<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440</id><updated>2009-11-19T23:48:17.297+01:00</updated><title type='text'>AmericaMercatoIndividuo</title><subtitle type='html'>Appunti polemiche proposte note a margine citazioni. Il tutto tendenzialmente radicale liberale liberista laico e americante.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>171</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-1774861908097447996</id><published>2007-05-30T13:57:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:51.058+01:00</updated><title type='text'>Corriere delle mie brame, e brame del mio Corriere.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rl1oyQ2MXxI/AAAAAAAAAHU/xxxF9PQWnbM/s1600-h/8bc412f65fcfd426dd1a4e85cdc3b2d3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rl1oyQ2MXxI/AAAAAAAAAHU/xxxF9PQWnbM/s400/8bc412f65fcfd426dd1a4e85cdc3b2d3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070323968214064914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;per &lt;a href="http://www.loccidentale.it"&gt;L'Occidentale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ok, avevano scherzato. Oggi Il Corriere della Sera affida il suo editoriale a Piero Ostellino, che ci dice in prima pagina quello che, solo e pensoso, in dignitosa controtendenza, scriveva da anni nei deserti campi della pagina delle opinioni: che il bipolarismo in Italia c’è, mancano spesso le idee, più spesso il coraggio, ma insomma la democrazia è quello che è e contano i numeri: “Il successo del centrodestra e la sconfitta del centrosinistra ripristinano il principio dell’alternanza che presiede anche a un bipolarismo come il nostro”.  E chi mai avesse voluto interpretare l’intervista di D’Alema al Corriere o il discorso di Montezemolo alla Confindustria come frutto di un disegno politico “dei media”? Macché, si diverte Ostellino, “attribuiva loro poteri e disegni di natura politica che non potrebbero coltivare, e tanto meno manifestare, anche se lo volessero, senza cadere nel ridicolo”. Ma chi dirige il Corriere, Talleyrand? Beh, non so, ma questo è un gran modo di cadere in piedi. Compliments.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corriere delle mie brame… e brame del mio Corriere. E’ la storia del più grande giornale italiano. Da un lato scalate misteriose per impadronirsi della testata, dalla P2 (un successone) ai furbetti del quartierino (‘na catastrofe). Anomalia tutta italiana, che fa il paio con la proprietà attuale del Corriere, suddivisa in lotti fra i maggiori potentati economici. Dall’altra il giornale che cerca di influenzare il corso della politica. E questo è normale, no? Non proprio. Nei paesi dove la stampa è un potere indipendente, i giornali scendono sì in campo, specie al momento delle elezioni, a sostegno di una parte o di un  programma politico. Ma il Corriere fa di più: non si limita a favorire un attore a detrimento dell’altro, ambisce al ruolo di regista, promuove a protagonisti quelle che sarebbero soltanto comparse, si inventa tessiture politiche altrimenti evanescenti. Non è uno specchio, ma un proiettore. Come la Repubblica forse? No, tutt’altro. La Repubblica è uno specchio deformante, che rende mostruosi gli avversari e belli e buoni gli amici, ma la sua scelta di campo è esplicita. E’ un giocatore falloso, ma indossa i colori di una squadra. Il Corriere invece ambisce alla propria  indipendenza, la rivendica in testi immortali come, appunto, la “dichiarazione di indipendenza” siglata fra la proprietà e la redazione nel 1973 e sempre riconfermata (anche nell’epoca della P2), fa di questa il segno della propria differenza. E quando decide di scendere in campo indossa i colori di una squadra anglosassone. Vedi l’editoriale con cui Paolo Mieli annunciò il sostegno del giornale alla lista dell’Unione alla vigilia delle ultime elezioni politiche: il direttore volle precisare che la sua scelta non avrebbe in alcun modo influenzato la libertà di esprimere opinioni diverse nei commenti, nei fondi e negli editoriali del Corriere. Impostazione che suscitò la protesta del comitato di redazione, che la giudicò “suggestiva” (traduzione ancora in corso, ndr): “E’ invece tradizione acclarata di tutti gli importanti organi di informazione delle grandi democrazie occidentali, da Le Monde al New York Times al Washington Post, che la linea del direttore si esprima e venga portata avanti con coerenza e continuità negli editoriali, ferma restando la massima apertura di opinioni e interventi”. Primo caso al mondo di un organo sindacale giornalistico che rimprovera al direttore di lasciare troppa libertà di espressione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà il Corriere aveva già fatto questa scelta, senza gran proclami, nel 1996 (direttore sempre Paolo Mieli) e aveva in precedenza contribuito alla caduta del primo governo Berlusconi facendosi latore (cioè, in linguaggio giornalistico, realizzando un brillante scoop) di una comunicazione giudiziaria per tangenti alla guardia di finanza emessa dalla procura di Milano il 21 novembre 1994 (per inciso, alla fine Berlusconi ne sarà assolto) nel bel mezzo della Conferenza internazionale sul crimine organizzato che Berlusconi presiedeva a Napoli. Direttore anche allora Paolo Mieli. &lt;br /&gt;Scottato dai precedenti il Corriere ha cercato stavolta di sostenere Prodi anche dopo le elezioni. Prima si è inventato l’ottima ma velleitaria agenda Giavazzi, dando quotidiana voce all’ala riformista dei Ds e all’eterogeneo gruppo dei “volenterosi”, poi ha favorito l’emigrazione di Marco Follini dall’Udc, poi ha pompato all’inverosimile l’alternativo (a Berlusconi)  Casini. Fino al commento post elezioni amministrative del vicedirettore Pigi Battista che dà di nuovo  la linea: basta con la sinistra che fa la sinistra, tutti stretti intorno a Padoa Schioppa, subito un leader vero per il Partito Democratico.&lt;br /&gt;E però ormai lo sanno a via Solferino che tutto questo non basta. E infatti il Corriere è impegnato da un po’ alla costruzione della Terza Repubblica. Qualcuno potrebbe vederci qualche analogia colla vicenda del gran burattinaio che si impadronì del Corriere alla fine degli anni Settanta e che ne fece un potentissimo strumento di influenza politica. Certo, anche allora il Corriere cercò di tessere in prima persona la trama politica del paese. Ma l’analogia finisce qui. Il “Piano di Rinascita democratica” di Licio Gelli era soltanto una copertura di facciata per realizzare imprese molto più losche e mediocri nel campo degli affari e del potere. In realtà la P2 si guardò bene dal mettere in discussione gli equilibri politici dell’epoca: sostenne con fervore il compromesso storico di Berlinguer e Aldo Moro, la linea della fermezza di Pci e Dc contro le Br, foraggiò senza limiti i debiti di Dc, Pci e Psi e dei loro quotidiani di partito, si ramificò in ogni ambiente garantendo il potere a chi ce l’aveva e promettendolo a chi vi aspirava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il disegno è tutt’altro. Il paragone giusto è con la prima direzione Mieli. Allora, nel 1994, Mieli aveva puntato molto sull’ingenuità di Occhetto; ora conta, con riserva, sulla spregiudicatezza di D’Alema. All’epoca del crollo della prima repubblica aveva tenuto bordone ai magistrati di Mani Pulite; ora si impegna nel fai da te, coalizzando intorno a un bel libro di due firme prestigiose del Corriere (Stella e Rizzo) le forze che intendono demolire la Casta. Monti, Montezemolo e Montesquieu (quello dei limiti al potere politico) sono le tre emme intorno alle quali si sviluppa oggi il progetto che la quarta tenacemente persegue: la bella politica, immune dai vizi dellla corruzione, dello spreco e dell’arricchimento personale. Come dargli torto? Ma ora come allora l’idea di fondo è la stessa, ed è sbagliata: arrivare a un bipolarismo di stampo europeo, (e quindi) senza Berlusconi. La storia politica della seconda repubblica si è retta però intorno all’assioma contrario: o Berlusconi o niente bipolarismo. Vista la qualità dei progetti in circolazione e la caratura dei potenziali leader è facile prevedere del resto che ancora a lungo  Berlusconi potrà dire tranquillamente: “le bipolarisme, c’est moi”. E così ancora una volta il Corriere fallirà nel suo tentativo di supplenza. E magari, chi lo sa, si renderà conto che vestire di panni anglosassoni i consueti intrecci fra stampa, denaro e potere, e dar vita artificiale alle proprie chimere politiche, non è il modo più saggio per rovesciare il sistema delle caste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-1774861908097447996?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/1774861908097447996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=1774861908097447996&amp;isPopup=true' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1774861908097447996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1774861908097447996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/corriere-delle-mie-brame-e-brame-del.html' title='Corriere delle mie brame, e brame del mio Corriere.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rl1oyQ2MXxI/AAAAAAAAAHU/xxxF9PQWnbM/s72-c/8bc412f65fcfd426dd1a4e85cdc3b2d3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-926258927070016231</id><published>2007-05-21T16:43:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:51.424+01:00</updated><title type='text'>Chiamatemi Veltronì</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGzZg2MXwI/AAAAAAAAAHM/eHUTvMit-fY/s1600-h/a1973h.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGzZg2MXwI/AAAAAAAAAHM/eHUTvMit-fY/s320/a1973h.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067028306663857922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;per l'Opinione di domani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Veltroni vorrebbe Letta in un governo di sinistra per le ragioni opposte a quelle per cui Sarkozy ha scelto Kouchner : perché è uno dei campioni del Centrodestra, perché la pensa in tutto e per tutto come Berlusconi, perché è un suo alias. Veltroni vuole un governo smussato, per avere un’opposizione smussata. E questo non è Sarkozy. E’ Berlinguer.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Veltroni l’americano, il kennediano, l’hollywoodiano, ha scoperto la Francia. Lestissimo, il giorno dopo la vittoria di Sarkozy ci ha fatto sapere che l’uomo nuovo, quello della rottura degli schemi tradizionali, in Italia è lui. Veltroni ha cominciato a surfare sull’onda francese approfittando di una fortunata coincidenza, tanto provvida da sembrare ai maligni (come me) costruita a tavolino. Il martedì dopo le elezioni francesi è infatti apparsa  sulla prima pagina di Repubblica un’accorata lettera di un elettore di sinistra, tanto insofferente della maleducazione e della delinquenza diffusa tra gli immigrati da temere di essere vittima di una patologica mutazione in uomo di destra. Uno che “guardo Ballarò e Matrix”, uno che “sono stato candidato municipale per la lista Veltroni per Roma”, uno che “insegno alle mie figlie i valori della tolleranza e della non-violenza”, uno che “a 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non lo sopporto”. Niente paura! risponde il giorno dopo il sindaco di Roma, sempre sulla prima di Repubblica: “Invocare la legalità non è politicamente scorretto”. E spiega che “la sicurezza non è di destra né di sinistra” e quindi “per chi minaccia il diritto alla sicurezza e alla legalità dei cittadini, per chi ruba alla società quel bene prezioso che è la serenità, c’è solo una risposta ed è la severità e la fermezza con cui pretendere che rispetti la legge e paghi il giusto prezzo”. Bravò! &lt;br /&gt;Dopo di che Veltroni si è messo al lavoro per convincere il ministro dell’Interno Amato a varare un piano straordinario anti-crimine per le grandi città. Amato, a dir la verità non aspettava l’ora, ma purtroppo a sollecitarlo in questa direzione c’era stato finora soltanto il sindaco di Milano. Cosa assai “politicamente scorretta”. Come ricorderete Letizia Moratti il 26 marzo scorso ha organizzato, presente Silvio Berlusconi, una manifestazione pubblica contro la delinquenza.  Il centrosinistra aveva reagito furibondo, a cominciare da Romano Prodi che a Matrix, appunto, aveva replicato seccamente: “Con Milano ci vuole un grande rapporto… Vuol dire che cercheremo di averlo con la Regione e la Provincia”. Per non parlare dei Ds milanesi, che avevano liquidato la manifestazione con una sentenza sommaria: “Letizia Moratti ha distrutto in un solo giorno la sua immagine di Sindaco di tutti i milanesi per portare una modesta manifestazione di commercianti e attivisti di partito ad ascoltare il comizio del Presidente di Forza Italia”. E l’Unità di rincalzo, a titolare il suo commento “Moratti divide Milano” e  far dire a Dario Fo che il vero problema di Milano è la Moratti, non la sicurezza: “Perché non dichiara guerra allo smog?”.&lt;br /&gt;Poi Sarkozy straccia la sinistra francese e tutto cambia: la sicurezza non è né di destra né di sinistra - ma se proprio vogliamo dirla tutta è di sinistra. Da Cofferati a Chiamparino a Veltroni a Penati ecco che da ogni parte dell’Italia rossa e turrita spuntano i nuovi Rudy Giuliani. &lt;br /&gt;Il secondo passo verso la definitiva incoronazione quale omologo di Sarkozy (e tant pis per il bayrouiano Rutelli) Veltroni l’ha fatto venerdì scorso. Il giorno prima Sarkozy aveva varato il suo governo e nominato ministro della difesa Bernard Kouchner, fondatore di Medici senza Frontiere ed esponente di primo piano del Partito Socialista. Dal quale il segretario Hollande l’ha prontamente espulso. Veltroni no. Al contrario, parlando a un convegno su Ricerca e Sviluppo, ha fatto sapere al mondo di aver cercato e anche trovato: “Mi auguro di vivere in un paese in cui il bipolarismo sia fatto in modo di permettere a persone di rilievo di far parte del governo a prescindere dagli schieramenti”. E ha fatto il nome di chi vorrebbe che di un “governo siffatto” faccia parte: Gianni Letta. &lt;br /&gt;E qui, diciamocelo francamente, casca l’asino. Perché Letta è un eccellente personalità politica, un preziosissimo mediatore, un infaticabile tessitore, ma è l’esatto contrario di ciò che rappresenta Kouchner per Sarkozy. Kouchner è stato scelto perché, pur militando nel partito avverso, condivide la politica del nuovo Presidente francese sui diritti umani, sul ruolo degli Usa, su Israele. E’ socialista ma la pensa come Sarkozy. Veltroni vorrebbe Letta per le ragioni opposte: perché è uno dei campioni del Centrodestra, perché la pensa in tutto e per tutto come Berlusconi, perché è un suo alias. Veltroni vuole un governo smussato, per avere un’opposizione smussata. E questo non è Sarkozy. E’ Berlinguer, semmai, è il compromesso storico, è il consociativismo, è l’ammucchiata, è  la solita storia del bipartitismo imperfetto Dc-Pci, è l’ennesimo b-movie sul gattopardismo nazionale. Prossimamente a Cinecittà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-926258927070016231?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/926258927070016231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=926258927070016231&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/926258927070016231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/926258927070016231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/chiamatemi-veltron.html' title='Chiamatemi Veltronì'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGzZg2MXwI/AAAAAAAAAHM/eHUTvMit-fY/s72-c/a1973h.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2386884313525654577</id><published>2007-05-21T16:27:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:51.628+01:00</updated><title type='text'>11minuti 21-5. Il meglio e il peggio dei giornali di oggi.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGvKQ2MXuI/AAAAAAAAAG8/mBnc20f-yuw/s1600-h/1985020-e320f95c286da464.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGvKQ2MXuI/AAAAAAAAAG8/mBnc20f-yuw/s200/1985020-e320f95c286da464.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067023646624341730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Superbanca: commenti positivi sui giornali, ma la Stampa preferiva la sposa francese. Affare centrosinistro? Profumo non ha bisogno di taxi, dice il Giornale. Tesoretto preelettorale. Rifondazione non ci sta. Ma gli statali avranno quel che vogliono. L'indulto produce crimine. La politica non produce. Veltroni mima Sarkozy (ma torna a Berlinguer). Melandri contro  Fassino. Luzzatto: sbagliai su Ariel Toaff.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2386884313525654577?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2386884313525654577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2386884313525654577&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2386884313525654577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2386884313525654577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-21-5-il-meglio-e-il-peggio-dei.html' title='11minuti 21-5. Il meglio e il peggio dei giornali di oggi.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RlGvKQ2MXuI/AAAAAAAAAG8/mBnc20f-yuw/s72-c/1985020-e320f95c286da464.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2268643836397830725</id><published>2007-05-17T16:09:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:51.690+01:00</updated><title type='text'>11minuti 17-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkxjUw2MXtI/AAAAAAAAAG0/hJ1Tyd5vq9w/s1600-h/1985020-e320f95c286da464.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkxjUw2MXtI/AAAAAAAAAG0/hJ1Tyd5vq9w/s200/1985020-e320f95c286da464.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065532889245703890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Festa di compleanno del governo Prodi. Gli fanno la festa Tps, Ds e Margherita sulla Rai, Rifondazione e i comunisti su Bush, la Chiesa sui Dico, Mastella sul conflitto d'interessi. Tasse: più salate e più complicate. Dai Verdi favoreggiamento esterno all'ecomafia. Per Repubblica Israele bombarda Hamas. Tremonti o Brambilla, Letta o Brunetta? Sarkozy l'americano seduce Barbara Spinelli. Zucconi spiega la vendetta su Wolfowitz. Fuga dei cristiani dall'Iraq.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2268643836397830725?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2268643836397830725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2268643836397830725&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2268643836397830725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2268643836397830725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-17-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 17-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkxjUw2MXtI/AAAAAAAAAG0/hJ1Tyd5vq9w/s72-c/1985020-e320f95c286da464.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-8907421221720498678</id><published>2007-05-16T14:06:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:51.933+01:00</updated><title type='text'>11minuti 16-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rkr2eA2MXsI/AAAAAAAAAGs/AMDq1Zw6j-8/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rkr2eA2MXsI/AAAAAAAAAGs/AMDq1Zw6j-8/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5065131726415355586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Immigrazione e violenza: da Mercedes Bresso soluzione svizzera sulla droga. Governo di sinistra e ambientalista, ma per l'Ue inquina. Dopo il family day i cattolici aprono ai laici, la Chiesa rilancia sul testamento biologico e  Fassino si butta sul family gay. Conflitto a sinistra sugli interessi di Berlusconi ma l'Alitalia interessa a governo e sindacato. La maggioranza surgela il parlamento. Il centrodestra è sbrambillato&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-8907421221720498678?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/8907421221720498678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=8907421221720498678&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8907421221720498678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8907421221720498678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-16-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 16-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rkr2eA2MXsI/AAAAAAAAAGs/AMDq1Zw6j-8/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-6017674727196433302</id><published>2007-05-15T10:36:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:52.115+01:00</updated><title type='text'>11minuti 15-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rklxem8cd7I/AAAAAAAAAGk/Vj45t8uDYfg/s1600-h/oceans_eleven_minpg.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rklxem8cd7I/AAAAAAAAAGk/Vj45t8uDYfg/s320/oceans_eleven_minpg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064704026618918834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;In Sicilia vince il centrodestra. Nel governo rivincita della sinistra? Mediaset compra la Rai via Endemol?  Annunziata e Reibman sul Family Day. I comunisti non digeriscono i bambini.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-6017674727196433302?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/6017674727196433302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=6017674727196433302&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/6017674727196433302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/6017674727196433302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-15-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 15-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rklxem8cd7I/AAAAAAAAAGk/Vj45t8uDYfg/s72-c/oceans_eleven_minpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-679374810089839121</id><published>2007-05-14T13:03:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:52.324+01:00</updated><title type='text'>11minuti 14-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkhDNW8cd6I/AAAAAAAAAGc/vNSkbIrXGV0/s1600-h/oceans_eleven_minpg.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkhDNW8cd6I/AAAAAAAAAGc/vNSkbIrXGV0/s400/oceans_eleven_minpg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064371677754587042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11 minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11 minuti di rassegna e altri 22 di lettura e approfondimenti dai quotidiani di oggi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dadullah, ucciso. Un colpo durissimo per i Talebani, che sono in rotta con Al Quaeda. Dove Siete? I Ds si interrogano dopo gli aventini del Family Day e di Piazza Navona  e si trovano d'accordo con se stessi. Ma su di loro il fuoco incrociato di Annunziata e Franchi. I Dico in archivio. I gay ora vogliono l'arci-matrimonio. Veltroni assorbe anche Moccia e il Secolo si scoccia.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-679374810089839121?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/679374810089839121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=679374810089839121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/679374810089839121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/679374810089839121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-14-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 14-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkhDNW8cd6I/AAAAAAAAAGc/vNSkbIrXGV0/s72-c/oceans_eleven_minpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2817545392964233485</id><published>2007-05-11T12:31:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:52.507+01:00</updated><title type='text'>11minuti 11-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkRGrW8cd1I/AAAAAAAAAFo/_udeXE6zs8Q/s1600-h/oceans_eleven_minpg.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkRGrW8cd1I/AAAAAAAAAFo/_udeXE6zs8Q/s320/oceans_eleven_minpg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063249591778703186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Rignano: il Procuratore Capo di Tivoli ci confonde un po'. Droga e Bus: la colpa è di chi vuole modificare la legge. Little Tony (il Manifesto) Blair abbandonato dalla sinistra. Che non è più riformista, né sulle pensioni (dice il Sole) né sul Riformista. Vargas Llosa sul Corsera: ero contro la guerra in Iraq ora non più. La vigilia del Family e del Lay-Day.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2817545392964233485?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2817545392964233485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2817545392964233485&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2817545392964233485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2817545392964233485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-11-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 11-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkRGrW8cd1I/AAAAAAAAAFo/_udeXE6zs8Q/s72-c/oceans_eleven_minpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-1848379075566980174</id><published>2007-05-10T12:08:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:52.686+01:00</updated><title type='text'>11minuti 10-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkL-oG8cd0I/AAAAAAAAAFg/GlHz1Siq2iw/s1600-h/oceans_eleven_ver1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkL-oG8cd0I/AAAAAAAAAFg/GlHz1Siq2iw/s320/oceans_eleven_ver1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062888896130217794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Padoa Schioppa contro tutti. E Prodi rischia il pensionamento anticipato. Rutelli dopo Bindi nel mirino dei laici del centrosinistra. Feltri dice basta allo spezzatino della destra. Veltroni fascista? Bertinotti fra Israele e Hamas.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-1848379075566980174?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/1848379075566980174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=1848379075566980174&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1848379075566980174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1848379075566980174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-la-rassagna-stampa-di-marco.html' title='11minuti 10-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkL-oG8cd0I/AAAAAAAAAFg/GlHz1Siq2iw/s72-c/oceans_eleven_ver1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-4844383337180544301</id><published>2007-05-09T13:38:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:52.879+01:00</updated><title type='text'>11minuti 9-5. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkG2xW8cdzI/AAAAAAAAAFY/ICoERjsEmpM/s1600-h/oceans_eleven_ver1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkG2xW8cdzI/AAAAAAAAAFY/ICoERjsEmpM/s320/oceans_eleven_ver1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062528415230097202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Partito Democratico non c'è ma è più litigioso che se ci fosse. Padoa Schioppa non cede ai sindacati sulle pensioni. Biondi e Cicchitto non vanno al Family Day. Ferrero e Bonino contro Bindi che non vuole il family gay. Gli ebrei contro Bertinotti, e l'Unità s'infuria. Interviste a Mario Lozano e a Mathias Rust.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-4844383337180544301?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/4844383337180544301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=4844383337180544301&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/4844383337180544301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/4844383337180544301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-9-5-la-rassegna-stampa-di.html' title='11minuti 9-5. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkG2xW8cdzI/AAAAAAAAAFY/ICoERjsEmpM/s72-c/oceans_eleven_ver1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2053781961982175943</id><published>2007-05-08T18:40:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.028+01:00</updated><title type='text'>Studenti di Teheran, l'ora della crocefissione.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkCpvm8cdyI/AAAAAAAAAFQ/DG-0JrnASuI/s1600-h/amir-kabir-2.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkCpvm8cdyI/AAAAAAAAAFQ/DG-0JrnASuI/s320/amir-kabir-2.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062232616537454370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sta probabilmente arrivando l’ora della vendetta del regime iraniano sugli studenti che l’11 dicembre scorso contestarono pubblicamente il presidente Ahmadinejad presso il Politecnico Amir Kabir di Teheran. Le voci si susseguono da tempo, ma il primo maggio scorso le avvisaglie hanno cominciato a prendere forma concreta. Centinaia di studenti legati al regime hanno infatti invaso il Politecnico per protestare contro pubblicazioni studentesche che “insultavano l’Islam”. La storia è cominciata quando nel campus sono stati distribuiti tre articoli con la testata dei giornali studenteschi. I titoli erano “Nessuno è sacro”, “”Corvi neri” (con riferimento alle donne che indossano il chador) e “Dove trovare più prostitute”. Si tratta con ogni evidenza di un falso fabbricato dal Basij, un corpo paramilitare religioso, per riprendere gli attacchi contro gli studenti. Colpito dalla clamorosa protesta di dicembre il regime ha evitato ritorsioni immediate, ma ora, con l’avvicinarsi dell’anniversario della violenta irruzione della polizia nell’Università del 9 agosto 1999, si va diffondendo la convinzione che verrà presto portata a compimento la minaccia che lo stesso Ahmadinejad rivolse ai contestatori: “Crocifiggeremo gli pseudo-studenti”. I nomi di coloro che innalzarono cartelli e gridarono slogan contro Ahmadinejad sono del resto noti da tempo. Il “Centro d'informazione degli studenti” del Basij, un corpo paramilitare di repressione, ha subito pubblicato i nominativi di sei studenti qualificati come "hooligans” e le foto di tutti gli altri, annunciando che se l’Università non avesse preso provvedimenti sarebbe stato lo stesso Basij a passare all’azione. A sua volta il vice presidente del Majlis, il Parlamento, Mohammad-Reza Bahonar,  aveva definito gli studenti “individui in preda all'alcool ed ai problemi sessuali" aggiungendo che "coloro che non si comportano bene devono pagare il prezzo". L’ora sta per giungere.&lt;br /&gt;Nel corso di questi mesi in tutte le Università iraniane la repressione è stata durissima. A gennaio tre studenti dell’Università Shahid Chamran di Ahwaz, nel Sudovest del Paese sono stati condannati a dure pene detentive: Hani Bavi, condannato a 11 anni di reclusione, Lafteh Sarkhe, a 10 e Qasem Karshavi, a 3 anni. Altri due universitari, Asu Saleh e Kiah Hejazi, sono stati condannati a sei mesi di reclusione - sospesi per tre anni - per gli articoli pubblicati in una rivista da loro diretta, Dahang.  È stata inoltre chiusa, un'altra pubblicazione studentesca, Tahmeh Azadi (Il sapore della libertà), curata dall'associazione degli studenti del Politecnico di Teheran, mentre il più importante giornale studentesco del Politecnico, Vajeh, è stato chiuso per un anno e il redattore capo Hakimzadeh sospeso per sei mesi. E intanto sono saliti a 150 gli studenti “stellati”, quelli obbligati a indossare sull’abito da una a tre stelle le stelle a seconda del loro grado di dissidenza. A tutti è reso difficile se non impossibile proseguire negli studi. &lt;br /&gt;Ma il peggio deve ancora venire. Non sarebbe la prima volta che la violenza  del regime o dei suoi gruppi armati si scatena alla vigila di agosto, in modo da approfittare della fine della sessione di esami. Anche quest’anno, prevede il sito di opposizione Roozonline.com toccherà agli studenti del Politecnico essere presi di mira per servire di lezione agli altri a causa dell’audacia che mostrarono l’anno scorso davanti al presidente Ahmadinejad. Nei giorni scorsi la polizia è stata impegnata soprattutto a far rispettare la nuova legge sul vestiario. Nei primi giorni dall’entrata in vigore della legge 150.000 donne sono state multate, fermate o arrestate per aver violato la legge che impone l’uso del velo e la modestia nell’abbigliamento, e molte di esse dovranno subire un processo. L’accusa è di “attenersi a modelli decadenti e di attentare alla sicurezza e alla dignità dei giovani uomini, minando le fondamenta delle famiglia”. Passata l’onda sulle donne immodeste, è in arrivo la tempesta sui “giovani uomini” politicamente immorali. Si avvicina l’ora della crocefissione. I governi e i parlamenti dell’Occidente sono avvertiti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2053781961982175943?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2053781961982175943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2053781961982175943&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2053781961982175943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2053781961982175943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/studenti-di-teheran-lora-della.html' title='Studenti di Teheran, l&apos;ora della crocefissione.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkCpvm8cdyI/AAAAAAAAAFQ/DG-0JrnASuI/s72-c/amir-kabir-2.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-8137831920463709220</id><published>2007-05-08T14:03:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.161+01:00</updated><title type='text'>Dispetti 2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBo2m8cdxI/AAAAAAAAAFI/2N7K-isWA5k/s1600-h/fam.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBo2m8cdxI/AAAAAAAAAFI/2N7K-isWA5k/s200/fam.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062161268540733202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Manifesto di Alleanza Nazionale: “La famiglia, il più bel patrimonio della nostra Italia”. Immagine confacente. Incontro per strada un vecchio camerata, uno di quelli che all’epoca era meglio stargli alla larga. Ora è integrato. Gli dico. “Viva la famiglia”. “Viva la fica” risponde. Respiro di sollievo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-8137831920463709220?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/8137831920463709220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=8137831920463709220&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8137831920463709220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8137831920463709220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/dispetti-2.html' title='Dispetti 2'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBo2m8cdxI/AAAAAAAAAFI/2N7K-isWA5k/s72-c/fam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-3597349890574036321</id><published>2007-05-08T12:32:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.497+01:00</updated><title type='text'>11minuti. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBSF28cdvI/AAAAAAAAAE4/GC_SPZKFtFs/s1600-h/oceans_eleven_ver1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBSF28cdvI/AAAAAAAAAE4/GC_SPZKFtFs/s200/oceans_eleven_ver1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5062136241766299378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarkozy mette in crisi la sinistra italiana. Ma anche la destra. Veltroni se lo accaparra su legge e ordine.  La Cdl ci si rispecchia ma non vede nulla. Rutelli scarica il Pse. Bindi no day no gay. Duello a distanza fra Ferrara e Gasparri sull'eterno femminino.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-3597349890574036321?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/3597349890574036321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=3597349890574036321&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3597349890574036321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3597349890574036321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-la-rassegna-stampa-di-marco_08.html' title='11minuti. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RkBSF28cdvI/AAAAAAAAAE4/GC_SPZKFtFs/s72-c/oceans_eleven_ver1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-1845743896478490264</id><published>2007-05-07T17:18:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.580+01:00</updated><title type='text'>Dispetti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9EkG8cduI/AAAAAAAAAEw/huBvmx_ac6k/s1600-h/wg03_800_copy1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9EkG8cduI/AAAAAAAAAEw/huBvmx_ac6k/s320/wg03_800_copy1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061839893317842658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da un manifesto per il Family Day: "Contro la dittatura del relativismo". Ah sì? E io allora sono contro la democrazia dell'assolutismo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-1845743896478490264?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/1845743896478490264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=1845743896478490264&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1845743896478490264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/1845743896478490264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/dispetti.html' title='Dispetti'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9EkG8cduI/AAAAAAAAAEw/huBvmx_ac6k/s72-c/wg03_800_copy1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-3580210565712825201</id><published>2007-05-07T16:56:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.704+01:00</updated><title type='text'>Casini si è ammalato di sarcosite.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9AL28cdtI/AAAAAAAAAEo/XwCpm4xAkXI/s1600-h/nouvellecuisineaff2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9AL28cdtI/AAAAAAAAAEo/XwCpm4xAkXI/s320/nouvellecuisineaff2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061835078659503826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Casini lascia Bayrou per Sarkozy. Crederci? Sicuro, se dirà no alla proporzionale e sì al partito della libertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Lo straordinario successo ottenuto da Bayrou alle elezioni presidenziali francesi è il segno che ormai le categorie destra-sinistra non rappresentano più gli umori degli elettori”. Parola di Pierferdinando Casini, intervistato da La 7 subito dopo il primo turno. Nel frattempo qualcosa dev’essere successo se il leader dell’Udc dice al Corriere della Sera di oggi che “se c'è una lezione da trarre dal voto francese, è che per vincere bisogna avere il coraggio di cambiare. Cambiare profondamente”. Intanto ha cominciato a cambiare idea lui stesso. Che non si riconosce più nel centrista francese ma in chi ha dato voce alla destra francese rivendicandone esplicitamente tradizione e denominazione, innovandola in una chiave liberale e atlantica. &lt;br /&gt;Certo, perdersi nei meandri della terminologia è quanto di più inutile e fuorviante si possa fare. La storia politica italiana degli ultimi quindici anni è la riprova di quanto l’uso novecentesco dell’antitesi destra-sinistra non corrisponda più alla realtà. Perfino il più giacobino degli intellettuali antiberlusconiani, Paul Ginsborg, mentore dei girotondi, ha dovuto riconoscere - e dove, davanti alle telecamere di Enzo Biagi! – che fra il leader del centrodestra e la sinistra corre un abisso di modernità. Certo l’ha fatto a modo suo, enfatizzando il ruolo politico della televisione commerciale, ma la sentenza per la sinistra resta senza attenuanti. Dice Ginsborg che “Berlusconi sara' tanto studiato nel futuro e si dirà che e' un uomo eccezionale, che e' un innovatore che ha fatto nel suo modo. Io non sono d'accordo con nulla o quasi nulla di quello che ha proposto in questi anni. Ma lui veramente, a differenza della sinistra, ha saputo innovare, e utilizzando tutte le leve di potere possibile, ha creato il berlusconismo”. Insomma, progresso e innovazione non sono più sinonimo di sinistra, mentre conservazione e staticità ne sono divenuti i connotati culturali più diffusi. &lt;br /&gt;Ma Casini ancora due settimane fa non esprimeva questa convinzione. Al contrario esaltava il “centro” francese di Bayrou, come lo scontato superamento dello schema tradizionale. Destra e sinistra erano finiti emergeva il centro. La composizione degli opposti, l’attenuazione dello scontro, un buon massaggio di moderatismo: questa la medicina per il male italiano, secondo Casini. &lt;br /&gt;Oggi, dopo la vittoria di Sarkozy, e – sospettiamo – dopo il suo straordinario discorso d’investitura, che ha fatto scoprire il neopresidente francese anche a chi finora aveva preferito girare col paraorecchi, Casini si adegua. Sarkozy ha vinto “perché ha innovato, perché ha avuto il coraggio di presentare agli elettori ricette anche impopolari: ha proposto la riforma delle pensioni guardando ai giovani più che al pensionati; ha detto che la scuola deve tornare al principio della meritocrazia e ha puntato l'indice contro il '68 come primo passo verso la deresponsabilizzazione della società francese. Ha evocato l'identità dell'Occidente e ha detto basta alla contrapposizione con gli Usa. E' stato capace di far passare il concetto che la sicurezza non è un tema "di destra', ma un diritto di tutti e soprattutto dei più deboli che alla criminalità sono più esposti”. Meglio tardi che mai. Sentire Casini parlare il linguaggio “estremista” e “berlusconiano” di Sarkozy (come da definizione di François Bayrou) è una gran consolazione per chi aveva puntato da subito sulle qualità liberali del leader gollista. E per chi dubitava che tutte quelle belle cose si potessero realizzare in Italia attraverso un accordo, per esempio, fra Casini e Fassino.&lt;br /&gt;Ma Casini dovrebbe convincerci  che la sua è  una conversione effettiva e non un tentativo di applicare la teoria dei due forni alla nouvelle cuisine. Un modo per superare tutti i nostri dubbi Casini ce l’ha. Anzi, ce l’offre lui stesso, quando si trasfigura nel neopresidente francese e proclama che ha trionfato “un grande professionista della politica che a 50 anni non ha aspettato che il suo predecessore gli cedesse la leadership, ma è andato a conquistarsela con i fatti”. Ecco, basta che ora Casini aggiunga che certo simili sfide non si possono realizzare all’interno di un sistema proporzionale che impedisce lo scontro fra le personalità dei leader e lo annacqua nella mediazione continua fra le oligarchie di partito. E che si impegni da subito per la costruzione di quel partito unitario del centrodestra italiano che, sul modello dell’Ump di Sarkozy, permetta anche  agli elettori italiani di individuare il loro candidato non attraverso il filtro  delle casematte, delle ideologie, delle tradizioni, delle etichette e delle clientele, ma sulla base delle idee, dei comportamenti e delle proposte concrete.  No alla proporzionale, sì al partito delle libertà. Ecco, quando Casini lo dirà, giuro che crederemo alla sua conversione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-3580210565712825201?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/3580210565712825201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=3580210565712825201&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3580210565712825201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3580210565712825201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/casini-si-ammalato-di-sarcosite.html' title='Casini si è ammalato di sarcosite.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj9AL28cdtI/AAAAAAAAAEo/XwCpm4xAkXI/s72-c/nouvellecuisineaff2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2822334833760896836</id><published>2007-05-07T10:31:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.830+01:00</updated><title type='text'>11minuti. La rassegna stampa di Marco Taradash</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj89zW8cdsI/AAAAAAAAAEg/CI6uicy2Joo/s1600-h/oceans_eleven_ver1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj89zW8cdsI/AAAAAAAAAEg/CI6uicy2Joo/s320/oceans_eleven_ver1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061832458729453250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sarkozy conquista anche l'Italia. Anche Casini si candida (ma con la proporzionale). Polemica Della Vedova-Pannella sul 12 maggio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.11minuti.com"&gt;11minuti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2822334833760896836?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2822334833760896836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2822334833760896836&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2822334833760896836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2822334833760896836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/11minuti-la-rassegna-stampa-di-marco.html' title='11minuti. La rassegna stampa di Marco Taradash'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rj89zW8cdsI/AAAAAAAAAEg/CI6uicy2Joo/s72-c/oceans_eleven_ver1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-8147747162481292033</id><published>2007-05-04T13:02:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:53.968+01:00</updated><title type='text'>Mollate Rino Gaetano!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjsZnW8cdrI/AAAAAAAAAEY/EItTFM_cgPM/s1600-h/Maprendeteviapicella.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjsZnW8cdrI/AAAAAAAAAEY/EItTFM_cgPM/s320/Maprendeteviapicella.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060666770245580466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’Ulivo e i Ds, i sindacati. Al festival di Sanremo dei soviet musicalioti, degli zombie sessantottini, della bella gioventù che non matura mai, al concertone del 1° maggio insomma, ci hanno provato di nuovo a mummificare Rino Gaetano.  E’ vero, ci sono più cose fra la terra-terra delle zuffe di partito e il cielo del linguaggio politico di quanti incubi la nostra filosofia possa sognare. Che rabbia ad esempio quando la parola “liberale” diventa un prefisso inodore e incolore, cui agganciare qualsiasi desinenza ossimora, e tutti i furfanti si declinano liberalqualcosa, e non c’è leader della sinistra postcomunista degno di questo nome, da Bertinotti a D’Alema, da Mussi a Folena (giuro!) che non rivendichi un suo quarto di liberalismo. Ma lo sopportiamo, tutto sommato è la riprova che avevamo ragione noi quando ci dicevano che liberale voleva dire fascista. E poi ci dissero che radicale voleva dire fascista, e come si fa chiamare ora la sinistra comunista per camuffare le sue origini e non dare troppo nell’occhio? E passi, vuol dire che avevamo ragione. Quando però dall’appropriazione indebita si passa al sequestro di persona, le cose diventano più delicate. Specie se si tenta di sequestrare una storia, una memoria, e di stravolgerne senza scrupoli il senso. Non sto parlando della querelle sul Pantheon del Partito Democratico. No, parlo di una cosa, più seria. Di canzonette.&lt;br /&gt;E di Rino Gaetano. Una cui canzone del 1975, “Ma il cielo è sempre più blu”, è stata abusata l’anno scorso dagli strateghi della campagna elettorale dell’Ulivo e di nuovo l’altra settimana dai registi del congresso di scioglimento dei Ds e poi l’altroieri dal palco di San Giovanni. Rino Gaetano è morto 26 anni fa in un incidente stradale e non può farci nulla. Ma il permesso di utilizzare la sua canzone in un congresso di partito, di qualsiasi partito, o in una campagna elettorale, o davanti a Cgil-Cisl-Uil, non l’avrebbe mai dato, questo è certo. E di sicuro non l’avrebbe dato agli eredi di quel Pci da cui veniva svillaneggiato come un cantante frivolo, un giullare, anarcoide, un disimpegnato. E che svillaneggiava a sua volta, nel calderone (“qualunquista” gli dissero, i ciarlatani) dell’Italia arrugginita e senza antitetanica degli anni Settanta di Nuntereggaepiù. &lt;br /&gt;Dal loro punto di vista i comunisti avevano ragione. Rino Gaetano era lontano mille miglia da ogni forma di intruppamento intellettuale, da ogni conformismo benpensante o progressista, e non era organico a nessuna setta di cantautorato buono tanto per un proletario festival dell’Unità quanto per una borghese ma gramsciana sala concerti. Se De Gregori cantava che la “Storia siamo noi” tutti, dai trinariciuti ai fascistelli erano virilmente d’accordo nel sentirsi marginali ma protagonisti, se Fossati soffiava retorica a pieni polmoni per ordinare all’intontito popolo della sinistra e magari anche a quello democristiano in sonno di alzarsi “che si sta alzando la canzone popolare”, Gaetano faceva l’opposto. Quelli sono inni perfetti, da pagina dei frustrati a congresso, sembrano scritti apposta. Ma uno come Gaetano se tratta di politica scrive “E Beati i professori, beati gli arrivisti, i nobili e i padroni specie se comunisti”, e poi sfotte tutti gli strafottenti: “Eya alalà  pci psi  dc dc  pci psi pli pri dc dc dc dc… Ue paisà  il bricolage  il quindicidiciotto  il prosciutto cotto  il quarantotto  il sessantotto il pitrentotto sulla spiaggia di capocott..”.&lt;br /&gt;In che modo la sinistra ufficiale si è sempre atteggiata verso Rino Gaetano ce l’ha del resto ricordato l’organo del correntone mussiano, Aprile: “Gli aderenti a quella sinistra che ancora preferisce i brani di Guccini alle più leggere melodie di Rino Gaetano non potranno non riconoscersi nella conclusione a cui Fabio Mussi desumibilmente perverrà.. nel Partito Democratico, noi non ci saremo”. Ancora preferisce, appunto.&lt;br /&gt;Proviamo a immaginare del resto allora come Gaetano canterebbe il Pantheon democratico-sindacale: Invece di “Cazzaniga  avvocato Agnelli Umberto Agnelli  Susanna Agnelli Monti Pirelli dribbla Causio che passa a Tardelli..” avrebbe infilzato uno dietro l’altro tutti i candidati: “Berlinguer, Gramsci, Nenni, Craxi, Spinelli, Einaudi, Gobetti, Turati, Gandhi, Madre Teresa, Mandela, John F. Kennedy, Bob Kennedy, Martin Luther King, Willy Brandt, Olof Palme, Maritain, Darwin, Freud”. Il catalogo è questo, non me ne sono inventato nessuno, Einaudi (!) compreso. Rino Gaetano, quanto ci manchi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-8147747162481292033?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/8147747162481292033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=8147747162481292033&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8147747162481292033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8147747162481292033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/mollate-rino-gaetano.html' title='Mollate Rino Gaetano!'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjsZnW8cdrI/AAAAAAAAAEY/EItTFM_cgPM/s72-c/Maprendeteviapicella.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-6141222052386901017</id><published>2007-05-03T13:40:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:54.188+01:00</updated><title type='text'>Aboliamo il Concertone (e la Chiesa si faccia qualche domanda)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjnLH28cdqI/AAAAAAAAAEQ/9_PW9FJifgk/s1600-h/prima.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjnLH28cdqI/AAAAAAAAAEQ/9_PW9FJifgk/s320/prima.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5060298992196023970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Datemi retta. Il problema del concertone non è Andrea Rivera. E’ il concertone. Partito come manifestazione a sostegno del sindacato si è trasformato nel suo opposto. L’unico servizio che ormai Cgil-Cisl-Uil rendono al mondo del lavoro è infatti l’organizzazione del maxi-concerto, che garantisce ogni anno lavoro e salari a un mare di persone grazie a sponsorizzazioni e alla diretta di Rai3. E pazienza se, come è capitato al Festival di Sanremo, che si è mangiato la canzone italiana, il Concertone si è mangiato il sindacato. In cambio dei cinqueminutini sul palco ne ottengono cinquanta in diretta tv, e la pubblicità vale la spesa. Intanto il mostro si evolve, si ingrossa, s’involgarisce. Grazie a Claudia Gerini, una che presenta gridolinando, proclama di essere cambiata dopo l’ascolto di Chuk Berry, dice tutto con l’esclamativo, Piazza San Giovanni non ha più nulla da invidiare al casinò della Riviera. E’ il festivàl di Sanremo del luogocomunismo, dei soviet cantautorali, del guevarismo inteso come versione politica del bovarismo, vale a dire frustrazione mixata col velleitarismo, del me la canto e me la suono. Eccezionalmente vi brilla una stella, come accadde l’anno scorso con Vinicio Capossela, di solito sono otto ore di bruma musicale e di afrore ideologico. Ma, come accade a Sanremo, l’ufficialità delle riprese  Rai fanno del Concertone una ribalta mediatica  capace di trasformare ogni comparsa in divetto e ogni banalità in “dibbattito”. Di qui l’appello per un nuovo referendum: aboliamo il Concertone, o in alternativa Rai3.  Tanto le botte rischiamo di pigliarle anche raccogliendo le firme solo sulla legge elettorale, come è successo a Segni in Piazza San Giovanni.&lt;br /&gt;Quel che vorremmo davvero scongiurare è che una battuta scontata di un apprendista comico sul Papa e le ambiguità della Chiesa diventi caso politico e affare di Stato. Magari avranno ragione Alberto Melloni, Francesco Paolo Casavola, Antonio Socci: non si scherza col fuoco, e quando le Br minacciano, quando il capo dei Vescovi è sotto scorta, quando i cristiani sono massacrati nei paesi islamici, meglio rinunciare alla critica, all’ironia, alla beffa. Magari. Io la penso all’opposto: non mi importa se le vignette anti-islamiche sono divertenti, ciò che conta è che siano libere di circolare. Non mi importa se Andrea Rivera fa una battuta che non graffia o graffia troppo, ciò che conta è che la dica senza temere ritorsioni (e l’accostamento al terrorismo lo è). Resto dell’idea che la libertà sia il miglior antidoto ai rischi ad essa connessa, e che il terrorismo non farà proseliti se  il creazionismo viene messo alla berlina. &lt;br /&gt;E d’altra parte la Chiesa ha oggi l’occasione di riparare a qualche svista metodologica. Mettiamo il caso che qualcuno commentasse così le minacce a monsignor Bagnasco: “Va deplorato con fermezza che vescovi o sacerdoti siano stati e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente.. Ma se il clericalismo viene riconosciuto come un diritto o una cosa buona nessuno dovrebbe sorprendersi se i comportamenti irrazionali e violenti aumentano”. Tutti noi giudicheremmo inaccettabile e piuttosto ipocrita questo deplorare e insieme comprendere. Lo chiameremmo giustificazionismo. Ma  se questi concetti fossero tratti da un documento vaticano sull’omosessualità, cambierebbe il nostro giudizio? Eppure nella “Lettera al Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali” firmata, per conto della Congregazione per la Dottrina della Fede dal Cardinale Joseph Ratzinger, in data 10 ottobre 1986, proprio questo si legge: “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino... Tuttavia, la doverosa reazione alle ingiustizie commesse contro le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'affermazione che la condizione omosessuale non sia disordinata. Quando tale affermazione viene accolta e di conseguenza l'attività omosessuale è accettata come buona, oppure quando viene introdotta una legislazione civile per proteggere un comportamento al quale nessuno può rivendicare un qualsiasi diritto, né la Chiesa né la società nel suo complesso dovrebbero poi sorprendersi se anche altre opinioni e pratiche distorte guadagnano terreno e se i comportamenti irrazionali e violenti aumentano”.&lt;br /&gt;Credo che di fronte alle minacce terroristiche (quelle vere, non quelle assimilate per comodità) la Chiesa dovrebbe interrogarsi su questo modo di trattare la violenza contro chi non si adegua ai suoi dettami. Deplorare la violenza ma non sorprendersi se chi non rinuncia alla propria libertà ne cade vittima, questo non è ben fatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-6141222052386901017?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/6141222052386901017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=6141222052386901017&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/6141222052386901017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/6141222052386901017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/05/aboliamo-il-concertone-e-la-chiesa-si.html' title='Aboliamo il Concertone (e la Chiesa si faccia qualche domanda)'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RjnLH28cdqI/AAAAAAAAAEQ/9_PW9FJifgk/s72-c/prima.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-8243352177032719237</id><published>2007-04-18T17:47:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:54.365+01:00</updated><title type='text'>La Forza e la Democrazia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RiY-Iz9XosI/AAAAAAAAAEI/6j2anSNWaDA/s1600-h/MthBinLaden.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RiY-Iz9XosI/AAAAAAAAAEI/6j2anSNWaDA/s320/MthBinLaden.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054795952877445826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certo, meglio esportare la democrazia che facilitare le dittature. Come gli Stati Uniti erano abituati a fare negli anni sessanta e settanta,  in Grecia o in Cile. Certo, meglio esportare la democrazia che combattere soltanto le dittature di destra come quella di Somoza o di Rezha Palhavi e cercare compromessi con quelle comuniste, come gli Stati Uniti si abituarono a fare all’epoca della presidenza Carter, alla fine degli anni settanta. Potremmo liquidare con una battuta il disastro iracheno o il puzzle afgano, e rassegnarci all’idea che essere una provincia dell’Impero liberale è sicuramente meglio che essere sovrani al di fuori di esso; e magari compiacerci perché abbiamo saputo sconfiggere chi negli anni di piombo seppe rovinarci la vita pur affrontando in modo solo virtuale l’eterno dilemma se sia preferibile vivere in miseria economica e morale sotto il totalitarismo comunista o vivere  in miseria economica e morale sotto un’autocrazia di destra. &lt;br /&gt;Ma il fatto è che tutti gli schemi sono saltati da quando la religione è (ri)diventata instrumentum regni, e per giunta una religione, quella islamica, che viene interpretata dalla maggioranza dei suoi fedeli in modo pervasivo, arcaico, militarista. Non aiutano più le letture marxiste fondate sulla robustezza della struttura  economica e quelle liberali fondate sulla tradizione e la cultura. La guerra non è più soltanto questione di frontiere, armamenti ed eserciti ma di metropolitane, controlli di sicurezza e intelligence. Volenti o nolenti la democrazia, intesa come autogoverno e contenimento pubblico delle fazioni estremiste, da affare di Stato è diventata affare di politica internazionale.&lt;br /&gt;Ecco perché la cosiddetta esportazione della democrazia non è un ennesimo incidente di percorso dell’idealismo wilsoniano, ma una necessità strategica cui l’Occidente non può rinunciare, nonostante i primi fallimenti registrati. L’importante è non fare gli struzzi, imparare dagli errori, riconoscere che il momento elettorale è soltanto uno e non il più importante dei passaggi obbligati in un quadro di democratizzazione (come il successo di Hamas in Palestina emblematizza).&lt;br /&gt;Vale forse la pena rileggere il saggio “Dittature e Doppio Standard”, pubblicato nel 1979 su Commentary  diretto da Norman Podhorez, che avrebbe portato Jeane Kirkpatrick, a quel tempo democratica, all’ufficio di ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite sotto la presidenza di Ronald Reagan. Come è noto Kirpatrick accusava la presidenza Carter di sudditanza psicologica nei confronti dei regimi comunisti e di sostenere senza criterio tutti i movimenti di opposizione alle autocrazie di destra, come quelle di Somoza in Nicaragua e di Reza Palhavi in Persia, nonostante le buone relazioni con gli Usa. Gli argomenti di Kirpatrick erano solidi: “Parlando in generale, le autocrazie tradizionali tollerano iniquità sociali, brutalità e povertà, mentre le autocrazie rivoluzionarie le generano”. E mettendo a confronto i governi della Cina popolare con quello di Taiwan, della Corea del Nord con quello del Sud, e i regimi comunisti del Vietnam, del Laos e della Cambogia con quelli precedenti, notava che era oltre ogni ragionevole dubbio il fatto che i primi fossero molto più repressivi dei secondi. Partendo da questa analisi Jeane Kirkpatrick svolse un ruolo essenziale nella definizione della dura politica anti-Urss di Reagan, fatta di guerre stellari e affermazione dei diritti umani, di euromissili e di sostegno all’emigrazione ebraica, che avrebbe nel giro di pochi anni portato al tracollo del regime sovietico. Reagan fu accusato di dare troppo spazio ai principi morali e di venir meno alla tradizionale dottrina Kennan del “containment”, cioè della limitazione della potenza sovietica entro i confini di Yalta, che era stata la stella polare di Henry Kissinger e di tutti i “realisti”. &lt;br /&gt;Ma ora ci interessa soprattutto la parte del saggio in cui si discute proprio dell’esportazione della democrazia, e dei suoi limiti. John Stuart Mill nel suo saggio sul governo rappresentativo ne descriveva le tre condizioni fondamentali: “Primo, bisogna che la popolazione lo voglia; secondo, che voglia e sia abbastanza abile da fare quanto è necessario per conservarlo; terzo che voglia e sia capace  di adempiere ai doveri e svolgere le funzioni che un governo rappresentativo le impone”. In aggiunta a tutto questo, scrive Kirkpatrick, occorrono istituzioni forti per incanalare e contenere il conflitto e strumenti di partecipazione non ufficiali che possano aggregare i diversi interessi e opinioni presenti nella società, limarne le asperità, elaborare compromessi. Se questo manca sarà molto difficile per il Governo riuscire a trasferire le richieste popolari in una politica pubblica. La stessa società americana, che pure è presa universalmente ad esempio “ha costruito la sua democrazia attraverso una guerra d’indipendenza, un primo fallimento costituzionale, una guerra civile e un lungo processo di graduale acquisizione del diritto di voto che ha infine portato a un governo costituzionale democratico”.&lt;br /&gt;Per quanto la politica estera degli Usa nei confronti di molte dittature anticomuniste sia risultata spesso brutalmente indifferente ai diritti umani, la conseguenza che Kirpatrick traeva non era però quella di abbandonare al loro destino i popoli soggetti alle dittature. Occorreva piuttosto impedire che in loro soccorso giungessero, magari con l’appoggio degli Usa (o, oggi, dell’Europa), movimenti rivoluzionari che tutto avrebbero fatto tranne costruire quei presupposti minimi di libertà individuale e organizzazione della società civile che consentono il progressivo sviluppo di una società democratica.&lt;br /&gt;Sotto la presidenza Reagan avvenne dunque un cambiamento fondamentale nei rapporti con l’Urss e col blocco sovietico. Come ha scritto Ian Buruma, lo storico anglo-olandese che ha coniato il termine “occidentalismo” per indicare l’avversione ovunque diffusa alla cosiddetta pax americana, “una volta che gli americani decisero di appoggiare la democrazia anziché l’oppressione in nome dell’anticomunismo, i democratici ne trassero profitto e il divario fra idealismo americano e interesse personale nazionale si restrinse”. &lt;br /&gt;L’attacco dell’11 settembre, grazie anche alle riflessioni dei neoconservatori americani, in buona parte eredi diretti della lezione di Jeane Kirkpatrick (che faceva parte dell’American Enterprise Institute) ha ancora una volta portato il governo degli Usa a ribaltare la strategia verso il totalitarismo, che oggi ha assunto le vesti arabescate dell’Islam politico.  Significativo è l’esordio del documento firmato dalla Casa Bianca il 17 settembre 2002 e intitolato ‘La strategia per la sicurezza nazionale degli Stati Unititi d’America’: “La grande battaglia del XX secolo fra la libertà e il totalitarismo si è conclusa con una vittoria decisiva delle forze per la libertà – e un unico modello possibile per il successo di una nazione: libertà, democrazia e libera impresa. Nel XXI secolo solo le nazioni che condividono l’impegno per la difesa dei diritti umani fondamentali e per garantire le libertà politiche ed economiche saranno in grado di sviluppare le potenzialità dei loro popoli e assicurare loro un futuro prospero. Ovunque le persone vogliono poter parlare liberamente, scegliere da chi vogliono essere governati, avere una propria fede, educare i propri ragazzi – uomini e donne -, possedere beni e godere dei benefici del proprio lavoro. Questi valori di libertà sono giusti e veri per ogni persona, in ogni società, e il dovere di difendere questi valori contro i loro nemici è il comune appello da parte tutti i popoli amanti della libertà in ogni parte del mondo e in ogni età”. &lt;br /&gt;Certo, la retorica americana può suonare falsa alle disincantate orecchie europee, i cui timpani sono stati lacerati da troppe esplosioni,  ed è ha ragione Buruma quando osserva che l’’occidentalismo’ “è nato in Europa come reazione all’affidamento europeo alla scienza, all’Illuminismo, e alla separazione fra chiesa e stato, specialmente a quest’ultima. Gli occidentalisti vedono l’Occidente moderno come una società tecnologica senza anima umana”. Del resto l’eco di queste posizioni risuona talvolta nei documenti ufficiali della stessa Chiesa Cattolica e molto più di frequente nella predicazione di molti cristiani affascinati dai movimenti di resistenza contro il capitalismo e la modernizzazione. &lt;br /&gt;Ma oggi la distinzione amico-nemico, su cui si è sempre fondata la politica estera delle grandi potenze, non è più chiara come in passato.&lt;br /&gt;Lyndon Johnson, il vicepresidente democratico che nel 1963 succedette a John F. Kennedy, sintetizzò perfettamente la strategia realista della sua epoca riferendosi a Somoza, il dittatore del Nicaragua: “Sappiamo che è un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana”. Battuta ripresa negli anni ottanta per applicarla a un potente alleato degli Usa (e dell’Urss) nel contenimento dell’Iran khomeynista, il Rais iracheno Saddam Hussein. &lt;br /&gt;Ma oggi cosa pensare ad esempio della famiglia reale saudita? Da una parte si proclama alleato fedele dell’Occidente e degli Usa e intreccia relazioni economiche strettissime con gli investitori internazionali, dall’altro accorda sempre più potere alle autorità religiose wahabite che incarnano la lettura più estremista del Corano e mobilitano milioni di persone alla guerra santa contro gli infedeli occidentali ed ebrei. &lt;br /&gt;I figli di puttana sono sempre più tali, ma sempre meno “nostri”. La forza e la democrazia servono più di prima. Dobbiamo imparare a usare meglio la forza della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Questo articolo sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista Charta Minuta&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-8243352177032719237?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/8243352177032719237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=8243352177032719237&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8243352177032719237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8243352177032719237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/la-forza-e-la-democrazia.html' title='La Forza e la Democrazia'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RiY-Iz9XosI/AAAAAAAAAEI/6j2anSNWaDA/s72-c/MthBinLaden.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-4494899356247271871</id><published>2007-04-13T15:20:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:54.560+01:00</updated><title type='text'>Tesoretto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh-GoT9XorI/AAAAAAAAAEA/6Lu0BliwHbg/s1600-h/Page_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh-GoT9XorI/AAAAAAAAAEA/6Lu0BliwHbg/s400/Page_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052905334043550386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Produzione industriale al ribasso in febbraio: 0,7% tendenziale, 0,5% mese su mese. Ma l’extra-gettito fiscale, il cosiddetto “tesoretto”, di cui oggi Prodi spiega al Corriere la destinazione, giusto alla vigilia della campagna elettorale per le amministrative,  aumenta: +7,1% nel primo bimestre2007, con una punta di +16,3% per l’Ires, l’imposta sul reddito delle società. Che ci sia una relazione fra le due notizie?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-4494899356247271871?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/4494899356247271871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=4494899356247271871&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/4494899356247271871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/4494899356247271871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/tesoretto.html' title='Tesoretto'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh-GoT9XorI/AAAAAAAAAEA/6Lu0BliwHbg/s72-c/Page_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-3103079856172712440</id><published>2007-04-13T14:22:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:54.783+01:00</updated><title type='text'>Il Casinò di San Referendum</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh93eT9XopI/AAAAAAAAADw/JyZ3dhQlOdw/s1600-h/baccara.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh93eT9XopI/AAAAAAAAADw/JyZ3dhQlOdw/s400/baccara.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052888669570441874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Legge elettorale? No, ancora? Referendum? No, ancora? Non pare vero. Passano gli anni, cambiano le mode,  perfino i papi, ma il sistema politico italiano non riesce a liberarsi da quest’incubo. E per quanto sgradevoli ci possano sembrare le repliche, è di nuovo sulla speranza di un successo referendario che deve puntare chi ha a cuore il buon governo e la stabilità delle istituzioni. Certo, un mucchietto di fiches sul tappeto verde al Casinò di Sanremo sarebbe un investimento più sicuro, vista la devastazione subita nel frattempo dall’istituto referendario.  Ma tant’è.  Sono passati 14 anni dal famoso referendum Segni che aprì le porte al maggioritario e, grazie alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, al bipolarismo. E 8 anni dal referendum del 1999 (poi malamente replicato nel 2000) che per un pugno di voti mancò il quorum necessario per dare al paese un sistema maggioritario vero. Lo ricordate, no?  Poche decine di migliaia di voti non espressi annullarono la volontà di una maggioranza schiacciante di elettori. E al danno si aggiunse la beffa: se le liste fossero state epurate da presunti italiani residenti all’estero, in realtà morti e sepolti da anni, la parte proporzionale sarebbe stata tranquillamente abolita. E con essa il meccanismo che definiva i rapporti tra i partiti all’interno delle alleanze, minando alla base lo schema bipolare su cui si reggeva il confronto fra maggioranza e opposizione. Il bisogno di dare visibilità alla propria lista costringeva infatti alla rissa continua le forze minori, che altrimenti rischiavano di essere liquidate prima dalla scena mediatica e poi dallo spoglio elettorale: fu così che due anni di “verifica” quotidiana ridussero allo stremo delle forze di un governo, quello retto da Berlusconi,  che pure aveva conquistato una maggioranza amplissima nei due rami del Parlamento. &lt;br /&gt;Non si poteva andare avanti col “mattarellum”, no. Ma il rimedio che il centrodestra escogitò, spinto da Casini, fu peggiore del male: il calderoliano “porcellum”, un accrocco che da un lato ha provocato l’ulteriore polverizzazione del sistema dei partiti, dall’altro annullato il potere degli elettori nella scelta dei parlamentari (essendo del tutto ininfluente la qualità dei candidati sull’esito del voto), e infine – per l’assurdo e inoperante premio di maggioranza su base regionale imposto dal Quirinale per l’elezione del Senato – impedisce al governo in carica  di contare su una maggioranza stabile in un ramo del Parlamento.&lt;br /&gt;Il confronto che ferve in queste ore fra Governo e opposizione, fra partiti maggiori e cespugli, per evitare il referendum, e magari convincere i promotori a rinviare di un anno la raccolta delle firme che si avvierà il 24 aprile, è una duplice finzione.  Da un lato serve soltanto a dare un po’ di respiro alla maggioranza asmatica guidata da Prodi e a far guadagnare tempo all’opposizione per ricucire la lacerazione con l’Udc. Dall’altro è un modo per aggirare il ricatto dei piccoli partiti del centrosinistra che minacciano la crisi se una legge elettorale che li salvaguardi, quale che sia, non verrà approvata. Prodi ci prova, Ds e Dl invece rilanciano e chiedono il ritorno all’uninominale e il doppio turno e un fenomenale sbarramento al 5%. Come no? Tutti sanno che un compromesso è impossibile, che nessun partitino rinuncerà mai alla sua piccola ma sicura esistenza, al suo gramo ma confortevole orticello di guerra,  in cambio di un futuro incerto all’interno di una casa più grande con vista sulla prateria elettorale. Né gli si può chiedere questo sacrificio quando l’incertezza sulle responsabilità presenti e sul proprio ruolo futuro governa (si fa per dire) il comportamento dei partiti maggiori dell’uno schieramento e dell’altro. Si farà il partito democratico? Chi lo sa, e come, e con chi, e quando mai. Si farà il partito delle libertà? Idem. Mancano strategie, idee, forse anche idealità, le ideologie sono defunte, predomina il tatticismo. I Ds affrontano una scissione, la Margherita forse si ricomporrà in un’aula di Tribunale, Forza Italia assiste allo scontro buffo fra i moschettieri del Re e quelli del Cardinale (che però sono una persona sola) raccolti nel partito e nei circoli, An non sa che pesci pigliare in attesa che il suo leader trovi la canna (da pesca). E che devono fare un Mastella, un Boselli, un Di Pietro? Si affidano a Calderoli, com’è giusto. Una legge magari si farà, e sarà un peggioramento di quella attuale, ma non servirà a impedire il referendum.&lt;br /&gt;Se davvero qualcuno volesse la riforma dovrebbe proporre qualcosa di accettabile per quasi tutti ma non per tutti. Il sistema spagnolo è l’unica mediazione possibile in tal senso: conserva la proporzionale, ma ha un effetto maggioritario; mantiene ai partiti la scelta dei candidati ma, vista la piccola dimensione delle circoscrizioni che porta all’elezione di tre, quattro candidati in media, ad eccezione delle città metropolitane, costringe a sceglierli con criterio; garantisce un diritto di tribuna, almeno nelle poche circoscrizioni maggiori, a tutti i soggetti significativi; non mette fuori gioco i gruppi a forte rappresentanza locale (ad esempio la Lega e l’Udeur); e soprattutto favorisce l’aggregazione in partiti più grandi. Semplice no? Sì, troppo semplice per la partitocrazia italiana, rifluita da un sistema consociativo a uno feudale, che si autoconserva grazie al complicato e complice ingranaggio di un sistema che impedisce al tempo stesso di governare e di fare opposizione. E allora, nonostante ne siamo già usciti più volte con le tasche vuote, tutti di corsa al Casinò referendario a ritentare la sorte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-3103079856172712440?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/3103079856172712440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=3103079856172712440&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3103079856172712440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/3103079856172712440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/il-casin-di-san-referendum.html' title='Il Casinò di San Referendum'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rh93eT9XopI/AAAAAAAAADw/JyZ3dhQlOdw/s72-c/baccara.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-5524590239290270021</id><published>2007-04-11T16:48:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:54.923+01:00</updated><title type='text'>Abu Omar. Quanta confusione. Ma il governo B. ci ha messo del suo.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rhz5lD9XooI/AAAAAAAAADo/tcjsZg5MYdI/s1600-h/cia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rhz5lD9XooI/AAAAAAAAADo/tcjsZg5MYdI/s400/cia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052187297116037762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quanta confusione. L’unica cosa chiara l’ha scritta l’Avvocatura dello Stato nel suo ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro il rinvio a giudizio dell’ex direttore del Sismi Nicola Pollari. Dove si descrive “il sensibile danno” recato dall’inchiesta dei magistrati milanesi sul sequestro Cia del presunto terrorista Abu Omar  “all’immagine del governo italiano, soprattutto nella delicatissima e vitale materia della collaborazione fra Stati nel campo dell’antiterrorismo”. E si sostiene che “la divulgazione dei risultati istruttori espone i Servizi italiani al rischio concreto di ‘ostracismo informativo’ da parte degli omologhi stranieri”, anche perché i Pm milanesi hanno avuto “un atteggiamento che appare teso, costi quel che costi, all’apprendimento di notizie coperte dal segreto di Stato”.&lt;br /&gt;Il segreto di Stato, ecco il punto. Il governo Berlusconi l’aveva apposto oppure no? Secondo noi avrebbe dovuto farlo, perché quello della collaborazione fra intelligence alleate nella lotta al terrorismo è uno dei pochissimi casi in cui è effettivamente giustificato. Ma il ministro Di Pietro oggi dice che Milano ha agito “dopo aver chiesto se quelle indagini potevano essere svolte e dopo che nessuno aveva opposto il veto. Perche' la verita' sul segreto di Stato bisogna dirla tutta: non esiste alcun atto scritto di apposizione del segreto”.&lt;br /&gt;Se Di Pietro ha ragione bisogna riconoscere che il Governo di allora si è mosso con ingenuità o superficialità. Invece di giurare e spergiurare di nulla sapere e nulla pensare prima attraverso il ministro dei rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi (gennaio 2004) poi attraverso una nota di Palazzo Chigi (11 maggio 2006) subito seguita da un’analoga assicurazione del ministro della Difesa Antonio Martino che il 12 maggio ribadisce "l'assoluta estraneità del Governo e del Sismi rispetto al sequestro di Abu Omar, rapimento che non coinvolge ad alcun titolo nè l'esecutivo nè il Servizio, nè direttamente nè indirettamente”, il Governo avrebbe dovuto fare rivendicare il suo ruolo in un’operazione volta a scongiurare nuovi attentati terroristici islamici contro l’Europa o gli Usa. Magari, secondo la prassi britannica, trincerandosi dietro un no comment e, secondo quella nostrana, dietro il segreto di Stato.  L’unica cosa che non doveva consentire era di lasciare mano libera a dei magistrati che sono riusciti perfino a intercettare le telefonate fra il capo dei servizi segreti e i suoi più stretti collaboratori. Trasformando, come spesso capita da noi, una cosa molto seria in una farsa all’italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-5524590239290270021?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/5524590239290270021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=5524590239290270021&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/5524590239290270021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/5524590239290270021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/abu-omar-quanta-confusione-ma-il.html' title='Abu Omar. Quanta confusione. Ma il governo B. ci ha messo del suo.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/Rhz5lD9XooI/AAAAAAAAADo/tcjsZg5MYdI/s72-c/cia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-7730076317512851443</id><published>2007-04-11T14:31:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:55.138+01:00</updated><title type='text'>Stelle su Teheran. Ma non illudiamoci, Amadinejad non è Hitler.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhzZHj9XonI/AAAAAAAAADg/mINLx1f265Q/s1600-h/Page_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhzZHj9XonI/AAAAAAAAADg/mINLx1f265Q/s400/Page_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052151605937807986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ahmadinejad è equanime: dopo aver distribuito stelle di demerito agli studenti che avevano manifestato il loro dissenso nei suoi confronti all’Università di Teheran, ha deciso di estendere il privilegio anche ai professori. Una stella, e sei ammonito; se precario, non avrai il posto. Due stelle e ti tagliano i fondi per la ricerca. Tre stelle e sei licenziato. Alla terza stella invece gli studenti vengono espulsi dall’Università. Il problema peggiore, per gli studenti come per i professori, è che non si sa che fine fanno dopo. &lt;br /&gt;E’ la “rivoluzione culturale” del premier iraniano, scrive oggi sulla Stampa Farian Sabahi, una nota giornalista e storica iraniana. Ma - va ricordato a Luciano Violante e ai diessini, affinché nella loro “bulimia del ripensamento” non si facciano mancare nulla - la situazione non era diversa quando il presidente della camera firmava una condiscendente prefazione al libro del “riformatore” Khatami. La stessa Sabahi spiegava tre anni fa al Manifesto che “in questi anni Khatami ha deluso un po' tutti: nel luglio del 1999 non ha difeso gli studenti, non ha detto una parola per liberare gli intellettuali e i giornalisti finiti in carcere, colpevoli soltanto di avere espresso la loro opinione”. Fra gli altri Mohsen Kadivar, colpevole di aver detto «il governo del clero non è compatibile con la democrazia perché se la gente vota a favore di una determinata misura, non è detto che poi questa misura venga messa in pratica perché a decidere sarà sempre il Rahbar, il leader supremo, vale a dire l'ayatollah Ali Khamenei». Osservava Farian Sabahi che Kadivar, amico e politicamente vicino a Khatami, era stato “invogliato a esprimersi in questi termini per le promesse di riforma del presidente Khatami” e aveva scontato, per essersi espresso in questo modo, nove mesi di carcere. &lt;br /&gt;Ecco il punto. L’Occidente, o almeno una sua parte consistente, fece allora l’errore ottimistico di distinguere fra Kathami e la teocrazia, come se un regime politico che fonda la sua legittimazione sull’interpretazione di un testo sacro fosse compatibile con qualcosa di simile alla democrazia liberale. Oggi non vorremmo che venisse fatto l’errore opposto: che si identificasse in Ahamadinejad il problema dell’Iran e della sua evoluzione militarista e nuclearista. Ahmadinejad si comporta come Hitler, è pericoloso come Hitler, ma non ha gli stessi poteri di Hitler. Liquidarlo, se mai ci si provasse (ma ci si prova?), non sarà sufficiente. Il problema è e resta la teocrazia, il governo degli ayatollah, la shari’a, la strumentalizzazione  politica della religione islamica, il virus quaedista che contamina, si estende e si rafforza. &lt;br /&gt;Distinguere fra Ahmadijad e la teocrazia è una nuova versione dell’ottimismo occidentale, opposta a quella precedente, ma altrettanto consolatoria e vile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-7730076317512851443?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/7730076317512851443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=7730076317512851443&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/7730076317512851443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/7730076317512851443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/stelle-su-teheran-ma-non-illudiamoci.html' title='Stelle su Teheran. Ma non illudiamoci, Amadinejad non è Hitler.'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhzZHj9XonI/AAAAAAAAADg/mINLx1f265Q/s72-c/Page_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-2878888969811386796</id><published>2007-04-10T19:37:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:55.370+01:00</updated><title type='text'>Non mettiamo Abele contro Caino (né l'Europa contro gli Usa).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhvMPD9XomI/AAAAAAAAADY/ch4Fs0BHM0c/s1600-h/ghigliottina.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhvMPD9XomI/AAAAAAAAADY/ch4Fs0BHM0c/s400/ghigliottina.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5051855966158955106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non s’era mai visto. Una marcia promossa da Marco Pannella per costringere il Governo Prodi a mantenere i suoi impegni e promuovere davanti all’Onu una risoluzione che porti alla sospensione della pena di morte è diventata, per un gioco di prestigio dei media e del Governo stesso, una marcia governativa per imporre al Papa di prendere posizione contro la pena di morte. Come se dipendesse dal Vaticano convincere Cina, Iran, i paesi arabi, gli stati comunisti e gli USA della necessità di rivedere le proprie convinzioni. Lo stesso Pannella lo ha ricordato oggi a se stesso e a Massimo D’Alema. &lt;br /&gt;E tuttavia. Già il fatto di leggere, negli elenchi degli stati che conservano la pena capitale diffusi dagli abolizionisti il nome degli Stai Uniti, la più grande democrazia liberale del mondo, accanto a quello di regimi dittatoriali che si servono dei tribunali, dei giudici e dei boia per soffocare sul nascere ogni soffio di libertà, suscita sconcerto, come ha giustamente notato Dino Cofrancesco. Certo, la pena di morte è un male in sé per chi crede doveroso imporre allo Stato dei limiti invalicabili sulla vita individuale, o per chi non ha – a ragione – una fiducia mistica nella giustizia così da ritenere che la verità giudiziaria coincida necessariamente con quella storica, o per chi è convinto che ognuno debba avere la possibilità di ricostruire la propria identità morale anche dopo la più abietta delle azioni. Forse sotto questo profilo è ancora più grave che la pena di morte sia contemplata da un sistema dove vige la rule of law piuttosto che da un regime retto sull’arbitrio. &lt;br /&gt;Ma, se vogliamo dare più efficiacia alla campagna abolizionista, dovremmo essere in grado di differenziare la strategia d’azione e, soprattutto, di comunicazione contro la pena di morte in funzione del sistema di garanzie di cui gode l’individuo in generale e l’imputato in particolare. Se l’errore giudiziario è possibile, e neppure infrequente, perfino laddove, negli Usa, l’imputato può essere condannato solo se la sua colpevolezza sia provata “oltre ogni ragionevole dubbio”, figuriamoci nei paesi dove questo principio è sconosciuto.  E dove vengono puniti con la morte reati che altrove comporterebbero pene minori o addirittura nessuna pena (per esempio, sotto il regime della shari’a, in caso di adulterio femminile o di bestemmia, o di omosessualità). &lt;br /&gt;Non è questione di contrapporre Abele a Caino come fanno i revenant della pena di morte: la condanna del reo è sempre successiva al reato, e ogni tentativo di dimostrare l’effetto dissuasivo della pena capitale è fallito. Le vittime dei reati si difendono meglio mettendo in questione le teorie sociali che tendono a svalutare la responsabilità individuale in nome di una presunta colpa collettiva, e le culture politiche che puntano a cicoscrivere sempre più rigidamente gli spazi della libertà individuale nel presupposto di una visione pessimistica dell’uomo. &lt;br /&gt;Proprio per questo gli sviluppi futuri della campagna contro la pena di morte dipendono in larga misura dalla capacità di dissociare gli Usa non tanto dall’uso di uno strumento penale particolare quanto dall’assimilazione ai paesi che utilizzano quello strumento perché non conosconono o perché disprezzano la cultura della libertà individuale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-2878888969811386796?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/2878888969811386796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=2878888969811386796&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2878888969811386796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/2878888969811386796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/non-mettiamo-abele-contro-caino-n.html' title='Non mettiamo Abele contro Caino (né l&apos;Europa contro gli Usa).'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhvMPD9XomI/AAAAAAAAADY/ch4Fs0BHM0c/s72-c/ghigliottina.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18672440.post-8477582861676082720</id><published>2007-04-06T13:41:00.000+02:00</published><updated>2008-11-13T14:01:55.644+01:00</updated><title type='text'>Ripensamenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhYzmLJkzMI/AAAAAAAAADQ/nvToei8Xd9c/s1600-h/staino_craxi_1.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhYzmLJkzMI/AAAAAAAAADQ/nvToei8Xd9c/s400/staino_craxi_1.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050280763063585986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fassino si è pentito per non aver salvato Moro. Violante si è pentito per aver massacrato Craxi. Ecco perché il testamento biologico non è una buona idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18672440-8477582861676082720?l=riformatori.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riformatori.blogspot.com/feeds/8477582861676082720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=18672440&amp;postID=8477582861676082720&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8477582861676082720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18672440/posts/default/8477582861676082720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riformatori.blogspot.com/2007/04/ripensamenti.html' title='Ripensamenti'/><author><name>marco taradash</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10608639624732311966</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14079287527372622856'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BzhBHIgi_N0/RhYzmLJkzMI/AAAAAAAAADQ/nvToei8Xd9c/s72-c/staino_craxi_1.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>