tag:blogger.com,1999:blog-13998880758250607872009-07-15T17:33:48.390-07:00_ _ / . _ _ _marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.comBlogger231125tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-80930968947297253652009-07-15T02:38:00.000-07:002009-07-15T02:59:07.062-07:00SCIOPERO<div align="justify"><a href="http://api.ning.com/files/dbITv0Vy15IfS0NgYA-XtugLAX2kJpk0eNbJK7Gvu4g-0AuOkbsSKddeGTY4M1PR54CmLdxLP9oR-21zY8Ek9VQkOO5URY3j/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg"><img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 425px; FLOAT: right; HEIGHT: 461px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://api.ning.com/files/dbITv0Vy15IfS0NgYA-XtugLAX2kJpk0eNbJK7Gvu4g-0AuOkbsSKddeGTY4M1PR54CmLdxLP9oR-21zY8Ek9VQkOO5URY3j/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg" /></a>Ho deciso di aderire all'appello di <strong>Diritto alla Rete</strong> contro il d.d.l. Alfano che si propone di imbavagliare la rete Internet italiana, anche se con un giorno di ritardo. Come me hanno aderito <strong>Antonio Di Pietro</strong>, <span style="font-size:130%;">Indie-rock.it</span> e tantissimi altri siti e blog di musica e non (anche <strong>La Repubblica</strong> ha dato spazio a questa iniziativa): mi sento in dovere di condividere questa scelta, per prendere una posizione ancora più netta e chiara. Anticipo solamente che l'aggiornamento di domani verrà postato oggi in tarda serata perchè domani è giornata di riprese...</div><div align="justify">A presto, vostro<br /></div><div align="justify"><strong>Marco</strong></div><div align="justify"><br />"Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.<br /><br />Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.<br /><br />Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.<br /><br />I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.<br /><br />La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.<br /><br />Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.<br /><br />Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".<br /><br />Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata.<br /><br />Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia."<br /><br />Alessandro Gilioli<br />Guido Scorza<br />Enzo Di Frenna </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-8093096894729725365?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-71438222361266519732009-07-14T01:50:00.001-07:002009-07-14T02:38:40.477-07:0038# - MERCURY REV<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_74y6ylNb0BQ/SlxRz-OQaRI/AAAAAAAABHA/H4mgKXLZz00/s1600-h/luglio+live+184.jpg"><img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5358247609982019858" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_74y6ylNb0BQ/SlxRz-OQaRI/AAAAAAAABHA/H4mgKXLZz00/s320/luglio+live+184.jpg" /></a>Oggi sarò breve: luglio come da tradizione si sta rivelando il mese più laborioso dell'anno e mi tocca risparimiare sul tempo il più possibile. Quindi, bando alle ciance: ieri sera a Paderno Dugnano sono passati i <strong><span style="font-size:130%;">Mercury Rev</span></strong>, un concerto per un duecento persone nel bel mezzo di un parco con annesso laghetto infestato dalle zanzare. Location a parte (comunque d'effetto, a suo modo) il concerto è stato davvero molto bello ed è un peccato che così poca gente abbia deciso di farci un salto. Sarà che la psichedelia a cavallo del post rock tira poco, e che i Mercury Rev oramai non sono più dei novellini e i loro video non li passano su Mtv, però un minimo di considerazione in più non avrebbe stonato. Platea tecnica dunque, più o meno dalla mia età in su, con accreditati e feticcioni che parlano del concerto dei Cure del '92 o di quando hanno incrociato Martin Gore a Milano. Tanto meglio: i Mercury Rev si meritano un pubblico che sa apprezzare, questo è certo. Un'ora e mezza di set, a tratti ipnotico, spesso tirato e potente, molto potente. Bello. E' piaciuto a me e anche ai feticcioni. Dei Mercury Rev conservo un bel ricordo, <span style="font-size:180%;">Deserter's Songs</span> del 1998 oltre ad essere un disco della miseria è stato uno dei primi album della mia lista famosa (allora appena redatta) di cui sono entrato in possesso. Pagato fior fior di lire, perchè dischi come questo boia se li trovi in offerta. Comunque è un album meraviglioso, contemporaneamente cupo e solare. Colpevolmente poi, con il passare degli anni li ho un pò abbandonati, e Dio solo sa il perchè. Ieri è stata dunque l'occasione per il riscatto, e alla luce della mia nuova tendenza post rock, il riscatto c'è stato e anche molto vigoroso. Prometto che non li abbandono più, giuro. Detto questo oggi ho deciso di pubblicare anche una foto che ho scattato ieri sera con la mia prodigiosa Nikon, giusto per completare questa mini recensione. Ah, giusto: sempre a proposito di recensioni, sono state pubblicate le mie fatiche riguardo il live degli <strong>U2</strong> e dei <strong>NIN</strong> su Extra, mentre su Indie-Rock potete trovare la recensione del disco dei <strong>Charge Group</strong>. Come ho detto all'inizio, luglio è un mese sempre molto pieno, ho mille recensioni da fare e devo trovare il tempo di studiare per settembre (cerco disperatamente aiuto matematico/algebrico/trigonometrico...) e altre cento cose. Tagliare dunque, risparmiare tempo, darsi da fare, ma senza dimenticare di fare tutte quelle cose che mi mandano letteralmente in sollucchero. Come il concerto di ieri sera, tanto per dirne una.<span style="font-size:180%;"><strong> T</strong><strong>ides</strong> of the moon</span>, per chiarire cosa si intende con <em>dream pop psichedelico</em>, per dare un assaggio di cosa vi siete persi. Questo è quello che passano quando sono tranquilli. Ma fateli ingranare e vi garantisco che i tappi per le orecchie non vi salveranno. Tratto da <strong><span style="font-size:180%;">ALL IS DREAM</span></strong>. Che cosa non lo è?</div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DmuDjqI1umk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><br /><embed src="http://www.youtube.com/v/DmuDjqI1umk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><br /><div align="center"><br /><em>The threads that run through your life<br />Hang from your sleeve<br />Wind through your soul<br />The kind you can't control<br />The kind you can't conceive<br />The kind you can't believe<br />But wish you could break<br />Wish you could weave<br />I wish you could see<br />It ties you to me<br />And you fly in the face of the sun<br />And you float in the tides of the moon<br />The paths that run from your door</em></div><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-7143822236126651973?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-90669444433601893502009-07-13T03:20:00.000-07:002009-07-13T03:37:27.715-07:0037# - SMASHING PUMPKINS<div align="justify">Riguardo a quello che dicevo a proposito della gente al concerto degli U2, di Berlusconi e compagnia bella, della ragazza che non ha mai sentito nominare Mandela, questo è preso dall'intervento di Umberto Eco su Libertà e Giustizia:<br /><br /><em>E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.<br /><br />Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?<br /><br />Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.<br /></em><br />Il mio "no" l'ho ribadito attraverso le parole di Eddie Vedder, di Society, e con tutte quelle canzoni che servono a dire di no e a mantenere viva la speranza di un cambiamento che tarda a venire, ma che si spera prima o poi avvenga. Ieri non ho aggiornato perchè troppo preso a godermi la domenica libera. Ho però avuto una canzone in mente per tutto il giorno, un pezzo molto bello e delicato che viene da <span style="font-size:180%;">MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS</span>, il celebre "doppio" degli <span style="font-size:180%;"><strong>SP</strong></span> del 1995 che all'epoca fece storcere il naso (un doppio è sempre un rischio), ma che si poi è guadagnato i gradi sul campo ed ora se ne sta beato nella gloria dei dischi "meglio". <span style="font-size:180%;">GALAPAGOS</span> non è uno dei singoli arcinoti, non è uno di quelli rabbiosi e schitarrosi. E' una ballata color pastello che cresce fino ad esplodere in finale da brividi che suona molto come una presa di posizione, un grido di consapevolezza. E' una canzone che parla di cambiamento, uno diverso da quello di cui ho parlato qui sopra (il disco è incentrato sul tema del disagio giovanile visto attraverso gli occhi di un ragazzo che vive una giornata dall'alba al tramonto), ma cambiare è comunque la parola d'ordine e spesso è una cosa necessaria, nella vita che vivo per conto mio, e in quella che condivido con chi mi sta vicino e non.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/axBEK9cjLWE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/axBEK9cjLWE&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>Ain't it funny how we pretend we're still a child<br />Softly stolen under our blanked skies<br />And rescue me from me and all that I believe<br /><br />I won't deny the pain, I won't deny the change<br />And should I fall from grace here with you<br />Will you leave me, too?<br /><br />Carve out your heart for keeps in an old oak tree<br />And hold me for goodbyes and whispered lullabyes<br />And tell me I am still the man I`m supposeed to be<br /><br />I won't deny the pain, I won't deny the change<br />And should I fall from grace here with you<br />Will you leave me, too?<br /><br />To late to turn, to turn back now I'm running out of sound<br />And I am changing and if we died right now<br />This fool you love somehow is here with you<br /><br />I won't deny the pain, I won't deny the change<br />And should I fall from grace here with you<br />Will you leave me, too?<br /></div></em><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-9066944443360189350?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-37195686970192030532009-07-11T04:14:00.000-07:002009-07-11T04:48:09.409-07:0036# - CALEXICO<div align="justify">Il 18 ottobre del 2008 mi sono sentito i <span style="font-size:180%;">Calexico</span> al defunto Rolling Stone. Sono andato a ripescare la mia recensione su Extra, per rinfrescarmi le idee e fare un paio di conti visto che ieri sera ho fatto il bis a Villa Arconati. L'anno scorso chiudevo la recensione dicendo che i Calexico vanno visti ogni volta che ne capita l'occasione. E ho cercato di seguire il mio consiglio alla lettera, senza l'ausilio del tanto amato accredito ma per una volta sborsando di tasca mia i soldi del viaggio e del biglietto. Risultato: un altro gran bel concerto, diverso sotto molti aspetti, ma della stessa fibra. Bon, ieri sera è durata più o meno due orette davanti ad un pubblico diverso rispetto al quello del Rolling Stone, ma non per questo meno carico. E il segreto del gruppo è tutto qui: si balla, si applaude, si fanno quei gridolini scemi che tutto ad un tratto diventano irresistibili e si partecipa dall'inizio alla fine senza un minuto di tregua. Sarà che la musica è l'ideale per viaggiare con la testa, per immaginarsi in Messico o giù di li al bordo di una cabrio ai confini del deserto e via dicendo. Sono contagiosi, punto e stop. A me piacciono molto, anche se a piccole dosi. E' un genere particolare, il "<em>mariachi tex-mex</em>", molto solare e divertente, ma con quel filo di malinconia di base un pò <strong>Jazz</strong> che boh, mi da sempre un senso di nostalgia molto marcato. Bravi, bravissimi ma occhio a non abusarne perchè in quattro e quattro otto si corre il rischio di ritrovarsi per terra con poncho e sombrero per la siesta. Ho imparato a conoscere meglio i Calexico per vie traverse, grazie alla collaborazione con <strong>Iron &amp; Wine</strong> per il bellissimo <span style="font-size:180%;">In The Reins</span> del 2005. Prima erano solo una nebbia abbastanza fitta di suoni a metà strada tra il folk e la psichedelia più poppeggiante. A distanza di quasi 5 anni ho capito che non tutto il folk è uguale e che certe band sanno dare quel qualcosa di più che trasforma il tutto e lo fa fiorire. Calexico, dall'unione di California e Mexico. Musica di confine per una giornata d'estate. Ieri sera è mancata <strong><span style="font-size:180%;">All The Pretty Horses</span></strong> : rimediamo oggi.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AxIox923IOo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/AxIox923IOo&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"></p><div align="center"><br /><em>Way down yonder, down in the meadow<br />Lies a poor little child<br />The bees and the flies are pickin' out its eyes<br />The poor little child crying for its mother<br />Oh, crying for its mother<br />Hush-a-bye, don't you cry<br />Go to sleep you little baby<br />When you wake, you shall have cake<br />And all the pretty little horses<br />Blacks and bays, dapple and greys<br />Coach and six white horses</em><br /></div><div align="left"><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-3719568697019203053?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-77157421253778806082009-07-10T05:37:00.000-07:002009-07-10T06:32:08.500-07:0035# - EDDIE VEDDER<div align="justify">Perchè oggi si conclude il G8 e la canzone che ho in mente è più che perfetta per dire quello che penso senza addentrarmi troppo nel dettaglio. Perchè la musica è sempre stato uno dei modi più forti di protestare. Perchè ad accompagnare ogni sciopero, ogni contestazione e ogni rivoluzione, anche la più piccola, c'è sempre stata una canzone. Perchè ieri sera è bastato un parco, qualche coperta e una chitarra che suonava questo pezzo per stare bene. Perchè come Christopher McCandless a volte la tentazione di piantare tutto e andarsene è forte. La mia marcia di avvicinamento al concerto dei Pearl Jam a Berlino comincia da qui, dall'album solista di Eddie Vedder nato per fare da colonna sonora al film di Sean Penn, INTO THE WILD. 11 pezzi meravigliosi (il mio preferito resta LONG NIGHTS, provate a leggere la frase sotto l'immagine di descrizione del blog: da dove credete che venga?) che fanno di questo album uno dei più belli degli ultimi anni per intensità, poesia e chi più ne ha più ne metta. La canzone di oggi è SOCIETY, scritta da Vedder in collaborazione con Jerry Hannan. Sembra di sentire una delle ballate di Springsteen, con quel concentrato di America che solo lui sa distillare da poche preziose note che si unisce alla poesia di Bob Dylan, il menestrello folk americano per eccellenza. Into The Wild è un nuovo capitolo di questa incredibile storia che profuma di anni Sessanta. E dietro all'arpeggio, alla voce e all'accompagnamento c'è un mondo di immagini e di odori, di pianure sterminate e di natura. E mi scopro ad immaginare di esserci in quei posti, sulla cima di una montagna dopo ore di cammino, o in mezzo ad un bosco di abeti con lo zaino in spalla e i piedi che fanno male, lontano da questo mondo che a volte fatico a capire. Già, proprio oggi mentre al G8 si parla di ambiente con un sacco di belle parole, l'Italia torna ufficialmente al nucleare (è passato con 154 voti a favore il Ddl sviluppo), 22 anni dopo averlo abbandonato con un referendum. Oggi nessuno ha chiesto il mio parere, è stato fatto e basta. Ed ora che si devono trovare i siti per le centrali ho una proposta: la prima perchè non la costruiamo ad Arcore? Quella che segue, ad ogni modo, è la mia protesta. </div><div align="center"><br /><em>When you want more than you have, you think you need...<br />and when you think more then you want, your thoughts begin to bleed.<br />I think I need to find a bigger place...<br />cause when you have more than you think, you need more space.<br /><br />Society, you're a crazy breed.<br />I hope you're not lonely, without me.<br />Society, crazy indeed...<br />I hope you're not lonely, without me.<br /><br />There's those thinkin' more or less, less is more,<br />but if less is more, how you keepin' score?<br />It means for every point you make, your level drops.<br />Kinda like you're startin' from the top...<br />and you can't do that.<br /></em><br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pRUGvArWXLk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/pRUGvArWXLk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="justify">Stasera Calexico e per questa settimana ho chiuso con i concerti. Si riprende la prossima con i Mercury Rev, Santana e i MOGWAI a cui sto pensando di dedicare un spazio particolare in vista del concerto di Firenze Venerdì.<br /><br />M. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-7715742125377880608?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-37210211038018523802009-07-09T02:52:00.000-07:002009-07-09T05:48:51.163-07:0034# - U2<div align="justify">Ieri sera concerto degli U2 al Meazza. Sono partito alle 5 e sono arrivato a 10 alle nove: una coda mondiale, giusto quello che serve per far saltare i nervi prima di un concerto, il mio primo sugli spalti di San Siro (secondo anello). Il concerto è stato strano, a tratti ho addirittura sentito suonare gli U2. Già perchè le sei canzoni del nuovo album assomigliano tanto a quelle di una band che prova a fare gli U2. Poi vabbè, arrivano pezzi grossi come Pride, Sunday Bloody Sunday, Where the streets have no name, With or without you e One dedicata a Berlusconi perchè si dia una mossa. Ah ah, che ridere, pensate che tutto lo stadio ha fischiato sonoramente il presidente del consiglio! Ma non era a Milano il concerto? Milano - Italia mi pare. Com'è che se Bono dice due paroline sull'abilità canora del premier tutti lo accolgono a braccia aperte? Dai, anche solo statisticamente parlando i tre quarti della gente presente ha votato per lui. Beh? E 'sti fischi da dove vengono? Facciamo così: fischia chi non lo ha votato. Oppure potremmo fare che al concerto degli U2 va solo chi non lo ha votato. E poi: bello l'applauso di incoraggiamento quando Bono dice che è ora di darsi da fare, già, da sbellicarsi le mani. Gli orologi sullo schermo sono messi li per far capire che il tempo passa e che, insomma, dobbiamo darci una svegliata. E giù fiumi di applausi. Che brutto sapere che rimarranno solo tali. Sto cercando di dare peso a questa "parte" degli U2 perchè credo sia oramai quella più succulenta riferita alla band. Ok, hanno una grande musica e un passato glorioso e si, il concerto è stato interessante, lo so bene. La sensazione mia però è che siano state gettate un bel pò di perle ai porci, perchè la tizia dietro di me non aveva idea di chi fosse Mandela e via dicendo. Se sono queste le persone con cui dobbiamo vivere, se sono tutte queste le persone che decidono anche per me sul futuro del mio paese, beh allora c'è poco da lamentarsi di Berlusconi e prendere atto che il problema effettivamente parte da sotto, dalla mentalità, dalla scarssissima voglia di cultura e di pensare ed agire con in testa il bene anche degli altri, e non solo il proprio. E' chiaro che ormai la gente non si ricorda più di quello che uno dice, o di quello che si fa. Si vive il momento presente dimenticandosi immediatamente del passato. E allora si può negare una cosa appena detta davanti a tutti, mantenere promesse che non sono state fatte convincendo tutti del contrario. Si può mentire alla luce del sole senza paura di venire scoperti. Si cantano le canzoni dell'ultimo album degli U2 e non i pezzi che ne hanno fatto la storia se non i ritornelli perchè è solo il presente che conta, non il passato e figuriamoci il futuro. In questo senso allora gli applausi sono chiari, sono veri: la gente ieri sera ha creduto in quello che ha fatto, era convinta di applaudire per una giusta causa. Oggi però tutto è dimenticato, oggi applaudiranno per l'opposto, per la censura, contro gli immigrati, per il nucleare. Un concerto degli U2 è tutto questo: è grande musica, è comunione, è un'evento mediatico che porta con se un barile di contraddizioni, come quel palco gigante e super costoso che fa impressione da vedere ma che forse non funziona troppo a dovere e diciamolo, è un bel pò sbregone. Vogliamo donare un euro a chi ne ha bisogno? Facciamo magari un palco un pò "meno". Vabbè, queste sono tutte considerazioni che nascono e che muoiono con la stessa velocità con cui ci dimenticheremo di questo concerto e di tutte le parole dette e non dette. Funziona così no? Come sempre quello che resta è la musica e di quella ne abbiamo sentita tanta e di ottima. Gli U2 li conosce anche mia nonna e un motivo ci sarà. E il pezzo di oggi è un pelino retorico, dopo tutto quello che ho appena detto. Ma è anche una delle canzoni più belle di sempre, e una delle più vere. Dire che non si è ancora trovato quello che si cerca, e che non si deve mai smettere di cercare è diventato quasi un modo di dire anche grazie a questa canzone. </div><br /><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Pb1XXs7e7ac&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Pb1XXs7e7ac&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br />I believe in the Kingdom Come<br />Then all the colors will bleed into one<br />But yes I'm still running.<br />You broke the bonds<br />You loosened the chains<br />You carried the cross<br />And my shame<br />And my shame<br />You know I believed it<br />But I still haven't found<br />What I'm looking for<br />But I still haven't found<br />What I'm looking for </p><p align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-3721021103801852380?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-16043199136870470152009-07-08T02:36:00.000-07:002009-07-08T03:29:38.988-07:0033# - MAZZY STAR<div align="justify">Mentre nel mondo infuria la tempesta grunge, in quel di Pasadena a qualcuno il genere davvero non va giù. I <strong><span style="font-size:180%;">MAZZY STAR</span></strong> nascono nel 1987 da una costola degli <strong>Opal</strong>. Più o meno è andata così: Kendra Smith, voce e basso, se ne va durante un tour. <strong>David Roback</strong> la sostituisce con <strong>Hope Sandoval</strong> e quando la Smith ritorna, il buon David pianta in asso baracca e burattini e se ne va a formare i Mazzy Star con Hope, lei si occupa dei testi e lui della musica (gli altri 4 della band del "resto"). Come conosco i Mazzy Star? Non me lo ricordo, ma è uno di quei nomi che girano in testa e che alla quinta volta che ritornano vuoi perchè legati a qualcuno di più noto, vuoi per caso, beh allora forse è perchè devono dirti qualcosa. Il qualcosa che mi hanno detto è legato all'album del 1993 <strong><span style="font-size:180%;">So Tonight That I Might See</span></strong>, dieci tracce di <em>dream pop</em> molto legato al <strong>Paisley Undergorund</strong> (quello dei Dream Syndicate e Rain Parade, dove guarda caso spuntano i nomi di Kendra Smith nei primi e David Roback nei secondi) e quindi alla psichedelia e al folk, dai Pink Floyd a Neil Young passando per i Velvet Underground. Il singolo estratto da <em>So Tonight That I Might See</em> è la bellissima <strong>Fade into you</strong>, un pezzo molto famoso che ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità finendo nella hot 100 di Billboard, giusto prima di passare alla storia.<br /><br /><em>Se il rock and roll è morto, questo disco è la luna sulla sua tomba</em> </div><div align="right"><br /><strong>Taylor Parke, Melody Maker</strong><br /><br /></div><div align="justify"><strong>Fade Into You</strong> è un pezzo struggente, malinconico e nostalgico, un'introduzione ad un disco che alterna momenti lirici a punte acide mantenendo sempre costante quell'atmosfera plumbea che lo ha reso una pietra miliare del genere e degli anni Novanta. Un disco simbolo, cupo, quasi evanescente. Ho pensato che dopo tanto grunge anche per me era ora di tirare il fiato e perdersi nella melodia, di sporcare di nero una giornata di sole. Per quanto mi riguarda adoro la titletrack, una cavalcata lisergica alla Velvet Underground da paura che non dovete perdere assolutamente, e amo alla follia <strong><span style="font-size:180%;">INTO DUST</span></strong>:<br /><br /><em>Se la psichedelia dei Sessanta era baccanale e stordimento dei sensi, quella dei Mazzy Star insegue la stasi, il collasso finale. E dietro l'apparenza idilliaca, mostra un volto ancor più cupo e drammatico. Quello di una generazione depressa, che non riesce a scuotersi dal suo torpore.<br />Il mondo è un vampiro e Hope Sandoval è il suo fantasma</em> </div><div align="right"><br /><strong>Ondarock</strong></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MPyeK30VANs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/MPyeK30VANs&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><br /><em>I could possibly be fading<br />Or have something more to gain<br />I could feel myself growing colder<br />I could feel myself under your fate<br />Under your fate<br /><br />It was you breathless and tall<br />I could feel my eyes turning into dust<br />And two strangers turning into dust<br />Turning into dust</em> </p><p><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-1604319913687047015?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-5147034003458376922009-07-07T05:44:00.000-07:002009-07-07T06:14:20.329-07:0032# - CHRIS CORNELL<div align="justify">Sono appena tornato. Già, sono stato in vacanza. Ho staccato da tutto per una settimana abbondante, per tirare il fiato. Niente musica se non il mio iPod caricato a dovere con quello che sapete e una copia di Rolling Stone sotto braccio. Ho letto molto, ho dormito sulla spiaggia e fine, tutto qui. Adesso si ricomincia, mano alla tastiera e orecchie a nuovi album, occhi a nuovi live e cuore beh, quello non cambia. Sdraiato sul salviettone sotto il sole della Puglia ho passato ore ed ore agganciato alle cuffie. Ho riesumato parecchie vecchie cose che non sentivo da tempo, mi sono fatto un tuffo nel passato. E <span style="font-size:180%;">Chris Cornell</span>, che ieri era in concerto a Milano, rappresenta sia un passato lontano che uno molto più vicino. Il passato lontano sono i Soundgarden e i Temple Of The Dog, quello più vicino sono gli Audioslave. Nel mezzo c'è tutta una carriera solista iniziata con il piede giusto (<strong>Euphoria Morning</strong>, 1999), portata avanti a fari spenti (<strong>Carry On</strong>, 2007) e ultimamente viziata da un colpo di scena che pochi hanno gradito (la svolta "Timbaland" di <strong>Scream</strong>, chiamiamola così). Prima di partire, ho letto su Rockol di certe voci riguardo la possibile reunion dei Soundgarden, band fondamentale di cui ho già parlato il giorno di SUPERUNKNOWN, post n°12, domenica 7 giugno. In spiaggia però non ho dedicato il mio tempo ai Soundgarden, ma ad un bootleg molto bello, un unplugged in Svezia del 2006 a Stoccolma. In questo live c'è davvero di tutto, dai Soundgarden ai Temple of The Dog e agli Audioslave (ovviamente) ma anche un sacco di cover meravigliose: Redemption Song di Bob Marley, Peace love and understanding di Elvis Costello (coverizzata anche dagli A Perfect Circle magistralmente), Thank You dei Led Zeppelin e soprattutto una versione caustica e tristissima di <span style="font-size:180%;">Billy Jean</span> di Michael Jackson. Ho sentito forte il senso di appartenenza a questa musica, e altrettanto fortemente ho fatto di nuovo esperienza di quella universalità di cui tanto si parla quando si dice di un artista globale. Beh Jackson lo è stato davvero per tutti e questa cover veramente straziante è qui a ricordarcelo in caso ci stessimo facendo distrarre dal putiferio che si è scatenato intorno alla sua morte. E' stata una bella vacanza, grazie Ercole. Prossima tappa: Berlino e forse Radiohead. Già... stanno arrivando un sacco di live della miseria in questo luglio e nel prossimo agosto. </div><br /><p align="center"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c2MgwAJrfXo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/c2MgwAJrfXo&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>People always told me<br />Be careful what you do<br />Don't go around breaking young girls' hearts<br />And mama always told me<br />Be careful who you love<br />Be careful what you do<br />Because a lie becomes the truth</em><br /></p><p align="left"><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-514703400345837692?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-21542014645406737212009-07-01T10:36:00.000-07:002009-07-01T10:57:33.167-07:00COMUNICAZIONE DI SERVIZIO<div style="text-align: justify;">Sono in ferie / STOP<br />Torno presto / STOP<br /><br />Ho caricato i seguenti brani sul mio i-pod:<br />Aerogramme, Afterhours, Alexisonfire, Andrew Bird, Arcade Fire, Bark Psychosis, Belle and Sebastian, Bloc Party, Bruce Springsteen, Chris Cornell, Converge, Cristina Donà, TheCure, Damien Rice, Death Cab for Cutie, Editors, Ellington, Explosions in the sky, De Andrè, The Frames, Frou Frou, The Gaslight Anthem, God is an Astronaut, Godspeed You Black Emperor, Grant Lee Philips, Imogen Heap, Jem, Keane, Kings of Leon, Louise Attaque, Low, Manyfingers, Mars Volta, Marta sui tubi, Massive Attack, Mercury Rev, Mogwai, NIN, Pearl Jam, Petty Tom, Pelican, Perturbazione, Piano Magic, Pixies, Radiohead, Saxon Shore, Smashing Pumpkins, Sonic Youth, Sophia, Stereophonics, Thievery Corporation, Tom Waits.<br /><br />Post dettato al telefono da Lucera, Puglia.<br />Grazie Lorenz.<br /></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-2154201464540673721?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-49450370839748976082009-06-28T00:01:00.000-07:002009-06-28T00:14:07.656-07:0031# - TV ON THE RADIO<div align="justify">Aaaaaaah! mi serve una canzone per oggi e mi serve alla svelta. Sono in partenza per Monza, per il Gods of Metal 2009. Chi abbiamo in line up oggi? Allora: Black Dahlia Murder, Static X, Cynic, Napalm death, Saxon, Mastodon, Tarja, Down, Blind Guardian, Carcass, Dream Theater e SLIPKNOT. Mi fa già male la testa, musica praticamente ininterrotta dalle dieci (tra un'oretta) fino a stanotte all'una. E che musica. Quindi ho bisogno assolutamente di tirare il fiato, di avere un "posto felice" dove far riposare i miei timpani che oggi verranno messi a durissima prova dal mio primo festival metal. Mi rendo conto che la velocità non aiuta, e che la fretta come si dice, è cattiva consigliera. Ho qui vicino a me il secondo album dei Tv On The Radio, <span style="font-size:180%;">DESPERATE YOUTH, BLOOD THIRSTY BABES</span> e forse è più di un segno. I <strong><span style="font-size:180%;">TVotR</span></strong> sono una delle band più importanti ed interessanti degli ultimi 3-4 anni: conosco poco l'esordio, <strong>OK CALCULATOR</strong> del 2002, ma conosco invece molto bene il grandissimo <span style="font-size:130%;"><strong>RETURN TO COOKIE MOUNTAIN</strong></span>, un disco pazzesco che ci ha fatto saltare per non so quante volte. E ho amato molto l'ultimo album, <strong>DEAR SCIENCE</strong>, da cui ho già pescato a piene mani per passate canzoni del giorno (LOVER'S DAY...). Quindi con molta fretta oggi come giubbotto di salvataggio porterei con me <span style="font-size:180%;">STARING AT THE SUN</span>, uno dei classiconi di Tunde Adebimpe e compagni. I TVotR sono gente da album dell'anno, canzone dell'anno, band dell'anno. E solo per oggi, anche del giorno. Con questa ci hanno chiuso il concerto di Milano, e probabilmente chiuderanno quello di Roma con gli Animal Collective e con i NIN. Ecco, torna tutto, come al solito niente è per caso. C'è un pò di tutto in questa musica: sperimentale, post rock, alternative, indie. Grandissimi.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y6FUTNa6WJk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/y6FUTNa6WJk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>be what you will<br />and then thrown down your life<br />oh it's a damned fine game<br />and we can play all night<br /><br />beat the skins and let the<br />loose lips kiss you clean<br />quietly pour out like light<br />like light, like answering the sun<br /><br />you're staring at the sun<br />you're standing in the sea<br />your mouth is open wide<br />you're trying hard to breathe<br />the water's at your neck<br />there's lightning in your teeth<br />your body's over me </em></div><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4945037083974897608?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-83359112188318886362009-06-27T06:02:00.000-07:002009-06-27T06:55:38.952-07:0030# - NINE INCH NAILS<div align="justify">20 milioni di album venduti. Dal 2004 nell top 100 dei più grandi di tutti i tempi secondo Rolling Stone. 1988 <strong><span style="font-size:130%;">PRETTY HATE MACHINE</span></strong>. 1992 <span style="font-size:130%;"><strong>BROKEN</strong></span>. 1994 <span style="font-size:180%;">THE DOWNWARD SPIRAL</span>. I NINE INCH NAILS scrivono la storia dell'INDUSTRIAL a colpi di album feroci. The Downward spiral è il primo capolavoro di TRENT REZNOR, un personaggio che va conosciuto, e amato. 1999 <strong><span style="font-size:180%;">THE FRAGILE</span></strong> mi è stato regalato per S.Lucia dai miei genitori. Immagino la faccia del tizio che se li è trovati davanti in cassa con The Fragile in mano, mio papà e mia mamma. L'industrial lascia spazio all'elettronica, ai riff quasi shoegaze, al quasi jazz. L'amore per i Joy Division è grande e si sente in ogni nota, in ogni passaggio.<br /><br /><em>« “C'è un tema generale dell'album che racconta di fallimenti, di cose che in qualche modo finiscono a pezzi. Cercando di rimanere fedele all'idea di fare tutto in modo che suonasse impuro, ho scelto di usare strumenti a corde, che per loro natura sono imperfetti. Anche se potrebbe non suonare così, la maggior parte dell'album è in effetti chitarre - incluso i suoni orchestrali e le strane linee melodiche. Quando siamo arrivati a strumenti che non sapevo davvero come si suonassero - come l'ukulele o la slide guitar - siamo riusciti a tirare fuori alcuni suoni molto interessanti facendo dello studio lo strumento principale.” »<br /></em></div><div align="justify"><em>« “Volevo che questo album suonasse come una diretta conseguenza di questa situazione, di qualcuno che lotta per cercare di ricostruire quello che ha perso. Downward Spiral raccontava la rimozione di vari strati fino a raggiungere una nuda, amara conclusione. Questo disco inizia dalla fine, poi cerca di creare ordine dal caos, ma non ci riesce mai. Probabilmente è un disco ancora più nero perché si conclude lì dove era iniziato - [con] la stessa sensazione.”»</em> </div><div align="right"><br />(Trent Reznor)<br /></div><div align="justify"><br />2005 <strong><span style="font-size:130%;">WITH TEETH</span></strong>. 2007 <strong><span style="font-size:130%;">YEAR ZERO</span></strong>. 2008 <strong><span style="font-size:130%;">GHOST I-IV</span></strong>. 2008 <strong><span style="font-size:130%;">THE SLIP</span></strong>. 2009, addio della band, addio di Trent ai <span style="font-size:180%;">NIN</span>. Si chiude per ora questo capitolo di storia della musica, e si chiude con un tour chiamato WAVE GOODBYE che ieri sera ha toccato Milano. Io c'ero, ho salutato un pezzo di storia che se ne va. Un concerto malinconico, cattivo, sudato, violento. In scaletta sono ritornati i pezzi meravigliosi di Fragile, i capolavori di the Downward Spiral, gli inizi di Pretty Hate Machine. C'è solo l'imbarazzo della scelta: MARCH OF THE PIGS, REPTILE (a mio parere la più bella canzone di sempre dei NIN), BURN, LA MER, THE FRAGILE, MR. SELF DESTRUCT, HEAD LIKE A HOLE e HURT. Già, quella HURT che ha ripreso Johnny Cash, un pezzo memorabile e commovente che ha segnato la chiusura del set. Mi sono mancati due pezzi, THE DAY THE WORLD WENT AWAY e soprattutto DEAD SOULS, ma pazienza. Beh, non ho molte altre cose da dire su Trent reznor e sui NIN: o li ami o li ami. Certo è un amore faticoso, duro e difficile. Ma quale amore non lo è? <strong><span style="font-size:180%;">HURT</span></strong> live come l'ho sentita io ieri sera. Provate ad immaginare di stare li davanti, sotto al palco nel silenzio più assoluto, e poi cantare mentre il concerto si chiude e le luci si spengono in un arrivederci che fa salire il groppo in gola. Meraviglioso. E' stato un onore. </div><div align="justify"></div><div align="justify"></div><br /><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/na49bAWQjJk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/na49bAWQjJk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>I hurt myself today<br />To see if I still feel<br />I focus on the pain<br />The only thing that's real<br />The needle tears a hole<br />The old familiar sting<br />Try to kill it all away<br />But I remember everything<br /><br />What have I become?<br />My sweetest friend<br />Everyone I know<br />Goes away in the end<br />You could have it all<br />My empire of dirt<br />I will let you down<br />I will make you hurt<br /><br />I wear this crown of shit<br />Upon my liar's chair<br />Full of broken thoughts<br />I cannot repair<br />Beneath the stains of time<br />The feelings disappear<br />You are someone else<br />I am still right here<br /><br />What have I become?<br />My sweetest friend<br />Everyone I know<br />Goes away in the end<br /><br />You could have it all<br />My empire of dirt<br />I will let you down<br />I will make you hurt<br />If I could start again<br />A million miles away<br />I would keep myself<br />I would find a way </em></p><em></em><em><p align="left"><br /></em><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-8335911218831888636?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-12278212061575649392009-06-26T01:24:00.000-07:002009-06-26T03:26:54.771-07:0029# - THE MACCABEES<div align="justify">Ieri sera tornando a casa ho acceso la tv perchè ero curioso di sapere il risultato di Sud Africa - Brasile. Non ho trovato notizie da nessuna parte, nemmeno sui canali sportivi. Ho provato allora su quelli d'informazione, che solitamente non guardo mai (mi basta internet per quello), e ho scoperto che molto probabilmente MICHAEL JACKSON stava morendo: beh, ci sono rimasto un pò male, non esageratamente ma un pochino. Non mi sono mai troppo interessato a MJ se non per il fatto che avesse le mie stesse iniziali. Da bambino lo odiavo profondamente, ma vedere la commozione di tutti, ma proprio tutti, per una persona sola non lascia certo indifferenti. E' il classico caso di condivisione del dolore per la perdita di un personaggio pubblico che in qualche modo ha fatto parte della nostra vita, in parti più o meno sostanziose. Lascio il compito di farne memoria a tutte le trasmissioni che oggi riempiranno le tv e agli articoli di giornale che stanno per uscire, alle lacrime di altri, sia quelle sincere che quelle di circostanza, ai gruppi di facebook che sono sicuro stanno scandalosamente nascendo come funghi almeno tanto quanto i commenti e i messaggi di addio (che mi fanno anche un pò schifo): anche questo è il prezzo del successo. Sul mio blog voglio solo rendere a Cesare quello che è di Cesare e prendere atto della morte di un uomo che ha indelebilmente cambiato l'industria musicale, che ha inventato un modo di essere <em>star</em> tutto suo, che è riuscito a vendere 750 milioni di dischi ed entrare nelle case di tutti in ogni angolo della terra con alcuni pezzi innegabilmente micidiali. E' morto Michael Jackson e credo sia morta la persona più famosa del mondo. Era speciale da vivo, è morto come chiunque altro. In linea con la mia politica e dopo aver speso due parole per l'evento del giorno, passo alla MIA canzone del giorno. E intendo omaggiare MJ con una band semi nuova, THE MACCABEES: nascono nel 2004 dall’incontro di cinque musicisti di South London: il loro nome l'hanno scelto, tu pensa, pescando a caso dalla bibbia. Quando si dice avere delle buone idee. Il disco d'esordio, <span style="font-size:180%;">COLOUR IT IN</span><span style="font-size:100%;">, è del 2007 e i Maccabees se ne vanno in tour negli Stati Uniti con i Bloc Party, per poi incassare un <em>sold out</em> dopo l'altro in patria. A maggio è stato pubblicato il "sequel", il fatidico secondo album, <span style="font-size:180%;"><strong>WALL OF ARMS</strong></span>. Il disco ottiene un buon successo e propone un <em>indie rock</em> di qualità, un pò più scuro del precedente e a mio avviso al passo con i tempi. Ho scoperto i Maccabees su consiglio di Ercole che ha curato la recensione per Rockol. Recensione da cui pesco per avere un'idea più chiara.<br /><br /><em>"...Galeotto fu, nel mio personale caso, “No kind words”, uno dei due singoli che hanno anticipato il secondo album “Wall of arms”: scovata casualmente in rete, la canzone mi ha conquistato con il suo mood oscuro ed il suo veloce cambio di tempo, in bilico tra Depeche Mode e Bloc Party, con la profonda voce di Weeks a farla decisamente da padrone su un testo accattivante (“If you've got no kind words to say, you should say nothing more at all”). E’ vero nulla di incredibilmente innovativo, ma talvolta i colpi di fulmine non si possono spiegare, no?..."</em></span></div><div align="justify"><em>"...Insomma “Wall of arms” è un lavoro ben fatto: si può tacciarlo di scarsa originalità, ma quando un disco, scoperto per caso, lo ascolti volentieri ogni volta che “devi” per recensirlo e ci trovi dentro un pizzico di tutto ciò che ti aggrada (malinconia e velocità, rock ed elettronica, arrangiamenti epici e pop) che si vuole di più? Un capolavoro? Bé quelli ti capitano tra le mani poche volte nella vita...proprio come i grandi amori." </em></div><div align="right">fonte: Rockol</div><br /><div align="justify"><em></em></div><div align="justify">Tutto chiaro? Direi di si. Non resta che ascoltare un pò di musica, l'unico vero testamento di tutti i musicisti. Per chi ama gli Arcade Fire sono una scoperta non indifferente. E grazie a Ercole per avermeli "passati". Allego <strong><span style="font-size:180%;">LOVE YOU BETTER</span></strong> con questa riflessione che credo oggi faccia al caso nostro: spesso si impara ad amare meglio qualcuno quando questo non c'è più. Il nostro dolore allora non è dovuto alla scomparsa in sè, quanto al fatto che ci rendiamo conto che quando ne avevamo la possibilità forse non abbiamo fatto del nostro meglio per trasmettere e dimostrare il nostro amore nel modo più pieno. E il vuoto che si sente è gran parte dovuto al profondo senso di colpa, perchè oramai beh, non ci possiamo più fare nulla. Ci manca la persona e ci mancherà per sempre, ma stiamo male per noi. </div><div align="justify"></div><br /><p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pVDrLJ3BRi8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/pVDrLJ3BRi8&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>Headway<br /><span style="font-size:180%;">Learn to love a <strong>thriller</strong></span> so the words you leave me on my pillow read better<br />Cheap card forever<br />Headway<br />Can pull it apart and in time you see it's going better than ever<br />It's going better than ever harder for safe guard in your bed clothes<br /><br />I will love you better<br />I will love you better<br />I will love you better<br />I will love you better<br />I will love you better </em><br /></p><p align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-1227821206157564939?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-86869786927937389162009-06-25T05:50:00.000-07:002009-06-25T06:20:51.785-07:0028# - AIR<div align="justify">Resto in ambito elettronico per il pezzo di oggi. <span style="font-size:180%;">AIR</span>, Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, duo francese formatosi a Versailles nel '95. Il nome va scritto tutto maiuscolo perchè è un acronimo di <em>Amour, Imagination, Rêve</em>, e cioè <em>Amore, Immaginazione, Sogno</em>. Insieme questi due (Dunckel è un insegnante di matematica...) hanno dato vita ad un genere, <em>l'easytronica</em>, che ha ufficialmente fatto scuola. Prendono spunto dal <em>trip hop</em>, dalla psichedelia, dalla musica degli anni sessanta, dal cantautorato francese e dall'elettronica tedesca fino a pescare da Ennio Morricone. Dal 1998 ad oggi sono 7 gli album di inediti pubblicati (8 con LOVE 2, del 2009, ma non sono sicuro sia già uscito), dal mezzo capolavoro <span style="font-size:180%;">MOON SAFARI</span>, all'ultimo <strong>POCKET SIMPHONY</strong> passando per la colonna sonora del film di Sophia Coppola, <strong>THE VIRGIN SUICIDES</strong>, preludio a<strong> </strong>quello che ritengo uno degli album più interessanti e belli degli anni duemila, <span style="font-size:180%;"><strong>10.000 HZ LEGEND</strong></span>, ufficialmente il moderno <em>Dark Side Of the Moon</em>. Undici pezzi scuri e molto curati. E' un disco che amo parecchio, più votato ad immaginazione e sogno che all'amore. Ospite d'onore quel grandissimo <strong>Beck</strong> che sembra essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Ci mette la voce in <em>THE VAGABOND</em>, uno dei momenti più deliranti del pop contemporaneo. Il pezzo di oggi è <span style="font-size:180%;">How Does It Make You Feel</span>, track numero due del disco che ricorda da vicino i <span style="font-size:130%;"><strong>RADIOHEAD</strong></span> di <span style="font-size:130%;">OK COMPUTER</span> (il disco più importante degli ultimi 20 anni), <span style="font-size:130%;">KID A</span> (un gradino sotto, ma solo perchè venuto dopo) e <span style="font-size:130%;">AMNESIAC</span>. Si fanno sentire prepotenti gli arrangiamenti meravigliosi, l'amore per Morricone nei cori e l'atmosfera Pinkfloydiana. Difficile pensare di ottenere qualcosa di meglio con questi elementi a disposizione: suoni più vintage rispetto a MOON SAFARI, più dark. Un piccolo gioiello da riscoprire e apprezzare. Per quanto mi riguarda, considero l'intero album una vera bomba, e pezzi come ELECTRONIC PERFORMERS, THE VAGABOND e LUCKY AND UNHAPPY mi danno ragione senza ombra di dubbio.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/603EdqmOYzw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/603EdqmOYzw&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>Do you know when you look at me<br />It is a salvation<br />Ive been waiting for you so long<br />I can drive on that road forever<br />I wish you could exist to live on my planet<br />Well its very hard for me to say these things in your presence<br />So how does it make you feel?<br /><br />How does it make you feel?<br />How does it make you feel?<br />How does it make you feel?<br />How does it make you feel?</em> </div><div align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-8686978692793738916?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-22243130067178373072009-06-24T17:14:00.001-07:002009-06-24T17:39:45.200-07:0027# - IMOGEN HEAP<div align="justify"><a href="http://www.benmautner.com/widerangle/speakforyourself.jpg"><img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; FLOAT: right; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.benmautner.com/widerangle/speakforyourself.jpg" /></a>La mia "voglia di qualcosa di buono" trova facile sollazzo nel pop di qualità. Credo che tutti abbiano sentito almeno una volta (e mi tengo di manica stretta) HIDE AND SEEK di <span style="font-size:180%;">IMOGEN HEAP</span>. Forse però non tutti conoscono l'album da cui arriva e forse ancora meno lo hanno ascoltato per intero. Io l'ho fatto, più che altro per curiosità, e mi sono ritrovato tra le mani un buon disco di pop con una sana dose di elettronica a tratti più marcata del previsto. <strong><span style="font-size:130%;">SPEAK FOR YOURSELF</span></strong> è un pelo più caratterizato degli album dei <span style="font-size:130%;"><strong>FROU FROU</strong> </span><span style="font-size:100%;">la band di origine di Imogen: nel 2003 scrive e produce da sola il suo secondo album da solista, accende un'ipoteca sul proprio appartamento, e col ricavato affitta uno studio di registrazione e si compra gli strumenti (ovviamente è una polistrumentista che ha iniziato da piccola a suonare il mondo intero. Come al solito...). Il disco esce nel 2005, un progetto interamente curato dalla ragazza dell'Essex. Niente da dire, è una tipa davvero determinata, invidiabile e fa venire voglia di rivedere le proprie priorità (è del '77. Nel 2005 aveva 28 anni, tanto per dirne una, e il primo album, </span><em>I Megaphone</em>, anagramma del suo nome, risale al 1998. Qui gli anni erano 21... 'azz). Per quanto mi riguarda lo sto apprezzando un pezzo per volta. La copertina è molto semplice, la classica testa fra le nuvole, ma credo renda alla perfezione il respiro di questo genere di musica. Il pezzo che calza a pennello per oggi quindi è il mio preferito di questo album, <span style="font-size:180%;"><strong>CLOSING IN</strong></span>: è elettronico, è pop, è triste ed è particolarmente aggressivo, ma soprattutto gradevolmente inaspettato.<br /></div><p align="center"><br /><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vEmw_TtIDT0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><br /><embed src="http://www.youtube.com/v/vEmw_TtIDT0&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>Frame by frame,<br />Red speed ahead<br />A city dissolving,<br />The threat of your love in the headlights<br />Is it safe now?<br />Will your arms be open?<br />I just have to kiss you,<br />Try and stop me<br /><br />Closing in<br />I hope that you make it<br />Closing in<br />I hope that you find your way<br />Closing in<br />It’s all that I want in the whole world<br />Closing in<br />Please be there, please be there</em><br /></p><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-2224313006717837307?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-41431718877573280312009-06-23T08:22:00.000-07:002009-06-23T08:43:02.249-07:0026# - THE HORRORS<div align="justify">Pubblicità. Mia e di altri che però riguarda me. Pubblicità ad un disco e ad una band, ad un paio di recensioni che sono appena arrivate e pubblicità ad una pubblicità. Il disco e la band sono gli <span style="font-size:180%;">HORRORS</span>, il motivo è che l'album appena uscito è super interessante mentre la band sarà in concerto a Milano il 21 luglio. Io non ci sarò, mi troverete a Torino per Springsteen, però va consigliato. Poi: sono state pubblicate le mie recensioni di <strong>Like a Shadows?</strong> su Rockol, del live dei <strong>Depeche Mode</strong> e dei <strong>Faith No More</strong> su Extra e <span style="font-size:130%;">Coraline</span> sempre su Extra. Le ho linkate e, anche se nessuno mi dice mai cosa ne pensa, io sono sempre in attesa di opinioni, commenti e perchè no, consigli. Cosa bolle in pentola? Nine Inch Nails venerdì. E l'ultima pubblicità? Beh finalmente potete vedere di cosa sono capace al secondo <strong>29</strong> di questo video. La regia è di Davide Fois e lo spot è una pubblicità progresso per<em> l'oral cancer day</em>. Insieme a me ci sono i miei amici: cosa si vuole di più dalla vita?<br /><br /></div><p align="center"><object width="853" height="505"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jP3tgmJTclc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/jP3tgmJTclc&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="853" height="505"></embed></object></p><div align="justify"><br />Perfetto. Musica maestro. Gli Horrors. Perchè loro? Direi perchè a Londra il loro disco campeggia all'ingresso del negozio della <span style="font-size:180%;">Rough Trade</span> come disco del mese. Perchè ho comprato Rolling Stone e li ho trovati anche li. Perchè a quanto pare tutti sentivano il bisogno di un disco veramente <em>shoegaze</em> e <em>new wave</em> e questo forse ha esaudito il desiderio. E non importa se sono bruttissimi e alla moda, se sono dei ragazzini e se la tirano. Il disco del 2007 era garage punk. Quello del 2009, <span style="font-size:180%;">PRIMARY COLOURS</span>, è gothic shoegaze. Un "porca miseria" ci può stare. Il cambio è benvenuto e mi accingo con nuovo interesse a conoscere una band che non mi ha mai detto nulla, ma che a quanto pare si è preparata un buon discorso, bello sostanzioso. <strong><span style="font-size:180%;">SEA WITHIN A SEA</span></strong> è Kraut, è New Wave, è un gran bel pezzo di otto minuti e mezzo e fa pure un pò paura. Finalmente sono degni del nome che portano.<br /></div><p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K1lD5cE6Bwc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/K1lD5cE6Bwc&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>Sea Within a Sea<br />Some say we walk alone<br />Barefoot on wicked stone no light<br />and sanctuary found never waits around awhile<br /><br />Marching to the sea<br />their dreams stay in the shadows<br />their dreams stay firmly rooted in the shallows<br />See the scraping sky<br />See my destination there tonight</em> </div><div align="left"><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong></div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4143171887757328031?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-32181506448051022432009-06-22T09:32:00.000-07:002009-06-24T17:43:59.162-07:0025# - ALICE IN CHAINS<div align="justify">Ho finalmente a casa un ampli per la mia diavoletto. Significa passare dall'altra parte della barricata, mettere le mani in pasta o meglio, rimettere le mani in pasta perchè probabilmente è ora di cominciare a suonare come si deve. Direi quindi di riprendere da dove mi ero interrotto, ovvero il giorno delle mia seconda ed ultima esibizione in pubblico, non da solo ovviamente. Pensavo di tenermi gli <span style="font-size:180%;"><strong>Alice In Chains</strong></span> per settembre, quando uscirà il disco nuovo (eh già), ma oggi è un'occasione abbastanza speciale e il mio nuovo Pevey deve essere ben accolto. Tanto per la cronaca la mia prima esibizione fu ovviamente a scuola, in un pomeriggio di una delle tante autogestioni che ancora ricordo con piacere. Era stato montato un piccolo angolo musica all'ingresso: batteria, due ampli e un microfono, tutto molto artigianale. Era li per i gruppetti studenteschi in scaletta durante la giornata, gente "navigata". Il tardo pomeriggio invece non lo usava nessuno. Ricordo che qualcuno mi chiese di suonare e che io accettai. Ricordo che ero sbronzo e ricordo anche i tre minuti di "prove" nel seminterrato. Ricordo anche molto bene la nostra versione di Smell Like Teen Spirit, molto <em>noise</em> nel senso stretto del termine(...). E' comunque un bel ricordo, davanti ad un pubblico di 12 persone troppo prese a prenderci in giro per far caso al rumoraccio che usciva dalle casse. Ad ogni modo mi sono divertito e i Nirvana sono stati la mia personale "Canzone del sole", quella che mi ha sverginato. In <em>quinta</em> invece le cose erano diverse. Alcuni miei amici erano stato chiamati a suonare alla giornata dell'arte in piazzetta vescovado a Brescia, io avevo una chitarra nuova fiammante e conoscevo NUTSHELL abbastanza bene da farmi vedere in pubblico. Avevo i pantaloni a quadretti e i sandali indiani di mio papà, e un bel set di capelli lunghi mica male. Per farla breve ho suonato e mi sono divertito. La tracolla della chitarra si è staccata alla prima pennata e mi sono ritrovato con la chitarra mezza su e mezza giù cercando di mantenerla in equilibrio per non fare figure di merda, ma in situazioni del genere è scontato che vada un pò tutto a puttane. Il mio ricordo finisce più o meno qui. Non ho proseguito con il gruppo anche perchè non sono un gran chitarrista e sarei partito per il servizio militare di li a poco, mentre la band stava per vivere la sua primavera più florida con il nome <strong>Chillin Groove</strong>. Quindi, tornando agli AIC, Nutshell è stato il mio ultimo pezzo live ufficiale. Magari ci sarà una reunion, questo non lo so, ma non credo che i questi "Beatles" vorrebbero con loro il sottoscritto Pete Best per un concerto commemorativo. Gli Alice In Chains magari si invece. <span style="font-size:180%;">NUTSHELL</span>, direttamente dal meraviglioso Unplugged. Mi mancano tanto, ma spero ancora per poco. </div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /></div><p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3px0m1Y9Tuc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/3px0m1Y9Tuc&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br />My gift of self is raped<br />My privacy is raked<br />And yet I find<br />And yet I find<br />Repeating in my head<br />If I cant be my own<br />Id feel better dead<br /></div><div align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-3218150644805102243?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-40886543616545484572009-06-21T04:06:00.000-07:002009-06-21T04:45:59.651-07:0024# - HATFIELD & THE NORTH<div align="justify">Ho avuto una ricaduta progressive Canterburyana non male. Capita no? Boh, a me capita, non sempre, ma capita. Questa settimana ho proposto pezzi belli diversi: i Depeche Mode, i Tortoise, Bush, Staind, Kent. Oggi è domenica e il sole mi ricorda gli anni Settanta. Ovviamente non ho avuto occasione di vivere in quel periodo, però ho visto un sacco di film e quelli li ho vissuti un pò. E la luce dei film degli anni Sessanta e Settanta è impareggiabile. Più o meno stamattina il sole ha quel colore, e ho pensato che sarebbe bello potersi svegliare e per una giornata essere nel 1969, o nel 1974. Stamattina la mia scelta ricadrebbe sul 1975, l'anno di pubblicazione di <span style="font-size:180%;">THE ROTTERS' CLUB</span> del supergruppo <strong><span style="font-size:180%;">HATFIELD &amp; THE NORTH</span></strong>. Sembra una ricetta: mischiare Egg, Matching Mole, Gong e Caravan, quattro gruppi prog di matrice Canterbury (il <em>Canterbury sound</em> è un genere che racchiude un tot di band <em>prog free jazz</em> <em>psichedelico</em> con membri diciamo "intercambiabili" e più o meno tutte legate alla città di Canterbury, nel Kent, tra i sessanta e i Settanta. Oltre a quelle già citate direi di menzionare ovviamente gli immensi <strong>SOFT MACHINE</strong> di Robert Wyatt e i <strong>COMUS</strong>) e il risultato sarà una delle esperienze psichedeliche più importanti della storia della musica. Due album solamente all'attivo, più un paio di raccolte e <em>live</em>. Li ho conosciuti circa una otto anni fa in una delle mie fasi più sperimentali, dopo aver apprezzato il <em>prog</em> più tradizionale mi sono sembrati uno sfogo necessario. Poi vabbè, più ti addentri e più ti intrippi con la super tecnica e il virtuosismo (godetevi i tempi allucinanti della batteria), ma questo non toglie lustro e valore ad un suono molto colorato e ampio. Si fa un pò factica all'inizio, questo lo ammetto, ma una volta conquistati non se ne può fare più a meno. La voce di <strong>Richard Sinclaire</strong> e la chitarra di <strong>Phil Miller</strong> mi ricordano molto la luce di quel periodo, filtrata dal mio immaginario in <em>super8</em>. Dicevo, Hatfield &amp; The North: primo album molto omonimo complesso, una specie di concept sonoro liquido formato da 15 "pezzi". Capolavoro di genere e tecnica mostruosa. Secondo tempo, <strong>The Rotters' Club</strong>, anno 1975: più accessibile, brani più autonomi e taglio più chiaro. Influenze <em>funky</em> e <em>psichedeliche</em> (ovviamente). Il pezzo di oggi è bello tosto, me ne rendo conto. Ma sperimentare vuol dire rischiare, sia per chi suona che per chi ascolta. E io oggi la rischio, a metà strada tra il paradiso e la terra. <span style="font-size:180%;">HALFWAY BETWEEN HEAVEN AND HEART</span>.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rim-n5NPEJI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Rim-n5NPEJI&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>Thanks for the colours you gave me<br />With them I can make a new start<br />Plan a new part for the future<br />A new resolution, gather my thoughts<br />Follow my heart, for here I am<br />Halfway 'tween Heaven and Earth, gently drifting<br />Caught in my dreams, supported by schemes<br />we wrote together, wondering whether<br />the words that were missing didn't belong<br />or might have been wrong<br />But so long as we can, we'll<br />Follow moonbeams from afar<br />Touch the moon and chase the stars<br />Catch the sun and let it go<br />Find a way of saying so<br />Happy with you when we're<br />Halfway 'tween Heaven and Earth we'll remain<br />It's not like England, Holland or Spain!<br />What on Earth or what in Heaven's name<br />Is happening to me?<br />With you I want to be - I'll never leave you!</em><br /></p><p align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M</span></strong>. </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4088654361654548457?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-48465989517040730522009-06-20T03:50:00.000-07:002009-06-20T08:29:21.435-07:0023# - DEPECHE MODE<div align="justify">E mezza Italia decise di farci fare una figura di merda. Quando si dice "un concerto riuscito a metà" di solito la colpa è di chi il concerto lo fa. Purtoppo questa volta il merito del demerito va alla gente: premio speciale peggio persone ad un concerto "and de uinner is..... MILANO". Sono stato giovedì sera al concerto dei <strong><span style="font-size:180%;">DEPECHE MODE</span></strong> a San Siro (mica in un cortile, a SAN SIRO) ed è stato meno interessante e meno concertoso di un cacchio di live qualunque alla Casa 139. E loro poveracci hanno fatto anche una bella figura, vecchi e malconci come sono (Dave Gahan sta meglio di me, e ha appena avuto un tumore. E con appena intendo 2 settimane fa) hanno sparato un set di due ore pieno e intenso. Per la miseria sono i Depeche Mode, uno dei gruppi più importanti e seguiti di sempre, bene o male tutti conoscono qualcosa dei DM, o ne hanno sentito parlare, o magari non sanno di saperlo ma sono certo che è così. Ieri non sono riuscito a postare per via delle troppe cose da fare. La mattina ho dormito (è una cosa da fare anche questa...) e il pomeriggio ho avuto il privilegio di vedermi due film agli antipodi ma sorprendenti in egual misura, <strong>Una Notte Da Leoni</strong> e <strong>Coraline</strong> (presto troverete la mia recensione su extra, quindi non approfondisco). Il concetto è che anche se impegnato, solitamente il giorno dopo un concerto non fai altro che pensare a quello e non vedi l'ora di parlare di quanto è stato unico e bello, al momento irripetibile che sai per certo non potrà mai più tornare se non magari in altri modi, in altre occasioni. Ieri per me non è stato così, ho praticamente già rimosso tutto e tanti saluti. La colpa è della gente, di chi ha riempito fino all'orlo lo stadio di San Siro perchè dai, facciamo un salto a sentire i Depeche Mode, chissene se non ne conosco neanche una, chissene se non ho idea di quello che sto andando a fare, carico il mio <em>invicta</em> di canne e di bottigliazze da due litri piene di grappa e vino, mi spacco come un maiale perchè è così che ci si gode bene un concerto e fingo di canticchiare ogni tanto. Tanto poi al momento giusto, quando il tipo che canta (...) mi chiede di saltare e fare i cori io me ne resto muto a sbevazzare. No dai, quelle dell'ultimo le ho sentite alla radio, tipo <strong>Wrong</strong> e compagnia. Ah e conosco <em><strong>Engioi de sailense</strong></em> ma perchè ho il remix a casa. Che vergogna. E fu così che <span style="font-size:180%;">HOME</span> passò inosservata, mentre la voce meravigliosa di Martin Gore cercava in tutti i modi di attraversare la schiena in un brivido per arrivare alla testa e al cuore di tutti i presenti. Niente da fare. Uno sparo a salve. Meglio rintanarsi in qualche bel ricordo, e godere in modo privato dei pezzi che mi hanno sempre steso. <strong>Walking In My Shoes</strong>, già, le giornate passate a disegnare nel garage di uno dei miei compagni di classe con birra e fragole. <strong>A Question Of time</strong>, questa l'ho potuta apprezzare dopo il concerto all'Heineken Jammin Festival di tre anni fa, prima non la consideravo molto, che scemo. <strong>Home</strong> beh, è home, sono i Depeche. E la bella <strong>Come Back</strong>? Questa è nuova ma si fa valere mica male. <strong>In Your Room</strong>? E ci vorrei essere in your room. <strong>I Feel You</strong>, ma quante sono? <strong>Policy Of Truth</strong> porcaccia mi sembra di tornare a 16 anni. A me <strong>Enjoy The Silence</strong> fa un pò strano, perchè a San Siro di silenzio c'è né tanto, ma mica riesco a godermelo, anche se tutti poi provano a cantare (sob) il ritornello. Non dico di saperle tutte a memoria, ma un minimo di partecipazione come si deve ad un concerto di questo livello, quello si. Chiusura della prima parte con <span style="font-size:180%;"><strong>NEVER LET ME DOWN AGAIN</strong></span>, il pezzo di oggi, il mio preferito. Carta d'identità: diciannovesimo singolo dei DM, uscito il 24 agosto del 1987. Avevo 4 anni. Arriva da MUSIC FOR THE MASSES, e da allora non ci ha più lasciato. E per fortuna. E il concerto come è finito? Come dire, sono arrivate <strong>Stripped</strong>, <strong>Master And Servant</strong> e <strong>Strangelove</strong>. E poi <strong>Personal Jesus</strong> e <strong>Waiting For The Night</strong> cantata a due con il piano di sottofondo e la gente in platea che parla, parla e non sta zitta, e se dici qualcosa ti rispondono "oh, non siamo mica in una biblioteca" quando a me sembra addirittura di stare in chiesa. Le mie palle cadono, rotolano e vengono schiacciate dagli ottantamila presenti. Mi spiace così tanto. Dave, Martin, Andy: vi chiedo scusa a nome di chi non vi merita. Sarà per la prossima volta. Tanto a novembre siete di nuovo tra noi... e ci troverete anche me questa volta in prima fila. E voi altri, maledetti buzzurri, vedrete come si fa. </div><br /><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RubQamL-zDM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/RubQamL-zDM&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>I'm taking a ride<br />With my best friend<br />I hope he never lets me down again<br />Promises me I'm as safe as houses<br />As long as I remember who's wearing the trousers<br />I hope he never lets me down again<br />We're flying high<br />We're watching the world pass us by<br />Never want to come down<br />Never want to put my feet back down<br />On the ground<br />Never let me down, never let me down<br />Never let me down, never let me down<br />See the stars they're shining bright<br />Everything's alright tonight</em> </p><p align="left">No, non voglio rimettere i piedi per terra.<br /><span style="font-size:180%;"><strong>M.</strong></span> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4846598951704073052?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-34213050177705518392009-06-18T05:06:00.000-07:002009-06-18T05:52:54.727-07:0022# - TORTOISE<div align="justify"><em>"Il rock americano è rimasto fermo alla nozione di canzone come storia, come confessione autobiografica o ritratto pseudo-letterario. Per questo la musica dei Tortoise è in controtendenza".</em> </div><div align="right">MELODY MAKER </div><div align="right"><br /></div><div align="justify">Forse dovevo parlarne prima, magari subito dopo gli SLINT. Parlare dei <span style="font-size:180%;">TORTOISE</span> intendo. Perchè certe cose andrebbero dette con coerenza, e trattate con i guanti e non con quattro parole veloci prima del concerto dei Depeche Mode. Il caso però ha voluto, nel mio solito navigare mattutino, farmi incontrare i Tortoise. Sta per arrivare l'album nuovo, <span style="font-size:180%;">Beacons of Ancestorship</span>, e c'è di che esserne ansiosi. <strong><span style="font-size:130%;">Millions Now Living Will Never Die</span></strong> del 1996 è un disco fondamentale del genere, del POST ROCK, l'album che ha visto entrare in fomazione David Pajo degli Slint. Ecco perchè forse dovevo parlarne prima. I TORTOISE sono stati per me una specie di chimera per tanto tempo, uno di quei gruppi eterei di cui tanto senti parlare ma che ti sfuggono sempre, perchè essere di nicchia una volta significava far parlare senza farsi vedere, ed era praticamente impossibile entrare in possesso di un disco del genere (e fino ad una certa età credo sia impossibile anche capirlo per bene un disco del genere). Nei Tortoise c'è dentro di tutto: rock, psichedelia, dub, elettronica, punk, jazz, kraut. Sono impressionanti da ascoltare e si, ascoltandoli si fa la parte di quelli un pò con la puzza sotto al naso. O forse no, dipende. Si dice che chi ascolta pop pensa che gli amanti del jazz siano dei pazzi e che tanto sarebbe inutile provare ad ascoltarlo perchè non lo "capirebbero". Quello che però credo io è che in potenza tutti possano amare la complicatezza meravigliosa di un genere che propone suoni lunghi e dilatati, suite frenetiche e variazioni vertiginose di 20 minuti che fanno trattenere il fiato. Viene tutto da li, dall'improvvisazione, dal jazz, dalla terra. E suona un controsenso parlarne come di qualcosa di inaccessibile, perchè semplicemente... non lo è. Andare in controtendenza allora significa abbandonare i limiti della forma canzone, del racconto e della logica (perchè un pizzico di follia è indispensabile), iniziare ragionare con criteri spazio temporali differenti, annusare i colori, ascoltare gli odori e assaggiare i suoni. Funziona così per i Tortoise e bene o male ha funzionato per me fino ad oggi. Ho trovato su Pitchfork il video di uno dei pezzi nuovi, <span style="font-size:180%;">PREPARE YOUR COFFIN</span>. Tre minuti e mezzo (ebbene si) di progressive jazzata che anticipano l'album in uscita il 23 giugno accompagnati da immagini in bianco e nero d'impatto. Mi piacciono i TORTOISE di John McEntire e Doug McCombs, il loro video in bianco e nero e mi piacciono anche Miles Davis e Herbie Hancock. Mi piacerebbe sapere che piacciono anche a voi.<br /></div><p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6zRJftR_508&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/6zRJftR_508&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p><div align="justify"><br /><span style="font-size:180%;"><strong>M</strong></span>. </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-3421305017770551839?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-4615003420878169842009-06-17T05:58:00.000-07:002009-06-17T06:50:41.437-07:0021# - KENT<div align="justify">Che cosa sappiamo del più importante gruppo rock svedese? Non sono i Cardigans e nemmeno i Mando Diao. Vi ricordate gli Ark? Ecco, nemmeno loro. Hives? Manco per idea. Il più grande gruppo svedese in attività dal 1990 a oggi (all'inizio si chiamavano Coca-Cola Kids) sono i <strong><span style="font-size:180%;">KENT</span></strong>. 7 album pubblicati di cui 2 rieditati in inglese, un seguito incredibile in Svezia, buona musica che non si conosce. Fanno parte di quel periodo di formazione musicale che ho attraversato dai 14 ai 18 anni: le lunghe ore passate attaccato alla radio e al tecnigrafo sono servite a qualcosa. E stare svegli fino alle cinque di mattina per passare a china i progetti di architettura ovviamente all'ultimo minuto - mi viene da dire: come da tradizione - comportava necessariamente l'ascolto di programmi tipo B-Sides di Bertallot su Deejay o la notte di Capital e via dicendo. Quindi, tra pennelli, china e carta da lucido, trovavo il tempo di segnarmi da qualche parte questo o quel gruppo che magari poteva essere interessante e che avrei poi registrato direttamente dalla radio al prossimo passaggio con la mia immancabile cassetta Tdk riutilizzata centinaia di volte. Una menata pazzesca ma era l'unico modo no? Poi walkman con le cuffiettone di spunga trovate in dotazione nella confezione e via. Il nome KENT è rimasto segnato sul pannello di compensato del mio cavalletto per un bel pò di mesi, accompagnato da <span style="font-size:130%;">ISOLA</span>, il titolo del disco del 1998 appena uscito e che aveva trovato qualche passaggio sporadico addirittura su Mtv. Poi ne ho perso le tracce, almeno fino alla venuta di internet. Vabbè le cose si sono fatte in discesa e ora i Kent li conosco abbastanza bene, tanto da permettermi l'acquisto di Hagnesta Hill direttamente a Stoccolma, una delle mie spese da interrail. Cosa fai? Sei in casa loro e nemmeno prendi il disco? Ovviamente quello in svedese, mica la versione inglese. La canzone di oggi la prendo da qui, da questa band che non ha nulla da invidiare a tante altre molto più quotate e che propone un pop rock spesso e volentieri contaminato da elettronica e alternative. Du &amp; jag döden è il disco da cui prendo <strong><span style="font-size:130%;">400 SLAG</span></strong>, il pezzo di oggi. E' l'album del 2005, l'anno in cui i KENT sono stati nominati miglior band svedese. Come ho già detto gli album con cui li ho conosciuti sono altri, ISOLA e <span style="font-size:180%;">HAGNESTA HILL</span>, ma consiglio fortemente l'ascolto anche di <strong><span style="font-size:180%;">TILLBAKA TILL SAMTIDEN</span></strong> del 2007: </div><div align="justify"></div><div align="justify"><br /><em>"... il disco è caratterizzato in modo molto importante da un’elettronica di chiara derivazione depechemodiana, elemento finora estraneo al repertorio della band. Questa novità, comunque, non sostituisce le caratteristiche peculiari dello stile degli svedesi, ma si unisce ad esse senza emarginarle. Le melodie sono sempre brillanti ed ispirate, i riff di chitarra non hanno un ruolo di primo piano come nel passato ma sono ancora ben presenti, il caratteristico timbro vocale di Joakim Berg, che unisce mirabilmente morbidezza, intensità ed emotività, non è mutato di una virgola, e lo stesso si può dire per il background emozionale scuro e malinconico..."<br /></em></div><div align="right">INDIE ROCK<br /><br /></div><div align="left"></div><div align="left">Non ho citato Indie Rock a caso. Come vi avevo anticipato, da qualche tempo collaboro anche con loro, e l'altro ieri è spuntata la mia prima recensione, gli ALEXANDRIA QUARTET. E' tutto linkato qui a fianco come al solito. Leggete, votate, e dite la vostra. Ora ho un'arma in più. </div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j0usH84l9X4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/j0usH84l9X4&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-461500342087816984?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-41533080585193116742009-06-16T02:53:00.000-07:002009-06-16T03:38:05.897-07:0020# - STAIND<div align="justify">Cronaca di un concerto mancato. Ieri sera dovevo essere all'Alcatraz per il concerto degli <span style="font-size:180%;">STAIND</span>, ma niente da fare: troppo stanco da Rock In Idro e ho gettato la spugna, visto che devo dosare bene le energie in questa settimana che prevede anche i Depeche Mode. Sono comunque dispiaciuto perchè deve essere stato un concerto molto interessante e divertente. Gli Staind da noi non hanno mai fatto il salto di qualità e di pubblico necessario a diventare una grande band. Anche se però dal 1994 non si sono ancora fermati e con una regolarità svizzera continuano a sfornare album, 6 fino ad oggi. Una caparbietà così deve essere premiata e lo stanno facendo gli americani al nostro posto visto che da <strong><span style="font-size:130%;">BREAK THE CYCLE</span></strong> in poi hanno sempre esordito al primo posto in classifica e i dischi venduti più o meno sono 15 milioni. A quanto pare solo da noi sono stati una meteora. Oltre alle lodi comunque sono previste un paio di critiche: non sono mai stati troppo originali e in grado di raggiungere i livelli di Aliche In Chains (perchè è di questo che si parla) e insomma, nessuno dei 6 album è memorabile. Però piacciono molto e sono rimasti tremendamente coerenti alla loro linea, meritandosi una gran dose di rispetto per aver portato avanti un progetto così valido. Per quanto mi riguarda gli STAIND sono i protagonisti di un "cambio" di opinione molto forte. All'uscita di Break The Cycle ricordo il boom in Italia, quando It's Been a While monopolizzò tutte le radio e le televisoni, ed improvvisamente tutti quanti si dicevano alternativi e grunge da sempre. E io rosicavo, perchè di grunge nel 2001 non vedevo l'ombra e questi qui mi sembravano solo dei gran bastardi che avevano avuto la buona idea di mettersi a ballare sulla tomba di un genere a me tanto caro. E li ho odiati profondamente, ora che ci penso forse più per la gente che li osannava, gente che il giorno prima metteva in auto i dischi dei Blue e compagnia bella. E come sono venuti se ne sono andati. Dopo Breack The Cycle degli Staind non si è più sentito quasi nulla. Le miriadi di seguaci si sono ridotte a quel solito gruppetto di seguaci e la storia sembrava finita. Cose da "<em>Ti ricordi gli Staind? " "Si, ma si sono mica sciolti adesso?" " No, mi pare siano al Festivalbar, li trovi sulla compilation blu se non sbaglio" "Ah, già giusto hai ragione. Carini però".</em> E poi se ne sono usciti con <span style="font-size:180%;">14 SHADES OF GREY</span> e non so come e perchè, ma ho sentito forte il desiderio di riabilitarli, forse perchè erano stati trattati troppo male da tutti, amati per una notte e lasciati a crepare lungo i marciapiede. Nessuno si merita un trattamento del genere e 14 Shades Of Grey mi è sembrata l'occasione per cercare di dimostrare che forse a qualcuno non interessava tornare a mettere i dischi dei Blue, e che qualcuno non ha mai dimenticato le converse logore e la tracolla sulla maglietta nera dei Nirvana che a forza di lavarla è diventata grigia, ha i buchi sotto le ascelle e lo smile davanti sembra sia sul punto di sciogliersi. E gli Staind mi hanno ripagato con un disco buono, con un paio di pezzi molto aggressivi e più simili ai primi album, <strong><span style="font-size:130%;">TORMENTED</span></strong> e <span style="font-size:180%;">DYSFUNCTION</span> (quello di <span style="font-size:130%;"><em>Mudshovel</em>, </span><span style="font-size:100%;">uno dei pezzi simbolo della band</span>). Da allora Aaron Lewis, il pelatone che canta, si è guadagnato un posticino di simpatia dentro di me, e i pezzi di 14 Shades of Grey fanno spesso tremare le pareti di camera mia. E quindi oggi senza dilungarmo oltre, mi sembra giusto omaggiare questi simpaticoni con la canzone del giorno, <span style="font-size:180%;">PRICE TO PLAY</span>, track d'apertura di 14 Shades, un misto di forza e melodia. Praticamente un metal grungioso dai toni pop. Sarebbe stato bello anche mettere <strong>RIGHT HERE</strong> da CHAPTER V (potete trovare un live acustico su youtube niente male), ma oggi sono ancora un pò incazzato. E mi spiace davvero non essere andato ieri sera. Porca miseria.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UVEV1z0dYHk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/UVEV1z0dYHk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>The more you take the more you blame<br />For everything still feels the same<br />The more you hurt the more you scream<br />The price you pay to play the game<br />And all you see and all you gave<br />And all you step on with no shame<br />There are no rules no one no blame<br />The price to pay to play the game</em> </div><div align="justify"></div><div align="justify"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4153308058519311674?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com4tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-40684807608413115442009-06-15T07:46:00.000-07:002009-06-15T08:48:05.252-07:0019# - FAITH NO MORE<div align="justify">Come avrete notato ieri non mi sono fatto sentire (oggi quindi doppio pezzo). Ho una buona scusa però: sono stato tutto il giorno a Rock In Idro, l'unico vero festival italiano di quest'anno, visto che l'Heineken è stato la prima "vittima" della crisi (...) e che il Gods Of Metal è un mondo a parte. Mi sarebbe piaciuto farmi entrambe le giornate, ma dopo ieri ho capito che l'impresa sarebbe stata fuori dalla mia portata: troppo caldo e tanta, tanta fatica. E il Palasharp non è l'idroscalo, quindi immaginatevi quanto può essere fico un festival in un parcheggio, aggiungete un bel pò di sporcizia e una temperatura improponibile e vi sarete fatti un'idea, seppur vaga, della situazione. Che cosa mi ha spinto? Direi solo ed esclusivamente la presenza dei <span style="font-size:180%;">FAITH NO MORE</span>. E mi sono presentato all'una e mezza di pomeriggio per dimostrare il mio affetto (i FNM hanno iniziato il set alle 23). Dei FNM ho parlato più volte, sempre però con quell'alone di nostalgia che sta intorno a quei gruppi storici che vabbè, si sanno appartenere ad un epoca passata. La seconda venuta dei FNM in questo senso ha rappresentato per me, come credo per tanti altri, un qualcosa di speciale. E' come se quello di cui hai sempre sentito parlare, quello che hai invidiato per anni, un giorno finalmente decidesse di tornare in vita perchè forse un pò di quella gloria te la meriti anche tu: e dopo il concerto di ieri sera ho dovuto seriamente rivedere le mie priorità. Il più bel concerto di quest'anno, senza ombra di dubbio, per una band impressionante (ed è dire poco). C'è poco da discutere: l'ora e mezza di ieri sera ha messo in mostra una band letale, guidata da un Mike Patton meravigliosamente cattivo, istrionico e divertente. Asfaltati i Limp Bizkit e tutta la merda che ha riempito il pomeriggio nel giro di dieci minuti, sono arrivati a raffica tutti quei pezzi che hanno scandito alcuni dei momenti migliori della mia vita. Dal rock al pop, passando per l'alternative e addirittura dal rap, dallo swing e dal jazz. Un gruppo seminale, imperdibile e fondamentale, con qualche capello bianco ma incredibilmente in grado di far esplodere palazzetti. Niente da dire, sono superiori a tutti e inevitabilmente nella Top 5. Dal 1985 di <em><span style="font-size:130%;">WE CARE A LOT</span></em> ad oggi sono passati 24 anni. E io ancora non ci credo. Di seguito trovate un live del 1991, <span style="font-size:180%;"><strong>THE REAL THING</strong></span>. Guardateli bene, con i capelli lunghi e le camicie a quadrettoni. E aggiungo un live inglese del '97 di <strong><span style="font-size:180%;">THE GENTLE ART OF MAKING ENEMIES</span></strong>. Ieri sera sono saliti sul palco in giacca e cravatta, con bastone e senza capelli. Ed è bastato un niente per distruggerci tutti quanti. Memorabili. Cercate di recuperare almeno i seguenti album: KING FOR A DAY... FOOL FOR A LIFETIME, ANGEL DUST, ALBUM OF THE YEAR e THE REAL THING e date un ascolto a <em>From out of nowhere, <strong>Midlife crisis</strong>, A small victory, <span style="font-size:130%;">Easy</span>, <span style="font-size:180%;">Diggin the grave</span>, King for a day, Richocet, <strong>Evidence</strong> e Ashes to ashes</em>.<br /></div><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Gna8GzfOa8I&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Gna8GzfOa8I&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><div align="center"><br /><em>Like the sacred song that someone sings through you<br />Like the flesh so warm that the thorn sticks into<br />Like the dream you know one day will come to life<br />Try to hold on just a little longer, longer, stronger<br /><br /><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xJAX_JSe9Wk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/xJAX_JSe9Wk&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br /><br />All you need is just one more excuse<br />You put up one hell of a fight<br />I wanna hear your very best excuse<br />Never felt this much alive<br /><br />Your day has finally come -<br />So wear the hat and do the dance<br />And let the suit keep wearing you.<br /><br />This year youll sit and take it<br />And you will like it -<br />Its the gentle art of making enemies<br /></em></div><div align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </div><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-4068480760841311544?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-12347885929549636642009-06-13T16:51:00.000-07:002009-06-13T17:15:14.525-07:0018# - BUSH<div align="justify">Quando si devono fare le cose di fretta, boia se non ti vengono meglio che a starci sopra una vita. E poi va a finire che faccio tutto sempre all'ultimo momento. Arriverà il giorno che lo prendo in quel posto e allora la lezione sarà imparata. Fino ad allora lasciatemi fare a modo mio, con il risultato che per questo sabato estivo che scommetto la maggior parte di tutti passa in qualche posto verosimilmente all'aperto, non ho molti consigli e non ho nemmeno troppa voglia di spremermi. Dirò solo che ho riesumato <span style="font-size:180%;">THE SCIENCE OF THINGS</span> dei BUSH dalla mia collezione per ravvivare il mio parco cd "da auto" e che mi ha fatto molto piacere constatare quanto ogni ascolto confermi un buon talento spesso e volentieri molto sottovalutato. E di pezzi validi ce ne sono a iosa. Come li chiamiamo? Post grunge? boh, può darsi. Quest'anno i Bush festeggiano i 17 anni di attività, vuol dire che sono in ballo dal '92 (evidentemente con alti e bassi, ma sempre in modo coerente) e che quindi il grounge se lo sono beccati in pieno. Quindi più che <em>post</em> direi di chiamarli sopravvissuti. Io li ho conosciuti con RAZORBLADE SUITCASE e ho preso <em>The science of things</em> il giorno che è stato pubblicato, quando ancora i Bush avevano un certo successo nel giro e i loro video passavano su Mtv. Un pò più sperimentale ed elettronico, è un buon disco come non se ne fanno più. <strong><span style="font-size:180%;">SPACETRAVEL</span></strong> è significativa in questo senso: ballata elettrica caustica e distorta, molto affascinante e cupa. Mi piace un sacco e mi è venuta naturale per oggi. </div><br /><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/evFpImr8rWw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/evFpImr8rWw&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><p align="center"><br /><em>The future lies<br />The future lies<br />Scared of the government scared of the government<br />The future lies<br />In space travel<br />There's someone after me<br />I employ spies<br />In silver tassels<br />The never seem that pleased<br />The future lies</em><br /><strong><span style="font-size:180%;"></span></strong></p><p align="left"><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong> </p><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-1234788592954963664?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com1tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-20000488020092031682009-06-12T06:30:00.000-07:002009-06-11T15:49:07.527-07:0017# - DIRTY PROJECTORS<div align="justify">Spariamola grossa. Punto tutto sul nero. O sul rosso, non saprei. Tanto uno vale l'altro no? Non ho mai giocato in vita mia, e non sono un tipo da scommessa. E se vogliamo dirla tutta credo che nemmeno quella che sto per fare sia una vera scommessa. Sicuramente hanno scommesso quelli di Pitchfork spiattellando un bel 9,2 su 10 al nuovo album dei <span style="font-size:180%;">DIRTY PROJECTORS</span> e io non posso fare altro che registrare e metterci del mio. Perchè dei DP non so un beneamato, ma ho ascoltato due o tre pezzi giusto per questo blog e posso capire il perchè di cotanto entusiasmo. Poi chissà, magari si rivelano una ciofeca di prima categoria, ma credo che la prima lezione del manuale dei giovani scommettitori preveda il buttarsi a pelle di leone appena si sente puzza di successo. Bon, vediamo di mettere le cose al loro posto. I dirty Projectors sono un collettivo indie nato nel 2002 e capitanato da <strong>Dave Longstreth</strong>, l'unico membro fisso di un gruppo che cambia di album in album. L'ultima pubblicazione in ordine di tempo (2009) si chiama <strong>BITTE ORCA</strong>, e da quello che ho capito rappresenta l'apice creativo di questo progetto a 360 gradi che nel corso degli anni ha trovato collaborazioni in <em>David Byrne</em> e <em>Bjork</em>. La nebbia comincia diradarsi? Personalmente faccio un pò fatica a dare delle coordinate sonore al tutto, e ad essere sincero la cosa non mi dispiace affatto. Bitte Orca ad ogni modo, per come è nato e per quello che presenta, è un disco INDIE con l'aggiunta di una buona dose di sperimentazione, in primis vocale. Non credo sia un caso che salti fuori oggi: come ho già detto ogni canzone ha un suo tempo preciso. Devo solo scoprire perchè proprio questo. Non è tremendamente avvincente? <em><span style="font-size:130%;"><strong>STILLNESS IS THE MOVE</strong></span></em></div><br /><p align="center"><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lIfmsNRMz6k&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/lIfmsNRMz6k&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-2000048802009203168?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0tag:blogger.com,1999:blog-1399888075825060787.post-28338614650444386152009-06-11T03:13:00.000-07:002009-06-11T09:11:15.638-07:0016# - AND SO I WATCH YOU FROM AFAR<div align="justify">E oggi non me li leva nessuno. Neanche morto. Dopo ieri sera non ci penso nemmeno a mettere una canzone con un testo. No, no e poi no. Farei la figura del cretino. Ecco perchè amo il post rock (e in questo caso pure un pò metal): perchè è democratico, tutti possono immaginarci qualcosa e questo qualcosa è inevitabilmente sempre giusto. Non c'è suono altrettanto libero di questo. <strong><span style="font-size:180%;">AND</span></strong> <strong><span style="font-size:180%;">SO I WATCH YOU FROM AFAR</span></strong>. E poi ci si chiede perchè non cantano: con un nome come così poi cosa vuoi dire? Un pò come <em>Cloud Archive</em> e <em>Daturah</em> e <strong>MAYBESHEWILL</strong> (che consiglio caldamente). Però questi sono irlandesi, gente con in mano da una parte una guinness e dall'altra una chitarra che ti pettina e ti fa vibrare i pantaloni. Beccatevi <span style="font-size:180%;">SET GUITARS TO KILL</span> e per oggi è più che suff. </div><br /><p align="center"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OEKkkhJCjcM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/OEKkkhJCjcM&hl=it&fs=1&color1=0x3a3a3a&color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p><br /><strong><span style="font-size:180%;">M.</span></strong><div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1399888075825060787-2833861465044438615?l=unpluggedjean.blogspot.com'/></div>marco jeanninhttp://www.blogger.com/profile/05276712562184518460noreply@blogger.com0