<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520</id><updated>2009-12-16T14:24:35.558+01:00</updated><title type='text'>Fare politica con il popolo e per il popolo italiano</title><subtitle type='html'>Questo Blog era rivolto a quanti erano interessati al dibattito ed alla militanza politica in FORZA ITALIA. Dopo il discorso di Berlusconi Forza Italia non esiste più ed io sono ben lieto di partecipare alla nuova formazione.
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Ma insieme con la notizia dell’aggressione, mi giungono altresì un certo numero di dichiarazioni di solidarietà. Dichiarazioni che avrei preferito non sentire e che, francamente, mi sembrano più gravi della stessa aggressione. Anzi, esse stesse potrebbero essere istigatrici di nuove aggressioni. L’uomo Berlusconi mi ricorda, per alcuni aspetti, Aldo Moro. Era quanto mai facile avvicinarlo e, quindi, un qualsiasi malintenzionato poteva avere facile gioco nei suoi confronti. Ricordo, per contrasto, il famoso giorno – se non erro – del 2 dicembre. Quando fu organizzata la grande giornata di Forza Italia o Popolo della Libertà, con appuntamento nazionale a San Giovanni in Laterano: la storica piazza di tutte le maggiori manifestazioni che si tengono in Roma, capace di contenere ogni folla possibile, prendendo la piazza stessa e la sua prosecuzione in via Carlo Felice. Ebbene, tra la folla – per forza di cose – dovevano mescolarsi anche i maggiori politici nazionali, dovendo marciare gomito a gomito con comuni cittadini. Essi però erano ben attorniati da guardie del corpo ed era praticamente impossibile avvicinarsi per salutarli o stringere loro la mano, o perfino chiedere un autografo, per chi ha di questi hobbies.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso il modo di offrirsi al pubblico da parte di Berlusconi: come un agnello. Non è la prima volta che viene aggredito da qualche scalmanato che sempre può trovarsi in mezzo a milioni di persone. Credo che Berlusconi si esponga consapevolmente a questi rischi. Non ricordiamo, noi, la figura del Papa dentro una cabina di vetro blindata? Ma ha senso questo essere con il popolo che si dice di rappresentare? Certi rischi, mi appaiono inevitabili. Ciò che, però, mi ha subito colpito, è il tenore di alcune delle solidarietà. Per riassumere: “Ti dò la mia solidarietà, ma quel che ti succede te lo sei meritato... “. Altre dichiarazioni, poi, trasudano sfacciata ipocrisia. Io trovo che chi non si sente di condannare, con sincerità, ogni forma di violenza e di essere, senza riserve, solidale con la vittima, farebbe meglio a tacere ed a risparmiarci lo spettacolo penoso della sua doppiezza, la sua “polpetta avvelenata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La violenza mediatica, il razzismo implicito, la menzogna, l’inganno, la manipolazione… sono gli ordinari e quotidiani ingredienti della nostra scena politica. Per Berlusconi, al di là di singole questioni politiche, io penso sempre allo schema teorico dell’Uno, del Molti e del Popolo. L’Uno è la figura del Capo, della guida e del leader capace di decidere e risolvere i nostri problemi a cui tutti pensiamo quando siamo nei nostri guai privati (lavoro, casa, carovita, ingiustizie...). I Molti, sono le oligarchie, gli ottimati, i nobili, le ristrette fasce che si trovano in posizioni di privilegio, spesso a scapito e sulle spalle del Popolo: vale a dire, tutti noi poveri disgraziati che sentiamo di non aver nessun potere, anche se ci dicono che siamo il Popolo sovrano, ma un sovrano che, in pratica, non conta nulla e che viene portato ‘pro forma’ a votare, per non decidere mai nulla. Se non dobbiamo farci illusioni, se non ce la sentiamo di credere ancora a Babbo Natale, è facile, però, fare quattro conti: meglio essere comandati da Uno solo, piuttosto che oppressi da una moltitudine. A sua volta, l’Uno dovrebbe comprendere che la sua forza è il Popolo, non i Molti che vorrebbero “fargli le scarpe”. Staremo, comunque, a vedere come evolve il dramma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rincorrendo le notizie in tempo reale, leggo: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«…Secondo fonti investigative, l'uomo sarebbe in cura da 10 anni, per problemi mentali al Policlinico di Milano».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; E penso, rapportando il tutto ai miei problemi, al “dente che mi duole” e che fa il paio con quello rotto a Berlusconi. I “matti” veri, cioè – le persone infelici che hanno bisogno di essere curate, ma anche custodite – se possono rappresentare un pericolo per il prossimo ignaro, da anni, ormai, sono in libera circolazione, per le nostre strade e credo che tutti ne abbiamo incontrato qualcuno che, magari, non ci ha aggredito fisicamente, ma ci ha offesi e insultati. I “savi”, la cui gravissima colpa è di dire quel che pensano, senza nessuna forma di violenza per nessuno, e lo dicono senza ipocrisia e infingimenti, ebbene, questi ultimi vengono messi in galera. Nella sola Germania sono almeno 15.000 ogni anno. In Austria, il caso più noto è quello dello storico Irving, ma per un notorio Irving, ce ne sono migliaia e migliaia che sono del tutto sconosciuti e ignoti ai più che non sanno quanto di marcio vi sia nel regno di Danimarca di shakespeariana memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E leggo ancora, dove si tira fuori, faziosamente, l’immagine del “pifferaio”, già usata per Hitler:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; “E poi l'attacco di Bersani al premier: «Non abbiamo niente da guadagnare da un modello di democrazia populista dove c'è un miliardario che suona il piffero e tutti i poveracci che gli vanno dietro». Appunto! Il popolo è fatto di “poveracci”. &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Ma questi poveracci sanno che molti politici, senza né arte né parte, erano non meno “poveracci” (con le “pezze…”) ed hanno fatto fortuna proprio con la politica che, per loro, è stata una “manna”, un “affare”. Insomma, la loro sistemazione! Tuttora, la politica – per gran parte dei politici di professione – è un modo per arricchirsi e per fare fortuna, per sé e per i propri familiari. Ecco, allora, che tanto vale la pena fidarsi di Berlusconi che ha del suo e non ha bisogno di uno lauto stipendio da parlamentare, con pensione vitalizia, in alcuni casi, concessa per un solo giorno di seduta. Cosa significhi “populismo”, lo si capisce chiaramente dal brano citato. Costoro hanno paura del popolo, non vogliono il popolo. Le istituzioni? Ma quali istituzioni? Qui è tutto da rifare. E chi può rifare tutto se non ‘Uno’, fuori dal solito giro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto mai triste e deprimente la notizia di gruppi Facebook che si dividono fra fan di Tartaglia ed altri in solidarietà a Berlusconi. Pur essendo anche io un utente di Facebook, non ho nessuna simpatia per questo network e ne faccio raro uso. Credo che non favorisca l’assunzione di responsabilità, sempre necessaria quando si scrive. Naturalmente, non intendo dire che uno non debba poter esprimere liberamente il suo pensiero, ma è altra cosa inneggiare alla violenza fisica contro persone determinate. Al di là del fatto in sé, temo per la Rete che vorrei libera ed al riparo da interventi censori. Temo l’azione di gruppi deliberatamente provocatori. Credo però che i maggiori responsabili del clima di “odio” siano i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;main stream,&lt;/span&gt; i grandi quotidiani, le reti televisive che incitano il grande pubblico e fanno poi fare il lavoro sporco a giovani immaturi o a persone politicamente sprovvedute, alle quali hanno in pratica armato la mano. I gruppo che nascono spontaneamente nella rete e non sono insufflati dai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;main stream &lt;/span&gt;non superano in diffusione le poche centinaia di unità e non hanno impatto devastante: si neutralizzano all’interno della rete stessa. Anche questi deplorevoli aspetti sono pericoli che incombono sulla nostra democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fin qui può essere apparso che la mia critica penda da una parte, aggiorno dicendo che non mi sento affatto più tranquillo nel vedere al solito demenziale talk show come gli “amici” di Berlusconi pensino di poter trarre profitto dall’evento per un nuovo giro di vite alle nostre libertà, già gravemente compromesse. Gli arbitri a cui abbiamo già assistito non ci fanno presagire nulla di buono. Davvero, mi sembra che il regime diventi sempre più regime e mi chiedo quali possono essere le nostre difese, se ve ne siano ancora di possibili, se dobbiamo ridurci alla clandestinità solo per poterci scambiare liberamente le nostre vedute sulla situazione politica del nostro paese e sulla sulla situazione internazionale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4616189365009205901?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4616189365009205901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4616189365009205901' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4616189365009205901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4616189365009205901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/12/solidarieta-con-polpetta-avvelenata.html' title='Solidarietà con polpetta avvelenata:  commenti e analisi sulle dichiarazioni fatte.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SyYxau_xllI/AAAAAAAALK8/h3uRtWb-5QI/s72-c/03.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-6030826864802438855</id><published>2009-12-05T13:26:00.018+01:00</published><updated>2009-12-06T22:29:19.642+01:00</updated><title type='text'>Quale «libertà di espressione»? Riflessioni in margine alla manifestazione anti-Berlusconi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sto seguendo sulle agenzie con grande scetticismo la manifestazione odierna contro Berlusconi. indetta in nome – pare – della libertà d’informazione. Ma non perché la libertà di espressione e di pensiero sia a me meno cara che a loro. Tutt’altro! Credo, invece, che la libertà di espressione non abbia nulla a che fare con la “libertà” dei grandi mezzi di comunicazione: quella, in particolare, di tentare quotidianamente di farci credere quello loro stessi vorrebbero che noi cittadini si debba assolutamente e remissivamente credere. Pretendono di essere loro la “pubblica opinione” e di poter fare o disfare i governi a loro piacimento. Non sono neppure un difensore aprioristico di ogni governo in carica. Ritengo che il nostro sia un vero e proprio regime bipartisan, dove un elettore ha poco da scegliere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di certo vi è in questa manifestazione una grande confusione dove le vittime maggiori sono gli sprovveduti in buona fede. Se è davvero spontanea, vi è chi tenta di cavalcarla. La manipolazione è il dato saliente della fase attuale. Contro Berlusconi, caduto in disgrazia a Washington, è stato, prima, tirato in ballo lo “scandalo” delle escort; ora, lo si vuole mafioso. Non credo a tutto questo ed è altro il mio giudizio politico. Vedremo quale seguito odierno avrà la manifestazione antiberlusconiana, una manifestazione “ad personam”, cioè contro una singola persona, benché potente, che si tenta di demonizzare e criminalizzare in ogni modo. Non mancheranno a Berlusconi i mezzi per promuovere una contromanifestazione in suo favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono soddisfatto del governo attuale, di ogni suo componente, di ogni politica che viene perseguita. È però ingenuo aspettarsi nella disgregazione in atto della società politica e civile, italiana ed europea, linee di tendenza chiare ed univoche. Ognuno di noi dovrebbe essere capace di guardare all’insieme e di trascurare i dettagli, di vedere tutto il bosco anziché il singolo albero. Solo così credo che un cittadino, non legato a lobbies e corporazioni, ma autentica espressione del popolo italiano nella sua interezza, possa districarsi in una situazione che deliberatamente viene resa sempre più ingarbugliata proprio da quei grandi quotidiani che rivendicano per sé la libertà di manipolazione e diffamazione, spacciata per “libertà di stampa”, di “espressione”, di “informazione” e simili baggianate, di cui per la verità non so valutare il numero di vittime in buona fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritengo che il consenso che si è creato intorno alla figura di Berlusconi difficilmente possa sopravvivergli. Non vedo proprio una direzione di Fini o di altri. Sono in molti a pensare al dopo Berlusconi, ritenendo per allora di aver recuperato piena libertà di movimento e di iniziativa politica. Considerando le attuali leggi elettorali e non poche altre leggi liberticide, prevedo che vi saranno – come già si vede – non pochi fermenti all’interno della società civile. Mi auguro con tutto il cuore che non insorgano fenomeni di violenza politica, ma il popolo italiano se vuole salvarsi non può più affidarsi ad occhi chiusi all’attuale ceto politico. Leggo che la manifestazione antiberlusconiana che si sta ancora svolgendo, mentre scrivo, ha adottato l’insegna delle rivoluzioni “colorate” dell’ex blocco sovietico: il segnale non poteva essere più inquietante. Le ambiguità richiedono tempi fisiologici per sciogliersi. È da chiedersi però se il paese possa permettersi tutto questo e quali saranno i costi per una ripresa politica e morale al tempo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essendo la manifestazione in corso decisamente una manifestazione “contro” una singola persona, logica vuole che debba a breve seguire una contromanifestazione a favore di quella stessa persona oppure produca un consenso ancora maggiore intorno a Berlusconi. Non una manifestazione del PdL, dove sono presenti parecchi leader che aspirano alla successione del Capo, ma una manifestazione indetta dal Capo che chiama a raccolta i suoi sostenitori, che stando ai suoi sondaggi sarebbero sopra la soglia del 60 per cento. Non credo che la manifestazione di San Giovanni nasca tutta dalla Rete. Credo invece che vi siano gli stessi registi che hanno operato in altre situazioni, ad esempio le rivoluzioni “colorate”. La Rete nella sua frammentarietà non è capace di una simile organizzazione. Gli striscioni, i cartelli, i costi materiali e quanto altro da chi sono stati forniti? Non da Facebook!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Roma di manifestazioni ne ho viste tante, di ogni genere e di ogni colore. Quella odierna volta a chiedere le &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=2TRXuIttX0g&amp;amp;feature=player_embedded"&gt;dimissioni&lt;/a&gt; di Berlusconi mi sembra debole nelle sue motivazioni più che nel numero dei partecipanti. Anzi direi che con motivazioni deboli una manifestazione è tanto più debole quanto più alto è il numero dei manifestanti: un rapporto inversamente proporzionale che però ben descrive lo smarrimento e la mancanza di prospettive. Dimissioni chieste da chi ed in nome di chi? E quali le prospettive? Chi dovrebbe succedere a Berlusconi? Fini? Di Pietro? Franceschini? La Bindi? Sono loro i salvatori che aspettiamo? Chi sarà il Messia? Non ho nessuna preconcetta ostilità contro i manifestanti, ma non vedo decisamente la loro proposta politica, l’alternativa. I temi dei loro slogans mi sembrano copiati dai giornali. Penso invece che un Berlusconi, liberato dai suoi colonnelli, possa essere ancora l’alternativa. Occorre però una politica ancora più forte e pronunciata da parte sua. Vale il teorema di Machiavelli dell’Uno, dei Molti e del Popolo. Per il Popolo è meglio essere comandato da Uno piuttosto che essere oppresso da molti. Lo chiamano “populismo”. Sarà…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-6030826864802438855?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/6030826864802438855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=6030826864802438855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6030826864802438855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6030826864802438855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/12/quale-liberta-di-espressione.html' title='Quale «libertà di espressione»? Riflessioni in margine alla manifestazione anti-Berlusconi.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-8186294700122742663</id><published>2009-11-06T19:54:00.016+01:00</published><updated>2009-11-13T22:13:46.812+01:00</updated><title type='text'>Teodoro Klitsche de la Grange: «Tutta colpa di Teodosio?»</title><content type='html'>&lt;p class="MsoTitle"  style="text-align: center; line-height: normal;font-family:times;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TUTTA COLPA DI TEODOSIO?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoTitle"  style="text-align: center; line-height: normal;font-family:times;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"  style="line-height: normal; text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvR6HzSonMI/AAAAAAAALJg/7EpbKido4n0/s1600-h/imp_teodosio_i_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 180px; height: 135px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvR6HzSonMI/AAAAAAAALJg/7EpbKido4n0/s200/imp_teodosio_i_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401076127570107586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul crocifisso nelle aule scolastiche pone dei problemi i quali, più che giuridici, vanno alla profondità del politico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per esempio quando la Corte afferma la propria concezione della &lt;i&gt;libertà negativa&lt;/i&gt;, la quale, secondo il Giudice “non è limitata all’assenza di servizi religiosi o d’insegnamento religioso. Si estende alle pratiche o ai simboli esprimenti, in particolare o in generale, una credenza, religiosa od atea”. Fino ad oggi, la concezione generale (e prevalente) è che per la tutela della “libertà negativa” fosse sufficiente l’astensione dello Stato (e anche di altri soggetti) da ogni intromissione (nel senso di lesione, diminuzione, conculcamento) nella sfera della libertà personale (e soggettiva), la cosiddetta&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“sfera giuridica” del cittadino, la cui libertà&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e proprietà è tutelata dagli ordinamenti nazionali e (anche) da trattati internazionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un esempio di violazione di tale concezione &lt;i&gt;tradizionale&lt;/i&gt; della libertà (e degli attentati alla medesima) ce la offre Teodosio, il quale, dopo aver emanato l’editto di Tessalonica (sul cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero) e visto che non era tanto rispettato, decise, qualche anno dopo, di sanzionarlo con delle robuste pene. Per cui colpì l’esternazione del culto pagano con sanzioni niente male: dalla pena di morte in giù, fino a multe pesantissime (quindici libbre d’oro). Con che cominciava l’imposizione del cristianesimo attraverso la compressione della libertà &lt;i&gt;negativa&lt;/i&gt; (in particolare di culto) dei pagani. E da Teodosio in poi è stato in grande prevalenza ritenuto che, per aversi attentato alla libertà “negativa” occorresse – quanto meno – una interferenza nella “sfera giuridica” del destinatario. Cioè un &lt;i&gt;comando&lt;/i&gt;, accompagnato da una &lt;i&gt;sanzione &lt;/i&gt;tesa a farlo osservare, incidente nella suddetta sfera: se non con pene alla Teodosio, almeno con multe, sequestri, confische (che Teodosio, ai tempi del quale non era stato istituito il CSM né la particolare responsabilità dei giudici, aggravava per i giudici &lt;i&gt;negligenti&lt;/i&gt; a far osservare la volontà imperiale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questa era la concezione, tra gli altri, di Isaiah Berlin per cui la libertà negativa della persona umana è la non interferenza dall’esterno, o libertà dalla &lt;i&gt;costrizione&lt;/i&gt; altrui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per argomentare la di essa concezione &lt;i&gt;innovativa&lt;/i&gt; rispetto alla tradizionale, la Corte ha dovuto arrampicarsi sugli specchi: perché appendere un crocifisso in un ufficio pubblico (non privato) non intacca la sfera personale (“privata”) né sanziona in alcun modo, il mancato ossequio – o l’aperta contestazione – del &lt;i&gt;simbolo&lt;/i&gt; esibito. E per ciò ha scelto quello, particolarmente levigato (e contestabile) della psicologia; onde il crocifisso “&lt;i&gt;può essere emotivamente perturbante&lt;/i&gt; per alunni d’altre religioni o che non professino alcuna religione…”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Poi la Corte &lt;i&gt;rafforza&lt;/i&gt; la propria argomentazione allegando la neutralità dello Stato: “lo Stato è obbligato alla neutralità confessionale dell’educazione pubblica… la Corte non vede come l’esposizione… d’un simbolo che è ragionevole associare al cattolicesimo (perché? Cristo non è morto e risorto per tutti gli uomini, anche protestanti e ortodossi?) potrebbe servire al pluralismo educativo, essenziale alla preservazione di una “società democratica” come concepita dalla Convenzione”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tuttavia alla concezione &lt;i&gt;tradizionale&lt;/i&gt; (della libertà come&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;assenza d’ingerenza) non si sottrae neanche la Convenzione europea; la quale all’art. 9 dispone “Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo e la libertà di manifestare la propria religione o credo individualmente o collettivamente, sia in pubblico che in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere oggetto di quelle sole restrizioni…” e all’art. 2 del protocollo addizionale n. 1 “Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche”; ma anche se è chiaro che, stante la norma, non si potrebbe imporre un’ora di catechismo a uno studente musulmano o buddista, non si comprende come l’esposizione di un &lt;i&gt;simbolo&lt;/i&gt; possa essere considerato lesivo della libertà negativa (che per essere violata richiede una &lt;i&gt;costrizione&lt;/i&gt; o un’ingerenza).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche perché nel caso, trattandosi di spazio “pubblico”, si è esteso a questo il carattere (e il limite) di difesa della sfera privata, connaturale alla libertà negativa, con ciò mutandone il connotato peculiare: dalla difesa di ciò che è &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt; alla determinazione di ciò che non è &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt;, ma di &lt;i&gt;tutti&lt;/i&gt; (pubblico). E relativamente al quale è più che dubbio – anzi secondo il diritto italiano vigente, escluso – che possa parlarsi di diritto soggettivo, ma a tutto concedere, d’interesse legittimo (se non di interesse semplice).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;V’è un’altra questione che pone la Corte, strettamente connessa alla prima. Ripetutamente la Corte afferma che tali “restrizioni sono incompatibili con il dovere dello Stato di rispettare la &lt;i&gt;neutralità nell’esercizio della funzione pubblica&lt;/i&gt;… questo diritto negativo merita una protezione particolare se è lo Stato che esprime una fede… Il dovere di neutralità e imparzialità dello Stato è incompatibile con un qualsivoglia potere di apprezzamento da parte di questo relativamente alla legittimità delle convinzioni religiose o delle modalità d’espressione di quelle”… Per la Corte, queste considerazioni portano all’obbligazione, per lo Stato, d’astenersi dall’imporre, anche indirettamente, delle fedi, nei luoghi ove le persone dipendono da esso, o nei posti dove sono particolarmente vulnerabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Anche queste affermazioni destano perplessità; se infatti le neutralità dello Stato non è riconducibile né ad un’ingerenza della sfera privata, né al diniego di una prestazione dovuta a tutti (come quella all’istruzione, prevista dall’art. 2 del protocollo addizionale alla convenzione), ma all’esposizione di un &lt;i&gt;simbolo&lt;/i&gt; il concetto di “neutralità interna”, analizzato con precise distinzioni da Schmitt, ne assume altre, impreviste ed imprevedibili. Se infatti è configurabile nella norma dell’art. 2 del protocollo una forma di “neutralità nel senso di parità, cioè di identica ammissione di tutti i gruppi… al godimento dei vantaggi o della altre prestazioni statali”, onde potrebbe essere legittima la pretesa di studenti islamici, ortodossi ed ebrei all’insegnamento, nell’ora apposita, della dottrina religiosa di appartenenza; non appare esserlo la pretesa di togliere i simboli delle credenze o appartenenze degli altri. Simboli che, nell’ordinamento politico, hanno una notevole importanza: ad esempio la bandiera, la cui forma e colori è prescritta dall’art. 12 della Costituzione italiana vigente e ricorda l’unità italiana raggiunta nel Risorgimento. E che i nostalgici del Regno delle due Sicilie o dello Stato pontificio non considerano un progresso: senza perciò che né la Repubblica abbia il diritto a perseguitarne le convinzioni né che i medesimi abbiano quello ad una bandiera “neutrale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Più in generale se come scriveva Smend, lo Stato è “una realtà soltanto in quanto realizzazione di senso” (nella quale la simbolizzazione ha un rilevante ruolo d’integrazione, come “rappresentazione particolarmente efficace ed elastica di un contenuto di valore”), l’identificazione dei cittadini in un insieme di valori (e di voleri) è uno dei momenti essenziali dell’integrazione (cioè nella “produzione dinamica”) dell’unità politica. Togliere dallo spazio pubblico quei simboli – quanto meno – di valori integranti, significa indebolire l’unità politica la quale non è (se non in parte) esprimibile in termini giuridici e statici (come il &lt;i&gt;patriottismo costituzionale&lt;/i&gt; ridotto al &lt;i&gt;feticismo documentale&lt;/i&gt; della costituzione scritta), ma è un processo di costruzione dinamica e politicamente concreta; quello che Renan, riferendosi alla nazione, chiamava “il plebiscito di tutti i giorni”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ma se bandiamo i simboli &lt;i&gt;identitari&lt;/i&gt; della civiltà che è il &lt;i&gt;prius &lt;/i&gt;(e il &lt;i&gt;genus&lt;/i&gt;) di quella attuale, e alla quale dobbiamo proprio la separazione tra temporale e spirituale (“rendete a Dio ciò che è di Dio, a Cesare ciò che è di Cesare”), il risultato è l’indebolimento e la dissoluzione degli Stati in altrettanti condomini abitati da apolidi/agnostici, indifferenti a qualsiasi stimolo che non quello dell’interesse personale. Il che è molto peggio di quello che appare da questa sentenza che, in se, apparentemente, è un progresso nella scristianizzazione, mentre è gravida di altre, più estese, conseguenze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: right; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Teodoro Klitsche de la Grange&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-8186294700122742663?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/8186294700122742663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=8186294700122742663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8186294700122742663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8186294700122742663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/11/teodoro-klitsche-de-la-grange-tutta.html' title='Teodoro Klitsche de la Grange: «Tutta colpa di Teodosio?»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvR6HzSonMI/AAAAAAAALJg/7EpbKido4n0/s72-c/imp_teodosio_i_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-805136752899477897</id><published>2009-06-19T11:47:00.006+02:00</published><updated>2009-11-06T20:29:11.179+01:00</updated><title type='text'>Caro Silvio, cosa fai? Ascolta, se puoi!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da molto tempo trascuro questo, che in ordine di tempo è il 1° dei miei 29 blogs via via creato. È piuttosto impegnativo distruibuirsi fra 20 blogs tematici, di cui ogni tratta cose abbastanza diverse o molto diverse dagli altri. Tuttavia, per questo mio blog l’interesse non è mai venuto meno, ché altrimento lo avrei cancellato. Mi propongo invece di ristrutturalo radicalmente, facendo teso delle mie maggiori abilità informatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno quindi, adesso, rapidamente su quello che è l’oggetto proprio di questo blog destinato al dibattito fra la militanza prima di Forza Italia e ora del PdL. Gli organi di partito sviluppano certamente una loro attività in rete, ma una comunicazione di tipo verticale, non orizzontale nè interattivo. Ho così di recente aderito in Facebook   “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Forza, Silvio&lt;/span&gt;”. Ma ti mandano delle veline! Dei dispacci! Fai questo, fai quello! Se appena uno si mette in mette di scrivere a quelli che mandano i dispacci, la cosa funzione: è solo un’erogazione di ordini ai destinatari, quelli che ricevono non hanno la minima possibilità di rispondere a quelli che spediscono. Un vero e proprio esercito di ascari! Questa è la considerazione che la dirigenza prima di FI, ora del PdL hanno del loro elettorato e soprattutto dei loro militanti, che sono più cari ai dirigenti quanto più battono le mani a comando senza poter mai fare la domande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò premesso, che è una lamentala inascaltata della base vera, non quella fatta di clientes, torno a quello che è l’oggetto di questo post. Sto leggendo un libro di 1200 pagine dove sto apprendendo molte cose. Non dico il libro perché non vorrei che mi scambiassero per qualche venditore di libri. Ma fra le cose che apprendo e della cui verità non dubito, leggo a proposito di Afghanistan e non che, ad esempio: «...Le truppe britanniche si erano macchiate di crimini di guerra…» (p. 888). Il contesto è quello attuale dell’Afghanistan!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O Silvio, per dio, che ti salta in mente di promettere a Obama che manderai altri 600 militari italiani in Afghanistan? Cosa pensa di fare in questo modo? Di riuscire a vendere più bottiglie di vino in America, come ti sei lasciato scappare di dire a proposito del macello iracheno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti sono un tue fedele elettori e mi riescono perfino simpatiche le tue innumerevoli gaffes, come quella dell’«abbonzatura» di Obama. O che: forse pensi di farti perdonare quella “carineria” mandato non tanto al macello 600 militari italiani, quanto alla vergogna! Mi auguro di cuore che non succeda loro niente. Uno di questi sarà probabilmente addirittura un mio studente! Figurati se non mi sta a cuore la loro vita e il loro bene. Di certo però, leggendo quel che apprendo nel non citato libro e altrove, i nostri soldati perdono in dignità per il solo fatto di essere mandati in Afghanistan, come non hanno bella figura per il solo fatto di essere stati mandati in Iraq.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi chiamassi Noemi sono certo che non solo leggeresti questa mia bottiglia nel ciberspazio, ma subito riceverei una tua telefonata. Ahimé non ho le virtù di Noemi ma sottolineo fermamente che per nessuna ragione di questo mondo scambierei la mia persona con costei che ci ha già fatto sapere che papy Silvio la potrà certamente mettere in parlamento e lei ha perfino già pronto il suo programma, un programma semplice semplice, che tutti possono capire: aboliamo le tasse o qualcosa di simile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Dio salvi l’Italia!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-805136752899477897?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/805136752899477897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=805136752899477897' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/805136752899477897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/805136752899477897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/06/caro-silvio-cosa-fai-ascolta-se-puoi.html' title='Caro Silvio, cosa fai? Ascolta, se puoi!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-6766842112880807865</id><published>2009-01-09T20:15:00.002+01:00</published><updated>2009-01-09T20:17:17.275+01:00</updated><title type='text'>Loro pensano sempre alle elezioni!</title><content type='html'>Incomincia un’altra farsa elettorale.&lt;br /&gt;Votiamo e siamo per questo il popolo più felice della terra, appunto il Popolo delle Libertà Negate!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;Con la speranza che la pausa natalizia ti abbia consentito di rigenerare spirito e corpo,&lt;br /&gt;riprendiamo il nostro consueto Contatto. Domani alle 17 alla Fiera Campionaria di Cagliari e in diretta sulla Tv della Libertà (canale 920 di SKY) potrai seguire Berlusconi che presenta il nostro Ugo Cappellacci, che tra poco più di un mese contenderà a Renato Soru la presidenza della regione Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono elezioni importanti e difficili, che stiamo già seguendo su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;www.ilpopolodellaliberta.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt; e che costituiscono una sorta di anteprima delle numerose elezioni amministrative e delle elezioni europee del prossimo 7 giugno. Le novità sono già tante. Alcune le puoi vedere non solo nel sito nazionale ma anche su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.governoberluscnoi.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;www.governoberluscnoi.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;.  La cosa certa è che ci attendono mesi "interessanti". Prepariamoci a fare la nostra parte.Buona continuazione 2009.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:85%;"  &gt;on. Antonio Palmieri&lt;br /&gt;responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;Ti ricordiamo che se vuoi cancellarti dalla Mailing-list, puoi inviare un messaggio vuoto&lt;br /&gt;a: &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="mailto:cancellami@versoilpopolodellaliberta.it" target="_blank"&gt;cancellami@&lt;wbr&gt;versoilpopolodellaliberta.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-6766842112880807865?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/6766842112880807865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=6766842112880807865' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6766842112880807865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6766842112880807865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/01/loro-pensano-sempre-alle-elezioni.html' title='Loro pensano sempre alle elezioni!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-4948477427603666601</id><published>2009-01-09T13:42:00.018+01:00</published><updated>2009-01-27T20:36:33.754+01:00</updated><title type='text'>Sotto la statua di Pasquino. Notizie che il TG ed i principali Media non danno: a) Su Gianni Alemanno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SWdvk7REu_I/AAAAAAAAIJ8/OmM0oGo3BNY/s1600-h/450px-Pasquino_1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SWdvk7REu_I/AAAAAAAAIJ8/OmM0oGo3BNY/s200/450px-Pasquino_1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289318967545215986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho più volte dichiarato di essere stato un elettore di Gianni Alemanno. Se me ne pento, non è che a votare Rutelli mi sarei sentito meglio a quest’ora. Rutelli o Alemanno, questo passa il convento della cosiddetta democrazia. Ciò di cui faccio fatica a convincere i miei avversari, denigratori e detrattori, è che anziché piangere e cospargermi il capo di cenere, mi trovo nella migliore condizione possibile per poter criticare Gianni Alemanno, nella misura in cui riesco a seguire quello che fa o non fa. Per esempio, molto mi ha sconcertato vederlo una serata di gala ebraico-romano dove sembra si raccogliessero fondi per gli insediamenti “illegali” in Cisgiordania, quasi che gli altri fossero “legali”, o la strana idea, subito accolta da Gianni, di concedere la cittadinanza “onoraria” al soldatino Shalit ed in questo modo “disonare” agli occhi di oltre un miliardo di persone tutta la cittadinanza romana di tre milioni di persone, di cui parrebbe 400.000 di origine calabrese, miei connazionali. Non ho un servizio che mi aggiorni di tutte le prodezze di Gianni, che intascato il voto mio e di tanti altri, manda a dire da buon politico: Fessi che siete, per adesso vi ho fregato. Poi si vedrà come fregarvi ancora. Ma noi accettiamo sportivamente la fregatura. Del resto, con questo sistema elettorale si evolve verso una situazione in cui anche il 90 per cento degli elettori, sia alle amministrative sia alle politiche, possono pure starsene a casa. A decidere basterà il 10 per cento. Ma si badi bene non il 10 per cento dei migliori, di cui Rousseau diceva che se erano cittadini “virtuosi” avevano bene il diritto di contare più degli altri 90 non virtruosi. Qui è esattamente l’opposto è il 10 per cento dei peggiori che andrà a votare mentre il 90 per cento dei virtuosi, se ne stanno a casa impotenti e disgustati. Per giunta, con il diritto al rimborso approvato subito dopo il referendum abrogativo del finanziamento pubblico dei partiti si è disposto che le tasse si prelevano anche sulla testa di quelli che non vanno a votare. Quindi, la cuccagna per i politici di mestiere si presenta così: maggiori entrate e minore spese quanto più la gente si disaffezione dal voto. Alle campagne elettorali, anche senza apparati partitici, ormai inutili ed estinti, basterà pagare un poco di veline più o meno succintemente vestite che distribuiscano pacchetti pubblicitari o inviti a pranzo e cena, per agevolare la campagna elettorale. Queste mi appaiono le tendenze della magnifica democrazia nostrana che è diventata un prodotto da esportazione fin nei deserti mediorentali. In questo post raccogliere Notizie significative dal mio punto di vista riguardanti qui Gianni Alemanno, ma poi aprendo altre schede per altri esponenti della mia area di militanza politica dove mi piace più criticare che non applaudire. Le cose che vanno bene, vanno bene, se vanno bene e non vi è nulla da dire. Su quelle che invece vanno male, si deve poter discorrere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;Status: 9.1.09&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SWdv0Wm_glI/AAAAAAAAIKE/oU6DmriLCBA/s1600-h/P64.alemanno_pacifici.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SWdv0Wm_glI/AAAAAAAAIKE/oU6DmriLCBA/s200/P64.alemanno_pacifici.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289319232582943314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sommario: 1. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2009/01/sotto-la-statua-di-pasquino-notizie-che.html#uno"&gt;Striscioni contro Alemanno&lt;/a&gt;. – 2. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2009/01/sotto-la-statua-di-pasquino-notizie-che.html#due"&gt;Pacifici denuncia&lt;/a&gt;. – 3. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2009/01/sotto-la-statua-di-pasquino-notizie-che.html#tre"&gt;A chi si deve la vigliaccata&lt;/a&gt;? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/100582"&gt;Striscioni contro Alemanno&lt;/a&gt;. – Evidentemente il corso sionista di Gianni non piace ad alcuni. Non so cosa sia il movimento “Militia” e ne leggo ora per la prima volta il nome e mi limiti qui a riportare i trafiletti che trovo senza nessun commento, un commento che potrebbe essere prematuro. Prima occorre conoscere i fatti, sia pure con beneficio d’inventario e poi formarsi un autonomo giudizio.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;blockquote&gt;L’UNIONE SARDA.it &gt; L’Unione 24 Ore&lt;br /&gt;ARCHIVIO&lt;br /&gt;Gaza: Roma, striscioni contro Alemanno&lt;br /&gt;Ancora striscioni firmati dal movimento di estrema destra Militia nella capitale. Nel primo, sequestrato dalla polizia, era stata tracciata la scritta contro il sindaco di Roma, “Alemanno sionista boia”. Nello stesso striscione, lungo oltre 4 metri nella zona di Ponte Lanciani, anche insulti contro il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. Nell’altro striscione, invece, era stata tracciata la scritta: «Hamas fino alla vittoria». Il sindaco della capitale e il presidente della comunità ebraica di Roma proprio ieri avevano fatto insieme “una passeggiata” per i negozi del Ghetto in risposta ad una proposta, poi ritrattata, di un sindacato autonomo di non fare acquisti nei negozi gestiti da commercianti ebrei.&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La stessa notizia è data da &lt;a href="http://www.roma-citta.it/roma/news_17800-Ponte-Lanciani-striscioni-di-Militia-contro-Alemanno-e-Pacifici-cronaca.html"&gt;Roma Città&lt;/a&gt; con qualche particolare in più, ma subito autocensurato. Eccone il testo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Due striscioni firmati Militia e lunghi circa 4 metri sono stati rimossi questa notte dai poliziotti a Ponte Lanciani. Secondo quanto comunicato dalla polizia su uno striscione c'era scritto “Hamas fino alla vittoria”, mentre sull’altro “Alemanno sionista boia, Pacifici la tua tro...”.&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sempre con riguardo allo stesso episodio leggiamo da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;amp;Art=17188&amp;amp;Cat=1&amp;amp;I=immagini/Enti%20Locali/Piero%20Marrazzo.jpg&amp;amp;IdTipo=0&amp;amp;TitoloBlocco=Enti%20Locali&amp;amp;Codi_Cate_Arti=24"&gt;Iris&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; press un intervento di Marrazzo, che se ricordiamo bene era un velinaro passato alla politica. Ecco il testo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;(IRIS) - ROMA, 9 GEN - «Esprimo la mia vicinanza e solidarietà al sindaco Alemanno e al presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, per gli striscioni apparsi stanotte a Ponte Lanciani. Sappiano gli autori di questa inutile bravata che non abbasseremo la guardia sui temi della tolleranza e della salvaguardia di principi sanciti dalla nostra Costituzione». Cosí il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo in una nota, che prosegue: «Per il semplice motivo che questo porterebbe all'imbarbarimento della società italiana ed al prevalere di logiche antidemocratiche già sconfitte dalla storia. Simili attacchi personali non sortiranno nessun effetto, se non quello di spingere inesorabilmente ai margini della storia i pochi individui che si ostinano a coltivare il vuoto delle idee riempito da intolleranza e odio. Colgo l'occasione per ringraziare le forze dell'ordine, prontamente intervenute per rimuovere questi vergognosi striscioni».&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Molto si è discusso e si discute ancora sulla santificazione si o no di Pio XII. Sappiamo come gli ebrei romani e non ritengono di avere giurisdizione sulla faccenda. I nostri politici per effetto della nostra votazione, apponendo una croce nel segreto di una cabina elettorale, santi lo sono già per effetto del nostro voto. Vi è da riflettere, ed ho posto giusto ieri l’argomento come tema di dibattito, di cosa significa il pronunciamente televisivo e mediatico di un miracolato dal nosto potente voto. Il quesito è: quando poniamo un Alemanno, ma potrebbe essere chiunque altro: Gasparri, Fini, Cicchitto, parla nel senso che apre bocca e pronuncia giudizi e valutazioni, quello che dice è il nostro pensiero? A cosa propriamente si dovrenne limitare un eletto? A firmare le carte bisognose di firme. Ma almeno il nostro pensiero, quello di ognuno di noi, non delegato e non delegabile, può restare nostro senza che un Alemanno o altri possano dire a nome nostro quello che neppure lontanamente pensiamo. Non ho nulla a che fare con i ragazzi di “Militia”, ma mi dispiace vederli concionati da un Marrazzo. Ma in fondo la “democrazia” non è altro che un modo più furbo e forse più ipocrita di fare quello che i gestori del potere hanno sempre fatto. Resto del parere che i criteri di legittimità hobbesiani del rapporto protezione-obbedienza siano eticamente più sani della truffa elettorale di un consenso chimerico che si traduce in una pernacchia da parte dell’eletto verso il suo elettorato, appena carpito il voto. Quel grande uomo che era Totò ce lo aveva detto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Beh, anche io sono a favore di Hamas ed ho partecipato non alla manifestazione di “Militia”, ma a quella del 3 gennaio che partiva da piazza della Repubblica. Vi erano molte bandiere rosse, ma io manifestavo in solidarietà per Gaza ed i palestinesi, non per altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Boicottaggio-ebrei-denunciati-Milizia:-Alemanno-sionista-boia/1572482?ref=rephp"&gt;Pacifici denuncia&lt;/a&gt;. – Merita distinto paragrafo la notizia riportata da Repubblica sugli striscioni contro Alemanno. Si impone all’evidenza il complesso di autorità di cui si sente investito Riccardo Pacifici. Dalle sue rampogno non si salva proprio nessuno, neppure il papa, che in Roma diventa il rappresentante di uno stato estero (!). Poveri insegnanti e nelle università e nelle scuole medio-superiori. Se appena sgarrano di una virgola, si alza la voce possente di Riccardo Pacifici, il quale chiede se il tale insegnante può continuare ad insegnare. Meno male che io adesso che scrivo sto qui a casa mia, protetto da una porta blindata, ma non mi stupirei se leggendo queste mie righe Riccardo chiedesse al presidente della Repubblica o magari a Gianni se posso continuare a stare a casa mia, pagando beninteso tutte le tasse dovute al comune. Ma chi è Riccardo e da cosa discende tanto incredibile potere? In Roma esiste una comunità ebraica di 10 o 15 mila persone. Quanto per intenderci a fronte di 400.000 calabresi che ad ogni tornata elettorale sono tempestati di lettere in virtù della calabresità desunta dal luogo di nascita e facilmente ricavabile dall’anagrafe comunale. Gli ebrei romani hanno una loro propria organizzazione in quanto ebrei. Noi calabresi purtroppo non l’abbiamo, ma io ho lanciato l’idea presso i miei compaesani. Bisogna imparare da Riccardo che con un migliaio di voti tiene in pugno Gianni. Dico mille o poco più perché a votare fra gli aventi diritto saranno circa il 30 per cento. Di questi solo una parte vota per Riccardo, che credo si sia guadagnato consensi per una faccenda di pensioni su cui ho visto apparizioni televisice scandalistiche a Striscia la notizia con Riccardo scalmanato ed un Mastello che diceva di aver trovato una parte di fondi sul suo ministero, dove Report nello stesso tempo faceva vedere il pignoramento di macchine copiatrici per sentenze di condanna da parte della Corte europea. Quando ne avrò finalmente il tempo, mi riservo di studiare la questione sotto il profilo tecnico-giuridico perché non posso smettere di pensare di come alla mia povera madre in una situazione analoga la pensione fu tolta. Chiusa la parentesi, credo che su questo consenso abbia vinto le sue elezioni interne alla comunità ebraica. La sua leadership si distingue poi per uno sfegatato sionismo, che a noi altri qualche problema ce lo pone. Noi stiamo dalla parte di Hamas e dei palestinesi e non degli israeliani massacratori. Per farlo capire a Gianni non bastano neppure gli striscioni di Militia. Questi ragazzi o elettori delusi vengono qui criminalizzati e fatti passare per barbari la cui cittadinanza italiana è impropria. Ci si deve aspettare che venga loro inflitto un trattamento analogo a quello riservato ad Hamas e ai palestinesi. Ragazzi, se mi leggete, state in campana. Qui è guerra aperta, nel senso del Manifesto degli oltre 1000 intellettuali che con Angelo d’Orsi ci fanno sapere che in passato la propaganda era un “strumento” della guerra. Adesso è invece la guerra stessa. Un salto qualitativo che forse la dottrina non ha ancora adeguatamente studiato. È da aggiungere poi al segreto dell’influenza di Riccardo il potere dei commercianti romani, di cui non esistono certo statistiche ad hoc, ma si stima che sia largamente in mano alla comunità ebraica, che si estende ad esempio fino al commercio dei souvenirs religiosi cattolici in piazza san Pietro. Sono verità queste che vanno verificate, studiate. Il trafiletto di Repubblica riferisce lo stesso episodio sopra riportato ma con una particolare evidenza data a Pacifici. Seguono poi numerosi Commenti dei lettori che forse può essere istruttive leggere e a loro commentare. Non sappiamo. Ci accingiamo a farlo. Se non tutti, perché troppo numerosi, riporteremo quelli che ci paiono più significati. Non sappiamo se i commenti sono stati moderati o sono automatici. Lo scopriremo subito lasciandone in ultimo uno noi stessi.&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La questione del boicottaggio al commercio ebraico deve aver toccato una parte sensibile. Non sappiamo nulla al riguardo. Di quale sindacato si tratti ed in cosa consista l’illecito. Ma seguiremo il caso nei suoi sviluppi fin dove possibile. Intanto mi chiedo: sono tenuto ad andare a fare acquisti negli stessi negozi che Gianni ha esorcizzato e santificato con la sua presenza? Non so quali sono. Ma a leggi vigenti non credo di esserne tenuto. Ma siccome in questa materia di questi tempi non se ne può sapere mai abbastanza chiederò a qualche consigliere comunale, ai vigili urbani o ai competenti Uffici se esiste un simile obbligo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Pacifici: “Denunceremo quel sindacato”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Nella notte spuntano striscioni di Milizia&lt;br /&gt;contro Alemanno: “Sionista boia, e pacifici...”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;qui è censurata dal titolo tutta la parola che manca, ma da Roma Città si leggono le prime tre lettere. Bisognerebbe studiare con il vocabolario le combinazioni possibile, ma la nostra curiosità non arriva a tanto]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; A conclusione dell'incontro del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, con la comunità ebraica di Roma, al quale hanno partecipato il presidente dell’Ucei, Renzo Gattegna, il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici, e il capo rabbino Riccardo Di Segni, Pacifici ha annunciato che la Comunità ebraica di Roma denuncerà il sindacato che ha proposto il boicottaggio dei negozi degli ebrei.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E se non ricorda manco il nome con chi se la vuol prendere? Con gli Innominati o con i Fanstasmi? Vorrei poi sapere da lui se da parte del Consumatore questo è libero di andare a spendere i suoi soldi dove vuole o deve andare obbligatoriamente nei luoghi da lui raccomandati, magari con uno speciale bollino. Quella cosa che a scuola si studia come “certezza del diritto” qui diventa assai labile. Ma siano nell’epoca alemanna: i barbari non solo sono entrati in Roma, ma hanno preso stabile possesso delle istituzione e le libertà dei cittadini, anche quella elementari di stabilirfe dove spendere il proprio sempre più striminzito denaro, sono a rischio&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Una proposta di boicottaggio che Gattegna ha tacciato come «un tentativo folle di discriminazione portato avanti da una associazione di cui non ricordo neanche il nome».  "Così come hanno fatto Cgil, Cisl e Uil denunceremo il sindacato ricorrendo alla legge Mancino per l'istigazione all'odio razziale - spiega Pacifici - anche la comunità ebraica di Roma non si risparmierà e farà la stessa azione". &lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eccolo dunque il busillis! La legge Mancino! Buona a tutti gli usi. Anche per decidere dove andare a comprarsi le mutande! Naturalmente, la stessa legge non vale se si tratta di colpire il commercio musulmano o addirittura di proibire la preghiera musulmano in una pubblica piazza. Quel grande uomo religioso dal volto luciferino che risponde al nome di Ignazio La Russa ha chiesto una messa riparatoria da parte cristiana. Magari a celebrarla saranno lui e lo stesso Alemanno. A partecipare alla funzione, facendo la parte dei fedeli, saranno magari gli stessi membri della comunità ebraica romana o milanese. Ormai di tutto ci si può aspettare in un paese allo sbando.&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Intanto questa notte due striscioni firmati Militia, lunghi circa 4 metri, sono stati trovati e rimossi dagli agenti della polizia di Stato a Ponte Lanciani. Secondo quanto si apprende, su uno striscione c'era scritto "Hamas fino alla vittoria", mentre sull'altro "Alemanno sionista boia, Pacifici la tua tro...". I due striscioni sono stati notati dagli agenti della polizia di Stato del reparto volanti in servizio di controllo del territorio intorno all'una. Indagini sono in corso per risalire agli autori. &lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In un paese devastato da secoli con mafia, ndrangheta, camorra, Sacra Corona Unita, organizzazioni storiche, accanto ad altre recenti non organizzate, i nostri inquirenti non hanno di meglio da fare che reprimere le “pasquinate”. E poi ci lamentiamo che in Italia non vengono scoperti i reati. Lo credo bene. Passano il tempo ad occuparsi del non reati. Quando lo trovano il tempo per occuparsi della nostra sicurezza. Dobbiamo imparare a pensarci da soli. Sempre che poi non veniamo perseguiti per esercizio arbitrario di autodifesa.&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;I commenti alla notizia sono 53 alla data del 9 gennaio ore 15:37. Li leggiamo prima di decidere quali e quanti pubblicare, o se magari non conviene riassumerli. Speriamo la lettura sia almeno divertente. La parte in tondo è il commento che si trova sulla Repubblica. Non so se ci sono problemi giuridici nel riportarli. Per prudenza evito il nome degli autori. A richiesta degli aventi diritto non ho nessuna difficoltà a rimuovere il contenuto che si può leggere nel link sopra e qui ripetuto. I miei commenti ai commenti sono in corsivo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;1.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I fatti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' così difficile avere chiarezza sui FATTI nudi e crudi??? Qualcuno - me compreso ieri - ha visto sul sito della Flaica un invito al "boicottaggio dei PRODOTTI ISRAELIANI"; altri invece parlano di un (precedente?) comunicato che invitava al "boicottaggio degli acquisti nei..&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;2.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il codice a barre 729&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ogni prodotto ha un codice a barre. I prodotti israeliani hanno un codice che inizia per 729. Boicottare l’economia israeliana è l’unico modo che abbiamo per farli smettere. Nessuno ha mai fatto cenno ai negozi ebraici romani.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;3&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hamas&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Guardate il filmato “la tregua”, tanto per sapere come sono andate le cose, a causa di chi si è arrivati a questo punto, come e perché è nato Hamas... tanto per sapere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;4.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Ricatto e prepotenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La comunità ebraica si comporta in modo prepotente denunciando la gente per i motivi più futili e usando la shoa e l’antisemitismo come armi di ricatto.&lt;br /&gt;Non c’è da stupirsi che si schierino apertamente a favore dei crimini dello Stato di Israele.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;5.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che crimine è?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«I due striscioni sono stati notati dagli agenti della polizia di Stato del reparto volanti in servizio di controllo del territorio intorno all’una. Indagini sono in corso per risalire agli autori».&lt;br /&gt;Indagini? Che crimine è appendere degli innocenti striscioni?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Un caso montato ad arte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«BOICOTTAGGIO DEI prodotti ISRAELIANI DEL COMMERCIO A ROMA, (molto diffusi nei negozi di abbigliamento a Roma in un pò tutte le principali vie di Shopping ) IN SEGNO DI PROTESTA E SDEGNO CONTRO QUESTO MASSACRO RICOSCIUTO E CONDANNATO, ormai all'unanimità DALL'INTERO PANORAMA POLITICO INTERNAZIONALE».&lt;br /&gt;Questo invece è stato pubblicato su repubblica.it:&lt;br /&gt;«BOICOTTAGGIO degli acquisti nei negozi DEL COMMERCIO A ROMA che si rifanno alla Comunità Israelitica romana (molto diffusa nei negozi d´abbigliamento) in segno di protesta e sdegno contro questo massacro condannato da tutti».&lt;br /&gt;Qualcuno dia delle spiegazioni: quali dei due è quello vero? se fosse il primo, allora il caso sarebbe stato montato ad arte, se fosse il secondo allora chi lo ha scritto si assumerebbe tutte le responsabilità di quanto dichiarato.&lt;br /&gt;Il primo è firmato e ha un recapito telefonico al link&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.forumpalestina.org/news/2009/Gennaio09/07-01-09SaldiRossoSangue.htm"&gt;http://www.forumpalestina.org/news/2009/Gennaio09/07-01-09SaldiRossoSangue.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Il boicottaggio è legittimo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;È fin troppo ovvio che una cosa è l’antisemitismo (da aborrire) ed un’altra è il dissenso nei confronti dell’attuale governo dello stato israeliano.&lt;br /&gt;Altrimenti qualunque comportamento tenuto da chi discende dalle vittime o dai superstiti della Shoah diventerebbe legittimo ed insindacabile, come, ad esempio, se si volesse dare una patente di impunità a tutti quelli che sono parenti di vittime della mafia. Ciò non è possibile perchè ciascuno risponde delle proprie azioni, sia in campo penale che sul piano morale.&lt;br /&gt;Quindi il bersaglio corretto di un boicottaggio sono, ad esempio, i prodotti israeliani. Una sorta di embargo per far rendere conto a chi governa Israele che la comunità mondiale dissente sulle violenze che l'esercito israeliano ha attuato ed attua ancora a Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Trovo fin qui di una grande maturità i commenti. Non ho più tempo per gli altri. Ma intanto è venuto fuori una verità diversa da quella data dai media, perfino in confutazione della stessa “Repubblica”, dove evidentemente non si sono accorti del commento che riportava il testo originario apparso su Forum Palestina e quanto invece è stato diffuso. Siamo davvero ad una guerra della propaganda, dove ci si deve aspettare di tutto e dove occorre prendere tutte le precauzioni possibile su ciò che si legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Ho mandato un mio commento in contradditorio con un commento. Fino a quando non lo vedro, se lo vedrò, non posso stabilire come funziona la moderazione. Non essendo apparso automaticamente devo desumermene che i commenti vengono filtrati. E questo non è un male, ma poi si tratta di vedere quali commenti passano e quali no. Il tutto comunque richiede non poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="tre"&gt;3&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://liberaroma.wordpress.com/2009/01/08/le-menzongne-di-repubblica-sul-boicottaggio-ai-prodotti-israeliani-ecco-il-vero-volantino-della-flaica-cub/"&gt;A chi si deve la vigliaccata&lt;/a&gt;? – Con l’andare degli anni io divento sempre più sospettoso e sempre meno propenso a credere alla buona fede, soprattutto di persone la cui prava volontà ho già avuto modo di verificare. Andando al link si trova il vero testo del sindacato in questione, che avrebbe fatto una campagna per il boicottagio dei prodotti israeliani, non dei negozi ebrei di Roma, per i quali comunque io mi riservo piena libertà come consumatore. Vorrei vedere chi adesso Riccardo pensa di denunciare in base alla legge Mancino. A meno che non ritenga che la legge Mancino sia una legge della Knesset. Di fatto lo è, ma non ancora nella forma legale per poter essere applicata da eventuali giudici. È da chiedersi se Pacifici non sia a sua volta denunciabile per calunnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattro"&gt;4&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ultim’ora&lt;/span&gt;. – Sembrerebbe ed accentuo il sembrerebbe perché potrebbe trattarsi di un falso creato ad arte. Cosa di cui non mi stupisco e di cui ritengo capaci i nostri “amici”. Ho visto un testo dove si parla di “negozi israelitici a Roma” o simile espressione. Poi ho letto un articolo di Guzzanti dove si corre addirittura alla “Notte dei Cristalli”. Orbene, è un conto se decido di non entrare in un negozio sapendo che è un negozio ebraico, dove con i miei soldi viene poi finanziata l’aggressione militare a Gaza ed altre cose che sappiamo. Come sappiamo, per avercelo detto loro, che gli ebrei romani sono accessi sostenitori di Israele. Altro conto è rompere a sassate le vetrine degli stessi negozi. Il sindacato in questione non ha invitato mai a rompere le vetrine. Resta poi la questione sulla distinzione fra una bozza ed un testo ufficiale, sempre che vi sia stato una bozza precedente che è la copia pubblicata dai ragazzi del Focolare che devono essere stati gli artefici del vittimismo tipico di quella propaganda con la quale si è abusato della buona fede della gente. Se denuncia vi sarà da parte di Pacifici o controdenuncia da parte del sindacato, seguiremo il caso. Io mi pongo però il problema: sono libero di spendere dove mi pare i miei soldi. Mi hanno appena portato a casa due maglioni. Non so in quale negozio siano stati comprati, ma ho guardato il codice a barre: per fortuna non compare il numero 729. D’ora in poi in ogni mio acquista guarderò sempre il codice a barre ed il numero 729 è facile da ricordare. Quanto poi ai negozianti, si vedrà. Di certo non ho mai rotto vetrine in vita mia. Non credo che incomincerò a farlo proprio adesso. La morale della favola resta l’estrema propensione alla delazione e alla repressione di qualsiasi movimento di massa. È più forte di me anche se l’espressione è volgare: siamo un popolo di… Per una lotta di Liberazione bisogna impegnare tutte le nostre energie. I palestinesi con il loro eroismo di fronte alle massime potenze mondiali ci sono di monito ed esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;a href="http://liberaroma.wordpress.com/2009/01/08/le-menzongne-di-repubblica-sul-boicottaggio-ai-prodotti-israeliani-ecco-il-vero-volantino-della-flaica-cub/#comment-57"&gt;Il mio intervento&lt;/a&gt;. – Navigando in rete, sono venuto a conoscenza oggi stesso della montatura a proposito del boicottaggio dei commercianti ebrei della capitale. Il santore Guzzanti, noto sionista in parlamento nelle fila del mio stesso partito, ha evocato addirittura la Notte dei Cristalli. Trovo ciò di una grande faziosita ed irresponsabilità, decisamente impropria i chi riveste la sua resposabilità. Poiché non mi sento un pupazzo di nessuno, ma un libero cittadino che ha liberamente e dignitosamente deciso di iscriversi un partito, mi dissocio nettamente dagli appartenenti al mio stesso partito, dal quale uscire, ritenendo che semmai ad uscirne debbano essere altri che considerano il partito come una “cosa loro”. Mi auguro che qualche evento eccezionale – Mani pulite o no so cosa – conducano in tanto fervore di riforme anche alla legge applicativa dell’art. 49 della costituzione. Ancora oggi il cittadino che decide di far politica e non vuole essere cliente di nessuno non ha nessun quadro normativo di riferimento. Fanno leggi stupide e dannose, come la legge Mancino o la legge Colombo sulla sua Memoria, ma non fanne le leggi essenziali per l’esercizio dei diritti politici. L’ultima legge elettorale è una sorta di regressione al fascismo. Un ex-parlamentare di lungo corso, non più rieletto ed ora tornato in Facoltà, ha ironizzato sul grave deficit di democrazia, ipotizzando che fra poco aboliranno anche il voto dei cittadini, essendo già diventato inutile e arrogandosi degli eletti neppure singolarmente votati di fare le più stravaganti e partigiane dichiarazioni attribuendole ad un popolo del tutto ignaro e reso così responsabili delle peggiori infamie.&lt;br /&gt;Ecco il testo della mia dichiarazione che si trova sul sito &lt;a href="http://liberaroma.wordpress.com/2009/01/08/le-menzongne-di-repubblica-sul-boicottaggio-ai-prodotti-israeliani-ecco-il-vero-volantino-della-flaica-cub/#comment-57"&gt;Liberaroma&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono un militante e dirigente di centro destra nonché elettore di taluni Eletti che hanno fatto dichiarazioni, per le quali non sono stato né consultato né io ho loro conferito autorizzazioni di sorta a parlare a nome mio in quanto uti universus. Non ritengo che con il voto da me concesso io abbia inteso alienare la mia autonoma capacità di pensare e giudicare secondo scienza e coscienza in fatti di prevalente natura etica, morale, religiosa. Poiché il genocidio in atto nel “campo di concentramento” di Gaza – così definito dal cardinale Renato Raffaele Martino e dopo innumerevoli condanne ad Israele da parte dell’ONU – supera ogni considerazione di natura opportunistica e clientelare propria dei rapporti fra rappresentanti politici eletti  e potenti gruppi commerciali, mi dissocio nettamente dai rappresentanti pur da me votati. Essi semplicemente non hanno titolo a rilasciare le dichiarazioni di cui ho appreso solo da organi di stampa che con la loro informazione sono essi stessi parte in causa nella guerra che si combatte nella Striscia di Gaza. Il loro compito e le loro funzioni si limitano all’esercizio del diritto di voto nelle assemblee e negli organi dove sono stati eletti e delegati, sperando che sappiano ben svolgere le funzioni amministrative a loro demandate.&lt;br /&gt;Secondo la migliore dottrina giuridica, ognuno di noi in quanto elettore di rappresentanti ai quali non è concesso di revocare voto e mandato, non aliena tuttavia la sua quota di sovranità per effetto del voto espresso, ma il popolo resta in ogni momento titolare della sua sovranità.  Nei momenti eccezionali come quello che stiamo vivendo la sovranità ritorna al popolo che si esprime fuori dai collegi elettorali, cioè nelle piazze in pubbliche manifestazioni e attraverso i suoi intellettuali e portavoce espressi sul campo.&lt;br /&gt;In pubbliche manifestazioni in Italia e in tutti i paesi del mondo i popoli della terra hanno manifestato ferma e netta condanna per la strage di Gaza imputabile al governo di Israele. In alcuni casi sono state perfino interrotte le relazioni diplomatiche con lo stato di Israele. Il popolo italiano nell’art. 11 della sua costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie. Data la evidente sproporzione di mezzi offensivi, non vi è dubbio che in Gaza vi sia stata deliberata e criminale aggressione contro un popolo inerme, già cacciato dalle sue case e dai suoi villaggi e tenuto in inaudite condizione carcerarie. È ferma la mia condanna di una simile situazione, facendo ricorso a tutti i mezzi che mi sono concessi, compreso il boicottaggio delle merci israeliane e dei gruppi sociali ed economici che in Roma sostengono la criminale aggressione.&lt;br /&gt;È  ipocrita ed offensivo dell’intelligenza del popolo italiano terrorizzare i cittadini per il solo accenno di un boicottaggio commerciale, peraltro difficile da organizzare, quando la popolazione di Gaza si trova sotto embargo economico da oltre 18 mesi, in una grave emergenza umanitaria, della quali sono responsabili rappresentanti tutti eletti con liste bloccate e senza nessuna possibilità di scelta dei singoli candidati, che in taluni casi rappresentano il governo israeliano anziché il popolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori svolgimenti, rielaborazioni e aggiornamenti rinvio alla pagina del mio blog:&lt;br /&gt;&lt;http: com="" 2009="" 01="" html=""&gt;&lt;br /&gt;- La stanchezza per la continua tensione in me prodotta nel seguire continuamente fin dal suo inizio la strage di Gaza non mi consente una migliore formulazione del testo qui reso. Per la stesura definitiva mi riservo sul mio blog di intervenire in ogni momento. Il presente testo deve intendersi come bozza.&lt;/http:&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Nel sito si trovano altri interventi, fra cui quello di &lt;a href="http://kelebek.splinder.com/post/19528906/Mentitori+e+complici+di+strage"&gt;Kelebek&lt;/a&gt; che raccoglie le dichairazioni che ho tenuto presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4948477427603666601?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4948477427603666601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4948477427603666601' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4948477427603666601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4948477427603666601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2009/01/sotto-la-statua-di-pasquino-notizie-che.html' title='Sotto la statua di Pasquino. Notizie che il TG ed i principali Media non danno: a) Su Gianni Alemanno'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SWdvk7REu_I/AAAAAAAAIJ8/OmM0oGo3BNY/s72-c/450px-Pasquino_1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-8935419785430417675</id><published>2008-12-17T10:01:00.091+01:00</published><updated>2008-12-23T20:28:26.727+01:00</updated><title type='text'>1938: ma perchè? Il dibattito sulle leggi razziali alla luce della politica ideologica del governo in carica</title><content type='html'>Dibattiti interni&lt;br /&gt;delle sezioni romane AN/PdL&lt;br /&gt;Marconi-Magliana-Portuense&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUlh0SNPpVI/AAAAAAAAH8E/-PxfO4B7nRo/s1600-h/C2.Simbolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 149px; height: 149px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUlh0SNPpVI/AAAAAAAAH8E/-PxfO4B7nRo/s200/C2.Simbolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280859588937098578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le recenti esternazioni di Fini avranno fatto piacere a qualcuno, ma hanno prodotto malumore in altri. Ormai sembra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ovvio&lt;/span&gt; – il termine “ovviamente” è un intercalare frequente in Fini – che uomini giunti ad un potere che mai si sarebbero aspettato cerchino di accreditarsi verso quanti non li avrebbero mai accettati. Scaricano tutta la zavorra che ritengono inutile. All’interno di AN e del PdL sono alquanto rare le occasioni di dibattito alla base. I massimi dirigenti credono di poter svendere quella ideologia che hanno coltivato agli inizi della loro carriera. Il discorso di Fini non è isolato e si collega ad una strategia di ampio raggio. In questo post destinato  al dibattito nelle sopravvissute sedi di partito, radicate territorialmente, verrò raccolta ed aggiornata tutta la documentazione disponibile. Gli onorevoli deputati che amano esternare senza sentire nessuno e soprattutto senza contraddittorio verranno quindi invitati nelle sedi zonali ad esplicitare meglio il loro pensiero e a dare prova delle loro cognizioni storiche e politico-filosofiche&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;Testo in progress&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Versione 1.8&lt;br /&gt;Status: 21.12.08&lt;br /&gt;&lt;a name="sommario"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUlgzpdnhYI/AAAAAAAAH78/vJtHKFcI2V8/s1600-h/C1.Gianfranco+Fini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 90px; height: 125px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUlgzpdnhYI/AAAAAAAAH78/vJtHKFcI2V8/s200/C1.Gianfranco+Fini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280858478488290690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sommario: 1. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#uno"&gt;Le più alte cariche dello Stato e l’intera classe politica prigioniere della Israel lobby&lt;/a&gt;. – 2. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#due"&gt;Le leggi razziali: cosa furono e cosa sono&lt;/a&gt;. – 3. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#tre"&gt;Gli apprezzamenti della Lobby&lt;/a&gt;. – 4. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#quattro"&gt;L’infelice discorso di Fini&lt;/a&gt;. – 5. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#cinque"&gt;Tutto il mondo e la storia in colpa verso gli ebrei&lt;/a&gt;. – 6. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#sei"&gt;Il giudizio di padre Sale sul discorso di Gianfranco Fini&lt;/a&gt;. – 7. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#sette"&gt;L’incredibile Riccardo&lt;/a&gt;. – 8. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#otto"&gt;L’intervento di Baget Bozzo: Fini sbaglia&lt;/a&gt;. – 9. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#nove"&gt;«Meschino opportunismo politico»: il parere di Maurizio Blondet&lt;/a&gt;. – 10. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#dieci"&gt;Umberto, Valentina e la “Difesa della razza”&lt;/a&gt;. – 11. Documenti storici: a) &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#undicia"&gt;Il Manifesto della razza&lt;/a&gt;. –  b) &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#undicia"&gt;Commenti giornalistici al “Manifesto della razza”&lt;/a&gt;. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le più alte cariche dello Stato e l’intera classe politica prigioniere della Israel lobby&lt;/span&gt;. – Per primo ha incominciato il presidente Napolitano con le sue arbitrarie equiparazioni fra antisemitismo e antisionismo. In occasione della visita alla Fiera di Torino, dedicata al 60° anniversario di israele, dimenticando che è anche il 60° anniversario della Nakba, l’Ufficio della Presidenza della Repubblica ha emesso un comunicato dove si precisava che il Presidente con la suddetta equiparazione non intendeva dire che non si potesse criticare il governo di Israele. Tutt’altro. Solo che questo Comunicato diventa un’autorevole presa in giro dei cittadini, quando è ben noto che il governo di Israele è un governo sionista per definizione. Quindi diventa davvero rocambolesco poter legittimamente criticare il governo di Israele senza venir tacciati di antisionisti e quindi antisemiti. Da notare che la visita del presidente Napolitano ha quasi coinciso con il rapimento di un cittadino italiano, che per sfregio è stato tenuto prigioniero in un cesso in pasto a pulci e parassiti. Non ci è capitato di leggere che vi sia stato alcun discorso presidenziale per l’italiano Arrigoni impriogionato in un cesso israeliano. Sapevano che rappresentava gli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si devono probabilmente a Fini candidature come quelle di &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/11/concittadini-alessandro-ruben-ed-disagi.html"&gt;Alessandro Ruben&lt;/a&gt; o Fiamma Nirenstein che hanno messo in parlamento personaggi di affievolita cittadinanza italiana, se mai possono essere considerati nostri concittadini, il cui scopo  unico o prevalente è per un verso quello di patrocinare gli interessi di Israele nel parlamento e nella politica italiana  e per l’altro di modificare la legislazione interna italiana in modo da poter spegnere sul nascere qualsiasi voce critiche e di dissenso su temi come quelli messi in bocca a Fini. Proprio così: non vi è dubbio che qualcuno della Lobby gli abbia passato una velina da leggere, L’attacco al Vaticano fa il paio con l’attacco all’ONU, che sta preparando per aprile in Ginevra la Durban II, dove probabilmente Israele verrò nuovamente condannato equiparando sionismo e razzismo con buona pace del nostro presidente &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/11/mazzini-il-sionismo-e-giorgio.html"&gt;Napolitano&lt;/a&gt;, che non sembra molto ferrato nella storia del nostro risorgimento, dell’Unità d’Italia, del pensiero di Mazzini. Magari anche lui si limita a leggere discorsi redatti da un’attivissima Lobby che approfitta della distrazione degli italiani, assai spesso preoccupati di poter giungere alla fine del mese. La cultura è un lusso che ci si può permettere solo dopo aver riempito la pancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fatto di cultura l’on. D’Urso era venuto nella sezione di via Aldini per annunciare la costituzione della Fondazione “Fare Futuro”. Già, ma quale futuro e con chi? Nei mesi successivi “Fare Futuro” diede il suo patrocinio ad un &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/preparazione-alla-partecipazione-ad-un.html"&gt;convegno romano&lt;/a&gt; organizzato e gestito da Fiamma Nirenstein, poi messa in lista, il cui scopo concreto era quello di favorire la guerra civile interna in paesi come l’Iran in modo che Israele, come già per l’Iraq, ne potesse essere il solo beneficiario. Di queste candidature, che rischiano di portare in guerra il popolo italiano, gli iscritti ed i militanti del PdL vogliono saperne qualcosa, vogliono che qualcuno ne dia loro conto e non ci si nascondi dietro il paravento di una legge elettorale che ha poco da invidiare alle leggi  elettorali degli anni venti e trenta. Sempre nello staff di “Fare Futuro” chi ci ha messo l’on. Duso? Una certa Daniela Santus, docente torinese di geografia, sionista sfegatata che si presenta in classe non con la bandiera italiana, ma con quella di Israele. Costei è convinta che Tel Aviv sia la capitale del mondo, da dove ricevere gli ordini anche in merito alla politica interna italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono questi solo alcuni esempi tratti da una ragnatela di fili di cui il recente intervento del vaticano che ha dato fondatamente a Fini dell’«opportunista» offre l’occasione per aprire gli occhi. Infatti, la Israel Lobby è riuscita non solo a mettere il parlamento italiano contro l’ONU, colpevole di aver condannato Israele in oltre 70 risoluzioni, ma ora anche contro la Chiesa cattolica, che a furia di dialogare si vuol porre in una posizione di subordinazione umiliante nei confronti dell’ebraismo. Sono complessi e non semplificabili i sommovimenti dottrinali e teologici all’interno del cattolicesimo. Non possiamo qui ricostruirne le fasi, gli sviluppi, le tendenze evolutive. Basta solo osservare che occorre fare un bel salto logico, con perdita di devozione popolare, per dimenticare o travisare quel che sta scritto nei Vangeli: che si deve agli ebrei, e solo a loro, la crocifissione di Gesù Cristo, fondatore del cristianesimo e del cattolicesimo, La vicenda della canonizzazione di Pio XII dà la misura del grado di ingerenza della Lobby fin nei più interni recessi del cattolicesimo, cioè la proclamazione dei santi. Si tratta di una questione assolutamente interna alla comunità dei fedeli e credenti cattolici. Ogni ingerenza esterna è un flagrante attentato alla libertà di fede e di religione, garantita da una costituzione che sta per essere smantellata pezzo per pezzo. Fini o ci è cascato o si è prestato complice al gioco della Lobby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le leggi razziali: cosa furono e cosa sono&lt;/span&gt;. – Furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi – eccetto l’on. Fulvio Colombo che ci sguazza – non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali. Vengono portati in giro nei convegni e nelle scuole per raccontare quello che ricordano o pensano di ricordare. A dire che gli «italiani non sono brava gente», giacché hanno sulla loro coscienza la colpa delle leggi razziali, votate allora in parlamento, allo stesso modo in cui oggi nel parlamento italiano vengono votate tante leggi e leggine di cui gli italiani sanno poco o nulla. Ne sanno qualcosa solo le Lobby che quelle leggi fanno votare e chi ne trae concreti vantaggi, leciti o non leciti. La stragrande maggioranza degli italiani, diciamo pure la totalità al 99,99 per cento degli elettori, non sa nulla delle leggi che vengono oggi votate e dovrebbero saperne ed essere responsabili per leggi votate 70 anni fa, quando non erano ancora nati e da un governo abbattuto già nel 1943, prima di quella fatidica data del 16 ottobre 1943, quando in Roma vi fu un rastrellamento di ebrei da parte dei tedeschi, che da alleati erano diventati nemici ed occupanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessimo accettare il criterio della recriminazione di passate “vergogne”, dovremmo diventare tutti provetti storici e ritrovare nella storia dell’umanità infiniti episodi di cui vergognarsi secondo i criteri e le convenienze morali di oggi: la tratta dei negri, la schiavitù, il rogo delle streghe, la tortura e messa a morte degli eretici, guerre sanguinose di ogni genere finite spesso con veri e propri genocidi, che non sono una novità della nostra epocam fino ad arrivare al fratricidio di Abele per mano di Caino. Appunto siamo alla storia della religione ebraica che comincia per quanto ci riguarda con Caino ucciso da Abele e finisce con Cristo messo in croce dai giudei dell’epoca, i nostri “fratelli maggiori” seconda una recente riforma della dottrina cattolica. Queste aperture del cattolicesimo verso l’ebraismo non sono ancora abbastanza per la Lobby. Adesso oltre che il popolo italiano deve essere messa alla gogna, per una Colpa, anche la Chiesa cattolica colpevole di silenzio per un fatto forse inesistente ed inventato successivamente dai servizi di propaganda del costituendo stato di Israele: il cosiddetto Olocausto sul quale esistono solo Verità ufficiali non soggette a verifica storica e contradditorio. Il buffo è che il silenzio di Pio XII potrebbe portare acqua al mulino dei cosiddetti «negazionisti», che non giudicano se stessi negatori di nienti, ma vanno ricercando le prove inconfutabili dello “sterminio” in senso proprio, cosa diversa dalla discriminazione, ersecuzione, concentrazione in campi di lavoro, sfruttamento schiavistico, morte per malattie e stenti di quanti, ebrei o non ebrei, vi erano rinchiusi. Questa fatto certamente tragico, che suscita la nostra pietà, è stato però sfruttato dal popolo di Madoff al punto di farne un «Industria» (Finkelstein) e perfino una nuova Religione. Anzi La Religione per antonomasia. Si può infatti negare senza portarne pena l’esistenza di Dio, la verginità di Maria, l’immortalità dell’anima e tutti i dogmi della fede cattolica, ma non si può negare la Shoah. Un professore romano, in un liceo di via Ripetta, è stato sospeso dall’insegnamento per aver chiesto le «prove» della Shoah. Anche qui vi è stato il concorso del sindaco Alemanno, che in fatto di opportunismo non è secondo a Fini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli storici di mestiere sanno che le leggi del 1938 sono la fase terminale di un processo secolare dove dalla idea di nazione si è passato al nazionalismo e al razzismo. Sanno pure che mentre fortunatamente è un fatto trascorso, che non riguarda più il presente, l’unica forma di razzismo ancora vivo e vegeto è il sionismo, che in Iraele è forma di governo. Il regime di apartheid esistente in Israele è autorevolmente denunciato dall’ONU, non da qualche consigliere di minoranza del comune di Rocca Cannuccia, ma dal più autorevole organismo internazionale. L’arroganza e l’impudenza nonché lo strapotere della Lobby arriva al punto di delegittimare l’ONU per non delegittimare Israele, dove peraltro personaggi politici estremamente rappresentanti da un punto di vista filosofico, tal Feiglin, chiedono espressamente l’uscita dall’ONU per poter meglio attuare la politica di pulizia etnica e di genocidio verso i palestinesi. Le quinte colonne sioniste ci vengono a dire che «gli italiani non sono brava gente», mentre in Israele da oltre 60 si conduce una pulizia etnica ed un genocidio per nulla comparabile con quanto qualcuno possa immaginarsi di rimproverare al popolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutte le innumerevoli celebrazioni che si sono fatte in questo 2008 delle leggi razziali del 38, celebrazioni una più stucchevole dell’altra, non si è mai detto e si è sempre taciuto che prima del 1938 sia per quanto riguarda il fascismo che il nazismo esistevano rapporti d’affari fra i sionisti ed il governo fascista e nazista per l’edificazione dello stato ebraico in Palestina. In Germania, il regime era ben disposto a liberarsi dei suoi ebrei, mandandoli in Palestina. Questi precedenti storici dovrebbero essere ricostruiti e divulgati da quanti celebrano il 70° anniversario delle leggi razziali per gettare discutibili e opinabili colpe morali non solo sul popolo italiano di oggi, ma anche sulla chiesa cattolica alla quale la maggioranza del PdL deve non pochi dei suoi voti, ferocemente rastrellati nelle sacrestie. L’ingordigia impedisce a non pochi parlamentari di comprendere che non si possono servire due padroni: La Lobby ebraica e la Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu solo dopo la disfatta bellica del 1945, che rese tutta l’Europa politicamente soggetta ad Alleati e a Stalin, che il sionismo israeliano e le Lobbies ebraiche presenti in ogni paese mutarono le linee strategiche della loro propaganda per ottenere una doppia legittimazione: l’edificazione dello stato di Israele a scapito dei palestinesi da far bruciare come vittime sacrificali di un nuovo Olocausto ed all’estero la questione della Colpa Collettiva di cui gravare tutte le generazioni a venire. Non è difficile documentare un’azione capillare in tal senso. È cosa che in molti stanno già facendo ed è proprio per questo che appositi deputati stanno lavorando per l’introduzione di leggi liberticide come già esistenti in altri paesi europei. Con il progetto Mastella l’operazione era quasi riuscita se non vi fosse stata una ribellione degli storici che ben comprendevano come dopo una siffatte legge avrebbero dovuto andare a cercare impiego presso il ministero israeliano della propaganda o in qualcuno dei musei della Shoah, la cui costosa edificazione è annunciata anche in Italia (Ferrara, Roma) oppure smettere di fare il loro mestiere di storici. La stolta motivazione politica di una simile losca propaganda è il lodevole “mai più”. Ma non è così. L’orrore di Auschwitz fu già superato dal Truman che ordinò il lancio delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Truman, già all’epoca soggetto alla Israel Lobby per la sua rielezione, fu il presidente americano cui si deve il riconoscimento internazionale della fondazione dello Stato di Israele e della spartizione della Palestina. Era contrario a ciò perfino il suo Dipartimento di Stato che aveva una visione politica della questione oltre che un residuo senso di equità. Insomma, signori, la storia non è quella che ci vuol fare intendere il nostro presidente Fini, che si limita a leggere foglietti che gli passani i suoi amici della Lobby. Ciò che chiediamo è di essere almeno liberi di potercela andare a studiare liberamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere questo paragrafo e senza perdere un filo logico-narrativo che abbiamo ben presente: le infinite e stucchevoli manifestazioni sulle leggi razziali del 1938 non hanno nulla a che fare con la storia, che è una cosa seria, né con l’Etica politica, cosa ancor più seria, né con la Verità dei testi e relativi contesti, cosa quanto mai difficile da verificare e divulgare adeguatamente, ma è solo una colossale propaganda di regime ideata e concepita per l’utilità di ben indivuabili Lobby ed in vista di una legislazione liberticida, dove a farne le spese saranno poche persone che hanno il tempo e la voglia di occuparsi di ricerche storiche. In ultimo l’oppresione arriverà alla situazione esattamente verificatesi poche settimane fa in Germania, dove un innocuo cittadino, disperato, è voluto andare in giro con una T-Shirt con su scritto: «Non credo in Auschwitz». Si è preso solo per questo 2400 euro di multa, ma è stato fortunato perché molti altri marciscono in carcere non per aver commesso omicidi, furti, stupri e simili, ma solo perché si ostinano a non voler accettare una Veritò di regime, una veritò di stato. Nessuno di noi può dire di possedere la Verità. Attraverso un accanito contradditorio, se ce ne viene lasciata la libertà, possiamo avvicinarci a qualcosa che sembra essere la Verità, ma senza libertà di ricerca della verità, può esservi soltanto una Menzogna di Stato, letta dalla presidenziale bocca di Gianfranco Fini, che non era neppure nato nel 1938 e quindi riferisce cosa a lui da altri dette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="tre"&gt;3&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999930&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=26986"&gt;Gli apprezzamenti della Lobby&lt;/a&gt;. – Per i lettori di questo blog, da tempo trascurato ed ora oggetto di un mio rinnovato interesse, descrivo brevemente cosa è «Informazione (S)corretta». Si tratta di un sito creato circa sette anni fa dal noto omosessuale Angelo Pezzana. Il suo scopo dichiarato e perfettamente verificabile è quello di fare pressione, di fare lobbying, a tutto vantaggio di Israele in politica estera e contro il popolo italiano ogni volta che si pronuncia qualche voce isolata fuori dal core di una propaganda di regime, che questa volta in un crescendo di arroganza e prepotenza colpisce anche la chiesa cattolica. Un esempio di come agisce? Ebbene, chi scrive è anocra formalmente coordinatore provinciale di Forza Italia nell’imminenza della fusione che darà vita al nuovo partito del Popolo della Libertà. Ho partecipato a tutti i gazebi fondativi, dando prova di militanza di base. Appena sapranno che sono di Forza Italia e del Popolo delle Libertà agirano nel modo che segue: può costui continuare a fare parte del Popolo delle Libertà. Muoveranno le loro pedine perché come si dice a Roma mi vengano fatte le scarpe. Ma io sarò lieto di levarmi &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/12/eroi-del-pensiero-61-montazed-al-zaidi.html"&gt;tutte e due le scarpe e&lt;/a&gt; di lanciarle in faccia a tutti i personaggi, anche altolocati, che si presteranno allo scopo. Grazie a Dio, con il PdL io non ci campo e la mia militanza è assolutamente libera: nessuna prebenda di regime, nessuna carica istituzionale, nessuno stipendio dorato. Non mi invento nulla perché ci hanno già provato e mi hanno fatto un baffo. Da &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/01/gli-attacchi-di-informazione-corretta.html"&gt;Piergiorgio Odifreddi&lt;/a&gt;, non del PdL ma pur sempre uno “spirito libero”, la testata «Informazione (S)scorretta» è stata definita “parafascista” e “collaborazionisti” alcuni personaggi che vi collaborano attivamente. Punta sul vivo la Lobby è uscita allo scoperta con i nomi di noti personaggi, che qui non voglio ripeterere. Citando ora a memoria, mi viene da ridere a creparelle alle parole di R.P. che definisce “coraggiosa” una testata che da anni diffama ed offende nella più completa impunità ogni innocuo cittadini unicamente colpevole di essere di diverso avviso. Di coraggio in effetti ce ne vuole, ma non a stare dalla parte della Lobby, bensì nel porsi contro in difesa delle libertà fondamentali del popolo italiano e della propria umanamente fallibile percezione della Verità e della Giustizia. Fatto una presentazione della Testata passiamo in singoli paragrafi a commentare la stampa finora uscita, che è a favore o contro il nostro grande presidente Fini, ormai lanciatosi alla successione di Berlusconi, che è perlomeno una persona intelligente, sapendo dire e disdire quel che dice e conservando sempre la simpatia del popolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al merito osservo qui che nella vigilia della seconda guerra mondiale, che infiniti lutti e tragedie ha portato al popolo italiano ed a tutti i popoli europei, avevano ben altro a cui pensare. Nel ponderoso libro di Mearsheimer e Walt, che la lobby ha tentato inutilmente di boicottare in ogni modo, dal titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Israel lobby e la politica estera americana,&lt;/span&gt; si parla ad un certo punto [mi riservo di indicare in seguito la pagina precisa che mi occorre rintracciare] di un vescovo o un pastore, che si permise garbatamente di obiettare agli ebrei che essi non potevano pretendere il monopolio della sofferenza umana. Il povero vescovo fu tanto subissato di accuse di antisemitismo da costringerlo a porgere scuse per nulla dovute. È quanto assistiamo anche in Italia continuamente. Vi è è una sovracopertura della religio holocaustica mediatica che travolge ogni altra manifestazione intellettuale e crea  un vero e proprio regime di terrore ideologico. Nessuno dice pubblicamente quel che è espressione di normale buon senso per timore di venir tacciato di antisemitismo, antisionismo, odio per Israele. A doversi piegare a questo giogo è ora anche la chiesa cattolica. Ma i nostri parlamentari non sembrano conoscereb bene l’aritmetica. Gli ebrei in Italia sono circa 40.000, mentre a Roma sono circa 10 o 15 mila, a fronte di una stragrande maggioranza di cattolici o di gruppi regionali, come quello dei calabresi che conta 400.000 cittadini. La gaffe contro la chiesa cattolica, dettata da ignoranza e opportunismo, è da salutare come “provvidenziale” se ciò porterà ad un salutare dibattito all’interno di un vasto elettorato e di una militanza di partito, i cui spazi reali di espressione vengono sempre più compressi. Si crede di poter governare la testa dei cittadini con l’uso della televisione o con discorsi come quelli di Fini e di Napolitano che “non possono essere contraddetti”, malgrado la bugia che dice essere la nostra democrazia fondata sulla libertà di parola. Bisogna che Gianni Alemanno ci spieghi qual è la libertà di parola e di pensiero che lui, opportunista non meno di Fini, ha riconosciuto ad un &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/11/in-un-liceo-romano-attentato-alla.html"&gt;oscuro professore di liceo&lt;/a&gt;, colpevole di non poterne più della propaganda di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo meritino autonoma evidenza, in questo post già abbastanza lungo, i vari blogs e post sionisti che per l’occasione si sono scatenati. La loro funzione è di squadrismo mediatico. In questo paragrafo verrano cumulativamente riportati i links che i motori di ricerca ed i contatori mi verranno segnalando. Non spreco altro tempo e non raccolgo gli insulti che mi giungono dai &lt;a href="http://focusonisrael.wordpress.com/about/"&gt;ragazzi del Focolare&lt;/a&gt;. Sono qui a casa mia e faccio uso del mio tempo libero. Il mio ruolo di docente che si tenta di infangare qui non entra minimamente in gioco. L’unico giudizio che riconosco valido è quello dei miei maestri e quello dei miei studenti: da parte degli uni e degli altri ho avuto apprezzamenti che mi onorano e mi confortano. La fortuna accademica è un’altra cosa. Se avessi voluto far carriera, avrei dovuto scegliere un ben diverso partito. In ogni caso, non mi sento in nulla da meno di un Volli o di una Santus, beniamini delle varie Barbarazze, o dei ragazzi del Focolare. Il tipo di contestazione che mi viene fatto è anche odiota oltre che gratuitamente offensivo. E anziché un ricercatore di filosofia fossi un macellaio, un falegname o un dentista, cambierebbe qualcosa? O posso avere solo le idee e i pensieri autorizzati a Tel Aviv. Io ho criticato Daniela Santus (ma anche Bernard Henry Levy) non in quanto docenti stipendiati – ognuno è quel che la natura lo fa – ma per le sue specifiche posizioni. Ho parlato di squadrismo mediatico e di parafascismo: i ragazzi del Focolare ne hanno fornito un ulteriore esempio. Inoltre, dispongo a casa mia di una porta blindata, ma non ho armi in casa. Spero che i ragazzi del Focolare vogliano riconoscermi dentro le pareti domestiche quella libertà che l’art. 21 della costituzione ancora riconosce ad ogni cittadino italiano. Il mio preside ha già ricevuto qualche lettera che non mi hanno fatto leggere, ma che è finita nel cestino. A differenza di chi usa l’anonimato io rivelo il mio nome, la mia età, il mio mestiere. Chi siano e cosa fanno nella vita i miei detrattori io lo ignoro del tutto. Di certo sono dei vili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattro"&gt;4&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’infelice discorso di Fini&lt;/span&gt;. – Parecchi di noi ricorderanno sia Gianfranco Fini sia Gianni Alemanno prima di essere assurti al potere. Si sa che il potere trasforma. Gli uomini non sono più gli stessi. In un remotissimo passato, che meriterebbe di essere ricordato al pari del 1948, gli imperatori ed i regnanti erano essi stessi personaggi divini oggetto di culto. Negarne la divinità significava andare incontro a morte certa. Non siamo ancora per fortuna a quei livelli, ma è certo che il ragazzo che conoscevamo un tempo può diventare assai pericoloso una volta che gli siano state date le leve del potere. Ne conosciamo i modi e le occasioni. Intanto un primo quesito che si pone è il seguente: il discorso letto da Fini è farina del suo sacco o glielo ha scritto qualcuno e lui si è limitato a leggere? Per il presidente George W. Bush si conoscono i nomi di quelli che scrivevano i discorsi, Da ragazzo io stesso ho lavorato per un pomeriggio alle dipendenze di uno studioso cieco il cui lavoro consisteva nello scrivere discorsi che taluni deputati pronunciavano poi alla Camera o al Senato. Sia i noti discorsi di Napolitano sia quelli di Fini non sfuggono al mio sospetto che siano stati redatti da uno staff. Naturalmente, chi legge acconsente a ciò che legge. Ma diamo il discorso che poi andremo adanalizzare parola per parola:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Rievochiamo oggi una pagina vergognosa della storia italiana.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di pagine “vergognose” probabilmente ve ne sono parecchie non solo nella storia d’Italia, ma nella storia del mondo. Il problema è di sapere perché mai proprio oggi si debba rievocare proprio quella pagina. Se quella fu la pagina più vergognosa della storia del fascismo, come dobbiamo giudicare i sionisti padri fondatori dell’odierna Israele che con il fascismo e il nazismo non si fecero scrupoli di tessere rapporti politici fino alla vigilia delle leggi razziali? Speriamo che Fini ce lo sappia speigare in una prossima lezione di storia. Siamo poi proprio sicuri che nei 20 anni anni di regime fascista le leggi del 38 furono l’evento più grave? E che dire dei fatti di Etiopia? Di Libia? A cercare si scoprono cose che non si sanno, ma che spesso sono sorprendenti. Il problema è avere la voglia di cercare e soprattutto essere liberi di poterlo fare. Nutriamo qualche dubbio in proposito&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Le Leggi antiebraiche e razziste approvate nel 1938 e che hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende del nostro popolo.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si noti la cautela: “uno dei momento più bui”, non il momento più buoi come in altre occasioni si dice Il provvedimento colpì soprattutto il mondo universitario, dove docenti ebrei furono privati della cattedra, ma non è questo un evento che deve stupire più di tanto. Ad esempio, in epoca nostra, nella democraticissima America l’ebreo Norman G. Finkelstein è stato pure privato della cattedra per aver scritto il noto libro «L’Industria dell’Olocausto». Anche oggi le carriere accademiche si fanno o non si fanno a seconda che si pensino e si scrivano le cose giuste. Da quei tempi poco è cambiato, anzi molto è peggiorato, considerando il noto caso di David Irging finito in prigione in fondo solo per aver scritto un libro, condivisibile o meno che fosse. Il caso Irving è il più noto, ma non è né unico né il più grave. In Germania sono parecchie migliaia ogni anno le incriminazioni per reati di opinione. Si era ad un passo con Clemente Mastella dall’introdurre anche in Italia il reato della Auschwitzlüge e si può essere certi che discorsi come quelli di Fini sono prodromici ad una sua prossima riproposizione. Dovremo tapparci nelle nostre case, sbarrando porte e finestre, dopo aver bonificato gli ambienti da possibili spie elettroniche, per poter dialogare liberamente. Se questa prospettiva non è ancora più vergognosa delle leggi del 1938, io mi gioco un paio di scarpe.&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Approfondiremo quel triste capitolo storico con l’aiuto di Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane,&lt;blockquote&gt; [E perché lui e non un altro? Sono diventati costoro i Maestri d’Italia? È lui in grado di spiegarsi il concorso dell’ebraismo italiano alla nascita e all’avvento del fascismo in Italia, prima che diventasse nefando nel 1938?]&lt;/blockquote&gt; dello storico Michele Sarfatti&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;parente della Sarfatti ebrea che suggerì tante idee a Mussolili fondatore del fascismo?&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;e di Nedo Fiano, &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;parente di Emanuele, deputato del Pd, per il quale l’art. 21 della costituzione che ancora consente ad ogni italiano libertà di pensiero, è invece per lui un problema ed un ostacolo da superare al fine di poter mandare in galera persone come l’incauto professore di liceo che proprio non n epoteva più dell’ennesimo viaggio ad Auschwitz, per giunta a spese del dissestato bilancio del comune di Roma&lt;/span&gt;?]&lt;/blockquote&gt; testimone dell’orrore di Auschwitz.&lt;blockquote&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;[A voler fare il censimento degli orrori si sa dove si comincia ema non dove si finisce. Vi sono poi gli orrori noti e divulgati, più o meno strumentalemnete, e quelli ignoti o nascosti, più o meno colpevolmente. La classe politica non è propriamente ciò che si chiama il testimone della verità, Anzi il suo rapporto con la verità è ordinariamente alquanto ambiguo.&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Una testimonianza sulla necessità di mantenere viva la memoria di quegli eventi presso i giovani ci verrà dalla studentessa Zoe Brandizzi.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Povere creature! La loro povera memoria è rivoltata come un calzino per poi rimetterci dentro ciò che torna utile a ben individuate lobby. A non poter dire niente circa ciò che la memoria degli studenti debba contenere sono gli insegnati, sottoposti a peririza psichiatrica o sospesi dall’insegnamento se appena si azzardano a criticare la politica educatica decisa da politici privi di scrupoli e con una conoscenza assai approssimativa della storia, o meglio con una conoscenza di comodo indotta da altr&lt;/span&gt;i.] &lt;/blockquote&gt;Saluto e ringrazio gli oratori per l’importante contributo che si apprestano a fornire al convegno. Settant’anni fa, gli ebrei italiani furono colpiti, come uomini e come cittadini, da provvedimenti che stabilirono assurde discriminazioni nella vita economica e civile; l’allontanamento dagli uffici pubblici, dalle banche e dalle assicurazioni; o la proibizione di avere dipendenti o di possedere terreni e aziende.  &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cose appunto di settant’anni fa! Oggi non sono più in vigore e vige una legislazione diametralmente opposta: da un regime di esclusione ad un regime di privilegio e di favori inauditi, da cui sono esclusi, ad esempoio in regime di pensioni, tutti gli altri cittadini. Ma perché limitarsi a soli 70 anni fa? Risalendo indietro nel tempo possono trovarsi molti eventi su cui esercitare una memorialistica di comodo e utile a dimostrare ogni tesi ed il suo contrario. Solo gli ebrei furono colpiti da provvedimenti del governo pro tempore? E che senso ha ricordare i “misfatti” di un governo non più in carica? Siamo certo che fra 70 anni non saranno ricordati con altrettanta infamia i nomi dei governanti odierni per i loro atti? Cosa ha a che fare tutto questo con il governo di un paese, i cui problemi sono problemi dell’oggi? Chi ha interesse a speculare su una memoria che non può essere criticamente ricostruita?&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Particolarmente odiose furono le discriminazioni ai danni dei bambini e dei ragazzi o quelle che prevedevano il divieto dei matrimoni misti.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ci furono! Il fatto che siano “odiose” lo è evidentemente per noi oggi, ma non è del tutto certo se compariamo la politica discriminatorio oggi praticata in Israele dagli eredi putativi e dagli amministratori dell’evento parlamanetare. In ogni caso, dire oggi che sono “odiosi”, quando se mai si tratta di sentirli “odiosi”, cosa che potevano fare solo quanti vissero 70 anni fa, significa assai poco rispetto al bisogno di comprendere perché ciò accadde e come fu possibile]. La condanna morale a 70 o 700 anni da un fatto ha poco senso rispetto al bisogno di comprendere il fatto stesso nel contesto che allora lo rese possibile. Il vecchio Hegel diceva ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è anche reale. Oggi quell’evento non è né reale né razionale, ma è reale ed irrazionale la celebrazione di quel lontano evento, che vuole essere elogiativo per una infima parte della popolazione italiana (40.000 ebrei con Israele e gli Usa sullo sfondo) ed offensiva per la maggior parte degli italiani («Non sono brava gente», come va dicendo un anziano ebreo mandato in giro per scuole e convegni&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Un esempio tra i tanti Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel e Senatore a vita. A causa del “Manifesto della razza” dovette abbandonare patria, famiglia, affetti, sicurezze e lavoro; l’ospedale presso cui lavorava.  &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È adesso è senatrice a vita, onorata e riverita! Vuole forse rendere colpevoli di ciò che ha patito noi che allora non eravamo ancora neppure nati? O che altro vuole ancora che non abbia già avuto? Non mi ricordo che nelle faccende universitarie sia stata particolarmente progressista: è lecito un simile appunto? Da quando siede in parlamento non ci siamo accorti che le nostre leggi siano migliorare. Pensiamo siano invece peggiorate e rischino di epggiorare ulteriormente, anche se l’anziana Rita possiamo sempre ritrovarcela in prima fila in tutte le manifestazioni di regime.]&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Tutto. E trovare rifugio in Belgio, attrezzando in cucina un piccolo laboratorio di fortuna. Poi, l’invasione nazista; il rifugio ancora in Italia,a Firenze; sulle colline di Asti e infine a Torino. La professoressa Levi-Montalcini fu tra quanti – con le parole di Primo Levi- “sperarono di poter sopravvivere per poter raccontare”. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Raccontare cosa a chi? Chi ascolta ha licenza di poter giudicare  o è soggetto ad un nuovo indottrinamento non diverso da quello di 70 anni fa? Purtroppo, in questa materia le prigioni d’Europa si vanno riempendo di persone la cui sola colpa è di non essere disposti ad ascoltare i “nuovi racconti”. Mi chiedo quali leggi siano più vergognose: quelle di 70 anni fa che discriminavano sulla base di un movimento di pensiero formatosi in almeno tre secoli di nazionalismo sempre più esasperato ed oggi ancora prospero nella versione del razzismo sionista oppure le leggi odierne che discriminano quanti sono di diverso avviso sul modo di intendere la storia del passato recente e emeno recente? Io credo che siano più vergognose quelle odierne improntate ad ipocrisia ed opportunismo, come autorevolmente ha riconosciuto il Vaticano attraverso il suo organo ufficiale. Se Rita Levi-Montalcini vuole farmi qualche lezione di biologia sono ben lieto di apprendere da lei. Se vuole insegnarmi la storia e la filosofia della storia credo che non abbia titolo neppure per superare decentemente un esame di maturità&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Con la memoria di questa infamia dobbiamo fare i conti, dopo settant’anni, come nazione e come cittadini. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come nazione e come cittadini dovremo espellere dal parlamento con ignominia tutti quei rappresentanti che sicuri della loro elezione offendono il popolo italiano, che ahimé dovrebbe essere il sovrano: un sovrano deriso, offeso, vilipeso, preso in giro da chi crede di poter parlare in suo nome sulla base di leggi elettorali tutte da ridere quando non vi è da indignarsi. Ogni classe politica al potere si esercita nel parlare male di quella che l’ha preceduta, pretendendo di essere migliore, ma è soltanto una presunzione de iure non de facto. Molti italiani che non siedono in prima fila nelle cerimonie di regime sono convinti che la classe politica odierna sia peggiore di quella del ventennio, leggi razziali a parte&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Farli senza infingimenti e senza ambiguità. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È quello che faremo nelle sezioni che vi hanno procurato i voti, se ce ne darete il diritto e la libertà. E ti chiameremo pure a rispondere, cari Gianni e Gianfranco, se tra una cosa e l’altra avrete anche il tempo di tornare nelle sezioni o presso gli elettori di cui avete carpito il voto&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Il fatto che tali provvedimenti siano stati approvati a Montecitorio provoca un sentimento di tristezza, pur nell’ovvia considerazione che la Camera dei deputati della Repubblica italiana non ha nulla a che vedere con l’Assemblea che il fascismo aveva svuotato di qualsiasi contenuto democratico. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E allora? Se la Camera di oggi che governa sopra la testa dei suoi elettori impotenti di nulla è responsabile per le leggi di allora, perché mai dovrebbero essere responsabili i cittadini di oggi per i cittadini di allora, che stando a quanto voi stessi dite contavano ancora di meno in quanto il fascismo non era una democrazia? Se la pretese vuole qui essere quella di educare il popolo italiano, si tratta proprio di una bella pretesa. Se il fascismo, tenuto a battesimo dall’ebraismo, si rese colpevole per le menzionate leggi del 38, è di generale ammissione l’elevato grado di corruzione di tutta la classe politica italiana del dopoguerra: dalla cupidigia di servilismo denunciata da Vittorio Emanuele Orlando fino a Mani Pulite e oltre. Gianfranco Fini è davvero un grande logico: allontana dalla Camera odierna, rischiarata dalla sua luminosa presenza, ma getta un’ombra di colpa sul popolo italiano di oggi per fatti del 1938 di cui già allora quasi nessuno sapeva nulla. La verità è che Fini sta facendo un favore un qualcuno, non accorgendosi dei torti che fa ad altri di cui pure chiede i favori e dai cui favori dipende non meno.&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt;La circostanza verrà ricordata in una lapide che sarà scoperta in questa Sala al termine del convegno.  &lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;[Chissà se fra 70 anni non verrà posta una nuova lapide per ricordare le nefandezze commesse dalla Camera di oggi! Chi può giudicare e prevdere il futuro? Fra 70 anni Fini e buona parte di noi saremo certamente morti. Ai posteri l’ardua sentenza!]&lt;/blockquote&gt; Vogliamo che il ricordo della vergogna di settant’anni fa sia di ammonimento per difendere e promuovere sempre i valori libertà e dignità della persona sanciti dalla Carta costituzionale italiana.  &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[Io arrossisco per la vergogna di oggi davanti ad una classe politica tanto ottusa e inetta e per la rabbia di non poter fare nulla contro governanti che mi opprimono oggi più di quanto quelli di ieri non abbiano oppresso mio padre e mio nonno.&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Oggi fare seriamente i conti oggi con l’infamia storica delle Leggi razziali significa avere il coraggio di perlustrare gli angoli bui dell’anima italiana. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Appunto! Questo coraggio a 360° ce lo lascerete o dobbiamo sottoscrivere a suon di codice penale le vostre castronerie? Incominciare con il levare tutte le leggi della Memoria. La memoria appartiene a chi la sa coltivare e rievocare criticamente. La memoria non può essere un’ideologia del passato che viene imposta autoritariamente a tutti, volenti o nolenti. Levate la legge Mancino che è un pretesto per colpire minoranze non gradite e per reprimere la libertà di pensiero. Datevi da fare perché la libertà di pensiero e di ricerca storica sia un principio europeo, Solo allora si potranno perlustrare gli angoli bui dell’anima italiana. Può darsi che in qualche angolo buio del passato recente ritroveremo lo stesso Gianfranco insieme con Gianni, oggi ebbri di potere e di libido dominandi&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Il che vuol dire sforzarsi di analizzare le cause che la resero possibile in un Paese profondamente cattolico e tradizionalmente ricco di sentimenti d’umanità e solidarietà. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di questi sforzi tu non ne hai fatto nessuno! Prima condanni e copri di infamia il paese ed il popolo che dovresti rappresentare e dopo dici che vuoi cercare le cause di eventi di oltre 70 anni fa su cui nessun cittadino è in grado di sapere nulla, Altro che opportunismo e approssimazione storica! Questa è idiozia al potere e al governo del paese. Quanto siamo disgraziati. Non potevano cadere più in basso&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Tra queste cause c’è certamente l’anima razzista che il fascismo rivelò pienamente nel 1938, ma che era comunque già presente nell’esasperazione nazionalistica che caratterizzava il regime.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si avvicina un poco al problema, Il nazionalismo abbraccia non meno di due secoli ed è presente in tutti i movimenti europei del XIX secolo. Il fascismo ne fu colpito assai meno di altri. Se il fascismo fu razzista, occorre indagare il contributo ebraico alla nascita ed affermarsi del fascismo. Non si può partire dal 1938. Ed in ogni caso il razzismo nazionalistico è ancora vivo e vegeto e si chiama sionismo. Con il sionismo i vertici attuali della repubblica hanno un sostanziale rapporto che dovrebbe essere chiarito, appunto perlustrando gli angoli bui dell’anima italiana o per meglio dire dell’opportunismo della sua classe politica, la classe delle tre S, come diceva Bismarck. Caro Fini, in fatto di meschinità, l’«Osservatore» ha qui visto giusto. E lo dice uno che non va a baciare oltretevere né anelli né pantofole.&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Segni inequivocabili di razzismo s’erano già manifestati nella politica coloniale. Vale la pena ricordare la campagna propagandistica - “faccetta nera” - che fu lanciata subito dopo la guerra d’Etiopia contro quella che era definita la “piaga del meticciato”. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le abbronzature hanno una lunga storia. Se vuoi condannare la politica coloniale, caro Fini, te ne dovresti ricordare tutte le volte che vai in Israele o visita la sinagoga. L’unico colonialismo vecchia maniera è quello iraeliano: non io, ma l’ONU lo dice, in particolare un tuo pari, anzi direi di grado superiore: Miguel d’Escoto, presidente dell’Assemblea dell’ONU, che vergogna delle vergogne propria alla Camera su mozione di madonna Fiammetta Nirenstein avete tentato di delegittimare, per servile obbedienza ad Israele, stato coloniale e razzista. Lo stesso stato che vi ha commissionato le celebrazioni del 1938, dopo aver celbebrato anche in Italia l’anniversario del 60° della Nakba, cioè la pulizia etnica del popolo palestinese, colpevole di non aver fatto nulla agli ebrei ma condannato a risarcire un danno che avremmo fatto noi. Ammirevole senso del diritto e dell’equità oltre che profonda conoscenza della storia contemporanea. «Approssimazione storica» è un benevolo apprezzamento. Qui si tratta di vera e prorpia falsificazione storica pronunciata in un discorso di regime.&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Un Regio Decreto del 1937 vietò le “relazioni matrimoniali” tra gli italiani e quelli che erano chiamati i “sudditi delle colonie africane”. L’odiosa iniquità delle Leggi razziali si rivelò in modo particolare a quegli ebrei che avevano aderito al fascismo. Tra i nomi più noti c’è quello di Guido Jung, che era stato ministro delle Finanze tra il 1932 e il 1935.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E allora? Ma possibile che non ti accorgi della insensatezza di tutto il raffazzonato discorso? L’ebraismo fu organico al fascismo a l pari e più di tutte le principale componenti della società italiana durante il ventennio? Che senso ha condannare il fascismo e tutta l’Italia di allora, tenendone fuori proprio l’ebraismo, che adesso vuole essere risarcito per alcune leggi che il fascismo varò in una particolare contingenza storica non diversa da quella che oggi ci rende vassalli degli Usa e dello stesso Israele senza la cui presenza ed influenza non avrebbero avuto luogo le odierne pagliacciate?&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt;Oppure quello di un intellettuale come Ettore Ovazza, che aveva partecipato alla fondazione del Fascio di Torino e che nel 1937 aveva confutato un libello antisemita di Paolo Orano. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di Ovazza e di Orano penso che la totalità degli italiani di oggi non ne sappiano proprio nulla. Che un presidente della Camera si debba occupare di queste amenità convegnistiche significa che non ha proprio nulla da fare e che al governo del paese, con tutti i suoi gravi problemi, siedono degli acchiappafarfalle. Tutti questi temi possono costituire interesse professionale di specialisti dediti alla storia ed alla ricerca storica. Ma se un politico, la cui funzione è di produrre leggi, pensa di occuparsene lui, stabilendo quale è la tesi buona e quale la cattiva, allora ne risulta inquinata anche la storia. O meglio la storia diventa mitologia e ideologia di regime con studiosi che vanno premiati e finanziati in quanto sostenitori di determinate tesi ideologicamente utili ed altri puniti, privati di finanziamenti e riconoscimenti, se non addirittura messi in galera. Il fascismo, che non torse un capello a Bendetto Croce, aveva per la cultura un rispetto che oggi è vano sperare nei nostri governanti. Almeno Berlusconi, alla cui successione Fini aspira – dio ce ne scampi – non fa simili sfoggi di cultura ma va al concreto e si permette perfino battute sul colore della pelle.&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt; Ma l’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Qui ha proprio ragione l’«Osservatore». Il fascimo storico finì irrimediabilmente e definitivamente nel 1945 con la disfatta del regime e con l’assassinio di Mussolini per un verso e di Gentile per l’altro: politica e cultura del fascismo finirono con il vero e proprio assassinio del loro massimo esponenti. Attraverso il MSI, da cui Fini e Alemanno provengono, vi fu una inutile sopravvivenza di un’ideologia fascista, che ormai non aveva più né senso politico né senso culturale. La sopravvivenza del popolo italiano andava ricostruita su latri basi. Io che fascista non sono mai stato né provengo dal MSI posso dire senza sospetto che non accetto la criminalizzazione del fascimo: fu un periodo della nostra storia, in pratica un governo durato venti anni dentro il quadro istituzionale dello stato italiano fondato nel 1861. Come tale va considerato e studiato in ciò che ebbe di buono ed in ciò che ebbe di cattivo. La “criminalizzazione” e la “demonizzazione” del fascismo fa parte dell’«ideologia» odierna che in quanto tale è non meno miserabile ed infame di quanto sia stato il fascismo. Ma qui si tratta di chiedersi cosa è e rappresenta il nostro Gianfranco Fini: lo abbiamo mandato al governo per risolvere problemi concreti come disoccupazione, ambiente, opere pubbliche o dobbiamo attenderci da lui la Verità sui temi storici, filosofici, scientifici? Se l’ipotesi è la seconda, il nostro Gianfranco manca del più elementare senso del ridicolo. E quel che è peggio, offende ed irrita gli italiani senza neppure accorgersene o forse non gliene importa nulla, purché possa continuare a godere delle frequentazioni delle sunnominate persone&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;C’è da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata, nel suo insieme, alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’uomo dell’«ovviamente» qui riappare in tutto il suo candore.  Come in quel film con Alberto Sordi, che dice alla sentinella: “Aho! Che fai? prima spari e poi dici chi va là!” Fini ha prima sparato, proncunciando giudizi e sentenze che non era in grado di dare ed ora si pone in un atteggiamento di investigazione e di interrogazione. Non sembra che brilli per acutezza di ingegno&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Nemmeno da parte della Chiesa cattolica.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eccola qui la scivolata! Finché si tratta di colpire poveri orfani senza protettori, come il professore di via Ripetta subito “sospeso” su intervento di Alemanno, passi pure! Ma toccare la chiesa cattolica i cui voti si vanno spudoramente a rastrellare nelle sacrestie d’Italia ad ogni tornata elettorale, la grande farsa democratica, signifcia aver pure perso la bussola politica. Da osservatore esterno alla chiesa cattolica, in un certo senso da suo leale avversario, riconosco due punti di crisi del cattolicesimo italiano: forte con i laici, debole con gli ebrei. La chiesa cattolica è vincente sui non cattolici sul piano legislativo in questione come il referendum sulla fecondazione assistita, sulle unioni civili e simili. È vincente perché ottiene l’appoggio dei politici italiani che raccolgono il voto cattolico nella misura in cui questo sia effettivamente influenzato e comandato dalla Gerarchia. È invece debole di fronte alla strategia mondiale dell’ebraismo che si manifesta in due momenti essenziali: la costruzione dello Stato di Israele in violazione dei diritti elementari del popolo palestinese e del mondo musulmano soggetto a guerre in corso e minacce di nuove guerre; nella “religio holocaustica”, la cui essenza è la propagazione di un senso di colpa diffuso su tutto il mondo dei goym. L’aspetto più evidente di questa crisi è l’ingerenza nel processo di beatificazione di Pio XII. Si pretende dalla chiesa cattolica un mea culpa non già per aver fatto qualcosa, ma per essere stato in “silenzio” rispetto ad un evento – la Shoah, che da non pochi ricercatori, di quelli non invitati a Palazzo e a pranzo – è peraltro contestato nella sua effettiva consistenza. Insisto: la Shoah, ossia una persecuzione e discriminazione che durante la seconda guerra mondiale colpì non solo gli ebrei, ma molti altri strati sociali, e chein forma più gravi e sofisticate è ripetuta oggi dagli stessi israeliani sui palestinesi, è diventata una vera e propria religione con i suoi riti, i suoi dogmi, i suoi anatemi. Essa è diventata anche l’ideologia fondante dello stato di Israele, ma anche l’ideologia della disfatta bellica dell’Europa e del suo assoggettamento spirituale e culturale. Nel libro scritto da un ebreo, Tony Judt, che fa la storia del dopoguerra europeo dal 1945 ad oggi, si dice – a chiusura del grosso volume di un migliaio di pagine – che la nuova Europa deve costruire la sua identità tutta imperniata su Auschwitz. Non so quanto i nostri politici al governo siano consapevoli o conniventi sulle implicazioni di questo programma politico lungamente meditato dall’ebraismo sionista. Una delle implicazioni, entro cui si colloca il discorso di Fini, è la subordinazione della chiesa cattolica all’ebraismo. Il virus disgregante ha già attaccato il corpo della chiesa dal suo interno con le aperture dottrinali secondo cui gli ebrei sarebbero i “fratelli maggiori” (io penso al fratello Caino) e verrebbe anche in qualche modo censurato e cancellato il racconto evangelico nelle pagine in cui agli ebrei viene attribuita la crocifissione di Gesù. Si insiste molto sull’ossimoro “radici giudaico-cristiane” sorvolando sull’intima contraddizione fra i due termini che hanno generato duemila anni antigiudiaismo discriminatorio da parte del cattolicesimo per tutto il tempo in cui ha avuto l’esercizio del potere temporale sul giudasimo. I vari Fini e Alemanno, che un giorno vanno a raccogliere consenso e legittimazione in Vaticano, l’altro in Sinagoga, non sembrano accorgersi di trovarsi oggi ad un bivio: o vanno a San Pietro (al di là del Tevere) o vanno di quà sulla sponda sinistra (alla Singagoga). È anche possibile che la Israel lobby, presente al governo e all’opposizione, abbia deciso di sferrare il suo attacco finale e decisivo al cattolicesimo, servendosi di ascari come Fini e Alemanno. Ma a questo punto cattolici e non cattolici sorge la speranza che Tutti gli italiani sappiano riconescere nella chiesa cattolica il Katekon davanti all’invadenza tracotante dell’ebraismo mondiale e italiano&lt;/span&gt;.]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt; A giustificazione potremmo addurre il carattere autoritario del regime - che certo non tollerava manifestazioni di esplicito dissenso -&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;O santo Iddio! Chi ti parla di dissenso! Il fascismo consentì a Bendetto Croce di poter scrivere tutto quello che voleva e di esercitare tutta la sua influenza. Tenne in carcere Antonio Gramsci, ma lo salvò da morte certa  per mano dei suoi compagni e gli prestò tutte le cure. Gli intellettuali che furono mandati al confino avevano un trattamento economico di gran lunga superiore a quello della gente comune. I sindaci, sapendo di questa ricchezza indotta, chiedevano di poter avere ospiti così danarosi. Può darsi in ultima analisi che gli ebrei per le loro peculiarità millenarie non abbiano sempre godute delle simpatie da parte dei popoli ospiti. Infatti, la storia dell’antisemitismo è millenaria, non limitata al fascismo o al nazismo. Il fenomeno va certamente studiato e compreso, ma non si puà seriamente pretendere di caricaarlo tutto sul fascismo e sul nazismo: sarebbe non una “approssimazione” ma una falsificazione storica&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;oltre naturalmente alla propaganda pervasiva e al controllo totale dell’informazione e ancor più dell’educazione e dell’istruzione esercitato per un quindicennio. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A onor del vero oggi la propaganda pervasiva è di gran lunga maggiore di quanto non fosse stato possibile durante il fascismo. Non già per una maggiore liberalità del fascismo, ma perché allora non esistevano i mezzi odierni, come la televisione, la capillarità della stampa, i discorsi di Fini e di Napolitano, le censure delle opinioni dissenzienti, la chiusura di siti e blogs: di Riccardo Pacifici, che in fondo rappresenta solo qualche migliai di ebrei romani, sappiamo che può permettersi di fare del tu a Gianfranco, al quale si sa che è stata consegnata una lista di siti e blogs da far chiudere: è compreso anche il nostro? Non lo sappiamo, ma lo sapremo! Alessandro Ruben, messo in lista pare dallo stesso Fini, si sta adoperando per un progetto di legge destinato a mettere a tacere le voci di dissenso. Ci vuole una bella faccia tosta, che forse solo un transfuga dal fascismo poteva avere, per parlare di “controllo totale dell’informazione” durante il fascismo&lt;/span&gt;!] &lt;/blockquote&gt;Però dovremmo anche riconoscere che alla base della mancata reazione della popolazione ci furono altri elementi che può risultare scomodo riconoscere. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Insiste! La popolazione italiana negli anni trenta tagliava la fame a fette. I suoi problemi quotidiani erano ben altri che doversi preoccupare di una sparuta minoranza di ebrei di cui ignorava perfino l’esistenza. Il “problema ebraico” fu un fatto legislativo e tale rimaneva. Se pregiudizi antiebraici esistevano nella popolazione non solo italiana, ma di ogni parte parte del mondo, si trattava di pregiudizi secolari e millenari che non riguardavano il fascismo in quanto tale. la spiegazione e la comprensione di questo fenomeno abbraccia un campo che non è di competenza o sotto la giuridiszione di un presidente della Camera che di altro dovrebbe occupars&lt;/span&gt;i.] &lt;/blockquote&gt;Penso alla propensione al conformismo. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diciamo pure “opportunismo”, ma in questo caso può dirsi: de te fabula narratur, come ha giustamente rilevato l‘«Osservatore Romano». Esiste un romanzo di Alberto Moravia titolo “Il conformista», da cui è stato tratto anche un film. E perfino un “maestro” come Norberto Bobbio ha confessato in un’intervista a Buttafuoco che lui con i fascisti faceva il fascista e con gli antifascisti l’antifascista. Se questa era la moralità politica di una dei padri della Repubblica cosa si vuol pretendere dal popolo italiano di ieri e di oggi che è probabilmente migliore della sua classe politica di ieri e di oggi. No è da irridere al motto «Gli italiani brava gente» ma ai suoi politici normalmente considerati “ladroni” e “opportunisti&lt;/span&gt;”]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Penso ad una possibile condivisione - sotterranea e oscura, negata ma presente – di una parte della popolazione dei pregiudizi e delle teorie antiebraiche. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I pregiudizi sono in se qualcosa di negativo rispetto a quelli che dovrebbero essere sereni ed equi giudizi. È da chiedersi se ognuno di noi con le sue parole, gesti e atti non sia responsabile dei pregiudizi che su di lui si formano. Ma a parte ciò si tratta poi di sapere quali sono o dovrebbero essere i “corretti” giudizi verso questi o altri. Nel caso degli ebrei, considerata la loro speficità religiosa, resta da sapere quali siano i giudizi consentiti. L’ebraismo ha nulla a che fare con il sionismo? Della condizione degli attuali palestinesi è responsabile il popolo italiano o quella parte di cittadini italiani di religione ebraica che fanno lobbying in favore di Israele? Lo stesso Fini anziché andare con il copricapo al solito Museo ha per caso pensato di entrare in Gaza o di informarsi sulla condizione dei palestinesi? Non prova un poco di quella vergogna che vorrebbe invece imputare al popolo italiano? In Israele non ha per caso lui condiviso i pregiudizi ebraici importandoli nel parlamento italiano fino a farli diventare legge dello stato italiano?&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;Penso soprattutto a una vocazione all’indifferenza più o meno diffusa nella società di allora. &lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La banalità raggiunge qui il sublime. Ricordo dai racconti dei miei genitori, ora defunti, quali erano le preoccupazioni quotidiane delle gente comune e Fini mi parla qui di indifferenza. Ma di quale indifferenza vuol parlare? Di chi? Verso chi e che cosa? E soprattutto cosa Fini stesso ritiene che debba costituire interesse precipuo non delle gente di oggi, ma addirittura di quella di 70 anni fa? Se esiste il pregiudizio che quanto siedono in parlamento o rivestono publiche cariche siano per ciò stesso i “migliori”, gli “ottimati”, è forse giunto il momento di ricredersi. Il parlamento italiano è più propriamente parlando il luogo dei furbi e dei dritti, dove parrebbe che con un solo giorno si seduta parlamentare si riesce a ottenere un vitalizio, se è vero quello che è stato riportato tempo addietro da alcuni giornali, dai quali non ho potuto avere smentita&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Proprio “Gli Indifferenti” si intitolava il romanzo d’esordio di Moravia, pubblicato nel 1929, con il quale lo scrittore dipingeva quella che a lui appariva già allora come l’inerzia morale della società borghese italiana di fronte all’essenza della persona umana. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benissimo! Indifferenza! Il problema è di stabilire verso cosa sia rivolta questa indifferenza ieri e oggi nel mondo? Il dissesto ambientale? la corruzione della classe politica? la fame nel mondo? Il genocidio dei palestinesi ad opera di israele con sostegno delle Lobbies europee e americane? La serie è infinità quanto infinità la banalità al governo di questo disgraziato paese.&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt; Lo ricordo perché rileggere gli scrittori può servire a cogliere quelle significative sfumature sociali che possono talvolta sfuggire al meritorio lavoro scientifico degli storici. Denunciare la inequivocabile responsabilità politica e ideologica del fascismo non deve insomma portare a riproporre lo stereotipo autoassolutorio e consolatorio degli “italiani brava gente”. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ad un vecchietto ebreo, anzi come lui diceva “cittadino italiano di religione ebraica”, che concludeva una sua testimonianza ad un convegnucolo dell’ultranisinistra ancora galvanizzata da un fascismo inesistente, ho ciesto se sapeva dirmi che al presente potesse dirsi “brava gente”. Non ha risposto ed io ho potuto rinfacciargli lo stereotipo del razzismo, che volendo in un modo o nell’altro è sempre presente nella nostra cultura. Ma che ad avvalersi dello stesso cliché sia proprio gianfarnco Fini, l’italianissimo Fini che sulla italianità ha costruito tutta la sua carriera politica dà la misura della caduta in verticale di ogni barlume di dignità nazionale. Ha vinto non solo Bossi, che ha fatto sapere cosa è disposto a farne della abndiera italiana, ma ha visto sopratutto l’ebraismo e l’ideologia olocaustica, che adesso si può perfino permettere di attaccare la chiesa cattolica, l’ultimo baluardo della italianità&lt;/span&gt;] &lt;/blockquote&gt;La memoria - ha scritto Elena Loewenthal – non è di per sé uno “scudo inossidabile di fronte al male”.  &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona costei! Fini non poteva trovare di meglio. Il nome di questa signora è giunta per la prima volta alla mia attenzione non per i suoi per me non interessanti articoli che scrive su “La Stampa”, ma come genitrice ebrea degli studenti di un liceo torinese dove un insegnante è stato sottoposto a perizia psichiatrica per essersi espresso in termini critici sui temi tabù di Israele o dell’Olocausto. Anche se un gorno alla loewenthal dovessero il Nobel per meriti ebraici, per me il suo nome resta legato al liceo torinese. Ecco come si forma un pregiudizio! È più forte di me e rivendico il diritto ai miei pregiudizi. Quanto alla frase citata da Fini è un’assoluta balanità priva di senso logico, una vuota frase retorica di una retorica vuota e stantia di cui sono intessuti parecchi discorsi ufficiali di regime. Viene il sospetto che davvero il discorso di Fini sia stato scritto da qualcuno cui non è parso vero di metterci dentro tutti i nomi della Israel lobby italiana.&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt;Non lo è se non sappiamo trasformarla in esperienza storica produttiva di insegnamenti.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’educazione di regime è in agguato. Se non sarà l’olio di ricino in versione democratica che ci verrà fatto bere, è probabile che si regoleranno con lo spegnere tutte le potenziali voci in dissenso, lasciando attive solo quelle conformi e conformiste. La nascita e l’avvento di un regime avviene più durante il silenzio di chi poteva parlare opponendosi che non con un consenso esplicito. Siamo nella norma.]&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Ciò non significa ignorare o trascurare il coraggio di quegli italiani che seppero opporsi alla barbarie del razzismo e dell’antisemitismo, soprattutto dopo il ’40 nel tempo orribile della Shoah. I nomi di alcuni di quei valorosi sono noti. Pensiamo a Giorgio Perlasca. Oppure al questore di Fiume, Giovanni Palatucci, che salvò cinquemila ebrei e che pagò il suo coraggio e la sua straordinaria umanità con l’internamento a Dachau, dove morì a soli 36 anni. Oppure al Console di Salonicco, Guelfo Zamboni, che sottrasse centinaia di ebrei al terribile destino della deportazione. A queste personalità straordinarie dobbiamo aggiungere tanti altri italiani, sconosciuti ma non meno straordinari, che si prodigarono per salvare gli ebrei spesso a rischio della propria vita.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Allora erano questi italiani “brava gente” o non lo erano?] O forse Fini intende che gli uni italiani non erano e che magari i soli italiani sono i circa 40.000 ebrei su una cinquantina di milioni rimanenti, una massa damnationis che però manda al governo un Fini  o un Alemanno? Questa divisione fra buoni e cattivi dimostra una totale mancanza di senso storico e di intelligenza politica, cosa ben diversa dall’opportunismo necessario ad una carriera politica ed istituzionale&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Vale la pena ricordare che le storie di tanti di quegli umili eroi sono raccolte in un bel libro uscito all’inizio del 2006 per cui ho avuto l’onore di scrivere la prefazione: “I giusti d’Italia”, curato dal direttore del centro ricerche dello Yad Vashem, Israel Gutman. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mamma mia! La religio holocaustica con i suoi “giusti” al posto dei ‘santi” cattolici ha ormai preso il netto sopravvento. Questa inaudita pretesa di leggere la storia a seconda che il mondo stia o non stia dalla parte di Israele e degli ebrei è qualcosa di sconcertante. Significa non avere nessuna idea della contingenza storica ed è una dimostrazione di autentico lavaggio del cervello&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt; Tutte quelle storie costituiscono motivo di legittimo orgoglio per l’intero popolo italiano. &lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;[&lt;span&gt;Ma insomma questo popolo italiano è un giolly cui adesso si fa fare la parte della “cattiva gente” ed ora con nuovi panni di fattura ebraica li si fa diventare “brava gente” purché obbediscano ai panni esterni ed interni che Fini vuol fargli indossare? Basta non andiamo oltre in un commento testuale che ci umilia e soprattutto ci costringe ad essere irriverenti verso quella che resta la Terza carica dello Stato.&lt;/span&gt; Dobbiamo aver soggezione di fronte ad una inquietante dislocazione di forze e apparati o possiamo ancora esprimere liberamente il nostro pensiero?]&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ricostruire con rigore la vergogna delle Leggi razziali, guardare senza reticenza dentro l’anima italiana non serve soltanto per raccontare il passato nella sua completezza. Serve anche e soprattutto a preservare il nostro popolo dal rischio di tollerare in futuro, tra inerzia e conformismo, altre possibili infamie contro l’umanità. Ha detto il presidente Napolitano, commemorando nel gennaio scorso il Giorno della Memoria che “bisogna ricordare gli atti di barbarie del nostro passato per impedire nuove barbarie, per costruire un futuro che si ispiri a ideali di libertà e di fratellanza fra i popoli”. Ammoniva Primo Levi che un orrore accaduto nel passato può sempre riaccadere nel futuro. Magari non nelle stesse forme e non con gli stessi pretesti ideologici. Dobbiamo avere la consapevolezza che il fanatismo nemico dei diritti dell’uomo, che purtroppo agisce ancora oggi in tante parti del mondo, può dilagare nel torpore delle democrazie. Per questo dobbiamo mantenere sempre desta e vigile la coscienza dei cittadini. Una democrazia vigile e attenta deve saper contrastare con efficacia l’antisemitismo nelle vecchie e nuove forme ideologiche che questo oggi assume. C’è l’antisemitismo esplicito dell’estrema destra e del neonazismo. C’è quello mascherato da antisionismo dell’estremismo no-global e dell’ultrasinistra. E c’è quello, ammantato di pretesti pseudo-religiosi, dell’islamismo radicale. E’ un antisemitismo, quest’ultimo, che tende ad assumere spesso gravi forme terroristiche, come accaduto recentemente a Mumbai, dove i terroristi hanno assaltato anche il Centro ebraico facendo otto vittime. Le Istituzioni devono impedire che, di fronte a questi fenomeni, si producano fenomeni d’assuefazione nell’opinione pubblica. Un campanello d’allarme lo ha lanciato recentemente Angelo Panebianco, quando ha notato, sempre a proposito della tragedia di Mumbai, che presso gli europei tende a manifestarsi indifferenza nei confronti dell’antisemitismo presente in buona parte del mondo islamico, come se fosse inevitabile, quasi naturale. Oggi, come settant’anni fa, un’ideologia che sopprime i diritti dell’uomo e propugna l’annientamento di uno Stato e lo sterminio di un popolo può produrre grandi tragedie e sofferenze nella complicità silenziosa di una società distratta e indifferente. Come ci ha insegnato Hannah Arendt, il mistero della propagazione del male è un mistero banale. In uno dei suoi libri più famosi, che si intitola appunto “La banalità del male”, scritto a proposito del processo ad Adolf Eichmann che si celebrò a Gerusalemme nel 1960, la filosofa così descrisse l’imputato, reo di aver pianificato materialmente la deportazione degli ebrei nei campi di sterminio: “Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso. Solo grigio e incolore”. Sono parole che devono scuotere ancor oggi le nostre coscienze, perché il male si può riprodurre. Per questo è un dovere ricordare l’infamia di 70 anni fa. Ricordare. Cioè ri excorde. Riportare al cuore. Perché accanto al giudizio della storia ci sia il dovere morale di una profonda indignazione. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Siamo rofondamente indignati per le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini che ci offendono in quanto italiani e persone intelligenti in grado di saper distinguere il grano dal loglio&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Come commento generale, voglio qui riportare, uno dei tanti testi che girano per la rete, che non sarà più libera quando i vari Ruben riusciranno ad imbavagliarla:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Fini, il furbissimo stratega, andò per “suonare”; ma finì “suonato”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Io trovo più che giuste le parole dello “Osservatore Romano”: Fini sul Fascismo ha mangiato e si è ingrassato; Fini fa della “approssimazione storica”; Fini manifesta un “meschino opportunismo politico”.&lt;br /&gt;Non si poteva dir meglio per dipingere Fini. Eppure…. Eppure io difendo Fini. Fini è un “poveraccio” a cui hanno dato “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un foglio da leggere&lt;/span&gt;”&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se non dovesse essere  proprio vero in senso reale, lo è certamente in senso ideale. Il fatto che nel suo discorso citi Renzo Gattegna come sua fonte è già un indizio. Se appena avesse avuto senso dello stato e delle istituzioni, Fini il nome di Gattegna o di chiunque altro non lo avrebbe fatto. Un normale cittadini potrebbe dirgli: E allora perché parli tu, chiama l’altro e fai parlare lui. Solo che per la stragrande maggioranza del popolo italiano il tal Renzo è un Illustre Sconosciuto, anche se assai ben introdotto nei palazzi del potere, dove possono dare del tu alle massime cariche dello stato&lt;/span&gt;].&lt;/blockquote&gt; E il poveruomo ha letto. Che ne poteva sapere, intelligente ed acculturato com’è, che avrebbe suscitato un vespaio. E che vespaio! A noi non resta che goderci lo spettacolo.&lt;br /&gt;Fini? Tanto piroettò che si ruppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Antonino Amato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;OSSERVATORE ROMANO ATTACCA FINI SU LEGGI RAZZIALI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;CITTA' DEL VATICANO. Fini sulle leggi razziali "sorprende e amareggia". Le sue parole dimostrano "approssimazione storica e meschino opportunismo politico". Lo scrive l'Osservatore romano.&lt;br /&gt;"Di certo”, rileva il giornale vaticano, “sorprende e amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo, che dell'infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze, chiami ora in causa la Chiesa cattolica. Dimostrando approssimazione storica e meschino opportunismo politico".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ANSA del 17 dicembre 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;Se il nostro paese fosse davvero libero e se le tv di stato potessero riportare ciò che la gente pensa per davvero e con la sua testa, non già ciò che si vuole pensi dopo adeguato imbottimento del cervello, credo che vi sarebbe un notevole incremento della produzione nazionale di scarpe, venendone perse molte nel lancio alla volta della faccia dei nostri governanti dalle massime cariche istituzionali via via a scendere verso i più minuscoli villaggi d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutto il mondo e la storia in colpa verso gli ebrei&lt;/span&gt;. – Nella bagarre mediatica che si è scatenata intorno al discorso di Gianfranco Fini trovo decisamente non convincente l’assunto di fondo, e cioè che il mondo intero, anzi tutta la storia umana, si debba sentire in colpa verso gli ebrei ed in particolare lo stato di Israele. Resto al contrario convinto che se si fa la somma fra l’attivo e il passivo, l’ebraismo abbia più colpe verso il mondo che non il mondo e la totalità dei suoi popoli verso Israele. I dispiace vedere una Chiesa sulla difensiva, mentre avrebbe tutto il diritto di indignarsi e passare all’offensiva, prendendo quelle distanze dall’ebraismo che hanna caratterizzato tutta la sua storia fino agli ultimi decenni. Non posso qui riportare conoscenze dottrinali che non sono mie e mi limito ad indicare un libro come quello di don Curzio Nitoglia, che per quanto sappia è un sacerdote, non scomunicato né sospeso a divinis, sempre ché la Lobby non faccia pressioni in Vaticano perché queste misure vengano comminate. Non è una battuta scherzosa, ma è un modo normale in cui ad ogni livello, dal più alto al più basso, la Lobby agisce in un disegno di controllo capillare di tutta la società italiana attraverso i media, le istituzioni scolastiche, la alte cariche dello stato in veste pedagogica di fini dicitori di discorsi magari elaborati e scritti dalla stessa Lobby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci limitiamo al Libro degli ebrei, cioè il Vecchio Testamento, non è difficile trovare tanta di quella barbarie crudele e cruenta che Gianfranco Fini va invece a trovare altrove, perfino nella chiesa cattolica. Onestamente, non mi sento inferiore per il fatto di non essere nato ebreo. Naturalemente, non pretendo di essere superiore a nessuno, neppure a uno di quegli aborigeni australiani che sono stati sterminati senza lasciare traccia e memoria di sé: non li possiamo neppure ricordare, dopo averli divorati in un pasto da coccodrilli. Qualcosa sappiamo degli indiani di America. Su cinque milioni pare ne siano sopravvissuti, per modo di dire, solo 300.000. Ne parla Nitoglia, che spiega pure le profonde affinità fra il puritanesimo legato più al Vecchio che non al Nuovo Testamento e per questo particolarmente vicini all’ebraismo. Si spiega così l’analogia fra lo sterminio degli indiani d’America e quello dei palestinesi, ma in prospettiva di tutto il mondo arabo, addirittura di oltre un miliardo di musulmani, se ne fosse dato il potere. Ostacoli morali e dottrinali non ve ne sarebbero, come non ve ne furono con gli indiani d’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano di dominio del mondo da parte del sionismo non mi sembra per nulla campato in aria, se a farne le spese è adesso la stessa chiesa cattolica per mano di quei politici che vanno a chiedere il voto in cambio non di opere cristiane, ma di privilegi che ahimé la gerarchia cattolica ha troppo spesso chiesto e ottenuto. Adesso qualcosa si è rotto. Ho già sentito Fini andare alla ricerca di cuciture. Ma ormai la frittata è fatta. Non esclude che possano esservi ricomposizioni di interessi, ma le essenze filosofiche si sono messe in movimento. Esse agiscono in tempi che non sono quelli degli individui fisici, Possono essere estremamente rapidi portando a maturazione fenomeni che già covavano da tempo, oppure possono fornire germi ad intelligenze che se ne nutrono e le fanno crescere e quindi le trasmettono ad altre generazioni. Insomma i tempi delle essenze filosofiche non sono i tempi elettorali, gli unici di cui politici alla Fini si preoccupano e si occupano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aver visto una pesante ingerenza esterna sulla vicenda della beatificazione di Pio XII lascia alquanto sconcertati anche nel giudizio di un non cattolico quale mi professo senza nascondermi. Ma stupisce ancora di più la conferma della visita del papa pro tempore in Israele, e per giunta il suo ingresso nel Museo della Religio Holocaustica, che contiene un insulto al predecessore Pio XII. Mi chiedo se è questo l’equivalente della disfatta bellica dell’Europa quale si ebbe nel 1945. Da allora è seguita un’americanizzazione e un’ebraizzazione che i secoli precedenti non avevano conosciuto. Dobbiamo guardare con invidia all’eroismo del giornalista Zaida che in mancanza di altre possibilità si è espresso con il lancio delle sue scarpe verso la faccia di George W. Bush. Una intifada delle scarpe accanto ad una intifada delle navi: quando siamo stati disarmati da ogni capacità offensiva e siamo inermi davanti alle superiori armi del nemico non ci restano altro che i gesti estremi. Il lancio delle scarpe è il messaggio di libertà e dignità che ci viende da quel mondo islamico contro il quale si fa di tutto per metterci in guerra. E sappiamo bene da dove vengono queste sollecitazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo inammissibile critiche alla chiesa cattolica, o anche a soggetti terzi, per condotte omissive in una ricostruzione storica quanto mai di parte e opinabile. Ognuno di noi fa o non fa quel che fa  in un momento determinato. Possono esservi responsabilità legate a quell’attimo tali da produrre conseguenze immediate, ad esempio in un incidente automobilistico. Ma si tratta di qualcosa di estremamente determinato. Il senno del poi è un esercizio inutile ed ozioso dell’intelletto. Avrei potuto laurearmi in medicina anziché in scienze politiche, avrei potuto sposare Giovanna anziche Maria, andare in vacanza sulla costa azzurra anziché sulla costa brava. Ma ho sposato Giovanna e mi sono laureato in Scienze Politiche. Quanto poi alla chiesa cattolica, sprovvista di qualsiasi esercito fatte eccezione per poche guardie svizzere, mi sembra fuori di qualsiasi logica pretendere un’azione di contrasto del nazismo di cui furono appena capaci Usa, inglesi e russi tutti insieme. Probabilmente chi si aspettava o pretendeva ciò voleva anche che il Vaticano venisse ridotto ad un cumulo di macerie. Che l’ebraismo potesse desiderare ciò ieri come pure oggi è cosa che non mi stupisce in nessun modo. In fondo, è una ripetizione del già visto duemila anni fa con la crocifissione di Cristo, se dobbiamo prestare fede ai racconti evangelici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che l’ebraismo non ottenne allora, cerca di ottenerlo oggi con una campagna di diffamazione della chiesa e della fede cattolica, cui spiace dirlo si unisce ed è complice anche la terza carica dello Stato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;italiano&lt;/span&gt;. Si trattasse dello stato di Israele, la cosa sarebbe comprensibile. Ma che l’ebraismo si sia insinuato a tal punto nelle istituzioni dello stato italiano è cosa che non può non suscitare il più grave allarme. Purtroppo la confusione ideologica è ad un punto tale da non saper individuare dove sta il nemico e dove l’amico. La Chiesa cattolica si è venuta alienando buona parte dei cittadini italiani su questioni connesse alla laicità, mentre restava sguarnita sul fronte dell’ebraismo, nei cui confronti le aperture sono solo servite a prestare meglio il fianco agli attacchi. L’atteggiamento dell’ebraismo verso il cattolicesimo resta di assoluto disprezzo e di mera sufficienza, da quando con il sionismo e il controllo della politica estera americano l’ebraismo è divenuto conscio di poter disporre di quella potenza temporale e mondana che per secoli e millenni fu propria del cattolicesimo. Le piissime armi di Bush, e probabilmente anche del suo successore, non sono al servizio della fede cattolica, ma di quella ebraica. In Vaticano forse non se ne sono ancora accorti, oppure se ne sono accorti e da consumati diplomatici ritengono di doversene stare sulla difensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sei"&gt;6&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%C2%ABfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%C2%BB/"&gt;Il giudizio di padre Sale sul discorso di Gianfranco Fini&lt;/a&gt;. – Non ho nulla da commentare a padre Sale. Sul discorso di Fini invece può pronunciarsi ogni persona di modesta culturale. Di ciò che dice padre Sale occorre solo prendere atto. Non vi nessun esperto maggiore sulla materia. Su una sola cosa mi permetto di dissentire. Sembrerebbe a prima vista che padre Sale rimproveri a Fini la sua ignoranza della storia. Se si trattasse soltanto di ignoranza, sarebbe un peccato veniabile, rimediabile con un corso di aggiornamento e di cultura storica, Ahimé credo che vi sia invece un giudizio ed uno strategia politica, con la quale si intende consegnare la chiesa cattolica nelle mani dell’ebraismo. Resta dubbio – e qui torniamo all’ignoranza – quanto questa strategia di fondo sia in Fini consapevole o inconsapevole. Il testo che segue di padre Sale, ed altre che riusciremo a rinvenire in rete, è qui tratto da un’intervista apparso sul Riformista del 17 dicembre 2008. Esso costituisce un sicuro riferimento per i dibattiti che mi auguro animeranno le sezioni del PdL il prossimo anno nel popoloso quartiere Marconi. Questo post, come ho già detto, costituisce un dossier per il dibattito, al quale verranno invitati parlamentari. Essendo piuttosto numerosi gli articoli di stampa farò una selezione di quelli che mi appaiono più rilevanti. Fra questi sono certamente tutti gli interventi di padre Sale.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Intervista a padre Sale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt; «Fini sconcertante, conosce poco la storia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dic 17, 2008 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il Riformista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sede della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Civiltà Cattolica &lt;/span&gt;a Roma le dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini sulla Chiesa e le leggi razziali non scuotono più del dovuto il quotidiano lavoro. Tutto passa. E passerà pure l’ultima uscita di Fini la quale, a detta del massimo esperto gesuita del periodo delle leggi razziali, ovvero padre Giovanni Sale, è «sconcertante». «Credo che Fini - racconta padre Sale al Riformista - tirando fuori la storia che la Chiesa, al pari di parte della società italiana, si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica dimostri di conoscere poco la storia del nostro paese e l’aspra, direi asprissima, contrapposizione che contraddistinse i rapporti tra Benito Mussolini e Papa Pio XI». Padre Sale è consapevole che, spesso, chi ha in qualche modo fatto parte di una storia poi rinnegata, cerchi altri imputati: «E probabilmente Fini - spiega - è questo esercizio che ha messo in campo con le sue parole».&lt;br /&gt;Il presidente della Camera non ha ritrattato le sue dichiarazioni. Anzi, ieri pomeriggio, ha voluto spiegarsi meglio dicendo di riferirsi al 1938 e non al 1942. Ma è proprio sul 1938 che padre Sale vuole snocciolare punti di vista che divergono dalle convinzioni di Fini: «Tutto - dice - accadde proprio nel 1938, esattamente nel giorno in cui il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giornale d’Italia&lt;/span&gt; pubblicò il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manifesto&lt;/span&gt; che fissava la posizione del fascismo nei confronti della razza. A differenza della stampa cattolica e di buona parte delle gerarchie interessate a non scontrarsi con il Duce con il quale, dieci anni prima, si era sottoscritto un Concordato (c’era, dunque, una certa volontà di non estendere le occasioni di conflitto con il regime), Achille Ratti giudicò il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manifesto&lt;/span&gt; e tutte le iniziative che il governo stava organizzando per la tutela della razza in modo piuttosto severo. Pio XI ricevette in udienza le suore del Cenacolo, le fece partecipi di ciò che in quel momento angustiava il suo cuore di Padre, vale a dire le idee che venivano dappertutto affermate e diffuse in materia di nazionalismo estremo e di razzismo, e disse loro testualmente: “Siamo di fronte a una vera e propria apostasia”. E ancora: “Non è soltanto l’una o l’altra idea errata: è tutto lo spirito della dottrina che è contrario alla fede di Cristo”».&lt;br /&gt;Padre Sale ricorda anche una lettera del gesuita statunitense padre John La Farge «il quale, il 22 giugno dello stesso anno, era stato incaricato da Pio XI in persona di scrivere un’enciclica contro il razzismo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Humani generis unitas.&lt;/span&gt; Come tutti sanno, questa enciclica non uscì mai, rimase allo stato di bozza perché fu ritenuta dal Generale dei gesuiti e da altri suoi collaboratori “non conforme alla mente del Papa” e poi la malattia, assieme alla successiva morte dello stesso Pontefice, impedirono che il testo venisse corretto, completato e pubblicato».&lt;br /&gt;Insomma, se le parole di Fini hanno un fondo di verità, ce l’hanno se riferite ad alcuni collaboratori di Pio XI: «Sull’antisemitismo - spiega padre Sale - ci fu una certa prudenza della Segreteria di Stato perché si pensava che in tal modo si potesse ottenere qualcosa di concreto a vantaggio degli ebrei, in particolare di quelli convertiti al cattolicesimo». Parallelamente, anche alcuni vescovi italiani mostrarono prudenza perché «erano interessati a mantenere controllati i rapporti tra il Vaticano e il governo». Infatti, «a proposito di un discorso durissimo contro il razzismo che Pio XI tenne il 29 luglio del 1938 ricevendo gli studenti del collegio urbaniano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Propaganda Fide&lt;/span&gt;, il vescovo di Cremona Giovanni Cazzani scrisse una lettera all’onorevole Roberto Farinacci (ras di Cremona) in cui spiegava che in realtà Ratti “non parlava contro un razzismo fascista, ma parendogli che una certa corrente di stampa fascista volesse promuovere e caldeggiare anche in Italia un razzismo alla hitleriana, ha voluto mettere l’avviso contro il pericolo di un tale razzismo, e perciò ha parlato di mutazione dai tedeschi».&lt;br /&gt;Dunque, un conto fu Pio XI, un altro la gerarchia. Dice padre Sale: «Mentre la curia e la diplomazia lavorarono senza sosta per un accomodamento con il regime mussoliniano, in modo da contenere entro limiti accettabili la programmata legislazione antiebraica, così che questa non si discostasse troppo dai princìpi della morale cattolica e non violasse punti significativi degli accordi del Laterano, Pio XI continuò la sua lotta solitaria contro le “ideologie totalitarie”. Egli non sottopose a censura, come voleva il Duce, il suo pensiero e continuò sino alla fine dei suoi giorni a condannare le aberranti dottrine del “nazionalismo estremo” e soprattutto del cosiddetto “razzismo esagerato”, che considerava un’eresia in quanto contraddiceva il fondamentale principio sull’originale uguaglianza tra gli esseri umani». Pio XI - dice ancora padre Sale - «scrisse anche, il 13 novembre 1938, una Nota diplomatica di protesta all’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede. Papa Ratti avrebbe voluto la pubblicazione integrale di quella Nota, ma la curia (segretario di Stato era allora il futuro Pio XII, Eugenio Pacelli), per ragioni prudenziali, preferì la pubblicazione di un testo meno compromettente».&lt;br /&gt;La posizione tenuta da Pio XI fu inequivocabile. Quella della curia e delle gerarchie fu di gran lunga più prudente. E la linea di Pio XI venne confermata anche da alcune parole che il Duce riservò al Pontefice parlando con terze persone. Egli, conclude padre Sale, «ebbe a dire in privato che “quel Papa rappresentava una rovina per l’Italia e la Chiesa”». E ancora: «Fu anche la stampa internazionale a dare ampio spazio all’antagonismo esistente tra i due, fino addirittura a ipotizzare un possibile abbandono della Città Eterna e dell’Italia da parte del Papa». Una possibilità, quest’ultima, senz’altro enfatizzata dalla stampa ma che rende bene l’idea dell’acredine che, a scanso di equivoci, divideva allora Achille Ratti e Benito Mussolini.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Il testo è istruttivo e non vi è nulla da osservare. Può essere utile forse distinguere fra concetti diversi in genere mescolati insieme dalla propaganda commemorativa. La discriminazione è cosa diversa dalla persecuzione e dallo sterminio o genocidio vero e proprio. Che vi sia stata discriminazione verso gli ebrei è cosa millenaria, già esistente in ambito cattolica. Si trattava di una discriminazione perfino apprezzata dagli stessi ebrei in quanto la comunità del ghetto impediva i pericolosi fenomeni di assimilazione che avrebbero fatto scomparire l’identità ebraica. Altra cosa è la persecuzione che nella storia dell’ebraismo vi fu a momenti e costrinse a fenomeni migratori. Altra cosa ancora è lo sterminio vero e proprio. Nel caso degli ebrei ciò sarebbe avvenuto in alcuni campi di concentramento a cià deputate e mediante l’uso di camere a gas. È su quest’ultimo punto che si concentra la contestazione di un nutrito gruppo di storici e ricercatori che non sono liberi di condurre le loro ricerche, che peraltro non godono di nessun finanziamento e si basano sull’assoluta abnegazione di quanti son convinti di fare opera di verità. Non sono uno specialista della materia. Per forza di cosa ho dovuto leggere qualcosa in materia e non mi rifiuto di leggere testi accessibili al riguardo. Non li trovo manifestamente infondati, ma ciò che invece trovo assurdo e inammissibile è che migliaia di persone vengono ogni anni perseguite penalmente, con pesanti pene detentive, per la sola colpa di aver pubblicato libri e condurre ricerche contrastanti con una presunta verità di stato o con discorsi assurdi come quello del presidente Fini. Questo atteggiamento mi indispone verso le verità ufficiale ed invece mi porta ad accreditare i libri proibiti. Del resto, è ben strano che oggi si possa negare l’esistenza di Dio senza finire sul rogo, mentre invece è penalmente vietato in parecchi paesi europei e forse presto anche in Italia la negazione della Shoah, la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Auschwitz-lüge&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sette"&gt;7&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=27012"&gt;L’incredibile Riccardo&lt;/a&gt;. – Faccio qui uno sforzo sovrumano per trattenermi dal dire tutto quello che penso di Riccardo Pacifici, un incredibile personaggio che è convinto di avere l’Italia in pugno. Chiede pubblicamente ai ministri se gli insegnanti possono continuare ad insegnare ed ora si spingere a parlare del Vaticano come uno stato straniero. Ma riporto le sue testuali quanto incredibili parole:&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Schierato dalla parte di Fini, il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici: «Non posso permettere — ha dichiarato a Red Tv, la tv vicina a Massimo D'Alema — che la terza carica dello Stato possa essere offesa così da un Paese straniero, quale il Vaticano, che deve delle scuse ». Ancora: «Da parte nostra c'è una condanna totale del Vaticano perché il suo silenzio fu totale». Quanto a preti, suore, conventi, secondo Pacifici, c'è stato anche «chi le porte le ha aperte solo dietro pagamento e ha messo fuori tanta gente che non aveva soldi».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Costui si dà del tu con Gianfranco. Si noti come si esprime: egli “non può permettere”: e chi c... è costui? Parla di terza carica dello Stato come se si trattasse non dello stato italiano, ma dello stato di Israele, di cui Riccardo o è già cittadino o basta che metta piede in Israele per averne la cittadinanza. Si tratta a questo punto di sapere in quale parte del corpo occorre recapitargli un paio di scarpe. Parla di cose inaudite e inammissibili. Avevo prima detto che forse Fini era inconsapevole della strategia per consegnare la chiesa cattolica nelle mani dell’ebraismo. A sentire Riccardo sembra che il piano fosse già stato meticolosamente concertato. Ma Gesù Cristo è già stato crocefisso una volta, stando a quel che raccontano i Vangeli, fondamento della fede cattolica. È pure detto che gli ebrei pagarono Giuda Iscariota trenta danari per il tradimento e per avere Cristo nelle mani. Non io uso questa espressione, avendo pur sempre rispetto per la terza carica dello stato, anche se la persona che la ricopre possa esserne indegna, ma vi è chi parla di “Fini l’Iscariota”. Ahimé, combinando le dichiarazioni dell’incredibile Riccardo con quelle di Gianfranco, temo che le peggiori associazioni di idee non possano più venire represse e che quel che è stato detto non possa più venir dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="otto"&gt;8&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=9&amp;amp;sez=110&amp;amp;id=27013"&gt;L’intervento di Baget Bozzo: Fini sbaglia&lt;/a&gt;. – L’intervento di don Baget Bozzo che riporto integralmente mi sembra unisca due elementi del problema: l’intelligenza politica e la comprensione teologica, anche se in questo campo mi sembra che egli riconosca come positive e non incaute le aperture cattoliche verso l’ebraismo. Riprendo sempre da «Informazione (S)corretta» il testo di Baget Bozzo, mentre riservo il massimo disprezzo al “commento” anonimo, forse dovuto a Pezzana,  più adatto a trattare di sodomia che non di ricerca storica.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le leggi razziali segnarono una svolta decisiva nella storia del regime fascista italiano. Esso era stato unadittatura, ma non un’alternativa alla civiltà cristiana. Con le leggi razziali il fascismo si allineò al nazismo che si collocava interamente al di fuori dell'orizzonte della Cristianità. E come tali furono avvertite dal popolo cattolico italiano.&lt;br /&gt;Così vennero intese da quel "senso dei fedeli" che esprime il popolo di Dio e ha, per dir così, l'istinto della fedeltà alla fede. Pio XI aveva già dichiarato la rottura del fascismo con la tradizione italiana alla venuta di Hitler a Roma: aveva lasciato la città per non vedervi risplendere, come egli disse, «una croce che non è quella di Cristo».&lt;br /&gt;Quando il Papa disse «noi siamo spiritualmente dei semiti», parlava da Papa ed esprimeva il sentimento profondo del popolo cattolico.&lt;br /&gt;Il razzismo nazista era la negazione del Cristianesimo: e, se il popolo cattolico non avesse avvertito la consonanza con il Papa, avrebbe mancato alla sua qualità essenziale di testimone della fede. L'azione di Mussolini era intesa a cambiare il cuore cristiano del popolo italiano e lo si vede nel fatto che le leggi razziali furono introdotte, anche e soprattutto, per ottenere che in Etiopia gli italiani si comportassero come gli anglosassoni e non si unissero carnalmente alle donne etiopi.&lt;br /&gt;La differenza tra cristiani ed ebrei fondata sulla tradizione e sulla storia non impedì al popolo cattolico di comprendere l'ingiustizia della persecuzione razziale quando essa divenne violenta. L'antigiudaismo dei cattolici non era antisemitismo né mancanza di solidarietà umana. La fraternità spirituale e dottrinale con gli ebrei che ora brilla nella posizione della Chiesa sull'ebraismo fu anticipata dal popolo cattolico italiano con la solidarietà agli ebrei perseguitati quando con l'occupazione nazista ci fu l'attacco diretto alle loro vite e ai loro beni. Fu il nazismo a rendere chiaro che la soppressione fascista delle libertà civili e democratiche era stata la possibilità per il regime che aveva sottoscritto i Patti Lateranensi di diventare uno strumento del razzismo.&lt;br /&gt;Il popolo cattolico italiano percepì l'incompatibilità del nazismo con il Cristianesimo nonostante il favore che quei regimi totalitari concedevano alla Chiesa. Il passaggio tra fascismo e antifascismo nel nostro Paese ha radici nella comprensione del fatto che il razzismo nazista è la negazione della tradizione cattolica e dell'Italia come nazione cattolica. Se Pio XII non proseguì la linea del linguaggio diretto contro il nazismo parlato da Pio XI di cui era stato il segretario di Stato, è dovuto a un fatto solo: lo scoppio della guerra che impose alla Santa Sede il dovere della neutralità. Non poteva la Chiesa diventare un movimento politico di resistenza civile al totalitarismo a causa della sua natura metapolitica. Non poteva fare dell'antinazismo un motivo di insurrezione dei cattolici contro gli Stati totalitari europei. Ne sarebbe nato un conflitto totale dato appunto il carattere di questi Stati, per di più complicato dalla guerra in corso. Ma l'attentato contro Hitler del luglio '44 fu opera di cattolici e la Santa Sede ne era a conoscenza.&lt;br /&gt;Le parole del presidente della Camera sul silenzio della Chiesa partono dal concetto che essa sia un soggetto politico, con un suo diritto di insurrezione e alternativa al governo. La Chiesa non ha mai predicato un'insurrezione armata in nome della fede, nemmeno contro i regimi comunisti. Ha sempre sostenuto che debba essere rispettata in essi l'esigenza del governo della società, anche se i loro principi sono fondamentalmente anticristiani. Il presidente della Camera solleva il problema della responsabilità della Chiesa verso il razzismo e l'antisemitismo non tenendo conto della realtà propria della Chiesa e della sua particolare realtà istituzionale. La sua politicità è diversa da quella dello Stato e della nazione.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Sottolineo nel testo di Baget Bozzo un elemento finora non apparso nel dibattito. La Chiesa cattolica non è un soggetto politico. Quanti si immaginano che il papa cattolico avrebbe dovuto essere una specie di Arafat nella lotta contro il nazismo vogliono o volevano la distruzione dell’istituzione ecclesiastica che ancora oggi regola il cattolicesimo. Né l’Islam né l’ebraismo hanno una struttura come quella della chiesa cattolica, antica di duemila anni. Questa struttura è il segreto della sua forza. Demolirla significa abbattere il cattolicesimo. Che questo sia nel passato come nel presente il grande desiderio dell’ebraismo io non ho dubbi. Condivido nell’analisi di Baget Bozzo il giudizio sulla natura pagana e anticristiana del nazismo, in questa assai diverso dal fascismo. Se la chiesa cattolica avesse sfidato direttamente il nazismo, non credo che le armate di Hitler si sarebbero fermate al recinto delle mura vaticane. Vi fu da parte del pontefice una grande saggezza di uomo di stato consapevole delle sue forze terrene. Non avrebbe potuto contrastare Hitler con le sue guardie svizzere nè poteva trasformarsi in capo partigiano. Non capire ciò da parte dei suoi critici significa voler condannare il papato alla sua rovina storica. Che lo vogliano gli ebrei, è cosa del tutto normale. Che lo voglia anche Fini, che verrebbe ad essere un utile idiota del sionismo, è cosa più difficile da comprendere ed ammettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="nove"&gt;9&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.effedieffe.com/content/view/5631/174/"&gt;«Meschino opportunismo politico»: il parere di Maurizio Blondet&lt;/a&gt;. – Ricevo nella mia post privato un testo di Blondet che riproduco per la sua importanza e connessione tematica al nostro post. Spero non se l’abbiano a male Autore ed editore.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Meschino opportunismo politico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Maurizio Blondet&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 18 dicembre 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un lettore scrive al direttore Blondet:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Caro Direttore,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;come interpreta l’insolito messaggio di auguri che l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Osservatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; romano&lt;/span&gt; ha mandato ieri al presidente della Camera dei deputati? Mi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; pare che non fosse mai successo, dopo i Patti Lateranensi, che il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; quotidiano dello Stato vaticano attaccasse tanto duramente una delle&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; più alte cariche dello Stato italiano. L’opportunismo politico di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Fini ha superato ogni limite di meschinità e ha fatto perdere la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; pazienza ai futuri santi e beati di oltre Tevere? Oppure in Vaticano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; si prevede - come anche il sottoscritto nella sua oscurità prevede -&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; che l’attuale presidente della Camera non abbia un futuro politico,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; che sia soltanto la Pivetti di turno? E che la potenza della lobby&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; che costui serve sia destinata a crollare come gli indici delle Borse&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; valori? Propendo per la seconda ipotesi, ma non escludo la prima. Con&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; i miei saluti più cordiali e con sinceri auguri di buone e sante feste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Emanuele P.».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUzBMY2OEKI/AAAAAAAAH8Q/o_nPJ2m1WqA/s1600-h/C3.fini_male.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 128px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUzBMY2OEKI/AAAAAAAAH8Q/o_nPJ2m1WqA/s200/C3.fini_male.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281808881571205282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Molti lettori mi hanno chiesto una «reazione» al discorso di Fini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Avrei preferito mi chiedessero un giudizio sulla Parietti che vuole&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; entrare in politica: cosa almeno più seria, meno umiliante per il&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; commentatore.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Il mio conciso parere è che Fini stia eseguendo gli ordini dei Katz&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; al cui servizio si è messo. Inveleniti contro il Vaticano sul caso di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Pio XII - essi vorrebbero una proclamazione che quel Papa fu&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; colpevole della Shoah alla stregua di Hitler, una pronuncia che non&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; avranno -, i Katz hanno mandato il sub(alterno) ad alzare l’accusa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; contro la Chiesa tutta: la Chiesa tacque sulle leggi razziali di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Mussolini (a questo proposito, si legga il pezzo di Giannini sulle&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; «Caste dive»: http://www.effedieffe.com/content/view/5617/182/).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SU5D5MQpL1I/AAAAAAAAH9w/X8al7FQ95SM/s1600-h/C4.Alemanno-Fini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 146px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SU5D5MQpL1I/AAAAAAAAH9w/X8al7FQ95SM/s200/C4.Alemanno-Fini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282234062774808402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Giustamente l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Osservatore Romano&lt;/span&gt; ha replicato che è un po’ strano che&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; questo tipo di accuse alla Chiesa venga da uno che ha fatto tutta la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; carriera nel MSI, ossia nel movimento che si definiva erede del&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; fascismo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Evidentemente Fini ha aderito al Male Assoluto dall’età di 14 anni&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; fino ad ieri, quando si è accorto che il fascismo era il Male Assoluto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Una persona normale, dopo questa ammissione, avrebbe dovuto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; aggiungere una promessa: «... Ragion per cui, io che ho aderito al&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Male Assoluto e alla sua eredità, non avendo capito nulla di politica&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; fino a questo momento, e conscio delle mie colpe ereditarie, mi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; ritiro in una trappa e faccio voto di silenzio perpetuo».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SVE7lzHDd8I/AAAAAAAAH-Q/ddasdGsrx7k/s1600-h/C5.Fini+saluto+romano.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SVE7lzHDd8I/AAAAAAAAH-Q/ddasdGsrx7k/s200/C5.Fini+saluto+romano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283069358443296706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E invece, appena fatta la confessione noachica, ottenuta la foto di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; servo con kippà al Vad Yashem (o Yad Vashem, o come si chiama) è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; diventato ministro degli Esteri, eletto alla carica da Tzipi Livni su&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; raccomandazione della «comunità romana».&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Dopo di che, è diventato presidente della Camera (posto ghiottissimo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  appartamento di 600 metri quadri a Montecitorio. Con maggiordomo e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; personale di servizio a iosa, mobili d’antiquariato che dovrebbero&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; stare in museo, potere immenso di manovre dietro le quinte).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da quel posto, si prepara a fare le scarpe a Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Contrariamente al nostro lettore, io credo che il calcolo di Kippà,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; benché degradante, sia esatto: quelli che lo hanno sdoganato, lo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; hanno selezionato per le future più alte cariche di governo. A&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; confronto della lobby, il Vaticano non è che un debole spettro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  impaurito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Berlusconi è sempre più in freddo con Tremonti (non si adegua alle&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; sue proposte di economia demagogica); Fini può approfittarne, ancora&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; una volta, per avvicinarsi di più alla posizione di delfino.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Ma quel che offende di più è il modo apodittico con cui Fini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; pontifica: il fatto di essere presidente della Camera per grazia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; ricevuta del Katz, non lo ha reso di colpo uno storico, un filosofo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; un navigatore, un santo ed un eroe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma lui crede di sì.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; E’ semplicemente insopportabile, da parte di uno di comprovatamente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; scarse letture e di nessuna levatura morale né intellettuale, per di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; più fresco sposo di una soubrette. Il che ci riporta alla Parietti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Proprio «da sinistra» l’hanno sbertucciata per la sua ambizione di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; scendere in campo, e lei s’è giustamente incazzata. Cosa ha fatto la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Carfagna, ha diritto di dire, che non sappia fare anch’io? Cosa fa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fini al capo della «Comunità», che io non possa far meglio, con&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; vigore professionale? Non si può darle torto. Parietti for president, oppure prepariamoci a lanciare tutte le&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; scarpe vecchie che abbiamo, su questi «politici».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;Non so cosa sia il Katz, ma l’analisi di Maurizio Blondet è da me condivisibile. Richiamo qui la mia personale esperienza di un faccia a faccia con Fini in occasione della presentazione del libro di Emanuele Ottolenghi. Era presente lo stesso Pacifici e tutta la comunità romana. Ne scrissi allora un lungo resoconto che poi mi stancai di terminare. Lo si può leggere &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2007/02/di-nuovo-nella-fossa-dei-leoni.html"&gt;qui&lt;/a&gt; e mi riservo di completarlo secondo il piano previsto. Esiste perfino una registrazione in radio radicale, dove il mio intervento è il primo del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="dieci"&gt;10&lt;/a&gt;.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Umberto, Valentina e la “Difesa della razza”&lt;/span&gt;. – In ragione dell’insistenza martellante delle celebrazioni sul 70° anniversario ho pensato di procurarmi l’antologia curata da Valentina Pisanty con un prefazione di Umberto Eco. Ho anche incominciato a leggerla. La prima cosa che mi sono chiesto è: ma vi sarà poi l’80°, il 90°, il 100° e cosi via? Quando la fine di questo tormentone di regime? Umberto Eco, Valentina Pisanty e Ugo Volli sono tutte e tre esperti di semiotica. I loro nomi non sono qui elencati a caso. Umberto Eco – romanziere di grande successo di cui ho letto i libri e visti i films tratti dal libro “Il nome della rosa” – ha fornito ha Valentina la collezione della rivista quindicinale la “Difesa della razza”, da cui Valentina Pisanty ha tratto un’antologia, infine Ugo Volli è citato da Valentina come collaborante e compare perfino un Israel che suppongo sia Giorgino. Tutta la Sacra Famiglia al completo. Quanto all’antologia in sé ne faccio uso con riserva di sfogliare la raccolta originale, quando ne avrò il tempo e la voglia. Essendo un’antologia inevitabilmente una scelta soggettiva ed arbitraria, non posso escludere che la Pisanty si sia regolata a seconda delle tesi che intende dimostrare. Ma quali sono queste tesi? Ho qui davanti a me il Grande Dizionario del De Mauro dove leggo i significati di semiotica e semiologica. Escludo l’accezione filosofica che mi sembra inappropriata in questo contesto e con i nomi indicati. Mi pongo quindi in atteggiamento interrogante davanti alla comunicazione da me percepita e ne vengono fuori alcune considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi colpisce la grande animosità sia delle breve prefazione di Umberto Eco sia la più ampia introduzione di Valentina Pisanty. Con chi ce l’hanno? Con me che ho pure speso 9,50 euro per comprare il libretto? Se filosoficamente parlando lo scopo di una ricerca è di acquisire nuove conoscenza, non mi sembra che questo sia il caso. Tutti i soggetti citati hanno bisogno esistenzialmente parlando di vivere sulla colpa di qualcuno, morto o vivo che sia. Questo voler vivere della presunta colpa altrui mi sembra non meno spregevole e vergognoso dell’infamia gettata addosso agli autori dell’Antologia. Non ho nessun interesse ad emettere giudizi di condanna morale su persone morte da tempo, mentre sarebbe per me certamente utile capire la causa ed il contesto delle loro posizioni storiche e dei loro concetti. Valentina per un verso non mi sembra di nessun aiuto, ma per un altro mi sembra che a segni sia pur rovesciati appartenga allo stesso universo morale delle persone contro cui si scaglia con una animosità tutta maramaldesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato qualche settimana fa ad uno degli innumerevoli convegni celebrativi del 70° anniversario delle leggi razziali. Avevo letto il manifesto per strada e mi sono recato a Palazzo Valentino appena uscito da Palazzo Madama, dove mi trovavo in delegazione per una Audizione su temi universitari. Il convegno al palazzo della Provincia era ad un livello assai penoso e con un ridottimo pubblico. Persino gli oratori non hanno avuto il garbo minimo di aspettare la fine del convegno per rispondere ad eventuali domande del pubblico. Per cui io che sono rimasto educatamente fino alla fine ho dovuto criticare degli assenti con una sola eccezione che mi ha trovato concorde. Un esponente della Caritas, di cui non ho segnato il nome, ha osservato che in fondo il razzismo è una presenza in noi irriducibile. Nel momento in cui diciamo “non sono razzista, però…” lo siamo senza neppure accorgercene. Lo è stato anche l’ebre che ha sentenziato: “Gli italiani non sono brava gente”. Gli ho chiesto in faccia: chi lo è? Evidentemente supponeva che lo fossero senz’altro gli israeliani o gli stessi ebrei, notoriamente un “popolo eletto” in mezzo ad una massa di “idolatri”, destinati allo sterminio secondo il racconto biblico, testo sommo e normativo del popolo ebraico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo Natale tutti ricordiamo i testi evangelici. A me sovviene adesso il brano in cui san Pietro dice a Cristo: Et si ommes ego non! Se anche tutti ti avranno rinnegato, io non lo farò. Al che Gesù Cristo gli predice: prima che il gallo canti mi avrai tradito tre volte. Mutatis mutandis il razzismo è così profondamente radicato in noi da ripresentarsi continuamente in forme mutate, diverse, irriconoscibili. Ad esempio, quando apprendo che la guerra in Iraq è costata l’incredibile cifra di 3.000 miliardi di dollari, mi chiedo quanto bocche avrebbero potuto essere sfamate, quanti malati potevano essere curati. Ma qualcuno pretende che siano stati soldi ben spesi, avendo finalmente instaurato un paradiso in terra, di cui gli iracheni non avevano né desiderio né bisogno, come le scarpe lanciate in faccia ha Bush dovrebbero aver dimostrato. Dico dovrebbero perché gli ipocriti impenitenti non se ne vogliono convincere. La casistica e le esemplicazioni sarebbero lunghe da fare. Concludiamo dicendo che fin dalle prime righe l’antologia della Pisanty si caratterizza non per il suo impianto scientifico, ma per il suo senso polemico e militante che a noi consente di collocarci da un’altra parte. Traggo per il momento un solo esempio dall’antologia, mutandolo di segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pagina 27 è riportato dalla Pisanty il testo di una circolare di Bottai del 6 agosto 1938. Si ordina a tutte le università e gli istituti superiori di dare rilievo e diffusione del periodico quindicinale “Difesa della razza”. Ne estraggo un brano:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Ogni biblioteca universitaria dovrà esserne provvista e i docenti dovranno leggerlo, consultarlo, commentarlo per assimilarne lo spirito che lo informa, per farsene i propagatori e i divulgatori. Anche in questo campo gli Atenei, ne sono certo, saranno in linea e concorreranno aal raggiungimento di quelle mete che il Regime si prefigge di conseguire a salvaguardia del genio della razza. Gradirò assicurazione e notizia dei provvedimenti adottati».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Ebbene, sostituiamo alla circolare Bottai la legge Colombo sulla Memoria e divrenta arduo  distinguere cosa cambia nella sostanza, se non un mutamento di segno. Lo stesso opportunismo di allora vige oggi. Lo stesso conformismo, lo stesso terrorismo. A qualche insegnante che aveva osato opporsi, reagendo ad un evidente attentato alla sua libertà di pensiero e di insegnamento è stata imposta la perizia psichiatrica, ad un altro è stata imposta una sospensione dietro autorevole intervento del sindaco Alemanno. Insomma, per parafrasare ancora una volta il testo evangelico è più facile vedere nel passato la pagliuzza negli occhi dei nostri padri, impietosamente oltraggiati, mentre non vediamo la trave che è nel nostro occhio e soprattutto non vediamo la forma più compiute e inverato del razzismo nazista che è l’odierno sionismo, solidamente radicato sui pilastri del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blut und Boden&lt;/span&gt; e sacralizzato da una vecchia religio in forma di Torah e Talmud e da una odierna in versione di Religio Holocaustica, per la cui negazione sono prevista pene ormai non più in uso neppure per la negazione stessa stessa di Dio, o dell’immortalità dell’anima, la Resurrezione, la Verginità e Assunzione di Maria, tutti dogmi della fede cattolica che la terza carica dello Stato ha pensato di irridere. La superficialità, incompetenza ed umoralità faziosa mi sembra qui la stessa che l’Autrice ha già dimostrato in un saggio dedicato al revisionismo storico, &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html#parteterza"&gt;magistralmente demolita&lt;/a&gt; da Carlo Mattogno. Anziché continuare ad interessarsi di fiabe, dove certamente non può far danno, Valentina Pisanty continua  imperterrita ad interessarsi di questioni tragiche che è incapace di affrontare con la serietà che il tema richiederebbe. Conta evidentemente su un mercato di acquirenti che vogliono sentire solo un ben determinata musica, trovando in lei una suonatrice ben disposta a tenere in caldo le “&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/11/slomo-in-grande-emozione-con-veltroni-e.html"&gt;grandi emozioni&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="undicia"&gt;11&lt;/a&gt;.&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Documenti storici&lt;/span&gt;: a) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Manifesto della razza&lt;/span&gt;. – Ci serviamo di testi tratti dalla stessa antologia cura da Valentina Pisanty, su commissione di Umberto Eco. Se nel curare l’antologia, i loro erano intenti di studio, non lo sono da meno i nostri. Per giunta ci serviamo del loro stesso lavoro che gode certamente dell’Imprimatur dell’establishment. Forse le nostre impressioni e conclusioni sono diverse dalle loro, ma per un giudizio maturo aspettiamo l’occasione di poter noi stessi sfogliare i testi originali, quando ne avremo il tempo e la voglia. Qui tuttavia pare opportuno fornire al dibattito di sezione il testo integrale del famigerato manifesto della Razza, ricordando qui appena di sfuggita quanto ha pure ricordato Baget Bozzo, e cioè che i problemi maggiori non erano costituiti dagli ebrei, ma dalle faccette nere che in Etiopia mettevano in crisi le famiglie italiane. Sul finire degli anni sessanta, ricordo personalmente – ma allora non percepivo il problema – la testimonianza di un signore che mi parlava delle sue frequentazioni femminili in Etiopa giusto una trentina di anni prima. Il problema rappresentato dalla “faccetta nera d’Abissinia” non mi sembra che sia venuto fuori nelle interessate e strumentali rievocazioni delle leggi razziali.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manifesto della razza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;apparso in“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La difesa della razza&lt;/span&gt;”,&lt;br /&gt;del 5 agosto 1938,&lt;br /&gt;qui ripreso da Valentina Pisanty,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;op. cit.&lt;/span&gt;, pp. 40-43&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di studiosi fascisti docenti nelle Università italiane sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare ha fissato nei seguenti termini quella che è la posizione del Fascismo nei confronti dci problemi della razza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;LE RAZZE UMANE ESISTONO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di miioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;2&lt;br /&gt;ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;No bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ccc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;3&lt;br /&gt;IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ccc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;4&lt;br /&gt;LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA  SUA CIVILTÁ  ARIANA.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;5&lt;br /&gt;È UNA LEGGENDA L’APPORTO DI MASSE&lt;br /&gt;INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; 6&lt;br /&gt;ESISTE ORMAI UNA&lt;br /&gt;PURA “RAZZA ITALIANA”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concerto storico-Iinguistico di popobo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;7&lt;br /&gt;È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;8&lt;br /&gt;È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE&lt;br /&gt;FRA I MEDITERRANEI D’EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE&lt;br /&gt;E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL’ALTRA.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;9&lt;br /&gt;GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli dementi che hanno dato origine agli Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;10&lt;br /&gt;I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Il testo sopra riportato non è di difficile lettura e neppure il commento è difficile, ma è qui pericoloso farlo, anche se molte associazioni di idee fra passato e presente affiorano subito. Anziché fare noi un commento andremo a trovare i commenti di altri e per loro mezzo cercheremo di appianare le nostre perplessità ed i nostri dubbi. Si può forse osservare che di tutti i dieci punti solo uno riguarda gli ebrei, dove però la difficoltà concettuale non viene tanto dai “razzisti italiani”, redattori del Manifesto, quanto dagli stessi ebrei e dalla loro rivendicazione della propria specificità. Il commento della semiologa Pisanty che segue il Manifesto non dice nulla di concettualmente o semiologicamente importante. Anzi cade in una flagrante incomprensione del tema trattato quando pensando di essere critica di “presunta purezza” (p. 45), laddove il problema non è di stabilire se la razza italiana era davvero pura o  era invece solo di una purezza “presenta” e dunque in realtà impura. Se un significato o disvalore occorre dare al razzismo qui ad entare in questione è la nozione stessa di “purezza”, poco importa se “vera” o “presunta”. Non dice per esempio che un italiano non potesse essere semiologicamente attratto da una bella abissina, una faccetta nera, magari dimenticando e lasciando la propria moglie di pelle bianca. Noi siamo ben certi che gli italiani di fronte ad un’avvenente africana non sono per nulla razzisti. Il Manifesto dice che siffatte “relazioni” sono “inammissibili”. Insomma, una bella africana, magari anche disponibile, non è una razza diversa come può essere una pecora, un cammello, una gallina, ma è a tutti gli effetti una donna, forse resa ancora più attraente da una abbronzatura costante della pelle. Contro queste “relazioni pericolose” il fascismo aveva indetto la sua crociata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più avanti, a p. 45 dell’antologia umbertiana (U. Eco, maestro committente della Pisanty) si trova un brano che resta senza commento pisantiano:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Quanto agli ebrei, essi si considerano da millenni dovunque e anche in Italia come una “razza” diversa e superiore alle altre ed è notorio che malgrado la politica tollerante del Regime, gli ebrei hanno in ogni nazione costituito – coi loro uomini e  coi loro mezzi – lo stato maggiore dell’antifascismo».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Oibò! Qui andrebbero fatte a mo’ di commento considerazione diverse che abbozziamo soltanto. Intanto è forse più vero sostenere che gli apporti dati dagli ebrei al fascismo sono molto più consistenti di quelli dati all’antifascismo, almeno fino al 1938. Mancavano poi all’epoca libri come quello di Shlomo Sand che sfortunatamente per gli ebrei di quegli anni divulgano come in realtù non esistesse in senso biologico un popolo ebreo. È una favola la comune discendenza di tutti gli ebrei del mondo dall’esilio seguito nel 70 d.C. alla distruzione del Tempio. In realtà, anche l’ebraismo ebbe una fase di diffusione proselitista che dopo si contrasse notevolmente a fronte degli altri due monoteismi mediterranei: il cristianesimo e l’Islam. Certamente, il loro insistere nel presentarsi come il “popolo eletto” dentro il territorio di popoli di cui perciò venivano a porsi nella condizione di ospiti, qualche problema deve averlo creato, anche se qui nessuno giustifica la benché minima violenza verso di essi. La “discriminazione” di cui furono fatti oggetto nel corso dei secoli aveva una funzione protettiva sia dei cristiani da parte degli ebrei e degli ebrei da parte dei cristiani. In fondo, il fascismo non fece che continuare una politica discriminatoria antica di secoli. Altra cosa furono le deportazioni, che date alla mano non possono essere imputate al fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="undicib"&gt;11&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Documenti storici&lt;/span&gt;: b) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Commenti giornalistici al “Manifesto della razza”.&lt;/span&gt; – Nel commento di Mauro Canali, apparso su Liberal del 15 luglio 2008, e qui ripreso da una &lt;a href="http://www.amicidisraele.org/news.php?extend.557"&gt;testata sionista&lt;/a&gt;, non trovo per la verità elementi analitici. Non trovo per la verità commenti analitici su cosa il razzismo fu e su come lo si può spiegare in modo approfondito. Le informazioni che Canali dà giustificano se mai i dieci articoli del Manifesto piuttosto che confutarli. I singoli articoli che pure come dice lo stesso Canali ottennero un grande consenso vengono velocemente riassunti in poche righe ma non sono singolarmente analizzati, come dovrebbe essere se se ne vuol parlare.  Il fatto che siano dovuti interamente a Mussolini offre elementi di valutazione politica interessanti. Forse, se si spostasse l’ottica non al solo anno 1938 o ai due decenni in cui fascismo e nazismo furono al potere, ma ad almeno gli ultimi due secoli, la genesi e formazione del razzismo potrebbe venire meglio compresa. Ma lo scopo di Canali e di molti altri non è quello di comprendere un fenomeno storico, bensì di fare un uso polemico e strumentale di un fatto criminalizzato prima ancora di essere definito nei suoi esatti termini e compreso nel suo contesto storico. Qualcuno ha deciso che le leggi razziali del fascismo, emanate 70 anni fa e non più in vigore, possono essere un buon affare mediatico da sfruttare almeno ad ogni decade. Il Canali sorvola tranquillamente su un problema reale, che fu individuato dal fascismo ma che è ancora ben vivo e presente nello Stato di Israele a caratterizzazione rigorosamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ebraica&lt;/span&gt;: come da un punto di vista razziale gli ebrei stessi si pongono rispetto agli altri popoli. In Israele la difesa della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;razza ebraica&lt;/span&gt; conduce ad uno stato razziale e razzista, fondato sull’apartheid, sulla pulizia etnica, su una politica genocida, come risulta dalle risoluzioni Onu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-8935419785430417675?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/8935419785430417675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=8935419785430417675' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8935419785430417675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8935419785430417675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/12/1938-ma-perch.html' title='1938: ma perchè? Il dibattito sulle leggi razziali alla luce della politica ideologica del governo in carica'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SUlh0SNPpVI/AAAAAAAAH8E/-PxfO4B7nRo/s72-c/C2.Simbolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-4734738896931147955</id><published>2008-11-08T12:33:00.009+01:00</published><updated>2008-11-08T14:04:17.637+01:00</updated><title type='text'>Le “carinerie” di Silvio ci porteranno alla rovina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Chiedo scusa ai Lettori di questo Blog che conserva ancora tutta la sua ragion d’essere, cioè di un luogo virtuale destinato alla militanza dentro “Forza Italia” ed in nuovo partito del “Popolo della Libertà” che stenta a decollare e non si sa bene se sarà qualcosa di diverso da un cartello elettorale. Come tesserato di Forza Italia, presidente di un club e coordinatore provinciale, frequento nel frattempo nel mio quartiere riunioni insieme con gli iscritti di Alleanza Nazionale. Anche qui trovo militanti che non vorrebbero si andase ad una giustapposizione di sigle e clientele, ma una vera e proprio fusione della militanza con sedi territoriali da finanziare con soldi che sono stati presi dalle nostre tasche e dove potersi riunire per fare politica seria. Temo che gli alti vertici abbiano deciso di smantellare il sistema dei partiti per evolvere in Comitati elettorali, con gente pagata, che si attivano in prossimità delle elezioni. Appunto, come in America. Chiedo dunque scusa ai Lettori di questo blog per averli trascurati. Ma ho in mente una radicale ristrutturazione del blog sul modello di «&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;Civium Libertas&lt;/a&gt;», concepito per una totalità di cittadini senza qualificazione partitica. Da questo blog per affinità tematica riporto questo mio ultimo intervento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sette"&gt;7&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=25944"&gt;Silvio, Ahmadinejad e Maria Antonietta&lt;/a&gt;. – Pur essendo un elettore da sempre dichiarato di Silvio Berlusconi, presidente del partito di cui ho tessera, pur avendo sempre riso delle sue intemperanze verbali, devo ammettere che questa volta ha decisamente debordato con la sua battuta sull’abbonzatura di Obama, che sarà pure una carineria, come lui dice e come devono ripetere i suoi difensori d’ufficio, ma che indubbiamente gli ha fruttato un’altra carineria di risposta dall’America: quella di imbecille e di presidente Pulcinella. Ahimé, deve tenersi questa carineria che gli appartiene interamente. Andando al link si trova un’altra delle sue carinerie, precedente a quella dell’abbronzatura, rivolta ad Ahmadinejad paragonandolo a Hitler. Naturalmente questa sua intemperanza diplomatica è piaciuta a molti e le cose non sono andate come adesso per l’abbronzatura. Mi dispiace dirlo, ma dimostro in questo di essere un elettore sincero: questa volta, caro Silvio, direi che tu sia stato proprio un cazzone. Non cadrà per il tuo governo, tranquillo. L’Italia è un popolo di cazzoni. Ma prova ad immaginare: Obama intavola trattative con Ahmadinejad e magari ti organizzano un meeting di capi di stato proprio a Teheran. Tu che fai? Ad Ahmadinejad hai dato la “carineria” dell’Hitler ed ad Obama quella dell’abbronzato, per giunta in Roma non hai voluto neppure ricevere il capo di stato iraniano ed hai mandato molti dei tuoi deputati alla buffonata di piazza del Campidoglio, organizzata dal duetto Polito-Pacifici. Come credi di poter andare in giro? Ricordo un’altra delle tue stupidaggini, quando all’inizio della guerra infausta in Iraq, che ti immaginavi essere una passeggiata, te ne sei uscito con le bottiglie di vino in più che abbiamo vendere in America grazie alla nostra partecipazione ad una guerra illegale e criminale. A ben vedere poi, e se ti studi bene la storia, vedrai che il nomignolo di novello Hitler avresti potuto darlo con ben maggior fondamento al tuo amico Bush che non ad Ahmadinejad. Non sto scherzando. Se ti vai a studiare la faccenda della “guerra preventiva” vedrai che Hitler è diventato per noi Hitler il cattivo che conosciam tutti, grandi e piccini, proprio per il ricorso alla “guerra preventiva”, a parte la faccenda degli ebrei, del cui sfruttamento propagandistico si occupani i servizi israeliani di intesa con le Diaspore dei vari paesi. A notare la forte affinità fra Bush e Hitler è stata una ministra tedesca, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Herta Däubler-Gmelin&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRWAgQdHMuI/AAAAAAAAFdY/gmAxSOW9IRk/s1600-h/17.Herta+Daeubler-Gmelin.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 121px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRWAgQdHMuI/AAAAAAAAFdY/gmAxSOW9IRk/s200/17.Herta+Daeubler-Gmelin.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266256630940906210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che per aver &lt;a href="http://www.obiettivoiraq.rai.it/news/articolonews/0,9217,32267,00.html"&gt;detto la verità&lt;/a&gt; nel settembre 2002, quando incominciava la serie delle “guerre preventive” americano-israeliane, è stata dimissionata all’istante: nessuna differenza fra Hitler e Bush sotto il profilo delle guerre preventive con una bilancia di maggior gravità che pende dalla parte di Bush. Su quella sciagurata guerra il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/10/onu-53-miguel-descoto-il-nuovo.html"&gt;Miguel D’Escoto&lt;/a&gt;, ha così dichiarato di recente: «Il peggiore crimine impunito perpetrato oggi nel mondo è la guerra in Iraq, priva di qualsiasi giustificazione legittima e in violazione dello statuto Onu». Ma poi tanta servile amicizia con il tuo grande amico Bush ti è servita poco, perché proprio Bush ti ha dato il &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/07/in-gaffe-veritas.html"&gt;benservito&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRV3HSSF2ZI/AAAAAAAAFdQ/RE7eyZOKS6g/s1600-h/16.+Berlusconi+e+Bush.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 153px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRV3HSSF2ZI/AAAAAAAAFdQ/RE7eyZOKS6g/s200/16.+Berlusconi+e+Bush.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266246306330171794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Il premier italiano Silvio Berlusconi è stato uno dei più controversi leader nella storia di un Paese conosciuto per corruzione governativa e vizio», esordiva il testo, descrivendo il premier italiano come «un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali» ovvero con meriti più economici che politici. Nelle righe seguenti il testo distribuito dalla Casa Bianca aggiungeva: «Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». Trattandosi di un documento redatto a cura del team che prepara i viaggi presidenziali il «press kit» ha fatto sobbalzare i cronisti al seguito, soprattutto per gli accenni alla ricchezza personale di Berlusconi come volano del potere politico: «È odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua "bella figura", ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata e la sua posizione di persona più ricca del Paese». Nelle ultime righe la biografia terminava ricordando episodi giovanili con toni macchiettistici: «Guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso, si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e anche i compiti di altri studenti in cambio di soldi». (&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&amp;amp;ID_articolo=929&amp;amp;ID_sezione=58&amp;amp;sezione="&gt;Fonte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Mi chiedo, quando fra due mesi Obama avrà assunto la carica, come te la caverai ai prossimi incontri di capi di stato: con quale capriola, con quale piroetta. Mi è capitato di vederti mentre tentavi di lisciare Sarkò che ti snobbava infastidito. Che farai con Obama il nuovo padrone di noi poveri vassalli degli USA quale che sia il suo presidente? Gli andrai dietro con fiaschi di vino e con la Garfagna o qualcuna delle tue vallette? Silvio, mi dispiace dirtelo, ma alla tua età dovresti mettere un poco di giudizio e smetterla di fare lo sbarazzino e di andar dietro la cavallina. Stai tranquillo, continuerò a votarti finché sei sulla piazza, perché tanto gli altri che abbiamo non sono migliori di te. Ma adesso stai attento perché le carinerie rischiano di farti prendere qualche brutta scivolata e noi con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla Maria Antonietta che confondo con la Macioci, autrice di un libro su Gramsci, ma che è invece una Calabrò, ella si inserisce nel contesto mediatico sopra delineato. Non possiamo individuare il suo ruolo preciso perché i «Corretti Informatori» da grandi e corretti filologi quali sono hanno fatto un gran calderone di titoli ed autori nel link sopra dato con il titolo del paragrafo. Abbiamo del resto già potuto delineare il tito di giornalismo praticato da Maria Antonietta. Gli elementi di giudizio sono sufficienti. Non occorre cercare nell’archivio del “Corriere della Sera” per isolare lo specifico contributo di Maria Antonietta per la copertura mediatica di una infelice “carineria” di Silvio, emessa in data 22 settembre 2008, due mesi prima della “carineria” sull’abbronzatura di Obama. Le vie dell’inferno sono lastricate di carinerie, un inferno che ha già prodotto milioni di vittime innocenti, la cui immagine è affogata nel vino bevuto al di qua e al di là delle due sponde dell’Atlantico, culla dell’Occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/11/illiberali-49-maria-antonietta-calabr.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;*&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ricevo dall’on. Palmieri la solita velina, alla quale non si può rispondere, perché la comunicazione è di tipo verticale, dall’alto al basso, ma non viceversa. Questa è la condizione della democrazia interna di partito, finché ci saranno ancora partiti ed in attesa della loro sostituzione con Comitati elettorali stagionali e con raggruppamenti di Amici degli Amici. Ma eccolo il testo della velina:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRWOO2JiOyI/AAAAAAAAFdg/c_IxR7H9QMA/s1600-h/18.Antonio+Palmieri.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 100px; height: 110px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRWOO2JiOyI/AAAAAAAAFdg/c_IxR7H9QMA/s200/18.Antonio+Palmieri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266271724984482594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Loro ne possono dire e fare di tutti i colori. A noi, come al solito, non fanno passare nemmeno una battuta: ogni occasione è buona per attaccare Berlusconi e per mettere in cattiva luce l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta migliore alla inutile polemica di queste ore la stanno dando le centinaia di persone che sul nostro Spazio Azzurro commentano, ad esempio, così: Walter 68: "Come puoi leggere Il NYT lancia il solito raduno di italianucci complessati "per quello che dicono di noi". Aveva ragione Serra, tra noi e voi c'è un mare e dovrebbe essere ancora +" oppure da: Alkampfer "L' Internazionale Socialista scatenata.Sul sito del New York Times insulti a non finire a Berlusconi accusato di razzismo dei servi di sinistra italiani e non" O anche da: Toscano "wuolter si crede Obama, illuso. Lui non è giovane, non è bello e sopratutto non è abbronzato. Si deve rassegnare, qualcuno dei suoi glielo dica, poveretto." o da: Fabio Previti: "Perchè Silvio deve sentirsi dire dell'imbecille o del nano e lui non può fare delle battute ironiche?. Esiste solo l'umorismo a senso unico?."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre loro non perdono occasione per mettere in cattiva luce l'Italia, il nostro governo continua a produrre provvedimenti utili. Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato le linee guida per l'universitá e ha approvato anche un decreto legge. Le linee guida rappresentano un documento programmatico e di legislatura, offerto al dibattito con il mondo accademico con il Parlamento. Il decreto legge contiene disposizioni urgenti per il diritto allo studio, il reclutamento del personale e l'efficienza del sistema universitario, con nuovi fondi (500 milioni di euro) per le università meritevoli, per il reclutamento di 3.000 ricercatori nel 2009, 135 milioni per le borse di studio per gli studenti meritevoli, incentivi per le università che eliminano corsi inutili e sedi distaccate e punizioni per quelle che invece non si sono amministrate in modo efficiente. Su www.governoberlusconi.it puoi leggere la sintesi del decreto e ulteriori documenti utili a capire lo stato delle nostre università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie per l'attenzione.&lt;br /&gt;Cordialmente,&lt;br /&gt;on. Antonio Palmieri responsabile nazionale comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Mando a dire a Palmieri che in un partito che sia davvero tale e che abbia natura democratica si sta anche per poter criticare il Capo, avendone il diritto e restando nello stesso partito. Capisco che per chi al Capo debba la propria fortuna, seggio parlamentare e quant’altro, sia difficile muovere oneste critiche. Ma in un partito non si sta per lisciare il capo, ma per organizzare i cittadini a fare quella politica che ha valore in quanto attribuibile al popolo italiano. Quindi, questa volta Silvio l’ha fatta grossa e bisogna dirglielo. Ma non attribuisco a lui la colpa, bensì all’entourage di coglioni che lo attornia e che non sanno metterlo al riparo da castronerie che ricadono su tutti gli italiani, anche quelli dell’opposizione, che piacendo all’onorevole Palmieri sono pure e restano italiani, fintantoché non avranno riempito il parlamento italiano con cittadini israeliani, che hanno a cuore non gli interessi dell’Italia e del popolo italiano, ma quelli di Israele e dei suoi coloni. La carineria dovrebbe produrre all’interno del Partito del Popolo della Libertà un ampio dibattito, dove con l’occasione dovrebbero venire al pettini parecchi problemi irrisolti. Ma dove ci si riunisce? A casa dell’on. Palmieri o in una delle ville di Silvio, dove sono ammessi pochi intimi? La Fondazione Magna Carta gode di finanziamenti che vengono da Forza Italia? E così altri similari organizzazioni. Non lo so. Ma chiedo che si tirino fuori i soldi e vengano finanziate sedi territoriali di partito dove militanti e cittadini possono discutere liberamente e democraticamente di politica, senza venire eterodiretto da Pupari che si spacciano per democratici e che non sentono nessuno, se non pochi padroni che concedono loro laute prebende. Chi sa e può inoltri a chi di dovere. Io continuo a stare in FI finché non mi cacciano, ma a me in tasca non ne è mai venuto un bel nulla.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4734738896931147955?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4734738896931147955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4734738896931147955' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4734738896931147955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4734738896931147955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/11/le-carinerie-di-silvio-ci-porteranno.html' title='Le “carinerie” di Silvio ci porteranno alla rovina'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SRWAgQdHMuI/AAAAAAAAFdY/gmAxSOW9IRk/s72-c/17.Herta+Daeubler-Gmelin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-5696224363672128989</id><published>2008-07-08T15:32:00.005+02:00</published><updated>2008-11-08T12:44:51.308+01:00</updated><title type='text'>In gaffe Veritas!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le incredibili notizie &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&amp;amp;ID_articolo=929&amp;amp;ID_sezione=58&amp;amp;sezione="&gt;riportate &lt;/a&gt;dalla stampa internazionale sulla biografia di Berlusconi consegnata dal team di Bush ai partecipanti al G8 contiene almeno due verità:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) L’Italia è il paese della corruzione e del vizio. La classe politica è per sua natura intrinsecamente corrotta. La politica in Italia (ma anche anche altrove) non è mai stata servizio, ma solo un’occasione per emergere ed arricchirsi. Con le ultime elezioni, dove in pratica non ci si doveva neppure minimamente presentare al giudizio degli elettori, ma solo essere graditi a chi concretamente formava le liste, la corruzione del sistema politico ha raggiunto il suo massimo grado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Berlusconi è considerato una marionetta dal suo amico “Bush”, che ha dimostrato quanta considerazione abbia del suo “vassallo” tanto in casa sua (prima gaffe) quanto all’estero (seconda gaffe). Si illude Berlusconi se crede che si faccia politica estera con pacche sulle spalle o con lisciate come abbiamo visto più volte in televisione mentre letteralmente tirava per la manica della giaccà un Sarko che si divincola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ahimé! Questa è l’Italia. Dobbiamo imparare a farcene una ragione. Lo dice uno che Berlusconi lo vota in quanto lo considera il meno peggio. Almeno ascoltasse la base piuttosto che non la sua corte servile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-5696224363672128989?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/5696224363672128989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=5696224363672128989' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/5696224363672128989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/5696224363672128989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/07/in-gaffe-veritas.html' title='In gaffe Veritas!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-326575143536414337</id><published>2008-07-05T19:45:00.004+02:00</published><updated>2008-07-05T19:59:35.346+02:00</updated><title type='text'>Sulla libertà di pensiero e di ricerca,  sulla pace: lettera di un militante a Berlusconi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Presidente Berlusconi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che voglia apprezzare insieme con il mio sostegno di elettore anche la mia franchezza di cittadino qualunque. Pertanto le significo quanto segue:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimo viva preoccupazione per quanto leggo nell’allegata Vostra nota, sulla quale osservo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- come ricercatore nelle università italiane ritengo di vitale interesse che nel sistema della ricerca italiana venga mantenuto piena libertà di pensiero e di ricerca come dal dettato degli articoli  21 e 33 della costituzione italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- incontri come quelli comunicati mi appaiono meri tentativi surrettizi per introdurre anche in Italia una legislazione che fissi per legge limiti e tesi a quello che può essere solo il risultato di una libera ricerca storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- ritengo inesistenti i pericoli di antisemitismo denunciati dall’ADL che opera ordinariamente come una Lobby a favore dello stato di Israele, come si evince dalla stessa Nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- attesa l’inesistenza di uno specifico pericolo di antisemitismo giudico necessaria la depenalizzazione di ogni specifica sanzione diversa da quella posta a tutela da ogni altra forma di discriminazione e persecuzione sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Non esistono specifiche minacce dell’Iran ad Israele e come elettore del governo in carica nonché militante dello stesso partito del presidente giudico negativamente che in Roma il presidente Berlusconi non abbia avviato colloqui di pace e di buone relazioni con il presidente Ahmadinejad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- È certamente a conoscenza degli Uffici del governo quanto l’ambasciatore Sergio Romano sostiene sugli organi di stampa, e cioè che non esiste nessun divieto internazionale ai processi di arricchimento dell’uranio, soprattutto se per scopi civili e pacifici, come dichiarato dall’Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Deploro che si continui a prestar fede al presidente Bush, fortunatamente al termine del suo mandato, e a organizzazioni lobbistiche che hanno fatto di tutto per portare il mondo in una guerra disastrosa ed illegale come quella in Iraq.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Proprio in conseguenza dell’11 settembre e delle guerre che ne sono seguite i migliori studiosi convengono nell’opinione che il governo Bush abbia tradito e violato l’originaria costituzione americana. Gli Stati Uniti non possono più essere considerati come un paese modello di democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sarebbe quanto mai opportuno che il nostro governo prendesse in seria considerazione il numero incredibile di basi americane presente nel nostro paese. Non servono alla nostra libertà, vengono da me cittadino percepite come un segno del nostro vassallaggio, non giovano alla pace. Nella misura in cui da queste basi partono missioni di morte verso paesi con i quali siamo in pace, anche noi agli occhi dei popoli aggrediti diveniamo responsabili delle vittime causate da sofisticati e costosissimi ordigni di morte, la cui produzione industriale ha devastato i principi di una sana economia di pace e di sviluppo. Resto convinto che il nostro crescente impoverimento sia la conseguenza di un’economia impostata sul più bieco militarismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono queste soltanto alcune estemporanee preoccupazioni suscitate dalla visita resa nota, di cui in allegato. Ahimé, certo che questa mia missiva verrà ignorata, considero tuttavia di avere ben adempiuto ad un mio obbligo di coscienza quale cittadino fedele al proprio paese e amante della pace nel mondo, quale patriota se ancora ha senso pronunciare questa parola: per me ha ancora senso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;- Docente ricercatore di Filosofia del diritto alla Sapienza in Roma&lt;br /&gt;- Blogger operante nella rete&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------&lt;br /&gt;Allegato da &lt;a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=39466"&gt;Governo italiano&lt;/a&gt; - Sito Ufficiale della Presidenza del Cosniglio dei Ministri&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto oggi a Palazzo Chigi il Direttore Esecutivo dell’Anti-Defamation League (ADL) Abraham Foxman, accompagnato da una delegazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane composta dal Presidente Renzo Gattegna, dal Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, dal Presidente della Comunità Ebraica romana Riccardo Pacifici e dall’On. Alessandro Ruben. Il Presidente del Consiglio ha espresso il suo vivo apprezzamento per l’impegno che da oltre 90 anni l’ADL porta avanti nel contrastare l’antisemitismo, il razzismo ed ogni forma di intolleranza e discriminazione. Abraham Foxman ha manifestato grande soddisfazione per l’impegno concreto del Presidente Berlusconi nel contrastare questi fenomeni e nel mantenere viva la memoria dell’Olocausto anche nelle generazioni più giovani ed in quelle future. Nel colloquio è stata espressa preoccupazione per gli episodi di antisemitismo in Europa e sottolineata la necessità di contrastarli adeguatamente. Nel corso dell’incontro sono stati anche esaminati alcuni temi internazionali quali il processo di pace in Medio Oriente e tutti i partecipanti hanno esortato il Presidente Berlusconi ad assumere una forte iniziativa per promuovere la pace nella regione. Sia Foxman che gli esponenti della Comunità Ebraica italiana hanno infine espresso forte apprezzamento per la ferma posizione assunta dal Presidente Berlusconi verso le minacce proferite dall’Iran nei confronti di Israele &lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-326575143536414337?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/326575143536414337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=326575143536414337' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/326575143536414337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/326575143536414337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/07/libert-di-pensiero-e-di-ricerca.html' title='Sulla libertà di pensiero e di ricerca,  sulla pace: lettera di un militante a Berlusconi'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-4099751269909245737</id><published>2008-06-21T12:56:00.002+02:00</published><updated>2008-06-21T13:03:50.199+02:00</updated><title type='text'>Non mi piace questa Europa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono sempre stanto un convinto europeista e mi sono sempre soffermato con una tensione d’animo nello studio della storia su tutti quei momenti in cui un’unità politica del continente europeo sembrava prossima per essere poi frustata per i contrari interessi di qualche potenza dell’epoca, in genera la Gran Bretagna ed ogni gli USA che pensano all’Europa come ad un’appendice del loro Impero, complici ceti politici fantoccio. A sentire poi il ministro Frattini che pensa di estendere questo aborto di Europa anche ad Israele per contrapporla a tutto il mondo arabo e renderla complice della pulizia etnica della Palestina capisco che questa Europa non è l’Europa a cui io ho sempre pensato. Pertanto, il pronunciamento del popolo irlandese è giudicato positivamente e mi regolerò allo stesso modo ogni volta che mi sarà consentito esprimermi. Questa Europa costruita dai nostri burocrati è contro i popoli d’Europa e contro la pace nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4099751269909245737?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4099751269909245737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4099751269909245737' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4099751269909245737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4099751269909245737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/non-mi-piace-questa-europa.html' title='Non mi piace questa Europa'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-4223409957547469349</id><published>2008-06-20T21:33:00.002+02:00</published><updated>2008-12-19T20:20:26.619+01:00</updated><title type='text'>Provvedimenti del governo: la carta alimentare prepagata</title><content type='html'>Mantengo l’abitudine di riversare su questo blog le notizie che mi giungono dall’on. Palmieri. Questo è il "Contatto nr. 18/2008:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In carica da soli 33 giorni, il governo continua a mantenere gli impegni presi con l‚elettorato, con una progressione impressionante. Dopo i decreti legge per affrontare l'emergenza rifiuti e per contrastare l'immigrazione clandestina, i provvedimenti per colpire la grande e piccola criminalità, l'abolizione totale dell‚Ici, la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, la rinegoziazione dei mutui è ora il momento della manovra economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tremonti ha tenuto fede all'impegno di anticipare la manovra economica a prima dell‚estate. Senza togliere un euro dalle tasche dei cittadini, si comincia ad aiutare chi ha più bisogno: carta prepagata per la spesa alimentare e le bollette per gli anziani con la pensione minima; fondo-casa per le giovani coppie; abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro per chi vuol proseguire l‚attività; tagli ai costi del carburante; libri di testo e ricette mediche on line; liberalizzazione dei servizi pubblici locali per ridurre le bollette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di alcune delle misure a maggiore impatto popolare. E ci sono anche misure per lo sviluppo, come la conferma del ritorno al nucleare e la ripresa delle grandi opere, ad iniziare dalla Tav. Spariscono gli adempimenti burocratici introdotti da Prodi e Visco, come il grande fratello sui conti correnti, l‚obbligo delle dimissioni su internet, la responsabilità, se fai dei lavori, di accertare che la ditta che hai chiamato sia in regola con fisco e contributi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo saggio „La paura e la speranza‰ Tremonti ha elencato i pericoli che correva l‚Europa di fronte agli eccessi della globalizzazione, alla crisi dei mercati e alle speculazioni della finanza mondiale di come questi rischiassero di scaricarsi sui ceti più deboli, sui poveri, sugli anziani, sulle famiglie e sui giovani. La manovra economica presentata mercoledì dà una prima risposta, anche con misure coraggiose come la cosiddetta "Robin Hood Tax", che colpisce i guadagni eccessivi "di congiuntura" di petrolieri, banche e assicurazioni, per recuperare denaro da destinare a chi ha più bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro www.versoilpopolodellaliberta.it &lt;http: it=""&gt; trovi documenti e riflessioni per approfondire questi temi. Una cosa è però certa e indubitabile: il governo Berlusconi è al lavoro per mantenere gli impegni.&lt;br /&gt;Grazie per l'attenzione. Buona fine settimana,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;on. Antonio Palmieri&lt;br /&gt;responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL&lt;/http:&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi riservo ogni ulteriore commento. La carta prepagata mi lascia perplesso: per un verso qualcosa di positivo se apporta benefici ad una situazione socialmente in sofferenza, ma per un altro verso mi sembra un’umiliazione per cittadini ormai rubricati nella fascia degli indigenti. L’Italia si avvia ad essere anche formalmente un paese di poveri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4223409957547469349?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4223409957547469349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4223409957547469349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4223409957547469349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4223409957547469349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/provvedimenti-del-governo-la-carta.html' title='Provvedimenti del governo: la carta alimentare prepagata'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-2135557659498891353</id><published>2008-06-19T14:41:00.007+02:00</published><updated>2009-11-24T21:59:14.578+01:00</updated><title type='text'>Critica della letteratura sionista: VII. Furio Colombo, “La fine di Israele”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ho più dubbi ormai. “Noi” comuni cittadini siamo aggrediti da una vera e propria lobby ebraica che vuole condizionare i nostri pensieri e le nostre posizioni politiche. Ci vuole schierati con Israele in una guerra il più estesa possibile contro tutto il mondo islamico, che viene dipinto a tinte fosche al solo scopo di suscitare la nostra ostilità. Dico subito che per me la minaccia non viene dall’Iran, ma da Israele, a cui dobbiamo un focolaio di guerra che arde da oltre mezzo secolo e che minaccia di estendersi oltre. Ma non voglio partire prevenuto. Con santa pazienza leggerò in modo sequenziale, cioè pagina dopo pagina senza saltare le parti più noiose o fragili del libro, i testi che sostengono le posizioni da me individuate. Può anche darsi che mi ricreda del tutto, ma nessuno di noi può rinunciare ai giudizi del momento. Perché questi non diventino “pregiudizi” non bisogna stancarsi nell’esaminare tutti gli aspetti di una questione, o almeno acquisire una quantità sufficiente di dati per la formazione del giudizio. Poiché mi piace giocare a carte scoperte dico anche che la mia solidarietà va agli arabi, perché li considero parte più debole e parte aggredita. Il Medio Oriente si inserisce a mio avviso in un’ampia strategia imperiale degli USA. Lo Stato di Israele non è al tempo stesso parte, strumento e causa di questa politica imperiale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="sezsettima"&gt;VII&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Furio Colombo&lt;br /&gt;La fine di Israele&lt;br /&gt;(Il Saggiatore, Pamphlet, 2007, pp. 127)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio proposito è di confrontarmi criticamente con i libri di attualità, usciti durante l’anno o comunque recenti, che trovo in libreria e di cui si parla, facendone spesso ampia pubblicità sui mass media. Sono così giunto al 7° della serie. Sarà uniformato il “format” secondo un unico modello. Appropriati link uniranno il tutto in un più ampio contesto che è per un verso di studio e ricerca sul “sionismo” e per altro verso di critica. Di norma, la conoscenza deve precedere la critica. Nel mio progetto non è incluso lo studio e la critica dei classici del sionismo. È solo con fastidio e riluttanza che mi avvicino a questi temi. Non avrei voluto occuparmene. Tuttavia, in senso di responsabilità che avverto come cittadino e come studioso non mi consente di ignorare uno degli aspetti più tragici della nostra epoca. Noto molta disinformazione, mistificazione e strumentalizzazione mentre sembra essere imminente una nuova disatrosa guerra contro l'unico paese ancora non soggetto all’Impero nello scacchiere mediorientale. Mi riferisco all’Iran intorno al quale le bugie per guadagnarci all’idea di una guerra sanguinosa contro un paese popoloso di 70 milioni di abitanti sembrano proprie di un fiction holliwodiana, ma è invece amara realtà. Mi occupo in questa sezione del pamplet di Furio Colombo. Direi non un “libro” come può essere il “Leviatano” di Hobbes, ma uno dei soliti articoli del giornalista Furio Colombo. Ciò che muta è l’ampiezza del testo e la sua pubblicazione distinta dai giornali in cui normalmente Furio Colombo scrive i suoi articoli ed i suoi editoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/critica-della-letteratura-sionista-vii.html"&gt;Fin dalla prima riga! che razza di inizio!&lt;/a&gt; – 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fin dalla prima riga! che razza di inizio&lt;/span&gt;!  – Procederò nella lettura in modo sequenziale, riga dopo riga, pagina dopo pagina, con tutte quelle pause che si rendono necessarie per le mie normali incombenze ed anche per la lettura contemporanea che sto facendo di numerosi altri altri libri, alcuni dei quali comprati da mesi ed ancora solo appena sfogliati. Quello di Furio Colombo – per fortuna – non è l’unico libro. Avremmo preferito non dovercene occupare. Mi ero appena seduto sul divano, accanto al balcone, per iniziare la lettura, ma cosa ti trovo in esordio? Una citazione di apertura che è la seguente:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ad Auschwitz non è morto l’ebraismo.&lt;br /&gt;Ad Auschwitz è morta l’Europa&lt;br /&gt;assieme ai valori che hanno fatto la sua grandezza.&lt;br /&gt;Vittorio Dan Segre,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; La sinistra e Israele&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Curiosamente mi sento di poter sottoscrivere interamente il testo con cui Furio Colombo prende avvio per il suo discorso che seguiremo passo passo. Ma in un senso letteralmente opposto a quello probabilmente inteso sia da Dan Segre che da Furio Colombo che pensa di iniziare il suo pamphlet con una così brillante citazione. Ad Auschwitz &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; è morto l’ebraismo. Ed alludo qui al cosidetto “negazionism0”. Non credo alla bufala dell’«Olocausto»: naturalmente, i morti e le vittime restano tali! Altra cosa è l’«industria» e la «strumentalizzazione». Ma l’argomento ha bisogno di ampi approfondimenti e svolgimenti per i quali rinvio ad Jürgen Graf e a Carlo Mattogno. È invece vero che ad Auschwitz è morta l’Europa. Uccisa da chi? Dall’ebraismo e dai vincitori del 1945 che con il Tribunale di Norimberga hanno inteso gettare sulla sulla Germania la colpa di crimini che loro stessi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prima&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;durante&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dopo&lt;/span&gt; il 1945 hanno commesso in misura più ampia e più grave. Per fare soltanto dei nomi evocativi basta ricordare la sorte degli indiani d’America, la tratta dei negri, il primo campo di concentramento ad opera degli inglesi in Sudafrica, la bomba di Hiroshima e Nagasaki, gli stupri di Okinawa e di tutti i luoghi che ospitano basi americane, la Nakba e la pulizia etnica della Palestina, gli infiniti crimini americani in America Latina, in Indonesia, nelle Filippine, in Iraq, in ogni parte del mondo, dove i crimini “noti” sono soltanto la punta di iceberg dei crimini “ignoti”. Quanto poi al «cosiddetto Olocausto» al di là della controversia puramente storica, faccenda degli addetti ai lavori, ognuno in Europa può sperimentare sulla sua pelle quale sia l’effetto sulla sua libertà di pensiero. Io posso ammettere che vi sia controversia storica sul numero dei morti di Auschwitz. Che siano sei milioni nessuno sembra più voglia seriamente sostenerlo. Che poi all’indubbia discriminazione e persecuzione di ebrei, zingari, omosessuali, disadattati, oppositori politici di ogni genere sia seguita in senso proprio anche la volontà di “sterminio” mediante “camere a gas” è cosa su cui io posso sospendere il giudizio in attesa di prove certe o in attesa di un mio personale ed informato convicimento, ma che delle semplici tesi avverse ad una verità di stato chiaramente interessata e volta a conseguire vantaggi politici ed economici di parti in causa siano punite con il carcere è un fatto che contrasta contro i principi elementari di quella libertà di pensiero e di ricerca su cui l’Europa ha inteso edificare la sua civiltà. Pare che in Germania siano ogni anno circa 17 mila le persone incriminate per reati di opinione. Davvero l’Europa è morta e sappiamo per opera di chi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/critica-della-letteratura-sionista-vii.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-2135557659498891353?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/2135557659498891353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=2135557659498891353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2135557659498891353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2135557659498891353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/critica-della-letteratura-sionista-vii.html' title='Critica della letteratura sionista: VII. Furio Colombo, “La fine di Israele”'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-705500267061198853</id><published>2008-06-14T08:53:00.006+02:00</published><updated>2008-06-14T14:01:29.967+02:00</updated><title type='text'>Le nuove scempiaggini di Marcello Pera</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi dispiace usare parole come scempiaggini, sciocchezze, corbellerie e simili ogni volta che mi tocca commentare &lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200806articoli/33706girata.asp"&gt;esternazioni&lt;/a&gt; di Marcello Pera, che per fortuna non riveste più la carica istituzionale di presidente del Senato. Mi dispiace non perché il personaggio non meriti simili attribuzioni, ma perché i termini non sono granché scientifici, mentre io vorrei mantenermi sul piano del distacco scientifico e della oggettività del giudizio. Cerco anche di evitare la polemica in sè ed ogni reazione umorale. Con Pera però la cosa non mi riesce. La sua fissazione su un Europa bigotta e cristiana produce in me la sensazione di essere o io o lui un marziano. Ogni volta che capito mi professo pagano-precristiano. Non ho un giudizio storico positivo su ciò che il cristianesimo ha significato per l’Europa, che propriamente secondo Alvaro d’Ors nasce come un prodotto della Riforma e quindi dell’idea di Laicità, di separatezza fra chiesa e stato, di tolleranza, di indifferenza dello stato in materia di religione. Per il tradizionalismo spagnolo proprio per questo l’Europa è da rigettare. Europa e cristianesimo sono inconciliabili, ma l’Europa resta ciò che non ha da essere. Dubito tuttavia che la motivazione irlandese abbia motivazioni religiose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sento un Frattini ed il suo modo di intendere l’Europa, allora divento anche io un irlandese, ma non un cristiano alla Pera. Un Frattini che pensa di aumentare l’inconsistenza politica dell’Europa includendovi Israele per portare in modo irreversibile tutta l’Europa contro tutto l’Islam. Di un Frattini che mena come suo vanto l’aver fatto includere Hamas nella lista dei cattivi, di un Frattini che rimprovera i giornalisti quando usano l’espressione “resistenza irachena”: si deve rigorosamente dire “terrorismo”. Ma a tanto servilismo non è disposto neppure il governo fantoccio insediato dalle armi americane. Il nuovo governo iracheno, quello “buono”, non ne vuole proprio sapere di concedere ai soldati americani il diritto allo stupro delle giovani musulmane, secondo il modello Okinawa. Il nuovo governo iracheno, non cupido di servilismo, come tutti i governi italiani che si sono succeduti da dopoguerra ad oggi, non intende concedere l’immunità giurisidizionale ai soldati imperiali con licenza di fare ciò che vogliono nelle terre occupate.  Ciò che manca all’Europa è un’identità politica che difficilmente potrà avere nel ruolo di lustrascarpe di un Bush e di succube della Isral lobby delle due sponde. Per giunta, il supermercato europeo non produce neppure benessere per i suoi soci. Si verifica implacabile la profezia di un mio vecchio professore: non fatevi illusione. I poveri diventareranno più poveri ed i ricchi più ricchi. In conclusione, l’Europa significa un’esportazione della Casta ed un crescente deficit di democrazia e di benessere. Per pensare ad un'idea di Europa possibile e seria occorre andare con la mente a quei momenti storici in cui l’Europa si stava producendo sul piano politico militare, per lo meno da Napoleone ad Hitler. Di quest’ultimo Calamandrei diceva che voleva fare l’Europa con la spada del diavolo, mentre invece occorre farla con la spada di Dio. Ma la spada di Dio – stando a Pera – serve a portare l’Europa sotto lo scettro di Benedetto XVI, successore testamentario di Costantino e vicario insindacabile di Dio. Di Mussolini si ricorda come suo maggior crimine l’emanazione leggi razziali, ma gli si risparmiano i patti lateranensi, per i quali fu insignito perfino del titolo di «uomo della Provvidenza». Il senso della contraddizione non fa parte della sensibilità degli odierni ideologi di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-705500267061198853?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/705500267061198853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=705500267061198853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/705500267061198853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/705500267061198853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/le-nuove-scempiaggini-di-marcello-pera.html' title='Le nuove scempiaggini di Marcello Pera'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-7409003772261789142</id><published>2008-06-06T12:03:00.002+02:00</published><updated>2008-06-06T12:17:10.278+02:00</updated><title type='text'>Gli auspici di Magna Carta</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho ricevuto una pubblicità libraria di qualcosa edito sotto gli “auspici” di “Magna Carta”, alias Quagliarello o Pera, miei camerati in alto loco. Non credo che leggerò il &lt;a href="http://www.magna-carta.it/auspici/6"&gt;libro&lt;/a&gt; &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;pubblicizzato. Non per una deliberata scelta di ignoranza quando si decide di non voler leggere qualcosa, ma perché sul qualcosa in questione penso di saperne abbastanza e di non dover apprendere nulla di nuovo. Può darsi che mi sbagli e sarò sempre pronto a fare ammenda. Inoltre mi insospettiscono molto gli “auspici". Sono due storie così diverse, quelle di Magna Carta e quella di Lotta Continua, che non proprio nulla in comune. L’interesse di Magna Carta non ha assolutamente nulla di “scientifico”. La scienza è sempre utile e rispettabile. L’interesse di Magna Carta è la diffamazione pura e semplice di un’esperienza che non li riguarda e che non sono neppure capaci di comprendere. Non voglio qui farla lunga. Mi limito ad alcune battute dicendo che se un’epoca di illusione pur generose è finita in tragedia per ragioni che può ricostruire ognuno che abbia vissuto quella stagione, l’epoca che è seguita può caratterizzarsi per la stagione d’oro dei ladri di regime, la Casta. Si potrebbe anche dire: da che pulpito viene la predica. Ed è propria questa la tristezza. Se quelli di prima non sono stati buoni ed avevano certamente le loro pecche, che nessuno vuole disconoscere, non è che quelli che son venuti dopo e stanno tuttora in sella siano migliori. Probabilmente sul piano morale è più grave l’assassinio al furto, ma è anche vero che il furto delle risorse pubbliche – ed ognuno sa di cosa si tratta – produce anche una morte fisica e civile in molti altri, su cui nessuno ministero aprirà un’indagine per cercare i responsabili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-7409003772261789142?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/7409003772261789142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=7409003772261789142' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7409003772261789142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7409003772261789142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/06/gli-auspici-di-magna-carta.html' title='Gli auspici di Magna Carta'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-3789490385978537260</id><published>2008-05-23T21:49:00.007+02:00</published><updated>2008-06-06T06:47:04.995+02:00</updated><title type='text'>Meglio aspettare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco di seguito l’ultima Circolare Palmieri. L’on. Palmieri è il responsabile della comunicazione di Forza Italia con il quale ho già avuto un disgusto che non rendo pubblico. Ma lui sa e forse ancora ricorda. Già perche questi nostri uomini in parlamento, una volta eletti dimenticano abbastanza facilmente. Uno dei suoi compiti all'interno del partito è di mandare comunicazioni come quelle che seguono per mantenere in caldo la tifoseria. Ma è finito il tempo della politica come tifoseria, almeno lo spero, per il bene e la stima che ho dei miei concittadini. Non importa se e chi abbiano votato: tanto capitano sempre lì e se la prendono sempre in quel posto. L’immagine più autentica e rappresentativa degli italiani di questi momenti è quella di chi vediamo nei discount mentre osservando calcolando i prezzi delle merci esposte e fanno laboriosi e faticosi conteggi, per riuscire ad arrivare alla fine del mese mangiando senza essere costretti a diete forzate. Questo problema per fortuna non lo hanno i nostri parlamentari che numerosi quanto sfaccendati si affollano nelle due camere del parlamento, dove volendo fra gli infiniti privilegi hanno anche la possibilità di fare un pasto completo con qualche euro. Ma vediamo cosa ha da raccontarci l'on. Palmieri sul governo di papà Silvio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-family: trebuchet ms;"&gt;Il governo Berlusconi è partito col botto, ma, soprattutto, mantenendo gli impegni assunti in campagna elettorale: a) primo consiglio dei ministri operativo a Napoli; b) abolizione dell'ICI, detassazione degli straordinari e intervento sui mutui come primi provvedimenti contro il carovita; c) forte intervento contro la criminalità e contro l'immigrazione clandestina, per ridare sicurezza alle nostre città; d) nuovo piano per l'emergenza rifiuti in Campania, con misure nuove e incisive. Questa è la "moralità del fare", cui spesso fa riferimento il nostro presidente: fare quello che si dice, mantenere gli impegni assunti con i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul nostro sito, www.ilpopolodellaliberta.it &lt;http: it=""&gt; , puoi dire la tua su questi primi provvedimenti in Spazio Azzurro e votare quale dei tre interventi contro il carovita preferisci. Si tratta senza dubbio di un ottimo inizio, superiore a quanto fatto nel 1994 e nel 2001, frutto dell'esperienza maturata in tutti questi anni e della conoscenza dei problemi e del funzionamento della macchina dello Stato. Se il buon giorno si vede dal mattino, questo primo consiglio dei ministri è stato sicuramente un "buon giorno". Si deve continuare così ma per portare a buon fine quanto cominciato serve il sostegno costante della nostra gente e una costante attività di buona comunicazione.&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;Ci lavoreremo, insieme...&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;Grazie per l'attenzione. Buona fine settimana,&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;on. Antonio Palmieri&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia /PDL&lt;/http:&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;http: style="font-family: trebuchet ms;" it=""&gt;&lt;/http:&gt;&lt;http: style="font-family: trebuchet ms;" it=""&gt;&lt;/http:&gt;&lt;http: style="font-family: trebuchet ms;" it=""&gt;&lt;/http:&gt;&lt;br /&gt;&lt;http: it=""&gt;Il mio breve commento:&lt;/http:&gt;&lt;http: it=""&gt; meglio aspettare prima di prosternarsi in ringraziamenti. È ancora presto per giudicare, anche se la speranza di quanti hanno votato è che il governo (un governo quale che sia) potesse dimostrarsi capace di diradare le nuvole buie ben visibili all’orizzonte. Ed i provvedimenti da prendere sono migliaia di migliaia. Molti “affari” si consumano al riparo dalle luci del riflettore. Alcune tizie, madonne e madonnette, messe lì in lista e collocate in buona posizione per essere elette, già dimostrano di fottersene del popolo bue che le ha nominate per bocca di papà Fini. Loro manco si preoccupano del popolo italiano, ma già apertamente e sfacciatamente fanno gli interessi di uno stato estero che ce li ha pure collocate nel nostro parlamento, pagate con i nostri soldi. Se questo è il mattino…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS - Temo che sulle discariche il decisionismo possa essere cieco. Non basta dare segni di energia. Bisogna che le decisioni siano giuste e producano gli effetti benefici e desiderati. Non sono un cieco ammiratore e sostenitore della parte che ho votato. Il guaio è che ormai l’omogeneità è tale per cui l’uno non è migliore dell’altro, ma se mai vi è una gara al peggio. Del resto, cosa possiamo fare? Imbracciare il fucile? È ciò che ho assolutamente escluso fin dall’inizio di questa avventura. Chi mi ha seguito lo sa. Per chi è giusto di passaggio non ho cosa fargli. Passi pure oltre.&lt;br /&gt;&lt;/http:&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-3789490385978537260?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/3789490385978537260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=3789490385978537260' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/3789490385978537260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/3789490385978537260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/meglio-aspettare.html' title='Meglio aspettare'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-7909998909492325515</id><published>2008-05-16T10:29:00.005+02:00</published><updated>2008-05-16T10:46:50.460+02:00</updated><title type='text'>I presunti liberali del Popolo delle Libertà in riunione domani a Montesilvano</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apprendo casualmente che domani Marco Taradash, Diaconale ed altri in odor di liberalismo si riuniranno in Montesilvano. Taradash ha avuto per questo il permesso di poter anticipare la lettura della rassegna stampa al venerdi anzichè al sabato. Essendomi ormai formato una ben precisa opinione di Marco Taradash – da me una volta disgraziatamente votato – e di Arturo Diaconale, ahimé direttore de “l’Opinione”, non mi aspetto molto da simili riunioni. Mi chiedo se questi liberali porranno all’ordine del giorno, ad esempio, l’abolizione dei fondi pubblici con i quali Diaconale stampa un foglio fantasma come l’Opinione, dove un giorno si e l’altro pure non fa altro che sostenere le ragioni di Israele, l’oppressione del popolo palestinese, la guerra all’Iran. Il bello di poter avere una tessera in uno stesso grande partito è di poter dissentire con gli stessi camerati di partito nella misura in cui si è a conoscenza delle loro mosse. Certo, adesso che siamo al governo si tratta di andare all’assalto della diligenza. Agli altri diranno che si occupano di liberalismo con i soldi degli altri. Di Della Vedova, dall’aria accademica di un Pierino, ricordo il giro di tacchi quando gli posi una domanda sul finanziamento pubblico alla chiesa cattolica, cioè l’8 per mille. Ricordo anche la sua partecipazione tibetana. Meglio parlare in astratto di riforme e mai toccarne seriamente una, oppure colpire nell'area di minore o nessuna resistenza. Eccolo il liberalismo made in Italy. Con tanta presenza, cioè Taradash, non dovrebbe mancare la solita registrazione di radio radicale. Se vi sarà, ne seguirò da lontano ed in differita i lavori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-7909998909492325515?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/7909998909492325515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=7909998909492325515' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7909998909492325515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7909998909492325515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/i-presunti-liberali-del-popolo-delle.html' title='I presunti liberali del Popolo delle Libertà in riunione domani a Montesilvano'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-4307903897970688614</id><published>2008-05-12T11:03:00.006+02:00</published><updated>2008-05-12T12:16:53.409+02:00</updated><title type='text'>I consigli di Giano Accame alla nuova destra</title><content type='html'>Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Facendo cosa gradita, pubblico in questo blog dedicato al dibattito all’interno del Popolo delle Libertà un intervista dell’amico Giano Accame, uscita sul “Corriere della Sera” dello scorso lunedi 5 maggio.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgPku1J6gI/AAAAAAAADPw/LF-_gX_EXuA/s1600-h/A2.castellacci_accame.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgPku1J6gI/AAAAAAAADPw/LF-_gX_EXuA/s200/A2.castellacci_accame.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199422893519923714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Mi auguro che i “consigli” di Giano possano stimolare un sano e democratico contraddittorio nell’elaborazione di linee politiche che sembrano più l’arbitrio di singole persone paracadutate al governo del paese che non il risultato di quella formazione della politica nazionale che dovrebbe scaturire dalla partecipazione dei cittadini nella vita interna dei partiti secondo il dettato dell'art. 49 della costituzione. Personalmente, mi auguro che il nuovo governo dia attuazione a questo articolo con una legge apposita che precisi meglio e disciplini in forma attuativa la vita democratica dei partiti e con riguardo al loro statuto e con riguarda ai diritti di partecipazione degli iscritti, ad esempio nella scelta dei candidati alle elezioni. Intanto, questa mattina dalla rassegna stampa di Bordin ho ascoltato di una polemica fra Antonio Martino e l'attuale ministri degli esteri Franco Frattini. Almeno vi è dibattito. Se mi fosse concesso, ed almeno mi concedo questo diritto qui nel mio blog, ho da muovere forti contestazioni sia a Frattini che a Martino. Ma ecco, quale proposta di dibattito, il testo dell'intervista di Giano Accame, al quale farò seguire mie eventuali osservazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Caracciolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il «decalogo» Consigli alla nuova destra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Accame: salvate i centri sociali e Gianni Borgna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ROMA - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giano Accame&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgPk-1J6hI/AAAAAAAADP4/Q9vMrFZmpZ4/s1600-h/A3.Accame.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgPk-1J6hI/AAAAAAAADP4/Q9vMrFZmpZ4/s200/A3.Accame.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199422897814891026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; 80 anni tra tre mesi, sedicenne di Salò dell’estrema ora, ex direttore de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Secolo&lt;/span&gt;, storico («Una storia della Repubblica»), insomma un vero Grande Vecchio della destra italiana. Parla proprio nelle ore in cui Gianni Alemanno partecipa al seminario dell’ Aquila sui futuri quadri del Pdl. Domanda: cosa deve fare la destra 2008 al potere per evitare i luoghi comuni dell’antica destra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Primo consiglio. Non mettersi a tagliare teste di sinistra solo perché sono di sinistra. Errore fatale. E ovvio». Qualche nome da salvare. «Sicuramente a Roma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gianni Borgna&lt;/span&gt;, ora  all’Auditorium».&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgWM-1J6kI/AAAAAAAADQQ/awObdfOH3bI/s1600-h/A4.Borgna.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgWM-1J6kI/AAAAAAAADQQ/awObdfOH3bI/s200/A4.Borgna.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199430182079425090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perché? Non è stato assessore di Rutelli e di Veltroni? «Sì. Ma ha voluto il primo convegno su Emilio Gentile organizzato nella stessa sala in cui pronunciò il discorso per la resistenza agli angloamericani che gli costò la vita. Poi ha murato, su mio suggerimento, una targa a piazza Adriana sul palazzo di Marinetti promuovendo un convegno. Quando Rutelli commise l’errore di progettare via Bottai...» Un errore la via dedicata a Bottai? Lo dice proprio lei? «Bottai è odiato dagli ebrei per lo zelo con cui applicò le leggi razziali nelle scuole. È antipatico ai fascisti per via del voto contro Mussolini il 25 luglio... comunque Borgna intelligentemente propose un convegno su Bottai. Va salvato». Continuiamo con i suggerimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgV6O1J6jI/AAAAAAAADQI/eOoSF_M2UiM/s1600-h/A5.Echaurren.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgV6O1J6jI/AAAAAAAADQI/eOoSF_M2UiM/s200/A5.Echaurren.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199429859956877874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Includere e non escludere. La lotta di classe tende a escludere. Invece una vera destra sociale e nazionale deve includere. Dobbiamo aprirci alla collaborazione intellettuale con l’area dell’opposizione. Utilizzerei il docente di Estetica Duccio Trombadori, la studiosa di sinistra del Futurismo &lt;a href="http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=dcmnt&amp;amp;url=/tc/arte/percorsi/DP/A/Interviste/Echaurren.jsp"&gt;Claudia Salaris&lt;/a&gt;, un pittore di sinistrissima come Pablo Echaurren che si è confrontato con Evola e Pound».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se al terzo posto mettessimo la Rai? «Bene. Adesso non stiamo lì a epurare. Certo, mettere un piede alla Rai, magari qualcosa di più... Ma non manderei mai a casa un Floris, così misurato e corretto. In quanto a Santoro, solo meno urli nella sua arena. Ricorrerei a un dirigente di sinistra come Renato Parascandolo, che a Rai Educational ebbe il coraggio di chiedermi i ritratti delle intelligenze scomode del ' 900. Erano tempi assai diversi da questi».&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgYk-1J6nI/AAAAAAAADQo/igsgiPztpn8/s1600-h/F11.Informazione+pulita.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgYk-1J6nI/AAAAAAAADQo/igsgiPztpn8/s200/F11.Informazione+pulita.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199432793419541106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto alle radici, diciamo al saluto romano e dintorni? «In uno slogan: non vergognarsi delle proprie radici ma non ancorarsi al passato né vivere di ricordi o nostalgie. Ora la politica si fa nei supermercati. Il saluto romano? Trovo ridicolo che sessant’anni dopo sia reato un gesto simile... sono reperti da consegnare alla storia. Aggiungo che non vergognarsi delle proprie radici significa, per esempio ancora a Roma, occuparsi subito della sorte del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foro Italico&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgXF-1J6lI/AAAAAAAADQY/cpPbgDEjCw8/s1600-h/A6.Foro+Italico.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgXF-1J6lI/AAAAAAAADQY/cpPbgDEjCw8/s200/A6.Foro+Italico.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199431161331968594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; straordinario capolavoro di un ventiquattrenne Luigi Moretti su commissione coraggiosa di Renato Ricci dell’Opera Balilla».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un quinto suggerimento? «Archiviamo il piccone. È vero, l’Ara Pacis di Meier è orrenda, pare un finto reperto di archeologia industriale. Alemanno ha già spiegato il senso delle sue parole. Occorre un dibattito, senza buttar via soldi pubblici per distruggere ciò che è già costato così tanto e inutilmente allo Stato».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sicurezza? E siamo a sei consigli. «Occuparsi della sicurezza, subito, ma senza infrangere la soglia della compassione. Sennò ci ritroviamo come in Francia, con le Chiese occupate dai sans papier e con le attrici progressiste in piazza. Tutto molto controproducente, mi pare» Non dirà che lo stesso si debba fare con i centri sociali? «E invece sì, eccoci a un altro contributo... Non sono solo luoghi di violenza e di droga. Questa democrazia decadente ha spazzato via le sedi di partito. Nella folla solitaria di oggi, i Centri sociali funzionano da aggregazione comunitaria. Sono camere di sfogo e di possibile controllo. Quindi mi sembrerebbe inutile chiuderli così, senza motivo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa, altro «nemico» della destra? «Averci un buon rapporto. Ma meglio quando riconoscerà le specificità nazionali. Per esempio il nostro modello, fondato dai tempi di Giolitti sull’economia mista pubblico-privata. Cioè stare in Europa difendendo il diritto della politica di intervenire nello sviluppo nazionale. Francamente questa Europa ultraliberista non mi piace. Mi sento un po’ più italiano che ligure e molto più italiano che europeo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso parliamo di ambiente... «Non demonizziamo l’ecologia. Sogno un grande progetto per Roma solare. Che bella sarebbe una capitale alimentata solo dai raggi del calore naturale. In fondo, siamo in linea con la nostra tradizione ... “Sole che sorgi libero e giocondo”!».&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgYyO1J6oI/AAAAAAAADQw/z63Xh8SNvSA/s1600-h/A7.Sole.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgYyO1J6oI/AAAAAAAADQw/z63Xh8SNvSA/s200/A7.Sole.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199433021052807810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo in archivio anche la caccia al comunista? «Ma certo, che sì. Ma anche perché non ce ne sono più in circolazione. Il vuoto lasciato dagli opposti estremismi, visto con i miei occhi di ottantenne, è impressionante...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dieci cose da evitare: 1° Non tagliare teste solo perché di sinistra. A Roma salvare Borgna. 2° Aprirsi alla collaborazione intellettuale. Sì a Trombadori e Salaris.  3° No a epurazioni in Rai. Floris resti. Santoro? Meno urli.  4° Non vergognarsi delle radici ma senza ancorarsi. Il saluto romano? Reperto.  5°  Archiviare il piccone. L’Ara Pacis è orrenda. Ma non sprechiamo soldi pubblici.  6° Occuparsi della sicurezza ma senza infrangere la soglia della compassione. 7° I centri sociali non sono droga e violenza: servono anche ad aggregare.  8°  Un buon rapporto con l' Europa anche se quella ultraliberista non ci piace.  9°  Non demonizzare l’ecologia. Sogno un progetto per Roma solare. 10° In archivio la caccia al comunista. Anche perché non ce ne sono più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Conti Paolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-4307903897970688614?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/4307903897970688614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=4307903897970688614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4307903897970688614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/4307903897970688614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/i-consigli-di-giano-accame-alla-nuova.html' title='I consigli di Giano Accame alla nuova destra'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCgPku1J6gI/AAAAAAAADPw/LF-_gX_EXuA/s72-c/A2.castellacci_accame.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-2393058871774403942</id><published>2008-05-10T10:23:00.022+02:00</published><updated>2008-05-10T17:38:25.256+02:00</updated><title type='text'>Chi è il nostro nemico in Medio Oriente? Israele o i palestinesi ed il mondo arabo? Tertium non datur!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bandiera israeliana bruciata da manifestanti il primo maggio in Torino è una classica dichiarazione di inimicizia che si tenta di declassare a ragazzata del 0,00 per cento. Intanto dico subito che mi riconosco in questo 0,00 per cento fra fra l'altro ha fatto vincere Alemanno in Roma.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCVzlDi1lgI/AAAAAAAADOY/XzX43BHodjo/s1600-h/c10.Nettoyage.j.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCVzlDi1lgI/AAAAAAAADOY/XzX43BHodjo/s200/c10.Nettoyage.j.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198688425312884226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il voto mi è stato caldamente richiesto, anche con lettera circolare di Alemanno. Un Alemanno che ho visto in TV mentre con Berlusconi si ritagliava una fetta di torta del 60° anniversario di Israele. A me quella torta sarebbe andata di traverso se avessi immaginato il sangue nel quale era impastata. E se come dice il Presidente Berlusconi, a cui non mi pento di dare il mio suffraggio anche quando dissento da lui, io sarei lo 0,00 per cento di quelli che non stanno dalla parte di Israele, io sono lieto ed orgoglioso di essere parte di questo 0,00 per cento. Non mi sento sulla coscienza la “pulizia etnica” del popolo palestinese. Non ho del malanimo né verso Berlusconi né verso Alemanno, costretti a mangiare una fetta di torta al sangue. Nella loro condizione e posizione non credo possano fare altro. Non sono liberi e devono mentire se non a se stessi certamente al popolo che pensano di rappresentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una volta tanto Berlusconi non ha voluto tener conto degli amati sondaggi, per quel che valgono e sui quali in ogni caso non ho mai basato le mie riflessioni e le mie posizioni. Se il concetto di “ostilità” associato agli ebrei evoca, come penso, il conflitto israeliano-palestinese, allora non di uno 0,00 per cento si tratta, ma di un italiano su tre. Ecco i dati di Mannheimer, per come a me giunti e attinti dalla Rete:&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Mannheimer: un italiano su tre è "ostile" agli ebrei.&lt;br /&gt;L'81% agli zingari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCV0Uji1lhI/AAAAAAAADOg/blYT8z4hGB8/s1600-h/MGaza24.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCV0Uji1lhI/AAAAAAAADOg/blYT8z4hGB8/s200/MGaza24.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198689241356670482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per il 42% degli italiani gli ebrei sono «simpatici», il 32% ritiene invece il contrario e un 26% non si pronuncia. Sono alcuni dei dati che emergono da un sondaggio realizzato dall'Ispo di Renato Mannheimer - su un campione rappresentativo di mille soggetti - che sarà presentato oggi nel corso di "OyOyOy" Festival di cultura ebraica al debutto nella sinagoga di Casale Monferrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un italiano su tre è dunque - rivela il sondaggio - "ostile" agli Ebrei: il picco è tra i maschi, tra le persone tra i 50 e i 60 anni, tra i lavoratori autonomi, tra i residenti al centro specie nei comuni medio-grandi. Ma le più accentuate variazioni dell«antipatia» verso gli Ebrei - sottolinea il sondaggio dell'istituto - si rilevano in relazione all'orientamento politico: i più esplicitamente sfavorevoli sono tra coloro che si dichiarano di sinistra e laici.&lt;br /&gt;Un dato piuttosto «allarmante» del sondaggio è quello che indica un 23% di popolazione nazionale d'accordo con l'affermazione che «gli Ebrei non sono Italiani fino in fondo», di fronte ad un 33% che invece non concorda e ad un'ampia percentuale di neutrali (44%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, il sondaggio rileva che solo l'11% della popolazione riesce a stimare con relativa precisione il numero degli ebrei in Italia, il 56% invece non riesce a dare una risposta. Per Mannheimer sulla base della più recenti studi, si possono distinguere almeno tre «tipi» di antisemitismo: quello «classico« (10%), di natura più religiosa, quello «moderno« (11%), di carattere più xenofobo e quello «contingente» (11%), spesso connesso al giudizio su Israele. L'11% appartiene invece alla categoria degli "antisemiti puri". «Non siamo preoccupati tanto per l'antisemitismo che può emergere da questi dati - commenta Antonio Monaco, presidente dell'associazione organizzatrice di "Oyoyoy" - ma dal fatto che gli ebrei vengano percepiti come una etnia a se stante, quando invece proprio il nostro Festival vuole identificare nella cultura ebraica una delle radici culturali del nostro paese, in grado di dialogare con le idee proposte da altre religioni e visioni etiche».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora l'altra categoria che, secondo Manheimer, è considerata dagli italiani «poco/per nulla simpatica» è quella degli zingari. Almeno così dichiara l'81% di un campione rappresentativo di mille soggetti interrogati dall'Ispo…&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Caspita! Non mi pare, caro Silvio, che proprio si tratti di uno 0,00 per cento ed è davvero strano che proprio tu in questo caso non tenga conto dei sondaggi, per giunta di parte ebraica. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCXBSzi1liI/AAAAAAAADOo/hYxAzzcHFLM/s1600-h/A7.ProPalestina1.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCXBSzi1liI/AAAAAAAADOo/hYxAzzcHFLM/s200/A7.ProPalestina1.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198773873687238178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma non è su questi dati statistici che voglio basarmi. Il mio terreno vuol essere quello della riflessione politico filosofico alla ricerca delle “essenze filosofiche" e della loro dinamica nel tempo e nella psiche. Qui le statistiche e le percentuali dicono poco o nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna l’oltraggio che il Lumbard Bossi ha fatto bandiera italiana ha prodotto una di quelle leggi ad personam che ha depenalizzato il vilipendio alla bandiera di uno stato riconosciuto. Una eterogenesi dei fini che sottrae alla galera quei ragazzi che hanno bruciato due bandiere israeliane ed uno americana. La pena è stata sostituita con una multa, la cui entità potrà essere contabilizzata per futuri bruciamenti di bandiera quale forma simbolica forte di espressione del proprio pensiero politico. Al limite, se l'onere finanziario non è eccessivo un italiano su tre potrà bruciare la sua bandiera israeliana versando allo stato italiano l’ammontare della multa e creando così una nuova provvidenziale entrata tributaria, magari per sopperire alle immondizie napoletane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui mi fermo, accennando soltanto alla riflessione indicata nel titolo ed evocata dal concetto schmittiano di inimicizia. Come italiano, ad una sola nazionalità e fedeltà, ossia come soggetto eminentemente e consapevolemente politico, non come bestiame elettorale condotto in quei recinti che sono le gabine, ritengo di poter operare la mia scelta di “amico” e “nemico”, fatte salve le dinamiche che possono condurre un quisque de populo a diventare la legittima ed autentica espressione di un diffuso sentire politico, cioè schmittianamente caratterizzato dalla contrapposizione di amico e nemico. E riconosco in Israele il mio “nemico”, un nemico verso il quale non si deve necessariamente nutrire “odio”, secondo la propaganda psicologica dei servizi del Mossad che tendono ad antropomorfizzare la legittimita opposizione al sionismo per far scattare le sanzioni penali sull’antisemitismo. Una tipica astuzia di guerra interna, forse congeniale alle quinte colonne presenti negli Stati. No, caro Fini, l’inimicizia nel senso politico non è associata all’odio. Sono concetti distinti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta guardare alla freddezza, alla lucidità, alla scientificità, al “cinismo” (Altro che “bellezza”!) con cui da un secolo a questa parte il “popolo eletto” conduce il suo piano di sterminio e di pulizia etnica degli indigeni palestinesi per rendersi conto che di odio qui non è il caso parlare. O meglio se ne può parlare in quanto specifica tecnica psicologica da parte del Mossad (si veda lo strano libro di Udo Ulfkotte, che informe su queste tecniche) per produrre ad arte reazioni psicologiche di questo genere per poi fare scattare contromisure già programmate. I nazisti erano ancora dei dilettanti e non sono mai giunti a questo livello di sofisticazione, allo stesso modo in cui non sono giunti all’atomica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Silvio ricordo perfettamente una tua infelice battuta televisiva. Era quando, dopo la tua decisione di entrare in guerra a fianco degli USA contro l’Iraq, dicesti che per effetto di questa decisione di politica estera il nostro prestigio nel mondo era salito e la cosa si era misurata in un aumento del nostro vino proprio negli Usa. La nostra politica estera non è diversa da quella dei tempi di Cavour, quando il conte Benso valutò che si potevano sacrificare in Crimea qualche migliaio di morti per poi poter sedere al tavolo della pace accanto alle grandi potenze che avrebbero vinto loro per noi una guerra che da soli non avremmo vinto e che oltretutto neppure ci riguardava. Così credo abbia fatto Mussolini confidando che Hitler avrebbe vinto lui per noi la guerra. E così hai fatto pure tu, mio simpatico Silvio, ritenendo che la guerra in Iraq sarebbe stata una passeggiata di qualche settimana. Avremmo lucrato i vantaggi di una facile vittoria, magari in barili di petrolio gratis, indispensabili per il nostro fabbisogno energetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed invece no! Il diavolo ci ha messo la colla e quella guerra vergognosa ed infame è stata persa dagli Usa e noi abbiamo dovuto scappare con la coda fra le gambe senza esserne usciti fuori del tutti. Ma chi era che spingeva a questa guerra infame che è costata infiniti lutti? Il tuo ospite d”onore in Torino! Possibile che tu non te ne accorga? Il tuo ospite che è il vero focolaio di guerra in tutta l’area mediorientale! Basta, per favore con la fregnaccia dell’unica democrazia del Medio Oriente. Peraltro una democrazia su base razzista e che pratica l’apartheid! Del resto, la democrazia è ormai diventato un concetto chimerico privo di senso. È perfino dubbio che la nostra sia una democrazia. E se proprio a qualcuno sta tanto a cuore la democrazia, sarebbe meglio che si preoccupasse di instaurarla prima a casa nostra ed agli altri offrisse tutt’al più l’esempio ammirabile delle nostre istituzioni politiche. L’immagine più autentica della nostra democrazia – tue parole, o Silvio, giusto alla vigilia delle elezioni – è data dalle immondizie napoletane che hanno fatto il giro del mondo e che rimarrano per sei miliardi di persone la nostra bandiera nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dispiace e non approvo che tu ti sia scelto come ministro quel fazioso di Franco Frattini. Mi è diventato antipatico ed indigesto quando lo vidi rimproverare una giornalista che aveva usato il termine “resistenza” irachena anziché avallare l’insulto delegittimante di “terrorismo”. Un uomo così, a mio avviso, non è neppure intelligente ed ignora i fondamenti della politica, cioè della scienza politica non certo l’arte dell’intrallazzo e della carriera nella quale è certamente abilissimo. Ma un uomo così è per noi un pericolo. Costui ci potrebbe portare ad una guerra contro l’Iran, verso cui tende con tutti i mezzi e con ogni arte della menzogna e con pressioni lobbistiche di ogni genere proprio Israele e la sua lobby dislocata in Italia. Caro Silvio, ci porterai in guerra? È questo che hai promesso ai tuoi ospiti alla Fiera di Torino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero! Hai vinto le elezioni, direi, non tanto per tuo merito, quanto per demerito dei tuoi avversari e per una confusione generale dell'elettorato che non sapeva quali pesci pigliare. Fra questi vi ero anche io che senza avere i tuoi sondaggi e le tue statistiche mi sono limitato a percepire gli umori della gente e soprattutto ho sondato il mio animo di cittadino dalle molte lune, che ha visto ormai tante farse elettorali. Nella scheda il cittadino può mettere solo un segno di croce, simbolo di tante cose ma anche di analfabetismo. Nella croce non è contenuta nessuna dichiarazione, nessun programma, nessuna indicazione: nulla di nulla. Chi “vince” si frega le mani – come l’osceno Gasparri – convinto di aver riscosso una cambiale in bianco e di poter fare ogni cosa per almeno cinque anni ed in barba a quei coglioni che lo hanno votato, anche che non lo hanno neppure votato, perché si tratta di una lista preconfezionata da prendere turra o lasciare tutta. Un simile metodo elettorale è stato rifiutato dal Congo in quanto giudicato antidemocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chiedere tornando a Torino. La bandiera israeliana bruciata – il cui reato è stato depenalizzato grazie a Bossi che aveva già vilipeso la bandiera italiana, cosa che tornerà a fare – significa una dichiarazione politica di inimicizia alla stato di Israele, alla quale mi associo interamente. Certamente, solo tu potrai dare il giusto peso politico ad una simile dichiarazione. Solo se tu lo vorrai, se ne potranno trarre tutte le conseguenze. Ma intanto puoi certamente registrare il messaggio che a te giunge dallo 0,00 per cento del popolo italiano, se così è; o di un italiano su tre, come io invece sono propenso a credere. Capisco che se io fossi nei panni tuoi, agirei probabilmente in modo diverso da come ora penso e dico, costretto da condizionamenti che io forse neppure immagino. Ma credo di ti possa almeno chiedere di non adagiarti del tutto in quella “cupidigia di servilismo” che un vecchio padre liberale della patria, Vittorio Emanuele Orlando, rimproverò a quanti si affettarono a firmare un trattato di pace disonorevole. Quella servitù ci pesa ancora oggi con &lt;a href="http://www.blogger.com/%21http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/06/basi-non-baci/"&gt;115 basi militari&lt;/a&gt; (non 113, come ha detto Beppe) Usa non a difesa di una libertà, che abbiamo perso forse per sempre, ma a garanzia del nostro perpetuo vassallaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora un’aggiunta estemporanea. Due parole sulle stupidaggini quotidiane di madonna Fiammetta Nirenstein che con mio grande disappunto è stata messa in lista nel “Popolo delle Libertà”. Dice costei che se si dovessero ritoccare le fronterie degli stati nati dalla carcassa dell'Impero ottomano, a farne le spese non sarebbe la sola Israele, ma anche gli altri stati arabi. Costei ammette implicitamente quello che per altro verso dice di negare. E cioè che la fondazione dello stato di Israele è un processo coloniale, sulla base di una “pulizia etnica” che sono i mentalmente disonesti possono negare. Ma il suo ragionamento non regge anche per il resto non regge considerando che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in ogni caso&lt;/span&gt; Israele resta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un corpo estraneo&lt;/span&gt; al mondo arabo-musulmano che troverà, avendone il pieno diritto, quegli equilibri che meglio corrisponderanno ai suoi interessi. In questo senso – e senza bisogno di immaginarne altri – Israele è destinato a scomparire in un contesto geopolitico dove continua ad esistere solo per il sostegno americano (leggi petrolio) e dei suoi servili alleati europei. Già da adesso, se il servaggio verso gli Usa non fosse più forte, le ragioni del nostro interesse spingono a sviluppare relazioni di pace con un Oriente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a noi&lt;/span&gt; Vicino piuttosto che appoggiare lo 0,2 per cento (Israele) contro il 98,8 per cento di quell’area geopolitica che detesta il germe cancerogeno che ha attaccato per lo 0,2 per cento il suo corpo e minaccia di estendersi grazie all'aiuto ed all’alleanza degli USA e di vari vassalli fra cui anche il nostro paese. Da un ministro come Franco Frattini non mi aspetto certo prova di lungimiranza e saggezza politica. Come sempre nella nostra storia, saranno probabilmente i guai e le disgrazie cui andremo fatalmente incontro ad indicarci la strada da seguire. Mai guida di un paese fu più cieca. Saranno i prossimi cento giorni a dirci cosa protremo aspettarci dal nuovo governo Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-2393058871774403942?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/2393058871774403942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=2393058871774403942' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2393058871774403942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2393058871774403942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/chi-il-nemico-in-medio-oriente.html' title='Chi è il nostro nemico in Medio Oriente? Israele o i palestinesi ed il mondo arabo? Tertium non datur!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SCVzlDi1lgI/AAAAAAAADOY/XzX43BHodjo/s72-c/c10.Nettoyage.j.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-2205643397598020367</id><published>2008-05-06T13:19:00.006+02:00</published><updated>2008-05-07T20:06:31.426+02:00</updated><title type='text'>Sciacallaggio televisivo di stato</title><content type='html'>Versione 1.2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi è rimasto poco tempo e con la mia prosa non intendo presentarmi per un premio letterario. Voglio però rapidamente esprimere pensieri che mi sono venuti in testa dopo aver assistito ier sera alla trasmissione televisiva di Bruno Vespa con i neo presidenti delle Fini e Schifani ospiti d'onore. Non credo che un vecchio volpone come Vespa non sapesse cosa faceva: l’avere accostato insieme due notizie prive di relazione l'una con l’altra è stato un modo per collegarle di fatto. Ed il bello che sia il conduttore che si suoi ospiti hanno riconosciuto che le due cose non ci azzeccavano l’una con l’altra. Ed allora perché le avete cucinato insieme: l’omicidio teppistico di Verona e la protesta alla Fiera del libro di Torino? Questo si chiama sciacallaggio televisivo di stato che non ha neppure rispetto per la vittima innocente di Verona. Fini si è lasciato sfuggire che in fondo i fatti di Torino sono più gravi di quelli di Verona. È oltremodo significativo come l’accostamento tra Verona e Torino &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=24498"&gt;sia piaciuto&lt;/a&gt; ad un Giorgio Israel, ideologo sionista di «Informazione Corretta», che subito vi ha inzuppato il pane con l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;aplomb&lt;/span&gt; che lo distingue. Non so in quali studi venga registrata la trasmissione “Porta a Porta” ma rilancio dicendo che i fatti di “Porta a Porta”, cioè lo sciacallaggio televisivo di stato, sono più gravi di quelli di Verona. Non vado oltre, ma invito chi legge a considerare la gravità oggettiva di un giornalismo distorto e la gravità oggettiva di un omicidio teppistico di gruppo. Quanto succede a Torino, se siamo ancora in democrazia – come sembrano credere i due presidenti delle camere, la seconda e la terza carica di stato – è ancora un diritto costituzionale di protesta, che avrà pure bruciato dei pezzi di stoffa (delle bandiere), ma non delle persone in carne ed ossa. Nella civiltà dei media, dove diventa estremamente difficile apparire, magari in una esclusiva trasmissione come quella di “Porta a Porta” – da Vespa sfacciatamente negata ad un Pannella e sempre sfacciatamente offerta ad un Bertinotti, proprio nel momento in cui spariva da parlamento – il fatto di bruciare simbolicamente delle bandiere è un modo riuscito di imporsi all’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono imbattuto una volta in Gianfranco Fini ed ho potuto sottoporlo alle mie domande, dove non mi è parso che se la sia cavata bene nel rispondere. Ieri sera ha furfugliato ancora ancora peggio sulle stesse questioni. E si badi: qui parla uno che è passato da una stima incondizionato (e documentabile) verso di lui ad una crescente delusione; uno che raccoglieva le adesione per il Popolo delle Libertà, mentre lui ancora irrideva al progetto di Berlusconi e della sola Forza Italia. Caro Fini, se ti giunge attraverso il ciberspazio questo mio testo, esprimo l'augurio che dopo l'infausta avventura vinicola in Iraq gli italiani non si trovino coinvolti in una nuova, disastrosa, sciagurata guerra in Iran. Confido nel buon senso di Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sarebbe molto da dire, ma mi risparmio gli stessi concetti per altri contesti. Non ho seguito tutta la trasmissione di “Porta a Porta” fino alla fine. Ad un certo punto mi sono annoiato ed ho deciso di spegnere il televisore ed andarmene a dormire. Questa mattina però mi è giunta notizia di un sondaggio del Mannheimer, abituale consulente di Vespa. Non so se il sondaggio è stato dato nel corso della stessa trasmissione. Poco importa. Quel che invece importa e proprio in relazione a quanto Fini diceva sul carattere “minoritario” di certe opinioni e posizioni che la realtà è proprio diversa, se dobbiamo credere ai sondaggi. Intanto vorrei reagire con stizza a simpatico Gianfranco, l’uomo dell’«ovviamente», suo tipico intercalare. Ad esempio, io qui esprimo chiaramente delle mie opinioni personali, certamente discutibili ed anzi offerte alla discussione ed alla contestazione. Nel momento in cui io (e credo ogni altro essere normalmente e realmente pensante) elaboro e formulo le mie opinioni mi preoccupo che siano fondate sul piano logico, su dati documentali, sul rispetto del principio di verità e di quanto altro occorra perché un’opinione abbia il massimo ed il meglio che possa e debba avere. Di certo nessuno che non sia un aspirante alla Casta, un opportunista allo stato puro, si preoccupa che la sia opinione sia "minoritaria” o “maggioritaria”. Oltre ad essere questa una caratteristica del tutto estraneo al normale processo mentale, è anche un fatto necessariamente ignoto. Come posso sapere se la mia opinione è condivisa o non condivisa da un numero di altre persone se prima non la comunico loro? Ed una volta fatto ciò le mie profonde ed oneste convinzioni, rigorosamente formulate e fondate, verrebbero o dovrebbero mutare in ragione della loro maggiore o minore altrui condivisione? Se ognuno di noi sacrificasse in questo modo le sue convinzioni ed opinione, credo che precipiteremmo dallo stadio di un civile consorzio umano al puro stadio animale del branco. Ed in effetti, da un punto di vista politica e grazie all'opera oppressiva e diseducativa della Casta, credo che le attuali aggregazioni politiche siano più simili al branco animale che non al consorzio civile. Il mio augurio ed il mio obiettivo, ad incominciare proprio dal Popolo delle Libertà cui ho aderito e di cui faccio organicamente parte, è che l'aggregazione politica, ogni aggregazione politica sia luogo di civile confronto delle opinioni nel pieno ed incondizionali rispetto degli uni per gli altri. Insomma, Fini ha sparato una delle sue “ovvietà” prive di pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per chiudere venendo al merito delle idee che sarebbero minoritarie. Se è vero secondo Mannheimer che un italiano su tre è &lt;a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&amp;amp;file=viewtopic&amp;amp;t=10140"&gt;«ostile»&lt;/a&gt; agli ebrei, con tutto ciò che questo significa  non riguardo ad un inesistente antisemitismo, ma con riguardo alla politica verso lo stato di israele ed il conflitto arabo-israeliano, ciò vuol dire che si tratta di un partito numericamente non meno consistente dello stesso “Popolo delle Libertà”, forse il primo partito italiani. E si badi ancora: quanti di noi si sono infine decisi a votare in una situazione che lasciava assai scarsi, o inesistenti margini di scelta, hanno potuto solo mettere una croce su un simbolo. Ma nulla di nulla che in qualche modo esplicitasse le nostre idee, i nostri sentimenti, la nostra capacità di distinguere i diversi problemi nel quali quotidianamente ci imbattiamo. I nostri irresponsabili e spavaldi (Gasparri) politici, riconfermati nel loro ruolo castale, hanno pensato di intascare una cambiale in bianco. Ad esempio, per indicare uno sgradevole personaggio del mio partito, Gasparri, che non ho potuto infine votare, magari turando naso, orecchie e occhi, è convinto – insieme a tanti altri – che qualsiasi oscena fesseria esca dalla sua bocca, per ciò stesso sia la voce del popolo italiano, o almeno del Popolo della Libertà! Non è così! E lo mando a dire ai Fini, Gasparri, Quagliarello, Lupi, De Lillo, Palmieri e tanti altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Fini e Schifani fossero intelligenti, come credo che siano, più Schifani che non Fini, credo che farebbero bene ad alzare le loro antenne e capire, ad esempio, che le bandiere bruciate di Israele (semplici pezzi di stoffa di poco valore) nel contesto della Fiera del Libro in Torino, dove si tende colpevolmente ed inammissibilmente ad eludere il fatto che nel 1948 (e dopo) si è consumata una pulizia etnica del popolo palestinese. Il nostro presidente Napolitano - prima carica dello Stato – sembra essersene accorto nel momento in cui considera legittima la critica alla stato di Israele e non la bolla perciò di “antisemitismo” come il n. 3 (Fini) ancora si attarda a credere. Oltretutto, se Fini fosse meglio informato dovrebbe parlare piuttosto di antiebraismo, essendo veri “semiti” proprio i palestinesi, soggetti allo sterminio da parte degli “ebrei d’Europa”. Altra bufala sfuggita dalla bocca di Gianfanco: Israele, unica democrazia del Medio Oriente – povera democrazia, del cui nome chimerico si fa ogni scempio –sarebbe un “pezzo di Occidente in Medio Oriente”. O bello, questo! Ma che ci fa l’Occidente in Oriente? Non dovrebbe stare l’Occidente in Occidente e l’Oriente in Oriente? Dunque, è un disegno imperiale tutto il progetto connesso allo stato di israele, un “avamposto militare” dell'imperialismo Usa allo stesso modo in cui in Italia siamo occupati da 113 basi militari Usa, che secondo quel t. di c. che è Sgarbi starebbereo a difendere la “nostra libertà”, una “nostra libertà” che noi stessi non saremmo capaci di difendere. Un popolo che non sa difendere la sua libertà ha cessato di essere un popolo nel senso schmittiano del termine: un senso che Fini, parlando a vanvera di amico/nemico, non ha dato prova di comprendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È scaduto il tempo. Riprenderò le riflessioni ad una prossima occasione. Chiedo venia per probabili refusi ed errori di lingua che correggerà appena avrò tempo per rivedere questo mio testo estemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-2205643397598020367?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/2205643397598020367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=2205643397598020367' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2205643397598020367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/2205643397598020367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/sciacallaggio-televiso-di-stato.html' title='Sciacallaggio televisivo di stato'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-7775942946839887400</id><published>2008-05-03T20:52:00.005+02:00</published><updated>2008-05-03T23:30:20.616+02:00</updated><title type='text'>Lettere al “Corriere della Sera” ed al “Giornale”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La solita &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=24435"&gt;«Informazione Corretta»&lt;/a&gt; è in piena agitazione con l'avvicinarsi della data dell'8 maggio e connesse manifestazioni. La faziosità fatta di vuota e reiterata verbosità è sempre la stessa. Hanno aggiunto alla loro congrega le prese di posizioni di Mantovano e Quagliarello, che per quanto mi riguarda possono lucrare i vantaggi del loro scranno parlamentare guadagnato con la più antidemocratica consultazione elettorale del dopoguerra. Non hanno il diritto di parlare a nome dei militanti e degli elettori, anche per la assoluta impossibilità di ogni delega specifica alle loro arbitrarie dichiarazioni. Se vogliono un consiglio di partito, si vadano a leggere l'ultimo libro di Ilan Pappe, disponibile ora anche in traduzione italiana, ed apprenderanno da un ebreo, di certo non antisemita, che nel 1948 si è consumata in Palestina un vero e proprio genocidio, una pulizia etnica. Mantovano di mestiere, quando non fa il deputato, è un pubblico ministero. Vada con i ferri del mestiere, se non ha dimenticato il suo mestiere, e faccia una bella inchiesta sul genocidio del 1948. Candidature ed avvenute nomime in parlamento come quelle di Fiamma Nirenstein sono in senso politico assolutamente inaccettabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data l'urgenza nello sviluppo degli eventi ho ritenuto di mandare a “Il Giornale” e al “Corriere della Sera” la seguente lettera, che mi riservo di sviluppare nell'argomentazione e nella documentazione se si darà il caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;-------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=24435"&gt;Allegato&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono iscritto al "Popolo delle Libertà" ex art. 49 cost, secondo il quale l'iscrizione ad un partito è un diritto del cittadino, non una graziosa concessione di Quagliarello e Mantovano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costoro hanno certamente tutto il diritto di lucrare i vantaggi del loro seggio parlamentare, ma non significa che siano i “padroni” dei loro elettori o che li rappresentino in tutto e per tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto come militante ed elettore del centro-destra sconfesso del tutto sia Mantovano sia Quagliarello. La loro presa di posizione ha carattere personale e non mi impegna per nulla. Al riguardo ho opinione diverse che sono state da me ampiamente argomentate in centinaia di articoli, che i due succitati onorevoli ben si guardano dal leggere, benché siano stati inviati ai loro indirizzi: questa è la loro rappresentanza degli elettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo&lt;br /&gt;-----------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allegato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì alle bandiere che bruciano, s' al corteo del 10 maggio dei centri sociali, proibita solo la bandiera di Israele. La protesta del PdL, nella cronaca di Vera Schiavazzi dal CORRIERE della SERA. Se ci giungerà notizia di altre proteste, da latre forze politiche, le pubblicheremo. Per ora, silenzio assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TORINO — Tutte le manifestazioni saranno vietate nel giorno dell'inaugurazione della kermesse libraria. Ma chi vuole sostenere la scelta di Israele non demorde, ed è quindi prevedibile che le bandiere bianche e azzurre si vedranno lo stesso: il tam tam dei promotori incoraggia a sventolarle davanti alle biglietterie. Ieri, il prefetto Padoin ha precisato che non è vietata «la bandiera in quanto tale», ma le sue parole, dopo quelle del Questore Berrettoni («Nessuna manifestazione, nessun presidio, ragioni di ordine pubblico»), sono state oggetto di una lettera di protesta di due esponenti del Pdl, Mantovano e Quagliarello al ministro dell'Interno Amato: «Torino è stata al centro di manifestazioni antisemite ed è quindi sacrosanto che si colga l'occasione della Fiera per ribadire il no ad ogni censura verso uno Stato libero. Confidiamo che Amato voglia intervenire per chiarire l'eccesso di zelo di un funzionario». Nessun divieto per ora, alla manifestazione nazionale dei centri sociali e di Free Palestine contro la Fiera prevista per il 10 maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per inviare al Corriere della Sera e al Giornale la propria opinione, cliccare sulle e-amil sottostanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-7775942946839887400?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/7775942946839887400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=7775942946839887400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7775942946839887400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/7775942946839887400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/lettere-il-corriere-della-sera-ed-il.html' title='Lettere al “Corriere della Sera” ed al “Giornale”'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-1503389940135017689</id><published>2008-05-01T11:20:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T11:21:37.582+02:00</updated><title type='text'>Il discorso inaugurale di Gianfranco Fini alla Camera dei deputati</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho seguito la diretta del discorso di Gianfranco Fini al suo insediamento come presidente della Camera dei Deputati, terza carica dello stato. Per un politico abile come Fini è abituale esercizio fare un'affermazione e subito limitarla con il suo contrario, salvo poi risolvere l'antitesi sul piano della prassi. Così in tema di laicità e difesa dell'identità cristiana. Riporto un brano tratto da una sintesi di stampa:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Ed un «deferente omaggio » lo rivolge anche a Benedetto XVI, «guida spirituale della larghissima maggioranza del popolo italiano ed indiscussa autorità morale per il mondo intero». A questo punto, l’emozione è già esaurita. Fini si è sciolto. Legge il discorso (cosa rara per lui che ha sempre fatto interventi “a braccio“) con voce ferma. Ed affronta di slancio uno dei passaggi più delicati dell’intervento: quello sulla Chiesa. «La laicità delle istituzioni - spiega - è principio irrinunciabile della nostra come di ogni moderna democrazia parlamentare. Ed è proprio nel nome di tale principio che il Parlamento deve saper riconoscere il ruolo della religione cristiana nella difesa della identità culturale della nostra Patria».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Che vuol dire? L'omaggio al papa è irrituale ed avrebbe potuto risparmiarselo, a meno che egli non si sente un ministro dello stato pontificio ovvero non abbia inteso mandare un messaggio all'elettorato cattolico. Ma i non cattolici come devono prenderla? Deve sentirsi minacciati? Adesso per voi arriveranno le purghe e gli aspersori al posto dei manganelli? Per quanto mi rigiarda l'autorità morale del pontefice non è per nulla “indiscussa”. Negli Usa, dove i preti pedofili condannati non sono i "quattro” delinquenti che non dovevano diventare preti – come ha detto monsignori Fisichella in una travagliata trasmissione televisiva con Santoro – ma più di «quattromila» che preti sono tuttora e che sono stati condannati, riducendo al dissesto le finanze delle diocesi americane. Fini incomincia con una bugia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che inquieta è altro. Cosa vuol dire l’identità cristiana della nostra patria? Che la si imporrà con ogni mezzo anche là dove non esiste? Continueremo con quel processo violento di imposizione della «Fede» che cancellò la preesistente identità religiosa greco-romana, a mio avviso superiore per sensibilità religiosa e sostanza culturale ed identitaria a quella oggi cristiano-cattolica, in pratica anticamera e forma dell'ateismo secolarizzato. Non credo che Gianfranco Fini arrivi a comprendere queste cose. Le sue preoccupazioni sono pragmatiche. Lui ragiona, come già a suo tempo Mussolini, nel modo elementare per cui è saggia regola allearsi con i poteri forti, magari a discapito dei diritti di libertà dei cittadini, che non hanno voce e rappresentanza se non sono capaci di nuocere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, all'età di 18 anni compilai un vero e proprio atto di abiura dal cattolicesimo e dal cristianesimo dopo aver letto Feuerbach. Quella mia abiura di diciottenne vale ancora in età matura. Non ne ho mai però fatto enfasi e ciò non mi ha impedito di avere rapporti civili e cordiali con preti e cattolici dichiarantesi tali, con maggiore o minore superficialità. Mi trovo ora invece costretto a professare la mia identità non-cristiana e soprattutto non-cattolica ogni volta che mi viene surrettiziamente imposta e presupposta un'identità cristiana nella quale sempre meno mi riconosco via via che aumentà l'età ed insieme con l'età le mie conoscenze di un mondo che fu soppianto con la violenza proprio dal cattolicesimo. Già ier sera, al termine di un convegno su Donoso Cortés, ho voluto precisare senza esserne richiesto che io mi colloco “Extra Ecclesiam…”, anche se il mio interlocutore respingeva il motto di san Cipriano che proseguiva “…nulla Salus”. Allarmante, tuttavia, la notizia di qualche giorno fa secondo cui ai musulmani sarebbe stata negata l'edificazione di una loro moschea. Non so quali tempi ci attendono con il nuovo governo, di cui sono stato elettore, e spero che fra i tanti mali che affliggono gli italiani non vi debbano essere compresi anche le nuove guerre di religione o nuove lotte per la libertà di coscienza. Non credo che Gianfranco Fini abbia cognizione di cosa laicità sia, ma forse lo sa ed è cosa di cui nulla gli importa. Ritiene “ovviamente” che non si traduca in voti paragonabili a quelli delle sacrestie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-1503389940135017689?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/1503389940135017689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=1503389940135017689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/1503389940135017689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/1503389940135017689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/05/il-discorso-inaugurale-di-gianfranco.html' title='Il discorso inaugurale di Gianfranco Fini alla Camera dei deputati'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-1851396470612938408</id><published>2008-04-25T11:23:00.010+02:00</published><updated>2008-04-28T01:09:45.564+02:00</updated><title type='text'>Libera informazione in libero Stato. Con Beppe Grillo e contro Maurizio Gasparri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho finora stabilito nessun rapporto organico con la Rete del Grillo, ossia con l’organizzazione mediatica creata da Beppe Grillo si direbbe con molto successo. Me lo fa credere il riso sguaiato ed irresponsabile di Maurizio Gasparri, che io pur dello stesso partito non ho votato, non potendolo votare per il pessimo concetto che ne ho sempre avuto sotto tutti gli aspetti e pur avendolo dalla mia parte politica.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SBGk8ld4jjI/AAAAAAAADAQ/M39FJaQgYV8/s1600-h/A1.+Maurizio+Gasparri.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SBGk8ld4jjI/AAAAAAAADAQ/M39FJaQgYV8/s200/A1.+Maurizio+Gasparri.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193113206091451954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E qui mi fermo perché usciremmo dalla critica legittima all’insulto illeggittima, come lui ben sa, irridendo perfino. L’irresponsabile provoca all’inverosimile: della vostra critica costituzionale me ne sbatto, sembra dire, mentre gli insulti non me li potete fare perché sono incostituzionali ed illegali e come tali soggetti a sanzione. Quindi chi intende operare strettamente sul piano della legalità e della non violenza, si può ben rodere il fegato, mentre io scialo e sguazzo con altri cinque anni di legislatura, dove potrò godere alla faccia vostra i frutti del regime, di un regime che già spalma 300 milioni di nuovi debiti per l’Alitalia sulla spesa quotidiana di quegli italiani che non giungono neppure alla terza settimana. Stupisce tanta arroganza in un personaggio che ricopre importanti cariche pubbliche. Caro Silvio, non abbiamo ancora incominciato in senso formale, ma sul piano sostanziale già si vedono le avvisaglie. Per quanto mi riguarda io l’aereo in vita mia l’ho preso pochissime volte e l'Alitalia mai. Viaggio in treno. E quindi per me l'Alitalia proprio non c'entra. Credo che il Lumbard Bossi voglia far pagare Malpensa a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutti &lt;/span&gt;gli italiani, fino ed oltre la Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a Beppe Grillo ed alla giornata odierna, Dovrebbe esservi qui vicino casa, in Roma, un banchetto per le firme dei tre referendum. Questa mattina ho sentito gli invidiosi dei Radicali osservare che per motivi tecnico-giuridici questa raccolta potrà essere inutile. Loro sono bravi, avendone fatti tanti. Ma anche se così fosse, io ci andrò lo stesso. Non solo. Alla prossima raccolta mi siederò io stesso ad un banchetto per la raccolta delle firme. Ad altri grillini di zona proporrò l'acquisto in comune di attrezzature (tenda, tavolo, sedie) da utilizzare numerose volte per scardinare le cattive leggi dalle quali siamo oppressi. Di certo bisogna incominciare con la liberazione dell'informazione, tutta di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera mi sono virtualmente unito alla marcia: con il numero di posto in marcia 96.070:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/v2day/area/index.php?avatar=345061" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www2.beppegrillo.it/v2day/vmarcia/immagini/marcia_o_345061.jpg" alt="Vday" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ho pure lasciato un messaggio, comunicando quale mezzo di intervento nel ciberspazio i miei 24 blogs, di cui alcuni dedicati alla “libertà dei cittadini” ed alla militanza politica costituzionale e nonviolenta (tranquillo, Maurizio!) ed assolutamente trasversale sotto il profilo partitico e religioso: il blog è compatibile con tutti i partiti politici, in parlamento e fuori del parlamento, e con tutte le fedi religiose: cattolici, musulmani, ebrei ad identità non olocaustica, buddisti, non praticanti nessun culto religioso ed uomini e donne della più diversa e disparatà sensibilità religiosa, ahimé assorbita dal totalitarismo cattolico che ha indotto molti a ritenere che religione è o il papa ed il suo apparato di potere oppure non si ha nessuna religione di nessun tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta di liberazione dell'informazione e della ricerca storica è la madre di tutte le lotte e di tutte le battaglie. Non dovremo mai stancarci di combatterla fino alla vittoria, che è certa nella misura in cui si diffonde la nostra consapevolezza e la nostra voglia di libertà. Non è trionfalismo, ma certezza matematica del risultato. La libera informazione, la libera assuzione delle notizie e la libera circolazione delle idee e dei dati storici e scientifici ci permetterà di acquisire una diversa consapevolezza di noi stessi. Potremo dirigere le nostre azioni per scopi che sono nostri e non per consentire ai tanti Maurizi d'Italia di arricchirsi e scialare alle nostre spalle. Oggi si celebra il 25 aprile e la cosidetta Liberazione? Ma quale liberazione? Quando mai siamo stati veramente liberi? È sempre stata una presa per il... Ed ora è tempo di dire a questi signori: V.... E senza violenza alcuna! Ma usando gli strumenti che ci sono concessi. In primis i referendum abrogativi di pessime leggi. I radicali che hanno incominciato hanno ormai gettato la maschera: sono partecipi del regime che ritengono di criticare e di contestare. Ne vivono interamente e come nel caso del conflitto medio-orientali sono dalla parte dei carnefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Post scriptum&lt;br /&gt;in gloria di Maurizio Gasparri&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/v2day/area/index.php" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www2.beppegrillo.it/v2day/immagini/banner7.gif" alt="Vday" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ben sapendo che probabilmente le firme apposte per i tre referendum indetti da Beppe grillo sarebbero state invalidate non solo questa mattina ho messo la mia firma, ma nel pomeriggio rispondendo ad un appello per rimpiazzare tavolinari stanchi, mi sono messo al loro posto per raccogliere firme di pugliesi. Ho raccolto circa un centinaio di firme senza mai staccare gli occhi dai moduli. Alcuni non volevano firmare i referendum sull'abolizione delle agevolazioni all'editoria o per l'abolizione dell'albo dei giornalisti, ma assolutamente tutti stati concordi nel voler abolire le legge legata al nome di Maurizio Gasparri allo stesso modo in cui io in negativo non ne ho voluto sapere di votare per il Popolo della Libertà alla Camera per il solo fatto di aver visto il nome di Gasparri al n. 2 della Lista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a casa ho trovato il televisore acceso su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Otto e mezzo&lt;/span&gt;. Parlavano del V2, ma in termini assolutamente ostili. Per quanto mi riguarda non ho nessuna difficoltà a firmare nuovamente i referendum se le firme raccolte non sono valide in ragione del calendario. Da costituzionalista trovo strano che si voglia sindacare una manifestazione di popolo con una stupida legge procedurale sui termini. La manifestazione proprio per il giorno in cui è stata indetta ha per me un grande significato politico ed è su questo significato politico che ho voluto firmare. Ed allo stesso modo interpreto tutta la portata dell'evento che mi auguro cresca sempre più fino a dilagare e sommergere il vecchio ceto politico, afflitto da cecità ed inguaribile parassitismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Secondo Post Scriptum&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Leggo vagamente che qualcuno avrebbe minacciato Maurizio Gasparri e che per questo lui presenterebbe querele non ho capito verso chi. Naturalmente, non posso legittimare nessuna azione illegale verso nessuno. Ma se ricordo qualcosa dai miei studi di diritti penale esiste l'attenuante della provocazione per chi compie determinati reati. La vittima, o persona offesa dal reato, può essere essa stessa provocatrice ed istigatrice del reato. Le dichiarazioni pubbliche di Gasparri, che tutti abbiamo potuto ascoltare, la sua sguaiataggine indegna di uno che è stato ministro della Repubblica, la sua totale mancanza di tatto e sensibilità, sono certamente fatti per irritare l'opinione pubblica e per provocare gesti insani ed illegali che in quanto tali devono essere certamente condannati e lo sono anche da me in questo blog e nella diffusione che esso può avere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-1851396470612938408?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/1851396470612938408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=1851396470612938408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/1851396470612938408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/1851396470612938408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/04/libera-informazione-in-libero-stato-con.html' title='Libera informazione in libero Stato. Con Beppe Grillo e contro Maurizio Gasparri'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SBGk8ld4jjI/AAAAAAAADAQ/M39FJaQgYV8/s72-c/A1.+Maurizio+Gasparri.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-6396634653074626678</id><published>2008-04-22T13:10:00.014+02:00</published><updated>2008-04-22T14:55:27.859+02:00</updated><title type='text'>“De profundis”: un analisi del voto fatta da Teodoro Klitsche de la Grange, candidato alla camera per il PLI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.1&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblico qui di seguito un'analisi del voto fatta da Teodoro Klische de la Grange, candidato nel mio collegio al n. 3 della lista del Partito Liberale Italiano. Una lunga amicizia ed una profonda stima mi lega all’avv. De La Grange. Non potevo non votarlo, pur conservando io la mia tessera di Forza Italia e militando nel popolo delle Libertà. Incontrando proprio sotto caso il consigliere Piergiorgio Benvenuti, per il quale ho votato alla provincia e voterò di nuovo al ballottaggio, ho spiegato la mia distinzione fra cittadino, elettore e militante di un partito, secondo cui un militante può non votare il candidato che altri hanno messo in lista, pur restando militante nello stesso partito. Per essere con lui più convincente e persuasivo ho spiegato che non potevo votare al Senato per Maurizio Gasparri (n. 2 dopo un Pera di nome e di fatto tale), il quale in pubbliche dichiarazioni affermava di voler licenziare i docenti della Sapienza che non avevano gradito la visita del papa e che si rifiutavano, in pratica, di andargli a baciare la pantofola, cosa che un Maurizio Gasparri è disponibilissimo a fare, pur di avere i voti dei cattolici, da lui espressamente chiesti dopo esserfi professato “cattolico”, ma senza esser per questo dare garanzia di essere un “buon cristiano”, almeno secondo quanto io pensi in materia di religione. «Come posso votare uno che dice di volermi licenziare?», ho riassunto al consigliere Benvenuti, che si è lasciato convincere, ridendo di cuore alla mia domanda. Con il consigliere Benvenuti, ma già anche con il consigliere uscente (al Comune) Pasquale De Luca, abbiamo già convenuto sulla necessità di aprire una nuova sede nel popoloso quartiere Marconi, dove il “Popolo della Libertà” possa fondersi (e non giustapporsi) in una nuova aggregazione politica. Purtroppo, i soldi necessari per le sedi zonali non vengono messi a disposizione dalle segreterie nazionali dei partiti, ma dai singoli consiglieri (De Luca o Benvenuti). Così proprio non va bene, anche perché sono infiniti i soldi del finanziamento pubblico preso dalle tasche degli elettori. Questi soldi devono ritornare agli elettori perché possano riunirsi nei loro quartieri e possano far politica in sedi proprie della politica, anziché nelle sacrestie delle parrocchie, dove politici privi di scrupoli e di dubbia moralità contano di raccogliere i loro voti. Se così non sarà, allora bisognerà ritornare ad un nuovo referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, che aveva già avuto il consenso di oltre il 90 per cento degli italiani. Il modo in cui&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; tutti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; i partiti hanno eluso un pronunciamento popolare, mai così unanime, è una delle pagine più vergognose della cosiddetta democrazia italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Caracciolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 1ex;"&gt;      &lt;div&gt;    &lt;p align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;Teodoro Klitsche de la Grange&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;b&gt;DE PROFUNDIS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;L’esito inaspettato  delle elezioni politiche (assieme al successo della Lega Nord, quello  veramente tale) e cioè l’uscita dal Parlamento dell’estrema sinistra,  merita, a distanza di qualche giorno, una riflessione. Raggruppatasi   sotto il comune denominatore dell’anticapitalismo più che del comunismo  - la contesa sulla falce e martello&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eUFd4jUI/AAAAAAAAC-Y/edCLti3r93o/s1600-h/6.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eUFd4jUI/AAAAAAAAC-Y/edCLti3r93o/s200/6.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192050382074318146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; sul simbolo era il riflesso di quell’ordine  di priorità – e ondeggiante tra i richiami pre-elettorali a &lt;i&gt;idola&lt;/i&gt;  di un passato ingloriosamente defunto (la “proposta” di trasferire  a Roma la salma di Lenin o l’esaltazione in Parlamento della Rivoluzione  d’ottobre) e un più concreto – meno improponibile e, a tratti,  condivisibile  - antagonismo a tutte le innovazioni del capitalismo  e dell’organizzazione e protezione sociale “post-moderna”, la  sinistra radicale ha, con l’esclusione del Parlamento, in sostanza  convalidato e consolidato il decesso del primo e la razionalità (perché  realtà) delle seconde. E’ stata, ancora una volta, la convalida dell’  “eterogenesi dei fini” (o paradosso delle conseguenze): una campagna  fatta a nome dell’antiglobalismo, di un ecologismo arruffone e di  un pacifismo senza politica e quindi senza pace, ha dimostrato con quel  risultato, che il consenso che certe posizioni ottengono è marginale:  di poco superiore – sotto lo zero virgola - a quello conseguito della  destra “dura e pura”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;E con ciò  si può considerare finalmente avvenuto quanto ripetuto, a caldo, soprattutto  dai leghisti: che anche in Italia è caduto il muro di Berlino, con  l’uscita degli ultimi eredi “ortodossi” del “moderno principe”  dalle aule parlamentari.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eU1d4jVI/AAAAAAAAC-g/5iZsB0qeIqY/s1600-h/7.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eU1d4jVI/AAAAAAAAC-g/5iZsB0qeIqY/s200/7.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192050394959220050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Tuttavia, tenuto  conto di altri dati disponibili, la riflessione può essere approfondita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;In primo luogo:  appare evidente la perdita generale di consenso, più accentuata al  nord, in quella che era la culla storica del comunismo nostrano, nato  nei consigli di fabbrica della Torino del primo dopoguerra; ancora più  analisi dei dati elettorali dimostrerebbero che tra gli operai il consenso  alla sinistra sarebbe inferiore a quello accordato al PDL ed alla Lega.  Non è solo la riduzione quantitativa della “classe operaia” a generare  la sfortuna elettorale della sinistra, ma il diverso orientamento politico  della base “naturale”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Questo dato  – e risultato – appare coniugabile al “crollo” internazionale  del comunismo. Vediamo come:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Politicamente  il comunismo è una idea polemogena, raggruppante (e dividente) l’intera  umanità in due schieramenti contrapposti: proletariato e borghesia,  votati necessariamente alla “guerra civile mondiale” (Weltbürgerkrieg)  che altrettanto necessariamente doveva concludersi con la vittoria del  primo, l’eliminazione della seconda, l’edificazione della società  comunista (e la conseguente fine della storia). Il tutto sarebbe derivato  dall’essere il comunismo la “soluzione dell’enigma della storia”,  costituita essenzialmente dalla consapevolezza che le “sovrastrutture”  (politiche, istituzionali, religiose, mondiali) sono determinate dalla  “struttura” economica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eVFd4jWI/AAAAAAAAC-o/3sRp1ZuSuFc/s1600-h/8.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eVFd4jWI/AAAAAAAAC-o/3sRp1ZuSuFc/s200/8.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192050399254187362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In realtà  la storia – e non solo del XX secolo – dimostra, al contrario, che  non c’è alcun ambito del pensiero umano che possa condizionare in  modo così decisivo (ed esclusivo) gli altri: anzi, probabilmente sono   quelli “sovrastrutturali” – cioè le rappresentazioni del mondo  costituite da visioni religiose, scientifiche, culturali in genere,  a condizionare i “rapporti di produzione”. Ciò non toglie che,  nel secolo breve, gli ideologi comunisti erano riusciti a indurre largamente  la credenza, convalidata dalla divisione del mondo in blocchi di Stati  contrapposti sotto le rispettive bandiere, che così fosse. Un “proletario”  che combatteva contro i bianchi, i tedeschi o i giapponesi invasori  era convinto che il nemico reale fosse l’imperialismo borghese: anzi  lo “status” di questo era quello di “nemico assoluto”, l’ultimo  da combattere per arrivare alla “fine della storia”, senza più  guerre né potere (politico in primo luogo).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;La situazione  cambiò con la perdita d’intensità della distinzione amico-nemico  fondata sulla lotta di classe; a differenza che nel comunismo &lt;i&gt;statu  nascenti&lt;/i&gt;, per cui il nemico contro cui condurre la guerra giusta  era il capitalismo, in quello senescente la percezione del capitalismo  come nemico di classe si era sbiadita tra i governanti e, probabilmente,  svanita del tutto o quasi tra le masse dei governati. La credenza nel  comunismo era così erosa nel pilastro fondamentale: la percezione-convinzione  che il capitalismo fosse il nemico assoluto, da sconfiggere con la lotta  di classe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eW1d4jXI/AAAAAAAAC-w/fw9SK_4wWIw/s1600-h/9.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eW1d4jXI/AAAAAAAAC-w/fw9SK_4wWIw/s200/9.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192050429318958450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Al posto di  questa le vecchie opposizioni “tradizionali” nella storia, fondate  sull’identità etnica o religiosa o d’altro genere, soffocate o  “relativizzate” dal conflitto di classe – un tempo percepito come  decisivo – riprendevano esse il carattere &lt;i&gt;decisivo&lt;/i&gt; di costituire  i raggruppamenti amico-nemico. Così in luogo della grande guerra tra  proletari e borghesi hanno ripreso vigore le identità e le contrapposizioni  (antiche). Serbi contro croati, albanesi contro serbi, ceceni contro  russi, (ed anche musulmani contro “crociati”) e così via. L’identità  collettiva, fondata negli stati comunisti dal carattere “di classe”  dell’istituzione statale, muta punto di riferimento e diviene (nuovamente)  identità nazionale e/o religiosa e culturale. Il  nemico “reale”  che già Eschilo considerava il consolidatore (della pace e) della “polis”,  perché relativizzava i conflitti interni, non è più percepito come  tale. Il rapporto tra identità collettiva, opposizione fondamentale,  e nemico sfuma progressivamente e finisce per travolgere (per collasso  spontaneo) l’ordinamento che su quella opposizione si basava. Tale  era il grado di esaurimento e di perdita di senso della contrapposizione  di classe che, caso raro nella storia, il comunismo – come mi è capitato  di scrivere mesi fa sull’ “Opinione” – è crollato senza che  nessuno tentasse di tirare almeno qualche schioppettata in sua difesa.  Ha avuto una storia quanto mai tragica ed una fine quanto mai tranquilla:  ma l’una e l’altra erano tali in funzione dell’intensità della  contrapposizione di classe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Opposizione  che era stata l’ideologia marxista a far lievitare, fino a farle attingere  la dimensione pubblica (e politica). Se il “Manifesto” comincia  con la celebre universalizzazione del conflitto di classe (“la storia  di ogni società esistita fino ad oggi è storia di lotta di classi”),  il “maestro” di Marx cioè Hegel aveva collocato i §§  243 –  246 (su classi e conflitto di classe) dei “Grundlinien” nella sezione  dell’opera in cui trattava della società civile, e non dello Stato,  così considerandolo implicitamente qualcosa di “privato” e non  “pubblico”. Il salto del quale dal privato al pubblico – e al  politico – a costituito l’essenza (politica) del marxismo. La perdita  di senso e d’intensità di tale opposizione l’ha ricondotta di converso  ad una dimensione “privata” e non decisiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Il fatto quindi  che gli operai di Sesto S. Giovanni votino in larga parte per i partiti  di centro destra significa che ritengono più “decisiva” la soddisfazione  di un altro genere di bisogni o la soluzione di problemi diversi da  quelli derivanti della situazione di lavoro e dei rapporti di produzione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Attenuatosi  quello di classe altri conflitti assumono carattere politico, costitutivo  dei raggruppamenti sociali in lotta. Il ripetere, da qualche anno, dell’esistenza  della contrapposizione tra popolo delle “partite IVA” e dipendenti  statali è avvertito come assai più “determinante” di quello; con  l’altro – in parte coincidente – tra tassati e tassatori; o l’altro,  meno avvertito dei precedenti, tra produttori ed intermediari finanziari.  Lo stesso deperire del potere sindacale ha la stessa ragione: in una  società che non avverte più come determinante il conflitto di classe,  il sindacato diviene altrettanto inutile del partito classista. La stessa  scriminante-radice, economica, del conflitto di classe è ridimensionata:  come il marxismo si è sviluppato nel secolo del dominio borghese “classico”  e dell’economia politica, così deperisce in un’epoca in cui la  scriminante decisiva ha un fondamento diverso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;E con ciò  riassume un carattere “privato” e politicamente relativo: e un partito  che  su quello si fondi è altrettanto politico di un circolo dopolavoristico,  una bocciofila, o una biblioteca circolante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Una cosa per  cui non vale la pena di lottare né di rischiare: e proprio per questo  finita nell’archivio della storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-weight: bold;" align="right"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;Teodoro Klitsche de la Grange&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi associo alle condoglianze del comunismo bertinottiano o alla Diliberto, ma non con irriverenza, scherno, denigrazione. Nei miei anni giovanili ho in parte condiviso quelle idealità. Di Marx continuo a ritenere che sia molto più un liberale radicale che non un comunista staliniano o bertinottiano. Per la sinistra italiana, estromessa a sorpresa fuori dal parlamento, credo che occorra guardare non già alla loro specifica ideologia, da me mai elettoralmente condivisa, ma ai bisogni economici degli strati sociali più malmessi da essa rappresentati.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eXFd4jYI/AAAAAAAAC-4/JhNKeBWeC2c/s1600-h/10.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eXFd4jYI/AAAAAAAAC-4/JhNKeBWeC2c/s200/10.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192050433613925762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Come “partito del popolo” bisognerà farsi carico di ciò che che i “comunisti” alla Bertinotti non hanno saputo rappresentare. Se è vero che è crollato quella costruzione politica che era associata al comunismo, cioè l'URSS, è anche vero che un'altra forma politica rubricata con il nome “comunismo”, cioè la Cina ha invece dimostrato e dimostra una vitalità che non cessa di stupirci. Non intendo qui per nulla addentrami in un’analisi del cosmo cinese, ma esprimere solo una certa cautela da forme di entusiasmo verso un capitalismo inteso come una forza cieca alla ricerca dell’utile per l’utile senza alcun riguardo per le conseguenze, spesso tragiche, di una ricerca sfrenata del guadagno per il guadagno. È anche vero che milioni di persone muoiono di fame e la maggior parte dell’umanità soffre l'indigenza, mentre la ricchezza non sempre accompagnata da merito imprenditoriale si accumula in ristretti spazi ed il pianeta rischia di sparire per un'ingordigia che appare ingovernabile e superiore ad ogni legge formale e ad ogni principio etico. Se il paradiso in terra promesso dai comunisti non è stato per nulla raggiunto, temo che se quello in cui ci troviamo sia il solo paradiso possibile, allora avremmo poco di che gioire per la scomparsa di una sia pur fallace speranza offerta dai tardi epigoni di un comunismo che non credo sia mai esistito nelle intenzioni di un Karl Marx.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-6396634653074626678?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/6396634653074626678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=6396634653074626678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6396634653074626678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/6396634653074626678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/04/de-profundis-un-analisi-del-voto-fatta.html' title='“De profundis”: un analisi del voto fatta da Teodoro Klitsche de la Grange, candidato alla camera per il PLI'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SA3eUFd4jUI/AAAAAAAAC-Y/edCLti3r93o/s72-c/6.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19730520.post-8031768719362216300</id><published>2008-04-20T01:08:00.002+02:00</published><updated>2009-01-27T15:55:43.241+01:00</updated><title type='text'>Commento a Palmieri, n. 1</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In questa nuova fase del “Popolo delle Libertà”, nome che forse bisognerà ritoccare ancora una volta per il suo scarso senso logico-lessicale, anche io intendo dare un nuovo impulso a questo blog concepito per la militanza politica “dentro” Forza Italia. Ricordo cose da me già dette molte volte, e cioè che ogni cittadino ha il diritto di iscriversi ad un partito per concorrere alla formazione della politica nazionale. È mancata finora una legge di concreta attuazione delle linee guida dettate dall'art. 49 della costituzione. Ho finora considerato un fatto positivo ed auspicabile l'evoluzione verso il bipartismo. Se però questa evoluzione non sarà presto accompagnata da una legge di attuazione dell'art. 49 che introduca all'interno dei due maggiori partiti una vera e propria vita democratica, una possibilità estesa e ramificato di confronto e dibattito quotidiano, un controllo democratico degli eletti finora abituati abituati a vivere il loro status come un privilegio di casta, allora non l'evoluzione verso il bipartitismo non sarà stato un avanzamento della democrazia, ma un suo grave arretramento assai peggiore del proporzionalismo. Per questo obiettivo mi batterò nei limiti delle mie possibilità. Intanto, come prima iniziativa ripubblicherò le mailingi list che mi giungono regolarmente a firma dell'on. Palmieri. Ne ho sempre trovato il contenuto alquanto trionfalistico e propagandistico, in pratica di nessuna utilità per chi lo riceve, cioè per tutti gli iscritti. Farò ogni volta un commento critico al testo, sperando che il suo estensore lo legga e ne migliori la prossima volta il contenuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Contatto n. 12/2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Per le singolari coincidenze della storia, oggi ricorre il sessantesimo anniversario della vittoria elettorale del 1948, giorno in cui la DC di De Gasperi, con il concorso dei partiti laici, sconfisse la sinistra socialista e comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella fu una vittoria clamorosa, l’inizio di un cammino di libertà e di progresso che portò l’Italia in pochi decenni a diventare uno dei paesi più importanti del mondo. Dopo la nostra altrettanto clamorosa vittoria di lunedì, ora tocca noi la responsabilità di avviare un periodo di buon governo e di riforme che facciano ripartire l’Italia e la rimettano al posto che le spetta, in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il presidente Berlusconi ha ribadito più volte, siamo consapevoli del duro compito che ci aspetta. Lo svolgeremo mettendocela tutta, sapendo di poter continuare a contare sul supporto di persone come te. Questi sono ancora i giorni della soddisfazione per il risultato ottenuto insieme: per condividere on line il ringraziamento per il sostegno puoi usare la cartolina che trovi qui http://rialzatianchetu.forzaitalia.it/ &lt;http: it=""&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora godiamoci questo primo fine settimana dopo la vittoria. Da lunedì si torna in pista...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie per l'’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/http:&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;on. Antonio Palmieri&lt;br /&gt;responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; ***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non so quanto l'on. Palmieri conosca la storia. Io nel 1948 non ero ancora nato, ma ho un ricordo abbastanza nitido delle giostre elettorali dagli anni 60 in poi. Non farei nessun paragone con il 1948. Il voto del 2008 è un voto di disulusione, disincanto, disperazione. Non mi illudo che gli uomini eletti abbiano qualità taumaturgiche e siano a priori migliori di quelli che li hanno preceduti. Anzi, in un certo senso sono peggiori in quanto non sono stati eletti, ma messi in lista non si sa bene da chi. Se da questo modo di operare ne verrà del bene anziché del male, è cosa che resta da vedere. Posso dire che mai come oggi mi sento in vena di seguire l’attività del governo giorno per giorno, decisione per decisione. Se lo riterrà opportuno è necessario, vi sarà anche la mia opposizione interna di partito e dirò tutto quello che penso senza timore e rispetto per nessuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19730520-8031768719362216300?l=clubtiberino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://clubtiberino.blogspot.com/feeds/8031768719362216300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19730520&amp;postID=8031768719362216300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8031768719362216300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19730520/posts/default/8031768719362216300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://clubtiberino.blogspot.com/2008/04/commento-palmieri-n-1.html' title='Commento a Palmieri, n. 1'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>cardisem@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='08390328490422775755'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>