tag:blogger.com,1999:blog-30941463547716018262009-03-09T09:18:43.068+01:00La mia GenovaSpazio dedicato a Genova e alle sue tradizioniEugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.comBlogger37125tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-17443948635660545252008-10-04T20:42:00.001+02:002008-10-04T20:42:57.089+02:00In giro per carruggi<object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DTumdBbucNg&hl=it&fs=1&rel=0&border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DTumdBbucNg&hl=it&fs=1&rel=0&border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="349"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-1744394863566054525?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-43209268328846592422008-08-20T16:04:00.003+02:002008-08-20T16:09:08.054+02:00Quarto al mare<object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kALcW3DI9jQ&hl=en&fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><embed src="http://www.youtube.com/v/kALcW3DI9jQ&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>><p style="font-family:verdana;font-size:105%;">Ecco cosa dice Luciano, l'autore di questo video:<br/>QUARTO AL MARE,cantato dalla più autorevole delle squadre di canto popolare Genovese di Trallalero, LA VECCHIA STURLA nata nel 1926 ma purtoppo scomparsa assieme a tantissime alre squadre di canto popolare Ligure!
Un tempo ogni quartiere aveva la sua squadra di canto e facevano a gara per fare bella figura.
Oggi sono rimaste solo cinque squadre di canto un tutta la città e questa globalizzazione si è portata via anche parte delle nostre antiche tradizioni a cominciare con il nostro dialetto che per i giovani nati a Genova è quasi incomprensibile.
La canzone quarto al mare è cantata dalla vecchia sturla in maniera MAGISTRALE!!!
Diffondiamo quel poco che resta delle nostre tradizioni!!!
</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-4320926832884659242?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-550409932012941562008-07-30T11:23:00.003+02:002008-07-30T11:27:09.940+02:00Tradizioni di Agosto - Madonna della guardia<p><object height="333" width="400"><param name="movie" value="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=cbbb65cbf7443c074c417b8c78d96d0e.flv&ap=0"><embed src="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=cbbb65cbf7443c074c417b8c78d96d0e.flv&ap=0" width="400" height="333" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object>
<span style="font-family:verdana;font-size:130%;"></span></p><p><span style="font-family:verdana;font-size:130%;">Altre interessanti notizie qui:</span></p><p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Nostra_Signora_della_Guardia_(Ceranesi)">http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Nostra_Signora_della_Guardia_(Ceranesi)</a></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-55040993201294156?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-81162279877768995232008-07-30T11:13:00.002+02:002008-07-30T11:14:39.668+02:00Tradizioni di Agosto - San Lorenzo<object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tigTEtmBSZg&hl=it&rel=0"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/tigTEtmBSZg&hl=it&rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
<p style="FONT-SIZE: 105%; COLOR: black; FONT-FAMILY: verdana">
Un tempo si usava nel giorno di S. Lorenzo (10 Agosto) fare una scampagnata con relativo pranzo al sacco a base di melanzane ripiene.
E’ questo un piatto tipico ligure in uso particolarmente nella stagione estiva anche perché le verdure ripiene si devono mangiare fredde o tuttalpiù tiepide e pertanto si prestano ad essere portate in gita.
Fate bollire degli zucchini, delle cipolle, delle melanzane (quelle rotonde piccole tipiche di Genova) badando però che non devono cuocere del tutto. Colate le verdure e lasciatele raffreddare; taglierete poi gli zucchini a metà per lungo; farete lo stesso con le melanzane e le cipolle. Queste ultime le sfoglierete mentre gli zucchini e le melanzane le svuoterete scavandole con un cucchiaino. Sistemate le foglie di cipolla, gli zucchini e le melanzane ben vicini fra loro in un tegame da forno appena unto. Preparate ora il ripieno: fate scaldare in un tegame un po’ d’olio, soffriggete un po’ di cipolla tritata utilizzando gli strati più interni delle cipolle bollite cioè quelli che sono troppo piccoli per essere riempiti; nel caso che faceste solamente zucchini e melanzane utilizzerete per il soffritto una piccola cipolla cruda. Tritate le parti interne degli zucchini e delle melanzane e aggiungetele nel tegame insieme a qualche foglia di fungo secco ammollato e ben tritato e lasciate un po’ asciugare tutto sul fuoco. Lasciate intiepidire (altrimenti le uova rapprenderebbero), mettete tutto in una terrina e aggiungete le uova, il sale, un po’ di noce moscata, la mollica di un panino bagnata nel latte e strizzata, abbondante parmigiano grattugiato e aglio e maggiorana tritati. Mescolate bene il tutto. Se vi sembrasse troppo liquido, aggiungete un pugnetto di pan grattato tenendo però presente che il liquido è dovuto alle uova che poi cuocendo rassoderanno. Con questo ripieno riempite le verdure che avete sistemato nel tegame, cospargetele di pangrattato e al momento di infornare nel forno già caldo a 175 gradi passate un filo d’olio sopra al tutto. Fate cuocere per circa un’ora. Cotte che siano toglietele subito dal forno in modo che svaporino.
Saranno ancora migliori (come dicono a Napoli: più meglio assai) se anziché cuocerle al forno le friggerete. In questo caso fate friggere abbondante olio in una padella e deponetevi le verdure, ripiene e impanate, con la parte del ripieno in basso; dopo un paio di minuti giratele e lasciatele cuocere per altri due o tre minuti</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-8116227987776899523?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-7242408051914765762008-07-05T15:04:00.001+02:002008-07-05T15:06:43.147+02:00Canzone arabaScritta nel 1891, in occasione della venuta a Genova di una compagnia di beduini, dal poeta genovese Nicolò Bacigalupo.<br/><br/>
Hokkom habbal hokkom habbal habben<br/>
El pan's hottin del put hannel harab,<br/>
Hokkom el messch, hokkom el messch hiren<br/>
Colk ùl kappar hun bel sakkon d'Assab.<br/><br/>
El pan s'aggir, askitt, askitt, habbal<br/>
Havasciu ezù kappar nabbal degomm<br/>
Can'd affah el bot e cand happas elfal<br/>
Ekke stu pir ellah fah tuth ekom!<br/><br/>
Ch'elguste haddà allah! allah! el tamtam<br/>
El tamb hurlin elson dehlsci gorel<br/>
Hokkom el bahl kefà q'hui tre salam<br/>
Hokkom alleh, hokkom alleh mahib hell.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-724240805191476576?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-85168792248831951482008-06-02T22:50:00.004+02:002008-06-02T22:59:36.611+02:00Castello D'Albertis<p><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xgb_Ak-ZCms&hl=it"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/xgb_Ak-ZCms&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
</p><p>Ecco un altro bel video di Swimmerge. Il Castello D'Albertis domina la città di Genova affacciandosi sul porto dalla collina di Montegalletto. Ideato dal Capitano Enrico Alberto D'Albertis con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico, è stato eretto su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892 con la supervisione di Alfredo D'Andrade.
Alla sua morte (1932) il capitano dona il castello e le sue collezioni alla città di Genova, restituendole non solo la dimora da lui stesso fantasiosamente arricchita di rimandi esotici, neogotici ed ispano-moreschi, ma anche un pezzo della storia di Genova: un bastione della cinta muraria cinquecentesca contenente i resti basamentali di una torre della precedente cinta medievale, su cui poggia la costruzione del castello stesso.
Fu, il Castello, la sua casa e il suo museo, il coronamento e la sintesi della sua vita intensa, della sua cultura, della sua versatilità di collezionista, nonché una testimonianza di mezzo secolo di vita genovese. Ma fu anche espressione della sua devozione a Colombo, al quale dedicò numerose opere d'arte.
Tra le tante, forse la più eclatante è una celeberrima delicata statua che rappresenta Colombo ragazzo, ( NEL VIDEO a minuto 3:23), seduto su una bitta, le gambe accavallate, un libro in grembo, lo sguardo assorto rivolto verso ponente, certo a simboleggiare il suo destino. E' un capolavoro di Giulio Monteverde (1837-1917), presentato all'Esposizione Universale di Vienna nel 1873, e poi definitivamente collocato nella piccola loggia al secondo piano del Castello, volta verso mare. </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-8516879224883195148?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-89618735944866142292008-05-30T16:02:00.003+02:002008-05-30T16:06:41.343+02:00San Giovanni Battista<img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206171366571397938" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Wr9loGIhj7I/SEAJRkBMUzI/AAAAAAAAAUE/f-YiN8JmH1A/s200/san%2520Giovanni%2520Battista%2520Genova.jpg" border="0" />Tra la fine dell'XI e l'inizio del XII sec. si verificano a Genova due eventi di grande rilievo: nasce il Comune e i Genovesi partecipano trionfalmente alla prima Crociata. Genovesi, Baresi e Veneziani da tempo erano alla ricerca delle reliquie di San Nicola a Myra, in Asia minore; al ritorno dalla prima crociata, sotto la guida di Guglielmo Embriaco, i Genovesi sbarcarono in quei luoghi scoprendo di essere stati preceduti dai Baresi. Temendo un raggiro dei monaci scavarono comunque sotto l'Altare Maggiore e rinvenirono così le ceneri di San Giovanni Battista; l'arrivo delle Ceneri a Genova su tre vascelli nel 1098 fu un avvenimento memorabile per la città e viene rievocato dalla suggestiva Sfilata del Corteo Storico in occasione della Regata delle Repubbliche Marinare che si svolge ogni anno, a rotazione nelle quattro città. La devozione al Santo cominciò a farsi sempre più fervente e a riflettersi in molti campi: iniziarono a sorgere numerose cappelle pubbliche e private oltre che edicole sacre dedicate al Battista. Alla fine del Duecento si istituì la Confraternita intitolata a San Giovanni, con il compito di accompagnare le reliquie al Molo in caso di tempesta in mare; nel 1327 la Repubblica proclamò il Santo Patrono di Genova, affiancandolo a San Giorgio e San Lorenzo, decretando una processione da tenersi ogni anno. Già da prima dell'XI secolo si ha notizia di come sulle piazze principali di Genova e nei paesi di tutta la Liguria si accendessero enormi falò attorno ai quali schiamazzavano i popolani; erano, queste, tradizioni sopravvissute al paganesimo, che il 24 Giugno celebrava la festa di Fors Fortuna e con i fuochi della notte del 23 voleva allontanare gli spiriti maligni e le streghe che uscivano dai loro antri per danneggiare i raccolti e uccidere bestiame e uomini. La Chiesa continuò a condannare più volte tali rituali, ma vista l'impossibilità di cancellarli, decise la via "accomodante" di trasformare i falò in fuochi sacri e rievocativi dell'elogio di Cristo per il Battista: "Egli era lume ardente e illuminante" (Giov, V, 35). Una grida del 1570 arrivò di conseguenza ad invitare i cittadini a festeggiare "con quella letizia che lo celebrarono i nostri antichi da tempo immemorabile". I fuochi diventarono poi motivo di festa e di convivio; ovunque vi fosse uno spazio, piazza Sarzano, Santa Maria di Castello, Principe, San Teodoro, e in tutte le alture, si innalzavano fiamme bruciando legna da ardere e roba vecchia, si ballava la "moresca" e si cuocevano cipolle e lumache. Dove non si potevano accendere falò, si appendevano lanternine di carta colorata con dentro lumini e si scoppiavano mortaretti, girandole, razzetti in un tripudio di luci e colori.
Ancora oggi l'antica tradizione prosegue e la notte della vigilia della festa di San Giovanni la città si anima con giochi di strada, falò nelle piazze e fuochi d'artificio sul mare. Il 24 Giugno, alla presenza delle massime Autorità civili e religiose, di numerose Confraternite che sfilano con preziose vesti portando i pesanti crocifissi in mezzo alla folla, esce dalla Cattedrale la solenne e spettacolare Processione che si dirige al Porto Antico; qui il Cardinale benedice il mare con le Reliquie del Battista al suono delle sirene delle navi.
Infine ricordiamo che per San Giovanni Battista è usanza a Genova mangiare i ravioli. Come è noto, tutti i salmi finiscono in gloria.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-8961873594486614229?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-65776202219109849112008-05-11T18:15:00.004+02:002008-05-11T18:26:06.384+02:00OTTAVARIO DEL SANTO SUDARIO O SANTO VOLTO OVVERO "SANTO MANDILLO"Durante l'Ottavario della Pentecoste, cioè da ieri sera fino alla prossima Domenica 18 Maggio, nella Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, si celebra la Messa vespertina con omelia e antichi canti delle Scholae Cantorum genovesi. Ha luogo inoltre l'esposizione del più antico ritratto di Gesù Recato da Costantinopoli dal Capitano Genovese poi Doge Leonardo Montaldo, dal 1388 conservato nella Chiesa.<br/><br/>
La Storia: il Santo Volto, più noto ai genovesi come Santo Mandillo, termine dialettale proveniente dall’arabo mandylion e che indica un fazzoletto, è ritenuto il più antico ritratto del Cristo.
Secondo un’antica tradizione del III sec. D.C., Abgar, re di Edessa in Armenia, malato di lebbra, avendo udito delle qualità taumaturgiche di Gesù che predicava in Palestina, mandò il pittore Anania per raffigurare il Suo volto. Non riuscendo a ritrarre il Messia, Gesù prese il telo appoggiandovi il volto intriso di sudore lasciando impressa la Sua immagine. Tornato in Patria, Anania toccò il Re con il sudario che lo guarì miracolosamente. Da qui l’adorazione della sacra effige. Dopo il regno di Abgar, la preziosa tela rimase nascosta finché durante l’assedio della città da parte dei Persiani nel 595, fu nuovamente esposta all’adorazione per chiedere a Dio la salvezza. Nel 639 Edessa fu occupata dagli Arabi che offrirono la reliquia a Bisanzio in cambio di denaro e prigionieri. Da qui arrivò a Genova nel 1362 con Leonardo Montaldo, futuro Doge, che la ricevette in dono dall’imperatore Giovanni V Paleologo per i servigi resi contro i Turchi. Questi, in punto di morte, donò il “Sacro Volto di Edessa” al monastero dei Basiliani armeni, passato nel 1650 ai Barnabiti, dove ancora oggi, dopo numerose vicissitudini tra cui la trafugazione in Francia nel 1507, è custodito e venerato.<br/><br/>
La Festa: Fino alla metà del secolo scorso i genovesi accorrevano in massa alla festa di "San Bertommé di Erminni" (festa di precetto) perché il "Santo Volto" aveva il potere di liberare i "malefiziou" e di proteggere Genova dalle calamità.
Oggi in occasione della Pentecoste la reliquia viene esposta all’adorazione dei fedeli. L’icona è racchiusa in una cornice trecentesca d’argento dorato, detta “paleologa”, che presenta anteriormente un'ampia apertura che segue in forma stilizzata i contorni del volto di Gesù lasciandone così intravedere il ritratto sottostante. È un opera di alta oreficeria bizantina che include anche dieci rilievi con scene sbalzate commemorative degli eventi principali dell'antichissima tradizione sull'origine di questa Sacra Effige.<br/><br/>
Per informazioni:<br/>
Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni<br/>
Corso Armellini, 2<br/>
Tel. 010 8392496<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-6577620221910984911?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-63181152283975300182008-05-11T09:49:00.009+02:002008-05-11T22:12:14.999+02:00Maggio - il mese delle roseAvete un giardino con una bella pianta di rose? allora la ricetta seguente, tratta dal mio libro "Le ricette di una famiglia genovese", può interessarvi.<br/>
Sciroppo di rose<br/>
Questa è la ricetta dello sciroppo di rose che ho trovato su un quadernetto dove mia zia Lina teneva le ricette che aveva imparato da sua mamma.
Su un Kg. di petali di rose sminuzzate, spremere 6 limoni, versarvi sopra due litri di acqua bollente e lasciare in infusione per circa 24 ore, indi spremere i petali in un canovaccio. Mettere il liquido al fuoco in una pentola di coccio oppure di smalto (o di acciaio inox), quando sarà caldo aggiungere 3 kg. di zucchero e far bollire per circa cinque minuti. Appena freddo imbottigliare.
In primavera al mattino a digiuno se ne scioglie un dito in un bicchiere d’acqua fresca e si ottiene un ottimo rinfrescante. Viceversa alla sera sciolto in acqua calda costituisce un blando lassativo. A Genova era famoso quello preparato dalla Farmacia Cavanna e quello dei frati di S. Anna.<br/><br/>
Se vi interessano altre ricette del mio libro, ne trovate alcune filmate sull'altro mio blog <a href="http://genovanostra.blogspot.com/">
La mia cucina</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-6318115228397530018?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-30884391443213349702008-04-16T19:15:00.001+02:002008-04-16T19:17:17.453+02:00Le nuvole di Santa Margherita<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/82VgwfZ4nDY&hl=it&rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/82VgwfZ4nDY&hl=it&rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><p style="font-family:verdana;font-size:105%;color:black">C'è del bello in questo video. Non è vero?</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-3088439144321334970?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-8816629837932632372008-04-14T11:35:00.001+02:002008-04-14T11:38:41.370+02:00Il magico mondo di Luzzati by Swimmerge<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fHd7VOGkWuU&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fHd7VOGkWuU&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
Scoprite il magico mondo di Luzzati con questo splendido video di Swimmerge.
Emanuele Luzzati (Genova, 3 giugno 1921 -- Genova, 26 gennaio 2007) è stato un pittore, animatore, illustratore e scenografo italiano.Ai suoi lavori usava dare un'impronta tipica del mondo del teatro, arricchendo le scene con fondali, sipari e quinte. Il suo tratto peculiare è stata la visionaria e trascinante creatività coloristica capace di trasformare ogni fotogramma in illustrazione.
È stato anche ceramista e decoratore.
La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo, che parla il linguaggio universale dell'infanzia, ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati del nostro tempo.
I suoi lavori sono esposti e documentati nel Museo Luzzati a Porta Siberia di Genova.
www.museoluzzati.it<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-881662983793263237?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-40348841328126876992008-04-11T10:31:00.001+02:002008-04-11T10:34:25.409+02:00San Giorgio cavaliere fu dei santi; santo fu dei cavalieriIl giorno 23 di questo mese ricorre la festa di San Giorgio, ossia il primo santo patrono di Genova dall’undicesimo secolo ma ritenuto tale dal popolo già dal sesto secolo.
Jacopo da Varagine narra che nel luglio del 1099, durante la Prima Crociata, quando tutto sembrava opporsi alla liberazione della città santa di Gerusalemme da parte dei crociati, “il Beato Giorgio apparve a loro, vestito d’armi scintillanti, candide e segnate dalla rossa croce, e fece segno di seguirlo senza paura, affinché dietro di lui, sicuri, i crociati respingessero i nemici, guadagnassero le mura e conquistassero con la forza la città”. E così fu. Da allora i Genovesi assunsero a loro insegna la croce rossa in campo bianco (ossia la bandiera di San Giorgio), la stessa dei Templari,
che Urbano II aveva dato ai soldati cristiani nel 1016 nel Concilio di Clermont Ferrand.
Ma anche san Giorgio divenne stemma e bandiera della Repubblica e patrono della città.
Nella chiesa di S. Giorgio era conservato il grande stendardo della Repubblica che nelle feste del santo veniva onorato dalle milizie di guardia del palazzo Ducale. Esso veniva solennemente consegnato al capitano generale dell’armata quando salpava per una battaglia e inalberato
sulla galea ammiraglia. Al ritorno, con un’altra cerimonia, veniva riportato in chiesa.
Oggi, un gonfalone con l'effigie di san Giorgio a cavallo, è custodito nel palazzo Doria Tursi, sede del Municipio.
Arremba San Zorzo ! era il grido che le ciurme dei Doria, signori di Genova, lanciavano quando andavano all’arrembaggio delle navi avversarie. La fama dell’imbattibilità dei legni genovesi si sparse pian piano per tutti i mari tant’è che le truppe inglesi (si ricordi che San Giorgio è anche il patrono di Inghilterra) pensarono bene di imitare i genovesi cosicchè nei momenti difficili alzavano a loro volta le insegne di San Giorgio.
Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel mar Mediterraneo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-4034884132812687699?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-74027339890388330512008-04-07T21:07:00.001+02:002008-04-07T21:09:06.115+02:00Genova fra bianco e nero e colore<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pOKjKCdLeDo&rel=0&hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pOKjKCdLeDo&rel=0&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
Genova 1900/2000
Un viaggio temporale attraverso straordinarie dissolvenze fotografiche.
Le dissolvenze sono state realizzate scattando le due foto, ad un secolo di distanza, dallo stesso punto di ripresa, utilizzando la stessa lunghezza focale, rispettando prospettiva e luce solare. Le cartoline in bianco e nero risalgono a Genova nei primi del 1900, le foto a colori nel 2000.La collimazione tra le due immagini è stata possibile grazie ad un programma di computer grafica. Questo video ha richiesto circa due anni di lavoro. Genova è cambiata molto in questo secolo, le dissolvenze lo testimoniano, alcuni meravigliosi angoli della nostra amata Superba ormai non ci sono più.
Realizzazione di Paolo Micai
Testi di Alberto Pastanella
Cartoline antiche di Stefano Finauri
Cartoline musicali composte ed eseguite da Bruno Coli
Voci di Rosanna Piturro e Roberto Vicinelli
Casa di produzione
Moviebox Genova<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-7402733989038833051?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-71230162863463713792008-04-03T01:10:00.003+02:002008-04-03T01:26:44.043+02:00Il Chiostro dei Canonici di S. Lorenzo<a href="http://bp0.blogger.com/_Wr9loGIhj7I/R_QToA3GZ3I/AAAAAAAAABc/3lSbZZAu8RE/s1600-h/23.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_Wr9loGIhj7I/R_QToA3GZ3I/AAAAAAAAABc/3lSbZZAu8RE/s400/23.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184790649157085042" /></a>
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=VdGnxiL4R7U"> Guarda il video</a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-7123016286346371379?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-20986051370323836532008-03-29T00:00:00.002+01:002008-03-29T00:05:12.233+01:00La mia cucinaSiccome mi sono state chieste ricette anche non appartenenti alla cucina genovese. D'ora in poi metterò le ricette (genovesi e non) e tutto quel che riguarda la cucina nell'altro mio blog "<a href="http://genovanostra.blogspot.com/">La mia cucina</a>" di cui trovate il link in alto nella colonna di destra.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-2098605137032383653?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-70309610137452698832008-03-25T10:37:00.002+01:002008-03-25T12:50:50.216+01:00Fave e SalameOh primavera, come sei gentile<br/>
a portarci le fave col salame!<br/>
Questo connubio caccia via la fame<br/>
con eleganza, con un certo stile.<br/><br/>
Come gli agnelli lasciano l'ovile<br/>
e se ne van sui prati fra lo strame,<br/>
così anche noi, spinti dalle brame<br/>
di stare un giorno fuori dalle file,<br/><br/>
sciamiamo per i campi. Nei cestini<br/>
c'è buon salame e pecorino fresco.<br/>
Le fave van comprate lì sul posto;<br/><br/>
l'acqua è di fonte e il vino bello tosto;<br/>
la tovaglia sul prato è il nostro desco.<br/>
Ci pare quasi di tornar bambini.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-7030961013745269883?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-68550892399642666402008-03-19T19:30:00.002+01:002008-03-19T19:33:26.983+01:00Trenin da CasellaSe per il lunedì dell'Angelo volete fare la tradizionale scampagnata
fate una bella gita col trenino di Casella o, come diciamo a Genova, della Casella.<br/>
Questo è il testo della canzone di G. Villa che potete trovare nella colonna di destra nella rubrica "l'audio del mese".<br/><br/>
Filla o Trenin da Casella<br/>
fra o verde di monti<br/>
e paixi incantàe... <br/>
Pa finn-a, a vitta, ciu bella<br/>
respiando quest'aia<br/>
lontan da cittàe... <br/>
Gh'ò chi a chittara con mi, <br/>
anche a seu Fisa, o Tognin<br/>
e, in ta l'accordo, se isa<br/>
o coro da gente ch'a stiva o Trcnin<br/><br/>
Lascio a Zena tutte e lagne<br/>
chi armeno rescioase se peu; <br/>
parla, a gente, de lasagne<br/>
de salamme, vin gianco e raieu... <br/>
Fischia o treno e o se isa<br/>
sciu pe valli e pe ville fiorie<br/>
ghè chi canta, chi seunna e chi rie<br/>
e filla o Trenin... o Trenin<br/>
<br/>
Torna o Trenin, verso Zena<br/>
se lascia a Casella<br/>
se torna a Manin<br/>
doppo 'na gita serena<br/>
purtroppo se pensa: <br/>
Doman Lunedi... . <br/>
Sitta a chittara a l'e li<br/>
ma me incoraggia o Tognin<br/>
che con o seunno da Fisa<br/>
o canta: .fra sette giornàe<br/>
semmo chi…<br/>
<br/>
Lascio a Zena tutte e lagne<br/>
chi armeno rescioase se peu; <br/>
parla, a gente, de lasagne<br/>
de salamme, vin gianco e raieu... <br/>
Fischia o treno e o se isa<br/>
sciu pe valli e pe ville fiorie<br/>
ghè chi canta, chi seunna e chi rie<br/>
e filla o Trenin... o Trenin<br/><br/>
Gh'e chi canta<br/>
chi seunna e chi rie<br/>
e filla o Trenin... o Trenin<br/><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-6855089239964266640?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-22478746399902383772008-03-17T12:56:00.001+01:002008-03-17T12:56:21.343+01:00I Palazzi dei Rolli<div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'><p><object height='350' width='425'><param value='http://youtube.com/v/l5O1UynpZwo' name='movie'/><embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/l5O1UynpZwo'/></object></p><p>Qualche bella immagine dei tetti e dei palazzi di Genova</p></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-2247874639990238377?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-38961904059847029572008-03-10T10:25:00.002+01:002008-03-10T10:27:59.428+01:00Filetto di branzino in crosta di patate e vinagrette all'arancia<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mz6lTREPxL0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mz6lTREPxL0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
Guardate questa ricetta di semplice esecuzione e di ottimo effetto.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-3896190405984702957?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-16389307067493682542008-03-07T11:17:00.000+01:002008-03-07T11:18:55.555+01:00La mia Genova<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bQejQRVzRi8"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bQejQRVzRi8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
Video stupendo da vedere assolutamente come tutti quelli di http://www.youtube.com/user/swimmerge<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-1638930706749368254?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-12609361818924503932008-02-29T20:47:00.003+01:002008-02-29T20:50:55.512+01:00Ave Maria zeneizeIl prossimo 25 Marzo è l'annunciazione di Maria. A Lei e a tutte le donne, in occasione della loro festa dell'8 Marzo, è dedicata la canzone "Ave Maria zeneize" eseguita dal coro Monte Bianco. La potete ascoltare cliccando sul link che si trova nella colonna destra nella rubrica "L'audio del mese". Qui di seguito il testo originale.<br/><br/>
Campanna che ti sœunni in mezo ao verde<br/>
cöa voxe secolare e tanto cäa,<br/>
in questa paxe l'anima a se perde<br/>
e i tœ reciocchi invitan a pregâ<br/>
Ave Maria ao fâ da seia,<br/>
quande in te l'ombra s'asconde o mâ.<br/>
Ave Maria cö chêu sincero<br/>
e ûn cäo pensiero pe chi è lontan.<br/>
Ave Maria pe chi va via,<br/>
cöa nostalgia do sò fogoâ<br/>
Ave Maria pe chi l'è in penna,<br/>
pe chi ha 'na spinna cianta in t'o chêu.<br/>
0 Stella Maris, Ave Maria…<br/>
avarda sempre chi l'è pe o mâ!<br/><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-1260936181892450393?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-257968464112225522008-02-23T18:20:00.005+01:002008-02-23T18:43:29.443+01:00Ti pe miTi pe mi, cioè tu per me. Si avvicina la primavera e questo ragazzo canta così alla sua fiamma:<br/>
Tu, per me, sei la più bella ragazza<br/>
tu, per me, sei sempre una visione nuova<br>
è per te che non penso più alla scuola<br/>
è per te che la testa mi gira come una ruota.<br/><br/>Potete ascoltarlo cliccando sul collegamento che trovate nella colonna di destra nella rubrica "L'audio del mese".<br/><br/>
Ti pe mi<br/>
Dau barcun sutt'á terrassa ti t'avansi ogni mattin,<br/>
tra duí vazi de geranni che te sfiuran ciancianin,<br/>
duí geranni sempre verdi pin de fiuri rusci e fin<br/>
che s'accòstan ae tø uege cumme físan di pendin<br/>
di pendin á fiamme vive cumme quelle di rûbin<br/>
e che pá píggian ciû føgu de sentise á ti vixin.<br/><br/>
Ti pe mi, t'é a ciû bella figgiøa<br/>
ti pe mi, sempre t'é a vixun nøa<br/>
l'é pe ti che ciû nu pensu aa scøa<br/>
l'é pe ti che a testa a me fa røa.<br/><br/>
Mi t'aggueitu e gíu pea stánsia cumme fa u picciun daa grunda<br/>
quarche votta poi me fermu pe ammiate daa toa riunda<br/>
daa toa riunda la intu cantu ch'a l'é pinn-a de vulûmmi<br/>
de quadderni, dissiunai e de atri muccalûmmi<br/>
tûtta sciensa che, á dí u veu, a nu va ûn tø surrizu:<br/>
le a nu spegia che chí a tæra, ti ti spegi u paradizu.<br/><br/>
Ti pe mi, t'é a ciû bella figgiøa<br/>
ti pe mi, sempre t'é a vixun nøa<br/>
l'é pe ti che ciû nu pensu aa scøa<br/>
l'é pe ti che a testa a me fa røa.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-25796846411222552?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-43521373825555782452008-02-23T06:12:00.002+01:002008-02-23T06:14:00.823+01:00Matto GrilloUno dei marchesi Grillo, a cui si deve un cospicuo lascito per la costruzione dell’albergo dei poveri, era altrettanto burlone del suo omonimo romano al punto che il popolo lo aveva soprannominato Mattu Grillu. Un giorno, mentre tornava da caccia, si ruppe una ruota della carrozza e intanto che i servitori rientravano a palazzo per prendere una nuova ruota e l’occorrente per ripararla, il marchese si diresse in una trattoria alle porte della città per pranzare. Dovette percorrere a piedi un bel pezzo di strada e cadendo nel fango giunse in trattoria con l’aspetto di un pitocco male in arnese. L’oste non riconoscendolo lo trattò malissimo e gli diede da mangiare solo un po’ di pane e formaggio. Mattu grillu lasciò fare e non disse nulla. Il giorno seguente dopo essersi vestito coi suoi abiti migliori e con al dito il più grosso diamante che possedeva, tornò con un tiro a quattro nella medesima trattoria. Subito l’oste e tutto il personale corsero ad ossequiarlo e dopo aver preparato la sala migliore con la più bella biancheria da tavola di cui erano forniti chiesero al marchese cosa gradiva per pranzo. Mattu grillu rispose che desiderava gli portassero un piatto, un tegamino, un poco d’olio e due uova. Quelli, avezzi alle bizzarie di tal personaggio, subito eseguirono senza discutere. Il marchese depose allora diverse banconote sul piatto, appiccò il fuoco e fece cuocere le uova su quel fornello veramente poco economico; cotte che furono le uova, usando la forchetta se le tirò tutte adosso imbrattandosi i vestiti. A quel punto il trattore non potè più trattenersi ed esclamò: ”Ma signor marchese, cosa fa? ma perchè?” e Mattu Grillu rispose “Non sto facendo nulla di strano; vedete ieri voi mi avete dimostrato che l’abito è molto più importante della persona e dunque è giusto che io dia da mangiare ai miei vestiti piuttosto che a me stesso”<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-4352137382555578245?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-16044016529273387622008-02-13T11:10:00.001+01:002008-02-13T11:22:04.977+01:00Farinata Genovese<div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'><p><object height='350' width='425'><param value='http://youtube.com/v/zrzsflnZr-Q' name='movie'/><embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/zrzsflnZr-Q'/></object></p><p>Per fare la farinata occorre il forno a legna. Tuttavia se disponete di un bel forno elettrico potete provare anche a farla in casa. Vi prevengo però che il risultato non sarà lo stesso.
Stemperate mezzo chilo di farina di ceci in un litro e mezzo di acqua fredda, aggiungete 4 cucchiaini da caffè di sale fino, mescolate bene per sciogliere eventuali grumi e lasciate riposare per quattro ore. Mettete in un testo di rame stagnato tanto olio extravergine da ottenere un sottile velo, scaldatelo sulla bocca del forno per dare fluidità all’olio evitando così che la farinata si attacchi durante la cottura. Schiumate la farinata, rimescolatela bene e versatela nel testo facendola cadere su un cucchiaio di legno che vi avrete appoggiato. Questo accorgimento evita che il liquido cadendo nello stesso punto del testo lo “lavi” dall’olio, fatto che porterebbe la farinata ad attaccare in quel punto. Usando sempre il cucchiaio di legno muovete il liquido tutto in torno dal bordo del testo verso il suo centro, in maniera da amalgamare bene il liquido con l’olio. Infornate nel forno a 240 gradi col fuoco da un lato e nei primi momenti girate spesso il testo in modo che la farinata, che si andrà rapprendendo col calore, non si ammucchi rimanendo troppo sottile da una parte e troppo spessa dall’altra. Proseguite la cottura rigirando ogni tanto il testo di modo che la cottura sia uniforme. Dopo circa 15-20 minuti la farinata avrà preso il colore dell’oro. Date allora ancora una bella fiammata per abbrustolirla bene e servitela caldissima. Nell’ultima fiammata, se lo avete, bruciate qualche rametto di rosmarino che conferirà un buon profumo. Alcuni la gustano con una macinata di pepe nero.
</p></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-1604401652927338762?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-3094146354771601826.post-31757134568792098982008-02-09T09:26:00.001+01:002008-02-10T00:00:22.558+01:00San Valentino<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><object height="350" width="425"><param value="http://youtube.com/v/imVWCTy0bAM" name="movie"/><embed height="350" width="425" type="application/x-shockwave-flash" src="http://youtube.com/v/imVWCTy0bAM"/></embed></object></p><p>Dedicato agli innamorati, questo video creato e diffuso su YOUTUBE da http://it.youtube.com/user/noidellerosmini<br/>
Un ragazzo genovese in occasione di S. Valentino invita a cena la ragazza al ristorante. Appena seduti il cameriere accende una candela ad ogni tavolo e abbassa le luci elettriche. Il ragazzo in quell'atmosfera le sussurra: "Cara, finalmente soli! Noi due saremo un cuore solo e un'anima sola." E la ragazza in risposta: "Sì caro, ma da mangiare ne ordinerai per due, vero?"
</p></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3094146354771601826-3175713456879209898?l=lamiagenova.blogspot.com'/></div>Eugeniohttp://www.blogger.com/profile/11233890305841588621noreply@blogger.com0