tag:blogger.com,1999:blog-22092668163483181192009-06-30T08:32:20.788+01:00BIODEGRADABILIsito di divulgazione sui materiali e prodotti biodegradabili e compostabiliBRIZnoreply@blogger.comBlogger14125tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-62858996824315311172009-01-24T12:18:00.002+01:002009-01-24T12:25:02.960+01:00INNOVAZIONE E CONFEZIONAMENTODopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.<br /><br />Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:<br /><br />Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle <a href="http://confezionatrici.altervista.org/termosaldatrici.html">termosaldatrici in linea</a>.<br /><br />Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le <a href="http://confezionatrici.altervista.org/vaschettedaforno.html">vaschette da forno</a> e <a href="http://confezionatrici.altervista.org/film.html">film</a><a href="http://confezionatrici.altervista.org/film.html"> </a>che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.<br /><br />Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre <a href="http://confezionatrici.altervista.org/vaschette.html">vaschette</a> e film completamente <a href="http://digilander.libero.it/mobi03/compostabile.html">compostabili</a>. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti.<br /><br />Oppure ancora nuove <a href="http://confezionatrici.altervista.org/imbustatrici.html">macchine confezionatrici</a><a href="http://confezionatrici.altervista.org/imbustatrici.html"> </a>che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.<br /><br />Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere, per avere maggiori informazioni sulle novità menzionate potete visitare il sito: <a href="http://confezionatrici.altervista.org/">http://confezionatrici.altervista.org</a>, oppure scrivere a lpspack@vds.it.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-6285899682431531117?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-78978175425877050752008-04-29T11:43:00.000+01:002008-04-29T11:44:17.741+01:00NAPOLI E DINTORNI<p class="MsoNormal"><span style="">Il problema dei rifiuti a Napoli negli ultimi giorni è passato in secondo piano. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="">Il risvolto drammatico della cosa è che pochi si rendono conto che le difficoltà di smaltimento non riguardano solo il capoluogo campano. Anche altri centri italiani sono vicini al collasso.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="">Certo, a Napoli il problema è ingrandito dalla presenza di organizzazioni mafiose e <span style=""> </span>rapporti non sempre trasparenti tra politica e camorra, ma il problema è latente anche in altre città del nord Italia.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="">Le discariche potrebbero non essere sufficienti, gli inceneritori non si possono più costruire, la raccolta differenziata in molti centri stenta a decollare, i materiali biodegradabili non riescono a superare le barriere di prezzo e di informazione. <o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="">Vedremo cosa deciderà il nuovo governo ma il punto di partenza deve essere “il nostro vicino”.<o:p></o:p></span></p> <p class="MsoNormal"><span style="">Dobbiamo tutti fare la nostra parte e spiegare alle persone che conosciamo che è meglio ridurre i rifiuti e differenziare.<o:p></o:p></span></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-7897817542587705075?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-21182918624651012562008-03-10T22:17:00.002+01:002008-03-10T22:22:10.554+01:00IL RITORNOCiao a tutti e scusate la prolungata assenza.<br />Nonostante sia trascorso un pò di tempo gli sviluppi sulla cultura del biodegradabile non sono molti.<br />Gli organi di stampa e comunicazione non se ne occupano affatto.<br />Anche i siti della così detta controinformazione come Beppegrillo.it sembrano ignorare l'argomento. Forse perchè fa più notizia attaccare discariche ed inceneritori pittosto che cercare soluzioni alternative.<br /><br />Andiamo Avanti!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-2118291862465101256?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-55094658252404902562007-07-17T16:22:00.000+01:002007-07-17T16:23:54.810+01:00PROVIAMO A CAMBIARE!!<a href="http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/index.php?id=vday" target="_blank"><img src="http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/immagini/banner_vday.gif" border="0" alt="Iscriviti al Vaffanculo Day" /></a><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-5509465825240490256?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-86681393940836353912007-06-19T11:32:00.000+01:002007-06-19T11:33:48.341+01:00Congresso "Ambiente, energia, innovazione"Il 14 giugno 2006 si è svolto presso il centro di biologia molecolare di Torino (MBC) un convegno su “Ambiente, energia e innovazione” a cui ha partecipato anche Luca Mercalli.<br /><br />Come al solito si è parlato soprattutto di fonti alternative ed effetto serra, ma nel corso di un mio intervento ho sottolineato la mancanza di attenzione verso le BIOPLASTICHE soprattutto sui mezzi di comunicazione di massa.<br /><br />Ho cercato di portare l’attenzione sulla diffusa ignoranza di termini come BIODEGRADABILE e COMPOSTABILE, con soddisfazione ho rilevato una particolare attenzione da parte del dott. Mercalli sul tema dell’informazione.<br /><br />Al congresso ha partecipato anche una azienda che si occupa di riciclaggio di pet. Come ho avuto modo di rimarcare le plastiche biodegradabili non sono in concorrenza con il riciclaggio, poiché non tutto si può riciclare per motivi tecnici legati alla contaminazione della plastica con prodotti umidi e compostabili. Le plastiche biodegradabili sono una grande innovazione in questo senso, la vaschetta di insalata russa o di affettato non può essere riciclata dopo l’uso perché contaminata dai residui dell’alimento; viene quindi smaltita in discarica. Se invece la vaschetta fosse biodegradabile e comportabile potrebbe essere lavorata negli impianti che trattano i rifiuti umidi e trasformata in compost.<br />Il compost è terra che può essere impiegata per tutti gli usi agricoli.<br /><br />La diffusione delle bioplastiche rappresenta quindi un valido aiuto alla soluzione del problema rifiuti, ma è necessario intensificare gli sforzi, da parte di tutti, per la diffusione di questi temi.<br /><br /><br /><strong>Vorrei ringraziare il MIP per l’ottima organizzazione di questi congressi .</strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-8668139394083635391?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-53100610467889581672007-05-29T16:45:00.000+01:002007-05-29T16:49:20.890+01:00BIODEGRADABILE IN TVGrazie alla trasmissione "REPORT" finalmente un servizio serio sulle plastiche biodegradabili, su come possono contribuire alla riduzione dei rifiuti.<br /><br />Soprattutto, finalmente il servizio mette l'accento sui costi delle pastiche tradizionali.<br /><br /><br />La trasmissione è di qualche tempo fa ma sul sito di Report si trova il video della puntata.<br /><a href="http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E22689,00.html">http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Report%5E22689,00.html</a><br /><br />GRAZIE REPORT!!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-5310061046788958167?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-88328770123493194032007-04-26T11:07:00.000+01:002007-04-26T11:08:58.172+01:00BIOPLASTICA PER USCIRE DALL'EMERGENZA RIFIUTIE' possibile utilizzare una plastica senza derivati del petrolio? A quanto sembra è tecnologicamente fattibile ma i costi di produzione rendono questa via ancora non economicamente competitiva rispetto a quella della plastica tradizionale. Parliamo della biolastica, del tutto identica alla plastica tradizionale per leggerezza e resistenza ma con una composizione chimica completamente diversa. La bioplastica è ricavata da materiale organico come mais, ifrumento, barbabietola. Ha il pregio di essere biodegradabile, ossia di "scomparire" letteralmente sotto l'azione degli agenti naturali presenti nella terra o nell'atmosfera.<br />La plastica tradizionale, o sintetica, è normalmente prodotta da derivati del petrolio come sottoprodotto della filiera del greggio verso il grande settore della petrolchimica. Le economie di accorpazione e quelle di scala, oltre alla quasi secolare storia della petrolchimica nel mondo, permettono una grande produzione di plastica sintetica a bassi costi economici.<br />Alcuni costi sociali però non sono computati dalle industrie della petrolchimica. Gli oggetti in plastica tradizionale sono riassorbiti dalla natura dopo lunghi periodi di tempo: una busta di plastica lasciata galleggiare nel mare resiste all'attacco di qualsiasi batterio per secoli, una bottiglia di plastica necessita di 400 anni per decomporsi. A questo impatto ambientale si aggiunge il costo sociale del trattamento dei rifiuti in plastica. Una discarica implica uno stoccaggio per lunghi periodo, l'incenerimento della plastica, invece, comporta l'emissione di diossine. La plastica non può essere riclicata a causa degli elevati costi che il trattamento richiederebbe. Il costo economico dell'incenerimento o del trattamento dei rifiuti tende a crescere nel tempo, alimentando spesso anche disagi sociali tra i cittadini nelle località coinvolte.<br />Questi costi sociali sono scaricati sulla collettività e sostenuti dallo Stato, tramite le entrate fiscali o l'indebitamento.<br />La bioplastica, viceversa, si dissolve senza lasciare residui inquinanti, in base alla composizione chimica possono necessitare da pochi giorni a 4-5 anni. Essendo prodotti degradabili al 100% non lasciano traccia nell'ambiente. Può essere utilizzata per diversi utilizzi di uso quotidiano: sacchetti della spesa o della spazzatura, bicchieri e posate usa e getta, nylon, accessori vari in plastica. In pratica, può sostituirsi a quegli oggetti in plastica di uso comune.<br />Con l'esaurimento delle riserve petrolifere anche il settore della petrolchimica sarà soggetta a costi crescenti nell'approvvigionamento della materia prima. Le bioplastiche hanno tutte le carte per diventare nei prossimi decenni un valido sostituto dei prodotti plastici, in grado di consentire un medesimo utilizzo e un minore impatto sull'ambiente.<br />TRATTO DA Ecoage 4 febbraio 2005<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-8832877012349319403?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-56425918830301236812007-04-10T13:55:00.000+01:002007-04-10T14:00:51.031+01:00bottiglie biodegradabili<p> </p><p> </p><p> </p><p> </p><p>Mentre noi italiani ci crediamo tanto ambientalisti e critichiamo gli americani loro sviluppano e usano le bioplastiche.... </p><p><object height="350" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7Hi3RbiV_Vc"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/7Hi3RbiV_Vc" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-5642591883030123681?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-49586059544070442602007-04-02T06:24:00.000+01:002007-04-02T06:30:47.724+01:00UN'ALTRA OCCASIONE PERSA SABATO SERANella trasmissione GAIA si è parlate di rifiuti ma senza nessun accenno ai nuovi materiali biodegradabili .<br />Ancora una volta non si è parlato delle bioplastiche.<br /><br />E' stato giustamente evidenziato il problema delle discariche e la via del compostaggio, ma nei rifiuti compostabili sono stati inseriti solo il legno e gli scarti vegetali.<br /><br />Alla fine la proposta più 'innovativa' è stata quella di tornare indietro di cinquant'anni quando non si confezionava nulla e non esistevano problemi di smaltimento. Ma davvero si crede che questa sia LA SOLUZIONE ?<br /><br />Di questo passo ci consiglieranno di acquistare un cavallo e un carretto per eliminare il problema delle polveri sottili!<br /><br /><br />Ho aspettato con pazienza fino a fine trasmissione che parlassero di bioplastiche, ma niente da fare. Come spesso accade si è semplicemente ignorato l'argomento. Perché si sente parlare di questi materiali solo quando i produttori sponsorizzano le trasmissioni?<br /> Non dovrebbe essere un argomento di interesse pubblico, quindi separato dal messaggio pubblicitario?<br />Certo qualche dubbio di interessi "divergenti" mi viene. Sicuramente per chi investe nel riciclo, o per le nuove istituzioni che sono state create appositamente, le plastiche biodegradabili possono essere viste come uno scomodo concorrente.<br />Non è cosi sono due soluzioni complementari e devono camminare insieme.<br /><br />Interessante l'appello finale del conduttore all'informazione e ai metodi di consumo consapevoli, avrebbero potuto iniziare loro parlando delle bioplastiche.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-4958605954407044260?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-30642256441511723072007-03-30T13:31:00.000+01:002007-03-30T13:32:54.171+01:00LE BIOPLASTICHE<span style="color:#000000;">Le bioplastiche sono una nuova generazione di plastiche biodegradabili, i cui componenti sono interamente derivati da materie prime rinnovabili. Studi recenti hanno evidenziato come queste plastiche possono essere ricavate da svariate risorse agricole. Esse aiutano a preservare le risorse non rinnovabili (petrolio,gas naturale, e carbone) e possono contribuire in maniera efficace al gravoso problema della gestione dei rifiuti.<br /><br />Questi materiali hanno come caratteristiche principali di essere biodegradabili in breve tempo, compostabili in impianti industriali e di rientrare nel ciclo della natura dopo il loro utilizzo commerciale.<br /><br />Il successo di queste plastiche sarà determinato dallo sviluppo del relativo processo tecnologico e dall’attenzione che le persone concentreranno su concetti come conservazione delle risorse, preservazione dell’ambiente e tecnologie sostenibili. Un interesse sempre crescente al vivere sempre più in sintonia con la natura e lasciare alle generazioni future un pianeta sano.<br /><br />Le bioplastiche non sono un’invenzione recente; hanno una lunga e interessante STORIA. Lo sviluppo tecnologico ha dimostrato che questi interessanti materiali possono diventare un’alternativa reale.<br /><br /></span><a href="http://www.biomobi.it/"><span style="color:#000000;">www.biomobi.it</span></a><span style="color:#ff0000;"> </span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-3064225644151172307?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-26617589035895242382007-03-27T07:52:00.000+01:002007-03-27T07:59:34.731+01:00IL MERCATO DELLE BIOPLASTICHE<a href="http://bp0.blogger.com/_qP9NzoeVCuQ/RgjAQ6GTfeI/AAAAAAAAAAg/P59qAen55fg/s1600-h/PANNO1.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046494779174780386" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_qP9NzoeVCuQ/RgjAQ6GTfeI/AAAAAAAAAAg/P59qAen55fg/s200/PANNO1.JPG" border="0" /></a><br />Il mercato dei prodotti biodegradabili (compostabili) muove i primi passi con fatica.<br />Costi di produzione molto alti da una parte e una diffusa ignoranza su temi come biodegradabilità e compostabilità dall’altra, ne ostacolano l’espansione.<br /><br />Basta entrare in un supermercato per capire quanto il Packaging pesi sulla produzione di rifiuti.<br /><br />Una indagine recente ha però evidenziato che i giovani si dichiarano poco o addirittura per nulla influenzati dalla componente eco-compatibile delle confezioni.<br /><br />Dobbiamo aspettare di essere coperti di rifiuti?<br />Bisogna forse tornare indietro di 50 anni, eliminando tutti gli imballaggi?<br />Probabilmente sarebbe meglio iniziare a parlare di queste cose, a richiedere ai produttori alimentari di utilizzare questi materiali.<br /><br />Gli impianti di compostaggio che dovrebbero garantire la trasformazione della parte organica dei rifiuti in fertilizzante agricolo non decollano, o funzionano male perché utilizzati solo per trattare gli sfalci del verde pubblico.<br /><br />In passato ho avuto occasione di parlare con un responsabile di un impianto di compostaggio che NON CONOSCEVA l’esistenza di plastiche biodegradabili.<br /><br />Credo che ci si debba attivare perché la gente sappia che le bioplastiche sono una risposta efficace al problema dei rifiuti.<br />L’alto costo delle plastiche biodegradabili non può costituire un alibi per ignorare l’argomento.<br />Le plastiche tradizionali derivate dal petrolio non tengono conto dei costi di smaltimento (o di riciclaggio) futuri.<br />E’ necessario che soprattutto gli addetti ai lavori conoscano termini come biodegradabile e compostabile e abbiano un ruolo attivo nel favorire la diffusione dei nuovi materiali.<br />C’è bisogno di una diffusione maggiore di questi concetti, di un’istruzione maggiore su questi temi, di un passa-parola.<br /><div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-2661758903589524238?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-48336377911395393632007-03-21T08:53:00.000+01:002007-03-21T09:03:55.978+01:00BIODEGRADABILE O RICICLABILE?Con l’entrata in vigore del “Decreto Ronchi” anche l’Italia ha iniziato a riciclare i rifiuti, scelta obbligata viste le montagne di rifiuti prodotte dai paesi economicamente “sviluppati” ogni anno. Gli italiani hanno così iniziato, chi più chi meno, a dividere la spazzatura e indirizzarla nei diversi cassonetti ai bordi delle strade. Per le nuove generazioni, la simbologia dei cassonetti colorati ha un significato ben preciso mentre gli anziani faticano un pò di più per comprendere i comportamenti da tenere; ma tutti, alla fine, hanno sentito parlare di termini come: “Riciclabile”, “raccolta differenziata”, “biodegradabile” o “idrosolubile”. Ma chi di noi conosce e sa distinguere tra questi vari termini;<br /><br /><br />L’importanza della distinzione tra “riciclabile” e “biodegradabile” non è solamente semantica, in questo caso non è un’esigenza puramente accademica distinguere ma comporta una maggiore libertà di scelta e può determinare anche uno sviluppo economico importante. Questo deficit culturale può invece far perdere all’Italia una grande occasione. In questo momento credo che manchi un po’ d’informazione in questo senso.Innanzitutto “riciclare” significa sottoporre un oggetto ad un determinato trattamento che permette di riutilizzarlo sotto altra forma e per altri scopi.Potenzialmente tutto si può riciclare o riutilizzare se il metodo che lo rende possibile è economicamente interessante. Nella realtà per alcuni materiali sono stati messi a punto processi di riciclo molto competitivi, come nel caso del vetro o dell’alluminio; per altri invece il processo è più difficoltoso come nel caso della plastica. Questo materiale racchiude in sé decine di sottoprodotti diversi e non omogenei che rappresentano un grosso ostacolo sia per la fase di selezione sia per quella di rigenerazione.<br /><br />“Biodegradabile” invece è un materiale che viene “riciclato” direttamente dalla natura. In realtà questa definizione è un pò semplicistica, visto che nel lungo periodo in pratica tutte le sostanze sono trasformate dalla natura. La grandissima distinzione sta proprio nel tempo di degradabilità di un materiale. Una plastica derivata dal petrolio impiega migliaia di anni a degradarsi, una buccia di una banana impiega solo alcuni mesi. Quindi minore è la durata di vita di un materiale minore è la sua incidenza nell’accumulo dei rifiuti.<br /><br />Il punto centrale è proprio questo: perché l’uomo si sforza tanto ad inventare metodi complessi per riciclare gli oggetti quando basterebbe fabbricarli con materiali che la natura stessa può trasformare in tempi più o meno brevi?I materiali biodegradabili esistono e la ricerca sta trovando materiali sempre nuovi per venire incontro alle molteplici esigenze che i prodotti devono soddisfare, ma l’ignoranza che circonda questi temi rallenta molto lo sviluppo economico di questi prodotti. Soprattutto in Italia la conoscenza di questi temi è ancora scarsa o addirittura inesistente, al contrario di altri paesi nel nord Europa in cui la sensibilità dei consumatori è molto più accentuata. Anche da noi si producono materiali innovativi e prodotti finiti biodegradabili ma se il mercato non recepisce l’esigenza e l’urgenza del loro utilizzo i timidi segni di sviluppo della ricerca in questo senso sono in pericolo.<br /><br /><br /><br />I materiali decomponibili derivati da fonti rinnovabili possono rappresentare una valida alternativa alla dipendenza dal petrolio e un contributo importante alla riduzione dei rifiuti, ma se chi compra non sa distinguere tra una busta in polietilene (potenzialmente riciclabile) e una in Mater-bi (biodegradabile) la libertà di scelta dei consumatori non esiste e le speranze di trovare nuovi sistemi di sviluppo finiscono.<br /><br />Con i tempi che corrono in cui si sventola a destra e a sinistra lo sviluppo della ricerca e di nuove tecnologie per far crescere l'economia italiana, sembra uno spreco di risorse avere prodotti innovativi ma poco mercato a causa di un deficit di conoscenza dei compratori. Quando il grande pubblico dei consumatori capirà che il modo per inquinare meno esiste e lo si può scegliere “facendo la spesa”, quando cioè ci sarà una maggiore e più pressante domanda di articoli biodegradabili, si potranno sviluppare potenzialità nascoste che porteranno grandi risultati economici e ambientali. Fino ad allora compito di tutti deve essere quello di informarsi e informare, costruendo una cultura ambientale diffusa e sempre crescente.<br /><br /><br /><br />Ancora una volta la speranza è che tutti questi byte possano arrivare a molte persone trasformandosi in altrettanti pensieri e azioni.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-4833637791139539363?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-63280291402154388832007-03-20T18:08:00.000+01:002007-03-20T18:15:32.395+01:00La situazione del "riciclo"Parola d'ordine per il problema rifiuti il riciclaggio rappresenta oggi la soluzione principale alla tutela ambientale.Se Bisogna dare atto che nel passato è stata una risposta a un'esigenza impellente di educazione delle persone, oggi forse la cultura ambientale ha bisogno di fare un salto di qualità.<br /><br /><br />Materiali come l'alluminio, il vetro o il ferro sono difficilmente sostituibili da materiali più ecologici e hanno raggiunto risultati di riciclo notevolissimi, anche grazie alle loro caratteristiche che ben si adattano al riutilizzo.<br /><br />Discorso a parte vale per la plastica, materiale principe della nostra società presenta problemi specifici per il riciclo. Da tempo questa filiera sta cercando di sviluppare metodi sempre più sofisticati per selezionare, dividere e rigenerare i migliaia di prodotti fabbricati con la plastica. Bottiglie di plastica vengono trasformate in maglioni o coperte, scarti della produzione diventano stivali ecc...I problemi che riguardano il riciclo della plastica sono diversi: - molti oggetti che usiamo tutti i giorni sono formati da moti strati di plastiche diverse per dare all'oggetto caratteristiche adatte ai vari utilizzi; - la contaminazione con prodotti organici nel confezionamento alimentare; - le caratteristiche della plastica mutano con l'esposizione al calore che rappresenta il metodo principale sia per la lavorazione sia per il riciclo .<br /><br />Per questo riciclare le materie plastiche è nella pratica un processo lungo e costoso che non rappresenta una soluzione efficente al problema dei rifiuti. E' importante tornare a sottolineare, a mio avviso, il significato educativo del riciclaggio. Per la prima volta, infatti, si è dato alla gente la possibilità di intervenire direttamente nel processo di salvaguardia dell'ambientale. Tuttavia non bisogna, secondo me, dare false speranze alle persone.Si deve dire con chiarezza che il riciclaggio NON può rappresentare una soluzione definitiva al problema dei rifiuti. Soprattutto per quelli che produrremo nel futuro c'è la necessità, reale e non rimandabile, di intervenire per migliorare l'efficacia della gestione dei rifiuti.<br /><br /><br /><br />Da qui si deve partire per comprendere l'importanza delle "bioplastiche". In realtà queste non rappresentano una novità assoluta visto che riproducono il ciclo che la natura ha creato e collaudato in milioni di anni. L'innovazione vera è riuscire a conformare i cilcli delle aziende e della società con quelli naturali, per la prima volta questo è possibile.<br /><br />E' possibile ma non scontato!Oggi le aziende municipalizzate che si occupano della gestione dei rifiuti e del compostaggio dei rifiuti organici sottovalutano questa eccezionale opportunità. Il compostaggio viene purtroppo effettuato quasi esclusivamente per i rifiuti derivanti dalla manutenzione del verde pubblico (erba e rami). D'altronde la gente poco sa di questi materiali biodegradabili e poco viene informata dai grandi mezzi di comunicazione delle prospettive che possono aprire. Si torna al problema della CULTURA ambientale, spesso confusa con i concetti di rinunce e privazioni poche volte vista, invece, come una possibilità di sviluppo sociale ma anche economico.<br /><br /><br /><br />Ancora una volta la speranza è che tutti questi byte possano arrivare a molte persone trasformandosi in altrettanti pensieri e azioni.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-6328029140215438883?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-2209266816348318119.post-39998337226921138302007-03-19T17:49:00.000+01:002007-03-20T18:01:58.117+01:00BIOPLASTICHE E MATERIALI BIODEGRADABILI<a href="http://bp3.blogger.com/_qP9NzoeVCuQ/RgATeqGTfdI/AAAAAAAAAAY/ZZ3Zae_JiwM/s1600-h/VASCHETTE11.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044053000072691154" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_qP9NzoeVCuQ/RgATeqGTfdI/AAAAAAAAAAY/ZZ3Zae_JiwM/s200/VASCHETTE11.JPG" border="0" /></a><br /><div><a href="http://bp0.blogger.com/_qP9NzoeVCuQ/Rf6_zfBPiXI/AAAAAAAAAAM/Ad92YEVgTjY/s1600-h/VASCHETTE1.JPG"></a><br /><br /><div>IGNORANZA "PLASTICA"<br /><br />Qualche giorno fa un servizio di RAI1 parlava del riciclaggio della plastica. Dopo una bella spiegazione sui meccanismi del riciclo,la giornalista spiegava che il riciclaggio è un'ottima soluzione ma, quando si può è meglio utilizzare materiali alternativi che non persistono nell'ambiente dopo il loro utilizzo. Ho pensato: "adesso lo dice! Adesso parla delle BIOPLASTICHE!"<br />Invece le alternative erano il cartoncino e il legno.<br />Certo sono due materiali biodegradabili, ma le caratteristiche tecniche non sono sovrapponibili alla plastica .<br />La soluzione esiste. Una vera alternativa alle plastiche derivate dal petrolio arriva dal mais o da altre fonti rinnovabili come le patate,la soia o le banane.<br />La soluzione è a portata di mano, ma viene ignorata. Se ne parla poco su giornali, radio e televisioni. La gente non conosce termini come biodegradabile o compostabile e di conseguenza non cerca di modificare positivamente i suoi comportamenti.<br />Bisogna dare atto al governo Prodi di aver iniziato una discussione sull'utilizzo degli shopper biodegradabili. Pur essendo un passo avanti nella giusta direzione difficilmente inciderà profondamente sulle abitudini degli italiani, almeno a breve.<br />C'è l'esigenza di spiegare la necessità e l'urgenza dell'utilizzo di materiali alternativi.<br />L'esperienza dei cibi biologici insegna che quando le persone conoscono vantaggi e peculiarità di prodotti naturali superano anche gli ostacoli di prezzo propri dei mercati innovativi.<br />I mezzi di comunicazione devono avere una parte attiva nell'informare sulle bioplastiche. Oggi invece non si parla per nulla di queste cose. L'attenzione è tutta concentrata sull'energia, sul risparmio energetico e sulle fonti alternative. Giustissimo, ma non perdiamo di vista gli altri problemi ambientali, l'accumulo di rifiuti sta diventando insostenibile, i sistemi di smaltimento perdono efficacia: c'è l'esigenza e l'urgenza di sviluppare alternative credibili.<br />Oggi le bioplastiche rappresentano questa alternativa.<br />La politica deve favorire e incentivare prezzi più competitivi. Le dimensioni della domanda, infatti, influenzano ancora negativamente il costo delle materie prime biodegradabili.<br /><br />Altri paesi hanno già iniziato da qualche anno politiche favorevoli alle bioplastiche, in Germania il "PUNTO VERDE" aumenta il costo delle plastiche derivate dal petrolio avvicinandolo a quello delle biodegradabili.<br />Da noi purtroppo il CONAI pesa indifferentemente sulle une e sulle altre.<br />In Italia non vengono premiate in alcun modo le virtù dei materiali naturali, di conseguenza questo mercato da noi non riesce a decollare.<br />C'è bisogno di più informazione e di più iniziative concrete. Dobbiamo far conoscere alla gente le alternative e offrirgliele ad un prezzo competitivo, il mercato poi farà il resto.<br />Negli anni ottanta l'energia solare era una chimera, un'utopia di pochi avventurieri che magari si autocostruivano i pannelli solari. Oggi quasi tutti possiedono, hanno visto un pannello solare o sanno di cosa si tratta.<br />Iniziative come "M'ILLUMINO DI MENO" fanno conoscere al grande pubblico i vantaggi del risparmio energetico.<br />Gli esempi virtuosi non mancano, ora anche le bioplastiche devono entrare nell'agenda politica e dei media se vogliamo fare del mondo un posto migliore in cui far vivere i nostri figli.<br /><br />FABRIZIO LAGGIARD<br /><a href="mailto:biomobi@gmail.com">biomobi@gmail.com</a><br /><a href="http://www.biomobi.it">www.biomobi.it</a> </div></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2209266816348318119-3999833722692113830?l=biodegradabili.blogspot.com'/></div>BRIZnoreply@blogger.com1