tag:blogger.com,1999:blog-282804182009-07-15T17:22:49.733+02:00TrasFormareper un cristianesimo biblico e contemporaneogirizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.comBlogger188125tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-88861957272825675562009-07-11T11:00:00.004+02:002009-07-12T20:05:21.856+02:00La globalità della salvezzaCosa è la “salvezza” che il Vangelo annuncia? È una consolazione eterea, soft-romantica, mistico-emozionale? Oppure è un progetto? E nel caso, di quale tipo?<br />Un testo biblico da cui si può utilmente partire è Apocalisse 7:9-10<br /><blockquote><br />Dopo queste cose guardai e vidi una folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue, che stava in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, vestiti di bianche vesti e con delle palme in mano. E gridavano a gran voce, dicendo: «La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono, e all'Agnello.<br /></blockquote><br />Nella prospettiva biblica la salvezza ha un significato molto ampio. In tutti i testi, però, gli elementi segnalati da Apocalisse 7 rimangono centrali. Eccoli:<br /> <br />* Gli esseri umani hanno bisogno di salvezza;<br />* Dio soltanto salva;<br />* Siamo degni di essere salvati (in quanto creati ad immagine di Dio);<br />* Abbiamo assoluto bisogno di salvezza (a motivo della devastante realtà e presenza del peccato);<br /><br />Pensare alla salvezza in modo “spirituale” è realmente una tentazione rischiosa. Non è neanche un'alternativa orginale, anzi è quasi un automatismo antropologico, un naturale sviluppo della genesi di ogni tipo religiosità. A mio parere il tentativo di ridurre la salvezza in termini trascendenti, come dire ... solamente “teologici” ... rappresenta un tentativo di sterilizzare la fede cristiana.<br />Certo, come sempre occorre discernere le PRIORITÀ della Bibbia. Alcune cose sono più importanti di altre, certi bisogni devono avere la precedenza … In questo senso la Bibbia insegna che essere salvati dall’ira di Dio è – in ultima analisi – molto più importante che essere salvati dall’ingiustizia o dalla malattia. Allo stesso tempo, la Bibbia però afferma chiaramente e con forza che entrambi gli aspetti sono elementi indivisivbili della salvezza che Dio opera. Non è corretto dicotomizzare, creare impegni duali, disintegrare quello che la Parola integra e responsabilmente unisce. <br />C’è quindi la necessità di comprendere i diversi livelli, di avere una visione olistica (globale) della salvezza.<br /><br />GLOBALE, nel senso che bisogna sempre considerare l’intera storia biblica, ed accogliere il fatto che l’opera della salvezza riguarda tutte le dimensioni umane, ogni sfere dell’esistenza. Alcuni esempi [si veda il bel lavoro di Christopher J.H. Wright, Salvation Belongs to Our God: Celebrating the Bible's Central Story (Downers Grove: IVP Academic, 2007)]:<br /><br />1. <span style="font-weight:bold;">Salvezza in generale</span><br /><br /> <span style="font-style:italic;">Nel Vecchio Testamento (yasa’ e hisil)</span><br /><br />a)Liberazione dagli oppressori e dai nemici<br /> •Esodo 3:7-8<br /> •Giudici 2:15-16, 18<br /><br />b)Vittoria in battaglia<br /> •Salmo 20:6-9 e Salmo 33:16-19<br /><br />c)Guarigione dalla malattia<br /> •Isaia 38 (Ezechia, v. 6) e Isaia 38:20<br /><br />d)Protezione dai nemici personali (persecutori e detrattori)<br /> Ingiustizie verso la propria persona<br /> i.Salmo 7:1-2, 10<br /> ii.Geremia 15:20-21<br /><br />e)Giustizia nei tribunali<br /> • Salmo 72:4, 13<br /> • Salmo 76:8-9<br /><br /><span style="font-style:italic;">Nel Nuovo Testamento (sozo, soteria)</span><br /><br />a)liberazione dai pericoli<br /> •Matteo 8:24-25<br /> •Matteo 14:30<br /><br />b)Migliorare (guarire) nella malattia<br /> •Giovanni 11:11-12<br /><br />c)Guarire dalla malattia o dall’infermità<br /> •Matteo 9:21-22 (guarire = salvare, per tre volte)<br /> •Marco 2:1-12 e Luca 7:36-50<br /> •Marco 3:1-5 (sabato = giorno della salvezza = giorno per guarire i malati)<br /><br />d)Liberazione dalla morte<br /> •Luca 23:35-39<br /><br />e)Liberazione dai pericoli fisici e spirituali<br /> •2 Cor 1:8-10<br /><br /><br /><br />2.<span style="font-weight:bold;">Salvezza dal peccato</span><br /> Visione biblica = Il Dio che salva è il Dio che opera e agisce verso il peccato<br /> <br /><span style="font-style:italic;">Salvezza dal peccato nell’Antico Testamento</span><br /> • Salmo 32:1-2<br /> • Salmo 51:1 -3 <br /> • Salmo 103:10-12<br /> • Michea 7:19<br /> • Isaia 43:25 …. rimedio = Isaia 53:10-12<br /> • Ezechiele 36:24-28<br /> • Isaia 25:7-8 e Ap 21:4<br /> • Zaccaria 13:1 (Daniele 9:24)<br /> • Michea 7:18<br /><br /><span style="font-style:italic;">Salvezza dal peccato nel Nuovo Testamento </span><br /><br />a)preparazione <br /> •Giovanni Battista (Mt 3:6 e Giov 1:29 e Mat 1:21)<br /> •Apertura di Luca (“salvezza” compare 7 volte nei primi tre capitoli)<br /> <br /> i.Canto di Maria (1:47)<br /> ii.Canto di Zaccaria (1:69, 71, 77)<br /> iii.Annuncio dell’angelo (2:11) <br /> iv.Canto di Simeone (2:30)<br /> v.Citazione di Isaia (3:6).<br /><br />In Gesù arriva la salvezza di Dio <br /><br />b)Matteo<br /> •Giovane ricco (Matteo 19:16, 23, 25) = la salvezza abbraccia la totalità della vita nel regno di Dio, insieme al popolo che è stato salvato.<br /><br />c)Luca <br /> •Zaccheo (Lc 19:8-10)<br /><br />d)Giovanni<br /> •Giov 3:16-17.<br /> i.La salvezza è dall’ira e dal giudizio di Dio<br /> ii.L’alternativa alla salvezza è la condanna finale:<br /> •Giovanni 12:47-48<br /><br />e)Paolo<br /> •Estensione della salvezza (partendo da Israele, ma non limitata a Israele)<br /> <br /> i.Romani 10:1<br /> ii.At 13:32-33 (Gesù realizza le promesse)<br /> iii.La resurrezione di Gesù è il modo attraverso il quale Dio realizza le sue promesse per Israele nel VT<br /> iv.L’incredulità di Israele conduce all’apertura verso i gentili – Rom 11:11<br /> v. Esempio – caso di Efesini (Ef 2:4-10 e 2:11-12)<br /> vi.I gentili erano <br /><br /> •Separati dal Messia di Israele<br /> •Separati dalla comunità di Israele<br /> •Separati dalle promesse del patto<br /> •Separati dalla speranza di Israele<br /> •Separati dall’Israele di Dio.<br /><br />Ma ora <span style="font-weight:bold;">in Cristo</span> … (Ef 1:21) = attraverso la croce e la predicazione del vangelo:<br /> • la separazione è stata ricomposta<br /> • l’alienazione è stata riconciliata<br /> • la distanza è stata avvicinata<br /> • gli stranieri sono diventati “famiglia”<br /><br />Una nuova umanità è stata presentata in Cristo, e ora coloro che prima erano estranei sono diventati:<br /> o cittadini a pieno titolo del regno di Dio<br /> o membri della famiglia di Dio<br /> o luoghi della stessa presenza di Dio.<br />Si confronti Ef 2:19-22.<br /><br />Salvezza è l’estensione miracolosa della verità e della liberazione e redenzione globale di Dio a tutti i popoli e nazioni, a tutti coloro che credono in Gesù Cristo.<br /><br />La salvezza è quindi sempre globale, totale: <br /> - riguarda la vita intera;<br /> - riguarda tutti i bisogni umani;<br /> - interessa popoli ed individui;<br /> - riguarda il profondo del cuore dell’uomo e l’estensione della società umana;<br /> - interessa la dimensione spirituale e materiale;<br /> - Il passato, il presente e il futuro;<br /> - La dimensione storica e quella eterna;<br /> - La vita di oggi e il mondo che verrà.<br /><br />Questo è il cristianesimo. Per questo progetto, che Gesù ha coraggiosamente esteso e rilanciato, vale la pene vivere e morire. è proprio qui che onoriamo o meno la centralità del Vangelo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-8886195727282567556?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-57191777370916822312009-06-16T01:31:00.005+02:002009-06-16T16:35:10.522+02:00Per un cristianesimo 3DProbabilmente, molte critiche nei confronti del cristianesimo sono giuste: dovrebbe essere profondo, invece è spesso superficiale, quasi banale; dovrebbe avere una ampiezza di prospettiva straordinaria, invece spesso si preoccupa di minuzie, di gestione delle ristrettezze. Ci sarebbe urgente bisogno di una fede biblica e cristiana coraggiosa e dinamica, invece tutto sembra segnato dalla staticità, dalla conservazione. Siamo tutti testimoni di un appiattimento ad una qualche dimensione della centralità del vangelo, una tipicità religiosa – quella dell’appiattimento idolatrico - che produce ambienti e situazioni apparentemente prevedibili, sicuri. Sembra quasi che ad un certo punto del percorso cristiano si voglia (inconsapevolmente o per ignoranza) cercare una riduzione della straordinaria grazia di Dio, della croce di Cristo, e della forza dello Spirito Santo. Non è forse vero che la vita cristiana sarebbe più semplice se si vivesse in modo mono-dimensionale o al massimo bi-dimensionale?<br />Invece tre dimensioni (tre vettori) sono da perseguire contemporaneamente per vivere l’integrità e la globalità del vangelo. <br />Le tre dimensioni qui proposte sono simili alle tre prospettive sulla conoscenza proposte da Frame (RTS) e da Poythress (WTS): le prospettive sono qeulle normative (profetiche), situazionali (regali) ed esistenziali (sacerdotali). Rendere esclusiva una di queste traiettorie implicherebbe sempre la generazione di una filosofia idolatrica (razionalismo, empirismo o esistenzialismo). La verità di Dio si può conoscere – a motivo della molteplicità della struttura creazionale – solo se conosciamo noi stessi, il mondo dove siamo e il testo biblico. Queste diverse prospettive devono risultare coerenti.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/Sjbaxgdt3MI/AAAAAAAAAKs/jOy_uzakhrs/s1600-h/grafico+crist+3d.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 317px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/Sjbaxgdt3MI/AAAAAAAAAKs/jOy_uzakhrs/s320/grafico+crist+3d.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347702151612062914" /></a><br /><br /><br />La <span style="font-weight:bold;">prima dimensione</span> è quella della profondità. Nel film <span style="font-style:italic;">Witness – Il testimone</span> (1985, di Peter Weir, con Harrison Ford, Kelly McGillis,) un polizziotto, ferito e braccato da colleghi corrotti, si rifugia in un villaggio degli Amish, una particolare forma di comunità cristiana. Qui un giovane ragazzo Amish è intenzionato a infrangere la tradizione e usare una pistola … ma solo per sparare agli “uomini cattivi”. Il ragazzo, però, ha un nonno saggio che gli chiede come farà a sapere se gli uomini a cui vuole sparare sono cattivi o meno. Non ha senso pensare al cristianesimo come un semplice sparare agli uomini cattivi (la modernità, la cultura, la tradizione, l’arte, l’economia, il consumismo … ). In questo modo ci si fa solo del male. Per questo motivo i cristiani (e i non cristiani) hanno assoluto bisogno di conoscere, percepire, assimilare, la logica interna del vangelo. Se i cristiani non sviluppano modelli teologicamente rigorosi, non approdondiscono conoscenze biblicamente affidabili, non raccolgono la sfida globale della visione del mondo cristiana … diventeranno utilizzatori naïve del “modello pistola”. <br /><br />La <span style="font-weight:bold;">seconda dimensione</span> è quella dell’ampiezza. Noi cristiani dobbiamo capire che l’elevato disordine presente nel mondo. C’è molta irregolarità e sofferenza attorno a noi, ovunque si ostacola attivamente la shalom. Abbiamo bisogno di una approccio cristiano coraggioso che non si limiti a qualche dettaglio, che non si specializzi nelle mircro-spiritualità di breve periodo. Certo in un mondo disordinato, più piccola e la visione, più semplice e fattibile sembra l’azione. Più piccola e la visione, però, meno rilevante risulterà nel mondo reale. Non ha molto senso ripetere ancora slogan del tipo “lo scopo della chiesa è fare la chiesa”, perché oltre a rappresentare una tautologia … dobbiamo chiederci cosa significa veramente essere chiesa in un mondo post-cristiano? Dobbiamo interrogarci se certi modelli ecclesiologici o di vita cristiana piuttosto che radicati nelle fondamenta bibliche della fede siano semplicemente altro. La sfida è quella di ampliare la propria visione, non accontentarsi di un solo modello o di una sola dimensione, ma abbracciare l’ampiezza della vocazione di Dio e lavorare per essa con integrità e responsabilità. <br /><br />La <span style="font-weight:bold;">terza dimensione</span> è il dinamismo. Finora è stato tutto molto razionale, riducibile ad una esegesi ed ermeneutiche statiche anche se spesso formalmente corrette. C’è di più: bisogna creare nuove modalità, facilitare l’innovazione apologetica, comunicativa e organizzativa all’interno del cristianesimo. Con onesta e creativià.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-5719177737091682231?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-9623297133030259622009-05-04T00:30:00.005+02:002009-05-04T00:48:15.083+02:00Sermoni distruttiviJohn Rawls è stato il più grande filosofo politico del Novecento. Discusso in tutte le culture contemporanee, il suo modello di giustizia sociale resta uno dei capisaldi della cultura del novecento. Rawls ha attratto in eguale modo appassionati e critici, seguaci e oppositori, dando origine a una discussione tra le più stimolanti degli ultimi decenni.<br />Adesso una pregevole iniziativa del <a href="http://ilsole24ore.com">Sole 24 ore</a> ci propone un estratto di un suo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/05/John-Rawls-opera-giovanile_PRN.shtml">scritto</a> giovanile, “<span style="font-weight:bold;">A Brief Inquiry Into the Meaning of Sin and faith</span>”. Ne emerge un profilo finora ignorato. Rawls fu per un tempo molto vicino al cristianesimo, tanto da pensare seriamente se diventare pastore o missionario. <br />Ad un certo punto della sua vita, però, durante il turbinio della II guerra mondiale, accadono diverse cose che lo fanno diventare totalmente scettico, incredulo. Una di queste è un <span style="font-weight:bold;">sermone</span>. <br />Se qualcuno dubitava sull’efficacia negativa che un sermone malpreparato, superficiale e non fondato sulle Sacre Scritture … ecco un esempio della potenza distruttiva di un cattivo sermone: <br /><br /><blockquote>avvenne attorno alla metà di dicembre del 1944. Era terminata la battaglia che la compagnia F del 128° reggimento di fanteria della XXXII divisione condusse per conquistare la cresta sopra la città di Limon sull'isola di Leyte; la compagnia si limitava a mantenere la posizione. Un giorno arrivò un pastore luterano; durante la funzione pronunciò una breve omelia in cui affermò che Dio puntava i nostri proiettili contro i Giapponesi e allo stesso tempo proteggeva noi dai loro. Non so perché, ma questa affermazione mi irritò. Rimproverai il pastore (che era un tenente) perché diceva ciò che io assumevo lui sapesse perfettamente - era un luterano - che erano menzogne sulla divina provvidenza. Che ragione poteva mai aver avuto se non portare conforto alle truppe? La dottrina cristiana non doveva però essere utilizzata per questo scopo, anche se sapevo perfettamente che lo era.</blockquote><br /><br />Aggiungiamo a questo fatto una concentrazione all’elemento individuale della salvezza, con una sua qualche verticalizzazione spiritualista … e si arriva a riflettere in questo modo:<br /><blockquote>Giunsi a pensare che il cristianesimo, nella misura in cui viene preso sul serio, potesse avere effetti deleteri sul carattere. Il cristianesimo è una religione solitaria: ciascuno ottiene individualmente la salvezza o la dannazione, e noi naturalmente ci focalizziamo sulla nostra salvezza fino al punto in cui null'altro sembra importare. Invece, anche se è impossibile non essere interessati a se stessi, almeno in qualche misura - e peraltro deve essere così -, la nostra anima individuale e la sua salvezza sono di scarsa importanza. Così, quanto è importante la mia salvezza in confronto al rischiare la mia vita per assassinare Hitler, ammesso di averne l'opportunità? Non è affatto importante. Indubbiamente si dovrebbe cogliere questa opportunità e si dovrebbe farlo, sebbene, come ha detto Kant, nessuno sia in anticipo certo di farcela.</blockquote><br />Rawls è troppo intelligente per cedere alle <span style="font-style:italic;">avances</span> insostenibili dell’ateismo … sa che in questo modo si rischia il crollo di qualunque progetto di giustizia e di senso. Prova a rifugiarsi in una (divertente) posizione: il <span style="font-weight:bold;">nonteismo</span>. Se l’ateismo è un disastro, il nonteismo non deve essere temuto (secondo Rawls). La razionalità – nelle sue interazioni individuali e collettive - dovrebbe riuscire a sorreggere il peso dell’esistente, capace di individuare e perseguire i giusti valori e agire per la giustizia.<br />E’ una visione che si può tollerare … alla fine come nella religione, nessuna credenza è punibile. E anche la fede nella ragione a là Rawls merita almeno rispetto. E’ una questione di libertà, e di giustizia. <br />L'abitudine all'idolo, comunque, è cosa diversa della differenza cristiana.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-962329713303025962?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-80405876284532114612009-05-02T15:42:00.005+02:002009-05-02T16:01:10.789+02:00CALVINO<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.poste.ch/it/ph-neuersch-calvin-big.jpg"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 398px; height: 339px;" src="http://www.poste.ch/it/ph-neuersch-calvin-big.jpg" border="0" alt="" /></a> <br />Il prossimo 10 luglio, cadrà il 500°<a href="http://www.calvin500.org/">anniversario</a> della nascita di Giovanni <a href="http://www.ifeditalia.org/calvino/index.html">Calvino</a>, uno dei principali protagonisti della Riforma protestante. Calvino nasce a Noyon, in Piccardia, il 10 luglio 1509. Morirà a Ginevra nel 1564. <br />Calvino nasce in una solida famiglia borghese – il padre è amministratore ecclesiastico – studia prima sotto la guida di Mathurin Cordier, per proseguire poi gli studi di logica, metafisica, retorica e morale al <span style="font-style:italic;">College Mantaigu</span> (frequentato negli stessi anni da Erasmo, Rabelais e Ignazio di Loyola). Maestro nelle arti liberali nel 1528, si dedica allo studio del diritto civile. A soli 21 anni pubblica (1532) un’edizione critica del “De Clementia” di Seneca. L’anno dopo è uno dei redattori principali della prolusione del rettore dell’università di Parigi, Nicolas Cop, e critica apertamente – in nome dell’evangelismo – i teologi della Sorbona. Iniziano le difficoltà, la censura e la persecuzione. Viaggia verso Nérac, per rifugiarsi nlaa corte di Margherita di Navarra. Siamo nel 1534: 17 anni prima Martin Lutero aveva pubblicato le sue 95 tesi e la prima traduzione completa della Bibbia in tedesco. <br />Scoppia, a Parigi, l’<span style="font-style:italic;">Affaire des Placards</span>: una serie di manifesti vengono affissi nei muri della città, criticando il rito della messa e mettendone alla luce l’antibiblicità. La persecuzione aumenta. Calvino fugge a Strasburgo, poi a Basilea. <br />Nel 1536 pubblica la prima edizione della “<span style="font-style:italic;><span style="font-weight:bold;"><span style="font-weight:bold;">Christianae Religionis Institutio</span></span></span>. È l’opera della sua vita. Tra le più importanti del cristianesimo di tutti i tempi. Parte alla volta di Ferrara, per riparare alla corte di Renata d’Este, cugina di Franceso I – re di Francia e protettore degli Evangelici. Qualche mese dopo, Calvino è a Ginevra. Qui incontra Guillaume Farel e questi lo persuade a fermarsi e insegnare le Sacre Scritture. Ma la persecuzione divampa, e Clavino è costretto a muoversi prima a Basilea, poi a Strasburgo. A Strasburgo Calvino sposa Idelette de Bure e, nel 1540 pubblica l’<span style="font-weight:bold;>Epistola a Sadoleto<span style="font-style:italic;"></span></span> una straordinaria difesa della Riforma in nome del cristianesimo primitivo, L’anno dopo a Ginevra – dove rimarrà fino alla fine dei suoi giorni – pubblica la versione francese delle Institutio e provvede a stendere le Ordinance – le solide basi della chiesa ginevrina. Inizia una fase molto intensa di studio, predicazione e pubblicazioni. <br />Nel 1543 pubblica il <span style="font-weight:bold;">Traitè dès reliques<span style="font-style:italic;"></span></span> satira contro le pratiche dei papisti . Inizia la polemica contro i nocodemiti, gli anabattisti e i libertini spirituali. <br />Dal 1545 al 1563 ha luogo il Concilio di Trento, inizio della controriforma. Calvino però continua il suo lavoro. Pubblica i commenti alle lettere ai Corinti, ai Galati, agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, a Timoteo. Intanto, i calvinisti francesi (ugonotti) sono dolorosamente perseguitati. <br />Nel 1549 pone fine alla controversia sacramentale con i discepoli di Ulrico Zwigli. Muore la moglie. <a href="http://www.ifeditalia.org/sdt/sdt041/index.htm">Pubblica</a> i commenti agli Ebrei, a Tito. Nel 1550 pubblica <span style="font-style:italic;">Des Scandales<span style="font-weight:bold;"></span></span> una esortazione e un avvertimento ci per tutti quelli che non seguono il Vangelo. Pubblica anche i commenti a Giacomo, Tessalonicesi, Romani. Nel 1551 sono pubblicati i commenti a Isaia, alla prima Giovanni, alle due espistole di Pietro. Nel 1552 agli Atti degli Apostoli. Negli anni successivi l’impegno esegetico continua con Genesi e i Vangeli sinottici e i Salmi. Nel 1559 esce una nuova edizione dell’insititutio e nel 1560 l’ultima edizione in lingua francese. Sono gli anni dell’editto di Orléans (sospensione delle persecuzioni nei confornti dei riformati francesi) e degli inizi della prima guerra di religione (1562). <br />Calvino è un grande esempio di cosa sia la trasformazione del vangelo. Il suo ministero è nel modo più chiaro e radicale possibile un appello continuo a tornare a concentrarsi sclusivamente sulla Parola di Dio. Il suo è stato un impegno senza indugi a rinnovare e riformare il cristianesimo, liberandolo dalle superstizioni pseudo cristiane, dai papismi oppressivi, dalle ritualità diaboliche, dalle manipolazioni delle mediazioni ecclesiastiche, dalle cerimonie sfarzose e inutili, da tutte le forme di ideologie (religiose e non) che provano ad offuscare la potenza e l’efficacia del Vangelo di Gesù Cristo. <br />Volle funerali senza sfarzo, senza pompa. Fu sepolto – senza nessuna lapide – nel cimitero comune di Plainpalais, a Ginevra. La sua città, dove per anni ha predicato la <span style="font-weight:bold;">sola Fide, sola Gratia, sola Scriptura, solus Christus , Soli Deo Gloria<span style="font-style:italic;"></span></span>. <br /> <br /><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-8040587628453211461?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-34199608598238950772009-05-01T14:21:00.003+02:002009-05-01T14:57:45.521+02:00BibbiaEcco ... un nuovo modo per avvicinarsi alla Bibbia :-)<br /><br /><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8Uwm6EQ-waE&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8Uwm6EQ-waE&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-3419960859823895077?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-53745520380232821692009-04-25T00:48:00.004+02:002009-04-27T19:36:47.949+02:00IpercristianiChi salirebbe in un autobus dove un solo passeggero vuole imporre la sua destinazione a tutti? Chi vorrebbe pranzare con uno di quei personaggi che - accomodandosi in una tavola bandita per l’occasione – mangiano praticamente tutto quello che trovano, senza lasciare nulla o quasi agli altri? Chi avrebbe voglia di nuotare in una piscina dove poche persone monopolizzano tutte le vasche? <br />Violare le libertà procura un grande fastidio oltre ad essere profondamente ingiusto. E’ quello che capita in Italia; anzi è questo il problema politico-religioso dell’Italia, l’oppressione spirituale e culturale che ricopre il Bel Paese. <br />Siamo un paese affollato da populisti, chierici e manipolatori, camuffati da soggetti democratici che con facilità liquidano la prospettiva di una società civile e libera per ad una sorta di dirigismo morale, una forma di ipercristianesimo ideologizzato difficilmente discutibile. <br />L’Italia di oggi è sempre meno un paese libero poiché i suoi cittadini continuano ad essere ostaggio di una Chiesa potentissima che incalza tutto e tutti, siamo poco liberi perchè sopportiamo una serie di Istituzioni ancora incapaci di pensare e concretizzare alcune delle libertà fondamentali, dove l’abuso è presentato come servizio disinteressato. <br />L’incapacità laica dell’Italia è allo stesso tempo la causa e l’effetto, il segnale ultimo di un inarrestabile declino civile e plurale. Ad iniziare dalla Costituzione che è di fatto viziata nelle sue finalità concordatarie: il Concordato siglato l’11 febbraio 1929 da Pio IX con Benito Mussolini, definito dallo stesso papa «l’uomo della Provvidenza» fu accolto dalla Costituzione repubblicana attraverso l’articolo 7 e nel 1984 il Concordato fu rinnovato dall’accordo tra Craxi e Giovanni Paolo II. Come ricordano numerosi giuristi, oggi il trattamento privilegiato di cui gode il Vaticano non ha più alcun fondamento giuridico, l’articolo 7 era infatti una norma provvisoria e rischia di essere una specie di farmaco scaduto: fa male alla democrazia.<br />Adesso, la vera questione morale risiede probabilmente nella mancanza di cultura laico-plurale nella casta politica e nelle leadership culturali. Un approccio semplicistico, incompetente, continua a permette un certo gigantismo ecclesiastico, una dinamica politica e religiosa truffaldina e monopolistica, una religiosità che tracima dai suoi fori naturali per inondare tutto e tutti. <br />Il vangelo, però, non è così. La differenza che crea non si impone mai con la forza, ma con l’umiltà e la verità, la disciplina e l’amore. Per grazia.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-5374552038023282169?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-43725528829486128812009-04-19T15:23:00.007+02:002009-04-20T00:49:52.831+02:00Terremoti e relazoniI sussulti di una terra diventata improvvisamente matrigna e ostile spaventano e interrogano – oggi come una volta – tutti noi. C’è una profonda <span style="font-style:italic;">asimmetria</span> tra noi e il mondo, e dobbiamo fare i conti con essa. Bisognerebbe provare a capire cosa sia quell’inquietudine che segna tutta la creazione. Come è che la terra – malgrado sismografi precisi e faglie identificate – si ostini a rimanere irrequieta? <br />Nel mondo contemporaneo, c’è chi pensa ai terremoti come segnali ulteriori dell’impossibilità di credere in Dio. Se prima i fenomeni sismici venivano interpretati come manifestazione della collera divina, adesso con i sismografi, la tettonica a zolle e gli studi approfonditi sui fenomeni naturali ... non si dovrebbe che convergere in una posizione <span style="font-style:italic;">naturalmente</span> atea: nessun disegno o progetto ultimo, nulla.<br />Altri – pur di continuare a vivere religiosamente - credono che Dio c’è, solo che Egli con il male non c’entra nulla. Non c’entra con le catastrofi, con i terremoti, con le guerre, con i campi di concentramento, con gli omicidi, con la pena di morte. Dio c’è … ma (evidentemente) si occupa d’altro. E’ l’uomo, con la sua libertà, ad aver messo lo zampino anche nelle catastrofi.<br />Altri ancora pensano che il senso di una catastrofe si riduca ad un bagno di realismo nei confronti della vulnerabilità e delle precarietà umana. Per non parlare di chi si esercita nell’improbabile partita doppia di una semplicistica e offensiva teologia della retribuzione.<br />Anche i cristiani hanno un bel ventaglio interpretativo. Io credo, però, che come cristiani determinati ad onorare il fondamento biblico della propria fede, dovremmo essere molto diffidenti nei confronti delle riduzioni banali e semplicicistiche, di tutti quei rimedi magico-spirituali, quel sentimentalismo romantico-religioso che di fatto spruzza idiozie sul dolore (soprattutto altrui) e anestetizza le responsabilità. <br />Esistono quidni numerose letture. Molte di questi hanno ovviamente pregi e diversi punti di verità; sono tentativi importanti. C’è un approccio, però, sul quale vorrei spendere qualche parola, una lettura intorno al quale si discute poco.<br />E’ l’ approccio che vede nei disastri naturali i segni della ineludibile <span style="font-style:italic;">maledizione<span style="font-weight:bold;"></span></span> divina. La conseguenza della caduta è la maledizione di Dio che si estende su tutta la terra. Abbiamo cioè contagiato con la nostra ribellione e il nostro peccato anche la terra, e queste sono alcune delle conseguenze. La colpa è di tutti noi, anche se – misteriosamente – ad alcune persone particolarmente sfortunate è capitato di vivere nel luogo e nel tempo sbagliato. Il male resta assoluto, e non ha molto senso distinguerlo in “male morale” e “male naturale”. Esegeticamente si deve, però, analizzare Genesi 3,17 (“… il suolo sarà maledetto per causa tua”). La parola ebraica per suolo qui è ‘adamah, e quasi sempre indica il terreno, i luoghi dell’abitare umano. Non sembra riferirsi all’intero pianeta (in questo caso sarebbe stato opportuno il termine ‘eres). Il testo biblico è cioè interessato a segnalare la difficoltà (“spine e rovi”) che l’uomo da allora in poi avrà nel procurarsi le risorse necessarie per vivere. Il mandato a governare responsabilmente si problematizza. E adesso occorrerà combattere con un contesto che pare opporsi all’impegno e all’azione umana. <span style="font-weight:bold;">Un’ermeneutica relazionale</span> è qui opportuna e forse è l’unica sostenibile. Probabilmente la maledizione di Genesi 3,17 si caratterizza per la rottura della relazione uomo-terra, impattando le nostre vita e il nostro lavoro e tutte le relazioni. L’intera postura umana sulla terra si trova così segnata dalla maledizione di Dio (Genesi 5,29). La vanità dalla quale l’intera creazione aspetta la liberazione sarà risolta completamente nella nuova terra e nel nuovo cielo (Apocalisse 21 e 22). La (sola) <span style="font-weight:bold;">lettura ontologica</span> di Genesi 3, implicherebbe invece un cambiamento sostanziale del comportamento terrestre a partire dalla ribellione umana. Prima della caduta, cioè, non ci sarebbero stati terremoti, cataclismi e cose simili. Ma non c’è nessuna evidenza che va in questa direzione. Nessun riferimento, teologico e scientifico, che induca a pensare alla terra come un pianeta perfettamente statico, stazionario, prima delle caduta. Anzi pare che la storia del pianeta terra sia sempre state segnata da numerosi e grandiosi eventi naturali. La terra è un pianeta creato, vivente, dinamico, complesso. È il luogo dove Dio ha deciso di creare gli esseri umani. Non sappiamo molte cose, non ne comprendiamo moltissime altre, ma sembra che debba essere proprio così. <br />Da questo fondamento relazionale dovrebbe dopotutto scaturire un'etica cristiana delle responsabilità che rade al suolo le idolatrie e le mitizzazioni umanocentriche.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-4372552882948612881?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-15069630374842560512009-03-09T00:40:00.005+01:002009-03-09T15:51:32.819+01:00Cristiani senza rete?Dovremmo imparare l’importanza di costruire reti, sviluppare le abilità “ponte”, valorizzare le competenze che connettono e costruiscono. Si tratta di aspetti importanti per il servizio e la missione cristiana. <br />Fino ad adesso, i ministeri sono stati sostenuti spesso da processi di formazione che in primo luogo si sono concentrati sullo sviluppo delle abilità individuali, sulla formazione del capitale umano – si è investito cioè sulle persone. Bene. I percorsi educativi e le risorse individuali sono senza ombra di dubbio elementi centrali nella determinazione di un ministero e di un servizio; mi pare che finora si sia lavorato in questa direzione. <br />Non credo, però, che sia sufficiente.<br />Penso che abbiamo bisogno, come cristiani e come evangelici (cristiani cioè che riconoscono e vivono un rapporto privilegiato e diretto con il Vangelo) di impegnarci nella costruzione di un sostanzioso capitale sociale cristiano cioè, dice Putnam, di quel clima relazionale di fiducia, di appartenenza, di senso civico che permette il buon funzionamento delle istituzioni e di progetti. Il capitale sociale emerge dalle relazioni e fornisce protezione e guida al singolo. Sono infatti le relazioni con gli altri che possono fornirci nuove idee, generare conoscenze e informazioni significative, o solo segnalazioni di opportunità. <br />Il capitale sociale si costruisce quindi sulla fiducia, e questa si sviluppa nel tempo anche in funzione delle relazioni positive che gli individui hanno fra di loro. La fiducia impedisce da un lato l’uso manipolatorio delle relazioni (per un qualche tornaconto personale) e dall’altro facilita il sostegno reciproco. <br />Se il capitale umano è suscettibile di repliche, di iterazioni varie (più o meno riuscite); tutto questo non è possibile per il capitale sociale, per la qualità della rete e la bontà delle sue relazioni. Il capitale sociale è la risorsa distintiva dei movimenti sociali più rilevanti e autentici. Nel XXI secolo lo dovrebbe essere anche per i cristiani. <br />Dopotutto sono le persone, le loro conoscenze, i loro ministeri, le loro connessioni gli <span style="font-style:italic;">asset</span> primari e le fonti del successo organizzativo e dell’impatto di un movimento. E questo vale anche per i movimenti cristiani. <br />Quattro sono le traiettorie che bisognerebbe lavorare.<br />a) <span style="font-weight:bold;">la dimensione</span> delle reti: occorre espandere le connessioni sia con gli “interni” (le persone con le quali abbiamo maggiori affinità) sia con gli “esterni”. E l’espansione deve essere coraggiosa e può prendere molte forme (partecipazione ad eventi, mantenere contatti, impegno professionalizzante ecc.);<br />b) <span style="font-weight:bold;">l’intensità</span> delle relazioni nella rete sociale. L’intensità si misura dal grado di intimità, dalla frequenza del contatto, dell’investimento emotivo di una relazione. Non tutte le relazioni possono (o devono) avere lo stesso grado di intensità, anzi una loro molteplicità è auspicabile; tutte, però, devono essere (biblicamente) autentiche.<br />c) il <span style="font-weight:bold;">modello relazionale</span> da adottare, deve senza dubbio essere segnato dall’integrità, dalla trasparenza e dalla correttezza. Senza queste cose le relazioni non saranno mai responsabili, ma sempre superficiali, opportunistiche e fluide. <br />d) le <span style="font-weight:bold;">risorse da valorizzare</span>, è un sana ricognizione e valorizzazione della pluralità dei talenti e delle vocazioni che ci circondano. <br />Il capitale sociale dei cristiani dovrebbe trovare le sue solide radici nelle diverse comunità, e poi crescere per il bene di tutti, senza fobie di persecuzione o ansie manipolatorie. <br />Cambierebbero diverse cose, anche per il nostro Paese.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-1506963037484256051?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-13621422559537044602009-03-06T00:10:00.004+01:002009-03-06T00:26:27.471+01:00La specieNel 1959<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Martyn_Lloyd-Jones"> Martin Llyod Jones</a> espone una serie di sermoni sul risveglio. Una di queste esposizioni era su Marco 9, dove viene raccontato come Gesù, di ritorno dal monte dove si era appena verificata la trasfigurazione, trova i suoi discepoli indaffarati e inefficaci nell’esorcizzare un demone, tentando di liberare un giovane ragazzo dalla schiavitù del male.<br />Perché non riusciamo? – chiedono i discepoli – perche per questa <span style="font-style:italic;">specie</span> occorre la preghiera – risponde Gesù (Marco 9:28-29).<br />Scrive M. Llyod Jones<br /><blockquote>In questo ragazzo vedo il mondo contemporaneo. Nei discepoli vedo la chiesa cristiana. Noto però una grande differenza tra oggi e due secoli fa. Allora le persone si trovavano in uno stato di apatia, erano come addormentate. Non si negavano le verità del cristianesimo .. anche perché le persone non si preoccupavano più di tanto della fede cristiana. <br />Non è più così. Questa <span style="font-style:italic;">specie</span> è diversa. La maggior parte crede in Dio, nella religione, ha una qualche idea di salvezza … il problema non è neanche l’immoralità. La nostra è diventata una società amorale o non-morale. La stessa categoria della moralità non è riconosciuta. <br /></blockquote><br />I discepoli avevano – di solito - una buona energia, un buon potere. Tutto questo però non è efficace per liberare il ragazzo. <br />Ci sono demoni troppo forti per essere trattati con strumenti ordinari, troppo potenti per continuare ad agire nella normalità dei nostri ministeri. A volte occorre qualcosa di diverso, di più. <br />Anche la specie post cristiana, il miscuglio tra religione e cultura nazionale, tra superstizione e paganesismo, tra misticismo e principi etici astratti ... è una specie molto difficile. Ci vorrebbe qualcosa di speciale. <br />Infatti l’occidente è nuovamente luogo di missione, di annuncio e di trasformazione. Anche l’Italia; la cattolicissima Italia.<br />Forse non possiamo più dirci cristiani perchè non lo siamo (più).<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-1362142255953704460?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-35438703570296000962009-03-02T00:29:00.003+01:002009-03-02T00:36:11.940+01:00ConsumatiE' grazie alle dinamiche proprie della globalizzazione che la colonizzazione del postmoderno sembra aver successo. Lo stile e l’ideologia di fondo vengono così riprodotte via quelle che George Ritzer chiama “le cattedrali del consumo”: la nuova visione del mondo che caratterizza il tempo libero e l’intrattenimento, il consumo e l’arte, come espressione di autonomia, localismo e a volte populismo. <br />I modelli esistenti sono rifiutati e le stesse gerarchie sociali sono messe profondamente in discussione. La stabilità delle identità e delle prospettive non è più un valore. e alla fine, la molteplicità delle esperienze umane e la decentralizzazione della vita, sembra non far altro che agevolare nuovi modi di consumo. <br />La sensibilità postmoderna non crede più nella grande storia dell’umanità … preferisce le storielle e le cronache degli individui e delle comunità. Solo che anche le piccole storie possono rivelarsi oppressive e idolatriche come le precedenti. Nell’implosione del sé, nel relativismo del giudizio e delle verità, l’uomo postmoderno è spesso abbandonato alla tirannia di se stesso e/o della sua comunità, alla irriducibile malleabilità della sua vita e delle sue prospettive. Nuove configurazioni devono continuamente caratterizzare l’esistenza umana. Non importa se bisogna percorrere la via del consumismo per costruirsi un’identità o se questa è realizzabile nella terapia psicologica, nella variazioni (o irrigidimenti) identitarie, nelle sperimentazioni della sessualità, nelle tecniche New Age o nella comunicazione virtuale: si rimane comunque alienati, separati, distanti e disconnessi. <br />Non a caso, negli ultimi anni, numerosi lavori celebrano la dimensione della diversità, ricercano nuove sperimentazioni, propongono estetiche non convenzionali ed etiche non usuali, anzi a volte addirittura sovversive. È la cultura del consumo che fa diventare ogni cosa (dalle relazioni alla fede, dall’intimità all’arte, dalla scienza alla vita) un prodotto da consumare a beneficio assoluto dell’individuo.<br />In molti modi si registra il trionfo della <span style="font-style:italic;">self-spirituality</span>, di una spiritualità potenzialmente senza frontiere e senza strutture organizzate alle quali una persona può liberamente aderire senza votarsi completamente a nessuna causa. Certezze sembrano non essercene più. E le voragini che si aprono si trasformano sempre più in teatri di rovina dove provano a sorgere esperienze individuali delle quali nessuno conosce il futuro.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-3543870357029600096?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-50484644911439537622009-02-11T13:08:00.000+01:002009-02-11T13:10:12.148+01:00La pesante eredità del ConcordatoLA PESANTE EREDITA' DEL CONCORDATO<br />Una dichiarazione dell'Alleanza Evangelica Italiana<br /><br />L'11 febbraio 2009 il concordato tra chiesa cattolica e lo Stato<br />italiano compie 80 anni. Si tratta di un anniversario pesante, che<br />segnala il consolidamento di un cristianesimo funzionale più che<br />ufficiale, protetto da innumerevoli status ecclesiastici e da<br />privilegi legali.<br /><br />L'AEI ricorda (a 80 anni dalla firma) che l'asimmetria legale e in<br />parte costituzionale a favore di una confessione religiosa ha<br />favorito nel tempo la formazione di una identità religiosa che - pur<br />se numericamente maggioritaria - si è rivelata spesso corrosiva delle<br />libertà e dei diritti delle minoranze, oltre ad essere ostativa nei<br />confronti di una manifestazione reale della pluralità religiosa,<br />sociale e culturale.<br /><br />L'AEI considera complessivamente ambigua la scelta di favorire una<br />religione concordataria e avverte il rischio della confusione che si è<br />realizzata tra nazione e cattolicesimo, tra un tipo di fede e la<br />cultura popolare, fatto questo inibitore per molti versi degli sforzi<br />cristiani e missionari più autentici. Inoltre il concordato (e il suo<br />utilizzo) si è di fatto declinato come sistema di relazioni - patti e<br />partnership, giochi di poteri e mosse opportunistiche - creando negli<br />anni gravi e pericolose distorsioni nella prassi e nella governance<br />democratica del Paese.<br /><br />L'AEI valuta come ingiusto e non più sostenibile il tentativo<br />concordatario di gestire le pluralità e la libertà religiosa come<br />esercizio collusivo e di fatto monopolistico.<br /><br />Per questi motivi, l'AEI:<br /><br />Invita le forze politiche e le Istituzioni democratiche e civili ad<br />impegnarsi per una profonda revisione della legislazione vigente<br />nell'ambito delle libertà di culto.<br /><br />Chiede che siano definitivamente abrogati i residui di legislazione<br />fascista sui "culti ammessi" che discriminano le minoranze religiose.<br />In uno stato democratico non ci possono essere "culti ammessi", ma a<br />tutti deve venire riconosciuta la piena libertà religiosa.<br /><br />Invita i credenti, i leader e tutte le comunità cristiane a pregare e<br />agire per uscire dalla cattività del privilegio e dell'ingiustizia.<br /><br />Incoraggia tutti ad una coraggiosa (e profetica) partecipazione civile<br />e politica per il bene della nazione intera.<br /><br />Sollecita la partecipazione massiccia al Raduno per la libertà<br />religiosa indetto per il 20 giugno 2009 a Roma, per difendere e<br />promuovere la libertà religiosa<br /><br />Roma 11 febbraio 2009<br /><br /><br /><br />Alleanza Evangelica Italiana<br />Vc. S.Agata 20<br />00153 ROMA<br />www.alleanzaevangelica.org<br />ufficio.stampa@alleanzaevangelica.org<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-5048464491143953762?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-41138656477652099092009-02-09T00:34:00.002+01:002009-02-09T00:38:46.668+01:00Partecipazione criticaQuale dovrebbe essere l’atteggiamento cristiano nelle varie situazioni, nei vari contesti? <br />Da un lato la postura cristiana dovrebbe essere positiva, serenamente disposta a godere della buona creazione di Dio. Viviamo in una certa situazione, abitiamo il nostro territorio, siamo attivi nelle reti sociali di cui scegliamo (o che ereditiamo) di far parte, impariamo molte cose da tutto quello che ci circonda, godiamo del progresso e dell’evoluzione tecnologica, apprezziamo realmente i vari elementi della bella, dinamica e maestosa realtà di Dio. Questi sono i benefici della <span style="font-style:italic;">grazia comune</span>, privilegi che possono segnare positivamente le nostre esistenze, oltre ad offrirci un orizzonte e una direzione vocazionale. <br />Dall’altro lato, però, deve esistere anche un posizionamento più avvertito, antitetico, critico. Spesso siamo scomodi nel contesto culturale-sociale-economico dove ci troviamo e – quasi sempre – siamo chiamati a sfidare l’idolatria che deturpa e rovina i progetti di Dio, la sua creazione e lo stesso genere umano. Siamo dissidenti, in un senso il cristiano è profondamente sovversivo. Critici e ostativi verso tutto quello che agevola la violenta e rovinosa diffusione del peccato. <br /><br />Ci sono quindi due aspetti nell’impegno cristiano: partecipazione e opposizione, solidarietà e separazione, impegno e dissenso. <br />Questa è anche la cornice biblica (per esempio si vedano Genesi 1:26-28 a Romani 12:1-2, Giovanni 17 e 1 Pietro 2). <br /><span style="font-style:italic;">Pro e contra mundum</span>, contemporanemanete.<br />I due poli sono inseparabili. Lasciarsi attrarre solamente dal attrattore della “positività” significa rischiare il sincretismo, l’indebolimento di ogni sana identità, la corruzione della fede cristiana, ricercare una forma di eutanasia spirituale. Lasciarsi attrarre completamente dal polo “critico” comporta rischi non meno pericolosi e distruttivi. L’irrilevanza, la formazione di ghetti socio-religiosi, la celebrazione di subculture viziose che si illudono di sopravvivere fuggendo dal mondo o ignorandolo. Si tratta di un accanimento neo-fondamentalista che si riproduce con facilità.<br />L’equilibrio è ancora una volta risolutivo e trasformazionale. La postura cristiana, se vuole essere biblica e contemporanea, non può che caratterizzarsi per una sostanziosa <span style="font-weight:bold;">partecipazione critica</span>. E non è poco.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-4113865647765209909?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-26251648663630711992009-02-03T00:57:00.005+01:002009-02-03T14:03:38.747+01:00Villaggio<blockquote>Ricordo diversi anni fa di aver visitato una chiesa in incognito. Mi sono seduto nelle ultime file … dove di solito si mette chi vuole dormire. Non voglio dirvi di quale chiesa si tratti e non credo che riuscirete ad identificarla facilmente; si trova infatti distante diverse miglia da qui. Arriva il tempo della preghiera, guidato da un fratello laico: il pastore è infatti in vacanza. Ecco che il fratello inizia a pregare e per prima cosa prega affinché la vacanza del pastore sia buona. Ottimo, biblico: i pastori hanno diritto a delle buone vacanze. Poi prega per una signora, membro di chiesa, che dovrebbe partorire presto. Bene, biblico anche questo. Infine prega per una signora malata. Giusto, Ok. Tutto qui. Venti secondi o poco più. E io mi sono detto … questa è una chiesa del villaggio con un (piccolo) Dio del villaggio. Non hanno nessun interesse per il mondo di fuori. Nessuna attenzione per i poveri, per gli oppressi, per gli immigrati, per le guerre e i conflitti, per l’evangelizzazione del mondo, per la missione globale … [John Stott] </blockquote><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-2625164866363071199?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-72478131626254649072009-02-01T00:44:00.005+01:002009-02-01T00:54:18.167+01:00Ancora libertà<meta name="Generator" content="Microsoft Word 12"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 12"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CUsers%5Cgret%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><link rel="themeData" href="file:///C:%5CUsers%5Cgret%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_themedata.thmx"><link rel="colorSchemeMapping" href="file:///C:%5CUsers%5Cgret%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_colorschememapping.xml"><!--[if gte mso 9]><xml> <w:worddocument> <w:view>Normal</w:View> <w:zoom>0</w:Zoom> <w:trackmoves/> <w:trackformatting/> <w:hyphenationzone>14</w:HyphenationZone> <w:punctuationkerning/> <w:validateagainstschemas/> <w:saveifxmlinvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:ignoremixedcontent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:alwaysshowplaceholdertext>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:donotpromoteqf/> <w:lidthemeother>IT</w:LidThemeOther> <w:lidthemeasian>X-NONE</w:LidThemeAsian> <w:lidthemecomplexscript>X-NONE</w:LidThemeComplexScript> <w:compatibility> <w:breakwrappedtables/> <w:snaptogridincell/> <w:wraptextwithpunct/> <w:useasianbreakrules/> <w:dontgrowautofit/> <w:splitpgbreakandparamark/> <w:dontvertaligncellwithsp/> <w:dontbreakconstrainedforcedtables/> <w:dontvertalignintxbx/> <w:word11kerningpairs/> <w:cachedcolbalance/> </w:Compatibility> <w:browserlevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> <m:mathpr> <m:mathfont val="Cambria Math"> <m:brkbin val="before"> <m:brkbinsub val="&#45;-"> <m:smallfrac val="off"> <m:dispdef/> <m:lmargin val="0"> <m:rmargin val="0"> <m:defjc val="centerGroup"> <m:wrapindent val="1440"> <m:intlim val="subSup"> <m:narylim val="undOvr"> </m:mathPr></w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:latentstyles deflockedstate="false" defunhidewhenused="true" defsemihidden="true" defqformat="false" defpriority="99" latentstylecount="267"> <w:lsdexception locked="false" priority="0" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Normal"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="heading 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 7"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 8"> <w:lsdexception locked="false" priority="9" qformat="true" name="heading 9"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 7"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 8"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" name="toc 9"> <w:lsdexception locked="false" priority="35" qformat="true" name="caption"> <w:lsdexception locked="false" priority="10" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Title"> <w:lsdexception locked="false" priority="1" name="Default Paragraph Font"> <w:lsdexception locked="false" priority="11" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtitle"> <w:lsdexception locked="false" priority="22" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Strong"> <w:lsdexception locked="false" priority="20" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Emphasis"> <w:lsdexception locked="false" priority="59" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Table Grid"> <w:lsdexception locked="false" unhidewhenused="false" name="Placeholder Text"> <w:lsdexception locked="false" priority="1" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="No Spacing"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" unhidewhenused="false" name="Revision"> <w:lsdexception locked="false" priority="34" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="List Paragraph"> <w:lsdexception locked="false" priority="29" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Quote"> <w:lsdexception locked="false" priority="30" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Quote"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 1"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 2"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 3"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 4"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 5"> <w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 6"> <w:lsdexception locked="false" priority="19" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Emphasis"> <w:lsdexception locked="false" priority="21" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Emphasis"> <w:lsdexception locked="false" priority="31" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Reference"> <w:lsdexception locked="false" priority="32" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Reference"> <w:lsdexception locked="false" priority="33" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Book Title"> <w:lsdexception locked="false" priority="37" name="Bibliography"> <w:lsdexception locked="false" priority="39" qformat="true" name="TOC Heading"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><style> <!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:"Cambria Math"; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:roman; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1107304683 0 0 159 0;} @font-face {font-family:Calibri; panose-1:2 15 5 2 2 2 4 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:swiss; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-1610611985 1073750139 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-unhide:no; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; margin-top:0cm; margin-right:0cm; margin-bottom:10.0pt; margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-fareast-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-language:EN-US;} .MsoChpDefault {mso-style-type:export-only; mso-default-props:yes; font-size:10.0pt; mso-ansi-font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:10.0pt; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;} @page Section1 {size:612.0pt 792.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:36.0pt; mso-footer-margin:36.0pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> </style><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-theme-font:minor-fareast; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi;} </style> <![endif]--> <p class="MsoNormal">Paul Marshall (studioso evangelico, associato a <span style="font-style: italic;">Freedom House</span>, USA) da diversi anni cura l’importante pubblicazione <i style="">Religious Freedom in the World</i>. Nell’ultima edizione del 2008 diversi studiosi hanno elaborato alcuni descrittori che sintetizzano le dimensioni della libertà religiosa, per poi applicarli all’analisi di un centinaio di Paesi (95% della popolazione mondiale).<span style=""> </span>I più importanti elementi che caratterizzano una condizione di piena libertà <span style=""> </span>sono: <br /></p><p class="MsoNormal">a) il diritto alla libertà di coscienza; <br /></p><p class="MsoNormal">b) la libertà di esercitare il culto; <br /></p><p class="MsoNormal">c) la libertà dei leader religiosi di esercitare le loro prerogative; <br /></p><p class="MsoNormal">d) il diritto all’autodeterminazione delle comunità religiose; <br /></p><p class="MsoNormal">e) la libertà educativa; <br /></p><p class="MsoNormal">f) il diritto e la libertà di partecipare; <br /></p><p class="MsoNormal">g) uguaglianza/non discriminazione/pari opportunità delle comunità religiose e degli individui; <br /></p><p class="MsoNormal">h) la libertà economica e politica; <br /></p><p class="MsoNormal">i) il divieto di esercitare violenza nei confronti dei gruppi religiosi; <br /></p><p class="MsoNormal">l) il diritto alla non discriminazione legale e istituzionale. </p> <span style="line-height: 115%;font-family:&quot;;font-size:11;" >Si tratta di proxy molto chiari ed efficaci, da tenere in considerazione. Dovremmo farlo da cristiani, senza cercare o sostenere privilegi ingiusti e abusi in nome di chissà quale eredità ... <br /> <br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-7247813162625464907?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-52019226896184748862009-01-31T13:22:00.004+01:002009-01-31T14:11:00.745+01:00Libertà religiosa<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SYRNEwWz3XI/AAAAAAAAAKA/_PmgRRCelPc/s1600-h/Corriere+del+Trentino+30+gen+09.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 295px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SYRNEwWz3XI/AAAAAAAAAKA/_PmgRRCelPc/s400/Corriere+del+Trentino+30+gen+09.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297443805789937010" border="0" /></a><br /><br />Dal <span style="font-style: italic;">Corriere del Trentino </span>del 30 gennaio<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-5201922689618474886?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-37753682096147546982009-01-28T00:46:00.003+01:002009-01-28T00:56:58.709+01:00Economia della religione<blockquote>I mercati, intesi in senso economico, ci parlano della produzione e della distribuzione di beni materiali. Ma i bisogni spirituali dell’umanità che si manifestano nelle diverse epoche attraverso le pratiche magiche e religiose non sono meno incalzanti e persistenti di quelli materiali. Il dilemma esistenziale posto dalla vita sulla Terra era reale per il cacciatore primitivo quanto lo è oggi per il programmatore di computer. La religione, nelle sue innumerevoli forme, è sempre stata una forza vincolante per le popolazioni umane, contribuendo alla sopravvivenza<br />dell’uomo. Può l’economia, la scienza del mercato, aiutarci a comprendere quest’ambito del comportamento umano? Riteniamo di sì ...<br />Le ricerche condotte mostrano che l’economia della religione ha poco a che fare con il conteggio del denaro ricavato dalla questua domenicale, ma è molto utile per capire le divisioni politico-religiose. Poiché la religione è un insieme di credenze organizzate e una chiesa è un corpo organizzato di credenti, è naturale utilizzare l’economia – scienza che studia il comportamento degli individui nelle organizzazioni – per comprendere l’evoluzione della religione organizzata.<br /><br />Il cristianesimo odierno è pieno di controversie su questioni di fede e di morale come l’aborto, la ricerca sulle cellule staminali, i diritti dei gay, i diritti delle donne, il sacerdozio femminile e degli omosessuali. Sono aspetti che qui consideriamo come «fattori che spostano» la domanda di particolari forme di cristianesimo, destinati ad avere effetti profondi sulla religione cristiana.<br />Il mercato religioso del cristianesimo è stato dominato per oltre un millennio da un’unica istituzione: la chiesa cattolica. Alla fine, venne sferzato un attacco al monopolio e il mercato venne aperto alla concorrenza.<br /><br />La Riforma protestante fu il tentativo riuscito di entrare i un mercato religioso dominato da un’impresa monopolista. Le Novantacinque tesi affisse nel 1517 da Martin Lutero alla porta della chiesa di Wittenberg furono il fulcro di quella che sarebbe divenuta una battaglia campale per l’ingresso competitivo sul mercato. In termini economici, la reazione dell’impresa dominante a questo attacco alla sua leadership di mercato era prevedibile. La Controriforma accelerò il processo competitivo, che fu caratterizzato da una «differenziazione di prodotto» sotto forma di innovazioni dottrinali e organizzative. La storia si può esaminare con molte lenti. Farne rifrangere la luce attraverso il prisma dell’economia consente di vedere in che modo il cristianesimo si è evoluto per soddisfare i nuovi bisogni dei consumatori/credenti.<br />[Robert B. Ekelund et al. (2008)]</blockquote><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-3775368209614754698?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-60675645963141688422009-01-26T01:16:00.008+01:002009-01-26T11:03:07.847+01:00A-teologia biblica?Ultimamente mi capita di leggere ed incontrare persone che pensano sia corretto proporre, nei confronti del testo biblico, un approccio <span style="font-style:italic;">pre-teologico</span> che si trasforma facilmente in lettura<span style="font-style:italic;"> a-teologica</span>. Come se la contrapposizione tra la “struttura” biblica” e la "sovrastruttura" sistematica fosse sostenibile. <br />Questa dicotomia è semplicemente una sciocchezza.<br /><br />Io non sono un biblista, ma qualunque studioso minimamente interessato alla storia della teologia conosce come una tappa significativa negli studi biblici sia rappresentata dai lavori di Johann P. Gabler che per primo nel 1787 definisce la teologia biblica come la studio di <br /><blockquote>what in fact the biblical writers thought and taught. </blockquote><br />Peccato che Gabler rifiutasse l’autorità biblica … il suo approccio consisteva infatti nel proporre da un lato una descrizione di quello che gli antichi testi proponevano (che ovviamente non poteva essere ancora valido), dall’altro una ricerca di un sistema confessionale che fosse in accordo con le sensibilità contemporanee, <br /><blockquote>in agreement with the deliverances of Reason</blockquote>. <br />Non sono neanche un filosofo, ma anche profani come me si rendono conto di quanto viziato di razionalismo non cristiano fosse il pensiero di Gabler e dei suoi seguaci.<br />Accade così che Gabler non è mai stato a suo agio tra gli evangelici. E tutti i lavori della migliore teologia evangelica che conosco sono concordi nell’affermare come tra teologia biblica e teologia sistematica ci debba essere una fruttuosa <span style="font-weight:bold;">interazione</span>. Ogni altra soluzione è pericolosa e paradossale.<br /><br />Da un lato non è possibile non utilizzare input “sistematici” (o confessionali) nello studio biblico. Come si fa a fare esegesi o teologia biblica (senza che il termine non diventi un ossimoro), se non si parte da una dottrina della rivelazione speciale di Dio e da una convinzione riguardo la divina autorità della Bibbia? Come si fa a capire la profonda omogeneità e coerenza del piano di Dio senza riferirsi alla sovranità di Dio e all’unità del piano di Dio e della Sua redenzione? Le convinzioni (teologiche e filosofiche) piuttosto che costantemente dibattute sono semplicemente presupposte. La stessa a-teologia è una prospettiva fortemente teologica, confessionale!<br />Dall’altro lato l’esegesi e la teologia biblica può fornire un aiuto validissimo alla teologia sistematica. Basti pensare alla centralità della dimensione storica che la teologia biblica costantemente richiama, alla necessità di fondare esegeticamente le proprie convinzioni ed eventualmente ridiscuterle, allo studio di come già nelle Scritture sia presente un processo di sistematizzazione (la teologia paolina o la lettera agli Ebrei, per fare qualche esempio). <br />Probabilmente, l’idea della contrapposizione e della indipendenza tra teologia biblica e teologia sistematica è generata da un triplice pregiudizio:<br />a) dal fascino che esercita una certa metodologia “scientifica” e neutrale, una tecnica che – se accolta ed assorbita - ci permette di stare sullo stesso tavolo degli studiosi di esegesi e teologia biblica del <span style="font-style:italic;">mainstream</span> accademico e ci fa essere adatti a intraprendere (sopratutto nelle ricadute etiche, ecclesiali e di servizio) movimenti <span style="font-style:italic;">de facto</span> postmoderni;<br />b) dal sospetto e dal fastidio nei confronti della teologia sistematica;<br />c)da una voglia smisurata ad esplorare “le vie che si presentano” mano a mano … con il rischio concreto di ignorare la pienezza dell’autorità della parola di Dio. <br /><br />Un’altra via però è possibile. Ed è quella di una ricca e proficua interazione tra la teologia biblica e la teologia sistematica che permetta a tutte le discipline di comprendere Dio e la sua Parola più chiaramente. Tra l’altro Dio stesso si è rivelato in modo non ambiguo nella storia successiva che le Scritture presentano, raggiungendo il climax ultimo, definitivo, nella rivelazione di Gesù Cristo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-6067564596314168842?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-5890034300623411182009-01-23T00:48:00.005+01:002009-01-23T11:45:17.161+01:0010 tipi di persecuzioneLa libertà religiosa è un problema che riguarda il nostro Paese? Penso di si, anche se ovviamente non è solo un problema italiano e spesso non è neanche percepito come tale (tanto efficace e consolidata è la routine propria del monopolio confessionale nostrano ...). Qui evito di esplicitare tutti i riferimenti legislativi e storici, ma ogni minoranza religiosa (e quindi anche i cristiani evangelici) potrebbe fare un utile esercizio alla <span style="font-style:italic;">shalom</span> pubblica e all'avanzamento del Regno di Dio se si impegnasse ad agire per l'implementazione di tutti quei principi (libertà, laicità, uguaglianza, ....) che se pur presenti nelle più diverse carte costituzionali, rimangono spesso poco più che anagrammi senza senso, quasi mai onorati e/o rispettati. <br />La vera sfida è alla fine quella di lottare fino in fondo per la libertà religiosa di tutti, consapevoli che pur nel forte e netto dissesno sui contenuti, si deve sempre riconoscere all'altro (chiunque e comunque) il diritto alla libertà di religione. di pensiero, di parola, di esercitare il proprio culto ... In poche parole bisogna lottare per un autentico pluralismo, per una responsabile e consapevole differenziazione sociale.<br /><br /><br />Ecco quindi 10 livelli di persecuzione, o forse di corruzione delle libertà ...<br /><br />1) discriminazione sociale;<br /><br />2) discriminazione istituzionale;<br /><br />3) discriminazione occupazionale;<br /><br />4) discriminazione legale;<br /><br />5) soppressione delle attività di missione e di testimonianza;<br /><br />6) proibizione di conversioni al cristianesimo;<br /><br />7) conversioni forzate dal cristianesimo;<br /><br />8) proibizione e soppressione degli incontri comunitari;<br /><br />9) violenza verso gli individui;<br /><br />10) violenza verso le comunità e i gruppi.<br /><br />Mi pare che questi siano utili descrittori (Barnabas Fund, 2006). Certo non tutti e dieci si realizzano contestualmente in ogni tipo di persecuzione, ma alcuni di questi seganalano fortemente la situazione di discriminazione e di ingiustizia che le minoranze (cristiane e non) sperimentano, spesso anche in Italia. <br />Si tratta cioè, per iniziare, di buoni proxy del livello di libertà religiosa. Ce ne sono altri [cfr Paul Marshall (ed.), Freedom in the World, 2008], sociologicamente più precisi, ma da qui si può comuque iniziare a pensare ...<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-589003430062341118?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-12472035085652563672009-01-21T00:10:00.002+01:002009-01-21T16:33:53.231+01:00KachhawaQuesto post è dedicato alla missione del <span style="font-weight:bold;">Kachhwa Christian Hospital</span>, in India. L'ospedale serve la popolazione di 90 villaggi, quasi 150 mila persone. Si occupano di varie cose: dagli aiuti clinici alla prevenzione, dalla cura fisica alla cura spirituale, dallo sviluppo economico-sociale attravero il micro-credito alla formazione e allo sviluppo della leadership, dalla fondazione di nuove comunità cristiane alla riforma delle regole del vivere civile. E' un esempio notevole di cosa significhi "trasformare il mondo con il vangelo". <br />Ecco un bel <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-9167874606848031537">video</a> che presenta (in inglese)la visione e l'azione del centro. <br />Il direttore, dr. Abraham - diventato cristiano per mezzo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Francis_Schaeffer">F. Schaeffer</a> - è oggi un bravo neurologo, oltre ad essere uno dei personaggi chiave del risveglio cristiano in India. Se lo si incontra, però, non si può che rimanere segnati dalla sua umiltà e dall'ampiezza dei suoi orizzonti. Grande lezione!<br /><br /><embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=-9167874606848031537&hl=it&fs=true" style="width:400px;height:326px" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash"> </embed><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-1247203508565256367?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-30774010301717255042009-01-18T01:20:00.004+01:002009-01-18T18:46:49.466+01:00Tutto il creato<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SXNq9tIVHiI/AAAAAAAAAJw/kimqJufYDkw/s1600-h/freedom_of_creation_1597.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SXNq9tIVHiI/AAAAAAAAAJw/kimqJufYDkw/s200/freedom_of_creation_1597.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292691595409563170" /></a><br />Tutto il creato celebra Dio. Il tema della creazione intera che – nella sua globalità - adora il Signroe è diffuso in tutte le Scritture, soprattutto nei Salmi (65:12-13; 69:34; 96:11-12; 98:7-8; 103:22; 148; 150:6; cfr. Isaia 42:10). <br />E’ un dato non da poco, che merita attenzione; non solo perché la sensibilità ecologica è oggi molto presente, ma anche perché ci aiuta a delineare i lineamenti di una prospettiva biblica nei confronti della <span style="font-style:italic;">creazione non umana<span style="font-weight:bold;"></span></span>. Tre punti vanno sottolineati:<br />a) Per iniziare, riconoscere che tutte le creature lodano Dio significa abbracciare una <span style="font-weight:bold;">visione positiva<span style="font-style:italic;"></span></span> della creazione e rifiutare un approccio strumentale e meramente pragmatico nei confronti della natura. Dopotutto la creazione esiste – totalmente - per la gloria di Dio, non per soddisfare gli innumerevoli bisogni umani.<br />b) Poi, ogni creatura ha un valore proprio per Dio e Lo loda semplicemente nell’essere quello che Dio ha voluto che fosse, nel fare quello che Dio le ha dato da fare. <br />c) Inoltre, riconoscere che tutte le creature adorano Dio implica capire come anche noi – in quanto creature – siamo chiamati a fare lo stesso. Questo è sia un forte antidoto contro l’antropocentrismo di matrice cristiana, sia una provocazione apologetica nei confronti di un approccio secolare che pensa di costruire le sue auto-fondazioni. <br /><br />Tutte le creature nell’intera creazione (noi inclusi) non sono altro che una compagine che ha da esprimere chiaramente la <span style="font-weight:bold;">teocentricità <span style="font-style:italic;"></span></span>dell’universo intero – nella diversità e nella pluralità dei compiti più diversi, delle molteplici vocazioni e delle innumevoli responsabilità.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-3077401030171725504?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-44039711083159049772009-01-14T00:16:00.005+01:002009-01-14T17:51:43.166+01:00SecolarizzazioneÈ sempre forte la tentazione di pensare il proprio contesto (tempo, luogo, era …) come qualcosa di particolarmente indicativo, pieno di sfide e di potenzialità. Molti cristiani occidentali, ad esempio, descrivono la cultura contemporanea come (pericolosamente) secolare, di fatto in difficoltà nel risolvere la tensione tra il vivere in un <span style="font-weight:bold;">occidente post-cristiano </span>e capire un <span style="font-weight:bold;">cristianesimo sempre più post-occidentale</span>. Le litanie segnate dall’alienazione delle radici cristiane da tutto il vivere civile rappresentano poi un valido esempio di un atteggiamento sconclusionato e confuso. <br />Ci sono diversi motivi da prendere in considerazione. Innanzitutto cosa sia realmente la “secolarizzazione” forse non lo sa nessuno. Il concetto è spesso poco più di un esercizio accademico segnato dal pregiudizio e dalla pigrizia. Basti pensare all'incapacità di capire l’impatto che un Islam rinvigorito sta avendo nelle città europee, oppure all’esplosione di stili di vita ossessivamente religiosi e confessionalmente atei ... <br />Ammettiamolo: sotto l’ombrello della secolarizzazione ci sono l’ignoranza e l’incompetenza. Così, ad esempio, si continua a sovrapporre la dimensione politica, sociale e religiosa dell’Islam senza riuscire a fare nulla di sostenibile, né a livello di politiche per l’integrazione, né nel senso del confronto culturale ed esistenziale, epistemologico ed etico, che l’annuncio del Vangelo suscita. <br />Probabilmente ha ragione John Milbank, che nel suo bel lavoro <span style="font-style:italic;">Theology and Social Theory: Beyond Secular Reason (1990)</span>, ha provato a smascherare i miti ideologici del pensiero contemporaneo. Occorre essere critici, dice Milbank, verso tutti quei teologi che assimilano teorie e idee di vario tipo non facendo i conti a sufficienza con la centralità delle fonti. Che significa con le <a href="http://www.laparola.net">Sacre Scritture</a>. <br />Ecco quello che manca all’Italia. Un popolo segnato dalla conoscenza delle Scritture, una nazione segnata dalla conoscenza di Dio. Per secoli hanno fatto di tutto per occultare e manipolare, per nascondere e censurare, istituzionalizzare e ammutolire … ma se non si mettono le persone nella condizione di confrontarsi – direttamente e responsabilmente – con il Vangelo di Gesù l’intera costruzione prima o poi imploderà. Per questo sono importanti le battaglie per la laicità e la declericalizzazione, per la libertà e l’autenticità.<br />Dopotutto nessun approccio alla vita e alla cultura (intesa in senso lato) è possibile senza un qualche insieme di assunzioni metafisiche. La trascendenza non si evita, si camuffa. E alla fine si scopre che Dio non è morto, ma è semplicemente diluito (perché lo si vorrebbe innocuo) nel linguaggio della secolarizzazione, della religione civile, della “religione che tiene unita la nazione” (come scrive Mancuso su <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a> del 13 gennaio).<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-4403971108315904977?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-28739246619739273112009-01-09T01:07:00.004+01:002009-01-09T01:15:27.158+01:00TestimonianzeSe provi ad incontrare e ascoltare i cristiani (delle più diverse provenienze), probabilmente arriverai alla mia stessa conclusione: uno dei problemi più seri della vita cristiana è quello della testimonianza. <br /><blockquote>Come faccio - al lavoro, durante l’esercizio dei compiti e delle responsabilità a me affidate – a testimoniare di Dio e di quello che lui ha fatto e fa ancora oggi?<br /></blockquote>Così penso a un gruppo di cristiani che si incontrano per una momento di preghiera. Sono cristiani autentici, vivi, che si vedono con regolarità e impegno, si incoraggiano gli uni e gli altri a testimoniare durante la settimana: Come faccio a usare i miei contatti, le opportunità e le relazioni per dire quello che Gesù ha fatto per me?<br />Sono tutte persone molto care, devote e genuine. Sono fratelli in Cristo che stimo molto. Il problema è semplice: in questo modo una visione biforcuta – sei un uomo di affari ed anche un testimone di Cristo, un cristiano – si consolida e prova a replicare se stessa. <br />La fede cristiana è vista come <span style="font-style:italic;">extra<span style="font-weight:bold;"></span></span>, aggiunge qualcosa al lavoro, ma non ha a che fare con la sostanza, con la struttura e la direzione del lavoro stesso. <br />Esiste una via migliore? Penso di si. <br />E mi piace immaginare un gruppo di cristiani che si incontrano per un momento di preghiera. Cristiani autentici e vivi, genuini, che si incontrano per pregare e per discutere cosa significhi riconoscere la signoria di Cristo nelle procedure che stanno per implementare, nelle scelte che a breve produrranno. <br /> <blockquote>Come posso articolare un business plan, o concludere un affare, o scrivere un contratto, o costruire un bilancio, o incontrarmi con il management in modo da onorare Cristo? Come posso ricercare la giustizia e camminare umilmente davanti al Signore nella mia professione? Come posso essere onesto con il mio lavoro e proclamare il Vangelo? Come faccio a non conformarmi al mondo attuale e, invece, essere io stesso rinnovato ... per trasformare il mondo con il Vangelo?</blockquote><br />È ovvio che la testimonianza verbale ci deve essere. Forse, però, dovrebbe essere un poco meno distante dal loro lavoro e alle loro professioni. Le dissonanze non sono mai positive, e invece oggi più che mai abbiamo bisogno di testimonianze integrali che descrivono con coraggio le motivazioni di ciò che viene fatto, che segnalano la fonte di ispirazione e l’orientamento ultimo, che riescono a mostrare le possenti connessioni che il Vangelo ha prodotto nella vita e nel rispettivo contesto.<br />Chissà! Forse prima o poi ci renderemo conto che il regno di Dio si può ricercare in molti modi … che il suo spettro di azione è veramente globale.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-2873924661973927311?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-58519706712290633022009-01-05T13:06:00.002+01:002009-01-05T13:17:21.063+01:00Nichilismo<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SWH5GJFusWI/AAAAAAAAAJU/c_oFybxT-MQ/s1600-h/zero.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 160px;" src="http://2.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SWH5GJFusWI/AAAAAAAAAJU/c_oFybxT-MQ/s200/zero.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287781321424154978" /></a><br />Fino a poco tempo fa il termine <span style="font-weight:bold;">nichilismo</span> era importante per capire la condizione umana tardo-moderna. Poi è arrivato l’undici settembre e, da allora, più che di nichilismo si parla di <span style="font-style:italic;">terrorismo</span> e di <span style="font-style:italic;">fondamentalismo</span>. Eppure la condizione che il nichilismo descrive rimane rilevante. Esso non è da intendersi come assenza di significato, ma come riconoscimento della pluralità dei significati. Non è la fine della civiltà, ma l’inizio di nuovi paradigmi sociali. Il nichilismo è, dopotutto, la cifra di quello che è oggi contemporaneo, postmoderno. <br />I nichilisti sono, per dirla con le parole di un filosofo, “nullisti che celebrano la morte delle strutture”. Hanno un atteggiamento critico verso tutto: dalle organizzazioni commerciali (multinazionali e aziende locali) alle istituzioni socio-religiose, dall’informazione alla politica. Ogni cosa è messa in dubbio, da tutti. Più che un pericolo o un problema, il nichilismo è la (banale) condizione postmoderna di default (G. Vattimo). Una libertà illusoria, autofaga, intrinsecamente ridicola, che più cerca di essere seria, più diventa assurda e pomposa.<br />Si presentano così esistenze costruite sui paradossi. Così, ad esempio, quando tutti hanno il diritto di parola, tutti finiscono per credere di avere il diritto di essere ascoltati, e quando tutti credono di avere il diritto di essere ascoltati va a finire che nessuno in particolare viene ascoltato (C. Trueman). <br />Che fare? Innanzitutto ridere. Ridere della nostra ridicola complicità nelle assurdità del nichilismo, svelare le contraddizioni del sistema per quelle che sono, deridere e decostruire personalità dall’ego dilatato per l’insensata importanza che si attribuiscono … sovvertire cioè il sistema dall’interno.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-5851970671229063302?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-85771041265895498912009-01-02T00:14:00.000+01:002009-01-02T00:15:47.770+01:00AntitesiL' antitesi emerge da una profonda divisione spirituale che interessa l’intera realtà sociale, ogni tipo di attività umana. È la “continua battaglia tra due principi spirituali che attraversano … l’umanità” (H. Dooyeweerd, <span style="font-style:italic;">Roots of Western Culture</span>, 1979,p. 5 ). Anche le Scritture bibliche ne offrono una diffusa testimonianza, ad esempio:<br /><br />a) nel racconto di Genesi 3, Dio dichiara la sua inimicizia (permanente) tra il serpente e la donna;<br /><br />b) nel libro del Deuteronomio Dio pone davanti agli Israeliti l’opzione tra la via della vita e la via della morte (Deut. 30,15ss; Deut. 28);<br /><br />c) il vangelo di Giovanni registra l’insegnamento di Gesù stesso tra il regno della luce e il regno delle tenebre (Giov. 3:19-21);<br /><br />Si tratta di un conflitto radicale tra direzioni religiose: verso il Dio biblico o verso qualche idolo. Tale direzione non forma solamente la visione del mondo e della vita, non influenza soltanto i comportamenti, ma impatta sull’intera cultura, su tutta la scienza, su ogni struttura economico sociale. <br />L’antitesi non è da intendersi come divisione netta tra cristiani e non cristiani. Anche se, da un lato occorre riconoscerne l'esistenza anche nelle chiese e capire come caratterizza spesso la vita dei credenti e il loro coinvolgimento culturale (di qualunque tipo, anche nella formazione di sotto-culture varie ...); dall’altro, non si può ignorare che esiste una divisione tra la chiesa e il mondo, per il semplice fatto che la fede cristiana si fonda sulla rivelazione di Dio e cristiani sono impegnati a confessare la centralità di Dio in ogni ambito dell’esistenza. <br />Le conseguenze nel riconoscere la realtà dell’antitesi sono molteplici. Alcune però riguardo l’etica sociale e l’impegno pubblico dei cristiani.<br /><br />a) Nell’impegno pubblico i cristiani dovrebbero essere trasparentemente guidati da loro profondo impegno religioso (per il vangelo). La tendenza contemporanea è quella di invitare i credenti di ogni tipo ad abbandonare (o “sospendere”) tutte le argomentazioni morali suggerite dalle identità e dalle convinzioni religiose. Accettare, però, un tale modus operandi (ci ricorderebbe Kuyper) significherebbe aver già perso la battaglia! Accogliere il mito della neutralità e della inevitabilità della secolarizzazione implicherebbe di fatto abbracciare il modello socio-culturale dominante.<br /><br />b) Come agire, allora, nella sfera pubblica? E’ possibile elencare alcuni principi operativi:<br /><br /> i) riconoscere la realtà (inevitabile) del pluralismo confessionale. È questa pluralità che permette alle persone di vivere, pensare e credere in modo diverso. Nella sfera pubblica, poi, il metodo democratico e civile è da salvaguardare, senza mai sopprimere i diritti fondamentali (quali la libertà religiosa);<br /> ii) usare un linguaggio contemporaneo, in grado di comunicare efficacemente i principi cristiani all’esterno delle comunità cristiane. <br /><br />Se ne era accorto anche Agostino:<br /><blockquote>Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amor di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé. Inoltre quella si gloria in sé, questa nel Signore. Quella infatti esige la gloria dagli uomini, per questa la più grande gloria è Dio testimone della coscienza. Quella leva in alto la testa nella sua gloria, questa dice a Dio: Tu sei la mia gloria anche perché levi in alto la mia testa. In quella domina la passione del dominio nei suoi capi e nei popoli che assoggetta, in questa si scambiano servizi nella carità i capi col deliberare e i sudditi con l’obbedire. Quella ama la propria forza nei propri eroi, questa dice al suo Dio: Ti amerò, Signore, mia forza (Civitate Dei Xiv, 28)</blockquote><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-8577104126589549891?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-28280418.post-7471283847006725552008-12-30T01:11:00.011+01:002008-12-31T14:48:57.824+01:00Diritti umani: una prospettiva cristiana<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SVlpkBPAUMI/AAAAAAAAAJA/KNqA2g7u8iU/s1600-h/hr18.JPG"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 158px;" src="http://4.bp.blogspot.com/__4widFsK6s4/SVlpkBPAUMI/AAAAAAAAAJA/KNqA2g7u8iU/s200/hr18.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285371705223565506" /></a><br />Sessant’anni fa le Nazioni Unite approvavano la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Si trattava di un documento non vincolante, frutto di una lunga elaborazione cui parteciparono esponenti di nazioni, culture e confessioni religiose diverse. Dei 58 Stati allora membri delle Nazioni Unite, 50 votarono a favore, 8 si astennero (Arabia Saudita, Sudafrica,il blocco Sovietico). <br />La “Dichiarazione” ha aperto la stagione delle libertà positive ed ha attivato lo sviluppo di un coraggioso costituzionalismo internazionale. <br />Nella “Dichiarazione”, infatti, i diritti delle persone trovano diretto riconoscimento e aprono ad una nuova consapevolezza nei confronti della giustizia, ampiamente intesa. <br />E’ difficile riferirsi alla giustizia solo come relazione con la realtà ordinata, occorrebbe - questa è la vera sfida - pensarla sempre in relazione al <span style="font-style:italic;">bene</span> delle persone. Cosa sia <span style="font-style:italic;">bene</span>, però, non è facilmente o immediatamente individuabile. Esercitandoci nella semplificazione, tra le diverse traiettorie di ricerca è forse possibile individuare una duplice trama. <br />Da un lato, c’è l’approccio conosciuto come <span style="font-weight:bold;">eudemonismo</span>, dove il <span style="font-style:italic;">bene</span> coincide con la felicità, dove le vita vissuta bene si caratterizza da un insieme di azioni che ricercano la soddisfazione per mezzo dell’equanimità.<br />Senza entrare nei dettagli, questa è chiaramente la posizione di Aristotele:<br /><blockquote>... è saggio chi è capace di deliberare. Ma nessuno delibera sulle cose che non possono essere diversamente, né sulle cose che non gli è possibile fare lui stesso. In conclusione, resta che la saggezza sia una disposizione vera, ragionata, disposizione all’azione avente per oggetto ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo. Infatti, il fine della produzione è altro dalla produzione stessa, mentre il fine dell’azione no: l’agire moralmente bene è un fine in se stesso ... Per questo noi pensiamo che Pericle e gli uomini come lui sono saggi, perché sono capaci di vedere ciò che è bene per loro e ciò che è bene per gli uomini in generale; e tale capacità hanno, secondo noi, gli uomini che sanno amministrare una famiglia o uno Stato ... Per conseguenza, la saggezza è necessariamente una disposizione ragionata, vera, disposizione all’azione nel campo dei beni umani ... (<a href="http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiHTML/Aristotele/EticaNicomachea/Etica%20Nicomachea.htm">Etica Nicomachea</a>, VI, 5)</blockquote><br /><br />Dall’altro, c’è l’approccio <span style="font-weight:bold;">agostiniano</span>. Agostino, con la sua elaborazione teologica e filosofica, si pone in forte discontinuità con la tradizione propria dell’eudemonismo ed elabora una teoria dell’amore del prossimo formalmente circoscritta dal riferimento all’amore di Dio. Egli produce di fatto un'imponente verticalizzazione della nozione di ciò che è <span style="font-style:italic;">bene</span>.<br />In tal senso Agostino, ad esempio, scrive:<br /><blockquote>... che cos’è la vita beata se non possedere, mediante la conoscenza, qualcosa di eterno? Eterno infatti è solo ciò di cui si è fermamente convinti che non può essere tolto a chi l’ama; l’eterno poi è lo stesso di possedere e conoscere. L’eternità è la più eccellente di tutte le cose, e perciò non possiamo averla se non per mezzo della facoltà che ci rende superiori, cioè la mente. Ora ciò che si possiede con la mente si ha conoscendolo, e nessun bene è conosciuto perfettamente se non si ama perfettamente. Ma come la mente da sola non può conoscere, così da sola non può amare. L’amore infatti è una tensione e noi vediamo che anche nelle altre parti dell’animo c’è un appetito il quale, se è in accordo con la mente e la ragione, permetterà di contemplare con la mente, in questa pace e tranquillità, ciò che è eterno. L’animo deve quindi amare anche con le altre sue parti questo bene così grande che bisogna conoscere con la mente. E poiché l’oggetto amato configura necessariamente di sé il soggetto che ama, avviene che l’eterno, amato così, renda eterna l’anima. Di conseguenza la vita beata è in definitiva la vita eterna. Ma qual è il bene eterno, che rende eterna l’anima, se non Dio? (Agostino, <a href="http://www.augustinus.it/italiano/ottantatre_questioni/index2.htm">Ottantatre questioni diverse</a>, 35,2)</blockquote><br /> <br />La <span style="font-weight:bold;">prospettiva cristiana, evangelica</span>, però, mi pare debba essere diversa. Se pensiamo al <span style="font-style:italic;">bene</span> come una <span style="font-weight:bold;">vita piena e prospera, soprattutto nella sua dimensione multi-relazionale</span>, dobbiamo recuperare l’orizzonte biblico della <span style="font-weight:bold;">Shalom</span>. Quello che forma il bene della vita, ciò che si ha diritto a ricevere, è quello che l’amore perfetto di un’altra persona - in ultima analisi Dio - desidera per la vita e per la storia dell’uomo. <br />Da qui scaturisce la dignità dell’essere umano, e qui troviamo la fondazione dei diritti dell’uomo. Non sono cioè le nozioni di “umanità condivisa” e di “razionalità” che offrono sostenibilità ai diritti umani (non tutti hanno la possibilità di esercitare funzionalità razionali – capacità - o funzionalità propriamente “umane” ed empatiche). <span style="font-weight:bold;"><br />I diritti umani trovano cioè fondamento in Dio</span> e nel Suo amore (e relazione) con l’essere umano.<br />Questo perché in tutte le Scritture è presente l’invito a rendere a Dio la lode e l’obbedienza che gli sono dovute: Egli, cioè, ha diritto all’obbedienza e alla lode. <br /><blockquote>Date al Signore la gloria dovuta al suo nome (Salmo 96,8)</blockquote><br />È la Sua dignità che fonda il diritto di Dio a ricevere la nostra lode e la nostra obbedienza. Non sempre, però, riusciamo ad onorare questa prospettiva. <br />La storia biblica e umana è segnata da una moltitudine di tradimenti. Sbagliamo molte volte, facciamo del male a Dio. Depriviamo Dio di quello che gli spetta. E la manifestazione più alta del suo diritto è il Suo perdono. <br />Le Scritture, descrivendo Dio come colui che è pronto a perdonare, non fanno altro che ricordarci la centralità dei diritti di Dio, anzi del Suo diritto. <br />L’impatto di questa prospettiva, nella definizione dei diritti umani è enorme. Non riguarda, cioè, solo Dio. <br />Per diversi motivi, eccone due a titolo esemplificativo:<br />a) nel Nuovo Testamento, Gesù stesso recupera questa prospettiva e invita i suoi discepoli ad esercitare il perdono, perché – di fatto – sbagliano gli uni verso gli altri (cioè non danno/fanno agli altri quello che dovrebbero). <br />b) Le Scritture, così come presentano la dignità di Dio, parlano della dignità dell’uomo. Siamo creati ad immagine di Dio, abbiamo una posizione significativa nella gerarchia cosmica (Salmo 8). La dignità umana cambia tutte le modalità di relazione:<br /><blockquote>Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell'uomo sarà sparso dall'uomo, perché Dio ha fatto l'uomo a sua immagine (Genesi 9,6)</blockquote><br />E Gesù dice:<br /><blockquote>Chi è colui tra di voi che, avendo una pecora, se questa cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda e la tiri fuori? Certo un uomo vale molto più di una pecora! (Matteo 12,11-12)</blockquote><br /><br />L’origine dei diritti dell’uomo non è quindi da ricercare tanto nell’individualismo politico del XVII secolo, o nel nominalismo del XIV secolo, quanto nel riconoscere la poderosa influenza che le Scritture ebraiche prima, e cristiane poi, hanno esercitato nel pensiero e nello sviluppo sociale. L’esatta articolazione è caratterizzata da un lungo processo storico non sempre limpido e lineare, ma in ogni caso, tutto ha il suo inizio in Dio e nel suo perdono. <br />Prima delle Scritture, nessun pensatore pagano aveva osato tanto. Certo nell’antichità e nel paganesimo sono presenti importanti riflessioni sulla dignità della vita umana, ma sembra mancare la sensibilità verso quello che oggi indichiamo con dignità dell’<span style="font-style:italic;">essere</span> umano. <br />L’orizzonte biblico è estremamente realistico e la sua eredità è tale da non ignorare i numerosi e dolorosi fallimenti. Malgrado tutto, i cristiani possono ancora dichiarare che tutti hanno pari e uguale dignità: la dignità di essere creati ad immagine di Dio e di essere amati da Dio. Se questi pilastri cedono, probabilmente l’intera impalcatura dei diritti crollerà e la piena del neo-tribalismo troverà ampi canali da percorrere. <br />Però, non disperiamo. Dio ha installato nei nostri cuori un incontrollabile bisogno di conoscerLo e adorarLo e sarà così impossibile evitarLo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28280418-747128384700672555?l=trasformare.blogspot.com'/></div>girizzahttp://www.blogger.com/profile/17295873087275992612noreply@blogger.com0