tag:blogger.com,1999:blog-144902922008-07-20T10:46:56.635+02:00Copy&Writerstefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comBlogger99125tag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-87506750023995582372008-07-15T23:28:00.007+02:002008-07-16T00:16:18.705+02:00Un radio che vola alto.<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/izG9qs0_1h0&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/izG9qs0_1h0&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br /><br />Il radio è il parco giochi di un copywriter. Un posto unico dove possono accadere cose incredibili, come quando l'idea che ti è venuta ti fa fare un salto mortale su te stesso pur restando seduto. E cronometro alla mano si ripete, si ottimizza all'infinito per farlo stare in 20 o 30 (strettissimi) secondi. Poi si registra facendo fare ai doppiatori decine di incisioni e chiedendogli di immedesimarsi. Si condisce il tutto con qualche sound effects e... voilà! Il risultato assicurato è che non avrete mai e poi mai una registrazione tanto assurda quanto memorabile come quella che potete ascoltare sopra.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-22506372024652149642008-07-10T23:08:00.014+02:002008-07-12T12:09:06.468+02:00Questo mi piace.<object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PemecwU4kAs&hl=it&fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><embed src="http://www.youtube.com/v/PemecwU4kAs&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="344" width="425"></embed></object><br /><br />E' il nuovo spot della Cadbury ideato dalla Fallon (la firma è sempre quella di Juan Cabral), gli stessi che hanno trionfato a Cannes con il Gorilla. E se lo scimmione non mi aveva convinto per niente questo invece mi piace. Il senso che ha, seppur laterale e apparentemente staccato dal prodotto, lo vedo chiaramente e lo condivido tutto d'un fiato. Lo spot mi dice che "noi, indispensabili goffe macchine destinate a passare tutta la vita nel solito posto, dove tutti vanno di corsa per saltare su enormi apparecchi che ci sfrecciano accanto, davanti e pure di sopra, finalmente avremo la nostra rivincita dal sapore grandioso" quello stesso sapore del cioccolato pubblicizzato. Bello, ci sta proprio tutto. E che dire della canzone dei Queen? E' un ottimo esempio di come la musica possa sostenere (quasi da sola) tutto il concept creativo. Insomma, in questo commercial musica e testo fanno, per ora, la parte del leone. Per il Grand Prix vedremo l'anno prossimo.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-50875266822001232522008-07-08T20:07:00.008+02:002008-07-09T00:33:26.504+02:00Non prendertela, era solo una battuta.<object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/A3h64dsUkGk&hl=it&fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><embed src="http://www.youtube.com/v/A3h64dsUkGk&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" height="344" width="425"></embed></object><br /><br />Domenica scorsa sul campo di Wimbledon è stato scritto un pezzo di storia del tennis: Rafael Nadal ha spodestato Roger Federer. Nonostante il match sia stato avvincente e sorprendete nel risultato finale, niente (come mi ha ricordato un amico) potrà mai eguagliare quello che successe il 5 maggio 1989 sul centrale del Roland Garros. In campo scendevano Michael Chang e Ivan Lendl, in palio c’era l’accesso ai quarti di finale. Chang aveva solo 17 anni, corporatura minuta, poco abituato alla terra rossa e con tutti i pronostici contro. Oltre alle statistiche aveva contro anche Ivan Il Grande: una leggenda del tennis, numero uno del mondo, vincitore di tre edizioni del torneo parigino. L’inizio partita vede lo scontato dominio di Lendl che si porta due set a zero, poi qualcosa cambia. Chang vince il terzo set e, nonostante i crampi, riesce a spuntarla anche nel quarto. Quella che doveva essere una banale partita dall’esito scontato si è trasformata in un’aspra battaglia, incerta e bellissima. Ma i due episodi che avrebbero consegnato alla storia questo ottavo di finale sarebbero accaduti di lì a poco. È il quinto set, per la precisione siamo sul 4/3 Chang. Michael è al servizio, fa rimbalzare la pallina, poi guarda Lendl negli occhi e invece di cercare un ace serve da sotto. Negli annali del grande tennis una cosa così non si era mai vista. L’avversario incredulo prova ad attaccare scendendo sotto rete ma viene battuto da un lungolinea. Il pubblico non crede ai suoi occhi, grida e si schiaffeggia le mani per quasi un minuto. Lendl invece si rivolge al suo avversario con un gesto eloquente, “sei matto” gli mima. Il secondo clamoroso episodio accade sul match point per Chang che questa volta deve ricevere. Lendl, famoso per la sua solidità mentale, viene messo in crisi. Ha sbagliato il primo servizio, e mentre sta per servire la seconda palla vede Chang avanzare. Il piccolo avversario si porta avanti, si posiziona a ridosso della linea del servizio, è in mezzo al campo. Lendl si lamenta con l’arbitro. Il cino-americano, lì dove si trova, non avrebbe mai potuto rispondere alla battuta del numero uno del mondo. Non risponderà, non ce ne sarà bisogno, perché Lendl commetterà un doppio fallo che gli farà perdere la partita. Chang quell’anno vincerà il suo primo (e unico della carriera) torneo dello Slam. Per Lendl iniziò invece, lenta e inesorabile, la parabola discendente dai vertici delle classifiche ATP. E anche se dopo vinse altri tornei, quella battuta di Chang proprio non gli andò giù. Che dopo quel folle servizio invece di attaccare a rete doveva fare altro? Probabile. Forse per spiazzare il suo avversario era meglio fare l'unica cosa che si fa dopo una battuta originale, una bella risata.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-73028528290533813402008-07-02T12:46:00.019+02:002008-07-02T23:57:30.317+02:00YouCannesCannes 2008 e l’emozione di giocarsela. Mi concedo un piccolo momento di gloria: lavoro in una delle <a href="http://www.youmark.it/article/9003">quattro agenzie</a> italiane che erano in shortlist per la categoria film (<a href="http://youtube.com/watch?v=DPmFXEscUBE&feature=user">questo è lo spot</a> che ci ha fatto entrare in finale - "Taxi" per Nat Geo Adventure). E anche se io non ho lavorato allo spot, è bello far parte di una delle (purtroppo) poche strutture che hanno rappresentato l'Italia a Cannes.<br />Detto questo parto subito deciso: il film che più mi è piaciuto tra quelli premiati con un leone è il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FgfzdgWgEZ4">Chocolate Man</a> di Axe. Perché nel suo essere originale è giusto, nel suo essere giusto è divertente, nel suo essere divertente è perfetto per il prodotto, per il cliente, per il target, per i giurati di Cannes e perfino per la gente che della pubblicità se ne frega altamente (e questi ultimi sono parecchi). Poi metterci come musica la bellissima <a href="http://www.imeem.com/people/y9IoiLS/music/QPV3-5fF/allen_toussaint_sweet_touch_of_love/">Sweet Touch of Love</a> di Allen Toussaint è stato il tocco da maestro. Al contrario il Gorilla non mi fa ridere, non mi affascina e, se escludiamo la vittoria del GP, nemmeno mi sorprende. Okay, partiva in pole position visto il successo ottenuto in rete grazie alla sua assoluta originalità e nel sapersi distaccarsi da un brief. Ed è vero anche che esistono stupendi esempi di come spesso la bellezza di uno spot coincide con la sua elevata diffusione sul web. Ma spesso non è sempre. Chissà, magari le prossime giurie film dei festival di pubblicità sono destinate a sparire, rimpiazzate dalla pagina "All Time Most Viewed" di YouTube. Che succederebbe? Bè, con oltre 9o milioni di views (vale a dire uno dei più visti di sempre) c’è il rischio che possa sbancare Cannes anche un video come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dMH0bHeiRNg">questo</a>. Che poi meriterebbe davvero un premio io non l'ho mai detto. E ho sbagliato.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-21110478630112525572008-06-21T18:33:00.008+02:002008-07-11T21:30:18.260+02:00Le primarie USA in sintesi.Dopo essersi scontrati con tutti i mezzi, e su tutti i mezzi, Obama ha trionfato su Hillary. Su <a href="http://adage.com/campaigntrail/post?article_id=127508">AdAge</a> escono anche le pagelle su chi ha usato meglio cosa. Ma uno dei motivi della vittoria del senatore dell'Illinois appare chiaro nella clip. In una campagna elettorale come questa, che come non mai puntava tutto sul fattore mediatico, per la Clinton non c'era niente da fare, Obama usciva meglio in video. Ma soprattutto, in audio.<br /><br /><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hmhgwxNh75o&hl=it"><embed src="http://www.youtube.com/v/hmhgwxNh75o&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" height="344" width="425"></embed></object><br /><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il video l'ho scovato sul blog di <a href="http://www.lucabartoli.info/bblog/">Luca</a>, che ringrazio per avermi fatto fare un sacco di risate.</span><br /></span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-80939954689977961152008-06-18T22:41:00.004+02:002008-06-18T22:58:12.505+02:00Italian Dream<object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JRI4V6ObZc0&hl=it"><embed src="http://www.youtube.com/v/JRI4V6ObZc0&hl=it" type="application/x-shockwave-flash" height="344" width="425"></embed></object><br /><br />Italian Dream è divertente e surreale. Italian Dream è il nuovo film di Sandro Baldoni. Italian Dream è un ottimo esempio di cinema indipendente.<br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/SFl0E8nIQ2I/AAAAAAAAAJ8/a2yih2rOXVo/s1600-h/ManifItalianDream.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 215px; height: 308px;" src="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/SFl0E8nIQ2I/AAAAAAAAAJ8/a2yih2rOXVo/s400/ManifItalianDream.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213325671996605282" border="0" /></a><br />Il film racconta la realtà di tutti noi, quella precarietà economica, di valori e di senso, che stiamo sperimentando nella vita di tutti i giorni. E' un film poco italiano. Non si prende sul serio eppure fa un discorso serio: è irridente, colorato, caustico, ma ha anche alcuni momenti di poesia. Sarà nelle sale da venerdì 27 giugno. <a href="http://www.movieplayer.it/news/05566/sandro-baldoni-a-sguardi-con-italian-dream/">Qui</a> altre informazioni.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-88271197331740951142008-06-16T12:18:00.009+02:002008-06-16T12:44:07.876+02:00Art Directors Fight Club Italiano<object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SkWm1B2jTNw&hl=en"><embed src="http://www.youtube.com/v/SkWm1B2jTNw&hl=en" type="application/x-shockwave-flash" height="344" width="425"></embed></object><br /><br />Ecco il video in cui l'<a href="http://www.adci.it/">ADCI</a> dichiara guerra. Il messaggio è chiarissimo: "cambiamo le cose, pensiamo in grande e soprattutto basta col tutti contro tutti". Si ritroveranno tutti contro? Speriamo di no.<br /><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);">.</span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-31268218594079585112008-05-11T16:16:00.011+02:002008-05-13T00:00:54.606+02:00Young Creativity Award 2008<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/SCcAVZ8oL0I/AAAAAAAAAI8/DIsU4Xv5EI4/s1600-h/yca08.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/SCcAVZ8oL0I/AAAAAAAAAI8/DIsU4Xv5EI4/s400/yca08.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199124662564958018" border="0" /></a><br /><div><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Dopo il grande successo della passata edizione, torna lo </span><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">Young Creativity Award</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> promosso da <a href="http://www.associazione-tp.it/">TP</a>. </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> Il bellissimo contest rivolto esclusivamente a giovani copywriter, art director, registi, web designer e graphic designer (purché under 31). </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">L'unico festival pubblicitario che abbraccia apertamente</span> </span><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">lavori usciti</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> o </span><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">totalmente inventati</span></span>.<br /><br /><span style="font-weight: bold;">Categorie</span><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">:</span><span style="font-weight: bold;"> </span><span style=";font-family:Arial;color:black;" lang="IT"><span style="font-family:georgia;"><span style="font-size:100%;">Stampa e Affissione; Spot e virali; Radio; Below the line; Packaging; Sito web; Campagna web; Ambient e Guerrilla; Sociale; Trash.</span></span><br /></span><p class="MsoNormal" style=""><span style=";font-family:Arial;color:black;" ></span><span style=";font-family:Arial;font-size:10;color:black;" ><o:p></o:p></span></p> <span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">Deadline:</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> 5 giugno 2008.</span><br /><br /><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Purtroppo il sito e il blog della TP sono work in progress, e sia il bando sia </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">la scheda di partecipazione</span><span style="color: rgb(51, 51, 51);"> non sono scaricabili da un link. Per averli bisogna scrivere agli instancabili organizzatori:</span><br /><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><br />- Steve: cuorepubblicitario@gmail.com</span><br /><span style="color: rgb(51, 51, 51);">- Gabriella: g.fiori@associazione-tp.it</span><br /><span style="color: rgb(51, 51, 51);">- Tel.: 02.655841 – 335.6724461</span><br /><br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 51);">Invito, chiunque voglia farlo, a diffondere la notizia.</span><br /><br /><br /><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/06_Giugno/08/giovani_creativi.shtml">Qui</a> <span style="color: rgb(51, 51, 51);">e</span> <a href="http://spotanatomy.libero.it/index.php/2007/06/09/yca_young_creativity_award_pubblicitari">qui</a> <span style="color: rgb(51, 51, 51);">trovate notizie sull'edizione 2007.</span><br /><br /></div>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-71224228256626776942008-02-23T02:22:00.013+02:002008-07-11T21:31:16.751+02:00Made in a church.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R79sP69rMfI/AAAAAAAAAI0/TfW2lyr373M/s1600-h/kk_church.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169969918026396146" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R79sP69rMfI/AAAAAAAAAI0/TfW2lyr373M/s320/kk_church.jpg" border="0" /></a><br />KesselsKramer. Fino a qualche mese fa ignoravo totalmente l’esistenza di questa agenzia pubblicitaria con base ad Amsterdam. Diversa, ironica, creativa e in più unica nel vero senso della parola. La prova di quanto appena detto è la foto sopra che immortala la sede della KK: una chiesa sconsacrata arredata da galeone. Ma se non bastasse questo c'è da considerare l'uso che la KesselsKramer fa del web. Dunque, ricapitoliamo l’abc di internet. In rete un’azienda fa vedere chi è, cosa sa fare e cosa ha fatto, e in ogni caso è sempre, e ovviamente, il meglio. Quindi possiamo concludere che sul web “ci si mostra”, blogger compresi. Ecco, la <a href="http://www.kesselskramer.com/">KesselsKramer</a> no, loro giocano a nascondino. Ogni volta che andrete sul loro sito ufficiale vi imbatterete in uno studio dentistico, oppure in un’agenzia di viaggi o nella homepage di un maldestro sceriffo. Ogni tanto (anche ogni giorno) il sito viene cambiato in qualcosa di assurdo, il più lontano possibile da un portfolio, una filosofia creativa o dei premi vinti. Insomma se volete trovarli dovrete cercali per vie traverse. Questo è la KesselsKramer. Ma è anche questo: <a href="http://www.youworkforthem.com/product.php?sku=P0609">2 kilo</a>. Così si chiama il book dei loro lavori che spesso sfoglio in agenzia. Trovate strano il nome? A dire il vero è forse la cosa più logica: 2 chili della loro migliore (stavolta sì) creatività, dove le pagine non sono numerate, no no, sono pesate. Dalla prima all’ultima pagina il loro ordine è tutto in grammi: tot peso tot pagina. Ecco come arrivare all’ultima di copertina. 2 chili esatti. Certo che se poi vi mettete a segnare con dei Post-it tutte le campagne più belle fa un po’ più di 2 chili. Ma come direbbe il mio salumiere: “Che faccio? Lascio?”.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-3257343666848710472008-01-19T22:52:00.000+02:002008-02-03T14:51:32.058+02:00Bobby Fischer<object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d8hE7wio1_A&rel=1"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/d8hE7wio1_A&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object><br /><br /><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-01-18_118165919.html">Ieri</a> è morto Bobby Fischer. Molti di voi non sapranno nemmeno chi è, e chi lo conosce non troverà nessi con questo blog. Inutile cercarne, non ce ne sono. L’unico motivo che lo fa stare qui è la profonda ammirazione che provo nei confronti di questo personaggio, per <a href="http://www.agi.it/news/notizie/200801181707-cro-rt11101-art.html">Kasparov</a> il più grande scacchista di sempre, per altri semplicemente un <a href="http://teddisbanded.blogspot.com/2007_11_01_archive.html">disbanded</a>. Questo post è dedicato a lui, alla sua genialità e al suo modo di affrontare la vita. La sua storia entusiasma e sorprende come fosse scritta da un abile sceneggiatore di Hollywood, e non c’è bisogno di essere giocatori di scacchi per appassionarsene. E’ sufficiente avere pazienza e leggere, riga dopo riga, la cronaca della sua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bobby_Fischer">vita</a>. E quando l’avrete fatto provate a raccontarla a chi non la conosce, lo stupore che leggerete negli occhi di chi vi ascolta vi ripagherà della fatica. Ne sono certo.<br /><br /><span style="font-size:85%;">* Il video sopra (primo di cinque filmati) è la bellissima puntata </span><span style="font-size:85%;">dedicata a Fischer </span><span style="font-size:85%;">de "<a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/">La storia siamo noi</a>", andata in onda su Rai Tre dopo la sua morte.<br /></span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-81238207761793367142008-01-09T00:33:00.000+02:002008-01-09T01:50:59.610+02:00Ancora un augurioE anche la befana è passata. Più corretto dire andata. Perché contenti o scontenti i regali sono stati tutti scartati, qualche torrone ancora fa capolino dalla credenza e c'è anche chi conserva con cura coccarde e carte regalo. Non si sa mai, dovessimo ricordarci all'ultimo minuto di un compleanno dimenticato. Ma il 2008 ha una sorpresa ben più corposa da svelare. E sì, perché è entrato nel vivo il più grande show del pianeta: le presidenziali USA. Se poi ci mettiamo il fatto che è dal 1928 che né il presidente in carica, né il suo vice sono in corsa per la Casa Bianca la questione si fa davvero interessante. In più dobbiamo aggiungere convention stellari, budget simili al PIL di nazioni del terzo mondo e, da quest'anno, tanta tanta tecnologia. Noi ancora andiamo avanti (cioè indietro) con <a href="http://www.centrodiascolto.it/view.php?id=32206">dibattiti blindati</a> e cronometri alla mano manco fossimo a una corsa campestre, mentre loro, i candidati americani, fanno un confronto aperto su <a href="http://it.youtube.com/democraticdebate">YouTube</a>. Un altro mondo insomma, e una bella cosa. Però, c'è un però. Il fatto è che loro, sempre i politici americani, spesso davvero credono di essere su un altro mondo invece che su questo pianeta, che mi dicono essere di tutti. Ed è per questo che mi faccio un augurio in proposito. Un buon augurio, in nome di molti altri, e cioè che il prossimo Presidente riprenda in mano quanto prima gli accordi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Ky%C5%8Dto">Kyoto</a>. Insomma, prima ancora di essere una donna, bianco oppure nero, spero che il prossimo presidente USA sia soprattutto verde.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-5351284232354464702007-12-20T23:01:00.000+02:002008-01-05T12:31:08.997+02:00Utile per chi?In questo periodo tutti o quasi si augurano di essere più buoni. L’affetto che trasuda da addobbi e pacchi natalizi fa venir voglia di sentirsi delle persone migliori. Che, ipocrisia a parte, non è malvagia come conseguenza. Solo che per riuscirci bisogna fare qualcosa. E una buona azione sarebbe l’ideale. Che per un creativo si chiama <a href="http://osocio.org/">social campaign</a>.<br />Mi rendo conto che pretendere tutto questo da dei pubblicitari è dura, specie se dobbiamo farlo attraverso il nostro lavoro. Dovremmo tradire quell’innato istinto mercenario che alberga in noi. Ora, va bene che ci alberga gratis, ma farla pagare proprio a chi vive situazioni drammatiche tutto è tranne che responsabile.<br />Il modo per capire se la nostra campagna sociale è una buona azione ce lo suggeriscono tre bellissimi annunci ideati dalla <a href="http://adsoftheworld.com/media/print/ccrj_creative_team?size=_original">Giovanni+Draftfcb di Rio de Janeiro</a>. Basta farsi una semplice domanda dopo aver realizzato la nostra creatura, guardandola attentamente chiedetevi: “è utile per chi?”. Create responsibly.<strong><br /></strong><br /><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2rhnx90yxI/AAAAAAAAAIc/b_xmetzXEiM/s1600-h/responsibleads.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146173597768010514" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2rhnx90yxI/AAAAAAAAAIc/b_xmetzXEiM/s320/responsibleads.jpg" border="0" /></a></p><p></p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2riNB90yzI/AAAAAAAAAIs/TkMIJ2RNmhY/s1600-h/respads3.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146174237718137650" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2riNB90yzI/AAAAAAAAAIs/TkMIJ2RNmhY/s320/respads3.jpg" border="0" /></a></p><p></p><p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2rh5B90yyI/AAAAAAAAAIk/o3gIoe9oGxk/s1600-h/respads2.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146173894120753954" style="margin: 0px auto 10px; display: block; cursor: pointer; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R2rh5B90yyI/AAAAAAAAAIk/o3gIoe9oGxk/s320/respads2.jpg" border="0" /></a><br /><span style="font-size:85%;"><strong>BODYCOPY:</strong> "Homeless and disable people are helping many advertising professionals to achieve success. Not mentioning the ones wounded in wars and the ones infected with AIDS, who are always giving a helping hand. But, isn’t it the other way around? Next time you have a brilliant idea for a starving nation, war refugees or AIDS victims ad, remember to ask yourself this: brilliant for whom?"</span></p><p><span style="font-size:85%;">via <a href="http://adsoftheworld.com/">AoTW</a></span></p>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-58682867624604385612007-12-13T22:25:00.000+02:002007-12-13T22:43:11.799+02:00Missione Natale<object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NCxZQNNDi3c&rel=1"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/NCxZQNNDi3c&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object><br /><br />Dieci minuti. Per essere precisi 9 minuti e 55 secondi. Li avete? Lo spero. Skipper, Kowalski, Rico e Soldato sono i quattro pinguini del film <a href="http://www.imdb.com/title/tt0351283/">Madagascar</a>, qui protagonisti di un corto animato che li vede alle prese con una impegnativa <a href="http://www.imdb.com/title/tt0484439/">missione natalizia</a>. Guardarli all'opera è spettacolare, e se vi piace il genere sono imperdibili.<br />In altre parole questo video è uno vero spasso. In altre ancora è un augurio. Di buone feste.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-79049309305820206122007-12-10T13:26:00.000+02:002007-12-14T12:50:05.154+02:0064 - 25 - 17<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R11p0yMDaBI/AAAAAAAAAH8/XQH0JC_5eXM/s1600-h/c64_pag.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R11p0yMDaBI/AAAAAAAAAH8/XQH0JC_5eXM/s400/c64_pag.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142382705073416210" border="0" /></a><br />Sembrano numeri buoni per qualche giocata su chissà quale ruota del lotto. Provateci, magari son buoni davvero. Ora non vorrei deludervi dicendovi che non sono frutto di sogni o di complessi sistemi basati programmi statistici, ma la cosa bella è che se non siete dei liceali in erba cresciuti a pane e playstation questo terno secco vi ha già riempito di soddisfazioni: <p class="MsoNormal" style="line-height: 150%;">- <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Commodore64.jpg">64</a> è il modello del mitico Commodore;<br />- <a href="http://www.computerhistory.org/events/index.php?id=1193702785">25</a> sono gli anni che compie in questi giorni;<br />- <a href="http://oldcomputers.net/c64.html">17</a> sono i milioni di pezzi che ha venduto nel mondo. </p> <p class="MsoNormal" style="line-height: 150%;"><o:p></o:p><span style=""><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Tramiel">Jack Tramiel</a> è il papà </span><span style="">del Commodore 64</span><span style=""> e <a href="http://www.webalice.it/hiro76/commodore.htm">qui</a> c’è tutta la storia di come andarono le cose. Rendo omaggio alle nozze d’argento del C64 nel modo che conosco meglio: suggerendovi 3 campagne che contribuirono a lanciarlo sul mercato <a href="http://www.computermuseum.it/media/pub.asp?ID=56">americano</a>, <a href="http://www.computermuseum.it/media/pub.asp?ID=11">francese</a> e <a href="http://www.computermuseum.it/media/pub.asp?ID=20">italiano</a>.<br /></span></p> <p class="MsoNormal" style="line-height: 150%;">Ripensare al Commodore 64 e agli innumerevoli joystick rotti per far correre più veloce l’atleta nei <st1:metricconverter productid="100 metri" st="on">100 mt</st1:metricconverter> piani mentre ho sul tavolo l'accattivante <a href="http://www.hitmangames.de/Pics/psp.jpg">PlayStation Portable</a> sembra preistoria.<br />Poi però ripenso alla mia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga_500">Amiga 500</a>, sempre Commodore ma di qualche anno dopo, dei primi anni novanta e di quanto fu rivoluzionaria grazie alla sua stupenda qualità grafica e alle innovative capacità multimediali. Guardando nuovamente la PSP mi rendo conto che 17 anni fa ,con l'Amiga, si andò davvero oltre. Cosa che non farò con questo post.</p>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-80424998004919161852007-11-28T13:53:00.000+02:002007-11-28T14:48:28.976+02:00Non è un caso<object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qHO8l-Bd1O4&rel=1"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/qHO8l-Bd1O4&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object><br /><br />Grasse risate mi sono fatto con questo video, che pur prendendo in giro gli spot della recente campagna Apple <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA26593/index.shtml">"Mac&Pc"</a> non sbaglia poi molto su quello che racconta. Solo che questo post non parla né delle tentacolari ambizioni megalomani di Steve Jobs né del recente buonismo filantropico di Bill Gates. Affronta tutt'altro. Parla del fatto che questo video è un errore, nel senso che l'ho trovato per sbaglio. In realtà non cercavo niente di particolare.<br />Ormai sta diventando un vizio: vado su YouTube, scrivo nella ricerca delle parole a caso e vedo cosa esce fuori. Clicco su qualche video correlato e ogni volta trovo qualcosa di interessante. Che mi piace e mi rivedo almeno un paio di volte. Detta così sembra una strana alchimia, ma in realtà ha un nome preciso: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipit%C3%A0">Serendipity</a>. E io ci sguazzo. Voi no?stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-73071110624122719172007-11-22T23:27:00.000+02:002007-11-27T14:41:18.278+02:00Io odio odiare da solo<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R0X11YnmpTI/AAAAAAAAAFE/G-7V6-keR4I/s1600-h/brontolone.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/R0X11YnmpTI/AAAAAAAAAFE/G-7V6-keR4I/s400/brontolone.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135781247576352050" border="0" /></a> Avete presente tutti quei social network in cui parlate di voi, invitate i vostri amici e descrivete amori e passioni? Quelli in cui postate foto, aprite un blog e vi fate un sacco di contatti. Che poi sono gli stessi che vi permettono di organizzare serate e conoscere tantissima gente simpatica, interessante, socievole e aperta. Bè, se ne fate anche parte questo post non può interessarvi. Dico davvero, non fa per voi.<br />Perché questo post parla sì di una community, ma diabolica. <a style="color: rgb(51, 102, 255);" href="http://www.hatebook.org/">Hatebook</a>. Un anti-social network che detesta MySpace e Facebook. Dove bisogna dar vita a degli hate-clan per detestare qualcosa (o qualcuno) insieme. Condividendo un odio comune e picconando in modo più o meno simpatico. Basta che lo si faccia in gruppo. Proprio come una brava e operosa community.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-55605818274035504742007-11-20T12:27:00.000+02:002007-11-20T12:29:09.980+02:00Casini in corsoProblemi con i settaggi del blog. Spero di risolverli al più presto.stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-17869087283592863712007-10-23T10:23:00.000+02:002007-11-20T14:17:20.082+02:0099 Francs - il film<span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" >Mesi fa avevo dedicato<span style="color: rgb(51, 51, 255);"> </span><a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://copyandwriter.blogspot.com/2006/06/quoque-tu-copy-mi.html">un post</a> al libro di </span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" ><a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fr%C3%A9d%C3%A9ric_Beigbeder">Frédéric Beigbeder</a> "<span style="font-style: italic;">Lire 26.900</span>". Io credo che ogni pubblicitario debba dargli un'occhiata, è terapeutico, fa bene. Ovviamente anche persone non addette ai lavori lo apprezzerebbero, ma senza credergli.<br /><br />Comunque sia, questo post non serve a doppiare l'altro bensì per dire che è uscito il film tratto dal suddetto romanzo: <a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://www.99francs-lefilm.com/"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;">99 Francs</span></span></a><span style="color: rgb(0, 0, 153);">,</span> che è il titolo originale. P</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" >er ora è disponibile solo in lingua francese, ma se avete letto il libro almeno 10 volte come me vi saprete orientare senza problemi.</span><br /><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" ><br /><object height="355" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xAgRzj77b4A&rel=1"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/xAgRzj77b4A&rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"></embed></object><br />Ah, su YouTube trovate un sacco di altri trailer. Basta mettere il titolo del film<span style="font-style: italic;">.</span></span><span style="color: rgb(102, 102, 102);"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><em><span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" > </span></em></span></span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-2940762124708272272007-10-11T10:38:00.000+02:002007-11-27T16:44:13.662+02:00Ogilvy è un copione<span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;"><span style="font-family:trebuchet ms;"><span style="font-family:georgia;">Forte come titolo vero? Ma così è. Per stessa ammissione del grande David.</span></span></span><span style="font-family:trebuchet ms;"> </span><span style="font-family:georgia;"><br />Inutile dire che lui è un punto di riferimento, un mito. Uno che ha saputo creare una vera corrente di pensiero nell'advertising moderna (che ancora vive), e quanto segue non ne mette in discussione la grandezza. Però vale la pena approfondire. E allora approfondiamo.</span><br /><br /></span><div style="text-align: center; font-family: trebuchet ms;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rw3nt3j-QFI/AAAAAAAAAD0/ZjU7iOBGna0/s1600-h/RR.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rw3nt3j-QFI/AAAAAAAAAD0/ZjU7iOBGna0/s320/RR.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120003126585081938" border="0" /></a><span style="font-family:georgia;">La questione verte su un famoso annuncio di David Ogilvy, la pubblicità della Rolls Royce degli anni 50/60, in cui la headline recitava (annuncio di destra):</span><br /></div><div style="text-align: center;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight: bold;">At 60 miles an hour the loudest noise</span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight: bold;">in this new Rolls-Royce comes from the electric clock.</span></span><br /></div><div style="text-align: center;"><div style="text-align: left;"><span style="font-size:100%;">Fin qui niente di strano. Se non fosse che negli anni 30 la </span><a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pierce-Arrow"> Pierce-Arrow Society</a> era uscita con questa headline (annuncio di sinistra):<br /></div><div style="text-align: left;font-family:georgia;"><span style="font-size:100%;"></span><div style="text-align: left;"><div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;font-size:100%;" >The only sound one can hear in the new Pierce-Arrows</span><span style="font-weight: bold;font-size:100%;" ><br />is the ticking of the electric clock.</span><span style="font-size:100%;"><br /></span></div></div></div><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" ><span style="font-size:78%;"><span style="font-size:100%;"></span></span></span><div style="text-align: left;font-family:georgia;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">Identiche. Talmente simili da lasciare dubbiosi. Possibile che uno come David Ogilvy, tanto attento alle ricerche e ai test non lo sapesse? E infatti lo sapeva, tanto da ammetterlo con grande onestà in un'intervista ad una TV americana.<br /><br /></span><object height="350" width="425"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.youtube.com/v/0kfsnjcUNiw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"></embed></object><br /><br /><span style="font-family:georgia;">Al punto 9':25'' (o a -45':20'') potete ascoltare lo stesso David che dice:</span></span><br /><div style="text-align: center;font-family:georgia;"><span style="font-style: italic;font-size:100%;" >"I didn't write that headline. It's a quotation from an article </span><span style="font-size:100%;"><br /></span><span style="font-style: italic;font-size:100%;" >which appeared about 20 years before in an English automobile magazine"</span></div></div><div style="text-align: left;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;"><span style="color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" ><br /><span style="font-family:georgia;">Ennesima lezione di stile da parte di Ogilvy.</span></span><br /></span></span></div></div>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-24872599501463477602007-08-03T14:44:00.001+02:002007-10-23T11:10:56.308+02:00Avviso ai naviganti<span style="font-family: georgia;">Che sia mare o montagna questo è tempo di andare. E ogni viaggio ha la sua preziosa cartina stropicciata da tenere in tasca.</span><br /><br /><span style="font-family: georgia;">Qui sotto ne trovate una molto particolare. E' la </span><a style="font-family: georgia;" href="http://www.informationarchitects.jp/ia-trendmap-2007v2">Web Trend Map 2007</a><span style="font-family: georgia;">. Ovvero la mappa dei siti di successo, ordinati per categoria, popolarità e prospettive future.</span><br /><br /><br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/RrMnmc7-AQI/AAAAAAAAADs/7n4nBI1sAek/s1600-h/web_map.gif"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/RrMnmc7-AQI/AAAAAAAAADs/7n4nBI1sAek/s320/web_map.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094459145042395394" border="0" /></a><br /><span style="font-family: georgia;">Guardandola attentamente c'è una cosa che mi ha veramente sorpreso (in alto a destra). Tra autentici mostri come YouTube, Google o MySpace si fa spazio anche il sito di un </span><a style="font-family: georgia;" href="http://www.beppegrillo.it/"><span style="font-style: italic;">comico</span></a><span style="font-family: georgia;">.</span><br /><br /><span style="color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold; font-family: georgia;"><br />Ci si rivede a settembre. Buone vacanze a tutti.</span><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);">.</span><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);">.</span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-20003017748833098202007-07-26T21:22:00.000+02:002007-11-27T14:55:13.210+02:00ADCI Promocard - Global warming<span style="font-family:georgia;">Sono appena stati decretati i vincitori del concorso indetto dall'ADCI e da Promocard per sensibilizzare le persone sul tema del </span><span style="font-style: italic;font-family:georgia;" >riscaldamento globale. </span><a style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: georgia;" href="http://www.flickr.com/photos/blogadci/sets/72157601001246736/">Qui potete guardare i lavori che hanno vinto.</a><br /><span style="font-family:georgia;">Sotto posto invece </span><a style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: georgia;" href="http://www.flickr.com/photos/blogadci/887672537/">la promocard che io e l'art director</a><span style="font-family:georgia;"> che lavora con me abbiamo realizzato e inviato per conto della nostra agenzia.</span><br /><br /><span style="font-family:georgia;">L'idea è stata quella di sfruttare come leva il concetto del "mondo sommerso", senza usare però mari straripanti, montagne inondate o monumenti annegati. Abbiamo preferito semplicemente un simbolo.<br /><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rqnii87-AMI/AAAAAAAAADM/V3EWKVwJDvI/s1600-h/promocard_adci_global_warming.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp0.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rqnii87-AMI/AAAAAAAAADM/V3EWKVwJDvI/s400/promocard_adci_global_warming.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091849943820140738" border="0" /></a><span style=";font-family:arial;font-size:100%;" ><br /></span><div style="text-align: center;"><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;" ><span style="font-weight: bold;">Copywriter:</span> Stefano Battistelli<br /><span style="font-weight: bold;">Art Director:</span> Julio de la Vega</span><span style="font-size:85%;"><span style="color: rgb(255, 255, 255);font-family:georgia;" >.</span><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);">.</span><br /></span></div>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-49820999516280755202007-07-13T17:44:00.000+02:002007-11-27T14:59:02.008+02:00Un nodo alla gola<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rpefwvoyt-I/AAAAAAAAAC8/jmEFoR4ORrU/s1600-h/crav.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/Rpefwvoyt-I/AAAAAAAAAC8/jmEFoR4ORrU/s320/crav.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086709963908364258" border="0" /></a><br />Davvero lodevole l'iniziativa dell'Eni. Come extra al progetto <a href="http://www.eni.it/efficienza-energetica/24-consigli-testo.html">Eni 30percento </a>(24 consigli per tutelare l’ambiente con tanto di campagna pubblicitaria) l'azienda ha pensato bene di chiedere ai suoi dipendenti di andare al lavoro senza cravatta. <span style="color: rgb(255, 102, 0);">Così l'aria condizionata negli uffici verrà abbassata, questo farà risparmiare energia e conseguentemente l’inquinamento diminuirà. E il pianeta sarà salvo.</span> <p style="font-weight: bold; font-family: georgia;" class="MsoNormal">Ne deduco che le cravatte inquinano.</p> <p face="georgia" class="MsoNormal">La stessa deduzione l’ha fatta anche un giovane artigiano di Bologna che ha scritto una lettera ai principali quotidiani nazionali che si può riassumere così. Dice: “Fabbrico cravatte, ho scoperto che le mie cravatte inquinano. Non sapevo di essere un nemico dell'ambiente”.</p> <p style="font-family: georgia;" class="MsoNormal">Ma dico io, che li spendiamo a fare (quei pochi) milioni di euro in ricerca sulle energie rinnovabili… Basta mettersi in t-shirt, andare tutti al lavoro in macchina e il problema è risolto.<br /><br /><span style="font-weight: bold;"> Ci voleva tanto?</span></p>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-20555433807738155152007-07-10T00:01:00.000+02:002007-11-28T12:31:53.338+02:00Sitolo<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.guimp.com/"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/RpKwjuFg2ZI/AAAAAAAAAC0/QrbWnv2bU7o/s200/guimp_home.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085321056967776658" border="0" /></a><span style="font-family:georgia;"><a href="http://www.guimp.com/"> Guimp.</a> Si chiama così. Un sito che vi offre:<br />- giochi in flash (circa 17);<br />- news;<br />- link vari e altre cosette.<br />E quale sarebbe la novità tanto sconvolgente meritevole di un post? Lecito chiederselo. </span><span style="font-family:georgia;">Il sito in effetti non avrebbe nulla di speciale se non fosse che misura </span><span style="color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold;font-family:georgia;" >22x22 pixel</span><span style="font-family:georgia;"> bordo compreso (la foto sopra è la sua homepage in dimensioni reali...), e nel complesso occupa non più di 300 Kb. Insomma qui stiamo parlando di vero e autentico </span><span style="font-style: italic;font-family:georgia;" >sito nano</span><span style="font-family:georgia;">. </span><span style="font-family:georgia;">Meravigliatevi della sua usabilità.</span><br /><br /><span style=";font-family:georgia;font-size:85%;" >PS<br />Perdonatemi il titolo del post ;-)</span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-4298373287147092602007-07-03T13:42:00.001+02:002007-11-28T12:34:04.522+02:00Cannes guerrilla<span style=";font-family:Verdana;font-size:11;" lang="EN-GB" ><object height="320" width="340"><param name="movie" value="http://www.ebolaindustries.com:80/swf/ebolaplayer.swf?path=http://www.ebolaindustries.com:80&cat=WEEK&id=1631&l=93"><param name="wmode" value="transparent"><embed src="http://www.ebolaindustries.com:80/swf/ebolaplayer.swf?path=http://www.ebolaindustries.com:80&amp;cat=WEEK&id=1631&l=93" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="320" width="340"></embed></object></span><span style=";font-family:arial;font-size:100%;" ><span style="font-family:georgia;"><br />Un paio di occhiali da sole e un bastone. Ecco come entrare al <a href="http://www.canneslions.com/">54° festival dell'advertising</a> senza invito. Accolgo volentieri il suggerimento di Mrs Purple dedicando un post a questa divertente azione di guerrilla realizzata da <a href="http://www.ebolaindustries.com/">ebolaindustries</a>.</span></span>stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-14490292.post-53610485915881903292007-06-09T14:05:00.000+02:002007-11-28T12:38:34.920+02:00The dark side of Google<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.blackle.com/"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_FSC5x6jwpe8/RmqYSXEGYUI/AAAAAAAAACs/9TK1hWKzNLU/s400/Blackle_home.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074035371382563138" border="0" /></a>E se l’home page di Google passasse dal bianco al nero? Secondo il blog <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://ecoiron.blogspot.com/">Ecoiron</a> il consumo energetico annuo diminuirebbe in modo considerevole. Sarà vero? Di sicuro Google è il leader indiscusso tra i motori di ricerca e ogni giorno risponde a ben 200 milioni di richieste. Se si calcola un tempo medio di visualizzazione di 10 secondi, la permanenza sulla home page di Google si stima in circa 550mila ore ogni giorno. Variando il colore della pagina di Google da bianco a nero si arriverebbe a un consumo minore dei monitor dei visitatori, con un risparmio annuo di 3.000 Megawatt/ora. (<a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.microtech.doe.gov/EnergyStar/info.htm#display">qui</a> trovate il calcolo nel dettaglio) Il progetto si chiama <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.blackle.com/about/">Blackle</a> e <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.blackle.com/">qui</a> trovate la sua home page usabile.<br />Insomma, Blackle nei confronti di Google è riuscito in quello che Microsoft (e non solo) brama da tempo: farlo nero!stefano bhttp://www.blogger.com/profile/09547560928029187590noreply@blogger.com