<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741</id><updated>2009-11-09T19:00:32.892-08:00</updated><title type='text'>Il Reaganiano</title><subtitle type='html'>circoloreagan@yahoo.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-2776757095006798561</id><published>2008-01-03T14:35:00.000-08:00</published><updated>2008-01-03T14:51:12.700-08:00</updated><title type='text'>2008: l'anno della svolta.</title><content type='html'>L'anno appena cominciato vede un forte riordino del panorma politico nazionale. Nuovi partiti sono all'orizzonte, formazioni di massa che, guidate dagli uomini forti dei sondaggi, sono intezionate ad istituire un bipartitismo de facto. Noi liberali abbiamo sempre sofferto la presenza dei partiti di massa nello scacchiere politico ma abbiamo un enorme patrimonio storico culturale da difendere e mettere al servizio del domani. Il Circolo Reagan, da sempre aggregatore di idee liberali, vede con enorme auspicio l'iniziative di giovani liberali e repubblicani intenzionati a creareun soggetto unitario per tutti quei ragazzi che si riconoscono negli ideali della liberldemocrazia. E' per questo motivo che annunciamo con una campagna di adesioni che si potrarrà fino al prossimo febbraio, fino cioè al congresso costitutivo del casa dei giovani liberali, un porto sicuro per coloro che orgogliosi della proprià identità vogliono intraprendere con noi un cammino di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-2776757095006798561?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/2776757095006798561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=2776757095006798561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2776757095006798561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2776757095006798561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2008/01/2008-lanno-della-svolta.html' title='2008: l&apos;anno della svolta.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-8622934183743806520</id><published>2007-12-10T05:47:00.000-08:00</published><updated>2007-12-12T06:53:18.902-08:00</updated><title type='text'>Il nostro tempo.</title><content type='html'>La cultura liberal democratica è dal 1922 minoranza nel paese. Proprio l'anno dell'avvento del fascismo segna per noi liberali l'inizio della fine nel sentire comune dell'elettorato. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Nè&lt;/span&gt; i gloriosi partitini della prima repubblica &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;nè&lt;/span&gt;, ahimè, Forza Italia sono riusciti nell'intento di incidere nel solco che fu di Cavour e Croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La repubblica vede quindi l'assoluta predominanza di culture socialiste e cristiano-sociali, le quali, unite da una particolare attenzione verso il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;welfare&lt;/span&gt; non riescono altrettanto &lt;span style="color:#333333;"&gt;efficacemente&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffff00;"&gt; &lt;/span&gt;a dotare l'I&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;talia&lt;/span&gt; di quegli strumenti decisionali propri di una cultura di tipo liberale. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, l'Italia è sì un paese con un'alta qualità della vita ma è un paese che sta invecchiando e non progetta il proprio futuro da decenni, l'iniziativa privata viene ostacolata dal gigante pubblico e le menti &lt;span style="color:#333333;"&gt;eccellenti &lt;/span&gt;spesso emigrano verso lidi più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;remunerativi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La posizione delle forze liberal-democratiche deve, a mio avviso, recepire sia quei disagi provenienti dall'impresa, che vede &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;perdere&lt;/span&gt; competitività di anno in anno, sia quelli dei lavoratori, che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;vedono&lt;/span&gt; assottigliarsi contemporaneamente il loro potere d'acquisto. Un contenitore che sappia esprimere soluzioni a questi problemi così fondamentali ed urgenti non può prescindere dal guardare senza preconcetti a tutti i protagonisti della scena nazionale, il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;consociativismo&lt;/span&gt; con i sindacati o con Confindustria non è nella nostra cultura, il potere politico &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;dev&lt;/span&gt;'essere autorevole ed indipendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo non si può che essere d'accordo con molte delle analisi di Viale della Astronomia, pur senza confondere i ruoli istituzionali, l'impresa oggi pare essere l'attore più interessato alle istanze liberali proprio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;perchè&lt;/span&gt; obbligato dalla globalizzazione ad una crescente competizione sulla qualità e sul progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una politica senza progetto, autocratica e scollata della realtà appare incompatibile con le istanze del paese, come lo appaiono le vecchie ricette della grandi famiglie maggioritarie &lt;span id="google-navclient-hilite"  style="color:#333333;"&gt;unite&lt;/span&gt; in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;una&lt;/span&gt; disperata lotta per la propria sopravvivenza politica. In conclusione, sento l'orgoglio e la responsabilità di rivendicare per noi liberali quel ruolo che ci ha sempre riconosciuto la storia, quello di guida innovativa ed autorevole di ogni popolo proiettato al domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-8622934183743806520?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/8622934183743806520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=8622934183743806520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8622934183743806520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8622934183743806520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/12/la-cultura-liberal-democratica-dal-1922.html' title='Il nostro tempo.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-2217722862761520435</id><published>2007-11-27T05:55:00.000-08:00</published><updated>2007-11-27T05:58:33.967-08:00</updated><title type='text'>La situazione di Adriano Celentano non è buona.</title><content type='html'>Celentano torna in televisione con un programma come al solito da lui genialmente ideato e felicemente trasmesso dalla Rai. Ma se Celentano non fosse stato Celentano, il programma che ho visto ieri sera sarebbe stato passivo, penoso e noioso per tutti… e in un certo senso lo è stato, ma c’era Celentano a condurlo… e quest’uomo come tutti sappiamo esercita un certo fascino su molte persone, e anche coloro che non lo possono soffrire, non possono fare a meno di vederlo e di sentirlo, visto che si ha modo di vederlo o di sentirlo una volta ogni 2-3 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caro Adriano è una persona che stimo, un uomo intelligente e in un certo senso un genio… l’unico uomo che con un programma riesce a farsi seguire da tutt’ Italia.&lt;br /&gt;Di certo una voce particolare, originale, a volte sensuale… una voce che gli si addice, cosi come il suo modo di fare… serio, ironico, duro o dolce.&lt;br /&gt;Non so dirvi come Adriano da semplice cantante di classiche canzoni italiane sia diventato un cosi grosso pezzo per la società... a difesa e contro di questa brutta società che tutti critichiamo e nessuno cambia (o può cambiare).&lt;br /&gt;Certo è, che Adriano ha un potere che non può gestire, lui stesso sosteneva che durante "Rock Politik" aveva paura del suo potere… ed è abbastanza capibile, visto che quando ti rendi conto che le tue parole incidono su tutto il Paese e fuori, ti senti un po’ troppo responsabile, iperteso, ecc.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, l’apparizione di Adriano una volta ogni 3 anni c’è, come ieri sera, e in questa dice la sua, ma solo perché lui ha la facoltà di farlo, come Beppe Grillo del resto.&lt;br /&gt;Ha toccato degli argomenti di attualità, ha chiamato qualche ospite importante (o meglio che a lui piace), ha cantato qualche nuova canzone ed infine ha congedato tutti lanciando un messaggio agli Ultràs di tutt’Italia e all’indimenticabile Silvio. Nonostante, penso, non si possa giudicare negativamente le belle parole che ha detto, ho trovato un Adriano ormai stanco di svolgere un ruolo che non è il suo, e di conseguenza giudico il programma un Flop, nonostante gli ascolti che avrà sicuramente incassato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carina l’idea: un piccolo studio, niente pubblico, un titolo particolare, tutti attori… tutta questa specie di falsa diretta… ma il risultato, almeno a mio parere, non è dei migliori.&lt;br /&gt;Infine, le contraddizioni che Celentano riesce a farsi sono spettacolari: alla domanda di Fazio "come mai niente pubblico?" Celentano risponde saggiamente: "odio quei programmi col pubblico finto.. non sono sinceri.. io amo il pubblico vero, che applaude sinceramente.." Parole con le quali mi trovo pienamente d’accordo, ma se poi va in diretta in uno studio dove tutti recitano da copione (digitale per Celentano, bello evidente grazie agli errori della regia) che senso ha? Se non è pubblico finto quello…&lt;br /&gt;Un altra considerazione che vorrei fare è il titolo: "la situazione di mia sorella non è buona".&lt;br /&gt;Un titolo che di certo attira l’attenzione (come penso sia volut). Che fra l’altro è anche il titolo (almeno credo) della canzone con cui Celentano ha praticamente aperto il programma, nella quale, viene intervistato da Fabioz (il nome con cui ha ribattezzato Fabio Fazio), che lo ferma quando canta: "la situazione del mio lavandino non è buona". Ora, è sicuramente interessante spiegare questa metafora, ma penso lo sarebbe stata ancora di più se fosse stato descritto il titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, concludo dicendo che Adriano Celentano deve smetterla di cercare ruoli che non gli appartengono, e al contrario deve provare a sentirsi un po’ più come gli altri e continuare a cantare la sua canzone… perché adesso, la situazione di Adriano Cementano, non è buona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Fogolin&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-2217722862761520435?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/2217722862761520435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=2217722862761520435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2217722862761520435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2217722862761520435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/11/la-situazione-di-adriano-celentano-non.html' title='La situazione di Adriano Celentano non è buona.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-4202335798034977218</id><published>2007-10-20T16:23:00.000-07:00</published><updated>2007-10-20T17:17:14.524-07:00</updated><title type='text'>Blog che paura.</title><content type='html'>Nel nostro paese potrebbe accadere un fatto di una gravità inaudita, la censura della Rete. Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha elaborato un disegno di legge approvato all'unanimità in Consiglio dei ministri il 12 ottobre il quale prevede che chiunque abbia un sito o un blog debba registrarlo al ROC, registro dipendente dall’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche per chi scrive senza fini di lucro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iter proposto da Levi limiterebbe l’accesso alla Rete, il ddl Levi-Prodi, se tramutato in legge, obbligherà chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe, i rimanenti, per la legge Levi-Prodi, risponderebbero in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. Il disegno dovrà ora essere approvato dal Parlamento, una legge che cancellerebbe dai server italiani tante voci libere come la nostra e obbligherebbe chi in Italia vuole rimanere a costose procedure e lungaggini di ogni tipo, oltre alla schedatura governativa. In italia non ci si stupisce mai di nulla, ma questo ddl ha una logica aberrante, quella del controllo sull'unico spazio di libera informazione, un controllo che fortunatamente non potrà avvenire da parte di un singolo governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disegno di legge, rivela ancora una volta l'anima illiberale di questa classe politica al governo, la pochezza dei suoi dirigenti scagliatisi, guarda caso dopo il fenomeno Grillo, contro l'informazione indipendente dei blog. Per questo faccio un appello a tutti i ministri e parlamentari di animo liberale, per affondare questa legge e chiedo, come blogger e liberale, le dimissioni immediate dell'autore al quale è legato il ddl, Ricardo Franco Levi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-4202335798034977218?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/4202335798034977218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=4202335798034977218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/4202335798034977218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/4202335798034977218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/blog-che-paura.html' title='Blog che paura.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-2125081857551789626</id><published>2007-10-13T15:46:00.000-07:00</published><updated>2007-10-13T15:50:34.227-07:00</updated><title type='text'>Liberali di lotta e di governo.</title><content type='html'>Pubblichiamo oggi un articolo apparso su NeoLib, portale liberale con il quale è attiva una stretta ed amichevole collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ludwig Von Mises scrisse che “i governi diventano liberali solo quando vi sono costretti dai cittadini”. Purtroppo oggi in Italia la società civile preferisce organizzarsi per mungere la vacca dello Stato: sindacati, Confindustria, lobby bancarie e quant’altro, non mirano tanto a costringere lo Stato a restituire maggiori libertà ai cittadini, al mercato, alle imprese, quanto piuttosto ad ottenere privilegi, favori, esenzioni o soldi, il tutto a danno del cittadino non sindacalizzato, dell’impresa che non riceve sussidi, del consumatore, del contribuente.&lt;br /&gt;Siamo arrivati ad una situazione per cui i normali cittadini pagano allo Stato tra il 60 ed il 70% di quello che guadagnano, ma non se ne rendono conto. E gli va bene così. E i sindacati non combattono perché ai lavoratori venga sottratta una quota inferiore del loro reddito: non possono farlo, perché con quei soldi lo Stato deve pagare gli stipendi dei milioni di statali e dei milioni di pensionati, che guarda caso sono proprio il nucleo principale dei loro iscritti!&lt;br /&gt;Alla Confindustria e al sistema imprenditoriale, nell’impossibilità di fronteggiare governo e sindacato che continuano a chiedere “più Stato”, non resta che creare delle sacche di privilegio, di protezione, per eludere il fisco e per riappropriarsi con le sovvenzioni di una parte dei soldi che ha dovuto versare con le tasse. Questo però lo riescono a fare solo le imprese più grandi, la grande industria ed il sistema bancario, che riescono ad avere contatti diretti con il governo e ad influire sulle sue scelte politiche.A farne le spese è la libertà, la nostra libertà.&lt;br /&gt;La difficoltà che il precedente governo ha avuto nel diminuire l’imposizione fiscale ed il fatto che in una legislatura che si era aperta anche nel nome del liberismo abbiamo assistito ad un aumento della spesa pubblica, dimostrano che per dare maggiori libertà ai cittadini non può essere sufficiente l’approdo al governo di un partito liberale e liberista. Quando non erano le folle oceaniche a dimostrare contro l’art. 18 c’erano le resistenze interne alla maggioranza di centrodestra, che ha anch’essa un bacino elettorale nel settore pubblico: quando si trattava di ridurre il peso dello Stato o di liberalizzare certi mercati le forze della conservazione sono sempre state più forti di quelle della riforma.&lt;br /&gt;Oscar Giannino, nel suo libro “Contro le tasse”, indica, tra le altre, due vie da seguire per cercare di invertire questa tendenza: da una parte si deve riformare la rappresentanza delle imprese italiane, magari creando una nuova associazione degli industriali, distinta e distante da Confindustria. Quando in campagna elettorale Berlusconi a Vicenza ha avuto quello scatto di orgoglio ed ha parlato a cuore aperto alla platea degli industriali, le prime file, ossia le grandi imprese, quelli che riescono ad avere i privilegi dallo Stato, hanno fatto il muso duro. Il vasto pubblico delle medie e piccole imprese invece lo ha applaudito ed acclamato. C’è quindi una frattura all’interno di Confindustria, che rende possibile l’organizzazione delle piccole e medie imprese per portarle ai tavoli delle trattative con il governo e per difendere quel mondo delle imprese che vuole meno Stato e non più privilegi. Un’associazione di industriali che sia sempre e comunque con il liberismo, e non sempre e comunque con il governo!&lt;br /&gt;Dall’altra parte si devono organizzare i contribuenti: non è possibile che al tavolo della concertazione siedano quelli che si spartiscono la torta, ossia sindacati, imprese e Confindustria, ma non quelli che la torta la pagano, ossia i contribuenti.E i sindacati non ci vengano a dire che loro rappresentano i lavoratori e quindi i contribuenti! Come abbiamo visto sopra, i sindacati hanno interesse ad aumentare le tasse proprio per aumentare le entrate dei pensionati ed i dipendenti pubblici.&lt;br /&gt;Sulla rete sono state lanciate già delle iniziative in questo senso: basti pensare a &lt;a href="http://www.menostato.it/"&gt;http://www.menostato.it/&lt;/a&gt;, o all’iniziativa promossa dal think tank Competere presieduto da Pietro Paganini, &lt;a href="http://www.coalizioneliberomercato.it/"&gt;http://www.coalizioneliberomercato.it/&lt;/a&gt;. È ora di uscire da internet, di raccogliere adesioni, di organizzare i contribuenti e di pretendere un posto al tavolo della concertazione e, se - come speriamo - la concertazione verrà abbandonata, di difendere con forza gli interessi del contribuente nelle sedi e nelle forme che di volta in volta si riterranno più opportune.&lt;br /&gt;Sono due proposte concrete che darebbero ai liberisti due strumenti aggiuntivi nella lotta per la libertà, ed in particolare per le libertà economiche, strumenti che comunque non andrebbero a sostituire l’azione politica democratica nelle istituzioni, ossia l’attività di partito e, possibilmente, di governo, ma mirerebbero a creare delle sinergie con essa.Chi altri, se non noi liberisti, deve organizzarsi per lottare contro le tasse e contro lo statalismo? Come scrive Giannino nella conclusione del suo libro, “bisogna fare da soli: più saremo a difendere i diritti del nostro portafoglio, prima che quelli di questo o quel leader politico, più saremo credibili, numerosi e forti. Altrimenti, pagate in silenzio e non lamentatevi della vostra schiavitù”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gionata Pacor&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.neolib.eu/"&gt;www.neolib.eu&lt;/a&gt; &lt;a href="http://neolib.eu/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-2125081857551789626?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/2125081857551789626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=2125081857551789626' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2125081857551789626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2125081857551789626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/liberali-di-lotta-e-di-governo.html' title='Liberali di lotta e di governo.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-5670342431989133733</id><published>2007-10-11T09:59:00.000-07:00</published><updated>2007-10-11T10:33:17.464-07:00</updated><title type='text'>Prodi inaccettabile.</title><content type='html'>378 sì, 154 no e 109 astenuti. Con questo risultato è stata approvata, a Bruxelles la proposta Lamassoure-Severin di nuova ripartizione dei seggi al Parlamento europeo che porta il numero totale degli eurodeputati a 750 e ridimensiona la delegazione italiana da 78 a 72 facendo dell'Italia il paese più ridimensionato e stracciando soprattutto il concetto di cittadinanaza europea. L'Italia è stata punita in quanto i seggi non saranno più dati in base al numero dei cittadini, come avviene ora, ma in base ai residenti. Ne escono vincenti, quindi, i paesi con residenti extracomunitari, i quali non possono votare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gravità dello smacco però e ancor più evidente se si pensa che va a colpire in particolare un paese fondatore e da sempre europeista, guidato da un premier che ha da sempre professato la sua fede in Bruxelles fino a guidare la Commissione. L'italia ne uscirebbe quindi come un paese di serie B rispetto a Francia e Germania ma anche rispetto al da sempre euroscettico Regno Unito. I parlamentari italiani hanno votato compatti no, fortunatamente, e l'Italia ha ancora la possibilità del veto che potrebbe affondare la proposta ma mi sorge una considerazione. Il concetto di cittadinanza europea, tanto decantato dal nostro premier ne esce considerabilmente ridimensionato e esce ridimensionata soprattutto la statura dell'Italia di Prodi e D'Alema i quali nei 5 anni di governo della Cdl hanno fortemente attaccato una politica, a loro dire, anti-europeista e genuflessa a Washington si ritrovano ora soli in Europa. La politica europea di Berlusconi si rivela sempre più un tentavo di riequilibrare lo schiacchiere europeo contenedo l'asse Parigi-Berlino; l'Italia in quel quinquennio riuscì ad avvicinare la Russia all'Europa, creò un asse privilegiato con Madrid e Londra e riuscì a conquistare la sede dell'Efsa a favore della mia città, Parma. Ora con l'europeista Massimo alla Farnesina l'asse Berlino-Parigi si è allargata a Londra, tenendoci comunque fuori, la Russia sembra tornata alla guerra ferdda e ci troviamo in ritardo anche nel nuovo corso della politica euromediterranea inaugurata da Sarkozy. L'Italia si trova quindi fuori dal cuore della vecchia Europa senza più importanti sponde extra-UE e con il proprio speso specifico in via di rimidensionamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lato comico è che il ridimensionamento che sta per avveniure è figlio di quell'allargamento a 27 studiato proprio dal nostro inafferrabile premier quando si trovava alla guida della Commissione, chi è causa del suo mal pianga sè stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-5670342431989133733?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/5670342431989133733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=5670342431989133733' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/5670342431989133733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/5670342431989133733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/prodi-inaccettabile.html' title='Prodi inaccettabile.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-5150545122139720234</id><published>2007-10-10T10:17:00.000-07:00</published><updated>2007-10-10T10:37:59.512-07:00</updated><title type='text'>Nashi: la gioventù al servizio di Putin.</title><content type='html'>Pubblichiamo oggi un articolo di approfondimeto sulla politica russa. L'argomento è succoso e mostra come un potere illiberale possa, in condizioni di precaria ma apparente democrazia, fomentare organizzazione che in Italia sarebbe considerata eversiva. Il paese è la Russia e il mecenate di questi giovinastri è l'amico Putin. L'artcolo è di un giornale che ormai è un riferimento per noi liberali: l'Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una formazione giovanile che sfrutta tattiche paramilitari per incursioni contro obiettivi interni e stranieri; una cultura educata all’odio parlando il gergo del vilipendio e della minaccia; campi d’addestramento per fabbricare armi artigianali, imparare la guerriglia urbana, attaccare i nemici con le parole e i fatti. Il panorama della Russia post-sovietica è popolato da realtà collocate in quella estesa zona grigia tra legalità e illegalità in cui la clandestinità è vita ordinaria. Questa volta però non è la mafia o una brigata terrorista cecena. E’ tutto pienamente legale. E’ il movimento giovanile sotto il patrocinio di Putin. Si chiama “Nashi” – i Nostri. E’ la gioventù secondo Putin: rigida nella sua fedeltà al nazionalismo russo, inflessibile con qualunque avversario che diventa subito nemico e incline ad usare ogni arma per sconfiggerlo.&lt;br /&gt;In principio fu il verbo. Nashi viene costituita ufficialmente il 1 marzo 2005 come organizzazione aperta ai giovani tra i 14 e i 28 anni e dotata di sedi in tutte le 85 regioni della federazione russa. Ma è solo il fratello minore di un’altra organizzazione: “Idushchiye Vrieme” – camminando insieme – poi sciolta per scandali e scarsa affidabilità. In entrambi i casi l’artefice è Vasily Yakemenko, un trentenne moscovita ex quadro della burocrazia presidenziale con un curriculum specializzato nel forgiare movimenti giovanili, tutti accomunati dallo stesso marchio: al servizio del Cremlino. Infatti all’ombra di Yakemenko si muove Vladislav Surkov, il numero due della macchina politica del Cremino. Yakemenko è il regista delle dimostrazioni di piazza organizzate a New York nell’estate 2004 per protestare contro l’asilo concesso ai militanti indipendentisti ceceni. Il Wall Street Journal parla di un capitale di $ 400,000 transitato da Yakemenko al suo uomo di fiducia negli Usa, un affarista russo emigrato a Boston.&lt;br /&gt;Poi nel 2005 il battesimo di Nashi sono i cinquantamila studenti sul Leninsky Prospekt a Mosca per celebrare il sessantesimo anniversario della vittoria sui nazisti. Nel luglio 2006 un’altra impresa targata Nashi è la campagna di intimidazioni che per quattro mesi colpì l’ambasciatore inglese Anthony Brenton per il suo accalorato discorso rivolto ad un incontro del blocco “L’Altra Russia”, il nerbo dell’opposizioni contro Putin. Nashi era in grado di tallonare Brenton perché era venuto in possesso del diario personale dell’ambasciatore – un’operazione possibile soltanto all’FSB. Di fronte alle rimostranze inglesi, il Cremino ha giudicato pienamente legale il comportamento di Nashi. Analoga operazione all’estero fu effettuata tra l’aprile e il maggio scorso a Tallinn, quando il governo dell’Estonia decise di rimuovere il monumento ai caduti dell’Armata Rossa nella seconda guerra mondiale. Anche a Mosca l’ambasciata estone fu completamente accerchiata dai manifestanti di Nashi, minacciando la demolizione dell’edificio consolare qualora l’Estonia non avesse lasciato il monumento nella sua collocazione originaria entro il 1 maggio – data simbolo per l’orgoglio sovietico.&lt;br /&gt;Komsomol 2.0. Il ritratto più efficace di Nashi sono i suoi campi estivi. I ranghi continuano a rimpolparsi di nuovi iscritti. Quest’anno sono stati organizzati due campi per ospitare, per due settimane sul lago Seliger, i diecimila attivisti, raddoppiati rispetto all’anno scorso e triplicati rispetto al 2005. Quest’anno la principale attrattiva è costituita da tre cartelloni che ritraggono i volti dell’ex premier Kasiavov, del campione di scacchi Kasparov e dello scrittore nazionalista Limonov – i tre leader di “L’Altra Russia” – incollati su corpi di prostitute. Sottotitolo: coloro che svendono la Russia. I tre cartelloni costituiscono “il quartiere a luci rosse” del campo. L’acrimonia contro i nemici della Russia è inversamente proporzionale all’adorazione per Putin. L’adesione a Nashi e ai suoi campi avviene tramite un test per verificare la preparazione ideologica dei giovani sulla grandezza di Putin, sul successo delle sue politiche, sulla riconquista della Cecenia, sul risorto prestigio internazionale della Russia.&lt;br /&gt;Il potere si rivela la chiave per decifrare Nashi. Il suo scopo è formare e indottrinare una massa di giovani pronti ad intervenire per difendere il Cremlino sulle piazze. Il modello di riferimento è la rivoluzione arancione in Ucraina, quando la forza delle proteste dei giovani a Kiev assegnò a Yushchenko la presidenza. E’ un evento che non deve ripetersi a Mosca. In una democrazia falsata l’unico filtro del malcontento è la piazza. Per quanto asfissiante, la sorveglianza dell’autocrazia non potrà mai, da sola, presidiare ogni angolo di ogni piazza. E’ troppo realistico lo scenario funesto di Kiev e di altri casi in cui le piazza hanno spodestato un’autocrazia. Allora Nashi funziona come un presidio mobile delle piazze, fornendo con le sue masse un cuscinetto protettivo tra le proteste di strada e il potere. Nashi non fa che occupare le piazze per ripulirle dal dissenso.&lt;br /&gt;Il teorema di Putin è che la democrazia russa può funzionare solo abbinata alla sovranità, cioè all’autorità. Allora l’opinione critica si degrada in accusa, il dissenso finisce estradato dalla democrazia russa e gli oppositori vengono abbruttiti in nemici del popolo. Questo è il veleno ideologico che viene inoculato nelle teste dei giovani russi che diventano il manganello impugnato dall’èlite del Cremlino. Nashi assume così quei contorni della formazione paramilitare che la accostano a lugubri esperienze del passato, in primo luogo la sovietica Komsomol. Ma il nuovo ingrediente è la tattica squadrista, pronta a mobilitarsi in ogni epicentro di dissenso. Dal comunismo al fascismo, Nashi è un condensato di elementi anti-democratici. Il linguaggio politico russo ha coniato il neologismo “nashismo” per connotare un fascismo rivitalizzato sotto forma di squadrismo giovanile. Dalla Hitler-jugend alla Putin-jugend?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gabriele Cazzulini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.loccidentale.it/"&gt;http://www.loccidentale.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-5150545122139720234?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/5150545122139720234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=5150545122139720234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/5150545122139720234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/5150545122139720234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/nashi-la-giovent-al-servizio-di-putin.html' title='Nashi: la gioventù al servizio di Putin.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-6139184137425289420</id><published>2007-10-10T08:52:00.000-07:00</published><updated>2007-10-10T09:20:16.874-07:00</updated><title type='text'>Marione uno di noi.</title><content type='html'>Giovane, cattolico, schietto, sanguigno, blogger e sopratutto campione di poker. Questo è Mario Adinolfi un quintale di positività contro una politica cattocomunista ben lontana dall'idea dei democrats di JFK e Roosvelt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario è un candidato molto interessante, soprattutto in confronto ai suoi avversari ancorati al passato o accodati a S.Walter. Adinolfi, che sta portando avanti la sua candidatura grazie all'impegno di Generazione U, giovani che "a gratis" si fanno il mazzo per avere visibilità in quello che è l'evento politico più importante dal '94, ha prodotto già in luglio un programma concreto molto vicino alle posizioni liberali; caratterizzandosi per la sua esemplare attività di blogger. In questo momento di grandi sconvolgimenti politici credo sia dovere di tutti noi liberali fare gioco di squadra, chi mi conosce sa che non vedo con entusiasdmo il progetto PD ma questo non mi impedisce di poter apprezzare un candidato fuori dagli schemi, prova ne è stato il tradimento dei suoi amichetti radical-chic "I Mille" andati con l'ecumenico Walter, e dotato della schiettezza che è solo dei liberi pensatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni il Circolo appoggia Mario quale avanguardia liberale nella Chiesa cattocuminista, con la proposta di collaborare insieme per una politica migliore e trovarci, magari un giorno, in un grande progetto liberale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-6139184137425289420?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/6139184137425289420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=6139184137425289420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/6139184137425289420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/6139184137425289420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/marione-uno-di-noi.html' title='Marione uno di noi.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-4831096354394366546</id><published>2007-10-08T07:23:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T07:51:18.204-07:00</updated><title type='text'>Stoccolma applaude, Washington intasca e Roma tace.</title><content type='html'>E' notizia di oggi che uno fra i nostri massimi studiosi in esilio, Massimo Capecchi, sarà insignito del premio Nobel per la Medicina, grazie alle sue ricerche sulle staminali. Non avendo le competenze medico-scientifiche, per parlare con la dovuta precisione dello studio di Capecchi, mi soffermerò ad una valutazione squisitamente politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corsa verso la ricerca scientifica è fondamentale per il mantinemento del benessere di un paese ed ancor più importante, se possibile, per le sue speranze di futura prosperità.&lt;br /&gt;L'Italia, come ci viene ricordato dall'Accademia di Svezia, ha menti eccelse che rappresentano l'avanguardia della comunità scientifica mondiale in diversi campi, questo tesoro però non viene sfruttato a dovere, a volte per mancanza di fondi altre volta addirittura tramite leggi specifiche che rendono illegale la ricerca, si veda la legge40. L'autonomia della scienza dovrebbe essere un principio fondamentale in uno stato liberale, in Italia non è così. Come in tutti i campi anche nella scienza si ha una continua invasione di campo di quella partitocrazia cialtrona che ci governa, le università sono soggette ai baronati e i pochi soldi affidati alla ricerca vengono dispersi a pioggia. Chi può si forma e soprattutto lavora all'estero, negli USA in particolare dove c'è un sistema ricerca produttivo perchè meritocratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia di un Nobel tricolore dovrebbe rendermi orgoglioso, mi fa invece rabbia perchè le ricerche di Capecchi in Italia non sarebbero state possibili e addirittura, forse, illegali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-4831096354394366546?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/4831096354394366546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=4831096354394366546' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/4831096354394366546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/4831096354394366546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/10/stoccolma-applaude-washington-intasca-e.html' title='Stoccolma applaude, Washington intasca e Roma tace.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-8361240239039377110</id><published>2007-09-25T10:42:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T07:58:16.562-07:00</updated><title type='text'>Non sono tutti Mastella.</title><content type='html'>Sono passati solo pochi giorni dallo scoop de l'Espresso che ha visto due ministri della Repubblica, Rutelli e Mastella, fare un uso improprio della flotta di Stato. Il gesto poco elegante e stupido, soprattutto in questo momento di crisi di credibilità dei partiti, non è stato fortunatamente senza conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'oggi viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un provvedimento fortemente voluto dal Presidente del Consiglio che limita l'uso degli aerei blu a "comprovate e inderogabili esigenze di trasferimento connesse all'esercizio delle funzioni istituzionali" ed in particolare nel caso in cui "non sono disponibili voli di linea ne altre modalitá' di trasporto compatibili con le funzioni istituzionali" tutto questo solo per il presidente della Repubblica, i presidenti di Camera e Senato, il presidente del Consiglio, il presidente della Corte Costituzionale e gli ex presidenti della Repubblica. Sulla carta è un giro di vite che porta acqua al mulino di Palazzo Chigi che da sempre si sposta con voli AZ non disdegnando quando possibile l'Eurostar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regole qui illustrate sono la normalità nel resto d'Europa e sono dettate dal buon senso, rendendole condivisibile nell'apparanza a tutti di noi di destra e sinistra, ma la stampa minimizza. La stessa stampa che è zelante a denunciare, giustamente, gli sprechi sembra non voler dare troppo spazio ai provvedimenti che cercando di ripristinare dignità agli occhi del Paese. L'uso della flotta di Stato è solo un episodio nel mondo della mangieria politica ma questo provvedimento serio e puntuale spero segni un inversione di tendenza, è per questo che per la prima volta sento di dovermi congratulare con il Presidente del Consiglio. Bravo Romano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-8361240239039377110?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/8361240239039377110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=8361240239039377110' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8361240239039377110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8361240239039377110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/non-sono-tutti-mastella.html' title='Non sono tutti Mastella.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-7973562860675173818</id><published>2007-09-21T08:12:00.000-07:00</published><updated>2007-09-21T08:19:50.285-07:00</updated><title type='text'>Ambientalisti, ambientaioli.</title><content type='html'>Mercoledì 13 settembre del corrente anno ha preso luogo presso il palazzo della FAO la prima giornata di Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, voluta dal ministero dell’ambiente e organizzata dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I toni iniziali sono quelli catastrofici, tragici ed epici di sempre, gli stessi ai quali i media ci hanno ormai assuefatto: riscaldamento globale, fame, povertà, malattia, devastazione (morti che escono dalle loro fosse? Licantropi et similia?) &lt;br /&gt;La prima parola d’ordine è “adattamento” al clima che cambia, la seconda è “mitigazione” degli effetti a la Har-Mageddon tramite la riduzione delle emissioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come riportato su Il Foglio, secondo il Professor Franco Battaglia dell’università di Modena, autore del controverso libro “L’illusione dell’energia del sole”, quella di giornali e televisione è “un tipo di informazione al 95 per cento falsa. Si pensi a quando dicono che sono aumentati i fenomeni naturali catastrofici. Non è vero: se ad esempio si osservano i venti più potenti uragani che hanno colpito l’America negli ultimi 150 anni, si vede come dieci sono stati nella prima metà di questo periodo e dieci nella seconda metà”&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i ghiacciai il Professor Battaglia afferma che è da 150 anni che si è avviato questo processo e che qualunque riscaldamento scioglie i ghiacci, ergo non vi è prova della responsabilità dell’uomo. Inutile dire che l’anidride carbonica sembra aver reso possibile un incubo: l’ambientalismo è diventato il nuovo comunismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Zammarchi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-7973562860675173818?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/7973562860675173818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=7973562860675173818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7973562860675173818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7973562860675173818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/ambientalisti-ambientaioli.html' title='Ambientalisti, ambientaioli.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-863037184098789521</id><published>2007-09-18T07:07:00.000-07:00</published><updated>2007-09-19T10:41:45.197-07:00</updated><title type='text'>Prima di intervenire, si prega di aspettare un altro 11/9.</title><content type='html'>Il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, annunciando possibili raid sulle installazioni nucleari iraniane ha rotto un tabù dell'Europa continentale, l'attacco preventivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come da antico adagio, prevenire è meglio che curare, ma sembra che la classe dirigente della veccchia Europa preferisca aspettare che gli eventi accadano sanguinosamente prima di intervenire timidamente. Abbiamo ancora negli occhi le immagini dei barbari eccidi perpetrati in Ruanda in mondovisione oppure la polizia etnica serba nel cuore della civile Europa con la supervisione dell'ONU, ora non siamo di fronte a nulla di tutto ciò, siamo di fronte a qualcosa di potenzialmente molto più grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Iran è un caso paradigmatico per capire la situazione del mondo islamico. L'antica Persia è un paese dove si sono da sempre confrontate diverse culture e l'élite del paese poteva contare su un vivace ambiente culturale dove, oltre al farsi, si parlava correntemente inglese e francese. Il paese ricchissimo di petrolio era però guidato da un'amministrazione corrotta, foraggiata dagli USA che ne vedevano un baluardo antioccidentale, il popolo faceva la fame e lo Scià viveva nel lusso, un terreno fertile per il fondamentalismo islamico. Una classe politica autocratica che poggia il proprio potere sulla repressione e l'uso esclusivo delle risorse del paese è la normalità, purtroppo, in quella parte di mondo che vede Maometto come il proprio profeta. Ora in Persia a governare sono gli ex-studenti universitari che rovesciarono quel regime corrotto, sostituendolo però con una teocrazia sciita, teocrazia che è la più grande fininanziatrice del terrorismo internazionale al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno darebbe una bomba atomica in mano ad un terrorista, ma nel mondo c'è chi vorrebbe far sviluppare un programma nucleare "civile" a chi il terrorismo lo finanzia solamente, questo è demenziale. E' demenziale non intervenire sulle installazioni nucleari di un regime che ha più volte minacciato di voler distruggere il sistema democratico isaraeliano, unico nel suo tipo nel Vicino Oriente, è demenziale pensare che chi sta finaziando Al Qaeda non possa utlizzare il nucleare per stringere l'Occidente nella morsa del terrore. Detto questo mi pare altrettanto sbagliato continuare a favorire le condizioni per le quali si possano istituire altri regimi teocratici nella Mezzaluna Verde. Paesi come l'Egitto o il Pakistan, per non parlare delle monarchie del Golfo, vivono la presenza di regimi pericolosi soprattutto per i popoli che sottomettono. Questi popoli vedono in Noi il nemico, perchè siamo Noi che spesso per paura di ritorsioni antioccidentali tolleriamo e a volte ricopriamo d'oro regimi "moderati" i quali hanno buon gioco a reprimere le opposizioni interne mettendo tutto nel calderone della benedetta lotta al terrorismo col beneplacito delle cancellerie occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quindi imperativo combattere su due fronti: il primo, distruggendo materialmente ogni obbttivo puntato inequivocabilmente contro la libertà nel mondo. Il secondo, rompere i ponti con i regimi dittatoriali che imperversano fra i cosiddetti "paesi moderati" e favorire con pressioni diplomatiche e finanziamenti diretti, la scalata al potere delle anime democratiche che sono sicuramente presenti in quei martoriati paesi. Per questo plaudo alla sincerità di Kouchner sperando possa segnare una svolta responsabile nel panorama europeo avendo soprattutto fiducia nel popolo iraniano, prima vera vittima del suo regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-863037184098789521?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/863037184098789521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=863037184098789521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/863037184098789521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/863037184098789521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/prima-di-intervenire-si-prega-di.html' title='Prima di intervenire, si prega di aspettare un altro 11/9.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-230231336562680622</id><published>2007-09-15T05:20:00.000-07:00</published><updated>2007-09-15T08:45:31.912-07:00</updated><title type='text'>Perchè credo nel Circolo.</title><content type='html'>Il teatrino della politica italiana non mi ha mai interessato, ho sempre preferito la concretezza. In passato ho avuto la possibilità di entrare a far parte dei Giovani Padani e di Azione Giovani, ma alla fine mi sono sempre tirato indietro. Perché questi partiti, seppur di destra, come sempre mi sono definito in base alla mia conoscenza ed esperienza, non corrispondevano (e non lo fanno tuttora) al mio completo pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre puntato ad essere una persona obiettiva e mi sono sempre sentito moderato e liberale. Ad esempio, penso che le forze criminali presenti nell’islam siano un problema a livello internazionale, ma non per questo ho mai generalizzato un giudizio negativo riguardo i fedeli di questa antica e nobile religione. Sono in classe con un ragazzo albanese, musulmano non praticante, ed è tra le persone più appreazzabili che io conosca. Ricordo l'episiodio in cui mi feci male in palestra e lui fu l’unico a prestarmi soccorso. Questo per dire che, da liberale, credo di saper discernere fra coloro che ignorantemente fanno un uso criminoso della propria religione e chi, invece, ne sa cogliere gli aspetti positivi che lo aiutano nel proprio cammino interiore; spesso costruendo una serena convivenza. Questo era un esempio per farvi capire in poche righe come la posso pensare riguardo ad una spinosa tematica culturale. Mi trovo d’accordo con l’80% di quello che scrisse Oriana Fallaci, donna che io ho sempre stimato e amato per come ha affrontato la vita, ma sono anche rimasto illuminato e affascinato da una figura come quella di Fabrizio De Andrè, un poeta che ha saputo racchiudere il segreto della verità, della bellezza, dell’amore, delle passioni e dei sentimenti nella propria opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspirando quindi ad alti valori espressi da figure come quelle di Faber e della Fallaci, ho sempre trovato difficoltà nell'identificarmi negli attuali partiti, astenendomi dall'impegno attivo e concentrandomi sulla mia crescita personale.&lt;br /&gt;Ma quando conobbi Alessandro Greco, il quale mi espose la sua idea di creare un circolo formato da persone liberali, obiettive e moderate che si ispirasse a modelli come Ronald Reagan, mi interessai e gli diedi subito ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con mia grande gioia oggi mi ritrovo ad essere il Tesoriere di questo circolo, nonché un socio fondatore, sono molto contento soprattutto di far parte di un’organizzazione di ragazzi giovani che hanno interesse per il futuro, con molta voglia di fare. Invito tutti quindi a partecipare ai nostri progetti, a farci domande, ad aderire insomma ad un movimento libero per davvero che partendo da valori antichi come il liberismo, vive nel presente guardando al futuro... un futuro che ci riguarda e che noi vogliamo rendere migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                   Fabio Fogolin&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-230231336562680622?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/230231336562680622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=230231336562680622' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/230231336562680622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/230231336562680622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/perch-credo-nel-circolo_15.html' title='Perchè credo nel Circolo.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-1088460895199041991</id><published>2007-09-13T10:35:00.000-07:00</published><updated>2007-09-15T04:02:24.679-07:00</updated><title type='text'>Dove lo Stato ha fallito, il Mercato prospera.</title><content type='html'>Un miliardo di dollari, è questa la cifra che la regina del libero mercato, Ryanair, si impegna ad investire negli scali meneghini di Malpensa ed Orio. Dal lontano 2000, anno in cui sfumò la fusione con KLM, che Malpensa vive una latente crisi. L'hub varesotto fu ampliato durante la stagione '96/'00 grazie alla sua posizione strategica fra le basi di Alitalia e KLM, Roma ed Amsterdam. Il mancato matrimonio ha creato un'evidente crisi di sovradimensionamento ancora senza soluzione. Pur servendo il mercato più importante per la compagnia di bandiera, Milano e il Nord Italia, Malpensa è sempre stata relegata a uan posizione ancillare nei confronti dell'altro hub Alitalia, Fiumicino. Le ragioni di questa decisione sono in gran parte da imputare all'azionista di maggioranza, lo Stato. Roma ha sempre voluto mantenere il privilegio e il prestigio di avere un aeroporto intercontinetale, sicuramente sovradimensionato guardando all'interconnesione di Milano, capitale mondiale di Moda e Design. Le legittime aspirazioni della città eterna sono però state strumentalizzate da una politica cialtrona, la quale nn ha saputo dare nessun indirizzo industriale all'azienda, trasfromatasi nel frattempo da 7° vettore mondiale al più grande fra i carrozzoni pubblici. Alitalia più vola più perde denaro, allora arriva in soccorso la nemesi di AZ che minaccia di investire qualcosa come un miliardo di dollari nell'ex hub.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ryanair è da sempre un modello vincente. Compagnia senza fronzoli, il vettore irlandese ha importato dall'America il concetto di voli low-cost. La storia di Ryanair è paradigmatica, nata grazie alle pressioni della Thatcher sul governo irlandese, ha saputo sfruttare piùdi chiunque altro l'apertura del mercato europeo fino addirittura a lanciare una scalata su Air Lingus, la compagnia di bandiera irlandese, stoppata goffamnte dal governo di Dublino in concerto con Bruxelles. Ryanair non utlizza hub ma vola da un aeroporto all'altro senza scali utilizzando sempre lo stesso modello di aereo, il Boeing 737, ciò le permette una semplificazione che si tramuta in un immenso risparmio economico. La compagnia low-cost è un successo anche nel belpaese dopo aver fatto di un aeroprto di provincia, Orio al Serio, il 4° scalo italiano e aver rivitaliazzato un aeroporto usato solo per i voli istituzionali, Ciampino, Ryanair si appresta a coprire per metà quella voragine annunciata da Alitalia, la cancellazione di più di 170 voli giornalieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sicuro che questo e è solo un timido inizio e che il piano di Ryanair sia non solo per il presente, moltiplicazione dei collegamenti europei e nazionali con il triplicamento dei passeggeri del suo sistema intorno a Milano, ma sia quello di fare di Malpensa il suo hub per l'entrata nel mercato intercontinentale.&lt;br /&gt;Lasciatemi quindi sperare in una novella araba fenicie, questa volta in salsa celtica.&lt;br /&gt;Welcome to Malpensa Ryanair!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-1088460895199041991?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/1088460895199041991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=1088460895199041991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/1088460895199041991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/1088460895199041991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/dove-lo-stato-ha-fallito-il-mercato.html' title='Dove lo Stato ha fallito, il Mercato prospera.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-2789544779467845939</id><published>2007-09-13T07:24:00.000-07:00</published><updated>2007-09-13T07:37:05.289-07:00</updated><title type='text'>Caro Luttazzi, hai proprio ragione.</title><content type='html'>Dopo il V-day Grillo perde un altro alleato, Daniele Luttazzi. L'artista romagnolo prende le distanze dal capopolo Grillo con argomentazioni ineccepibili che tradiscono la sua anima liberale.&lt;br /&gt;Luttazzi come sempre ha dalla sua stile e arte retorica che lo pongono nell'olimpo della TV italiana, un vero autore satirico, scomodo tanto a destra quanto a sinistra.&lt;br /&gt;Riporto qui un articolo dell'odierno Corriere riguardo questa diatriba fra epurati eccellenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno fatto parte tutti e due della nazionale censurati: Beppe Grillo dopo la storiella sui socialisti in Cina (Fantastico 7), Daniele Luttazzi per l’intervista a Marco Travaglio su Berlusconi (Satyricon). Hanno danzato a lungo sulla sottile linea rossa che divide la satira dall’impegno. Adesso — dopo l’8 settembre del vaffa... e la manifestazione di Bologna — le loro strade si separano. Daniele Luttazzi attacca Beppe Grillo. Critica nel merito il suo disegno di legge popolare, «fa acqua da tutte le parti». E lo accusa di fare «populismo», di «pensare che una legge possa risolvere la pochezza umana, e questa è demagogia».&lt;br /&gt;Non c’è nemmeno una parola di apprezzamento nelle tre pagine che Luttazzi ha inviato al sito internet di Micromega. No al limite di due legislature proposto da Grillo perché «l’esperienza può essere utile». No al divieto di elezione per chi è condannato in appello perché «i gradi di giudizio sono tre e il problema è la lentezza della giustizia ». E no anche al terzo punto della legge d'iniziativa popolare, il più popolare persino fra i politici: quel ritorno al voto di preferenza che, secondo Luttazzi, in passato «non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano né impedito di scegliere autentici filibustieri ».&lt;br /&gt;Fin qui il merito. Ma le parole più appuntite devono ancora arrivare. E colpiscono proprio con quello stile alla David Letterman che Luttazzi ha portato a casa nostra: «Di Pietro aderisce alla sua iniziativa e Grillo dice che è uno per bene. Brrrrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo ». E ancora: «Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze,manon è democrazia dal basso: è flash mobbing». Fino all’accusa di «ambiguità» perché «vuole ergersi a leader di un movimento politico, continuando a fare satira, un passo che Dario Fo non ha mai fatto ».&lt;br /&gt;Con un invito finale che sa di sberleffo: «Scegli, Beppe! Magari nascesse il tuo partito. I tuoi spettacoli diventerebbero davvero dei comizi e nessuno dovrebbe pagare il biglietto. Oooops». Sembra esserci qualcosa di personale. Eforse c’è. Quando tempo fa Luttazzi aprì il suo blog dove parlava anche di politica in molti gli scrivevano per invitarlo ad «unire gli sforzi con Grillo», e dare insieme a lui una «lezione alla politica ».&lt;br /&gt;Lui ha sempre declinato, preferendo rimanere in seconda linea. L’anno scorso a Padova, durante uno spettacolo di Luttazzi, i fan di Grillo invasero il palazzetto di volantini con la scritta wanted e le foto dei politici condannati. Luttazzi li fece togliere. Quello che teme è essere confuso e fuso con il comico genovese che, forse, in caso di alleanza gli ruberebbe la scena. Anche ieri Grillo è tornato a difendere la sua manifestazione: «Altro che antipolitica — ha scritto sul suo blog—quel popolo andrebbe ringraziato. È la valvola di sfogo di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro, un momento di democrazia ».&lt;br /&gt;Poi cita un’altra persona che ha danzato a lungo su quella linea sottile che divide satira e impegno: «La libertà è partecipazione», Giorgio Gaber. Meglio la piazza che stare sopra un albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Salvia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/"&gt;http://www.corriere.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-2789544779467845939?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/2789544779467845939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=2789544779467845939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2789544779467845939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/2789544779467845939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/caro-luttazzi-hai-proprio-ragione.html' title='Caro Luttazzi, hai proprio ragione.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-7338273908912796650</id><published>2007-09-12T12:45:00.000-07:00</published><updated>2007-09-13T07:46:27.345-07:00</updated><title type='text'>Dopo il Vaffanculo Day</title><content type='html'>Populismo, demagogia, qualunquismo... sono questi gli aggettivi che la casta affibbia al savonarolino Beppe Grillo. Lungi da qualsiasi apprezzamento verso chi si professa paladino della legalità e di verità occultate alla plebe, sono comunque ben conscio delle capacità mediatiche del comico genovese. Beppe Grillo si rivolge all'indignazione delle persone e sa come scatenare folle osannati contro l'insufficiente classe politica, ma Grillo non propone e si accoda ai tanti NO della sinistra italiana: NO-TAV, NO-LOGO, NO-GLOBAL etc. In questo il comico manca di una cifra costruttiva e propositiva, la qual cosa dispiace ma non sorprende più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò, l'analisi del comico è spesso esatta e mette a nudo le numerose e gravi lacune della nostra classe dirigente.La casta intanto non tace e si esprime attraverso due fra i suoi più autorevoli esponenti, Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini i quali, grazie alla capacità analitica che loro compete hanno saputo lanciare un grido d'allarme per l'autoconservazione dell'homo politicus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho voluto quindi allegare un articolo apparso sul Corriere della Sera, sintesi dell'intervento di Fini ed un altro apparso sul Sole 24 Ore, dove protagonista è il Presidente della Camera. Intanto un sondaggio dà al 34% l'apprezamento del capopolo ligure addiruttura per Palazzo Chigi, cifre sulle quali riflettere. Riuscirà la politica a trasformarsi o sarà a Grillo adaccomodarsi su una delle centinaia poltrone del potere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fini ai suoi: "Attenzione a Grillo"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Beppe Grillo è la punta di un iceberg, di una protesta che monta e da cui rischiamo di essere travolti. Quindi, dobbiamo agire in anticipo: aggredire la cattiva politica dei privilegi e degli sprechi con un risposta netta, senza eccessive prudenze. Dobbiamo incarnare la buona politica». Il leader di An Gianfranco Fini parla davanti ai dirigenti territoriali del partito, riuniti a Roma per mettere a punto l'organizzazione della manifestazione indetta contro il governo Prodi per il prossimo 13 ottobre sui temi di tasse e sicurezza, e li ammonisce: «Attenti, quindi, nelle vostre reltà locali. Attenti ad essere favorevoli all'aumento del numero dei consiglieri, alla presenza di politici nelle municipalizzate. Attenti a tutti quei provvedimenti che sono cattiva politica». Fini parla per poco meno di un'ora e, affrontando il tema dei costi della politica, aggiunge ancora: «Non voglio enfatizzare il fenomeno Beppe Grillo, ma il suo successo è lo specchio di un diffuso sentimento di rifiuto verso il sistema. Oggi- spiega- c'è un vero e proprio fenomeno di rigetto contro la partitocrazia. Noi, per primi, dobbiamo dimostrare cosa vuol dire fare buona politica».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/"&gt;http://www.corriere.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bertinotti: "Grillo? Riempie i vuoti della politica"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che a dirlo sia il Presidente della Camera è certamente indicativo. Indicativo di come una delle più alte cariche dello Stato inviti alla scelta di assunzione di responsabilità , preferibile alla critica a un evento tanto seguito, come è stato il V-day. È «una vecchia regola della politica è che i vuoti si riempiono», dice Bertinotti. «Certo, non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie». L'autocritica sottolinea come la politica resti incapace di rinnovare e riformare sè stessa. Bertinotti ricorda come non ci possano essere «soluzioni al di fuori della politica» e ammonisce «non possiamo cadere nella vecchia questione del dito e della luna». Perciò, chiarisce «non possiamo ridurre l'evento di Grillo al dito, ma è evidente che la luna è altrove, è nella condizione di crisi sociale del Paese e dell'Europa e nella mancanza di risposte convincenti da parte della politica». Dove è condensato il nodo della crisi della politica secondo il Presidente della Camera? È strettamente legato alle questioni del mondo del lavoro, perchè: «se il lavoro nella società contemporanea viene degradato e la politica non dà risposte su di essa cadono addosso fattori di complemento della crisi stessa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara Bianchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/"&gt;http://www.ilsole24ore.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-7338273908912796650?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/7338273908912796650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=7338273908912796650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7338273908912796650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7338273908912796650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/dopo-il-vaffanculo-day.html' title='Dopo il Vaffanculo Day'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-3007457722514000922</id><published>2007-09-12T06:25:00.000-07:00</published><updated>2007-09-12T06:31:08.735-07:00</updated><title type='text'>Messaggio di saluto di Gionata Pacor, della Direzione della FdGLI.</title><content type='html'>Cari amici del Circolo Ronald Reagan,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è un piacere accogliervi nella Federazione dei Giovani Liberali Italiani (www.giovaniliberali.it), ma è soprattutto un piacere constatare che ci sono dei giovani che guardano alla politica con occhi liberali, che vogliono vincere l'indifferenza che rende immobili troppi individui ed adoperarsi attivamente per "fare qualcosa".&lt;br /&gt;Mi congratulo poi per la scelta di Ronal Reagan come modello a cui ispirarvi: Ronald è un modello per tutti quelli che, citando Antonio Martino, credono che "oggi più che mai l’abuso della politica sia il maggior nemico della libertà". Reagan ha riconosciuto nello Stato il soggetto che, espropriando una grande quantità del reddito prodotto dagli individui, di fatto si appropria della loro libertà.&lt;br /&gt;Sul lato della politica estera, ha contribuito in modo decisivo alla caduta dell'impero sovietico, aprendo la strada al sogno di una "pax americana", sogno che si è infranto l'11 settembre con l'inizio di una nuova era del terrore.&lt;br /&gt;Benvenuti, quindi.&lt;br /&gt;E buon lavoro: sono tante e grandi le sfide che ci attendono e le battaglie con cui cercheremo di rendere il mondo ed il paese in cui viviamo più libero e più giusto. Rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci a combatterle assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gionata Pacor&lt;br /&gt;Federazione dei Giovani Liberali Italiani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-3007457722514000922?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/3007457722514000922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=3007457722514000922' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/3007457722514000922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/3007457722514000922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/cari-amici-del-circolo-ronald-reagan-un.html' title='Messaggio di saluto di Gionata Pacor, della Direzione della FdGLI.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-8228129675395812998</id><published>2007-09-11T13:53:00.000-07:00</published><updated>2007-09-11T14:00:34.715-07:00</updated><title type='text'>Lasciatemi almeno l'orgoglio di dirmi liberista.</title><content type='html'>Pubblichiamo un articolo, illuminante sulla situazione liberale italiana, proveniente dal quotidiano L'Occidentale; testata da sempre vicina ai nostri ideali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un semplice operatore economico che cerca ogni giorno di districarsi tra le maglie viscose della burocrazia, per trovare in questo nostro malandato Paese, quello spazio competitivo minimo che consenta di esercitare responsabilmente la propria libertà di intraprendere. Ho pochi titoli quindi per entrare nella dotta discussione tra intellettuali e professori che in queste settimane si è accesa a seguito dell’uscita del libro degli economisti Giavazzi e Alesina, dal titolo “Il liberismo è di sinistra”.&lt;br /&gt;C’è tuttavia un aspetto che mi induce a partecipare al dibattito, con tutta la modestia possibile, s’intende. Io liberista lo sono da sempre e da sempre voto e mi sento di destra, prima di ogni “svolta”, prima di ogni muro crollante, quando i presunti riformatori odierni, marciavano compatti a pugno chiuso e con le molotov in tasca. Quando loro pontificavano dalle spiagge di Capalbio e dai colli di Barbiana l’eguaglianza da socialismo reale, a me piaceva il fresco del Mont Pelerin affascinato da Hayek e von Mises.&lt;br /&gt;Qualche settimana fa il Corriere della Sera, organo del candidato alla segreteria del Pd Veltroni (anche Walter ha i suoi mandanti), ha lanciato una campagna per così dire culturale, nel tentativo di ripulire definitvamente il (come noto inesistente) passato comunista del candidato, per appicicargli addosso l’etichetta di nuovo riformatore, definito come la sintesi ecumenca di un po’ di mercato, un po’ di società (possibilmente chiusa, perché anche il patto di sindacato ha le sue esigenze) e uno spruzzo di pauperismo-buonismo, tanto perché poi con la sinistra radicale, l’accordo bisogna pure farlo. Ovviamente questa campagna passa anche dalla necessità di deligittimare chi liberista, e per di più di destra, lo è e lo è sempre stato.&lt;br /&gt;Ha iniziato Ostellino (cosa bisona fare per lavorare al Corriere) che ci ha fatto sapere che nel centro-destra gli intellettuali non ci sono. Questo perché Berlusconi ne ha paura, ha paura della loro coscienza critica ed è perciò che nella CdL non c’è classe dirigente, non c’è cultura, c’è il nulla. Tutto sommato, non mi sembra sinceramente una tragedia devastante l’assenza di intellettuali e comunque potremmo sempre tentare di recrutare Asor Rosa, appena dimessosi da intellettuale di sinistra e in libera uscita.&lt;br /&gt;Ha proseguito l’ineffabile Severgnini (per inciso, non perdetevi la sua intervista a Michael Moore su Sky, un dialogo ridicolo, privo di ogni senso e paradossale, tra un contadino del Michigan e un damerino di South Kensington; a entrambi si consiglia una visita nei corridoi del Policlinico tra topi e mozziconi di sigarette). Severgnini partendo dalla posizione di Ostellino rincara la dose. Non solo nel centro-destra non ci sono intellettuali, ma tutti coloro che in qualche modo fanno politica nella CdL, sono inetti al servizio del padrone Berlusconi. Insomma un’opposizione trinariciuta e priva di cultura, che parla sì di liberismo e libertà, ma quasi per caso, senza comprenderne il senso.&lt;br /&gt;Sistemato così il centro-destra, si trasla il liberismo a sinistra. Ritorna Ostellino, per dirci che quando faceva il corrispondente da Mosca negli anni dell’Urss e veniva criticato dalla sinistra nostrana perché raccontava delle miserie del socialismo reale, lui si sentiva sì liberale, ma di sinistra. Ostellino continua affermando che la cultura liberale sta degenerando in una interpretazione strettamente economicistica del liberalismo, dove la sacralità dell’Individuo è subordinata ai capricci del mercato (se non fosse per l’individuo con la I maiuscola, sembrerebbe una versione soft di Diliberto), fino ad affermare – citando Sartori – che i maggiori rappresentanti del liberalismo politico aborrivano il laissez faire e predicavano la rule of law e lo Stato costituzionale. Insomma i padri ispiratori pensavano ad una specie di liberalismo in libertà condizionata.&lt;br /&gt;Prosegue la campagna, sempre sul Corriere, il professore Panebianco. Egli è evidentemente dotato di un po’ di pudore, infatti dice che il liberalismo non è né di sinistra (sic!), né di destra. Ma non è di destra, perchè la destra è corporativa, facendoci così sorgere il dubbio che il professore sia rimasto al Ventennio e non abbia mai sentito parlare di Margaret Thactcher. Pare inoltre che non abbia mai sentito parlare nemmeno di Hayek, perché solo ora si accorge che il liberalismo economico “è in grado di realizzare gli obiettivi di equità e uguaglianza delle opportunità che sono storicamente ideali di sinistra”. Leggendo infatti attentamente ciò che il grande economista liberista austriaco scrisse ad inizio del secolo scorso, ci saremmo risparmiati sia il libro del duo Giavazzi-Alesina e le susseguenti di esso, esegesi, sia decenni di statalismo interventista e opprimente.&lt;br /&gt;Insomma se la cantano e se la suonano. In definitiva ci dicono, voi liberisti avete avuto sempre ragione, ma inconsapevolmente, perché antropologicamente inetti a comprendere la verità. Ci prendiamo le vostre idee e ci pensiamo noi.&lt;br /&gt;D’altra parte questo è solo un aspetto di un tentativo, attualmente in atto, più generale di appropriarsi di posizioni autenticamente liberali e conservatrici: dalla tolleranza zero di Amato e i lavavetri di Firenze al ripristino del principio di autorità auspicato da Rutelli, per non parlare del patto fiscale presentato da Veltroni, che neanche il colbertista Tremonti potrebbe immaginare.&lt;br /&gt;Non basta uno Stato opprimente e affamato che ci rapina ogni giorno per mantenere le sue rendite di posizione, non basta l’inefficienza degenerante di ogni sia pure minimo servizio di base, non basta l’assenza di legalità che imperversa in ogni angolo del Paese, non basta l’antistoricità della sinistra radicale, non bastano giudici della Corte Costituzionali, generali della Guardia di Finanza, membri del CdA Rai costretti alle dimissioni, un’università nelle grinfie di Mussi, infrastrutture fatiscenti, la compagnia di bandiera che fallisce, l’età pensionabile che scende, privilegi che aumentano, fannulloni intoccabili, case acquistate a prezzi di favore … a tanto altro ancora.&lt;br /&gt;Adesso ci vogliono pure rubare le nostre idee e i nostri valori. In nome della libertà in cui crediamo, vogliamo permetterglielo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milton&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.loccidentale.it/"&gt;http://www.loccidentale.it/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-8228129675395812998?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/8228129675395812998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=8228129675395812998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8228129675395812998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/8228129675395812998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/lasciatemi-almeno-lorgoglio-di-dirmi.html' title='Lasciatemi almeno l&apos;orgoglio di dirmi liberista.'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1731309033687103741.post-7318207164201541736</id><published>2007-09-11T06:31:00.000-07:00</published><updated>2007-09-11T08:18:20.236-07:00</updated><title type='text'>Liberali di tutto il Parmense uniamoci!</title><content type='html'>Caro lettore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la mancanza di centri aggregativi per noi liberali ha spinto tre studenti di Parma a porre le basi per la costruzione di una casa comune per tutti i Liberali Liberisti e Libertari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo spirito è stato costituito il "Circolo Ronald Reagan", il quale sta attivamente partecipando ai primi passi della Federazione dei Giovani Liberali Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Circolo vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che non si riconoscono nella cultura dello statalismo presente tanto a destra quanto a sinistra nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme, tutti noi amanti della libertà tout-court, possiamo dire la nostra e cominciare a cambiare le cose, ognuno nel proprio campo, smettendola di piangere su noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per noi Lib è giunta l'ora di rimboccarci le maniche e conquistare i nostri spazi, il Circolo è una delle opportunità che stanno nascendo. Per questo, Il Reaganiano parteciperà con tutte le sue forze alla promozione di una cultura liberale, una cultura del fare, una cultura che non può più aspettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Greco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1731309033687103741-7318207164201541736?l=circoloreagan.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://circoloreagan.blogspot.com/feeds/7318207164201541736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=1731309033687103741&amp;postID=7318207164201541736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7318207164201541736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1731309033687103741/posts/default/7318207164201541736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://circoloreagan.blogspot.com/2007/09/liberali-di-tutto-il-parmense-uniamoci.html' title='Liberali di tutto il Parmense uniamoci!'/><author><name>Circolo Reagan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10992388194339849212</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15542458294131688563'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>