tag:blogger.com,1999:blog-226037152009-06-12T11:40:55.050+02:00Precari Newsatipici flessibili precari casa reddito mobilità licenziamenti repressione rappresentanza lotta sciopero manifestazione presidio assemblea dibattito contratto rinnovo mayday redditoxtutti precog incontrotempo lavoro non lavoroprecariohttp://www.blogger.com/profile/12487267349800413755noreply@blogger.comBlogger1117125tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-22792227767484302332009-02-28T16:23:00.000+01:002009-02-28T16:24:26.828+01:00Scala/ Ballerini precari non rinnovati, pronti a bloccare recite<h3>Scala/ Ballerini precari non rinnovati, pronti a bloccare recite</h3> <h4 class="subTitle">Dieci i contratti in scadenza: spettacolo oggi slitta di mezz'ora</h4> <span class="nota"></span>Milano, 28 feb. (Apcom) - Ballerini in stato di agitazione, pronti a bloccare le recite alla Scala: la protesta nasce dalla decisione del Teatro di non rinnovare dieci contratti a termine in scadenza a luglio, che venivano rinnovati da anni. La trattativa tra il direttore, il sovrintendente e i sindacati per il rinnovo si è conclusa ieri sera alle 11 senza risultati: il corpo di ballo ha quindi convocato per oggi un'assemblea alle 14,30, facendo slittare di mezz'ora, cioè alle 15, l'inizio dello spettacolo "Coppelia" di oggi. Ma, dicono, è solo l'inizio delle mobilitazioni.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-2279222776748430233?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-74961575777635431162009-02-05T17:06:00.001+01:002009-02-05T17:06:37.181+01:00Reddito minimo garantito: inizia una nuova stagione<strong>05/02/2009 - Lazio - </strong> Maggiori tutele per precari e disoccupati<br />La legge che abbiamo ieri portato in aula, – dichiara Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro e Politiche Sociali della Regione Lazio – costituisce un passaggio importante nella direzione di una nuova idea per le tutele e le garanzie sociali. Ma soprattutto segna un punto di svolta per il governo regionale e per questa maggioranza nelle politiche del Welfare. Di fronte ad uno scenario di grande preoccupazione e insicurezza, sotto la scure della crisi economica e dei licenziamenti di massa, questa legge può rappresentare in prospettiva una risposta a quelle richieste di tutela a cui i tradizionali ed oramai inefficaci ammortizzatori sociali non riescono più a far fronte nel nostro paese. Su questo le risposte del Governo nazionale sono state a dir poco insufficienti. La "social card" infatti, rappresenta più una trovata pubblicitaria che quell'intervento strutturale di riforma degli ammortizzatori sociali che avrebbe dovuto provare a metterli, per una volta, al passo con gli standard dei moderni paesi europei.<br />È quindi molto importante – prosegue Mariani – che sia la Regione Lazio ad intervenire in modo coraggioso in questo conteso. E lo fa con una legge frutto di un lunghissimo percorso di partecipazione con le parti sociali e politiche. L'istituzione nella nostra Regione del Reddito minimo garantito introduce infatti uno strumento in grado di sostenere i redditi di disoccupati e precari. A questi viene corrisposto un sussidio di 5400 euro annui (in forma piena per disoccupati e inoccupati e in misura ridotta per i precari) che abbiano percepito nell'anno precedente alla richiesta del sussidio non più di 7500 euro. L'intervento si compone poi di una serie servizi e di agevolazioni (sull'affitto, sui trasporti, sulle utenze) che i Comuni potranno erogare in relazione alle disponibilità finanziarie, cui contribuirà un apposito fondo regionale, e alle necessità del territorio e della popolazione. Purtroppo il finanziamento della legge, 30 milioni di euro distribuiti in tre anni, è ancora troppo esiguo: è quindi fondamentale che ci sia un impegno da parte della Giunta e della maggioranza affinché nel prossimo assestamento di bilancio venga rifinanziato in modo consistente per consentire al maggior numero possibile di persone di poter usufruire di questo provvedimento.<br />Il rischio di esclusione sociale nel nostro territorio è oggi più che mai alto, – conclude Mariani – il vertiginoso aumento del costo della vita unito a alla contrazione dei salari rischia di impoverire fasce sempre più ampie di popolazione, chi oggi perde lavoro o chi è occupato in modo precario non ha strumenti per poter, da solo, fronteggiare il carovita. In questo contesto vanno ripensati radicalmente gli strumenti di sostegno ai redditi così come in generale vanno rafforzate le politiche sociali e terminato il processo di stabilizzazione dei precari regionali. È solo a partire da una risposta seria e tempestiva a questi problemi che le istituzione potranno riconquistare la fiducia dei cittadini.<br />La politica deve saper “volare alto” e superare l’emergenze con misure di sistema. Il reddito minimo rappresenta proprio questo.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-7496157577763543116?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-23204954571074394682009-02-03T15:34:00.001+01:002009-02-03T15:37:24.808+01:00Onda su onda, il ponte dei precari<a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&id=5107"></a>Il traghetto di collegamento tra Messina e Villa San Giovanni è stato teatro, sabato scorso, della protesta dei ricercatori «invisibili» di Sicilia e Calabria. Un modo creativo per dire che il governo sta buttando a mare la ricerca e per lanciare un S.O.S.<br />- Oh capitan, precari in mezzo al mare...<br />Da molti anni si parla del ponte sullo Stretto per unire la Sicilia al resto dell'Italia. Ieri i precari siciliani e calabresi hanno simbolicamente utilizzato proprio il tratto di mare che divide le due regioni per trovare un punto d'unione nella comune protesta contro il ministro Gelmini. Dapprima un corteo, non molto nutrito ma che certo non è passato inosservato – molti manifestanti avevano al collo una ciambella salvagente – ha attraversato le strade di Messina vicine all’imbarco dei traghetti.<br /><br /><br />«L’Università sta per affondare, S.O.S. ricerca in mare» è stato lo slogan scandito dai manifestanti al momento di imbarcarsi. E così l'iniziativa, partorita dal Coordinamento Precari della Sicilia di Catania e dai Precari Invisibili della Ricerca dell'Università calabrese poco prima di Natale, ha riunito sul ponte del traghetto delle Ferrovie dello Stato circa settanta persone, provenienti dai tre atenei siciliani di Catania, Palermo e Messina e da quelli calabresi di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza. Per questi ultimi il viaggio è stata una vera odissea, data l'impraticabilità della Salerno-Reggio Calabria. Lasciato il pullman a Rosarno, infatti, hanno dovuto raggiungere Messina direttamente in treno. <div>Come sottolinea però Enrico Natalizi, membro dei Precari Invisibili, la questione è troppo importante per non mobilitare perfino un movimento da sempre poco impegnato come quello calabrese: «Questa iniziativa è una cosa positiva anche perché, per la Calabria, significa svegliarsi da un torpore che risale a centinaia di anni. Cominciare a manifestare la nostra capacità di contestazione, quando è necessario, e di proposta quando è opportuno, è una cosa che ci riempie di gioia. Abbiamo voglia di inventare qualcosa di nuovo, con la nostra creatività e originalità da calabresi e da siciliani».</div> <div> </div> <div class="link_underline"><embed src="http://www.youtube.com/v/EUCL0_HNQSY&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"></embed> <div> </div> <div>La manifestazione si è svolta quasi per intero sopra il traghetto. Il poco traffico di un primo pomeriggio assolato e la quasi totale indifferenza dei media non hanno impedito ai manifestanti di portare comunque avanti la loro protesta, con un volantinaggio continuo e partecipato. L'obiettivo centrato con questo incontro, celebrato con un amichevole scambio di regali, deve però essere soltanto il primo passo verso un’unione che dovrebbe essere nazionale. Come spiega Salvatore Garozzo, rappresentante del Coordinamento dei Precari catanesi.</div> <div> </div> <div>«La protesta agisce su due piani, locale e nazionale. Siamo di fronte a tagli sostanziosi e non si intravede nel futuro la possibilità che la ricerca italiana possa andare avanti e raggiungere dei risultati. Questo dovrebbe essere il primo passo per sensibilizzare l’opinione pubblica, partendo dal Sud». </div> <div><br /><embed src="http://www.youtube.com/v/j13sz7298_8&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="344" width="425"></embed> <div> </div> <div>Dopo aver raggiunto Villa S. Giovanni e dopo il ritorno a Messina del traghetto, la manifestazione ha avuto un secondo momento presso la sala Guernica di corso Garibaldi, dove si è tenuta l'Assemblea dei Precari della Ricerca che ha concluso i suoi lavori stilando un documento.</div> </div></div> <a name="commenti"></a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-2320495457107439468?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-79627140648619697802009-02-03T15:33:00.001+01:002009-02-03T15:37:45.861+01:00Provincia, mensile a cento precari<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/basso_piemonte/2009/02/03/1202061490444-provincia-mensile-cento-precari.shtml"></a>Provincia, mensile a cento precari<br />03 febbraio 2009<br /><br /><br />Pacchetto dell’ente locale a sostegno di precari e fasce disagiate: il provvedimento durerà per sei mesi. Incentivi anche per tirocinii formativi. Presentato il bilancio degli interventi della Provincia<br /><br />Un sostegno mensile per un semestre per 100 precari privi di qualsiasi indennità, lavoratori in mobilità non assistita, persone non occupate; l'assunzione di licenziati a compensare il 50 per cento di chi andrà in pensione. Sono i nuovi interventi illustrati ieri dall'assessore Domenico Priora, nel consiglio provinciale dedicato al lavoro e all'occupazione.<br /><br />Un tema di grande attualità, alla luce della crisi internazionale e italiana, che sta producendo effetti anche sul territorio alessandrino. I progetti di palazzo Ghilini per quest'anno sono diversificati. 'Il lavoro per vincere lo svantaggio sociale', destinato a 100 soggetti individuati tra persone con tipologia quali devianza giovanile, disabilità, ex detenuti. Per neo laureati e diplomati, viene riproposto 'Uscire dal guscio': tirocini formativi di tre mesi con borsa lavoro per i giovani e incentivi per le aziende che poi li assumono (sino a 6.300 euro per il contratto a tempo indeterminato, 2 mila per durata non inferiore a un anno). <p>La precedente fase ha registrato 256 tirocini, di cui 123 diventati rapporto di lavoro di almeno 12 mesi o apprendistato, 38 assunzioni a tempo indeterminato. Altri fondi sono destinati alla stabilizzazione di 100 precari e alla ricollocazione di altrettanti lavoratori in cassa integrazione. In una situazione di crisi che mette a rischio in primis i 17 mila precari, la Provincia interviene per estendere gli ammortizzatori sociali a 100 lavoratori con reddito Isee delle rete delle mense, delle scuole materne e dei nidi. Riceveranno un massimo di 500 euro al mese per sei mesi, un sostegno per consentire di affrontare le spese più immediate. «L'ondata di licenziamenti che Confindustria ha stimato per il 2009 in almeno 1.500 unità -– ha aggiunto Priora - potrebbe essere gestita attraverso un patto tra imprenditori, sindacati ed enti pubblici in cui, a fronte del turn-over dei lavoratori che saranno avviati alla pensione nel corso di quest'anno, le imprese si impegnano a riservare una percentuale attorno alla metà delle sostituzioni, e quindi di nuove assunzioni, alle persone che saranno licenziate. La Provincia garantisce la formazione e il progetto di ricollocamento degli espulsi dal processo produttivo».</p><p>Secondo i dati Inps la cassa integrazione ordinaria da gennaio a settembre 2008 è cresciuta del 102,1 per cento con le punte più alte nel tessile, nell'abbigliamento e nella metallurgia, seguiti dal chimico e, più distanziata, dall'edilizia. Per la cassa "straordinaria", crescita del 9 per cento in base ai dati Inps aggiornati a giugno; fonti sindacali indicano la richiesta di 18 aziende e, in deroga, di 10 (4 metalmeccaniche e 6 orafe). Dal 2005 la Provincia anticipa la Cigs, l'importo sinora erogato è stato di 3,227 milioni per 1.080 lavoratori. Quasi uguale la cifra impegnata per la stabilizzazione di 653 precari.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-7962714064861969780?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-48508477166261072682009-02-03T15:31:00.001+01:002009-02-03T15:36:23.859+01:00Sanita': Pescara, presidio precari Asl davanti ospedale<a href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/abruzzo/news/2009-02-03_103307615.html">ANSA.it - Abruzzo - Sanita': Pescara, presidio precari Asl davanti ospedale</a>:<br /><br />2009-02-03 13:41<br />Sanita': Pescara, presidio precari Asl davanti ospedale<br />Proseguira' ad oltranza fino al 13 febbraio<br />(ANSA) - PESCARA, 3 FEB - I precari della Asl di Pescara hanno organizzato un presidio davanti all'ingresso dell'ospedale civile. Chiedono la stabilizzazione ed una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Il presidio, iniziato ieri, proseguira' ad oltranza tutti i giorni, mattina e pomeriggio, sino al prossimo 13 febbraio, quando ci sara' un incontro con il Presidente della Regione, Gianni Chiodi.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-4850847716626107268?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-67655690855565122572008-09-05T10:17:00.002+02:002008-09-05T10:18:38.010+02:00Precarie in 'strip-conferenza' su YouTube per il diritto al lavoro<div id="break"><img src="http://www.rainews24.it/images/eee.gif" /></div> <div id="foto_notizia"> <img class="immagine" src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/youtube3gen2008.jpg" alt="Youtube" /> <div id="didascalia">Youtube</div> </div> <div id="testo"><p>Precarie nude contro i licenziamenti. E' su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=ZIA-GfQQdCg&feature=related">youtube</a> la protesta delle ex centraliniste dell'ospedale di Legano</p> <p>"Venerdi' saro' nuda come tutti i precari, venerdi' saro' nuda come tutte le lavoratrici senza sicurezza, venerdi' saro' nuda perche' nessun Governo mi ha vestito di diritti, venerdi' saro' nuda perche' non ho reddito di cittadinanza, venerdi' saro' nuda come mi ha lasciato la legge Biagi": una dopo l'altra, tutte in kimono, le 11 precarie licenziate dall'ospedale di Legnano tornano su You Tube per lanciare l'invito alla 'strip-conferenza' di domani.<br /><br />L'appuntamento, fissato alle 11 al teatro della Cooperativa di Milano, sara' mandato in diretta, ovviamente web, da c6.tv. Nell'occasione, le precarie che, dopo aver perso il lavoro, tre giorni fa si erano messe all'asta sempre su You Tube, lanceranno uno sciopero generale di tutte le precarie e i precari per il 19 settembre.</p> <p>"Venerdi' mattina sara' possibile vederci senza veli, non abbiamo paura di mettere in gioco i nostri corpi - dichiara Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano - gia' siamo gia' state spogliate dei diritti". Oltre a giornalisti, tv e fotografi, le precarie invitano alla conferenza anche eventuali nuovi datori di lavoro.</p></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-6765569085556512257?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-86000558142876763112008-09-05T10:12:00.002+02:002008-09-05T10:18:57.541+02:00Precaria per sempre<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"><tbody><tr><td colspan="2"><span class="boxocchiello2">5/9/2008</span></td></tr> <tr><td colspan="2" class="catenaccio">La storia di Luisa Prisco, una delle 400 rimaste senza posto a Napoli, dove insegnerà solo chi è di ruolo </td></tr> <tr><td colspan="2" class="sezione">FLAVIA AMABILE</td></tr> <tr><td><img src="http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif" height="4" /></td></tr> <tr><td colspan="2" class="articologirata"><p align="justify"><span style="color: rgb(51, 51, 153);"><strong><img alt="" src="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/admin/immagine.asp?ID_blog=124&ID_file=473" align="middle" border="1" hspace="12" vspace="12" /><br /><br />A Napoli quest’anno i maestri precari restano precari.</strong> Non ce ne è uno che abbia avuto una supplenza annuale: quando pochi giorni fa sono state pubblicate le tabelle con le assegnazioni nelle scuole primarie, c'era da rimanere senza parole: nemmeno un posto, nemmeno mezzo. Precari erano, precari resteranno. Erano 400 nel 2007: avevano avuto un incarico da settembre a giugno ma avevano lavorato. «Ora nulla, tutti e 400 resteremo a casa».<br /><br /><strong>Luisa Prisco è una di loro. </strong>Ha 35 anni, vive a Somma Vesuviana, hinterland napoletano. In dieci anni di precariato è riuscita a mettere al mondo due figli, la prima di 8 anni, il secondo di 2. All’improvviso il suo stipendio si è volatilizzato. «Per fortuna almeno mio marito lavora, ma non è giusto cancellarci così come se non esistessimo. Persino quando si è trattato di fare le ultime correzioni alle liste hanno preferito trasferire chi non era a Napoli, e per i precari ancora una volta nulla».<br /><br /><strong>Luisa e le altre maestre e maestri cancellati</strong> dagli elenchi si rendono conto di non avere speranze e che l’anno prossimo andrà ancora peggio, e fra due anni pure. «Ora arriva il maestro unico: se prima erano tre, ne resta uno. E gli altri due? E’ chiaro che ci saranno sempre meno posti, è chiaro che si andrà verso il blocco delle assunzioni. E io e tutti gli altri che cosa dobbiamo fare? Cambiare lavoro?»<br /><br /><strong>Un’alternativa ci sarebbe,</strong> Luisa lo sa perché già una volta ha fatto le valigie ed è andata a insegnare al nord. Era l’autunno del 2004. «Mia figlia aveva tre anni e mezzo, per fortuna andava all’asilo. Ogni domenica la salutavo e partivo. Lei restava con mia mamma dopo l’asilo, e poi con mio marito quando lui tornava a casa dal lavoro. Non è stato facile sparire così dalla vita di una bambina ancora così piccola. E alla fine i soldi li spendevo tutti per viaggiare e per vivere. Perché sono andata? Perché me lo avevano consigliato: se resti qui, stavolta non hai l’incarico. E così sono partita».<br /><br /><strong>Sarebbe stato più logico trasferirsi tutti</strong> e sperare di diventare di ruolo come hanno fatto buona parte dei nuovi docenti catapultati nelle scuole materne di Napoli. Molte di loro sono donne, giovani, probabilmente senza figli, hanno insegnato nelle scuole del nord quanto bastava per entrare nell’organico definitivo. Quest’anno hanno chiesto il trasferimento e potranno insegnare nelle scuole della loro città. «Anche se hanno molti anni di insegnamento in meno rispetto a me e rispetto a tante altre di noi. Noi non potevamo partire: ma mio marito aveva un lavoro, qui abbiamo la casa, non ce la siamo sentita».<br /><br /><strong>E’ anche così che si diventa precari </strong>e si finisce in una casella vuota. Pensi ai tuoi figli, a tuo marito, fai un po’ di conti e nel frattempo lo Stato, più veloce, ti sconvolge i calcoli e ti toglie lo stipendio. Sono lontani gli Stati Uniti, Sarah Palin, le donne che devono avere ‘pari opportunità, senza eccezioni’. E se in Alaska l’unica differenza fra una hockey mom e un pitbull è il rossetto, a Somma Vesuviana dove l’hockey non è considerato uno degli sport più praticati e il rossetto può diventare un lusso eccessivo, sembra di veder andare in giro solo pitbull sotto forma di mamme in lotta con la vita.<br /><br /><strong>Quest’anno nessuno le aveva avvertite</strong> Lucia e le altre. Si sentivano abbastanza tranquille. «L’anno scorso ho insegnato in una quarta elementare. Matematica, inglese e musica per 22 ore la settimana più altre due di programmazione. Si erano affezionati a me i miei alunni». Ma il distacco, quello almeno, è messo nel conto del maestro precario. Lo sa che deve imparare i nomi di tutti a settembre e dimenticarli a giugno. I problemi iniziano quando il settembre successivo non ha più nomi da imparare.<br /><br /><strong>Luisa ha girato tante scuole dell’hinterland napoletano.</strong> «Ho iniziato in una scuola paritaria ma ci sono restata solo per un anno. Avevo tutti i requisiti per entrare in graduatoria e diventare di ruolo, sono passata alle scuole pubbliche». Ha insegnato ai bambini di Ponticelli, zona ad alto tasso di camorra, dove a maggio per risolvere il problema dei rom hanno pensato bene di dare fuoco al loro campo. Ha insegnato a San Giuseppe Vesuviano e anche a Ischia. «Quando si ha a che fare con classi di questo tipo ci si fa un’esperienza che nessun punteggio potrà mai valutare».<br /><br /><strong>E adesso? </strong>«Potremmo fare ricorso ma passerebbero anni prima di ottenere una sentenza. Qualcuno ci dice che esiste un progetto pubblico da 30 mila euro che permetterebbe a molti di noi di lavorare ma ho grossi dubbi che possa andare in porto. Per ora sto facendo dei tentativi nelle scuole paritarie. Ma chi toglierebbe il posto a qualcuno per darlo a me?».</span></p></td></tr></tbody></table><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-8600055814287676311?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-35961380823353564462008-07-11T16:39:00.001+02:002008-07-11T16:39:43.681+02:00Nel 2010 in Cina ci saranno 797 milioni di lavoratori: il più grande mercato del lavoro al mondo<table width="98%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="2"><tbody><tr style="font-style: italic;"><td colspan="2" class="titolo">Giorgio Mele<br />Per gentile concessione di "Limes, rivista di geopolitica"<br /><br />da Liberazione dell'11 luglio 2008<br /></td> </tr> <tr> <td colspan="2" height="9"><br /></td> </tr> <tr> <td colspan="2" class="articolo"><p align="left">Giorgio Mele<br />Per gentile concessione di "Limes, rivista di geopolitica"<br />Nel 2010 in Cina ci saranno 797 milioni di lavoratori: il più grande mercato del lavoro al mondo. Un mercato con poche regole e pochi diritti, selvaggio e complesso, che sta cambiando drasticamente gli equilibri geopolitici ed economici del pianeta, a cui guardano con at- tenzione, avidità e talvolta con una certa preoccupazione tutte le economie occi- dentali. Fino alla morte di Mao la Cina non aveva un vero mercato del lavoro. Era direttamente il Partito comunista cinese a programmare le assunzioni nei diversi comparti e a stabilire in mancanza di relazioni industriali e contrattuali i trattamenti economici e normativi. Subito dopo la morte di Mao, il gruppo dirigente del Pcc avvia con cautela e determinazione un'apertura alle logiche di mercato.<br />Il processo di riforma dell'economia cinese inizia nel 1978 con la riforma delle aree rurali, cui seguirà nel 1984 quella delle aree urbane. Obiettivo: incentivare una maggiore mobilità del lavoro e superare il monopolio statale dell'allocazione delle risorse al fine di creare per la prima volta un mercato del lavoro meno vincolato, più efficiente e decentrato.<br />Nel 1992, dopo quasi dieci anni di riforme tese a stabilizzare una economia socialista di mercato, il governo si propone di ridefinire gli assi principali dell'economia incoraggiando lo sviluppo di elementi economici diversificati; la creazione di un moderno sistema di impresa per rispondere alle necessità di un'economia di mercato, un sistema di mercato unificato e aperto in tutta la Cina per mettere in collegamento il mercato interno con quello internazionale.<br />Viene inoltre avviata la trasformazione del management per stabilire un controllo complessivo sull'evoluzione del sistema e incoraggiare aree e gruppi di impresa. Al contempo, viene formulato un piano di sicurezza e stabilità sociale sia per i residenti delle aree rurali che per quelli delle aree urbane, così da promuovere sviluppo economico insieme a sicurezza e stabilità sociale. Con queste riforme il sistema socialista di mercato si trasforma completamente, a causa del ruolo assolutamente preponderante assunto dal capitale privato interno e internazionale, pur nel contesto di un saldo controllo pubblico del macrosistema.<br /><br />In questi anni la Cina è diventata il sogno e la meta ideale di ogni capitalista dell'orbe terracqueo, l'Eldorado dove tutto è possibile, in primo luogo arricchimenti e profitti come non se ne vedevano in Occidente dal 1847.<br />Ed è stata corsa spasmodica per accaparrarsi i posti migliori, nei distretti intorno a Shenzhen, nella fascia costiera del Sud-Est o altrove: Nike, Adidas, Mattel, Walt Disney e altre centinaia di migliaia di imprese americane ed europee, comprese quelle di casa nostra.<br />La base su cui si regge questo Eldorado sono le condizioni misere dei lavoratori e della classe operaia cinesi. Tutti gli osservatori e gli analisti sono concordi nell'affermare che il programma di protezione sociale è stato completamente disatteso ed è venuta emergendo una colossale questione sociale fatta di abbandono forzato delle campagne, migrazioni di massa verso le città, bassi salari, sfacciato arbitrio padronale, mancanza di diritti sindacali, sfruttamento della manodopera femminile e di quella infantile. Quanti giocattoli della Disney sono stati costruiti dalle mani martoriate dei bambini cinesi? Per confezionare un paio di Timberland che in Europa costano oltre 150 euro nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Il salario medio si aggira attorno ai 900 yuan al mese per un orario che per i ragazzi può toccare le 15 ore al giorno.<br />Le condizioni di lavoro sono molto pesanti sia nelle imprese pubbliche che in quelle private locali o occidentali. Spesso manca qualsiasi protezione, non vi sono misure adeguate di prevenzione. Infatti il numero degli incidenti sul lavoro è molto elevato. Molti lavoratori vengono dalle campagne e spesso dormono e vivono ammassandosi in 10 o 12 per stanza in edifici di proprietà dell'azienda. Non è raro che per questo «servizio» vedano decurtato il proprio salario mensile del 40%.<br />Le gravose condizioni di lavoro hanno prodotto, a partire dalla fine degli anni Ottanta, una diffusa tensione sociale a cui il governo ha risposto nel tempo con provvedimenti parziali e spesso con la repressione. All'inizio degli anni Novanta, con l'abolizione della quota programmata di assunzioni da parte delle imprese pubbliche scompariva un ammortizzatore sociale che aveva nel passato garantito stabilità, standard retributivi uniformi. Con il decentramento e la progressiva liberalizzazione delle logiche di incontro tra domanda e offerta di lavoro si innescano le prime tensioni sul mercato del lavoro che il governo gestisce con l'introduzione di un primo sussidio di disoccupazione per i lavoratori delle aree urbane.<br /><br />Il governo cinese ha risposto varando una serie di provvedimenti legislativi tesi a regolare i rapporti di lavoro e i contratti collettivi di lavoro. Nel 1992 viene approvata la Trade Union Law, in cui si afferma che le organizzazioni sindacali possono firmare contratti collettivi di lavoro con le direzioni delle aziende. È la prima volta che i contratti collettivi vengono menzionati nella legislazione cinese sul lavoro.<br />Il provvedimento più importante del decennio Novanta è stata la Labour Law del 1994, con cui i contratti collettivi diventano una possibilità reale. Con questo provvedimento si interviene con maggiore precisione sulla natura e sugli obiettivi dei contratti collettivi di lavoro. La legge permette - ma solo nelle aziende con almeno 25 addetti - ai lavoratori e alle imprese di poter siglare contratti collettivi o particolari accordi su salari, orario di lavoro, sicurezza, ferie, salute, assicurazioni e welfare. La legge afferma, anche qui per la prima volta, il carattere pienamente legale dei contratti collettivi, ulteriormente ribadito da una circolare del ministro del Lavoro del dicembre dello stesso anno in cui si indicano le linee guida di implementazione del sistema dei contratti collettivi. La legge stabilisce che i contratti collettivi possono essere siglati da sindacati rappresentativi, ma laddove il sindacato non esiste essi possono essere firmati da rappresentanze scelte dai lavoratori e dalle imprese. Con il successivo documento Regulations on Collective Contracts, emanato dal ministro del Lavoro, viene stabilito che i lavoratori possono eleggere i loro rappresentanti. Se in un'azienda non vi è un sindacato, i lavoratori possono nominare la loro rappresentanza, che deve ottenere il voto favorevole della maggioranza dei lavoratori di quell'azienda.<br />In Cina, ancora oggi, l'unico sindacato riconosciuto per legge è la All China Federation of Trade Union (Acftu), che detiene il monopolio della rappresentanza. Tale monopolio fino alla fine degli anni Ottanta era assoluto e si esercitava nel far rispettare nei luoghi di lavoro le direttive del partito. Dagli inizi degli anni Novanta però, con i processi di privatizzazione, il panorama delle relazioni all'interno alle aziende comincia a diversificarsi e lo sviluppo dei primi veri conflitti sui luoghi di lavoro mette in difficoltà l'Acftu, che nel congresso nazionale dell'ottobre 1993 deve riconsiderare e allargare il proprio ruolo. (...)<br /><br />Subito dopo l'approvazione della Labour Law il ministero e il sindacato affermano priorità differenti. Il principale obiettivo del ministero è promuovere contratti individuali all'interno delle imprese, mente l'Acftu concentra il suo impegno sui contratti collettivi. Questa diversità di intenti non deve far pensare a un conflitto acuto con il governo o con il partito. Come sottolinea il China Labour Bulletin , l'Acftu è sempre stato legato strettamente al Partito comunista ed è credibile che i dirigenti del sindacato abbiano avuto un via libera dal partito prima di impegnarsi per la promozione dei contratti collettivi. Se tale permesso non fosse arrivato la autonoma promozione del sistema di contrattazione collettiva da parte dell'Acftu sarebbe stato seriamente compromesso.<br />Alla fine del 1995 infatti su 2,5 milioni di imprese solo 48.431 hanno sottoscritto un contratto collettivo. Per molte organizzazioni sindacali locali la promozione del sistema di consultazione collettiva «non era qualcosa che potesse essere fatto semplicemente per il desiderio del sindacato (attraverso una spontanea e libera contrattazione); esso richiedeva la stretta collaborazione delle direzioni aziendali, il riconoscimento delle agenzie del governo, un alto livello di supporto dai dipartimenti impegnati nella riforma del sistema, il sostegno e la comprensione dell'opinione pubblica».<br />In alcune aziende le rappresentanze sindacali locali costituiscono gruppi di lavoro composti da lavoratori e funzionari del partito per studiare e promuovere il sistema di contrattazione collettiva. Questi gruppi di lavoro elaborano un modello contrattuale fondato su un processo di concertazione con tutti i soggetti sociali e istituzionali nelle singole aree più che su una genuina e libera dialettica contrattuale aziendale. Ne scaturisce un processo che promuove la contrattazione a partire dall'alto, con uno schema che si applica a cascata a tutte le realtà produttive.<br />Questo è lo schema con cui l'Acftu promuove su larga scala, dopo il 1996, il sistema di contrattazione collettiva. Infatti a partire da quella data i contratti collettivi sono promossi attraverso una concertazione tripartita tra sindacato, ministero del Lavoro e associazione nazionale delle imprese.<br /><br />L'Acftu si decide allora a impegnarsi attivamente nella campagna per l'estensione dei contratti collettivi a partire dalle aziende di Stato. Tuttavia incontra grandi ostacoli, perché proprio in quegli anni il governo mette in atto il programma di privatizzazione di massa delle aziende pubbliche, durante il quale centinaia di migliaia di queste aziende vengono chiuse, fuse, rilevate o liquidate, e milioni di lavoratori vengono licenziati. (...)<br />I contratti collettivi normano, oltre al salario, altri temi specifici del mondo della produzione. Ad esempio i contratti specifici sui diritti delle donne lavoratrici, specialmente nelle imprese di servizio dove c'è la più grande concentrazione di occupazione femminile. I contratti riguardano per lo più i congedi di maternità, esami ginecologici, ma mai casi di molestie sessuali o di sfruttamento. (...)<br /><br />Il giudizio negativo sull'efficacia dei contrati regionali lo si può estendere a quasi tutti gli accordi stipulati in questi anni. Le condizioni delle maestranze nella Repubblica Popolare Cinese rimangono pesanti, salvo alcune nicchie di alcuni comparti dei settori alti della produzione, in cui anche i salari sono notevolmente aumentati. Il processo di sindacalizzazione non ha prodotto ancora un progresso significativo per i lavoratori cinesi né in termini di potere d'acquisto né in termini di diritti.<br />Come sottolinea il China Labour Bulletin condizioni del rapporto tra lavoratori e aziende è come quello nel periodo iniziale della rivoluzione industriale. L'impatto di questa situazione sui diritti e sulle condizioni dei lavoratori è drammatico.<br />Si è perciò avuto in questi anni un considerevole aumento delle proteste operaie con scioperi, cortei, sit-in. È cresciuto il numero delle vertenze rilevate presso i vari Labour Dispute Arbitration Committee (Ldac). Le vertenze e le proteste investono sia le aziende nazionali che quelle con investimenti provenienti da Taiwan e Hong Kong - concentrate nella fascia costiera del Sud-Est - sia le grandi industrie occidentali. La maggioranza dei lavoratori di queste compagnie sono migranti dalle terre più povere e meno sviluppate della Cina che hanno deciso di non sopportare più le drammatiche condizioni in cui erano costretti a vivere. (...)<br />Le proteste aumentano negli anni successivi. Il 2007 è caratterizzato da un incremento considerevole degli scioperi operai, specialmente nella zona del Dogguan.<br />È importante ricordare alcune battaglie sindacali condotte direttamente dall'Acftu con alcuni colossi occidentali, come il braccio di ferro con Wal-Mart, il gigante americano della grande distribuzione, costretto ad accettare l'ingresso dei sindacati nei suoi ipermercati in Cina.<br /><br />Nel quadro piuttosto grigio che abbiamo finora descritto, si è insomma aperto e sviluppato un ciclo di lotte di un certo peso, specie negli ultimi anni. Sicché il governo cinese è stato costretto a dare un segnale di risposta alla crescente insofferenza delle classi lavoratrici. Alla fine del 2005 sono stati innalzati i minimi salariali e nel 2006 è stata approvata una legge che stabilisce l'innalzamento degli standard del welfare nelle aree urbane.<br />Sempre nel 2006 la dirigenza del Partito comunista cinese ha deciso di proporre una nuova legge sui contratti di lavoro che avesse l'obiettivo di migliorare i diritti dei lavoratori. La tutela dei lavoratori rientrava in una correzione di rotta più vasta imposta dal presidente Hu Jintao. Diversamente dal suo predecessore Jiang Zemin, che passava per «americano», Hu Jintao ha manifestato simpatia per una sorta di modello socialdemocratico che si ispira al capitalismo sociale di alcuni paesi europei. In molti discorsi Hu Jintao e il suo premier Wen Jiabao hanno messo l'accento sulla stabilità sociale dello sviluppo. Altre parole d'ordine di questa nuova politica sono la tutela dell'ambiente, la lotta alla corruzione, il riequilibrio della crescita a favore delle zone più arretrate, la costruzione di un Welfare State (pensioni e sanità). (...)<br />La legge è stata approvata nel giugno del 2007 ed è entrata in vigore il 1°gennaio del 2008, accogliendo alcune delle richieste delle grandi corporations occidentali, il cui atteggiamento dimostra quanto sia falsa la loro preoccupazione per i diritti umani, specialmente quando si parla di lavoro e di profitto. Negli ultimi mesi del 2007 molte aziende hanno messo in campo mille espedienti per eludere la nuova normativa: alcune hanno tentato di licenziare e poi riassumere i loro dipendenti che avevano maturato un'anzianità in base alla quale avrebbero potuto avanzare nuovi diritti in forza delle nuove norme.<br />Per i sindacati europei, che in questi anni hanno accresciuto i loro rapporti con il mondo sindacale cinese e sono impegnati direttamente in corsi di sindacalizzazioni in varie aziende a capitale straniero, la legge è formalmente un significativo passo avanti nella legislazione sul diritto del lavoro. Essi sottolineano che la nuova normativa è valida per tutti i luoghi di lavoro, sia pubblici che privati. Ciò potrebbe avviare la regolarizzazione della situazione di milioni di lavoratori, donne e uomini sottoposti a pesante sfruttamento, in primo luogo quei migranti che hanno lasciato la loro terra e coloro che hanno subito l'emarginazione dal ciclo produttivo a causa delle privatizzazioni.<br />Secondo la legge, tutti i lavoratori devono avere un contratto scritto e se un imprenditore si sottrae a questo obbligo qualunque rapporto si intende a tempo indeterminato. I lavoratori possono dimettersi entro 30 giorni e non sono tenuti al preavviso se il loro datore di lavoro è inadempiente nei loro confronti. Si prevedono sanzioni nei confronti dei funzionari che non fanno rispettare le norme sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene in parte scoraggiata la pratica dei contratti a tempo determinato, che possono essere rinnovati solo due volte. Vengono introdotti alcuni limiti ai licenziamenti. Viene rafforzato il ruolo dei sindacati, che devono essere consultati sui regolamenti aziendali, per la conclusione dei contratti, in caso di dismissioni per ragioni economiche. (...)<br />La speranza dei sindacati europei è che questa legge possa aprire un'epoca di allargamento dei diritti per tutti i lavoratori cinesi. Il limite più grande è che ancora non viene riconosciuta la libera dialettica sindacale e la costituzione di altri sindacati, quindi permane il rischio che le cose continuino come negli anni precedenti. Ma da quando la legge è entrata in vigore sono cresciuti i casi di contenzioso e il risultato è stato finora quasi sempre a favore dei lavoratori. È comunque evidente che la gestione di questi conflitti ha bisogno di più democrazia, di un quadro legislativo più avanzato, di una maggiore e più vera dialettica sindacale.</p></td></tr></tbody></table><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-3596138082335356446?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-35035869391060287122008-07-11T16:23:00.000+02:002008-07-11T16:24:57.957+02:00Bologna Sciopero a sorpresa all'inaugurazione del McDonald's della stazione di Bologna<table width="98%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="2"><tbody><tr><td colspan="2" class="titolo">Bologna<br />Sciopero a sorpresa all'inaugurazione del McDonald's della stazione di Bologna</td> </tr> <tr> <td colspan="2" height="9"><br /></td> </tr> <tr> <td colspan="2" class="articolo"><p align="left">Benedetta Aledda<br />Bologna<br />Sciopero a sorpresa all'inaugurazione del McDonald's della stazione di Bologna. Davanti all'esercizio, riaperto ieri dopo una ristrutturazione, hanno protestato tutta la mattina alcune decine di lavoratori. Chi fa il tempo pieno ha iniziato il turno alle 5 del mattino, ha fatto le prime 4 ore e poi, dopo la pausa obbligata (da 2 fino a 4 ore), a sorpresa non si è ripresentato. Si sono fatti notare così i dipendenti di Cigar, la ditta che gestisce tutti i punti di ristorazione della stazione, compreso il fast food, ora riuniti nello stabile sul lato est di piazza Medaglie d'oro. Dopo la rottura delle trattative sindacali, hanno deciso di scioperare su tutte le 23 ore di apertura. «Con la scusa del rinnovo dei locali hanno licenziato 3 magazzinieri e cercano di portarci tutti a fare il part time o ad andarcene», denunciano i lavoratori. «Facevo il magazziniere da 23 anni - racconta uno di loro, 45 anni e un mutuo da pagare - mi hanno licenziato in tronco perché dicono che il magazzino non serve più». «Ora chiederanno a noi di trasportare la merce, perché non può arrivare da sola sui banchi!», protesta una delle banconiere rimaste in servizio; con i colleghi invita i passanti a non consumare al McDonald's.<br />A marzo l'azienda ha aperto una procedura di mobilità per 23 dipendenti full time. «Aggiungendo i tempi determinati, si arriva a 52 persone in meno», chiarisce Giuseppina Cupaiolo della Fisascat-Cisl. Da allora Cigar ha assunto per periodi di 3 o 9 mesi molti dei ragazzi che ieri, insieme ai responsabili, hanno tenuto aperto il McDonald's.<br />«Eravamo disponibili anche a fare il turno continuato», spiega Grazia De Siena, banconista e delegata della Filcams-Cgil, «ma l'azienda ha insistito con il turno spezzato, ha allungato l'apertura da 12 a 23 ore e a molti ha comunicato che dovranno fare anche altre mansioni». E' capitato a una cassiera dei vecchi bar, uscita in lacrime dopo le prime 4 ore di lavoro: «Faccio la cassiera da 28 anni e mi hanno messo all'improvviso a fare le pizze», racconta con gli occhi lucidi. «Vogliono farci sentire a disagio - interviene una collega assunta 33 anni fa - così ci licenziamo e loro assumono i ragazzini con contratti precari». Coi nuovi turni, comunicati pochi giorni fa, tra chi fa il tempo pieno c'è chi entra alle 17 ed esce alle 21, poi stacca e riprende dalle 24 alle 3.<br />Al fast food, invece, ormai sono tutti part time; la metà stranieri, quindi più ricattabili, assunti con contratti a termine e di inserimento quando già Cigar aveva dichiarato gli esuberi. «Questo vuol dire che l'azienda non è in crisi ma che sta approfittando del rinnovo dei locali per ristrutturare il personale», denuncia il consigliere comunale del Prc Roberto Sconciaforni, arrivato a portare solidarietà, come hanno fatto i suoi colleghi dell'Altra Sinistra. «Il sindaco Cofferati deve dire se questo comportamento è compatibile coi progetti di rinnovo della stazione», incalza Sconciaforni.<br />Cgil Cisl Uil di categoria, insieme a Ugl, sono pronte a denunciare l'azienda per comportamento antisindacale.<br /><br /><br />Liberazione 11/07/2008</p></td></tr></tbody></table><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-3503586939106028712?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-61982538681103936162008-06-16T16:53:00.001+02:002008-06-16T16:53:54.626+02:00Precari del Sant'Andrea occupano la direzione generale<div class="titolo" style="margin-top: 5px;"><br /></div> <div id="testo_contenuto"> <p><img src="http://www.dire.it/lib/getfile.php?codimmagine=2956" alt="" align="left" border="2" hspace="10" vspace="10" />ROMA - Dopo il blocco di oggi di via di Grottarossa e l'occupazione della Direzione generale, il Coordinamento dei lavoratori Fantasma del Sant'Andrea fa sapere che lo stato di agitazione non si ferma e annuncia per domani iniziative a sorpresa ("vi stupiremo con effetti speciali"). L'appuntamento è alle 8.30 sul piazzale dell'ospedale.</p> <p>"Sono tre anni che portiamo avanti una lotta dura e faticosa per la stabilizzazione. Abbiamo ottenuto due leggi regionali, una delibera di Giunta, e una del Direttore generale- ricorda il Coordinamento- Ci manca soltanto l'autorizzazione a partire da parte della Regione. Il presidente Marrazzo ha ritirato la delega all'assessore Battaglia e ora sono i suoi uffici a dover dare questa autorizzazione. Non siamo disposti ad aspettare ancora né ad essere ostaggio degli equilibri politici della Regione. Rispettate le leggi! Assunzione dei primi 200 esternalizzati entro giugno come previsto in delibera".</p> <p>16 giugno 2008</p> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-6198253868110393616?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-48830056683994552002008-06-06T15:07:00.001+02:002008-06-06T15:07:49.696+02:00Precari a tempo indeterminato<small><a href="http://www.soldiblog.it/categoria/leggi" title="Vedi tutti gli articoli in Leggi"></a> </small> <p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/precariato2.jpg" class="post" alt="Precariato" align="left" border="0" height="266" width="259" /> Sono sempre meno ma hanno stipendi da fame, si tratta dei lavoratori precari, diminuiti di 20 mila unità nel 2007. 830 mila precari che guadagnano in media 8.800 euro l’anno, questo l’identikit tracciato dall’ultima ricerca dell’Ires-Cgil.<br />Non solo, una gran parte dei lavoratori rimane “intrappolata” nel lavoro atipico: sei precari su dieci per due anni di seguito e oltre il 37% per tre anni (la ricerca prende in considerazione il triennio 2005-2007). “Il dato positivo - ha sottolineato il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni - è che il trend ascendente ha subito un rallentamento. Significa che volendo si può intervenire, come ha fatto con atti concreti il precedente governo, e bisogna continuare ad intervenire. Tuttavia il numero complessivo resta altissimo e rappresenta una anomalia in Europa”.</p> <a name="continua"></a> <a name="more"></a><p> Per precari si intendono quei lavoratori atipici con una collaborazione a reddito esclusivo su cui si è focalizzato il Ministero del Lavoro con una lotta alle false collaborazioni. Un aiuto considerevole alla riduzione del precariato è arrivato anche dall’aumento del contributo pensionistico di 5 punti percentuali rispetto al reddito che ha reso meno conveniente per le aziende il ricorso alle collaborazioni.</p> <p><strong>Identikit del precario</strong><br />Sono giovani ma non troppo i precari di oggi con un’età media di 34 anni e un contratto medio dura circa sette mesi. A livello territoriale la maggiore concentrazione si riscontra in Calabria e nel Lazio, dove sono precari tre parasubordinati su quattro. Per quanto riguarda i redditi, la ricerca evidenzia come per i precari la media si attesti nel 2007 a 8.800 euro l’anno, con un incremento rispetto al 2005 del 4,8%, pari a 405 euro.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-4883005668399455200?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-14499383632907635022008-06-06T15:05:00.000+02:002008-06-06T15:06:28.071+02:00RAI: accordo sui precari<span class="TitleRed">TELEVISIONE</span><br /><br /> <div class="Title" align="left">RAI, ACCORDO SUI PRECARI.<br />CAPPON: «SODDISFATTO»</div> <em>«Dare un futuro certo ai precari Rai è una soddisfazione prima di tutto per l’Azienda. L’aver raggiunto, nell’arco di pochi giorni, due accordi fondamentali con i lavoratori che da tempo collaborano con la Rai (il riferimento è all'accordo firmato con il sindacato giornalisti, ndr) è il risultato migliore che potessimo ottenere in chiusura di mandato ed è un risultato frutto di una strategia attuata sin dall’inizio con determinazione, correttezza e trasparenza».</em><br /> <br />«Dare un futuro certo ai precari Rai è una soddisfazione prima di tutto per l’Azienda. L’aver raggiunto, nell’arco di pochi giorni, due accordi fondamentali con i lavoratori che da tempo collaborano con la Rai è il risultato migliore che potessimo ottenere in chiusura di mandato ed è un risultato frutto di una strategia attuata sin dall’inizio con determinazione, correttezza e trasparenza».<br />É soddisfatto Claudio Cappon, direttore generale della Rai, per l’intesa raggiunta con i sindacati per la stabilizzazione dei lavoratori precari, intesa che giunge a due settimane da quella analoga siglata con le rappresentanze sindacali dei giornalisti. «Sin dall’inizio, il mio obiettivo è stato quello di cessare con la "fabbrica" dei precari, di non illudere nessuno, di essere chiaro con tutti: per questo, da quando sono arrivato, ho chiesto che venissero bloccati i cosiddetti primi utilizzi, quei contratti che andavano solo ad ampliare la platea dei precari, giornalisti e non. Abbiamo chiuso il "rubinetto" che alimentava un sistema destinato a crollare per la sua insostenibilità. Da oggi chi lavora per la Rai, anche a tempo determinato, ha un percorso professionale tracciato e definito e anche l’Azienda sa esattamente ciò a cui andrà incontro in termini di organico», ha aggiunto Cappon. Il Direttore Generale rivendica i due accordi siglati e «il primo concorso per neolaureati tenuto nel 2007 in Rai dopo 10 anni». «Da oggi la Rai è una casa più trasparente, più corretta con i suoi lavoratori e con chi paga il canone. E questo, lasciatemelo dire, grazie anche e soprattutto all’impegno della Direzione Risorse Umane che ha lavorato duramente e coerentemente su un progetto condiviso con la Direzione Generale sin dal primo momento», ha concluso Cappon.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-1449938363290763502?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-7890545653220825262008-06-06T15:04:00.001+02:002008-06-06T15:04:49.307+02:00Anagni: dipendenti videocon bloccano Casilina e Autosole<p align="justify"><b>Cronaca - 06 giugno 2008 12:20<br />Omniroma-ANAGNI, CGIL: DIPENDENTI VIDEOCON BLOCCANO CASILINA E AUTOSOLE</b></p> <p align="justify">(OMNIROMA) Roma, 06 giu - "È in corso uno sciopero dei dipendenti dell'Azienda multinazionale Videocon di Anagni, CHE hanno bloccato la Casilina e l'Autosole. In questo sito sono a rischio licenziamento 1.200 lavoratori (con l'indotto si arriva a 2.000). La proprietà, dopo aver avuto sostegni economici e l'inserimento del sito di Anagni nell'accordo di programma (ed anche finanziamenti dalla Comunità Europea per lo stabilimento della Campania), ora tenta di abbandonare il sito". Lo comunica, in una nota, la Filcem Cgil Roma e Lazio.</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-789054565322082526?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-59121618223484410002008-05-29T20:00:00.001+02:002008-05-29T20:02:13.227+02:00Precari, sempre precari…Se ne parla da così tanto tempo che qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che i precari siano nati con la stessa Rai. Non è proprio così ma la situazione, dopo anni, è lontana dall’essere risolta.<br /><br />Rimane in sospeso (chissà fino a quando) l’infinita questione dei precari Rai. Stiamo parlando di almeno 1.500 lavoratori dei quali la Tv di Stato ha bisogno per realizzare i suoi programmi, nonostante l’enorme “battaglione” di dipendenti a contratto, ben 13.000 circa. I rinnovi contrattuali dei precari Rai ora sono a rischio (ironia della sorte) a causa della nuova legge del Welfare che, tentando di regolarizzare proprio i precari, prevede che i lavoratori siano assunti a titolo definitivo dopo 36 mesi di contratti a termine. Dopo i 36 mesi può esserci solo un ultimo contratto a termine (con accordo delle parti), poi l’assunzione.<br /><br />Secondo i calcoli effettuati, la Rai dovrebbe iniziare ad assumere, applicando la legge, da aprile 2009 all’incirca 1185 lavoratori tra quadri, impiegati e operai che hanno raggiunto i 36 mesi di contratto a termine. Altri 416 dovrebbero raggiungere la meta nella primavera del 2009.<br />Una situazione intricata e dall’esito incerto, perché a quel punto l’azienda tende a non rinnovare i contratti dei precari,<span class="testoMarrone11"> per non doverli assumere, provocando ‘terrore’ in questi ultimi, che magari lavorano per la Rai (e lavorano sul serio) da molti anni. La Rai ha bisogno dei precari per realizzare quotidianamente i suoi programmi ma non può “permettersi di assumerli”, quindi tende al “congelamento” dei contratti o a dare spazio ad altri precari; del resto, senza questi lavoratori (e anche la loro esperienza’!) molti programmi sono a rischio (e questo nonostante le molte migliaia di dipendenti ricordate prima).<br /><br />Un primo risultato è invece stato raggiunto per i giornalisti, che possono probabilmente contare su un sindacato più forte. La Rai in questo caso è addivenuta ad accordi impegnandosi ad assumere in via definitiva circa 160 redattori che fino ad ora hanno avuto contratti a termine; ma le assunzioni saranno graduali e si concluderanno nel 2013. Nel frattempo i 160 avranno ancora dei contratti a termine.<br /><br />Per gli altri precari, nonostante l’incontro dei rappresentanti Rai con i sindacati la soluzione è ancora in stallo. Se ne riparlerà a breve.<br /></span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-5912161822348441000?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-21064394199765242562008-05-13T10:15:00.000+02:002008-05-13T10:16:35.770+02:00La rivolta dei concorrenti dei realityÈ iniziato tutto in Francia, dove lo scorso febbraio 3 ex partecipanti a <strong>Temptation Island </strong>– uno dei tanti reality show che deliziano gli amanti del genere – hanno fatto causa a Glem, il produttore dello show televisivo, sussidiario del broadcaster televisivo francese TF1. <p> </p><form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" id="1273"><img class="mt-image-left" style="float: left;" alt="" src="http://happyhour.corriere.it/tempt2.jpg" height="196" width="250" /></form>Ad animare i concorrenti sono state le pessime <strong>condizioni di lavoro </strong>cui sono stati costretti durante lo spettacolo, spesso obbligati a bere alcolici per amplificare reazioni e comportamenti, privati del sonno e forzati a “stare in scena” 24 ore su 24, in nome del reality e senza retribuzione. I protagonisti di Temptation Island hanno chiesto al tribunale di essere considerati come <em>veri dipendenti</em>, e come tali di poter ricevere uno stipendio per il lavoro svolto. <strong>E la corte ha dato loro ragione</strong>, stabilendo che Glem paghi gli arretrati per la loro prestazione, corrispondenti a circa 27 mila euro. <p>Ovviamente la società ha fatto ricorso in appello, ma l’iniziativa dei 3 concorrenti <a target="_blank" href="http://www.iht.com/articles/2008/05/11/technology/REAL.php"><strong>è stata seguita da altri concorrenti </strong></a><strong>di vari reality francesi</strong> - oltre un centinaio – che si sono rivolti al medesimo avvocato per rivendicare gli stessi diritti. A quanto pare il caso sta avendo <strong>ripercussioni anche a livello internazionale</strong>, dal momento che l’ufficio legale che segue le varie cause è stato contattato da avvocati americani, tedeschi e anche italiani, interessati a difendere questa nuova categoria di lavoratori anche nel proprio Paese.</p> <p>Un portavoce di <strong>Endemol</strong> (produttore, tra gli altri, del Grande Fratello) ha commentato dicendo che in fin dei conti si tratta di un <strong>gioco</strong>, e che chi partecipa accetta di mettere in piazza la propria vita sperando di vincere ma sapendo di poter perdere. Perché mai si lamentano dunque?</p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-2106439419976524256?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-37599143024765941482008-05-12T23:58:00.000+02:002008-05-12T23:59:12.309+02:00Cepu, i precari si ribellano<div id="titolo_big"><br /> </div> <div class="sotto_titolo_big"> <span class="data_news">10-05-2008</span> </div> <div id="news_testo"> <p> Antonio Sciotto </p> <p> Li potremmo prendere a paradigma degli sfruttari italiani, almeno di quelli che hanno passato anni a studiare: alta scolarizzazione, contratto cocoprò, retribuzione di pochi euro l'ora, zero diritti e tutele, mentre intanto il padrone di Cepu e Grandi Scuole - gli istituti che ti promettono la promozione assicurata - macina lauti profitti. I due marchi - molto pubblicizzati, conosciuti in passato anche per gli spot di Alex Del Piero - sono stati fondati da Francesco Polidori: nel 1969 aveva dato vita alla Marcon - casa editrice di materiale didattico per il recupero degli anni scolastici - evolutasi poi in Grandi Scuole nel 1986, a cui nel 1991 si affiancò la Cepu (e tra l'altro nel 1995 il gruppo acquisì la storica Scuola Radio Elettra di Torino). Ebbene, oggi l'azienda di Polidori macina 120 milioni di fatturato annui, ha 120 sedi e 3200 collaboratori a servizio.<br />Tutti lavoratori super-sfruttati, ovviamente: rigorosamente cocoprò (tranne le receptionist, a termine rinnovate ogni anno, con pause di qualche mese), guadagnano circa 11 euro l'ora, ma la «tariffa» riconosciuta per la prestazione è variabile; cambia a seconda delle città, o della materia che insegni (quelle scientifiche, tipo matematica o fisica, possono arrivare anche a 15 euro). Il recupero di Grandi Scuole - riservato agli istituti superiori - vede corsi con 4-7 studenti per classe, tutti tenuti in sede: ma se gli studenti non si presentano, l'ora non ti viene retribuita; lo stesso quando sei malato, e pure da giugno a settembre, quando la scuola è chiusa, e con essa il tuo contratto.<br />La Cepu, che opera con gli universitari, invece offre lezioni individuali, e il meccanismo di pagamento è più «perverso»: un pacchetto di ore per la preparazione all'esame ti viene retribuito 310 euro in tutto, che però ti vengono erogati a tranches (il 40% in ogni caso; il 30% se l'allievo si presenta all'esame; il restante 30% solo se viene promosso; altrimenti, per guadagnarti quel «maledetto» 30%, devi continuare a prepararlo, e lavorare altre ore gratis).<br />A spiegarci le condizioni di lavoro degli insegnanti iper-precari è Simone Vecchi, Nidil Cgil di Bologna, che ha organizzato il primo sciopero Cepu in Italia, limitato per il momento alla sola provincia emiliana. «I lavoratori si sono rivolti a noi perché erano stremati dallo sfruttamento - spiega - A questo punto abbiamo risposto: muoviamoci perché siate regolarizzati, non facciamo una lotta solo per passare da 11 a 13 euro l'ora». Tra l'altro, proprio a Bologna, in una vertenza autorganizzata i precari avevano già ottenuto la retribuzione delle ore non lavorate per il fatto che gli studenti non si presentavano. «Se si è compatti, i risultati si ottengono», conclude Vecchi. E dal sito iprecaridicepu.net, i lavoratori ipotizzano già uno stop nazionale. </p> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-3759914302476594148?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-81036068868699586482008-04-30T14:58:00.001+02:002008-04-30T14:58:58.876+02:00Euromayday 2008<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/40B2FREMd4o&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/40B2FREMd4o&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-8103606886869958648?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-68280087386553317082008-04-06T14:16:00.000+02:002008-04-06T14:17:45.610+02:00Sfruttati in nome di Dio - La ricetta dell’ORP contro precarietà e lavoro nero?! Il licenziamento per chi protesta<p align="center"> <strong>Presidio mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma</strong> </p> <div style="text-align: center;"> <a id="res_100294" href="http://vaticano.noblogs.org/gallery/752/10%20comandamenti.JPG"> <img src="http://vaticano.noblogs.org/gallery/752/previews-med/10%20comandamenti.jpg" border="0" /> </a> </div> <p> L'8 marzo, come è noto [leggi <a href="http://vaticano.noblogs.org/post/2008/03/09/vaticano-precarie-e-sfruttate-in-nome-di-dio-.-le-hostess-dei-bus-turistici">l'articolo su Liberazione</a> e i comunicati Cobas <a href="http://vaticano.noblogs.org/post/2008/03/07/opera-romana-pellegrinaggi-e-assunzioni-di-donne-precarie-e-in-nero">1</a> - <a href="http://vaticano.noblogs.org/post/2008/03/08/8-marzo-presidio-denuncia-contro-roma-cristiana">2</a>], alcune lavoratrici degli Open Bus dell’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) hanno denunciato la condizione di assoluta precarietà nella quale sono costrette ad operare da anni: un rapporto di lavoro mai formalizzato con un contratto, senza nessuna tutela e senza nessun rispetto delle leggi vigenti in materia di rapporti di lavoro.<br /><br />Per tutta risposta, l’O.R.P. anziché regolarizzare tutte le lavoratrici in nero, ha allontanato tutto il personale senza contratto e conferito mandato alla Società di lavoro interinale Quanta (che già fornisce circa 20 lavoratrici) il reperimento di nuovo personale in sostituzione di quello lasciato a casa. La Quanta, da parte sua, ha iniziato a selezionare il personale per l’attività di hostess di bordo, tra cui anche parte di quelle hostess che già lavoravano senza contratto, sottoponendo tutti le “aspiranti” hostess ad una prova scritta e orale di conoscenza della lingua inglese.<br /><br />A prescindere che è altrettanto irregolare per l’O.R.P. gestire il servizio della Roma Cristiana con solo personale in affitto, risulta oltretutto inaccettabile sottoporre il personale che da anni già lavora in nero ad una prova selettiva che, tra le altre cose, è già stata effettuata all’inizio del rapporto di lavoro direttamente dall’Amministratore Delegato dell’O.R.P., Padre Caesar Atuire o altre persone da lui delegate (…o l’O.R.P. vuole sostenere che i milioni di pellegrini venissero accolti dalle “animatrici pastorali” in lingua latina?!).<br /><br />Riteniamo il tentativo di evitare la dovuta regolarizzazione di tutto il personale che ha già operato senza contratto un’inutile provocazione e per questo invitiamo la dirigenza dell’O.R.P. a stabilizzare con un contratto giusto e dignitoso tutte le lavoratrici. In tal senso, sollecitiamo un intervento a sostegno della vertenza delle precarie dell’O.R.P. da parte degli Assessorati competenti del Comune e Provincia di Roma e della Regione Lazio.<br /><br />Da parte nostra continueremo a sostenere il percorso legale e di lotta delle hostess della Roma Cristiana fino alla loro effettiva stabilizzazione.<br /><br /><strong>Sosteniamo tutte e tutti la lotta delle precarie dell’O.R.P. partecipando al presidio che si terrà Mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina (lato libreria Feltrinelli), Roma</strong><br /><br />Roma, 4 aprile 2008 - <a href="http://www.cobas.it/">Cobas del Lavoro Privato</a> (aderente Cobas - Confederazione dei comitati di base)<br />per info: 3496946710 - 06/77591926 </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-6828008738655331708?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-28853001678185104092008-03-30T15:50:00.000+02:002008-03-30T15:51:16.578+02:00Precari di Palermo incontrano Leoluca Orlando<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WXWFGwLh3yc&hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WXWFGwLh3yc&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-2885300167818510409?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-38868964209004427112008-03-20T11:47:00.001+01:002008-03-20T11:47:38.895+01:00EuroMayday Aachen 2008<h1>EuroMayday Aachen 2008: transnational parade of precari@s and migrants</h1> <!-- begin content --> <div class="terms"><a href="http://www.wombles.org.uk/europe"></a><a href="http://www.wombles.org.uk/topics/casualisation"><br /></a></div> <div class="newsimg"><a target="_blank" href="http://euromayday.karlspreis.info/"><img src="http://www.wombles.org.uk/sites/wombles.revolt.org/files/images/euromayday_aachen_2008.thumbnail.jpg" alt="Euromayday 2008" height="200" width="150" /><br />See http://euromayday.karlspreis.info</a></div> <p>from email, 13 March 2008:</p> <h3>Mayday! Mayday! Emergency call from Aachen / Aquisgranum (near Koeln/Cologne) </h3> <p>Info Updates: <a target="_blank" href="http://euromayday.karlspreis.info/">http://euromayday.karlspreis.info</a></p> <p>On the First of May in Aachen / Aken / Aix-la-Chapelle / Aquisgrana / Aquisgrán / Akwizgran / Ahan, ancient carolignian city, Nicolas Sarkozy will present Angela Merkel with the EU Oscar, the Prix Charlemagne. Irony of the calendar, syndicalist MayDay this year coincides with catholic Ascension Day, when the Eurocracy Awards are traditionally handed out.</p> <p>The duo congratulates itself for having finally shielded the EU from the social demands of the people, who scream for an end to free-market theology in europe. The new european diarchy is turning the continent into a police state and would be happy to erase the heretic meaning of MayDay, and the Anarchist and Socialist traditions of europe along with it.</p> <p>This year for MayDay, two worlds clash together: the global movement vs strong-armed governments; grassroots networks and squatted social centers vs EU power; Utopian Society vs Capitalist Market; the radical europe of multitudes vs the conservative Europe of élites.</p> <p>We are gonna spoil the party of the powerful, by raising hell in Aachen and holding our own party: the EuroMayDay Parade, the transeuropean demonstration of all precarious and migrants against workfare, discrimination and border controls held in more than twenty cities.</p> <p>We, the EuroMayDay Network cannot accept that MayDay is turned into the Ascension Day into stardom of the two failing sovereigns of Christian, NATO Europe. We reject Charlemagne as symbol of Europe, just as we denounce the neoliberalism of the Barroso Commission and the monetarism of Trichet's Central Bank.</p> <p>Forced to live in precarious hell, we're going to trash the heaven of EU élites. Don't miss it: shame the twin rulers of Europe, expose their authoritarian arrogance, join the thousands coming to Aachen (close to Cologne) for the strongest protest against the core of europower ever mounted.</p> <p>Show Angie and Sarko what the European movement against neoliberalism and militarism is capable of. Come to the special EuroMayDay Protest+Parade+Party that collectives in Aachen, Liège, Maastricht, and other cities of the region are organizing. Facilities, accommodation and food will be provided to protesters in Aachen in the days immediately before and after the First of May.</p> <p>Activists, artists, hackers, unionists, migrant associations, queer collectives, critical cyclists, media creatives, leftist radicals of all stripes – red, black, green, pink, purple, silver – are coming to Aachen and other EuroMayDay Parades to join the fight.</p> <h3>First of May in Aachen:</h3> <p><b>morning:</b> EuroMayDay PROTESTS nearby Rathaus where Karlspreis is given to Merkel by Sarkozy<br /><b>afternoon:</b> EuroMayDay PARADE starts nearby site of protest<br /><b>evening:</b> MayDay PARTY in public park</p> <p>No Borders, No Workfare, No Precarity.<br />Join Us also in the MayDay Parades in Berlin, Copenhagen, Hamburg,<br />Lisbon, Milano, Malaga, Maribor, Tokyo, and many other cities!</p> <p>EuroMayDay<br />fighting precarity and inequality since 2004</p> <p>See <a target="_blank" href="http://www.euromayday.org/">http://www.euromayday.org</a></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-3886896420900442711?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-54121990215844808952008-03-18T17:42:00.001+01:002008-03-18T17:42:51.091+01:00Precari di Action si "sposano" davanti a casa di Berlusconi a RomaROMA (17 marzo) - Militanti di Action hanno manifestato oggi davanti alla residenza-ufficio di Silvio Berlusconi a Roma mettendo in scena un finto matrimonio per criticare la battuta con cui la settimana scorsa il leader del Pdl aveva esortato una precaria a risolvere ogni problema sposando suo figlio o qualche altro milionario.<br /><br />Un centinaio di persone, poco prima delle 15, ha scortato una coppia in abiti da nuziali davanti a Palazzo Grazioli in via del Plebiscito gettando anche riso contro il portone della residenza di Berlusconi. Prima di essere dispersi dalle forze dell'ordine, ha riferito un testimone, i militanti di Action hanno anche distribuito un volantino su cui è scritto: «Altro che contratto di matrimonio, reddito di cittadinanza subito: tuo figlio non lo sposeremo mai».<br /><br />I manifestanti, «poche decine» secondo la polizia, sono stati identificati. Non è la prima volta che la casa di Berlusconi, viene preso di mira da militanti dell'area della «sinistra antagonista». I «disobbedienti romani» vi scaricarono tre bidoni di letame nel 2003, e nel 2005 la stessa Action, l'agenzia che a Roma si batte per il diritto alla casa, vi improvvisò una manifestazione contro gli sfratti.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-5412199021584480895?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-11660699518343928952008-03-18T17:41:00.000+01:002008-03-18T17:42:11.122+01:00E i precari mettono il voto in vendita<p class="testoArticoloG">ROMA (17 marzo) - «Vendo il mio voto», «Avremo una pensione anche noi?», «Appena laureato e già disoccupato». Sono questi gli slogan scritti su cartelli bianchi da alcuni manifestanti che da qualche giorno «sfilano» per le vie del centro di Roma. Una protesta che approdata anche sul web.<br /><br />Giovedì scorso una quindicina tra uomini e donne, tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni circa, hanno manifestato con vari cartelloni uno dei quali recitava «Metto in vendita il mio voto», per protestare contro la mancanza della prospettiva di un lavoro stabile. Turisti, negozianti e semplici romani di passaggio per via del Corso, via dei Condotti, piazza di Spagna e vie limitrofe si sono imbattuti nella singolare iniziativa spontanea, mostrando curiosità per le rivendicazioni dei ragazzi ed esprimendo, in alcuni casi, la loro solidarietà. Venerdì i manifestanti si sono dati appuntamento in varie zone della Capitale, da quelle più centrali a quelle più periferiche. Al momento non si sa ancora bene a chi o a cosa faccia capo il gruppo di dimostranti. Unico segno di riconoscimento dei ragazzi è una maglietta con la scritta «Votantonio».<br /><br /><br /><br /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=s_ROgVntBOQ" target="_blank">Guarda il video</a><br /><br /><a href="http://video.libero.it/app/play?id=4242308772a6ad0a9c369dc004fc2c25" target="_blank">Guarda il video/2</a></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-1166069951834392895?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-43937922440629895502008-03-10T15:39:00.000+01:002008-03-10T15:40:18.134+01:00Alitalia assume i precari<span class="centro">10/03/2008 - 09:52</span><br /><br /> <span class="corsivo1">Tra i 400 e i 1000, grazie a una delibera della Regione Lazio</span><span class="notizie_testo">Alitalia si appresta a trasformare numerosi contratti a termine in apprendistati, che automaticamente diventeranno poi a tempo indeterminato, grazie alla Regione Lazio, con agevolazioni Ue. E' questa la notizia riportata da alcune fonti di stampa, anche se discorsi sul numero. C'è chi parla di 400 e chi di 1000 precari. Si tratterebbe della regolarizzazione di personale stagionale facente capo ad Az Servizi.<br />Si tratta di una delibera approvata dalla Giunta del Lazio, e riguardante personale come operai di pista, impiegati, ecc. Resta, ovviamente, la perplessità su come il vettore abbia deciso tale mossa a fronte delle sue perdite (anche se, tra i vantaggi delle assunzioni, ci sarebbero dei risparmi sui contributi previsti dalle norme Ue), e di farla proprio ora a un passo dalla vendita.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-4393792244062989550?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-57690992672663004842008-03-10T15:21:00.001+01:002008-03-10T15:31:35.531+01:00Presidio contro precariato Vigili del Fuoco<div style="clear: both;"><img src="http://www.napoli.com/images/pix.gif" height="10" width="1" /></div><div id="bodyText" style="font-size: 10px; line-height: 13px;"><!-- fine tool --> Il COMITATO VIGILI DEL FUOCO DISCONTINUI-PRECARI NAPOLETANI è un'associazione costituita da vigili del fuoco discontinui (ex vigili ausiliari militari e vigili civili) tutti operativi e regolarmente iscritti con decreto del Ministero dell’Interno nell’elenco del Comando provinciale VVF di Napoli.<br /><br />Il Comitato invita tutti i vigili discontinui a partecipare al PRESIDIO CONTRO IL PRECARIATO DI STATO PER L’ASSUNZIONE IMMEDIATA DEI VIGILI DEL FUOCO DISCONTINUI che si terrà lunedì 10 marzo 2008 alle ore 10 in piazza Carità a Napoli.<br /><br />Il Comitato considera la procedura di stabilizzazione del personale precario dei VVF del Ministero dell’Interno (decreto 30 luglio 2007) una manovra discriminatoria nei confronti di tutti i vigili del fuoco discontinui-precari napoletani in quanto i parametri utilizzati ai fini della selezione (eta’ max 37anni, 3 anni di decreto ministeriale e 120 giorni di servizio negli ultimi 5 anni) escludono dal concorso centinaia di vigili discontinui che fino ad oggi hanno prestato e continuano a prestare servizio di precariato (incarichi di 20 giorni) presso il Comando provinciale VVF di Napoli.<br /><br />Questi parametri discriminatori delineati nella procedura di stabilizzazione sono inaccettabili e deve essere adottata dalle autorità competenti in materia un piano specifico per le assunzioni dei vigili discontinui adottando come riferimento la nuova graduatoria costituita presso l’ufficio del personale del Comando provinciale VVF di Napoli secondo i nuovi criteri attualmente utilizzati (figli a carico, disoccupazione, anzianità ) per richiami in servizio del precariato. Sarà nostra premura vigilare su tale graduatoria affinché vengano rispettati tutti i parametri presi in considerazione.<br />Il nostro lavoro precario serve a coprire la carenza cronica del personale permanente del Comando provinciale VVF di Napoli che con l’impiego dei vigili discontinui durante tutto l’anno con difficoltà riesce a coprire al minimo il funzionamento del Soccorso tecnico urgente ai cittadini.<br /><br />Se i vigili del fuoco discontinui sono idonei durante tutto l’anno a svolgere il servizio d’istituto (soccorso ai cittadini) da precari non vediamo il motivo per cui ci debba essere una selezione nel processo di stabilizzazione essendo tutti già operativi, considerando anche il fatto che esiste una carenza di organico a livello nazionale di circa 15mila unità per il raggiungimento minimo degli standard europei. E’ chiaro che una volta avviato il processo di stabilizzazione siamo favorevoli affinché i vigili discontinui siano inviati a Roma per il superamento del corso obbligatorio di aggiornamento e formazione professionale. Siamo i primi ad attenerci alla sicurezza sul lavoro!!!<br />Alla luce di tale analisi il potenziamento del Corpo nazionale deve avvenire in primo luogo assorbendo il precariato costituito dai vigili discontinui che aspirano a diventare permanenti e soltanto dopo questa fase attraverso il bando di un nuovo concorso pubblico.<br /><br />La nuova stabilizzazione dovrà dunque avvenire prendendo in considerazione le necessità di organico dei singoli Comandi provinciali e le assunzioni ribadiamo dovranno essere fatte attraverso le graduatorie provinciali esistenti NON quelle nazionali in quanto queste garantiscono l’assunzione solo di vigili che hanno più giorni di servizio essendo arruolati nei Comandi del Nord Italia che garantiscono richiami enormemente superiori rispetto a quelli del Sud.<br /><br />Il COMITATO dunque porterà avanti la lotta per l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di tutti i vigili del fuoco discontinui-precari del Comando provinciale VVF di Napoli. Noi siamo per l’unità di tutti i discontinui che intendono perseguire questo obiettivo.<br />Noi amiamo il lavoro di vigili del fuoco ma siamo stanchi di essere dei vigili del fuoco precari, dei vigili del fuoco di serie C, vogliamo diventare PERMANENTI !!!<br />Basta col PRECARIATO di Stato, abbiamo diritto ad un LAVORO STABILE!!!<br /><br /><p><!-- ISI_LISTEN_STOP --> </p> <div style="clear: both;"><img src="http://www.napoli.com/images/pix.gif" height="3" width="1" /></div> <div class="firma">10/3/2008</div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-5769099267266300484?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com21tag:blogger.com,1999:blog-22603715.post-61994474402995663052008-02-25T16:10:00.001+01:002008-02-25T16:10:40.250+01:00Lavoro: veterinari precari chiedono stabilizzazione<table class="content_table" border="0" cellpadding="2" cellspacing="0"><tbody><tr><td class="section_data" bgcolor="#f9f9f9"><span class="tria"> </span>2008-02-25 13:48</td> </tr> <tr> <td class="content_title_primopiano" bgcolor="#f9f9f9"><br /></td> </tr> <tr> <td class="section_secondtitle12">Sono in sit- in sotto il Consiglio regionale a Cagliari</td> </tr> <tr> <td class="content_text_news12"> (ANSA) - CAGLIARI, 25 FEB - Una trentina di veterinari coadiutori regionali, alcuni dei quali precari dal 1985 (eta' media 45-55 anni), chiedono stabilizzazione. Ai politici della Regione chiedono di poter rientrare nelle procedure di stabilizzazione previste dalla Finanziaria nazionale 2007, non avendo ne' una specializzazione e ne' garanzie per il futuro occupazionale. E stamani sono in sit-in sotto il Consiglio regionale dov'e' in corso la cerimonia per il 60/mo anniversario dello Statuto Speciale della Sardegna.</td></tr></tbody></table><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/22603715-6199447440299566305?l=precarinews.blogspot.com'/></div>lorenzohttp://www.blogger.com/profile/07524569041702991263noreply@blogger.com0