tag:blogger.com,1999:blog-132247422008-07-04T17:28:02.854+02:00Il Blog degli AcquistiRedazionenoreply@blogger.comBlogger54125tag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-25112608180132341542007-05-15T02:22:00.001+02:002007-05-15T02:22:19.609+02:00Guida per Scegliere e Riconoscere il Pesce Fresco<span style="font-style: italic;">Consigli su come riconoscere il <span style="font-weight: bold;">Pesce Fresco</span> da scaricare in formato pdf</span><br><br>Informare ed educare il consumatore alla <span style="font-weight: bold;"> conoscenza delle varietà del pesce fresco</span> e di acquicoltura: è questo il principale obiettivo della nuova pubblicazione &#39;La qualità del pesce fresco merita attenzione&#39;, realizzata dal <span style="font-weight: bold;"> Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali</span>. <br><br>L&#39;opuscolo intende <span style="font-weight: bold;">promuovere un consumo consapevole e la salvaguardia delle specie protette</span>, contiene preziose informazioni sull&#39;importanza di una sana alimentazione, su <span style="font-weight: bold;">come riconoscere e cucinare il <span style="font-style: italic;">pesce fresco</span></span>, oltre ad essere provvisto di una serie di utili schede informative sulle principali varietà di pesce in vendita. Il consumatore potrà chiarire i suoi dubbi a proposito dell&#39;etichettatura, imparare a pulire il pesce, operazione facile ma delicata e che va differenziata a seconda delle dimensioni del pesce. Si parla anche delle varietà di pesce azzurro e delle varie classi di molluschi. <br><br>Un&#39;intera sezione è dedicata all&#39;acquacoltura, un comparto in piena espansione, in grado di rappresentare, oltre che una salvaguardia delle risorse marine, una risposta alle necessità di mercato. La pubblicazione, infatti, ricorda che <span style="font-weight: bold;">il pesce d&#39;acquacoltura apporta proteine nella stessa quantità ed elevata qualità del pesce di cattura</span>. <br><br>Un&#39;altra sezione, infine, è riservata alle <span style="font-weight: bold;"> specie protette</span>, come i <span style="font-weight: bold;">datteri di mare</span> per i quali è fatto <span style="font-weight: bold;">assoluto divieto di pesca</span> o i <span style="font-weight: bold;">bianchetti e i rossetti </span> la cui pesca è possibile solo in alcuni periodi dell&#39;anno. <br><br>Per scaricare la <span style="font-weight: bold;">Guida Gratuita al Pesce Fresco</span> in formato PDF del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/pesce_fresco_guida/guida.pdf"> Cliccate Qui</a>.<br clear="all"><br> <div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1170286772105888702007-02-01T00:34:00.000+01:002007-02-01T00:39:32.116+01:00Rc Auto: Ecco l' Indennizzo DirettoRC AUTO e INDENNIZZO DIRETTO: DA DOMANI OGNI UTENTE POTRA’ RICHIEDERE I RISARCIMENTI DIRETTAMENTE ALLA PROPRIA COMPAGNIA, UN'INNOVAZIONE IMPORTANTE PER QUALITA’ E RISPARMI.<br /><br />Da oggi 1 febbraio si realizza l’indennizzo diretto che costituisce nel nostro paese una significativa innovazione nell’ambito del settore assicurativo dell’RC Auto.<br /><br />Tale pratica prevede che l’utente che abbia <strong>subito un danno in un incidente automobilistico e che ne vanti ragione, sia indennizzato e risarcito dalla sua stessa compagnia assicurativa</strong>.<br /><br />Questo obbiettivo, perseguito da anni dalle nostre associazioni, assume due aspetti significativi e positivi per gli assicurati.<br />Infatti tale processo <strong>accelererà i tempi dei risarcimenti</strong> migliorando il rapporto, assai sfilacciato, con le compagnie di assicurazioni.<br /><br />Ma soprattutto tale innovazione, <strong>se abbinata in caso di contenzioso a pratiche di conciliazione</strong> che possono già essere utilizzate, porterà al <strong>taglio di circa 2 miliardi di Euro all’anno di costi peritali</strong> che dovrebbero <strong>tagliare le tariffe di circa il 20%</strong>, con un risparmio a regime di circa € 160-170 a polizza.<br /><br />Quello che si apre quindi <strong>dovrebbe essere l’inizio di una stagione virtuosa</strong> dopo che gli incrementi delle tariffe assicurative si sono attestati ad un più 135% dal 1996 (anno della cosiddetta liberalizzazione del settore) portandole in valore assoluto tra le più elevate nel contesto internazionale.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1170286411680980872007-02-01T00:26:00.000+01:002007-02-01T00:33:31.683+01:00I Risparmi nella Finanziaria 2007La Finanziaria da poco varata contiene un'ampia serie di incentivi e agevolazioni per i comuni cittadini ma poiché le opportunità di risparmio sono ben nascoste tra le pieghe dei 1364 commi del testo legislativo, il CTCU elenca di seguito le principali. <br /><br /><strong>Rottamazione e acquisto di auto e moto</strong><br /><br />È previsto un contributo (massimo 80 euro) per la rottamazione di veicoli Euro 0 e Euro 1 effettuata nel corso del 2007.<br />Dopo la rottamazione, chi rinuncia all'acquisto di un'auto nuova – e non ne possiede altre – può ottenere il rimborso dell'abbonamento annuale al trasporto pubblico locale nel comune di residenza.<br />Per chi sostituisce il veicolo demolito con un veicolo nuovo immatricolato come Euro 4 o Euro 5, con emissioni non superiori a 140 gr CO2/km, è previsto un contributo di 800 euro e l'esenzione dal bollo di circolazione (variabile secondo la cilindrata). Le modalità devono ancora essere stabilite. <br /><br /><strong>Auto ecologiche</strong><br /><br />Per l'acquisto di veicoli nuovi, alimentati a GPL, metano, elettricità o idrogeno oppure con motore ibrido è introdotto un incentivo da 1.500 a 2.000 euro, a seconda del limite delle emissioni (per contratti di acquisto dal 03.10.2006 al 31.12.2009).<br /><br /><strong>Moto</strong><br /><br />L'acquisto di un motociclo Euro 3, con contestuale rottamazione di un vecchio due-ruote di categoria Euro 0, dà diritto a un contributo fino a 80 euro e all'esenzione per cinque anni dal pagamento del bollo.<br /><br /><strong>Lavori edili</strong><br /><br />Saranno detraibili dalla dichiarazione dei redditi le spese relative a interventi sulla casa per il <strong>risparmio energetico</strong>, che determinano un risparmio di energia per riscaldamento pari al 20 % rispetto ai valori stabiliti dalla legge 192/2005. Lo stesso contributo è concesso per le nuove costruzioni iniziate entro il 31.12.2007 e terminate nei tre anni successivi. Il risparmio di energia nelle nuove costruzioni deve essere pari al 50 % rispetto ai valori di legge di cui sopra.<br /><strong>Incentivi</strong> sono introdotti anche per la posa di <strong>isolamenti termici su pareti e pavimenti e l'installazione di finestre isolanti in edifici esistenti</strong>.<br />Altre agevolazioni fiscali riguardano l'installazione di <strong>pannelli solari </strong>per la produzione di acqua calda per usi domestici e industriali, nonché per il riscaldamento di piscine, impianti sportivi, case di riposo, scuole e università.<br /><strong>Detrazione fiscale</strong> con effetto immediato anche per le spese per <strong>nuove caldaie </strong>e impianti di riscaldamento.<br />Per altri interventi di <strong>ristrutturazione su edifici esistenti </strong>è confermata infine la <strong>detrazione del 36 </strong>%. <br />Attenzione: Per ricevere questi sgravi fiscali deve essere rispettata una serie di presupposti.<br /><br /><strong>Asili nido</strong><br />È stata prorogata l'agevolazione fiscale sulle spese per la frequenza di asili nido di bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni.<br /><br /><strong>Associazioni sportive</strong><br /><br />Possono essere detratte dalle tasse le spese per l'iscrizione ad associazioni sportive, palestre e piscine di ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni.<br /><br /><strong>Studenti</strong><br /><br />Sono detraibili dalle tasse anche i canoni di locazione pagati da studenti iscritti presso un'università ubicata ad almeno 100 km dal loro comune di residenza. L'appartamento in affitto deve trovarsi nello stesso comune in cui ha sede l'università o in un comune limitrofo.<br /><br /><strong>Addetti all'assistenza di persone non autosufficienti</strong><br /><br />Possono essere dedotte anche le spese sostenute per coloro che si occupano di assistenza personale nei casi di non autosufficienza. <br /><br /><strong>Frigoriferi</strong><br /><br />Chi provvede entro il 31.12.2007 a sostituire il vecchio frigorifero, il vecchio congelatore o loro combinazioni con apparecchi nuovi di classe energetica non inferiore ad A+ può detrarre le relative spese.<br /><br /><strong>Televisori</strong><br /><br />Sono detraibili altresì le spese di acquisto di un nuovo apparecchio televisivo, purché dotato di sintonizzatore digitale integrato. Condizione essenziale per usufruire del beneficio è essere in regola con il pagamento del canone RAI.<br /><br /><strong>Medicinali</strong><br /><br />Dal 1° luglio 2007 le spese per l'acquisto di medicinali potranno essere detratte soltanto se verranno rispettati certi presupposti. Per poter detrarre le spese È necessario esibire certificato con scontrino fiscale o fattura contenente nome, numero e quantità del prodotto, nonché il codice fiscale del destinatario. Quest'ultimo dato può essere inserito anche a mano dallo stesso destinatario.<br /><br /><strong>Soggetti portatori di handicap</strong><br /><br />Agevolazioni tributarie sono previste infine sugli autoveicoli utilizzati per la locomozione di soggetti portatori di handicap (ai sensi dell'art. 3 legge 104/1992).<br /><br />Per una parte di questi provvedimenti si attendono ancora le disposizioni attuative. Si consiglia pertanto di informarsi a tempo debito prima di compilare la dichiarazione dei redditi.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1170285930649699512007-02-01T00:16:00.000+01:002007-02-01T00:25:30.660+01:00Cara auto, ma quanto mi costi?<em>Dedichiamo un quarto della nostra vita lavorativa per poterci permettere l’automobile - I consigli del CTCU</em><br /><br />Secondo uno studio dell’ Automobile Club Italiano ACI, <strong>le famiglie italiane spendono in media circa 5.000 Euro per la propria mobilità in macchina</strong>. I costi sono notevolmente più alti, se la famiglia ha a propria disposizione una seconda o una terza automobile. I costi della mobilità lasciano perciò un grande buco nelle tasche dei consumatori.<br /><br /><strong>Molti consumatori si lamentano soprattutto per gli alti costi del carburante</strong>. Degli intervistati, l’ 80 percento ritiene troppo care le tasse e le assicurazioni. Una percentuale analoga pensa lo stesso dei costi per la manutenzione. Il fatto interessante è che, <strong>i costi maggiori dipendono da altri fattori</strong>. I costi della benzina ammontano solo al 20 percento dei costi complessivi riguardanti il possesso di una macchina. I costi per la <strong>manutenzione</strong> ammontano al 15 percento, i costi per <strong>tasse</strong> e manutenzione altri 20 percento. Della parte maggiore dei costi, cioè degli alti costi per l’acquisto e <strong>l’immediata perdita di valore</strong> che ne discende, che insieme ammontano a quasi il 40 percento dei costi complessivi, non si lamenta quasi nessuno.<br /><br /><strong>Muoversi con l’auto costa come mangiare</strong><br /><br />L’auto rappresenta un notevole carico per il budget casalingo. In media un’auto costa dai 450 ai 500 Euro al mese (calcolando cinque anni di utilizzo e 12.000 km annui). Se raffrontiamo questi costi con il guadagno medio si dedica circa un quarto della sua vita lavorativa a mantenere l’auto. Ma <strong>ne vale veramente la pena?</strong> Oggigiorno per una famiglia i costi per la mobilità hanno superato il costo degli alimenti, comprese le bevande.<br /><br />La ragione per la quale ancora oggi, nonostante i costi elevati,<strong> molti consumatori non utilizzano ancora abbastanza i mezzi pubblici come bus e treni</strong>, è probabilmente che i collegamenti tra zone di montagna e vallate non sono ancora sviluppati bene. Poi, chi sta seduto in macchina non scende volentieri ma preferisce continuare in macchina fino al traguardo.<br /><br /><strong>Scuolabus o bus per i pendolari</strong><br /><br />Al mattino e anche a mezzogiorno, gli scuolabus sono sempre sovraffollati. Un pendolare non vuole iniziare la sua giornata lavorativa stando “scomodamente” in piedi in un pullman o in un treno. Sarebbe pertanto necessario e auspicabile organizzare (mini-) pullman per i pendolari, per evitare loro di dover prendere scuolabus sovraffollati. Pochi collegamenti e ritardi ma anche la scarsa igiene dei bagni nei treni sono altre ragioni per le quali molti pendolari evitano di prendere i mezzi pubblici. Questo nonostante il fatto che fare il pendolare sia molto conveniente. Un esempio: 60 km giornalieri equivalgono a <strong>12.000 km annui </strong>(il conto è stato fatto sulla base di 220 giorni lavorativi). I costi per questa distanza ammontano a <strong> 4.000 Euro in macchina e a solo 200 Euro in treno</strong>. <br /><br /><strong>“Car-sharing” per chi usa poco la macchina</strong><br /><br />Per chi usa la macchina solo in modo sporadico e vive vicino a Bolzano o Merano, l’acquisto di una macchina non conviene. Il denaro speso per un chilometro con il “car sharing” equivale circa al denaro speso per un chilometro con un’auto di proprietà. Chi fa uso del “car sharing” risparmia però i soldi dell’acquisto, dell’assicurazione e della manutenzione della macchina. Conta anche il tempo per il quale si usa la macchina. Durante il giorno l’uso della macchina costa p.es. 1,60 Euro all’ora. Di notte invece, l’uso è gratuito. Dove esistono dei buoni collegamenti in treno e in pullman, (tra città e città) il “car-sharing” risulta invece più caro dei mezzi pubblici.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1158628020876202962006-09-19T03:06:00.000+02:002006-09-19T03:07:00.886+02:00Falsi call center sul VoIP: la nuova truffa si chiama VishingÈ in crescita il fenomeno dei falsi call center che si aggirano per il VoIP (Voice over IP ovvero Voce tramite protocollo Internet), la tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale. L'avvertimento arriva da Prontoconsumatore, il sito promosso dal Comitato Regionale Consumatori e Utenti e gestito dal Centro Tecnico per il Consumo (Ctc), che si è aggiudicato quest'anno il premio HC News 2006.<br /><br />Si tratta di un'evoluzione del noto phishing. Mentre il phishing "classico" è un sistema che utilizza la posta elettronica per richiedere a ignari utenti dati strettamente personali (informazioni bancarie, sanitarie, ecc.), questa nuova forma di truffa (già denominata "vishing", contrazione fra "Voip" e "phishing") utilizza la posta elettronica, ma in modo diverso. Nei messaggi spediti a milioni di navigatori, infatti, non si inseriscono più link a siti contraffatti, ma numeri di telefono da chiamare per aggiornare i propri dati, appunto finti call center.<br /><br />"Le informazioni personali - spiega Prontoconsumatore - sono quindi chieste direttamente a voce, puntando sul fatto che c'è meno diffidenza nel comunicarle a una persona che opera, apparentemente, per un vero e proprio call center. Il problema è legato proprio al fatto che le tecnologie VoIP hanno abbassato drasticamente il costo e la difficoltà nel mettere in piedi un sistema di call/contact center ben funzionante e dall'apparenza professionale".<br /><br />Come agisce il visher? Attiva un account VoIP in stile-Skype e fa partire un sistema di chiamata automatico che contatta i bersagli. Quando uno di loro risponde, il sistema riproduce una registrazione che comunica un qualche problema sul conto bancario o sulla carta di credito e chiede di chiamare un numero per risolverlo. Il numero indicato è il numero VoIP del visher: chiamandolo si riceve la richiesta registrata di inserire i propri dati privati.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1151002119799247492006-06-22T20:33:00.000+02:002006-06-22T20:48:39.820+02:00Diritto di Recesso per gli Acquisti OnlineAvete sbagliato nell’acquistare un prodotto da un negozio on-line?!?!<br />Nessun problema!<br />Potrete usufruire del normale <strong>diritto di recesso</strong> destinato gli <strong>acquisti per corrispondenza</strong>.<br /><br />Il diritto di recesso può essere esercitato <strong>entro 10 giorni dal ricevimento della merce</strong> e se l'acquirente non è stato informato correttamente dal negozio on-line sulla possibilità di esercitare tale diritto il termine si allunga a ben 3 mesi dalla consegna della merce.<br /><br />E’ possibile restituire la merce <strong>senza fornire alcuna spiegazione</strong>.<br />Per fare valere il diritto di recesso, occorre mandare una <strong>raccomandata con ricevuta di ritorno in cui si manifesta la volontà di voler esercitare il diritto di recesso</strong> per la merce acquistata.<br /><br />Si può inoltre anche comunicare al venditore la propria recessione dall'acquisto un fax che dovrà essere confermato, entro 48 ore, sempre dall’invio della raccomandata.<br /><br />Una volta inviata la comunicazione di recesso di solito si comunica tramite il servizio clienti con il negozio online con il quale è stato effettuato l'acquisto per avera le istruzioni su come <strong>rispedire la merce, intatta, allo stesso venditore</strong>.<br /><br /><strong>Le spese per la riconsegna della merce sono a carico del compratore</strong> e il venditore dovrà restituire il prezzo pagato, senza penalità, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso.<br /><br />Occorre però sottolineare che il diritto di recesso <strong>non vale</strong> per l’acquisto di <strong>oggetti personalizzati </strong>creati apposta per l'acquirente, per i <strong>beni deperibili</strong> o che si modificano velocemente, per prodotti <strong>audio-video o software</strong> sigillati che siano stati aperti dal consumatore, per l’acquisto di <strong>giornali o riviste</strong>, per <strong>scommesse o lotterie</strong> e per <strong>servizi</strong> che, prima della scadenza del termine per esercitare il recesso, siano stati già eseguiti con il consenso del consumatore.<br /><br />Il diritto di recesso <strong>decade</strong>, oltre al caso dell’utilizzo del prodotto, anche <strong>nel caso della mancanza della confezione, dell’assenza di elementi integranti del prodotto o nel caso del suo danneggiamento</strong>. Sono esclusi inoltre dal diritto di recesso gli <strong>acquisti fatti fra privati</strong> <strong>o fra aziende.</strong><br /><br />Ad esempio per gli acquisti fatti su eBay, non possiamo far valere il diritto di recesso per un acquisto fatto da una persona fisica poiché si tratta di un prodotto venduto e acquistato fra due privati.<br /><br />Ulteriori info: <a href="http://www.senato.it/parlam/leggi/deleghe/99185dl.htm">leggete il testo della legge sul diritto di recesso</a>.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1148321627524879262006-05-22T20:06:00.000+02:002006-05-22T20:13:47.540+02:00Vacanze in Puglia: Prenotare ed Organizzare le Vacanze in Puglia grazie a Pugliamia.netE' da pochi giorni online ed è già grande successo per il sito internet <a href="http://www.pugliamia.net/">www.pugliamia.net</a> il <strong>portale della Puglia con notizie, informazioni</strong> e raccolta di <strong>siti internet sulla Puglia</strong>.<br /><br />Il portale si rivolge principalmente a due categorie di utenti: ai <strong>pugliesi residenti ed ai turisti</strong> che vorrebbero visitare la regione e che non sanno da dove cominciare ad organizzare le proprie vacanze in Puglia.<br /><br />Ai pugliesi il sito offre <strong>notizie aggiornate, il meteo, una directory ed un motore di ricerca</strong> con cui trovare le proprie <strong>informazioni sulla Puglia</strong>.<br /><br />Ai turisti ed a tutti coloro che vorrebbero scoprire la regione nelle sue bellezze e meraviglie Pugliamia.net offre una sezione dedicata al <strong>Turismo in Puglia</strong> cui è possibile scoprire:<br /><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/hotel-alberghi-puglia.htm">Hotel e Alberghi della Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/villaggi-turistici-puglia-gargano.htm">Villaggi Turistici della Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/case-vacanza-puglia.htm">Case Vacanza della Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/bed-breakfast-puglia.htm">Bed and Breakfast in Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/arte-cultura/musei-puglia.htm">Musei della Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/agriturismi-puglia.htm">Agriturismi della Puglia</a><br />- <a href="http://www.pugliamia.net/eventi-puglia/eventi.html">Eventi in Puglia</a> (Notizie ed appuntamenti da non perdere)<br />- Guida alle <a href="http://www.pugliamia.net/guida/guida-vacanze-puglia.htm">Vacanze in Puglia</a><br />- Guida al <a href="http://www.pugliamia.net/turismo/turismo-puglia.htm">Turismo in Puglia</a> con i posti più belli da vedere<br />- <a href="http://www.pugliamia.net/guida/consigli-esperienze-vacanza-puglia.htm">Consigli e suggerimenti di altri turisti che hanno soggiornato in Puglia</a><br /><br />Il portale, raggiungibile all'indirizzo internet <a href="http://www.pugliamia.net">www.pugliamia.net</a> racchiude così in un solo sito internet tutte le<strong> informazioni e le risorse online della Puglia</strong> diventando così un punto di partenza indispensabile per tutti i pugliesi e gli amanti della <a href="http://www.pugliamia.net/">Puglia</a>.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1147213318603534712006-05-10T00:15:00.000+02:002006-05-10T00:21:58.606+02:00Acquisti Online dell' Italia secondo eBay<div align="center"><em>Quali sono gli oggetti più comprati e quelli più venduti in ciascuna delle regioni italiane? eBay.it apre le sue porte e lo racconta. Il risultato? Un’immagine allegra, variegata e curiosa delle abitudini degli italiani nel commercio on-line.</em> </div><br />Grazie al suo punto di osservazione privilegiato sull’<strong> ecommerce</strong> del nostro Paese, eBay.it, ha portato alla luce le <strong>abitudini di acquisto e di vendita, suddivise per regione</strong>, degli oltre 3 milioni di utenti italiani registrati sul sito.<br /><br />Chi pensa che eBay sia solo il paradiso dei collezionisti e il sancta sanctorum degli oggetti incredibili dovrà ricredersi; i risultati dell’analisi raccontano un’Italia con tante passioni e dimostrano <strong>come su </strong><strong>ebay.it</strong><strong> si compri e si venda davvero di tutto</strong>.<br /><br />Se in tutta la nazione si effettuaano <strong>acquisti online</strong> di <strong>cellulari</strong> ed <strong>abbigliamento</strong> e si <strong>vendono DVD</strong> (con una passione per i film internazionali), <strong>accessori per cellulari</strong> e per <strong>macchine digitali</strong>, dando uno sguardo più attento possiamo scoprire alcune cose molto divertenti.<br /><br />In Veneto si comprano, più che in ogni altra parte d’Italia, prodotti di erboristeria e si vende vino locale; in Liguria si acquistano prodotti per l’ufficio e si vendono creme solari.<br /><br /> Gli utenti della Sardegna comprano vini rossi italiani e manuali di elettronica mentre quelli della Lombardia acquistano orologi da polso, fotocopiatrici e vendono pigiami e camicie da notte, più di quanto non si faccia nelle altre regioni.<br /><br />In Calabria si vendono tanti abiti da sposa e, a giudicare dai numeri dell’indagine, le acquirenti migliori sono le friulane, che più di tutte le altre italiane, acquistano su eBay.it il vestito per il loro matrimonio.<br /><br />Gli umbri amano gli accessori per radio d’epoca e grammofoni, mentre in Basilicata, tra gli oggetti più comprati, si trovano gli attrezzi per il giardinaggio; i pugliesi vendono mediamente più degli altri italiani pannolini per bambini e accessori per gli scooter; al Molise spetta invece il primato nell’acquisto di telecomandi e trattamenti per la caduta dei capelli; musicali gli oggetti più venduti in Abruzzo, chitarre classiche, e nelle Marche, batterie.<br /><br />Il Piemonte ha il record di periferiche per PC acquistate, invece all’Emilia Romagna spetta quello della frutta fresca e in vaso; in Valle d’Aosta vengono comprati soprattutto giocattoli, mentre i siciliani vendono occhiali da vista e acquistano piccoli elettrodomestici.<br /><br />Il Trentino Alto Adige compra soprattutto pancetta, salame e porchetta, mentre la Toscana scarpe da uomo ed accessori per la tavola; gli utenti campani vendono lampadari, luci da esterno, campanelli e citofoni mentre quelli del Lazio impazziscono per le Vhs di documentari.<br /><br />Una classifica che offre un’immagine variegata e curiosa del nostro Paese, così la commenta Paolo Levoni, Responsabile Marketing di Categoria di eBay.it: “Questa analisi evidenzia sia la <strong>passione degli italiani per esperienze di ecommerce diverse</strong>, sia la forza di eBay.it che con oltre 3.500 categorie mercelogiche offre occasioni di acquisto personalizzate e sempre soddisfacenti.<br /><br />La continua crescita delle offerte disponibili sul sito e degli <strong> acquisti online</strong> testimonia come il <strong>commercio on-line</strong> stia divenendo <strong>un’abitudine sempre più frequente per gli italiani</strong>; basti pensare che, per fare qualche esempio, su eBay.it si vende <strong>una fotocamera digitale ogni 6 minuti, un DVD ogni 45 secondi e un oggetto di moda ogni 12</strong> .”<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1147212542605649292006-05-10T00:03:00.000+02:002006-05-10T00:09:02.606+02:00Farmaci Generci: "Dov'è la differenza? Nel prezzo"Prende il via in <a title="esci dal portale e vai sul sito della regione liguria" href="http://www.regione.liguria.it/">Liguria</a> la campagna "Dov'è la differenza? Nel prezzo" per la diffusione del <strong>farmaco generico</strong>. Gli oltre 500 farmacisti liguri, riuniti nell'unico marchio di Farmacia Amica, in collaborazione e con il sostegno della Regione Liguria per tutto il mese di maggio avranno come obiettivo comune diffondere in maniera capillare e puntuale la <em>cultura del farmaco generico</em>.<br />A tutti i clienti delle farmacie dislocate sul territorio sarà distribuito un opuscolo informativo sul farmaco equivalente, sulla sua efficacia e i suoi vantaggi e i farmacisti spiegheranno ai cittadini i vantaggi del farmaco equivalente.<br /><br />In Liguria il consumo dei farmaci equivalenti è aumentato, passando dal 21,7% del 2004 al 27,2% del 2005 e l'incidenza della spesa per i farmaci generici sul totale della spesa farmaceutica è passata dal 10,44% del 2004 al 13,7% del 2005 tutto ciò però non ha determinato una diminuzione della spesa farmaceutica complessiva netta che è cresciuta passando da € 93.051.739 dei primi tre mesi del 2005 a € 100.891.059 del 2006, un aumento cioè dell'8,42%.<br /><br />Secondo uno studio della comunità europea se <strong>l'utilizzo dei farmaci equivalenti fosse incrementato si potrebbe arrivare ad un risparmio sulla spesa farmaceutica</strong> dall'attuale 27% fino al 48%.<br /><br />Come dimostra una recente indagine di Federfarma secondo la quale <strong>il 50% dei cittadini rifiuta ancora la sostituzione. Solo in alcuni casi il farmaco generico ha superato quello griffato</strong> in numero di confezioni vendute: come per il <strong>Tavor</strong>, superato dal suo principio attivo, il <strong>Lorazepram</strong>.<br /><br />Secondo Federfarma ancora molto può essere fatto, a cominciare dall'intervento sulla <strong>durata dei brevetti</strong>, in Italia molto più lunghi rispetto al resto d'Europa, dall'estensione della <strong>sostituzione, da parte dei farmacisti, anche a medicinali con principio attivo diverso</strong>, ma con la stessa efficacia terapeutica, fino all'introduzione dell' <strong>obbligo dell'indicazione del principio attivo sulle confezioni di medicinali senza obbligo di ricetta medica</strong>.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1147212161532449942006-05-09T23:55:00.000+02:002006-05-10T00:02:41.556+02:00Italiani a Dieta: Meno Grassi Sulle Tavole<div align="center"><em>Nel 2005 -segnala la Cia- la diminuzione degli acquisti è stata del 3,8 %, mentre negli ultimi cinque anni il calo ha superato il 15 %. In crescita le vendite degli oli d'oliva a denominazione d'origine e quelli biologici.</em> </div><br />Gli italiani, in lotta con la bilancia, sempre alla ricerca del peso forma e anche costretti alle <strong>diete anti-colesterolo</strong>, cambiano le abitudini alimentari e gli effetti si fanno sentire: a tavola, praticamente, <strong>scompaiono i grassi</strong>. E così nel 2005 diminuiscono i consumi di margarina (meno 7,4 per cento), di burro (meno 3,7), di olio di semi (meno 3,5 per cento) e, in misura minore, di olio d'oliva (meno 0,6 per cento).<br /><br />E' quanto emerge da un'indagine della <a href="http://www.cia.it/">Cia-Confederazione</a> italiana agricoltori la quale evidenzia che nello scorso anno per questi prodotti il calo complessivo è stato del 3,8 per cento; calo che è proseguito nei primi tre mesi del 2006. Sta difatto che <strong>negli ultimi cinque anni la flessione nella voce "olio e grassi" è stata pari al 15 per cento.</strong><br /><br />Nel 2005 la spesa domestica complessiva delle famiglie per gli oli e i grassi è stata pari a 1,95 miliardi di euro. La "parte del leone" è fatta dall' olio d'oliva con oltre 1,45 miliardi. Per il burro sono stati spesi 242 milioni di euro, per l'olio di semi 228 milioni di euro, per la margarina appena 30 milioni di euro.<br /><br />Il primo trimestre di quest'anno -avvertono gli agricoltori - è stato, tuttavia, il periodo che ha segnato una "debacle" per questi prodotti. Rispetto all'analogo trimestre del 2005, la margarina ha fatto registrare un crollo del 18,5 per cento, mentre l'olio di semi e quello di oliva hanno avuto una flessione, rispettivamente, del 13,2 e del 1,4 per cento. I consumi di burro, invece, sono rimasti invariati.<br /><br />Se, però, si va ad analizzare l'andamento dell'ultimo quinquennio, si ha -fa notare la Cia- un quadro molto chiaro sul mutamento delle abitudini a tavola da parte degli italiani. La margarina ha avuto una diminuzione del 25 per cento, il burro dell'11 per cento, l'olio di semi del 17 per cento, mentre l'olio d'oliva non ha fatto registrare sensibili cambiamenti.<br />Per quanto riguarda quest'ultimo prodotto, c'è da rilevare una <strong>crescita nei consumi degli oli d'oliva a denominazione d'origine</strong> (più 8,2 per cento) <strong>e di quelli biologici</strong> (più 36 per cento), i quali però rimangono ancora su livelli alquanto contenuti.<br /><br />Gli agricoltori evidenziano che <strong>tutte le tipologie di oli di semi</strong> hanno avuto, nell'arco degli ultimi cinque anni, <strong>un calo costante</strong>: girasole (meno 7,3 per cento), arachide (meno 9 per cento), semi vari (meno 18 per cento). Per l'olio di mais e di soia è stato un vero e proprio crollo: meno 22 per cento per il primo e meno 45 per cento per il secondo. A tal proposito la Cia mette in risalto il fatto che nel 2000 erano gli oli di semi più consumati rispetto a quelli di oliva. L'inversione di tendenza c'è stata nel 2004. Ora abbiamo una situazione diametralmente opposta a cinque anni fa: l' "extravergine" ( per il quale ci sono 37 riconoscimenti Dop e Igp da parte dell'Unione europea) rappresenta il 44,2 per cento dei consumi italiani di oli e grassi, mentre l'olio di semi arriva al 32,5 per cento.<br /><br />Un cambiamento che evidenzia come è cresciuta negli italiani <strong>l'attenzione per la dieta e per la salute, privilegiando un prodotto come l'extravergine d'oliva</strong> che ha avuto numerosi attestati scientifici e medici nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. La confederazione ricorda che nel nostro Paese si consuma più olio di oliva nel Sud, dove nel corso del 2005 ne è stato acquistato il 38 per cento del totale, mentre Centro e Nord si dividono il resto, rispettivamente, con il 29 e il 33 per cento.<br /><br />Il consumo di burro è invece a vantaggio delle regioni settentrionali con il 60 per cento del totale; il 22 per cento spetta al Centro e il 18 per cento al Mezzogiorno. Gli acquisti di burro -sottolinea la Cia- vanno però diminuendo in tutte le aree ad un tasso medio annuo del 3 per cento nel Centro-Nord e del 2 per cento nel Sud. Per quanto concerne la margarina, i principali consumatori sono gli abitanti delle regioni meridionali che hanno acquistato più della metà di questo prodotto. Negli ultimi cinque anni -conclude la Cia- le spese per la margarina sono diminuite di circa il 40 per cento nel Nord, del 23 per cento nel Centro e del 12 per cento nel Mezzogiorno.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1147210919419598932006-05-09T23:37:00.000+02:002006-05-09T23:41:59.420+02:00Fusione Autostrade-Abertis: "Meglio una Moratoria"<em>Il Movimento Consumatori: “E’ opportuna una moratoria”</em><br /><br />La fusione fra l'italiana <strong>Autostrade</strong> e la spagnola <strong>Abertis</strong> crea <strong>sconcerto tra i cittadini</strong> e consumatori. I motivi sono numerosi e comunque è curioso che si annuncino decisioni di questo tipo proprio quando <strong>non c'è un governo in carica con pieni poteri</strong> e, infine, è deprecabile che nella costituenda società mista, la cui sede è prevista a Barcellona, "Schema 28" (holding cui Autostrade S.p.A. appartiene di fatto) sia destinata ad avere solo una esigua quota di minoranza.<br /><br />Il <a href="http://www.movimentoconsumatori.it/">Movimento Consumatori</a> <strong>teme</strong> che gli automobilisti italiani possano subire, in caso di fusione, maggiori vessazioni, come <strong>aumenti ingiustificati e ancor più carente manutenzione della "rete"</strong>. Le dichiarazioni di Gamberale, già A.D. della Società Autostrade, punito per questo con un provvedimento sanzionatorio di cui in Italia non si ricordano precedenti, rafforzano ancora di più le tesi dell'associazione.<br /><br /><strong>L'associazione chiede che ogni decisione sull'operazione in corso venga rinviata</strong> "sine die" e che non venga convocata dal Consiglio di Autostrade l' assemblea dei soci che dovrebbe deliberare la fusione annunciata, sia pur tra le righe, il 5 aprile scorso da Gros-Pietro, presidente di Autostrade S.p.A.<br /><br />Questo, almeno fino all'insediamento del nuovo governo ed alla costituzione di una apposita commissione di garanzia (Ministeri competenti, Anas, associazioni consumeriste),chiamata ad esprimere un parere consultivo su tutta l'operazione<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1147210642154849882006-05-09T23:33:00.000+02:002006-05-09T23:37:22.183+02:00Affitti Casa: Rincari del 116%<strong>Affitti</strong>, dal 1993 rincari del 116%. Inchiesta del Sole 24 Ore. Codacons: "Interventi mirati"<br /><br /><br />Dal 1993 al 2005 i canoni di <strong>affitto di un appartamento</strong> medio di 100 metri quadrati commerciali sono cresciuti in media del 116%, il triplo dell'inflazione registrata nello stesso periodo. Lo rileva Il Sole 24 Ore che ha oggi pubblicato un inchiesta sui dati di Scenari Immobiliari.<br /><br />L'indagine ha riguardato i capoluoghi di provincia negli ultimi dodici anni. Sul podio delle città più care Rimini (+287%), Bolzano (+270%), Cuneo (+248%), Pesaro (+235%) e Ravenna (+34%). Le città che hanno invece registrato gli incrementi di canone minori sono Avellino (+27%), Agrigento (+35%) e Cagliari (+39%).<br /><br />"Un vortice di aumenti pericoloso - commenta il <a title="esci dal portale e vai al sito del codacons" href="http://www.codacons.it/">Codacons</a> in una nota - contro il quale occorre intervenire con provvedimenti mirati a calmierare i canoni di locazione e sostenere le famiglie che non dispongono di un immobile di proprietà".<br /><br />Per il presidente dell'associazione Carlo Rienzi sono "Due sono le proposte: serve innanzitutto incentivare i proprietari delle abitazioni affinché questi abbassino le tariffe degli affitti La prima mossa da fare in tal senso è <strong>esonerare dal pagamento dell'Ici coloro che affittano le case ad equo canone. </strong>Occorre inoltre <strong>sanzionare pesantemente chi affitta in nero, spesso approfittando dello stato di necessità di studenti e giovani</strong>, fissando canoni stratosferici e illegali".<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141255035838178872006-03-02T00:10:00.000+01:002006-03-02T00:17:15.840+01:00Buono Casa a Roma: Pubblicato il Bando del 2006E' stato pubblicato il nuovo <strong>bando per l'anno 2006</strong> riguardante il <strong>buono casa</strong>: la somma totale, per i prossimi 12 mesi, ammonta a 29.377.242 euro<strong>.</strong> Si prevede un'erogazione per circa <strong>10.500 famiglie</strong>, con <strong>un incremento di circa 1000 nuclei </strong>rispetto alle 9.500 che lo scorso anno hanno usufruito dell'agevolazione<strong>.</strong><br /><br />Il termine per la presentazione delle <strong>domande per il</strong> <strong><em>buono casa</em> scadrà il 30 aprile</strong>. La graduatoria prevista e l'elenco degli esclusi saranno pubblicati ed affissi all'albo pretorio entro fine maggio; contro la graduatoria si potrà fare opposizione entro 30 giorni dalla pubblicazione.<br /><br />''Il <em>buono casa</em> - ha detto l'assessore <a title="esci dal portale e vai suls ito del comune di roma" href="http://www.comune.roma.it/">comunale </a>alle Politiche Abitative Claudio Minelli - ci consente di dare una risposta a migliaia di cittadini romani alle prese con problemi abitativi. <strong>Il comune di Roma si e' tanto battuto per la conferma degli stanziamenti sul buono casa</strong>, perché questo intervento e' di straordinaria utilità, in una condizione di emergenza come quella che stiamo vivendo. Per quest'anno riusciremo a dare lo stesso numero, anzi ad <strong>aumentarli, grazie all'intervento della Regione Lazio</strong>. Il prossimo anno finalmente, potremo utilizzare il rifinanziamento statale contenuto nella finanziaria''.<br /><br />Sul sito <a href="http://www.comune.roma.it/patrimonio">www.comune.roma.it/patrimonio </a>saranno disponibili le informazioni relative al bando, le indicazioni per la compilazione dei moduli e l'elenco dei centri assistenza fiscale, i cosidetti Caf, che forniscono gratuitamente le dichiarazioni Isee.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141254469438367262006-03-02T00:03:00.000+01:002006-03-02T00:07:49.453+01:00Altroconsumo: "Mutui sempre meno trasparenti"<strong>Mutui prima casa</strong>: la trasparenza non abita nelle banche italiane, nonostante le famiglie italiane si indebitino sempre più per comprare la propria abitazione - nel 2005<strong> l'importo medio del mutuo casa è stato 100.000 euro per 20 anni</strong>. In attesa del previsto rialzo dei tassi da parte della Bce, Altroconsumo presenta i risultati che emergono dall'inchiesta che ha condotto in 96 banche di 6 grandi città: Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino.<br /><br />Le cifre, a differenza di quanto affermano gli istituti bancari, parlano chiaro: <strong>su 96 banche visitate dall'associazione 91 non hanno consegnato le condizioni contrattuali</strong> e 60 non hanno consegnato il modello Esis, l'informativa personalizzata contenente condizioni economiche e giuridiche sul prodotto e l'indicatore sintetico di costo, utile per raffrontare la convenienza del mutuo con altre offerte.<br /><br />Secondo l'indagine quasi <strong>il 20% non dà nessun consiglio su quale tasso scegliere</strong>. Dato preoccupante - sottolinea Altroconsumo - visto che<strong> il mutuo è un passo talmente complesso e impegnativo per il risparmiatore che il consulente bancario dovrebbe fornire tutte le spiegazioni</strong> necessarie perché il cliente possa orientarsi tra i diversi prodotti a tasso fisso o variabile.<br /><br />Ma non solo la fotografia attuale è allarmante: la situazione è peggiorata di anno in anno, nonostante le raccomandazioni provenienti dall'Unione europea e le nostre denunce a Bankitalia.Questo il raffronto dei risultati delle precedenti inchieste: in particolare l'associazione prendendo a riferimento la consegna del modello Esis: nel maggio 2004 il 45% (32 su 70) delle banche visitate non l'ha consegnato, nel marzo 2005 sono diventate il 54% (61 su 112) e ad ottobre 2005 sono il 62,5%.<br /><br />Alcuni dettagli dell'inchiesta: solo 5 il totale degli istituti che hanno consegnato il contratto sono stati il San Paolo Imi di piazza Rebaudengo a Torino, due agenzie Unicredit a Bologna, in via San Lorenzo e via Roma, a Milano Banca Intesa di via Varesina e Banca di Roma di viale Certosa. Alcune delle frasi che non avremmo voluto sentire si legge dal comunicato diffuso dall'associazione sono: "La documentazione precontrattuale non posso dargliela, il contratto non c'è l'ho nemmeno io" (Roma); " Non ho la sfera magica. E' lei che deve scegliere il tasso più vicino al suo carattere" (Torino).<br /><br />Dunque il rapporto tra banche e risparmiatori è sempre più opaco, nonostante le buone intenzioni (sulla carta): Altroconsumo ricorda: "Ben quattro anni fa è stato firmato il Codice di condotta europeo per il credito ipotecario - accordo volontario in vigore dal settembre 2002 stipulato tra associazioni bancarie (Abi per l'Italia) e di consumatori europee. Sulla base dell'accordo le banche dovrebbero consegnare al risparmiatore due informative standard, una generale e una personalizzata (il modello Esis) relativa allo specifico mutuo richiesto, promesse di trasparenza a cui non seguono fatti concreti per i consumatori".<br /><br />"La Banca d'Italia fino ad oggi ha ignorato i nostri ripetuti richiami alla trasparenza" ha commentato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. In compenso la Commissione europea ha aperto un'indagine per valutare il livello reale di concorrenza nel mercato dei mutui in Europa. Ci aspettiamo da Bankitalia, a cui stiamo inviando i risultati di questa inchiesta, un segnale concreto di attenzione alle istanze dei consumatori, che segni il nuovo corso di Via Nazionale".<br /><br />L'associazione per aiutare il risparmiatore a scegliere se sia conveniente passare a un mutuo a tasso fisso, dopo gli eventuali rialzi dei tassi da parte della Bce, mette a disposizione sul sito <a title="esci dal portale e vai al sito di Altroconsumo" href="http://www.altroconsumo.it/">www.altroconsumo.it</a> il calcolatore on-line, aperto a tutti nei prossimi giorni.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141161557994766632006-02-28T22:14:00.000+01:002006-02-28T22:19:17.996+01:00Crac Parmalat: A Milano il Nuovo ProcessoInizia domani, 1 marzo, a Milano il nuovo processo Parmalat contro tredici dirigenti di grandi banche e società di gestione (Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Nextra e UBS). Altroconsumo sarà dentro e fuori il processo: all'interno con la rappresentanza di risparmiatori coinvolti nel crac, all'esterno, manifestando visibilmente solidarietà ai risparmiatori traditi. <br /><br />Sono passati infatti oltre 26 mesi dall'esplosione della vicenda Parmalat e i risparmiatori coinvolti aspettano ancora di vedere i risarcimenti per le somme investite e fatte evaporare dal gruppo di Collecchio .Tutto ciò - denuncia Altroconsumo - è stato possibile grazie soprattutto alla lentissima macchina politica che ha portato ad avere una legge sul risparmio incompleta, tardiva e indifferente all'istituto della class action.<br /><br />In conclusione Altroconsumo (www.altroconsumo.it) consiglia di diffidare da chi consiglia la costituzione di migliaia di parti civili sollecitando in tal senso i singoli consumatori: "questo va a vantaggio di chi vuole allungare i tempi dell'iter giudiziario senza alcun vantaggio concreto per i singoli".<br />Altroconsumo ricorda il numero verde 800.194.491 a disposizione di tutti i risparmiatori che volessero aderire alla causa civile per i risarcimenti individuali, in partenza a breve.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141160949127969102006-02-28T21:50:00.000+01:002006-02-28T22:09:09.140+01:00Servizi Telefonici Non Richiesti: Consigli e Modulo di ContestazioneAdiconsum ha predisposto un Memorandum per i consumatori e un Fac-simile di lettera di contestazione da utilizzare in caso di addebito di un servizio non richiesto sulla bolletta telefonica. L'iniziativa arriva a seguito delle tante denunce dell'associazione e la recente pronuncia del Garante della privacy ed in attesa di una pronuncia dell'Autorità per le garanzie delle comunicazioni.<br /><br />Sono cinque i punti del Memorandum dei consumatori:<br />È un tuo diritto non pagare servizi non richiesti. <br /><br />ll tuo silenzio non può essere considerato consenso. <br />Il consenso per l'attivazione di un nuovo servizio deve essere rilasciato solo dal titolare dell'utenza. Non ritirare pacchi non richiesti e di dubbia provenienza. <br />Non dare la tua adesione alla richiesta del call-center di registrare la telefonata, perché potrebbe essere utilizzata contro di te.<br /><br />In caso di addebito sulla bolletta telefonica di un servizio non richiesto, l'associazione consiglia di pagare la bolletta utilizzando un nuovo bollettino postale escludendo il costo del servizio contestato e di inviare una lettera di reclamo contestando l'addebito del servizio all'azienda telefonica e per conoscenza ad un'associazione consumatori, all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e al Garante per la protezione dei dati personali.<br /><br />Qualora si verificasse una interruzione della linea Adiconsum ricorda che il cittadino ha diritto ad un risarcimento; in questo caso è opportuno ricorrere ai Corecom regionali (gli indirizzi sono sul sito dell'Autorità per le comunicazioni) o attivare la procedura di conciliazione tramite le associazioni consumatori. In assenza di un risultato puoi rivolgerti al giudice di pace.<br /><br /> Per scaricare il fac-simile della lettera di contestazione di servizi telefonici nn richiesti vai su:<br /> www.adiconsum.it/Dossier/Telefonia/Decalogo%20servizi%20non%20richiesti/Documenti/lettera%20di%20contestazione%20servizi%20non%20richiesti.pdf<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141079723697366062006-02-27T23:34:00.000+01:002006-02-27T23:35:23.696+01:00A Firenze Frutta e Verdura a Prezzi BassiUn mercato dove acquistare frutta e verdura a prezzi super convenienti. E' quello che sarà possibile ai cittadini di Firenze, anziani in primis, dalla prossima settimana, esattamente da venerdì 3 marzo, grazie al "Mercato delle opportunità". Obiettivo dell'iniziativa è dare la possibilità anche a chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese di acquistare e consumare alimenti assolutamente necessari per una corretta alimentazione, come appunto i prodotti ortofrutticoli.<br /><br />L'iniziativa realizzata dall'assessorato alle politiche sociosanitarie del comune di <a title="esci dal portale e vai suls ito del comune di firenze" href="http://www.comune.firenze.it/">Firenze </a>è resa possibile grazie all'accordo con la Mercafir e i grossisti che operano nel mercato ortofrutticolo di Novoli questo sistema di vendita sperimentale di frutta e verdura a prezzi molto convenienti.<br /><br />In concreto saranno venduti prodotti di qualità controllata e certificata, che per la logica di mercato attuale basata più sull'immagine che sulla sostanza considera di minor valore soltanto perché sono più piccoli, oppure una forma non regolare, di colore non omogeneo e via dicendo. Si tratta quindi di frutta e verdura con le stesse caratteristiche organolettiche, della medesima qualità, spesso anche più saporite rispetto a quelle definite di prima categoria, che però sovente finiscono per essere gettate. E non si tratta di quantità limitate di prodotti, ma centinaia e centinaia di chilogrammi.<br /><br />Per quanto riguarda la modalità della vendita, questa sarà effettuata esclusivamente a confezioni (cassette, sacchetti e via dicendo) e non viene garantita la scelta su tutti i prodotti dell'ortofrutta: saranno disponibili quei prodotti che ogni giorno rappresentano la migliore opportunità per convenienza e qualità.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141079126973909102006-02-27T23:22:00.000+01:002006-02-27T23:25:26.976+01:00Stop ai Servizi di Telecomunicazione Non Richiesti<strong>Vietato intestare schede telefoniche prepagate a clienti ignari o attivare senza precisa richiesta segreterie o altri servizi, come la selezione automatica dell'operatore telefonico o linee Internet veloci. </strong>I gestori telefonici devono mettere in atto procedure per verificare tempestivamente le anomalie e vigilare sull'operato dei rivenditori e dei call center.<br /><br />È quanto prevede il provvedimento reso noto oggi dal Garante per la protezione dei dati personali, che è intervenuto a tutela di utenti e abbonati telefonici, imponendo a gestori telefonici e agli altri operatori di comunicazione elettronica le regole da rispettare per evitare comportamenti illeciti e non andare incontro a sanzioni, anche di tipo penale.<br /><br />Numerose in questi anni sono state le segnalazioni giunte al Garante per la privacy: spesso i casi hanno riguardato l'attivazione a nome di un cliente ignaro, che aveva chiesto una sola scheda, di altre schede telefoniche (anche centinaia). Altri casi frequenti segnalati al Garante riguardano l'attivazione indebita del servizio di selezione automatica dell'operatore o di altri servizi non richiesti, come la segreteria telefonica, tariffe telefoniche speciali, linee di navigazione veloce in Internet.<br /><br />Queste di seguito sono le principali prescrizioni del <a title="esci dal portale e vai al sito del Garante per la privacy" href="http://www.garanteprivacy.it/">Garante</a>:<br /><br />- attivazioni multiple di schede. Gli operatori telefonici devono mettere in atto procedure per rilevare tempestivamente intestazioni multiple di schede a una medesima persona: quando le intestazioni siano superiori a 4 (per le persone fisiche) e a 7 utenze (per le società) l'operatore dovrà chiedere espressa conferma all'intestatario;<br /><br />- attivazione di servizi non richiesti. Non si possono attivare servizi senza espressa volontà degli interessati. Le persone vanno contattate solo se hanno manifestato un preventivo consenso a ricevere chiamate e comunicazioni promozionali. Gli addetti ai call center dovranno spiegare agli interessati da dove sono stati estratti i dati personali che li riguardano. Deve essere, inoltre, immediatamente registrata e rispettata la volontà di non ricevere il servizio e la eventuale contrarietà all'uso dei dati;<br /><br />Identificabilità dell'incaricato. Operatori telefonici, di comunicazione elettronica e call center dovranno controllare, anche a campione, l'attività di rivenditori e incaricati, anche allo scopo di rintracciare immediatamente chi materialmente abbia effettuato l'attivazione indebita.<br /><br />Il Movimento Difesa del Cittadino (<a title="esci dal portale e vai al sito di MDC" href="http://www.mdc.it/">MDC</a>) ha subito appoggiato il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali. Secondo l'associazione, "con questo provvedimento, che rappresenta una delle prime vere risposte concrete delle Autorità garanti a un problema divenuto ormai insostenibile, il Garante ha scelto la linea dura contro l'attivazione di servizi telefonici non richiesti dagli utenti".<br /><br />"Ci aspettiamo ora un adeguamento immediato da parte di Telecom e degli altri operatori di telefonia - ha commentato il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Antonio Longo - In caso contrario utilizzeremo il provvedimento reso noto oggi dal Garante per la privacy come strumento per tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti".<br /><br />L'apprezzamento per la posizione del Garante, contro tutti i servizi telefonici che vengono attivati senza alcuna richiesta, arriva anche da Paolo Landi, segretario generale Adiconsum che spiega: "Non siamo più ai disservizi, ma a politiche commerciali aggressive illegali che mettono in grave disagio giovani e anziani e che comportano il più delle volte esborsi rilevanti del tutto ingiustificati".<br /><br />"Vogliamo auspicare" - conclude <a title="esci dal portale e vai al sito dell'Adiconsum" href="http://www.adiconsum.it/">Landi</a> - "che l'Autorità preposta al settore della telefonia prenda adeguati provvedimenti e, così come furono sanzionati a suo tempo gli OLO per i numeri a valore aggiunto, sanzioni tutti quegli operatori, a partire da Telecom, che hanno fatto degli addebiti in bolletta per servizi non richiesti una politica commerciale: sono difatti centinaia e centinaia le persone che si rivolgono alle sedi Adiconsum per avere ricevuto un modem senza avere un computer o che ricevono lettere di felicitazioni per abbonamenti mai richiesti".<br /><br />Secondo Roberto Barbieri, <a title="esci dal portale e vai al sito del movimento consumatori" href="http://www.movimentoconsumatori.it/">Movimento Consumatori</a>: "Questo intervento a tutela degli utenti e degli abbonati telefonici rafforza una prescrizione contenuta nel Codice del Consumo (prescrizione a norma di legge sul divieto di fornire servizi non richiesti) e rappresenta un ulteriore passo in avanti per la tutela dei consumatori nel campo della telefonia, dove il problema è particolarmente sentito dagli utenti sempre più spesso costretti a pagare servizi attivati arbitrariamente dalle compagnie telefoniche".<br /><br /><a title="esci dal portale e vai sito federconsumatori" href="http://www.federconsumatori.it/">Federconsumatori </a>ed <a title="esci dal portale e vai sito dell'adusbef" href="http://www.adusbef.it/">Adusbef </a>hanno affermato: "Si tratta di una importante decisione che finalmente "impegna gli operatori" a mettere in atto concrete iniziative a tutela dei consumatori. Dinanzi alla decisione del Garante per la Privacy contrasta ancor di più l'atteggiamento "morbido ed attendista" mostrato finora dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel garantire la tutela dei diritti dei consumatori.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141078873884444762006-02-27T23:11:00.001+01:002006-02-27T23:21:13.886+01:00Aviaria, Altragricoltura: "Lo temevamo"(Ndr. I pericoli di diffusione dell'aviaria citati nell'articolo non si riferiscono a contagi diffondibili tramite la carne dei volatili ma tra volatili e volatili: a tutt'oggi la scienza ci assicura che l'aviaria non si diffonde mangiando carne cotta.)<br /><br />"Già da ottobre dello scorso anno <strong>era necessario varare un piano di biosicurezza serio anche in Italia</strong>". E' il commento di Altragricoltura alla notizia che è stato proprio il virus H5N1 "altamente patogeno" a provocare la morte dei tacchini in un allevamento dell'Ain (dipartimento della Francia centrorientale).<br /><br />Il virus H5N1, come si temeva - afferma l'organizzazione - è entrato dal portone grande della filiera avicola industriale europea colpendo gli animali più sensibili: i tacchini. Si sapeva fra i professionisti del settore, infatti, che i tacchini sono da sempre il ricettacolo più appetibile per il virus influenzale avicolo, lo era già stato nel 1999 e poi nel 2002 nel Veneto, nel 2003 in Olanda.<br /><br />Secondo <a title="esci dal portale e vai al sito di Altragricoltura" href="http://www.altragricoltura.it/">Altragricoltura</a> <strong>sin da ottobre era necessario alleggerire il numero di capi negli allevamenti e puntare a una ridistribuzione del carico di animali nel territorio nazionale</strong> in modo più gestibile, dal punto di vista della biosicurezza,di quanto la filiera avicola italiana possa attualmente garantire.<br /><br />In questo momento in cui le lobbyes del settore avicolo nazionale esprimono la massima pressione sul governo, sulle regioni e sui consumatori a difesa del comparto e che sono materialmente riuscite a portare casa dei risultati concreti dire che bisogna ulteriormente elevare i livelli di sicurezza è sicuramente poco simpatico.<br /><br />La paura di questo virus è giustificata - prosegue la nota - ancor più nella misura in cui travalica le difese delle filiere industriali avicole e viene a contatto con gli <strong>animali allevati che per modo, quantità, specie, rappresentano un potenziale non solo di espansione e quindi di sviluppo del virus con danni materiali enormi, ma ancor peggio crea le condizioni ideali per la temutissima sua evoluzione</strong> verso un nuovo ceppo capace di contagiare le altre specie animali fra cui potenzialmente anche gli uomini.<br /><br />Tre punti - secondo l'organizzazione - non possono essere ignorati dai decisori politici nazionali e regionali:<br /><br />- il virus H5N1, non solo è efficace e quindi molto temibile dal punto di vista patogeno, ma ha la caratteristica di essere persistente nel tempo e quindi una volta raggiunta una zona resta presente per anni. In Europa e in Italia quindi, purtroppo, ne parleremmo ancora per anni.<br />- è un errore grave sopravvalutare il pericolo pandemico ma è criminale sottovalutarlo non solo dal punto di vista epidemiologico, ma anche delle conseguenze economiche che avrà nel comparto avicolo e della tenuta futura delle attuali filiere.<br />- è vero che le bugie hanno le gambe corte. Il caso francese ha messo la parola fine alla <strong>panzana che sono gli allevamenti rurali o biologici il vero potenziale pericolo di infezione del virus H5N1</strong>.<br />Questa infatti è la pietosa bugia messa in piedi ad arte dai lobbisti industriali avicoli di tutta Europa che a titolo precauzionale avevano fatto rinchiudere gli allevamenti biologici in quasi tutta Europa.<br /><br />Il <strong>bisogno di una programma serio e innovativo</strong> - conclude Altagricoltura - per il rilancio di un settore importante come quello avicolo, non potrà certo essere soddisfatto da un governo morente come quello di Berlusconi, ma è sicuramente <strong>la prima grossa questione che il nuovo governo sarà chiamato ad affrontare perchè il virusH5N1</strong> ha tutta l'aria di non perdonare gli impreparati.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1141078076830152542006-02-27T23:03:00.000+01:002006-02-27T23:07:56.850+01:00Sicurezza Alimentare: Raccolta firme per vuoto a rendereSono già quasi tremila (di cui oltre seicento tramite il web) le firme raccolte da Fare Verde in favore della introduzione del vuoto a rendere nei prodotti per i neonati.<br />In tutta Italia i gruppi di Fare Verde stanno continuando la mobilitazione per sostenere una richiesta che trova consensi crescenti. L'<a href="http://www.fareverde.it/agisci/petizione_adesioni.php">elenco</a> delle associazioni e istituzioni che hanno già aderito all' appello si fa sempre più numeroso e qualificato, a riprova che il problema sollevato è reale ed avvertito, anche se spesso sottaciuto.<br /><br />A conferma della necessità , è dei giorni scorsi la notizia, di un <strong>nuovo sequestro di confezioni di prodotti imballati nel Tetra Pak al cui interno è stata rinvenuta la presenza di ITX</strong>. Si tratta di due campioni di <strong>latte per bambini</strong>, appartenenti a lotti sequestrati a Crotone. I campioni che Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente della Calabria) sta analizzando, circa venti, sono stati sequestrati nell'ambito della indagine nazionale.<br /><br /><a title="esci dal portale e vai sul sito di fare verde" href="http://www.fareverde.it/">Fare Verde</a>, nel sottolineare la enorme mole di lavoro a cui vengono sottoposte le strutture pubbliche e la <strong>grave assenza di una Autorità nazionale per la sicurezza alimentare</strong> che coordini e surroghi le latitanze della EFSA, ribadisce come le uniche strade per garantire nell'immediato la sicurezza dei cittadini siano<strong> il ritiro totale dei lotti oggetto di verifica </strong>(al momento infatti i ritiri delle confezioni contaminate avvengono soli sui singoli lotti di cui le confezioni esaminate risultano essere contaminate).<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1133820408089954262005-12-05T22:18:00.000+01:002005-12-05T23:06:48.123+01:00Pubblicità Televisiva? Verso la fine...Gli inserzionisti su Internet ed i professionisti del marketing hanno un messaggio per i network televisivi: <strong>tenetevi pronti a cambiare</strong> il modo in cui lavorate.<br /><br />Mentre la pubblicità in Rete raccoglie una quota maggiore dei budget di marketing e le agenzie pubblicitarie ritagliano spot studiati apposta per un nuovo medium in cui l'attenzione può durare pochi secondi, le reti televisive dovranno adattarsi, hanno detto dirigenti del settore nel corso de Reuters Media and Advertising Summit svoltosi nei giorni scorsi.<br /><br />"Crediamo che<strong> i siti web rimpiazzeranno definitivamente gli spot di 30 secondi come espressione centrale del marchio</strong> ... nel tempo lo spot televisivo diventerà più un mezzo per rinviare la gente al tuo sito web", ha detto Brian McAndrews, amministratore delegato della società di marketing su Internet aQuantive Inc.<br /><br />Si calcola che <strong>le tv raccolgano circa due terzi dei budget delle principali aziende e questa cifra nel giro di un tre anni potrebbe precipitare ad un terzo</strong>, secondo David Verklin, amministratore delegato della società di acquisti online Carat Americas, divisione di Aegis Group. Uno dei principali artefici del cambiamento sarà la pubblicità online, ha detto, che dovrebbe raddoppiare all'incirca la sua quota dall'attuale 8%, quando le aziende presteranno più attenzione alla capacità del web di comunicare messaggi ritagliati individualmente sui consumatori e di monitorarne la risposta.<br /><br />Le inserzioni video sul web saranno lunghe 10 secondi, lunghezza analoga quella delle inserzioni su cellulari ed altri congegni, ha previsto.<br />Verklin, come altri dirigenti, ha previsto che la tv potrebbe iniziare ad assomigliare ad Internet, forse aggiungendo siti web cliccabili al posto degli spot. L'elemento di interazione potrebbe aumentare l'abilità del medium più vecchio di raggiungere gruppi di clienti più ristretti e selezionati, ha aggiunto. "La mia visione del futuro ha più inserzionisti sulla tv che mai in passato", ha detto. Potrebbero esserci un mare di novità per gli inserzionisti che hanno intrapreso la strada delle potenzialità video del web in gran parte usando gli spot di 30 secondi degli spot fatti per la televisione.<br /><br />Charlie Rutman, amministratore delegato di Mpg Nordamerica, divisione di Havas Advertising, sostiene che anche la mancata efficacia dello standard pubblicitario in sé induce al cambiamento. "<strong>Lo spot di 30' secondi è ancora considerato efficace come cinque anni fa? Non credo. E' questa la ragione per cui l'attenzione della gente si sposta altrove</strong>", dice.<br /><br />Fonte: Peter Henderson, <a href="http://www.Reuters.it">www.Reuters.it</a><div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1133813645434449702005-12-05T21:10:00.000+01:002005-12-05T21:14:05.436+01:00Caro-bimbo, primo anno la spesa è di circa 5mila euroL'<a href="http://www.intesaconsumatori.it/">Intesa consumatori </a>ha stilato il conto che i neo-genitori si trovano a pagare nei 12 mesi successivi alla nascita di un bambino: un <strong>conto che e' il piu' caro d'Europa</strong>, ma sul quale, con i giustiaccorgimenti, si puo' anche risparmiare.<br /><br />Il fiocco azzurro o rosa sulla porta e' la prima spesa da pochi euro: ma poi ne seguono tante ben piu' pesanti, che nel primo anno di vita di un bambino possono arrivare anche fino a 12mila euro e comunque fermarsi a non meno di 5.200.<br /><br />Il caro-bimbo, secondo l'Intesa, non riguarda infatti solo il latte in polvere, di recente finito nel mirino dell'Antitrust. ''La ragione - afferma il pool di associazioni - e' che i genitori non vogliono far mancare nulla ai propri figli e cosi' la domanda e' poco elastica e i venditori ne approfittano. A fronte di un aumento dei prezzi, le vendite diminuiscono, ma non in maniera proporzionale. I ricavi, quindi, aumentano ugualmente, nonostante la penuria della domanda''.<br /><br />L'Intesa parla dunque di <strong>''odiose e ingiustificate speculazioni''</strong>, chiedendosi per esempio come sia possibile che <strong>''un paio di scarpette per il primo anno di vita possano costare piu' di un paio di calzature di marca per gli adulti''</strong>.<br /><br />La tabella dell'Intesa dimostra pero' come, pur non rinunciando a nulla, sia possibile risparmiare parecchio: la spesa media di una famiglia italiana per allevare un bimbo nel primo anno di vista oscilla, infatti, tra 5.200 e 12mila euro. In alcuni casi le differenze dipendono da fattori non controllabili (come l'allattamento artificiale o al seno, o il costo dei medicinali che, afferma l'Intesa, sono tutti a pagamento): in altri, invece, si puo' scegliere ed economizzare.<br /><br /><strong>Il costo dei pannolini, per esempio, va da 7,5 a 11,5 euro a confezione</strong>, ma spesso ''a un prezzo diverso non corrisponde differente qualita': la differenza sta solo negli investimenti pubblicitari''.<br /><br /><strong>Anche per il latte in polvere (con costi oscillanti tra 1.500 e 2.900 euro)</strong> incide naturalmente la durata dell'allattamento materno, ma non solo: l'Intesa sottolinea infatti che spesso il rifornimento gratuito delle prime confezioni da parte della struttura in cui e' avvenuto il parto lega la famiglia a quella determinata marca, quando esistono vari prezzi per un latte identico.<br /><br />Il costo delle <strong>visite mediche</strong> (tra 600 e 1.500 euro) dipende invece dalla presenza di un pediatra pubblico, anche se la resistenza alla visita a domicilio costringe i genitori ad averne sempre uno privato a disposizione, a un costo mai inferiore a 120 euro. Ecco una tabella con il costo minimo e massimo di un bambino nel primo anno di vita.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1133813293079710872005-12-05T21:01:00.000+01:002005-12-05T21:08:13.083+01:00L' Italia ha il primo trattore ecologico, Cia: "Niente gasolio ma olio vegetale di colza"<div align="center"><em>Si può risparmiare il 50 per cento sul carburante e c' è il pieno rispetto dell'ambiente. </em></div><br />Utilizza come <strong>carburante l'olio vegetale di colza</strong> anziché il tradizionale e costosissimo gasolio ed è stato presentato a Padova dalla Cia- Confederazione italiana agricoltori provinciale e dall'Aiel (Associazione italiana energie agroforestali)<strong> il primo trattore ecologico</strong>.<br /><br />Un prototipo che dà due risultati importanti:<strong> si risparmia il 50 per cento sul carburante</strong> e si rispetta l'ambiente. Quindi, da parte dell'agricoltura un apporto notevole alla riduzione della bolletta "energetica".<br /><br />A differenza del biodiesel, <strong>l'olio vegetale puro</strong> - afferma Cia - comporta numerosi vantaggi: <strong>ha un contenuto energetico superiore al biodiesel</strong>; non richiede alcun quantitativo d'acqua per il processo di purificazione in fase di produzione, necessario invece, in misura considerevole nella produzione di biodiesel; il prodotto di scarto della produzione è rappresentato da farine ricche di oli (5-10 per cento), adatte all'alimentazione di animali da ingrasso (vitelloni, suini).<br /><br />Inoltre, rispetto al biodiesel, <strong>può essere prodotto direttamente dall'azienda agricola</strong> in forma singola o associata, diventando così una fonte energetica locale e diffusa nel territorio rurale.<br /><br />La tecnologia - precisano gli agricoltori - è da considerarsi matura e affidabile; ad oggi esistono numerosi esempi applicativi in Germania, paese nel quale hanno sede molte aziende produttrici di cogeneratori e di motori a olio vegetale puro per il settore dei trasporti su gomma e per imbarcazioni.<br /><br />Per il prossimo futuro<strong> la Germania si è posta l'obiettivo di sostituire il 3 per cento del fabbisogno di carburanti fossili destinati al trasporto privato con olio vegetale puro</strong>.<br /><br /><strong>Nel nostro Paese siamo ancora in grande ritardo</strong>, anche se - rileva alla Confederazione - vi sono grandi potenzialità per far decollare l'intero settore agrienergetico in tempi brevi. E' necessario però che da parte del Governo e del Parlamento si punti con decisione a politiche di sviluppo per le fonti energetiche rinnovabili di origine agricola e forestale e di supporto alle imprese agricole che si organizzano per coltivare, produrre e vendere energia.<br /><br />Per la produzione di olio vegetale puro a scopo energetico <strong>sono adatte tutte le colture agrarie oleaginose ed in particolare la colza ed il girasole</strong>.<br /><br />La colza può essere coltivata in Italia nelle diverse latitudini, le maggiori rese si riscontrano nella Pianura Padana con circa 25-35 quintali ad ettaro. Con un'automobile diesel di media cilindrata, opportunamente modificata per utilizzare olio vegetale puro, <strong>con un ettaro di colza si può ottenere olio combustibile vegetale per percorrere circa 16.000 chilometri.</strong> Il girasole può essere coltivato in tutta Italia. Nei terreni di pianura di media fertilità può raggiungere e superare i 30 quintali per ettaro.<br /><br /><strong>Da un ettaro di girasole</strong> - conclude la Cia - <strong>si possono ottenere circa 900 kg. di olio pari a 1.100 litri con i quali è possibile percorrere oltre 15.000 chilometri</strong> con un' auto diesel di media potenza, opportunamente adattata.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1133812725348687232005-12-05T20:54:00.000+01:002005-12-05T20:58:45.360+01:00Tetrapak, Confconsumatori ricorre al Tribunale di Reggio EmiliaA seguito della denunciata contaminazione di alcuni prodotti per l'infanzia da Itx contenuto nell'inchiostro proveniente dalla confezione Tetrapak, Confconsumatori chiede l'accertamento tecnico preventivo della tossicità di tale sostanza e delle tecniche di produzione dei contenitori.<br /><br />Consapevole della delicatezza e della serietà degli interessi in gioco, ma determinata a tutelare la salute dei cittadini e a battersi per la sicurezza e la qualità degli alimenti, <strong>Confconsumatori vuole conoscere se la sostanza Itx sia anche solo potenzialmente dannosa,</strong> prima di esperire un'azione inibitoria ai sensi dell'art. 140 Codice del Consumo.<br /><br />Per tale motivo gli avv. Carmelo Calì, Giovanni Franchi e Antonio Pinto, dell'ufficio legale nazionale di <a title="escid al portale e vai al sito di confconsumatori" href="http://www.confconsumatori.it/">Confconsumatori</a>, <strong>hanno presentato ricorso al Tribunale di Reggio Emilia per ottenere la nomina un Consulente tecnico.</strong> L'associazione ritiene che l'Istituto Superiore di Sanità potrebbe risultare il soggetto più idoneo in ragione della competenza scientifica, imparzialità e terzietà.<br /><br />L'associazione vuole ottenere <strong>una pronuncia chiara sulla concreta pericolosità per la salute dei consumatori</strong>, ancora oggi di fronte all' assoluta incertezza, fra rassicurazioni e smentite,<strong> riservandosi di proporre l'azione inibitoria per "ottenere il ritiro dal commercio delle confezioni contenenti prodotti contaminati</strong>, ordinare alla Società le misure necessarie per eliminare gli effetti dannosi accertati".<br /><br />Fino ad allora, spetterà ai consumatori decidere se acquistare i prodotti o lasciarli sul banco di vendita.<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-13224742.post-1133812450316237172005-12-05T20:50:00.000+01:002005-12-05T20:54:10.333+01:00La Carne di Pollo Cotta e' Sicura!<em>Secondo le due organizzazioni internazionali se il pollame e uova sono cotti ad una temperatura di almeno 70 gradi non c'è rischio di contrarre il virus dell'influenza aviaria. Coldiretti: "Questo appello è una ragione in più per riportare il pollo nelle tavole delle case degli italiani".</em><br /><br /><strong>Nessun pericolo di influenza aviaria per chi cuoce la carne a 70 gradi</strong>, non mangia uova crude e non utilizza contenitori e posate che sono entrati in contatto con la carne cruda. Così l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la Fao (Food and agricolture organization) rassicurano i consumatori sciogliendo dubbi e paure.<br /><br />Secondo le due organizzazioni è la macellazione a rappresentare il pericolo maggiore per la trasmissine del virus agli esseri umani. Sebbene gran parte dei ceppi di influenza aviaria si trovano nel tratto gastrointestinale ed in quello respiratorio dei volatili infetti, il ceppo H5N1 si diffonde in quasi tutte le parti del volatile infetto, inclusa la carne.<br /><br />Per <a title="esci dal portale e vai al sito di coldiretti" href="http://www.coldiretti.it/">Coldiretti</a> l'appello dell'<a title="esci dal portale e vai al sito dell'oms" href="http://www.who.int/">Oms</a> e della <a title="esci dal portale e vai al sito della fao" href="http://www.fao.org/">Fao</a> è "una ragione in più per riportare il pollo nelle tavole delle case, nei ristoranti e soprattutto <strong>nelle mense pubbliche di scuole, caserme e ospedali da dove era stato inopportunamente tolto a causa di una reazione emotiva ingiustificata</strong> e alimentata anche dal rincorrersi di dichiarazioni contraddittorie".<br /><br />"Si tratta - continua la confederazione - di una rassicurazione importante per fare definitivamente chiarezza su una <strong>psicosi di massa</strong> che ha coinvolto otto famiglie italiane su dieci che avevano il pollo nei menu, anche per il primato della convenienza economica nell'assicurare un apporto proteico adeguato all'organismo.<br /><br /><strong>L'Italia - proseguono gli agricoltori - è più che autosufficiente nella produzione</strong> con un comparto avicolo nel quale operano 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione che danno complessivamente lavoro a 180mila addetti per una produzione complessiva di 1,13 milioni di tonnellate di carne ampiamente superiore ai consumi interni e un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro, circa il 6,5 per cento del valore dell'intera agricoltura italiana".<div class="blogger-post-footer"><script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3057688156586868"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 15; google_ad_format = "468x15_0ads_al"; google_ad_channel ="2943135991"; google_color_border = "DFF2FD"; google_color_bg = "DFF2FD"; google_color_link = "0000CC"; google_color_url = "008000"; google_color_text = "000000"; //--></script> <script type="text/javascript" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></div>Redazionenoreply@blogger.com