<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993</id><updated>2010-01-04T16:05:40.372+01:00</updated><title type='text'>scienzeedintorni</title><subtitle type='html'>le sabbie del tempo sono erose dal fiume del cambiamento costante</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>157</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-3232857345829227072</id><published>2010-01-03T13:46:00.001+01:00</published><updated>2010-01-03T13:47:28.847+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cetacei'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spiaggiamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gargano'/><title type='text'>Una nuova ipotesi sullo spiaggiamento dei Capodogli nel Gargano del dicembre 2009</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQV9kdtlI/AAAAAAAAAfA/gtCWx3VVUbo/s1600-h/capodoglio+spiaggiato.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQV9kdtlI/AAAAAAAAAfA/gtCWx3VVUbo/s320/capodoglio+spiaggiato.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notte fra il 10 e l'11 dicembre 11 capodogli si sono spiaggiati lungo la costa del Gargano. Due sono riusciti poi a riprendere il largo per gli altri non c'è stato niente da fare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come per quasi tutti gli spiaggiamenti, ancora non sono note le cause che lo hanno provocato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ne sono state pensate di tutte, da non meglio specificati problemi di inquinamento interferenze con sonar in attività, persino a un terremoto, visto che almeno uno degli animali viveva in una zona lungo la costa greca colpita 5 giorni prima da una moderata scossa. La marina italiana smentisce di aver utilizzato in quei giorni i sonar e per quanto riguarda attività di prospezione geofisica era in zona una nave olandese che però non dovrebbe aver usato sonar particolarmente potenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà le uniche cose certe sono che gli animali erano dei giovani maschi in ottima salute e in buone condizioni fisiche, fatto questo che accomuna quasi tutti i casi conosciuti. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure in tutta la ridda di voci sulle cause non ho trovata quella che mi pare la più probabile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciamo dall'inizio: i cetacei si sono originati nell'Eocene, circa 50 milioni di anni fa a partire da mammiferi terrestri affini agli odierni ippopotami nella zona tra India e Pakistan. Erano tutti dotati di denti. Si dividono tra Odontoceti (che possiedono i denti) e Misticeti, che possiedono i fanoni. Le “balene” sono Misticeti; raggiungono dimensioni ragguardevoli e si sono evolute per nutrirsi di krill (gamberetti) o altri piccoli animali (in pratica pascolano in mare). I primi cetacei con i fanoni risalgono all'Oligocene (34 milioni di anni fa). E' probabile che a parte l'uomo, le balene adulte abbiano pochi nemici (forse le orche) come sulla terra elefanti, ippopotami e rinoceronti. Qualche cucciolo invece è regolarmente predato dalle orche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ai cetacei con i denti, i misticeti, appartengono le orche, le tantissime specie di delfini, i globicefali, i narvali e appunto i capodogli. Sono predatori attivi che si nutrono di pesci e calamari. Nella dieta delle orche ci sono anche prede più grosse come foche, cuccioli di balena e delfini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQG6xsR6I/AAAAAAAAAe4/8UM_S_exUdA/s1600-h/megattere.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQG6xsR6I/AAAAAAAAAe4/8UM_S_exUdA/s320/megattere.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli spiaggiamenti dei misticeti sono molto diversi da quelli degli odontoceti: capita di vedere delle balene spiaggiate, ma in genere si tratta di cuccioli che hanno perso la madre, animali malati o deboli e quasi sempre isolati. Questo succede anche con gli odontoceti, ma in generale gli odontoceti mostrano una tendenza a spiaggiamenti di gruppo, che coinvolgono decine se non centinaia di individui. Le coste australiane sono fra quelle più interessate dal fenomeno. Annoto che è statisticamente più probabile uno spiaggiamento di odontoceti semplicemente perchè il loro numero è di diversi ordini di grandezza maggiore di quello dei misticeti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle principali differenze fra i due gruppi di cetacei è data dalla capacità da parte degli odontoceti di ecolocalizzare con un sonar prede ed ostacoli naturali. Questa caratteristica è comparsa piuttosto precocemente nell'evoluzione di questo gruppo, come dimostrano i crani fossili che possiedono il “melone”, un organo appunto connesso alla captazione degli echi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli odontoceti non sono gli unici animali che usano questo sistema, lo fanno anche alcuni pipistrelli e alcuni uccelli. Particolarmente utile per chi si muove nel buio o dove c'è poca luce, la capacità di ecolocazione, sia pure allo stato latente, è presente in molti mammiferi, uomo compreso: i non vedenti spesso sono capaci di ecolocalizzare degli ostacoli. Addirittura ho letto di un bambino che riusciva ad andar in bicicletta intorno a casa sua guidandosi con gli echi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con l'ecolocazione i delfini e gli altri odontoceti riescono a “vedere” al buio. Gli esperimenti hanno dimostrato che il grado di precisione di questo senso è veramente ottimo. Essendo questa una differenza fondamentale nel comportamento fra misticeti ed odontoceti, malfunzionamenti del sonar sono stati spesso invocati come causa degli spiaggiamenti, assieme ad ipotesi più “ardite” come suicidi di massa, inquinamento o altro. E spesso è stata indicata una origine antropica, quali sonar per esercitazioni militari o prospezioni geofisiche, &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In uno dei suoi migliori libri, l'Orologiaio cieco, Richard Dawkins avanza invece un'altra ipotesi. Non è farina del suo sacco ma è un'idea di diversi ricercatori, soprattutto australiani: gli spiaggiamenti potrebbero essere dovuti a particolari caratteristiche della costa che la oscurano al sonar.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQlO6nZcI/AAAAAAAAAfI/CFJNWDeZQ-g/s1600-h/capodogli.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQlO6nZcI/AAAAAAAAAfI/CFJNWDeZQ-g/s320/capodogli.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa mi aveva incuriosito ma quando leggi un libro di Dawkins non puoi approfondire tutto (altrimenti dopo 3 anni sarei ancora al terzo capitolo de “il gene egoista”!!). Però la tristissima occasione del Gargano mi ha dato l'input per interessarmi della questione. Ho trovato diversi articoli che parlano della cosa e fra i tanti ne ho selezionato uno, condotto da S.L. Chambers e e R.N. James del dipartimento di fisica della università di Perth, presentato a “A&lt;i&gt;coustic 2005 – Acoustics  in a Changing Environment”&lt;/i&gt;, un convegno della “&lt;i&gt;Australian Acoustic Society&lt;/i&gt;” svoltosi a Busseltown, amena località sulla riva della Geographe Bay,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;un golfo piuttosto grande nei pressi dell'angolo sudoccidentale dell'Australia. Dotata di spiagge sabbiose e con una pendenza del fondo particolarmente bassa è un luogo in cui gli spiaggiamenti avvengono a ripetizione fra il 1996 e il 2003, 4 eventi hanno coinvolto quasi 500 animali, di cui per fortuna una buona parte sono stati aiutati a riprendere il largo). Particolarmente imteressante il caso del 2 giugno 2005, in cui morirono 120 &lt;i&gt;Pseudoorca Crassidens&lt;/i&gt; in 3 luoghi diversi a più di 20 kilometri di distanza l'uno dall'altro. Anche in tutti questi casi gli animali apparivano in ottime condizioni di forma, perfettamente in salute e tranne in un caso, privi di infezioni parassitiche&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo Chambers e James ci sono due fenomeni che concorrono alla attenuazione fino alla scomparsa del segnale sonar: la bassissima pendenza del fondo marino vicino alla riva e la contestuale presenza di microbolle di gas. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' accertato che tali microbolle si formino continuamente quando piove per l'interazione fra le gocce di pioggia e la superficie del mare. Altre origini sono la produzione di gas da parte di alghe e animali e la decomposizione di materia organica presente sul fondo marino. A causa del moto marino le bolle, di dimensioni variabili dal micron ai pochi millimetri, tendono ad andare verso la costa. La loro vita può arrivare ad alcuni giorni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CP1so17kI/AAAAAAAAAew/NuZR2OEb5DE/s1600-h/tasmanianwhaledolphinstrandingaerial.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CP1so17kI/AAAAAAAAAew/NuZR2OEb5DE/s320/tasmanianwhaledolphinstrandingaerial.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La “sonar termination”  è un fenomeno che avviene quando il segnale acustico prodotto a una certa distanza in mare verso una costa con una pendenza minore di un grado si attenua fino a scomparire.  Sommata alla presenza delle bolle, questa situazione farebbe sì che i cetacei non si rendano conto di essere prossimi alla riva e di conseguenza si arenano. Un po' come se noi vedessimo al di là di un muro invisibile e ci andassimo a sbattere contro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I ricercatori hanno modellizzato le emissioni acustiche dei cetacei e calcolato i livelli di attenuazione. Ovviamente il modello non considera le irregolarità del fondo, lo stato di salute degli animali, le loro relazioni sociali etc etc. Un particolare di non trascurabile importanza è che nei giorni precedenti agli spiaggiuamenti le condizioni meteomarine sono state quelle ottimali per avere una abbondante presenza di microbolle di gas nelle acque.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' possibile che questo modello possa essere applicato anche all'evento del Gargano del dicembre 2009? Io credo che valga la pena di esplorare questa possibilità, tenendo conto di entrambi i fattori, sia la forma della costa che la possibile formazione di microbolle.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-3232857345829227072?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/3232857345829227072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=3232857345829227072' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3232857345829227072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3232857345829227072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2010/01/una-nuova-ipotesi-sullo-spiaggiamento.html' title='Una nuova ipotesi sullo spiaggiamento dei Capodogli nel Gargano del dicembre 2009'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/S0CQV9kdtlI/AAAAAAAAAfA/gtCWx3VVUbo/s72-c/capodoglio+spiaggiato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-3741502104022847155</id><published>2010-01-01T12:52:00.007+01:00</published><updated>2010-01-01T13:11:34.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CNR'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maiani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De Mattei'/><title type='text'>Maiani, De Mattei e le sorti della ricerca in Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3dlMAW9HI/AAAAAAAAAeQ/dmc0e4snz-I/s1600-h/maiani.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3dlMAW9HI/AAAAAAAAAeQ/dmc0e4snz-I/s320/maiani.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine Maiani parlò di nuovo sull'affare De Mattei&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul sito del CNR è uscita una nota “&lt;i&gt;Precisazioni del Presidente del CNR sulla polemica tra evoluzionisti e anti-evoluzionisti a proposito del volume a cura del Vicepresidente, Prof. Roberto de Matte&lt;/i&gt;i”.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nota comincia con una premessa&lt;i&gt;: "In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, lo scorso 23 febbraio il Prof. Roberto de Mattei, Vice Presidente del CNR, ha organizzato un incontro informale a porte chiuse in una &amp;gt;aula della sede centrale dell'Ente. La riunione non ha gravato finanziariamente sul CNR. Le spese di viaggio e soggiorno sono state sostenute dagli stessi partecipanti e il Vice Presidente ha provveduto privatamente al pranzo per i convenuti&lt;/i&gt;". &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciamo con la considerazione che ai contribuenti italiani la riunione è costata solo la corrente elettrica e un po' d'acqua dei servizi igienici e forse dell'acqua minerale. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse era già troppo così. Poi però cominciano i guai: "&lt;i&gt;gli interventi svolti nel corso della riunione sono stati pubblicati in un volume a cura del Vice Presidente de Mattei dal titolo "Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi ”, edito dalle Edizioni Cantagalli. L'editore ha fatto richiesta di un contributo finanziario, a parziale copertura della stampa, all'Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR. In assoluta autonomia decisionale, come previsto, e agendo secondo le procedure ordinarie dell'Ente, l'Ufficio ha deciso di concedere parte del contributo richiesto, nella misura di 9.840 euro, Iva inclusa".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi, evidentemente, l'&lt;i&gt;Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR&lt;/i&gt; non pensa alla congruità scientifica di quanto scritto nelle pubblicazioni. Un classico esempio di operazione burocraticamente ineccepibile. Ineccepibile? Forse non del tutto, perchè sul volume non è stato apposto il logo dell'Ente. Ciò è avvenuto su espressa richiesta del Vice Presidente che in questo modo ha voluto rimarcare come i contenuti non impegnino in alcun modo la posizione ufficiale dell'Ente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3eAQJV4wI/AAAAAAAAAeY/XhRA0OUnn9E/s1600-h/evoluzionismo+libro+de+mattei.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3eAQJV4wI/AAAAAAAAAeY/XhRA0OUnn9E/s320/evoluzionismo+libro+de+mattei.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un capolavoro: il CNR a questa maniera salva la libertà di espressione (soprattutto quella di dire bischerate) senza sporcarsi le mani ed evita le critiche di alcuni giornali di destra per i quali evidentemente i dati scientifici contano meno di niente (nel paese di Croce e Gentile è ovvio....). E, soprattutto, concede un finanziamento senza che chi legga il libro sappia che lo ha dato....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;triplo “mah”..&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il comunicato poi ricorda le (sciagurate) parole di Maiani del 30 novembre: &lt;i&gt;"Desidero sottolineare il carattere aperto della ricerca intellettuale e la mia personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee. La libertà di espressione è un bene garantito dall'articolo 21 della nostra Costituzione."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito cito per la chiarezza Gianni Comoretto, scienziato e cattolico, il quale in un commento ad un altro mio post sulla materia, rispondendo ad un creazionista anonimo che ha tirato fuori questo magico concetto ha scritto che "&lt;i&gt;la libertà di opinione è sacrosanta. Puoi benissimo credere che la Terra sia piatta, che il Camembert sia un generale di Napoleone, o che Eva derivi da una costola di Adamo. Ma non tutte le opinioni sono uguali, alcune corrispondono a fatti, altre no. L'evoluzione è un fatto&lt;/i&gt;". &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi domando se l'&lt;i&gt;Ufficio Pubblicazioni e Informazioni scientifiche del CNR&lt;/i&gt; abbia in testa questi concetti o basti presentargli un manoscritto “burocraticamente ineccepibile” anche se non lo è scientificamente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quasi quasi cerco di farmi pubblicare qualcosa anche io... Ho letto uno scritto di un religioso,probabilmente un vescovo che addirittura se l'è presa con Lyell e il gradualismo dicendo che erano nel giusto i "catastrofisti" della prima metà del XIX secolo. E allora perchè non scrivere per dimostrare come tutti i sedimenti creduti plioquaternari della Toscana si siano invece formati in un annetto a causa del diluvio universale, individuando pure la direzione delle correnti, e come la struttura dell'Appennino Settentrionale sia il frutto di due o tre eventi catastrofici distanziati di poche migliaia di anni l'uno dall'altro?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;W il progresso della scienza!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il comunicato, alla fine appare tranquillizzante, quando vi si legge che "&lt;i&gt;purtroppo, la polemica su evoluzionismo e anti-evoluzionismo rischia di esaurire l’attenzione dei media (se ne è occupata anche Nature....) su una questione che in nulla ha inciso o inciderà sui programmi scientifici dell’Ente, né in termini di impostazione né di finanziamento alla ricerca, che proseguirà secondo i criteri di rigore scientifico propri della comunità internazionale&lt;/i&gt;". &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi domando se “&lt;i&gt;Proseguirà&lt;/i&gt;” o “&lt;i&gt;ricomincerà&lt;/i&gt;” ad usare il rigore scientifico dopo la follia: nel 2009 talvolta lo ha lasciato da parte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo la sezione finale centra un punto focale: all'estero molti sono rimasti esterrefatti da De Mattei e il CNR rischia di diventare una barzelletta proprio per questo. E mi sa che non tutti citino questa cosa solo in maniera disinteressata: temo un effetto collaterale di questa disgrazia e cioè che qualcuno ne approfitti per mettere in dubbio la credibilità del CNR e dirottare fondi dall'Italia ad altre nazioni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è chi nell'ambiente scientifico è rimasto soddisfatto da questo comunicato. Fra i diversi commenti che amici e lettori mi hanno inviato ve ne cito uno che non proviene da Firenze, ovviamente senza citarne l'autore: &lt;i&gt;credo che la precisazione del Presidente, che salvaguarda la dignità, il prestigio ed il ruolo scientifico dell’Ente, senza oscurare la libera espressione delle idee, ed evitando di esporre il CNR istituzionalmente a diatribe politiche, sia da apprezzare soprattutto in un momento particolare, come quello attuale, in cui il rischio di nuocere al CNR istituzione potrebbe essere anche molto pesante&lt;/i&gt;.&lt;i&gt; Io, personalmente, condivido sul darwinismo la stessa posizione del Presidente che, come espressamente e chiaramente detto nel comunicato, è “diametralmente opposta a quella del prof. De Mattei” e quindi mi ritengo soddisfatto dal comunicato di Maiani&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte la necessità da parte di uno scienziato di dover puntualizzare la sua ovvia posizione sul darwinismo, personalmente sono ben poco soddisfatto non solo di questa precisazione di Maiani, ma anche di queste parole, che per me sono una spia del terrore che incute De Mattei e che soprattutto incute il sottobosco di cui il docente della “Università Europea” è la punta di diamante. Terrore che mi è stato più o meno indicato personalmente da un altro docente universitario, al solito non fiorentino, che conosce bene il Nostro a margine di un convegno a cui ho assistito e che ha detto che è in gioco il futuro della ricerca in Italia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3hiuj1XnI/AAAAAAAAAeo/-2M1Q2dzlFw/s1600-h/darwin+ok.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3hiuj1XnI/AAAAAAAAAeo/-2M1Q2dzlFw/s320/darwin+ok.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi chiedo che differenza ci sia con le parole, già riportate da me in un altro post, e che avevano fatto imbestialire anche l'anonimo appena citato: quelle pronunciate da Maiani il primo dicembre: &lt;i&gt;"in merito all'articolo "Darwin mette in imbarazzo il Cnr - Lite tra studiosi sul creazionismo" (1.12.2009), voglio precisare che "il carattere aperto della ricerca intellettuale" e la "personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee" per me e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche non sono un "contentino", come afferma l'articolo, ma valori fondanti, coerenti con la civiltà del nostro Paese. Con l'occasione intendo ribadire con forza - al di là delle diverse posizioni culturali – i rapporti di stima, amicizia e proficua collaborazione che mi legano al Vice Presidente, prof. Roberto de Matte&lt;/i&gt;i". &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la cronaca una risposta ben più dura a De Mattei venne dal presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Nicola Cabibbo: “&lt;i&gt;no, il creazionismo non è scienza. E nemmeno cultura cattolica cristiana. Quell'idea non ha alcun diritto di cittadinanza nella nostra società”&lt;/i&gt;. e infatti De Mattei &amp;amp; c. hanno organizzato il loro convegno proprio perchè non fu loro permesso di partecipare a quello organizzato dal Vaticano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma quello che si legge chiaramente in questo commento è che in pratica andare contro De Mattei (e soprattutto contro quelli che gli sono dietro) porterebbe il “&lt;i&gt;&lt;b&gt;rischio di nuocere al CNR istituzione”&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;r&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. Semplicemente incredibile.... la ricerca scientifica in Italia sarebbe condizionata da questa gente? &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a chiedermi chi ci sia dietro De Mattei: solo fondamentalisti cattolici e l'aristocrazia “nera” romana? Mah.... E' probabile che ci sia un disegno “elettorale”, con un messaggio del tipo “noi vogliamo tutelare chi crede davvero nella Bibbia, non come tanti altri” ma forse c'è qualcosa di peggio: il convegno di Radici Cristiane potrebbe fare parte di una strategia che cominciò con la Moratti ministro della scuola quando fu tolto il darwinismo dai programmi scolastici. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tutti i membri della comunità scientifica spetterebbe controbattere questa follia. Ma non mi pare che adesso ce ne sia la volontà o, meglio, che pochi si vogliano esporre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-3741502104022847155?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/3741502104022847155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=3741502104022847155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3741502104022847155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3741502104022847155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2010/01/maiani-de-mattei-e-le-sorti-della.html' title='Maiani, De Mattei e le sorti della ricerca in Italia'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sz3dlMAW9HI/AAAAAAAAAeQ/dmc0e4snz-I/s72-c/maiani.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-4456989568092678316</id><published>2009-12-30T10:31:00.003+01:00</published><updated>2009-12-30T11:23:53.879+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Abruzzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INGV'/><title type='text'>La querelle Boschi - Bertolaso: lotte di potere all'interno del sistema Protezione civile?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Szsb557p6GI/AAAAAAAAAd4/TmEULjNtgCc/s1600-h/terremoto+abruzzo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Szsb557p6GI/AAAAAAAAAd4/TmEULjNtgCc/s320/terremoto+abruzzo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La dietrologia sul terremoto dell'Aquila sta portando alla luce una guerra fra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Dipartimento della Protezione Civile, in particolare fra Enzo Boschi, storica figura dell'INGV e Guido&amp;nbsp; Bertolaso, figura altrettanto storica del DPC.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa sul sito dell'INGV era comparso un banner in cui si accusava la Protezione Civile di voler scippare ai sismologi la rete dei sismografi. Banner che adesso mentre scrivo è scomparso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La base della polemica risale, almeno ufficialmente, agli strascichi della riunione della Commissione Grandi Rischi che avvenne a L'Aquila il 31 marzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo che la terra si muoveva da diverso tempo in zona, c'era stata una forte scossa a Sulmona e un tecnico del laboratorio del Gran Sasso millantava di prevedere terremoti &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/04/le-cosiddette-previsioni-di-giuliani.html"&gt;(ho potuto agilmente smentire il lavoro di questo soggetto fatto nel 2002&lt;/a&gt; semplicemente dai dati dell'Iris Earthquake Browser). Quindi fu convocata quella riunione e nell'occasione fu detto che al momento non c'erano dei gravi rischi. Bertolaso (non presente) imbestialito si scagliò contro «&lt;i&gt;quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false&lt;/i&gt;». &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo che c'era un rapporto dell'INGV che dava per “&lt;i&gt;molto probabile&lt;/i&gt;” una scossa forte in Abruzzo tra il 2007 e il 2011 e lo motivava con attenzione e documentazione, non con farneticazioni di coinvolgimenti astrali....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto che da dicembre si continuavano a registrare scosse, il 17 febbraio 2009 l'INGV avrebbe inviato alla Protezione Civile un comunicato “&lt;i&gt;non tranqullizzante&lt;/i&gt;” sulla sequenza in atto. Una parte di questo comunicato (che vorrei vedere completo: qualcuno mi sa dire dove trovarlo?) è citata in una lettera di Bertolaso: "&lt;i&gt;negli ultimi anni la zona non è mai stata interessata da forti terremoti. Allo stato attuale delle conoscenze si può affermare che la sequenza in atto non ha alterato la probabilità di forti terremoti nella zona&lt;/i&gt;". Bertolaso, citandola a sua giustificazione per le parole pronunciate il 31 marzo, si dimentica di dire che la probabilità restava “inalterata”  ma che era abbastanza forte (o ignorava forse il rapporto dell'INGV?).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SzsdOmgcIoI/AAAAAAAAAeA/heXW8LBNNXg/s1600-h/enzo+boschi.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SzsdOmgcIoI/AAAAAAAAAeA/heXW8LBNNXg/s320/enzo+boschi.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Veniamo al 31 marzo, che è il fulcro della polemica. Una riunione secondo Boschi molto frettolosa, alla presenza di una pletora di persone a lui sconosciute, che dura appena tre quarti d'ora senza che venga redatto un verbale (non so se questa sia la prassi normale). Dopodichè si svolge una conferenza stampa. E qui c'è il giallo: Boschi asserisce di non esservi stato invitato e che non ci ha partecipato. Una versione attribuita a Bertolaso (non presente perchè impegnato sul G8, all'epoca previsto alla Maddalena) è esattamente opposta: «&lt;i&gt;Avevo chiesto la riunione perché volevo un momento di confronto. Dopo c’è stata una conferenza stampa in cui il professor Barberi e il professor Boschi hanno esaminato tutte le informazioni e hanno stabilito che non era assolutamente prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che erano state registrate&lt;/i&gt;». &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immagino che sia facilmente accertabile la verità: esisteranno pure delle foto o dei filmati di quella conferenza stampa (e qui mi rivolgo agli amici di “&lt;a href="http://abruzzosvegliati.blogspot.com/"&gt;Abruzzo svegliat&lt;/a&gt;i”).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Boschi poi annota: “&lt;i&gt;sarei stato un folle ad andare a tranquillizzare tutti in una zona che il mio istituto definisce ad altissimo rischio&lt;/i&gt;” e che anche in due comunicati tranquillizzanti emessi dal DPC il 30 marzo e il primo aprile si cita anche il suo nome senza che lui ne sapesse niente. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dall'altra parte anche Bertolaso potrebbe aver ragione quando afferma che Boschi si guarda bene dall'esporre quali contromisure si potevano metter in atto. Faccio presente che già Marco Cattaneo di L&lt;i&gt;e Scienze&lt;/i&gt; sul suo&lt;a href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/22/la-versione-di-boschi-e-il-terremoto-che-verra-domani/"&gt; blog&lt;/a&gt; aveva avanzato dubbi su quel verbale poche settimane dopo il 6 marzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto mi tocca sottolineare per l'ennesima volta alcune cose su questo terremoto:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. noi ora parliamo con il senno di poi perchè sappiamo che una settimana dopo c'è stata la scossa forte&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. non era mai successo nella storia della sismologia che un terremoto violento sia stato preceduto da attività sismica come quella che ha contraddistinto l'evento del 2009. Magari succedesse!!!!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. come afferma – a ragione – lo stesso sismologo il terremoto non era “prevedibile” nel senso più preciso del termine, &lt;i&gt;&lt;b&gt;se per “previsione” si intende conoscere giorno, ora, ipocentro, meccanismo focale e magnitudo di un  sisma, &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;che cosa poteva dire? Allora, su che basi si poteva discutere, visto che da un punto di vista scientifico non c'erano significativi incrementi della probabilità di avere un terremoto forte (anzi, a prima vista la presenza di attività sismica continua e costante era un fattore che diminuiva il rischio, nel senso che sarebbe troppo bello che prima di ogni terremoto significativo si verificasse un aumento della sismicità!!!)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4. Se non era “prevedibile”, dai dati dell'INGV era forse “aspettabile” (termine mio personale appena coniato, senza nessuna velleità ai fini scientifici e/o di protezione civile!)?  In effetti, come ho scritto &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/06/tra-storia-e-sismologia-il-terremoto.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, c'è la possibilità che in passato un terremoto principale in Abruzzo sua stato preceduto da attività sismica diffusa (un caso che se accertato sarebbe – ripeto – assolutamente anomalo nella sismologia mondiale). Comunque la protezione civile ignorava questo fatto o non gli ha dato peso (al solito parlando con il senno di poi!).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;5. Ma d'altro canto se si dovesse generare un allarme “terremoto violento” tutte le volte che si registra uno sciame sismico ci sarebbero centinaia di allarmi ingiustificati all'anno (vedi quest'anno la zona di Cassino per esempio) e continuano ad essere valide le stesse obiezioni su cosa si poteva fare che ho appena esposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. in ogni caso Boschi ha perfettamente e completamente ragione quando dice: “&lt;i&gt;non date la colpa agli studiosi: noi possiamo dare indicazioni di massima &lt;/i&gt;(e NON previsioni, NdR) &lt;i&gt;mentre i politici scaricano la responsabilità sui sismologi: se il terremoto del 6 aprile ha provocato tutti questi danni la colpa è dei costruttori che non hanno seguito le norme  (&lt;/i&gt;e – aggiungo – dei politici che le hanno depotenziate&lt;i&gt;)&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Parole che dovrebbero essere scolpite nel cervello di molta gente!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi non mi sento in grado di capire cosa si potesse fare: sgomberare un'area di non so quali dimensioni per un certo tempo (quanto? Giorni, settimane, mesi?) in attesa di un evento che “ci sono forti possibilità che avvenga, ma quando di preciso non si sa”? Cominciare ad attrezzare zone per eventuali profughi?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vogliamo forse trasferire nelle tendopoli tutti gli abitanti delle zone a rischio, almeno fino a quando non vengono loro sistematele case con tecnologie adeguate? &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E aggiungo: se la scossa non fosse avvenuta 6 giorni dopo, se ne parlerebbe ancora di quella famosa riunione?  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La querelle Boschi – Bertolaso rimane nascosta all'opinone pubblica fino al 16 settembre, quando Boschi scrive una lettera a Zamberletti e Barberi, rispettivamente presidente e vice presidente della Commissione Grandi Rischi in cui appunto accusa Bertolaso di dire il falso sulla conferenza stampa del 31 marzo e dice che lo fa solo adesso perchè nella fase dell'emergenza non gli pareva giusto tirare fuori tali questioni. Se la considerazione risponde a verità dobbiamo rimarcare la forte responsabilità civile di Boschi che evita le polemiche in un momento difficile. C'è comunque anche la possibilità che abbia parlato quando ormai la polemica fra INGV e DPC stava raggiungendo di nascosto livelli parossistici e abbia deciso ditirarla fuori per primo per difendere se stesso e difendersi dalle intenzioni di togliere all'INGV la rete sismica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SzsdYetGy2I/AAAAAAAAAeI/ltGze8kkze0/s1600-h/bertolaso.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SzsdYetGy2I/AAAAAAAAAeI/ltGze8kkze0/s200/bertolaso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bertolaso, che era uno dei destinatari di questa lettera, ovviamente non sta zitto e risponde qualche giorno dopo citando dal verbale della riunione (contestato come si è visto non solo da Boschi). Secondo Bortolaso il sismologo avrebbe detto&amp;nbsp; che “&lt;i&gt;i forti terremoti in Abruzzo hanno periodi di ritorno molto lunghi. Improbabile che ci sia a breve una scossa come quella del 1703, pur se non si può escludere in maniera assoluta.&lt;/i&gt;” e, in un secondo passaggio&amp;nbsp; che “&lt;i&gt;la semplice osservazione di molti piccoli terremoti non costituisce fenomeno precursore. Guardando l'Italia nel suo complesso probabilmente c'è una logica che governa lo sviluppo dei terremoti&lt;/i&gt;” ma "&lt;i&gt;questa logica non è ancora nota e per questo è impossibile fare previsioni&lt;/i&gt;”.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volendo fare dietrologia, a questo punto un Bertolaso evidentemente arrabbiato ha cercato di scippare a Boschi la rete sismica italiana, ma, a giudicare dalla scomparsa del banner sul sito dell'INGV è probabile che Boschi sia riuscito a parare il colpo. Mi domando però se la guerra Bertolaso – Boschi nasconda qualcosa di più profondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trovai quantomeno strano e discutibile quanto si diceva sul banner sul sito dell'INGV a proposito dello “scippo” della rete sismica tentato dal DPC. La cosa mi lasciò abbastanza perplesso, anche se francamente l'INGV mi lascia a sua volta molto perplesso. Personalmente l'unico contatto diretto che ho avuto con persone di questa istituzione fu durante la “scuola di specializzazione in ofioliti” che facemmo al Terminillo nella seconda metà degli anni 80: un ricercatore di quell'istituto venne per illustrarci la teoria di Carey della Terra in espansione e contestare la tettonica a zolle.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immaginatevi di fare una cosa del genere proprio a persone che studiano le ofioliti, cioè parti della crosta di oceani schiacciati dallo scontro fra due continenti. Il tapino fu colpito da un fuoco di fila di domande, spesso molto polemiche. Mi ricordo il suo imbarazzo nel dire che sia nelle zone di subduzione che nelle dorsali si crea nuova crosta e come il compianto professor Passerini mi disse con spirito molto francescano a tavola: “&lt;i&gt;poveretto, avrei voluto dire qualcosa per incoraggiarlo, ma proprio non sono riuscito a trovarne la possibilità&lt;/i&gt;”. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mie perplessità in realtà vanno oltre a questa storia e sono dovute all'impressione che l'INGV sia una realtà a se stante, avulsa dal resto del panorama della ricerca italiana: mai ricordo la presenza di qualcuno di loro ai convegni o nelle pubblicazioni della Società Geologica Italiana. Anzi, qualche anno fa un membro autorevole della SGI (evidentemente in accordo con il consiglio dell'associazione) accusò l'INGV di saper solo mettere dei punti sulla carta al verificarsi di terremoti e di ignorare completamente il progetto CROP (lo studio della crosta profonda in base a prospezioni geofisiche che la SGI stava portando avanti).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste gravi accuse (che ho ancora da qualche parte ma che mi scuso per non aver voglia di andare a cercare) vennero mosse più o meno nel periodo in cui Boschi prese sotto la sua ala anche la vulcanologia, quando 5 o 6 anni fa all'ING (istituto nazionale di geofisica) fu aggiunta la “V”, aggiungendo alla denominazione precedente le parole “e di vulcanologia”,&amp;nbsp; Nell'occasione non credo che il Boschi abbia protestato per questo...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, ne è passato di tempo dal 1980, quando fino alla mattina dopo nessuno era in grado di andare a vedere i sismografi per capire dov'era esattamente l'epicentro del terremoto del 23 novembre (si disse con umorismo un po' triste che anche la tettonica a zolle in Italia doveva adeguarsi e che i terremoti dovevano avvenirei nel solo orario di ufficio) e sinceramente non sono il solo a cui le ricerche del dopo terremoto in Abruzzo  siano piaciute: hanno ricevuto complimenti a livello internazionale per ampiezza e valore della documentazione. Nelle pubblicazioni dell'INGV, solitamente molto interessanti, non si contesta più in maniera assoluta la Tettonica a zolle crostali, anzi..... In più le notizie in tempo reale su terremoti e vulcani italiani sono una miniera di notizie utili. Tantochè il sito del''INGV è uno di quelli che consulto tutti i giorni (anche più volte al giorno in certi momenti!).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se poi guardiamo il famoso rapporto sul rischio sismico è sicuramente un bel passo avanti, come il lavoro di prevenzione intorno ai Colli Albani. Resta il fatto che continuo a trovare questa istituzione un po' troppo isolata e non capisco il perchè.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta di Bertolaso (o, meglio, il verbale del 31 marzo) mi lascia perplesso: perchè Boschi, dopo il suo rapporto, avrebbe detto che la scossa forte fosse “improbabile”? Io fossi stato in lui avrei tratto le sue stesse conclusioni appunto, cioè che non c'erano significativi aumenti di possibilità dell'accadimento di una scossa forte ma non avrei potuto escludene la possibilità (anche perchè il rapporto parlava piuttosto chiaro!). Soprattutto viste le sue dichiarazioni che ho riportato poc'anzi Boschi darebbe del folle a se stesso.... mi chiedo però perchè non fu tirata fuorila questone dell'alto rischio sismico teorico in quanto nella zona si evidenziavano sia un gap sismico che particolari modificazioni del campo di deformazione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo che questa vicenda sia soprattutto una lotta di potere e la cosa non mi piace.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io continuo a pensare che il sistema della Protezione Civile debba lavorare in sintonia con una forte istituzione geologica e cito come esempio il &lt;a href="http://www.usgs.gov/"&gt;Servizio Geologico degli Stati Uniti &lt;/a&gt;, che si occupa di frane, vulcani, terremoti, alluvioni e quant'altro sui disastri naturali. Qui invece abbiamo una serie di strutture non solo scollegate fra loro (e apparentemente coordinate dalla Protezione civile) ma evidentemente anche in preda ad una guerra fratricida da cui non ci si può aspettare nulla di buono.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-4456989568092678316?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/4456989568092678316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=4456989568092678316' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4456989568092678316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4456989568092678316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/la-querelle-boschi-bertolaso-lotte-di.html' title='La querelle Boschi - Bertolaso: lotte di potere all&apos;interno del sistema Protezione civile?'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Szsb557p6GI/AAAAAAAAAd4/TmEULjNtgCc/s72-c/terremoto+abruzzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-1085264400910421880</id><published>2009-12-15T22:24:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T09:56:15.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia della scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tettonica a zolle'/><title type='text'>Da Wegener a Wilson: dalla deriva dei continenti alla tettonica a zolle</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5XUCWGFI/AAAAAAAAAdQ/2i_GEYExmeg/s1600-h/wilson_1992.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5XUCWGFI/AAAAAAAAAdQ/2i_GEYExmeg/s200/wilson_1992.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"La geologia è matura per una rivoluzione scientifica e la sua situazione attuale è simile a quella dell'astronomia prima di Copernico e Galileo, della chimica prima degli atomi e delle molecole, della biologia prima di Darwin, della fisica prima della meccanica quantistica: prima di ogni rivoluzione non c'è niente che quadri e le risposte arriveranno quando si comprenderà che si deve lasciar perdere l'intera intelaiatura di riferimento e cercarne un'altra.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Gli studiosi di geologia hanno cercato di adattare la storia terrestre, che è sempre stata mobile, all'intelaiatura di un modello rigido e immobile di continenti e non è sorprendente che fosse impossibile rispondere alle questioni maggiori. Non sono i nostri metodi e nemmeno le nostre osservazioni sbagliate, ma l'intero nostro modo di pensare." &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ognuna di queste rivoluzioni proietta la sua ombra molto innanzi a a sé. Gli astronomi greci presagirono Copernico duemila anni prima, Darwin prese dal nonno l'idea dell'evoluzione. Non ci sorprende che le idee di Wegener e di Holmes fossero presenti senza venire accettate&lt;/i&gt;. John Tuzo Wilson, Berkeley 1963.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima dell'avvento della tettonica a zolle crostali (come è stata successivamente chiamata la deriva dei continenti il momento che i geologi hanno voluto focalizzare l'attenzione sul fatto che i continenti erano solo degli spettaori passivi del fenomeno) c'erano delle idee sull'origine delle catene montuose, sui vulcani, sui terremoti, sulla distribuzione delle fasce metamorfiche. Ma erano poco convincenti e soprattutto non riuscivano a mettere in correlazione tutti questi fenomeni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5lnZgbPI/AAAAAAAAAdY/DuFfZIhiyG8/s1600-h/gondwana+wegener.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5lnZgbPI/AAAAAAAAAdY/DuFfZIhiyG8/s320/gondwana+wegener.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questa rivoluzione ci sono voluti 50 anni esatti , da quando nel 1913 Alfred Wegener (1880 – 1830) pubblicò “&lt;i&gt;La formazione dei continenti e degli oceani&lt;/i&gt;”. Il meteorologo tedesco è più noto per i suoi studi geologici che per quelli meteorologici. Infatti è colui che per primo ha teorizzato in maniera organica la deriva dei continenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di lui già Francis Bacon aveva supposto che Africa e Sudamerica fossero una volta unite e probabilmente anche altri lo avranno fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Wegener è andato oltre, studiando con attenzione alcune caratteristiche geologiche e facendone dei punti di forza della sua teoria. Per prima la geologia intorno all'Atlantico, dove evidenziò le significative analogie fra le sue&amp;nbsp; sponde settentrionali, a partire dalla faglia di Cabot in Canada che appare proprio la continuazione della Great Glen Fault (quella del Loch Ness), finendo con le linee degli orogeni ercinici e caledoniani. Una seconda eccellente osservazione la fece riunendo i continenti meridionali e dimostrando come a questo modo diventava più spiegabile la distribuzione delle tilliti della glaciazione permo – carbonifera del Gondwana, anche in rapporto alle zone calde in cui si deponevano gli strati che hanno portato alla formazione dei depositi più noti di carbone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non tutti sanno che prima di Wegener anche un geologo americano, Frank B.Taylor (1860 – 1938), aveva pensato che i continenti fossero in movimento. Ma anche in questo caso il problema è il meccanismo: Taylor propose che i continenti si muovessero verso l'equatore perchè nel terziario la Terra avrebbe catturato la Luna. Taylor non riuscì a spiegare però perchè ci sono tracce evidenti di formazione di catene montuose ben prima del terziario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf7D2XmA2I/AAAAAAAAAdw/RvJb7QNzlvg/s1600-h/joly+ok.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf7D2XmA2I/AAAAAAAAAdw/RvJb7QNzlvg/s320/joly+ok.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verso la fine degli anni 20 altri scienziati cominciarono a pensare al mantello terrestre come la causa dei movimenti dei continenti e dello scatenarsi dei cicli orogenici. Fra loro si distinsero in particolare l'irlandese John Joly (1857 – 1933), il britannico Arthur Holmes (1890 – 1965) e l'americano David T. Griggs (1911 – 1974). Joly (immagine a sinistra) ipotizzò dei cicli di riscaldamento dovuti al calore generato dalla radioattività, supponendo&amp;nbsp; che questi cicli influenzassero la dinamica della crosta. Holmes andò avanti su questa strada e fu il primo a parlare di correnti convettive nel mantello terrestre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo Wegener fallì in un punto focale: la rmancanza di un convinecente meccanismo per questi movimenti. Quindi dopo la sua morte, avvenuta in Groenlandia durante l'ennesima spedizione in quella terra di cui è stato uno dei primi fondamentali descrittori, il dibattito fra fissisti e derivisti si è fermato, nonostante che la deriva dei continenti avesse un autorevolissimo sostenitore come Arthur Holmes (il cui libro, &lt;i&gt;Principles of physical Geology&lt;/i&gt; detto anche semplicemente “l'Holmes” è stato una Bibbia per molte generazioni di studenti). &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un congresso tenuto a New York nel 1928 ci fu una prima ricapitolazione della situazione. E le cose andarono male per Wegener e soci, anche se le conclusioni del presidente, l'olandese Willelm Van Watershoot (1873 – 1943) lasciarono qualche speranza: la deriva dei continenti era sicuramente più fondata di quella dei ponti continentali per spiegare la distrubuzione delle faune e delle flore del passato, ma fino a quel momento non era stato trovato un meccanismo plausibile per spiegarla, &lt;i&gt;anche se c'è la possibilità di trovarne uno in futuro.&lt;/i&gt; Mai parole furono più profetiche!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la morte di Wegener e nonostante l'influenza di Holmes e la fissazione teorica delle correnti di convezione nel mantello che nel 1939 presentò Griggs, la deriva dei continenti andò in naftalina, appena citata dai testi universitari come una curiosità .&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le uniche voci fuori dal coro, guarda caso, provenivano da geologi dell'emisfero australe: per loro la distribuzione delle tilliti permocarbonifere, la geologia di Sudafrica e Sudamerica e altre caratteristiche del paleozoico delle loro regioni erano più spiegabili così che con la fissità dei continenti, per la quale la distribuzione di carbone (fasce tropicali) e tilliti (zone polari) è veramente un rompicapo. Però il problema, al solito, era trovare un meccanismo adeguato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5wjJXQzI/AAAAAAAAAdg/jszoqDEu5ck/s1600-h/du+toit.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5wjJXQzI/AAAAAAAAAdg/jszoqDEu5ck/s320/du+toit.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio un sudafricano, Alexander Du Toit (1878 – 1948), scrisse nel 1937 un libro che dedicò a Wegener: “&lt;i&gt;Our wandering continents&lt;/i&gt;” . Era stato&amp;nbsp; dimostrato proprio da Wegener stesso -&amp;nbsp; studiando il sollevamento postglaciale della Scandinavia - che il mantello terrestre avesse una discreta plasticità,&amp;nbsp; Du Toit propose una ipotesi sul movimento dei continenti tutta centrata sulla gravità e sulla deformazione lungo le coste dei continenti in quelle che all'epoca si chiamavano “geosinclinali”: per l'accumulo di sedimenti la geosinclinale sprofonda lentamente nel mantello plastico e questo “richiama” la crosta continentale verso la geosinclinale stessa, crosta che però essendo più rigida, si può spezzare, innescano la risalita dei magmi degli archi magmatici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque anche i geologi avevano difficoltà a capire la sovrapposizione delle varie unità che compongono le catene orogeniche: già negli anni 20 Steinmann aveva dimostrato che i basalti dell'Appennino non potevano essersi formate dov'erano, in quanto sotto di loro non c'erano tracce dei condotti di alimentazione di questi magmi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per spiegare la formazione delle catene a falde il concetto di geosinclinale fu ampliato e complicato ma senza riuscire a fornire un meccanismo plausibile, pensando anche in questo caso che    movimenti gravitativi fossero la causa della sovrapposizione delle falde alloctone (“sequenze di eugeosinclinale”) sopra quelle “autoctone” appenniniche (definite di “miogeosinclinale”).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto rimase “fermo” (nel pieno senso della parola!) per un paio di decenni, poi avvenne qualcosa di inaspettato: le ricerche sul magnetismo portarono prima a scoprire le inversioni del campo magnetico, poi che c'era qualcosa che non tornava: per esempio in alcune rocce inglesi del triassico si osservava non solo una direzione che non era quella attuale, ma anche una l'inclinazione più da zone tropicali che boreali. Quindi o si erano mossi i poli o si era mossa l'Inghilterra...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa incoraggiò il cosiddetto “gruppo di Londra” a verificare le cose in altre parti del mondo (qualcuno sostiene che il tutto si deve all'influenza di Holmes, che aveva intuito i possibili sviluppi della scoperta). L'India fu sostanzialmente una conferma: i dati indicavano che la zona di Bombay, ora a 19 gradi di latitudine nord, doveva essere nel Giurassico a 40° sud. Il confronto fa India, Inghilterra e altre zone del pianeta dimostrò che le cose non tornavano lasciando i continenti dove sono adesso e fu un primo colpo contro i fissisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel 1955, 27 anni dopo il congresso di New York. Nonostante questo altri studiosi continuavano a sostenere che questi dati provavano poco. Alcuni, non so come, continuavano a sostenere che questi dati fossero compatibili con la fissità dei continenti. Altri invece pensavano che il magnetismo terrestre avesse assunto nel passato altre forme. Il dogma dei continenti fissi era ancora più forte dei nuovi dati, ma progressivamente si stava preparndo allo scioglimento, come un iceberg alla deriva verso acque più calde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 1963 John T. Wilson scrisse su Scientifica American il famoso articolo “&lt;i&gt;La deriva dei continenti&lt;/i&gt;” in cui fece il famoso parallelo fra l'Oceano Atlantico da una parte&amp;nbsp; e Golfo di California e Mar Rosso dall'altra, considerati degli atlantici in apertura al di sopra di una zona di risalita di una corrente di convezione nel mantello. Correttamente raffigura le catene del Pacifico centrale come tracce del passaggio della zolla pacifica su un plume di materiale in risalita dal mantello profondo. Altrettanto correttamente le fosse oceaniche sono indicate come le zone dove la corrente convettiva riscende nell'interno del pianeta.&lt;br /&gt;A dimostrazione della pioniericità l'articolo ipotizza nell'Oceano Indiano una dorsale in più che non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da allora proprio grazie alla Tettonica a Zolle qualsiasi fenomeno geologico è stato inquadrato e correlato agli altri utilizzando questa intelaiatura, che ha ridisegnato completamente le Scienze della Terra facendole passare dall'infanzia alla maturità. Dopo astronomia, chimica, biologia e fisica, anche la geologia ebbe la sua teoria unificante&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-1085264400910421880?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/1085264400910421880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=1085264400910421880' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1085264400910421880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1085264400910421880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/da-wegener-wilson-dalla-deiva-dei.html' title='Da Wegener a Wilson: dalla deriva dei continenti alla tettonica a zolle'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syf5XUCWGFI/AAAAAAAAAdQ/2i_GEYExmeg/s72-c/wilson_1992.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-2866643138330566582</id><published>2009-12-15T16:20:00.005+01:00</published><updated>2009-12-15T16:26:17.270+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='deforestazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>La riduzione della deforestazione in Brasile: una buona notizia in margine a Copenhagen</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyeoWJBqVdI/AAAAAAAAAc4/Y0iFSRKaUeY/s1600-h/Copenhagen_sirenetta.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyeoWJBqVdI/AAAAAAAAAc4/Y0iFSRKaUeY/s200/Copenhagen_sirenetta.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avevo deciso di non parlare di clima in questi giorni, visto che ne parlano tutti i giornali, spesso con rara (in)competenza e occupandosi più di incidenti e persone che di fatti scientifici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma mentre grandi e meno grandi uomini e donne di governo parlano di qualcosa che purtroppo temo resterà utopia (e gli abitanti di alcune isole del Pacifico si preparano a una nuova vita in altri luoghi), persino Benedetto XVI accosta a terrorismo e guerre i danni perpretrati all'ambiente dall'uomo, scrivendo che “&lt;i&gt;l'abuso del pianeta e dell'ambiente da parte di politiche nazionali e internazionali minaccia l'umanità e il suo futuro quanto le guerre e il terrorismo, ed è "irresponsabile" rimanere indifferenti di fronte a questa emergenza&lt;/i&gt;” . Manderemo gli inquinatori e i loro lacchè politici a Guantanamo? Speriamo, ma la vedo dura....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto su “&lt;i&gt;Le Scienze&lt;/i&gt;”, che sicuramente in questi argomenti è più autorevole del vicepresidente del CNR laureato in storia, compare un articolo in cui due ricercatori, Mark Z. Jacobson della Standford University (dove dirige l'&lt;i&gt;Atmosphere / energy program&lt;/i&gt;”) e Mark A. Delucchi della Università della &lt;br /&gt;California ci informano della possibilità di arrivare entro il 2030 ad ottenere tutta l'energia elettrica da fonti rinnovabili (e ci prospettano come). Visto l'importanza delle istituzioni a cui appartengono immagino che siano persone da prendere in considerazione. Come ostacolo principale indicano soprattutto le &lt;br /&gt;lobby energetiche attuali, almeno finchè ci sarà petrolio. Si sono dimenticati che in Italia abbiamo Sgarbi e Italia Nostra che si oppongono all'eolico (e assieme a Bondi anche al tram di Firenze, ma lì sono giustificabili: non devono attraversare la città per andare e tornare dal lavoro come un qualsiasi bischero come me...). &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyeomF456bI/AAAAAAAAAdA/-0WZWwuYhpk/s1600-h/fumo.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyeomF456bI/AAAAAAAAAdA/-0WZWwuYhpk/s200/fumo.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noto anche che mai come in questo giorni abbondino articoli ed informazioni sul cosiddetto “terzo polo” che, guarda caso, è più o meno al centro come Casini &amp;amp; c.: ma siccome le notizie parlano del suo scioglimento molti apprendono che non è la nota forza politica italiana ma quella zona attorno all'Himalaya carica di nevi e ghiacci perenni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E mentre in Australia sono in allarme per un enorme iceberg che si sta dirigendo contro il continente – isola, una buona notizia arriva dal Brasile: la fine della deforestazione è vicina?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' noto a tutti che la deforestazione nelle zone equatoriali sta procedendo a ritmi serratissimi (ma nessuno pensa di riforestare in Europa dove lo abbiamo fatto massicciamente nell'ultimo millennio?). Inoltre, dopo legno, caffè, tè, ananas, cacao e quant'altro, olio di palma e biocarburanti sono gli ultimi ritrovati delle multinazionali per affamare e distruggere i paesi poveri per dare materia prima a basso costo a quelli ricchi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syeos-m2CPI/AAAAAAAAAdI/dhsxJq-uW5Q/s1600-h/deforestazione+in+amazzonia+.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Syeos-m2CPI/AAAAAAAAAdI/dhsxJq-uW5Q/s200/deforestazione+in+amazzonia+.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Brasile abbiamo invece una eccezionale inversione di tendenza: il tasso di deforestazione è sceso del 64 % !!! un risultato a dir poco sorprendente, visto le tendenze attuali nel resto della fascia equatoriale. Come è stato possibile tutto ciò? Daniel Nepstad del &lt;i&gt;Woods Hole Research Center&lt;/i&gt; ci informa di questo su Science. Innanzitutto c'è stata la volontà politica di fare questo, con l'obbiettivo di conservare l'80% (!) della foresta amazzonica originaria. Per cui, escludendo dal mercato la soia e la carne provenienti da zone deforestate e sorvegliando attentamente per evitare deforestazioni illegali, la nazione sudamericana è riuscita ad arrivare a questo livello, con l'obbiettivo di raggiungere entro il 2020 la fine delle operazioni di deforestazione.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, non è una cosa indolore: si calcola che tra oggi e il 2020 ci vorranno dai 6 ai 18 miliardi di dollari per questo progetto: aiuti per i popoli della foresta (che fino ad oggi dalla civiltà hanno ricevuto più guai che altro), identificazione dei ranch abusivi, migliorare il corpus legale sull'ambiente, istituire e governare aree protette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il risultato sarà importante, anche come riduzione delle emissioni di CO2 e soprattutto costituisce un modello (e un precedente) interessante. Purtroppo la situazione politica di molte nazioni equatoriali, più o meno in mano a varie compagnie interessate  allo sfruttamento indiscriminato delle risorse, non permette ancora di fare così.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una notizia del genere, nella coda della conferenza di Copenhagen mi mette sostanzialmente di buon umore e mi dà una speranza che non tutto sia perduto.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-2866643138330566582?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/2866643138330566582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=2866643138330566582' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/2866643138330566582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/2866643138330566582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/la-riduzione-della-deforestazione-in.html' title='La riduzione della deforestazione in Brasile: una buona notizia in margine a Copenhagen'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyeoWJBqVdI/AAAAAAAAAc4/Y0iFSRKaUeY/s72-c/Copenhagen_sirenetta.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-5542803186199389058</id><published>2009-12-14T00:19:00.000+01:00</published><updated>2009-12-14T00:19:36.525+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tettonica a zolle'/><title type='text'>Gli intellettuali, l'evoluzionismo e la tettonica a zolle: la comunità scientifica non è poi così impermeabile alle novità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arianna editrice, nella sua presentazione dice: &lt;i&gt;pubblichiamo dal 1998 studi e ricerche in forma saggistica, che propongono analisi e indagini autorevoli, approfondite e documentate del mondo in cui viviamo, con particolare attenzione al rapporto tra uomo e natura, affrontando temi e argomenti culturali, sociali, politici, economici e storici&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi prevengo dal pensare che la voce “culturali” abbracci anche la “cultura scientifica”. Trovo simpatico pensare che nel rapporto uomo – natura non ci sia spazio per la scienza. O, meglio, uno spazietto c'è. Ho scovato un libello di Fabrizio Fratus, che si intitola “&lt;i&gt;Nomenclatura intellettuale ignorante su scienza e filosofia&lt;/i&gt;”. Fratus appartiene alla A.I.S.O., la Società Italiana per lo Studio delle Origini. Ovviamente si tratta di creazionisti. La motivazione fondamentale è che secondo Fratus è indecente che gli scienziati italiani sostengono quasi tutti l'evoluzionismo, mentre ci sono solo pochi illuminati che invece danno a Dio il suo vero posto nella storia dell'universo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciamo a leggere la presentazione di questo capolavoro: &lt;i&gt;In Italia, si sa, la cultura passa solo tramite una certa cerchia di accademici e se non si è della “cricca” evidentemente non si può avere nessun tipo di risonanza culturale; sono i fatti a constatarlo, oggi il dibattito culturale in Italia è morto e sepolto. Domina il pensiero unico che è sostenuto proprio da coloro che lo contestano a livello mondiale.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyV1FlezvjI/AAAAAAAAAco/eFQskyaHro0/s1600-h/archeoDNA.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyV1FlezvjI/AAAAAAAAAco/eFQskyaHro0/s320/archeoDNA.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccellente la questione del pensiero unico, quando poi sono loro a voler imporre il proprio, per di più deformando la realtà e i dati. Che poi a parlare dei fatti di scienza se ne debbano occupare soprattutto scienziati mi sembra ovvio. E se parlano più dei fatti che di speculazioni filosofiche sinceramente li capisco...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;In tutti i campi vi è una nomenclatura intellettuale autoreferenziale organizzata a tal punto che ogni questione o ipotesi non condivisa viene automaticamente oscurata e derisa. È una scuola che nasce lontano ed è crescita nell’indifferenza relegando oggi l’Italia al provincialismo culturale.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Nel mondo si dibatte e si discute su evoluzionismo e Disegno Intelligente, su Neodarwinismo e neocreazionismo, su ateismo e teismo… in Italia no. Appena qualcuno fa notare che la teoria di Darwin è in crisi in America, in Europa, in Russia etc. la nomenclatura intellettuale si chiede a riccio e dà dell’imbecille a coloro che fanno notare un dato evidente a tutti, cioè che le scoperte scientifiche hanno sviluppato correnti di pensiero che negano “l’ideologia naturalista” (sic!).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a non capire dove e perchè sia in crisi il darwinismo. Certo, se per loro anche Gould criticando l'eccessivo gradualismoi del darwinismo passa automaticamente dalla parte dei creazionisti di critiche a Darwin ne sono state fatte tante.... no,&amp;nbsp; Fratus nega l'evidenza:&amp;nbsp; l'impianto teorico del'evoluzionismo regge benissimo anche se in alcune parti ci sono delle variazioni rispetto all'originale (per esempio la questione gradualismo / puntualismo). Ma nessuno con la testa sulle spalle sconfessa Darwin nel senso che l'evoluzione non c'è stata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A proposito di disegno intelligente: a me che credano questo mi può stare bene. Il concetto “l'evoluzione c'è stata ma è stata guidata da un Essere Supremo” è più o meno equivalente al concetto della Provvidenza Divina nella storia. Però non capisco allora perchè sui testi scientifici va messo e su quelli di storia no. In quanto alla presunta mancanza di flessibilità della comunità scientifica italiana ed internazionale ci tornerò sopra alla fine del post.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Già il solo fatto che la teoria di Darwin è sostenuta da 14 teorie diverse di cui molte che si contraddicono tra loro dovrebbe fare riflettere&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sfugge questo aspetto. Qualcuno ha in mano qualcosa sull'argomento? Io pensavo che Darwin avesse sviluppato  la sua teoria soprattutto  in base alle osservazioni durante il suo leggendario viaggio intorno al mondo. Certo non partiva da zero, conosceva bene la querelle fra creazionisti e, come si chiamavano allora, trasmutazionisti. Ricordo ancora che era nato creazionista (come ci resterà per sempre il capitano Fitzroy) e viaggiando, quindi incamerando dati, cominciò a rendersi conto che le cose stavano in modo diverso. E che anche Wallace arrivò alle stesse conclusioni indipendentemente da Darwin. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La cosa che ci interessa però è fare notare come l’argomento, nel resto del mondo, sia di attualità. Solo 5 anni addietro, precisamente nel 2004, Antony Flew, uno dei più famosi atei al mondo, se non il più importante in quanto ha trattato l’argomento sull’ateismo in moltissimi suoi libri costruendone un sistema di pensiero, ha cambiato la sua visione del mondo: da ateo a teista.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo alle solite: si parla di filosofia e non di scienza. Ennesima dimostrazione della costruzione di castelli in aria, come le dissertazioni su quanti figli hanno avuto Adamo ed Eva.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una disquisizione filosofica che non vedo cosa ci possa entrare con la scienza. Né capisco a cosa possa servire parlando di evoluzione, dove contano i fatti e cioè dati ed osservazioni su genetica, biologia, paleontologia, zoologia, botanica, geologia etc etc &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ma in Italia, la notizia, non è stata divulgata, si è letto qualcosa ma senza nessun commento… meglio fare dimenticare subito la notizia, mica che poi si apra un dibattito sull’argomento… mica che si decida di discutere su una certezza come la teoria di Darwin e l’ateismo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte che in Italia da diversi anni si parla molto più di calcio, veline e gossip che di cose serie, purtroppo il dibattito è stato aperto, eccome se è stato aperto.....  e anche su Science è apparso un articolo su De Mattei &amp;amp; c.  Articolo che non è propriamente entusiasta del fatto che “anche in Italia finalmente si parla di certe cose”, tantomeno del nostro vicepresidente del CNR. Anzi, contribuisce a mettere ulteriormente alla berlina l'immagine del nostro Paese, già ampiamente compromessa in altri campi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembriamo quasi la Turchia. Ed è questo il divertente: proprio questa schiera di cristiani fondamentalisti, che si erge a paladina dell'Europa dalle radici cristiane contro i turchi e gli altri islamici, ha una sensibilità in questioni scientifiche molto più vicina a quella dei turchi che a quella del mondo occidentale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' chiaro ed evidente che Fratus falsifica la realtà, quando dice che solo in Italia l'antievoluzionismo  non ha diritto ad esistere e che “&lt;i&gt;andiamo controcorrente restando esclusi dal dibattito culturale mondiale&lt;/i&gt;”: è proprio il contrario: andiamo avanti così e faremo proprio la fine della Turchia, che non mi sembra proprio al centro di tutto ciò&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Siamo ancora figli dell’ideologia dell’800. La nostra nomenclatura scientifica non segue l’evidenza del progetto come hanno fatto e fanno i più grandi scienziati della storia. In Italia non si parla della teoria dei fisici denominata “Mente Divina&lt;/i&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche su questo ho un buio assoluto e neanche una ricerca con Google mi ha dato qualche notizia. Il noto motore di ricerca fa parte quindi della congiura anticreazionista? Ho provato con altri motori, ma niente da fare. Una congiura demo – pluto – giudaico – massonica della Rete tutta? Lascio a voi i commenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ora veniamo a parlare di cose serie. Fratus Blondet la “banda De Mattei” &amp;amp; c. sostengono che gli scienziati formino  una lobby antireligiosa incapace di cambiare idea. Su questo trovano una ricca smentita sulla questione della Tettonica a Zolle.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyV2I_NO4UI/AAAAAAAAAcw/9XAjQPFnq-E/s1600-h/Alfred-Wegener.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyV2I_NO4UI/AAAAAAAAAcw/9XAjQPFnq-E/s320/Alfred-Wegener.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando Wegener pubblicò la sua teoria della deriva dei continenti, ne 1913, non si può certo dire che la scienza ufficiale gli disse “&lt;i&gt;bravo! che bella pensata!!&lt;/i&gt;”... tutt'altro. Questa atmosfera continuò fino agli anni 60. Certo, era un po' strano vedere la distribuzione delle forme di vita sul pianeta, per cui era ammessa la presenza di “ponti continentali” che in alcune fasi avrebbero unito i continenti. Gli unici geologi che continuavano a pensare che Wegener avesse ragione si trovavano nell'emisfero sud: qualche sudafricano come Joly, per esempio. Questo perchè vedevano una certa somiglianza fra Sudamerica e Africa meridionale, per esempio. Però si scontravano con un problema gravissimo: non erano in grado di trovare il motore di questi movimenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo  negli anni 50 o primi 60 un episodio significativo: a un geologo professore di una università americana fu donata nel corso di una festa un'ancora "&lt;i&gt;per tenere fermo il nordamerica nel caso si muova&lt;/i&gt;”. Questo per dire che fino a metà degli anni 60 del XX secolo i pochi che sostenevano i movimenti dei continenti erano messi in disparte e considerati dei pagliacci. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi in un tempo brevissimo le cose cambiarono bruscamente: i dati di Hess, Dewey, Wilson e compagnia portarono a pensare che le cose andavano diversamente e cioè che i continenti siano zattere alla deriva provocata dalla formazione di nuova crosta oceanica lungo le dorsali mediooceaniche. E il DSDP, &lt;i&gt;Deep Sea Drilling Project&lt;/i&gt; (progetto di carotaggio nei mari profondi),&amp;nbsp; carotando i fondi oceani confermò indati sull'etàdella crosta oceanica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cambio fu così brusco che qualcuno fece notare un fatto curioso: studenti che entrarono all'università con i continenti fissi, ne uscirono con i continenti che si muovevano (e laureandosi in corso, non al settimo anno fuoricorso come il sottoscritto..)!! Cioè, grazie ai dati, ci fu un totale, istantaneo cambio nel “pensiero geofisico”. Ne sono testimoni articoli come “&lt;i&gt;La tettonica a zolle crostali&lt;/i&gt;”, "&lt;i&gt;i fondi oceanici&lt;/i&gt;" “&lt;i&gt;La subduzione della litosfera&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;correnti connettive nel mantello terrestre&lt;/i&gt;”.  La generalità dei titoli di questi lavori ne dimostra la loro precocità rispetto alla letteratura sull'argomento. Questo succedeva 40 anni fa circa, non secoli fa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qual'è stata la motivazione principale del trionfo della Tettonica a Zolle? Che improvvisamente, trovato il “motore”, è stato più semplice considerare i continenti mobili anziché fissi e molto più difficile (anzi, impossibile) pensare alla formazione di “ponti continentali” per spiegare la distribuzione delle faune e delle flore del passato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un esempio molto calzante su come la comunità scientifica internazionale sia pronta ad accogliere il nuovo, e sopratuttto una novità che sta alla geologia come &lt;i&gt;l'evoluzione delle specie&lt;/i&gt; sta alla biologia. Altro che una comunità chiusa in se stessa e incapace di accogliere le novità. Sbaglio?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo proposito noto che negli anni 70 fiorì una certa letteratura contro la tettonica a zolle alimentata da oscurantisti vari, a partire dai cultori di Atlantide. Esattamente come continuano a fare negli ultimi 150 anni con motivazioni scientificamente pretestuose i sostenitori del creazionismo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-5542803186199389058?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/5542803186199389058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=5542803186199389058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5542803186199389058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5542803186199389058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/gli-intellettuali-levoluzionismo-e-la.html' title='Gli intellettuali, l&apos;evoluzionismo e la tettonica a zolle: la comunità scientifica non è poi così impermeabile alle novità'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SyV1FlezvjI/AAAAAAAAAco/eFQskyaHro0/s72-c/archeoDNA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-4998479724059621666</id><published>2009-12-09T09:00:00.001+01:00</published><updated>2009-12-09T09:03:48.787+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tramvia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traffico'/><title type='text'>Il traffico a Firenze: esame e possibili rimedi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9WHHa-kLI/AAAAAAAAAcQ/9zEPhK4f9gQ/s1600-h/traffico+pprato.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9WHHa-kLI/AAAAAAAAAcQ/9zEPhK4f9gQ/s320/traffico+pprato.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La mattina di venerdì 4 dicembre 2009 è stata veramente “terribile” per Firenze, a causa di uno dei più colossali ingorghi  che ci siano stati nella città. Un po' di pioggia e tutti a prendere l'auto anziché motorini e biciclette (ma in Danimarca come fanno ad andare in bicicletta tutto l'anno?). Personalmente per andare a lavorare devo attraversare tutta la città. e di solito passo dal centro in bicicletta.&amp;nbsp; Mi fa una fatica terribile prendere la macchina: odio dover parcheggiare, le code, fermarmi ogni mezzo minuto ai semafori etc etc. Inoltre in macchina come ogni italiano medio divento nervoso. Quel giorno, complice l'ora e la pioggia ho preso l'autobus anzichè la bicicletta (la macchina neanche a parlarne) e alle 7.30, piuttosto tranquillamente, ero a lavorare, quindi non ho fatto in tempo a vedere il macello. Me lo hanno raccontato. Ho scritto in proposito un articolo su “&lt;a href="http://www.nove.firenze.it/"&gt;Nove da Firenze”&lt;/a&gt; che riporto integralmente. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche tempo fa su una televisione locale lombarda ci fu un interessante scambio di vedute e punzecchiate tra un politico svizzero e uno italiano. L'elvetico ha detto che in Ticino e a Berna sono molto preoccupati perchè in Italia non si fa niente per le ferrovie di valico, se non parlare, Il politico italico ha risposto che in Lombardia sono in corso le costruzioni di alcune nuove importanti arterie stradali come la nuova Brescia – Bergamo – Milano, la Tangenziale Esterna di Milano e la Pedemontana, però a proposito di valichi transfrontalieri è impossibile fare la tangenziale di Varese fino al confine di Stato (a cui Varese è molto vicina) perchè gli svizzeri non hanno deciso di fare l'autostrada di la del confine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al che il confederato ha ribattuto che forse il collega non sapeva che sia la Svizzera che l'Unione Europea hanno una politica dei trasporti, a differenza dell'Italia, ed hanno scelto di favorire il ferro; quindi si scordi per ora e per sempre altre autostrade verso l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è fondamentalmente il problema dell'Italia. Si è sempre privilegiato la mobilità privata su automobile al posto di quella pubblica, su gomma o su ferro. E caratterialmente l'automobile si confà meglio all'individualismo dell'italiano medio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità del famoso ingorgo di venerdì 4 dicembre sta in parte anche in questo: se tutti i fiorentini usano la propria automobile per girare per la città, specialmente in ora di punta, non è possible che tutto fili liscio, considerando pure che ai residenti nel comune sommiamo le persone che a Firenze entrano la mattina (basta vedere cosa sono la zona del Galluzzo e il tratto terminale della A11 per rendersi conto di quanti siano).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9XP8aj-1I/AAAAAAAAAcg/16_HSESFOVk/s1600-h/porta+a+prato.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9XP8aj-1I/AAAAAAAAAcg/16_HSESFOVk/s320/porta+a+prato.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Occorrono però alcune considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La soluzione però non può essere quella di costringere la gente a lasciare la macchina a casa: oltre a ledere degli inalienabili diritti della persona bisogna considerare che per alcuni è necessario andare in macchina: c'è chi non ha alternative perchè deve andare in una zona non coperta da servizio pubblico o per l'orario o per il luogo, c'è chi deve trasportare cose pesanti o ingombranti (a cominciare dalla spesa) o persone con difficoltà di movimento etc etc.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. Ma d'altro canto la soluzione non può essere quella adottata da molte persone che “prendono l'auto anche per andare in bagno: fino a quando c'è gente che solo per andare a lavorare o a guardare i nipoti prende la macchina per fare San Frediano – Piazza Libertà o il Barco – Sant'Jacopino andremo poco lontano (e lo faremo molto piano per giunta...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. Poco tempo prima della contestata chiusura di Piazza Duomo ero sul posto assieme a un tedesco, il quale mi ha fatto notare come in Germania, Austria e Svizzera una zona come quella sarebbe già stata chiusa da un pezzo al traffico privato e ci si sarebbe arrivati in tram.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando gli ho spiegato che le tramvie sono avversate da una parte della popolazione (e della politica) mi ha guardato come se appartenessimo ad un altro continente, se non pianeta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4. Il trasporto pubblico è già una soluzione economica per l'utente, ma ha poco fascino essenzialmente per le lunghe attese alle fermate, i ritardi, il tempo impiegato per attraversare la città e l'elevato affollamento dei mezzi.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sarebbe poi così difficile migliorare il servizio pubblico: non so se vi è mai capitato di prendere un autobus la mattina prima delle 7. La puntualità è vicina alla perfezione. Anzi, è bene arrivare alla fermata un paio di minuti prima dell'orario previsto. Il segreto? In città non c'è ancora traffico.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, se si vuole evitare la ripetizione degli ingorghi come quello dell'altro giorno la ricetta è una sola: privilegiare il trasporto pubblico (su gomma e su ferro) e limitare volontariamente  l'uso del mezzo privato ai soli casi realmente necessari: il momento che l'utente ha a disposizione un'alternativa comoda, veloce e anche più economica è più facile che lasci la sua automobile dov'è.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9XHEhE66I/AAAAAAAAAcY/PTJzV4qu7Xo/s1600-h/0000_autobus.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9XHEhE66I/AAAAAAAAAcY/PTJzV4qu7Xo/s320/0000_autobus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Come fare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Occorre isituire Innanzitutto corsie preferenziali per gli autobus, ma non “a pioggia”: occorre vedere linea per linea quali siano i punti più critici e cercare soluzioni ai problemi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. Occorre capire se hanno senso le cosiddette “linee forti” che attraversano la città da un lato all'altro quando, prendendo ad esempio la linea  23, nella quale le conseguenze di un ingorgo al Ponte di Mezzo (o di quello dell'uscita dal Nuovo Pignone) si riflettono sulla puntualità del servizio fino a  Gavinana, Sorgane e Nave a Rovezzano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. Occorre razionalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti per non arrecare grossi disturbi alla corcolazione degli autobus.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4. Occorre, ebbene sì, come in altre centinaia di centri urbani dell'Europa più civile (Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca) la costruzione delle tramvie, che sono un sistema capace di trasportare comodamente e velocemente un numero di persone che il traffico privato e quello degli autobus non si sognano nemmeno da lontano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;5. Occorre sistemare i flussi della viabilità: è inutile avere strade che si allargano e poi si stringono: la strettoia porterà sempre un ingorgo, come può spiegare facilmente un matematico che conosce la “teoria delle code”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;6. Occorre una vera rete di piste ed itinerari ciclabili seri, non piste ciclabili spot sui marciapiedi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi ci saranno sempre quelli che, magari persino con solide “radici cristiane”,  &lt;i&gt;mi dà noia stare su un autobus o un tram fianco a fianco con degli extracomunitari&lt;/i&gt;, quelli che&lt;i&gt; il bambino lo porto a scuola con il proprio SUV anzichè con un (eventuale) servizio di scuolabus&lt;/i&gt; o quelli che &lt;i&gt;prendo la macchina perchè devo andare a comprare il giornale&lt;/i&gt;. Ma questa è un'altra storia. Di mancanza di senso civico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-4998479724059621666?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/4998479724059621666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=4998479724059621666' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4998479724059621666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4998479724059621666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/il-traffico-firenze-esame-e-possibili.html' title='Il traffico a Firenze: esame e possibili rimedi'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx9WHHa-kLI/AAAAAAAAAcQ/9zEPhK4f9gQ/s72-c/traffico+pprato.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-7321975202077400917</id><published>2009-12-08T08:58:00.000+01:00</published><updated>2009-12-08T08:58:26.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><title type='text'>La moglie di Caino: il testo del libro della Genesi e le sue gravi lacune. come si può credervi acriticamente e in spregio a quello che ci racconta la natura?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx4EVJnmyjI/AAAAAAAAAb4/NXPJc-ei3ng/s1600-h/caino+e+qbele.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx4EVJnmyjI/AAAAAAAAAb4/NXPJc-ei3ng/s400/caino+e+qbele.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Come è noto, il libro della Genesi è preso più o meno letteralmente dai creazionisti, nonostante che ci siano alcune cose che tornano poco. Esaminiamo per esempio la questione delle donne della Genesi, in particolare le mogli dei successori diretti in linea maschile di Adamo. Ecco il testo del capitolo 4, fra i versetti 16  e 20: &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;sup&gt;16&lt;/sup&gt;Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt;Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. &lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt;A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech. &lt;sup&gt;19&lt;/sup&gt;Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. &lt;sup&gt;20&lt;/sup&gt;Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. &lt;sup&gt;21&lt;/sup&gt;Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto. &lt;sup&gt;22&lt;/sup&gt;Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naam&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Chi era e da dove veniva la moglie di Caino? E quella di Enoch e dei suoi primi discendenti? Risultano tutti figli maschi unici... come la mettiamo?  &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Ho cercato in rete  e ne ho trovate alcune risposte. Fra tutte ne ho scelta una perchè l'ho trovata  su un sito interessante e che rimanda a &lt;a href="http://www.creazionismo.org/"&gt;www.creazionismo.org&lt;/a&gt;, che considero sito “attendibile” e “autorevole” al riguardo, &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;La Bibbia non dice specificamente chi fu la moglie di Caino. L’unica risposta possibile infatti è che la moglie di Caino fosse sua sorella o sua nipote o una pronipote, ecc. La Bibbia non dice quanti anni avesse.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Il fatto che Caino, dopo aver ucciso Abele,  temesse per la propria vita&lt;/i&gt;&amp;nbsp;   (Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere” - &lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;Genesi 4:14) &lt;i&gt;indica che a quei tempi c’erano probabilmente molti altri figli e, forse, anche nipoti e pronipoti di Adamo ed Eva. La moglie di Caino (Genesi 4:17) era una figlia o una nipote di Adamo ed Eva..&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;mi fermo un attimo per alcune considerazioni. I teologi (e i filosofi in generale) sono sempre stati bravissimi a scrivere paginate se non libri interi su piccole frasi prese singolarmente nei testi religiosi (con questo non dico che anche nessuno scienziato abbia mai fatto operazioni del genere, per esempio un paleontologo su un misero ossicino...). &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;In questo frangente mi inchino alla soluzione indicata. In buona sostanza l'interlocutore ci dice che il racconto biblico è lacunoso e ci sono stati altri figli di Adamo ed Eva. Poi aggiunge una cosa assolutamente significativa: Caino dopo il biblico omicidio più della collera del Signore, temeva con una certa terrena praticità la collera dei parenti del morto ammazzato (che bene o male erano anche i suoi). A quando una fiction sull'argomento?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Un mio amico sacerdote invece mi ha detto (scuotendo il capo con disperazione) che secondo i sostenitori dell'integrità del racconto biblico (per i quali – preciso - ha poca stima) questa è una delle soluzioni possibili. Altri pensano invece che Dio stesso abbia creato direttamente altri uomini e/o donne (o, almeno, la moglie di Caino). Anche in questo caso evidentemente sostengono che la Bibbia sarebbe lacunosa. &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Aggiungo che dire che probabilmente erano entrambi pienamente adulti, forse con delle famiglie proprie, è almeno apparentemente in contrasto con il testo che solo successivamente afferma “&lt;i&gt;Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden. &lt;/i&gt;&lt;sup&gt;&lt;i&gt;17&lt;/i&gt;&lt;/sup&gt;&lt;i&gt;Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Adesso proseguo con quella risposta perchè si va sullo scientifico, e specificamente si parla di genetica!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;Poiché Adamo ed Eva furono i primi (e unici) esseri umani, i loro figli non avrebbero avuto altra scelta che di sposarsi fra loro. Dio non proibì il matrimonio fra consanguinei se non molto più tardi, quando ci furono abbastanza persone da non renderlo più necessario (Levitico 18:6-18). &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;Il motivo per cui spesso l’incesto provoca anomalie genetiche nei figli è che, quando due  persone di geni simili (ad es. un fratello e una sorella) hanno dei figli, è di gran lunga più probabile che ne scaturiscano difetti genetici perché entrambi i genitori li hanno essi stessi. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;Quando persone di diverse famiglie hanno dei figli è altamente improbabile che entrambi i  genitori abbiano gli stessi difetti genetici. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;E fin qui tutto bene. Ma leggete il seguito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya;"&gt;Il codice genetico umano è diventato sempre più  “contaminato” lungo i secoli man mano che i difetti genetici si sono moltiplicati, accentuati e  trasmessi di generazione in generazione. Adamo ed Eva non avevano alcun difetto genetico, perciò questo consentì a loro e alle prime generazioni dei loro discendenti di avere una qualità di salute di gran lunga migliore di quella che noi abbiamo adesso. I figli di Adamo ed Eva ebbero pochi difetti genetici, e forse non ne ebbero affatto. Ne consegue che per loro non comportava rischi contrarre matrimonio fra consanguinei. Potrebbe sembrare strano e perfino disgustoso pensare che la moglie di Caino fosse la sorella. ma poiché Dio cominciò con un uomo e  con una donna, la seconda generazione non avrebbe avuto altra scelta che di sposarsi fra  consanguinei. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Vorrei sapere cosa vuol dire un essere “geneticamente perfetto”. Secondo l'interlocutore geneticamente perfetto significa “che vive più a lungo”. Mi piacerebbe sapere come potrebbe essere una persona “geneticamente perfetta” per esempio riferendosi all'anemia falciforme. Si sa  che se il padre e la madre hanno entrambi questa mutazione, per il figlio difficilmente c'è scampo. Però i portatori sani di questa mutazione hanno un'emoglobina che protegge meglio dalla malaria. In altre parole: se tutti e due i genitori ce l'hanno è un guaio, se ce l'ha uno solo dei due i rischi di contrarre la malaria sono minori (ed è per questo che tale mutazione è ben presente in zone in cui la malaria era diffusa). Questo è un esempio, ma la risposta genetica alle malattie è una delle maggiori forme di selezione naturale e spesso viene fuori casualmente proprio per una mutazione, che rende  così un corpo “più perfetto”. Quali erano le persone senza difetti genetici secondo l'interlocutore? Quelle che resistevano meglio alla malaria ma rischiavano di generare un figlio malato o quelle che non correvano questo rischio ma rischiavano più facilmente di morire di malaria?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;La risposta scientificamente è duplice: dove c'era la malaria prevalevano i primi, in zone esenti i secondi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Mi piacerebbe sapere quella teologica. Prima o poi glielo chiederò....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Una ultima annotazione: Caino dopo essere fuggito fonda una città. Ma con quanti abitanti? Lui, la moglie e il figlio? E' chiaro che nessuno pretende una megalopoli, e il termine città poteva riferirsi a un villaggio di una ventina di abitanti. Ma c'era già uno stuolo di discententi di Adamo ed Eva?  Dietro Il biblico fattaccio c'era forse una lotta all'interno di un clan o fra due clan che si erano appena formati?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Ecco, questa è una parte del  testo, peraltro in democrazia rispettabilissimo come riferimento morale, sul quale si abbeverano da un punto di vista scientifico i creazionisti. Mi chiedo come si possa pensare di pensare alla storia naturale prendendo alla lettera questo testo, che essi stessi ammettono essere così lacunoso rispetto a una questione essenziale come quella della moglie di Caino.&amp;nbsp; M&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Mi risponderanno sicuramente che la Bibbia non si dilunga su particolari di secondaria importanza. Eppure questi mi sembra che una certa importanza ce l'abbiano....&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Che ci fossero dei contrasti fra il racconto bibilico e quello che si legge dalle rocce e dai fossili ne sono accorti molti creazionisti, che infatti proprio per quello hanno ideato e abbracciato l'ipotesi dell'Intelligent Design.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Evidentemente fra i creazionisti il problema è essenzialmente psicologico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: AlArabiya; font-size: small;"&gt;Il guaio è dagli corda come stanno facendo adesso alcuni organi di informazionee mettere certi personaggi in posizioni chiave della ricerca scientifica italiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-7321975202077400917?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/7321975202077400917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=7321975202077400917' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/7321975202077400917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/7321975202077400917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/la-moglie-di-caino-il-testo-del-libro.html' title='La moglie di Caino: il testo del libro della Genesi e le sue gravi lacune. come si può credervi acriticamente e in spregio a quello che ci racconta la natura?'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sx4EVJnmyjI/AAAAAAAAAb4/NXPJc-ei3ng/s72-c/caino+e+qbele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-682959669748831913</id><published>2009-12-04T01:06:00.001+01:00</published><updated>2009-12-05T22:02:31.141+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CNR'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='De Mattei'/><title type='text'>De Mattei, Maiani e il C.N.R.: pace armata e/o sconfitta della Scienza?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Telmo Pievani scrive un articolo su Micromega, su De Mattei e il suo libro (o, meglio, il libro curato dall'insigne storico) “&lt;i&gt;evoluzionismo, il tramonto di una ipotesi&lt;/i&gt;”. Qvviamente lo stronca e la cosa non piace ai soliti noti. Questa pubblicazione riassume gli atti del famigerato convegno dello scorso 23 febbraio ospitato nelle sale del CNR, convegno che però, precisa De Mattei, "&lt;i&gt;al CNR non è costato un euro&lt;/i&gt;" (a parte – considerazione banale – l'uso della sala). Sembra però che il CNR abbia dato un piccolo contributo per la stampa del libro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In giro si mormora che questo convegno sia sostanzialmente stato deciso perchè nella conferenza vaticana del marzo di quest'anno i creazionisti non erano stati (giustamente) ammessi. In questa sede ùde Mattei ha radunato una manica di personaggi che come unico comune denominatore hanno l'avversione al darwinismo, alcuni dei quali come il genetista Sermonti e il sedimentologo Berthault, ampiamente sconfessati dalla comunità scientifica: francamente leggendo quello che scrivono penso che non sarebbe riuscita ad essere così tremendamente assurda neanche una caricatura di scienziato interpretata da Raimondo Vianello in un varietà degli anni 60 o 70.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxhRcHM04vI/AAAAAAAAAbo/jGR97veW64M/s1600-h/deMattei_tn.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxhRcHM04vI/AAAAAAAAAbo/jGR97veW64M/s320/deMattei_tn.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riassumiamo un attimo  le referenze di De Mattei. Professore di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma, è anche coordinatore del corso di laurea in “scienze storiche”.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' direttore di “&lt;i&gt;Radici Cristiane&lt;/i&gt;”  (un concetto significativamente vicino ad una recente polemica politica a livello europeo), e presidente della “&lt;i&gt;Fondazione Lepanto”&lt;/i&gt;, nome che ovviamente è tratto  dalla nota battaglia del 1571 in cui per la prima volta i turchi furono fermati dai cristiani. Non stupisce che sia visceralmente contrario all'entrata della Turchia nella Unione europea (argomento che non tocco, per carità....). Eppure con i turchi ha una certa affinità culturale, basta leggere la &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/03/solidarieta-cigdem-atakuman-defenestata.html"&gt;vicenda della rivista&lt;/a&gt; “&lt;i&gt;Bilim ve Teknik&lt;/i&gt; ” (qualcosa come “scienze e tecnologie”). Disgraziatamente, attualmente è anche vice-presidente del CNR&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non rientro nella descrizione del convegno, che trovate qui. Tanto per la crinoca, vi inforno se non lo sapevate che quel numero di Radici Cristiane conteneva altri articoli di un certo spessore, fra i quali uno sulla bellezza della messa in latino (non so perchè ma c'era da immaginarsi che Radici Cristiane sia nostalgica di tutto ciò) e (questa è proprio spaziale!) un’intervista quantomeno deferente al pretendente al trono del Brasile.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio alcune considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. un conto è la sacrosanta libertà di opinione, un altro è spacciare per verità delle idiozie sovrumane e soprattutto dichiarare che una vasta parte del mondo scientifico sia d'accordo con la critica all'evoluzionismo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. De Mattei, con la sua carriera di storico del cristianesimo, è l'ennesima dimostrazione che purtroppo personaggi come Benedetto Croce e Giovanni Gentile, le peggiori iatture per la cultura italiana del XX secolo, non rappresentano altro che la punta dell'iceberg di quella massa di cosiddetti “uomini di cultura” che considerano Cultura con la C maiuscola le arti la filosofia e le lettere e si atteggiano a esseri superiori nei confronti di quella scientifica e tecnica, considerata cultura di serie B se non C. Una situazione che esiste solo in Italia.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. Per cercare di esemplificare il talento scientifico del Nostro, e il suo concetto crociano della superiorità della cultura umanistica basta questa frase: «&lt;i&gt;Dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare&lt;/i&gt;»,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secoli di scienza quindi non sono serviti a niente: decidono i filosofi. E questo è il vicepresidente del CNR????????&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il commento migliore che ho letto viene dal presidente della Società italiana di biologia evoluzionistica Marco Ferraguti: &lt;i&gt;«I testi inclusi nel volume non hanno nulla a che fare con la scienza, e del resto nessuno degli autori gode di un qualche credito a livello internazionale. Sostengono tesi stravaganti, come quella per cui i dinosauri sarebbero vissuti al massimo quarantamila anni fa. (Gli autori) sono dei perfetti sconosciuti: il più noto è il polacco Maciej Giertich, ex parlamentare europeo criticato per uno scritto di sapore antisemita&lt;/i&gt;».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi oltre a &lt;i&gt;mamma li turch&lt;/i&gt;i c'è anche un certo antisemitismo.... sempre meglio....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa più divertente è che a parlare di queste idee sono sempre i soliti quattro gatti, come dimostra l'elnco degli oratori ad un altro convegno svoltosi a Roma il 9 novembre dove hanno sparato sempre le solite bischerate. Proprio non capisco dove siano tutti questi uomini di scienza antievoluzionisti che secondo loro si aggirano per le università e i centri di ricerca di tutto il mondo (Turchia esclusa...)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo ho l'impressione che la situazione al CNR non debba essere molto tranquilla per gli scienziati e che De Mattei abbia molto potere. Mi domandavo come mai il professor Maiani, presidente dell'Istituzione e fisico noto ben oltre i nostri confini era rimasto in silenzio.    &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oddio, anche lui le grane se le va a cercare con il lanternino, visto che la sua nomina è stata molto avversata dai parlamentari della attuale maggioranza per aver osato essere uno dei 67 firmatari della famosa lettera contro la Lectio Magistralis che Papa Ratzinger doveva tenere alla Sapienza un anno fa. Fra parentesi ne avevano provate di tutti i colori per demolirlo scientificamente, ma “stranamente” non ci sono riusciti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine ho l'impressione che De Mattei sia stato messi lì proprio per ostacolare l'attività scientifica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, l'unica uscita di Maiani sull'argomento è stata questa, a seguito di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del primo dicembre: In merito all'articolo "&lt;i&gt;Darwin mette in imbarazzo il Cnr - Lite tra studiosi sul creazionismo" (1.12.2009), voglio precisare che "il carattere aperto della ricerca intellettuale" e la "personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee" per me e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche non sono un "contentino", come afferma l'articolo, ma valori fondanti, coerenti con la civiltà del nostro Paese. Con l'occasione intendo ribadire con forza - al di là delle diverse posizioni culturali - i rapporti di stima, amicizia e proficua collaborazione che mi legano al Vice Presidente, prof. Roberto de Matte&lt;/i&gt;i.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il quale, da par suo, risponde: &lt;i&gt;Relativamente all'articolo "Darwin mette in imbarazzo il Cnr, Lite tra studiosi sul creazionismo" (1/12/09), desidero precisare che le possibili differenze di pensiero sull'evoluzionismo o su altri temi di carattere culturale non fanno velo alla stima e alla piena sintonia che esiste tra il Presidente del CNR, prof. Luciano Maiani, e me circa la governance dell'Ente e il futuro della ricerca in Italia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spero solo che questa sintonia sia solo a parole. Perchè altrimenti visto il titolo di una sua pubblicazione e cioè "i&lt;i&gt;l CNR e le scienze umane, una strategia di rilancio&lt;/i&gt;" il futuro della ricerca in Italia mi terrorizza....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo temo che la mia sia una speranza vana: un ricercatore del CNR, di cui ovviamente taccio il nome, mi ha scritto queste testuali parole:  “&lt;i&gt;la posizione di Maiani fa cadere le braccia! E' ovvio che non vuole rogne. Comunque la cosa ormai é stata denunciata anche in alto loco. Se non si muovono loro, non so quanto serva che qualche peone come me alzi la voce&lt;/i&gt;”.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Semplicemente frustrante.Sinceramente in un clima del genere non mi pento di non aver neanche tentato di intraprendere la Scienza attiva in favore dell'industria metalmeccanica prima e della grande distribuzione poi....&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-682959669748831913?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/682959669748831913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=682959669748831913' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/682959669748831913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/682959669748831913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/de-mattei-maiani-e-il-cnr-pace-armata.html' title='De Mattei, Maiani e il C.N.R.: pace armata e/o sconfitta della Scienza?'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxhRcHM04vI/AAAAAAAAAbo/jGR97veW64M/s72-c/deMattei_tn.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-5998488206853424728</id><published>2009-12-02T09:29:00.000+01:00</published><updated>2009-12-02T09:29:56.466+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tetrapodi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='simonpietro'/><title type='text'>Acanthostega e l'origine dei tetrapodi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYjQgiXJEI/AAAAAAAAAbQ/tcpe-SCeI50/s1600-h/platypus.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYjQgiXJEI/AAAAAAAAAbQ/tcpe-SCeI50/s320/platypus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto mi devo scusare con un lettore, &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/simonpietro-biologo-creazionista-mi.html"&gt;Simonpietro&lt;/a&gt;, a cui non ho più risposto. Ma come vedete a novembre ho combinato molto poco su Scienzeedintorni perchè in questo periodo sono stato molto impegnato su diversi fronti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In uno dei suoi primi post, quando gli citai l'ornitorinco come un animale “nel guado fra rettili e mammiferi”, un misto di caratteristiche rettiliane e mammaliane, lui scrisse, citando  Harun Yahya e il suo “&lt;i&gt;dilemma della forma di transizione&lt;/i&gt;” che "&lt;i&gt;Gli esseri di cui gli evoluzionisti hanno bisogno, per confermare la loro teoria dell’evoluzione, sono delle vere forme di transizione, non dei mosaici. E queste forme dovrebbero avere organi carenti o mancanti del tutto, oppure non completamente formati, o per niente funzionali. Al contrario, tutti gli organi delle creature mosaico sono completamente formati e senza difetti.&lt;/i&gt;"  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' chiaro ed evidente che l'ornitorinco è un animale "&lt;i&gt;completamente formato e senza difetti&lt;/i&gt;" (per dirla come Yahya). Ma è anche un “&lt;i&gt;animale mosaico&lt;/i&gt;”, per le sue caratteristiche, un po' mammaliane e un po' rettiliane. Andiamo ora negli animali fossili e parliamo del già citato in una di quelle discussioni con Simonpietro  Acanthostega. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYi_ILk8MI/AAAAAAAAAbI/7bZdimdTBYQ/s1600-h/dipnoo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYi_ILk8MI/AAAAAAAAAbI/7bZdimdTBYQ/s320/dipnoo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I dipnoi. pesci polmonati attualmente esistenti, possono usare le pinne carnose come rudimentali arti per spostarsi da una pozza ad un'altra. Addirittura, a dimostrarne la stranezza, il dipnoo sudamericano e quello africano erano stati scambiati per anfibi. La specie africana e quella sudamericana hanno le pinne archipterige, molto simili nella struttura agli arti dei vertebrati terrestri. Questo li colloca fra i Sarcopterigi, pesci che tra il Siluriano e il Devoniano erano molto diffusi. Ora sono molto rari: si contano 3 specie di dipnoi e la Latimeria, un celacanto, l'unico superstite dell'altro gruppo di Sarcopterigi, i crossopterigi e che presenta un polmone totalmente riempito di materiali adiposi, per cui non più funzionante. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Normalmente nei pesci ossei le pinne pettorali si connettono ad una scaglia ossea sulla superficie del corpo. Nei Sarcopterigi invece le pinne carnose anteriori sono sorrette dall'omero che poi si ramifica in radio e ulna. Così succede anche per quelle posteriori. In queste particolari pinne c'era quindi già la struttura principale degli arti dei tetrapodi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per molto tempo l'ipotesi sull'origine dei tetrapodi, i vertebrati terrestri (o, meglio, dei loro arti) aveva preso esempio dall'attuale stile di vita dei dipnoi, che usano la   locomozione terrestre per muoversi tra una pozza ed un'altra in ambienti semiaridi o con alternanza di stagioni secche e aride. In realtà le cose dovrebbero essere andate diversamente e i tetrapodi sono più vicini ai ripidisti, crossopterigi di acqua dolce o salate costiere, come &lt;i&gt;Tiktaalik&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Acanthostega&lt;/i&gt; che ai dipnoi, cosa dimostrata anche dalla anatomia comparata. Quindi i dipnoi non sono antenati diretti dei vertebrati terrestri, anche se sono molto vicini, formando rispetto a questi un “gruppo parafiletico” (cladisticamente parlando, anche noi tetrapodi siamo dei crossopterigi....). Inoltre ci sono evidenti prove a favore del fatto che i dipnoi abbiano adottato questo stile di vita in tempi abbastanza recenti, favoriti dall'avere dei polmoni funzionanti.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quasi due anni fa in un post sulla &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2008/04/la-rana-senza-polmoni-e-limportanza.html"&gt;storia della respirazione&lt;/a&gt; nei vertebrati feci notare come molti pesci hanno un polmone residuo (la vescica natatoria) e che la respirazione branchiale non poteva essere sufficiente in alcuni ambienti per cui oltre ad affiancarla alla traspirazione nella pelle molti pesci avevano iniziato a usare la respirazione buccofaringea. Ergo, come dimostrano ancora oggi i dipnoi, c'è stato un periodo in cui in alcuni pesci hanno coesistito branchie e polmoni (più o meno sviluppati). I dipnoi quindi sono un altro esempio degli aborriti “animali – mosaico” di Yahya.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel devoniano, per una ventina di milioni di anni, c'è stata una fioritura di forme diciamo così intermedie fra i pesci sarcopterigi e i tetrapodi. &lt;i&gt;Tulerpeton,&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Tiktaalik, Eustenopteron &lt;/i&gt;e altri fossili presentano stadi diversi della formazione degli arti e hanno dimostrato che i tetrapodi erano già tetrapodi prima di conquistare le terre emerse. &lt;i&gt;Eustenopteron &lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Tiktaalik&lt;/i&gt; ancora non hanno degli arti che terminano con delle vere e proprie dita, mentre &lt;i&gt;Tulerpeton&lt;/i&gt; sì (e con 6 dita)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYh4hAN8HI/AAAAAAAAAbA/Fc5zbKenXj4/s1600-h/AcanthostegaAxial.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYh4hAN8HI/AAAAAAAAAbA/Fc5zbKenXj4/s320/AcanthostegaAxial.gif" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un fossile particolarmente significativo al riguardo è &lt;i&gt;Acanthostega&lt;/i&gt;, anche per la completezza degli scheletri e che si colloca in uno stadio intermedio. Per essere è un tetrapode, ma ha delle caratteristiche un po' diverse da quelle degli anfibi con cui è stato spesso confuso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamone alcune in dettaglio: le caviglie non erano adatte a sostenerne il peso dell'animale fuori dall'acqua e le costole erano troppo corte per impedire il collasso della cavità toracica. Era dotato di una grande pinna caudale e gli arti più che gambe assomigliavano a pagaie e alle loro estremità c'erano ben 8 dita (le tradizionali 5 dita dei tetrapodi si affermeranno in seguito: molte creature al passaggio pesci – anfibi erano dotate di più di 5 dita) e le proporzioni delle ossa dell'avambraccio ricordano quelle dei pesci polmonati. Tutte queste caratteristiche sono incompatibili con la vita subaerea come anche la struttura delle branchie, perfettamente funzionanti e interne (gli anfibi, quando le posseggono, si trovano in posizione esterna). Pertanto &lt;i&gt;Acanthostega&lt;/i&gt; era più che altro un pesce con delle pinne trasformate in arti, non un anfibio primitivo. Anzi, sulla terraferma proprio non ci poteva assolutamente andare, nonostante che vi vivesse molto vicino: i suoi resti sono stati trovati in sedimenti fluviali. &amp;lt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo animale coesistano strutture tipiche dei pesci con altre che saranno successivamente tipiche dei tetrapodi. E a giudicare dal numero dei fossili, anche Acanthostega era un animalecompletamente formato e senza difetti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi possiamo dire (anche se Henry Gee inorridirebbe a leggere questa frase) che l'&lt;i&gt;Acanthostega&lt;/i&gt; sta tra pesci (sarcopterigi, ovviamente) e  tetrapodi come l'ornitorinco sta tra i rettili e i mammiferi placentati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto una cosa è sicura: i tetrapodi hanno evoluto gli arti prima di uscire dall'acqua. E anche se in seguito queste strutture hanno rappresentato una eccellente attrezzatura per la conquista delle terre emerse, all'inizio della loro storia non sono serviti a questo. Mancando strutture omologhe fra gli animali odierni non possiamo che provare ad immaginare a cosa servissero questi arti. Siccome forme del genere erano abbastanza diffuse dovevano avere una qualche funzione importante.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedendo l'anatomia dei Sarcopterigi è abbastanza intuitivo per un evoluzionista capire come questi arti si sono formati. Ma rispondere alla domanda “a cosa servivano” è un po' più complesso: l'unica certezza è che se si sono evolute a qualcosa dovevano servire ma non essendoci attualmente forme corrispondenti siamo costretti ad ipotizzare. Forse le pinne hanno incominciato ad essere utilizzate per il movimento anziché per una pura funzione di direzionalità: in pratica il pesce oltre a muoversi sinuosamente (come ancora fanno fra i tetrapodi anfibi e rettili) ha incominciato a usare le pinne come pagaie che poi si sono irrobustite ulteriormente. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I fossili dei primi tetrapodi sono stati tutti rinvenuti in sedimenti di zone paludose o lagunari, particolarmente difficili per la presenza di acque basse, stagnanti e piene di residui vegetali per cui anche poco ossigenate. In un ambiente del genere poter respirare direttamente l'aria con la bocca (e i polmoni) e non solo tramite le branchie o la pelle, avere un collo che consentiva di muovere la testa fuori dall'acqua e delle pinne specializzate per districarsi nella vegetazione (viva e morta) sul fondo erano indubbiamente dei grandissimi vantaggi, che hanno successivamente consentito la conquista delle terre emerse. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-5998488206853424728?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/5998488206853424728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=5998488206853424728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5998488206853424728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5998488206853424728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/acanthostega-e-lorigine-dei-tetrapodi.html' title='Acanthostega e l&apos;origine dei tetrapodi'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxYjQgiXJEI/AAAAAAAAAbQ/tcpe-SCeI50/s72-c/platypus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-730455472597473281</id><published>2009-11-29T23:45:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T23:45:44.518+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='australia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='siccità'/><title type='text'>un villaggio nel centro dell'Australia assediato da cammelli e le ricadute sulla "filosofia" della conservazione della Natura</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxL5BLxJBHI/AAAAAAAAAao/J_HlXdUMo3Y/s1600/cammelli.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxL5BLxJBHI/AAAAAAAAAao/J_HlXdUMo3Y/s640/cammelli.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX i coloni europei in Australia avevano da risolvere un problema: come spostarsi nei vasti e quasi desertici territori del continente? I canguri erano gli unici animali di una certa stazza ma non erano certo adatti alla bisogna. La risposta fu abbastanza facile: oltre a cavalli e asini che gli europei avevano già introdotto precedentemente in Nordamerica  con successo, furono importati diversi cammelli. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il “progresso” li ha resi inutili abbastanza velocemente: come nel resto del mondo prima le ferrovie e poi le strade fornirono una alternativa più veloce ed efficace per i  trasporti.   &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La situazione di questi animali si è evoluta in maniera diversa che altrove: se negli altri continenti, principalmente Europa e Nordamerica, la nascita dei mezzi meccanici ha provocato una riduzione del numero degli animali da tiro (quanti cavalli da tiro, asini e muli vivono adesso in Europa?), in Australia, complici le grandi distese libere, una parte di loro furono lasciati liberi e colonizzarono l'ambiente, favoriti dal vuoto che gli europei avevano fatto della fauna locale, sia erbivora (principalmente i pochi canguri sopravvissuti), sia carnivori come il tilacino, ormai definitivamente scomparso e peraltro già minacciato dai dingo (canidi importati dai primi uomini che colonizzarono il continente).  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Australia i cammelli hanno avuto buon gioco: privi di nemici e competitori, e straordinariamente adatti all'ambiente arido, sono rapidamente aumentati di numero, riducendo le fonti di cibo per i marsupiali superstiti e portando nuove malattie. Cavalli e asini, parimenti abbandonati, contribuiscono a questa situazione, ma in misura molto minore, a causa del loro minore adattamento all'ambiente locale. Sembra che ci siano almeno un milione di cammelli nell'Australia centrale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxL5SquqNZI/AAAAAAAAAaw/SpkEymk6QZo/s1600/australia.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxL5SquqNZI/AAAAAAAAAaw/SpkEymk6QZo/s400/australia.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Docker River (Kaltukatjara in linguaggio locale) è un villaggio di circa 400 abitanti (quasi tutti aborigeni) situato quasi al centro del deserto nell'isola - continente, a 400 km circa da Alice Springs  che è la città importante più vicina: tanto per dare un'idea del popolamento dell'area, le fonti di informazione ci dicono che il luogo più popoloso più vicino a Kaltukatjara è Kintore, meno di 1000 abitanti a quasi 200 km di distanza!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante le sue dimensioni non proprio gigantesche, di questo luogo si stanno occupando le cronache perchè la siccità ha provocato una invasione di cammelli che stanno letteralmente assediando i cittadini nelle proprie case. Alla ricerca di acqua i primi animali sono arrivati lì e ovviamente non se ne sono andati. Quindi sono stati seguiti da altri loro simili e adesso ci sono circa 6000 cammelli che assediano letteralmente gli abitanti, i quali non possono uscire per paura di essere calpestati. Una situazione pazzesca e c'è già emergenza sanitaria in quanto ci sono degli animali morti che si stanno decomponendo, vittime della siccità a cui l'acqua di Kaltukatjara non è servita a niente e il rischio di inquinamento della falda acquifera è molto alto. A complicare la situazione gli animali hanno fatto grossi danni alle strutture, distruggendo tutto intorno alle fonti d'acqua (una cisterna in materiale composito o in lamiera di acciaio non può resistere ai loro calci). Persino la pista in terra battuta dell'aeroporto, l'unico sistema di collegamento fra il villaggio e il mondo esterno, ha subito grossi danni. E pensare che i cammelli erano visti fino a ieri come una risorsa: ho letto fra l'altro il progetto di un allevamento che avrebbe dato lavoro a diverse persone!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quali sono le soluzioni possibili? Con una battuta di spirito si potrebbe dire che è difficile “convincere” gli animali ad andarsene con le buone. Pertanto le autorità stanno pensando ad un abbattimento di massa, dopo aver spinto gli animali fuori città con gli elicotteri. Ovviamente gli animalisti protestano. Il punto su cui focalizzano l'attenzione è rappresentato dalle sofferenze di animali colpiti ma non a morte e per i quali prospettano, giustamente, lo spettro di una lunga agonia (ma probabilmente sarebbero contrari anche a qualsiasi altro sistema per sopprimerli).  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece propongono di circondare le comunità umane con delle barriere di protezione. La cosa potrebbe evitare a cammelli e dromedari di penetrarle, ma sostanzialmente lascerebbe inalterato il problema a livello generale in quanto quello che succede oggi a Kaltukatjara non è altro che la punta dell'iceberg: le dimensioni di questo stock sono troppo grandi e soprattutto la situazione, senza nemici naturali, potrà definitivamente andare fuori controllo in tutta l'Australia centrale, provocando un disastro.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E soprattutto provocherebbe agli animali una lenta morte per sete. Siamo sicuri che sia una fine migliore di un colpo di pistola, almeno sul piano delle sofferenze?  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' vero che lasciando le cose così entro un certo periodo di tempo (superiore alla scala umana...) la situazione potrebbe stabilizzarsi: poca vegetazione, muoiono i cammelli, ma con pochi cammelli la vegetazione ricresce e allora riaumentano i cammelli e via discorrendo. Questo però sarebbe possibile solo in un sistema senza oasi (naturali o artificiali): è chiaro che situazioni come questa di  Kaltukatjara sono destinate non solo a ripetersi ma a diventare frequenti.   &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Soprattutto in tutto questo nessuno pensa ai residui della fauna locale: che fine faranno in tutto questo marasma?  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una questione di vitale importanza e quale sarà il sistema adottato per risolverlo costituirà un precedente non da poco per situazioni analoghe. In Australia nelle zone utilizzate per pascolo di bovini e ovini i canguri sono tuttora considerati dei nemici e infatti la loro popolazione viene tenuta sotto controllo con abbattimenti selettivi in mancanza di nemici naturali (che comunque ho la sensazione che, ove sopravvissuti dalle stragi degli ultimi 3 secoli, sarebbero stati fatti fuori per evitare danni al patrimonio zootecnico umano....). Penso che questa sia la soluzione che verrà adottata dalle autorità australiane anche per i cammelli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da ultimo mi pongo una domanda: possono essere considerate “naturali” popolazioni animali rinselvatichite originate da importazione da parte di coloni di animali domestici che senza l'intervento umano sarebbero sconosciuti ad un certo territorio? Sono più da proteggere questi o i residui delle comunità locali, di cui si potrebbe cercare un reinserimento nei territori persi a causa della competizione con i nuovi arrrivati?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-730455472597473281?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/730455472597473281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=730455472597473281' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/730455472597473281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/730455472597473281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/11/un-villaggio-nel-centro-dellaustralia.html' title='un villaggio nel centro dell&apos;Australia assediato da cammelli e le ricadute sulla &quot;filosofia&quot; della conservazione della Natura'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SxL5BLxJBHI/AAAAAAAAAao/J_HlXdUMo3Y/s72-c/cammelli.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-1038075506979938463</id><published>2009-11-20T22:48:00.001+01:00</published><updated>2009-11-20T23:05:09.229+01:00</updated><title type='text'>Morto anche Lino Lacedelli, l'altro conquistatore del K2</title><content type='html'>Dopo la morte di Achille Compagnoni anche l'altro protagonista dell'impresa, è morto quest'anno. Lino Lacedelli è morto oggi nella sua casa di Cortina D'Ampezzo.&lt;br /&gt;La conquista del K2 è stata un grande avvenimento per l'Italia. Fu un altro sinbolo della rinascita italiana del dopoguerra.&lt;br /&gt;L'alpinista era già gravemente malato e questo gli ha impedito di andare al funerale del suo amico Achille Compagnoni nel maggio scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwcQsZKdyoI/AAAAAAAAAag/oUoL6IQ4Gs8/s1600/linolacedelli.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwcQsZKdyoI/AAAAAAAAAag/oUoL6IQ4Gs8/s400/linolacedelli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mi ricordo benissimo la carta da disegno "K2" che parlava e celebrava questa impresa. Forse anche questo ha influito sulla mia voglia di studiare i sassi e le montagne&lt;br /&gt;La conquista del K2 è stata seguita da una serie di polemiche per come si era svolta la parte finale.&lt;br /&gt;Da qualche anno tutto è chiarito ed è stato definitivamente dimostrato il ruolo di Walter Bonatti.&lt;br /&gt;Alla famiglia il mio cordogliol&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-1038075506979938463?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/1038075506979938463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=1038075506979938463' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1038075506979938463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1038075506979938463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/11/addio-lacedelli-nel-1954-conquisto-il.html' title='Morto anche Lino Lacedelli, l&apos;altro conquistatore del K2'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwcQsZKdyoI/AAAAAAAAAag/oUoL6IQ4Gs8/s72-c/linolacedelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-4367138468162687908</id><published>2009-11-18T10:00:00.000+01:00</published><updated>2009-11-18T10:00:55.761+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia elolica'/><title type='text'>Pale eoliche e impatto su fauna volante: esperienze angloamericane sui pipistrelli e una proposta italiana sugli uccelli</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwO2l1EEMlI/AAAAAAAAAaY/KtWkN14A1TA/s1600/eolico+pontedera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwO2l1EEMlI/AAAAAAAAAaY/KtWkN14A1TA/s320/eolico+pontedera.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L&lt;i&gt;'Asociación Empresarial Eólica&lt;/i&gt;, l'Associazione spagnola dei produttori di Energia Eolica,proclama con orgoglio che, ance se per poche ore e in circostanze eccezionali, il vento ha prodotto più della metà dell'elettricità consumata nella nazione iberica tra le 3.30 e le 8.40 di domenica 8 novembre,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La produzione di energia tramite la forza del vento è sicuramente una delle fonti rinnovabili più interessanti e meno impattanti sull'ambiente, oltre ad essere in promettente crescita, anche perchè l'impatto ambientale delle pale eoliche non è particolarmente tragico, tranne a livello estetico ed eventualmente a causa della costruzione apposita di una strada per arrivarci. Purtroppo ci sono altre ripercussioni negative: le pale eoliche possono arrecare gravi conseguenze sulla popolazone dei volatili, uccelli ma soprattutto pipistrelli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questi giorni ci sono degli sviluppi interessanti a proposito, una anglo – britannica sui pipistrelli e una italiana sugli uccelli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrà sembrare strano, ma almeno per i pipistrelli le morti non sono tutte associata ad urti contro le pale: ci sono dei casi di barotrauma: in sostanza il passaggio della pala a velocità dell'ordine di centiania di km/h provoca un calo di pressione tale da danneggiare gravemente i polmoni degli animali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino ad oggi ci sono state molte discussioni in materia (le ricerche sono state avviate una decina di anni fa) e purtroppo si è visto che ogni installazione eolica in Nordamerica costituisce un grave pericolo per gli animali volatori. Paul Cryam del Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS), focalizzando il problema soprattutto sui pipistrelli, ha scoperto che la distribuzione delle perdite nei mammiferi volanti è strettamente associata ad alcune specie in certi periodi dell'anno.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tributo pagato dai pipistrelli è veramente alto: nel migliore dei casi poche dozzine all'anno che salgono purtroppo a parecchie centinaia in alcuni casi. Facendo un conto semplice, siamo sulle decine di migliaia di vittime all'anno in tutti gli Stati Uniti, con la osservazione che le pale aumentano di numero e quindi c'è il rischio che il problema aumenti sensibilmente fino ad intaccare pesantemente il numero di animali di alcune specie, con le possibili ripercussioni sull'ecosistema.Il primo grave incidente negli Stati Uniti avvenne nel 2003, sugli Appalachi: qualche centianio di pipistrelli morirono nello spazio di 6 settimane. Destò particolare attenzione lo stretto lasso di tempo tra l'inizio e la fine del fenomeno.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altro aspetto del problema è che su 45 specie di pipistrelli presenti negli USA, ben il 75% degli incidenti hanno come protagonisti individui di sole tre specie che condividono fra loro altre importanti caratteristiche: sono animali frugivori e migratori e per di più il periodo degli incidenti coincide con quello delle migrazioni. La cosa potrebbe rivelarsi molto utile: se nei momenti di maggior pericolo (le notti con poco vento fra l'estate e l'autunno) le pale venissero fermate si potrebbe diminuire l'incidentalità di oltre il 50%.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa potrebbe essere una “difesa passiva”. Ma ci sono altre possibilità di “difesa attiva”, cioè di riuscire a limitare il passaggio dei pipistrelli nelle vicinanze delle pale. Nichols e Racey, dell'Università di Aberdeen, in Scozia, hanno notato come nelle zone vicine a emissioni di campi magnetici, come aeroporti e radar meteorologici, l'attività di questi mammiferi è ridotta. In un esperimento hanno usato un radar e analizzando il comportamento degli animali a  radar acceso e a radar spento  hanno notato a radar acceso una notevole diminuzione di attività. Come controprova non è stata notata una diminuzione della attività degli insetti che sono le prede dei pipistrelli esaminati. E' forse possibile quindi limitare la mortalità dei pipistrelli rispetto alle pale eoliche dotandole di dispositivi radar che interferiscono con il loro sistema sonar. E' chiaro comunque che questa difesa vale solo per le specie in possesso di questa capacità, che non sono tutte e personalmente dubito che i pipistrelli frugivori lo abbiano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con gli uccelli il problema è diverso, in quanto sembra che non ci sia una particolare prevalenza di una o più specie fra le vittime e quindi pare che siano tutti sensibili al problema. Questo rende difficile risolvere o quantomeno limitare il problema. Si segnalano casi di rapaci uccisi, in particolare in Spagna e in Norvegia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è veramente una questione piuttosto grave ed è inutile girarci intorno: a noi serve energia, e possibilmente pulita. L'eolico da questo punto di vista è ottimo, perchè è una fonte rinnovabile e continua (mentre ad esempio il solare non è ovviamente continuo). Ma non si può pensare per questo di distruggere l'avifauna.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo proposito gli ornitologi italiani si sono mossi e di questo ne hanno parlato  al XV Convegno Italiano di Ornitologia tenutosi a Sabaudia (LT) il 14-18 ottobre 2009. Rilevato innanzitutto il paradosso di una fonte pulita che rischia però di arrecare gravi danni all'avifauna e alla biodiversità, fanno notare che gli interventi nel settore più che una serie di strutture costruite sulla base di una programmazione territoriale sono unanserie di interventi spot da parte di privati o enti pubblici e che esiste sicuramente il pericolo di una proliferazione di impianti eolici in numerosi ambiti di notevole pregio ambientale e di importanza strategica per l’avifauna.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pertanto, in un documento molto equilibrato, non demonizzano gli impianti eolici come stanno facendo in nome del paesaggio una serie di associazioni e gruppi spontanei (fra i quali ce ne sono alcuni che parlano del problema dei volatili in maniera strumentale, cioè solo in funzione anti-eolico).  Gli ornitologi italiani infatti chiedono semplicemente alcune precauzioni.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In primo luogo che nella fase preparatoria dei piani energetici nazionali e regionali nella Valutazione Ambientale Strategica venga inserito uno studio a proposito degli impatti sull’avifauna tenendo conto in una certa area dell’effetto complessivo delle centrali eoliche esistenti e previste. Questo deve valere anche per le turbine da meno di 1 MW, attulamente deregolamentate. Il tutto deve essere correlato dalla valutazione di impatto ambientale.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Propongono anche l'esclusione “per principio” della possibilità di costruire impianti eolici in aree particolarmente frequentate da volatili, come  “praterie montane, crinali, principali fondovalle, promontori, stretti, zone umide costiere, tratti di mare lungo rotte migratorie o interessati dalla presenza di forti concentrazioni di uccelli marini”,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unica osservazione al documento è che la maggior parte delle tipologie indicate sono proprio quelle dove è più conveniente da un punto di vista della resa mettere delle centrali eoliche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma guardiamo la vicenda da un altro aspetto: costruire sui crinali non è semplice e spesso produce delle alterazioni permanenti a livello ambientale. Quindi ci si potrebbe spingere a cercare degli scenari di pianura o di fondovalle meno pericolosi per l'avifauna e dove costruire dei generatori eolici sia anche più semplice, meno impattante sull'ambiente e sul panorama. Per esempio in provincia di Pisa ci sono pale eoliche in mezzo alla pianura nei pressi di Pontedera. Funzionano, e sicuramente impattano meno a livello visivo e nei confronti degli uccelli di quelle poste sul crinale a Castellina marittima, a una ventina di kilometri di distanza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E come difesa ulteriore per gli animali volanti, è meglio costruire pale più grandi ma che ruotino a velocità inferiori&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-4367138468162687908?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/4367138468162687908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=4367138468162687908' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4367138468162687908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4367138468162687908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/11/pale-eoliche-e-impatto-su-fauna-volante.html' title='Pale eoliche e impatto su fauna volante: esperienze angloamericane sui pipistrelli e una proposta italiana sugli uccelli'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SwO2l1EEMlI/AAAAAAAAAaY/KtWkN14A1TA/s72-c/eolico+pontedera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-3742254545768803401</id><published>2009-11-03T10:05:00.001+01:00</published><updated>2009-11-06T22:11:18.897+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='almas'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='neandertal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='yeti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bigfoot'/><title type='text'>Yeti, Almas, Bigfoot: un filo lega queste creature mitiche ai Neandertal?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Su_x1javyWI/AAAAAAAAAaA/gGNqOunXko8/s1600-h/almas.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Su_x1javyWI/AAAAAAAAAaA/gGNqOunXko8/s320/almas.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Devo delle scuse a Lorenzo Rossi di &lt;a href="http://www.criptozoo.com/"&gt;www.criptozoo.com&lt;/a&gt; : l'area di diffusione dei neanderthaliani comprendeva anche l'Asia settentrionale e quindi ho provveduto a precisare quello che avevo affermato in &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/01/lestinzione-di-homo-neanderthalensis-e.html"&gt;http://aldopiombino.blogspot.com/2009/01/lestinzione-di-homo-neanderthalensis-e.html&lt;/a&gt; , chiedendogli delle scuse formali per essere incorso in un così grave errore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a pensare che sia impossibile quello che afferma Rossi (peraltro il suo sito è molto ma moto interessante) e cioè che l'Almas sia una creatura veramente ancora esistente nei monti Altai: nessuno lo abbia mai avvistato o, meglio, come per lo Yeti dell'Himalaya e il Sasquatch (o “bigfoot”) della costa pacifica nordamericana non ci sono prove certe. E' vero che la foresta africana continua a dare delle sorprese (addirittura un paio di anni fa è stata trovata una nuova specie di scimmia), ma dubito che creature del genere possano esistere in continuità senza essere state ritrovate fino ad oggi in un ambiente molto più scoperto di una foresta tropicale. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia sullo Yeti che sull'Almas esistono delle supposte testimonianze, talvolta fassurde (ne cito a caso una: un Almas sarebbe stato catturato durante la seconda guerra mondiale da soldati del'Armata Rossa..... ). Su Bigfoot esiste una certa letteratura; ci sarebbero anche immagini e un filmato, ma la probabilità che siano dei falsi è altissima, come afferma lo stesso Lorenzo Rossi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ostacolo maggiore che mi viene in mente è la quantità della popolazione necessaria per continuare una stirpe, anche se non occorrono numeri enormi: i Tasaday, indigeni delle Filippine, quando furono “scoperti” nel 1971 erano meno di 30. Vero che al proposito alcuni studiosi hanno pensato ad un falso orchestrato dall'allora dittatore filippino Marcos (e ovviamente della CIA), ma sono state avanzate diverse prove linguistiche e non che attesterebbero la realtà di questo fatto. Se i Tasaday non sono un falso si dimostra come anche piccole bande neanderthaliane potrebbero essere sopravvissute isolate all'avanzata dell'Uomo Anatomicamente moderno (e chiaramente è più facile che sia successo sui monti e non nelle steppe) .&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Creare” una leggenda non è difficile, basta pensare a tutte le idiozie che si diffondono in rete. Ma voglio raccontarvi una storiella. Metà degli anni '80, un nostro amico (Fxxx per la privacy) aveva la fama di avere sempre una “certa dose di fortuna” nel trovare parcheggio anche nei posti più congestionati. Al che qualcuno, mi sembra il Pucci (cognome molto diffuso e quindi privo di conseguenze per la privacy) cominciò ad evocare lo “spirito del Fxxx” quando c'era da parcheggiare. Ovviamente la battuta ebbe un certo successo e quando si cercava parcheggio si diceva "Spirito del Fxxx, se ci sei dacci un segno". Mi ricordo una volta a Fiesole che, disperato, dissi “ci vorrebbe lo spirito del Fxxx”: non feci in tempo a finire il cognome che si illuminò la luce di retromarcia di una macchina. Ridendo e scherzando ancora oggi a 25 anni di distanza, alcuni miei amici (che non hanno mai conosciuto Fxxx!) continuano ad evocarlo (fra questi uno è un esponente degli atei razionalisti....). Chiaro che nessuno al giorno d'oggi si sogna di divinizzare Fxxx, ma in altri tempi poteva benissimo nascere su uno come lui una leggenda. Magari era uno che con un odorato superiore riusciva a sentire gli odori degli animali prima degli altri e portava i suoi verso la giusta zona per la battuta di caccia. Oppure uno con altre qualità o che ha avuto la fortuna di trovarsi alcune volte al posto giusto nel momento giusto. Le leggende nascevano anche così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono casi in cui i miti hanno una giustificazione zoologica. Ad esempio la presenza di un occhio solo centrale evidenzia in modo quasi matematico che la leggenda dei ciclopi è nata grazie ai teschi di elefanti che, come è noto, non hanno due cavità occipitali ma ne esibiscono una unica. Anche fra sirene e, appunto, Sirenidi (lamantino e dugongo), ci sono delle somiglianze. I draghi cinesi, lunghi e affusolati, fanno quasi pensare a dei coccodrilli giganteschi (quelli marini australiani non vivono tanto lontano). Il Thunderbird delle leggende indigene nordamericane potrebbe essere stato un Condor con una apertura alare di oltre 3 metri. Al proposito io penso invece a  un grande uccello carnivoro non volatore, il Titanis Wallneri. Sembra pure che nei miti nordamericani sia rimasta anche l'eco del mammuth, estintosi in zona oltre 13.000 anni fa. Come, in un altro campo, sono convinto che anche il mito di Atlantide nasconda dietro qualcosa e persino&lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/01/alla-ricerca-di-megaterremoti-del_29.html"&gt; uno tsunami che ha colpito la costa pacifica nordamericana nel 1700 &lt;/a&gt;è stato dimostrato grazie allo studio di alcune leggende.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed eccoci al punto. Non essendo un esperto del ramo, è probabile che le mie conoscenze in materia tendano a semplificare le cose. Sosteniamo pure che Almas, Yeti e Sasquatch (o Bigfoot in inglese) non abbiano fondamento alcuno. Però mostrano una caratteristica piuttosto strana: le genti che ne parlano (tibetani e tribù nordamericane della famiglia Na-Denè) hanno una probabile origine comune e proprio nella zona degli Altai.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I tibetani geneticamente provengono da territori più a nord di quelli che occupano attualmente.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Na-Denè costituiscono un raggruppamento geneticamente e linguisticamente distinto dagli amerindi classici, e sarebbero arrivati nel continente dopo gli amerindi ma prima degli eskimo-aleuti. E' stata accertata la loro parentela, specialmente linguistica, con le popolazioni siberiane che parlavano lingue inquadrate nella famiglia linguistica siberiana, attualmente estinte (tranne una, il Ket, ormai però destinata alla rapida scomparsa, essendo parlata solo da pochi anziani).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le lingue lingue siberiane rappresenterebbero una specie di anello di congiunzione che ha dato carburante ai sostenitori della parentela fra le lingue sino-tibetane, quelle na-dene e quelle caucasiche raggruppandole nella superfamiglia sino-dene-caucasica.  Testimonianze dell'Almas arrivano anche dal Caucaso. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra coincidenza? Ammettiamolo: è un pò strano. Alcuni studiosi americani sostengono che il mito di Big Foot abbia radici molto antiche, di prima della migrazione in America (non esiste nelle culture amerinde).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa circostanza mi suggerisce che qualcosa di vero in queste leggende debba esserci per forza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, alla fine, chi era Almas / Yeti / Bigfoot?  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno ha pensato che le radici siano nel ricordo del Gigantopitecus, un primate di dimensioni gigantesche di cui in Cina sono stati trovati dei fossili, ma ci sono un paio di considerazioni che impediscono tutto questo: Gigantopitecus si sarebbe estinto 400.000 anni fa, davvero troppi per poter continuare a vivere nelle leggende e poi, un primate per vivere a queste temperature deve come minimo coprirsi di qualche vestito.&amp;nbsp; Pertanto se è un primate, allora è un uomo che ha sviluppato la necessaria tecnologia per resistere al freddo (abiti di pelliccia). Se non lo è, l'unica soluzione che mi viene in mente è un orso. Ma l'orso non cammina comunemente su 2 zampe e quindi siamo puno e a capo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Su_x_KnjtEI/AAAAAAAAAaI/Z0BW0cmumnY/s1600-h/spasquatch.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Su_x_KnjtEI/AAAAAAAAAaI/Z0BW0cmumnY/s320/spasquatch.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto, stabilito che l'origine del mito è l'Asia Centrale,(o il Caucaso) l'idea più ovvia è che questa creatura fosse davvero un uomo. Quale? Le dimensioni sono sicuramente maggiori rispetto ai nostri diretti progenitori. Questo esclude Homo Erectus e si adatta benissimo ai Neandertal, sicuramente più robusti dei Sapiens e che per la loro superiorità fisica hanno resistito a lungo fino a tempi recenti: infatti la sensazione comune è che Sapiens abbia prevalso avendo tecnologie migliori e se notiamo le carte sull'espansione dell'Uomo anatomicamente moderno vediamo come all'inizio si sia dovuto tenere lontano dalle aree occupate dai neandertaliani, riuscendo a sopraffarli soltanto dopo aver affinato le proprie conoscenze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi l'ipotesi più plausibile è che queste leggende si riferiscano a Neandertaliani rimasti isolati in Asia dall'avanzare dei sapiens e sopravvissuti per un po' di tempo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una questione importante è datare questa storia. La conquista dell'Asia settentrionale da parte dell'Uomo Anatomicamente Moderno data a circa 40.000 anni fa e gli ultimi Neandertal sicuramente attestati sono quelli di Gibilterra, poco meno di 30.000 anni fa. Questo tuttavia non può escludere che uno o più piccoli nuclei possano essere sopravvissuti in Asia nelle montagne.A questo proposito alcune ricerche tendono ad escludere che in neandertaliani fossero molto numerosi e quindi la loro struttura era di piccolissime bande disperse in un vasto territorio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In quanto alla datazione, se  Almas, Yeti e Sasquatch rappresentano lo stesso mito, è evidente che debba essere anteriore alla migrazione dei Na-Denè  verso l'America, tra 10 e 15 mila anni fa, quindi dopo l'ultimo massimo glaciale quando – circa 20.000 anni fa – l'Asia settentrionale anni fu travolta dal freddo. La cosa potrebbe riflettere la presenza di piccole bande residue di neandertaliani in un ambiente molto freddo, in cui erano ancora capaci di resistere meglio dell'Uomo anatomicamente moderno. In questo caso, il progressivo riscaldamento da 20.000 anni fa in poi è stato loro fatale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe veramente interessante trovare delle prove dell'esistenza di queste creature. purtroppo per adesso siamo solo nel campo delle ipotesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDIT: Lorenzo Rossi mi ha scritto una puntualizzazione che riporto integralmente:&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ti posso assicurare che non affermo nulla di simile, come sottolineo anche nel mio libro sull'argomento, non esistono prove solide circa l'esistenza di queste creature. Semmai è vero che però non ho in merito una posizione certa, in pratica rimango possibilista anche se si tratta di eventualità davvero molte remote, e inoltre anche ipotizzando che questi esseri esistano davvero la loro origine (neandertaliani o qualunque altra cosa) sarebbe tutta da stabilire. Il mio libro si intitola "gli ultimi neandertal" perché esamina la teoria secondo cui questi presunti esseri sarebbero appunto neandertaliani, ma non per questo la abbraccio ciecamente&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-3742254545768803401?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/3742254545768803401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=3742254545768803401' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3742254545768803401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/3742254545768803401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/11/yeti-almas-bigfoot-un-filo-lega-queste.html' title='Yeti, Almas, Bigfoot: un filo lega queste creature mitiche ai Neandertal?'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Su_x1javyWI/AAAAAAAAAaA/gGNqOunXko8/s72-c/almas.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-4500873657121737052</id><published>2009-10-29T18:30:00.000+01:00</published><updated>2009-10-29T18:30:26.208+01:00</updated><title type='text'>Un bel dibattito sulla vulcanologia del Chaiten</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SunQncTQpqI/AAAAAAAAAZ4/UoS-arJ5fqw/s1600-h/duomi+chaiten.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SunQncTQpqI/AAAAAAAAAZ4/UoS-arJ5fqw/s320/duomi+chaiten.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il primo maggio del 2008 nessuno poteva pensare che quello che stava incominciando quel giorno sarebbe diventato uno degli eventi scientifici più seguiti almeno nei due anni successivi, questo anche grazie ad internet (altrimenti di questa eruzione si sarebbe saputo ben poco). &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2008/05/leruzione-del-chaiten-e-le-incertezze.html"&gt;Rimando al primo post che ho scritto in materia&lt;/a&gt; per riportare alla mente i primi dati sull'eruzione.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora la situazione è rimasta più o meno costante. Non ci sono state (ancora?) le temute nubi ardenti ma la città omonima è ormai persa, sepolta sotto una coltre di cenere prodotta dall'eruzione e trasportata lì dal vento e dalle acque, come tutta la pianura circostante. Dispiace per i cittadini di Chaiten ma non oso pensare a cosa sarebbe successo se una eruzione del genere avesse avuto luogo in un'area più popolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo la zona, dove piovono 5 metri di pioggia all'anno, è spesso coperta dalle nuvole e le  osservazioni dirette sono molto difficili perchè avvicinarsi al vulcano è ovviamente troppo rischioso, visto il costante pericolo di nubi ardenti, lahar e collassi dei duomi. Quindi le notizie sono spesso frammentarie e ricavate indirettamente dai dati atmosferici e geofisici. Un parziale collasso di un duomo lavico lo abbiamo avuto davvero il 29 settembre 2009, 16 mesi dopo l'inizio dell'eruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi questo vulcano sale alla ribalta per una clamorosa questione scientifica: sembra che il magma riolitico del Chaiten abbia avuto una risalita insospettabilmente veloce per lave del genere. Il Dr. Jonathan Castro, ricercatore formatosi negli USA,  attualmente in Francia e che prossimamente si trasferirà in Australia è stato così gentile da rispondere a delle domande che abbiamo potuto rivolgergli tramite &lt;a href="http://scienceblogs.com/eruptions/"&gt;Erik Klemetti&lt;/a&gt; di “&lt;a href="http://scienceblogs.com/eruptions/2009/10/answers_to_your_chaiten_questi.php"&gt;Eruptions&lt;/a&gt;”. Ne è nato veramente un bel dibattito. Per chi lo volesse leggere integralmente, commenti compresi, questo è il link.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per far capire la differenza fra una lava basaltica e una lava riolitica, costruire una casa lungo le pendici di un vulcano basaltico comporta un grave rischio per la costruzione stessa (l'Etna in questo è un esempio classico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costruire una casa su un vulcano riolitico non comporta questo rischio, perchè la lava non raggiungerebbe mai la casa non riuscendo a scorrere: quella che fuoriesce dalla bocca rimane più o meno nella zona e si accumula fino a formare i cosiddetti “duomi vulcanici”. Ma proprio perchè la lava è molto viscosa, i vulcani riolitici sono pericolosissimi, in quanto non hanno colate laviche ma una vasta gamma di prodotti come tufi, nubi ardenti ed esplosioni capaci di distruggere l'intero edificio etc etc. Anzi, la maggior parte delle esplosioni sono da addebitarsi ai vulcani a magma riolitico. Quindi una casa su un vulcano riolitico è ad altissimo rischio, molto maggiore di una su un vulcano basaltico, nonostante il rischio di distruzione da colata lavica sia estremamente remoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumo quanto ha detto Castro &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7265/abs/nature08458.html"&gt;nell'articolo su Nature&lt;/a&gt;: i segni premonitori dell'eruzione sono stati pochi e soprattutto più tipici di una lava basaltica: appena 24 ore tra il tremore sismico e l'inizio dell'attività, in un vulcano quiescente da 9300 anni. È la prima volta che viene osservato  un  simile comportamento in un vulcano riolitico e quelli prodotti dal Chaiten sono i duomi lavici più grandi negli ultimi 200 anni. Però questa situazione mette in subbuglio i vulcanologi che fino ad oggi pensavano di avere più tempo per lanciare l'allarme in vulcani del genere. La cosa si riflette anche in Italia, con vulcani come Lipari o Vulcano, in cui gli scenari attualmente prospettati sarebbero quindi molto più lenti di quella che potrebbe essere la realtà.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le indagini sui (pochi) cristalli contenuti nel magma hanno dimostrato che il primo magma eruttato nel maggio 2008 è risalito molto velocemente da una camera magmatica posta a circa 5 km di profondità: ogni profondità è contrassegnata, a causa della minore pressione che il magma incontra via via che sale, da modifiche nei bordi dei cristalli contenuti nel magma e quindi studiandoli si può stimare la permanenza del liquido a varie profondità.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione è venuta molto bene perchè tutti coloro che hanno posto le domande sono quantomeno "persone informate sui fatti", non degli sprovveduti. Si comincia con le preoccupazioni per il supervulcano di Yellowstone: attualmente i piani si basano su un certo tempo di attesa fra l'inizio dei fenomeni premonitori e l'eruzione. Queste scoperte sul Chaiten cambiano la situazione? No, dice Casto, perchè questo quadro si può applicare,  solo ad eruzioni minori che possono comunque avvenire anche nei supervulcani. E purtroppo non si può evincere una regola nuova da questo caso: troppo diverse sono le condizioni tettoniche, chimiche e termiche fra un vulcano ed un altro per dedurre una regola “generale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo poi spostati sull'origine dell'eruzione. Innanzitutto il quadro strutturale del Chaiten è quello giusto per un vulcano “orogenico”: la placca oceanica che subduce è a circa 170 km di profondità: il valore “ideale” per un arco magmatico. La camera magmatica  dovrebbe essere a circa 5 km di profondità, ma non ci sono indagini geofisiche per stabilirne esattamente forma e dimensioni. Si sa che non è in equilibrio chimico in quanto la composizione dei feldspati non è costante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si sa se il magma sia venuto da grandi profondità e sia il risultato della differenziazione di un originale magma di composizione basaltica o andesitica (più bassa in silice) o altrimenti se sia il risultato della fusione parziale della crosta dovuta alla risalita di magmi molto caldi sottostanti (ipotesi questa ben fondata a proposito dei magmi toscani). Anche se non c'è una evidenza della seconda possibilità, è sicuro che  i cristalli hanno subìto degli sforzi prima del loro coinvolgimento nel magma. Quanto prima di essere coinvolti nell'eruzione e perchè, al momento non è dato sapere, né si sa da quanto tempo il magma è nella camera. Una cosa è sicura: c'è un alto contenuto di acqua e questo può essere uno dei motivi fondamentali della bassa viscosità della lava del Chaiten. Un altro è la scarsissima quantità di cristalli solidi all'interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul futuro dell'eruzione si sa poco: l'attività è molto costante e la costruzione dei duomi prosegue. Potrebbero raggiungere dimensioni ragguardevoli: parecchi kilometri cubici (a meno che non collassino). Un comportamento un po' diverso da quello dei duomi “classici”: un vulcano rioliico di solito preferisce costruire una catena di piccoli duomi anziché pochi duomi grossi. Nonostante la on ci sono evidenze di uno spostamento di composizione fra le prime lave di un anno e mezzo fa e quelle attuali. Altra caratteristica particolare è la granulometria dei tufi, molto più fini di quelli che si trovano normalmente associati ad eruzioni del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo è quanto, per adesso, sul Chaiten e siamo qui ad aspettare che prima o poi l'eruzione si concluda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-4500873657121737052?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/4500873657121737052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=4500873657121737052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4500873657121737052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/4500873657121737052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/un-bel-dibattito-sulla-vulcanologia-del.html' title='Un bel dibattito sulla vulcanologia del Chaiten'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SunQncTQpqI/AAAAAAAAAZ4/UoS-arJ5fqw/s72-c/duomi+chaiten.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-8279005364889329187</id><published>2009-10-22T11:05:00.010+02:00</published><updated>2009-10-22T13:15:16.724+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='subsdidenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evaporiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='deformazioni non tettoniche'/><title type='text'>Lo strano caso del terreno in sollevamento a Staufen (Germania) e la necessità di fare attenzione agli acquiferi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgl_iSMXI/AAAAAAAAAZY/ouT_uMhaW5o/s1600-h/staufen4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgl_iSMXI/AAAAAAAAAZY/ouT_uMhaW5o/s320/staufen4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395348190672335218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Staufen è una cittadina nella parte meridionale del Baden-Wuttemberg, nell'alta Selva Nera, vicino a Friburgo e quindi nell'angolo sudoccidentale della Germania. Lì sta succedendo una cosa piuttosto strana, evidenziata da  una serie di fenomeni, come fessurazioni anche piuttosto importanti negli edifici. Risultano danneggiati il municipio, una chiesa due scuole e diverse decine di case private.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo lungo il graben del Reno, un'area che ha avuto una importante attività tettonica negli ultimi 30 milioni di anni. Si è formato fra l'Eocene medio e il Miocene inferiore, durante una stasi dell'accorciamento crostale che ha generato l'arco alpino. La formazione della fossa ha provocato il contemporaneo innalzamento della Foresta Nera e dei Vosgi (Illies e Greiner, 1978).  Questa parziale spaccatura della crosta europea è stata accompagnata dalla risalita del mantello sottostante e dai conseguenti fenomeni vulcanici, protrattisi fino al quaternario. Tutta la zona è sede di bassissima attività tettonica, ma sempre maggiore rispetto alla media dell'Europa Centrale: comunque, scosse di M maggiore di 3 sono rarissime.&lt;br /&gt;Vicino a Staufen c'è un'area termale, con fluidi caldi che qualche anno fa erano stati indagati per un eventuale uso a fini energetici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgxx-zUjI/AAAAAAAAAZo/cH1xQiD0cXE/s1600-h/staufen2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 160px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgxx-zUjI/AAAAAAAAAZo/cH1xQiD0cXE/s320/staufen2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395348393192280626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I giornali del 2008 hanno parlato del fenomeno come un abbassamento del terreno: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Der Spiegel&lt;/span&gt; scrive: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il problema è che la città sta affondando nel sottosuolo&lt;/span&gt;”. La cittadina è molto antica per gli standar tedeschi: attrestata già ben prima del 1000 ha un municipio del 1435 e mai si sono avuti problemi del genere. Si ipotizza proprio che la colpa di questo fenomeno sia del municipio, o, meglio, di alcuni lavori che sono stati fatti: la municipalità infatti, conoscendo la presenza di fluidi geotermici sotto la città, ha pensato di sfruttarli per il riscaldamento degli edifici, a cominciare dal palazzo municipale. Pertanto si è pensato che il sondaggio per carpire i fluidi abbia liberato una falda acquifera in pressione che, cominciando a svuotarsi, abbia perso pressione e provocato quindi l'abbassamento del terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgr2RsfTI/AAAAAAAAAZg/Esw1toiOP4U/s1600-h/staufen3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 260px; height: 195px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgr2RsfTI/AAAAAAAAAZg/Esw1toiOP4U/s320/staufen3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395348291266051378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dare la colpa a modificazioni della falda acquifera è normale, in quanto le fessurazioni degli edifici sono spesso dovute a questo. Ma i conti non tornano, come dimostra il satellite tedesco TerraSar-X: esaminando 2 foto prese a 10 mesi di distanza l'una dall'altra della zona di Staufen è stato dimostrato l'esatto contrario: secondo le misure satellitari l'area si sta sollevando (3 centimetri da gennaio a ottobre 2008). Forse chi ha ipotizzato l'abbassamento è stato tratto in inganno da un caso avvenuto a Kamen, vicino a Dortmund (e quindi non lontanissimo da lì), dove c'è stato un collasso del suolo dovuto proprio a una perforazione per una pompa di calore geotermica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spiegazione del fenomeno quindi deve essere ricercata in qualcos'altro. Vediamo: nel sottosuolo di Staufen è presente l'anidrite, un solfato di calcio anidro. Le anidriti sono rocce evaporitiche che si formano quando la salinità dell'acqua è troppo elevata per consentire loro di restare sciolte nell'acqua. Molto spesso troviamo rocce evaporitiche alla base dei cicli sedimentari. Le evaporiti terziarie nell'area sono ben conosciute: un bacino evaporitico molto sviluppato è leggermente più a sud, nell'Alsazia.&lt;br /&gt;Le anidriti non contengono acqua al loro interno, ma ove ne vengano in contatto si gonfiano in maniera notevole (anche di più del 50%!)&lt;br /&gt;Questa è la causa più probabile del sollevamento del suolo a Staufen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAg3lERksI/AAAAAAAAAZw/IWGXGJr3VVg/s1600-h/staufen.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 194px; height: 143px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAg3lERksI/AAAAAAAAAZw/IWGXGJr3VVg/s320/staufen.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395348492804788930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Resta solo da capire se è davvero conseguenza della perforazione oppure l'acqua è finita a  contatto con l'anidrite per cause naturali, per esempio lungo una delle tante faglie normali del sistema del graben del Reno.&lt;br /&gt;Se fosse vera, come è probabile, la prima ipotesi, dispiace vedere come la buona volontà per la ricerca di soluzioni energetiche che diminuiscono le emisisoni di CO2 abbiano a volte esiti negativi. Questo si potrebbe evitare se solo si conoscesse meglio il sottosuolo. Non è che è impossibile usare nel caso in questione delle sonde geotermiche, ma nel loro posizionamento vanno tenuti di conto gli effetti sulla circolazione delle acque, predisponendo le necessarie precauzioni volte ad inmpedirlo: troppe volte i geologi sono chiamati a lavorare su problemi a costruzioni innescati da variazioni delle falde acquifere che per la stragrande maggioranza hanno cause antropiche.&lt;br /&gt;Nella più che auspicabile implementazione anche in Italia della cosiddetta “geotermia a bassa entalpia” ad uso principalmente di riscaldamento e condizionamento domestico bisognerà tenerne molto di conto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-8279005364889329187?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/8279005364889329187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=8279005364889329187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/8279005364889329187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/8279005364889329187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/lo-strano-caso-del-terreno-in.html' title='Lo strano caso del terreno in sollevamento a Staufen (Germania) e la necessità di fare attenzione agli acquiferi'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SuAgl_iSMXI/AAAAAAAAAZY/ouT_uMhaW5o/s72-c/staufen4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-553745583570370502</id><published>2009-10-20T00:41:00.006+02:00</published><updated>2009-10-20T01:00:10.029+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Razzismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='darwin'/><title type='text'>Uomini "probi" più razzisti di Darwin</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiedo scusa a Makko che ha ragoni da vendere quando mi critica perchè insisto  (sobillato...) sulla filosofia e non sulla scienza parlando di Darwin.  Tanti (fra cui diversi miei amici) la pensano come lui, dicendo che non capicono cosa ancora ci sia da dibattere visto che l'evoluzione è scientificamente accertata al di lò di ogni ragionevole dubbio. Però voglio ulteriormente intervenire a questo proposito e spero che il sempre anonimo (anche per me e me ne dispiace) Simonpietro e altri come lui legga noquesto post fino in fondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Darwin, come ogni inglese dell'epoca, aveva sicuramente un imprinting razzista, e su questo &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stzr9-d-R7I/AAAAAAAAAZA/8aw07AlHb5c/s1600-h/gould.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 87px; height: 94px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stzr9-d-R7I/AAAAAAAAAZA/8aw07AlHb5c/s320/gould.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394445903656273842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;non ci può stupire. Letteratura, scienza e politica dell'epoca ne erano infarcite (però si coprivano per pudore anche legambe dei tavoli....) comunque i  creazionisti hanno esagerato, ponendo una grande attenzione ad alcune frasi esclusivamente per denigrarlo, come sono riusciti a svincolare dal contesto una frase di Steven Jay Gould per far credere che anche il paleontologo americano ad un certo punto di un suo libro sconfessase Darwin  (sconfessare è proprio il termine che è stato usato): infatti quando scrisse che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bisogna andare oltre Darwin&lt;/span&gt;” non ha certo inteso dire che Darwin avesse sbagliato tutto, ma che al suo modello di evoluzione a ritmo lento e costante, secondo la visione gouldiana l'evoluzione procede con improvvise accelerazioni, gli “equilibri punteggiati”, nei quali ancora di più conta il meccanismo della “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;selezione naturale&lt;/span&gt;” tramite la “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sopravvivenza del più adatto&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'affermazione che Darwin era razzista è gettonatissima in molti siti di destra e cattolici.&lt;br /&gt;In particolare c'è questa frase: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tra qualche tempo a venire, non molto lontano e misurato nei secoli, è quasi certo che le razze umane più civili stermineranno e si sostituiranno in tutto a quelle selvagge&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;Frasi come questa e altre anche peggiori si trovano nell’Origine dell’uomo.&lt;br /&gt;Che dire? Certo, viste con gli occhi di oggi, queste frasi delineano un razzista.&lt;br /&gt;E se digitate “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darwin+razzismo&lt;/span&gt;” su Google escono un sacco di siti che ne parlano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ovviamente questi signori non possono andare avanti e citare la frase successiva in cui Darwin dice:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sentimento che ci spinge a soccorrere gli impotenti è principalmente un effetto incidentale dell’istinto di simpatia, che fu in origine acquistato come una parte degli istinti sociali, ma che divenne in seguito nel modo precedentemente indicato più tenero e più largamente diffuso. E noi non possiamo frenare la nostra simpatia con i suggerimenti della dura ragione, senza deteriorare la parte nobile della nostra natura. Il chirurgo può cercare di indurirsi mentre compie un’operazione, perchè sa che opera per il bene del suo malato; ma se noi volontariamente trascuriamo i deboli e gli impotenti, può derivarne soltanto un casuale beneficio, con un male grande e presente. Quindi dobbiamo sopportare senza lagnarci i sicuri cattivi effetti del sopravvivere dei deboli e del loro propagars&lt;/span&gt;i".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StzsoT3zxUI/AAAAAAAAAZI/gC5sV0aNMjc/s1600-h/+lincoln.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 316px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StzsoT3zxUI/AAAAAAAAAZI/gC5sV0aNMjc/s320/+lincoln.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394446630956287298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ai tempi di Darwin questi atteggiamenti erano correnti. Leggete quest'altro passo, che non è darwiniano:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e aggiungerò che fra le razze bianca e nera vi è una differenza fisica che credo impedirà per sempre alle due razze di vivere insieme nell'uguaglianza sociale e politica. E nella misura in cui esse non possono vivere in questo modo, fin tanto che restano insieme ve ne deve essere una superiore e una inferiore, e io, come chiunque altro, sono favorevole a che si assegni il posto superiore alla razza bianca. Ne approfitto per dire che non vedo perché al negro si debba negare tutto solo perché il bianco deve avere una posizione  superiore&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Probabilmente resterete di stucco: il passo è tratto da un discorso di Abraham Lincoln, del 18 settembre l858                                           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso mi rivolgo direttamente a Simonpietro. A Milano esiste una scuola cattolica intitolata ad Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina nel 1912.&lt;br /&gt;Dal Programma della scuola si legge: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"fare scuola" secondo una precisa ipotesi culturale: l'ideale educativo cristiano inteso come apertura alla realtà nella totalità dei suoi fattori&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto è d'obbligo una cittazione tratta da un libro di questo scienziato “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La ricostruzione dell’uomo&lt;/span&gt;”, un libro del 1936, lo stesso anno nel quale viene eletto socio della Pontificia Accademia delle Scienze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le nazioni stanno compiendo inutili sforzi per la conservazione di esseri inutili e nocivi, e così gli anormali impediscono il progresso dei normali. Dobbiamo affrontare con coraggio questo problema. Perché la società non usa i sistemi più economici per la cura dei criminali e dei pazzi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(…) Una dolce morte con i gas risolverebbe il problema in modo umano ed economico&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stzs0nW9hkI/AAAAAAAAAZQ/XfpVOiDyEqc/s1600-h/darwin+ok.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 94px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stzs0nW9hkI/AAAAAAAAAZQ/XfpVOiDyEqc/s320/darwin+ok.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394446842345653826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Chiudo con alcuni passi tratti dal diario scritto durante la lunga sosta in Brasile, di cui il Nostro approfittò per studiare flora e fauna del Sudamerica (era il suo primo incontro con la biologia sudamericana). Assieme alle caratteristiche naturali, nel diario ci sono molti accenni alla società umana locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio durante una visita ad una fattoria nell'interno del paese annota: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;questa collina è famosa perchè per lungo tempo fu il rifugio di alcuni schiavi fuggiaschi i quali, coltivando un po' di terreno vicino alla cima, riuscivano a trovare quanto era loro sufficiente per vivere. Ma poi furono scoperti e venne inviato uno squadrone che li prese tutti, eccetto una vecchia che preferì morire sfracellata, buttandosi dalla montagna, piuttostochè cadere di nuovo in servitù. Se fosse stata una matrona romana, sarebbe stato esaltato il suo nobile amore per la libertà, ma poiché era una povera negra, questo suo comportamento fu giudicato solo come bestiale cocciutaggine&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commentando un mercato di schiavi scrive: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io credo che al proprietario non passasse per la testa che fosse disumano smembrare 30 famiglie costituite da oltre 30 anni&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando la variopinta popolazione di Rio de Janeiro, sottolinea l'obbligo di parlare portoghese come una pesante forma di controllo nei confronti degli schiavi. Successivamente parla degli schiavi diventati liberi cittadini e dice “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se il numero di negri liberi aumentasse (come dovrebbe accadere) e che cominciassero ad essere scontenti di non essere uguali ai bianchi, allora il momento della loro generale liberazione non potrà essere molto lontano&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Le parentesi (nel testo originale) servono a sottolineare la cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche righe più sotto scrive: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;spero che venga presto il giorno in cui i negri avranno i loro diritt&lt;/span&gt;i”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, prima o poi riguarderò altri testi darwiniani. Ma mi domando se sarebbe questo il sudicio razzista precursore del nazismo da perseguitare, di cui vada scartato tutto l'impianto scientifico per la immoralità di alcune sue idee che non c'entrano nulla con la biologia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sa che ci siano ben altri scheletri negli armadi dei suoi detrattori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-553745583570370502?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/553745583570370502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=553745583570370502' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/553745583570370502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/553745583570370502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/uomini-probi-piu-razzisti-di-darwin.html' title='Uomini &quot;probi&quot; più razzisti di Darwin'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stzr9-d-R7I/AAAAAAAAAZA/8aw07AlHb5c/s72-c/gould.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-1561760076095931225</id><published>2009-10-18T08:51:00.013+02:00</published><updated>2009-10-18T09:27:26.579+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Appennino Settentrionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Graben'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Toscana'/><title type='text'>I bacini intermontani dell'Appennino Settentrionale: fosse tettoniche o semplici pieghe?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_rSVbWVI/AAAAAAAAAY4/DQ3d77wYhy0/s1600-h/graben+appenninici.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_rSVbWVI/AAAAAAAAAY4/DQ3d77wYhy0/s320/graben+appenninici.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393834254106581330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da un punto di vista geologico l'Appennino è molto più largo rispetto alla definizione geografica. Geologicamente tutta la Toscana (isole comprese!) fa parte dell'Appennino Settentrionale. Una delle caratteristiche principali di questo complesso orogene è una spiccata diversità fra il versante tirrenico e quello adriatico. Nel versante tirrenico troviamo un sistema di baqcini intermontani parallelei all'andamento della catena, in quello adriatico le valli sono trasversali. Altra differenza è che se nelle valli trasversali alla catena del versante adriatico c'è sempre un fiume principale che le percorre, alcuni bacini toscani (come la Valdichiana o il bacino di Firenze) non lo presentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente è ammesso che le fosse del versante tirrenico abbiano origine tettonica, delimitate ai margini da faglie normali: dal Tortoniano superiore l'area tirrenica è interessata da un regime tettonico estensionale, legato all'apertura del Tirreno, responsabile della formazione di una serie di bacini intermontani impostati sulla catena già strutturata, mentre la compressione si spostava via via verso l'Adriatico.  In  pratica a occidente della catena principale, la crosta si sarebbe sblocchettata in un sistema di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;horst&lt;/span&gt; (le dorsali) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;graben&lt;/span&gt; (le fosse), la cosiddetta “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tettonica a horst e graben&lt;/span&gt;” , tipica di zone in stiramento, dove gli sforzi sono di tipo estensionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è comunemente accettato da molti ma non da tutti. I ricercatori di geologia strutturale dell'università di Firenze (principalmente Mario Boccaletti, Giovanna Moratti, Federico Sani e Marco Bonini) hanno studiato parecchi di questi bacini e la pensano in maniera diversa: ammettono che ci siano delle faglie normali ai margini delle fosse, ma le loro ricerche dimostrano che sono molto successive alla formazione dei bacini. Non solo, nei sedimenti che riempiono i bacini prevalgono soprattutto strutture compressive. Quindi questi studiosi contestano completamente la ricostruzione “classica” che considera queste vallate bacini estensionali, riconducendo il tutto a un continuum di deformazioni compressive, sia pure non costanti, ma contrassegnate da momenti di sforzo massimo seguiti da momenti di stasi. Un quadro completamente diverso che merita una grande attenzione. Anche perchè, come ripeto, secondo questa scuola, le grandi faglie normali ipotizzate (come la Pistoia – Settignano per il bacino di Firenze), non esistono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo in rassegna alcune caratteristiche comuni dei bacini intermontani appenninici secondo questa scuola:&lt;br /&gt;- dove si svilupperà in futuro un bacino si forma una piega sinforme (una piega a forma di sinclinale cioè una piega con convessità verso il basso) che comprende più unità già tettonizzate.&lt;br /&gt;- la loro collocazione è sempre piuttosto particolare: si originano in mezzo fra due sovrascorrimenti fra le falde che compongono l'Appennino Settentrionale. Già questa è una coincidenza interessante da considerare: per esempio immediatamente accanto al bordo del Mugello si vede il grande sovrascorrimento delle Arenarie del Cervarola sulla Formazione Marnoso-arenacea.&lt;br /&gt;- in quasi tutte le discontinuità stratigrafiche i sedimenti immediatamente sotto la discontinuità sono inclinati in direzione del bacino. Le inclinazioni sono massime ai lati del bacino e minime al centro.&lt;br /&gt;- in generale le strutture distensive sono successive a quelle compressive&lt;br /&gt;- le direzioni di raccorciamento sono in generale perpendicolari agli assi dei bacini&lt;br /&gt;- le età delle discontinuità sono correlabili con i momenti di maggiore pulsazione compressiva lungo la catena appenninica. Questi momenti corrispondono a stasi dell'attività vulcanica della provincia magmatica toscana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_hFZ848I/AAAAAAAAAYw/HHWwjET9iOA/s1600-h/velona.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 75px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_hFZ848I/AAAAAAAAAYw/HHWwjET9iOA/s320/velona.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393834078837203906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Esaminiamo in particolare alcuni casi. Nella linea sismica illustrata qui sopra attraverso il bacino della Velona (noto per le sue faune di mammiferi del Miocene) vediamo come non esistano faglie normali, ma come all'incirca verso il bordo NE si annidi un classico thrust. Un secondo thrust in mezzo al bacino è sovrastato da una debole piega anticlinale. E' evidente che, almeno in questo caso, non si possa parlare di graben, visto che manca la condizione principale e cioè la presenza di faglie normali che lo delimitano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_N4kG2pI/AAAAAAAAAYo/l2Mi-PSQ6pI/s1600-h/bacino+volterrasez1.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 103px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_N4kG2pI/AAAAAAAAAYo/l2Mi-PSQ6pI/s320/bacino+volterrasez1.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393833748972624530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella sezione qui accanto vediamo come nel lato NE del bacino di Radicondoli – Volterra forti piegamenti (e faglie inverse) interessino le evaporiti del Messiniano (il livello contrassegnato dal numero 8). E' evidente che questo contrasta con la scuola tradizionale che non prevede forti piegamenti nei sedimenti deibacini, considerati "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tardoorogenici&lt;/span&gt;" se non addirittura "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;postorogenici&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto alla profondità dei bacini, c'è da fare una considerazione importante: prendiamo il bacino di Firenze, che curiosamente è una valle senza nome (eppure non si può dire che manchi di storia....)., la cui superficie è a circa 50metri sul livello del mare. Nella zona del casello autostradale di Firenze Nord ci sono circa 800 metri di sedimenti. Monte Morello, pochi Km distante, arriva a quasi 1000 metri di altezza. Sembrerebbe facile dire che la faglia normale che delimita il bacino abbia un rigetto verticale di quasi 2 km, ma non è così: nel bacino di Firenze, come in tutti gli altri, alla sedimentazione è &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq9Xq2s7uI/AAAAAAAAAXw/ydRfxZpKGkY/s1600-h/bacino+voterra2.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 219px; height: 99px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq9Xq2s7uI/AAAAAAAAAXw/ydRfxZpKGkY/s320/bacino+voterra2.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393831718067957474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;corrisposta una ovvia subsidenza perchè il peso dei sedimenti ha provocato un approfondimento della base. Quindi le sezioni verticali del basamento che vengono prodotte con la situazione attuale non rappresentano, forzatamente, le condizioni all'inizio della sedimentazione al loro interno. La subsidenza può essere la causa che innesca ad un certo punto alcune faglie normali lungo i bordi del bacino, che interessano i sedimenti recenti. Vediamo qui schematizzato il caso della zona di Volterra. Queste faglie si formano nel basamento, forse lungo vecchie superfici di discontinuità riattivate (magari anche dei thrust riattivati con direzione opposta).&lt;br /&gt;Lì per lì la cosa può lasciare perplessi: guardare da Artimino o dal piazzale Michelangeolo la fossa tra Firenze e Pistoia sembra proprio che i monti sullo sfondo coincidano con una bella faglia. Stesso discorso per le altre fosse. Ma se lo dicono dei geologi strutturali che quelle non sono faglie... beh..non si può dire che non abbiano competenza e autorevolezza in materia....&lt;br /&gt;Un segnale in tale direzione comunque viene anche dalla letteratura geologica: non ho mai letto lavori sullo studio di queste faglie.... che forse anziché faglie normali, sono le tracce dei thrust principali della catena.&lt;br /&gt;A questo proposito è interessante notare come tutto il grande sovrascorrimento delle unità della Serie Toscana, il “fronte della Falda Toscana”, dall'Appennino parmense al Lago Trasimeno sia bordato da fosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza di deformazioni compressive in questi bacini non vuole dire che i thrust che li delimitano erano ancora attivi: un'altro caposaldo della geologia appenninica è  che la deformazione procede verso il versante adriatico ed in effetti questi bacini si impostano su zone che sono già state interessate dai fenomeni plicativi e di sovrapposizione delle varie unità tettoniche. Però è scontato che fenomeni orogenici possano avere effetti in aree anche a una certa distanza: in un lavoro recentemente pubblicato sul volume II del 2009 del “Bollettino della Società Geologica Italiana” D.C.Peakock  dimostra che l'orogenesi alpina ha provocato movimenti di faglie e piegamenti persino in Inghilterra.   &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-1561760076095931225?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/1561760076095931225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=1561760076095931225' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1561760076095931225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/1561760076095931225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/le-fosse-dellappenninosettentrionale.html' title='I bacini intermontani dell&apos;Appennino Settentrionale: fosse tettoniche o semplici pieghe?'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Stq_rSVbWVI/AAAAAAAAAY4/DQ3d77wYhy0/s72-c/graben+appenninici.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-6548484391123803958</id><published>2009-10-14T23:38:00.011+02:00</published><updated>2009-10-15T08:45:09.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mediterraneo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tettonica'/><title type='text'>Le certezze sulla geodinamica italiana degli ultimi milioni di anni e una nuova visione totale del problema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ai primi anni' 80 i ricercatori erano riusciti a capire molte cose sulla storia geologica italiana e del Mediterraneo occidentale, ma all'interno di settori ristretti: l'Appennino Settentrionale, l'Appennino meridionale, le Alpi, la Cordigliera Betica, l'arco Siculo – Maghrebide etc etc. Al di là di alcuni tentativi da parte della scuola fiorentina con Mario Boccaletti prima e Benedetta Treves poi, mancava una visione unitaria che a poco a poco si sta facendo largo nonostante la permanenza di&lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/la-calabria-il-punto-focale-per-capire.html"&gt; alcune incertezze&lt;/a&gt;, principalmente all'altezza dell'Appennino Settentrionale per il terziario inferiore (una o due subduzioni distinte nel tempo?), della Calabria (vedi post) e delle Alpi Lombarde, dove i ricercatori sono divisi fra chi sostiene che si sta assistendo agli inizi di una nuova fase compressiva di senso inverso rispetto a quella alpina e chi invece sostiene per le strutture attorno al lago di Como un'altra motivazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel contempo abbiamo anche una serie di certezze. In particolare nella storia recente dell'Italia ci sono due momenti cruciali, uno verso la fine del Messiniano (6 milioni di anni fa) e uno molto più recente (a metà del pleistocene, 700.000 anni fa).&lt;br /&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 234px; height: 186px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZG2PPUfaI/AAAAAAAAAXY/eLla7l46xvA/s320/messiniano+mantovani+09.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392575501440417186" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda comincia alla fine del Messiniano, quando la placca adriatica forma ancora una appendice superiore dell'Africa.&lt;br /&gt;L'Europa preme sia a ovest, lungo la catena alpina che a est, con il settore ellenico – anatolico. Nel Miocene superiore finisce di consumarsi l'oceano che si era aperto nel Giurassico situato fra la placca adriatica ed il settore ellenico di quella europea.&lt;br /&gt;Ma questo non ferma il campo di sforzi: la Grecia preme e più a sud – ovest lo fa pure l'Africa. Quindi la zona adriatica per assorbire tutti questi sforzi si spacca: a nord il settore adriatico si separa da quello padano lungo il fascio di faglie trascorrenti Schio – Vicenza mentre a sud nella zona del Canale di Sicilia si separa dall'Africa stessa. Il movimento di per se sarebbe una trascorrente ma siccome l'Africa spinge piuttosto forte, strizza assieme alla placca adriatica l'Appennino in una morsa, costringendolo a ruotare. Quindi nel Canale di Sicilia si realizza anche una componente estensionale che forma dei piccoli bacini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZJG3BbdCI/AAAAAAAAAXg/-wuesQxMK1E/s1600-h/pliocene+mantovani++09.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 222px; height: 196px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZJG3BbdCI/AAAAAAAAAXg/-wuesQxMK1E/s320/pliocene+mantovani++09.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392577986020733986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Intanto la subduzione della zolla adriatica, e per precisione della sezione di oceano giurassico rimasta fra Adria ed Europa (o fra Adria e &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/05/alkapeca-il-continente-perduto-della.html"&gt;Al.Ka.Pe.Ka.&lt;/a&gt;) continua e la fase tettonica rimane molto acuta. Questa situazione però non dura a lungo: all'inizio del Pleistocene, poco più di 2 milioni di anni fa,  la crosta “europea” dell'Appennino collide con il nucleo più duro di Adria, della quale attualmente emergono dal mare il Gargano e le Murge. Da nord fino alla Basilicata l'orogenesi complessivamente si blocca (o quantomeno rallenta vistosamente). il blocco determina la cessazione della apertura del bacino del Vavilov.&lt;br /&gt;Però c'è ancora da consumare la crosta oceanica dello Jonio e difatti l'unica zona di vera subduzione che continua a funzionare è quella attuale a E della Calabria. Dove cessa la resistenza della piattaforma adriatica, all'altezza del confine Basilicata – Calabria si crea una trascorrente sinistra che allarga il Tirreno a sud – est,: nasce il bacino del &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2008/04/il-monte-marsili-un-gigantesco-vulcano.html"&gt;Marsili&lt;/a&gt;.  Lo sviluppo della Linea del Pollino provoca in Basilicata la formazione di una serie di faglie trascorrenti orientate NE-SW.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZJUxPyxII/AAAAAAAAAXo/xz3PRagQidQ/s1600-h/attuale+mantovani+09.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 306px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZJUxPyxII/AAAAAAAAAXo/xz3PRagQidQ/s320/attuale+mantovani+09.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392578224988537986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Circa 700.000 anni fa le cose sono cambiate di nuovo. Il campo di sforzi si ridistribuisce perchè dopo la collisione fra il blocco apulo e l'Appennino la placca adriatica si è fermata ad ovest ma ricomincia a subdurre verso est sotto l'Europa nel settore balcanico – egeo.  Rimane attiva la subduzione della zolla adriatica sotto la Calabria, con lo Jonio che continua a chiudersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi che in linea generale questa è un'ottima sceneggiatura, alla quale mancano ancora alcuni particolari. Come ho detto in apertura il pregio fondamentale è che i meccanismi invocati sono piuttosto semplici e applicabili a tutta l'area senza bisogno di complicazioni varie, quali cunei astenosferici e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-6548484391123803958?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/6548484391123803958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=6548484391123803958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/6548484391123803958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/6548484391123803958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/le-certezze-sulla-geodinamica-italiana.html' title='Le certezze sulla geodinamica italiana degli ultimi milioni di anni e una nuova visione totale del problema'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StZG2PPUfaI/AAAAAAAAAXY/eLla7l46xvA/s72-c/messiniano+mantovani+09.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-8797767461965770336</id><published>2009-10-12T10:35:00.010+02:00</published><updated>2009-10-12T11:25:58.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rischio idrogeologico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alluvione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giampilieri'/><title type='text'>Gli insegnamenti della tragedia di Giampilieri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLzkjB8BuI/AAAAAAAAAXQ/pHd9p9nyHcc/s1600-h/gp.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLzkjB8BuI/AAAAAAAAAXQ/pHd9p9nyHcc/s320/gp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391639513120114402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la causa scatenante le forti alluvioni è stata certamente l'elevata intensità di eventi meteorici, ma non può non essere presa in considerazione la leggerezza di alcune scelte territoriali, che si sono rilevate determinanti negli effetti provocati dal dissesto idrogeologico. Scelte che hanno fatto sì che il degrado dei corsi idrici del messinese diventasse un fenomeno ormai generalizzato e diffuso capace di provocare un vero e proprio disastro»&lt;/span&gt;. La Protezione Civile alla Magistratura di Messina, Ottobre 2008 sull'alluvione che aveva colpito Giampilieri un anno prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni amici mi hanno chiesto di parlare della tragedia di Messina. Non è che ne abbia tanta voglia perchè corro il rischio di dire le solite cose sulla irresponsabilità da parte dello Stato e delle persone. Ma è davvero “irresponsabilità”? A volte sì, a volte no. Mi spiego: una persona è “irresponsabile” se sa quello che sta facendo e i rischi a cui espone se e gli altri con le sue azioni. Se non sa quello che fa è da classificarsi come “ignorante” (e spesso gli ignoranti espongono se e gli altri a grossi rischi). Mi chiedo a che categoria appartengano quelli che, approfittando della situazione, si sono mescolati con i loro camion a quelli che smaltivano il fango, smaltendo in mare chissà che cosa e provocando lo stop alla operazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare da foto, articoli e poche esperienze personali in occasione di mie visite nelle zone diciamo che il territorio è trattato in maniera brutale, così come si faceva nel resto d'Italia in Europa e nel mondo prima che le parole “ecologia” ed “ambiente” entrassero nel vocabolario dell'umanità. Solo che apparentemente da qualche parte non sono ancora arrivate e proprio dove le condizioni sono peggiori essendo attualmente una delle aree a maggiore deformazione tettonica in Europa&lt;br /&gt;Non è che vedendo telegiornali e/o leggendo giornali si capisca poi molto della situazione. In compenso ho sentito tanta gente parlare senza sapere come sono andate le cose, nutrendosi dei più normali luoghi comuni.  Un esempio su tutti: una casa isolata a Scaletta Zanclea Marina accanto alla foce del fiume che ha scatenato i soliti commenti sui deficenti che costruiscono lungo i fiumi, lasciando intendere pure che era una costruzione abusiva: non era isolata fino a quando l'alluvione ha distrutto quelle adiacenti. Se tanti si fossero tappati la bocca o avessero fatto un controllo su Google Earth (o Google Maps per chi non ha g.e....) prima di parlare a vanvera si sarebbero risparmiati fiato e non avrebbero dato il là ad “ispiratissimi” commenti sui meridionali Per fortuna ho trovato in rete alcuni interventi piuttosto significativi che hanno ristabilito almeno per me la realtà dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto un dato piuttosto preciso e forse ignorato: basta allontanarsi lungo la costa di qualche  chilometro dai luoghi del disastro e lì non è successo niente. Invece a Giampilieri, Scaletta Zanclea, Briga Marina, Santa Margherita, Ponte Schiavo (chi conosceva questi posti fuori dai Messinesi?) è successo l'inferno.&lt;br /&gt;Le circostanze mi ricorda un po' l'alluvione della Versilia di 15 anni fa. Lì successe una cosa davvero strana, una concentrazione incredibile di pioggia da una nuvola che rimase ferma nello stesso posto senza valicare il versante. Praticamente  a poca distanza non venne giù neanche una goccia. Non so se a Giampilieri sia andata così. Però era da giorni che la situazione era difficile in Sicilia, fra il forte vento e le piogge che avevano già provocato altri guai da quelle parti qualche giorno prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLzZPcND4I/AAAAAAAAAXI/_ugfFUqoPhE/s1600-h/pomp3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLzZPcND4I/AAAAAAAAAXI/_ugfFUqoPhE/s320/pomp3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391639318883012482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La cosa più dolorosa è comunque sapere che nel 2007 c'erano già state le prime avvisaglie del problema, regolarmente ignorate (anche se, onestamente, siamo nel 2009 e non so se intervenire sarebbe stato tempisticamente possibile, tra burocrazia, redazione del piano, proteste di chi ci rimetteva qualcosa etc etc). E qui nasce un giallo, con informazioni contrastanti.&lt;br /&gt;C'è chi dice che qualcosa non abbia funzionato a dovere: l'intervento non ci sarebbe mai stato in quanto non sono arrivati finanziamenti per la messa in sicurezza; questo non per ritardi burocratici ma semplicemente perchè il comune di Messina non aveva attuato la procedura per classificare  l'area come zona a rischio idrogeologico. Un altro evento del genere è avvenuto un pò più a nord, nella zona di Mili San Pietro una quindicina di anni fa.&lt;br /&gt;Altre fonti invece segnalano che dal comune la richiesta di revisione del PAI (piano di assetto idrogeologico) era partita un anno fa e che l'ufficio geologico del comune di Messina non sia proprio all'avanguardia: c'è un solo geologo in servizio (che ovviamente, con un territorio come quello messinese e scarsissimi mezzi tecnici fa quello che può e probabilmente è visto più come un “nemico” da parte di costruttori e cittadini). Il quale geologo comunque aveva indicato esattamente come a massimo rischio proprio le zone colpite in questi giorni e che quindi è sicuramente una persona molto competente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stata dunque una tragedia annunciata? In parte sì, come dimostra la dichiarazione della Protezione civile. Non c'è stato bisogno di attendere molto per verificare la veridicità di queste parole, e una precipitazione definita eccezionale ha provocato quello che era stato  previsto (oltre 300 mm di pioggia in tre ore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in ambienti scientifici si nega l'eccezionalità dell'evento: il professor Ortolani dell'Università di Napoli, in una bellissima e completa &lt;a href="link:%20http://altocasertano.wordpress.com/2009/10/11/messina-cause-scientifiche-dell-alluvione-del-1%C2%B0-ottobre-2009-del-prof-franco-ortolani-geologo/"&gt;descrizione del fenomeno,&lt;/a&gt; afferma che un livello paragonabile fu toccato nel già citato evento dell'ottobre 2007, in occasione del quale si ebbero le prime episodiche colate di fango.&lt;br /&gt;Riassumo brevemente che il danno è stato fatto non dalle acque ma da colate di fango. L'ossatura  dei colli della costa messinese è formata da rocce metamorfiche paleozoiche del complesso dei Peloritani, di cui ho appena parlato a proposito della storia geologica della Calabria. La parte più superficiale è alterata e la pioggia ne ha azzerato le caratteristiche geofisiche: quando materiali sciolti vengono imbevuti di acqua la loro resistenza al taglio si abbassa drasticamente e quindi su un pendio la forza di gravità vince sulla coesione del terreno. Per fare un paragone è come quando si mette l'acqua in un secchiello riempito di sabbia: la sabbia dove c'è l'acqua si liquefa. Ovviamente nello strato superficiale sciolto sono ancora presenti dei massi, scesi a valle assieme al resto. Il fenomeno è concettualmente simile a quello che ha colpito Sarno nel 1998. Il primo distacco di fango dall'alto del versante sopra a Giampilieri ha trascinato anche il suolo sottostante, formano una valanga di materiale alta parecchi metri che ha percorso le strade del paese sommergendolo.&lt;br /&gt;Più a valle (Scaletta Zanclea) il danno lo ha fatto l'acqua a cui si sono mescolati i fanghi provenienti dal monte. Ci sono state lungo i litorali delle pesanti modificazioni con una notevole avanzata delle spiagge alle foci delle fiumare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLy1UNonqI/AAAAAAAAAW4/cLrPkjO-1w4/s1600-h/pomp2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLy1UNonqI/AAAAAAAAAW4/cLrPkjO-1w4/s320/pomp2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391638701688790690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ora vediamo cosa si può fare. Innanzitutto una brutta notizia: secondo il prof.Ortolani il rimboschimento non servirebbe a molto, perchè la superficie di scollamento è sotto al livello a cui arrivano le radici degli alberi, che quindi in caso di ripetizione del fenomeno scivolerebbero a valle con il fango. Le soluzioni sono due: terrazzare tutta la montagna, ma con fondazioni molto profonde, e soprattutto allargare gli alvei. E qui è evidente che il secondo lavoro deve essere fatto senza pietà, buttando giù tutto quello che deve essere buttato giù senza considerare costruzioni abusive ma che i proprietari sono riusciti a legalizzare in uno dei tanti condoni o edificate regolarmente in base a piani regolatori geologicamente sballati: ci troviamo davanti alla necessità di sfoltire le abitazioni e creare un alveo interno per le acque, circondato da una larga zona golenale (magari da attrezzare a verde pubblico) per consentire ai detriti di arrivare a mare. Questo perchè è stato appurato un fatto molto importante: a Scaletta Zanclea  l'alveo avrebbe potuto reggere al volume di acqua. Il guaio, la portata maggiore al momento, lo hanno combinato i fanghi. E questi fenomeni possono accadere lungo tutta una fascia di territorio, come dimostra l'evento del 1996.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terrazzare la montagna, scendendo con le palificazioni nel substrato roccioso e non fermandosi nel suolo, non è cosa semplice però mi pongo dei quesiti a cui spero qualcuno possa darmi una risposta: fino al 2007 non era mai successo niente del genere? Suppongo che la risposta giusta sia "no": le case di Giampilieri, almeno nella zona più alta, non sono proprio costruzioni moderne. Quindi, almeno per Giampilieri Superiore, dare tutta la colpa alla speculazione edilizia della seconda metà del XX secolo è quantomeno fuorviante.&lt;br /&gt;E allora, se non era mai successo (almeno fino dal 1500), perchè? Forse perchè la montagna era regolarmente manutentata da chi ci lavorava? Oppure si erano verificati prima della edificazione del paese attuale e se ne era perso il ricordo o non era stato dato loro il peso necessario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speriamo solo che da questo disastro si impari una lezione e cioè che siamo costretti a convivere con il rischio idrogeologico,  e che quindi bisogna tenere conto di questo nel costruire. Da oggi ignoranza e irresponsabilità non devono più prendere il sopravvento, né nei privati cittadini, né nelle isituzioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-8797767461965770336?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/8797767461965770336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=8797767461965770336' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/8797767461965770336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/8797767461965770336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/gli-insegnamenti-della-tragedia-di.html' title='Gli insegnamenti della tragedia di Giampilieri'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/StLzkjB8BuI/AAAAAAAAAXQ/pHd9p9nyHcc/s72-c/gp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-7017096338817509854</id><published>2009-10-09T23:47:00.014+02:00</published><updated>2009-10-10T00:19:07.845+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gould'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dawkins'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='darwin'/><title type='text'>Dawkins, Gould e i coccodrilli: come conciliare "il gene egoista" con gli "equilibri punteggiati"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Richard Dawkins e Steven Jay Gould sono due dei principali pensatori sull'evoluzionismo degli ultimi 50 anni. Entrambi grandissimi scienziati ed appassionati divulgatori (ho avidamente letto molti dei libri che hanno scritto), biologo l'inglese – paleontologo l'americano, hanno spesso polemizzato pubblicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa mi sono dichiarato un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Darwinista di stretta osservanza&lt;/span&gt; (chi mi conosce personalmente da tempo non ha dubbi che lo sia da quando ero un ragazzo!), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di confessione Dawkinsiana&lt;/span&gt; (il gene egoista, appunto), ma che nel contempo strizza l'occhio agli equilibri punteggiati gouldiani.&lt;br /&gt;Su alcune cose non la penso come Darwin, ma semplicemente perchè la Scienza fa il suo corso e io ho accesso a una quantità di informazioni enormemente più grande di quella che aveva il naturalista inglese. Quindi andare “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oltre Darwin&lt;/span&gt;” significa adeguare l'evoluzionismo con le conoscenze attuali, non che l'impianto fondamentale di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'evoluzione delle specie&lt;/span&gt;” sia da buttare!&lt;br /&gt;Ricordo alcuni "errori" di Darwin. In primis il grande naturalista inglese pensava alla mescolanze dei caratteri: è uno sbaglio ma all'epoca non aveva a disposizione né gli studi di Mendel né tantomeno conosceva  l'esistenza del DNA: pertanto arrivare a capire che o prendi quel gene da un genitore o lo prendi dall'altro era molto improbabile. Inoltre pensava che l'evoluzione procedesse in maniera lenta e continua. Invece gli equilibri punteggiati gouldiani prevedono dei momenti in cui l'evoluzione accelera il suo corso in mezzo a periodi di poche variazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gould, pensando a questi due aspetti traeva delle conclusioni completamente differenti: non si riteneva (purtroppo è morto nel 2002) un darwinista di stretta osservanza  e questo ha portato alcuni creazionisti a dire, forzando il significato di alcune sue frasi prese a caso, che Gould abbia sconfessato Darwin e – implicitamente  – che sia stato un antievoluzionista. Roba da ricovero alla neurodeliri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto mi dovrei porre il problema se sono un darwinista di stretta osservanza o no.   Propendo per il “si”, nella convinzione che secondo me i messaggi principali sono “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'evoluzione è avvenuta, ma non grazie all'ereditarietà dei caratteri acquisiti&lt;/span&gt;”, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma grazie alla “sopravvivenza del più adatto”.&lt;/span&gt; Quanto alla velocità lenta e costante dell'evoluzione, Darwin nella sua formulazione è decisamente un gradualista estremo, forse anche un po' troppo. Però succede spesso che le nuove teorie quando vengono alla luce siano piuttosto semplici e successivamente, durante le ricerche in merito, ilquadro, valido nell'impianto generale, si complichi un pò. E' il caso per esempio della Tettonica a zolle Crostali. Poi bisogna calarsi nella sua epoca per capirlo. A parte che non conosceva ancora l'esistenza del DNA, l'immenso naturalista inglese nel suo gradualismo “totale” era forse anche condizionato dalla polemica fra “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gradualisti&lt;/span&gt;” e “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;catastrofisti&lt;/span&gt;”: i gradualisti, capofila Lyell sostenevano che la Storia della Terra si era sempre svolta ad una certa velocità, quando invece i catastrofisti sostenevano degli scossoni che provocavano improvvisamente sollevamenti di montagne e estinzioni di massa. Oggi i creazionisti puntano molto sul catastrofismo, come già nel XIX secolo: ho letto per esempio l'articolo di un teologo che contesta il gradualismo di Lyell (e osanna Cuvier, ovviamente). Essendo ovviamente schierato dalla parte dei gradualisti, forse proprio per reazione ai catastrofisti Darwin non poteva sicuramente pensare che ad una estrema gradualità dell'evoluzione. Oddio, ormai le idee gradualistiche stavano decisamente trionfando, ma nella concezione di uno scienziato c'è sempre un imprinting dettato dall'ambiente e dalle polemiche in cui si è svolta la sua formazione iniziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-1OwqrICI/AAAAAAAAAWw/6SEJ4nI2EOw/s1600-h/dawkins.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 89px; height: 94px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-1OwqrICI/AAAAAAAAAWw/6SEJ4nI2EOw/s320/dawkins.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390726544172458018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopodichè appartengo alla “confessione”  Dawkinsiana. Richard Dawkins sostiene una visione un po' estrema secondo la quale, alla fine, noi esseri viventi siamo semplicemente delle macchine che consentono ai geni di perdurare. Quindi procreiamo non per perpetuare la specie, ma perchè sono i nostri geni che ci dicono di farlo in modo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro&lt;/span&gt; si possano perpetuare. Una visione estremistica ma che mi trova piuttosto d'accordo.  Il  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gene egoista&lt;/span&gt;” è abbastanza chiaro e semplice: i geni sono i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;replicatori&lt;/span&gt; che sono sopravvissuti nel tempo e per sopravvivere (per propagarsi come replicatori) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;hanno costruito dei veicoli, cioè delle macchine di sopravvivenza&lt;/span&gt; (animali, vegetali, uomo): noi siamo macchine da sopravvivenza programmate per permettere ai nostri geni di replicarsi.  E' ovvio che solo i geni che danno le forme più adatte (spesso in coabitazione fra più geni) si riproducono. Anzi, i geni sono unità che sopravvivono "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;passando attraverso un gran numero di corpi successivi&lt;/span&gt;". I geni quindi vivono “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;milioni se non miliardi di anni&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-1EEZQKCI/AAAAAAAAAWo/eqNvmextvp0/s1600-h/gould.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 87px; height: 94px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-1EEZQKCI/AAAAAAAAAWo/eqNvmextvp0/s320/gould.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390726360489535522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Veniamo ora agli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;equilibri punteggiati&lt;/span&gt;: l'idea parte dalle dinamiche della genetica ed in particolare dalla rapida evoluzione tipica di piccole popolazioni alla conquista di un nuovo ambiente. Lo si vede sia in grande scala nel caso delle grandi radiazioni adattative (come quella dei primi placentati o quella delle forme nordamericane in Sudamerica alla formazione dell'istmo di Panama) o in piccola scala citando il classico esempio delle lucertole di Pod Mrcau. Si vede quindi che in effetti grandi cambiamenti possano avvenire in periodi di tempo limitati.&lt;br /&gt;E' questo il senso degli equilibri punteggiati Gouldiani: grandi salti in brevi lassi di tempo, mentre in periodi “normali” l'evoluzione procede con grande lentezza. Un andamento opposto all'estremo gradualismo darwiniano ma che, ovviamente, non è uno scarico di Darwin e dell'evoluzione da parte di Gould. Anzi, direi tutt'altro. E' semplicemente una migliore precisazione di quello che succede&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrissi pure come fra i miei sogni ci sia la voglia di conciliare queste due visioni, secondo me alla fin fine non poi così in contrasto fra di loro.  Razionalmente mi chiedo: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;può darsi che io scriva così perchè sono “innamorato” di entrambi gli scienziati?&lt;/span&gt;”. Alla fine penso proprio di no.&lt;br /&gt;Eppure io sarò scemo ma penso che, alla fine, Gould e Dawkins abbiano descritto due facce dello stesso problema. Gould parte dalla visione del paleontologo, che ha pochi reperti a disposizione, studia l'anatomia comparata,  e cerca di capirne perchè vede pochi “anelli di congiunzione”. Dawkins è un biologo, nella cui visione i geni sono il sistema per leggere il passato.&lt;br /&gt;Fedele alla impostazione letteraria dawkinsiana, che amo svisceratamente, vorrei quindi fare un esempio pratico con un raccontino, che chiamerò “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il racconto del coccodrillo&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;IL RACCONTO DEL COCCODRILLO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vediamo come conciliare le due posizioni e vediamo sia come l'evoluzione possa procedere anche in tempi rapidissimi come vuole Gould, sia come, alla fin fine, i geni che si perpetuano siano quelli che consentono, in nome della sopravvivenza del più adatto, le caratteristiche migliori per un particolare ambiente in un particolare periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I geni sono sempre in lotta per la loro sopravvivenza contro altri geni e le mutazioni genetiche si sono dimostrate fondamentali non solo nella competizione preda / predatore, ma anche in risposta alle pressioni ambientali: se i geni non si fossero modificati nel tempo, difficilmente sarebbero sopravvissutiai tanti cambiamenti della Terra dalla loro apparizione. Quindi potersi modificare è stata una tattica vincente. Ma tutto questo non impedisce certo una evoluzione gouldiana: i geni specialmente in fasi di modifica ambientale o di conquista di nuovi ambienti sono molto “in pressione”, quando sono più favoriti quelli che consentono dei cambiamenti anziché quelli che dimostrano tendenze più conservative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-0u5pvG6I/AAAAAAAAAWg/OLyNP58aclI/s1600-h/rauisucghidae+ok.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-0u5pvG6I/AAAAAAAAAWg/OLyNP58aclI/s320/rauisucghidae+ok.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390725996828629922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I coccodrilli sono apparsi nel Triassico, evolvendosi da antenati terrestri affini a quelli di uccelli e dinosauri e la transizione da forme terrestri ad esseri ben adattati alla vita acquatica è stata piuttosto veloce. Fra le forme più vicine ai coccodrilli ci sono  i membri della famiglia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rauisuchidae&lt;/span&gt;, che tutto sommato forniscono un bel modello di come dovevano essere i loro antenati. In seguito hanno un po' cambiato forme e dimensioni, in relazione soprattutto alle prede che avevano a disposizione, ma sostanzialmente il loro “piano corporeo” (non proprio casualmente molto simile a quello dei fitosauri – arcosauri anch'essi – che occupavano più o meno la stessa nicchia ecologica) è rimasto lo stesso. Non ce ne è stato bisogno perchè non hanno sostanzialmente cambiato le loro abitudini di animali predatori “generalisti” al vertice della catena alimentare nei fiumi e nelle zone umide delle fasce calde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo stile di vita probabilmente li ha salvati dall'estinzione della fine del Cretaceo, che ha selettivamente lasciato quasi intatte le faune fluviali.&lt;br /&gt;Gli unici coccodrilli meno specializzati per l'acqua apparvero all'inizio del terziario, nel primo Paleocene quando, scomparsi i dinosauri, approfittarono della mancanza di predatori carnivori (i mammiferi erano ancora degli insettivori), assieme ad alcuni uccelli. Però quando poi comparvero i primi mammiferi carnivori (creodonti, mesonichidi, primitivi esponenti dell'attuale ordine “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;carnivora&lt;/span&gt;”) fu la fine dei coccodrilli terrestri e degli uccelli carnivori (che resistettero in Sudamerica dove i mammiferi carnivori erano marsupiali e non placentati). In seguito, il raffreddamento della fine dell'Eocene ha molto ridotto il loro areale, ma dove vivono dominano. Se noi adesso guardiamo i geni dei coccodrilli, nel Trias inferiore si sono affermati e riprodotti quelli che hanno consentito il cambiamento da abitudini terrestri ad abitudini acquatiche, cioè quelli che da un corpo simile ai Raiosuchidi sono riusciti a costruire una “macchina” più acquatica. Successivamente hanno potuto arrivare fino ad oggi i geni che invece hanno scelto una visione più “conservativa” delle caratteristiche somatiche. Nel Triassico i geni più conservativi durante il periodo di transizione si sono rapidamente estinti: le forme da loro prodotte nel contempo non erano vincenti nei confronti dei loro competitori terrestri, nè riuscivano a reggere la concorrenza di quelle nuove, più adattate all'acqua. Questo vale per quasi tutte le forme di transizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cambiamenti “epocali” avvengono in poco tempo e le forme intermedie sono difficilissime a trovarsi perchè si estinguono molto facilmente in quanto non sono “nè carne nè pesce”. Quindi di fossili del genere ce ne sono veramente pochissimi. Ed ecco così come con “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il racconto del coccodrillo&lt;/span&gt;” riesco a dare ragione contemporaneamente sia a Gould che a Dawkins!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-7017096338817509854?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/7017096338817509854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=7017096338817509854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/7017096338817509854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/7017096338817509854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/dawkins-gould-e-i-coccodrilli-come.html' title='Dawkins, Gould e i coccodrilli: come conciliare &quot;il gene egoista&quot; con gli &quot;equilibri punteggiati&quot;'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Ss-1OwqrICI/AAAAAAAAAWw/6SEJ4nI2EOw/s72-c/dawkins.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-2649184248659305143</id><published>2009-10-06T00:16:00.006+02:00</published><updated>2009-10-06T00:38:33.666+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mediterraneo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Al.Ka.Pe.Ca.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tettonica'/><title type='text'>La Calabria: il punto focale per capire la storia meso - cenozoica del Mediterraneo Occidentale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Una o due Calabrie? Uno o due oceani? C'è stata una inversione della subduzione nel settore appenninico o no? Questi sono alcuni dei dilemmi dei geologi che si occupano di evoluzione mesozoico – terziaria del Mediterraneo Occidentale.&lt;br /&gt;Innanzitutto una precisazione: parlando di “Calabria” si parla, abbreviandone il nome, dell'”Arco Calabro – Peloritano” e cioè di quella fascia della catena appenninica che va dal Pollino alla linea Taormina – Golfo di Patti, per cui nella definizione è compresa la parte più a NE della Sicilia, Messina compresa. Qualche tempo fa ho scritto un post su “&lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/05/alkapeca-il-continente-perduto-della.html"&gt;Al.Ka.Pe.Ca”, il “continente perduto” della geologia mediterranea&lt;/a&gt;, la placca che secondo alcuni Autori si è scontrata con l'Europa Stabile prima che lo facesse l'Italia peninsulare.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riepilogo brevemente la situazione:&lt;br /&gt;1) la subduzione sotto l'Europa di tipo appenninico contrasta con quella alpina che invece è sotto l'”Africa”. C'è chi ipotizza quindi una inversione della subduzione sotto l'Appennino a partire dal primo Oligocene&lt;br /&gt;2) Il magmatismo nell'area mediterranea occidentale sembra iniziare nell'Eocene assieme alla formazione dei bacini di retroarco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sspz_vytKjI/AAAAAAAAAWY/I2aGmZfTG-k/s1600-h/sezioni+a+1+e+2+oceani.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 282px; height: 154px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sspz_vytKjI/AAAAAAAAAWY/I2aGmZfTG-k/s320/sezioni+a+1+e+2+oceani.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389247443100314162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vediamo a fianco un disegno con le due ipotesi. Se da una parte alcuni Autori pensano ad una inversione della subduzione, altri dicono di no: pensano che nel settore appenninico ci sia sempre stata la subduzione sotto l'Europa e che tra la zona alpina e quella appenninica, adiacenti, le placche scorressero in senso opposto grazie ad una faglia trasforme. La formazione dei bacini del Mediterraneo Occidentale sarebbe iniziata solo alla la fine dell'Oligocene perchè solo da quel momento i movimenti relativi fra Africa ed Europa hanno costretto il piano di subduzione a muoversi, ruotando in senso antiorario.&lt;br /&gt;In questo ambito l'assetto della Corsica, che era la terminazione della zona a subduzione “alpina”  e sotto alla quale ora c'è la subduzione di tipo appenninico, viene spiegata, per esempio da Andrea Argnani con la presenza di un promontorio della placca adriatica che in qualche modo cozza sul sistema alpino e ne interrompe la subduzione, instaurando anche in quel settore alpino quella Europa – vergente.&lt;br /&gt;Ricostruire la geologia del Mediterraneo occidentale vuol dire risolvere il puzzle di dove erano attaccate fra loro tutte le zone che bordeggiano da Gibilterra all'Italia i bacini “oceanici” che si sono aperti dalla fine dell'Oligocene in poi e i rapporti originari fra queste masse: dov'erano, come erano fatte, quando e come mai si sono attaccate fra loro. Il problema è che è abbastanza nota la geologia zona per zona, ma ci sono ancora delle terribili incertezze sui rapporti fra questi settori sia prima dell'apertura dei bacini del Mediterraneo occidentale che - ovviamente ancora di più - sui rapporti prima del coinvolgimento nell'orogenesi e cioè sulla loro collocazione sulle rive della Tetide. Le incertezze sono ben delineate da questa immagine in cui si confrontano il modello a subduzione unica e quello a  subduzione che si inverte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna alcuni punti fermi ci sono e precisamente:&lt;br /&gt;1) il Tirreno Settentrionale si è aperto nel Miocene, mentre quello meridionale lo ha fatto più tardi, nel Pliocene&lt;br /&gt;2) la Calabria continua a muoversi verso sudest (o, almeno, lo ha fatto fino a poche centinaia di migliaia di anni fa)&lt;br /&gt;3) prima dell'apertura del Tirreno Sardegna e Calabria facevano parte della stessa massa continentale, almeno dall'Oligocene: quindi attraverso Sardegna e Corsica anche la Calabria era attaccata all'Europa tra la Provenza e la Catalogna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una disamina della situazione, in maniera molto neutrale, è stata condotta da Alvarez e Shimabukuro nel corso di un convegno tenuto nel 2007, i cui atti figurano nell'ultimo volume del “Bollettino della Società Geologica Italiana”. Innanzitutto tratteggiano i  problemi sul tappeto, notando come la Calabria sia un punto nodale della faccenda. in particolare:&lt;br /&gt;1) la Calabria è un blocco unico dalla fine dell'Orogenesi Ercinica nel Permiano oppure è il risultato dell'unione di due blocchi nel Terziario Inferiore?&lt;br /&gt;2) Nella regione ci sono tracce di un solo piano di subduzione o di due piani opposti?&lt;br /&gt;3) Alla fine dell'Orogenesi Ercinica dov'erano Calabria e Sardegna? Erano vicine o addirittura in connessione fra loro oppure appartenevano a settori diversi di questa vecchissima catena?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sspzwj2IemI/AAAAAAAAAWQ/20DoPlukpwY/s1600-h/quattro+modelli+per+calabria.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 285px; height: 306px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sspzwj2IemI/AAAAAAAAAWQ/20DoPlukpwY/s320/quattro+modelli+per+calabria.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389247182195423842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il disegno a sinistra ci fa vedere quattro ipotesi di evoluzione della Calabria, centrate nel Terziario medio. Si vede appunto come risolvere la geologia della Calabria significhi davvero risolvere buona parte dei dubbi sulla geologia mediterranea.&lt;br /&gt;Assodato che Calabria e Sardegna erano all'incirca e in qualche modo attaccate fra loro prima dell'apertura del Tirreno Meridionale a partire dal Miocene, resta da capire quando si sono attaccate. C'è continuità stratigrafica e strutturale fra alcuni terreni calabri e sardi? Se la risposta fosse sì, allora la ricostruzione con due oceani diventa un po' difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arco calabro – peloritano è formato da 4 settori, Sila, Stilo, Aspromonte e Peloritani. Fino agli anni 80 nessuno aveva dubbi sulla sua unicità e che nell'area fosse esposta tutta una intera sequenza di una crosta continentale profonda con anche parti del sottostante mantello. Anzi, veniva citata come un esempio eccezionale di ciò. In seguito una scuola di pensiero capitanata dal prof. Glauco Bonardi ha visto la Calabria come un assemblaggio di due terranes differenti, che si sono assemblati uno contro l'altro nel Miocene. ciò perchè oggettivamente si distinguono fra loro due "stili" diversi per alcune caratteristiche stratigrafiche, strutturali e metamorfiche. Il problema è che l'unico contatto visibile fra questi due blocchi, la linea di Cardinale, nella zona tra Serre San Bruno e Soverato, non è molto chiaro; potrebbe essere sia di natura tettonica (un sovrascorrimento) che stratigrafico (un passaggio fra due settori diversi di una vecchia crosta continentale). Alcune caratteristiche portano a definirlo un sovrascorrimento, altre un contatto stratigrafico. Per venirne a capo l'unica possibilità è quella di scavare dei pozzi, arrivare alla zona incriminata  e carotarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passando alla questione dei piani di subduzione, il fulcro della questione sono le ofioliti, le rocce di provenienza del mantello terrestre appartenenti a vecchi oceani che sulle catene montuose sono le cicatrici della chiusura di un oceano schiacciato fra due masse continentali. Le ofioliti della Calabria erano state correlate a quelle della Corsica  e questo rendeva ovvia la presenza di due oceani, l'Oceano Ligure – Piemontese a ovest (definitivamente chiuso alla fine dell'Eocene) e lo Jonio ad est, che ancora deve finire di chiudersi. Le ofioliti sarebbero i resti dell'Oceano Ligure andato in subduzione sotto la placca adriatica, in direzione “alpina” e – quindi – in direzione opposta a quella odierna in direzione dell'Europa. Il tutto era dimostrato dall'assetto tettonico dei massicci calabri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c'è stato chi ha interpretato le cose in maniera un po' diversa, sulla base di osservazioni fatte nelle zone di subduzione del Pacifico e quindi pensa che questo assetto possa essere tranquillamente il risultato di una subduzione sotto l'Europa, che continua almeno dalla fine dell'era Mesozoica. Nessuna inversione della subduzione, quindi. Per poter affermare questo, però è necessario che Calabria e Sardegna fossero attaccate fra loro almeno dalla fine del Paleozoico. L'idea potrebbe anche funzionare visto che entrambe posseggono rocce continentali deformate in età Ercinica e dei graniti tardo-orogenici. Però questo non basta e, anzi, le prove di una contiguità paleozoica fra le due regioni sono molto deboli: senza entrare in dettagli ci sono grosse differenze fra i graniti sardi e quelli calabresi (che è possibile pure siano più recenti), fra i metamorfismi delle due croste e nelle coperture sedimentarie permo – mesozoiche. Solo la zona dei Peloritani potrebbe assomigliare alla Sardegna, ma a me sembra molto più simile alle sequenze della Toscana occidentale e meridionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo a pensare che il modello a due subduzioni sia quello più verosimile e che Al.Ka.Pe.Ca. sia veramente esistita. Anzi, portandola fino in Toscana meridionale forse sono un “estremista” fra i sostenitori di questa microzolla.&lt;br /&gt;Non mi pronuncio sulla questione delle due Calabrie o meno: non ho le necessarie conoscenze. E' un'idea interessante. &lt;br /&gt;Purtroppo temo che per avere delle certezze sull'evoluzione dell'area mediterranea occidentale ci vorranno ancora parecchi anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-2649184248659305143?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/2649184248659305143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=2649184248659305143' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/2649184248659305143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/2649184248659305143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/la-calabria-il-punto-focale-per-capire.html' title='La Calabria: il punto focale per capire la storia meso - cenozoica del Mediterraneo Occidentale'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sspz_vytKjI/AAAAAAAAAWY/I2aGmZfTG-k/s72-c/sezioni+a+1+e+2+oceani.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-6253259341399986960</id><published>2009-10-05T00:37:00.013+02:00</published><updated>2009-10-05T01:12:30.880+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evoluzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creazionismo'/><title type='text'>"Simonpietro" , biologo creazionista, mi scrive</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi ricollego al post sull'&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://aldopiombino.blogspot.com/2009/09/lindecente-convegno-contro.html"&gt;ignobile convegno di De Matteri contro l'evoluzionismo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; perchè ho ricevuto una risposta da un creazionista a cui dedico un nuovo post. Lo faccio perchè se partecipo ad un dibattito e qualcuno mi risponde mi sento in dovere di dare risalto alla cosa, anche e soprattutto se non è d'accordo con me, a beneficio di chi mi legge. Le considerazioni di Simonpietro sono visibili integralmente su quel post. Qui lo riporto altrettanto integralmente ma spezzettato dai miei commenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La questione è che il darwinismo è diventato (per alcuni) una ideologia e comunque non riesce a spiegare molti aspetti della evoluzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso anche essere d'accordo sulla prima affermazione: il darwinismo per me non è un'ideologia, ma la chiave per la lettura della storia della vita sulla Terra. Il darwinismo con  la  genetica ha poi trovato la benzina per il motore della selezione naturale: con la selezione naturale si spiegano bene il perchè degli “equilibri punteggiati” di gouldiana memoria (ne parlerò prossimamente) e la mancanza nel record fossile di molti dei cosiddetti “anelli di transizione”. Ma senza la genetica e il DNA non si poteva conoscere che cosa spingeva all'evoluzione.&lt;br /&gt;Personalmente io amo molto il Dawkins biologo, lo amo molto meno quando trascende nella diffusione dell'ateismo, perchè questo, sia pure dal lato opposto, è sempre proselitismo religioso e a me la cosa non interessa per niente.&lt;br /&gt;Quanto alla seconda affermazione, si potrebbe scriverci un libro sopra. E' chiaro che nelle parole di Simonpietro c'è la differenza fondamentale fra Religione e Scienza: la Religione spiega (secondo chi la pensa così) o pretende di spiegare (secondo chi non la pensa così) tutte le cose, comprese quelle fisiche. Invece la Scienza sa di non poter spiegare tutto, anche se progredendo nella conoscenza si migliora costantemente il quadro della realtà.&lt;br /&gt;Quello che segue è un esempio perfetto di cosa può affermare chi mischia scienza e religione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non contesto che anche in ambito evoluzionistico vi siano ipotesi nuove e scientificamente interessanti, ancorchè incomplete e a volte molto indaginose. Tuttavia scandagliano aspetti già molto a valle rispetto alle questioni che ritengo invece fondamentali per una riflessione più a monte, nell'ambito dell'origine della vita, che poi è il punto di scontro fra evoluzionisti e creazionisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una precisazione doverosa: ho 45 anni, sono biologo genetista e sono credente, cattolico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma veniamo al punto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In primo luogo i tempi : aldilà delle questioni sollevate nel post da un punto di vista probabilistico è semplicemente impossibile che per solo effetto del caso si siano formate delle proteine : sarebbero stati necessari tempi centinaia di volte superiori all'età dell'universo ( non della Terra, dell'universo)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sskl9zMT76I/AAAAAAAAAWI/y4JGEULyvzg/s1600-h/Lyell.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 189px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sskl9zMT76I/AAAAAAAAAWI/y4JGEULyvzg/s320/Lyell.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388880172769603490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' ovviamente una affermazione dalla quale dissento completamente: il tutto è successo eccome, ma semplicemente non sappiamo ancora né perchè né come è avvenuto. Ci sono molte ipotesi e poche certezze. Vediamo perchè: la Scienza è costretta a muoversi secondo il “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;principio dell'attualismo&lt;/span&gt;” formulato da Lyell nella prima metà del XIX secolo a proposito della Geologia, ma valido anche nel resto delle scienze naturali; purtroppo i fenomeni di cui parliamo appartengono ad un passato talmente lontano che non ci sono testimonianze dirette rimaste. Quindi si può solo parlare di ipotesi, come per esempio quella dei “replicatori” citata da Dawkins, il quale ammette (e non può fare a meno di ammettere) che questa potrebbe essere la soluzione, ma non è detto che lo sia. Il fatto che non si sappia ancora non implica automaticamente che il tutto sia dovuto ad un Essere Supremo (di cui la Scienza non è ancora riuscita a dimostrare né l'esistenza né la non esistenza!). Negare la possibilità che sia stato un fenomeno naturale non equivale forse a uccidere la Scienza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo: l'informazione per la vita è contenuta in acidi nucleici che per la teoria dell'evoluzione si sarebbero formati per puro caso.  Ora, la trasmissione di una informazione necessita di un codice e di una convenzione preesistenti. La successione degli acidi nucleici fornisce il substrato all'informazione, così come la successione delle lettere fornisce il substrato alla parola, però il significato della parola dipende da un codice, e a seconda del codice una sequenza può non avere alcun significato oppure averne anche di differenti (pere in francese significa padre, in italiano è il nome di un frutto). Inoltre, è necessaria anche l'esistenza di un sistema capace di leggere, interpretare ed eventualmente mettere in pratica le informazioni codificate nella sequenza degli acidi nucleici, cioè "una relazione fra acidi nucleici e la formazione di proteine specifiche. Purtroppo a questo punto non è facile trovare una soluzione al problema", come è costretto ad ammettere un convinto evoluzionista (GIORGIO MORPURGO, Capire l'evoluzione. Argomenti di genetica e biologia molecolare, Boringhieri, Torino 1975, pp. 18-19)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia della Scienza è  pieno di cose apparentemente misteriose che sono state risolte (per esempio origine e propagazione delle malattie, l'origine delle comete, cosa rappresentano i terremoti ed i vulcani – anche  se in questo caso ci sono ancora molti interrogativi) e tante altre cose in cui si invocava per spiegarle un intervento divino. Un filosofo greco notò come “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;i nostri posteri si meraviglieranno di come cose per loro ovvie sono a noi ancora sconosciute&lt;/span&gt;”. Qui il discorso è un po' più complesso, ma insomma il succo è questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terzo: concordo sul fatto che non si possa aprioristicamente definire una mutazione come svantaggiosa. E' tuttavia scientificamente accettato da tutti che la maggior parte delle mutazioni è dannoso o altresì neutrale. Quindi l'evoluzione sarebbe affidata a questa esigua minoranza di eventi ; e qui si ritorna al problema delle tempistiche che gli evoluzionisti adducono come soluzione alla azione cieca del caso, ma che alla prova dei biostatistici e dei matematici danno luogo a numeri che rendono persino assurdo il concetto di improbabilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto – base di chi ha fatto questi studi statistici (come quelli fisici sull'entropia, totalmente inutili e sballati), partiva proprio dal presupposto di arrivare a questi risultati. Al proposito un paio di considerazioni: 1.  questi lavori non sono mai stati pubblicati su riviste scientifiche che si muovono sul principio della peer – review e totalmente prive di preconcetti teorici metafisici, ma solo su riviste e pubblicazioni riconducibili al creazionismo il cui valore scientifico è pari a zero&lt;br /&gt;2.  qui siamo all'ABC della paleontologia, secondo la quale ogni epoca geologica ha i suoi fossili: non ci sono mammiferi nelle rocce paleozoiche come solo nel Devoniano troviamo forme nel guado fra pesci e tetrapodi etc etc etc. Le soluzioni alternative sono due: tutte le specie sono vissute insieme e il loro numero si sta via via riducendo (ma come mai allora il record fossile è così fatto) oppure un Essere supremo ogni tanto ha creato dal nulla nuove forme. Entrambe le ipotesi sono razionalmente da scartare....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quarto : secondo la teoria evoluzionista, sulla terra si sarebbero formati per caso aminoacidi, che si sarebbero accumulati in soluzione nell'oceano, e dalla sintesi casuale di più aminoacidi si sarebbero formate le prime proteine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aminoacidi si possono formare spontaneamente in natura in particolari condizioni e si può senz'altro ammettere che si siano formati sulla terra prima della comparsa di esseri viventi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noto che ammetti la possibilità della formazione spontanea degli amminoacidi. Molto bene. Però questo punto me ne ricorda un'altro dei creazionisti e cioè la possibilità di avere microevoluzione (evoluzione all'interno di una specie)  e non macroevoluzione, la formazione di una specie a partire da una già esistente: visto che si possono creare varie razze negli animali domestici avete dovuto ammettere una qualche evoluzione. E siccome amminoacidi sono stati osservati nello spazio avete dovuto affermare che, sì, si possono formare spontaneamente. Ma solo quelli semplici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Però, qui sorge una difficoltà: gli aminoacidi hanno strutture tridimensionali, che hanno come centro un atomo di carbonio. Di ogni aminoacido esistono due forme simmetriche che, in base a particolari caratteristiche, vengono definite destro o levogire. Queste forme simmetriche hanno, in parte, le stesse caratteristiche; però, in certe reazioni o strutture, è utilizzabile solo l'una o l'altra forma. Gli aminoacidi che si formano spontaneamente sono per il 50% destrogiri e per il 50% levogiri, mentre le catene proteiche degli esseri viventi utilizzano esclusivamente forme levogire. Questo fatto costituisce una grande difficoltà per la teoria dell'evoluzione: le proteine sono costituite da decine e centinaia di aminoacidi, ed è sufficiente l'inserimento di un solo aminoacido destrogiro per rendere la catena proteica inutilizzabile per la vita! Come si può pretendere che, in una soluzione contenente in pari quantità forme destro e levogire, si formino per sintesi casuale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;catene di soli aminoacidi levogiri? Gli evoluzionisti hanno finora cercato invano di dare una risposta soddisfacente a questo quesito&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora faccio un po' di “filosofia scientifica”, dato che di queste cose non sono particolarmente esperto: non vedo grosse difficoltà in questo, anzi: questo potrebbe addirittura dimostrare che l'evoluzione sia partita da uno o più amminoacidi levogiri, mentre i destrogiri non sono andati oltre. Perchè è successo questo? Non lo so e probabilmente non lo sa nessuno. Mi ricordo di un gene che controlla la struttura del DNA, un gene molto antico la cui sequenza è praticamente uguale in tutti i viventi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per quanto riguarda, poi, la sintesi delle catene proteiche, vi è un'altra difficoltà. Le reazioni chimiche non avvengono a caso, ma sono soggette a una serie di leggi: una di queste è la legge di azione di massa. Se dalla reazione A+B si originano le sostanze C e D, la reazione può andare anche in senso inverso, cioè da C+D si possono formare A e B. La direzione della reazione, o il suo equilibrio, dipende da una serie di fattori. Nel caso della sintesi di due aminoacidi si ha la produzione di una molecola di acqua: se dal sistema ove avviene la reazione si toglie acqua, la reazione di sintesi viene facilitata; se invece nel sistema è presente molta acqua, gli aminoacidi tenderanno a rimanere in soluzione. Ma dove vi è più acqua che nell'oceano? Eppure gli evoluzionisti ammettono che la sintesi delle grosse molecole proteiche sia avvenuta proprio nell'oceano, nonostante la legge di azione di massa. E Wilder Smith può affermare che "quasi l'ultimo posto su questo pianeta, dove le proteine della vita si potrebbero formare spontaneamente da aminoacidi è proprio l'oceano. Eppure quasi tutti i manuali di biologia insegnano questo errore, per giustificare la teoria dell'evoluzione e la biogenesi spontanea. Si deve conoscere molto male la chimica organica, o ignorarla di proposito, per non prendere in considerazione i fatti accennati"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come vedi caro Aldo di argomenti non metafisici nè filosofici per riflettere ve ne sono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scappa dal ridere sentire che alla base di  tutti i manuali di biologia ci sia una fesseria di base (ah, no tutti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;quasi tutti&lt;/span&gt;,  forse dall'errore si salvano quelli creazionisti?)&lt;br /&gt;No, come nel caso dell'entropia, al solito prendete una parte di una legge o di una teoria e la  adattate alle vostre esigenze. Ricordo che una reazione come questa è controllata da tanti fattori, a partire da temperatura, pressione, PH e chimismo generale del mezzo in cui avviene. Qual'era il chimismo del “brodo primordiale”? Quali le conseguenze sugli oceani di una atmosfera completamente diversa da quella attuale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una ulteriore precisazione in funzione di quanto scritto in un post da "anonimo" . E' vero, verissimo che alla scienza spetta scoprire il come delle cose, ma nell'ambito evoluzionistico, a fianco di scienziati seri, vi sono anche coloro che invece , nemmeno troppo sottilmente, vorrebbero farci credere che noi discendiamo dagli scimmioni. Questo è un ottimo argomento per poter dire da parte degli atei che l'uomo è un animale e niente più. Tuttavia nessuno ad oggi è riuscito a confutare che fra la scimmia e l'uomo, vi è un salto enorme: la ragione, l'autocoscienza di sè, la morale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come diceva Chesterton : "anche le scimmie costruiscono utensili, ma l'uomo ha pensato di venderli." Oppure : "portatemi una scimmia che seppellisce i propri morti con un sacchetto di noci e qualche banana e io crederò alla evoluzione" ....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Queste sono battute, ma il significato è fondamentale. L'uomo è l'unico essere vivente dotato di ragione e di morale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innazitutto dici che ci sono scienziati “seri” e “non seri”. Su questo posso essere d'accordo: ci sono alcuni scienziati non seri che rubano delle ricerche ad ad altri o si impuntano per partito preso contro qualcun'altro o pubblicano solo dati parziali di una sua ricerca, quelli che gli danno ragione. Succede.spesso, purtroppo. Proprio per evitare questo esiste la peer-review.&lt;br /&gt;Ma veniamo al dunque: gli “scienziati seri” sarebbero quelli che non ammettono che l'uomo e le scimmie antropomorfe abbiano antenati comuni? Chi sono? Harun Yahya e il suo atlante della creazione? Ma scherziamo..... Gli scienziati seri sono quelli che si attengono ai dati o quelli che si attingono ai Testi Religiosi?&lt;br /&gt;Alla luce delle scoperte della paleontologia e della genetica, questo è un discorso totalmente privo di senso: chi sono e cosa rappresentano secondo te gli austalopitechi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo Abilis,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo Erectus&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Homo Neanderthalensis&lt;/span&gt; e andando un po' indietro nel tempo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Proconsul&lt;/span&gt; e altri esseri come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oreopithecus&lt;/span&gt;? Come mai il nostro DNA è così simile a quello degli scimpanzè o del gorilla? Su quali riviste sono comparsi gli articoli di questi scienziati? Attendiamo una pubblicazione su Nature Science, New Scientist oppure su riviste specializzate in antropologia e/o paleontologia con un IF decente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sskk363zllI/AAAAAAAAAWA/0pO4-IzZ0ks/s1600-h/platypus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sskk363zllI/AAAAAAAAAWA/0pO4-IzZ0ks/s320/platypus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388878972240238162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A proposito di ornitorinco, vedo che hai le idee un pò confuse....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mah, visto che ho anche rilasciato una &lt;a href="http://aldopiombino.blogspot.com/2008/11/un-anno-di-scienzeedintorni-intervista.html"&gt;intervista sull'ornitorinco&lt;/a&gt; alla radio di una nota università direi che c'è chi la pensa in maniera totalmente contraria alla tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Gli esseri di cui gli evoluzionisti hanno bisogno, per confermare la loro teoria dell’evoluzione, sono delle vere forme di transizione, non dei mosaici. E queste forme dovrebbero avere organi carenti o mancanti del tutto, oppure non completamente formati, o per niente funzionali. Al contrario, tutti gli organi delle creature mosaico (l'ornitorinco per es. - ndr) sono completamente formati e senza difetti." (Harun Yahya-il dilemma della forma di transizione).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un discorso completamente fuori dal seminato:  l'ornitorinco ha pelo, temperatura costante, un solo arco aortico e i denti (presenti solo nei neonati e in qualche fossile) diversi fra loro. In più la femmina allatta. Cose da mammiferi. Ma possiede altre cose da rettile: femori orizzontali anziché verticali, visione a colori, apparato escretore – riproduttivo unico, produzione di uova (con uno solo dei geni per la vitellogenina ancora attivi), cromosomi sessuali più simili a quelli dei rettili.&lt;br /&gt;Guarda caso terapsidi e cinodonti mostrano nelle parti ossee delle forti somiglianze con i monotremi.&lt;br /&gt;Quindi l'ornitorinco è l'unico animale che troviamo, diciamo così, nel guado fra una classe di vertebrati ed un'altra. Perchè Dio, dopo aver usato degli schemi così rigidi, avrebbe fatto un animale come l'ornitorinco che è un po' rettile e un po' mammifero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Potrei citarti decine di articoli che smontano come radioline le ipotesi che tu citi a proposito di ornitorinco, therapsida etc. etc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;citami questi articoli. Avverto che prendo in considerazione solo riviste puramente scientifche e non a base religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E da ultimo ti cito il  punto 63 del documento “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Comunione e Servizio&lt;/span&gt;” del 2004, di cui l'allora Cardinale Ratzinger dovrebbe esserne il supervisore, se non l'ispiratore, reperito direttamente dal sito www.vatican.va, che non penso essere gestito da un covo di atei antireligiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secondo la tesi scientifica più accreditata, 15 miliardi di anni fa l’universo ha conosciuto un’esplosione che va sotto il nome di Big Bang, e da allora continua a espandersi e a raffreddarsi. Successivamente sono andate verificandosi le condizioni necessarie per la formazione degli atomi e, in epoca ancora successiva, si è avuta la condensazione delle galassie e delle stelle, seguita circa 10 miliardi di anni più tardi dalla formazione dei pianeti. Nel nostro sistema solare e sulla Terra (formatasi circa 4,5 miliardi di anni fa) si sono create le condizioni favorevoli all’apparizione della vita. Se, da un lato, gli scienziati sono divisi sulla spiegazione da dare all’origine di questa prima vita microscopica, la maggior parte di essi è invece concorde nell’asserire che il primo organismo ha abitato questo pianeta circa 3,5-4 miliardi di anni fa. Poiché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo&lt;/span&gt;. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione. Certo, la storia delle origini umane è complessa e passibile di revisioni, ma&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l’antropologia fisica e la biologia molecolare fanno entrambe ritenere che l’origine della specie umana vada ricercata in Africa circa 150.000 anni fa in una popolazione umanoide di comune ascendenza genetica&lt;/span&gt;. Qualunque ne sia la spiegazione, il fattore decisivo nelle origini dell’uomo è stato il continuo aumento delle dimensioni del cervello, che ha condotto infine all’homo sapiens. Con lo sviluppo del cervello umano, la natura e la velocità dell’evoluzione sono state alterate per sempre: con l’introduzione di fattori unicamente umani quali la coscienza, l’intenzionalità, la libertà e la creatività, l’evoluzione biologica ha assunto la nuova veste di un’evoluzione di tipo sociale e culturale&lt;/span&gt;.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noto poi come Papa Giovanni Paolo II ha affermato alcuni anni fa che «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere&lt;/span&gt;» (Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze sull’evoluzione, 1996).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole del Vaticano. Amen&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-6253259341399986960?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/6253259341399986960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=6253259341399986960' title='44 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/6253259341399986960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/6253259341399986960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/simonpietro-biologo-creazionista-mi.html' title='&quot;Simonpietro&quot; , biologo creazionista, mi scrive'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/Sskl9zMT76I/AAAAAAAAAWI/y4JGEULyvzg/s72-c/Lyell.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>44</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-5415351988399729467</id><published>2009-10-01T17:11:00.009+02:00</published><updated>2009-10-01T17:39:44.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='thust'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sumatra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indonesia'/><title type='text'>I terremoti di Sumatra del 30 settembre e del 1° ottobre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTKxFGT2II/AAAAAAAAAVo/G5h3tM_OW88/s1600-h/sumatra+30+sett.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 246px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTKxFGT2II/AAAAAAAAAVo/G5h3tM_OW88/s320/sumatra+30+sett.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387653998773000322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non è certo la più radiosa settimana della storia del sudest asiatico. Un ciclone, uno tsunami ed un forte terremoto praticamente contemporanei. Il terremoto che ieri ha violentemente squassato la costa meridionale di Sumatra merita un po' di attenzione soprattutto per il quadro strutturale dell'area. Quando ieri ho “visto” il sisma ho pensato “meno male che è profondo” ed in effetti la mappa dello scuotimento preliminare era tutto sommato non gravissima, ma purtroppo si è rivelata ottimistica. Ovviamente data la profondità il risentimento è stato molto esteso e il terremoto è stato chiaramente percepito da Singapore a Giakarta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL TERREMOTO DEL 30 SETTEMBRE: Circa 45 gioni prima una scossa di M 6.6 aveva colpito la zona a 100 km a sudovest, presso l'isola di Siberut e aveva provocato a Padang qualche danno e qualche ferito. Per una quindicina di giorni ci sono state nel canale che separa le isole Kepualan da Sumatra, proprio all'altezza di Padang, una forte serie di scosse. Poi lo sciame sembrerebbe essersi esaurito.&lt;br /&gt;Esaurito lo sciame arriva la scossa del 30 settembre, di Magnitudo 7.6, con epicentro in mare a meno di 50 kilometri da Padang. E' stato un terremoto di thrust, cioè è avvenuto lungo uno dei tanti piani suborizzontali nei quali si frammenta la crosta terrestre quando si trova in un ambiente di scontro fra due zolle. Sembra anche ci sia stato uno tsunami di una ventina di centimetri. Per quanto riguarda invece la questione del ritiro delle spiagge, è possibile che ci sia stata una componente verticale del moto della crosta da modificare, sia pure leggermente, la linea di costa. Nonostante la grande profondità (80 kilometri) si è rivelata devastante per gli edifici della città, che conta almeno 750.000 abitanti.&lt;br /&gt;Una caratteristica importante di questo terremoto è proprio la profondità: è avvenuto nella placca australiana che sta scendendo sotto quella della Sonda, al di sotto (anche se nelle vicinanze) del limite fra le due zolle. Il che è abbastanza strano: difficilmente i terremoti di thrust si scatenano a a profondità maggiori di 50 km.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTMjwmd1rI/AAAAAAAAAV4/YmpR6YJskU4/s1600-h/IEB+SUMATRA.JPEG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTMjwmd1rI/AAAAAAAAAV4/YmpR6YJskU4/s320/IEB+SUMATRA.JPEG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387655968955684530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In questa zona l'ultimo terremoto di thrust era avvenuto oltre 200 anni fa, nel 1797. Si deve notare che negli ultimi anni Sumatra è stata funestata da diversi grandi terremoti, tutti avvenuti in mare, a largo della costa sudorientale: nell'immagine, ottenuta con l'Iris Earthquake Browser, si vedono tutti i terremoti con M superiore a 7.5 tra il 2001 e oggi intorno a Sumatra. Tra il 2001 e la fine del 2004 non ce ne sono stati. Dal dicembre 2004, quando il terremoto di Santo Stefano ha come scatenato questa nuova serie, sono invece già 6 (di cui 2 lo stesso giorno) ed esattamente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26 / 12 /2004: M 9.0  a largo nel settore settentrionale il drammatico evento accomagnato dallo tsunami&lt;br /&gt;28 / 03/ 2005: M 8,7 poco più a sudovest&lt;br /&gt;12 / 09/ 2007: M 8.5 nel settore meridionale dell'isola&lt;br /&gt;12 / 09/ 2007: a 12 ore di distanza, ci fu anche un 7.9 un poco più a sudovest di quello di Padang&lt;br /&gt;Come si vede quello di ieri (in verde) colma parzialmente una lacuna ma, siccome gli altri terremoti sono avvenuti a profondità inferiori, non è chiaro se ci possano essere dei rapporti o no e quindi non si sa se il gap sia stato colmanto o meno. Come non ci sono rapporti sicuri fra questo evento e la sequenza di agosto – settembre a Siberut. Annoto che il 28 luglio 2008 si è registrata una scossa di 5.3 a oltre 50 km di profondità nella stessa zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTK_1_JSQI/AAAAAAAAAVw/cpdZnpDWAfE/s1600-h/sumatra+fault.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 286px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTK_1_JSQI/AAAAAAAAAVw/cpdZnpDWAfE/s320/sumatra+fault.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387654252414454018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;IL SECONDO TERREMOTO, 1° OTTOBRE: questo secondo forte terremoto, di Magnitudo 6.6, avvenuto a 270 kilometri a sudest del primo, è completamente diverso. Resta il sospetto che sia stato innescato dal precedente, ma non è in questo momento altro che un sospetto. Stavolta non abbiamo un teremoto di thrust o prodotto da una faglia compressiva: si è scatenato infatti in una zona molto superficiale, lungo una faglia trascorrente, come la californiana San Andreas, la cosiddetta Faglia di Sumatra. E' una struttura che corre poco all'interno dell'isola lungo la costa meridionale, ed è necessaria per assorbire una parte della deformazione indotta dalla subduzione della zolla australiana che simmuove obliquamente rispetto al margine. Il movimento della faglia è orizzontale destro: la parte verso l'interno dell'isola si è mossa in direzione SE rispetto alla zona costiera. Vediamo questa faglia in verde nell'immagine dell'USGS, mentre il viola contraddistingue la linea lungo la quale la zolla australiana si immerge sotto quella della Sonda.&lt;br /&gt;Questa zona della faglia aveva dato già due terremoti piuttosto forti, un M 7.0 nel 1995 e un Ms 7.7 nel 1909. Ma tutto il segmento è sismicamente attivo: ci sono stati almeno 14 terremoti paragonabili o superiori a questo tra la fine del XIX secolo ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E LA STAMPA SPARLA COME AL SOLITO: Alla fine segnalo le solite idiozie della stampa. Ne cito una, che segnalando stamattina anche un sisma di M=5 a Ksmchatka e un 5.9 sotto le Ande come parla di “una catena di eventi impressionante”: evidentemente chi ha scritto l'articolo non ha mai letto il bollettino dello USGS.... glielo consiglio caldamente cosiì evita di parlare a vanvera. Ezio Boschi ha fatto capire allo stesso giornalista che non era così (dal testo si capisce benissimo), ma questo ovviamente o non ha capito o ha continuato per la sua strada ignorando l'opinione (quantomeno autorevole nella fattispece della materia!) del nostro scienziato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-5415351988399729467?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/5415351988399729467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=5415351988399729467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5415351988399729467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5415351988399729467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/10/i-terremoti-di-sumatra-del-30-settembre.html' title='I terremoti di Sumatra del 30 settembre e del 1° ottobre'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsTKxFGT2II/AAAAAAAAAVo/G5h3tM_OW88/s72-c/sumatra+30+sett.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-191685988918780993.post-5375400247205345163</id><published>2009-09-30T18:50:00.010+02:00</published><updated>2009-09-30T19:14:18.452+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='subduzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tettonica'/><title type='text'>Il terremoto delle Isole Samoa del 29 settembre 2009: un caso apparentemente anomalo e le somiglianze con l'Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsONW4VS9SI/AAAAAAAAAVY/7-6mvvOfmDI/s1600-h/tensore+samoa.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsONW4VS9SI/AAAAAAAAAVY/7-6mvvOfmDI/s320/tensore+samoa.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387305003483591970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Il terremoto del 29 settembre alle Samoa, a cui è seguito lo tsunami il cui bilancio ancora noin è definitivo mentre scrivo,  a prima vista è stato un po' “anomalo”. A larga scala la tettonica della regione è governata dalla convergenza fra la placca australiana e quella pacifica che vi scorre al di sotto. Nella zona del terremoto la velocità relativa delle due zolle è di circa 86 millimetri all'anno (un valore che sembra decisamente alto, ma sono stati misurati nell'area con il GOS dei valori addirittura doppi). Il terremoto è avvenuto presso il punto dove il limite fra le due zolle, che a sud forma un segmento lineare quasi N/S di circa 3000 kilometri comincia a piegarsi per formare un arco e dirigersi verso Ovest. Il quadro è abbastanza complesso perchè l'area è spezzettata in una serie di piccole microzolle ancora non ben comprese visto che il tutto è sepolto sotto migliaia di metri di pceano. Inoltre siamo davanti a uno dei rari casi di subduzione di una zolla oceanica sotto un'altra zolla oceanica (di solito la subduzione è sotto la crosta continentale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima cosa che balza agli occhi nel rapporto del Servizio geologico degli Stati Uniti, è vedere come il terremoto si sia scatenato non nella zona di convergenza, ma davanti ad essa, nella parte di zolla che ancora non è coinvolta nella subduzione e come lo sforzo che lo ha generato non è compressivo ma distensivo: di solito nel quadro generale di un sistema arco - fossa la sismicità si addensa sopra la zona di subduzione e i terremoti principali sono tutti provocati da faglie inverse e da thrusts (sovrascorrimenti). Nella zona esterna della fossa i terremoti sono rari e deboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fossa di Tonga – Kermadec  oltre ad essere una delle zone sismogenetiche più forti della Terra,  (per esempio nel 2006 ci fu un po' più a sud un altro terremoto di M=8, che è avvenuto “regolarmente” sopra la zona di subduzione: le misurazioni dimostrano che è stato un terremoto di thrust come quello tristemente noto di Sumatra alla fine del 2004). Ma quello del 29 settembre non è stato l'unico terremoto forte all'esterno del limite di zolla, nell'area ancora non subdotta a est della fossa. Ricordiamo ad esempio il 6.9 del maggio 2003 e  il 6.8 del 9 dicembre 2008, tutti, guarda caso, di tipo distensivo.&lt;br /&gt;In alcune campagne di studio è stato visto che questa fossa non ha una struttura semplice: si vedono tutta una serie di blocchi rigidi, ora innalzati ora ribassati di origine tettonica (horst e graben) da entrambi i lati. I blocchi sono tutti limitati da faglie normali, che si raggruppano in due sistemi: uno parallelo alla fossa e uno perpendicolare. Quindi, potrà sembrare strano, ma proprio nel cuore di una zona di convergenza si sviluppano delle dinamiche estensionali. Un'altra caratteristica fondamentale è che sopra la fossa la crosta ha subìto un consistente rialzo di oltre 5 kilometri negli ultimi 30 milioni di anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè succede questo? Perchè è la fossa stessa che si sta muovendo in direzione ovest e a velocità piuttosto forte. Il movimento crea quindi una zona di distensione contrassegnata dalle faglie normali che ogni tanto provocano terremoti di discreta se non forte intensità come nel caso di ieri, sismi che appartengono ad una classe diversa da quella dei classici “terremoti di subduzione”.&lt;br /&gt;Il perchè succeda questo non è ancora molto chiaro: forse la fossa si sta spostando come conseguenza dell'interazione fra le varie piccole zolle dell'area.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsOQFYiUV6I/AAAAAAAAAVg/pHSLC8ydXA8/s1600-h/subduction+itsly.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 234px; height: 186px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsOQFYiUV6I/AAAAAAAAAVg/pHSLC8ydXA8/s320/subduction+itsly.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387308001425381282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Più o meno è lo stesso meccanismo che è stato ipotizzato per l'Appennino Settentrionale in modo da spiegare come mai il culmine della catena si stia via via spostando verso nordest nella parte più a nord e verso est nella zona delle Marche. Succede la stessa cosa anche nell'Italia Meridionale. La differenza fondamentale fra le due situazioni è che in Italia, come si vede dal disegno,  il movimento è verso l'esterno, quindi il sistema migra verso la zona che ancora deve essere coinvolta nella orogenesi (Adriatico) mentre va in distensione formando una serie di blocchi la zona già interessata dall'orogenesi (nel caso dell'Appennino Settentrionale la Toscana). Qui invece il sistema migra verso l'interno, cioè avanza e la zona che deve essere ancora coinvolta nell'orogenesi si trova prima a sopportare delle tensioni anziché delle compressioni, almeno a livello superficiale. Quindi nel caso della fossa Tonga - Kermadec la freccia bianca dovrebbe andare nella direzione opposta e la zona che si assottiglia e si sblocchetta anzichè essere quella in grigio è all'inizio dell'avampaese (foreland), dall'altra parte rispetto alla fossa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/191685988918780993-5375400247205345163?l=aldopiombino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aldopiombino.blogspot.com/feeds/5375400247205345163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=191685988918780993&amp;postID=5375400247205345163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5375400247205345163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/191685988918780993/posts/default/5375400247205345163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aldopiombino.blogspot.com/2009/09/il-terremoto-delle-isole-samoa-del-29.html' title='Il terremoto delle Isole Samoa del 29 settembre 2009: un caso apparentemente anomalo e le somiglianze con l&apos;Italia'/><author><name>Aldo Piombino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14315928146460343487</uri><email>aldo.piombino@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='10724901232389495385'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_tsBtHLQS87o/SsONW4VS9SI/AAAAAAAAAVY/7-6mvvOfmDI/s72-c/tensore+samoa.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>