tag:blogger.com,1999:blog-186234572008-07-30T11:09:13.076+02:00Net SourcerIl blog di <a href="http://www.linkedin.com/in/palmy">Alessandro Palmisano</A>Alessandronoreply@blogger.comBlogger153125tag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-75050842431213937762008-07-29T10:52:00.000+02:002008-07-30T10:57:56.468+02:00Bolla immobilare, questa conosciuta (3)Anche in <span style="font-weight: bold;">Spagna</span> è crollo verticale per le compravendita di immobili: a maggio è stata registrata una caduta di addirittura il <span style="font-weight: bold;">34,3%</span> rispetto allo stesso mese del 2007. E se fino a pochi mesi fa la crisi veniva costantemente negata dai franchising di intermediazione immobiliare, oggi non è più così; almeno tra le righe, la fase di contrazione viene ammessa, come <a href="http://www.gruppotoscano.it/blog/index.php?post=213">in questo post</a> sul corporate blog del <span style="font-weight: bold;">Gruppo Toscano.</span>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-81354090264309984242008-07-28T10:49:00.000+02:002008-07-30T10:51:23.645+02:00Bolla immobilare, questa conosciuta (2)A riconferma che ormai ci siamo: nel mese di maggio il rapporto <span style="font-weight: bold;">S&amp;P/Case Shiller</span>, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli <span style="font-weight: bold;">immobili</span> nelle 20 maggiori citta’ americane, è sceso ancora al nuovo record negativo anno su anno. Con una <span style="font-weight: bold;">contrazione</span> del 15,80%, questo indice ha fatto segnare il più brusco calo da quando è stato introdotto, circa 20 anni fa.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-16950165779267106042008-07-21T11:46:00.004+02:002008-07-21T11:53:26.649+02:00Bolla immobilare, questa conosciutaGennaio 2006. In piena febbre del mattone scrivevo <a href="http://netsourcer.blogspot.com/2006/01/beni-balle-e-bolle-reali.html">Beni, balle e bolle reali</a>, un pezzo che all'inizio non ha avuto molti accessi, ma che negli ultimi 6 mesi ha visto totalizzare un numero impressionante di visite.<span style="font-style: italic;"><br /><br /></span>Sarà per questo motivo?<span style="font-style: italic;"><br /><br />"Nei primi sei mesi del 2008 il mercato immobiliare italiano dà segni di stanchezza: il numero complessivo di compravendite sono scese del 16%. E' quanto emerge da un'indagine condotta dal Centro studi Toscano, che evidenzia, per il mercato residenziale, un calo dei prezzi sia nei centri cittadini che nelle zone semicentrali e periferiche</span>."Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-34732024384271109422008-06-16T21:52:00.000+02:002008-06-19T14:50:36.714+02:00Skebby ottiene il primo round di finanziamentiTorno a scrivere dopo qualche mese intenso perché ci tenevo a fare gli auguri a <span style="font-weight: bold;">Davide</span>, l'inventore di <a href="http://www.skebby.it/">Skebby</a>, che ce l'ha fatta. Due grandi pionieri dell'ICT italiano hanno creduto nella bontà della sua iniziativa, e questo dimostra che anche nel nostro Paese c'è spazio per gli under 30, per la microimprenditoria e per nuove idee. Davide incarna perfettamente la figura di microimprenditore e con lui, qualche mese fa, abbiamo fondato l'<a href="http://www.clubmicroimprenditori.it/">omonimo club.</a><br /><br />Adesso lo attende un'estate densa di meeting, lavoro, ufficio, CdA e sicuramente tante soddisfazioni, che non tarderanno ad arrivare, dato il C.V. di primissima rilevanza dei suoi due soci: <a href="http://netsourcer.blogspot.com/2007/05/quintarelli-for-president.html"> Stefano Quintarelli</a> e <a href="http://luigiorsicarbone.it/"><span>Luigi Orsi Carbone.</span></a><br /><br /><br />Un grande in bocca al lupo. Di seguito il Comunicato Stampa della società.<br /><span style="font-style: italic;"><br /><br />Skebby ha chiuso il primo round di finanziamento con l’ingresso nel capitale di Stefano Quintarelli, già fondatore di I.NET, e Luigi Orsi Carbone, già fondatore di ePlanet, due pionieri di Internet e delle telecom liberalizzate in Italia.<br /><br />Skebby utilizzerà i nuovi fondi per accelerare lo sviluppo dell’applicazione e per aumentare lo sforzo di marketing volto ad allargare rapidamente la sua community di utilizzatori. In connessione con l’operazione Luigi Orsi Carbone e Stefano Quintarelli entrano nel CDA dell’azienda rispettivamente come Presidente e consigliere di amministrazione affiancando Davide Marrone (25 anni), fondatore di Skebby, che assumerà la carica di Vice Presidente mantenendo la gestione operativa.<br /><br />Skebby ha lanciato a metà 2007 la prima applicazione in Italia che consente di inviare dal proprio telefonino SMS quasi gratis, indirizzando i bisogni di una community in forte crescita fatta soprattutto di giovani utilizzatori. Il servizio può essere utilizzato anche dal PC. Il successo di Skebby è testimoniato dagli oltre 50 mila utilizzatori registrati in Italia.<br /><br />"Questa operazione conferma la validità del progetto basato sui servizi per cellulari via Internet ed è strategico per sostenerne la crescita rapidamente. Oltre ai nuovi capitali che consentiranno lo sviluppo di nuovi servizi e l’allargamento della community, Skebby potrà beneficiare dell’esperienza manageriale e di indirizzo di due imprenditori che sono stati tra i pionieri di Internet in Italia" dice Davide Marrone Vice Presidente e fondatore di Skebby<br /><br />"Credo che Skebby abbia grandi potenzialità di successo nella diffusione di servizi e applicazioni da cellulare sfruttando sia l’SMS, che è il servizio più utilizzato dal telefonino, sia la connessione ad Internet da mobile. Mi fà piacere dare fiducia ed aiutare Davide Marrone, un giovane imprenditore innovativo, che ha avuto la visione ed il coraggio per saper cogliere questa discontinuità ” ha detto Luigi Orsi Carbone<br /><br />"In Italia- aggiunge Stefano Quintarelli- è importante tornare a dare fiducia ai giovani, reinvestendo e mettendo a disposizione le competenze accumulate. Ho grande fiducia in Davide e sono certo che il suo progetto avrà successo. Oltre ai soldi Luigi ed io contribuiremo con il nostro bagaglio di esperienze e relazioni che sicuramente aiuteranno Davide a fare meglio e più rapidamente, evitando qualche errore"<br /><br />Mobile Solution Srl, proprietario del marchio Skebby™ (www.skebby.it ), è un giovane azienda fornitrice di applicazioni e servizi per cellulari basati su Internet da telefonino. Prima in Italia ha lanciato Skebby l’applicazione che consente di inviare direttamente dal cellulare SMS quasi gratis. Skebby opera nell’innovativo settore dei servizi Internet da mobile ed ha già acquisito oltre 50 mila giovani utilizzatori in forte espansione. Ha i propri uffici a Milano presso l’Acceleratore del Politecnico. </span>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-49240155948727928512008-03-20T03:28:00.003+01:002008-03-20T03:41:12.243+01:00Saldi di fine stagioneSe avete un po' di danari da investire, questo è il momento buono per entrare, gradualmente, in <span style="font-weight:bold;">Telecom Italia</span>. I perché sono più di uno, le analisi da fare tante: occorre un post ad hoc, che seguirà non appena avrò un'oretta di tempo. In sintesi:<br /><br />• ai prezzi di oggi, Telecom vale circa un terzo di quanto valesse nel 1999, ai tempi dell'OPA Olivetti<br /><br />• in 9 anni il mondo delle tlc ha stravolto (in meglio) le nostre vite<br /><br />• Telecom Italia, controlla il 100% di TIM. Quindi significa, che rispetto al '99, comprandovi un'azione Telecom, diventate anche azionisti di TIM (all'epoca il mobile era controllato solo al 55% circa)<br /><br />• ai prezzi attuali, il dividendo (pagato tra la primavera e l'estate) rende un buon 6%<br /><br />• il Patrimonio Netto dell'azienda (ovvero il valore minimo prudenziale di bilancio) è di quasi <span style="font-weight:bold;">26 miliardi di euro</span>; ai prezzi attuali di Borsa viene valutata appena <span style="font-weight:bold;">16,5 mld</span><br /><br />• i flussi di cassa della telefonia sono ingenti e abbastanza prevedibili; siamo di fronte alla classica impresa "cash cow"<br /><br /><br />Comprare; metterle in un cassetto, gettandone la chiave; riaprire il cassetto tra 2-3 anni. Soddisfazione garantita.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-48583790803144329072008-02-21T23:47:00.003+01:002008-02-21T23:54:13.220+01:00Le formiche hanno i megafoni.<span style="font-style:italic;">"Per una generazione di clienti abituati a cercare i prodotti da comprare tramite un motore di ricerca, il marchio di una società non è quello che la società dice di essere, ma quello che Google dice che è. I nuovi tastemakers siamo noi. Il passaparola è oggi una conversazione pubblica, che avviene nei commenti dei blog e nelle recensioni dei clienti, raccolte e misurate in modo esaustivo. Le formiche hanno i megafoni."</span><br /><br />Chris Anderson - The Long TailAlessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-69305687366953777202008-02-19T02:27:00.007+01:002008-02-19T02:37:46.206+01:00Nasce il CMI - la microimpresa ora ha voce<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/R7ows5JfAoI/AAAAAAAAADE/efnwLtHK5zw/s1600-h/Picture+3.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/R7ows5JfAoI/AAAAAAAAADE/efnwLtHK5zw/s400/Picture+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168497070174044802" /></a><br />Dopo un mese e mezzo, finalmente 10 minuti per postare :)<br /><br />Tra le duecentocinquanta cose accadute nel frattempo, la più degna di nota, è la nascita del <a href="http://www.clubmicroimprenditori.it/">CMI</A>, un'associazione senza fine di lucro nata per promuovere la cultura della microimpresa e il networking nell'epoca del web 2.0, rivolta in particolare agli under 30.<br /><br />I soci si contano già a decine, tra Italia ed estero, ed abbiamo anche un piccolo avamposto su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=8424964562">FaceBook</A>. <br /><br />Di seguito la mission del club, in cui rivestiro' la carica di vice presidente:<br /><span style="font-style:italic;"><br /><br />Il CMI nasce con l'intento di supportare quei progetti innovativi che spesso non riescono ad affermarsi per mancate risorse finanziarie. Il CMI è un'opportunità per il piccolo capitale privato perché offre i contatti, la cultura e l'assistenza per investire e innovare.<br /><br />È molto difficile, per i progetti di piccola entità, accedere a strumenti finanziari e lo stesso dicasi per l'accesso ai circuiti del venture capital, che per loro natura non possono venire incontro ai micro imprenditori.<br /> <br />È molto difficile per i giovani affermarsi nel mondo imprenditoriale senza un adeguato supporto e senza un'adeguata conoscenza di contatti interessati ad investire.<br /> <br />È molto difficile per i piccoli investitori conoscere, approfondire e disporre in dettaglio un elevato numero di progetti innovativi dove poter collocare il proprio capitale.<br /> <br />Il CMI è un'assocazione apolitica che promuove l'incontro tra iniziative, capitale e professionalità, con un occhio di riguardo verso le nuove tecnologie, l'ICT e verso tutti i progetti innovativi.<br /> <br />Gli incontri del club, formali ed informali, offrono ai soci la possibilità di sviluppare proficue collaborazioni e, all'associazione, di promuovere e diffondere cultura imprenditoriale.<br /> <br />Il CMI vuole infatti affermarsi non solo come un punto di riferimento tra piccoli investitori e progetti innovativi, ma anche come parte attiva in un processo di diffusione della cultura di fare micro impresa offrendo gli strumenti e il supporto utili a realizzare tale scopo.<br /></span><br /><br />Link: <a href="http://www.clubmicroimprenditori.it/">Club Micro Imprenditori</A>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-63701221350745165562008-01-05T01:23:00.000+01:002008-01-05T01:43:42.553+01:00Pensieri sparsi - La società della finanzaLa società industriale, quella nata con l'omonima Rivoluzione, era la società della produzione delle merci; il marchio era solamente il segno distintivo delle merci prodotte dall'industria.<br /><br />Nella società post-industriale, il marchio è diventato, esso stesso, un bene immateriale che può formare oggetto di scambio. Merchandising e licensing sono solo due degli innumerevoli esempi possibili.<br /><br />Oggi, ci dicono, siamo nella società dell'informazione. Ma siamo anche nell'era della finanza. La società della finanza, che viene dopo quella dell'industria, ha caratteristiche ancor più complicate di quanto il riferimento ai prodotti finanziari e ai brand non possa far cogliere. Il primo, è anzitutto il distacco della funzione imprenditoriale dai singoli settori produttivi. Un tempo il grande capitale era monosettoriale: si occupava di un determinato settore dell'industria o del commercio o dei servizi; era, rispettivamente, capitale industriale, o commerciale, o bancario. Oggi, il capitale passa repentinamente da un settore all'altro. L'imprenditorialità si presenta oggi come capacità imprenditoriale allo stato puro, non più legata a determinati prodotti o mercati.<br /><br />Nella società della finanza la tecnologia industriale è sostituita dalla tecnica contrattuale: i prodotti finanziari prendono vita solo in virtu' dell'uso sapiente dei concetti giuridici. Un tempo i contratti servivano solo per far circolare le cose, ma oggi servono anche per farle. In concreto: un buon giurista d'impresa può creare valore così come Mozart creava musica ordinando le note in modo sapiente.<br /><br />Un'accorta combinazione di parole, perché i contratti sono fatti di parole, crea a questo modo ricchezza. L'antica alchimia mancò l'obiettivo di produrre dal nulla l'oro; questa nuova alchimia giuridica ci è riuscita.<br /><br />Oggi puoi trasformare un investimento in immobili in una cosa mobile, destinata al mercato dei valori mobiliari. La tecnica giuridica è potuta giungere a tanto: è bastato invetare un titolo che consentisse l'incorporazione in un documento la qualità di associato in partecipazione ad una impresa immobiliare.<br /><br />I prodotti finanziari non sono prodotti metaforici: per contratto si possono creare veri e propri beni, ad esempio gli immobili in multiproprietà. Si è cosi' creato un nuovo bene; che non è prodotto dell'industria, ma della fantasia finanziaria: ed è una bene a quattro dimensioni, che non ha confini solo nello spazio, ma anche nel tempo.<br /><br />Il futuro, ha un cuore antico; e già circa cento anni fa <span style="font-weight:bold;">McLeod</span> scriveva: <span style="font-style:italic;">"se mi venisse chiesto quale scoperta abbia più profondamente influenzato le fortune dell'umanità, si potrebbe probabilmente dichiarare: la scoperta che il debito è una merce vendibile".</span> Pensate ai titoli del debito pubblico, che in Italia raggiungono un importo superiore al valore del PIL.<br /><br />E l'aumento dello stesso prodotto interno lordo di una Nazione non è più una variabile dipendente dall'aumento della produzione industriale. Cito <span style="font-weight:bold;">Alan Greenspan</span>: <span style="font-style:italic;">"l'aumento dei componenti non fisici del PIL; vale a dire quello che riflette il progresso della cultura e delle idee, è in grado di spiegare a questo punto la maggior part dell'incremento del prodotto interno degli USA e presumibilmente di tutti i Paesi industrializzati".<br /></span><br /><br /><br />[Continua...]Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-67118811471327771062007-12-30T02:22:00.000+01:002007-12-30T02:25:27.780+01:00Bloggare bene<span style="font-style:italic;">"Il Consiglio Zero - Il tipico bloggatore di bassa qualità inonda Internet di cose facili da scrivere. Sulla rete, le cose più belle sono quelle facili da leggere. Ricordarsene assicura il successo."</span><br /><br />Lucio Bragagnolo<br /><br /><a href="http://www.macworld.it/showPage.php?template=approfondimento&id=262&pagina=3">http://www.macworld.it/approfondimento&id=262&pagina=3</a>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-89426757698996586742007-12-22T16:29:00.000+01:002007-12-22T16:35:19.059+01:00YouTube - La storia<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/R20urVHmbYI/AAAAAAAAAC8/HKOBu3vbbWI/s1600-h/Picture+1.jpg"><img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/R20urVHmbYI/AAAAAAAAAC8/HKOBu3vbbWI/s400/Picture+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146821271092620674" /></a><br /><span style="font-weight:bold;">YouTube</span> è un sito che consente agli utenti l'upload dei propri video e, da questo, la possiblità di condividerli con chiunque abbia accesso alla Rete.<br /><br />La sua nascita risale al febbraio del 2005, i suoi padri fondatori furono tre ex dipendenti di PayPal: <span style="font-weight:bold;">Chad Hurley</span> (in veste di amministratore delegato), <span style="font-weight:bold;">Steve Chen</span> (responsabile tecnico) e <span style="font-weight:bold;">Jawed Karim</span> (con il ruolo di consigliere). I tre volenterosi ragazzi, per realizzare la loro idea hanno fatto leva sui finanziamenti forniti loro dal fondo Sequoia, una società di investimenti specializzata nel venture capital di iniziative legate al mondo del web. Si tratta dello stesso fondo che, nel 1998, ha fornito a Larry Page e Sergey Brin i fondi iniziali per dar vita al loro mostro sacro: Google. L'investimento che fu previsto per questa iniziativa web è stato pari a <span style="font-weight:bold;">11,5 milioni di dollari</span>.<br /><br />Chad Hurley è nato a Birdsboro, in Pennsylvania e si è diplomato nel 1995 alla Twin Valley High School di Elverson; in seguito ha conseguito una laurea in arte presso l'Indiana University. Il suo impiego più recente prima di divenire famoso è stato presso la divisione PayPal di eBay, dove è stato artefice del noto logotipo. Una volta iniziata l'avventura di YouTube, Hurley ha preso in carico l'aspetto dell'interfaccia grafica, spingendo per l'uso dei tag associati ai video.<br /><br />Steve Chen è nato e cresciuto in Taiwan fino all'età di 15 anni, quando la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti. Ha frequentato, dapprima la John Hersey High School e in seguito ha proseguito gli studi in matematica e scienze presso l'università dell'Illinois. Come Hurley, è stato uno dei primi dipendenti di PayPal.<br /><br />Nel giugno del 2006, i due sono stati annoverati tra le 50 persone più influenti dell'anno dalla prestigiosa rivista Business 2.0.<br /><br />Jawed Karim è nato da madre tedesco-orientale e padre del Bangladesh, cresciuto in Germania e trasferitosi poi in Minnesota. Dopo aver partecipato alla nascita la società, ha preferito tornare studiare anziché sviluppare il servizio di condivisione dei video online. Lasciando così ai co-fondatori, Chad Hurley e Steve Chen, la maggior parte degli oneri e degli onori. <br /><br />Per Karim, la cessione di YouTube è stato già il secondo colpo di fortuna. Alla fine del 2002, infatti, il leader delle aste su Internet eBay, aveva rilevato da lui PayPal, il sistema di pagamento elettronico che oggi ha conquistato il 50% degli utenti della casa d'aste e che è sempre più diffuso anche nel nostro Paese. La cessione di PayPal gli fruttò alcuni milioni di dollari che decise di investire subito con Hurley e Chen in un'ulteriore iniziativa imprenditoriale web-oriented. Dopo numerosi brainstorming, Karim ebbe l'idea di realizzare un sito dedito al video-sharing di contenuti prodotti dagli utenti stessi del portale. Tuttavia rifiutò qualunque ruolo operativo nella nuova iniziativa, limitandosi ad avere il ruolo di azionista di minoranza e di consigliere informale. Mentre YouTube giungeva sempre più spesso agli onori della cronaca, il giovane creativo ha deciso di intraprendere la strada del "back to school", iscrivendosi ad un Master in informatica presso la Stanford University. <br /><br />I tre azionisti di riferimento sono usciti dalla struttura societaria (restandone però dipendenti) il 10 ottobre 2006, quando <span style="font-weight:bold;">Google</span> annunciò di aver concluso l'acquisizione del portale video per la colossale cifra di <span style="font-weight:bold;">1,65 miliardi di dollari</span>. Mentre alcuni, con una vena sarcastica commenteranno che "dopo 6 anni dallo scoppio della bolla.com i miracoli accadono ancora", Hurley e Chen manderanno online un video che li ritrae euforici durante l'annuncio della colossale vendita, con tanto di ringraziamento alla platea di utenti. Somma soddisfazione anche per il fondo Sequoia che esce dall'affaire con una plusvalenza di oltre 480 milioni di dollari, in meno di due anni. Ricordando che Sequoia ha iniettato nell'impresa appena 11,5 milioni di dollari, capiamo come questa operazione si configura come una delle più grandi creazioni di valore nel mondo delle startup degli ultimi 5 anni. Al momento dell'acquisizione di YouTube da parte di Google, la società aveva appena 67 dipendenti. Dopo l'acquisizione, i vertici di Mountain View hanno dichiarato che nessuno dei dipendenti sarà licenziato e che il marchio resterà invariato.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-43485009953683781532007-12-17T02:51:00.000+01:002007-12-19T21:41:06.805+01:00UniversitimeNo, non mi sono ancora laureato. E tra i corridoi e le aule universitarie ci sto passando praticamente tempo zero. Domani però mi tocca andarci, ma non nella "mia" <span style="font-weight:bold;">Bicocca</span>. Verso sera ho ricevuto conferma che domani sarò ospite in <span style="font-weight:bold;">Bocconi</span> per raccontare agli studenti di economia come fare business on line nell'attuale contesto.<br /><br />Cavallo di Troia per passare tra i leoni di via Sarfatti è la case history di <a href="http://www.buydifferent.it">Buy Different</a> che, personalmente, è stato il miglior successo di questo 2007 che sta per finire.<br /><br />Vediamo cosa ne esce fuori... :)Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-22633733349430745312007-12-16T02:17:00.000+01:002007-12-18T02:20:04.652+01:00Il filosofo del web 2.0Un commento di <a href="http://marcofreccero.blogspot.com/">Marco</a> ad un post di <a href="http://donnaduepuntozero.blogspot.com/2007/11/il-web-come-piattaforma-delle-nostre.html">Paola</a>, che mi era sfuggito:<br /><br /><span style="font-style:italic;">"Osservazione banale: il valore del Web non è solo nei numeri: queste sono categorie che vanno bene per la televisione, e per chi immagina il Web come una televisione con un'infinità di canali. Se si ragiona così si resta alla superficie. <br />La novità mi pare risieda in questo: più opportunità per un maggiore numero di persone. E queste opportunità si creano grazie ad un sapere ed una conoscenza più accessibili. <br />Il problema: al momento nessuna realtà è capace di "certificare" il valore di queste persone che assieme crescono, producono, aiutano e condividono. Si preferisce etichettare il Web 2.0 sotto il termine di "rumore molesto". <br />In realtà, il "rumore molesto" è l'individuo: a volte inconcludente, più spesso con un forte desiderio di partecipare ed imparare, di conoscere le fonti, di verificare, di confrontare più punti di vista. In fondo comprendo il disorientamento di molte persone riguardo il Web 2.0..."</span>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-81247856228992020842007-11-16T00:44:00.000+01:002007-11-16T00:47:02.226+01:00I blogger e la stampa mainstreamCome avrete già letto, la connotazione dell'incontro con Chris Anderson organizzato dalla "The Ruling Companies" era la presenza (e gli ampi interventi) di una ventina di blogger nostrani.<br /><br />Esce su <span style="font-weight:bold;">repubblica.it</span>, con la firma di Massimo Russo, <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/web-long-tail/web-long-tail/web-long-tail.html">un articolo sull'evento di ieri</a>. <br /><br />Dei blogger neanche una minima menzione. Sarà soltanto un caso?Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-52249563955580092372007-11-14T17:23:00.000+01:002007-11-15T22:48:40.230+01:00Incontro con Chris Anderson - update<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RzthO0aw4xI/AAAAAAAAACs/AXBA1DnysxI/s1600-h/Picture+2.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RzthO0aw4xI/AAAAAAAAACs/AXBA1DnysxI/s400/Picture+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132803107535774482" /></a><br /><br /><span style="font-weight:bold;">Gianpaolo Fabris</span> introduce Anderson: il libro La Lunga Coda sta avendo un grandissimo successo in Cina.<br /><br />Chris:<span style="font-style:italic;">"Il vino è un'attivita' di business di nicchia. In essa vi è una discriminazione a livello di palato che implica prezzi diversi. L'italia è stato il paese da sempre basato sulle PMI, che da tempo hanno capito il valore della diversificazione. Ed è come se tornassi a casa. Internet ha consentito al mondo di condividere molti dei vostri valori."</span><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RztkEkaw4yI/AAAAAAAAAC0/Yy7V0i8dIt0/s1600-h/Picture+3.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RztkEkaw4yI/AAAAAAAAAC0/Yy7V0i8dIt0/s400/Picture+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132806229976998690" /></a><br /><br />1935 - Con l'avvento dei mass media ci fu una sorta di New Economy, Prima c'era un unico mass media era la Chiesa con un solo libro. La radio poi ti consentiva di raggiungere un infinito numero di persone con un costo marginale pari zero per ogni spettatore addizionale. Visto che l'aspetto economico della radio (e negli anni '50 della tv), era orientato verso la massa, per spalmare i costi su un grande pubblico, siamo arrivati alla cultura di massa, per soddisfare un numero elevato di persone. I gusti si incrociano su cose bananli, come le sit com di basso livello, star, celebrita'.<br /><br />Hollywood ha avuto il suo picco dopo la seconda Guerra Mondiale: dopo c'è stata la TV, il VCR, il DVD e Internet. La scelta è diventata una forza di frammentazione. Prima ci si basava su una morfologia campanulare gaussiana e i dipartimenti marketing si chiedevano: che cosa vuole il consumatore medio? Le grandi industrie usavano la gaussiana, a volte deviavano un po' dal centro, ma non era la curva giusta. La <span style="font-weight:bold;">curva di Pareto</span> è quella corretta. Pareto, a fine Ottocento scopri' che l'80% della terra era detenuta dal 20% della popolazione. La ricchezza era dunque distribuita in modo iniquo. E questo ha dato molte argomentazioni e impulsi al Comunismo, che mirava a redistribuire la ricchezza e dunque il potere.<br /><br />Oggi c'è un cambiamento culturale che va anche fuori da Internet: si va verso le nicchie. I consumatori stanno diventando piu' ricchi e piu' informati: sviluppano un gusto piu' discriminante. Abbiamo ormai il just-in-time. Negli ultimi 10 anni sono raddoppiati i prodotti disponibili sugli scaffali del supermarket.<br /><br />Considerazioni sul <span style="font-weight:bold;">business del tursimo</span>: l'effetto delle compagnie low-cost. Ryan Air ha capito che c'è un vantaggio economico a mandare i turisti nelle piccole destinazioni. Le top 10 destinazion erano al 77% nel 2001, nel 2005 erano al 71%. Shift della domanda. Perchè? Due ragioni: riduzione del costo dei trasporti e maggiore informazione in mano ai consumatori grazie a internet.<br /><br />Live bloggin in inglese di Francesco Federico: <a href="http://frandrake.com/">http://frandrake.com/</a><br /><br />Live bloggin' in italiano a cura di Davide Turi:<br /><a href="http://www.manualepraticodtt.it/wp/?p=238#more-238">http://www.manualepraticodtt.it/wp/?p=238#more-238</a><br /><br />Altri punti di vista:<br /><br /><a href="http://www.pasteris.it/blog/2007/11/15/il-giovi’s-camp-ovvero-il-bello-della-blogosfera-alla-cena-lunga/">Vittorio Pasteris</a><br /><br /><a href="http://piublog.splinder.com/post/14706845">Più Blog</a><br /><br /><a href="http://funkyprofessor.blogspot.com/">Marco Zamperini</a><br /><br /><br />Update: <br /><br />• il <a href="http://www.ilmac.net/notizie/visualizza.php?id=5620">reportage</a> su ilMac.net<br /><br />• le <a href="http://www.flickr.com/photos/gioxxswall/sets/72157603193200856/">foto della cena</a> organizzata dai bloggers presenti con facebook e che ha raccolto quasi cento adesioniAlessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-84352707195915749482007-11-14T14:08:00.000+01:002007-11-14T14:12:52.074+01:00Chris Anderson a MilanoOggi sarò onorato ospite all'incontro con <span style="font-weight:bold;">Chris Anderson</span>, editor di Wired, nonché celeberrimo autore del libro "The Long Tail". Cisco farà da mecenate e offrirà connessione wireless a tutti nella sala riunioni dell'Hotel Four Seasons. Di certo preparo' un dettagliato resoconto per <span style="font-weight:bold;">ilMac.net</span>, e molto probabilmente farò del live blogging.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-55361951688868849522007-10-28T00:17:00.001+02:002007-10-28T00:18:16.825+02:00Il viaggio e l'impresaGli utili distribuiti sono i kilometri percorsi, che ti sei lasciato alle spalle. <br />Gli utili reinvestiti sono la benzina che bruci per andare più lontano.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-2028493749518335932007-10-26T02:53:00.000+02:002007-10-26T14:17:20.361+02:00The Long TailIl 14 novembre sarò ospite di una tavola rotonda alla quale prenderà parte <span style="font-weight:bold;">Chris Anderson</span>, ideatore del concetto di "<span style="font-weight:bold;">Long Tail</span>". L'omonimo libro, nel 2006 ha avuto enorme risonanza a partire dalla California e dal mondo della Rete, ha poi richiamato l'attenzione anche del mondo dei prodotti di consumo e dei mercati di massa. Editor-in-chief dal 2001 di Wired, la prestigiosa rivista di San Francisco, Anderson ha in precedenza lavorato anche per l'Economist.<br /><br />Ma cosa è questa coda lunga? Citando Wikipedia:<br /><br /><span style="font-style:italic;">“L’espressione coda lunga, in inglese The Long Tail, è stata coniataper descrivere alcuni modelli economici e commerciali. Il termine è anche utilizzato comunemente nelle scienze statistiche per definire modelli di distribuzione della ricchezza o di usi lessicali. In queste distribuzioni, una popolazione ad alta frequenza o ampiezza è seguita da una popolazione a bassa frequenza o ampiezza, che diminuisce gradatamente (tail off).<br /><br />In molti casi, gli eventi poco frequenti o di bassa ampiezza possono cumulativamente superare in numero o in importanza la porzione iniziale della curva, di modo che presi tutti insieme rappresentano la maggioranza. Anderson sostiene che i prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di vendita possono collettivamente occupare una quota di mercato equivalente o superiore a quella dei pochi bestseller, se il punto vendita o il canale di distribuzione sono abbastanza grandi.“</span><br /><br /><br />Fantastico. Le implicazioni di tutto ciò sono pazzesche. I risvolti pragmatici per il web marketing, davvero notevoli. Tanto che il numero di imprese che vogliono adattare i loro business model a questa concetto rivoluzionario, si stanno moltiplicando.<br /><br /><img src="http://www.marcoziero.it/wp-content/uploads/2007/10/250px-Long_tail.svg.png"><br /><br />E del rapporto tra Long Tail e impatto sul web ne parla molto bene <span style="font-weight:bold;">Marco Ziero</span> con un <a href="http://www.marcoziero.it/webmarketing/long-tail/">bellissimo post a tema</a>, che vi consiglio non di leggere ma di studiare.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-70899396342144233012007-10-22T01:49:00.000+02:002007-10-22T01:50:21.068+02:00Diva dixit<span style="font-style:italic;">"Il caso ha sempre i suoi assi nella manica".</span><br /><br /><a href="http://semprediva.blog.excite.it/"><br />http://semprediva.blog.excite.it/</a>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-17556557643230724962007-10-21T00:56:00.000+02:002007-10-26T16:03:57.516+02:00Creare una start-up di successo con AdWords e 500 euroLa case history di <a href="http://www.BuyDifferent.it">BuyDifferent.it</a>, a questo giro sulle pagine del <span style="font-weight:bold;">Marketing Journal</span>, il portale web del "Club del Marketing e della comunicazione", la più grande community italiana che raccoglie manager e professionisti operanti nel mondo della comunicazione e del marketing sia tradizionale che d'avanguardia.<br /><a href="http://www.marketingjournal.it/archivio/Creare%20una%20start-up%20di%20successo%20con%20AdWords%20e%20500%20euro.htm"><br />http://www.marketingjournal.it/pages/news_2A.html</a>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-7063503900792209892007-10-20T17:55:00.000+02:002007-10-25T15:27:14.030+02:00MKTG RulesGeniale trovata del Professor Silvio Brondoni, ordinario di marketing in <a href="http://www.unimib.it">Bicocca</a>, per promuovere il corso di laurea specialistica in advanced marketing. Questa parodia dei paradigmi del marketing e della comunicazione non è nuova, infatti da tempo gira via e-mail. Ma al prof Brondoni il merito di aver fatto realizzare questo simpatico video che lo rende praticamente il primo in Italia ad aver promosso un corso di laurea con un video su You Tube.<br /><br /><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xDZeVP3oOTc&rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xDZeVP3oOTc&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-81828277162013394652007-10-16T13:01:00.000+02:002007-10-16T13:02:53.596+02:00Web 2.0: impatti sociali e opportunità per le impreseL'articolo completo, fresco di pubblicazione, su ilMac.net:<br /><br /><a href="http://www.ilmac.net/notizie/visualizza.php?id=5543">http://www.ilmac.net/notizie/visualizza.php?id=5543</a>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-5998400030924859942007-10-13T01:24:00.000+02:002007-10-13T01:48:23.158+02:00Incontro Ruling Companies<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RxAC11M-1kI/AAAAAAAAACU/ONOVv7X60Hc/s1600-h/Picture+1_80.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RxAC11M-1kI/AAAAAAAAACU/ONOVv7X60Hc/s400/Picture+1_80.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120595900158105154" /></a><br />Ieri sono stato ospite dell'incontro organizzato da "<b>The Ruling Companies Association</b>", titolo "<i>Web 2.0 e il mondo a banda larga: impatti sociali e opportunità per le imprese</i>". L'incontro si è tenuto nella prestigiosa location dell'hotel Four Seasons di Milano, zona Montenapoleone.<br /><br />Guest speakers d'eccezione erano: <b>Francesco Caio</b> di Lehman Brothers, <b>Luca de Biase</b> di Nova-Il Sole 24 Ore, <b>Stefano Venturi</b> CEO di Cisco Italia e <b>Valerio Zingarelli</b> di Babelgum. Non da meno, tra i discussant,<b> Enzo Biagini</b> patron di Apple Italia, <b>Carnevale Maffè</b>, docente Bocconi, il <b>professor Decina</b> del Polimi, Mario Mariani, numero uno di Tiscali e <b>Layla Pavone</b> di IAB Europe.<br /><br />Interventi tutti interessanti e di qualità; si è parlato di IPTV, di banda larga e di evoluzione di Internet, dal web 1.0 fino a un fantomatico web 5.0, con relativi impatti sociologici ed economici. Abbiamo focalizzato il ruolo e le differenze che l'e-adv porta in sè rispetto adv tradizionale. Si è parlato di molto altro ancora, ma per i dettagli rimando all'articolo che lunedì pubblicherò su <a href="http://www.ilmac.net">ilMac.net</a><br /><br />Personalmente, ho dato il mio modesto contributo, focalizzando il dibattito sull'aspetto finanziario e sulla potenziale bolla speculativa che il web 2.0 potrebbe far nascere. Il tutto è partito da considerazioni su <a href="http://netsourcer.blogspot.com/2007/09/facebolla.html">questa notizia</a>.<br /><br />Qui un <a href="http://www.simplebuy.it/interventi_rulco_12ott.mp3">breve estratto</a> del dibattito.<br><br>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-8989301661429195722007-10-09T23:30:00.000+02:002007-10-19T01:04:52.907+02:00Su Think Marketing di questa settimana<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RwvzL1M-1hI/AAAAAAAAAB8/4GVuFnR9Kos/s1600-h/logo_TM.gif"><img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_S4W8ffLkLxQ/RwvzL1M-1hI/AAAAAAAAAB8/4GVuFnR9Kos/s400/logo_TM.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119452786022340114" /></a><br><br><br><br><br> Un grazie alla redazione di <span style="font-weight:bold;">Think Marketing</span> che mi ha ospitato per parlare insieme della case history <a href="http://BuyDifferent.it">BuyDifferent.it</a>, un sito di e-commerce low cost sotto tutti i punti di vista... :)<br /><br />Se volete leggere l'intervista, il link è questo: <a href="http://www.thinkmarketing.it/interviste/Alessandro%20Palmisano%20-%20BuyDifferent.it.htm">www.thinkmarketing.it/interviste/BuyDifferent</a>Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-17352294890071382282007-09-27T00:12:00.000+02:002007-09-27T00:56:43.371+02:00L'anno nuovo comincia a settembre<img src="http://img178.imageshack.us/img178/1870/picture1kn9.jpg" align="right">Qui a Milano l'autunno, quello vero, è cominciato ieri. Nell'arco di 24 ore, la gente è passata dalle maniche corte alla giacchetta di pelle. Gli ombrelli che si aprono all'uscita della metro, le auto che spruzzano la gente che attraversa la strada.Mi trovo con <a href="http://www.skebby.it/skebby2.php">Davide</a> per un aperitivo dalle parti di <a href="http://www.macatwork.net">Mac@Work</a>, e il locale ha il WiFi, 3 MacBook, una manciata di PC e qualche neolaureato in festa. <br /><br />Lui prende il suo treno verso Como e io con l'ombrello in mano mi ricordo di quanto sia comodo l'auricolare Bluetooth se ci sono news da <a href="http://www.bps-srl.it">Busto</a>. Tante sono le cose da fare. Senza scordare che da lunedi devo ricordarmi di andare in Università ogni tanto, qualcuno che mi fa perdere tempo con un happy hour inconcludente o con delle e-mail idiote, c'è sempre. Il libro in fieri con <a href="http://marcofreccero.blogspot.com">Marco</a>, nel limbo; "troppo avanti", il mercato non è ancora maturo per recepirlo. Ma noi non vogliamo farne un manuale tecnico per accontentare gli editori.<br /><br />Settembre, più che gennaio, tempo di bilanci. Fuori l'acqua che va giù a catinelle, dentro io che penso come negli ultimi due anni, rispondere alla domanda <span style="font-style:italic;">"che cosa fai nella vita?" </span>sia diventato un vero problema. Mentre scrivo queste righe, mi saluta <a href="http://www.semplitech.it">Andrea</a> in trasferta ad Avellino; la sua start-up merita, così come lui si merita i migliori auguri. La mia moleskine, di dati, date e parole, piena. Tra una cosa e l'altra, c'è stata anche una mia breve avventura in <a href="http://www.deloitte.it">Deloitte</a>... (privacy :)<br /><br /><br />Tutto scorre, le idee sono tante, il tempo non basta mai.Alessandronoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-18623457.post-42812913794537007732007-09-26T23:07:00.000+02:002007-10-13T01:42:32.357+02:00FacebollaLa segnalo, perché probabilmente sarà ricordata tra dieci anni come oggi ricordiamo la maxifusione da 350 miliardi di dollari, AOL-Time Warner, preludio dello scoppio della bolla.com, sette anni e mezzo fa.<br /><br /><span style="font-style:italic;">Microsoft, pare stia prendendo in seria considerazione l'acquisto di una partecipazione del 5% in Facebook per 500 milioni $, un social network, al quale il gigante di Redmond attribuisce cosi' un valore totale di 10 billion dollars.<br /></span><br /><br /><span style="font-weight:bold;">Due conti al volo. </span>Facebook puo' attualmente contare su un traffico mensile pari a circa 60 miliardi di pagine viste. Cifra ragguardevole, ma guardiamo ai ricavi che genera. Per l'intero 2007, il fatturato dovrebbe essere attorno ai 100 milioni di dollari. In pratica si sta andando a pagare un sito web 2.0 la bellezza di <span style="font-weight:bold;">cento volte il fatturato</span>. <br /><br />A titolo di paragone, eBay, quotata al Nasdaq ha un rapporto tra la capitalizzazione di mercato e i ricavi annui inferiore e a 9, mentre per Amazon questo parametro è appena pari a 3,5.<br /><br />Ho ancora nell'orecchio il rumore delle mille bolle blu del Nasdaq che esplodono.Alessandronoreply@blogger.com