<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063</id><updated>2009-11-14T01:32:17.590+01:00</updated><title type='text'>I TRE CABALLEROS</title><subtitle type='html'>Ô bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>L' Irreprensibile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08526773178947290348</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>592</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-4507412545835847489</id><published>2009-11-14T01:12:00.002+01:00</published><updated>2009-11-14T01:32:17.601+01:00</updated><title type='text'>Bach, toccata e fuga in Re minore, organo</title><content type='html'>Piacere provato dalla sfortuna di un altro: schadenfreude.&lt;div&gt;Io non lo sapevo che esistesse, eppure l'ho provata. Non conosco ma so. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è qualcosa qui che prude e mi riporta alla mente il vecchio pensiero sulla differenza tra il fare ed il saper fare, oppure quella storia sul know-how, o più chiaramente sulle cose che si hanno, nel senso che le si possiede, ma che non si possono vendere nella forma in cui le abbiamo. Penso all'artigianato o all'essere superdotati. Alla fine si tratta di due cose non dissimili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella vita mi è già capitato di trovare per caso delle cose note in maniera cosi' diretta e cosi' limpida da lasciarmi interdetto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In coreano l'equivalente alla schadenfreude si riferisce al profumo dell'olio di sesamo, considerato molto piacevole, mentre in giappone il riferimento è rivolto al miele. Mi piace questo approccio orientale, l'idea che il piacere generato da una disgrazia sia qualcosa di veramente sensoriale, di tangibile, come se il miele e l'olio di sesamo sgorgassero davvero dalla ferita infetta che affligge quel poveraccio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tuttavia credo che il nostro "godo come un riccio" resti tra le migliori, anche se forse qui il concetto si allontana. Eppure si affina, si assottiglia, perchè i ricci pungono chi sta alle loro spalle, come a dire che alla fine puniscono sempre chi trama e ordisce contro di loro. Ma se l'atto sessuale animale si compie...diciamo "in fila" ed i ricci possono, stando in fila, causare molto, moltissimo dolore ciò significa che in realtà l'espressione "godo come un riccio" nasconde un piacere amaro. Una sorta di suicidio, di mossa finale alla Sirio il Dragone: un sacrificio accettabile per ottenere la vittoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Meglio cosi', il dolore ripartito tra le parti mi pare un concetto più accettabile. Ma anche questo è terribile: significa che preferisco che vada uniformemente male a tutti piuttosto che malissimo ad uno soltanto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora i casi sono due: o sono depresso o sono un democratico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-4507412545835847489?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/4507412545835847489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=4507412545835847489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4507412545835847489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4507412545835847489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/11/bach-toccata-e-fuga-in-re-minore-organo.html' title='Bach, toccata e fuga in Re minore, organo'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-1101853433173938987</id><published>2009-11-05T22:21:00.003+01:00</published><updated>2009-11-05T22:59:57.086+01:00</updated><title type='text'>i titoli dei miei post non c'entrano mai niente con quello che scrivo dopo (dedicato a via nizza)</title><content type='html'>Stavamo aspettando che il sugo fosse pronto o che la pasta cuocesse, una delle due. Non ricordo battiti di mani ma se vi sentite coinvolti potete applaudire, e dire la vostra, e aggiungere altro cumino nel sugo, fa lo stesso...più o meno. Io sono logorroico e stavo cianciando qualcuna delle mie facezie quando una di quelle cose mi è uscita fuori dalla testa: un'idea.&lt;div&gt;I buoni vincono sempre. I cattivi mai, e se per caso questo dovesse succedere, si tratterebbe soltanto di un espediente narrativo escogitato per mostrare caratteri e situazioni altrimenti invisibili. Il mondo agognato dall'antagonista resterà sempre un luogo utopistico, un punto di fuga verso cui tendono le sue rapine in banca e le minacce all'ordine pubblico. Diventiamo supereroi e subito ci tocca fare la nostra scelta: eroe o cattivo? Siamo pragmatici: guardiamo le statistiche. Se saremo dei buoni, ci aspetta una lunga sequela di scontri, di pugnette mentali, di riflessioni sui nostri doveri e sulle nostre responsabilità. Sarà quel che sarà, soffriremo e soffriremo ancora, ma vinceremo, alla fine vinceremo sempre. Bello, ma non positivo, non felice e non consolante. Manterremo lo status quo, respingeremo le cosine maligne di chi, al contrario di noi, ha scelto di battersi per un' idea. Un idea megalomane, caotica, disorientante e catastrofica nei confronti di tutte quelle maggioranze che soffriranno per vedere soddisfatti i vari progetti tra cui ricordiamo governare il mondo, conquistare l'universo eccetera eccetera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ambizioni. Si tratta di ambizioni, di voglia di sbattere dolorosamente la faccia contro un muro di clichè secondo cui chi sta bene vuole continuare a stare bene e che per farlo istituisce dei canoni, delle filosofie di pensiero protezioniste volte alla difesa di un "più debole" già perfettamente integrato nella maggioranza e non bisognoso della protezione di nessuno. Gli eroi non migliorano il mondo purtroppo, lo mantengono cosi' com'è: vivo fino a data da destinarsi. Quelli dei fumetti, quelli della narrativa e del cinema non sono Antagonisti ma Cattivi, nati con idee cattive nel senso di inconcludenti, con parodie di idee. Sono pupazzi di antieroi lacunosi ma forti solo per mettere in crisi l'eroe e non il mondo che difende. Ci vorrebbero eroi con idee riformiste, sconvolgenti e malvagie nel senso di perverse rispetto al pensiero comune, di turpi in quanto rivolte a fare il bene per qualcuno di diverso dalla maggioranza. L'Antagonista a cui penso non vuole conquistare il mondo e restare cattivo, ma vuole diventarne a sua volta l'eroe. L'Antagonista che immagino non ha idee che semplicemente ledono al "bene comune" ma che ne sono diametralmente opposte, che appartengono ad una sfera di pensiero inaccessibile a chi si trova dall'altra parte della barricata. Ma sarebbe una lotta tra buoni, una storia verbosa, che non permetterebbe di identificarsi in nessuno, che non permetterebbe di estrarne dei modelli educativi validi come il rispetto per la vita eccetera eccetera. Mi pare lo dica anche Proust: il malvagio assume un comportamento tale mentre nel suo cuore immagina, facendo quello che sta facendo, di punire egli stesso un malvagio. Ma allora che cosa otterremmo, con questi sofismi? Dove andrebbero a finire le furie inconcludenti di un villain come si deve, dove potremmo leggere di scontri apocalittici, di regni spezzati dal tradimento, di grandi poteri e di grandi responsabilità? Non meritiamo una vita contemplativa: un uomo non vive di solo pane. C'è spazio per il divertimento, c'è spazio in abbondanza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-1101853433173938987?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/1101853433173938987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=1101853433173938987' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1101853433173938987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1101853433173938987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/11/i-titoli-dei-miei-post-non-centrano-mai.html' title='i titoli dei miei post non c&apos;entrano mai niente con quello che scrivo dopo (dedicato a via nizza)'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-8821553364025974554</id><published>2009-10-30T14:27:00.003+01:00</published><updated>2009-10-30T14:57:51.331+01:00</updated><title type='text'>I'm the rubber, you're the glue</title><content type='html'>A volte mi capita di prendere l'autobus. Ultimamente pago anche il biglietto. Una cosa incredibile, credo sia diventata una specie di crociata personale, un piccolo dogma misterioso. Quando sento il campanello dell'obliteratrice scampanellare felice provo la stessa sensazione di quando infilo le chiavi nella toppa di casa. Percepisco l'abbandono di una tensione di cui prima non avevo avuto idea, una calma simile a quella che provo quando mi accorgo che qualcosa di noiosissimo è in procinto di finire. Però non è che mi senta bene, che sia contento: oggi non mi ha cuzzato di greco, e allora? Anche se è già qualcosa non credo la si possa chiamare gioia. Forse tutto sta in quel cazziatone che mi aveva fatto un controllore nervoso mentre mi attardavo nel timbrare il biglietto per vado. Forse si tratta dello stesso tipo di pensieri ansiogeni che avevo avuto quando avevo salutato calorosamente uno sconosciuto scambiandolo per qualcun altro, e poi me ne ero andato via senza dire niente. Oppure come quella volta che per scrollare via i capelli tagliati dal telo avevo toccato il ginocchio del barbiere ed ero rimasto terrorizzato da che cosa avesse potuto pensare, non di me ma del mondo e del genere umano intero e dall'idea che avrebbe potuto raccontare l'accaduto ad altri, e magari riderne. Ora mi viene in mente qualcosa di strano legato a Space Jam, ma è un pensiero che non riesco a elaborare. &lt;div&gt;Comunque sia chiaro che se timbro il biglietto e poi il controllore non sale ovviamente mi incazzo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-8821553364025974554?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/8821553364025974554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=8821553364025974554' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8821553364025974554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8821553364025974554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/10/im-rubber-youre-glue.html' title='I&apos;m the rubber, you&apos;re the glue'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-2484137810586573343</id><published>2009-10-23T14:19:00.003+02:00</published><updated>2009-10-24T13:30:52.348+02:00</updated><title type='text'>la logica della trilogia</title><content type='html'>&lt;i&gt;Un anno e tredici giorni dopo "Il fantasma dell' Opera Pia" e due anni e diciannove giorni dopo "la fiera del male" ritorna per una terza, catartica, inevitabile volta Invisibile Baro, per raccontarci nuove avventure. I misteri, invece di risolversi, si sono moltiplicati e non sarà facile trovare una logica nella trilogia.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Prefazione a cura di Peter Dennis Blandford Townshend&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il farro era utilizzato dall'uomo come nutrimento sin dal neolitico. Gli piaceva pensare agli uomini primitivi di tanto in tanto, nelle pause scandite dal tè che personalmente gli veniva servito da quello stesso fantasma dell' Opera Pia. Nella sua cameretta, solitaria come un buco in una montagna, come una grotta, coltivava i suoi pensieri. Pochi, per dire la verità, e nemmeno buoni. Nè pochi nè buoni. Ma veri pensieri: cose che tengono accesa la testa. Guardava la pioggia: una pioggia in grado di sporcare, di fare casino, di cullare il sonno monolitico dell'uomo che aggiunge una coperta indiana sopra alle altre per avere più caldo. Gli uomini primitivi erano cacciatori o raccoglitori, o entrambi. Comunque onnivori. E' importante essere onnivori. Gli onnivori sono gli unici animali a cui rimane abbastanza tempo libero per poter socializzare, comunicare, imparare, studiare, andare in piscina. Pensando agli uomini primitivi, a quei capolavori involontari di essenzialità, finiva sempre per pensare all'orso. Sapeva che un orso può nuotare. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-2484137810586573343?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/2484137810586573343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=2484137810586573343' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2484137810586573343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2484137810586573343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/10/la-logica-della-trilogia.html' title='la logica della trilogia'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-4323648788139605769</id><published>2009-10-12T23:48:00.006+02:00</published><updated>2009-10-13T00:41:32.476+02:00</updated><title type='text'>iPiroga, stasera ci racconti una storia?</title><content type='html'>E' provato : più cresci, più ti mancano i Classici Disney. Da un po' di tempo il tempo per pensare al tempo che passa non mi manca. Formulo teorie su tutto e tutti, sono un grande teorico della nostra epoca : un giorno farò un grande libro con quel bel situccio in rete; non so nemmeno se teorico sia una bella qualifica, forse sarebbe meglio pratico. Pratico, suona tutta un'altra cosa. Ehi, tu si che della vita sei pratico, sei uno che ci sta dentro. Scusa, hai detto Psicopratico? No, per forza di cose sono un teorico, l'esperienza di vita vissuta lo dimostra. E della mia teoria su Walt Disney vi ho mai parlato? Arrivo subito al sodo, per non rischiare di assomigliare ad un post di Baro : per me, tutte le sue storie, tutti i suoi personaggi, tutti i suoi cartoni, non se li è inventati mica, non sono mica solo cartoni. Sono veri, tutti veri. Non sono neanche frutto dell'immaginazione dei suoi disegnatori e sceneggiatori di fiducia. Sono veri. Simba è il micio dell'Irreprensibile, Red e Toby sono ancora amici-nemici nel bosco, Basil l'investigatopo è talmente vero da essere stato immischiato in una storiaccia di mazzette di Emmenthal. E poi c'è Peter. Alzi la mano chi di voi non crede in Peter Pan. Io lo so che la mia ombra avrebbe voglia di fare due passi senza che io la segua, io lo so che laggiù oltre l'orizzonte trovo l'isola che non c'è, io lo so che da qualche parte c'è una Wendy pronta a raccontare storie ad ognuno di noi. Perchè, in fondo, è proprio di questo che abbiamo bisogno, di qualcuno che ci prenda sulle ginocchia e ci racconti una bella storia. Non una favola, attenzione, una storia. La morale della favola la lasciamo ad altri, noi vogliamo solo il lieto fine che ci accompagni fino a domani mattina. Mattina dopo mattina, 17, 18, 19, 20, 21. Noi iPiroga siamo bambini sperduti, forse. E i bambini sperduti, in Peter Pan ci credono eccome. Quando il giorno se ne va, dopo aver studiato, faticato, cazzeggiato, torniamo qui alla tana, arrabbiati, stanchi, puzzolenti, tristi, felici. Speranzosi di trovare Wendy. E, ogni sera, lei è qui per noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-4323648788139605769?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/4323648788139605769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=4323648788139605769' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4323648788139605769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4323648788139605769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/10/ipiroga-stasera-ci-racconti-una-storia.html' title='iPiroga, stasera ci racconti una storia?'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-3293390773752572329</id><published>2009-10-09T20:15:00.003+02:00</published><updated>2009-10-09T20:27:17.874+02:00</updated><title type='text'>implorava "picchiami!" perchè aveva schiacciato il mio piede</title><content type='html'>&lt;div&gt;Mangio la semola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sento strofinare ancora sulle pupille l'immagine di Edu che fa la spesa, sono rimasto scioccato. Eccolo li' che compra lo zucchero, prima in zollette e poi di canna. Gli chiedo se vuole anche lui la semola, visto che io la mangio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi guarda con l'occhio pazzo, come godo, ha proprio l'aria di quello che da vecchio il semolino lo rifiuterà sempre, con integerrima costanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La semola, che cosa strana.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' difficile descrivere quello che provo quando la mangio, prima, prima che il boccone entri in bocca, lo so cosa provo: fame. E quando ruttando sancisco la fine del pasto lo so quello che sento: è appagazione. Ma nel mentre? Serenità? Leggerezza? Propedeuticità (all'appagazione intendo) ? Felicità? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Credo sia opinione comune pensare che la felicità sia candida, stia nelle cose semplici, si annidi comodamente in bianchi cuscini dai contorni definiti, in qualche recondito spazio della soddisfazione, accanto al pane fatto in casa ed ai piccoli, teneri, comunissimi gesti di ogni giorno. Ma perchè? Che cosa centra? Sembra una cosa semplice. Ma sembra perchè lo è, o perchè è favorevole pensare alla felicità come a qualcosa di semplice e alla tristezza come una cosa articolata? Complessa? Si dice no? "C'hai i complessi".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi dissocio, esistono felicità complesse e tristezze semplici e c'è di più: esistono felicità fatte di tristezze e viceversa. E se mentre mastichi la tua semola ci trovi dentro un seme di cumino, che ti fa schifo? E se quell' appagazione di fine pasto sarà invece gratitudine di essere scampato ad un piatto indigesto? O speranza che quest'ultimo non abbia ripercussioni sul tuo riposo? Esistono molte cose strane nel mondo, cose che non si svelano ad una prima, sommaria occhiata, una di queste è il fatto che il cus cus sia fatto di semola.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-3293390773752572329?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/3293390773752572329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=3293390773752572329' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3293390773752572329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3293390773752572329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/10/implorava-picchiami-perche-aveva.html' title='implorava &quot;picchiami!&quot; perchè aveva schiacciato il mio piede'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-977130626122134208</id><published>2009-10-05T16:52:00.000+02:00</published><updated>2009-10-05T16:53:49.132+02:00</updated><title type='text'>Ahhhhh ottobre...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DGVe_ZGk7aM/SsoIYE3YxOI/AAAAAAAAAPY/vSKYdgg5rt0/s1600-h/Cachi.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 297px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389129113818154210" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DGVe_ZGk7aM/SsoIYE3YxOI/AAAAAAAAAPY/vSKYdgg5rt0/s400/Cachi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Slurp&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-977130626122134208?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/977130626122134208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=977130626122134208' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/977130626122134208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/977130626122134208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/10/ahhhhh-ottobre.html' title='Ahhhhh ottobre...'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DGVe_ZGk7aM/SsoIYE3YxOI/AAAAAAAAAPY/vSKYdgg5rt0/s72-c/Cachi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-1068688251294167702</id><published>2009-09-22T00:14:00.011+02:00</published><updated>2009-09-22T01:22:07.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il bell&apos; Antonio'/><title type='text'>Parte quarta : epilogo</title><content type='html'>&lt;em&gt;Siamo in un tempo lontano : imperfetto rispetto al terzo episodio, passato prossimo rispetto al secondo, passato remoto se paragonato alla prima e memorabile puntata...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio è un bambino sveglio, ciuffo alla Gianburrasca, occhi vispi, piedi a papera che lo fanno sembrare un tantinello meno astuto di quanto in realtà non sia. Gli piace giocare a fare il grande, finge di essere adulto : è un gioco che gli riesce particolarmente bene la domenica, quando è a pranzo da suo cugino, quello più piccolo antipatico, quello che si crede proprio un bel bambino. Insomma non Marcellino. E' facile giocare a fare il grande con Matteo : a lui piacciono i pupazzi, i babacci e le sorprese, gli piace essere piccolo; basta poco per fingersi adulti con lui : è sufficiente un'occhiata seria, non rispondere ad una pernacchia, non simulare le puzzette con le mani.&lt;br /&gt;Ma ovviamente Antonio vuole di più : e un giorno decide di mostrare a suo cugino la differenza fra un bambino e un uomo. E' domenica, per tutta casa si sente quell'odore inconfondibile di ragù della nonna, i grandi sono indaffarati a parlare di politica in cucina, non badano ai ragazzi, credendoli assorti nei cartoni animati di Domenica Disney.&lt;br /&gt;" Sai una cosa? A me Carmen Sandiego dopo un po' mi rompe " - bofonchia Antonio in un italiano annoiato e zoppicante. " Avvicinati che ti dico una cosa nell'orecchio... " - e Matteo, garbato, porge l'orecchio al cugino; dopo gli fa cenno di si con la testa : gli interessa vedere la cosa nuova che ha scoperto Antonio. I due bambini si dirigono in bagno : Antonio apre un casseto e tira fuori un vecchio rasoio; doveva essere stato di suo padre, quando ancora abitava in quella casa.&lt;br /&gt;Ed eccolo che sale sullo sgabello, agita la bottiglietta della schiuma, se ne versa un po' sul viso e, davanti allo specchio, si guarda beato il faccione bianco. Soltanto la testa spunta nello specchio, per fortuna lo sgabello è sufficientemente alto per permettergli di ammirarsi.&lt;br /&gt;Antonio prende il rasoio e, delicatamente, se lo ondeggia sul viso, soltanto sfiorandolo : sta fingendo di farsi la barba, adesso si che è grande davvero.&lt;br /&gt;A Matteo scappa un " Ooooh " di stupore : la cosa che suo cugino gli ha mostrato, questa volta è davvero interessante. " Dai ora scendi Anto, fai provare me " - protesta Matteo, ma il cugino non molla la sua postazione. " Visto ? Io sono un adulto ora, e tu noooo, iiiiiiiio siiiiiiii e tu noooooo; mi faccio anche la barba, vuoi sentire come sono liscio ? - canticchia Antonio, mentre suo cugino lo scuote notevolemente per farlo scendere. " Per piacere un po' anche a me " - lo supplica Matteo, quasi in lacrime, strattonandolo ancora. " Sei solo un piagnone mammone, che non diventerà mai grande " - e mentre Antonio pronuncia queste parole, accade il terribile incidente.&lt;br /&gt;Lo sgabello si ribalta, facendo perdere l'equilibrio al bambino, che fluttua in aria per qualche istante, per poi cadere, sbattendo il naso sul lavandino bianco latte.&lt;br /&gt;Il resto per Matteo e Antonio sono soltanto i fotogrammi che li divederanno per sempre : il sangue, le lacrime agli occhi, il pianto, l'arrivo dei grandi, il pranzo della domenica che andava a puttane, il dito di Antonio che si scagliava inesorabile contro il cugino.&lt;br /&gt;Era stato Matteo a storgergli il naso, nella versione dei fatti di Antonio non sembravano esserci dubbi. Lo aveva reso deforme. Deforme, ma soprattutto umano, cosi' bisognoso di aiuto, cosi' piccolo fra i piccoli e minuscolo a cospetto dei grandi. Antonio non poteva sopportare tutto questo. Implorò sua mamma di non portarlo in ospedale ad aggiustargli il naso, cosi' da avere per sempre un segno tangibile dell'accaduto, qualcosa che gli ricordasse costantemente che avrebbe dovuto farla pagare a suo cugino Matteo. E sua mamma lo accontentò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il tempo è passato in fretta, Antonio è davvero grande ora, ed è appena uscito dalla camera di albergo dove aveva messo in scena il suo fallimentare menage a trois...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Stava caricando la pistola. Ta-tlac. Via la sicura. Il dottore glielo aveva spiegato : se con le donne non aveva avuto più succeso, se non gli si rizzava più, questo era dovuto solo e soltanto al suo naso. La sua disfunzione era causata dallo sconforto perenne che l'incidente gli aveva provocato. Era depresso cronico : cosi aveva detto il dottore. Dentro i proiettili, uno alla volta. Adorava quella vecchia Garrett che aveva acquistato clandestinamente. Il naso era la causa di tutto. Cosi' piegato a destra, cosi' storto, cosi' deforme. Tlac. La pistola era pronta.&lt;br /&gt;Inoltre, i suoi piedi non l'avevano tradito. Era arrivato nel posto giusto, anche senza guardare dove metteva quelle papere con le scarpe : davanti alla casa di suo cugino Matteo. Un monolocale : finalmente si era deciso ad andare a vivere da solo. Non aveva perso il vizio del piano terra però; finestre sulla strada, un vero problema tutta quella visibilità.&lt;br /&gt;Antonio si era pregustato mille volte quella scena : lui che appare dalla finestra, bello, maschio, un Bronzo di Riace, ma armato. Matteo che ignaro sta affettando l'arrosto, inabile, tagliuzzandosi tutte le manine. Matteo che tutto d'un tratto si volta per aprire il lavandino, e lo vede, dietro la finestra, con la luce gialla della stanza ad attenuare il riflesso. Dopo tanti anni all'improvviso lo rivede, potrebbe parlargli, spiegargli, ma lui ha una Garrett in mano puntata all'altezza della sua testa. Nessun sorriso, nessuna parola : solo il naso storto e il rumore dello sparo.&lt;br /&gt;Bang.&lt;br /&gt;La vetrata si rompe in mille pezzi. Il cugino minore che cade come corpo morto cade.&lt;br /&gt;Antonio si allontana con discrezione, getta l'arma in un cestino, e prende il cellulare.&lt;br /&gt;" Pronto, parlo con i signori Nip &amp;amp; Tuk ? Ho cambiato idea, ho deciso di farmi operare al naso " .&lt;br /&gt;Finalmente sarebbe stato di nuovo bello, di nuovo dritto, di nuovo maschio.&lt;br /&gt;Il Bell'Antonio pronto per la sua Bella Enrica, o quantomeno, per il suo Bel Marcellino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-1068688251294167702?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/1068688251294167702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=1068688251294167702' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1068688251294167702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1068688251294167702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/09/parte-quarta-epilogo.html' title='Parte quarta : epilogo'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-2633447564022743113</id><published>2009-09-16T11:12:00.002+02:00</published><updated>2009-09-16T11:16:17.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gli ipiroga'/><title type='text'>il fumetto ci dona moltissimo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCssm7ANeI/AAAAAAAAAOo/u8JRBWxw0JQ/s1600-h/gli+ipiroga+4.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCssm7ANeI/AAAAAAAAAOo/u8JRBWxw0JQ/s400/gli+ipiroga+4.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381991437069989346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCsghgnSGI/AAAAAAAAAOg/5-IDtpYGWkk/s1600-h/gli+ipiroga+5.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCsghgnSGI/AAAAAAAAAOg/5-IDtpYGWkk/s400/gli+ipiroga+5.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381991229458696290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCsRbe4kiI/AAAAAAAAAOY/vFKCSE8o0eI/s1600-h/gli+ipiroga+6.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCsRbe4kiI/AAAAAAAAAOY/vFKCSE8o0eI/s400/gli+ipiroga+6.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381990970142790178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-2633447564022743113?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/2633447564022743113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=2633447564022743113' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2633447564022743113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2633447564022743113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/09/il-fumetto-ci-dona-moltissimo.html' title='il fumetto ci dona moltissimo'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/SrCssm7ANeI/AAAAAAAAAOo/u8JRBWxw0JQ/s72-c/gli+ipiroga+4.png' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-2757683456566293842</id><published>2009-09-15T14:55:00.005+02:00</published><updated>2009-09-15T15:03:44.626+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gli ipiroga'/><title type='text'>I Tre Caballeros presenta "Gli Ipiroga"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/Sq-PrbtYmdI/AAAAAAAAAN4/8SVwPug_stI/s1600-h/gli+ipiroga+1.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/Sq-PrbtYmdI/AAAAAAAAAN4/8SVwPug_stI/s400/gli+ipiroga+1.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381678056066292178" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#0000EE;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); -webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/Sq-QCfAb26I/AAAAAAAAAOA/o4QBNivTUvQ/s1600-h/gli+ipiroga+2.png" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_Xps0Knv_5Tk/Sq-QCfAb26I/AAAAAAAAAOA/o4QBNivTUvQ/s400/gli+ipiroga+2.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381678452088495010" style="display: block; 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MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 230px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381595370631612402" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DGVe_ZGk7aM/Sq9EegdiR_I/AAAAAAAAAPI/awoJ859t71o/s400/bongiorno01g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Ciao Mike&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-461326400934760403?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/461326400934760403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=461326400934760403' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/461326400934760403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/461326400934760403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/09/ci-lascia-e-purtroppo-non-raddoppia_15.html' title='Ci lascia (e purtroppo non raddoppia)'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DGVe_ZGk7aM/Sq9EegdiR_I/AAAAAAAAAPI/awoJ859t71o/s72-c/bongiorno01g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-423383405889287676</id><published>2009-07-23T19:32:00.002+02:00</published><updated>2009-07-23T19:44:44.060+02:00</updated><title type='text'>dell'amicizia</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel quale si illustrano i perchè e i percome di come si arriva a capire le persone, e di come alla fine le aspettative vengano sempre soddisfatte, anche se in modi poco chiari. Ragazzi, cosa ne pensate di me?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due uomini si odiavano molto, ma che dico odiavano? Si odiarono sarebbe più corretto. è vero o no che avete pensato che ancora oggi questi due si odiassero? E chi ve lo ha mai detto? Siete forse giudici? Guardate la vostra trave prima di giudicare e piuttosto lamentatevi con me delle mie carenze circa la lingua italiana e delle carenze di quest'ultima, come vorrei ca'vesse l'aoristo.&lt;br /&gt;Essi, a forza di stare davanti allo stesso televisore piuttosto che eleggendosi a fratelli per le affinità che li accomunavano diventarono amici, se cosi' si può dire. Ma mentre uno guardava filtrandola nella pazzia la sua vita futura in cerca, forse, di nuove persone da contagiare con la sua apparente tranquillità, l'altro covava, ma credo senza rancore, ancora qualche dubbio sull'altro e sugli effetti che esso aveva avuto sulla propria vita. Una piccola caverna piena di pagine stropicciate della gazzetta e di tubi di patatine vuoti? Un elegante attico pieno di silenziose attrattive accattivanti troppo biondo e bianco e pulito per non essere interiormente macchiato dalla brama di peccare sapendo di peccare, e di peccare facendo peccare anche gli altri?&lt;br /&gt;E' quindi visibile con queste facili metafore il cuore della gente? La casa interiore dove le anime altrui trascorrono ore di contemplazione nell'amicizia.&lt;br /&gt;Scrivi tuo nome suo nome.&lt;br /&gt;Matteo, la vostra storia è una portiera aperta. Eduardo ha bisogno di avventura.&lt;br /&gt;La vostra affinità è il 37 percento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-423383405889287676?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/423383405889287676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=423383405889287676' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/423383405889287676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/423383405889287676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/dellamicizia.html' title='dell&apos;amicizia'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-1291794616719766034</id><published>2009-07-20T12:35:00.004+02:00</published><updated>2009-07-20T14:34:28.375+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il bell&apos; Antonio'/><title type='text'>Parte terza : non c'è trucco, non c'è inganno</title><content type='html'>&lt;em&gt;Otto anni dopo...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era mattina, quasi ora di pranzo. Il mago era in camera, fra le sue cianfrusaglie adorate : conigli di peluche, mazzi di carte, tube colorate. Stava preparando gli arnesi per la sera : era in programma lo spettacolo di magia sopra la Fortezza.&lt;br /&gt;" Gabrieleeeeeeeeee, a' Gabbriiiiii " - una voce proveniente dal piano terra aveva spezzato quell'incantesimo.&lt;br /&gt;Il mago decise di ignorare il richiamo, era troppo indaffarato per scendere e vedere cosa stava accadendo. Era un giorno imprtante : quel pomeriggio sarebbe uscito con quella ragazza carina, e poi alla sera ci sarebbe stata l'esibizione della sua consacrazione, lo show di magia che lo avrebbe lanciato finalmente nel mondo dello spettacolo. Non poteva fallire. Il mago lo sapeva: quella era la sua ultima occasione, il suo ultimo treno. Del resto non poteva fare il prestigiatore a bassi livelli a trent anni compiuti, la regola era chiara : una volta arrivati alla soglia dei trenta si doveva diventare Maghi con la M maiuscola.&lt;br /&gt;" Ma Gabri, cucciolo caro! Ascolta a' mammà tua, scendi a mangiare che altrimenti la pasta si fredda " - disse più dolcemente sua madre, che aveva salito metà rampa di scale per farsi sentire dal figlio.&lt;br /&gt;Da domani tutto sarebbe stato diverso : " tanto per cominciare - disse fra sè e sè mentre scendeva le scale accondiscendente - da domani vado a vivere da solo ".&lt;br /&gt;                             &lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mago era vestito come un pinguino, emozionato, gli sudavano le mani, e forse, senza tutti quei capelli ricci raccolti in una lunga coda dietro la testa, sarebbe potuto anche non essere considerato brutto agli occhi della gente comune. Alto, dinoccolato, era arrivato nel luogo prefissato con cinque minuti di anticipo : piazza delle palme. "Che luogo di merda per il primo appuntamento " - aveva pensato quando lei glielo aveva proposto, ma non aveva neanche provato a contraddirla.&lt;br /&gt;Enrica arrivò all'appuntamento in perfetto orario, e gli abbozzò un grazioso sorriso, avendolo intravisto da lontano : ma fu in quel momento che gli eventi rapidamente degenerarono.&lt;br /&gt;" Ma tu sei il mago gentile! Ma lo sai che, pensandoci bene, ti ho visto l'altro giorno? " - gridò con voce nasale un ragazzo che indossava un casco integrale nero e se ne stava seduto su un motorino a pochi metri di distanza. La risposta di Gabriele, pensando alla sua recente conduzione del fortunato programma "Cozze bitorzolute a merenda", fu istintiva : " dove? su RaiUno? " - e nel frattempo una piccola folla di quattro o cinque ragazzi si era fermata incuriosita.&lt;br /&gt;" No, dal fruttivendolo sotto casa mia parruccone coglione, ahahahahahha! Fatti una magia alla faccia cosi magari puoi rimettere gli specchi a casa " - e il gruppo di ragazzi rise fragorosamente alla battuta offensiva del centauro, che appena finito di parlare girò la chiave e spari' insieme alla sua voce nasale.&lt;br /&gt;Fu in quel momento che Gabriele capi' , vedendo Enrica imbarazzata allontanarsi nella direzione opposta a lui, che non sarebbe mai diventato un Mago con la M maiuscola, e che, al massimo, nel suo futuro ci sarebbe potuta essere la conduzione di un' edizione di miss soleluna.&lt;br /&gt;Questo accadeva nella piazza, mentre poco distante un Antonio visibilmente soddisfatto scendeva dalla moto, si sfilava il casco integrale e scambiava un fragoroso cinque con il cugino Marcellino.&lt;br /&gt;Quel mago non avrebbe mai più contagiato con la sua sfiga la loro bella Enrica. (...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-1291794616719766034?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/1291794616719766034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=1291794616719766034' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1291794616719766034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/1291794616719766034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/parte-terza-non-ce-trucco-non-ce.html' title='Parte terza : non c&apos;è trucco, non c&apos;è inganno'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-7564703011659984234</id><published>2009-07-17T18:35:00.004+02:00</published><updated>2009-07-17T18:51:55.750+02:00</updated><title type='text'>non si dà buca agli amici</title><content type='html'>&lt;i&gt;Nel quale si illustrano i motivi e i modi per cui e con cui si da buca agli amici, nonchè le scuse che vengono poi presentate. Segue un'illogica seconda portata di stampo faceto, a concludere tirata morale, caffè e cordiale.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo guardo a lungo quel cellulare, lo schermo verdino con i suoi caratteri neri e grossolani mi riporta indietro nel tempo. Quante cose abbiamo fatto insieme, prima che ti spegnesse l'acqua della pioggia, come un pompiere paranoico che vede il fuoco anche dove non c'è. Quante cose abbiamo fatto insieme, quante volte abbiamo dato buca agli amici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ero li', incerto se dirgli che non sarei venuto, o che non sarei andato, che sarei stato libero per poco e che quindi preferivo restare al calduccio piuttosto che stare in giro pochissimo, e tu mi sei venuto incontro, con i tuoi modi garbati e distaccati proponevi la scusa della lontananza e dell'impossibilità tra due persone di comunicare a grande distanza. Quante volte mi hai aiutato anche solo col tuo silenzio che no, non andava comprato, ma bastava spegnerti. E tu, nel sonno dei tuoi circuiti, attaccato come al seno materno ad un piccolo trasformatore, saresti stato piacevolmente colluso alle mie inadempienze di amicizia. Eravamo amici io e te, mentre in modo non poi cosi' imperdonabile, ero un pò meno amico di chi richiedeva la mia presenza. E poi diciamocelo, da buco a culo il passo è breve, sia con l'alfabeto che con la ragione. Se dai buca non dai il culo, e se dai il culo un buco lo dai, ma è un culo di mulo, un culo sporco, disponibile ma tremendo, un culo amico, che si avvicina solo per permetterti di capire quanto faresti bene a declinare il tuo stesso invito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In definitiva? Non si dà buca agli amici o per lo meno trovatevi una scusa decente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-7564703011659984234?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/7564703011659984234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=7564703011659984234' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/7564703011659984234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/7564703011659984234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/non-si-da-buca-agli-amici.html' title='non si dà buca agli amici'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-2318522546727629392</id><published>2009-07-16T00:04:00.004+02:00</published><updated>2009-07-16T00:45:12.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il bell&apos; Antonio'/><title type='text'>Parte seconda : i cugini di Campania</title><content type='html'>&lt;em&gt;Diciassette anni prima...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio correva nei prati, spensierato, cercando di raggiungere quella sottile linea che nascondeva l'orizzonte. Era davvero felice, ma era un marmocchio idiota. Infatti, aveva corso troppo, finendo per distaccare i suoi cugini, sagome lontane nei prati gialli campani.&lt;br /&gt;Decise allora di cominciare a provocarli, sperando che per menarlo lo raggiungessero in fretta, ma Marcellino e Rodrizio erano ancora troppo distanti, e il fischio del vento copriva le offese di Antonio. Marcellino era un bambino esile, degno di un campo di concentramento, nonostante avesse sul groppone qualche anno di più : il diminutivo, quindi, non era casuale. Rodrizio e Marcellino non erano cugini, avevano solo un cugino col naso storto in comune, e per questo non avevano mai avuto remore ad odiarsi profondamente. Rodrizio del resto, il più giovane dei tre, doveva subire ad ogni ricorrenza le angherie dei cugini più grandicelli, e il suo rancore montava col passare degli anni, cresceva e cresceva. " Tu vivi in una grotta chiamata Rancore, Rodrizio " - gli avrebbe confermato in uno strip club un giovane irreprensibile, travestito da zingara, leggendogli la mano in quella che, fuori dal locale, poteva considerarsi una bella giornata di luglio. L'unico motivo che lo spingeva ad andare a giocare coi cugini era lei : la Sirena che ogni volta lo salvava dai tranelli di quei piccoli infami, la sorella di Marcellino. Enrica, oh Enrica. Enrica la regina del celebrità, di cui tutti e tre i giovani erano segretamente innamorati. Enrica bella e magnifica senza un'età, bella e magnifica senza pietà.&lt;br /&gt;La cruda realtà : finalmente i tre si erano ricongiunti, quando Antonio inciampò in qualcosa nascosto nell'erba alta. Era un groviglio di corpi nudi. Rodrizio si copri' il viso con le mani : mai aveva veduto prima una donna ignuda ; Marcellino diventò più pallido di quanto già era ; Antonio fu quello che ebbe il coraggio di parlare per primo : " ciao Enrica, ma che belle mutande " .&lt;br /&gt;" Non sono mie, sono di Babatunde ". Fu a quel punto che il negro, chiamato in causa, raccolse gli slip e tolse le tende, gettandosi a correre fra i girasoli, mentre un soave canto Gospel si intonava nei campi. (...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-2318522546727629392?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/2318522546727629392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=2318522546727629392' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2318522546727629392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2318522546727629392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/parte-seconda-i-cugini-di-campania.html' title='Parte seconda : i cugini di Campania'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-8036037892378708020</id><published>2009-07-14T22:00:00.002+02:00</published><updated>2009-07-14T22:58:28.677+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il bell&apos; Antonio'/><title type='text'>Parte prima : se io se lei</title><content type='html'>La prostituta ci stava dando dentro come una cavalla.&lt;br /&gt;Lui, il cliente, era rosso come un peperone, il corpo grasso sgusciava come un' anguilla agitata, i suoi baffoni neri seguivano il ritmo delle smorfie del viso deformato dal piacere, e dalla tribolazione. Lei, la donna di fatica, lo denigrava, apparentemente con il suo benestare : " armeggione, intrallazzatore, ti piace godere eh? Ti piace godere di me in questa casta alcova? "&lt;br /&gt;" Non erano queste le consegne - la interruppe Antonio - non dovete dire una parola, dovete stare in religioso silenzio " . Però niente in quella stanza, neppure il silenzio, poteva essere ritenuto religioso.&lt;br /&gt;" 'A capa 'e sotta fa. Perdere 'a capa a capa 'e còppa "- a quanto pare, nonostante le ostilità non fossero state ancora dichiarate concluse, il grassone aveva conservato la forza di parlare.&lt;br /&gt;Il naso storto di Antonio, dalla stizza, sembrava ancora più piegato a destra : " Io vi pago per questa buffonata, ve lo ricordate? " . Il giovane si alzò dalla sedia e prese per il mento la mignotta e la tirò via dal letto, e lei non sembrò dispiaciuta di essere staccata dal corpo del grassone umidiccio. " Aggio capito...nun te si aiza o' pesiello, ah-ha! E' questo o' problema allora, per questo vuoi guardare" - disse la donna, e Antonio la schiaffeggiò a mano tesa.&lt;br /&gt;Non si sentiva cosi' maschio da ormai molto, molto tempo (...)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-8036037892378708020?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/8036037892378708020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=8036037892378708020' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8036037892378708020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8036037892378708020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/parte-prima-se-io-se-lei.html' title='Parte prima : se io se lei'/><author><name>Rodrizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15984902955885811560</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00668823861888497166'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-3364042745384834348</id><published>2009-07-07T19:33:00.010+02:00</published><updated>2009-07-07T20:19:30.804+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La sagra dell&apos; Arte'/><title type='text'>Vol. I n°3. Considerazioni orecchiabili sull' opera di Gauguin "nevermore"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Chapeau...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi individui, nella storia, hanno sentito il bisogno di tradurre ti amo in altre lingue; tralasciando l'elencazione degli scopi che hanno suscitato in molti questo desiderio, esprimo una sola considerazione di carattere generale: cretini. O porci missionari spagnuoli in vacanza nelle Indie.&lt;br /&gt;In realtà l' idea della traduzione, di per sè infantile, cela degli spunti interessanti: questo soprattutto nel caso in cui la parola in questione sia intraducibile. In questi casi potremmo trovarci di fronte ad una di quelle parole speciali che sono la diretta emanazione dello spirito del popolo considerato, che ne so: Führer, colf o badante, carcadè, coca-cola, sorbetto (specialità della Tailandia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oppure nevermore&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai più. Quante volte abbiamo dovuto giurare da piccoli di non farlo più? &lt;br /&gt;Con una bassa percentuale di possibilità di essere contestato (i lettori che omaggiamo con la nostra raffinata scrittura sono un esiguo manipolo), o smentito, posso affermare che l' idea del mai più, da intendersi nei termini della puerile lagnanza non lo faccio più, è un orrible componente dello spirito dei popoli che nel tempo si sono affidati alla morale della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Critica e embarrassment di Gauguin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Polinesia no, non esisteva il mai più, e allora bisognava portarcelo, bisognava portare l' ipocrisia del pentimento a giustificare il peccato. Bisognava portare il peccato. Perchè senza il peccato non potevano esistere le prostitute, e senza il mai più, i peccatori. Ed ecco che il nostro grande Gauguin, ammiratore ed esperto dell' esotico, si rivela incapace di rinunciare al suo bagaglio inconscio di Europa e scrive "mai più" sulla tela che lo ritrae mentre salda il debito contratto con una polinesiana a pagamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora mi sorge un dubbio, alla luce di recenti avvenimenti, e se quel mai più si fosse riferito non all' atto di andare a puttane nel suo insieme, ma al mero pagamento?&lt;br /&gt;L' etichetta ci impone di non parlare di Berlusconi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-3364042745384834348?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/3364042745384834348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=3364042745384834348' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3364042745384834348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3364042745384834348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/vol-i-n3-considerazioni-orecchiabili.html' title='Vol. I n°3. Considerazioni orecchiabili sull&apos; opera di Gauguin &quot;nevermore&quot;'/><author><name>L' Irreprensibile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08526773178947290348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04680138825637340764'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-7656212227884313823</id><published>2009-07-04T21:35:00.003+02:00</published><updated>2009-07-04T21:55:14.599+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio peperone'/><title type='text'>primum, deinde</title><content type='html'>Fece un passo innanzi e tutto il corpo lo segui' nel centro della stanza.&lt;div&gt;"Io so il tuo nome, ed il tuo, ed anche il tuo!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I tre, immobili ed improvvisamente vergognatisi di quello che stavano facendo rispettivamente si misero a tacere, si alzarono in piedi e si slacciarono le bretelle con un unico, perfetto, colpo di pollice.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Zio Peperone riprese il suo discorso: "So il vostro nome, e dunque vi posseggo. Perchè di vero in voi è soltanto il nome, e possedendolo posseggo voi e l'anima vostra."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Baro gridò "Un attimo! Un attimo soltanto!" e cosi' dicendo caracollava tra le selle inumidite dalla schiuma delle cavalcature e le stoffe di lana di lama che con i bauli riempivano il poco spazio tra i quattro lettini. La telecamera inquadra dall'alto le mani di Baro che adagiano febbrili un quarantacinque giri sul giradischi...in un attimo la stanza si riempie di Give Me The Night.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Ma non voglio rendervi martiri o schiavi o soldati, benchè sia in mio potere, voglio soltanto conoscere e conoscere soltanto: in segno di buonafede, per augurarci ogni bene in questa avventura, voglio donarvi il mio nome, sicchè voi possiate disporne"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"E noi ti chiameremo Zio Peperone" risposero i tre all'unisono, mentre nella sierra maturavano i fichi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-7656212227884313823?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/7656212227884313823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=7656212227884313823' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/7656212227884313823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/7656212227884313823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/primum-deinde.html' title='primum, deinde'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-8183275323120904998</id><published>2009-07-04T15:34:00.003+02:00</published><updated>2009-07-04T15:57:51.291+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La sagra dell&apos; Arte'/><title type='text'>Vol. I n°2. Notturno, in attesa delle riflessioni sul never more</title><content type='html'>Nella nostra passeggiata, per i sentieri della pornografia che conducono all' arte, ci siamo imbattuti in Guido Ceronetti, nella sua "la pornodiva".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PORNODIVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono una pornodiva,&lt;br /&gt;Pagata in pornolire&lt;br /&gt;lavoro otto pornore&lt;br /&gt;In piedi o a pornoletto&lt;br /&gt;Per divertirmi suono&lt;br /&gt;La pornopiva.&lt;br /&gt;In una pornomansarda&lt;br /&gt;vicino al pornoduomo&lt;br /&gt;Ho due pornostanzette&lt;br /&gt;Dove mi faccio al porno&lt;br /&gt;Due pornocrocchette.&lt;br /&gt;Apprezzo la pornocucina&lt;br /&gt;Mi piacciono le pornoletture&lt;br /&gt;Amo la pornogente&lt;br /&gt;Scivo a mano le pornolettere&lt;br /&gt;Ho una bella pornobambina&lt;br /&gt;che sta con la pornonna&lt;br /&gt;E' brava alla pornoscuola&lt;br /&gt;Si prepara alla pornocresima&lt;br /&gt;Nella parrocchia di Santa Pornina.&lt;br /&gt;Oggi ho la pornocrania&lt;br /&gt;Già ho preso una pornopirina&lt;br /&gt;Nessuna voglia ho di pornare&lt;br /&gt;Sul solito pornoset&lt;br /&gt;Ma con una pornofonata&lt;br /&gt;Mi hanno pornovocata&lt;br /&gt;D' urgenza per le set.&lt;br /&gt;Passo dal pornobar&lt;br /&gt;Fumo due pornoboro&lt;br /&gt;Salgo sul pornobus&lt;br /&gt;Fino a Porta Pornobaldi.&lt;br /&gt;Giro una pornoscena&lt;br /&gt;Con la Pornuccia e la Pornella&lt;br /&gt;Una gita in Pornogallo&lt;br /&gt;Da farsi a San Pornestro&lt;br /&gt;Ci fa tutti un po' sognare&lt;br /&gt;Noi del club di via Pornova&lt;br /&gt;Mentre mangiamo pornopizza&lt;br /&gt;In una pornozzeria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aiuto! Presto, una pornoambulanza!&lt;br /&gt;Ho preso troppi pornoturici!&lt;br /&gt;Quattro o cinque Pornutal...&lt;br /&gt;Ma non è poi gran male&lt;br /&gt;Andrò su tutti i pornali!&lt;br /&gt;Dì, fa notizia una pornodiva&lt;br /&gt;Qui sola e triste, più morta che viva?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-8183275323120904998?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/8183275323120904998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=8183275323120904998' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8183275323120904998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8183275323120904998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/vol-i-n2-notturno-in-attesa-delle.html' title='Vol. I n°2. Notturno, in attesa delle riflessioni sul never more'/><author><name>L' Irreprensibile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08526773178947290348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04680138825637340764'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-3713718343871880625</id><published>2009-07-03T20:19:00.006+02:00</published><updated>2009-07-03T20:32:36.534+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio peperone'/><title type='text'>sono ottime con la maionese</title><content type='html'>E la città era grande, e grandi erano le sue porte e le luci che l'addobbavano di multicolore giovinezza. Era ovunque grande grandezza tanto che quella degli uomini sembrava introvabile, come se per contrasto i grandi animi le grandi virtù ed i grandi cuori non se la fossero sentita di proliferare. Entrò nel quartiere che dava sul porto e di qui entrò in una via parallela, sconosciuta ai turisti, su cui si affacciava la taverna in cui aveva deciso di trascorrere la notte, il suo nome era "La Proroga Della Piroga". Arrivato nella sua stanza la trovò occupata da altri tre avventori, due di loro stavano discutendo.&lt;div&gt;"Io, capisci quello che ho pensato? Un albero maestro. Con la lavagnetta ed il gesso e magari una bacchetta ricavata da uno studente somaro. Si! Che goduria, magari un melo sarebbe lui si, eccolo, quasi lo vedo, come velato d'ottone e saliva: l'Albero Professore, il maestro di frondose fronde!le fresche frasche di"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Irreprensibile calmati, mangia una prugna...le prugne sono buone...ti piacciono...ti fanno cagare..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre il più sgambato, che si chiamava Rodrizio, cercava di far inghiottire alcune prugne all'illuminato oratore, giunse sonora e nasale la voce del terzo, che fingeva di parlare nel sonno:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"O ti piacciono o ti fanno cagare, o ti piacciono o ti fanno cagare, o ti piacciono o ti fanno cagare o ti..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e tra le coperte lercie si agitava come un ossesso continuando la sua cantilena sempre più forte: "O TI PIACCIONO O TI FANNO CAGARE!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il suo nome era Baro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E Zio Peperone, che ancora per pochi minuti non si chiamava ancora cosi', capi' che in quella stanza avrebbe preso forma il suo avvenire...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-3713718343871880625?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/3713718343871880625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=3713718343871880625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3713718343871880625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/3713718343871880625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/07/sono-ottime-con-la-maionese.html' title='sono ottime con la maionese'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-5288772401186136204</id><published>2009-06-20T01:14:00.003+02:00</published><updated>2009-06-20T01:29:08.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio peperone'/><title type='text'>l'accumulazione come figura retorica</title><content type='html'>...e lui, che aveva capito male, restò sulla montagna per tre anni.&lt;br /&gt;Fu cosi' che per la prima volta, l'Incertezza approdò sulle sponde granitiche ed opache del suo pensiero adolescente e chiese: quale è stata la tua colpa per tutto questo?&lt;br /&gt;Zio Peperone osservò il freddo della montagna e l'infertilità della roccia e disse "della mia colpa sa il guanto toccato senza permesso"&lt;br /&gt;Comparve allora l'Irrequietezza, tingendo di miraggi gli orizzonti della sincerità del suo pensiero e domandò: tu espii già la tua pena nella lontananza da casa e guardati, sei solo un bambino, prendi questi tuoi piedi e monda le tue colpe là dove il tempo è più mite e la terra reca frutto.&lt;br /&gt;Egli scrutò ancora una volta l'impenetrabilità della montagna e l'incomunicabile alienità della roccia e rispose all'Irrequietezza: "fui imputato e non giudice, accetto la pena in tutte le sue forme cosi' come accetto la legge di natura"&lt;br /&gt;E l'Incertezza e l'Irrequietezza ritornarono da dove erano venute, contente soltanto del fatto che le loro domande avevano generato una risposta.&lt;br /&gt;Ma venne un terzo visitatore che pose a Zio Peperone una terza domanda, a cui questo non seppe dare risposta diversa dallo scendere a valle quella stessa sera...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-5288772401186136204?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/5288772401186136204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=5288772401186136204' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/5288772401186136204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/5288772401186136204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/06/laccumulazione-come-figura-retorica.html' title='l&apos;accumulazione come figura retorica'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-4378836750471750177</id><published>2009-06-17T23:37:00.011+02:00</published><updated>2009-06-18T11:28:57.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La sagra dell&apos; Arte'/><title type='text'>Vol. I n°1. L'inizio del percorso</title><content type='html'>Ridare un tocco di stile a iPiroga, ricominciare come promesso la sagra dell' arte, rinomato appuntamendo editoriale, solo questo mi preme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In medias res...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sulla pornografia molto è stato scritto, molto poco, per lo meno da me, è stato letto. Non mi è difficile tuttavia relazionare la pornografia all' arte. Una relazione evidente. Ancora una volta trovo confermata quella deliziosa massima, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il noto ci è sconosciuto&lt;/span&gt;, sicuramente frutto di un pensatore di cultura francese: dunque se mi interrogo sul motivo di tale scontata associazione non posso far altro che perdermi in un flusso di pensieri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto penso alla mia formazione, alle prime forme d' arte colle quali io sia venuto in contatto: l' arte sacra, senza alcun dubbio. E quando si parla di sacro nello stesso post in cui si parla di pornografia si evoca un tabù. Sicuramente non vi stupirà sapere che la parola tabù deriva dall' inglese taboo che a sua volta deriva da un vocabolo polinesiano: tapu; più interessante invece sarà la considerazione del fatto che tapu, in polinesiano, vuol dire sacro. Tabù mi fa pensare a Freud. Freud mi fa pensare al Novecento. Il Novecento alle vignette satiriche pornografiche. Ecco trovato il nesso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Novecento, il secolo del sesso, l' osceno che si fa arte per nascondere i pudori di un qualche ipocrita, sicuramente omosessuale. Le cause, i sintomi, gli effetti: non sapremo mai se sia stato Freud, con le sue banalità, a riportare gli individui che si riproducono a parlare di sesso, o se si sia trattato di un' esplosione carnevalesca dopo secoli di chiesa. E possiamo intrattenerci a lungo con quesiti di tal sorta, salvo modificare il significato che siamo soliti attribuire alla parola intrattenimento, o in alternativa passare dal mondo delle idee al mondo dell' arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritorniamo ai polinesiani. Ci imbattiamo necessariamente in Paul Gauguin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjlvD5BpI2I/AAAAAAAAACU/Qb1efYvFmwg/s1600-h/gauguin_nevermore.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 162px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjlvD5BpI2I/AAAAAAAAACU/Qb1efYvFmwg/s320/gauguin_nevermore.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348428145117176674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le notazioni sul colore le lasciamo volentieri a coloro che, nel descriverci un quadro, ritengono di essere i soli dotati del dono della vista, e spiegando, come si spiega ad un cieco, quanto sia bello quel giallo o spessa quella pennellata, si fermano alla superficie del dipinto (forse la prospettiva avrebbe dovuto giocare un ruolo maggiore nel turbare le menti di questi Caran d' Ache). Noi invece dimostreremo come dietro ogni dipinto vi sia una storia, e non un lieto fine. E partiremo dalla Polinesia, forse per arrivare a Egon Schiele, se non sbagliamo Reeperbahn.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-4378836750471750177?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/4378836750471750177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=4378836750471750177' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4378836750471750177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/4378836750471750177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/06/vol-i-n1-linizio-del-percorso.html' title='Vol. I n°1. L&apos;inizio del percorso'/><author><name>L' Irreprensibile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08526773178947290348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04680138825637340764'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjlvD5BpI2I/AAAAAAAAACU/Qb1efYvFmwg/s72-c/gauguin_nevermore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-5268562075939855382</id><published>2009-06-14T22:52:00.002+02:00</published><updated>2009-06-14T22:52:54.392+02:00</updated><title type='text'>FALLOFORIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjVjIQF9dwI/AAAAAAAAABs/8Ukw1b0qZ_Y/s1600-h/falloforia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjVjIQF9dwI/AAAAAAAAABs/8Ukw1b0qZ_Y/s320/falloforia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347289125982402306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-5268562075939855382?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/5268562075939855382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=5268562075939855382' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/5268562075939855382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/5268562075939855382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/06/falloforia.html' title='FALLOFORIA'/><author><name>L' Irreprensibile</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08526773178947290348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='04680138825637340764'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_JH3bzikP1pU/SjVjIQF9dwI/AAAAAAAAABs/8Ukw1b0qZ_Y/s72-c/falloforia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-8845363644500635726</id><published>2009-06-13T01:06:00.003+02:00</published><updated>2009-06-13T01:18:54.075+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio peperone'/><title type='text'>mi sono ricordato che ognuno si scrive senza i</title><content type='html'>C'era una volta, ieri, un uomo del cui nome non sapreste che farvene, perchè tanto non lo conoscete, e comunque non è importante. Quest'uomo aveva tre figli, ognuno dei tre aveva due figlie, tutte maritate, e tutte avevano avuto un figlio. Da questo si deduce che tutti i figli avevano cognomi diversi. Uno di loro abitava in una casa nè troppo grande nè troppo piccola, dove la pulizia e la modestia erano le uniche cose veramente ostentate. Un grande silenzio riempiva la casa, troppo grande per il bambino e troppo piccola per il padre, che per motivi che non ci sono dati conoscere, stava sempre in giro e tornava solo il giorno di santa Liberata.&lt;br /&gt;Uno di questi giorni, entrando in casa, trovò il bambino che giocava con i suoi guanti e per questo gli diede uno sganassone, dicendo: "vai sul monte e pensa tre giorni a quello che hai fatto, quando tornerai troverai una ricompensa ad aspettarti"&lt;br /&gt;Fu cosi' che Zio Peperone, che ancora non si chiamava cosi', si incamminò nell'imbrunire verso la cima...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-8845363644500635726?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/8845363644500635726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=8845363644500635726' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8845363644500635726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/8845363644500635726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/06/mi-sono-ricordato-che-ognuno-si-scrive.html' title='mi sono ricordato che ognuno si scrive senza i'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19452063.post-2226905805573063128</id><published>2009-06-11T19:45:00.004+02:00</published><updated>2009-06-11T20:02:50.149+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio peperone'/><title type='text'>zio peperone</title><content type='html'>Quando sono nella doccia mi sembra chiaro cosa voglio scrivere, poi arrivo qui e boh, tutto tace. Sarà colpa di questo? No, ho paura che se metto la musica sarò traviato, offuscato, confuso. E invece voglio raccontarvi una storia.&lt;div&gt;Ma non è una storia da vecchio stronzo cantastorie sparacazzate ubriaco di sinistra seduto su un ceppo circondato dai suoi discepoli debosciati che si fanno le canne e suonano la chitarra osannandolo, no.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' semplicemente una storia, una cosa poco nonsense, a cui potrete attribuire il senso che vorrete.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non è una storia di quelle da uomini con la bocca grande ed il pisello piccolo che nei loro ritrovi si danno manate sulle spalle e cantano canzoni di destra che inneggiano a fatti che non hanno mai sperimentato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non è nemmeno una storia da saccentoni di centro, che si scaccolano con le dita degli altri per non sporcare le loro, e che ciarlano di vento e giustizia insieme a quegli altri modaioli dei non-schierati e degli apartitici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eppure, non si tratta di una tirata sulla politica, o di un dramma a tesi o di un racconto senza nome, tramandato oralmente da vecchi saggi illuminati imbottiti di viagra, è una cazzo di storia, o fiaba, o favola, e non mi interessa se ci sono o no animali che parlano o si fanno di coca o se l'eroe ha un obiettivo o un fine, è una storia vecchia e sporca e rude ed ingiusta proprio come la vita, è la storia di &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;Zio Peperone &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19452063-2226905805573063128?l=ipiroga.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ipiroga.blogspot.com/feeds/2226905805573063128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=19452063&amp;postID=2226905805573063128' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2226905805573063128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19452063/posts/default/2226905805573063128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ipiroga.blogspot.com/2009/06/zio-peperone.html' title='zio peperone'/><author><name>Baro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08901395601899757200</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='12801774470978672894'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>