Il carcere riproduce le stesse disuguaglianze della società. I bambini restano in cella perché, nella maggior parte dei casi, sono figli di donne straniere che non hanno niente, nemmeno un avvocato che le tuteli», dice Anna Finocchiaro. Secondo l'ex ministro, la soluzione sarebbe nelle mani dei Comuni: «Basterebbe pescare nel loro patrimonio immobiliare per creare centri di accoglienza dove far scontare a queste donne la pena ma permettendo loro di vivere con i figli in ambienti più simili a una casa che a una prigione». Se per un adulto la detenzione può essere un trauma, immaginiamo quello che rappresenta per un bimbo. Lo racconta una donna italiana, trent'anni, di cui cinque trascorsi nel carcere romano di Rebibbia, uno degli istituti dotati di una sezione Nido, insieme a sua figlia Chiara: «Quando sono stata arrestata la bimba aveva solo cinque mesi. In prigione Chiara ha subito risentito dello spazio chiuso, della mancanza di un ambiente familiare. Ha smesso di sorridere e ha iniziato a piangere in continuazione. È stata male diverse volte, ricoverata in ospedale sempre da sola perché noi mamme detenute non possiamo seguire i nostri piccoli in ospedale. È rimasta muta fino a due anni e mezzo». Fino a quando non è tornata ad essere una bambina libera. In mancanza delle istituzioni, proprio a Roma, a Rebibbia, è attivo da 15 anni il progetto «Crescere e giocare insieme». A portarlo avanti è un gruppo di volontari organizzato da Leda Colombini, femminista della prima ora, ex deputato Ds. «Il giorno di Natale, quando abbiamo fatto la festa, c'erano 21 madri detenute con i loro figli: due africane, tre italiane e le altre di etnia rom. Vivono nella sezione nido, dove si è cercato di dare una condizione più attenuata del carcere, con un giardinetto e dei giochi. Ma è sempre un ambiente ristretto, sottoposto alle regole del penitenziario». L'iniziativa principale del progetto Colombini è «ogni sabato portare fuori, dal mattino alla sera, i bambini detenuti per far vivere ad ognuno di loro una giornata normale. D'estate al mare, d'inverno in montagna o in piscina. I piccoli hanno la possibilità di scatenarsi fisicamente, cosa che in carcere non è permessa. Rinunciano volentieri al sonnellino pomeridiano pur di non perdersi qualche ora di gioco». L'altra attività dei volontari consiste nel portare i bimbi di Rebibbia all'asilo esterno: «Abbiamo ottenuto un pulmino dal Comune per portarli in tre nidi della zona. Sono bambini che fanno tenerezza, molto meno capricciosi dei loro coetanei». Di loro colpisce lo sguardo: «È diverso perché è uno sguardo che sbatte sempre contro un muro e, infatti, la creatività di questi bambini è molto limitata». Leda Colombini ha presentato una proposta di legge che ha consegnato in Parlamento. Per ora nessuna risposta.<br /><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">Corriere della Sera, 01.02.09</span><br /></div></div><p></p><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;"><br /></span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8539006677924941980?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-37423974067866734382008-07-07T03:34:00.002+02:002008-07-07T03:44:35.621+02:00La pena certa e il collasso delle regole civili<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/scagl-1-737318.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/scagl-1-737303.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"> <span style="font-weight: bold;"><br /><br />DA BECCARIA A RUDOLPH GIULIANI, IL TRAMONTO DELLA GIUSTIZIA E IL TRIONFO DEL MITO SECURITARIO</span><br /></div><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">di Sandro Margara</span><br /></div>Un capitolo di Punire i poveri di Loïc Wacquant è dedicato ai “Miti culturali del pensiero unico securitario”. Sono pagine divertenti, di quel divertimento tragico che è il nostro pane quotidiano, che dimostrano la inconsistenza di quei miti e, quindi, di quella cultura e, quindi, di quel pensiero. Tra quei miti la “tolleranza zero”, che si è incarnata come luogo di rivelazione, nella New York di Rudolph Giuliani, che, secondo la vulgata, avrebbe debellato la criminalità in poco tempo. È falso: la diminuzione della criminalità era cominciata prima che arrivasse Giuliani, si è attuata anche là dove sono state praticate politiche opposte, dieci anni prima a New York era stata fatta la stessa politica e l’alta criminalità di quegli anni non era affatto diminuita. Altre erano state le cause della diminuzione della criminalità degli anni ’90 e Wacquant le espone nel dettaglio. La politica di Giuliani aveva solo prodotto, a costi elevatissimi, più polizia, più discriminazione e conflitto (per le aree della povertà ovviamente). Il mito culturale della “tolleranza zero” si inserisce in un altro: quello della “finestra rotta”, secondo cui sono i piccoli gesti di disordine, come una finestra rotta in una casa, che portano al manifestarsi della criminalità più grave: e allora perseguire come reati, con “tolleranza zero”, la miriade di condotte disordinate conseguenti al degrado degli ambienti di vita, serve ad evitare il peggio. Nessuna ricerca empirica ha mai dimostrato questo: si tratta di una favola costruita da un politologo ultraconservatore e da un poliziotto, entrambi con il pallino sociologico, raccontata in una rivista a grande tiratura e non in uno studio scientifico. Il risultato è che la favola è divenuta l’incubo di barboni, mendicanti, lavavetri e simili di tutto il mondo. Il richiamo alla certezza della pena è nato, sempre in ambiente Usa, nella dottrina giuridica, ma, via via che produceva danni e galera, è diventato anch’esso un mito culturale del pensiero unico securitario. Beccarla parlava di “pena certa”, ma lo faceva in un tempo in cui mancavano le regole per definire le pene, la loro durata e le modalità di esecuzione e aggiungeva che come dovevano essere certe, le pene dovevano anche essere miti. Negli ultimi decenni del ’900, si è imposta, in vari sistemi penali, una severa critica alla larga discrezionalità dei giudici nella determinazione e durata concreta delle pene. Negli Stati Uniti, in precedenza, era stato lo stesso giudice della condanna che dava una pena indicativa (da un minimo a un massimo), che i responsabili delle carceri definivano, poi, in concreto secondo la risposta dei detenuti agli interventi riabilitativi. Per le nuove teorie, il giudice doveva condannare, invece, ad una pena determinata, osservando un rigoroso prontuario corrispondente ai reati commessi. Dentro la nicchia del discorso degli esperti, poteva prosperare, così, il discorso securitario e, a rimorchio, le scelte politiche, ormai in auge nel corso degli anni ’70: si considerava l’intervento riabilitativo in carcere come privo di efficacia e produttore soltanto di un deprecabile lassismo e si rilegittimava in pieno il carcere. Se ne era detto tutto il male possibile e, invece, ora il carcere diventava la pena affidabile, l’unica che metteva fuori corso il nemico sociale. La pena doveva essere certa: e così i detenuti da 204.000 nel 1973 sono arrivati a 2.300.000 nel 2005, più di dieci volte tanto, e crescono ancora. Strada facendo, si è arrivati ad enunciare la regola che, al terzo reato, anche se poco grave, la carcerazione diventa perpetua: tre sbagli e sei fuori, ovvero dentro, in carcere. Pena certa, dunque, ma, dimenticando Beccarla, anche sproporzionata e sempre più estesa inoltre a condotte piuttosto indicative di precarietà di vita, che criminali. Da noi, la pesantezza delle pene del codice Rocco, ha determinato una serie di interventi del periodo democratico, che ha portato una forte discrezionalità del giudice della condanna. Inoltre l’Ordinamento penitenziario ha previsto modifiche della pena inflitta e delle modalità esecutive della stessa: alla rigidità della pena inflitta in sentenza è stata sostituita la flessibilità, coperta costituzionalmente dalla sentenza 204/74 della Corte costituzionale, riconfermata poi da varie sentenze successive. Ad ogni tentativo di nuovo codice penale, si cerca di ridurre la discrezionalità dei giudici, sia di quelli del processo, che di quelli di sorveglianza durante l’esecuzione, convinti che debbano recuperarsi criteri più certi nella determinazione della pena e della sua durata. Con una notevole indifferenza alla proporzionalità della pena rispetto ai fatti, volendo avere più certezza della pena, si pensa a previsioni penali sempre più numerose, sempre più detentive, sempre più severe: come negli Usa, questo è successo ovunque. La promozione a mito culturale della certezza della pena fa sì che questa venga invocata in modo frequente e approssimativo, imponendola anche come obbligo per la custodia cautelare dei giudicabili, contro il principio costituzionale secondo cui nessuno può essere considerato colpevole prima della condanna definitiva. È contestata anche la flessibilità della pena durante la esecuzione e invocata, contro le affermazioni della Corte Costituzionale, la riduzione delle misure alternative, necessarie in relazione alla finalità rieducativa/riabilitativa/risocializzante che la pena deve avere ai sensi dell’art. 27 della Costituzione. E si ricordi che ripetute ricerche confermano che le misure alternative alla detenzione riducono la recidiva tre/quattro volte più efficacemente della pena eseguita in carcere (dopo sette anni dalla conclusione della misura alternativa, la recidiva è inferiore al 20%; dopo lo stesso tempo dalla conclusione della pena in carcere, la recidiva è quasi al 70%). Dobbiamo sottostare ai miti culturali del pensiero unico securitario, tolleranza zero, finestre rotte e certezza della pena? Intanto, chiariamo che quei miti nascondono l’inconsistenza delle ragioni o, meglio, la presenza di cattive ragioni. Mettiamo in fila i punti salienti della situazione. Primo: le politiche securitarie e carcerarie sono diventate, come dimostrato nelle recenti elezioni, la questione centrale della politica generale, che pure di cose a cui pensare ne avrebbe tante altre. Secondo: il carcere cresce a dismisura e si riempie di stranieri, di tossici, di soggetti psichiatrici e socialmente abbandonati, non della criminalità più grave che gode di notevole disattenzione politica.Terzo: a un carcere pesante corrisponde uno stato leggero, anche per la necessità di spostare risorse sui sempre più estesi e costosi interventi polizieschi e carcerari: ci perdono gli interventi sociali, sostituiti dal carcere come “non risposta” ai problemi che si pongono. Quarto: se è la percezione dell’insicurezza che conta, notiamo, intanto, che essa subisce continui rilanci: fra i media e le grida politiche e legislative, quella percezione è entrata in una spirale di crescita inarrestabile, che è inevitabilmente arrivata anche ai pogrom. Quinto: ma se si continua a guardare solo alla percezione, i problemi reali non verranno mai affrontati e così puntualmente accade: repressione, carcere, espulsioni rilanciano le pulsioni antisociali e trasudano razzismo da ogni parte, ma peggiorano soltanto la situazione rendendo più gravi ed acuti i conflitti. Sesto: gli allontanamenti, gli sgomberi e le ruspe che sono l’immagine brutale ed efficace di questa politica, non suscitano reazioni, ma, invece, sempre più spesso, applausi: come dicevano le vecchie canzoni, pietà l’è morta e dietro la morte della pietà c’è il considerare l’altro come non-persona, c’è la disumanizzazione, che si coglie come “cifra” del tutto. Tento una sintesi, che non credo molto azzardata: dalla convinzione tatcheriana che non esistesse una cosa che si chiama società siamo arrivati alla fine del sociale, con i principi che lo hanno accompagnato: non è la fine della storia, ma il collasso delle regole che ci siamo dati. In questa fase, le comunità si ritrovano per fare fuori il diverso, ma superato questo momento, gli appartenenti a quelle comunità si guarderanno negli occhi dei compagni e non ci troveranno alcuna buona intenzione. Nel nostro mondo, accanto all’inquinamento ambientale, esiste un inquinamento sociale, entrambi letali.<br /><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">Fuoriluogo, 25 maggio 2008</span><br /></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-3742397406786673438?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-925389079205979182008-07-06T01:54:00.004+02:002008-07-06T02:16:16.823+02:00Partecipate alla campagna "Salviamo la Legge Gozzini"<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ristretti.it/commenti/gozzini/banner_gozzini.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.ristretti.it/commenti/gozzini/banner_gozzini.gif" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: center;"><br /></div><br /><div style="text-align: center;"><span style="font-size:130%;"><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" ><blockquote><a href="http://www.ristretti.it/commenti/gozzini/index.htm">www.ristretti.it/commenti/gozzini/index.htm</a></blockquote><br /><br /><br /></span></span></div><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/utente/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-5.jpg" alt="" /><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-92538907920597918?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-44842901909936396202008-07-02T03:43:00.002+02:002008-07-06T04:29:52.941+02:00Grande allegria alla cena di chiusura del corso di formazione "Un'altra giustizia è possibile"<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0370-787728.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0370-787172.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0376-788683.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0376-787856.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0363-775388.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0363-774819.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0365-776230.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0365-775502.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0356-721285.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0356-720720.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0359-722002.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0359-721401.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0355-726523.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0355-725955.JPG" alt="" border="0" /></a>Si è svolta in un clima festoso e "familiare" presso la Casa di accoglienza per detenuti ed ex-detenuti - Casa San Francesco, la cena di chiusura del corso di formazione "Un'altra giustizia è possibile", che dal mese di marzo fino alla fine di maggio ha visto oltre 20 corsisti impegnati nei venerdì sera o nelle giornate di sabato ad ascoltare, discutere, confrontarsi sui temi inerenti l'area della giustizia e a chiedersi se veramente è possibile "un'altra giustizia" e in che modo dare il proprio contributo.<br />La serata, che si è protratta fin verso mezzanotte, è stata veramente...eccezionale!!!<br />Tutto era stato curato dagli ospiti e dai volontari della casa di accoglienza fin nei minimi particolari: dall'apparecchiatura, al menù veramente ricco, ecc. La buona compagnia e la voglia di stare insieme ha fatto il resto. Tra i commensali anche la nuova presidente del gruppo, Silvana Giambastiani, ed alcuni dei consiglieri neo eletti.<br />In realtà questa non è certamente l'ultima tappa di incontro per il gruppo formatosi all'interno del corso: dal 21 al 24 luglio molti assisteranno alle rappresentazioni teatrali della Compagnia della Fortezza presso la Casa di Reclusione di Volterra e nel mese di settembre sono previste due visite in altrettanti carceri: la Casa Circondariale di Lucca e la Casa di Reclusione presso l'Isola di Gorgona.<br />Che cosa aggiungere? Che la cena ha confermato quanto in precedenza avevo già avuto occasione di esprimere: questo corso ha rappresentato veramente un'occasione speciale di condivisione e di confronto dentro e intorno al carcere e credo che i frutti non tarderanno a venire.<br />Vorrei chiudere con due note: la prima un ringraziamento particolare a chi, tra i corsisti, mi ha detto di non essersi mai sentita così "coccolata" da un tutor, e credo che per un tutor (cioè io) non potesse esserci complimento migliore. La seconda, un piccolo stralcio di una mail che un'altra corsista ci ha inviato poche ore dopo e che ci ha riempito il cuore di gioia:...vi ringrazio di nuovo per la piacevole serata e cena in un clima disteso e amichevole, ancora una volta vincete creando un'atmosfera piacevole in un ambito nuovo per me. Complimenti anche a tutti gli altri presenti, dell'associazione e ospiti che non ho potuto ringraziare personalmente, ma che hanno creato con grazia e disinvoltura un'ottima atmosfera rilassata...<br />Grazie ancora a tutte e a tutti.<br /></div><div style="text-align: right;"><span style="font-style: italic;"><span style="font-weight: bold;">Massimiliano</span></span><br /></div><div style="text-align: center;"><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-4484290190993639620?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-58425905832559753132008-06-29T02:17:00.001+02:002008-07-06T02:40:30.076+02:00Margara: lasciamoli in galera, recidiveranno 3 volte di più!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0320-711721.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/DSCN0320-711163.JPG" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: center;"><br /></div><div style="text-align: center;"><br /></div><div style="text-align: right;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Verdana;font-size:85%;"><span style="font-weight: bold;">di Alessandro Margara (Presidente Fondazione Michelucci)<br /><br /></span></span></span></div>Il comunicato dell’Anfu (Associazione Nazionale Funzionari Polizia Penitenziaria)* è esemplare per dimostrare come chi svolge una attività importante ed essenziale dello Stato non ne conosca il funzionamento sostanziale: quali sono, cioè, le condizioni che dettano le linee e gli effetti di quel funzionamento. Prescindo, per ora, dal collegamento Gozzini-indice di criminosità e mi soffermo essenzialmente su due condizioni che influenzano quell’indice. La prima è l’ampliarsi della penalità, ovvero della normativa che prevede sanzioni penali e in particolare sanzioni detentive. Come emerge dalle statistiche, le esecuzioni penali detentive nel 1990 erano 36.300 (30.000 erano in esecuzione pena in carcere e 6.300 in misura alternativa). Negli anni che hanno preceduto il condono, le esecuzioni penali detentive erano circa 180.000: 60.000 detenuti + 50.000 misure alternative + un numero elevato di esecuzioni penali detentive in attesa di decisioni da parte dei tribunali di sorveglianza ai sensi della legge Simeone, numero che oscillava intorno alle 70.000. Sicuramente questi dati sono espressi con larga approssimazione, ma lo erano anche quelli del 1990. Se notiamo, però, che si tratta della quintuplicazione delle esecuzioni penali detentive, ci rendiamo conto che la penalità si è moltiplicata e non ci vuole molto a rilevare che ciò è accaduto con riferimento a due settori ben determinati: immigrazione e tossicodipendenza e alle norme relative, che vengono ora ancora modificate e sempre più severamente. La seconda condizione che determina il lievitare dell’indice di criminosità è che lo stesso è ricavato dalla efficacia del contrasto alle situazioni di reato. Ciò che si ricava da quell’indice è il numero accertato formalmente dei reati, che hanno un loro numero oscuro, come si dice, che non è noto. Ora il contrasto di polizia verso l’immigrazione e le dipendenze è ben noto. Quando nel comunicato dell’Anfu si nota la crescita delle denuncie, si dovrebbe verificare quanti, dei fatti denunciati riguardano tossicodipendenti e immigrati, e chiedersi se la linea di intervento di polizia non incide fortemente su queste denuncie e non sia dovuto alla intensificazione del controllo di polizia su quei fenomeni. Lo stesso dicasi per gli arresti, per i quali abbiamo come riprova, tutte le rilevazioni statistiche che dimostrano che tossicodipendenti, immigrati e anche persone in difficoltà sociali (e quindi fonte di disturbo sociale, quest’ultimo ormai sempre più contrastato) rappresentano i due terzi dei detenuti. Certamente occorrerebbe conoscere le componenti dell’indice di criminosità. Là dove sono state fatte ricerche, proprio negli Stati Uniti, è stato del tutto smentito il rapporto fra severità del trattamento penale e, cioè, alti livelli di carcerazione, e la crescita o la diminuzione del numero dei reati. Le circostanze che influiscono sulla crescita o la diminuzione dei reati sono molteplici e seguono un andamento sul quale influiscono l’andamento dell’economia, le modalità delle aggregazioni criminali, le tipologie della immigrazione (molto rilevante anche là). Sicuramente non influisce la severità penale ovvero quella che è stata chiamata tolleranza zero. Alla fine, c’è da chiedere agli autori del comunicato Anfu, che ci azzecca, come dice Di Pietro, la legge Gozzini con l’andamento dell’indice di criminosità? Come si è detto quella legge incide sulle modalità delle esecuzioni penali, ma questo è un dato a monte dell’intervento Gozzini. Se si vuole, si possono comunque aggiungere due dati. Il primo è che le revoche delle misure alternative sono minime (tra il 3,5 e il 4,5 %) e che tali revoche sono pronunciate per commissioni di nuovi reati in circa lo 0,20 % dei limitati casi indicati. Il secondo è che risulta da ricerche del Dap che la recidiva di chi espia la pena in misura alternativa, dopo 7 anni dalla conclusione della esecuzione della misura, è di 3 volte e mezzo inferiore a chi espia la pena in carcere. Quindi: lasciamoli in galera, recidiveranno 3 volte e mezzo di più.<br /><div style="text-align: left;">* puoi leggere il comunicato alla pagina <a href="http://www.ristretti.it/commenti/2008/giugno/28giugno.htm#2">http://www.ristretti.it/commenti/2008/giugno/28giugno.htm#2</a><br /><br /></div><div style="text-align: right;"><span style="font-family:Arial;"><b><span style="font-family:Verdana;font-size:85%;">Lettera alla Redazione di Ristretti, 28 giugno 2008</span></b></span><br /></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-5842590583255975313?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-80429835207964033272008-06-27T02:52:00.001+02:002008-07-06T03:43:08.105+02:00Un caloroso benvenuto a Silvana Giambastiani, nuovo presidente dell'associazione Gruppo Volontari Carcere di Lucca<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti01-786924.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.espressioni.info/uploaded_images/Appunti01-786921.jpg" alt="" border="0" /></a>Si sono svolte lunedì 23 giugno presso la sede dell'associazione di volontariato "Gruppo Volontari Carcere" le elezioni per eleggere il nuovo presidente dell'ente.<br />Infatti, da quando, il 19 febbraio scorso l'amico Giuseppe Bicocchi era mancato dopo una lunga malattia, Agnese Garibaldi, già vice presidente del gruppo e direttrice della Casa di accoglienza San Francesco, aveva tenuto le redini dell'associazione conducendola appunto all'assembela dei soci di lunedì scorso che ha visto eleggere Silvana Giambastiani, avvocato e già da tempo legata alla vita del Gruppo Volontari Carcere.<br />La dott.sa Giambastiani, ringraziando i presenti, ha dichiarato di voler rafforzare l'azione del gruppo, anche nel solco tracciato dai precedenti presidenti, in particolare rispetto alla presenza di testimonianza e di sensibilizzazione ai temi del carcere e della pena rivolta alla cittadinanza.<br />A lei e al nuovo consiglio direttivo composto da: Agnese Garibaldi, Gianluca Testa, Don Mario Tolomei, Pier Giorgio Licheri, David Pellegrini, Alessandra Martinelli, Andrea Carignani, Gaetano Fugazzotto, nonchè ai nuovi sindaci revisori Armando Sechi, Giuseppe Lorenzini e Lamberto Panina i più fervidi auguri di un buon lavoro.<br /></div><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">La redazione</span><br /></div><div style="text-align: center;"><br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-8042983520796403327?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-31699032.post-90563922246722358722008-06-25T02:41:00.002+02:002008-07-06T02:51:21.795+02:00Lo stop alla legge Gozzini, passo indietro nella civiltà<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.europaallalavagna.it/200817/Pagine/Immagini/Giustizia1.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.europaallalavagna.it/200817/Pagine/Immagini/Giustizia1.jpg" alt="" border="0" /></a><br /><div style="text-align: justify;"><div style="text-align: right; font-weight: bold;"><div style="text-align: center;"><br /></div><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Verdana;font-size:85%;">di Alessio Carlucci e Luigi Paccione (Avvocati)</span></span></div><br />Il nuovo governo intende azzerare la legge Gozzini ma ignora (o fa finta di ignorare) che essa ha rappresentato il primo serio tentativo (seppure tardivo) di dare attuazione al principio costituzionale di rieducazione e umanizzazione della pena. Questa fu la ragione ispiratrice di una legge che, attraverso la concessione di benefici in favore di condannati con sentenza definitiva, mirava al loro recupero morale e sociale anche al fine di renderli soggetti attivi del progresso sociale, civile ed umano della società intera. Non può invocarsi il fallimento della legge perché in molti casi essa ha contribuito al reinserimento sociale dei condannati e, conseguentemente, ad un ridimensionamento della pressione criminale sulla collettività. Certo da sola non poteva allora e non può oggi risolvere il problema della sicurezza sociale perché quando entrò in vigore nel 1975 si disse da più parti che altri provvedimenti necessitavano sul piano sociale, comportamentale e lavorativo. Ricordiamo che quando la Gozzini fu varata mafia, camorra, ‘ndrangheta si erano già da tempo consolidate e i reati di terrorismo commessi successivamente avevano come protagonisti soggetti incensurati e, come tali, non ancora soggetti a tale legge. Il carcere doveva essere umanizzato nel senso che lì il condannato doveva pagare il proprio debito con la società espiando le proprie colpe ma recuperando i tratti migliori della sua personalità al fine di partecipare alla crescita della società stessa, al progresso civile e umano. Purtroppo il carcere è rimasto un luogo di emarginazione e di mortificazione dei più elementari diritti di persone come noi, molti dei quali hanno avuto la sfortuna di nascere "meno uguali" in una nazione in cui il principio di uguaglianza è e deve rimanere il primo comandamento civile. Si parla di elevare l´orario di lavoro a 60 ore settimanali e si continua ad ignorare che un detenuto ne ha meno della metà per uscire dalla cella, spesso angusta e sovraffollata e poter passeggiare in un piccolo cortile insieme a una moltitudine di compagni di reclusione. Bar, ristoranti e alberghi sono costantemente monitorati per ragioni di igiene e salute pubblica ma lo stesso non avviene per i luoghi di detenzione dove esseri umani consumano il loro pasto a ridosso dei servizi igienici. La neutralizzazione di una legge ordinaria quale la Gozzini ha quindi riflessi molto più ampi perché di fatto cancella principi costituzionali non solo relativi alle finalità rieducative di una pena il più possibile umana ma anche ai diritti fondamentali di uguaglianza, solidarietà e salute del cittadino. Lo stesso è avvenuto in occasione della recentissima creazione legislativa del reato di "immigrazione clandestina" che viola l´altro e non meno importante principio costituzionale di necessaria offensività del reato: un comportamento può essere punito solo se in concreto crea un danno o un pericolo per interessi dei singoli o della collettività. Nel caso di specie l´immigrato clandestino in quanto tale non cagiona nessun danno o pericolo per la collettività; nuoce solo se commette reati al pari dell´immigrato non clandestino, dello straniero comunitario o dello stesso cittadino italiano. Ora per la legge italiana sarà punibile solo "in quanto è" secondo un modello antico di reato che la Costituzione aveva cancellato perché usato (ed abusato) nel precedente ordinamento fascista. Ricordiamo fra tutti le leggi razziali che colpivano i cittadini italiani di origine ebraica e quelle contro i dissidenti politici, puniti duramente solo per il loro pensiero e indipendentemente da comportamenti criminosi o azioni antisociali.<br /><br /><div style="text-align: right;"><span style="font-weight: bold;">La Repubblica, 24 giugno 2008</span><br /></div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31699032-9056392224672235872?l=www.espressioni.info%2Findex.htm'/></div>Massimilianohttp://www.blogger.com/profile/17371795009992213447noreply@blogger.com0