tag:blogger.com,1999:blog-161493222009-02-21T03:20:36.037+01:00Circolo Culturale SperimentaleGiorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.comBlogger13125tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1165065795942521312006-12-02T13:39:00.000+01:002006-12-02T14:23:15.986+01:00violinisto capriccioso<div align="left"><a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4857/1522/1600/793727/enesco%20violinista.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 96px; CURSOR: hand; HEIGHT: 118px" height="133" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4857/1522/200/408415/enesco%20violinista.jpg" width="128" border="0" /></a><br /><br /><em><span style="font-family:times new roman;">A due passi il tribunale. Tra bancarelle e passanti della vita di risparmiatori e avvocati, tra buoni</span></em><a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4857/1522/1600/577539/enesco%20violinista.jpg"></a><em><span style="font-family:times new roman;"> acquisti e cause perse. Note di violino, note a scandire i loro passi spediti, bancarellari e mamme alla ricerca del risparmio che danzano tra le offerte con damiggelli in giacca e cravatta e valigette piene di documenti. Un fodero a terra con qualche spicciolo che di tanto in tanto cade dentro, un inchino e una nota di ringraziamento. "Musico greca... violinisto capriccioso...", le parole che, di tanto in tanto a chi lo chiede, intervallano le melodie saltellanti che incorniciano le danze di una fotografia della vita quotidiana. E lui nell'angolo con di fronte il teatro, non il pubblico ma il palcoscenico, che ogni tanto si confonde e suona uno spicciolo che cade tra i pochi altri.</span></em></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-116506579594252131?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1154599957746521192006-08-03T11:52:00.000+02:002006-08-03T12:14:27.413+02:00Dalla parte di Spessotto<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/bfi-00m-mwv.0.jpg"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/200/bfi-00m-mwv.jpg" border="0" /></a><br /><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/bfi-00m-mwv.jpg"></a><br />Quando ho dato vita a questo blog avevo capito di trovarmi in una situazione che pensavo comune a molti se non a tutti. Una situazione non descrivibile con una semplice concisa definizione fatta di parole, una situazione fatta di sensazioni che pensavo qualche errante del web avrebbe riconosciuto nelle descrizioni di questo blog, sensazioni che non tutti riconoscono di avvertire perchè temono di sentirsi staccati dagli altri, da quelli che non stanno dalla parte di Spessotto o che magari fingono anche di starci. La frontiera, il purgatorio, la statunitense statale 60 o l'italiana A34, lo straniero, l'innamorato... alla fine non si stà così male.<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-115459995774652119?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1153079615408811912006-07-16T21:29:00.000+02:002006-07-16T22:04:06.806+02:00Sabato giorno pre-festivo<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/piatto%20doccia.0.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/200/piatto%20doccia.jpg" border="0" /></a><br /><a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/piatto%20doccia.jpg"></a><br /><span style="font-family:lucida grande;">La doccia del mattino. Le gocce d'acqua che si fermano sulle pareti trasparenti, e io con loro a pensare. Oggi è Sabato, niente routine mattutina, niente pranzo con i buoni pasto in mense chiassose e fredde nonostante il frenetico via vai. Niente giacche e cravatte, capelli lucidi e marmorei, facce pulite ma stanche già alle otto del mattino. Oggi è Sabato, è festivo. E' da star stesi sul letto finchè lo stomaco inizia le sue rivendicazioni sindacali, mangiare e poi tornare giù a stare immobili come hai desiderato per tutta la settimana. Anzi no, non è festivo, è pre-festivo... ma che significa pre-festivo? Si deve fare come gli altri giorni "feriali" o come la domenica "festiva"? Come faccio a trovare una via di mezzo? L'acqua sta scendendo troppo gelida ora, devo uscire. E uscirò anche di casa insieme ai miei pensieri più dolci, ci prenderemo una giornata di intenso non pensare, e muovere solo le gambe per camminare per strade antiche e le labbra e gli occhi per baciarci e vederci sorridere. Così, faremo la nostra via di mezzo.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-115307961540881191?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1152124726627454072006-07-05T20:23:00.000+02:002006-07-16T21:27:39.113+02:00Mò m'ariposo<span style="font-family:lucida grande;"> <a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/m??"><span style="font-family:lucida grande;"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/200/m%3F%3F%20m%27ariposo.jpg" border="0" /></span></a><br /></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:lucida grande;">Eccole che mostrano la schiena<br />signorine illibate<br />passeggiate che l'aria vi aiuta<br />a mettere e a rassodare<br />scarpe e cosce sempre nuove<br /><br />Laureati di poca fortuna<br />malati di un principio di carriera<br />passeggiate che l'aria vi aiuta<br />ad aspettare con pazienza<br />e a smaltire le bottiglie<br />e le promesse fatte sottovoce<br />dentro ai fine settimana<br />dentro ai corridoi di casa<br /><br />Ma voi passeggiate che io resto qua<br />mi siedo e m'ariposo<br />che l'amore è sempre un mese fa<br />mò prima o poi me sposo<br /><br />Giovani vestiti di cultura<br />tutti petto e pettinatura<br />passeggiate ancora un'ora sola<br />che la notte con le ombre<br />e le civette s'avvicina<br /><br />Camminate e andate a cento all'ora<br />come i matti dentro casa<br />che bestemmiano il tramonto<br />quando viene sera<br />che sbatte sopra alle vetrine<br />nascondendo col riflesso<br />le commesse dalle gonne corte<br />con le unghie troppo lunghe<br />per massaggi sulla faccia<br /><br />Ma voi passeggiate che io resto qua<br />mi siedo e m'ariposo<br />che l'amore è sempre un mese fa<br />mò prima o poi me sposo,<br />...ma intanto m'ariposo</span><br /></span><span style="font-size:0;"></span><br /><div align="center"><em><span style="font-family:times new roman;"><span style="font-size:130%;"><strong>E</strong>manuele <strong>C</strong>olandrea</span></span></em></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-115212472662745407?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1136489933418713962006-01-05T20:18:00.000+01:002006-03-10T13:27:50.396+01:00legittimo bastardo<a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/molotov.1.jpg"><img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/400/molotov.1.jpg" border="0" /></a><br /><span style="COLOR: rgb(255,0,0);font-family:courier new;" >"Porto la mano destra alla fronte e un pelo corto, duro, morbido la paralizza mentre le mie narici ispirando con furia mi raccontano il mondo intorno:Lupo. Lupo sarai che sbrana, orrendi denti, muso raggrinzito, consapevoli gli occhi malcontenti. Azzanna. Sangue addosso e dentro. Avanti, movimento. Pace, alla fine, per sterminio intorno. Pace tremante tesa. Tregua sospesa. Longobarda franchigia protoalchemica decadde, avvicinando nello Spazio Tempo l'area della Salvezza. Fatto, rude, sottile fatto schietto, adulto, maschio mammifero di specie, Umano, bianco sostanziosi difetti, qualche vanto. Le Virtù militari disprezzate perdenti, ho serbato nel cuore familiari splendenti, amo la carne e la sua controparte, mi misuro con gli occhi, con l'odore, col tatto, ascolto chi vale solo ciò che vale, questo vale, quanto vale, ciò che vale, quanto vale. La Civiltà Città m'affascina, la tecnica su tutto. Tecnica. Ospedali musei e buoni ristoranti, ogni cosa al suo prezzo, ogni Mezzo di mezzo. Banche. Mi confonde mi attrae, ma non m'incanta. Non rende merito al Dovere, non onora il Piacere. L'immagina strano l'immagina lontano, non intende che è Dono quasi sempre vicino. Vicino. La Civiltà Città si insinua in me, s'insinua ragionando sui perché. Diritti faticosi offerti in posti gratis dei Simboli ritorti dei privilegi vuoti. La Civiltà Città m'allergica. né l'Impero nè l'Ordine né sogni di Rivolta. La Civiltà Città m'allergica. Un Muro dentro eretto dagli Dei, Barbaro, Barbaro come gli Avi miei. Come gli Avi miei, nei silenzi del Nord, mai dominati, mai dominati, mai dominati, mai dominati, mai dominati, mai. Katolikos per poco, per niente Bizantino, in nessun modo No, No, No. Quando è No è No, comunque ovunque sempre Indistintamente. Quando non si sa, è dubbio non si può, ognuno sia conforme a sé, giudica il creatore, giudica Me e Te, giudica il mondo per quello che è, rotondo. Come gli Avi miei, Barbaro, come gli Avi miei, Bastardo. Barbaro, legittimo Bastardo."</span><br /><br /><div style="FONT-STYLE: italic; TEXT-ALIGN: right">Giovanni Lindo Ferretti</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-113648993341871396?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1132012859442393012005-11-15T00:31:00.000+01:002005-11-25T12:52:32.543+01:00La ballata della paura<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/1600/File26.2.jpg"><img style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; CURSOR: pointer" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4857/1522/320/File26.2.jpg" border="0" /></a><span style="font-family:times new roman;">Si fici persuaso che la cosa non potiva andare avanti così. Lei faciva l’indecisa tra lui e un altro, un milanesi dall’accento irritante. Ma non era più cosa. Non potiva essere amico e amanti allo stisso tempo della fìmmina per cui aviva perso la testa. Non potiva abbracciarla da amico quanno invece voliva baciarla e baciarla quanno voliva prenderla e farla sua, perdersi nel calore so’, aderire con la pelle al suo corpo nudo, sprofunnari nel so’ sciauro di fìmmina fatta. No, non lo potiva fare.</span> <span style="font-family:times new roman;">Stava tornando a casa che erano le due di notti, quanno gli venne in menti quella so’ amica, amante di Pino, un picciotto poco meno che trentino, elegante di natura e di reddito familiari, ma tanticchia bruttarello di viso. Lei, bedda e ammalianti, era sempri stata una fìmmina dicisa, che 'iva diritta per la strada so’, ma da quanno conobbe Pino la sua firmezza di sciolse. Lui non le promise mai nenti, ogni tanto si vidivano e facivano l’amore. Lui la chiamava ogni iornu ma l’argomento delle chiamate erano sempri le fìmmini ca si fotteva tra una scopata e l’altra con lei. Lei al telefono ridiva, ci scherzava sopra, arrivava pure a dargli consigli. Era felice così. ‘Nnamurata e felici. Per ‘iddra era meglio accussì che nenti. Po’ gli venne a menti una canzone di De Andrè, “la ballata dell’amore cieco” se non si ricordava male. “Morir contento e innamorato, quando a lei niente era restato, non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene”, ecco come faciva! La canzone contava di un picciotto onesto, ‘nnamurato di una fìmmina che non ricambiava e che fitusa lo fici ammazzari perchè le dimostrasse il so’ amore, e lui zitto e felici s’ammazzava perché era contento di esaudire il desiderio della so’ amata.</span> <span style="font-family:times new roman;">Erano le tre o poco più, capì qual era la cosa giusta da fari, ma non gli sfarfallava tanto l’idea. Ci stette a pensari tanticchia. Non aviva gana di riprendere la questioni in mano, avrebbe significato portarla avanti per chissà quanto, però magari assaggiari un pò di felicità. Ma non voliva, magari questa volta preferiva chiudìri la questioni lì, aviri una certezza, un punto fermo. Ma non era questione di gana o meno, questa volta il picciotto, per la so’ prima volta in fatto di fìmmini, aviva veramente paura.</span><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-113201285944239301?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com7tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1130161132285411432005-10-24T15:27:00.000+02:002005-10-24T19:46:02.986+02:00Rum & Pera<blockquote><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">"Così diverso e distratto da te </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">e da nuvole troppo pesanti<br />quattro bicchieri per spiegarti com'è </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">che ancora non riesco a slegarti. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Fogli già pieni di certi va beh, </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">potremmo un minuto sederci </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">per rovistare con tranquillità<br />nei ciao come vanno i ricordi e i suoi tarli. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Vestiti vestimi di avarie </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">e di giorni passati a sposarti </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">vestiti vestimi di vai via </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">che magari mi giro a guardarti. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Foto di vicoli e notti per me </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">che ho lasciato alle mani i suoi schiaffi </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">lo strofinarmi nervoso </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">i contorni degli occhi e dei baffi. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Ecco una scusa un altro va beh, </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">non è che hai trovato i miei denti </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">io li ho lasciati attaccati da te </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">al tuo nome più giusto di tanti commenti. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Vestiti vestimi di avarie </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">e di giorni passati a sposarti </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">vestiti vestimi di vai via </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">che magari mi giro a guardarti. </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">Vestiti vestimi di avarie </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">e di giorni passati a sfiorarti<br />vestiti vestimi di vai via </span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;">che magari poi smetto di amarti."</span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="right"><span style="font-family:times new roman;font-size:85%;">Cappello a Cilindro</span></div><div align="right"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"></span></div><div align="right"><span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"></span></div><div align="center"><em><span style="font-size:85%;"></span></em></div><div align="center"></div><div align="left">Sabato 22 ottobre i cilindrici sono stati in concerto all'Università La Sapienza di Roma in occasione dell'occupazione studentesca dell' Ateneo romano. La band si è esibita presso la Facoltà di Fisica, all'interno della città universitaria. UN GRANDE BAND PER UNA INDISCUTIBILMENTE GIUSTA CAUSA.</div></blockquote><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-113016113228541143?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1129806709786927252005-10-20T13:02:00.000+02:002005-10-21T13:12:06.376+02:00Resistenza e Amore"<em><span style="font-family:georgia;">Diffondo il mio disco non perché ritenga che non valga nulla (come tanti giudicano le cose che non si vendono), ma al contrario perché ho lo smisurato orgoglio di pensare che possa essere utile a molti, più di coloro che riuscirei a raggiungere con i canali del commercio. Lo diffondo attraverso l'unico mezzo atto a diffondere che conosca: la rete. Lo diffondo attraverso un sito che mi è carissimo e che ha attivato molti dei contatti che sono stati necessari alla realizzazione del disco. Buon ascolto</span></em>.<br /><span style="font-family:georgia;"><em>Alessio</em></span>"<br /><br />Per scaricare il cd di Alessio Lega "Resistenza e Amore", vincitore della targa Tenco come opera prima nel 2004, clicca sul titolo del post. Ne vale veramente la pena!<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112980670978692725?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1129806125464096972005-10-20T12:58:00.000+02:002005-10-21T13:12:19.410+02:00Ed ora Tango!<em><span style="font-family:times new roman;">"Mi ritengo un cantante di tango, che è musica dell'assenza, di qualcosa che c'è stato e non c'è più."</span> </em><br /><br /><div align="right"><em>V. Capossela</em></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112980612546409697?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1127729102067602412005-09-26T11:53:00.001+02:002005-09-26T18:40:23.080+02:00"Estate"<em><span style="font-family:times new roman;"><blockquote><em><span style="font-family:times new roman;"><blockquote><blockquote><div align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">"Estate </span></em></div><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;"></span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">sei calda come i baci che ho perduto </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">sei piena di un amore che è passato </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">che il cuore mio vorrebbe cancellar... </span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Odio l'estate, </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">il sole che ogni giorno ci scaldava </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">che splendidi tramonti dipingeva </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">adesso brucia solo con furore.</span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Tornerà un altro inverno </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">cadranno mille petali di rose </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">la neve coprirà tutte le cose </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">e forse un po' di pace tornerà.</span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Odio l'estate, </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">che ha dato il suo profumo ad ogni fiore </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">l'estate che ha creato il nostro amore </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">per farmi poi morire di dolor.</span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Tornerà un altro inverno! </span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Odio l'estate, </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">che ha dato il suo profumo ad ogni fiore </span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">l'estate che ha creato il nostro amore</span></em></p><p align="center"><em><span style="font-family:times new roman;">per farmi poi morire di dolor.</span></em></p><p align="center"><br /><em><span style="font-family:times new roman;">Odio l'estate... Odio l'estate."</span></em></p><p align="center"></p><p align="center"></p></blockquote></blockquote><div align="right"></span></em></span></em></div></blockquote><div align="right">Bruno Martino e Bruno Brighetti, 1960</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112772910206760241?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1127562194802728992005-09-24T12:40:00.000+02:002005-09-24T14:05:08.943+02:00L'amore difficile<div align="left"><span style="font-family:lucida grande;"><em></em></span></div><div align="left"><span style="font-family:lucida grande;"><em></em></span></div><div align="left"><span style="font-family:lucida grande;"><em></em></span></div><div align="left"><span style="font-family:lucida grande;"><em>"E' un'incognita ogni sera mia...<br />Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!<br />E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!<br />Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!<br />Le mani tue, strumenti su di me,<br />che dirigi da maestro esperto quale sei...<br /><br />E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,<br />dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.<br />Tanto sai che quassù male che ti vada avrai<br />tutta me, se ti andrà per una notte...<br />... E cresce sempre più la solitudine,<br />nei grandi vuoti che mi lasci tu!<br /><br />Rinnegare una passione no,<br />ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così<br />tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.<br />Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.<br />Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...<br /><br />Sono sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,<br />dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.<br />Tanto sai che quassù male che ti vada avrai<br />tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua...<br />... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...<br /><br />E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!<br />Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,<br />il resto di una gioventù che ormai non ho più...<br />E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,<br />ora ammetto che la colpa forse è solo mia,<br />avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.<br /><br />Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.<br />Io non so l'amore vero che sorriso ha...<br />Pensieri vanno e vengono, la vita è così..." </em></span></div><div align="right"><span style="font-family:lucida grande;">Mia Martini,<em> Minuetto</em></span></div><div align="right"><em></em></div><div align="right"></div><div align="left"><em></em></div><div align="left">Da come avrete capito oggi voglio focalizzare l'attenzione di questo blog sul tema intramontabile e immenso e tremendamente patetico dell'amore. Sono tanti gli aspetti di questo tema che si possono trattare, ma qui ora ho l'intenzione di parlare non del sentimento nudo e crudo, ma dello stato d'animo che Mia Martini in questa canzone decanta, dell'amore difficile, contrastato e talvolta letteralmente impossibile. Rispetto al generale tema amoroso, nondimeno questa variante è stata ampiamente analizzata da letteratura, cinematografia e musica, ma è spesso e purtroppo per noi sempre attuale. O l'abbiamo vissuta, o la stiamo vivendo, o la vivremo di certo.</div><div align="left">Questa canzone è, a mio avviso, nella storia della musica italiana, una di quelle, se non quella, che meglio descrive lo stato d'animo che si vive in una situazione del genere. Nel testo di questa canzone Mia Martini pone la protagonista come un'inetta donna che non riesce a rinunciare a donarsi all'uomo che ama, nonostante lui non dimostri di corrispondere con la stessa intensità. Alle parole di questa canzone voglio contrapporre il testo della canzone "<a href="http://www.italianissima.net/testi/storiada.htm">Storia d'amore</a>" che narra invece della vicenda amorosa di un ragazzo meno inetto e che prende un'altra strada nella sua storia rispetto a quella della donna di Minuetto.</div><div align="left">Non so cosa sia meglio. In realtà non so neanche se si possa stabilire cosa sia meglio. Di certo il giudizio di chi ha passato queste situazioni e che oramai ne è lontano è più oggettivo.</div><div align="left"></div><div align="left">P.S. Consiglio a chi non l'abbia visto il lungometraggio di Ferzan Ozpetek "<a href="http://www.imdb.com/title/tt0274497/">Le fate ignoranti</a>" che tratta proprio questa variante del tema. Un film di cui con presunzione, credo che in questo caso possa permettermela, ne affermo la struggente bellezza.</div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112756219480272899?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com8tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1126182206188985802005-09-08T13:54:00.000+02:002005-09-08T16:20:37.200+02:00Straniero<div align="left">Salve a tutti, erranti del web. Mi siedo qui ora, davanti al pc, per porre uno spunto di riflessione, per suscitare interesse verso la definizione di una condizione umana per me comune a molti, se non a tutti: l'essere estraneo, il sentirsi straniero.<br />Riporto qui di seguito il testo di una <a href="http://www.alessiolega.it/canzoni.php?testi=straniero">canzone</a> di Alessio Lega, premio Tenco 2004, che tratta proprio della condizione dello straniero.<br /><br /><em>"…E da una riva a un’altra riva percorsi questo mare<br />Quando arrivai all’attracco e scesi a questo nuovo porto<br />E trascinavo la mia vita, chissà per arrivare<br />Chissà per ritornare o non sentirmi ancora morto…<br /><br />Sono venuto a sta città<br />Come straniero che non sa<br />Come un insulto al cielo nero<br />In questa pioggia ostile<br />Lo stile fosco dell’età<br />E la pietà per questa gente<br />In tutto questo niente, il vento<br />Che batte il mio pensiero<br />E me ne andrò, io mi dicevo<br />Di notte, come uno straniero<br />Andrò davvero io non devo<br />Niente a nessuno andrò leggero via.<br /><br />Da marciapiede a marciapiede poi si disperde il sogno<br />Bisogna pur cedere al fondo un’ancora d’appiglio<br />Però io veglio inquieto ancora e traccio a questo stagno<br />Punto di fuga che non sia famiglia, moglie o figlio mio<br /><br />E così vivo in sta città<br />Come straniero che non parla<br />La lingua della società<br />- Il tarlo nella perla –<br />Sono straniero alla mia via<br />Mi sento ignoto anche agli specchi<br />Ai vecchi amici, a casa mia<br />A ciò che guardi o tocchi<br />Ho fiori secchi sul balcone<br />E la pensione per traguardo<br />Alzo lo sguardo a ogni stazione<br />Già certo del ritardo mio<br /><br />Da vita a morte è solo storia di grottesca assenza<br />Di sete d’aria fresca e nuova e fame di vacanza<br />Così ogni tanto cerco attorno chi dallo sguardo fa sfuggire<br />Sul piombo grigio d’ogni giorno la voglia di partire<br /><br />Siamo stranieri a sta città<br />Siamo stranieri a questa terra<br />A quest’infame e dura guerra<br />Alla viltà e al letargo<br />Prendiamo il largo verso altrove<br />Dove non seppellisci i sogni<br />Dove non inghiottisci odio<br />E arrivi a odiare i tuoi bisogni…<br />O morte vecchio capitano<br />Salpiamo l’ancora, su andiamo<br />Inferno o cielo cosa importa<br />Da questa vita morta<br />Come straniero partirò<br />Senza più niente da sperare<br />Fra quattro assi e dieci chiodi<br />Vedi c’è odor di mare… e ciao "<br /></em><br />Vi propongo anche un libro per approfondire l'argomento, <a href="http://www.sperling.it/sperl/scheda_libro.jsp?ean=978888274901&ed=55&sito=SK">"Bora"</a>, pagine di lettere scritte da Anna Maria Mori e Nelida Milani, due donne soggette alla condizione di straniere nella propria terra, quella di Pola, "passata" dall'Italia alla Jugoslavia al termine della seconda guerra mondiale.<br />Consiglio anche un ulteriore lettura, <a href="http://www.italialibri.net/opere/desertodeitartari.html"> "Il deserto dei tartari"</a> di Dino Buzzati. E' un libro che può creare un collegamento tra il concetto di frontiera che ho enunciato nella prima "pubblicazione"e la condizione di straniero che invece affronto qui adesso.<br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112618220618898580?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com2tag:blogger.com,1999:blog-16149322.post-1125600115491905412005-09-01T20:25:00.002+02:002005-09-09T16:43:16.133+02:00La Frontiera<div align="center"><br /><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"><em>La frontiera... un posto interessante, per persone alla ricerca di qualcosa che non conoscono, qualcosa che è dietro l'angolo, un angolo introvabile. </em></span></div><div align="center"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"><em>Questo sito, in realtà, non vuole avere la presunzione di proporsi come frontiera, ma vuole cercare di essere un mezzo per raggiungerla, vuole porre lo spunto per incamminarsi verso quella meta, verso quel confine.</em></span></div><div align="center"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"><em>Non è un altro luogo che cerchiamo, non vogliamo andare in un'altra entità territoriale, noi cerchiamo proprio la frontiera, una linea che sta in mezzo, una condizione di precaria stabilità nella nostra testa ma che ci fa sentire a casa, ci fa sentire noi stessi, ci fa sentire arrivati.</em></span></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16149322-112560011549190541?l=lafrontiera.blogspot.com'/></div>Giorgio Paternahttp://www.blogger.com/profile/17557309513176459809noreply@blogger.com0