tag:blogger.com,1999:blog-14305169613187720742008-11-19T05:26:00.779+01:00IMMOBILMENTENews,Rumors e molto altro dal mercato immobiliare italiano ed esteroA&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.comBlogger564125tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-78214317098398487442008-11-19T05:26:00.003+01:002008-11-19T05:26:00.786+01:00Quale casa comprare con il proprio stipendio<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.repubblica.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 149px; height: 60px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSM1lSB2RqI/AAAAAAAAGDs/CyQRNh1sMnE/s200/larepubblicalogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270114903564633762" border="0" /></a><span style="font-size:130%;">Quale casa comprare con il proprio stipendio.<br /></span><span style="font-size:130%;">Con 2000 euro al mese solo 35 metri quadri a Milano, il triplo a Catanzaro.<br /></span><br /><b>ROMA -</b> Via dalla metropoli: per acquistare una casa, a meno che non si possa far conto su un reddito alto,<span style="font-size:130%;"> è meglio scegliere un piccolo o medio centro.</span> Nelle grandi città per effetto del<span style="font-size:130%;">l'aumento dei tassi sui mutui e dell'incremento delle quotazioni immobiliari diventa sempre più difficile acquistare un'abitazione</span>, nei centri di minori dimensioni la compravendita non è un miraggio ma, in molti casi, una realtà concreta.<br /> <br />Ad esempio, alla periferia di Roma con un mutuo di 85.000 euro si può acquistare solo una stanza di 24 metri quadrati, mentre a Ragusa la casa diventa di circa 90 metri quadrati. Con il medesimo finanziamento, il taglio della casa acquistabile a Parma diventa di una quarantina di metri quadrati che raddoppiano a Brindisi. Chi guadagna duemila euro al mese può sperare in un mutuo da 112 mila euro, ma anche in questo caso le differenze sono notevoli: appena 35 metri quadrati a Roma, Milano o Venezia; venti di più a Vicenza o Salerno, oltre cento metri in un capoluogo di provincia del Sud. Questo il risultato di un'indagine realizzata da "Scenari Immobiliari" per Repubblica che ha posto a confronto le rate di mutuo ottenibili dai potenziali acquirenti prendendo in considerazione il loro reddito e i metri quadrati acquistabili con il finanziamento immobiliare nelle periferie di tutti i capoluoghi di provincia.<br /> <br /><span style="font-size:130%;">Come regola generale, la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo del reddito netto mensile del mutuatario</span>. Sono state ipotizzate quattro categorie reddituali per ottenere l'importo di un mutuo trentennale "sostenibile" a tasso fisso (6,15%). In concreto,<span style="font-size:130%;"> con un reddito netto mensile di 1.500 euro la banca erogherà un mutuo di 85.000 euro con una rata mensile di 518 euro. </span>Se il reddito sale a 2.000 euro, il mutuo risulterà più consistente: 112.000 euro e rata di 682. Con redditi netti di 2.500 e 3.200 euro si potranno ottenere finanziamenti rispettivamente di 138.000 e 175.000 euro.<br /><br />Bisogna considerare che<span style="font-size:130%;"> di rado il finanziamento copre il 100% del costo dell'abitazione</span>. Con un mutuo di 138.000 euro aumenta, ovviamente, il taglio delle case che si possono acquistare. Ad esempio, a Milano si può ipotizzare un mini-appartamento di 42 metri quadrati. Se poi ci spostiamo ad Aosta, la casa guadagna una stanza. A Ravenna, il taglio dell'appartamento raddoppia, per triplicare ad Agrigento. "La mappa delle possibilità di investimento con diverse cifre di acquisto - spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari non è solo lo specchio del mercato immobiliare, ma anche dell'economia del Paese. In fondo a questa classifica troviamo, infatti, molti capoluoghi del Sud".<br /> <br />La necessità di avere la disponibilità di una parte anche consistente del costo dell'immobile per rendere i metri quadrati acquistabili "abitabili" risulta evidente per le città a prezzi "salati". A Bolzano, dove i prezzi delle case risultano elevati a causa della scarsità dell'offerta, con 138.000 euro si acquista un mini-appartamento di 46 metri quadrati. E per un'abitazione di 58 metri quadrati, l'interessato dovrà avere anche una disponibilità liquida di 37.000 euro.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-7616787167563468932008-11-18T06:46:00.002+01:002008-11-18T06:46:01.444+01:00Risparmio energetico: il bonus del 55% seduce i contribuenti<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilsole24ore.com/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSGgSjbXZpI/AAAAAAAAGBs/xhh3PR0dV3Y/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269669279608301202" border="0" /></a>Lo sconto fiscale del 55% corre verso un traguardo ambizioso: oltre 230mila domande presentate dai contribuenti, interventi agevolati per un valore di 3,3 miliardi di euro e detrazioni per circa 1,8 miliardi.<br /><br />Sono questi i numeri con cui si chiuderà il bilancio dei primi due anni di agevolazione, il 2007 e il 2008. Le cifre sono state elaborate dal Sole 24 Ore del lunedì utilizzando i dati ufficiali dell'Enea, l'ente tecnico incaricato dalla legge di ricevere tutta la documentazione sulle opere agevolate dalla detrazione del 55 per cento.<br /><br /><span id="U230386085581fND" style="font-weight: bold;"> Tendenza in crescita</span><br />Il numero di domande e il valore degli interventi mostra una crescita significativa. Da aprile 2007 a febbraio 2008 (questi i termini per la presentazione delle domande relative al 2007) i contribuenti che hanno scelto di ristrutturare casa o cambiare la caldaia effettuando interventi diretti al risparmio energetico sono stati 106mila. Quest'anno sono già più di 70mila (dato aggiornato a venerdì scorso): e dal momento che la documentazione per il 2008 potrà essere presentata fino a marzo 2009 si stima che il conteggio finale arriverà almeno quota 130mila. Fermo restando che la detrazione si riferisce sempre alle spese pagate con bonifico nell'anno di riferimento, in questo caso il 2008.<br /><br />Gli interventi realizzati l'anno scorso hanno permesso di ridurre di 196mila tonnellate le emissioni annue di anidride carbonica, il più pericoloso tra i gas inquinanti. E quest'anno si andrà almeno al raddoppio dal momento che (pur in assenza di dati definitivi) i tecnici dell'Enea non hanno rilevato grandi differenze nella portata dei nuovi interventi rispetto a quelli precedenti a cui si aggiungono.<br />Come si vede dal grafico riportato a destra, tra le tipologie di interventi prevalgono quelli sulle coibentazioni (infissi e pannelli isolanti a pareti e soffitti) e sulle caldaie (sostituzione dei vecchi impianti con quelli a condensazione), che insieme coprono circa i due terzi delle domande totali. Mentre sono meno frequenti quelli tecnicamente più complessi, come la riqualificazione globale dell'edificio e l'installazione di pannelli solari per l'acqua calda.<br /><br /><span id="U230386085581aT" style="font-weight: bold;"> I dubbi operativi</span><br />A livello applicativo le norme sullo sconto fiscale per il risparmio energetico sono state interpretate da diverse circolari e risoluzioni dell'agenzia delle Entrate (si veda la scheda in basso). A loro volta, sono numerosi gli esperti che hanno sintetizzato o commentato il contenuto di questi documenti. I punti oscuri restano, però, molti.<br /><br />Alcuni di questi sono stati chiariti dallo stesso Enea, che da aprile dell'anno scorso – tramite il gruppo di lavoro efficienza energetica diretto da Giampaolo Valentini – ha risposto a 35mila richieste via email. Inoltre, i quesiti più comuni sono pubblicati in una sezione di Faq (Frequently asked questions) sul sito dell'Enea, che viene periodicamente incrementata e corretta.<br />Alla domanda di un contribuente (Faq 30) sul perché non abbia ricevuto riscontro della documentazione inviata, l'Enea risponde non solo che non ha l'obbligo di dare tale riscontro, ma che non ha nemmeno l'obbligo di segnalare se la documentazione è incompleta, errata o non conforme.<br /><br />Affermazione in linea con le norme, che pone però interrogativi sulla verifica della correttezza delle domande. Correttezza che pare, dunque, affidata principalmente alle verifiche dei professionisti che redigono la documentazione (ai quali nel 2007 i contribuenti hanno pagato 72 milioni di euro proprio per consulenze relative alle dichiarazioni).<br /><br /><span id="U230386085581QIB" style="font-weight: bold;"> Controlli e certificazione</span><br />Altro argomento generale è quello riguardante l'attestato di qualificazione energetica (documento di verifica delle prestazioni energetiche delle opere, allegato al Dm Economia e finanze del 19 febbraio 2007). Il regolamento di applicazione del 55% sembrerebbe richiedere la compilazione e l'invio all'Enea dell'attestato solo se la Regione in cui si trova l'immobile non ha approvato modelli e procedure per la certificazione energetica (che ha lo stesso scopo della qualificazione, ma con regole dettate dalle Regioni). Quindi, nelle Regioni come la Lombardia – che hanno disciplinato la certificazione energetica – sarebbe solo quest'ultima a dover essere presentata.<br /><br />L'Enea, invece, non è d'accordo: l'attestato di qualificazione va compilato e inviato comunque, e quello di certificazione è solo un documento in più, da predisporre solo nelle Regioni in cui è necessario e da conservare in caso di controlli. Si giustifica questa convinzione dicendo che essa trae origine dall'articolo 6, comma 1-ter del Dlgs 192/2005, che impone il possesso del documento per poter accedere a qualsiasi incentivo pubblico «se non altrimenti esplicitamente disposto» (Faq 5 e 48). Al di là della fondatezza o meno di questa giustificazione, si può supporre che l'Ente, che oggi riceve la documentazione solo per via telematica, possa gestire solo un attestato di qualificazione uguale in tutt'Italia, piuttosto che tanti tipi di certificazioni.<br /><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSGgqsXEgmI/AAAAAAAAGB0/CNjDK4HyhRo/s1600-h/risparmio-energetico-quadro-normativo.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 299px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSGgqsXEgmI/AAAAAAAAGB0/CNjDK4HyhRo/s320/risparmio-energetico-quadro-normativo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269669694323065442" border="0" /></a>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-72748480026652454482008-11-18T06:08:00.000+01:002008-11-17T22:53:43.431+01:00Madrid: in coda per una casa a 120.000 euro!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSHnZSs-olI/AAAAAAAAGC8/ASfh2IcCxGE/s1600-h/ilsole24orelogo.gif"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SSHnZSs-olI/AAAAAAAAGC8/ASfh2IcCxGE/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269747460703429202" border="0" /></a>Il costruttore spagnolo José Moreno, soprannominato “Robin Hood”, ha messo in vendita 2.100 appartamenti tra i 70 ed i 90 metri quadri ad un prezzo che varia tra i 120 mila ed i 168 mila euro. Non si tratta in realtà di veri e propri appartamenti, ma del diritto di partecipare ad una cooperativa che, a detta di Moreno, aprirà i cantieri a febbraio 2009. I primi che sabato si iscriveranno alla cooperativa, si aggiudicheranno così un prezzo scontato.<br /><br />Questa opportunità non è comunque aperta a tutti, ma solo a persone che hanno un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni oppure ai divorziati senza una casa di proprietà.<br />Nel Parque della Avanzada, a Fuenlabrada, a sud di Madrid negli ultimi giorni si è visto crescere un accampamento di non meno di 1.500 persone, che hanno in questo modo prenotato il posto per l’iscrizione alla cooperativa. A tal fine è sufficiente portare con sé un documento di identità e versare i 120 euro richiesti per l’iscrizione stessa.<br />Per prenotare l’appartamento invece sarà necessario versare tra i 9 mila ed i 15 mila euro a seconda della dimensione dello stesso.<br /><br />Il paradosso di questa situazione è che la Spagna ha un milione di appartamenti invenduti ed i prezzi sono calati nell’ultimo anno dal 10% nelle grandi città al 50% nelle aree turistiche. E’ evidente come, nonostante questi cali, i costi troppo alti rappresentino ancora un problema per molti spagnoli che sperano in questo modo di portare a casa un alloggio a basso costo.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-31630460967413195752008-11-16T06:56:00.000+01:002008-11-16T06:56:00.562+01:00Mercato immobiliare italiano paralizzato.Crollano i palazzi di Ricucci.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corsera.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 54px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SR4DY45AjBI/AAAAAAAAF-8/W4qYts2GORs/s200/corsera-logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268652340193299474" border="0" /></a>Aedes l'allegra facilità che ha contraddistinto gli investimenti del gruppo oggi scontano una mediocre visione del futuro o una troppo ottimistica proiezione.<br />Sta di fatto che i pezzi migliori del gruppo come i due immobili di Roma in Via del Corso 335 e Via Veneto 54 sono fuori mercato almeno del 20% e le perizie tecnico estimative sui metriquadrati effettivi troppo generose.<br />Gli immobili ad uso ufficio vendono infatti valutati per la s.u.o (superficie utile operativa) a cui non si possono sommare per pari valore scale,lucernai e cantine.Gli azionisti si ritrovano oggi un portafoglio di proprietà immobiliari con troppi metri quadrati che non esistono e prezzi in carico decisamente frutto di una alterazione collettiva.<br />Come mai questi gruppi quotati non abbiano assunto managers conservativi, capaci dunque di leggere anche gli aspetti negativi e non soltanto quelli positivi, ci è del tutto ignoto.<br />Sicuramente la scure sui valori immobiliari che ha comportato anche questa crisi finanziaria, non sono lo scenario ideale per riuscire a vendere asset edulcorati a qualche sprovveduto banchiere d'oltremanica.<br />Nei prossimi giorni il gruppo Sopaf dei fratelli Magnoni dovrebbe depositare un'offerta, ma come è facile prevedere, anche questa trattativa appare come quella per i palazzi di Ricucci. <p>Anche per il leggendario immobiliarista di Zagarolo non ci sono offerte, i suoi palazzi sono invenduti perchè :"non c'è il prezzo e non ci sono neanche i mq dichiarati. "Ci conferma un noto immobiliarista romano. Intanto l'immobiliarista romano ha almeno scalato un altro gradino finendo in affitto al piano superiore della sua vecchia sede di Viale Liegi, che il gruppo Banco Popolare ha messo in vendita. Chi ha visitato l'immobile ha detto:"Sembra di entrare nel castello di Harry Potter. E' pieno di ragnatele. "Che tristezza e pensare che da quegli uffici l'immobiliarista di Zagarolo aveva dato inizio alla scalata finanziari di importanti gruppi come RCS Corriere della Sera. La vecchia sede piena di legni pregiati sembra la scenografia di un film hollywoodiano, ormai abbandonato dalla crisi.</p> <p>Non si argina la crisi immobiliare in Italia con flessioni dei valori a due cifre. "Ormai siamo a valori preingresso dell'euro" parla un operatore di Roma Nord.</p> <p>"Alcune zone come l'Olgiata e Cassia risentono anche della cattiva circolazione. Per arrivare in città servono almeno due ore ormai la mattina e questo non è un beneficio dei valori immobiliari."</p> <p>"Anche qui al centro storico di Roma che pareva resistesse, il mercato fatica,soltanto le cose splendide ancora trovano compratori eccitati." Ci riferisce un operatore di una prestigiosa immobiliare di Piazza di Spagna.</p> <p>"Parioli è ormai una flessione continua i valori sfiorano i 5mila euro mq e fatichiamo lo stesso."</p> <p>Un operatore della Remax ha in vendita un immobile ai parioli da oltre 1 anno, ha condotto al sopralluogo circa 120 clienti e il prezzo di 5mila euro al mq sembra ancora caro."</p> <p> La crisi finanziaria fa paura e chi è liquido oggi cerca di rimanere tale. Alcune zone hanno proprio chiuso i battenti perchè non c'è più richiesta.</p>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-39172097033357244672008-11-15T06:34:00.000+01:002008-11-15T06:34:01.698+01:00Sboom dell'immobiliare? No, se il prezzo è giusto<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.milanofinanza.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 76px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SR4BTLc-uhI/AAAAAAAAF-0/vl7fqTRiJSE/s200/milano+finanza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268650043073542674" border="0" /></a>Nel corso degli ultimi mesi abbiamo sentito in continuazione che il mercato immobiliare spagnolo dopo anni di boom è vittima dello scoppio di una vera e propria bolla speculativa. Eppure da lunedì migliaia di persone bivaccano nelle tende montate nei giardini pubblici di Fuenlabrada, un Comune della cintura di Madrid.<br /><br />A provocare questa mobilitazione è stato l'annuncio del costruttore Jose' Moreno: sabato venderà 2.000 appartamenti al prezzo di 120.000 euro l'uno a chi arriverà per primo. L'arrembaggio scatenato da Moreno, che sta provocando seri problemi di ordine pubblico, dà un'idea della fame di case a prezzi accessibili che affligge, in Spagna quanto in Italia, in special modo le giovani coppie.<br /><br />La reazione è particolarmente significativa se si pensa che sul mercato iberico, stando a un rapporto del ministero della Casa, ci sono oltre mezzo milione di nuovi alloggi invenduti: esattamente allo scorso 31 luglio vi erano 502.983 disponibili, il 21,6% in più di fine 2007.<br /><br />E le previsioni non sono certamente rosee. Stando a quanto dichiarato al Congresso nei giorni scorsi dal ministro competente, Beatriz Corredor, lo stock di abitazioni dovrebbe aumentare entro la fine dell'anno a 650.000 unità. Gli esperti del ramo formulano stime ancora più cupe: a loro dire a fine 2008 si arriverà a sfiorare i 920.000 alloggi.<br /><br />Quello che stupisce è che nonostante il grosso invenduto, i prezzi sono diminuiti solo in maniera minima e comunque non sufficientemente da far incrociare domanda e offerta. Negli ultimi 12 mesi, secondo i dati dell'Istituto nazionale di Statistica, i prezzi dei nuovi alloggi sono calati di uno scarso 0,3%. Per il ministero della Casa sono addirittura aumentati dello 0,7%.<br /><br />Chi indica una contrazione più corposa dei valori delle case è la società di tassazione Tinsa che indica una flessione del 6,5%. Il maggiore deprezzamento, secondo la società, è registrato dagli immobili della costa mediterranea (-8,9%), seguito da quelli delle aree metropolitane (-7,6%) e da quelli della capitale e delle grandi città (6,7%). Tuttavia la caduta dei prezzi immobiliari dovrebbe arrivare al 23% perchè il mercato possa riattivarsi: una percentuale che si basa sulla differenza fra i costi medi di un affitto e quelli di un'ipoteca.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-22111366727755275422008-11-14T13:41:00.001+01:002008-11-14T13:43:18.112+01:00Risultati delle rilevazioni FIAIP sull'andamento del mercato immobiliare urbano 2008<a href="http://www.fiaip.it/"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5268492775303253202" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 111px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SR1yQ_WpjNI/AAAAAAAAF-s/7qL1yhjnvtM/s200/fiaip.gif" border="0" /></a> Trend in flessione nel 2008: sale il numero degli immobili messi in vendita, in diminuzione i prezzi tra il 7 e 7,5%, diminuiscono le transazioni (-14%) immobiliari portate a termine<br />Nel primo semestre 2009 si attende una diminuzione delle compravendite nonostante la flessione dei prezzi. In aumento gli affitti (+1,7%) ad uso residenziale<br /><br />Roma, 11 Novembre 2008 – Dopo più di dieci anni di rialzi il mercato immobiliare urbano tira il freno a mano. Trend in netta diminuzione per il mercato immobiliare nel 2008, rispetto al’anno precedente, così come già previsto nel report Fiaip 2007. Per le compravendite immobiliari si registra un andamento medio dei prezzi in calo tra il - 7 e -7,5% per abitazioni e negozi, che si attesta al - 9,7% per il segmento direzionale. Inoltre sono sempre di più gli italiani (53%) ed i clienti extra U.E. (83%) che nel 2008 hanno fatto ricorso al sistema creditizio (mutuo) per acquistare immobili.<br /><div><br />Le previsioni, per il primo semestre 2009, indicano una diminuzione per le compravendite ad uso residenziale, con particolare attenzione alle aree centrali, ed un aumento degli affitti a uso abitativo. E’ quanto emerge da un campione di informazioni elaborate e raccolte da oltre 500 valutatori Fiaip su tutto il territorio nazionale, al fine di misurare la variabilità non solo dei prezzi, ma in particolare dell’andamento del mercato immobiliare. Il campione rappresentativo delle principali aree urbane italiane è fotografato nell’ambito del Rapporto Fiaip 2008 sul mercato immobiliare, dalla Federazione nazionale degli agenti immobiliari Professionali. L’Osservatorio immobiliare urbano è stato realizzato quest’anno con il supporto scientifico dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Statistiche, e viene presentato oggi a Roma nel corso del Convegno: “Quali Strategie per il mercato immobiliare” promosso dall’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare (OPMI). Il campione analizzato in questa sede per il mercato urbano è formato su 9 maggiori città capoluogo di regione.<br />Il mercato delle compravendite e delle locazioni è stato messo sotto la lente per tipologia, ubicazione e stato della conservazione degli immobili. Sono stati individuati i vari tipi di contratti e la loro conclusione, anche con riferimento al credito e alla tipologia della clientela, individuando il numero delle transazioni e delle locazioni concluse tramite l’attività degli agenti immobiliari.<br /><br />Compravendite<br />In generale, il mercato indica nel 2008, rispetto all’anno precedente, un andamento dei prezzi in diminuzione di circa un - 7% / - 7,5% per le abitazioni e i negozi, che si attesta attorno al - 9,7% per il direzionale. Ciò è dovuto ad una diminuzione della domanda e ad una maggior offerta di immobili con un numero di compravendite concluse sempre minore. Per quanto riguarda le transazioni si rileva una diminuzione percentuale che varia dal - 10% dei capannoni, al - 14% delle abitazioni e dei negozi, fino al - 15% per immobili ad uso ufficio. Ancora una volta si conferma come il tempo medio di vendita degli immobili ad uso abitativo arriva a 9 mesi. Più della metà delle compravendite (58%) avviene con il ricorso al sistema creditizio.<br />Ma quali sono gli immobili più ricercati? Gli italiani apprezzano sempre di più i trilocali, semicentrali ed in buono stato. Dai risultati dell’indagine Fiaip si rileva infatti come le unità residenziali maggiormente compravendute sono per un 36% trilocali (soggiorno/cottura – 2 camere – servizi) e un 23% bilocali (miniappartamenti). L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi in buono stato (73%) seguito dalle abitazioni di nuova costruzione (14%).<br />Le previsioni per il primo semestre 2009 indicano una diminuzione dell’andamento delle compravendite degli immobili ad uso abitativo, con particolare attenzione alle aree centrali delle città dove il mercato potrebbe mantenersi stazionario. I dati raccolti, per il comparto residenziale danno come previsione un allungamento dei tempi di vendita degli immobili.<br /><br />Locazioni<br />Il mercato delle locazione vede un rallentamento dei prezzi che nel 2008 subiscono una flessione contenuta (- 3,3%) per il comparto abitativo mentre per il commerciale la diminuzione é valutata attorno al 6-8% circa. Rispetto al 2007 il mercato delle locazioni indica, per il comparto residenziale, un aumento della domanda di abitazioni, un offerta di immobili che rimane stazionaria con un incremento del numero dei contratti. I contratti di locazione risultano in aumento del + 1,7% per gli affitti delle abitazioni, mentre per negozi (-7,78) e capannoni (-7,46%), si riscontra una flessione dei contratti che diventa più sensibile per le unità immobiliari ad uso direzionale (-9,88). Per le locazioni i tempi medi per affittare un immobile ad uso abitativo si attestano su un periodo da 1 a 3 mesi. Una tipologia richiesta sempre più anche dai clienti che optano per le locazioni è il miniappartamento bilocale (38%), così come il trilocale (34%), ubicato in zone centrali (39%) o semicentrali (54%). Lo stato di conservazione degli alloggi affittati è quasi esclusivamente di buono stato (83%).<br />Per quanto riguarda le previsioni per il primo semestre 2009 per il mercato delle locazioni, si indica una tendenza all’aumento degli affitti ad uso residenziale, soprattutto per gli immobili situati nelle zone semicentrali o periferiche delle città.</div>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-24190194075436043672008-11-13T00:13:00.003+01:002008-11-13T00:14:36.057+01:00Bologna, case agli amici degli amici<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lastampa.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 30px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRtjPZ7RUcI/AAAAAAAAEjg/M0LshI8kZ68/s200/lastampa_logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267913305448600002" border="0" /></a>Ritratto di sindaco con bistecca. La storia comincia qui, da una casa popolare concessa alla pittrice lettone che firmò il ritratto dell’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, immortalato davanti a un quarto di bue in onore dei suoi trascorsi da macellaio. Poi vennero fuori altre storie: una casa all’ex consigliera comunale dei Verdi. Una all’esponente di sinistra a capo della commissione di quartiere che segnalava a chi concedere gli alloggi. E via elencando: case a persone già proprietarie di alloggi oppure con un doppio lavoro o magari in grado poi di spendere 182 mila euro per un appartamento. Abitazioni a una signora che di punto in bianco dichiara un reddito di 135 mila euro l’anno. Storie sussurrate a mezza voce sotto i portici del Municipio: appartamenti assegnati in vent’anni dal Comune di Bologna per lo più con una procedura che ora la Procura definisce penalmente lecita, ma «illegittima».<br /><br />Una commissione bipartisan formata da consiglieri comunali scavalcava le graduatorie per gli alloggi popolari (4 mila bolognesi in attesa da anni) e assegnava oltre cento case l’anno a persone fuori dalle liste, segnalate dagli stessi politici. È scritto nero su bianco nei verbali delle sedute: «Il caso in esame è stato presentato dal membro della commissione». Il tutto in nome di «particolari situazioni di emergenza abitativa» non accertate da esperti, ma proclamate dai consiglieri. Senza bandi e graduatorie. E pazienza se alcuni fortunati assegnatari degli alloggi guadagnavano dieci volte più dei poveretti in lista d’attesa. Finché un giorno qualcuno tira fuori la storia di Lolita. La pittrice Lolita Timofeeva. Nata a Riga e arrivata in Italia nel 1991, si fa notare a Bologna nel 2000 per una mostra di ritratti. Un gruppo di politici amici di Guazzaloca li apprezza e gliene commissiona uno da regalare all’allora sindaco. L’artista si mette all’opera e dipinge Guazzaloca con uno sfondo originale: un bovino appeso a un gancio da macelleria. «Quando dopo quattro anni, nel 2004, mi trovai in mezzo a una strada – ricorda Lolita - mi rivolsi a Carlo Monaco, assessore, uno degli amici che aveva regalato il quadro a Guazzaloca, chiedendogli di interessarsi per un alloggio».<br /><br />E infatti, come risulta dai verbali, nel giugno 2004, una settimana prima delle elezioni da cui il centrodestra sarebbe uscito sconfitto, l’assessore Monaco chiede alla commissione di assegnarle un appartamento. Motivazione: «Con la sua attività espositiva promuove l’immagine della Lettonia sul territorio italiano (…) fornisce pertanto un contributo importante ai rapporti tra Italia e Lettonia. (…) Risulta ospite di alcuni amici, i quali tra pochi mesi devono liberare l’appartamento». Detto, fatto. Anche senza depositare una dichiarazione dei redditi, la pittrice si vede assegnata una casa popolare, nella quale tuttora abita. «È tutto in regola, non ho stipendio fisso, la vita degli artisti è complicata», spiega. Che fosse tutto in regola, per anni in Comune lo hanno ripetuto tutti. Tranne Antonio Amorosi, assessore alla casa nella giunta Cofferati tra il 2004 e il 2006, quando si dimise in polemica con il centrosinistra proprio sulle case popolari. «Ho tolto potere ai politici – racconta – chi ha ricevuto la casa in quel modo aveva titolo per partecipare alle graduatorie come tutti gli altri, ma non per scavalcarli». Ora la procura ha chiuso l’indagine nata dalle sue denunce. E pur non ravvisando ipotesi di reato, gli ha dato ragione sull’illegittimità della procedura, trasferendo gli atti alla Corte dei conti e imponendo («ineludibile obbligo») alla giunta comunale di riconsiderare tutte le pratiche. Insomma, centinaia di persone potrebbero perdere la casa ottenuta saltando la lista d’attesa. Interpellato, il sindaco Sergio Cofferati ieri non ha ritenuto di rispondere. L’assessore alla Casa, Virginio Merola, spiega che «si tratta di un lavoraccio: il ruolo dei politici era improprio, ma finora non sono emerse irregolarità e clientelismi». Ma sui casi concreti (citati in un dossier della Casa della Legalità che sarà presentato stasera) l’assessore non intende pronunciarsi. C’è quello di Sandra Marchi, esponente del Pci che dal 1979 al 2005 ha abitato in un alloggio comunale di 108 metri quadri. Quando le è stato assegnato, era a capo del gruppo Casa del consiglio di quartiere Marconi, che formalizzava la richiesta di assegnare gli appartamenti (fra cui il suo). Vent’anni dopo, i servizi sociali del Comune hanno negato «la sussistenza dell’emergenza abitativa».<br /><br />Marcella Di Folco, esponente dei Verdi, consigliere comunale e componente della Commissione casa dal 1996 al 1999, candidata sconfitta alle Europee del 2004, nel 2000 ha ottenuto un alloggio in centro, nonostante al Comune «risultasse proprietaria di un’altra casa, rivenduta un anno dopo». Tutti sostengono di avere i requisiti per un alloggio popolare. Ma migliaia di bolognesi, pur avendoli, hanno atteso invano una casa per anni. Uno di questi era Giovanni Poli: 14° in graduatoria, invalido tra il 67 e il 99%, reddito sotto i 7500 euro l’anno, sotto sfratto esecutivo e senza casa di proprietà. In lista d’attesa dal 2000, è morto nel 2003 senza aver ottenuto la casa. Non è il solo: altri 18 sono morti tra il 2002 e il 2004 mentre ancora erano in lista d’attesa.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-79037026045355949812008-11-13T00:10:00.001+01:002008-11-13T00:12:20.512+01:00I vicini vanno indennizzati<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="www.ilsole24ore.com"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRtipLO2uSI/AAAAAAAAEjY/Jk62E7QFQAY/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267912648669182242" border="0" /></a>Chi esegue la sopraelevazione è obbligato a corrispondere un indennizzo agli altri condomini pari al valore dell'area da occuparsi con la nuova fabbricazione, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare e detratto l'importo della quota a lui spettante. Nella divisione del valore del suolo per il numero dei piani non si deve tener conto del piano delle cantine.<br />L'obbligo sussiste ogni volta che con l'opera si realizzi un incremento nella volumetria e nella superficie degli spazi interessati dalle opere, indipendentemente dal fatto che si sia proceduto o meno all'innalzamento dell'altezza del fabbricato.<br />C'è dunque alterazione anche nel caso in cui, ferma l'altezza del colmo del tetto, venga modificato lo spiovente della copertura, da rettilineo con pendenza unica a spezzato con pendenza diversa. Resta invece escluso quando l'intervento si limiti a semplici trasformazioni interne del sottotetto nel rispetto delle strutture originarie del fabbricato e senza alcuna alterazione della sua copertura.<br />Le ragioni che hanno indotto il legislatore a collegare il diritto del condomino dell'ultimo piano a sopraelevare con l'obbligo di corrispondere agli altri un'indennità devono ricercarsi non nell'avvenuto utilizzo da parte di chi esegue la sopraelevazione della colonna d'aria sovrastante l'edificio condominiale, ma nella necessità di prevedere una misura compensativa della riduzione del valore delle quote di pertinenza degli altri condomini sulla comproprietà del suolo comune in conseguenza della sopraelevazione. È innegabile che la realizzazione di qualsiasi costruzione oltre l'ultimo piano comporta una maggiore utilizzazione dell'area sulla quale sorge l'edificio. Il che significa che – rimanendo immutato il valore del suolo e variando invece il numero dei piani o comunque dei volumi utilizzati – diminuisce quello delle quote dei proprietari delle originarie unità immobiliari costituenti l'edificio condominiale.<br />Da qui l'imposizione dell'indennità a carico di colui che sopraeleva al fine di ristabilire la situazione economica precedente, modificata per effetto della sopraelevazione. Inoltre, per effetto della sopraelevazione, il proprietario dell'ultimo piano aumenta, a scapito degli altri condomini, il proprio diritto sulle parti comuni dell'edificio e sui servizi resi alla collettività condominiale. Dall'obbligo di corrispondere l'indennità di sopraelevazione si può essere esonerati solo con una convenzione con cui tutti i condomini sottostanti espressamente accettano di rinunciare al credito che la legge riconosce a loro.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-90708606407224181342008-11-12T06:27:00.000+01:002008-11-12T06:27:01.733+01:00Fmi, in Italia banche e immobiliare meno colpiti (case calo di compravendite)<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.demaniore.it/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 64px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRWxnwMukcI/AAAAAAAAEhw/-ALlPgAqmY0/s200/demanio-logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266310635790963138" border="0" /></a>Le stime di crescita dell'Italia sono state riviste al ribasso ''a causa della flessione della fiducia nei mercati finanziari e del rallentamento della crescita in generale''. Ma l'Italia, nel complesso, sembra trovarsi in una posizione migliore rispetto ai partner europei, anche perche' il sistema bancario e' stato ''meno colpito''.<br /><br />Lo ha detto Jorge Decressin, numero due del dipartimento economico del Fondo Monetario Internazionale, constatando che il taglio delle stime 2009 per l'Italia e' stato pari allo 0,4% a -0,6%, a fronte della riduzione dello 0,8% per la Germania, dello 0,6% per la Francia e dell'1,2% per il Regno Unito. ''Abbiamo rivisto le stime per l'Italia al ribasso per una caduta della fiducia nei mercati finanziari e per il rallentamento in generale della crescita - ha spiegato -. Ma a confrontare i dati 2008 e 2009 per l'Italia si vede che c'e' un rallentamento inferiore a quello di altri paesi, come, Francia, Germania e Gran Bretagna.<br /><br />Il sistema bancario italiano e' stato meno colpito e il settore immobiliare non ha avuto in passato gli eccessi che si sono visti in altri paesi ma, d'altra parte in Italia c'e' un basso potenziale di crescita e problemi strutturali, fra i quali la bassa crescita della popolazione''.<br />Per il Fondo Monetario, l'immediato futuro economico ha tinte fosche: ''Nelle economie avanzate ci sara' recessione nel 2009'', ha annunciato il capo economista Olivier Blanchard. Il Fmi prevede una contrazione della crescita dello 0,3% nel 2009 e si trattera' della prima contrazione dal dopo guerra.<br /><br />Intanto L'Ue guarda sempre piu' a strategie globali per affrontare la crisi in atto.''L'Europa deve pretendere che si arrivi a ''proposte concrete'' per la riforma del sistema finanziario mondiale ''entro cento giorni'' dal summit del G20 del 15 novembre a Washington''. A proporlo e' la presidenza francese dell'Ue, che oggi chiedera' al vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea un pieno mandato per trattare con i partner internazionali.<br /><br />I campi d'azione su cui l'Europa chiedera' di agire sono: una maggiore regolazione dei mercati e una piu' efficace vigilanza su tutti i soggetti che vi operano; una maggiore convergenza delle regole contabili a livello internazionale; un sistema di certificazione delle agenzie di rating e rafforzare il ruolo del Fondo monetario internazionale.<br /><br />Su quest'ultimo punto, la presidenza francese dell'Ue propone - sempre nella bozza - che l'Fmi diventi ''la principale organizzazione incaricata di vigilare sulla stabilita' finanziaria mondiale''.<br /><br />La maggiore onerosita' dei finanziamenti e le politiche di razionamento del credito operate dalle banche, conseguenza della crisi finanziaria, avranno un effetto deprimente sul mercato immobiliare.<br />La previsione e' del centro studi economici Nomisma, che per il 2008 stima un calo di 90.000 compravendite per il solo comparto residenziale, mentre per i prezzi e' atteso un calo medio in termini reali tra il 3 e il 5% rispetto al 2007. Gia' nel primo trimestre 2008, la richiesta di mutui immobiliari nel settore residenziale e' calata (-1,3%) rispetto al trimestre precedente.<br />Non succedeva da dieci anni. Quest'ultimo e' un effetto - spiega il centro studi bolognese - dovuto in prevalenza agli alti tassi di interesse oltre che ad un atteggiamento prudente delle banche italiane.<br /><br /><span style="font-size:130%;">La diminuzione delle compravendite sara' piu' consistente nelle grandi citta', con cali dal 5 all'8%. </span>In questo quadro di ''fragilita' e incertezza'', testimoniato dall'aumentata propensione alla liquidita' degli investitori - secondo Nomisma - solo un ulteriore allentamento della politica monetaria risulterebbe in grado di attenuare vincoli che limitano molto la capacita' di spesa delle famiglie.<br /><br />In particolare, l'entita' degli interventi dovra' tenere conto della gradualita' con cui, nell'attuale situazione di crisi finanziaria, l'Euribor (il riferimento dei mutui a tasso variabile) si adegua alla riduzione del tasso ufficiale di sconto.<br />Secondo Nomisma, <span style="font-size:130%;">quest'anno le sofferenze immobiliari (relative all' allungamento dei tempi di pagamento dei mutui o addirittura l'impossibilita' di farvi fronte da parte delle famiglie) arriveranno a superare i sette miliardi, raggiungendo il 2,5% delle attuali consistenze.</span><br /><br />Il centro di studi economici definisce quindi ''sottodimensionato'' il dato di 5,6 miliardi di sofferenze riconducibili al settore immobiliare elaborato da Bankitalia.<br />''L'Italia puo' dirsi salva da una crisi finanziaria endogena, ma resta evidentemente esposta al tracollo finanziario statunitense, nonche' fragile per una economia reale che restituisce segnali di recessione'', commenta ancora Nomisma nel suo studio sul credito nel mercato immobiliare, sottolineando che ''<span style="font-size:130%;">gli effetti della stretta creditizia scaturita dalla crisi finanziaria sono allarmanti</span>, ancorche' parzialmente celati da un sistema di rilevazioni ufficiali che non consente di cogliere appieno l'entita' della trasformazione in atto''.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-28785296505501859812008-11-11T06:24:00.001+01:002008-11-11T06:24:01.000+01:00In arrivo il bonus per arredare casa<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://miaeconomia.leonardo.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 191px; height: 47px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRWh7Df5EpI/AAAAAAAAEhg/4Cs1ckOcaFI/s200/logo-miaeconomia.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266293375203086994" border="0" /></a>Estendere la detrazione fiscale del 36% anche all’acquisto dei mobili, ma solo se si è sposati.<br />La proposta di modifica alla Finanziaria porta la firma del relatore Gaspare Giudice (Pdl) ed è stata depositata in commissione Bilancio alla Camera.<br />L’emendamento che prevede lo sconto per arredare casa stabilisce che, a decorrere dall’anno 2009, lo sconto fiscale del 36% si applichi - oltre che alle ristrutturazioni edilizie - anche alle spese per l’acquisto di mobili. Si tratta in particolare del mobilio da destinare all’arredo di immobili da ristrutturare e da adibire a prima casa, sostenute solamente dalle coppie legalmente coniugate alla data di presentazione della domanda o che contraggono matrimonio entro 18 mesi da tale data. Dovranno inoltre essere coppie giovani composte da persone di età non superiore a 36 anni. La detrazione potrà essere massimo il 10% della spesa complessiva sostenuta per la ristrutturazione della prima casa.<br />La detrazione si applica fino ad un importo massimo del 10% della spesa sostenuta complessivamente per la ristrutturazione. Gli oneri derivanti dall’intervento sono stimati in 10 milioni per il 2010 e il 2011 e in 15 milioni a partire dal 2012. La copertura viene reperita nel Fondo per interventi strutturali di politica economica.<br />Va tuttavia ricordato che la manovra è in queste ore all’esame della commissione Bilancio della Camera, dove sarà a breve licenziata dall’Aula, secondo le intenzioni del presidente Giancarlo Giorgetti della Lega. Il disegno di legge è praticamente blindato. Il governo ribadisce che i saldi non possono essere modificati e sono quindi possibili soltanto limitati spostamenti di risorse da una misura all’altra.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-88665630374423920132008-11-10T06:36:00.000+01:002008-11-10T06:36:00.975+01:00Immobiliare, crisi: a rischio il 40% dei piccoli intermediari<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.parmaok.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 45px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRWWUPub5UI/AAAAAAAAEhQ/hUfakERG8pI/s200/parmaok-logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266280613842511170" border="0" /></a><strong>Ma le grandi reti in franchising puntano ancora su espansione<br /><br /></strong>MILANO, 7 NOVEMBRE (Apcom) - La crisi del settore immobiliare si fa sentire anche in Italia e a farne le spese, come spesso accade, sono, prima degli altri, gli operatori più piccoli.<br /><br />Per il 2008, infatti, il 40% degli intermediadi iscritti alle camere di commercio italiane potrebbe non rientrare nei parametri previsti oper gli studi di settore a causa del calo del giro d'affari. Un quadro allarmante - tracciato dalle stime dalla Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari professionali - che trova conferma nei dati diffusi nell'ultimo rapporto dell'Agenzia del Territorio sulle compravendite immobiliari, crollate nel primo semestre dell'anno del 12,3% per il mercato nel suo complesso e del 14% per il solo settore residenziali. E anche le proiezioni per il secondo semestre non promettono nulla di buono, con stime che indicano una contrazione intorno al 16%.<br /><br />"Il quadro non è certo rassicurante, gli operatori stanno affrontando una situazione difficile che potrebbe protarsi anche nel 2009 e qualcuno potrebbe non farcela, soprattutto chi non ha saputo capitalizzare gli anni di forte crescita", ha dichiarato <strong>Franco Arosio</strong> presidente Fiaip, sottolineando che il "tentativo rimane comunque quello di mantenere gli attuali livelli occupazionali".<br /><br />Paradossalmente a sostegno delle compravendite potrebbe arrivare un calo dei prezzi degli immobili, dopo il boom degli ultimi anni. Se infatti nella prima parte dell'anno i prezzi hanno accusato una flessione contenuta fra il 2-3%, nel secondo semestre i prezzi, in base a una media delle stime di diversi centri studi, potrebbero diminuire fra il 5-8%. Inoltre un fenomeno, oggi ancora poco significativo ma che in futuro potrebbe assumere un peso più rilevante, è quello del ritorno al mattone come bene di investimento dopo la crisi che si è abbattuta sui mercati finanziari. "In alcune agenzie, in particolare al centro e al nord, stiamo notando un ritorno di richieste di investimenti nell'immobiliare per difendere il capitale e metterlo a reddito", ha spiegato Fabiana Meliola responsabile ufficio studi di Tecnocasa, sottolineando però che "è ancora un fenomeno marginale e rigurda comunque una nicchia di potenziali acquirenti".<br /><br />Chi invece non sembra risentire in modo marcato della crisi del settore sono i grandi gruppi di franchising di reti immobiliari.<br />In primo luogo Tecnocasa che complessivamente, fra agenzie di compravendita e di servizi finanziari, conta al 30 settembre circa 3700 agenzie di cui 3225 dedicate all'attività immobiliare pari a una quota di mercato del 30-35% fra i gruppi franchising e del 10% sul totale dell'intermediato in Italia. "Chiuderemo l'anno con un incremento di circa 50 agenzie rispetto a fine 2007, in linea con i nostri obiettivi anche se lo sviluppo è leggermente rallentato negli ultimi mesi", ha dichiarato Luigi Sada Ad di Tecnocasa Franchising. E se la crisi ha rallentato i progetti di sviluppo di un colosso come Tecnocasa, per i più piccoli le cose possono solo andare peggio. Ecco perché secondo Sada guardando avanti "il mercato delle agenzie immobiliari è destinato a un ulteriore consolidamento, con un aumento delle affiliazioni ai grandi player nazionali o ad aggregazioni fra realtà più piccole. Solo sfruttando le economie di scala sul fronte della formazione, della pubblicità e dei servizi offerti si può stare sul mercato in modo competitivo".<br /><br />La tendenza a un consolidamento fra le reti di franchising è stata colta per tempo dal gruppo Gabetti che da un lato ha costituito una joint venture con Ubh, Tree Re, in cui far confluire le agenzie in franchising e dall'altro ha deciso di liberarsi delle 102 agenzie di proprietà diretta, trasformandole a loro volta in punti vendita in franchising.<br />Gabetti era l'ultimo grande gruppo immobiliare ad avere ancora una rete di proprietà, ma dopo un'attenta analisi il modello di business è stato ritenuto non sufficientemente redditizio con conseguente licenziamento dei circa 500 dipendenti -300 assunti e 200 collaboratori - cui è stata offerta la possibilità di rilevare le agenzie.<br /><br />"La scelta di adottare il franchising per l'intermediazione immobiliare residenziale è il frutto di una attenta valutazione che considera anche la situazione del mercato immobiliare del paese", ha spiegato il gruppo in una nota. Ai dipendenti è stata offerta la possibilità di rilevarle e, secondo quanto dichiarato da Gabetti, delle oltre 100 offerte pervenute, circa due terzi sono state formulate dagli stessi dipendenti. La società si dice "molto motivata ad acccogliere queste richieste e a far sì che le professionalità maturate in questi anni restino all'interno di Gabetti. Per questo sta trattando con le rappresentanze sindacali per giungere a formule agevolative condivise". Il prossimo incontro con i dipendenti e le sigle sindacali è fissato per il 14 novembre, anche se come hanno lamentato una cinquantina di dipendenti che hanno scioperato ieri davanti alla sede di Assolombarda, nei tre incontri precedenti non sono state formulate proposte particolarmente vantaggiose, anzi. E la decisione di manifestare davanti ad Assolombarda non è stata casuale dal momento che la famiglia Marcegaglia è azionista del gruppo con il 16,4% Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria siede nel Cda e il padre Steno ricopre la carica di vice-presidente.<br /><br />Intanto il gruppo va avanti per la propria strada con l'obiettivo di potenziare la rete di vendita in franchising che fanno capo a Tree Re dove sono confluite le circa 600 agenzie Gabetti in franchising più quelle di proprietà Ubh, le circa 620 di Professione Casa e le 280 di Grimaldi. Il target al 2011 è di arrivare a circa 2200 agenzie, con l'apertura quindi di circa 700 nuovi punti vendita.<br /><br />L'altro grande player del mercato italiano è Pirelli Re che conta su circa 615 agenzie in franchising sparse sul territorio nazionale. Per il gruppo della Bicocca le agenzie sono particolarmente strategiche visto che vengono utilizzate anche per la vendita degli immobili costruiti sulla base dei progetti di sviluppo gestiti dalla stessa Pirelli Re, mentre le altre rete di franchising vendono per lo più immobili realizzati su progetti di sviluppo di terzi. Altro elemento distintivo delle agenzie Pirelli è che sono utilizzate per vendere gli immobili dei fondi immobiliari gestiti dalla Sgr del gruppo. Per quanto riguarda le strategie di sviluppo della rete bisognerà attendere la presentazione del piano industriale di Pirelli Re in programma il prossimo febbraio.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-21292259772654298832008-11-08T06:39:00.000+01:002008-11-08T06:39:00.509+01:00<div style="text-align: right;"><span class="testo">Arch. L</span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.edilia2000.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 30px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRR-n3q7E5I/AAAAAAAAEhI/Jr9NxcMjN98/s200/portale_edilizia-logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265973087726932882" border="0" /></a><span class="testo">orenzo Margiotta</span><span class="testo"><br /></span><div style="text-align: left;"><span class="testo">Non è la crisi degli Stati Uniti (-57% dal 2005 al 2008 nella </span><span class="testo">produzione di nu</span><span class="testo">ove</span><span class="testo"> </span><span class="testo">abit</span><span class="testo">azioni), e </span><span class="testo">non è la crisi della Spagna che </span>dalle 850.000 abitazioni del 2007 scenderà a 250.000 nel 2010 (secondo l’ITEC di Barcellona).<br /><div style="text-align: right;"><br /></div></div></div><span class="testo">Ma la crisi del residenziale, come nel Regno Unito, come in Francia (2008 "hannus horribilis" secondo il Bipe), è arrivata anche da noi.<br /><br />Nel primo semestre del 2008 secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio del Ministero delle Finanze, le compravendite di abitazioni sono diminuite del 14% rispetto al corrispondente semestre del 2007.<br /><br />Non si può dire che si tratta di una frenata morbida.<br />Su base annua il mercato immobiliare perderebbe 116.000 compravendite sulle 828.000 del 2007.<br />Secondo il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia ed il territorio) i dati del secondo semestre potrebbero essere ancora più preoccupanti e portare a una flessione delle compravendite del 17,3%: 143.000 compravendite in meno rispetto al 2007.<br />Secondo il Cresme i prezzi sono cominciati a scendere rapidamente nella seconda parte del 2008: dopo una crescita dello 0,5% nei primi sei mesi, nel secondo semestre dell’anno la flessione è stata dell’8,3%.<br /><br />"Le ragioni della frenata del mercato immobiliare - ha commentato il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini - sono note e condivise: naturale esaurimento del ciclo espansivo della domanda dopo 10 anni di crescita, eccessivo incremento dei prezzi nella fase finale del ciclo (2004-2007), rilevante incremento dei tassi di interesse dei mutui, restringimento della liquidità da parte del settore bancario.<br /><br />Oggi la domanda si è ridotta e la capacità di accesso alle abitazioni ai prezzi raggiunti è molto meno facile del passato. Il mercato deve trovare un nuovo equilibrio, scontando gli eccessi. Soprattutto nelle grandi aree metropolitane e nelle aree dove i prezzi sono cresciuti con poca relazione con la qualità del prodotto e del contesto edilizio".<br /><br />Ma il direttore del Cresme, in occasione della prima giornata del COSTRUCTION DAY di Verona, ha evidenziato anche la stretta relazione esistente tra scenario economico mondiale e mercato italiano delle costruzioni.<br /><br />"La crisi eccezionale condiziona pesantemente il settore delle costruzioni: non solo perché alla base della crisi c’è lo scoppio della bolla speculativa immobiliare, o perché si incide sul basilare ruolo che il credito ha giocato e gioca nel processo edilizio, ma perché incide su una domanda già in flessione, riducendone ulteriormente la capacità di spesa e minandone il clima di fiducia. La naturale fase di discesa del ciclo edilizio espansivo che il settore delle costruzioni aveva intrapreso dopo la fase di altopiano, si aggrava per la crisi finanziaria e ora economica che mina le quantità e le qualità della domanda".<br /><br />Le costruzioni rivestono un interesse strategico nell’attuale congiuntura e restano un settore ad elevata potenzialità di investimento.<br />Ciò caratterizza anche il nostro Paese dove le imprese dimostrano comunque dinamismo e quindi si aspetta da loro capacità competitiva.<br />L’attuale fase congiunturale appare allora quanto mai foriera di criticità ma anche ricca di potenzialità.<br /><br />E' vero che le tante piccole e medie imprese di costruzioni italiane si trovano oggi in una situazione di svantaggio nel mercato immobiliare, anche perchè le dinamiche in atto indicano una continua e progressiva contrazione delle opportunità, ma si deve inevitabilmente avere un realismo fiducioso e quindi cogliere tutte le occasioni per affrontare e superare i prossimi due-tre anni di "impasse" edilizio.<br /><br /></span>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-91757528791243958692008-11-07T06:34:00.000+01:002008-11-07T06:34:00.324+01:00Le città più amate, sorpresa Zurigo<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SROcMnjojnI/AAAAAAAAEg4/TWIoG4q_IDw/s1600-h/larepubblicalogo.gif"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 149px; height: 60px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SROcMnjojnI/AAAAAAAAEg4/TWIoG4q_IDw/s200/larepubblicalogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265724129917046386" border="0" /></a><br />Provate a rispondere al volo: quali sono le dieci città più belle del mondo? <b>Vi verranno subito in mente Parigi, Roma, New York, Barcellona, Londra, Amsterdam. Qualcuno dirà Istanbul e Praga, qualcuno Rio de Janeiro, Buenos Aires, Hong Kong. Invece no</b>. Secondo un sondaggio condotto dalle guide <a href="http://www.lonelyplanetitalia.it/articoli/articolo.php?id=5076">Lonely Planet</a>, un tempo bibbia dei viaggiatori "alternativi" e ancora adesso fedeli compagne di viaggio di chi vuole capire un luogo e stare lontano dal turismo di massa, l'elenco delle dieci città preferite dai visitatori è tutto diverso. Esse sono, in ordine solamente alfabetico: <b>Anversa, Beirut, Chicago, Glasgow, Lisbona, Città del Messico, San Paolo del Brasile, Shanghai, Varsavia e Zurigo</b>. L'elenco è stato compilato tenendo conto dell'indice di gradimento dei lettori delle guide e delle segnalazioni degli esperti che le compilano.<br /><br />Non tutte le "top 10" sono una sorpresa. <b>Shanghai</b> è definita, da chi la conosce, la “nuova New York”. <b>Lisbona</b> è nota come una delle città che hanno meglio conservato il proprio fascino e la propria genuinità in tutta Europa. <b>Beirut</b> era chiamata un tempo “la Parigi del Medio Oriente”, e lo sarebbe ancora, se non fosse per le ricorrenti minacce di guerra civile. Ma le altre scelte appaiono meno comprensibili, o perlomeno decisamente originali. <b>Chicago</b>, la "città del vento"<br />, come la chiamano gli americani, è una delle metropoli più vivaci degli Stati Uniti, ma normalmente non la si metterebbe davanti a New York come destinazione preferita per visitatori e turisti. <b>San Paolo</b> sarà migliorata, ma non ha Copacabana, la spiaggia di Rio. <b>Città del Messico</b> è una sterminata megalopoli, alle prese con l'inquinamento. Quanto al resto, <b>Anversa</b> meglio di Amsterdam? <b>Varsavia</b> meglio di Praga? <b>Zurigo</b> più bella di Barcellona? <b>Glasgow</b> più di Londra o Edimburgo?<br /><br />Ma la Lonely Planet voleva probabilmente indicare i progressi compiuti dalle città della sua lista, e suggerire destinazioni nuove, fuori dagli usuali percorsi, ai suoi lettori. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --> <div style="display: none;" id="adMiddle"> <script language="JavaScript"> <!-- OAS_RICH('Middle'); //--> </script> </div><b>Prendiamo Glasgow: una volta era conosciuta per i suoi quartieri degradati, le sue gang e il suo declino industriale, una città di grandi bevitori, teppisti e tifosi violenti. Oggi, secondo la guida, è una delle città più trendy del Regno Unito: "Lasciamo stare i castelli scozzesi, il kilt, le cornamuse e il whisky. A Glasgow oggi si va per i suoi cocktail alla moda, la sua cucina, il suo design".</b> Il sondaggio segnala anche i posti più adatti per “pensare profondamente”: vince il cimitero di Highgate, a Londra, dove è sepolto Karl Marx. Turisti di tutto il mondo, unitevi: la prossima volta che volete fare una pausa di riflessione, sapete dove andare.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-85581321056469996592008-11-07T06:15:00.000+01:002008-11-07T06:15:00.425+01:00La Bce taglia il costo del denaro Trichet richiama le banche<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilsole24ore.com"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SROW73tfaXI/AAAAAAAAEgY/k9nX0uR3F6U/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265718344637442418" border="0" /></a>Va bene che la fiducia non si può accordare tanto alla leggera, a maggior ragione di questi tempi. Ma visto che le garanzie ci sono, la Bce ne ha messe sul piatto in abbondanza, non si capisce perché il mercato interbancario resti anemico come mai in passato. Con ricadute pesanti sulle tasche delle famiglie e sui conti delle imprese.<br /><br />Ecco perché durante la conferenza stampa seguita alla comunicazione del taglio dei tassi, il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claud Trichet ha - fatto piuttosto inusuale - accentuato i toni di "moral suasion" nei confronti delle banche. <span style="font-size:130%;">«In un mese abbiamo tagliato il costo del denaro di un punto percentuale (dal 4,25% al 3,35%, ndr)</span>, forniamo liquidità a tasso fisso e per quantità illimitate, mentre i governi hanno posto forme di garanzie statali sul mercato interbancario», ha evidenziato Trichet.<br /><br />Ebbene, tutto questo, secondo il presidente dell'Eurotower, non si è ancora riflesso nel mercato monetario, dove resta uno spread elevatissimo tra il tasso di politica monetaria e l'<a class="tab_art" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/euribor-minimi-otto-mesi.shtml?uuid=2c20093e-ac04-11dd-973e-972f29d64572">Euribor, il parametro a cui sono indicizzati mutui, prestiti commerciali e obbligazioni a tasso variabile</a>. Oggi pomeriggio, dopo il taglio di mezzo punto del Refi, l'Euribor a tre mesi valeva il 4,52%, prima del taglio di 50 punti base era al 4,59%. In pratica è sceso di soli 7 punti base, invece di 50 punti. Nei fatti con il Refi al 3,25%, l'Euribor a tre mesi dovrebbe valere intorno al 3,50%, invece viaggia ben 100 punti base sopra il suo livello naturale.<br /><br />Una situazione che giustamente preoccupa Trichet. «Il comportamento delle banche - ha rimarcato il banchiere centrale - dovrebbe riflettere pienamente quanto fatto dalle Bce e dai governi europei. Non è una minaccia, ma un incoraggiamento alle banche affinché si assumano le loro responsabilità». Il numero uno dell'Eurotower ha peraltro riconosciuto come un ritorno dei tassi Euribor alla normalità «richieda tempo», dato che tra gli operatori bancari permane una forte avversione al rischio di solvibilità.<br /><br />Non a caso le banche impiegano la liquidità depositandola presso la banca centrale (ormai l'ammontare è vicino nell'ordine dei 300 miliardi di euro) invece che prestarsela attraverso il canale interbancario. Questa situazione «rappresenta un problema e stiamo riflettendo su come riuscire a ripristinare il funzionamento del mercato monetario'», ha detto ancora Trichet. La buona notizia è che, nonostante i problemi del mercato monetario, non si registrano fenomeni di vero <span id="U21024206683709pD" style="font-style: italic;">credit crunch</span>, ovvero razionamento del credito.<br /><br />Certo, i tassi di mercato monetario restano onerosi, ma il presidente dell'Eurotower ha evitato di prendere posizione rispetto a quanti reclamano un cambiamento dei parametri a cui sono indicizzati mutui e prestiti. Si parla si sostituire l'Euribor con il Refi (ne ha parlato anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi). «È una decisione che spetta alla banche», ha concluso Trichet. Un modo per dire che a Francoforte non credono a misure che rendano i tassi di interesse una sorta di «prezzi amministrati». Oltretutto, non è detto che il Refi sia migliore dell'Euribor. Tutto dipende dall'entità dello spread (si veda la<a class="tab_art" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/11/bpm-mutuo-tasso-bce.shtml?uuid=25e1b322-ac01-11dd-973e-972f29d64572"> proposta di Bpm </a>in proposito) che la banca caricherà sul parametro di riferimento. Alla fine dei conti non è detto che il cliente ci guadagni davvero.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-21394156536566082602008-11-06T06:28:00.000+01:002008-11-06T06:28:00.294+01:00Il mercato milanese è statico<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.quicasa.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 44px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SRIsnRO2yUI/AAAAAAAAEfw/SCUwetJjpLk/s200/quicasa+logo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265319967501764930" border="0" /></a>Il <b>mercato immobiliare italiano</b>, ed in particolare quello <b>milanese</b>, in seguito a un decennio caratterizzato da incrementi rilevanti, nell'ultimo anno, <b>registra una rigida stabilità</b> e per il futuro prossimo, si prevede una <b>reale e forte contrazione</b> dell'economia in oggetto.<br />A <b>Milano</b>, nel I semestre 2008, il <b>prezzo medio</b> di un appartamento di nuova costruzione è di <b>4.517 euro/mq</b>, con una crescita dello 0,3% rispetto al semestre precedente ed un incremento annuo pari all'1,2%.<br />Il dato relativo alla crescita media annua degli appartamenti nuovi, al netto del saggio d'<b>inflazione</b> (3,6%- maggio 2008/maggio 2007) è di -2,4%, indicando una situazione di contrazione dei <b>valori degli immobili</b>.<br />Il fatto che il mercato immobiliare milanese stia attraversando una fase non certo positiva è confermato, oltre che dall'andamento dei <b>prezzi</b>, anche dal <b>calo delle compravendite</b>.<br />A quanto detto va aggiunto l'allungamento dei tempi di vendita che, secondo quanti operano direttamente nel settore, tendono ormai a superare i sei mesi e a vedere, in diversi casi, ridimensionate le aspettative iniziali del venditore.<br />L'immagine complessiva che emerge è quella di un <b>mercato immobiliare ormai statico</b>.<br />Per il futuro, è ragionevole ipotizzare che la diminuzione delle transazioni e il ridimensionamento del numero di mutui erogati possano determinare un incremento della domanda di locazioni, come del resto già avviene negli altri paesi europei.A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-61050541715139962112008-11-05T06:45:00.002+01:002008-11-05T06:45:01.104+01:00Immobiliare, siamo allo stop "Comincia la recessione"<div style="text-align: right;">Francesco Nani<br /></div><div style="text-align: right;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://parma.repubblica.it/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 20px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQxCDexUQtI/AAAAAAAAEdI/Tqy7TGZP90M/s200/repubblica+parma+logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263654692056220370" border="0" /></a><br /></div>Compravendite in calo fino al 20%, tempi di acquisto che si allungano, percentuali di invenduto che rischiano di mettere in ginocchio le imprese edili. La crisi economica non risparmia il settore immobiliare, un mercato in crescita da otto anni. Quando "si vendeva di tutto a cifre assurde".<br /><br />"Non siamo al crollo ma il momento è difficile. Nelle agenzie immobiliari il telefono squilla molto meno di prima: rispetto a 12 mesi fa il numero delle vendite è sceso fino al 20% dopo che già nel 2007, per la prima volta dopo diversi anni, il mercato immobiliare di Parma si era fermato", spiega Piersanto Casu presidente Fiaip di Parma. A frenare l'acquisto della casa contribuiscono la stretta creditizia messa in atto dalle banche e l'aumento dei tassi di interesse. Fattori che colpiscono in particolare le fasce di reddito medio-basse, per le quali è sempre più difficile accedere ad un mutuo.<br /><br />Il settore, come già altri ambiti dell'economia e dei consumi, disegna una mappa che separa sempre più nettamente i ricchi dai cosiddetti nuovi poveri. "La richiesta di abitazioni in realtà c'è ancora ma chi ha un reddito medio-basso fa molta più fatica a vedersi finanziato un mutuo. E infatti c'è un ritorno all'affitto, specie tra le giovani coppie. Chi invece cerca case da 400 mila euro in su paradossalmente non trova sul mercato un'offerta adeguata", osserva Casu. "Stanno quasi sparendo - aggiunge- gli acquisti da parte di cittadini extracomunitari che per alcuni anni avevano rappresentato una fetta significativa".<br /><br />Crisi del settore, dunque, ma soprattutto crisi del potere d'acquisto delle famiglie. Lo stallo del mercato riserva tuttavia anche qualche sorpresa in positivo per chi cerca casa. "Il venditore non ha più il coltello dalla parte del manico e l'acquirente è più attento. C'è un riequilibrio tra le parti nella trattativa. I tempi di vendita quindi si allungano e per gli alloggi usati arrivano fino a sette mesi". Al tempo stesso i prezzi, sempre nell'ambito dell'usato, sono scesi del 10%. Una diminuzione che gli esperti riconducono anche all'effetto calmiere legato all'ingresso sul mercato di centinaia di alloggi di edilizia convenzionata privata. <br /><br />"Si sta aprendo una fase che, senza giri di parole, possiamo definire di recessione anche per il settore delle costruzioni - afferma il presidente nazionale dell'Ance Paolo Buzzetti -. Un periodo iniziato nel secondo trimestre 2008 e che secondo le nostre stime tenderà a peggiorare nel 2009". Non solo famiglie, dunque, a rischiare grosso sono anche i privati. "C'è molto invenduto anche nel nuovo e il rischio di un tracollo da parte di imprese edili di varie dimensioni è concreto"; per questo, dice Casu, "invito i clienti a diffidare delle imprese che non prestano la garanzia fideiussoria prevista dalla legge". Inevitabili anche le ricadute occupazionali in negativo "che già si registrano e ci saranno", dice la Fillea Cgil di Parma. E' sufficiente verificare "l'apertura di procedure di cassa integrazione nei cantieri. E se l'invenduto dovesse aumentare e le nuove attività non partire la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente".<br /><p>Se famiglie e imprese non sorridono, la situazione non può che essere fonte di preoccupazione anche per il Comune. "Al di là di ciò che afferma chi opera direttamente nel settore, e che tendenzialmente punta a stemperare, la sensazione è di un rallentamento notevole dell'immobiliare", afferma l'assessore comunale al Patrimonio immobiliare Marino Giubellini. "Cosa potrebbe significare per l'amministrazione comunale? Minori introiti per le casse comunali dagli oneri di urbanizzazione". Certamente non una una buona notizia dopo che già il taglio dell'Ici ha messo in difficoltà le finanze degli enti locali. E in particolare per piazza Garibaldi, i cui interventi di riqualicazione del territorio sono legati a project financing che vedono il privato nella necessità di vendere uffici, negozi e appartamenti per coprire i costi sostenuti per realizzare la parte pubblica.<br /></p>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-14253182346612441822008-11-05T06:40:00.000+01:002008-11-05T06:40:00.951+01:00Il mattone scricchiola, mercato in crisi<div style="text-align: right;">Monica Pieraccini<br /></div><div style="text-align: right;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lanazione.ilsole24ore.com/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 38px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQxAz8os7kI/AAAAAAAAEdA/HU8XATjRWMo/s200/nazione+logo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263653325683617346" border="0" /></a><br /></div><br />Segnali di crisi sul mercato immobiliare fiorentino. Le compravendite calano del 3% e per la città si tratta del peggior risultato degli ultimi dieci anni<br /><br />Firenze, 30 ottobre 2008 - <strong>Segnali di crisi sul mercato immobiliare fiorentino</strong>. Le compravendite calano del 3% e per la città si tratta del peggior risultato degli ultimi dieci anni.<div style="font-size: 16px;" id="testo-articolo"> <p>Secondo la stima del settimo rapporto immobiliare di Scenari Immobiliari, in città, nel corso del 2008, saranno scambiati 457mila metri quadrati di case, (considerando una media di 95 mq a unità, circa 4.800 abitazioni) per un giro di affari di 1 miliardo e 473 milioni di euro, in lieve calo (-0,5%) rispetto al 2007.</p> <p><strong>Meno critica la situazione negli altri 43 comuni della provincia</strong>. Il fatturato, pari a 1 miliardo e 465 milioni di euro, e le compravendite, pari a 712mila metri quadrati, restano stabili, con incrementi rispetto al 2007, rispettivamente, dello 0,4 e 0,3%. <strong><br /></strong></p><p><strong>Le stime per il 2008 sono al netto della crisi finanziaria. Il 2009 potrebbe risultare un anno ancora peggiore</strong>. "Oggi le famiglie a reddito medio-basso – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – non riescono ad acquistare una casa. Sia perché le banche sono più ‘cattive’ ed erogano meno facilmente i mutui, sia perché chi ha bisogno del mutuo non sa se riuscirà a pagarlo e dunque rimanda l’acquisto".</p> <p><strong>Così, mentre la domanda cala e l’offerta cresce, le conseguenze della stagnazione delle compravendite potrebbero farsi sentire più forti nei prossimi 12 mesi</strong>. Anche perché i prezzi, nonostante la crisi, non accennano a diminuire e, anzi, aumentano del 4% nelle zone di pregio, per le quali la domanda resta consistente e incrocia un’offerta che diminuisce.</p> <p><strong>"Se infatti – fa notare Breglia — i poveri piangono, i ricchi sorridono ancora</strong>". Nel complesso, però, i segnali di affaticamento del mercato immobiliare sono evidenti e si sono accentuati nel corso di quest’anno. I tempi di vendita si sono allungati. Per concludere una trattativa ci vogliono oltre 6 mesi.</p> <p><strong>Cresce anche il margine di sconto sul prezzo di vendita</strong>. Tanto più che cala la richiesta di alcuni tipi di immobile. Come i bi e trilocali, appetibili in particolare da quella domanda di fascia medio-bassa che oggi rinvia a tempi migliori l’acquisto o che comunque si orienta verso zone periferiche, con prezzi a di sotto dei 200mila euro. In flessione anche la richiesta di seconde case, a dimostrazione della contrazione delle capacità di spesa dei fiorentini.</p> <p>Per quanto riguarda le zone, i quartieri con particolare qualità urbana e facile accesso ai servizi, come Campo di Marte e Sesto Fiorentino, restano i più richiesti dalle famiglie con fasce di reddito più basse, mentre chi ha più disponibilità sceglie il centro storico, Porta Romana, Fiesole o Poggio Imperiale, dove le abitazioni sfiorano anche i 9mila euro al metro quadro. </p></div>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-51481937954517086812008-11-04T07:06:00.002+01:002008-11-04T07:06:00.777+01:00Casa, i prezzi scendono del 10%<div style="text-align: right;">di Cristiano Dell'Oste<br /></div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilsole24ore.com/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQ8v8gtKsBI/AAAAAAAAEeY/zP9PCmLLFsw/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264479206037434386" border="0" /></a><br />Quartieri popolari, come Secondigliano a Napoli. Aree con una forte presenza di stranieri, come San Salvario a Torino. Zone di periferia, come Quarto dei Mille a Genova.L'onda dei ribassi è partita da qui. Dalle frange più fragili del mercato, che nei primi sei mesi di quest'anno hanno visto scendere di oltre il 10% i prezzi degli immobili nella categoria del «medio usato».<br /><br />Gli ultimi dati dell'agenzia del Territorio mostrano un rallentamento delle compravendite (-14% al 30 giugno), al quale non si accompagna, però, una riduzione dei prezzi della stessa intensità. Ora le rilevazioni di Tecnocasa e Gabetti property solutions gettano uno sguardo oltre i valori medi.E mostrano che l'onda dei ribassi ha già investito molte realtà marginali.<br /><br /><span style="font-size:130%;">«Otto volte su dieci, dietro un calo dei prezzi superiore al 10%</span> c'è la contrazione della capacità di spesa degli acquirenti: giovani coppie, stranieri e famiglie monoreddito sono quelli che negli ultimi tempi non hanno potuto accedere al credito o hanno ottenuto importi minori che in passato », spiega Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi di Tecnocasa. E Alessandro Ghisolfi, responsabile dell'ufficio studi di Ubh, ricorda: «Il balzo maggiore della domanda risale al 2001, quando grazie alle basse rate dei mutui ci furono 200mila compravendite in più». È inevitabile, dunque, che i più coinvolti siano gli immobili cui si rivolgono gli acquirenti più sensibili alla stretta creditizia. Ed è altrettanto inevitabile che tra questi i più penalizzati siano gli alloggi di minore qualità: quelli molto grandi, ai piani alti senza ascensore, da ristrutturare o poco serviti dai mezzi pubblici.<br /><br />Concorda Guido Lodigiani, direttore dell'ufficio studi di Gabetti, che evidenzia un altro aspetto: <span style="font-size:130%;">«A fronte di un calo medio dei prezzi del 2,7% nelle grandi città, in alcuni casi anche gli appartamenti di alto livello hanno visto una limatura. </span>La causa però non sono le dinamiche creditizie, ma gli orientamenti della clientela facoltosa, che conosce il mercato e oggi non è disposta spendere più di tanto».<br /><br />Si tratta, comunque, di situazioni particolari: in generale, l'onda dei ribassi ha risparmiato il centro delle grandi città e gli immobili di pregio.«Per le abitazioni di livello medio alto – osserva Ghisolfi di Ubh il prezzo di vendita è lo stesso di gennaio 2008, con un calo in termini reali al netto dell'inflazione.E questo, per la prima volta, ha interessato anche le località di provincia».<br />Molto più complicato, invece, è chiedersi se l'onda si propagherà nel 2009. <span style="font-size:130%;"><br />Finora molti piccoli proprietari hanno preferito non vendere anziché ridurre il prezzo.</span> Lo conferma Luca Dondi di Nomisma: «L'offerta è rimasta rigida e ha sostenuto i prezzi, che potrebbero scendere quando si prenderà coscienza della situazione ». Sulla stessa linea Franco Arosio, presidente della Fiaip: «Il 2008 si sta chiudendo con un decremento delle transazioni cui non corrisponde un pari decremento dei prezzi. Per il 2009 ci aspettiamo che il trend rimanga negativo. Il mercato prima o poi ripartirà, ma forse questa crisi ha tracciato un solco che non finirà nel nulla».<br /><br /><span style="font-size:130%;">Le previsioni per l'anno prossimo sono tutte in discesa mediamente del 6%</span> ma ci sono almeno due fattori che potrebbero arginare la tendenza.<br /><br />Il primo è il credito. I mutui potrebbero ripartire dopo una riduzione dell'Euribor e potrebbe aggiungersi a questo andamento un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea. Afferma Lodigiani di Gabetti: «Si assisterà a un calo dell'Euribor più veloce di quello che ci si aspettava e questo dovrà essere valutato».<br /><br />Il secondo fattore è l'eventualità che la liquidità si sposti verso l'immobiliare. Chi ha ha investito in Borsa difficilmente potrà lasciare l'azionario (a meno di incassare le perdite), ma i bassi rendimenti dei titoli di Stato potrebbero far crescere l'interesse per il mattone.<br /><br />Nessuno però si illude. Megliola di Tecnocasa avverte che «la domanda di case da investimento è il 12% del totale». E Dondi di Nomisma sottolinea: «Sarà difficile che avvenga uno spostamento dalla Borsa agli immobili come nel 2001, perché ora siamo in una fase negativa per tutti gli impieghi. Sempre che tra gli investitori non si faccia strada l'idea che è il momento di fare uno spostamento».<br /><span style="font-size:130%;"><br /><a class="tab_art" href="http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=document&amp;file=/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/11/case-zona-per-zona-i-maggiori-ribassi.pdf" onmouseover="window.status =' Documento'; return true;" onclick="javascript:window.open('/fc?cmd=document&amp;file=/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/11/case-zona-per-zona-i-maggiori-ribassi.pdf?cmd=art','documento','resizable=yes,status=no,toolbar=no,menubar=no,location=no')" target="_self">Zona per zona i maggiori ribassi nelle metropoli italiane</a></span>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-65565586830747349392008-11-04T06:11:00.000+01:002008-11-04T06:11:00.675+01:00I grattacieli prossimi venturi<div style="text-align: right;">Francesco Tortora<br /></div><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 22px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQw615NV6RI/AAAAAAAAEco/VUTugkv9790/s200/corriere_logo_home.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263646762053527826" border="0" /></a><br /><div style="text-align: right;"><br /></div>Dalla Citylife di Milano a The Shard di Londra, dalle torri di Dubai a Los Faros di Panama alle spirali di Chicago<span style="font-weight: bold;">MILANO </span>- Se l'economia mondiale ristagna, la fantasia d<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQw62rovSeI/AAAAAAAAEc4/oQpJA43dqCE/s1600-h/Il+progetto+Citylife,+che+sorger%C3%A0+a+Milano+sull%27area+dove+c%27era+la+Fiera+%28da+skyscrapercity.com%29.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQw62rovSeI/AAAAAAAAEc4/oQpJA43dqCE/s200/Il+progetto+Citylife,+che+sorger%C3%A0+a+Milano+sull%27area+dove+c%27era+la+Fiera+%28da+skyscrapercity.com%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263646775590210018" border="0" /></a>ei più famosi progettisti e architetti internazionali lievita: nei prossimi dieci anni sorgeranno alcuni dei grattacieli più ambiziosi e avveniristici di sempre. A queste spettacolari costruzioni il sito della Cnn dedica un dettagliato reportage sottolineandone la modernità e la spettacolarità. Naturalmente, come tutti gli edifici innovativi e all’avanguardia, questi progetti non mettono tutti d’accordo e non mancano i detrattori che denunciano gli immancabili danni che queste faraoniche costruzioni potrebbero produrre all'ambiente.<br /><br /><p> <span style="font-weight: bold;">LA CITYLIFE DI MILANO</span> - Prima di passare in <a href="http://edition.cnn.com/2008/TECH/10/10/future.skyscraper/" rel="nofollow" target="_blank"><u>rassegna i grattacieli selezionati dalla Cnn</u></a> bisogna menzionare tra i progetti più avveniristici del prossimo decennio un complesso architettonico che il sito del <span style="font-style: italic;">network </span>americano dimentica di segnalare: si tratta del progetto Citylife che dovrebbe essere portato a termine entro il 2015 nell'area dell'ex Fiera campionaria di Milano dagli architetti Daniel Libeskind, Zaha Hadid, Arata Isozaki e Pier Paolo Maggiora. Si tratta di un nuovo polo urbano che dovrebbe sorgere in un parco di 160 mila metri quadrati e nel quale saranno presenti palazzi residenziali con circa 1.300 appartamenti. Al centro del polo urbano s'innalzeranno tre maestose torri chiamate rispettivamente per la loro forma «Il dritto» (progettato da Isozaki sarà alto 220 metri e avrà 50 piani), «Lo storto» (disegnato da Hadid toccherà i 190 metri con 40 piani e si svilupperà verticalmente con un dinamico movimento di torsione) e «Il curvo» (ideato da Libeskind, raggiungerà i 170 metri e avrà 34 piani).</p> <p> <span style="font-weight: bold;">EUROPA </span>- La prima ambiziosa costruzione del prossimo decennio presentata dal sito della Cnn è quella conosciuta con il nome di Le Projet Triangle (progetto triangolo): è una torre a forma di piramide alta 180 metri progettata dagli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron che sarà costruita a Parigi entro il 2014. Questa torre sorgerà presso la Porta di Versailles e includerà un centro congressi, uffici e un albergo. Sempre nella capitale francese, nella zona finanziaria della Defense, dovrebbe essere pronta entro il 2012 la Tour Phare (il faro), un grattacielo alto 300 metri (solo 20 metri più basso della Torre Eiffel) progettato dall'architetto californiano Thom Mayne. L'edificio assomiglierà a un lungo tubo con curvature avveniristiche. La costruzione sarà assimetrica, infatti da ogni angolo assumerà un <span style="font-style: italic;">look </span>diverso e sulla parte superiore della torre saranno presenti gigantesche eliche che produrranno energia pulita. Se ci spostiamo più a est verso la Russia incontriamo a San Pietroburgo il progetto Okhta Center, dove nel 2012 si potrà ammirare il grattacielo più alto della città con i suoi 400 metri d'altezza. Infine sempre nel 2012 quando vi si terranno le Olimpiadi a Londra sarà ultimato il progetto di Renzo Piano per il grattacielo The Shard, un'affilata piramide di cristallo che dovrebbe raggiungere i 300 metri d'altezza </p> <p> <span style="font-weight: bold;">ASIA </span>- L'Asia è senza dubbio il continente dove nel prossimo decennio gli architetti porteranno a termine i più incredibili progetti. Il primo futuristico edificio che sorgerà in Asia presentato dalla Cnn è il Port Tower Complex di Karachi, in Pakistan: il grattacielo che ospiterà uffici, sale per conferenze, ristoranti e appartamenti sarà alto 593 metri. L'altezza della torre non è casuale: 593 metri corrispondono nel sistema aglosassone a 1.947 piedi, cifra che richiama l'anno in cui il Pakistan ottenne l'indipendenza. A Dubai, invece, nascerà il <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_06/dubai_grattacielo_bbc78720-938f-11dd-8968-00144f02aabc.shtml" target=""><u>Nakheel Tower</u></a>, grattacielo che toccherà i mille metri d'altezza. Annunciato qualche giorno fa, questo edificio di 200 piani che sarà dotato di oltre 150 ascensori, sarà solo l'ultima meraviglia architettonica della capitale finanziaria degli Emirati Arabi. Tuttavia il titolo di grattacielo più alto del mondo, almeno per i progetti che sono stati presentati fino a oggi, appartiene al Burj Mubarak al-Kabir in Kuwait che raggiungerà l'altezza record di 1.001 metri, solo 100 centimetri in più del Nakheel Tower di Dubai. Sempre nella città degli Emirati Arabi nascerà il Trump International Hotel &amp; Tower, grattacielo di 270 metri di proprietà del magnate Donald Trump. L'ultimo edificio asiatico presente nella rassegna è l'Incheon Tower che sarà terminato entro il 2010 nell'omonima città sudcoreana e misurerà 610 metri.<br /></p><p> <span style="font-weight: bold;">AMERICA </span>- Se ci spostiamo nel continente americano noteremo che anche qui sono partiti i <a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQw62cNQr2I/AAAAAAAAEcw/aFXEQz--YVI/s1600-h/Le+Freedom+Towers+che+a+New+York+sorgeranno+sul+posto+del+World+Trade+Center+%28da+New+York+Times%29.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 156px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQw62cNQr2I/AAAAAAAAEcw/aFXEQz--YVI/s200/Le+Freedom+Towers+che+a+New+York+sorgeranno+sul+posto+del+World+Trade+Center+%28da+New+York+Times%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263646771448426338" border="0" /></a>lavori per edificare splendide costruzioni: si parte con la torre The Bow di Calgary, in Canada, che si trova a poche centinaia di metri dall'omonimo fiume Bow. Progettata da Norman Foster sarà pronta nel 2010 e supererà i 230 metri d'altezza. Quindi si passa al Chicago Spire, edificio ideato dall'architetto Santiago Calatrava nella città dell'Illinois: sarà alto 609,6 m per 150 piani e diverrà di fatto l'edificio più alto sul suolo statunitense. Nella rassegna non poteva mancare la Freedom Tower, edificio di 550 metri che nascerà dove un tempo si trovavano le Torri Gemelle di New York. I lavori per edificare questo imponente edificio sono iniziati nell'aprile del 2006 e dovrebbero terminare nel 2013. Ultima costruzione presente nella lista della Cnn è quella di Los Faros di Panama: si tratta di un complesso architettonico formato da tre torri nelle quali sono presenti oltre 1.700 appartamenti di lusso, hotel a cinque stelle, un casinò, piscine e palestre. Progettati dalla società Chapman Taylor saranno gli edifici più alti dell'America centrale: la torre centrale supererà i 360 metri d'altezza.</p>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-6839368517794755172008-11-03T06:52:00.000+01:002008-11-03T06:52:01.154+01:00Rinnovato l'Osservatorio Parlamentare sull'Economia Immobiliare<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilsole24ore.com"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 51px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQxDLvH-BFI/AAAAAAAAEdQ/siUajIH3eys/s200/ilsole24orelogo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263655933396780114" border="0" /></a>La necessità di dedicare la massima attenzione ai temi della casa, dello sviluppo urbano e del mercato immobiliare italiano è particolarmente sentita, soprattutto in questo momento storico caratterizzato dalla grave crisi finanziaria e dai suoi riflessi sull'economia reale. Per queste ragioni si è ricostituito l'Osservatorio Parlamentare per il Mercato Immobiliare, con l'adesione di 76 deputati e 23 senatori, appartenenti ai gruppi parlamentari di entrambi gli schieramenti. <p>Obiettivo dell'Osservatorio è di sostenere interventi legislativi e iniziative politiche per risolvere i problemi di ordine fiscale, finanziario, economico, amministrativo e normativo che investono il mercato immobiliare e le politiche abitative." F.I.A.I.P. (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) ha confermato la propria disponibilità a svolgere un ruolo di coordinamento e segreteria tecnica coadiuvata dal contributo scientifico di Tecnoborsa (organismo delle Camere di Commercio).</p> <p>Presidente dell'Associazione è l' On. Maurizio Lupi, Vice Presidente della Camera,; il Direttivo dell'Osservatorio è composto da: on. Luigi Vitali (past president),</p> <p>on. Tino Iannuzzi (past president), on. Pierluigi Mantini, on. Nicola Formichella, on. Tommaso Foti, on Franco Stradella, on. Raffaella Mariani, on. Aurelio Misiti, on. Roberto Morassut, on. Osvaldo Napoli; sen. Cesarino Monti, sen. Marco Stradiotto.</p>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-91587702213995276922008-11-03T06:32:00.001+01:002008-11-03T06:32:00.668+01:00Mercato immobiliare: in calo le quotazioni A Napoli record meno 4% al Vomero<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQoNQLlYYQI/AAAAAAAAEcA/HZAoYb16cnw/s1600-h/napoli+big.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQoNQLlYYQI/AAAAAAAAEcA/HZAoYb16cnw/s200/napoli+big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263033686174490882" border="0" /></a><span style="font-size:130%;">Sorprese per chi acquista casa: in un report di Tecnocasa la situazione di Napoli quartiere per quartiere</span><p>NAPOLI - Un' indagine condotta da Tecnocasa svela gli andamenti delle quotazioni e delle transazioni in Campania riferite al primo semestre 2008. E le sorprese non sono poche. In accordo con una tendenza in atto già in tutto il paese, le quotazioni degli immobili hanno registrato una forte flessione negli ultimi mesi, con il conseguente contraccolpo di un decisivo - quanto atteso - calo dei prezzi. Nel capoluogo, la diminuzione si è attestata nei primi sei mesi del 2008 al 2,4%, con un picco del 3,2% nei quartieri Materdei e Centro-Corso Meridionale. Inattesa è la flessione del 4% della zona Medaglie D'Oro, all'interno della macroarea Vomero-Arenella, dove la spesa media per bilocali e trilocali si attesta intorno ai 350-400 mila euro. </p> <p> <span style="font-weight: bold;">IN CALO ANCHE A SECONDIGLIANO</span> - In forte calo anche i prezzi dell'area di Secondigliano dove, nei primi mesi del 2008, si sono realizzate soprattutto compravendite di sostituzione, così come la zona collinare dei Camaldoli, dove il mercato immobiliare è in espansione e di grande eterogeneità: qui si va dai piccoli tagli alle ville con giardino e piscina per una media di 2500 € al mq. Non meraviglia invece il trend della zona Chiaiano: qui si segnala un mercato immobiliare «ingessato» in seguito alla decisione di aprire una discarica in zona. Chi aveva intenzione di comprare ha bloccato la sua richiesta e chi aveva intenzione di vendere preferisce aspettare l’evolversi della situazione per timore di vendere a prezzi troppo bassi. </p> <p> <span style="font-weight: bold;">POSILLIPO IMMOBILIARE IMMOBILE</span> - L'unica zona dove le quotazioni sono immobili è la sempreverde Petrarca-Orazio, afferente alla macroarea Posillipo-Chiaia: la stabilità dei prezzi di questa zona è dovuta alla particolare ricercatezza dell'area per le caratteristiche che presenta - panorama sul Golfo di Napoli e immobili prestigiosi con terrazzo costruiti negli anni ’60. Il top del mercato immobiliare però si tocca a Posillipo dove sono disponibili appartamenti di grandi dimensioni in palazzi d’epoca venduti anche a 10 mila € al mq se presentano caratteristiche di pregio e di panoramicità e ville indipendenti con discesa a mare e posti barca privati. Si discosta dalla tendenza generalizzata anche la zona più «in» di Fuorigrotta, quali via dell’Epomeo, via Manna e via Montervergine.<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 22px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQoNQN7k6eI/AAAAAAAAEb4/TSoB-gIQ-wA/s200/corrieredelmezzogiornologo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263033686804457954" border="0" /></a></p><p><br /></p>A&amp;Bhttp://www.blogger.com/profile/08690343088532091940noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1430516961318772074.post-12490369123923426062008-11-01T12:58:00.003+01:002008-11-01T13:13:33.982+01:00Centro di gravità permanente: il mercato immobiliare!<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.trend-online.com"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 43px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F_X8mSY4Rn8/SQxFL-a5bfI/AAAAAAAAEdY/UhshbtOdU9c/s200/logotrendonline.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263658136525958642" border="0" /></a>Centro di gravità permanente, questo è il significato più appropriato per definire la condizione del mercato immobiliare americano, per definire la condizione di qualsiasi ripeto qualsiasi mercato immobiliare mondiale.<br />Da tempo sussurro, che l'innesco di questa crisi proviene dal fenomeno "subprime" ma che ormai il fenomeno "subprime" appartiene al passato, che oggi il presente ed i futuro, corrisponde ai mutui ARMs, AdjustableRateMortgage mutui disseminati tra qualunque categoria di mutuatari, subprime, Alt-A, Prime e tra coloro che hanno stipulato i JumboMortgage, mutui oltre i 417.000 dollari per poi salire gli oltre 650.000 dollari che vengono considerati SuperJumboMortgage.<br />Sino allo scorso hanno il consenso sosteneva che non vi era alcun pericolo di contagio alle categorie superiori, Federal Reserve in testa, un pericolo solo ed esclusivamente subprime.<br />Come sostenevo da tempo, questa crisi ha dimostrato che i mutui ARMs, mutui contratti spesso a tassi storicamente irrilevanti, 1 o 2 %, spesso only interest, dove il mutuatario pagava esclusivamente la quota interesse fissata per 3 o 5 anni, sono in grado di amplificare questa grande depressione immobiliare, mutui che oggi in progressione nei prossimi anni, vengono reimpostati a tassi oltre il 6,5 % quando il FedFund tasso ufficiale definito dalla FederalReserve sono vicini a zero e precisamente l'1,50 %!<br />Nell'immenso jo-jo che contraddistigue i comunicati settimanali della MBA MortgageBankersAssociation in relazione alle richieste di nuovi mutui (innattendibili per la dichiarata impossibilità ad evidenziare le richieste multiple) e ai rifinanziamenti, (rispettivamente -16,6% e meno 23,5% )l'ultima rilevazione sui tassi ci dice che i famigerati mutui ARMs.......<br />The average contract interest rate for one-year ARMs increased to 6.97 percent from 6.67 percent, with points decreasing to 0.40 from 0.43 (including the origination fee) for 80 percent LTV loans.<br />Detto questo qui sotto, in questa immagine, avete un esempio del quantitativo immesso sul mercato in questi anni.<br />e qui sotto potete vedere come il fenomeno "subprime" sia in via di esaurimento nelle sue reimpostazioni, avendo originato la prima ondata di "foreclosures" ovvero fallimenti di privati che hanno perso definitivamente la loro abitazione.<br />come scrive Mike Shedlock, evidenziandolo specificatamente nel grafico qui sotto l'onda subprime è in esaurimento... se volete fare un ulteriore raffronto questo è un altro grafico più volte postato.<br />Ogni altro riferimento lo potrete trovare nella mia analisi/ricerca dal titolo "REALISMO IMMOBILIARE" una mappa dettagliata per orientarsi nella " Madre" di tutti gli eccessi immobiliari.<br />Colui che diede vita, attraverso una politica monetaria espansiva figlia della concezione monetaristica del mercato a questo eccesso, supportandone con una disinvolta regolamentazione per non parlare di appropriata omissione di vigilanza, l'eccesso oggi davanti al Congresso sussurra il suo totale smarrimento.<br />Uno tsunami di licenziamenti e di disoccupazione in arrivo, maggiore insicurezza e minor credito, sussura Greenspan, nessuna stabilizzazione per parecchi mesi nel mercato immobiliare, si un senso di smarrimento totale, il turbamento di Greenspan che ogg