tag:blogger.com,1999:blog-302081112008-08-29T05:52:29.369+02:00Vero SudamericaIl nuovo vento che soffia da SUD. Blog di controinformazione sull’America Latina. Vero Sudamerica è uno spazio in cui si cercherà di affrontare tematiche trascurate dai media tradizionali e dare voce a notizie ed opinioni che sempre meno trovano il giusto spazio nel panorama dell’informazione italiana.Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comBlogger260125tag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-5653153646091643972008-08-29T05:36:00.001+02:002008-08-29T05:46:28.751+02:00Messico insicuro: corruzione, narcotraffico e politica<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Un <span style="font-style: italic;">escalation</span> di delitti si è abbattuta sul Messico negli ultimi mesi. Il senso di insicurezza serpeggia tra la popolazione mentre paesi come Germania, Svizzera e Gran Bretagna avvisano i propri turisti sui rischi dovuti alla criminalità e alla corruzione delle forze di polizia.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SLdvAVg9i6I/AAAAAAAAA2s/j3EIPVRKOD4/s1600-h/Felipe_Calderon.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 82px; height: 108px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SLdvAVg9i6I/AAAAAAAAA2s/j3EIPVRKOD4/s320/Felipe_Calderon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239778743034940322" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Città del Messico</span> – Il Messico soffre senza subbio di una crisi di sicurezza. Tutti hanno paura, manca la fiducia nelle autorità, i corpi di polizia non fanno sentire sicuri (al contrario), nelle grosse città si percepisce la tensione, i cittadini non confidano l’uno con l’altro e allo stesso tempo si sentono complici del sistema e del <span style="font-style: italic;">"tumore"</span> chiamato insicurezza, ormai decisamente fuori controllo.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">A sentire le campagne in televisione e radio dell’attuale governo Calderón si potrebbe pensare che si stia lavorando molto per correggere quest’assunto, però i dati a disposizione sono contundenti e smentiscono i discorsi politici, ma peggio ancora è la percezione di chi qui ci vive che non lascia dubbi.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">E la percezione, come si dice, è realtà. Sabato scenderanno per le strade delle principali città messicane proprio i cittadini, in segno di protesta contro l’ascesa della criminalità, dei sequestri di persona, del narcotraffico, che continua a uccidere tutti i giorni, e contro la corruzione della polizia.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Emblematico il caso del sequestro Martì, 14enne figlio di un grosso impresario proprietario di una della più grande catena di articoli sportivi messicana, ucciso dai sequestratori dopo che il riscatto era già stato pagato. I sequestratori erano connessi al narcotraffico e coperti da alti esponenti delle forze di polizia.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Ora risulta che Calderón, insieme ad altri esponenti politici di grosso calibro, inclusi molti governatori statali, abbiano firmato un accordo per la sicurezza nazionale, provvedimento però che suona a pura campagna politica e non ad un piano che realmente ispiri fiducia nei cittadini. Tra l’altro un patto per la sicurezza firmato da Calderón con Ruiz, governatore di Oaxaca, e Mario Marin di Puebla fa un po’ sorridere visti i precedenti di questi soggetti e di molti altri che vi hanno contribuito. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Fatto sta che più del 50% dei messicani consideri che il provvedimento non avrà effetti di contenimento della criminalità. Da qualsiasi punto di vista si guardi, allo stato delle cose, qualsiasi cosa facciano o dicano le autorità messicane risulta pessima o comunque inutile a risolvere il problema, come ad esempio la proposta di pena di morte per i sequestratori.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Il vero problema è un altro,<span style="font-weight: bold;"> la corruzione in Messico domina dall’interno i corpi di polizia e il sistema giudiziario</span>. A che serve proporre la pena di morte o più sensatamente l’ergastolo per i sequestratori se quasi mai si arriva a perseguirli?</span><br /><br /><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >L’impunità del sistema giudiziario permette a delinquenti, narcos e mafiosi di prendersi gioco delle leggi e delle autorità ed in mezzo a tutto questo polverone, i politici, coinvolti ed in parte responsabili del problema, ci speculano per lucrarne politicamente (e non solo…) e raggiungere benefici e mete personali.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">La corruzione ha poi radici culturali forti, dal poliziotto all’angolo all’autorità più alta, così come a tutta la cittadinanza, buona o cattiva che sia, ed è fomentata dal livello di tolleranza che qui in Messico non ha più limite. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">La conseguenza della corruzione è la mancanza dell’applicazione delle leggi, la mancanza di professionalità della polizia e l’impunità rampante che nasce dagli atti abusivi ed arbitrari di politici e governanti.</span> Non fa scandalo quasi più nulla, morti, sequestri, sparatorie, decapitazioni in scontri tra narcos, e neanche elezioni rubate. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Si è accettato tutto in un paese dove la giustizia è relativa o meglio legata esclusivamente al conto in banca. Si è arrivati a tollerare tutto perché tutto è relativo, tutto l’illecito può essere lecito, basta pagare</span>. Ed è sempre stato così. Sino ad ora però avevano questo privilegio solo ricchi e politici, ma qualcosa è cambiato, oggi anche la delinquenza organizzata ed il narcotraffico hanno il denaro e con questo tutte le capacità di corrompere e quindi rimanere impuniti e con le spalle coperte da appoggi politici. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Che si fa ora? Proprio i ricchi e le loro famiglie sono le prime vittime, con i sequestri di persona, del sistema che gli ha sempre protetti e beneficiati: ora pretendono una sollevazione popolare e chiedono ai politici di compromettersi. <span style="font-weight: bold;">Ma basterà una marcia a cambiare lo stato delle cose se la politica continuerà a rimanere immischiata ai narcos per interesse?</span></span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-4798699892258569592008-08-26T03:26:00.001+02:002008-08-26T03:38:36.639+02:00La debole America Latina<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Il continente latinoamericano ha fatto registrare negli ultimi cinque anni una crescita del PIL del 5% all’anno. Un cambio di rotta rispetto alla stagnazione economica di inizio anni ’90, ma è tutto oro quello che luccica?</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SLNcTbtp1gI/AAAAAAAAA2k/2BAf_8DPZLM/s1600-h/290px-Latin_America_terrain.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 134px; height: 128px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SLNcTbtp1gI/AAAAAAAAA2k/2BAf_8DPZLM/s320/290px-Latin_America_terrain.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238632280488531458" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;">Non c’è stato solo una crescita economica costante, l’inflazione, per esempio, ha rallentato sino alla metà del 2007, raggiungendo una media annua del 5,7%, in pratica la metà rispetto a quella registrata nel continente nel 2002. Anche l’entrata pro-capite dell’intera zona è cresciuta nell’ultimo lustro del 3% annuo. Ma questi dati non bastano a tranquillizzare sul futuro economico in America Latina.</span><span class="fullpost"> <br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Il progresso continentale è stato conseguenza di alcune riforme economiche ma anche e soprattutto dell’entrata straordinaria di moneta dovuta all’aumento mondiale delle materie prime (prodotti agricoli, petrolio e minerali in particolare), generalmente abbondanti in quasi tutti gli stati della regione; senza dimenticare anche le abbondanti rimesse degli emigranti e l’aumento importante degli investimenti stranieri.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Nonostante questo però l’America Latina sembra essere per l’ennesima volta una delle principali vittime del rallentamento economica mondiale e dell’aumento della pressione inflazionarla. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) stima una crescita nel 2008 della regione pari al 4.4% mentre la previsione per il 2009 si aggira attorno al 3.6%, tassi di crescita nettamente inferiori alla media dei paesi emergenti asiatici (7,5%) e africani (6%). Allo stesso modo si anticipa già che il ritmo dell’inflazione per il continente oscillerà tra l’8,8% e il 10% annuo, mentre sarà nettamente superiore al 15% in paesi come Argentina e Venezuela a causa delle politiche monetarie espansionistiche e al regime di prezzi controllati in molti settori.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Quello che più preoccupa è che questo rallentamento economico accompagnato da alta inflazione pregiudichi in particolare quelle 40 milioni di persone che nel continente vivono sotto la soglia della povertà. La Commissione Economica per l’America Latina in un recente studio ha calcolato che l’aumento dei prezzi dei generi alimentari sarà a fine 2008 pari al 15-20%, il che porterebbe far cadere altri 16 milioni di persone nell’indigenza. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">L’ambiente internazionale avverso sta quindi colpendo lo sviluppo e la crescita economica latinoamericana. Comincia già a farsi evidente una diminuzione dei flussi di capitale straniero, per esempio in Messico gli investimenti diretti stranieri sono precipitati di un 20% tra i primi sei mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Il Venezuela rimane uno dei paesi meno attrattivi per i capitali stranieri. La fondazione Heritage classifica il paese al posto 148 a livello mondiale su 160 paesi considerati.</span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-86543084001745363992008-08-14T05:23:00.001+02:002008-08-14T05:47:17.701+02:00Messico: inaugurata la prima fabbrica di etanolo a base di mais<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Inizia la produzione di combustibile derivato dal mais. Un vuoto legislativo permette di utilizzare il cereale considerato “eccedente”. Biocyclos inizierà così a produrre circa 30 milioni di galloni l’anno.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SKOmXwW9RDI/AAAAAAAAA2c/eiANSxPVC9k/s1600-h/mais+bioetanolo.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 198px; height: 144px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SKOmXwW9RDI/AAAAAAAAA2c/eiANSxPVC9k/s320/mais+bioetanolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5234210118983042098" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;">Città del Messico – Nelle prossime settimane verrà inaugurata in Messico la prima fabbrica di etanolo prodotto da mais. Nonostante la vigente legge sui biocombustibili contempli che questo cereale possa essere utilizzato solo quando esistano “eccedenti di produzione”, sempre quando non si venga a pregiudicare la fornitura destinata al consumo umano, l’amministratore delegato di Biocyclos, approfittando di un attuale vuoto legislativo, iniziarà a produrre nello stato di Sinaloa. </span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">La legge federale infatti non specifica se gli eccedenti della produzione di mais debbano essere interpretati considerando il consumo nazionale o statale. Questo permetterà a </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.destilmex.com/biocyclos2008/bioetanol/mercados.html" target="_blank">Biocyclos</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> di utilizzare le 270mila tonnellate che lo stato di Sinaloa dichiara come surplus per fabbricare etanolo.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Non essendo specificato chiaramente se questi eccedenti debbano essere calcolati sulla produzione nazionale o singolarmente a livello statale, e, visto che lo stato di Sinaloa ha un eccesso di produzione, Biocyclos riuscirà ad inaugurare così la prima fabbrica in territorio messicano. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ad oggi il Messico è un paese autosufficiente per il consumo alimentare di mais, lo stesso però non si può dire per la produzione destinata agli allevamenti per il quale importa mais dagli Stati Uniti (circa 4 milioni di tonnellate l’anno).</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Delle 70milioni di tonnellate che gli Stati Uniti destinano all’esportazione nel mondo, quest’anno più del 50% verrà utilizzato per la produzione di etanolo, con conseguenti effetti gravissimi sul prezzo del cereale ed in particolare sul vicino Messico, che dagli Usa compra il mais destinato al bestiame.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Il mais destinato alla produzione di etanolo logicamente ha fatto impennare i prezzi del cereale e la sua domanda, tanto da contribuire significativamente alla crisi alimentare mondiale. Solo nel 2007 sono state cento milioni le tonnellate di mais utilizzate per la produzione di biocarburante. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">I problemi qui in Messico non si limitano però esclusivamente all’aumento del prezzo del cereale, infatti attirati dai forti guadagni molti coltivatori hanno convertito alla produzione di mais migliaia di ettari destinati normalmente alla produzione di soia o fagioli. Il mais prodotto però non sarà a scopo alimentare ma sarà esclusivamente destinato all’etanolo.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Attualmente i biocarburanti permettono in media una riduzione delle emissioni di CO2 del 30% rispetto a benzina e diesel, in compenso però creano danni ambientali legati alla coltivazione dei vegetali, per esempio: eccesso di concimazione, acidificazione di terreni ed acque, disboscamento, erosione del suolo, diminuzione della diversità biologica, concorrenza con le colture alimentari. L’etanolo prodotto da mais in particolare non risulta una soluzione opportuna dato che non è vantaggioso né sotto il profilo economico né sotto quello ecologico. La produzione richiede infatti altrettanta energia di quanta ne produce e continuerà a contribuire all’aumento esponenzialmente non solo del prezzo del mais ma anche di quello dei terreni, della carne, delle uova, del latte etc.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Nel 2008 l’aumento dei generi alimentari in Messico è già pari al 9% (dato al 31 luglio), con un inflazione accumulata del 5,3%. Se questi dati verranno confermati a fine anno già si stima un aumento del 15% della fetta di popolazione vicino alla soglia della povertà (circa 2 milioni 200 messicani in più). </span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-80567412105156152102008-08-10T07:49:00.001+02:002008-08-10T08:08:04.536+02:00Paradossi messicani<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Analizzando la vita quotidiana di un cittadino messicano ci si rende conto dei contrasti che dominano la società di questo paese. In particolare si è voluto analizzare come la figura di Carlos Slim, la seconda persona più ricca al mondo, sia presente ed influenzi quotidianamente la maggior parte della popolazione.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SJ6BssCaxRI/AAAAAAAAA2U/s938ZXptpic/s1600-h/carlos+slim.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 161px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7vyWcPBov-8/SJ6BssCaxRI/AAAAAAAAA2U/s938ZXptpic/s320/carlos+slim.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5232762421786625298" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Città del Messico</span> – Una buona mattina un cittadino medio, Gustavo Rodriguez, si sveglia ed esce di casa per la solita mezz’ora di esercizio con la sua bici, fabbricata da “<span style="font-style: italic;">Bimex</span>”. Tornando a casa i cavi elettrici che gli passano la luce sono della “<span style="font-style: italic;">Empresa Nacobre</span>”, e l’acqua della sua doccia scorre per le tubature di rame estratto dalla miniera di “<span style="font-style: italic;">Frisco</span>”. Il cd che suona nel suo stereo mentre il nostro Gustavo si veste è stato comprato nella catena “<span style="font-style: italic;">MixUp</span>” e la prima chiamata telefonica del giorno è effettuata attraverso la linea fissa di “<span style="font-style: italic;">Telmex</span>”.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">La sua macchina è equipaggiata con pneumatici nuovi di marca “<span style="font-style: italic;">Euzkadi</span>”, comprati alla “<span style="font-style: italic;">Sears</span>”. In strada per raggiungere l’ufficio gli squilla il cellulare, per il quale ha un contratto con “<span style="font-style: italic;">Telcel</span>”. Chiaro, prima di arrivare a lavoro è poi obbligatoria una fermata per fare colazione, e cosa c’è di meglio di un caffé della catena “<span style="font-style: italic;">Sanborns</span>”. Dopo il caffé poi ha voglia di fumare e le sue sigarette sono della “<span style="font-style: italic;">Cigatam</span>”, una impresa manifatturiera sussidiaria del gruppo “<span style="font-style: italic;">Carso</span>” che vende a Philipp Morris, Malboro ed altre grandi marche.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">A lavoro poi il nostro protagonista logicamente si connette ad internet per controllare la posta, il suo servitore è “<span style="font-style: italic;">Prodigy Infinitum</span>” (<span style="font-style: italic;">Telmex</span>), mentre verso metà mattinata riceve una chiamata da un agente assicurativo con il quale aveva contrattato una polizza di “<span style="font-style: italic;">Seguros Inbursa</span>”.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Finalmente quando la giornata si sta concludendo, prima di rientrare in casa, decide di fermarsi a prendere dei cioccolatini prodotti e distribuiti da “<span style="font-style: italic;">Nacional de Dulces</span>”. Ed il fine settimana? Ci starebbe bene anche una scappata al mare senza spendere troppo, e “<span style="font-style: italic;">Volaris</span>”, una delle compagnie low cost, è quella giusta per raggiungere Acapulco da Città del Messico.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Questo è solo una storiella inventata, però tutte le imprese ed i negozi nominati all’interno di questa ipotetica giornata di un messicano medio, e che appartengono a settori economici tra i più disparati (biciclette, costruzioni, miniere, commercio, telecomunicazioni, auto-ricambi, ristorazione, tabacco, alimentari e aviazione), girano attorno all’orbita di <span style="font-weight: bold;">un'unica persona: il numero uno degli impresari messicani, la seconda persona più ricca al mondo, il padrone del gruppo economico che rappresenta da solo la terza parte del valore dell’indice di Borsa principale in Messico, Carlos Slim Helù</span>.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">L’immagine che passano i media qui in Messico di lui è quella del re Mida, tutto quello che passa per le sue mani si trasforma in oro. Quello che iniziò con un fondo d’investimento del gruppo finanziario Inbursa nel 1981 si è trasformato oggi in uno dei quattro pilastri su cui si regge il suo impero, tanto che la rivista </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.forbes.com/2008/03/05/richest-people-billionaires-billionaires08-cx_lk_0305billie_land.html" target="_blank">Forbes</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> lo classifica al secondo posto tra i milionari dei milionari, con un patrimonio pari a 60 miliardi di dollari. Gli altri suoi pilastri sono le telecomunicazioni, il commercio e le infrastrutture.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ma il suo “pregio” più grande è proprio quello di essere diventato il leader delle telecomunicazioni, non solo in Messico ma dell’intero continente americano. La sua impresa, “<span style="font-style: italic;">America Movil</span>”, che inizio da zero nel 1990, ha tentacoli sulla telefonia cellulare in Guatemala, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Colombia, Ecuador, Brasile, Paraguay, Perù, Cile, Argentina, Uruguay e perché no Stati Uniti, con un totale di più di 131 milioni di clienti.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">In Messico poi approfittando della privatizzazione del sistema di telefonia fissa, Slim e la sua Telmex sono riusciti ad accaparrarsi il 95% del mercato, che logicamente gli permette di fissare prezzi senza nessun tipo di concorrenza e con tutte le caratteristiche di un monopolio.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">A Carlos Slim però non piace essere definito un monopolista</span>, in passato è anzi arrivato a negare l’esistenza di monopoli in Messico. Secondo la sua opinione infatti i casi di C<span style="font-style: italic;">ementos Mexicanos (Cemex)</span> che controlla l’80% del mercato del cemento, o delle catene televisive <span style="font-style: italic;">Televisa</span> e <span style="font-style: italic;">TV Azteca</span> che insieme si dividono il 95% delle concessioni televisive, non sono monopoli. In Messico si preferisce parlare di “cartelli” o al massimo di “<span style="font-weight: bold;">posizioni dominanti di mercato</span>” a differenza però dell’opinione a riguardo della Banca Mondiale che ha più volte criticato il ruolo di questi monopoli a danno della concorrenza e della crescita economica.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Si sperava che le cose prendessero altra piega con il passaggio di poteri dal partito stato del PRI al PAN ma, passati otto anni, nulla è cambiato. Anzi, leggendo i giornali o guardando la tv la figura di Slim è quasi divinizzata. </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.milenio.com/mexico/milenio/nota.asp?id=648543" target="_blank">Notizia di qualche giorno fa</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> è la creazione di un fondo da 20 milioni di dollari da destinare all’educazione e alla salute proprio da parte di Slim con l’appoggio dell’ex presidente Usa Bill Clinton.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Difficilmente invece si legge qualcosa <span style="font-weight: bold;">sulla somma dei patrimoni dei primi 10 multimilionari messicani che è pari al 6% del PIL</span> dell’intero paese o sull’aumento della disuguaglianza tra classi benestanti e povere.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ma d'altronde come farebbe un messicano medio come il nostro Gustavo Rodriguez, come del resto l’intera popolazione messicana, a vivere un solo giorno se le imprese di Carlos Slim smettessero di colpo a funzionare?</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Rimane però il paradosso che la seconda persona più ricca al mondo viva in un paese che “vanta” la metà della sua popolazione vicina alla soglia di povertà e che si classifica al posto 103 su 126 nella lista delle Nazioni Unite sull’uguaglianza sociale. L’aumento esponenziale della ricchezza di Slim contrasta fortemente con la triste realtà di molti dei suoi compatrioti, solo prendendo atto delle statistiche <span style="font-weight: bold;">negli ultimi due anni Carlos Slim ha guadagnato 27 milioni di dollari al giorno, mentre il 20% della popolazione messicana vive ancora con meno di due dollari giornalieri.</span></span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-61016685317247143382008-08-04T04:09:00.001+02:002008-08-04T04:20:49.862+02:00Investimenti stranieri in America latina<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Sono rispettivamente Brasile e Messico i paesi in America Latina che attraggono piu’ investimenti diretti.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZlcK_9ahI/AAAAAAAAA18/HqMU6V6Ih6s/s1600-h/brasile+messico.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 254px; height: 96px;" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZlcK_9ahI/AAAAAAAAA18/HqMU6V6Ih6s/s320/brasile+messico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230479551900772882" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Secondo il sondaggio “Capital privado en America Latina 2008” reso noto da KPMG i due colossi fanno mambassa e continuano ad essere i più attrattivi economicamente della regione. La stabilità economica e finanziaria sono i punti forti a favore di Brasile e Messico, caratteristiche che invece purtroppo si fatica ancora a riscontrare negli altri paesi. Queste le preferenze espresse dai dirigenti intervistati (clikka per ingrandire).</span><span class="fullpost"><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZl4hL-32I/AAAAAAAAA2E/iOrtSKyIkjo/s1600-h/Investimenti+in+America+latina.bmp"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 366px; height: 193px;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZl4hL-32I/AAAAAAAAA2E/iOrtSKyIkjo/s320/Investimenti+in+America+latina.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230480038893117282" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Come si può poi vedere dal grafico incontriamo una sorprendente Colombia con il 12% delle preferenze e la conferma del Cile (5%). Crescente la fiducia anche per l’Argentina (5%).</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Un altro dato interessante dello studio (che si può leggere </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.kpmg.com.mx/publicaciones/prensa/comunicados/com_21-02-08graf.pdf" target="_blank">qui</a><span style="font-family:trebuchet ms;">) è il grafico che emerge dalle risposte alla domanda: “Fino a che grado è favorevole l’economia per invertire in questo paese?”; bene, il 77% degli intervistati considera il Venezuela altamente non adatto ad eventuali investimenti, marcatissima la differenza con gli altri paesi, tutti con questa opzione (“muy desfavorable”) al di sotto del 10% e con il Brasile che si conferma leader e per il quale solo un 2% ritiene che non ci siano le condizioni idonee all’investimento.<br /><br /></span><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZmPhlA6bI/AAAAAAAAA2M/jy9ZTiJ4_0E/s1600-h/investim+am+lat.bmp"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 382px; height: 243px;" src="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJZmPhlA6bI/AAAAAAAAA2M/jy9ZTiJ4_0E/s320/investim+am+lat.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230480434135099826" border="0" /></a></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-81547204360772580362008-08-01T02:31:00.002+02:002008-08-01T02:57:29.521+02:00Messico: riforma energetica e sinistra in crisi<div style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">L’opposizione messicana esce malamente dal referendum consultivo che aveva convocato lo scorso fine settimana. Si chiedeva alla popolazione di giudicare il piano di privatizzazione del petrolio messicano promosso dal governo di Calderón.</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJJaw41RsRI/AAAAAAAAA10/xsbiiWfUWBg/s1600-h/lopez_obrador_defiende_pemex.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 185px; height: 133px;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SJJaw41RsRI/AAAAAAAAA10/xsbiiWfUWBg/s320/lopez_obrador_defiende_pemex.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229341913266630930" border="0" /></a><span style="font-weight: bold;">Città del Messico</span> – Lopez Obrador e l’intero partito d’opposizione, contrari al piano avviato dal governo, speravano ottenere un forte appoggio popolare dal referendum consultivo. Il NO all’ingresso nel capitale di Pemex da parte di imprese straniere di fatto è arrivato ed è stato sicuramente schiacciante (più dell’85% dei votanti), il problema però e la conseguente sconfitta per Obrador, o meglio l’ennesima battaglia persa, arriva dalla scarsa affluenza e dalla conseguente scarsa importanza di un referendum che termina con l’avere valenza nulla.<span class="fullpost"><br /><br />Lo stanco Obrador, consumato da uno stile d’opposizione ormai senza frutti , cercava di approfittare del progetto di riforma di PEMEX (una delle più grandi compagnie petrolifere al mondo, attualmente statale) proposto dal governo di Felipe Calderón, per riprendere slancio politico e popolare. Insomma l’obiettivo era trasformare un tema fondamentale per il Messico e che coinvolge, a seconda delle ideologie, tutti i cittadini messicani, con la speranza di ottenere i risultati politici che qualche anno fa Evo Morales era riuscito a raccogliere in Bolivia con il tema altrettanto delicato della privatizzazione del gas.<br /><br />Il tentativo di Obrador, almeno prendendo atto dalla consulta della scorsa settimana, però è risultato più un fracasso che un successo.<br /><br />La bassa partecipazione dei cittadini al referendum ne è l’evidenza più forte. Le schede nelle urne sono infatti state molto al di sotto delle aspettative che aveva lo stesso AMLO, e questo nonostante tutti ma proprio tutti i cittadini in Messico abbiano un proprio pensiero circa la privatizzazione della compagnia petrolifera e non passi un solo giorno senza che su tv, giornali ma anche per le strade non venga commentato il caso.<br /><br />Un 87% di NO alla privatizzazione espresso da un numero statisticamente irrilevante di cittadini (poco più del 10% nel D.F.) non può essere preso diversamente che come una sconfitta per Obrador e per il suo partito (a differenza da quanto ho letto sull’argomento da alcuni blog italiani a differenza mia ottimisti sul risultato – vedi <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/2795-il-messico-dice-no-alla-privatizzazione-del-petrolio" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=616" target="_blank">qui</a>). Si sa infatti benissimo che la popolazione messicana è praticamente spaccata in due (come sempre) sull’argomento, e questo 87% di NO è statisticamente irrilevante.<br /><br />La sconfitta di AMLO viene secondo me dal fatto che questo referendum è stato ridotto ad una questione meramente di lotta tra partiti politici. I pochi votanti sono stati i militanti/simpatizzanti del PRD, mentre è mancata la partecipazione degli altri partiti. Questo perché nessuno oltre allo stesso PRD ne aveva interesse. La proposta del PAN è già comodamente in Senato, mentre il PRI ha presentato una sua iniziativa di riforma petrolifera proprio la scorsa settimana (sarà un caso? non credo). Soprattutto però ad Obrador è venuto meno l’appoggio popolare che aveva sino a qualche tempo fa. Temo che la scelta di chiamare in piazza la gente per qualsiasi cosa ed ogni mese ormai non dia nessun frutto, anzi risulta politicamente molto contro-produttiva per lo stesso AMLO e per l’intera sinistra messicana che continua a perdere di credibilità sia all’interno del paese che sulla scena internazionale.<br /><br />La gente non segue più Obrador, che ha abusato dell’appoggio dei suoi a partire dalle proteste, seppur più che giustificate, seguite al frode elettorale. Dov’è andata a finire la gente che ha riempito le strade di Città del Messico nell’estate del 2006?<br /><br />Sicuramente non si può essere ridotta al pugno di cittadini che ha partecipato al referendum consultivo. Vuol dire quindi che qualcosa va storto, Obrador non coinvolge più e la sinistra messicana ha bisogno di altri tipi di politiche per raccogliere consensi e per beneficiare il paese.<br /><br />Si potrebbe cominciare proprio dalla riforma petrolifera, un tema che scalda gli animi di tutti i messicani. Qualcosa va fatta, però un referendum consultivo di nessun valore politico, solo per dire NO alla proposta del governo, tra l’altro già all’esame del Senato messicano, è veramente troppo poco.<br /><br />Il paese sulla privatizzazione di PEMEX è diviso, ma possibile che l’opposizione sappia solo gridare NO e chiedere alla gente manifestazioni popolari? Quali sono le proposte? Dove sono?<br /><br />Sicuramente a lasciare PEMEX così com’è ora ne perderebbe il Messico come paese. Si può essere o no d’accordo alla riforma del PAN, però se non lo si è si deve proporre un proprio progetto e poi chiedere alla gente di esprimersi, ed eventualmente muoversi politicamente a suo favore. Sarebbe questo un dovere per questa ormai debole sinistra parlamentare messicana.<br /></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-82609880134556675012008-07-03T08:54:00.003+02:002008-07-03T09:16:07.745+02:00Libera Ingrid Betancourt<div style="text-align: justify;"><a href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SGx45UH2b2I/AAAAAAAAA1k/3ZtLtKG5FXY/s1600-h/82E3FCA4E5C275A237FC8151B2D.jpg"><span style="font-family:trebuchet ms;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218678994265075554" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 159px; height: 92px;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SGx45UH2b2I/AAAAAAAAA1k/3ZtLtKG5FXY/s320/82E3FCA4E5C275A237FC8151B2D.jpg" border="0" /></span></a><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">La ex candidata alla presidenza colombiana, Ingrid Betancourt, rimasta per più di sei anni ostaggio delle Farc, forze armate rivoluzionarie colombiane, è stata liberata mercoledì</span>.</span><br /><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Betancourt, tre ostaggi statunitensi e 11 tra soldati e elementi della polizia colombiana sono stati riscattati da un commando dell'esercito colombiano da un campo delle Farc nella regione di Guaviare. </span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Ecco la lista dei liberati:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SGx5L-eyeoI/AAAAAAAAA1s/4g1qrT7Oo8o/s1600-h/8DC7A165F2FD82B68B97365E17D7.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218679314873219714" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SGx5L-eyeoI/AAAAAAAAA1s/4g1qrT7Oo8o/s320/8DC7A165F2FD82B68B97365E17D7.jpg" border="0" /></a><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Comunicazione fuori tema:</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Il 1° luglio questo blog ha compiuto due anni ormai. Purtroppo sono stato assente da due mesi a questa parte, ma colgo l'occasione per annunciare un pronto ritorno per il finale di luglio. Attualmente sono infatti in vacanza in Italia, ma dal 23 luglio torno in Messico e mi trasferirò a Città del Messico.</span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-76522580497435705772008-04-21T06:29:00.001+02:002008-04-21T06:34:21.540+02:00In Paraguay vince Lugo<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Dopo 61 anni consecutivi di governo “colorado”, l’ex vescovo e la sinistra paraguayana festeggiano la vittoria elettorale. 10% di vantaggio per Lugo sulla candidata del partito Colorado, Blanca Ovelar, con più dell’92% delle schede scrutinate.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SAwYZSfqUQI/AAAAAAAAA1c/zPSCMNK3h5A/s1600-h/MNF26947_188.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 273px; height: 160px;" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SAwYZSfqUQI/AAAAAAAAA1c/zPSCMNK3h5A/s320/MNF26947_188.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191551293191770370" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Grandi festeggiamenti per le strade di Assunción. Il cambio era nell’aria e Fernando Lugo ha incarnato la voglia di lasciare alle spalle la “dittatura” del partito “colorado” in carica al governo gli ultimi 61 anni. Tutte le proiezioni, le organizzazioni internazionali e lo scrutinio ufficiale del Tribunal Superior de Justicia Electoral (TSJE) vedono sicura la vittoria all’ex vescovo, leader della Alianza Patriótica para el Cambio (APC). <span style="font-weight: bold;">Con più del 92% delle schede scrutinate Fernando Lugo ha ricevuto il 40% delle preferenze mentre la principale rivale, Blanca Ovelar è staccata con il 30.72%.</span></span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Buona anche l’affluenza alle urne (65,77%) e la tranquillità con cui si è portati a termine la giornata elettorale, che si pronosticava difficile.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">A caldo il nuovo presidente ha dichiarato: “<span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Oggi si è chiusa un tappa, e ne sta per cominciare una nuova: quella di un nuovo Paraguay, un paese che lascerà alle spalle il clientelismo che lo ha caratterizzato in questi anni</span>”.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Il leader di sinistra, studioso della teologia della liberazione, riesce a mettere fine ai decenni dominati dal partito “colorado”, al governo dal 1989, anno in cui si concluse la dittatura di Alfredo Stroessner, anche lui “colorado”, che aveva tenuto il potere per 35 anni.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Lugo è riuscito a conquistare “gli esclusi” della società paraguayana, i suoi discorsi in favore di un cambio, di una rottura con il passato, sono riusciti a fare breccia anche nella base elettorale del partito “ufficiale”, ormai stanca e asfissiata dalla estrema povertà e dalla corruzione diffusa.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Tutti gli altri candidati hanno sportivamente accettato la vittoria di Lugo.</span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-26571396715149808212008-04-19T23:33:00.001+02:002008-04-19T23:39:34.492+02:00Sale la tensione per le elezioni in Paraguay<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Il favorito, l’ex vescovo di sinistra Fernando Lugo, non assiste all’ultimo dibattito degli aspiranti alla presidenza, dove invece gli altri tre candidati, tutti presenti, hanno dedicato la prima parte del dibattito a criticarlo ed insultarlo.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SApl9ifqUPI/AAAAAAAAA1U/Wr3UwLzxnEE/s1600-h/fernando+lugo.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SApl9ifqUPI/AAAAAAAAA1U/Wr3UwLzxnEE/s200/fernando+lugo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191073628403945714" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;">“Ipocrita”, “Commediante”, “Codardo”, “Irresponsabile”, “Imbroglione”, così è stato definito dal conduttore del dibattito, Humberto Robin, il candidato Lugo, mentre la videocamera faceva un primo piano sulla sedia lasciata vuota dall’ex vescovo, seguace della teologia della liberazione. Lugo si è assentato senza avvisare la catena televisiva, facendo un bidone agli atri aspiranti: Blanca Ovelar, del Partito Colorado; il generale Lino Oviedo; e l’indipendente Pedro Fadul.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Lugo ha giustificato poi la sua assenza con un comunicato: “In questo momento non ci sono le condizioni politiche per partecipare ad un dibattito di queste caratteristiche”; che poi continuava: “I paraguayani meritano rispetto, un rispetto che è stato ignorato e violato in questi ultimi giorni”.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Il “vescovo rosso” ha invece chiuso la sua campagna elettorale giovedì sera ad Asunción.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Dure le reazioni degli altri candidati alla presidenza. Lo stesso presidente in carica Duarte, in difesa della Ovelar, ex ministra dell’educazione durante il suo governo, ha duramente criticato l’assenza di Lugo: “Questo sacerdote crudele ha già tradito la Chiesa, come farà a non tradire e voltare le spalle anche al popolo paraguayano?”.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ricordiamo che Lugo ha lasciato il sacerdozio nel 2006 per competere alla presidenza del paese.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">I sondaggi comunque lo danno ancora in testa e favorito con un 34% delle preferenze di voto, seguito dall’ex generale e candidato della destra Lino Oviedo con un 29%. Solo al terzo posto ma non lontana dal vertice, la Ovelar con un 28,5%.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Intanto sale la tensione pre elettorale. Il presidente Duarte ha avvertito a distanza Hugo Chávez, presidente venezuelano, chiedendogli di non mettersi negli assunti interni del Paraguay. La dichiarazione segue le voci che vedono cittadini venezuelani in Paraguay per appoggiare ed aiutare la campagna di Lugo.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Dall’altro lato poi si percepisce il pericolo di “fraude” o brogli elettorali. La coalizione Alianza Patriótica para el Cambio, che appoggia la campagna di Lugo, ha avvisato che non riconoscerà i risultati preliminari di questa domenica. </span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-14748544045433816612008-04-17T17:46:00.001+02:002008-04-17T18:14:16.814+02:00America Settentrionale e Centrale, risultati politiche 2008<div style="text-align: justify; font-family: trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">I dati sono definitivi, ecco chi rappresenterà gli italiani all'estero per la circoscizione America Settentrionale, Centrale e Caraibi.</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SAdzRBA4gzI/AAAAAAAAA1M/sb7X7D8ANCU/s1600-h/cover.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 153px;" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SAdzRBA4gzI/AAAAAAAAA1M/sb7X7D8ANCU/s320/cover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190243831734895410" border="0" /></a>Con una affluenza vicina al 35%, in linea con le politiche 2006, il "popolo delle libertà" conquista l'unico seggio al Senato disponibile per questa circoscrizione. L'eletto è <a href="http://www.basiliogiordano.com/" target="_blank">Basilio Giordano</a> (vedi foto), con poco più di 13'000 voti. I due seggi della Camera sono invece stati equamente divisi tra pdl e Partito Democratico. A Roma andranno: <a href="http://www.ginobucchino.it/" target="_blank">Gino Bucchino</a> (Pd, 14,762 voti) e Amato Berardi (PdL, 11,166 voti).<br /><br />Per i risultati della circoscrizione America Meridionale<span class="fullpost"> vi rimando al blog del "tano" Andrea: <a href="http://www.tanoka.net/2008/04/17/america-meridionale-i-risultati/" target="_blank">Tanoka, "America Meridionale, risultati"</a>.<br /><br />Concluse quindi anche queste elezioni per gli italiani all'estero, rimangono però i dubbi sul sistema che permette il voto dall'estero. Eccone le testimonianze:<br /><br />- "<a href="http://americas.corriere.it/2008/04/votare_oh_oh.html" target="_blank">Votare oh oh</a>", che ironizzando sul destino finale del suo voto espresso dal Brasile;<br /><br />- "<a href="http://cinquetto.blogspot.com/2008/04/elezioni-politiche-2008.html">Politiche 2008</a>", dove un italiano residente in Messico mostra come a lui nel plico elettorale siano arrivate addirittura due schede per votare alla Camera.<br /><br />P.S.<br />Io non ho potuto esercitare il mio diritto al voto, me ne hanno privato. Infatti a febbraio, quando si è venuti tutti a conoscenza delle elezioni in arrivo per aprile, rivoltomi all'Ambasciata Italiana in Messico mi è stato comunicato che non c'erano i tempi per la mia registrazione al voto come italiano all'estero. :-( sigh...effettivamente 3 mesi d'anticipo forse sono pochi...</span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-32283002418385760882008-04-15T18:10:00.000+02:002008-04-15T18:22:35.940+02:00Dove stiamo andando???<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Berlusconi vince le elezioni politiche, sarà per la terza volta in 14 anni premier. La Lega raggiunge l'8%. Insieme prendono 171 senatori contro i 130 di Pd e Idv.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Bush a Berlusconi: "Pronti a lavorare insieme"</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Il presidente americano George W.Bush ha chiamato Silvio Berlusconi per congrutalarsi per la vittoria alle elezioni, e gli ha fatto sapere di essere "pronto a lavorare di nuovo con lui". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Ecco i commenti dei quotidiani in America Latina:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATQzBA4gvI/AAAAAAAAA0s/gJlyacrgdz8/s1600-h/pagina+12.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATQzBA4gvI/AAAAAAAAA0s/gJlyacrgdz8/s320/pagina+12.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189502245501698802" border="0" /></a><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">In Argentina Pagina12 titola in prima pagina "Mamma mia". Nell'articolo interno poi continua: "El lider conservador obtuvo mayoria absoluta en ambas Camaras, gracias a su aliado xenofobo Umberto Bossi".</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">"Berlusconi vuelve con la receta dura para Italia"</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">"El magnate de los medios le ganó al centroizquierdista Walter Veltroni y enseguida afirmó que a los italianos “les esperan momentos difíciles y sacrificados”. Revés para la izquierda ortodoxa ArcoIris y sorpresivo ascenso de la Liga Norte".</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Tra i commenti poi, in un articolo di Oscar Guisoni titolato "Bipartidismo y xenofobia", si fa notare:</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">"¿Cómo hará ahora Silvio Berlusconi para conciliar a esas dos Italias tan disímiles que lo han votado? Anoche, en su cuartel general en Milán, todos cruzaban los dedos para que Umberto Bossi no lograra la cantidad suficiente de senadores y diputados como para condicionar al gobierno. Si lo logra, la Liga Norte volverá a insistir con su reforma federal, para separar virtualmente el país en dos y pedirá ministerios importantes para comenzar a poner en práctica las políticas xenófobas y ultraderechistas que caracterizan las municipalidades que gobiernan en el norte rico."</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">In Messico "La Jornada" invece titola:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATVBhA4gwI/AAAAAAAAA00/ao8IhEAQQrM/s1600-h/jornada.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATVBhA4gwI/AAAAAAAAA00/ao8IhEAQQrM/s320/jornada.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189506892656313090" border="0" /></a><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">E continua: "“el verdadero vencedor de estas elecciones es Umberto Bossi, cuyo partido Liga Norte, obtuvo 22 escaños en la Cámara alta".</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">El Clarin in Cile:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATVgBA4gxI/AAAAAAAAA08/vQxy78VJlDY/s1600-h/clarin.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATVgBA4gxI/AAAAAAAAA08/vQxy78VJlDY/s320/clarin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189507416642323218" border="0" /></a><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Chiudiamo con teleSUR:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATWARA4gyI/AAAAAAAAA1E/MmqoyQ2ErBM/s1600-h/telesur.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/SATWARA4gyI/AAAAAAAAA1E/MmqoyQ2ErBM/s320/telesur.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189507970693104418" border="0" /></a></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-54115317087251746242008-04-02T03:29:00.002+02:002008-04-02T03:50:58.355+02:00Lettera studenti UNAM sul caso dei messicani uccisi nel campo delle FARC in Colombia<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Ritornando sull'argomento "relazione Farc - UNAM" riporto la lettera degli studenti pubblicata dall'amico Fabrizio Lorusso, anche lui un italiano in Messico, tra l'altro dottorando in Studi Latinoamericani proprio alla UNAM. Chiaramente invito tutti a visitare il suo blog: </span><a style="font-weight: bold;" href="http://fabriziolorusso.wordpress.com/" target="_blank">America Latina, altri occhi e parole</a><span style="font-weight: bold;">.</span><br /><br /></span><a href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_LjGlbq9NI/AAAAAAAAA0M/poGcan_1gsA/s1600-h/2296015927_b8d1d7f240.jpg"><span style="font-family:trebuchet ms;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184455823323755730" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_LjGlbq9NI/AAAAAAAAA0M/poGcan_1gsA/s320/2296015927_b8d1d7f240.jpg" border="0" height="154" width="242" /></span></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Ecco la lettera diffusa ai mezzi d’informazione da parte degli studenti della UNAM, in particolare dagli studenti del Post Laurea in Studi Latinoamericani che sono stati demonizzati dalla stampa nazionale, non solo quella sensazionalista, insieme a tutti i colleghi e amici della Facoltà di Filosofia e Lettere come fossero loro stessi dei gurriglieri.<span class="fullpost"><br /><br />Gli studenti della facoltà e, in generale, dell’università sono stati accusati (dopo che 4 di loro sono stati freddati un mese fa dall’esercito colombiano in pieno territorio ecuatoriano) di essere membri o collaboratori delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, la più importante e attiva gurriglia colombiana)semplicemente perchè si trovavano nel campo di detta organizzazione con scopi accademici e giornalistici oppure perchè, in passato, avevano partecipato a gruppi e collettivi dedicati all’attività politica in Messico.<br /><br />Nella foto. La marcia spontanea convocata via internet che ha visto milioni di colombiani nelle strade contro le FARC lo scorso 4 febbraio. La guerriglia colombiana è la più antica del continente ma, rispetto alle origini, ha subito un processo di declino ideologico, economico e politico che l’ha portata a dipendere dal narcotraffico e a creare uno stato nello Stato che poco c’entra con gli ideali libertari e di giustizia sociale di cui si faceva portatrice.<br /><br /><a href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_LjZlbq9OI/AAAAAAAAA0U/-0iTRKtJeLY/s1600-h/2243274082_621c512db7.jpg"><span style="font-family:trebuchet ms;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184456149741270242" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_LjZlbq9OI/AAAAAAAAA0U/-0iTRKtJeLY/s320/2243274082_621c512db7.jpg" border="0" /></span></a><span style="font-family:trebuchet ms;"> La lettera in spagnolo redatta dagli studenti in Messico nasce come reazione alla campagna denigratoria dei mezzi stampa ufficiali contro alcune facoltà della Universidad Nacional Autonoma de Mèxico, una delle più grandi università del mondo e la più importante dell’America Latina.<br /><br />Nella foto sotto, l’altro lato della medaglia. Il Presidente colombiano Alvaro Uribe e i suoi nessi con i paramilitari (le squadre che per anni hanno terrorizzato la popolazione per assolvere una supposta funzione anti-guerriglia e di sicurezza nazionale) e gruppi di dubbia moralità.<br /><br /><a href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_Ljq1bq9QI/AAAAAAAAA0k/zqVPSKcMc2w/s1600-h/569996235_1b1c1bf194.jpg"><span style="font-family:trebuchet ms;"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184456446094013698" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R_Ljq1bq9QI/AAAAAAAAA0k/zqVPSKcMc2w/s320/569996235_1b1c1bf194.jpg" border="0" /></span></a><br /><br /><blockquote><em>A la opinión pública<br /><br />La comunidad del posgrado de Estudios<br />Latinoamericanos de la Universidad Nacional Autónoma de México manifiesta su más<br />profundo rechazo y preocupación por el ataque militar de las fuerzas armadas<br />colombianas en territorio ecuatoriano, violando gravemente la soberanía de<br />Ecuador y las convenciones de Ginébra. Repudiamos el asesinato de nuestros<br />compañeros, los estudiantes mexicanos Natalia Verónica Velásquez Ramírez, Juan<br />González del Castillo, Fernando Franco y Soren Ulises Avila, así como nos<br />preocupa la situación de la universitaria Lucía Andrea Morett Álvarez,<br />gravemente herida durante el ataque.<br /><br />A raíz de esto, se ha iniciado un<br />linchamiento mediático contra la UNAM y su actividad académica en América<br />Latina. Al respecto queremos resaltar que en el ejercicio de la libertad de<br />investigación, la labor de esta casa de estudios contribuye al desarrollo del<br />pensamiento crítico, en particular al entendimiento de la problemática<br />sociopolítica latinoamericana desde todos sus aspectos, entre los que se<br />destacan por su relevancia política los movimientos sociales, incluidos los que<br />recurren a la vía armada. Estudiar estos temas permite colocarlos más allá del<br />escenario mediático y amplía las fuentes de acceso a una información objetiva en<br />beneficio de la ciudadanía.<br /><br />Asimismo, vemos con creciente preocupación<br />el intento de ciertos medios de comunicación de desacreditar y criminalizar de<br />manera generalizada los espacios administrados por colectivos estudiantiles<br />dentro de la universidad, tal como la difamación de varios de nuestros<br />compañeros. La libertad de expresión y de organización constituyen derechos<br />democráticos fundamentales. En este sentido, la UNAM ha sido, es y será una<br />institución que ofrece espacios abiertos donde nos es posible ejercer estos<br />derechos.<br /><br />Nosotros defendemos estos espacios y el derecho a la<br />militancia política, y condenamos enérgicamente los intentos de difamación de la<br />organización política estudiantil y de nuestros compañeros. Expresamos<br />igualmente nuestro rechazo a la incomprensión fomentada por los medios masivos<br />de comunicación sobre nuestra labor intelectual al estigmatizar y restringir<br />ciertos temas de investigación.<br /><br />En respuesta, exigimos que se brinden<br />las garantías y libertades para ejercer lo que no solamente es nuestro derecho,<br />sino nuestra obligación con la sociedad.<br /><br />–<br />———————————————-<br />otras y más informaciones:<br />http://www.latinoamericanistas.net/ </em><br /></blockquote><br /></span></span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-70862087247334362492008-03-29T19:09:00.002+01:002008-03-29T20:01:26.159+01:00Lula: “Bush, figlio mio, risolvi la tua crisi economica e lascianci in pace”<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Il presidente brasiliano commenta ironicamente la crisi finanziaria statunitense e chiede a Bush di risolverla senza dare complicazioni ad altri paesi. Intanto Brasile e Venezuela rafforzano la loro alleanza energetica.</span><br /><br /><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; font-family: trebuchet ms; width: 167px; height: 142px;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-6Gvlbq9LI/AAAAAAAAAz8/s8_HtEBFzGc/s320/politica250305_gd.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183228373210166450" border="0" /><span style="font-family: trebuchet ms;">Un tanto ironico quanto incisivo Lula si è rivolto così nei confronti del presidente statunitense: “<span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Bush, figlio mio, il problema è tuo, cerca di risolvere la tua crisi. Siamo stati 30 anni senza crescita economica in Brasile, ed ora che abbiamo iniziato a crescere vuoi complicarci la vita con questa crisi finanziaria?</span>”. Da applaudire la sincerità, ecco la dichiarazione in portoghese: "<span style="font-style: italic;">O problema é o seguinte: nós passamos 30 anos sem crescer e agora que estamos a crescer apareces tu a intrometer-te. O problema é teu, de modo que resolve tu a crise</span>". Non solo, il presidente brasiliano si offre anche in aiuto al collega statunitense: “<span style="font-style: italic;">Noi abbiamo un buon know how per salvare le banche attraverso fondi pubblici, se Bush ne avrà bisogno siamo pronti a inviare la nostra tecnologia</span>”.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Lo stesso presidente Lula da Silva intanto rinnova l’alleanza energetica con il Venezuela di Hugo Chavéz. Nella conferenza stampa nella città di Recife, in Brasile, i due presidenti hanno reso noto un nuovo accordo, definito storico per l’integrazione latinoamericana, raggiunto tra <span style="font-weight: bold;">Petrobras</span> e <span style="font-weight: bold;">PDVSA</span> per la costruzione di una raffineria petrolifera in Brasile.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">“<span style="font-style: italic;">E’ una novità storica perché, per la prima volta, PDVSA, che ha sempre esportato il suo petrolio a nord, rivolge il suo sguardo a sud. Questa intesa va a rafforzare inoltre l’importante ruolo di Petrobras per l’integrazione latinoamericana</span>” – ha detto Lula.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Chavéz ha poi aggiunto: “<span style="font-style: italic;">Vogliamo sviluppare una nuova strategia, non ci limiteremo ad associarci con una raffineria in Brasile, ma cercheremo accordi anche con altri paesi latinoamericani</span>”. In progetto ci sono infatti accordi di questo tipo anche con <span style="font-weight: bold;">Ecuador, Nicaragua, Cuba, Rep. Dominicana e Giamaica</span>, con l’obiettivo di costruire o ampliare impianti di raffineria. “<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Non continueremo ad inviare petrolio come greggio al Nord (USA), ora cercheremo di raffinarlo in Venezuela, Brasile ed altri paesi della regione</span>”, ha concluso Hugo Chavéz.</span><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-6RHVbq9MI/AAAAAAAAA0E/N6HJ_OPVdKw/s1600-h/INFOSWF269_341.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-6RHVbq9MI/AAAAAAAAA0E/N6HJ_OPVdKw/s320/INFOSWF269_341.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183239776348337346" /></a><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">fonte immagine: http://www.telesurtv.net/</span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-88897619195740530102008-03-28T08:00:00.002+01:002008-03-28T14:58:31.667+01:00Gli USA bloccano l’importazione di meloni dall’Honduras: Chávez compra tutto<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Per gli Stati Uniti i meloni hondureñi sono contaminati (salmonella), gravi perdite economiche per le imprese in Honduras. Il presidente Zelaya mangia in diretta televisiva un melone; e Chávez promette di comprare tutta la frutta che gli USA respingeranno.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-yX51bq9KI/AAAAAAAAAz0/oD5MrNy_Gtw/s1600-h/expertos_de_eua_llegan_a_honduras_a_inspeccionar_melones_titularseccion.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 175px; height: 113px;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-yX51bq9KI/AAAAAAAAAz0/oD5MrNy_Gtw/s320/expertos_de_eua_llegan_a_honduras_a_inspeccionar_melones_titularseccion.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182684291048076450" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">L’amministrazione droga e alimenti (FDA) degli Stati Uniti ha denunciato nei giorni scorsi 50 casi di cittadini statunitensi colpiti da salmonella dichiarando come causa della contaminazione i meloni importati dall’Honduras. Il governo degli Stati Uniti blocca così le importazioni di melone hondureño e ne proibisce la vendita su tutto il territorio. Gravissime le conseguenze per le imprese produttrici che invece assicurano di vendere un prodotto libero da qualsiasi contaminazione e considerano una guerra commerciale quella intrapresa dal governo statunitense. <span style="font-weight: bold;">Nel paese centroamericano in molti attribuiscono la causa del boicottaggio al recente avvicinamento politico tra il presidente Zelaya e Hugo Chávez.</span></span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">L’ambasciatore statunitense a Tegucigalpa invece assicura che il caso non è assolutamente legato alla politica, non c’entra nulla l’accordo petrolifero raggiunto a gennaio tra Zelaya e Chávez: “<span style="font-style: italic;">La FDA ha identificato la causa delle intossicazioni nel melone hondureño, il mio governo protegge solo la salute dei suoi cittadini</span>”.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Il governo e i produttori in Honduras ribattono: “<span style="font-style: italic;">La FDA si sbaglia, il melone hondureño è innocuo e nelle ripetute analisi risulta libero di qualsiasi contaminazione</span>”.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">In questa guerra commerciale ci perdono i produttori di melone il cui operato rischia la bancarotta. Honduras esporta infatti annualmente 35 milioni di dollari di meloni, la quasi totalità con destino USA. Le cinque imprese che esportano meloni verso gli USA potrebbero licenziare presto circa 20'000 lavoratori nel caso in cui la frontiera statunitense rimarrà bloccata. Agropecuaria Montelíbano ad esempio ha già licenziato 1'800 dei suoi 5'000 lavoratori.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Ieri è dovuto intervenire il presidente Zelaya per tentare di restituire credibilità ai meloni hondureñi e alla produzione di frutta del paese. In una intervista a CNN in spagnolo Zelaya ha mangiato in diretta un melone, dimostrando che il prodotto è totalmente libero da salmonella. Zelaya ha anche chiaramente definito la decisione del governo statunitense come ingiusta. <span style="font-weight: bold;">Ecco il video</span>:</span><br /><br /><center style="font-family: trebuchet ms;"><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OY2pBqPPVhQ&amp;hl=en"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/OY2pBqPPVhQ&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object></center><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Come ad ogni controversia con protagonista gli Stati Uniti non poteva però mancare l’intervento del presidente venezuelano Hugo Chavéz: “<span style="font-style: italic;">Il Venezuela è disposto a comprare la produzione di meloni che gli USA si rifiutano di comprare, lo stesso vale per qualsiasi altro prodotto agricolo</span>”.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Le relazioni tra Honduras e Venezuela sono divenute più che amichevoli in seguito agli accordi del Petrocaraibe che prevedono un somministro venezuelano diario di 20'000 barili di fuel oil verso il paese centroamericano.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">La principale impresa affettata dallo scandalo salmonella, Agropecuaria Montelíbano, ha però gentilmente rifiutato l’offerta del governo venezuelano: “<span style="font-style: italic;">Non ci interessa, il nostro obiettivo è risolvere la situazione con gli Stati Uniti, per noi sono il mercato più importante insieme a quello europeo</span>” – ha dichiarato il vicepresidente dell’impresa esportatrice Oscar Molina.</span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-42474889837427337432008-03-27T06:44:00.001+01:002008-03-27T07:18:36.290+01:00Candidati circoscrizione America Settentrionale e Centrale<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-s7W1bq9JI/AAAAAAAAAzs/qJ4Zs_iTIrw/s1600-h/scheda_elettorale_inf--200x150.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 140px; height: 104px;" src="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-s7W1bq9JI/AAAAAAAAAzs/qJ4Zs_iTIrw/s320/scheda_elettorale_inf--200x150.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182301059706188946" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Si avvicinano le elezioni italiane del 13 e 14 aprile, anche da questo lato dell’oceano entra nel vivo la campagna elettorale.</span> Il Messico fa parte della circoscrizione” America settentrionale e centrale”, che apporta due deputati ed un senatore. Circa 360'000 gli italiani che possono votare, ecco i candidati alle due camere per le rispettive liste.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">• <span style="font-weight: bold;">LISTA PARTITO DEMOCRATICO</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Senato: </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">1 </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.renatoturano.com/" target="_blank">Turano Renato Guarino</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> - Stati Uniti </span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">2 </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.mclink.it/com/inform/art/07n10101.htm" target="_blank">Piazzi Marina</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> - <span style="font-weight: bold;">Messico</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Camera:</span><br /> <br /><span style="font-family: trebuchet ms;">1 </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.ginobucchino.it/" target="_blank">Bucchino Gino</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> - Canada </span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">2 Ciminata in Bivona Graziella - Stati Uniti </span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">3 </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://mariomarra.com/" target="_blank">Marra Mario Pasquale</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> - Canada </span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">4 </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.emiliavitale.us/" target="_blank">Vitale Emilia</a><span style="font-family: trebuchet ms;"> - Stati Uniti</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">• <span style="font-weight: bold;">LISTA POPOLO DELLA LIBERTÀ</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Senato: Augusto Sorriso e Basilio Giordano</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Camera: Vincenzo Arcobelli, Paolo Ariemma, Amato Berardi, Cesare Sassi</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">• <span style="font-weight: bold;">LISTA UDC</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Senato: Massimo Seracini, Vittorio Coco</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Camera: Giuseppe Rosini, Calogera Mancuso, Luigi Cucchi</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">• <span style="font-weight: bold;">LISTA LA DESTRA</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Senato: Giuseppe Cirnigliaro, Franco Misuraca</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Camera: Michele Frattallone, Franco Corrado, Pasquale Giliberti, Pasquale Trotta</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;"><br />Non hanno candidati per la circoscrizione America settentrionale e centrale le liste:</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">- SINISTRA ARCOBALENO;</span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">- PARTITO SOCIALISTA;</span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">- ITALIA DEI VALORI;</span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">- MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL’ESTERO DI RICARDO MERLO;</span><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">- SINISTRA CRITICA.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">N° cittadini italiani residenti in America settentrionale e centrale: 359’852 ; </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Elezione <span style="font-weight: bold;">Camara dei Deputati</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Totale seggi spettanti: 2</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Elezione <span style="font-weight: bold;">Senato della Repubblica</span></span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Totale seggi spettanti: 1</span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-4041297656028631162008-03-25T17:01:00.001+01:002008-03-25T17:26:25.945+01:00I dieci messicani più ricchi del mondo<span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Anche quest’anno sono dieci i messicani che la rivista </span><a style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;" href="http://www.forbes.com/lists/2008/10/billionaires08_The-Worlds-Billionaires_Rank.html" target="_blank">Forbes</a><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" > ha incluso nella lista delle persone più ricche del mondo. Carlos Slim è il primo, ecco chi sono gli altri nove e a quanto ammonta la loro fortuna.</span><br /><div style="text-align: justify;"><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-ki9Vbq9GI/AAAAAAAAAzU/OOl5gBrxMvg/s1600-h/slim-duilio-.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 171px; height: 121px;" src="http://bp2.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-ki9Vbq9GI/AAAAAAAAAzU/OOl5gBrxMvg/s320/slim-duilio-.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181711283387036770" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Solo un cambio rispetto alla classifica 2007, <span style="font-weight: bold;">María Asunción Aramburuzabala</span>, azionista di “</span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.gmodelo.com.mx/" target="_blank">Gruppo Modelo</a><span style="font-family:trebuchet ms;">” e impresaria più poderosa messicana è stata esclusa dalla lista Forbes. Lo scorso anno si era collocata al posto 488 mondiale con una fortuna di circa 2mila milioni di dollari. Al suo posto tra i primi 10 messicani è entrato <span style="font-weight: bold;">Germán Larrea</span> (3°), presidente esecutivo di “Grupo Modelo”, piazzatosi subito al terzo posto tra i messicani, alle spalle di <span style="font-weight: bold;">Carlos Slim</span> (1°) e <span style="font-weight: bold;">Alberto Bailleres</span> (2°). Forbes stima in 7,3mila milioni di dollari il capitale di Larrea, che lo colloca al 127 posto tra i 1'125 multimilionari del pianeta. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Ecco i dieci messicani più ricchi:</span><span class="fullpost"> <br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-kmq1bq9II/AAAAAAAAAzk/odIHDjEB8PQ/s1600-h/10+messicani+ricchi.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 411px; height: 187px;" src="http://bp0.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R-kmq1bq9II/AAAAAAAAAzk/odIHDjEB8PQ/s400/10+messicani+ricchi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5181715363605968002" border="0" /></a><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Carlos Slim</span> (1°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.telmex.com/mx/" target="_blank">Telmex</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> e </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.gcarso.com.mx/" target="_blank">Grupo Carso</a><span style="font-family:trebuchet ms;">, sale di una posizione e raggiunge il secondo posto mondiale. La sua fortuna è aumentata 11mila milioni di dollari nell’ultimo anno, il che gli ha permesso di superare Bill Gates, di Microsoft, ed ora è preceduto solo dall’investitore statunitense Warren Buffet.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Alberto Bailleres</span> (2°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.penoles.com.mx/penoles/ingles/index.php" target="_blank">Peñoles</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> e </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.elpalaciodehierro.com.mx/" target="_blank">Palacio de Hierro</a><span style="font-family:trebuchet ms;">, ha quasi duplicato la sua fortuna negli ultimi 12 mesi, passando da 5mila milioni di dollari a 9,8. Bailleres si mantiene al secondo posto tra i messicani ed è entrato nella top 100 mondiale.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Ricardo Salinas Pliego</span> (4°) ha aumentato il suo capitale di 1,7mila milioni di dollari rispetto al 2007. L’impresario di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.gruposalinas.com/" target="_blank">Grupo Salinas</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> e </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.tvazteca.com/" target="_blank">TV Azteca</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> è sceso pero dal terzo al quarto posto tra i messicani, superato dalla new-entry Larrea (3°).</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Isaac Saba Raffoul</span> (6°) di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.casasaba.com/" target="_blank">Casa Saba</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> ha visto crescere la sua fortuna di 300 milioni di dollari passando da 1,8mila milioni di dollari agli attuali 2,1.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Roberto Hernández</span> (7°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.banamex.com/">Banamex</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> ha invece diminuito il suo patrimonio rispetto al 2007 perdendo circa 300 milioni di dollari perdendo però quasi 300 posizioni nel ranking mondiale.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Emilio Azcárraga Jean </span>(8°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.televisa.com/">Televisa</a><span style="font-family:trebuchet ms;">, il più giovane tra i primi 10 messicani con i suoi 40 anni, ha visto scendere anche lui il suo capitale, passato da 2,1mila milioni di dollari a 1,6.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Un altro che ha visto diminuire la sua fortuna nell’ultimo anno è stato <span style="font-weight: bold;">Lorenzo Zambrano</span> (10°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.cemexmexico.com/index.asp" target="_blank">Cemex</a><span style="font-family:trebuchet ms;">. Forbes ha calcolato una diminuzione da 1,7 a 1,5mila milioni di dollari tra il 2007 e il 2008.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-weight: bold;">Jerónimo Arango</span> (5°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.walmartmexico.com.mx/" target="_blank">Walmex</a><span style="font-family:trebuchet ms;">, e <span style="font-weight: bold;">Alfredo Harp Helú</span> (9°), di </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.banamex.com/">Banamex</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> e </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.marti.com.mx/home/home.asp" target="_blank">Grupo Martí</a><span style="font-family:trebuchet ms;"> hanno registrato invece la stessa fortuna rispetto all’anno passato. Arango registra una ricchezza pari a 4,3mila milioni di dollari, mentre Harp 1,6mila milioni di dollari.</span></span></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-82274877140891341572008-03-11T19:05:00.002+01:002008-03-11T19:13:43.964+01:00Quali sono i paesi latinoamericani più vulnerabili alla recessione USA?<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Messico, Centro America e i Caraibi saranno i paesi più colpiti dalla oramai chiarissima recessione in atto negli Stati Uniti. La alta percentuale di esportazioni con destino Usa ed il calo delle rimesse ne fanno facili vittime della crisi economica, in particolare economie deboli come Honduras, Nicaragua e Rep. Dominicana.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9bKLa6EWzI/AAAAAAAAAzE/xdAQLIgr07Y/s1600-h/mexico-enfermo-dt-.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 141px;" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9bKLa6EWzI/AAAAAAAAAzE/xdAQLIgr07Y/s320/mexico-enfermo-dt-.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176547119259212594" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Messico, Centro America e Caraibi sono considerate le zone più a rischio e i paesi più deboli per poter rispondere efficacemente alla crisi economica impulsata dalla recessione in atto negli Stati Uniti. Al contrario nel sud del continente americano l’impatto sarà attenuato da altri fattori, ad esempio il disimpegno dell’economia cinese. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">La caduta dell’economia statunitense è ormai innegabile e le conseguenze sull’intero continente latinoamericano saranno inevitabili. Da valutare è invece l’impatto diverso che può avere nei diversi paesi.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">La crescita dell’economia USA è stata rivista al ribasso ed è prevista nel 2008 al 1,4/1,5%. Messico e Repubblica Dominicana dovrebbero essere i paesi più a rischio, visto e considerato che entrambi i paesi hanno l’80% delle proprie esportazioni con destino Stati Uniti. Non solo, la stretta dipendenza tra le economie di questi paesi e gli Usa rendono più che concreta la possibilità che la crisi economica nordamericana si possa traslatare rapidamente alle economie interne di questi paesi.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">La diminuzione delle rimesse degli emigranti dagli USA può essere uno degli effetti più visibili della crisi, soprattutto per paesi come Messico e Centro America, in particolare per le economie più deboli come Honduras, Nicaragua e Rep. Dominicana, dove le entrate da rimesse rappresentano una buona percentuale del PIL totale. Ancora però non è ben chiaro l’impatto che la diminuzione delle rimesse può avere sul continente, visto e considerato anche che nel passato non si è riscontrata corrispondenza tra crisi economica e diminuzione delle rimesse.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">E’ certo però che in questo caso si è già presentata una importante riduzione delle rimesse in paesi come Messico, Guatemala, El Salvador.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Anche Colombia, Cile e Venezuela si potrebbero trovare tra i paesi più esposti alla crisi se si considera la percentuale delle esportazioni destinate agli Stati Uniti sulla percentuale del PIL. </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Secondo molti analisti però la dimensione della crisi economica nel continente latinoamericano dipenderà molto dalla variabile “Cina”. La salute dell’economia cinese sarà determinante. Se la Cina infatti resiste economicamente e la sua crescita non subirà una decelerazione importante, sarà un fattore importante per alcune economie latinoamericane. Una Cina in salute può continuare ad essere un mercato talmente grande da evitare la crisi, alimentando le esportazioni di paesi come Cile, Brasile, Argentina ed Uruguay.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Quello che però può essere l’ancora di salvataggio per i paesi del sud del continente può rivelarsi un pericolo aggiunto per il Messico, la Cina è infatti un gran concorrente per soddisfare il mercato statunitense.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Il rischio maggiore per l’intera aerea latinoamericana però sarebbe vedere Cina ed India seriamente affettate dalla recessione, una caduta della domanda in questi paesi infatti potrebbe far cadere il prezzo delle materie prime, affettando tutti i paesi dell’area centro-sudamericana.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Di buono c’è che a differenza del passato molti esperti economici concordano nel considerare America Latina e Caraibi arrivare ad affrontare la recessione in condizioni nettamente migliori: minor indebitamento, migliori conti pubblici, prezzi alti delle materie prime e la assenza, almeno sino ad ora, di un contagio significativo della crisi creditizia statunitense. Non si può comunque rimanere tranquilli, i fattori di rischio più preoccupanti allertano sui </span><a style="font-family: trebuchet ms;" href="http://www.verosudamerica.com/2008/02/allarme-inflazione-in-america-latina.html">problemi d’inflazione</a><span style="font-family:trebuchet ms;">, di un apprezzamento del tipo di cambio reale e sull’incremento del credito privato.</span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-35261975646429828872008-03-10T18:10:00.002+01:002008-03-10T18:59:48.358+01:00La presenza delle Farc in Messico<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" >Il vicepresidente colombiano, Francisco Santos, allerta il governo messicano sulla presunta presenza delle Farc in Messico. “La presenza comprovata di cittadini messicani nell’accampamento delle Farc bombardato in Ecuador deve far aprire gli occhi al governo messicano”.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9VucK6EWwI/AAAAAAAAAys/goOr3IlLYNM/s1600-h/Uribe%2Bsolo.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 183px; height: 151px;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9VucK6EWwI/AAAAAAAAAys/goOr3IlLYNM/s320/Uribe%2Bsolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176164776975555330" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">Dopo l’abbraccio di pace alla Cumbre de Rio di Santo Domingo in tutto il continente si continua a parlare dell’operazione militare colombiana in territorio ecuadoriano. In Messico si cerca di scoprire di più riguardo la presenza di cittadini messicani nell’accampamento Farc e i legami che la guerriglia colombiana ha in questo paese, in particolare sui presunti rapporti della Farc con l’università pubblica più prestigiosa del continente, la UNAM.</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">A riguardo è intervenuto il vicepresidente colombiano, che ha invitato il governo messicano ad investigare sull’attività dei cittadini messicani nell’accampamento delle Farc in Ecuador. Chi erano, cosa facevano e che tipo di formazione stavano ricevendo? </span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Secondo il governo ecuadoriano sono quattro i messicani morti lo scorso 1 di marzo durante l’attacco militare colombiano che portò alla morte di 25 persone, tra cui Luis Edgar Devia, alias “Raul Reyes”, numero due delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Ad oggi però è stata confermata solo la morte di Juan González del Castillo, uno studente della Università Autonoma Messicana (UNAM), il cui corpo è stato riconosciuto dai genitori a Quito (Ecuador). L’istituzione universitaria ha ammesso che tre delle quattro presunte vittime erano studenti UNAM, però ha chiaramente respinto ed escluso le accuse che facevano riferimento a cellule della guerriglia colombiana operanti nelle istallazioni della università con la collaborazione di altri gruppi sovversivi.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9Vv-q6EWyI/AAAAAAAAAy8/whV38RZq8RU/s1600-h/008n1pol-1_mini.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 176px; height: 122px;" src="http://bp1.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R9Vv-q6EWyI/AAAAAAAAAy8/whV38RZq8RU/s320/008n1pol-1_mini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176166469192669986" border="0" /></a><span style="font-family:trebuchet ms;">E’ ancora da decifrare però, ad esempio, il ruolo di una dei sopravissuti all’attacco dell’esercito colombiano, la messicana Lucía Andrea Morett Alvarez, anche lei studente della UNAM nella facoltà di filosofia e lettere, ritenuta dal governo colombiano una integrante della guerriglia. Quest’accusa ha suscitato forti polemiche in Messico, dove alcuni media locali hanno allertato sulla presunta influenza delle Farc in diversi centri accademici del paese, in primis la UNAM.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Alcuni deputati del PRD, PRI, Convergencia e PT insieme a numerose ONG hanno pero preso le difese della prestigiosa università, ritenendo che l’intenzione di legare la UNAM alle Farc sia solo l’ennesimo pretesto per mettere in cattiva luce l’istituzione pubblica, ed un tentativo per condannare il modello universitario pubblico in Messico.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Secondo Francisco Santos, vicepresidente colombiano, questi fatti invece devono seriamente preoccupare i governi messicani e colombiani e “allertare gli apparati di sicurezza, di investigazione e di intelligence dei due paesi”. Per Santos è chiaro che le FARC hanno radici ormai anche in altri paesi e questo le convertono in una minaccia continentale, che trascende ormai dalle frontiere colombiane.</span><br /><br /><span style="font-family:trebuchet ms;">Non solo, il funzionario colombiano ha dimostrato l’intenzione del governo colombiano di lavorare insieme alle autorità messicane, nel computer di Raul Reyes infatti sono state ritrovate diverse foto con cittadini messicani e cileni che si trovavano negli accampamenti delle Farc “per ricevere formazione militare e ritornare nei rispettivi paesi non si sa con quale proposito”. Santos ha poi chiaramente accusato di essere focolai guerriglieri tutti i circoli di studio bolivariani ed i comitati di solidarietà con il popolo colombiano sparsi per il territorio latinoamericano.</span></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-65427591764741957542008-03-10T18:08:00.001+01:002008-03-10T18:10:27.219+01:00Pace fatta?<center><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VyvskYZx5mk"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VyvskYZx5mk" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></center>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-67050238710759504552008-03-04T21:08:00.001+01:002008-03-04T21:14:30.395+01:00Confitto Colombia-Ecuador-Venezuela: la posizione del Messico<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms;">Continua a salire la tensione tra la Colombia e i vicini Venezuela ed Ecuador.<br /><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R82se2slAgI/AAAAAAAAAyc/4qs-v8MZoAM/s1600-h/guerra.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 144px;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R82se2slAgI/AAAAAAAAAyc/4qs-v8MZoAM/s320/guerra.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173981192997110274" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;">La situazione si è fatta critica dopo che sabato scorso l'esercito colombiano ha lanciato un'offensiva in territorio ecuadoriano che ha portato all'uccisione del numero due dei guerriglieri delle Farc, Raul Reyes. Come reazione, il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha subito ritirato il suo ambasciatore da Bogotà e ha dispiegato l'esercito al confine con la Colombia. Lo stesso ha fatto il suo omologo venezuelano Hugo Chavez, che ha accusato il presidente colombiano Alvaro Uribe di essere una "seria minaccia per la stabilità della regione", e ha parlato addirittura della possibilità che scoppi una guerra. Il governo colombiano, pur scusandosi con l'Ecuador per averne violato la sovranità, ha detto di avere le prove dei legami che i due paesi confinanti intrattengono con le Farc.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ma come si posiziona il governo messicano in questa disputa? Che ruolo ha e può avere il Messico in questo ormai apparentemente inevitabile conflitto regionale?</span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">La Presidenza della Repubblica Messicana ha reso noto che il presidente Felipe Calderón ha avuto contatti telefonici a caldo sia con Correa che con Uribe per sentirne le rispettive versioni in seguito all’invasione dell’esercito colombiano in territorio ecuadoriano. Calderón ha manifestato la totale intenzione di favorire qualsiasi azione che possa favorire il dialogo e recuperare le relazioni bilaterali. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">La presidenza messicana ha poi informato attraverso le ambasciate a Quito e Bogotà che seguirà da vicino la situazione per tentare di contribuire a ripristinare le relazioni diplomatiche. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Intanto il Senato messicano ha assegnato alla segretaria per le relazioni estere, Patricia Espinosa, di determinare se e come Messico può assumere il ruolo di mediatore nel conflitto tra i governi di Ecuador, Venezuela e Colombia. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Timidamente quindi il governo messicano tenta di assumere il ruolo che gli spetta, come potenza regionale, per mediare e promuovere la via diplomatica e tentare di evitare un conflitto che col passare del tempo si fa sempre più imminente. C’è da vedere se Calderón si assumerà le responsabilità del caso o se, in seguito alle dichiarazioni statunitensi di Bush in appoggio, come largamente previsto e scontato, alla Colombia, si defilerà come spesso è accaduto in passato.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">La notizia nuova viene però dalle dichiarazioni del presidente ecuadoriano Rafael Correa che in una intervista rilasciata alla televisione messicana Televisa ha rivelato che il presidente Felipe Calderón gli ha manifestato appoggio totale, ritenendo ingiustificabile l’intromissione dell’esercito colombiano e la violazione del principio di sovranità nazionale ecuadoriana.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">“Gli ho spiegato telefonicamente il problema e mi ha dato la ragione totale. E’ stato un bellissimo gesto e per questo lo ringrazio molto. Calderón ha anche parlato il presidente Uribe e gli ha comunicato la sua preoccupazione per la situazione, oltre a condannare l’ingiustificata aggressione al territorio ecuadoriano” – sono state le parole di Correa rilasciate a Televisa.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Al di là della doverosa condanna all’azione dell’esercito colombiano ci si aspetta però che Calderón ed il governo messicano assumano un ruolo principale e si espongano direttamente per cercare la mediazione visto che ci troviamo di fronte ad un conflitto che non è delimitato solo a tre paesi ma è ormai regionale e può affettare economicamente e politicamente l’intero continente.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Ecco intanto la vignetta di Daniel Paz y Rudy su quotidiano argentino Pagina12:</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R82sn2slAhI/AAAAAAAAAyk/nMKaa7inf-s/s1600-h/na01di01.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R82sn2slAhI/AAAAAAAAAyk/nMKaa7inf-s/s320/na01di01.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173981347615932946" border="0" /></a></span><br /></div>Antoniohttp://www.blogger.com/profile/00721160669739744148verosudamerica@gmail.comtag:blogger.com,1999:blog-30208111.post-76319015003270724322008-02-19T16:11:00.001+01:002008-02-19T16:50:37.932+01:00Fidel lascia la presidenza<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: trebuchet ms; font-weight: bold;">Nel 1953 da buon avvocato in un arringa auto-difensiva affermò: “La storia mi assolverà”, frase divenuta celebre e spesso utilizzata nei suoi discorsi. Questa mattina, dopo 49 anni di presidenza ininterrotta, Fidel Castro ha annunciato che non tornerà più a guidare Cuba.</span><br /><br /><a style="font-family: trebuchet ms;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R7r4mVteH4I/AAAAAAAAAyU/PcGH-jzIvUI/s1600-h/granma.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_7vyWcPBov-8/R7r4mVteH4I/AAAAAAAAAyU/PcGH-jzIvUI/s320/granma.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168716859907645314" border="0" /></a><span style="font-family: trebuchet ms;">In una dichiarazione al quotidiano Granma, organo ufficiale del Partito comunista cubano, l'ottantunenne Castro ha detto che non ha intenzione di chiedere un nuovo mandato presidenziale nell'assemblea nazionale che si terrà il 24 febbraio: <span style="font-style: italic;">“A mis entrañables compatriotas, que me hicieron el inmenso honor de elegirme en días recientes como miembro del Parlamento (...) les comunico que no aspiraré ni aceptaré -repito- no aspiraré ni aceptaré, el cargo de Presidente del Consejo de Estado y Comandante en Jefe"</span>. </span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Al suo posto dovrebbe essere nominato suo fratello Raul, che ha 74 anni ed è da tempo considerato il prossimo presidente di Cuba. <span style="font-weight: bold;">Il suo ritiro cala il sipario su una carriera politica che ha attraversato indenne la guerra fredda, riuscendo a sopravvivere all'inimicizia degli Stati Uniti, ai tentativi di assassinio della Cia e alla fine dell'Unione Sovietica.</span></span><br /><br /><span style="font-weight: bold;font-size:130%;" ><span style="font-family: trebuchet ms;">Ma la storia lo assolverà?</span></span><span class="fullpost"><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">Tratto dall’articolo pubblicato da GRANMA:<br /><br /></span><span style="font-family: trebuchet ms;"></span><blockquote><span style="font-family: trebuchet ms;">"Mi deseo fue siempre cumplir el deber hasta el último aliento”.</span><br /><br /><span style="font-family: trebuchet ms;">"Traicionaría por tanto mi conciencia ocupar una responsabilidad que requiere movilidad y entrega total que no estoy en condiciones físicas de ofrecer. Lo explico sin dramatismo".</span><br /><br /><span style="font-fa