<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996</id><updated>2009-11-14T23:51:03.386+01:00</updated><title type='text'>Gabriele Gendotti</title><subtitle type='html'>Benvenuti nel blog di Gabriele "Lele" Gendotti&lt;br&gt;&lt;br&gt;Avvocato e attuale Consigliere di Stato della Repubblica e Cantone Ticino (Svizzera), Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS).</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>101</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7308592548637493269</id><published>2007-11-19T07:55:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:56:55.736+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione di Castellinaria 2007</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'Inaugurazione di Castellinaria 2007 di sabato 17 novembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi congratulo prima di tutto con il direttore e tutte le persone che con rinnovato entusiasmo e grande competenza ogni anno offrono una nuova, variopinta edizione di Castellinaria. Vent’anni di vita si festeggiano in un modo speciale, perché concludono un periodo della vita durante il quale le idee originali di un progetto – quello di Castellinaria - si sono consolidate e l’evento cinematografico è diventato ormai attesa presenza di un contesto culturale e sociale che è quello del nostro cantone. E non solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma siamo anche all’inizio di un nuovo periodo della vita. Le conoscenze acquisite e le esperienze fatte permettono di corredare la manifestazione di nuovi contenuti che diventano sempre piú la vetrina di un mondo, il nostro, di immagini e di parole o, come disse un critico di cinema&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;, “un mondo scandito da immagini potenti che attraversano e modificano l’immaginario cosmico.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che il mondo di oggi ha capovolto persino certi rapporti tra le generazioni. E’ la bambina o il bambino, ai nostri giorni, che insegna al nonno come caricare un dvd e come scegliere la lingua giusta e le prime parole che i bambini imparano a leggere non sono oramai piú quelle degli oggetti dell’aula scolastica o dei componenti della famiglia, ma i titoli e i sottotitoli del dvd. La parola “Enter” fa ormai parte di un moderno vocabolario di base, importante da saper leggere, altrimenti il dvd non parte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semmai agli educatori fa riflettere il fatto che ciò che viene visto diventa per il ragazzo a poco a poco piú significativo di ciò che si è vissuto. E se è vero che l’immagine è l’espressione della contemporaneità&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;, assume particolare importanza un evento come Castellinaria che propone attività in cui la ragazza e il ragazzo sono invitati a ragionare su quello che hanno visto. Dunque contemporaneità non supinamente accettata, ma parte di essa, da costruire insieme agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace la preoccupazione di introdurre anche in un film ricco di immagini vivaci e di parole gridate al vento momenti di poesia che inducano chi guarda a riflettere e a sognare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo nel testo di presentazione di uno dei film in cartellone: “Tutti hanno un sogno, e sognare non è mai una cosa stupida.” E’ quel vissuto di cui ho detto prima, attraverso il quale la ragazza e il ragazzo diventano grandi e forgiano il loro carattere. Cambieranno idee ed esperienze, ma i tratti peculiari di un carattere nascono e si sviluppano presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due temi, legati ai film in programma, che hanno attirato la mia attenzione e penso anche l’attenzione di chi, per sua missione, è chiamato a educare i giovani: il tema dell’impegno per arrivare a un risultato e il tema del diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è, infatti, da poco attirare l’attenzione delle ragazze e dei ragazzi sul fatto che – cito - “per affrontare la realtà della vita ci vuole impegno e fatica e non si può pensare solo al divertimento e al piacere”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Viviamo purtroppo in un mondo in cui la realtà è troppo spesso presentata – e gridata - come qualcosa in cui tutto è semplice ed è ottenibile facilmente e subito (persino a diventare milionari da un giorno all’altro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che cosa vuol dire non essere in grado di affrontare le difficoltà prima di tutto nella scuola, ma sopra tutto nella vita. Sappiamo che cosa vuol dire pensare che la soluzione consista nel perdersi in una realtà virtuale nella quale affogare le proprie difficoltà, con l’illusione di uscirne sani e salvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è altrettanto importante far capire che anche – cito - “il diverso è portatore di valori che vanno rispettati”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;. In un momento di greggi con pecore bianche e pecore nere, è fondamentale infondere già nei ragazzi il senso del rispetto di chi ha dietro di sé storie diverse, magari anche tristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la realtà di molte classi delle nostre scuole. E come sarebbe bello se la convivenza senza problemi che si può vedere a livello di bambine e di bambini delle scuole dell’infanzia rimanesse intatta anche negli anni successivi, compresi gli anni degli adulti. E non dimentichiamo che in molte persone c’è anche – cito – “il desiderio opposto a quello dell’emigrazione: voler tornare a casa&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in questo ambito che non è altro che quello dell’integrazione, c’è una frase che fa riflettere: “C’è ancora lo sport che può però aiutarli.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirigo un Dipartimento che si occupa anche di sport. Si stanno scrivendo di questi tempi – ma è anche storia di un passato recente – pagine poco edificanti sul mondo dello sport, pagine di cattivo esempio per le ragazze e i ragazzi che si avvicinano a quel mondo. Dobbiamo impegnarci per uno sport pulito, che sia occasione per acquisire il senso dell’amicizia e della tolleranza e il rispetto dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castellinaria insegna alle ragazze e ai ragazzi a leggere il linguaggio delle immagini, a capirlo e a interpretarlo. Vuol dire cercare di capire situazioni completamente diverse da quelle che viviamo quotidianamente qui da noi. Vuol dire anche aprirsi al mondo e in questo senso Castellinaria è una finestra sul mondo con il compito precipuo di accompagnare i giovani alla sua scoperta e alla miriade di realtà di cui è composto e delle quali veniamo a conoscenza attraverso chi ha scelto di vivere con noi o di seguire le stesse scuole dei nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo dunque la riconoscenza dell’autorità cantonale – agli organizzatori, agli sponsor e tutte le persone coinvolte in un modo o nell’altro nella manifestazione. Mi congratulo per quello che Castellinaria offre alla popolazione e per i problemi che le immagini presentate suscitano in chi le vede, nella speranza che aiutino ad affrontare con chiaroveggenza il futuro del paese che è poi il futuro delle ragazze e dei ragazzi che oggi si esprimono sui film in cartellone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Giuseppe Pannicelli di e-generation&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Giuseppe Tornatore&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Fiaba dei tre porcellini&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Il brutto anatroccolo di Andersen&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Testo “A grandi passi”, www.castellinaria.ch&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Nota 5&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7308592548637493269?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7308592548637493269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7308592548637493269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7308592548637493269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7308592548637493269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-di-castellinaria-2007.html' title='Inaugurazione di Castellinaria 2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4084755142125968487</id><published>2007-11-19T07:51:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:55:10.014+01:00</updated><title type='text'>Saluto all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica (ACTG)</title><content type='html'>(Saluto di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica - ACTG - del 17 novembre 2007 a Chiasso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor presidente,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi porgo il cordiale saluto dell’autorità cantonale e il mio in particolare, come responsabile del dipartimento che si occupa anche di sport. Quando, qualche anno fa, la denominazione del dipartimento è stata completata con la parola “sport” non si è trattato di un atto formale, ma della consapevolezza che lo sport, e dunque la ginnastica, fa parte dell’educazione dei giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa tre anni fa, la Conferenza dei direttori della pubblica educazione aveva identificato diversi obiettivi, a cui mirare con la pratica dello sport, poi riassunti nella carta dei diritti del giovane e in quella del fair play e con i quali la vostra Associazione è confrontata nelle sue varie attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso la pratica dello sport&lt;br /&gt;- si prova un sentimento di piacere&lt;br /&gt;- si impara a rispettare la natura&lt;br /&gt;- a esprimersi attraverso il movimento&lt;br /&gt;- a esplorare le proprie possibilità&lt;br /&gt;- a riconoscere i propri limiti&lt;br /&gt;- a rispettare l’avversario e le regole del gioco&lt;br /&gt;- a essere tolleranti&lt;br /&gt;- a vivere nuove esperienze di vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiungere questi obiettivi vuol dire accompagnare i giovani&lt;br /&gt;- a conoscere se stessi&lt;br /&gt;- a capire il mondo&lt;br /&gt;- a condurre una vita dignitosa&lt;br /&gt;- a sviluppare le proprie capacità&lt;br /&gt;- ad accettare la presenza di altri giovani, diversi da noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto fa l’Associazione cantonale ticinese di ginnastica è tanto più meritevole, in quanto&lt;br /&gt;- fa da complemento all’attività ginnica praticata nelle scuole;&lt;br /&gt;- collabora a creare un equilibrio tra scuola e sport in funzione della formazione della personalità del giovane, ed è qui che risalta il lato educativo della pratica dello sport;&lt;br /&gt;- promuove la cooperazione tra partner pubblici e privati, secondo il principio della sussidiarietà, sulla base del quale lo Stato pone le premesse per la promozione e la pratica delle attività sportive. A tale proposito è da sottolineare l’uso razionale delle infrastrutture sportive dello Stato da parte delle società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa che ci accomuna tutti quanti, quando pratichiamo lo sport e siamo responsabili della formazione dei numerosi giovani che formano i ranghi di un’ Associazione come la vostra: quel qual cosa è la trasmissione dei valori dello sport, come l’amicizia, la tolleranza, il rispetto degli altri, e – ma potrebbe essere il primo valore di una lunga lista – l’impegno per così dire a “giocare puliti” per uno sport altrettanto “pulito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dire che nella vita, come nello sport, niente ci è dato senza sacrifici e senza sforzi. Tentare di aggirare l’ostacolo vuol dire mentire a se stessi e agli altri. La vita nel mondo dello sport ci insegna che è facile cadere dall’altare nella polvere e che oltre un certo limite non è lecito barare. Lo dimostra la storia dello sport di questi tempi, - come in un recente passato – purtroppo ricca anche di pagine ingloriose, di cui qualche volta ci si può anche vergognare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che nelle vostre palestre si respira un’aria di sana competizione e che si suda tanto per raggiungere un traguardo. Conosco la costanza di chi studia, movimento dopo movimento, un esercizio a un attrezzo perché ne esca un’esecuzione piena di ritmo e di armonia. Conosco l’impegno delle monitrici e dei monitori, le gioie e le delusioni di un momento. In una palestra si succedono momenti di grande soddisfazione e di delusione, così come nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi interesserà per concludere sapere, anche perché non avete ancora discusso il preventivo, che il Dipartimento, grazie al Fondo Sport Toto, è intenzionato a confermare anche per i prossimi anni il contributo straordinario per favorire la promozione e il consolidamento dello sport in ambito giovanile con il rinnovo della misura a favore delle federazioni sportive cantonali, pari almeno al 40% del sussidio ordinario alle federazioni del 1°gruppo.&lt;br /&gt;Prorogheremo sino al 2010 anche l’azione speciale per il sostegno finanziario alle federazioni e alle società sportive per l’acquisto di veicoli di trasporto, i così detti mini bus,&lt;br /&gt;azione coronata da grande successo e che va ad aumentare la sicurezza dei trasporti dei nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in Dipartimento stiamo inoltre seriamente valutando, e una decisione potrebbe cadere già nelle prossime settimane, di costituire un credito annuo prelevato sempre dal Fondo Sport Toto, per il sostegno di centri regionali di allenamento e di formazione per sportivi d’élites in età giovanile gestiti dalle federazioni sportive cantonali. Misura che verrebbe incontro alle aspettative dell’ACTG molto attiva, e con risultati lusinghieri, in questo ambito con il progetto pilota al CST di Tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Grazie di quello che fate perché la nostra gioventù decida di venire in palestra piuttosto che frequentare magari altri lidi, in cui si fabbricano realtà virtuali dalle quali è poi difficile uscire.&lt;br /&gt;Un grazie particolare da parte di chi è convinto che lo sport fa parte dell’educazione della cittadina e del cittadino di domani. Questo è il vostro grande merito.&lt;br /&gt;Un augurio di buon lavoro a questa assemblea e di un futuro in cui non venga mai meno la consapevolezza di lavorare per i giovani, che vuol dire lavorare per tutta la comunità, per il suo domani, per la qualità della sua esistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4084755142125968487?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4084755142125968487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4084755142125968487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4084755142125968487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4084755142125968487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/saluto-allassemblea-generale-ordinaria.html' title='Saluto all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica (ACTG)'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1876325935351295344</id><published>2007-11-19T07:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:51:31.483+01:00</updated><title type='text'>Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per la Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano di venerdì 16 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor direttore del liceo di Lugano&lt;br /&gt;Membri del Consiglio di direzione, docenti, allieve e allievi, signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono qui anzitutto per ascoltare le esposizioni dei progettisti e degli addetti ai lavori e per vedere la mostra, evito dunque lunghi discorsi e mi permetto pertanto soltanto di brevemente ripercorrere alcuni passaggi della storia che hanno visto la nascita di questo palazzo.&lt;br /&gt;Già ai primi dell'800 il Gran Consiglio della giovane Repubblica e Cantone Ticino invitò il Governo a dare le necessarie disposizioni affinché si ponesse mano all'istituzione di un Liceo cantonale. Da poco il Ticino era uscito da 300 anni di dominazione svizzera, per dirla con il Franscini da "quella maledetta servitù di tre secoli che fece gli uomini dell'un baliaggio stranieri a quei dell'altro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il liceo di Lugano ha da poco compiuto 150 anni, più di 100 dei quali trascorsi nel Palazzo degli studi che ci ospita oggi. Lascio, come detto, volentieri agli specialisti il compito di presentare il progetto di risanamento dell'involucro del Palazzo degli studi, un progetto necessario sotto molti punti di vista.&lt;br /&gt;Un risanamento necessario, che verosimilmente si realizza un po’ in ritardo, ma che è comunque l’espressione della volontà politica di governo e parlamento di voler salvaguardare un edificio di importanza storica, sia dal profilo architettonico, sia e soprattutto per quello che ha rappresentato e rappresenta per la crescita intellettuale e culturale di un Ticino moderno e votato al progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 dicembre 1904 fu segnato da un grande avvenimento per la Città e per il Cantone tutto: "l'inaugurazione officiale del Palazzo degli studi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cronache dell'epoca&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; dissero che "La cerimonia riuscì modesta, quasi famigliare, ma solenne nello stesso tempo". "Il Palazzo sorge maestoso, degno d'ospitare la futura Università della Svizzera Italiana, e la facciata artisticamente ricca e corretta .. desterà l'ammirazione dei visitatori che la scopriranno dietro i vetusti alberi della villa Ciani. L'esterno aspetto è regale non è per nulla affievolito dalla ripartizione degli ampi locali. Gli scaloni rammentano lontanamente il Palazzo Federale. Fin dall'entrare, la sovrabbondante ricchezza di spazio e di luce vivamente impressiona ed un pensiero corre spontaneo alla mente: questo è un tempio degno dell'arte e della scienza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le effigie di uomini benemeriti (Franscini, Lavizzari, Cattaneo, ecc.) la cui memoria è cara a tutti i ticinesi, si ammirano sugli scaloni e nei corridoi - doveroso tributo di affetto a quei grandi, costante esempio di virtù civile e di amore alla scienza per la nostra gioventù".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia di inaugurazione si tenne al terzo piano, con la musica di Lugano che allietava il pubblico "numeroso e distinto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano le cronache dell'epoca: "Poi s'alzò a parlare l'on. Simen. Il Palazzo degli studi è una delle migliori opere colle quali il Ticino intese festeggiare il primo centenario della propria autonomia. Dall'antica casa dei Somaschi i giovani studenti sono passati in questo edificio maestoso nel quale la geniale arte costruttiva profuse le sue ricchezze, mirando a che l'imponenza e l'armoniosità avessero per base le ragioni d'igiene. Alcuni pensano che s'è fatto troppo in grande: è un errore. L'opera non è per oggi soltanto. Si deve precorrere i bisogni dell'avvenire".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simen passò in quell'occasione in "rassegna l'opera compiuta dallo Stato per l'istruzione secondaria e superiore, dalla legge del 28 maggio 1832 che istituiva le scuole maggiori e di disegno … a quella del 9 giugno 1852 che fondava il Liceo e ginnasio cantonale di Lugano e le scuole tecnico-ginnasiali di Mendrisio, Bellinzona, Locarno, Pollegio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli concluse con un pensiero rivolto ai giovani: "di qui sortano dei giovani educati alla vita, soldati del dovere, apostoli dell'ideale e della scienza. Si rifugga dallo scetticismo che tarpa le ali d'ogni identità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In nome della Repubblica e del popolo egli inaugura questo edificio che sarà indice ai presenti ed ai venturi del progresso conseguito e della solida educazione nella quale il paese affida".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo intervento fu accolto da "vivissimi applausi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Palazzo degli studi ha poco più di 100 anni. Il mondo è cambiato in tutto. Gli spezzoni di articolo che ho appena citato poco fa ci ricordano che non sono però cambiati gli ideali e i principi, anzitutto quelli per così dire “fransciniani”, come la necessità di garantire a tutte e a tutti una solida educazione, la fiducia che ci porta a credere nel progresso, nell'arte e nella scienza oppure la necessità  di pensare non solo ai bisogni presenti, ma di anticipare quelli dell'avvenire. Sono proprio stati grandi, e a loro dobbiamo molta riconoscenza, questi politici di altri tempi che hanno gettato le basi per la costruzione del Ticino moderno così come lo conosciamo oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coraggio, spinta ideale, capacità di guardare al futuro: è con questo spirito che a nome del Consiglio di Stato saluto i lavori di risanamento dell'involucro di un edificio tanto caro ai luganesi e a tutti coloro che hanno studiato e studieranno fra queste pareti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Corriere del Ticino, 5 dicembre 1904&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1876325935351295344?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1876325935351295344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1876325935351295344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1876325935351295344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1876325935351295344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-della-mostra-per-i-lavori.html' title='Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-6106602996078930494</id><published>2007-11-16T11:03:00.000+01:00</published><updated>2007-11-16T11:06:00.240+01:00</updated><title type='text'>Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno del 15 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Direttore,&lt;br /&gt;Signor Capoufficio della formazione sanitaria e sociale,&lt;br /&gt;Signore e signori docenti e operatrici e operatori pubblici e privati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;partecipo con grande piacere a questa cerimonia di consegna dei diplomi di tecnico in analisi biomediche (5 diplomati) e di tecnico in radiologia medica (6 diplomati), che mi offre l'occasione di congratularmi con i neodiplomati, ma anche di ringraziare pubblicamente docenti, datori di lavoro, parenti, amici e tutti quanti, qui presenti o no, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima della consegna ufficiale dei titoli di studio e dei meritati festeggiamenti ai neodiplomati permettetemi solo alcune considerazioni sugli studi che avete appena concluso e sull'evoluzione degli stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima considerazione riguarda la qualità della scuola e la sua vicinanza con il mercato del lavoro. Infatti, devo constatare con soddisfazione che da quanto mi ha indicato la Direzione tutti i neodiplomati hanno già trovato un posto di lavoro - chi in Ticino e chi anche oltre Gottardo - il che testimonia la validità della formazione teorica e pratica che viene impartita da questa scuola e dagli istituti di formazione pratica in cui avete svolto gli stages. E' del resto una conferma che in Svizzera il fabbisogno di personale in questo settore d'attività rimane elevato e che il titolo da voi acquisito viene riconosciuto e apprezzato sia sul piano cantonale che nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto la Scuola superiore medico-tecnica di Locarno si sta sempre più profilando come un vero e proprio centro di competenza nel campo della formazione in diagnostica del settore sanitario, a vantaggio evidentemente delle strutture di analisi e di ricerca nel Cantone, ma anche di altri istituti di formazione. Basti citare ad esempio che la scuola collabora ormai in modo consolidato con attività di formazione rivolte a docenti ad allievi dei licei cantonali e che ormai già da alcuni anni organizza corsi di biologia molecolare per la Scuola cantonale dei tecnici in analisi biomediche del Canton Neuchâtel, che so essere particolarmente apprezzati dall'istituto neocastellano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda considerazione riguarda gli sviluppi prospettati per la scuola. E' risaputo che il mondo del lavoro in cui operate è estremamente innovativo ed è caratterizzato da un notevole dinamismo e dalla rapida evoluzione tecnologica. Ciò implica per tutti quanti lavorano in questo contesto la necessità di mantenersi aggiornati e di curare costantemente la propria crescita professionale ma anche, per la scuola, di rivedere continuamente programmi e contenuti di formazione per garantire livelli di competenza aggiornati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti la scuola è alla vigilia di importanti cambiamenti dettati dai nuovi piani-quadro che saranno emanati fra pochi mesi a livello federale e che permetteranno di incrementare l'interazione fra teoria e pratica attraverso il cosiddetto "training e transfert". Un miglioramento che certamente imporrà ai partner della formazione - scuola e luoghi di stage - un maggior impegno formativo, che consentirà però di ottenere - stando alle esperienze maturate oltre Gottardo - risultati ritenuti molto positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza e ultima considerazione riguarda – è ormai un tema ricorrente – i riflessi finanziari di questi sviluppi. Sono ben consapevole che gli sviluppi prospettati potranno avere ripercussioni finanziarie per gli istituti di formazione pratica, laboratori e centri sanitari, i luoghi in cui si svolge una parte importante del ciclo di studi delle scuole specializzate superiori del settore sanitario e medico tecnico. Gli istituti di formazione pratica sono stati confrontati finora anche con l’impegno finanziario determinato dal versamento delle retribuzioni agli allievi che fra l'altro non hanno permesso di aumentare la disponibilità di posti di stage e quindi, in definitiva, di offrire ai giovani ticinesi un maggior numero di posti di formazione in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per ovviare a questi problemi abbiamo deciso di introdurre a partire da questo anno scolastico una nuova modalità di retribuzione degli allievi che frequentano le scuole superiori del settore sociosanitario. Il nuovo sistema garantisce da una parte agli allievi una retribuzione mensile regolare di 800 franchi durante i tre anni di studio, versata dalla scuola, e, dall'altra, la fatturazione all'istituto di pratica dei soli mesi effettivi di stage, con una spesa ridotta di un terzo circa rispetto alle retribuzioni attuali. Questi risparmi per gli istituti di formazione pratica dovrebbero perciò liberare le risorse finanziarie necessarie per assorbire il maggior impegno richiesto per la formazione degli allievi nell’ambito del cosiddetto “training &amp;amp; transfert” e – lo spero vivamente - per poter incrementare il numero dei posti di formazione messi a disposizione della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo: le misure prese sul piano federale e cantonale con i nuovi programmi e con i nuovi flussi finanziari e la stretta collaborazione con le associazioni professionali dei tecnici in analisi biomediche e dei tecnici in radiologia medica dovrebbero contribuire a rafforzare ulteriormente il ruolo di centro di competenza della scuola sul territorio cantonale, non solo per la formazione di base ma anche per sviluppare con le organizzazioni del mondo del lavoro un programma di formazione continua secondo il sistema di accreditamento che è attualmente in fase di progettazione in accordo con una prestigiosa istituzione sanitaria lombarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' con questo auspicio che chiudo il mio intervento rinnovando ai neodiplomati le mie più vive congratulazioni per il risultato raggiunto e augurando loro un futuro professionale e personale ricco di soddisfazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-6106602996078930494?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/6106602996078930494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=6106602996078930494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6106602996078930494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6106602996078930494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/consegna-dei-diplomi-della-scuola.html' title='Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7610649178775724060</id><published>2007-11-14T08:02:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:03:51.217+01:00</updated><title type='text'>Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante la Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS del 12 novembre 2007 a Lugano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili Signore e Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di messa in rete del CSCS si inserisce nel contesto più ampio del "Ticino della conoscenza" i cui obiettivi sono descritti nelle linee direttive elaborate dal Governo. Lo sviluppo delle formazioni universitarie - e in particolare della ricerca a sostegno di un solido contesto scientifico residente - costituiscono l'elemento centrale di una politica universitaria in grado di sostenere lo sviluppo economico, sociale, culturale e scientifico del Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico, il progetto va contestualizzato nel credito quadro generale stanziato dallo Stato per la ricerca scientifica, attingendo al capitale di 70 milioni di franchi liberato grazie al versamento dei proventi dell'oro della BNS.&lt;br /&gt;È un progetto dapprima letteralmente “inventato” e poi fortemente voluto dal DECS, che ha del resto dovuto superare non poche resistenze e convincere qualche scettico, ma che ha sin dall’inizio avuto come obiettivo quello di finanziare progetti di ricerca come quello che viene presentato oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel definire il finanziamento di sostegno alla ricerca, il DECS ha identificato dapprima i poli di eccellenza già affermati o emergenti sul territorio. Accanto al settore biomedico (che ha già raggiunto una solida reputazione internazionale) è emersa anche l'importanza crescente del settore dell'informatica di punta. In questo senso, la presenza sul territorio del CSCS non poteva essere assolutamente ignorata, nonostante alcuni problemi gestionali legati allo stesso. Anzi, proprio per consolidare la valenza territoriale del CSCS, il Cantone ha voluto lanciare un segnale che permettesse lo sviluppo di una collaborazione scientifica concreta con le istituzioni locali che hanno valenze affini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è dunque pensato non solo agli istituti che si occupano di informatica nei nostri due atenei, ma di strutturare un vero e proprio consorzio che includesse anche gli istituti di ricerca nel settore biomedico. Non si tratta di una scelta casuale: da qualche anno il settore delle scienze biologiche si avvale infatti sempre di più di capacità di super-computing (super calcolo) per l'elaborazione di modelli molecolari o fisiologici complessi. I due istituti sul nostro territorio (IRB e IOSI) hanno già progetti avanzati in tal senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella riflessione strategica che ha portato alla struttura finale di progetto che vi verrà presentata nel dettaglio fra poco dai responsabili scientifici dei vari istituti, non si sono dimenticati anche i segnali derivanti dai progetti di cooperazione e innovazione della Confederazione, di cui uno specificatamente dedicato alle nano-apparecchiature ed alle loro esigenze di calcolo super-dimensionato in tempo reale. L'idea di sostenere lo sviluppo dell'informatica di punta coincide quindi con una strategia condivisa a livello federale, nella quale il nostro Cantone  può (e vuole) inserirsi a pieno titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramite il sostegno ad un'iniziativa interdisciplinare come la messa in rete del CSCS, Il Cantone ha dimostrato la chiara volontà di fare dialogare in modo sinergico e costruttivo le migliori valenze scientifiche e tecniche presenti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non abbiamo la pretesa, come scioccamente preteso da qualcuno, di diventare il, sottolineo “il”, campus universitario del centro Europa imitando Haward e Berkeley, anche perché USI e DECS sono diretti da due montanari abituati a fare il passo secondo la gamba, ad avanzare passo dopo passo, ma comunque a progredire e a raggiungere le cime rispettivamente i traguardi che si sono prefissati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non siamo nemmeno degli sprovveduti senza idee, come ha scritto qualcuno ancora poche settimane fa che non ha capito che uno dei progetti per il futuro del Ticino che guarda avanti, quello giustamente preconizzato dal presidente Piero Martinoli, quello di creare una collaborazione fra IRB, IOSI, USI e SUPSI, non è un sogno nel cassetto, ma qualcosa di concreto già pronto per essere consegnato alla fase operativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche su altri progetti del Ticino della conoscenza e della ricerca noi stiamo lavorando seriamente per consolidare quanto è stato realizzato, ciò che non è sempre così scontato, e per individuare nuove strategie da seguire consapevoli che lo sviluppo di questo paese in termini di produzione di ricchezza e di posti di lavoro, nonché di crescita culturale ed intellettuale passa proprio da questa capacità di trasformare le buone idee in fatti concreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confido infine che anche il Politecnico di Zurigo comprenda lo sforzo che il Cantone Ticino produce per consolidare la presenza sul territorio ticinese del CSCS e che si adoperi per reperire tutte le risorse necessarie dalla Confederazione per finanziare la strategia nazionale per il calcolo ad alta potenza e la sua messa in rete. Ciò che permetterà di creare un vero polo di eccellenza e di dare alla Svizzera italiana, quale parte integrante di questo paese, la possibilità di collocarsi con un forte valore aggiunto nel paesaggio universitario svizzero e favorire la sua visibilità sulla scena internazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7610649178775724060?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7610649178775724060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7610649178775724060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7610649178775724060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7610649178775724060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/conferenza-stampa-per-la-messa-in-rete.html' title='Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2772423615103286718</id><published>2007-11-14T08:00:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:02:25.771+01:00</updated><title type='text'>HCAP 70 anni Club</title><content type='html'>HCAP 70 anni Club in un intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 11 novembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente, dirigenti, giocatori, amiche e amici dell'Ambrì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi è una giornata speciale anche per il tendone del circo Knie: non ci sono i leoni né gli elefanti. Ci sono invece i tifosi dell'Ambrì, quelli veri, quelli che sarebbero pronti a metter sotto i pattini anche su una pista circolare non fatta di ghiaccio, ma di trucioli (da resegadüsc) tanto è l'amore per una squadra che accompagniamo, da 70 anni, con passione e fierezza tanto nei momenti di gioia (quando vinciamo per intenderci) e quanto con un po' di magone in gola quando il tabellone ci dà sconfitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono i funamboli, gli equilibristi, gli acrobati che ci fanno venire i brividi alla schiena solo a guardarli, ma ci sono i nostri giocatori che partita dopo partita ci fanno vivere momenti di suspence, di emozioni, di eccitazione quando inseguono come gazzelle (ci saranno poi anche al circo?) il puck.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei loro movimenti, i nostri giocatori sono forse meno eleganti delle trapeziste che volteggiano a dieci metri da terra, ma la loro velocità, potenza, precisione ci fanno venire il batticuore. Quello del batticuore è il destino di noi tifosi anche di chi, fra di noi, un tempo ha calzato i pattini per pattinare sul ghiaccio da una parte all'altra della pista e che oggi, con qualche capello bianco, s'infuria in tribuna quando il disco non va dove vorrebbe che andasse, cioè in porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un po' di retorica diciamo allora che la Valascia è il nostro Tempio che ci fa sognare, così come ci fa ha fatto sognare il circo Knie quando da bambini entravamo in questo magico tendone, gli occhi strabuzzati quasi uscissero dalle orbite sospesi in aria per la meraviglia e l'incredulità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia dell'Ambrì è un po' la storia della nostra Valle, fatta di passioni, di orgoglio, di sentimenti di unità attorno al nostro Club del cuore. Una storia scolpita nella nostra memoria, fatta di nomi come Bob Kelly o Bixio Celio - che magari, prima di giocare la partita, dovevano spalare un po' di neve - oppure come…………….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri e grazie a tutti, dai dirigenti ai giocatori, dagli allenatori ai tifosi, dai simpatizzanti ai volontari per questo importante traguardo. I primi 70 anni non sono pochi, li abbiamo percorsi con il nostro "passo montanaro" che è espressione di lungimiranza, di chi vuole sempre raggiungere la vetta. Perché questo è il nostro obiettivo, questa è la nostra ragione di vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2772423615103286718?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2772423615103286718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2772423615103286718' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2772423615103286718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2772423615103286718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/hcap-70-anni-club.html' title='HCAP 70 anni Club'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2512819851012443773</id><published>2007-11-14T07:59:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:00:47.692+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione mostra Franscini a Faido</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione mostra Franscini a Faido del 5 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Sindaco,&lt;br /&gt;gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intervengo, credo per la sesta volta in occasione di manifestazioni per la commemorazione del 150° anniversario della morte di Stefano Franscini. Lo faccio con ancora maggior entusiasmo e coinvolgimento personale qui a Faido, Comune che ospita nella piazza a lui dedicata la statua inaugurata nel 1896 in occasione del centesimo della sua nascita con quella scritta che tutti noi, che attorno a quel monumento abbiamo giocato giorno dopo giorno nelle pause scolastiche, abbiamo impresso nella memoria: “All’educatore, storico e statista insigne”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il Franscini non fu soltanto il padre della pubblica educazione, come tutti noi lo ricordiamo, non fu soltanto maestro, educatore e pedagogista, egli fu studioso di storia patria, di economia politica e anzitutto di statistica, della quale fu precursore con opere fondamentali, penso in particolare al suo capolavoro “La svizzera italiana” che lo fece conoscere ed apprezzare anche al di fuori dei confini cantonali e nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu anche pubblicista formidabile, capace con la sua fervida e acuminata penna di far crollare i governi e di porre le basi per le riforme di cui aveva bisogno un Paese che si doveva incamminare sulla via del Progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu protagonista di una lunga e appassionata carriera politica che lo portò sino a sedere nelle supreme magistrature dello Stato: segretario di Stato prima, Consigliere di Stato poi e infine Consigliere federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma fu anche deputato alla Dieta, capace di dirimere complessi problemi doganali, postali, commerciali, così come seppe assumere compiti diplomatici per affrontare alcune delicate missioni, ad esempio nell’esacerbato Vallese del dopo Sonderbund o tra le truppe mercenarie svizzere al soldo del re di Napoli, accusate di massacri nei confronti di rivoltosi durante i moti popolari del 48.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini aveva una forma mentis anche scientifica che gli permise di approfondire aspetti, ad esempio sulla flora e la fauna nella zona di Piora, che ancora oggi formano oggetto di studi e ricerche che lui in qualche modo già aveva approfondito duecento anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attitudini ad approcci scientifici che gli permisero, non solo di essere ricordato come il padre della statistica svizzera, ma che gli fecero intuire l’importanza delle professioni tecniche e scientifiche con la creazione, per merito suo, e non tanto dell’Escher, del Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Ma evidentemente anche qui a Faido il prestigio del Franscini è legato in maniera indissolubile alla scuola, la scuola pubblica (quando giocavamo attorno al monumento in piazza lo si indicava, non sempre con ammirazione, come quello che “ha inventato la scuola”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno seppe sintetizzare meglio dello storico Giuseppe Martinola quello che Stefano Franscini concretamente fece per la scuola ticinese:&lt;br /&gt;Ci volevano scuole: le creò.&lt;br /&gt;Ci volevano libri: li scrisse.&lt;br /&gt;Ci volevano maestri: li preparò.&lt;br /&gt;Ci volevano leggi: le dettò.&lt;br /&gt;Ci volevano denari:li trovò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli partì con le sue riforme scolastiche praticamente da zero: anche se è vero che nel 1804 il Cantone si era dotato di una legge che stabiliva come in “ogni Comune vi sarà una scuola ove si insegnerà almeno a leggere e scrivere ed i principi di aritmetica”.&lt;br /&gt;Legge che di fatto rimase lettera morta, ritenuto che non vi erano docenti preparati all’insegnamento, non vi erano locali adatti al di fuori delle sacrestie delle parrocchie, non c’era il tempo e l’attitudine giusta per istruirsi in un paese poverissimo ove i giovani erano anzitutto forze lavoro irrinunciabili nelle attività domestiche ed agricole. Non vi era nemmeno una parità di istruzione tra bambini e bambine: con riguardo all'istruzione femminile tuonò: "va male per i maschi; ma va peggio per le femmine".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Franscini cambiò le cose con l’entrata in governo cantonale nel 1830, dopo la riforma costituzionale del 29 affrontata come segretario di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi propongo alcune riflessioni sull'azione realizzativa di Franscini. Un Franscini che entra nel Governo cantonale nel 1830, dopo la riforma costituzionale del ‘29, come segretario di Stato, alternando questa carica a quella di Consigliere di Stato fino al 1848.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola elementare venne fortemente potenziata per meglio diffondere l’istruzione indispensabile a tutti, anche ai più poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Franscini, nel 1848, divenuto Consigliere federale, si apprestava a partire per Berna, in Ticino non si contavano ormai più comuni senza scuola. Le scuole elementari risultavano frequentate complessivamente dal 77% delle alunne e  dall’87% degli scolari obbligati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i traguardi raggiunti, uno dei più rilevantI, a detta dello stesso Franscini, fu l’istituzione&lt;br /&gt;dei corsi teorici-pratici di metodica, che consentirono, grazie ad una frequenza sempre crescente di insegnanti e aspiranti tali, un significativo innalzamento qualitativo dell’insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo insegnanti d’altronde, dai 150 maestri - per tre quarti ecclesiastici - salì a 430 unità (di cui 147 laici e 159 maestre), di cui la metà circa aveva seguito  la scuola di metodica, e abbandonato l’inefficace pratica individuale, per praticare il metodo simultaneo, propugnato da Franscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1841 istituì la scuola maggiore, destinata ad una formazione più elevata per artigiani, commercianti, possidenti, agricoltori – coloro insomma che costituivano la gran parte del ceto medio di allora -,  che offriva lungo un ciclo triennale, l’insegnamento di principi di letteratura italiana, geografia, storia, elementi di storia naturale, economia agraria, contabilità, lingue vive, calligrafia, canto, ed esercizi militari, in funzione dell’educazione fisica e civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre riforme seguirono, l’azione realizzativa del Franscini fu ampia, costante ed incisiva: ma fondamentale fu il salto culturale che seppe generare nelle teste dei ticinesi che capirono che le ambizioni di crescita civile e di benessere dei cittadini di una comunità passavano attraverso l’istruzione  e l’educazione dei giovani. La scuola doveva diventare il luogo deputato all’educazione, educazione ai nuovi valori democratici, liberali e laici figli dell’illuminismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’educazione, ebbe modo di scrivere il Franscini, “è in uno Stato e della massima importanza e di prima necessità. Da lei dipende la formazione dei futuri cittadini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito suo, che è di grandissima attualità per la crescita del Ticino della conoscenza che ruota oggi attorno a USI, SUPSI, ASP e istituti di ricerca, è quello di aver compreso come la scuola avesse un ruolo strategico nella realizzazione di quel progetto di modernizzazione e democratizzazione della società che egli chiamava “incivilimento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi da me l’intenzione di elencare i meriti del Franscini, e ancor meno di ripercorrere le tappe della sua azione politica fra il Ticino e Berna. Consentitemi però di ricordare un aspetto qualche volta trascurato: quello del Franscini ribelle, dell’innovatore, del precursore di una visione della politica intesa come azione volta a promuovere e cementare lo sviluppo materiale del paese con il progresso delle menti. Quanto il Franscini proclama la necessità dell’”incivilimento del paese” pensa proprio a questa sintesi fra sviluppo materiale e maturità delle coscienze. Mi pare che, almeno in parte, il mistero del Franscini celebrato oggi, ma qualche volta sottovalutato, frainteso e addirittura ripudiato con fastidio dagli uomini del suo tempo, stia proprio in questi suoi atteggiamenti innovativi in politica: infastidiva il suo “J’accuse” senza appello rivolto ai colleghi parlamentari, agli appaltatori scellerati, ai politici avidi, che al bene generale anteponevano l’utile privato o tutt’al più l’egoismo regionale e corporativo, infastidiva la sua avversione alle fazioni e alle contrapposizioni rigide, infastidiva la sua condanna di ogni forma di esclusivismo e della faziosità esasperata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come leventinese, forse anche come uomo di montagna, sono sempre stato impressionato dalla semplicità, dalla modestia del Franscini che non ha mai tradito le sue origini, capace di accettare e persino di valorizzare con la forza e la dignità dei grandi le sue tribolazioni economiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è quanto enuncia una scritta che campeggia sulla lapide della tomba di famiglia nel cimitero di Bodio:&lt;br /&gt;“Nacque povero, visse povero, morì povero”, che riassume un tratto distintivo dell’esistenza del Franscini: le umili origini, malgrado le quali riuscì col suo ingegno e la sua tenacia a raggiungere le più alte cariche dello Stato, e soprattutto la povertà, che lo accompagnò anche quando era Consigliere federale, e che è rimasta impressa nelle coscienze di generazioni di Ticinesi, che quella dignitosa povertà hanno condiviso. Una povertà che secondo la mia lettura personale, già più volte espressa, rappresenta più che un destino, una scelta etica: la scelta di chi assume il compito, nei confronti dello Stato, di servirlo, anziché di servirsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Integrità morale, spirito di abnegazione e di servizio, impegno per il bene comune, al di là dei vieti campanilismi e dalle faziosità politiche settarie; dopo la secolare inerzia della dominazione landfogtesca e i decenni dell’assolutismo dei landamani, la repubblica richiedeva una rigenerazione politica, che per essere tale doveva essere una rigenerazione della coscienza morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini la incarnò, eccome la incarnò questa rigenerazione etica e politica, guidando il Paese verso una difficile opera di modernizzazione, democratizzazione e liberalizzazione, durante una lunga e intensa carriera politica, che hanno evidenziato doti politiche e umane che gli permettono di essere ricordato anche dopo 150 anni dalla sua morte come il più grande uomo di Stato della storia del Cantone Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, che sono certamente un po’ di parte, lo considero il più grande dei ticinesi di tutti i tempi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2512819851012443773?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2512819851012443773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2512819851012443773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2512819851012443773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2512819851012443773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-mostra-franscini-faido.html' title='Inaugurazione mostra Franscini a Faido'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-13871850583451809</id><published>2007-11-14T07:54:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:59:19.758+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola”</title><content type='html'>"Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola” sulla vita di G.B. Angioletti in Ticino"&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 4 ottobre 2007 a Ascona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Ministro Console generale d’Italia (Pietromarchi),&lt;br /&gt;Professor Antonio Colombo,&lt;br /&gt;dott. Luca Saltini, autore della ricerca,&lt;br /&gt;signor Luciano Nessi, rappresentante di ICOFIN di Ascona,&lt;br /&gt;dottor Gerardo Rigozzi, direttore della Biblioteca cantonale di Lugano,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’evento culturale di questa sera mi suggerisce qualche riflessione di carattere generale, lasciando a chi prenderà la parola dopo di me – e ne ha la competenza – l’onore e il piacere di presentare la ricerca del dottor Saltini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima riflessione è uno sguardo indietro nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino della storia è costellato di anni o di tempi che gli storici definiscono “difficili”. La storia degli ultimi due secoli delle regioni in cui viviamo e di quelle a noi vicine, di là dalla linea di confine, insegna che proprio le vicende degli anni difficili hanno avvicinato le terre lombarde alle terre ticinesi. Le vicissitudini lombarde, quelle dei momenti critici della storia, hanno sempre influito, in un modo o nell’altro, sul comportamento dei ticinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ capitato nell’Ottocento quando il giovane cantone Ticino si schierò dalla parte della popolazione lombarda nelle guerre d’indipendenza contro l’Austria. Il Ticino ebbe uomini politici che non cedettero alle minacce austriache, anche quando fu occupata una parte del suo territorio, o quando furono bloccate le frontiere, e nemmeno quando i ticinesi, espulsi dalla Lombardia, vennero accolti in patria. Sono stati anni di fame. Si chiamano proprio così: i fortini della fame, costruiti in vista di una possibile invasione delle truppe di Radezky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ capitato nel Novecento, negli anni in cui l’Angioletti soggiornò nel nostro cantone, pur in una situazione politica completamente diversa. Il Ticino visse nuovamente anni difficili, con alle sue frontiere un paese in guerra e, di nuovo, con la reiterata minaccia di vedersi staccato dalla Svizzera. Il Ticino accolse i rifugiati militari e civili proprio “in quell’ora storica assurda e drammatica”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; come la definí Vincenzo Snider, allora professore di italiano alla Magistrale di Locarno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arrivo di intellettuali e artisti venuti dall’Italia svegliò “una provincia sonnolenta”, come ebbe a dire Pio Ortelli&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;. Forse mai come in quegli anni i valori della cultura italiana furono affermati nel Ticino e in Svizzera con tanta forza e difesi accanto ai valori di uno Stato, la Svizzera, che accoglie dentro i suoi confini lingue e culture diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda riflessione concerne il nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa di amaro nel riassumerla in una domanda: nel discorso politico di oggi, in che considerazione sono tenuti i valori delle diverse culture che formano la Svizzera federalista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diceva un politico&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; qualche decennio fa: “la vita culturale non coincide sempre con la forza del numero né con la potenza economica”. Forse un tempo gli ideali erano più profondamente radicati nell’animo degli svizzeri e dei suoi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un esempio recente: ragioni di carattere economico hanno portato alla decisione delle camere federali di seguire il cantone economicamente più forte della Svizzera, il canton Zurigo: i cantoni sono liberi di insegnare come prima lingua straniera l’inglese al posto di una lingua nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione non mette certo in pericolo il federalismo svizzero. Le drammatizzazioni non ci piacciono. Ma indebolisce il federalismo. Fa riflettere quell’assoluto predominio delle ragioni di carattere economico su quelle di natura politico-culturale, e non soltanto nel campo dell’insegnamento. E chi a Berna ha cercato di attirare l’attenzione su questo aspetto, è stato elegantemente rimbeccato dai colleghi.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la decisione preoccupa o deve preoccupare la Svizzera italiana, perché aumenta il pericolo che la lingua italiana – e dunque anche la cultura italiana - scompaia dai piani di studio della Svizzera tedesca e francese. E purtroppo siamo già a buon punto! Il Ticino rimane per intanto fedele alle sue decisioni secondo le quali lo studio delle lingue nazionali precede quello dell’inglese, anche se qualche voce ci rimprovera una certa mancanza di pragmatismo. Ma fino a quando perdurerà questa situazione non è dato di saperlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza riflessione è uno sguardo verso il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un passo decisivo per l’affermazione della sua identità culturale il Ticino lo ha fatto con l’apertura dell’università, alla quale si sono aggiunte altre scuole del terzo livello, istituti di ricerca che hanno acquisito rinomanza internazionale e una rete di biblioteche. Il progetto universitario si consolida oggi attraverso una fitta rete di collaborazioni locali e internazionali che consentono la produzione e la messa in rete del sapere. Diversi centri di eccellenza si trovano in Lombardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla minaccia di un ridimensionamento della lingua e della cultura italiane a livello svizzero, il Ticino dunque reagisce, cosciente della propria forza e dei valori della propria cultura, attraverso iniziative che guardano al futuro e approfondimenti di capitoli del proprio passato, come è il caso di questa ricerca del dottor Saltini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio tutti gli enti e le persone che hanno reso possibile questo lavoro di ricerca e  in particolare ringrazio la ICOFIN di Ascona del contributo concesso per sottolineare il ventennale della sua esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi felicito con il dottor Saltini del lavoro fatto, attraverso il quale si approfondiscono fatti salienti del nostro passato e della cultura italiana. Alle mie congratulazioni si aggiungono quelle del Consiglio di Stato ticinese e mi auguro che lo studio intrapreso risvegli la curiosità di molti studiosi e no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Citato da Marino Vigano in Storia del Cantone Ticino, Il Novecento, a cura di Raffaello Ceschi, pag. 543, edizione Stato del Cantone Ticino&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Ibidem, pag. 543&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Brenno Galli a cura di Carlo Speziali, ed. Casagrande, 1989, pag. 258&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Couchepin rimbeccò con ironia la Ory del canton Neuchâtel.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-13871850583451809?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/13871850583451809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=13871850583451809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/13871850583451809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/13871850583451809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-del-libro-il-viaggiatore.html' title='Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1555464596565962187</id><published>2007-11-14T07:52:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:54:14.815+01:00</updated><title type='text'>“Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino”</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - “Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino” del 30 ottobre 2007 a Tenero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;porgo ai convenuti a questa Conferenza stampa il cordiale benvenuto del Consiglio di Stato del Cantone Ticino e mio personale, come direttore del dipartimento che si occupa della promozione dello sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore accogliere la squadra di calcio e la delegazione della Repubblica federale tedesca per la preparazione dei prossimi Campionati europei di calcio EURO 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era per noi un obiettivo quello di ospitare una squadra di prestigio, una di quelle in grado di vincere il titolo europeo, una squadra con grande visibilità mediatica in grado di far parlare bene del Ticino al di fuori dai nostri confini nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino turistico e culturale. Sono numerosi i cittadini germanici che, già a partire dall’inizio del secolo scorso hanno scelto e scelgono il nostro Cantone come mèta di vacanze o che si sono stabiliti qui da noi per trascorrere anni felici della loro vita. Mi basta ricordare, anche come presidente della Fondazione, il ruolo giocato da artisti e uomini di cultura tedeschi per la nascita e la crescita del Monte Verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra della Germania viene dunque in un angolo di mondo in cui sarà accolta con simpatia non solo da noi ticinesi, ma anche da numerosi connazionali, residenti in Ticino. Ma il cantone turistico è anche fiero di poter mettere a disposizione dell’ospite strutture alberghiere di altissimo livello internazionale. Anche per questo ci aspettiamo molta copertura televisiva della presenza della squadra della Germania per un periodo il più lungo possibile, tiferemo tutti, oltre che per la Svizzera a questo punto anche per loro, presenza che rappresenterà per il Cantone un’ulteriore opportunità di farsi conoscere nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino sportivo che ha il privilegio di avere sul proprio suolo il Centro sportivo nazionale, un vero e proprio gioiello voluto dalla Confederazione, non penso solo perché il Ticino ha un clima tutto speciale (anche se nella "Sonnenstube" se si mette a piovere, lo fa sul serio e per numerosi giorni), ma anche perché il nostro Cantone ha sempre voluto essere in prima fila nella promozione e nel sostegno dello sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ticino ha accolto con convinzione i postulati del Concetto del Consiglio federale per una politica dello sport in Svizzera e con la stessa convinzione li mette in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ufficio federale dello sport, proprio in occasione di EURO 2008, ha deciso di proporre progetti sportivi per la promozione dell’attività fisica e sportiva dei ragazzi e degli adolescenti. Proprio a favore di questa fascia d’età, il cantone Ticino ha compiuto grandi sforzi nell’ambito di Gioventù e Sport che lo situa numericamente al quinto posto nella classifica dei cantoni svizzeri, ma al primo posto se si considera il rapporto tra popolazione e giovani di età G+S, cioè da 10 a 20 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aspettiamo molto dalla presenza di una squadra sportiva di grande qualità e di grande prestigio proprio per promuovere i contenuti più nobili dello sport, quelli che attraverso la personalità di giocatori dotati di grande professionalità vanno presi da modello dai nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono gli ideali di sempre dello sport, quello vero e sano, fondato sulla correttezza, sul rispetto delle regole del gioco, sul rispetto dell’avversario, sulla capacità di sapere accettare con la dovuta modestia e autocritica la sconfitta, lo sport che unisce e lancia messaggi positivi e che non tollera espressioni di razzismo e di intolleranza, lo sport che fa del fairplay il suo principale obiettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino politico che ha dato il proprio appoggio finanziario e logistico al progetto di EURO 2008. L’autorità cantonale, nel limite delle sue possibilità, è stata sin dall’inizio d’accordo di assicurare ogni tipo di appoggio finanziario e logistico per consentire la messa a disposizione da parte della Confederazione di questo Centro sportivo, da parte del DECS delle vicine palestre delle scuole medie e naturalmente un appoggio concreto nell’ambito del dispositivo di sicurezza con risorse umane da definire. In altre parole, dietro le quinte e cercando in tutti i modi di non farci rovinare la festa da fughe in avanti della stampa, di fronte alla quale abbiamo anche dovuto trincerarci dietro qualche piccola bugia a fin di bene, la squadra della Germania l’abbiamo corteggiata: e visto come sono andate le cose oggi possiamo dire che è stato un corteggiamento coronato da successo, una storia d’amore che promette bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo dunque il compiacimento dell’Autorità cantonale per la scelta fatta dalla Federazione di calcio germanica e ringrazio tutte le persone, in particolare i signori Matthias Remund e Bixio Caprara per il lavoro svolto, così come ringrazio sin d’ora tutte le persone e gli enti che si adopereranno per rendere il più accogliente possibile il soggiorno della squadra nazionale tedesca nel Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un auspicio: che EURO 2008 sia l’occasione, nell’attuale tribolato settore dello sport, per dimostrare al mondo che si può fare dello sport in maniera pulita e che, pur nel mondo delle emozioni che una partita di calcio sa offrire – specie a livello di squadre nazionali – ognuno conservi in sé quell’equilibrio di giudizio che significa maturità e rispetto dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cedo ora la parola a chi, nell’una o nell’altra veste, illustrerà altri aspetti legati alla graditissima presenza della squadra tedesca in Ticino per prepararsi e poi magari vincere il campionato europeo del 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1555464596565962187?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1555464596565962187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1555464596565962187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1555464596565962187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1555464596565962187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/euro-2008-la-germania-ha-scelto-il.html' title='“Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1491980864516385692</id><published>2007-11-14T07:50:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:52:01.324+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani”</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani” del 29 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;150 anni fa, nel 1857, Stefano Franscini moriva improvvisamente nella sua casa di Berna, all’età di 61 anni.&lt;br /&gt;Era infatti nato a Bodio, nel 1796, suddito urano; il Cantone Ticino non era infatti ancora sorto.&lt;br /&gt;Bisognerà aspettare il vento impetuoso che spirava dalla Francia e le decisioni del Bonaparte, per spazzar via nel 1798 il secolare dominio landfogtesco che aveva dominato le nostre terre dal Cinquecento, con la nascita della Repubblica elvetica, una e indivisibile.&lt;br /&gt;Ma soprattutto si dovette attendere il 1803, quando il Primo Console sancì con l’Atto di Mediazione la nascita del Ticino come nuovo Cantone sovrano in seno alla Confederazione.&lt;br /&gt;Quando  Franscini dunque spirava sulle rive dell’Aar, il Cantone non esisteva che da 54 anni.&lt;br /&gt;Ma un Cantone che – come ha scritto lo storico Andrea Ghiringhelli – “nasceva come una fragilissima collezione di territori giustapposti e di popolazioni litigiose che non si riconoscevano né in una patria comune né in una comunanza di interessi. Ciò delegittimava le istituzioni e le leggi dello Stato cantonale ritenute delle intrusioni indebite nelle realtà locali.”&lt;br /&gt;Ai nostri governanti apparve chiaro che tale delegittimazione nasceva dalla mancanza del cittadino ticinese.&lt;br /&gt;Si cercò perciò – cito sempre Ghiringhelli - “di plasmare una coscienza cantonale attraverso un profluvio di stemmi, stendardi, bandiere e divise. Furono perfino commissionate opere che dovevano suscitare salutari slanci patriottici, come l'enorme tela di Antonio Baroffio collocata nel 1805 nelle sale del Gran consiglio o il Dizionario degli uomini illustri del Cantone Ticino di Gian Alfonso Oldelli. E non si lesinò sulle feste civico-patriottiche.”&lt;br /&gt;Il problema si presentò analogo a livello nazionale, dopo la Costituzione del 1848 e la nascita della Svizzera moderna, e, mutatis mutandis, negli altri stati ottocenteschi, come ad esempio l’Italia.&lt;br /&gt;Fu Massimo D’Azeglio ad avvertire che fatta l’Italia, andavan fatti gli Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cementare l’unità e fortificare l’identità nazionale uno strumento parve particolarmente efficace: l’individuazione di un eroe nazionale, di un pater patriae, di un esempio in cui riconoscersi.&lt;br /&gt;La Svizzera, guazzabuglio di etnie e tradizioni diverse, non riuscì a trovarne di storici e ne cavò uno rimescolando nel cilindro delle leggende medievali: Guglielmo Tell, il balestriere di Uri, paladino della libertà e dell’indipendenza fino al sacrificio, che ebbe una fortuna larghissima, complice il genio di Schiller e di Rossini.&lt;br /&gt;L’Italia, invece, puntò sulla “diarchia di bronzo” – come la chiamò lo storico Mario Isnenghi - di Vittorio Emanuele II, il “re galantuomo” e di Garibaldi., l’”eroe dei due mondi”, eroi con la spada in pugno, incarnazione del condottiero del risorgimento e dell’unità d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Franscini, con le dovute proporzioni, si affermò ben presto come figura in grado di incarnare il pater patriae della nostra piccola repubblica.&lt;br /&gt;Lo attesta a suo modo la colletta che venne organizzata quando egli era ancora in vita per realizzare un suo ritratto da diffondere nelle scuole del Cantone. Il gesto lusingò Franscini, che però per natura schivo e altruistico chiese che i soldi raccolti fossero devoluti ai bisognosi.&lt;br /&gt;Il ritratto però si fece, dopo la sua morte, per la mano di Vincenzo Vela, e campeggiò nelle aule scolastiche di tutto il Ticino sino a non tanti anni fa, imprimendo nella memoria collettiva di tutti i Ticinesi quel volto e decretando la popolarità dello statista di Bodio. La scuola, creazione di Franscini, ne diventava così anche il sacrario laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Additare il busto in gesso del Franscini al centro della mostra) Questo stupendo busto d’altronde è una, e forse la più bella più bella, delle tante rappresentazioni che poi arricchirono molti istituti scolastici del Cantone: è il gesso originale del busto marmoreo  del Vela che si trova presso il Liceo Carlo Cattaneo di Lugano.&lt;br /&gt;Il Ticino aveva così trovato un padre capace di coagulare attorno a sé comuni sentimenti di devozione patriottica, ma disarmato, dai tratti antieroici.&lt;br /&gt;La litografia del  Vela consegnava ai Ticinesi non un monarca-soldato, né un guerriero romantico e leggendario, ma un padre pacato, severo e amorevole, tra libri e carte, armato solo di una totale dedizione allo Stato, della sua povertà proverbiale e della  penna.&lt;br /&gt;Quella penna d’oca che nelle sue mani fu feconda e autorevole, e quando volle, tagliente, come uno stiletto.&lt;br /&gt;Se ne avvide Gian Battista Quadri quando apparve, nel 1830 - anonimo, per sfuggire alla censura - un opuscoletto che chiedeva una nuova carta costituzionale. A poco valse la replica del Landamano: il governo si sbriciolò e si inaugurò una nuova era, salutata come quella della rigenerazione, che si cibava di ideali quali libertà, progresso, modernizzazione e democratizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione del sistema scolastico ticinese fu la realizzazione più grande che Franscini ci ha lasciato, perché fu ed è lo strumento strategico per attuare quegli obiettivi .&lt;br /&gt;Franscini voleva trasformare la plebe in popolo, i sudditi in cittadini e puntare all’incivilimento delle nostre terre, facendo del Ticino e della Svizzera un paese unito e moderno.&lt;br /&gt;La sua penna, le sue carte, i suoi scritti - di politica, di statistica, di storia, di pedagogia, di dialettologia, di divulgazione del sapere pratico; articoli giornalistici, opuscoli, libri, leggi, rapporti, lettere -, i suoi scritti, dicevamo, per tutta la sua esistenza spalleggiarono la sua azione politica, la sostennero, la suffragarono, la inverarono.&lt;br /&gt;Mai come in Franscini, per un’alchimia che era l’arte del suo fare politica, le parole diventano cose.&lt;br /&gt;Quando morì, consigliere federale in carica, non lasciò che le sue carte.&lt;br /&gt;E’ pertanto con rinnovato interesse, con emozione e devozione, che possiamo accostarci - grazie a questa mostra dell’Archivio di Stato, depositario istituzionale della nostra memoria - a quegli inchiostri fransciniani che rappresentano il sillabario della nostra storia moderna.&lt;br /&gt;Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1491980864516385692?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1491980864516385692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1491980864516385692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1491980864516385692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1491980864516385692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-mostra-inchiostri.html' title='Inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4641491203986627235</id><published>2007-11-14T07:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:50:37.475+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione di ExpoPIUmogna</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione di ExpoPIUmogna del 26 ottobre 2007 a Bodio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora presidentessa del Gran Consiglio (Monica Duca Widmer),&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi porgo il mio cordiale saluto personale e quello del Consiglio di Stato e mi felicito con gli organizzatori di questa manifestazione per la molteplicità degli eventi previsti e la varietà degli avvenimenti collaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto accade in questi tre giorni è qualcosa di importante per la regione, perché ne dimostra la vitalità e la voglia di mantenere vivi usi e costumi di un tempo oltre che attività che contraddistinguono i settori del commercio e dell’artigianato, peculiarità di questo territorio e dei nostri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura, scuola, fotografia, sport e turismo compongono un ventaglio di attività che gli awards premiano. Mi fa piacere poter partecipare alla loro consegna ed esprimere il riconoscimento dell’autorità cantonale per gli sforzi che gli organizzatori della manifestazione hanno compiuto e continueranno a compiere negli anni a venire per dare visibilità a una regione del Ticino lontana dai grandi agglomerati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abito anch’io nella regione delle Tre Valli e so quali sforzi si devono oggigiorno fare per non lasciar morire attività che hanno dietro di sé lunghi anni di vita. Penso allo sport dello sci e alle stagioni sempre più calde con la neve che si fa ormai desiderare. Penso anche alle attività che roteano interno al piccolo, ma importante mondo dell’artigianato, che non attira più tanti giovani come un tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà la conseguenza del così detto progresso o della tecnologia più recente, ma l’interesse ormai scemato per tante professioni dell’artigianato preoccupa chi si occupa dei giovani, in primo luogo di chi è alla ricerca di un posto di lavoro. Mi auguro vivamente che questa “Fiera del commercio e dell’artigianato” sia anche una vetrina grazie alla quale mettere in mostra prodotti e aspetti di un mestiere, capaci di risvegliare l’interesse dei giovani. Solo così la tradizione può sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ questo l’auspicio che esprimo oggi: che queste manifestazioni oltre che a rinfrescare la memoria storica di una regione e a presentare quello che si fa oggi, servano anche a profilare il mondo futuro delle Tre Valli, affinché i grandi sconvolgimenti del territorio di cui siamo oggi tutti testimoni, non impoveriscano la vita della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questi sentimenti di gratitudine per quello che avete preparato e di speranza nel futuro, possiamo ormai tagliare il nastro ed entrare nel vivo della manifestazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4641491203986627235?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4641491203986627235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4641491203986627235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4641491203986627235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4641491203986627235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-di-expopiumogna.html' title='Inaugurazione di ExpoPIUmogna'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8119516941854715500</id><published>2007-11-14T07:46:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:48:15.419+01:00</updated><title type='text'>Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante il Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto del 13 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho accolto con piacere l'invito a partecipare al vostro seminario per parlarvi di un tema che mi sta a cuore: lo sport, con un riferimento particolare allo "Sport d'élite e scuola".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi propongo dapprima alcune riflessioni su un piano generale dalla prospettiva del politico che, con l'aggiunta della "S" al Dipartimento, ha fermamente voluto attribuire un preciso ruolo istituzionale allo sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Conciliare sport e studio è spesso molto complicato". Questo era il titolo di un articolo pubblicato da un quotidiano ticinese nel 1996 in occasione di una conferenza attorno al tema del "Diritto all'istruzione anche per gli sportivi d'élite"  alla quale parteciparono due giovani che erano riusciti a conciliare l'attività sportiva e l'impegno scolastico Paolo Della Bella (portiere dell'Ambrì) e Christoph Bottoni (velista). A quei tempi erano appena state introdotte le prime classi liceali per sportivi d'élite, dapprima a Lugano e Bellinzona, poi solo a Lugano. Erano classi con orario completo, ma con un pomeriggio libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poco più di 10 anni di distanza possiamo tranquillamente dire che la situazione è parecchio cambiata: sicuramente è migliorata la sensibilità del mondo politico e sicuramente la scuola è riuscita ad affinare i suoi programmi formativi per consentire agli sportivi d'élite un adeguato compromesso fra le esigenze sportive e quelle scolastiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consigliere federale Schmid ha sottolineato come “La promozione dei talenti è molto più dell’anticamera alla promozione dello sport d’élite! Lo Stato s’impegna nella promozione dei giovani talenti dello sport perché assume responsabilità nella relazione scuola – sport – famiglia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono al DECS - dal 2000 - ho sempre cercato di ritagliare allo sport lo spazio necessario perché si possa sviluppare. Uno sport a tutto campo, per tutti, a tutte le età e a tutti i livelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo quali sono le principali novità che hanno caratterizzato questi ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.         Un primo elemento di novità è stata la creazione della scuola professionale per sportivi d'élite di Tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola esiste da 5 anni (dal 2001) quale sottosede del CPC di Bellinzona. Durante questo periodo ha ottenuto la certificazione ISO ed il label di Swiss Olympic Partner School (sussidio di fr. 20'000.-). A dicembre 2005 il CdS ha riconosciuto ufficialmente e sine die questa sottosede nell’ambito del professionale-commerciale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Struttura scolastica attuale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola al termine dei 3 anni di studio a tempo pieno prevede due curricoli ( che si differenziano al termine del primo anno che è comune):&lt;br /&gt;-     curricolo per l’ottenimento della maturità professionale-commerciale&lt;br /&gt;-     curricolo per l’ottenimento del certificato di impiegato di commercio&lt;br /&gt;Attualmente sono un centinaio gli studenti- sportivi che frequentano la scuola professionale a tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Frequenza a orario ridotto ma a calendario prolungato:l’anno scolastico inizia a metà agosto e termina a fine giugno, durante le vacanze di carnevale è prevista la cosiddetta settimana dell’insegnamento a distanza che é parte integrante del programma scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    L’orario giornaliero delle lezioni è di regola così strutturato:&lt;br /&gt;     -   il lunedì, mercoledì e venerdì le lezioni terminano alle 12.45. Gli studenti  studiano o si allenano in modo indipendente;&lt;br /&gt;     -   il martedì ed il giovedì sono previste due ore di allenamento fisico per tutti presso le infrastrutture del CST con conseguente spostamento alle 15.00 del termine delle lezioni.&lt;br /&gt;  - Ogni allievo paga una tassa annuale (è prevista la possibilità dell’ottenimento di un assegno di studio) ed all’inizio del primo anno è obbligatorio l’acquisto di un PC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.         Un secondo elemento di novità è stata l'introduzione, con l'anno scolastico 2006/2007 del Programma per talenti sportivi e artistici nelle Scuole medie superiori del Canton Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scolarizzazione dei talenti sportivi e artistici nelle SMS del Cantone Ticino”: dopo l’entrata in vigore (1997) del nuovo modello di Liceo l’organizzazione delle “classi per sportivi d’élite e artisti” è venuta per svariate ragioni a perdere buona parte della sua ragione d’essere. Da qui la necessità di verificare l’esistenza di alternative percorribili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di lavoro formato dal capo ufficio UEFS, da 3 direttori di SMS, dal delegato cantonale SOT e da due docenti di SMS ha elaborato un progetto che si basa su una struttura snella ed efficiente che garantisca la gestione ottimale di questo aspetto sul piano cantonale con un occhio di particolare riguardo al contenimento dei costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La firma finale al rapporto è stata apposta nel corso del 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un apposito gruppo di lavoro composto da 3 direttori di SMS, dal capo dell’UEFS, dal delegato cantonale Swiss olimpic talents SOT e da due docenti SMS ha elaborato il rapporto sul “Progetto di scolarizzazione dei talenti sportivi e artistici nelle SMS del Cantone Ticino” e sottoporrà nelle prossime settimane alle istanze superiori detto rapporto per la discussione in merito. La nuova struttura organizzativa si prefigge di meglio qualificare e di “fare ordine” rispetto a quanto proposto finora in questo particolare campo.&lt;br /&gt;I giovani richiedenti che postulano l’ammissione al curricolo studio-sport saranno valutati secondo le ultime direttive emanate da Swiss Olympic Talents (SOT). Per il settore artistico valgono i parametri degli enti riconosciuti e dei progetti già realizzati in Svizzera nell’ambito culturale-artistico per quanto concerne in particolare la musica e la danza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedure d’ammissione, non scolastiche, al progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’UEFS attraverso il coordinatore cantonale delegato DECS di SOT e di un gruppo di consulenza per il settore artistico è responsabile:&lt;br /&gt;-          dell’analisi dei dossier inoltrati  entro la fine di maggio da parte di ogni allievo che si candida a far parte di questo curricolo speciale;&lt;br /&gt;-          di redigere all’indirizzo delle direzioni e delle famiglie interessate un rapporto individualizzato di ammissione o non ammissione;  &lt;br /&gt;-          di  monitorare regolarmente l’attività sportiva o artistica dei talenti ammessi;&lt;br /&gt;-          di collaborare regolarmente con gli istituti scolastici (direzioni, tutor di sede)  segnalando se del caso difficoltà o abbandoni dell’attività sportiva o artistica;&lt;br /&gt;-          di riesaminare ogni anno scolastico l’adempimento da parte di ogni talento del rispetto dei parametri d’appartenenza al curricolo dal punto di vista sportivo e artistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modalità organizzative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Individualizzazione delle esigenze del giovane talento e messa in atto di particolari misure di sostegno da parte della direzione attraverso la stretta collaborazione tra direzione-tutor di sede-coordinatore cantonale-famiglia-federazione sul calendario e sui programmi da seguire.&lt;br /&gt;-    Eventuale dispensa da alcune ore-lezione con possibilità di recupero tramite disponibilità di un pool di docenti (ore pagate dalla famiglia o enti interessati).&lt;br /&gt;-    Gli obblighi e le competenze previsti dai piani di studio valgono in tutto e per tutto anche per i talenti ammessi al progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.         Un terzo elemento di novità è stata la collaborazione delle Scuole medie di Gordola e di Minusio con i Centri regionali di allenamento e formazioni creati in questi ultimi anni dalla federazioni nazionali e/o cantonali al CST di Tenero&lt;br /&gt;Partecipanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro regionale dell’ACTG:&lt;br /&gt;L'anno scorso erano in totale 23 i giovani (10 maschi e 13 ragazze) provenienti da tutto il Cantone.&lt;br /&gt;La maggior parte frequenta la Scuola Media.&lt;br /&gt;Alcune ragazze sono ancora inserite nella Scuola Elementare del loro circondario e si recano per l’allenamento a Tenero.&lt;br /&gt;4 giovani frequentano il secondario superiore (2 il Liceo di Locarno e 2 la SPSE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro di preformazione dell’ASF:&lt;br /&gt;Nello scorso anno scolastico in corso (primo anno di esperienza) sono stati selezionati 12 ragazzi provenienti da tutto il Cantone che frequentano la 3 media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Frequenza scolastica nelle sedi di SM nelle immediate vicinanze (ginnasti/e solo nella sede di Gordola, calciatori nelle sedi di Gordola, Minusio, Losone).&lt;br /&gt;-    Allenamenti giornalieri al vicino CST facilitati nel loro svolgimento grazie ad un accordo con l’UIM e con le rispettive direzioni scolastiche.&lt;br /&gt;-    Allenamenti gestiti interamente, dal profilo tecnico-logistico-amministrativo, da parte della cellula federativa nazionale/cantonale.&lt;br /&gt;-    Possibilità di soggiornare presso alcune famiglie della zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prospettive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Il centro ACTG non prevede grossi cambiamenti nel numero mentre per il centro di preformazione ASF il numero dei ragazzi selezionati dovrebbe raddoppiare: i “vecchi” passeranno infatti in 4 media mentre entreranno 12-14 nuovi ragazzi al livello di 3 media. I responsabili del centro ASF intendono consultare la Divisione della scuola e l’UIM per sondare la possibilità di ridurre a due le sedi di frequenza.&lt;br /&gt;-    Al centro di pre-formazione ASF, a partire dal 2007 e dopo 2 anni di esperienza (minimo previsto dal rispettivo regolamento), si intende iniziare la procedura per l’ottenimento del label di Swiss Olympic Partner School (assegnato alle sedi scolastiche coinvolte). Questa certificazione prevede un sussidio una tantum di una certa entità e una certificazione di competenza (sia organizzativa che tecnica) di un certo prestigio.&lt;br /&gt;-    La nascita di questi centri di competenza (Stützpunkt) è stata fortemente caldeggiata anche dal presidente della CDIP (prof. HU Stöckling) durante la sua relazione nell’ambito della “Conferenza straordinaria sulla promozione dei talenti” svoltasi a Berna il 24 marzo u.s.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.         Un quarto elemento di novità è stata la continuazione, dopo la fase sperimentale, del programma "Occhio al talento" anche nel 2007 con l'estensione dei centri d'attività, oltre a Tenero, a Biasca e a Lugano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Occhio al talento”: un progetto polisportivo proposto ad un gruppo di 25 bambini di 3 elementare al mercoledì pomeriggio e, ogni 3 settimane, al sabato mattina. L’obiettivo è quello di orientare e consigliare i partecipanti verso un’attività sportiva che risponda alle loro caratteristiche, bisogni e aspettative. La concretizzazione di questa attività è stata resa possibile grazie al finanziamento per metà pubblico (Fondo Sport-toto) e per metà privato (3 sponsor).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’adesione è stata soddisfacente (più di 50 iscrizioni), durante il mese di novembre si è poi proceduto alla dovuta, per questioni di budget e di spazio, selezione dalla quale sono risultati i 25 prescelti che a partire da metà gennaio 2006 si ritroveranno al centro sportivo di Tenero per 48 unità d’attività. E’ opportuno rilevare come la parte tecnica del progetto (organizzazione dei test, delle lezioni, ecc.) sia stata presa a carico da un gruppo di docenti di educazione fisica particolarmente sensibili all’attività sportiva e che non hanno ancora trovato il pieno impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’avvio di questo progetto pilota è intenzione dell’UEFS di sensibilizzare le direzioni scolastiche di SE e i responsabili comunali dello sport di altri centri del Cantone Ticino allo scopo di poter estendere “Occhio al talento” almeno a un centro nelle 3 Valli, uno nel Luganese e uno nel Mendrisiotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.         Un quinto elemento di novità è il supporto convinto del fondo dello Sport-Toto per gli sportivi d'élite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo in particolare istituito un credito annuo per il sostegno di centri di formazione per sportivi d'élite in età giovanile gestiti dalle federazioni sportive cantonali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a Fondo dello Sport-toto siamo riusciti anche ad erogare preziosi contribuiti come:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·      contributo straordinario per favorire la promozione e il consolidamento dello sport in ambito giovanile con il rinnovo della misura a favore delle federazioni sportivi cantonali per il 2005, 2006 e 2007 (40% del sussidio ordinario ricorrente alle federazioni e del 1. gruppo e del 50% a quelle del 2. e del 3. gruppo). È stato stanziato un importo complessivo di 1,5 mio di franchi (che si assomma a quello di 1,8 mio di franchi per il periodo 2002-2004;&lt;br /&gt;·      contributo per un trasporto sicuro degli atleti o dei giocatori in età giovanile (azione "minibus" bilancio dell’azione (conclusa il 31 dicembre 2005) e rinnovo fino alla fine del 2007 (sino al 2006 si è sostenuto l'acquisto di 43 nuovi veicoli con un sussidio per un ammontare totale di oltre 400'000 franchi)&lt;br /&gt;·      senza dimenticare il sostegno dato a investimenti (oltre 3 milioni) per le costruzioni di impianti sportivi e nel sostegno delle manifestazioni sportive a carattere nazionale e internazionale (circa 400'000 franchi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.         Un sesto elemento di novità è stata la concessione di assegni di studio attraverso il fondo dello Sport-toto agli sportivi d'élite che frequentano le scuole dell'obbligo pubbliche o private fuori Cantone&lt;br /&gt;Il Cantone promuove, incoraggia e sostiene la formazione scolastica e professionale postobbligatoria con una politica di aiuti finanziari erogati attraverso le borse di studio. Le normative che regolano il settore prevedono la concessione di assegni e di prestiti di studio unicamente per la frequenza di scuole o studi postobbligatori. Risultano di conseguenza esclusi gli sportivi d'élite in obbligo scolastico che, per l'esercizio delle loro attività sportive, sono tenuti a frequentare in Svizzera un istituto scolastico fuori Cantone. Tenuto conto che situazioni del genere sono poco frequenti e considerato che l'aiuto alla formazione è considerato di primaria importanza nella politica di sostengo alle famiglie per la formazione scolastica e professionale dei figli, il DECS ha deciso di sostenere questi casi attraverso il Fondo dello Sport-Toto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La concessione degli aiuti finanziari è subordinata:&lt;br /&gt;·      all'accertamento che la frequenza fuori Cantone è imposta da necessità sportive e che non possono essere soddisfatte in Ticino;&lt;br /&gt;·      all'attestazione rilasciata dalla federazione sportiva nazionale di riferimento sullo statuto di "sportivo d'élite" dell'allievo e/o il rilascio, da parte della federazione sportiva nazionale della carta Swiss Olimpic Talents;&lt;br /&gt;·      alla partecipazione finanziaria della federazione sportiva nazionale di riferimento al costo annodi frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importo massimo attribuito è fissato in 4'000 franchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.         Un settimo elemento di novità è legato al ruolo dell'Ufficio dell'educazione fisica scolastica del DECS in collaborazione con il mondo dello sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mese di settembre 2004 nell’Ufficio dell’educazione fisica scolastica (UEFS) è stata integrata a orario ridotto la figura del delegato cantonale di Swiss Olympic Talents (SOT). Attualmente questo ruolo è occupato dal collaboratore Amedeo Rondelli; il suo campo di attività è abbastanza ampio e variegato e spazia dal proporre, consolidare ed avviare alcuni progetti che la centrale di SOT emana fino al curare tutti quegli aspetti che riguardano l’impegnativo sviluppo dei giovani dentro l’altrettanto impegnativo binomio scuola-sport/arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione amministrativa dei talenti sportivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tradizionale e un tantino obsoleta procedura di gestione dei cosiddetti talenti è destinata ad essere sostituita da un nuovo modello. Infatti durante l’anno 2005 l’UFSPO ha elaborato le nuove direttive che definiscono in modo rigoroso i parametri di appartenenza allo statuto di “talento sportivo” con tutti i benefici (per il giovane) che da esso ne derivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il delegato UEFS/SOT, assieme ai suoi omonimi degli altri cantoni, ha partecipato in modo attivo all’elaborazione di questi nuovi parametri e riceverà a partire dalla fine di gennaio 2006 l’accesso alla banca dati che permetterà di gestire direttamente tutte le informazioni inerenti questo settore. La conseguenza sarà che si consolideranno i rapporti fra l’UEFS e le federazioni nazionali e cantonali di riferimento e si avrà un quadro più chiaro per poter definire l’appartenenza o meno di un giovane allo statuto di talento con tutte le conseguenze anche nell’ambito scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori attività svolte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-     continuazione dell’opportunità data ai giovani talenti ticinesi che frequentano una scuola per sportivi di élite in altri cantoni della Svizzera (allestimento di un parere e di regolamenti all’indirizzo delle istanze responsabili-ufficio sussidi e borse di studio del DECS);&lt;br /&gt;-     incremento dei contatti fra l’UEFS e le federazioni sportive attraverso la partecipazione diretta a manifestazioni e assemblee;&lt;br /&gt;-     organizzazione di momenti di promovimento in ambiti scolastico a vari livelli della prevenzione alle varie dipendenze;&lt;br /&gt;-     orientamento, secondo gli attuali parametri, di alcuni giovani talenti verso un curricolo scolastico confacente al doppio impegno scuola-sport;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.         Concludo con un riferimento particolare alle attività di Gioventù e sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che nel 2005 è stato l’anno in cui si sono potuti valutare nel dettaglio tutti gli aspetti del passaggio definitivo alla struttura GS 2000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione del Ticino, confrontata con la tendenza generalizzata nel resto della Confederazione, è ancora una volta molto positiva grazie allo sforzo comune di tutti i partner coinvolti con lo sport giovanile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quell'anno oltre 45'000 giovani hanno partecipato alle 750 offerte sportive organizzate da club e associazioni cantonali con un ritorno finanziario di contributi federali per 3'500'000.- fr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda constatazione molto positiva è sulla qualità del personale insegnante a disposizione dei club dove i 7000 monitori G+S formati, malgrado che la riforma abbia imposto una scadenza più corta per l’aggiornamento dei brevetti, seguono ancora i corsi d’aggiornamento e si mettono a disposizione delle loro società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il settore della formazione di base e metodologica dei monitori si conferma in controtendenza alla situazione nazionale con 438 nuovi monitori di base e 98 nella formazione superiore con un incremento quindi del 12% .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa situazione ci permette quindi di affrontare con certo ottimismo il futuro perché riteniamo che il normale ricambio e avvicendamento del personale insegnante nelle società sarà garantito e i nostri giovani potranno ancora contare su delle valide offerte di attività sportiva nel tempo libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G+S Ticino, oltre ai compiti principali che gli sono affidati dalla Confederazione, ha potuto intensificare l’attività a sostegno di singoli eventi sportivi e delle animazioni sportive regionali nell’ambito della promozione delle reti sportive locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre nel corso dell’anno la Confederazione ha ceduto al Cantone le sue infrastrutture del campo di Oilvone che è stato affidato a G+S Ticino per la gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’acquisizione del Palasport di Bellinzona nel 2004 e con gli alloggi a disposizione a Olivone, che possono pure contare sulla struttura dello stabile Polisport, siamo convinti che le associazioni sportive hanno ora a disposizione un’ulteriore offerta a prezzi contenuti per l’organizzazione delle loro attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi segnalo infine che stiamo affrontando il tema di un nuovo centro G+S a Bellinzona. Si tratta di una realizzazione importante che intendiamo avviare ancora nel corso di questa legislatura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8119516941854715500?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8119516941854715500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8119516941854715500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8119516941854715500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8119516941854715500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/seminario-arbitri-federazione-svizzera.html' title='Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2938704587541423906</id><published>2007-11-14T07:44:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:46:23.685+01:00</updated><title type='text'>Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della  Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori del 12 ottobre 2007 a Biasca)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;rivolgo un cordiale saluto&lt;br /&gt;al direttore della Bibliomedia della Svizzera italiana (Orazio Dotta),&lt;br /&gt;ai presidenti dei circoli di cultura di Biasca e Lodrino (Leonia Menegalli, Franchino Sonzogni),&lt;br /&gt;ai direttori e ai docenti degli istituti scolastici e ai membri della giuria,&lt;br /&gt;ai genitori, alle allieve e agli allievi delle scuole elementari e delle scuole medie partecipanti al concorso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scriveva un grande scrittore circa 120 anni fa che “la scrittura si intreccia di continuo con la vita e che sono “le piccole cose, i piccoli particolari che svelano un carattere, un ambiente, una condizione.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che bello leggere queste parole così semplici, proprio nel nostro tempo in cui invece ci giungono agli orecchi paroloni del tipo “rivoluzione digitale”, “ipertesto” “multimedialità” e, sopra tutto, in cui tutto deve potersi fare in modo semplice e veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora mi sono chiesto se scrivere al computer è come metter giù i propri pensieri su un foglio bianco e se leggere un testo al computer è come leggere un libro. Mi sono detto di no, ma bisognerebbe sentire che cosa ne pensano i partecipanti a questo concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E prima di tutto chiedere loro perché scrivono. Anche qui tento di dare una risposta e cioè credo che chi scrive lo fa perché ha qualcosa da dire: possono essere le emozioni di un momento della vita, magari qualche sogno ad occhi aperti, o di raccontare una storia oppure ancora di parlare dei rapporti con qualcuno della famiglia, il fratello o la sorella. O ancora perché si vuol raccontare un momento di paura, come l’argomento del concorso di quest’anno. E magari c’è qualcuno che sogna di fare lo scrittore da grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi prendo in considerazione il numero dei lavori che sono giunti alla segreteria del concorso (854), allora vuol dire che la voglia di scrivere è grande. E’ una constatazione che consola pensando a tutte le discussioni che oggi si fanno sul problema dei figli, sulle tante ore passate davanti allo schermo televisivo e sui pochi minuti dedicati alla lettura di un libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Salire sulle spalle dei giganti”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt; dice cosí uno scrittore del nord a proposito del leggere le opere dei piú grandi scrittori, perché attraverso la lettura si impara a scrivere, perché lo scrivere, a sua volta, dice quello scrittore “è il ritmo, è la melodia, come nel canto degli uccelli.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so come cantino gli uccelli della così detta “scrittura utile”, quella degli sms e degli e-mail, una scrittura che fatica a star dietro al pensiero che invece corre veloce. Non c’è tempo per una correzione e nemmeno per scrivere per intero le parole. Per è un “x”, perché usare tre lettere quando basta il segno ics! Com’è facile disegnare un cuore. Non hai nemmeno da risolvere il problema dell’ortografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che molti specialisti si pongono è se questo tipo di struttura sia d’ostacolo all’apprendimento dello scrivere o se invece sia veramente utile per introdurre nella propria maniera di scrivere quel tocco in più che parla all’anima di chi scrive e lo rende libero di esprimersi come vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio agli specialisti la risposta. Per quel che mi concerne, come responsabile di un dipartimento che si occupa di scuola, mi fa piacere prendere atto dell’alto numero di partecipanti al concorso. Vuol dire che la scuola riesce, in questo contesto, a contrapporre alla frenesía del tempo, la lentezza della riflessione, perché scrivere è riflettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi rivolgo, solo con il pensiero, alle giovani e ai giovani qui presenti, sbaglio di molto se penso che, oltre allo scrivere, provano il piacere di leggere un libro? E che quel piacere è nato tra i banchi di scuola, o ancor prima, in famiglia quando padre o madre dedicano alcuni minuti della giornata a leggere un libro alla figlia o al figlio ancora in età prescolastica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un bravo a tutti quelli che hanno concorso, ai premiati e ai non premiati, con l’augurio che non abbandonino mai la voglia di scrivere e di leggere. Un plauso esprimo al direttore della Bibliomedia della Svizzera italiana e ai presidenti dei circoli di cultura di Biasca e di Lodrino oltre che a tutte le persone che nel modo o nell’altro contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per questo concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio infine genitori e docenti che compiono ogni sforzo perché nei loro figli rimanga vivo l’interesse per il libro e per la scrittura.&lt;br /&gt;A tutti esprimo la gratitudine del Dipartimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Anton Cechov, www.interruzioni.com/cechovscrivere.htm&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Olof Lagercrantz, &lt;a href="http://www.interruzioni.com/lartedileggerescrivere.htm"&gt;www.interruzioni.com/lartedileggerescrivere.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2938704587541423906?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2938704587541423906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2938704587541423906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2938704587541423906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2938704587541423906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/premiazione-3-concorso-di-scrittura-tre.html' title='Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-645018612937140641</id><published>2007-11-14T07:43:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:44:03.049+01:00</updated><title type='text'>Fatti! Contano più dei cartelloni</title><content type='html'>(da un articolo pubblicato da Gabriele Gendotti su Opinione Liberale del 11 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono due modi di fare politica: con i fatti e con i cartelloni. Preferisco il primo perché sono convinto che il compito della politica sia quello di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini, non di far leva su paure - o presunte tali - tappezzando strade e marciapiedi con pecore bianche e pecore nere. Il livello del dibattito politico si fa sempre più scadente e i suoi contenuti sempre più inconsistenti; le parole che pensavamo di aver sepolto (ma non dimenticato perché scolpite nella memoria) come "propaganda" o "collaborazionista" stanno di nuovo e pericolosamente tornando sulla bocca di chi non ricorda qualche cinegiornale in bianco e nero o gli sconquassi delle teorie sulla superiorità della razza ariana. La scorsa settimana la destra e la sinistra non si sono fatte molti problemi nell'irrompere, in modo sfacciato, nelle attività del Parlamento federale con un dibattito vergognosamente preelettorale che nulla ha a che vedere con la gestione della cosa pubblica e gli interessi superiori di una Nazione. Ha fatto bene Fulvio Pelli a denunciare questo "show politico di democentristi e socialisti" che con la loro banalizzazione e personalizzazione della politica rendono un pessimo servizio al Paese. Per noi liberali radicali potremmo dire: oltre il danno, la beffa. Sì, perché se da un lato sappiamo di aver dato un contributo decisivo alla costruzione della Svizzera moderna dal Franscini in poi (e continuiamo a farlo affrontando i temi di fondo sui quali costruire il nostro futuro che si chiamano occupazione, riforme sociali, economiche e fiscali, sostegno all’educazione, alla ricerca, all’innovazione, ambiente, interculturalità,..), dall’altro ci siamo ormai rassegnati al fatto che l’attenzione dei media (il vero potere del Paese assieme a qualche potente lobby) si concentra sulla politica spettacolo, sui gossip, su decine di sondaggi a fondo perso, quindi non sul lavoro serio e discreto di chi pensa, propone e costruisce. È uno spettacolo triste e privo di contenuti – triviale come il Grande Fratello - che però rende e porta voti. Ma questo connubio fra uno stile di far politica sempre più urlato, superficiale, deviato - dai toni forti che spaccano il Paese in bianchi e neri - e il megafono (voluto o no poco importa) di chi avrebbe l’importantissimo compito di proporre uno spazio di mediazione delle opinioni ci sta sempre più avvicinando a una pericolosa soglia di intolleranza che prima o dopo faticheremo a gestire. Chi semina vento raccoglie tempesta. Un Partito di governo ha il compito e la responsabilità di sostenere il confronto politico – anche duro - sul piano delle idee e dei progetti, ma sempre dimostrando una volontà aggregante, capacità di ascolto, propensione alla costruzione del consenso. La politica è oggi invece divenuta cosa strana che fa leva sulle emozioni usa e getta: ci sono due poli estremi che, abilmente, continuano senza pudore a fare proposte provocatorie e al limite del temerario il cui destino è segnato sin dalla loro genesi e c’è un centro che arranca sempre più nel garantire un equilibrio politico e istituzionale di cui andavamo fieri, perché funzionava bene e perché consideravamo diverso da quello dei nostri vicini. Chi ci perde sono la democrazia e lo Stato. Dobbiamo allora celebrare il funerale dei partiti tradizionali e abbandonarci alla demagogia e al populismo degli uni (a sinistra) e degli altri (a destra)? Mai! Anche perché in politica, come nelle maratone, conta avere fiato a lungo termine al di là dell’effimero e delle mode. Ma se è vero che i Partiti si sono (erano?) sempre più identificati come organismi dello Stato, la loro legittimazione dipenderà dalla loro capacità di ristabilire un forte legame con le cittadine e di cittadini e di riaffermare la loro forza propositiva che li metta nella condizione di non dover subire gli umori della politica-spettacolo, bensì “di individuare, selezionare e pilotare le grandi ristrutturazioni economiche e sociali”. Gli effetti della politica che vende paure e butta benzina sul fuoco li abbiamo visti ancora sabato scorso a Berna. È il Paese che vogliamo? No, noi liberali radicali non possiamo adagiarci su queste derive della politica. Forti dei nostri valori di sempre dobbiamo continuare a batterci per proteggere la dignità dell’uomo, per difendere le conquiste di libertà e promuovere la responsabilità individuale, per garantire pari opportunità, per far capire la ricchezza che sta dietro alle diversità culturali, per adottare quelle riforme che fanno crescere il Paese dal profilo sociale ed economico, per riconoscere all’educazione e alla cultura un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo e nell’introduzione ai valori della democrazia. Ricordiamocene il prossimo 21 ottobre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-645018612937140641?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/645018612937140641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=645018612937140641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/645018612937140641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/645018612937140641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/fatti-contano-pi-dei-cartelloni.html' title='Fatti! Contano più dei cartelloni'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2022104144655268699</id><published>2007-11-14T07:40:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:42:44.688+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore del 8 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non ho timore di confessarvi quanta sia la mia ammirazione e quasi meraviglia nei confronti dell’operato di Stefano Franscini, per l’ampiezza e la profondità che lo caratterizzarono.&lt;br /&gt;Franscini fu maestro, educatore, pedagogista.&lt;br /&gt;Fu studioso di storia patria, di economia politica e soprattutto di statistica, la sua diletta statistica; autore di opere fondamentali come La Statistica della Svizzera e – quello che è considerato il suo capolavoro - La Svizzera italiana, apprezzati anche fuori dai confini cantonali e nazionali.&lt;br /&gt;Fu pubblicista formidabile, capace con la sua fervida e acuminata penna di far crollare i governi.&lt;br /&gt;Percorse una lunga e appassionata carriera politica che lo portò fino a sedere nelle supreme magistrature dello Stato: Segretario di Stato prima, Consigliere di Stato poi e infine Consigliere federale.&lt;br /&gt;Ma fu anche deputato alla Dieta, capace di dirimere complessi problemi doganali, postali, commerciali, e diplomatico, pronto ad affrontare delicate missioni nell’esacerbato Vallese del dopo Sonderbund o tra le truppe mercenarie svizzere al soldo del Re di Napoli, accusate di massacri nei confronti di rivoltosi durante i moti popolari del ’48.&lt;br /&gt;Vasta, incessante e incisiva fu l’azione di Franscini, tanto da guadagnarsi il titolo di padre della statistica Svizzera e quello di padre del Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Ma su tutto, soprattutto per i Ticinesi, egli è stato e rimane il padre della popolare educazione.&lt;br /&gt;Franscini, senza ombra di dubbio, ha legato il suo nome indissolubilmente a doppio filo alla scuola.&lt;br /&gt;Non sorprende quindi troppo se quell’opera di mitizzazione che conobbe la sua figura - e che ha permesso al suo nome di perpetuarsi fino ad oggi, a 150 anni di distanza dalla sua morte, a differenza di pur altri importanti personaggi della vita politica del Ticino dell’Ottocento, caduti nell’oblìo -, sia avvenuto proprio o primariamente nella scuola.&lt;br /&gt;Credo di non sbagliare dicendo che come cittadino di Faido sono tra i pochi nel Cantone ad avere la possibilità di ammirare una statua di dimensioni colossali che raffigura il Franscini nella piazza del proprio paese. Non ve ne sono altrove, né a Bellinzona, né a Lugano, né a Locarno o in altri centri del Cantone. E pure le raffigurazioni di Franscini non si contano, tanto d’aver dato vita a quello che lo storico Carlo Agliati ha chiamato un “autentico furore celebrativo”.&lt;br /&gt;A parte la lapide che ovviamente si trova nel cimitero di Bodio, suo villaggio natale, e il busto del Vela nel palazzo delle Orsoline, dove troviamo l’effige del nostro Franscini?&lt;br /&gt;Presso le scuole comunali di Bodio, dove campeggia una lapide marmorea voluta nel 1892 dalla Società svizzera di statistica e una lapide in marmo del 1952 di Apollonio Pessina, che ritrae Franscini fra gli alunni.&lt;br /&gt;Alla ex Magistrale di Locarno, dove troviamo il volto in bronzo di Franscini, opera di Pedro Pedrazzini, e dove esisteva anche l’originale in gesso del monumento di Faido, sfregiato e bruciato nel 1968 da un vandalo.&lt;br /&gt;Presso il Liceo Carlo Cattaneo, che egli creò, possiamo ammirare un altro busto marmoreo del Vela, mentre presso la casa comunale di Breno è stato collocato un basso rilievo di Emilio Brignoni.&lt;br /&gt;Presso le Scuole comunali di Biasca esiste un bassorilievo di Apollonio Pessina che raffigura Stefano Franscini tra gli alunni e un altro bassorilievo sempre del Pessina si trova al Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Mi fermo qui, in questo sin troppo lungo elenco. Ma appare evidente che al di là del caso di Bodio, di Faido e della sede del Governo, busti e lapidi di Franscini trovano ricetto essenzialmente in quell’istituzione di cui egli è unanimemente riconosciuto come il padre, cioè la scuola.&lt;br /&gt;La scuola è nel contempo figlia e sacrario laico del Franscini, la depositaria della sua memoria da tramandare alle giovani generazioni. E questo sin da quando Franscini era in vita.&lt;br /&gt;E’ noto l’episodio della colletta che venne organizzata per realizzare un ritratto di Franscini da collocare nelle aule scolastiche di tutto il Cantone, e che in effetti si fece dopo la sua morte, per la mano di Vincenzo Vela e che per generazioni ha accompagnato gli allievi delle nostre scuole, stampando nella loro memoria un ‘immagine divenuta patrimonio familiare dell’immaginario collettivo dei Ticinesi.&lt;br /&gt;Ma il ricorso al mezzo iconografico e monumentale probabilmente sarebbe bastato a trasmettere soprattutto l’immagine del grande magistrato e del severo studioso, ma non a perpetuare quel colloquio con il popolo che caratterizza la figura del Franscini.&lt;br /&gt;Nato povero e morto povero, Franscini oltre che ammirato per le sue indubbie qualità di statista, è personaggio amato per una dirittura morale esemplare, che non ha mai conosciuto cedimenti e soprattutto per quella sua umile origine sociale, inedita per un alto magistrato di quei tempi, che gli permetteva da un lato di conoscere dal di dentro l’orizzonte materiale e spirituale di quel popolo di cui continuò a spartire angustie e tribolazioni.&lt;br /&gt;E allora ecco – accanto alle commemorazioni, ai libri, agli studi e ai saggi biografici – sussidi didattici più appropriati per far conoscere ai ragazzi le vicende del pastorello di Bodio, che grazie alla sua vivace intelligenza, alla sua strenua tenacia, alla sua generosa umanità riuscì a salire sino al gradino più alto del potere politico svizzero.&lt;br /&gt;Una vita esemplare, per dirla con Guido Calgari, autore di una biografia romanzata del Franscini edita nel 1956 da Pedrazzini, in occasione del centenario della nascita di Franscini, riedita più volte e ancora in circolazione.&lt;br /&gt;Una vita esemplare che trovava una sorta di compendio di grande fattura nel libriccino che nel 1958 lo storico Giuseppe Martinola pubblicava per le Edizioni svizzere per la gioventù, ancora offerto agli allievi di scuola elementare quarant’anni dopo, nel 1996 dal Dipartimento istruzione e cultura, in occasione del bicentenario della nascita di Franscini, in un cofanetto che conteneva l’audiocassetta del discorso di Martinola letto durante la giornata commemorativa della morte di Franscini a Bodio nel 1957 e una raccolta di testi e documenti ad uso dei docenti delle scuole elementari.&lt;br /&gt;Sempre in quell’occasione le scuole medie in particolare poterono fruire di due nuove raccolte di documenti, tramite il fascicolo “Materiali e documenti di storia ticinese dell’Ottocento”, raccolti dagli esperti di storia di scuola media e tramite l’antologia dello storico Raffaello Ceschi “&lt;a href="javascript:open_window(" func="service&amp;amp;doc_number=000011583&amp;amp;line_number=0011&amp;amp;service_type=TAG%22);'"&gt;Stefano Franscini :”la vita e l’opera”. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Documenti compilati e presentati con rigore scientifico e cura didattica, e ormai lontani dai testi agiografici che a lungo avevano circolato nelle nostre scuole.&lt;br /&gt;Non sfugga dunque come il Dipartimento dell’educazione abbia sempre curato gli anniversari fransciniani, proponendo di volta in volta alle scolaresche e agli insegnanti materiali didattici e occasioni di riflessione e approfondimento su Franscini: un tributo che è sempre parso doveroso e che ancora oggi, nell’anno del 150 della sua morte, si è voluto celebrare – crediamo - degnamente.&lt;br /&gt;Oltre alla pubblicazione di una nuova edizione dell’epistolario fransciniano, che presenteremo in novembre, e che evidentemente va al di là del mondo della scuola, penso alla grande mostra allestita presso Villa Ciani a Lugano, che sta riscuotendo un ottimo successo, suscitando interesse tra i docenti e gli allievi, anche grazie ad un allestimento voluto proprio per cercare di carpire l’attenzione degli studenti e a una seconda mostra che verrà allestita nell’atrio dell’Archivio di Stato sugli scritti fransciniani e che inaugureremo in novembre.&lt;br /&gt;E’ con particolare soddisfazione che ad ogni modo, al di là dei doverosi sforzi del mio Dipartimento di rinnovare il ringraziamento del paese a questo nostro padre riverito ed amato, riceviamo dei doni preziosi e inaspettati, e per questo ancor più graditi.&lt;br /&gt;E’ grazie a quella passione che solo Franscini e la scuola sanno trasmettere, ad una generosità sincera, ad una volontà ammirevole e a competenze specifiche, che oggi la nostra scuola può mettere sul suo già affollato palchetto di materiali fransciniani, un altro contributo, originale e utile, voluto da uomini di scuola come Domenico Bonini, Sandro Bottani, Franco Cavani, Amleto Pedroli, Roberto Ritter, Franco Zambelloni, che ringrazio calorosamente per il lavoro svolto, assieme alla Fondazione del Giubileo del Credit Suisse, nella persona di Alberto Petruzzella per aver voluto sostenere finanziariamente ed intelligentemente questo progetto editoriale.&lt;br /&gt;“Cose” e non “parole” invocava il Franscini: ed ecco dopo l’operetta presentata proprio un anno fa e distribuita nelle scuole elementari e nelle scuole medie, “Franscini e la scuola”, il secondo volume di questa antologia di scritti fransciniani, ”Stefano Franscini. Il politico educatore”, corredato anche da un CD-Rom.&lt;br /&gt;Franscini sfida il tempo e raggiunge l’elettronica, ed è giusto che sia così. La scuola – sosteneva – è bene che “cammini col tempo il quale non si arresta mai”.&lt;br /&gt;Ed è bene che i nostri insegnanti facciano tutti gli sforzi necessari per utilizzare con discernimento le metodologie e i mezzi didattici più appropriati per coltivare quell’educazione, quella istruzione e quella cultura, indispensabili alla crescita civile dei cittadini di una comunità.&lt;br /&gt;L’educazione è in uno stato e della massima importanza e di prima necessità. Da lei dipende la formazione dei futuri cittadini, scriveva Franscini.&lt;br /&gt;Il merito suo più alto rimane infatti quello di aver compreso come la scuola avesse un ruolo strategico nella realizzazione di quel progetto di modernizzazione e democratizzazione della società che egli chiamava ”incivilimento”.&lt;br /&gt;Noi oggi crediamo che tale intuizione rimanga ancora centrale, pur in una società in gran parte mutata, e che gli sforzi per un sistema educativo moderno ed efficiente - di cui l’antologia che oggi presentiamo dà conto - non debbano cessare, ma anzi, visto le sfide a cui siamo chiamati, ormai planetarie, essere rafforzati.&lt;br /&gt;Per questo e non per vuota retorica, continuiamo a leggere e a commemorare Franscini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2022104144655268699?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2022104144655268699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2022104144655268699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2022104144655268699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2022104144655268699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-del-2-volume-su-stefano.html' title='Presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5855674122296912851</id><published>2007-11-14T07:39:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:40:36.474+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone del 6 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro sindaco (Corrado Bianda)&lt;br /&gt;Autorità politiche, patriziali e religiose,&lt;br /&gt;Gentili ospiti,&lt;br /&gt;Signore e signori&lt;br /&gt;né voglio dimenticare le bambine e i bambini che ogni giorno varcano la soglia della nuova scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inaugurare una scuola è sempre un compito gradito per il consigliere di Stato responsabile dell’educazione, lo è ancora di più consegnare ufficialmente ai bambini ed alla popolazione tutta una scuola dell’infanzia, perché parliamo di quella particolare fascia di età – importante per il seguito della vita dell’individuo – che va dei tre ai sei anni di età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è uno dei momenti belli della vita per le ragazze e i ragazzi che ogni giorno varcano la soglia della nuova scuola con il sorriso di chi è curioso di conoscere e di fare cose nuove. Ed è una soddisfazione per chi li accompagna durante tutta la giornata e di vedere quel sorriso ancora la sera quando tornano a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un momento bello per le famiglie perché sanno che la loro figlia o il loro figlio passa alcune ore della giornata in un ambiente pensato apposta per loro, in spazi pieni di luce e di aria, nei quali lasciar prorompere la propria spontaneità, ma nel contempo imparare a vivere, direi a convivere con gli altri. Insomma qui si seguono le prime lezioni di democrazia, di pacifica convivenza sociale e s’impara che la mia libertà arriva fino a dove comincia la libertà degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sappiamo che costruire scuole è uno degli aspetti piú significativi della democrazia. Ne abbiamo costruite tante nel mondo dove non ce n’erano e il sorriso di quelle bambine e di quei bambini cosí lontani, ma non tanto diversi dai nostri figli, è il ringraziamento piú bello per chi crede ancora nella buona volontà delle persone e nell’affermarsi attraverso la formazione del senso dell’equità e della giustizia in seno a una comunità.&lt;br /&gt;E il senso del rispetto dell’altro e del diverso, non fosse che per evitare, almeno all’interno delle mura scolastiche, la distinzione fra pecore bianche e pecore nere da espellere a calci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Losone ha compreso la valenza sociale ed educativa della consegna di un nuovo edificio scolastico e così ha trasformato le sedi ormai non più funzionali in questa struttura – che coniuga passato e presente – che può ospitare ben otto sezioni prescolastiche. Losone risulta così la sede più grande del Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iter per Losone non è stato né facile né rapido. Ma ci si può anche domandare che cosa al giorno d’oggi avvenga ancora in maniera facile e rapida e senza qualche “rogna”. E ben si capisce la soddisfazione dell’autorità comunale di questo comune per il risultato raggiunto. Infatti l’inizio del nuovo anno scolastico ha visto la conclusione dell’opera che si situa in una “cittadella degli studi” in quanto su questo territorio troviamo ubicate tutte le scuole  dell’obbligo, dovendo risolvere anche le problematiche legate al piano viario della zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa edificazione Losone permette l’accesso ai bambini dai tre anni compiuti e quindi non dimentica le grandi potenzialità del bambino del primo livello prescolare , livello che viene finalmente valorizzato anche dalla riforma prevista dal progetto di accordo intercantonale di armonizzazione dei sistemi scolastici della Svizzera e che renderà obbligatoria la scolarità a partire dai 4 anni. Noi, sulla scorta di un collaudato e lungimirante modello siamo molto più avanti e, non da ultimo anche come conseguenza di un calo demografico in atto, siamo in grado di offrire scuole dell’infanzia pubbliche e gratuite per i bambini già a partire dai tre anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo insomma, in questo ambito, piú avanti degli altri e non mancano responsabili dell’educazione prescolastica di altri cantoni che scendono al sud delle Alpi per informarsi su quanto è stato fatto e si fa, da anni, qui da noi. Oppure ci invitano a casa loro per saperne di piú.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo insomma cose ottime e magari qualcuno qui nel Ticino non se ne accorge nemmeno. Ma è una malattia tipica di noi ticinesi il piangerci addosso e il vedere talvolta prevalentemente il lato negativo delle vicende di casa nostra, persino laddove altri esprimono compiacimento e ammirazione per quello che facciamo.&lt;br /&gt;E del “Tessiner Modell” per ciò che riguarda la scuola dell’infanzia non possiamo che andare fieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera che qui inauguriamo è segno di progresso. Disporre di spazi adeguati per queste tre età di riferimento ha un valore funzionale, psicologico e educativo, ampiamente sottolineato dagli esperti del settore e che ha visto il suo apice nel cantone negli anni sessanta/settanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguiamo dunque il cammino su una strada imboccata da anni grazie a chi, a livello dipartimentale, ha operato secondo i piú moderni e aggiornati concetti educativi e a chi, a livello comunale, ha dimostrato di condurre una politica scolastica lungimirante, nell’interesse dei giovani, cioè di chi sarà la cittadina e il cittadino di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che il cantone Ticino ha saputo costruire un sistema formativo completo, che va dalla scuola dell’infanzia all’università e ha una ricca offerta di iniziative della formazione continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio le insegnanti della scuola di infanzia per il loro onere di lavoro che, oggi più che mai, risulta non facile e complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito mi piace citare gli Orientamenti programmatici per la scuola dell’ infanzia del 2000 con una affermazione legata al ruolo dell’insegnante oggi: “…..l’insegnante è mediatore tra bambino e realtà con lo scopo di dare risposte pedagogicamente e didatticamente congrue ai bisogni di crescita affettiva e cognitiva del bambino dai tre ai sei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo ringraziando l’autorità comunale di Losone per aver condotto in porto un progetto moderno e funzionale. Estendo il mio ringraziamento all’architetto progettista che ha saputo accomunare le esigenze della costruzione con quelle della pedagoa, alle maestranze e a tutte le persone che hanno concorso alla realizzazione del nuovo edificio.&lt;br /&gt;È mia abitudine concludere i miei interventi in occasione di inaugurazioni di edifici scolastici ricordando  un caro amico dal quale ho imparato molte cose, Alfredo Giovannini, che non perdeva occasione per ricordare in Gran Consiglio, “beati quei paesi in cui ancora si rubano i libri. “ Beati quei paesi in cui ancora si costruiscono nuove scuole” aggiungo io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione e auguri alla nuova scuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5855674122296912851?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5855674122296912851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5855674122296912851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5855674122296912851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5855674122296912851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-della-scuola-dellinfanzia.html' title='Inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5417746484123546986</id><published>2007-11-14T07:37:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:39:07.259+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione della nuova Scuola Club Migros, Locarno</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della nuova Scuola Club Migros di Locarno del 5 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio direttor Emma,&lt;br /&gt;Gentile signora Pesenti, responsabile Percento culturale di Migros Ticino,&lt;br /&gt;signor direttore del Museo Cantonale d'Arte,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho aderito con piacere alla proposta di intervenire all’inaugurazione della nuova sede di Locarno della Scuola Club Migros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport seguo con vivo interesse le proposte formative e culturali promosse da più di 60 anni dalla Scuola Club e sostenute dal Percento culturale, grazie ad una visione pionieristica e lungimirante del fondatore della cooperativa Migros, Gottlieb Duttweiler.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni, il settore della formazione ha vissuto un formidabile sviluppo. Un fermento che non ha toccato unicamente la formazione di base e superiore ma anche quella continua, che attualmente può contare sull’esistenza di un’ampia e diversificata offerta di corsi organizzati sia da enti pubblici sia privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, oltre all’istituzione dell’Università della Svizzera italiana, della Scuola universitaria professionale, dell'Alta scuola pedagogica e dell'Istituto universitario federale per la formazione professionale, oltre alle nuove possibilità date a giovani e adulti di accedere a nuovi percorsi formativi, si è osservato lo sviluppo costante di un’offerta di formazione che dà l’occasione ai cittadini di ogni età di soddisfare la sete di sapere, di vivere nuove esperienze e migliorare le proprie competenze, a beneficio di chi desidera capire e sentirsi parte di una società in costante evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli obiettivi dichiarati della Scuola Club v’è la volontà di offrire alla popolazione l’opportunità di accrescere costantemente le conoscenze e le capacità, di migliorare le competenze professionali e trascorrere il tempo libero svolgendo attività costruttive e salutari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad orientare le attività ed i progetti del Dipartimento da me diretto figurano gli stessi obiettivi appena citati. Gli scopi che guidano la nostra e la vostra azione sono dunque gli stessi ed è per questo che lo Stato plaude a questo tipo di iniziative, volte a rafforzare le opportunità di formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo il vostro rendiconto annuale m’è balzato all’occhio che la Scuola Club, con le sue 4 sedi nei principali centri del Cantone ed un programma che tocca un ampissimo ventaglio di discipline, registra più di 290'000 ore di frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se aggiungiamo a questa cifra le ore di partecipazione totalizzate dai Corsi per adulti organizzati dalla Divisione della formazione professionale oltrepassiamo agevolmente il mezzo milione di ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di crescita dell’economia non ci si deve dimenticare del nesso che esiste tra quella crescita e la qualità della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato ogni istituzione formativa – le scuole di ogni genere e grado, quelle pubbliche e istituzioni come appunto la Scuola Club Migros - è chiamata a trasmettere agli studenti, giovani o adulti, nozioni, a far loro acquisire competenze e a fornir loro gli strumenti necessari perché siano in grado di assumere responsabilità nel mondo del lavoro, di lavorare in maniera autonoma, di prendere decisioni e di saperle sostenere. Senza dimenticare uno degli obiettivi di ogni ente formativo che è quello di rispondere all’esigenza principale del nostro tempo che è quella di imparare durante tutta la vita. Chi ama l’inglese sopra ogni cosa parla di “longlife learning”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altro l’economia è chiamata a far conoscere alle istituzioni formative i suoi bisogni per poter, in seguito, contare su personale qualificato e perché ogni scuola, che opera nel mondo delle professioni, sia in grado di aggiornare i propri curricoli formativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò non significa che l’istituzione formativa è sottomessa all’economia, ma che essa intende formare le persone secondo obiettivi ben definiti che spaziano da quelli di natura formativa in generale a quelli fissati dai vari settori del mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma e in altre parole: chi frequenta i nostri corsi vuole avere qualche opportunità in piú per migliorare la propria posizione nel lavoro o per accedere a una determinata carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che questa complementarità tra pubblico e privato è nell'interesse del Paese. Mi auguro che questa stimolante concorrenza contribuisca al miglioramento costante dell’offerta formativa alla nostra popolazione ed in futuro possa condurci, chissà, ad innovative forme di collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi nuovi e funzionali spazi che oggi inauguriamo fungeranno da palestra per l’apprendimento, da luogo di incontro e promozione dell’integrazione, che è uno degli aspetti piú significativi, ma delicati, del nostro tempo. Un tassello in più di quel ricco mosaico che è il Ticino della cultura e della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi complimento perciò per questa iniziativa e mi auguro che possa riscontrare un meritato successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5417746484123546986?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5417746484123546986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5417746484123546986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5417746484123546986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5417746484123546986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-della-nuova-scuola-club.html' title='Inaugurazione della nuova Scuola Club Migros, Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4814246994814303333</id><published>2007-11-14T07:32:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:37:18.860+01:00</updated><title type='text'>Nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione dei nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano del 29 settembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro sindaco,&lt;br /&gt;Signora presidente del Gran Consiglio,&lt;br /&gt;Autorità civili e religiose,&lt;br /&gt;Caro direttore di questa rinnovata sede,&lt;br /&gt;Signore e signori docenti,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Care allieve e cari allievi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo aver letto la cronistoria della ristrutturazione e dell’ampliamento di questa scuola, scritta dall’ex-direttore Siro Casari, capisco perché l’eco del grande sospiro di sollievo, emesso da tutta la comunità scolastica e civile di Gravesano al vedere finalmente lo smontaggio dell’enorme gru verde di cantiere, sia arrivato fino nel mio ufficio di Bellinzona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quanto più tribolati siano stati i lunghi mesi di forzata convivenza tra i momenti di studio e i rumori di cantiere, tanto più grande è oggi la soddisfazione di avere un edificio scolastico rinnovato ed elegante nella sua architettura, dove la sobrietà delle linee del vecchio stabile “Istituto Rusca” si sposa all’essenzialità delle linee del nuovo edificio.&lt;br /&gt;E in più avete salvato anche i tigli il cui profumo – scrive Siro Casari – fa “sognare le imminenti vacanze estive”.&lt;br /&gt;Siamo fuori stagione, ma l’idea è bella lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho partecipato, in questi anni, a numerose cerimonie d’inaugurazione di nuovi o rinnovati edifici scolastici con sentimenti di gioia e di soddisfazione.&lt;br /&gt;E’ la gioia di poter offrire alle ragazze e ai ragazzi e al corpo docente sedi scolastiche piene di luce e ben attrezzate che invogliano a scoprire e a far scoprire cose nuove perché la scoperta del nuovo dà senso alla nostra vita ed è uno dei compiti essenziali della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soddisfazione – ma c’è anche fierezza - è quella del capo del dipartimento che ottiene dal Gran Consiglio i crediti necessari per costruire o rinnovare le sedi scolastiche.&lt;br /&gt;Viviamo momenti difficili per le finanze del Cantone.&lt;br /&gt;Non è una novità. La richiesta di un credito comporta uno studio attento delle necessità.&lt;br /&gt;Il senso dello Stato esige che le risorse finanziarie siano distribuite secondo precisi ordini di priorità.&lt;br /&gt;E’ un atteggiamento di lealtà e di rispetto verso le istituzioni.&lt;br /&gt;La scuola è una priorità perché l’istruzione è uno dei punti qualificanti della democrazia.&lt;br /&gt;Ecco perché oggi siamo qui tutti riuniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care ragazze e cari ragazze che ogni giorno varcate la soglia di questa scuola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete la fortuna di poter andare a scuola. Ci sono ragazze e ragazzi nel mondo che questa fortuna non l’hanno ancora.&lt;br /&gt;Questa scuola è stata rinnovata e ampliata prima di tutto per voi, perché quando entrate ogni mattina da quella porta possiate dire:&lt;br /&gt;Com’è bella la mia scuola e com’è bello lavorare in una scuola in cui ci sono tutte le cose necessarie per imparare.&lt;br /&gt;Anche questo è una fortuna e mi auguro che la voglia di imparare rimanga sempre dentro di voi.&lt;br /&gt;E sopra tutto abbiate rispetto del nuovo edificio e tenetelo pulito come lo è adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle docenti e ai docenti auguro di avere sempre davanti a sé giovani curiosi.&lt;br /&gt;Lo so che oggi il mestiere di docente – ma non è solo un mestiere – è più complicato di un tempo.&lt;br /&gt;Mi auguro comunque che l’edificio rinnovato vi aiuti, più di prima, a organizzare il vostro lavoro e a creare quell’ambiente di studio in cui la curiosità dei giovani è appagata e in cui, passo dopo passo, essi acquisiscono quel sapere, necessario per potersi affermare, come individui, più tardi nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho espresso la mia gioia e la mia soddisfazione per questa nuova opera che arricchisce l’inventario degli stabili dello Stato e che si aggiunge alla già lunga lista degli edifici scolastici ristrutturati o costruiti di bel nuovo perché alla nostra gioventù siano garantite condizioni ottimali di studio.&lt;br /&gt;A voi, docenti di questa scuola, il dovere di assolvere il delicato compito di aiutare i giovani a crescere nel nome della libertà che ha i suoi limiti nella libertà degli altri; che vuol dire imparare a crescere nel rispetto dell’altro, diverso da noi per cultura, lingua e mentalità, ma che vive ormai vicino a noi per le vicissitudini della vita.&lt;br /&gt;Nella scuola non ci sono pecore nere da scacciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai politici di Gravesano, il compito di gestire con onestà e fermezza la cosa pubblica e di seguire con particolare attenzione la vita della comunità scolastica, nella quale si formano le cittadine e i cittadini di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo Stato il compito di assicurare le necessarie risorse, laddove servono perché sia garantito il progresso dell’intera comunità.&lt;br /&gt;Ecco perché incontri come questi oltre alla gioia e alla soddisfazione per l’opera realizzata fanno crescere dentro di noi il sentimento che quell’opera rientra nel quadro di un programma che si ispira a una politica seria e coerente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questa realizzazione, dalle persone attive nella scuola all’architetto che ha saputo accomunare le esigenze dell’architettura con quelle della pedagogica, dalle maestranze a tutte le persone del comune e del cantone che hanno contribuito a trasformare un progetto in realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione e buon anno scolastico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4814246994814303333?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4814246994814303333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4814246994814303333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4814246994814303333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4814246994814303333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/nuovi-spazi-alla-scuola-media-di.html' title='Nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8437575126817936150</id><published>2007-11-14T07:30:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:32:20.478+01:00</updated><title type='text'>50 anni della SFG di Bioggio</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per i 50 anni della SFG di Bioggio del 28 settembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor presidente della Società federale di ginnastica Bioggio-Agno (Athos Nesa)&lt;br /&gt;Signor presidente dell'Associazione cantonale ticinese di Ginnastica (Jvan Weber)&lt;br /&gt;Autorità&lt;br /&gt;Ragazze e ragazzi e giovani speranze&lt;br /&gt;Signore e signori, amiche e amici dello sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;50 anni di vita sono un bel traguardo: vuol dire che l’attività della SFG di Bioggio/Agno è apprezzata dalla popolazione; significa anche che lavorate bene per cui esprimo subito alle monitrici e ai monitori e a tutte le persone che lavorano per la SFG Bioggio/Agno un plauso per il loro impegno a favore dei giovani e dei meno giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipo sempre volentieri a manifestazioni in cui lo sport è protagonista. Intendo lo sport vero, quello che non conosce trucchi, quello che si pratica perché così ci si sente in buona salute, perché ci si diverte, perché si vedono i progressi che si fanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che per progredire si deve sudare, ma la vita è fatta così. Se vogliamo ottenere qualcosa, uno sforzo dobbiamo pur farlo. Ma c’è, dopo, la soddisfazione di aver raggiunto un altro traguardo. Poi ne verranno altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che si esprimono con parole difficili parlano di “palestra di vita”. Vuol dire che in una palestra in cui si fa ginnastica s’imparano anche cose per la vita: s’impara a dominare i propri nervi, a conoscere i propri limiti, a sudare per riuscire a fare bene un esercizio a terra o un volteggio alla parallela, e sopra tutto si impara a conoscere nuovi amici e a rispettarli. Come nello sport – e purtroppo non è sempre così – s’impara a rispettare il così detto avversario, che è un individuo come noi e non una persona da abbattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il concetto di sport, sostenuto dal Consiglio federale, quando si afferma che lo sport è uno strumento per diffondere i veri valori dello sport, ma anche della vita: l’amicizia, la tolleranza, la solidarietà, l’integrazione, la giustizia, in una parola usata e strausata nello sport: il fair play.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ognuno di noi sa, se è attento a quanto capita oggi nel mondo, come certi valori siano oggi calpestati laddove non c’è tolleranza né solidarietà. Ma attenti che certe cose possono capitare anche da noi, per cui deve rimanere viva in noi la preoccupazione affinché una comunità possa vivere e prosperare secondo determinate regole, rispettate da tutti. La comunità non è un gregge di pecore, non importa di che colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosciente dell’importanza dello sport, come strumento di coesione a ogni livello della società, dunque anche al livello di una società di ginnastica come la vostra, lo Stato mette a disposizione delle società le infrastrutture costruite per le scuole secondo il principio della sussidiarità con l’obiettivo – ma è uno tra molti altri – di sfruttare nel miglior modo possibile le risorse finanziarie, ma anche le risorse umane quando permette a chi ne ha le doti di dedicarsi allo sport come monitrice o monitore e a chi ne sente il bisogno di praticare la disciplina sportiva preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato un atto formale, qualche anno fa, quello di completare la denominazione del mio dipartimento con la parola “sport”, inteso come educazione o come strumento che concorre all’educazione dei giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei diritti della carta dei ragazzi e della carta del fair play è definito come “il sentirsi bene e in buona salute per cui praticare lo sport procura piacere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo pensiero concludo il mio intervento, cioè con l’augurio che quello che fate qui in palestra – ma vale anche per chi fa sport come me camminando per le montagne – vi mantenga tutti in buona salute, perché è qualcosa che fate, provando piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla SFG di Bioggio/Agno, alle monitrici e ai monitori e a tutte le persone che si adoperano per mantenere dinamica la società auguro lunga vita. Ed esprimo, infine, la riconoscenza dello Stato per ogni attività che contribuisce a formare la cittadina e il cittadino di domani e a promuovere il progresso della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8437575126817936150?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8437575126817936150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8437575126817936150' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8437575126817936150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8437575126817936150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/50-anni-della-sfg-di-bioggio.html' title='50 anni della SFG di Bioggio'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8078816687336154774</id><published>2007-11-14T07:28:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:30:22.713+01:00</updated><title type='text'>Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 28 settembre 2007 a Olivone per il Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor sindaco,&lt;br /&gt;Presidente e direttore della fondazione alpina per le scienze della vita,&lt;br /&gt;Rappresentanti dei servizi dell'amministrazione, architetti, del mondo della formazione e della ricerca,&lt;br /&gt;Autorità,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando, nel corso del 2003, siamo venuti a conoscenza che la Confederazione era intenzionata a vendere le sue strutture militari di Olivone non abbiamo esitato un attimo ad intavolare trattative con Armasuisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo immediatamente resi conto che l'acquisto del "lazzaretto di Olivone" - così chiamato dalle migliaia di soldati che qui hanno trascorso i corsi di ripetizione fra i prati di Piansegno e le rocce della Val Camadra - costituiva un'interessante opportunità per la Valle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco tempo dopo - il 28 giugno 2005 - il Consiglio di Stato decideva l'acquisto degli immobili e del sedime con queste principali motivazioni:&lt;br /&gt;·      Prima motivazione: "le infrastrutture rispondono già da parecchi anni alle necessità promosse o sostenute direttamente dal Cantone", come i soggiorni per persone anziane o disabili oppure le attività di Gioventù e sport e Lingue e sport;&lt;br /&gt;·      Seconda motivazione: "la posizione geografica di Olivone e la presenza, nelle immediate vicinanze, di strutture sanitarie d'appoggio e di impianti sportivi e ricreativi di interesse cantonale [che consente] l'organizzazione in Ticino di settimane verdi e bianche delle scuole… senza dover far capo a soluzioni fuori Cantone".&lt;br /&gt;·      Terza motivazione: il sostegno alle attività della Fondazione alpina per le scienze della vita nell'ambito della Nuova politica regionale; Fondazione che promuove "attività di [ricerca], aggiornamento, perfezionamento e riqualificazione professionali nell'ambito della fitofarmacologia e l'introduzione di nuove tecnologie nel campo dei servizi delle analisi tossicologiche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acquisto del "lazzaretto" si fonda sulla precisa volontà di sviluppare e consolidare un "centro … di formazione e di servizi"; un "[luogo] di pratica sociopedagogica nell'ambito di soggiorni di cura per anziani e portatori di handicap" e un "centro sportivo per attività destinate soprattutto ai giovani che frequentano le nostre scuole e nell'ambito [di] Gioventù e sport".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo: dal punto di vista politico l'acquisto delle strutture di Olivone va letto come un sostegno concreto ad iniziative che creano nuove opportunità di sviluppo, di lavoro e di crescita nelle regioni di montagna. Al consolidamento delle attività legate allo sport e ai soggiorni per anziani che animano le strutture preesistenti e la vita del Paese - strutture che conosceranno nel corso dei prossimi anni interventi di manutenzione, conservazione e rinnovamento che renderanno gli spazi ancora più funzionali ed accoglienti - si è aggiunta la nuova costruzione della Fondazione alpina per le scienze della vita che inauguriamo oggi e della quale ha già parlato chi mi ha preceduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "lazzaretto" risorge dunque a nuova vita come "Campus scienza e sport": non è un semplice cambiamento di etichetta o un'operazione di marketing politico come se ne fanno tante di questi tempi. È un cambiamento sostanziale che getta le basi per rafforzare attività legate allo sport e allo svago con indubbie ricadute positive sull'economia della Valle e che getta soprattutto le premesse per un inserimento, discreto ma convinto, della Valle di Blenio nel Ticino della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza di attività legate alla formazione e alla ricerca fanno di Olivone un ulteriore, piccolo, ma significativo tassello di un Ticino nuovo, aperto, capace di coniugare la sua storia, la sua identità culturale e le sue tradizioni, con l'esigenza di volgere lo sguardo su nuovi orizzonti; con la necessità di assumere un ruolo attivo e convinto per affrontare le sfide del futuro. Il progetto universitario iniziato un decennio fa con la creazione dell'Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana cresce, si consolida attraverso la creazione di una fitta rete di collaborazioni locali e internazionali che consentono la produzione e la messa in rete del sapere. È un sapere costruito sull'eccellenza e anche Olivone potrà fare la sua parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto dunque con un sentimento di soddisfazione l'inizio delle attività nei nuovi laboratori di chimica e tossicologia forense e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del "Campus scienza e sport". Ringrazio in particolare le autorità federali e comunali per il loro concreto e convinto appoggio nonché la Sezione del promovimento economico, la Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell'economia, il Dipartimento delle istituzioni per le prospettive di collaborazione in gioco e il nostro Ufficio gioventù e sport e Armasuisse e tutti coloro che credono in questa nuova e importante opportunità per la Valle di Blenio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Campus scienza e sport" è aperto. Approfittiamo di questa nuova e moderna struttura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8078816687336154774?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8078816687336154774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8078816687336154774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8078816687336154774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8078816687336154774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/campus-scienza-e-sport-e-istituto.html' title='Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-3368429901901750291</id><published>2007-11-14T07:26:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:28:47.914+01:00</updated><title type='text'>Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per la Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana del 15 settembre 2007 a Melide)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio signor Sindaco,&lt;br /&gt;Egregio direttore dell’ufficio federale della cultura,&lt;br /&gt;Egregio signor Console generale d’Italia,&lt;br /&gt;Gentili signore, egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;celebriamo oggi i 400 anni della morte del grande architetto Domenico Fontana di Melide.&lt;br /&gt;Un uomo che a quattro secoli di distanza ancora desta la nostra ammirazione per le sue doti artistiche, ingegneristiche e imprenditoriali, per la sua capacità di assumersi compiti impegnativi e per la capacità di portarli a termine con maestria e determinazione.&lt;br /&gt;Innumerevoli e importanti sono le realizzazioni di Domenico Fontana a Roma come a Napoli, ma come a volte succede il suo nome rimane indissolubilmente legato ad un episodio per certi versi del tutto eccezionale.&lt;br /&gt;L’episodio, come voi tutti sapete, è il trasporto e l’innalzamento dell’obelisco di Piazza San Pietro a Roma, dovuto alla determinazione di Papa Sisto V, che, eletto al soglio di Pietro nel 1585, aveva fatto di Domenico Fontana Architetto Generale pontificio.&lt;br /&gt;La titanica impresa fece accorrere curiosi da ogni dove. Un editto venne promulgato per evitare disordini, precisando che “a chi avesse forzato li cancelli v’era pena di vita; di più che nessuno parlasse, o sputasse, o facesse strepito di sorta alcuna, sotto gravi pene; acciocché non fossero impedite le ordinazioni dell’architetto”. Sisto V si giocava la reputazione e il Fontana la testa, benché il severo Pontefice avesse segretamente ordinato di tener pronti dei cavalli per permettere a Domenico di fuggire qualora qualcosa fosse andato storto.&lt;br /&gt;907 uomini e 65 cavalli assieme a capomastri, falegnami, tecnici, sotto la direzione dell’Architetto di Melide – nel silenzio assoluto, misero in moto la macchina.&lt;br /&gt;L’operazione richiese parecchi giorni, ma andò a buon fine: l’obelisco venne innalzato, Fontana venne portato in trionfo e a Roma non si sentiva che risuonare il suo nome.&lt;br /&gt;Il Papa, entusiasta, creò Domenico Fontana Cavaliere dello Speron d’oro, lo fece patrizio romano, assegnandoli una cospicua somma e una lauta pensione, e ordinando di iscrivere il nome dell’architetto di Melide alla base dell’obelisco, ad imperitura memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se oggi ci ritroviamo assieme per celebrare il nome di Domenico Fontana, in questo rito collettivo, non è solo per la singolare impresa della Guglia, com’era chiamato l’obelisco, né forse neppure per quella lunga serie di opere che l’architetto di Melide dapprima a Roma e poi - morto Papa Sisto V, suo gran protettore, nel 1590 - a Napoli, invitato dal viceré di Spagna Conte di Miranda, a cui certamente l’arrivo dell’architetto più famoso di Roma portava lustro.&lt;br /&gt;Perché a Domenico Fontana è toccato, assieme ad altri grandi architetti ticinesi, come Carlo Maderno, Francesco Borromini, Carlo Fontana ecc, di rappresentare il meglio del Cantone Ticino; l’espressione più alta – si sarebbe detto un tempo - del nostro genium loci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne abbiamo un’eloquente testimonianza nel grande dipinto di Angelo Baroffio per la nascita del nostro Cantone nel 1803, che possiamo ammirare a Palazzo delle Orsoline, nel corridoio del primo piano.&lt;br /&gt;Questa tela raffigura in modo allegorico l’unione tra il Ticino, impersonato da un vecchio barbuto, con Helvetia, nelle vesti di una graziosa giovine: entrambi alzano gli occhi al cielo, dove la Giustizia da sopra le nubi sovrasta tutta la scena. Sulla destra, in secondo piano, è riconoscibile Ercole che atterra con la sua clava tre figure femminili, l’Avarizia, la Schiavitù e la Discordia; sulla sinistra invece, le Belle Arti porgono le loro preci alla Giustizia per la felicità del nuovo Cantone. Più a sinistra ancora - ed è quello che qui più ci interessa -, un piccolo putto indica una lapide con scolpiti appunto i nomi dei più grandi ticinesi, ossia i nostri grandi architetti. Manco a dirlo, il primo nome della lista è quello di Domenico Fontana.&lt;br /&gt;La tela del Baroffio non è certo un capolavoro; il suo impianto storico-allegorico può apparire un po’ scontato, ma certo questo dettaglio della lapide con l’elenco degli artisti ticinesi è a suo modo una testimonianza eloquente e ben conosciuta dagli storici e dagli storici dell’arte, dell’appropriazione del mito comacino.&lt;br /&gt;Il Ticino, nato come Cantone grazie all’Atto di Mediazione napoleonico, presenta – diciamo così – le sue credenziali al resto della Confederazione, offrendo un’immagine di grande profilo, che punta tutto sul fenomeno dei grandi architetti.&lt;br /&gt;Non uomini d’arme, non poeti o filosofi o musicisti sono gli uomini illustri che il Ticino accampa nel suo pantheon, ma quei geniali interpreti di un’arte che aveva nobilitato Roma come Venezia, Vienna come San Pietroburgo, e dietro cui stava il vasto, ricco, diversificato e duraturo fenomeno dei maestri comacini.&lt;br /&gt;Il mito ha avuto straordinaria fortuna e lo possiamo ritrovare ancora in campagne pubblicitarie del turismo ticinese di non tanti anni fa: con il noto slogan di Ticino terra d’artisti, che spazzava via l’immagine di un allegro Ticino rurale di boccalini e zoccolette che aveva imperversato per anni, ricuperando questa nostra antica e aulica tradizione.&lt;br /&gt;Questione di marketing turistico si dirà, che poco ci tocca, ma anche questione di identità, che ci tocca invece moltissimo.&lt;br /&gt;Perché non possiamo scordare che l’immagine che di noi offriamo agli altri, altri non è se non uno specchio di quel che crediamo di essere.&lt;br /&gt;E allora studiarne la storia e le dinamiche diventa fondamentale per capire noi stessi, quel che siamo stati o che volevamo apparire, quel che siamo e che vorremo essere.&lt;br /&gt;E’ significativo in questo senso che già il primo governo ticinese, desideroso di promuovere una propria identità culturale, diede l’incarico a padre Oldelli di redigere un Dizionario storico ragionato degli uomini illustri del Canton Ticino, che vide la luce nel 1807, in cui, inutile dirlo, dava gran spazio agli architetti ticinesi.&lt;br /&gt;E ancora oggi, possiamo affermare, è soprattutto grazie al prestigio internazionale dei suoi architetti, che il Ticino è conosciuto e apprezzato.&lt;br /&gt;Non è un caso, d’altronde, se in Ticino, a Mendrisio, ha potuto nascere e crescere un’Accademia d’architettura.&lt;br /&gt;Accademia, che accanto a molte altre istituzioni di questo ricco programma celebrativo dei 400 anni della morte di Domenica Fontana, per cui mi congratulo vivamente, ha contribuito con un convegno internazionale di studi, in collaborazione con l’Università di Napoli “Federico II”.&lt;br /&gt;Un’occasione che non poteva andare persa, come pure per le altre celebrazioni che annoveriamo quest’anno: penso ai 150 anni dalla morte di Stefano Franscini, ai 125 anni della linea ferroviaria del Gottardo o ancora, per rimanere ad un grande personaggio italiano, al duecentesimo della nascita di Giuseppe Garibaldi.&lt;br /&gt;Durante questi anniversari, al di là del pur significativo momento celebrativo, in quanto momento di celebrazione civile collettiva, che appunto rafforza i legami identitari e anche ai piacevoli aspetti conviviali, è bene che si colga appunto l’occasione per indirizzare degli sforzi nella direzione dell’ampliamento delle indagini scientifiche, nello sviluppo della ricerca, nell’incremento degli studi.&lt;br /&gt;Queste ricorrenze, sono momenti privilegiati per attrarre l’attenzione del pubblico, per incrementare la ricerca di finanziamenti, per elaborare collaborazioni e sinergie tra enti pubblici e privati.&lt;br /&gt;Bisogna evitare però di scadere nella semplice retorica, come pure di rincorrere progetti apparentemente attrattivi ma pretestuosi, e puntare sempre sulla qualità.&lt;br /&gt;La cultura, ricordiamolo, rimane un elemento essenziale dell’identità di un essere umano e di una collettività. Per gli individui, cosiccome per le comunità sociali è fondamentale il conservare e tutelare la propria cultura. Perdere la propria cultura significa, per una persona o per una comunità, perdere la propria identità essenziale. Questo spaesamento, come direbbero filosofi e sociologi, consiste come nello stare in un luogo senza più significato, in un paese insignificante, senza una chiara identità sia a livello personale che a livello comunitario, sociale.&lt;br /&gt;Ciò ha effetti molto negativi, che noi vogliamo evitare, tanto più in un momento storico come questo in cui convive la pluralità di culture, con cui è necessario essere in grado di intrecciare un fervido dialogo, e l’omologazione culturale, che è bene rifuggire.&lt;br /&gt;Il patrimonio culturale è riconosciuto come un veicolo di identità culturale. E’ per questo che affermiamo la necessità di tutelare il nostro patrimonio, di conservarlo, di valorizzarlo, di studiarlo, di fare opera di divulgazione.&lt;br /&gt;La cultura non è un optional, un di più o un lusso per pochi eruditi, essa appartiene a tutti noi, parla di cose che sono di tutti noi: del nostro passato, della nostra memoria, di ciò che ci ha permesso di essere come siamo; delle nostre paure e delle nostre angosce, delle nostre aspettative. dei nostri sogni e delle nostre utopie, di ciò che è più profondo in noi, come esseri umani.&lt;br /&gt;Grazie a Domenico Fontana possiamo così studiare non solo la vicenda di un illustre architetto, e la storia di un processo identitario che ha investito il nostro Cantone, ma anche – con i nostri conterranei come protagonisti - la straordinaria avventura voluta da Papa Sisto V, di voler cambiare l’assetto urbanistico di Roma, secondo un disegno controriformista.&lt;br /&gt;Ringrazio le Autorità del Comune di Melide e tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione di questa manifestazione che ci permette di valorizzare una pagina importante della nostra cultura e di aggiornare la nostra memoria storica. Il che mi permette di ricordare una volta ancora che la vera, la grande redditività del patrimonio culturale non è nella sua commercializzazione, e nemmeno nel turismo e nell’indotto che esso genera, bensì in quel profondo senso di identificazione, di appartenenza, di cittadinanza, che stimola la creatività delle generazioni presenti e future con la presenza e la memoria del passato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-3368429901901750291?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/3368429901901750291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=3368429901901750291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3368429901901750291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3368429901901750291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/commemorazione-del-quarto-centenario.html' title='Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5989415533202933328</id><published>2007-11-14T07:23:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:26:16.483+01:00</updated><title type='text'>Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva</title><content type='html'>(Intervento di apertura di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante le Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva del 14 settembre 2007 a Locarno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;Egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi saluto a nome del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e vi ringrazio per aver scelto il nostro Cantone per il vostro convegno.&lt;br /&gt;Ci fa estremamente piacere accogliervi qui all’Alta scuola pedagogica di Locarno, importante istituto di formazione di base e continua per i docenti delle nostre scuole.&lt;br /&gt;In questi anni stiamo rinnovando profondamente la formazione dei nostri docenti seguendo le direttive emanate dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione. Si tratta di un rinnovamento indispensabile se si vuole, da un lato, assicurare alla scuola personale adeguatamente formato e, dall’altro, permettere ai diplomati un riconoscimento valido non solo in Ticino, ma pure negli altri cantoni e all’estero.&lt;br /&gt;E’ risaputo che la qualità della scuola è strettamente legata alla qualità e alla motivazione dei suoi docenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i vostri due giorni in Ticino avete scelto di approfondire il tema della prevenzione, dell’intervento e dell’integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un tema importante e d’estrema attualità in tutta la Svizzera e all’estero. Per rendersene conto è sufficiente sfogliare i giornali e cogliere le preoccupazioni presenti in genitori, politici e autorità scolastiche.&lt;br /&gt;Viviamo in una società multiculturale e la mobilità delle persone porta sempre più a nuovi confronti, a nuove esperienze di vita. In questo contesto le tematiche legate alla presenza di giovani e adulti che vivono con difficoltà il loro inserimento nella nostra società sono costantemente presenti e non riguardano esclusivamente il settore scolastico ed educativo. E’ oramai diventato un tema di stretta attualità politica che interessa anche gli ambiti sociali e sanitari, quelli del lavoro e della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito legato alla presenza di persone diverse nel nostro paese è presente in ogni cantone e anche in questa vigilia di elezioni nazionali non mancano fra le forze politiche coloro che esprimono le loro preoccupazioni proponendo soluzioni un po’ sbrigative. Su un punto sono certo: non è escludendo dalla nostra società queste persone che rendiamo un servizio allo sviluppo del nostro paese, alle persone e al rispetto della diversità. Generalmente in questi casi si sposta il problema, ma non lo si risolve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece è essenziale operare sulla prevenzione. Da noi si dice spesso che “prevenire è meglio che curare” ed è vero. Molte attività di prevenzione possono e devono essere svolte in ambito educativo, all’interno della famiglia, ecc. Si pensi solo per un istante a tutto quanto può essere fatto per favorire un clima favorevole all’interno degli istituti scolastici in modo che i diversi attori (allievi e docenti) vivano con serenità e con rispetto reciproco i loro rapporti relazionali. Oppure si potrebbero citare le numerose iniziative promosse per prevenire gli infortuni, le situazioni di dipendenza da alcool o droghe, la salute, e così di seguito.&lt;br /&gt;La prevenzione è un’azione necessaria, costantemente presente in ogni atto educativo e formativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto alle azioni preventive occorre essere consapevoli che degli interventi operativi s’impongono. Vorrei qui fare riferimento ad un tema che vi è particolarmente caro e che sarà oggetto di approfondimento nel corso delle due giornate. Si tratta della gestione nelle scuole degli allievi particolarmente difficili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Ticino, una delle misure che contraddistingue questo nuovo anno scolastico è legata alla sperimentazione relativa alla gestione dei cosiddetti “casi difficili”. Si tratta di un tema che è stato ampiamente dibattuto in questi ultimi anni anche perché la scuola si è trovata confrontata con un progressivo aumento del disagio giovanile. Il contesto sociale, economico, culturale e linguistico è mutato in modo significativo e la scuola, come agenzia educativa, ha dovuto assumere nuovi compiti che riflettono quanto osservato nel territorio e nell’ambiente sociale. Questi nuovi compiti non possono però essere affrontati dalla scuola unicamente con misure puntuali e mirate a una casistica specifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure e gli interventi devono situarsi a più livelli ed essere interdipendenti, tenendo in debita considerazione l’allievo, il gruppo classe, l’istituto scolastico e l’istituzione e le collaborazioni esterne. A decorrere dall’anno scolastico 2002-03 il Dipartimento che dirigo ha approvato e adottato una serie di misure destinate a gestire e a contenere i cosiddetti “casi difficili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quattro anni di iniziative ed esperienze il Dipartimento ha ulteriormente precisato, affinato e integrato il quadro complessivo delle misure adottate. I risultati sono stati sostanzialmente positivi, anche se per alcuni di questi giovani s’impongono nuove misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, ad esempio, a partire dall’anno scolastico 2007-08 nella scuola media sono state attivate due nuove forme d’intervento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La creazione di una zona cuscinetto temporanea all’interno di tre istituti scolastici.&lt;br /&gt;Questa misura prevede la creazione di uno spazio nel quale possono essere inseriti per un determinato periodo (a tempo completo o parziale) gli allievi che si trovano in piena rottura con la scuola. L’obiettivo è quello di “creare” una certa distanza fisica e psicologica dalle situazioni più stressanti. La gestione di questa zona è stata affidata ad un educatore. L’introduzione di questa figura professionale rappresenta una grossa novità per il contesto scolastico. Questa nuova figura sarà tenuta ad interagire e a collaborare con tutti gli altri operatori attivi nell’istituto e con le famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La creazione di una rete di collaborazioni con istanze esterne alla scuola.&lt;br /&gt;Anche questa misure dovrebbe integrare e ampliare i molteplici interventi predisposti per le situazioni difficili da gestire. La sperimentazione si prefigge di stabilire una serie di accordi e definire delle modalità di collaborazione con degli enti esterni alla scuola, siano essi di carattere pubblico o privato, disposti ad accogliere per un lasso di tempo (potrebbero essere alcune ore, oppure giornate complete o addirittura settimane intere) degli allievi per svolgere un’esperienza lavorativa e personale in contesti diversi da quello scolastico. Tra la scuola e l’istanza esterna verrà stipulato un progetto educativo e l’allievo sarà seguito da un “tutor” che si occuperà di definire tutte le forme di collaborazione. Per i giovani che si apprestano a concludere la scuola media, queste esperienze assumeranno un ruolo importante e saranno finalizzate a preparare e a rendere operativo l’inserimento professionale. Saranno una decina gli allievi coinvolti in questa esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale il fine di tutto ciò? Sicuramente quello di consentire ad ogni allievo, ad ogni persona, indipendentemente dalle sue capacità e dalle sue doti, di essere parte integrante della nostra società. La vostra associazione fa bene a sottolineare il concetto d’integrazione. Si tratta per noi di una scelta politica irrinunciabile proprio perché siamo consapevoli che solo dando pari dignità ad ogni individuo la società può evitare di trovarsi a gestire fenomeni legati alla devianza,al disagio sociale, all’esclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’integrazione per noi non è solo un obiettivo voluto ma soprattutto praticato. Nelle nostre scuole accogliamo tutti gli allievi indipendentemente dal loro statuto,dalla loro lingua e nazionalità. Fino al termine dell’obbligo scolastico allievi di diverse capacità,appartenenti alle varie culture e di diverse origini socioculturali stanno assieme, frequentano la stessa scuola, crescono e si conoscono. La percentuale di allievi accolti nelle scuole speciali è molto contenuta (2%) in quanto il principio generale è quello di far frequentare ai bambini, nella misura massima del possibile, la scuola regolare. La scuola è un importante strumento di integrazione e per conseguire questo obiettivo sono necessarie risorse finanziare adeguate e personale preparato e consapevole delle proprie responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per favorire l’integrazione ai nostri giovani insegniamo le altre lingue nazionali e l’inglese. Vi assicuro che è uno sforzo non indifferente per gli allievi ticinesi, ma siamo consapevoli che per una minoranza come quella italofona la conoscenze delle lingue è una premessa essenziale per allacciare rapporti con le altre comunità linguistiche e per consentire ai nostri giovani di proseguire gli studi e di muoversi in un contesto lavorativo molto più ampio di quello cantonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfogliando il programma delle vostre due giornate mi sono reso conto di come i problemi siano comuni in tutta la Svizzera. Cambiano le modalità d’intervento e le esperienze in atto, ma l’obiettivo ultimo è pur sempre quello di fare in modo che giovani in difficoltà possano trovare un loro inserimento nella nostra società. E’ un obiettivo nobile ed è un bene che si possano confrontare soluzioni ed attività presenti nei diversi cantoni. La conoscenza reciproca e il confronto aiutano alla crescita anche di chi, per professione, é chiamato a svolgere un ruolo molto importante in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’impegno profuso a favore dei nostri giovani e vi auguro le migliori soddisfazioni durante questi due giorni in Ticino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5989415533202933328?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5989415533202933328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5989415533202933328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5989415533202933328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5989415533202933328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/giornate-dellassociazione-svizzera-di.html' title='Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1049870159674618709</id><published>2007-09-13T13:21:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:49.478+01:00</updated><title type='text'>Consegna diplomi cantonale giornalista 2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s1600-h/GendottiWeb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109648221063766578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s200/GendottiWeb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (Intervento di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Cerimonia di consegna dei diplomi cantonale di giornalista 2007 del 13 settembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Porgo il cordiale saluto mio personale e del Consiglio di Stato&lt;br /&gt;al Direttore generale della RTSI e Direttore dei corsi (Dino Balestra),&lt;br /&gt;al Presidente della Commissione dei corsi di giornalismo della Svizzera italiana (Maurizio Corti) e al Presidente della Commissione d’esame (Marco Blaser)&lt;br /&gt;alle neodiplomate e ai neodiplomati&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;durante una consegna dei diplomi è abitudine rivolgere ai convenuti due parole dai toni celebrativi e sottolineare il buon lavoro svolto dagli insegnanti e l'impegno degli studenti; lavoro e impegno che si traducono nei buoni risultati conseguiti dalle neodiplomate e dai neodiplomati, ormai pronti ad assumere nuovi compiti e nuove responsabilità nella cosi detta società dell'informazione e della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi complimento con coloro che hanno ottenuto il diploma cantonale di giornalista, e auguro loro successo e soddisfazioni. Sono persone, uomini e donne, che operano in un settore professionale - quello dell'informazione - centrale e prioritario per un Paese che si dice aperto e democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa occasione non voglio però limitarmi alle sole parole di circostanza: di fronte a una bella squadra di persone attente, dinamiche e capaci desidero brevemente sottoporre alla vostra attenzione qualche riflessione sull'importanza di un lavoro al servizio della società dalla prospettiva di chi crede in un'informazione libera, corretta e oggettiva; un'informazione capace di assumere il ruolo di mediatrice delle idee, di aiutare il cittadino a capire il mondo e a costruirsi un'opinione su questo o su quell'argomento, di contribuire alla nostra crescita morale e intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo vorrei fare - ispirato anche dall’aula in cui ci troviamo - dalla prospettiva dell'uomo politico che guarda al risultato del vostro lavoro con rispetto e che, di tanto in tanto, si pone qualche domanda. Lungi da me l’idea di affibbiarvi un’ulteriore lezione deontologica o tecnica, perché queste sono oramai passate e semmai ora sarà la vita professionale a darvele. L’intento è di rendervi partecipi di qualche interrogativo che ci poniamo nei confronti degli organi d’informazione nella nostra quotidiana attività di amministratori della cosa pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo interrogativo concerne la ragionevole discrezione che deve essere alla base del nostro agire di uomini, ancor prima di amministratori, di politici o di imprenditori. È una discrezione che troppo spesso viene letta in modo distorto come volontà di nascondere, di "insabbiare" chissà che cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio: nelle scorse settimane siamo stati costretti ad aprire un’inchiesta disciplinare nei confronti di un nostro dipendente. La relativa risoluzione governativa è stata approvata il martedì mattina durante l’abituale riunione del governo. Il giorno seguente, il mercoledì mattina di buon ora, prima ancora che la risoluzione fosse firmata e men che meno intimata agli interessati, l‘ufficio competente dell’Amministrazione cantonale era già sollecitato da un organo d’informazione, munito di nomi e cognomi, per saperne di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro: il giornalista fa il suo mestiere e cerca di arrivare all’informazione prima di un altro. Non fa il suo mestiere chi trasmette un’informazione prima che il diretto interessato ne sia a conoscenza, violando così se non solo il segreto professionale, ma anche norme di comportamento che si ispirano alla discrezione. Ma nella fattispecie questo è un aspetto del problema – penserà qualcuno - che non concerne direttamente l’organo d’informazione. Semmai riguarda l’amministrazione dello Stato. Ciò che mi fa riflettere sono però le conseguenze che la notizia per così dire “rubata” e divulgata male, in toni esagerati o con imprecisioni clamorose sui fatti , ha su chi ne diventa "vittima" e sulla sua cerchia familiare o professionale. La discrezione dimenticata non ha nulla a che vedere con le libertà della democrazia. E questo è un problema che ci riguarda tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mio secondo interrogativo si concentra sulla necessità di fare un chiaro distinguo fra la notizia - cioè i fatti - e il relativo commento, cioè l'interpretazione che si vuole dare ai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio: qualche mese fa, nell’ambito della campagna mediatica che era in atto in tutta la Svizzera e anche nel Cantone Ticino sulla violenza giovanile, abbiamo potuto leggere di docenti minacciati in una scuola professionale, situazione che ci era peraltro assolutamente sconosciuta. Questa è una notizia che riporta un determinato fatto; una notizia utile e importante che ci aiuta nello svolgimento del nostro lavoro come politici, come operatori scolastici o come genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aiuta un po' meno il corollario di interpretazioni dei fatti - una politica sorda che fa finta di non sentire che il problema esiste oppure una scuola cieca, impermeabile ai cambiamenti della società e che quindi non avrebbe riconosciuto per tempo una tendenza in atto. Ma quello che più di tutto ci deve far riflettere – noi responsabili della gestione della cosa pubblica e voi giornalisti responsabili dell’informazione – sono quei giudizi affrettati e sommari come se il mondo fosse diviso da una parte i buoni dall’altro i cattivi; diviso fra le pecore bianche e le pecore nere, tanto per rimanere aggiornati con le strumentalizzazioni preelettorali del momento, che nella scuola diventano le pecore nere da espellere per sempre, senza però porci alcune domande: ma poi dove vanno? Abbiamo veramente risolto i nostri problemi? "Troppo facile, amico" avrebbe probabilmente detto Giuseppe Buffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine tutto si riduce, da un lato, nel richiedere la massima professionalità nello svolgimento del servizio pubblico di informazione e di comunicazione da parte del giornalista, dall’altro lato, nel pretendere dall’utente, e qui la scuola deve giocare un ruolo fondamentale, la capacità di giudizio attraverso un atteggiamento critico di fronte all’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi forse qualche mezzo di comunicazione deve riconquistare un po’ di fiducia perduta per strada agli occhi dell’utente. Credibilità che passa attraverso la verità dell’informazione e l’autenticità dell’immagine sullo schermo o delle parole di chi riferisce i fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Torniamo agli aspetti che ho chiamato più celebrativi di questo evento, per sottolineare che, per la prima volta, i diplomi sono il frutto di una nuova collaborazione tra le organizzazioni del mondo del lavoro – imprenditoriali e sindacali – e il Cantone. Per la prima volta la responsabilità dei corsi è infatti interamente passata a queste ultime e il Cantone svolge solo un ruolo di regolamentazione e di sostegno finanziario. La collaborazione credo sia stata proficua. Qualche rammarico resta per non aver potuto coinvolgere maggiormente, in questa operazione, l’Università della Svizzera italiana e in ciò siamo ormai stati sorpassati dalla Romandia, che questo accordo tra l’editoria, i giornalisti e l’università l’ha già concluso. Il titolo rilasciato a chi ha un formazione di base accademica è sicuramente più adeguato all’evoluzione in atto nel mondo della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, per tornare anche alle neodiplomate e ai neodiplomati, un complimento per la formazione conclusa, in un corso che mi è stato detto di alto livello anche per la vostra presenza e per i lavori di diploma svolti, e i migliori auguri per un futuro in cui l’informazione, ma soprattutto la buona informazione, che non vuol dire l’informazione addomesticata, sia sempre presente.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1049870159674618709?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1049870159674618709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1049870159674618709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1049870159674618709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1049870159674618709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/consegna-diplomi-cantonale-giornalista.html' title='Consegna diplomi cantonale giornalista 2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s72-c/GendottiWeb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8479608085104195864</id><published>2007-09-10T10:32:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:49.814+01:00</updated><title type='text'>Nuova sede scuola dell'infanzia di Arosio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108491195610303346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBnSyQC2I/AAAAAAAAAF0/9hbwh-llsfg/s1600-h/GENDOTTI+UFFICIALE.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della nuova sede della scuola dell’infanzia nella frazione di Arosio, Alto Malcantone, di sabato 1 settembre 2007)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro sindaco (Nicola Stempfel),&lt;br /&gt;Signor ispettore scolastico Giampiero Bianchi,&lt;br /&gt;Gentile collega Maria Luisa Delcò, membro della giuria che ha scelto il progetto, in rappresentanza del DECS,&lt;br /&gt;Autorità civili e religiose,&lt;br /&gt;Gentili maestre della scuola dell’infanzia,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;né voglio dimenticare le bambine e i bambini che lunedì varcheranno la soglia della nuova scuola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Talvolta sorridi, talvolta è più dura.” Ho letto queste parole su un muro, lungo una strada di questo bel Malcantone.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Chi l’ha scritta dev’essere uno sprayer filosofo, perché quella frase è la vita, fatta di momenti belli e di momenti un po’ meno divertenti. E’ la vita di tutti noi, compresa la vita dei politici. Questo momento dell’inaugurazione ufficiale della nuova sede di scuola dell’infanzia fa parte di quelli belli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ bello se pensiamo alle ragazze e ai ragazzi che ogni giorno varcano la soglia della scuola con il sorriso di chi è curioso di conoscere e di fare cose nuove. E la più bella soddisfazione per chi li accompagna durante la giornata è di vedere lo stesso sorriso la sera quando tornano in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un momento bello per le famiglie perché sanno che le loro figlie e i loro figli passano alcune ore della giornata in un ambiente accogliente, in spazi che ricevono molta luce e aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accogliente anche perché la struttura ha spazi flessibili che possono essere adattati alle esigenze educative del momento e inoltre è ben inserita nell’ambiente circostante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto ognuno di noi, qui presente a questa cerimonia d’inaugurazione, può rendersi conto della situazione geografica di questo edificio, posto su un balcone verde dove gli occhi di chi osserva spaziano sulla Magliasina da una parte e sul Luganese dall’altra. Un po’ come il mondo visto dall’alto. Ci sono altri balconi verdi qui sopra di noi dai quali l’occhio spazia fino alle Alpi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è un momento bello per l’autorità del comune nuovo, ma anche per le persone del comune prima dell’aggregazione, che hanno gettato le basi su cui costruire il progetto ora realizzato. Ed è tanto più bello questo momento in quanto l’opera qui condotta a buon fine sta al termine di una strada che ha preso avvio qualche anno fa, partendo dall’idea primitiva della costruzione di una nuova sede che accolga ragazze e ragazzi della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo tutti che “talvolta è piú dura”, cioè che talvolta su quella strada si frappongono ostacoli da superare. Ma è il gioco della democrazia che vuole così: essenziale è che all’interesse personale venga anteposto il bene della comunità. La gestione della cosa pubblica è fare il bene della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inaugurazione di un edificio scolastico, di qualsiasi grado di scuola, è uno degli atti più qualificanti della democrazia e dunque di chi, nel comune, ha il compito di agire in modo tale che la democrazia ispiri ogni decisione politica. L’istruzione è uno dei punti qualificanti della democrazia. Ove siamo presenti nel mondo, abbiamo costruito prima di tutto scuole. Solo le dittature, per sopravvivere, mantengono il popolo nell’ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno a casa nostra, su questo balcone verde. Ogni sforzo che un comune fa per offrire condizioni al passo con i tempi di vita o di lavoro, occasioni di aggiornare il proprio sapere e di incontri tra la gente, è un tassello del grande mosaico di un Paese consapevole che la democrazia non si instaura una volta per tutte, ma vive dell’apporto di nuove idee e della realizzazione di nuovi progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ in questo contesto che io vedo la realizzazione del nuovo edificio scolastico al quale è assicurato anche nei prossimi anni – così mi hanno detto – l’afflusso di nuove allieve e allievi. Sono convinto che la vicinanza della città e il miglioramento delle vie di comunicazione, ai quali si aggiunge la bellezza del luogo, sono elementi a sostegno di un ulteriore sviluppo demografico della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a scuole che sono costrette a chiudere o a sezioni che scompaiono per mancanza di giovani allievi, fa piacere sentire parole secondo le quali il futuro di una scuola è assicurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;Queste brevi considerazioni sono l’espressione della mia soddisfazione per quanto è stato realizzato nel comune di Alto Malcantone. Penso che la stessa soddisfazione la provino le persone che in questo comune gestiscono la cosa pubblica e le famiglie che ogni mattina accompagneranno la figlia o il figlio nella nuova sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è anche la mia soddisfazione per quanto si fa in questo cantone per la scuola in generale. Offriamo un sistema formativo completo dalla scuola dell’infanzia all’università compresa e offriamo un programma pure completo di formazione continua, perché i tempi in cui si imparava “per la vita” sono tramontati da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo all’inizio nella citazione sul muro del bel Malcantone “talvolta sorridi, talvolta è più dura”. La festa di oggi appartiene al sorriso: lo vedo sul viso di chi ha reso possibile quest’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio grazie va a loro per quanto hanno saputo condurre in porto, all’architetto progettista che ha saputo accomunare le esigenze della costruzione con quelle della pedagogia, alle maestranze e a tutte le persone che hanno concorso alla realizzazione della nuova scuola.&lt;br /&gt;Il nuovo anno scolastico si aprirà lunedì prossimo. Mi auguro che in tutte le allieve e in tutti gli allievi rimanga intatta la curiosità del nuovo, che è la voglia di imparare e che in ognuno e in ognuna di loro rimanga pure intatta la consapevolezza che è una fortuna potere andare a scuola, un privilegio, purtroppo, che a questo mondo non è di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Prima di Cademario, salendo da Bioggio&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8479608085104195864?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8479608085104195864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8479608085104195864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8479608085104195864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8479608085104195864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/nuova-sede-scuola-dellinfanzia-di.html' title='Nuova sede scuola dell&apos;infanzia di Arosio'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1669487195882464058</id><published>2007-09-10T10:28:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.045+01:00</updated><title type='text'>Cerimonia fine tirocinio apprendisti Amministrazioni comunali</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108490340911811410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante la Cerimonia di fine tirocinio per gli apprendisti delle Amministrazioni comunali di venerdì 31 agosto 2007 a Paradiso)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;stimate Autorità,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;consentitemi innanzi tutto di rivolgere un caloroso benvenuto e un sentito ringraziamento a titolo personale e nome del Consiglio di Stato, che mi onoro di rappresentare in questa gioiosa occasione, a voi che siete intervenuti alla cerimonia di consegna degli attestati di questa sera: autorità comunali e cittadine, rappresentanti del mondo della formazione e degli organi di stampa, docenti e genitori che, con la vostra presenza, testimoniate l’interesse per la formazione scolastica e professionale; fondamentale settore per la crescita qualitativa del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care neo-qualificate e neo-qualificati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell’esercizio delle mie funzioni e prerogative istituzionali ho l’onore e il privilegio, nel corso degli anni, di partecipare a numerose cerimonie di consegna di diplomi. Vi sono sicuramente, al di là delle differenze di grado e di livello scolastico, alcune peculiarità che accomunano i diversi avvenimenti, penso in particolar modo al sentimento condiviso di soddisfazione che si accompagna al raggiungimento di un traguardo così importante e significativo della propria vita.&lt;br /&gt;Questo sentimento partecipato è spesso affiancato dalla consapevolezza che, nel corso della propria esistenza, si dovranno necessariamente affrontare sempre nuove ed impegnative sfide e, inoltre, dall’incertezza che caratterizza ogni fase di cambiamento.&lt;br /&gt;Nel vostro caso queste sensazioni sono sicuramente accentuate sia dal fattore anagrafico che dalle oggettive difficoltà che contraddistinguono l’attuale quadro economico e congiunturale: basti pensare alle tensioni che, malgrado la buona congiuntura, continuano a riverberarsi nel mercato del lavoro.&lt;br /&gt;Le statistiche di queste settimane relative all’occupazione nel nostro Cantone, apparentemente rassicuranti, non ci devono distrarre dalla realtà. Purtroppo celano ansie che attraversano tutto il mondo del lavoro.&lt;br /&gt;Ma, per voi, la conclusione di questo ciclo formativo “duale”, che abbina alla parte teorica, svolta a scuola, la parte pratica sul posto di lavoro, rappresenta un importante tappa intermedia e, contemporaneamente, un grosso incentivo per perseverare nel raggiungimento di nuovi ed ambiziosi orizzonti professionali e personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra opportuno, a questo proposito, introdurre alcune brevi considerazioni, legate in particolare al tema delle opportunità offerte dalla riforma denominata “Nuova formazione commerciale di base”, che ha istituito anche per gli impiegati di commercio i cosiddetti “Corsi interaziendali”, e, in particolare, corsi interaziendali nel settore che vi riguarda più da vicino: il ramo “Amministrazione pubblica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova impostazione, implementata nel nostro Cantone a partire dal settembre del 2003, ha messo a disposizione gli strumenti organizzativi, didattici e metodologici utili per consentire alle nostre e ai nostri giovani di conseguire un attestato di capacità specifico per il settore dell’amministrazione pubblica. Non senza dimenticare che, assieme all’attestato federale di capacità in questo ramo, vi è sempre la possibilità di conseguire anche la maturità professionale e, successivamente, di proseguire i propri studi presso le scuole universitarie professionali, in particolare presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Come pure, per chi avesse minori ambizioni o fosse privo della maturità professionale, di frequentare le scuole specializzate superiori in economia, in particolare nell’ambito dell’informatica di gestione che sempre più investe tutte le attività di un’amministrazione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa occasione vorrei inoltre evidenziare come esistano, per coloro che operano all’interno degli enti locali, altre valide possibilità di formazione e di perfezionamento professionale. Penso in particolare a quelle offerte dal Centro di formazione per gli enti locali, una struttura professionale, dinamica, e sempre attenta ai cambiamenti della società che è stata voluta dal Consiglio di Stato anche per sostenere, attraverso la formazione, l’intensa fase di rinnovamento della realtà degli enti locali, che passa anche attraverso i processi aggregativi dei comuni. Nel corso degli anni il Centro ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo all’interno del mondo formativo cantonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua offerta formativa è ricca, attuale e completa, e predispone anche all’ottenimento, tramite una convenzione con l’Università della Svizzera italiana (USI), addirittura di un Executive Master in Amministrazione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ottica di un sistema formativo integrato, l’offerta del Centro rappresenta una straordinaria opportunità di crescita professionale ed umana, che apre numerose possibilità ed opzioni rispetto al recente passato. In sostanza, portando a termine il vostro tirocinio, avete compiuto un primo determinante passo nel cammino che, a seconda delle vostre motivazioni, ambizioni e capacità, vi potrà portare, in un prossimo futuro, al raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziose ed importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia di questa sera mi offre l’opportunità di richiamare la vostra attenzione sul ruolo fondamentale rivestito dai vostri attuali datori di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli enti locali rappresentano la cellula fondamentale del nostro sistema politico-istituzionale. Partendo da questa considerazione si può sicuramente affermare che l’aver svolto il proprio apprendistato presso di loro rappresenta, oltre che una grossa responsabilità, un grande privilegio che vi ha consentito di meglio comprendere, accanto alle consuete conoscenze professionali, i meccanismi che stanno alla base del nostro ordinamento democratico.&lt;br /&gt;Ho la certezza che le esperienze da voi maturate in questi anni, a diretto contatto con una cittadinanza giustamente sempre più esigente, vi hanno permesso di accumulare un patrimonio di conoscenze e di capacità assolutamente completo e variegato che, a dipendenza della vostre scelte future, vi consentirà di operare, facendovi onore, sia nel settore pubblico che in quello privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento quindi in obbligo di ringraziare le autorità comunali presenti, per il fondamentale contributo offerto, attraverso la messa a disposizione di posti di apprendistato, al settore della formazione professionale e, in definitiva, alla crescita umana e professionale delle nostre giovani e dei nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente non posso esimermi dal rivolgere un pressante appello a quei Comuni che avessero ancora disponibilità di posti di tirocinio affinché, nonostante il contesto economico pubblico certamente non brillante - anche se i comuni sembrano stare tutti molto meglio del Cantone - offrano una possibilità di formazione alle e ai cinquanta giovani che attualmente sono ancora senza collocazione nell’ambito del commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia breve introduzione ho volutamente accennato all’incertezza che caratterizza l’attuale momento storico, non già per accentuare i vostri dubbi, le vostre preoccupazioni o quelle dei vostri genitori rispetto a scelte che inevitabilmente condizioneranno il vostro futuro, bensì per esortarvi ed incoraggiarvi ad adottare una predisposizione mentale e d’animo adeguata per affrontare le sfide che la società moderna impone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conoscenze nozionistiche, tecniche, pratiche e linguistiche acquisite in questi anni di tirocinio dovranno in futuro essere affinate e perfezionate; inoltre dovrete necessariamente sviluppare altre doti e capacità, quali ad esempio, la flessibilità, la tenacia, la creatività e molte altre ancora, che evito di enunciare dettagliatamente in questa circostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione vi esorto ad affrontare il futuro con determinazione e fiducia, attingendo anche al coraggio di osare che, ne sono certo, è un tratto tipico della vostra età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi rinnovo quindi i miei più sentiti complimenti e contemporaneamente vi auguro di trovare una collocazione stabile all’interno del mondo del lavoro, affinché possiate valorizzare le vostre potenzialità, realizzare le vostre aspirazioni e crescere sia sul piano umano che professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio per la cortese attenzione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1669487195882464058?l=gendotti.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1669487195882464058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1669487195882464058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1669487195882464058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1669487195882464058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/cerimonia-fine-tirocinio-apprendisti.html' title='Cerimonia fine tirocinio apprendisti Amministrazioni comunali'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10281958626100306892'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>