tag:blogger.com,1999:blog-3009187318716952946.post-28139190879669815342007-11-29T14:30:00.000+01:002007-11-30T07:31:52.445+01:0030 0tt.2007 ore 19.50 arrivo nel paese dalle mille colline.<br />Sono con Anna, che ha seguito i finanziamenti dei progetti di Epsilon in Rwanda. All'aeroporto di Kigali ci attendono Gabriella, di “Insieme per la pace Suisse” e Alphonse, l’autista.<br />Gabriella Caldelari conosce il Rwanda dai terribili giorni del genocidio del’94, l’ha percorso in lungo e in largo durante la guerra salvando centinaia di bambini e donne, ha lasciato un bellissimo e toccante racconto di questa sua esperienza nel libro: "Rwanda, per non dimenticare”, e da allora, con una energia e una forza d’animo straordinarie, si è dedicata ad aiutare orfani e vedove con l’approccio più giusto, quello di far riavere a chi ha tanto sofferto o è stato fisicamente e moralmente mutilato, una vita dignitosa nel proprio paese. Gabriella conosce personalmente i bimbi affidati in adozione a distanza, ne controlla i risultati scolastici e i progressi nella crescita, aiutata, in sua assenza, da donne rwandesi generose e intelligenti.<br />Prima di uscire dall’aeroporto vediamo turisti che, mal informati e stupidamente riluttanti, sono costretti a lasciare lì i loro sacchetti di plastica, banditi dal paese. Primo segnale positivo di un grande rispetto dell’ambiente e senso civico.<br />La prima impressione su Kigali, attraversandola in auto nel buio, è di grande ordine e pulizia, rotonde verdi immense e tenute benissimo, quartieri con belle case e giardini. Non si vedono le abitazioni più povere mescolate alle altre sulle colline che dovunque circondano la città,di cui, a metà novembre, si celebra il centenario: non senza qualche voce dissenziente che la considera esistente dal 1345, la sua fondazione viene fatta risalire al 1907, anno in cui fu costruita la casa di Richard Kandt, giunto qui come governatore della "Deutsch Ostafrika " all'inizio dei dieci anni di colonialismo tedesco.patrizia bindanoreply@blogger.com